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Zeitgeist update 1

Aprire la mente… o controllarla? – updated Oct.2008

di A. Demontis / A. Corsi Pettinato

Parte 1: Introduzione
Nella seconda metà del 2006 ha fatto la comparsa a livello mondiale un
documentario di Peter Joseph di circa 2 ore che ha come obiettivo ‘aprire la
mente’ dello spettatore, portare a sua conoscenza alcuni significati nascosti
dietro la facciata mediatica di argomenti di notevole importanza come la
massoneria, l’ 11 settembre, le religioni etc.
Il documentario ha come ‘sottotitolo’: “la verità ci renderà liberi”,
eppure scopriremo sin dall’ inizio che dopo averlo visto bisogna chiedersi: la
verità di CHI?
In sostanza Zeitgeist è un documentario che vuole sostituire le verità
ufficiali (delle quali non mi azzardo a dire se siano comprovate o meno,
condivisibili o meno – ognuno lo deciderà da se) con le verità condivise da un
certo tipo di utenza tra cui i produttori del documentario.
Sin dall’ inizio del filmato è chiaro chi siano i 2 ‘nemici’ principali
contro cui il filmato di scaglierà: la religione (in particolare quella
cristiana) e il governo statunitense (principalmente l’ amministrazione Bush ma
non solo).
E’ importante sottolineare sin dall’ inizio di questo documento il
principio chiave su cui Zeitgeist è basato, una frase recitata al minuto 06.30 :
“Più cerchi di informarti, più vedi da dove tutto viene… e anche le cose più
ovvie cambiano… e vedi bugie ovunque.”
Il concetto è perfettamente condivisibile, è lo stesso che viene proclamato
da revisionisti storici, da archeologi e scienziati non ortodossi etc, è la
chiave della ricerca: mettere sempre in dubbio ciò che ci viene imposto e
ricercare sempre una spiegazione.
Ma da li a usare questo concetto per ‘sostituire’ una verità con un’ altra
confezionata ad arte che, come vedremo, presenta vari punti erronei e imprecisi,
è come voler liberare la gente da un sistema di controllo solo per farlo
divenire schiavo di un altro. Ed è esattamente ciò che Zeitgeist vuole ottenere.

Parte 2: L’ analisi del filmato


Il documento è strutturato in 3 parti, la prima delle quali, quella che qui
andremo ad analizzare, ripercorre alcuni punti essenziali della storia della
civiltà umana (per esempio il mito di Horus e Set, il significato dello zodiaco,
l’ ermetismo etc) e la nascita dei credo religiosi.
Analizziamo ora alcuni errori e alcune imprecisioni del filmato:

· Al minuto 13.28 del filmato si afferma che le case zodiacali rappresentavano


il cammino del Dio Sole lungo il corso di un anno, ed erano associate a
fenomeni naturali che si verificavano in quel periodo dell’ anno. Viene fatto
l’ esempio dell’ Acquario, uomo dell’ acqua, che porta la pioggia in
primavera. Eppure l’ Acquario, che va dal 20 Gennaio al 19 Febbraio, è la
tipica casa invernale, da li alla primavera c’ é in mezzo un intero periodo
invernale, la casa dei Pesci. La primavera inizia con l’ Ariete il 21 Marzo.

· Viene fatta una presentazione della figura di Horus: qui c’ è un bruttissimo


gioco di assonanze tra parole inglesi e il nome di Horus. Al minuto 13.54 si
afferma che la parola ‘Horizon’ (orizzonte) deriva da ‘Horus has Risen’ –
‘Horus é risorto’. Ma basta andare a consultare un qualsiasi dizionario
etimologico per scoprire l’ origine della parola ‘orizzonte’:
· Viene utilizzato lo stesso schema per ‘insegnarci’ che anche il termine
‘Hour’ – ‘Ora’, deriva da Horus. Ma questo concetto non è alla base dell’
origine della parola Ora. Fu solo Macrobio (filosofo latino del V secolo) a
notare una certa somiglianza con il nome Oro con cui gli egiziani chiamavano
il sole. Ma l’ origine della parola Ora è ancora più antica e il termine
originale era il greco ‘Oyra’.

· Similmente, al minuto 14.07 viene detto che Horus aveva un fratello malvagio
chiamato Set e che la battaglia che ogni giorno si verificava tra Set e Horus
era alla base del concetto di notte che si avvicenda al giorno e viceversa.
Di giorno Horus, il sole, vince su Set, e la sera Set vince su Horus facendo
calare il buio. Da qui ci viene propinata l’ origine della parola ‘Sunset’ –
tramonto. Ciò però non ha senso perché il termine inglese non deriva certo
dagli originali egiziani né greci. Inoltre c’ è un errore di fondo, un errore
terribile che nemmeno il peggior studente di egittologia o semplice storia
antica commetterebbe: Set non era fratello di Horus ma lo zio. Era fratello
di Osiride, padre di Horus. Su questo punto c’ è anche da fare una
precisazione.

· Nei minuti successivi viene fatta una presentazione della storia di Horus. Si
dice che nacque il 25 dicembre. Non é esatto. Ogni riferimento a questa data
é nata dopo il 1000 a.C. (mentre il mito di Horus e la sua guerra contro Set
per vendicare la morte del padre Osiride risale ad almeno 2000 anni prima), e
non si riferisce alla sua nascita, ma a una serie di icone in cui la dea Isis
allatta suo figlio Horus a cavallo del solstizio d’ inverno (22/25 dicembre).
Questa data é attribuita a tutte le maggiori divinitá solari, che avevano in
comune un altro tratto: la conta del tempo. Possiamo annoverare Viracocha,
Shamash, Mithra, e tante altre. L’ attribuzione giusta però non é LA DATA 25
DICEMBRE ma il momento del solstizio qualsiasi data cadesse. Lo dimostra il
fatto che una di queste divinità, per l’ esattezza Inti Raymi, divinitá Inca
dell’ emisfero sud, riporta le stesse similitudini ma il 24 Giugno, data in
cui, essendo le stagioni rovesciate, cade il solstizio d’ inverno.

· Si dice poi che Horus fu battezzato da Anup a 30 anni. Anup in realtà era uno
dei nomi di Anubi, il divoratore d’ anime, anche esso figlio di Osiride. Non
era un ‘mentore’ o un profeta. Inutile dire che nel mito egizio di Horus non
esiste la figura del battesimo. Il battesimo infatti, nonostante venisse
officiato anche dai seguaci di Iside in Egitto nel I millennio a.C., è un
concetto legato all’ ebraismo del II millennio a.C. C’ è anche da segnalare
che sono testimoniate in scritti pre-babilonesi del 2500 a.C. abluzioni
rituali in nome di Ea (divinità sumera) e di suo figlio Marduk sulle rive
dell’ Eufrate nella comunità di Eridu. Che questo rito avesse o meno il
significato che noi attualmente attribuiamo al sacramento, è comunque degno
di essere menzionato perché testimonierebbe una forma di battesimo precedente
a quella egiziana e probabilmente a quella ebraica.

· Vengono riportate poi una serie di nozioni delle quali non si cita da dove
vengano prese, il che fa sì che la gente debba accettarle per forza. Per
esempio che Horus veniva chiamato ‘Agnello di Dio’ e che avesse 12 apostoli
che lo seguivano. Ad un certo punto (minuto 15.15) si afferma che dopo essere
stato tradito da Typhon, Horus venne crocifisso, sepolto per 3 giorni, e poi
resuscitò. Tutto ciò è fasullo, infatti Typhon era uno dei nomi di Set. Non
esiste nessun brano che parli della crocifissione di Horus, al contrario
esiste un brano dell 1800 a.C. che parla di una sua morte dovuta a uno
scorpione. Sua madre Isis allora si rivolse al dio Ra, progenitore di
Osiride, che venne a prendere Horus con la sua ‘camera celeste’ e lo riportò
in vita.

· Successivamente (minuti 15.30 – 18.00) viene fatto un elenco di personaggi


messianici che hanno in comune i tratti descritti: la nascita da una vergine
il 25 dicembre, una stella dell’ est che ne preannunciasse la nascita, la
morte tramite crocifissione e la resurrezione. Vengono citati Attis di
Frigia, Krishna dell’ India, Dioniso della Grecia e Mithra di Persia. Qui ci
son errori verificabili da chiunque voglia curiosare nei testi antichi.
· Di Krishna si dice che era figlio della vergine Devaki. Grande errore
infatti Devaki non era una vergine, e Krishna era il suo ottavo figlio. La
sua nascita non era stata preannunciata da una stella ma da una profezia.
L’ unico testo che parla di Devaki come ‘vergine e madre’ è uno scritto di
E.Shurè del 1941 in cui tra l’ altro non cita nessuna fonte per questa sua
attribuzione. Riguardo alla datazione, il sito vedanta.it riporta:

“La nascita di Krishna avvenne nel giorno di Ashtami sotto la stella


‘Rohini’. Questo giorno viene festeggiato con un festival conosciuto come
‘Sri Krishna Jayanti’. Il giorno della celebrazione può cadere
in due diversi giorni, in quanto la stella ‘Rohini’ e ‘Ashtami’
possono non verificarsi in uno stesso giorno.
Comunque la celebrazione cade sempre fra Agosto e Settembre
del calendario cristiano.”

Krishna inoltre non morì crocifisso ma colpito da una freccia al calcagno,


che, come nella storia di Achille, era l’ unico suo punto vulnerabile.
Inoltre nel documentario si fa risalire Krishna al 900 a.C., mentre la
morte di Krishna, secondo la Mahabharata, sarebbe avvenuta durante la
guerra di 18 giorni con gli Arii nel 3102 a.C. e sarebbe stata l’ origine
dell’ inizio del Kali Yuga, l’ era attuale. Questa datazione è riportata
anche nel Glossario Sanscrito ufficiale della religione Indù curato da Sri
Ramanasramam. La morte di Krishna comunque viene descritta come morte
fisica in seguito alla quale riassunse la sua origine divina. Ci
permettiamo inoltre di far notare una cosa: Zeitgeist è basato in buona
parte sui lavori della ricercatrice Murdock, la quale però nel suo libro
che è servito come fonte per il documentario fornisce una lista di
possibili date attribuite al Krishna. Non si capisce come mai Zeitgeist
tra tutte queste scelga solo quella del 900 a.C. che tra l’ altro non
proviene da testi vedici, ma dalle considerazioni di sir William Jones,
linguista tra i primi a tradurre i testi sanscriti. Non solo, il
documentario non si limita a ‘scegliere’ quella data, ma non fa proprio
menzione delle altre date. Forse perché tutte le altre date
invaliderebbero la teoria che si vuole proporre?
· Nel caso di Dioniso la cosa è ancora più eclatante perché non esiste
nessuna attribuzione della data del 25 dicembre. Inoltre sua madre Semele
non era affatto vergine, e Dioniso era figlio illegittimo di Zeus. Il
culto di Dioniso poi non ha niente in comune con quello degli altri
personaggi, e tantomeno con quello di Gesù. Il culto principale di Dioniso
infatti prevedeva lo sparagmós e l’homophagía, cioè lo smembramento di una
bestia che veniva divorata cruda. In età romana poi il suo culto era
composto dai famosi baccanali, che in origine erano aperti solo alle donne
e sui quali il senato romano mise un bando (Senatusconsultum de
Bacchanalibus del 186 a.C.). Ciò rende poco probabile che l’ impero romano
stesso, durante la fase della ‘stesura’ del Cristianesimo, abbia scelto
proprio la figura di Dioniso come ispirazione.
· Per quanto riguarda Mithra invece, che viene descritto come un personaggio
del 1200 a.C. nato il 25 dicembre da una vergine, seguito da 12 discepoli
e chiamato ‘la verità’ o ‘la luce’, vale il discorso fatto per le divinità
solari la cui nascita viene fatta risalire al solstizio d’ inverno. Tutte
queste nozioni non vengono dal culto originale di Mithra, che risale a
oltre il II millennio a.C. (e se ne trovano tracce in Bretagna, Italia,
Cina, India e altri paesi), ma dalla romanizzazione del mito, avvenuta
intorno al 300 a.C. Inoltre la prima traccia del nome di Mithra è un
sigillo ittita risalente al 1400 a.C. dove viene descritto un patto tra
ittiti e hurriti siglato in nome di cinque dei Indo-Iranici: Indra, Mitra,
Varuna e i due cavalieri, gli Ashvin o Nasatya. Fu solo in epoca romana
con la nascita del Mitraismo nel II secolo a.C. (e ricordiamo che il
Mitraismo era una religione sincretica), che Mithra venne identificato con
il Sol Invictus festeggiato a cavallo, appunto, del solstizio d’ inverno
(22/25 dicembre). Riguardo a Mithra bisogna notare anche un’ altra cosa.
Non si può studiare il Mitraismo, o comunque il mito di Mithra da una
fonte ed averne un chiaro panorama. Infatti esistono almeno 4 tipi diversi
di culto Mitraico. Tanto per fare un esempio il più completo sito
italiano di Mitraismo (www.rajayoga.it/mithra/introduzione.htm) riporta
tutte nozioni riguardanti Mithra già romanizzate, quindi chi vi accede
troverà apparenti conferme dei dati forniti da Zeitgeist. Ma basta andare
nel sito inglese del culto di Mithra per trovare abbondanti notizie sull’
origine del personaggio e perfino la trascrizione del mito della sua
nascita, avvenuta da una roccia davanti a un popolo di pastori. E’
interessante leggere alcuni passaggi del mito:

The rock that was hit by lighting was moving and all the broken fragments where
floating around the rock. The rock kept on moving, it appered it was growning out of
the ground. The rock started to glow red, a sharp contrast to rest of the valley which
was still engilfed in blue light. Then the rock seemed almost liguid like water a sudden
breeze from the east froze it momenterly, yet it kept on growing.

At last an outline of human figure began to take shape. […]


The figure was clearly human now, his was strong for a momemt his face was of a young
boy and then of a old beared man, another moment mature man, his face was the face of
all years. His head was adorned with a phrygrian cap, armed with a knife and carrying
a torch on the other hand.
[…]
The Assembly shouted in the unison:
“ We have seen the birth of Our Lord Mithra from the Rock” –

In sostanza la nascita di Mithra avvenne da una roccia colpita da un


fulmine. Questa roccia sembrava divenire quasi liquida e d’ un tratto
prese sembianze umane. Divenne un ragazzo con un capello frigio, aveva un
coltello e una torcia. Al vederlo i pastori presenti gridarono ‘Abbiamo
assistito alla nascita del Signore Mithra dalla roccia’.

Quando successivamente si parla della figura di Gesù Cristo e in


particolare della analogia tra i 3 magi (i tre Re) e le tre stelle della cintura
di Orione (i cui nomi dovrebbero essere nomi di re) che seguono la stella Sirio
che sarebbe quindi la ‘stella dell Est’ di cui si parla nelle predizioni della
nascita di questi personaggi messianici, troviamo altre imprecisioni.

Ci viene detto (minuto 18.00) che le tre stelle della cintura di origine
erano chiamate ‘I tre Re’. Questo non è assolutamente vero. I nomi delle 3
stelle, Al-Nitak, Al-Nilam, e Mintaka, vogliono dire tutti e tre ‘Cintura’ o
‘Fascia’. Il nome Al-Nilam è il più specifico e significa ‘fascia di perle’
dall’ arabo Nazm (perla).
Ancora prima di questo, al minuto 17.50, ci viene detto senza nessuna
motivazione che la ‘stella dell Est’ che i Magi seguivano è Sirio, e che questa
si allinea con la cintura di Orione (che raffigurerebbe i 3 magi) e con il Sole
(che rappresenterebbe Gesù) esattamente il 25 Dicembre.
Anche qui c’ è un grossolano errore: nessun astronomo ha mai fatto una
identificazione della stella dell’ Est con Sirio. Le teorie più accreditate
nello spiegare il fenomeno sono che si trattasse di una congiunzione di Giove e
Saturno, o di una congiunzione tra Venere e Giove. Anche in campo religioso
alcuni teologi e uomini di chiesa rifiutano l’ idea che la famosa stella fosse
davvero un riferimento a una situazione celeste. In particolar modo l’
arcivescovo di Costantinopoli del IV secolo, Ioannes Chrysostomos, fece notare
che mentre le stelle nel cielo si muovono da est a ovest, i magi per arrivare
dalla Persia alla Giudea avrebbero viaggiato da Nord a Sud, quindi vedendo il
moto delle stelle capovolto.

C’ è poi una disquisizione sulla Vergine Maria madre di Gesù che sarebbe la
costellazione della Vergine, sulla M e sui nomi delle madri presunte vergini di
molti personaggi messianici, i cui nomi iniziano tutti per M perché M sarebbe la
lettera somigliante al geroglifico della Vergine. Però qualche minuto prima
veniva citata come vergine Devaki che non inizia per M, e si parlava di Dioniso,
la cui madre però si chiama Semele.
Questa è una tattica che in Zeitgeist viene usata spessissimo. Si mettono
nei propri ragionamenti elementi che non hanno nulla a che vedere con l’
argomento solo perché ci son 2 o 3 parole in comune, scegliendo solo esempi che
supportino ciò che si dice anche se esempi citati precedentemente smentiscono il
tutto. Fermiamoci inoltre a pensare che una cosa è parlare della costellazione
della Vergine, un’ altra è parlare del segno. Se si fa una ricerca su siti di
astronomia, si scopre che a causa di un fenomeno chiamato ‘precessione degli
equinozi’ ormai non esistono più corrispondenze (da migliaia di anni)
astronomiche tra il segno della Vergine e la sua costellazione. E, guardacaso,
la M modificata è il simbolo del SEGNO non della costellazione.
Inoltre sarebbe opportuno che qualcuno spiegasse cosa c’ entra la Vergine
Maria con la costellazione della Vergine. Solo un termine in comune.
Riassumiamo: il teorema del regista è che il mito della nascita di Gesù
sarebbe in realtà una sorta di codice di un evento astronomico: l’ allineamento
delle 3 stelle della cintura di Orione (i re magi) con Sirio (la stella dell
Est) che indicano il punto in cui il Sole sorge (Gesù nasce) il 25 Dicembre.
A questo punto dovremmo aspettarci che, chiamata in ballo la Vergine Maria,
che si trova nello stesso luogo in cui nasce il figlio, anche la costelazione
della Vergine occupi un posto allineato con questa rotta: Orione – Sirio –
levata eliaca.
Inutile dire che non è così. Questa è la posizione di Orione, di Sirio, e
della Vergine.
Comunque il sole si muova lungo il corso dell’ anno, le 3 costellazioni
Vergine, Orione e Cane Minore (di cui Sirio fa parte) non sono MAI allineate in
nessun modo. E se questo fantomatico 25 Dicembre il sole si allinea con la
cintura di Orione e Sirio, in diagonale da NE a SO, la Vergine non ha niente a
che vedere con ciò.
Importante notare un’ altra cosa… quella riportata qui sopra è una
rappresentazione della volta del cielo presa da SkyMap.org tramite un software
online di alto livello. Se usate un qualsiasi altro software del genere la
rappresentazione della costellazione della Vergine è sempre la stessa…
Non si capisce allora perché nel documentario l’ immagine che ci viene data
è la seguente:

Perfino la sua rappresentazione artistica riporta la Vergine con forma


‘chiusa’ con gli arti che si dipartono:
Il regista poi (minuto 18.42) parla della raffigurazione della Vergine con
in mano un covone di grano. Lo fa per introdurre un altro concetto legato a Gesù
e al suo luogo di nascita: Bethlem, nome che vorrebbe dire ‘Casa del Pane’.
E’ bene dire subito che la parola Bethlem è di etimologia incerta.
Il nome Bethlem potrebbe avere due origini:
· Bayt Lahem – dall’ ebraico, con Lekhem che significa Pane – significa
‘Città del Pane’
· Bayt Lahem – dall’ arabo (lingua ufficiale della Palestina), con Lahem che
significa Carne – significa ‘Casa della Carne’

Esiste ancora un’ altra versione, dello studioso George Adam Smith che nel
1906 nel suo libro ‘Storia e geografia della Terra Santa’ sostiene che il nome
derivi da Bet-Lakhmu, dove quest’ ultima parola sarebbe il nome della divinità
babilonese Lahamu di cui si parla nel mito della creazione (Enuma Elish).
Personalmente, in base all’ origine dell’ ebraico dalle lingue
mesopotamiche, direi che se il nome derivasse dall’ ebraico il termine che sta
per ‘Casa’ non serebbe Bayt ma Bet (in ebraico per esempio si diceva Bet Shamash
e non Bayt Shamash – la Y ebraica non è una lettera che possa ‘sparire’ di
colpo), inoltre la K di Lekhem in ebraico non cadrebbe perché, noto a tutti che
l’ ebraico non aveva vocali, il sillabico sarebbe stato LKM e non LHM. LHM
invece sarebbe stato il sillabico perfetto di Lahem: Carne.
Confesso comunque di non essere ferratissimo nell’ evoluzione della lingua
ebraica quindi concederei al regista il beneficio del dubbio riguardo all’
origine del termine Bethlhem, anche se non si capisce, ai fini della trattazione
astronomica del mito della nascita di Gesù, cosa c’ entrino il pane e la
Vergine. C’ è da aggiungere una cosa… in questo punto del filmato i redattori
non danno riferimenti a datazioni. Cioè non si riesce a capire in quale periodo
di tempo collocare tutte queste loro presunte analogie. Ciò non è di poca
importanza, perché fino al I millennio a.C. Bethlem non si chiamava così, ma
Ephrata, che significa ‘Fertilità’.

Qualche secondo dopo il documentario parla del fenomeno astronomico che sta
alla base del Sol Invictus: l’ apparente fermarsi del Sole per 3 giorni a
cavallo del 22-25 Dicembre, secondo il regista (dichiarazione arbitraria tra l’
altro) in corrispondenza della Croce del Sud. Dopo questi 3 giorni, in cui
sempre secondo il regista (minuto 20.19) gli antichi dicevano che “il sole è
morto sulla croce, morì per 3 giorni, solo per risorgere di nuovo”, il Sole
iniziava la sua risalita verso Nord. Secondo il documentario “questo sarebbe il
motivo per cui Gesù e molte altre divinità legate al Sole condividono questa
idea di crocifissione, morte per 3 giorni, e resurrezione”.
A questo punto non possiamo esimerci dall’ affermare che questi personaggi
non potevano condividere niente di tutto ciò, né gli antichi potevano fare
determinate considerazioni sul Sole e la Croce del Sud per vari motivi:

· Questo fenomeno avveniva al momento TEORICO della NASCITA di Gesù e di


questi altri personaggi, e non al momento della loro MORTE. Ricordiamo che
Gesù morì nel periodo della Pasqua Ebraica, che corrisponde al nostro mese
di Aprile, e non a Dicembre.
· La Croce del Sud è una costellazione AUSTRALE (dell’ emisfero sud) che
solo in determinati periodi era visibile nel cielo boreale e solo al di
sotto del 27° parallelo Nord. Guardacaso però Bethlemme si trova a queste
coordinate: 31°42′N 35°11′E e Gerusalemme 10 Km più a Nord. La croce del
Sud quindi, in inverno (ricordiamo che stiamo parlando di Dicembre) non è
mai visibile da Bethlem.
· Al tempo dei romani, in cui si svolge la vicenda di Gesù (quindi all’
origine del suo mito) la Croce del Sud non era stata ancora catalogata. Fu
catalogata nel 1516 da Andrea Corsali, un navigatore italiano. Fa la sua
comparsa nelle mappe solo a partire dal 1598. Prima del XVI secolo le
stelle della Croce del Sud erano ritenute facenti parte della
costellazione del Centauro, che con il mito di Gesù non ha niente a che
vedere. E’ importante chiarire questo punto perché secondo Zeitgeist la
Croce del Sud sullo sfondo di questo allineamento: Orione – Sirio – levata
eliaca sarebbe il motivo per cui si parla di crocifissione. Ma se anche le
stelle al periodo erano conosciute, non ne era conosciuta la forma come
croce inquanto ritenute facenti parte del Centauro. Ergo non potevano
‘rappresentare’ la crocifissione.

Concluderei con questa parte dedicata ad allineamenti a cavallo del 22/25


dicembre con una precisazione. Zeitgeist fa un gioco sporco non fornendo
datazioni. Con questo intendo che Zeitgeist non dice in quale periodo tutta
questa messinscena del culto di Gesù sarebbe stata organizzata. E’ importante
capire questo perché la data di nascita di Gesù Cristo NON viene definita da
nessuna fonte cristiana o non cristiana. Esistono in alcuni passi dei vangeli
dei riferimenti ma NESSUNO di questi fa pensare a una data simile al 25
Dicembre. Si noti anche che prima di Ippolito di Roma (nel 203 d.C.) nessun
padre della Chiesa ha mai fornito questa datazione. Le datazioni utilizzate
sono: 18 Novembre o 6 Gennaio (Clemente di Alessandria – 200 d.C.) – 20 Maggio
(Autori egiziani – 200 d.C.) – 10 gennaio (seguaci di Basilide 200 d.C.) – 19 o
20 Aprile (Altri autori in Egitto – 200 d.C.). Inoltre anche Cipriano (243 d.C.)
ed Epifanio (370 d.C.) preferiscono dare una data discordante: 28 Marzo il primo
e 6 Gennaio il secondo. Solo questo basterebbe a far cadere tutta la prima parte
del video, ma andiamo avanti.

Viene fatta poi una analisi della raffigurazione del cerchio zodiacale con
al centro la figura di Gesù Cristo, dicendo che i 12 apostoli son in realtà un
simbolo delle 12 costellazioni zodiacali. Questo può anche starci bene perché,
da che mondo è mondo, le divinità o i personaggi preterumani son sempre stati
associati a stelle o costellazioni (fin dai tempi dei Sumeri). Viene illustrato
il simbolo della croce nel cerchio, e identificato giustamente come simbolo
pagano. Infatti, e qui bisogna dare atto al regista, erroneamente molti credono
che la croce sia un simbolo cristiano, ma ci son testimonianze del 2000 a.C. che
associano la croce a Tammuz. Il regista però se la cava sbrigativamente
nominando i ‘Pagani’ quindi utilizzando una terminologia cristiana molto
generalizzante. Diciamo che avrebbe dovuto specificare a quali popolazioni in
particolare si riferisce.
Vengono mostrati alcuni passi dei Vangeli e della Bibbia in cui si auspica
o riferisce che Gesù ritornerebbe, ma nel documentario si osa addirittura fare
un parallelo tra questi versi e il moto del Sole che torna ogni giorno. E il
“tornerà ancora” che i Vangeli usano per parlare del Cristo viene tradotto in
“ogni giorno” riferito al sorgere giornaliero del Sole, e la “Corona di spine”
viene assocciata ai raggi solari.

Abbiamo successivamente una analisi della precessione degli equinozi e ci


viene raccontato con dovizia di particolari di come le antiche civiltà fossero a
conoscenza di questo fenomeno e utilizzassero l’ intervallo di 2150 anni (in
realtà varia tra 2148 e 2160 a seconda della ‘casa’ – infatti lo zodiaco non è
composto esatamente di 12 case da 30° ma alcune variano da 29.1° a 31.3°) per
identificare le varie ere astrologiche. Il regista ci dice che dal 4300 a.C. al
2150 a.C. si era nell’ Era del Toro, e dal 2150 a.C. all’ anno 1 d.C. si viveva
nell’ Era dell’ Ariete. Nel 1 a.C. saremmo entrati nell’ Era dei Pesci e così
via.
Desidero precisare che a causa dell’ inclinazione variabile dell’ asse
terrestre, non sono assolutamente certe le date di inizio e fine di una era
astrologica. A seconda delle fonti troviamo anche 200 anni di scarto come inizio
o fine della stessa era.
Si racconta che Mosè si infuriò con gli Israeliti perché adoravano il
vitello/toro d’ oro perché, essendo nel’ Era dell’ Ariete, non si doveva adorare
un idolo dell’ Era precedente (quella del Toro appunto). Così poi si parla del
simbolismo dei Pesci perché Gesù era un personaggio che introduceva a questa
Era, citando vari esempi della vita del Cristo. Fino a segnalare un passo in
cui, alla domanda su dove tenere la Pasqua dopo la sua morte (rivoltagli dai
discepoli), Gesù risponde con “appena entrati in città troverete un uomo che
porta una brocca d’ acqua… seguitelo nella casa in cui entrerà..”. Identificato
l’ uomo con la brocca nella Era dell’ Acquario, secondo il regista: “Gesù stava
in realtà dicendo che dopo l’ Era dei Pesci viene quella dell’ Acquario”.
Tutto ciò è credibilissimo e giustissimo in termini astrologici e
astronomici. Ma, perché c’ è sempre un MA con Zeitgeist, dobbiamo farci una
domanda:
Se i discepoli chiedono a Gesù: “Dove si terrà la Pasqua dopo la tua
morte?”, che senso avrebbe per Gesù rispondere: “Dopo l’ Era dei Pesci viene
quella dell’ Acquario”? Se la frase di Gesù è un codice, e ritenendo che il
discorso debba avere COMUNQUE un senso, quale è allora il significato
astrologico (o meno) della domanda fatta dai discepoli? Il regista non ce lo
dice.
Si parla poi dell Apocalisse e di un passaggio del vangelo di Matteo (Mat.
28:20) segnalando come ‘la fine dei tempi’ in realtà sarebbe la fine della Era
dei Pesci. Questa cosa non può essere né confermata né smentita inquanto nessuno
di noi era presente per sapere cosa voleva scrivere Matteo l’ evangelista. Non
si capisce però come mai da questa interpretazione si vada a finire, subito
dopo, a riparlare delle similitudini tra Horus e Gesù.

Al minuto 27.50 il documentario ci dice che Gesù è un ibrido letterario, e


più precisamente un plagio della figura di Horus, il dio sole egiziano. Ci viene
riproposta la sfilza di caratteristiche che li accomunerebbero, di cui abbiamo
già parlato, e si illustra un graffito del tempio di Luxor, risalente a 3500
anni fa, che conterrebbe particolari della Annunciazione, della immacolata
concezione, della nascita ed adorazione di Horus.
Il documentario mostra dei dettagli per 1 o 2 secondi di alcune zone del
graffito, ma mettendo in pausa il filmato le immagini non danno necessariamente
l’ impressione di una annunciazione, di una nascita, né tantomeno di una
‘immacolata concezione’. Mostra solo delle divinità vicine l’ una all’ altra.

E’ importante notare che se si cerca su internet ‘Thaw Luxor Horus’ non


risulta NESSUN sito ufficiale (o ufficioso) di egittologia nemmeno amatoriale o
archeologia in generale che identifichi nel graffito significati vagamente
somiglianti con quelli assegnatigli dal documentario. Tutti i links che vengono
restituiti dai motori di ricerca hanno a che vedere con Zeitgeist. Come dire… l’
unica fonte per questa interpretazione é Zeitgeist stesso.
Ci viene detto che le similitudini tra Horus e Gesù sono tantissime, e nel
video scorrono 2 pagine affiancate che dovrebbero riportare ‘fatti’ attribuibili
a Horus che trovano parallelo con il mito di Gesù. La qualità dell’ immagine è
molto bassa, e le pagine nel video scorrono via via più velocemente il che rende
difficile fermare il video e leggere le similitudini riportate.
Ma qualcuna è leggibile quindi analizzabile.
Figurano all’ inizio alcune frasi generiche come ‘i racconti su Horus’
paragonato con ‘i racconti su Gesù’, una similitudine che non ha granchè senso;
poi abbiamo frasi come “Ra il padre di Iu il Su, o figlio di Dio, con il falco o
la colomba come simbolo dello spirito santo” paragonato con “Dio padre di Gesù
con la colomba come simbolo dello spirito santo”. Qui Ra è considerato padre di
Iu-Su (che dovrebbe essere Horus in base a non si sa cosa) quindi equivalente a
Dio, padre di Gesù, ma allo stesso tempo ‘Figlio di Dio’. Come fa Ra ad essere
padre e quindi Dio e allo stesso tempo figlio di Dio?
Una frase sotto riporta “La trinità di Atum (Osiride) il padre, Horus, il
figlio, e Ra lo spirito”, paragonati a Dio, a Gesù e allo spirito santo. Ma
nella frase vista poco fa era Ra il padre… ora lo diventa Osiride. Inoltre l’
attribuzione di Ra come ‘lo spirito’ non si capisce da dove venga… Ra era
progenitore di Osiride.
Una frase sottostante cita “La prima venuta di Horus come figlio della
vergine, la seconda come figlio di Ra, il padre” paragonato con “Il primo Gesù
come figlio della vergine, il secondo come figlio del padre”. Qui Ra diventa di
nuovo ‘il padre’, e la storia della vergine (che dovrebbe essere Isis) l’
abbiamo già analizzata.
Una chicca tra le ‘similitudini’ è : “Le due madri di Horus bambino: Isis e
Nefti – che erano sorelle” paragonato con “Le due madri di Gesù bambino – che
erano sorelle”. Ora, sfido chiunque a trovare riferimenti a Nefti come madre di
Horus e di una sorella di Maria considerata madre di Gesù. Nefti è moglie di
Seth e madre di Anubi, avuto con l’ inganno da suo fratello Osiride.
Altra similitudine sballata o riadattata: “Iside colta in adulterio con Sut
da Horus” paragonata alla generica ‘adultera’ di cui si parla nel vangelo. Una
forzatura bella e buona perché, visti i precedenti concetti (anche se sbagliati)
Isis non sarebbe dovuta essere paragonata a una qualsiasi donna adultera, ma
alla madre di Gesù (inquanto madre di Horus, paragonato a Gesù). E ovviamente
non vi è traccia di Gesù che scopra sua madre in adulterio.
Le altre frasi sono tutte di questo stampo, poi scorrono troppo velocemente
e nei fermoimmagine sono troppo sfocate per essere lette bene. Andiamo quindi
oltre.
Si arriva a parlare di altre narrazioni bibliche che hanno riscontro in
storie più antiche, prendendole per plagio… E qui niente di male, concordo
pienamente quando si parla della storia sumera di Gilgamesh. La narrazione di
Noè infatti riprende fedelmente la storia raccontata da Utnapistim (o Ziusudra
nella versione accadica) a Gilgamesh in cui Enlil mandò il diluvio per punire l’
umanità. C’ è da dire però che ormai è quasi universalmente accettato che la
bibbia ebraica è un sunto di racconti (che vengano considerate cronache o miti è
indifferente) di epoche precedenti e registrate per la prima volta da sumeri e
accadi.
Viene poi fatto (al minuto 29.50) un paragone tra la storia di Mosè e
quella di Sargon, ignorando però che si hanno prove dell’ esistenza di entrambe
queste figure. Quindi non ha senso dire che la figura di Mosè è un plagio della
figura di Sargon. Esistono record sia egiziani che ebraici (sia anche caananiti)
dell’ esodo (1450 a.C. circa), della figura di Giacobbe, e di un bambino trovato
da una principessa figlia di Tuthmosis I.
Il nome Mosè è stato per decenni oggetto di varie diatribe inquanto gli
archeologi più ortodossi traducono il termine in lingua ebraica. Ma il nome Mosè
(Moses), assegnato al bambino da Hatshepsut, va tradotto in egiziano. E’ la
radice Mss che veniva data ai nomi dei personaggi regali in quei secoli
(Tuthmosis = Tehuti-Mss) e che significa ‘figlio di / benedetto da’.
La figura di Sargon, risalente a circa 700 anni prima, ha una storia molto
simile per alcuni aspetti. Ma se di entrambi vi è prova scritta in steli e
annali, la loro identificazione come una unica persona è da considerarsi
sbagliata.
C’ è anche da notare una cosa. Non si può affermare che la figura di Mosè
sia un plagio di quella di Sargon utilizzando solo la similitudine della loro
nascita. Sargon e Mosè ebbero due vite completamente diverse. Sharru-Kin, o
Sargon appunto, divenne re grazie all’ aiuto di Inanna che se ne innamorò, fondò
Agade e creò il regno di Akkad. Mosè non divenne re ma anzi venne espulso da
Tuthmosis III che morì nel 1450 a.C.
Il rientro in Egitto di Mosè e del suo popolo è registrato negli annali di
Amenhotep, reggente successivo a Tuthmosis III, intorno al 1430 a.C.
Il documentario poi ci parla di Mosè come uomo che ritirò le tavole della
legge su un monte, facendo un paragone con alcuni altri personaggi storici a cui
viene attribuita la stessa storia. Vengono citati Nemo di Babilonia e un certo
Mises in Egitto.

Inutile dire che non ho trovato nessuna traccia di questi due personaggi.
Non solo, mentre il nome Mises potrebbe essere lo stesso Mosè, visto che si
scrive Mss, il nome Nemo non è assolutamente un nome babilonese. Ho cercato
questo nome nei maggiori siti che catalogano testi babilonesi (sacred texts –
biblioteca pleyades – library of halexandria – gateways to babylon – shrine of
Inanna – ancient manuscripts and treatisies) e non risulta da nessuna parte.
Ancora una volta l’ unica fonte di Zeitgeist è Zeitgeist stesso. Sono
aperto comunque a ogni segnalazione su questi nomi che non siano riferimenti al
documentario.
Viene fatto poi un parallelo tra i 10 Comandamenti e il Libro dei Morti
egiziano (minuto 31.00) e precisamente alla formula 125. Questa formula però si
riferisce non alle leggi di qualche dio, ma alla condizioni per cui la fenice
può rinascere, e l’ uomo (nel testo è lo scriba Ani) può accedere al regno dell’
aldilà (il Duat).
La formula 125 tradotta inizia con:
“La mia purità è quella del Gran Beh-nu che è a het-nen-nesut (la città del
bambino re) poiché io sono le nari del signore Shu che fa vivere gli uomini il
giorno in cui l’ Occhio si riempie in Eliopoli nell’ ultimo giorno del mese di
Mekir alla presenza del signore di questa terra”.
Il più completo sito di testi egiziani e loro analisi, anticoegitto.net,
riporta riguardo al 125° capitolo:
“Il capitolo 125 del libro segue le prove dello scriba Ani nel suo viaggio
attraverso l’aldilà, a partire dal giorno del giudizio. Ani chiede a Tem-Ra,
capo degli dei di Eliopoli: -Quanto tempo devo vivere?- e Team-Ra risponde: - Tu
esisterai per milioni di milioni di anni, un periodo di milioni di anni-.”
Successivamente l’ anima incontra i vari dei che gli chiedono un resoconto
della sua vita e di proclamare di non aver commesso i 42 peccati terreni.
I comandamenti sono 10, i peccati del papiro dei morti sono 42. Mi sembra
che il paragone sia un po’ troppo azzardato…
Anche non credendo alla favola di Mosè e del dio che incide le tavole di
suo pugno, in tempi più vicini a Mosè si poteva trovare un altro termine di
paragone per i comandamenti: il codice di Ammurabi risalente ad appena 3 secoli
prima.
Invece questo perseverare con i paragoni tra l’ ebraismo e la cultura
egizia fa commettere ai registi di Zeitgeist errori che ne invalidano il lavoro.

Successivamente si afferma che le basi del giudaismo sono tutte ascrivibili


alla cultura egizia. Vengono messi nella lista anche la Pasqua e la
circoncisione. La prima non ha niente a che vedere con la cultura egizia,
infatti se la Pesach (il nome originale della pasqua ebraica) celebra la
liberazione degli ebrei dall’ Egitto, questa è una festa prettamente ebraica e
non contemplata dalla cultura o dalla religione egiziane. La circoncisione è una
pratica medico-religiosa praticata da vari popoli sparsi per il globo (per
esempio anche in Oceania). Se è vero che la circoncisione veniva praticata in
Egitto come ‘affiliazione’ religiosa a Ra, tutti i riferimenti a questa pratica
vengono dall’ epoca in cui in Egitto vivevano migliaia di semiti presso i quali
questa pratica era di uso comune. Non si può quindi affermare che la
circoncisione giudaica deriva dalla pratica egizia, poiché potrebbero essere
stati i primi semiti ad introdurre questa pratica in Egitto.

Il documentario prosegue poi con una affermazione di Giustino Martire,


vissuto a cavallo del II secolo, secondo la quale quando si parla della nascita
morte e resurrezione di Gesù, non si dice niente di diverso da ciò che viene
attribuito al ‘Figlio del dio Giove’.
Ma la frase esatta di Giustino è “Non proponiamo niente di diverso da quel
che voi attribuite ai figli di Giove”.
Anche la frase successiva è di Giustino: “quando diciamo che lui è nato da
una vergine, accettatelo in comune con ciò che credete di Perseo”. Queste frasi
non vogliono dire che la figura di Gesù è copiata, ma suggeriscono all’
interlocutore, evidentemente di diversa cultura, che il cristianesimo dopotutto
non propone cose assurde da credere e niente di diverso da ciò che la cultura
dell’ interlocutore attribuisce ai figli di Giove (importante anche notare il
plurale) e di di trovare un qualcosa che accomuna la figura del Gesù cristiano e
quella del Perseo greco. Per intenderci, se un cristiano potesse ipoteticamente
incontrare un babilonese e gli dicesse “quando noi parliamo della visione di
Ezechiele riguardante una scala che sale verso il cielo non proponiamo niente di
diverso da ciò che voi dite della camera celeste di Inanna” non vuol dire che la
scala vista da Ezechiele sia la camera celeste di cui parlano tanti racconti su
Inanna. Significa che in entrambi i casi vengono attribuiti ai due personaggi
elementi ‘celesti’. E’ un ‘creare un ponte’ tra le due culture per rendere l’
una più accetabile dall’ altra. La differenza è abissale.

Lo speaker nel documentario poi prende in giro i fondamentalisti cristiani,


e li non possiamo che ridere della ottusità di alcuni personaggi che davvero
hanno vissuto per secoli con una unica verità derivante dalla fede. C’ è da dire
però che questo atteggiamento è comune a quasi tutte le religioni. Anche questo
passaggio di scherno comunque contiene un errore. Si dice ‘ragazzi questa gente
è davvero convinta che il mondo abbia 12000 anni’. Non è esatto… secondo il
fondamentalismo cristiano il mondo avrebbe ora circa 6000 anni. Infatti alla
fine del XIX secolo il vescovo teosofo Lightfoot calcolava che il mondo era
stato creato alle 9 del mattino del 23 Ottobre 4004 a.C e gli facevano eco
prelati a spiegare che “essendo Dio onnipotente nulla Gli impediva di aver
creato il mondo con le mummie”. La cosa è ancora più grave, certo, ma denota che
lo speaker (e chi ha curato il documentario) è male informato sul
fondamentalismo cristiano.

Ancora una volta il documentario cerca di attribuire ad altri personaggi le


caratteristiche di Gesù portando avanti delle analogie. Stavolta (minuto 33.20)
il personaggio scelto è Giuseppe, figlio di Giacobbe. Mai errore poteva essere
più grande per il documentario. Qui le similitudini sono davvero riadattate per
chi è abituato solo a leggere senza ragionare.
· Si parla di una nascita miracolosa di Giuseppe, della quale non troviamo
traccia.
· Si dice che Giuseppe aveva 12 fratelli e Gesù 12 discepoli; invece Giuseppe
era il penultimo dei 12 figli di Giacobbe, quindi aveva 11 fratelli.
· Fu venduto per 20 monete, e Gesù per 30. Qui sorvoleremmo ma a parte il
numero di monete diverso (che rende la similitudine molto labile) bisogna
notare che Giuseppe fu venduto perché gli altri fratelli volevano ucciderlo
per gelosia ma Ruben il primogenito si oppose. Gesù fu venduto per motivi
completamente diversi.
· Entrambi furono venduti da un personaggio che si chiama Giuda. E qui niente
da dire se non che il nome Giuda era il più diffuso all’ epoca assieme,
appunto, a Giuseppe (Yussuf).
· Viene detto che Giuseppe iniziò a ‘lavorare’ (senza spiegare in che modo) a
30 anni e così anche Gesù iniziò a predicare a 30 anni. Ho consultato 3
bibbie diverse e non c’ è riferimento in Genesi 37-50, che trattano della
vita di Giuseppe, a una età di 30 anni alla quale possa aver ‘lavorato’ in
qualunque maniera.

Lo speaker termina questa sezione con ‘il parallelo potrebbe andare avanti
all’ infinito’. Certo, se si inventano le cose anche oltre l’ infinito.
Giungiamo quindi al rush finale della prima parte di Zeitgeist, e
finalmente l’ autore ha il coraggio di dire a cosa vuole arrivare: esiste una
prova non biblica dell’ esistenza di Gesù? No.
Ora, il documentario afferma che al tempo di Gesù c’ erano almeno 40
storici illustri che hanno lasciato una marea di materiale, e nessuno parla di
Gesù. Per non analizzare tutti i personaggi basta prenderne in esame 3. Ho
scelto Petronio, Seneca e Tacito.
Petronio visse tra il 14 e il 66, nato a Cuma, in Campania, e non ha niente
a che vedere con la storia di Gesù che si svolge in Galilea. Non si capisce
perché né come avrebbe dovuto o potuto raccontare di Gesù del quale
probabilmente non avrebbe nemmeno conosciuto l’ esistenza (inquanto
contemporaneo – ricordiamo che noi adesso conosciamo i personaggi sparsi per il
mondo grazie ai media, che all’ epoca non esistevano).
Seneca era nato in Spagna a Cordoba e visse tra il 4 e il 65. Visse i primi
anni della sua vita a Cordoba, poi qualche anno a Roma, poi visse dal 26 al 31
in Egitto, e al suo ritorno a Roma fu esiliato in Corsica fino al 49 anno in cui
fece ritorno a Roma e incontrò il bambino Nerone del quale fu tutore fino alla
sua investitura. Visse sempre a Roma e morì nel 65. Anche lui, come Petronio,
non avrebbe avuto modo di conoscere la figura di Gesù, le cui opere (che coprono
solo 3 anni)si svolgevano nel periodo del suo esilio in Egitto.
Riguardo a Tacito possiamo dire che era nato a Roma nel 55 (alcuni dicono
nell’ odierna Terni nel 57) e morì nel 117 (o nel 123). Avendo vissuto dopo gli
anni di Gesù, almeno cronologicamente avrebbe potuto essere a conoscenza della
figura, quantomeno da annali dell’ impero romano. Ma Tacito era nato a Roma e i
suoi scritti riguardano quasi per intero la vita di personaggi romani. La sua
opera più grande sono gli Annali in cui parla dell’ intervallo di tempo tra
Augusto (morto nel 14) e Domiziano (morto nel 96).
Tacito non visse mai fuori da Roma se non verso la fine della sua vita
quando fu governatore in Anatolia.
E’ proprio in questo periodo che Tacito reda i suoi annali. E
paradossalmente nel 15° capitolo esiste un paragrafo che sembra smentire, come
vedremo tra poco, chi ha redatto il documentario.
La ricerca condotta da chi ha redatto Zeitgeist in materia di prove sull’
esistenza di Gesù contiene 2 errori fondamentali:

1) si aspetta di trovare racconti su Gesù poco dopo la sua morte, mentre


sarebbe più ovvio andare a pescare nei testi scritti molti anni dopo,
diciamo nell’ arco di un secolo, durante il quale la storia di Gesù si
sarebbe diffusa nelle varie province dell’ impero romano;
2) non tiene conto di alcuni testi non cristiani del II secolo che fanno
riferimento alla figura di Gesù, alcune volte chiamato solo con il suo nome
(e quindi costituiscono prove parziali inquanto non si può essere certi che
si parli proprio di quel Gesù) e altre volte chiamato ‘Gesù noto il Cristo’
o solo ‘Cristo’.

Esempi di questi testi sono il Testimonium Flavianum di Giuseppe Flavio,


che riporta due passi cruciali:
1. “convocò il sinedrio a giudizio e vi condusse il fratello di Gesù, detto il
Cristo, di nome Giacomo, e alcuni altri, accusandoli di trasgressione della
legge e condannandoli alla lapidazione”;
2. “Ci fu verso questo tempo Gesù, uomo saggio, se pure bisogna chiamarlo uomo:
era infatti autore di opere straordinarie, maestro di uomini che accolgono
con piacere la verità, ed attirò a sé molti Giudei, e anche molti dei greci.
Questi era il Cristo. E quando Pilato, per denunzia degli uomini notabili fra
noi, lo punì di croce, non cessarono coloro che da principio lo avevano
amato. Egli infatti apparve loro al terzo giorno nuovamente vivo, avendo già
annunziato i divini profeti queste e migliaia d’altre meraviglie riguardo a
lui.”

Anche l’ opera ‘Dialoghi con Trifone il giudeo’ di Giustino contiene un


passo importante:
“È sorta un’ eresia senza Dio e senza Legge da un certo Gesù, impostore
Galileo; dopo che noi lo avevamo crocifisso, i suoi discepoli lo trafugarono
nottetempo dalla tomba ove lo si era sepolto dopo averlo calato dalla croce, ed
ingannano gli uomini dicendo che è risorto dai morti e asceso al cielo.”.
Veniamo ora agli Annali di Tacito.
Il 15° capitolo contiene un paragrafo che recita:
“L’autore di questa denominazione, Cristo, sotto l’impero di Tiberio
(imperatore dal 14 al 37 d.C.), era stato condannato al supplizio dal
Procuratore Ponzio Pilato; ma, repressa per il momento, l’esiziale superstizione
erompeva di nuovo, non solo per la Giudea, origine di quel male, ma anche per l’
Urbe, ove da ogni parte confluiscono tutte le cose atroci e vergognose”.
Eppure nel documentario Tacito figura nella lista dei famosi scrittori che
non avrebbero lasciato segni riguardo a Gesù.
Esistono poi alcuni scritti greci e di altre regioni del medioriente che,
pur non nominandolo, sembrano far riferimento a Gesù con alcuni epiteti. Sarei
tentato, visto che un epiteto non sempre è identificativo di una persona, di non
includere questi passaggi nella mia analisi, ma siccome Zeitgeist in tantissimi
passaggi fa il gioco delle somiglianze basandosi proprio su epiteti (come nel
caso di Mithra etc) reputo sia giusto per almeno un caso molto evidente fare lo
stesso gioco.
Si tratta di una frase tratta da una lettera di Mara bar Serapion, storico
siriano, databile a prima del 70.
La lettera riporta scritta una sua considerazione contro i giudei: “A che
cosa è servito ai giudei uccidere il loro saggio re, visto che il regno è stato
poi tolto loro”. Ricordando che Gesù, in croce, aveva sulla testa l’ iscrizione
di scherno ‘Jesus Nazarenus Rex Iudeorum’ (Gesù Nazareno re dei Giudei) è
auspicabile pensare che la frase stia parlando proprio di Gesù.
Il caso più ecclatante comunque ci viene da Celso, notissimo per le sue
polemiche con i Cristiani. Celso, vissuto nel II secolo, sosteneva che Gesù
fosse nato da adulterio, e che i suoi ‘miracoli’ erano il frutto di magie e
stregonerie esoteriche apprese in Egitto.
Due sono i suoi passaggi più importanti, talmente espliciti che ci
chiediamo come chi ha creato Zeitgeist non ne sia a conoscenza:
1. “Gesù raccolse attorno a sé dieci o undici uomini sciagurati, i peggiori dei
pubblicani e dei marinai, e con loro se la svignava qua e là, vergognosamente
e sordidamente raccattando provviste”;
2. “Colui al quale avete dato il nome di Gesù in realtà non era che il capo di
una banda di briganti i cui miracoli che gli attribuite non erano che
manifestazioni operate secondo la magia e i trucchi esoterici. La verità è
che tutti questi pretesi fatti non sono che dei miti che voi stessi avete
fabbricato senza pertanto riuscire a dare alle vostre menzogne una tinta di
credibilità. È noto a tutti che ciò che avete scritto è il risultato di
continui rimaneggiamenti fatti in seguito alle critiche che vi venivano
portate”

Celso in questa ultima frase riconosce quindi l’ esistenza della PERSONA di


Gesù ma non la sua FIGURA, e accusa i Cristiani di aver ‘fabbricato ad arte’ un
culto inventando o esagerando le vicende di tale persona.
Zeitgeist si chiude parlando della politicizzazione della religione tramite
il Concilio di Nicea. Lo fa introducendo una frase di Thomas Paine:
“La religione Cristiana è una parodia del culto del Sole. Hanno messo una
figura umana al posto del Sole e lo adorano come originariamente si adorava il
Sole.”
Si parla poi del fatto che per 1600 anni, dal Concilio in poi, il Vaticano
ha mantenuto il potere sugli uomini, sui regni, e si è macchiato di gravissime
colpe abusando del suo potere di controllo.

Personalmente siamo convinti che la religione Cristiana abbia creato


tantissimi danni al mondo, e che sia effettivamente nata, tramite l’ Ebraismo,
da un riassunto di precedenti culti, ma non da quello del Sole. Nessuna civiltà
ha adorato il Sole come astro, ma come simbolo di una o più divinità. Dire ‘il
Dio-Sole’ era attribuire a una particolare divinità la massima importanza.
Successe per Ra e successivamente per Horus in Egitto, per Assur in Assiria, per
Teshub nel regno Accadico, per Viracocha nel Mexico, per Marduk a Babilonia, e
in ogni altra forma di culto nella storia della civiltà umana. Addirittura
contemporaneamente, a seconda del centro di culto, lo stesso titolo veniva dato
a più divinità.
La religione Cristiana nasce da una evoluzione dell’ Ebraismo che
‘demonizzò’ gli dei mesopotamici eleggendo ad unico Dio una divinità di stirpe
enlilita (di origine sumerica quindi) tra il 1700 e il 1400 a.C.
La ‘base mitologica’ narrata dalla religione Ebraica (Vecchio Testamento)
non era altro che il condensato di storie più antiche narrate da sumeri, accadi,
ittiti e babilonesi. Ma il Cristianesimo (Nuovo Testamento) nasce da una figura
della quale Zeitgeist ha cercato, senza riuscirci a causa dei tantissimi errori,
di negare l’ esistenza storica. Per quanto riguarda il Concilio di Nicea è
giusto dare a Cesare quel che è di Cesare e riconoscere, come afferma il
documentario, che prima del Concilio esistevano almeno 4 tipi di Cristianesimo,
e che il Cattolicesimo attuale nacque proprio a Nicea quando l’ imperatore
Costantino costrinse i vescovi a decidere quali libri sarebbero dovuti essere la
base della nuova religione.
I libri non scelti vennero chiamati ‘apocrifi’, molti vennero bruciati. Chi
non si atteneva ai nuovi dettami cattolici veniva chiamato eretico e
perseguitato.
Non solo, fu proprio a partire dal Concilio di Nicea, convocato dall’
imperatore Costantino I, che iniziò a delinearsi uno dei punti fondamentali del
potere cristiano-cattolico/romano: il dogma della Trinità.
Fino ad allora la dottrina cattolica contemplava un Dio padre, un suo
emissario in terra, Gesù Cristo, e uno spirito ispiratore, lo Spirito Santo, per
mezzo del quale Gesù operava in terra il volere di Dio.
L’ impero romano, ormai totalmente affiliato alla religione neonata, non
aveva nessun ruolo nella vita religiosa fino a quel momento. Era visto come una
sorta di ‘longa manus’ del potere religioso, ma niente di più. Fu il dogma della
Trinità, col quale si affermava che Gesù è della “stessa sostanza del Padre” e
che “Dio è uno solo, unica e assolutamente semplice è la sua Sostanza, ma comune
a tre Persone uguali e distinte”, a fare dell’ Imperatore il rappresentante di
Dio in terra. Se la religione aveva scopo di amministrare le anime dei
cristiani, l’ Impero aveva lo scopo di amministrarne la vita di tutti i giorni.

Parte 3: Considerazioni finali


Vorrei concludere questa trattazione riprendendo il concetto che ho
espresso all’ inizio: Zeitgeist vuole cancellare una verità, quella propinata
dalla religione Cristiana, non per renderci liberi, ma per inculcarne un’ altra
nella mente di chi vede il filmato.
Lo fa per un motivo ben preciso: la prima parte, che qui abbiamo
analizzato, serve solo come lunga ‘preparazione’ per creare nel pubblico lo
status mentale adatto per diffidare di istituzioni e organizzazioni di potere.
Tutto ciò serve per introdurre le altre parti del filmato, riguardanti l’ 11
Settembre e i giochi di potere del governo degli Stati Uniti, nelle quali si
sosterrà che l’ attentato dell’ 11 Settembre 2001 è stato un autoattentato
organizzato da un governo ombra statunitense per giustificare la guerra in
Afghanistan.
Lascio a chi è più ferrato di me in materia l’ analisi di questi argomenti,
ma mi auguro che chi vorrà cimentarsi tenga conto del gioco sporco e delle bugie
adoperate da Zeitgeist nel trattare la prima parte.
Zeitgeist prima di affrontare il discorso del concilio di Nicea afferma:

“La Cristianità, appunto, non si basa sulla verità”.

Aggiungerei: “Zeitgeist nemmeno”.

Nota: Metodo di questo documento


Il sito ufficiale di Zeitgeist (www.zeitgeistmovie.com) contiene una
sezione Question/Answers nella quale i redattori prevengono ogni possibile
diatriba sostenendo che il loro lavoro verrà attaccato parte per parte da
‘debunkers’ utilizzando metodi scorretti. Questa premessa serve a chi ha redatto
il documentario per poter ‘fare la vittima’ e, a ogni obiezione, dire: ‘ecco lo
sapevamo’.
E’ bene chiarire come avviene il dibattito tra 2 correnti di verità, cosa
siano i debunkers, e cosa siano i complottisti/revisionisti.
Un complottista, nel caso specifico chi ha redatto Zeitgeist, sostiene che
determinate verità siano fasulle, create ad hoc per un determinato scopo, per lo
più quello di obnubilare le menti o mantenere la gente sotto controllo. Non
ultimo, nascondere determinati fatti creando versioni alternative.
Il debunker, è colui che contrasta le tesi dei complottisti, cercando le
falle del loro ragionamento e fornendo motivazioni (più o meno valide) ai punti
chiave della teoria ufficiale.
Potremmo fare vari esempi:
· Verità ufficiale: L’ uomo è andato sulla Luna / Tesi complottista: lo sbarco
sulla Luna è un falso / Tesi debunker: lo sbarco sulla Luna è un dato di
fatto;
· Verità ufficiale: Nella 2a guerra mondiale son stati uccisi 6 milioni di
ebrei / Tesi revisionista: i forni crematori e le camere a gas sono dei falsi
storici / Tesi debunker: l’ Olocausto è un dato di fatto;

E’ bene notare che spesso i complottisti/revisionisti affermano, e questo a


ragione, che non ci si può basare solo su testi ufficiali e ‘ortodossi’ per le
proprie analisi storiche perché potrebbero essere contaminati a seguito del
solito discorso ‘la storia la fanno i vincitori’, cioè, come avvenne nel
medioevo, chi ha il potere potrebbe eliminare fonti o proibirne l’ accesso
quando queste sostenessero tesi contrarie o raccontassero storie diverse.
Sia i revisionisti/complottisti sia i debunkers effettuano ricerche su
svariato materiale e ognuno adduce delle prove a sostegno del suo ragionamento.
C’ è da dire però che raramente l’ establishment, cioè il circuito ufficiale od
ortodosso, riconosce la validità di fonti usate da revisionisti.
E’ il caso per esempio della lunghissima diatriba sulla datazione delle
piramidi e della sfinge egizia.
Nel caso di Zeitgeist, nella pagina delle Q/A, i redattori mettono le mani
avanti sostenendo che i debunkers hanno un classico metodo di procedere, e che
quindi le loro opposizioni non saranno da tener conto.
Vediamo quale sarebbe questo ‘classico metodo’:

· They attack / marginalize the messengers:


I have read countless posts where rather than reading any of the knowledge
produced by a particular scholar, they simply dig up or invent some “flaw” in
regard to that person and dismiss their work based on that association

Loro attaccano il ‘messaggero’:


Ho letto innumerevoli posts in cui anzi che leggere il materiale prodotto da un
particolare studioso, loro semplicemente inventano qualche ‘falla’ riguardo a
quella persona e scartano il suo lavoro in base a ciò.
E’ bene chiarire che questo articolo non si comporta così.
In nessun caso siamo andati a cercare falle nella storia o l attendibilità
di una fonte. Siamo semplicemente sostenitori del principio per cui è sempre
meglio andare a vedere i testi antichi che le loro rielaborazioni o
interpretazioni, ma allo stesso tempo non invalidiamo una traduzione o una
interpretazione se questa non si discosta troppo dall’ etimologia dei termini e
non va in contrasto con fonti più antiche e originali. Per esempio critichiamo
la data attribuita a Krishna del 900 a.C. solo perché il calendario vedico
dichiara esplicitamente che la data di morte di Krishna è il 3102 a.C.

· They do no real research:


Based on what I have seen, 95% of all “debunkers” who claim the information in
Part 1 is unfounded have never opened anything other than the Bible and an
Encyclopedia.[…] The other 5% have blindly read Establishment, Apologist
literature on the Internet and nothing more

Loro non fanno vera ricerca:


Da quel che ho visto, il 95% di tutti i debunkers che ritengono le informazioni
della prima parte infondate non ha letto altro che la Bibbia e qualche
Enciclopedia […] Il rimanente 5% ha letto ciecamente materiale di Establishment,
materiale apologetico su internet, e niente di più.

Anche qui ci tengo a precisare che il sottoscritto è un revisionista


storico, studioso e ricercatore di mitologia e storia alternativa, seguace delle
teorie Sitchiniane (non si può certo dire che sia Establishment) e che non usa
enciclopedie. La mia libreria virtuale è fatta di centinaia di links che vanno
dai siti NewAge a quelli ufficiali, la mia libreria cartacea va dai libri di
Z.Hawass e M.Lehner fino a quelli più analitici e alternativi di R.Bauval,
M.Cremo, e Z.Sitchin.
Quindi questo documento non rientra nemmeno in questo secondo punto.

· They blindly ask “Where are the ‘Primary Sources’?”


or ancient original texts. These individuals declare that ‘If we cannot see it
in the original texts, then it cannot be known as true’.

Loro ciecamente chiedono “Dove sono le fonti originali?”


Questi individui dichiarano che se una nozione non è presa da testi originali
non può essere vera.

Nemmeno in questo caso l’ articolo si comporta così.


L’ articolo in alcuni punti accusa il documentario di non dare fonti, ma
sostiene allo stesso tempo che le ricerche fatte nella stesura dell’ articolo
non hanno trovato nessun riscontro di quelle nozioni. Non solo, a volte, come
nel caso di E.Shurè, segnala che questo scrittore, che è stato usato come fonte,
nel suo libro a sua volta non fornisce fonti per le sue asserzioni riguardo
Devaki. Riconosciamo tra l’ altro che l’ analisi storica, e soprattutto la
decifrazione di codici, steli e graffiti, è più un lavoro interpretativo e di
ragionamento che letterario. Se così non fosse non potremmo sostenere le tesi di
Sitchin, il più grande esempio di ragionamento ed associazione tra le varie
idee, culti, miti, prove e indizi, che la ricerca ‘alternativa’ abbia mai
conosciuto.

· They projected their own subjective interpretation of a piece of information


by using “semantic manipulation”. Rather than making an objective assessment
about presented information in context, situations are narrowly defined and
adapted to the debunkers cause by redefining the terms by which the meaning
is extrapolated.

Loro proiettano le proprie interpretazioni soggettive di una informazione usando


una ‘manipolazione semantica’
Piuttosto che fare una analisi oggettiva dell’ informazione presentata nel suo
contesto, le situazioni vengono adattate e definite in relazione alla ‘causa’
dei debunkers tramite la ridefinizione dei termini estrapolandone il
significato.

Anche in questo caso il nostro articolo supera la prova. Infatti quando si


tratta di informazioni linguistiche l’ articolo va a vedere l’ etimologia di un
termine, la radice linguistica, e fa considerazioni basate sulla conoscenza
della lingua. Non si cercano significati precisi ma si utilizzano quelli
etimologici certi. Altresì, come nel caso di Mosè, si segnalano errori
concettuali (Mosè che viene tradotto in ebraico nonostante la scena si svolga in
Egitto) o di traduzione.
C’ inoltre da dire che tutto il documentario è un riadattamento e una
selezione di fonti in modo che diano sostegno alla tesi del complottista. E’ per
esempio il caso di Krishna nato da una vergine: si cita una nozione di Shurè che
si basa su una frase ‘o tu vergine e madre’, ma non si cita la Mahabharata che
dichiara che Krishna è l’ ottavo figlio di Devaki. Si sostiene che Krishna visse
in India nel 900 a.C. ma si omette che i testi vedici dichiarano che la morte di
Krishna avvenne del 3102 a.C.
In sostanza si accusa il ‘debunker’ di fare un gioco sporco che il
complottista fa per primo. E anche in quest’ ultimo caso il nostro articolo si
comporta in maniera diversa da quella auspicata.

Riassumendo, pensiamo di non rientrare nella categoria dei ‘debunkers


scorretti’ descritta dal sito di Zeitgeist, riteniamo che la nostra analisi sia
condotta in maniera corretta e adeguatamente approfondita, e riteniamo sia
doveroso segnalare quando il documento dice qualcosa di giusto ma soprattutto
quando fornisce nozioni errate.
Siamo aperti, in qualsiasi momento, al dialogo. Non premettiamo niente, non
mettiamo le mani avanti riguardo a niente. Ma siamo consapevoli che una verità
ufficiale che riteniamo sbagliata debba essere combattuta con argomenti giusti,
metodi corretti, e informazioni attendibili.

LE PARTI SCRITTE IN BLU SONO QUELLE AGGIUNTE RISPETTO


AL DOCUMENTO ORIGINALE

Bibliografia:

· Assiro-Babilonesi A.Caubet / P.Pouyssegur


· Le opere dei faraoni H.Stierlin
· Antiche civiltà National Geographic
· Sumeri A.Parrot
· I sumeri G.Pettinato
· Le religioni monoteiste M.Mineo
· L’ epopea di Gilgamesh Fabbri Editore – i grandi classici
· Archeologia eretica L.Burgin
· Il mistero di Orione R.Bauval
· Misteri antichi M.Baigent
· L’ altra genesi Z.Sitchin
· Le astronavi del Sinai Z.Sitchin
· Spedizioni nell’ altro passato Z.Sitchin
· Dizionario delle dinastie faraoniche C.Roehrig / F.Serino
· Magia e iniziazione nell’ antico Egitto R.Lachaud
· Egitto esoterico E.Hornung
· Induismo – diz. di storia, cultura e religione A.Dallapiccola
· Induismo C.Pieruccini / G.Boccali
· Mitra-Varuna G.Dumezil
· Mitra R.Merkelbach
· Mahabharata
· Storia e geografia della Terrasanta G.A.Smith

Siti consultati:

· Biblioteca Pleyades manuscripts:


http://www.bibliotecapleyades.net/esp_ciencia_ancientmanuscripts.htm#conte
nts
· Lybrary of Halexndria - ancient texts:
http://www.halexandria.org/dward374.htm
· Bible Gateway search: http://www.biblegateway.com/
· Shrine of Inanna: http://inanna.virtualave.net/inanna.html
· Gateways to Babylon: http://www.gatewaystobabylon.com/
· Etana - World's largest portal of neareast culture:
http://www.etana.org/abzu/
· Exploring Neareast Cultures: http://eawc.evansville.edu/nepage.htm
· Universo online: http://www.universonline.it
· Sky Maps: http://www.skymap.org
· Advaita Vedanta: http://www.vedanta.it/
· Glossario Sanscrito: http://www.ramana-maharshi.it/
· Mithra Deo Soli Invictus: http://www.rajayoga.it/mithra/introduzione.htm
· Mithras: http://www.bizstore.f9.co.uk/indexmithras.htm
· Enciclopedia dell antico:
http://www.einaudiscuola.it/enciclopedia_antico/enciclopedia_home.html
· Catholic Encyclopedia: www.newadvent.org/cathen
· Atrocultura:
http://astrocultura.uai.it/personaggi/corsali/costellazione.htm
·

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