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Paul Verlaine, prima ancora di essere un poeta, era un sognatore.

Egli era convinto che la sua arte e le sue poesie dovessero accostare il lettore allessenza e all'intimo senso delle cose della realt penetrando oltre il muro dell'apparenza visibile, ma prima di comunicarlo agli altri poneva egoisticamente come pi importante il suo bisogno di uomo di estraniarsi dalla societ, compiendo esperienze leggere ed imprevedibili, piene di desideri e sogni vasti e mutevoli, senza progetti o aspettative per il futuro. Solo landare oltre la siepe della quotidianit sciatta ed anonima in prima persona e limmergersi in una realt onirica ed astratta possono far creare al poeta una poesia autentica, non caratterizzata da una sola morale, un insegnamento pulito e nitido (ununica pennellata di colore prepotente su di una tela bianca), ma piena di sfumature e di unindefinitezza suggestiva propria delle fantasie nellintimo di ognuno di noi. Verlaine invita lattento lettore a non lasciarsi affascinare dalla convenzionalit degli effetti forti e rozzi della letteratura passata (altezzosa e volgarmente sempliciotta), vuole che egli tenda alla sfumatura di un sogno, di una musica che dondola e accarezza dolcemente: Ma con il Colore va cauto: / ch la Sfumatura soltanto / ti fidanza il sogno pi blando / al sogno, e loboe col flauto. La mente confusa e stanca degli uomini vede davanti a s paesaggi grigi, non pi bianchi o neri, e adesso i poeti devono avere il coraggio di raccontare le cose ascoltando linconscio, non pi la ragione. I cieli infiniti che sognare / fanno leterno, le nebbie del lume posto su di una finestra, la luna non pi bianca ma pallida dincanto sono per Baudelaire emblemi di una realt vista attraverso il velo di un sogno, non pi trasparente e precisa: in Paesaggio ci si ritrova bambini in un idillio fatto di orizzonti bluastri, e poi giardini, / zampilli dacqua riversanti il pianto / dellalabastro [], si ritorna al mondo visto con la novit della prima volta, senza la coscienza che la saggezza degli anni ci conferisce (i colori blu del cielo, il giallo del lume e lazzurro dellacqua), ma con gli occhi di chi coglie la sfumatura, lopacit o la luminosit di qualcosa di sconosciuto. Pi che Baudelaire, Giovanni Pascoli il vero portatore del mito del fanciullo. Se il primo coglieva sfumature e giochi di colore attraverso evasioni forzate (alcool e droga), il secondo fa dello spirito bambinesco un vero e proprio codice di vita: per lui alla spietata logica produttiva della societ di massa (unicolore e priva di personalit) deve contrapporsi la fantasia, la contemplazione dei mille colori del mondo: altrimenti, come pu uno stesso paesaggio possedere il roggio nel filare di qualche pampano che brilla, il grigio di una nebbia mattutina e il tintinno doro di qualche uccellino? Questa una realt viva e palpabile, anche se filtrata attraverso occhi sognatori e poetici: al suo interno troviamo stati danimo diversi (la tristezza delluomo che lavora nella nebbia, la spensieratezza dei papaveri e il gioire del passerotto), ma tutto ci ci presentato con un armonia musicale sfumata e dolce, che non rende questa molteplicit una cozzaglia di colori sconnessi e incontenibili. Claude Monet nel 1872 dipinge Impression, soleil levant. Nel quadro i colori vengono per la prima volta usati in modo rivoluzionario: i toni chiari contrastano con le ombre complementari, gli oggetti prendono tinte insolite, il nero viene quasi escluso, preferendo le sfumature del blu pi scuro e il colore del Sole presenta un grado di luminosit pressoch identico al cielo circostante. Qui la soggettivit dellautore posta prima della bellezza oggettiva del tramonto. Il filtrare la realt tramite il velo del sogno reso perfettamente dal fatto che mare e cielo siano un tuttuno, a malapena delineabili: il paesaggio nel suo insieme, non i singoli soggetti, ad emozionare ed innamorare il pittore. Come disse il critico Venturi: Ciascun colore attenuato, ma il loro insieme intenso, per rivelare la contemplazione del giorno che muore infocato all'orizzonte, mentre la gran vela si raffredda in penombra grigia. la contemplazione del visionario che partecipa alla vita della luce. Le poesie simboliste, le opere impressioniste e larte francese ed italiana in generale nella seconda met dellOttocento tentano di andare oltre ci che luomo umano vede, elogiando s la bellezza esteriore, ma mirando alla trascendenza e luniverso nascosto dietro ogni parola, suono o luce forse prima inconsiderata o sminuita dai rigidi schemi tardo-romantici. Dietro la sfumatura vi quindi la volont di rappresentare la complessit e le mille luci nel carattere di ogni uomo.