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RESISTENZA SECONDO RISORGIMENTO

Con questo brevissimo documento, il 17 marzo 1861 Vittorio Emanuele II assume per s e i suoi successori il titolo di re di Italia. E latto finale di un travagliato processo che ha visto una complessa dialettica di forze confrontarsi sul campo di battaglia ideale e politico e che ci ha lasciato in eredit il Paese che siamo. La storiografia si interrogata su tali dinamiche, mettendo il luce le contraddizioni irrisolte e le aspirazioni deluse del processo risorgimentale e, secondo la tesi che assumiamo come traccia del nostro percorso, ha anche evidenziato come per molti aspetti la Resistenza al Fascismo possa considerarsi un Secondo Risorgimento.

Resistenza secondo Risorgimento


Nel Discorso sulla Costituzione pronunciato a Milano nel 1955, Piero Calamandrei (giurista, antifascista ed azionista) afferm lesistenza di un parallelismo tra lAssemblea costituente della Repubblica romana del 1848 e quella del 1948, facendo notare che lassemblea mazziniana avrebbe dovuto essere il compimento del primo Risorgimento, per la mancata realizzazione dei suoi obiettivi politici e di progresso civile della nazione. Cos non era stato, ma lAssemblea Costituente nata dalla Resistenza aveva realizzato quegli obiettivi dovenendo come disse a Milano il 25 aprile del 1968 lallora Presidente della Camera dei deputati Sandro Pertini Un secondo Risorgimento i cui protagonisti furono le masse popolari

Il Risorgimento
definizione

Il termine Risorgimento, utilizzato per definire il periodo storico in cui avviene lunit dItalia, compare per la prima volta nellEnciclopedia Treccani nel 1936. Nel corso dell800 era stato il titolo di un periodico diretto da Camillo Benso conte di Cavour, il cui primo numero esce il 17 febbraio del 1847 ed il cui sottotitolo un progetto di riforme sulle condizioni economiche dellItalia.

Il termine non indica la rinascita politica di uno stato unitario italiano. La nazione italiana, ossia il senso dellidentit unitaria del popolo italiano era rappresentata da ununica tradizione religiosa (cattolica), giuridica (diritto romano) e culturale. Questa unit ideale era tradizione colta e letteraria di una lite e affondava secondo alcuni le sue radici nella religione, vera forza coesiva della nazione. Il Rinascimento il processo che traduce questa unit culturale in realt politica.

c.f.r. Giuseppe Talamo, Il Risorgimento tra mito e realt, atti del Seminario di introduzione alla ricerca storica dedicato al tema "Il Mito del Risorgimento", tenutosi alla Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea di Roma dal 15 al 19 marzo 1993

Il Risorgimento
periodizzazione

Il Risorgimento prende lavvio con i moti costituzionali ed indipendentistici degli anni 20 e 30 dell800 (ma affonda le sue radici nellesperienza delle Repubbliche giacobine della fine del XIX secolo) fucina delle idee liberali e democratiche che in esso agirono, prosegue con lesperienza delle guerre di indipendenza del 48 e del 59, realizza lUnit con limpresa dei Mille e nel 1870 consegue lobiettivo centrale della presa di Roma, citt che per il suo passato pu assolvere una decisiva e simbolica funzione unificante divenendo capitale del Regno. Il mito di Roma imperiale , infatti, un importante bagaglio risorgimentale. Il Risorgimento non si conclude, secondo molti storici, con la presa di Roma e non solo perch la guerra austro-prussiana del 1866 porter alla liberazione del Veneto, mentre la Grande Guerra sar vissuta dagli irredentisti come la quarta guerra di indipendenza che completa lunit dItalia con la conquista di Trento e Trieste. Si pu infatti sostenere che il Risorgimento sia ancora vivo finch permangono vivi e attivi i suoi ideali e i suoi protagonisti. In questo senso let crispina n ancora manifestazione e tramontano solo con Giolitti, uomo di altra generazione e che opera in un contesto socio-economico e politico differente.
C.f.r. ibidem

Le origini del Risorgimento

dal Romanticismo

dalla Rivoluzione Francese:


istanza nazionale
misticismo religiosit valorizzazione della tradizione

dal socialismo utopistico e rivoluzionario

istanza costituzionale
associazionismo solidaristico

metodo insurrezionale e cospirativo

critica sociale

I protagonisti del Risorgimento

Carboneria

Savoia

Socialismo risorgimentale

Cavour e i liberali

Federalismo democratico (Cattaneo)

Cattolicesimo liberale

Garibaldi

Federalismo neoguelfo (Gioberti) Mazzini e i democratici Federalismo neoghibellino (Balbo)

Una prima distinzione: liberali moderati e democratici

I liberali moderati
(liberisti in economia)

I democratici

(liberisti in economia)

Accolgono in senso restrittivo i princpi dell89: uguaglianza giuridica ma non dei diritti politici (cfr. B.Constant) SUFFRAGIO CENSITARIO

Si ricollegano alla tradizione del liberalismo inglese (cf. Locke)

MONARCHIA COSTITUZIONALE

Nei moti del 20 e del 30 adottano il metodo cospirativo e ricercano lappoggio dei prncipi. In seguito propendono per la soluzione diplomatica e si orientano in senso filosabaudo.

Affermano il diritto di uguaglianza politica:

Si ricollegano a Rousseau e al giacobinismo MODELLO REPUBBLICANO

SUFFRAGIO UNIVERSALE

Adottano il metodo cospirativo poi insurrezionale. Alla fine degli anni 50 molti si orientano in senso fiilosabaudo

CHI FECE IL RISORGIMENTO? (1)

La dinastia sabauda Cavour

I guerra dind. II guerra dind.

Azione diplomatica (guerra di Crinea, Accordi Plombires)

Sostegno ufficioso allimpresa dei Mille

CHI FECE IL RISORGIMENTO? (2)

I democratici

Idea di unit prerogativa mazziniana

Iniziativa insurrezionale in momenti cruciali

Coinvolgimento dal basso

Il cattolicesimo liberale

Rifiutando la strumentalizzazione politica della religione in senso conservatore e legittimatore dellordine assolutistico operata dallalleanza Trono/Altare, strumento forte della Restaurazione, il cattolicesimo liberale favor la diffusione del liberalismo nelle classi dirigenti italiane. Molti scrittori riesaminarono la storia dItalia alla luce delle idee di indipendenza e di libert ed in funzione di una ricerca di religiosit autentica, non contaminata dalla difesa dei potenti e degli oppressori. Al cattolicesimo liberale, in particolare, apparteneva lidea che lItalia dovesse alla Chiesa e al Papato la sua funzione preminente nella civilt europea del Medioevo e che il paese potesse riprendere la sua funzione di guida civile dellEuropa solo attraverso la fusione tra i valori religiosi tradizionali e i moderni prncipi di libert e progresso civile. In questo senso si mossero autori come Raffaello Lambruschini e Antonio Rosmini che, nel saggio Delle cinque piaghe della santa Chiesa (1832), propone la riforma in senso antiautoritario della Chiesa e giunge a fare proprie le idee del teologo svizzero A. R. Vinet sulla necessit della separazione tra Chiesa e Stato. Il cattolicesimo italiano si mosse generalmente nellambito della cultura moderata con la sola eccezione di Niccol Tommaseo che fu insieme cattolico e democra- tico-repubblicano. In realt la Chiesa cattolica si espresse duramente contro le tentazioni moderniste del liberali- smo cattolico. Una prima condanna fu quella espressa da Gregorio XVI nellenciclica Mirari vos del 1832. Le speranze liberali furono riaccese dallelezione nel 1846 di Pio IX, che dopo iniziali aperture al liberalismo eman il Sillabo (1864) e dopo la presa di Roma il Non expedit (1874)

Del Primato morale e civile degli italiani 1843


Il supporre che lItalia, divisa com da tanti secoli, dun solo, demenza [] Allincontro lidea dellunit federativa, non che esser nuova agli Italiani, antichissima nel loro paese, e connaturata al loro genio, ai costumi, alle instituzioni, alle stesse condizioni geografiche della penisola.

Il programma giobertiano prevedeva una confederazione tra i prncipi italiani, con a capo il pontefice e col presidio della forza militare del Piemonte, la provincia guerriera dItalia. Tale confederazione avrebbe accresciuto la forza e la potenza dei vari Principi, senza nuocere alla loro indipendenza. Il Papa avrebbe rappresentato unautorit super partes, conferendo quellideale unit cattolica, che poteva risultare lunica possibile o la pi efficace a fronte delle rivalit, divisioni e diffidenze regionali.

CORRENTE LAICO MODERATA: Cesare Balbo

Nello scritto Speranze dItalia(1844), dispirazione decisamente moderata, propose per il programma giobertiano un correttivo: lesclusione del pontefice dalla presidenza dell eventuale coalizione di stati, che come tutto il Risorgimento nazionale avrebbe dovuto trovare nel Piemonte il proprio fulcro e nellespansione dellAustria nella penisola balcanica la propria soluzione.

IL LIBERALISMO MODERATO DI CAVOUR

il 17 novembre 1847 esce il primo numero de

"Il Risorgimento"
Un progetto di riforme sulle condizioni economiche dellItalia
Il risorgimento politico di una nazione non va mai disgiunto dal suo risorgimento economico L dove non vita pubblica, dove il sentimento nazionale fiacco, non sar mai industria potente.

Auspica l indipendenza italiana, la lega politica ed economica fra gli Stati della penisola e una politica di riforme che garantisca un pacifico progresso sociale del Regno di Sardegna

Pienamente convinti di queste verit proclamiamo con franchezza, essere il risorgimento politico italiano, che si celebra con fratellevole entusiasmo in Romagna, in Toscana ed in Piemonte, segno indubitabile di un'era novella per l'industria ed il commercio della nostra patria.

I DEMOCRATICI

La bandiera della Giovane Italia

GIUSEPPE MAZZINI IL MOSE DELLUNITA


Sconfitto in vita, ha inventato lItalia moderna, repubblicana e democratica

E Mazzini a rivendicare lUnit dItalia considerata come condizione unica e necessaria per la rinascita dellItalia, per il superamento dellassolutismo e la liberazione dal dominio straniero. E Mazzini a proporre con forza il modello repubblicano ed il suffragio universale come strumenti di piena realizzazione della sovranit popolare, prncipi che sono a fondamento della costituzione della Repubblica romana del 1849 (cui si richiamano gli articoli della nostra costituzione) E Mazzini a fondare la prima associazione politica stabile con programma pubblico, la Giovane Italia, che assume quindi il ruolo del primo partito politico della nostra storia. E Mazzini ad ispirare il Federalismo europeo del Manifesto di Ventotene con la sua Giovane Europa; mentre molti leaders dei movimenti di decolonizzazione (tra cui Gandhi) consideravano Mazzini il proprio Maestro e I doveri delluomo la propria Bibbia etica e politica. Alla democrazia mazziniana si collega il pensiero della sinistra democratica del secondo dopoguerra, dal Partito dAzione al Partito repubblicano.

Nazionalismo democratico Ampliare a tutti il diritto di propriet Unit e Repubblica

Rifiuto della questione sociale

MAZZINI

Critica alla Carboneria

Societ operaie di Mutuo Soccorso Rifiuto della lotta di classe

Insurrezione e Educazione

GIUSEPPE MAZZINI
APOSTOLO DI UNA NUOVA ERA

Malgrado il fallimento dei moti carbonari, Mazzini crede nella prossima ed ineluttabile fine della reazione. La sua fiducia nasce dalla convinzione, tipicamente romantica, che nella storia si manifesti una legge divina che spinge lUmanit al progresso civile e morale. Il suo profondo senso religioso non si riconduce ad alcuna Chiesa istituzionalizzata, ma identifica panteisticamente Dio con lumanit, attraverso la quale si compie il progetto divino. La Rivoluzione francese ha concluso il moto storico verso laffermazione dei diritti delluomo in quanto individuo, che ora deve lottare per la libert e il progresso dellUmanit: cos facendo lindividuo potr raggiungere il perfezionamento morale di se stesso attraverso gli altri e per gli altri. E insomma arrivata lera in cui luomo scopra i suoi doveri: la missione di riscattare lUmanit da ogni schiavit. La costituzione dellUnit politica dellItalia , dunque, per Mazzini un dovere religioso, una tappa del progresso della Umanit perch realizza la nazione, superando ogni oppressione e divisione.
cfr. G. Mazzini, I doveri delluomo, 1860

OLTRE IL LIBERALISMO
Mazzini ostile alle filosofie di stampo utilitaristico e materialistico che, esaltando i diritti della persona e il raggiungimento della felicit individuale rischiano di aprire la strada allautoritarismo e alla prepotenza del pi forte. Per lui le libert individuali, di stampa, di culto, di scambio, sono stati passaggi fondamentali per lUmanit; per necessaria una rivoluzione totale nel modo di pensare e di comportarsi, una rivoluzione morale che non ponga al centro il desiderio di soddisfare interessi materiali ma, appunto, il dovere morale dettato dalla coscienza di lottare per la libert dellUmanit.
MAZZINI SPERAVA IN UN AVVENIRE IN CUI SI AFFERMASSE PIU CHIARAMENTE CHE NELLA SOCIETA VIGEVANO DIRITTI E DOVERI IN NOME DEI QUALI SI DOVEVA CONTENERE OGNI INDIVIDUALISMO EGOISTICO. IN PARTICOLARE, DIFFICILMENTE AVREBBE POTUTO PRENDERE VITA UNA NAZIONE ITALIANA SENZA CHE INTERVENISSERO, A FAR SUPERARE IL VIOLENTO CONTRASTO FRA DIRITTI INDIVIDUALI, LA DISPONIBILITA A SACRIFICI PERSONALI E LASSUNZIONE DI UNA RESPONSABILITA COLLETTIVA

Mazzini. L'uomo, il pensatore, il rivoluzionario, di Denis Mack Smith - Rizzoli, Milano 1993

LA RELIGIONE DELLA LIBERTA

Contro lindividualismo liberale, per Mazzini gli individui devono rinunciare alla loro sovranit per riconoscersi in quella della Nazione, realt super individuale che d senso e direzione allazione dei singoli. IL VERO SOVRANO E DUNQUE IL POPOLO, REALTA COLLETTIVA ATTRAVERSO CUI SI REALIZZA IL PROGETTO DIVINO NELLA STORIA: LA LIBERTA E IL PROGRESSO MORALE DELLUMANITA. Lo Stato in questo senso ha un compito religioso: deve promuovere leducazione progressiva verso la perfezione individuale e collettiva (spiritualismo e non materialismo).

Di questa visione diede una versione strumentale G. Gentile, presentando Mazzini come un precursore del totalitarismo fascista, che annulla le volont individuali nella superiore realt dello Stato. IN REALTA PER MAZZINI LA NAZIONE E IL POPOLO, NON LE ISTITUZIONI STATALI CHE LO GOVERNANO E CHE AL POPOLO DEVONO RISPONDERE DEL PROPRIO OPERATO.
Del resto il pensiero e le organizzazioni mazziniane hanno un carattere non pi liberale (e quindi oligarchico) ma democratico: si rivolgono alle masse.

LA SUA RELIGIONE DELLA LIBERTA SARA INVECE IN SENSO LAICO RACCOLTA DAGLI ANTIFASCISTI E DALLA RESISTENZA.

Mazzini bibliografia

Giuseppe Mazzini. La politica come religione civile, di

Roland Sarti - Laterza, Bari 2000 Mazzini. L'uomo, il pensatore, il rivoluzionario, di Denis Mack Smith - Rizzoli, Milano 1993 Il prezioso elemento. Giuseppe Mazzini e gli emigrati italiani a Londra nell'esperienza della scuola italiana di Londra, di Michele Finelli - Pazzini, Rimini 1999 Dei doveri dell'uomo. Fede e avvenire, di Giuseppe Mazzini Mursia, Milano 2003 Pensieri sulla democrazia in Europa, di Giuseppe Mazzini Feltrinelli, Milano

Il socialismo risorgimentale CARLO PISACANE (1818-1857)


Il protagonista della sfortunata Spedizione di Sapri condanna il rifiuto mazziniano della questione sociale, convinto che solo affrontandola si sarebbe potuto legare il popolo al fronte rivoluzionario e insieme ottenere realmente il progresso sociale. Si batte per labolizione della propriet privata dei mezzi di produzione e critica il sistema capitalistico industriale. Nel suo Testamento politico redatto a Genova nel giugno del 1857, scrive: Io sono convinto che le strade di ferro i miglioramenti dellindustria aumentano i prodotti, ma li accomolano in un piccolo numero di mani, dal che deriva che il tanto vantato progresso termina per non esser altro che decadenza E ostile alla monarchia costituzionale sabauda, proprio negli anni in cui molti aderenti del Partito dAzione risorgimentale aderiscono alla cavouriana Societ Nazionale filosabauda, e sostenitore di un federalismo repubblicano e democratico. Sulla sua linea si trova Giuseppe Ferrari, che nellopuscolo La Federazione repubblicana (1851) scrive: La libert, la sovranit, lindipendenza non sono che menzogne l dove il ricco schiaccia il povero proponendo una riforma agraria che redistribuisse la terra ai contadini.