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Franco Bevilacqua Wittfrida Mitterer

Eco-city Slow-city

Strategie ecologiche di sviluppo urbano

Ecocity - slow city Pi della met della popolazione mondiale vive nei grandi centri urbani, nelle citt, nelle metropoli, negli agglomerati, costretta sempre pi a perdere i propri legami familiari, le proprie reti sociali, i contesti consueti che regolano invece la vita all'interno della comunit. Ma cosa hanno da offrire questi luoghi antropizzati, sovraffollati, ma vuoti allo stesso tempo? Questa domanda, cui non abbiamo risposte o soluzioni, si pone tutte le volte che ci chiediamo come riuscire a governare la crescita urbana. Un dovere costante che invece abbiamo quello di affrontare la questione della "totalit della nostra vita" e lo facciamo quando cerchiamo di dare un nuovo ruolo ai contesti e alle connessioni urbane, quando ci sforziamo di cercare o di reinventare ex novo quelle connessioni. "La totalit della vita" viene intesa come insieme delle problematiche ecologiche collegate non tanto alle risorse vitali o al legame tra uomo e natura, quanto al limite di sopportabilit del nostro pianeta, alla luce di come lo stiamo trattando e di quello che ne stiamo facendo. Lo studio di architettura di Joachim Eble ha avuto l'importante ruolo di partner nel progetto di ricerca dell'Unione Europea "Ecocity". Focalizzandosi su argomenti diversi, ma egualmente importanti, che vanno dalle energie rinnovabili fino ai trasporti sostenibili, il progetto si compone di 25 moduli urbani, tutti attribuibili alla citt ecologica. Le proposte sono raccolte sotto un unico slogan: "la citt dei percorsi brevi", con il significato di territorio urbano dotato di un insieme di funzioni tali per cui possibile vivere e lavorare nello stesso luogo o per lo meno nelle vicinanze della propria residenza. Una citt in cui gli spazi pubblici hanno un alto valore attrattivo, una citt che incentiva l'economia sostenibile, offre un comfort bioclimatico, rispetta il riciclo dei rifiuti e delle acque e che produce tutta l'energia necessaria senza importarla dall'esterno.

Tali criteri, sicuramente riconducibili ad un pensiero attento allecologia ed alla centralit delluomo piuttosto che al suo asservimento alla citt, devono risultare quantificabili e misurabili per poter essere recepiti dalle amministrazioni pubbliche. Esistono poi naturalmente i caratteri che coinvolgono direttamente il lavoro dell'architetto, quali la progettazione e la configurazione urbana: elementi tecnici quali i rapporti di scala, la scelta dei materiali, ma che non possono essere scissi da una visione umana che comprenda il paesaggio, lintegrazione nel contesto, il rapporto del singolo elemento con il tutto. L'aspetto importante che questi moduli urbani funzionano solo in sinergia tra loro, ovvero se si integrano e se un modulo di supporto all'altro, se per esempio il riciclo delle acque contestualmente anche elemento sociale (giochi per bambini) o elemento bioclimatico (raffrescamento estivo).

Schema con i punti fondamentali per la realizzazione di una Eco-city, l'aspetto interessante che i moduli funzionano solo in sinergia tra loro, ovvero se si sovrappongono e se un modulo di supporto all'altro. Nella pagina accanto, il nuovo quartiere ecologico realizzato a sud-ovest di Culemborg, cittadina olandese di 27.000 abitanti.

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Culemborg Culemborg un progetto che lo studio Eble Architektur ha sviluppato assieme al noto paesaggista Hyco Verhaagen. Le case che compongono il quartiere sono progettate per produrre complessivamente pi energia di quanta ne consumano. Si tratta di un progetto eccezionale persino in un Paese come l'Olanda, che attualmente viene ritenuto il paradiso del costruire sostenibile. Tutto iniziato da una storia inconsueta ed inaspettata. Il lotto del nuovo quartiere si trova a nord del centro storico, circondato ad est e ad ovest da industrie e grandi palazzi residenziali. La progettazione avvenuta sviluppandosi attorno a temi quali: partecipazione, alti standard ecologici e grande libert architettonica nel progetto, senza dover fare fronte alla pressione degli investitori immobiliari che tanto spesso vincolano importanti decisioni. Il bacino idrico, protetto, necessario all'intervento, stato ridotto al minimo indispensabile. La progettazione urbanistica preliminare, realizzata assieme all'atelier olandese Orta, ha previsto l'aggregazione di edifici a corte. I futuri abitanti hanno potuto disegnare, con l'aiuto dei tecnici, lo sviluppo interno delle loro case attraverso un processo in cui, usando delle immagini tridimensionali, si potuto configurare virtualmente lo spazio che sarebbe poi stato costruito realmente. Al contrario di quanto previsto dall'amministrazione, che ha espresso inizialmente il suo scetticismo sui processi utilizzati nella progettazione, le case sono state realizzate proprio come progettato dai cittadini, confermando un disegno tutt'altro che distaccato dal contesto urbano presente. Sulla base del masterplan, Hyco Verhaagen ha sviluppato anche il sistema della gestione delle acque piovane, grigie, nere, oltre a quelle provenienti dalla sede stradale. Trovandosi il lotto all'interno di un biotopo, in cui la risorsa idrica rappresenta la linfa vitale, stata rivolta speciale attenzione all'acqua, generando dei circuiti idrici molto particolari. Le acque grigie delle vie trafficate davanti ai palazzi amministrativi vengono incanalate e puri-

Uno degli edifici del nuovo quartiere, affacciato su un bacino idrico di fitodepurazione. La depurazione delle acque nere avviene anche tramite un sistema Living Machine. In basso, spaccato dellimpianto per la produzione di biogas. Nella pagina accanto, planimetria del progetto, realizzato con la collaborazione della fondazione E.V.A. Lanxmeer per lo sviluppo, manutenzione e crescita futura del quartiere.

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ficate in ampi bacini di raccolta per l'acqua piovana. Lo spazio pubblico, le aree umide, i parchi, gli spazi aperti vengono tenuti puliti, organizzati e gestiti non dalla municipalit ma dagli stessi abitanti, comportando cos un importante sgravio sulla spesa pubblica, mentre i processi comuni sono entrati a diversi livelli e in vari ambiti. diventato cos un quartiere in costante crescita, come un organismo vivente, una pianta che produce fiori e poi frutti. Attraverso il progetto possibile riconoscere e valutare attentamente tutte le potenzialit degli elementi vitali (acqua, terreno e geologia del suolo) e mettere poi in relazione con essi la planimetria urbana. Il Reno oggi scorre non pi nel vecchio greto del fiume, ma stato deviato, passando attraverso il nuovo quartiere, riportando alla luce i diversi strati del terreno che evidenziano le qualit naturali specifiche. Un vecchio ramo del Reno diventato cos un nuovo sistema idrico della citt, ovviamente non a caso, perch il progetto era teso ad avere al suo interno un approccio specifico e nuovo con l'acqua, e perch tutto collegato alle interconnessioni con la natura, con l'evoluzione, con la storia della terra. Il bello riuscire a scoprire, attraverso il progetto, questi collegamenti profondi e, anzi, attraverso questo dialogo sono proprio questi ultimi a raccontare come dovr essere il progetto.

Localit Committente Progetto urbanistico Progetto paesaggistico


Vista prospettica, piante e sezioni di una delle tipologie di casa solare, sviluppate da Joachim Eble per il nuovo quartiere. Gli edifici residenziali sono raggruppati in piccoli isolati per aumentare la coesione e le relazioni sociali tra gli abitanti.

Culemborg (NL)
Altre immagini degli edifici realizzati a Culemborg che sfruttano al

Comune di Culemborg Joachim Eble e Hyco Verhaagen Hyco Verhaagen e Copijn, Utrecht-NL 24 ha 1998 - 2005

meglio lirraggiamento solare, sia attraverso pannelli fotovoltaici posti sulle coperture, che attraverso la particolare forma delle facciate che consentono un rapido accumulo termico nel periodo invernale. Nel disegno qui sopra, schematizzazione della produzione e del consumo di energia di una casa solare, in cui vengono integrati tra loro vari sistemi.

Superficie Anno di realizzazione

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Tubinga Il progetto comunitario di ricerca previsto si estendeva da Barcellona fino a Tampere, evidenziando diversi approcci di pensiero ecologico rispetto a natura, ecologia, sostenibilit. Parallelamente stato concepito un nuovo progetto di sviluppo urbano per Tubinga, citt in cui opera lo studio di Joachim Eble. Tubinga si sviluppata come le dita di una mano tra le quali si intersecano zone paesaggistiche di alto valore ricreativo. A sud della ferrovia collocata la Sdstadt e il quartiere francese Loretto, a cui sono stati assegnati il premio europeo per l'urbanistica, il premio tedesco per l'urbanistica, nonch il premio dell'ONU per lo sviluppo urbano innovativo. Con il progetto del nuovo quartiere si cercato fin da subito di dimostrare come una qualificazione ecologica molto alta consenta allo stesso tempo di costruire veri pezzi di citt, anche in zone sensibili, e di come sia possibile aumentare le qualit ecologiche attraverso un intervento edilizio e bioclimatico, grazie al quale si posta attenzione alla ventilazione sud-ovest del centro citt, creando in questo modo un vero e proprio corridoio bioclimatico. Contrariamente al detto "non costruire meglio che costruire ecologico" si dimostrato che proprio attraverso l'urbanizzazione, la zona viene fortemente qualificata. Qui si trovavano due zone dismesse, aree industriali in cui in parte sono collocati uffici amministrativi, ma che rappresentano un deserto urbano, un'area estesa non strutturata e poi il Saiben, 25 mila ettari di superficie agricola, in parte anche di agricoltura bioecologica. Quest'ultima era la parte ancora da urbanizzare, l'ultimo pezzo rimasto disponibile. Le due linee ferroviarie che attraversano la zona costituivano una sfida per il traffico e il sistema di trasporti sostenibile. Tubinga e la regione saranno servite, analogamente a Karlsruhe, da un sistema di trasporto in cui la ferrovia regionale, una volta entrata nella zona urbana, viene declassata a tram e quando esce dalla citt torna a funzionare come metropolitana leggera.
In queste pagine, il progetto per il nuovo quartiere a Tubinga, citt di 83.800 abitanti della Germania sud-occidentale. Dalla planimetria possibile notare la line ferroviaria che taglia completamente in due il quartiere. Tuttavia, attraverso la trasformazione del trasporto in linea urbana, il treno diventa una specie di tram e la stazione assume un ruolo centrale, attorno alla quale si organizza il quartiere.

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La citt: un organismo idrico Insieme all'Atelier Dreiseitl (berlingen, Germania) e Hyco Verhaagen (Olanda) particolare attenzione stata dedicata al drenaggio, la penetrazione naturale delle acque nei terreni non impermeabili che arricchiscono la falda, dal momento che questa zona contribuisce all'approvvigionamento dell'acqua potabile dell'intera citt. Il piccolo fiume stato deviato e strutturato con soluzioni di tipo naturalistico, secondo una concezione ecologica dell'acqua, su di esso si innesta il progetto urbano di recupero e trattamento delle acque piovane. Anche il sistema fognario integrato. La citt assume le sembianze di un organismo idrico. Energia Ogni masterplan urbano adotta uno specifico piano energetico, cosa che, ad esempio in Svizzera, avviene per legge. Il piano evidenzia in quale misura le fonti rinnovabili siano in grado di contribuire al fabbisogno energetico urbano. In questo caso l'edilizia di nuova progettazione viene soddisfatta al 100% da fonti di energia rinnovabile: solare di diversa alimentazione, pellets di legno, olio biologico prodotto in loco. L'idea stata quella di sollecitare il comparto agrario a contribui-

re con le proprie risorse (agricoltura, boschi) all'alimentazione energetica della citt, adottando cos vie di trasporto ridotte a misura di slow city. Traffico Anche se si tratta di una scelta radicale, stata programmata l'eliminazione, dall'intero quartiere per 2500 abitanti, delle automobili, anche se vi sono delle barriere politiche ancora da superare. Sono previsti un centro della mobilit con ferrovia, bus, parcheggi per il car sharing e spazi per le biciclette. Logistica e trasporti diventano in questo particolare caso veramente importanti. Nelle strade senza macchine le vie non sono arterie per servizi, ma spazio di incontro, di gioco per bambini e di comunicazione. Strutture che forniscono servizi ad anziani, per esempio il cibo a domicilio pronto nei thermos, sono adibite alla distribuzione di altri generi alimentari, frutta, verdura direttamente dal produttore alle famiglie. Nei centri residenziali a piccola scala, collocati in luoghi ben accessibili, sono pensati punti di raccolta, dove piccoli box possono fare da deposito: chi ha ordinato della merce l che va a ritirarla. Con questo piano energetico si evidenzia come l'energia, l'acqua, la rete sociale e l'integrazione del paesaggio siano aspetti tutti collegati tra di loro. Un elemento si appoggia all'altro e solo la sinergia permette di raggiungere un equilibrio economico ed ecologico. Il parco acquatico consente, attraverso opportuni impianti, la depurazione delle acque grigie provenienti da uso domestico, resasi necessaria vista l'alta percentuale di superfici impermeabili. Normalmente, la pioggia che cade sui tetti viene sottratta di fatto all'acqua di falda. Il bilancio finale dimostra che con questo sistema di recupero il quartiere contribuisce di pi all'acqua di falda che non attraverso il recupero dell'acqua piovana. Spesso viene contestato agli ecologisti di proporre una progettazione urbana noiosa,

perch rivolta allo sviluppo della sola facciata verso sud. Al contrario, in questo caso gli edifici sono orientati da sud-est a sud-ovest incamerando energia solare con una perdita limitata del 15%. Inoltre esistono diverse tecnologie che permettono di recuperare energia solare anche attraverso edifici orientati a sud-est. Architettura partecipata La scelta progettuale per questo nuovo quartiere prevede un contributo non solo attraverso la visione classica dell'ecologia, ma soprattutto attraverso la partecipazione alla creazione di nuovi posti di lavoro e nuovi legami a livello di comunicazione. Superata la convinzione che i progettisti o i designer dello spazio urbano contemporanei sappiano come funziona veramente la citt, ci si rivolti ai veri fruitori dello spazio urbano. Il quartiere di fatto non stato progettato dagli architetti, ma da chi ci abita. I progettisti si sono limitati al ruolo di esecutori di quanto gli abitanti andavano proponendo. Attraverso i vari gruppi di lavoro si creato un vero mix: i proprietari dei terreni, i committenti, gli investitori-speculatori con l'intento di vendere solo cubatura, i gruppi non government, gli ambientalisti, i gruppi agenda, ecc. In questo modo sono nati gli scenari pi diversi tra chi sosteneva il "non costruire", perch gli spazi naturali potevano al massimo sopportare un piccolo ampliamento del quartiere con alta densit abitativa, mentre il resto doveva essere adibito alla permacoltura, con biotopi, boschi, recupero del solare, agricoltura bioecologica e chi si batteva per la crescita soft chiedendo di porre forti limiti allo sfruttamento dello spazio. Gli scenari sono stati discussi durante numerosi fine settimana all'interno di laboratori partecipativi in cui vi sono state delle accese discussioni. Il risultato stato un masterplan partecipato. I cittadini di Tubinga hanno cos costruito la loro citt. Non i banchieri o gli inveNella pagina accanto due schemi che rappresentano lo sviluppo del verde (a sinistra) e le diverse tipologie dei trasporti (a destra) con le aree di circolazione libera delle auto, le aree a traffico limitato e quelle vietate. Il quartiere francese realizzato a Tubinga costituisce un esperimento urbanistico esemplare in Germania. Per la prima volta la fruizione mista degli spazi sta alla base della progettazione urbanisitca di un quartiere. Per la maggior parte libero da traffico motorizzato l'insediamento dispone di garage a uso comune. Lo spazio pubblico aperto spazio vitale, luogo d'incontro e di gioco per bambini.

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stitori professionali, ma i cittadini stessi. Nel quartiere di Loretto, il masterplan, risultato di un concorso, prevedeva un disegno incoerente tra i diversi edifici senza unampia visione dinsieme. La municipalit aveva solamente impostato un masterplan con i rispettivi volumi, concedendo il terreno a condizione che venisse incentivato il mercato del lavoro. La delibera municipale prevedeva inizialmente che alla cooperativa edilizia venisse data la possibilit di realizzare le proprie proposte. Le persone che si aggregano in questi nuclei edili solitamente si conoscono sin da prima, tutti spronati dall'obiettivo comune di realizzare la propria casa in cui sar possibile abitare e lavorare. In tutto il quartiere non esiste un solo edificio commerciale. Eppure su ogni particella edilizia sono sorte abitazioni e allo stesso tempo 1600 nuovi posti di lavoro. Di fondamentale importanza infine lo spazio comune, reso libero dall'assenza delle auto. Esistono naturalmente alcune eccezioni, ad esempio possibile arrivare davanti a casa per trasportare la spesa e quello che serve, ma dopo lo scarico delle merci si deve spostare il veicolo al parcheggio comune, negli appositi silos. Cos lungo la strada che porta al parcheggio comune si incontra il vicino, si scambiano due chiacchiere: lo spazio comune allo stesso tempo luogo di incontro, di relax e di comunicazione. Questo significa qualit. I cittadini in ogni caso sono contenti di costruire la loro citt, di aver trovato il modo per uscire dagli schemi della pressione di sviluppo commerciale, dalla banalizzazione del quartiere e di poter adottare libert progettuali autogenerate. Si tratta di una diversit che non va nemmeno valutata, ma presa come tale. Inizialmente la municipalit ha definito la suddivisione in isolati di 8 o 10 unit abitative, prevedendo delle particelle provvisorie, che sono state messe a gara.

I gruppi interessati hanno poi proposto, in un tempo limite di 6 mesi, una loro idea per la realizzazione di residenze e spazi lavorativi. Il progetto definitivo doveva dimostrare la necessaria coerenza sotto ogni punto di vista, finanziario, sociale, architettonico e organizzativo. Il modello ha avuto un enorme successo: un gruppo di interessati si trasforma in un gruppo di progettazione; il gruppo di progettazione diventa gruppo di costruzione e alla fine comunit abitativa e allo stesso tempo proprietaria dell'edificio. In questi passaggi la municipalit deve per offrire il necessario supporto giuridico.

Localit Committente

Tubinga (D) Archy Nova Planen+Bauen / Projektgesellschaft Breitner & Brenstecher

Oggetto

Progettazione 34 unit abitative


In queste pagine, progetto per uno degli edifici del nuovo quartiere

e 2 unit per il terziario Progetto Dimensione Joachim Eble Architektur 3045 m residenze 141 m2 terziario Costi Anno di realizzazione 4.750.000 Euro 2000 - 2001
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francese (piante del piano terra, del primo piano, del secondo e sezione) e immagini della costruzione ultimata. Lisolato interessato, denominato blocco 9, rappresenta l'edilizia residenziale a pi piani con costruzioni sperimentali in legno (solai misti in legno e cemento) e a basso consumo energetico. Case unifamiliari e case a tre piani a maisonette con doppio accesso, per residenza e lavoro, offrono la possibilit di applicazione di nuove forme di vita urbana e di lavoro.

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Pfaffenhofen Il vademecum dell'ecologia e della progettazione documenta per il committente e il progettista alcuni punti fermi, che sono complementari e vanno spesso anche oltre quanto previsto dal piano regolatore. Le linee guida elaborate sono vincolanti e garantiscono la qualit di una zona residenziale e paesaggistica con alti standard ecologici. Il vademecum dell'ecologia e della configurazione architettonica uno strumento centrale per la qualit della progettazione ecologica. Pu assumere garanzia giuridica attraverso l'atto notarile che insieme all'atto d'acquisto vengono iscritti nel libro fondiario. Proprio questo vademecum stato utilizzato nel contratto stipulato tra la municipalit di Pfaffenhofen e l'investitore, fungendo da base per una sovvenzione pubblica per l'acquisto di terreni edificabili, la dove saranno attuate misure ecologiche. Il vademecum si articola in obiettivi di progetto, piano articolato per l'intera zona e linee guida per spazi ecologici residenziali e artigianali: - Piano generale: - Progettazione e configurazione urbana e architettonica - Paesaggio ed eco-spazi liberi - Piano integrato di gestione delle acque - Energia attraverso un piano energetico, privo di emissioni di CO2 - Materiali edili per l'abitare e il lavorare sano - Traffico e infrastrutture sostenibili del traffico - Sociale - piano socio-economico - Abitare ecologico: - Linee guida architettoniche (scultura artistica, piano del colore e dei materiali, impianti annessi, particolari costruttivi) - Progettazione spazi aperti - Sistemi di gestione delle acque - Standards energetici - Catalogo dei materiali edili - Zona artigianale ecologica: - Linee guida architettoniche (scultura artistica, piano del colore e dei materiali, impianti annessi, particolari costruttivi)
Lecoquartiere Fuchsberg a Pfaffenhofen, comune tedesco di 23.716 abitanti, situato in Baviera. Il quartiere risponde a criteri progettuali architettonici secondo un canone differenziato e interattivo. Questa differenziazione costituisce una creativa molteplicit, in cui l'espressione architettonica si esalta a vicenda e conduce a un effetto armonioso del complesso urbanistico. Ne risulta un legame delle varie tipologie edilizie tradizionale e allo stesso tempo moderno con riferimenti al paesaggio e all'architettura solare. Lo sviluppo del progetto per la gestione delle acque e dellAtelier Dreiseitl (disegno in alto). Nella pagina accanto, lo sviluppo urbanistico del quartiere che comprende tre nuclei residenziali architettonicamente differenziati. Il "Taldorf" con carattere strettamente urbano, articolato in case a schiera solari, costruzioni antirumore ed edifici a corte con piante flessibili per l'abitare generazionale, e piccoli spazi e laboratori ad uso comune. Il "Solardorf" con stecche di case a corte rivolte verso sud e case a schiera con apertura verso il paesaggio caratterizzato da superfici di acqua. Il "Bergdorf" con case singole e a catena, a pi piani, organizzate intorno a un prato formando un nucleo abitato a nord in corrispondenza del paesaggio acquatico.

paesaggio acquatico che a seconda del regime di pioggia si sviluppa diventando, oltre a bacino di ritenzione e purificazione delle acque piovane, un habitat speciale per piante e animali. Obiettivo finale un quartiere ecologico che rispetti il paesaggio e si integri perfettamente con la zona collinare, in cui quartiere urbano e paesaggio crescano insieme. Piano generale Configurazione urbana e architettonica Il quartiere deve essere dotato di una sua propria integralit ed essere caratterizzato da un sistema differenziato di linee progettuali che interagiscano tra di loro. Attraverso questa differenziazione si genera una vivacit diversificata, in cui le espressivit delle linee guida progettuali si esaltano a vicenda e contribuiscono ad un effetto armonico globale dei singoli nuclei edificati e dell'intero spazio urbano. Obiettivo il legame in chiave contemporanea tra le tipologie edilizie tipiche del luogo (genius loci), con riferimento al paesaggio, e tipologie edilizie di architettura solare contemporanea. Dettagliatamente descritto l'approccio progettuale unitario, incluso il piano dei colori e dei materiali.

Progettazione urbana e architettonica Struttura urbana per un quartiere residenziale ecologico La progettazione urbana si basa su tre nuclei edilizi diversificati e architettonicamente distinguibili. A ovest il "paese a valle" (Taldorf) con alta densit abitativa, case a schiera, sviluppato attorno a un prato verde con barriere antirumore corredate da elementi per la produzione di energia solare e un edificio per l'abitare generazionale con funzioni per attivit comuni e laboratorio. A est il "paese solare" (Solardorf) con stecche orientate verso sud e case a schiera sul piccolo pendio con aperture verso il paesaggio acquatico ed edilizia a pi piani prospiciente la piazza del quartiere. Infine a sud il "paese a monte" (Bergdorf) con case singole ed edifici a pi piani collegati con affaccio su un prato vicino alla zona d'acqua. L'architettura sviluppata per tutti i nuclei urbani una mescolanza di tetti a una o a due falde con inclinazione al 20% e tetti piani. I due elementi sono in contrasto, la forma costruttiva cubica, con tetti leggermente staccati e bordi sottili. Larmonia dei nuclei edilizi, sinora difficile da riscontrare nel costruito contemporaneo e senza riferimenti di tempo e luogo, si ottiene attraverso la stessa inclinazione dei tetti a una o due falde e una configurazione progettuale unitaria degli elementi cubici con tetto piano, terrazza sul tetto e annessi ai terrazzi. Il quartiere a valle avr cos tetti a una falda o piani, ma anche tetti solari; il quartiere solare tetti a una e due falde orientati a sud; mentre il quartiere a monte avr prevalenza di tetti piani e terrazzi sul tetto, con pochi tetti a una falda. Paesaggio spazio ecologico aperto Obiettivo dello sviluppo urbano la creazione di un ambiente vitale sano, ecologicamente e socialmente intatto. Lo spazio aperto nelle strette vicinanze degli edifici assume compiti centrali: spazio vitale, sociale, ricreativo e sta alla base

- Progettazione spazi aperti - Sistema di gestione delle acque - Standards energetici - Catalogo dei materiali edili - Management urbano, partecipazione. Attraverso tali punti viene dunque applicata la progettazione dell'intero nuovo quartiere che viene di seguito proposta come esempio. Concetto base del paesaggio Il centro ecologico si trova ai margini di Pfaffenhofen sul fiume Ilm, in mezzo a formazioni geologiche collinari del Danubio-Isar di epoca glaciale. Il pendio esposto a nord e abbastanza mosso si inserisce in un paesaggio agricolo ben coltivato. Il nuovo quartiere urbano riprende queste caratteristiche naturali e tradizioni culturali, integrandole nei loro aspetti fondamentali. Gli edifici vengono collocati per lo pi lungo i pendii. I piccoli avallamenti non edificati fanno da corridoio bioclimatico per l'apporto di aria fresca, e sono a disposizione per il management delle acque piovane o come spazi ricreativi per gli abitanti. Frutteti e cespugli bassi a margine del quartiere conducono dolcemente nel paesaggio aperto circostante. A valle intorno al ruscello Schindelhauser nasce un

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della rete di interazioni del vicinato. Si realizza cos una struttura spaziale aperta, continua e leggibile sia per la zona residenziale sia per quella artigianale, da ottenersi attraverso elementi progettuali vincolanti nei passaggi, dal pubblico al privato o semipubblico (coperture / pavimentazioni dello stesso tipo, arredi uguali, luci, panchine, cassette per la posta). In questo utile il vademecum che, tramite una struttura a pi livelli sovrapposti, consente lo sviluppo di edifici ed infrastrutture progettate con un approccio individualistico. Attraverso i punti proposti affiorano non tanto i dettagli, ma grandi linee a definizione dello spazio globale (qualcuno potrebbe riproporre la definizione "il meno pi"). Lo spazio pubblico Si definiscono spazi pubblici aperti, quelli destinati al traffico, zone di urbanizzazione, prati e aree verdi con destinazioni d'uso comune. Si tratta di soddisfare tante funzioni: spazio percettivo e ludico, serve alla ricreazione davanti alla propria porta di casa, incontro sociale, ha funzione per l'urbanizzazione, offre spazio al traffico statico, alla gestione delle acque, connessione con il paesaggio. Attraverso l'utilizzo di materiali tradizionali in forma moderna e con elementi ricorrenti viene sviluppato uno spazio pubblico aperto individuale, legato alle tradizioni del luogo, ecologico e socialmente valido. Gli spazi aperti vengono poi definiti tramite una zonizzazione secondo ambiti privati, comuni, pubblici. Lo spazio aperto non circoscritto diventa spazio sociale di incontro (luoghi d'incontro, ricreazione). Spazi aperti privati I quartieri progettati, liberi da vincoli di recinzioni e propriet private, assumono l'aspetto di citt giardino. I terreni rivolti verso lo spazio pubblico (strada o percorso verde) avranno un aspetto architettonico uniforme e continuo creando un

quartiere con una propria identit. Il giardino privato assume pertanto un significato superiore, come elemento unificante e caratterizzante del quartiere. Piano delle acque integrate Il piano idrico integrato composto dalla costante sinergia tra management delle acque piovane, riciclaggio acque grigie, utilizzo acque grigie, trattamento acque nere, ottenendo: - un management delle acque piovane in collegamento al ciclo naturale delle acque di Pfaffenhofen; - il trattamento acque grigie e riuso: - l'integrazione delle acque nere; - la visualizzazione del concetto idrico nella progettazione degli spazi aperti; - la riduzione dell'immissione delle acque piovane nel ruscello Schindelhauser. Tutte le acque grigie, depurate e raccolte in apposite cisterne di accumulo, saranno restituite al circuito delle risorse locali (attraverso il riuso nei WC, lavatrici o come irrigazione dei giardini) e idriche. La progettazione e il dimensionamento degli impianti sono stati effettuati attraverso la raccolta di rilevazioni metereologiche degli ultimi 10 anni (ritenzione, evaporazione, infiltrazione nel terreno). Per le

acque nere sono previste alcune varianti tra il normale allacciamento alla rete fognaria e il trattamento attraverso la Living Machine o altre tecnologie adatte. In alcuni casi pu essere prevista la raccolta e la separazione in apposite toilettes delle urine, utilizzate come fertilizzante in agricoltura. A Pfaffenhofen viene dimostrato come gli obiettivi per la progettazione di uno spazio urbano contribuiscono in maniera significativa alla crescita economica in chiave ecologica, incentivando nuovi stili di vita sostenibili grazie agli effetti sinergici tra il collegamento agricoltura e abitare-lavorare. Concetti innovativi di approvvigionamento energetico e riciclaggio, ma anche modi del costruire, sviluppati partendo dal contesto locale, ne fanno un modello di sviluppo sostenibile. Attraverso la sostenibilit integrata, tra spazio urbano ed agricolo, possibile ottenere cos molteplici fattori positivi, come la produzione di energia attraverso risorse rigenerative (arrivando anche a superare il 100% del fabbisogno) per il riscaldamento, raffrescamento, produzione di acqua calda ed energia elettrica.

In queste pagine, disegni progettuali di tre tipologie di edifici per il nuovo quartiere a Pfaffenhofen. Da sinistra la casa con serra integrata, la casa a schiera e quella a corte con giardino interno. Obiettivo principale era creare attraverso lo sviluppo urbano un ambiente abitato sano e intatto dal punto di vista ecologico e sociale. Lo spazio verde, vera area vitale per il quartiere, assolve compiti fondamentali per il tempo libero e sociale e costituisce la base per la rete sociale all'interno dei rapporti di vicinato (foto in basso). Nella pagina accanto, le sezioni mostrano i tre nuclei residenziali, dallalto, Taldorf, Solardorf e Bergdorf.

Localit Committente

Pfaffenhofen (D) Kramerbru Naturlandhof ZP GmbH & Co. KG, Pfaffenhofen

Oggetto

Progettazione 140 unit abitative di varia tipologia

Progetto architettonico Progetto del verde Anno di progettazione

Joachim Eble Architektur Atelier Dreiseitl dal 2006

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In queste pagine lo studio per lo sviluppo urbano di un nuovo quartiere per 40.000 abitanti a Tainan. Per migliorare il benessere, in condizioni climatiche subtropicali, al sistema stradale ortogonale esistente sono stati sovvrapposti canali di ventilazione bioclimatica, aprendo gli isolati in direzione dei flussi principali del vento. Il calcolo e lottimizzazione dei flussi stata realizzata attraverso le simulazioni del CFD (Computational Fluid Dynamic) .

Tainan A Tainan (Taiwan) stato recentemente sviluppato un masterplan di una citt sostenibile per 40.000 abitanti. Il centro urbano dovr contenere al suo interno ogni elemento utile allo sviluppo indipendente della comunit attraverso la realizzazione di zone industriali, universit, unarea expo e una stazione per l'alta velocit. L'area, un tempo adibita alla coltivazione della canna da zucchero, oggi abbandonata. Elemento forte che caratterizzer l'area sar l'urbanistica riletta in chiave bioclimatica, ossia la visione agricolo-urbana dello spazio in cui il paesaggio si inserisce, avendo anche uno scopo energetico, idrico e, naturalmente agricolo. Il masterplan ha l'ambizione di ridefinire lattuale disegno rettangolare della pianta urbana. Il futuro rilancio dellarea avverr anche attraverso una nuova concezione nellla gestione delle acque urbane: il sistema idrico progettato avr la funzione di purificazione e accumulo dell'acqua, riutilizzata poi per la climatizzazione urbana. Nuovi spazi verranno adibiti a permacoltura, recupero solare, rimboschimenti e rinverdimento; l'impianto fognario sar collocato all'interno del bosco

e con le acque purificate verranno irrigati i parchi. I campi agricoli verranno trasformati in aree per la produzione di risorse per l'energia rinnovabile. Il nuovo sistema inoltre consentir la purificazione di fiumi inquinati dei paesi limitrofi, che verranno appositamente deviati all'interno dell'area. Si tratta quindi di un grande scambio infrastrutturale e interdisciplinare, abbinato a una nuova idea di agricoltura, che offre servizi per gli spazi urbani ed allo stesso tempo spazio ricreativo per i suoi abitanti.

Localit Committente Oggetto

HSR District Tainan (Taiwan) Contea di Tainan - Taiwan Masterplan per una citt modello sostenibile con 40.000 abiatanti zona industriale, universit e quartiere EXPO

Progetto urbanistico

Joachim Eble Architektur EDS Group, Taipei

Infrastrutture ecologiche

Gaia International (V. Bokalders, Stockholm e C. Butters, Oslo)

Simulazione bioclimatica Coordinamento progettuale

Yen-Yi Li, Cheng Kung - University Tainan Prof. Chao-Chin Yu, Chung Yuan Christian University Taipei

Superficie Anno di progettazione

1253 ha di cui 300 destinati a zona urbana dal 2004

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