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MERCOLED 27 FEBBRAIO 2013

I video di Maurizio MIlani su www.ilgiorno.it


SUL NOSTRO sito www.ilgiorno.it Maurizio Milani (nella foto), regala una chicca ai navigatori minuti di autentica, geniale e surreale comicit. Oggi una nuova puntata Luomo che dirotta le indagini che vi terr compagnia fino a domenica prossima quando ne arriver unaltra. Le precedenti si possono vedere nella gallery del sito.

di LUCA ZORLONI
MILANO

IL FENOMENO SELFPUBLISHING

CON Ti prego lasciati odiare di Anna Premoli, anche in Italia un libro autopubblicato ha trovato la sua E.L. James, alias miss Cinquanta sfumature di grigio, colei che ha venduto 65 milioni di copie in tutto il mondo partendo da un click. Nel nostro paese il selfpublishing una nicchia di 38-40mila titoli nel 2012 secondo lAssociazione italiana editori (Aie). Il romanzo rosa della Premoli, incentrato sulle traversie amorose della coppia di banchieri londinesi Jennifer e Ian, alla quinta ristampa in tre settimane ed tra gli ebook pi scaricati. Newton Compton, la casa editrice romana che pubblica

Dal cassetto al web Il mio libro lo pubblico io


oggi sempre pi autori e pro fessionisti in generale iniziano a conoscere le vere inefficienze del mondo editoriale, quindi evitano consapevolmente il percorso tradizionale. NARCISSUS, nata nel 2011 una delle sei piattaforme italiane censite dallAie (le altre: Lampidistampa, Lulu, Ilmiolibro.it, Youcanprint e Kindle Direct Publishing). Tutte hanno i propri cavalli di battaglia. Lorenzo Fabbri, responsabile servizio de Ilmiolibro.it (dal 2008), cita i giornalisti Ernesto Assante (autore di Copio dunque sono) e Angela Camuso, che ha pubblicato una delle inchieste pi approfondite sulla Banda della Magliana. Lultimo caso Street Food, della blogger culinaria Rita Tersilla. Il fantasy Touched saga di Elisa S. Amore, che ha sorpassato Hunger Games, invece lor-

goglio di casa Youcanprint, fondata nel 2007 dal 31enne Alessandro De Giorgi. Per lAie in Italia lautopubblicazione il 5-5,5% del mercato editoriale. Molti autori pubblicano senza aspirazioni, con la copertina fatta dal figlio, spiega De Giorgi. IL SUCCESSO del selfpublishing sta nei costi contenuti per trasformare il proprio manoscritto in un libro e nelle rendite sul prezzo di copertina. Nel 2011 lagenzia Isbn (International standard book number) ha rilasciato 1.924 codici ad autori italiani di auto pubblicazioni. I numeri del self publishing sembrano destinati ad aumentare nel nostro Paese, anche se solo il 49% della popolazione legge.

Da Ford a Moore Cinema e storia fra crisi e denuncia


Al Mic mini rassegna made in Usa
di SILVIO DANESE
MILANO

FACILE ED ECONOMICO Basta inviare il proprio file a una delle piattaforme legate alle librerie virtuali
il bestseller, si frega le mani. Ha fiutato laffare la scorsa estate, setacciando il web, dove Ti prego lasciati odiare era gi un caso. Il libro, al costo di 0,99 centesimi, aveva debuttato sulla piattaforma di selfpublishing Narcissus. IL PRODUCT manager di Narcissus Giacomo DAngelo spiega: La stragrande maggioranza degli editori cerca di denigrare il fenomeno dellautopubblicazione, classificando gli autori indipendenti come color o che, non avendo altre possibilit, utilizzano Narcissus.me come valvola di sfogo per i propri contenuti di qualit non eccelsa. La realt che

PRO E CONTRO In poche ore si online ma il rischio che nessuno si accorga del vostro libro
Gli scettici temono che con le auto pubblicazioni il mercato sar invaso da testi senza valore, ma Fabbri replica: La libert di pubblicare una grande conquista. Sono i lettori a decidere la qualit delle opere e a far emergere le migliori. SECONDO De Giorgi in futuro sar possibile per il lettore sapere se un libro ha avuto alle spalle un lavoro editoriale. DAngelo conclude: La scelta di un libro molto spesso viene condizionata dal marchio editoriale posto in copertina o dalla posizione pi o meno privilegiata sullo scaffale in libreria. Tuttavia stiamo andando, grazie alla rete e al digitale, verso un mondo pi meritocratico.

TEMA: la crisi economica. Dice qualcosa? Svolgimento: la storia nei film, dalla fattoria espropriata dalle banche nellepopea di Steinbeck sulla crisi del 29, portata al cinema da John Ford nel memorabile Furore (1948), alla finanza evanescente che ha messo in ginocchio il mondo nel 2008, tra gli specchi dei grattacieli di Margin Call (2011) di Jeffrey Chandor, sulle ultime 24 ore di una banca di investimenti mentre una parte di Wall Street sembra ancora non rendersi conto del terremoto che sta scoppiando. ENTRA, un po a gamba tesa, involontariamente, in queste ore dincertezza, la rassegna del Mic (Museo Interattivo del Cinema della Fondazione Cineteca) Cinema e storia, in collaborazione con la Fondazione Isec e Istituto Lombardo di Storia Contemporanea (da oggi al 27 marzo), proponendo un breve percorso cinematografico, cinque titoli, tra le cadute finanziarie e sociali, raccontate dal cinema come epopea narrativa o ricostruzione documentaria, occasione per confrontare diverse condizioni e analoghe sofferenze. Fa in qualche modo

rima con il film di Ford da Steinbeck, Fango sotto le stelle (1960) di Elia Kazan, stesso sfondo sociale, il New Deal di Roosevelt, ma in un contesto di denuncia della rapacit di un certo capitalismo, nella vicenda di cessione di terre per la costruzione di una diga, tra razzismo ed ecologia. SAR anche loccasione per rivedere un paio di documentari che hanno accompagnato gli ignari di cose finanziare a scoprire i raggiri, a volte al limite del crimine, di finanziarie, banche, multinazionali: Inside Job (2010) di Charles Ferguson, premio Oscar 2011 e Capitalism: a love story (2009) di Michael Moore che, concentrandosi sulle cause della crisi mondiale, mettono a nudo la corruzione sistemica negli Stati Uniti, che attraversa anche alcune scelte industriali di grandi gruppi, di certe corporazionio influenti in ogni settore. Perch, se proviamo a ricordare, una cosa certa: che nella vita delle famiglie, nella quotidiana vita professionale, nel welfare, il linguaggio e i modelli di azione della finanza pirata erano arabo. La rassegna segue un ciclo di incontri e lezioni rivolto agli insegnanti, che si spera faranno vedere i film anche ai ragazzi. Mic-Museo interattivo del cinema, viale Fulvio Testi 121. Da oggi al 27 marzo.

Vado alle docce pubbliche ma il cittadino si lamenta


IERI sono andato alle docce pubbliche di Milano. Sono belle. Aprono a mezzogiorno. Noi uomini espulsi dal mondo del cabaret, senza computer e conoscenza inglese, siamo l ad aspettare dalle otto di mattina. Stiamo seduti sui gradini sotto il cartello: Docce comunali, Regio decreto 1879. A volte esce a lamentarsi il custode: E presto per star qui, perch non andate a far giornata ai cantieri di Expo?. Io: Non ha un bottiglione di vino gi aperto da farci assaggiare?. Prima di far la doccia compro al mercato: mutandine (1 euro); maglietta bianca (mezzo euro) e calze (20 centesimi). Calzoni e maglione li cambio anche loro. Sono quelli che non mette pi mio zio. Fa il portinaio a Piacenza. Penso che la doccia la fa in quel comune. Finita la doccia, che di solito dura 5 ore, saluto ed esco dal plesso municipale. I vestiti che avevo su prima li mollo nel cestino dei rifiuti nella via delle pubbliche docce. Tanti cittadini in zona si lamentano ma, scusate, i vestiti sporchi dove li sbatto? A volte nelle docce possono capitare dei regolamenti di conti tra bande. Per non troppo spesso. Di solito gli agguati ai boss avvengono dal

barbiere. Tutti i giorni faccio una doccia perci il cestino dei rifiuti lo riempio solo io. A questo punto i cittadini hanno ragione di lamentarsi. Tranquilli, appena inizia la bella stagione vado a fare il bagno alla Martesana. Per poi non lamentatevi se mi lavo i capelli e inquino con lo shampoo. P.S. Questa rubrica viene sospesa per motivi fiscali. Firmato. lIntendente di Finanza (che poi sarebbe mio zio). Gli ho detto: Zio, puoi aiutarmi anche questa volta?. Mio zio: No, basta. Sono trentanni che ti copro, non voglio andare in galera per te. Io: Scusa zio, hai ragione. Mollo tutto, carico su il rame dal magazzino e scappo in Croazia.