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GIOVED 16 GENNAIO 2003

il paginone

Ilmonacocheinvent lamacchinadeltempo
Negli anni 50 padre Ernetti realizz il cronovisore, ma fu poi obbligato al silenzio

l viaggio nel tempo, grazie al cinema, ai romanzi e alla televisione, ormai una fantasia diffusa nellimmaginario collettivo delle persone. Intere generazioni, cresciute con Guerre Stellari e Star Trek, non fanno fatica a pensare a balzi iperspaziali, porte parallele per altri mondi o viaggi a ritroso nella storia. Ma riettiamo per un momento su cosa implicherebbe avere davvero a disposizione la possibilit di viaggiare nel tempo (a parte, ovviamente, arricchirsi sapendo in anticipo i risultati di totocalcio e lotterie): lecito chiedersi cosa ne sarebbe dellordine sociale, della riservatezza personale, dei segreti politici e militari? La domanda forse non retorica, perch sarebbero stati proprio queste considerazioni a impedire che il sogno della prima macchina del tempo divenisse realt. Per capirlo basta ripercorrere lincredibile storia di un religioso scienziato, scomparso nellaprile del 1994, padre Pellegrino Ernetti, benedettino e noto musicologo, il quale secondo molte testimonianze, forse pi dogni altra persona al

mondo si sarebbe avvicinato alla realizzazione di una macchina del tempo, ottenendone, in denitiva, solo discredito e censura. A riportare i riettori su questa storia che a suo tempo fece grande scalpore un libro del teologo gesuita Franois Brune che in qualche modo riscatta la gura dello scienziato benedettino, e lultimo Convegno di Astra, la pi importante convention della cosiddetta scienza di conne.

voluzionaria: il cronovisore, un marchingegno composto di tre parti, con un intrico di antenne di tutti i tipi capaci di catturare immagini del passato, e di restituirle alla visione grazie a una specie di televisore dal quale le immagini si sarebbero sprigionate in modo tridimensionale, come in un ologramma.

FANTASCIENZA? Secondo
Ernetti e alcuni suoi estimatori, come Brune, scienza: il funzionamento della macchina si sarebbe basato sulla teoria della permanenza perenne, nellatmosfera, di tutte le nostre azioni, sotto forma di onde, una sorta di impronta di energia che quindi pu essere catturata permettendo di visualizzare nuovamente levento. Grazie al complesso di apparecchia-

NEGLI ULTIMI DECENNI


gli astrosici hanno fatto passi da gigante, teorizzando tunnel spaziali. Ma gi a cavallo degli anni Cinquanta e Sessanta Padre Ernetti aveva realizzato uninvenzione ri-

ture il monaco e i suoi collaboratori, tra cui importanti scienziati dellepoca - si parla addirittura di Von Braun e Enrico Fermi - sarebbero stati in grado di captare dal passato discorsi di Mussolini, immagini di Napoleone, perno Cicerone mentre declamava la Prima Catilinaria: esperimenti che sarebbero stati tutti lmati. Padre Ernetti, come prova, mostr al mondo il testo del Thyestes, una tragedia perduta di Quinto Ennio che lui asser di avere ricostruito assistendo in differita, tramite il cronovisore, alla sua rappresentazione nel 169 avanti Cristo. Il monaco raccont anche di aver potuto assistere alla passione e alla resurrezione di Cristo. La Domenica del Corriere dedic all Thyesstes ritrovato una copertina, nel 1972, e inser nellintervista al benedettino una foto di Ges morente sulla croce. Ma la foto si rivel un falso, e n per essere attribuita ad Er-

netti stesso. La reazione del Vaticano non si fece attendere, imponendo al monaco di smettere i suoi esperimenti e tacere.

PADRE ERNETTI venne travolto: non parl pi con nessuno e sment anche lesistenza della macchina, di cui effettivamente non si ha pi traccia. Ma la Chiesa era effettivamente informata delle ricerche del benedettino? Secondo un eminente gesuita, studioso di psicologia per conto della Congregazione della Fede, da noi avvicinato ma che preferisce restare anonimo, la risposta s. E daltra parte un esponente dei servizi di sicurezza italiani ci ha indicato anche lesistenza di un fascicolo sul religioso veneziano datato 1956. Segno che quelle ricerche erano prese piuttosto sul serio. Gli americani stanno tentando anche loro di scoprire quello che noi abbiamo gi trovato - aveva peraltro dichiarato precedentemente il monaco - Soltanto allora potremo dare notizia ufciale della scoperta. Un modo per dire che nch gli Usa non

avessero deciso di rivelare la cosa, nessun altro avrebbe potuto farlo? Una situazione che si pu comprendere meglio nel la societ a cavallo tra il 50 e il 60: sici e matematici stavano plasmando da capo la visione delluniverso in anni di intenso sviluppo scientico. Che, allora pi di oggi, era fortemente legato alla sicurezza.

POSSIBILE PER che dellinvenzione di Padre Ernetti non sia rimasto nulla? Il religioso, prima di morire, aveva accennato al fatto che la macchina era stata smontata e i pezzi portati in luoghi diversi. Lo testimonierebbero parenti e amici, che per non sanno o dicono di non sapere dove siano i pezzi. Una volta mio zio - racconta il nipote diretto del religioso, Aprilio Ernetti, uno dei principali testimoni di questa intricata vicenda - mi disse che durante un esperimento vide quanto era accaduto a casa di un suo amico, pochi minuti prima. Naturalmente, dopo, telefon per riferirglielo, lasciandolo di stucco. chiaro, quindi, il motivo di tanto sospetto verso gli studi del monaco: il Cronovisore non catapulterebbe i suoi spettatori solo nella storia remota, ma sarebbe in grado di frugare nella vita privata di chiunque, e forse nanche di leggere nei pensieri delle persone. Quanto basta per rendere pericolosa e sospetta al Vaticano una tale invenzione. Un rischio troppo grosso, per quella che cos rimasta, ufcialmente, solo una fantascientica leggenda. Testi di Fabrizio Cassinelli