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Anno XIX - n 2-3 - Venerd 8 Febbraio 2013

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A Palazzo Madama - Torino

Scoprire lAlbania antica


MARIA LUISA TIBONE

Al Chiostro del Bramante - Roma

nimmagine dallespressione intrigante nel gusto arcaico; un volto e un busto modellati e dipinti che alludono ad una di-

vinit del VI secolo a.C. che potrebbe essere Demetra: lopera, assai singolare per la dimensione di soli undici centimetri di altezza, stata scelta per presentare la mostra Tesori del patrimonio culturale albanese che fino al 7 aprile si presenta al primo piano del Palazzo Madama di Torino. Essa fa qui la sua seconda tappa dopo quella del Vittoriano di Roma e nel percorso delle bacheche presenta opere che vanno dalla preistoria al secolo XVIII. E unoccasione unica per conoscere unarte che, fra laltro, testimonia le radici europee della penisola balcanica. Il percorso comincia con il neolitico antico: vasi geometrici, antropomorfi e zoomorfi, idoli, sigilli a cilindro o a stampo che rappresentano lepoca del Bronzo antico (III/II millennio a.C.) Coppe e vasi dalle modernissime forme mostrano la bravura degli artigiani dellEt del ferro, mentre le decorazioni geometriche sottolineano lalto livello del maestri della ceramica dipinta.
segue a pag. 2

150 anni di Arte fiamminga: i Brueghel


G IAN G IORGIO M ASSARA

Testa femminile, 580-570 a.C., Museo Archeologico di Durazzo

Museo Diffuso della Resistenza - Torino

Gli schizzi in diretta di Carluccio


MASSIMO OLIVETTI

on sollievo molto di pi. E una sensazione di completezza aver ritrovato, finalmente, una pagina, un momento, unoccasione in cui larte si presta al ricordo ed alla memoria e rioccupa la funzione ed il ruolo di quella che un tempo si definiva arte civile e non era altro che la necessit dellosservazione della realt, anche nei suoi momenti pi crudi e tragici. Persa e smemorata quasi sempre oggi lattivit artistica, impegnata ed impregnata di autoreferenzialit o di inutilit, che al massimo tratta lesistente come utile grancassa per provocazioni egomani o scoop personali. I Disegni di prigionia: Luigi Carluccio 1943-1944-1945 sono altro. Sono un diario dellorrore tanto pi lucido, tanto pi forte, tanto pi definitivo, quanto pi privato, intimo, solitario. Non furono fatti per essere visti, per diventare oggetto da esposizione, nemmeno dopo, nemmeno finito lorrore. Erano segni che derivavano dalla necessit della sopravvivenza non solamente fisica, ma umana, su fogli recuperati nella spazzatura dei campi dinternamento, con carboncini preziosi come il pane che mancava . Segni che fotografava-

no esistenze spezzate ma non piegate, volti di sopravvissuti ritagliati nel vuoto in cui il nazismo voleva scaraventarli. Quante di quelle facce, mi chiedo, hanno continuato a vivere anche dopo, quanti di quegli occhi spiritati, intensi, racchiusi in orbite scavate, hanno visto la liberazione? In queste domande c il segno dellimportanza, anzi della necessit, di questa bellissima mostra allestita dal Museo Diffuso della Resistenza della Deportazione della Guerra dei Diritti e della Libert insieme allArchivio Nazionale Cinematografico della Resistenza. La necessit non solo del ricordo, appunto, ma la necessit di recuperare la capacit dellarte di essere il testimone delle umane vicende, di rioccuparsi delluomo. Il pensiero corre inevitabilmente alla serie degli orrori della guerra di Goya. Il paragone per un verso infelice. Goya denuncia quasi con altrettanta violenza di quella che dipinge e rappresenta. Carluccio registra, annota, cataloga per s. Goya urla per scuotere coscienze, Carluccio schizza per continuare a vivere ed esistere. I lavori di Goya sono grida, quelli di Carluccio silenzi. Ma in entrambi lorrore di quel che vedono e di quel che vivono provoca un transfert pittorico. segue a pag. 2

a mostra ospitata al Chiostro del Bramante, curata da Sergio Gaddi e Doron J Lurie, abbraccia dipinti e disegni (prezioso il Castello di Tervueren), spaziati fra il XVI e il XVII secolo: una stirpe di artisti che Pieter Brueghel il Vecchio si spinge sino ad Abraham Brueghel Il fracassoso, pittore che elegger Roma quale propria seconda patria. La rassegna, allestita da Pro Event Srl, prende avvio dallopera di Hieronymus Bosch (e scuola) Il ciarlatano post 1500 per giungere a una saletta con dipinti di farfalle, conchiglie, insetti dedicata a Jan van Kessel, il Vecchio ai raduni contadini in una taverna di Teniers il Giovane (1660 ca.) e infine allagreste Ritorno dal mercato di Josef van Bredael datato ormai 1710. Nove dipinti giungono da Torino, accompagnati da un saggio dedicato al mondo di Anversa, citt in strepitosa ascesa economica, firmato da Massimiliano Caretto e Francesco Occhinegro: vi spiccano lAdorazione dei Magi di Jan Massys - opera alla quale avevamo dedicato attenzione, proprio sulle colonne di questo giornale darte, allo scadere del 2012 La tentazione di SantAntonio nel bosco di Jan Brueghel il Vecchio dove si sprigionano la magia della luce e del peccato , la deliziosa Madonna del latte di Cornelis van Cleve la cui fisionomia pare essere una diretta desunzione leonardesca. E ancora, la Lamentazionedi Pieter Coecke van Aelst con la stupenda Maddalena, un insolito personaggio vestito alla turca, memore certo di un viaggio a Costantinopoli dellartista e il paesaggio azzurrato dominato dalle tre croci e dal castello turrito. Molti i capolavori che impreziosiscono questa importante mostra dedicata a una vera dinastia di pittori: di Pieter Brueghel il Giovane, una scena invernale in-

centrata sulla Trappola per uccelli, con i pattinatori sul ghiaccio e il cielo grigio sul quale si disegno i rami degli alberi spogli, mentre Jan Brughel il Vecchio autore dellolio Rissa di contadini che giocano a carte con brutti ceffi armati di forcone, lo svenimento di una contadina, le carte sparse a terra; sullo sfondo, la vita serena di un borgo delle Fiandre con abitazioni dai caratteristici tetti aguzzi. Jan Brueghel il Giovane, attorno al 1625 a circondare la bella Sacra famiglia di Bartolomeo Cavarozzi con una ghirlanda di fiori, fra i pi belli che possano esistere; non si scordi che, del Cavarozzi , Torino vanta di possedere due analoghe scene ispirate al tema della Sacra Famiglia, una delle quali custodita nella Pinacoteca dellAccademia Albertina. Del medesimo autore la Visione di Sant Uberto la cui scena si completa con bellissimi cani in vario atteggiamento, un esotico pappagallo, la luce dorata del crocifisso che appare fra le corna del cervo. S detto esotismo; nellolio su rame di Paradiso terrestre dipinto da Jan che possiamo ammirare un vero campionario di uccelli esotici, frutto certo del rapporto che le Fiandre hanno attraversato la Compagnia delle Indie con lontani paesi. Paesaggi, animali che sabbeverano, ripetute allegorie degli elementi della natura, il Tempio di Vesta a Tivoli anticipatore di un modo di vedere larchitettura destinato a ben dichiararsi a Roma voli di uccelli , furbetti cagnolini, danze nuziali, completano una mostra che sia lo studioso che il turista deve visitare poich la meraviglia dellarte si combina con la modernit e la sorpresa, insistendo sulla perfezione del paesaggio nei confronti dellumana, corrotta mediocrit. Chiostro del Bramante Via Arco della Pace 5 - Roma Brueghel. Meraviglie dellArte fiamminga Fino al 2 giugno Info: 06 916508451

Jan Brueghel il Vecchio, Le Tentazioni di S. Antonio nel bosco, olio su rame, cm 42,3x57,3 Courtesy Galleria Luigi Caretto, Torino.