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SAGGI Gli usi postmoderni del sesso di Bauman

Un povero e autonomo godimento


Benedetto Vecchi

ono passati otto anni da quando Zygmunt Bauman mand alle stampe un lungo saggio sullamore nelle societ contemporanee. Come era prevedibile, lamore non poteva che essere liquido, proprio come la modernit che lintellettuale di origine polacca si proposto di vivisezionare. Un testo, pubblicato allora da Laterza, che suscit non poche perplessit tra gli estimatori di Bauman. Eppure era in perfetta sintonia con la tradizione teorica a cui lautore ha sempre affermato di attingere. Gi agli inizi del Novecento Georg Simmel aveva dedicato allamore uno dei suoi testi pi riusciti. Lo stesso aveva fatto, qualche decennio prima, il francese Emile Durkheim, mentre George Bataille sullamore si dilung a lungo in un clima dove il legame tra amore e erotismo era fortemente indebolito dalla crisi da quella istituzione sopravvissuta alla modernit che era la famiglia. Per Bauman, parlare di amore significava parlare di fine della famiglia patriarcale e del proliferare di relazioni sentimentali a tempo determinato che non contemplavano pi ladesione alla formula recitata dai depositari del potere spirituale: finch morte non vi separi.

spinti sullo sfondo. Questa agognata autonomia del desiderio fa s che il sesso perda laura di mistero, di intimit che ha avuto da sempre nelle relazioni amorose. Ogni volta che il singolo ritiene di aver soddisfatto un proprio desiderio, tende a rinnovarlo, in una dinamica che ricorda il criceto che corre in una ruota ma non la manifestazione di un sentimento. Il godimento nellatto sessuale, o la soddisfazione del desiderio, sono cio momenti effimeri, che per Bauman sono consumati al pari di ogni oggetto acquistato al mercato. per questo motivo che la vendita di materiale pornografico ha avuto una crescita cos evidente. altres evidente che il piacere di rendere pubblica la rappresentazione del desiderio e del godimento si manifesta nella pornografia attraverso la diffusione senza fini di lucro di video amatoriali dove appunto centrale la messa in scena del godimento o di un desiderio finalmente appagato. Oppure, come accaduto per il nostrano bunga-bunga dove lostentazione del desiderio sessuale propedeutica a un ordine del discorso reazionario. Ma anche in questo caso, non c vera discontinuit rispetto al recente passato. La modernit liquida assegna s autonomia e libert di espressione al desiderio,

AMORE E PSICHE DI ANTONIO CANOVA (PARTICOLARE)

Il divorzio tra amore e erotismo trasforma il desiderio nel protagonista delle relazioni sentimentali

ma cos facendo lo ridimensiona, lo secolarizza, facendogli perdere quellaura di sacralit che ha sempre avuto.

Misere esperienze
Lesito non voluto dunque un impoverimento del desiderio. Meglio una perdita del carattere sovversivo che ha sempre avuto, se con sovversivo si intende la capacit di mettere a nudo le asimmetrie di potere esistenti nella sessualit. In altri termini, la modernit liquida mette sullaltare il desiderio, ma cos facendo lo ridimensiona. E non certo un mistero che schiere di filosofi, psicoanalisti e custodi del potere temporale del-

la chiesa non fanno altro che ripetere, come un mantra, la necessit di ricostruire un ordine del discorso che riconduca allovile il desiderio, ripristinando la triade amore, erotismo, desiderio, dove i primi due aspetti devono neutralizzare, nella riedizione di relazioni monogamiche, il convitato di pietra rappresentato dal sesso. Un ritorno allordine destinato per allinsuccesso. lo stesso Bauman a pronosticarlo, con parole nostalgiche rispetto lordine perduto, quando elenca tutti i tentativi di definire giuridicamente i decaloghi dei comportamenti politicamente corretti nelle relazioni sentimentali e sessuali.

Amplessi prt--porter
Ora Bauman - a Roma per partecipare a un incontro organizzato dalluniversit privata Lumsa in collaborazione con lassociazione Stampa romana - affronta un tema collegato allamore. Si tratta de Gli usi postmoderni del sesso (Laterza, pp. 84, euro 10), libro che ha lo stile del pamphlet, ma che di scandaloso ha ben poco. Il sesso ha una funzione essenziale nella riproduzione delle specie e, per molti secoli, la sessualit stata affrontata come lattivit propedeutica alla riproduzione. Ma qui interviene gi la prima incongruit. Il sesso atto teso alla riproduzione dellanimale umano, ma stato rivestito di ulteriori significati che hanno scandito, e qualificato, le relazioni umane o i rapporti uomo e donna. Sono questi significati ad essere mutati nel corso del tempo, esemplificati dalla fine della famiglia patriarcale, evento che ha determinato la legittimit di comportamenti, preferenze, scelte sessuali che non coincidono con un orientamento eterosessuale o con la monogamia. Cos come lidentit un patchwork che viene costruito attraverso esperienze sempre legate a una contingenza e al mutare dello stile di vita inseguito come oggetto del desiderio, anche il sesso commisurato a unattitudine prt--porter che vede cambiare nel tempo partner. Ma ci che cambiata nel profondo la manifestazione del desiderio, messo sempre in ombra dallamore e dallerotismo. Il desiderio assume una radicale autonomia, che corre per il rischio della sua atrofia nella ricerca spasmodica del suo soddisfacimento. Lamore e lerotismo, da sempre al centro della scena sentimentale, sono cos

SEMINARI Il collettivo Uninomade presenta il secondo ciclo del corso di auto-formazione

Il sapere critico di Commonware


menti teorici e pratici e quali saperi possono mettere in funzione una nuova semantica che nasca dalla condivisione di esperienze eterogenee di militanza e di movimento? In che modo? Si tratta precisamente della sfida fatta propria dal collettivo Uninomade che risponde allinsieme di tali interrogativi presentando il secondo ciclo del corso di auto-formazione Commonware (Bologna, febbraio-giugno 2013). Lobbiettivo nitido: riappropriarsi di uno spazio di produzione di saperi critici (non a caso il corso ha luogo allinterno e contro lUniversit) da mettere a disposizione di chiunque intenda orientarsi nella contemporanea composizione delle realt di movimento, mediante la costruzione comune di nuovi e pi adeguati strumenti di lettura del politico. Commonware (rovesciamento in positivo del nome dei pacchetti formativi telematici predisposti da sempre pi numerose universit, i cosiddetti courseware) si presenta innanzitutto come risposta ad unesigenza che si fa impellente. Quella cio di dar corpo ad un lessico teorico-politico che intersechi la contemporaneit allaltezza delle sfide e dei problemi che pone. Lessico da condividere, prodotto ed agito in comune. Linguaggio-esperienza, aperto ed attraversabile, che funzioni da veicolo di ricomposizione di soggettivit politiche, troppo spesso frammentate nel variegato spettro dei movimenti sociali. Il primo ciclo formativo, intitolato da Marx alloperaismo, ha inaugurato la stagione di Commonware nel gennaio 2012 (in primavera uscir per la collana UniNomade di ombre corte il volume che raccoglie le sette lezioni). In risposta alla quasi totale rimozione universitaria del pensiero di Marx, linsieme di lezioni e di discussioni organizzate da UniNomade (video reperibili su www.uninomade.org) ha riportato il fondamento teorico principe della militanza comunista al centro di un dibattito sulle differenti declinazioni del pensiero critico nelle forme militanti della nostra storia recente. Un dato immediatamente produttivo si dunque esplicitato da subito nellarticolazione tra categorie del pensiero, forme storiche della sua ricezione e configurazione delle pratiche materiali ad esse ispirate. Non per rispolverare una gloriosa galleria iconografica del passato, ma per riattivare nel presente un insieme di dispositivi teorici che, facendo tesoro delle esperienze ereditate, possano rivitalizzare oggi la dimensione costituente del conflitto sociale. Da qui la proposta di dedicare il ciclo di auto-formazione di questanno a Gli stili della militanza dal movimento operaio ad Occupy. La prospettiva storica in cui verranno presentate le forme della militanza toccher figure significative dellorganizzazione politica autonoma dellultimo secolo: gli Wobbies, la militanza studentesca nel lungo 68, lesperienza dellautonomia operaia, militanti anti-coloniali e Black Power, movimenti femministi e centri sociali. Inutile sottolineare come non si tratti affatto di riproporre stili e modalit che hanno gi fatto il loro tempo, quanto piuttosto di coglierne lo spirito che li ha legati ad una storia di cui figlio il nostro presente. Stili comunicativi ed aggregativi, capacit di rottura e di autoaffermazione la cui ricchezza richiede di essere assunta con riconoscenza, e atteggiamento critico, da parte di chi voglia chiedersi cosa significhi oggi tornare a produrre un discorso politico e militante.

Claudio Cavallari

difficile, in pieno periodo di campagna elettorale, non sentirsi violentemente investiti dalla blaterante e paradossalmente narcisistica enunciazione di un vuoto. Le retoriche che vorticosamente si inseguono, dalle vetrine dei talk-show agli stucchevoli battibecchi che gonfiano i social network, paiono incoronare lostinata manifestazione di una morte gi da tempo avvenuta. La vittima, il cui omicidio nellera della comunicazione e dei comunicatori di massa non cessa di avvenire, ormai senza volto, ma continua a chiamarsi discorso politico. Da pi parti se ne intona lo sconsolato requiem. Da altre, grotteschi tentativi di rianimazione rasentano linutilit dellaccanimento terapeutico. A chi non intenda rassegnarsi alla miseria di questa funebre alternativa simpone dunque lo sforzo di una riscoperta. Come tornare a produrre discorsivit politica? Quali stru-