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PISTE CICLABILI, UNA SCELTA ECO-NOMICA

Con la sua lettera, di alcuni giorni fa, il consigliere di Municipalità Baldan ha perso l’ennesima
occasione per fare una riflessione seria sulla mobilità nei centri urbani. Egli, come accade spesso
dalla sua parte politica, ha difeso in modo ideologico i posti auto, nella fattispecie quelli di via
Querini, scagliandosi contro la realizzazione delle piste ciclabili. Per alcuni, si sa, le opere o sono
grandi o non sono!
Vorrei ricordare ai residenti di via Querini che il Biciplan è stato presentato in Municipio a Mestre il
17 dicembre 2005 e che l’assessore è venuto ad illustrare ai consiglieri di Municipalità questo ed
altri tratti di pista ciclabile in più occasioni, da ultima con commissione del 5 dicembre scorso: il
consigliere Baldan avrebbe potuto allora cercare, ben prima, di fermare la costruzione della pista
“mangia parcheggi” ma non ha fatto nulla; ora però scrive una lettera per solidarizzare con i
residenti e ricavarne una piccola rendita di posizione. Banale.
Ebbene, per quanto riguarda le aspettative di residenti e commercianti della zona si potrebbe
pensare di “risarcirli” riservando loro alcuni parcheggi del vicino Piazzale L. da Vinci, incentivando
coloro che provengono da fuori ad utilizzare i park scambiatori, anche perché non si
giustificherebbe, altrimenti, la spesa per tali infrastrutture. Si potrebbe anche, provvisoriamente,
ricavare dei park aggiuntivi fissando un senso unico, in direzione via Dante, su via Fusinato.
Va detto comunque che se di regola nessuno può accampare pretese sulla cosa pubblica, a maggior
ragione i residenti del centro debbono capire che è molto difficile, considerata l’assenza di garage in
molti condomini e le limitate dimensioni delle strade, garantire due o tre posti auto “sotto casa” per
ogni famiglia, pur volendo pagare l’abbonamento ad ASM. Per quanto attiene la pista di via
Querini, essa serve a collegare due tratti monchi dell’itinerario n. 1 del Biciplan che va da Piazza
Mercato a Marghera sino a Piazza Ferretto per poi collegarsi ad altri itinerari che portano ad altri
luoghi della città; la pista ciclabile di via Cappuccina, a prima vista un doppione, è stata fatta a suo
tempo per ottimizzare lo spazio del marciapiede molto largo.
In generale, va detto poi che da decenni il traffico stradale cresce indisturbato. La maggior parte
delle soluzioni messe in campo produce risultati positivi nel breve termine ma, poi, la densità
veicolare ridiventa quella di prima. Già nel 1989 lo specialista svizzero del traffico Eugen Meier
affermava che l’ampliamento e la costruzione di nuovi tratti della rete stradale ha determinato, in
taluni casi, punte di incremento del traffico sino al 30%: c’è da sperare non sia il caso del Passante
di Mestre o della futura Vallenari bis.
Il Comune di Venezia ha investito, con lungimiranza, dodici milioni di euro (la sola Vallenari bis ne
costerà trenta) per realizzare una rete ciclabile da 100 chilometri la quale ha portato ad un aumento
degli spostamenti sulle due ruote dal 6 al 20%: ciò significa meno auto in circolazione, meno smog
ed emissioni di CO2, meno malattie respiratorie, meno incidenti stradali. A tal proposito, il recente
rapporto ACI - ISTAT del 2007 attesta che il 76,6% degli incidenti stradali (in media 633 al giorno
che generano 14 morti e 893 feriti) avviene proprio nelle strade urbane e che i costi sociali dei
sinistri sono stimati complessivamente in 30.386 milioni di euro, ovvero circa il 2% del PIL dello
stesso anno.
Insomma, ad una riduzione del traffico su automobile corrisponde un notevole risparmio economico
per tutti. Ecologia è economia.

Mestre, 07.02.2009
Davide Scano
Consigliere della Municipalità di Mestre – Carpenedo