LUIGI CASCIOLI

LA FAVOLA DI CRISTO
LIBRO-DENUNCIA INCONFUTABILE DIMOSTRAZIONE DELLA NON ESISTENZA DI GESÚ
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Dedico questo libro al Cavalier de la Barre

SOMMARIO

LA BIBBIA SECONDA ENTRATA IN EGITTO IL PERIODO DEI RE IL DIO DELLA BIBBIA GLI EBREI DOPO L’INVASIONE ASSIRA DELLA PALESTINA DEL NORD IL CULTO DEI MISTERI LA RIVOLTA DEI MACCABEI SITUAZIONE DELLA PALESTINA SOTTO L’OCCUPAZIONE ROMANA GLI ESSENI FIGLI DELLA LUCE RIVOLUZIONI E GUERRE ESSENO-ZELOTE GLI ESSENI DOPO IL 70 I VANGELI CANONICI GIOVANNI IL NAZOREO CROCIFISSIONE

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p. 12 p. 21 p. 34 p. 43 p. 47 p. 55 p. 67 p. 74 p. 82 p. 91 p. 100 p. 116 p. 123

LA BIBBIA

Se il tempo da me previsto per scrivere questo libro è stato molto piú lungo di quanto avessi immaginato, ciò è dipeso dal fatto che ho voluto dare a ogni mia affermazione una giustificazione logica e ponderata, in maniera che anche i piú restii possano convenire con la conclusione che mi sono prefisso di raggiungere: dimostrare la non esistenza di Gesú. Resomi conto che la figura di Cristo non è altro che il risultato di un’evoluzione religiosa che si è verificata nel popolo ebraico, ho cercato le cause che l’avevano prodotta nel libro che tratta della loro storia: la Bibbia. Poiché non si può capire Cristo se si ignora la Rivolta dei maccabei, e non si può parlare dei maccabei, se si disconoscono le cause che la determinarono, mi sono ritrovato a partire da quel in principio creavit deus cœlum et terram, che dà inizio alla storia biblica. È per merito di questa analisi dei fatti, eseguita nella mia piú grande indipendenza di ragionamento, che sono giunto a conclusioni che sento di poter difendere nella maniera piú decisa contro ogni critica che mi si possa rivolgere. Non bisogna essere dei geni per comprendere, sin dalle prime pagine, che la Bibbia non è altro che un castello di stupidaggini, di contraddizioni e di assurdità, la cui costruzione è stata possibile perché messa sulle spalle di un popolo di pastori che, fra tutti gli altri, era il solo a non avere una storia documentata, che avrebbe potuto impedirlo. Praticamente, la Bibbia ha attribuito una cronaca agli ebrei come quegli istituti di araldica, che attribuiscono alberi genealogici a persone prive di un casato verificabile. Se si fosse dovuto dire soltanto la verità su ciò che si conosce realmente del popolo ebraico, il suo passato si sarebbe potuto riassumere, stando alle confuse documentazioni pervenuteci, in una sola frase: “c’erano una volta dei nomadi che, lasciate le zone semidesertiche della Mesopotamia, invasero la Palestina, depredando per secoli i popoli che l’abitavano” – punto e basta! Ma ciò che piú mi ha colpito della Bibbia è che essa, a differenza di tutti gli altri libri epici che riportano personaggi e fatti precedentemente celebrati – quindi in qualche modo già esistiti nel passato, sia pur sotto forma di leggenda –, costruisce la propria storia, la storia della sua tribú, facendola derivare da un “eroe” da tutti sconosciuto, da un eroe che, non essendo mai stato prima nominato, risulta del tutto inventato. Mi riferisco al dio biblico, a quel dio senza nome che, via via che andavo avanti nella lettura della Bibbia, sempre piú mi appariva come un’entità la cui esistenza veniva imposta relazionandola fraudolentemente a una tribú di nomadi, che in realtà l’aveva sempre ignorato. Troppe circostanze dimostrano che il dio della Bibbia non ha mai fatto parte del culto di questi pastori che, da quanto risulta dai fatti, hanno sempre professato un politeismo caratterizzato da un insieme di idoli tribali e di divinità “pagane” tratte dai culti altrui. Nulla conferma che questo dio sia esistito prima di essere nominato dalla Bibbia, che fu scritta nel VI secolo avanti la nostra era 1 . Nessuna testimonianza, neppure sotto forma di traccia, che attesti un suo culto, nulla che ci parli di lui – come avviene invece per tutte le altre divinità, che ebbero un nome e che dimostrano la loro esistenza (come culti storici) con quei templi, statue e steli che furono eretti in loro onore. Sul dio degli ebrei, prima del VI sec. av. n. e., c’è il vuoto piú assoluto. Hanno voglia a dire i sostenitori della Bibbia che, se il loro dio non ebbe un nome, è perché egli stesso aveva proibito di nominarlo e che, se di lui non ci sono pervenute effigi o statue, ciò è dipeso dal fatto che era stato severamente proibito ai suoi seguaci di riprodurne la figura ... Io non ci credo: non posso crederci. E i templi allora, quei templi che la Bibbia afferma che furono costruiti per ospitare l’«arca santa», che fine hanno fatto? Dove è finito quel tempio di Gerusalemme che Salomone, a dare ascolto alla Bibbia, fece costruire con pietre tre volte piú grandi di quelle del Pantheon e del quale non ci è pervenuto nulla, neppure un frammento? È evidente che siamo di fronte a una storia inventata a partire dal VI sec. av. n. e. dai redattori della Bibbia, per raggiungere, attraverso la riunificazione degli ebrei sotto un solo dio, quegli scopi “nazionalistici” che si erano prefissi dopo la liberazione dalla prigionia di Babilonia.
L’autore del presente lavoro, coerentemente con la sua dimostrazione della non esistenza di Gesú Cristo, non usa i termini correnti di «avanti Cristo» − a. C. − e «dopo Cristo» − d. C. − sostituendoli con le dizioni: «avanti nostra era», av. n. e., e «nostra era», n. e.
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D’altronde, quale altro sistema avrebbero potuto usare per sostenere l’esistenza di un dio estemporaneo, se non quello di ricorrere all’anonimato? Anonimato sostenuto da quella famosa sigla, HJWH, che nessuno ha mai saputo cosa significhi, e da quel Yahvè, che non è affatto un nome, ma un semplice appellativo il quale, significando genericamente «io sono», tutto può dimostrare meno che la sua esistenza. Dare un nome a un dio mai esistito, a un dio inventato, avrebbe comportato una verifica storica che avrebbe fatto crollare nel ridicolo tutta l’impalcatura, quell’impalcatura che si sarebbe potuta reggere soltanto grazie all’anonimato. Un dio messo su esclusivamente con visioni e sogni riferiti da personaggi immaginari, vissuti in epoche non controllabili, che si perdono nel buio dei secoli, privo di ogni accenno o testimonianza che si riferisca all’esistenza di un suo culto, in quale altro modo poteva essere sostenuto, se non sfruttando nella maniera piú arrogante l’impossibilità che ha la ragione di dimostrare l’inesistenza dell’inesistente? Come altro potrebbe concludersi una ricerca storica, fatta per stabilire se veramente sia esistito il dio degli ebrei prima del VI sec. av. n. e., se non con la frase: “siccome nulla dimostra la sua esistenza e altrettanto nulla dimostra la sua inesistenza, non si può escludere che sia veramente esistito”? E questa, poi, è la stessa conclusione a cui giunse quella commissione incaricata di accertare se veramente era vissuto il gigante Gargantua, che mangiava dieci uomini a pasto e che, per farsi le scarpe, aveva bisogno della pelle di dodici vacche. È su questa impossibilità di poter dimostrare l’inesistenza dell’insistente che il cristianesimo – religione basata esclusivamente sulla rivelazioni e sui sogni – imporrà i suoi dogmi, farà passare per veri i miti costruiti su personaggi immaginari, che eleverà agli onori degli altari, quali le migliaia di martiri dell’era neocristiana e tanti altri nei secoli che seguirono, tra cui, senza andare troppo lontano, c’è santa Rosa da Viterbo – a proposito della quale il biografo Paolo Cenci, dopo averne ricostruito la vita arrampicandosi sugli specchi, conclude cosí:
non possiamo rifiutare ciò che di lei è scritto nella Seconda vita, dal momento che nessuno ha potuto dimostrare essere falso 2 .

Certo, nessuno, tranne il buon senso! In sintesi, posso concludere che, se gli ebrei non avessero scritto la Bibbia nel VI sec. av. n. e., in seguito alla decisione presa di costruirsi un dio, Yahvè sarebbe rimasto in quel limbo dell’attesa dove venivano relegati gli dei sconosciuti, a cui la città di Pergamo, in Asia minore, aveva elevato una stele per un senso di pietà verso di loro, verso la loro frustrazione. L’immagine di questi dei, che attraverso la stele di Pergamo vediamo in attesa di uomini che li evochino, perché possano scendere dal cielo per poter occupare finalmente un trono sulla terra, è quanto mai significativa per mettere tutte le religioni nel ridicolo. Dopo le piccole divinità, dopo quella miriade di spiriti che furono invocati dagli uomini primitivi, venne il turno dei grandi. I primi a essere prescelti, fra questa massa di dei in attesa, furono Brahama, Horus, Osiride, Iside, Marduk e Aura Mazda; in seguito vennero, via via, tutti gli altri. E io, in questa scena mostrante divinità che lasciano il cielo per scendere sulla terra, via via che gli uomini li eleggevano a proprie divinità, immagino l’impazienza di Allah, che dovette attendere fino al V secolo prima che qualcuno lo chiamasse; ma gli dei rimasti in attesa sono certamente ancora tanti, direi addirittura miliardi, se si pensa che, oltre a quelli che vengono continuamente invocati dalle tante sétte che giornalmente si formano, ogni essere umano ne abbisogna di uno tutto suo. Dal momento che la storia parla soltanto in forma molto generica delle tribú di nomadi che vivevano nell’immenso deserto del Vicino oriente, tutto ciò che sappiamo della tribú di Yahvè, dei suoi profeti, delle sue battaglie, dei suoi condottieri e dei suoi re, ci viene esclusivamente dalla Bibbia, cioè da un libro che, come unica garanzia dei suoi credo, invoca le rivelazioni. In nessun documento storico troviamo il piú piccolo riscontro dei personaggi e degli episodi di cui si parla: come vedremo in seguito, o sono inventati, o interamente ricopiati da leggende altrui. E cosí, come per i personaggi, altrettanto non troviamo riscontri di nessun genere che attestino l’esistenza di quei due
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A p. 206 del testo di P. Cenci.

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uomini famosi (Gn. secondo essa durato 4. che saranno usati dagli ebrei come base delle loro rivendicazioni sulla Palestina. esisteva già venti secoli prima che venisse redatta la Bibbia. Terminata la prima parte. –. un popolo frustrato. quel dio che ci viene mostrato.regni. La prima prova che la Bibbia sia un testo di ispirazione “pagana” e non divina. sommergendo la terra. che a sua volta è il prodotto di un altro accoppiamento tra una donna sterile e dio. prima di passare alla seconda parte. Giacobbe. 7). estinse ogni essere vivente eccetto Noè. carico di rimorsi per aver ucciso suo fratello Abele. Furono scritte unicamente per raggiungere degli scopi politici ben precisi. L’accenno che la Bibbia fa circa questi uomini illustri dell’antichità non è che una ripetizione frettolosa di quelle mitologie che tutti conosciamo. averci raccontato l’aneddoto della mela. accoppiandosi con una donna che non poteva essere che sua sorella. nel paese di Nod. insoddisfatto di ciò che aveva creato sulla terra. che erano andati accumulandosi in esso durante i secoli. è l’episodio riguardante Eva e la mela. non riuscí a far morire affogati. per via di quell’emarginazione a cui era stato costretto dall’inizio dei tempi. indotta da un serpente a disobbedire al dio creatore. Ma Noè trovò grazia agli occhi del signore (Gn. che non è il risultato di un’ispirazione divina. dove dette origine a una stirpe. sono un vero trattato di insegnamento di guerriglia e di incitamento alla rivolta armata. tratto da una leggenda sumera. etc. che comincia con Adamo e Eva. Sansone. che faranno partorire a una donna vergine resa incinta dallo spirito santo. ripetizione opportunamente riportata per poter giustificare l’esistenza di propri eroi da collocare in una storia inventata. conclude con l’affermazione: c’erano sulla terra i giganti a quei tempi – e anche dopo – quando i figli di dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità.. Sapendo che la stesura della Bibbia ebbe inizio nel VI secolo av. per continuare fino alla fine del mondo. con la spiegazione circa la natura degli eroi dell’antichità. facendo leva su quei sentimenti di odio e di vendetta. La Bibbia divide la storia umana in due parti.000 anni. Tutti conosciamo la storia del diluvio che. i quali. sin dalle primissime pagine. Le sacre scritture. appare chiaro. La favola sumera viene raccontata in un documento chiamato «Cilindro della Tentazione». appare evidente da come gli ebrei si sono costruiti il loro dio. per quanto lo volesse. che faceva dipendere l’origine dei mali dalla prima donna. la seconda. che riprende dopo Noè. n. Questo documento. maledire e ordinare stragi. quel Gesú che sarà preceduto e annunciato da quell’altro eroe. Sulla prima parte si intrattiene molto poco. e termina con il diluvio. detto che Caino si rifugiò. Esaú e tanti altri –. Che lo scopo della Bibbia sia quello di riunire un popolo. dai fatti che essa riporta. scopi che appariranno evidenti quando ci troveremo davanti a quel “partito giudaico” che porterà gli ebrei. convinse il suo compagno a mangiare il frutto dell’albero proibito. la Bibbia dice che dio. 6. 3 . Giovanni Battista. e. che è quella che segue lo sterminio del diluvio. e fatto un elenco di patriarchi dalla vita media di 750 anni. d’Israele e di Giuda. A questo punto. Polifemo. in un crescendo di esaltazione “nazionalistica”. bensí la trascrizione di tutte quelle nozioni che i suoi redattori appresero dalle leggende e dalle mitologie vicino-orientali e mediterranee durante i cinquant’anni di esilio passati nel Regno di Babilonia. la sua famiglia – e i pesci. decise di distruggere tutto per ricominciare da capo: il signore disse: «sterminerò dalla terra l’uomo che ho creato: con lui anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo perché sono pentito di averli fatti». lontane dall’essere un’opera di ispirazione letteraria o poetica. soltanto tre pagine e per di piú in forma quanto mai confusa ed estremamente fantastica. la quale. per giungere alla costruzione di quel Gesú. come affermano i suoi sostenitori. n.. come capace soltanto di punire. a concepire un programma di imperialismo universale. che è conservato presso il «British Museum» di Londra. nelle quali gli eroi erano spesso figli di un dio e di un umano – cosí Achille. 6. Dopo averci detto che dio creò Adamo soffiando nel naso di un pupazzo di creta. 4). dio. eroi che faranno nascere anche loro da donne fecondate da dio – come Isacco. e. Perseo. voglio soffermarmi a fare delle considerazioni sulle date e i fatti riportati dalla Bibbia nel periodo che va da Adamo alla nascita di Cristo. La prima. del 2500 av.

che comportò la distruzione totale di tutti gli esseri viventi. oltre che dai teologi. compresi quelli della riproduzione . indoeuropee. Mettere i nostri figli in mano ai religiosi significherebbe ritornare in pochi lustri nel piú buio oscurantismo e sicuramente a quella inquisizione che nel passato ha condannato alla tortura e al rogo chiunque osasse contestare le “verità” della Chiesa. ma da un’imposizione ricevuta dal potente clero locale. come se appartenessero a un’altra barzelletta – un mondo che. condannando come miscredenti coloro che rifiutano di accettarle come verità dogmatiche. degli aborigeni dell’Australia. dopo approfonditi studi. che la Bibbia. La creazione dell’uomo. pone in un altro mondo. è sostenuta. sono certo che molti saranno i lettori che muoveranno critiche alle mie osservazioni. Per tranquillizzare coloro che potrebbero rimanere sgomenti nell’apprendere tale notizia. A questo punto. mons. ma solo come espressione simbolica di epoche non determinabili.Stando a quanto afferma la Bibbia. se può sembrare assurdo che la terra si sia potuta popolare la prima volta in maniera completa in soli 1750 anni partendo da una sola coppia. dirò che i rettori di tutte le altre università americane hanno subito reagito. si siano potute formare delle popolazioni cosí numerose e progredite quali erano gli egizi. etc. i quali dovettero decidere se coloro che vi appartenevano. i greci e tutte quelle altre etnie formanti le civiltà mediterranee. Non dico una sciocchezza se affermo che la Chiesa ripristinerebbe il rogo. Nella certezza che la decisione presa dai professori dell’università del Kansas sia stata determinata non da una loro personale convinzione. cioè soltanto dopo 450 anni dal diluvio. è stata ricostituita da parte dei cattolici un’associazione a fini inquisitori. ha però rifiutato nella maniera piú categorica di applicarla all’uomo. qualora riprendesse il potere avuto in passato. i babilonesi. per opera della volontà creatrice di dio. Se la Chiesa ha accettato. la Chiesa sostiene che a dare inizio all’umanità siano stati due esseri apparsi 6004 anni fa. nel suo libro. in età adulta e già in grado di usare tutti i propri organi nella maniera piú soddisfacente. quella fede che porta gli ebrei a festeggiare l’anno in corso. perché costretta dall’evidenza dei fatti. Oggetto: ricostituire l’inquisizione che dovrà soprattutto distruggere gli scritti opposti alla dottrina cattolica e impedire la propagazione 3 Quando è stato concluso il presente lavoro. quale 6004 anniversario della nascita del primo uomo e i cristiani a sostenere fermamente che Adamo fu creato da dio esattamente venerdí 24 marzo dell’anno 4004 av. non riconoscendo validi i diplomi di biologia e di scienze naturali rilasciati dall’università del Kansas. senza poi parlare dei lapponi del Polo nord. cosí per caso. Adamo ed Eva. Questa teoria creazionista.. dobbiamo seriamente riflettere su ciò che diverrebbero le scuole se fossero affidate alle autorità cristiane. africane. escludendoli dalla propria storia. 4 . per mettere al suo posto il «creazionismo» sostenuto dalla Bibbia. il quale asserisce – come si è detto – che l’umanità promani dall’accoppiamento di due esseri apparsi sulla terra. asiatiche. Ebbene. avessero o meno l’anima. attribuendo a esse un senso lato. il consiglio che presiede alla pubblica istruzione dello Stato del Kansas (Usa) ha votato nel mese di giugno del 1999 (con una maggioranza di 6 voti su 10) l’abolizione della teoria darwinista dai programmi scolastici di biologia e scienze naturali. il quale. senza infanzia. In sostanza. Rifiutare queste date. degli indiani di America. contrariamente a quanto si possa credere. secondo essa. pose dei grossi problemi ai teologi cristiani. come risulta nel seguente documento: CREAZIONE DI UNA NUOVA ASSOCIAZIONE Dichiarazione alla prefettura di polizia di Parigi: associazione per la ricostituzione dell’inquisizione. quando fu scoperto. significa sostituire la fede con il ragionamento. dal momento che non risultavano essere stati generati da Adamo e Eva. sostenendo che queste scansioni temporali non debbono essere prese alla lettera. i persiani.. n.. apparirà addirittura ridicolo che al tempo di Abramo (1900). Infatti. si sarebbe presentato sulla terra già formato e completo com’è attualmente. completi e perfetti. già completi nella loro sembianza umana. sia pur con molte riserve. che le difende. questi lettori sappiano che sostenere queste date come non reali significa contraddire la Chiesa. Usher. e. il 2000 3 . ha affermato l’arcivescovo inglese. nonostante le richieste di perdono del santo padre. – secondo quanto. la teoria darwinista sull’evoluzione delle specie vegetali e animali. senza origine. dal momento che in Francia. secondo cui il diluvio è avvenuto nell’anno 2350. anche da una certa branca di studiosi di scienze naturali.

a cui tutto è permesso e nulla negato. è un mistero destinato a rimanere eternamente insoluto. che restò a galleggiare sopra le acque per oltre ventiquattro mesi al chiuso di un’arca. venuta dal Polo nord.1996 4 .. Il signore si intenerí tanto. anche a porte chiuse. molta strada la dovette fare anche la coppia di orsi bianchi. continuano a cercarla. stando all’altezza del monte Ararat. ogni sorta di animali mondi come olocausti da arrostire sulla brace – dove poi abbia preso questi animali. Fallito nel suo primo tentativo. non meno di duemila anni . rue de Charenton. per quanto giganti fossero. permettendo cosí ai sopravvissuti di rimettere i piedi a terra – «nel primo mese dell’anno seicentuno della vita di Noè». tutti in ottima salute. ordinò il diluvio che sommerse la terra. nella convinzione che ci sia ancora. 5 . Ma non poterono uscire. naturalmente. doveva essere di almeno cinquemila metri. i pidocchi e le piattole.09. avrebbero dovuto impiegare. dio fece alzare un vento che. e di mosconi. e la prima cosa che fece fu quella di erigere un altare di pietra per offrire al signore. nascondendosi sotto le code.. J. come segno di ringraziamento. impiegarono piú di duecento anni prima di giungere a casa. considerando i mezzi di allora. l’arca finalmente si adagiò su quel monte Ararat – dove degli esaltati. dovevano servire per ripopolare la terra. contati coppia per coppia. Tutti gli esseri viventi morirono affogati. 21). le false religioni e ideologie. Due animali per ogni varietà. se veramente avesse dovuto contenere tutte le coppie degli esseri esistenti sulla terra e le derrate per nutrirli. dato che tutti quelli salvati. da cui Noè fece uscire la colomba? E possiamo immaginare cosa fosse diventata dopo due anni. uscirono a pariglie come erano entrati e. la lotta contro le eresie. quali le pulci. Cam e Iafet. Dopo quattordici mesi di galleggiamento. l’elefante indiano in Himalaia e quello africano in Kenya. alla soave fragranza dell’arrosto (Gn. di quei grossi ditteri che attirati dalla sporcizia hanno la capacità di entrare dappertutto. le scimmie delle nevi in Cina. però. soffiando ininterrottamente per dieci mesi. cosa che comporta. Ordine che. secondo quanto aveva ordinato il signore. Data della fondazione dell’associazione: 17. disse fra sé: non maledirò piú la terra a causa dell’uomo. eccetto un certo Noè. J. l’infallibile e onnisciente dio creatore dell’universo. Con questa battuta ho voluto mettere in evidenza tutti i problemi conseguenti all’alimentazione degli animali e alla costruzione della stessa arca che. K. A questo punto. un maschio e una femmina. secondo calcoli fatti. tenendosi per le code. Le scimmie platirrine partirono per l’America del Sud. né colpirò piú essere vivente come ho fatto. perché finalmente ho capito che il cuore umano è incline al male fin dall’adolescenza. che rimasero saldamente attaccate addosso a lui e ai suoi familiari. Paris. considerando i bisogni fisiologici di quel qualche miliardo dei suoi occupanti. come lo spirito santo – credete che ce ne fossero davvero soltanto due in quell’arca che disponeva soltanto di quella finestrella. non ha che da rivolgersi al suo indirizzo per accertarsene: sede sociale. prosciugò le acque. secondo quanto aveva disposto il signore che le aveva create (il giovedí di quella settimana in cui aveva fatto tutte le cose). e le lumache dei tropici che. Sem. von Hirschfield. abbassatosi il livello delle acque. per quanto autoritario fosse stato. come le zecche. 8. i tafani e quelle mosche cavalline che riuscirono a superare il controllo. per costruirla. specie e varietà. Anche Noè uscí dall’arca con la moglie e i suoi tre figli. Noè non poté rispettare alla lettera per via di tutte quelle piccole creature che purtroppo gli sfuggirono di mano. che. 4 Se qualcuno avesse dei dubbi sulla costituzione di questa associazione. i vermi dell’intestino. avrebbe dovuto avere dimensioni tali che Noè e i suoi tre figli. si misero in marcia per ritornare nei luoghi da dove erano venuti onde rigenerare le rispettive razze.attraverso altri mezzi di questo genere d’idee. pentitosi di ciò che aveva fatto. poiché la terra era ancora tutta sommersa da un livello di acque che. senza contare tutti gli altri parassiti che gli animali di grossa taglia si portarono dietro quando entrarono nell’arca. le scimmie alonate ritornarono all’equatore. Gli animali. 2237225. dove si era rifugiato insieme alla propria famiglia e a una coppia di ciascun animale esistente sulla terra.

Credo che non ci sia bisogno di spiegare come si svolgesse la vita di questi pastori. soprattutto. Assegnatosi ciascuno un settore. sia relativamente alla religione. nella sua infinita bontà di essere onnisciente e onnipotente. le popolazioni nomadi che vivevano in quell’oceano di sabbia che comprendeva il deserto degli accadi. egizi. stando alla Bibbia. n. scendendo dalle altezze (altezze comunque molto limitate se gli arrivavano gli odori delle carni che arrostivano su un barbecue). venivano chiamati «ebrei» dalla parola eber. almeno a grandi linee. che il buon Ziusudra liberò dalla finestrella per rendersi conto della situazione esterna. durante i cinquant’anni di prigionia in Babilonia – venne ripetuta dai redattori della Bibbia in maniera cosí fedele da non essere trascurato nessun particolare. per ripopolare la terra. commossi davanti a questo quadretto. come avevano fatto gli animali. Saltando tutte le stupidaggini che seguirono il diluvio – come quella riguardante la torre di Babele. sia per quanto atteneva le leggi e i regolamenti. babilonesi. av. inclusi i greci e quelli spintisi in Oriente − e tutti gli altri abitanti dell’Estremo oriente? Prima di riprendere con la favola biblica. A questo punto sarà utile. a ripopolare i continenti. che è il tempo intercorso tra la fine del diluvio (2350) e il tempo di Abramo (1900). rimasto il solo uomo giusto in un’umanità divenuta malvagia. prendiamo atto di queste belle parole che il signore disse quel giorno. costretti a vagare in quell’immenso deserto dove erano stati relegati dalle potenti nazioni limitrofe. soffermarci un attimo a analizzare. gli ordinò di costruirsi un’arca per ripararvisi con la sua famiglia. come l’episodio di Eva. nel loro insieme. ci tengo a far sapere che. carica di tutte le tribolazioni che possono derivare. rappresentati dai persiani. Obbedienti all’ordine. rappresentata da un politeismo costituito da piccoli idoli ancestrali a carattere prevalentemente superstizioso – come il serpente di bronzo eretto contro il vele6 . neppure quello della colomba. si rivolse a Noè e ai suoi figli e disse: siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra. dio. se in una è di quaranta giorni. Come la cerimonia di ringraziamento fu terminata. i tre figli di Noè. essendo quella di Noè quasi il doppio di quella di Ziusudra. facendola partire dagli inizi del XX sec. i popoli europei. Da Sem vennero i semiti. comincia a interessarsi espressamente della storia ebraica. nell’altra è soltanto di sette. avendo deciso di distruggere gli uomini con un diluvio. Comincia con una visione divina che ebbe un certo Abramo. in appena quattro secoli e mezzo. trascurando tutto il resto dell’umanità. riprendiamo l’esposizione del racconto nel punto in cui la Bibbia. praticando accoppiamenti basati su inevitabili incesti e roba del genere – come era già avvenuto la prima volta con Adamo ed Eva –. costituito dalla razza indoeuropea. costituito da circa un milione e mezzo di chilometri quadrati. che impedivano loro nella maniera piú energica di entrare e invadere le loro terre: una vita randagia. che vede Noè in ginocchio davanti a un dio che annusa e lacrima. nella quale si racconta di un certo Ziusudra che. e. se ne andarono ciascuno con la propria femmina prendendo direzioni differenti. da Cam i camiti. fenici. ogni tribú conduceva una vita autonoma e indipendente dalle altre. la cui vegetazione era rappresentata da arbusti radi e rinsecchiti. Le uniche differenze esistenti tra i due racconti le troviamo nelle dimensioni delle arche. come tutto il resto. il quale. dalla mancanza di acqua e dalle continue epidemie. salutato il vecchio genitore. da Iafet tutto il mondo restante. che nasce anch’essa da leggende di altri popoli –. Costretta a continui spostamenti per il rinnovo dei pascoli. e nella durata delle piogge che. era il capo di una delle tante tribú di pastori erranti che vivevano nei territori desertici della Mesopotamia. per avere le idee chiare sui fatti che seguiranno. vivevano numerosi raggruppamenti di nomadi che. che in aramaico significa «errante». In questo sterminato deserto. che sarà la protagonista della favola biblica. fu salvato dal dio Enlil. che sono gli africani. che. Questa leggenda sumero-babilonese – appresa. etiopi e tanti altri. i figli di Noè prolificarono tanto da lasciarci sbalorditi per come riuscirono. tra cui gli stessi ebrei.E noi. anche quello di Noè è la ripetizione esatta di una favola sumero-babilonese. basati su tradizioni tribali. il deserto arabico e il deserto del Negheb. dalle quali fu estratta la tribú (immaginaria).

no delle vipere –, e da divinità maggiori, provenienti da culti di altri popoli, come Astarte e Moloc della civiltà fenicia. Astarte e Moloc, divinità “adottate” da tutte le tribú ebraiche, erano divinità sanguinarie, a cui venivano offerti olocausti umani e soprattutto bambini, tra i quali i primogeniti erano i preferiti, per quel principio che rende il dono tanto piú apprezzato, quanto piú è amato da colui che lo offre. Durante il II millennio, si verificarono frequenti emigrazioni da parte di queste tribú, che, nella ricerca di terre meno aride, lasciavano le zone desertiche della Mesopotamia per dirigersi verso il Mediterraneo. Speranza che veniva, però, ogni volta frustrata, perché il viaggio, arrestandosi di fronte ai confini dell’Egitto e della Palestina, si concludeva in quel deserto del Negheb, che di diverso da quello che avevano lasciato aveva soltanto il nome. Da documenti giuntici, sia in graffiti che in caratteri cuneiformi, risulta che, come conseguenza di questo afflusso generato dalle immigrazioni, si formarono nel deserto arabico e ancor piú nel deserto del Negheb bande di predoni, le quali, oltre ad attaccare i popoli palestinesi con scorribande e razzie, si vendevano come mercenari alle grandi potenze, come quelle degli ammoniti, degli ittiti, dei fenici e degli stessi egizi, impegnate in continue lotte di egemonia. È in questo clima di emigrazioni, di delusioni e di scorribande che la Bibbia comincia il proprio racconto, facendolo partire dalla visione che ebbe questo Abramo, capo di una di queste tribú. Gli apparve un vegliardo che, dopo essersi rivelato come il dio creatore dell’universo, gli disse che, se lui e la sua tribú avessero rinnegato le divinità che avevano seguito fino allora per adorarlo e servirlo come unico dio, li avrebbe ricompensati, eleggendoli come suo popolo prediletto e regalando loro una terra nella quale, sistemandosi definitivamente, sarebbero divenuti una grande nazione. In questo contratto, basato sul do ut des, le clausole furono espresse con tanta precisione da stabilire addirittura che la terra sarebbe stata quella di Canaan in Palestina, che tanto era fertile da scorrervi latte e miele. Cosí, a differenza di tutte le altre tribú ebree, che si trasferivano cariche di tutti quei dubbi che hanno coloro che si affidano soltanto alla fortuna, quella di Abramo fu la sola che affrontò il suo viaggio nella certezza del successo per quella garanzia che gli veniva da una promessa fatta dal dio creatore e padrone di tutte le cose. A parte il fatto che poi tutto si rivelerà, come vedremo, un vero fallimento, quello che piú mi ha stupito di questa storia è stato vedere come questo dio, nonostante la Bibbia affermi che il suo nome era stato tramandato di generazione in generazione a tutti i pronipoti di Noè, e soprattutto alla discendenza di Sem, da cui si fa derivare direttamente Abramo, sia stato cosí dimenticato dagli uomini in soli quattro secoli e mezzo da essere costretto a ricorrere a una visione per farsi riconoscere come divinità e a proporre un contratto per farsi eleggere come tale. Quel dio, che soltanto qualche pagina prima ci era stato mostrato come il kosmocrator, come l’onnipotente che aveva distrutto tutti gli esseri viventi in quaranta giorni e l’onnisciente a cui Noè aveva elevato un altare, riconoscendolo come unico dio, viene in realtà ridotto, attraverso il baratto di cui si fa artefice, alla stregua di un faccendiere. Possibile che in quei quattro secoli e mezzo che erano seguiti al diluvio sia stato messo cosí da parte di fronte a tutti gli altri dei, scesi dal cielo nel frattempo, da cadere in un oblio cosí profondo da non essere ricordato da nessuno? Se Abramo avesse respinto la sua proposta di alleanza, cosa d’altronde possibile, rispondendogli che era già impegnato con Astarte e Moloc, e che a lui e alla sua tribú ben si confacevano gli idoli ancestrali che avevano seguito fino allora, cos’altro avrebbe potuto fare questo dio, se non ritornare deluso e frustrato nel mondo da cui era venuto, cioè in quel mondo delle divinità sconosciute alle quali la città di Pergamo aveva eretto una stele? Ebbene, lasciando da parte ogni ipotesi su come sarebbero potute andare le cose, continuiamo con la versione del racconto che dà la Bibbia. Abramo, accettata la proposta per la fiducia che poneva nella parola di dio, riuniti gli armenti, si diresse con la sua tribú verso la terra promessa. L’itinerario seguito da Abramo nel suo viaggio è già di per sé un assurdo piú che sufficiente per dimostrare che questo dio, che gli aveva promesso di guidarlo, o era soltanto un sogno, oppure di geografia se ne intendeva davvero poco.

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Il viaggio infatti risulterà un continuo cambiare di direzione, del tutto simile al vagare degli uccelli che hanno perso l’orientamento. Dal deserto degli accadi (Kuwait), seguendo i confini della Mesopotamia verso nord, lungo l’Eufrate, Abramo e la sua tribú proseguirono finché, obbligati a ripiegare verso sud, perché si trovarono la pista sbarrata dai confini della Fenicia, attraversati i deserti della Siria (Iraq e Arabia Saudita), dopo aver fatto un mezzo giro, continuarono finché non furono costretti a fermarsi, dopo 2.000 chilometri di marcia, nel deserto del Negheb, come esattamente avveniva per gli altri, che partivano senza l’aiuto di dio. Contrariamente a quanto dio aveva promesso, non riuscirono a entrare nella terra di Canaan. Essa era là, bella e fertile, che si stendeva oltre il Giordano, ma nulla potettero fare, oltre ad accontentarsi di guardala dalla vetta di una montagna, perché coloro che l’abitavano, fregandosene della promessa che loro avevano ricevuto da dio, erano disposti a tenersela e difenderla, nella loro legalità di proprietari, nella maniera piú decisa e accanita.

Itinerario del viaggio di Abramo (deserto di Engaddi-Negheb=2.000 km) Decimati dalla fame, dalla sete e dalle pestilenze, è facile immaginare quello che dovettero provare, quando si resero conto che la loro situazione, invece di migliorare, era addirittura peggiorata. Scoraggiati e delusi per l’impossibilità di impossessarsi di Canaan, decisero di entrare in Egitto. Ma, abituati come erano a prendere bastonate ogni volta che oltrepassavano il confine di uno Stato, pensarono di rabbonire gli egizi, offrendogli tutto in cambio dell’ospitalità. Tutto senza limiti, comprese le donne, le quali, senza nessuna remora, decisero di darsi agli egizi per quella morale che originava dal culto della dea Astarte, che considerava il meretricio un’attività tanto nobile da imporre a ogni donna di prostituirsi almeno una volta durante la vita, per offrire il ricavato ai sacerdoti della dea.
Quando Abramo fu sul punto di entrare in Egitto, disse alla moglie Sara: «vedi, io so che sei donna di aspetto avvenente. Quando gli egizi mostreranno di desiderarti, non dire che sei mia moglie, ma che sei mia sorella, cosí non solo non mi uccideranno per averti, ma mi ricompenseranno per quello che riceveranno da te» (Gn. 12, 1).

La Bibbia prosegue poi sull’argomento, aggiungendo, quasi temesse di non essere stata sufficientemente chiara:
quando Abramo arrivò in Egitto, gli egizi videro che la donna era molto avvenente. La osservarono gli ufficiali del faraone e ne fecero le lodi al faraone; cosí la donna fu presa nella casa del faraone. Per riguardo a lei, egli trattò bene Abramo, che ricevette greggi, armenti, e asini e cammelli.

Fu cosí che, mentre la moglie di Abramo esercitava la sua attività di «donna avvenente» tra le autorità egizie e gli alti ufficiali, le altre donne della tribú concedevano le loro grazie agli egizi di ordine inferiore. Ma il signore, dice la Bibbia, colpí il faraone e la sua casa con grandi calamità per cui il faraone stesso, fatto chiamare Abramo, gli chiese:
«che mi hai fatto? Riprenditi questa donna e vattene». Poi il faraone l’affidò ad alcuni uomini che l’accompagnarono fuori della frontiera insieme a sua moglie e a tutti i suoi averi (Gn. 12, 18).

Considerando la povertà, la profonda miseria di questi nomadi, che cos’altro possono essere questi «suoi averi» se non le greggi, gli asini e i cammelli che Abramo aveva ricevuto come ricompensa del meretricio della moglie e delle altre donne della tribú? C’è da rimarcare, comunque, la generosità del faraone che, nonostante le calamità arrecategli da questi pastori – rappresentate sopratutto dalla blenorragia 5 con la quale le donne avevano infettato
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La «blenorragia» (dal greco blènos, «muco», e ràgoo, «erompo») − stadio acuto della «blenorrea» (dal greco blènos, «muco», e rèo, «scorro») − o anche «gonorrea» (sempre dal greco, gònos, «seme», e rèo, «scorro»), nella medicina “ufficiale” è annoverata fra le «malattie veneree − denominata comunemente «scolo» − a trasmissione sessuale, che riguarda sia i maschi che le femmine. Le denominazioni sono relative al sintomo principale, costituito dalle perdite uretrali.

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gli egizi –, li espulse pacificamente dall’Egitto, affidandoli a guide egizie e lasciando loro tutto ciò che avevano incassato. Fu in seguito a questa espulsione, dovuta al contagio che le loro donne avevano arrecato agli egizi, che gli ebrei cominciarono a praticare la circoncisione per combattere quella formazione di pus nel glande che fino allora avevano creduto, avendola avuta da sempre, che facesse parte della fisiologia umana. Praticamente, avendo compreso dalla reazione degli egizi che in realtà era una malattia, nella convinzione che fosse causata dalla sporcizia che si accumulava sotto la pelle, risolsero di combatterla tagliandosi il prepuzio. Ma l’attività di Abramo, basata su certi discutibili sistemi di guadagno, non finí con questa espulsione, perché, lasciato l’Egitto, continuò a far lavorare l’avvenente Sara, presentendola come propria sorella ad Abimelech, re di Gerar, dal quale ricevette come ricompensa, ancora una volta, greggi, armenti, schiavi e schiave, e, in piú, una somma di mille pezzi d’argento. Cosí, tra traffici d’ogni genere, litigi con i popoli vicini, nascite miracolose di figli partoriti da donne fecondate da dio e altre avventure, la tribú di Abramo rimase nel deserto del Negheb per circa due secoli. Appartengono a questo periodo alcuni dei passi piú conosciuti della Bibbia, come quello di Esaú che cedette la primogenitura per un piatto di lenticchie, quello di Sodoma e Gomorra che vennero distrutte dal fuoco per il libertinaggio che praticavano, quello della moglie di Lot che divenne una statua di sale per essersi voltata a guardare le due città che bruciavano sotto una pioggia di fuoco e di zolfo, e le tante battaglie che Abramo combattè contro i cananei per impossessarsi di quella terra che la sua tribú insisteva a considerare come propria, in virtú di quel contratto che aveva stipulato con dio. Ma, certamente, il piú farneticante fra tutti gli episodi di questo periodo è quello che si riferisce a quel Giuseppe, figlio di Giacobbe, che diventò, per la sua capacità di interpretare i sogni del faraone, nientemeno che viceré d’Egitto. Quello che piú mi ha indignato della Bibbia è la sfrontatezza usata nell’affermare le cose piú assurde, nella convinzione che gli altri siano degli imbecilli. Comunque, gli stessi ebrei, consci che questa vicereggenza dell’Egitto si sarebbe prestata a grosse critiche per la sua mancanza di riscontri storici, cercarono di giustificare la sua mancata trascrizione sui documenti dicendo che, se ciò era avvenuto, era dipeso dal fatto che il faraone del tempo di Mosè non lo aveva inserito nella storia perché “essendo nuovo” non conosceva nulla del passato dell’Egitto.
In quel tempo sorse in Egitto un nuovo re, che non aveva conosciuto Giuseppe» (Es. 1, 8).

Cosí scrissero nella Bibbia, per attribuire all’ignoranza degli egizi il fatto che del personaggio Giuseppe, viceré d’Egitto, non fosse rimasta traccia. Se fra tutti gli episodi accaduti durante questo periodo riteniamo che quello che ci mostra Abramo sul punto di immolare a dio il suo primogenito Isacco sia tra i piú importanti, non è tanto per l’efferatezza che esprime, quanto perché attraverso di esso possiamo avere la conferma che presso quei pastori si compivano ancora sacrifici umani secondo il culto di Astarte e di Moloch. Questa cosa viene ulteriormente confermata da quel passo in cui il signore della Bibbia – che, nella realtà, non è altri che la personificazione delle divinità “pagane” adorate realmente dagli ebrei – ordina a Mosè che gli siano riservati, oltre ai migliori capi del bestiame, anche i primogeniti del suo popolo:
«il primo parto di ogni madre tra gli israeliti, di uomini o di animali, esso appartiene a me» (Es. 13, 3).

Come si vede, i primogeniti, di qualsiasi natura fossero, sia animale che umana, erano messi alla stessa stregua per ciò che riguardava la loro offerta a dio come olocausti. E ancora piú avanti, anche se in forma di condanna, ci viene un’ulteriore conferma di come gli ebrei praticassero questi riti, dal versetto 1 del cap. 20 dell’Esodo:
il signore disse a Mosè: «dirai agli israeliti che chiunque tra di essi sacrificherà qualcuno dei suoi figli a Moloc, dovrà essere messo a morte per lapidazione».

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ma Israele. cosa sarebbe accaduto a quei due se fossero ritornati in Paradiso riempiti di sperma sodomita. fino a oggi. Ma quelli risposero: «tirati via! Quest’uomo è venuto qui come straniero e vuol fare il giudice. Gli rispose: «perché mi chiedi il nome?». quanto per mettere in evidenza il discredito in cui era tenuta la donna. Chiamarono Lot e gli dissero: «dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi perché possiamo abusarne!». si affollarono intorno alla sua casa. fatto rientrare Lot in casa. prese le due mogli. di per sé cosí banale da risultare addirittura offensivo per un dio a cui si fa recitare la parte di un pazzo che gira di notte per aggredire il primo che incontra. Questo passo. è certamente quello che narra di una lotta tra dio e Giacobbe. 19). tutto il popolo al completo.Ma l’episodio riguardante il periodo di Abramo che piú brilla su tutti gli altri per la sua insensatezza. Per questo gli israeliti. per assumere una dignità di popolo e di nazione. E l’uomo misterioso aggiunse: «non ti chiamerai piú Giacobbe. lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi piace. dal momento che quello di ebrei aveva in realtà un significato. Quelli risposero: «no. oltre che declassante. che è il libro in cui si parla di Abramo e dei suoi diretti discendenti. Vedendo che non riusciva a vincerlo. quand’ecco gli uomini della città. perché attraverso di esso potremo renderci conto dell’evoluzione religiosa che porterà gli ebrei. A questo punto vorrei chiedere ai teologi. E spingendosi violentemente contro Lot. Lot si alzò. passeremo la notte sulla piazza». io ho due figlie che non hanno conosciuto uomo. Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino allo spuntare dell’aurora. troppo generico per stimolare quell’orgoglio necessario per costituire un movimento rivoluzionario nazionalista. non può che racchiudere un significato di rivendicazioni guerriere. nei secoli che seguiranno. Giacobbe rispose: «non ti lascerò se non mi avrai benedetto». dirò che quest’uomo che aveva combattuto con Giacobbe era nientemeno che dio. Giacobbe allora gli chiese: «dimmi il tuo nome». le due schiave. E qui lo benedisse. andò loro incontro e si prostrò con la faccia in terra. deve essere tutt’altro che trascurato. perché hai combattuto con dio e con gli uomini e hai vinto!». se riporto questo fatto non è tanto per dimostrare come l’omosessualità facesse parte dei costumi di questi nomadi. Un altro episodio trattato dalla Bibbia nel Genesi. era seduto alla porta di Sodoma quando arrivarono due angeli. Tra le tante cose che i redattori della Bibbia dovettero inventarsi. non mangiano il nervo sciatico. a trasformare il proprio dio. Allora dall’interno quegli uomini [gli angeli] sporsero le mani e. magari dopo avergli fatto dei bagnoli e dei microclismi? 10 . contrariamente a quanto possa sembrare. Ora faremo a te peggio che a loro». per tempo.. Lot uscí verso di loro sulla porta e. L’uomo misterioso chiese: «come ti chiami?». Ma egli insistette tanto che li convinse a entrare nella casa sua. che di queste cose sicuramente se ne intendono. a un essere metafisico in seguito all’assimilazione dei concetti “pagani”. fece loro passare il torrente e fece passare anche tutti i suoi averi. Egli preparò loro un banchetto. non fate del male! Sentite. avendo dio dato al patriarca Giacobbe il nome di Israele. E disse: «miei signori. significando «colui che lotta e vince». che è sopra l’articolazione del femore. Per comprendere come arrivarono a darsi il nome di Israele. avendo lungamente discusso sul sesso degli angeli. fratelli miei. Per chi non lo avesse capito. Li prese. cioè gli abitanti di Sodoma. nipote di Abramo. si avvicinarono per sfondare la porta. av. Di conseguenza. dopo aver chiuso il battente dietro di sé. domattina. Rispose: «Giacobbe». che. venite in casa del vostro servo: vi passerete la notte. ve ne andrete per la vostra strada». gli ebrei da quel giorno si attribuirono il nome di israeliti. Sarebbero stati respinti e messi alla porta. perché quell’uomo aveva colpito l’articolazione del femore di Giacobbe nel nervo sciatico. ci fu quella di darsi un nome. o sarebbero stati riconfermati nel loro ruolo di messaggeri divini. e. quest’uomo misterioso lo colpí nell’articolazione del femore e l’articolazione del femore di Giacobbe si slogò mentre continuava a lottare con lui. da personaggio meschino e rozzo come era concepito nel VI sec. Lot. colpirono quelli che erano fuori con abbaglio accecante cosí che non poterono piú trovare la porta (Gn. giovani e vecchi. i suoi undici figli e passò il guado dello Iabbok. Spuntava il sole quando Giacobbe passò Penuel e zoppicava all’anca. n. la cosa migliore è di citare il passo come la Bibbia lo riporta: durante quella notte Giacobbe si alzò. purché non facciate nulla a questi uomini perché sono entrati all’ombra del mio tetto». Non appena li ebbe visti. Non si erano ancora coricati. disse: «no. è quello che riguarda suo figlio Lot che ospita dei viandanti in casa propria perché vi passino la notte. vi laverete i piedi poi. Anche se la base dell’argomento è il sesso. fece cuocere gli azzimi e cosí mangiarono. Questi disse: «lasciami andare perché è spuntata l’aurora».

bussando alla porta. Ma quegli uomini non vollero ascoltarlo. che apparteneva alla tribú di Levi. 19. presso il quale stava il suo padrone e là restò finché fu giorno chiaro. Quella donna sul far del mattino venne a cadere all’ingresso della casa del vecchio. Esso è tratto dal Cap. aprí la porta della casa e uscí per continuare il suo viaggio: ecco la donna. perché non si scopra la tua nudità. Allora il marito la caricò sull’asino e partí per tornare alla sua abitazione.) Un altro episodio che ha molte analogie con quello riguardante Lot. Agli uomini che inviava ordinò: «cosí direte a ogni uomo d’Israele: È forse mai accaduta una cosa simile da quando gli israeliti sono usciti dal paese d’Egitto fino a oggi? Pensate. che non vengono quantificate. di cui la Bibbia non dice il nome. quando un viandante. entrò nella casa del vecchio insieme alla sua concubina e al suo servo. Poiché questo fatto era avvenuto presso la tribú di Beniamino. 36) (E il tutto sotto la benedizione del signore. poi li spedí per tutto il territorio d’Israele. Era sera. prima la maggiore e poi la piú piccola. Loro la presero e abusarono di lei fino al mattino: la lasciarono andare allo spuntare dell’alba. io ve la condurrò fuori. Un vecchio. senza contare le vittime civili. Che il fondoschiena costituisse un’attrazione per quei selvaggi ci viene confermato da un altro passo della Bibbia. a turno. si muní di un coltello. e dissero al vecchio padrone di casa: «fa uscire quell’uomo che è entrato in casa tua. Il suo padrone si alzò la mattina. afferrò la sua concubina e la portò fuori da loro. le altre undici tribú d’Israele si riunirono e per punirla si armarono contro di essa. perché vogliamo abusare di lui». Questa volta il fatto è ambientato a Gabaa.Ma la storia del probo Lot per ciò che riguarda il suo coinvolgimento nel sesso. Il viandante. Le disse: «Alzati. Ma non ebbe risposta. non fate una cattiva azione: ecco mia figlia è vergine. gli angeli e le figlie vergini. Su ordine del signore si scatenò una guerra in cui perirono in una successione di stragi. con le mani sulla soglia. che fu il padre dei Moabiti. in dodici pezzi. in cui è lo stesso dio a darcene prova con il consiglio che dà a Mosè di comportarsi in modo da non indurre in tentazione il suo popolo. afferrò la sua concubina e la tagliò a pezzi. che stabilisce le leggi riguardanti i riti: se tu mi farai un altare di pietra. circondarono la casa. Cap. (Peccato che fra i tanti artisti che hanno riprodotto scene sacre nessuno abbia dipinto un quadro ispirandosi a un Mosè messo in cima a una scala circondato da israeliti. a quanto risulta dai numeri riportati dalla Bibbia. Come giunse a casa. accettato l’invito. non finisce qui. La maggiore partorí un figlio che chiamò Moab. la sua concubina. non lo costruirai con pietra tagliata. Allora il viandante. li invitò a casa sua. che fu violentato da esse durante il sonno. Non salirai sull’altare per mezzo di gradini. che fu il padre degli ammoniti (Gn. città della tribú di Beniamino. nella caverna dove si era stabilito. 20 dell’Esodo. Il padrone di casa uscí e disse loro: «no. 19). fratelli. Rimasto solo con le due figlie vergini in seguito alla salificazione della moglie. Fu qui. perché alzando la tua lama su di essa la renderesti profana. Mangiarono e bevvero tutti insieme e mentre aprivano il cuore alla gioia.130 soldati. andò con esse ad abitare sulla montagna di Zoar. 20). complessiv mente 106. che si coricarono con lui dopo averlo fatto ubriacare. proveniente da Betlemme e diretto verso le montagne di Efraim in compagnia della sua concubina e di un servo. che dal basso gli infilano gli occhi sotto la veste per guardargli il culo!) 11 . ecco gli uomini della città. giaceva distesa all’ingresso della casa. avvicinatosi. dopo averli sconsigliati di passare la notte sulla piazza. lo troviamo nel libro dei Giudici (cap. dobbiamo partire!».39. e la piú piccola partorí un figlio che chiamò «figlio del pio popolo». Cosí le due figlie di Lot concepirono dal padre. si fermò sulla piazza della città di Gabaa. consultatevi e decidete!» (Gd. abusatene e fate quello che vi pare: ma non commettete contro quell’uomo una simile infamia». membro per membro.

attraverso una sorta di “comunismo” religioso. Affiatamento che le autorità favorivano. che. tramite quel sacramento del battesimo che. stando alle epoche a cui si riferiscono i fatti. attraverso un lavoro costante e duraturo.) È a questo punto che appare la figura di Mosè. dove continuarono a esercitare l’attività di allevatori di bestiame in un regime di indipendenza che portò le due etnie a una situazione conflittuale e che vide per secoli questi pastori relegati al rango di emarginati dagli egizi. I faraoni. doveva essere Akhenaton – anche se alcuni sono propensi per il faraone Menaptah. (La possibilità di poter attribuire due faraoni esistiti in epoche distanti l’una dall’altra di circa due secoli dimostra quanto i fatti riportati dalla Bibbia siano privi di ogni sostegno storico. Che il motivo principale per cui furono costruite le piramidi sia stato quello di garantire una continuità di lavoro alle collettività lavoratrici ci viene. compresi i braccianti agricoli che si riversavano in essi quando dovevano lasciare i campi a causa delle inondazioni del Nilo. da portare gli egittologi moderni a concludere che non fu l’Egitto a fare le piramidi. queste tribú di nomadi. nel quale gli e- 12 . furono definitivamente espulsi dal faraone che. costruite in eccedenza. i costumi e la religione. oltre a favorire l’incremento delle nascite degli autoctoni. ma le piramidi a fare l’Egitto. che non avrebbero trovato altrove – sia sociale.SECONDA ENTRATA IN EGITTO Quando gli ebrei rientrarono in Egitto per la seconda volta. rimasero inutilizzate. se fosse stato imposto al lavoro un ritmo perlomeno normale. rimasero autonome nei loro accampamenti. assicuravano una continuità di occupazione a tutti. li chiamavano «figli della sabbia». le autorità egizie volevano ottenere tramite la costruzione delle piramidi un affiatamento delle masse lavoratrici. In questo isolamento. dopo aver passato due secoli nel deserto del Negheb in seguito all’espulsione che subirono con Abramo. oltre che dal fatto che molte di esse. permetteva a tutti di accedere alla vita eterna dopo la morte. vissero come uno Stato in seno a un altro Stato per ben cinque secoli. oltre a essere stata condannata nella forma piú decisa dopo l’avvento del battesimo. e dai cantieri delle piramidi che. Vivendo in accampamenti di pelli di capra e in promiscuità con gli animali. che avesse potuto giustificare un lavoro forzato. anche dal tempo che fu impiegato per portarle a termine. ignorando le regole piú elementari dell’igiene questi pastori furono spesso causa di infezioni epidemiche che contagiarono sia gli egizi che il loro bestiame. che necessitavano quindi di una popolazione la piú numerosa possibile. restando aperti tutto l’anno. con il popolo egizio. di cui l’Egitto era grande produttore. in seguito a un’ennesima pestilenza di gravità eccezionale. a cui la Bibbia ha dato il nome di israeliti. è quanto mai inaccettabile ammettere che le piramidi siano state costruite sotto il regime di una schiavitú. garantito da un’agricoltura che era stata portata al massimo della produzione. inoltre. a loro volta. Ma. questo stava attuando un piano imperiale basato sull’espansione demografica. favorendo l’immigrazione di altri popoli attraverso una garanzia di benessere. nel loro pacifico ruolo di cantieri sociali. attraverso le tecniche piú avanzate disponibili a quei tempi. è da escludersi. nel quale si erano ermeticamente chiusi per difendere la loro indipendenza sociale. successore di Ramses II. che rendeva tutti gli uomini spiritualmente uguali. che. sia morale. organizzando sui posti di lavoro – secondo quanto viene riportato da documenti dell’epoca – continue feste in onore di Iside e di Osiride. cioè fino a quando. Eliminata cosí ogni condizione di urgenza. a differenza degli altri che cercarono di integrarsi con gli egizi. con disprezzo. Incoraggiati da questa politica. che risulta essere stato mediamente di tre o quattro volte superiore a quello che normalmente ci sarebbe voluto. esteso anche ai ceti piú umili. cercarono di aumentare il numero dei sudditi. che favoriva l’immigrazione di lavoratori stranieri. che la Bibbia ci presenta come colui che condusse fuori dall’Egitto questa orda di primitivi per riportarla in quel deserto del Negheb. indispensabile per amalgamare tra di loro le varie razze dei lavoratori immigrati e queste. se consideriamo che. Il contributo che queste mastodontiche costruzioni apportarono alla grandezza egizia fu cosí determinante. anche gli ebrei entrarono in Egitto per installarvisi definitivamente. accettandone gli usi. durante le quali venivano consumati fiumi di birra.

4. Come prima cosa cerchiamo di stabilire chi fosse realmente questo Mosè. questo grande condottiero biblico − sempre ammesso che sia esistito. che inizia con l’elezione di Giosuè in qualità di suo successore. come si è detto. a partire dalla spartizione delle acque del Mar rosso – che. a seguito a un esame storico dal quale risulta come gli ebrei mai parteciparono alla costruzione delle piramidi. oltre a essere respinta dalla ragione e dal buon senso. La costruzione di due idoli “pagani”. L’invio della «manna» da parte del signore che. fu addirittura severamente condannata in seguito all’introduzione del battesimo. prima di invadere definitivamente la Palestina. la cui figura di liberatore di un popolo ridotto in schiavitú comincia a vacillare. dal momento che non viene nominato in nessun passo della storia −. né come schiavi né tantomeno come uomini liberi: non come schiavi. perché la schiavitú. E Mosè. Cosí come la schiavitú e le dieci piaghe sono delle pure invenzioni. è stato dimostrato. che permise agli ebrei di attraversare il Mar Rosso a piedi asciutti. 3. chi altri potrebbe essere stato. dal momento che. per quarant’anni. con il loro primitivo comportamento. Tanti sono gli indizi che ci portano a concludere che Mosè non fosse un ebreo. che non fa parte dell’onomastica ebraica. I quarant’anni che passarono nel deserto del Negheb. mai applicata dagli egizi. condotti in collaborazione da egittologi e scienziati che hanno voluto gettare luce su quelle piaghe. 3) Il faraone non avrebbe mai affidato l’incarico di espellere un popolo ribelle a qualcuno che appartenesse a quella stessa razza. soprattutto considerando che doveva impedirne nel modo piú assoluto il rientro. che fecero partendo dall’Egitto per ritornare al deserto del Negheb da cui erano partiti cinquecento anni prima. che chiude questo ciclo per dare inizio al successivo. oltre a essere un ostacolo alla realizzazione di un imperialismo basato sull’unità del regno. altrettanto risulteranno esserlo tutte le altre affermazioni che la Bibbia sosterrà in seguito. 5. la consegna delle leggi da parte di dio a Mosè sul monte Sinai. e ai redattori della Bibbia di dimostrare la potenza del loro dio. gli ebrei uscirono per l’estuario del Nilo e non attraverso il Mar rosso come la Bibbia racconta. cadendo tutti i giorni per quarant’anni. assicurò l’alimentazione del suo popolo. che viene presentato come fratello di Mosè. che lo stesso dio consiglia a Mosè di adottare contro il veleno dei serpenti. perché furono sempre loro a rifiutare ogni lavoro offerto dagli egizi. non trova riscontro neppure come favola. ma un funzionario egizio: 1) il nome «Mosè». preferendo rimanere autonomi allevatori di bestiame. 2. erano causa di calamità? Come già in precedenza. se non un funzionario egizio al quale il faraone affidò l’incarico di condurre fuori dall’Egitto quel popolo di pastori ribelli e indisciplinati che. Fu durante questo trasferimento. È risultato in modo indiscutibile che questo popolo di nomadi fu espulso dall’Egitto con provvedimento d’urgenza per aver provocato l’ennesima epidemia di colera nella popolazione e di afta epizootica e carbonchio negli allevamenti. e l’altro da un serpente di bronzo. possono essere riassunti nei seguenti episodi: 1. Il continuo ripetersi di epidemie.brei rimasero poi accampati. rappresentanti uno un vitello d’oro voluto dal sommo sacerdote Aronne. la morte di Mosè. prima di prendere la decisione di invadere la Palestina. non come uomini liberi. 13 . attraverso un ricatto. che la Bibbia fantasiosamente afferma essere state inviate da dio per costringere. quando erano entrati in Egitto per la prima volta con Abramo. 2) Un conoscitore di leggi e di governo del suo rango non poteva provenire da un popolo retrogrado e primitivo di pastori analfabeti. il faraone a lasciare libero il suo popolo. Soffermiamoci ora a fare qualche commento circa i fatti principali riguardanti l’Esodo – che la Bibbia considera come l’episodio chiave di tutta la storia ebraica – e i quarant’anni che lo seguirono. che avvenne la famosa spartizione delle acque. Che il motivo per cui gli ebrei furono espulsi dall’Egitto tragga origine dalle calamità di cui erano continuamente causa è confermato da recentissimi studi. istallandosi sulla riva occidentale del Mar Morto. che considerava gli uomini tutti uguali di fronte a dio.

che fanno parte del ciclo attribuito ad Abramo. fattosi grande. come tutti gli altri fatti. si ricordò della sua alleanza fatta con Abramo. oltre a non essere circonciso. il prestigiatore che trasforma il proprio bastone in serpente. Era ora! Escludendo che tutto fosse dipeso da una distrazione di un dio onnisciente e dalla trascuratezza di un popolo. non sono che la ripetizione di leggende apprese durante l’esilio di Babilonia. Troppe sono le circostanze che mi hanno portato alla convinzione che la storia di Abramo fu inserita nella Bibbia soltanto in un secondo tempo. fino al 1. e prese pensiero per la loro condizione. di riconoscerlo come loro capo. che. Il neonato galleggiò lungo la riva. il fondatore del primo Regno di Babilonia. come vogliono darci a intendere prendendoci per grulli ! La mela di Adamo ed Eva. dopo aver passato un periodo come coppiere del re di Kish. finché. 1550 anni prima che nascesse Mosè e – tanto per ribadire gli anacronismi della Bibbia –. n. 3. che prenderà la denominazione di Yahvè. Forte del rango raggiunto. cioè da quando nel 1. che gli aveva ordinato di liberare il suo popolo dalla schiavitú d’Egitto. che racconta di un certo Sargon il quale. 13). che si rifiutarono. Noè e Mosè. non esistessero nella prima redazione della Bibbia. se intervenne per liberarlo dalla schiavitù d’Egitto (che durava da oltre cinquecento anni). chiedendomi chi è questo dio. come lei non avrebbe potuto dargli. Un episodio ancora strabiliante che troviamo nella Bibbia è rappresentato da quel passo in cui Mosè si rivolge a dio. organizzò un esercito con il quale riuscí a sottomettere il popolo sumero. che in ebraico significa. divenendo cosí.700. per chiedergli: «quando mi presenterò per dire che il loro dio ha deciso di liberarli e loro. cioè l’incaricato dal faraone. e.500 anni prima che venisse scritta la Bibbia. anno in cui entrarono in Egitto dove furono fatti schiavi? Com’è possibile che fra questo dio onnisciente e onnipresente e il suo popolo prediletto fosse finita ogni relazione. apparire serpenti e spartire le acque di un mare. se vi si assoggettò. che lo allevò come un figlio. secondo la Bibbia. o meglio gli israeliti.) Come è possibile che gli ebrei. il grande condottiero che fa sgorgare l’acqua dalle rocce con un tocco di bacchetta? Ebbene. se non l’avesse fatto. la torre di Babele. non conoscessero questo dio con il quale. cosa gli risponderò dal momento che essi non ti conoscono?». appunto – lo ricordiamo –. «io sono». lo fece poiché si ricordò di loro soltanto perché il caso volle che sentisse i loro lamenti? Dio udí il loro lamento. questo Mosè biblico non è che il clone di un’altra leggenda sumero-babilonese.. 250 anni prima del diluvio. finché non fu salvato da un pescatore di nome Akkis. perché attraverso di esso facesse zampillare sorgenti dalle rocce. Salta agli occhi che il libro Genesi nella prima edizione della Bibbia terminava con la quella dispersione degli uomini che veniva fatta dipendere dalla confusione di lingue che si produsse con la costruzione della torre di Babele. che non sono altro che la fantasiosa applicazione di quelle arti magiche ed esoteriche che venivano praticate nelle religioni “pagane” del Vicino oriente da almeno 1. Dalla visione di 14 . E il signore rispose a Mosè: «dirai agli israeliti che il mio nome è “Io-sono”» (Es. possiamo aggiungere. era cosí contrario a questa pratica. Siamo cosí di fronte a un’altra prova che dimostra quanto la Bibbia non sia altro che una fucina di leggende che. nato da una donna di umili condizioni. tanto da portare gli israeliti al punto di ignorare la sua esistenza e dio da parte sua si fosse talmente disinteressato del suo popolo che. lo fece perché costretto dagli ebrei. per giunta. Altro che un libro ispirato da dio. nel 2528 av. ebbe la fortuna di entrare alla corte di un regno della Mesopotamia dove divenne gran funzionario.900 erano partiti dalla Mesopotamia con Abramo.. sono mutuate e ricopiate da miti altrui . si erano confrontati precedentemente e per ben due secoli. vorranno sapere come si chiama. Se questi potrebbe essere il Mosè storico.4) Mosè. quali quelli che fanno riferimento ai poteri di quel bastone che hanno messo in mano a Mosè. non ci può essere altra soluzione per spiegare tale situazione che quella di supporre che i due secoli di storia ebraica. fu messo da questa in un cesto di vimini e affidato al fiume Eufrate con la speranza che incontrasse un destino favorevole. (È da questa dichiarazione che il signore fa a Mosè a proposito del suo nome. chi è allora il Mosè biblico salvato dalle acque.

cosa questa che non avrebbero potuto fare con Mosè. Considerando che con sette generazioni si possono coprire duecentodieci anni. cominciava una nuova vita nella compattezza che veniva da un dio che aveva loro promesso un terr se avessero rispettato le sue leggi. sospesa tra due vuoti storici. finalmente liberatosi da una schiavitú. ci viene dalle leggi che furono dettate da dio a Mosè. furono settanta –. riprendendo la sua storia con il libro Esodo. sconosciuta allo stesso Abramo. ne rimangono scoperti ben duecentoquaranta – duecentoquaranta anni di buio. cioè quando il movimento rivoluzionario si stava solidificando) all’interno della loro storia sono diversi: 1) darsi. che era stato ormai presentato come figlio di ignoti . che sono piú che sufficienti per dimostrare ancora una volta che la Bibbia è un libro basato su fatti e personaggi del tutto immaginari. era anche declassante. Soltanto attraverso l’istituzione di un codice avrebbero potuto cominciare la loro storia di popolo che.500 chilometri di distanza – una terra cosí lontana da risultare. visione che chiudeva il libro Genesi nella prima edizione della Bibbia. E gli ignoti.una moltitudine che si spandeva sulla terra. oltre a essere privo di carattere per la sua genericità. è quanto mai inverosimile. illogica sia per la mancanza di collegamento storico esistente tra lui e i fatti che lo precedono e che lo seguono. I motivi per cui gli ebrei aggiunsero Abramo (si presume tra il V e il IV secolo. Abramo e i fatti a lui relativi sono un’evidente aggiunta. che rispettava una certa coerenza nel mostrarci un popolo. che la Bibbia ha cercato di riempire attraverso la costruzione di immaginarie generazioni. quella che vide la luce nel VI sec. av. lo stesso raggruppamento di un popolo che intraprende un viaggio verso una terra promessa.. nella sua ubicazione. che veniva estratto dalla confusione delle razze umane conseguente alla dispersione generata dalla torre di Babele. Se appare semplicistico il ripiego usato per riempire il vuoto di settecento anni che separano Mosè da Abramo – in quanto vengono sommariamente riassunti con la frase: tutte le persone che nacquero da Giacobbe. dal momento che si pretende di riempirlo con sole sette generazioni. la costituzione della stessa alleanza. che lo segue di circa settecento. quello usato per colmare il vuoto di quattrocentocinquanta anni intercorrente tra Abramo e Noè. quella terra di Canaan che. vivendo in Caldea. per darsene uno proprio che avesse permesso di costruirsi in un popolo storicamente ben definito. quello ebraico. e. tra tutte le prove. da massa eterogenea che era. Se il testo della prima edizione della Bibbia. Abramo appare un’evidente intromissione. 2) Dare alla loro religione l’origine piú antica possibile. appare piuttosto fantasiosa in un Abramo che. quella che dimostra piú di ogni altra che la storia ebraica era inizialmente cominciata con l’Esodo. Che l’episodio di Abramo sia un inserimento eseguito in un secondo tempo viene confermato anche dal fatto che esso non ha nessun collegamento biblico né con il diluvio. n. si sa. 3) Togliersi di dosso quell’appellativo di «ebrei». un fondatore “d’origine controllata”. Ma. fosse cominciata veramente con quella tribú che lasciò la Mesopotamia per dirigersi verso la terra promessa. Su questa impostazione della prima Bibbia. che lo precede di quattrocento anni. né con l’Esodo. non sono i piú adatti per suscitare un nazionalismo basato sull’orgoglio di razza. quel nome di «israeliti» che trassero dalla lotta che organizzarono tra dio e Giacobbe. dava inizio alla storia del popolo ebraico facendola cominciare con una visione nella quale dio appariva a Mosè per eleggerlo capo e fondatore del suo popolo su imitazione di quel re Sargon che aveva fondato il grande impero accadico riunendo un popolo sotto una sola legge e un unico dio. figlio di Noè. si trova da essa nientemeno che a 1.. sia perché le vicende che gli si riferiscono non sono che una ripetizione di quelle che vengono attribuite a Mosè. secondo quanto risulta dall’itinerario che seguí per arrivarvi. l’altro. nipote di Abramo. che. In entrambe c’è la stessa circostanza di un dio che si presenta a un popolo che non lo conosce. vecchie di millenni. facendolo discendere direttamente da Sem. perché dio non dette in quell’occasione le sue leggi al popolo che aveva prediletto? Perché attese sette secoli per darle a Mosè? 15 . perché confinante con l’Egitto. se può risultare accettabile come terra di conquista nel libro Esodo. attraverso la persona di Abramo. per poter competere con le religioni “pagane”..

ma le manderà a coloro che lo odiano”i (Dt. continuando a credere che i morbi dipendessero dal fatto che gli ebrei avevano sospeso la circoncisione. n. mi si potrebbe chiedere: Abramo. av . era continuamente soggetta alle critiche della ragione e del buon senso. che sopraggiunse all’età di centoventi anni. e. standosene sdraiato su una nuvola. 7. entra in contatto giornaliero con Yahvè. Davide e Salomone e tutti gli altri seguenti. allora. a partire dall’Esodo. Non a caso è stato detto che i libri sacri non sono che il risultato delle continue rettifiche operate sui testi. la cui mancanza era causa di continue epidemie dalle quali venivano sistematicamente decimati. ci permetterà di comprendere come nel giro dei quattro secoli che precederanno la rivolta dei maccabei. in seguito alla liberazione da una schiavitú. Perché il signore tuo dio passa in mezzo al tuo accampamento per salvarti e mettere i nemici in tuo potere. 13). riprendiamo con il Mosè biblico che. avente come cornice la sabbia del deserto del Negheb. Siccome erano abituati a defecare accanto alle tende. 23. Ma. scaverai una buca e poi ricoprirai i tuoi escrementi. Ma. una volta divenuto il suo conduttore. Giacobbe. Perfezionò i loro regolamenti atavici. Mosé rimase al comando di questi nomadi per i quarant’anni che restarono nel deserto del Negheb. Nel tuo equipaggiamento avrai un piolo. che la Bibbia fa partire il suo romanzo circa le avventure di un popolo di pastori erranti. cercando di inculcare in loro una mentalità sociale attraverso il rispetto delle leggi. ordinò di nuovo a tutti di tagliarsi il prepuzio. Eva. correzioni. imponendo un espresso regolamento. quegli ordini con i quali autorizzerà i suoi «figli prediletti» a invadere le terre altrui. in seguito alle contestazioni e obiezioni mosse dagli avversari. che resterà costantemente sull’attendamento fatto di pelli di capra. soprattutto per ciò che riguardava l’igiene. Mosè. Un dio che viene ridotto alla stregua di un caporale che ispeziona le latrine di una caserma. non è che una congerie di aggiunte. dimostrandoci quale fosse il concetto che avevano gli ebrei del loro dio nel VI sec. gli ebrei. Tutto il Vecchio testamento. nonostante «la legge del piolo» imposta da Mosè e la promessa di dio di non inviare piú malattie – il signore allontanerà dal suo popolo ogni infermità e non manderà piú alcune di quelle funeste malattie d’Egitto. le pestilenze continuarono a far strage degli ebrei. completamente inventata e improvvisata. il quale. con il quale. l’accampamento deve essere dunque santo. Fatte queste considerazioni. e ogni volta che deciderà di infliggere loro le punizioni piú severe per avere disobbedito. 16 . impose loro di allontanarsi dall’accampamento. perché egli non veda in mezzo a te qualche indecenza e ti abbandoni (Dt. Saul. che fu poi riportato cosí nel Pentateuco: avrai un posto fuori dell’accampamento e là andrai per i tuoi bisogni. si prodigò a insegnare loro i rudimenti della civiltà egizia. Stando a quanto dice la Bibbia. tanto che Giosuè.Dunque non possono esserci dubbi sul fatto che la prima narrazione biblica del popolo ebraico cominciasse da quella visione con la quale il signore propose un’alleanza a una massa eterogenea di uomini senza leggi perché si costituisse popolo. sono personaggi inventati? Certo che sono inventati. seguirà il proprio popolo in tutti gli spostamenti. Questo passo assume un significato di particolare importanza perché. Mosè cercò di tenere sotto controllo questa orda di selvaggi. Sarà da questa nuvola che vedremo dio scendere ogni volta che dovrà comunicare i suoi ordini a Mosè e a tutti i patriarchi che seguiranno. Giosuè. censure e contraffazioni a cui furono costretti a ricorrere i religiosi per ovviare a tutte quelle inesattezze e contraddizioni che emergevano da una storia che. cioè fino alla sua morte. come liberatore del popolo israelita. come lo sono Adamo. come il Nuovo. riusciranno a trasformarlo in un essere essenzialmente spirituale. Esaú e tutti gli altri che animarono quei due secoli di storia biblica relativa ad Abramo. Fedele alla consegna ricevuta dal faraone. È da questo quadretto. a cui ha dato il nome di israeliti. a compiere le stragi piú efferate e le piú sanguinarie vendette contro i suoi nemici. nel ritirarti fuori. il grande condottiero che succedette a Mosè. appropriandosi delle teologie “pagane”. che riproduce un accampamento di pecorai sovrastato da una nuvoletta con sopra il creatore dell’universo. 15) –.

Durante quei quarant’anni. in realtà non fossero altro che un prodotto di corna. nella convinzione che il tutto dipendesse dal soprannaturale. moglie di Giacobbe. furono partoriti per fecondazione divina Isacco da Sara. moglie di Isacco. si asserisce: c’erano sulla terra i giganti a quei tempi – e anche dopo – quando i figli di dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi i figli dell’antichità. In un susseguirsi di razzie oltrepassavano il Giordano per riportare agli accampamenti quelle refurtive che. che diventerà viceré d’Egitto. compresa la Bibbia che la chiamò appunto cosí. Esaú e Giacobbe da Rebecca. Giuseppe. sulla cui testa non passerà rasoio. sempre traendo le affermazioni da leggende altrui. il figlio che nasceva non poteva essere considerato che un eletto predestinato a diventare un eroe. dopo di che. furono chiamati nazir o nazorei. ma concepirai e partorirai un figlio. Un angelo si presentò alla moglie di Manoach e le disse: «ecco. vedendola la prima volta. facendola derivare dall’espressione di sorpresa che emisero gli ebrei quando. istituendo un corpo di tutori dell’ordine. che con il tempo andò sempre piú rinforzandosi. figlio di Elisabetta moglie di Zaccaria. Se la prima terra che attaccarono fu quella di Canaan. in cui. da quanto si può comprendere con chiarezza dalla Bibbia. tu sei sterile e non hai avuto figli. uomini famosi. almeno nella gran parte dei casi. A questo punto sono certo che a molti sia venuto spontaneo rapportare questo tipo di miracolo divino a quelle acque minerali che rendono fertili le donne sterili. assunse con la rivolta dei maccabei un’importanza determinante su quella che fu l’evoluzione religiosa in seno al partito nazionalista giudaico. È in base a questo riferimento che la Bibbia sforna molti dei suoi personaggi piú famosi. I nazir si impegnavano. cosí anche Sansone nacque da donna infeconda resa incinta per opera divina. che significa «consacrati». Per cui. gli ebrei vissero per lo piú di rapine eseguite ai danni dei popoli che si trovavano nel Sud della Palestina. a rimanere casti. attraverso un voto. come sostiene la Bibbia nella sua abitudinaria falsificazione dei fatti. dove gli eroi vengono partoriti da donne sterili fecondate da dio. tu concepirai un figlio. anche di farle rispettare. a cui fu dato il nome di nazireato. Ora guardati bene dal bere vino o bevanda inebriante. Come accade spesso nella Bibbia. a cui venne affidato dai redattori dei Vangeli l’incarico di annunciare l’avvento di colui che sarà l’eroe degli eroi. 17 . Questa istituzione. per ciò che riguardava la tonsura. facendoli nascere da un accoppiamento tra dio e quelle donne che si erano dimostrate sterili con gli uomini. cercò. cioè quel Gesú che. Poiché ecco. Cosí come Sansone. era facoltativo proseguire nel voto o romperlo. di conseguenza. non si può escludere che le nascite di questi eroi. a non bere bevande alcoliche e a non tagliarsi i capelli per tutto il corso di indottrinamento che durava tre anni. Ma. non lo fecero perché era stata promessa da dio. oltre che dare delle leggi. che fu designato ad assumere questa carica ancor prima che nascesse. perché il fanciullo sarà un nazoreo consacrato a dio fin dal seno materno». Questo sistema di costruire gli eroi trova giustificazione in quel passo della Genesi. Certamente il piú famoso nazir del Vecchio testamento fu un certo Sansone. se lo faranno nascere da una vergine anziché da una donna sterile. si chiesero: man-hu? – che in ebraico significa: «che cos’è»? Mosè. ma soltanto perché era la piú prossima al deserto del Negheb. sapendo quale sia la vera origine della fecondità raggiunta attraverso queste cure termali. permettendo loro di vivere. ritenute prodigiose per quella convinzione che si aveva sulla sterilità che si faceva dipendere esclusivamente dalla donna. E tanti altri. moglie di Abramo. costituito da persone prescelte. che dovevano collaborare con le autorità civili per ciò che riguardava la vita sociale e con i sacerdoti per ciò che riguardava la pratica dei culti. sarà per dei motivi ben precisi che vedremo a suo tempo. fino ad arrivare a quel Giovanni Battista. Gli appartenenti a questo ordine. furono di fatto quella «manna» che dio faceva scendere dal cielo per alimentare il suo popolo – quella «manna» che nessuno ha saputo mai spiegarsi cosa fosse. da Rachele. tanto da divenire una vera e propria casta.

distribuitesi nel deserto arabico lungo i confini della Palestina. e trucidando spesso i loro abitanti. Cominciata l’invasione con la terra di Canaan. Tutti i fatti che seguiranno l’Esodo non avranno altro scopo che quello di inculcare negli ebrei quel sentimento di nazionalismo guerriero che sarà alimentato nel corso dei secoli dall’attesa di un messia condottiero. si imporrà come un vero manuale di guerriglia.) Fatta questa breve disquisizione sui nazir e sul nazireato – che sarà molto utile da ricordare in seguito –. dopo averli dichiarati monumenti commemorativi. anche se intellettualmente si mostrò cosí debole e sprovveduto da rivelare alla prima baldracca che gli concesse le sue grazie il segreto della sua forza. fallí nell’intento di trasformare in popolo civile questa accozzaglia di nomadi primitivi. che la Bibbia costruirà il suo programma di rivendicazioni sulla Palestina. faranno passare per occupanti abusivi i popoli indigeni e per legali proprietari gli ebrei. questi nomadi avanzarono verso il Nord. i quali. invertendo i ruoli. Queste tribú. e tante altre. Appartengono a questo periodo le narrazioni riguardanti la distruzione di Gerico. dei mucchi di pietra che la Bibbia. il quale. la Bibbia. fino a toccare la Siria. assumerà il ruolo di fomentatrice di guerre. È su questo contratto. come prova del possesso avvenuto. Essendo uno degli scopi principali dei redattori della Bibbia quello di attestare come gli ebrei fossero i legittimi proprietari della Palestina. invase definitivamente le terre palestinesi. E tanta sarà l’esaltazione che useranno i compilatori della Bibbia per raggiungere i loro scopi di propaganda nazionalista. ricordato dalla Bibbia nel libro dei Giudici. Cresciuto in virtú e saggezza. Via via che avanzavano si dichiaravano padroni delle terre occupate. lasceranno sempre le situazioni come le avevano trovate. ritornate alla primitiva indipendenza. intensificarono le rapine ai danni dei popoli che pacificamente vivevano di agricoltura e di allevamento di bestiame. per preparare gli ebrei a sostenere quella che sarà la battaglia finale. prolungandosi le ore di luce. stipulato tra dio creatore e padrone del mondo e il suo popolo prediletto. per quanto si adoperasse. terrorizzando e incendiando i villaggi che incontravano. morto Mosè. oltrepassando spesso anche il Giordano. potesse portare a termine la strage dei filistei. Come conseguenza. grazie a quel diritto che loro derivava dal fatto di averla ricevuta da dio attraverso il contratto stipulato con lui nell’alleanza. si divisero di nuovo in gruppi autonomi e indipendenti. l’uccisione di altri trentuno re in una battaglia combattuta per la conquista della Transgiordania. Se qualcuno a questo punto volesse giustificare la debolezza di Sansone attribuendola all’astinenza sessuale a cui era stato costretto dal voto durante il seminario. dura all’incirca due secoli. e tante altre cose che lo resero il terrore dei nemici d’Israele. facendo. per dimostrarne la legalità. È questa immutabilità della realtà la prova principale che tutto ciò che si racconta nella Bibbia è soltanto il prodotto della fantasia.Il figlio che nacque fu chiamato Sansone. privi di concetto sociale comunitario. senza contare poi tutte le imprese che saranno attribuite in seguito. da demolire un tempio spezzandone le colonne con le braccia. la sconfitta dei cinque re in quella famosa battaglia in cui Giosuè ordinò al sole di fermarsi affinché. fattosi interprete della volontà aggressiva che era maturata negli ebrei. vendette. da trasformare il tutto in una tragicommedia talmente ridicola da risultare offensiva alla ragione e al buon senso. divenne fisicamente cosí gagliardo da fare strage dei filistei con una mascella d’asino. riprendiamo con quel Mosè che. non subentrò al suo posto quel Giosuè che. do- 18 . eleggendo ciascuno dei capi tribú che chiamarono giudici. a partire da Giosuè. saranno mostrati come invincibili conduttori di eserciti – anche se. dove gli eroi. quale terra promessa. nonostante tutte le vittorie e le conquiste che loro saranno attribuite. che risiedeva nei capelli. non fa che ribadire quanto la continenza – lo confermano gli psicologi – sia un ostacolo alla normale formazione intellettuale (Ogni riferimento ai preti non è affatto casuale. Questo andamento di cose si protrasse finché. Inizia cosí quel periodo di lotta tra invasori e popoli occupanti che. Vi si narrerà di eserciti composti di decine di migliaia di soldati armati fino al collo e di migliaia di cavalieri che si affrontano in battaglie epiche tali da far impallidire Waterloo. depredando. si metterà alla loro testa per conquistare definitivamente la Palestina. stragi. costruiranno una teoria di rivendicazioni basata su battaglie nelle quali. da scardinare la porta della città di Gaza sollevandola come una piuma. riunite tutte le tribú. prescelto da dio fra gli uomini. insolentemente afferma che esistevano ancora al tempo in cui essa fu scritta.

resi aggressivi dal bisogno e da quella rabbia che si era accumulata nei secoli. da pastori invasori che. fin19 . come si serví della figura degli indovini e dei chiromanti per costruire i suoi profeti. Tra i pastori che avevano invaso la Palestina con i loro pascoli abusivi e questi predoni organizzati in bande di guerriglieri c’era la differenza che ci può essere tra ladruncoli rionali di una città e grandi cosche mafiose. ricolmo di tutte quelle storie e leggende tramandate al suono dei salteri. che si difendevano a colpi di bastone. privo di ogni riscontro storico. dal momento che la storia parla di esse. Che ci siano state in quel periodo bande organizzate di predoni. per costruire le sue battaglie epiche e i suoi condottieri. e. attribuendola a degli anonimi pastori ebrei. divisi in decine di etnie autonome. da cui proveniva. a Saul e a quel re Davide. derivante dall’emarginazione patita da parte degli altri popoli. non erano altro che scontri tra poveri. ciò dipese dal fatto che esso. diceva: «su. senza entrare in conflitto con le altre. che dall’inizio dei tempi li avevano relegati nei deserti a condurre una vita di sofferenze e di stenti. dall’altra. senza dilungarmi su questo argomento.po questo periodo dei Giudici. e assalivano le carovane che trasportavano il rame proveniente dalle miniere del Negheb. non c’è dubbio. sia delle bande di predoni. collezionando tutto ciò che veniva riportato a quel tempo attraverso i cantastorie. a cui dette il nome di Giacobbe. che la Bibbia ci descrive come apocalittiche. dai contadini indigeni (abitanti in villaggi di casupole fatte di un impasto di sterco animale e fango seccato al sole. non c’è bisogno di spiegazioni per comprendere di quali lotte divenne teatro nei secoli successivi. non avvezzi all’uso delle armi e quindi incapaci di mettere in atto una resistenza collettiva. trasse da una lotta combattuta tra dio e un uomo immaginario. per ben due secoli. Loro attaccavano le città per le loro riserve di derrate e per i loro allevamenti. portavano via i tesori dei templi. oltre a essere piú socialmente avanzato e quindi organizzato per il grado di civiltà che si era portata dall’isola di Creta. alle quali si unirono anche elementi israeliti. ma queste non hanno nulla a che vedere con le ruberie operate dai nomadi. andiamo dal veggente». la Bibbia. ciascuna sotto il comando di un proprio «giudice». arrivarono ben presto a sentirsi talmente padroni di quelle terre da spartirsele fra loro. le tribú di questi nomadi – che. in un’altra si dice che gli israeliti per circoncidersi si tagliavano il prepuzio usando attrezzi primitivi fatti di selce e si servivano di bastoni appuntiti per fare buche in cui occultare gli escrementi. I palestinesi. In realtà. che vivevano di agricoltura e di allevamento di bestiame. con la conseguente sovrapposizione tra i vari popoli. mentre in una pagina si parla di guerrieri armati di spade affilatissime capaci di fare stragi di decine e decine di migliaia di nemici in un solo combattimento. facevano prigionieri per rivenderli come schiavi. e ricoperte di paglia). in modo che ogni tribú ne avesse una su cui poter pascolare il proprio gregge. Considerando la Palestina in seguito alle invasioni e alla sistemazione delle tribú degli ebrei. 9). dando loro il nome di israeliti – nome che. trasse gli argomenti necessari per inventarsi una storia tutta sua. se la Bibbia dice essere dodici. 9. Ma la Bibbia. per dimostrare l’inverosimiglianza dei fatti biblici basti dire che. era mosso dall’orgoglio che gli veniva dal fatto che quelle terre avevano preso il nome di Palestina dal loro: Pelistin. Divenuti cosí sempre piú arroganti e baldanzosi per la debole resistenza che incontrarono. sorpresi a derubare. Dal quel calderone del passato. quando uno andava a consultare dio. facendo di ogni erba un fascio. perché quello che oggi si dice profeta allora si diceva veggente (I Sm. Ma. costruí la sua trama servendosi sia dei pastori che avevano invaso la Palestina. sostenuti. da una parte. Se tra tutti i popoli indigeni quello che piú validamente si oppose agli israeliti fu quello filisteo. che diventerà il simbolo dell’invincibilità dell’esercito d’Israele. è solo per rispettare la simbologia che questo numero rappresentava nella cabala ebraica – seguirono una vita autonoma. per sostenere le sue pretese di proprietà su di essa. queste battaglie tra le tribú ebree e gli autoctoni. che trasformò in protagonisti dei propri piani politici. si ritrovarono presto a essere occupati da questi pastori. secondo quanto la stessa Bibbia sostiene: in passato in Israele. quali potevano essere un corno di bue o una mascella d’asino. Divisasi abusivamente la Palestina. reagivano tirando pietre con le fionde o usando il primi oggetti che avevano tra le mani.

alla fine dio cedette alla richiesta del popolo che voleva un re. separatesi da quelle del Sud. il quale. concludiamo il capitolo anticipandondo che. av. che fosse lui a sceglierlo. dopo ripetute e accese discussioni.ché le tribú del Nord. l’allora patriarca. Lasciando da parte ogni commento circa questa risposta del signore – che non fa che confermare come Yahvè non abbia mai fatto parte dei culti religiosi ebraici prima del VI sec. dopo averli ascoltati. n.. riconoscendolo al contempo come suo unico dio. la seconda. che il re gli giurasse fedeltà. temendo la concorrenza di un re. dicendogli: «dacci un re che ci governi. ma ponendo due condizioni: la prima. 7). Cosa d’altronde che c’era da aspettarsela dal momento che mi hanno abbandonato dal giorno che lasciarono l’Egitto fino a oggi per seguire altri dei» (Sm. si presentarono a Samuele. 20 . né prima gli ebrei mai lo conobbero –. Secondo la Bibbia. e. facendo osservare a Samuele che essa rappresentava in realtà la propria detronizzazione: «il popolo mi ha rigettato perché vuole che io non regni piú su di lui. non decisero di riunirsi sotto un unico capo che chiamarono «re». 8. riferí tutto al signore. un re come lo hanno tutte le altre nazioni». subito si oppose a questa richiesta. Samuele.

E tanto per mettere in evidenza come la Bibbia. praticamente Saul si mise a cantare insieme a loro). 7). sui confini di Zelzac (perché invece di raccontarci questa sciocchezza non ci vengono detti i nomi dei faraoni a cui è collegata continuamente la sua storia?). prima di entrare nella città. un re come lo hanno tutti gli altri popoli» (I Sm. rispose a Samuele. eleggendo un unico capo in sostituzione dei «giudici». lasciata la sua nuvola. che si sono mostrati incapaci e corrotti. 21 . eletto re.IL PERIODO DEI RE Dunque. si recarono da un certo Samuele. Che essi arrivassero a questo punto io avevo già capito dal giorno in cui lasciarono l’Egitto abbandonando me per seguire gli altri dei» (I Sm. Il signore. ognuna sotto il comando di un proprio capo. essendo l’unica terra del Vicino oriente abitata da tante piccole etnie che. i nuclei del Centro-Nord decisero di coalizzarsi. noi vogliamo un re. per lo piú tramandato dai racconti popolari. dopo averlo baciato. lasciatosi convincere dalle suppliche di Samuele. dettero inizio a quel periodo lungo due secoli che la Bibbia raccoglie nel libro dei Giudici. n. le tribú. Questo sarà per te il segno che il signore ti ha “unto” capo sulla sua casa». in atto di profetizzare. trasformando i capi di queste bande di saccheggiatori in «giudici». rattristato da questa richiesta. Samuele si recò allora alla tribú di Beniamino. che la Bibbia trae gli argomenti per tessere la propria storia. uscí dalla tenda e si diresse verso la città di Gabaa. Ma. e gli dissero: «al posto dei giudici. trovato Saul. andato a riferirgliela. dicendogli: «ecco. i condottieri dei predoni eletti re da dio. preceduti da arpe. ritornò da Samuele per sussurrargli in un orecchio come doveva fare per eleggere re colui che egli aveva designato: «domani a quest’ora contatterai un uomo della terra di Beniamino e tu lo ungerai come capo del mio popolo». alle due condizioni indicate. che ignora sempre i fatti storicamente importanti. dopo essere rimaste per secoli nel deserto drabico e del Negheb. È da questo quadro di aggressioni e di battaglie. Morto Giosuè. flauti e cetre. Tu avrai potere sul popolo del signore e tu lo libererai dalle mani dei nemici che gli stanno intorno. vide venirgli incontro un gruppo di profeti. che scendevano da un’altura. gli disse di non preoccuparsi piú delle asine che suo padre aveva smarrito. le tribú rimasero sotto il governo dei «giudici» fino a quando. lo concesse. figlio di Kis. Bande di predoni che. Costui era un certo Saul. Lo spirito del signore investí Saul. in seguito alla morte di Giosuè. Come si è visto. oltre a essere autonome e indipendenti. gli versò sul capo un’ampolla d’olio. dieci anni dopo l’invasione della Palestina. cercò la tenda di Kis e. Il signore. alla fine del XII sec. spesso erano in lotta fra loro. Saul. invasero definitivamente la Palestina.8. e. dirò che chiude la cerimonia informandoci che Samuele. come si è detto: «gli israeliti mi hanno rigettato perché io non regni piú su di loro. e i territori palestinesi da loro occupati nel loro regno d’Israele. che si mise a fare il profeta in mezzo a loro (siccome profetizzare significava improvvisare rime accompagnate dalla musica. il signore ti ha unto capo sopra Israele. approfittando della sua debolezza. sulle prime contrario a un re perché vedeva in lui un concorrente. che la Bibbia ci presenta come profeta e patriarca. resesi conto che non avrebbero potuto mai ottenere una supremazia netta e definitiva sugli indigeni rimanendo disunite. limitandosi ad attaccare le popolazioni che erano oltre il Giordano con incursioni periodiche. dopo aver unto e lisciato Saul. Dopo qualche giorno di riflessione il signore. alla fine. che secondo lui esprimeva la volontà del proprio popolo di sostituirlo. 5). si attardi invece su stupidi dettagli. ritornate autonome. Di tutto ciò che la Bibbia riporta circa il periodo possiamo trovare dei riscontri storici soltanto in quelle tavolette e in quei graffiti che vagamente accennano a bande di predoni formatesi in seguito alle migrazioni dalla Mesopotamia. 8. av. in quanto erano state ritrovate presso il sepolcro di Rachele.

commise la grave disubbidienza di risparmiare la vita al re Agag. Samuele. e vota allo sterminio quanto gli appartiene. che decide di sterminare il suo stesso popolo subito dopo averlo liberato dall’Egitto. Samuele. sarà per gli ebrei un meshiha. che affoga l’umanità perché non corrisponde alle sue intenzioni. Saul detenne il comando per una decina d’anni. cioè «messia». si fece egli stesso esecutore dell’ordine di dio. che si era affezionato a Saul. non lasciarti prendere da compassione per lui. In un continuo rincorrersi di successi e di vittorie su quelli che la Bibbia chiama «nemici del popolo di dio» (in realtà non erano altro che le popolazioni indigene che difendevano la loro terra dall’invasione di questi predoni). donne. fece agli israeliti dopo l’uscita dall’Egitto. quello che maggiormente provo è la pena che origina da quell’angoscia in cui egli perennemente vive a causa dei continui ripensamenti e pentimenti. cioè fino a quando non fu lo stesso dio a destituirlo. all’infuori che onnipotente e onnisciente. come gli fu davanti. Samuele. «quell’orologiaio» – come dice Voltaire – che ha dato ordine a tutte le cose? Le incoerenze che dimostrano che questo dio tutto è. perché egli non aveva eseguito i suoi ordini. Come già era avvenuto in precedenza. il giorno dopo si recò da Saul e. dio aveva ordinato a Saul un’ennesima strage dei nemici. Ma. «messia» e «cristo». che era l’ambasciatore di dio. A parte la ripugnanza che suscita questo dio per via della sua crudeltà insensata. limitandosi a farlo prigioniero. re della città di Amalech. eletto re attraverso il rito dell’unzione. Questa volta l’ordine era di distruggere un certo Agag. dopo aver alzato strepiti fino al mattino. per i greci un khristos. rimandando a un medesimo campo semantico. Ma. sono cosí frequenti da trovarsene una in ogni pagina della Bibbia. Una mancanza che portò dio a punirlo destituendolo dalla carica di re. riprendiamo con Saul. quanto piuttosto un prototipo vendicativo. Ordinò che gli fosse condotto Agag e. e poi lo rinnega sostituendolo con un altro. che crea Adamo ed Eva per renderli felici e poi li condanna al dolore e alla morte. è doveroso soffermarsi per dire che le parole «unto» – in ebraico si esprime con la parola meshiha. Disceso dalla nuvola. che lo portano a ricominciare sempre da capo. obbediente come era stato sempre. Fatta questa precisazione. Dato che da questo momento in poi tutti i re d’Israele saranno uomini eletti da dio attraverso l’unzione. bambini e lattanti. si presentò a Saul e gli disse: «il signore degli eserciti. forte di un esercito numeroso e organizzato. magnanimo e nobile. lo trafisse con la spada. quell’«unto». la Bibbia non è stata scritta per edificare un dio virtuoso. e in greco si traduce con la parola khristos. rimase turbato e alzò grida tutta la notte. perché si è allontanato da me e non ha messo in pratica la mia parola».Questa scena riportata dalla Bibbia si ispira ai culti “pagani”. inanellando errori su errori. bambini e lattanti. buoi e pecore. colpisci Amalech. con conseguente messa in disuso di quel giardino dell’Eden che aveva programmato come eterno. uccidendo uomini. partí subito alla volta della città di Amalech. Questo dio che elegge Saul re. il signore andò da Samuele e gli disse: «mi pento dí aver costituito Saul re. Saul. sarebbe egli quella «mente superiore» che avrebbe creato l’universo. espugnò la città di Ebron in terra di Canaan. Saul. Va dunque. secondo da quale delle due lingue mutiamo la parola. che. come doveva essere quel conduttore di eserciti. per quanto avesse cercato di mostrarsi impietoso come dio gli aveva ordinato. e tutto il bestiame. re di Amalech. secondo i quali gli indovini acquisivano la preveggenza entrando in uno stato di trance attraverso danza e allucinogeni – infatti è per questo che tutte le profezie bibliche sono frutto di sogni e di visioni. cammelli e asini». quale «unto». eleggendola come capitale di quel territorio occupato dalle dieci tribú del Centro-Nord che la Bibbia dichiara essere stato il primo regno d’Israele. quel 22 . mi ha incaricato di ordinarti di punirlo. considerato quello che Agag. ma uccidi uomini e donne. dopo avergli comunicato che il signore aveva deciso di destituirlo a causa della grave disobbedienza che aveva commesso. impietoso e assetato di sangue. perché gli si dimostra «duro di cervice». è noto. cioè «cristo» –. sono tre appellativi che hanno lo stesso significato. e per noi un «messia» o un «cristo». messosi a capo dell’esercito.

accucciato defecava. si nascose con i suoi compagni in una caverna. quella Betsabea che divenne una delle sue numerose concubine. Traditore. preso il vaso. saltando per intero il sedicesimo capitolo del libro di Samuele (una congerie di insulsaggini che possono essere utilizzate soltanto per ridicolizzare la Bibbia). Saul. comportamento che può trovare una giustificazione nell’omosessualità che alcuni storici gli attribuiscono. guarda il caso. l’odio. fedifrago. riferendosi alla morbosa amicizia che nutriva per il giovane Gionata. adultero. capitò una volta che Davide scappasse davanti a Saul che lo inseguiva per ucciderlo. che erano restati in fondo alla grotta. accanto a lui. rappresentate da Giuda e Simeone. si mette in cammino per andare a cospargere d’olio il nuovo prescelto da dio a divenire re d’Israele. ignorante. oltre a essere un disobbediente recidivo. Davide. cosí gli uomini bianchi si sono costruiti un dio bianco – Gott ist Weiss («dio è bianco») e dunque. consacrò Davide in mezzo ai suoi fratelli. Perché potessero godere dello spettacolo anche i suoi compagni. si arriva al punto di chiedersi se i negri abbiano l’anima. è lui» – e la Bibbia cosí ce lo descrive: era fulvo. se dovessero costruirsi un dio. figlio di Saul. bensí l’uomo a costruirsi un dio secondo la propria. mantenne un comportamento da autentico criminale. fu proprio lí che Saul entrò per un bisogno fisiologico. gli darebbero le forme di un cavallo. stando a quanto dice la Bibbia. 23 . gli si avvicinò da dietro. non accortosi di nulla. era figlio di un certo Iessi della tribú di Giuda. quel «cristo». altrettanto non produsse nulla di buono su di lui che. quatto quatto. Quando arrivò. Davide che si era nascosto nel buio della grotta. 24). basti dire che sollevò la veste di Saul mentre defecava per il semplice gusto di guardargli i glutei. Da questo momento comincia la rivalità tra le tribú del Sud. rimase a guardare Saul che. represso e frustrato. Questi viveva a Betlemme. escludendo che possa essere nero. Samuele si alzò e tornò a Rama. Tutto ciò avvenne nella caverna di Engaddi (IISm. che in realtà non è stata altro che una guerra a fini egemonici combattuta tra due bande di predoni che si contendevano il dominio sulla Palestina. crudele: tali sono le prerogative che fanno di Davide il delinquente per antonomasia. e le tribú del Nord. Come gli fu accanto sfoderò la spada e con la punta di questa gli alzò il mantello che gli copriva il fondo schiena. Per comprendere chi fosse. A un certo punto dell’inseguimento. ladro. non accortosi di nulla. Come i cavalli che. si chiamava Davide. finché non si mosse e. in cui gli ebrei immedesimarono tutta la collera. gli tagliò una parte del mantello con la lama e tutto con una tale abilità che Saul. dato che Davide non era ancora rientrato dal pascolo.1. Ebbene. Compiuto il rito. come non aveva prodotto nessun effetto su Saul (che fu rinnegato dallo stesso dio). sedette il signore. «Dimmi chi sei e ti dirò chi è il tuo dio»: e nessun trattato ateo potrà mai dimostrare quanto la Bibbia che non fu dio ad aver creato l’uomo a sua immagine e somiglianza. Riprendendo il racconto biblico dal punto in cui lo avevamo interrotto. il signore disse a Samuele: «alzati e ungilo. si alzò. basta dire che fece uccidere un uomo soltanto per portarsi a letto la sua donna. per salvarsi. uscí dalla grotta e ritornò sulla via. Appena Davide si presentò. aveva sei fratelli e faceva il pastore. Samuele si mise ad aspettarlo sotto la sua tenda e. ovvero quella lotta tra la Giudea e il regno d’Israele. la gelosia e l’ottusità di un popolo primitivo. Secondo la Bibbia i fatti andarono come segue: per via della discordia che c’era tra i due. Per dare un’idea di quanto fosse vizioso. e i maiali di un porco. versandogli l’olio sul capo.«messia». omicida. con begli occhi e di gentile aspetto. tirò su le brache e ripartí. Samuele. nel diciassettesimo troviamo Samuele che. Ma lo spirito del signore che si era posato su Davide. Da quel momento lo spirito del signore si posò su Davide. dopo la destituzione di Saul.

2. in realtà è. Davide partí con i suoi uomini e uccise duecento filistei. che sentiva crescere intorno a sé. che. Una sede. togliendola ai gebusei. Davide e i suoi uomini mossero verso Gerusalemme contro i Gebusei che abitavano in quel paese. La giovane era molto bella. ma soprattutto per le numerose caverne e cunicoli sotterranei che permettevano ai suoi briganti di entrare e uscire dal covo senza essere controllati durante le scorrerie e di fuggire quando erano attaccati da eserciti piú po24 . lontana dall’essere quella grande città che la Bibbia vuol darci a intendere. base su cui la Bibbia edificherà quel partito nazionalista giudaico che lotterà nei secoli successivi per ricostituirlo. Provo a immaginare il re Saul mentre porge. Davide entrò nella rocca. non riusciva a scaldarsi. riuní i ministri e disse loro: «riferite a Davide: il re non pretende il prezzo nuziale. La durata del regno di Davide su Israele fu di quarant’anni. con i suoi predoni. E Mikal che. in realtà fu determinata dalla vittoria che riportarono le tribú di Giuda su quelle d’Israele. Saul fu preso da tanta simpatia per Davide che gli propose la figlia come moglie. da quanto risulta dalla storia. Davide riportò i loro prepuzi e li contò davanti al re per diventare genero del re. dopo averli contati uno per uno. una misera rocca sita in prossimità di una grande fonte. non avendo un luogo fisso da eleggere come residenza. Saul. ma il re non si uní a lei (I Re. 4). che ci mostra un re il quale. 5. si impossessò di Gerusalemme. Davide sconfisse i gebusei che fuggirono attraverso il canale. 17). I suoi ministri dissero: «Si cerchi per il nostro re una vergine giovinetta che assista il re e lo curi e dorma con lui. Davide regnò su Israele per quarant’anni. appunto. i duecento prepuzi di filistei alla figlia Mikal su un piatto d’argento dicendole: “questo è il dono matrimoniale di Davide. i suoi cortigiani. che Davide decise di lasciare Ebron. Ma. non avrebbe fatto piú al caso un’esperta baldracca che non una verginella?) La sostituzione di Saul con Davide. cosí il re nostro signore si scalderà». davanti a tutta la corte. Saul gli dette in moglie la figlia Mikal (II Sm. avuta questa risposta. 10) Ma. riunendo tutte le tribú della Palestina sotto un unico comando. perché lui non aveva nulla da offrire in dote per sposare la figlia di un re. perché sia fatta vendetta dei nemici del re». essendo tutti gli ebrei accampati in tende e praticanti il nomadismo. preso dalla Bibbia. [… Il] re Davide era vecchio e avanzato negli anni e. gli misero a letto una ragazza vergine. Per comprendere come il Regno d’Israele sia una pura invenzione. la abitò e la chiamò città di Davide (II Sm. Ma. esso cominciò a dare subito segni di cedimento. sarebbe di per sé sufficiente il passo sopra riportato. poiché Davide era povero. Se Davide. sebbene lo coprissero. rimaste fedeli a Saul. per giunta. Ma. per dare una fissa residenza al governo del suo regno. presso la sua tribú. sono duecento prepuzi di filistei”. per quanto il signore avesse promesso a Davide che il suo regno sarebbe stato saldo nel tempo. per trasferirsi nel territorio di Giuda. scelse Gerusalemme come rifugio. Secondo la Bibbia. dà ordine alle schiave di fargliene una collana con cui ornarsi il giorno delle nozze. fino alla consumazione dei secoli. 1.Interessante è poi sapere come Davide riuscí ad acquisire il merito che gli consentí di divenire genero di Saul. Si cercò in tutto il territorio d’Israele una giovane bella e si trovò Abisac da Sunem e la condussero al re. sette in Ebron e trentatré in Gerusalemme (I Re. Davide divenne il fondatore di quel grande regno d’Israele. che storicamente erano. fallirono nell’intento a causa della mancata erezione. I ministri riferirono a Davide queste parole e a Davide piacque questa condizione per diventare genero del re. ma solo cento prepuzi di filistei. Vecchio e indebolito. ritenendolo un usurpatore. dopo sette anni. che la Bibbia fa dipendere da dio. sapendo quanto fosse vizioso. per quanto si adoperassero. 6). continuarono a opporsi a Davide. le due coalizioni di predoni che si contendevano il dominio di quelle terre. (Considerando la debolezza del vecchio. non fu soltanto per quei vantaggi che gli venivano dalla riserva d’acqua che si trovava nelle sue adiacenze. nella certezza che la cosa migliore per corroborarlo fosse quella di ricorrere al sesso. Fu a causa di questa ostilità. 18. Fu cosí che. fece sapere a Saul che ciò non sarebbe stato mai possibile. Le tribú del Nord. Secondo la favola biblica. deve conquistarne la sede espugnandola con le armi.

11). in quanto figli prediletti di dio. la maggior parte delle battaglie sostenute da Davide sono contro i popoli che costituivano la Palestina. La figura di Davide. poi tornava indietro da Achis re di Gag.. che continuarono a contestarlo. etc. quali i seguenti: ed ecco. creatore e padrone del mondo. che potrebbe far sorridere. i filistei. Quando Achis gli chiedeva: «dove avete fatto scorrerie oggi?». avevano quello di costruire la figura di un condottiero crudele. di questo «unto» da dio. lontana dall’essere un libro di incitamento alla morale. La Bibbia. finiva laddove cominciava. agli amaleciti. fino al paese d’Egitto. avrebbero dovuto essere suoi sudditi. che sono l’ebraismo. che la Bibbia chiama «città di Davide» ed elegge a sede del regno d’Israele. da secoli. re di Gag. Basta riflettere un attimo su ciò che intendono i cristiani con «universalità della Chiesa» per comprendere come siano gli eredi diretti di 25 . Infatti. re di Zoba (II Sm. circondato come era da popolazioni che avevano come unico scopo quello di abbatterlo per espellere quel popolo di nomadi che. Davide batteva quel territorio e non lasciava in vita né uomo né donna. nella realtà dei fatti. sostenendo la propria superiorità sulle tribú della Giudea. ai filistei. di questo sterminatore di nemici a cui dio ha promesso un regno senza fine nello spazio e nel tempo. (Akis. 8. in quelle che saranno le rivoluzioni messianiche. figlio di Recob. contro il Negheb dei reniti». sanguinario e senza scrupoli. 3. Davide rispondeva: «contro il Negheb di Giuda. non sono altro che figure costruite per realizzare un programma monoteista a base religioso-guerriera. Saul. sul cui avvento gli ebrei riporranno la realizzazione di quel regno universale di cui si ritengono i legittimi eredi. che il partito nazionalista giudaico attuerà prima nella rivolta dei maccabei contro Antioco IV Epifane. messo alle strette. Che questo “regno” non rappresentasse nulla per alcuno. è un testo di istigazione alla rivoluzione piú spietata e sanguinaria. Fu in questa rocca. infestava le loro terre. i cananei.) Il fatto che Davide fosse il capo di una banda di predoni viene confermato da tanti altri passi della Bibbia. come aveva fatto del bottino di Adad-Ezer. agli aramei. Davide non lasciava sopravvivere né uomini né donne da portare come prigionieri a Gag per non avere nessuno come testimone delle sue stragi (Sm. Salomone e sopra tutti Davide. che doveva servire da esempio ai rivoluzionari del movimento nazionalista.tenti di loro (come risulta da alcuni passi della Bibbia in cui si afferma che Davide. asini cammelli e vesti. che Davide si installò con il suo esercito di banditi. per avere una risposta va tenuto presente che la moralità di Davide era l’ultima cosa a interessare i redattori. apparendo a dir poco farneticante. anche Davide impose tasse ai suoi sudditi. i quali avevano basato la riconquista della Palestina su un programma di azioni violente. di questo invincibile conduttore di eserciti. 27. che sarà elevato a simbolo del movimento rivoluzionario. il cristianesimo e l’islamismo. i quali. ma con un sistema ben differente da quello che normalmente viene praticato dai monarchi legalmente riconosciuti. gli uomini di Davide tornavano da una scorrería e portavano con sé grande bottino (II Sm. Giosuè. 22). Usando come esattori i suoi briganti. compresi gli stessi ebrei. in realtà è quello che si trova alla base delle tre religioni monoteiste. re ellenistico. fuggí attraverso questi cunicoli che terminavano in aperta campagna). contro il Negheb degli ieramliti. Questo concetto yahvista. sarà trasposta in quella di un messia. «messia» o «cristo» che dir si voglia. è la stessa Bibbia a dirci come Davide realizzasse la riscossione dei tributi: Davide e i suoi partivano a fare razzie contro i gebusiti e gli amaleciti: questi appunto sono gli abitanti di quel territorio del regno d’Israele che si estende da Telam verso sud. agli ammoniti. Mosè. 8). Se viene da chiedersi perché la Bibbia citi fatti che ledono la figura di Davide. Come ogni re che si rispetti. Abramo. un vero compendio di tecniche sovversive e terroristiche. i gebusei. secondo la nozione che normalmente si ha di un regno. prendeva greggi e armenti. i quali. Davide consacrò al signore l’argento e l’oro che aveva tolto alle nazioni che aveva soggiogato. attuando razzie e facendo uso del terrore. ai moabiti. era uno dei tanti ricettatori a cui i predoni vendevano le refurtive. viene confermato dal fatto che non fu mai riconosciuto dalle tribú del Nord. cioè gli ammoniti. fatta di misere casupole di paglia e di grotte − da antichi testi egizi risulta avere il nome di Urusalaim −. e poi contro Roma. come unico scopo. Un regno che.

è la parola stessa «monoteismo» che. cosí totali e definitive ogni volta. esprime la volontà di soppressione di tutti gli altri dei. Gli stesori gli attribuiscono stragi di filistei. Ma ciò che maggiormente stupisce delle tre religioni è il fatto che. 12. sembra che Davide fosse piú propenso a seguire altri dei che non questo dio d’Abramo. 29). per contendersi il dominio del mondo. che non si riesce a capire come potessero riformarsi per essere di nuovo distrutti. se viene ricordato attraverso antichi testi egizi. Terminata l’incoronazione Davide depredò la città di Rabba dí un grande bottino. gli aramei. la voce tonante del signore che ripeteva all’invincibile Davide: la tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me e il tuo trono sarà reso stabile per sempre. i quali avevano osato razziare nel deserto del Negheb (che faceva parte del territorio riservato alle sue razzie). E. In una cantilena popolare riportata dalla Bibbia a proposito di una guerra nella quale avevano partecipato Saul e Davide.quell’ideologia che aveva portato i giudei a concepire un regno dal dominio universale. allorché diventerà re. Tra le battaglie di particolare significato c’è quella che Davide combattè contro i «predoni amaleciti». Solo a nominare i re che uccise e le città che rase al suolo c’è da riempire una pagina. affinché divenisse l’emblema della riscossa giudaica. basti dire che non esitarono a paragonarlo allo stesso Saul. 24. sui quali riesce ogni volta vittorioso. dal quale risulta che disponeva di un esercito cosí poderoso quale nessun’altro popolo. l’innalzamento del 26 . 8). sostenendo ciascuna che il proprio dio è quello vero. Tutto il resto che si attribuisce a Gerusalemme. cioè un esercito quattro volte superiore a quello di cui poteva disporre l’Egitto. 23. basterebbe ricordare quel censimento fatto da lui stesso. Contrariamente a quanto la Bibbia vuole far credere. gli ammoniti e tutti gli altri popoli palestinesi. si fa recitare al popolo: Saul ne uccise mille. non rimase attaccata alla spada. che dà inizio all’epopea di Davide. accettò che il popolo gli cingesse la testa con la corona del dio Micolm che pesava un talento d’oro e conteneva una pietra preziosa. asserendo che era superiore a lui di dieci volte. Gerusalemme non era che un misero raggruppamento di abitazioni rappresentate per lo piú da grotte che. anche il piú potente. avrebbe potuto vantare: Ioab consegnò al re Davide la cifra del censimento del popolo ebreo: c’erano in Israele ottocentomila guerrieri che maneggiavano la spada. Per comprendere quanto i redattori della prima stesura della Bibbia vollero esaltare Davide. Se si pensa che in Palestina ci poteva essere un totale di cinquecentomila ebrei non si può che ridere dell’impudenza dei redattori della Bibbia. Già l’abbattimento del gigante Golia. i quali mettono a disposizione del loro condottiero un esercito di un milione e trecentomila guerrieri. quando in realtà il dio dei cristiani. è soltanto per via di una grande sorgente che riforniva di acqua le popolazioni adiacenti. Ma. D’altronde. ci predispone a immaginare ciò che sarà detto di lui in seguito. sfinita. significando «un solo dio». che riportò a Gerusalemme dove ritornò con tutta la sua truppa (II Sm. come le mura di Davide. E in alto. in Giudea cinquecentomila (II Sm. Davide diecimila. eroe dei filistei. al di sopra di tutte queste carneficine. Samma che attaccò e sconfisse da solo tutti i filistei che si erano radunati in un campo di lenticchie (II Sm. come conseguenza. 9). un esercito cosí poderoso non poteva avere che degli ufficiali supereroi: questi sono i nomi dei prodi di Davide: Is-Bal che impugnò la lancia contro ottocento uomini e li trafisse in un solo scontro. intendendo con «dei» tutte le ideologie che vi si oppongono. Eleazaro che percosse i filistei finché la sua mano. entrato nella città dí Rabba dopo averla espugnata. perché un giorno. Lo stesso avviene per le battaglie contro i moabiti. esse si combattono fra loro. perché attraverso di essa si ha un’ulteriore prova di come egli fosse un capo predone. Per dimostrare fino a che punto fu usata la fantasia per rendere Davide l’eroe degli eroi. da quanto riportano i fatti. allah e Yahvé sono tre forme del medesimo dio.

neppure l’ombra di un rudere. etc. A questo sviluppo di Gerusalemme contribuí in maniera determinante anche Roma. la costruzione della reggia di Salomone. Soltanto dopo la vittoria del cristianesimo sulle religioni “pagane” e sull’ebraismo.. nonostante le prodezze e le conquiste che la Bibbia attribuisce a Davide. poi. Dei quarant’anni di regno sette li passò ad Ebron e i rimanenti trentatré a Gerusalemme In realtà. Nulla di nulla. Gerusalemme rimase. Roma. che precedettero l’ultima. nel 70 n. n. per proseguire. in seguito. avendola eletta come capitale del Regno d’Israele. quel regno che rappresentava nei loro programmi il fulcro della propaganda nazionalista. quella trattata dalla Bibbia come città dalle mura poderose. Che Davide. Davide salí al trono a trentatré anni e morí a settantatré. Come le tribú 27 . In parte riedificata da quei pochi giudei che si erano salvati dalle esecuzioni operate dai romani e dalle persecuzioni che avevano seguito la rivolta. munendolo di importanti costruzioni.. le cambiò il nome in Aelia Capitolina. Ricostruita alla meno peggio dai giudei dopo il rientro dall’esilio di Babilonia per iniziativa di un certo Zorobabele. che possa testimoniare l’esistenza della grande capitale del regno d’Israele. l’altare che fu eretto sul colle di Sion in ricordo dell’apparizione dell’angelo di Yahvè in occasione di un’ennesima pestilenza inviata dal signore. con quelle di Alessandro Magno e dei sovrani ellenistici. la sede dei procuratori fu trasferita a Cesarea Marittima. non esiste traccia. Le sole vestigia del tempo biblico che ci sono pervenute sono quelle che appartengono a Erode. Se avvenne che gli egizi. che la consideravano il quartiere generale di quei briganti che li depredavano. lo elesse quale residenza della sua corte (73-74 av. tra cui il tempio. Quelle che i sostenitori della Bibbia affermano appartenere al regno di Davide sono in realtà le mura che furono edificate dall’Impero bizantino negli anni 1064-1070 per difendersi dai musulmani (selgiuchidi e fatimiti). nulla cambiò in Palestina con il suo avvento. lo fecero esclusivamente per impossessarsi di quell’enorme riserva di acqua che vi si trovava e non per i tesori ammassati nel tempio. oltre a contribuire finanziariamente al programma di Erode. fu attaccata e rasa al suolo dalle legioni di Tito. Gerusalemme riprese via via importanza. gli assiri e altri popoli se la contesero anche con l’uso delle armi. Se ho fatto questo breve riassunto della storia di Gerusalemme è stato per dire che della Gerusalemme antica. e. dal grande tempio e dalla dimora mastodontica di Salomone. dopo averla messa a ferro e fuoco. stanca delle rivoluzioni che il partito nazionalista giudaico promuoveva per la conquista della Palestina. fu di nuovo distrutta nel 135 n. che avevano tutto l’interesse a far apparire la città piú sontuosa e potente possibile. ma che essa fosse quella grande e splendida città che la Bibbia ci vuol dare a intendere è da escludersi nella maniera piú decisa. quella dei romani. a causa dell’ultima rivoluzione messianica condotta dal messia Bar Kocheba. per motivi politico-sociali. Ma il ruolo da primato a cui ascese Gerusalemme per volontà di Roma. Questo agglomerato di misere abitazioni e grotte assunse una certa importanza soltanto all’epoca dell’occupazione romana con il re Erode che.). a partire da quella dei persiani operata da Ciro il Grande. e. nominandola come sede giuridica. Alla sua morte tutto era rimasto invariato com’era. figlio dell’imperatore Vespasiano. vi costruí tra le tante altre cose un imponente anfiteatro e la fortezza della Torre Antonia. anche se si protrasse nel tempo. non sono altro che favole inventate dai redattori della Bibbia. quasi volesse cancellarla dalla storia. e. è fuori discussione. le ricchezze accumulate che tentarono per la loro immensità anche gli egizi. in seguito al concilio di Nicea avvenuto nel 325. ricevette una battuta d’arresto quando. divenendo meta di pellegrinaggi da Roma per il ruolo che a essa veniva dal fatto di essere considerata la città della «passione» di Cristo. In seguito alla rivolta giudaica. che divenne residenza del presidio romano.tempio per metterci dentro l’«arca» che conteneva i dieci comandamenti. Salomone e tutti gli altri re che a loro si succedettero – ammesso che si chiamassero cosí i capi predoni ebraici di quell’epoca – abbiano fatto qualcosa per fortificarla contro gli attacchi dei popoli indigeni. che. quella piccola rocca che era durante le invasioni che si susseguirono in Palestina.

Allora dio gli propose di scegliere fra tre punizioni. decimò ancora una volta il popolo ebraico. Davide innalzò un altare al signore. 28 . imponendo a ognuna il mantenimento di un mese: Salomone aveva dodici prefetti su tutto Israele. (Ancora un altro pentimento da parte del dio onnisciente!) Terminata la peste. di Salomone fece il simbolo del trionfo che segue una grande vittoria. 4). sia per ciò che riguarda la realizzazione di interi quartieri a Gerusalemme. incurante del divieto. Ma il regno ricevuto dal padre si mostrò subito cosí precario che Salomone. Tutte opere che rimangono. in seguito. che pagò cinquanta cicli d’argento. facevano della Palestina un teatro di disordini e di battaglie. Se la Bibbia fece di Davide il simbolo della guerra. e di grandiose città in tutto il territorio della Palestina. prolificarono tanto da rendere il popolo ebraico numeroso come la sabbia del mare: Giuda e Israele erano diventati numerosi come la sabbia del mare e mangiavano e bevevano allegramente (I Re. 13). che mostrerà un Davide del tutto differente. Sceso dalla nuvola gli disse: «vuoi tre anni di carestia nel tuo paese o tre mesi di fuga davanti al nemico che ti insegua oppure tre giorni di peste nel tuo paese?». come viene riportato dalle cronache piú remote. Salomone distribuí sulle dodici tribú l’onere di sostenere tanta grandezza. della violenza e del terrorismo. c’è qualcuno che ancora ne cerca la tomba. umiliato e penitente. aveva fatto ugualmente. Ma il signore si pentí di quel male che aveva fatto e disse all’angelo che distruggeva il popolo: «basta. Poco prima di morire. scelse la peste. incredibile ma vero. n. nel mondo dei sogni e dell’invenzione. Sarà un Davide sofferente. però. Perché fu fatto questo lo vedremo seguendo l’evoluzione religiosa giudaica. in lotta continua tra loro e perennemente attaccate dai popoli indigeni. riferendomi alla vita di Davide. (Non so come non si possa trovare vergogna a dire certe stupidaggini!) Se questa era la vita del popolo.ebraiche seguitarono a vivere nei loro accampamenti nomadi. E Davide. in qualità di figlio maggiore. reclamava il diritto di successione. in tendopoli fatte di pelli di capra. sia per ciò che riguarda il lusso della corte. dal momento che gli ebrei continueranno a vivere. possiamo immaginarci quale fosse lo splendore della reggia di Salomone e la magnificenza della sua corte gremita di personalità rivestite dei piú alti incarichi politici. cioè a Gerusalemme – dove. Ognuno aveva l’incarico di procurare il necessario per un mese all’anno. Davide chiamò il sacerdote Zadok e il profeta Natan e ordinò loro di ungere come successore al trono d’Israele suo figlio Salomone. dovette sin da subito agire con la massima decisione. e. per garantirsi una tranquillità di comando. morí nel 970 av. unico libro che parla di lui. ritira ora la tua mano!» (II Sm. stando alla Bibbia. militari e religiosi con indosso livree e mantelli dorati. contendendosi i territori. Vedendo prossima la morte. ho parlato della prima stesura della Bibbia è perché. L’epidemia fu tremenda. consigliatosi con un certo Gad che gli era amico. Per prima cosa fece uccidere il fratello Adonia che. Con Salomone comincia un periodo di abbondanza e di agiatezza per tutta la Palestina (cosí dice la Bibbia). che consideravano gli ebrei degli invasori. un Davide spirituale e asceta. Davide si addormentò con i suoi padri e fu sepolto nella città di Davide. Le tribú si rappacificarono e. La prima stesura della Bibbia terminava con una disobbedienza di Davide verso dio che gli aveva proibito di fare un censimento che lui. costoro provvedevano al re e alla sua famiglia. ne verrà aggiunta un’altra. Il regno di Salomone viene elevato dalla Bibbia a una grandezza e magnificenza faraonica. nel benessere raggiunto. quella vittoria che vedeva gli ebrei trionfare definitivamente sui nemici. comprò un terreno per la propria sepoltura. da quanto risulta dalla Bibbia stessa. Da Dan a Bersabea morirono settantamila persone del popolo. Davide. cosí erano rimasti identici pure quei predoni organizzati che. Se. 24.

le gazzelle. 5. 14). la cui costruzione farebbe impallidire il Palladio per la magnificenza dei colonnati eretti nelle varie corti e nei numerosi vestiboli. il totale è di 40. 4. Una descrizione cosí dettagliata da evidenziare che il tutto non è che una riproduzione degli edifici regali del Regno di Babilonia: colonne di bronzo che poggiano su basamenti anch’essi di bronzo dalle misure iperboliche e buoi di bronzo che a dozzine sorreggono ornamenti a forma di cucurbite – e tante di quelle altre scemenze che. E la stravaganza della Bibbia. che andò a rendergli omaggio avendo sentito parlare della sua grande saggezza.Se con Davide i redattori della Bibbia vollero costruire un monarca la cui figura di conduttore di eserciti rivalizzasse con quella di Ciro il Grande. Le fondamenta erano di pietre pregiate. 24). dieci buoi grassi. Ella gli portò 29 . Per comprendere il ridicolo di queste affermazioni basta considerare le dimensioni del tempio che la Bibbia ci riferisce: le misure del tempio costruito da Salomone erano le seguenti: 30 metri di lunghezza. 6). Venivano messi in zattere che lo trasportavano in Palestina. La descrizione che fa la Bibbia riguardo alla costruzione del tempio voluta da Salomone. dio vi si precipitò dentro con la nube e i sacerdoti non poterono rimanervi per compiere il servizio a causa della nube stessa (I Re. I cedri venivano calati dal Libano al mare. E il vaneggiamento biblico continua: [… il] legname per costruire il tempio veniva dal Libano fornito da Chiram re di Tiro al quale Salomone inviò diecimila uomini affinché aiutassero gli operai di Chiram a tagliare cedri. non c’è che da leggere il capitolo sette del primo libro dei Re. (I Re. re di Tiro. E la corte? La magnificenza della corte di Salomone? Oh. 8. costruttori di opere immense. 10 di altezza. ai quali.].. sette anni che dovettero risultare lunghissimi a quel dio che. per farsene un’idea. per tenerseli amici. 4. Salomone aveva settantamila operai addetti al trasporto del materiale e ottantamila scalpellini a tagliar pietra sui monti. senza contare gli incaricati dei prefetti che erano tremilatrecento preposti da Salomone al comando delle persone addette al lavoro. Non parliamo poi delle relazioni diplomatiche che sviluppò con i re e i capi dei popoli vicini. per il legname che gli aveva inviato. Per averne un’idea basta citare il seguente passo: [… i] viveri di Salomone ogni giorno erano di 30 kor di fior di farina e 60 kor di farina comune [essendo un Kor uguale a 45 kg. pietre grandi di dieci otto cubiti [un cubito corrisponde a circa mezzo metro]. risulta cosí assurda da riportarci a quella favola di Fedro che tratta della montagna che partorí un topo: [… il] re Salomone reclutò il lavoro forzato da tutto Israele [avevano già smesso di mangiare e bere allegramente] e il lavoro forzato era di trentamila uomini. le antilopi e i volatili da stia. che ricompensò. 15 di larghezza. era rimasto in un’attesa cosí spasmodica del fine-lavori che. (Un piccolo capannone da zona artigianale!) Il tempio fu terminato in sette anni. vi si precipitò dentro con tanta veemenza da non dare ai sacerdoti neppure il tempo per farne l’inaugurazione: appena gli operai furono usciti dal santuario. regalava intere città – come a Chiram. appena fu portato a termine. Il re dette ordine di estrarre grandi massi.. nientemeno che con venti villaggi. da quando il tempio era stato iniziato. 10). Salomone possedeva quattromila greppie per i cavalli dei suoi carri e dodicimila cavalli da sella (I Re. non certo inferiore a quella dimostrata nel descrivere i lavori del tempio. quella poi . tra i migliori perché venissero squadrati per le fondamenta del tempio (I Re. identica a come viene riportata la costruzione delle piramidi nei documenti egizi. senza contare i cervi. Fece parte delle sue relazioni diplomatiche anche quella regina di Saba. venti da pascolo e cento pecore.5 Ql. che si attarda in maniera tanto puntigliosa sui dettagli da trasformare il tutto in una narrazione grottesca. va avanti con il riferirci i fatti riguardanti la reggia di Salomone. fondatore dell’Impero persiano. con Salomone vollero raggiungere la magnificenza e la grandiosità dei faraoni.

sul colle di fronte a Gerusalemme. Salomone costruí un’altura [altare] in onore di Camos. il regno di Salomone rimase comunque sempre abusivo. avevano ripreso vigore. che si mise a capo di una parte dei giudei che accusavano Salomone di dispotismo e crudeltà. non possiamo che concludere. 11). e illegale l’occupazione di Gerusalemme – quella Gerusalemme continuamente reclamata dai legittimi proprietari. crearono dei grossi problemi a Salomone. figlio di Eliada. Moloch e Milcom. gli alloggi dei suoi dignitari. i cibi sulla tavola. dopo la morte di Davide. con cammelli carichi di aromi e grande quantità di oro e di pietre preziose. racconti che fu costretta a tenere in dovuto conto perché. come la stessa Bibbia è stata costretta a riconoscere per non contrastare completamente con ciò che era stato tramandato di lui attraverso i racconti. gli si rivoltò contro anche il figlio Roboamo. istallandosi a Gerusalemme – che in realtà era rimasta una semplice rocca intorno a una fonte –. E guarda caso. dea di quelli di Sidone. dopo averci narrato che Salomone si dedicò alle sue donne con amore e dedizione. riuscí a salvare la testa abdicando in favore dello stesso figlio Roboamo sollevatosi contro di lui. quel re che la Bibbia dichiara essere stato il piú saggio tra gli uomini di quel tempo. 10). che altrettanto falso è ciò che la Bibbia dice di lui. già contestato dalle tribú del Nord. che interpreta i sogni del re d’Egitto – dimentica di dirci il nome del faraone in questione. anche questa volta – come nel caso di Mosè e dell’Esodo. rimase senza fiato (I Re. grande costruttore di monumenti. che viveva nello splendore di una reggia fastosa. avrebbe creato una storia troppo immaginaria per essere creduta. Roboamo. volevano ricostituire il regno di Saul. preso il posto del padre. dea di quelli di Sidone e il dio Milcom dio degli ammoniti. come la storicità di Salomone uomo laico è quella che riferisce di lui come di un tiranno. per i «duri di cervice». le loro divise.ricchezze molto grandi. dio degli ammoniti (I Re. aggiunge che ebbe trecento concubine e settecento principesse come mogli. riunitesi sotto un certo Geroboamo. la riscossa di quei popoli che erano stati depredati dal padre Davide. E come tra le due figure politiche quella vera è quella riportata dalla tradizione. le quali. Ma. 33). come lo riportava la tradizione popolare. Le sue divinità rimasero sempre e comunque Astarte. Circondato da questa pletora di oppositori . E come se non fossero bastati i nemici che gli venivano dal mondo esterno. di ministri. continuò con il suo esercito di fuorilegge a depredare i popoli indigeni e a schiavizzare le tribú ebraiche. che erano i gebusei a cui Davide l’aveva tolta occupandola con i suoi predoni. del suo dio e di quel tempio che non fu mai costruito. che erano stati costretti a rifugiarsi all’estero. Salomone non conobbe mai il dio della Bibbia. che si dimostra sempre prodiga di dettagli insignificanti. usando gli stessi metodi di suo nonno Davide e di suo 30 . Che il personaggio di Salomone sia una pura invenzione appare evidente dal contrasto tra la figura artificiosa del re saggio. per quanto la Bibbia parli di prefetti. che schiavizzava il suo stesso popolo imponendogli un pesante giogo. Cosí. Allo stesso modo costruí altari per gli dei delle sue donne straniere. per ciò che riguarda quella religiosa. e di Milcom. a Camos. di generali e di influenti relazioni diplomatiche. 11. la Bibbia. quali gli idumei e un certo Ranzon. dio dei moabiti. che offrivano incenso e sacrifici ai loro dei (I Re. e in quello di Giuseppe. e quando la regina di Saba ebbe ammirato il palazzo che Salomone aveva costruito. dio dei Moabiti e a Milcolm. dio degli Ammoniti. l’attività dei suoi ministri. E. La Bibbia. ignorandoli. un despota e uno schiavista. i suoi coppieri e gli olocausti che offriva al tempio del signore. che aveva portato il popolo ebraico alla prosperità piú opulenta – come l’avevano costruita i redattori della Bibbia –. le aggressioni delle nazioni limitrofe che si contendevano la Giudea. i primi in Egitto e il secondo a Damasco. aggiungo ancora questo passo: Salomone sí prostrò davanti ad Astarte. altrettanto vera è l’immagine religiosa che lo vuole seguace di divinità “pagane”: Salomone seguí Astarte. Gli attacchi dei popoli palestinesi che. una delle quali fu nientemeno che la figlia del faraone. e quella reale del tiranno predone.

Giosuè. Evitando di nominare tutti i re. ora tu alleggerisci la schiavitú di tuo padre e il giogo pesante che ci ha imposto e noi saremo disposti a servirti». non ritenendo opportuno cedere alle richieste delle tribú del Nord. liberata da Ciro il Grande. operata dalla Bibbia. re di Babilonia. quando fu invasa dagli assiri. rappresentata dalla tribú di Giuda. innalza altri altari a Baal. allorché. in Samaria. da Nabucodonosor. adora i due vitelli d’oro costruiti dal padre Geroboamo. cosí rispose: «se mio padre vi caricò di un giogo pesante. n. la dimostrazione che gli ebrei del regno d’Israele erano “pagani” si può riassumere nell’attribuzione. 31 . Geroboamo. Fu in seguito a questa invasione che la classe dirigente del regno di Giudea fu catturata e mandata prigioniera a Babilonia.padre Salomone. n. Fu cosí che finí con la separazione delle tribú del Nord da quelle del Sud. fu invasa nel 586 av. bevevano e mangiavano allegramente!) Ma Roboamo. Mosè.. a sua volta. delle cause che portarono all’invasione degli assiri: una punizione di dio perché erano rimasti idolatri. 12. Al pari di costoro furono idolatri tutti i re che seguirono.. dopo soltanto ottanta anni da che era stato costituito da Davide quel regno che dio aveva promesso eterno nel tempo e senza confini nello spazio. Re Baasa: durante il suo regno. Infatti il popolo andava fino a Dan per prostrarsi davanti a uno di essi (I Re. Presentatesi a lui gli dissero: «tuo padre ci ha imposto un pesante giogo. Davide e Salomone. io vi castigherò con i flagelli» (I Re. cantavano. Ciò avvenne intorno al 540 av . Lo stesso fa il re Auri che gli succede. come risulta dai passi sotto riportati. per merito di Salomone. che si costituí in Regno di Giudea con sede in Gerusalemme. che occuparono il Nord della Palestina. fino alla conquista d’Israele da parte di Salmanassar. Il re Ieu conferma i vitelli d’oro. 11). inizia quel periodo di lotta fra i due regni che durerà circa due secoli e che la Bibbia ci riporta nel secondo libro dei Re. 28). Re Acab: innalza altari al dio Baal al posto dei vitelli d’oro. Con gli ebrei divisi di nuovo in due fazioni. e. mio padre vi castigò con la frusta. n. Il re Acazia. come risulta dalla Bibbia nel seguente passo: le tribú del Nord che si erano messe contro Salomone. è in realtà ancora idolatra per tutto il periodo dinastico che seguí la morte di Salomone. poté far ritorno in Giudea. primo re. che disponeva di un forte esercito. Idolatria presso il regno d’Israele. da Ebron alla città di Sichem. la capitale del regno d’Israele venne trasferita nell’anno 880 av. si recarono dal figlio Roboamo per tentare un accordo. e quella del Sud. cioè quattrocento anni dopo la morte di Salomone. Come nel regno d’Israele. che dura ventiquattro anni. altrettanto nella Giudea abbiamo la conferma di come gli ebrei fossero stati sempre idolatri. Il re Ioram toglie Baal e ripristina il culto dei vitelli d’oro. è idolatra: Gerobamo fortificò Sichem sulle montagne di Efraim e vi pose la residenza. Idolatria presso il regno di Giudea. Stando sempre alla Bibbia. dove rimase per cinquanta anni. E i re che seguirono Geroboamo furono altrettanto idolatri. (Da non dimenticare che queste erano le tribú di cui soltanto poche pagine prima la Bibbia aveva detto che. quel popolo che la Bibbia si è tanto applicata a fare apparire come il popolo dei seguaci di Yahvè. fino al 722 av . Dopo tutte le vicende susseguitesi dal tempo di Abramo. che sono all’incirca venti. che in realtà non era stato altro che un oppressore e un predone. Consigliatosi il re preparò due vitelli d’oro. cioè fino a quando venne redatta la Bibbia. la quale. n. figlio di Acab. io renderò ancora piú pesante il vostro giogo. fermandosi ai confini della Giudea. quella delle tribú del Nord che ricostituirono a Ebron il vecchio Regno d’Israele fondato da Saul. durante i quali apprese tutto ciò che serví per scrivere la Bibbia. attraverso Giacobbe. ne collocò uno a Betel e uno a Dan. e. e. e. re di Assiria.

Dopo che si furono riuniti sotto Roboamo. E come aveva fatto per le tribú del Nord. cap. La terza prova. per dimostrare che un mio antenato è stato un generale di Napoleone nella guerra contro gli inglesi. che si avvicendano per ripetere ai re di abbandonare i loro idoli per seguire il dio dei loro antenati. costruirono altari. 3. quel dio che la Bibbia ha voluto attribuire nella favola che si era inventata. av. Nella prima si dice che in un documento scoperto negli scavi eseguiti nel 1800 nell’Iraq meridionale viene riportata una preghiera per la salute del figlio Naboredo. molto probabilmente colui che ha scritto questo libro non sa che Gerico fu rasa al suolo da un terremoto e non dall’attacco di un esercito. come avevano fatto le tribú del Nord. 18. mi avrebbe dimostrato la storicità dei fatti biblici che io negavo. secondo lui. A Roboamo seguí il re Iotam e sotto di lui il popolo continuò a sacrificare e offrire incenso agli idoli (II Re. lo stesso fece riguardo ai giudei allorché furono invasi da Nabucodonosor. 23). fatto stampare dalla Watch Tower Bible nel 1989. e per giunta circa duecento anni dopo la data attribuita dalla Bibbia. 16. 4). 6 Al passo 1. anche loro idolatri. il libro coglie l’affermazione per convalidare la tesi che Israele e Giuda sono esistiti. n. quella che avrebbe dovuto dimostrare l’esistenza dei due regni biblici. mi fece pervenire qualche tempo addietro un libro che. Il reEzechia: sotto il suo regno il popolo riprese ad adorare il serpente di bronzo che chiamava Necusam (II Re. compresi i Regni d’Israele e di Giuda. la prova consisterebbe nel fatto che un certo re Baldassarre viene nominato anche nel Libro di Daniele 6 . portassi come prova – unica prova – un documento che parli della battaglia di Waterloo. esaminiamo le prove che usano per affermare che questo è un libro di ispirazione divina. 15. i redattori della Bibbia introducono il loro dio nella storia ebraica attraverso l’intervento di profeti. steli e pali in onore dei loro dei “pagani” (I Re. Un profondo conoscitore della Bibbia. dal momento che la Bibbia gliene attribuisce la distruzione. Tutto ciò che è riportato dalla Bibbia è frutto di pura immaginazione. Anche il re Manasse erige altari a Baal e. quello d’Israele e quello di Giuda. Siccome questo figlio del re Naboredo si chiamava Baldassarre. Come seconda prova viene portata la distruzione di Gerico che. 32 . in realtà non ha fatto altro che confermare le mie convinzioni. re di Babilonia. e. 30. 36). tanto conoscitore e sostenitore della stessa da essere considerato una colonna portante dell’ideologia yahvista. espressamente scritto per eliminare tutti i dubbi che possono venire circa la veridicità di ciò che riporta la Bibbia. Parla di una stele moabita rinvenuta nel 1886 in Giordania. è addirittura ridicola. Il re Acaz: bruciava incenso agli altari pagani (II Re. A parte il fatto che la distruzione di Gerico non può assolutamente dimostrare l’esistenza di Giosuè (circa il quale nessun documento riporta notizie). che non sono mai esistiti. 2. che furono Iochim e Sedecia. Siccome nella Bibbia c’è scritto che Israele e Giuda si allearono con Edom per combattere contro Moab. È come se io. quella che per i sostenitori delle verità bibliche dovrebbe essere una prova a loro vantaggio risulta invece essere tutto l’opposto. confermerebbe che Giosuè è esistito. 1. Questo libro. Se queste sono le prove che i sostenitori della Bibbia portano per dimostrarne la veridicità storica. 5. Le prove che riporta per sostenere che la Bibbia è un libro con un fondamento storico si racchiudono in tre dimostrazioni. anche i giudei. mentre nella stele non si fa nessun riferimento né a Giuda né a Israele. In questa cultura espressamente idolatra. 4). 14. tra il regno di Moab e il regno di Edom. fino ad arrivare agli ultimi due. come lui tutti i re che seguirono. essendo realmente avvenuta. Ma siccome questa partecipazione alla guerra è nominata soltanto dalla Bibbia. alle quali la Bibbia aveva attribuito l’occupazione da parte dell’Assiria per via di una punizione del signore. nella quale si cita un conflitto che ci fu nel X sec.

riportata nel libro Numeri. il libro sacro che viene preso come garanzia di verità nei giuramenti. come conseguenza di questa circoncisione voluta da un dio tanto onnisciente. comincia a essere presente nell’organismo a partire da questo momento.a) La legge riguardante l’igiene – espressa cosí nel Deuteronomio. che la vitamina K. 33 . Ma la realtà è che. che favorisce la coagulazione del sangue. lo aveva fatto perché soltanto un dio poteva sapere. c) Se il signore aveva ordinato ad Abramo di circoncidere il maschi l’ottavo giorno dalla nascita. b) La legge che decretava impuro chiunque avesse toccato un morto e quindi l’obbligava a lavarsi le mani. poteva essere dettata soltanto da un “essere superiore” che sapeva che i morti possono trasmettere epidemie. i suoi templi. Questa è la Bibbia. E tante saranno ancora le cose che di questa ci lasceranno stupiti nel seguito di questo libro. i suoi regni. «dopo aver defecato devi ricoprire gli escrementi con un piolo» – poteva essere ispirata soltanto da un dio che già sapeva a quei tempi che lo sterco è causa di infezione. a tutt’oggi. resta il fatto che. Questo è il suo dio. questi sono i suoi eroi.300 vittime per le infezioni e le emorragie che ne derivano. presso i popoli che la praticano essa causa una media annua di 2. fin da allora.

15). nella diaspora che seguí la guerra giudaica del 70 n.] poi la frontiera scenderà lungo il Giordano». rimarranno a fare i nomadi al servizio di un dio che continuerà a ingannarli con promesse che non manterrà mai . nessun libro.. 10) − mentre nella realtà gli ebrei non saranno mai un popolo compatto. fregandosene altamente di ogni decisione che avesse potuto prendere il dio creatore del cielo e della terra.] Partendo dal mar Mediterraneo traccerete una linea fino al monte Or [..] girerà fino al torrente d’Egitto e finirà al mare [. Promette a Mosè: «di te farò una grande nazione» (Es. per disperdersi poi. la loro ottusità di popolo isolato. con i loro difetti.. ma sempre dei fuggiaschi. dopo aver deciso di eleggere Saul re degli israeliti.. perseguitati e oppressi. Quest’uomo libererà il mio popolo dai filistei» (I Sm.. costretti a fare marcia indietro. perché i cananei. dimostrandosi di gran lunga piú saggio e riflessivo di lui. carico di collera verso un’umanità che riteneva responsabile delle sue proprie sofferenze. Quale dio poteva essere concepito da un popolo frustrato e represso. Ora lascia che la mia ira si accenda contro di loro e li distrugga». primitivo. etc. quando invece questi si mostreranno sempre tanto piú potenti da distruggere ripetutamente Gerusalemme e il tempio.. L’espressione «dimmi chi sei e li dirò chi è il tuo dio». domani ti manderò da un uomo della terra di Beniamino che tu ungerai re. Mosè. la loro ignoranza di pastori erranti. bensí l’uomo a costruire un dio simile a se stesso.] si estenderà lungo il mare di Gennesared [. definitivamente. questa sarà la vostra terra: la frontiera meridionale partirà dall’estremità del mar Morto [.. Cento volte ripete che sterminerà i nemici d’Israele. Un millantatore e bugiardo [… Il] signore. Un illogico e superficiale [Dio si rivolse cosí a Mosè:] «ho osservato questo popolo e ho capito che è duro di cervice. se non un dio impastato di odio e di vendetta? Basta leggere soltanto alcuni passi della Bibbia per comprendere quanto gli ebrei travasarono nel loro dio se stessi. 7. che rimarranno saldamente proprietari della loro terra. lo consigliò di calmarsi dicendogli: «perché vuoi distruggere il tuo popolo ora che lo hai liberato dall’Egitto? Cosa diranno gli egizi 34 ..] da Cazar fino a Sefam [.. nei fatti risulta. 16) − quando invece crollerà dopo appena ottant’anni. mentre a parole viene proclamato “essere perfettissimo. Dà cosí per certo al suo popolo che la terra che ha promesso sarà realmente sua. disse a Samuele: «siccome mi sono commosso al grido di dolore del mio popolo. ma è un rogito che rimarrà sempre nel mondo dei sogni...IL DIO DELLA BIBBIA Come si e detto e come va ripetuto. e.. invece .. da stabilirne addirittura i confini: «quando entrerete nel paese di Canaan. E mente ancora quando promette a Davide che la sua casa e il suo regno saranno saldi per sempre davanti a lui e il suo trono sarà reso stabile per sempre (II Sm. Parla come un geometra che rettifica i confini per un rogito. ributtano questi sedicenti proprietari. potrà mai dimostrare al pari della Bibbia come non sia stato dio a creare l’uomo a propria immagine e somiglianza. In ogni riga c’è la dimostrazione dell’antropomorfismo del dio della Bibbia che. onnisciente e onnipotente”. Promessa che si rivelerà del tutto falsa: gli ebrei non riusciranno mai a dominare i filistei.32. trova la piú ampia conferma nel dio della Bibbia. neanche il piú ateo. i quali. 9. che viene citata per sostenere l’antropomorfismo divino.. oscurantista. quasi che fosse divenuto un trastullo.

10) in cui dio. 15). tutte le donne e tutti i bambini della città dí Og in Bassan (Dt. Mentre questi scappavano davanti a Giosuè il signore lanciò contro di loro dal cielo grosse pietre e molti morirono. allora tu voterai allo sterminio questa città e passerai a fil di spada tutti gli abitanti compreso il loro bestiame» (Dt. partí con tutti i prodi guerrieri. non lasciarti prendere da compassione per lui. cosí. Uno spietato e violento [Basti citare soltanto qualcuno degli innumerevoli fatti che lo dimostrano:] cosí disse il signore al suo popolo: «qualora il tuo fratello. Chi può essere il vero responsabile della morte di Abele se non dio stesso.7. sia da portarsi piú come dimostrazione di ridicolo che di crudeltà. Lapidalo e muoia perché ha cercato di trascinarti lontano dal signore tuo dio che ti ha fatto uscire dall’Egitto. armato dal signore. la prima cosa che pensò dio fu quella di usare il suo popolo per eseguire stragi e genocidi. ai quali hai assicurato che da loro sarebbe derivata una posterità numerosa come le stelle del cielo. Il fatto avviene durante una delle tante marce di trasferimento di questi nomadi che procedevano portandosi sempre dietro. da artiglieria aria-terra. abbandonò il proposito di nuocere al suo popolo (Es. Come conferma della sua natura malvagia possiamo citare ancora degli episodi in cui è lo stesso dio a creare i presupposti per le stragi: ma siccome Sicon. lo uccise (Gn. ostentando predilezione per l’uno e avversione per l’altro dei suoi figli: dio gradí Abele e la sua offerta. votammo allo sterminio tutti gli uomini. 3).quando sapranno che tu hai fatto perire il tuo popolo dopo aver fatto tanto per liberarlo? Ricordati di quello che hai promesso ad Abramo. tu devi ucciderlo: la tua mano sia la prima a metterlo a morte. 13). (Anche il peggiore dei criminali lo vedremmo impallidire di fronte a questo dio!) Subito dopo l’uscita dall’Egitto. Isacco e Giacobbe. non ci volle far passare nel suo paese perché il signore gli aveva reso inflessibile e ostinato il cuore per metterlo nelle nostre mani. ha creato il movente per l’assassinio? Soltanto un padre superficiale e stolto si sarebbe comportato come lui. su un carro tirato da buoi. su incitamento del signore. attaccò i nemici e li mise in fuga. Giosuè. 32). Pentitosi di aver creato l’uomo. circa la crudeltà insulsa del dio della Bibbia. che. superando se stesso. lanciando personalmente sassi contro i nemici del suo popolo prediletto.3. E. 30 . Desisti dalla tua ira e abbandona il proposito di fare del male al tuo popolo» E il signore. 16). furono piú di quanti ne avessero uccisi gli israeliti con la spada. 6).] Ancora un esempio. 35 . con l’uomo il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo e ogni carne in cui è alito di vita». ma non gradí Caino e la sua offerta. suscitando la gelosia di Caino. Il signore disse a Mosè: «sterminerai tutti i popoli che il signore dio tuo ha promesso di consegnarti e il tuo occhio non li compianga» (Dt. o tuo figlio o tua figlia o tua moglie che riposa sul tuo petto o l’amico che è come te stesso ti istighi a servire altri dei che non sia io. [Ma credo che questo intervento. alzata la mano sopra il fratello. [ … Samuele disse a Saul:] «il signore mi ha inviato per dirti: va e colpisci Amalek e tutto quello che gli appartiene. re di Chesbon. che erano venute già come grandine. Caino ne fu molto irritato e. ma uccidi uomini e donne. dio disse: «sterminerò dalla terra l’uomo che ho creato. 2. Qualora tu senta dire di una delle tue città che il signore dio tuo ti dà per abitare [quando mai?] che uomini iniqui sono usciti in mezzo a te e si servono altri dei. interviene direttamente nelle stragi. quell’«arca» in cui avevano collocato le leggi ricevute da Mosè sul monte Sinai. 4. bambini e lattanti» [e Saul obbediente eseguí la strage] ( I. lo votammo allo sterminio. compreso l’errore che avrebbe commesso. l’ultimo. figlio di tuo padre o figlio di tua madre. C’è un passo poi della Bibbia (Gn.Sm. Coloro che morirono per le pietre.

ha reso un padre il potenziale omicida del proprio figlio. di aver estratto un coltello e di averlo alzato su di lui con la determinazione di ucciderlo. vittime dell’ottusità di un dio che. annegandolo. Uzza stese la mano verso l’arca di dio e vi si appoggiò perché i buoi la facevano piegare. ne ho contati oltre una ventina. tutti i loro greggi e ogni loro bene. ma. che siede su di essa con i cherubini. con la soddisfazione di un dio che si rallegra della fedeltà del suo servo Abramo. ordinandogli di uccidere il proprio figlio Isacco. timpani. facendo però presente che. in numero di trentamila e partí con tutta la sua gente da Baala di Giudea per trasportare l’arca di dio. Isacco. decise un giorno di metterlo alla prova. Come può un uomo dimenticare di aver disteso e legato il proprio figlio su una catasta di legna. arpe. che conosce anche i segreti piú intimi di ogni uomo. il tuo unico figlio che ami. L’ira del signore si accese contro Uzza perché aveva osato toccare la sua dimora. e come può lo stesso figlio dimenticare il proprio padre che è sul punto di vibrargli una coltellata? Un assurdo che soltanto le menti piú malate possono concepire. Uzza stava presso l’arca di dio e Achio precedeva l’arca. Per commentare questo fatto basti dire che Davide stesso fu cosí terrorizzato da tanta pazzia che si rifiutò di far entrare l’«arca» a casa sua. va nel territorio di Moira e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò». e gli israeliti appiccarono il fuoco a tutte le città (Nm. Dio lo colpí per la sua colpa e egli morí sul posto. per soddisfare un capriccio. fece prigioniere tutte le donne di Madian e i loro fanciulli. Anche se per la Bibbia l’episodio si conclude qui. presso l’arca di dio (Sm. i cattivi e gli imbecilli. Menti forse piú stupide che cattive. Scatena una peste su Gerusalemme per punire Davide. figli di Abinabab. 6). Un dio che ignora il futuro Crea l’uomo e. Abramo fece ciò che il signore gli aveva detto. rendendosi conto che la peste pro36 . Non quando furono giunti all’aia di Nacon. tanto che la fece portare a casa di un certo Obed-Edom di Gad. Accatastò la legna. dopo aver riscontrato che non è riuscito come avrebbe voluto. quando il signore. perché risulterà essere differente da come lo aveva immaginato. lo distrugge. 31). dio non ha certo evitato quel trauma che poi penderà sulla vita di entrambi. È proprio vero che tra le due categorie che provocano del male. per sapere se Abramo gli fosse veramente obbediente. perché qualche volta si riposano! Un vendicativo [Il signore disse a Mosè:] «compi la vendetta contro i madianiti secondo quanto ti ho detto». ci stese sopra il figlio legato e già aveva alzato la mano con il coltello. se consideriamo con quanta leggerezza distribuiscono crudeltà e morte durante tutto il racconto biblico. Visto che a citare tutti gli atti di vendetta di dio riportati nella Bibbia sarebbe un lavoro troppo lungo. e depredò tutto il loro bestiame. Fermando il braccio di Abramo nell’attimo in cui sta per vibrare il colpo alla gola del figlio. 2. conducevano il carro. sono da preferirsi i primi. gli fermò il braccio dicendogli di sospendere il sacrificio. il dio degli eserciti. mi limito a quanto riportato. Posero l’Arca di dio sopra un carro nuovo. Detronizza Saul re d’Israele. sistri e cembali. personalmente. con canti e con cetre. come un San Tommaso che non crede se non tocca con mano. non possiamo ignorare le conseguenze che esso recò in questi due poveri disgraziati.Davide radunò di nuovo tutti gli uomini migliori d’Israele. Uzza e Achio. e Mosè obbediente uccise tutti i maschi. Il signore disse ad Abramo: «prendi tuo figlio. Davide e tutta la casa d’Israele facevano festa davanti al signore con tutte le loro forze. Un insicuro che ha sempre bisogno di prove Questo dio onniveggente. convinto della sua obbedienza.

e le sue descrizioni sono cosí farneticanti nei dettagli da ridurre tutto a una comica grottesca. di porpora rossa e di scarlatto. i paramenti dei sacerdoti che dovranno incensarlo e riverirlo.. Il signore scese dalla nuvola [non c’erano ancora i telefonini] e avvicinatosi a Mosè gli disse: «un olocausto per essermi gradito deve essere maschio. gli dettò le leggi:] «la mia dimora la farai dí bisso ritorto. Non offrirete al signore un animale con i testicoli ammaccati o schiacciati o strappati o tagliati» [etc. sul monte Sinai. vanitoso e amante di adulazioni e lusso [Dio disse a Mosè. tra lampi e tuoni. una comica che. 37 .. Tutto a base d’oro. perché con la stessa pignoleria.duce danni superiori a quelli che aveva previsto. ci porta a provare della compassione per questo essere supremo. 27. di porpora viola.] farai cordoni di porpora viola [etc. 14). (A pensare che ci sono ancora persone che credono a certe stupidaggini c’è da rabbrividire!) Un ricattatore [Per costringere il faraone a lasciare libero il suo popolo. gli oggetti per le cerimonie.] la parte in eccedenza la farai ricadere sui due lati della dimora [. Il signore disse ancora a Mosè: «i teli degli altari saranno lunghi venti cubiti e larghi quattro [etc. tutti d’oro che si uniranno ad anelli di smeraldo [. toglierà il gozzo con le sue immondezze. Un ambizioso. D’altronde. Non mi offrirete nessuna vittima cieca o storpia o mutilata o con ulcere o con la scabbia o con piaghe purulente.. continua con un’esigenza maniacale a descrivere come vuole l’altare. 1. Per avere un’idea di chi fosse il dio della Bibbia in rapporto alla sua superficialità e vanità. Una scenografia che sicuramente aveva tenuto impegnato dio da lungo tempo . che il ripensamento faccia parte della natura di dio ci viene dimostrato ogni volta che egli sovverte i suoi programmi per concedere grazie a coloro che lo supplicano con le preghiere. 29 e 30). di pecore e di capre.. E dopo una pagina di dettagli tanto sciocchi e superflui da far impallidire le dive piú capricciose e viziate del cinema. senza difetto.. La stessa compassione che si prova verso il suo rappresentante in terra. 25. 28.. E cosí continuando si prolunga nei dettagli. la troviamo nella Bibbia con un’impressionante frequenza. ordina allo stesso angelo a cui aveva comandato di scatenare l’epidemia di sospenderla − «il signore si pentí»: l’espressione «si pentí» che non può dimostrare altro che un dio insicuro e fallace. di pietre preziose e sete pregiate.». Il sacerdote dopo averli uccisi aprendogli la testa con l’unghia. il recinto che lo circonda. 26. Da esso salirà un profumo soave alle narici del signore che osserva tutto da sopra la nuvola dove risiede» (Lv. dichiarato onnisciente e perfettissimo. quando attraversa una piazza affollata seduto su uno scanno portato a spalle. Il signore disse a Mosè:] «va a riferire al faraone che se non lascia andare via il mio popolo io lo colpirò con dieci piaghe». Vi farai figure di cherubini.] farai venti assi.. d’argento.]». di buoi. dio esigerà la perfezione degli animali che gli saranno offerti in sacrificio. …] cinque teli saranno uniti l’uno all’altro [. durante quei tre mesi nei quali.]... lavoro d’artista . tanto da riempire sei capitoli del libro Genesi (esattamente i capp.. lo minaccia di inviargli dieci calamità. (E sant’Agostino dice nelle Confessioni di non sapere a cosa pensasse dio prima della creazione!) Né finisce qui. riporto qualche riga tratta dal capitolo degli «Altari».. dividerà il volatile in due metà ma senza separarlo lo metterà sulla brace dove sarà cotto a fuoco lento. carico di merletti dorati e di arabeschi. . e continua: «se l’offerta è un olocausto di uccelli io preferisco tortore o colombe. piú che farci ridere..

Non dimentichiamo che questo è il libro-base dell’insegnamento seguito dalle scuole cattoliche. non voglio andarmene in libertà. egli ti servirà per sei anni e nel settimo potrà andarsene. Se ella non piace al padrone. si alzò in mezzo alla comunità. crea i presupposti affinché il faraone non faccia ciò che Mosè gli avrebbe chiesto. allora il padrone lo condurrà davanti a dio. figlio del sacerdote Aronne. senza riscatto. etc. allora il sacerdote ne farà la stima. chi aveva un debito poteva estinguerlo vendendosi come schiavo. Israele aderí al culto di Baal-Peor e l’ira del signore si accese contro Israele. figlio di Eleazaro. «lo indurirò il cuore del faraone [è dio che parla] in maniera che rifiutandosi di liberare il mio popolo io possa dimostrare la mia potenza attraverso i flagelli che invierò all’Egitto». La stima sarà fatta in proporzione ai mezzi del debitore. la farà riscattare. E ancora – è sempre il signore che parla a Mosè: «quando un uomo venderà sua figlia come schiava. la donna e i suoi figli saranno proprietà del padrone ed egli se ne andrà solo: Ma se lo schiavo dice: io sono affezionato al mio padrone. prese in mano una lancia e trafisse nel basso ventre un uomo e una donna che avevano adorato Beal-Peor. per quello che aveva fatto. Se colui che ha fatto debito è troppo povero per potersi riscattare. perché la mia ira ardente contro Israele si possa placare». (In altri tempi e luoghi sarebbe stato insignito sul campo del grado di capitano delle S. la tua stima sarà di cinque cicli d’argento per un maschio e tre cicli d’argento per una femmina. Da un mese a cinque anni. Dai sessanta anni in su. libro che esalta un dio padre-padrone che autorizza i genitori a vendere i propri figli anche in un’età compresa da un mese a cinque anni per pagare i loro debiti e che considera la donna la metà del valore dell’uomo. Fines. la tua stima sarà di quindici sicli per un maschio e dieci per una femmina. Se il suo padrone gli ha dato moglie e questa gli ha partorito figli o figlie. Dio si congratulò con Eleazaro. Se è entrato solo.E il ricatto si ripete inesorabilmente per dieci volte. figlio del sacerdote Aronne.) 38 . se era coniugato sua moglie se ne andrà con lui.S. il signore. Dai cinque ai venti anni la tua stima sarà di venti sicli per un maschio e dieci per una femmina. la mia collera si accenderà e vi farò morire di spada: le vostre mogli saranno vedove e i vostri figli orfani». Un collerico e criminale Dio disse a Mosè: «se non farete ciò che voglio. al sole. potrà farlo aggiungendo un quinto al prezzo a lui versato» (Lv. Il signore disse a Mosè: «prendi tutti i capi del popolo e fa appendere al palo i colpevoli. uscirà solo. questo dio userà lo sterminio e la violenza per dimostrare la propria grandezza! Uno schiavista [Il signore disse a Mosè:] «Quando tu avrai acquistato uno schiavo ebreo. a mia moglie e ai miei figli. invece per una donna la tua stima sarà di trenta sicli. ella non se ne andrà come se ne vanno gli schiavi. però può darla come concubina a suo figlio». indurendo il cuore del faraone. [Il signore disse a Mosè:] «un’altra mia legge è questa: Quando uno deve soddisfare un debito. e Mosè dette ordine: «ognuno di voi uccida dei suoi uomini coloro che hanno aderito al culto di Baal-Peor». lo farà accostare al battente o allo stipite della porta e gli forerà un orecchio con la lesina. Ma la parte piú sconcertante di tutta questa storia la troviamo nel fatto che egli stesso. cinquanta sicli d’argento. Lo stesso sarà fatto per le proprietà e le case che saranno stimate dal sacerdote secondo il loro valore. Secondo questo dio amoroso e pieno di giustizia. quegli sarà suo schiavo per sempre». Di quel flagello morirono ventiquattromila. per la stima che dovrai fare alle persone che si offriranno come schiavi attieniti a queste regole: per un maschio dai venti ai sessant’anni. E cosí ancora una volta. che per ciò non la prende come concubina. Se poi uno vuole riscattare se stesso prima di avere pagato il debito con la schiavitú.27). E il flagello cessò tra gl’israeliti.

ti colpirò con la consunzione. accoppiandosi tra loro. per cinque o per dieci e non per venti giorni ma per un mese intero finché non vi esca dalle narici e vi venga a noia». la siccità e il carbonchio. non ne possiamo piú. Di fronte a tanta pazzia si può solo dire che l’unica attenuante che può avere dio è di non esistere. garantisce l’incolumità a Caino. solo manna. [E la stessa cosa dopo il diluvio per popolare una seconda volta la terra:] dio benedisse Noè e i suoi tre figli con le loro spose e disse loro: «siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra». 39 . [Queso. Il signore rispose a Mosè: «Credi che il mio braccio si sia raccorciato? Ti mostrerò io come realizzerò la promessa». Ogni fanciulla si mariterà a uno che appartenga a una famiglia della tribú di suo padre perché nessuna eredità passi da una tribú all’altra. Condanna i maghi alla morte: «non lascerai vivere chi pratica la magia». 28. si rivolsero a Mosè che. con l’arsura. Gli ebrei. Ne mangerete non per un giorno. (Dt. i nostri occhi non vedono che manna e io. saranno entrambi messi a morte e si bruceranno con il fuoco» (Lv. 15). Nessuna eredità tra gl’israeliti potrà passare da una tribú all’altra. 11 e ss.). Il signore rispose: «dirai cosí al popolo: santificatevi e domani avrete carne. 4. la nostra vita inaridisce. Mentre condanna a morte i fratricidi. stanchi di mangiare manna tutti i giorni tanto da rimpiangere i cibi dell’Egitto. Un incoerente e contraddittorio [Punisce con la morte i rapporti sessuali tra parenti:] «se uno ha rapporti con la madre.] diventerai pazzo per ciò che i tuoi occhi dovranno vedere». con l’infiammazione. generarono popoli e nazioni. Si misero a mangiarle e avevano ancora la carne fra i denti quando il signore. La pioggia di sabbia e polvere scenderà su di te finché non sarai distrutto [. come tutto il tuo popolo. Lancerò contro di te la maledizione su ogni cosa su cui metterai mano. Allora Mosè disse agli israeliti: «questo il signore ha ordinato: alle figlie sarà proibito maritarsi con uomini che non siano della tribú dei loro padri. Mentre vuole che il suo popolo rimanga compatto per diventare una grande nazione. perché un simile mostro. con la matrigna o con la nuora..).Dio disse a Mosè: «se non obbedirai alla mia voce ti raggiungeranno tutte queste maledizioni: maledette saranno la tua casa e la tua madia. ma ciascuno degli israeliti si terrà vincolato all’eredità della tribú dei suoi padri. io preferisco morire». andò dal signore e gli disse: «signore. per ordine del signore. giorni. Chi ci darà carne da mangiare? Ci ricordiamo della carne. dopo aver basato la prolificazione della razza umana sull’incesto:] Adamo ed Eva ebbero Caino e Abele ed altri figli maschi e femmine che. Intanto si era alzato un vento. delle cipolle. E Mosè disse: «Ma dove prenderemo tutta questa carne se il popolo conta piú di seicentomila persone? Non ce ne sarà abbastanza neppure se uccidessimo tutte le pecore e le capre che abbiamo». dei cocomeri. minacciando di durissima condanna chiunque avesse osato punirlo per l’omicidio commesso: «chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte» (Gn. Ti farò attaccare la peste. se veramente esistesse. stabilisce leggi che ostacolano l’unificazione delle dodici tribú. non per due. con la febbre. L’incoerenza del dio perfettissimo diventa addirittura ridicola nella storiella delle quaglie. con la sorella. etc. tu dirai ad Aronne: prendi il bastone e gettalo davanti al faraone e diventerà serpente».. dei meloni e dei porri che mangiavamo gratuitamente in Egitto. fece venire a tutti un colera che decimò il popolo ebreo (Nm. compresa la loro situazione. 9 e ss. Maledetto sarà il frutto del tuo seno e del tuo suolo. non potrebbe che essere condannato a morte. E poi egli stesso ne fa uso per raggiungere i suoi scopi: [il] signore disse a Mosè: «quando il faraone vi dirà: fate un prodigio in vostro sostegno. dei pesci. che portò quaglie dal mare e le fece cadere nell’accampamento. che dopo l’Esodo erano ritornati al nomadismo nel deserto del Negheb. sdegnato per tanta ingordigia. Se intendi trattarci ancora cosí facendoci mangiare manna. 15). Il popolo si alzò e tutto quel giorno e tutta la notte e tutto il giorno dopo raccolse quaglie.

il signore. tu sei sterile e non hai mai avuto figli. quella che questo dio dimostra continuamente in tutta la Bibbia. Il bimbo crebbe e il signore lo benedisse. si misero in marcia. Questa volta il signore. dopo essere stato morso. quel popolo a cui. Se accetta la pace e apre le porte . Praticamente il concetto che il signore ha della pace è quello espresso nell’intimazione “o la borsa o la vita!”. Affinché tutto si svolgesse nella maniera piú leale. Ancora una volta si lasciavano dietro un’ecatombe di morti ammazzati da un’epidemia voluta dalla giustizia di dio. prima di visitare la donna lo disse al marito che si mostrò felice di divenire padre putativo di un figlio di dio: secondo quanto aveva annunciato. donna attraente ma sterile. dopo il colera. Un consolatore di donne sterili È fuori discussione che il signore degli ebrei. 40 . con gli occhi semichiusi dalle incrostazioni dei tricosoma e con quell’eterna blenorragia che perennemente colava purulenta dalle vagine e dai membri. Mentre impone agli ebrei che seguono gl’idoli “pagani” la pena di morte. anziché contattare il marito. Mosè fece un serpente di rame e lo mise sopra l’asta. mettilo sopra un’asta. con cui concepisce gli eroi designati a glorificare la sua grandezza. prima di attaccarla le offrirai la pace. invia continuamente epidemie e morti d’ogni genere. Le donne e i bambini li prenderai come preda». dice a Mosè di costruire un idolo a forma di serpente: [il] signore per punire il suo popolo mandò serpenti velenosi che mordevano la gente e un gran numero d’israeliti morí. chiunque. usata dai delinquenti quando puntano la pistola a scopo di rapina. L’elenco dei padri putativi continua con Manoach di Zorea. come nel caso di Isacco che aveva per moglie una certa Rachele.(Non ci sono parole per commentare un’azione simile!) La Bibbia dice che. Sara. ma concepirai e avrai un figlio». che aveva anche lui una moglie sterile. tutti gli abitanti che sono in essa ti saranno tributari e ti serviranno. Sarai partorí un figlio a cui Abramo dette il nome di Isacco (Gn. se questi guardava il serpente di rame restava in vita. Un’altra incoerenza si trova nel concetto che il signore ha della pace: [Il signore disse al suo popolo:] «quando ti avvicinerai a una città. Ma se non vuole la pace che gli offrí. quell’onnipotente e perfettissimo che li aveva decimati con un colera per aver mangiato troppe quaglie. quando un serpente aveva morso qualcuno. deboli e magri come cadaveri ricoperti da grezzi tessuti di lana e da pelli di pecora. abbia un debole per le donne sterili. si manifesta ogni volta che stermina il suo popolo. dopo aver ringraziato il dio creatore del mondo. Il successo che il signore riscosse come visitatore di donne sterili fu tanto che furono gli stessi mariti a rivolgersi a lui affinché fecondasse le loro mogli. Mosè supplicò il signore di avere pietà per il suo popolo. mentre promette che lo renderà numeroso come le stelle del cielo e i granelli della sabbia del deserto. forse per una raffinatezza acquisita con il tempo. Praticamente dio fa ricorso a un idolo per combattere se stesso! Ma l’incoerenza maggiore. fu la prima donna sterile a concepire un figlio per opera di dio. questo signore degli eserciti. Il signore disse a Mosè: «fatti un serpente. Il signore la visitò e la donna partorí un maschio a cui fu dato il nome di Sansone. il signore visitò Sara e fece a Sara ciò che aveva promesso. lo guarderà resterà in vita». poiché lui è il solo e unico dio che debbono riconoscere. un cimitero di cadaveri e un mare di merda impastata dai pioli con la sabbia del deserto. preferí rivolgersi direttamente alla donna attraverso un messaggero d’amore: il signore inviò alla moglie di Manoach un angelo che le disse: «ecco. 21). Sporchi come neppure la piú fervida fantasia possa farceli immaginare. allora la assedierai e quando il tuo dio te l’avrà data nelle mani tu ne colpirai a fíl di spada tutti i maschi. moglie di Abramo. gli ebrei che si salvarono levarono le tende e partirono per Casrerot. Rimasta incinta.

direttore del noviziato di Grenada (fine del XVI secolo). Se non lo sanno loro! Un disilluso e frustrato La storia del popolo ebraico comincia nel XX sec. dal momento che io non conosco come finí la discussione. che vede un dio guidare il suo popolo per i deserti. Zaccaria. che li aveva fatti uscire dal paese d’Egitto. In questa simbiosi. perché da esso nacquero due eroi. e. Che il dio degli ebrei sia un dio frustrato appare evidente ancora quando. e fu chiamato Esaú. cioè due gemelli: uscí il primo. brevemente accennerò a come la Chiesa li intende attraverso il gesuita Sanchez. dichiarando di non riconoscerlo come loro dio. dicendogli che non è giusto che egli continui a vivere sotto una tenda quando invece Davide si è costruito una reggia. sfamarlo con cibo dal cielo. Un angelo del signore apparve e Zaccaria e gli disse: «non temere. ho forse mai detto a 41 . io sono l’angelo Gabriele. riferisci al mio servo Davide facendogli presente che io non ho mai abitato in una casa da quando ho fatto uscire gli israeliti dall’Egitto fino a oggi. assisterlo contro i nemici. Ma questo sistema di ricorrere a concepimenti divini per costruire figure di eroi verrà riutilizzato nel Nuovo testamento per dare vita a quell’eroe che sarà il precursore di colui che sarà il prediletto sopra tutti gli altri: Gesú. sono andato vagando sempre sotto una tenda. accoppiamenti che genereranno sempre degli eroi. Subito dopo uscí il secondo e teneva in mano il calcagno dí Esaú. (Questo particolare del pelo che presenta uno dei due gemelli potrebbe servire per conoscere quella natura del padre che. Per avere una risposta. Se non morí d’infarto dipese solo dal fatto che un dio. sono venuto ad annunciarti che il signore visiterà tua moglie ed essa non sarà piú sterile. e seguirono altri dèi tra quelli dei popoli circostanti. nel libro della Casistica. in un padiglione. deluso e umiliato. Finché ho camminato ora qua e ora là. fu chiamato Gíacobbe (Gn. 25). trascorre quella prima parte della Bibbia che termina con l’occupazione della Palestina da parte di Nabucodonosor. parlerò in seguito quando spiegherò come e quando furono elaborati i Vangeli. riconoscendolo come suo unico e solo dio. rossiccio e tutto ricoperto di pelo come un mantello di lupo. E cosí. si lamenta con il profeta Natan. liberarlo dalla schiavitú degli egizi. Questo accoppiamento si rivelò particolarmente fortunato. che. essendo eterno. Perché si possa avere un’idea di come avvenivano questi accoppiamenti di dio con le varie donne. non c’è che da chiederlo ai preti . ancora non si è appurato di cosa sia fatta. C’era un sacerdote di nome Zaccaria e aveva in moglie una discendente di Aronne che si chiamava Elisabetta. dopo la morte di Giosuè.Isacco supplicò il signore per sua moglie e il signore lo esaudí. Dell’ultima annunciazione. [… Il] signore apparve al profeta Natan e gli disse: «va. gli israeliti si sparsero per i territori della Palestina. risulta evidente la disillusione che questo dio provò quando. quella che si riferisce alla nascita di Gesú. Dopo quei giorni Elisabetta concepí un figlio che fu chiamato Giovanni Battista. Erano tutti e due in avanzata età e non avevano avuto figli perché Elisabetta era sterile. che per opera sua rimangono incinte. anch’essa sterile. quale autorevole teologo pose quesito interrogativo: «la vergine Maria produsse dello sperma allorché si uní con lo spirito santo?».) Tralasciando tutte le stupidaggini contenute nel capitolo riguardanti le condizioni da cui si fanno dipendere le nascite dei capostipiti delle dodici tribú ebraiche. che divenne la madre di Giuseppe viceré d’Egitto. Abbandonarono il signore e si misero al servizio di Baal e di Astarte. con il patto di alleanza tra dio e Abramo in cui il signore dice di riconoscere il suo popolo come proprio figlio se questi in cambio lo adotta. cosí che sua moglie Rebecca divenne incinta. in mezzo a tutti gli israeliti. fatto apposta per guidare i preti nella confessione.. n. in un continuo di accoppiamenti tra il signore e le donne sterili. 25. divinità cananee. dio dei loro padri. alla fine dio si ricordò anche di Rachele. non può morire: gli israeliti abbandonarono il signore. av. per quante se ne siano dette..

Abramo si uní alla schiava Agar che. partorisse un figlio per lei.qualcuno dei giudei. Dio benedisse questa unione e al figlio che nacque fu dato il nome di Ismaele. cominciò a costruire la casa al suo dio. a cui avevo comandato di pascere il mio popolo d’Israele: perché non mi edificate una casa di cedro?» (2 Sm. per quanto possiate averlo concepito differente. tra tante superficialità. fecondata da Abramo. a sua volta. adattandola alla vostra natura. L’esempio ci viene da Sara. una costruzione che. se ne è costruito uno tutto suo espressamente per distruggere voi? 42 . usando il seme del marito di quest’ultima. tutto è dipeso da lui che. Davide ascoltò Natan e tanto si commosse che. li ha costretti a vivere sempre da nomadi. che. magari del vostro peggiore nemico che. 7. meschinità. 16). Prima di chiudere questo capitolo voglio dire che. Mi riferisco al fatto che essa ammetta nella sua morale che una donna fertile possa partorire per conto di una donna sterile. c’è un passo della Bibbia che riconosce come cosa giusta che una donna feconda possa “affittare” il suo utero per soddisfare il desiderio di maternità di un’altra donna che non può avere figli. D’altronde. se il suo popolo non gli ha edificato una casa. dopo aver chiesto scusa e perdono. Questo è il dio della Bibbia. Infatti. partorí un figlio per conto di Sara» (Gn. unisciti alla mia schiava: forse da lei potrò avere dei figli che considererò come miei dal momento che vengono dal tuo seme». crudeltà. risulterà essere uguale a voi. era ricorsa alla schiava Agar perché. è ancora in cerca di una dimora fissa che gli permetta di godersi il meritato riposo. 5). prima che il signore la visitasse e quindi la rendesse fertile. moglie di Abramo. A parte il fatto che. cioè quel tempio di Gerusalemme. come potreste usarlo per soddisfare i vostri bisogni se fosse il dio di un altro. risulterà sempre e comunque una vostra costruzione. ho comunque trovato qualcosa di positivo nella Bibbia. [Sara disse ad Abramo: «il] signore mi ha impedito di avere prole. che però non riuscí a portare a termine perché troppo preso a fare stragi e a fottersi le donne degli altri. Se il vostro non dovesse corrispondere a questo. rimasta incinta. non mantenendo la promessa di dare agli ebrei una terra. dopo le fatiche sopportate durante i sei giorni della creazione. comunque non si può restare impassibili di fronte alla protesta di un dio che.

per costringerle a unirsi a loro nella lotta contro l’invasore. e distruttala. e alimentando un clima di terrore tra le popolazioni della Giudea. degli aramei e di tutti quei popoli che li consideravano degli invasori abusivi. che vedeva le comunità samaritane divise da quelle del Sud. sia da parte dei caldei. annettendo tutta la Palestina al Regno di Babilonia. i prigionieri ebrei che si trovavano in Babilonia furono lasciati liberi di ritornare in Giudea. oltre che dei predoni. dei moabiti. in seguito alle vittorie riportate sull’Assiria. eleggendo come loro capitale la città di Samaria. Tutti gli uomini di valore. un clima di distensione tra le tribú ebraiche e i popoli indigeni. cercando riparo nelle altre nazioni. contrariamente ai samaritani. in numero di settemila (II Re 24. Nabucodonosor deportò tutta Gerusalemme. tribú che. tanto che continuarono a chiamarli «bastardi» nei secoli che seguirono a causa dei matrimoni che avevano contratto. Nabucodonosor. le mogli del re. gli ebrei continuarono a conservare la propria indipendenza di popolo. in antitesi a quelle adorate dalle tribú del Sud nel tempio di Gerusalemme. in modo di favorire una pacificazione tale da portare le parti a unirsi fra loro con vincoli matrimoniali. La rivolta giudea andò avanti per quindici anni circa. che intendeva liberarsi definitivamente di loro. cioè tutti i capi. determinarono nei secoli successivi l’evoluzione religiosa ebraica. Ma. la maggior parte degli ebrei lasciarono la Giudea. rimase soltanto la gente povera. n. sia pur nella maniera piú pacifica e rispettosa delle altrui leggi. attentati e imboscate. esattamente nel 586 av. cioè fino a quando Nabucodonosor decise di attaccare queste bande di predoni con il grosso dell’esercito in maniera definitiva. continuando a depredare e razziare i territori della Giudea.. Questa situazione. i giudei reagirono all’invasione di Nabucodonosor attaccando le sue milizie con azioni di guerriglia. Questa situazione. portò. Conquistata Gerusalemme. rimanendo fedeli alle loro usanze e leggi ataviche. la madre del re. allorché. tutte le tribú si raggrupparono in un solo popolo. tutti i falegnami e i fabbri. se presero il nome di samaritani.GLI EBREI DOPO L’INVASIONE ASSIRA DELLA PALESTINA DEL NORD L’annessione della Palestina all’Assiria. i suoi eunuchi e le guide del paese. presero a loro volta a inveire contro di loro. radendola letteralmente al suolo. Deportò in Babilonia il re loachin. ebbe termine cinquant’anni dopo. tradimento per essere entrati in connivenza con i popoli indigeni – connivenza che le tribú della Giudea non perdonarono mai. Come era da prevedersi. accusandoli di viltà e di tradimento: viltà. dalla quale. Alla distruzione di Gerusalemme e alla deportazione delle autorità seguí una persecuzione contro i giudei sia da parte di Nabucodonosor. come conseguenza. di circa ventimila persone. Approfittando della libertà che Ciro il Grande concedeva a tutti i popoli facenti parte dell’Impero persiano di mantenere 43 . e. terminò quando. tutti i prodi in numero di diecimila. inviò a Babilonia come prigionieri i capi della resistenza. che seguitarono ad accettare il dominio babilonese come avevano precedentemente fatto con l’Assiria. in seguito alla sconfitta subita dal regno babilonese da parte dei persiani. assimilando i costumi e il pensiero dei popoli che li ospitavano. Confermarono questa volontà erigendo un tempio sul monte Carazin per le loro divinità. Ferme nella decisione di restare unite per quell’orgoglio di razza che derivava da millenni di lotte. per essersi sottoposti al dominio assiro. ponendo fine alle scorribande e ai conflitti che si protraevano da secoli. 14). invase la Giudea. che vedeva i giudei nella parte di perseguitati. le maggiori autorità politiche e religiose e tutti coloro che economicamente e intellettualmente rappresentavano l’élite della società giudaica. per un totale complessivo. un secolo e mezzo dopo. Ridotti cosí a cercare la salvezza attraverso la fuga. fu soprattutto per ricusare quel passato di predoni e di razziatori che veniva associato alla parola «ebrei». dove si era asserragliato l’esercito giudaico. stando a quanto dice la Bibbia. Fu in conseguenza di questa diaspora – la prima che si verificò nella storia ebraica – che si formarono quelle comunità extrapalestinesi le quali. degli ammoniti. per quanto fosse completa la socializzazione che si era realizzata per ciò che riguardava le attività economiche e i rapporti pubblici.

procurava ostilità e diffidenza da parte dei popoli che li ospitavano. un dio dominante. Cosicché. rientrati a Gerusalemme. per sostituirli con un unico dio. limitandosi a raccontare una storia riassumibile nella costruzione di un dio senza nome. affidandola ad attivisti procacciatori di proseliti.i propri culti e le proprie tradizioni. attraverso l’invenzione di un dio che aveva promesso una terra e l’apologia di un orgoglio di razza. siamo alla fine del VI sec. av. erano le uniche su cui potevano mirare per evitare la loro scomparsa – che praticamente era già cominciata con la formazione di quelle comunità che. in definitiva. compresi quelli che. Ricostruita Gerusalemme. passarono all’azione. era troppo grande perché si potesse realizzare un programma di conquista armata della Palestina. confermata dai continui fallimenti delle rivolte. prenderanno il nome di ekklesíe. sotto l’occupazione greco-macedone. che terminavano immancabilmente con bagni di sangue. che avevano ritrovato in un cumulo di macerie. le principali furono quelle di Alessandria in Egitto. presero a riunirsi sotto le direttive della comunità di Gerusalemme. prima quello persiano fondato da Ciro il Grande. caratterizzato da una solidarietà reciproca che si era connaturata in loro per via di quelle lotte secolari che aveva dovuto sostenere contro tutto il resto del mondo. basato esclusivamente su un’ideologia religiosa. cominciarono a costruirne 44 . Fu a questo punto della loro storia. Tutto ebbe inizio con un gruppo di dieci-quindicimila esaltati. che venne avviata la stesura della Bibbia al fine di costruirsi. che intendevano riappropriarsi di quelle terre su cui i loro antenati avevano operato da predoni e tiranni. non rimase insensibile al programma di riunificazione proposto dalla comunità di Gerusalemme. i presupposti necessari per fondare un movimento rivoluzionario per la conquista della Palestina. le cose andarono avanti su questo tenore fino a quando le comunità extrapalestinesi. le comunità extrapalestinesi decisero di staccarsi definitivamente da quella di Gerusalemme per perseguire un proprio piano di unificazione pacifico. e. Tra queste comunità che cominciarono a sorgere in tutte le città del Vicino oriente e che in seguito. respinto il dio obsoleto. dando il via a un programma mirante a riunire nella loro ideologia di riconquista della Palestina tutti gli ebrei. è da presumersi che la scissione fra i sostenitori dell’ideologia pacifista e quelli dell’ideologia guerriera sia avvenuta agli inizi del IV sec. per quanto volessero restare integre nel rispetto delle loro tradizioni. si erano sparsi nei paesi del Vicino oriente. In questa organizzazione. In pratica cercarono di convincere le varie comunità ad abbandonare gli idoli atavici. resesi conto di quanto fosse utopico conquistare la Palestina attraverso l’uso delle armi. le altre comunità. Corinto in Grecia. che prometteva l’avvento di un messia davidico conduttore di eserciti. sarebbero state prima o poi assorbite dai popoli presso cui si erano insediate. in seguito alla diaspora. n.. che riconosceva in Gerusalemme la guida ideologica. il quale. Di fronte a questa evidenza. che avevano fino allora seguito. mentre la comunità di Gerusalemme continuava a sostenere il dio guerriero.. si unirono in una comunità a base rivoluzionaria per rivendicare un diritto di proprietà sulla Palestina. nel racconto di lotte sostenute per conquistare una terra la cui proprietà veniva da una promessa fatta dal creatore del mondo –. continuando a professare credenze ancestrali. Anche se molti furono gli ebrei che ne rimasero fuori. av. accettata l’ideologia monoteista. eliminando tutte le altre divinità “pagane”. organizzando assemblee nelle quali venivano discussi i temi e si sviluppava la propaganda di diffusione della nuova ideologia yahvista. poi quello macedone fondato da Alessandro Magno. Avendo compreso durante la prigionia quanto fosse determinante per l’unità di un popolo la riunione sotto un unica credenza religiosa. e. contro cui combatteva la comunità di Gerusalemme. nella formazione di un popolo che si era costituito in seguito alla liberazione di una schiavitú. tanti furono quelli che. cioè dopo circa duecento anni da che era stata redatta la prima stesura della Bibbia. rozzo e superficiale che la comunità di Gerusalemme si era inventato con la sua Bibbia. i giudei. La potenza degli imperi. la divulgarono nelle varie comunità. si opposero al programma rivoluzionario giudeo. Anche se non è possibile stabilirlo con esattezza. oltre a essere irrealizzabile. che sarebbe venuto dai loro antenati. decisero di darsi un dio che. e che. Terminata la prima stesura della Bibbia – che in realtà doveva essere apparsa in forma molto ridotta. Efeso in Asia minore e Damasco in Siria. n. potesse raccogliere tutti gli ebrei sotto un solo culto. Questo popolo.

tradotto anche questo da un ignoto. vissuto seicento anni prima che fossero scritti. un razziatore? Fu a questo punto. facendo propri i concetti delle divinità “pagane”. come sfrontatamente oseranno attribuire i Salmi a Davide. piangente e implorante perdono a dio per le proprie colpe. e. stavano realizzando.uno superiore. un vizioso. Dunque. spesso in maniera insensata e goffa. sia pur in forma pacifica.. viene trasformato in un re umile e penitente che. prendiamo il Cantico dei cantici. I libri scritti dalla corrente pacifista a sostegno della sua dottrina furono una quindicina. che ricopiarono. che nei loro culti dei misteri promettevano ai seguaci una vita eterna dopo la morte. si prende in esame un potere spirituale basato su una riforma religiosa come loro. il predominio sul Vicino oriente. Proverbi e Sapienza fu Salomone. un fedifrago. che trasposero il ragazzo nella persona di dio e la ragazza nel popolo d’Israele. Ma come avrebbero potuto attribuirgli un’opera prettamente mistica. adattandoli. scritti tutti da anonimi stesori. nel quale si parla. dal momento che uno degli scopi principali dei sostenitori dell’ideologia religiosa era quello di demolire la figura del messia guerriero per sostituirla con quella di un messia spirituale. Cronache: il popolo ebreo non viene piú considerato come conquistatore di una terra attraverso una riscossa armata. re sanguinario e spietato conduttore di eserciti. usando un linguaggio licenzioso piú adatto a un Kamasutra che a un’opera religiosa. affinché si comprenda bene ciò che ho detto. Questo libro – che nell’originale risulta essere un capolavoro di poesia amorosa tra due giovani – fu trasformato dagli ebrei spiritualisti. passeggiava tra le tende facendo attenzione a non acciaccare gli escrementi. completamente ignorata dalla Bibbia nella sua prima edizione. Dionisio in Tracia e Mithra in Persia. Cibele in Frigia. quindi. rinnegando il suo passato. di un amore tra due giovani. in un dio essenzialmente spirituale. quali quelli che sostenevano il dio Marduk in Babilonia. III e II av. per impossessarsi del regno di Gerusalemme. quale situazione poteva essere piú adatta di quella di un figlio che si rivolta contro il proprio padre? E cosí si inventarono la storia di Assalonne che contestò il padre Davide. spirituale e ascetico. Tanto per citare un esempio. Esdra: escludendo ogni possibilità di costruire un potere politico temporale. 45 . spesso. alle loro convenienze per dare credito a quella loro ideologia che. marciando contro di lui. ipotesi che continuava a sostenere la comunità di Gerusalemme. avendo un dio che sedeva sopra una nuvola. E. n. cosí diranno che l’autore dei libri Qoelet. La trasformazione di questo dio rozzo. in un’opera di comicità cosí paradossale da portare il lettore a riderne fino alle lacrime. ma come strumento di realizzazione di un dominio spirituale basato sulla teocrazia imposta da un popolo eminentemente religioso. la possiamo seguire attraverso i libri che furono scritti dagli esponenti della corrente religiosa ebraica nei secoli IV. sarebbe stato andare incontro a un sicuro fallimento. Basta prendere a caso soltanto qualcuno di questi libri per comprendere quanto l’ideologia guerriera espressa nella prima redazione della Bibbia si fosse trasformata in spiritualista nel giro di due o tre secoli. se era stato descritto nella prima stesura della Bibbia come un sanguinario. pensarono di attribuire il libro dei Salmi a Davide. di derivazione prettamente orientale. sarebbe apparsa troppo priva di storia per essere accettata anche dai seguaci piú ignoranti. un impietoso esecutore di stragi. obsoleto e superficiale. aggiunte e censure che furono apportate in seguito sugli stessi per adattare il loro dio all’evoluzione dei concetti. che il dio biblico andava completamente revisionato. chiede perdono a dio dei suoi peccati. che i redattori aggiunsero alla Bibbia un Davide frustrato. gli spiritualisti. capace di dare al suo popolo soltanto stragi e epidemie. improvvisata come si presentava. Questi libri. Come causa dell’immenso dolore. e tutte quelle correzioni. dopo circa tre secoli. Compreso. Salmi: Davide. ne plasmarono uno metafisico. quale era stato concepito nella prima redazione della Bibbia. Iside in Egitto. non sono altro che una raccolta di antichi fatti e storielle di ispirazione filosofica orientale. su imitazione di quelle divinità “pagane” che si contendevano. Entrare in competizione con religioni cosí teologicamente avanzate.

dicendo: «questo re e la sua gente hanno patito fame. Tutta la gente che era con lui aveva il capo coperto e. che era vissuto ottocento anni prima. sono la traduzione in ebraico o in greco di antichissimi carmi orientali. portarono loro da mangiare formaggi di pecora e di vacca. per comprendere come la Bibbia sia un insieme di frodi e di falsificazioni. operata dai giudei per costruire la loro ideologia religiosa. av. saliva piangendo e camminava con il capo coperto e a piedi scalzi. 3. av.. Sarà da questi libri scritti nel IV. piangeva. che la Chiesa ha esaltato come colonna portante delle proprie “verità” e della propria “morale”. presi di pietà. scritto nel I sec. Le falsificazioni sono talmente evidenti che molte di esse sono state riconosciute anche dalla stessa Chiesa. 27. come lo volevano i rivoluzionari. come tutti gli altri libri facenti parte del Vecchio testamento.. 22). Forse il signore guarderà la mia afflizione e mi renderà il bene in cambio della maledizione di oggi». Davide tagliò loro i prepuzi e li contò davanti al re Saul (I Sm. n. nel 168 av. 18. quali i Vangeli. E non parliamo poi della disperazione che provò Davide quando gli comunicarono che il figlio Assalonne era stato ucciso da sicari in un’imboscata tesagli nella foresta di Efraim. di comune accordo. stanchezza e sete nel deserto!». questi li uccisero. i ghirziti e gli amaleciti. in quella di un Davide santo che piange sui propri peccati. ce ne sono ancora a dozzine Dalla seconda edizione: agli insulti che gli vengono pubblicamente rivolti da un certo Simei. con il capo coperto di cenere. n. e. come per esempio il libro Sapienza. D’altronde era da prevedersi che nel copione fosse prevista la morte del figlio. esattamente come lo sono i libri del Nuovo testamento che ne derivano. perché la scena finale della commedia potesse chiudersi su un Davide che piange e urla. Dalla prima edizione: Davide si alzò. e. 46 . Non lasciava in vita nessuno perché non ci fossero testimoni delle sue stragi (I Sm. Gli uomini di Davide tornavano da una scorrería e portavano con sé grande bottino (II Sm. 27).Per renderci conto di come fu trasformata la figura del Davide criminale della prima edizione. un messia dalla duplice figura. Davide mansuetamente cosí risponde. che lo chiama sanguinario e scellerato. tendenti a costruire la figura di un messia guerriero implacabile e impietoso verso i nemici d’Israele riportati nella prima Bibbia. associando alle sofferenze di Davide la «passione» di Cristo.che i cristiani trarranno le profezie per redigere i loro Vangeli e le basi per costruire la loro liturgia. fu attribuito a Salomone. partí con i suoi uomini e uccise duecento filistei. che voleva ucciderlo: Davide saliva l’erta degli ulivi. rivolgendosi a coloro che erano presenti all’umiliazione che pubblicamente aveva subito: «lasciate che costui mi maledica poiché egli non è che l’esecutore di un ordine del signore. Basti ricordare ancora che i Salmi. Le due correnti proseguirono ognuna nella propria ideologia fino a quando. 8). riporto alcuni passi tratti dalle due edizioni. Di fatti simili. figlio di Ghera. Batteva quel territorio e non lasciava in vita né uomo né donna. Davide partiva a fare razzie contro i gherusiti. salendo. gli Atti degli apostoli e quelle Lettere attribuite a un fantomatico Paolo di Tarso. 12). che sarebbe disceso dal cielo come lo volevano i religiosi. III e II sec. Davide diede ordine ai suoi soldati di uccídere Recab e Baana suo fratello. e. che. tagliarono loro i piedi e le mani e li appesero presso la piscina di Ebron (II Sm. Incalzato dal figlio Assalonne. Il re Davide e i pochi che gli erano rimasti fedeli sono ridotti talmente allo stremo delle forze che un certo Sabi e un certo Barzillai. per mettersi al comando dell’esercito giudaico in qualità di guerriero. n. 4. si unirono nella rivolta dei maccabei per costruire.

Si entrava a far parte di queste sette attraverso un rito che i greci chiamarono «battesimo». da cui viene «mistero». si somigliarono tutte. favorí l’imperialismo faraonico. avrebbe portato al monoteismo. anche se recitate in nome di divinità diverse. In seguito al successo politico-sociale riportato dagli egizi. dobbiamo soffermarci a spiegare quelle cerimonie che venivano celebrate nelle religioni “pagane” come culto dei misteri. viene dimostrato dal fatto che nel V. «Culto dei misteri» era la denominazione relativa a particolari cerimonie religiose − a cui potevano partecipare soltanto gli iniziati −. gli permetteva di ricevere come premio la vita eterna. L’iniziato. cancellando tutte le colpe del passato. Inizialmente connessi a rituali sacro-magici diretti a sollecitare le forze della natura a risvegliarsi dopo la stasi dell’inverno.IL CULTO DEI MISTERI Per comprendere come la corrente religiosa ebraica giunse a costruire il suo dio spirituale e quindi il messia asceta da opporre a quello guerriero della corrente rivoluzionaria. volta a fare di ciascuna la dominatrice su tutto il Vicino oriente. Come un seme che dopo aver trascorso il periodo invernale torna a vivere attraverso il germoglio. si trovano scolpite nello stesso monolito le figure di Mithra. se avesse rispettato le regole dettate dalla religione che aveva abbracciato. La presenza di un estinto che si sentiva accanto. nel giro di pochi secoli tutte le religioni del Vicino oriente. il sacerdote recitava: «tu sei rinato e da questo momento farai parte del mondo degli eletti a cui sono aperte le porte dell’eternità». sotto il simbolo del sole. e sulle quali era fatto obbligo mantenere il piú assoluto segreto. e anche addirittura monumenti rappresentanti un amalgama di dei. Lo stesso rito celebrato in Egitto per la dea Iside veniva ripetuto in Frigia per Attis. come quella che ancora esiste a Comagene (Turchia) nella quale. ovvero «immergo». si ritrovarono a praticare il battesimo. I primi a praticare il battesimo furono i sacerdoti egizi della dea Iside. IV e III sec. tutte queste divinità si trovarono nel pieno di una competizione per la supremazia. Che il sincretismo “pagano” mirasse a imporre un unico dio attraverso una selezione naturale dei culti. furono considerate come prove confermanti l’esistenza di un altro mondo. dopo un periodo di indottrinamento. Nel rito legato al culto del dio Attis. veniva immerso in una vasca contenente acqua lustrale che. alla condizione dell’anima umana dopo la morte. quali quello di Serapide in Grecia nel quale si adoravano Iside e Zeus. riservata in principio ai faraoni. furono costruiti templi in cui venivano adorati contemporaneamente numi “rivali”. Le cerimonie battesimali. in Grecia per Dionisio e Demetra (misteri eleusini) e in Persia per il dio Mithra. Una forma di “comunismo” spirituale che. mentre l’iniziato veniva immerso nell’acqua lustrale. Questa pratica. che era basato su quella politica di ampliamento demografico in atto all’epoca della seconda invasione ebraica dell’Egitto. I misteri miravano alla salvezza dell’individuo per mezzo dell’iniziazione a una dottrina e a pratiche rituali a essa relative che dovevano rimanere celate ai non appartenenti alla setta. che era basato sull’imposizione del proprio dio attraverso una forma di violenza rivoluzionaria. Fu in questo trasferimento di se stesso nel seme che rivive nel proprio germoglio che l’uomo concepí la resurrezione dalla morte. Tra le tante statue ritrovate che datano a quell’epoca ce ne sono alcune che risultano composte da diverse divinità. compresi i ceti piú umili. si rivolsero. a suffragio di un unico culto. 47 . a Babilonia per il dio Marduk. selezionando la divinità trionfatrice sulle altre – monoteismo ben differente da quello della Bibbia. Praticamente il culto dei misteri diede inizio a quel sincretismo che. in secondo momento. dalla voce baptizo. legando le masse a un’unica credenza. Elio e Demetra. in forma pacifica. o meglio attraverso una fusione spontanea delle religioni. cosí l’uomo pensò che anche egli sarebbe potuto risorgere a seconda vita. Apollo. fu infine estesa a tutti. e. quello di assicurare ai propri seguaci la resurrezione. rispondenti al nome di mista. n. av. il realizzarsi di premonizioni ricevute da defunti apparsi in sogno e altre simili allucinazioni e visioni. concessa poi ai grandi sacerdoti e quindi ai dignitari politici e agli ufficiali. sostenute dai vari imperialismi. Accomunate cosí da uno stesso rituale e da uno stesso fine.

anche tu divenuto dio. della Nuova Zelanda e presso alcuni popoli dell’America del Sud. da divenire essi stessi delle vere e proprie divinità. prima fra tutte l’immortalità. si trattò allora di escogitare il sistema che avrebbe permesso agli uomini di poter rinascere una seconda volta – come quel chicco di grano che ritornava a vivere a primavera attraverso il germoglio che usciva dalle zolle. giunsero alla conclusione che avrebbero incorporato l’immortalità del loro dio bevendo il sangue degli animali che venivano immolati in suo onore. che poneva il sole come unico dio dell’universo. aggiungeva: «felice e bello. questo fu sostituito con il vino. Nel culto di Attis e di Cibele il rito eucaristico assumeva l’importanza di convivi collettivi. dipendente soprattutto dal fatto che non a tutti era gradito bere del sangue. quel dio sole (Aton in Egitto) che fu eletto quale unico dio dal faraone Akenaton. con i cerimoniali che si facevano sempre piú raffinati ed elaborati. nella convinzione che questi animali fossero la personificazione del dio che rappresentavano. che avrebbe permesso loro di vivere una seconda vita eterna in seguito alla resurrezione dalla morte. Dopo averli sgozzati. Delle cerimonie celebrative di Attis e di Cibele sono state ritrovate tavolette che riportano le formule di ringraziamento che i fedeli pronunciavano dopo aver bevuto il vino che si era trasformato nel sangue della divinità: «io mi sono mischiato ad Attis» − diceva il credente. come illuminava il inondo dei vivi. il primo a concepire il monoteismo. dicendo: «tu sei vino ma non sei vino perché tu sei le interiora di Iside». che offriva la possibilità di accedere a una seconda vita dopo la morte. Coloro che introdussero per primi il pane nel sacramento eucaristico come sostanza trasformabile nel corpo del dio furono i sacerdoti di Dionisio. inginocchiati. A un punto stabilito della cerimonia il sacerdote eseguiva la consacrazione. La cerimonia della transustanziazione del vino nel sangue della divinità viene riportata da graffiti dell’epoca. che doveva essere rosso e dolce perché eguagliasse il piú possibile il sangue. Dopo di che. altrettanto rischiarava quello dei morti. riprendendo il calice.500 anni prima di Cristo dai sacerdoti della dea Iside. dopo tremila anni. in qualità di dio della fertilità e 48 . (Questa forma di teofagia primitiva. che pontificavano in abiti sempre piú appariscenti e luccicanti di pagliuzze dorate e ricami d’argento. Essendo l’immortalità un requisito riservato soltanto agli dei. preghiere propiziatorie e gesti magici eseguiti da sacerdoti. Tra canti e suoni si consumavano questi pasti comunitari che venivano chiamati «banchetti eucaristici» esattamente come. non rimaneva che trovare il modo di trasferirla da loro all’uomo. vengono ancora oggi chiamate le riunioni dai comunicandi seguaci del cristianesimo. i seguaci ne bevevano il sangue e ne mangiavano le interiora per incorporare attraverso di essi le essenze divine che contenevano. cioè di comunione con il proprio dio attraverso la fagocitazione dell’animale che lo rappresenta. ora potrai vincere la morte». Ricollegandosi a questa ideologia. i quali se le portavano a turno alla bocca tra canti.Su tutte queste divinità trionfava il dio della luce. in un eccesso di esaltazione religiosa furono tanto assimilati agli dei. preso il calice. che. Fu cosí che i praticanti il culto dei misteri. attraverso l’elaborazione di convinzioni primitive − per cui si credeva che mangiando le interiora del nemico ucciso e bevendo il suo sangue si sarebbero assimilate le sue virtú −. è ancora praticata da alcune tribú dell’Africa. se lo passavano a turno. tutte le religioni che seguirono tesero a rapportare il proprio dio a questo astro che. Ideato cosí il sacramento del battesimo. animali che. In una fase di ulteriore raffinatezza. E il sacerdote. lo porgeva ai fedeli presenti. nel suo dominio assoluto sull’esistente. il sangue che prima veniva bevuto direttamente dal collo dell’animale fu raccolto in coppe che venivano passate ai fedeli. il quale. (E gli antropologi ancora si chiedono da dove origini il vampirismo!) Il primo utilizzo del vino in sostituzione del sangue fu praticato in Egitto 1. ringraziando la divinità quale dispensatrice di grazie e di eternità.) In seguito.

Anche lei veniva fatta discendere agli inferi durante i tre giorni trascorsi dopo la morte. tanto che in alcune di esse ritroviamo le stesse formule che ancora oggi vengono praticate dai seguaci di Gesú. egli poteva di conseguenza trasmetterla all’uomo attraverso il sacramento dell’eucarestia – che si basava sul principio primitivo secondo il quale le virtú del nemico ucciso in battaglia si assimilavano bevendo il suo sangue e mangiando le sue interiora. dopo essere stata uccisa per impiccagione. dopo aver predicato la sua religione. assume invece una grande importanza. potessero morire e quindi risorgere. dal momento che.. per quanto fosse supportata da preghiere e cerimoniali – che divenivano sempre piú complessi ed elaborati nelle loro manifestazioni magiche fatte di segni in aria e di formule sibilline –. era simboleggiato da un chicco di grano. una volta sceso sulla terra. e. nel quale. non è mai morta?”. Poiché l’incarnazione del dio veniva motivata dal fatto che egli scendeva sulla terra per far conoscere agli nomini la sua morale di salvezza. che può apparire secondario. esprimeva la propria morale di salvezza. i teologi “pagani” pensarono di far discendere gli dei sulla terra. dopo averlo ricoperto con un mantello di porpora a fine derisorio e dopo avergli messo in mano una canna come scettro e sulla testa una corona di foglie di acanto. 49 . Essendo divenuta cosí la morte della divinità il fine principale da raggiungere per pervenire alla resurrezione. fu costruita soltanto nel II sec. che le ridette la vita. essendo eterna. Nella competizione creatasi tra le varie credenze. fu processato e condannato a morte dopo un interrogatorio riguardante le sue pretese di dichiararsi dio. prima di essere fatti morire per opera dei loro nemici. dio sumero-babilonese. che veniva fatto risorgere il 25 di marzo. Acquisita cosí la virtú della resurrezione. La morte di Marduk. che andò avanti per diversi secoli. ogni setta religiosa compilò un Vangelo. Questo particolare. Sempre per quel principio primitivo che associava la resurrezione alla rinascita della natura. di conseguenza questi dei venivano presentati tutti nelle vesti di predicatori. Quindi. tre giorni dopo la sua morte. tutte. dopo essere stato condotto su una montagna dove. se non la possiede. affinché. che. per accertarsi che fosse veramente morto. Dopo tre giorni dal decesso. rappresentati dai seguaci del male. in primavera. veniva celebrata tra il quindici e il venti di marzo. Ma questa pratica eucaristica. In un passo di questo Vangelo veniva detto che i suoi carnefici prima di seppellirlo. affinché non ci potessero essere dubbi sull’autenticità della sua resurrezione. la Sindone ha origini molto lontane nel tempo!) Una morte del tutto simile veniva raccontata nel Vangelo della dea assiro-babilonese Ishtar. dopo avergli fatto subire una passione. perché attraverso di esso i seguaci di Marduk intendevano portare la prova della morte del loro dio. a completa imitazione delle divinità “pagane”. Nel Vangelo di Attis si diceva che nel sepolcro vuoto fu trovato il lenzuolo in cui avevano avvolto il dio prima di seppellirlo. La sua passione era cosí raccontata nel suo Vangelo: catturato dai nemici. n. provocandogli una ferita dalla quale era uscito un liquido biancastro. Di conseguenza. (Come si vede. raccontando la vita e le prediche del proprio salvatore. per acquisire la virtú della resurrezione da trasmettere agli nomini. durante i quali veniva fatto discendere agli inferi per dimostrare che era divenuto padrone della morte. di questa divinità cristiana che. tutte le religioni “pagane” fecero scendere i propri dei dal cielo. divenendo uomini. furono chiamati sotères: «salvatori». A un certo punto le consacrazioni furono eseguite da tutte le religioni su questi due elementi. come vedremo. finché il terzo giorno fu liberata dal dio supremo creatore dell’universo. che lo uccidevano. le divinità venivano fatte morire e quindi risorgere. rimase appesa all’albero. presentandoli in età già adulta. egli veniva fatto risorgere per ritornare nel mondo degli dei dal quale era venuto. Lo stesso avveniva in Siria per Adone. veniva catturato dai suoi avversari – le forze del male –. per quel nemo dat quod non habet − «nessuno può dare ciò che non ha» −. cominciò a sembrare sempre piú dubbia a causa di quell’evoluzione teologica che portò al seguente interrogativo: “come può una divinità trasmettere all’uomo la virtú della resurrezione. lo avevano colpito al petto con una lancia. I fatti si svolgevano nel modo seguente: Il sotèr. essendo questi dei divenuti capaci di trasmettere la salvezza agli uomini.dell’abbondanza.

dopo essersi affermato in Persia e in Siria. dà avvio alla creazione dell’universo – Mithra è il sole che fuga le tenebre.(È interessante considerare come i primi cristiani.) Se in tutte le religioni la durata della morte delle divinità era di tre giorni lo si deve al fatto che tre era il numero dei giorni che i fakiri passavano sotto terra in quelle catalessi che eseguivano per dare una dimostrazione tangibile della resurrezione dopo la morte. dio solare. (Tutte le religioni non sono che l’adattamento. Le prime. si rifugiarono sulla terra. Noi che siamo in platea vediamo a questo punto che sulla scena il sole pervade incontrastato tutto l’universo. Demetra. che vive solo nella sua essenza eterna di dio in un infinito privo di materia. che si erano liberate in seguito alla morte del toro. frastagliati in una moltitudine di idolatrie. amesha spenta. con la presenza della notte che si intervalla al giorno e le ombre che contrastano la luce. con conseguente discesa agli inferi e resurrezione finale. essendo l’ultima arrivata. esistono ancora le tenebre. n. immaginiamoci di essere degli spettatori che. scaturendo da antichi racconti babilonesi risalenti al XIV secolo av. che gli uomini vennero coinvolti nella lotta tra il male e il bene. XIV sec. rappresentato simbolicamente da un toro.) Questa situazione di un nulla che procede dall’eternità. fu dato il titolo di kyrios («signore») in conseguenza della loro vittoria sulla morte. che grazie a essa riuscí a riunire sotto un solo dio. avuta da Aura Mazda la rivelazione della vera religione. av. poté usufruire delle esperienze altrui. cominciarono a combattersi per il predomino dell’universo. n. veniva attribuita anche al dio greco-egizio Serapide. che esprime un infinito privo di materia rappresentato da un toro cosmico. riporta a quell’animismo che fu la prima base delle credenze umane. si diffuse ben presto in tutto il Vicino oriente. n. A questi dei salvatori (sotères). il mazdeismo. essa si delineò netta e precisa soltanto nel VII sec. È con questa visione. racchiude in sé il bene e il male. fece leggere a Vishtaspa. sconfissero il cattivo Arimane (Angra Maniu) e i suoi «angeli delle tenebre» (demoni). nei vari tentativi che fecero per costruire i loro Vangeli. Anche se la sua origine si perde nella notte dei tempi. che si dimostrarono superiori a quelli delle altre religioni. uccidendo il toro cosmico.) Imposto cosí in Iran dal re Vishtaspa. ma sua madre. di conseguenza la fine del nulla la si faceva dipendere dall’avvento della luce e quindi del sole. che. Fu in conseguenza di questo trasferimento della lotta cosmica sulla terra. rappresentate dal dio Aura Mazda e dai suoi angeli della luce. I seguaci del cristianesimo non sanno che quando recitano il kyrie eleison non fanno che ripetere quelle preghiere che i “pagani” rivolgevano ad Attis. nella sua forma trascendentale. un libro in lingua avestica che riportava la morale dettatagli da dio. (Fu appunto su questi esempi degli altri popoli. Dato che nei dettami teologici il nulla viene assimilato alle tenebre. e. ciò dipese dal fatto che. assistono a una recita: il sipario si apre. prima di giungere alla versione definitiva. Il re. riconosciutala valida. e. la vergine Maria. per opera di un certo Zarathustra (Zoroastro) che. la cui storia. rimodernamento e trasformazione di religioni precedenti. 50 . in virtú dei suoi concetti religioso-politici. Adone. a imitazione della dea Ishtar. Le forze del bene e del male. Marduk. Per comprendere nella maniera piú chiara e rapida possibile la teologia avestica. Cibele. Mithra e a tutti gli altri dei nei loro culti dei misteri. La religione mazdeista risolve il mistero della creazione attribuendo ad Aura Mazda un figlio. tra le tante cose che intentarono ci fu anche quella di far discendere all’inferno non il loro salvatore. Se fra tutte le religioni impegnate nel sincretismo quella che si dimostrò la piú valida fu il mazdeismo. regredendo nel tempo. che. per salvarsi. mostrandoci sul palco Aura Mazda. av. La stessa morte per uccisione da parte dei suoi avversari. tranne la terra dove. seduti nella platea di un teatro. a un certo punto si interrompe per opera di Mithra che. l’Avesta. l’impose a tutti i popoli da lui dipendenti. che i giudei concepirono il programma di riunire gli ebrei sotto un solo dio. e.. che il mazdeismo dà inizio alla creazione dell’universo. re dell’Iran. a cui dà il nome di Mithra – un dio di origine indo-iraniana risalente all’epoca vedica. dopo essersi convertito con la sua famiglia.

Fu cosí che Aura Mazda. trasformando suo figlio Mithra.Gli uomini vorrebbero che anche sulla terra. Dopo di che. il desiderio di Aura Mazda. non ha che da chiederlo ai preti. che lo applicarono a Gesú quale salvatore (sotèr). si dà una spiegazione riguardo alla sua venuta sulla terra che lo vuole nato da una vergine che lo aveva concepito per opera dello stesso dio Aura Mazda. avessero sopportato l’oppressione e le ingiustizie su questa terra. non poteva essere recepito dall’uomo che. che vede gli uomini cedere alle tentazioni dei demoni. avrebbero ricevuto la vita eterna. fu appeso a un palo e fatto resuscitare il terzo giorno dalla morte dopo essere disceso agli inferi. soggetta alla corruttibilità. (La pretesa della religione avestica di possedere la verità è la stessa che avevano tutte le religioni che si dichiaravano ciascuna essere quella vera. Cresciuto in virtú e saggezza. fatto di materia. i vivi e i morti che sarebbero usciti dalle tombe. nonostante desiderino nel loro inconscio che la luce trionfi sulle tenebre. mentre quello dell’uomo viveva nella materia. da questa trasformazione del pensiero in voce. come nell’universo. non potevano comunicare tra loro. Nel Vangelo avestico viene riportata anche l’ultima cena che Mithra consumò con i suoi apostoli: dopo aver trasformato il pane e il vino nel corpo e sangue proprio e aver detto loro che. promise che alla fine del mondo sarebbe ridisceso sulla terra su un carro tirato da cavalli per giudicare. è l’ultimo atto della commedia a cui abbiamo assistito. schierandosi definitivamente dalla parte del bene. va avanti fino a quando il dio Aura Mazda decide di inviare suo figlio sulla terra per insegnare la via giusta da seguire. quello di dio. appartenendo a due mondi differenti. con la fine del mondo. Questo concetto fu poi adottato e fatto proprio dai cristiani. detta delle Beatitudini. Ucciso dopo essere stato torturato. che era puro spirito come lui.) Mithra era presentato nella teologia avestica come il trait-d’union tra quei due desideri di cui ho parlato. ma purtroppo sono loro stessi che. Escluso che l’uomo potesse trasformarsi in essenza divina a causa della sua pochezza. con rassegnazione. che in greco significa «parola» («verbo»). ritornan51 . perché in realtà la teologia cristiana non è che la riproduzione di quella mazdeista. facendolo incarnare come uomo. gli «angeli del male». anche se nel suo Vangelo. il contatto non poteva quindi avvenire che per iniziativa di dio. Una morale che. La sua «passionex è del tutto simile a quella degli altri salvatori appartenenti agli altri culti dei misteri. dal momento che l’uno. operato su tutti i vivi e i morti. accusando le altre di essere false e mendaci. a differenza degli altri culti dei misteri. Nel Vangelo di Mithra venivano raccontati gli attacchi che egli aveva ricevuto da parte dei suoi nemici. non potevano realizzarsi perché. dove si riuniva con il padre Aura Mazda. ritornando in possesso dei loro corpi («resurrezione della carne»). una volta disceso sulla terra. Mithra veniva fatto risalire in cielo. apparteneva a un’altra dimensione. in materia. (Se qualcuno vuole ulteriori spiegazioni sulla nozione di logos. dall’alto di una nube. dunque. Perché il contatto potesse avvenire e dare inizio a una comunione tra dio e gli uomini. bisognava. di modo che l’umanità. nella sua immutabilità spirituale. che voleva la salvezza dell’uomo. a un certo punto decise di tradurre il suo pensiero trascendentale in una voce comprensibile agli uomini. nella quale Mithra prometteva una ricompensa di felicità eterna dopo la morte a coloro che. il bene vincesse sul male. predicando la morale mazdeista. Questo andamento delle cose. che uno dei due mondi superasse il confine di separazione ed entrasse nell’altro. stando alla teologia avestica. in attesa del giudizio universale. è del tutto simile a quella riportata dalle altre religioni riguardo ai loro dei. e il desiderio dell’uomo che voleva essere salvato – desideri che. che Mithra fu chiamato logos. pur avendo lo stesso fine. se lo avessero mangiato e bevuto. con l’annientamento della materia. per mancanza di una direttiva morale. essendo racchiuso in un pensiero appartenente a un mondo essenzialmente spirituale. Il desiderio di dio di indicare agli uomini la via da seguire per vincere il male. dette inizio alla sua attività redentrice. Compiuta cosí la sua missione sulla terra e lasciato ai suoi discepoli il compito di propagare la sua dottrina. entri in una collaborazione con gli «angeli della luce» che permetta di fugare le tenebre anche sulla terra. Fu da ciò. indirizzandosi soprattutto agli umili e agli oppressi. viveva al di fuori della materia. schierandosi spesso dalla parte delle tenebre. Due mondi separati da un confine invalicabile. Questo giudizio universale. ne impediscono la realizzazione.) La vita di Mithra quale salvatore (sotèr). fattosi uomo per volere di dio. veniva riassunta in una predica. i seguaci del principe delle tenebre Arimane e dei suoi demoni.

ne dimostravano l’universalità. parla di un palo (stauros) e non di croce. filosofeggiando sui concetti avestici. Anche l’aristotelismo esponeva il concetto di una divinità unica. con la promessa di una ricompensa che avrebbero ricevuto dopo la morte. cosí si celebrava la sua nascita il venticinque di dicembre per esprimere. come i cristiani hanno invece tradotto per trasferire sul loro Cristo questa profezia. favoriva il sincretismo tanto auspicato dagli imperialismi. Ispirandosi ai culti dei misteri. attraverso l’allungarsi del giorno. A noi non rimane che battere le mani all’ideatore e al regista di questa commedia. gli saranno bruciati gli occhi e infine. che riteneva essere all’origine dei movimenti della materia. Rivolgendosi in particolare a coloro che subivano ingiustizie sociali. l’incenso quale simbolo di spiritualità. 2. che sarebbe stato ucciso dai suoi oppositori. legato.do tutto allo stato precedente la creazione. torturato. e dai sovrani ellenistici che seguirono poi. Fu in seguito a questa coincidenza che alcuni veggenti profetizzarono che al successivo verificarsi dello stesso avvenimento astrale sarebbe nato un “giusto” simile a Zarathustra. che si verifica ogni sette secoli con l’entrata di Giove e Saturno nella costellazione dei pesci. I motivi per cui il mazdeismo si impose sulle altre religioni furono essenzialmente due: 1. indicando i quattro punti cardinali. av. dopo avergli fatto soffrire tutti i mali possibili. e in Grecia. sarà frustato. perché essa non è mai esistita come strumento di morte. preconizzò la realizzazione del sincretismo in un lògos che. compresi i vantaggi che si poteva trarne.) Diffusasi subito in Iran. In Grecia. Tra le tante cose che si narrano di lui. Nella religione avestica. c’era quella che faceva corrispondere la sua nascita (VII sec. come la resurrezione di Mithra veniva festeggiata alla metà di marzo. a simboleggiare la rinascita della natura dopo la morte dell’inverno. in seguito alla conversione del re Vishtaspa che l’impose ai suoi sudditi. dove fu incoraggiata da Alessandro il Macedone prima. immerso in un’eternità fatta di nulla. in Persia e in Siria. in qualità di pensiero. nella condizione in cui si trova. i cui vettori. e. dove fu infine dichiarata religione di Stato. che si sarebbe conclusa con il trionfo definitivo del bene sul male. cioè la croce latina. come che fosse un principe di stirpe reale. e infine a Roma. l’oro quale riconoscimento della sua regalità. Come vedremo in seguito. il sipario si richiude sulla stessa scena su cui si era aperto. (Lo scadere di questi sette secoli coinciderà con l’era messianica. la religione mazdeista si propagò in tutto il Vicino oriente. che avrebbe dato inizio a un’era di benessere. la croce latina non è che un’invenzione operata dai cristiani alla fine del IV sec. Nel rito che si svolgeva in occasione della natività venivano offerti al bambino Mithra. la mirra come espressione del concetto di eternità. non si sa bene a che cosa. n. al centro di una croce. sarà messo al palo. se avessero sopportato le sofferenze con umiltà e rassegnazione. Zarathustra. tendeva a rendere quieta quella massa di insoddisfatti che ha rappresentato sempre uno dei maggiori nemici della stabilità degli imperialismi. n. l’espansione del mazdeismo fu favorita. anche se non possiamo nascondere una certa perplessità. Tutto ciò che si riferisce alla religione mazdeista. e. e come uomo nella figura del “giusto” zarathustriano. coinvolgendo tutta l’umanità in un concetto di salvezza universale. cioè su Aura Mazda che. 52 . in qualità di divinità pose in cielo. cioè dai seguaci del male: ecco quello che vi diranno: che il “giusto “. anche se le sue concezioni-base provengono da antiche leggende babilonesi. Il platonismo. Questa frase riferita al futuro realizzatore del sincretismo. si arrivò a preconizzare addirittura la passione e la morte di questo salvatore. Soprattutto se pensiamo che il risultato comporta la condanna di gran parte dell’umanità a un’eternità di dolore. si attribuisce al suo fondatore. si ritrova a pensare. nato da una vergine.) a un evento cosmico apportatore di luce. Ma non si poteva assolutamente parlare di croce come la intendono i cristiani. la vittoria della luce sulle tenebre. che viene dall’interrogativo: “ma perché tutto ciò?”. che avrebbe dato la propria vita per insegnare agli uomini la giusta morale da seguire. esaltandolo filosoficamente come ideologia apportatrice di benessere e di giustizia.

deve. Eccolo: il male esiste. Negando l’intervento degli dei negli affari del mondo. nelle sue ricerche cosmologiche. Ed è Epicuro che ha dimostrato che dio non esiste e che le religioni sono sorgente di tormento per l’uomo e che l’uomo. dipende dal fatto che vedono compiersi sulla terra fenomeni che. dovette fuggire da Atene. a quei pensatori che negano ogni principio divino: Parmenide. Diogene. continuatore di Epicuro. dunque inammissibile. o dio ne è a conoscenza o lo ignora: 1) dio sa che il male esiste. Per lui la realtà del mondo si iscriveva nell’insieme dei movimenti degli atomi del vuoto: l’infinità dei mondi che nascono e che muoiono nell’universo. ma è stato e sarà un fuoco eternamente vivo che si accende e si spegne secondo delle leggi. Epicuro riprese la teoria atomista di Democrito. invece. ma non vuole . il cui risultato dimostrerà come tutto si compie senza l’intervento degli dei. furono ostacolati quei matematici filosofi che.. Eraclito.. perché al servizio degli imperialismi che basavano il loro potere anche sull’alienazione intellettuale dei popoli. per quanto i credenti (creduli) si siano accaniti a sovvertirlo. Un tale dio sarebbe cieco e ignorante. unità di tutto. scrivendo nel suo poema: tante sono le prove che dimostrano che ciò che esiste non può avere fine. quel movimento nel quale nulla si crea.. nella sua opera. Un tale dio sarebbe crudele e perverso. Per dimostrare quanto le religioni siano state sempre causa di regresso e di oscurantismo. per realizzarsi. 53 . 2. sostenendo come verità accettabili soltanto quelle derivanti dalla ricerca scientifica. accennerò. può sopprimerlo. 3) dio non sa che il male esiste .300 anni dopo).. vuole sopprimerlo. nella sua opera De rerum natura distrugge ogni concetto di divinità. Un tale dio sarebbe impotente. ma tutto si trasforma (legge di Lavoisier. dunque inammissibile. ma fosse il risultato di un miscuglio di materia realizzatosi in un turbine cosmico. non è stato creato da nessun dio. affermava: [… il] mondo. spiegava come l’origine del mondo non fosse dovuta a una creazione divina. Concetto che esprime la teoria dell’espansione e della contrazione degli universi sostenuta dagli scienziati di oggi. seguire un’etica di ragionevole piacere. Il timore che attualmente domina tutti i mortali e li rende succubi delle religioni. in fondo rifiutati o ignorati dalla ragione. ma non può farlo . perché lo può. discepolo di Leucippo. dunque inammissibile. attribuiscono alla potenza divina. nulla si distrugge. si opponevano a tutte queste teorie teologiche i cui concetti. proclamava la materia principio eterno nel suo eterno movimento. È soltanto in seguito alla convinzione che ci porta ad affermare che nulla si può creare dal nulla che noi potremo giungere a scoprire l’oggetto delle nostre ricerche. Lucrezio. ma introdusse la nozione della «deviazione» (il clinamen) per ciò che riguardava la traiettoria rettilinea degli atomi. Condannato per le sue affermazioni razionaliste e antireligiose. altro pensatore ateo e oppositore delle idee mistiche. portò cosí avanti gli studi del suo maestro e si può considerare il fondatore del materialismo odierno. Anassagora. non è stata creata da un dio. non conoscendone la causa. quindi di due cose l’una. come furono incoraggiate le teorie filosofiche che andavano il sincretismo.Di conseguenza.. 2) dio sa che il male esiste. Il ragionamento di Epicuro che dimostra la non esistenza di dio è rimasto inconfutabile. della quale è rimasto soltanto qualche frammento. Leucippo pose le basi della teoria atomica introducendo i concetti del vuoto assoluto e degli atomi che si muovono in esso.. Democrito. sosteneva l’eternità della materia. scrivendo: [… il] principio che noi poseremo sopra tutto è che nulla nasce da nulla per un potere divino [ex nihilo nihil]. ma per merito di una relazione intervenuta tra il caso e la necessità. non potevano essere che una truffa ai danni del progresso e dell’evoluzione sociale. negando un dio creatore.

l’uomo. Ventitré secoli di dogmi e di misteri. l’Illuminismo ridava vita al materialismo ateo. Praticamente. scatenò subito le ire delle autorità ecclesiastiche che la minacciarono di castighi divini. se fosse dipeso da questi oscurantisti ispirati da dio. alla ricerca scientifica. emanava ogni volta degli editti che proibivano la distruzione dei ratti. continua ancora. lasceremmo i nostri arti incancrenirsi per non contraddire il cielo – che. esaltata l’ignoranza fino a santificare i sostenitori del regresso. che piú restano ignoranti e piú fanno il gioco degli imperialismi. che ancora oggi vengono seguiti dai seguaci delle religioni ancora in essere. Quando la peste faceva strage fra le popolazioni. di conseguenza gli atei e i materialisti razionalisti furono perseguitati. che impedirono ogni forma di evoluzione sociale. cioè fino a quando. Nel 1200 il Doge di Venezia sposò una principessa originaria di Bisanzio. considerata da esse la loro peggiore nemica (ex nihilo nihil). contro i quali ogni lotta veniva considerata un sacrilegio. concorrendo a soggiogare le masse. Basti dire che soltanto sotto il pontificato di Pio XII (1939-58) la Chiesa ha ammesso che è utile e lecita l’amputazione chirurgica.Poiché la religione divenne un’istituzione di Stato. ritenendoli i realizzatori della volontà di dio. e soprattutto dal cristianesimo. fra l’altro. fu spiegato dalla Chiesa nei seguenti termini: la principessa ha ricevuto da dio la punizione che meritava perché portava i cibi alla bocca non con le mani come è morale fare. che. lasceremmo che la peste ci distrugga per non uccidere i ratti. nel 1700. 54 . Quando cadde malata. Come conseguenza di quella incompatibilità che c’è tra la ragione e la fede. che ne è l’esatta riproduzione. Il «libero pensiero» fu messo cosí a tacere per oltre ventitré secoli. dopo la sua morte. contrariamente a quanto sostenevano le religioni. tutte le religioni si opposero. furono le tenebre dei misteri e dei dogmi a trionfare sulla ragione e il buon senso. Condannati quei pensatori atei che già trattavano argomenti riguardanti l’atomo. La Chiesa ha sempre considerato le epidemie come flagelli voluti da dio. costretto dal plagio a credere che la materia fosse all’origine di tutti i mali. Nel 1829 Leone XII condannò le vaccinazioni scrivendo: chiunque procede alla vaccinazione cessa di essere figlio di dio: il vaiolo è un castigo voluto da dio. mangeremmo ancora con le mani. a quanto risulta. si affidò alla volontà divina. Poiché questa principessa continuò a seguire alcuni usi della sua terra. a opporsi all’uso dei profilattici e alla pratica degli anticoncezionali. san Bonaventura (il dottore serafico) dichiarò che la sua malattia era la punizione di dio alla quale la principessa si era esposta con il suo comportamento scandaloso. mentre furono esaltati i mistici e i religiosi. da cui fece tutto dipendere. la vaccinazione è una sfida contro il cielo. lasciando l’umanità nell’oscurantismo di quei culti dei misteri. ma per mezzo di forche [forchette] in oro a due denti. Cosicché. e si oppongono ancora.

stanchi di attendere promesse da un dio che non le manteneva. a determinare quell’indebolimento di fede presso i giudei di cui si parla nel libro di Giobbe. viene fatto intervenire dio stesso con parole di incitamento alla pazienza ad attendere il messia che egli aveva promesso. la loro non poteva offrire che un messia che doveva ancora venire. Nella figura di Giobbe veniva rappresentato il popolo d’Israele che. che era stata costruita dagli esuli di Babilonia. con quella rivolta dei maccabei che. Per quel sincretismo che aveva portato tutte le na55 . dette ai giudei la possibilità di rialzare la testa. n. a imitazione dei sotères dei culti dei misteri. av. Essendo lo scopo degli spiritualisti quello di opporsi al sincretismo delle religioni “pagane”. per il fatto che. la religione ebraica. cento anni di pace – che purtroppo non ci furono. questa mancanza di fede non era che la conseguenza della politica applicata dagli imperialismi. con lo scopo di creare un movimento che avesse permesso ai giudei di impossessarsi della Palestina. av. Mentre quella rivoluzionaria continuava secondo gli insegnamenti biblici a tener viva l’attesa del messia guerriero scelto («unto») da dio tra gli uomini che. rappresentato dal suo dio artificioso e preconfezionato. togliendo ogni libertà di culto. la loro religione rimaneva tuttavia in uno stato di inferiorità di fronte a quelle “pagane”. sia in quella rivoluzionaria che. Ma. sicuro della propria innocenza. n. perché Antioco IV Epifane. stavano sempre piú avviandosi alla miscredenza. si chiedeva perché dio lo stesse castigando attraverso un’attesa cosí lunga. fu scritto appunto per richiamare alla fede gli ebrei che. e. avendo determinato la riunificazione della corrente spiritualista con quella guerriera. novello Davide. Poiché lo scopo di questo libro era quello di convincere gli ebrei a conservare la fede nell’attesa del messia. fino a quasi sparire. n. come se fosse un empio. si vennero a trovare di fronte due costruendi monoteismi. per i continui fallimenti. che per quanto cercasse di evolversi rimaneva comunque inferiore alle religioni “pagane”. Il libro. provenendo da una naturale selezione di divinità. mentre queste presentavano ai loro fedeli un salvatore già realizzato. quella religiosa si impegnava a costruirsi un messia sacerdotale che sarebbe disceso dal cielo come predicatore. allorché il re Antioco IV Epifane ritirò tutte le concessioni fatte dai suoi predecessori. rispettando la libertà di culto. quel sincretismo che nel suo pacifismo stava divorando il movimento rivoluzionario giudaico. sia nell’ideologia spirituale. che. la religiosa e la rivoluzionaria. Sarebbero bastati ancora cento anni di quella politica che permetteva la libertà di culto perché Yahvè e tutti gli eroi biblici costruiti dalla Bibbia ritornassero nel limbo degli dei sconosciuti. quella religione messa su per riunire un popolo disperso sotto un solo dio. e. per quanto i teologi giudaici cercassero di elevare il loro dio. n. Fu questa attesa di un messia. che. prima quello persiano e poi quello ellenistico. e. separatesi in seguito alla decisione che presero le comunità extrapalestinesi di dissociarsi da Gerusalemme per seguire un programma essenzialmente religioso. uscito nel III sec. la cui venuta diventava sempre piú utopica. si sarebbe messo a capo del loro esercito per ricostituire il regno d’Israele. e.LA RIVOLTA DEI MACCABEI Prima di parlare della rivolta dei maccabei – la quale. era andata sempre piú ridimensionandosi. Praticamente. re ellenistico. È in questo stato di agonia che troviamo nel II sec. ravvivando il sentimento nazionalista languente. Le due correnti. si stava pacificamente realizzando con il dio Mithra. ispirato alla letteratura fenicia del XV sec.. proseguirono ciascuna secondo la propria ideologia. avevano favorito il sincretismo. è bene fare un breve sommario degli avvenimenti che seguirono la loro scissione. La rivolta dei maccabei scoppiò nell’anno 167 av. invece di proseguire nella tolleranza religiosa praticata dai suoi predecessori. av.. rappresenta certamente uno degli avvenimenti piú importanti della storia giudaica –. e quello giudaico. determinò la riunificazione delle due correnti. quello “pagano”.

sparsi come erano in tutte le nazioni del Vicino oriente. veniva chiamato il «maccabeo» – appellativo che proveniva dalle lettere m k j b. che la Bibbia ci dice essere figlio di Giovanni e nipote di Simone – nomi che ritroveremo tra i suoi discendenti che sostennero le rivoluzioni messianiche –. cioè circa centocinquanta anni dopo il loro svolgersi. di contaminare il santuario e i fedeli. Secondo questi ordini scrisse a tutto il regno. operate secondo l’evoluzione ideologica giudaica. Ma come realizzare un’unione di tutti gli ebrei. 1. per lo zelo che dimostrava per la religione giudaica. Simone detto Tassi. una volta sceso sulla terra come dio. soprannominato Affus. pena la morte a chiunque non avesse agito secondo gli ordini del re. si rifugiò nella città di Moadin. eccezion fatta per i giudei. sotto l’occupazione romana. si contaminassero dí ogni impurità e profanazione. Giuda detto il maccabeo come suo padre. fu risolto dalle due parti a mezzo di un accordo su un messia dalla duplice figura. di innalzare altari. di lasciare che i propri figli. Come risposta alla repressione decretata da Antioco IV. cioè un messia che. 1. 56 . pur trattando i fatti accaduti nella seconda metà del II sec. che in ebraico indicano «chi degli dei è maggiore di te. signore?». La Bibbia attribuisce l’inizio della rivolta a un certo sacerdote di nome Mattatia che. Tutti i popoli acconsentirono a fare secondo gli ordini del re. Sopra Israele fu scatenato cosí il furore (I Mc. si sarebbe poi messo a capo dell’esercito in qualità di uomo come lo voleva l’ideologia rivoluzionaria. costretto a lasciare Gerusalemme perché occupata dalle milizie di Antioco IV. avevano soltanto Yahvé come unico collante per rimanere uniti. con i bambini appesi al collo e con i familiari e quelli che li avevano circoncisi. templi ed edicole. in quanto. non avendo una terra propria. non circoncisi. le donne che avevano fatto circoncidere i loro figli. i primi ebrei a ribellarsi agli editti di Antioco IV furono i giudei della comunità di Gerusalemme: Antioco IV prescrisse un decreto a tutto il regno che tutti formassero un sol popolo e ciascuno abbandonasse le proprie leggi. correzioni e censure. data la necessità di unirsi che si imponeva. l’ultimo. la sentenza del re lo condannava a morte. furono redatti dal partito nazionalista giudaico durante l’era messianica. Mattatia aveva cinque figli: Giovanni detto Gaddi. […I] soldati del re stracciavano i libri della legge mosaica che riuscivano a trovare e li gettavano sul fuoco. e sacrificare carni suine e animali immondi. tutti i popoli si sottomisero alle leggi greche. e. di cui aveva tanto bisogno il partito nazionalista giudaico. Si compirono cosí i primi martiri della rivoluzione yhavista. i rivoluzionari intensificarono le rappresaglie contro l’esercito ellenistico che occupava la Palestina e le ritorsioni a scopo terroristico contro le popolazioni della Giudea. Infatti i due libri dei maccabei. che si trovava a circa quaranta chilometri a nord-ovest di Gerusalemme (Kimbert Qumran). stabilí ispettori su tutto il popolo e intimò alle città di Giuda di sacrificare città per città (I Mc. secondo gli ordini. vedendo che i giudei resistevano ai suoi ordini. av. furono in realtà portati a compimento soltanto tra il II e il III sec. quando. Tuttavia molti in Israele si fecero forza e animo a vincere per non mangiare cibi immondi e preferirono morire.. Mettevano a morte. spedí ancora decreti per mezzo di messaggeri a Gerusalemme e alle città di Giuda ordinando di seguire usanze straniere al loro paese e di far cessare nel tempio gli olocausti.e. Questo sacerdote. se la comunità di Gerusalemme era incentrata sulla figura di un messia uomo guerriero (unto) e tutte le altre su un messia che invece scendeva dal cielo in veste di predicatore? Questo contrasto. 41). tanto da indurre le masse alla convinzione che l’una valesse l’altra. Se alcuno veniva trovato in possesso di una copia del libro dell’alleanza o ardiva obbedire alla sua legge. Il re. secondo l’ideologia spiritualista. Libri che. che aveva fino allora fatto procedere le due ideologie separatamente. Eleazaro detto Euaran e Gionata. n. che decisero di combattere contro quell’abolizione della libertà del culto che avrebbe determinato la loro fine.zioni del Vicino oriente ad accettare pacificamente l’amalgama delle varie religioni. n. sottoposti a continue aggiunte. centocinquanta anni dopo. fece uscire i due libri dei maccabei per sostenere le rivoluzioni messianiche. i sacrifici. Anche molti ebrei accettarono di servirlo e sacrificarono agli idoli e profanarono il sabato. le libagioni. creando una situazione di conflitto tale che costrinse Antioco IV Epifane a proseguire nella repressione contro i giudei con sistemi sempre piú severi. 56). Come risulta dalla stessa Bibbia.

il sacerdote chiamato il maccabeo per il suo zelo nel rispetto delle leggi. che rappresentavano delle vere trappole mortali per chiunque vi si fosse inoltrato per attaccarli. Capitò che un giorno vennero a Moadin. I rivoluzionari. che intendevano nascondere. attaccando direttamente le truppe di Antioco IV Epifane con imboscate sempre piú frequenti e audaci. e. la vera identità. sapendo che non avrebbero reagito in quel giorno per l’obbligo che veniva da dio di rispettare il riposo piú assoluto. mentre incita il suo popolo a combattere contro i suoi nemici. I rifugi in cui si riunirono e si organizzarono – che erano gli stessi dove si annidavano i loro antenati predoni – offrivano una sicurezza pressoché assoluta per la profondità delle grotte e i passaggi tortuosi (esistenti tutt’oggi). I seguaci di Mattatia. Fu a questo punto che i rivoluzionari presero la grande decisione di non rispettare piú il riposo del sabato in caso di attacco nemico. Ma i ribelli. favoriti come erano dalle difese naturali. per evitare soprattutto che le milizie degli occupanti potessero identificare le loro famiglie a scopo di ritorsione. Come il re seppe che una comunità di ribelli si era raccolta sui monti a quaranta chilometri da Gerusalemme. ed estendendo il terrorismo con continue azioni di rappresaglia contro tutte le popolazioni della Palestina e contro quegli ebrei «duri di cervice» che. Mattatia arse di zelo. Cosí organizzarono un contingente di forze e percossero con ira e con furore i peccatori e gli uomini empi. Fuggí coi figli sui monti abbandonando in città quanto avevano (I Mc. venuto a conoscenza delle difficoltà che avevano incontrato le sue truppe. 42). Fu lo stesso Mattatia. una che era ritenuta fra le piú inviolabili. Questo passo della Bibbia. cambiando la legge. 2. non diedero tregua ai superbi e l’impresa ebbe buona riuscita nelle loro mani (I Mc. inviò contro di loro le milizie che erano di stanza in Giudea. 39). Di conseguenza è lo stesso Mattatia che. alle loro greggi e tutto ciò che avevano. Una gran parte dei giudei della città di Moadin seguirono Mattatia e i suoi figli e a loro si aggiunsero volontari che venivano da tutte le parti della Giudea insieme alle loro mogli. come se avessero acquisito nuova energia. 24). dietro di esso. Mattatia e i suoi amici andarono in giro a demolire gli altari pagani e fecero circoncidere a forza tutti i bambini non circoncisi che trovarono nel territorio d’Israele. Questo fu l’inizio della rivolta dei maccabei (167 av. la città dove si era ritirato Mattatia. e distrusse l’altare. dei messaggeri inviati da Antioco IV Epifane per innalzare un altare e offrire sacrifici a divinità “pagane”.). accettando i suoi editti. si infervorarono nella rivolta. Il re. n. la loro stirpe sarebbe presto finita.Questo fatto di darsi un soprannome divenne poi una regola per tutti i rivoluzionari. fremettero le sue viscere ed egli gemé di giusto sdegno. subirono l’attacco senza opporre resistenza. La Bibbia dice che ne furono trucidati piú di mille. per giunta. Presero in quel giorno questa decisione: «noi combatteremo contro chiunque venga a darci battaglia in giorno di sabato e non moriremo tutti come sono morti i nostri fratelli nei nascondigli» (I Mc. li respinsero. uccise nel medesimo tempo il messaggero del re che costringeva a sacrificare. Le truppe di Antioco fecero una vera strage. Egli agiva per zelo verso la legge […]. Quando Mattatia e i suoi amici vennero a sapere di questo fatto. ci dimostra come l’uomo si costruisca dio adattandolo ai propri bisogni. se avessero continuato a rispettare il sabato anche in caso di attacco dei nemici. 2. che si fece promotore di questa decisione. nello stesso tempo gli impone quella legge del riposo del sabato che tende a distruggerlo. ai loro figli. ci faranno sparire in breve dalla terra». 57 . La voce di Mattatia tuonò nella città: «chiunque ha zelo per la legge e vuole difendere l’alleanza mi segua!». mette in risalto ancora una volta l’incoerenza di un dio che. rassicurati cosí da Mattatia di poter combattere anche di sabato. Poi dissero fra di loro: «se faremo tutti come hanno fatto i nostri fratelli e non combatteremo contro í “pagani” per la nostra vita e per le nostre leggi. fedeli alla legge mosaica. Fattosi avanti di corsa lo uccise sull’altare. rimasti idolatri. ordinò di attaccare i rivoltosi di sabato. dicendo ai suoi seguaci che. si erano schierati dalla parte del re. ne fecero un gran pianto. Ciò vedendo. promettendogli di renderlo un grande popolo numeroso come la sabbia del deserto. oltre a dimostrarci l’ampiezza del territorio su cui si erano insediati i rivoluzionari. 2. Era la prima volta che i giudei abolivano una legge del Pentateuco e.

2. che in aramaico significa «pio» (nel concetto religioso di «devoto»). che è la stessa Bibbia a riconoscere. Gli asidei. aveva mai riconosciuto –. in realtà. Ma l’esercito ellenistico era potente: si era istallato in Palestina e. Se gli ebrei che si unirono a Mattatia furono tanti. Per confermare ai posteri il diritto di proprietà che gli ebrei accampavano sulla Palestina – diritto che nessuno. inoltre quanti volevano fuggire davanti alle sventure si univano a loro e diventavano loro rinforzo (I Mc. che li avrebbero accusati di connivenza con il nemico se fossero rimasti neutrali. i giudei diedero un assalto improvviso alle truppe di Gorgia e le misero in fuga. Mattatia morí nel 166 av. si sparsero la cenere sul capo e si stracciarono le vesti.. nemici di dio. ciò dipese piú dal timore di ritorsioni e di persecuzioni che dalla convinzione a seguire un’ideologia: ritorsioni da parte dei rivoluzionari. carichi di «zelo». 42). che si opponeva agli editti del re. In quel tempo si uní con i rivoltosi un gruppo di asidei. Fu a questo punto. e la corrente religiosa rappresentata dagli asidei. Portarono le vesti sacerdotali. i forti d’Israele. fu la loro comunità a essere la prima che si uní al movimento rivoluzionario di Mattatia. come abbiamo visto. gli uomini di Giuda andarono a raccogliere i cadaveri dei loro amici per andarli a deporre con i loro parenti nei sepolcri di famiglia. abbandonata dai giudei. Dopo aver esaltato la fede rivoluzionaria. In quei giorni digiunarono e sí vestirono di sacco. rappresentati dai nazir. Simone e Giuda. ricapitolò tutti quei passi della Bibbia che sostenevano Davide come fondatore del regno d’Israele. terminò il testamento assegnando le cariche principali ai due figli primogeniti. Ma trovarono sotto la tunica di ciascun morto oggetti sacri agli idoli di Lamnia che la legge proibisce agli ebrei. Di conseguenza. stratega dell’Idumea: intonato nella lingua paterna il grido di guerra che si accompagnava agli inni. 3. Simone e Giuda si riunirono con i capi rivoluzionari a Masfa di fronte a Gerusalemme [è la stessa zona del Kimbert dove si trovava la città di Modin] perché nei tempi antichi Masfa era stata in Israele luogo di preghiera. che si posero le basi per la costituzione del partito nazionalista giudaico. che elesse come proprio messia quel salvatore dalla “duplice figura”. Aprirono i libri della legge “pagana” per scoprirvi quanto i “pagani” cercavano di sapere dagli idoli dei loro dei.Fu durante questa prima fase della rivolta che avvenne la riconciliazione tra la corrente rivoluzionaria. la cui istituzione. svilupparono la propria ideologia di un dio celeste traendo insegnamenti dalla teologia “pagana”. persecuzioni da parte delle milizie di Antioco IV. torture che potevano essere evitate soltanto trasferendosi negli insediamenti rivoluzionari. soggiorno dei “pagani” (I Mc. era disabitata come un deserto. affidando quella di capo religioso al primo e quella di capo dell’esercito rivoluzionario al secondo. Simone e Giuda. Gerusalemme. viene attribuita dalla Bibbia a Mosè. continuarono la lotta contro Antioco IV Epifane. ripetendo la parola «zelo» in maniera addirittura ossessiva. che avevano compiuto i giorni del loro voto. procedeva nel suo programma di distruzione del popolo ebraico. le primizie e fecero venire avanti i nazirei. 45). n. Da questo momento in poi i nazir. Il giorno dopo. che li avrebbero sottoposti a torture come appartenenti alla razza ebraica. C’è da rimarcare. appena un anno dopo l’inizio della rivolta. nessuno dei suoi figli ne entrava e ne usciva. che gli spiritualisti. capeggiata da Mattatia il maccabeo e i suoi figli. prima di proseguire. l’attesa del quale starà alla base del movimento rivoluzionario. Sul punto di morire lasciò ai figli un testamento carico di odio. poiché era residente in Palestina. il santuario era calpestato e gli stranieri erano nella fortezza di Accra. Che una gran parte dei partecipanti al movimento rivoluzionario fosse rimasta “pagana” ci viene confermato dalla stessa Bibbia a proposito di una battaglia che i giudei combatterono contro Gorgia. quando ormai la cosa era divenuta necessaria. attraverso la frase riportata sopra. di ira e di vendetta contro i “pagani”. nel pieno della rivoluzione. erano una delle tante caste che costituivano il movimento spiritualista. inesorabile. assumeranno un’importanza determinante per quella che sarà l’organizzazione e la divulgazione dell’ideologia messianica in se58 . e quanti volevano mettersi a disposizione della legge mosaica. il cui nome proveniva dalla parola hassedin. e.

Del resto è meglio morire in battaglia che vedere la rovina della nostra gente e del santuario». 59 . Presi il pugnale e il libro come emblemi della loro ideologia. Ma il connubio tra il cielo e la terra appare ancora piú evidente nelle battaglie che seguirono. che assicurava anche un’assistenza logistica attraverso coloro che erano rientrati nelle loro abitazioni. quale quella che Giuda combatté contro Lisia. Procedevano in ordine con un alleato venuto dal cielo. i comandanti di mille. è il simbolo regale di Davide. apparvero dal cielo ai nemici cinque uomini splendidi su cavalli dalle briglie d’oro. 11. Anche Lisia fu costretto a fuggire vergognosamente (I Mc. Mentre si trovavano ancora vicino a Gerusalemme. che per loro rimanevano sempre degli invasori abusivi e dei predoni. veniva costretto dai pagani ad aprire la bocca e a ingoiare carne suina. visioni che racchiudono simbolicamente la duplice personalità dell’eroe sacerdotale e guerriero. i quali per smascherare i soldati francesi che si erano vestiti da civili. dai gebusei. messosi al comando di un esercito che aumentava sempre piú di numero. Giuda ordinò: «cingetevi e siate forti e state preparati per l’alba di domani a dar battaglia a questi stranieri che si sono alleati per distruggere noi e il nostro santuario. di cento. (Il far mangiare carne suina per scoprire gli ebrei era un sistema praticato dai soldati di Antioco IV. da contrapporre ad Antioco IV. di tornare a casa loro secondo la legge. Poi levò il campo e si disposero a mezzogiorno di Emmaus. Non c’è sistema migliore per inculcare un’ideologia a un popolo che quella di metter in bocca ai martiri l’apologia della fede per la quale vengono torturati e uccisi. Giuda stabilí i condottieri del popolo. 8). soddisfatte cosí le esigenze ideologiche e rinvigoritosi dall’unione delle due correnti. di cinquanta e di dieci uomini. Disse a coloro che costruivano case o che stavano per prendere moglie. 10. Gettatisi come leoni sui nemici. si mette alla testa dell’esercito rivoluzionario: Giuda e tutti i suoi uomini partirono insieme con coraggio. uno degli scribi piú stimati. il primo come simbolo guerriero e il secondo come simbolo spirituale. come il rosso. apparve come un condottiero davanti a loro un cavaliere in sella. ne stesero al suolo undicimila fanti e milleseicento cavalieri. in atto di agitare un’armatura d’oro. in qualità di annunciatore del futuro messia. la rivolta si trasformò in una vera e propria guerra contro le truppe ellenistiche di stanza in Palestina e i loro alleati. Il movimento rivoluzionario. che erano rappresentati dai cananei. grazie ai volontari che accorrevano dalla Palestina e da tutte le comunità sparse nel Vicino oriente. nella quale il cavaliere disceso dal cielo. che guidavano i giudei. In questa situazione di conflitto tra i rivoluzionari e l’esercito di Antioco IV. riportando. le piú strabilianti vittorie. Con questa organizzazione. a quelli che piantavano la vigna o che erano paurosi. Un tale Eleazaro. cioè quegli eroi di cui tutti i movimenti rivoluzionari basati sulla violenza hanno bisogno per tenere viva la fede nella massa dei seguaci. Dopo questo. prese ad attaccare i nemici d’Israele. generale di Antioco. che andrà sempre piú estendendosi nelle comunità ebraiche del Vicino oriente. 29). lo rendevano invulnerabile (Mc. fece dei rivoluzionari in un vero e proprio esercito. i redattori del libro dei maccabei costruiscono i primi martiri del partito nazionalista giudaico. vestito di bianco. C’è da rimarcare che in queste visioni vengono sempre abbinati il colore oro che. per la misericordia che il signore aveva avuto di loro. Giuda. e il colore bianco che rappresenta la sacralità sacerdotale. secondo quanto afferma la Bibbia. Essi presero in mezzo il maccabeo [Giuda figlio di Mattatia]. facevano loro pronunciare la parola «ceci»).no all’organizzazione rivoluzionaria. dagli ammoniti e da tutti quei nemici tradizionali che si erano alleati con Antioco IV per buttare fuori definitivamente questi ebrei. tutti gli altri li costrinsero a fuggire. il che ci ricorda quel metodo che fu usato dai rivoltosi dei Vespri siciliani. Quello che è da prendersi in considerazione in queste battaglie è il continuo richiamo alla venuta del messia attraverso visioni di angeli e cavalieri che scendono dal cielo per condurre i rivoluzionari alla vittoria. Descrizione di una battaglia combattuta da Giuda: accesasi una lotta durissima. riparandolo con le loro armature.

Nel giro di pochi anni tutte le comunità ebraiche del Vicino oriente furono totalmente coinvolte nella rivoluzione giudaica e in maniera cosí impegnata da formare una vera organizzazione internazionale. prima di morire. come la stessa Bibbia afferma. che porterà al cristianesimo. Saul. risposero potenziando gli attacchi contro i soldati ellenistici e intensificando il terrorismo contro i villaggi dei “pagani” che incendiavano. 39). non potrei sfuggire né da vivo né da morto alle mani dell’onnipotente. figlio mio. Balzando dal loro appostamento li trucidarono. da volontari provenienti da tutte le comunità extrapalestinesi. uno tra i tanti. Davide e da tutti gli altri criminali che la Bibbia esalta come eroi. Il partito nazionalista giudaico. «Ti scongiuro. riceveva assistenza logistica e arruolamento di volontari dalle comunità che si trovavano in questa nazione. mentre gli altri riparavano sul monte. scegliendo di preferenza la notte come tempo favorevole a queste incursioni. in cui viene descritta un’azione terroristica che eseguono contro un corteo nuziale. che porterà i romani a considerarli dei briganti (latrones) a cui riservare come condanna la crocifissione. mettevano in fuga non pochi dei nemici. riunendosi in assemblee (ekklesíe) sotto la direzio60 . ignorata nella maniera piú assoluta dalla Bibbia. Le nozze furono mutate in lutto e i suoni delle loro musiche in lamento (Mc. fedeli seguaci degli insegnamenti della Bibbia. preferendo una morte gloriosa a una vita ignominiosa. 7). secondo il sistema già usato dai loro atavici predoni. ma nell’anima sopporto volentieri tutto questo per il timore di lui». 9. Il signore a cui appartiene la sacra scienza. sputando il boccone e. La fama del loro valore risuonava ovunque (II Mc. che sarà tra le piú autorevoli a sviluppare l’ideologia spirituale essena. La carica dottrinale contenuta nelle espressioni della madre che incita l’ultimo figlio ad affrontare i carnefici. Per comprendere bene di cosa fossero capaci questi guerriglieri. attività che si dimostrerà in seguito tutta la sua influenza. osserva il cielo e la terra. trovandosi sui confini della Siria. Non temere questo carnefice ma. 6). e presero le loro spoglie [derubarono i cadaveri].7. che celebrava il matrimonio della figlia di uno dei grandi magnati di Canaan […] Ed ecco. è una chiara esaltazione della resurrezione dopo la morte. riporto un fatto. li incendiavano e impadronendosi delle posizioni piú opportune. 25).Ma egli. assimilata dal culto dei misteri. perché essendo la regione piú lontana dalla Giudea era la meno sottoposta ai controlli delle truppe di Antioco IV. fedeli agli insegnamenti rivoluzionari biblici. ciò dipese da due motivi: primo. [… I] guerriglieri di Giuda piombavano all’improvviso su città e villaggi. accetta la morte perché io ti possa riavere insieme a loro nel giorno della misericordia [giudizio universale]» (II Mc. i rivoluzionari videro un corteo numeroso e festante e lo sposo con gli amici e i fratelli che avanzava incontro al corteo. tale è anche l’origine del genere umano. dopo averli derubati e passato a fil di spada i loro abitanti. Ripetendo cosí quei sistemi già praticati nel passato da Giosuè. Alle persecuzioni operate da Antioco IV Epifane. Ogni comunità costituí un direttivo che. molti caddero colpiti a morte. i membri del partito nazionalista giudaico. Se uno dei centri piú imponenti e piú organizzati si costituí in Galilea. sa bene che soffro atroci dolori sotto i flagelli. alzando gli occhi. si sparse dando vita a insediamenti su tutto il territorio della Palestina. quella resurrezione che la religione avestica aveva esteso attraverso il concetto cosmico a tutta l’umanità. che risiedevano nei pressi di Gerusalemme. i partigiani del movimento rivoluzionario yhavista perseverarono in questa forma di terrorismo. rinforzato. si incamminò volentieri al supplizio. ripeté ai suoi aguzzini che cercavano di fargli rinnegare il suo dio: «se dovessi rinnegare il mio dio per sottrarmi al castigo degli uomini. mostrandoti degno dei tuoi fratelli già morti come martiri. attraverso l’ekklesía di Damasco. Questa idea di vita eterna dopo la morte. 3. con tamburi e strumenti musicali e grande apparato. osserva quanto vi è in essi e sappi che dio li ha fatti non da cose preesistenti. che sarebbe risorta alla fine del mondo per affrontare il giudizio universale. che erano tra le piú attive nel sostenere l’ideologia yhavista. la troviamo espressa in maniera ancora piú evidente nel martirio di sette fratelli che furono uccisi insieme alla madre. secondo. E ancora: Cosi cominciò a diffondersi il timore di Giuda e dei suoi fratelli e le genti intorno furono prese dal terrore (I Mc. perché.

Siamo a conoscenza di tre delle lettere inviate dalla comunità di Gerusalemme durante la rivolta dei maccabei alle comunità extrapalestinesi. si fece chiamare l’«asideo». i soldati dell’esercito giudaico. Menfi e nella regione di Patros. il quale aveva con se centomila fanti e duemilacinquecento cavalieri. e alla costellazione dei pesci il simbolo del loro messia – che era appunto rappresentato da un pesce. In un susseguirsi di successi militari – quei successi militari favolosi tipici della narrazione biblica –. 21. Giunti alla conclusione che si sarebbero potuti impadronire dell’Impero romano. la propaganda giudaica. che sconfisse in una battaglia nel Bassan. inviata alla comunità di Alessandria che. assimilati i concetti spiritualistici. In tal modo combattendo con le mani e pregando dio con il cuore. pur continuando a eseguire stragi secondo i metodi tradizionali. 26). i filistei. dette come segno dell’imminente avvento del messia l’illuminarsi della notte. tra- 61 . di Gallade. che dovevano trascorrere perché si presentasse sulla terra quel “giusto” che avrebbe dato inizio a un’era di tranquillità e di pace. se si considera che l’una era a favore al sincretismo. pur rispettandola nel suo ruolo di esecutrice materiale. e perciò cominciarono a fuggire precipitandosi chi da una parte e chi dall’altra cosicché erano colpiti dai propri compagni e trafitti dalle punte delle loro spade. Giuda l’asideo mosse contro Tímoteo. che era considerata la guida del movimento. cercarono di ravvivare quella fede che già dal IV sec. che sollecitavano l’avvento del messia con le loro preghiere. e. durante il quale stavano preparando la guerra finale che li avrebbe dovuto portare a trionfare definitivamente sui nemici di dio. Di conseguenza. Invece gli uomini di Giuda con invocazioni e preghiere si gettarono nella mischia contro i nemici. incoraggia la riconciliazione tra la religione ebraica e la filosofia greca. Giuda partí all’attacco dei nemici d’Israele. Gli uomini di Nicanore avanzavano al suono delle trombe e degli inni di guerra. All’apparire del primo reparto di Giuda si diffuse tra i nemici il panico e il terrore. batté gli idumei. cioè editi in quel periodo dell’invasione romana della Palestina. In questo potenziamento di forze. a Saturno. Due. perché si verificò contro di loro l’apparizione di colui che dall’alto tutto vede. Anche Giuda. furono presentati nei due libri dei maccabei come ferventi credenti. si incaricava di eseguire gli ordini che riceveva dalla comunità di Gerusalemme. Timoteo era trincerato in un luogo chiamato Carnion. aveva cominciato a dare segni di cedimento. fu certamente per opera della corrente spirituale. Che i religiosi avessero preso in mano il movimento rivoluzionario ci viene confermato dal fatto che i rivoluzionari cambiarono il loro appellativo di maccabei con quello di asidei. dando per imminente l’avvento del messia e facendo propria quella profezia zarathustriana che stava per compiersi: i sette secoli. come avevano già saccheggiato la teologia avestica per costruire la propria ideologia religiosa. Per comprendere il significato intrinseco dei due libri dei maccabei bisogna tenere presente che questi furono scritti centocinquanta anni dopo i fatti in esso riportati. Tafni. il capo dell’esercito. distrasse le città di Efrom e umiliò lo stesso Antioco IV Epifane. gli ammoniti e contro lo stesso esercito di Tolomeo. traendo gli argomenti dal commentario di un certo Anfibulo. che si era imposta su quella rivoluzionaria. si stavano compiendo e. i giudei. derivante da un coinvolgimento sempre piú attivo delle comunità del Vicino oriente. mosse contro Camion e ne uccise altri venticinquemila (II Mc. che era una fortezza inespugnabile e inaccessibile per la strettezza dei suoi passaggi. Poiché questo avvenimento astrale avrebbe comportato un aumento di luminosità nel cielo. sconfiggendo Roma. lasciato il nome di maccabeo. infliggendo una solenne sconfitta al generale Lisia. pianeta apportatore di mutamenti sociali. Se il partito nazionalista giudaico era riuscito a indirizzare la massa popolare ebraica sull’attesa di un messia che sarebbe disceso dal cielo. e la terza. il loro trionfo sui nemici. dirette alle ekklesíe che si trovavano in Egitto nelle città di Migdol.ne di un capo. per ravvivare la fede che stava scemando. Giuda li inseguí e dopo aver sterminato trentamila dei fuggitivi. contengono esortazioni a rimanere fedeli alla legge mosaica. per coinvolgere le masse alla loro rivolta. av. quella filosofia religiosa platonica che era contestata dagli spiritualisti ebrei per ragioni che risultano ovvie. che lo stesso re gli aveva mandato contro con un potentissimo esercito. l’altra era contro. facendo particolare riferimento alla celebrazione della festa delle Capanne. parimenti si impadronirono anche della loro profezia. n. attribuendo a Giove la regalità di Davide. vedendo in questo sincretismo il suo peggiore nemico. riportando vittorie contro i figli di Bean.

quali Abramo. perché radunò coloro che erano sperduti – riferendosi alle comunità giudaiche che si erano unite alla rivolta dei maccabei. deciso a non lasciare ombra nella sua storia. inviò un certo Eupolemo come messaggero a Roma per ottenere dal senato. Con Giuda i redattori dei due libri dei maccabei vogliono costruire il simbolo dell’eroismo rivoluzionario. presi dal panico. dopo averne tessuto gli elogi. 8. quando sentí parlare dei romani. Giuda. Cadde anche Giuda e gli altri fuggirono (1 Mc. il partito nazionalista giudaico proseguí la lotta contro suo figlio Antioco V. che è in tutto uguale. dopo avergliela tolta di mano. che alla fine neppure viene ucciso. dopo averlo abbattuto colpendolo con una sassata in fronte. Una celebrità tanto priva di ogni riscontro storico. con la quale. riportato nel primo libro.. La falange avversaria si mosse avanzando ai due lati al suono delle trombe. se non addirittura peggiorata: Demetrio. vide che l’esercito di Bacchide era composto di ventimila soldati e duemila cavalieri. 9). Che la figura di Giuda l’asideo sia tutta una montatura propagandistica. In onore di Giuda fu composto un cantico di elogio. delle loro imprese e della loro potenza. 26). Giosuè. Ai romani piacque la proposta e l’accordo di un reciproco sostegno fu scritto su tavolette di bronzo che furono subito spedite a Gerusalemme (I Mc. Davide. successore di Antioco V. tra i tanti episodi che lo associano alla figura di Davide. Salomone e tutti gli altri re che li seguirono. la protezione. non potendo dire nulla di concreto circa la sua vita. 21). Giuda morí nell’anno 160 av. affrontò ugualmente Bacchide. ai canti che furono dedicati a Davide. è la stessa che c’è fra tre divisioni di fanteria piú una divisione corazzata e un 62 . poiché una parte degli ottocento riuscí pure a fuggire. esattamente come aveva fatto Davide. Ma come si può pensare che certe stupidaggini possano essere prese sul serio? Soltanto nei libri dove le verità dipendono dai sogni e dalle rivelazioni si può sostenere che ventotto soldati. a imporre tributi e a perseguitare senza pietà i sovversivi. 1215. equiparandolo a Davide. Ci fu un momento in cui Giuda e i suoi uomini misero in difficoltà Bacchide e avrebbero riportato vittoria se non fossero stati circondati dall’ala sinistra dell’esercito che cosí li prese alle spalle. Samuele. rallegrandosi grandemente per la manifesta presenza di dio (II Mc. Di tremila che erano ne rimasero cosí soltanto ottocento. togliendogliela anche lui di mano. appare evidente quando. gli aveva tagliato la testa. continuatore della politica repressiva del padre. di cui tre a cavallo. Morto Antioco IV Epifane. riportata in termini attuali. continuò a occupare la Palestina e a schiacciare la Giudea con una severità addirittura superiore a quella di Antioco IV Epifane. che comandava tremila uomini. che è passata sotto silenzio dalle fonti storiografiche al pari di tutti gli altri eroi biblici. voglio riportare il passo riguardante la morte gloriosa che attribuisce a Giuda: quando Giuda. Per dimostrare quanto la Bibbia sia un prodotto esclusivo della fantasia. dopo avergli proposto un patto di amicizia e di alleanza. si cerca di esaltarlo dandogli una personalità dalla fama universale. debbano lottare tanto contro uno – tale è la proporzione tra l’esercito di Bacchide e gli ottocento rivoluzionari di Giuda –. Cosí si accese la battaglia definitiva e caddero finiti a morte da una parte e dall’altra. che aveva conservato per tutta la vita la spada di Golia con la quale gli aveva tagliato il capo. Le vittorie dei giudei si moltiplicarono e tanta fu la baldanza che Giuda trasse dai propri successi che.volsero non meno di trentacinquemila uomini. e. La proporzione tra l’esercito di Bacchide e i guerriglieri di Giuda. La terra fu scossa dal fragore degli eserciti e la battaglia durò dal mattino alla sera. n. anche se nella realtà dei fatti egli lasciò la situazione giudaica identica a come l’aveva ereditata dal padre Mattatia. viene raccontato che Giuda aveva conservato per tutta la vita la spada di Antiochio. tendente a caricare i rivoluzionari di vigore nazionalista. sovrintendente di Antioco IV. fuggirono. per battere definitivamente il regno ellenistico che stava riducendo Israele in stato di schiavitú. La maggior parte dei rivoluzionari. per stile e contenuto. fu preso dallo sconforto. Mosè. dicendo: Giuda divenne celebre fino alle estremità della terra. In esso. e la sua morte non poteva che essere quella dei piú grandi eroi.

E. Senza parlare poi di tutti i fiaschi fatti dal signore. facendogli rinnovare l’alleanza precedentemente stipulata dal fratello Giuda. 18). e Gerusalemme continuerà a essere un mucchio di rovine. gli ebrei si ritroveranno con un pugno di mosche: la Giudea risulterà ancora sottomessa al regno ellenistico. è il rinforzarsi degli insediamenti dei rivoluzionari che si erano formati nella regione della Galilea. riguardo questo periodo della storia di Gionata. in un certo qual modo. Le figure di sacerdote e politico erano state sempre separate. Anche se le concessioni fatte da Demetrio sono di gran lunga superiori a quelle che Gionata riceve dal re Alessandro. Di particolare importanza è da considerarsi il riconoscimento di Gionata quale sommo sacerdote da parte del re Alessandro che legalizza. che era il maggiore sostenitore dei romani nel Vicino oriente. non è che un’altra favola. porterà i giudei a perseguire un imperialismo universale. Due favole. con Davide. che hanno lasciato le cose invariate. dopo tanti lampi e tuoni. due fiaschi. Ma le favole. come se non bastasse. in seguito all’accordo stretto con i romani.. al quale ho fatto rimarcare questo assurdo. vengono attribuiti a Gionata sono a dir poco strabilianti. indispensabile per sostenere quel programma teocratico che. che lasciò i suoi pastori erranti nel deserto del Negheb nella stessa situazione in cui li aveva trovati. esattamente come la storia vera le riporta. che alla fine dovrà comprarsi la terra per avere una sepoltura. associa nella stessa persona insieme al quella di capo dell’esercito. Tutte le conclusioni della Bibbia finiscono sempre nel nulla come immagini riflesse su bolle di sapone. già ideologicamente espressa nel messia dalla duplice figura. tanto che. Con Gionata. eletto generale dell’esercito e sommo sacerdote. ancora una volta. cedette il comando datogli da dio a dei capi tribú. insediamenti che assumeranno in seguito un’importanza determinante nella lotta contro i romani. alla quale devono alla fine sottostare. e gli si attribuisce una potenza militare e politica tale che lo stesso Demetrio è portato a temerlo. lo esonera dal pagamento delle tasse. cercò di trarre dalla sua parte Gionata scrivendogli questa lettera: abbiamo sentito dire di te che sei uomo forte e potente e disposto a essere nostro amico. alla fine risulterà una nullità che svanisce nel buio di una cecità che precede il suicidio. a cui interessa soprattutto dare importanza al riconoscimento di Gionata quale sommo sacerdote da parte del re. per confermare il loro eroe nel suo ruolo di personaggio politico-religioso. In un crescendo di esaltazione propagandista. i redattori della Bibbia lo mettono a connessione con Roma nella qualifica di sommo sacerdote e conduttore di eserciti. cioè senza patria e senza terra. a cominciare da Abramo. dopo avergli attribuito la distruzione dei filistei. figlio del re Demetrio. Ma il re Alessandro. Viene riportato vittorioso su Apollonio. quel monarca eletto da dio re dei re. si concretizza la fusione politico-religiosa. che si uniscono alle favole e ai fiaschi di tutti gli altri eroi biblici. il grande sacerdote. che si è voluta rendere credibile puntellandola su fatti e nomi appartenenti alla storia. dopo avergli riconosciuto il comando della Giudea. Un teologo. venuto a conoscenza di questa alleanza. Noi dunque ti nominiamo oggi sommo sacerdote del tuo popolo e amico del re perché tu favorisca la nostra causa e mantenga amicizia con noi (I Mc. Nel nulla si sono concluse le grandi vittorie di Giuda e le grandi conquiste di Gionata. basato sul monoteismo. per quanto si cerchi di renderle credibili. per continuare con Mosè che. Un particolare che va messo in evidenza. sempre favole rimarranno e come tali non potranno cambiare mai il corso della realtà. Le vittorie militari e i successi diplomatici che. per la prima volta nella storia ebraica. quella carica spirituale che il partito nazionalista giudaico.reggimento. schierano il loro eroe dalla parte del re Alessandro. come la storia vuole. 10. facendogli rinnegare l’alleanza che egli aveva stipulato con Demetrio. il grande condottiero. che aveva affidato le funzioni religiose a suo fratello Aronne. in guerra con Demetrio. i redattori della Bibbia. come quella di Giuda suo fratello. come sempre accade nella Bibbia. alla sua morte.. lo si fa diventare amico di Alessandro Balas. 63 . il partito nazionalista giudaico costruisce in lui una figura di eroe addirittura superiore a quella di Giuda. mi ha risposto che certe cose possono essere comprese soltanto da coloro che hanno la fede . A Giuda successe il fratello Gionata. continuerà a pagare i contributi a Trifone. con Sansone che. successore di Demetrio. a cominciare da Mosè. La vita di Gionata. anche se. per averlo suo alleato.

si guardò bene dal mettergli le mani addosso. ignorando le opere che gli attribuisce la fantasia. corrispondenti oggi a sei divisioni di fanteria. re e condottiero dell’esercito per acclamazione di popolo. gli attribuirono l’ampliamento delle città 64 . Trifone cercava di diventare re dell’Asia.derivanti dai continui pentimenti. dagli ammoniti e contro quegli ebrei. Non è questa la dimostrazione piú evidente della chimericità di un dio che promette. che è uno dei sistemi piú usati dalla Bibbia per far sparire i suoi personaggi]. poiché si deve dare un finale alle vicende di Gionata. La Giudea. per farlo morire si ricorre all’espediente del tranello. passata per lecita perché nessuno può dimostrare il contrario. promette e non mantiene mai? Se Gionata viene fatto morire in un tranello è perché non si poteva fare altrimenti. per quanto si cerchi di esaltarlo come essere onnisciente e onnipotente. Anzi lo ricevette con molti onori. quella città emblematica nella quale. risolve la situazione rimandando tutti a casa]. dai filistei. la Samaria. Gionata gli uscí incontro con quarantamila uomini scelti e inquadrati. eccetto duemila uomini che inviò in Galilea. «duri di cervice». Con la rivolta dei maccabei si conclude la storia del popolo ebraico raccontata dalla Bibbia. storicamente mai avvenuta. rimase Simone. il popolo prediletto da dio – come la stessa Gerusalemme. fidatosi di lui. continuò la lotta contro gli ellenistici e i loro alleati. rimandò indietro le truppe. sono disposti a far passare per fessi anche i loro eroi. lo costringe ad adeguarsi a essa. lo ero venuto proprio per regalarti tutto questo». è soltanto perché viene concesso dalle divinità “pagane” dietro pagamento di un affitto. e la terra promessa è ancora un’utopia. e di Giovanni. gli fecero costruire mura solide e alte torri per difendere Gerusalemme e tutte le altre città della Giudea. cosí vollero costruire in Simone la figura del monarca giudeo che regna su uno Stato che finalmente si è realizzato. che. ucciso da una tribú della Transgiordania mentre trasportava i beni dei giudei. avvenute come sopra illustrato. cingere la corona e stendere la mano contro re Antioco [fin qui il fatto corrisponde alla realtà]. Ma quando Gionata fu entrato in Tolemaide. lo resero alleato di Roma. Sarà solennemente eletto sommo sacerdote. continuano a combattere contro gli ebrei. e venne a Beisan [la Bibbia. Dei cinque figli di Mattatia. sotto forma di tasse e di tributi che gli ebrei pagavano agli imperi che gliene concedevano l’uso. tutti i presupposti per dare la vittoria ai rivoluzionari. Anche se ogni commento è quanto mai superfluo. Gionata. che si sono inventati un dio per legalizzare il loro mestiere di predoni. chiusero le porte e si impadronirono di lui e passarono a fil di spada quanti erano entrati insieme a lui. per decine di secoli vittorie e trionfi degni dei piú grandi conquistatori. I popoli indigeni. Lo fecero diventare amico del re Demetrio e del re Antioco VII. anche se tutto era stato predisposto perché riportasse contro Trifone una vittoria meritevole di essere ricordata dalla storia. secondo la Bibbia. rinasti nelle loro terre ataviche. preso il comando del movimento rivoluzionario. La morte di Gionata è la classica dimostrazione di come siano state costruite le favole bibliche. Nella persona di Simone. [Ma. quel dio che. di tutti sono state e di tutti continuano a essere tranne che di loro. obbligandolo a ricominciare sempre da capo con le sue contraddizioni. mettendo a disposizione di Gionata un esercito di quarantamila uomini. che la Bibbia asserisce sia deceduto schiacciato da un elefante in una battaglia contro Antioco V. lo presentò ai suoi amici e dopo avergli offerto dei doni gli disse: «perché sei venuto con questo grande esercito se non c’è guerra tra di noi? Su. Come avevano fatto con Salomone. se fosse veramente avvenuta. Via via che riporterò i passi della Bibbia farò delle osservazioni per far comprendere il meccanismo seguito dai falsari. che continuavano a ignorare il dio della Bibbia per seguire le divinità “pagane” dei loro antenati. rimanda tutti a casa e vieni con me a Tolemaide dove io ti consegnerò le altre fortezze e il resto dell’esercito e i funzionari. crea. Perciò gli mosse contro. che ritornarono nella Giudea. trattandosi di un sospetto]. a fine propagandistico. faccio comunque rimarcare che i redattori della Bibbia. ritenendoli degli invasori abusivi e dei terroristi. deve sempre sottostare alla realtà degli eventi riportati dalla storia. dopo la morte di Giuda e di Gionata. la propaganda del partito nazionalista giudaico riconfermerà il connubio tra la corrente religiosa e quella rivoluzionario-politica da cui era stato partorito il messia dalla duplice figura. pur di raggiungere i loro scopi. Trifone. superiore a quello di Trifone. vedendo che Gionata era venuto con un poderoso esercito. la Galilea e tutte le altre terre della Palestina sulle quali hanno ottenuto. se di tanto in tanto riescono a infilarci dentro il loro signore. Ma siccome non può raccontare di una battaglia sostenuta con Trifone. rappresentati dai moabiti. e sarà riconosciuto nelle sue cariche da Roma. ma sospettava che Gionata glielo impedisse nel caso gli muovesse guerra [intromissione abusiva di Gionata come personaggio nella storia. di Eleazaro. quella storia che.

di Gazara e la fortezza di Gerusalemme. Di tutto ciò che la Bibbia riferisce circa Simone. Anche se la Bibbia non lo dice c’è da presupporre che la settima fosse per lui. di Ghezer presso i confini di Asdod e. quella di re e di sommo pontefice. la ricostruzione delle mura di Gerusalemme [ancora una volta!] e le sue imprese sono scritte negli annali del suo sacerdozio. il quale. che si chiude su di lui con queste parole: le azioni di Giovanni. Giovanni è l’ultimo personaggio del Vecchio testamento. Ma. venne stabilito che il messia sarebbe stato un discendente di Simone. nonché di vari re. di Giaffa. è l’insistenza nel legalizzare le sue due cariche. Le città di Gazara. e. come si era frantumato l’immaginario regno di Salomone. quali Antioco VII e Demetrio. rimase a capo dei giudei fino all’anno 104 av. assunte anche lui le cariche di re dei giudei. quello che maggiormente deve essere rimarcato. Disposero che questo fosse stato scritto su tavole di bronzo perché fosse a disposizione di Simone e dei suoi discendenti (Mc. che secondo la fantasia biblica gli erano state concesse precedentemente da Demetrio. durante un banchetto a cui li aveva invitati. Dopo questa data segue un vuoto storico per ciò che riguarda l’attività del movimento rivoluzionario. sempre seguendo quell’aspirazione che avevano sempre avuto di rapportarsi alle grandezze dell’Egitto. della madre e dei suoi quattro fratelli. Giuda. gli chiese indietro le città di Ioppe. da quando divenne sommo sacerdote dopo la morte del padre Simone. oltre al fatto che è il fondatore della stirpe degli Asmonei. fondatore della stirpe degli Asmonei. quando la storia − quella vera − ci farà ritrovare i guerriglieri giudei opporsi a Pompeo. Cosí. dopo essersi imposto in Siria. che invade la Palestina con le sue legioni. 1. Soltanto chi non ha ancora capito che la Bibbia è tutta una finzione si chiede dove possano essere finiti questi «annali». 65 . re e sacerdote. che. di Ioppe e la fortezza di Gerusalemme che erano state date a Simone dalla fantasia dei redattori della Bibbia. per il fatto di essere troppo vicine all’epoca in cui sarebbero state scritte. e vestisse di porpora e di ornamenti d’oro. Tutto ciò per indottrinare gli ebrei. che è la sintesi dei due libri dei maccabei. di cui non è rimasta traccia. vuoto che termina nel 63 av. comprensivo di sette piramidi per tumularvi i corpi del padre. n. 41). dissero che a Modin aveva costruito un mausoleo con grandi colonne. affinché si preparassero a ricevere quel messia che avevano costruito nella duplice personalità di figlio di dio che scendeva dal cielo. Giovanni. degli spartani. Opere sicuramente esistenti soltanto nella fantasia. e non sono mai esistiti. insieme ai suoi due figli.. se nessuno storico ha mai parlato e nessuna traccia ne è rimasta. figlio di Mattatia. a tradimento nel 134 av. ma sempre sotto il controllo di Antioco VII. ancora una volta svanisce come una bolla di sapone tutta una costruzione artificiosa tendente a dimostrare i successi di un ennesimo eroe biblico. E ciò per il semplice motivo che le falsità che avrebbero riportato − quelle falsità che sono alla base della Bibbia − sarebbero state facilmente smascherate nella loro assurdità. vengono ricollocate nel posto dove la storia voleva che fossero. cosí si frantumò quello di Simone per opera di Antioco VII. secondo la Bibbia. suo genero. A Simone succedette il figlio Giovanni. le sue battaglie e gli atti di valore da lui compiuti. cioè nelle mani di Antioco VII. erede diretto della stirpe di Davide. e di guerriero che si sarebbe messo a capo dell’esercito. come lo volevano i rivoluzionari. furono scolpite su tavolette di bronzo. di fronte alla realtà storica. preso il nome di Ircano I. Questi «annali» non esistono. si istallò a Gerusalemme. sommo sacerdote e condottiero dell’esercito rivoluzionario. attraverso questo scritto inciso su tavole di bronzo. e. non avendo piú bisogno del suo aiuto. n. [… I] giudei e i sacerdoti approvarono che Simone fosse loro condottiero e sommo sacerdote finché sorgesse un profeta fedele che fosse loro comandate militare. e.di Bet-Zur. Eleazaro e Giovanni. n. E cosí. come lo volevano i religiosi.. Gionata. attraverso la sua elezione da parte del popolo e il suo riconoscimento da parte dei romani. Simone fu ucciso da Tolomeo. che lo confermarono tale attraverso lettere − le quali.

durante i quali tutto rimarrà intatto nel partito nazionalista giudaico. passano sessantasette anni. eccetto il nome dei rivoluzionari che. 66 . all’invasione romana della Palestina.Con l’occupazione della Palestina da parte di Roma comincia l’era premessianica. Una variazione che non può essere attribuita ad altro − non trovando una spiegazione storica − che a una semplice deformazione di pronuncia. figlio di Simone e nipote di Mattatia. durante questo periodo. si è mutato da «asidei» (hassedin) in «esseni» (hassenin). Dalla morte di Giovanni Ircano I.

che cosí viene ricordato dalla Bibbia: andarono da Antioco V tutti gli uomini perfidi ed empi d’Israele. L’unico collante che continuava a tenere uniti gli ebrei rimaneva. fu un certo Alcimo. dirò che gli ebrei. etc. Anche se numericamente pochi. Affidò Gerusalemme ad Alcimo e gli lasciò soldati che lo sostenessero (I Mc. 7). e. costituivano la classe socialmente piú privilegiata ed economicamente piú potente del popolo ebraico. ritenendo Aristobulo II non affidabile per via di certe sue amicizie pericolose per Roma. la loro fedeltà al Pentateuco. attribuí ad Alcimo il sommo sacerdozio e gli diede ordine di far vendetta contro gli israeliti. dobbiamo soffermarci a esaminare la situazione della Palestina. per via di un conflitto allora esistente tra due fratelli. dalla casta o dal ceto a cui appartenevano. Tra le regioni dipendenti dalla Siria che facevano parte di questo programma. che aspirava al sommo sacerdozio. a quel libro che. per quanto la Bibbia voglia farceli apparire riuniti sotto un solo dio. quella che poneva maggiori problemi era la Palestina. A questo punto. Il primo sommo pontefice. sperando in una soluzione diplomatica. quali sostenitrici dell’ideologia religiosa −. che si contendevano il regno della Giudea. prendiamo in esame gli ebrei. Mettendo per il momento da parte quelle comunità extrapalestinesi che avevano cominciato a formarsi in seguito all’occupazione della Samaria da parte degli assiri e che si erano moltiplicate poi. che avrebbe potuto risolvere la diatriba con l’imposizione della forza. rispettavano tutti il riposo del sabato. Ircano II e Aristobulo II. per comprendere bene i fatti che seguirono questo intervento di Pompeo. samaritani ed esseni. Pompeo. seguendo gli usi dei loro antenati.). Per spiegarmi meglio. Sadducei. quando Antioco V. raccogliendo le loro leggi e tradizioni ataviche.SITUAZIONE DELLA PALESTINA SOTTO L’OCCUPAZIONE ROMANA In seguito all’annessione della Siria all’impero di Roma. per destabilizzare il potere religioso del partito nazionalista giudaico. ne aggravò la situazione.. eletto da Antioco V. come già avevano fatto con i precedenti imperi occupanti. dove Pompeo aveva eletto la sua residenza. la riconferma a sommo pontefice di Alcimo da parte del re Demetrio. indipendentemente dalla credenza religiosa. si astenevano dal mangiare carni suine. si propose di riorganizzare tutti i possedimenti dell’Asia prima di rientrare a Roma. dette inizio a questa casta sacerdotale che ritroviamo intatta nei sadducei al tempo di Pompeo: 67 . Pompeo. L’occasione per una risoluzione pacifica della vertenza gli venne data dai due stessi fratelli che. risultano invece seguaci delle piú disparate ideologie. Antioco V. sia religiose che politiche. invece di porre fine alla disputa dinastica. guidati da Alcimo. dopo la diaspora determinata dall’invasione della Giudea attuata da Nabucodonosor − comunità che già abbiamo visto. costituiva la base della loro etnia. La loro origine data all’epoca della rivolta dei maccabei. che continuarono ad accettare il dominio dei romani. elesse un sommo pontefice in opposizione a quello dei rivoluzionari. si recarono a Damasco. i quali. decise di attendere prima di intervenire con le proprie legioni. presa la decisione di eleggere Pompeo come arbitro nella loro discordia. si dividevano nei seguenti quattro partiti: sadducei. sia che risiedessero in Palestina. in realtà. accettate le loro proposte. organizzò subito una rivolta armata contro Ircano II. e. dette inizio all’era dell’occupazione romana della Palestina (63 av. Morto Antioco V. avvenuta nell’anno 64 av. Pompeo. al momento dell’occupazione romana. perché la detronizzazione di Aristobulo II provocò una reazione da parte del partito nazionalista giudaico che. che. istallatosi a Damasco. Tralasciando le popolazioni autoctone. decise in favore di Ircano II. quale suo sostenitore. rappresentati dai grandi sacerdoti che officiavano nel tempio di Gerusalemme con pompose cerimonie. n. n. suo successore. sacrificavano l’agnello nei giorni di Pasqua. intervenendo con le proprie legioni. che si era impegnato a sostenere militarmente Ircano II. si circoncidevano. che ne era stato il fautore. Pompeo. prendiamo in esame gli ebrei della Palestina. farisei. impegnate nella rivolta dei maccabei. in Egitto o in Grecia. disposti a tradire Giuda e i suoi fratelli. Ma la decisione di Pompeo.

Per lo piú accentrati in Giudea. per assolvere la loro missione sacerdotale di responsabili del culto e di capi della comunità. piú che come rappresentanti di un’ideologia. tra le tante regole che dovevano rispettare avevano quella di essere obbligatoriamente sposati. si riunivano settimanalmente in “cameroni” che chiamavano «sinagoghe» (dal greco «assemblea») dove. produrrà il cristianesimo. che un rabbi restasse celibe. fonte di enormi guadagni. Tradizionali nemici del movimento rivoluzionario. fedeli ai vecchi dettami del dio biblico. avendo tutto l’interesse che nulla mutasse. per aumentare il numero dei propri seguaci. respinsero nella maniera piú decisa l’idea che dei “pagani”. che costotuiva per loro fonte di cospicui introiti. potessero entrare nelle loro comunità.. bensí lo fossero i costumi e la tradizione. in modo particolare durante le feste della Pasqua. Fedeli alla tradizione delle leggi mosaiche. ritroviamo nei sadducei i diretti discendenti di quell’Alcimo che fu il fondatore del loro ordine. che invece avevano assimilato − anche se in maniere diverse − le ideologie “pagane” espresse nel culto dei misteri. sia pur convertiti. Farisei. Lontani da ogni coinvolgimento politico nei confronti dei romani. 14). Come i predecessori avevano collaborato con i dominanti ellenistici. erano contrari a ogni forma rivoluzionaria. per conservare quel privilegio che veniva loro dall’amministrazione del grande tempio. Al che Demetrio. infine. durante le rivolu68 . in contrapposizione a quelli che venivano eletti dal partito nazionalista giudaico. Per dimostrare quanto la religione non fosse il collante che cementava gli ebrei. che usava il partito nazionalista giudaico contro i suoi avversari. al tempo dei romani troviamo i farisei come i piú convinti sostenitori del dio biblico e delle tradizioni ebraiche. che li avrebbe portati quale condottiero davidico alla vittoria finale contro i nemici di dio. cioè quando si dissociarono dagli asidei. salveranno l’ebraismo. L’origine dei farisei era la piú recente fra tutte le caste ebraiche. cioè di quel messia essenzialmente uomo scelto fra gli uomini («unto). saranno loro che. era dovuto al fatto che questi sacerdoti. erano visti come garanti conservatori delle leggi ataviche (Pentateuco). gli diede l’ordine di eliminare prima Giuda e i suoi uomini e poi di costituire Alcimo sacerdote del tempio massimo (II Mc. In seguito. I rabbi. compresi quelli appartenenti ad altre caste. cosí i sadducei continuarono a collaborare con i romani. Raccolti in comunità. che era stato prima sommo sacerdote. in un susseguirsi di nomine di sommi sacerdoti voluti dai re ellenistici. che per loro rappresentavano. che avrebbe ricostituito il regno d’Israele. n. Fu cosí che. viste le esperienze del passato. pastori nomadi. capace di apportare soltanto lutti e dolore. e. nel II sec. opponendosi a quella gnosi che. la cui tradizione si perdeva nella notte dei tempi. sotto la direzione di un rabbi (maestro). perché avvenuta molti anni dopo la rivolta dei maccabei. e quindi contrari all’avvento di un messia. usavano sacrificare ai loro idoli i primi agnelli in un giorno di primavera.Alcimo. i quali. Questo afflusso al tempio di Gerusalemme da parte di tutti gli ebrei. Era assolutamente inammissibile. Tenaci conservatori dell’ideologia ebraica secondo le leggi contenute nel Vecchio testamento. Come conseguenza di questa posizione preminente. non credevano alla resurrezione dell’anima. a differenza degli esseni e degli stessi farisei. secondo la legge mosaica. designato Nicanore stratega della Giudea. andò da re Demetrio verso l’anno 157 offrendogli una corona d’oro e una palma oltre ai tradizionali ramoscelli d’olivo del tempio di Gerusalemme. che venivano perpetuate attraverso i riti religiosi. e discutevano dei vari problemi che riguardavano la loro giurisdizione. erano rimasti fedeli seguaci del messia biblico. pur credendo all’immortalità dell’anima. ai quali era affidata l’amministrazione sociale. che avrebbe potuto portare a dei mutamenti sociali e religiosi. pregavano dio per sollecitare l’avvento del messia davidico. stanti le offerte che ricevevano dagli ebrei palestinesi e dai pellegrini che giungevano continuamente da tutte le parti del Vicino oriente. rimasero saldamente legati ai romani. moriva insieme al corpo. Alcimo offrí al re i suoi servigi dichiarandosi disposto a combattere contro gli asidei se gli avesse riconfermato la carica di sommo sacerdote. che ritenevano. la quale. basti dire che i sadducei. avevano esteso il battesimo anche ai “pagani”. anche una protezione contro le ritorsioni terroristiche. oltre che una garanzia di continuità per la loro posizione privilegiata. cioè da quando. Questi. come quello della Pasqua. respingevano ogni forma di contatto con il movimento rivoluzionario. d. secondo il loro credo.

oltre che a essere ridicolo. Questo cambiamento di nome. La causa principale del loro coinvolgimento nelle rivoluzioni messianiche fu data dalla loro posizione geografica che. pur rimanendo indipendenti nel rispetto delle proprie tradizioni. dall’altro. dal momento che ritroviamo con loro quelle installazioni situate a nord-ovest del Mar morto. e. dovettero appoggiare il movimento yhavista. allo stesso modo in cui disprezzavano i farisei che gliela negavano. Divenuta cosí la Samaria un luogo di scontro. da hassedin (asidei) in hessenin (esseni). e. che gli esseni non hanno nulla a che vedere con gli asidei. Esseni. accettarono di coabitare con le popolazioni autoctone. Samaritani. gli stessi accentramenti “partigiani” nelle regioni della Galilea e della Golanite. che si spostavano tra Gerusalemme e Damasco. copertura nelle fughe quando erano inseguiti dalle pattuglie romane. fino a quando non furono coinvolti. tra le quali campeggia il vitello d’oro. avevano fatto della Galilea un centro di raccolta dei loro guerriglieri. costretti dal ricatto del terrorismo rivoluzionario. 69 . n. gli stessi nazir che sostengono la medesima ideologia religioso-politica basata sull’attesa di un messia che discende dal cielo per assumere il comando dell’esercito rivoluzionario. i samaritani cominciarono a essere oggetto di persecuzioni da parte di Roma. Affermare quindi. fino a contrarre con esse matrimoni. quando. sia per le truppe rivoluzionarie che. a quaranta chilometri da Gerusalemme (Modin e Masfa). situata tra la Giudea e la Siria. che continuano ad adorare le loro divinità “pagane”. nelle lotte rivoluzionarie. dopo l’invasione della Palestina del Nord da parte degli assiri. Quelli che incontriamo al momento dell’invasione romana non sono altro che quel movimento rivoluzionario che abbiamo lasciato con il nome di «asidei» in chiusura del libro dei maccabei. i rivoluzionari apprezzavano i samaritani che gliela fornivano. da un lato. nonostante che fossero idolatri. basati su imboscate e azioni di terrorismo ai danni delle popolazioni inermi. i titoli di rabbi e di nazir assumeranno lo stesso significato di «maestro». e l’invasione romana. come sostengono i teologi (storici ?!?) della Chiesa. tanto da essere paragonati a «sepolcri imbiancati» che nascondevano dentro «nidi di serpi». dove si erano rifugiati gli asidei durante la rivolta dei maccabei.). con le quali socializzarono.zioni messianiche. Per quel comportamento che li mostrava. Sono quegli ebrei che. poiché – come si è detto – non si può spiegare storicamente come sia avvenuto. per via di quell’amalgama ideologico-religioso che sarà favorito dal movimento rivoluzionario per coinvolgere le masse alla propria causa. Appoggio che si effettuava dando ai rivoluzionari aiuti secondo i casi che continuamente si presentavano: rifornimenti di vettovaglie durante le incursioni. Come conseguenza di questa collaborazione. I due passi riportati dai Vangeli. li troviamo. per via di quelle continue imboscate che i rivoluzionari tendevano alle truppe romane che vi transitavano. dei quali l’uno racconta del buon samaritano che aiuta il prossimo nei momenti di bisogno. mentre l’altro paragona i farisei ai già citati «sepolcri imbiancati» all’esterno che internamente nascondono «nidi di serpenti». Rimasti idolatri. benché questi ultimi appartenessero alla stessa religione. nemici di dio. la stessa organizzazione tra la comunità di Gerusalemme e le altre comunità sparse nel Vicino oriente − e tante altre concordanze. figlio di Mattatia. oppositori di ogni forma di partecipazione attiva nella lotta contro i romani. informazioni di cui potevano avere bisogno per sostenere la lotta. al punto di essere usati entrambi per la stessa persona. avvenuta nel 63 av. facendo leva sul mutamento del nome. Vennero rispettati da Roma. n. con la quale termina il periodo maccabeo. esprimono nella maniera piú evidente di quale tenore fossero le relazioni tra i rivoluzionari e queste due caste ebraiche all’epoca delle rivoluzioni messianiche. furono accusati dai rivoluzionari di viltà e di ipocrisia. sia pure indirettamente. pur agendo principalmente in Giudea. Che si tratti degli stessi rivoluzionari lasciati novant’anni prima non ci possono essere dubbi. tra le quali quella di essere guidati nelle azioni di guerra da capi che sono i diretti discendenti di quella famiglia degli Asmonei che fu fondata da Simone. faceva della loro regione un luogo di transito sia per le truppe romane. può essere attribuito solo a una modifica che ha subito l’appellativo nella pronuncia durante il periodo che intercorre tra l’elezione di Giovanni Ircano I (128 av. gli stessi sistemi di lotta. ferventi sostenitori dell’avvento del messia e. durante l’occupazione romana.

ignori sinceramente chi sono gli esseni. oppure vi diranno vagamente che erano un’insignificante tribú nomade. dai quali fa derivare il cristianesimo. quel Vienney dal quoziente intellettuale praticamente nullo. a farli sparire dalla storia. infatti. si parla di tutte le caste ebraiche. bisognerebbe sapere quale è la cultura di ognuno di loro circa questo argomento. sono le prime vittime del plagio eseguito dalla Chiesa sui propri seguaci. superato l’ultimo scrupolo. sostenitore di Aristobulo II. non hanno altro scopo che quello di trasformare nei futuri sacerdoti la capacità raziocinante. aveva organizzato contro Ircano II. e che genererà. della quale praticamente non si sa nulla. Nei Vangeli. e. Sono arrivato alla conclusione che molti preti. i preti. n. in un atto di ispirazione divina. ma mai viene spesa una parola su questo movimento rivoluzionario che. La Chiesa tende addirittura a disconoscere gli esseni. come vedremo. poi. che entra in Palestina per sedare la sommossa che il partito nazionalista giudaico. Vengono continuamente nominati i farisei. tranne che degli esseni. si autodefiní un’oca. astronomo e scienziato francese. (Ora che sapete ciò che c’è nell’intimo dei preti. per non naufragare nei dubbi che derivano da una fede che continuamente vacilla. prima. veramente pochi. di sacerdoti che. di cui ogni uomo è dotato. per mettere al loro posto immaginari seguaci di un Cristo mai esistito. I cinque anni di teologia. almeno di coloro che non sono andati oltre gli studi fatti nei seminari. 1732-1807). per paura di perdere il guadagno o la loro posizione sociale. al fine di mettere a tacere in loro stessi quell’ateismo che – innato in ogni individuo – sentiranno poi continuamente agitarsi nelle loro coscienze. che. i sadducei. Se chiedete ai preti – i quali. sempre piú frequenti. vi risponderanno che non li conoscono. come rappresentanti di Cristo in terra. riunito il 70 . sicuramente la maggior parte. in un’imbecillità acquisita. quella corrente religiosa da cui uscirà fuori il cristianesimo.risulta una prova ulteriore della dimostrazione della loro malafede. ma è proprio cosí! Loro. anche se sono propenso a credere che la maggior parte. non posso dirlo perché. riprendiamo con Pompeo. La dimostrazione di questa mia affermazione non viene soltanto da quel loro ricorrere continuamente alla preghiera. ma per viltà. Sono in buona o in cattiva fede? Io. sono pochi. custode di angosce e di rimorsi. nascondono ciò che pensano. Ma. sono disonesti verso se stessi (Lalande. per rinascere a una seconda vita apportatrice di serenità. ma soltanto alla fine del II sec. Sembra incredibile. I rivoluzionari. dovrebbero essere i maggiori conoscitori della storia del cristianesimo – chi fossero gli esseni. personalmente. Non si può che avere compassione di questi individui che. per dare una risposta a questa domanda. siano i primi a ignorare le truffe su cui è basato il cristianesimo – occorre aver letto il libro Dalla fede alla ragione di Prosper Alfaric. insegnante di teologia – e quindi esperto conoscitore dell’insegnamento nei seminari –. i preti che vivranno bovinamente un’esistenza di convinti credenti – come quel curato d’Ars. si liberano della sottana nera. che. oltre che verso gli altri. ha ben spiegato quali sono i sistemi usati per alienare intellettualmente coloro che dovranno poi recitare la commedia del sacerdozio. saprete cosa pensare di loro ogni qualvolta ne incontrerete uno!) Occupazione romana della Palestina Fatta questa breve dissertazione sulle caste ebraiche esistenti al tempo dell’occupazione romana. ma anche dai continui casi. Sono numerosi i preti cattolici e i pastori protestanti che non credono a dio. i samaritani. senza contare gli otto che li precedono. come ex monsignore. i primi a subire quel lavaggio del cervello indispensabile affinché diventino i sostenitori irresponsabili di una morale basata ideologicamente su sofismi e storicamente sulla contraffazione dei fatti. Ho avuto modo di comprenderlo diverse volte e qualcuno di questi furbi mi ha confessato che predicano ciò che considerano menzogna. sarà quello che determinerà l’era messianica. come soltanto l’ateismo può garantire. o meglio della loro predisposizione a costruire sul falso. per quanto quest’opera di trasformazione sia stata eseguita nella maniera piú ossessiva e martellante.

il quale nel mezzo si innalza in una gobba che dalla sommità declina con uguale pendio sia davanti che di dietro. Giovanni Ircano I morí nel 104 av. sono fittamente disposte l’una sopra l’altra: sembra che la città sia appesa e sempre sul punto di cadere dall’alto su se stessa. Le case. n.. ripresero ad attaccare le truppe romane. fu costretta a capitolare. Dei due fratelli. tanto da somigliare al profilo di un cammello [gamlà]. riducendo al minimo il territorio della sua giurisdizione e mettendogli accanto un controllore di sua fiducia.). confidando nelle sue difese naturali. e. sopraffatti in campo aperto.. lasciando una sola legione accampata nei pressi di Gerusalemme. n. Aristobulo. ma. secondo quanto dice la storia. che. proseguí nelle sue rivendicazioni. lo sollevò per rimettere al suo posto Ircano II. nipote di Mattatia e figlio di Simone. Ma anche qui gli abitanti. n. elevandosi a smisurata altezza. n. sommo pontefice e re di Gerusalemme nel 128 av.. che accampava diritti dinastici superiori ai suoi. partendo da quel Giovanni Ircano I. ma. Pompeo ritornò a Roma con il grosso delle truppe. si ritirarono per portare un’ultima resistenza al riparo delle mura di Gerusalemme. e. Pompeo.) Dato che non esistono documenti che attestino la genealogia del rabbi Ezechia. le pretese che precedentemente aveva accampato sul trono di Gerusalemme furono sostenute dai suoi figli. sotto cui un dirupo privo di mura piomba in un profondissimo burrone. che avvenne nel 58 av. come abbiamo visto. le milizie di Ircano II e a diffondere il terrore tra le popolazioni della Palestina. questi cercò di ridurre al massimo il potere di Ircano II. dal momento che lo scopo di Pompeo era quello di sottomettere la Palestina attraverso un controllo piú politico che militare. promuovendo sommosse contro il fratello. Aristobulo II vi rimase fino a quando. da questo trae il nome. Giuseppe Flavio. sul quale si chiude il libro del maccabei. e. dal fratello Aristobulo II. Da un’alta montagna si protende infatti uno sperone dirupato. è comunque certo che era un suo diretto discenden71 . attraverso il movimento rivoluzionario di cui erano i capi.loro esercito. Questa città non si era sottoposta ai romani. eletto arbitro della disputa. hanno sbarrato il passaggio. Ircano II fu riconfermato. nel 63 av. Convinto di avere dato cosí una stabilità duratura alla Giudea e all’intera Palestina – il cui controllo lo aveva affidato al proconsole romano in Siria –. che. cosí ci parla di costui nelle sue Antichità giudaiche: il rabbi Ezechia. (Questo passo riguardante la città di Gamala sarà determinante in seguito. e. sia pure in forma generica.. scavando una fossa trasversale. sommosse che furono continuate. che fu il fondatore della stirpe degli Asmonei. Preso il trono. dopo soltanto un anno cedette il regno al figlio Alessandro Ianneo. entrando con i suoi soldati nel sancta sanctorum. n. ma ciò che sopra ogni cosa generò odio nei giudei verso i romani fu il fatto che Pompeo profanò il tempio. Gerusalemme fu ancora una volta distrutta. costruite sui ripidi pendii. dopo tre mesi di assedio. dove è come se fosse appesa alla montagna. A lui succedette il figlio Aristobulo I. quello che gli succedette fu Ircano II. mentre è un po’ accessibile di dietro. per il fine che mi sono prefisso di raggiungere. e. nella persona di un tal Antipatro. storico contemporaneo. quello «zelo» che Mattatia aveva esaltato nel suo testamento spirituale come la virtú essenziale su cui doveva basarsi il partito nazionalista giudaico da lui fondato. e. non rassegnato alla decisione di Pompeo. dandogli un titolo di etnarca al posto di quello di re. di professione medico. giud. questi. marciarono contro Pompeo. È in queste rivoluzioni sostenute dagli eredi di Aristobulo che appare storicamente la figura di un certo Ezechia quale capo dei rivoluzionari. anche se i paesani non rispettano l’esatta pronuncia del nome. e. n. dai suoi discendenti dopo la sua morte. Affacciata a mezzogiorno. Anche se non ci è dato sapere tramite la storia quale fosse il rapporto di parentela tra Ezechia e Aristobulo II (potrebbe esserne anche il figlio). lasciò il trono ai due figli Ircano II e Aristobulo II. Sui fianchi e di fronte termina in burroni impraticabili. apparteneva a una famiglia ricca e altolocata della città di Gamala situata sulla sponda golanita del lago di Tiberiade. possiamo risalire ai suoi ascendenti attraverso la storia. capo dei rivoltosi. che. morendo nel 76 av.: i figli di Aristobulo e i suoi discendenti continuarono la lotta di rivendicazioni al trono della Giudea contro Ircano II (Ant. la sua sommità meridionale. Morto Aristobulo nel 58 av. Eletto. e piú specificamente di quei reparti oltranzisti che avevano preso il nome di zeloti per lo zelo che dimostravano nella loro ideologia rivoluzionaria. che però fu spodestato nel 67 av. n. forma la rocca della città.

e. proconsole di Siria (57-55 av. elevandolo al grado di re. Contrastato dai tanti nemici che aveva. fece uccidere anche lui. sis per l’ottima amministrazione che mise a punto. La rivolta promossa dai discendenti di Aristobulo II contro la decisione di Pompeo favorevole a Ircano II fu di un’imponenza tale che Gabinio. Ma l’opera piú spettacolare fu la costruzione del tempio. riconfermò nell’anno 47 av. fortemente ambizioso. aveva sempre coltivato l’idea di salire al trono di Gerusalemme. Erode. nell’intento di eliminare per sempre quella stirpe di giudei che non avevano fatto che procurare disordini. e nella parte bassa della città fu costruita quella fortezza Antonia che divenne il presidio dei romani. si fece insediare al suo posto dai romani. come mai in precedenza. Fuori del fossato sorse un grande edificio (agorà) per le assemblee del popolo. con la partecipazione finanziaria di Roma. controllore di Ircano II. che proseguí negli anni successivi. approfittando del fatto che il trono di Gerusalemme era rimasto vacante – perché Ircano II era stato fatto prigioniero in una battaglia contro i parti –. che di lí a qualche tempo. Gli edifici voluti da Erode furono concepiti sul modello dell’arte greco-romana e provvisti di tutte le comodità e agiatezze di una civiltà raffinata. succeduto a Pompeo nel trattare la situazione della Palestina. Tutta la città fu cinta da un formidabile fossato. Antipatro. n. sia per l’abilità diplomatica. nella conquista dell’Egitto (31 av. confermata capitale. non avendola mai eseguita. Erode. che. Fu in uno degli scontri che tenne contro i ribelli che gli capitò di catturare il rabbi Ezechia. che venne a lui addebitata ingiustamente. dopo l’invasione di Pompeo. che gli rimase per sempre riconoscente per l’aiuto da lui ricevuto nella guerra contro Antonio e Cleopatra. un ampio teatro chiuso. impegnando seriamente le truppe romane e le milizie di Ircano II. che giustiziò sommariamente sul campo. non appena ritornò dalla prigionia impostagli dai parti. n. Ristabilito l’ordine. pronipote di quel Mattatia a cui veniva attribuita la diretta discendenza dalla stirpe di Davide. vista la necessità che si imponeva di combattere contro i romani. e. perché già Pompeo. potenza che. Gerusalemme. è sicuramente stato il piú grande monarca di tutta la storia della Palestina. Questa situazione. con l’intento di rabbonire i giudei. Una riconferma di privilegi in realtà soltanto apparente. che spettava ai discendenti di Mattatia 72 . andò sempre aumentando. e. dopo aver eliminato tutti i discendenti di Ircano II. che il partito nazionalista giudaico attese che uscisse il messia salvatore del popolo giudeo. che rappresentavano per loro il maggiore ostacolo per realizzare la costituzione del regno. che reclamavano i loro diritti politici. per assicurarsi il potere contro ogni rivendicazione da parte di eventuali pretendenti. prendendo il posto di Ircano II. Sulla parte alta. aveva un figlio di nome Erode. Gabinio passò la Giudea sotto il diretto controllo della Siria. fu da Erode. andò avanti fino a quando Giulio Cesare. Da questo fatto possiamo comprendere quanto si fosse potenziato l’esercito dei guerriglieri yhavisti. tra le tante cose che fece in loro favore ci fu quella di farsi promotore di spedizioni punitive contro i terroristi del partito nazionalista giudaico. che vedeva la Giudea priva di una propria amministrazione politica. riportandoli allo stato primitivo. fu edificato il palazzo regio. elevato al grado di procuratore della Giudea. munito di tre grandiose torri di difesa – Ippica. la riconferma di Ircano II come etnarca della Giudea provocò un’ondata di nuove sommosse da parte dei rivoluzionari sostenitori della stirpe di Aristobulo II. gli estesero il comando su tutta la Palestina. per la fiducia che riponevano in lui. il quale. aveva ridotto la figura politica dell’etnarca a un’autorità puramente simbolica. togliendo a Ircano II il titolo di etnarca e lasciandogli soltanto quello di sommo pontefice. subito dopo l’elezione a re della Palestina.) dovette intervenire due volte per poterla domare. ampliata e resa per la prima volta nella storia un’importante città. Furono queste uccisioni a offrire lo spunto a quella favola sulla «strage degli innocenti». Fasaele e Marianne –. un anfiteatro e un ippodromo.).te. Sarà grazie a questa discendenza da Aristobulo II. n. soprattutto dai rivoluzionari del partito nazionalista giudaico che vedevano in lui l’usurpatore del trono di Davide. Sapendo che la sua aspirazione si sarebbe potuta realizzare soltanto con l’appoggio dei romani. per accattivarsi la loro fiducia. Ircano II etnarca della Giudea e riestese i confini della giurisdizione di Gerusalemme. Comunque. mettendo accanto a Ircano II Antipatro come controllore. Tanta fu la stima che gliene venne da parte di Roma. loro capo. La sua grandezza aumentò quando la sua carica di re fu confermata da Cesare Ottaviano (poi Augusto).

seppe ben tenere testa a tutti. in realtà. La repressione fu cosí feroce che duemila giudei furono giustiziati con la crocifissione. La tetrarchia piú importante. con l’aiuto incondizionato delle legioni di Roma. che dovevano servire da monito. Soppresso il titolo di «re». n. nel 39 n. contestata ancora dai giudei yhavisti. che riuní tutta la Palestina affidandola a Erode Agrippa. l’imperatore. si realizzava la profezia di Giacobbe. protraendosi a lungo negli anni che seguirono. A questo punto. che un aumento dell’odio da parte dei giudei verso Roma. tolto ai giudei.. con il quale era unito da una “particolare amicizia”. che si contendevano lo scettro di Gerusalemme. che dette luogo a episodi di particolare violenza da parte dei guerriglieri yhavisti contro i suoi quattro figli. della crudeltà e dell’ingiustizia. nella sostituzione di Archelao (mandato in esilio) con un prefetto romano. da lui stesso ucciso). rimase governata da Erode Antipa. divise la Palestina in quattro tetrarchie. con la carica di tetrarca − che letteralmente significa «capo di un quarto» −. che fu l’ultima a cadere. affidandone una a ciascuno di loro. Il proconsole di Siria. La tetrarchia della Galilea. Augusto l’assegnò ad Archelao. non produssero. l’imperatore Augusto. e. che diceva che il messia sarebbe arrivato il giorno in cui lo scettro di Davide sarebbe uscito dalle mani di Giuda − cioè il giorno in cui il trono di Gerusalemme. fattosi arbitro nella disputa dinastica sorta tra i figli di Erode. prese la decisione di invadere definitivamente la Palestina con le truppe. fino a quando costui. che sarà al centro delle vicende messianiche perché depositarla dello scettro di Davide. che da loro veniva sempre considerata come la peggiore nemica. intervenne due volte con le sue legioni. lasciando una successione complicata. Domata questa ulteriore rivolta. Queste crocifissioni. Quintilio Varo. per annetterla come provincia all’Impero romano. fu deposto dall’imperatore Caligola.(dei quali l’ultimo era Ezechia. i figli di Erode. Fu a seguito di questa decisione che ebbero inizio le rivolte messianiche perché. nella persona di Coponio. Ma questa elezione. togliendole ogni autonomia politica. che era la condanna riservata ai perturbatori dell’«ordine pubblico». individuando in essa la capitale della violenza. con il titolo di etnarca della Giudea. per porre fine alle contestazioni rivoluzionarie. quella di Gerusalemme. 73 . e. sarebbe stato occupato da un non appartenente all’etnia ebraica. fu causa di ulteriori disordini. in qualità di primogenito di Erode.. Erode morí nell’anno 4 av. amministrarono la Palestina.

è un po’ come riaprire gli occhi sulla realtà. favorito dalla presenza di innumerevoli grotte (tuttora esistenti). né vecchi. figlio di Mattatia. si era cosí ampliato nel tempo da assumere un’importanza determinante nel programma di lotta del movimento yhavista. né bambini. visioni e rivelazioni. Il trionfo definitivo del mazdeismo. nei quali venivano formati i guerriglieri rivoluzionari e gli attivisti dell’ideologia religiosa. un racconto basato esclusivamente su leggende. Filone. dopo aver chiuso. Plinio il vecchio e altri. che si erano saldamente attestate in Palestina come in tutto il Vicino oriente. che Roma aveva già eletto come religione di Stato. FIGLI DELLA LUCE Riprendere la narrazione della storia ebraica durante la dominazione romana. dove un secolo prima Giuda. L’indottrinamento. Non ci sono nascite. dal momento che non possedevano una terra propria nella quale avrebbero potuto stabilirsi e quindi salvarsi come entità etnica. Il partito nazionalista giudaico. che erano coloro a cui veniva affidato il ruolo di organizzatori e di attivisti. provenienti da tutte le comunità. oltre a essere profondi conoscitori dei principi religiosi. trattata da molti storici di quei tempi. che ci viene da altre fonti oltre da quelle finora forniteci dagli autori della Bibbia. anche da centri di addestramento. soffermiamoci a parlare di questi centri di addestramento sorti in prevalenza in Palestina. era particolarmente curata in ciò che riguardava la magia e l’esoterismo. Oltre a una documentazione contenuta in quaranta rotoli. e come avrebbe eliminato tutte le altre divinità. I volontari. lo storico che soggiornò a lungo in Palestina durante l’occupazione romana. era affidato a santoni che. quel Yahvè che rappresentava la sola ancora di salvezza per gli ebrei. sono state trovate le vasche che venivano usate per il rito del battesimo. per attirare alla loro ideologia le masse dietro la ricompensa di una beatitudine eterna dopo la morte. Questo insediamento. andava sempre piú affermandosi con il mazdeismo.GLI ESSENI. La preparazione dei nazir. nei quali è riportata in tutti i dettagli l’attività delle comunità essene e il loro programma rivoluzionario (di cui parleremo in seguito). All’interno di questa organizzazione. con il libro dei maccabei. venivano addestrati in questi centri in vista di quella che sarebbe stata la battaglia finale contro i nemici di dio. formatosi sotto la dominazione ellenistica in seguito alla rivolta dei maccabei. e tanta era la perfezione che si richiedeva loro. disponendo finalmente di prove che confermano i fatti. rappresentato. a sua volta. si stava. L’attività rivoluzionaria degli esseno-zeloti. in realtà. apparirà cosí chiara da farci sembrare un semplice gioco dimostrare la grande impostura sulla quale è stato costruito il cristianesimo. il maggiore dei quali si trovava nel deserto dell’Engaddi. quali Giuseppe Flavio. Plinio il vecchio. esattamente a Kimbert Qumran. la cui durata era di tre anni (uno di noviziato e due di perfezionamento). Mi riferisco alla possibilità che si ha di seguire finalmente le vicende del popolo ebraico attraverso una documentazione seria. che gli esseni praticavano a imitazione del culto dei misteri. Lasciando per il momento da parte le comunità. per apprendere direttamente dagli yoghi la pratica di quella catalessi che doveva servire a convincere le masse sulla veridicità della resurrezione dopo la morte. dando loro una suddivisione gerarchica. preparando la guerra del monoteismo ebraico contro il monoteismo “pagano” – il quale. che sempre piú si ampliava attraverso l’attività propagandista operata dalle comunità essene sparse nel Vicino oriente. cosí parla di questi centri di addestramento esseni: sono insediamenti composti da un numero dí persone che può arrivare alle due o tremila. lo ritroviamo all’epoca dei romani. erano anche maestri nell’insegnamento delle “arti marziali”. cosí come avrebbe comportato la fine di tutte le altre religioni. e confermata da documenti ineccepibili (per quanto manomessi e falsificati dalla Chiesa). oltre che dalle numerose comunità essene (ex asidee). 74 . che alcuni venivano inviati in India. Tramite gli scavi eseguiti nel 1947 si è dimostrato essere una vera città sotterranea. cosí avrebbe fatto sparire anche il dío ebraico. per evitare la loro dispersione. ma soltanto uomini giovani e validi che sí rinnovano contínuamente. o meglio da un incubo. aveva organizzato i rivoluzionari in un vero e proprio esercito. dopo esserci risvegliati da un sogno.

Dalle parole evidenziate in corsivo appare chiaro che gli ebrei erano convinti che era stato il loro dio a volere che Roma riunisse tutte le nazioni sotto un unico impero per dare loro la possibilità di rendere universale il regno di Davide. esattamente secondo quanto era stato predetto dalle sacre scritture. concepí quel programma di guerra che avrebbe dovuto portare gli ebrei a dominare su tutti i popoli. concepirono un programma di guerra contro i «figli delle tenebre». prendendo il posto di Roma nel comando dell’impero. pur aumentando di intensità per un odio sempre piú crescente – stante la crudeltà che i romani usavano nelle loro repressioni –. fu proprio da qui. in un altro passo espongono il piano di guerra da seguire per pervenire alla vittoria finale: e dopo questa guerra [si riferisce alla prima fase. Questo sarà il tempo per la salvezza del popolo di dio e il suo tempo stabilito della dominazione per tutti gli uomini del suo partito e l’annientamento eterno dei suoi nemici rappresentati dal partito di Belial. combatteranno contro di loro allorché gli esuli dei figli della luce ritorneranno dal deserto dei popoli per accamparsi nel deserto di Gerusalemme [riferimento a tutti gli ebrei sparsi nel mondo che si riuniranno. Nella convinzione che dio si fosse servito di Roma per riunire tutti i suoi nemici sotto un unico comando e dare loro la possibilità di batterli in una sola battaglia. con una resistenza armata che dette inizio a una serie di lotte che. il popolo dei figli della luce uscirà con grande collera per combattere il Re del settentrione [terza ed ultima fase del programma la quale prevede l’attacco diretto a Roma] e la sua ira sarà diretta a distruggere il potere di Belial [nel demonio Belial sono racchiusi simbolicamente tutti i “pagani”. che era il loro oppositore. Se in questo passo del Rotolo della guerra gli esseni dichiarano quali sono i nemici da abbattere. eliminato Aristobulo II. tra le quali figurava appunto il dio Mitra]. Vi sarà una costernazione tra i figli di Iafet [Roma e tutto il mondo occidentale]. che estendeva praticamente il dominio di Roma su tutto mondo mediterraneo. nel deserto dell’Engaddi dove si trovava Kimbert Qumran]. che prevede l’attacco contro le legioni romane in Egitto]. ai quali andranno in aiuto coloro che empiamente agiscono contro il patto [l’alleanza che avevano stipulato con dio attraverso Abramo e Mosè]. la quale avrebbe permesso loro di riprendere quella libertà di culto e di associazione di cui avevano goduto nei secoli precedenti. confermò sul trono di Gerusalemme Ircano II. fino a quando Roma. rimasero comunque contenute in una guerra di rivendicazione della Palestina. a quaranta chilometri da Gerusalemme. vincendo tutti i nemici con una sola guerra. tradizionali nemici degli ebrei]. che li portava a vedersi padroni del mondo. autodefinitisi «figli della luce». Dal Rotolo della guerra: l’inizio della rivoluzione si avrà allorché i figli della luce [gli esseni] porranno mano all’attacco contro il partito dei figli delle tenebre [i romani e i loro alleati “pagani”].I giudei. Come conseguenza. i figli della luce se ne andranno di là per combattere contro tutte le milizie dei kittim in Egitto [è la seconda fase. gli esuli del deserto [come si era autodefinita la collettività insediatasi a Kimbert Qumran. che considera la conquista della Palestina]. concludendosi con la distruzione di Roma. Esaltati da questa ideologia monoteista. di Moab [popoli ebrei rimasti idolatri]. dei figli di Ammon [divinità egizia]. i figli di Giuda e i figli di Beniamino [sono le tribú che hanno formato il partito nazionalista giudaico]. figli delle tenebre]. Assur [Roma] cadrà e nessuno l’aiuterà. Fu in seguito a questa annessione dell’Egitto. prima che venisse loro tolta da Antioco IV Epifane. che il partito nazionalista giudaico. che. I figli di Levi. scomparirà la dominazione dei kittim facendo soccombere l’empietà senza lasciare traccia e non rimarrà nessun rifugio per i figli delle tenebre. Secondo il Rotolo della guerra – uno dei quaranta rotoli rinvenuti durante gli scavi eseguiti nel 1947 nell’insediamento esseno di Kimbert Qumran –. conquistò l’Egitto. da questo insediamento situato sulle rive del Mar Morto. contro l’esercito di Belial [il demonio]. considerato Pompeo quale loro nemico. n. gli ebrei continuarono a espander75 . contro gli amaleciti e il popolo dei filistei [sono i palestinesi autoctoni. facendo proprio il concetto universale della religione mazdeista – che dava per certo il trionfo finale della luce sulle tenebre –. Nel giorno in cui i kittim cadranno vi sarà un combattimento e una grande strage al cospetto del dio d’Israele: giacché questo è il giorno da lui determinato da molto tempo per la guerra di sterminio dei figli delle tenebre da parte dei figli della luce che saranno impegnati a seguire una grande strage. gli si opposero quando entrò in Palestina. contro le milizie dei kittim di Assur [i romani protettori delle divinità assire. E al tempo stabilito. furono molto delusi da Pompeo allorché. in ricordo di quei quarant’anni trascorsi nel deserto sotto il comando di Mosè prima di invadere la terra di Canaan]. che sarebbe dovuta partire la rivolta che avrebbe dato inizio alla guerra contro Roma e i suoi alleati. nel 31 av. che avevano tanto sperato in un’alleanza con Roma. avrebbe loro permesso di divenire padroni del mondo.. contro la milizia di Edom. e. nel giorno stabilito per la guerra finale.

dopo averli convinti – attraverso un lavaggio del cervello durante i tre anni di indottrinamento – che soltanto attraverso la povertà si poteva entrare nel regno dei cieli. mentre guardano come virtú la temperanza e a non cedere alle passioni. per eliminare quelle prove che avrebbero rivelato la loro impostura. li ritroviamo tutti nelle recite di questa religione. se avessero fedelmente seguito le regole del movimento yhavista. indipendentemente dal ceto. mentre sono ancora arrendevoli ai loro ammaestramenti: li considerano come loro parenti e li modellano secondo i loro costumi. Plinio il vecchio e altri. Dopo questa purificazione vanno insieme in un edificio particolare ove a nessuno di altra fede è concesso di entrare. Non abitano in una sola città. La mattina si recavano al lavoro. che altrimenti si sarebbero accanite contro di loro se fossero emerse essere rivoluzionarie. sono piú degli altri legati da mutuo affetto. Dopo che in silenzio si sono seduti. non ha fatto che confermare ciò che già si sapeva attraverso gli storici del tempo. La loro pietà verso la divinità ha una forma particolare: prima del sorgere del sole non proferiscono alcunché di profano. presso di loro è ammirevole la vita comunitaria: invano si cercherebbe presso di loro qualcuno che possieda piú degli altri. Come dal Rotolo della guerra abbiamo appreso il programma rivoluzionario guerriero degli esseni. ognuno è invitato dai sovrintendenti al mestiere che sa: dopo aver lavorato energicamente fino all’ora quinta. cosicché sia al principio che alla fine venerano dio come dispensatore della vita. In realtà. copertisi di un indumento di lino. per aumentare il numero dei seguaci. ma in varie città prendono domicilio in molti. sui diseredati. gli stessi battesimi. altrettanto lo erano verso i loro proseliti che. in realtà incitavano all’odio contro i loro nemici etichettati quali «figli delle tenebre». ai quali promettevano una ricompensa eterna dopo la morte. dopo che hanno mangiato. che dovevano trascorrere sotto osservazione prima di essere accettati dalle comunità. nei quali Mithra veniva assimilato al sole sorgente di luce. Loro stessi non entrano nel refettorio che dopo essersi purificati. Gli esseni in particolare hanno fama di praticare la santità.] Eseguite. si lavano il corpo con acqua fredda. sottoponevano i nuovi arrivati a un anno di noviziato. in fin dei conti. cosí siamo venuti a conoscenza dell’organizzazione interna delle comunità essene attraverso il Rotolo delle regole che. Ai membri delle altre comunità che giungono da fuori. dato che esse sono sacre. che inculcavano loro le leggi del Pentateuco e li ammaestravano nei concetti spirituali riguardanti quella ricompensa eterna che avrebbero raggiunto dopo la morte. facendo leva. si radunano nuovamente in un solo posto e. [È la ripetizione dei riti mazdeisti. se avessero seguito i loro insegnamenti – quegli insegnamenti che. di usare l’ideologia spirituale per realizzare un imperialismo materiale. Allora ritor- 76 . in realtà era un’apparenza ostentata per evitare le persecuzioni romane. che è il cristianesimo.. i perseguitati. Una volta spogliati di tutto ciò che avevano. deposte le vesti indossate per il pasto. III e IV sec. a cui si mostravano come osservanti dediti soltanto alle preghiere. come in effetti erano. facendoli lavorare come schiavi dietro la ricompensa di vitto e alloggio secondo i rituali di una vita monastica. tornano nuovamente ai lavori fino alla sera. egli aggiunge una nuova preghiera. apportatrice soltanto di odio. beni che venivano poi utilizzati per sostenere il movimento rivoluzionario. Dopo. i seguaci venivano tenuti sotto diretto controllo. camuffati sotto un’ideologia spirituale. Costoro respingono i piaceri come male. Questa situazione. n. e. per la diffidenza che nutrivano verso gli estranei. grazie all’espediente del battesimo che i nazir elargivano a quattro mani per prodursi seguaci. dopo duemila anni: gli stessi nazir che hanno cambiato il nome in preti. le preghiere del mattino. La tranquillità di vita che conducevano queste comunità. nonostante che i loro scritti siano stati falsificati e censurati dai cristiani nel II. gli esseni preparavano la battaglia finale dei «figli della luce» contro i «figli delle tenebre». il panettiere serve i pani per ordine e il cuciniere serve a ciascuno una sola scodella con una sola vivanda. come in un recinto sacro. Il sacerdote precede il pasto con una preghiera. di guerre e di rancori tra i popoli. Come erano ipocriti nell’atteggiamento verso il mondo esterno. Sono contrari al matrimonio. secondo quanto avevano appreso dalla religione avestica. Dispregiatori della ricchezza. spingevano a cedere tutti i loro beni alla comunità. ma adottano i figli altrui. ma recitano certe preghiere verso di esso quasi a supplicarlo di spuntare. come risulta dagli scritti degli storici dell’epoca. dalla razza. quali Giuseppe Flavio. dalla religione. gli afflitti. distribuendosi nelle varie occupazioni sotto la diretta sorveglianza dei nazir.si in tutto l’Impero romano in comunità sempre piú agguerrite e numerose. ebrei di nascita. Filone. e nessuno può iniziare a mangiare prima della preghiera. si ripete ancora oggi. Anche se aprivano le adesioni a tutti. C’è infatti una legge che quelli che entrano nella comunità cedano il patrimonio alla corporazione. concedono libero uso delle case loro come se fossero proprie di coloro che entrano in casa di quelli che in precedenza non avevano mai visti come in casa di persone familiarissime. le stesse promesse di una vita eterna e gli stessi grulli che li seguono. attraverso questa sottomissione imposta dalla classe dominante alla massa dei seguaci.

Sorridendo anzi tra gli spasimi e trattando ironicamente coloro che eseguivano le torture. scegliendo specialmente quelli che riguardano il profitto dell’anima e del corpo. Un’altra importante osservazione che si deve fare per comprendere gli esseni è quella che riguarda il loro rifiuto ad accettare il sacramento dell’eucarestia. Dopo che egli avrà dato in questo tempo prova di temperanza. E qui studiano le malattie. sarebbe stato per loro già motivo di sacrilegio. mentre le anime permangono per sempre. bruciati e fratturati. Di conseguenza. Superano i dolori con la riflessione [Yoga]. restano implicate nei corpi come dentro le carceri. mai adularono i loro tormentatori. secondo la consapevolezza che hanno di fronte alla vendetta di dio. secondo le loro opere. quel mondo che. Quando giunge con gloria [riferimento al martirio]. il sacerdote stenderà per primo la sua mano per benedire il pane e il vino dolce. I loro spiriti. affinché introducano nel patto di grazia tutti coloro che sono volenterosi nell’adempimento degli statuti divini. degli scritti sacri e delle sentenze dei profeti: ed è raro che le loro predizioni falliscano (Ant. si limitava alla semplice benedizione del pane e del vino dolce. ma rifiutarono ambedue le cose. viene inoltrato piú addentro nella norma di vita. del resto.). I saggi ammaestrino e istruiscano tutti i figli della luce sulla storia di tutti i figli dell’uomo e su tutti i generi dei loro spiriti con i loro caratteri. per altri due anni si mette a prova il suo carattere. Venute dall’etere sottile. e sulle loro genealogie. Autodefinitisi «figli della luce». eseguivano un rito che. né mai piansero. E allorché disporranno la tavola per mangiare o il vino dolce per bere. Coloro che desiderano entrare nelle comunità non ne ottengono immediatamente l’accesso. nella quale furono stirati e contorti. giud.nano e cenano nella stessa maniera in compagnia degli ospiti. Rimanendo fedeli alle leggi di Mosè − come vedremo nel prossimo brano tratto dal libro dei Regolamenti delle comunità −. rendevano lo spirito come persone che stiano per riceverne un altro [questi sono i martiri esseni. giudicano la morte come migliore mezzo della conservazione della vita. che era proibita dal Pentateuco]. sulla visita [avvento del messia] nella quale saranno colpiti e sul tempo della loro retribuzione. D’altronde che il pacifismo ostentato dalle comunità essene fosse solo apparente risulta dal loro programma bellico espresso nel Rotolo della guerra: basato sulle stragi piú efferate. ognuno secondo il proprio grado e cosí sarà domandato il loro consiglio in ogni cosa. ma ancora non è accolto nella vita comune. 77 . quel dio di cui era proibito perfino fare il nome. in realtà non erano altro che i figli di quell’odio e di quel rancore che nei secoli gli si era accumulato contro tutto il mondo. Al postulante impongono per un anno la stessa norma di vita. se ce ne sono. avevano sempre respinto ogni forma di teofagia. furono sottoposti a ogni genere di prove dalla guerra con i romani. le radici che preservano da esse e le proprietà delle pietre. Vi sono poi tra di loro quelli che asseriscono di prevedere il futuro. che hanno fatto propri i concetti cosmici della religione mazdeista per realizzare un programma di dominio universale basato esclusivamente sull’aggressività piú feroce. avendoli sempre emarginati e respinti. non sono che dei lupi travestiti da agnelli. affinché amino quanto egli ha scelto e odino quanto egli ha respinto. ricordando solo in apparenza quello eucaristico “pagano”. che la Chiesa trasformerà in martiri cristiani]. immergendolo in acque di purificazione ancora piú pure. attratte da un incantesimo naturale [è lo stesso concetto di anima presente nel culto dei misteri]. Anche se avevano ripreso tutto dal culto dei misteri. esercitandosi fin dalla fanciullezza nello studio dei libri sacri. affinché amino tutti i figli della luce ognuno nel posto che ha nel consiglio di dio. fatti passare sotto ogni strumento di tortura affinché bestemmiassero il legislatore oppure mangiassero alcunché di illecito [particolarmente la carne suina. dopo la dimostrazione di costanza. lasciandolo durante questo periodo fuori della comunità. Dal Rotolo delle regole: per tutta la comunità e per tutti gli uomini affinché vivano secondo la regola della comunità cercando dio nei suoi statuti e giudizi facendo ciò che è bene e retto dinanzi a lui come ha ordinato a Mosè e per mezzo dei suoi servi e profeti. Hanno una cura straordinaria degli scritti antichi. e odino tutti i figli delle tenebre. Dal Rotolo delle regole dell’assemblea: in ogni luogo dove saranno dieci uomini del consiglio della comunità. e allora se appare degno viene ammesso nella società. tra di loro non mancherà un sacerdote: si siederanno davanti a lui. trabocca di odio e di vendetta. Da questo passo di Giuseppe Flavio appare evidente come le organizzazioni essene cercassero di nascondere la loro attività rivoluzionaria dietro un’apparente tranquillità monastica per evitare le persecuzioni dei romani. li aveva relegati in un ruolo cosí infimo da essere considerati una razza inferiore. Infatti è ben salda in loro l’opinione che i corpi sono corruttibili e instabile è la loro materia. Il solo pensare di poter mangiare il loro dio. E infatti.

tra i quali c’erano quei sadducei che avevano tutto l’interesse a eliminare ogni movimento rivoluzionario. sempre nel Rotolo delle regole: ma dio. che corse dall’anno 7 (rivolta del censimento) all’anno 70 n. divorando il loro dio. Da questo passo risulta in maniera inconfutabile che i seguaci di cui parlano gli Atti degli apostoli non sono dei cristiani. e. stanno realizzando quel monoteismo che. Ma Simone gli disse: «Anania. E piú avanti. perseguitarono questi esseni in tutto l’impero nella maniera piú spietata. ha concesso un tempo determinato all’esistenza dell’ingiustizia: nel tempo stabilito per la visita [l’avvento del messia] egli la sterminerà per sempre. quando a capo di essa subentrò un certo Simone. dopo essere stati spogliati dei loro averi. che ha creato gli spiriti della luce e della tenebra e su di essi ha fondato ogni azione e sulle loro vie ogni servizio. I martiri esseni furono innumerevoli e tutti morirono. Allora Simone le disse: «perché vi siete accordati per tentare lo spirito del signore? Ecco qui alla porta i passi di coloro che hanno seppellito tuo marito e porteranno via anche te». In una sorgente di luce sono le origini della verità e da una fonte di tenebra le origini dell’ingiustizia. Quando i giovani entrarono la trovarono morta e. nella certezza che avrebbero acquisito come ricompensa del loro sacrificio una vita di beatitudine eterna dopo la morte. che furono puniti con la morte perché non avevano versato alle casse della comunità tutti i loro beni come la regola imponeva. oltre che a servirci come esempio per comprendere con quale animo gli esseni affrontavano la morte. lo portarono fuori e lo seppellirono. Circa due ore piú tardi entrò anche la moglie. consegnò l’altra parte deponendola ai piedi degli apostoli [dirigenti della comunità di Gerusalemme]. affinché servissero da monito. In mano al principe delle luci è l’impero su tutti i figli della giustizia: essi camminano sulla via della luce. quali angeli delle tenebre. dalle torture e dalle sevizie piú crudeli. marito e moglie. dovevano essere soppressi da loro che erano gli angeli della luce. Ed in mano all’angelo della tenebra è tutto l’impero che dovrebbe essere in mano ai figli della giustizia [chiaro riferimento al loro programma di prendere il posto di Roma]: essi camminano sulla via della tenebra. determinerebbe la loro estinzione. il dio d’Israele. e nella sapienza della sua gloria. ma esseni. Il periodo messianico.In tutto il Rotolo delle regole si ripetono continuamente le minacce contro i «figli delle tenebre» rappresentati da Roma e dai suoi alleati “pagani” che. (guerra giudaica). perché mai Satana si è impossessato cosí del tuo cuore che tu hai mentito e ti sei trattenuto parte del prezzo del terreno? Perché hai pensato in cuor tuo a questa azione?». attraverso Mithra. come attesta Giuseppe Flavio. attivista esseno. venivano plagiati a odiare i loro avversari che. attenti a stroncare ogni focolaio di rivolta. Non c’è bisogno di commento per comprendere quali fossero i mezzi usati dai capi rivoluzionari per sottomettere i loro seguaci – i quali. portatala fuori. E un gran timore sí diffuse su tutta l’ekklesía e in quanti venivano a sapere di queste cose. perché. fu caratterizzato da una continua caccia agli appartenenti al partito nazionalista giudaico da parte dei romani e dei loro alleati. negli arcani della sua intelligenza. attraverso un fatto accaduto nella comunità di Gerusalemme alla fine degli anni quaranta. Una conferma circa chi fossero veramente gli esseni nell’ambito delle comunità apparentemente pacifiche ci viene da un passo degli Atti degli apostoli. di nome Anania e Saffira. E un gran timore prese tutti coloro che erano presenti. Ma il dio d’Israele e l’angelo della sua verità soccorrono tutti i figli della luce: è lui. la seppellirono accanto al marito. ed ella: «sí. ignara dell’accaduto e Simone le chiese: «avete venduto il campo a tal prezzo?». Tra questi è interessante ricordare il martirio di un certo Stefano. come afferma la Chiesa. uno dei pochissimi brani che sfuggirono alla censura dei falsari cristiani. Anania cadde a terra e spirò. Un uomo di nome Anania con la moglie Saffira vendette un suo podere e. tenuta per sé una parte dell’importo d’accordo con la moglie. All’udire queste parole. del quale parlerò ampiamente in seguito. Si alzarono allora i piú giovani e. che avrebbe potuto mettere a repentaglio il loro stato di privilegio. I romani. 78 . sorridendo ai loro aguzzini. facendone precedere le morti. Il fatto riguarda due proseliti. avvolto il corpo di Anania in un lenzuolo. a tanto». Anche Saffira cadde ai piedi di Simone e spirò. ci dà anche la possibilità di parlare di un certo Paolo di Tarso e quindi di comprendere chi fosse veramente costui.

prefetto della Giudea. Ma chi era questo Saulo. né chi abbia una macchia nell’occhio o la scabbia o piaghe purulente o sia eunuco». Nell’anno 41 n. sempre alla ricerca di affermazioni personali. Ottenuta questa qualifica. del regno d’Israele. mentre svolgeva la sua missione di predicatore esseno. creava continue sommosse e tumulti con lo scopo di destabilizzare le istituzioni romane –. sempre come persecutore di esseni. Fu durante questo viaggio che si tagliò i capelli. i persecutori proruppero in grida altissime turandosi gli orecchi. Eseguita la lapidazione. passò al partito nazionalista giudaico. lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo secondo la tradizione ebraica. Il discorso che Stefano fece ai suoi aguzzini prima di morire è da considerarsi come il riassunto dell’ideologia essena. in verità. Paolo di Tarso fu condotto al cospetto di Felice. e. potrà accostarsi a offrire il pane del suo dio: perché nessun uomo che abbia qualche deformità potrà accostarsi: né il cieco. Che Paolo. né un gobbo. dal momento che sono il risultato di una gnosi che si sviluppò almeno centoventi anni dopo. Di discendenza farisea. Dal Deuteronomio: [… il] signore disse a Mosè: «nelle generazioni future nessun uomo della tua stirpe. Un’ulteriore conferma che Paolo di Tarso fosse un nazir. se da alcuni storici è stato definito. commessi dei reati di natura penale. Priscilla e Aquila. Antiochia. che facevano parte del novero degli espulsi da Roma. resosi conto che a nulla di positivo sarebbe potuto pervenire finché fosse rimasto nel mondo ebraico.. né chi abbia il viso deforme per difetto o per eccesso. con l’accusa di essere un 79 . operata attraverso un’apologia della storia del popolo ebraico nelle figure di Abramo. Paolo si tagliò i capelli che si era fatto crescere a causa di un voto (At. risulta essere un uomo ambizioso e sicuramente dotato di grande loquela. 18). basata sulla resurrezione dell’anima dopo la morte: a sentire queste parole. passò al servizio dei romani. intraprese la sua missione di attivista esseno. con i quali intraprese un viaggio alla volta di Antiochia. Damasco e Alessandria. in cooperazione con il partito nazionalista giudaico di Gerusalemme. Stando alla documentazione storica che fa riferimento a lui. o Saulo. fosse un nazir ci viene testimoniato dagli stessi Atti degli apostoli. poiché la pattuglia era composta da sadducei. Ottenuta la cittadinanza romana in seguito a questa collaborazione. viene fornita da un altro passo degli Atti degli apostoli – uno di quei rari passi che si salvarono dalle censure operate dai falsari cristiani –. quando l’imperatore Claudio emise un editto con il quale espelleva da Roma gli ebrei perché causa di disordini – era la comunità esseno-zelota che.Stefano fu catturato e ucciso da una di quelle pattuglie sadducee che collaboravano con i romani nella repressione degli esseni. vescovo di Cesarea. 18. frequentò il corso di indottrinamento per divenire nazir. offertagli dal battesimo. delle rivendicazioni sulla Palestina e dell’esaltazione dell’ideologia spirituale. Mentre era in compagnia di Priscilla e Aquila. attivista del partito nazionalista giudaico. né un nano. né lo zoppo. anche per le sue infermità. che la Chiesa esalta come uno dei capisaldi della propria teologia? E mettendogli in bocca. di cambiare il proprio nome in quello latino di Paulus («Paolo»). sperando di ottenere cariche importanti dalla ricca e potente casta dei sadducei. quali Corinto. che gli erano diventati nemici in seguito alla sua conversione al movimento rivoluzionario. ritroviamo Paolo ospite di una coppia di giovani sposi. né chi abbia una frattura al piede o alla mano. Mosè. Efeso. deposero il loro mantello ai piedi di un giovane chiamato Saulo [la deposizione del mantello ai piedi del capo della squadra era un atto di riconoscimento al suo merito per aver portato felicemente a termine una missione]. nella città di Centre. gli esecutori della condanna. il «Demostene degli esseni». che i nazirei erano obbligati a lasciare intonsi durante il corso di indottrinamento. proseguí in questa attività finché. Ammesso dunque alle comunità essene. che era il risultato dell’unione delle leggi mosaiche con i concetti mazdeisti. − che gli storici chiamano «il falsario» per antonomasia −. approfittando dell’opportunità. che abbia qualche deformità. Ma. predicando nelle varie comunità (ekklesíe) sparse nel Vicino oriente. si mise al loro servizio come persecutore degli esseni. nel quale si racconta di una cattura che subí quale propagandista esseno. per sfuggire ai tribunali romani. poi si scagliarono tutti insieme contro Stefano. Sorpreso dai sadducei. frasi anacronistiche. tra i quali emerge quell’Eusebio. a causa di quella legge del Deuteronomio – che interdiceva cariche pubbliche a coloro che avevano difetti fisici –.

Per quanto riguarda poi la sua morte. sopprimendo tutti i documenti che vi si riferivano. che nel II sec. a quei tempi. per quella cittadinanza romana che aveva. revisionata e corretta. in seguito all’ordine di Claudio che allontanava da Roma tutti i giudei rivoluzionari. questa. Abbiamo scoperto che quest’uomo è una peste. coma. ma senza nessuna prova che lo confermi). e. con profonda gratitudine. che qualche storico ritiene probabile. detto «il romano». perché aveva bisogno di un sostegno su cui poggiare le inesistenti origini di un cristianesimo. è risultato che le continue perdite di conoscenza. prima di darsi alla politica. come quella che lo fece cadere da cavallo sulla strada di Damasco – che la Chiesa fa passare per estasi rivelatrici di verità teologiche –.. procedeva a piccoli passi e la sua testa era divenuta pressoché calva [praticamente. La descrizione della figura di quest’uomo deforme e privo di salute che. indicava la Spagna. in antitesi a coloro i quali lo vole80 . sembra che sia avvenuta «nel paese dove tramonta il sole». n. cosí si rivolse a Felice: «la lunga pace di cui godiamo grazie a te e le riforme che ci sono state in favore di questo popolo grazie alla tua provvidenza. a causa dei suoi difetti fisici. oriundo del Ponto. n. cavandosela con una condanna al carcere. caduta. anche se si presume attribuibile intorno all’anno 10 n. cecità temporanea e perdita della parola e paralisi che si è progressivamente migliorata. perché a raccontarli tutti non basterebbero tre pagine. e. lasciando comunque conseguenze emiplegiche [cerebrali] definitive. nel passo già precedentemente portato. Ragot afferma che nell’episodio di Damasco ci sono tutti i segni caratteristici di una crisi di apoplessia: offuscamento della vista. Nei suoi studi dedicati a Paolo di Tarso.. n. cosa questa che viene confermata dagli Atti degli apostoli. a evitare la morte. che ha cominciato a formarsi soltanto nella seconda metà del II sec. non poté ottenere cariche pubbliche presso i sadducei. Paolo di Tarso riuscí. Questa descrizione. e. perché suffragata dal bisogno che aveva Paolo di Tarso di sfuggire alla polizia di Roma. Tralascio i processi e le condanne che Paolo di Tarso collezionò durante la vita. un deforme con turbe psichiche]. Ma. che troviamo in antichi documenti sotto il nome di Atti di santa Tecla. aggiungiamo che. eccellentissimo Felice. né la sua data.sovvertitore dell’ordine pubblico. anche questa priva di ogni riferimento. che gli fu commutata in una libertà vigilata – come risulta da altri documenti. e. Erano infatti di mestiere fabbricatori di tende. Paolo di Tarso quale teologo sostenitore di dogmi e di misteri non è che il prodotto di quella corrente gnostica. secondo una tradizione riportata da un certo Clemente. largo di spalle. Ma per non trattenerti troppo a lungo ti prego di darci ascolto brevemente nella tua benevolenza. Ipotesi. che. corazza e spada che vediamo nei dipinti ecclesiastici: Paolo di Tarso era grosso. origini che falsamente ha fatto partire dagli anni trenta del I sec. Non si sa né dove sia nato (la Chiesa dice a Tarso in Cilicia. aura luminosa e sonora. Le sua gambe erano piegate. Sempre dagli Atti di santa Tecla veniamo a sapere che di mestiere. sostituendosi agli esseni – quegli esseni che ha cercato di far sparire dalla storia. le sue ginocchia si toccavano. da studi psicanalitici fatti sulla sua persona. ancora una volta. corto. Paolo si recò da loro e poiché erano del medesimo mestiere si stabilí nella loro casa e lavorava. le accogliamo in tutto e per tutto. lo storico A. La Chiesa ha costruito con Paolo di Tarso un eroe del pensiero. che lo vede ospite di Priscilla e Aquila: Paolo lasciò Atene e si recò a Corinto presso un giudeo di nome Aquila. non erano altro che attacchi epilettici. che lo ricercava per reati di natura pubblica. Il capo di coloro che avevano eseguito l’arresto. che in greco significa «zoppo». viene confermata dal suo soprannome «Saulo» (Saulos). si era impegnata a costruire un salvatore essenzialmente spirituale. come già era accaduto negli altri processi che aveva subito da parte dei romani. arrivato poco prima dall’Italia con la moglie Priscilla. che potrebbe lasciare perplesso chi si era fatto di lui una ben altra immagine. Ancora per conoscere meglio Paolo di Tarso. Saulo faceva il costruttore di tende. è ben differente da quella di cavaliere romano valoroso e aitante con elmo. Di questo personaggio che la Chiesa ha assurto a pilastro del cristianesimo non si conosce nulla. un certo sacerdote sadduceo di nome Anania. fomenta continue rivolte fra tutti i giudei che sono sparsi nel mondo ed è capo della setta dei nazirei».

nelle riunioni che teneva nelle varie ekklesíe. stando a quanto sostiene la Chiesa. la non esistenza di Gesú. Nessuno come Paolo di Tarso può confermare. l’eucarestia. a detta dei libri sacri. lo vorrei che tutti foste come me che sono celibe. Quale incoerenza maggiore di questa. Ignora Pilato. non l’ho fatto per mostrare un Paolo di Tarso contrario alla masturbazione. che in realtà erano la derivazione degli «angeli delle tenebre» della religione mazdeista. quando aveva parlato con Giacomo e Simone che erano stati testimoni al fatto? È mai possibile che Giacomo e Simone non gli abbiano parlato della crocifissione. negando che Cristo fosse stato crocefisso. Esiste un altro gruppo di esseni che per costumanza e legislazione. Per se stessi disdegnano il matrimonio e sono propensi piú ad adottare figli altrui che a farne loro. nel capitolo in cui spiega come gli esseni vedevano il matrimonio. cosí si rivolge ai corinzi: «so che una parte di voi vuole il matrimonio e una parte è contraria a esso.vano invece umanizzato. con le sue incoerenze. dissentono però sulla questione del matrimonio. ebrei di nascita. Paolo di Tarso. da come egli tratta questo argomento rivolgendosi ai seguaci dell’ekklesía di Corinto. prima che i cristiani gli dessero una figura definitiva. appartenenti al movimento rivoluzionario giudaico. spiriti del male. se ci fosse stata veramente? Questo dimostra quanto fosse confusa la persona di Cristo. benché abbia incontrato per ben due volte. tanto che se tutti adottassero la stessa opinione ben presto scomparirebbe il genere umano. ignora la «passione». Infatti Paolo di Tarso. che la sua morte era stata voluta dagli «arconti». possiamo avere un’ulteriore conferma dell’appartenenza di Paolo di Tarso al movimento rivoluzionario. Ritengono infatti che coloro che non si sposano amputino una parte importantissima della vita. sono piú degli altri legati dal mutuo affetto. della quale era impregnata l’ideologia essena. Simone e Giacomo a Gerusalemme. affermava. dal momento che afferma che Cristo era morto legato a un palo (stauros) – un Cristo che. era stato crocefisso soltanto dieci anni prima che parlasse con Giacomo e Simone. Da Giuseppe Flavio: gli esseni. Se ho riportato questo passo. Se prendiamo le Antichità giudaiche di Giuseppe Flavio. lo disconosce del tutto nella sua figura di messia crocefisso. dal momento che egli. a proposito di questo argomento. pur accordandosi in tutto con gli altri. è meglio sposarsi che ardere». l’ascensione e la stessa crocifissione. ma esseni. e cioè la propagazione della specie. 81 . ma ai non sposati dico che se non riescono a vivere in continenza allora è bene che si sposino. ma per dare un’ulteriore prova che egli era un attivista nazir e che coloro i quali formavano le ekklesíe non erano cristiani – come la Chiesa sostiene –. tra gli anni quaranta e cinquanta. se egli nega la crocifissione di Cristo.

e. e. muore Ezechia e gli succede il figlio Giuda. coinvolgeva. ricavata dalla filosofia avestica... alla portata di tutti. il partito nazionalista giudaico riprende la sua attività rivoluzionaria con un esercito che sempre piú si organizza e si rinforza in vista della grande battaglia contro Roma. dà inizio all’era messianica. ma tutti gli ebrei che. 3. figlio di Ezechia (Giuseppe Flavio). che assicura l’avvento del messia (il «giusto») che condurrà i giudei alla vittoria finale sui nemici di dio. lasciando in eredità una successione complicata. Seguono le rivoluzioni che il partito nazionalista giudaico organizza contro Erode. legato di Siria interviene due volte con le sue legioni. Contrariato da questa nomina a re concessa a Erode. • 6 n. viene confermato da Quintilio Varo sul trono di Gerusalemme in qualità di etnarca. Quintilio Varo. che si protrae negli anni che seguono con una violenza sempre maggiore. muore Erode. Erode si impossessa del trono di Gerusalemme. eccezion fatta per i sadducei. figlio primogenito di Erode.GUERRE ESSENO-ZELOTE Perché si possano seguire meglio le vicende attinenti l’era messianica è bene fare un breve riepilogo dei fatti che la precedettero: • 44 av. non solo i giudei. Temendo che questa ripresa dell’attività rivoluzionaria porti la Palestina a una rivoluzione generale. usurpatrice del trono di Gerusalemme. il cui inizio sarà determinato dall’imminente realizzarsi della profezia di Zarathustra.. approfittando del fatto che Ircano II è stato fatto prigioniero dai parti. e. fedeli alla tradizione. quella di Giacobbe era. Archelao. toglie Archelao dal trono di Gerusalemme e al suo posto colloca un prefetto romano. assume particolare importanza. quali i farisei. anelavano alla ricostituzione del regno d’Israele. I rivoluzionari. che porta i suoi quattro figli a disputarsi il trono. Nonostante la dura repressione. caratterizzato da continui scontri tra i guerriglieri e le truppe romane. A differenza di quella di Zarathustra che. 2. e. approfittando della situazione caotica che si era generata. i rivoluzionari si oppongono alla nomina di Archelao.. n. nella persona di Coponio. l’attacco agli arsenali romani di Seffori condotto da Giuda. Ottaviano Augusto. per dimostrare la risolutezza dei rivoluzionari. occupa definitivamente la Palestina annettendola come provincia all’impero. riprendendo nella loro attività rivoluzionaria. rappresentando per gli ebrei la realizzazione della profezia di Giacobbe che asseriva che l’avvento del messia si sarebbe verificato quando «lo scettro di Davide sarebbe passato nelle mani di uno straniero». • 41 av. • 4 av. Mentre quella di Zarathustra era ancora di là da venire. e. n. intensificano le rivolte per liberarsi definitivamente della famiglia di Erode. essendo di origine biblica. nella sua semplicità. deciso a porre termine ai continui disordini provocati dai rivoluzionari. In questo periodo. Roma interviene con le legioni di stanza in Egitto. che si sarebbe dimostrato cosí 82 . e quindi dal risultato dubbio (anche per via di quell’aumento di luce derivante dalla congiuntura astrale. che invece spettano a Giuda quale erede di Aristobulo II. doma la rivolta che si protraeva da quattro anni e riconferma Erode sul trono di Gerusalemme elevandolo dal suo titolo di etnarca della Giudea a re di tutta la Palestina.. n. Era messianica I motivi per i quali il movimento nazionalista abbandonò decisamente la profezia di Zarathustra per seguire quella di Giacobbe furono diversi: 1. gran parte dei samaritani e molti fra quelli che erano rimasti “pagani”. • 37 av. ritenendolo usurpatore dei diritti al trono. La seconda volta la repressione è cosí feroce che duemila rivoluzionari vengono crocefissi. n. esigeva un supporto teologico per essere compresa. La profezia di Giacobbe. Questa sostituzione di un giudeo sul trono di Gerusalemme con un non appartenete alla razza ebraica.

debole da non garantire un effetto sicuro sulle masse), quella di Giacobbe rappresentava, invece, un fatto reale, avvenuto, compreso e già accettato da tutti gli ebrei. 4. Si era realizzata nel momento piú opportuno, cioè quando la tensione contro i romani aveva già coinvolto tutto il popolo a causa dell’occupazione voluta da Augusto, che praticamente segnava la fine di ogni aspirazione all’indipendenza della Palestina. Come conseguenza dell’esaltazione che la profezia di Giacobbe aveva provocato nel popolo ebraico, cominciarono a venir fuori messia in ogni dove, nelle persone di santoni e asceti farneticanti o di avventurieri in cerca dei facili successi che speravano di ottenere, stante la predisposizione che avevano le masse ad ascoltarli e seguirli nei programmi di libertà che predicavano, assicurandone la realizzazione. Moltiplicandosi nel tempo, questi sedicenti messia divennero cosí numerosi che, nella concorrenza che si facevano, gli uni esortavano il popolo a diffidare degli altri, accusandosi reciprocamente di impostura e di falsità:
«se qualcuno vi dice che il messia è qua o là non gli credete perché io soltanto sono quello vero ...».

Tutti messia che venivano catturati, erano sommariamente processati e condannati immancabilmente alla crocifissione – che era la pena riservata a chi commetteva i piú gravi delitti, dei quali facevano parte la sedizione, il terrorismo e il brigantaggio. Dei tanti messia che la storia ci testimonia ricordiamo i nomi di Theudas, Dosidee di Samaria e di un certo Meandro, che furono crocefissi come tutti gli altri. Poiché era usanza presso i romani rendere pubblico, a scopo di monito, il delitto commesso dai condannati a morte, veniva scritta sul palo dove questi sedicenti messia venivano legati l’espressione «re dei giudei», la quale, oltre a spiegare il reato, racchiudeva anche uno scherno verso di loro che si erano proclamati tali e verso quegli ebrei che, seguendoli, li avevano sostenuti. Dal momento che le lingue parlate in Palestina erano l’ebraico, il greco e il latino, la scritta veniva formulata in queste tre lingue. Approfittando di questa esaltazione popolare derivata dalla profezia di Giacobbe, anche i nazir si diffusero in tutta la Palestina per predicare l’ideologia religiosa essena in preparazione dell’imminente avvento del messia. Il loro scopo era quello di attirare le masse alla causa rivoluzionaria, suscitando odio verso coloro che erano causa dei loro dolori sulla terra, che, nel caso, erano rappresentati dai romani e da quanti collaboravano con loro. Si presentavano ipocritamente come consolatori degli afflitti, dei diseredati e dei perseguitati per attuare una forma di plagio che, indirizzata com’era a coloro che maggiormente soffrivano delle ingiustizie sociali, generalmente dava risultati positivi. Tra gli attivisti esseni che si impegnarono in questa campagna propagandistica preparatoria all’avvento del messia liberatore, la storia si sofferma su un certo Giovanni Battista, che, sicuramente, eccelse fra tutti. Secondo alcuni storici questo Giovanni Battista sarebbe stato addirittura il designato dal movimento esseno ad assumere il comando della rivoluzione. Una cosa, comunque, è certa: ebbe un tale successo come trascinatore di folle che Erode Antipa, tetrarca di Gerusalemme, lo fece sopprimere, vedendo in lui un grave pericolo per la stabilità politica della Galilea. Ma lo fece uccidere non come viene raccontato da quelle favole che sono i Vangeli, dove si parla di una certa Salomè che chiese la sua testa a Erode Antipa come compenso per una danza del ventre. La morte di Giovanni Battista, nazir e attivista esseno, viene riportata da Giuseppe Flavio nelle sue Antichità giudaiche. Se Giuseppe Flavio ricorda Giovanni Battista lo fa soltanto per spiegare la psicosi religiosa che portò gli ebrei yhavisti a ritenere che la sconfitta subita da Antipa da parte del re Aretra di Petra, contro il quale era in guerra, fosse stata una punizione di dio contro di lui perché aveva fatto uccidere un grande profeta quale era Giovanni Battista. Cosí si legge di Giovanni Battista nelle Antichità giudaiche:
molti giudei hanno creduto che questa sconfítta dell’esercito di Erode Antipa da parte del re Aretra di Petra sia stata una punizione di dio a causa di Giovanni detto il Battista: costui era un uomo di grande pietà, che esortava i giudei a seguire la virtú, esercitare la giustizia, a ricevere il battesimo. Cosí, siccome una grande moltitudine di gente lo seguiva per ascoltare la sua dottrina, Erode Antipa, temendo che il potere che egli esercitava sulle folle potesse produrre una rivoluzione, perché queste si sarebbero mostrate pronte a eseguire tutto ciò che egli gli avrebbe ordinato, credette di prevenire

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questo male al fine dí non doversi pentire quando sarebbe stato troppo tardi per rimediarvi. Per questa ragione, dopo averlo catturato, l’inviò alla fortezza di Machera, della quale abbiamo precedentemente parlato. I giudei attribuirono la sconfitta dell’armata di Erode Antipa a un castigo di dio per questa morte ritenuta da loro un’azione ingiusta.

Come anticipazione alle conclusioni che trarrò in seguito per dimostrare le contraddizioni riportate dai Vangeli sulla morte di Cristo, mi soffermo qui a far rimarcare quanto segue: sapendo che la sconfitta di Erode Antipa da parte del re Aretra avvenne nel 36 n. e., e che la morte di Giovanni Battista, precedendola di poco, avvenne o nello stesso anno o al massimo l’anno precedente, cioè nel 35 n. e., risulta impossibile, storicamente parlando, che Gesú sia morto nel 33 n. e., dal momento che si afferma che iniziò la sua missione di predicatore dopo la morte di Giovanni Battista. Come conseguenza, essendo stato crocefisso dopo tre anni di predicazione, cioè nel 39 n. e., non poté essere giudicato da Pilato, che, come si può dedurre dai documenti, lasciò il posto di procuratore della Giudea nel 36 n. e. Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sul fatto che Giovanni Battista fosse un nazir non ha che da leggere il Vangelo di Luca per averne la conferma.
Un angelo del signore apparve a Zaccaria e gli disse: «non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio che chiamerai Giovanni. Egli sarà grande davanti al signore; non berrà vino né bevande inebrianti e ricondurrà molti figli d’Israele davanti al loro dio» (Lc. 1, 15).

L’astenersi da vino e sostanze inebrianti era la prima regola che dovevano seguire i nazirei. L’annuncio dell’angelo a Zaccaria è lo stesso che l’angelo fece a Manoach per preconizzargli la nascita di Sansone che, in quanto predestinato a diventare nazir, doveva astenersi dal bere vino o bevande inebrianti (Gd. 13, 4). Poiché il programma dei rivoluzionari considerava determinante la partecipazione delle masse, cosí come gli esseni in Palestina, altrettanto cercavano seguaci le comunità del Vicino oriente e la comunità di Roma, che, dopo l’annessione della Palestina all’impero, era andata sempre piú rinforzandosi. In un crescendo di estremismo rivoluzionario fomentato dalle comunità giudaiche, l’Impero romano divenne nel giro di pochi anni un focolaio di sommosse, sedizioni e attentati terroristici, che costrinsero i romani a mettere in atto repressioni sempre piú severe contro questi «figli della luce» che, plagiati dall’ideologia rivoluzionaria, morivano sorridendo ai loro stessi aguzzini. I martiri esseni furono innumerevoli sia in Palestina che in tutti i paesi del Vicino oriente e nella stessa Roma, da cui gli ebrei furono espulsi, a causa dei disordini che creavano, nell’anno 41 n. e. da un decreto dell’imperatore Claudio. Per avere un’idea dell’attività rivoluzionaria, alla quale corrispondeva una reazione uguale e contraria da parte dei romani, basti dire che, secondo quanto afferma lo storico Filone, soltanto nella città di Alessandria vi furono negli anni quaranta oltre cinquantamila esseni uccisi dai romani quali “attivisti”. Questo numero cosí elevato di «martiri» di cui tutti gli storici parlano, che potrebbe sembrare esagerato, viene spiegato dal fatto che le comunità essene erano arrivate a essere numerosissime per via delle migliaia di emarginati che continuamente si convenivano dal “paganesimo” al movimento rivoluzionario, soprattutto per quel vitto e alloggio che veniva loro garantito, vitto e alloggio che venivano usati per attirare gli affamati e i diseredati − come il ragno costruisce la tela per catturare le mosche. La prima rivolta dell’era messianica (7 n. e.) scoppiò l’anno successivo alla destituzione di Archelao dal trono di Gerusalemme, in seguito a un censimento che Sulpicio Quirino, legato di Siria, aveva ordinato a scopo fiscale, essendo divenuta la Palestina tributaria dell’erario in seguito alla sua annessione a Roma come provincia dell’impero. Approfittando dello scontento generato dall’imposizione delle tasse e di quella esaltazione che aveva provocato presso il popolo ebraico la profezia di Giacobbe, che annunciava l’imminente avvento del messia, Giuda e i suoi rivoluzionari – «seguiti da un popolo che riunirono per la rivendicazione della libertà», come scrive Giuseppe Flavio – attaccarono le legioni romane di stanza in Palestina con tanta violenza da costringerle a ripiegare in Siria, dove rimasero finché, raggiunte dai rinforzi inviati da Quintilio Varo, ripresero i combattimenti. Il conflitto, protrattosi per circa un an84

no, in un alternarsi di successi e insuccessi di entrambe le parti, terminò con la sconfitta dell’esercito esseno in seguito alla morte di Giuda, figlio di Ezechia, detto il galileo. Questa guerra, che viene ricordata come «rivolta del censimento», avendo dimostrato ai rivoluzionari che le legioni di Roma potevano essere battute, riconfermò nel partito nazionalista giudaico la determinazione a proseguire la lotta secondo il piano espresso nel Rotolo della guerra, che poneva nella sua prima fase l’espulsione dei romani dalla Palestina. Rinvigoriti cosí nella certezza di pervenire alla vittoria finale contro Roma, proseguirono nella preparazione di quella che doveva essere la “madre di tutte le battaglie”, imponendo l’ideologia rivoluzionaria attraverso una forma persuasiva affidata ai nazir, che attiravano pacificamente le masse con le promesse di eternità e con i battesimi, e una politica dissuasiva contro i reticenti, affidata a squadre di terroristi che, per il loro zelo oltranzista, furono chiamati zeloti. Giuda il galileo, detto anche lo zelota, lasciò nove figli, sette maschi e due femmine. Tralasciando le due femmine, delle quali nulla ci è pervenuto oltre che la loro esistenza, mi soffermo a parlare dei sette figli maschi, che furono in realtà i fautori delle rivolte messianiche. I loro nomi erano: Giovanni (primogenito), Simone, Giacomo, Giuda, Giacobbe (Taddeo), Giuseppe e Menahem. Morto Giuda nella «rivolta del censimento», il ruolo di capo rivoluzionario fu affidato a Giovanni quale primogenito. Anche lui, benché fosse nato a Gamala in Golanite, città natale della sua famiglia, fu chiamato «galileo» nel significato che questo appellativo aveva assunto di rivoluzionario, per via del fatto che era dalla Galilea, dove risiedeva il grosso dell’esercito rivoluzionario, che partivano le rivolte e, siccome era un nazir, fu chiamato anche nazireo, come d’altronde venivano chiamati tutti quelli che avevano frequentato il corso di nazireato. Per quell’indottrinamento perfetto che doveva avere un erede al trono di Gerusalemme quale discendente della dinastia degli Asmonei, ricevette anche la formazione di rabbi (maestro), come suo padre Giuda e suo nonno Ezechia. Avendo riscontrato nella rivolta del censimento quanto fosse importante la partecipazione della popolazione, gli esseni decisero di affidare a Giovanni tutta una campagna preparatoria tendente a coinvolgere le masse alla rivoluzione, suscitando in esse odio e risentimento contro i romani e i loro alleati, che erano all’origine delle loro sofferenze. Dopo circa tre anni di prediche e di sermoni rivolti a quella categoria di diseredati che il bisogno rende particolarmente ricettivi alla speranza di ricevere dal cielo ciò che non ottengono sulla terra, Giovanni concluse il ciclo di prediche a Gerusalemme, dove un esercito di trentamila guerriglieri era in attesa per dare inizio alla rivoluzione. Ma tutto andò a monte per il tempestivo intervento delle truppe romane, che sorpresero i rivoluzionari mentre si accingevano a partire per attaccare. Giovanni fu catturato, processato e condannalo alla crocifissione. Al posto di Giovanni subentrò il fratello Simone, che prese il comando della comunità di Gerusalemme insieme al fratello Giacomo, i quali, a loro volta furono ambedue crocefissi nel 46 n. e. dal procuratore romano Tiberio Alessandro per la loro attività rivoluzionaria. Questo fatto riportato da Giuseppe Flavio in Antichità giudaiche (XX-3) viene confermato dagli Atti degli apostoli. I due documenti, che concordano su tutto, cioè sulla data, sul motivo dell’arresto e sull’esecuzione di Giacomo, discordano invece su quanto attiene a Simone, perché, a differenza di Giuseppe Flavio che lo vuole ucciso insieme al fratello Giacomo, gli Atti degli apostoli sostengono che si salvò dalla morte per via di un angelo che lo liberò, aprendogli la porta della prigione. (D’altronde se i cristiani non si fossero inventata questa storiella, come avrebbero potuto inviarlo a Roma per farlo diventare il primo papa?) Sempre per attività sovversiva era stato giustiziato l’anno precedente, cioè nel 45 n. e., un altro figlio di Giuda il galileo, cioè Giacobbe, la cui morte viene riportata cosí da Giuseppe Flavio:
mentre Cuspio Fado era procuratore della Giudea un impostore di nome Jacob, che si professava profeta, trascinò le folle a una rivolta, ma Fado lo prevenne, inviando uno squadrone di cavalleria che piombò su di loro all’improvviso: molti furono uccisi e molti presi vivi; fu fatto prigioniero anche Theudas, cui fu tagliata la testa e portata a Gerusalemme.

Morti Giovanni, Simone, Giacomo e Taddeo, dei sette figli di Giuda, figlio di Ezechia, rimanevano Giuda, Menahem e Eleazaro. Di Giuda, ignorandone la fine, si sa soltanto che era uno zelota e

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la morte di Nerone gettò Roma in uno stato di completa anarchia. come un inno al loro successo finale. I re della terra che si sono prostituiti e hanno vissuto nel fasto con essa piangeranno e si lamenteranno a causa di lei.. che in seguito ai continui successi si vedevano sempre piú prossimi alla realizzazione di quel loro programma. [E ancora:] apparve un cavallo bianco e colui che lo cavalcava aveva un arco. Gli ultimi due. 19. paragonata alla Babilonia della corruzione e del peccato. Dunque. Un altro angelo poi. Gli eserciti del cielo lo seguono su cavalli bianchi. Un nome porta scritto sul mantello e sul femore: Re dei re e signore dei signori (Ap. essendo morti tutti i fratelli piú anziani. nel 68 n. ebbero la certezza di pervenire alla vittoria finale quando. con una strage totale di Roma e dei suoi alleati: uno degli angeli che seguivano il cavaliere disceso dal cielo disse [le parole dell’angelo sono dirette ai rivoluzionari e il riferimento è a Roma]: «pagatela con la stessa moneta. È lo stesso messia che fu costruito durante la rivolta dei maccabei in seguito all’unione degli spiritualisti con i rivoluzionari. aveva sul suo capo molti diademi. gli esseni aspettano il messia. 2). poiché potente signore è dio che l’ha condannata.. il partito nazionalista giudaico si accinse a proseguire secondo quanto era stato stabilito nel Rotolo della guerra. raffigurate da Belial (demonio). lutto e fame. Egli governerà le genti con scettro di ferro. gli fu data una corona e poi egli uscí vittorioso per vincere ancora (Ap. e contro gli «angeli delle tenebre» rappresentati dai nemici del loro dio con a capo Roma. e il messia descritto dagli esseni nell’Apocalisse conserva ancora la duplice figura del salvatore spirituale che scende dal cielo. secondo l’ideologia religiosa. 11). Tutto ciò che ha preso per la sua gloria e il suo lusso restituiteglielo in tanto tormento e afflizione. e.. ed ecco un cavaliere bianco. secondo l’ideologia guerriera. che si presentava durante gli scontri come un cavaliere bianco che scendeva dal cielo per rendere i rivoluzionari vittoriosi nelle battaglie che combattevano contro Antioco IV Epifane e gli altri sovrani che gli succedettero: [. fu affidata a Menahem. Fallita la rivoluzione che era stata affidata a Giovanni.. La disgregazione delle istituzioni conseguente al caos sociale e politico in cui era caduta Roma si rifletté sull’esercito.] poi vidi il cielo aperto. per il diritto che gli spettava quale erede al trono di Davide. 6. sono ricordati ampiamente dalla storia. si mostrò imbattibile. I rivoluzionari. preparando un’altra rivoluzione. sotto la guida di questo messia. portava scritto un nome che nessuno conosce all’infuori di lui [nella certezza della vittoria sui romani. Fu in questo periodo che l’entusiasmo derivante dalla certezza della vittoria li portò a scrivere.. la guerra contro i romani volge talmente a loro favore che già si vedono. che scoppiò con tutta la violenza propria di un esercito potente e organizzato nell’anno 66 n. colui che lo cavalcava si chiamava «fedele» e «verace»: egli giudicava e combatteva con giustizia. che prevedeva l’espulsione dei romani dal Vicino oriente grazie alla vittoria riportata su di loro in Palestina. in un’ora sola è giunta la tua condanna!”» [.che aveva cercato di ripetere l’impresa del primogenito Giovanni. secondo la profezia dell’Apocalisse. I suoi occhi erano come una fiamma di fuoco. anche se le legioni riprendevano continuamente la battaglia per i rinforzi che ricevevano dalla Siria. vestiti di lino bianco e puro.. E tutto si concluderà. quando vedranno il fumo del suo incendio. ritto sul sole. distruggerla e prendere il suo posto nel comando nell’impero. retribuitele il doppio dei suoi misfatti. tenendosi a distanza. la cui discesa dal cielo dovrebbe avvenire da un giorno all’altro. L’armata rivoluzionaria. immensa città. È avvolto in un mantello intriso di sangue. gridava a gran voce a tutti gli uccelli che 86 . e. distruggerla e divenire padroni del mondo (monoteismo). sarà bruciata dal fuoco. secondo quanto Yahvé aveva promesso: «renderò il regno d’Israele infinito nel tempo e nello spazio e il mio popolo padrone di tutte le nazioni i cui popoli diventeranno sgabello per i loro piedi». perfettamente preparata e addestrata. Menahem ed Eleazaro. e. ma ancora non ne conoscono il nome]. il suo avvento è imminente. conquistare Roma. Siamo nel 68-69 n. quei diciannove capitoli della prima edizione dell’Apocalisse nei quali davano libero sfogo al loro odio e alla loro vendetta contro le forze del male. come previsto dal Rotolo della guerra. guai. e del conduttore di eserciti. dopo dieci anni che questi era stato crocefisso. Per questo in un solo giorno verranno su di lei questi flagelli: morte. Respinse le truppe romane fuori dalla Palestina e rimase praticamente padrona del campo. Il comando di questa rivoluzione. che entrò in uno stato di indebolimento tale da portare i giudei a un ottimismo tale da vedersi già entrare trionfanti a Roma. vedendo i suoi tormenti diranno: “guai.].

parte all’attività del movimento rivoluzionario. Tutti quelli che vi erano dentro. Durante l’assedio. sparsi sul territorio della Giudea. le carni di tutti gli uomini. dei cavalli e dei cavalieri. figlio di Giuda e fratello di Giovanni. erano catturati e crocefissi. quali Seneca. Ebbene. che. si può escludere nella maniera piú categorica l’assenza di loro e di Gesú in questo periodo. re di Gerusalemme. piccoli e grandi» [. si fermò a far visita alla comunità essena di Roma. 87 . i quali. radunatevi al grande banchetto di dio [il banchetto è la strage dei romani e dei loro alleati]. al contrario. le carni degli eroi. in qualità di storico. presso la quale rimase ospite per diversi giorni. che ebbe tanta importanza sulla storia romana nel Vicino oriente. purtroppo per gli esseni. storico e filosofo ebreo. Tutti furono uccisi dalla spada del cavaliere e gli uccelli si saziarono delle loro carni. liberi e schiavi..presso l’imperatore Caligola per intercedere a favore delle comunità essene che. scritti negli anni 40-50 n.tanto da recarsi nell’anno 40 n. nella lotta armata. le carni dei capitani. che visse in Palestina negli anni 65-66 n. Per sfuggire alle persecuzioni che seguirono da parte dei romani e dei “pagani”.volavano in mezzo al cielo: «venite. e. e. Gerusalemme fu rasa al suolo in maniera cosí totale come mai era avvenuto in precedenza. egli perseguitava in maniera esageratamente feroce. Non troviamo nessuna menzione di Gesú in Giuseppe Flavio. e. Filone non fa nessuna menzione né di Gesú. e. costrinse i rivoluzionari a rifugiarsi dentro le mura di Gerusalemme. Cassio Dione e Svetonio. poiché egli. né dei cristiani. i giudei. – da quanto risulta inconfutabilmente dai fatti e dalla stessa Apocalisse – gli esseni. Quelli che non venivano uccisi sul campo. sia pure indirettamente. furono passati alla spada o crocefissi: sempre Giuseppe Flavio nella sua Guerra giudaica parla di dodicimila crocifissioni. fu incaricato da Roma di raccontare i fatti accaduti in Palestina durante l’era messianica di cui era stato testimone.. quasi per una rivincita contro quel destino che si era loro messo contro ancora un’altra volta. la guerra giudaica determinò praticamente la fine dell’era rivoluzionaria messianica. come tutti gli ebrei. istitutore di Nerone. una gran parte degli ebrei fuggí dalla Palestina e dal Vicino oriente per rifugiarsi in Europa. compresi i civili. divenuto imperatore e ristabilito l’ordine a Roma. Parimenti non ne fa parola Plutarco. Mangiate le carni dei re. esclude nella maniera piú assoluta ogni forma di realizzazione messianica soprattutto in forma materiale. Espugnata.. Filone era cosí addentro alle vicende del tempo che. parlando di un lògos che deve ancora realizzare il suo avvento.. Nella mia visione vidi allora la bestia [è sempre il profeta che parla] e i re della terra suoi alleati con i loro eserciti radunati per muovere guerra contro colui che era seduto sul cavallo bianco e contro il suo esercito. erano ancora in attesa del messia. prima di rientrare presso la comunità essena di Alessandria di cui faceva parte. anche se successivi di qualche anno. rimarchiamo che nessun passo storico riporta l’esistenza del messia dei cristiani che le sacre scritture affermano essere stato crocefisso nell’anno 33 n. dai suoi libri. le cose non andarono come le avevano esaltate: Vespasiano. e. quale appartenente alla corrente religiosa essena. Ma la bestia fu catturata e con essa il falso profeta [Mithra] che alla sua presenza aveva sedotto quanti avevano adorato la sua statua. trattarono comunque nelle loro opere questo periodo messianico. Anche se il movimento rivoluzionario proseguí. con lo scopo di sterminare definitivamente gli ebrei. cioè da quella sostituzione di Archelao con Coponio al trono di Gerusalemme – che realizzò la profezia di Giacobbe –. che.. e sotto Ponzio Pilato. Ma. e. inviò il figlio Tito in Palestina con un esercito cosí poderoso che. come vedremo. vedendo svanire ogni speranza. un lògos per giunta essenzialmente spirituale. Quello che si impone di rimarcare a questo punto è che nell’anno 70 n. elessero Menahem. durante i quali una parte delle legioni proseguí ad attaccare quei rivoluzionari che erano rimasti isolati. e Tacito. Particolarmente significativo è poi il silenzio di Filone alessandrino.. prese. alla fine della guerra giudaica. dove formarono quelle comunità che dettero inizio all’espansione ebraica nel mondo occidentale. secondo lui. dopo averli sconfitti in campo. Giuseppe Flavio asserisce che le crocifissioni furono tante – parla di una media di cinquecento al giorno – che i romani dovettero sospenderle per mancanza di legni.]. né tutti gli altri. L’assedio durò sei mesi. Marziale. Facendo un riepilogo dei fatti accaduti durante l’era messianica che va dall’anno 6 al 70 n. riconoscendogli in un estremo atto di fedeltà quei diritti al trono che gli derivavano quale discendente della stirpe di Davide.

Ma la sua rivolta. Le persone maggiormente care usano accompagnare costoro che partono per il lungo viaggio. la quale. Simone. e soprattutto nel ricordare quella stirpe di Ezechia che. che capitolò senza opporre resistenza. Quando i romani entrarono. ma tutti si felicitano con loro e consegnano a loro delle lettere per i loro cari già morti. e non si fa la minima menzione di Gesú. non vedono l’ora di liberare le anime dai corpi. i martiri esseni. riorganizzato un modesto esercito di circa mille volontari. priva com’era di ogni sostegno da parte di un partito rivoluzionario disfatto. nonostante l’adozione dei principi religiosi del culto dei misteri “pagani” riguardanti la resurrezione dell’anima. e. Menahem e Eleazaro. n. nonostante la tremenda sconfitta subita nella guerra giudaica e le persecuzioni a cui erano sottoposti gli esseni. Perché in tutti i libri dell’epoca si parla di Giuda il galileo e dei suoi figli Giovanni. E allora evitiamo di provare vergogna nel mostrarci inferiori agli indiani nei pensieri di fronte alla morte e di offendere le patrie leggi che destano l’invidia di tutto il mondo. 88 . guardiamo gli indiani che seguono i dettami della filosofia. ci viene da un certo Giusto di Tiberiade che scrisse. andato distrutto (e possiamo immaginare per opera di chi) non vi sia nessun riferimento a Gesú lo sappiamo da Pfotius. nonostante i suoi miracoli. Dosidee e tanti altri. la sua resurrezione e tutti quei fenomeni che l’accompagnarono? La risposta è semplice: non potevano parlare di un qualcosa che non era esistito! Morto Menahem. guidò il movimento rivoluzionario con i suoi discendenti. salgono sul rogo. e mentre sono afflitte per se stesse perché rimangono in vita. Eleazaro consegnò come testamento spirituale una copia del discorso che aveva fatto ai suoi guerriglieri prima del suicidio collettivo. Giuda (Taddeo). sono concordi circa le rivoluzioni. invece. Giacobbe. i legionari infuriarono contro gli abitanti. cognato di Giovanni di Gamala. Questa lettera. sopportando a malincuore il primo periodo della vita che vedono come un debito da pagare alla natura. cosí si concludeva: noi che riceviamo nelle nostre case un’educazione informata a questi principi. pur riportando ogni dettaglio dei fatti riguardanti il periodo in cui era stato procuratore della Giudea (26-36 n. Ritenendo inutile continuare una lotta impari. patriarca di Costantinopoli. Secondo Giuseppe Flavio si salvarono soltanto alcune donne e bambini. perché attraverso il fuoco l’anima si separi dal corpo nel massimo stato di purezza [fu in virtú di questa convinzione che l’inquisizione metteva al rogo gli eretici]. Che in questo libro. facendo una vera strage. considerano beati coloro che con la morte raggiungono la condizione dell’immortalità. Sconfitto al primo urto. Costoro. i nomi dei tanti messia che si succedettero. dove venivano riportate le loro «patrie leggi». Eleazaro. A una di queste donne. e. comunque. quale sua parente. trovarono tutti i rivoluzionari morti. presi dal desiderio della vita immortale. annunciano agli altri la loro dipartita e non c’è nessuno che cerchi di dissuaderli. dovremmo dare l’esempio agli altri con l’essere pronti a morire. dopo un breve riassunto sull’ideologia essena. che. ignora nella maniera piú categorica il processo e la crocifissione di Gesú? In quale altro modo si potrebbe spiegare questo silenzio su Gesú e sui cristiani se non riconoscendo la loro non esistenza. degli avvenimenti e dei miracoli che lo concernono. quali Meandro. entrata in possesso dei romani e riportata da Giuseppe Flavio nella sua Guerra giudaica. mossa soltanto da un ideale. Nonostante si trovassero di fronte a uno spettacolo simile. nel 74 n. Giacomo. Eleazaro e i suoi seguaci avevano preferito uccidersi.Un’ulteriore smentita dell’esistenza dei cristiani nel I sec. dal momento che tutti gli storici li ignorano? Quegli storici che. le numerose conversioni dei “pagani” all’ideologia essena. scritta su incarico dello stesso Pilato. attaccò di nuovo i romani. dopo averla attentamente studiata per cercare prove confermanti l’esistenza di Cristo. della sua vita. se volessimo ricevere una conferma prendendo l’esempio dagli stranieri. erano rimasti fedeli al Deuteronomio. la sua crocifissione. non poteva che terminare con un fallimento. anziché arrendersi e consegnarsi ai nemici. disponendo nella sua biblioteca dell’opera di Giusto di Tiberiade. che ritenevano cosí perfette da essere invidiate «da tutto il mondo». conclude: in nessuna parte del libro dí Giusto di Tiberiade ho trovato il piú piccolo riscontro che parli della nascita dí Cristo. quale pretendente al trono di Gerusalemme. Che dire poi della biografia di Ponzio Pilato. infatti. Qui risalta come gli esseni. essendo gente di prim’ordine. una storia degli ebrei. senza che abbiano mali che li affliggano o condizioni che li costringano a morire. Dopo aver raccolto tutti i messaggi. Eleazaro si rifugiò con i suoi guerriglieri nella città essena di Masada.). quale contemporaneo all’era messianica. e.

e sui quei cristiani la cui esistenza non emerge da alcun documento. se pensiamo che Domiziano avrebbe potuto sapere tutto sui cristiani senza bisogno di scomodarsi a mandare un incaricato fino alla Giudea.. prevenuto il suo attacco affrontandolo con i soldati romani. 89 . riportata da Eusebio di Cesarea nella sua Storia ecclesiastica per provarne l’esistenza. e. può metterci sulla strada giusta per scoprire chi fosse realmente il messia dei cristiani. da essere già al terzo e quarto papa. che dichiarò apertamente di essere lui il messia che i giudei aspettavano.Anche se con la morte di Eleazaro ebbe termine la discendenza di Giuda il galileo. Roma era già affollata di cristiani al tempo in cui Domiziano era imperatore (81-96 n. di fronte all’evidenza dei fatti. stando a quanto poi Eusebio stesso dice in un’altra parte del libro. sotto il comando di un certo Bar Kocheba. Siamo arrivati al 132 n. derivante dalla mancanza di testimonianze che potessero sostenere le sue affermazioni. e il messia dei giudei risulta ancora lontano da venire. sí che. dandole quello di Aelia Capitolina. La Chiesa manomise i passi piú compromettenti di Giuseppe Flavio.). menzogne che in realtà. riorganizzando un esercito che attaccò di nuovo le truppe romane nel 132 n.) e san Clemente (88-97 n. si inventò l’incendio di Roma che attribuí a Nerone. e. la corrente religiosa. Nello stesso Talmud troviamo scritto a proposito di questo sterminio: la desolazione entrò in Gerusalemme tanto che gli sciacalli presero possesso degli spazi dove prima esisteva il tempio dedicato al santo dei santi.. disponendo di un poderoso esercito. avvenuto lo scontro. sempre secondo le menzogne della Chiesa. per quanto possa essere stato contraffatto. e.). Adriano cambiò a essa anche il nome. e. e. guadagnandosi la fama di profeta. E perché Gerusalemme sparisse dalla memoria quale centro del mondo giudaico. il movimento rivoluzionario. Passati gli uomini a fil di spada e sgozzate tutte le donne e i bambini. Il passo in questione riguarda la comparsa. Felice. sconfessando ogni ideologia basata sulla violenza. La rivolta. Deciso a porre termine alle velleità rivoluzionarie giudaiche. una volta scoperte. Ma un’altra cosa posso asserire ancora con certezza: i primi undici papi dichiarati dalla Chiesa. oltrepassa ogni limite del buon senso. se Bar Kocheba si può permettere di dichiararsi tale. avvenuta durante l’era messianica. e. La Chiesa. oppure inventandoseli di sana pianta – come quella corrispondenza composta di dieci lettere intercorse tra Paolo di Tarso e Seneca. per renderci conto di cosa siano stati capaci i cristiani per sopperire alla mancanza di una documentazione storica. nelle persone di sant’Anacleto (76-88 n. tornata autonoma sulle sue primitive posizioni spirituali. affidata al messia Bar Kocheba − secondo alcuni storici discendente della famiglia di Ezechia −. hanno prodotto l’effetto opposto a quello che i falsari si erano prefissi di raggiungere. si era dissociata dal partito nazionalista. troviamo un passo interessantissimo nelle Antichità giudaiche di Giuseppe Flavio che. fu distrutto tutto ciò che faceva riferimento al mondo ebraico. Però. a battere i romani e a farsi signore del popolo con l’aiuto dei sui seguaci in armi. e.. Basterebbe riportare le falsificazioni operate da Eusebio. li guidò sul Monte degli ulivi e di lí si preparava a piombare su Gerusalemme. prefetto della Giudea. e. si trasformò in una guerra che. l’imperatore Adriano dette ordine di distruggere Gerusalemme sí da non lasciare di essa pietra su pietra e di sterminare quanti vi fossero stati trovati dentro. di un misterioso personaggio di origine egizia. riprese a perseguire il programma espresso dal Rotolo della guerra. un messia ritornato espressamente guerriero. rialzata la testa dopo la disfatta del 70 n. compreso Simone Pietro. consapevole della gravità di questa lacuna storica. vescovo di Cesarea (314-340 n. e tutto il popolo collaborò alla difesa. poiché. dopo la disfatta del 70. raccolse una turba di circa trentamila individui che si erano lasciati abbindolare da lui. in un susseguirsi di alterne vicende. quando. che oggi gli stessi teologi. tra tanto silenzio storico riguardo l’esistenza di Gesú. non sono che il risultato di una pura invenzione. e cosí già organizzati. che cosí viene ricordato nelle Antichità giudaiche: arrivò in paese un ciarlatano che. perché i martiri esseni potessero passare per martiri cristiani – e tante altre menzogne che a scriverle tutte non basterebbe un libro. sono costretti a riconoscere non essere mai esistita. e. Il che è un’ulteriore conferma del silenzio storico su quel Gesú che la Chiesa sostiene essere morto sulla croce nell’anno 33 n. L’inchiesta fatta da Domiziano sui cristiani della Giudea per sapere chi fossero. cercò di riparare. costruendosi le prove o falsificando i documenti esistenti. precettore di Nerone.).) – quello chiamato dagli storici «il falsario» per antonomasia –. terminò dopo tre anni con la caduta di Gerusalemme (135 n.

riguardante il comportamento di Paolo III. La maggior parte dei suoi seguaci furono catturati o uccisi mentre tutti gli altri si dispersero. a pensare che potesse apparire credibile che un truffatore anonimo. non posso che sostenere la seconda ipotesi. Egli spiegava le allegorie della sua incarnazione e della sua resurrezione. per cui Mithra e Gesú erano lo stesso dio. questi martiri esseni. che gli esseni affidarono a Giovanni. come hanno trasformato Mithra nel loro logos. Leone X. nei confronti di Gesú Cristo: spingeva la sua irriverenza fino al punto di affermare che Cristo non era altri che il sole. sulle basi dell’ideologia essena. Dal momento che tutti i rivoluzionari erano impegnati alla causa essena. la prima cosa che ci viene da pensare è che si tratti della stessa insurrezione. per lui. Se cosí fosse.. in seguaci e martiri di un cristianesimo che si stava formando allora. L’era messianica appartiene esclusivamente ai seguaci e ai martiri del partito nazionalista giudaico. o meglio ancora d’Iside. Che Gesú non è mai esistito i primi a saperlo sono proprio loro. 90 . alla fine del mio libro e in maniera inconfutabile. erano state prese come allegorie per determinare la nascita di Cristo. come vedremo.. altrettanto lo fa sparire.. Trovando in questo fatto delle analogie con la rivolta. impregnati dell’ideologia esseno-zelota. i preti (mi riferisco essenzialmente a coloro che occupano le alte cariche nella gerarchia ecclesiastica e non ai curati d’Ars). per giunta incaricato da Roma di redigere i fatti inerenti la Palestina (fatti di cui oltretutto i romani erano a perfetta conoscenza). Egli diceva ancora che l’adorazione dei magi non era altro che la cerimonia nella quale i preti di Zarathustra offrivano al loro dio oro. mettendo in parallelo Cristo e Mithra. Sono questi seguaci. di questo Gesú la cui esistenza è stata negata dall’infallibilità di altri papi. un giorno dichiarò al cardinale Bembo: tutti sappiamo bene quanto la favola di Cristo abbia recato profitto a noi e ai nostri piú stretti seguaci. come sostenitore di una politica distensiva tra gli i giudei e i romani. cioè la falsificazione del passo da parte dei cristiani. n. perché Giuseppe Flavio ne attribuisce il comando a un certo «egizio». avesse potuto riunire (abbindolare) e armare trentamila guerrieri. Egli sosteneva che la costellazione della Vergine. che tanto hanno fatto per far sparire dalla storia gli esseni – quegli esseni che dicono di non conoscere – e per nascondere dietro l’«egizio» quel Giovanni che risulterà. le tre cose attribuite all’astro della luce.l’egizio riuscí a scappare con alcuni pochi. scaricando la responsabilità della rivolta su un anonimo «egizio» che. rappresentato nel “paganesimo” sotto la forma di montone e di agnello. nella seconda metà del II sec. figlio di Giuda il galileo? Escludendo ciò che potrebbe rispondere la Chiesa. incenso e mirra. papa dal 1534 al 1549. dei Medici. A questo punto. Ma questi segreti si portano nella tomba! 7 Quando è stato steso il presente testo. e. che dovevano eliminare dai documenti ogni traccia di Giovanni. per giunta straniero. ambasciatore di Spagna al Vaticano. che non si sa da dove fossero usciti fuori. E ancora piú esplicita su questo argomento è la testimonianza di Mendoza. Mi sembra assurdo che uno storico serio e metodico come Giuseppe Flavio viene dichiarato dagli studiosi. e che. quell’infallibilità garantita dallo spirito santo . per deresponsabilizzare i giudei. Egli osava dire che non c’era nessun documento valido per dimostrare l’esistenza di Cristo. avrebbe reso impossibile la costruzione della figura di Gesú. adorato dalla setta mitraica. come lo fa venire dal nulla. la sua convinzione era che non era mai esistito. la cui esistenza. anch’essa fallita. che corrisponde al solstizio in cui avvenne la nascita di Mithra. le ipotesi sono due: o è stato Giuseppe Flavio che. sia arrivato. la quale ha tutto l’interesse a negare l’esistenza di Giovanni. il costruttore di santi. essere colui che hanno trasformato nel Cristo salvatore. e Giove Ammone. sarei curioso di sapere cosa pensa nel suo intimo il papa attuale 7 . affrontavano la morte sorridendo ai loro carnefici. che saranno trasformati. che. invece di dire chiaramente che a condurla fu Giovanni. tutto è dipeso da un’ennesima contraffazione operata dai falsari cristiani. ha voluto discolpare il partito nazionalista giudaico. oppure. Giovanni Paolo II. papa dal 1513 al 1521.

pose termine a quel movimento rivoluzionario che era stato fondato da Mattatia. erano stati causa di tanti lutti e sofferenze. con le loro continue rivolte e azioni di terrorismo. con la distruzione di Gerusalemme. soltanto apparente. prendendo come spunto l’offesa che l’imperatore Adriano aveva loro recato facendo innalzare una statua di Giove capitolino nel tempio di Gerusalemme. per l’odio che avevano accumulato contro questa specie di ribelli che. in cui morí suicida Eleazaro. A rinvigorire il loro entusiasmo nazionalista contribuí in maniera decisiva un libro sacro intitolato Giuditta (il nome Giuditta simboleggiava la Giudea). Finita cosí la storia guerriera del partito nazionalista giudaico. che riconfermava la certezza della vittoria finale del bene sul male. in seguito all’incoraggiamento ricevuto da questo libro. le legioni romane di stanza in Palestina. in cui l’eroina tagliava la testa a Oloferne. perché. cosí nell’impero. non poteva che essere destinato al fallimento. che permetteva. le due correnti continuarono in forma autonoma a perseguire nel loro programma di conquista dell’impero. separatisi in maniera decisa e netta dai rivoluzionari. i rivoluzionari quello dell’uomo conduttore di eserciti. adottarono la lingua greca e cercarono di rendere i loro riti il piú possibile simili a quelli del dio Mithra. terminata. ciascuna secondo la propria ideologia. Come in Palestina. sia da parte dei romani che da parte delle popolazioni. Sia per evitare le persecuzioni.GLI ESSENI DOPO IL 70 Finita la guerra giudaica con la disfatta dell’esercito rivoluzionario e la distruzione di Gerusalemme. nel quale si parlava di una vergine che salvava il popolo di dio dall’oppressore. non avendo i presupposti per competere con la potenza militare romana. si scagliarono contro gli ebrei con tale furore da determinare un vero e proprio genocidio. le masse popolari. perseverarono nel progetto che prevedeva la distruzione di Roma. che fino allora si erano rivolte specificamente contro i seguaci del movimento esseno. portandolo alla vittoria finale. I rivoluzionari di Gerusalemme. riuscirono a ricostituire un esercito di combattenti che permise loro di attaccare di nuovo. In questo clima di astio e di disprezzo collettivo. Fu cosí che i rivoluzionari. ritornati alla ribalta soltanto quattro anni dopo la disfatta del 70 con quella modesta rivolta di Masada. ritornando ideologicamente indipendenti come lo erano stati prima della rivolta dei maccabei. Ripresosi cosí ciascuno il proprio messia. anche ai piú vili. A Efeso e ad Alessandria. ripresero la loro lotta ideologica contro il sincretismo “pagano”. nell’anno 129 n. riprendiamo con quella riguardante il movimento spiritualista. in lealtà conservarono le leg91 . Ma. certamente falsa. Fu durante questo periodo che gli ebrei vennero sottoposti a processi con l’accusa. personificazione dei nemici di dio. Terminata la guerra del 70. vennero estese contro tutti gli ebrei di qualsiasi partito o credo religioso. però. soffermiamoci sulla breve storia del movimento rivoluzionario. le persecuzioni romane. prima di parlare della corrente religiosa che sarà quella che determinerà l’avvento del cristianesimo.. e i religiosi quello sacerdotale del predicatore. come abbiamo visto nel capitolo precedente. come in tutte le altre città del Vicino oriente. duecentosessanta anni prima. i massacri non furono comunque inferiori a quelli della Siria. Soltanto in Siria. cominciò una vera e propria caccia all’uomo. ostentando un comportamento pacifista che li facesse apparire il piú possibile estranei a ogni coinvolgimento con il movimento rivoluzionario e con tutto il resto del mondo ebraico. Un’estraneità. In questo libro. furono massacrati oltre centomila ebrei. spesso in esecuzioni collettive che venivano offerte al popolo come spettacolo negli anfiteatri o su patiboli eretti nelle piazze e nelle strade. il quale. ancor piú che i romani. La rivolta. c’era un incitamento a riprendere il combattimento contro quel Belial e quei kittim la cui distruzione era prevista dal Rotolo della guerra. per nulla intimoriti dalle persecuzioni che sempre piú si accanivano contro di loro. gli spiritualisti. affidata al messia Bar Kocheba. dove c’era una della maggiori concentrazioni di comunità essene. di accanirsi contro i perseguitati. gli esseni della corrente religiosa si dissociarono dai rivoluzionari. di mangiare bambini durante i loro riti religiosi. e. sia per la sfiducia che sempre avevano conservato di pervenire alla vittoria finale attraverso la violenza. anche se sospesero le circoncisioni.

e. per giustificare come il loro messia. è bene conoscere l’espediente a cui precedentemente era ricorso il movimento rivoluzionario. quella definizione essenzialmente spirituale che doveva competere con i sotères dei culti dei misteri e soprattutto con il mazdeismo. li troviamo in attesa di un messia del tutto differente da quello che avevano concepito precedentemente durante la guerra giudaica. prendendo dell’uomo soltanto le apparenze. però. soprattutto. che sarebbe disceso sulla terra per dare inizio a una nuova era di benessere e di giustizia. In molte ekklesíe. di malviventi ricercati per reati politici e comuni. il numero di questi convertiti all’ideologia essena. a quella prima edizione che nel 69 n. potesse prendere il comando del loro esercitò in qualità di uomo. Dopo appena venticinque anni che si erano separati dai rivoluzionari. di avventurieri. gli esseni intensificarono la loro propaganda di espansione. fu trasformato in un salvatore essenzialmente spirituale. se risultò positiva per il numero dei proseliti che riuscí ad attirare. 12-13).gi del Pentateuco come base della loro vita sociale. il conduttore di eserciti capace delle stragi piú efferate. soprattutto dal mondo “pagano”. 21. aprirono con tanta facilità le porte a quanti volevano far parte delle loro comunità da ammettere. Come giunsero alla costruzione del loro messia spirituale possiamo comprenderlo dai quattro capitoli (i primi tre e l’ultimo) che aggiunsero nel 95 n. le comunità essene si riempirono di barboni. stava realizzando il sincretismo nel dio Mithra. Per comprendere come la corrente religiosa riuscí a costruirsi un salvatore essenzialmente spirituale. Fu in questi ambienti. si rifugiarono sulla terra. Praticamente. cosí questa politica di espansionismo. inseguiti dagli «angeli della luce». era stato trasformato in una stella radiosa del mattino. anche chi aveva commesso i delitti piú gravi. per quella legge del Pentateuco che concedeva il perdono all’omicida se nell’azione non c’era stata premeditazione: colui che colpisce a morte causando la morte è messo a morte. ma che dio gli ha fatto incontrare. avevano loro stessi redatto insieme al movimento rivoluzionario. avevano concesso. continuando a considerarli comunque sempre degli ebrei. Garantendo vitto e alloggio ai diseredati. spogliato della sua natura umana di guerriero conduttore di eserciti. imponendosi sempre piú sulle altre religioni. da ricevere dai romani stessi protezione contro le popolazioni che. La spiegazione teologica per giustificare questo messia dalla duplice figura. Il salvatore guerriero sterminatore di nemici. continuavano a perseguitarli. desiderosi come erano di porre fine ai disordini. tanto da divenirne i primi accusatori. di falliti e. la stessa battaglia tra il male e il bene. ci sarà un posto nel quale potrà ritirarsi e rifugiarsi restando salvo (Es. come quelle di Antiochia e di Tarso. per colui che non ha teso insidia. come una legione straniera. consolazione agli afflitti e protezione ai latitanti con quel battesimo che permetteva di cambiare nome. elargendo al massimo le concessioni che già avevano praticato in precedenza per attirare le masse alla loro ideologia. cioè come fosse possibile che quel cavaliere dal mantello rosso cavalcante un cavallo bianco. una beatitudine eterna. composti da giudei e da convertiti di origine “pagana”. Forti di questo appoggio che i romani. il messia dalla duplice figura della prima edizione dell’Apocalisse. provenienti dalla feccia peggiore del mondo “pagano”. Come conseguenza. riuscirono cosí bene nell’intento che avevano di apparire pacifisti. che nelle battaglie dei maccabei era stato presentato sotto forma di visione celeste. che le comunità dettero la definizione teologica al loro salvatore. come in tutte le cose c’è il «pro» e il «contro». potesse realmente assumere il ruolo di un messia umanizzato. di cui loro stessi avevano fatto parte. messa da parte ogni diffidenza che nel passato li aveva resi cauti ad accettare proseliti. compreso l’omicidio. la trassero da quella immagine spaziale da cui la religione avestica aveva fatto partire la creazione dell’universo: lo stesso toro (ora drago) cosmico. cioè in un lògos che avrebbe svolto la sua missione sulla terra. Schierandosi apertamente contro i rivoluzionari. che. alla prima edizione dell’Apocalisse. e. che viveva in cielo come entità spirituale. cioè a coloro che avrebbero seguito i suoi precetti. La cosa migliore per 92 . Ma. non lo fu altrettanto per ciò che riguardava la loro qualità. e garantire agli uomini di buona volontà. la stessa sconfitta degli «angeli delle tenebre» che. fu cosí elevato da costituire la parte piú numerosa dei loro componenti.

in un’ultimo attimo di speranza elessero. seguitarono a combattere.260 giorni [questi 1. In sintesi. 12). nonostante le cose si fossero messe male in seguito all’intervento di Tito. cioè in un futuro senza scadenza. le dieci corna sono i dieci re che facevano parte della coalizione alleata a Roma – cfr. che la donna passa nel rifugio. in un’altra ritiene possibile che sia stato invece un giudeo che. uno. nazioni e lingue lo servivano. a dimostrare la parte umana del loro messia. decisero di annunciare che i tempi dell’attesa si erano compiuti e che il messia sarebbe presto disceso sulla terra per dare a ciascuno la giusta retribuzione. ecco apparire. cosí misterioso e confuso nella sua entità che la stessa Chiesa. risolsero il problema ricorrendo a una visione che aveva avuto un certo profeta Daniele – la cui persona appare cosí oscura da risultare una favola nella favola. nella certezza che da un giorno all’altro sarebbe uscito fuori il condottiero che li avrebbe portati alla vittoria finale. li avrebbe presto divorati. non potendo svolgere la sua missione poiché Roma che glielo impediva. Giulio Cesare. divenuto religione di Stato. Menahem re d’Israele. Se questo fu l’espediente che il partito nazionalista giudaico usò per dare al messia guerriero una natura umana. che gli diede potere. La donna invece fuggí nel deserto dove dio le aveva preparato un rifugio perché fosse nutrita per 1. con la luna sotto i piedi e sul capo una corona di dodici stelle [sono le dodici tribú d’Israele]. mentre in una versione dice che potrebbe essere stato un personaggio di origine fenicia vissuto in un’epoca compresa tra il diluvio e Giacobbe (lasso di tempo comprendente 600 anni). Nel frattempo erano passati due secoli e la situazione nel mondo delle religioni aveva avuto dei forti mutamenti. Claudio e Nerone. era risalito in cielo. come lo sono tutti gli altri della Bibbia – appare. riscosse grande successo presso la corte di Babilonia per le capacità di interpretare i sogni del re. 12]. Ap. come lo era prima che si unissero alla rivolta dei maccabei. Essa partorí un figlio maschio. non sapendo spiegare chi fosse. Insomma. possiamo riassumere il tutto in un quadro che vede i rivoluzionari ritirarsi nel deserto per preparare quella rivolta che stanno combattendo contro Roma. per farla breve. Ma come sostenere che il loro messia – a differenza dei sotères “pagani” che si erano incarnati – avrebbe potuto svolgere la sua missione di predicatore senza diventare un uomo? Prendendo allora come base il concetto del filosofo Filone. tutti i popoli. deportato da Nabucodonosor.dimostrare come riuscirono a dare un corpo umano al loro messia attraverso questo plagio è di riportare il passo dell’Apocalisse che lo riguarda (cap. infatti. 17-9. risalito in cielo con il corpo che aveva assunto nascendo sulla terra. Se prima della rivolta dei maccabei avevano basato il loro concetto messianico su un avvento che si sarebbe realizzato in un futuro di là da venire. già nato sulla terra come uomo. da parte sua. cercando di sopprimere il loro messia. Tiberio. Il profeta Daniele – certamente un personaggio immaginario. Giunti cosí. Caligola. il suo potere è un potere eterno che non tramonta mai. Ottaviano Augusto.260 giorni. intanto che il messia. e il suo regno è tale che non sarà mai distrutto. durante gli ultimi sei mesi che passarono assediati dentro Gerusalemme. tra le tanti visioni che la Bibbia attribuiva a questo Daniele ce n’era una che si esprimeva cosí: guardando ancora nelle visioni notturne. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso con sette teste e dieci corna [questo drago simboleggia Roma che si oppone alla realizzazione del loro programma. rimaneva in attesa di scendere come uomo per mettersi alla testa del loro esercito. Era incinta e gridava le sue doglie [l’imminenza del parto esprime la certezza che avevano i giudei sulla prossimità dell’avvento del messia annunciato dal profeta Giacobbe]. destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro [scettro di Davide] e il suo figlio fu subito rapito verso dio e verso il suo trono [la convinzione dei giudei è che il messia. vediamo ora quale fu quello a cui ricorse la corrente religiosa per rendere il loro messia di nuovo un predicatore essenzialmente spirituale. sulle nubi del cielo. Fu per questa convinzione che. le sette teste si riferiscono ai sette colli su cui è edificata Roma e ai sette imperatori che si succedettero nell’era messianica. attraverso questa spiegazione. della comunità di Alessandria. trovandosi dopo la guerra del 70 di fronte un mazdeismo che. giunse fino al vegliardo [dio] e fu presentato a lui. cioè Pompeo. che sosteneva un lògos privo di natura umana. Nel cielo apparve una donna [simbolicamente rappresenta il mondo giudaico] vestita di sole. 93 . simile a un figlio di uomo. [… Il] drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. dove era rimasto in attesa di ridiscendere come loro condottiero]. rappresentano quel periodo di attesa di quaranta anni che i rivoluzionari esseni sostennero nel deserto dell’Engaddi per preparare quella guerra che stavano combattendo contro Roma]. gloria e regno.

Anche se sono molti coloro che sostengono che questa visione fu aggiunta nella Bibbia dopo il 70. il tempo in cui si verificheranno queste cose è vicino [si rimarchi che nel 95 n. poiché il lupo perde il pelo ma non il vizio. Gli esseni ripresero tutto dalle religioni “pagane”. scendere dal cielo. Le foglie dell’albero servono a guarire le nazioni. previste nella prima Apocalisse. e. I motivi per i quali nel 95 gli esseni spiritualisti respinsero il concetto di un lògos dalla natura umana furono principalmente due: 1) evitare ogni analogia con il partito rivoluzionario che. la radice dell’atavico odio ebreo verso il resto del mondo era rimasta in loro inalterata. se lo aveva detto Daniele in qualità di profeta. Dunque. si tramutarono. Poi il messia mi disse: «ecco. che invece si limitarono a imitare attraverso quel rito che si riduceva a una semplice benedizione del pane e del vino rosso dolce da parte del sacerdote prima della consumazione dei pasti. né lutti. dal momento che il profeta Daniele aveva dichiarato di averlo visto nella sua visione non come un uomo. non poteva essere che cosí: il loro messia. non vi sarà piú la morte. avrebbe potuto portare i romani a diffidare di loro. simile a figlio di uomo».. da capitale dell’odio e della vendetta. Se riprendo a parlare del lògos che gli esseni trassero dalla visione di Daniele. la seconda. fu trasfigurata in una città santa: vidi un nuovo cielo e una terra nuova.. gli immorali. Fu cosí che gli esseni. compresa Gerusalemme che. Vidi anche la città santa. Ma. e. e dal momento che i profeti parlano per ispirazione divina. il quale. che il loro messia. né lamenti.. come avveniva nel culto dei misteri. Dio dimorerà tra gli uomini e tergerà ogni lacrima dai loro occhi. assicurando l’imminente arrivo di un salvatore apportatore di una nuova età di benessere. dipendendo da esso tutti quei contrasti gnostici che. né affanni [riferimento alle stragi previste dalla prima Apocalisse] perché le cose di prima sono passate» . meno che il sacramento dell’eucarestia. Non vi sarà piú maledizione. da dio. a praticare la teofagia. la stella radiosa del mattino». Una voce potente uscí dal trono: «ecco la dimora di dio. veniva eguagliato a Mithra. gli idolatri e tutti i mentitori è riservato lo stagno ardente di fuoco e di zolfo. pronta come una sposa adorna per il suo sposo. 2) Evitare quel sacramento dell’eucarestia che li avrebbe costretti. io verrò presto. Le stragi terrene. ma come «uno. sopratutto da quella mithraica. generatisi in seguito. prendendo dell’uomo soltanto le apparenze. il messia non è ancora arrivato]. lo faccio perché è di particolare importanza conoscerlo bene. in una punizione eterna dopo la morte: ma per i vili e gli abietti. di conseguenza trasformarono in un nuovo programma pacifico tutto ciò che nell’Apocalisse del 69 costituiva invece un piano di distruzione e di violenza. nella seconda. che. Saranno divorati da un fuoco che scenderà dal cielo e quindi gettati insieme al demonio che li aveva sedotti nello stagno di zolfo e di fuoco dove già si trovano la bestia [Roma] e il falso profeta [Mithra]. daranno origine alla figura di Gesú. Io sono la radice della stirpe dí Davide. traendo la sua origine dalla volontà di dio. Cambiato cosí il messia guerriero e rivoluzionario in salvatore spirituale. per quanto cercassero di apparire pacifici e miti. apportatore di pace e di benessere. procedeva da Aura Mazda. perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c’era piú [si riferisce al mare di sangue della prima edizione]. entrarono nel II sec. quel messia che dio avrebbe inviato sulla terra per costituire un regno eterno. Io verrò presto e porterò con me il mio salario per rendere a ciascuno secondo le sue opere. secondo la religione avestica. E ancora in un altro passo: in mezzo alla piazza di Gerusalemme [la piazza dove precedentemente vegetava solo odio e vendetta] ora c’è un albero di vita che dà dodici raccolti [le tribú d’Israele] e produce frutti ogni mese. concepito un lògos prettamente spirituale. si sarebbe presentato agli uomini non come uomo. sostenendo come messia un uomo guerriero. come a- 94 . gl’increduli e gli omicidi. essendo una conseguenza dell’incarnazione. n. la nuova Gerusalemme. essa dava comunque la possibilità agli esseni spiritualisti di poter sostenere due cose: la prima. ma come «uno» che dell’uomo avrebbe preso soltanto le parvenze. che egli avrebbe potuto svolgere la sua missione sulla terra.

Indirizzandosi poi alle altre comunità. Ma come era stato possibile che non lo avessero rilevato? Come era potuto accadere che non si fossero accorti che il messia era stato in mezzo a loro? E a quest’altra ennesima domanda che posero gli avversari nelle loro critiche. Impregnati come erano dei principi “pagani”. quei “pagani” che gli esseni avevano accolto nelle loro comunità. quando le altre religioni offrivano ai loro seguaci sotères che si erano già realizzati. Come giustificare. se avessero continuato a lottare contro un sincretismo sostenuto da religioni che promettevano la vita eterna attraverso la garanzia di sotères che avevano già effettuato la loro missione. Giunti cosí alla conclusione che. erano dei sostenitori della dottrina “pagana” di Baal (Ap. dicendo che non era stata altro che una punizione inflitta da dio. mentre. con un messia che doveva ancora scendere sulla terra. dal momento che lo aveva predetto il profeta Isaia: egli [il messia]. dicendo loro di non lasciarsi tentare dai nicolaidi − che erano i seguaci di un certo Nicola di origine “pagana” −. quali quelle di Sardi. decisero di costruirsi. ne esortano i seguaci esseni di origine israelita a rimanere fedeli al loro lògos spirituale. sarebbe stato come combattere la realtà di un fatto compiuto con l’astrattismo di una promessa. sosteneva un messia incarnato a imitazione dei sotères “pagani”. gettandoli in uno stagno di fuoco e di zolfo. le due fazioni. E come dimostrazione portarono la sconfitta nella guerra del 70. cercarono di imporre ai giudei un messia secondo i concetti dei culti dei misteri. la figura di un messia che. Ma purtroppo non tutti gli appartenenti alle comunità essene si mostrarono disposti a seguire questa teoria. rivolgendosi alle sette ekklesíe greche per ribadire il concetto del messia spirituale. se fino allora avevano sostenuto che doveva ancora venire? Ebbene. ciascuna per proprio conto. lo risolsero dando la colpa a se stessi. Ma. 2).vrebbe ricompensato con una beatitudine eterna i suoi seguaci. Come conseguenza di questo contrasto si formarono in seno alle comunità due correnti. seguirà i suoi carnefici silenzioso e docile come un agnello che viene condotto al mattatoio. diffidando di quegli infiltrati che si facevano passare per giudei. come si rivolgono ai membri dell’ekklesía di Efeso. Che ci fossero già delle discordie su questo argomento in seno alle ekklesíe essene sin da prima che uscisse la seconda edizione dell’Apocalisse. in realtà. In questo capitolo i redattori. questo problema. Cosí. cosí avrebbe castigato con un’eternità di dolore i suoi nemici. come era da prevedersi. per quanto l’una e l’altra corrente potessero difendere le loro ragioni. cioè da quello che oggi figura essere il secondo. dicendo che se. entrambe furono costrette a riconoscere che non avrebbero mai potuto ottenere un successo risolutivo sulle masse finché si fossero presentate a esse con un messia che doveva ancora venire. lo stesso caso che precedentemente aveva portato i giudei a credere che la sconfitta dell’esercito giudaico da parte del re Areta fosse dipesa da una punizione inviata da dio in seguito all’uccisione di Giovanni Battista voluta da Erode Antipa. i teologi esseni risposero che ciò era avvenuto perché cosí era stato stabilito che fosse. i redattori dell’Apocalisse altrettanto incitano l’ekklesía di Pergamo di non ascoltare una certa convertita di nome Iezabele la quale. 95 . fino allora l’avevano aspettato. mettono in guardia gli esseni di razza ebrea dalle influenze che avrebbero potuto ricevere da parte dei “pagani” convertiti. come presentare al mondo. come i sotères “pagani”. viene confermato da uno di quei quattro capitoli che furono aggiunti nel 95. in realtà. che potrebbe apparire insolubile alla ragione e al buon senso. che negava la materializzazione del messia. Si ripeté. sia la “spiritualista” che la “materialista”. quella che difendeva il messia spirituale e quella che lo voleva umanizzato. Filadelfia e Laodicea. Coloro che si opposero furono. fosse già disceso sulla terra. dopo essere passato tra gli uomini in maniera cosí umile e modesta nelle parvenze da non essere rimarcato da alcuno. dichiaratasi profetessa. che sostenevano un messia materializzato secondo i culti dei misteri. però. la figura di un messia già esistito. appunto per non aver riconosciuto il salvatore che egli aveva inviato. ciò era dipeso semplicemente dal fatto che erano stati loro a non averlo riconosciuto quando era venuto. che sostenevano l’incarnazione.

non potevano essere presentati come pecore che seguono docilmente i carnefici al mattatoio. avrebbero permesso di costruire una figura emblematica di predicatore sul quale avrebbero potuto trasferire quel messia anonimo che. oltre che confusi e contrastanti fra loro. che erano stati tutti uccisi dai loro avversari nella qualità di rappresentanti delle forze del male. Fu in seguito a questa decisione che gli esseni cominciarono a raccogliere tutti quegli avvenimenti che. in parte riportati dalla tradizione e in parte sostenuti dalla fantasia popolare. dandogli un corpo attraverso quei fatti che. attribuendogli fatti e aneddoti del tutto immaginari. secondo Isaia. ai quali dettero i nomi piú vari. ci viene confermato anche dal fatto che in Turchia esiste tuttora una setta che lo sostiene e lo venera come l’unico e vero messia inviato da dio. oltre che a essere provato dal Vangelo di Luca (basta leggerne il primo capitolo con attenzione per comprenderlo). apparvero spesso cosí assurdi nelle loro affermazioni da risultare addirittura ridicoli. ciò dipese esclusivamente dal fatto che il tempo trascorso dall’era messianica era stato troppo breve per permettere di imporre un personaggio del tutto immaginario – come in precedenza avevano fatto i loro ascendenti con Noè. E io li immagino alla ricerca dei fatti riportati dalla memoria popolare. benché gli avessero dedicato un Vangelo. prendendoli da un mucchio di pietruzze dalle forme e dai colori piú diversi. Abramo. situati in epoche lontane di secoli. fatti e aneddoti che piú si presentavano deformati e piú si prestavano al raggiungimento del loro obiettivo. Scartati i personaggi che avevano dato vita all’era messianica. potevano sfuggire a ogni contestazione mossa dalla memoria. per sostenere l’irrazionale.) Giustificato cosí il mutamento del loro messia. essendo l’unico che veniva ricordato come predicatore della buona novella. Giacobbe. oltre che dal fatto che la sua morte. oltre a contrastare con la figura di un predicatore pacifico. non appariva sufficientemente carismatica per competere con quelle dei sotères “pagani”. perché. Che Giovanni Battista sia stato inizialmente scelto per divenire il messia esseno. essendo avvenuta dentro un carcere per ordine di un giudeo. mentre li selezionavano. che chiamavano cosí i libri che raccontavano la vita dei loro sotères quali predicatori annuncianti la loro dottrina. li modificavano per metterli insieme. ciascuna delle maggiori 96 . quali Atti. che vedeva ogni Vangelo sostenere un proprio messia. Ma se anche costui in seguito fu messo in disparte. ora ne avremmo perlomeno qualche dozzina. che. se non si inventarono un messia di sana pianta.(Si rimarchi come. Mosé e tutti quegli altri eroi della Bibbia. che erano contro ogni movimento che potesse apparire sedizioso. da venturo come era stato fino allora a persona che era esistita. come capi rivoluzionari. venivano riportati dalla tradizione popolare. furono però tutti d’accordo nell’escludere dai fatti riportati dalla tradizione quelli che contenevano un qualsiasi riferimento rivoluzionario perché. e. riferiti all’era messianica. puntarono inizialmente su Giovanni Battista. ancora una volta. avrebbero attirato su di loro l’ostilità dei romani. si misero alla ricerca di un qualcuno che avrebbe potuto dare un corpo a questo fantasma che sostenevano essere passato tra loro in quell’arco di tempo compreso tra l’anno 6 e l’anno 70 n. anche e sopratutto perché la tradizione gli negava una discendenza dalla stirpe di Davide. quale era Erode Antipa. decisero di concretizzare quel loro messia passato sulla terra come l’uomo invisibile. venga sfruttato quel principio per cui. si nega alla ragione la possibilità di dimostrare l’inesistenza dell’inesistente. Seguendo cosí questo sistema di montaggio di fatti. Lettere. i seguaci delle varie ekklesíe del Vicino oriente cominciarono a compilare opuscoli e libretti. riferitesi all’era messianica. come incastonatori che accuratamente scelgono gli elementi per il loro mosaico. Giunti cosí alla conclusione che non potevano utilizzare nessuno di questi due sistemi. anche se in prevalenza usarono il nome di Vangeli. come Giuda il galileo e suo figlio Menahem. a imitazione dei seguaci dei culti dei misteri. (Vangelo da eu angelos. quella dottrina che ogni religione dichiarava essere quella giusta. non potendosi dimostrare il contrario. era passato tra loro inosservato.) I primi tentativi per ricostruire la figura di un messia già esistito. Basti dire che se si fossero realizzati tutti i Cristi confezionati dalle elaborazioni delle varie ekklesíe. Non potendo cosí trasferire il loro fantasma su un personaggio realmente esistito. Codici. dove eu sta per «buona» e angelos per «novella». Seguendo questo sistema. ciò dipese. In questa discordanza. compresi David e Salomone.

cioè a quel messia che era passato tra loro inosservato. come lo erano i sotères “pagani”. Da questi Detti del signore un certo Marcione. sostenendo che ciò che esso conteneva era stato scritto o da testimoni oculari. come apostolo del signore. ebbe però il merito di incoraggiare la diffusione dei Vangeli già scritti e la stesura di altri.000 acini e ogni acino avrebbe dato 10. scritto nei primi anni del I sec. fu portato da Papia alla comunità essena di Roma (che nel frattempo aveva assunto un ruolo di preminenza).comunità del Vicino oriente si ritrovò con un suo proprio Vangelo. tutte le comunità essene fecero sparire il nome di Giovanni dai loro Vangeli. appartenendo egli alla corrente spiritualista. come vedremo. Per dare un’idea del contenuto di questo Vangelo cito un passo che mi appare particolarmente significativo per comprendere in quale mondo navigassero i compilatori dei Vangeli: in una predica il signore aveva promesso che presto sarebbero cresciute vigne di 10. gli avrebbero permesso di ricostruire la figura di quel signore la cui esistenza veniva affermata dal profeta Isaia. ognuno dei quali avrebbe portato 10. n. nella consapevolezza della falsificazione che stavano eseguendo. Nella sua convinzione che il Cristo disceso sulla terra avesse assunto soltanto le parven97 . privo di ogni senso di critica. sopprimendo ogni forma carnale che poteva trasparire nel Vangelo di Papia. che ciò che aveva riportato nel suo Vangelo gli era stato riferito da persone molto anziane che in gioventú le avevano sentite raccontare da un certo Giovanni che. in maniera che i fatti da essi riportati. Per confermare poi la veridicità di quanto aveva scritto. ogni tralcio si sarebbe piegato sotto il peso di 10. era stato presente ai fatti. ne trasse uno proprio. Papia selezionò in prevalenza quegli aneddoti che si riferivano a un’abbondanza di benefici piú terrestri che celesti. Papia asseriva. Anche se in realtà si trattava di una raccolta di banalità e luoghi comuni. Per quanto usassero la massima circospezione per realizzare la truffa. appare quanto mai ingenuo.000 grappoli formato ognuno di 10.000 tralci. ebbe comunque il grande merito di dare il via alla divulgazione degli altri Vangeli. Questo libriccino. Ma. Tra i primi tentativi fatti dalle ekklesíe del Vicino oriente per dimostrare l’esistenza di quel messia che era passato tra loro inosservato. che possiamo assimilare a un innesto che permette di trasformare una pianta di prugne in un ciliegio. si presentò cosí complessa da costringere i falsari a ricorrere agli imbrogli piú assurdi. eliminando gli episodi piú assurdi. capo della comunità essena di Ieropoli in Frigia. filosofo esseno della comunità di Sinopoli. potendo attribuirsi alla vita di un predicatore. e. per quanto superficiale fosse. quali esseni. figlio di Giuda il Galileo. privati del nome di colui che li aveva determinati. per costruire il loro messia. a Ieropoli. e. in Asia Minore. le prove inconfutabili sulla non esistenza di Gesú. soffermiamoci a esaminare la storia cristologica in generale. Ma il libriccino di Papia. potessero risultare attribuibili ad altro artefice. Pensare che costoro non avessero già orientato la loro scelta su Giovanni il nazoreo. Questa sostituzione di persona. il primo ad assumere una certa importanza fu quello di un certo Papia. Avendo come scopo essenziale quello di farlo apparire come l’annunciatore di una nuova era basata sulla pace e sul benessere. Perciò. costruí la figura del signore essenzialmente in chiave mistica. Ma prima di parlare di Giovanni il nazoreo e di come fu trasformato nel messia dei cristiani. nell’anno 135 n.000 rami. con il titolo di Detti del signore. Questi Detti del signore. furono decisamente respinti dalla comunità di Roma.000 litri di vino. gli errori e le contraddizioni che commisero nel redigere i Vangeli furono cosí grossolani da offrirci essi stessi. Costui raccolse tutti quei fatti che. seguendo il sistema usato da tutti. sapevano bene che fra tutti gli artefici dell’era messianica il solo che aveva svolto un ruolo di predicatore era soltanto lui. un Vangelo di cui ognuna difendeva la veridicità. che cosí si espresse su di essi: Papia. aggiungendone altri e dando a tutto l’insieme una successione cronologica che era stata ignorata da Papia. ha riportato fatti che gli venivano dal popolo in maniera troppo superficiale. attraverso la compilazione dei vari Vangeli che furono redatti per darsi un salvatore realizzato. dal momento che. dopo un successo iniziale. che fino allora erano rimasti circoscritti nell’ambito delle ekklesíe in cui erano stati redatti. o dai discepoli che li avevano sentiti raccontare direttamente.

se sono riusciti a trasportare in volo.) Un’ulteriore prova confermante che le prime dieci Lettere attribuite da Marcione a Paolo di Tarso erano state scritte da lui. Questo Vangelo. risultavano fino a quel momento disconosciuti da tutti. e il secondo da un certo Luca. trova la sua prima conferma nel fatto che essi. videro la luce soltanto dopo il 160 n. che invece affermavano. e le altre comunità spiritualiste del Vicino oriente. che era stato a sua volta discepolo della stesso Paolo di Tarso. cioè le quattro in piú che risultano nei testi sacri attuali. 13). sia le dieci Lettere. da Betlemme a Loreto. Marcione. in realtà mai avvenuta. sempre in quelle dieci Lettere portate da Sinopoli. e. affermando che le prime gli erano state consegnate da un certo Paolo di Tarso. L’affermazione. e. Comunque un cosa è certa: tutte le altre Lettere.ze umane.) Marcione nel suo Vangelo diceva che il suo messia aveva iniziato la missione di predicatore dalla città di Cafarnao. soltanto il suo era il vero (I Cor. quale testimone dei fatti. Ma tutti gli esegeti − si intende quelli seri − sono d’accordo sul fatto che sia gli Atti degli apostoli.000 sesterzi) uscí nell’anno 145 n. la quale sosteneva invece un messia umanizzato. per quanto li avesse dichiarati presenti ai fatti messianici. correzioni e censure. Visita che Marcione si era inventato per poter difendere. Attraverso questo litigio tra Paolo di Tarso e Simone Pietro. furono invece scritti da lui stesso e che. oltre a esprimere i medesimi concetti del suo Vangelo ed essere scritti con lo stesso stile. che Marcione aveva portato da Sinopoli. riportavano anche gli stessi particolari. che veniva contestato dalla comunità di Gerusalemme. (Anche se nessuno. riportato nel Vangelo di Marcione e negli Atti degli apostoli. come vedremo. e. li aveva attribuiti a questi personaggi che. viene dal fatto che esse affermano. si può comunque desumere che sia di costituzione piuttosto robusta. che Paolo di Tarso si era incontrato con Simone e Giacomo in una visita. Fu cosí che. che vuole che le prime dieci Lettere e la prima edizione degli Atti degli apostoli siano state scritte da Marcione. ma simile a quello degli angeli (!?!). non soddisfatto ancora di questa discussione – che si era inventata per imporre il suo Cristo spirituale su quello materializzato sostenuto dalla comunità di Gerusalemme –. come tante altre pagine dai significati contraddittori che troviamo in queste e negli Atti degli apostoli. ma spesso addirittura ridicoli. avrebbe cessato di essere dio. attraverso i concetti che fece esprimere a Paolo di Tarso in una discussione con Simone. morto crocefisso. I. possiamo renderci conto della discordanza esistente tra la comunità di Gerusalemme che. fra tutti i Cristi che venivano predicati dai vari Vangeli. sostenuta dalla critica laica. che ne fanno un’antologia di incoerenze tali da renderli. ha saputo mai spiegare di che natura sia fatto il corpo degli angeli. 11. compresa la Chiesa. nell’anno 145 n. insieme a dieci Lettere e a un libriccino dal titolo Atti degli apostoli. capi della comunità di Gerusalemme e fratelli del signore. per la prima volta. vennero alla ribalta le figure di Paolo di Tarso e di Luca. un messia che dell’uomo aveva preso soltanto le apparenze: Giacomo e Simone non meritano alcuna fiducia perché non sono dei veri apostoli. per renderli credibili nel loro contenuto. il suo Cristo spirituale. che. quali quello di Apollo di Alessandria e quello di Simone Cefa. medico siriano della comunità di Antiochia. (Tutti i testi che furono scritti in quel periodo. Il Cristo di Marcione non aveva un corpo umano. ma degli attivisti imbroglioni che predicano un falso Cristo (II Cor. furono aggiunte in seguito dai falsari per l’obbligo che veniva loro di dover continuamente rettificare i concetti di una religione che si stava formando. assumendo le sembianze di un uomo di trent’anni. non sono che il prodotto di aggiunte. che aveva fatto alla comunità di Gerusalemme. come nel suo Vangelo. per i motivi precedentemente detti. se si fosse umanizzato. il quale aveva conosciuto personalmente Simone e Giacomo. accettato dalla comunità di Roma (anche perché aveva ricevuto da Marcione 200. la casa della madonna. Marcione concludeva il suo Vangelo affermando che. di quel Luca al quale in seguito attribuirono uno dei quattro Vangeli canonici che. come vedremo. dove era disceso direttamente dal cielo. non solo inattendibili.. compresi i quattro Vangeli ufficiali – canonici –. affermava l’incarnazione del Cristo. perché sarebbe stato vergognoso per un dio provenire da carne peccatrice. si serví ancora di Paolo di Tarso come suo portavoce per fargli dire. 98 . 12).

per volere degli «arconti» (l Cor. che nella Lettera ai galati dice che Cristo si è incarnato ed è morto sulla croce: «o stolti galati. chi è in realtà questo Paolo di Tarso. egli è tutti e nello stesso tempo nessuno di questo tre. quanto per mettere in evidenza come la figura di Cristo fosse ancora cosí incerta e contraddittoria negli anni cinquanta del II sec. 11) − e ancora ai filippesi: «abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo. Ma allora. che falsamente affermano di averlo ricevuto da un Cristo fattosi uomo (Gal. ha svolto la missione trasmettendo la sua morale agli uomini attraverso le rivelazioni: «io vi dichiaro che il Vangelo che predico non è dell’uomo. questa colonna portante del cristianesimo? È quello che sostiene il Cristo delle rivelazioni. ci viene dal fatto che. ma da una rivelazione come da una rivelazione lo hanno ricevuto Simone e Giacomo. essa fu sfruttata dalle varie correnti che seguirono per esporre i loro concetti. e. senza però riportare alcun successo di particolare importanza. anche i piú fantastici. se era sceso in terra prendendo dell’uomo soltanto le apparenze. un pur piccolo “nocciolo”. dopo Marcione. 2) Il Paolo che sostiene il messia spirituale. 1. svolgendo la sua missione attraverso le visioni. 2. 2-6. 99 . passò dal servizio dei romani.testo greco). 8 . non essendo mai sceso sulla terra. da non sapere ancora se era rimasto in cielo. 11). Se mi sono soffermato ancora su Paolo di Tarso. È tutti nella parte di strumento usato dalle varie ideologie per sostenere i propri concetti. che sostiene un Cristo che ha preso dell’uomo soltanto le forme ed è morto al palo (stauros). chi può avere offuscato cosí lo spirito proprio a voi ai cui occhi fu presentato al vivo Cristo crocefisso?» (Gal. hanno sempre una base di verità. sono certo che egli sia esistito quale personaggio storico in quell’individuo zoppo che. 3) Il Paolo materialistico. quale persecutore dei rivoluzionari.Che la figura di Paolo di Tarso sia quella di un personaggio di comodo. all’attivismo esseno come nazir. Siccome io sono della convinzione che tutti i miti. Leggendo gli Atti degli apostoli e le Lettere rimarcheremo che di Paolo di Tarso ce ne sono tanti quante sono le tendenze religiose: 1) il Paolo di Marcione. il quale. che umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce» (Fil. non l’ho fatto tanto per dimostrare ancora una volta che la sua figura reale è ben differente da quella che gli attribuisce la Chiesa. seguendo la sua natura ambiziosa. o ancora colui che sostiene che si è incarnato ed è morto sulla croce? Ebbene. che sono molti gli storici che sostengono che sia semplicemente un’invenzione di Marcione. oppure quello che afferma che Cristo ha preso dell’uomo soltanto le apparenze. 8). n. oppure incarnandosi. ma soltanto in forma apparente. 1. intorno al quale si sono formati. e nessuno nella persona di ideologo e pensatore – tanto nessuno. poiché non è dall’uomo che l’ho ricevuto.

ciò fu possibile perché in ebraico la parola «spirito» è di genere femminile. tra i quali quello di evitare ogni riferimento agli atti rivoluzionari. quando un ragazzo andò ad urtare contro la sua spalla. n. dei nazorei. mi limiterò a riferire soltanto i nomi di alcuni di essi: Vangelo degli ebioniti. compreso Giuda il traditore. veniva dichiarato «senza padre né madre e senza genealogia poiché la sua natura. la paternità e la natura del Cristo risultano cosí complicate che lo stesso autore conclude la sua spiegazione dicendo: «potrei aggiungere altre parole per spiegare la natura di Cristo. lo ammoní dicendogli: «perché fai tali cose? Costoro ne soffrono. Come è da immaginarsi. di Giacomo e di tutti gli altri apostoli. Vangelo di Tommaso. lo rimproverarono dicendogli: «tu che hai un tale figlio. Arabo. di Gamaliele. perché sarebbe stato vergognoso per un dio provenire da carne peccatrice. Gesú irritato. In questo Vangelo. Giuseppe. Se in questo Vangelo si attribuiva la maternità del messia allo Spinto santo. I genitori del ragazzo morto. i Vangeli che vennero fuori furono cosí numerosi che.. Vangelo di Alcazai. Lettera agli ebrei. dei copti. tuttavia starò zitto per amore tuo. non poteva avere né nascita né morte». di Nicodemo. essendo eterna.I VANGELI CANONICI In seguito alla decisione che presero gli esseni di costruirsi un messia già esistito da contrapporre ai sotères “pagani”. Cristo. Poiché citarli tutti sarebbe troppo lungo. non solo risultarono differenti tra loro negli episodi che venivano riferiti al salvatore. per quanto volessero raggiungere lo stesso scopo nel rispetto degli stessi canoni. di Pietro. alla metà del II sec. Come prova di questa maternità veniva riportata nel Vangelo una frase che lo stesso Cristo aveva rivolto ai suoi discepoli: «mia madre è lo spirito santo che mi prese per i capelli e mi portò sul monte Tabor». se ne contarono piú di sessanta.. oltre che inutile. non puoi abitare con noi nel villaggio. nel quale viene sostenuto che lo spirito santo non era la madre del messia. gli disse: «non percorrerai tutta la strada!». chiamato in disparte Gesú. ma anche in ciò che riguardava la sua natura e la sua origine. Gesú gli rispose: «io so che queste tue parole non sono tue. Affermava che il salvatore era stato generato da dio quello stesso giorno in cui cominciò la sua missione che coincise con il battesimo che ricevette da Giovanni Battista: mentre Giovanni Battista lo battezzava si udí venire dal cielo una voce tonante che diceva: «tu sei il mio figlio amato che oggi ho generato». In questo Vangelo. Vangelo degli ebioniti. andati da Giuseppe. di Arudel. sosteneva che aveva compiuto la sua missione sulla terra scendendo direttamente dal cielo su Cafarnao in età già adulta e prendendo dell’uomo soltanto le sembianze. Atti degli apostoli. 3) aveva svolto la missione comunicando la sua morale dal cielo attraverso le rivelazioni. degli ebrei. altroché se lo abbiamo capito!]. assimilato al grande sacerdote Melchisedec. questi libri. Negando a Cristo una nascita terrestre. ma bensí la sorella. di Tommaso. e subito cadde morto. Vangelo degli ebrei. pur non specificando come il messia sia nato. che ogni sua parola sí avvera?». ci odiano e ci perseguitano». usciti sotto i titoli di Vangeli. Egli infatti fa morire i nostri ragazzi». Lettere. Si affermavano tre Cristi differenti: 1) morto al palo per opera degli «arconti». che ebbe anche lui il suo. E subito i suoi accusatori divennero ciechi. di Hereford. Vangelo di Marcione. e. ma quelli riceveranno la loro punizione». se si parla della sua infanzia è per dimostrare che sin da fanciullo compiva prodigi: […] Gesú camminava attraverso il villaggio. furono presi da grande spavento e ti- 100 . ma il tutto è cosí complicato che anche se ci riuscissi voi non potreste capirlo» [. di Maria. Alcuni vedendo questo fatto dissero: «chi è questo ragazzo. Lettera di Giuda. 2) morto in croce come uomo. In questa lettera si diceva che Cristo era la reincarnazione di Mosè.. Coloro che videro questo. Atti e Detti.

disse che li aveva appresi da un certo Theudas (Taddeo) che. Molti di questi gnostici. e fantasiosi: dimostrazioni su come il lògos potesse essere senza principio. e. Il nome di Gesú apparirà la prima volta soltanto nel 180 n. dottrina filosofica religiosa che si ritiene superiore a quella normalmente seguita dai semplici credenti). Tralasciando tutte le altre versioni che furono affermate dai diversi Vangeli. n. gli spiritualisti entrarono in una competizione teologica che li portò a concepire quelle teorie assurde e grottesche che presero il nome di gnosticismo (da gnosi. Per avere le profezie di cui aveva bisogno. per dimostrarne la veridicità. nella sua essenza spirituale. cioè come l’agnello che veniva fissato su due bacchette incrociate a forma di X. di siriane ed egizie. per dimostrare che ciò che scrivevano era vero. tra le quali quella che diceva che Cristo era morto «secondo il rito». dal momento che ogni comunità essena – tra le quali primeggiavano per fantasia quelle di Antiochia e di Damasco – se ne era costruito uno tutto differente da quelli delle altre. che avevano contattato chi era stato con lui.. quali «messia». dicendo di averli trovati in un libro che era stato scritto da un anonimo del V sec. opportunamente adattate. «salvatore». Giuseppe gli prese l’orecchio e glielo tirò forte. Per ciò che riguardava. incontrato in età avanzata. sulla separazione esistente tra il mondo divino immutabile. av. ciò è dovuto esclusivamente dal fatto che i falsari lo misero al posto degli altri appellativi. e. che invece è sog101 . era una “sciccheria”. del quale era stato giovane discepolo negli anni intorno al 70. n. Non mi molestare!» [ho riportato questo passo sopratutto per dimostrare il livello intellettuale dei costruttori del cristianesimo]. Siccome i nomi piú usati furono quelli degli apostoli. che ogni parola che egli pronunciava si trasformava in miracolo. e. tra cui quelle di Valentino. e. oltre alla confusione che regnava sulla natura del loro Cristo. in una vera sciarada di sofismi. dice uno storico francese. Ma Gesú sdegnato gli disse: «tu non hai agito in modo sensato. dal momento che le loro affermazioni erano prive di raziocinio. per dare credito a ciò che sostenevano. Carpocrate e Basilide. fecero dipendere le vicende del loro messia da frasi tratte dalla Bibbia che. a sua volta. quello che risulta è che alla metà del secondo secolo. pur traendo origine dal padre. Come Valentino ricorse al fantomatico Theudas. sorsero diverse scuole. cosí anche gli altri gnostici. sugli aneliti umani tesi a comprendere i misteri divini. secolo contraffecero i documenti. ma sempre nel rispetto del loro principio che ne negava l’incarnazione. Se questo nome lo troviamo riportato negli scritti precedenti a questa data. cioè da personaggi che avevano conosciuto direttamente il salvatore o. nel IV e V n. e di individuali. gli altri fatti riguardanti l’esistenza del suo Cristo – cioè quelli che non aveva fatto dipendere dalle profezie –. ma mai con il nome di Gesú. Ce ne furono di popolari e di teologiche. Un’altra cosa importante da rimarcare è il fatto che tutti questi documenti si riferivano al loro personaggio con i piú vari appellativi. il quale. ragionamenti sulla resurrezione e sull’“economia della salvezza”. di quale saremmo divenuti i seguaci. Dalle varie correnti che sostennero questa forma filosofica.tubanti presero a dire. e il mondo materiale. «signore» e rabbi. avente come fine la conoscenza dei misteri di dio e della sua creazione. che li avevano concepiti. av. n. poi. ricorsero al sistema di far dipendere i loro Vangeli da fonti originali. tanto risultavano assurdi. spinse l’ardire fino al punto di fornirsele lui stesso inventandosi dei Canti che osò attribuire a Salomone. sulla forza liberatrice dal peccato del battesimo. Nell’urgenza che ebbero di darsi un salvatore da opporre a Mithra. gli aveva riferito tutto ciò che aveva sentito dire da Paolo di Tarso. come fare il filosofo nel 1700. gli stesori dei Vangeli dimostrano di essere ancora ben lontani dall’attribuire la sua maternità a quella vergine che sarà chiamata Maria. questi autori dei Vangeli del II sec. Vedendo che Gesú aveva reso cieche quelle persone. quando.. alla peggio. erano in grado di spiegare. Immaginiamoci ora di vivere in quell’epoca e di dover scegliere il nostro Cristo. che Origene scrisse per confutare Celso. a proposito di Gesú. Colui che abusò piú di ogni altro di questo trucco fu Valentino. trasformarono in profezie che le avevano preannunciate. Fare lo gnostico a quel tempo. nel libro Contra Cœlsum. e. non esitarono a mettere in bocca a quegli analfabeti pescatori del lago di Tiberiade ragionamenti teologicamente cosí complessi che spesso neppure loro. che in una sua opera criticava i sistemi di falsificazione usati dai cristiani. li aveva tratti da una documentazione risalente al IX sec.

) Gli gnostici esseni. venivano risolte con l’intervento di esseri immaginari quali gli «eoni» («angeli del bene») e gli «arconti» («angeli del male»). Non defecava. Fu per rispondere a questo interrogativo che i costruttori dei Vangeli gnostici dettero la dimostrazione di come la teologia cada nel ridicolo quando. sempre piú interessante quello della dea Kalí. quella virtú che. affermava nel suo Vangelo: [… il] salvatore. che costituisce l’estremo opposto con le sue imperfezioni. per esempio. era giunto al punto di continenza che il cibo che mangiava non si corrompeva nell’interno del suo corpo perché in lui non poteva esistere corruzione della materia. Per realizzare la salvezza si uní con la saggezza. per opporsi all’Illuminismo. perché tutto ciò che ingeriva si dissolveva nel suo corpo. Ma il mondo e l’uomo. Questa affermazione che. per cui tra il vero dio. comunque. a creare un mondo cosí difettoso e pieno di contraddizioni. allora ottenevano la risoluzione rovesciando tutto dentro quel buco nero. Il ragionamento che fecero gli gnostici per sostenere questa accusa fu il seguente: non può essere stato il vero dio. paravento della follia. (Lo stesso ridicolo in cui cadde la Chiesa nel 1700 quando. che per far fallire la sua missione fece del tutto per ucciderlo. scese dalle zone elevate del cielo verso quelle inferiori della terra per riscattare l’umanità dal male [cioè il loro Cristo]. come i Cristi di tutti gli altri Vangeli gnostici. poteva reggersi soltanto sotto un punto di vista puramente immaginario. quello onnisciente. non sudava. La pretesa su cui gli gnostici si basavano per sostenere la loro superiorità sulle altre religioni la traevano dal fatto che il loro Cristo. pur di battere i loro avversari. non erano che divinità inferiori. non restituendo gli alimenti. La sua missione fu ostacolata dal dio creatore del mondo. chiesero come fosse stato possibile che un essere avesse potuto svolgere le funzioni umane senza incarnarsi. per quanto questo metabolismo teologico possa affascinare. nel suo privato non eseguiva i bisogni fisiologici. (Ma. da contrapporre ai sotères “pagani” che invece si erano incarnati. eseguí la creazione disobbedendo. Questo creatore di rango inferiore. che gli spiritualisti esseni cercarono di darsi una superiorità. non orinava. E tutto questo per costruire un salvatore essenzialmente spirituale. Fu per ovviare a questa accusa di plagio. Ma il lògos non potendo morire perché immortale. cercò di dimostrare l’esistenza di dio attraverso la ragione. divenendo padrone di se stesso. avendo tutto tollerato. di cui gli avversari li accusavano e per cui li deridevano. nati cosí per un errore o per un atto di orgoglio. che “mangiava riso e cacava supplí”. c’è tutta una gerarchia di divinità positive e negative. cerca di renderle accettabili attraverso il ragionamento. avendo comunque la possibilità di farlo. o per errore o per orgoglio. dal momento che avevano creato un mondo cosí imperfetto e malvagio. quei sotères dai quali avevano in realtà tutto ricopiato. furono riscattati dal male attraverso l’intervento di un essere di rango molto elevato nelle gerarchie delle divinità positive che. Il dio a cui le altre religioni attribuiscono la creazione di un mondo cosí iniquo. ancora esisteva sulla terra. che si spostavano nel cosmo a seconda dei bisogni. risalí in cielo insieme alla sorella saggezza. Praticamente il Cristo di Valentino. non può essere che un’entità di rango inferiore che. mettendoli di fronte alla realtà dei fatti. in realtà è il padre del demonio. per me rimarrà. Se poi anche costoro risultavano insufficienti per risolvere i problemi che si presentavano durante il percorso dei loro ragionamenti. fu fortemente criticata dai loro oppositori che. anche se rinnegata dagli uomini. se nelle manifestazioni esteriori mangiava e beveva come un uomo.) Valentino. invece di imporre le proprie verità con il dogma.getto alla corruzione – e tante altre cretinate che. al dio altissimo [il loro dio]. furono costretti a inventarsi le teorie teologiche piú azzardate e paradossali per dare un carisma alla loro re102 . non essendo spiegabili con la logica e quindi incomprensibili dalla ragione. che lui aveva liberato dal male che la teneva prigioniera sulla terra. a differenza degli altri salvatori. privi come erano di tradizione religiosa. né si soffiava il naso. come navette spaziali nel mondo della fantascienza. quello ottimo e perfettissimo. affermando che soltanto il loro dio era quello perfettissimo e onnisciente. e il mondo creato. Mangiava e beveva come un uomo ma in maniera particolarissima. quelli a cui i loro rivali attribuivano la creazione dell’universo. compiuta la sua missione. padre del demonio. assumendo un ruolo di collegamento tra il vero dio e l’uomo. mentre gli altri. per dimostrare come il suo Cristo fosse potuto rimanere puro spirito pur essendosi comportato in tutto come un uomo. disperdendosi nel nulla. anche se ardita. non produceva forfora. che è il dogma e il mistero. aveva svolto la sua missione di predicatore rimanendo purissimo spirito.

che lo condannò a morte. Ma siccome Pietro. dovettero appropriarsi di tutto ciò che era stato il loro mondo. in seguito a uno scisma che ci fu in seno al movimento spiritualista esseno. una delle tante morti che furono attribuite a Simon Pietro fu fatta dipendere da una di queste sfide con il mago Simone. ciò dipese dal fatto che i cristiani. per superare Pietro. con i loro salvatori umanizzati. per potersi sostituire agli esseni. quale discepolo di Pietro. schiantatosi al suolo. Nel Vangelo si diceva che Nerone si infuriò tanto contro Pietro per ciò che aveva fatto a Simone il mago. a differenza di Simone il mago. veniva asserito che Pietro e Simon mago furono invitati da Nerone. con le loro assurdità. morí sul colpo. bensí agiva per volere di dio. Si inventarono un incendio di Roma mai esistito e tante altre storielle che possono essere credute soltanto dai «poveri di spirito». compreso l’odio verso i romani quali loro persecutori. risultavano anche piú garantisti per ciò che riguardava la resurrezione a una vita eterna. trovando inaffidabili le nuove teorie. e lo stesso Paolo di Tarso che. la strada che li riportava alla magia e all’esoterismo dei culti dei misteri. intitolato Atti di Pietro e Paolo. perché molti dei loro proseliti furono indotti a cercare attraverso le pratiche occulte quella salvezza dopo la morte che gli gnostici avevano reso utopica e incomprensibile. sulla costruzione di fatti e di nomi inventati. Tutta l’impostura della Chiesa è stata imperniata sulla deformazione dei fatti attraverso falsi documenti tendenti a far passare gli esseni per cristiani. che si dichiarava discepolo di Pietro. Se la morte di Pietro fu attribuita in alcuni Vangeli a Nerone. Per comprendere la truffa basti ricordare quello Stefano che da martire esseno fu trasformato in martire cristiano. I combattimenti piú famosi riportati dagli scritti del tempo furono quelli sostenuti tra Simon Pietro e Simone il mago. non possono essere che dei falsi. cominciarono a venire fuori quei Vangeli nei quali le vittorie del bene sul male venivano affidate a eroi che sostenevano la loro morale in qualità di maghi del bene che affrontavano i loro nemici. Il solo fatto che i preti disconoscano gli esseni dimostra la loro intenzionalità a trasformare in cristiano tutto ciò che apparteneva al mondo esseno: le ekklesíe. Atti e Detti che riportavano fatti di cristiani avvenuti durante il periodo in cui esistevano gli esseni. che li accusavano di ricopiare tutto dal “paganesimo” e dall’ebraismo ortodosso. Come conseguenza di questo ritorno alla magia. Ma. con imbrogli e raggiri. Questo movimento di ribellione ideologica in seno alle comunità essene fu incoraggiato in gran parte da quei “pagani” convertiti che. erano riusciti a mettere in piedi. era stato presente al quel confronto. perché gli dessero una prova delle loro capacità magiche. un effetto talmente negativo sulle masse dei loro seguaci da rischiare di demolire tutta l’impalcatura. si sollevò da terra e cominciò a volteggiare in aria. che. su oggetti e corpi che rimanevano sospesi in aria. compresi quei proseliti che entrarono nelle comunità essene e che furono fatti passare per “pagani” che si convertivano al cristianesimo. n. i martiri e tutto il resto. quel ridicolo passo. è stato trasfigurato in promulgatore del cristianesimo. per poter sostenere. quella religione che stavano costruendo tra le critiche e la derisione dei loro oppositori. e su tante altre dimostrazioni appartenenti alle arti occulte di provenienza espressamente “pagana”. come ogni soverchio rompe il coperchio. di cui aveva tanto sentito parlare. oltre a essere piú comprensibili nelle loro dottrine. che al suo tempo già esistevano. Un altro libro. le persecuzioni. i quali. attraverso le sue persecuzioni. che fecero di Nerone il nemico dei cristiani. fece cadere il suo rivale che. 103 . in confronti basati su trasformazioni di bastoni in serpenti. Fu durante questa gigantesca opera di trasformazione. compresi quindi anche quelli riguardanti Nerone. da attivista nazir. Comunque tutto apparirà piú chiaro quando dimostrerò che il cristianesimo ha cominciato la sua esistenza a partire dalla seconda metà del II sec. È chiaro che tutti questi Vangeli. Simone il mago. in cui viene detto che Nerone. ricorrendo alla preghiera. ne garantiva l’autenticità. basata sulle falsificazioni dei documenti esistenti. E infatti. In un Vangelo attribuito a un certo Marcello. cosí le teorie gnostiche produssero. ritornarono sulla strada che avevano lasciato. e. dicendo che Marcello. come si è detto. Tra queste possiamo ricordare quel passo che aggiunsero negli Annali di Tacito. rappresentati da maghi del male. Dopo aver trasformato i propri bastoni in serpenti ed eseguito dimostrazioni di magia in maniera tale da risultare entrambi dello stesso valore. non usava trucchi e imbrogli. dal momento che in quell’epoca i cristiani ancora non esistevano. riferendosi a questo episodio.ligione.

i quali furo104 . uscito nella prima edizione sotto il nome di un certo Levi. dichiarati nemici da abbattere sia gli ebrei che i “pagani”. quelli di origine “pagana”. in qualità di testimone. che vivevano ancora nell’attesa del messia davidico –. delusi e barboni. Questa umanizzazione. li usò come torce viventi per illuminare di notte i viali del suo giardino. seguendo canoni ben precisi e dandosi una gerarchia. stando a tutte le stupidaggini riportate dai libri sacri. e.). che poneva a capo di ogni ekklesía un responsabile. è nella realtà storica il primo papa del cristianesimo. ma rischiari molto poco. in quale altro modo si può parlare di Cristi. determinò nelle comunità essene una scissione fra i seguaci. tra i quali primeggia Eusebio di Cesarea (265-340). che. compreso Simone Pietro (che mai venne a Roma). («Questo sistema di bruciare per punire gli incendiari non fu mai usato come metodo di illuminazione». Io immagino che un cristiano che brucia. Per sapere se un cristiano che brucia illumini veramente si dovrebbe tentare l’esperimento con due o tre frati cappuccini». comportando l’istituzione dell’eucarestia. con l’uscita di questo Vangelo redatto dai “pagani” che si erano convertiti all’essenismo – cioè da quella crema di malfattori comuni. poiché tutti gli altri che la Chiesa colloca come suoi predecessori. Cosí. che dette origine a una nuova corrente religiosa. critico cristologico. Levi. come l’avevano i sotères “pagani”. appesti l’aria. Il primo vescovo eletto dalla comunità di Roma fu un certo Sotero. la veridicità dei fatti. assunto il comando di questa nuova religione. tutto avrebbero potuto accettare gli esseni di origine ebraica. che avevano deciso di materializzare il loro messia come i sotères dei culti dei misteri. che nell’elenco ufficiale dei papi occupa l’undicesimo posto. i seguaci di questa nuova corrente religiosa − che da ora in poi chiameremo cristiani. Pur di opporsi al sincretismo “pagano”. dando al loro messia il prima possibile un corpo incarnato. avrebbe garantito. non sono altro che un prodotto di quei falsari. che si inventarono la storia di quella che fu definita la «prima Chiesa». gli altri. tornando all’ebraismo ortodosso – rappresentato per lo piú dai farisei. e. si misero a costruire il loro Cristo-uomo. che rendeva il loro messia uguale ai sotères “pagani”.per punire i cristiani perché avevano dato fuoco a Roma. madonne e spiriti santi se non volgendo tutto in risata? Riprendendo l’argomento magia. a cui fu dato il nome di «vescovo» (episcopus. Praticamente. Fu in seguito a l’elaborazione di tutti gli scritti che si riferivano al signore. e inizialmente neocristiani − scrissero subito altri due Vangeli che attribuirono a fantomatici autori. originario della Campania (165-173 n. le teorie gnostiche e. e lo storico Las Vergnas aggiunge ironicamente in proposito: «è un sistema che sembra piuttosto bizzarro. Marco e Luca. che fino allora gli avevano negato per sostenerla essenzialmente spirituale. ricercati politici. la quale prese il nome di cristianesimo. selezionando i passi piú opportuni da tutti i Vangeli che erano stati precedentemente redatti. se in seguito fu attribuito a Matteo ciò dipese dal fatto che costui. ebbe inizio il cristianesimo. per rifarsi una vita. piú di quanto avrebbe potuto farlo un autore il cui nome. decisero di passare al concreto. se avessero continuato con gli astrattismi delle loro dispute teologiche. seguendo. gli esseni pragmatici e realisti decisero di attribuire al loro messia una figura umana di uomo incarnato. essendo stato presentato in molti testi come apostolo del signore.) D’altronde. Questo vescovo. presentò nell’anno 160 n. si organizzarono. impadronitisi delle ekklesíe. si erano rifugiati nelle comunità essene –. Questo primo Vangelo. mentre gli esseni di origine israelita si disperdevano. Messi cosí da parte i concetti teologici sostenuti da Valentino e dagli altri gnostici. capo della comunità). meno che quella teofagia. scrive Renan. risultava del tutto sconosciuto. il primo Vangelo nel quale si riconosceva ufficialmente l’incarnazione di Cristo. che la comunità di Roma. Come conseguenza. la maggior parte dei capi esseni. una parte. Molto fumo e niente luce. che per loro rappresentava quanto di piú sacrilego si potesse concepire nei riguardi di dio – quel dio che li avrebbe puniti con la morte se soltanto ne avessero pronunciato il nome. compreso il pericolo di perdere i loro seguaci. anche se spalmato di cera. falliti. scoppietti. avventurieri. quali Carpocrate e Basilide. Per dare maggior credito al Cristo che si erano costruito con il Vangelo di Matteo. carbonizzi.

del mazdeismo e dell’ebraismo. viene dall’ignoranza totale della Bibbia. la maggior parte di queste continuò a seguire i propri nel rispetto dei loro contenuti. circa 70. Luca e Giovanni. il secondo. anonimato che contrastava decisamente con la figura storica che sostenevano. proseguirono nelle loro convinzioni teologiche. cioè l’ultimo sotèr prodotto dal mondo “pagano”. Il primo a parlare del quarto Vangelo – Vangelo di Giovanni – fu un certo Ireneo (padre della Chiesa e santo). e. n. ebbero vita breve. gli esseni di origine ebraica. scrissero un quarto Vangelo che. nelle omissioni e contraddizioni. i tre Vangeli – Vangelo di Matteo. neanche a dirlo. i neocristiani. Ireneo rispose: perché quattro sono i punti cardinali e quattro sono i volti dei cherubini. discepolo di Pietro. Poiché un segno piú chiaro di questo non poteva esserci. come abbiamo detto. scritta in parte nel 6869 dagli esseni rivoluzionari e in parte nel 95 dagli esseni spiritualisti. Mentre una parte di loro. che avevano rifiutato il sacramento dell’eucarestia. Nella costrizione di porre fine a questa anarchia evangelica. discepolo di Paolo di Tarso. La risposta l’ebbero il giorno dopo. contribuí in maniera determinante alla sua composizione. il quale. Fu durante la compilazione di questo quarto Vangelo che i cristiani decisero di dare un nome al loro messia. che una parte. (A ognuno il proprio commento!) La conferma che i quattro Vangeli canonici non furono scritti in Giudea da testimoni presenti ai fatti. A coloro che chiesero poi perché dio ne avesse scelti quattro. Vangelo di Marco e Vangelo di Luca – essendo in realtà stati redatti dalle stesse persone. quando tre di essi erano praticamente uguali. che furono associati tutti con il termine di sinottici (synoptikoi). collocati su un altare tutti i Vangeli esistenti. l’ekklesía di Roma. ma a Roma e per giunta da redattori di origine “pagana”. sfrontatamente misero sotto il nome di Giovanni. facendoli passare per documenti scritti durante l’era messianica da personaggi dichiarati presenti ai fatti. come aveva sostenuto Marcione nell’attribuirgli gli Atti degli apostoli che aveva portato da Sinopoli. lo confermò per quello che realmente era. per quanto avessero cercato di renderli originali e autonomi. cioè falsi. discepolo-amico del messia. riunendosi ai farisei che erano rimasti fedeli alla Bibbia. cioè «salvatore». essendo uno dei maggiori teologi di questa nuova religione. il primo. gli altri. Da parte loro. che lo nominò in un suo scritto uscito alla fine del II sec. furono definitivamente eliminati. ritornò alle origini. che erano rimasti sull’altare. «Cristo». sia pur piccola. chiesero a dio di indicare attraverso un segno quali erano quelli che dovevano essere adottati. attraverso le loro idee. Siccome questi tre Vangeli. dichiarati eretici dal cristianesimo (che. del Pentateuco e della Palestina che risulta da ogni loro pagina. era risultata fino allora di autore ignoto. Ma. per eliminare ogni contestazione. oltre a lasciarlo ancora senza nome. finché. confermati come canonici (veri) i suoi quattro Vangeli. quando. meno quelli di Matteo. Ma il nome che gli dettero. È interessante ricordare ancora. per riparare agli uni e spiegare i secondi. a questo punto. Marco. tutti i Vangeli per terra. n. mentre questi ex esseni di origine “pagana” si organizzavano nel loro cristianesimo. e.no dichiarati essere. in seguito al concilio di Nicea del 325. Yeshua (Gesú). In presenza di numerosi testimoni. ritornati sul posto. anche se. continuarono a vivere nell’islamismo. propose di affidarsi al giudizio divino. non riportavano i principi teologici che furono elaborati negli anni che seguirono. benché uscito negli anni intorno al 190 (II sec. nella persona di papa Zefirino (199-217). poteva contare sull’appoggio di Costantino). per toglierlo dall’anonimato che gli veniva dai vari appellativi che fino allora gli avevano dato. oltre a contenere errori storici. quali «salvatore». rappresentati dagli gnostici.. la comunità di Roma. i cui concetti furono determinati dalla loro gnosi – quella gnosi che non era altro che un prodotto del buddhismo. risultarono cosí simili tra loro negli aneddoti riportati. respinse tutti gli altri dichiarandoli apocrifi. «messia» e rabbi. e nell’insieme della stesura dei fatti. trovarono. significando in ebraico «colui che salva». 105 . Per quanto la comunità di Roma avesse cercato di imporre questi Vangeli a tutte le altre ekklesíe. di quegli esseni che avevano adottato come proprio Vangelo quello che sosteneva Giovanni Battista come messia. a cui attribuirono anche l’Apocalisse che.). che praticamente significa: “basta leggerne uno per leggerli tutti”.

che secondo il Rotolo della guerra doveva portare i «figli della luce» alla vittoria finale sui «figli delle tenebre». imposero. delusi. che i giudei consideravano erede al trono di Gerusalemme. 106 . riuscí ad abbindolare trentamila guerriglieri. E interessanti conferme riguardanti la figura di questo Giovanni. e accreditati a un altro. Messi. Giovanni.. È certo che trentamila guerriglieri disponibili durante l’era messianica non potevano essere che i componenti dell’esercito rivoluzionario esseno. falliti. introducendo il sacramento dell’eucarestia nel movimento esseno. una vera psicosi. le troviamo ancora negli stessi libri sacri. potrebbe apparire ancora temeraria. mentre di costui si tace? Come è possibile che di un personaggio che fu capace di riunire trentamila guerriglieri non si sappia nient’altro oltre che era un «egizio»? E nel dubbio che sotto questo egizio anonimo – che. il cristianesimo e l’islamismo –. riprendiamo con quei “pagani” convertiti all’essenismo. usando i sistemi repressivi piú infami. come si è detto la ritroviamo tutt’oggi sotto forma di una piccola setta nella regione di Urfa in Turchia. determinarono il cristianesimo. riconosciuta discendente diretta della stirpe di Davide? Che ci fosse un designato a divenire re d’Israele sin dalla nascita. e. cioè con quella congerie di barboni. avendoli avuti da lei. quel cristianesimo che. Aristobulo e Alessandro. dichiaratosi profeta. quale il Vangelo di Matteo. fece uccidere sua moglie Marianna per il solo dubbio che avesse potuto congiurare contro di lui per il semplice fatto che era la nipote di Ircano II e. altrettanto nel nulla si fa sparire – si voglia nascondere qualcun altro. da documenti dell’epoca – quali il Codice Arudel e il Libro di Hereford –. e. come veniva sostenuto da alcuni scritti ritenuti apocrifi dalla Chiesa. D’altronde cos’altro ci si poteva aspettare da certi individui? Rileggendo il passo di Giuseppe Flavio riguardante quel «ciarlatano» che. che cos’altro può essere se non una sostituzione di persona? Questa domanda che. n. comprese le piú piccole.rimasta fedele al suo credo. veniamo a sapere ancora. perché. Questa paura fu tale da creare in lui. come viene fatto venire dal nulla. quale erede al trono e messia dei giudei. E chi altri poteva essere costui. nato intorno all’anno 15 av. che portò Erode a eliminare tutti i possibili pretendenti al trono. pur sapendo bene che furono i fondatori delle due principali religioni monoteiste. protagonista veramente esistito. fece sopprimere anche i propri figli. viene ricordato il nome. che egli fece del tutto per eliminare un certo Giovanni asmoneo. e negli Atti degli apostoli in cui si fa ricorso a Paolo di Tarso per convincere i seguaci della comunità di Corinto che il Giovanni che sostenevano come messia era soltanto l’annunciatore di quello vero. viene spontaneo domandarci: perché di tutti coloro che durante l’era messianica guidarono rivolte. avventurieri. che risulta invece storicamente sconosciuto? Questa soppressione di un personaggio dalla storia. come se non bastasse. ricercati politici e delinquenti comuni che. se non il figlio primogenito di Giuda il galileo. n. come dice Giuseppe Flavio. presso i confini della Siria. non possiamo evitare di chiederci ancora come mai Giuseppe Flavio parli nei sui scritti di tutti i figli di Giuda il galileo. avevano sangue asmoneo. cosí. li troviamo in testi successivi. e. per giunta privi di ogni credibilità. Perché tutti i fatti che dovrebbero riferirsi a lui. dopo averlo costruito con le falsificazioni piú vergognose. Nel Proto-vangelo di Giacomo si dice chiaramente che Erode cercava Giovanni perché ritenuto dai giudei re di Gerusalemme. nipote di Ezechia. meno che del primogenito. ritenuto dai giudei erede legittimo del trono di Gerusalemme. di conseguenza l’anonimo «egizio» non poteva essere che colui al quale il partito nazionalista giudaico aveva affidato la rivoluzione. nonostante tutto ciò che ho già precedentemente riportato. quale successore della famiglia degli Asmonei. definitivamente da parte gli esseni – quegli esseni di cui la Chiesa finge di ignorare l’esistenza. operata per costruirne un altro al suo posto attraverso la falsificazione dei documenti. viene confermato dal timore che ebbe sempre Erode che qualche discendente degli Asmonei potesse insorgere per rivendicare i propri diritti al trono di Gerusalemme. In questa paranoia. nell’anno 7 av. n. Nel 29 av. che pone la nascita di Gesú sotto Erode. avrà una risposta ben precisa e netta quando porterò le prove inconfutabili che dimostreranno che Gesú e Giovanni sono la stessa persona. invece di trovarsi nelle Antichità giudaiche e in tutti gli altri libri e documenti contemporanei agli avvenimenti. cinici e disumani.

Giovanni entrò in Gerusalemme per recarsi in un’abitazione che un appartenente al movimento rivoluzionario gli aveva messo a disposizione per passarvi la notte. che imponevano tasse sempre piú onerose. Il piano dei rivoluzionari era di attaccare per primo la Torre Antonia quale presidio delle forze romane. Se il partito nazionalista giudaico aveva preso la decisione di dare inizio alla rivoluzione sotto le feste dí Pasqua. partendo dai confini della Siria. lo aveva fatto per la possibilità che avrebbero avuto i combattenti di sfruttare il fattore sorpresa. non poteva che mietere consensi. L’organizzazione essena. in un crescendo di successi − salvo qualche contestazione da parte dei sadducei −. che voleva che il capo occupasse il posto centrale e gli altri si mettessero intorno a lui rispettando l’ordine gerarchico. che il padrone di casa aveva decorato con tappeti per ricevere colui che doveva diventare il re dei giudei (Mc. che venivano attirati da tutti quei benefici sia materiali che spirituali che venivano garantiti ai proseliti. 17). gli andò incontro un uomo con una brocca d’acqua. in seguito alla prima resistenza che oppose alle legioni di Pompeo. Giovanni e i suoi seguaci si misero seduti secondo il Libro delle regole. La sera precedente. Militare. che per essere convincenti abbisognerebbero di spiegazioni dettagliate. avendo gli esseni compreso quanto sarebbe stata determinante la partecipazione del popolo alla rivoluzione per battere le legioni romane. in un crescendo di entusiasmo e di risolutezza. quale sacerdote nella sua qualifica di rabbi. economica. coinvolgere quindi la folla nella rivolta e. n. per il continuo affluire di nuovi aderenti. un certo Gesú che in verità sentivano nominare da lui per la prima volta (At. Essi lo seguirono nella casa dove egli entrò [asserzione che. secondo il programma del Rotolo della guerra. non sono che da considerare come una premessa di quelle chiare e indiscutibili che saranno portate nel seguito del libro. 14. secondo il rito esseno: 107 . contro il grosso delle truppe romane che si trovava in Egitto per conseguire. Giovanni. e il terrore derivante dalle scorribande dei rivoluzionari. tratta dalla religione mazdeista. per le continue entrate di capitali che i piú abbienti versavano nelle casse delle comunità. XIX-4). quando Cristo e i suoi furono entrati in città. Dopo la rivolta del censimento. eleggere Giovanni re dei giudei. iniziata la sua missione di predicatore. la vittoria finale con la distruzione di Roma.. lo scontento derivante dallo sfruttamento da parte dei romani. Giovanni. riportata da numerosi Proto-vangeli quali quelli di Giacomo e di Bartolomeo. dopo circa tre anni di prediche e di manifestazioni miracolose. traboccante di promesse di beatitudine eterna e di consolazioni rivolte a coloro che subivano ingiustizie da parte di un potere malvagio e corrotto. avevano fatto precedere quella che doveva essere la battaglia finale da una campagna politico-religiosa mirante a suscitare nei ceti piú oppressi odio e risentimento contro l’oppressore romano e la casta dei sacerdoti sadducei che li sfruttavano e li ingannavano. Entrati nella sala. viene confermata dai tre Vangeli canonici. una volta conquistata Gerusalemme. per procedere poi. una volta liberato il Vicino oriente. L’ideologia essena. Perché Giovanni e i suoi seguaci potessero arrivarvi speditamente senza dare sospetti. dovevano seguire un uomo che il padrone di casa avrebbe mandato loro incontro con una brocca piena d’acqua: secondo l’accordo. Ma tutte queste prove. anche se in quello di Matteo risulta alquanto modificata]. scendendo verso il Sud attraverso la Samaria. che depredavano e uccidevano quanti erano loro contrari o soltanto non favorevoli. e. Quando Giovanni iniziò le sue prediche quale designato alla preparazione e alla conduzione della rivoluzione. La rivolta avrebbe avuto inizio la vigilia di Pasqua allo spuntare del giorno. una vera potenza militare ed economica. negli anni trenta del I sec. era arrivata a essere. stese le mani sui cibi e sul vino rosso dolce. giunse a Gerusalemme seguito da una folla che lo aveva eletto al rango di profeta e di messia. Prima di mangiare.che si chiamava Gesú. mischiandosi tra la folla dei pellegrini che numerosi accorrevano in quei giorni a Gerusalemme dalla Palestina e da tutto il resto del mondo ebraico. Il resto si sarebbe svolto attaccando le legioni di stanza in Palestina. la Palestina viveva in un clima di massimo scontento e di terrore.

se ai suoi seguaci che gli mostrarono le spade come prova della loro risolutezza ad agire. 2. ritrovato in Egitto durante le ricerche archeologiche del 1945. Simone detto il minore e Lazzaro. Giacomo detto il Maggiore. fratello di Maria Maddalena. le prediche con le quali aveva promesso una vita eterna a coloro che lo avrebbero seguito. 38). ecco qui due spade». dal momento che tutti i documenti che si riferivano a questa cena furono fatti sparire per essere sostituiti da altri falsificati. secondo quanto risulta in un passo del Papiro 8502 di Berlino. 36). Da quanto si può capire dal Vangelo di Luca (22. gli appartenenti alle comunità si comporteranno cosí in ogni pasto. Molto probabilmente era presente anche Maria Maddalena. Maria di Magdala. io la guiderò da farne un maschio. In un altro passo del Vangelo copto viene riportata addirittura un’aperta contestazione di Pietro contro la donna: Simone. aveva seguito Giovanni nei tre anni di prediche. tra di essi non mancherà un sacerdote. e a tutte le al108 . da dove sarebbero subito ripartiti per ridiscendere di nuovo a Gerusalemme insieme a un reparto di rivoluzionari che lí li attendevano. allorché saranno riuniti piú di dieci [questo rito esseno sarà poi trasformato dalla Chiesa nell’istituzione eucaristica]. il corso di indottrinamento per divenire nazir e rabbi. avendolo sentito. dove si afferma: Maria. che secondo i profeti avrebbe fatto dei nemici di dio lo sgabello per i piedi del popolo d’Israele. L’aria doveva essere pregna del timore di essere scoperti. dal momento che fu eseguito il rito della benedizione dei cibi.in ogni luogo dove saranno dieci piú uomini del consiglio delle comunità. Poiché era stato stabilito che la rivoluzione avrebbe avuto inizio allo spuntare del giorno. Giuda detto Taddeo. si rivolse a loro dicendo: «ecco. E il signore. la rivoluzione. di quell’ora decisiva. Il signore amava Maria di Magdala piú degli altri discepoli e spesso la baciava davanti a tutti sulla bocca. Questa supposizione trova conferma in antichi documenti quali il Vangelo di Filippo. era sul punto di cominciare. andava sempre con lui. Nel silenzio che seguí la sua imposizione a tacere gli ritornò in mente l’infanzia passata a Gamala. Giovanni si rivolse ai suoi discepoli ricordando loro l’importanza dell’ora che stavano attendendo. moglie di Giovanni. E allorché disporranno il mangiare e il vino rosso dolce per bere. detto Vangelo di Maria. affinché diventi una combattente come noi maschi». il sacerdote stenderà la mano per benedire il pane e il vino. detto Pietro. Si siederanno davanti a lui ognuno secondo il proprio grado e cosí sarà domandato il loro consiglio. Giuda l’iscariota. a partire dalla quale tutto sarebbe stato affidato all’uso delle spade. E in conformità a questo Statuto. Questo affetto che il signore dimostrava per sua moglie. Dopo anni di preparazione. il quale. ripensò alle guarigioni dei ciechi e degli storpi. La responsabilità assunta da Giovanni nel dirigerla. disse agli altri accoliti: «Maria deve andare via da noi perché le femmine non sono degne della vita». I nomi dei presenti di cui si è certi sono Simone. era enorme ed egli certamente la sentí in tutta la sua completezza in quelle ore precedenti l’inizio. detto anche il nazoreo. Maria di Magdala. Ciò che si può presumere è che i commensali fossero piú di dieci. Giovanni impose il silenzio: gli apostoli dissero: «signore. quale membro attivo della banda. spesso esternava il suo risentimento dicendo agli altri apostoli: «ha forse il signore parlato in segreto a una donna prima che a noi e senza farlo apertamente? Ci dobbiamo umiliare tutti e sottoporci a lei? Forse egli l’ha anteposta a noi?». A questo punto penso che non sia troppo avventato supporre che tra i presenti a quella cena vi fosse anche lei. città natale dei suoi antenati. che. Quanti fossero seduti intorno a quella tavola è impossibile dirlo. Giovanni e i suoi sicari rimasero in attesa per recarsi alle prime luci dell’alba in una località chiamata Monte degli ulivi. suscitava spesso reazioni di gelosia negli altri seguaci di Giovanni e soprattutto in Simone. quale erede del trono di Gerusalemme. che era la consorte del signore. ma egli rispose: «basta!» (Lc. quale moglie combattente di Giovanni il galileo.

avrebbe lasciato le cose esattamente come stavano. Questo aveva detto ai suoi seguaci durante il periodo preparatorio alla rivoluzione e.tre dimostrazioni prodigiose. 109 . i figli. per imporre l’imperialismo del “padre”. delle presenti e delle future. quell’alienazione di cui le religioni hanno bisogno perché si debba credere senza comprendere? «Beati i poveri di spirito perché di essi è il regno dei cieli». «Il tempo si sta compiendo e chi non ha una spada venda il mantello e la compri». non può essere mio seguace. se per realizzare il suo regno ricorreva a un delitto? Un delitto rappresentato dall’omicidio del suo stesso figlio? Sangue. aveva ripetuto alla folla che lo seguiva. cioè con i ricchi Epuloni che sedevano davanti a una tavola imbandita e i Lazzari che continuavano a raccogliere le molliche? D’altronde. contemporaneamente esortava a seguire la sua legge yhavista. sostenuta anch’essa da «poveri di spirito» che l’avevano seguito dietro la promessa di una beatitudine eterna? E quanto ne sarebbe stato ancora versato in persecuzioni e genocidi eseguiti in nome di una chimerica promessa di felicità posta oltre la morte! «lo sono la verità e la vita». aveva indossato il manto dell’agnello soltanto per nascondere la ferocia sanguinaria del leone di Giuda? «Io faccio la volontà del padre mio che è nei cieli». dietro le parole consolatrici che durante le prediche aveva rivolto a coloro che soffrivano le ingiustizie. che cos’altro aveva fatto se non sostenere l’ipocrisia di un falso socialismo. se non quella che conviene agli imperialismi? Come sarebbe potuto pervenire alla teocrazia dal dominio universale sostenuta dalla sua Bibbia se avesse predicato veramente un’ideologia che esclude l’alienazione intellettuale dei popoli. basata sull’assolutismo e la violenza: se uno viene da me e non rinuncia a ogni legame con suo padre. Tutti imbrogli finalizzati al raggiungimento di quell’imperialismo teocratico che era intrinseco nel suo monoteismo. quale altra morale poteva predicare. Il che. soltanto sangue. Quanto sangue era stato versato da quando Abramo aveva convinto dei miserabili erranti a seguirlo dietro la chimerica promessa di una terra che non era mai arrivata? Quanto sangue con quella rivolta che stava per iniziare. Non lo aveva detto egli stesso che il «regno dei cieli» sarebbe appartenuto ai «poveri di spirito»? Promettendo una ricompensa dopo la morte a coloro che avrebbero sopportato con rassegnazione le ingiustizie ricevute dai potenti su questa terra. procrastinando la giustizia dopo la morte. tutte dimostrazioni per truffare i miserabili. «Vedete tutte queste cose? In verità vi dico.». anche se è inevitabile che ce ne sia una. aveva asserito nel ruolo di lògos apportatore di pace e di perdono: ma quale pace e perdono avrebbe potuto dare all’umanità lui che. tutte chiacchiere per abbindolare coloro che sono resi creduli dall’ignoranza. eseguite secondo i trucchi appresi dall’esoterismo e dalla magia indiana. dichiarandosi anche loro dei messia apportatori di salvezza. i fratelli e persino alla sua vita. ma non credeteli. Mentre enunciava le beatitudini. aveva affermato nei suoi sermoni: ma chi poteva essere questo “padre”. questo abba al quale si rivolgeva nelle preghiere. Quando questa arriverà si solleverà popolo contro popolo. lui che stava per diventare un re. gli emarginati e tutti quei falliti che sono portati a cercare in cielo ciò che non ottenegono sulla terra.. minacciando i ricchi di escluderli dal paradiso se non avessero dato nulla ai bisognosi. sua madre. «Non sono venuto per portare la pace ma la guerra». non resterà qui pietra su pietra che non venga diroccata». voleva dire che non avrebbe potuto far parte di quel programma sanguinario che prevedeva la distruzione totale di coloro che si opponevano all’imperialismo ebraico. regno contro regno . comprese le resurrezioni dei morti. «Sono venuto a portare il fuoco. per imporre la propria dottrina: «molti di costoro vi parleranno di guerre e di rumori di guerre. a quella folla nella quale emblematicamente possiamo riunire tutti i «poveri di spirito» delle generazioni passate. che. mettendoli in guardia contro gli altri truffatori religiosi che gli facevano concorrenza.. e come vorrei che fosse già acceso …». secondo il significato biblico. aveva aggiunto.

ma aggiungendovi un particolare che è stato sempre omesso da tutti i pittori: far spuntare da sotto i loro mantelli l’elsa di quelle spade che anche i Vangeli canonici affermano che avevano prima di recarsi al Monte degli ulivi. almeno di coloro di cui si è certi dei nomi. Preso il posto di Giovanni. detto Vangelo di Maria di Magdala. quando non ricevevano accoglienza da un villaggio. E Giuseppe Flavio confermava: distribuiti in squadre. Filone. significando etimologicamente «pietra». perché si dimostravano propense ad accettare tra i seguaci anche i “pagani”. Il temperamento di Simone. Sicuramente il piú violento della squadra. dimostra il suo carattere sanguinario e impulsivo quando. banda dei boanerghes. Antichità giudaiche). era considerato il vicecapo di questa banda di boanerghes. rimase a capo della comunità essena di Gerusalemme fino al 46. cosí parlava di queste bande di zeloti integralisti di cui faceva parte quella di Giovanni il nazoreo. immaginiamo di averli davanti seduti intorno a una tavola. cominciamo con: Simone. guardia del tempio. si rivolgevano a lui chiedendogli: «rabbi. 110 . dal momento che i suoi stessi seguaci. Quella di Giovanni si era autodefinita. litigò con tutte le ekklesíe del Vicino oriente. In un Vangelo tra i piú antichi. dice a Pietro: «tu sei sempre irruento. e ancora di piú quando uccide i due coniugi Anania e Saffira. Come tutti i rivoluzionari avevano un soprannome di battaglia. viene descritto violento e aggressivo in tutti i documenti che lo riguardano. Per imporre la sua legge. perché propagandavano l’ideologia rivoluzionaria esseno-zelota (Giuseppe Flavio. ostenta di avere due spade invece che una.A quale altra guerra poteva riferirsi se non alla sua? Chi altri poteva credere alle sue promesse di beatitudine se non dei poveri di spirito. e. cioè latitante. anno in cui fu crocefisso insieme al fratello Giacomo dal procuratore Alessandro Tiberio. vuoi che l’incendiamo?». storico contemporaneo ai fatti. oltre a quello di Barjona. sí che tutta la Giudea fu piena delle loro gesta efferate. ebraico e greco. Simone. figlio di Giuda il galileo: se non ricevevano quanto chiedevano. Poiché tutti gli zeloti nascondevano la propria identità dietro dei soprannomi. che portava a paragonarlo a una roccia. e davano alle fiamme i villaggi. quando al Monte degli ulivi taglia con un colpo di spada l’orecchio a un certo Malco. gli era stato dato per la sua corporatura vigorosa e massiccia. cioè «figli del tuono». uno degli apostoli. nel significato di rivoluzionario che veniva dato alla parola «galileo». dei sempliciotti plagiati. Prima di passare all’esame dei singoli componenti di questa banda. cioè «briganti». detto Cefa. e Filone e Plinio il vecchio «banda di galilei». di nome Levi. secondo una tradizione che si era tramandata dal tempo della rivolta dei maccabei. che lo conoscevano bene. Lasciando Giovanni per ultimo. nell’anno 40 n. che Giuseppe Flavio definisce latrones. come vengono dipinti in quei tanti quadri che trattano la famosa «ultima cena». altrettanto ogni banda zelota era contraddistinta da un appellativo dal significato rivoluzionario. questo villaggio si è rifiutato di riceverci. per il semplice motivo che i suoi abitanti seguivano un altro credo. perché non avevano versato alla comunità di Gerusalemme l’intera somma ricavata dalla vendita di un loro terreno. che in ebraico significa «colui che è ricercato». Pietro! Ora vedo che ti scagli contro la donna come fanno i nostri avversari». che egli considerava soltanto come nemici da distruggere. saccheggiavano le case dei signori che poi uccidevano. incendiavano le case di coloro che si rifiutavano e poi li uccidevano con le loro famiglie. basata sulla violenza. aveva quello di Cefa (kefas) che. Essendo il secondogenito dopo Giovanni.. come risulta da innumerevoli documenti in aramaico. prendendo le difese di Maria contro la quale Simone aveva inveito con espressioni di ira e di rancore. nel corso dell’«ultima cena».

sotto il nome di boanerghes. «pietra»). Della sua fine ho già parlato in precedenza. e. veniva chiamato anche con i nomi di Thomas e Didimo.Giacomo (il maggiore). quella dei cosí detti sicari (ekariotes). che in aramaico significava «ricercato» o «latitante». Di costoro cosí scrive Giuseppe Flavio: in Gerusalemme nacque una nuova forma di banditismo.). 111 . Tra i discepoli ce n’era uno di nome Simone soprannominato «zelota» (Lc. Quarto fratello di Giovanni – da non confondersi con Giuda l’iscariota –. Eusebio di Cesarea. Per quanto poi riguarda l’altro appellativo di Cefa (da kefas. in greco. come attivista della collettività essena di Gerusalemme. mi ha risposto che Simone lo chiamavano «zelota» perché questo era il nome di suo padre!] Anche se si ha la certezza che i partecipanti a quell’ultima cena fossero piú di dieci. che eseguivano azioni di terrorismo anche in forma isolata. Era specialmente in occasione delle feste che si mescolavano alla folla. Tutto ritornò poi in ordine quando questa espressione bar Jona. nascondevano sotto le vesti dei piccoli pugnali e con questi colpivano i loro avversari. Giuda. e. quando questi cadevano. oltre che con l’appellativo di Theudas («Taddeo»). secondo il Rotolo della guerra. L’appellativo Barjona dato a Simone. e Giuda Theudas qananite nei secondi. sia la sua morte. Giuda l’iscariota. Simone. Giuda morí decapitato nell’anno 45 n. sarà interessante ora vedere come i falsari riuscirono a trasformarli in pacifici apostoli di Gesú. Conosciuti cosí i seguaci di Giovanni secondo la documentazione storica. nonostante l’accurato lavoro dei falsari. il mutamento lo operarono trasferendo il suo significato etimologico nell’allegoria di quella «pietra» su cui Cristo avrebbe «edificato la sua Chiesa». viene confermata anche da alcuni passi degli stessi libri sacri che. avrebbe portato i «figli della luce» a trionfare sui «figli delle tenebre». che gli era stato dato per la sua corporatura massiccia e vigorosa. lo scomposero in bar e jona. 3) si legge:] tra i discepoli ce n’era uno che si chiamava Simone lo zelota. sotto il procuratore Cuspio Fado. che significa «coraggioso». a cui ho chiesto una spiegazione circa questo appellativo. sono comunque piú che sufficienti i cinque sopra riportati per dimostrare che Giovanni e i suoi seguaci erano una banda di rivoluzionari esseno-zeloti che. chiamato «il maggiore» per distinguerlo da un altro Giacomo. avvenuta per crocifissione. Sulla natura di zelota di questo seguace di Giovanni non ci possono essere dubbi dal momento che. Simone lo zelota. per avere organizzato una sommossa. perché sorpreso dai sadducei mentre predicava. approfittando del fatto che bar in aramaico significa «figlio di». in maniera da cambiargli il significato in «figlio di Giona». L’appellativo «iscariota» (dall’ebraico ecariot che significa «sicario»). perché «Jona» non esiste. dove qananite in ebraico equivale a «zelota» in greco. in molti testi «apocrifi» viene chiamato indifferentemente con i due appellativi di «zelota» e «boenerghe». In documenti antichi in greco e in ebraico viene chiamato Giuda Thomas zelotes nei primi. che fu chiamato «il minore». Di conseguenza venne fuori un’espressione priva di significato in entrambe le lingue: in aramaico. Terzogenito di Giuda il galileo. veniva dato agli zeloti piú oltranzisti. 15) – [E ancora negli Atti degli apostoli (1. che commettevano assassini in pieno giorno nel mezzo della città. né come nome di persona. dopo essersi attivati per tre anni attraverso prediche e terrorismo. riportando il passo di Giuseppe Flavio. conferma sia la sua natura di rivoluzionario. [Un prete. sono sfuggiti alla censura. l’imminente avvento del messia. stavano aspettando l’alba fatidica che avrebbe dato inizio a quella rivoluzione che. oltre che da testi antichi in greco e in ebraico. né come nome proprio. che in greco risultava priva di significato. Dove maggiormente i cristiani operarono le falsificazioni fu nelle traduzioni in greco dei documenti scritti in ebraico e aramaico. consigliere della politica ecclesiastica di Costantino il Grande (314-340 n. fu tradotta nei Vangeli con il latino filius Jonae. 6. perché la parola «figlio» non si dice bar ma bensí uios. Poi. per la grande somiglianza che aveva con il primogenito Giovanni. che significano entrambi «gemello» (il primo in greco e il secondo in dialetto semita). gli assassini si univano a coloro che esprimevano il loro orrore e recitavano cosí bene da essere creduti e quindi non riconoscibili.

Mentre in una. morí per crocifissione nel 46 n. ricorsero al trucco di dargli come padre un certo Alfeo che nessuno. 17) Giacomo e Giovanni furono chiamati boanerghes. Siccome veniva detto che era morto in croce come Cristo. sant’Igino di Grecia. san Sisto di Roma. compreso lo spirito santo. san Clemente di Roma. dove fu eletto vescovo della comunità. Antichità giudaiche). la quale ebbe a sua volta due versioni. dopo aver assistito con coraggio a quella della moglie. si diceva che era stato trascinato di forza al supplizio. per evitare che l’uguaglianza delle due morti potesse compromettere il significato simbolico della croce. (Il passo riguardante la liberazione di Pietro da parte dell’angelo. La Chiesa. dicendo che fu liberato da un angelo che. vi diranno. che doveva dipendere esclusivamente da Cristo. sostenitori dell’Eucarestia. sant’Anacleto di Roma. rinnegando Gesú per tre volte. per la sua attività di rivoluzionario esseno-zelota.. fratellanza che comunque risulta chiara e inequivocabile da tutti i documenti.) Le morti che i cristiani attribuirono a Simone Pietro furono per lo meno tre. non ritenendosi degno di morire come il suo maestro. fu veramente il primo ad assumere l’incarico di vescovo nella comunità di Roma. che è la traduzione di zelota in dialetto semita. Alessandro Tiberio. sotto il procuratore della Giudea. 3. gli permise di raggiungere Roma. che rimasero fedeli alla morale mosaica. e. Simone Barjona. per confermare il carattere pusillanime che aveva dimostrato. che avevano costruito su di lui). ritennero opportuno specificare che Pietro. fino a Sotero della Campania (165-173 n. (Cos’altro possono essere coloro che credono a certe stupidaggini se non dei «poveri di spirito»?) Come fu falsamente dichiarato primo papa Simone detto Pietro. Tutti santi che vivono in quel mondo creato dalla fantasia. cioè «figlio del tuono». risolsero la questione dicendo che qananite significava «nativo di Cana». per non compromettere la figura di Gesú. sant’Evaristo di Grecia. san Telesforo di Grecia. detto Cefas il qananite. non può che essere relegato nel nulla. sa da dove sia uscito fuori. cioè il primo che storicamente divenne il capo di quella banda di delinquenti e di emarginati che diedero impulso al cristianesimo in seguito allo scisma che avvenne negli anni intorno al 150 tra loro. essendo ricordato dai documenti apocrifi soltanto con l’appellativo di boanerghe. che furono annoverati come papi suoi successori.) che. Per far sparire il rapporto di fratellanza di Giacomo con Giovanni (il quale doveva risultare senza fratelli. nega però questa morte riportata da Giuseppe Flavio. e. Lo stesso fecero poi per tutti quei seguaci di Giovanni. Oltre a quella che avevano fatto dipendere da Nerone. in seguito alla sfida con Simone il mago. che è d’accordo nel riconoscere l’incarcerazione. riportato negli Atti degli apostoli. in quel mondo trascendentale chiamato «paradiso» che. secondo il dogma. e. A titolo piú di curiosità che di interesse storico riporterò i nomi dei dieci inesistenti papi che la Chiesa sostiene siano stati i successori di Pietro nella cattedra di Roma: san Lino della Tuscia. anche se occupa nella storia ecclesiastica l’undicesimo posto. aprendogli la porta della prigione. essendo al di fuori della materia. e gli esseni giudei. secondo gli Atti de112 .Siccome poi in alcuni testi Simone veniva chiamato anche con l’appellativo di qananite. recalcitrante e piangente. figlio di Giuda il galileo e fratello di Giovanni. aveva voluto essere crocefisso con la testa rivolta verso il basso. lo consiglio a coloro che amano le favole. san Pio I di Aquileia e sant’Aniceto di Siria. in un’altra successiva – avendo deciso che era piú opportuno farlo apparire come un coraggioso. compresi i Vangeli canonici e gli Atti degli apostoli. Giacomo (il maggiore). Le morti che furono attribuite a Giacomo dai vari scritti religiosi furono quattro: 1) fatto decollare da Erode Agrippa nel 44 n. che ciò dipese dal fatto che “erano due discepoli che quando parlavano alzavano la voce”. con quella faccia di bronzo che si ritrovano. sanant’Alessandro di Roma. che dai documenti apocrifi risultavano quananites. dal momento che l’avevano dichiarato essere stato il primo papa – affermarono che aveva affrontato la morte sorridendo. È per questo che molti discepoli di Gesú risulteranno «cananei». insieme al fratello Giacomo (Giuseppe Flavio. che lo aveva preceduto nel supplizio. XII-I. gli fu attribuita una morte per crocifissione quale capo dei cristiani. Giacomo fu il componente la banda di Giovanni che dette meno problemi nell’operare la trasformazione da seguace rivoluzionario in discepolo di Gesú. altrettanto lo furono tutti quei personaggi immaginari. Se chiedete spiegazione ai preti sul perché nel Vangelo di Marco (Mc.

10). colui che mangiava il mio pane» (Slm. fecero passare per una profezia che l’annunciava. se venne dichiarato nei Vangeli fratello di Giacomo. a riconoscere che la vera fu quella per crocifissione avvenuta nel 46 n. avendoli fatti nascere entrambi a Cana per via dell’appellativo che avevano di qananites. che fecero dipendere il tradimento di Giuda da un’espressione della Bibbia che. facendo dipendere la morte di Cristo dalla delazione un certo Giuda. che. che aveva voluto la sua morte. 41. Anche di Giuda. i Vangeli non dicono nulla circa la sua fine. Ricorrendo ancora alla geografia. non era mai esistita. fa ridere anche noi). avrebbe compromesso tutti gli sforzi che stavano facendo per trasformare una banda di rivoluzionari in un gruppo di apostoli predicatori di pace. se fosse stato riportato con il suo vero nome avrebbe certamente compromesso. come avevano fatto con la città di Cana per trasformare qananite in cananeo. Presa cosí dalla Bibbia la frase mi fu avversario anche colui in cui confidavo. Anche se per Giuda furono usati gli epiteti piú infamanti. non fu tanto per l’evidente trucco che avevano usato ancora una volta per contraffare un nome. si prestava a fomentare. facendola commettere da un discepolo. significando «sicario». Quarto fratello di Giovanni. si cercò comunque di nettarlo della natura di terrorista che gli veniva dalla parola iscariota perché. avrebbe acquisito quel valore di infedeltà che avrebbe permesso ai cristiani di tacciare tutti gli ebrei. opportunamente adattata. È certamente il personaggio piú elaborato fra tutti i seguaci di Giovanni. che fu subito repressa dal procuratore Fado con l’intervento della cavalleria. secondo Epifane. dal momento che nei Vangeli canonici viene taciuta la sua morte. membro del Sinedrio. e. secondo gli Atti di Isidoro di Siviglia. perché gli era stato sempre nemico. quanto perché questa città. la città di Keriot. se fece ridere ancora una volta i loro avversari “pagani” ed ebrei (come. Giuda (non l’iscariota). Come prova dimostrante che i falsari usarono questo nome intenzionalmente. d’altronde. secondo gli Atti di san Giacomo. Ma come poter attribuire il tradimento a un apostolo senza rischiare di coinvolgere anche gli altri nel disonore? Fu allora per scagionare gli altri apostoli da ogni responsabilità al fatto. 4) morto di vecchiaia. L’altro appellativo di «gemello». che corrispondeva a Thomas in greco e a Didimo in dialetto semita. quale rivoluzionario. l’odio verso i giudei. è stata costretta. toltolo a lui. Giuda l’iscariota. anche di traditori e fedifraghi. costruendo su di essa la scena del tradimento: 113 . furono costretti a dargli lo stesso padre nella persona di Alfeo. come realmente era. Fu cosí che dagli appellativi Thomas e Didimo venne fuori un apostolo dal nome «Tommaso detto Didimo» che in realtà. datogli per la forte somiglianza che aveva con Giovanni.gli apostoli. sotto Alessandro Tiberio. con la sola differenza che invece di farlo morire da martire esseno lo fa morire da martire cristiano. 2) giustiziato per crocifissione. La Chiesa. come viene affermato da Giuseppe Flavio. la figura pacifica di Gesú. oltre che di assassini. con il tradimento che gli fu attribuito. 3) morto di spada in Spagna dove si era recato per evangelizzare i “pagani”. dalla città di Keriot. ci viene dal fatto che era già stato precedentemente usato. essendo di origine prettamente giudaica. fratello di Giovanni. Trasformazione che. significando «Gemello detto Gemello». Storicamente si sa soltanto che organizzò una rivolta. per coinvolgere tutti gli ebrei in un tradimento. lo usarono per nasconderci dietro uno dei seguaci di Giovanni. in ebraico ekariot. Se gli fu lasciato il suo vero nome ciò dipese dal fatto che. fecero derivare l’appellativo iscariota. ciò non fu fatto per un rispetto della storia ma soltanto perché. dall’evidenza storica. Se questa azione di delazione fu passata nei Vangeli canonici dal Giuda membro del Sinedrio a Giuda l’iscariota ciò dipese dal fatto che. è la dimostrazione piú evidente della contraffazione. che dovevano risultare gli assassini di Cristo. la trasformarono in profezia. che dichiararono essere il suo paese d’origine. come risulta dal Vangelo di Giacomo.

quando si riferiscono a coloro che lo portavano. aveva assunto il significato di «integralista-terrorista». fu trasformato in cananeo? Che «zelota» significhi «zelante d’amore verso dio» l’abbiamo appreso sin dai tempi di Mattatia. per questo sei qui?». gli stesori dei quattro Vangeli mostrarono all’imperatore l’albero di fico nel quale Giuda si era impiccato. Allora i discepoli cominciarono a rattristarsi e a dirgli l’uno dopo l’altro [precisazione messa dai falsari appositamente per dimostrare che gli altri discepoli erano estranei al tradimento]: «sono forse io?». Attualmente. messo un pezzetto di pane nella mano dell’apostolo Giuda. scritto soltanto trenta anni prima di quello di Matteo. un secolo dopo risultava trovarsi a ovest. dicendo che si impiccò a un albero di fico. E la trasformarono in profezia. doveva essere la capitale della pace e della concordia . trovando questa morte di troppo cattivo gusto. «Quello che bacerò. uno di voi. frasi che. arrestatelo!». furono spesso cosí male interpretate nel loro significato biblico da suscitare ilarità. E Gesú gli disse: «amico. e lo baciò. gli storici del tempo. E nello stesso modo costruirono la scena del bacio prendendo dal Libro dei proverbi la frase: non mi sono potuto nascondere all’insulto perché mi fu recato dal mio amico e confidente – Fallaci sono i baci di un nemico. dopo essersi trascinato in una vita di rimorsi. scrivendo nei Vangeli: il traditore aveva dato questo segnale. La figura di Giuda risultava nei primi Vangeli del tutto differente da quella che fu definitivamente adottata in quelli canonici. come vedremo. li chiamano sicari o briganti? 114 . albero che. Filone e Plinio il vecchio. mancando di storicità.) Il fatto che la Chiesa cerchi di riparare questa svista dicendo che zelota vuol dire «zelante» – «zelante d’amore verso dio» – non può essere che un’ulteriore dimostrazione di un’intenzionalità a sostenere il falso. come altrettanto abbiamo appreso che. n.. Simone lo zelota. viene mostrato ai turisti-pellegrini come prova dell’impiccagione di Giuda sempre un albero che è nei pressi di Gerusalemme. diventando un olmo. che lui conobbe di persona . un albero che però.. la cambiarono. opportunamente elaborate. maledicendo la negligenza di quei frati amanuensi che. e. che in ebraico significa «zelota». passando a sud di Gerusalemme. oltre ad aver mutato di natura. (A proposito dell’evangelista Luca. Ma. e Gesú aggiunse: «sarà colui che intínge il pane con me nel mio piatto». Per sostenere la veridicità di questa morte... che troviamo ancora unito al suo nome nel Vangelo di Luca (6. E cosí. si affermava che Giuda. era morto nella seguente maniera: [… il] suo corpo si era talmente gonfiato negli ultimi suoi giorni da non passare per le strade e dopo morto la puzza del suo cadavere aveva appestato la città [Gerusalemme]. colui che mangia con me. ha cambiato pure di posto. 12) e negli Atti degli apostoli (1. E subito si avvicinò a Gesú e disse: «salve. se il significato che dà la Chiesa a «zelota» è quello del fervido amore verso dio. quando parleremo della natività di Gesú. 13). Perché. È a riguardo di questo apostolo che i preti maggiormente fanno il mea culpa. se si trovava allora a est di Gerusalemme. furono fatte passare per profezie. secondo le profezie. Se questo soprannome significa «zelante d’amore verso dio». ho letto poco tempo fa su un giornale pretino che una parte di ciò che egli ha scritto lo ha appreso direttamente da Maria – la madonna –. Per esempio nel Vangelo di Papia. rabbi!». mi tradirà». i cristiani costruirono quel tradimento che doveva servire loro per fomentare contro gli ebrei quell’odio di cui conosciamo bene le conseguenze. si lasciarono sfuggire questo appellativo di «zelota». quali Giuseppe Flavio.. per dimostrare che il tutto era stato predetto dalla profezia.«in verità vi dico. è lui. sempre per quel bisogno che hanno i cristiani di ricorrere alla truffa per rendere credibili le loro menzogne. Tutte le vicende di Cristo. perché allora sono stati usati tanti sotterfugi per farlo sparire quando si riferiva agli altri apostoli? Perché qananita. riferito ai guerriglieri del partito nazionalista giudaico. nelle loro operazioni di revisione dei testi sacri eseguite nel III e IV sec. furono fatte dipendere dall’adattamento di frasi tratte dalla Bibbia che. E noi terremo presente questo. la città dei pellegrinaggi che.

Ma quale fiducia si può dare a questo santo. e a quelle evangelizzazioni che nel 1500 produssero in America latina stragi e genocidi per oltre cinquanta milioni di vittime . (Penso che ciò sia piú che sufficiente per avere un’idea di chi siano i grandi pensatori dichiarati «padri della Chiesa». di averlo visto ucciso dagli ebrei alla fine del I sec. nulla ci impedisce di pensare che papa Pio XII avrebbe dichiarato santi anche i campi di sterminio nazisti. rappresentando egli uno dei personaggi piú compromettenti della figura di Gesú. io pongo a costoro un’altra domanda: come si può spiegare che un sant’Agostino. Io e quelli che erano con me vedemmo degli uomini e delle donne senza testa che avevano due grandi occhi sul petto. reclinò il capo sul suo petto. era l’amico prediletto di Giovanni il nazoreo. il quale asseriva che l’apostolo Giovanni era stato decollato. La soppressione del nome di Giovanni avrebbe reso la storia cristologica cosí priva di ogni riferimento storico da renderla troppo astratta per essere accettabile. si protrassero fino al tempo di sant’Agostino. dopo essere stato gettato in una caldaia di olio bollente dalla quale miracolosamente era uscito illeso. non potendo essere completamente eliminato perché ancora presente nella memoria al tempo in cui furono compilati i Vangeli. il suo corpo continuò a muoversi producendo rumori che. tanto illuminato e dotto da considerarsi infallibile nella sua ispirazione divina e genialità umana. La Chiesa cosí ci descrive la figura del suo Giacomo «zelante d’amore per dio». per la fratellanza che aveva con Maria di Magdala. A forza di pregare la pelle dei ginocchi gli era diventata dura come quella dei cammelli. E se le cose fossero andate differentemente. La sua figura di seguace-amico di Giovanni fu trasferita in un ipotetico apostolo a cui. V): Ego vero evangelio non crederem nisi me catholicae ecclesiae commovere autoritas – ovvero: «io non crederei ai Vangeli se non fosse la Chiesa a ordinarmelo». attraverso Epifane. sicuramente la piú interessante. in qualità di testimone. 115 . (anche lui santo): Giacomo il minore era un asceta. a un certo punto. mi limiterò a dire che. scrive nel suo libro La città di dio: ero già vescovo di Ippona quando mi recai in Etiopia insieme ad altri servitori di Cristo per predicare il Vangelo. anche se un cronista bizantino del IX secolo.. uno dei maggiori falsari del IV sec. dopo aver confermato l’esistenza dei «succubi» (demoni che negli accoppiamenti con gli esseri umani recitano la parte di femmina) e degli «incubi» (demoni che rivestono invece il ruolo di maschi). dal momento che la favola che avevano costruito era stata tratta da una tradizione popolare che si basava su questo nome. alle inquisizioni. Se leggiamo con attenzione i Vangeli canonici comprenderemo che l’amico di Gesú è Lazzaro.) A questo punto. n. uditi due volte al giorno e sempre nelle stesse ore. il quale. fu data invece da Tertulliano. Lazzaro. quell’apostolo amico che. il quale confermò in un suo scritto di averli personalmente uditi. se fu dato il nome di Giovanni. cioè quel Lazzaro che. nella realtà.. e. Basta prendere in considerazione le tante volte in cui coloro che si rivolgevano a Gesú per parlagli di Lazzaro usavano l’espressione «il tuo amico». immaginando la reazione dei teologi nel difendere le verità affermate da sant’Agostino. per assimilarlo all’apostolo che all’ultima cena era seduto accanto a lui. dal momento che la stessa referenza l’ha data anche alle crociate. possa aver affermato in un suo scritto contro i manichei (cap. Poiché parlare esaurientemente di Lazzaro comporterebbe un impiego di tempo eccessivamente lungo. come dimostra eleggendo tali Simone detto Barjona. Giacomo soprannominato Boanerghe e tutti gli altri. dicendo che Papia aveva scritto. un certo Giorgio Hamartole. sempre secondo Tertulliano. grande apologista cristiano degli inizi del III sec. fu relegato a un ruolo periferico. alle persecuzioni contro gli ebrei e contro i “pagani”. ciò dipese dal fatto che questo nome non poteva essere assolutamente taciuto nei Vangeli. Una terza versione. La versione ufficiale che la Chiesa ha dato alla morte di questo apostolo immaginario è quella di un vecchio che pacificamente chiude gli occhi nel suo letto a ottantacinque anni.Se per la Chiesa questi «zelanti» sono dei santi. Si asteneva dal lavarsi e non si tagliava mai né i capelli né la barba.. volle contestarla. colonna della teologia cristiana. allora si può finalmente capire cosa intenda per santità. Messo sotto terra.

celebre per la sua critica contro il cristianesimo. significando «io sono». rapportandosi troppo palesemente a Sansone. Liborio o Anacleto –. fece invece ridere gli oppositori. ricorrendo alla frode – come avevano fatto con gli altri nomi dei componenti della banda dei boanerghes. etc. anche un nome proprio. nondimeno. sostituendo con Gesú quello di Giovanni. gli dettero quello di Josuha (Gesú) che. accusarono ancora una volta i teologi cristiani di sfrontatezza e di truffa. cioè quello di nazoreo.. e un conto sarebbe stato sostenere l’esistenza di un qualcuno che. privo di un nome proprio sarebbe potuto sfuggire a ogni controllo storico. si mostrò particolarmente difficoltoso. che non essendo mai esistito nell’era messianica. Questo nome. Infatti nelle prime edizioni dei Vangeli di Matteo. Se l’appellativo di «galileo» fu agevolmente fatto passare per «abitante della Galilea». l’altro. da quanto risulta dalle documentazioni. usciti negli anni sessanta del II sec. da quanto risulta da un’opera di Celso 8 – Il vero discorso – nel quale dice: colui al quale avete dato il nome di Gesú in realtà non era che il capo di una banda di briganti i cui miracoli che gli attribuite non erano che manifestazioni operate secondo la magia e i trucchi esoterici. Il tempo. gli dettero altri significati. fu definitivamente tramutato in quello di Gesú intorno all’anno 180 n.GIOVANNI IL NAZOREO Dopo aver visto come i componenti della banda dei boanerghes furono trasformati in pacifici discepoli attraverso la manipolazione dei loro nomi – barjiona in figlio di Giona. e le repressioni usate dai cristiani contro i loro avversari. permetteva loro di difenderne l’esistenza attraverso l’anonimato. i quali. attribuirono al loro dio il nome di Yahvè. fu scartato. filosofo platonico del II sec. il messia veniva ancora connotato con gli appellativi generici di «Cristo» e di «signore». solo apparentemente lo toglieva dal suo anonimato. per essere sostituito dalla profezia di Michea che... tale il figlio!) Eluso cosí il problema del nome. Non c’è bisogno di spiegazioni per comprendere che un conto sarebbe stato sostenere l’esistenza di un messia che. iscariota in nativo di Ekariot. che per essere sostenuto avrebbe chiesto una documentazione specifica. Essendo impossibile sopprimerli. che veniva attribuito genericamente alle divinità “pagane” − le quali avevano. un nome. accettato dalla massa plebea − che nella sua ignoranza non si poneva problemi etimologici −. fece sí che il nome di Gesú. fu quella di farlo dipendere da una profezia. pur esprimendo in realtà lo stesso significato di sotèr. veniva presentato sotto un nome proprio. I cristiani. avrebbe fatto sprofondare nel ridicolo tutta la loro costruzione. n. Il primo tentativo che fecero per togliergli ogni significato rivoluzionario. riferendosi alla nascita del futuro re d’Israele. il cui significato di «zelota» avrebbe contrastato decisamente con la natura religiosa e pacifica del loro costruendo messia. –. passiamo ora alle contraffazioni che i cristiani operarono su Giovanni per trasformarlo in Gesú. però. messo in evidenza l’inghippo (come nel caso sopracitato riguardante Celso). sostituito con quelli generici di Cristo (khristos nel significato di «unto») e di signore. Il nome: il nome di Giovanni. e. 116 . Praticamente i cristiani dettero un nome al loro messia ricorrendo allo stesso trucco che usarono i redattori della Bibbia quando. cioè. acquisito lo status di nome proprio. fu adottato come tale. n. cosí si esprimeva: 8 Celso. Marco e Luca. il quale. di punto in bianco. qananite in abitante di Cana. È noto a tutti che ciò che avete scritto è il risultato di continui rimaneggiamenti fatti in seguito alle critiche che vi venivano portate. ricorrendo all’annuncio che l’angelo aveva dato alla moglie di Manoach: «tu concepirai e partorirai un figlio che sarà nazireo fin dalla nascita» − annuncio che. non potendogli attribuire un nome proprio – quale potrebbe essere Pasquale. La verità è che tutti questi pretesi fatti non sono che dei miti che voi stessi avete fabbricato senza pertanto riuscire a dare alle vostre menzogne una tinta di credibilità. n. (È proprio il caso di dire: quale il padre. nel VI sec. e. che veniva ricordato dalla tradizione. in realtà. significando genericamente «colui che salva». con il suo oblio. e. e. rimanevano da contraffare gli appellativi di galileo e di nazoreo. av.

visto che la gente restava sulla spiaggia. si levarono. si mise a parlare di lui. personaggio mai esistito. che Gesú trasforma in discepoli. Tutti e quattro i Vangeli canonici fanno dipendere il nome nazoreo («nazareno») dalla città di Nazaret. viene invece descritta nei Vangeli come costruita sopra un monte e in riva a un lago? La risposta è semplice: perché la città sita sul monte e posta in riva al lago è la vera città in cui visse il messia riportato dalla tradizione su cui vennero costruiti i Vangeli. che risulta essere completamente differente da come la riportano i Vangeli: perché la città di Nazaret. trovandosi su una montagna che sorge presso il lago di Tiberiade. mentre l’altra. 53). nel lago di Tiberiade.] all’udire queste cose tutti furono pieni di sdegno. Se questa soluzione fu ritenuta anch’essa non accettabile. Poiché è da Nazaret che trarremo la prova conclusiva per dimostrare che Gesú in realtà è Giovanni. Congedata la folla. di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere [. partí di là su una barca. affermando che fu il paese in cui Gesú crebbe e si formò durante quei trenta anni che precedettero le sue prediche. lo cacciarono fuori della città e lo condussero al ciglio del monte sul quale la città era situata. come la prima.«un virgulto nascerà a Betlemme dal tronco di Iesse. incontrandoli mentre ritirano le reti: terminate queste parabole. E ancora: Nella lingua ebraica. fermiamoci a esaminare questa città. che avevano fatto derivare da Cana e da Keriot. Gesú partí di là e venuto nella sua patria insegnava nella sinagoga. il quale ci parla pure di un precipizio: Gesú si recò a Nazaret dove era stato allevato.. fatto di barche. quella in pianura e distante quaranta chilometri dal lago è quella che i falsari usarono per giustificare l’appellativo nazoreo. Per esempio. figlio di Iesse. per gettarlo giú dal precipizio. scrivendosi entrambe in ebraico con le lettere n z r. oppure «verità» = «v r t». le parole venivano scritte riportando soltanto le consonanti. non poteva essere applicata a Gesú. 13. che avevano scelto soltanto perché attraverso il suo nome potessero giustificare l’appellativo di nazoreo. senza preoccuparsi di adattarli alla città di Nazaret. Dal monte vide che sotto. assume un carattere prettamente lacustre. di pescatori e di onde mosse dalle tempeste. udito ciò che dicevano. Praticamente questa contraddizione tra la descrizione che riportano i Vangeli della vera patria del messia e la città di Nazaret dipese dal fatto che i falsari. mettendolo in connessione con la città di Nazaret – come qananite e iscariota. essendo rivolta ad altro personaggio. avendo costruito i quattro Vangeli canonici a Roma senza conoscere la Palestina. non è altri che la controfigura di Giovanni. Gli stessi apostoli sono tutti dei pescatori. 28).. secondo il suo solito. bensí un’altra città che. cioè a Davide. ma egli passando in mezzo a loro se ne andò (Lc. 9 117 . La gente del suo paese. situata in pianura e lontana dal lago di Tiberiade. come se si scrivesse: «ragione» = «r g n». E sarà proprio con l’impianto di questo ennesimo imbroglio che i falsari ci forniranno la prova definitiva e inconfutabile che Gesú. avevano le stesse consonanti 9 . Quindi. ricorsero ancora una volta all’espediente geografico. commisero la grande leggerezza di raccontare i fatti secondo la tradizione che si riferiva a Giovanni.. ma. La stessa conferma sulla città di Gesú ci viene da Luca. Se avevano preso questa profezia per giustificare il perché Gesú avesse l’appellativo di nazoreo fu per il fatto che la parola «virgulto» (neizer) e la parola nazir. ed entrò. quanto perché anch’essa. dopo aver cercato inutilmente nella Bibbia un passo che potesse giustificare in qualità di profezia l’appellativo di nazoreo. rimarchiamo che la città di Gesú non è affatto la Nazaret sita in pianura e distante quaranta chilometri dal lago di Tiberiade. salí sul monte e si mise a pregare. come la fenicia e l’antica egizia. riconosciutolo.4-14. la barca degli apostoli era messa in pericolo dalle onde generate dal vento che si era improvvisamente levato (Mt. non dipese tanto dal fatto che apparisse troppo immaginaria e pressoché impossibile a sostenersi. guarí i malati e moltiplicò i pani e i pesci. Leggendo i Vangeli. che sarà destinato a governare sul popolo di dio». Gesú.

XVIII-4). se non che Gesú fosse nato e vissuto a Gamala nella Golanite. Comunque. A questo punto si dovrebbe parlare del fatalismo che. un galamide della città di Gamala. Questa città non si era sottomessa ai romani. in realtà. poiché tante saranno le prove che porterò ancora per dimostrare di cosa sono stati capaci i falsari (i santi padri della Chiesa) per costruire questa grande impostura che è il cristianesimo. Anche Matteo riporta (cap. stando fuori lo mandarono a chiamare. sono portati a negare le verità anche le piú evidenti. Le case costruite sui pendii erano fittamente disposte l’una sopra l’altra: sembrava che la città fosse appesa e sempre sul punto di cadere dall’alto su se stessa. posta su una montagna e circondata da precipizi. mentre è un po’ accessibile di dietro. giud.quel giorno Gesú uscí di casa e. 3-4): sentendo ciò che diceva. che si trova a quaranta chilometri dal lago ed è situata in pianura.. questa città sita in riva al lago di Tiberiade. Affacciata a mezzogiorno.. Tutto ciò che ho scritto precedentemente. una gran folla si recò da lui. A questo punto.] Entrò in casa e si radunò intorno a lui molta folla. Ma anche qui gli abitanti. la cui evidenza non può essere respinta neppure da coloro che. sedutosi in riva al mare [lago]. elevandosi a smisurata altezza. nei Vangeli. non finisce qui la dimostrazione della non esistenza di Gesú. allora. uscito di casa. scavando una fossa trasversale. Basta sostituire. in fin dei conti. chi altri potrebbe essere se non Giovanni. detto il nazoreo: Ezechia era un rabbi appartenente a famiglia altolocata della città di Gamala che era situata sulla sponda golanita del lago di Tiberiade. siamo andati a cercare da altre fonti quale fosse. Nazaret con Gamala e tutto apparirà chiaro. Dopo aver spiegato chi fossero realmente i suoi parenti. da questo trae il nome. Sui fianchi e di fronte termina in burroni impraticabili. nipote del rabbi Ezechia e figlio di quel Giuda il galileo? Del quale cosí parla Giuseppe Flavio: un certo Giuda. sotto di cui un dirupo privo di mura piombava in un profondissimo burrone (Ant. come la Chiesa vorrebbe darci a intendere? Se Gesú. resi testardi dalla fede. tratte dalla Bibbia e opportunamente adattate. si cominciò a raccogliere intorno a lui tanta folla che dovette salire su una barca (Mt. anche se i paesani non rispettano l’esatta pronuncia del nome chiamandola Gamala. resici conto che la città dove si era allevato Gesú non poteva essere Nazaret.. istigando la nazione all’indipendenza (Ant. avevano sbarrato il passaggio. giud. Se questa è la città che i Vangeli attribuiscono a Gesú. sopprimendo il libero arbitrio e rendendo quindi l’uomo non responsabile delle proprie azioni. risulta essere di Gamala. e non a Nazaret nella Galilea. chiamò a se quelli che volle andassero dai lui [. perché originato da ispirazione divina. si gettò nella ribellione [Guerra del censimento]. fecero passare per profezie. a causa della folla.. La risposta ci è stata fornita da quel passo di Giuseppe Flavio che descrive la città di Ezechia. farebbe apparire lo stesso Cristo un burattino in balia di un destino già prestabilito dalle sacre scritture. redassero i Vangeli facendo dipendere le azioni di Cristo da frasi che. aveva il solo scopo di preparare i lettori a questa conclusione. Da un’alta montagna si protende infatti uno sperone dirupato il quale nel mezzo s’innalza in una gobba che dalla sommità declina con uguale pendio sia davanti che di dietro. Allora egli pregò i suoi discepoli che gli mettessero a disposizione una barca. al punto che neppure potevano prendere cibo. La nascita di Gesú Mancando di prove storiche. confidando nelle sue difese naturali. Ma poiché non sono qui per discutere la 118 . Giunsero sua madre e i suoi fratelli e.. che cos’altro si può concludere. padre di Giuda il golanitide e nonno di Giovanni il galileo. Partendo dal presupposto che tutto ciò che viene annunciato dai profeti deve obbligatoriamente avverarsi. formava la rocca della città. perché non lo schiacciassero [.] salí poi sul monte.). tanto da somigliare al profilo di un cammello (gamlà). 13-1. i cristiani testimoniarono la vita di Gesú servendosi esclusivamente delle profezie. Gesú si mise a insegnare di nuovo lungo il mare [lago]. la sua sommità meridionale. 2).

non esistenza di dio, ma soltanto quella di Gesú come personaggio storico, lascio il lettore libero di trarre le proprie conclusioni sulla «predestinazione» che, togliendo agli uomini la responsabilità nelle azioni, vanifica l’esistenza di un dio che giudica secondo i meriti e i demeriti. La nascita di Gesú, costruita, come tutto il resto della sua vita, su frasi ricavate dalla Bibbia, risulterà una congerie di contraddizioni, di menzogne e di superficialità. La natività, ignorata sul principio dai quattro Vangeli, se fu aggiunta soltanto nel III sec. n. e. in quelli di Matteo e di Luca, ciò dipese dalla necessità che ebbero i cristiani di giustificare attraverso una nascita terrestre l’umanizzazione del loro messia di fronte alle critiche che gli venivano dagli oppositori, che chiedevano come fosse possibile che Gesú avesse cominciato la sua attività di predicatore come uomo senza essere nato da una donna. Infatti tutti e quattro i Vangeli canonici cominciavano presentando Gesú, che iniziava la sua missione di predicatore partendo da Cafarnao in età adulta, dando come sola giustificazione della sua esistenza umana quella voce che si era sentita venire dall’alto, che diceva, mentre veniva battezzato da Giovanni Battista: «questi è il mio figlio prediletto che oggi ho generato». Come conseguenza della decisione che presero di dare a Gesú una nascita terrestre, risultando contraddittorio questo concepimento, che fino allora avevano fatto dipendere direttamente da dio, cambiarono l’espressione «oggi ho generato» con «mi sono compiaciuto», come risulta nel Vangeli odierni. Se nel Vangelo di Giovanni non parlarono della natività terrena, dipese dal fatto che preferirono dargliene una teologica in qualità di «verbo», per poter rendere il loro messia logos, come era Mithra nella religione avestica. Sulla nascita terrestre di Gesú si pose subito un grosso problema: farlo nascere a Betlemme, secondo quanto diceva la profezia di Michea, che lo voleva betlemita –
da te, Betlemme, cosí piccola per essere fra i capoluoghi di Giudea, uscirà colui che deve essere il dominatore d’Israele (Mc.V-1) –,

oppure a Nazaret − che era la città da cui avevano fatto dipendere l’appellativo Nazareno? Per soddisfare allora queste due esigenze, l’una che lo voleva betlemita e l’altra nazareno, i costruttori dei due Vangeli, quello di Matteo e quello di Luca, lavorando separatamente secondo la propria fantasia, dettero ciascuno una propria versione, sí da far risultare le due nascite differenti l’una dall’altra. Natività secondo il Vangelo di Matteo. Per soddisfare la profezia di Michea, che lo voleva betlemita, e l’esigenza di giustificare il suo appellativo di nazareno, Matteo, dopo aver fatto nascere Gesú a Betlemme, lo trasferí a Nazaret, dove rimase come residente per il resto della vita. Per comprendere lo stratagemma, nell’insieme piuttosto macchinoso, a cui ricorse Matteo per giustificare il trasferimento da Betlemme a Nazaret, la cosa migliore è seguire i fatti secondo come il Vangelo li racconta:
i re magi che avevano portato oro, incenso e mirra erano appena ripartiti quando un angelo apparve a Giuseppe e gli disse di partire subito in Egitto perché Erode, saputo che era nato colui che avrebbe regnato su Israele, cercava il bambino per ucciderlo. Giuseppe, presi con se Gesú e la madre, fuggí in Egitto perché ritornando poi dall’Egitto si potesse adempiere ciò che il profeta aveva detto: «dall’Egitto ho chiamato il mio figlio». Il re Erode per essere certo di eliminare il bambino ordinò di uccidere tutti i maschi di Betlemme e dei sui territori dai due anni in giú. Questa strage adempí ciò che era stato detto dal profeta Geremia: «un grido è stato udito in Roma, Rachele, la cui tomba è a Betlemme, piange i suoi figli e non vuole essere consolata [!?!]». Morto Erode, un angelo del signore disse a Giuseppe che era in Egitto che poteva ritornare a Betlemme perché colui che insidiava suo figlio era morto. Durante il viaggio di ritorno, Giuseppe, saputo che il posto di Erode era stato preso dal figlio Archelao, crudele quanto il padre, per un principio di prudenza, fermatosi in Galilea, andò ad abitare nella città di Nazaret perché si compisse ciò che era stato detto dai profeti: «sarà chiamato nazareno». [Il commento sarà fatto dopo].

Natività secondo il Vangelo di Luca. Contrariamente al Vangelo di Matteo, che faceva nascere Gesú a Betlemme perché Giuseppe e Maria erano residenti in questa, nel Vangelo di Luca si dice invece che, se Gesú nacque in tale città, ciò dipese dal fatto che Giuseppe e Maria, residenti a Nazaret, vi si trovavano perché obbligati a ritornarvi, quale loro città natale, per via di un censimento fiscale che era stato ordinato dal proconsole Quirino in seguito all’annessione della Palestina all’Impero 119

romano. (È il censimento dell’anno 6 n. e., che dette luogo alla rivolta guidata da Giuda il galileo, padre di Giovanni.) Soddisfatta cosí la profezia di Michea, che voleva Gesú betlemita, con la nascita nella famosa grotta riscaldata da un bue e da un asino, Giuseppe e Maria ritornarono a Nazaret, loro città di residenza, che avevano momentaneamente lasciata per via del censimento. Che entrambe le natività siano frutto di pura invenzione viene confermato, oltre che dal fatto già dimostrato che il personaggio evangelico, essendo originario di Gamala, non ha nulla a che vedere né con Betlemme né con Nazaret, anche dai tanti contrasti risultanti dai due Vangeli e dalle innumerevoli inesattezze e assurdità che in essi si riscontrano: 1) le genealogie attribuite a Giuseppe nei due Vangeli per dimostrare che suo figlio Gesú proveniva dalla stirpe di Davide, secondo quanto era stato annunciato dalle profezie, sono cosí differenti tra loro che sembrano riferirsi a due diverse persone. Oltre ai nomi dei componenti, che sono cosí discordanti tra le due versioni da non essercene uno che sia uguale a quello dell’altra, i due alberi genealogici contrastano anche sul numero degli ascendenti, che in Matteo risulta essere di 42 e in Luca di 56. Questa differenza numerica dipese dal fatto che le due genealogie non furono scritte secondo un criterio di oggettività storica, ma seguendo un’imposizione che veniva dal numero 14 della cabala ebraica di cui esse, nel totale degli ascendenti, dovevano essere i multipli. La differenza, quindi, dipese dal fatto che mentre Matteo moltiplicò questo numero per tre (42), Luca lo moltiplicò per quattro (56). (Ognuno tragga le proprie conclusioni nel giudicare i principi su cui sono basate le verità evangeliche!) 2) Le date a cui le due nascite si riferiscono hanno uno scarto di almeno undici anni, dal momento che il Vangelo di Matteo pone la nascita prima della morte di Erode − avvenuta nel 4 av. n. e. − e il Vangelo di Luca la pone sotto il censimento − avvenuto nel 6 n. e. (Qui è il caso di ricordare che la Chiesa ci presenta Matteo come testimone oculare e Luca come colui che venne a conoscenza dei fatti direttamente da Maria, avendola personalmente conosciuta!) 3) Mentre Matteo dice che Maria partorí a Betlemme, in casa sua, perché vi era residente al momento del parto –
i re magi, entrati nella casa di Giuseppe, videro il bambino e Maria sua madre e l’adorarono –,

Luca, affermando invece che Giuseppe e Maria si era recatati a Betlemme per via di un censimento, fa nascere Gesú in una stalla, perché, mancando di una casa propria, non avevano trovato nessuno che li ospitasse:
i magi andarono a Betlemme e trovarono Maria, Giuseppe e il bambino che giaceva nella mangiatoia di una grotta dove c’erano un bue e un asinello che lo riscaldavano, intorno tanti pastori che portavano i loro doni e sopra, dall’alto, una moltitudine di angeli che cantavano: «gloria a dio nel piú alto dei cieli».

4) Gli episodi riguardanti la «strage degli innocenti» ordinata da Erode, la «fuga in Egitto» e la visita dei re magi, sostenuti da Matteo, risultano del tutto ignorati nel Vangelo di Luca. 5) Il trasferimento della «sacra famiglia» da Nazaret a Betlemme a causa del censimento fiscale è quanto mai inverosimile e palesemente pretestuoso, sapendo che, secondo le leggi romane, i cittadini dichiaravano i loro redditi presso gli uffici fiscali della città dove svolgevano la loro attività, cioè dove avevano la residenza, e non in quelli della città dove erano nati – inverosimiglianza e pretestuosità che vengono confermate dal viaggio che fanno sostenere a Maria, che non trova nessuna giustificazione, dal momento che, sempre secondo le leggi romane, dovevano presentarsi alle autorità fiscali soltanto i capi famiglia, tanto che espressamente veniva specificato nell’editto che le donne sposate erano esentate, se rappresentate dal marito. 6) Un’altra assurdità, sempre inventata per costruire la trama evangelica, è quella di Erode, che, 120

chiamati i tre re magi in disparte, si fece dire con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli, «andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando lo avrete trovato, fatemelo sapere che anch’io andrò ad adorarlo»(Mt. 2, 7) –

come si può credere che Erode, sicuramente il piú potente re esistito in Palestina durante il tempo dei romani, che disponeva, come risulta dai documenti, di una perfettissima organizzazione informativa per difendersi dai rivoluzionari del partito nazionalista giudaico e da quanti avrebbero potuto congiurargli contro, avesse bisogno di tre stranieri di passaggio per sapere se era nato il messia a Betlemme, quel messia della cui nascita tutti erano a conoscenza nella Giudea per l’annuncio dato ai pastori dagli angeli che volavano a stormi nel cielo cantando «alleluia, alleluia»? Come è possibile che tutti fossero edotti sul luogo della nascita del «re dei re» indicato da una stella tanto luminosa da essere vista dal lontano Oriente, tranne Erode e i suoi cortigiani? Stando a quanto riportano i Vangeli, che i re magi per sapere dove si trovasse il re dei giudei si rivolsero agli abitanti di Gerusalemme (Mt. 2, 1), non sarebbe stato sufficiente a Erode, per sapere dove fosse il suo rivale, uscire dalla reggia e chiedere al primo che avesse incontrato? È chiaro che siamo nel pieno di una favola, per giunta demenziale, fatta di personaggi puramente immaginari come i re magi, che sono stati intromessi soltanto perché attraverso i doni dell’oro, dell’incenso e della mirra, che erano i tre elementi che venivano offerti a Mithra, potessero perseguire il programma prefisso di sostituirsi alla religione avestica nella mentalità popolare, rendendo le due credenze il piú possibile simili fra loro. E fu sempre per raggiungere questo scopo che fu fatto nascere Gesú in una grotta, come erano stati fatti nascere Mithra, Dionisio, Tammuz e tutti gli altri dei solari, perché potessero dimostrare, attraverso una nascita avvenuta in un luogo privo di luce, la loro vittoria sulle tenebre – e in seguito, esattamente nel V sec. n. e., trasferirono al 25 di dicembre, giorno natale di Mithra, la natività di Gesú, che fino allora avevano invece festeggiato ai primi di marzo. Questo programma di conquista delle masse basato sull’assecondare il piú possibile le credenze “pagane” per far loro assimilare il cristianesimo senza provocare dei traumi, la Chiesa continuò a seguirlo nei secoli che seguirono, usando i templi “pagani” per celebrare i propri riti. 7) Il fatto poi di avere inviato la «sacra famiglia» in Egitto per dimostrare – attraverso l’espressione messa nella bocca di dio, «ho chiamato mio figlio dall’Egitto» – che il loro Gesú era veramente il figlio di dio, non è che un ulteriore prova dimostrante che i falsari che scrissero i Vangeli erano cristiani di origine “pagana”, che ignoravano nella maniera piú assoluta i significati contenuti nella Bibbia. Infatti, la frase «ho chiamato mio figlio dall’Egitto» non si riferiva al messia, come avevano creduto, ma al popolo ebreo, che dio, chiamandolo dall’Egitto, aveva liberato dalla schiavitú dei faraoni. Quindi, stando cosí le cose, sarebbe stato molto piú opportuno per loro se Gesú lo avessero lasciato a Betlemme dove era nato, evitandogli quel viaggio in Egitto che, oltre ad dimostrare la loro ignoranza biblica, ha fornito la prova definitiva della loro impostura, facendo fermare Gesú a Nazaret per trasformarlo da nazoreo in Nazareno. A questo punto, considerate le discordanze esistenti fra i due Vangeli, sarei curioso di vedere la reazione di Matteo, se gli si mostrassero i presepi che si costruiscono oggi, con un Gesú adagiato sulla paglia di una mangiatoia, dal momento che lui − quale testimone dei fatti, secondo quanto vuole darci a intendere la Chiesa − fa partorire Maria comodamente nel letto di casa sua! Finito con la natività, Luca passa a raccontarci della circoncisione di Gesú, circoncisione che, invece, è ignorata da Matteo. Di questa cerimonia Luca ci racconta praticamente tutto: ci parla di un certo Simeone, uomo giusto, che onorò il bambino con parole che gli furono dettate dallo spirito santo, ci riferisce di Anna la profetessa e si sofferma persino sulle due colombe bianche, dicendoci che furono sacrificate sull’altare secondo la legge di Mosè (schiacciamento della testa con l’unghia del pollice), ma non ci dice nulla di colui che raccolse il prepuzio e lo conservò perché i posteri potessero venerarlo nella teca che attualmente si trova presso il convento delle Orsoline a Charroux, in Francia. A parte la scena comica di queste suore caste e vereconde che immaginiamo arrossire mentre pregano inginocchiate davanti a un pezzo di membro, quello che piú suscita ilarità è che, oltre questo prepuzio venerato a Charroux, nel mondo cristiano ce ne sono ben altri cinque, che vengono gelosamente conservati e incensati come reliquie nelle loro custodie dorate. 121

Di conseguenza. possiamo rimarcare che la natività di Luca ne è la perfetta ripetizione: la volontà di dio si è compiuta. Tammuz da Ishtar. poiché Kansa [il dio del male] ti cerca per farti morire col tenero frutto che rechi nel seno. che fu partorito sulla terra da una vergine inseguita dal drago. figlio. quali quelli riguardanti i pastori e Kansa. sia Matteo che Luca proiettano Gesú a Cafarnao all’età di trent’anni. I nostri fratelli ti guideranno dai pastori che stanno alle falde del monte Metu. Prima di passare al prossimo capitolo. esattamente come aveva affermato Marcione nel suo Vangelo. Ma fuggi. Attis da Nana. chiedendomi se è mai possibile credere alla Chiesa quando afferma che questi due Vangeli. fu scelto perché è tra i piú comuni nomi femminili della Bibbia e la verginità le fu tributata per il semplice fatto che tutti gli dei salvatori. quello di Luca. tratta dai testi induisti. 122 . figlio di Giacobbe (quel Giuseppe che viene elevato al rango di viceré d’Egitto). erano figli di un dio che si era accoppiato con una donna vergine – cosí Horus nato da Iside. perché era riuscito a resistere alle ripetute tentazioni dell’avvenente moglie di Potifar. per sostenere la verginità di Maria. che tratterà della passione e morte di «nostro signore Gesú Cristo». di un padre che si chiamava Giacobbe. inoppugnabile e quindi inconfutabile ci è stata data dagli stessi falsari che eseguirono la trasformazione di nazoreo in «nazareno». A questo punto concludo con la natività – anche se ci sarebbe da fare ancora un’infinità di altre puntualizzazioni (serie e comiche) –. che ci ricorda la nascita di quel messia della prima Apocalisse. perché si adempisse la parola del profeta: «non può restare nascosta una città posta sopra una montagna» (Mt. con chi altri potevano farla sposare se non con un uomo puro e casto. un uomo che si chiamava Giuseppe. anche se sono innumerevoli – fin troppe – le prove che Gesú non è altri che il prodotto di una trasformazione operata su Giovanni. 5. dettero per marito a colei che doveva rimanere vergine. ritrovandola nella natività di Luca in tutti i suoi dettagli. furono scritti. quella decisiva. come l’altro. padre putativo di Gesú. e di Maria. da un testimone oculare. Per sapere come la Chiesa ha accomodato questo dilemma non c’è che da rivolgersi ai domenicani o ai gesuiti. capace di resistere alle tentazioni della carne? Siccome nella Bibbia l’uomo che veniva ricordato per la sua castità era Giuseppe. figlio di Giuda il golanite. cosí discordanti tra loro nei fatti anche piú essenziali. Perseo da Danae e Mithra da una vergine fecondata da Aura Mazda. voglio dare brevemente la spiegazione su come costruirono i personaggi di Giuseppe. quello di Matteo. con la sola differenza che il loro Cristo si presenta in carne e ossa. sorto in seguito all’interrogativo: “se Gesú ha lasciato il suo prepuzio sulla terra.(A titolo informativo dirò che le reliquie vengono esposte una volta all’anno ai fedeli che. Se poi consideriamo la nascita di Visnú dalla vergine Devaki. e l’altro. Il nome di Maria. madre terrena e vergine. che sono specializzati nel risolvere i problemi teologici!) Terminato il racconto sulle nascite. le baciano attraverso il vetro. non può essere che un’ulteriore conferma di quanto il cristianesimo sia un plagio delle religioni altrui. 14). Vergine e madre salve! Nascerà da te un figlio che sarà il salvatore del mondo. Questa narrazione. il dio del male. mentre quello di Marcione aveva dell’uomo solo le apparenze. A questo punto possiamo riepilogare. è asceso in cielo nella completezza o nell’incompletezza del suo corpo?”. sembra che le Orsoline di Charroux lo facciano piú spesso! Ma questo è niente di fronte al problema teologico. sia delle religioni occidentali che orientali. anche lui. passandogli davanti. facendogli cominciare il ciclo di prediche. che viene trasferito in quel re Erode che cerca il nascituro per farlo morire. che deriva dall’ebraico Miriam. dicendo che. da un apostolo che riportò le narrazioni «dopo aver eseguito accurate e scrupolose indagini». è qui che metterai al mondo il figlio divino.

finché. dal momento che questi sono escludersi nella maniera piú assoluta. arrivando a una media di 500 al giorno. Come conseguenza. La crocifissione consisteva nel legare le braccia del condannato alla traversa. «fissare alla croce» –. e permettere ai familiari di bagnare le labbra al moribondo durante l’agonia con una spugna imbevuta di un liquido amaro estratto da radici e erbe aromatiche. originaria dell’Oriente semitico e diffusasi poi in tutto il mondo arabo. sulla quale il condannato veniva legato per le braccia alle due estremità divergenti. subí una forte semplificazione in seguito alla rivolta di Spartacus nella quale furono crocefissi 7. piegava le gambe. sfinito.CROCIFISSIONE La croce che la Chiesa ci mostra come apparato sul quale morí Gesú non ha nulla a che vedere con lo strumento di morte usato dai romani per i condannati alla crocifissione. Per evitare che il condannato fosse sottratto. come avvenne nella rivolta contro Erode. e. fu in seguito estesa anche ai disertori e ai sovversivi che causavano disordini tendenti a destabilizzare le istituzioni dello Stato. provocava l’occlusione della trachea. riservata all’inizio soltanto agli schiavi. Una cosa comunque è certa: non fu fissato a una croce come quella che ci mostra la Chiesa.000 esecuzioni. stipes. ci riferiscono che. crux. veniva piantonato da due legionari. per mancanza di legno. La struttura originaria della croce. e nella guerra giudaica. chiamata patibolum. la crocifissione fu ulteriormente semplificata. la provincia romana dove maggiormente venne applicata la crocifissione fu la Palestina. era consuetudine trafiggere il cuore del crocefisso con una lancia. n. dovettero a un certo punto essere sospese. che. La morte avveniva normalmente per il soffocamento causato dalla testa. fissati in terra che terminavano ognuno a forcina. sia perché il loro uso non avrebbe avuto nessuna 123 . se nel primo caso doveva permettere al condannato di appoggiare i piedi per terra. nella crocifissione era preceduta da un supplizio che durava dai tre ai quattro giorni. La prassi di dare la morte tramite crocifissione. formata da due forche e da una trave trasversale. anche se negli Atti degli apostoli. tra le altre cose. semplificazione che ridusse il tutto a una sola forca. Questo tipo di intelaiatura. fu definitivamente soppressa. fino a quando sopraggiungeva la morte. i romani l’appresero dai cartaginesi durante le guerre puniche.) i quali. era in tutto uguale a quello che veniva usato per le impiccagioni. secondo quanto dice Giuseppe Flavio. Il condannato entrava in agonia quando. in cui le crocifissioni. che nell’impiccagione era pressoché immediata. stando a quanto viene fatto asserire allo stesso Paolo di Tarso. considerando l’atrocità delle sofferenze. la definí un supplizio cosí crudele da non esistere nessun crimine che potesse giustificarne l’applicazione. erano ritenuti atti di clemenza spezzare gli stinchi al condannato. e tantomeno furono usati dei chiodi. abbandonandosi al proprio peso. per eliminare la difficoltà che comportava la ricerca di un ramo forcuto quando le crocifissioni erano numerose.) e Quinto Ennio (239-169 av. Come sia stato crocefisso Cristo (Giovanni) poco ci interessa. e. La croce dei romani era un’impalcatura di legno costituita da una trave trasversale. per abbreviargli la durata del supplizio. riducendo la forca a un semplice palo. parlando di essa. n. che comportò 2. anche se non è affermato in maniera chiara ed esplicita. e. Stando a quanto risulta da documenti riguardanti l’era messianica. a causa delle continue rivolte promosse dal partito nazionalista giudaico. In Grecia questo tipo di esecuzione fu usato soltanto in casi di eccezionale gravità. nel secondo doveva tenerlo sollevato in modo da farlo restare appeso. sia perché mai nominati nella storia delle crocifissioni. prima di dare l’autorizzazione a staccare il corpo dalla croce. ritenendola troppo atroce.000 schiavi ribelli (71 av. Per essere certi che il decesso fosse avvenuto. che appoggiava le sue estremità su due pali. n. La crocifissione. eccetto che nella lunghezza delle forcine che. Cicerone. pendendo in avanti. I primi scrittori romani che la menzionarono furono Maccio Plauto (255/251-184 av.). Furca e crux:impiccagione e crocifissione La morte. venne legato a un palo (stauros). usata per crocifiggere – cruci figere.

Il primo approccio che i cristiani ebbero con il simbolo della croce – croce che non aveva nulla a che vedere con quella usata come strumento di morte –. detta greca. n. ma legato. dirò che la frase riportata sul Vangelo di Luca (22. n. e. Per dimostrare ancora quanto i Vangeli non siano altro che il risultato di sovrapposizioni e correzioni. «Padre mio. in cui si dice che Gesú era tanto in preda all’angoscia che il suo sudore divenne come gocce di sangue. quelle sofferenze che.. Per via di quel sodalizio politico-religioso che si era instaurato tra l’impero e la nascente Chiesa in seguito al concilio di Nicea (325). essendo le braccia legate con una corda e i piedi appoggiati al suolo. etc. perché potessero aggiungerla nel disegno. n. oltre ad avere una struttura a forma di T . n. trattarono la crocifissione di Cristo nel sottinteso che essa fosse stata eseguita secondo il sistema da tutti conosciuto. 124 . nella quale si affermava che. uscirono i primi Vangeli canonici. 44). i loro redattori. in sostituzione di una prima versione. oltre alle gocce di sudore. per dare risalto a questo nuovo aspetto della «passione». e. lontani ancora dal concepire la croce latina. presentavano un Gesú non inchiodato. cosí da formare nel complesso del disegno quel monogramma che risulta dai graffiti del IV sec. fu trasformata in un atteggiamento di dolore allorché i teologi cristiani decisero di mettere in risalto le sofferenze patite da Gesú. apparse soltanto alla fine del V sec. aggiunsero nei Vangeli tutte quelle frasi che misero in bocca a Gesú stesso prima di affrontare la morte. e gli fecero reclinare la testa in un’espressione di estrema sofferenza. di vero sangue erano anche le lacrime che aveva Gesú versato nel pianto che aveva fatto nell’Orto degli ulivi. e senza il Cristo crocefisso sopra. Siccome la croce gallica aveva la stessa forma della X che i cristiani avevano già incorporato nel loro simbolo – simbolo che avevano ricavato dalle prime due lettere della parola greca Χριστος (Christos) –. esistendo in quell’epoca soltanto due tipi di croce: la croce fatta a X e la croce. e. n. i cristiani assunsero anche loro la croce gallica come loro emblema. Questa espressione esultante. e con il volto rivolto al cielo in un’espressione gioiosa. che facevano dipendere la salvezza degli uomini non dal sacrificio e dalle sofferenze patite dal sotèr prima di essere ucciso.. tracciando una linea orizzontale sul piede della X .. quali: «la mia anima è triste fino alla morte [. per simboleggiare la vittoria che avevano riportato sul “paganesimo”. dopo che Costantino l’adottò. era dipeso dal fatto che fino allora la Chiesa aveva ancora seguito il concetto dei culti dei misteri.giustificazione. la trasformarono in una croce greca. che i costruttori di questa nuova religione decisero di trapassare le mani e i piedi del loro salvatore. ma esclusivamente dalla sua resurrezione. in seguito alla vittoria riportata sui galli. avvenne quando fecero propria la croce gallica. e.]». se è possibile passi da me questo calice». fu aggiunta nel VII sec. ossia costituita da quattro vettori di uguale lunghezza. Quando negli anni intorno al 160 n. che esprimeva ancora quel concetto esseno. sui vessilli e sulle monete. come emblema dell’impero. Le prime croci con il Cristo crocefisso sopra. che voleva che si affrontasse la morte sorridendo davanti ai carnefici. fatta a forma di + . La prima apparizione di quella che fu poi chiamata la croce latina – cioè la croce avente il vettore inferiore piú lungo degli altri – la troviamo nella liturgia cristiana soltanto alla fine del IV sec. che era quello basato su un patibolum appoggiato su due stipes terminanti a forcina. Fu in seguito a questa decisione.. pianto che poi fu tolto perché considerato indegno per un dio. presa certamente per conquistare le masse attraverso l’emotività che poteva produrre il dolore. Soltanto il cinismo dei preti – quel cinismo che hanno dimostrato nelle torture operate nelle inquisizioni – poteva aggiungere a un supplizio già tanto atroce un’ulteriore sofferenza! La croce latina. che la Chiesa sostiene essere stata utilizzata per la crocifissione di Gesú era del tutto ignorata dai romani. come risulta dalle pitture della prima metà del VI sec. e. se precedentemente non erano state prese in considerazione. in maniera che questa non sparisse nella sovrapposizione. Come conseguenza. facendola raffigurare con la sua forma a X sugli scudi dei soldati. e.

quale quella «Padre mio.). Trasformata cosí in croce greca quella che rappresentava per loro la vittoria sul “paganesimo”. oltre che dal fatto che Gesú veniva legato al supplizio secondo il sistema romano. e. tanto che colui che la portava in processione. che ancora sostenevano secondo il sistema romano che voleva il condannato legato al patibolo – come risulta dalle tante raffigurazioni dell’epoca 10 . per quanto possa apparire incredibile. come quella dell’applicazione di un sostegno per appoggiarvi i piedi. Siamo agli inizi del V sec. n. 125 . e. in seguito. – fornita dallo storico Eletto Ramacci di Bagnoregio (VT) – che raffigura Gesú crocefisso secondo il sistema romano. che nulla aveva a che vedere con la crocifissione. e. ciò dipese dalla decisione che presero i teologi cristiani di presentare il Cristo con le braccia aperte. Nel giro di pochi anni dall’astrattismo di simbolo si passò a una realtà di fatto cosí concreta da permettere ai falsari di sostenere che durante gli scavi eseguiti sul Calvario fosse stata ritrovata la croce a forma latina sulla quale era stato crocifisso Gesú. Per divulgarne la venerazione a essa furono dedicate chiese e solenni cerimonie. e in quello di Giovanni con «tutto è compiuto». fino allora ignorati. n. nella formella del V sec. Se. in una posizione che esprimesse. le allungarono il vettore inferiore perché fosse innalzata sopra le teste dei fedeli. tolta la X a scopo semplificativo. però. ma. allontana da me questo calice». soltanto nel VI sec. come appare dalle pitture dell’epoca. Altre modifiche furono poi apportate alla crocifissione quando si operarono le prime sculture. risultò evidente che un corpo non poteva restare attaccato alla croce soltanto per i chiodi. Come sia avvenuto il passaggio dalla croce a forma di T a quella latina si disconosce.. apparirono. avendo eliminato l’appoggio del terreno. in seguito a un’autorizzazione di papa Innocenzo I (401-417 n. la croce latina era stata realizzata. «Padre mio. perché mi hai abbandonato». I chiodi. negli anni 380-390 n. e quell’altra. Raggiunto cosí l’“insetto perfetto” dopo questa lunga metamorfosi. assumendo come definitivo il simbolo che tuttora appare nella liturgia ecclesiastica. La croce. anche se qualcuno sostiene che potrebbe essere stato determinato dal primo pittore che ebbe l’idea di disegnare una prolunga sopra la croce per avere un supporto su cui istallare quella scritta JNRI. ma.. l’impalcatura della crocifissione fu trasformata in un attrezzo a forma di T . e. che misero in bocca a Gesú nell’Orto degli ulivi. viene dimostrato. i cristiani non avevano ancora pensato di associarla alla crocifissione. n. n. cioè fino a quando. l’esposero al pubblico. sia secondo il sistema classico romano che con la croce a T . lasciarono soltanto la croce greca a + . dal momento che. secondo il sistema usato nella crocifissione romana. la cui intromissione non eliminò comunque nel mondo cristiano la croce a T . attraverso un simbolico abbraccio rivolto a tutta l’umanità. nelle tue mani raccomando il mio spirito». E. che gli fecero pronunciare prima di morire – la quale. Le prime immagini riproducenti Gesú fissato alla croce latina risalgono al VI sec. che infatti non appare in nessuna delle crocifissioni precedentemente eseguite.Con questo graffito cosí astruso e complesso andarono avanti per circa mezzo secolo. mettendola sugli altari. come se non bastasse.). adottata inizialmente come simbolo della vittoria riportata sui “pagani” ed elevata in seguito come immagine delle sofferenze sopportate da Gesú nella «passione». che si dimostrò indispensabile. anche dal significato che davano a essa. tutti i crocifissi furono riprodotti con le mani e i piedi trafitti dai chiodi per esaltare quel dolore della «passione» di cui ho parlato. insieme al capo di Gesú reclinato in un’espressione di dolore. dolore che fu ancora suffragato da alcune espressioni che aggiunsero ai Vangeli. che continuò a essere riprodotta in molti quadri fino al 1500. pur appartenendo al clero. e.. erano 10 Per esempio. ebbe un rapido successo presso i seguaci come simbolo cardine nel loro culto. fu in seguito cambiata (sembra nel IX sec. venne asserito che durante gli scavi voluti da Elena. esprimendo uno stato di disperazione che non si addiceva a un salvatore che era morto per dare speranza agli uomini. in esse. e. nel Vangelo di Luca con «padre mio. dove rimase in forma fissa fino a quando. un concetto di redenzione universale. Dovette passare un secolo prima che la crocifissione fosse associata alla croce latina. che permetteva di portarla in processione. madre di Costantino. veniva chiamato con il termine militare di dragonianus. Gesú risultava ancora con le braccia legate al patibolo con le corde e i piedi appoggiati al suolo. che era esclusivamente quello politico attribuito da Costantino. Che la croce latina avesse conservato per tutto il V secolo soltanto un valore simbolico.

i cristiani dovettero stabilire quali connotati dare al loro eroe. l’intera croce di Gesú. Indipendentemente dalla durata del periodo delle prediche che. si fa durare due Vangelo di Marco e nel Vangelo di Matteo. Di conseguenza. di san Giovanni in Laterano e numerose altre importanti cattedrali in Italia e all’estero. e i sostenitori di Gregorio. divenuto ormai proprietà della Chiesa. Ma. saltando tutto ciò che poteva riferirsi all’infanzia e all’adolescenza di Gesú. che avevano sostenuto che fisicamente era cosí brutto da essere ritenuto addirittura deforme – anche stando a quanto sosteneva Giustino –. che trassero in parte dai culti dei misteri e in parte da passi della Bibbia. del ciliegio. con un’arroganza tale da permettere a Cirillo di scrivere: la vera croce è già da tempo venerata a Gerusalemme e le sue reliquie sono sparse in tutto il mondo. attribuendogli una passione. all’età di trenta anni. se si riunissero tutte le schegge di legno attribuite alla croce di Cristo che tuttora si trovano sparse per il mondo cristiano. per giunta. E. sostenevano invece che «Gesú era stato un uomo di bellissimo aspetto». doveva essere morto lí. furono venerati come reliquie. i falsari. incredibile ma vero. Siccome il “successo delle vendite” dipende molto da come viene presentata la merce sul mercato. che. come a tutte le altre. vescovo di Nissa. e perfino del fico. Il motivo per cui inventarono la storia del cranio fu di dimostrare che Gesú era morto per tutta l’umanità quale discendente di Adamo. cioè a quel paradiso terrestre dove dio lo aveva creato. a loro volta. vennero diffusi ovunque pezzi del suo legno che. Passione e morte di «nostro signore Gesú Cristo» Dopo avervi aggiunto le due natività in una maniera cosí contrastante tra loro. dicendo che furono scritti da testimoni oculari o da stesori che li avevano direttamente contattati. seguaci della profezia di Isaia: «non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi. provenienti da Gerusalemme. A partire dalla fine del V secolo. noi troviamo nelle quattro storie evangeliche le stesse discordanze che esistevano nei Vangeli «apocrifi». erano stati costretti a ricalcare le orme di Giovanni il nazoreo per l’imposizione che veniva dalla tradizione. (Sono i miracoli della fede!) Arrivati cosí alla conclusione che Gesú era stato crocifisso su una croce latina. alla fine tutti furono concordi a dare a Gesú un aspetto cosí bello che piú bello non si può. per quanto la Chiesa cerchi di dare credito ai fatti raccontati. che fecero passare per profezie. veniva esposta nel tempio di Gerusalemme. i cristiani. assunta ormai una baldanza religiosa per via di quel concilio di Nicea che aveva ridotto gli ebrei e i “pagani” al ruolo di perseguitati. si otterrebbero circa tre metri cubi di legno. perché si potesse seguire un canone ben stabilito nella riproduzione delle sue immagini. se viene dichiarata di tre anni nel Vangelo di Luca. non ha splendore per potercene compiacere» –. e di uno soltanto nel 126 . anche i quattro Vangeli canonici fecero concludere la vita di Gesú a Gerusalemme. ricopiando Marcione. quali quelli della quercia.state riportate alla luce anche le croci dei due ladroni e il cranio (in aramaico. perché quel luogo corrispondeva in realtà alla valle dell’Eden. del cedro. Fu in questo periodo che furono consacrate alla croce la chiesa di san Pietro. fu consegnato in una teca un pezzo di legno della croce di Cristo. La discussione su quale figura dare a Gesú si protrasse a lungo tra i seguaci di Tertulliano e Origene – di tre secoli prima. una morte e una resurrezione. ti ha benedetto dio per sempre» –. Tramite un recente sondaggio è stato dimostrato che. che. Seguendo ciò che era stato già scritto nei precedenti documenti «apocrifi». compresa quella di Poitiers. secondo i cristiani. alla quale. che. traendolo da un pupazzo di creta. lasciarono il Vangelo di Matteo e di Luca esattamente come erano stati presentati nella prime edizione tutti e quattro i Vangeli che. golgotha) di Adamo. dai legni piú disparati. tre metri che risulterebbero formati. facevano cominciare a Gesú il ciclo di prediche. rifacendosi al Salmo 45 – che diceva: «tu sei il piú bello tra i figli dell’uomo. imposero il culto della croce in tutto l’Occidente. sulle tue labbra è diffusa la grazia. come abbiamo visto. partendo dalla città di Cafarnao. nonostante fosse stata eseguita questa frammentazione. per rendere universale il culto della croce.

Soltanto ora che la maschera è stata tolta. essendo in realtà il prodotto di una cernita di episodi operata su piú di sessanta Vangeli. possiamo comprendere il significato di tutti quei passi dei Vangeli che fino a ora sembravano incomprensibili e contraddittori – come l’esorcizzazione dell’indemoniato di Gerasa. percorse esattamente 2. da restare allibiti su come lo si possa trasferire dalla Galilea a Gerusalemme. poiché la cristologia ci riserva ancora interessantissime sorprese. si dimostrano spesso addirittura cosí confusi e discordanti tra loro nei concetti che esprimono. nel giro di qualche riga.Vangelo di Giovanni. riprendiamo con la storia della croce. che ossessiona coloro che hanno seguito la morale cristiana. siamo riusciti a capire il significato di tante espressioni che prima ci apparivano addirittura assurde nei loro contrasti. rappresentato da un muso di porco. Ma noi che sappiamo che tutto questo caos dipende esclusivamente dal fatto che dovettero costruire la figura di un pacifista traendola da un rivoluzionario. c’è ancora il fatto che Gerasa è un nome immaginario di una città che non è mai esistita. loro avrebbero rigettato l’esercito romano in seguito all’espulsione dall’Egitto. dato al demonio. se non che basterebbe soltanto questo per farci capire chi furono coloro che scrissero i Vangeli e chi sono coloro che li sostengono. monsignore di Vanves. ciò non toglie alla storia evangelica l’incoerenza cronologica e geografica degli avvenimenti che racconta. faranno risultare il periodo delle prediche una sequela di fatterelli disordinati che. che racchiude in se tutto l’odio dei giudei rivoluzionari contro Roma. che deve essere eliminato dalla storia e dalla memoria soltanto per i massacri che le ambiguità hanno generato tra i suoi stessi seguaci. secondo il Rotolo della guerra. e questo passare. senza contare le ulteriori divergenze che si sono formate in seno alla Chiesa stessa. tutti e quattro i Vangeli. che possono apparire incomprensibili a chi non sa che il vero personaggio era l’esponente di quella ideologia esseno-zelota a cui era stato assegnato il compito di preparare la guerra attraverso una campagna di promesse spirituali rivolte alle classi piú umili. che Gesú. quaccheri. (sic). e viceversa. si riferiva alla legio fretensis di stanza in Giudea. Un pazzo. i tomisti litigare con i molinisti. i domenicani urtarsi con i francescani. ortodossi. che i «maiali» concernevano il simbolo di questa legione. che vedono i gesuiti opporsi ai giansenisti. oltre a essere privi di ogni collegamento logico. anglicani. messo in essere da una banda di assetati di potere. testimoni di Geova. Non aggiungo altro. Eppure. se fosse veramente esistito. nonostante questo disordine nelle sequenze dei racconti. luterani. a differenza dei creduloni. etc. etc. quali erano i cristiani provenienti da quei ricettacoli esseni che raccolsero le peggiori canaglie esistenti nell’Impero romano. dopo minuziose e serie indagini. metro alla mano. è riuscito a dimostrare. 127 . perché si rivoltassero contro coloro che li opprimevano. È a causa di questa mancanza di chiarezza. da Betania a Cafarnao. la Chiesa sostiene che il tutto viene esposto con tanta precisione da avallare ciò che ha affermato nel suo libro Elementi di geografia sacra (Casa editrice Delalain) lo storiografo religioso Bousquet. 58 cm. anche se noi. da portare i due storici Jules Soury e Binet-Sanglé a concludere che il personaggio a cui si attribuiscono. Il tutto non è che la naturale conseguenza di quel prodotto posticcio e raffazzonato. i carmelitani contemplativi seguire regole che sono in totale opposizione con i monaci battaglieri. Colta l’occasione per ribadire ancora una volta l’origine dei cristiani. 649 m..740 km. calvinisti. sapendo che il nome di «legione». la ricostruzione del periodo delle prediche risulta in maniera cosí sconnessa nei tempi e negli itinerari nei quali si fa operare Gesú. che i seguaci del cristianesimo si sono divisi in cattolici. aggiungo io. senza cercare di darsi una seria risposta agli interrogativi che da essa derivano. E a conferma che l’esorcizzazione operata sull’indemoniato era soltanto un’allegoria facente riferimento all’aspirazione che avevano i giudei di pervenire presto alla liberazione della Palestina dall’invasione romana. battisti. non poteva essere che un pazzo. il quale. sorprese che ormai non avranno altro scopo che confermarci come la Chiesa si regga su un’abominevole impostura. durante i tre anni di predicazioni. possiamo capire il perché di tutti questi contrasti esistenti nei Vangeli. nel corso della stessa pagina. e il mare in cui questi animali venivano fatti affogare era in realtà quell’Adriatico nel quale. sempre in lotta fra loro per le diverse interpretazioni che offrono. da un’estremità all’altra della Palestina. Comunque. Un po’ per la necessità che si imponeva di travisare i fatti e un po’ per la confusione con cui erano pervenute le vicende attribuite a Giovanni il nazoreo dai racconti popolari.

Le profezie di cui si servirono furono due: una di Daniele e l’altra di Giacobbe. dal momento che quelli di cui ora disponiamo non sono che le edizioni rivedute e corrette che uscirono nel VI sec.). sapendo che costui morí nell’anno 4 av. si dichiarava pentito per aver fatto giustiziare un innocente. In altri scritti provenienti da Gerusalemme si affermava. come Papia. Prima di passare a un esame storico per determinarla. tanto da condannarli con la scomunica –. e. n.. non ritenendo dignitoso che un dio potesse invecchiare.. invece. si fece morire Gesú nell’anno 21 n. d’altronde.. cioè almeno 37 anni prima della data dichiarata nei Vangeli canonici.. (Questa è una delle tante prove che attestano che nel II-III secolo ancora non era stata stabilita né la data di nascita. dopo aver dato ordine di arrestarlo. In questi scritti venivano riportate lettere inviate da Pilato all’imperatore Claudio. e. fece portare Pilato in catene a Roma affinché fosse a sua volta giudicato e condannato per l’errore commesso. i quali fecero rimarcare che Pilato. nelle quali. con tutte le conseguenze che aveva portato. usciti fra la metà del II secolo e la metà del III sotto il titolo di Atti di Pilato. e. Praticamente. e. cioè l’anno 33 n. lo sono tutte le altre nei Vangeli –. L’imperatore Claudio. rappresentavano il periodo trascorso dal giorno che ave128 . dopo aver affermato di aver processato e condannato a morte Gesú. che Cristo era morto addirittura nel 58 n. e. quegli stessi teologi che contemporaneamente affermano che i Vangeli furono scritti da testimoni oculari. ai settant’anni annunciati dalla profezia. sotto Nerone. non possiamo saperlo. e da quella del Vangelo di Giacobbe l’annuncio di una vendetta di dio contro il suo popolo dopo aver pazientato per quarant’anni − esprimendosi cosí: «dopo essere rimasto sdegnato di quella generazione per quarant’anni [è dio che parla]. Comunque. che fu definitivamente adottato come vero. ricavarono l’anno 33 ricorrendo ancora una volta alle profezie. ho giurato di vendicarmi non facendolo entrare nel mio riposo». Cosí ricavarono la data in cui il messia. e. che in realtà risultava di 64. risultando un accrocco di anacronismi e di insulsaggini. Sant’Ireneo (130-202 n. né quella della morte di Gesú.) Se questi contrasti sono motivo di stupore. Nel Vangelo di Pietro. che era divenuto imperatore nel 41 n. Comunque una cosa è certa: la data che è stata attribuita. anche se alla fine stabilirono come data il 33 n. ritenuto il piú attendibile dai seguaci di Geova. Confermato che l’era messianica si era consumata nell’arco di tempo compreso tra la realizzazione della profezia di Giacobbe (anno 6 n.). che fecero ancora una volta ridere gli oppositori. Ma tutto fu cestinato. che gli stessi teologi non possono sottrarsi dall’ammettere che le date della nascita e della morte di Gesú «non si conoscono con esattezza».Quale sia stata la data di morte che fu attribuita a Gesú nei quattro Vangeli canonici quando videro la luce la prima volta. dice di «averlo scoperto consultando antichi documenti». dichiarandole «insignificanti divergenze». storico della Chiesa. e. dovendo sacrificare alla sua missione di salvatore tutte le età della vita. e. arrivato alla conclusione che gli ebrei sono un popolo travagliato. e. e. la morte di Cristo avvenne sotto Erode il Grande. questa risulta cosí evidentemente fasulla – come. sceso sulla terra. soffermiamoci a mettere in evidenza le discordanze esistenti nella documentazione cristiana. portandolo all’anno uno −. compreso il declino». che nel Vangelo di Luca retrodatarono il censimento di sei anni. aveva tolto il riposo agli ebrei – e convenuto che i quarant’anni che dio aveva pazientato prima di punirli. aveva sofferto ed era morto. 24) trassero la conferma che il periodo messianico era durato settant’anni – fu per far corrispondere poi il periodo messianico. emotivamente preso da questa ingiustizia. non poteva assolutamente aver scritto delle lettere nel 21 a Claudio. quello che stupisce maggiormente è l’indifferenza che i teologi cristiani mostrano di fronte a queste contraddizioni. avendo svolto il suo mandato di procuratore dal 26 al 36 n. Da quella di Daniele (IX 1. Per altri. n. per tentare di riparare tutti gli errori storici commessi in precedenza. fa morire Cristo all’età di cinquant’anni e. Vediamo ora quale fu il procedimento che i falsari usarono per determinare questo anno 33. In alcuni testi – riconosciuti falsi anche dalla Chiesa. come prova di questa sua affermazione. e. non può essere che il risultato di un ennesimo imbroglio. stabilito che la vendetta di dio corrispondeva alla sconfitta della guerra del 70 – che. «Cristo morí in età avanzata. in cui avvenne la destituzione di Archelao) e la fine della guerra giudaica (70 n.

ciò dipese dal fatto che vollero dare alla morte di Cristo un numero che rappresentasse il massimo della perfezione. commisero anche un grave errore storico. all’anno 33. per rendere credibili le vicende da loro narrate. e siccome questa missione era durata 3 anni. i falsari cristiani cercarono di riparare alla gaffe. facendo presente che Erode Antipa non poteva essere a Gerusalemme perché. fu il seguente: se dio aveva atteso quarant’anni prima di punirli e la punizione era arrivata nel 70.vano commesso la grave colpa di non riconoscere il messia. non poteva essere presente a un processo che si svolgeva diciotto anni dopo. e. Il ragionamento che fecero per trasferire la data della morte dall’anno 30. Sapendo da Giuseppe Flavio (Antichità giudaiche) che Giovanni Battista fu ucciso da Erode Antipa poco prima di subire la sconfitta dal re di Petra nel 36.. perché. e. sapendo che l’anno 33 corrispondeva al 787 dalla fondazione di Roma. la sua morte non poteva essere avvenuta che nell’anno 33. kyrios. perché dimostrarono di ignorare che Anna.) Stabilito cosí. lo facevano in età molto avanzata. avendo egli terminato l’incarico di procuratore della Giudea nell’anno 36. Erode Antipa tetrarca della Galilea e Caifa sommo pontefice. che. facendo 70 meno 40. anche ammettendo questa circostanza. commisero lo stesso errore di mettere insieme due papi nella Chiesa cattolica. Se questa data fu poi posticipata negli altri Vangeli all’anno 33. come l’avevano inizialmente stabilita. determinarono l’anno di morte del messia come risulta dal Vangelo di Luca. significando «colui che salva». come se non bastasse questa contraddizione di carattere istituzionale. incarico che rimase vacante fino al 44 n. Giovanni Battista morí all’inizio delle predicazioni di Gesú. 23. aggiungendo nei Vangeli che Erode Antipa si trovava a Gerusalemme soltanto di passaggio (Luc. a cui dettero in seguito il nome di Gesú.. figlio di Giuda il galileo. Gesú non poté essere processato da Pilato. Sapendo che i sommi sacerdoti. cioè del loro «unto». (Anche se questi calcoli furono fatti secondo il calendario romano. Come conseguenza. secondo la cabala ebraica. che era considerato il numero perfetto (10 x 3 +3 = 33). riguardante gli avvenimenti e i personaggi citati nei Vangeli. sotèr. lo fecero dipendere da questa data. dichiarando contemporanei due sommi sacerdoti. ciò significava che il messia aveva iniziato la sua missione nell’anno 30. che la data della crocifissione avvenne intorno all’anno 39 n.. essendosi ritirato dall’incarico nell’anno 15 n. che durarono tre anni. che Gesú era morto nell’anno 33. essendo la Galilea e la Giudea due Stati politicamente e amministrativamente autonomi. si deduce. Siccome nell’anno 33 Ponzio Pilato era governatore della Giudea. Ma. La prima che salta agli occhi viene dall’ignoranza dei falsari cristiani che. che fa cominciare il ciclo di prediche tre anni prima di questa data. quali Anna e Caifa. che poi sarebbe quello in cui fu ucciso Giovanni il nazoreo. 3-1). 129 . sarebbe stato come se il re Baldovino avesse inviato a giudizio un imputato belga dalla regina di Olanda durante una sua visita a Bruxelles. All’obiezione che sollevarono gli oppositori. derivante dal fatto di porre due sommi sacerdoti nello stesso periodo. come tetrarca della Galilea. sommando i tre anni di predicazioni. E. portando all’apoteosi il 3. cioè nell’anno 27 n. anno in cui venne eletto un nuovo procuratore nella persona di Cuspio Fado. Ma lo scopo dei falsari era ben chiaro: coinvolgere nella loro storia il maggior numero di personaggi storicamente esistiti. 7). tutto il resto. come abbiamo visto. lo ha lasciato nel piú completo anonimato. possiamo affermare quasi con certezza che Anna nel 33 era già morto. i cristiani redassero in base a questi personaggi la sceneggiata della «passione e morte» del loro Cristo-salvatore-signore. cosa d’altronde confermata anche dai Vangeli. che corrisponde esattamente all’anno «decimoquinto dell’imperatore Tiberio» (Lc. la “cosa” non regge comunque. Un’altra incoerenza di carattere giuridico la troviamo nel passo dei Vangeli in cui si dice che Ponzio Pilato inviò Gesú da Erode Antipa per farlo giudicare da lui. e. nulla cambia. e. Soltanto facendo un’analisi dei fatti tramite la storia possiamo determinare l’anno in cui fu crocifisso Gesú. se lasciavano la loro funzione prima di morire. Che la «passione e morte» di Gesú siano il risultato di pura fantasia lo dimostrano le tante inesattezze storiche riportate dai Vangeli. Secondo quanto risulta da documenti apocrifi. non aveva nulla a che spartire con la Giudea stessa. attraverso le profezie.

Sapendo che l’attività era durata tre anni. padre di Giovanni il nazoreo. l’unico modo per risolvere il problema era quello di trasformare il processo da politico in religioso. come affermavano i Proto-Vangeli e gli stessi Vangeli canonici – ovvero quei sette fratelli e due sorelle che la storia attribuisce a Giovanni? Cosa che invece appare in tutta la sua naturalezza. facendo una semplice sottrazione. e. Dal momento che la crocifissione non poteva essere taciuta – per quanto. si fermò per qualche giorno ad Alessandria.). a conferma che la crocifissione avvenne nell’anno 39. e. che succedette a Tiberio. e la morte di suo padre. concludendosi con una condanna alla crocifissione. viene confermata dallo Pseudo-Vangelo di Giovanni. che svolgeva il ruolo di procuratore in forma interinale. n. che fu uno dei primissimi a raccogliere i fatti riportati dalla tradizione popolare. come poter sostenere una simile versione. n. ebr. mai avrebbero processato e tantomeno condannato qualcuno sol130 . essendo vacante il posto di procuratore nell’anno 39 n. per irriderlo organizzarono nello stadio di Alessandria una rappresentazione teatrale nella quale veniva riprodotto il processo tenutosi poco prima a Gerusalemme. in cui si parla di una visita che Erode Agrippa fece nel 39 al suo amico Caligola. Se fosse nato veramente nell’anno del censimento. ossia far dipendere la sentenza da una colpa commessa da Gesú non in qualità di rivoluzionario. Nel Vangelo degli ebrei. favorevoli come erano a lasciare libere tutte le religioni nei loro culti. bensí da un funzionario. terminato con la crocifissione di un famoso capo rivoluzionario − Giovanni −. I “pagani”. Dunque. c’era stato il processo del famoso rivoluzionario. ma di predicatore. incoerenze e raggiri a cui i falsari furono costretti a ricorrere per stravolgere il procedimento di quel processo romano che. Che la passione e la morte di Gesú siano il risultato di macchinazioni operate per nascondere la verità viene ancora confermato dalle innumerevoli incoerenze che a ogni passo si riscontrano nei quattro Vangeli canonici. approfittando della visita di questo re giudeo. come avrebbe potuto Gesú avere sette fratelli e due sorelle. che lo fanno nascere sotto il re Erode. come abbiamo visto. condannato perché pretendente al trono di Gerusalemme. Una prova. Questa età di circa cinquant’anni che il Vangelo degli ebrei attribuisce al messia nel periodo delle sue predicazioni. che in quel periodo governava la Siria.. come non poteva essere taciuto che il processo era avvenuto presso un tribunale romano. se questa messa in scena organizzata dai “pagani” di Alessandria avvenne nel 39 e soltanto poco prima. dopo che il signore aveva detto loro di aver parlato con Abramo. di cui non si conosce il nome. avessero cercato di sostituirla con la lapidazione –. viene detto che.. ponendo un lasso di tempo di diciannove anni tra la nascita di Giovanni (12 av. durante il viaggio di ritorno da Roma. cioè nell’anno 7 n. secondo Filone. e.) primogenito. Però. come viene affermato dal Vangelo di Pietro e dallo stesso Vangelo di Luca. aveva carattere omosessuale).I fatti riguardanti la procura di Gerusalemme seguirono il seguente corso: subito dopo la cessazione dell’incarico di Ponzio Pilato. Giuda il galileo (7 n. dimostrava che l’imputato era un rivoltoso. Gesú non fu processato né da Pilato. n. Stabilito cosí che il Cristo (Giovanni) è morto a circa cinquant’anni nel 39 n. Caligola. Il motivo per cui Caligola eliminò il procuratore della Giudea fu quello di riunire la Palestina in un unico Stato. invece di nominare un altro procuratore romano. gli chiesero: «come puoi tu sapere queste cose se non hai ancora compiuto cinquant’anni?» (Vang. VIII-57). Altre prove vengono fornite analizzando quei primi documenti che la Chiesa dichiarò «apocrifi». c’era un passo nel quale gli apostoli. con lo scopo di affidarlo a Erode Agrippa. morí l’imperatore Tiberio. e. nemici degli ebrei. se i romani. e. In un passo. come attestato della grande amicizia che li univa (un’amicizia che. non si può concludere altro che la data di morte di Gesú (Giovanni) corrisponde all’anno 39. e.. morto nel 4 av. ecco che l’età in cui fu crocifisso Gesú (Giovanni) si conferma essere quarantanove-cinquanta anni. troveremo che il suo anno di nascita corrisponde all’incirca all’anno 12 av. e. in cui morí Giuda il galileo. in un passo in cui si afferma chiaramente: «Cristo aveva cominciato la sua attività all’età di quarantasei anni». Quindi. preferí affidare il governo della Giudea a una delegazione dipendente amministrativamente dal comando romano di Siria. né da altro procuratore romano. secondo alcuni storici. viene da un’opera intitolata Contra Flaccum che lo storico Filone Alessandrino scrisse contro il prefetto Fiacco.

si sarebbero forse ben guardati dall’attribuirgli quella «lavata di mani» che lo fa apparire un vile e un titubante. togliendo ai romani ogni responsabilità. come fu imbrogliato il processo romano per dare alla crocifissione una subordinazione religiosa. cioè «figlio di dio». lavandosi le mani. ma in quanto messia apportatore della buona novella. per essersi dichiarato figlio di dio. dopo aver lasciato di urgenza Cesarea marittima. possa aver chiesto a quelli che glielo consegnarono che cosa avesse fatto: uscí Pilato verso coloro che glielo consegnarono e domandò: «che accusa portate contro quest’uomo?» (Gv. colmo dei colmi. rimetteva la sentenza al giudizio del popolo. perché informato della rivolta in atto. cioè contro i ribelli? Non trovando allora una soluzione legale per risolvere questo problema. vengono presentati nel corso dell’ultima cena come rivoluzionari che seguono il maestro sul Monte degli ulivi armati di spade. il figlio di dio. Se avessero letto ciò che diceva Filone di Alessandria nella biografia che scrisse su di lui. con questo raggiro. costruirono quel processo-farsa che troviamo riportato nei quattro Vangeli. la colpa di essere stati gli assassini di Cristo. Basti dire che la figura di Ponzio Pilato. Il contrasto esistente nell’indole dei discepoli. la fecero pronunciare dai sadducei e dal popolo ebraico. mentre viene sostenuto che fossero dei pacifici pescatori destinati a spandere la buona novella e a compiere miracoli. fu risolto in definitiva con quella lavata di mani che. basato su vaghe domande da parte degli inquisitori e di “vuoti” silenzi da parte dell’imputato. invece di far emettere la sentenza di morte dai romani perché rivoluzionario. per convincerci ancora di piú che tutto ciò che è stato scritto nei Vangeli è un prodotto o dell’ignoranza. può essere giustificata soltanto da un’intenzionalità da parte dei cristiani di far riconoscere agli ebrei stessi. come uomo impietoso e feroce. dove metteva in particolare risalto una severità nei processi e un autoritarismo contro i giudei. rimase per molto tempo impressa nella memoria dei giudei. non trovando nessuna motivazione circa il perché se la siano rivolta. o dell’intenzionalità a ingannare. residenza del procuratore romano in Giudea. che. alla domanda di Pilato: «chi volete che liberi. 1. ma. Portarono sí Gesú nel tribunale romano. Tutto il processo. A me personalmente. alla fine risulta che la sua unica colpa è quella di essersi dichiarato bar abba. la quale. caricava di accuse gli ebrei. trovandosi di fronte il capo della sommossa. costui che trovo privo di colpe [Gesú[ oppure Barabba il brigante?». certamente non lo conoscevano. 2. [risposero:] «libera Barabba e crocifiggi Gesú!». quando le crocifissioni erano riservate a coloro che operavano contro la stabilità delle istituzioni. pur sommariamente. vediamo di esaminare le vicende che gli evangelisti attribuirono alla «passione» di Gesú attraverso un esame storico e usando quel minimo di buon senso e di ragione che si esige per comprendere i fatti. fosse stato condannato a morte non in quanto messia rivoluzionario. Fu cosí. e aver inviato una coorte (600 soldati) al comando di un tribuno nel pieno della notte per sedarla. (È la prima volta che sento dire che le armi sono uno strumento di preghiera!) 131 . Spiegato cosí.tanto perché predicava una religione? Come far figurare che in un tribunale romano poteva essere stata emessa una condanna per crocifissione contro un religioso. ma preferisco riservarmi di mettere questa “ciliegina sulla torta” soltanto dopo aver trattato della «passione e morte» di colui che i cristiani chiamano «nostro signore Gesú Cristo». che spesso si confondeva con la crudeltà. 17. 29) – e. come riportava la tradizione riferentesi a Giovanni. in modo che non ci potesse essere possibilità di attenuanti. che lo condannarono a morte come religioso. i redattori dei Vangeli che lo fecero passare per una persona indecisa. che fecero figurare come il loro Gesú. pur essendo stato giudicato da un procuratore. [aggiungendo subito:] «che il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli» − un’automaledizione che. fa ridere il fatto che Pilato. A questo punto potrei spiegare chi fosse in realtà Barabba. Ammesso che fosse stato Pilato a presiedere il tribunale in cui fu giudicato Gesú. poi. i quali.

durante la quale viene staccato un orecchio a una guardia del tempio. che in realtà non si è mai tenuto. cioè il sabato. dimostra ancora una volta l’ignoranza dei neocristiani che. non fece che suscitare critiche e derisioni da parte degli oppositori. Seguendo le tante vicende che si svolsero nel giro delle poche ore comprese tra il mattino e le tre del pomeriggio.) Di conseguenza. cose assolutamente proibite presso gli ebrei. agonia e finalmente la morte – il tutto nel giro di sette-otto ore. il discorso alle pie donne. invece di tradurre il prigioniero al tribunale romano. E tutto questo perché. legavano al palo i condannati soltanto dopo averli già uccisi con la lapidazione. viaggio verso il Calvario con la croce sulle spalle. la pausa nella quale il sofferente regala una “foto ricordo” alla donna che gli aveva asciugato il sudore dal viso. giorno di Pasqua. e. perché potesse essere tolto dalla croce prima del tramonto e non avere l’anima dannata. Ignoranza che si manifesta ancora nel far celebrare il processo durante le feste di Pasqua e per giunta di notte. 4. le quali imponevano che: a) il cadavere di un condannato non potesse essere tolto dal palo dopo il tramonto.. essendo di origine “pagana”. come afferma la Chiesa. cattura e traduzione del medesimo dall’Orto degli ulivi a Gerusalemme (un chilometro e mezzo). le sentenze non potevano essere emesse prima che fossero passate ventiquattro ore dal processo. resistenza dei discepoli ai soldati romani. per quanto cercassero di fornire. nella loro semplicità di «poveri di spirito». lo conduca al Sinedrio per consegnarlo ai sacerdoti giudei.. venivano meno quei famosi tre giorni che il loro salvatore avrebbe dovuto trascorrere da morto per poter scendere agli inferi. È inammissibile ammettere che il tribuno. perché facendolo morire la sera del venerdí e facendolo risorgere il giorno dopo. tre cadute. e nel far emettere dal sommo sacerdote Caifa una condanna a morte subito dopo l’interrogatorio quando. che tirano a sorte le vesti del condannato. si ha l’impressione di avere davanti uno di quei film muti. la durata dell’agonia. Gesú doveva assolutamente morire prima della fine del giorno. processo romano. Il tempo in cui si svolge tutto il dramma evangelico è di per se stesso già un paradosso. nonostante l’evidenza dei fatti. Ma. dal momento che Anna aveva terminato il suo incarico di sommo sacerdote nel 15 n. crocifissione. la sua anima sarebbe stata maledetta per le tre leggi del Pentateuco. per esigenze di copione. processo nel Sinedrio. b) se il condannato moriva dopo il tramonto e restava la notte al palo la sua anima sarebbe stata dannata.) Di conseguenza. Far celebrare il processo ebraico nel sinedrio. che normalmente durava da tre a quattro giorni. come tutti gli altri sotères nell’ambito dei culti dei misteri. onde evitare che l’agonia potesse protrarsi oltre la calata del sole. dal venerdí al giovedí. trasferimento da Caifa ad Anna. ignoravano in maniera assoluta le regole piú elementari del Pentateuco (Torah). 132 . ballottaggio con Barabba. ma con un risultato insoddisfacente. in una maniera anche fin troppo dettagliata. e non nel beth-din. sempre secondo il Pentateuco. flagellazione e derisione dei soldati romani. da Anna a Caifa. a sole tre ore. Tante altre sarebbero le considerazioni da fare su questo processo ebraico. mancando comunque trentasei ore per giungere ai tre giorni passati nel sepolcro. (La Pasqua veniva celebrata di sabato e Gesú morí nel pomeriggio del venerdí. l’asserzione che Caifa inviò Gesú presso Anna perché lo giudicasse. che era il tribunale. alla fine risultò che avevano commesso un grave errore nei calcoli del cerimoniale. (Era per questo motivo che gli ebrei. costituisce un’altra circostanza che esclude nella maniera piú decisa che i Vangeli sono stati scritti da testimoni presenti ai fatti. continuano a sostenere che ci siano stati ogni volta che ripetono quel passo del Credo che recita: […] Gesú morí sotto Ponzio Pilato e il terzo giorno resuscitò da morte . c) fosse proibito togliere dal patibolo i cadaveri nel giorno di Pasqua. che era il luogo delle riunioni politiche e sociali. Conoscendo le date relative alle cariche dei due sommi sacerdoti. fu ridotta in Gesú. Per riparare a questa lacuna anticiparono nel Vangelo di Giovanni la data della morte di un giorno.. 5. nei quali il moto degli attori viene presentato in maniera comicamente accelerata: arresto di Gesú. quei tre giorni che i cristiani. costruito esclusivamente con le profezie. altro trasferimento da Pilato a Erode e da Erode a Pilato.3. i particolari della «passione e morte». se Gesú fosse morto dopo il tramonto. processo che. ufficiale romano inviato da Ponzio Pilato.

rivestito soltanto di un lenzuolo. (La Chiesa cerca di spiegare questa insulsaggine. forarono le mani e i piedi del loro Gesú con i chiodi e misero in mano ai soldati romani i dadi per sorteggiare i suoi vestiti. dio mio. in seguito alla critica degli avversari. anche nei dettagli. 51) −. avrebbero dovuto garantire la veridicità delle loro affermazioni. La frase «dio mio. dicendo che questo giovanetto. Se a chi veniva crocifisso durante l’agonia si bagnavano le labbra con un liquido amaro estratto da erbe aromatiche e radici. Estratte cosí dalla preghiera del «giusto sofferente» (salmo 21) le espressioni: si dividono le mie vesti e sul mio vestito gettano la sorte [e] hanno forato le mie mani e i miei piedi e posso contare le mie ossa. espressione che. lasciato il lenzuolo. cambiarono nel Vangelo di Luca con: dio mio. dal momento che viene dichiarato «il piú bravo». che nel loro contesto originale assumono un ben altro significato da quello che venne attribuito dai falsari. dio mio. annunciando i fatti sotto forma di profezie. Ma egli. è evidente che questo giovanetto. avrebbe dato un risultato piuttosto compromettente dal momento che continua: 133 . viene fatto scappare nel Vangelo di Marco a culo scoperto − tutti allora. veniva riportata nel Salmo 22. venuto sulla terra per insegnare la fiducia in dio. non può essere che una comparsa messa nella grande sceneggiata evangelica per dimostrare che la vita di Gesú. fuggí via tutto nudo (Mc. lo fecero perché questa frase. se fosse stata recitata per intero. intravediamo nelle prime luci dell’alba correre nudo tra gli ulivi. rimetto nelle tue mani il mio spirito. Se poi qualcuno dovesse chiedersi chi fosse quel fanciullo che. senza pensarci su due volte. fuggirono. che era considerato il migliore amico di Gesú. pronunciata da Davide in qualità di profeta. che. poteva essere l’apostolo Giovanni. Un giovanetto però lo seguiva. per renderci ben conto dell’assurdità delle profezie. andando contro tutte le leggi sulla crocifissione – che volevano che i condannati fossero legati per le braccia con una corda –. e lo fermarono. la risposta la troviamo nel Salmo 69. abbandonato Gesú.) Anche se qualche storico ha insinuato dei sospetti che mi rifiuto di accettare e dei quali preferisco non parlare. Se fecero dire a Gesú prima di spirare: dio mio. che fecero rimarcare che non si addiceva a un salvatore. durante la cattura di Gesú all’Orto degli ulivi. che le usarono separandole dai versi che le precedevano e da quelli che le seguivano. dal momento che era stata annunciata dalle profezie. un’espressione di sconforto. i redattori dei Vangeli costruirono la passione e morte di Gesú mettendosi alla ricerca di tutte quelle espressioni bibliche che. perché a Gesú dettero invece aceto e fiele? Ebbene. 14. dove è scritto: quando avevo sete mi dettero da bere l’aceto e nel cibo ci misero il fiele. la risposta la trova nel libro di Amos (II-16) in cui sta scritto: arrivato quel tempo il piú bravo scapperà completamente nudo.Le profezie Mancando ogni riferimento storico. perché mi hai abbandonato?». bisogna esaminare le frasi. messa in bocca a Cristo per esprimere la sofferenza che egli provò nell’agonia. dio mio. durante la cattura. era vera in tutto. Ma. perché mi hai abbandonato.

Eseguita la compravendita. dopo averli raccolti.) Su Zaccaria (non su Geremia come viene erroneamente riportato dai falsari in Matteo). gli stessi. oltre all’errata interpretazione.] Che cos’altro si potrebbe concludere. rappresenta le pecore che sono state vendute. e si oppone ancora. Mi scherniscono quelli che mi vedono [etc. grido di notte e non trovo riposo. gettati i trenta denari ai piedi dei sacerdoti. dovevano essere il prezzo di quel tradimento con cui Giuda vendette Gesú ai sacerdoti sadducei. viene spiegato nei Vangeli. ritornò dai sacerdoti che lo avevano pagato e gettò ai loro piedi i trenta denari ricevuti dalla vendita di Gesú. «il primo presupposto che esige il cristianesimo per imporsi non è forse l’ignoranza?» 11 . c’è anche un errore circa il profeta a cui si riferisce. 27). il pastore si recò dal padrone che gli aveva affidato il gregge. che poi fu utilizzato per seppellirci i forestieri: Giuda. si legge: (XI-13): un pastore. prendiamo ancora quella che Matteo trae da Geremia per spiegare che fine fecero i «trenta denari» che Giuda ricevette in cambio della delazione. 134 . assumono un significato ben diverso e spesso del tutto contrastante. cioè nel recipiente che era sito all’entrata del tempio per ricevere le elemosine. il prezzo del venduto. decisero di comprarci il campo del vasaio per la sepoltura degli stranieri perché si adempisse la profezia di Geremia [?!]: «presero trenta denari d’argento. Ma io sono verme. quei trenta denari che.tu sei lontano dalla mia salvezza. (Ci sono già tante proposte da parte dei rappresentanti dei paesi Onu di escludere il Vaticano. se mettessimo in bocca a Gesú tutto il resto del salmo. che loro. dio mio. che i figli d’Israele avevano mercanteggiato e li diedero per il campo del vasaio come aveva ordinato il signore» (Mt. In questa profezia. 11 Da «Tribuna degli Atei». aggiustarono il tutto dicendo che i sacerdoti usarono i trenta denari per comperare un terreno che si chiamava «vasaio». un terreno. ritenuto che i soldi ricavati rappresentavano una cifra irrisoria di fronte al valore reale delle pecore.? Cosí è per tutte le frasi che furono tratte dalla Bibbia per essere usate come profezie. rappresentano l’oscurantismo dell’umanità. come viene detto dai Vangeli. I sacerdoti. non trovando lecito di tenersi quei soldi perché erano il ricavato di un tradimento. se colte separatamente possono adattarsi alla situazione a cui si riferiscono.) Il santo padre incita i cristiani a un suicidio di massa D’altronde. Se non fosse cosí. invece. non uomo. nella quale viene raccontato che Giuda. preso dal rimorso. Bruxelles. se non che egli è un «verme». perché con i suoi veto rappresenta un serio ostacolo all’emancipazione sociale. nel contesto. stanco di pascere le pecore [faccio il riassunto] le portò a vendere presso dei mercanti i quali gliele comperarono per trenta denari. Una tale sfacciataggine poteva avere successo soltanto presso la grande ignoranza e superficialità che dimorava allora presso i primi cristiani. infamia degli uomini. ti invoco di giorno ma non rispondi. come oggi. (Perché si possa comprendere bene la questione dirò che Gesú. quale agnello sacrificale. che in seno all’assemblea ricopre un ruolo di auditore. andò a impiccarsi. gli disse di gettarli nel «vasaio». bensí Zaccaria il profeta che parla del pastore che gettò nel «vasaio» i trenta denari ricavati dalla vendita del gregge. secondo quanto era scritto. perché allora la Chiesa si è sempre opposta. non sapendo che il «vasaio» era il vaso per le elemosine. l’«infamia degli uomini». tutte frasi che. non ben conoscevano la Bibbia. che rappresentavano la parte piú retrograda delle popolazioni dell’impero. Infatti non è Geremia. un’oscurantismo che sempre piú rappresenta un ostacolo per lo sviluppo razionale dei popoli. essendo di origine “pagana”. e gli chiese: «cosa debbo fare di questi trenta denari?». rifiuto del mio popolo. e il padrone. Belgio. gettarono nel «vasaio» – ma in una maniera talmente differente da come veniva riportata dalla Bibbia da rendere il passo del Vangelo addirittura ridicolo. a tutto ciò che rappresenta il progresso? Continuando con le profezie. È da questa favola biblica che i falsari trassero la storia che conosciamo. per dimostrargli il disprezzo per il cattivo affare che aveva fatto. Poiché i falsari cristiani. etc.

incontratolo. questa versione fu successivamente ancora corretta. dicevano loro che l’aver trovato un sepolcro vuoto non era una prova sufficiente per dimostrare la resurrezione. seguaci di Tommaso d’Aquino. mangiava il pesce) risorto e non un impostore che si faceva passare per Gesú – come i loro nemici sostenevano. castigando o premiando pur conoscendo il futuro. Questo interrogativo. dicendo che Gesú era rimasto sulla terra quaranta giorni. è la chiara dimostrazione dell’incoerenza di dio. egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. sempre all’ora di cena e in un camerone che. porta a chiederci: se tutto ciò che avviene era stato già prestabilito. fanno parlare il risorto con le varie Marie e lo fanno ripetutamente mangiare con i discepoli. papa Clemente VIII proibí di proseguire la disputa che. a imitazione di Mithra. prima di essere uccisi. secondo un programma stabilito dalle profezie. Se. mentre quella di Marduk era fatta di foglie di acanto. è per dimostrarci che egli. guarda caso. che è stata fatta dipendere dal suo tradimento? Ma soffermarsi a discutere su un tale argomento significherebbe declassare l’intelligenza umana. in quanto potevano essere stati gli stessi apostoli ad aver trafugato il corpo. ciò dipese dal fatto che dovettero rispondere alle critiche degli oppositori che.. Tutta la vita di Gesú. in seguito. aggiunse: «avete qualche cosa da mangiare?». in mano gli fu posta una canna a mo’ di scettro e sul capo una corona – con la sola differenza che. L’esistenza di Gesú. nella prima edizione dei Vangeli canonici decisero di far salire Gesú in cielo direttamente dal sepolcro. facendolo durare alcuni anche diciotto mesi. e. secondo lui. Privo di ogni iniziativa e personalità. poiché molti furono i passi che ripresero dai Vangeli “pagani”. che vede il protagonista muoversi secondo un copione già scritto dalle profezie. come può dio giudicare gli uomini. non lo avevano riconosciuto. 135 . andarono avanti per decenni. seguaci del gesuita Molina. entrando attraverso i muri. come uomo. se era scritto che egli doveva tradire? Se Giuda fosse stato veramente libero di decidere e non avesse tradito. nel 1607. La questione. la loro era di spine −. si rimarcherà che le aggiunte poste in seguito dai falsari non hanno altro scopo che quello di fornire le prove di una «resurrezione» avvenuta: fanno toccare la ferita del costato all’apostolo Tommaso. un copione imposto che trasforma il fondatore del cristianesimo in una marionetta azionata dai fili di un destino già prestabilito.Ma non furono soltanto le profezie a essere usate dai cristiani per comporre la passione del loro Cristo. riferendosi a quei passi dei Vangeli in cui si diceva. finché. a imitazione dei sotères “pagani”. Siccome nei Vangeli «apocrifi» il periodo passato sulla terra dopo la «resurrezione» variava. venivano scherniti per essersi dichiarati dei. in qualità di spirito passava i muri. mai risolto dalla Chiesa. ritenendoli responsabili delle loro azioni? Come si può condannare Giuda. Infatti. rimasta insoluta.] ma poiché per la grande gioia gli apostoli non credevano ed erano stupefatti. in un’altra precedente gaffe. difendevano invece il libero arbitrio. nei quali i sotères. fece correre dei grossi rischi al cristianesimo in quella diatriba che vide i tomisti. e. egli segue come un automa le vicende che si susseguono dalla nascita alla morte. si riduce a una recita. come si sarebbe allora realizzata la «passione» di Cristo. opporsi ai molinisti che. che sostenevano il fatalismo. deridendoli.. ai quali si presenta. che. dalla nascita alla morte. Le stesse incoerenze e assurdità che si trovano nella vita di Gesú le ritroviamo in quel periodo che seguí la sua morte. La sera di quello stesso giorno. che le Marie e gli stessi apostoli. costruirono la scena nella quale Gesú disse ai suoi apostoli che lo avrebbero rivisto scendere dal cielo da sopra una nube per giudicare i vivi e i morti. Gli offrirono una porzione di pesce arrostito. Come a Marduk. mentre erano chiuse le porte del luogo ove si trovavano i discepoli per timore dei giudei venne Gesú e disse: «pace a voi!» [. è una delle maggiori prove del fallimento teologico della religione cristiana. imposta dalle profezie. se ci tengono a far rimarcare che era ermeticamente chiuso. stava portando alla negazione dell’esistenza di dio. tanto appare ovvia la conclusione a cui si può pervenire. che ineluttabilmente devono compiersi perché sia fatta la volontà del «padre che è nei cieli». era veramente il dio-uomo (come dio. In un’accusa reciproca di ateismo. cosí fu messo sulle spalle di Cristo il mantello rosso dei re in segno di scherno.

Barabba Di tutta la vita di Gesú la parte che maggiormente impegnò i falsari per dissociare la sua figura da quella di Giovanni fu la crocifissione. Ma sembrando questa versione inaccettabile per la viltà che attribuivano a un procuratore romano. comportando essa la prova che il condannato fosse quel rivoluzionario che la tradizione e i documenti ricordavano essere stato condannato durante l’era messianica. Ciò che mi lascia perplesso nel leggere questo passo del Vangelo non è tanto il fatto che Gesú passi attraverso i muri – dal momento che tutto è possibile a chi possiede un corpo simile a quello degli angeli –. fatte per dare a Gesú una morte per lapidazione. che si concludeva con la condanna a croce del brigante e la liberazione di Gesú. stando a quanto dicono gli Atti degli apostoli. dopo avergli mostrato dalla cima di un monte tutti i regni del mondo: «tutte queste cose ti darò se prostrandoti mi adorerai». furono tre: nella prima veniva asserito che Pilato. gli dice. quanto il costatare che insieme a lui attraversino i muri anche i pesci che erano nel suo stomaco. nel quale si racconta che Satana. scomparendo dietro una nuvola: Gesú fu elevato in alto sotto gli occhi degli apostoli e una nube lo sottrasse ai loro sguardi (At. Per eludere. sole» di Giosuè e il concetto dell’«ascensione». Oltre a ridicolizzare quel «fermati. Fallite cosí queste due versioni.Cosí. Basta leggere il passo di Matteo (28-11) riguardante «le guardie subornate» (corrotte) per comprendere le critiche che i costruttori dei Vangeli ricevevano dai loro oppositori. dopo aver mangiato. non è che la dimostrazione di quell’oscurantismo di cui ha bisogno la Chiesa per imporre le sue verità. i quali l’avevano condannato alla lapidazione sotto l’accusa di essersi dichiarato figlio di dio. nella quale dicevano che Pilato aveva ceduto Gesú ai giudei in cambio di una somma offertagli dai sacerdoti sadducei. per i dotti della Chiesa era invece una verità inconfutabile. ebbe breve durata. eccetto il finale. Questa ascensione. fu anch’essa subito ritirata. allora. Ma se la prima si era mostrata denigratoria verso un procuratore. prima di giungere a quella definitiva riportata dai Vangeli canonici. le conseguenze che avrebbe comportato la crocifissione. né destre e né sinistre –. le versioni che inizialmente i cristiani dettero alla morte di Gesú. che si era lasciato intimidire dal popolo. sostenute dai sogni e dalle visioni. dimostrava anche l’assurdità di quel passo del Vangelo. lo aveva ceduto spontaneamente ai giudei. ne costruirono una terza. tanto indiscutibile da costituire una verità di fede cosí assoluta che negarla avrebbe comportato la morte – morte per rogo a cui fu condannato un certo Cecco d’Ascoli nel 1610 per avere soltanto detto che: non era possibile poter vedere tutti i regni della terra da una montagna per quanto altissima fosse stata. che faceva passare per un popolo di corrotti. ne tirarono fuori una seconda. la seconda. cioè bar abba. per tentare Cristo. Insomma. basato sul concetto di una terra piatta. che avevano ripreso dal Vangelo di Filippo. Gesú lasciò la terra. Il processo si svolgeva in tutto e per tutto uguale a quello che troviamo oggi nei Vangeli canonici. nella quale fecero figurare che nel processo c’erano due messia. perché. che potrebbe apparire un dettaglio insignificante a chi segue la logica e il buon senso. passati quaranta giorni. perché arrestato sul Monte degli ulivi mentre era in procinto di dare inizio a una rivolta. che avevano entrambi svolto la loro missione nello stesso periodo facendosi chiamare entrambi «figli di dio». temendo una rivolta. come era entrato. Questo passo del Vangelo di Matteo. diciamo che alla fine. se lo avesse assolto. La dimostrazione che fece Galileo sulla sfericità di una Terra che girava intorno al Sole contrastava con troppi passi delle sacre scritture perché non fosse condannata. uscí dal luogo dove erano riuniti gli apostoli. 136 . mostrandosi addirittura offensiva contro i romani. 1-9). ovvero questa elevazione verso un paradiso che si trova in alto – avendo perso ogni significato dopo che Galileo dimostrò che un corpo nell’infinito non ha né alti né bassi. per farla finita con questa farsa della «resurrezione». Ma anche questo espediente. uno rivoluzionario e uno pacifista.

fu quella ritenuta valida dai musulmani. quali i «trionfi». Come aveva fatto Filippo. (Prima di proseguire ci tengo a dire che mai i romani avevano praticato l’usanza di liberare un malfattore. né a Roma. con quello stesso atto di magia che avevano usato per Simone. trasformando il suo appellativo bar abba nel nome proprio di Barabba. tanto che. eludendo la morte. guarda caso. se era stato catturato per una sommossa scoppiata in città. con un atto di magia. rappresentato dal brigante. che si era offerto di morire al suo posto. Comunque questa versione. il buono. se era un brigante. si chiamava proprio bar abba. e sopratutto in occasione di una festa religiosa ebraica. chi altri poteva essere se non Giovanni il nazoreo. se nella storia di Roma si era verificato qualche condono esso era avvenuto soltanto in occasioni saltuarie determinate da grossi avvenimenti politici. il messia rivoluzionario. né tantomeno in Palestina. e. anche loro misero i due messia uno di fronte all’altro. ma in tarda età. siccome i romani erano soliti graziare un malfattore nelle feste di Pasqua. Pilato ordinò che se ne prendesse uno dal carcere. come dicono i cristiani. diceva di aver appreso da un certo Glaucias – il quale a sua volta era stato il traduttore del Vangelo di Pietro – che al posto di Cristo era stato crocifisso un certo Simone di Cirene. avrebbero vanificato l’esistenza del loro messia. che gli stessi Vangeli. [Marco:] un tale chiamato bar abba si trovava in carcere insieme ai ribelli che nel tumulto avevano commesso un omicidio [è il tumulto che Giuseppe Flavio attribuisce all’«egizio»]. vediamo aiutare Gesú a portare la croce. I soldati romani scesero nelle prigioni. rimasto definitivo. dichiarando che Gesú si era salvato. perché i giudei decidessero quale dei due bar abba egli dovesse liberare. [Giovanni:] Barabba era un brigante [è il nome che davano ai rivoluzionari estremisti zeloti]. sostenendo che Cristo non poteva morire. avevano fatto divenire «figlio di Jona» (bar Jona). rappresentato da Gesú. risulta tutt’ora nei quattro Vangeli canonici. pur non rivelandone il nome. come d’altronde veniva sostenuto dall’ideologia gnostica che dette le basi all’islamismo. gli avevano cambiato i connotati. quel Simone di Cirene che. anche lui detto bar abba. riportata dal Vangelo di Filippo.) Eliminata cosí anche la costruzione processuale del Vangelo di Filippo. e il cattivo. “Chi volete che liberi dei due”. chiese Pilato. il quale era stato catturato dai romani nell’Orto degli ulivi durante le feste di Pasqua? E i Vangeli proseguono. Se costui veniva chiamato bar abba. rendeva impossibile la «resurrezione» che doveva seguire la sua morte. e lo condussero sulla scena evangelica senza però accorgersi che durante il tragitto i falsari cristiani. poiché molti continuarono a sostenerla nell’ambiente orientale cristiano. ci dicono chiaramente chi fosse: [Matteo] avevano in quel tempo un prigioniero famoso detto bar abba [Giovanni era famoso]. come gli stessi Vangeli ci confermano. perché al suo posto era stato crocifisso un altro: colui che aveva affermato questo era stato lo gnostico Basilide il quale. presero un malfattore che. ma sempre verso detenuti colpevoli di piccoli reati). che ancora oggi sostengono che Gesú non morí in croce. dicendoci che. i falsari costruirono quel processo che. A questo punto.anche se poteva essere valido per evitare la morte per crocifissione. sulla destra. quella «resurrezione» che era la virtú-base che dovevano acquisire i sotères per trasmettere attraverso l’Eucarestia l’immortalità agli uomini. in una stazione della Via crucis. non fu respinta da tutti. trasmessasi nel mondo arabo. collocato lí dai falsari con il nome di bar abba. [Luca:] c’era un certo bar abba che era stato messo in carcere per una sommossa scoppiata in città e per un omicidio [stesso riferimento alla sommossa attribuita all’«egizio»]. Praticamente. “o il bar abba degli esseno-zeloti?” −il vero personaggio ricordato 137 . la cosa migliore è seguire la recita com’è stata impostata nei Vangeli: sulla scena ci sono. messo dalla storia. “il bar abba dei cristiani” − il fantasma che vi è stato messo davanti dai falsari −. a sinistra il messia dei cristiani. come gli zeloti venivano chiamati. cioè il rivoluzionario. al centro il procuratore romano nel ruolo di giudice. quel messia nato a Gamala. se era famoso. nel quale si diceva che Gesú non era morto per crocifissione. che da latitante (bargiona). per comprendere il processo. avendo soltanto un’apparenza di carne. (A questo punto ritengo che sia interessante dire che già precedentemente era stato considerato un altro processo.

i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi resuscitarono. tanto che non poteva reggersi in piedi. sia crocefisso quello dei cristiani” − cioè il Gesú nazareno dei falsari − “e liberato quello della storia. preso il posto di Giovanni. io non l’ho sentito. avendogli i carnefici della «santa inquisizione» rotto le ossa. che si chiamavano Lecius e Clarinus. Scrissero che un certo Quadratus. e fecero dire a Nicodemo nel suo Vangelo che due di questi. Per darci poi la prova che colui che era stato crocifisso non era un rivoluzionario. vescovo di Atene. corroborarono la sua morte con altri strepitosi episodi. avevano incontrato Gesú Cristo che scendeva per visitare gli inferi. rispose la folla. come conclusione di questo libro. Al suo posto mi è arrivato quello che emise il Cavaliere de la Barre.dalla storia e dalla tradizione. le rocce si spezzarono. ma veramente Gesú. fu cosí barbaramente torturato e condannato a essere bruciato vivo sul rogo. che in realtà era lo stesso. ci tengo a dire che. fu definitivamente eliminato dalla storia. Matteo. quel Yhavè degli ebrei. ossia Giovanni il nazoreo. che gli era passato davanti in processione. che si erano ripromessi di distruggere per sostituirlo con il loro. E volete sapere il motivo per cui questo giovane. per quanto il grido emesso da Gesú prima di spirare possa essere stato forte. E uscendo dai sepolcri entrarono nella città santa e apparvero a molti. identico dio. raccontando che. quei Vangeli che con il tempo acquisirono tanta credibilità da essere presi come garanzia di verità nei giuramenti presso i tribunali. al quale nel 1766 fu strappata la lingua. salí sul Calvario per essere crocifisso per la nostra «salvezza». Giovanni. 138 . disceso sulla terra per riscattare gli uomini dei loro peccati (?!?). per lasciare il posto a quel salvatore anonimo su cui fu fondato il cristianesimo. Gesú prese sulle spalle il patibolo. liberato e fatto sparire nel nulla. nel quale abitava quell’altro dio. E come se non bastasse questo per dimostrare che il crocifisso era proprio il loro Gesú. dopo averci detto che Gesú spirò emettendo un grande grido. aveva dichiarato in una sua apologia. aggiunge: la terra si scosse. quel copione che poi è stato tramandato sotto l’etichetta dei Vangeli. figlio di Giuda il Galileo!”. discepolo presente alla crocifissione. secondo il copione redatto dagli impostori. su cui fu portato con una barella. il figlio di dio. Infatti il crollo del velo del tempio che proteggeva l’altare di Yahvè non è che un’allegoria usata dai cristiani per annunciare al mondo la fine dell’ebraismo e l’inizio del cristianesimo. A questo punto. di diciotto anni. ci fu un gran terremoto e che si squarciò il muro del tempio di Gerusalemme che proteggeva il sancta sanctorum. una volta ritornati in vita. dedicata all’imperatore Adriano. che molti di questi resuscitati del venerdí santo vivevano ancora nella sua epoca. mentre salivano da sottoterra per ritornare nel mondo dei vivi. “Dei due bar abba. prima che accendessero il rogo. dopo avergli strappato la lingua? Perché non si era genuflesso e levato il cappello davanti al crocifisso. i redattori dei Vangeli scrissero che il cielo si oscurò. erano andati in giro per Gerusalemme. cioè l’asse trasversale che veniva posato sulle due forche e. il messia rivoluzionario.

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