LUIGI CASCIOLI

LA FAVOLA DI CRISTO
LIBRO-DENUNCIA INCONFUTABILE DIMOSTRAZIONE DELLA NON ESISTENZA DI GESÚ
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Dedico questo libro al Cavalier de la Barre

SOMMARIO

LA BIBBIA SECONDA ENTRATA IN EGITTO IL PERIODO DEI RE IL DIO DELLA BIBBIA GLI EBREI DOPO L’INVASIONE ASSIRA DELLA PALESTINA DEL NORD IL CULTO DEI MISTERI LA RIVOLTA DEI MACCABEI SITUAZIONE DELLA PALESTINA SOTTO L’OCCUPAZIONE ROMANA GLI ESSENI FIGLI DELLA LUCE RIVOLUZIONI E GUERRE ESSENO-ZELOTE GLI ESSENI DOPO IL 70 I VANGELI CANONICI GIOVANNI IL NAZOREO CROCIFISSIONE

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p. 12 p. 21 p. 34 p. 43 p. 47 p. 55 p. 67 p. 74 p. 82 p. 91 p. 100 p. 116 p. 123

LA BIBBIA

Se il tempo da me previsto per scrivere questo libro è stato molto piú lungo di quanto avessi immaginato, ciò è dipeso dal fatto che ho voluto dare a ogni mia affermazione una giustificazione logica e ponderata, in maniera che anche i piú restii possano convenire con la conclusione che mi sono prefisso di raggiungere: dimostrare la non esistenza di Gesú. Resomi conto che la figura di Cristo non è altro che il risultato di un’evoluzione religiosa che si è verificata nel popolo ebraico, ho cercato le cause che l’avevano prodotta nel libro che tratta della loro storia: la Bibbia. Poiché non si può capire Cristo se si ignora la Rivolta dei maccabei, e non si può parlare dei maccabei, se si disconoscono le cause che la determinarono, mi sono ritrovato a partire da quel in principio creavit deus cœlum et terram, che dà inizio alla storia biblica. È per merito di questa analisi dei fatti, eseguita nella mia piú grande indipendenza di ragionamento, che sono giunto a conclusioni che sento di poter difendere nella maniera piú decisa contro ogni critica che mi si possa rivolgere. Non bisogna essere dei geni per comprendere, sin dalle prime pagine, che la Bibbia non è altro che un castello di stupidaggini, di contraddizioni e di assurdità, la cui costruzione è stata possibile perché messa sulle spalle di un popolo di pastori che, fra tutti gli altri, era il solo a non avere una storia documentata, che avrebbe potuto impedirlo. Praticamente, la Bibbia ha attribuito una cronaca agli ebrei come quegli istituti di araldica, che attribuiscono alberi genealogici a persone prive di un casato verificabile. Se si fosse dovuto dire soltanto la verità su ciò che si conosce realmente del popolo ebraico, il suo passato si sarebbe potuto riassumere, stando alle confuse documentazioni pervenuteci, in una sola frase: “c’erano una volta dei nomadi che, lasciate le zone semidesertiche della Mesopotamia, invasero la Palestina, depredando per secoli i popoli che l’abitavano” – punto e basta! Ma ciò che piú mi ha colpito della Bibbia è che essa, a differenza di tutti gli altri libri epici che riportano personaggi e fatti precedentemente celebrati – quindi in qualche modo già esistiti nel passato, sia pur sotto forma di leggenda –, costruisce la propria storia, la storia della sua tribú, facendola derivare da un “eroe” da tutti sconosciuto, da un eroe che, non essendo mai stato prima nominato, risulta del tutto inventato. Mi riferisco al dio biblico, a quel dio senza nome che, via via che andavo avanti nella lettura della Bibbia, sempre piú mi appariva come un’entità la cui esistenza veniva imposta relazionandola fraudolentemente a una tribú di nomadi, che in realtà l’aveva sempre ignorato. Troppe circostanze dimostrano che il dio della Bibbia non ha mai fatto parte del culto di questi pastori che, da quanto risulta dai fatti, hanno sempre professato un politeismo caratterizzato da un insieme di idoli tribali e di divinità “pagane” tratte dai culti altrui. Nulla conferma che questo dio sia esistito prima di essere nominato dalla Bibbia, che fu scritta nel VI secolo avanti la nostra era 1 . Nessuna testimonianza, neppure sotto forma di traccia, che attesti un suo culto, nulla che ci parli di lui – come avviene invece per tutte le altre divinità, che ebbero un nome e che dimostrano la loro esistenza (come culti storici) con quei templi, statue e steli che furono eretti in loro onore. Sul dio degli ebrei, prima del VI sec. av. n. e., c’è il vuoto piú assoluto. Hanno voglia a dire i sostenitori della Bibbia che, se il loro dio non ebbe un nome, è perché egli stesso aveva proibito di nominarlo e che, se di lui non ci sono pervenute effigi o statue, ciò è dipeso dal fatto che era stato severamente proibito ai suoi seguaci di riprodurne la figura ... Io non ci credo: non posso crederci. E i templi allora, quei templi che la Bibbia afferma che furono costruiti per ospitare l’«arca santa», che fine hanno fatto? Dove è finito quel tempio di Gerusalemme che Salomone, a dare ascolto alla Bibbia, fece costruire con pietre tre volte piú grandi di quelle del Pantheon e del quale non ci è pervenuto nulla, neppure un frammento? È evidente che siamo di fronte a una storia inventata a partire dal VI sec. av. n. e. dai redattori della Bibbia, per raggiungere, attraverso la riunificazione degli ebrei sotto un solo dio, quegli scopi “nazionalistici” che si erano prefissi dopo la liberazione dalla prigionia di Babilonia.
L’autore del presente lavoro, coerentemente con la sua dimostrazione della non esistenza di Gesú Cristo, non usa i termini correnti di «avanti Cristo» − a. C. − e «dopo Cristo» − d. C. − sostituendoli con le dizioni: «avanti nostra era», av. n. e., e «nostra era», n. e.
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D’altronde, quale altro sistema avrebbero potuto usare per sostenere l’esistenza di un dio estemporaneo, se non quello di ricorrere all’anonimato? Anonimato sostenuto da quella famosa sigla, HJWH, che nessuno ha mai saputo cosa significhi, e da quel Yahvè, che non è affatto un nome, ma un semplice appellativo il quale, significando genericamente «io sono», tutto può dimostrare meno che la sua esistenza. Dare un nome a un dio mai esistito, a un dio inventato, avrebbe comportato una verifica storica che avrebbe fatto crollare nel ridicolo tutta l’impalcatura, quell’impalcatura che si sarebbe potuta reggere soltanto grazie all’anonimato. Un dio messo su esclusivamente con visioni e sogni riferiti da personaggi immaginari, vissuti in epoche non controllabili, che si perdono nel buio dei secoli, privo di ogni accenno o testimonianza che si riferisca all’esistenza di un suo culto, in quale altro modo poteva essere sostenuto, se non sfruttando nella maniera piú arrogante l’impossibilità che ha la ragione di dimostrare l’inesistenza dell’inesistente? Come altro potrebbe concludersi una ricerca storica, fatta per stabilire se veramente sia esistito il dio degli ebrei prima del VI sec. av. n. e., se non con la frase: “siccome nulla dimostra la sua esistenza e altrettanto nulla dimostra la sua inesistenza, non si può escludere che sia veramente esistito”? E questa, poi, è la stessa conclusione a cui giunse quella commissione incaricata di accertare se veramente era vissuto il gigante Gargantua, che mangiava dieci uomini a pasto e che, per farsi le scarpe, aveva bisogno della pelle di dodici vacche. È su questa impossibilità di poter dimostrare l’inesistenza dell’insistente che il cristianesimo – religione basata esclusivamente sulla rivelazioni e sui sogni – imporrà i suoi dogmi, farà passare per veri i miti costruiti su personaggi immaginari, che eleverà agli onori degli altari, quali le migliaia di martiri dell’era neocristiana e tanti altri nei secoli che seguirono, tra cui, senza andare troppo lontano, c’è santa Rosa da Viterbo – a proposito della quale il biografo Paolo Cenci, dopo averne ricostruito la vita arrampicandosi sugli specchi, conclude cosí:
non possiamo rifiutare ciò che di lei è scritto nella Seconda vita, dal momento che nessuno ha potuto dimostrare essere falso 2 .

Certo, nessuno, tranne il buon senso! In sintesi, posso concludere che, se gli ebrei non avessero scritto la Bibbia nel VI sec. av. n. e., in seguito alla decisione presa di costruirsi un dio, Yahvè sarebbe rimasto in quel limbo dell’attesa dove venivano relegati gli dei sconosciuti, a cui la città di Pergamo, in Asia minore, aveva elevato una stele per un senso di pietà verso di loro, verso la loro frustrazione. L’immagine di questi dei, che attraverso la stele di Pergamo vediamo in attesa di uomini che li evochino, perché possano scendere dal cielo per poter occupare finalmente un trono sulla terra, è quanto mai significativa per mettere tutte le religioni nel ridicolo. Dopo le piccole divinità, dopo quella miriade di spiriti che furono invocati dagli uomini primitivi, venne il turno dei grandi. I primi a essere prescelti, fra questa massa di dei in attesa, furono Brahama, Horus, Osiride, Iside, Marduk e Aura Mazda; in seguito vennero, via via, tutti gli altri. E io, in questa scena mostrante divinità che lasciano il cielo per scendere sulla terra, via via che gli uomini li eleggevano a proprie divinità, immagino l’impazienza di Allah, che dovette attendere fino al V secolo prima che qualcuno lo chiamasse; ma gli dei rimasti in attesa sono certamente ancora tanti, direi addirittura miliardi, se si pensa che, oltre a quelli che vengono continuamente invocati dalle tante sétte che giornalmente si formano, ogni essere umano ne abbisogna di uno tutto suo. Dal momento che la storia parla soltanto in forma molto generica delle tribú di nomadi che vivevano nell’immenso deserto del Vicino oriente, tutto ciò che sappiamo della tribú di Yahvè, dei suoi profeti, delle sue battaglie, dei suoi condottieri e dei suoi re, ci viene esclusivamente dalla Bibbia, cioè da un libro che, come unica garanzia dei suoi credo, invoca le rivelazioni. In nessun documento storico troviamo il piú piccolo riscontro dei personaggi e degli episodi di cui si parla: come vedremo in seguito, o sono inventati, o interamente ricopiati da leggende altrui. E cosí, come per i personaggi, altrettanto non troviamo riscontri di nessun genere che attestino l’esistenza di quei due
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A p. 206 del testo di P. Cenci.

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4). appare chiaro. prima di passare alla seconda parte. Esaú e tanti altri –. Tutti conosciamo la storia del diluvio che. accoppiandosi con una donna che non poteva essere che sua sorella. Dopo averci detto che dio creò Adamo soffiando nel naso di un pupazzo di creta. Perseo. soltanto tre pagine e per di piú in forma quanto mai confusa ed estremamente fantastica. uomini famosi (Gn.000 anni. non riuscí a far morire affogati. e. che non è il risultato di un’ispirazione divina. è l’episodio riguardante Eva e la mela. che è quella che segue lo sterminio del diluvio. insoddisfatto di ciò che aveva creato sulla terra. La Bibbia divide la storia umana in due parti. convinse il suo compagno a mangiare il frutto dell’albero proibito. n. sommergendo la terra. La favola sumera viene raccontata in un documento chiamato «Cilindro della Tentazione». maledire e ordinare stragi. che è conservato presso il «British Museum» di Londra. Furono scritte unicamente per raggiungere degli scopi politici ben precisi. la sua famiglia – e i pesci. e. eroi che faranno nascere anche loro da donne fecondate da dio – come Isacco. lontane dall’essere un’opera di ispirazione letteraria o poetica. la Bibbia dice che dio. secondo essa durato 4. Ma Noè trovò grazia agli occhi del signore (Gn. la seconda. Sulla prima parte si intrattiene molto poco. sono un vero trattato di insegnamento di guerriglia e di incitamento alla rivolta armata. che saranno usati dagli ebrei come base delle loro rivendicazioni sulla Palestina. carico di rimorsi per aver ucciso suo fratello Abele. detto che Caino si rifugiò. esisteva già venti secoli prima che venisse redatta la Bibbia. che riprende dopo Noè. estinse ogni essere vivente eccetto Noè. un popolo frustrato. nelle quali gli eroi erano spesso figli di un dio e di un umano – cosí Achille. dove dette origine a una stirpe. che a sua volta è il prodotto di un altro accoppiamento tra una donna sterile e dio. bensí la trascrizione di tutte quelle nozioni che i suoi redattori appresero dalle leggende e dalle mitologie vicino-orientali e mediterranee durante i cinquant’anni di esilio passati nel Regno di Babilonia. d’Israele e di Giuda. 7). 6. 6. che faranno partorire a una donna vergine resa incinta dallo spirito santo. Giovanni Battista. Terminata la prima parte. in un crescendo di esaltazione “nazionalistica”. voglio soffermarmi a fare delle considerazioni sulle date e i fatti riportati dalla Bibbia nel periodo che va da Adamo alla nascita di Cristo. e fatto un elenco di patriarchi dalla vita media di 750 anni. del 2500 av. dio. a concepire un programma di imperialismo universale. appare evidente da come gli ebrei si sono costruiti il loro dio. Sansone. Giacobbe. i quali. averci raccontato l’aneddoto della mela. Polifemo. che faceva dipendere l’origine dei mali dalla prima donna. ripetizione opportunamente riportata per poter giustificare l’esistenza di propri eroi da collocare in una storia inventata. decise di distruggere tutto per ricominciare da capo: il signore disse: «sterminerò dalla terra l’uomo che ho creato: con lui anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo perché sono pentito di averli fatti». e termina con il diluvio. la quale. indotta da un serpente a disobbedire al dio creatore. Che lo scopo della Bibbia sia quello di riunire un popolo. quel Gesú che sarà preceduto e annunciato da quell’altro eroe. facendo leva su quei sentimenti di odio e di vendetta. come capace soltanto di punire. come affermano i suoi sostenitori. per continuare fino alla fine del mondo. Questo documento. per quanto lo volesse. che erano andati accumulandosi in esso durante i secoli. sin dalle primissime pagine. L’accenno che la Bibbia fa circa questi uomini illustri dell’antichità non è che una ripetizione frettolosa di quelle mitologie che tutti conosciamo. quel dio che ci viene mostrato. La prima. Le sacre scritture. tratto da una leggenda sumera. con la spiegazione circa la natura degli eroi dell’antichità. Sapendo che la stesura della Bibbia ebbe inizio nel VI secolo av. n. 3 .. che comincia con Adamo e Eva. A questo punto. per via di quell’emarginazione a cui era stato costretto dall’inizio dei tempi.regni. dai fatti che essa riporta. –.. La prima prova che la Bibbia sia un testo di ispirazione “pagana” e non divina. per giungere alla costruzione di quel Gesú. etc. conclude con l’affermazione: c’erano sulla terra i giganti a quei tempi – e anche dopo – quando i figli di dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità. nel paese di Nod. scopi che appariranno evidenti quando ci troveremo davanti a quel “partito giudaico” che porterà gli ebrei.

nel suo libro. i persiani. il quale. n. attribuendo a esse un senso lato. quando fu scoperto. nonostante le richieste di perdono del santo padre. quella fede che porta gli ebrei a festeggiare l’anno in corso. pone in un altro mondo.Stando a quanto afferma la Bibbia. completi e perfetti. Adamo ed Eva. africane. che le difende. oltre che dai teologi. Ebbene. i greci e tutte quelle altre etnie formanti le civiltà mediterranee. senza poi parlare dei lapponi del Polo nord. Oggetto: ricostituire l’inquisizione che dovrà soprattutto distruggere gli scritti opposti alla dottrina cattolica e impedire la propagazione 3 Quando è stato concluso il presente lavoro. apparirà addirittura ridicolo che al tempo di Abramo (1900). sostenendo che queste scansioni temporali non debbono essere prese alla lettera. Se la Chiesa ha accettato. dobbiamo seriamente riflettere su ciò che diverrebbero le scuole se fossero affidate alle autorità cristiane. Non dico una sciocchezza se affermo che la Chiesa ripristinerebbe il rogo. già completi nella loro sembianza umana. secondo cui il diluvio è avvenuto nell’anno 2350. non riconoscendo validi i diplomi di biologia e di scienze naturali rilasciati dall’università del Kansas. il consiglio che presiede alla pubblica istruzione dello Stato del Kansas (Usa) ha votato nel mese di giugno del 1999 (con una maggioranza di 6 voti su 10) l’abolizione della teoria darwinista dai programmi scolastici di biologia e scienze naturali. la teoria darwinista sull’evoluzione delle specie vegetali e animali.. e. la Chiesa sostiene che a dare inizio all’umanità siano stati due esseri apparsi 6004 anni fa. contrariamente a quanto si possa credere. che comportò la distruzione totale di tutti gli esseri viventi. quale 6004 anniversario della nascita del primo uomo e i cristiani a sostenere fermamente che Adamo fu creato da dio esattamente venerdí 24 marzo dell’anno 4004 av. senza infanzia. indoeuropee. anche da una certa branca di studiosi di scienze naturali. Usher. ma solo come espressione simbolica di epoche non determinabili. cioè soltanto dopo 450 anni dal diluvio. si sarebbe presentato sulla terra già formato e completo com’è attualmente. Questa teoria creazionista. ma da un’imposizione ricevuta dal potente clero locale.. il 2000 3 . è stata ricostituita da parte dei cattolici un’associazione a fini inquisitori. se può sembrare assurdo che la terra si sia potuta popolare la prima volta in maniera completa in soli 1750 anni partendo da una sola coppia. dal momento che non risultavano essere stati generati da Adamo e Eva. – secondo quanto. dal momento che in Francia. in età adulta e già in grado di usare tutti i propri organi nella maniera piú soddisfacente. In sostanza. cosí per caso. senza origine. avessero o meno l’anima. Rifiutare queste date. A questo punto. etc. Nella certezza che la decisione presa dai professori dell’università del Kansas sia stata determinata non da una loro personale convinzione. questi lettori sappiano che sostenere queste date come non reali significa contraddire la Chiesa. sia pur con molte riserve. dirò che i rettori di tutte le altre università americane hanno subito reagito. degli aborigeni dell’Australia. compresi quelli della riproduzione . come se appartenessero a un’altra barzelletta – un mondo che. per opera della volontà creatrice di dio. asiatiche. qualora riprendesse il potere avuto in passato. ha affermato l’arcivescovo inglese. degli indiani di America.. La creazione dell’uomo. ha però rifiutato nella maniera piú categorica di applicarla all’uomo. pose dei grossi problemi ai teologi cristiani. Per tranquillizzare coloro che potrebbero rimanere sgomenti nell’apprendere tale notizia. Mettere i nostri figli in mano ai religiosi significherebbe ritornare in pochi lustri nel piú buio oscurantismo e sicuramente a quella inquisizione che nel passato ha condannato alla tortura e al rogo chiunque osasse contestare le “verità” della Chiesa. Infatti. 4 . perché costretta dall’evidenza dei fatti. mons. il quale asserisce – come si è detto – che l’umanità promani dall’accoppiamento di due esseri apparsi sulla terra. i quali dovettero decidere se coloro che vi appartenevano. condannando come miscredenti coloro che rifiutano di accettarle come verità dogmatiche. per mettere al suo posto il «creazionismo» sostenuto dalla Bibbia. escludendoli dalla propria storia. significa sostituire la fede con il ragionamento. è sostenuta. secondo essa. i babilonesi. come risulta nel seguente documento: CREAZIONE DI UNA NUOVA ASSOCIAZIONE Dichiarazione alla prefettura di polizia di Parigi: associazione per la ricostituzione dell’inquisizione. si siano potute formare delle popolazioni cosí numerose e progredite quali erano gli egizi. dopo approfonditi studi. che la Bibbia. sono certo che molti saranno i lettori che muoveranno critiche alle mie osservazioni.

Dopo quattordici mesi di galleggiamento. 2237225. eccetto un certo Noè. perché finalmente ho capito che il cuore umano è incline al male fin dall’adolescenza. i tafani e quelle mosche cavalline che riuscirono a superare il controllo. A questo punto. continuano a cercarla. rue de Charenton. ordinò il diluvio che sommerse la terra. avrebbe dovuto avere dimensioni tali che Noè e i suoi tre figli. i vermi dell’intestino. l’arca finalmente si adagiò su quel monte Ararat – dove degli esaltati. e le lumache dei tropici che. Ordine che. non meno di duemila anni . come lo spirito santo – credete che ce ne fossero davvero soltanto due in quell’arca che disponeva soltanto di quella finestrella. ogni sorta di animali mondi come olocausti da arrostire sulla brace – dove poi abbia preso questi animali. impiegarono piú di duecento anni prima di giungere a casa. secondo quanto aveva ordinato il signore. dato che tutti quelli salvati. dovevano servire per ripopolare la terra. 8. 21). uscirono a pariglie come erano entrati e. Cam e Iafet. prosciugò le acque. J. si misero in marcia per ritornare nei luoghi da dove erano venuti onde rigenerare le rispettive razze. cosa che comporta. Il signore si intenerí tanto. per quanto giganti fossero. da cui Noè fece uscire la colomba? E possiamo immaginare cosa fosse diventata dopo due anni. è un mistero destinato a rimanere eternamente insoluto. molta strada la dovette fare anche la coppia di orsi bianchi.attraverso altri mezzi di questo genere d’idee. l’elefante indiano in Himalaia e quello africano in Kenya. di quei grossi ditteri che attirati dalla sporcizia hanno la capacità di entrare dappertutto. pentitosi di ciò che aveva fatto. soffiando ininterrottamente per dieci mesi. dove si era rifugiato insieme alla propria famiglia e a una coppia di ciascun animale esistente sulla terra. abbassatosi il livello delle acque. le scimmie delle nevi in Cina.. non ha che da rivolgersi al suo indirizzo per accertarsene: sede sociale. che restò a galleggiare sopra le acque per oltre ventiquattro mesi al chiuso di un’arca. l’infallibile e onnisciente dio creatore dell’universo. venuta dal Polo nord. doveva essere di almeno cinquemila metri. quali le pulci. secondo calcoli fatti. Tutti gli esseri viventi morirono affogati. avrebbero dovuto impiegare. Due animali per ogni varietà. Anche Noè uscí dall’arca con la moglie e i suoi tre figli. un maschio e una femmina. permettendo cosí ai sopravvissuti di rimettere i piedi a terra – «nel primo mese dell’anno seicentuno della vita di Noè». Gli animali. anche a porte chiuse. come segno di ringraziamento. tutti in ottima salute. J. specie e varietà. senza contare tutti gli altri parassiti che gli animali di grossa taglia si portarono dietro quando entrarono nell’arca. naturalmente. stando all’altezza del monte Ararat. dio fece alzare un vento che. Noè non poté rispettare alla lettera per via di tutte quelle piccole creature che purtroppo gli sfuggirono di mano. e di mosconi. von Hirschfield. se veramente avesse dovuto contenere tutte le coppie degli esseri esistenti sulla terra e le derrate per nutrirli. né colpirò piú essere vivente come ho fatto. nella convinzione che ci sia ancora. tenendosi per le code. le scimmie alonate ritornarono all’equatore. considerando i bisogni fisiologici di quel qualche miliardo dei suoi occupanti. i pidocchi e le piattole. considerando i mezzi di allora. 4 Se qualcuno avesse dei dubbi sulla costituzione di questa associazione. poiché la terra era ancora tutta sommersa da un livello di acque che.1996 4 . a cui tutto è permesso e nulla negato. però. 5 . secondo quanto aveva disposto il signore che le aveva create (il giovedí di quella settimana in cui aveva fatto tutte le cose). Le scimmie platirrine partirono per l’America del Sud. la lotta contro le eresie. Ma non poterono uscire. K. nascondendosi sotto le code.09. le false religioni e ideologie. contati coppia per coppia.. Data della fondazione dell’associazione: 17. come le zecche. disse fra sé: non maledirò piú la terra a causa dell’uomo. Paris. alla soave fragranza dell’arrosto (Gn. Sem. che rimasero saldamente attaccate addosso a lui e ai suoi familiari. che. Fallito nel suo primo tentativo. e la prima cosa che fece fu quella di erigere un altare di pietra per offrire al signore. per quanto autoritario fosse stato. Con questa battuta ho voluto mettere in evidenza tutti i problemi conseguenti all’alimentazione degli animali e alla costruzione della stessa arca che. per costruirla.

scendendo dalle altezze (altezze comunque molto limitate se gli arrivavano gli odori delle carni che arrostivano su un barbecue). che sono gli africani. facendola partire dagli inizi del XX sec. nella sua infinita bontà di essere onnisciente e onnipotente. come l’episodio di Eva. i tre figli di Noè. n. soffermarci un attimo a analizzare. che è il tempo intercorso tra la fine del diluvio (2350) e il tempo di Abramo (1900). le popolazioni nomadi che vivevano in quell’oceano di sabbia che comprendeva il deserto degli accadi. dio. nella quale si racconta di un certo Ziusudra che. che sarà la protagonista della favola biblica. stando alla Bibbia. ci tengo a far sapere che. salutato il vecchio genitore. nell’altra è soltanto di sette. e nella durata delle piogge che. in appena quattro secoli e mezzo. che in aramaico significa «errante». fenici. riprendiamo l’esposizione del racconto nel punto in cui la Bibbia. Saltando tutte le stupidaggini che seguirono il diluvio – come quella riguardante la torre di Babele. Comincia con una visione divina che ebbe un certo Abramo. basati su tradizioni tribali. costretti a vagare in quell’immenso deserto dove erano stati relegati dalle potenti nazioni limitrofe. trascurando tutto il resto dell’umanità. comincia a interessarsi espressamente della storia ebraica. av. che. egizi. tra cui gli stessi ebrei. rappresentata da un politeismo costituito da piccoli idoli ancestrali a carattere prevalentemente superstizioso – come il serpente di bronzo eretto contro il vele6 . carica di tutte le tribolazioni che possono derivare. e. dalla mancanza di acqua e dalle continue epidemie. prendiamo atto di queste belle parole che il signore disse quel giorno. Assegnatosi ciascuno un settore. Obbedienti all’ordine. era il capo di una delle tante tribú di pastori erranti che vivevano nei territori desertici della Mesopotamia. come tutto il resto. da Iafet tutto il mondo restante. sia relativamente alla religione. avendo deciso di distruggere gli uomini con un diluvio.E noi. Da Sem vennero i semiti. la cui vegetazione era rappresentata da arbusti radi e rinsecchiti. Come la cerimonia di ringraziamento fu terminata. vivevano numerosi raggruppamenti di nomadi che. praticando accoppiamenti basati su inevitabili incesti e roba del genere – come era già avvenuto la prima volta con Adamo ed Eva –. se in una è di quaranta giorni. In questo sterminato deserto. che il buon Ziusudra liberò dalla finestrella per rendersi conto della situazione esterna. commossi davanti a questo quadretto. i popoli europei. essendo quella di Noè quasi il doppio di quella di Ziusudra. etiopi e tanti altri. anche quello di Noè è la ripetizione esatta di una favola sumero-babilonese. gli ordinò di costruirsi un’arca per ripararvisi con la sua famiglia. dalle quali fu estratta la tribú (immaginaria). venivano chiamati «ebrei» dalla parola eber. Questa leggenda sumero-babilonese – appresa. fu salvato dal dio Enlil. il quale. che impedivano loro nella maniera piú energica di entrare e invadere le loro terre: una vita randagia. che vede Noè in ginocchio davanti a un dio che annusa e lacrima. a ripopolare i continenti. Le uniche differenze esistenti tra i due racconti le troviamo nelle dimensioni delle arche. costituito da circa un milione e mezzo di chilometri quadrati. babilonesi. almeno a grandi linee. neppure quello della colomba. da Cam i camiti. costituito dalla razza indoeuropea. A questo punto sarà utile. i figli di Noè prolificarono tanto da lasciarci sbalorditi per come riuscirono. durante i cinquant’anni di prigionia in Babilonia – venne ripetuta dai redattori della Bibbia in maniera cosí fedele da non essere trascurato nessun particolare. come avevano fatto gli animali. nel loro insieme. Credo che non ci sia bisogno di spiegare come si svolgesse la vita di questi pastori. inclusi i greci e quelli spintisi in Oriente − e tutti gli altri abitanti dell’Estremo oriente? Prima di riprendere con la favola biblica. si rivolse a Noè e ai suoi figli e disse: siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra. ogni tribú conduceva una vita autonoma e indipendente dalle altre. per avere le idee chiare sui fatti che seguiranno. il deserto arabico e il deserto del Negheb. Costretta a continui spostamenti per il rinnovo dei pascoli. per ripopolare la terra. sia per quanto atteneva le leggi e i regolamenti. se ne andarono ciascuno con la propria femmina prendendo direzioni differenti. che nasce anch’essa da leggende di altri popoli –. rimasto il solo uomo giusto in un’umanità divenuta malvagia. soprattutto. rappresentati dai persiani.

no delle vipere –, e da divinità maggiori, provenienti da culti di altri popoli, come Astarte e Moloc della civiltà fenicia. Astarte e Moloc, divinità “adottate” da tutte le tribú ebraiche, erano divinità sanguinarie, a cui venivano offerti olocausti umani e soprattutto bambini, tra i quali i primogeniti erano i preferiti, per quel principio che rende il dono tanto piú apprezzato, quanto piú è amato da colui che lo offre. Durante il II millennio, si verificarono frequenti emigrazioni da parte di queste tribú, che, nella ricerca di terre meno aride, lasciavano le zone desertiche della Mesopotamia per dirigersi verso il Mediterraneo. Speranza che veniva, però, ogni volta frustrata, perché il viaggio, arrestandosi di fronte ai confini dell’Egitto e della Palestina, si concludeva in quel deserto del Negheb, che di diverso da quello che avevano lasciato aveva soltanto il nome. Da documenti giuntici, sia in graffiti che in caratteri cuneiformi, risulta che, come conseguenza di questo afflusso generato dalle immigrazioni, si formarono nel deserto arabico e ancor piú nel deserto del Negheb bande di predoni, le quali, oltre ad attaccare i popoli palestinesi con scorribande e razzie, si vendevano come mercenari alle grandi potenze, come quelle degli ammoniti, degli ittiti, dei fenici e degli stessi egizi, impegnate in continue lotte di egemonia. È in questo clima di emigrazioni, di delusioni e di scorribande che la Bibbia comincia il proprio racconto, facendolo partire dalla visione che ebbe questo Abramo, capo di una di queste tribú. Gli apparve un vegliardo che, dopo essersi rivelato come il dio creatore dell’universo, gli disse che, se lui e la sua tribú avessero rinnegato le divinità che avevano seguito fino allora per adorarlo e servirlo come unico dio, li avrebbe ricompensati, eleggendoli come suo popolo prediletto e regalando loro una terra nella quale, sistemandosi definitivamente, sarebbero divenuti una grande nazione. In questo contratto, basato sul do ut des, le clausole furono espresse con tanta precisione da stabilire addirittura che la terra sarebbe stata quella di Canaan in Palestina, che tanto era fertile da scorrervi latte e miele. Cosí, a differenza di tutte le altre tribú ebree, che si trasferivano cariche di tutti quei dubbi che hanno coloro che si affidano soltanto alla fortuna, quella di Abramo fu la sola che affrontò il suo viaggio nella certezza del successo per quella garanzia che gli veniva da una promessa fatta dal dio creatore e padrone di tutte le cose. A parte il fatto che poi tutto si rivelerà, come vedremo, un vero fallimento, quello che piú mi ha stupito di questa storia è stato vedere come questo dio, nonostante la Bibbia affermi che il suo nome era stato tramandato di generazione in generazione a tutti i pronipoti di Noè, e soprattutto alla discendenza di Sem, da cui si fa derivare direttamente Abramo, sia stato cosí dimenticato dagli uomini in soli quattro secoli e mezzo da essere costretto a ricorrere a una visione per farsi riconoscere come divinità e a proporre un contratto per farsi eleggere come tale. Quel dio, che soltanto qualche pagina prima ci era stato mostrato come il kosmocrator, come l’onnipotente che aveva distrutto tutti gli esseri viventi in quaranta giorni e l’onnisciente a cui Noè aveva elevato un altare, riconoscendolo come unico dio, viene in realtà ridotto, attraverso il baratto di cui si fa artefice, alla stregua di un faccendiere. Possibile che in quei quattro secoli e mezzo che erano seguiti al diluvio sia stato messo cosí da parte di fronte a tutti gli altri dei, scesi dal cielo nel frattempo, da cadere in un oblio cosí profondo da non essere ricordato da nessuno? Se Abramo avesse respinto la sua proposta di alleanza, cosa d’altronde possibile, rispondendogli che era già impegnato con Astarte e Moloc, e che a lui e alla sua tribú ben si confacevano gli idoli ancestrali che avevano seguito fino allora, cos’altro avrebbe potuto fare questo dio, se non ritornare deluso e frustrato nel mondo da cui era venuto, cioè in quel mondo delle divinità sconosciute alle quali la città di Pergamo aveva eretto una stele? Ebbene, lasciando da parte ogni ipotesi su come sarebbero potute andare le cose, continuiamo con la versione del racconto che dà la Bibbia. Abramo, accettata la proposta per la fiducia che poneva nella parola di dio, riuniti gli armenti, si diresse con la sua tribú verso la terra promessa. L’itinerario seguito da Abramo nel suo viaggio è già di per sé un assurdo piú che sufficiente per dimostrare che questo dio, che gli aveva promesso di guidarlo, o era soltanto un sogno, oppure di geografia se ne intendeva davvero poco.

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Il viaggio infatti risulterà un continuo cambiare di direzione, del tutto simile al vagare degli uccelli che hanno perso l’orientamento. Dal deserto degli accadi (Kuwait), seguendo i confini della Mesopotamia verso nord, lungo l’Eufrate, Abramo e la sua tribú proseguirono finché, obbligati a ripiegare verso sud, perché si trovarono la pista sbarrata dai confini della Fenicia, attraversati i deserti della Siria (Iraq e Arabia Saudita), dopo aver fatto un mezzo giro, continuarono finché non furono costretti a fermarsi, dopo 2.000 chilometri di marcia, nel deserto del Negheb, come esattamente avveniva per gli altri, che partivano senza l’aiuto di dio. Contrariamente a quanto dio aveva promesso, non riuscirono a entrare nella terra di Canaan. Essa era là, bella e fertile, che si stendeva oltre il Giordano, ma nulla potettero fare, oltre ad accontentarsi di guardala dalla vetta di una montagna, perché coloro che l’abitavano, fregandosene della promessa che loro avevano ricevuto da dio, erano disposti a tenersela e difenderla, nella loro legalità di proprietari, nella maniera piú decisa e accanita.

Itinerario del viaggio di Abramo (deserto di Engaddi-Negheb=2.000 km) Decimati dalla fame, dalla sete e dalle pestilenze, è facile immaginare quello che dovettero provare, quando si resero conto che la loro situazione, invece di migliorare, era addirittura peggiorata. Scoraggiati e delusi per l’impossibilità di impossessarsi di Canaan, decisero di entrare in Egitto. Ma, abituati come erano a prendere bastonate ogni volta che oltrepassavano il confine di uno Stato, pensarono di rabbonire gli egizi, offrendogli tutto in cambio dell’ospitalità. Tutto senza limiti, comprese le donne, le quali, senza nessuna remora, decisero di darsi agli egizi per quella morale che originava dal culto della dea Astarte, che considerava il meretricio un’attività tanto nobile da imporre a ogni donna di prostituirsi almeno una volta durante la vita, per offrire il ricavato ai sacerdoti della dea.
Quando Abramo fu sul punto di entrare in Egitto, disse alla moglie Sara: «vedi, io so che sei donna di aspetto avvenente. Quando gli egizi mostreranno di desiderarti, non dire che sei mia moglie, ma che sei mia sorella, cosí non solo non mi uccideranno per averti, ma mi ricompenseranno per quello che riceveranno da te» (Gn. 12, 1).

La Bibbia prosegue poi sull’argomento, aggiungendo, quasi temesse di non essere stata sufficientemente chiara:
quando Abramo arrivò in Egitto, gli egizi videro che la donna era molto avvenente. La osservarono gli ufficiali del faraone e ne fecero le lodi al faraone; cosí la donna fu presa nella casa del faraone. Per riguardo a lei, egli trattò bene Abramo, che ricevette greggi, armenti, e asini e cammelli.

Fu cosí che, mentre la moglie di Abramo esercitava la sua attività di «donna avvenente» tra le autorità egizie e gli alti ufficiali, le altre donne della tribú concedevano le loro grazie agli egizi di ordine inferiore. Ma il signore, dice la Bibbia, colpí il faraone e la sua casa con grandi calamità per cui il faraone stesso, fatto chiamare Abramo, gli chiese:
«che mi hai fatto? Riprenditi questa donna e vattene». Poi il faraone l’affidò ad alcuni uomini che l’accompagnarono fuori della frontiera insieme a sua moglie e a tutti i suoi averi (Gn. 12, 18).

Considerando la povertà, la profonda miseria di questi nomadi, che cos’altro possono essere questi «suoi averi» se non le greggi, gli asini e i cammelli che Abramo aveva ricevuto come ricompensa del meretricio della moglie e delle altre donne della tribú? C’è da rimarcare, comunque, la generosità del faraone che, nonostante le calamità arrecategli da questi pastori – rappresentate sopratutto dalla blenorragia 5 con la quale le donne avevano infettato
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La «blenorragia» (dal greco blènos, «muco», e ràgoo, «erompo») − stadio acuto della «blenorrea» (dal greco blènos, «muco», e rèo, «scorro») − o anche «gonorrea» (sempre dal greco, gònos, «seme», e rèo, «scorro»), nella medicina “ufficiale” è annoverata fra le «malattie veneree − denominata comunemente «scolo» − a trasmissione sessuale, che riguarda sia i maschi che le femmine. Le denominazioni sono relative al sintomo principale, costituito dalle perdite uretrali.

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gli egizi –, li espulse pacificamente dall’Egitto, affidandoli a guide egizie e lasciando loro tutto ciò che avevano incassato. Fu in seguito a questa espulsione, dovuta al contagio che le loro donne avevano arrecato agli egizi, che gli ebrei cominciarono a praticare la circoncisione per combattere quella formazione di pus nel glande che fino allora avevano creduto, avendola avuta da sempre, che facesse parte della fisiologia umana. Praticamente, avendo compreso dalla reazione degli egizi che in realtà era una malattia, nella convinzione che fosse causata dalla sporcizia che si accumulava sotto la pelle, risolsero di combatterla tagliandosi il prepuzio. Ma l’attività di Abramo, basata su certi discutibili sistemi di guadagno, non finí con questa espulsione, perché, lasciato l’Egitto, continuò a far lavorare l’avvenente Sara, presentendola come propria sorella ad Abimelech, re di Gerar, dal quale ricevette come ricompensa, ancora una volta, greggi, armenti, schiavi e schiave, e, in piú, una somma di mille pezzi d’argento. Cosí, tra traffici d’ogni genere, litigi con i popoli vicini, nascite miracolose di figli partoriti da donne fecondate da dio e altre avventure, la tribú di Abramo rimase nel deserto del Negheb per circa due secoli. Appartengono a questo periodo alcuni dei passi piú conosciuti della Bibbia, come quello di Esaú che cedette la primogenitura per un piatto di lenticchie, quello di Sodoma e Gomorra che vennero distrutte dal fuoco per il libertinaggio che praticavano, quello della moglie di Lot che divenne una statua di sale per essersi voltata a guardare le due città che bruciavano sotto una pioggia di fuoco e di zolfo, e le tante battaglie che Abramo combattè contro i cananei per impossessarsi di quella terra che la sua tribú insisteva a considerare come propria, in virtú di quel contratto che aveva stipulato con dio. Ma, certamente, il piú farneticante fra tutti gli episodi di questo periodo è quello che si riferisce a quel Giuseppe, figlio di Giacobbe, che diventò, per la sua capacità di interpretare i sogni del faraone, nientemeno che viceré d’Egitto. Quello che piú mi ha indignato della Bibbia è la sfrontatezza usata nell’affermare le cose piú assurde, nella convinzione che gli altri siano degli imbecilli. Comunque, gli stessi ebrei, consci che questa vicereggenza dell’Egitto si sarebbe prestata a grosse critiche per la sua mancanza di riscontri storici, cercarono di giustificare la sua mancata trascrizione sui documenti dicendo che, se ciò era avvenuto, era dipeso dal fatto che il faraone del tempo di Mosè non lo aveva inserito nella storia perché “essendo nuovo” non conosceva nulla del passato dell’Egitto.
In quel tempo sorse in Egitto un nuovo re, che non aveva conosciuto Giuseppe» (Es. 1, 8).

Cosí scrissero nella Bibbia, per attribuire all’ignoranza degli egizi il fatto che del personaggio Giuseppe, viceré d’Egitto, non fosse rimasta traccia. Se fra tutti gli episodi accaduti durante questo periodo riteniamo che quello che ci mostra Abramo sul punto di immolare a dio il suo primogenito Isacco sia tra i piú importanti, non è tanto per l’efferatezza che esprime, quanto perché attraverso di esso possiamo avere la conferma che presso quei pastori si compivano ancora sacrifici umani secondo il culto di Astarte e di Moloch. Questa cosa viene ulteriormente confermata da quel passo in cui il signore della Bibbia – che, nella realtà, non è altri che la personificazione delle divinità “pagane” adorate realmente dagli ebrei – ordina a Mosè che gli siano riservati, oltre ai migliori capi del bestiame, anche i primogeniti del suo popolo:
«il primo parto di ogni madre tra gli israeliti, di uomini o di animali, esso appartiene a me» (Es. 13, 3).

Come si vede, i primogeniti, di qualsiasi natura fossero, sia animale che umana, erano messi alla stessa stregua per ciò che riguardava la loro offerta a dio come olocausti. E ancora piú avanti, anche se in forma di condanna, ci viene un’ulteriore conferma di come gli ebrei praticassero questi riti, dal versetto 1 del cap. 20 dell’Esodo:
il signore disse a Mosè: «dirai agli israeliti che chiunque tra di essi sacrificherà qualcuno dei suoi figli a Moloc, dovrà essere messo a morte per lapidazione».

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troppo generico per stimolare quell’orgoglio necessario per costituire un movimento rivoluzionario nazionalista. le due schiave.Ma l’episodio riguardante il periodo di Abramo che piú brilla su tutti gli altri per la sua insensatezza. Quelli risposero: «no. Lot. Per chi non lo avesse capito. si affollarono intorno alla sua casa. purché non facciate nulla a questi uomini perché sono entrati all’ombra del mio tetto». si avvicinarono per sfondare la porta. è quello che riguarda suo figlio Lot che ospita dei viandanti in casa propria perché vi passino la notte. che è il libro in cui si parla di Abramo e dei suoi diretti discendenti. avendo lungamente discusso sul sesso degli angeli. fece cuocere gli azzimi e cosí mangiarono. E l’uomo misterioso aggiunse: «non ti chiamerai piú Giacobbe. a trasformare il proprio dio. 19). perché quell’uomo aveva colpito l’articolazione del femore di Giacobbe nel nervo sciatico. era seduto alla porta di Sodoma quando arrivarono due angeli. dopo aver chiuso il battente dietro di sé. vi laverete i piedi poi. oltre che declassante. Egli preparò loro un banchetto. dal momento che quello di ebrei aveva in realtà un significato. giovani e vecchi. gli ebrei da quel giorno si attribuirono il nome di israeliti. Un altro episodio trattato dalla Bibbia nel Genesi. Giacobbe rispose: «non ti lascerò se non mi avrai benedetto». fece loro passare il torrente e fece passare anche tutti i suoi averi. Ma egli insistette tanto che li convinse a entrare nella casa sua. disse: «no. avendo dio dato al patriarca Giacobbe il nome di Israele. Questo passo. fino a oggi. colpirono quelli che erano fuori con abbaglio accecante cosí che non poterono piú trovare la porta (Gn. Lot uscí verso di loro sulla porta e. cosa sarebbe accaduto a quei due se fossero ritornati in Paradiso riempiti di sperma sodomita. Tra le tante cose che i redattori della Bibbia dovettero inventarsi. Giacobbe allora gli chiese: «dimmi il tuo nome». L’uomo misterioso chiese: «come ti chiami?». ci fu quella di darsi un nome. Vedendo che non riusciva a vincerlo. Allora dall’interno quegli uomini [gli angeli] sporsero le mani e. e. fatto rientrare Lot in casa. da personaggio meschino e rozzo come era concepito nel VI sec. dirò che quest’uomo che aveva combattuto con Giacobbe era nientemeno che dio. i suoi undici figli e passò il guado dello Iabbok. significando «colui che lotta e vince». quanto per mettere in evidenza il discredito in cui era tenuta la donna. Anche se la base dell’argomento è il sesso. che. Per questo gli israeliti. ma Israele. ve ne andrete per la vostra strada». Rispose: «Giacobbe». passeremo la notte sulla piazza». che di queste cose sicuramente se ne intendono. Non appena li ebbe visti. o sarebbero stati riconfermati nel loro ruolo di messaggeri divini. Li prese. Ma quelli risposero: «tirati via! Quest’uomo è venuto qui come straniero e vuol fare il giudice. Di conseguenza. E spingendosi violentemente contro Lot.. che è sopra l’articolazione del femore. per assumere una dignità di popolo e di nazione. non fate del male! Sentite. Chiamarono Lot e gli dissero: «dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi perché possiamo abusarne!». venite in casa del vostro servo: vi passerete la notte. andò loro incontro e si prostrò con la faccia in terra. Lot si alzò. Gli rispose: «perché mi chiedi il nome?». di per sé cosí banale da risultare addirittura offensivo per un dio a cui si fa recitare la parte di un pazzo che gira di notte per aggredire il primo che incontra. a un essere metafisico in seguito all’assimilazione dei concetti “pagani”. se riporto questo fatto non è tanto per dimostrare come l’omosessualità facesse parte dei costumi di questi nomadi. contrariamente a quanto possa sembrare. la cosa migliore è di citare il passo come la Bibbia lo riporta: durante quella notte Giacobbe si alzò. E qui lo benedisse. per tempo. lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi piace. A questo punto vorrei chiedere ai teologi. tutto il popolo al completo. Non si erano ancora coricati. E disse: «miei signori. quand’ecco gli uomini della città. Per comprendere come arrivarono a darsi il nome di Israele. non mangiano il nervo sciatico. perché attraverso di esso potremo renderci conto dell’evoluzione religiosa che porterà gli ebrei. Questi disse: «lasciami andare perché è spuntata l’aurora». io ho due figlie che non hanno conosciuto uomo. perché hai combattuto con dio e con gli uomini e hai vinto!». quest’uomo misterioso lo colpí nell’articolazione del femore e l’articolazione del femore di Giacobbe si slogò mentre continuava a lottare con lui. Sarebbero stati respinti e messi alla porta. è certamente quello che narra di una lotta tra dio e Giacobbe. Spuntava il sole quando Giacobbe passò Penuel e zoppicava all’anca. av. fratelli miei. magari dopo avergli fatto dei bagnoli e dei microclismi? 10 . domattina. Ora faremo a te peggio che a loro». cioè gli abitanti di Sodoma. non può che racchiudere un significato di rivendicazioni guerriere. Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino allo spuntare dell’aurora. nipote di Abramo. n. prese le due mogli. nei secoli che seguiranno. deve essere tutt’altro che trascurato.

Agli uomini che inviava ordinò: «cosí direte a ogni uomo d’Israele: È forse mai accaduta una cosa simile da quando gli israeliti sono usciti dal paese d’Egitto fino a oggi? Pensate. giaceva distesa all’ingresso della casa. lo troviamo nel libro dei Giudici (cap. complessiv mente 106. Ma non ebbe risposta. bussando alla porta. La maggiore partorí un figlio che chiamò Moab. Come giunse a casa. Il padrone di casa uscí e disse loro: «no. 19. Esso è tratto dal Cap. non finisce qui. Quella donna sul far del mattino venne a cadere all’ingresso della casa del vecchio. poi li spedí per tutto il territorio d’Israele. Rimasto solo con le due figlie vergini in seguito alla salificazione della moglie.Ma la storia del probo Lot per ciò che riguarda il suo coinvolgimento nel sesso. avvicinatosi.130 soldati. ecco gli uomini della città. che fu violentato da esse durante il sonno. e la piú piccola partorí un figlio che chiamò «figlio del pio popolo». si muní di un coltello. si fermò sulla piazza della città di Gabaa. afferrò la sua concubina e la tagliò a pezzi. senza contare le vittime civili. Poiché questo fatto era avvenuto presso la tribú di Beniamino. Non salirai sull’altare per mezzo di gradini. 20). dopo averli sconsigliati di passare la notte sulla piazza. (Peccato che fra i tanti artisti che hanno riprodotto scene sacre nessuno abbia dipinto un quadro ispirandosi a un Mosè messo in cima a una scala circondato da israeliti. la sua concubina. proveniente da Betlemme e diretto verso le montagne di Efraim in compagnia della sua concubina e di un servo.) Un altro episodio che ha molte analogie con quello riguardante Lot. Le disse: «Alzati. di cui la Bibbia non dice il nome. entrò nella casa del vecchio insieme alla sua concubina e al suo servo. presso il quale stava il suo padrone e là restò finché fu giorno chiaro. che stabilisce le leggi riguardanti i riti: se tu mi farai un altare di pietra. le altre undici tribú d’Israele si riunirono e per punirla si armarono contro di essa. perché vogliamo abusare di lui». Il suo padrone si alzò la mattina. li invitò a casa sua. consultatevi e decidete!» (Gd. 19). Allora il marito la caricò sull’asino e partí per tornare alla sua abitazione. Mangiarono e bevvero tutti insieme e mentre aprivano il cuore alla gioia. gli angeli e le figlie vergini. a quanto risulta dai numeri riportati dalla Bibbia. Loro la presero e abusarono di lei fino al mattino: la lasciarono andare allo spuntare dell’alba. con le mani sulla soglia. circondarono la casa. abusatene e fate quello che vi pare: ma non commettete contro quell’uomo una simile infamia». Questa volta il fatto è ambientato a Gabaa. perché alzando la tua lama su di essa la renderesti profana. 36) (E il tutto sotto la benedizione del signore. che apparteneva alla tribú di Levi. perché non si scopra la tua nudità. afferrò la sua concubina e la portò fuori da loro. in dodici pezzi. che fu il padre dei Moabiti. città della tribú di Beniamino. in cui è lo stesso dio a darcene prova con il consiglio che dà a Mosè di comportarsi in modo da non indurre in tentazione il suo popolo. che non vengono quantificate. andò con esse ad abitare sulla montagna di Zoar. Cosí le due figlie di Lot concepirono dal padre. e dissero al vecchio padrone di casa: «fa uscire quell’uomo che è entrato in casa tua. Che il fondoschiena costituisse un’attrazione per quei selvaggi ci viene confermato da un altro passo della Bibbia. io ve la condurrò fuori. prima la maggiore e poi la piú piccola. Il viandante. Su ordine del signore si scatenò una guerra in cui perirono in una successione di stragi. non fate una cattiva azione: ecco mia figlia è vergine. dobbiamo partire!». 20 dell’Esodo. che fu il padre degli ammoniti (Gn. a turno. aprí la porta della casa e uscí per continuare il suo viaggio: ecco la donna. membro per membro. accettato l’invito.39. Allora il viandante. Era sera. Cap. quando un viandante. che dal basso gli infilano gli occhi sotto la veste per guardargli il culo!) 11 . che si coricarono con lui dopo averlo fatto ubriacare. Fu qui. nella caverna dove si era stabilito. Un vecchio. non lo costruirai con pietra tagliata. fratelli. Ma quegli uomini non vollero ascoltarlo.

cioè fino a quando. Che il motivo principale per cui furono costruite le piramidi sia stato quello di garantire una continuità di lavoro alle collettività lavoratrici ci viene. nel quale gli e- 12 . e dai cantieri delle piramidi che. attraverso una sorta di “comunismo” religioso. costruite in eccedenza.) È a questo punto che appare la figura di Mosè. successore di Ramses II. nel loro pacifico ruolo di cantieri sociali. è quanto mai inaccettabile ammettere che le piramidi siano state costruite sotto il regime di una schiavitú. cercarono di aumentare il numero dei sudditi.SECONDA ENTRATA IN EGITTO Quando gli ebrei rientrarono in Egitto per la seconda volta. in seguito a un’ennesima pestilenza di gravità eccezionale. che non avrebbero trovato altrove – sia sociale. che necessitavano quindi di una popolazione la piú numerosa possibile. esteso anche ai ceti piú umili. rimasero autonome nei loro accampamenti. vissero come uno Stato in seno a un altro Stato per ben cinque secoli. dopo aver passato due secoli nel deserto del Negheb in seguito all’espulsione che subirono con Abramo. ignorando le regole piú elementari dell’igiene questi pastori furono spesso causa di infezioni epidemiche che contagiarono sia gli egizi che il loro bestiame. che rendeva tutti gli uomini spiritualmente uguali. con il popolo egizio. ma le piramidi a fare l’Egitto. è da escludersi. doveva essere Akhenaton – anche se alcuni sono propensi per il faraone Menaptah. assicuravano una continuità di occupazione a tutti. anche gli ebrei entrarono in Egitto per installarvisi definitivamente. furono definitivamente espulsi dal faraone che. attraverso le tecniche piú avanzate disponibili a quei tempi. Incoraggiati da questa politica. anche dal tempo che fu impiegato per portarle a termine. I faraoni. le autorità egizie volevano ottenere tramite la costruzione delle piramidi un affiatamento delle masse lavoratrici. se consideriamo che. restando aperti tutto l’anno. con disprezzo. organizzando sui posti di lavoro – secondo quanto viene riportato da documenti dell’epoca – continue feste in onore di Iside e di Osiride. rimasero inutilizzate. indispensabile per amalgamare tra di loro le varie razze dei lavoratori immigrati e queste. che. In questo isolamento. a cui la Bibbia ha dato il nome di israeliti. oltre a favorire l’incremento delle nascite degli autoctoni. Vivendo in accampamenti di pelli di capra e in promiscuità con gli animali. durante le quali venivano consumati fiumi di birra. questo stava attuando un piano imperiale basato sull’espansione demografica. Eliminata cosí ogni condizione di urgenza. oltre a essere stata condannata nella forma piú decisa dopo l’avvento del battesimo. che risulta essere stato mediamente di tre o quattro volte superiore a quello che normalmente ci sarebbe voluto. se fosse stato imposto al lavoro un ritmo perlomeno normale. queste tribú di nomadi. i costumi e la religione. oltre che dal fatto che molte di esse. che favoriva l’immigrazione di lavoratori stranieri. nel quale si erano ermeticamente chiusi per difendere la loro indipendenza sociale. di cui l’Egitto era grande produttore. favorendo l’immigrazione di altri popoli attraverso una garanzia di benessere. li chiamavano «figli della sabbia». da portare gli egittologi moderni a concludere che non fu l’Egitto a fare le piramidi. che avesse potuto giustificare un lavoro forzato. (La possibilità di poter attribuire due faraoni esistiti in epoche distanti l’una dall’altra di circa due secoli dimostra quanto i fatti riportati dalla Bibbia siano privi di ogni sostegno storico. stando alle epoche a cui si riferiscono i fatti. compresi i braccianti agricoli che si riversavano in essi quando dovevano lasciare i campi a causa delle inondazioni del Nilo. che la Bibbia ci presenta come colui che condusse fuori dall’Egitto questa orda di primitivi per riportarla in quel deserto del Negheb. tramite quel sacramento del battesimo che. permetteva a tutti di accedere alla vita eterna dopo la morte. attraverso un lavoro costante e duraturo. sia morale. inoltre. accettandone gli usi. garantito da un’agricoltura che era stata portata al massimo della produzione. che. a loro volta. Il contributo che queste mastodontiche costruzioni apportarono alla grandezza egizia fu cosí determinante. a differenza degli altri che cercarono di integrarsi con gli egizi. Affiatamento che le autorità favorivano. Ma. dove continuarono a esercitare l’attività di allevatori di bestiame in un regime di indipendenza che portò le due etnie a una situazione conflittuale e che vide per secoli questi pastori relegati al rango di emarginati dagli egizi.

se non un funzionario egizio al quale il faraone affidò l’incarico di condurre fuori dall’Egitto quel popolo di pastori ribelli e indisciplinati che. chi altri potrebbe essere stato. perché la schiavitú. che avvenne la famosa spartizione delle acque. Che il motivo per cui gli ebrei furono espulsi dall’Egitto tragga origine dalle calamità di cui erano continuamente causa è confermato da recentissimi studi. erano causa di calamità? Come già in precedenza. dal momento che non viene nominato in nessun passo della storia −. L’invio della «manna» da parte del signore che. prima di invadere definitivamente la Palestina. Tanti sono gli indizi che ci portano a concludere che Mosè non fosse un ebreo. È risultato in modo indiscutibile che questo popolo di nomadi fu espulso dall’Egitto con provvedimento d’urgenza per aver provocato l’ennesima epidemia di colera nella popolazione e di afta epizootica e carbonchio negli allevamenti. 4. che inizia con l’elezione di Giosuè in qualità di suo successore. 2. I quarant’anni che passarono nel deserto del Negheb. altrettanto risulteranno esserlo tutte le altre affermazioni che la Bibbia sosterrà in seguito. oltre a essere respinta dalla ragione e dal buon senso. a seguito a un esame storico dal quale risulta come gli ebrei mai parteciparono alla costruzione delle piramidi. che la Bibbia fantasiosamente afferma essere state inviate da dio per costringere. quando erano entrati in Egitto per la prima volta con Abramo. fu addirittura severamente condannata in seguito all’introduzione del battesimo. mai applicata dagli egizi. 5. attraverso un ricatto. dal momento che. per quarant’anni. possono essere riassunti nei seguenti episodi: 1. 3) Il faraone non avrebbe mai affidato l’incarico di espellere un popolo ribelle a qualcuno che appartenesse a quella stessa razza. con il loro primitivo comportamento. non come uomini liberi. E Mosè. preferendo rimanere autonomi allevatori di bestiame. a partire dalla spartizione delle acque del Mar rosso – che. oltre a essere un ostacolo alla realizzazione di un imperialismo basato sull’unità del regno. 13 . e l’altro da un serpente di bronzo.brei rimasero poi accampati. la consegna delle leggi da parte di dio a Mosè sul monte Sinai. istallandosi sulla riva occidentale del Mar Morto. prima di prendere la decisione di invadere la Palestina. che fecero partendo dall’Egitto per ritornare al deserto del Negheb da cui erano partiti cinquecento anni prima. Fu durante questo trasferimento. non trova riscontro neppure come favola. 2) Un conoscitore di leggi e di governo del suo rango non poteva provenire da un popolo retrogrado e primitivo di pastori analfabeti. né come schiavi né tantomeno come uomini liberi: non come schiavi. Il continuo ripetersi di epidemie. che lo stesso dio consiglia a Mosè di adottare contro il veleno dei serpenti. rappresentanti uno un vitello d’oro voluto dal sommo sacerdote Aronne. e ai redattori della Bibbia di dimostrare la potenza del loro dio. La costruzione di due idoli “pagani”. il faraone a lasciare libero il suo popolo. come si è detto. Cosí come la schiavitú e le dieci piaghe sono delle pure invenzioni. è stato dimostrato. assicurò l’alimentazione del suo popolo. questo grande condottiero biblico − sempre ammesso che sia esistito. che considerava gli uomini tutti uguali di fronte a dio. soprattutto considerando che doveva impedirne nel modo piú assoluto il rientro. ma un funzionario egizio: 1) il nome «Mosè». che non fa parte dell’onomastica ebraica. gli ebrei uscirono per l’estuario del Nilo e non attraverso il Mar rosso come la Bibbia racconta. Come prima cosa cerchiamo di stabilire chi fosse realmente questo Mosè. la morte di Mosè. che chiude questo ciclo per dare inizio al successivo. Soffermiamoci ora a fare qualche commento circa i fatti principali riguardanti l’Esodo – che la Bibbia considera come l’episodio chiave di tutta la storia ebraica – e i quarant’anni che lo seguirono. condotti in collaborazione da egittologi e scienziati che hanno voluto gettare luce su quelle piaghe. che viene presentato come fratello di Mosè. cadendo tutti i giorni per quarant’anni. 3. che permise agli ebrei di attraversare il Mar Rosso a piedi asciutti. la cui figura di liberatore di un popolo ridotto in schiavitú comincia a vacillare. perché furono sempre loro a rifiutare ogni lavoro offerto dagli egizi.

cosa gli risponderò dal momento che essi non ti conoscono?». il fondatore del primo Regno di Babilonia. Altro che un libro ispirato da dio. E il signore rispose a Mosè: «dirai agli israeliti che il mio nome è “Io-sono”» (Es. divenendo cosí. come lei non avrebbe potuto dargli. sono mutuate e ricopiate da miti altrui . (È da questa dichiarazione che il signore fa a Mosè a proposito del suo nome.500 anni prima che venisse scritta la Bibbia.900 erano partiti dalla Mesopotamia con Abramo. tanto da portare gli israeliti al punto di ignorare la sua esistenza e dio da parte sua si fosse talmente disinteressato del suo popolo che. apparire serpenti e spartire le acque di un mare. vorranno sapere come si chiama. se intervenne per liberarlo dalla schiavitù d’Egitto (che durava da oltre cinquecento anni). anno in cui entrarono in Egitto dove furono fatti schiavi? Com’è possibile che fra questo dio onnisciente e onnipresente e il suo popolo prediletto fosse finita ogni relazione. appunto – lo ricordiamo –. finché. Un episodio ancora strabiliante che troviamo nella Bibbia è rappresentato da quel passo in cui Mosè si rivolge a dio. possiamo aggiungere.4) Mosè. Dalla visione di 14 . il grande condottiero che fa sgorgare l’acqua dalle rocce con un tocco di bacchetta? Ebbene. chiedendomi chi è questo dio. e. fu messo da questa in un cesto di vimini e affidato al fiume Eufrate con la speranza che incontrasse un destino favorevole. che lo allevò come un figlio. che gli aveva ordinato di liberare il suo popolo dalla schiavitú d’Egitto. che racconta di un certo Sargon il quale. secondo la Bibbia. nato da una donna di umili condizioni. questo Mosè biblico non è che il clone di un’altra leggenda sumero-babilonese.. come tutti gli altri fatti. 250 anni prima del diluvio. dopo aver passato un periodo come coppiere del re di Kish. se vi si assoggettò. cioè l’incaricato dal faraone. non sono che la ripetizione di leggende apprese durante l’esilio di Babilonia. o meglio gli israeliti. quali quelli che fanno riferimento ai poteri di quel bastone che hanno messo in mano a Mosè. Il neonato galleggiò lungo la riva. Era ora! Escludendo che tutto fosse dipeso da una distrazione di un dio onnisciente e dalla trascuratezza di un popolo. lo fece perché costretto dagli ebrei. Noè e Mosè. ebbe la fortuna di entrare alla corte di un regno della Mesopotamia dove divenne gran funzionario. organizzò un esercito con il quale riuscí a sottomettere il popolo sumero. il prestigiatore che trasforma il proprio bastone in serpente. non esistessero nella prima redazione della Bibbia. 3. «io sono». si erano confrontati precedentemente e per ben due secoli. che in ebraico significa. era cosí contrario a questa pratica.700.) Come è possibile che gli ebrei. chi è allora il Mosè biblico salvato dalle acque. che non sono altro che la fantasiosa applicazione di quelle arti magiche ed esoteriche che venivano praticate nelle religioni “pagane” del Vicino oriente da almeno 1. come vogliono darci a intendere prendendoci per grulli ! La mela di Adamo ed Eva. Salta agli occhi che il libro Genesi nella prima edizione della Bibbia terminava con la quella dispersione degli uomini che veniva fatta dipendere dalla confusione di lingue che si produsse con la costruzione della torre di Babele. che si rifiutarono. se non l’avesse fatto. che prenderà la denominazione di Yahvè. si ricordò della sua alleanza fatta con Abramo. nel 2528 av. 13). e prese pensiero per la loro condizione.. 1550 anni prima che nascesse Mosè e – tanto per ribadire gli anacronismi della Bibbia –. finché non fu salvato da un pescatore di nome Akkis. Siamo cosí di fronte a un’altra prova che dimostra quanto la Bibbia non sia altro che una fucina di leggende che. lo fece poiché si ricordò di loro soltanto perché il caso volle che sentisse i loro lamenti? Dio udí il loro lamento. che. che fanno parte del ciclo attribuito ad Abramo. perché attraverso di esso facesse zampillare sorgenti dalle rocce. non ci può essere altra soluzione per spiegare tale situazione che quella di supporre che i due secoli di storia ebraica. non conoscessero questo dio con il quale. fino al 1. di riconoscerlo come loro capo. per giunta. Troppe sono le circostanze che mi hanno portato alla convinzione che la storia di Abramo fu inserita nella Bibbia soltanto in un secondo tempo. cioè da quando nel 1. la torre di Babele. Se questi potrebbe essere il Mosè storico. Forte del rango raggiunto. n. oltre a non essere circonciso. per chiedergli: «quando mi presenterò per dire che il loro dio ha deciso di liberarli e loro. fattosi grande.

che la Bibbia ha cercato di riempire attraverso la costruzione di immaginarie generazioni. che lo segue di circa settecento. era anche declassante. perché confinante con l’Egitto. da massa eterogenea che era. si trova da essa nientemeno che a 1. Soltanto attraverso l’istituzione di un codice avrebbero potuto cominciare la loro storia di popolo che. tra tutte le prove. quella terra di Canaan che. fosse cominciata veramente con quella tribú che lasciò la Mesopotamia per dirigersi verso la terra promessa. perché dio non dette in quell’occasione le sue leggi al popolo che aveva prediletto? Perché attese sette secoli per darle a Mosè? 15 . Su questa impostazione della prima Bibbia. Ma.500 chilometri di distanza – una terra cosí lontana da risultare. illogica sia per la mancanza di collegamento storico esistente tra lui e i fatti che lo precedono e che lo seguono. che veniva estratto dalla confusione delle razze umane conseguente alla dispersione generata dalla torre di Babele. l’altro. per poter competere con le religioni “pagane”.. sospesa tra due vuoti storici. per darsene uno proprio che avesse permesso di costruirsi in un popolo storicamente ben definito. nipote di Abramo. è quanto mai inverosimile. av. furono settanta –. e. vivendo in Caldea. cioè quando il movimento rivoluzionario si stava solidificando) all’interno della loro storia sono diversi: 1) darsi. che. Se appare semplicistico il ripiego usato per riempire il vuoto di settecento anni che separano Mosè da Abramo – in quanto vengono sommariamente riassunti con la frase: tutte le persone che nacquero da Giacobbe. si sa. visione che chiudeva il libro Genesi nella prima edizione della Bibbia. quel nome di «israeliti» che trassero dalla lotta che organizzarono tra dio e Giacobbe. un fondatore “d’origine controllata”. oltre a essere privo di carattere per la sua genericità. che sono piú che sufficienti per dimostrare ancora una volta che la Bibbia è un libro basato su fatti e personaggi del tutto immaginari. che rispettava una certa coerenza nel mostrarci un popolo. quella che vide la luce nel VI sec. facendolo discendere direttamente da Sem. figlio di Noè. Se il testo della prima edizione della Bibbia..una moltitudine che si spandeva sulla terra. quello usato per colmare il vuoto di quattrocentocinquanta anni intercorrente tra Abramo e Noè. quella che dimostra piú di ogni altra che la storia ebraica era inizialmente cominciata con l’Esodo. se può risultare accettabile come terra di conquista nel libro Esodo. Abramo appare un’evidente intromissione. attraverso la persona di Abramo. ne rimangono scoperti ben duecentoquaranta – duecentoquaranta anni di buio. E gli ignoti. Che l’episodio di Abramo sia un inserimento eseguito in un secondo tempo viene confermato anche dal fatto che esso non ha nessun collegamento biblico né con il diluvio. che lo precede di quattrocento anni. la costituzione della stessa alleanza. non sono i piú adatti per suscitare un nazionalismo basato sull’orgoglio di razza. cominciava una nuova vita nella compattezza che veniva da un dio che aveva loro promesso un terr se avessero rispettato le sue leggi. secondo quanto risulta dall’itinerario che seguí per arrivarvi. nella sua ubicazione.. 2) Dare alla loro religione l’origine piú antica possibile. che era stato ormai presentato come figlio di ignoti . lo stesso raggruppamento di un popolo che intraprende un viaggio verso una terra promessa. quello ebraico. Abramo e i fatti a lui relativi sono un’evidente aggiunta. dava inizio alla storia del popolo ebraico facendola cominciare con una visione nella quale dio appariva a Mosè per eleggerlo capo e fondatore del suo popolo su imitazione di quel re Sargon che aveva fondato il grande impero accadico riunendo un popolo sotto una sola legge e un unico dio. sconosciuta allo stesso Abramo. n. riprendendo la sua storia con il libro Esodo. In entrambe c’è la stessa circostanza di un dio che si presenta a un popolo che non lo conosce. né con l’Esodo. 3) Togliersi di dosso quell’appellativo di «ebrei». vecchie di millenni. Considerando che con sette generazioni si possono coprire duecentodieci anni. sia perché le vicende che gli si riferiscono non sono che una ripetizione di quelle che vengono attribuite a Mosè. finalmente liberatosi da una schiavitú. ci viene dalle leggi che furono dettate da dio a Mosè. I motivi per cui gli ebrei aggiunsero Abramo (si presume tra il V e il IV secolo. dal momento che si pretende di riempirlo con sole sette generazioni. appare piuttosto fantasiosa in un Abramo che. cosa questa che non avrebbero potuto fare con Mosè.

imponendo un espresso regolamento. tanto che Giosuè. perché egli non veda in mezzo a te qualche indecenza e ti abbandoni (Dt. sono personaggi inventati? Certo che sono inventati. riusciranno a trasformarlo in un essere essenzialmente spirituale. a cui ha dato il nome di israeliti. Giacobbe. Non a caso è stato detto che i libri sacri non sono che il risultato delle continue rettifiche operate sui testi. le pestilenze continuarono a far strage degli ebrei. Perfezionò i loro regolamenti atavici.Dunque non possono esserci dubbi sul fatto che la prima narrazione biblica del popolo ebraico cominciasse da quella visione con la quale il signore propose un’alleanza a una massa eterogenea di uomini senza leggi perché si costituisse popolo. mi si potrebbe chiedere: Abramo. in seguito alle contestazioni e obiezioni mosse dagli avversari. a compiere le stragi piú efferate e le piú sanguinarie vendette contro i suoi nemici. Ma. Fedele alla consegna ricevuta dal faraone. si prodigò a insegnare loro i rudimenti della civiltà egizia. Mosé rimase al comando di questi nomadi per i quarant’anni che restarono nel deserto del Negheb. censure e contraffazioni a cui furono costretti a ricorrere i religiosi per ovviare a tutte quelle inesattezze e contraddizioni che emergevano da una storia che. come liberatore del popolo israelita. avente come cornice la sabbia del deserto del Negheb. con il quale. a partire dall’Esodo. e. non è che una congerie di aggiunte. n. allora. Davide e Salomone e tutti gli altri seguenti. È da questo quadretto. la cui mancanza era causa di continue epidemie dalle quali venivano sistematicamente decimati. come lo sono Adamo. entra in contatto giornaliero con Yahvè. il grande condottiero che succedette a Mosè. Mosè cercò di tenere sotto controllo questa orda di selvaggi. Stando a quanto dice la Bibbia. scaverai una buca e poi ricoprirai i tuoi escrementi. Ma. e ogni volta che deciderà di infliggere loro le punizioni piú severe per avere disobbedito. che resterà costantemente sull’attendamento fatto di pelli di capra. standosene sdraiato su una nuvola. che la Bibbia fa partire il suo romanzo circa le avventure di un popolo di pastori erranti. Saul. completamente inventata e improvvisata. cercando di inculcare in loro una mentalità sociale attraverso il rispetto delle leggi. nel ritirarti fuori. Questo passo assume un significato di particolare importanza perché. Sarà da questa nuvola che vedremo dio scendere ogni volta che dovrà comunicare i suoi ordini a Mosè e a tutti i patriarchi che seguiranno. Perché il signore tuo dio passa in mezzo al tuo accampamento per salvarti e mettere i nemici in tuo potere. 23. Siccome erano abituati a defecare accanto alle tende. continuando a credere che i morbi dipendessero dal fatto che gli ebrei avevano sospeso la circoncisione. in seguito alla liberazione da una schiavitú. seguirà il proprio popolo in tutti gli spostamenti. Eva. nonostante «la legge del piolo» imposta da Mosè e la promessa di dio di non inviare piú malattie – il signore allontanerà dal suo popolo ogni infermità e non manderà piú alcune di quelle funeste malattie d’Egitto. ma le manderà a coloro che lo odiano”i (Dt. quegli ordini con i quali autorizzerà i suoi «figli prediletti» a invadere le terre altrui. correzioni. 13). che riproduce un accampamento di pecorai sovrastato da una nuvoletta con sopra il creatore dell’universo. che fu poi riportato cosí nel Pentateuco: avrai un posto fuori dell’accampamento e là andrai per i tuoi bisogni. ci permetterà di comprendere come nel giro dei quattro secoli che precederanno la rivolta dei maccabei. impose loro di allontanarsi dall’accampamento. Esaú e tutti gli altri che animarono quei due secoli di storia biblica relativa ad Abramo. dimostrandoci quale fosse il concetto che avevano gli ebrei del loro dio nel VI sec. che sopraggiunse all’età di centoventi anni. ordinò di nuovo a tutti di tagliarsi il prepuzio. Mosè. soprattutto per ciò che riguardava l’igiene. riprendiamo con il Mosè biblico che. il quale. 16 . Fatte queste considerazioni. Nel tuo equipaggiamento avrai un piolo. Giosuè. l’accampamento deve essere dunque santo. cioè fino alla sua morte. una volta divenuto il suo conduttore. Tutto il Vecchio testamento. appropriandosi delle teologie “pagane”. 15) –. Un dio che viene ridotto alla stregua di un caporale che ispeziona le latrine di una caserma. av . 7. come il Nuovo. era continuamente soggetta alle critiche della ragione e del buon senso. gli ebrei.

tanto da divenire una vera e propria casta. furono chiamati nazir o nazorei. sulla cui testa non passerà rasoio.Durante quei quarant’anni. sarà per dei motivi ben precisi che vedremo a suo tempo. Per cui. furono di fatto quella «manna» che dio faceva scendere dal cielo per alimentare il suo popolo – quella «manna» che nessuno ha saputo mai spiegarsi cosa fosse. Come accade spesso nella Bibbia. figlio di Elisabetta moglie di Zaccaria. Questa istituzione. moglie di Abramo. anche di farle rispettare. Se la prima terra che attaccarono fu quella di Canaan. di conseguenza. cioè quel Gesú che. che fu designato ad assumere questa carica ancor prima che nascesse. Questo sistema di costruire gli eroi trova giustificazione in quel passo della Genesi. uomini famosi. a non bere bevande alcoliche e a non tagliarsi i capelli per tutto il corso di indottrinamento che durava tre anni. È in base a questo riferimento che la Bibbia sforna molti dei suoi personaggi piú famosi. attraverso un voto. In un susseguirsi di razzie oltrepassavano il Giordano per riportare agli accampamenti quelle refurtive che. a rimanere casti. sapendo quale sia la vera origine della fecondità raggiunta attraverso queste cure termali. che con il tempo andò sempre piú rinforzandosi. a cui fu dato il nome di nazireato. tu sei sterile e non hai avuto figli. si chiesero: man-hu? – che in ebraico significa: «che cos’è»? Mosè. ritenute prodigiose per quella convinzione che si aveva sulla sterilità che si faceva dipendere esclusivamente dalla donna. da quanto si può comprendere con chiarezza dalla Bibbia. il figlio che nasceva non poteva essere considerato che un eletto predestinato a diventare un eroe. moglie di Giacobbe. se lo faranno nascere da una vergine anziché da una donna sterile. facendoli nascere da un accoppiamento tra dio e quelle donne che si erano dimostrate sterili con gli uomini. Un angelo si presentò alla moglie di Manoach e le disse: «ecco. istituendo un corpo di tutori dell’ordine. perché il fanciullo sarà un nazoreo consacrato a dio fin dal seno materno». Esaú e Giacobbe da Rebecca. come sostiene la Bibbia nella sua abitudinaria falsificazione dei fatti. Ora guardati bene dal bere vino o bevanda inebriante. vedendola la prima volta. non lo fecero perché era stata promessa da dio. che significa «consacrati». ma soltanto perché era la piú prossima al deserto del Negheb. che diventerà viceré d’Egitto. si asserisce: c’erano sulla terra i giganti a quei tempi – e anche dopo – quando i figli di dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi i figli dell’antichità. I nazir si impegnavano. Cosí come Sansone. gli ebrei vissero per lo piú di rapine eseguite ai danni dei popoli che si trovavano nel Sud della Palestina. costituito da persone prescelte. almeno nella gran parte dei casi. furono partoriti per fecondazione divina Isacco da Sara. dove gli eroi vengono partoriti da donne sterili fecondate da dio. compresa la Bibbia che la chiamò appunto cosí. Giuseppe. nella convinzione che il tutto dipendesse dal soprannaturale. permettendo loro di vivere. ma concepirai e partorirai un figlio. sempre traendo le affermazioni da leggende altrui. moglie di Isacco. fino ad arrivare a quel Giovanni Battista. 17 . Gli appartenenti a questo ordine. cercò. facendola derivare dall’espressione di sorpresa che emisero gli ebrei quando. assunse con la rivolta dei maccabei un’importanza determinante su quella che fu l’evoluzione religiosa in seno al partito nazionalista giudaico. cosí anche Sansone nacque da donna infeconda resa incinta per opera divina. Poiché ecco. dopo di che. da Rachele. tu concepirai un figlio. era facoltativo proseguire nel voto o romperlo. per ciò che riguardava la tonsura. non si può escludere che le nascite di questi eroi. in realtà non fossero altro che un prodotto di corna. in cui. Ma. a cui venne affidato dai redattori dei Vangeli l’incarico di annunciare l’avvento di colui che sarà l’eroe degli eroi. E tanti altri. che dovevano collaborare con le autorità civili per ciò che riguardava la vita sociale e con i sacerdoti per ciò che riguardava la pratica dei culti. A questo punto sono certo che a molti sia venuto spontaneo rapportare questo tipo di miracolo divino a quelle acque minerali che rendono fertili le donne sterili. oltre che dare delle leggi. Certamente il piú famoso nazir del Vecchio testamento fu un certo Sansone.

Questo andamento di cose si protrasse finché. e tante altre. potesse portare a termine la strage dei filistei. fallí nell’intento di trasformare in popolo civile questa accozzaglia di nomadi primitivi. fattosi interprete della volontà aggressiva che era maturata negli ebrei. si metterà alla loro testa per conquistare definitivamente la Palestina. nonostante tutte le vittorie e le conquiste che loro saranno attribuite. riprendiamo con quel Mosè che. stipulato tra dio creatore e padrone del mondo e il suo popolo prediletto. ritornate alla primitiva indipendenza. dopo averli dichiarati monumenti commemorativi. che risiedeva nei capelli. e trucidando spesso i loro abitanti. prolungandosi le ore di luce. divenne fisicamente cosí gagliardo da fare strage dei filistei con una mascella d’asino. da trasformare il tutto in una tragicommedia talmente ridicola da risultare offensiva alla ragione e al buon senso. Essendo uno degli scopi principali dei redattori della Bibbia quello di attestare come gli ebrei fossero i legittimi proprietari della Palestina. assumerà il ruolo di fomentatrice di guerre. per quanto si adoperasse. e tante altre cose che lo resero il terrore dei nemici d’Israele. distribuitesi nel deserto arabico lungo i confini della Palestina. oltrepassando spesso anche il Giordano. dove gli eroi. Vi si narrerà di eserciti composti di decine di migliaia di soldati armati fino al collo e di migliaia di cavalieri che si affrontano in battaglie epiche tali da far impallidire Waterloo. privi di concetto sociale comunitario. non subentrò al suo posto quel Giosuè che. quale terra promessa. si imporrà come un vero manuale di guerriglia. la sconfitta dei cinque re in quella famosa battaglia in cui Giosuè ordinò al sole di fermarsi affinché.Il figlio che nacque fu chiamato Sansone. È questa immutabilità della realtà la prova principale che tutto ciò che si racconta nella Bibbia è soltanto il prodotto della fantasia. da scardinare la porta della città di Gaza sollevandola come una piuma. questi nomadi avanzarono verso il Nord. do- 18 . depredando. fino a toccare la Siria. faranno passare per occupanti abusivi i popoli indigeni e per legali proprietari gli ebrei. Queste tribú. E tanta sarà l’esaltazione che useranno i compilatori della Bibbia per raggiungere i loro scopi di propaganda nazionalista. saranno mostrati come invincibili conduttori di eserciti – anche se. per preparare gli ebrei a sostenere quella che sarà la battaglia finale. facendo. dura all’incirca due secoli.) Fatta questa breve disquisizione sui nazir e sul nazireato – che sarà molto utile da ricordare in seguito –. intensificarono le rapine ai danni dei popoli che pacificamente vivevano di agricoltura e di allevamento di bestiame. dei mucchi di pietra che la Bibbia. Cresciuto in virtú e saggezza. riunite tutte le tribú. i quali. Se qualcuno a questo punto volesse giustificare la debolezza di Sansone attribuendola all’astinenza sessuale a cui era stato costretto dal voto durante il seminario. come prova del possesso avvenuto. invase definitivamente le terre palestinesi. anche se intellettualmente si mostrò cosí debole e sprovveduto da rivelare alla prima baldracca che gli concesse le sue grazie il segreto della sua forza. Tutti i fatti che seguiranno l’Esodo non avranno altro scopo che quello di inculcare negli ebrei quel sentimento di nazionalismo guerriero che sarà alimentato nel corso dei secoli dall’attesa di un messia condottiero. insolentemente afferma che esistevano ancora al tempo in cui essa fu scritta. lasceranno sempre le situazioni come le avevano trovate. l’uccisione di altri trentuno re in una battaglia combattuta per la conquista della Transgiordania. non fa che ribadire quanto la continenza – lo confermano gli psicologi – sia un ostacolo alla normale formazione intellettuale (Ogni riferimento ai preti non è affatto casuale. che la Bibbia costruirà il suo programma di rivendicazioni sulla Palestina. a partire da Giosuè. si divisero di nuovo in gruppi autonomi e indipendenti. prescelto da dio fra gli uomini. stragi. la Bibbia. invertendo i ruoli. vendette. senza contare poi tutte le imprese che saranno attribuite in seguito. morto Mosè. Cominciata l’invasione con la terra di Canaan. Appartengono a questo periodo le narrazioni riguardanti la distruzione di Gerico. da demolire un tempio spezzandone le colonne con le braccia. terrorizzando e incendiando i villaggi che incontravano. grazie a quel diritto che loro derivava dal fatto di averla ricevuta da dio attraverso il contratto stipulato con lui nell’alleanza. eleggendo ciascuno dei capi tribú che chiamarono giudici. Via via che avanzavano si dichiaravano padroni delle terre occupate. per dimostrarne la legalità. costruiranno una teoria di rivendicazioni basata su battaglie nelle quali. Inizia cosí quel periodo di lotta tra invasori e popoli occupanti che. il quale. È su questo contratto. Come conseguenza. ricordato dalla Bibbia nel libro dei Giudici.

per ben due secoli. che trasformò in protagonisti dei propri piani politici. non avvezzi all’uso delle armi e quindi incapaci di mettere in atto una resistenza collettiva. 9. Dal quel calderone del passato. dal momento che la storia parla di esse. è solo per rispettare la simbologia che questo numero rappresentava nella cabala ebraica – seguirono una vita autonoma. trasse gli argomenti necessari per inventarsi una storia tutta sua. trasse da una lotta combattuta tra dio e un uomo immaginario. ma queste non hanno nulla a che vedere con le ruberie operate dai nomadi. fin19 . costruí la sua trama servendosi sia dei pastori che avevano invaso la Palestina. ciascuna sotto il comando di un proprio «giudice». privo di ogni riscontro storico. non erano altro che scontri tra poveri. sia delle bande di predoni. Che ci siano state in quel periodo bande organizzate di predoni. con la conseguente sovrapposizione tra i vari popoli. arrivarono ben presto a sentirsi talmente padroni di quelle terre da spartirsele fra loro. portavano via i tesori dei templi. per dimostrare l’inverosimiglianza dei fatti biblici basti dire che. che si difendevano a colpi di bastone. oltre a essere piú socialmente avanzato e quindi organizzato per il grado di civiltà che si era portata dall’isola di Creta. sostenuti. facendo di ogni erba un fascio. alle quali si unirono anche elementi israeliti. che vivevano di agricoltura e di allevamento di bestiame. quando uno andava a consultare dio. mentre in una pagina si parla di guerrieri armati di spade affilatissime capaci di fare stragi di decine e decine di migliaia di nemici in un solo combattimento. ricolmo di tutte quelle storie e leggende tramandate al suono dei salteri. la Bibbia. sorpresi a derubare. Divenuti cosí sempre piú arroganti e baldanzosi per la debole resistenza che incontrarono. perché quello che oggi si dice profeta allora si diceva veggente (I Sm. senza dilungarmi su questo argomento. a Saul e a quel re Davide. dai contadini indigeni (abitanti in villaggi di casupole fatte di un impasto di sterco animale e fango seccato al sole. Loro attaccavano le città per le loro riserve di derrate e per i loro allevamenti. che dall’inizio dei tempi li avevano relegati nei deserti a condurre una vita di sofferenze e di stenti. non c’è bisogno di spiegazioni per comprendere di quali lotte divenne teatro nei secoli successivi. per sostenere le sue pretese di proprietà su di essa. Considerando la Palestina in seguito alle invasioni e alla sistemazione delle tribú degli ebrei. da pastori invasori che. resi aggressivi dal bisogno e da quella rabbia che si era accumulata nei secoli. quali potevano essere un corno di bue o una mascella d’asino. queste battaglie tra le tribú ebree e gli autoctoni. da cui proveniva. Ma. divisi in decine di etnie autonome. che la Bibbia ci descrive come apocalittiche. collezionando tutto ciò che veniva riportato a quel tempo attraverso i cantastorie. come si serví della figura degli indovini e dei chiromanti per costruire i suoi profeti. diceva: «su. Tra i pastori che avevano invaso la Palestina con i loro pascoli abusivi e questi predoni organizzati in bande di guerriglieri c’era la differenza che ci può essere tra ladruncoli rionali di una città e grandi cosche mafiose. in un’altra si dice che gli israeliti per circoncidersi si tagliavano il prepuzio usando attrezzi primitivi fatti di selce e si servivano di bastoni appuntiti per fare buche in cui occultare gli escrementi. in modo che ogni tribú ne avesse una su cui poter pascolare il proprio gregge.po questo periodo dei Giudici. derivante dall’emarginazione patita da parte degli altri popoli. secondo quanto la stessa Bibbia sostiene: in passato in Israele. senza entrare in conflitto con le altre. Se tra tutti i popoli indigeni quello che piú validamente si oppose agli israeliti fu quello filisteo. che diventerà il simbolo dell’invincibilità dell’esercito d’Israele. e. le tribú di questi nomadi – che. facevano prigionieri per rivenderli come schiavi. attribuendola a degli anonimi pastori ebrei. ciò dipese dal fatto che esso. e ricoperte di paglia). Divisasi abusivamente la Palestina. si ritrovarono presto a essere occupati da questi pastori. non c’è dubbio. I palestinesi. Ma la Bibbia. andiamo dal veggente». In realtà. dando loro il nome di israeliti – nome che. da una parte. se la Bibbia dice essere dodici. 9). reagivano tirando pietre con le fionde o usando il primi oggetti che avevano tra le mani. per costruire le sue battaglie epiche e i suoi condottieri. a cui dette il nome di Giacobbe. dall’altra. e assalivano le carovane che trasportavano il rame proveniente dalle miniere del Negheb. era mosso dall’orgoglio che gli veniva dal fatto che quelle terre avevano preso il nome di Palestina dal loro: Pelistin.

che fosse lui a sceglierlo. riconoscendolo al contempo come suo unico dio. riferí tutto al signore. dicendogli: «dacci un re che ci governi. che il re gli giurasse fedeltà. 8. facendo osservare a Samuele che essa rappresentava in realtà la propria detronizzazione: «il popolo mi ha rigettato perché vuole che io non regni piú su di lui. dopo averli ascoltati. concludiamo il capitolo anticipandondo che. Secondo la Bibbia. e. un re come lo hanno tutte le altre nazioni». il quale. non decisero di riunirsi sotto un unico capo che chiamarono «re». dopo ripetute e accese discussioni. si presentarono a Samuele. n. 20 .. 7). Lasciando da parte ogni commento circa questa risposta del signore – che non fa che confermare come Yahvè non abbia mai fatto parte dei culti religiosi ebraici prima del VI sec. subito si oppose a questa richiesta. av. l’allora patriarca. ma ponendo due condizioni: la prima. la seconda. alla fine dio cedette alla richiesta del popolo che voleva un re. Cosa d’altronde che c’era da aspettarsela dal momento che mi hanno abbandonato dal giorno che lasciarono l’Egitto fino a oggi per seguire altri dei» (Sm. temendo la concorrenza di un re. separatesi da quelle del Sud. né prima gli ebrei mai lo conobbero –.ché le tribú del Nord. Samuele.

Come si è visto. gli versò sul capo un’ampolla d’olio. Questo sarà per te il segno che il signore ti ha “unto” capo sulla sua casa». e i territori palestinesi da loro occupati nel loro regno d’Israele. si recarono da un certo Samuele. 7). i nuclei del Centro-Nord decisero di coalizzarsi. noi vogliamo un re. È da questo quadro di aggressioni e di battaglie. Samuele si recò allora alla tribú di Beniamino. le tribú rimasero sotto il governo dei «giudici» fino a quando. in atto di profetizzare. prima di entrare nella città. trovato Saul. lasciatosi convincere dalle suppliche di Samuele. eleggendo un unico capo in sostituzione dei «giudici». in quanto erano state ritrovate presso il sepolcro di Rachele. preceduti da arpe. le tribú. dopo aver unto e lisciato Saul. che ignora sempre i fatti storicamente importanti. che la Bibbia ci presenta come profeta e patriarca. rattristato da questa richiesta. che si mise a fare il profeta in mezzo a loro (siccome profetizzare significava improvvisare rime accompagnate dalla musica. dirò che chiude la cerimonia informandoci che Samuele. sulle prime contrario a un re perché vedeva in lui un concorrente. Tu avrai potere sul popolo del signore e tu lo libererai dalle mani dei nemici che gli stanno intorno. vide venirgli incontro un gruppo di profeti. praticamente Saul si mise a cantare insieme a loro). Saul. che scendevano da un’altura. gli disse di non preoccuparsi piú delle asine che suo padre aveva smarrito. ritornate autonome. il signore ti ha unto capo sopra Israele. dopo essere rimaste per secoli nel deserto drabico e del Negheb. E tanto per mettere in evidenza come la Bibbia. sui confini di Zelzac (perché invece di raccontarci questa sciocchezza non ci vengono detti i nomi dei faraoni a cui è collegata continuamente la sua storia?). n. alla fine. av. spesso erano in lotta fra loro. Che essi arrivassero a questo punto io avevo già capito dal giorno in cui lasciarono l’Egitto abbandonando me per seguire gli altri dei» (I Sm. Costui era un certo Saul. alla fine del XII sec. e. un re come lo hanno tutti gli altri popoli» (I Sm. trasformando i capi di queste bande di saccheggiatori in «giudici». ognuna sotto il comando di un proprio capo. che si sono mostrati incapaci e corrotti. Il signore. dieci anni dopo l’invasione della Palestina. come si è detto: «gli israeliti mi hanno rigettato perché io non regni piú su di loro. essendo l’unica terra del Vicino oriente abitata da tante piccole etnie che. uscí dalla tenda e si diresse verso la città di Gabaa. in seguito alla morte di Giosuè. 8. invasero definitivamente la Palestina.8. Lo spirito del signore investí Saul. si attardi invece su stupidi dettagli. Il signore. alle due condizioni indicate.IL PERIODO DEI RE Dunque. figlio di Kis. Dopo qualche giorno di riflessione il signore. flauti e cetre. lo concesse. resesi conto che non avrebbero potuto mai ottenere una supremazia netta e definitiva sugli indigeni rimanendo disunite. i condottieri dei predoni eletti re da dio. 5). approfittando della sua debolezza. cercò la tenda di Kis e. Di tutto ciò che la Bibbia riporta circa il periodo possiamo trovare dei riscontri storici soltanto in quelle tavolette e in quei graffiti che vagamente accennano a bande di predoni formatesi in seguito alle migrazioni dalla Mesopotamia. Bande di predoni che. oltre a essere autonome e indipendenti. dicendogli: «ecco. limitandosi ad attaccare le popolazioni che erano oltre il Giordano con incursioni periodiche. 21 . rispose a Samuele. lasciata la sua nuvola. per lo piú tramandato dai racconti popolari. e gli dissero: «al posto dei giudici. che la Bibbia trae gli argomenti per tessere la propria storia. eletto re. dettero inizio a quel periodo lungo due secoli che la Bibbia raccoglie nel libro dei Giudici. Ma. ritornò da Samuele per sussurrargli in un orecchio come doveva fare per eleggere re colui che egli aveva designato: «domani a quest’ora contatterai un uomo della terra di Beniamino e tu lo ungerai come capo del mio popolo». che secondo lui esprimeva la volontà del proprio popolo di sostituirlo. andato a riferirgliela. Morto Giosuè. dopo averlo baciato.

sarà per gli ebrei un meshiha. per i greci un khristos. dopo avergli comunicato che il signore aveva deciso di destituirlo a causa della grave disobbedienza che aveva commesso. che. messosi a capo dell’esercito. lo trafisse con la spada. come gli fu davanti. Come già era avvenuto in precedenza. e poi lo rinnega sostituendolo con un altro.Questa scena riportata dalla Bibbia si ispira ai culti “pagani”. eleggendola come capitale di quel territorio occupato dalle dieci tribú del Centro-Nord che la Bibbia dichiara essere stato il primo regno d’Israele. Disceso dalla nuvola. Una mancanza che portò dio a punirlo destituendolo dalla carica di re. e tutto il bestiame. Fatta questa precisazione. Dato che da questo momento in poi tutti i re d’Israele saranno uomini eletti da dio attraverso l’unzione. re di Amalech. Ma. Va dunque. e in greco si traduce con la parola khristos. e vota allo sterminio quanto gli appartiene. il giorno dopo si recò da Saul e. riprendiamo con Saul. perché gli si dimostra «duro di cervice». colpisci Amalech. che affoga l’umanità perché non corrisponde alle sue intenzioni. perché egli non aveva eseguito i suoi ordini. il signore andò da Samuele e gli disse: «mi pento dí aver costituito Saul re. come doveva essere quel conduttore di eserciti. sono cosí frequenti da trovarsene una in ogni pagina della Bibbia. perché si è allontanato da me e non ha messo in pratica la mia parola». che lo portano a ricominciare sempre da capo. Ma. Questa volta l’ordine era di distruggere un certo Agag. Samuele. che crea Adamo ed Eva per renderli felici e poi li condanna al dolore e alla morte. Saul detenne il comando per una decina d’anni. fece agli israeliti dopo l’uscita dall’Egitto. uccidendo uomini. si presentò a Saul e gli disse: «il signore degli eserciti. buoi e pecore. è doveroso soffermarsi per dire che le parole «unto» – in ebraico si esprime con la parola meshiha. la Bibbia non è stata scritta per edificare un dio virtuoso. quello che maggiormente provo è la pena che origina da quell’angoscia in cui egli perennemente vive a causa dei continui ripensamenti e pentimenti. donne. secondo i quali gli indovini acquisivano la preveggenza entrando in uno stato di trance attraverso danza e allucinogeni – infatti è per questo che tutte le profezie bibliche sono frutto di sogni e di visioni. impietoso e assetato di sangue. è noto. quanto piuttosto un prototipo vendicativo. cioè «messia». Ordinò che gli fosse condotto Agag e. cioè «cristo» –. «messia» e «cristo». A parte la ripugnanza che suscita questo dio per via della sua crudeltà insensata. Saul. inanellando errori su errori. si fece egli stesso esecutore dell’ordine di dio. Samuele. che era l’ambasciatore di dio. bambini e lattanti. quell’«unto». bambini e lattanti. Questo dio che elegge Saul re. considerato quello che Agag. quel 22 . rimase turbato e alzò grida tutta la notte. obbediente come era stato sempre. mi ha incaricato di ordinarti di punirlo. sarebbe egli quella «mente superiore» che avrebbe creato l’universo. commise la grave disubbidienza di risparmiare la vita al re Agag. cammelli e asini». espugnò la città di Ebron in terra di Canaan. In un continuo rincorrersi di successi e di vittorie su quelli che la Bibbia chiama «nemici del popolo di dio» (in realtà non erano altro che le popolazioni indigene che difendevano la loro terra dall’invasione di questi predoni). re della città di Amalech. non lasciarti prendere da compassione per lui. cioè fino a quando non fu lo stesso dio a destituirlo. quale «unto». secondo da quale delle due lingue mutiamo la parola. rimandando a un medesimo campo semantico. che decide di sterminare il suo stesso popolo subito dopo averlo liberato dall’Egitto. dio aveva ordinato a Saul un’ennesima strage dei nemici. all’infuori che onnipotente e onnisciente. partí subito alla volta della città di Amalech. magnanimo e nobile. ma uccidi uomini e donne. sono tre appellativi che hanno lo stesso significato. «quell’orologiaio» – come dice Voltaire – che ha dato ordine a tutte le cose? Le incoerenze che dimostrano che questo dio tutto è. per quanto avesse cercato di mostrarsi impietoso come dio gli aveva ordinato. e per noi un «messia» o un «cristo». forte di un esercito numeroso e organizzato. eletto re attraverso il rito dell’unzione. dopo aver alzato strepiti fino al mattino. che si era affezionato a Saul. limitandosi a farlo prigioniero. con conseguente messa in disuso di quel giardino dell’Eden che aveva programmato come eterno. Saul. Samuele.

basti dire che sollevò la veste di Saul mentre defecava per il semplice gusto di guardargli i glutei. fu proprio lí che Saul entrò per un bisogno fisiologico. quatto quatto. Per comprendere chi fosse. l’odio. accanto a lui. Traditore. quel «cristo». Davide. Samuele si mise ad aspettarlo sotto la sua tenda e. se dovessero costruirsi un dio. è lui» – e la Bibbia cosí ce lo descrive: era fulvo. il signore disse a Samuele: «alzati e ungilo. nel diciassettesimo troviamo Samuele che. Perché potessero godere dello spettacolo anche i suoi compagni. Samuele. per salvarsi. stando a quanto dice la Bibbia. Da questo momento comincia la rivalità tra le tribú del Sud. Tutto ciò avvenne nella caverna di Engaddi (IISm. sedette il signore. 23 .1. preso il vaso. Saul. tirò su le brache e ripartí. si mette in cammino per andare a cospargere d’olio il nuovo prescelto da dio a divenire re d’Israele. capitò una volta che Davide scappasse davanti a Saul che lo inseguiva per ucciderlo. Ebbene. basta dire che fece uccidere un uomo soltanto per portarsi a letto la sua donna. Appena Davide si presentò. omicida. con begli occhi e di gentile aspetto. la gelosia e l’ottusità di un popolo primitivo. adultero. Per dare un’idea di quanto fosse vizioso. quella Betsabea che divenne una delle sue numerose concubine. Come i cavalli che. ladro. accucciato defecava. mantenne un comportamento da autentico criminale. gli si avvicinò da dietro. ovvero quella lotta tra la Giudea e il regno d’Israele. come non aveva prodotto nessun effetto su Saul (che fu rinnegato dallo stesso dio). consacrò Davide in mezzo ai suoi fratelli. gli tagliò una parte del mantello con la lama e tutto con una tale abilità che Saul. ignorante. comportamento che può trovare una giustificazione nell’omosessualità che alcuni storici gli attribuiscono. guarda il caso. saltando per intero il sedicesimo capitolo del libro di Samuele (una congerie di insulsaggini che possono essere utilizzate soltanto per ridicolizzare la Bibbia). Come gli fu accanto sfoderò la spada e con la punta di questa gli alzò il mantello che gli copriva il fondo schiena. A un certo punto dell’inseguimento. altrettanto non produsse nulla di buono su di lui che. non accortosi di nulla. non accortosi di nulla. Secondo la Bibbia i fatti andarono come segue: per via della discordia che c’era tra i due. Ma lo spirito del signore che si era posato su Davide. Riprendendo il racconto biblico dal punto in cui lo avevamo interrotto. rappresentate da Giuda e Simeone. Davide che si era nascosto nel buio della grotta. dopo la destituzione di Saul. aveva sei fratelli e faceva il pastore. 24). si nascose con i suoi compagni in una caverna. uscí dalla grotta e ritornò sulla via. si alzò. oltre a essere un disobbediente recidivo. crudele: tali sono le prerogative che fanno di Davide il delinquente per antonomasia. era figlio di un certo Iessi della tribú di Giuda. Compiuto il rito. Questi viveva a Betlemme. riferendosi alla morbosa amicizia che nutriva per il giovane Gionata. represso e frustrato. Samuele si alzò e tornò a Rama. rimase a guardare Saul che. e i maiali di un porco. bensí l’uomo a costruirsi un dio secondo la propria. «Dimmi chi sei e ti dirò chi è il tuo dio»: e nessun trattato ateo potrà mai dimostrare quanto la Bibbia che non fu dio ad aver creato l’uomo a sua immagine e somiglianza. che in realtà non è stata altro che una guerra a fini egemonici combattuta tra due bande di predoni che si contendevano il dominio sulla Palestina. fedifrago.«messia». e le tribú del Nord. dato che Davide non era ancora rientrato dal pascolo. che erano restati in fondo alla grotta. figlio di Saul. versandogli l’olio sul capo. escludendo che possa essere nero. gli darebbero le forme di un cavallo. Da quel momento lo spirito del signore si posò su Davide. si chiamava Davide. cosí gli uomini bianchi si sono costruiti un dio bianco – Gott ist Weiss («dio è bianco») e dunque. in cui gli ebrei immedesimarono tutta la collera. Quando arrivò. si arriva al punto di chiedersi se i negri abbiano l’anima. finché non si mosse e.

sapendo quanto fosse vizioso. per quanto si adoperassero. preso dalla Bibbia. in realtà fu determinata dalla vittoria che riportarono le tribú di Giuda su quelle d’Israele. fino alla consumazione dei secoli. continuarono a opporsi a Davide. lontana dall’essere quella grande città che la Bibbia vuol darci a intendere. (Considerando la debolezza del vecchio. per dare una fissa residenza al governo del suo regno. Davide riportò i loro prepuzi e li contò davanti al re per diventare genero del re. 6). Le tribú del Nord. rimaste fedeli a Saul. Saul gli dette in moglie la figlia Mikal (II Sm. togliendola ai gebusei. ma soprattutto per le numerose caverne e cunicoli sotterranei che permettevano ai suoi briganti di entrare e uscire dal covo senza essere controllati durante le scorrerie e di fuggire quando erano attaccati da eserciti piú po24 . i duecento prepuzi di filistei alla figlia Mikal su un piatto d’argento dicendole: “questo è il dono matrimoniale di Davide. con i suoi predoni. Saul fu preso da tanta simpatia per Davide che gli propose la figlia come moglie. poiché Davide era povero. essendo tutti gli ebrei accampati in tende e praticanti il nomadismo. che ci mostra un re il quale. una misera rocca sita in prossimità di una grande fonte. appunto. ritenendolo un usurpatore. presso la sua tribú. La durata del regno di Davide su Israele fu di quarant’anni. ma solo cento prepuzi di filistei. 1. sebbene lo coprissero. Fu cosí che. Fu a causa di questa ostilità. la abitò e la chiamò città di Davide (II Sm. 4). cosí il re nostro signore si scalderà». base su cui la Bibbia edificherà quel partito nazionalista giudaico che lotterà nei secoli successivi per ricostituirlo. La giovane era molto bella. Secondo la favola biblica. non avrebbe fatto piú al caso un’esperta baldracca che non una verginella?) La sostituzione di Saul con Davide. Ma. i suoi cortigiani. che. Secondo la Bibbia. Davide regnò su Israele per quarant’anni. 18. che storicamente erano. dà ordine alle schiave di fargliene una collana con cui ornarsi il giorno delle nozze. sette in Ebron e trentatré in Gerusalemme (I Re. Per comprendere come il Regno d’Israele sia una pura invenzione. I ministri riferirono a Davide queste parole e a Davide piacque questa condizione per diventare genero del re. nella certezza che la cosa migliore per corroborarlo fosse quella di ricorrere al sesso. Una sede. perché sia fatta vendetta dei nemici del re». E Mikal che. non riusciva a scaldarsi. dopo sette anni. Ma. Davide e i suoi uomini mossero verso Gerusalemme contro i Gebusei che abitavano in quel paese. che la Bibbia fa dipendere da dio. fece sapere a Saul che ciò non sarebbe stato mai possibile. che sentiva crescere intorno a sé. deve conquistarne la sede espugnandola con le armi.2. Saul. gli misero a letto una ragazza vergine. scelse Gerusalemme come rifugio. perché lui non aveva nulla da offrire in dote per sposare la figlia di un re. sarebbe di per sé sufficiente il passo sopra riportato. non fu soltanto per quei vantaggi che gli venivano dalla riserva d’acqua che si trovava nelle sue adiacenze. per trasferirsi nel territorio di Giuda. Si cercò in tutto il territorio d’Israele una giovane bella e si trovò Abisac da Sunem e la condussero al re. davanti a tutta la corte. Davide partí con i suoi uomini e uccise duecento filistei. non avendo un luogo fisso da eleggere come residenza. Ma. si impossessò di Gerusalemme. per giunta. da quanto risulta dalla storia. in realtà è. avuta questa risposta. che Davide decise di lasciare Ebron. Davide sconfisse i gebusei che fuggirono attraverso il canale. fallirono nell’intento a causa della mancata erezione. dopo averli contati uno per uno. riunendo tutte le tribú della Palestina sotto un unico comando. per quanto il signore avesse promesso a Davide che il suo regno sarebbe stato saldo nel tempo. esso cominciò a dare subito segni di cedimento.Interessante è poi sapere come Davide riuscí ad acquisire il merito che gli consentí di divenire genero di Saul. I suoi ministri dissero: «Si cerchi per il nostro re una vergine giovinetta che assista il re e lo curi e dorma con lui. le due coalizioni di predoni che si contendevano il dominio di quelle terre. 5. Davide divenne il fondatore di quel grande regno d’Israele. Davide entrò nella rocca. 17). 10) Ma. Vecchio e indebolito. sono duecento prepuzi di filistei”. riuní i ministri e disse loro: «riferite a Davide: il re non pretende il prezzo nuziale. Se Davide. [… Il] re Davide era vecchio e avanzato negli anni e. ma il re non si uní a lei (I Re. Provo a immaginare il re Saul mentre porge.

i gebusei. 27. Davide consacrò al signore l’argento e l’oro che aveva tolto alle nazioni che aveva soggiogato. asini cammelli e vesti. un vero compendio di tecniche sovversive e terroristiche. ai moabiti. Salomone e sopra tutti Davide. 3. agli ammoniti. di questo «unto» da dio. i cananei. i quali. che la Bibbia chiama «città di Davide» ed elegge a sede del regno d’Israele. messo alle strette. in realtà è quello che si trova alla base delle tre religioni monoteiste. ma con un sistema ben differente da quello che normalmente viene praticato dai monarchi legalmente riconosciuti. anche Davide impose tasse ai suoi sudditi. Che questo “regno” non rappresentasse nulla per alcuno. è la stessa Bibbia a dirci come Davide realizzasse la riscossione dei tributi: Davide e i suoi partivano a fare razzie contro i gebusiti e gli amaleciti: questi appunto sono gli abitanti di quel territorio del regno d’Israele che si estende da Telam verso sud. 8. sul cui avvento gli ebrei riporranno la realizzazione di quel regno universale di cui si ritengono i legittimi eredi. quali i seguenti: ed ecco. contro il Negheb degli ieramliti. avrebbero dovuto essere suoi sudditi. come unico scopo. Basta riflettere un attimo su ciò che intendono i cristiani con «universalità della Chiesa» per comprendere come siano gli eredi diretti di 25 . Abramo. 11). Giosuè. re di Zoba (II Sm.) Il fatto che Davide fosse il capo di una banda di predoni viene confermato da tanti altri passi della Bibbia. figlio di Recob. Mosè. Quando Achis gli chiedeva: «dove avete fatto scorrerie oggi?». circondato come era da popolazioni che avevano come unico scopo quello di abbatterlo per espellere quel popolo di nomadi che. etc. che doveva servire da esempio ai rivoluzionari del movimento nazionalista. apparendo a dir poco farneticante. che Davide si installò con il suo esercito di banditi. Davide batteva quel territorio e non lasciava in vita né uomo né donna. che potrebbe far sorridere. avevano quello di costruire la figura di un condottiero crudele. secondo la nozione che normalmente si ha di un regno. Come ogni re che si rispetti. che sono l’ebraismo. agli amaleciti. La Bibbia. gli uomini di Davide tornavano da una scorrería e portavano con sé grande bottino (II Sm. in quanto figli prediletti di dio. fino al paese d’Egitto. viene confermato dal fatto che non fu mai riconosciuto dalle tribú del Nord. da secoli. come aveva fatto del bottino di Adad-Ezer. che sarà elevato a simbolo del movimento rivoluzionario. Infatti. Saul. Usando come esattori i suoi briganti. compresi gli stessi ebrei. La figura di Davide. i filistei. 8). è un testo di istigazione alla rivoluzione piú spietata e sanguinaria. (Akis. il cristianesimo e l’islamismo. di questo invincibile conduttore di eserciti. Questo concetto yahvista. creatore e padrone del mondo. re di Gag.. Davide rispondeva: «contro il Negheb di Giuda. per avere una risposta va tenuto presente che la moralità di Davide era l’ultima cosa a interessare i redattori. «messia» o «cristo» che dir si voglia. ai filistei. nella realtà dei fatti. Se viene da chiedersi perché la Bibbia citi fatti che ledono la figura di Davide. poi tornava indietro da Achis re di Gag. di questo sterminatore di nemici a cui dio ha promesso un regno senza fine nello spazio e nel tempo. sostenendo la propria superiorità sulle tribú della Giudea. cioè gli ammoniti. che il partito nazionalista giudaico attuerà prima nella rivolta dei maccabei contro Antioco IV Epifane. contro il Negheb dei reniti». Un regno che. i quali avevano basato la riconquista della Palestina su un programma di azioni violente. finiva laddove cominciava. la maggior parte delle battaglie sostenute da Davide sono contro i popoli che costituivano la Palestina. sarà trasposta in quella di un messia. e poi contro Roma. che continuarono a contestarlo. era uno dei tanti ricettatori a cui i predoni vendevano le refurtive. 22). in quelle che saranno le rivoluzioni messianiche. prendeva greggi e armenti.tenti di loro (come risulta da alcuni passi della Bibbia in cui si afferma che Davide. Fu in questa rocca. i quali. fuggí attraverso questi cunicoli che terminavano in aperta campagna). re ellenistico. Davide non lasciava sopravvivere né uomini né donne da portare come prigionieri a Gag per non avere nessuno come testimone delle sue stragi (Sm. non sono altro che figure costruite per realizzare un programma monoteista a base religioso-guerriera. sanguinario e senza scrupoli. attuando razzie e facendo uso del terrore. infestava le loro terre. agli aramei. fatta di misere casupole di paglia e di grotte − da antichi testi egizi risulta avere il nome di Urusalaim −. lontana dall’essere un libro di incitamento alla morale.

che non si riesce a capire come potessero riformarsi per essere di nuovo distrutti. 23. Contrariamente a quanto la Bibbia vuole far credere. significando «un solo dio». si fa recitare al popolo: Saul ne uccise mille. Lo stesso avviene per le battaglie contro i moabiti. da quanto riportano i fatti. 9). è la parola stessa «monoteismo» che. gli ammoniti e tutti gli altri popoli palestinesi. Eleazaro che percosse i filistei finché la sua mano. sembra che Davide fosse piú propenso a seguire altri dei che non questo dio d’Abramo. D’altronde. sui quali riesce ogni volta vittorioso. Ma. al di sopra di tutte queste carneficine. allorché diventerà re. intendendo con «dei» tutte le ideologie che vi si oppongono. accettò che il popolo gli cingesse la testa con la corona del dio Micolm che pesava un talento d’oro e conteneva una pietra preziosa. cosí totali e definitive ogni volta. 29). 8). Per dimostrare fino a che punto fu usata la fantasia per rendere Davide l’eroe degli eroi. come conseguenza. l’innalzamento del 26 . per contendersi il dominio del mondo. Per comprendere quanto i redattori della prima stesura della Bibbia vollero esaltare Davide. E in alto. la voce tonante del signore che ripeteva all’invincibile Davide: la tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me e il tuo trono sarà reso stabile per sempre. 24. un esercito cosí poderoso non poteva avere che degli ufficiali supereroi: questi sono i nomi dei prodi di Davide: Is-Bal che impugnò la lancia contro ottocento uomini e li trafisse in un solo scontro. anche il piú potente. dal quale risulta che disponeva di un esercito cosí poderoso quale nessun’altro popolo. sostenendo ciascuna che il proprio dio è quello vero. quando in realtà il dio dei cristiani. basti dire che non esitarono a paragonarlo allo stesso Saul. In una cantilena popolare riportata dalla Bibbia a proposito di una guerra nella quale avevano partecipato Saul e Davide. entrato nella città dí Rabba dopo averla espugnata. affinché divenisse l’emblema della riscossa giudaica.quell’ideologia che aveva portato i giudei a concepire un regno dal dominio universale. gli aramei. avrebbe potuto vantare: Ioab consegnò al re Davide la cifra del censimento del popolo ebreo: c’erano in Israele ottocentomila guerrieri che maneggiavano la spada. Terminata l’incoronazione Davide depredò la città di Rabba dí un grande bottino. cioè un esercito quattro volte superiore a quello di cui poteva disporre l’Egitto. in Giudea cinquecentomila (II Sm. che dà inizio all’epopea di Davide. Tutto il resto che si attribuisce a Gerusalemme. E. i quali mettono a disposizione del loro condottiero un esercito di un milione e trecentomila guerrieri. perché attraverso di essa si ha un’ulteriore prova di come egli fosse un capo predone. basterebbe ricordare quel censimento fatto da lui stesso. i quali avevano osato razziare nel deserto del Negheb (che faceva parte del territorio riservato alle sue razzie). asserendo che era superiore a lui di dieci volte. se viene ricordato attraverso antichi testi egizi. esprime la volontà di soppressione di tutti gli altri dei. Tra le battaglie di particolare significato c’è quella che Davide combattè contro i «predoni amaleciti». è soltanto per via di una grande sorgente che riforniva di acqua le popolazioni adiacenti. 12. Solo a nominare i re che uccise e le città che rase al suolo c’è da riempire una pagina. esse si combattono fra loro. Ma ciò che maggiormente stupisce delle tre religioni è il fatto che. Già l’abbattimento del gigante Golia. allah e Yahvé sono tre forme del medesimo dio. come le mura di Davide. che riportò a Gerusalemme dove ritornò con tutta la sua truppa (II Sm. Davide diecimila. ci predispone a immaginare ciò che sarà detto di lui in seguito. non rimase attaccata alla spada. Gli stesori gli attribuiscono stragi di filistei. perché un giorno. eroe dei filistei. Samma che attaccò e sconfisse da solo tutti i filistei che si erano radunati in un campo di lenticchie (II Sm. Se si pensa che in Palestina ci poteva essere un totale di cinquecentomila ebrei non si può che ridere dell’impudenza dei redattori della Bibbia. Gerusalemme non era che un misero raggruppamento di abitazioni rappresentate per lo piú da grotte che. sfinita.

Ma il ruolo da primato a cui ascese Gerusalemme per volontà di Roma. Salomone e tutti gli altri re che a loro si succedettero – ammesso che si chiamassero cosí i capi predoni ebraici di quell’epoca – abbiano fatto qualcosa per fortificarla contro gli attacchi dei popoli indigeni. oltre a contribuire finanziariamente al programma di Erode. etc. n. dopo averla messa a ferro e fuoco. con quelle di Alessandro Magno e dei sovrani ellenistici. Gerusalemme riprese via via importanza. stanca delle rivoluzioni che il partito nazionalista giudaico promuoveva per la conquista della Palestina. Come le tribú 27 . Nulla di nulla. le ricchezze accumulate che tentarono per la loro immensità anche gli egizi. anche se si protrasse nel tempo. in seguito. Roma. nonostante le prodezze e le conquiste che la Bibbia attribuisce a Davide. divenendo meta di pellegrinaggi da Roma per il ruolo che a essa veniva dal fatto di essere considerata la città della «passione» di Cristo. che precedettero l’ultima. Gerusalemme rimase. nulla cambiò in Palestina con il suo avvento. è fuori discussione. che divenne residenza del presidio romano. In parte riedificata da quei pochi giudei che si erano salvati dalle esecuzioni operate dai romani e dalle persecuzioni che avevano seguito la rivolta. e. Quelle che i sostenitori della Bibbia affermano appartenere al regno di Davide sono in realtà le mura che furono edificate dall’Impero bizantino negli anni 1064-1070 per difendersi dai musulmani (selgiuchidi e fatimiti). che la consideravano il quartiere generale di quei briganti che li depredavano.tempio per metterci dentro l’«arca» che conteneva i dieci comandamenti. lo fecero esclusivamente per impossessarsi di quell’enorme riserva di acqua che vi si trovava e non per i tesori ammassati nel tempio. Dei quarant’anni di regno sette li passò ad Ebron e i rimanenti trentatré a Gerusalemme In realtà. a causa dell’ultima rivoluzione messianica condotta dal messia Bar Kocheba. nominandola come sede giuridica. Se ho fatto questo breve riassunto della storia di Gerusalemme è stato per dire che della Gerusalemme antica. quella piccola rocca che era durante le invasioni che si susseguirono in Palestina. neppure l’ombra di un rudere. fu attaccata e rasa al suolo dalle legioni di Tito. Questo agglomerato di misere abitazioni e grotte assunse una certa importanza soltanto all’epoca dell’occupazione romana con il re Erode che. Davide salí al trono a trentatré anni e morí a settantatré. che avevano tutto l’interesse a far apparire la città piú sontuosa e potente possibile. In seguito alla rivolta giudaica. in seguito al concilio di Nicea avvenuto nel 325.). Che Davide. vi costruí tra le tante altre cose un imponente anfiteatro e la fortezza della Torre Antonia. non esiste traccia. figlio dell’imperatore Vespasiano. gli assiri e altri popoli se la contesero anche con l’uso delle armi. Se avvenne che gli egizi. Alla sua morte tutto era rimasto invariato com’era. e. munendolo di importanti costruzioni. a partire da quella dei persiani operata da Ciro il Grande. avendola eletta come capitale del Regno d’Israele. Soltanto dopo la vittoria del cristianesimo sulle religioni “pagane” e sull’ebraismo. Le sole vestigia del tempo biblico che ci sono pervenute sono quelle che appartengono a Erode. l’altare che fu eretto sul colle di Sion in ricordo dell’apparizione dell’angelo di Yahvè in occasione di un’ennesima pestilenza inviata dal signore. non sono altro che favole inventate dai redattori della Bibbia. la sede dei procuratori fu trasferita a Cesarea Marittima. quel regno che rappresentava nei loro programmi il fulcro della propaganda nazionalista. A questo sviluppo di Gerusalemme contribuí in maniera determinante anche Roma. quella dei romani. dal grande tempio e dalla dimora mastodontica di Salomone. quasi volesse cancellarla dalla storia. tra cui il tempio.. quella trattata dalla Bibbia come città dalle mura poderose. per proseguire. per motivi politico-sociali. che possa testimoniare l’esistenza della grande capitale del regno d’Israele. che. e. fu di nuovo distrutta nel 135 n.. la costruzione della reggia di Salomone. Ricostruita alla meno peggio dai giudei dopo il rientro dall’esilio di Babilonia per iniziativa di un certo Zorobabele. lo elesse quale residenza della sua corte (73-74 av. nel 70 n. ricevette una battuta d’arresto quando. poi. ma che essa fosse quella grande e splendida città che la Bibbia ci vuol dare a intendere è da escludersi nella maniera piú decisa. le cambiò il nome in Aelia Capitolina.

Ognuno aveva l’incarico di procurare il necessario per un mese all’anno. 13). Salomone distribuí sulle dodici tribú l’onere di sostenere tanta grandezza. contendendosi i territori. e di grandiose città in tutto il territorio della Palestina. per garantirsi una tranquillità di comando. prolificarono tanto da rendere il popolo ebraico numeroso come la sabbia del mare: Giuda e Israele erano diventati numerosi come la sabbia del mare e mangiavano e bevevano allegramente (I Re. Davide innalzò un altare al signore. La prima stesura della Bibbia terminava con una disobbedienza di Davide verso dio che gli aveva proibito di fare un censimento che lui. consigliatosi con un certo Gad che gli era amico. che pagò cinquanta cicli d’argento. Vedendo prossima la morte. in lotta continua tra loro e perennemente attaccate dai popoli indigeni. morí nel 970 av. Se. in qualità di figlio maggiore. scelse la peste. Il regno di Salomone viene elevato dalla Bibbia a una grandezza e magnificenza faraonica. aveva fatto ugualmente. Davide chiamò il sacerdote Zadok e il profeta Natan e ordinò loro di ungere come successore al trono d’Israele suo figlio Salomone.ebraiche seguitarono a vivere nei loro accampamenti nomadi. (Ancora un altro pentimento da parte del dio onnisciente!) Terminata la peste. imponendo a ognuna il mantenimento di un mese: Salomone aveva dodici prefetti su tutto Israele. Tutte opere che rimangono. Davide si addormentò con i suoi padri e fu sepolto nella città di Davide. di Salomone fece il simbolo del trionfo che segue una grande vittoria. Da Dan a Bersabea morirono settantamila persone del popolo. Davide. cioè a Gerusalemme – dove. Con Salomone comincia un periodo di abbondanza e di agiatezza per tutta la Palestina (cosí dice la Bibbia). facevano della Palestina un teatro di disordini e di battaglie. 4). che mostrerà un Davide del tutto differente. incurante del divieto. E Davide. Sarà un Davide sofferente. incredibile ma vero. (Non so come non si possa trovare vergogna a dire certe stupidaggini!) Se questa era la vita del popolo. un Davide spirituale e asceta. stando alla Bibbia. unico libro che parla di lui. 24. sia per ciò che riguarda il lusso della corte. umiliato e penitente. Ma il regno ricevuto dal padre si mostrò subito cosí precario che Salomone. Le tribú si rappacificarono e. però. quella vittoria che vedeva gli ebrei trionfare definitivamente sui nemici. cosí erano rimasti identici pure quei predoni organizzati che. nel mondo dei sogni e dell’invenzione. Se la Bibbia fece di Davide il simbolo della guerra. in seguito. c’è qualcuno che ancora ne cerca la tomba. Sceso dalla nuvola gli disse: «vuoi tre anni di carestia nel tuo paese o tre mesi di fuga davanti al nemico che ti insegua oppure tre giorni di peste nel tuo paese?». e. L’epidemia fu tremenda. reclamava il diritto di successione. Perché fu fatto questo lo vedremo seguendo l’evoluzione religiosa giudaica. da quanto risulta dalla Bibbia stessa. dal momento che gli ebrei continueranno a vivere. in tendopoli fatte di pelli di capra. ho parlato della prima stesura della Bibbia è perché. Per prima cosa fece uccidere il fratello Adonia che. comprò un terreno per la propria sepoltura. Ma il signore si pentí di quel male che aveva fatto e disse all’angelo che distruggeva il popolo: «basta. riferendomi alla vita di Davide. Poco prima di morire. dovette sin da subito agire con la massima decisione. che consideravano gli ebrei degli invasori. n. costoro provvedevano al re e alla sua famiglia. Allora dio gli propose di scegliere fra tre punizioni. come viene riportato dalle cronache piú remote. decimò ancora una volta il popolo ebraico. militari e religiosi con indosso livree e mantelli dorati. sia per ciò che riguarda la realizzazione di interi quartieri a Gerusalemme. nel benessere raggiunto. 28 . possiamo immaginarci quale fosse lo splendore della reggia di Salomone e la magnificenza della sua corte gremita di personalità rivestite dei piú alti incarichi politici. ne verrà aggiunta un’altra. della violenza e del terrorismo. ritira ora la tua mano!» (II Sm.

regalava intere città – come a Chiram. per farsene un’idea.]. che andò a rendergli omaggio avendo sentito parlare della sua grande saggezza. re di Tiro. senza contare i cervi. le gazzelle. Salomone possedeva quattromila greppie per i cavalli dei suoi carri e dodicimila cavalli da sella (I Re. le antilopi e i volatili da stia. la cui costruzione farebbe impallidire il Palladio per la magnificenza dei colonnati eretti nelle varie corti e nei numerosi vestiboli. dio vi si precipitò dentro con la nube e i sacerdoti non poterono rimanervi per compiere il servizio a causa della nube stessa (I Re. Le fondamenta erano di pietre pregiate. E la corte? La magnificenza della corte di Salomone? Oh. E la stravaganza della Bibbia. con Salomone vollero raggiungere la magnificenza e la grandiosità dei faraoni. I cedri venivano calati dal Libano al mare. identica a come viene riportata la costruzione delle piramidi nei documenti egizi. che ricompensò. La descrizione che fa la Bibbia riguardo alla costruzione del tempio voluta da Salomone. 4. da quando il tempio era stato iniziato. costruttori di opere immense. pietre grandi di dieci otto cubiti [un cubito corrisponde a circa mezzo metro]. risulta cosí assurda da riportarci a quella favola di Fedro che tratta della montagna che partorí un topo: [… il] re Salomone reclutò il lavoro forzato da tutto Israele [avevano già smesso di mangiare e bere allegramente] e il lavoro forzato era di trentamila uomini.. Non parliamo poi delle relazioni diplomatiche che sviluppò con i re e i capi dei popoli vicini. 24). per il legname che gli aveva inviato. va avanti con il riferirci i fatti riguardanti la reggia di Salomone. 8. il totale è di 40. 14). 10). 4. Ella gli portò 29 . era rimasto in un’attesa cosí spasmodica del fine-lavori che. Il re dette ordine di estrarre grandi massi. 10 di altezza. appena fu portato a termine. senza contare gli incaricati dei prefetti che erano tremilatrecento preposti da Salomone al comando delle persone addette al lavoro. quella poi . per tenerseli amici. 15 di larghezza. Fece parte delle sue relazioni diplomatiche anche quella regina di Saba. nientemeno che con venti villaggi. venti da pascolo e cento pecore. (I Re. 6). Per comprendere il ridicolo di queste affermazioni basta considerare le dimensioni del tempio che la Bibbia ci riferisce: le misure del tempio costruito da Salomone erano le seguenti: 30 metri di lunghezza. vi si precipitò dentro con tanta veemenza da non dare ai sacerdoti neppure il tempo per farne l’inaugurazione: appena gli operai furono usciti dal santuario. Venivano messi in zattere che lo trasportavano in Palestina. (Un piccolo capannone da zona artigianale!) Il tempio fu terminato in sette anni. tra i migliori perché venissero squadrati per le fondamenta del tempio (I Re. non c’è che da leggere il capitolo sette del primo libro dei Re.. E il vaneggiamento biblico continua: [… il] legname per costruire il tempio veniva dal Libano fornito da Chiram re di Tiro al quale Salomone inviò diecimila uomini affinché aiutassero gli operai di Chiram a tagliare cedri. dieci buoi grassi. ai quali. non certo inferiore a quella dimostrata nel descrivere i lavori del tempio. fondatore dell’Impero persiano. sette anni che dovettero risultare lunghissimi a quel dio che.Se con Davide i redattori della Bibbia vollero costruire un monarca la cui figura di conduttore di eserciti rivalizzasse con quella di Ciro il Grande.5 Ql. che si attarda in maniera tanto puntigliosa sui dettagli da trasformare il tutto in una narrazione grottesca. Salomone aveva settantamila operai addetti al trasporto del materiale e ottantamila scalpellini a tagliar pietra sui monti. Una descrizione cosí dettagliata da evidenziare che il tutto non è che una riproduzione degli edifici regali del Regno di Babilonia: colonne di bronzo che poggiano su basamenti anch’essi di bronzo dalle misure iperboliche e buoi di bronzo che a dozzine sorreggono ornamenti a forma di cucurbite – e tante di quelle altre scemenze che. Per averne un’idea basta citare il seguente passo: [… i] viveri di Salomone ogni giorno erano di 30 kor di fior di farina e 60 kor di farina comune [essendo un Kor uguale a 45 kg. 5.

e quella reale del tiranno predone. che altrettanto falso è ciò che la Bibbia dice di lui. che interpreta i sogni del re d’Egitto – dimentica di dirci il nome del faraone in questione. avevano ripreso vigore. Circondato da questa pletora di oppositori . Allo stesso modo costruí altari per gli dei delle sue donne straniere. riuscí a salvare la testa abdicando in favore dello stesso figlio Roboamo sollevatosi contro di lui. le quali. per quanto la Bibbia parli di prefetti. come lo riportava la tradizione popolare. di ministri. E come tra le due figure politiche quella vera è quella riportata dalla tradizione. Ma. un despota e uno schiavista. che si mise a capo di una parte dei giudei che accusavano Salomone di dispotismo e crudeltà. Le sue divinità rimasero sempre e comunque Astarte. figlio di Eliada. rimase senza fiato (I Re. grande costruttore di monumenti. Salomone costruí un’altura [altare] in onore di Camos. dio dei Moabiti e a Milcolm. ignorandoli. Salomone non conobbe mai il dio della Bibbia. istallandosi a Gerusalemme – che in realtà era rimasta una semplice rocca intorno a una fonte –. dio dei moabiti. 10). e in quello di Giuseppe. una delle quali fu nientemeno che la figlia del faraone. i suoi coppieri e gli olocausti che offriva al tempio del signore. e di Milcom. anche questa volta – come nel caso di Mosè e dell’Esodo. volevano ricostituire il regno di Saul. già contestato dalle tribú del Nord. le aggressioni delle nazioni limitrofe che si contendevano la Giudea. usando gli stessi metodi di suo nonno Davide e di suo 30 . non possiamo che concludere. aggiunge che ebbe trecento concubine e settecento principesse come mogli. dopo la morte di Davide. 11). che erano stati costretti a rifugiarsi all’estero. Roboamo. che erano i gebusei a cui Davide l’aveva tolta occupandola con i suoi predoni. riunitesi sotto un certo Geroboamo. dea di quelli di Sidone e il dio Milcom dio degli ammoniti. Moloch e Milcom. quel re che la Bibbia dichiara essere stato il piú saggio tra gli uomini di quel tempo. la riscossa di quei popoli che erano stati depredati dal padre Davide. per i «duri di cervice». il regno di Salomone rimase comunque sempre abusivo. con cammelli carichi di aromi e grande quantità di oro e di pietre preziose. la Bibbia. E guarda caso. per ciò che riguarda quella religiosa. dea di quelli di Sidone. dio degli ammoniti (I Re. che si dimostra sempre prodiga di dettagli insignificanti. dio degli Ammoniti. a Camos. altrettanto vera è l’immagine religiosa che lo vuole seguace di divinità “pagane”: Salomone seguí Astarte. La Bibbia. quali gli idumei e un certo Ranzon. sul colle di fronte a Gerusalemme. continuò con il suo esercito di fuorilegge a depredare i popoli indigeni e a schiavizzare le tribú ebraiche. aggiungo ancora questo passo: Salomone sí prostrò davanti ad Astarte. dopo averci narrato che Salomone si dedicò alle sue donne con amore e dedizione. come la stessa Bibbia è stata costretta a riconoscere per non contrastare completamente con ciò che era stato tramandato di lui attraverso i racconti. del suo dio e di quel tempio che non fu mai costruito. E. che schiavizzava il suo stesso popolo imponendogli un pesante giogo. Cosí. avrebbe creato una storia troppo immaginaria per essere creduta. racconti che fu costretta a tenere in dovuto conto perché. le loro divise. i primi in Egitto e il secondo a Damasco. gli si rivoltò contro anche il figlio Roboamo. i cibi sulla tavola. gli alloggi dei suoi dignitari. di generali e di influenti relazioni diplomatiche. e illegale l’occupazione di Gerusalemme – quella Gerusalemme continuamente reclamata dai legittimi proprietari. e quando la regina di Saba ebbe ammirato il palazzo che Salomone aveva costruito. 11. Che il personaggio di Salomone sia una pura invenzione appare evidente dal contrasto tra la figura artificiosa del re saggio. E come se non fossero bastati i nemici che gli venivano dal mondo esterno. che aveva portato il popolo ebraico alla prosperità piú opulenta – come l’avevano costruita i redattori della Bibbia –.ricchezze molto grandi. che viveva nello splendore di una reggia fastosa. l’attività dei suoi ministri. Gli attacchi dei popoli palestinesi che. preso il posto del padre. come la storicità di Salomone uomo laico è quella che riferisce di lui come di un tiranno. crearono dei grossi problemi a Salomone. che offrivano incenso e sacrifici ai loro dei (I Re. 33).

. e. Davide e Salomone. Idolatria presso il regno d’Israele. re di Assiria. come risulta dalla Bibbia nel seguente passo: le tribú del Nord che si erano messe contro Salomone. E i re che seguirono Geroboamo furono altrettanto idolatri.padre Salomone. ora tu alleggerisci la schiavitú di tuo padre e il giogo pesante che ci ha imposto e noi saremo disposti a servirti». cioè quattrocento anni dopo la morte di Salomone. e quella del Sud. operata dalla Bibbia. poté far ritorno in Giudea. ne collocò uno a Betel e uno a Dan. come risulta dai passi sotto riportati. Lo stesso fa il re Auri che gli succede. fermandosi ai confini della Giudea. fino al 722 av . io renderò ancora piú pesante il vostro giogo. quando fu invasa dagli assiri.. in Samaria. durante i quali apprese tutto ciò che serví per scrivere la Bibbia. Fu in seguito a questa invasione che la classe dirigente del regno di Giudea fu catturata e mandata prigioniera a Babilonia. dove rimase per cinquanta anni. e. delle cause che portarono all’invasione degli assiri: una punizione di dio perché erano rimasti idolatri. 28). quella delle tribú del Nord che ricostituirono a Ebron il vecchio Regno d’Israele fondato da Saul. Re Acab: innalza altari al dio Baal al posto dei vitelli d’oro. e. Stando sempre alla Bibbia. Il re Ioram toglie Baal e ripristina il culto dei vitelli d’oro. la capitale del regno d’Israele venne trasferita nell’anno 880 av. a sua volta. è idolatra: Gerobamo fortificò Sichem sulle montagne di Efraim e vi pose la residenza. io vi castigherò con i flagelli» (I Re. non ritenendo opportuno cedere alle richieste delle tribú del Nord. quel popolo che la Bibbia si è tanto applicata a fare apparire come il popolo dei seguaci di Yahvè. che dura ventiquattro anni. e. altrettanto nella Giudea abbiamo la conferma di come gli ebrei fossero stati sempre idolatri. fino alla conquista d’Israele da parte di Salmanassar. Giosuè. Fu cosí che finí con la separazione delle tribú del Nord da quelle del Sud. fu invasa nel 586 av. Il re Ieu conferma i vitelli d’oro. inizia quel periodo di lotta fra i due regni che durerà circa due secoli e che la Bibbia ci riporta nel secondo libro dei Re. da Ebron alla città di Sichem. Dopo tutte le vicende susseguitesi dal tempo di Abramo. n. si recarono dal figlio Roboamo per tentare un accordo. è in realtà ancora idolatra per tutto il periodo dinastico che seguí la morte di Salomone. che disponeva di un forte esercito. cantavano. Mosè. cosí rispose: «se mio padre vi caricò di un giogo pesante. allorché. che in realtà non era stato altro che un oppressore e un predone. che sono all’incirca venti. per merito di Salomone. Ciò avvenne intorno al 540 av . Re Baasa: durante il suo regno. Con gli ebrei divisi di nuovo in due fazioni. figlio di Acab. n. Idolatria presso il regno di Giudea. Presentatesi a lui gli dissero: «tuo padre ci ha imposto un pesante giogo. innalza altri altari a Baal. primo re. n. 31 . dopo soltanto ottanta anni da che era stato costituito da Davide quel regno che dio aveva promesso eterno nel tempo e senza confini nello spazio. adora i due vitelli d’oro costruiti dal padre Geroboamo. Come nel regno d’Israele. mio padre vi castigò con la frusta. liberata da Ciro il Grande. Evitando di nominare tutti i re. la dimostrazione che gli ebrei del regno d’Israele erano “pagani” si può riassumere nell’attribuzione. Il re Acazia. Consigliatosi il re preparò due vitelli d’oro. bevevano e mangiavano allegramente!) Ma Roboamo. re di Babilonia. Al pari di costoro furono idolatri tutti i re che seguirono. rappresentata dalla tribú di Giuda. che occuparono il Nord della Palestina. 12. da Nabucodonosor. Geroboamo. che si costituí in Regno di Giudea con sede in Gerusalemme. attraverso Giacobbe. la quale. cioè fino a quando venne redatta la Bibbia. n. 11). Infatti il popolo andava fino a Dan per prostrarsi davanti a uno di essi (I Re. (Da non dimenticare che queste erano le tribú di cui soltanto poche pagine prima la Bibbia aveva detto che.

molto probabilmente colui che ha scritto questo libro non sa che Gerico fu rasa al suolo da un terremoto e non dall’attacco di un esercito. 5. fino ad arrivare agli ultimi due. Parla di una stele moabita rinvenuta nel 1886 in Giordania. Un profondo conoscitore della Bibbia. quello d’Israele e quello di Giuda. è addirittura ridicola. mi fece pervenire qualche tempo addietro un libro che. anche loro idolatri. 4). che non sono mai esistiti. In questa cultura espressamente idolatra. e. tra il regno di Moab e il regno di Edom. Il reEzechia: sotto il suo regno il popolo riprese ad adorare il serpente di bronzo che chiamava Necusam (II Re. La terza prova. e per giunta circa duecento anni dopo la data attribuita dalla Bibbia. Siccome nella Bibbia c’è scritto che Israele e Giuda si allearono con Edom per combattere contro Moab. fatto stampare dalla Watch Tower Bible nel 1989. compresi i Regni d’Israele e di Giuda. Il re Acaz: bruciava incenso agli altari pagani (II Re. 16. come lui tutti i re che seguirono. cap. 15. 3. tanto conoscitore e sostenitore della stessa da essere considerato una colonna portante dell’ideologia yahvista. portassi come prova – unica prova – un documento che parli della battaglia di Waterloo. steli e pali in onore dei loro dei “pagani” (I Re. mentre nella stele non si fa nessun riferimento né a Giuda né a Israele. 1. 23). A Roboamo seguí il re Iotam e sotto di lui il popolo continuò a sacrificare e offrire incenso agli idoli (II Re. secondo lui. Siccome questo figlio del re Naboredo si chiamava Baldassarre. espressamente scritto per eliminare tutti i dubbi che possono venire circa la veridicità di ciò che riporta la Bibbia. Questo libro. A parte il fatto che la distruzione di Gerico non può assolutamente dimostrare l’esistenza di Giosuè (circa il quale nessun documento riporta notizie). 30. Ma siccome questa partecipazione alla guerra è nominata soltanto dalla Bibbia. dal momento che la Bibbia gliene attribuisce la distruzione. re di Babilonia. i redattori della Bibbia introducono il loro dio nella storia ebraica attraverso l’intervento di profeti. confermerebbe che Giosuè è esistito. in realtà non ha fatto altro che confermare le mie convinzioni. essendo realmente avvenuta. esaminiamo le prove che usano per affermare che questo è un libro di ispirazione divina. quel dio che la Bibbia ha voluto attribuire nella favola che si era inventata. 14. 32 . il libro coglie l’affermazione per convalidare la tesi che Israele e Giuda sono esistiti. 6 Al passo 1. Tutto ciò che è riportato dalla Bibbia è frutto di pura immaginazione. nella quale si cita un conflitto che ci fu nel X sec. mi avrebbe dimostrato la storicità dei fatti biblici che io negavo. 18. Se queste sono le prove che i sostenitori della Bibbia portano per dimostrarne la veridicità storica. n. alle quali la Bibbia aveva attribuito l’occupazione da parte dell’Assiria per via di una punizione del signore. quella che per i sostenitori delle verità bibliche dovrebbe essere una prova a loro vantaggio risulta invece essere tutto l’opposto.Dopo che si furono riuniti sotto Roboamo. la prova consisterebbe nel fatto che un certo re Baldassarre viene nominato anche nel Libro di Daniele 6 . 36). che si avvicendano per ripetere ai re di abbandonare i loro idoli per seguire il dio dei loro antenati. Le prove che riporta per sostenere che la Bibbia è un libro con un fondamento storico si racchiudono in tre dimostrazioni. 4). quella che avrebbe dovuto dimostrare l’esistenza dei due regni biblici. Come seconda prova viene portata la distruzione di Gerico che. av. per dimostrare che un mio antenato è stato un generale di Napoleone nella guerra contro gli inglesi. anche i giudei. 2. Anche il re Manasse erige altari a Baal e. E come aveva fatto per le tribú del Nord. lo stesso fece riguardo ai giudei allorché furono invasi da Nabucodonosor. Nella prima si dice che in un documento scoperto negli scavi eseguiti nel 1800 nell’Iraq meridionale viene riportata una preghiera per la salute del figlio Naboredo. È come se io. costruirono altari. come avevano fatto le tribú del Nord. che furono Iochim e Sedecia.

a) La legge riguardante l’igiene – espressa cosí nel Deuteronomio. Questa è la Bibbia. presso i popoli che la praticano essa causa una media annua di 2. comincia a essere presente nell’organismo a partire da questo momento. E tante saranno ancora le cose che di questa ci lasceranno stupiti nel seguito di questo libro. resta il fatto che. a tutt’oggi. c) Se il signore aveva ordinato ad Abramo di circoncidere il maschi l’ottavo giorno dalla nascita. come conseguenza di questa circoncisione voluta da un dio tanto onnisciente.300 vittime per le infezioni e le emorragie che ne derivano. b) La legge che decretava impuro chiunque avesse toccato un morto e quindi l’obbligava a lavarsi le mani. lo aveva fatto perché soltanto un dio poteva sapere. il libro sacro che viene preso come garanzia di verità nei giuramenti. 33 . Questo è il suo dio. che favorisce la coagulazione del sangue. fin da allora. i suoi templi. che la vitamina K. Ma la realtà è che. questi sono i suoi eroi. poteva essere dettata soltanto da un “essere superiore” che sapeva che i morti possono trasmettere epidemie. «dopo aver defecato devi ricoprire gli escrementi con un piolo» – poteva essere ispirata soltanto da un dio che già sapeva a quei tempi che lo sterco è causa di infezione. riportata nel libro Numeri. i suoi regni.

7. dopo aver deciso di eleggere Saul re degli israeliti. ma è un rogito che rimarrà sempre nel mondo dei sogni. Mosè. disse a Samuele: «siccome mi sono commosso al grido di dolore del mio popolo. Un illogico e superficiale [Dio si rivolse cosí a Mosè:] «ho osservato questo popolo e ho capito che è duro di cervice.. rimarranno a fare i nomadi al servizio di un dio che continuerà a ingannarli con promesse che non manterrà mai . nessun libro. E mente ancora quando promette a Davide che la sua casa e il suo regno saranno saldi per sempre davanti a lui e il suo trono sarà reso stabile per sempre (II Sm. se non un dio impastato di odio e di vendetta? Basta leggere soltanto alcuni passi della Bibbia per comprendere quanto gli ebrei travasarono nel loro dio se stessi.] girerà fino al torrente d’Egitto e finirà al mare [. quasi che fosse divenuto un trastullo.. fregandosene altamente di ogni decisione che avesse potuto prendere il dio creatore del cielo e della terra. Ora lascia che la mia ira si accenda contro di loro e li distrugga».. In ogni riga c’è la dimostrazione dell’antropomorfismo del dio della Bibbia che. mentre a parole viene proclamato “essere perfettissimo. la loro ignoranza di pastori erranti. L’espressione «dimmi chi sei e li dirò chi è il tuo dio». carico di collera verso un’umanità che riteneva responsabile delle sue proprie sofferenze. lo consigliò di calmarsi dicendogli: «perché vuoi distruggere il tuo popolo ora che lo hai liberato dall’Egitto? Cosa diranno gli egizi 34 . 15). e.. Promette a Mosè: «di te farò una grande nazione» (Es. primitivo. neanche il piú ateo..32. perseguitati e oppressi. quando invece questi si mostreranno sempre tanto piú potenti da distruggere ripetutamente Gerusalemme e il tempio.. ma sempre dei fuggiaschi. trova la piú ampia conferma nel dio della Bibbia.. ributtano questi sedicenti proprietari.] poi la frontiera scenderà lungo il Giordano». potrà mai dimostrare al pari della Bibbia come non sia stato dio a creare l’uomo a propria immagine e somiglianza. da stabilirne addirittura i confini: «quando entrerete nel paese di Canaan... perché i cananei.] si estenderà lungo il mare di Gennesared [..] Partendo dal mar Mediterraneo traccerete una linea fino al monte Or [. Parla come un geometra che rettifica i confini per un rogito. oscurantista. Dà cosí per certo al suo popolo che la terra che ha promesso sarà realmente sua. onnisciente e onnipotente”. questa sarà la vostra terra: la frontiera meridionale partirà dall’estremità del mar Morto [. bensí l’uomo a costruire un dio simile a se stesso. Un millantatore e bugiardo [… Il] signore. dimostrandosi di gran lunga piú saggio e riflessivo di lui. Cento volte ripete che sterminerà i nemici d’Israele. che rimarranno saldamente proprietari della loro terra. nella diaspora che seguí la guerra giudaica del 70 n. Promessa che si rivelerà del tutto falsa: gli ebrei non riusciranno mai a dominare i filistei. etc. la loro ottusità di popolo isolato. per disperdersi poi. nei fatti risulta.. che viene citata per sostenere l’antropomorfismo divino. i quali.. Quest’uomo libererà il mio popolo dai filistei» (I Sm. Quale dio poteva essere concepito da un popolo frustrato e represso. 9. 10) − mentre nella realtà gli ebrei non saranno mai un popolo compatto. con i loro difetti. 16) − quando invece crollerà dopo appena ottant’anni.IL DIO DELLA BIBBIA Come si e detto e come va ripetuto.] da Cazar fino a Sefam [.. domani ti manderò da un uomo della terra di Beniamino che tu ungerai re. invece .. costretti a fare marcia indietro. definitivamente.

tutte le donne e tutti i bambini della città dí Og in Bassan (Dt. ma non gradí Caino e la sua offerta. Come conferma della sua natura malvagia possiamo citare ancora degli episodi in cui è lo stesso dio a creare i presupposti per le stragi: ma siccome Sicon. E.quando sapranno che tu hai fatto perire il tuo popolo dopo aver fatto tanto per liberarlo? Ricordati di quello che hai promesso ad Abramo. Il signore disse a Mosè: «sterminerai tutti i popoli che il signore dio tuo ha promesso di consegnarti e il tuo occhio non li compianga» (Dt. [Ma credo che questo intervento. attaccò i nemici e li mise in fuga. che erano venute già come grandine. Chi può essere il vero responsabile della morte di Abele se non dio stesso. alzata la mano sopra il fratello. lo uccise (Gn. 13). 15). circa la crudeltà insulsa del dio della Bibbia. votammo allo sterminio tutti gli uomini.] Ancora un esempio.Sm. lo votammo allo sterminio.7. Uno spietato e violento [Basti citare soltanto qualcuno degli innumerevoli fatti che lo dimostrano:] cosí disse il signore al suo popolo: «qualora il tuo fratello. bambini e lattanti» [e Saul obbediente eseguí la strage] ( I. [ … Samuele disse a Saul:] «il signore mi ha inviato per dirti: va e colpisci Amalek e tutto quello che gli appartiene. C’è un passo poi della Bibbia (Gn. da artiglieria aria-terra. ha creato il movente per l’assassinio? Soltanto un padre superficiale e stolto si sarebbe comportato come lui. re di Chesbon. Coloro che morirono per le pietre. ostentando predilezione per l’uno e avversione per l’altro dei suoi figli: dio gradí Abele e la sua offerta. Il fatto avviene durante una delle tante marce di trasferimento di questi nomadi che procedevano portandosi sempre dietro. Pentitosi di aver creato l’uomo. 2. armato dal signore. Giosuè. con l’uomo il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo e ogni carne in cui è alito di vita». figlio di tuo padre o figlio di tua madre. Isacco e Giacobbe. Caino ne fu molto irritato e. ma uccidi uomini e donne.3. 35 . non ci volle far passare nel suo paese perché il signore gli aveva reso inflessibile e ostinato il cuore per metterlo nelle nostre mani. 3). (Anche il peggiore dei criminali lo vedremmo impallidire di fronte a questo dio!) Subito dopo l’uscita dall’Egitto. tu devi ucciderlo: la tua mano sia la prima a metterlo a morte. 16). sia da portarsi piú come dimostrazione di ridicolo che di crudeltà. la prima cosa che pensò dio fu quella di usare il suo popolo per eseguire stragi e genocidi. abbandonò il proposito di nuocere al suo popolo (Es. non lasciarti prendere da compassione per lui. che. dio disse: «sterminerò dalla terra l’uomo che ho creato. 4. superando se stesso. su un carro tirato da buoi. ai quali hai assicurato che da loro sarebbe derivata una posterità numerosa come le stelle del cielo. allora tu voterai allo sterminio questa città e passerai a fil di spada tutti gli abitanti compreso il loro bestiame» (Dt. Qualora tu senta dire di una delle tue città che il signore dio tuo ti dà per abitare [quando mai?] che uomini iniqui sono usciti in mezzo a te e si servono altri dei. o tuo figlio o tua figlia o tua moglie che riposa sul tuo petto o l’amico che è come te stesso ti istighi a servire altri dei che non sia io. quell’«arca» in cui avevano collocato le leggi ricevute da Mosè sul monte Sinai. cosí. partí con tutti i prodi guerrieri. compreso l’errore che avrebbe commesso. interviene direttamente nelle stragi. 6).10) in cui dio. Lapidalo e muoia perché ha cercato di trascinarti lontano dal signore tuo dio che ti ha fatto uscire dall’Egitto. lanciando personalmente sassi contro i nemici del suo popolo prediletto. su incitamento del signore. 32). suscitando la gelosia di Caino. 30 . furono piú di quanti ne avessero uccisi gli israeliti con la spada. l’ultimo. Desisti dalla tua ira e abbandona il proposito di fare del male al tuo popolo» E il signore. Mentre questi scappavano davanti a Giosuè il signore lanciò contro di loro dal cielo grosse pietre e molti morirono.

Visto che a citare tutti gli atti di vendetta di dio riportati nella Bibbia sarebbe un lavoro troppo lungo. ha reso un padre il potenziale omicida del proprio figlio. di aver estratto un coltello e di averlo alzato su di lui con la determinazione di ucciderlo. come un San Tommaso che non crede se non tocca con mano. Fermando il braccio di Abramo nell’attimo in cui sta per vibrare il colpo alla gola del figlio. tanto che la fece portare a casa di un certo Obed-Edom di Gad. se consideriamo con quanta leggerezza distribuiscono crudeltà e morte durante tutto il racconto biblico. ci stese sopra il figlio legato e già aveva alzato la mano con il coltello. perché risulterà essere differente da come lo aveva immaginato. Non quando furono giunti all’aia di Nacon. Davide e tutta la casa d’Israele facevano festa davanti al signore con tutte le loro forze. arpe. e Mosè obbediente uccise tutti i maschi. il tuo unico figlio che ami. Un dio che ignora il futuro Crea l’uomo e. per sapere se Abramo gli fosse veramente obbediente. annegandolo. Scatena una peste su Gerusalemme per punire Davide. Uzza e Achio.Davide radunò di nuovo tutti gli uomini migliori d’Israele. in numero di trentamila e partí con tutta la sua gente da Baala di Giudea per trasportare l’arca di dio. Isacco. dopo aver riscontrato che non è riuscito come avrebbe voluto. Un insicuro che ha sempre bisogno di prove Questo dio onniveggente. 2. Accatastò la legna. Per commentare questo fatto basti dire che Davide stesso fu cosí terrorizzato da tanta pazzia che si rifiutò di far entrare l’«arca» a casa sua. Anche se per la Bibbia l’episodio si conclude qui. sistri e cembali. Come può un uomo dimenticare di aver disteso e legato il proprio figlio su una catasta di legna. perché qualche volta si riposano! Un vendicativo [Il signore disse a Mosè:] «compi la vendetta contro i madianiti secondo quanto ti ho detto». e gli israeliti appiccarono il fuoco a tutte le città (Nm. conducevano il carro. mi limito a quanto riportato. rendendosi conto che la peste pro36 . vittime dell’ottusità di un dio che. presso l’arca di dio (Sm. sono da preferirsi i primi. convinto della sua obbedienza. con canti e con cetre. ma. va nel territorio di Moira e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò». con la soddisfazione di un dio che si rallegra della fedeltà del suo servo Abramo. 31). timpani. Menti forse piú stupide che cattive. il dio degli eserciti. ordinandogli di uccidere il proprio figlio Isacco. Uzza stava presso l’arca di dio e Achio precedeva l’arca. figli di Abinabab. per soddisfare un capriccio. quando il signore. lo distrugge. tutti i loro greggi e ogni loro bene. gli fermò il braccio dicendogli di sospendere il sacrificio. Il signore disse ad Abramo: «prendi tuo figlio. 6). Dio lo colpí per la sua colpa e egli morí sul posto. e come può lo stesso figlio dimenticare il proprio padre che è sul punto di vibrargli una coltellata? Un assurdo che soltanto le menti piú malate possono concepire. che siede su di essa con i cherubini. L’ira del signore si accese contro Uzza perché aveva osato toccare la sua dimora. È proprio vero che tra le due categorie che provocano del male. e depredò tutto il loro bestiame. non possiamo ignorare le conseguenze che esso recò in questi due poveri disgraziati. Uzza stese la mano verso l’arca di dio e vi si appoggiò perché i buoi la facevano piegare. che conosce anche i segreti piú intimi di ogni uomo. ne ho contati oltre una ventina. Posero l’Arca di dio sopra un carro nuovo. i cattivi e gli imbecilli. fece prigioniere tutte le donne di Madian e i loro fanciulli. facendo però presente che. Abramo fece ciò che il signore gli aveva detto. decise un giorno di metterlo alla prova. Detronizza Saul re d’Israele. dio non ha certo evitato quel trauma che poi penderà sulla vita di entrambi. personalmente.

Una scenografia che sicuramente aveva tenuto impegnato dio da lungo tempo ...] farai cordoni di porpora viola [etc. di buoi. Il signore disse a Mosè:] «va a riferire al faraone che se non lascia andare via il mio popolo io lo colpirò con dieci piaghe». il recinto che lo circonda. di pietre preziose e sete pregiate. riporto qualche riga tratta dal capitolo degli «Altari». durante quei tre mesi nei quali. Il signore disse ancora a Mosè: «i teli degli altari saranno lunghi venti cubiti e larghi quattro [etc. (A pensare che ci sono ancora persone che credono a certe stupidaggini c’è da rabbrividire!) Un ricattatore [Per costringere il faraone a lasciare libero il suo popolo. (E sant’Agostino dice nelle Confessioni di non sapere a cosa pensasse dio prima della creazione!) Né finisce qui. vanitoso e amante di adulazioni e lusso [Dio disse a Mosè. carico di merletti dorati e di arabeschi. dio esigerà la perfezione degli animali che gli saranno offerti in sacrificio. ci porta a provare della compassione per questo essere supremo.. toglierà il gozzo con le sue immondezze.]. dividerà il volatile in due metà ma senza separarlo lo metterà sulla brace dove sarà cotto a fuoco lento..] farai venti assi. Vi farai figure di cherubini. i paramenti dei sacerdoti che dovranno incensarlo e riverirlo. continua con un’esigenza maniacale a descrivere come vuole l’altare. …] cinque teli saranno uniti l’uno all’altro [.. 27.] la parte in eccedenza la farai ricadere sui due lati della dimora [. Per avere un’idea di chi fosse il dio della Bibbia in rapporto alla sua superficialità e vanità.]».». d’argento. Il signore scese dalla nuvola [non c’erano ancora i telefonini] e avvicinatosi a Mosè gli disse: «un olocausto per essermi gradito deve essere maschio. che il ripensamento faccia parte della natura di dio ci viene dimostrato ogni volta che egli sovverte i suoi programmi per concedere grazie a coloro che lo supplicano con le preghiere. 28. di porpora viola. tutti d’oro che si uniranno ad anelli di smeraldo [. Non offrirete al signore un animale con i testicoli ammaccati o schiacciati o strappati o tagliati» [etc. .duce danni superiori a quelli che aveva previsto.. lavoro d’artista . perché con la stessa pignoleria. tra lampi e tuoni.. 1. 26. e le sue descrizioni sono cosí farneticanti nei dettagli da ridurre tutto a una comica grottesca. E dopo una pagina di dettagli tanto sciocchi e superflui da far impallidire le dive piú capricciose e viziate del cinema.. 14). La stessa compassione che si prova verso il suo rappresentante in terra. e continua: «se l’offerta è un olocausto di uccelli io preferisco tortore o colombe. Un ambizioso. gli oggetti per le cerimonie. ordina allo stesso angelo a cui aveva comandato di scatenare l’epidemia di sospenderla − «il signore si pentí»: l’espressione «si pentí» che non può dimostrare altro che un dio insicuro e fallace. Non mi offrirete nessuna vittima cieca o storpia o mutilata o con ulcere o con la scabbia o con piaghe purulente. gli dettò le leggi:] «la mia dimora la farai dí bisso ritorto. la troviamo nella Bibbia con un’impressionante frequenza. di pecore e di capre. sul monte Sinai. Da esso salirà un profumo soave alle narici del signore che osserva tutto da sopra la nuvola dove risiede» (Lv. di porpora rossa e di scarlatto. tanto da riempire sei capitoli del libro Genesi (esattamente i capp. lo minaccia di inviargli dieci calamità. 29 e 30). quando attraversa una piazza affollata seduto su uno scanno portato a spalle. Il sacerdote dopo averli uccisi aprendogli la testa con l’unghia. dichiarato onnisciente e perfettissimo. 25.. una comica che. E cosí continuando si prolunga nei dettagli. piú che farci ridere.. senza difetto. D’altronde. Tutto a base d’oro... 37 .

) 38 . Non dimentichiamo che questo è il libro-base dell’insegnamento seguito dalle scuole cattoliche. la mia collera si accenderà e vi farò morire di spada: le vostre mogli saranno vedove e i vostri figli orfani». che per ciò non la prende come concubina. uscirà solo. Se poi uno vuole riscattare se stesso prima di avere pagato il debito con la schiavitú. però può darla come concubina a suo figlio». per la stima che dovrai fare alle persone che si offriranno come schiavi attieniti a queste regole: per un maschio dai venti ai sessant’anni. E ancora – è sempre il signore che parla a Mosè: «quando un uomo venderà sua figlia come schiava. Fines. al sole. Ma la parte piú sconcertante di tutta questa storia la troviamo nel fatto che egli stesso. e Mosè dette ordine: «ognuno di voi uccida dei suoi uomini coloro che hanno aderito al culto di Baal-Peor». Dai cinque ai venti anni la tua stima sarà di venti sicli per un maschio e dieci per una femmina. senza riscatto. [Il signore disse a Mosè:] «un’altra mia legge è questa: Quando uno deve soddisfare un debito.S. questo dio userà lo sterminio e la violenza per dimostrare la propria grandezza! Uno schiavista [Il signore disse a Mosè:] «Quando tu avrai acquistato uno schiavo ebreo. Se colui che ha fatto debito è troppo povero per potersi riscattare. per quello che aveva fatto. figlio del sacerdote Aronne. figlio di Eleazaro. potrà farlo aggiungendo un quinto al prezzo a lui versato» (Lv. lo farà accostare al battente o allo stipite della porta e gli forerà un orecchio con la lesina. si alzò in mezzo alla comunità. (In altri tempi e luoghi sarebbe stato insignito sul campo del grado di capitano delle S. libro che esalta un dio padre-padrone che autorizza i genitori a vendere i propri figli anche in un’età compresa da un mese a cinque anni per pagare i loro debiti e che considera la donna la metà del valore dell’uomo.27). Un collerico e criminale Dio disse a Mosè: «se non farete ciò che voglio. Se è entrato solo. Lo stesso sarà fatto per le proprietà e le case che saranno stimate dal sacerdote secondo il loro valore. Da un mese a cinque anni. Dai sessanta anni in su. quegli sarà suo schiavo per sempre». La stima sarà fatta in proporzione ai mezzi del debitore. chi aveva un debito poteva estinguerlo vendendosi come schiavo. etc. «lo indurirò il cuore del faraone [è dio che parla] in maniera che rifiutandosi di liberare il mio popolo io possa dimostrare la mia potenza attraverso i flagelli che invierò all’Egitto». cinquanta sicli d’argento. il signore. egli ti servirà per sei anni e nel settimo potrà andarsene. E cosí ancora una volta. prese in mano una lancia e trafisse nel basso ventre un uomo e una donna che avevano adorato Beal-Peor. Se ella non piace al padrone. a mia moglie e ai miei figli. allora il sacerdote ne farà la stima. E il flagello cessò tra gl’israeliti. Israele aderí al culto di Baal-Peor e l’ira del signore si accese contro Israele. crea i presupposti affinché il faraone non faccia ciò che Mosè gli avrebbe chiesto. perché la mia ira ardente contro Israele si possa placare». non voglio andarmene in libertà. Secondo questo dio amoroso e pieno di giustizia. Di quel flagello morirono ventiquattromila. invece per una donna la tua stima sarà di trenta sicli. Il signore disse a Mosè: «prendi tutti i capi del popolo e fa appendere al palo i colpevoli. la tua stima sarà di cinque cicli d’argento per un maschio e tre cicli d’argento per una femmina. allora il padrone lo condurrà davanti a dio. figlio del sacerdote Aronne. la donna e i suoi figli saranno proprietà del padrone ed egli se ne andrà solo: Ma se lo schiavo dice: io sono affezionato al mio padrone. la farà riscattare. se era coniugato sua moglie se ne andrà con lui. la tua stima sarà di quindici sicli per un maschio e dieci per una femmina. Se il suo padrone gli ha dato moglie e questa gli ha partorito figli o figlie. ella non se ne andrà come se ne vanno gli schiavi.E il ricatto si ripete inesorabilmente per dieci volte. Dio si congratulò con Eleazaro. indurendo il cuore del faraone.

che dopo l’Esodo erano ritornati al nomadismo nel deserto del Negheb. ti colpirò con la consunzione. dei meloni e dei porri che mangiavamo gratuitamente in Egitto. dei pesci. Ne mangerete non per un giorno. Lancerò contro di te la maledizione su ogni cosa su cui metterai mano. perché un simile mostro. Ogni fanciulla si mariterà a uno che appartenga a una famiglia della tribú di suo padre perché nessuna eredità passi da una tribú all’altra. non potrebbe che essere condannato a morte. che portò quaglie dal mare e le fece cadere nell’accampamento.. Allora Mosè disse agli israeliti: «questo il signore ha ordinato: alle figlie sarà proibito maritarsi con uomini che non siano della tribú dei loro padri. la siccità e il carbonchio. ma ciascuno degli israeliti si terrà vincolato all’eredità della tribú dei suoi padri. L’incoerenza del dio perfettissimo diventa addirittura ridicola nella storiella delle quaglie. Condanna i maghi alla morte: «non lascerai vivere chi pratica la magia». con l’arsura. Il signore rispose a Mosè: «Credi che il mio braccio si sia raccorciato? Ti mostrerò io come realizzerò la promessa». 9 e ss. con la sorella. stanchi di mangiare manna tutti i giorni tanto da rimpiangere i cibi dell’Egitto. garantisce l’incolumità a Caino. 15). 4. Se intendi trattarci ancora cosí facendoci mangiare manna. Chi ci darà carne da mangiare? Ci ricordiamo della carne. non ne possiamo piú. accoppiandosi tra loro.). Di fronte a tanta pazzia si può solo dire che l’unica attenuante che può avere dio è di non esistere. Nessuna eredità tra gl’israeliti potrà passare da una tribú all’altra. La pioggia di sabbia e polvere scenderà su di te finché non sarai distrutto [. generarono popoli e nazioni. come tutto il tuo popolo. io preferisco morire». tu dirai ad Aronne: prendi il bastone e gettalo davanti al faraone e diventerà serpente».). Mentre vuole che il suo popolo rimanga compatto per diventare una grande nazione. etc. Il popolo si alzò e tutto quel giorno e tutta la notte e tutto il giorno dopo raccolse quaglie. [E la stessa cosa dopo il diluvio per popolare una seconda volta la terra:] dio benedisse Noè e i suoi tre figli con le loro spose e disse loro: «siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra». dopo aver basato la prolificazione della razza umana sull’incesto:] Adamo ed Eva ebbero Caino e Abele ed altri figli maschi e femmine che. 28. per cinque o per dieci e non per venti giorni ma per un mese intero finché non vi esca dalle narici e vi venga a noia». minacciando di durissima condanna chiunque avesse osato punirlo per l’omicidio commesso: «chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte» (Gn. dei cocomeri. stabilisce leggi che ostacolano l’unificazione delle dodici tribú. sdegnato per tanta ingordigia. saranno entrambi messi a morte e si bruceranno con il fuoco» (Lv. andò dal signore e gli disse: «signore. con l’infiammazione.. Un incoerente e contraddittorio [Punisce con la morte i rapporti sessuali tra parenti:] «se uno ha rapporti con la madre. non per due. per ordine del signore. Maledetto sarà il frutto del tuo seno e del tuo suolo. [Queso. 15). Il signore rispose: «dirai cosí al popolo: santificatevi e domani avrete carne. delle cipolle. (Dt. compresa la loro situazione. Si misero a mangiarle e avevano ancora la carne fra i denti quando il signore. con la febbre. fece venire a tutti un colera che decimò il popolo ebreo (Nm. con la matrigna o con la nuora. la nostra vita inaridisce. Intanto si era alzato un vento. se veramente esistesse. giorni. solo manna.Dio disse a Mosè: «se non obbedirai alla mia voce ti raggiungeranno tutte queste maledizioni: maledette saranno la tua casa e la tua madia. 11 e ss. E Mosè disse: «Ma dove prenderemo tutta questa carne se il popolo conta piú di seicentomila persone? Non ce ne sarà abbastanza neppure se uccidessimo tutte le pecore e le capre che abbiamo». Mentre condanna a morte i fratricidi. Ti farò attaccare la peste. Gli ebrei. 39 . si rivolsero a Mosè che.] diventerai pazzo per ciò che i tuoi occhi dovranno vedere». E poi egli stesso ne fa uso per raggiungere i suoi scopi: [il] signore disse a Mosè: «quando il faraone vi dirà: fate un prodigio in vostro sostegno. i nostri occhi non vedono che manna e io.

(Non ci sono parole per commentare un’azione simile!) La Bibbia dice che. 40 . quel popolo a cui. usata dai delinquenti quando puntano la pistola a scopo di rapina. donna attraente ma sterile. moglie di Abramo. quella che questo dio dimostra continuamente in tutta la Bibbia. quell’onnipotente e perfettissimo che li aveva decimati con un colera per aver mangiato troppe quaglie. il signore visitò Sara e fece a Sara ciò che aveva promesso. abbia un debole per le donne sterili. quando un serpente aveva morso qualcuno. chiunque. tu sei sterile e non hai mai avuto figli. Sarai partorí un figlio a cui Abramo dette il nome di Isacco (Gn. lo guarderà resterà in vita». mentre promette che lo renderà numeroso come le stelle del cielo e i granelli della sabbia del deserto. Mosè fece un serpente di rame e lo mise sopra l’asta. Questa volta il signore. si manifesta ogni volta che stermina il suo popolo. Un consolatore di donne sterili È fuori discussione che il signore degli ebrei. Sara. prima di attaccarla le offrirai la pace. se questi guardava il serpente di rame restava in vita. con cui concepisce gli eroi designati a glorificare la sua grandezza. invia continuamente epidemie e morti d’ogni genere. Ma se non vuole la pace che gli offrí. che aveva anche lui una moglie sterile. dopo aver ringraziato il dio creatore del mondo. Affinché tutto si svolgesse nella maniera piú leale. Rimasta incinta. Se accetta la pace e apre le porte . L’elenco dei padri putativi continua con Manoach di Zorea. tutti gli abitanti che sono in essa ti saranno tributari e ti serviranno. Le donne e i bambini li prenderai come preda». Un’altra incoerenza si trova nel concetto che il signore ha della pace: [Il signore disse al suo popolo:] «quando ti avvicinerai a una città. preferí rivolgersi direttamente alla donna attraverso un messaggero d’amore: il signore inviò alla moglie di Manoach un angelo che le disse: «ecco. con gli occhi semichiusi dalle incrostazioni dei tricosoma e con quell’eterna blenorragia che perennemente colava purulenta dalle vagine e dai membri. Il bimbo crebbe e il signore lo benedisse. un cimitero di cadaveri e un mare di merda impastata dai pioli con la sabbia del deserto. Sporchi come neppure la piú fervida fantasia possa farceli immaginare. allora la assedierai e quando il tuo dio te l’avrà data nelle mani tu ne colpirai a fíl di spada tutti i maschi. Ancora una volta si lasciavano dietro un’ecatombe di morti ammazzati da un’epidemia voluta dalla giustizia di dio. si misero in marcia. dopo essere stato morso. mettilo sopra un’asta. dice a Mosè di costruire un idolo a forma di serpente: [il] signore per punire il suo popolo mandò serpenti velenosi che mordevano la gente e un gran numero d’israeliti morí. Praticamente il concetto che il signore ha della pace è quello espresso nell’intimazione “o la borsa o la vita!”. fu la prima donna sterile a concepire un figlio per opera di dio. gli ebrei che si salvarono levarono le tende e partirono per Casrerot. il signore. poiché lui è il solo e unico dio che debbono riconoscere. Il successo che il signore riscosse come visitatore di donne sterili fu tanto che furono gli stessi mariti a rivolgersi a lui affinché fecondasse le loro mogli. prima di visitare la donna lo disse al marito che si mostrò felice di divenire padre putativo di un figlio di dio: secondo quanto aveva annunciato. come nel caso di Isacco che aveva per moglie una certa Rachele. Il signore la visitò e la donna partorí un maschio a cui fu dato il nome di Sansone. Il signore disse a Mosè: «fatti un serpente. ma concepirai e avrai un figlio». questo signore degli eserciti. 21). anziché contattare il marito. forse per una raffinatezza acquisita con il tempo. deboli e magri come cadaveri ricoperti da grezzi tessuti di lana e da pelli di pecora. dopo il colera. Mentre impone agli ebrei che seguono gl’idoli “pagani” la pena di morte. Praticamente dio fa ricorso a un idolo per combattere se stesso! Ma l’incoerenza maggiore. Mosè supplicò il signore di avere pietà per il suo popolo.

nel libro della Casistica. liberarlo dalla schiavitú degli egizi. C’era un sacerdote di nome Zaccaria e aveva in moglie una discendente di Aronne che si chiamava Elisabetta. Zaccaria. 25). gli israeliti si sparsero per i territori della Palestina. fatto apposta per guidare i preti nella confessione. in un padiglione. essendo eterno. in mezzo a tutti gli israeliti. riconoscendolo come suo unico e solo dio. brevemente accennerò a come la Chiesa li intende attraverso il gesuita Sanchez. non c’è che da chiederlo ai preti . per quante se ne siano dette. dopo la morte di Giosuè. parlerò in seguito quando spiegherò come e quando furono elaborati i Vangeli.Isacco supplicò il signore per sua moglie e il signore lo esaudí. ho forse mai detto a 41 . Che il dio degli ebrei sia un dio frustrato appare evidente ancora quando. sono venuto ad annunciarti che il signore visiterà tua moglie ed essa non sarà piú sterile. (Questo particolare del pelo che presenta uno dei due gemelli potrebbe servire per conoscere quella natura del padre che. Erano tutti e due in avanzata età e non avevano avuto figli perché Elisabetta era sterile. alla fine dio si ricordò anche di Rachele. Se non morí d’infarto dipese solo dal fatto che un dio. rossiccio e tutto ricoperto di pelo come un mantello di lupo. cosí che sua moglie Rebecca divenne incinta. anch’essa sterile. e. Perché si possa avere un’idea di come avvenivano questi accoppiamenti di dio con le varie donne. Finché ho camminato ora qua e ora là. av. Per avere una risposta. riferisci al mio servo Davide facendogli presente che io non ho mai abitato in una casa da quando ho fatto uscire gli israeliti dall’Egitto fino a oggi. dichiarando di non riconoscerlo come loro dio. e fu chiamato Esaú. deluso e umiliato. trascorre quella prima parte della Bibbia che termina con l’occupazione della Palestina da parte di Nabucodonosor. che. dio dei loro padri. che per opera sua rimangono incinte. [… Il] signore apparve al profeta Natan e gli disse: «va. Un angelo del signore apparve e Zaccaria e gli disse: «non temere. si lamenta con il profeta Natan. cioè due gemelli: uscí il primo. perché da esso nacquero due eroi. con il patto di alleanza tra dio e Abramo in cui il signore dice di riconoscere il suo popolo come proprio figlio se questi in cambio lo adotta. Dopo quei giorni Elisabetta concepí un figlio che fu chiamato Giovanni Battista. Abbandonarono il signore e si misero al servizio di Baal e di Astarte. sono andato vagando sempre sotto una tenda. assisterlo contro i nemici. che divenne la madre di Giuseppe viceré d’Egitto. ancora non si è appurato di cosa sia fatta.. sfamarlo con cibo dal cielo. Ma questo sistema di ricorrere a concepimenti divini per costruire figure di eroi verrà riutilizzato nel Nuovo testamento per dare vita a quell’eroe che sarà il precursore di colui che sarà il prediletto sopra tutti gli altri: Gesú. fu chiamato Gíacobbe (Gn. che vede un dio guidare il suo popolo per i deserti. Dell’ultima annunciazione.) Tralasciando tutte le stupidaggini contenute nel capitolo riguardanti le condizioni da cui si fanno dipendere le nascite dei capostipiti delle dodici tribú ebraiche. Questo accoppiamento si rivelò particolarmente fortunato. non può morire: gli israeliti abbandonarono il signore. In questa simbiosi. Subito dopo uscí il secondo e teneva in mano il calcagno dí Esaú.. che li aveva fatti uscire dal paese d’Egitto. quella che si riferisce alla nascita di Gesú. Se non lo sanno loro! Un disilluso e frustrato La storia del popolo ebraico comincia nel XX sec. risulta evidente la disillusione che questo dio provò quando. E cosí. accoppiamenti che genereranno sempre degli eroi. quale autorevole teologo pose quesito interrogativo: «la vergine Maria produsse dello sperma allorché si uní con lo spirito santo?». dicendogli che non è giusto che egli continui a vivere sotto una tenda quando invece Davide si è costruito una reggia. io sono l’angelo Gabriele. 25. divinità cananee. direttore del noviziato di Grenada (fine del XVI secolo). e seguirono altri dèi tra quelli dei popoli circostanti. in un continuo di accoppiamenti tra il signore e le donne sterili. n. dal momento che io non conosco come finí la discussione.

se il suo popolo non gli ha edificato una casa. 5). D’altronde. fecondata da Abramo. c’è un passo della Bibbia che riconosce come cosa giusta che una donna feconda possa “affittare” il suo utero per soddisfare il desiderio di maternità di un’altra donna che non può avere figli. comunque non si può restare impassibili di fronte alla protesta di un dio che. li ha costretti a vivere sempre da nomadi. 7. L’esempio ci viene da Sara. unisciti alla mia schiava: forse da lei potrò avere dei figli che considererò come miei dal momento che vengono dal tuo seme». cominciò a costruire la casa al suo dio. una costruzione che. Davide ascoltò Natan e tanto si commosse che. crudeltà. che. a cui avevo comandato di pascere il mio popolo d’Israele: perché non mi edificate una casa di cedro?» (2 Sm. dopo aver chiesto scusa e perdono. 16). che però non riuscí a portare a termine perché troppo preso a fare stragi e a fottersi le donne degli altri. usando il seme del marito di quest’ultima. risulterà essere uguale a voi. cioè quel tempio di Gerusalemme.qualcuno dei giudei. era ricorsa alla schiava Agar perché. [Sara disse ad Abramo: «il] signore mi ha impedito di avere prole. è ancora in cerca di una dimora fissa che gli permetta di godersi il meritato riposo. meschinità. magari del vostro peggiore nemico che. per quanto possiate averlo concepito differente. Questo è il dio della Bibbia. Abramo si uní alla schiava Agar che. tutto è dipeso da lui che. moglie di Abramo. dopo le fatiche sopportate durante i sei giorni della creazione. se ne è costruito uno tutto suo espressamente per distruggere voi? 42 . Mi riferisco al fatto che essa ammetta nella sua morale che una donna fertile possa partorire per conto di una donna sterile. risulterà sempre e comunque una vostra costruzione. partorisse un figlio per lei. A parte il fatto che. a sua volta. non mantenendo la promessa di dare agli ebrei una terra. prima che il signore la visitasse e quindi la rendesse fertile. adattandola alla vostra natura. come potreste usarlo per soddisfare i vostri bisogni se fosse il dio di un altro. partorí un figlio per conto di Sara» (Gn. Prima di chiudere questo capitolo voglio dire che. tra tante superficialità. Se il vostro non dovesse corrispondere a questo. ho comunque trovato qualcosa di positivo nella Bibbia. Dio benedisse questa unione e al figlio che nacque fu dato il nome di Ismaele. rimasta incinta. Infatti.

tanto che continuarono a chiamarli «bastardi» nei secoli che seguirono a causa dei matrimoni che avevano contratto. attentati e imboscate. tradimento per essere entrati in connivenza con i popoli indigeni – connivenza che le tribú della Giudea non perdonarono mai. cioè tutti i capi. terminò quando. Alla distruzione di Gerusalemme e alla deportazione delle autorità seguí una persecuzione contro i giudei sia da parte di Nabucodonosor. Nabucodonosor deportò tutta Gerusalemme. tutti i prodi in numero di diecimila. presero a loro volta a inveire contro di loro. dei moabiti. le maggiori autorità politiche e religiose e tutti coloro che economicamente e intellettualmente rappresentavano l’élite della società giudaica. sia da parte dei caldei. Conquistata Gerusalemme. tutti i falegnami e i fabbri. sia pur nella maniera piú pacifica e rispettosa delle altrui leggi. degli ammoniti. invase la Giudea. La rivolta giudea andò avanti per quindici anni circa. i suoi eunuchi e le guide del paese. Tutti gli uomini di valore. n. dalla quale. tribú che. determinarono nei secoli successivi l’evoluzione religiosa ebraica. Ridotti cosí a cercare la salvezza attraverso la fuga. radendola letteralmente al suolo. ebbe termine cinquant’anni dopo. inviò a Babilonia come prigionieri i capi della resistenza. continuando a depredare e razziare i territori della Giudea. allorché. rimanendo fedeli alle loro usanze e leggi ataviche. Approfittando della libertà che Ciro il Grande concedeva a tutti i popoli facenti parte dell’Impero persiano di mantenere 43 . in modo di favorire una pacificazione tale da portare le parti a unirsi fra loro con vincoli matrimoniali. Nabucodonosor. e alimentando un clima di terrore tra le popolazioni della Giudea. portò. assimilando i costumi e il pensiero dei popoli che li ospitavano. che seguitarono ad accettare il dominio babilonese come avevano precedentemente fatto con l’Assiria. dove si era asserragliato l’esercito giudaico.. e distruttala. e. Deportò in Babilonia il re loachin. tutte le tribú si raggrupparono in un solo popolo. per un totale complessivo. contrariamente ai samaritani. che vedeva le comunità samaritane divise da quelle del Sud. eleggendo come loro capitale la città di Samaria. per essersi sottoposti al dominio assiro. Ma. fu soprattutto per ricusare quel passato di predoni e di razziatori che veniva associato alla parola «ebrei». annettendo tutta la Palestina al Regno di Babilonia. gli ebrei continuarono a conservare la propria indipendenza di popolo.GLI EBREI DOPO L’INVASIONE ASSIRA DELLA PALESTINA DEL NORD L’annessione della Palestina all’Assiria. rimase soltanto la gente povera. in numero di settemila (II Re 24. Fu in conseguenza di questa diaspora – la prima che si verificò nella storia ebraica – che si formarono quelle comunità extrapalestinesi le quali. Questa situazione. per costringerle a unirsi a loro nella lotta contro l’invasore. oltre che dei predoni. che intendeva liberarsi definitivamente di loro. i prigionieri ebrei che si trovavano in Babilonia furono lasciati liberi di ritornare in Giudea. le mogli del re. Questa situazione. stando a quanto dice la Bibbia. esattamente nel 586 av. la maggior parte degli ebrei lasciarono la Giudea. ponendo fine alle scorribande e ai conflitti che si protraevano da secoli. se presero il nome di samaritani. Ferme nella decisione di restare unite per quell’orgoglio di razza che derivava da millenni di lotte. un clima di distensione tra le tribú ebraiche e i popoli indigeni. i giudei reagirono all’invasione di Nabucodonosor attaccando le sue milizie con azioni di guerriglia. in seguito alla sconfitta subita dal regno babilonese da parte dei persiani. accusandoli di viltà e di tradimento: viltà. in seguito alle vittorie riportate sull’Assiria. cioè fino a quando Nabucodonosor decise di attaccare queste bande di predoni con il grosso dell’esercito in maniera definitiva. degli aramei e di tutti quei popoli che li consideravano degli invasori abusivi. come conseguenza. la madre del re. 14). che vedeva i giudei nella parte di perseguitati. in antitesi a quelle adorate dalle tribú del Sud nel tempio di Gerusalemme. per quanto fosse completa la socializzazione che si era realizzata per ciò che riguardava le attività economiche e i rapporti pubblici. cercando riparo nelle altre nazioni. Come era da prevedersi. un secolo e mezzo dopo. di circa ventimila persone. Confermarono questa volontà erigendo un tempio sul monte Carazin per le loro divinità.

prenderanno il nome di ekklesíe. si unirono in una comunità a base rivoluzionaria per rivendicare un diritto di proprietà sulla Palestina. organizzando assemblee nelle quali venivano discussi i temi e si sviluppava la propaganda di diffusione della nuova ideologia yahvista. tanti furono quelli che. av. In questa organizzazione. Terminata la prima stesura della Bibbia – che in realtà doveva essere apparsa in forma molto ridotta. le altre comunità. eliminando tutte le altre divinità “pagane”. respinto il dio obsoleto. che avevano fino allora seguito. Ricostruita Gerusalemme. basato esclusivamente su un’ideologia religiosa.i propri culti e le proprie tradizioni. si erano sparsi nei paesi del Vicino oriente. continuando a professare credenze ancestrali. In pratica cercarono di convincere le varie comunità ad abbandonare gli idoli atavici. che terminavano immancabilmente con bagni di sangue. Anche se molti furono gli ebrei che ne rimasero fuori. Corinto in Grecia. decisero di darsi un dio che. procurava ostilità e diffidenza da parte dei popoli che li ospitavano. caratterizzato da una solidarietà reciproca che si era connaturata in loro per via di quelle lotte secolari che aveva dovuto sostenere contro tutto il resto del mondo. resesi conto di quanto fosse utopico conquistare la Palestina attraverso l’uso delle armi. era troppo grande perché si potesse realizzare un programma di conquista armata della Palestina. nella formazione di un popolo che si era costituito in seguito alla liberazione di una schiavitú. passarono all’azione. che avevano ritrovato in un cumulo di macerie. le comunità extrapalestinesi decisero di staccarsi definitivamente da quella di Gerusalemme per perseguire un proprio piano di unificazione pacifico. limitandosi a raccontare una storia riassumibile nella costruzione di un dio senza nome. il quale.. per quanto volessero restare integre nel rispetto delle loro tradizioni.. Anche se non è possibile stabilirlo con esattezza. in definitiva. Tutto ebbe inizio con un gruppo di dieci-quindicimila esaltati. la divulgarono nelle varie comunità. accettata l’ideologia monoteista. Cosicché. i giudei. n. e. Di fronte a questa evidenza. dando il via a un programma mirante a riunire nella loro ideologia di riconquista della Palestina tutti gli ebrei. Efeso in Asia minore e Damasco in Siria. prima quello persiano fondato da Ciro il Grande. cioè dopo circa duecento anni da che era stata redatta la prima stesura della Bibbia. sotto l’occupazione greco-macedone. non rimase insensibile al programma di riunificazione proposto dalla comunità di Gerusalemme. presero a riunirsi sotto le direttive della comunità di Gerusalemme. oltre a essere irrealizzabile. sarebbero state prima o poi assorbite dai popoli presso cui si erano insediate. Fu a questo punto della loro storia. i presupposti necessari per fondare un movimento rivoluzionario per la conquista della Palestina. mentre la comunità di Gerusalemme continuava a sostenere il dio guerriero. che prometteva l’avvento di un messia davidico conduttore di eserciti. che venne avviata la stesura della Bibbia al fine di costruirsi. e. rientrati a Gerusalemme. rozzo e superficiale che la comunità di Gerusalemme si era inventato con la sua Bibbia. per sostituirli con un unico dio. che sarebbe venuto dai loro antenati. poi quello macedone fondato da Alessandro Magno. affidandola ad attivisti procacciatori di proseliti. è da presumersi che la scissione fra i sostenitori dell’ideologia pacifista e quelli dell’ideologia guerriera sia avvenuta agli inizi del IV sec. cominciarono a costruirne 44 . le cose andarono avanti su questo tenore fino a quando le comunità extrapalestinesi. Questo popolo. un dio dominante. che intendevano riappropriarsi di quelle terre su cui i loro antenati avevano operato da predoni e tiranni. siamo alla fine del VI sec. Tra queste comunità che cominciarono a sorgere in tutte le città del Vicino oriente e che in seguito. si opposero al programma rivoluzionario giudeo. erano le uniche su cui potevano mirare per evitare la loro scomparsa – che praticamente era già cominciata con la formazione di quelle comunità che. compresi quelli che. in seguito alla diaspora. le principali furono quelle di Alessandria in Egitto. av. n. che riconosceva in Gerusalemme la guida ideologica. La potenza degli imperi. potesse raccogliere tutti gli ebrei sotto un solo culto. Avendo compreso durante la prigionia quanto fosse determinante per l’unità di un popolo la riunione sotto un unica credenza religiosa. confermata dai continui fallimenti delle rivolte. contro cui combatteva la comunità di Gerusalemme. attraverso l’invenzione di un dio che aveva promesso una terra e l’apologia di un orgoglio di razza. e che. nel racconto di lotte sostenute per conquistare una terra la cui proprietà veniva da una promessa fatta dal creatore del mondo –.

III e II av. usando un linguaggio licenzioso piú adatto a un Kamasutra che a un’opera religiosa. affinché si comprenda bene ciò che ho detto. re sanguinario e spietato conduttore di eserciti. Proverbi e Sapienza fu Salomone. se era stato descritto nella prima stesura della Bibbia come un sanguinario. un fedifrago. Questo libro – che nell’originale risulta essere un capolavoro di poesia amorosa tra due giovani – fu trasformato dagli ebrei spiritualisti. vissuto seicento anni prima che fossero scritti. Tanto per citare un esempio. viene trasformato in un re umile e penitente che. adattandoli. Ma come avrebbero potuto attribuirgli un’opera prettamente mistica. prendiamo il Cantico dei cantici. per impossessarsi del regno di Gerusalemme. Cronache: il popolo ebreo non viene piú considerato come conquistatore di una terra attraverso una riscossa armata. Questi libri. quale situazione poteva essere piú adatta di quella di un figlio che si rivolta contro il proprio padre? E cosí si inventarono la storia di Assalonne che contestò il padre Davide.. nel quale si parla. avendo un dio che sedeva sopra una nuvola. spirituale e ascetico. aggiunte e censure che furono apportate in seguito sugli stessi per adattare il loro dio all’evoluzione dei concetti. un vizioso. si prende in esame un potere spirituale basato su una riforma religiosa come loro. che nei loro culti dei misteri promettevano ai seguaci una vita eterna dopo la morte. spesso. Iside in Egitto. Entrare in competizione con religioni cosí teologicamente avanzate. completamente ignorata dalla Bibbia nella sua prima edizione. 45 . capace di dare al suo popolo soltanto stragi e epidemie. quindi. La trasformazione di questo dio rozzo. piangente e implorante perdono a dio per le proprie colpe. alle loro convenienze per dare credito a quella loro ideologia che. improvvisata come si presentava. dopo circa tre secoli. Esdra: escludendo ogni possibilità di costruire un potere politico temporale. passeggiava tra le tende facendo attenzione a non acciaccare gli escrementi. E. Dionisio in Tracia e Mithra in Persia. un razziatore? Fu a questo punto. rinnegando il suo passato. Come causa dell’immenso dolore. Basta prendere a caso soltanto qualcuno di questi libri per comprendere quanto l’ideologia guerriera espressa nella prima redazione della Bibbia si fosse trasformata in spiritualista nel giro di due o tre secoli. e. stavano realizzando. ipotesi che continuava a sostenere la comunità di Gerusalemme. che i redattori aggiunsero alla Bibbia un Davide frustrato. di derivazione prettamente orientale. I libri scritti dalla corrente pacifista a sostegno della sua dottrina furono una quindicina. quale era stato concepito nella prima redazione della Bibbia. Dunque. un impietoso esecutore di stragi. sarebbe stato andare incontro a un sicuro fallimento. che ricopiarono. dal momento che uno degli scopi principali dei sostenitori dell’ideologia religiosa era quello di demolire la figura del messia guerriero per sostituirla con quella di un messia spirituale. il predominio sul Vicino oriente. che trasposero il ragazzo nella persona di dio e la ragazza nel popolo d’Israele. scritti tutti da anonimi stesori. quali quelli che sostenevano il dio Marduk in Babilonia. Cibele in Frigia. marciando contro di lui. cosí diranno che l’autore dei libri Qoelet. gli spiritualisti. che il dio biblico andava completamente revisionato. e tutte quelle correzioni. non sono altro che una raccolta di antichi fatti e storielle di ispirazione filosofica orientale. tradotto anche questo da un ignoto. pensarono di attribuire il libro dei Salmi a Davide. sia pur in forma pacifica. chiede perdono a dio dei suoi peccati. Compreso. di un amore tra due giovani. in un dio essenzialmente spirituale. come sfrontatamente oseranno attribuire i Salmi a Davide.uno superiore. in un’opera di comicità cosí paradossale da portare il lettore a riderne fino alle lacrime. ma come strumento di realizzazione di un dominio spirituale basato sulla teocrazia imposta da un popolo eminentemente religioso. facendo propri i concetti delle divinità “pagane”. su imitazione di quelle divinità “pagane” che si contendevano. Salmi: Davide. la possiamo seguire attraverso i libri che furono scritti dagli esponenti della corrente religiosa ebraica nei secoli IV. spesso in maniera insensata e goffa. n. obsoleto e superficiale. ne plasmarono uno metafisico. sarebbe apparsa troppo priva di storia per essere accettata anche dai seguaci piú ignoranti.

E non parliamo poi della disperazione che provò Davide quando gli comunicarono che il figlio Assalonne era stato ucciso da sicari in un’imboscata tesagli nella foresta di Efraim. 3. 18. Sarà da questi libri scritti nel IV. si unirono nella rivolta dei maccabei per costruire. Davide diede ordine ai suoi soldati di uccídere Recab e Baana suo fratello. esattamente come lo sono i libri del Nuovo testamento che ne derivano. Di fatti simili. Dalla prima edizione: Davide si alzò. con il capo coperto di cenere. e. portarono loro da mangiare formaggi di pecora e di vacca. questi li uccisero.. fu attribuito a Salomone. e. D’altronde era da prevedersi che nel copione fosse prevista la morte del figlio. e.Per renderci conto di come fu trasformata la figura del Davide criminale della prima edizione. perché la scena finale della commedia potesse chiudersi su un Davide che piange e urla. Gli uomini di Davide tornavano da una scorrería e portavano con sé grande bottino (II Sm. presi di pietà. n. Le falsificazioni sono talmente evidenti che molte di esse sono state riconosciute anche dalla stessa Chiesa. Davide tagliò loro i prepuzi e li contò davanti al re Saul (I Sm. Basti ricordare ancora che i Salmi. av. saliva piangendo e camminava con il capo coperto e a piedi scalzi. stanchezza e sete nel deserto!». 46 . Davide mansuetamente cosí risponde. Le due correnti proseguirono ognuna nella propria ideologia fino a quando. 27. Forse il signore guarderà la mia afflizione e mi renderà il bene in cambio della maledizione di oggi». che la Chiesa ha esaltato come colonna portante delle proprie “verità” e della propria “morale”. n. dicendo: «questo re e la sua gente hanno patito fame. quali i Vangeli. che era vissuto ottocento anni prima. che lo chiama sanguinario e scellerato. 27).che i cristiani trarranno le profezie per redigere i loro Vangeli e le basi per costruire la loro liturgia. 12). come lo volevano i rivoluzionari.. ce ne sono ancora a dozzine Dalla seconda edizione: agli insulti che gli vengono pubblicamente rivolti da un certo Simei. n. III e II sec. gli Atti degli apostoli e quelle Lettere attribuite a un fantomatico Paolo di Tarso. che voleva ucciderlo: Davide saliva l’erta degli ulivi. piangeva. Batteva quel territorio e non lasciava in vita né uomo né donna. come per esempio il libro Sapienza. riporto alcuni passi tratti dalle due edizioni. Non lasciava in vita nessuno perché non ci fossero testimoni delle sue stragi (I Sm. Il re Davide e i pochi che gli erano rimasti fedeli sono ridotti talmente allo stremo delle forze che un certo Sabi e un certo Barzillai. av. tagliarono loro i piedi e le mani e li appesero presso la piscina di Ebron (II Sm. rivolgendosi a coloro che erano presenti all’umiliazione che pubblicamente aveva subito: «lasciate che costui mi maledica poiché egli non è che l’esecutore di un ordine del signore. per comprendere come la Bibbia sia un insieme di frodi e di falsificazioni. di comune accordo. per mettersi al comando dell’esercito giudaico in qualità di guerriero. figlio di Ghera. che sarebbe disceso dal cielo come lo volevano i religiosi. come tutti gli altri libri facenti parte del Vecchio testamento. che. Incalzato dal figlio Assalonne. un messia dalla duplice figura. partí con i suoi uomini e uccise duecento filistei. in quella di un Davide santo che piange sui propri peccati. Tutta la gente che era con lui aveva il capo coperto e. sono la traduzione in ebraico o in greco di antichissimi carmi orientali. tendenti a costruire la figura di un messia guerriero implacabile e impietoso verso i nemici d’Israele riportati nella prima Bibbia. scritto nel I sec. operata dai giudei per costruire la loro ideologia religiosa. nel 168 av. i ghirziti e gli amaleciti. associando alle sofferenze di Davide la «passione» di Cristo. Davide partiva a fare razzie contro i gherusiti. 22). 8). salendo. 4.

dobbiamo soffermarci a spiegare quelle cerimonie che venivano celebrate nelle religioni “pagane” come culto dei misteri. compresi i ceti piú umili. che era basato su quella politica di ampliamento demografico in atto all’epoca della seconda invasione ebraica dell’Egitto. si rivolsero. e. Questa pratica. furono considerate come prove confermanti l’esistenza di un altro mondo. I misteri miravano alla salvezza dell’individuo per mezzo dell’iniziazione a una dottrina e a pratiche rituali a essa relative che dovevano rimanere celate ai non appartenenti alla setta. Praticamente il culto dei misteri diede inizio a quel sincretismo che. I primi a praticare il battesimo furono i sacerdoti egizi della dea Iside. avrebbe portato al monoteismo. ovvero «immergo». in secondo momento. sostenute dai vari imperialismi. a suffragio di un unico culto. si somigliarono tutte. in Grecia per Dionisio e Demetra (misteri eleusini) e in Persia per il dio Mithra. e sulle quali era fatto obbligo mantenere il piú assoluto segreto. concessa poi ai grandi sacerdoti e quindi ai dignitari politici e agli ufficiali. selezionando la divinità trionfatrice sulle altre – monoteismo ben differente da quello della Bibbia. anche se recitate in nome di divinità diverse. in forma pacifica. gli permetteva di ricevere come premio la vita eterna. mentre l’iniziato veniva immerso nell’acqua lustrale. quali quello di Serapide in Grecia nel quale si adoravano Iside e Zeus. dopo un periodo di indottrinamento. se avesse rispettato le regole dettate dalla religione che aveva abbracciato. si trovano scolpite nello stesso monolito le figure di Mithra. n. o meglio attraverso una fusione spontanea delle religioni. fu infine estesa a tutti. «Culto dei misteri» era la denominazione relativa a particolari cerimonie religiose − a cui potevano partecipare soltanto gli iniziati −. Tra le tante statue ritrovate che datano a quell’epoca ce ne sono alcune che risultano composte da diverse divinità. che era basato sull’imposizione del proprio dio attraverso una forma di violenza rivoluzionaria. cosí l’uomo pensò che anche egli sarebbe potuto risorgere a seconda vita. quello di assicurare ai propri seguaci la resurrezione. Lo stesso rito celebrato in Egitto per la dea Iside veniva ripetuto in Frigia per Attis. In seguito al successo politico-sociale riportato dagli egizi. Le cerimonie battesimali. viene dimostrato dal fatto che nel V. Nel rito legato al culto del dio Attis. tutte queste divinità si trovarono nel pieno di una competizione per la supremazia. Fu in questo trasferimento di se stesso nel seme che rivive nel proprio germoglio che l’uomo concepí la resurrezione dalla morte. legando le masse a un’unica credenza. nel giro di pochi secoli tutte le religioni del Vicino oriente. dalla voce baptizo. Che il sincretismo “pagano” mirasse a imporre un unico dio attraverso una selezione naturale dei culti. av. Apollo. furono costruiti templi in cui venivano adorati contemporaneamente numi “rivali”. come quella che ancora esiste a Comagene (Turchia) nella quale. 47 . Elio e Demetra. a Babilonia per il dio Marduk. Una forma di “comunismo” spirituale che. si ritrovarono a praticare il battesimo. Inizialmente connessi a rituali sacro-magici diretti a sollecitare le forze della natura a risvegliarsi dopo la stasi dell’inverno. rispondenti al nome di mista. L’iniziato. sotto il simbolo del sole. veniva immerso in una vasca contenente acqua lustrale che. Come un seme che dopo aver trascorso il periodo invernale torna a vivere attraverso il germoglio. cancellando tutte le colpe del passato. il sacerdote recitava: «tu sei rinato e da questo momento farai parte del mondo degli eletti a cui sono aperte le porte dell’eternità». IV e III sec. da cui viene «mistero». Accomunate cosí da uno stesso rituale e da uno stesso fine. il realizzarsi di premonizioni ricevute da defunti apparsi in sogno e altre simili allucinazioni e visioni. riservata in principio ai faraoni. volta a fare di ciascuna la dominatrice su tutto il Vicino oriente. e anche addirittura monumenti rappresentanti un amalgama di dei. Si entrava a far parte di queste sette attraverso un rito che i greci chiamarono «battesimo». alla condizione dell’anima umana dopo la morte. favorí l’imperialismo faraonico. La presenza di un estinto che si sentiva accanto.IL CULTO DEI MISTERI Per comprendere come la corrente religiosa ebraica giunse a costruire il suo dio spirituale e quindi il messia asceta da opporre a quello guerriero della corrente rivoluzionaria.

tutte le religioni che seguirono tesero a rapportare il proprio dio a questo astro che. Tra canti e suoni si consumavano questi pasti comunitari che venivano chiamati «banchetti eucaristici» esattamente come. riprendendo il calice. Essendo l’immortalità un requisito riservato soltanto agli dei. Dopo di che. ringraziando la divinità quale dispensatrice di grazie e di eternità. della Nuova Zelanda e presso alcuni popoli dell’America del Sud. che doveva essere rosso e dolce perché eguagliasse il piú possibile il sangue. ora potrai vincere la morte». Ideato cosí il sacramento del battesimo. dopo tremila anni. se lo passavano a turno. questo fu sostituito con il vino. aggiungeva: «felice e bello. prima fra tutte l’immortalità. cioè di comunione con il proprio dio attraverso la fagocitazione dell’animale che lo rappresenta. Delle cerimonie celebrative di Attis e di Cibele sono state ritrovate tavolette che riportano le formule di ringraziamento che i fedeli pronunciavano dopo aver bevuto il vino che si era trasformato nel sangue della divinità: «io mi sono mischiato ad Attis» − diceva il credente. da divenire essi stessi delle vere e proprie divinità. Coloro che introdussero per primi il pane nel sacramento eucaristico come sostanza trasformabile nel corpo del dio furono i sacerdoti di Dionisio. il quale.500 anni prima di Cristo dai sacerdoti della dea Iside. i seguaci ne bevevano il sangue e ne mangiavano le interiora per incorporare attraverso di essi le essenze divine che contenevano. anche tu divenuto dio. lo porgeva ai fedeli presenti. attraverso l’elaborazione di convinzioni primitive − per cui si credeva che mangiando le interiora del nemico ucciso e bevendo il suo sangue si sarebbero assimilate le sue virtú −.) In seguito. con i cerimoniali che si facevano sempre piú raffinati ed elaborati. preso il calice. il primo a concepire il monoteismo. si trattò allora di escogitare il sistema che avrebbe permesso agli uomini di poter rinascere una seconda volta – come quel chicco di grano che ritornava a vivere a primavera attraverso il germoglio che usciva dalle zolle. il sangue che prima veniva bevuto direttamente dal collo dell’animale fu raccolto in coppe che venivano passate ai fedeli. non rimaneva che trovare il modo di trasferirla da loro all’uomo. che poneva il sole come unico dio dell’universo. in un eccesso di esaltazione religiosa furono tanto assimilati agli dei. Nel culto di Attis e di Cibele il rito eucaristico assumeva l’importanza di convivi collettivi. Dopo averli sgozzati. i quali se le portavano a turno alla bocca tra canti. è ancora praticata da alcune tribú dell’Africa. dicendo: «tu sei vino ma non sei vino perché tu sei le interiora di Iside». Fu cosí che i praticanti il culto dei misteri. che offriva la possibilità di accedere a una seconda vita dopo la morte. dipendente soprattutto dal fatto che non a tutti era gradito bere del sangue. E il sacerdote. (E gli antropologi ancora si chiedono da dove origini il vampirismo!) Il primo utilizzo del vino in sostituzione del sangue fu praticato in Egitto 1. In una fase di ulteriore raffinatezza. inginocchiati. Ricollegandosi a questa ideologia. nella convinzione che questi animali fossero la personificazione del dio che rappresentavano. giunsero alla conclusione che avrebbero incorporato l’immortalità del loro dio bevendo il sangue degli animali che venivano immolati in suo onore. che avrebbe permesso loro di vivere una seconda vita eterna in seguito alla resurrezione dalla morte. vengono ancora oggi chiamate le riunioni dai comunicandi seguaci del cristianesimo. come illuminava il inondo dei vivi. in qualità di dio della fertilità e 48 . che. A un punto stabilito della cerimonia il sacerdote eseguiva la consacrazione. La cerimonia della transustanziazione del vino nel sangue della divinità viene riportata da graffiti dell’epoca. altrettanto rischiarava quello dei morti. animali che. quel dio sole (Aton in Egitto) che fu eletto quale unico dio dal faraone Akenaton. (Questa forma di teofagia primitiva. nel suo dominio assoluto sull’esistente. preghiere propiziatorie e gesti magici eseguiti da sacerdoti. che pontificavano in abiti sempre piú appariscenti e luccicanti di pagliuzze dorate e ricami d’argento.Su tutte queste divinità trionfava il dio della luce.

di conseguenza questi dei venivano presentati tutti nelle vesti di predicatori. dio sumero-babilonese. esprimeva la propria morale di salvezza. che andò avanti per diversi secoli. ogni setta religiosa compilò un Vangelo. Nel Vangelo di Attis si diceva che nel sepolcro vuoto fu trovato il lenzuolo in cui avevano avvolto il dio prima di seppellirlo. furono chiamati sotères: «salvatori». egli veniva fatto risorgere per ritornare nel mondo degli dei dal quale era venuto. come vedremo. Essendo divenuta cosí la morte della divinità il fine principale da raggiungere per pervenire alla resurrezione. Dopo tre giorni dal decesso. La morte di Marduk. Acquisita cosí la virtú della resurrezione. per accertarsi che fosse veramente morto. la Sindone ha origini molto lontane nel tempo!) Una morte del tutto simile veniva raccontata nel Vangelo della dea assiro-babilonese Ishtar. raccontando la vita e le prediche del proprio salvatore. di questa divinità cristiana che. che le ridette la vita. essendo questi dei divenuti capaci di trasmettere la salvezza agli uomini. che può apparire secondario. veniva celebrata tra il quindici e il venti di marzo. per acquisire la virtú della resurrezione da trasmettere agli nomini. rimase appesa all’albero. in primavera. fu processato e condannato a morte dopo un interrogatorio riguardante le sue pretese di dichiararsi dio. lo avevano colpito al petto con una lancia.dell’abbondanza. dopo essere stato condotto su una montagna dove. cominciò a sembrare sempre piú dubbia a causa di quell’evoluzione teologica che portò al seguente interrogativo: “come può una divinità trasmettere all’uomo la virtú della resurrezione. fu costruita soltanto nel II sec. finché il terzo giorno fu liberata dal dio supremo creatore dell’universo. che. I fatti si svolgevano nel modo seguente: Il sotèr. essendo eterna. che lo uccidevano. se non la possiede. Lo stesso avveniva in Siria per Adone. durante i quali veniva fatto discendere agli inferi per dimostrare che era divenuto padrone della morte. tanto che in alcune di esse ritroviamo le stesse formule che ancora oggi vengono praticate dai seguaci di Gesú. Quindi. A un certo punto le consacrazioni furono eseguite da tutte le religioni su questi due elementi. (Come si vede. dopo aver predicato la sua religione. affinché non ci potessero essere dubbi sull’autenticità della sua resurrezione. assume invece una grande importanza. veniva catturato dai suoi avversari – le forze del male –. tutte. Di conseguenza. dopo essere stata uccisa per impiccagione. Anche lei veniva fatta discendere agli inferi durante i tre giorni trascorsi dopo la morte. Nella competizione creatasi tra le varie credenze. tutte le religioni “pagane” fecero scendere i propri dei dal cielo. Sempre per quel principio primitivo che associava la resurrezione alla rinascita della natura. che veniva fatto risorgere il 25 di marzo. le divinità venivano fatte morire e quindi risorgere. affinché. rappresentati dai seguaci del male. una volta sceso sulla terra. presentandoli in età già adulta. per quel nemo dat quod non habet − «nessuno può dare ciò che non ha» −. era simboleggiato da un chicco di grano. prima di essere fatti morire per opera dei loro nemici. egli poteva di conseguenza trasmetterla all’uomo attraverso il sacramento dell’eucarestia – che si basava sul principio primitivo secondo il quale le virtú del nemico ucciso in battaglia si assimilavano bevendo il suo sangue e mangiando le sue interiora. dopo averlo ricoperto con un mantello di porpora a fine derisorio e dopo avergli messo in mano una canna come scettro e sulla testa una corona di foglie di acanto. nel quale. Poiché l’incarnazione del dio veniva motivata dal fatto che egli scendeva sulla terra per far conoscere agli nomini la sua morale di salvezza. i teologi “pagani” pensarono di far discendere gli dei sulla terra. divenendo uomini. e. Questo particolare.. tre giorni dopo la sua morte. per quanto fosse supportata da preghiere e cerimoniali – che divenivano sempre piú complessi ed elaborati nelle loro manifestazioni magiche fatte di segni in aria e di formule sibilline –. potessero morire e quindi risorgere. Ma questa pratica eucaristica. In un passo di questo Vangelo veniva detto che i suoi carnefici prima di seppellirlo. 49 . non è mai morta?”. dopo avergli fatto subire una passione. a completa imitazione delle divinità “pagane”. provocandogli una ferita dalla quale era uscito un liquido biancastro. perché attraverso di esso i seguaci di Marduk intendevano portare la prova della morte del loro dio. n. dal momento che. La sua passione era cosí raccontata nel suo Vangelo: catturato dai nemici.

n. av. l’Avesta. La stessa morte per uccisione da parte dei suoi avversari. riconosciutala valida. poté usufruire delle esperienze altrui. nei vari tentativi che fecero per costruire i loro Vangeli. esistono ancora le tenebre. che grazie a essa riuscí a riunire sotto un solo dio. l’impose a tutti i popoli da lui dipendenti. Dato che nei dettami teologici il nulla viene assimilato alle tenebre. essendo l’ultima arrivata. Noi che siamo in platea vediamo a questo punto che sulla scena il sole pervade incontrastato tutto l’universo. Le prime. Adone. veniva attribuita anche al dio greco-egizio Serapide. Cibele. a imitazione della dea Ishtar. che si erano liberate in seguito alla morte del toro. A questi dei salvatori (sotères). ma sua madre. che i giudei concepirono il programma di riunire gli ebrei sotto un solo dio. Demetra. Anche se la sua origine si perde nella notte dei tempi. nella sua forma trascendentale. I seguaci del cristianesimo non sanno che quando recitano il kyrie eleison non fanno che ripetere quelle preghiere che i “pagani” rivolgevano ad Attis. uccidendo il toro cosmico. che..) Imposto cosí in Iran dal re Vishtaspa. che si dimostrarono superiori a quelli delle altre religioni. la vergine Maria. con la presenza della notte che si intervalla al giorno e le ombre che contrastano la luce. (Tutte le religioni non sono che l’adattamento. che gli uomini vennero coinvolti nella lotta tra il male e il bene. mostrandoci sul palco Aura Mazda. il mazdeismo. e. un libro in lingua avestica che riportava la morale dettatagli da dio. si rifugiarono sulla terra. av. per opera di un certo Zarathustra (Zoroastro) che. ciò dipese dal fatto che. a cui dà il nome di Mithra – un dio di origine indo-iraniana risalente all’epoca vedica. rappresentato simbolicamente da un toro. immaginiamoci di essere degli spettatori che. tranne la terra dove. avuta da Aura Mazda la rivelazione della vera religione. 50 . assistono a una recita: il sipario si apre. che il mazdeismo dà inizio alla creazione dell’universo. per salvarsi. re dell’Iran. n. cominciarono a combattersi per il predomino dell’universo. dio solare. dopo essersi convertito con la sua famiglia. regredendo nel tempo. amesha spenta. e. XIV sec. Fu in conseguenza di questo trasferimento della lotta cosmica sulla terra.) Questa situazione di un nulla che procede dall’eternità. a un certo punto si interrompe per opera di Mithra che. racchiude in sé il bene e il male. frastagliati in una moltitudine di idolatrie. di conseguenza la fine del nulla la si faceva dipendere dall’avvento della luce e quindi del sole. rappresentate dal dio Aura Mazda e dai suoi angeli della luce. prima di giungere alla versione definitiva. n. fu dato il titolo di kyrios («signore») in conseguenza della loro vittoria sulla morte. riporta a quell’animismo che fu la prima base delle credenze umane. e. È con questa visione. si diffuse ben presto in tutto il Vicino oriente. La religione mazdeista risolve il mistero della creazione attribuendo ad Aura Mazda un figlio. seduti nella platea di un teatro. tra le tante cose che intentarono ci fu anche quella di far discendere all’inferno non il loro salvatore. Per comprendere nella maniera piú chiara e rapida possibile la teologia avestica. Le forze del bene e del male. in virtú dei suoi concetti religioso-politici.) Se in tutte le religioni la durata della morte delle divinità era di tre giorni lo si deve al fatto che tre era il numero dei giorni che i fakiri passavano sotto terra in quelle catalessi che eseguivano per dare una dimostrazione tangibile della resurrezione dopo la morte. essa si delineò netta e precisa soltanto nel VII sec.(È interessante considerare come i primi cristiani. sconfissero il cattivo Arimane (Angra Maniu) e i suoi «angeli delle tenebre» (demoni). Mithra e a tutti gli altri dei nei loro culti dei misteri. Marduk. la cui storia. che. Se fra tutte le religioni impegnate nel sincretismo quella che si dimostrò la piú valida fu il mazdeismo. con conseguente discesa agli inferi e resurrezione finale. che esprime un infinito privo di materia rappresentato da un toro cosmico. (Fu appunto su questi esempi degli altri popoli. fece leggere a Vishtaspa. scaturendo da antichi racconti babilonesi risalenti al XIV secolo av. Il re. che vive solo nella sua essenza eterna di dio in un infinito privo di materia. rimodernamento e trasformazione di religioni precedenti. dà avvio alla creazione dell’universo – Mithra è il sole che fuga le tenebre. dopo essersi affermato in Persia e in Siria.

dette inizio alla sua attività redentrice. non ha che da chiederlo ai preti. Nel Vangelo di Mithra venivano raccontati gli attacchi che egli aveva ricevuto da parte dei suoi nemici. entri in una collaborazione con gli «angeli della luce» che permetta di fugare le tenebre anche sulla terra. Fu da ciò. fu appeso a un palo e fatto resuscitare il terzo giorno dalla morte dopo essere disceso agli inferi. stando alla teologia avestica. (La pretesa della religione avestica di possedere la verità è la stessa che avevano tutte le religioni che si dichiaravano ciascuna essere quella vera. nella quale Mithra prometteva una ricompensa di felicità eterna dopo la morte a coloro che. operato su tutti i vivi e i morti. va avanti fino a quando il dio Aura Mazda decide di inviare suo figlio sulla terra per insegnare la via giusta da seguire. il bene vincesse sul male. La sua «passionex è del tutto simile a quella degli altri salvatori appartenenti agli altri culti dei misteri. detta delle Beatitudini. è del tutto simile a quella riportata dalle altre religioni riguardo ai loro dei. apparteneva a un’altra dimensione. avessero sopportato l’oppressione e le ingiustizie su questa terra. che era puro spirito come lui. Il desiderio di dio di indicare agli uomini la via da seguire per vincere il male. in materia. fatto di materia. pur avendo lo stesso fine. dal momento che l’uno. come nell’universo. facendolo incarnare come uomo. appartenendo a due mondi differenti. predicando la morale mazdeista. di modo che l’umanità. il contatto non poteva quindi avvenire che per iniziativa di dio. schierandosi spesso dalla parte delle tenebre. mentre quello dell’uomo viveva nella materia. con la fine del mondo. anche se nel suo Vangelo. soggetta alla corruttibilità. che voleva la salvezza dell’uomo. promise che alla fine del mondo sarebbe ridisceso sulla terra su un carro tirato da cavalli per giudicare. Cresciuto in virtú e saggezza. gli «angeli del male». il desiderio di Aura Mazda. viveva al di fuori della materia. indirizzandosi soprattutto agli umili e agli oppressi. ritornando in possesso dei loro corpi («resurrezione della carne»). veniva riassunta in una predica. fattosi uomo per volere di dio. che lo applicarono a Gesú quale salvatore (sotèr). una volta disceso sulla terra. che uno dei due mondi superasse il confine di separazione ed entrasse nell’altro. nella sua immutabilità spirituale. che in greco significa «parola» («verbo»). Fu cosí che Aura Mazda.) Mithra era presentato nella teologia avestica come il trait-d’union tra quei due desideri di cui ho parlato. bisognava. Due mondi separati da un confine invalicabile. Questo andamento delle cose. essendo racchiuso in un pensiero appartenente a un mondo essenzialmente spirituale. Escluso che l’uomo potesse trasformarsi in essenza divina a causa della sua pochezza. Questo giudizio universale. per mancanza di una direttiva morale. a differenza degli altri culti dei misteri.Gli uomini vorrebbero che anche sulla terra. nonostante desiderino nel loro inconscio che la luce trionfi sulle tenebre. con l’annientamento della materia. è l’ultimo atto della commedia a cui abbiamo assistito. si dà una spiegazione riguardo alla sua venuta sulla terra che lo vuole nato da una vergine che lo aveva concepito per opera dello stesso dio Aura Mazda. Nel Vangelo avestico viene riportata anche l’ultima cena che Mithra consumò con i suoi apostoli: dopo aver trasformato il pane e il vino nel corpo e sangue proprio e aver detto loro che. Ucciso dopo essere stato torturato. ritornan51 . con rassegnazione. avrebbero ricevuto la vita eterna. dunque. che Mithra fu chiamato logos. dall’alto di una nube. Compiuta cosí la sua missione sulla terra e lasciato ai suoi discepoli il compito di propagare la sua dottrina. da questa trasformazione del pensiero in voce. dove si riuniva con il padre Aura Mazda. se lo avessero mangiato e bevuto.) La vita di Mithra quale salvatore (sotèr). schierandosi definitivamente dalla parte del bene. ma purtroppo sono loro stessi che. Mithra veniva fatto risalire in cielo. i vivi e i morti che sarebbero usciti dalle tombe. e il desiderio dell’uomo che voleva essere salvato – desideri che. Questo concetto fu poi adottato e fatto proprio dai cristiani. accusando le altre di essere false e mendaci. i seguaci del principe delle tenebre Arimane e dei suoi demoni. in attesa del giudizio universale. non poteva essere recepito dall’uomo che. Una morale che. a un certo punto decise di tradurre il suo pensiero trascendentale in una voce comprensibile agli uomini. Dopo di che. (Se qualcuno vuole ulteriori spiegazioni sulla nozione di logos. trasformando suo figlio Mithra. ne impediscono la realizzazione. che vede gli uomini cedere alle tentazioni dei demoni. perché in realtà la teologia cristiana non è che la riproduzione di quella mazdeista. non potevano realizzarsi perché. quello di dio. Perché il contatto potesse avvenire e dare inizio a una comunione tra dio e gli uomini. non potevano comunicare tra loro.

se avessero sopportato le sofferenze con umiltà e rassegnazione. in qualità di pensiero. e. tendeva a rendere quieta quella massa di insoddisfatti che ha rappresentato sempre uno dei maggiori nemici della stabilità degli imperialismi. perché essa non è mai esistita come strumento di morte. in Persia e in Siria. a simboleggiare la rinascita della natura dopo la morte dell’inverno. anche se le sue concezioni-base provengono da antiche leggende babilonesi. (Lo scadere di questi sette secoli coinciderà con l’era messianica. Anche l’aristotelismo esponeva il concetto di una divinità unica. I motivi per cui il mazdeismo si impose sulle altre religioni furono essenzialmente due: 1. come che fosse un principe di stirpe reale. si ritrova a pensare. gli saranno bruciati gli occhi e infine. indicando i quattro punti cardinali. nella condizione in cui si trova. in qualità di divinità pose in cielo. Fu in seguito a questa coincidenza che alcuni veggenti profetizzarono che al successivo verificarsi dello stesso avvenimento astrale sarebbe nato un “giusto” simile a Zarathustra.do tutto allo stato precedente la creazione. immerso in un’eternità fatta di nulla. In Grecia. che avrebbe dato la propria vita per insegnare agli uomini la giusta morale da seguire. A noi non rimane che battere le mani all’ideatore e al regista di questa commedia. torturato. Ispirandosi ai culti dei misteri. la mirra come espressione del concetto di eternità. che avrebbe dato inizio a un’era di benessere. Nella religione avestica. come la resurrezione di Mithra veniva festeggiata alla metà di marzo. dove fu infine dichiarata religione di Stato. l’oro quale riconoscimento della sua regalità. non si sa bene a che cosa. in seguito alla conversione del re Vishtaspa che l’impose ai suoi sudditi. la vittoria della luce sulle tenebre. esaltandolo filosoficamente come ideologia apportatrice di benessere e di giustizia. e come uomo nella figura del “giusto” zarathustriano. Zarathustra. Ma non si poteva assolutamente parlare di croce come la intendono i cristiani. come i cristiani hanno invece tradotto per trasferire sul loro Cristo questa profezia. av. i cui vettori. coinvolgendo tutta l’umanità in un concetto di salvezza universale. anche se non possiamo nascondere una certa perplessità. si arrivò a preconizzare addirittura la passione e la morte di questo salvatore. che si verifica ogni sette secoli con l’entrata di Giove e Saturno nella costellazione dei pesci. che si sarebbe conclusa con il trionfo definitivo del bene sul male. cioè dai seguaci del male: ecco quello che vi diranno: che il “giusto “. n. dopo avergli fatto soffrire tutti i mali possibili. dove fu incoraggiata da Alessandro il Macedone prima. sarà frustato. Nel rito che si svolgeva in occasione della natività venivano offerti al bambino Mithra. che sarebbe stato ucciso dai suoi oppositori.) Diffusasi subito in Iran. legato. che viene dall’interrogativo: “ma perché tutto ciò?”. la croce latina non è che un’invenzione operata dai cristiani alla fine del IV sec. compresi i vantaggi che si poteva trarne. cioè la croce latina. Rivolgendosi in particolare a coloro che subivano ingiustizie sociali. cosí si celebrava la sua nascita il venticinque di dicembre per esprimere. e infine a Roma. la religione mazdeista si propagò in tutto il Vicino oriente. con la promessa di una ricompensa che avrebbero ricevuto dopo la morte. 2. l’incenso quale simbolo di spiritualità. Questa frase riferita al futuro realizzatore del sincretismo. che riteneva essere all’origine dei movimenti della materia. favoriva il sincretismo tanto auspicato dagli imperialismi. cioè su Aura Mazda che. c’era quella che faceva corrispondere la sua nascita (VII sec. ne dimostravano l’universalità. e in Grecia. 52 . parla di un palo (stauros) e non di croce. l’espansione del mazdeismo fu favorita. Come vedremo in seguito. n. sarà messo al palo. si attribuisce al suo fondatore. Soprattutto se pensiamo che il risultato comporta la condanna di gran parte dell’umanità a un’eternità di dolore.) a un evento cosmico apportatore di luce. Il platonismo. il sipario si richiude sulla stessa scena su cui si era aperto. nato da una vergine. e dai sovrani ellenistici che seguirono poi. attraverso l’allungarsi del giorno. Tra le tante cose che si narrano di lui. filosofeggiando sui concetti avestici. preconizzò la realizzazione del sincretismo in un lògos che. Tutto ciò che si riferisce alla religione mazdeista. al centro di una croce. e.

ma per merito di una relazione intervenuta tra il caso e la necessità. quindi di due cose l’una. in fondo rifiutati o ignorati dalla ragione. non conoscendone la causa. Eccolo: il male esiste. Lucrezio. discepolo di Leucippo. accennerò. nulla si distrugge. Ed è Epicuro che ha dimostrato che dio non esiste e che le religioni sono sorgente di tormento per l’uomo e che l’uomo. della quale è rimasto soltanto qualche frammento. unità di tutto. ma tutto si trasforma (legge di Lavoisier. scrivendo nel suo poema: tante sono le prove che dimostrano che ciò che esiste non può avere fine. Un tale dio sarebbe impotente. per quanto i credenti (creduli) si siano accaniti a sovvertirlo. Il ragionamento di Epicuro che dimostra la non esistenza di dio è rimasto inconfutabile. spiegava come l’origine del mondo non fosse dovuta a una creazione divina. come furono incoraggiate le teorie filosofiche che andavano il sincretismo. 53 . È soltanto in seguito alla convinzione che ci porta ad affermare che nulla si può creare dal nulla che noi potremo giungere a scoprire l’oggetto delle nostre ricerche. dunque inammissibile. può sopprimerlo. Eraclito. Leucippo pose le basi della teoria atomica introducendo i concetti del vuoto assoluto e degli atomi che si muovono in esso. nelle sue ricerche cosmologiche. Il timore che attualmente domina tutti i mortali e li rende succubi delle religioni. Per lui la realtà del mondo si iscriveva nell’insieme dei movimenti degli atomi del vuoto: l’infinità dei mondi che nascono e che muoiono nell’universo.. Un tale dio sarebbe cieco e ignorante. Anassagora. altro pensatore ateo e oppositore delle idee mistiche. dovette fuggire da Atene. ma è stato e sarà un fuoco eternamente vivo che si accende e si spegne secondo delle leggi.. deve. continuatore di Epicuro. vuole sopprimerlo. quel movimento nel quale nulla si crea. ma non vuole . dunque inammissibile. ma non può farlo .Di conseguenza. 2. Epicuro riprese la teoria atomista di Democrito. Diogene.. dunque inammissibile. furono ostacolati quei matematici filosofi che. proclamava la materia principio eterno nel suo eterno movimento. Negando l’intervento degli dei negli affari del mondo. non potevano essere che una truffa ai danni del progresso e dell’evoluzione sociale. negando un dio creatore. attribuiscono alla potenza divina. seguire un’etica di ragionevole piacere. Un tale dio sarebbe crudele e perverso. Condannato per le sue affermazioni razionaliste e antireligiose. portò cosí avanti gli studi del suo maestro e si può considerare il fondatore del materialismo odierno.300 anni dopo). per realizzarsi. o dio ne è a conoscenza o lo ignora: 1) dio sa che il male esiste. 2) dio sa che il male esiste. il cui risultato dimostrerà come tutto si compie senza l’intervento degli dei. dipende dal fatto che vedono compiersi sulla terra fenomeni che. Concetto che esprime la teoria dell’espansione e della contrazione degli universi sostenuta dagli scienziati di oggi. Democrito. si opponevano a tutte queste teorie teologiche i cui concetti. perché lo può. perché al servizio degli imperialismi che basavano il loro potere anche sull’alienazione intellettuale dei popoli. ma introdusse la nozione della «deviazione» (il clinamen) per ciò che riguardava la traiettoria rettilinea degli atomi. scrivendo: [… il] principio che noi poseremo sopra tutto è che nulla nasce da nulla per un potere divino [ex nihilo nihil].. ma fosse il risultato di un miscuglio di materia realizzatosi in un turbine cosmico. 3) dio non sa che il male esiste . sostenendo come verità accettabili soltanto quelle derivanti dalla ricerca scientifica. affermava: [… il] mondo. a quei pensatori che negano ogni principio divino: Parmenide... nella sua opera. invece. non è stata creata da un dio. sosteneva l’eternità della materia. nella sua opera De rerum natura distrugge ogni concetto di divinità. Per dimostrare quanto le religioni siano state sempre causa di regresso e di oscurantismo. non è stato creato da nessun dio.

e soprattutto dal cristianesimo. 54 . continua ancora. l’uomo. Basti dire che soltanto sotto il pontificato di Pio XII (1939-58) la Chiesa ha ammesso che è utile e lecita l’amputazione chirurgica. lasceremmo che la peste ci distrugga per non uccidere i ratti. Ventitré secoli di dogmi e di misteri. Il «libero pensiero» fu messo cosí a tacere per oltre ventitré secoli. fra l’altro. emanava ogni volta degli editti che proibivano la distruzione dei ratti. se fosse dipeso da questi oscurantisti ispirati da dio. La Chiesa ha sempre considerato le epidemie come flagelli voluti da dio. contrariamente a quanto sostenevano le religioni. Quando la peste faceva strage fra le popolazioni. lasciando l’umanità nell’oscurantismo di quei culti dei misteri. a quanto risulta. scatenò subito le ire delle autorità ecclesiastiche che la minacciarono di castighi divini. a opporsi all’uso dei profilattici e alla pratica degli anticoncezionali. fu spiegato dalla Chiesa nei seguenti termini: la principessa ha ricevuto da dio la punizione che meritava perché portava i cibi alla bocca non con le mani come è morale fare. che ne è l’esatta riproduzione. la vaccinazione è una sfida contro il cielo. tutte le religioni si opposero. mentre furono esaltati i mistici e i religiosi. Come conseguenza di quella incompatibilità che c’è tra la ragione e la fede.Poiché la religione divenne un’istituzione di Stato. ma per mezzo di forche [forchette] in oro a due denti. ritenendoli i realizzatori della volontà di dio. e si oppongono ancora. Quando cadde malata. cioè fino a quando. nel 1700. che piú restano ignoranti e piú fanno il gioco degli imperialismi. di conseguenza gli atei e i materialisti razionalisti furono perseguitati. Condannati quei pensatori atei che già trattavano argomenti riguardanti l’atomo. considerata da esse la loro peggiore nemica (ex nihilo nihil). san Bonaventura (il dottore serafico) dichiarò che la sua malattia era la punizione di dio alla quale la principessa si era esposta con il suo comportamento scandaloso. Cosicché. costretto dal plagio a credere che la materia fosse all’origine di tutti i mali. Praticamente. che. che impedirono ogni forma di evoluzione sociale. che ancora oggi vengono seguiti dai seguaci delle religioni ancora in essere. contro i quali ogni lotta veniva considerata un sacrilegio. l’Illuminismo ridava vita al materialismo ateo. concorrendo a soggiogare le masse. alla ricerca scientifica. furono le tenebre dei misteri e dei dogmi a trionfare sulla ragione e il buon senso. esaltata l’ignoranza fino a santificare i sostenitori del regresso. Poiché questa principessa continuò a seguire alcuni usi della sua terra. da cui fece tutto dipendere. mangeremmo ancora con le mani. lasceremmo i nostri arti incancrenirsi per non contraddire il cielo – che. dopo la sua morte. Nel 1200 il Doge di Venezia sposò una principessa originaria di Bisanzio. Nel 1829 Leone XII condannò le vaccinazioni scrivendo: chiunque procede alla vaccinazione cessa di essere figlio di dio: il vaiolo è un castigo voluto da dio. si affidò alla volontà divina.

e. si sarebbe messo a capo del loro esercito per ricostituire il regno d’Israele. Praticamente. fu scritto appunto per richiamare alla fede gli ebrei che. dette ai giudei la possibilità di rialzare la testa. la loro religione rimaneva tuttavia in uno stato di inferiorità di fronte a quelle “pagane”. Le due correnti. uscito nel III sec. Il libro. ispirato alla letteratura fenicia del XV sec. come se fosse un empio. era andata sempre piú ridimensionandosi. quella religione messa su per riunire un popolo disperso sotto un solo dio. la religione ebraica. perché Antioco IV Epifane. re ellenistico. Essendo lo scopo degli spiritualisti quello di opporsi al sincretismo delle religioni “pagane”. n. e.. stanchi di attendere promesse da un dio che non le manteneva. Sarebbero bastati ancora cento anni di quella politica che permetteva la libertà di culto perché Yahvè e tutti gli eroi biblici costruiti dalla Bibbia ritornassero nel limbo degli dei sconosciuti. la loro non poteva offrire che un messia che doveva ancora venire. per il fatto che. togliendo ogni libertà di culto. cento anni di pace – che purtroppo non ci furono. e quello giudaico. viene fatto intervenire dio stesso con parole di incitamento alla pazienza ad attendere il messia che egli aveva promesso. avevano favorito il sincretismo. n. invece di proseguire nella tolleranza religiosa praticata dai suoi predecessori. rappresenta certamente uno degli avvenimenti piú importanti della storia giudaica –. si chiedeva perché dio lo stesse castigando attraverso un’attesa cosí lunga. quella religiosa si impegnava a costruirsi un messia sacerdotale che sarebbe disceso dal cielo come predicatore. rappresentato dal suo dio artificioso e preconfezionato. con lo scopo di creare un movimento che avesse permesso ai giudei di impossessarsi della Palestina. avendo determinato la riunificazione della corrente spiritualista con quella guerriera. È in questo stato di agonia che troviamo nel II sec. a imitazione dei sotères dei culti dei misteri. che. av. La rivolta dei maccabei scoppiò nell’anno 167 av. a determinare quell’indebolimento di fede presso i giudei di cui si parla nel libro di Giobbe. sia nell’ideologia spirituale. Per quel sincretismo che aveva portato tutte le na55 . sicuro della propria innocenza. per quanto i teologi giudaici cercassero di elevare il loro dio. fino a quasi sparire. Ma. con quella rivolta dei maccabei che. e. novello Davide. separatesi in seguito alla decisione che presero le comunità extrapalestinesi di dissociarsi da Gerusalemme per seguire un programma essenzialmente religioso. n. che per quanto cercasse di evolversi rimaneva comunque inferiore alle religioni “pagane”. Nella figura di Giobbe veniva rappresentato il popolo d’Israele che. n. si vennero a trovare di fronte due costruendi monoteismi. è bene fare un breve sommario degli avvenimenti che seguirono la loro scissione. Mentre quella rivoluzionaria continuava secondo gli insegnamenti biblici a tener viva l’attesa del messia guerriero scelto («unto») da dio tra gli uomini che.. prima quello persiano e poi quello ellenistico.LA RIVOLTA DEI MACCABEI Prima di parlare della rivolta dei maccabei – la quale. quel sincretismo che nel suo pacifismo stava divorando il movimento rivoluzionario giudaico. ravvivando il sentimento nazionalista languente. che. mentre queste presentavano ai loro fedeli un salvatore già realizzato. la cui venuta diventava sempre piú utopica. sia in quella rivoluzionaria che. proseguirono ciascuna secondo la propria ideologia. rispettando la libertà di culto. provenendo da una naturale selezione di divinità. av. quello “pagano”. Fu questa attesa di un messia. av. determinò la riunificazione delle due correnti. che era stata costruita dagli esuli di Babilonia. Poiché lo scopo di questo libro era quello di convincere gli ebrei a conservare la fede nell’attesa del messia. e. stavano sempre piú avviandosi alla miscredenza. la religiosa e la rivoluzionaria. allorché il re Antioco IV Epifane ritirò tutte le concessioni fatte dai suoi predecessori. si stava pacificamente realizzando con il dio Mithra. per i continui fallimenti. questa mancanza di fede non era che la conseguenza della politica applicata dagli imperialismi.

per lo zelo che dimostrava per la religione giudaica. spedí ancora decreti per mezzo di messaggeri a Gerusalemme e alle città di Giuda ordinando di seguire usanze straniere al loro paese e di far cessare nel tempio gli olocausti. e. 1. Tuttavia molti in Israele si fecero forza e animo a vincere per non mangiare cibi immondi e preferirono morire. signore?». sotto l’occupazione romana. le donne che avevano fatto circoncidere i loro figli. una volta sceso sulla terra come dio. non circoncisi. tanto da indurre le masse alla convinzione che l’una valesse l’altra. secondo gli ordini. veniva chiamato il «maccabeo» – appellativo che proveniva dalle lettere m k j b. tutti i popoli si sottomisero alle leggi greche. Si compirono cosí i primi martiri della rivoluzione yhavista. Mattatia aveva cinque figli: Giovanni detto Gaddi. stabilí ispettori su tutto il popolo e intimò alle città di Giuda di sacrificare città per città (I Mc. Secondo questi ordini scrisse a tutto il regno. Simone detto Tassi. Mettevano a morte. l’ultimo. con i bambini appesi al collo e con i familiari e quelli che li avevano circoncisi. vedendo che i giudei resistevano ai suoi ordini. i primi ebrei a ribellarsi agli editti di Antioco IV furono i giudei della comunità di Gerusalemme: Antioco IV prescrisse un decreto a tutto il regno che tutti formassero un sol popolo e ciascuno abbandonasse le proprie leggi. sottoposti a continue aggiunte. operate secondo l’evoluzione ideologica giudaica. Come risposta alla repressione decretata da Antioco IV. Anche molti ebrei accettarono di servirlo e sacrificarono agli idoli e profanarono il sabato. avevano soltanto Yahvé come unico collante per rimanere uniti. la sentenza del re lo condannava a morte. Come risulta dalla stessa Bibbia. 56). furono redatti dal partito nazionalista giudaico durante l’era messianica. si sarebbe poi messo a capo dell’esercito in qualità di uomo come lo voleva l’ideologia rivoluzionaria. le libagioni.e. Libri che. Tutti i popoli acconsentirono a fare secondo gli ordini del re. Il re. quando. sparsi come erano in tutte le nazioni del Vicino oriente. di cui aveva tanto bisogno il partito nazionalista giudaico. […I] soldati del re stracciavano i libri della legge mosaica che riuscivano a trovare e li gettavano sul fuoco. e sacrificare carni suine e animali immondi.zioni del Vicino oriente ad accettare pacificamente l’amalgama delle varie religioni. si contaminassero dí ogni impurità e profanazione. Giuda detto il maccabeo come suo padre. Eleazaro detto Euaran e Gionata. di contaminare il santuario e i fedeli. templi ed edicole. pena la morte a chiunque non avesse agito secondo gli ordini del re. n. creando una situazione di conflitto tale che costrinse Antioco IV Epifane a proseguire nella repressione contro i giudei con sistemi sempre piú severi. fece uscire i due libri dei maccabei per sostenere le rivoluzioni messianiche. av. di innalzare altari. eccezion fatta per i giudei. si rifugiò nella città di Moadin. che aveva fino allora fatto procedere le due ideologie separatamente. furono in realtà portati a compimento soltanto tra il II e il III sec. in quanto. pur trattando i fatti accaduti nella seconda metà del II sec. cioè circa centocinquanta anni dopo il loro svolgersi. che in ebraico indicano «chi degli dei è maggiore di te. cioè un messia che. che decisero di combattere contro quell’abolizione della libertà del culto che avrebbe determinato la loro fine. Sopra Israele fu scatenato cosí il furore (I Mc. i sacrifici. non avendo una terra propria. Infatti i due libri dei maccabei. i rivoluzionari intensificarono le rappresaglie contro l’esercito ellenistico che occupava la Palestina e le ritorsioni a scopo terroristico contro le popolazioni della Giudea. fu risolto dalle due parti a mezzo di un accordo su un messia dalla duplice figura. di lasciare che i propri figli. 1. 56 . n. che la Bibbia ci dice essere figlio di Giovanni e nipote di Simone – nomi che ritroveremo tra i suoi discendenti che sostennero le rivoluzioni messianiche –. che si trovava a circa quaranta chilometri a nord-ovest di Gerusalemme (Kimbert Qumran). Questo sacerdote. 41). La Bibbia attribuisce l’inizio della rivolta a un certo sacerdote di nome Mattatia che. correzioni e censure. centocinquanta anni dopo. soprannominato Affus. Se alcuno veniva trovato in possesso di una copia del libro dell’alleanza o ardiva obbedire alla sua legge. se la comunità di Gerusalemme era incentrata sulla figura di un messia uomo guerriero (unto) e tutte le altre su un messia che invece scendeva dal cielo in veste di predicatore? Questo contrasto. secondo l’ideologia spiritualista. data la necessità di unirsi che si imponeva.. Ma come realizzare un’unione di tutti gli ebrei. costretto a lasciare Gerusalemme perché occupata dalle milizie di Antioco IV.

Di conseguenza è lo stesso Mattatia che. 24). La Bibbia dice che ne furono trucidati piú di mille. si erano schierati dalla parte del re. rassicurati cosí da Mattatia di poter combattere anche di sabato. fedeli alla legge mosaica. ci dimostra come l’uomo si costruisca dio adattandolo ai propri bisogni. ordinò di attaccare i rivoltosi di sabato. Mattatia e i suoi amici andarono in giro a demolire gli altari pagani e fecero circoncidere a forza tutti i bambini non circoncisi che trovarono nel territorio d’Israele. cambiando la legge. che si fece promotore di questa decisione. una che era ritenuta fra le piú inviolabili. dietro di esso. per giunta. Il re. Egli agiva per zelo verso la legge […]. Presero in quel giorno questa decisione: «noi combatteremo contro chiunque venga a darci battaglia in giorno di sabato e non moriremo tutti come sono morti i nostri fratelli nei nascondigli» (I Mc. ne fecero un gran pianto. I rifugi in cui si riunirono e si organizzarono – che erano gli stessi dove si annidavano i loro antenati predoni – offrivano una sicurezza pressoché assoluta per la profondità delle grotte e i passaggi tortuosi (esistenti tutt’oggi). fremettero le sue viscere ed egli gemé di giusto sdegno. I seguaci di Mattatia. Mattatia arse di zelo. sapendo che non avrebbero reagito in quel giorno per l’obbligo che veniva da dio di rispettare il riposo piú assoluto. e distrusse l’altare. Ciò vedendo. n. accettando i suoi editti. 57 . rimasti idolatri. 42). Cosí organizzarono un contingente di forze e percossero con ira e con furore i peccatori e gli uomini empi. Fu a questo punto che i rivoluzionari presero la grande decisione di non rispettare piú il riposo del sabato in caso di attacco nemico. 2. li respinsero. e. Fuggí coi figli sui monti abbandonando in città quanto avevano (I Mc. Questo passo della Bibbia. che intendevano nascondere. subirono l’attacco senza opporre resistenza. favoriti come erano dalle difese naturali. se avessero continuato a rispettare il sabato anche in caso di attacco dei nemici. dicendo ai suoi seguaci che. dei messaggeri inviati da Antioco IV Epifane per innalzare un altare e offrire sacrifici a divinità “pagane”. Come il re seppe che una comunità di ribelli si era raccolta sui monti a quaranta chilometri da Gerusalemme. per evitare soprattutto che le milizie degli occupanti potessero identificare le loro famiglie a scopo di ritorsione. come se avessero acquisito nuova energia. Fu lo stesso Mattatia. che rappresentavano delle vere trappole mortali per chiunque vi si fosse inoltrato per attaccarli. Una gran parte dei giudei della città di Moadin seguirono Mattatia e i suoi figli e a loro si aggiunsero volontari che venivano da tutte le parti della Giudea insieme alle loro mogli. si infervorarono nella rivolta. non diedero tregua ai superbi e l’impresa ebbe buona riuscita nelle loro mani (I Mc. nello stesso tempo gli impone quella legge del riposo del sabato che tende a distruggerlo. Quando Mattatia e i suoi amici vennero a sapere di questo fatto. uccise nel medesimo tempo il messaggero del re che costringeva a sacrificare. 2. il sacerdote chiamato il maccabeo per il suo zelo nel rispetto delle leggi. Ma i ribelli. promettendogli di renderlo un grande popolo numeroso come la sabbia del deserto. alle loro greggi e tutto ciò che avevano. ci faranno sparire in breve dalla terra». la loro stirpe sarebbe presto finita. La voce di Mattatia tuonò nella città: «chiunque ha zelo per la legge e vuole difendere l’alleanza mi segua!». ed estendendo il terrorismo con continue azioni di rappresaglia contro tutte le popolazioni della Palestina e contro quegli ebrei «duri di cervice» che. ai loro figli. Era la prima volta che i giudei abolivano una legge del Pentateuco e. venuto a conoscenza delle difficoltà che avevano incontrato le sue truppe. Le truppe di Antioco fecero una vera strage. oltre a dimostrarci l’ampiezza del territorio su cui si erano insediati i rivoluzionari. Capitò che un giorno vennero a Moadin. attaccando direttamente le truppe di Antioco IV Epifane con imboscate sempre piú frequenti e audaci.Questo fatto di darsi un soprannome divenne poi una regola per tutti i rivoluzionari. 39). I rivoluzionari. 2. inviò contro di loro le milizie che erano di stanza in Giudea. la vera identità.). la città dove si era ritirato Mattatia. mentre incita il suo popolo a combattere contro i suoi nemici. Poi dissero fra di loro: «se faremo tutti come hanno fatto i nostri fratelli e non combatteremo contro í “pagani” per la nostra vita e per le nostre leggi. Questo fu l’inizio della rivolta dei maccabei (167 av. mette in risalto ancora una volta l’incoerenza di un dio che. Fattosi avanti di corsa lo uccise sull’altare.

che in aramaico significa «pio» (nel concetto religioso di «devoto»). i giudei diedero un assalto improvviso alle truppe di Gorgia e le misero in fuga. era disabitata come un deserto.. in realtà. stratega dell’Idumea: intonato nella lingua paterna il grido di guerra che si accompagnava agli inni. C’è da rimarcare. Il giorno dopo. Gli asidei. il cui nome proveniva dalla parola hassedin. soggiorno dei “pagani” (I Mc. Aprirono i libri della legge “pagana” per scoprirvi quanto i “pagani” cercavano di sapere dagli idoli dei loro dei. continuarono la lotta contro Antioco IV Epifane. la cui istituzione. 45).Fu durante questa prima fase della rivolta che avvenne la riconciliazione tra la corrente rivoluzionaria. che gli spiritualisti. ricapitolò tutti quei passi della Bibbia che sostenevano Davide come fondatore del regno d’Israele. In quei giorni digiunarono e sí vestirono di sacco. assumeranno un’importanza determinante per quella che sarà l’organizzazione e la divulgazione dell’ideologia messianica in se58 . gli uomini di Giuda andarono a raccogliere i cadaveri dei loro amici per andarli a deporre con i loro parenti nei sepolcri di famiglia. come abbiamo visto. che elesse come proprio messia quel salvatore dalla “duplice figura”. viene attribuita dalla Bibbia a Mosè. che si opponeva agli editti del re. Simone e Giuda si riunirono con i capi rivoluzionari a Masfa di fronte a Gerusalemme [è la stessa zona del Kimbert dove si trovava la città di Modin] perché nei tempi antichi Masfa era stata in Israele luogo di preghiera. che avevano compiuto i giorni del loro voto. ciò dipese piú dal timore di ritorsioni e di persecuzioni che dalla convinzione a seguire un’ideologia: ritorsioni da parte dei rivoluzionari. rappresentati dai nazir. Ma trovarono sotto la tunica di ciascun morto oggetti sacri agli idoli di Lamnia che la legge proibisce agli ebrei. attraverso la frase riportata sopra. nemici di dio. il santuario era calpestato e gli stranieri erano nella fortezza di Accra. erano una delle tante caste che costituivano il movimento spiritualista. che li avrebbero sottoposti a torture come appartenenti alla razza ebraica. persecuzioni da parte delle milizie di Antioco IV. si sparsero la cenere sul capo e si stracciarono le vesti. prima di proseguire. poiché era residente in Palestina. Portarono le vesti sacerdotali. Se gli ebrei che si unirono a Mattatia furono tanti. capeggiata da Mattatia il maccabeo e i suoi figli. 2. 3. terminò il testamento assegnando le cariche principali ai due figli primogeniti. abbandonata dai giudei. ripetendo la parola «zelo» in maniera addirittura ossessiva. Che una gran parte dei partecipanti al movimento rivoluzionario fosse rimasta “pagana” ci viene confermato dalla stessa Bibbia a proposito di una battaglia che i giudei combatterono contro Gorgia. nessuno dei suoi figli ne entrava e ne usciva. Sul punto di morire lasciò ai figli un testamento carico di odio. Gerusalemme. inesorabile. Ma l’esercito ellenistico era potente: si era istallato in Palestina e. procedeva nel suo programma di distruzione del popolo ebraico. quando ormai la cosa era divenuta necessaria. Simone e Giuda. di ira e di vendetta contro i “pagani”. inoltre quanti volevano fuggire davanti alle sventure si univano a loro e diventavano loro rinforzo (I Mc. i forti d’Israele. Per confermare ai posteri il diritto di proprietà che gli ebrei accampavano sulla Palestina – diritto che nessuno. l’attesa del quale starà alla base del movimento rivoluzionario. 42). In quel tempo si uní con i rivoltosi un gruppo di asidei. Da questo momento in poi i nazir. appena un anno dopo l’inizio della rivolta. aveva mai riconosciuto –. e quanti volevano mettersi a disposizione della legge mosaica. Di conseguenza. n. e. Dopo aver esaltato la fede rivoluzionaria. Fu a questo punto. le primizie e fecero venire avanti i nazirei. Mattatia morí nel 166 av. nel pieno della rivoluzione. Simone e Giuda. che li avrebbero accusati di connivenza con il nemico se fossero rimasti neutrali. che si posero le basi per la costituzione del partito nazionalista giudaico. affidando quella di capo religioso al primo e quella di capo dell’esercito rivoluzionario al secondo. che è la stessa Bibbia a riconoscere. svilupparono la propria ideologia di un dio celeste traendo insegnamenti dalla teologia “pagana”. e la corrente religiosa rappresentata dagli asidei. carichi di «zelo». fu la loro comunità a essere la prima che si uní al movimento rivoluzionario di Mattatia. torture che potevano essere evitate soltanto trasferendosi negli insediamenti rivoluzionari.

apparve come un condottiero davanti a loro un cavaliere in sella. i quali per smascherare i soldati francesi che si erano vestiti da civili. nella quale il cavaliere disceso dal cielo. Giuda ordinò: «cingetevi e siate forti e state preparati per l’alba di domani a dar battaglia a questi stranieri che si sono alleati per distruggere noi e il nostro santuario. 8). Non c’è sistema migliore per inculcare un’ideologia a un popolo che quella di metter in bocca ai martiri l’apologia della fede per la quale vengono torturati e uccisi. Giuda. Disse a coloro che costruivano case o che stavano per prendere moglie. uno degli scribi piú stimati. cioè quegli eroi di cui tutti i movimenti rivoluzionari basati sulla violenza hanno bisogno per tenere viva la fede nella massa dei seguaci. Del resto è meglio morire in battaglia che vedere la rovina della nostra gente e del santuario». visioni che racchiudono simbolicamente la duplice personalità dell’eroe sacerdotale e guerriero. ne stesero al suolo undicimila fanti e milleseicento cavalieri. Mentre si trovavano ancora vicino a Gerusalemme. i redattori del libro dei maccabei costruiscono i primi martiri del partito nazionalista giudaico. in atto di agitare un’armatura d’oro. di cento. Giuda stabilí i condottieri del popolo. da contrapporre ad Antioco IV. tutti gli altri li costrinsero a fuggire. Gettatisi come leoni sui nemici. i comandanti di mille. prese ad attaccare i nemici d’Israele. (Il far mangiare carne suina per scoprire gli ebrei era un sistema praticato dai soldati di Antioco IV. fece dei rivoluzionari in un vero e proprio esercito. che per loro rimanevano sempre degli invasori abusivi e dei predoni. di tornare a casa loro secondo la legge. dagli ammoniti e da tutti quei nemici tradizionali che si erano alleati con Antioco IV per buttare fuori definitivamente questi ebrei.no all’organizzazione rivoluzionaria. quale quella che Giuda combatté contro Lisia. Anche Lisia fu costretto a fuggire vergognosamente (I Mc. le piú strabilianti vittorie. la rivolta si trasformò in una vera e propria guerra contro le truppe ellenistiche di stanza in Palestina e i loro alleati. riportando. il che ci ricorda quel metodo che fu usato dai rivoltosi dei Vespri siciliani. Procedevano in ordine con un alleato venuto dal cielo. grazie ai volontari che accorrevano dalla Palestina e da tutte le comunità sparse nel Vicino oriente. dai gebusei. soddisfatte cosí le esigenze ideologiche e rinvigoritosi dall’unione delle due correnti. lo rendevano invulnerabile (Mc. messosi al comando di un esercito che aumentava sempre piú di numero. e il colore bianco che rappresenta la sacralità sacerdotale. veniva costretto dai pagani ad aprire la bocca e a ingoiare carne suina. in qualità di annunciatore del futuro messia. di cinquanta e di dieci uomini. 29). Ma il connubio tra il cielo e la terra appare ancora piú evidente nelle battaglie che seguirono. secondo quanto afferma la Bibbia. si mette alla testa dell’esercito rivoluzionario: Giuda e tutti i suoi uomini partirono insieme con coraggio. 59 . generale di Antioco. vestito di bianco. Un tale Eleazaro. Presi il pugnale e il libro come emblemi della loro ideologia. che andrà sempre piú estendendosi nelle comunità ebraiche del Vicino oriente. Il movimento rivoluzionario. che guidavano i giudei. In questa situazione di conflitto tra i rivoluzionari e l’esercito di Antioco IV. che assicurava anche un’assistenza logistica attraverso coloro che erano rientrati nelle loro abitazioni. come il rosso. facevano loro pronunciare la parola «ceci»). Descrizione di una battaglia combattuta da Giuda: accesasi una lotta durissima. Poi levò il campo e si disposero a mezzogiorno di Emmaus. per la misericordia che il signore aveva avuto di loro. il primo come simbolo guerriero e il secondo come simbolo spirituale. C’è da rimarcare che in queste visioni vengono sempre abbinati il colore oro che. Essi presero in mezzo il maccabeo [Giuda figlio di Mattatia]. 10. Quello che è da prendersi in considerazione in queste battaglie è il continuo richiamo alla venuta del messia attraverso visioni di angeli e cavalieri che scendono dal cielo per condurre i rivoluzionari alla vittoria. 11. a quelli che piantavano la vigna o che erano paurosi. che erano rappresentati dai cananei. Con questa organizzazione. apparvero dal cielo ai nemici cinque uomini splendidi su cavalli dalle briglie d’oro. è il simbolo regale di Davide. riparandolo con le loro armature. Dopo questo.

osserva quanto vi è in essi e sappi che dio li ha fatti non da cose preesistenti. che porterà al cristianesimo. secondo il sistema già usato dai loro atavici predoni. scegliendo di preferenza la notte come tempo favorevole a queste incursioni. figlio mio. riporto un fatto. trovandosi sui confini della Siria. come la stessa Bibbia afferma. Questa idea di vita eterna dopo la morte. con tamburi e strumenti musicali e grande apparato. Per comprendere bene di cosa fossero capaci questi guerriglieri. in cui viene descritta un’azione terroristica che eseguono contro un corteo nuziale. fedeli seguaci degli insegnamenti della Bibbia. dopo averli derubati e passato a fil di spada i loro abitanti. che sarebbe risorta alla fine del mondo per affrontare il giudizio universale. e presero le loro spoglie [derubarono i cadaveri]. La carica dottrinale contenuta nelle espressioni della madre che incita l’ultimo figlio ad affrontare i carnefici. Saul. ma nell’anima sopporto volentieri tutto questo per il timore di lui». che risiedevano nei pressi di Gerusalemme. 7). Balzando dal loro appostamento li trucidarono. attività che si dimostrerà in seguito tutta la sua influenza. riceveva assistenza logistica e arruolamento di volontari dalle comunità che si trovavano in questa nazione. mentre gli altri riparavano sul monte. perché essendo la regione piú lontana dalla Giudea era la meno sottoposta ai controlli delle truppe di Antioco IV. Davide e da tutti gli altri criminali che la Bibbia esalta come eroi. che porterà i romani a considerarli dei briganti (latrones) a cui riservare come condanna la crocifissione. non potrei sfuggire né da vivo né da morto alle mani dell’onnipotente. sa bene che soffro atroci dolori sotto i flagelli. Se uno dei centri piú imponenti e piú organizzati si costituí in Galilea.7. perché. quella resurrezione che la religione avestica aveva esteso attraverso il concetto cosmico a tutta l’umanità. 25). che sarà tra le piú autorevoli a sviluppare l’ideologia spirituale essena. prima di morire. Il partito nazionalista giudaico. che celebrava il matrimonio della figlia di uno dei grandi magnati di Canaan […] Ed ecco. osserva il cielo e la terra. da volontari provenienti da tutte le comunità extrapalestinesi. assimilata dal culto dei misteri. [… I] guerriglieri di Giuda piombavano all’improvviso su città e villaggi. che erano tra le piú attive nel sostenere l’ideologia yhavista. risposero potenziando gli attacchi contro i soldati ellenistici e intensificando il terrorismo contro i villaggi dei “pagani” che incendiavano. molti caddero colpiti a morte. è una chiara esaltazione della resurrezione dopo la morte. uno tra i tanti. Ripetendo cosí quei sistemi già praticati nel passato da Giosuè. si incamminò volentieri al supplizio. mettevano in fuga non pochi dei nemici. fedeli agli insegnamenti rivoluzionari biblici. accetta la morte perché io ti possa riavere insieme a loro nel giorno della misericordia [giudizio universale]» (II Mc. 6). preferendo una morte gloriosa a una vita ignominiosa. La fama del loro valore risuonava ovunque (II Mc. 39). Ogni comunità costituí un direttivo che. attraverso l’ekklesía di Damasco. E ancora: Cosi cominciò a diffondersi il timore di Giuda e dei suoi fratelli e le genti intorno furono prese dal terrore (I Mc. i rivoluzionari videro un corteo numeroso e festante e lo sposo con gli amici e i fratelli che avanzava incontro al corteo. ciò dipese da due motivi: primo. Non temere questo carnefice ma.Ma egli. sputando il boccone e. i partigiani del movimento rivoluzionario yhavista perseverarono in questa forma di terrorismo. secondo. alzando gli occhi. ripeté ai suoi aguzzini che cercavano di fargli rinnegare il suo dio: «se dovessi rinnegare il mio dio per sottrarmi al castigo degli uomini. tale è anche l’origine del genere umano. rinforzato. si sparse dando vita a insediamenti su tutto il territorio della Palestina. Il signore a cui appartiene la sacra scienza. ignorata nella maniera piú assoluta dalla Bibbia. 9. mostrandoti degno dei tuoi fratelli già morti come martiri. la troviamo espressa in maniera ancora piú evidente nel martirio di sette fratelli che furono uccisi insieme alla madre. Le nozze furono mutate in lutto e i suoni delle loro musiche in lamento (Mc. 3. li incendiavano e impadronendosi delle posizioni piú opportune. i membri del partito nazionalista giudaico. Alle persecuzioni operate da Antioco IV Epifane. Nel giro di pochi anni tutte le comunità ebraiche del Vicino oriente furono totalmente coinvolte nella rivoluzione giudaica e in maniera cosí impegnata da formare una vera organizzazione internazionale. riunendosi in assemblee (ekklesíe) sotto la direzio60 . «Ti scongiuro.

batté gli idumei. che lo stesso re gli aveva mandato contro con un potentissimo esercito. e. In tal modo combattendo con le mani e pregando dio con il cuore. Se il partito nazionalista giudaico era riuscito a indirizzare la massa popolare ebraica sull’attesa di un messia che sarebbe disceso dal cielo. parimenti si impadronirono anche della loro profezia. i filistei. se si considera che l’una era a favore al sincretismo. a Saturno. traendo gli argomenti dal commentario di un certo Anfibulo. Giunti alla conclusione che si sarebbero potuti impadronire dell’Impero romano. perché si verificò contro di loro l’apparizione di colui che dall’alto tutto vede. come avevano già saccheggiato la teologia avestica per costruire la propria ideologia religiosa. si stavano compiendo e. tra- 61 . Per comprendere il significato intrinseco dei due libri dei maccabei bisogna tenere presente che questi furono scritti centocinquanta anni dopo i fatti in esso riportati. per coinvolgere le masse alla loro rivolta. Poiché questo avvenimento astrale avrebbe comportato un aumento di luminosità nel cielo. gli ammoniti e contro lo stesso esercito di Tolomeo. che sconfisse in una battaglia nel Bassan. e alla costellazione dei pesci il simbolo del loro messia – che era appunto rappresentato da un pesce. che era considerata la guida del movimento. di Gallade. Due. i giudei. cercarono di ravvivare quella fede che già dal IV sec.ne di un capo. Invece gli uomini di Giuda con invocazioni e preghiere si gettarono nella mischia contro i nemici. fu certamente per opera della corrente spirituale. In un susseguirsi di successi militari – quei successi militari favolosi tipici della narrazione biblica –. pur continuando a eseguire stragi secondo i metodi tradizionali. distrasse le città di Efrom e umiliò lo stesso Antioco IV Epifane. furono presentati nei due libri dei maccabei come ferventi credenti. facendo particolare riferimento alla celebrazione della festa delle Capanne. infliggendo una solenne sconfitta al generale Lisia. Che i religiosi avessero preso in mano il movimento rivoluzionario ci viene confermato dal fatto che i rivoluzionari cambiarono il loro appellativo di maccabei con quello di asidei. All’apparire del primo reparto di Giuda si diffuse tra i nemici il panico e il terrore. si incaricava di eseguire gli ordini che riceveva dalla comunità di Gerusalemme. n. Anche Giuda. Siamo a conoscenza di tre delle lettere inviate dalla comunità di Gerusalemme durante la rivolta dei maccabei alle comunità extrapalestinesi. dette come segno dell’imminente avvento del messia l’illuminarsi della notte. Tafni. il quale aveva con se centomila fanti e duemilacinquecento cavalieri. 26). aveva cominciato a dare segni di cedimento. quella filosofia religiosa platonica che era contestata dagli spiritualisti ebrei per ragioni che risultano ovvie. riportando vittorie contro i figli di Bean. per ravvivare la fede che stava scemando. il loro trionfo sui nemici. l’altra era contro. derivante da un coinvolgimento sempre piú attivo delle comunità del Vicino oriente. Giuda partí all’attacco dei nemici d’Israele. durante il quale stavano preparando la guerra finale che li avrebbe dovuto portare a trionfare definitivamente sui nemici di dio. Gli uomini di Nicanore avanzavano al suono delle trombe e degli inni di guerra. i soldati dell’esercito giudaico. In questo potenziamento di forze. che era una fortezza inespugnabile e inaccessibile per la strettezza dei suoi passaggi. incoraggia la riconciliazione tra la religione ebraica e la filosofia greca. si fece chiamare l’«asideo». e la terza. e perciò cominciarono a fuggire precipitandosi chi da una parte e chi dall’altra cosicché erano colpiti dai propri compagni e trafitti dalle punte delle loro spade. che dovevano trascorrere perché si presentasse sulla terra quel “giusto” che avrebbe dato inizio a un’era di tranquillità e di pace. contengono esortazioni a rimanere fedeli alla legge mosaica. lasciato il nome di maccabeo. vedendo in questo sincretismo il suo peggiore nemico. Giuda l’asideo mosse contro Tímoteo. pur rispettandola nel suo ruolo di esecutrice materiale. cioè editi in quel periodo dell’invasione romana della Palestina. attribuendo a Giove la regalità di Davide. 21. dando per imminente l’avvento del messia e facendo propria quella profezia zarathustriana che stava per compiersi: i sette secoli. dirette alle ekklesíe che si trovavano in Egitto nelle città di Migdol. la propaganda giudaica. che sollecitavano l’avvento del messia con le loro preghiere. sconfiggendo Roma. che si era imposta su quella rivoluzionaria. inviata alla comunità di Alessandria che. assimilati i concetti spiritualistici. Giuda li inseguí e dopo aver sterminato trentamila dei fuggitivi. mosse contro Camion e ne uccise altri venticinquemila (II Mc. Di conseguenza. il capo dell’esercito. Timoteo era trincerato in un luogo chiamato Carnion. Menfi e nella regione di Patros. av. pianeta apportatore di mutamenti sociali.

Le vittorie dei giudei si moltiplicarono e tanta fu la baldanza che Giuda trasse dai propri successi che. Per dimostrare quanto la Bibbia sia un prodotto esclusivo della fantasia. gli aveva tagliato la testa. 1215. a imporre tributi e a perseguitare senza pietà i sovversivi. con la quale. Cosí si accese la battaglia definitiva e caddero finiti a morte da una parte e dall’altra. dicendo: Giuda divenne celebre fino alle estremità della terra. Con Giuda i redattori dei due libri dei maccabei vogliono costruire il simbolo dell’eroismo rivoluzionario. In onore di Giuda fu composto un cantico di elogio. non potendo dire nulla di concreto circa la sua vita. Salomone e tutti gli altri re che li seguirono. continuò a occupare la Palestina e a schiacciare la Giudea con una severità addirittura superiore a quella di Antioco IV Epifane. dopo avergliela tolta di mano. e la sua morte non poteva che essere quella dei piú grandi eroi. 21). 9). inviò un certo Eupolemo come messaggero a Roma per ottenere dal senato. che è passata sotto silenzio dalle fonti storiografiche al pari di tutti gli altri eroi biblici. continuatore della politica repressiva del padre. viene raccontato che Giuda aveva conservato per tutta la vita la spada di Antiochio. delle loro imprese e della loro potenza. deciso a non lasciare ombra nella sua storia. si cerca di esaltarlo dandogli una personalità dalla fama universale. Che la figura di Giuda l’asideo sia tutta una montatura propagandistica. presi dal panico. La falange avversaria si mosse avanzando ai due lati al suono delle trombe. affrontò ugualmente Bacchide. Una celebrità tanto priva di ogni riscontro storico. appare evidente quando. per battere definitivamente il regno ellenistico che stava riducendo Israele in stato di schiavitú. Giuda. 26). che è in tutto uguale.volsero non meno di trentacinquemila uomini. se non addirittura peggiorata: Demetrio. per stile e contenuto. la protezione. Giuda morí nell’anno 160 av. anche se nella realtà dei fatti egli lasciò la situazione giudaica identica a come l’aveva ereditata dal padre Mattatia. sovrintendente di Antioco IV. In esso. equiparandolo a Davide. Samuele. dopo avergli proposto un patto di amicizia e di alleanza. esattamente come aveva fatto Davide. poiché una parte degli ottocento riuscí pure a fuggire. di cui tre a cavallo.. successore di Antioco V. debbano lottare tanto contro uno – tale è la proporzione tra l’esercito di Bacchide e gli ottocento rivoluzionari di Giuda –. ai canti che furono dedicati a Davide. che aveva conservato per tutta la vita la spada di Golia con la quale gli aveva tagliato il capo. n. Mosè. Davide. riportato nel primo libro. dopo averne tessuto gli elogi. che comandava tremila uomini. perché radunò coloro che erano sperduti – riferendosi alle comunità giudaiche che si erano unite alla rivolta dei maccabei. vide che l’esercito di Bacchide era composto di ventimila soldati e duemila cavalieri. fuggirono. è la stessa che c’è fra tre divisioni di fanteria piú una divisione corazzata e un 62 . La maggior parte dei rivoluzionari. fu preso dallo sconforto. Ci fu un momento in cui Giuda e i suoi uomini misero in difficoltà Bacchide e avrebbero riportato vittoria se non fossero stati circondati dall’ala sinistra dell’esercito che cosí li prese alle spalle. che alla fine neppure viene ucciso. quando sentí parlare dei romani. Cadde anche Giuda e gli altri fuggirono (1 Mc. La terra fu scossa dal fragore degli eserciti e la battaglia durò dal mattino alla sera. La proporzione tra l’esercito di Bacchide e i guerriglieri di Giuda. quali Abramo. Ma come si può pensare che certe stupidaggini possano essere prese sul serio? Soltanto nei libri dove le verità dipendono dai sogni e dalle rivelazioni si può sostenere che ventotto soldati. riportata in termini attuali. tendente a caricare i rivoluzionari di vigore nazionalista. Ai romani piacque la proposta e l’accordo di un reciproco sostegno fu scritto su tavolette di bronzo che furono subito spedite a Gerusalemme (I Mc. Morto Antioco IV Epifane. Di tremila che erano ne rimasero cosí soltanto ottocento. rallegrandosi grandemente per la manifesta presenza di dio (II Mc. e. tra i tanti episodi che lo associano alla figura di Davide. 8. dopo averlo abbattuto colpendolo con una sassata in fronte. voglio riportare il passo riguardante la morte gloriosa che attribuisce a Giuda: quando Giuda. il partito nazionalista giudaico proseguí la lotta contro suo figlio Antioco V. Giosuè. togliendogliela anche lui di mano.

ancora una volta.reggimento. che lasciò i suoi pastori erranti nel deserto del Negheb nella stessa situazione in cui li aveva trovati. A Giuda successe il fratello Gionata. lo esonera dal pagamento delle tasse. Tutte le conclusioni della Bibbia finiscono sempre nel nulla come immagini riflesse su bolle di sapone. 18). Ma le favole. cedette il comando datogli da dio a dei capi tribú. Con Gionata. a cominciare da Abramo. cercò di trarre dalla sua parte Gionata scrivendogli questa lettera: abbiamo sentito dire di te che sei uomo forte e potente e disposto a essere nostro amico. con Davide. E. in guerra con Demetrio. quella carica spirituale che il partito nazionalista giudaico. Un teologo. porterà i giudei a perseguire un imperialismo universale. alla sua morte. per quanto si cerchi di renderle credibili. per la prima volta nella storia ebraica. facendogli rinnovare l’alleanza precedentemente stipulata dal fratello Giuda. insediamenti che assumeranno in seguito un’importanza determinante nella lotta contro i romani. indispensabile per sostenere quel programma teocratico che. si concretizza la fusione politico-religiosa. Di particolare importanza è da considerarsi il riconoscimento di Gionata quale sommo sacerdote da parte del re Alessandro che legalizza. quel monarca eletto da dio re dei re. Viene riportato vittorioso su Apollonio. alla fine risulterà una nullità che svanisce nel buio di una cecità che precede il suicidio. con Sansone che. già ideologicamente espressa nel messia dalla duplice figura. basato sul monoteismo. che era il maggiore sostenitore dei romani nel Vicino oriente. lo si fa diventare amico di Alessandro Balas. 63 . 10. come sempre accade nella Bibbia. Due favole. in un certo qual modo. Senza parlare poi di tutti i fiaschi fatti dal signore. gli ebrei si ritroveranno con un pugno di mosche: la Giudea risulterà ancora sottomessa al regno ellenistico. che alla fine dovrà comprarsi la terra per avere una sepoltura. come la storia vuole. in seguito all’accordo stretto con i romani. non è che un’altra favola. associa nella stessa persona insieme al quella di capo dell’esercito. Ma il re Alessandro. vengono attribuiti a Gionata sono a dir poco strabilianti. sempre favole rimarranno e come tali non potranno cambiare mai il corso della realtà. e gli si attribuisce una potenza militare e politica tale che lo stesso Demetrio è portato a temerlo. successore di Demetrio. che hanno lasciato le cose invariate. Un particolare che va messo in evidenza. Le figure di sacerdote e politico erano state sempre separate. In un crescendo di esaltazione propagandista. dopo avergli riconosciuto il comando della Giudea. facendogli rinnegare l’alleanza che egli aveva stipulato con Demetrio. Anche se le concessioni fatte da Demetrio sono di gran lunga superiori a quelle che Gionata riceve dal re Alessandro. mi ha risposto che certe cose possono essere comprese soltanto da coloro che hanno la fede . è il rinforzarsi degli insediamenti dei rivoluzionari che si erano formati nella regione della Galilea. due fiaschi. schierano il loro eroe dalla parte del re Alessandro. i redattori della Bibbia lo mettono a connessione con Roma nella qualifica di sommo sacerdote e conduttore di eserciti. il grande condottiero. per continuare con Mosè che. riguardo questo periodo della storia di Gionata. che si uniscono alle favole e ai fiaschi di tutti gli altri eroi biblici. che si è voluta rendere credibile puntellandola su fatti e nomi appartenenti alla storia. che aveva affidato le funzioni religiose a suo fratello Aronne. a cominciare da Mosè. e Gerusalemme continuerà a essere un mucchio di rovine. La vita di Gionata. Nel nulla si sono concluse le grandi vittorie di Giuda e le grandi conquiste di Gionata. al quale ho fatto rimarcare questo assurdo. i redattori della Bibbia. Le vittorie militari e i successi diplomatici che.. dopo avergli attribuito la distruzione dei filistei. a cui interessa soprattutto dare importanza al riconoscimento di Gionata quale sommo sacerdote da parte del re. come se non bastasse. continuerà a pagare i contributi a Trifone. come quella di Giuda suo fratello. eletto generale dell’esercito e sommo sacerdote.. anche se. per confermare il loro eroe nel suo ruolo di personaggio politico-religioso. il grande sacerdote. figlio del re Demetrio. alla quale devono alla fine sottostare. venuto a conoscenza di questa alleanza. dopo tanti lampi e tuoni. il partito nazionalista giudaico costruisce in lui una figura di eroe addirittura superiore a quella di Giuda. esattamente come la storia vera le riporta. cioè senza patria e senza terra. tanto che. Noi dunque ti nominiamo oggi sommo sacerdote del tuo popolo e amico del re perché tu favorisca la nostra causa e mantenga amicizia con noi (I Mc. per averlo suo alleato.

quella città emblematica nella quale. sono disposti a far passare per fessi anche i loro eroi. Trifone. che. il popolo prediletto da dio – come la stessa Gerusalemme. cingere la corona e stendere la mano contro re Antioco [fin qui il fatto corrisponde alla realtà]. si guardò bene dal mettergli le mani addosso. pur di raggiungere i loro scopi. che è uno dei sistemi piú usati dalla Bibbia per far sparire i suoi personaggi]. ucciso da una tribú della Transgiordania mentre trasportava i beni dei giudei. continuò la lotta contro gli ellenistici e i loro alleati. Anzi lo ricevette con molti onori. per decine di secoli vittorie e trionfi degni dei piú grandi conquistatori. ignorando le opere che gli attribuisce la fantasia. Non è questa la dimostrazione piú evidente della chimericità di un dio che promette. Come avevano fatto con Salomone. Gionata gli uscí incontro con quarantamila uomini scelti e inquadrati. dagli ammoniti e contro quegli ebrei. promette e non mantiene mai? Se Gionata viene fatto morire in un tranello è perché non si poteva fare altrimenti. mettendo a disposizione di Gionata un esercito di quarantamila uomini. I popoli indigeni. ritenendoli degli invasori abusivi e dei terroristi. rappresentati dai moabiti. Lo fecero diventare amico del re Demetrio e del re Antioco VII. Via via che riporterò i passi della Bibbia farò delle osservazioni per far comprendere il meccanismo seguito dai falsari. rimanda tutti a casa e vieni con me a Tolemaide dove io ti consegnerò le altre fortezze e il resto dell’esercito e i funzionari. quel dio che.derivanti dai continui pentimenti. la propaganda del partito nazionalista giudaico riconfermerà il connubio tra la corrente religiosa e quella rivoluzionario-politica da cui era stato partorito il messia dalla duplice figura. «duri di cervice». Trifone cercava di diventare re dell’Asia. Nella persona di Simone. e la terra promessa è ancora un’utopia. quella storia che. di Eleazaro. se fosse veramente avvenuta. a fine propagandistico. rinasti nelle loro terre ataviche. superiore a quello di Trifone. rimandò indietro le truppe. per quanto si cerchi di esaltarlo come essere onnisciente e onnipotente. fidatosi di lui. corrispondenti oggi a sei divisioni di fanteria. secondo la Bibbia. Perciò gli mosse contro. lo resero alleato di Roma. [Ma. passata per lecita perché nessuno può dimostrare il contrario. storicamente mai avvenuta. la Galilea e tutte le altre terre della Palestina sulle quali hanno ottenuto. che la Bibbia asserisce sia deceduto schiacciato da un elefante in una battaglia contro Antioco V. eccetto duemila uomini che inviò in Galilea. cosí vollero costruire in Simone la figura del monarca giudeo che regna su uno Stato che finalmente si è realizzato. La morte di Gionata è la classica dimostrazione di come siano state costruite le favole bibliche. Dei cinque figli di Mattatia. e sarà riconosciuto nelle sue cariche da Roma. ma sospettava che Gionata glielo impedisse nel caso gli muovesse guerra [intromissione abusiva di Gionata come personaggio nella storia. Con la rivolta dei maccabei si conclude la storia del popolo ebraico raccontata dalla Bibbia. che si sono inventati un dio per legalizzare il loro mestiere di predoni. se di tanto in tanto riescono a infilarci dentro il loro signore. che ritornarono nella Giudea. che continuavano a ignorare il dio della Bibbia per seguire le divinità “pagane” dei loro antenati. re e condottiero dell’esercito per acclamazione di popolo. faccio comunque rimarcare che i redattori della Bibbia. Ma siccome non può raccontare di una battaglia sostenuta con Trifone. Ma quando Gionata fu entrato in Tolemaide. lo ero venuto proprio per regalarti tutto questo». Gionata. e venne a Beisan [la Bibbia. crea. preso il comando del movimento rivoluzionario. deve sempre sottostare alla realtà degli eventi riportati dalla storia. di tutti sono state e di tutti continuano a essere tranne che di loro. tutti i presupposti per dare la vittoria ai rivoluzionari. per farlo morire si ricorre all’espediente del tranello. dopo la morte di Giuda e di Gionata. avvenute come sopra illustrato. lo costringe ad adeguarsi a essa. vedendo che Gionata era venuto con un poderoso esercito. Sarà solennemente eletto sommo sacerdote. chiusero le porte e si impadronirono di lui e passarono a fil di spada quanti erano entrati insieme a lui. trattandosi di un sospetto]. gli attribuirono l’ampliamento delle città 64 . risolve la situazione rimandando tutti a casa]. lo presentò ai suoi amici e dopo avergli offerto dei doni gli disse: «perché sei venuto con questo grande esercito se non c’è guerra tra di noi? Su. è soltanto perché viene concesso dalle divinità “pagane” dietro pagamento di un affitto. e di Giovanni. poiché si deve dare un finale alle vicende di Gionata. anche se tutto era stato predisposto perché riportasse contro Trifone una vittoria meritevole di essere ricordata dalla storia. la Samaria. obbligandolo a ricominciare sempre da capo con le sue contraddizioni. continuano a combattere contro gli ebrei. rimase Simone. dai filistei. La Giudea. gli fecero costruire mura solide e alte torri per difendere Gerusalemme e tutte le altre città della Giudea. Anche se ogni commento è quanto mai superfluo. sotto forma di tasse e di tributi che gli ebrei pagavano agli imperi che gliene concedevano l’uso.

suo genero. erede diretto della stirpe di Davide. Soltanto chi non ha ancora capito che la Bibbia è tutta una finzione si chiede dove possano essere finiti questi «annali». Tutto ciò per indottrinare gli ebrei. re e sacerdote. Gionata. cosí si frantumò quello di Simone per opera di Antioco VII. che. Eleazaro e Giovanni. n. attraverso questo scritto inciso su tavole di bronzo. come lo volevano i religiosi. di fronte alla realtà storica. e di guerriero che si sarebbe messo a capo dell’esercito. 41). sommo sacerdote e condottiero dell’esercito rivoluzionario.di Bet-Zur. Cosí. di Ghezer presso i confini di Asdod e. Le città di Gazara. ma sempre sotto il controllo di Antioco VII. il quale. quello che maggiormente deve essere rimarcato. n. Giovanni.. è l’insistenza nel legalizzare le sue due cariche.. attraverso la sua elezione da parte del popolo e il suo riconoscimento da parte dei romani. quella di re e di sommo pontefice. che lo confermarono tale attraverso lettere − le quali. che secondo la fantasia biblica gli erano state concesse precedentemente da Demetrio. e vestisse di porpora e di ornamenti d’oro. secondo la Bibbia. E cosí. figlio di Mattatia. le sue battaglie e gli atti di valore da lui compiuti. si istallò a Gerusalemme. di Ioppe e la fortezza di Gerusalemme che erano state date a Simone dalla fantasia dei redattori della Bibbia. dissero che a Modin aveva costruito un mausoleo con grandi colonne. e. che si chiude su di lui con queste parole: le azioni di Giovanni. Questi «annali» non esistono. e. vengono ricollocate nel posto dove la storia voleva che fossero. sempre seguendo quell’aspirazione che avevano sempre avuto di rapportarsi alle grandezze dell’Egitto. assunte anche lui le cariche di re dei giudei. di Gazara e la fortezza di Gerusalemme. furono scolpite su tavolette di bronzo. venne stabilito che il messia sarebbe stato un discendente di Simone. Anche se la Bibbia non lo dice c’è da presupporre che la settima fosse per lui. n. Giovanni è l’ultimo personaggio del Vecchio testamento. se nessuno storico ha mai parlato e nessuna traccia ne è rimasta. quando la storia − quella vera − ci farà ritrovare i guerriglieri giudei opporsi a Pompeo. e non sono mai esistiti. oltre al fatto che è il fondatore della stirpe degli Asmonei. nonché di vari re. 1. Giuda. fondatore della stirpe degli Asmonei. della madre e dei suoi quattro fratelli. come lo volevano i rivoluzionari. durante un banchetto a cui li aveva invitati. E ciò per il semplice motivo che le falsità che avrebbero riportato − quelle falsità che sono alla base della Bibbia − sarebbero state facilmente smascherate nella loro assurdità. Ma. Opere sicuramente esistenti soltanto nella fantasia. rimase a capo dei giudei fino all’anno 104 av. Simone fu ucciso da Tolomeo. vuoto che termina nel 63 av. ancora una volta svanisce come una bolla di sapone tutta una costruzione artificiosa tendente a dimostrare i successi di un ennesimo eroe biblico. preso il nome di Ircano I. A Simone succedette il figlio Giovanni. 65 . affinché si preparassero a ricevere quel messia che avevano costruito nella duplice personalità di figlio di dio che scendeva dal cielo. gli chiese indietro le città di Ioppe. cioè nelle mani di Antioco VII. da quando divenne sommo sacerdote dopo la morte del padre Simone. come si era frantumato l’immaginario regno di Salomone. [… I] giudei e i sacerdoti approvarono che Simone fosse loro condottiero e sommo sacerdote finché sorgesse un profeta fedele che fosse loro comandate militare. quali Antioco VII e Demetrio. a tradimento nel 134 av. Disposero che questo fosse stato scritto su tavole di bronzo perché fosse a disposizione di Simone e dei suoi discendenti (Mc. la ricostruzione delle mura di Gerusalemme [ancora una volta!] e le sue imprese sono scritte negli annali del suo sacerdozio. comprensivo di sette piramidi per tumularvi i corpi del padre. per il fatto di essere troppo vicine all’epoca in cui sarebbero state scritte. Di tutto ciò che la Bibbia riferisce circa Simone. che invade la Palestina con le sue legioni. Dopo questa data segue un vuoto storico per ciò che riguarda l’attività del movimento rivoluzionario. che è la sintesi dei due libri dei maccabei. e. dopo essersi imposto in Siria. degli spartani. di cui non è rimasta traccia. insieme ai suoi due figli. di Giaffa. non avendo piú bisogno del suo aiuto.

figlio di Simone e nipote di Mattatia. durante questo periodo. eccetto il nome dei rivoluzionari che. Dalla morte di Giovanni Ircano I. 66 . Una variazione che non può essere attribuita ad altro − non trovando una spiegazione storica − che a una semplice deformazione di pronuncia. passano sessantasette anni.Con l’occupazione della Palestina da parte di Roma comincia l’era premessianica. si è mutato da «asidei» (hassedin) in «esseni» (hassenin). all’invasione romana della Palestina. durante i quali tutto rimarrà intatto nel partito nazionalista giudaico.

a quel libro che. sacrificavano l’agnello nei giorni di Pasqua. etc. Pompeo. quali sostenitrici dell’ideologia religiosa −. la loro fedeltà al Pentateuco. fu un certo Alcimo. si astenevano dal mangiare carni suine. Ma la decisione di Pompeo. e. Pompeo. Per spiegarmi meglio. sperando in una soluzione diplomatica. Sadducei. intervenendo con le proprie legioni. Ircano II e Aristobulo II. dopo la diaspora determinata dall’invasione della Giudea attuata da Nabucodonosor − comunità che già abbiamo visto. perché la detronizzazione di Aristobulo II provocò una reazione da parte del partito nazionalista giudaico che.SITUAZIONE DELLA PALESTINA SOTTO L’OCCUPAZIONE ROMANA In seguito all’annessione della Siria all’impero di Roma. guidati da Alcimo. Morto Antioco V. presa la decisione di eleggere Pompeo come arbitro nella loro discordia. si dividevano nei seguenti quattro partiti: sadducei. avvenuta nell’anno 64 av. che. indipendentemente dalla credenza religiosa. che continuarono ad accettare il dominio dei romani. si propose di riorganizzare tutti i possedimenti dell’Asia prima di rientrare a Roma. Affidò Gerusalemme ad Alcimo e gli lasciò soldati che lo sostenessero (I Mc. disposti a tradire Giuda e i suoi fratelli. dette inizio all’era dell’occupazione romana della Palestina (63 av. dirò che gli ebrei. Tralasciando le popolazioni autoctone. impegnate nella rivolta dei maccabei. prendiamo in esame gli ebrei. rispettavano tutti il riposo del sabato. sia religiose che politiche. Pompeo. quale suo sostenitore. dobbiamo soffermarci a esaminare la situazione della Palestina. costituiva la base della loro etnia. attribuí ad Alcimo il sommo sacerdozio e gli diede ordine di far vendetta contro gli israeliti. farisei. dalla casta o dal ceto a cui appartenevano. in Egitto o in Grecia. n. Tra le regioni dipendenti dalla Siria che facevano parte di questo programma. quando Antioco V. risultano invece seguaci delle piú disparate ideologie. per comprendere bene i fatti che seguirono questo intervento di Pompeo.). Mettendo per il momento da parte quelle comunità extrapalestinesi che avevano cominciato a formarsi in seguito all’occupazione della Samaria da parte degli assiri e che si erano moltiplicate poi. eletto da Antioco V. organizzò subito una rivolta armata contro Ircano II. suo successore. elesse un sommo pontefice in opposizione a quello dei rivoluzionari. rappresentati dai grandi sacerdoti che officiavano nel tempio di Gerusalemme con pompose cerimonie. decise in favore di Ircano II. Anche se numericamente pochi. al momento dell’occupazione romana. che si contendevano il regno della Giudea. 7). sia che risiedessero in Palestina. Il primo sommo pontefice. per destabilizzare il potere religioso del partito nazionalista giudaico. Antioco V. per quanto la Bibbia voglia farceli apparire riuniti sotto un solo dio. seguendo gli usi dei loro antenati.. istallatosi a Damasco. ne aggravò la situazione. che cosí viene ricordato dalla Bibbia: andarono da Antioco V tutti gli uomini perfidi ed empi d’Israele. Pompeo. ritenendo Aristobulo II non affidabile per via di certe sue amicizie pericolose per Roma. decise di attendere prima di intervenire con le proprie legioni. che si era impegnato a sostenere militarmente Ircano II. che aspirava al sommo sacerdozio. si circoncidevano. e. raccogliendo le loro leggi e tradizioni ataviche. prendiamo in esame gli ebrei della Palestina. L’occasione per una risoluzione pacifica della vertenza gli venne data dai due stessi fratelli che. La loro origine data all’epoca della rivolta dei maccabei. costituivano la classe socialmente piú privilegiata ed economicamente piú potente del popolo ebraico. accettate le loro proposte. per via di un conflitto allora esistente tra due fratelli. A questo punto. i quali. che avrebbe potuto risolvere la diatriba con l’imposizione della forza. in realtà. n. dove Pompeo aveva eletto la sua residenza. invece di porre fine alla disputa dinastica. si recarono a Damasco. quella che poneva maggiori problemi era la Palestina. dette inizio a questa casta sacerdotale che ritroviamo intatta nei sadducei al tempo di Pompeo: 67 . la riconferma a sommo pontefice di Alcimo da parte del re Demetrio. come già avevano fatto con i precedenti imperi occupanti. L’unico collante che continuava a tenere uniti gli ebrei rimaneva. che ne era stato il fautore. samaritani ed esseni.

Come i predecessori avevano collaborato con i dominanti ellenistici. designato Nicanore stratega della Giudea. ritroviamo nei sadducei i diretti discendenti di quell’Alcimo che fu il fondatore del loro ordine. cioè di quel messia essenzialmente uomo scelto fra gli uomini («unto). basti dire che i sadducei. era dovuto al fatto che questi sacerdoti. che per loro rappresentavano. in contrapposizione a quelli che venivano eletti dal partito nazionalista giudaico. perché avvenuta molti anni dopo la rivolta dei maccabei. pur credendo all’immortalità dell’anima. gli diede l’ordine di eliminare prima Giuda e i suoi uomini e poi di costituire Alcimo sacerdote del tempio massimo (II Mc. che avrebbe ricostituito il regno d’Israele. moriva insieme al corpo. capace di apportare soltanto lutti e dolore. produrrà il cristianesimo. sia pur convertiti. e quindi contrari all’avvento di un messia. che ritenevano. i quali. per aumentare il numero dei propri seguaci. respingevano ogni forma di contatto con il movimento rivoluzionario. ai quali era affidata l’amministrazione sociale. saranno loro che. Per lo piú accentrati in Giudea. avevano esteso il battesimo anche ai “pagani”. fonte di enormi guadagni. e discutevano dei vari problemi che riguardavano la loro giurisdizione. rimasero saldamente legati ai romani. Raccolti in comunità. in modo particolare durante le feste della Pasqua. durante le rivolu68 . erano visti come garanti conservatori delle leggi ataviche (Pentateuco). fedeli ai vecchi dettami del dio biblico. Fedeli alla tradizione delle leggi mosaiche. che usava il partito nazionalista giudaico contro i suoi avversari. bensí lo fossero i costumi e la tradizione. che invece avevano assimilato − anche se in maniere diverse − le ideologie “pagane” espresse nel culto dei misteri. e. pregavano dio per sollecitare l’avvento del messia davidico. usavano sacrificare ai loro idoli i primi agnelli in un giorno di primavera. oltre che una garanzia di continuità per la loro posizione privilegiata. In seguito. pastori nomadi. andò da re Demetrio verso l’anno 157 offrendogli una corona d’oro e una palma oltre ai tradizionali ramoscelli d’olivo del tempio di Gerusalemme. I rabbi. Tradizionali nemici del movimento rivoluzionario. erano contrari a ogni forma rivoluzionaria. come quello della Pasqua. Come conseguenza di questa posizione preminente. potessero entrare nelle loro comunità. compresi quelli appartenenti ad altre caste. la quale. secondo la legge mosaica. Questo afflusso al tempio di Gerusalemme da parte di tutti gli ebrei. Fu cosí che. opponendosi a quella gnosi che.Alcimo. d. al tempo dei romani troviamo i farisei come i piú convinti sostenitori del dio biblico e delle tradizioni ebraiche.. non credevano alla resurrezione dell’anima. la cui tradizione si perdeva nella notte dei tempi. che era stato prima sommo sacerdote. sotto la direzione di un rabbi (maestro). viste le esperienze del passato. respinsero nella maniera piú decisa l’idea che dei “pagani”. nel II sec. a differenza degli esseni e degli stessi farisei. tra le tante regole che dovevano rispettare avevano quella di essere obbligatoriamente sposati. per conservare quel privilegio che veniva loro dall’amministrazione del grande tempio. Alcimo offrí al re i suoi servigi dichiarandosi disposto a combattere contro gli asidei se gli avesse riconfermato la carica di sommo sacerdote. si riunivano settimanalmente in “cameroni” che chiamavano «sinagoghe» (dal greco «assemblea») dove. n. Era assolutamente inammissibile. Al che Demetrio. che venivano perpetuate attraverso i riti religiosi. cosí i sadducei continuarono a collaborare con i romani. L’origine dei farisei era la piú recente fra tutte le caste ebraiche. Farisei. anche una protezione contro le ritorsioni terroristiche. che un rabbi restasse celibe. infine. Per dimostrare quanto la religione non fosse il collante che cementava gli ebrei. che costotuiva per loro fonte di cospicui introiti. erano rimasti fedeli seguaci del messia biblico. in un susseguirsi di nomine di sommi sacerdoti voluti dai re ellenistici. avendo tutto l’interesse che nulla mutasse. 14). Lontani da ogni coinvolgimento politico nei confronti dei romani. che avrebbe potuto portare a dei mutamenti sociali e religiosi. Questi. cioè quando si dissociarono dagli asidei. cioè da quando. secondo il loro credo. che li avrebbe portati quale condottiero davidico alla vittoria finale contro i nemici di dio. Tenaci conservatori dell’ideologia ebraica secondo le leggi contenute nel Vecchio testamento. stanti le offerte che ricevevano dagli ebrei palestinesi e dai pellegrini che giungevano continuamente da tutte le parti del Vicino oriente. per assolvere la loro missione sacerdotale di responsabili del culto e di capi della comunità. salveranno l’ebraismo. piú che come rappresentanti di un’ideologia.

Che si tratti degli stessi rivoluzionari lasciati novant’anni prima non ci possono essere dubbi. pur agendo principalmente in Giudea. i samaritani cominciarono a essere oggetto di persecuzioni da parte di Roma. accettarono di coabitare con le popolazioni autoctone. da hassedin (asidei) in hessenin (esseni). informazioni di cui potevano avere bisogno per sostenere la lotta. nelle lotte rivoluzionarie. al punto di essere usati entrambi per la stessa persona. Questo cambiamento di nome. dei quali l’uno racconta del buon samaritano che aiuta il prossimo nei momenti di bisogno. gli stessi nazir che sostengono la medesima ideologia religioso-politica basata sull’attesa di un messia che discende dal cielo per assumere il comando dell’esercito rivoluzionario. furono accusati dai rivoluzionari di viltà e di ipocrisia. Divenuta cosí la Samaria un luogo di scontro. basati su imboscate e azioni di terrorismo ai danni delle popolazioni inermi. come sostengono i teologi (storici ?!?) della Chiesa. gli stessi sistemi di lotta. esprimono nella maniera piú evidente di quale tenore fossero le relazioni tra i rivoluzionari e queste due caste ebraiche all’epoca delle rivoluzioni messianiche. copertura nelle fughe quando erano inseguiti dalle pattuglie romane. figlio di Mattatia.). quando. Rimasti idolatri. per via di quell’amalgama ideologico-religioso che sarà favorito dal movimento rivoluzionario per coinvolgere le masse alla propria causa. I due passi riportati dai Vangeli. Appoggio che si effettuava dando ai rivoluzionari aiuti secondo i casi che continuamente si presentavano: rifornimenti di vettovaglie durante le incursioni. Vennero rispettati da Roma. con la quale termina il periodo maccabeo. n. la stessa organizzazione tra la comunità di Gerusalemme e le altre comunità sparse nel Vicino oriente − e tante altre concordanze. Esseni. nonostante che fossero idolatri. situata tra la Giudea e la Siria. che si spostavano tra Gerusalemme e Damasco. e l’invasione romana. tra le quali quella di essere guidati nelle azioni di guerra da capi che sono i diretti discendenti di quella famiglia degli Asmonei che fu fondata da Simone. faceva della loro regione un luogo di transito sia per le truppe romane. che continuano ad adorare le loro divinità “pagane”. costretti dal ricatto del terrorismo rivoluzionario. n. La causa principale del loro coinvolgimento nelle rivoluzioni messianiche fu data dalla loro posizione geografica che. oltre che a essere ridicolo. facendo leva sul mutamento del nome.zioni messianiche. tra le quali campeggia il vitello d’oro. Affermare quindi. poiché – come si è detto – non si può spiegare storicamente come sia avvenuto. avvenuta nel 63 av. Quelli che incontriamo al momento dell’invasione romana non sono altro che quel movimento rivoluzionario che abbiamo lasciato con il nome di «asidei» in chiusura del libro dei maccabei. e. allo stesso modo in cui disprezzavano i farisei che gliela negavano. con le quali socializzarono. che gli esseni non hanno nulla a che vedere con gli asidei. dove si erano rifugiati gli asidei durante la rivolta dei maccabei. Samaritani. sia pure indirettamente. avevano fatto della Galilea un centro di raccolta dei loro guerriglieri. Come conseguenza di questa collaborazione. e. Sono quegli ebrei che. nemici di dio. 69 . fino a quando non furono coinvolti. i titoli di rabbi e di nazir assumeranno lo stesso significato di «maestro». tanto da essere paragonati a «sepolcri imbiancati» che nascondevano dentro «nidi di serpi». oppositori di ogni forma di partecipazione attiva nella lotta contro i romani. benché questi ultimi appartenessero alla stessa religione. a quaranta chilometri da Gerusalemme (Modin e Masfa). gli stessi accentramenti “partigiani” nelle regioni della Galilea e della Golanite. dovettero appoggiare il movimento yhavista. Per quel comportamento che li mostrava. durante l’occupazione romana. dal momento che ritroviamo con loro quelle installazioni situate a nord-ovest del Mar morto. i rivoluzionari apprezzavano i samaritani che gliela fornivano. da un lato. dall’altro. sia per le truppe rivoluzionarie che. dopo l’invasione della Palestina del Nord da parte degli assiri. ferventi sostenitori dell’avvento del messia e. mentre l’altro paragona i farisei ai già citati «sepolcri imbiancati» all’esterno che internamente nascondono «nidi di serpenti». fino a contrarre con esse matrimoni. può essere attribuito solo a una modifica che ha subito l’appellativo nella pronuncia durante il periodo che intercorre tra l’elezione di Giovanni Ircano I (128 av. per via di quelle continue imboscate che i rivoluzionari tendevano alle truppe romane che vi transitavano. pur rimanendo indipendenti nel rispetto delle proprie tradizioni. li troviamo.

i sadducei. nascondono ciò che pensano. Se chiedete ai preti – i quali. a farli sparire dalla storia. della quale praticamente non si sa nulla. Ho avuto modo di comprenderlo diverse volte e qualcuno di questi furbi mi ha confessato che predicano ciò che considerano menzogna. Sono in buona o in cattiva fede? Io. Nei Vangeli. prima.risulta una prova ulteriore della dimostrazione della loro malafede. almeno di coloro che non sono andati oltre gli studi fatti nei seminari. al fine di mettere a tacere in loro stessi quell’ateismo che – innato in ogni individuo – sentiranno poi continuamente agitarsi nelle loro coscienze. anche se sono propenso a credere che la maggior parte. (Ora che sapete ciò che c’è nell’intimo dei preti. i samaritani. sono disonesti verso se stessi (Lalande. senza contare gli otto che li precedono. i primi a subire quel lavaggio del cervello indispensabile affinché diventino i sostenitori irresponsabili di una morale basata ideologicamente su sofismi e storicamente sulla contraffazione dei fatti. sarà quello che determinerà l’era messianica. quel Vienney dal quoziente intellettuale praticamente nullo. infatti. non posso dirlo perché. ha ben spiegato quali sono i sistemi usati per alienare intellettualmente coloro che dovranno poi recitare la commedia del sacerdozio. di sacerdoti che. ma per viltà. si autodefiní un’oca. sicuramente la maggior parte. ma anche dai continui casi. dovrebbero essere i maggiori conoscitori della storia del cristianesimo – chi fossero gli esseni. oltre che verso gli altri. per paura di perdere il guadagno o la loro posizione sociale. veramente pochi. e. Non si può che avere compassione di questi individui che. sono pochi. come rappresentanti di Cristo in terra. o meglio della loro predisposizione a costruire sul falso. riunito il 70 . che. ignori sinceramente chi sono gli esseni. ma mai viene spesa una parola su questo movimento rivoluzionario che. siano i primi a ignorare le truffe su cui è basato il cristianesimo – occorre aver letto il libro Dalla fede alla ragione di Prosper Alfaric. che entra in Palestina per sedare la sommossa che il partito nazionalista giudaico. saprete cosa pensare di loro ogni qualvolta ne incontrerete uno!) Occupazione romana della Palestina Fatta questa breve dissertazione sulle caste ebraiche esistenti al tempo dell’occupazione romana. per dare una risposta a questa domanda. Sembra incredibile. quella corrente religiosa da cui uscirà fuori il cristianesimo. I rivoluzionari. 1732-1807). poi. sono le prime vittime del plagio eseguito dalla Chiesa sui propri seguaci. Vengono continuamente nominati i farisei. tranne che degli esseni. dai quali fa derivare il cristianesimo. aveva organizzato contro Ircano II. per non naufragare nei dubbi che derivano da una fede che continuamente vacilla. che. ma è proprio cosí! Loro. personalmente. riprendiamo con Pompeo. non hanno altro scopo che quello di trasformare nei futuri sacerdoti la capacità raziocinante. ma soltanto alla fine del II sec. Sono numerosi i preti cattolici e i pastori protestanti che non credono a dio. n. i preti che vivranno bovinamente un’esistenza di convinti credenti – come quel curato d’Ars. per rinascere a una seconda vita apportatrice di serenità. custode di angosce e di rimorsi. astronomo e scienziato francese. superato l’ultimo scrupolo. come vedremo. come ex monsignore. in un atto di ispirazione divina. bisognerebbe sapere quale è la cultura di ognuno di loro circa questo argomento. I cinque anni di teologia. vi risponderanno che non li conoscono. Ma. La dimostrazione di questa mia affermazione non viene soltanto da quel loro ricorrere continuamente alla preghiera. sempre piú frequenti. per quanto quest’opera di trasformazione sia stata eseguita nella maniera piú ossessiva e martellante. in un’imbecillità acquisita. oppure vi diranno vagamente che erano un’insignificante tribú nomade. Sono arrivato alla conclusione che molti preti. insegnante di teologia – e quindi esperto conoscitore dell’insegnamento nei seminari –. i preti. e che genererà. come soltanto l’ateismo può garantire. si liberano della sottana nera. di cui ogni uomo è dotato. per mettere al loro posto immaginari seguaci di un Cristo mai esistito. si parla di tutte le caste ebraiche. La Chiesa tende addirittura a disconoscere gli esseni. sostenitore di Aristobulo II.

nella persona di un tal Antipatro. entrando con i suoi soldati nel sancta sanctorum. ma ciò che sopra ogni cosa generò odio nei giudei verso i romani fu il fatto che Pompeo profanò il tempio. possiamo risalire ai suoi ascendenti attraverso la storia. sommo pontefice e re di Gerusalemme nel 128 av. è comunque certo che era un suo diretto discenden71 . e.. dal momento che lo scopo di Pompeo era quello di sottomettere la Palestina attraverso un controllo piú politico che militare. lasciò il trono ai due figli Ircano II e Aristobulo II. tanto da somigliare al profilo di un cammello [gamlà]. dandogli un titolo di etnarca al posto di quello di re. apparteneva a una famiglia ricca e altolocata della città di Gamala situata sulla sponda golanita del lago di Tiberiade. mentre è un po’ accessibile di dietro.. n. dopo tre mesi di assedio.: i figli di Aristobulo e i suoi discendenti continuarono la lotta di rivendicazioni al trono della Giudea contro Ircano II (Ant. anche se i paesani non rispettano l’esatta pronuncia del nome. Morto Aristobulo nel 58 av. morendo nel 76 av. Questa città non si era sottoposta ai romani. fu costretta a capitolare. n. marciarono contro Pompeo. eletto arbitro della disputa. le pretese che precedentemente aveva accampato sul trono di Gerusalemme furono sostenute dai suoi figli. sia pure in forma generica. che avvenne nel 58 av. sommosse che furono continuate. questi. promuovendo sommosse contro il fratello. dopo soltanto un anno cedette il regno al figlio Alessandro Ianneo. costruite sui ripidi pendii. Dei due fratelli. lasciando una sola legione accampata nei pressi di Gerusalemme. n. che fu il fondatore della stirpe degli Asmonei. questi cercò di ridurre al massimo il potere di Ircano II. e. (Questo passo riguardante la città di Gamala sarà determinante in seguito. le milizie di Ircano II e a diffondere il terrore tra le popolazioni della Palestina. Le case. quello «zelo» che Mattatia aveva esaltato nel suo testamento spirituale come la virtú essenziale su cui doveva basarsi il partito nazionalista giudaico da lui fondato. riducendo al minimo il territorio della sua giurisdizione e mettendogli accanto un controllore di sua fiducia. non rassegnato alla decisione di Pompeo. Gerusalemme fu ancora una volta distrutta. sopraffatti in campo aperto. nel 63 av. il quale nel mezzo si innalza in una gobba che dalla sommità declina con uguale pendio sia davanti che di dietro. Ircano II fu riconfermato.. lo sollevò per rimettere al suo posto Ircano II. sono fittamente disposte l’una sopra l’altra: sembra che la città sia appesa e sempre sul punto di cadere dall’alto su se stessa. Eletto. partendo da quel Giovanni Ircano I. si ritirarono per portare un’ultima resistenza al riparo delle mura di Gerusalemme. e. n. Aristobulo II vi rimase fino a quando.). dai suoi discendenti dopo la sua morte. n. per il fine che mi sono prefisso di raggiungere. scavando una fossa trasversale. Pompeo. attraverso il movimento rivoluzionario di cui erano i capi. Giuseppe Flavio. Da un’alta montagna si protende infatti uno sperone dirupato. Ma anche qui gli abitanti.. confidando nelle sue difese naturali.) Dato che non esistono documenti che attestino la genealogia del rabbi Ezechia.loro esercito. ripresero ad attaccare le truppe romane. come abbiamo visto. n. Preso il trono. di professione medico. che accampava diritti dinastici superiori ai suoi. ma. Pompeo ritornò a Roma con il grosso delle truppe. quello che gli succedette fu Ircano II. nipote di Mattatia e figlio di Simone. elevandosi a smisurata altezza. secondo quanto dice la storia. che. Affacciata a mezzogiorno. Anche se non ci è dato sapere tramite la storia quale fosse il rapporto di parentela tra Ezechia e Aristobulo II (potrebbe esserne anche il figlio). Aristobulo. e. È in queste rivoluzioni sostenute dagli eredi di Aristobulo che appare storicamente la figura di un certo Ezechia quale capo dei rivoluzionari. dove è come se fosse appesa alla montagna. Sui fianchi e di fronte termina in burroni impraticabili. e. capo dei rivoltosi. storico contemporaneo. che. A lui succedette il figlio Aristobulo I. ma. la sua sommità meridionale. dal fratello Aristobulo II. e piú specificamente di quei reparti oltranzisti che avevano preso il nome di zeloti per lo zelo che dimostravano nella loro ideologia rivoluzionaria. sul quale si chiude il libro del maccabei. proseguí nelle sue rivendicazioni. che però fu spodestato nel 67 av. che. hanno sbarrato il passaggio. Convinto di avere dato cosí una stabilità duratura alla Giudea e all’intera Palestina – il cui controllo lo aveva affidato al proconsole romano in Siria –. e. n. forma la rocca della città. sotto cui un dirupo privo di mura piomba in un profondissimo burrone. da questo trae il nome. Giovanni Ircano I morí nel 104 av. cosí ci parla di costui nelle sue Antichità giudaiche: il rabbi Ezechia. e. giud.

che giustiziò sommariamente sul campo. nell’intento di eliminare per sempre quella stirpe di giudei che non avevano fatto che procurare disordini. un anfiteatro e un ippodromo. e.te. andò avanti fino a quando Giulio Cesare. che vedeva la Giudea priva di una propria amministrazione politica. che il partito nazionalista giudaico attese che uscisse il messia salvatore del popolo giudeo. soprattutto dai rivoluzionari del partito nazionalista giudaico che vedevano in lui l’usurpatore del trono di Davide. confermata capitale. che. succeduto a Pompeo nel trattare la situazione della Palestina. pronipote di quel Mattatia a cui veniva attribuita la diretta discendenza dalla stirpe di Davide. un ampio teatro chiuso. dopo aver eliminato tutti i discendenti di Ircano II. subito dopo l’elezione a re della Palestina. Erode. Antipatro. aveva ridotto la figura politica dell’etnarca a un’autorità puramente simbolica. che rappresentavano per loro il maggiore ostacolo per realizzare la costituzione del regno. gli estesero il comando su tutta la Palestina. fece uccidere anche lui. Ma l’opera piú spettacolare fu la costruzione del tempio. ampliata e resa per la prima volta nella storia un’importante città. perché già Pompeo. Fuori del fossato sorse un grande edificio (agorà) per le assemblee del popolo. n. loro capo. che spettava ai discendenti di Mattatia 72 . e nella parte bassa della città fu costruita quella fortezza Antonia che divenne il presidio dei romani. fu da Erode. Tanta fu la stima che gliene venne da parte di Roma. n. aveva un figlio di nome Erode. che di lí a qualche tempo. non appena ritornò dalla prigionia impostagli dai parti. la riconferma di Ircano II come etnarca della Giudea provocò un’ondata di nuove sommosse da parte dei rivoluzionari sostenitori della stirpe di Aristobulo II. Sarà grazie a questa discendenza da Aristobulo II. Ristabilito l’ordine. fu edificato il palazzo regio. con la partecipazione finanziaria di Roma. Gabinio passò la Giudea sotto il diretto controllo della Siria. come mai in precedenza. che reclamavano i loro diritti politici. Fu in uno degli scontri che tenne contro i ribelli che gli capitò di catturare il rabbi Ezechia. impegnando seriamente le truppe romane e le milizie di Ircano II. approfittando del fatto che il trono di Gerusalemme era rimasto vacante – perché Ircano II era stato fatto prigioniero in una battaglia contro i parti –. riportandoli allo stato primitivo. sia per l’abilità diplomatica. controllore di Ircano II. e. sis per l’ottima amministrazione che mise a punto. per accattivarsi la loro fiducia. il quale. è sicuramente stato il piú grande monarca di tutta la storia della Palestina. Furono queste uccisioni a offrire lo spunto a quella favola sulla «strage degli innocenti». si fece insediare al suo posto dai romani. Tutta la città fu cinta da un formidabile fossato. Sulla parte alta. Sapendo che la sua aspirazione si sarebbe potuta realizzare soltanto con l’appoggio dei romani. riconfermò nell’anno 47 av. La sua grandezza aumentò quando la sua carica di re fu confermata da Cesare Ottaviano (poi Augusto). potenza che. Gerusalemme. Una riconferma di privilegi in realtà soltanto apparente.) dovette intervenire due volte per poterla domare. La rivolta promossa dai discendenti di Aristobulo II contro la decisione di Pompeo favorevole a Ircano II fu di un’imponenza tale che Gabinio. Da questo fatto possiamo comprendere quanto si fosse potenziato l’esercito dei guerriglieri yhavisti. togliendo a Ircano II il titolo di etnarca e lasciandogli soltanto quello di sommo pontefice. che venne a lui addebitata ingiustamente. n. per la fiducia che riponevano in lui. Gli edifici voluti da Erode furono concepiti sul modello dell’arte greco-romana e provvisti di tutte le comodità e agiatezze di una civiltà raffinata.). e. Contrastato dai tanti nemici che aveva. nella conquista dell’Egitto (31 av. mettendo accanto a Ircano II Antipatro come controllore. tra le tante cose che fece in loro favore ci fu quella di farsi promotore di spedizioni punitive contro i terroristi del partito nazionalista giudaico. elevandolo al grado di re. Erode. elevato al grado di procuratore della Giudea. andò sempre aumentando. che gli rimase per sempre riconoscente per l’aiuto da lui ricevuto nella guerra contro Antonio e Cleopatra. dopo l’invasione di Pompeo. fortemente ambizioso. per assicurarsi il potere contro ogni rivendicazione da parte di eventuali pretendenti. Questa situazione. proconsole di Siria (57-55 av. Ircano II etnarca della Giudea e riestese i confini della giurisdizione di Gerusalemme. con l’intento di rabbonire i giudei. non avendola mai eseguita. aveva sempre coltivato l’idea di salire al trono di Gerusalemme. vista la necessità che si imponeva di combattere contro i romani. prendendo il posto di Ircano II. munito di tre grandiose torri di difesa – Ippica. Fasaele e Marianne –. che proseguí negli anni successivi. Comunque.

73 . nella sostituzione di Archelao (mandato in esilio) con un prefetto romano. che sarà al centro delle vicende messianiche perché depositarla dello scettro di Davide. Quintilio Varo. contestata ancora dai giudei yhavisti. quella di Gerusalemme. in qualità di primogenito di Erode. togliendole ogni autonomia politica. sarebbe stato occupato da un non appartenente all’etnia ebraica. fu causa di ulteriori disordini. in realtà. Ma questa elezione. La tetrarchia della Galilea. l’imperatore Augusto. che dette luogo a episodi di particolare violenza da parte dei guerriglieri yhavisti contro i suoi quattro figli. La tetrarchia piú importante. fino a quando costui. protraendosi a lungo negli anni che seguirono. che si contendevano lo scettro di Gerusalemme. individuando in essa la capitale della violenza. rimase governata da Erode Antipa. A questo punto. fu deposto dall’imperatore Caligola. con la carica di tetrarca − che letteralmente significa «capo di un quarto» −. per annetterla come provincia all’Impero romano. Soppresso il titolo di «re». Fu a seguito di questa decisione che ebbero inizio le rivolte messianiche perché. che da loro veniva sempre considerata come la peggiore nemica. nella persona di Coponio. seppe ben tenere testa a tutti. con il quale era unito da una “particolare amicizia”. con il titolo di etnarca della Giudea. Domata questa ulteriore rivolta. amministrarono la Palestina. fattosi arbitro nella disputa dinastica sorta tra i figli di Erode. Il proconsole di Siria. e. affidandone una a ciascuno di loro. Augusto l’assegnò ad Archelao. che fu l’ultima a cadere. La repressione fu cosí feroce che duemila giudei furono giustiziati con la crocifissione. n. Queste crocifissioni. e... intervenne due volte con le sue legioni. che diceva che il messia sarebbe arrivato il giorno in cui lo scettro di Davide sarebbe uscito dalle mani di Giuda − cioè il giorno in cui il trono di Gerusalemme. che un aumento dell’odio da parte dei giudei verso Roma. lasciando una successione complicata. tolto ai giudei. divise la Palestina in quattro tetrarchie. l’imperatore. della crudeltà e dell’ingiustizia. Erode morí nell’anno 4 av. si realizzava la profezia di Giacobbe. che dovevano servire da monito. che riuní tutta la Palestina affidandola a Erode Agrippa. da lui stesso ucciso). prese la decisione di invadere definitivamente la Palestina con le truppe. non produssero. che era la condanna riservata ai perturbatori dell’«ordine pubblico». con l’aiuto incondizionato delle legioni di Roma. nel 39 n. per porre fine alle contestazioni rivoluzionarie. i figli di Erode.(dei quali l’ultimo era Ezechia.

cosí come avrebbe comportato la fine di tutte le altre religioni. si era cosí ampliato nel tempo da assumere un’importanza determinante nel programma di lotta del movimento yhavista. e confermata da documenti ineccepibili (per quanto manomessi e falsificati dalla Chiesa).GLI ESSENI. era affidato a santoni che. Il trionfo definitivo del mazdeismo. dal momento che non possedevano una terra propria nella quale avrebbero potuto stabilirsi e quindi salvarsi come entità etnica. Plinio il vecchio e altri. che erano coloro a cui veniva affidato il ruolo di organizzatori e di attivisti. ma soltanto uomini giovani e validi che sí rinnovano contínuamente. erano anche maestri nell’insegnamento delle “arti marziali”. La preparazione dei nazir. disponendo finalmente di prove che confermano i fatti. dove un secolo prima Giuda. con il libro dei maccabei. FIGLI DELLA LUCE Riprendere la narrazione della storia ebraica durante la dominazione romana. un racconto basato esclusivamente su leggende. per evitare la loro dispersione. 74 . anche da centri di addestramento. venivano addestrati in questi centri in vista di quella che sarebbe stata la battaglia finale contro i nemici di dio. o meglio da un incubo. Mi riferisco alla possibilità che si ha di seguire finalmente le vicende del popolo ebraico attraverso una documentazione seria. il maggiore dei quali si trovava nel deserto dell’Engaddi. aveva organizzato i rivoluzionari in un vero e proprio esercito. sono state trovate le vasche che venivano usate per il rito del battesimo. oltre che dalle numerose comunità essene (ex asidee). Filone. lo ritroviamo all’epoca dei romani. Non ci sono nascite. figlio di Mattatia. Questo insediamento. formatosi sotto la dominazione ellenistica in seguito alla rivolta dei maccabei. e come avrebbe eliminato tutte le altre divinità. rappresentato. a sua volta. trattata da molti storici di quei tempi. per attirare alla loro ideologia le masse dietro la ricompensa di una beatitudine eterna dopo la morte. andava sempre piú affermandosi con il mazdeismo. Plinio il vecchio. Tramite gli scavi eseguiti nel 1947 si è dimostrato essere una vera città sotterranea. soffermiamoci a parlare di questi centri di addestramento sorti in prevalenza in Palestina. è un po’ come riaprire gli occhi sulla realtà. esattamente a Kimbert Qumran. né bambini. favorito dalla presenza di innumerevoli grotte (tuttora esistenti). Il partito nazionalista giudaico. quel Yahvè che rappresentava la sola ancora di salvezza per gli ebrei. All’interno di questa organizzazione. né vecchi. nei quali venivano formati i guerriglieri rivoluzionari e gli attivisti dell’ideologia religiosa. lo storico che soggiornò a lungo in Palestina durante l’occupazione romana. dopo esserci risvegliati da un sogno. era particolarmente curata in ciò che riguardava la magia e l’esoterismo. che ci viene da altre fonti oltre da quelle finora forniteci dagli autori della Bibbia. apparirà cosí chiara da farci sembrare un semplice gioco dimostrare la grande impostura sulla quale è stato costruito il cristianesimo. la cui durata era di tre anni (uno di noviziato e due di perfezionamento). si stava. quali Giuseppe Flavio. dando loro una suddivisione gerarchica. e tanta era la perfezione che si richiedeva loro. Lasciando per il momento da parte le comunità. preparando la guerra del monoteismo ebraico contro il monoteismo “pagano” – il quale. cosí parla di questi centri di addestramento esseni: sono insediamenti composti da un numero dí persone che può arrivare alle due o tremila. che si erano saldamente attestate in Palestina come in tutto il Vicino oriente. L’indottrinamento. dopo aver chiuso. nei quali è riportata in tutti i dettagli l’attività delle comunità essene e il loro programma rivoluzionario (di cui parleremo in seguito). che Roma aveva già eletto come religione di Stato. che gli esseni praticavano a imitazione del culto dei misteri. che sempre piú si ampliava attraverso l’attività propagandista operata dalle comunità essene sparse nel Vicino oriente. oltre a essere profondi conoscitori dei principi religiosi. per apprendere direttamente dagli yoghi la pratica di quella catalessi che doveva servire a convincere le masse sulla veridicità della resurrezione dopo la morte. cosí avrebbe fatto sparire anche il dío ebraico. in realtà. L’attività rivoluzionaria degli esseno-zeloti. che alcuni venivano inviati in India. Oltre a una documentazione contenuta in quaranta rotoli. visioni e rivelazioni. provenienti da tutte le comunità. I volontari.

il popolo dei figli della luce uscirà con grande collera per combattere il Re del settentrione [terza ed ultima fase del programma la quale prevede l’attacco diretto a Roma] e la sua ira sarà diretta a distruggere il potere di Belial [nel demonio Belial sono racchiusi simbolicamente tutti i “pagani”. Fu in seguito a questa annessione dell’Egitto. Come conseguenza. ai quali andranno in aiuto coloro che empiamente agiscono contro il patto [l’alleanza che avevano stipulato con dio attraverso Abramo e Mosè]. nel giorno stabilito per la guerra finale. da questo insediamento situato sulle rive del Mar Morto. concepí quel programma di guerra che avrebbe dovuto portare gli ebrei a dominare su tutti i popoli. pur aumentando di intensità per un odio sempre piú crescente – stante la crudeltà che i romani usavano nelle loro repressioni –. tradizionali nemici degli ebrei]. che estendeva praticamente il dominio di Roma su tutto mondo mediterraneo. che sarebbe dovuta partire la rivolta che avrebbe dato inizio alla guerra contro Roma e i suoi alleati. tra le quali figurava appunto il dio Mitra]. fu proprio da qui. contro gli amaleciti e il popolo dei filistei [sono i palestinesi autoctoni. che li portava a vedersi padroni del mondo. gli si opposero quando entrò in Palestina. concepirono un programma di guerra contro i «figli delle tenebre». Nella convinzione che dio si fosse servito di Roma per riunire tutti i suoi nemici sotto un unico comando e dare loro la possibilità di batterli in una sola battaglia. scomparirà la dominazione dei kittim facendo soccombere l’empietà senza lasciare traccia e non rimarrà nessun rifugio per i figli delle tenebre. che considera la conquista della Palestina]. che prevede l’attacco contro le legioni romane in Egitto]. i figli di Giuda e i figli di Beniamino [sono le tribú che hanno formato il partito nazionalista giudaico]. nel deserto dell’Engaddi dove si trovava Kimbert Qumran]. contro le milizie dei kittim di Assur [i romani protettori delle divinità assire. rimasero comunque contenute in una guerra di rivendicazione della Palestina. con una resistenza armata che dette inizio a una serie di lotte che. Dal Rotolo della guerra: l’inizio della rivoluzione si avrà allorché i figli della luce [gli esseni] porranno mano all’attacco contro il partito dei figli delle tenebre [i romani e i loro alleati “pagani”]. dei figli di Ammon [divinità egizia]. figli delle tenebre]. prima che venisse loro tolta da Antioco IV Epifane. Secondo il Rotolo della guerra – uno dei quaranta rotoli rinvenuti durante gli scavi eseguiti nel 1947 nell’insediamento esseno di Kimbert Qumran –. esattamente secondo quanto era stato predetto dalle sacre scritture. contro l’esercito di Belial [il demonio]. considerato Pompeo quale loro nemico. Dalle parole evidenziate in corsivo appare chiaro che gli ebrei erano convinti che era stato il loro dio a volere che Roma riunisse tutte le nazioni sotto un unico impero per dare loro la possibilità di rendere universale il regno di Davide. conquistò l’Egitto. autodefinitisi «figli della luce». E al tempo stabilito. prendendo il posto di Roma nel comando dell’impero. di Moab [popoli ebrei rimasti idolatri]. combatteranno contro di loro allorché gli esuli dei figli della luce ritorneranno dal deserto dei popoli per accamparsi nel deserto di Gerusalemme [riferimento a tutti gli ebrei sparsi nel mondo che si riuniranno. Se in questo passo del Rotolo della guerra gli esseni dichiarano quali sono i nemici da abbattere. fino a quando Roma. concludendosi con la distruzione di Roma. in ricordo di quei quarant’anni trascorsi nel deserto sotto il comando di Mosè prima di invadere la terra di Canaan]. furono molto delusi da Pompeo allorché. eliminato Aristobulo II. nel 31 av. Esaltati da questa ideologia monoteista.. Questo sarà il tempo per la salvezza del popolo di dio e il suo tempo stabilito della dominazione per tutti gli uomini del suo partito e l’annientamento eterno dei suoi nemici rappresentati dal partito di Belial. la quale avrebbe permesso loro di riprendere quella libertà di culto e di associazione di cui avevano goduto nei secoli precedenti. Nel giorno in cui i kittim cadranno vi sarà un combattimento e una grande strage al cospetto del dio d’Israele: giacché questo è il giorno da lui determinato da molto tempo per la guerra di sterminio dei figli delle tenebre da parte dei figli della luce che saranno impegnati a seguire una grande strage. n. facendo proprio il concetto universale della religione mazdeista – che dava per certo il trionfo finale della luce sulle tenebre –. vincendo tutti i nemici con una sola guerra.I giudei. gli ebrei continuarono a espander75 . in un altro passo espongono il piano di guerra da seguire per pervenire alla vittoria finale: e dopo questa guerra [si riferisce alla prima fase. gli esuli del deserto [come si era autodefinita la collettività insediatasi a Kimbert Qumran. Assur [Roma] cadrà e nessuno l’aiuterà. I figli di Levi. che il partito nazionalista giudaico. che avevano tanto sperato in un’alleanza con Roma. a quaranta chilometri da Gerusalemme. Vi sarà una costernazione tra i figli di Iafet [Roma e tutto il mondo occidentale]. confermò sul trono di Gerusalemme Ircano II. i figli della luce se ne andranno di là per combattere contro tutte le milizie dei kittim in Egitto [è la seconda fase. avrebbe loro permesso di divenire padroni del mondo. contro la milizia di Edom. che. e. che era il loro oppositore.

di guerre e di rancori tra i popoli. III e IV sec. ma adottano i figli altrui. Come dal Rotolo della guerra abbiamo appreso il programma rivoluzionario guerriero degli esseni. Dispregiatori della ricchezza. Non abitano in una sola città. egli aggiunge una nuova preghiera. in realtà era un’apparenza ostentata per evitare le persecuzioni romane. come in effetti erano. di usare l’ideologia spirituale per realizzare un imperialismo materiale. La loro pietà verso la divinità ha una forma particolare: prima del sorgere del sole non proferiscono alcunché di profano. come in un recinto sacro. ognuno è invitato dai sovrintendenti al mestiere che sa: dopo aver lavorato energicamente fino all’ora quinta. dopo che hanno mangiato. a cui si mostravano come osservanti dediti soltanto alle preghiere.. cosí siamo venuti a conoscenza dell’organizzazione interna delle comunità essene attraverso il Rotolo delle regole che. secondo quanto avevano appreso dalla religione avestica. Come erano ipocriti nell’atteggiamento verso il mondo esterno. ai quali promettevano una ricompensa eterna dopo la morte. tornano nuovamente ai lavori fino alla sera. dalla razza. n. le preghiere del mattino. Questa situazione. La tranquillità di vita che conducevano queste comunità. Dopo che in silenzio si sono seduti. dopo averli convinti – attraverso un lavaggio del cervello durante i tre anni di indottrinamento – che soltanto attraverso la povertà si poteva entrare nel regno dei cieli. se avessero seguito i loro insegnamenti – quegli insegnamenti che. ma in varie città prendono domicilio in molti. C’è infatti una legge che quelli che entrano nella comunità cedano il patrimonio alla corporazione. beni che venivano poi utilizzati per sostenere il movimento rivoluzionario. le stesse promesse di una vita eterna e gli stessi grulli che li seguono. il panettiere serve i pani per ordine e il cuciniere serve a ciascuno una sola scodella con una sola vivanda. Dopo. Gli esseni in particolare hanno fama di praticare la santità. ma recitano certe preghiere verso di esso quasi a supplicarlo di spuntare. Costoro respingono i piaceri come male. che è il cristianesimo. camuffati sotto un’ideologia spirituale. La mattina si recavano al lavoro. nonostante che i loro scritti siano stati falsificati e censurati dai cristiani nel II. sui diseredati. per eliminare quelle prove che avrebbero rivelato la loro impostura. si lavano il corpo con acqua fredda. presso di loro è ammirevole la vita comunitaria: invano si cercherebbe presso di loro qualcuno che possieda piú degli altri. per la diffidenza che nutrivano verso gli estranei. per aumentare il numero dei seguaci. dato che esse sono sacre. sono piú degli altri legati da mutuo affetto. altrettanto lo erano verso i loro proseliti che. Filone. mentre sono ancora arrendevoli ai loro ammaestramenti: li considerano come loro parenti e li modellano secondo i loro costumi. ebrei di nascita. e. non ha fatto che confermare ciò che già si sapeva attraverso gli storici del tempo. quali Giuseppe Flavio. gli afflitti. che dovevano trascorrere sotto osservazione prima di essere accettati dalle comunità. In realtà. gli esseni preparavano la battaglia finale dei «figli della luce» contro i «figli delle tenebre». dalla religione. nei quali Mithra veniva assimilato al sole sorgente di luce. copertisi di un indumento di lino. spingevano a cedere tutti i loro beni alla comunità. sottoponevano i nuovi arrivati a un anno di noviziato.] Eseguite. apportatrice soltanto di odio. Dopo questa purificazione vanno insieme in un edificio particolare ove a nessuno di altra fede è concesso di entrare. in fin dei conti. distribuendosi nelle varie occupazioni sotto la diretta sorveglianza dei nazir. facendoli lavorare come schiavi dietro la ricompensa di vitto e alloggio secondo i rituali di una vita monastica. se avessero fedelmente seguito le regole del movimento yhavista. grazie all’espediente del battesimo che i nazir elargivano a quattro mani per prodursi seguaci. in realtà incitavano all’odio contro i loro nemici etichettati quali «figli delle tenebre». cosicché sia al principio che alla fine venerano dio come dispensatore della vita. dopo duemila anni: gli stessi nazir che hanno cambiato il nome in preti. i seguaci venivano tenuti sotto diretto controllo. Anche se aprivano le adesioni a tutti. indipendentemente dal ceto. attraverso questa sottomissione imposta dalla classe dominante alla massa dei seguaci. Ai membri delle altre comunità che giungono da fuori. si ripete ancora oggi. facendo leva. Il sacerdote precede il pasto con una preghiera. e nessuno può iniziare a mangiare prima della preghiera. Allora ritor- 76 . gli stessi battesimi. deposte le vesti indossate per il pasto. Una volta spogliati di tutto ciò che avevano. Loro stessi non entrano nel refettorio che dopo essersi purificati. si radunano nuovamente in un solo posto e. mentre guardano come virtú la temperanza e a non cedere alle passioni. Sono contrari al matrimonio. [È la ripetizione dei riti mazdeisti. che altrimenti si sarebbero accanite contro di loro se fossero emerse essere rivoluzionarie. i perseguitati. Plinio il vecchio e altri. che inculcavano loro le leggi del Pentateuco e li ammaestravano nei concetti spirituali riguardanti quella ricompensa eterna che avrebbero raggiunto dopo la morte. come risulta dagli scritti degli storici dell’epoca. li ritroviamo tutti nelle recite di questa religione. concedono libero uso delle case loro come se fossero proprie di coloro che entrano in casa di quelli che in precedenza non avevano mai visti come in casa di persone familiarissime.si in tutto l’Impero romano in comunità sempre piú agguerrite e numerose.

se ce ne sono. Venute dall’etere sottile. bruciati e fratturati. li aveva relegati in un ruolo cosí infimo da essere considerati una razza inferiore. I saggi ammaestrino e istruiscano tutti i figli della luce sulla storia di tutti i figli dell’uomo e su tutti i generi dei loro spiriti con i loro caratteri. Di conseguenza. Autodefinitisi «figli della luce». Anche se avevano ripreso tutto dal culto dei misteri. e allora se appare degno viene ammesso nella società. ma ancora non è accolto nella vita comune. quel mondo che. lasciandolo durante questo periodo fuori della comunità. affinché amino quanto egli ha scelto e odino quanto egli ha respinto. per altri due anni si mette a prova il suo carattere. Il solo pensare di poter mangiare il loro dio. quel dio di cui era proibito perfino fare il nome. che la Chiesa trasformerà in martiri cristiani]. avevano sempre respinto ogni forma di teofagia. che hanno fatto propri i concetti cosmici della religione mazdeista per realizzare un programma di dominio universale basato esclusivamente sull’aggressività piú feroce. Vi sono poi tra di loro quelli che asseriscono di prevedere il futuro. in realtà non erano altro che i figli di quell’odio e di quel rancore che nei secoli gli si era accumulato contro tutto il mondo. secondo la consapevolezza che hanno di fronte alla vendetta di dio. Hanno una cura straordinaria degli scritti antichi. Sorridendo anzi tra gli spasimi e trattando ironicamente coloro che eseguivano le torture. del resto. I loro spiriti. non sono che dei lupi travestiti da agnelli. Al postulante impongono per un anno la stessa norma di vita. furono sottoposti a ogni genere di prove dalla guerra con i romani. sulla visita [avvento del messia] nella quale saranno colpiti e sul tempo della loro retribuzione. Dal Rotolo delle regole dell’assemblea: in ogni luogo dove saranno dieci uomini del consiglio della comunità. eseguivano un rito che. Un’altra importante osservazione che si deve fare per comprendere gli esseni è quella che riguarda il loro rifiuto ad accettare il sacramento dell’eucarestia. viene inoltrato piú addentro nella norma di vita. E infatti. ognuno secondo il proprio grado e cosí sarà domandato il loro consiglio in ogni cosa. E qui studiano le malattie. Dal Rotolo delle regole: per tutta la comunità e per tutti gli uomini affinché vivano secondo la regola della comunità cercando dio nei suoi statuti e giudizi facendo ciò che è bene e retto dinanzi a lui come ha ordinato a Mosè e per mezzo dei suoi servi e profeti. E allorché disporranno la tavola per mangiare o il vino dolce per bere. avendoli sempre emarginati e respinti. Da questo passo di Giuseppe Flavio appare evidente come le organizzazioni essene cercassero di nascondere la loro attività rivoluzionaria dietro un’apparente tranquillità monastica per evitare le persecuzioni dei romani. D’altronde che il pacifismo ostentato dalle comunità essene fosse solo apparente risulta dal loro programma bellico espresso nel Rotolo della guerra: basato sulle stragi piú efferate. trabocca di odio e di vendetta. tra di loro non mancherà un sacerdote: si siederanno davanti a lui. e odino tutti i figli delle tenebre. giud. immergendolo in acque di purificazione ancora piú pure. sarebbe stato per loro già motivo di sacrilegio. attratte da un incantesimo naturale [è lo stesso concetto di anima presente nel culto dei misteri]. nella quale furono stirati e contorti. né mai piansero. Infatti è ben salda in loro l’opinione che i corpi sono corruttibili e instabile è la loro materia. ricordando solo in apparenza quello eucaristico “pagano”. mai adularono i loro tormentatori. Coloro che desiderano entrare nelle comunità non ne ottengono immediatamente l’accesso. secondo le loro opere.). giudicano la morte come migliore mezzo della conservazione della vita. che era proibita dal Pentateuco]. e sulle loro genealogie. dopo la dimostrazione di costanza. affinché amino tutti i figli della luce ognuno nel posto che ha nel consiglio di dio. le radici che preservano da esse e le proprietà delle pietre. Superano i dolori con la riflessione [Yoga]. esercitandosi fin dalla fanciullezza nello studio dei libri sacri. Rimanendo fedeli alle leggi di Mosè − come vedremo nel prossimo brano tratto dal libro dei Regolamenti delle comunità −. restano implicate nei corpi come dentro le carceri. ma rifiutarono ambedue le cose. 77 .nano e cenano nella stessa maniera in compagnia degli ospiti. rendevano lo spirito come persone che stiano per riceverne un altro [questi sono i martiri esseni. il sacerdote stenderà per primo la sua mano per benedire il pane e il vino dolce. Dopo che egli avrà dato in questo tempo prova di temperanza. degli scritti sacri e delle sentenze dei profeti: ed è raro che le loro predizioni falliscano (Ant. fatti passare sotto ogni strumento di tortura affinché bestemmiassero il legislatore oppure mangiassero alcunché di illecito [particolarmente la carne suina. affinché introducano nel patto di grazia tutti coloro che sono volenterosi nell’adempimento degli statuti divini. mentre le anime permangono per sempre. scegliendo specialmente quelli che riguardano il profitto dell’anima e del corpo. Quando giunge con gloria [riferimento al martirio]. si limitava alla semplice benedizione del pane e del vino dolce.

quali angeli delle tenebre. ed ella: «sí. ha concesso un tempo determinato all’esistenza dell’ingiustizia: nel tempo stabilito per la visita [l’avvento del messia] egli la sterminerà per sempre. oltre che a servirci come esempio per comprendere con quale animo gli esseni affrontavano la morte. dalle torture e dalle sevizie piú crudeli. Il periodo messianico. negli arcani della sua intelligenza. uno dei pochissimi brani che sfuggirono alla censura dei falsari cristiani. e nella sapienza della sua gloria. Anche Saffira cadde ai piedi di Simone e spirò. e. In una sorgente di luce sono le origini della verità e da una fonte di tenebra le origini dell’ingiustizia. portatala fuori. consegnò l’altra parte deponendola ai piedi degli apostoli [dirigenti della comunità di Gerusalemme]. tenuta per sé una parte dell’importo d’accordo con la moglie. che ha creato gli spiriti della luce e della tenebra e su di essi ha fondato ogni azione e sulle loro vie ogni servizio. I martiri esseni furono innumerevoli e tutti morirono. Ma il dio d’Israele e l’angelo della sua verità soccorrono tutti i figli della luce: è lui. attraverso Mithra. venivano plagiati a odiare i loro avversari che. Una conferma circa chi fossero veramente gli esseni nell’ambito delle comunità apparentemente pacifiche ci viene da un passo degli Atti degli apostoli. ignara dell’accaduto e Simone le chiese: «avete venduto il campo a tal prezzo?». nella certezza che avrebbero acquisito come ricompensa del loro sacrificio una vita di beatitudine eterna dopo la morte. che corse dall’anno 7 (rivolta del censimento) all’anno 70 n. Da questo passo risulta in maniera inconfutabile che i seguaci di cui parlano gli Atti degli apostoli non sono dei cristiani. Il fatto riguarda due proseliti. Tra questi è interessante ricordare il martirio di un certo Stefano. All’udire queste parole. divorando il loro dio. tra i quali c’erano quei sadducei che avevano tutto l’interesse a eliminare ogni movimento rivoluzionario. Non c’è bisogno di commento per comprendere quali fossero i mezzi usati dai capi rivoluzionari per sottomettere i loro seguaci – i quali. Allora Simone le disse: «perché vi siete accordati per tentare lo spirito del signore? Ecco qui alla porta i passi di coloro che hanno seppellito tuo marito e porteranno via anche te». ci dà anche la possibilità di parlare di un certo Paolo di Tarso e quindi di comprendere chi fosse veramente costui. affinché servissero da monito. 78 . Circa due ore piú tardi entrò anche la moglie. fu caratterizzato da una continua caccia agli appartenenti al partito nazionalista giudaico da parte dei romani e dei loro alleati. Un uomo di nome Anania con la moglie Saffira vendette un suo podere e. che furono puniti con la morte perché non avevano versato alle casse della comunità tutti i loro beni come la regola imponeva. avvolto il corpo di Anania in un lenzuolo. ma esseni. dopo essere stati spogliati dei loro averi. Ma Simone gli disse: «Anania. sempre nel Rotolo delle regole: ma dio. E un gran timore prese tutti coloro che erano presenti. perché. Ed in mano all’angelo della tenebra è tutto l’impero che dovrebbe essere in mano ai figli della giustizia [chiaro riferimento al loro programma di prendere il posto di Roma]: essi camminano sulla via della tenebra. dovevano essere soppressi da loro che erano gli angeli della luce. attivista esseno. I romani. attenti a stroncare ogni focolaio di rivolta. come attesta Giuseppe Flavio.In tutto il Rotolo delle regole si ripetono continuamente le minacce contro i «figli delle tenebre» rappresentati da Roma e dai suoi alleati “pagani” che. la seppellirono accanto al marito. attraverso un fatto accaduto nella comunità di Gerusalemme alla fine degli anni quaranta. quando a capo di essa subentrò un certo Simone. determinerebbe la loro estinzione. il dio d’Israele. Quando i giovani entrarono la trovarono morta e. E un gran timore sí diffuse su tutta l’ekklesía e in quanti venivano a sapere di queste cose. perché mai Satana si è impossessato cosí del tuo cuore che tu hai mentito e ti sei trattenuto parte del prezzo del terreno? Perché hai pensato in cuor tuo a questa azione?». lo portarono fuori e lo seppellirono. facendone precedere le morti. Si alzarono allora i piú giovani e. come afferma la Chiesa. perseguitarono questi esseni in tutto l’impero nella maniera piú spietata. a tanto». stanno realizzando quel monoteismo che. del quale parlerò ampiamente in seguito. sorridendo ai loro aguzzini. Anania cadde a terra e spirò. In mano al principe delle luci è l’impero su tutti i figli della giustizia: essi camminano sulla via della luce. marito e moglie. che avrebbe potuto mettere a repentaglio il loro stato di privilegio. di nome Anania e Saffira. (guerra giudaica). E piú avanti.

Di discendenza farisea. Il discorso che Stefano fece ai suoi aguzzini prima di morire è da considerarsi come il riassunto dell’ideologia essena. o Saulo. con i quali intraprese un viaggio alla volta di Antiochia. che i nazirei erano obbligati a lasciare intonsi durante il corso di indottrinamento. il «Demostene degli esseni». Dal Deuteronomio: [… il] signore disse a Mosè: «nelle generazioni future nessun uomo della tua stirpe. con l’accusa di essere un 79 . gli esecutori della condanna. frasi anacronistiche. Damasco e Alessandria. − che gli storici chiamano «il falsario» per antonomasia −. prefetto della Giudea. approfittando dell’opportunità. poi si scagliarono tutti insieme contro Stefano. ritroviamo Paolo ospite di una coppia di giovani sposi. Un’ulteriore conferma che Paolo di Tarso fosse un nazir. Paolo si tagliò i capelli che si era fatto crescere a causa di un voto (At. Stando alla documentazione storica che fa riferimento a lui. né un gobbo. Ottenuta questa qualifica. né lo zoppo. del regno d’Israele. deposero il loro mantello ai piedi di un giovane chiamato Saulo [la deposizione del mantello ai piedi del capo della squadra era un atto di riconoscimento al suo merito per aver portato felicemente a termine una missione]. 18). potrà accostarsi a offrire il pane del suo dio: perché nessun uomo che abbia qualche deformità potrà accostarsi: né il cieco. predicando nelle varie comunità (ekklesíe) sparse nel Vicino oriente. Ma chi era questo Saulo. sperando di ottenere cariche importanti dalla ricca e potente casta dei sadducei. anche per le sue infermità. Sorpreso dai sadducei. né un nano. se da alcuni storici è stato definito. Ammesso dunque alle comunità essene. Nell’anno 41 n. di cambiare il proprio nome in quello latino di Paulus («Paolo»). creava continue sommosse e tumulti con lo scopo di destabilizzare le istituzioni romane –. Efeso. nel quale si racconta di una cattura che subí quale propagandista esseno. 18. dal momento che sono il risultato di una gnosi che si sviluppò almeno centoventi anni dopo. attivista del partito nazionalista giudaico. viene fornita da un altro passo degli Atti degli apostoli – uno di quei rari passi che si salvarono dalle censure operate dai falsari cristiani –. tra i quali emerge quell’Eusebio.. e. intraprese la sua missione di attivista esseno. operata attraverso un’apologia della storia del popolo ebraico nelle figure di Abramo. passò al servizio dei romani. basata sulla resurrezione dell’anima dopo la morte: a sentire queste parole. passò al partito nazionalista giudaico. nella città di Centre. quando l’imperatore Claudio emise un editto con il quale espelleva da Roma gli ebrei perché causa di disordini – era la comunità esseno-zelota che.Stefano fu catturato e ucciso da una di quelle pattuglie sadducee che collaboravano con i romani nella repressione degli esseni. Fu durante questo viaggio che si tagliò i capelli. offertagli dal battesimo. Antiochia. sempre alla ricerca di affermazioni personali. né chi abbia una frattura al piede o alla mano. sempre come persecutore di esseni. poiché la pattuglia era composta da sadducei. Ottenuta la cittadinanza romana in seguito a questa collaborazione. né chi abbia il viso deforme per difetto o per eccesso. in verità. vescovo di Cesarea. resosi conto che a nulla di positivo sarebbe potuto pervenire finché fosse rimasto nel mondo ebraico. Ma. che facevano parte del novero degli espulsi da Roma. lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo secondo la tradizione ebraica. Mosè. che gli erano diventati nemici in seguito alla sua conversione al movimento rivoluzionario. che era il risultato dell’unione delle leggi mosaiche con i concetti mazdeisti. Eseguita la lapidazione. Priscilla e Aquila. che la Chiesa esalta come uno dei capisaldi della propria teologia? E mettendogli in bocca. che abbia qualche deformità. proseguí in questa attività finché. per sfuggire ai tribunali romani. frequentò il corso di indottrinamento per divenire nazir. i persecutori proruppero in grida altissime turandosi gli orecchi. Paolo di Tarso fu condotto al cospetto di Felice. Che Paolo. si mise al loro servizio come persecutore degli esseni. a causa di quella legge del Deuteronomio – che interdiceva cariche pubbliche a coloro che avevano difetti fisici –. né chi abbia una macchia nell’occhio o la scabbia o piaghe purulente o sia eunuco». quali Corinto. Mentre era in compagnia di Priscilla e Aquila. delle rivendicazioni sulla Palestina e dell’esaltazione dell’ideologia spirituale. risulta essere un uomo ambizioso e sicuramente dotato di grande loquela. fosse un nazir ci viene testimoniato dagli stessi Atti degli apostoli. in cooperazione con il partito nazionalista giudaico di Gerusalemme. mentre svolgeva la sua missione di predicatore esseno. commessi dei reati di natura penale.

che lo vede ospite di Priscilla e Aquila: Paolo lasciò Atene e si recò a Corinto presso un giudeo di nome Aquila. anche se si presume attribuibile intorno all’anno 10 n. Abbiamo scoperto che quest’uomo è una peste. Le sua gambe erano piegate. Di questo personaggio che la Chiesa ha assurto a pilastro del cristianesimo non si conosce nulla. procedeva a piccoli passi e la sua testa era divenuta pressoché calva [praticamente. corto. è ben differente da quella di cavaliere romano valoroso e aitante con elmo. caduta. origini che falsamente ha fatto partire dagli anni trenta del I sec. e. Nei suoi studi dedicati a Paolo di Tarso. Non si sa né dove sia nato (la Chiesa dice a Tarso in Cilicia. non poté ottenere cariche pubbliche presso i sadducei. sopprimendo tutti i documenti che vi si riferivano. nel passo già precedentemente portato. perché a raccontarli tutti non basterebbero tre pagine. questa. sostituendosi agli esseni – quegli esseni che ha cercato di far sparire dalla storia. cosa questa che viene confermata dagli Atti degli apostoli.sovvertitore dell’ordine pubblico. oriundo del Ponto. detto «il romano».. Erano infatti di mestiere fabbricatori di tende. largo di spalle. e. La descrizione della figura di quest’uomo deforme e privo di salute che. Paolo si recò da loro e poiché erano del medesimo mestiere si stabilí nella loro casa e lavorava. Questa descrizione. ma senza nessuna prova che lo confermi). arrivato poco prima dall’Italia con la moglie Priscilla. a evitare la morte. che gli fu commutata in una libertà vigilata – come risulta da altri documenti. Tralascio i processi e le condanne che Paolo di Tarso collezionò durante la vita. n. le accogliamo in tutto e per tutto. si era impegnata a costruire un salvatore essenzialmente spirituale. n. corazza e spada che vediamo nei dipinti ecclesiastici: Paolo di Tarso era grosso. non erano altro che attacchi epilettici. è risultato che le continue perdite di conoscenza. prima di darsi alla politica. a causa dei suoi difetti fisici. Per quanto riguarda poi la sua morte. che in greco significa «zoppo». eccellentissimo Felice. Il capo di coloro che avevano eseguito l’arresto. La Chiesa ha costruito con Paolo di Tarso un eroe del pensiero. Ancora per conoscere meglio Paolo di Tarso. n. fomenta continue rivolte fra tutti i giudei che sono sparsi nel mondo ed è capo della setta dei nazirei». che potrebbe lasciare perplesso chi si era fatto di lui una ben altra immagine. che nel II sec. lasciando comunque conseguenze emiplegiche [cerebrali] definitive. secondo una tradizione riportata da un certo Clemente. in seguito all’ordine di Claudio che allontanava da Roma tutti i giudei rivoluzionari. Paolo di Tarso quale teologo sostenitore di dogmi e di misteri non è che il prodotto di quella corrente gnostica. cecità temporanea e perdita della parola e paralisi che si è progressivamente migliorata. che. indicava la Spagna. anche questa priva di ogni riferimento. come quella che lo fece cadere da cavallo sulla strada di Damasco – che la Chiesa fa passare per estasi rivelatrici di verità teologiche –. Ma. revisionata e corretta. come già era accaduto negli altri processi che aveva subito da parte dei romani. cavandosela con una condanna al carcere. perché suffragata dal bisogno che aveva Paolo di Tarso di sfuggire alla polizia di Roma. perché aveva bisogno di un sostegno su cui poggiare le inesistenti origini di un cristianesimo. Saulo faceva il costruttore di tende. sembra che sia avvenuta «nel paese dove tramonta il sole». Sempre dagli Atti di santa Tecla veniamo a sapere che di mestiere. un certo sacerdote sadduceo di nome Anania. che qualche storico ritiene probabile. Ragot afferma che nell’episodio di Damasco ci sono tutti i segni caratteristici di una crisi di apoplessia: offuscamento della vista. che ha cominciato a formarsi soltanto nella seconda metà del II sec.. né la sua data. lo storico A. Ma per non trattenerti troppo a lungo ti prego di darci ascolto brevemente nella tua benevolenza. Ipotesi. aggiungiamo che. ancora una volta. le sue ginocchia si toccavano. un deforme con turbe psichiche]. viene confermata dal suo soprannome «Saulo» (Saulos). per quella cittadinanza romana che aveva. Paolo di Tarso riuscí. coma. in antitesi a coloro i quali lo vole80 . aura luminosa e sonora. a quei tempi. cosí si rivolse a Felice: «la lunga pace di cui godiamo grazie a te e le riforme che ci sono state in favore di questo popolo grazie alla tua provvidenza. da studi psicanalitici fatti sulla sua persona. che lo ricercava per reati di natura pubblica. e. che troviamo in antichi documenti sotto il nome di Atti di santa Tecla. con profonda gratitudine. e.

prima che i cristiani gli dessero una figura definitiva. 81 . che la sua morte era stata voluta dagli «arconti». Esiste un altro gruppo di esseni che per costumanza e legislazione. Ignora Pilato. tanto che se tutti adottassero la stessa opinione ben presto scomparirebbe il genere umano. tra gli anni quaranta e cinquanta. stando a quanto sostiene la Chiesa. non l’ho fatto per mostrare un Paolo di Tarso contrario alla masturbazione. dal momento che afferma che Cristo era morto legato a un palo (stauros) – un Cristo che. ma ai non sposati dico che se non riescono a vivere in continenza allora è bene che si sposino. l’ascensione e la stessa crocifissione. è meglio sposarsi che ardere». a proposito di questo argomento. se ci fosse stata veramente? Questo dimostra quanto fosse confusa la persona di Cristo. appartenenti al movimento rivoluzionario giudaico. lo disconosce del tutto nella sua figura di messia crocefisso. dal momento che egli. e cioè la propagazione della specie. Per se stessi disdegnano il matrimonio e sono propensi piú ad adottare figli altrui che a farne loro. a detta dei libri sacri. benché abbia incontrato per ben due volte. che in realtà erano la derivazione degli «angeli delle tenebre» della religione mazdeista. ma esseni. affermava. pur accordandosi in tutto con gli altri. ebrei di nascita. l’eucarestia. quando aveva parlato con Giacomo e Simone che erano stati testimoni al fatto? È mai possibile che Giacomo e Simone non gli abbiano parlato della crocifissione. la non esistenza di Gesú. da come egli tratta questo argomento rivolgendosi ai seguaci dell’ekklesía di Corinto. della quale era impregnata l’ideologia essena. Paolo di Tarso. Simone e Giacomo a Gerusalemme. Se prendiamo le Antichità giudaiche di Giuseppe Flavio. ignora la «passione».vano invece umanizzato. cosí si rivolge ai corinzi: «so che una parte di voi vuole il matrimonio e una parte è contraria a esso. Infatti Paolo di Tarso. se egli nega la crocifissione di Cristo. Se ho riportato questo passo. negando che Cristo fosse stato crocefisso. con le sue incoerenze. Ritengono infatti che coloro che non si sposano amputino una parte importantissima della vita. ma per dare un’ulteriore prova che egli era un attivista nazir e che coloro i quali formavano le ekklesíe non erano cristiani – come la Chiesa sostiene –. era stato crocefisso soltanto dieci anni prima che parlasse con Giacomo e Simone. Quale incoerenza maggiore di questa. Da Giuseppe Flavio: gli esseni. possiamo avere un’ulteriore conferma dell’appartenenza di Paolo di Tarso al movimento rivoluzionario. nelle riunioni che teneva nelle varie ekklesíe. lo vorrei che tutti foste come me che sono celibe. dissentono però sulla questione del matrimonio. sono piú degli altri legati dal mutuo affetto. nel capitolo in cui spiega come gli esseni vedevano il matrimonio. spiriti del male. Nessuno come Paolo di Tarso può confermare.

approfittando del fatto che Ircano II è stato fatto prigioniero dai parti. nella persona di Coponio. intensificano le rivolte per liberarsi definitivamente della famiglia di Erode. Roma interviene con le legioni di stanza in Egitto. figlio primogenito di Erode. Ottaviano Augusto. Nonostante la dura repressione. alla portata di tutti. e. Temendo che questa ripresa dell’attività rivoluzionaria porti la Palestina a una rivoluzione generale. che porta i suoi quattro figli a disputarsi il trono. n. viene confermato da Quintilio Varo sul trono di Gerusalemme in qualità di etnarca. e. ritenendolo usurpatore dei diritti al trono. coinvolgeva. dà inizio all’era messianica. l’attacco agli arsenali romani di Seffori condotto da Giuda. rappresentando per gli ebrei la realizzazione della profezia di Giacobbe che asseriva che l’avvento del messia si sarebbe verificato quando «lo scettro di Davide sarebbe passato nelle mani di uno straniero». nella sua semplicità. 3. Seguono le rivoluzioni che il partito nazionalista giudaico organizza contro Erode. il cui inizio sarà determinato dall’imminente realizzarsi della profezia di Zarathustra. che invece spettano a Giuda quale erede di Aristobulo II. Era messianica I motivi per i quali il movimento nazionalista abbandonò decisamente la profezia di Zarathustra per seguire quella di Giacobbe furono diversi: 1.. essendo di origine biblica. • 41 av. 2. figlio di Ezechia (Giuseppe Flavio). e quindi dal risultato dubbio (anche per via di quell’aumento di luce derivante dalla congiuntura astrale. e. assume particolare importanza. legato di Siria interviene due volte con le sue legioni. muore Ezechia e gli succede il figlio Giuda. I rivoluzionari.. gran parte dei samaritani e molti fra quelli che erano rimasti “pagani”. non solo i giudei. n. In questo periodo. Questa sostituzione di un giudeo sul trono di Gerusalemme con un non appartenete alla razza ebraica. Quintilio Varo. n. eccezion fatta per i sadducei. ma tutti gli ebrei che. Erode si impossessa del trono di Gerusalemme.. lasciando in eredità una successione complicata.. • 37 av. usurpatrice del trono di Gerusalemme. e. quella di Giacobbe era. muore Erode. riprendendo nella loro attività rivoluzionaria. Archelao. toglie Archelao dal trono di Gerusalemme e al suo posto colloca un prefetto romano. caratterizzato da continui scontri tra i guerriglieri e le truppe romane. esigeva un supporto teologico per essere compresa. fedeli alla tradizione. Mentre quella di Zarathustra era ancora di là da venire. La seconda volta la repressione è cosí feroce che duemila rivoluzionari vengono crocefissi. ricavata dalla filosofia avestica. occupa definitivamente la Palestina annettendola come provincia all’impero.GUERRE ESSENO-ZELOTE Perché si possano seguire meglio le vicende attinenti l’era messianica è bene fare un breve riepilogo dei fatti che la precedettero: • 44 av. per dimostrare la risolutezza dei rivoluzionari. il partito nazionalista giudaico riprende la sua attività rivoluzionaria con un esercito che sempre piú si organizza e si rinforza in vista della grande battaglia contro Roma. che si sarebbe dimostrato cosí 82 . anelavano alla ricostituzione del regno d’Israele. i rivoluzionari si oppongono alla nomina di Archelao. doma la rivolta che si protraeva da quattro anni e riconferma Erode sul trono di Gerusalemme elevandolo dal suo titolo di etnarca della Giudea a re di tutta la Palestina. e. che assicura l’avvento del messia (il «giusto») che condurrà i giudei alla vittoria finale sui nemici di dio. • 6 n.. deciso a porre termine ai continui disordini provocati dai rivoluzionari. n. • 4 av. A differenza di quella di Zarathustra che. La profezia di Giacobbe. Contrariato da questa nomina a re concessa a Erode. approfittando della situazione caotica che si era generata. quali i farisei. che si protrae negli anni che seguono con una violenza sempre maggiore.

debole da non garantire un effetto sicuro sulle masse), quella di Giacobbe rappresentava, invece, un fatto reale, avvenuto, compreso e già accettato da tutti gli ebrei. 4. Si era realizzata nel momento piú opportuno, cioè quando la tensione contro i romani aveva già coinvolto tutto il popolo a causa dell’occupazione voluta da Augusto, che praticamente segnava la fine di ogni aspirazione all’indipendenza della Palestina. Come conseguenza dell’esaltazione che la profezia di Giacobbe aveva provocato nel popolo ebraico, cominciarono a venir fuori messia in ogni dove, nelle persone di santoni e asceti farneticanti o di avventurieri in cerca dei facili successi che speravano di ottenere, stante la predisposizione che avevano le masse ad ascoltarli e seguirli nei programmi di libertà che predicavano, assicurandone la realizzazione. Moltiplicandosi nel tempo, questi sedicenti messia divennero cosí numerosi che, nella concorrenza che si facevano, gli uni esortavano il popolo a diffidare degli altri, accusandosi reciprocamente di impostura e di falsità:
«se qualcuno vi dice che il messia è qua o là non gli credete perché io soltanto sono quello vero ...».

Tutti messia che venivano catturati, erano sommariamente processati e condannati immancabilmente alla crocifissione – che era la pena riservata a chi commetteva i piú gravi delitti, dei quali facevano parte la sedizione, il terrorismo e il brigantaggio. Dei tanti messia che la storia ci testimonia ricordiamo i nomi di Theudas, Dosidee di Samaria e di un certo Meandro, che furono crocefissi come tutti gli altri. Poiché era usanza presso i romani rendere pubblico, a scopo di monito, il delitto commesso dai condannati a morte, veniva scritta sul palo dove questi sedicenti messia venivano legati l’espressione «re dei giudei», la quale, oltre a spiegare il reato, racchiudeva anche uno scherno verso di loro che si erano proclamati tali e verso quegli ebrei che, seguendoli, li avevano sostenuti. Dal momento che le lingue parlate in Palestina erano l’ebraico, il greco e il latino, la scritta veniva formulata in queste tre lingue. Approfittando di questa esaltazione popolare derivata dalla profezia di Giacobbe, anche i nazir si diffusero in tutta la Palestina per predicare l’ideologia religiosa essena in preparazione dell’imminente avvento del messia. Il loro scopo era quello di attirare le masse alla causa rivoluzionaria, suscitando odio verso coloro che erano causa dei loro dolori sulla terra, che, nel caso, erano rappresentati dai romani e da quanti collaboravano con loro. Si presentavano ipocritamente come consolatori degli afflitti, dei diseredati e dei perseguitati per attuare una forma di plagio che, indirizzata com’era a coloro che maggiormente soffrivano delle ingiustizie sociali, generalmente dava risultati positivi. Tra gli attivisti esseni che si impegnarono in questa campagna propagandistica preparatoria all’avvento del messia liberatore, la storia si sofferma su un certo Giovanni Battista, che, sicuramente, eccelse fra tutti. Secondo alcuni storici questo Giovanni Battista sarebbe stato addirittura il designato dal movimento esseno ad assumere il comando della rivoluzione. Una cosa, comunque, è certa: ebbe un tale successo come trascinatore di folle che Erode Antipa, tetrarca di Gerusalemme, lo fece sopprimere, vedendo in lui un grave pericolo per la stabilità politica della Galilea. Ma lo fece uccidere non come viene raccontato da quelle favole che sono i Vangeli, dove si parla di una certa Salomè che chiese la sua testa a Erode Antipa come compenso per una danza del ventre. La morte di Giovanni Battista, nazir e attivista esseno, viene riportata da Giuseppe Flavio nelle sue Antichità giudaiche. Se Giuseppe Flavio ricorda Giovanni Battista lo fa soltanto per spiegare la psicosi religiosa che portò gli ebrei yhavisti a ritenere che la sconfitta subita da Antipa da parte del re Aretra di Petra, contro il quale era in guerra, fosse stata una punizione di dio contro di lui perché aveva fatto uccidere un grande profeta quale era Giovanni Battista. Cosí si legge di Giovanni Battista nelle Antichità giudaiche:
molti giudei hanno creduto che questa sconfítta dell’esercito di Erode Antipa da parte del re Aretra di Petra sia stata una punizione di dio a causa di Giovanni detto il Battista: costui era un uomo di grande pietà, che esortava i giudei a seguire la virtú, esercitare la giustizia, a ricevere il battesimo. Cosí, siccome una grande moltitudine di gente lo seguiva per ascoltare la sua dottrina, Erode Antipa, temendo che il potere che egli esercitava sulle folle potesse produrre una rivoluzione, perché queste si sarebbero mostrate pronte a eseguire tutto ciò che egli gli avrebbe ordinato, credette di prevenire

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questo male al fine dí non doversi pentire quando sarebbe stato troppo tardi per rimediarvi. Per questa ragione, dopo averlo catturato, l’inviò alla fortezza di Machera, della quale abbiamo precedentemente parlato. I giudei attribuirono la sconfitta dell’armata di Erode Antipa a un castigo di dio per questa morte ritenuta da loro un’azione ingiusta.

Come anticipazione alle conclusioni che trarrò in seguito per dimostrare le contraddizioni riportate dai Vangeli sulla morte di Cristo, mi soffermo qui a far rimarcare quanto segue: sapendo che la sconfitta di Erode Antipa da parte del re Aretra avvenne nel 36 n. e., e che la morte di Giovanni Battista, precedendola di poco, avvenne o nello stesso anno o al massimo l’anno precedente, cioè nel 35 n. e., risulta impossibile, storicamente parlando, che Gesú sia morto nel 33 n. e., dal momento che si afferma che iniziò la sua missione di predicatore dopo la morte di Giovanni Battista. Come conseguenza, essendo stato crocefisso dopo tre anni di predicazione, cioè nel 39 n. e., non poté essere giudicato da Pilato, che, come si può dedurre dai documenti, lasciò il posto di procuratore della Giudea nel 36 n. e. Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sul fatto che Giovanni Battista fosse un nazir non ha che da leggere il Vangelo di Luca per averne la conferma.
Un angelo del signore apparve a Zaccaria e gli disse: «non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio che chiamerai Giovanni. Egli sarà grande davanti al signore; non berrà vino né bevande inebrianti e ricondurrà molti figli d’Israele davanti al loro dio» (Lc. 1, 15).

L’astenersi da vino e sostanze inebrianti era la prima regola che dovevano seguire i nazirei. L’annuncio dell’angelo a Zaccaria è lo stesso che l’angelo fece a Manoach per preconizzargli la nascita di Sansone che, in quanto predestinato a diventare nazir, doveva astenersi dal bere vino o bevande inebrianti (Gd. 13, 4). Poiché il programma dei rivoluzionari considerava determinante la partecipazione delle masse, cosí come gli esseni in Palestina, altrettanto cercavano seguaci le comunità del Vicino oriente e la comunità di Roma, che, dopo l’annessione della Palestina all’impero, era andata sempre piú rinforzandosi. In un crescendo di estremismo rivoluzionario fomentato dalle comunità giudaiche, l’Impero romano divenne nel giro di pochi anni un focolaio di sommosse, sedizioni e attentati terroristici, che costrinsero i romani a mettere in atto repressioni sempre piú severe contro questi «figli della luce» che, plagiati dall’ideologia rivoluzionaria, morivano sorridendo ai loro stessi aguzzini. I martiri esseni furono innumerevoli sia in Palestina che in tutti i paesi del Vicino oriente e nella stessa Roma, da cui gli ebrei furono espulsi, a causa dei disordini che creavano, nell’anno 41 n. e. da un decreto dell’imperatore Claudio. Per avere un’idea dell’attività rivoluzionaria, alla quale corrispondeva una reazione uguale e contraria da parte dei romani, basti dire che, secondo quanto afferma lo storico Filone, soltanto nella città di Alessandria vi furono negli anni quaranta oltre cinquantamila esseni uccisi dai romani quali “attivisti”. Questo numero cosí elevato di «martiri» di cui tutti gli storici parlano, che potrebbe sembrare esagerato, viene spiegato dal fatto che le comunità essene erano arrivate a essere numerosissime per via delle migliaia di emarginati che continuamente si convenivano dal “paganesimo” al movimento rivoluzionario, soprattutto per quel vitto e alloggio che veniva loro garantito, vitto e alloggio che venivano usati per attirare gli affamati e i diseredati − come il ragno costruisce la tela per catturare le mosche. La prima rivolta dell’era messianica (7 n. e.) scoppiò l’anno successivo alla destituzione di Archelao dal trono di Gerusalemme, in seguito a un censimento che Sulpicio Quirino, legato di Siria, aveva ordinato a scopo fiscale, essendo divenuta la Palestina tributaria dell’erario in seguito alla sua annessione a Roma come provincia dell’impero. Approfittando dello scontento generato dall’imposizione delle tasse e di quella esaltazione che aveva provocato presso il popolo ebraico la profezia di Giacobbe, che annunciava l’imminente avvento del messia, Giuda e i suoi rivoluzionari – «seguiti da un popolo che riunirono per la rivendicazione della libertà», come scrive Giuseppe Flavio – attaccarono le legioni romane di stanza in Palestina con tanta violenza da costringerle a ripiegare in Siria, dove rimasero finché, raggiunte dai rinforzi inviati da Quintilio Varo, ripresero i combattimenti. Il conflitto, protrattosi per circa un an84

no, in un alternarsi di successi e insuccessi di entrambe le parti, terminò con la sconfitta dell’esercito esseno in seguito alla morte di Giuda, figlio di Ezechia, detto il galileo. Questa guerra, che viene ricordata come «rivolta del censimento», avendo dimostrato ai rivoluzionari che le legioni di Roma potevano essere battute, riconfermò nel partito nazionalista giudaico la determinazione a proseguire la lotta secondo il piano espresso nel Rotolo della guerra, che poneva nella sua prima fase l’espulsione dei romani dalla Palestina. Rinvigoriti cosí nella certezza di pervenire alla vittoria finale contro Roma, proseguirono nella preparazione di quella che doveva essere la “madre di tutte le battaglie”, imponendo l’ideologia rivoluzionaria attraverso una forma persuasiva affidata ai nazir, che attiravano pacificamente le masse con le promesse di eternità e con i battesimi, e una politica dissuasiva contro i reticenti, affidata a squadre di terroristi che, per il loro zelo oltranzista, furono chiamati zeloti. Giuda il galileo, detto anche lo zelota, lasciò nove figli, sette maschi e due femmine. Tralasciando le due femmine, delle quali nulla ci è pervenuto oltre che la loro esistenza, mi soffermo a parlare dei sette figli maschi, che furono in realtà i fautori delle rivolte messianiche. I loro nomi erano: Giovanni (primogenito), Simone, Giacomo, Giuda, Giacobbe (Taddeo), Giuseppe e Menahem. Morto Giuda nella «rivolta del censimento», il ruolo di capo rivoluzionario fu affidato a Giovanni quale primogenito. Anche lui, benché fosse nato a Gamala in Golanite, città natale della sua famiglia, fu chiamato «galileo» nel significato che questo appellativo aveva assunto di rivoluzionario, per via del fatto che era dalla Galilea, dove risiedeva il grosso dell’esercito rivoluzionario, che partivano le rivolte e, siccome era un nazir, fu chiamato anche nazireo, come d’altronde venivano chiamati tutti quelli che avevano frequentato il corso di nazireato. Per quell’indottrinamento perfetto che doveva avere un erede al trono di Gerusalemme quale discendente della dinastia degli Asmonei, ricevette anche la formazione di rabbi (maestro), come suo padre Giuda e suo nonno Ezechia. Avendo riscontrato nella rivolta del censimento quanto fosse importante la partecipazione della popolazione, gli esseni decisero di affidare a Giovanni tutta una campagna preparatoria tendente a coinvolgere le masse alla rivoluzione, suscitando in esse odio e risentimento contro i romani e i loro alleati, che erano all’origine delle loro sofferenze. Dopo circa tre anni di prediche e di sermoni rivolti a quella categoria di diseredati che il bisogno rende particolarmente ricettivi alla speranza di ricevere dal cielo ciò che non ottengono sulla terra, Giovanni concluse il ciclo di prediche a Gerusalemme, dove un esercito di trentamila guerriglieri era in attesa per dare inizio alla rivoluzione. Ma tutto andò a monte per il tempestivo intervento delle truppe romane, che sorpresero i rivoluzionari mentre si accingevano a partire per attaccare. Giovanni fu catturato, processato e condannalo alla crocifissione. Al posto di Giovanni subentrò il fratello Simone, che prese il comando della comunità di Gerusalemme insieme al fratello Giacomo, i quali, a loro volta furono ambedue crocefissi nel 46 n. e. dal procuratore romano Tiberio Alessandro per la loro attività rivoluzionaria. Questo fatto riportato da Giuseppe Flavio in Antichità giudaiche (XX-3) viene confermato dagli Atti degli apostoli. I due documenti, che concordano su tutto, cioè sulla data, sul motivo dell’arresto e sull’esecuzione di Giacomo, discordano invece su quanto attiene a Simone, perché, a differenza di Giuseppe Flavio che lo vuole ucciso insieme al fratello Giacomo, gli Atti degli apostoli sostengono che si salvò dalla morte per via di un angelo che lo liberò, aprendogli la porta della prigione. (D’altronde se i cristiani non si fossero inventata questa storiella, come avrebbero potuto inviarlo a Roma per farlo diventare il primo papa?) Sempre per attività sovversiva era stato giustiziato l’anno precedente, cioè nel 45 n. e., un altro figlio di Giuda il galileo, cioè Giacobbe, la cui morte viene riportata cosí da Giuseppe Flavio:
mentre Cuspio Fado era procuratore della Giudea un impostore di nome Jacob, che si professava profeta, trascinò le folle a una rivolta, ma Fado lo prevenne, inviando uno squadrone di cavalleria che piombò su di loro all’improvviso: molti furono uccisi e molti presi vivi; fu fatto prigioniero anche Theudas, cui fu tagliata la testa e portata a Gerusalemme.

Morti Giovanni, Simone, Giacomo e Taddeo, dei sette figli di Giuda, figlio di Ezechia, rimanevano Giuda, Menahem e Eleazaro. Di Giuda, ignorandone la fine, si sa soltanto che era uno zelota e

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che si presentava durante gli scontri come un cavaliere bianco che scendeva dal cielo per rendere i rivoluzionari vittoriosi nelle battaglie che combattevano contro Antioco IV Epifane e gli altri sovrani che gli succedettero: [.. si mostrò imbattibile. che prevedeva l’espulsione dei romani dal Vicino oriente grazie alla vittoria riportata su di loro in Palestina. È lo stesso messia che fu costruito durante la rivolta dei maccabei in seguito all’unione degli spiritualisti con i rivoluzionari.. preparando un’altra rivoluzione. come un inno al loro successo finale. ma ancora non ne conoscono il nome]. Un altro angelo poi. ed ecco un cavaliere bianco. guai. Fu in questo periodo che l’entusiasmo derivante dalla certezza della vittoria li portò a scrivere. con una strage totale di Roma e dei suoi alleati: uno degli angeli che seguivano il cavaliere disceso dal cielo disse [le parole dell’angelo sono dirette ai rivoluzionari e il riferimento è a Roma]: «pagatela con la stessa moneta. fu affidata a Menahem. in un’ora sola è giunta la tua condanna!”» [. colui che lo cavalcava si chiamava «fedele» e «verace»: egli giudicava e combatteva con giustizia. poiché potente signore è dio che l’ha condannata. Egli governerà le genti con scettro di ferro. retribuitele il doppio dei suoi misfatti. gli fu data una corona e poi egli uscí vittorioso per vincere ancora (Ap.. E tutto si concluderà. [E ancora:] apparve un cavallo bianco e colui che lo cavalcava aveva un arco. È avvolto in un mantello intriso di sangue. 19. ebbero la certezza di pervenire alla vittoria finale quando. e il messia descritto dagli esseni nell’Apocalisse conserva ancora la duplice figura del salvatore spirituale che scende dal cielo.. Per questo in un solo giorno verranno su di lei questi flagelli: morte.che aveva cercato di ripetere l’impresa del primogenito Giovanni. Tutto ciò che ha preso per la sua gloria e il suo lusso restituiteglielo in tanto tormento e afflizione. Fallita la rivoluzione che era stata affidata a Giovanni. essendo morti tutti i fratelli piú anziani. il suo avvento è imminente. dopo dieci anni che questi era stato crocefisso. secondo la profezia dell’Apocalisse. che in seguito ai continui successi si vedevano sempre piú prossimi alla realizzazione di quel loro programma. vestiti di lino bianco e puro. e..] poi vidi il cielo aperto. I suoi occhi erano come una fiamma di fuoco. La disgregazione delle istituzioni conseguente al caos sociale e politico in cui era caduta Roma si rifletté sull’esercito. e del conduttore di eserciti. quei diciannove capitoli della prima edizione dell’Apocalisse nei quali davano libero sfogo al loro odio e alla loro vendetta contro le forze del male. 11). sarà bruciata dal fuoco. quando vedranno il fumo del suo incendio. secondo l’ideologia guerriera. nel 68 n. aveva sul suo capo molti diademi. e. distruggerla e divenire padroni del mondo (monoteismo). tenendosi a distanza. raffigurate da Belial (demonio). sono ricordati ampiamente dalla storia. che entrò in uno stato di indebolimento tale da portare i giudei a un ottimismo tale da vedersi già entrare trionfanti a Roma. Respinse le truppe romane fuori dalla Palestina e rimase praticamente padrona del campo. gli esseni aspettano il messia. la guerra contro i romani volge talmente a loro favore che già si vedono. Gli ultimi due.]. Dunque. 2). che scoppiò con tutta la violenza propria di un esercito potente e organizzato nell’anno 66 n. e. I re della terra che si sono prostituiti e hanno vissuto nel fasto con essa piangeranno e si lamenteranno a causa di lei. immensa città. perfettamente preparata e addestrata. L’armata rivoluzionaria. distruggerla e prendere il suo posto nel comando nell’impero. ritto sul sole. e contro gli «angeli delle tenebre» rappresentati dai nemici del loro dio con a capo Roma. per il diritto che gli spettava quale erede al trono di Davide. Siamo nel 68-69 n. Gli eserciti del cielo lo seguono su cavalli bianchi. vedendo i suoi tormenti diranno: “guai. portava scritto un nome che nessuno conosce all’infuori di lui [nella certezza della vittoria sui romani.. 6. conquistare Roma. Il comando di questa rivoluzione. secondo l’ideologia religiosa. la cui discesa dal cielo dovrebbe avvenire da un giorno all’altro. paragonata alla Babilonia della corruzione e del peccato. I rivoluzionari. lutto e fame. Menahem ed Eleazaro. secondo quanto Yahvé aveva promesso: «renderò il regno d’Israele infinito nel tempo e nello spazio e il mio popolo padrone di tutte le nazioni i cui popoli diventeranno sgabello per i loro piedi». la morte di Nerone gettò Roma in uno stato di completa anarchia. gridava a gran voce a tutti gli uccelli che 86 . il partito nazionalista giudaico si accinse a proseguire secondo quanto era stato stabilito nel Rotolo della guerra. sotto la guida di questo messia. anche se le legioni riprendevano continuamente la battaglia per i rinforzi che ricevevano dalla Siria. Un nome porta scritto sul mantello e sul femore: Re dei re e signore dei signori (Ap. come previsto dal Rotolo della guerra.

le carni dei capitani. rimarchiamo che nessun passo storico riporta l’esistenza del messia dei cristiani che le sacre scritture affermano essere stato crocefisso nell’anno 33 n. le carni degli eroi. come vedremo. che visse in Palestina negli anni 65-66 n. né tutti gli altri. dopo averli sconfitti in campo. le cose non andarono come le avevano esaltate: Vespasiano. quale appartenente alla corrente religiosa essena. Espugnata. e. Ebbene. durante i quali una parte delle legioni proseguí ad attaccare quei rivoluzionari che erano rimasti isolati. Filone era cosí addentro alle vicende del tempo che. alla fine della guerra giudaica. Mangiate le carni dei re. né dei cristiani. come tutti gli ebrei. Ma la bestia fu catturata e con essa il falso profeta [Mithra] che alla sua presenza aveva sedotto quanti avevano adorato la sua statua. liberi e schiavi. che ebbe tanta importanza sulla storia romana nel Vicino oriente. Tutti furono uccisi dalla spada del cavaliere e gli uccelli si saziarono delle loro carni. che. e.].presso l’imperatore Caligola per intercedere a favore delle comunità essene che. purtroppo per gli esseni. esclude nella maniera piú assoluta ogni forma di realizzazione messianica soprattutto in forma materiale.. i giudei. Ma. dai suoi libri. fu incaricato da Roma di raccontare i fatti accaduti in Palestina durante l’era messianica di cui era stato testimone. parte all’attività del movimento rivoluzionario. cioè da quella sostituzione di Archelao con Coponio al trono di Gerusalemme – che realizzò la profezia di Giacobbe –. e. e. scritti negli anni 40-50 n. poiché egli. al contrario. quali Seneca.. inviò il figlio Tito in Palestina con un esercito cosí poderoso che. Parimenti non ne fa parola Plutarco. egli perseguitava in maniera esageratamente feroce. istitutore di Nerone. erano catturati e crocefissi. i quali.. Non troviamo nessuna menzione di Gesú in Giuseppe Flavio. – da quanto risulta inconfutabilmente dai fatti e dalla stessa Apocalisse – gli esseni. Per sfuggire alle persecuzioni che seguirono da parte dei romani e dei “pagani”. compresi i civili. Anche se il movimento rivoluzionario proseguí. secondo lui. Filone non fa nessuna menzione né di Gesú. Tutti quelli che vi erano dentro. un lògos per giunta essenzialmente spirituale. Gerusalemme fu rasa al suolo in maniera cosí totale come mai era avvenuto in precedenza. dei cavalli e dei cavalieri. erano ancora in attesa del messia. che. L’assedio durò sei mesi. e sotto Ponzio Pilato.. Giuseppe Flavio asserisce che le crocifissioni furono tante – parla di una media di cinquecento al giorno – che i romani dovettero sospenderle per mancanza di legni. radunatevi al grande banchetto di dio [il banchetto è la strage dei romani e dei loro alleati].. parlando di un lògos che deve ancora realizzare il suo avvento. Nella mia visione vidi allora la bestia [è sempre il profeta che parla] e i re della terra suoi alleati con i loro eserciti radunati per muovere guerra contro colui che era seduto sul cavallo bianco e contro il suo esercito. furono passati alla spada o crocefissi: sempre Giuseppe Flavio nella sua Guerra giudaica parla di dodicimila crocifissioni. presso la quale rimase ospite per diversi giorni. sia pure indirettamente. figlio di Giuda e fratello di Giovanni. quasi per una rivincita contro quel destino che si era loro messo contro ancora un’altra volta.. prima di rientrare presso la comunità essena di Alessandria di cui faceva parte. nella lotta armata. e. e Tacito. la guerra giudaica determinò praticamente la fine dell’era rivoluzionaria messianica. Quello che si impone di rimarcare a questo punto è che nell’anno 70 n. Cassio Dione e Svetonio. e. re di Gerusalemme. Quelli che non venivano uccisi sul campo.tanto da recarsi nell’anno 40 n. storico e filosofo ebreo. trattarono comunque nelle loro opere questo periodo messianico. anche se successivi di qualche anno. le carni di tutti gli uomini. con lo scopo di sterminare definitivamente gli ebrei. dove formarono quelle comunità che dettero inizio all’espansione ebraica nel mondo occidentale. 87 . elessero Menahem. Particolarmente significativo è poi il silenzio di Filone alessandrino. sparsi sul territorio della Giudea. divenuto imperatore e ristabilito l’ordine a Roma. riconoscendogli in un estremo atto di fedeltà quei diritti al trono che gli derivavano quale discendente della stirpe di Davide. prese. Facendo un riepilogo dei fatti accaduti durante l’era messianica che va dall’anno 6 al 70 n. vedendo svanire ogni speranza.volavano in mezzo al cielo: «venite. Marziale. Durante l’assedio. si fermò a far visita alla comunità essena di Roma. piccoli e grandi» [. si può escludere nella maniera piú categorica l’assenza di loro e di Gesú in questo periodo. costrinse i rivoluzionari a rifugiarsi dentro le mura di Gerusalemme. una gran parte degli ebrei fuggí dalla Palestina e dal Vicino oriente per rifugiarsi in Europa. in qualità di storico.

nel 74 n. che. della sua vita. non poteva che terminare con un fallimento. Dopo aver raccolto tutti i messaggi. non vedono l’ora di liberare le anime dai corpi. e non si fa la minima menzione di Gesú. attaccò di nuovo i romani. Menahem e Eleazaro. 88 . e. Qui risalta come gli esseni. che capitolò senza opporre resistenza. dal momento che tutti gli storici li ignorano? Quegli storici che. priva com’era di ogni sostegno da parte di un partito rivoluzionario disfatto. Eleazaro consegnò come testamento spirituale una copia del discorso che aveva fatto ai suoi guerriglieri prima del suicidio collettivo. degli avvenimenti e dei miracoli che lo concernono. A una di queste donne. comunque. i nomi dei tanti messia che si succedettero. dopo un breve riassunto sull’ideologia essena. perché attraverso il fuoco l’anima si separi dal corpo nel massimo stato di purezza [fu in virtú di questa convinzione che l’inquisizione metteva al rogo gli eretici]. essendo gente di prim’ordine. riorganizzato un modesto esercito di circa mille volontari. la sua crocifissione. invece. E allora evitiamo di provare vergogna nel mostrarci inferiori agli indiani nei pensieri di fronte alla morte e di offendere le patrie leggi che destano l’invidia di tutto il mondo. guidò il movimento rivoluzionario con i suoi discendenti. se volessimo ricevere una conferma prendendo l’esempio dagli stranieri. dove venivano riportate le loro «patrie leggi». che ritenevano cosí perfette da essere invidiate «da tutto il mondo». Che in questo libro. Giacomo. Perché in tutti i libri dell’epoca si parla di Giuda il galileo e dei suoi figli Giovanni. annunciano agli altri la loro dipartita e non c’è nessuno che cerchi di dissuaderli. e mentre sono afflitte per se stesse perché rimangono in vita. quale sua parente. Questa lettera. quale contemporaneo all’era messianica. n. quali Meandro. mossa soltanto da un ideale.). Giuda (Taddeo). trovarono tutti i rivoluzionari morti. conclude: in nessuna parte del libro dí Giusto di Tiberiade ho trovato il piú piccolo riscontro che parli della nascita dí Cristo. i martiri esseni. cognato di Giovanni di Gamala. dopo averla attentamente studiata per cercare prove confermanti l’esistenza di Cristo. Dosidee e tanti altri. quale pretendente al trono di Gerusalemme. e soprattutto nel ricordare quella stirpe di Ezechia che. Eleazaro si rifugiò con i suoi guerriglieri nella città essena di Masada. Simone. considerano beati coloro che con la morte raggiungono la condizione dell’immortalità. salgono sul rogo. erano rimasti fedeli al Deuteronomio. nonostante la tremenda sconfitta subita nella guerra giudaica e le persecuzioni a cui erano sottoposti gli esseni. Nonostante si trovassero di fronte a uno spettacolo simile. Ritenendo inutile continuare una lotta impari. le numerose conversioni dei “pagani” all’ideologia essena.Un’ulteriore smentita dell’esistenza dei cristiani nel I sec. patriarca di Costantinopoli. infatti. anziché arrendersi e consegnarsi ai nemici. sono concordi circa le rivoluzioni. Secondo Giuseppe Flavio si salvarono soltanto alcune donne e bambini. andato distrutto (e possiamo immaginare per opera di chi) non vi sia nessun riferimento a Gesú lo sappiamo da Pfotius. i legionari infuriarono contro gli abitanti. una storia degli ebrei. Costoro. ma tutti si felicitano con loro e consegnano a loro delle lettere per i loro cari già morti. dovremmo dare l’esempio agli altri con l’essere pronti a morire. Sconfitto al primo urto. disponendo nella sua biblioteca dell’opera di Giusto di Tiberiade. presi dal desiderio della vita immortale. Ma la sua rivolta. guardiamo gli indiani che seguono i dettami della filosofia. Quando i romani entrarono. scritta su incarico dello stesso Pilato. senza che abbiano mali che li affliggano o condizioni che li costringano a morire. la quale. facendo una vera strage. Giacobbe. nonostante i suoi miracoli. ci viene da un certo Giusto di Tiberiade che scrisse. Le persone maggiormente care usano accompagnare costoro che partono per il lungo viaggio. e. e. nonostante l’adozione dei principi religiosi del culto dei misteri “pagani” riguardanti la resurrezione dell’anima. Che dire poi della biografia di Ponzio Pilato. sopportando a malincuore il primo periodo della vita che vedono come un debito da pagare alla natura. pur riportando ogni dettaglio dei fatti riguardanti il periodo in cui era stato procuratore della Giudea (26-36 n. cosí si concludeva: noi che riceviamo nelle nostre case un’educazione informata a questi principi. Eleazaro. ignora nella maniera piú categorica il processo e la crocifissione di Gesú? In quale altro modo si potrebbe spiegare questo silenzio su Gesú e sui cristiani se non riconoscendo la loro non esistenza. entrata in possesso dei romani e riportata da Giuseppe Flavio nella sua Guerra giudaica. la sua resurrezione e tutti quei fenomeni che l’accompagnarono? La risposta è semplice: non potevano parlare di un qualcosa che non era esistito! Morto Menahem. Eleazaro e i suoi seguaci avevano preferito uccidersi.

una volta scoperte.). il movimento rivoluzionario. li guidò sul Monte degli ulivi e di lí si preparava a piombare su Gerusalemme. tornata autonoma sulle sue primitive posizioni spirituali.) – quello chiamato dagli storici «il falsario» per antonomasia –. rialzata la testa dopo la disfatta del 70 n. riprese a perseguire il programma espresso dal Rotolo della guerra. e. precettore di Nerone. Passati gli uomini a fil di spada e sgozzate tutte le donne e i bambini. La Chiesa manomise i passi piú compromettenti di Giuseppe Flavio. a battere i romani e a farsi signore del popolo con l’aiuto dei sui seguaci in armi. troviamo un passo interessantissimo nelle Antichità giudaiche di Giuseppe Flavio che. Felice. La Chiesa. prevenuto il suo attacco affrontandolo con i soldati romani. e. Il passo in questione riguarda la comparsa. di un misterioso personaggio di origine egizia. e sui quei cristiani la cui esistenza non emerge da alcun documento. si era dissociata dal partito nazionalista. prefetto della Giudea. affidata al messia Bar Kocheba − secondo alcuni storici discendente della famiglia di Ezechia −. E perché Gerusalemme sparisse dalla memoria quale centro del mondo giudaico. costruendosi le prove o falsificando i documenti esistenti. la corrente religiosa. cercò di riparare. derivante dalla mancanza di testimonianze che potessero sostenere le sue affermazioni. L’inchiesta fatta da Domiziano sui cristiani della Giudea per sapere chi fossero. raccolse una turba di circa trentamila individui che si erano lasciati abbindolare da lui. riportata da Eusebio di Cesarea nella sua Storia ecclesiastica per provarne l’esistenza. riorganizzando un esercito che attaccò di nuovo le truppe romane nel 132 n.. tra tanto silenzio storico riguardo l’esistenza di Gesú. e tutto il popolo collaborò alla difesa.Anche se con la morte di Eleazaro ebbe termine la discendenza di Giuda il galileo. e. sempre secondo le menzogne della Chiesa. e cosí già organizzati. dopo la disfatta del 70. Nello stesso Talmud troviamo scritto a proposito di questo sterminio: la desolazione entrò in Gerusalemme tanto che gli sciacalli presero possesso degli spazi dove prima esisteva il tempio dedicato al santo dei santi. dandole quello di Aelia Capitolina. Roma era già affollata di cristiani al tempo in cui Domiziano era imperatore (81-96 n. La rivolta. fu distrutto tutto ciò che faceva riferimento al mondo ebraico. e. che dichiarò apertamente di essere lui il messia che i giudei aspettavano. e. sono costretti a riconoscere non essere mai esistita. Però. perché i martiri esseni potessero passare per martiri cristiani – e tante altre menzogne che a scriverle tutte non basterebbe un libro. se pensiamo che Domiziano avrebbe potuto sapere tutto sui cristiani senza bisogno di scomodarsi a mandare un incaricato fino alla Giudea. oltrepassa ogni limite del buon senso. un messia ritornato espressamente guerriero. e. si trasformò in una guerra che. sí che. non sono che il risultato di una pura invenzione. e. quando. disponendo di un poderoso esercito. terminò dopo tre anni con la caduta di Gerusalemme (135 n. da essere già al terzo e quarto papa. se Bar Kocheba si può permettere di dichiararsi tale. e. guadagnandosi la fama di profeta. sotto il comando di un certo Bar Kocheba. avvenuto lo scontro. 89 . hanno prodotto l’effetto opposto a quello che i falsari si erano prefissi di raggiungere. sconfessando ogni ideologia basata sulla violenza. l’imperatore Adriano dette ordine di distruggere Gerusalemme sí da non lasciare di essa pietra su pietra e di sterminare quanti vi fossero stati trovati dentro. che oggi gli stessi teologi. Ma un’altra cosa posso asserire ancora con certezza: i primi undici papi dichiarati dalla Chiesa. di fronte all’evidenza dei fatti. in un susseguirsi di alterne vicende. nelle persone di sant’Anacleto (76-88 n. avvenuta durante l’era messianica. menzogne che in realtà. può metterci sulla strada giusta per scoprire chi fosse realmente il messia dei cristiani.. Basterebbe riportare le falsificazioni operate da Eusebio. e il messia dei giudei risulta ancora lontano da venire. Siamo arrivati al 132 n. oppure inventandoseli di sana pianta – come quella corrispondenza composta di dieci lettere intercorse tra Paolo di Tarso e Seneca.). stando a quanto poi Eusebio stesso dice in un’altra parte del libro. poiché..). Adriano cambiò a essa anche il nome. compreso Simone Pietro. per renderci conto di cosa siano stati capaci i cristiani per sopperire alla mancanza di una documentazione storica. si inventò l’incendio di Roma che attribuí a Nerone. Il che è un’ulteriore conferma del silenzio storico su quel Gesú che la Chiesa sostiene essere morto sulla croce nell’anno 33 n. consapevole della gravità di questa lacuna storica. che cosí viene ricordato nelle Antichità giudaiche: arrivò in paese un ciarlatano che. Deciso a porre termine alle velleità rivoluzionarie giudaiche.) e san Clemente (88-97 n. per quanto possa essere stato contraffatto. vescovo di Cesarea (314-340 n. e.

papa dal 1534 al 1549. scaricando la responsabilità della rivolta su un anonimo «egizio» che. invece di dire chiaramente che a condurla fu Giovanni. Mi sembra assurdo che uno storico serio e metodico come Giuseppe Flavio viene dichiarato dagli studiosi. che non si sa da dove fossero usciti fuori. L’era messianica appartiene esclusivamente ai seguaci e ai martiri del partito nazionalista giudaico.l’egizio riuscí a scappare con alcuni pochi. come vedremo. Dal momento che tutti i rivoluzionari erano impegnati alla causa essena. che. a pensare che potesse apparire credibile che un truffatore anonimo. ha voluto discolpare il partito nazionalista giudaico. che saranno trasformati. o meglio ancora d’Iside. la sua convinzione era che non era mai esistito. Egli diceva ancora che l’adorazione dei magi non era altro che la cerimonia nella quale i preti di Zarathustra offrivano al loro dio oro.. per giunta straniero. dei Medici. e Giove Ammone. ambasciatore di Spagna al Vaticano. figlio di Giuda il galileo? Escludendo ciò che potrebbe rispondere la Chiesa. Sono questi seguaci. per cui Mithra e Gesú erano lo stesso dio. erano state prese come allegorie per determinare la nascita di Cristo. che corrisponde al solstizio in cui avvenne la nascita di Mithra. la quale ha tutto l’interesse a negare l’esistenza di Giovanni. riguardante il comportamento di Paolo III. che tanto hanno fatto per far sparire dalla storia gli esseni – quegli esseni che dicono di non conoscere – e per nascondere dietro l’«egizio» quel Giovanni che risulterà. sarei curioso di sapere cosa pensa nel suo intimo il papa attuale 7 . la cui esistenza. papa dal 1513 al 1521. La maggior parte dei suoi seguaci furono catturati o uccisi mentre tutti gli altri si dispersero. avesse potuto riunire (abbindolare) e armare trentamila guerrieri. tutto è dipeso da un’ennesima contraffazione operata dai falsari cristiani. le ipotesi sono due: o è stato Giuseppe Flavio che. questi martiri esseni. nella seconda metà del II sec. che dovevano eliminare dai documenti ogni traccia di Giovanni. le tre cose attribuite all’astro della luce. anch’essa fallita. alla fine del mio libro e in maniera inconfutabile. che gli esseni affidarono a Giovanni. i preti (mi riferisco essenzialmente a coloro che occupano le alte cariche nella gerarchia ecclesiastica e non ai curati d’Ars). Ma questi segreti si portano nella tomba! 7 Quando è stato steso il presente testo. impregnati dell’ideologia esseno-zelota. Che Gesú non è mai esistito i primi a saperlo sono proprio loro. per deresponsabilizzare i giudei. quell’infallibilità garantita dallo spirito santo . sia arrivato. e. A questo punto. 90 . Egli sosteneva che la costellazione della Vergine. adorato dalla setta mitraica. nei confronti di Gesú Cristo: spingeva la sua irriverenza fino al punto di affermare che Cristo non era altri che il sole. per lui. Se cosí fosse. il costruttore di santi. come hanno trasformato Mithra nel loro logos. mettendo in parallelo Cristo e Mithra. cioè la falsificazione del passo da parte dei cristiani. incenso e mirra. Giovanni Paolo II. affrontavano la morte sorridendo ai loro carnefici. Egli osava dire che non c’era nessun documento valido per dimostrare l’esistenza di Cristo. rappresentato nel “paganesimo” sotto la forma di montone e di agnello. e che. come lo fa venire dal nulla. Trovando in questo fatto delle analogie con la rivolta. in seguaci e martiri di un cristianesimo che si stava formando allora. un giorno dichiarò al cardinale Bembo: tutti sappiamo bene quanto la favola di Cristo abbia recato profitto a noi e ai nostri piú stretti seguaci. essere colui che hanno trasformato nel Cristo salvatore. oppure. Leone X. non posso che sostenere la seconda ipotesi. la prima cosa che ci viene da pensare è che si tratti della stessa insurrezione. Egli spiegava le allegorie della sua incarnazione e della sua resurrezione. di questo Gesú la cui esistenza è stata negata dall’infallibilità di altri papi.. perché Giuseppe Flavio ne attribuisce il comando a un certo «egizio». sulle basi dell’ideologia essena. avrebbe reso impossibile la costruzione della figura di Gesú. per giunta incaricato da Roma di redigere i fatti inerenti la Palestina (fatti di cui oltretutto i romani erano a perfetta conoscenza). come sostenitore di una politica distensiva tra gli i giudei e i romani. altrettanto lo fa sparire. n.. E ancora piú esplicita su questo argomento è la testimonianza di Mendoza.

spesso in esecuzioni collettive che venivano offerte al popolo come spettacolo negli anfiteatri o su patiboli eretti nelle piazze e nelle strade. Fu cosí che i rivoluzionari. perseverarono nel progetto che prevedeva la distruzione di Roma. ritornati alla ribalta soltanto quattro anni dopo la disfatta del 70 con quella modesta rivolta di Masada. riprendiamo con quella riguardante il movimento spiritualista. non avendo i presupposti per competere con la potenza militare romana. anche se sospesero le circoncisioni. soltanto apparente. prima di parlare della corrente religiosa che sarà quella che determinerà l’avvento del cristianesimo. prendendo come spunto l’offesa che l’imperatore Adriano aveva loro recato facendo innalzare una statua di Giove capitolino nel tempio di Gerusalemme. La rivolta. A Efeso e ad Alessandria. Fu durante questo periodo che gli ebrei vennero sottoposti a processi con l’accusa. Un’estraneità. e i religiosi quello sacerdotale del predicatore. in seguito all’incoraggiamento ricevuto da questo libro. in lealtà conservarono le leg91 . le due correnti continuarono in forma autonoma a perseguire nel loro programma di conquista dell’impero. gli esseni della corrente religiosa si dissociarono dai rivoluzionari. I rivoluzionari di Gerusalemme. come in tutte le altre città del Vicino oriente. ritornando ideologicamente indipendenti come lo erano stati prima della rivolta dei maccabei. Soltanto in Siria. Finita cosí la storia guerriera del partito nazionalista giudaico. si scagliarono contro gli ebrei con tale furore da determinare un vero e proprio genocidio. furono massacrati oltre centomila ebrei. pose termine a quel movimento rivoluzionario che era stato fondato da Mattatia. e. Terminata la guerra del 70. vennero estese contro tutti gli ebrei di qualsiasi partito o credo religioso. per l’odio che avevano accumulato contro questa specie di ribelli che. adottarono la lingua greca e cercarono di rendere i loro riti il piú possibile simili a quelli del dio Mithra. i rivoluzionari quello dell’uomo conduttore di eserciti. portandolo alla vittoria finale. Sia per evitare le persecuzioni. A rinvigorire il loro entusiasmo nazionalista contribuí in maniera decisiva un libro sacro intitolato Giuditta (il nome Giuditta simboleggiava la Giudea). dove c’era una della maggiori concentrazioni di comunità essene. di accanirsi contro i perseguitati. non poteva che essere destinato al fallimento. affidata al messia Bar Kocheba. sia da parte dei romani che da parte delle popolazioni. il quale. le legioni romane di stanza in Palestina. Ripresosi cosí ciascuno il proprio messia. in cui l’eroina tagliava la testa a Oloferne. certamente falsa.GLI ESSENI DOPO IL 70 Finita la guerra giudaica con la disfatta dell’esercito rivoluzionario e la distruzione di Gerusalemme. come abbiamo visto nel capitolo precedente. con le loro continue rivolte e azioni di terrorismo. le masse popolari. ostentando un comportamento pacifista che li facesse apparire il piú possibile estranei a ogni coinvolgimento con il movimento rivoluzionario e con tutto il resto del mondo ebraico. duecentosessanta anni prima. che riconfermava la certezza della vittoria finale del bene sul male. ciascuna secondo la propria ideologia. però. Come in Palestina. le persecuzioni romane. nell’anno 129 n. erano stati causa di tanti lutti e sofferenze. anche ai piú vili. terminata. per nulla intimoriti dalle persecuzioni che sempre piú si accanivano contro di loro. riuscirono a ricostituire un esercito di combattenti che permise loro di attaccare di nuovo. in cui morí suicida Eleazaro. soffermiamoci sulla breve storia del movimento rivoluzionario. di mangiare bambini durante i loro riti religiosi. ripresero la loro lotta ideologica contro il sincretismo “pagano”. In questo libro. c’era un incitamento a riprendere il combattimento contro quel Belial e quei kittim la cui distruzione era prevista dal Rotolo della guerra.. perché. cominciò una vera e propria caccia all’uomo. separatisi in maniera decisa e netta dai rivoluzionari. che fino allora si erano rivolte specificamente contro i seguaci del movimento esseno. con la distruzione di Gerusalemme. sia per la sfiducia che sempre avevano conservato di pervenire alla vittoria finale attraverso la violenza. In questo clima di astio e di disprezzo collettivo. Ma. personificazione dei nemici di dio. cosí nell’impero. gli spiritualisti. i massacri non furono comunque inferiori a quelli della Siria. che permetteva. ancor piú che i romani. nel quale si parlava di una vergine che salvava il popolo di dio dall’oppressore.

desiderosi come erano di porre fine ai disordini. tanto da divenirne i primi accusatori. la stessa battaglia tra il male e il bene. ci sarà un posto nel quale potrà ritirarsi e rifugiarsi restando salvo (Es. Fu in questi ambienti. e. la stessa sconfitta degli «angeli delle tenebre» che. come quelle di Antiochia e di Tarso. soprattutto dal mondo “pagano”. ma che dio gli ha fatto incontrare. Dopo appena venticinque anni che si erano separati dai rivoluzionari. fu cosí elevato da costituire la parte piú numerosa dei loro componenti. il numero di questi convertiti all’ideologia essena. La spiegazione teologica per giustificare questo messia dalla duplice figura. alla prima edizione dell’Apocalisse. Come giunsero alla costruzione del loro messia spirituale possiamo comprenderlo dai quattro capitoli (i primi tre e l’ultimo) che aggiunsero nel 95 n. che sarebbe disceso sulla terra per dare inizio a una nuova era di benessere e di giustizia. avevano loro stessi redatto insieme al movimento rivoluzionario. non lo fu altrettanto per ciò che riguardava la loro qualità. la trassero da quella immagine spaziale da cui la religione avestica aveva fatto partire la creazione dell’universo: lo stesso toro (ora drago) cosmico. una beatitudine eterna. soprattutto. 12-13). prendendo dell’uomo soltanto le apparenze. continuavano a perseguitarli. però. e. elargendo al massimo le concessioni che già avevano praticato in precedenza per attirare le masse alla loro ideologia. 21. cioè come fosse possibile che quel cavaliere dal mantello rosso cavalcante un cavallo bianco. di falliti e. di avventurieri. per colui che non ha teso insidia. come in tutte le cose c’è il «pro» e il «contro». cioè a coloro che avrebbero seguito i suoi precetti. era stato trasformato in una stella radiosa del mattino. che nelle battaglie dei maccabei era stato presentato sotto forma di visione celeste. che viveva in cielo come entità spirituale. potesse prendere il comando del loro esercitò in qualità di uomo. le comunità essene si riempirono di barboni. è bene conoscere l’espediente a cui precedentemente era ricorso il movimento rivoluzionario. gli esseni intensificarono la loro propaganda di espansione. da ricevere dai romani stessi protezione contro le popolazioni che. si rifugiarono sulla terra. Garantendo vitto e alloggio ai diseredati. anche chi aveva commesso i delitti piú gravi. imponendosi sempre piú sulle altre religioni. li troviamo in attesa di un messia del tutto differente da quello che avevano concepito precedentemente durante la guerra giudaica. Il salvatore guerriero sterminatore di nemici. Praticamente. compreso l’omicidio. In molte ekklesíe. Ma. che. quella definizione essenzialmente spirituale che doveva competere con i sotères dei culti dei misteri e soprattutto con il mazdeismo. di malviventi ricercati per reati politici e comuni. fu trasformato in un salvatore essenzialmente spirituale. il messia dalla duplice figura della prima edizione dell’Apocalisse. a quella prima edizione che nel 69 n. Schierandosi apertamente contro i rivoluzionari. Per comprendere come la corrente religiosa riuscí a costruirsi un salvatore essenzialmente spirituale. La cosa migliore per 92 . Come conseguenza. come una legione straniera. per quella legge del Pentateuco che concedeva il perdono all’omicida se nell’azione non c’era stata premeditazione: colui che colpisce a morte causando la morte è messo a morte. di cui loro stessi avevano fatto parte. potesse realmente assumere il ruolo di un messia umanizzato. consolazione agli afflitti e protezione ai latitanti con quel battesimo che permetteva di cambiare nome. spogliato della sua natura umana di guerriero conduttore di eserciti. provenienti dalla feccia peggiore del mondo “pagano”. messa da parte ogni diffidenza che nel passato li aveva resi cauti ad accettare proseliti. inseguiti dagli «angeli della luce». avevano concesso. se risultò positiva per il numero dei proseliti che riuscí ad attirare. cosí questa politica di espansionismo. e garantire agli uomini di buona volontà. stava realizzando il sincretismo nel dio Mithra. il conduttore di eserciti capace delle stragi piú efferate. composti da giudei e da convertiti di origine “pagana”. Forti di questo appoggio che i romani. aprirono con tanta facilità le porte a quanti volevano far parte delle loro comunità da ammettere. che le comunità dettero la definizione teologica al loro salvatore. riuscirono cosí bene nell’intento che avevano di apparire pacifisti.gi del Pentateuco come base della loro vita sociale. per giustificare come il loro messia. continuando a considerarli comunque sempre degli ebrei. cioè in un lògos che avrebbe svolto la sua missione sulla terra.

[… Il] drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. cosí misterioso e confuso nella sua entità che la stessa Chiesa. già nato sulla terra come uomo. giunse fino al vegliardo [dio] e fu presentato a lui. vediamo ora quale fu quello a cui ricorse la corrente religiosa per rendere il loro messia di nuovo un predicatore essenzialmente spirituale. che la donna passa nel rifugio. 93 . In sintesi. Insomma. Nel frattempo erano passati due secoli e la situazione nel mondo delle religioni aveva avuto dei forti mutamenti. dove era rimasto in attesa di ridiscendere come loro condottiero]. 12). le dieci corna sono i dieci re che facevano parte della coalizione alleata a Roma – cfr.dimostrare come riuscirono a dare un corpo umano al loro messia attraverso questo plagio è di riportare il passo dell’Apocalisse che lo riguarda (cap. trovandosi dopo la guerra del 70 di fronte un mazdeismo che. Caligola. da parte sua. in un’altra ritiene possibile che sia stato invece un giudeo che. nazioni e lingue lo servivano. Fu per questa convinzione che.260 giorni [questi 1. gloria e regno. Tiberio. Era incinta e gridava le sue doglie [l’imminenza del parto esprime la certezza che avevano i giudei sulla prossimità dell’avvento del messia annunciato dal profeta Giacobbe]. divenuto religione di Stato. ecco apparire. come lo sono tutti gli altri della Bibbia – appare. 17-9. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso con sette teste e dieci corna [questo drago simboleggia Roma che si oppone alla realizzazione del loro programma. destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro [scettro di Davide] e il suo figlio fu subito rapito verso dio e verso il suo trono [la convinzione dei giudei è che il messia. tutti i popoli. uno. riscosse grande successo presso la corte di Babilonia per le capacità di interpretare i sogni del re. Se questo fu l’espediente che il partito nazionalista giudaico usò per dare al messia guerriero una natura umana. attraverso questa spiegazione. non sapendo spiegare chi fosse. nonostante le cose si fossero messe male in seguito all’intervento di Tito. li avrebbe presto divorati. e il suo regno è tale che non sarà mai distrutto. decisero di annunciare che i tempi dell’attesa si erano compiuti e che il messia sarebbe presto disceso sulla terra per dare a ciascuno la giusta retribuzione. tra le tanti visioni che la Bibbia attribuiva a questo Daniele ce n’era una che si esprimeva cosí: guardando ancora nelle visioni notturne. durante gli ultimi sei mesi che passarono assediati dentro Gerusalemme. della comunità di Alessandria. Giunti cosí. era risalito in cielo. risalito in cielo con il corpo che aveva assunto nascendo sulla terra. in un’ultimo attimo di speranza elessero.260 giorni. infatti. cioè in un futuro senza scadenza. non potendo svolgere la sua missione poiché Roma che glielo impediva. a dimostrare la parte umana del loro messia. risolsero il problema ricorrendo a una visione che aveva avuto un certo profeta Daniele – la cui persona appare cosí oscura da risultare una favola nella favola. Essa partorí un figlio maschio. Il profeta Daniele – certamente un personaggio immaginario. sulle nubi del cielo. Nel cielo apparve una donna [simbolicamente rappresenta il mondo giudaico] vestita di sole. Menahem re d’Israele. Claudio e Nerone. simile a un figlio di uomo. possiamo riassumere il tutto in un quadro che vede i rivoluzionari ritirarsi nel deserto per preparare quella rivolta che stanno combattendo contro Roma. che sosteneva un lògos privo di natura umana. Ap. Giulio Cesare. Ottaviano Augusto. mentre in una versione dice che potrebbe essere stato un personaggio di origine fenicia vissuto in un’epoca compresa tra il diluvio e Giacobbe (lasso di tempo comprendente 600 anni). Ma come sostenere che il loro messia – a differenza dei sotères “pagani” che si erano incarnati – avrebbe potuto svolgere la sua missione di predicatore senza diventare un uomo? Prendendo allora come base il concetto del filosofo Filone. il suo potere è un potere eterno che non tramonta mai. 12]. rimaneva in attesa di scendere come uomo per mettersi alla testa del loro esercito. deportato da Nabucodonosor. Se prima della rivolta dei maccabei avevano basato il loro concetto messianico su un avvento che si sarebbe realizzato in un futuro di là da venire. con la luna sotto i piedi e sul capo una corona di dodici stelle [sono le dodici tribú d’Israele]. La donna invece fuggí nel deserto dove dio le aveva preparato un rifugio perché fosse nutrita per 1. rappresentano quel periodo di attesa di quaranta anni che i rivoluzionari esseni sostennero nel deserto dell’Engaddi per preparare quella guerra che stavano combattendo contro Roma]. intanto che il messia. le sette teste si riferiscono ai sette colli su cui è edificata Roma e ai sette imperatori che si succedettero nell’era messianica. per farla breve. cercando di sopprimere il loro messia. come lo era prima che si unissero alla rivolta dei maccabei. seguitarono a combattere. cioè Pompeo. nella certezza che da un giorno all’altro sarebbe uscito fuori il condottiero che li avrebbe portati alla vittoria finale. che gli diede potere.

né lamenti. Le stragi terrene. la nuova Gerusalemme. la stella radiosa del mattino». pronta come una sposa adorna per il suo sposo. da dio. gli immorali. E ancora in un altro passo: in mezzo alla piazza di Gerusalemme [la piazza dove precedentemente vegetava solo odio e vendetta] ora c’è un albero di vita che dà dodici raccolti [le tribú d’Israele] e produce frutti ogni mese. Dio dimorerà tra gli uomini e tergerà ogni lacrima dai loro occhi. Vidi anche la città santa. si tramutarono. il tempo in cui si verificheranno queste cose è vicino [si rimarchi che nel 95 n. che. secondo la religione avestica. come avveniva nel culto dei misteri. Le foglie dell’albero servono a guarire le nazioni. se lo aveva detto Daniele in qualità di profeta. in una punizione eterna dopo la morte: ma per i vili e gli abietti. Una voce potente uscí dal trono: «ecco la dimora di dio. Poi il messia mi disse: «ecco. ma come «uno» che dell’uomo avrebbe preso soltanto le parvenze. essa dava comunque la possibilità agli esseni spiritualisti di poter sostenere due cose: la prima.. dipendendo da esso tutti quei contrasti gnostici che. Cambiato cosí il messia guerriero e rivoluzionario in salvatore spirituale. e. che egli avrebbe potuto svolgere la sua missione sulla terra. Dunque. traendo la sua origine dalla volontà di dio. fu trasfigurata in una città santa: vidi un nuovo cielo e una terra nuova. ma come «uno.. procedeva da Aura Mazda. apportatore di pace e di benessere. Non vi sarà piú maledizione. si sarebbe presentato agli uomini non come uomo. da capitale dell’odio e della vendetta.. simile a figlio di uomo». a praticare la teofagia. quel messia che dio avrebbe inviato sulla terra per costituire un regno eterno. e dal momento che i profeti parlano per ispirazione divina. e. meno che il sacramento dell’eucarestia. gl’increduli e gli omicidi. come a- 94 . Ma. Se riprendo a parlare del lògos che gli esseni trassero dalla visione di Daniele. Io verrò presto e porterò con me il mio salario per rendere a ciascuno secondo le sue opere. prendendo dell’uomo soltanto le apparenze. Gli esseni ripresero tutto dalle religioni “pagane”. non poteva essere che cosí: il loro messia. Io sono la radice della stirpe dí Davide.Anche se sono molti coloro che sostengono che questa visione fu aggiunta nella Bibbia dopo il 70. la seconda. daranno origine alla figura di Gesú. essendo una conseguenza dell’incarnazione. 2) Evitare quel sacramento dell’eucarestia che li avrebbe costretti. la radice dell’atavico odio ebreo verso il resto del mondo era rimasta in loro inalterata. il quale. assicurando l’imminente arrivo di un salvatore apportatore di una nuova età di benessere. lo faccio perché è di particolare importanza conoscerlo bene. dal momento che il profeta Daniele aveva dichiarato di averlo visto nella sua visione non come un uomo. Fu cosí che gli esseni. avrebbe potuto portare i romani a diffidare di loro. previste nella prima Apocalisse. sopratutto da quella mithraica. né lutti. Saranno divorati da un fuoco che scenderà dal cielo e quindi gettati insieme al demonio che li aveva sedotti nello stagno di zolfo e di fuoco dove già si trovano la bestia [Roma] e il falso profeta [Mithra]. gli idolatri e tutti i mentitori è riservato lo stagno ardente di fuoco e di zolfo. che invece si limitarono a imitare attraverso quel rito che si riduceva a una semplice benedizione del pane e del vino rosso dolce da parte del sacerdote prima della consumazione dei pasti. che il loro messia. I motivi per i quali nel 95 gli esseni spiritualisti respinsero il concetto di un lògos dalla natura umana furono principalmente due: 1) evitare ogni analogia con il partito rivoluzionario che. né affanni [riferimento alle stragi previste dalla prima Apocalisse] perché le cose di prima sono passate» . di conseguenza trasformarono in un nuovo programma pacifico tutto ciò che nell’Apocalisse del 69 costituiva invece un piano di distruzione e di violenza. concepito un lògos prettamente spirituale. poiché il lupo perde il pelo ma non il vizio. nella seconda. veniva eguagliato a Mithra. io verrò presto. generatisi in seguito. per quanto cercassero di apparire pacifici e miti. il messia non è ancora arrivato]. n. sostenendo come messia un uomo guerriero. non vi sarà piú la morte. compresa Gerusalemme che. entrarono nel II sec. scendere dal cielo. perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c’era piú [si riferisce al mare di sangue della prima edizione].

Coloro che si opposero furono. per quanto l’una e l’altra corrente potessero difendere le loro ragioni. questo problema. dicendo loro di non lasciarsi tentare dai nicolaidi − che erano i seguaci di un certo Nicola di origine “pagana” −. in realtà. come era da prevedersi. dal momento che lo aveva predetto il profeta Isaia: egli [il messia]. come si rivolgono ai membri dell’ekklesía di Efeso. quali quelle di Sardi. dicendo che non era stata altro che una punizione inflitta da dio. Ma purtroppo non tutti gli appartenenti alle comunità essene si mostrarono disposti a seguire questa teoria. Ma come era stato possibile che non lo avessero rilevato? Come era potuto accadere che non si fossero accorti che il messia era stato in mezzo a loro? E a quest’altra ennesima domanda che posero gli avversari nelle loro critiche. lo risolsero dando la colpa a se stessi. Cosí. cercarono di imporre ai giudei un messia secondo i concetti dei culti dei misteri. però. la figura di un messia che. dichiaratasi profetessa. In questo capitolo i redattori. ciò era dipeso semplicemente dal fatto che erano stati loro a non averlo riconosciuto quando era venuto. sarebbe stato come combattere la realtà di un fatto compiuto con l’astrattismo di una promessa. mentre. che sostenevano l’incarnazione. quella che difendeva il messia spirituale e quella che lo voleva umanizzato. Impregnati come erano dei principi “pagani”. Come giustificare. decisero di costruirsi. in realtà. dicendo che se. Ma. dopo essere passato tra gli uomini in maniera cosí umile e modesta nelle parvenze da non essere rimarcato da alcuno. sia la “spiritualista” che la “materialista”. cioè da quello che oggi figura essere il secondo. se avessero continuato a lottare contro un sincretismo sostenuto da religioni che promettevano la vita eterna attraverso la garanzia di sotères che avevano già effettuato la loro missione. seguirà i suoi carnefici silenzioso e docile come un agnello che viene condotto al mattatoio. diffidando di quegli infiltrati che si facevano passare per giudei. ciascuna per proprio conto. erano dei sostenitori della dottrina “pagana” di Baal (Ap. quando le altre religioni offrivano ai loro seguaci sotères che si erano già realizzati. 2). che negava la materializzazione del messia. che sostenevano un messia materializzato secondo i culti dei misteri. Indirizzandosi poi alle altre comunità. le due fazioni. fosse già disceso sulla terra. la figura di un messia già esistito. mettono in guardia gli esseni di razza ebrea dalle influenze che avrebbero potuto ricevere da parte dei “pagani” convertiti. appunto per non aver riconosciuto il salvatore che egli aveva inviato. fino allora l’avevano aspettato. cosí avrebbe castigato con un’eternità di dolore i suoi nemici. entrambe furono costrette a riconoscere che non avrebbero mai potuto ottenere un successo risolutivo sulle masse finché si fossero presentate a esse con un messia che doveva ancora venire. 95 . rivolgendosi alle sette ekklesíe greche per ribadire il concetto del messia spirituale. Filadelfia e Laodicea. E come dimostrazione portarono la sconfitta nella guerra del 70. sosteneva un messia incarnato a imitazione dei sotères “pagani”. come i sotères “pagani”. lo stesso caso che precedentemente aveva portato i giudei a credere che la sconfitta dell’esercito giudaico da parte del re Areta fosse dipesa da una punizione inviata da dio in seguito all’uccisione di Giovanni Battista voluta da Erode Antipa. Giunti cosí alla conclusione che.vrebbe ricompensato con una beatitudine eterna i suoi seguaci. i teologi esseni risposero che ciò era avvenuto perché cosí era stato stabilito che fosse. Si ripeté. quei “pagani” che gli esseni avevano accolto nelle loro comunità. che potrebbe apparire insolubile alla ragione e al buon senso. con un messia che doveva ancora scendere sulla terra. i redattori dell’Apocalisse altrettanto incitano l’ekklesía di Pergamo di non ascoltare una certa convertita di nome Iezabele la quale. gettandoli in uno stagno di fuoco e di zolfo. Che ci fossero già delle discordie su questo argomento in seno alle ekklesíe essene sin da prima che uscisse la seconda edizione dell’Apocalisse. viene confermato da uno di quei quattro capitoli che furono aggiunti nel 95. ne esortano i seguaci esseni di origine israelita a rimanere fedeli al loro lògos spirituale. Come conseguenza di questo contrasto si formarono in seno alle comunità due correnti. se fino allora avevano sostenuto che doveva ancora venire? Ebbene. come presentare al mondo.

Mosé e tutti quegli altri eroi della Bibbia. Ma se anche costui in seguito fu messo in disparte. li modificavano per metterli insieme. mentre li selezionavano. furono però tutti d’accordo nell’escludere dai fatti riportati dalla tradizione quelli che contenevano un qualsiasi riferimento rivoluzionario perché. per sostenere l’irrazionale. oltre che dal fatto che la sua morte. decisero di concretizzare quel loro messia passato sulla terra come l’uomo invisibile. E io li immagino alla ricerca dei fatti riportati dalla memoria popolare. dove eu sta per «buona» e angelos per «novella». Codici. Abramo. Che Giovanni Battista sia stato inizialmente scelto per divenire il messia esseno. come incastonatori che accuratamente scelgono gli elementi per il loro mosaico. ciascuna delle maggiori 96 . Basti dire che se si fossero realizzati tutti i Cristi confezionati dalle elaborazioni delle varie ekklesíe. quale era Erode Antipa. In questa discordanza. riferiti all’era messianica. situati in epoche lontane di secoli. era passato tra loro inosservato. oltre che confusi e contrastanti fra loro. fatti e aneddoti che piú si presentavano deformati e piú si prestavano al raggiungimento del loro obiettivo. Seguendo cosí questo sistema di montaggio di fatti. ancora una volta. dandogli un corpo attraverso quei fatti che. oltre che a essere provato dal Vangelo di Luca (basta leggerne il primo capitolo con attenzione per comprenderlo). e. da venturo come era stato fino allora a persona che era esistita. ciò dipese. che chiamavano cosí i libri che raccontavano la vita dei loro sotères quali predicatori annuncianti la loro dottrina. avrebbero permesso di costruire una figura emblematica di predicatore sul quale avrebbero potuto trasferire quel messia anonimo che. Giunti cosí alla conclusione che non potevano utilizzare nessuno di questi due sistemi. apparvero spesso cosí assurdi nelle loro affermazioni da risultare addirittura ridicoli. che vedeva ogni Vangelo sostenere un proprio messia. ci viene confermato anche dal fatto che in Turchia esiste tuttora una setta che lo sostiene e lo venera come l’unico e vero messia inviato da dio. quella dottrina che ogni religione dichiarava essere quella giusta. potevano sfuggire a ogni contestazione mossa dalla memoria. Fu in seguito a questa decisione che gli esseni cominciarono a raccogliere tutti quegli avvenimenti che. non potevano essere presentati come pecore che seguono docilmente i carnefici al mattatoio. che. avrebbero attirato su di loro l’ostilità dei romani. che erano stati tutti uccisi dai loro avversari nella qualità di rappresentanti delle forze del male. quali Atti. secondo Isaia. attribuendogli fatti e aneddoti del tutto immaginari. si nega alla ragione la possibilità di dimostrare l’inesistenza dell’inesistente. perché. Scartati i personaggi che avevano dato vita all’era messianica. essendo l’unico che veniva ricordato come predicatore della buona novella. in parte riportati dalla tradizione e in parte sostenuti dalla fantasia popolare. non potendosi dimostrare il contrario. come capi rivoluzionari. come Giuda il galileo e suo figlio Menahem. ai quali dettero i nomi piú vari.) Giustificato cosí il mutamento del loro messia. puntarono inizialmente su Giovanni Battista. Non potendo cosí trasferire il loro fantasma su un personaggio realmente esistito.) I primi tentativi per ricostruire la figura di un messia già esistito.(Si rimarchi come. ciò dipese esclusivamente dal fatto che il tempo trascorso dall’era messianica era stato troppo breve per permettere di imporre un personaggio del tutto immaginario – come in precedenza avevano fatto i loro ascendenti con Noè. a imitazione dei seguaci dei culti dei misteri. benché gli avessero dedicato un Vangelo. Giacobbe. i seguaci delle varie ekklesíe del Vicino oriente cominciarono a compilare opuscoli e libretti. oltre a contrastare con la figura di un predicatore pacifico. ora ne avremmo perlomeno qualche dozzina. venivano riportati dalla tradizione popolare. venga sfruttato quel principio per cui. essendo avvenuta dentro un carcere per ordine di un giudeo. Lettere. si misero alla ricerca di un qualcuno che avrebbe potuto dare un corpo a questo fantasma che sostenevano essere passato tra loro in quell’arco di tempo compreso tra l’anno 6 e l’anno 70 n. anche e sopratutto perché la tradizione gli negava una discendenza dalla stirpe di Davide. non appariva sufficientemente carismatica per competere con quelle dei sotères “pagani”. (Vangelo da eu angelos. Seguendo questo sistema. se non si inventarono un messia di sana pianta. compresi David e Salomone. che erano contro ogni movimento che potesse apparire sedizioso. prendendoli da un mucchio di pietruzze dalle forme e dai colori piú diversi. riferitesi all’era messianica. anche se in prevalenza usarono il nome di Vangeli.

Da questi Detti del signore un certo Marcione. sostenendo che ciò che esso conteneva era stato scritto o da testimoni oculari. dal momento che. le prove inconfutabili sulla non esistenza di Gesú. scritto nei primi anni del I sec. sapevano bene che fra tutti gli artefici dell’era messianica il solo che aveva svolto un ruolo di predicatore era soltanto lui. Ma. seguendo il sistema usato da tutti. che fino allora erano rimasti circoscritti nell’ambito delle ekklesíe in cui erano stati redatti. e. e. appare quanto mai ingenuo. si presentò cosí complessa da costringere i falsari a ricorrere agli imbrogli piú assurdi. il primo ad assumere una certa importanza fu quello di un certo Papia. ha riportato fatti che gli venivano dal popolo in maniera troppo superficiale. figlio di Giuda il Galileo. eliminando gli episodi piú assurdi. Ma il libriccino di Papia.000 rami.000 acini e ogni acino avrebbe dato 10. aggiungendone altri e dando a tutto l’insieme una successione cronologica che era stata ignorata da Papia. era stato presente ai fatti. Per confermare poi la veridicità di quanto aveva scritto. con il titolo di Detti del signore. o dai discepoli che li avevano sentiti raccontare direttamente. per quanto superficiale fosse. ogni tralcio si sarebbe piegato sotto il peso di 10. che possiamo assimilare a un innesto che permette di trasformare una pianta di prugne in un ciliegio. Costui raccolse tutti quei fatti che. un Vangelo di cui ognuna difendeva la veridicità. potendo attribuirsi alla vita di un predicatore. Ma prima di parlare di Giovanni il nazoreo e di come fu trasformato nel messia dei cristiani. Per quanto usassero la massima circospezione per realizzare la truffa. Avendo come scopo essenziale quello di farlo apparire come l’annunciatore di una nuova era basata sulla pace e sul benessere. come vedremo. Tra i primi tentativi fatti dalle ekklesíe del Vicino oriente per dimostrare l’esistenza di quel messia che era passato tra loro inosservato. dopo un successo iniziale. nell’anno 135 n. privo di ogni senso di critica. nella consapevolezza della falsificazione che stavano eseguendo. gli avrebbero permesso di ricostruire la figura di quel signore la cui esistenza veniva affermata dal profeta Isaia. Questo libriccino. Perciò. appartenendo egli alla corrente spiritualista. Questi Detti del signore. che cosí si espresse su di essi: Papia. furono decisamente respinti dalla comunità di Roma. sopprimendo ogni forma carnale che poteva trasparire nel Vangelo di Papia. attraverso la compilazione dei vari Vangeli che furono redatti per darsi un salvatore realizzato. privati del nome di colui che li aveva determinati. Per dare un’idea del contenuto di questo Vangelo cito un passo che mi appare particolarmente significativo per comprendere in quale mondo navigassero i compilatori dei Vangeli: in una predica il signore aveva promesso che presto sarebbero cresciute vigne di 10. tutte le comunità essene fecero sparire il nome di Giovanni dai loro Vangeli. ne trasse uno proprio. filosofo esseno della comunità di Sinopoli. Nella sua convinzione che il Cristo disceso sulla terra avesse assunto soltanto le parven97 . potessero risultare attribuibili ad altro artefice. in Asia Minore. come lo erano i sotères “pagani”. fu portato da Papia alla comunità essena di Roma (che nel frattempo aveva assunto un ruolo di preminenza).000 litri di vino. gli errori e le contraddizioni che commisero nel redigere i Vangeli furono cosí grossolani da offrirci essi stessi. come apostolo del signore. a Ieropoli. cioè a quel messia che era passato tra loro inosservato. Papia asseriva. che ciò che aveva riportato nel suo Vangelo gli era stato riferito da persone molto anziane che in gioventú le avevano sentite raccontare da un certo Giovanni che. Pensare che costoro non avessero già orientato la loro scelta su Giovanni il nazoreo. Questa sostituzione di persona. Papia selezionò in prevalenza quegli aneddoti che si riferivano a un’abbondanza di benefici piú terrestri che celesti. capo della comunità essena di Ieropoli in Frigia. soffermiamoci a esaminare la storia cristologica in generale. n. per costruire il loro messia. costruí la figura del signore essenzialmente in chiave mistica. ebbe però il merito di incoraggiare la diffusione dei Vangeli già scritti e la stesura di altri. ognuno dei quali avrebbe portato 10.comunità del Vicino oriente si ritrovò con un suo proprio Vangelo. quali esseni. ebbe comunque il grande merito di dare il via alla divulgazione degli altri Vangeli. Anche se in realtà si trattava di una raccolta di banalità e luoghi comuni.000 tralci. in maniera che i fatti da essi riportati.000 grappoli formato ognuno di 10.

il quale aveva conosciuto personalmente Simone e Giacomo. fra tutti i Cristi che venivano predicati dai vari Vangeli. assumendo le sembianze di un uomo di trent’anni. 12). come vedremo. compresa la Chiesa. Visita che Marcione si era inventato per poter difendere. viene dal fatto che esse affermano. dove era disceso direttamente dal cielo. per i motivi precedentemente detti. se sono riusciti a trasportare in volo. soltanto il suo era il vero (I Cor. vennero alla ribalta le figure di Paolo di Tarso e di Luca. e il secondo da un certo Luca. trova la sua prima conferma nel fatto che essi. attraverso i concetti che fece esprimere a Paolo di Tarso in una discussione con Simone. di quel Luca al quale in seguito attribuirono uno dei quattro Vangeli canonici che. per la prima volta. riportato nel Vangelo di Marcione e negli Atti degli apostoli. che aveva fatto alla comunità di Gerusalemme. che Marcione aveva portato da Sinopoli. correzioni e censure. si può comunque desumere che sia di costituzione piuttosto robusta. Marcione. da Betlemme a Loreto. come vedremo. ha saputo mai spiegare di che natura sia fatto il corpo degli angeli. furono invece scritti da lui stesso e che. furono aggiunte in seguito dai falsari per l’obbligo che veniva loro di dover continuamente rettificare i concetti di una religione che si stava formando. che. che Paolo di Tarso si era incontrato con Simone e Giacomo in una visita. in realtà mai avvenuta. per renderli credibili nel loro contenuto. sostenuta dalla critica laica.. nell’anno 145 n.) Marcione nel suo Vangelo diceva che il suo messia aveva iniziato la missione di predicatore dalla città di Cafarnao.000 sesterzi) uscí nell’anno 145 n. come nel suo Vangelo. ma simile a quello degli angeli (!?!). 98 . un messia che dell’uomo aveva preso soltanto le apparenze: Giacomo e Simone non meritano alcuna fiducia perché non sono dei veri apostoli. morto crocefisso. non sono che il prodotto di aggiunte. la quale sosteneva invece un messia umanizzato. Ma tutti gli esegeti − si intende quelli seri − sono d’accordo sul fatto che sia gli Atti degli apostoli.ze umane. Attraverso questo litigio tra Paolo di Tarso e Simone Pietro. sia le dieci Lettere. videro la luce soltanto dopo il 160 n. quali quello di Apollo di Alessandria e quello di Simone Cefa. che vuole che le prime dieci Lettere e la prima edizione degli Atti degli apostoli siano state scritte da Marcione. perché sarebbe stato vergognoso per un dio provenire da carne peccatrice. affermava l’incarnazione del Cristo. I. 13). il suo Cristo spirituale. che ne fanno un’antologia di incoerenze tali da renderli. (Anche se nessuno. e. L’affermazione. sempre in quelle dieci Lettere portate da Sinopoli. risultavano fino a quel momento disconosciuti da tutti. si serví ancora di Paolo di Tarso come suo portavoce per fargli dire. accettato dalla comunità di Roma (anche perché aveva ricevuto da Marcione 200. ma spesso addirittura ridicoli. Marcione concludeva il suo Vangelo affermando che. ma degli attivisti imbroglioni che predicano un falso Cristo (II Cor. Comunque un cosa è certa: tutte le altre Lettere. e. avrebbe cessato di essere dio. (Tutti i testi che furono scritti in quel periodo. 11. Questo Vangelo. che era stato a sua volta discepolo della stesso Paolo di Tarso. e le altre comunità spiritualiste del Vicino oriente. come tante altre pagine dai significati contraddittori che troviamo in queste e negli Atti degli apostoli. la casa della madonna. per quanto li avesse dichiarati presenti ai fatti messianici. non soddisfatto ancora di questa discussione – che si era inventata per imporre il suo Cristo spirituale su quello materializzato sostenuto dalla comunità di Gerusalemme –. affermando che le prime gli erano state consegnate da un certo Paolo di Tarso. oltre a esprimere i medesimi concetti del suo Vangelo ed essere scritti con lo stesso stile. medico siriano della comunità di Antiochia. che veniva contestato dalla comunità di Gerusalemme. riportavano anche gli stessi particolari. possiamo renderci conto della discordanza esistente tra la comunità di Gerusalemme che. Il Cristo di Marcione non aveva un corpo umano. li aveva attribuiti a questi personaggi che. cioè le quattro in piú che risultano nei testi sacri attuali. quale testimone dei fatti. se si fosse umanizzato. insieme a dieci Lettere e a un libriccino dal titolo Atti degli apostoli. non solo inattendibili.) Un’ulteriore prova confermante che le prime dieci Lettere attribuite da Marcione a Paolo di Tarso erano state scritte da lui. e. che invece affermavano. Fu cosí che. capi della comunità di Gerusalemme e fratelli del signore. compresi i quattro Vangeli ufficiali – canonici –.

che umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce» (Fil. dopo Marcione. oppure incarnandosi. 2-6. 8). non essendo mai sceso sulla terra. che falsamente affermano di averlo ricevuto da un Cristo fattosi uomo (Gal. seguendo la sua natura ambiziosa. 1. 2) Il Paolo che sostiene il messia spirituale. senza però riportare alcun successo di particolare importanza. passò dal servizio dei romani. anche i piú fantastici. che nella Lettera ai galati dice che Cristo si è incarnato ed è morto sulla croce: «o stolti galati. Siccome io sono della convinzione che tutti i miti. e nessuno nella persona di ideologo e pensatore – tanto nessuno. 8 . oppure quello che afferma che Cristo ha preso dell’uomo soltanto le apparenze. 3) Il Paolo materialistico. sono certo che egli sia esistito quale personaggio storico in quell’individuo zoppo che. ci viene dal fatto che. hanno sempre una base di verità. È tutti nella parte di strumento usato dalle varie ideologie per sostenere i propri concetti. quanto per mettere in evidenza come la figura di Cristo fosse ancora cosí incerta e contraddittoria negli anni cinquanta del II sec. all’attivismo esseno come nazir. chi è in realtà questo Paolo di Tarso.Che la figura di Paolo di Tarso sia quella di un personaggio di comodo. Ma allora. egli è tutti e nello stesso tempo nessuno di questo tre. 2. 1. questa colonna portante del cristianesimo? È quello che sostiene il Cristo delle rivelazioni. n. ha svolto la missione trasmettendo la sua morale agli uomini attraverso le rivelazioni: «io vi dichiaro che il Vangelo che predico non è dell’uomo. 99 . Se mi sono soffermato ancora su Paolo di Tarso. o ancora colui che sostiene che si è incarnato ed è morto sulla croce? Ebbene. ma soltanto in forma apparente.testo greco). chi può avere offuscato cosí lo spirito proprio a voi ai cui occhi fu presentato al vivo Cristo crocefisso?» (Gal. poiché non è dall’uomo che l’ho ricevuto. da non sapere ancora se era rimasto in cielo. ma da una rivelazione come da una rivelazione lo hanno ricevuto Simone e Giacomo. intorno al quale si sono formati. che sono molti gli storici che sostengono che sia semplicemente un’invenzione di Marcione. svolgendo la sua missione attraverso le visioni. quale persecutore dei rivoluzionari. e. non l’ho fatto tanto per dimostrare ancora una volta che la sua figura reale è ben differente da quella che gli attribuisce la Chiesa. per volere degli «arconti» (l Cor. 11). se era sceso in terra prendendo dell’uomo soltanto le apparenze. che sostiene un Cristo che ha preso dell’uomo soltanto le forme ed è morto al palo (stauros). essa fu sfruttata dalle varie correnti che seguirono per esporre i loro concetti. il quale. Leggendo gli Atti degli apostoli e le Lettere rimarcheremo che di Paolo di Tarso ce ne sono tanti quante sono le tendenze religiose: 1) il Paolo di Marcione. 11) − e ancora ai filippesi: «abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo. un pur piccolo “nocciolo”.

e subito cadde morto. Vangelo degli ebioniti. dei copti. I genitori del ragazzo morto. non poteva avere né nascita né morte». furono presi da grande spavento e ti- 100 . Vangelo di Tommaso. n. di Tommaso. non puoi abitare con noi nel villaggio. di Nicodemo. ciò fu possibile perché in ebraico la parola «spirito» è di genere femminile. Negando a Cristo una nascita terrestre. Si affermavano tre Cristi differenti: 1) morto al palo per opera degli «arconti». perché sarebbe stato vergognoso per un dio provenire da carne peccatrice. assimilato al grande sacerdote Melchisedec. Come è da immaginarsi. Atti e Detti. Coloro che videro questo. compreso Giuda il traditore. ma il tutto è cosí complicato che anche se ci riuscissi voi non potreste capirlo» [. oltre che inutile. Alcuni vedendo questo fatto dissero: «chi è questo ragazzo. tra i quali quello di evitare ogni riferimento agli atti rivoluzionari. Gesú irritato. Cristo. ci odiano e ci perseguitano». veniva dichiarato «senza padre né madre e senza genealogia poiché la sua natura.I VANGELI CANONICI In seguito alla decisione che presero gli esseni di costruirsi un messia già esistito da contrapporre ai sotères “pagani”. e. di Maria. Vangelo degli ebrei.. nel quale viene sostenuto che lo spirito santo non era la madre del messia. Lettera di Giuda. Gesú gli rispose: «io so che queste tue parole non sono tue. di Giacomo e di tutti gli altri apostoli. Poiché citarli tutti sarebbe troppo lungo. dei nazorei. essendo eterna. che ebbe anche lui il suo. In questo Vangelo. Vangelo di Marcione. lo ammoní dicendogli: «perché fai tali cose? Costoro ne soffrono. usciti sotto i titoli di Vangeli. se si parla della sua infanzia è per dimostrare che sin da fanciullo compiva prodigi: […] Gesú camminava attraverso il villaggio. la paternità e la natura del Cristo risultano cosí complicate che lo stesso autore conclude la sua spiegazione dicendo: «potrei aggiungere altre parole per spiegare la natura di Cristo. Affermava che il salvatore era stato generato da dio quello stesso giorno in cui cominciò la sua missione che coincise con il battesimo che ricevette da Giovanni Battista: mentre Giovanni Battista lo battezzava si udí venire dal cielo una voce tonante che diceva: «tu sei il mio figlio amato che oggi ho generato». degli ebrei. mi limiterò a riferire soltanto i nomi di alcuni di essi: Vangelo degli ebioniti. alla metà del II sec. tuttavia starò zitto per amore tuo. pur non specificando come il messia sia nato. gli disse: «non percorrerai tutta la strada!». E subito i suoi accusatori divennero ciechi. Come prova di questa maternità veniva riportata nel Vangelo una frase che lo stesso Cristo aveva rivolto ai suoi discepoli: «mia madre è lo spirito santo che mi prese per i capelli e mi portò sul monte Tabor».. altroché se lo abbiamo capito!]. Se in questo Vangelo si attribuiva la maternità del messia allo Spinto santo. lo rimproverarono dicendogli: «tu che hai un tale figlio. quando un ragazzo andò ad urtare contro la sua spalla. Lettera agli ebrei. i Vangeli che vennero fuori furono cosí numerosi che.. Vangelo di Alcazai. se ne contarono piú di sessanta. di Gamaliele. non solo risultarono differenti tra loro negli episodi che venivano riferiti al salvatore. ma quelli riceveranno la loro punizione». che ogni sua parola sí avvera?». ma bensí la sorella. In questa lettera si diceva che Cristo era la reincarnazione di Mosè. andati da Giuseppe. di Arudel. Lettere. 2) morto in croce come uomo. questi libri. Egli infatti fa morire i nostri ragazzi». In questo Vangelo. 3) aveva svolto la missione comunicando la sua morale dal cielo attraverso le rivelazioni. Arabo. sosteneva che aveva compiuto la sua missione sulla terra scendendo direttamente dal cielo su Cafarnao in età già adulta e prendendo dell’uomo soltanto le sembianze. per quanto volessero raggiungere lo stesso scopo nel rispetto degli stessi canoni. di Hereford. di Pietro. ma anche in ciò che riguardava la sua natura e la sua origine. Giuseppe. chiamato in disparte Gesú. Atti degli apostoli.

oltre alla confusione che regnava sulla natura del loro Cristo. che in una sua opera criticava i sistemi di falsificazione usati dai cristiani.tubanti presero a dire. sugli aneliti umani tesi a comprendere i misteri divini. av. alla peggio. avente come fine la conoscenza dei misteri di dio e della sua creazione. quando. quello che risulta è che alla metà del secondo secolo. e. pur traendo origine dal padre. Siccome i nomi piú usati furono quelli degli apostoli. ma mai con il nome di Gesú. che invece è sog101 . Molti di questi gnostici. dottrina filosofica religiosa che si ritiene superiore a quella normalmente seguita dai semplici credenti). di siriane ed egizie. Se questo nome lo troviamo riportato negli scritti precedenti a questa data. secolo contraffecero i documenti. n. disse che li aveva appresi da un certo Theudas (Taddeo) che. e il mondo materiale. opportunamente adattate. che li avevano concepiti. che ogni parola che egli pronunciava si trasformava in miracolo. e. av. tanto risultavano assurdi. dal momento che le loro affermazioni erano prive di raziocinio. a sua volta. dice uno storico francese. Giuseppe gli prese l’orecchio e glielo tirò forte. Per avere le profezie di cui aveva bisogno. Ce ne furono di popolari e di teologiche. che avevano contattato chi era stato con lui. nel libro Contra Cœlsum.. Vedendo che Gesú aveva reso cieche quelle persone. nel IV e V n. tra le quali quella che diceva che Cristo era morto «secondo il rito». ricorsero al sistema di far dipendere i loro Vangeli da fonti originali.. sorsero diverse scuole. e di individuali. cioè da personaggi che avevano conosciuto direttamente il salvatore o. Dalle varie correnti che sostennero questa forma filosofica. il quale. «salvatore». cosí anche gli altri gnostici. Non mi molestare!» [ho riportato questo passo sopratutto per dimostrare il livello intellettuale dei costruttori del cristianesimo]. per dimostrarne la veridicità. era una “sciccheria”. poi. tra cui quelle di Valentino. e. Tralasciando tutte le altre versioni che furono affermate dai diversi Vangeli. del quale era stato giovane discepolo negli anni intorno al 70. che Origene scrisse per confutare Celso. dal momento che ogni comunità essena – tra le quali primeggiavano per fantasia quelle di Antiochia e di Damasco – se ne era costruito uno tutto differente da quelli delle altre. per dimostrare che ciò che scrivevano era vero. e. cioè come l’agnello che veniva fissato su due bacchette incrociate a forma di X. li aveva tratti da una documentazione risalente al IX sec. dicendo di averli trovati in un libro che era stato scritto da un anonimo del V sec. a proposito di Gesú. gli stesori dei Vangeli dimostrano di essere ancora ben lontani dall’attribuire la sua maternità a quella vergine che sarà chiamata Maria. Colui che abusò piú di ogni altro di questo trucco fu Valentino. Immaginiamoci ora di vivere in quell’epoca e di dover scegliere il nostro Cristo. spinse l’ardire fino al punto di fornirsele lui stesso inventandosi dei Canti che osò attribuire a Salomone. trasformarono in profezie che le avevano preannunciate. Un’altra cosa importante da rimarcare è il fatto che tutti questi documenti si riferivano al loro personaggio con i piú vari appellativi. non esitarono a mettere in bocca a quegli analfabeti pescatori del lago di Tiberiade ragionamenti teologicamente cosí complessi che spesso neppure loro. e fantasiosi: dimostrazioni su come il lògos potesse essere senza principio. sulla forza liberatrice dal peccato del battesimo. ciò è dovuto esclusivamente dal fatto che i falsari lo misero al posto degli altri appellativi. ragionamenti sulla resurrezione e sull’“economia della salvezza”. ma sempre nel rispetto del loro principio che ne negava l’incarnazione. gli spiritualisti entrarono in una competizione teologica che li portò a concepire quelle teorie assurde e grottesche che presero il nome di gnosticismo (da gnosi. incontrato in età avanzata. Come Valentino ricorse al fantomatico Theudas. in una vera sciarada di sofismi. Carpocrate e Basilide. fecero dipendere le vicende del loro messia da frasi tratte dalla Bibbia che. sulla separazione esistente tra il mondo divino immutabile. gli altri fatti riguardanti l’esistenza del suo Cristo – cioè quelli che non aveva fatto dipendere dalle profezie –. Per ciò che riguardava. n. per dare credito a ciò che sostenevano. n. Nell’urgenza che ebbero di darsi un salvatore da opporre a Mithra. Ma Gesú sdegnato gli disse: «tu non hai agito in modo sensato. «signore» e rabbi. Il nome di Gesú apparirà la prima volta soltanto nel 180 n. di quale saremmo divenuti i seguaci. Fare lo gnostico a quel tempo. come fare il filosofo nel 1700. e. questi autori dei Vangeli del II sec. erano in grado di spiegare. gli aveva riferito tutto ciò che aveva sentito dire da Paolo di Tarso. nella sua essenza spirituale. quali «messia».

(Lo stesso ridicolo in cui cadde la Chiesa nel 1700 quando. Fu per rispondere a questo interrogativo che i costruttori dei Vangeli gnostici dettero la dimostrazione di come la teologia cada nel ridicolo quando. non sudava. privi come erano di tradizione religiosa. fu fortemente criticata dai loro oppositori che. che si spostavano nel cosmo a seconda dei bisogni. risalí in cielo insieme alla sorella saggezza. anche se rinnegata dagli uomini.) Valentino. avendo tutto tollerato. se nelle manifestazioni esteriori mangiava e beveva come un uomo. furono riscattati dal male attraverso l’intervento di un essere di rango molto elevato nelle gerarchie delle divinità positive che.) Gli gnostici esseni. Non defecava. affermando che soltanto il loro dio era quello perfettissimo e onnisciente. non essendo spiegabili con la logica e quindi incomprensibili dalla ragione. non orinava. per esempio. in realtà è il padre del demonio. paravento della follia. Questo creatore di rango inferiore. disperdendosi nel nulla. La pretesa su cui gli gnostici si basavano per sostenere la loro superiorità sulle altre religioni la traevano dal fatto che il loro Cristo.getto alla corruzione – e tante altre cretinate che. cercò di dimostrare l’esistenza di dio attraverso la ragione. quello ottimo e perfettissimo. poteva reggersi soltanto sotto un punto di vista puramente immaginario. che costituisce l’estremo opposto con le sue imperfezioni. per cui tra il vero dio. da contrapporre ai sotères “pagani” che invece si erano incarnati. scese dalle zone elevate del cielo verso quelle inferiori della terra per riscattare l’umanità dal male [cioè il loro Cristo]. sempre piú interessante quello della dea Kalí. cerca di renderle accettabili attraverso il ragionamento. Ma il mondo e l’uomo. di cui gli avversari li accusavano e per cui li deridevano. Ma il lògos non potendo morire perché immortale. pur di battere i loro avversari. per opporsi all’Illuminismo. come i Cristi di tutti gli altri Vangeli gnostici. come navette spaziali nel mondo della fantascienza. allora ottenevano la risoluzione rovesciando tutto dentro quel buco nero. anche se ardita. La sua missione fu ostacolata dal dio creatore del mondo. Il ragionamento che fecero gli gnostici per sostenere questa accusa fu il seguente: non può essere stato il vero dio. invece di imporre le proprie verità con il dogma. quello onnisciente. (Ma. nati cosí per un errore o per un atto di orgoglio. che è il dogma e il mistero. affermava nel suo Vangelo: [… il] salvatore. che “mangiava riso e cacava supplí”. che gli spiritualisti esseni cercarono di darsi una superiorità. E tutto questo per costruire un salvatore essenzialmente spirituale. quella virtú che. non produceva forfora. che per far fallire la sua missione fece del tutto per ucciderlo. a differenza degli altri salvatori. per dimostrare come il suo Cristo fosse potuto rimanere puro spirito pur essendosi comportato in tutto come un uomo. compiuta la sua missione. dal momento che avevano creato un mondo cosí imperfetto e malvagio. padre del demonio. Se poi anche costoro risultavano insufficienti per risolvere i problemi che si presentavano durante il percorso dei loro ragionamenti. non restituendo gli alimenti. non erano che divinità inferiori. chiesero come fosse stato possibile che un essere avesse potuto svolgere le funzioni umane senza incarnarsi. Praticamente il Cristo di Valentino. che lui aveva liberato dal male che la teneva prigioniera sulla terra. Questa affermazione che. a creare un mondo cosí difettoso e pieno di contraddizioni. mettendoli di fronte alla realtà dei fatti. per me rimarrà. comunque. perché tutto ciò che ingeriva si dissolveva nel suo corpo. per quanto questo metabolismo teologico possa affascinare. quei sotères dai quali avevano in realtà tutto ricopiato. o per errore o per orgoglio. aveva svolto la sua missione di predicatore rimanendo purissimo spirito. c’è tutta una gerarchia di divinità positive e negative. divenendo padrone di se stesso. furono costretti a inventarsi le teorie teologiche piú azzardate e paradossali per dare un carisma alla loro re102 . eseguí la creazione disobbedendo. mentre gli altri. Mangiava e beveva come un uomo ma in maniera particolarissima. venivano risolte con l’intervento di esseri immaginari quali gli «eoni» («angeli del bene») e gli «arconti» («angeli del male»). né si soffiava il naso. avendo comunque la possibilità di farlo. e il mondo creato. Per realizzare la salvezza si uní con la saggezza. era giunto al punto di continenza che il cibo che mangiava non si corrompeva nell’interno del suo corpo perché in lui non poteva esistere corruzione della materia. assumendo un ruolo di collegamento tra il vero dio e l’uomo. non può essere che un’entità di rango inferiore che. Fu per ovviare a questa accusa di plagio. nel suo privato non eseguiva i bisogni fisiologici. al dio altissimo [il loro dio]. quelli a cui i loro rivali attribuivano la creazione dell’universo. Il dio a cui le altre religioni attribuiscono la creazione di un mondo cosí iniquo. ancora esisteva sulla terra.

non possono essere che dei falsi. intitolato Atti di Pietro e Paolo. In un Vangelo attribuito a un certo Marcello. con imbrogli e raggiri. compresi quindi anche quelli riguardanti Nerone. come si è detto. in seguito a uno scisma che ci fu in seno al movimento spiritualista esseno. compresi quei proseliti che entrarono nelle comunità essene e che furono fatti passare per “pagani” che si convertivano al cristianesimo. dicendo che Marcello. n. non usava trucchi e imbrogli. compreso l’odio verso i romani quali loro persecutori. con le loro assurdità. i quali. Nel Vangelo si diceva che Nerone si infuriò tanto contro Pietro per ciò che aveva fatto a Simone il mago. quale discepolo di Pietro. veniva asserito che Pietro e Simon mago furono invitati da Nerone. in confronti basati su trasformazioni di bastoni in serpenti. Tutta l’impostura della Chiesa è stata imperniata sulla deformazione dei fatti attraverso falsi documenti tendenti a far passare gli esseni per cristiani. Se la morte di Pietro fu attribuita in alcuni Vangeli a Nerone. Come conseguenza di questo ritorno alla magia. Si inventarono un incendio di Roma mai esistito e tante altre storielle che possono essere credute soltanto dai «poveri di spirito». bensí agiva per volere di dio. E infatti. sulla costruzione di fatti e di nomi inventati. È chiaro che tutti questi Vangeli. I combattimenti piú famosi riportati dagli scritti del tempo furono quelli sostenuti tra Simon Pietro e Simone il mago.ligione. per superare Pietro. perché molti dei loro proseliti furono indotti a cercare attraverso le pratiche occulte quella salvezza dopo la morte che gli gnostici avevano reso utopica e incomprensibile. risultavano anche piú garantisti per ciò che riguardava la resurrezione a una vita eterna. riferendosi a questo episodio. Comunque tutto apparirà piú chiaro quando dimostrerò che il cristianesimo ha cominciato la sua esistenza a partire dalla seconda metà del II sec. in cui viene detto che Nerone. su oggetti e corpi che rimanevano sospesi in aria. Ma. Il solo fatto che i preti disconoscano gli esseni dimostra la loro intenzionalità a trasformare in cristiano tutto ciò che apparteneva al mondo esseno: le ekklesíe. ricorrendo alla preghiera. da attivista nazir. Simone il mago. come ogni soverchio rompe il coperchio. le persecuzioni. Atti e Detti che riportavano fatti di cristiani avvenuti durante il periodo in cui esistevano gli esseni. che li accusavano di ricopiare tutto dal “paganesimo” e dall’ebraismo ortodosso. trovando inaffidabili le nuove teorie. a differenza di Simone il mago. perché gli dessero una prova delle loro capacità magiche. che lo condannò a morte. Per comprendere la truffa basti ricordare quello Stefano che da martire esseno fu trasformato in martire cristiano. basata sulle falsificazioni dei documenti esistenti. 103 . un effetto talmente negativo sulle masse dei loro seguaci da rischiare di demolire tutta l’impalcatura. Tra queste possiamo ricordare quel passo che aggiunsero negli Annali di Tacito. i martiri e tutto il resto. che. cominciarono a venire fuori quei Vangeli nei quali le vittorie del bene sul male venivano affidate a eroi che sostenevano la loro morale in qualità di maghi del bene che affrontavano i loro nemici. per potersi sostituire agli esseni. quel ridicolo passo. dal momento che in quell’epoca i cristiani ancora non esistevano. fece cadere il suo rivale che. per poter sostenere. di cui aveva tanto sentito parlare. che si dichiarava discepolo di Pietro. quella religione che stavano costruendo tra le critiche e la derisione dei loro oppositori. con i loro salvatori umanizzati. ciò dipese dal fatto che i cristiani. era stato presente al quel confronto. ritornarono sulla strada che avevano lasciato. dovettero appropriarsi di tutto ciò che era stato il loro mondo. ne garantiva l’autenticità. Questo movimento di ribellione ideologica in seno alle comunità essene fu incoraggiato in gran parte da quei “pagani” convertiti che. Dopo aver trasformato i propri bastoni in serpenti ed eseguito dimostrazioni di magia in maniera tale da risultare entrambi dello stesso valore. cosí le teorie gnostiche produssero. che fecero di Nerone il nemico dei cristiani. attraverso le sue persecuzioni. e su tante altre dimostrazioni appartenenti alle arti occulte di provenienza espressamente “pagana”. morí sul colpo. erano riusciti a mettere in piedi. Un altro libro. rappresentati da maghi del male. schiantatosi al suolo. che al suo tempo già esistevano. Ma siccome Pietro. la strada che li riportava alla magia e all’esoterismo dei culti dei misteri. e lo stesso Paolo di Tarso che. oltre a essere piú comprensibili nelle loro dottrine. una delle tante morti che furono attribuite a Simon Pietro fu fatta dipendere da una di queste sfide con il mago Simone. e. si sollevò da terra e cominciò a volteggiare in aria. Fu durante questa gigantesca opera di trasformazione. è stato trasfigurato in promulgatore del cristianesimo.

Marco e Luca.). tra i quali primeggia Eusebio di Cesarea (265-340). con l’uscita di questo Vangelo redatto dai “pagani” che si erano convertiti all’essenismo – cioè da quella crema di malfattori comuni. e lo storico Las Vergnas aggiunge ironicamente in proposito: «è un sistema che sembra piuttosto bizzarro. che avevano deciso di materializzare il loro messia come i sotères dei culti dei misteri. i quali furo104 . la veridicità dei fatti. essendo stato presentato in molti testi come apostolo del signore. originario della Campania (165-173 n. stando a tutte le stupidaggini riportate dai libri sacri. Il primo vescovo eletto dalla comunità di Roma fu un certo Sotero. scrive Renan. che dette origine a una nuova corrente religiosa. Pur di opporsi al sincretismo “pagano”. determinò nelle comunità essene una scissione fra i seguaci. che vivevano ancora nell’attesa del messia davidico –. appesti l’aria. scoppietti. che fino allora gli avevano negato per sostenerla essenzialmente spirituale. la maggior parte dei capi esseni. critico cristologico. comportando l’istituzione dell’eucarestia. tutto avrebbero potuto accettare gli esseni di origine ebraica. per rifarsi una vita. meno che quella teofagia. piú di quanto avrebbe potuto farlo un autore il cui nome. come l’avevano i sotères “pagani”. tornando all’ebraismo ortodosso – rappresentato per lo piú dai farisei. delusi e barboni. avventurieri. Come conseguenza. falliti. che nell’elenco ufficiale dei papi occupa l’undicesimo posto. a cui fu dato il nome di «vescovo» (episcopus. gli esseni pragmatici e realisti decisero di attribuire al loro messia una figura umana di uomo incarnato. decisero di passare al concreto. carbonizzi. Cosí. e. Molto fumo e niente luce. Per sapere se un cristiano che brucia illumini veramente si dovrebbe tentare l’esperimento con due o tre frati cappuccini».) D’altronde. che per loro rappresentava quanto di piú sacrilego si potesse concepire nei riguardi di dio – quel dio che li avrebbe puniti con la morte se soltanto ne avessero pronunciato il nome. che rendeva il loro messia uguale ai sotères “pagani”. se in seguito fu attribuito a Matteo ciò dipese dal fatto che costui. presentò nell’anno 160 n. e inizialmente neocristiani − scrissero subito altri due Vangeli che attribuirono a fantomatici autori. compreso Simone Pietro (che mai venne a Roma). quelli di origine “pagana”. in quale altro modo si può parlare di Cristi. in qualità di testimone. la quale prese il nome di cristianesimo. è nella realtà storica il primo papa del cristianesimo. Questa umanizzazione. si organizzarono. selezionando i passi piú opportuni da tutti i Vangeli che erano stati precedentemente redatti. Messi cosí da parte i concetti teologici sostenuti da Valentino e dagli altri gnostici. («Questo sistema di bruciare per punire gli incendiari non fu mai usato come metodo di illuminazione». una parte. ricercati politici. che la comunità di Roma. dichiarati nemici da abbattere sia gli ebrei che i “pagani”. madonne e spiriti santi se non volgendo tutto in risata? Riprendendo l’argomento magia. capo della comunità). che. quali Carpocrate e Basilide. Io immagino che un cristiano che brucia. anche se spalmato di cera. Praticamente. risultava del tutto sconosciuto. mentre gli esseni di origine israelita si disperdevano. seguendo. ma rischiari molto poco. Questo primo Vangelo. impadronitisi delle ekklesíe. assunto il comando di questa nuova religione. seguendo canoni ben precisi e dandosi una gerarchia. si misero a costruire il loro Cristo-uomo. il primo Vangelo nel quale si riconosceva ufficialmente l’incarnazione di Cristo. Per dare maggior credito al Cristo che si erano costruito con il Vangelo di Matteo. ebbe inizio il cristianesimo. gli altri. compreso il pericolo di perdere i loro seguaci. poiché tutti gli altri che la Chiesa colloca come suoi predecessori. li usò come torce viventi per illuminare di notte i viali del suo giardino. Questo vescovo. dando al loro messia il prima possibile un corpo incarnato. le teorie gnostiche e. che si inventarono la storia di quella che fu definita la «prima Chiesa». i seguaci di questa nuova corrente religiosa − che da ora in poi chiameremo cristiani. Levi. che poneva a capo di ogni ekklesía un responsabile. se avessero continuato con gli astrattismi delle loro dispute teologiche. Fu in seguito a l’elaborazione di tutti gli scritti che si riferivano al signore. non sono altro che un prodotto di quei falsari. uscito nella prima edizione sotto il nome di un certo Levi. avrebbe garantito. si erano rifugiati nelle comunità essene –.per punire i cristiani perché avevano dato fuoco a Roma. e.

la maggior parte di queste continuò a seguire i propri nel rispetto dei loro contenuti. in seguito al concilio di Nicea del 325. In presenza di numerosi testimoni. Vangelo di Marco e Vangelo di Luca – essendo in realtà stati redatti dalle stesse persone.). Marco. anche se. Ireneo rispose: perché quattro sono i punti cardinali e quattro sono i volti dei cherubini. chiesero a dio di indicare attraverso un segno quali erano quelli che dovevano essere adottati. trovarono. cioè falsi. ritornati sul posto. scritta in parte nel 6869 dagli esseni rivoluzionari e in parte nel 95 dagli esseni spiritualisti. «Cristo». nelle omissioni e contraddizioni. n. attraverso le loro idee. che erano rimasti sull’altare. gli esseni di origine ebraica. propose di affidarsi al giudizio divino. non riportavano i principi teologici che furono elaborati negli anni che seguirono. neanche a dirlo. rappresentati dagli gnostici. Yeshua (Gesú). cioè «salvatore». Ma il nome che gli dettero. facendoli passare per documenti scritti durante l’era messianica da personaggi dichiarati presenti ai fatti. A coloro che chiesero poi perché dio ne avesse scelti quattro. che furono associati tutti con il termine di sinottici (synoptikoi). i neocristiani. per riparare agli uni e spiegare i secondi. Ma. Luca e Giovanni. ma a Roma e per giunta da redattori di origine “pagana”. furono definitivamente eliminati. che praticamente significa: “basta leggerne uno per leggerli tutti”. di quegli esseni che avevano adottato come proprio Vangelo quello che sosteneva Giovanni Battista come messia. continuarono a vivere nell’islamismo. proseguirono nelle loro convinzioni teologiche. quali «salvatore». sfrontatamente misero sotto il nome di Giovanni. contribuí in maniera determinante alla sua composizione. n. quando tre di essi erano praticamente uguali. per toglierlo dall’anonimato che gli veniva dai vari appellativi che fino allora gli avevano dato.. del mazdeismo e dell’ebraismo. come aveva sostenuto Marcione nell’attribuirgli gli Atti degli apostoli che aveva portato da Sinopoli. circa 70. scrissero un quarto Vangelo che. che lo nominò in un suo scritto uscito alla fine del II sec. cioè l’ultimo sotèr prodotto dal mondo “pagano”.no dichiarati essere. e. oltre a contenere errori storici. Il primo a parlare del quarto Vangelo – Vangelo di Giovanni – fu un certo Ireneo (padre della Chiesa e santo). Poiché un segno piú chiaro di questo non poteva esserci. Per quanto la comunità di Roma avesse cercato di imporre questi Vangeli a tutte le altre ekklesíe. anonimato che contrastava decisamente con la figura storica che sostenevano. che avevano rifiutato il sacramento dell’eucarestia. a questo punto. il secondo. Nella costrizione di porre fine a questa anarchia evangelica. benché uscito negli anni intorno al 190 (II sec. Siccome questi tre Vangeli. confermati come canonici (veri) i suoi quattro Vangeli. poteva contare sull’appoggio di Costantino). discepolo di Pietro. ritornò alle origini. come abbiamo detto. e nell’insieme della stesura dei fatti. quando. i cui concetti furono determinati dalla loro gnosi – quella gnosi che non era altro che un prodotto del buddhismo. il primo. «messia» e rabbi. la comunità di Roma. mentre questi ex esseni di origine “pagana” si organizzavano nel loro cristianesimo. per eliminare ogni contestazione. finché. gli altri. il quale. Fu durante la compilazione di questo quarto Vangelo che i cristiani decisero di dare un nome al loro messia. significando in ebraico «colui che salva». ebbero vita breve. tutti i Vangeli per terra. viene dall’ignoranza totale della Bibbia. risultarono cosí simili tra loro negli aneddoti riportati. discepolo di Paolo di Tarso. discepolo-amico del messia. per quanto avessero cercato di renderli originali e autonomi. riunendosi ai farisei che erano rimasti fedeli alla Bibbia. nella persona di papa Zefirino (199-217). a cui attribuirono anche l’Apocalisse che. essendo uno dei maggiori teologi di questa nuova religione. oltre a lasciarlo ancora senza nome. sia pur piccola. meno quelli di Matteo. 105 . del Pentateuco e della Palestina che risulta da ogni loro pagina. lo confermò per quello che realmente era. collocati su un altare tutti i Vangeli esistenti. Da parte loro. Mentre una parte di loro. (A ognuno il proprio commento!) La conferma che i quattro Vangeli canonici non furono scritti in Giudea da testimoni presenti ai fatti. respinse tutti gli altri dichiarandoli apocrifi. che una parte. È interessante ricordare ancora. l’ekklesía di Roma. La risposta l’ebbero il giorno dopo. e. dichiarati eretici dal cristianesimo (che. era risultata fino allora di autore ignoto. i tre Vangeli – Vangelo di Matteo.

come viene fatto venire dal nulla. viene spontaneo domandarci: perché di tutti coloro che durante l’era messianica guidarono rivolte. altrettanto nel nulla si fa sparire – si voglia nascondere qualcun altro. cinici e disumani. le troviamo ancora negli stessi libri sacri. falliti. e negli Atti degli apostoli in cui si fa ricorso a Paolo di Tarso per convincere i seguaci della comunità di Corinto che il Giovanni che sostenevano come messia era soltanto l’annunciatore di quello vero. da documenti dell’epoca – quali il Codice Arudel e il Libro di Hereford –. È certo che trentamila guerriglieri disponibili durante l’era messianica non potevano essere che i componenti dell’esercito rivoluzionario esseno. quale il Vangelo di Matteo. E interessanti conferme riguardanti la figura di questo Giovanni. delusi. avrà una risposta ben precisa e netta quando porterò le prove inconfutabili che dimostreranno che Gesú e Giovanni sono la stessa persona. Nel 29 av. protagonista veramente esistito. dichiaratosi profeta. n. potrebbe apparire ancora temeraria. riconosciuta discendente diretta della stirpe di Davide? Che ci fosse un designato a divenire re d’Israele sin dalla nascita. veniamo a sapere ancora. D’altronde cos’altro ci si poteva aspettare da certi individui? Rileggendo il passo di Giuseppe Flavio riguardante quel «ciarlatano» che. che risulta invece storicamente sconosciuto? Questa soppressione di un personaggio dalla storia. imposero. fece uccidere sua moglie Marianna per il solo dubbio che avesse potuto congiurare contro di lui per il semplice fatto che era la nipote di Ircano II e. e. che cos’altro può essere se non una sostituzione di persona? Questa domanda che. avendoli avuti da lei. mentre di costui si tace? Come è possibile che di un personaggio che fu capace di riunire trentamila guerriglieri non si sappia nient’altro oltre che era un «egizio»? E nel dubbio che sotto questo egizio anonimo – che. Perché tutti i fatti che dovrebbero riferirsi a lui.. li troviamo in testi successivi. cosí. n. perché. per giunta privi di ogni credibilità. come veniva sostenuto da alcuni scritti ritenuti apocrifi dalla Chiesa. nato intorno all’anno 15 av. Giovanni. e. che i giudei consideravano erede al trono di Gerusalemme. nell’anno 7 av. fece sopprimere anche i propri figli.rimasta fedele al suo credo. definitivamente da parte gli esseni – quegli esseni di cui la Chiesa finge di ignorare l’esistenza. operata per costruirne un altro al suo posto attraverso la falsificazione dei documenti. introducendo il sacramento dell’eucarestia nel movimento esseno. Messi. di conseguenza l’anonimo «egizio» non poteva essere che colui al quale il partito nazionalista giudaico aveva affidato la rivoluzione. se non il figlio primogenito di Giuda il galileo. dopo averlo costruito con le falsificazioni piú vergognose. ritenuto dai giudei erede legittimo del trono di Gerusalemme. come si è detto la ritroviamo tutt’oggi sotto forma di una piccola setta nella regione di Urfa in Turchia. quel cristianesimo che. presso i confini della Siria. nonostante tutto ciò che ho già precedentemente riportato. che portò Erode a eliminare tutti i possibili pretendenti al trono. n. avventurieri. come se non bastasse. riuscí ad abbindolare trentamila guerriglieri. ricercati politici e delinquenti comuni che. quale successore della famiglia degli Asmonei. E chi altri poteva essere costui. che secondo il Rotolo della guerra doveva portare i «figli della luce» alla vittoria finale sui «figli delle tenebre». che egli fece del tutto per eliminare un certo Giovanni asmoneo. Questa paura fu tale da creare in lui. viene ricordato il nome. cioè con quella congerie di barboni. determinarono il cristianesimo. comprese le piú piccole. 106 . usando i sistemi repressivi piú infami. nipote di Ezechia. In questa paranoia. viene confermato dal timore che ebbe sempre Erode che qualche discendente degli Asmonei potesse insorgere per rivendicare i propri diritti al trono di Gerusalemme. che pone la nascita di Gesú sotto Erode. avevano sangue asmoneo. e accreditati a un altro. non possiamo evitare di chiederci ancora come mai Giuseppe Flavio parli nei sui scritti di tutti i figli di Giuda il galileo. il cristianesimo e l’islamismo –. una vera psicosi. pur sapendo bene che furono i fondatori delle due principali religioni monoteiste. Nel Proto-vangelo di Giacomo si dice chiaramente che Erode cercava Giovanni perché ritenuto dai giudei re di Gerusalemme. quale erede al trono e messia dei giudei. meno che del primogenito. e. Aristobulo e Alessandro. come dice Giuseppe Flavio. invece di trovarsi nelle Antichità giudaiche e in tutti gli altri libri e documenti contemporanei agli avvenimenti. riprendiamo con quei “pagani” convertiti all’essenismo.

in un crescendo di entusiasmo e di risolutezza. lo aveva fatto per la possibilità che avrebbero avuto i combattenti di sfruttare il fattore sorpresa. partendo dai confini della Siria. secondo il rito esseno: 107 . economica. avevano fatto precedere quella che doveva essere la battaglia finale da una campagna politico-religiosa mirante a suscitare nei ceti piú oppressi odio e risentimento contro l’oppressore romano e la casta dei sacerdoti sadducei che li sfruttavano e li ingannavano. un certo Gesú che in verità sentivano nominare da lui per la prima volta (At. Se il partito nazionalista giudaico aveva preso la decisione di dare inizio alla rivoluzione sotto le feste dí Pasqua. lo scontento derivante dallo sfruttamento da parte dei romani. riportata da numerosi Proto-vangeli quali quelli di Giacomo e di Bartolomeo. non poteva che mietere consensi. Perché Giovanni e i suoi seguaci potessero arrivarvi speditamente senza dare sospetti. e il terrore derivante dalle scorribande dei rivoluzionari. la vittoria finale con la distruzione di Roma. per le continue entrate di capitali che i piú abbienti versavano nelle casse delle comunità. Giovanni. iniziata la sua missione di predicatore. la Palestina viveva in un clima di massimo scontento e di terrore. dovevano seguire un uomo che il padrone di casa avrebbe mandato loro incontro con una brocca piena d’acqua: secondo l’accordo. dopo circa tre anni di prediche e di manifestazioni miracolose. La sera precedente. che depredavano e uccidevano quanti erano loro contrari o soltanto non favorevoli. che per essere convincenti abbisognerebbero di spiegazioni dettagliate. secondo il programma del Rotolo della guerra. una volta conquistata Gerusalemme. scendendo verso il Sud attraverso la Samaria. 17). una vera potenza militare ed economica. giunse a Gerusalemme seguito da una folla che lo aveva eletto al rango di profeta e di messia. Dopo la rivolta del censimento. mischiandosi tra la folla dei pellegrini che numerosi accorrevano in quei giorni a Gerusalemme dalla Palestina e da tutto il resto del mondo ebraico. Giovanni e i suoi seguaci si misero seduti secondo il Libro delle regole. Giovanni entrò in Gerusalemme per recarsi in un’abitazione che un appartenente al movimento rivoluzionario gli aveva messo a disposizione per passarvi la notte. contro il grosso delle truppe romane che si trovava in Egitto per conseguire. stese le mani sui cibi e sul vino rosso dolce. in un crescendo di successi − salvo qualche contestazione da parte dei sadducei −. in seguito alla prima resistenza che oppose alle legioni di Pompeo. Essi lo seguirono nella casa dove egli entrò [asserzione che. e. La rivolta avrebbe avuto inizio la vigilia di Pasqua allo spuntare del giorno. anche se in quello di Matteo risulta alquanto modificata]. Prima di mangiare. avendo gli esseni compreso quanto sarebbe stata determinante la partecipazione del popolo alla rivoluzione per battere le legioni romane. Giovanni. 14. Il piano dei rivoluzionari era di attaccare per primo la Torre Antonia quale presidio delle forze romane. Ma tutte queste prove.che si chiamava Gesú. gli andò incontro un uomo con una brocca d’acqua. XIX-4). viene confermata dai tre Vangeli canonici. era arrivata a essere. per il continuo affluire di nuovi aderenti. per procedere poi. L’ideologia essena. n. quale sacerdote nella sua qualifica di rabbi. eleggere Giovanni re dei giudei. una volta liberato il Vicino oriente. Quando Giovanni iniziò le sue prediche quale designato alla preparazione e alla conduzione della rivoluzione. tratta dalla religione mazdeista. traboccante di promesse di beatitudine eterna e di consolazioni rivolte a coloro che subivano ingiustizie da parte di un potere malvagio e corrotto. coinvolgere quindi la folla nella rivolta e. Il resto si sarebbe svolto attaccando le legioni di stanza in Palestina. L’organizzazione essena. che imponevano tasse sempre piú onerose. quando Cristo e i suoi furono entrati in città. non sono che da considerare come una premessa di quelle chiare e indiscutibili che saranno portate nel seguito del libro. Entrati nella sala. negli anni trenta del I sec. che voleva che il capo occupasse il posto centrale e gli altri si mettessero intorno a lui rispettando l’ordine gerarchico. Militare.. che venivano attirati da tutti quei benefici sia materiali che spirituali che venivano garantiti ai proseliti. che il padrone di casa aveva decorato con tappeti per ricevere colui che doveva diventare il re dei giudei (Mc.

aveva seguito Giovanni nei tre anni di prediche. da dove sarebbero subito ripartiti per ridiscendere di nuovo a Gerusalemme insieme a un reparto di rivoluzionari che lí li attendevano. L’aria doveva essere pregna del timore di essere scoperti. e a tutte le al108 . ritrovato in Egitto durante le ricerche archeologiche del 1945. si rivolse a loro dicendo: «ecco. ecco qui due spade». città natale dei suoi antenati. Maria di Magdala. Molto probabilmente era presente anche Maria Maddalena. Giovanni si rivolse ai suoi discepoli ricordando loro l’importanza dell’ora che stavano attendendo. detto anche il nazoreo. quale erede del trono di Gerusalemme. di quell’ora decisiva. la rivoluzione. A questo punto penso che non sia troppo avventato supporre che tra i presenti a quella cena vi fosse anche lei. Giacomo detto il Maggiore. Ciò che si può presumere è che i commensali fossero piú di dieci. La responsabilità assunta da Giovanni nel dirigerla. il sacerdote stenderà la mano per benedire il pane e il vino. andava sempre con lui. fratello di Maria Maddalena. Giuda detto Taddeo. era enorme ed egli certamente la sentí in tutta la sua completezza in quelle ore precedenti l’inizio. Giovanni impose il silenzio: gli apostoli dissero: «signore. suscitava spesso reazioni di gelosia negli altri seguaci di Giovanni e soprattutto in Simone. detto Vangelo di Maria. tra di essi non mancherà un sacerdote. Il signore amava Maria di Magdala piú degli altri discepoli e spesso la baciava davanti a tutti sulla bocca. E il signore. che secondo i profeti avrebbe fatto dei nemici di dio lo sgabello per i piedi del popolo d’Israele. Giuda l’iscariota. 38). Maria di Magdala. Poiché era stato stabilito che la rivoluzione avrebbe avuto inizio allo spuntare del giorno. In un altro passo del Vangelo copto viene riportata addirittura un’aperta contestazione di Pietro contro la donna: Simone. 36). spesso esternava il suo risentimento dicendo agli altri apostoli: «ha forse il signore parlato in segreto a una donna prima che a noi e senza farlo apertamente? Ci dobbiamo umiliare tutti e sottoporci a lei? Forse egli l’ha anteposta a noi?». le prediche con le quali aveva promesso una vita eterna a coloro che lo avrebbero seguito. che era la consorte del signore. il corso di indottrinamento per divenire nazir e rabbi. Quanti fossero seduti intorno a quella tavola è impossibile dirlo. dal momento che tutti i documenti che si riferivano a questa cena furono fatti sparire per essere sostituiti da altri falsificati. E in conformità a questo Statuto. quale membro attivo della banda. dove si afferma: Maria. disse agli altri accoliti: «Maria deve andare via da noi perché le femmine non sono degne della vita». se ai suoi seguaci che gli mostrarono le spade come prova della loro risolutezza ad agire. Nel silenzio che seguí la sua imposizione a tacere gli ritornò in mente l’infanzia passata a Gamala. gli appartenenti alle comunità si comporteranno cosí in ogni pasto. Simone detto il minore e Lazzaro. io la guiderò da farne un maschio. 2. ma egli rispose: «basta!» (Lc. secondo quanto risulta in un passo del Papiro 8502 di Berlino. ripensò alle guarigioni dei ciechi e degli storpi. dal momento che fu eseguito il rito della benedizione dei cibi. a partire dalla quale tutto sarebbe stato affidato all’uso delle spade. Giovanni e i suoi sicari rimasero in attesa per recarsi alle prime luci dell’alba in una località chiamata Monte degli ulivi. affinché diventi una combattente come noi maschi». quale moglie combattente di Giovanni il galileo. Si siederanno davanti a lui ognuno secondo il proprio grado e cosí sarà domandato il loro consiglio. Dopo anni di preparazione. Questo affetto che il signore dimostrava per sua moglie. I nomi dei presenti di cui si è certi sono Simone. detto Pietro.in ogni luogo dove saranno dieci piú uomini del consiglio delle comunità. Questa supposizione trova conferma in antichi documenti quali il Vangelo di Filippo. il quale. moglie di Giovanni. allorché saranno riuniti piú di dieci [questo rito esseno sarà poi trasformato dalla Chiesa nell’istituzione eucaristica]. era sul punto di cominciare. Da quanto si può capire dal Vangelo di Luca (22. avendolo sentito. E allorché disporranno il mangiare e il vino rosso dolce per bere. che.

minacciando i ricchi di escluderli dal paradiso se non avessero dato nulla ai bisognosi. Il che. «Vedete tutte queste cose? In verità vi dico. che. lui che stava per diventare un re. aveva asserito nel ruolo di lògos apportatore di pace e di perdono: ma quale pace e perdono avrebbe potuto dare all’umanità lui che. «Non sono venuto per portare la pace ma la guerra». «Il tempo si sta compiendo e chi non ha una spada venda il mantello e la compri». aveva aggiunto.». questo abba al quale si rivolgeva nelle preghiere. quell’alienazione di cui le religioni hanno bisogno perché si debba credere senza comprendere? «Beati i poveri di spirito perché di essi è il regno dei cieli». aveva affermato nei suoi sermoni: ma chi poteva essere questo “padre”. aveva ripetuto alla folla che lo seguiva. se non quella che conviene agli imperialismi? Come sarebbe potuto pervenire alla teocrazia dal dominio universale sostenuta dalla sua Bibbia se avesse predicato veramente un’ideologia che esclude l’alienazione intellettuale dei popoli. eseguite secondo i trucchi appresi dall’esoterismo e dalla magia indiana. sua madre. basata sull’assolutismo e la violenza: se uno viene da me e non rinuncia a ogni legame con suo padre. per imporre l’imperialismo del “padre”. Questo aveva detto ai suoi seguaci durante il periodo preparatorio alla rivoluzione e. secondo il significato biblico. comprese le resurrezioni dei morti. i fratelli e persino alla sua vita. non resterà qui pietra su pietra che non venga diroccata». sostenuta anch’essa da «poveri di spirito» che l’avevano seguito dietro la promessa di una beatitudine eterna? E quanto ne sarebbe stato ancora versato in persecuzioni e genocidi eseguiti in nome di una chimerica promessa di felicità posta oltre la morte! «lo sono la verità e la vita». tutte chiacchiere per abbindolare coloro che sono resi creduli dall’ignoranza.. Tutti imbrogli finalizzati al raggiungimento di quell’imperialismo teocratico che era intrinseco nel suo monoteismo.. aveva indossato il manto dell’agnello soltanto per nascondere la ferocia sanguinaria del leone di Giuda? «Io faccio la volontà del padre mio che è nei cieli».tre dimostrazioni prodigiose. che cos’altro aveva fatto se non sostenere l’ipocrisia di un falso socialismo. soltanto sangue. ma non credeteli. «Sono venuto a portare il fuoco. regno contro regno . gli emarginati e tutti quei falliti che sono portati a cercare in cielo ciò che non ottenegono sulla terra. per imporre la propria dottrina: «molti di costoro vi parleranno di guerre e di rumori di guerre. dichiarandosi anche loro dei messia apportatori di salvezza. Non lo aveva detto egli stesso che il «regno dei cieli» sarebbe appartenuto ai «poveri di spirito»? Promettendo una ricompensa dopo la morte a coloro che avrebbero sopportato con rassegnazione le ingiustizie ricevute dai potenti su questa terra. dietro le parole consolatrici che durante le prediche aveva rivolto a coloro che soffrivano le ingiustizie. Quanto sangue era stato versato da quando Abramo aveva convinto dei miserabili erranti a seguirlo dietro la chimerica promessa di una terra che non era mai arrivata? Quanto sangue con quella rivolta che stava per iniziare. e come vorrei che fosse già acceso …». anche se è inevitabile che ce ne sia una. cioè con i ricchi Epuloni che sedevano davanti a una tavola imbandita e i Lazzari che continuavano a raccogliere le molliche? D’altronde. Quando questa arriverà si solleverà popolo contro popolo. delle presenti e delle future. a quella folla nella quale emblematicamente possiamo riunire tutti i «poveri di spirito» delle generazioni passate. avrebbe lasciato le cose esattamente come stavano. Mentre enunciava le beatitudini. i figli. non può essere mio seguace. voleva dire che non avrebbe potuto far parte di quel programma sanguinario che prevedeva la distruzione totale di coloro che si opponevano all’imperialismo ebraico. 109 . tutte dimostrazioni per truffare i miserabili. mettendoli in guardia contro gli altri truffatori religiosi che gli facevano concorrenza. quale altra morale poteva predicare. se per realizzare il suo regno ricorreva a un delitto? Un delitto rappresentato dall’omicidio del suo stesso figlio? Sangue. contemporaneamente esortava a seguire la sua legge yhavista. procrastinando la giustizia dopo la morte.

. sí che tutta la Giudea fu piena delle loro gesta efferate. Lasciando Giovanni per ultimo. come risulta da innumerevoli documenti in aramaico. significando etimologicamente «pietra». dimostra il suo carattere sanguinario e impulsivo quando. e davano alle fiamme i villaggi. Antichità giudaiche). perché propagandavano l’ideologia rivoluzionaria esseno-zelota (Giuseppe Flavio. dice a Pietro: «tu sei sempre irruento. per il semplice motivo che i suoi abitanti seguivano un altro credo. secondo una tradizione che si era tramandata dal tempo della rivolta dei maccabei. saccheggiavano le case dei signori che poi uccidevano. e. incendiavano le case di coloro che si rifiutavano e poi li uccidevano con le loro famiglie. nel corso dell’«ultima cena». cosí parlava di queste bande di zeloti integralisti di cui faceva parte quella di Giovanni il nazoreo. quando non ricevevano accoglienza da un villaggio. nell’anno 40 n. nel significato di rivoluzionario che veniva dato alla parola «galileo». basata sulla violenza. Preso il posto di Giovanni. almeno di coloro di cui si è certi dei nomi. Poiché tutti gli zeloti nascondevano la propria identità dietro dei soprannomi. Per imporre la sua legge. Quella di Giovanni si era autodefinita. cioè latitante. e Filone e Plinio il vecchio «banda di galilei». 110 . si rivolgevano a lui chiedendogli: «rabbi. di nome Levi. perché non avevano versato alla comunità di Gerusalemme l’intera somma ricavata dalla vendita di un loro terreno. Pietro! Ora vedo che ti scagli contro la donna come fanno i nostri avversari». quando al Monte degli ulivi taglia con un colpo di spada l’orecchio a un certo Malco. immaginiamo di averli davanti seduti intorno a una tavola. rimase a capo della comunità essena di Gerusalemme fino al 46. figlio di Giuda il galileo: se non ricevevano quanto chiedevano. banda dei boanerghes. Prima di passare all’esame dei singoli componenti di questa banda. litigò con tutte le ekklesíe del Vicino oriente. detto Vangelo di Maria di Magdala. detto Cefa. Essendo il secondogenito dopo Giovanni. Sicuramente il piú violento della squadra. ebraico e greco. uno degli apostoli. come vengono dipinti in quei tanti quadri che trattano la famosa «ultima cena». questo villaggio si è rifiutato di riceverci. ostenta di avere due spade invece che una. ma aggiungendovi un particolare che è stato sempre omesso da tutti i pittori: far spuntare da sotto i loro mantelli l’elsa di quelle spade che anche i Vangeli canonici affermano che avevano prima di recarsi al Monte degli ulivi. altrettanto ogni banda zelota era contraddistinta da un appellativo dal significato rivoluzionario. Filone. dal momento che i suoi stessi seguaci. oltre a quello di Barjona. cioè «briganti». che egli considerava soltanto come nemici da distruggere. che in ebraico significa «colui che è ricercato». aveva quello di Cefa (kefas) che.A quale altra guerra poteva riferirsi se non alla sua? Chi altri poteva credere alle sue promesse di beatitudine se non dei poveri di spirito. che Giuseppe Flavio definisce latrones. gli era stato dato per la sua corporatura vigorosa e massiccia. Simone. prendendo le difese di Maria contro la quale Simone aveva inveito con espressioni di ira e di rancore. era considerato il vicecapo di questa banda di boanerghes. cioè «figli del tuono». In un Vangelo tra i piú antichi. anno in cui fu crocefisso insieme al fratello Giacomo dal procuratore Alessandro Tiberio. viene descritto violento e aggressivo in tutti i documenti che lo riguardano. storico contemporaneo ai fatti. guardia del tempio. E Giuseppe Flavio confermava: distribuiti in squadre. Il temperamento di Simone. cominciamo con: Simone. perché si dimostravano propense ad accettare tra i seguaci anche i “pagani”. Come tutti i rivoluzionari avevano un soprannome di battaglia. dei sempliciotti plagiati. che portava a paragonarlo a una roccia. vuoi che l’incendiamo?». che lo conoscevano bene. e ancora di piú quando uccide i due coniugi Anania e Saffira.

chiamato «il maggiore» per distinguerlo da un altro Giacomo. sotto il nome di boanerghes. Conosciuti cosí i seguaci di Giovanni secondo la documentazione storica. 15) – [E ancora negli Atti degli apostoli (1. nascondevano sotto le vesti dei piccoli pugnali e con questi colpivano i loro avversari. Simone lo zelota. lo scomposero in bar e jona. che significano entrambi «gemello» (il primo in greco e il secondo in dialetto semita). in greco.Giacomo (il maggiore). che in greco risultava priva di significato. che significa «coraggioso». [Un prete. Giuda. a cui ho chiesto una spiegazione circa questo appellativo. dopo essersi attivati per tre anni attraverso prediche e terrorismo. 6. sia la sua morte. Sulla natura di zelota di questo seguace di Giovanni non ci possono essere dubbi dal momento che. 111 . L’appellativo «iscariota» (dall’ebraico ecariot che significa «sicario»). avrebbe portato i «figli della luce» a trionfare sui «figli delle tenebre». avvenuta per crocifissione. il mutamento lo operarono trasferendo il suo significato etimologico nell’allegoria di quella «pietra» su cui Cristo avrebbe «edificato la sua Chiesa». Di costoro cosí scrive Giuseppe Flavio: in Gerusalemme nacque una nuova forma di banditismo. sono sfuggiti alla censura. viene confermata anche da alcuni passi degli stessi libri sacri che. come attivista della collettività essena di Gerusalemme. dove qananite in ebraico equivale a «zelota» in greco. che in aramaico significava «ricercato» o «latitante». perché «Jona» non esiste. sotto il procuratore Cuspio Fado. veniva dato agli zeloti piú oltranzisti.). Della sua fine ho già parlato in precedenza. gli assassini si univano a coloro che esprimevano il loro orrore e recitavano cosí bene da essere creduti e quindi non riconoscibili. stavano aspettando l’alba fatidica che avrebbe dato inizio a quella rivoluzione che. Eusebio di Cesarea. Era specialmente in occasione delle feste che si mescolavano alla folla. e Giuda Theudas qananite nei secondi. l’imminente avvento del messia. Terzogenito di Giuda il galileo. che gli era stato dato per la sua corporatura massiccia e vigorosa. nonostante l’accurato lavoro dei falsari. perché sorpreso dai sadducei mentre predicava. Poi. e. Tutto ritornò poi in ordine quando questa espressione bar Jona. Per quanto poi riguarda l’altro appellativo di Cefa (da kefas. che eseguivano azioni di terrorismo anche in forma isolata. veniva chiamato anche con i nomi di Thomas e Didimo. né come nome proprio. per avere organizzato una sommossa. Simone. conferma sia la sua natura di rivoluzionario. secondo il Rotolo della guerra. mi ha risposto che Simone lo chiamavano «zelota» perché questo era il nome di suo padre!] Anche se si ha la certezza che i partecipanti a quell’ultima cena fossero piú di dieci. Quarto fratello di Giovanni – da non confondersi con Giuda l’iscariota –. oltre che con l’appellativo di Theudas («Taddeo»). approfittando del fatto che bar in aramaico significa «figlio di». quella dei cosí detti sicari (ekariotes). Giuda morí decapitato nell’anno 45 n. consigliere della politica ecclesiastica di Costantino il Grande (314-340 n. per la grande somiglianza che aveva con il primogenito Giovanni. Dove maggiormente i cristiani operarono le falsificazioni fu nelle traduzioni in greco dei documenti scritti in ebraico e aramaico. che fu chiamato «il minore». L’appellativo Barjona dato a Simone. sarà interessante ora vedere come i falsari riuscirono a trasformarli in pacifici apostoli di Gesú. in maniera da cambiargli il significato in «figlio di Giona». «pietra»). perché la parola «figlio» non si dice bar ma bensí uios. in molti testi «apocrifi» viene chiamato indifferentemente con i due appellativi di «zelota» e «boenerghe». quando questi cadevano. né come nome di persona. oltre che da testi antichi in greco e in ebraico. sono comunque piú che sufficienti i cinque sopra riportati per dimostrare che Giovanni e i suoi seguaci erano una banda di rivoluzionari esseno-zeloti che. che commettevano assassini in pieno giorno nel mezzo della città. Giuda l’iscariota. In documenti antichi in greco e in ebraico viene chiamato Giuda Thomas zelotes nei primi. riportando il passo di Giuseppe Flavio. 3) si legge:] tra i discepoli ce n’era uno che si chiamava Simone lo zelota. Tra i discepoli ce n’era uno di nome Simone soprannominato «zelota» (Lc. e. fu tradotta nei Vangeli con il latino filius Jonae. Di conseguenza venne fuori un’espressione priva di significato in entrambe le lingue: in aramaico.

per confermare il carattere pusillanime che aveva dimostrato. vi diranno. XII-I. Giacomo fu il componente la banda di Giovanni che dette meno problemi nell’operare la trasformazione da seguace rivoluzionario in discepolo di Gesú. san Telesforo di Grecia. per non compromettere la figura di Gesú. in seguito alla sfida con Simone il mago. che è la traduzione di zelota in dialetto semita. che avevano costruito su di lui). Antichità giudaiche). È per questo che molti discepoli di Gesú risulteranno «cananei». Siccome veniva detto che era morto in croce come Cristo. risolsero la questione dicendo che qananite significava «nativo di Cana». per evitare che l’uguaglianza delle due morti potesse compromettere il significato simbolico della croce. che ciò dipese dal fatto che “erano due discepoli che quando parlavano alzavano la voce”. (Cos’altro possono essere coloro che credono a certe stupidaggini se non dei «poveri di spirito»?) Come fu falsamente dichiarato primo papa Simone detto Pietro. che doveva dipendere esclusivamente da Cristo. che lo aveva preceduto nel supplizio. figlio di Giuda il galileo e fratello di Giovanni. e. che rimasero fedeli alla morale mosaica. sostenitori dell’Eucarestia. la quale ebbe a sua volta due versioni. sotto il procuratore della Giudea.Siccome poi in alcuni testi Simone veniva chiamato anche con l’appellativo di qananite. 3. dicendo che fu liberato da un angelo che. dopo aver assistito con coraggio a quella della moglie.) Le morti che i cristiani attribuirono a Simone Pietro furono per lo meno tre. Simone Barjona. fu veramente il primo ad assumere l’incarico di vescovo nella comunità di Roma. sant’Igino di Grecia. non ritenendosi degno di morire come il suo maestro. che è d’accordo nel riconoscere l’incarcerazione. secondo il dogma. La Chiesa. san Pio I di Aquileia e sant’Aniceto di Siria. san Clemente di Roma. Tutti santi che vivono in quel mondo creato dalla fantasia. 17) Giacomo e Giovanni furono chiamati boanerghes. lo consiglio a coloro che amano le favole. che dai documenti apocrifi risultavano quananites. aprendogli la porta della prigione. sant’Evaristo di Grecia. san Sisto di Roma. Mentre in una. morí per crocifissione nel 46 n. sanant’Alessandro di Roma. ritennero opportuno specificare che Pietro. compresi i Vangeli canonici e gli Atti degli apostoli. Alessandro Tiberio. e. rinnegando Gesú per tre volte. A titolo piú di curiosità che di interesse storico riporterò i nomi dei dieci inesistenti papi che la Chiesa sostiene siano stati i successori di Pietro nella cattedra di Roma: san Lino della Tuscia. e gli esseni giudei. compreso lo spirito santo.) che. cioè «figlio del tuono». sant’Anacleto di Roma. Le morti che furono attribuite a Giacomo dai vari scritti religiosi furono quattro: 1) fatto decollare da Erode Agrippa nel 44 n. in quel mondo trascendentale chiamato «paradiso» che. e. insieme al fratello Giacomo (Giuseppe Flavio. altrettanto lo furono tutti quei personaggi immaginari. Lo stesso fecero poi per tutti quei seguaci di Giovanni. per la sua attività di rivoluzionario esseno-zelota. Se chiedete spiegazione ai preti sul perché nel Vangelo di Marco (Mc. detto Cefas il qananite. anche se occupa nella storia ecclesiastica l’undicesimo posto. si diceva che era stato trascinato di forza al supplizio. dal momento che l’avevano dichiarato essere stato il primo papa – affermarono che aveva affrontato la morte sorridendo.. ricorsero al trucco di dargli come padre un certo Alfeo che nessuno. Giacomo (il maggiore). essendo al di fuori della materia. fratellanza che comunque risulta chiara e inequivocabile da tutti i documenti. fino a Sotero della Campania (165-173 n. (Il passo riguardante la liberazione di Pietro da parte dell’angelo. gli fu attribuita una morte per crocifissione quale capo dei cristiani. aveva voluto essere crocefisso con la testa rivolta verso il basso. essendo ricordato dai documenti apocrifi soltanto con l’appellativo di boanerghe. con quella faccia di bronzo che si ritrovano. Oltre a quella che avevano fatto dipendere da Nerone. in un’altra successiva – avendo deciso che era piú opportuno farlo apparire come un coraggioso. sa da dove sia uscito fuori. nega però questa morte riportata da Giuseppe Flavio. Per far sparire il rapporto di fratellanza di Giacomo con Giovanni (il quale doveva risultare senza fratelli. recalcitrante e piangente. non può che essere relegato nel nulla. che furono annoverati come papi suoi successori. dove fu eletto vescovo della comunità. cioè il primo che storicamente divenne il capo di quella banda di delinquenti e di emarginati che diedero impulso al cristianesimo in seguito allo scisma che avvenne negli anni intorno al 150 tra loro. riportato negli Atti degli apostoli. gli permise di raggiungere Roma. secondo gli Atti de112 .

d’altronde. fecero derivare l’appellativo iscariota. si prestava a fomentare. dall’evidenza storica. È certamente il personaggio piú elaborato fra tutti i seguaci di Giovanni. la città di Keriot. avendoli fatti nascere entrambi a Cana per via dell’appellativo che avevano di qananites. come realmente era. secondo gli Atti di san Giacomo. membro del Sinedrio. opportunamente adattata. Ma come poter attribuire il tradimento a un apostolo senza rischiare di coinvolgere anche gli altri nel disonore? Fu allora per scagionare gli altri apostoli da ogni responsabilità al fatto. non era mai esistita. costruendo su di essa la scena del tradimento: 113 . Anche se per Giuda furono usati gli epiteti piú infamanti. significando «sicario». La Chiesa. Anche di Giuda. avrebbe acquisito quel valore di infedeltà che avrebbe permesso ai cristiani di tacciare tutti gli ebrei. secondo gli Atti di Isidoro di Siviglia. come viene affermato da Giuseppe Flavio. è stata costretta. se venne dichiarato nei Vangeli fratello di Giacomo. la trasformarono in profezia. in ebraico ekariot. Fu cosí che dagli appellativi Thomas e Didimo venne fuori un apostolo dal nome «Tommaso detto Didimo» che in realtà. che corrispondeva a Thomas in greco e a Didimo in dialetto semita. lo usarono per nasconderci dietro uno dei seguaci di Giovanni. 3) morto di spada in Spagna dove si era recato per evangelizzare i “pagani”. fratello di Giovanni. fa ridere anche noi). 4) morto di vecchiaia. che fecero dipendere il tradimento di Giuda da un’espressione della Bibbia che. 41. oltre che di assassini. furono costretti a dargli lo stesso padre nella persona di Alfeo. Giuda (non l’iscariota). 10). Se gli fu lasciato il suo vero nome ciò dipese dal fatto che. dal momento che nei Vangeli canonici viene taciuta la sua morte. avrebbe compromesso tutti gli sforzi che stavano facendo per trasformare una banda di rivoluzionari in un gruppo di apostoli predicatori di pace. sotto Alessandro Tiberio. con il tradimento che gli fu attribuito. è la dimostrazione piú evidente della contraffazione. Storicamente si sa soltanto che organizzò una rivolta. se fosse stato riportato con il suo vero nome avrebbe certamente compromesso. Ricorrendo ancora alla geografia. l’odio verso i giudei. che. come risulta dal Vangelo di Giacomo. Quarto fratello di Giovanni. se fece ridere ancora una volta i loro avversari “pagani” ed ebrei (come. ciò non fu fatto per un rispetto della storia ma soltanto perché. colui che mangiava il mio pane» (Slm. dalla città di Keriot. facendola commettere da un discepolo. si cercò comunque di nettarlo della natura di terrorista che gli veniva dalla parola iscariota perché. i Vangeli non dicono nulla circa la sua fine. 2) giustiziato per crocifissione. quale rivoluzionario. perché gli era stato sempre nemico.gli apostoli. con la sola differenza che invece di farlo morire da martire esseno lo fa morire da martire cristiano. datogli per la forte somiglianza che aveva con Giovanni. e. che dichiararono essere il suo paese d’origine. Trasformazione che. per coinvolgere tutti gli ebrei in un tradimento. che fu subito repressa dal procuratore Fado con l’intervento della cavalleria. non fu tanto per l’evidente trucco che avevano usato ancora una volta per contraffare un nome. che aveva voluto la sua morte. toltolo a lui. Presa cosí dalla Bibbia la frase mi fu avversario anche colui in cui confidavo. come avevano fatto con la città di Cana per trasformare qananite in cananeo. essendo di origine prettamente giudaica. facendo dipendere la morte di Cristo dalla delazione un certo Giuda. che dovevano risultare gli assassini di Cristo. ci viene dal fatto che era già stato precedentemente usato. L’altro appellativo di «gemello». fecero passare per una profezia che l’annunciava. Giuda l’iscariota. quanto perché questa città. la figura pacifica di Gesú. significando «Gemello detto Gemello». anche di traditori e fedifraghi. a riconoscere che la vera fu quella per crocifissione avvenuta nel 46 n. Se questa azione di delazione fu passata nei Vangeli canonici dal Giuda membro del Sinedrio a Giuda l’iscariota ciò dipese dal fatto che. secondo Epifane. Come prova dimostrante che i falsari usarono questo nome intenzionalmente.

rabbi!». per questo sei qui?». dopo essersi trascinato in una vita di rimorsi. maledicendo la negligenza di quei frati amanuensi che. che lui conobbe di persona . nelle loro operazioni di revisione dei testi sacri eseguite nel III e IV sec. E Gesú gli disse: «amico. Filone e Plinio il vecchio. un albero che però. E cosí. fu trasformato in cananeo? Che «zelota» significhi «zelante d’amore verso dio» l’abbiamo appreso sin dai tempi di Mattatia. frasi che. E nello stesso modo costruirono la scena del bacio prendendo dal Libro dei proverbi la frase: non mi sono potuto nascondere all’insulto perché mi fu recato dal mio amico e confidente – Fallaci sono i baci di un nemico. secondo le profezie. opportunamente elaborate. che troviamo ancora unito al suo nome nel Vangelo di Luca (6. mancando di storicità. quando si riferiscono a coloro che lo portavano. un secolo dopo risultava trovarsi a ovest.) Il fatto che la Chiesa cerchi di riparare questa svista dicendo che zelota vuol dire «zelante» – «zelante d’amore verso dio» – non può essere che un’ulteriore dimostrazione di un’intenzionalità a sostenere il falso. colui che mangia con me. Ma. gli storici del tempo. come altrettanto abbiamo appreso che. (A proposito dell’evangelista Luca. «Quello che bacerò. La figura di Giuda risultava nei primi Vangeli del tutto differente da quella che fu definitivamente adottata in quelli canonici. doveva essere la capitale della pace e della concordia . se il significato che dà la Chiesa a «zelota» è quello del fervido amore verso dio. passando a sud di Gerusalemme. perché allora sono stati usati tanti sotterfugi per farlo sparire quando si riferiva agli altri apostoli? Perché qananita. quando parleremo della natività di Gesú. e. 12) e negli Atti degli apostoli (1. la cambiarono. Simone lo zelota.. Per esempio nel Vangelo di Papia. trovando questa morte di troppo cattivo gusto.. mi tradirà». diventando un olmo. e lo baciò. Per sostenere la veridicità di questa morte. 13). ha cambiato pure di posto. si affermava che Giuda. aveva assunto il significato di «integralista-terrorista». albero che.. li chiamano sicari o briganti? 114 . che in ebraico significa «zelota». gli stesori dei quattro Vangeli mostrarono all’imperatore l’albero di fico nel quale Giuda si era impiccato. Tutte le vicende di Cristo. viene mostrato ai turisti-pellegrini come prova dell’impiccagione di Giuda sempre un albero che è nei pressi di Gerusalemme. la città dei pellegrinaggi che. sempre per quel bisogno che hanno i cristiani di ricorrere alla truffa per rendere credibili le loro menzogne. si lasciarono sfuggire questo appellativo di «zelota». è lui.«in verità vi dico. se si trovava allora a est di Gerusalemme. arrestatelo!». quali Giuseppe Flavio. riferito ai guerriglieri del partito nazionalista giudaico. oltre ad aver mutato di natura. Perché. Allora i discepoli cominciarono a rattristarsi e a dirgli l’uno dopo l’altro [precisazione messa dai falsari appositamente per dimostrare che gli altri discepoli erano estranei al tradimento]: «sono forse io?». Se questo soprannome significa «zelante d’amore verso dio». ho letto poco tempo fa su un giornale pretino che una parte di ciò che egli ha scritto lo ha appreso direttamente da Maria – la madonna –. scritto soltanto trenta anni prima di quello di Matteo. i cristiani costruirono quel tradimento che doveva servire loro per fomentare contro gli ebrei quell’odio di cui conosciamo bene le conseguenze. E subito si avvicinò a Gesú e disse: «salve. era morto nella seguente maniera: [… il] suo corpo si era talmente gonfiato negli ultimi suoi giorni da non passare per le strade e dopo morto la puzza del suo cadavere aveva appestato la città [Gerusalemme]. E noi terremo presente questo.. per dimostrare che il tutto era stato predetto dalla profezia.. scrivendo nei Vangeli: il traditore aveva dato questo segnale. uno di voi. Attualmente. E la trasformarono in profezia. messo un pezzetto di pane nella mano dell’apostolo Giuda. dicendo che si impiccò a un albero di fico. È a riguardo di questo apostolo che i preti maggiormente fanno il mea culpa. come vedremo. furono spesso cosí male interpretate nel loro significato biblico da suscitare ilarità. furono fatte dipendere dall’adattamento di frasi tratte dalla Bibbia che. furono fatte passare per profezie. n. e Gesú aggiunse: «sarà colui che intínge il pane con me nel mio piatto».

n. allora si può finalmente capire cosa intenda per santità. il quale asseriva che l’apostolo Giovanni era stato decollato.Se per la Chiesa questi «zelanti» sono dei santi. dal momento che la stessa referenza l’ha data anche alle crociate.) A questo punto. a un certo punto. anche se un cronista bizantino del IX secolo. Lazzaro.. Una terza versione. Poiché parlare esaurientemente di Lazzaro comporterebbe un impiego di tempo eccessivamente lungo. dicendo che Papia aveva scritto. un certo Giorgio Hamartole. E se le cose fossero andate differentemente. rappresentando egli uno dei personaggi piú compromettenti della figura di Gesú. Ma quale fiducia si può dare a questo santo. A forza di pregare la pelle dei ginocchi gli era diventata dura come quella dei cammelli. fu relegato a un ruolo periferico. di averlo visto ucciso dagli ebrei alla fine del I sec. Basta prendere in considerazione le tante volte in cui coloro che si rivolgevano a Gesú per parlagli di Lazzaro usavano l’espressione «il tuo amico». per la fratellanza che aveva con Maria di Magdala. La Chiesa cosí ci descrive la figura del suo Giacomo «zelante d’amore per dio». ciò dipese dal fatto che questo nome non poteva essere assolutamente taciuto nei Vangeli. 115 . Si asteneva dal lavarsi e non si tagliava mai né i capelli né la barba. volle contestarla. Se leggiamo con attenzione i Vangeli canonici comprenderemo che l’amico di Gesú è Lazzaro. immaginando la reazione dei teologi nel difendere le verità affermate da sant’Agostino.. se fu dato il nome di Giovanni. si protrassero fino al tempo di sant’Agostino. cioè quel Lazzaro che. reclinò il capo sul suo petto. Io e quelli che erano con me vedemmo degli uomini e delle donne senza testa che avevano due grandi occhi sul petto. La sua figura di seguace-amico di Giovanni fu trasferita in un ipotetico apostolo a cui. non potendo essere completamente eliminato perché ancora presente nella memoria al tempo in cui furono compilati i Vangeli. uditi due volte al giorno e sempre nelle stesse ore. sempre secondo Tertulliano. dopo essere stato gettato in una caldaia di olio bollente dalla quale miracolosamente era uscito illeso. La versione ufficiale che la Chiesa ha dato alla morte di questo apostolo immaginario è quella di un vecchio che pacificamente chiude gli occhi nel suo letto a ottantacinque anni. colonna della teologia cristiana. io pongo a costoro un’altra domanda: come si può spiegare che un sant’Agostino. (Penso che ciò sia piú che sufficiente per avere un’idea di chi siano i grandi pensatori dichiarati «padri della Chiesa». per assimilarlo all’apostolo che all’ultima cena era seduto accanto a lui. Messo sotto terra. sicuramente la piú interessante. alle persecuzioni contro gli ebrei e contro i “pagani”. il suo corpo continuò a muoversi producendo rumori che.. e. mi limiterò a dire che. quell’apostolo amico che. dopo aver confermato l’esistenza dei «succubi» (demoni che negli accoppiamenti con gli esseri umani recitano la parte di femmina) e degli «incubi» (demoni che rivestono invece il ruolo di maschi). fu data invece da Tertulliano. dal momento che la favola che avevano costruito era stata tratta da una tradizione popolare che si basava su questo nome. era l’amico prediletto di Giovanni il nazoreo. La soppressione del nome di Giovanni avrebbe reso la storia cristologica cosí priva di ogni riferimento storico da renderla troppo astratta per essere accettabile. scrive nel suo libro La città di dio: ero già vescovo di Ippona quando mi recai in Etiopia insieme ad altri servitori di Cristo per predicare il Vangelo. nella realtà. uno dei maggiori falsari del IV sec. e a quelle evangelizzazioni che nel 1500 produssero in America latina stragi e genocidi per oltre cinquanta milioni di vittime . nulla ci impedisce di pensare che papa Pio XII avrebbe dichiarato santi anche i campi di sterminio nazisti. attraverso Epifane. il quale. V): Ego vero evangelio non crederem nisi me catholicae ecclesiae commovere autoritas – ovvero: «io non crederei ai Vangeli se non fosse la Chiesa a ordinarmelo». il quale confermò in un suo scritto di averli personalmente uditi. tanto illuminato e dotto da considerarsi infallibile nella sua ispirazione divina e genialità umana. alle inquisizioni. in qualità di testimone. come dimostra eleggendo tali Simone detto Barjona. grande apologista cristiano degli inizi del III sec. possa aver affermato in un suo scritto contro i manichei (cap. (anche lui santo): Giacomo il minore era un asceta. Giacomo soprannominato Boanerghe e tutti gli altri.

usciti negli anni sessanta del II sec. i quali. con il suo oblio. n. il quale. che veniva ricordato dalla tradizione. fu adottato come tale. Praticamente i cristiani dettero un nome al loro messia ricorrendo allo stesso trucco che usarono i redattori della Bibbia quando. avrebbe fatto sprofondare nel ridicolo tutta la loro costruzione. Il tempo. e le repressioni usate dai cristiani contro i loro avversari. tale il figlio!) Eluso cosí il problema del nome. nel VI sec. ricorrendo all’annuncio che l’angelo aveva dato alla moglie di Manoach: «tu concepirai e partorirai un figlio che sarà nazireo fin dalla nascita» − annuncio che. fu definitivamente tramutato in quello di Gesú intorno all’anno 180 n. n.GIOVANNI IL NAZOREO Dopo aver visto come i componenti della banda dei boanerghes furono trasformati in pacifici discepoli attraverso la manipolazione dei loro nomi – barjiona in figlio di Giona. iscariota in nativo di Ekariot. significando genericamente «colui che salva». in realtà. un nome. per essere sostituito dalla profezia di Michea che. gli dettero altri significati. 116 . nondimeno. da quanto risulta da un’opera di Celso 8 – Il vero discorso – nel quale dice: colui al quale avete dato il nome di Gesú in realtà non era che il capo di una banda di briganti i cui miracoli che gli attribuite non erano che manifestazioni operate secondo la magia e i trucchi esoterici. Liborio o Anacleto –. e. acquisito lo status di nome proprio. Marco e Luca. Infatti nelle prime edizioni dei Vangeli di Matteo. Se l’appellativo di «galileo» fu agevolmente fatto passare per «abitante della Galilea».. gli dettero quello di Josuha (Gesú) che. fu scartato. e un conto sarebbe stato sostenere l’esistenza di un qualcuno che. che non essendo mai esistito nell’era messianica. qananite in abitante di Cana. sostituito con quelli generici di Cristo (khristos nel significato di «unto») e di signore. n. il cui significato di «zelota» avrebbe contrastato decisamente con la natura religiosa e pacifica del loro costruendo messia. (È proprio il caso di dire: quale il padre. I cristiani. riferendosi alla nascita del futuro re d’Israele. cioè quello di nazoreo. pur esprimendo in realtà lo stesso significato di sotèr. anche un nome proprio. cosí si esprimeva: 8 Celso. l’altro. fece invece ridere gli oppositori. rapportandosi troppo palesemente a Sansone. accettato dalla massa plebea − che nella sua ignoranza non si poneva problemi etimologici −. Questo nome. che veniva attribuito genericamente alle divinità “pagane” − le quali avevano. messo in evidenza l’inghippo (come nel caso sopracitato riguardante Celso). rimanevano da contraffare gli appellativi di galileo e di nazoreo. non potendogli attribuire un nome proprio – quale potrebbe essere Pasquale. solo apparentemente lo toglieva dal suo anonimato. si mostrò particolarmente difficoltoso. Non c’è bisogno di spiegazioni per comprendere che un conto sarebbe stato sostenere l’esistenza di un messia che.. Il primo tentativo che fecero per togliergli ogni significato rivoluzionario. etc. Essendo impossibile sopprimerli. veniva presentato sotto un nome proprio. La verità è che tutti questi pretesi fatti non sono che dei miti che voi stessi avete fabbricato senza pertanto riuscire a dare alle vostre menzogne una tinta di credibilità. privo di un nome proprio sarebbe potuto sfuggire a ogni controllo storico. accusarono ancora una volta i teologi cristiani di sfrontatezza e di truffa. celebre per la sua critica contro il cristianesimo. fu quella di farlo dipendere da una profezia. Il nome: il nome di Giovanni. –. passiamo ora alle contraffazioni che i cristiani operarono su Giovanni per trasformarlo in Gesú. permetteva loro di difenderne l’esistenza attraverso l’anonimato. filosofo platonico del II sec. ricorrendo alla frode – come avevano fatto con gli altri nomi dei componenti della banda dei boanerghes. attribuirono al loro dio il nome di Yahvè. però. e. di punto in bianco. av. da quanto risulta dalle documentazioni. È noto a tutti che ciò che avete scritto è il risultato di continui rimaneggiamenti fatti in seguito alle critiche che vi venivano portate. cioè. fece sí che il nome di Gesú. e. sostituendo con Gesú quello di Giovanni. significando «io sono». il messia veniva ancora connotato con gli appellativi generici di «Cristo» e di «signore».. e. che per essere sostenuto avrebbe chiesto una documentazione specifica.

che avevano scelto soltanto perché attraverso il suo nome potessero giustificare l’appellativo di nazoreo. Congedata la folla. assume un carattere prettamente lacustre.] all’udire queste cose tutti furono pieni di sdegno. Gesú. che risulta essere completamente differente da come la riportano i Vangeli: perché la città di Nazaret. mettendolo in connessione con la città di Nazaret – come qananite e iscariota. rimarchiamo che la città di Gesú non è affatto la Nazaret sita in pianura e distante quaranta chilometri dal lago di Tiberiade. non poteva essere applicata a Gesú. si mise a parlare di lui. avevano le stesse consonanti 9 . per gettarlo giú dal precipizio. ricorsero ancora una volta all’espediente geografico. udito ciò che dicevano. lo cacciarono fuori della città e lo condussero al ciglio del monte sul quale la città era situata.«un virgulto nascerà a Betlemme dal tronco di Iesse. riconosciutolo. viene invece descritta nei Vangeli come costruita sopra un monte e in riva a un lago? La risposta è semplice: perché la città sita sul monte e posta in riva al lago è la vera città in cui visse il messia riportato dalla tradizione su cui vennero costruiti i Vangeli. mentre l’altra. fatto di barche. nel lago di Tiberiade. E ancora: Nella lingua ebraica. Se questa soluzione fu ritenuta anch’essa non accettabile. scrivendosi entrambe in ebraico con le lettere n z r. La gente del suo paese. secondo il suo solito.4-14. le parole venivano scritte riportando soltanto le consonanti. che avevano fatto derivare da Cana e da Keriot. Poiché è da Nazaret che trarremo la prova conclusiva per dimostrare che Gesú in realtà è Giovanni. affermando che fu il paese in cui Gesú crebbe e si formò durante quei trenta anni che precedettero le sue prediche. La stessa conferma sulla città di Gesú ci viene da Luca. Leggendo i Vangeli.. Gli stessi apostoli sono tutti dei pescatori. quella in pianura e distante quaranta chilometri dal lago è quella che i falsari usarono per giustificare l’appellativo nazoreo. si levarono. trovandosi su una montagna che sorge presso il lago di Tiberiade. che sarà destinato a governare sul popolo di dio». 13. Quindi. che Gesú trasforma in discepoli. ma egli passando in mezzo a loro se ne andò (Lc. E sarà proprio con l’impianto di questo ennesimo imbroglio che i falsari ci forniranno la prova definitiva e inconfutabile che Gesú. il quale ci parla pure di un precipizio: Gesú si recò a Nazaret dove era stato allevato. 9 117 . incontrandoli mentre ritirano le reti: terminate queste parabole. come la prima. di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere [. salí sul monte e si mise a pregare. come se si scrivesse: «ragione» = «r g n». 28). quanto perché anch’essa. avendo costruito i quattro Vangeli canonici a Roma senza conoscere la Palestina. di pescatori e di onde mosse dalle tempeste. ma. come la fenicia e l’antica egizia. bensí un’altra città che. Per esempio. non dipese tanto dal fatto che apparisse troppo immaginaria e pressoché impossibile a sostenersi. oppure «verità» = «v r t». situata in pianura e lontana dal lago di Tiberiade.. commisero la grande leggerezza di raccontare i fatti secondo la tradizione che si riferiva a Giovanni. Gesú partí di là e venuto nella sua patria insegnava nella sinagoga. 53). cioè a Davide. visto che la gente restava sulla spiaggia. guarí i malati e moltiplicò i pani e i pesci. Se avevano preso questa profezia per giustificare il perché Gesú avesse l’appellativo di nazoreo fu per il fatto che la parola «virgulto» (neizer) e la parola nazir. Praticamente questa contraddizione tra la descrizione che riportano i Vangeli della vera patria del messia e la città di Nazaret dipese dal fatto che i falsari. partí di là su una barca. Dal monte vide che sotto. Tutti e quattro i Vangeli canonici fanno dipendere il nome nazoreo («nazareno») dalla città di Nazaret. la barca degli apostoli era messa in pericolo dalle onde generate dal vento che si era improvvisamente levato (Mt. ed entrò. personaggio mai esistito. senza preoccuparsi di adattarli alla città di Nazaret. essendo rivolta ad altro personaggio. fermiamoci a esaminare questa città. non è altri che la controfigura di Giovanni.. figlio di Iesse. dopo aver cercato inutilmente nella Bibbia un passo che potesse giustificare in qualità di profezia l’appellativo di nazoreo.

detto il nazoreo: Ezechia era un rabbi appartenente a famiglia altolocata della città di Gamala che era situata sulla sponda golanita del lago di Tiberiade. elevandosi a smisurata altezza. chi altri potrebbe essere se non Giovanni. formava la rocca della città. Affacciata a mezzogiorno. Ma anche qui gli abitanti. istigando la nazione all’indipendenza (Ant. stando fuori lo mandarono a chiamare. Partendo dal presupposto che tutto ciò che viene annunciato dai profeti deve obbligatoriamente avverarsi.] Entrò in casa e si radunò intorno a lui molta folla. uscito di casa. sono portati a negare le verità anche le piú evidenti. giud. sopprimendo il libero arbitrio e rendendo quindi l’uomo non responsabile delle proprie azioni. Tutto ciò che ho scritto precedentemente. anche se i paesani non rispettano l’esatta pronuncia del nome chiamandola Gamala. 13-1. chiamò a se quelli che volle andassero dai lui [. una gran folla si recò da lui. e non a Nazaret nella Galilea. avevano sbarrato il passaggio. perché non lo schiacciassero [. risulta essere di Gamala. mentre è un po’ accessibile di dietro. resi testardi dalla fede.. in fin dei conti. Comunque. A questo punto. questa città sita in riva al lago di Tiberiade. Sui fianchi e di fronte termina in burroni impraticabili.. i cristiani testimoniarono la vita di Gesú servendosi esclusivamente delle profezie. 3-4): sentendo ciò che diceva. confidando nelle sue difese naturali.. Le case costruite sui pendii erano fittamente disposte l’una sopra l’altra: sembrava che la città fosse appesa e sempre sul punto di cadere dall’alto su se stessa. aveva il solo scopo di preparare i lettori a questa conclusione.. non finisce qui la dimostrazione della non esistenza di Gesú. padre di Giuda il golanitide e nonno di Giovanni il galileo. tratte dalla Bibbia e opportunamente adattate. Allora egli pregò i suoi discepoli che gli mettessero a disposizione una barca. La nascita di Gesú Mancando di prove storiche. farebbe apparire lo stesso Cristo un burattino in balia di un destino già prestabilito dalle sacre scritture. si cominciò a raccogliere intorno a lui tanta folla che dovette salire su una barca (Mt. la sua sommità meridionale. la cui evidenza non può essere respinta neppure da coloro che. La risposta ci è stata fornita da quel passo di Giuseppe Flavio che descrive la città di Ezechia.. resici conto che la città dove si era allevato Gesú non poteva essere Nazaret. che cos’altro si può concludere. poiché tante saranno le prove che porterò ancora per dimostrare di cosa sono stati capaci i falsari (i santi padri della Chiesa) per costruire questa grande impostura che è il cristianesimo. da questo trae il nome. XVIII-4). redassero i Vangeli facendo dipendere le azioni di Cristo da frasi che. allora. Se questa è la città che i Vangeli attribuiscono a Gesú. Da un’alta montagna si protende infatti uno sperone dirupato il quale nel mezzo s’innalza in una gobba che dalla sommità declina con uguale pendio sia davanti che di dietro. scavando una fossa trasversale. Questa città non si era sottomessa ai romani. perché originato da ispirazione divina. posta su una montagna e circondata da precipizi. se non che Gesú fosse nato e vissuto a Gamala nella Golanite. siamo andati a cercare da altre fonti quale fosse. si gettò nella ribellione [Guerra del censimento]. come la Chiesa vorrebbe darci a intendere? Se Gesú. che si trova a quaranta chilometri dal lago ed è situata in pianura. tanto da somigliare al profilo di un cammello (gamlà). sedutosi in riva al mare [lago]. al punto che neppure potevano prendere cibo. Dopo aver spiegato chi fossero realmente i suoi parenti. Basta sostituire. nipote del rabbi Ezechia e figlio di quel Giuda il galileo? Del quale cosí parla Giuseppe Flavio: un certo Giuda.). giud. Anche Matteo riporta (cap. A questo punto si dovrebbe parlare del fatalismo che. fecero passare per profezie.] salí poi sul monte. sotto di cui un dirupo privo di mura piombava in un profondissimo burrone (Ant. Giunsero sua madre e i suoi fratelli e. Gesú si mise a insegnare di nuovo lungo il mare [lago].quel giorno Gesú uscí di casa e. nei Vangeli. Nazaret con Gamala e tutto apparirà chiaro. 2). a causa della folla. un galamide della città di Gamala. Ma poiché non sono qui per discutere la 118 . in realtà.

non esistenza di dio, ma soltanto quella di Gesú come personaggio storico, lascio il lettore libero di trarre le proprie conclusioni sulla «predestinazione» che, togliendo agli uomini la responsabilità nelle azioni, vanifica l’esistenza di un dio che giudica secondo i meriti e i demeriti. La nascita di Gesú, costruita, come tutto il resto della sua vita, su frasi ricavate dalla Bibbia, risulterà una congerie di contraddizioni, di menzogne e di superficialità. La natività, ignorata sul principio dai quattro Vangeli, se fu aggiunta soltanto nel III sec. n. e. in quelli di Matteo e di Luca, ciò dipese dalla necessità che ebbero i cristiani di giustificare attraverso una nascita terrestre l’umanizzazione del loro messia di fronte alle critiche che gli venivano dagli oppositori, che chiedevano come fosse possibile che Gesú avesse cominciato la sua attività di predicatore come uomo senza essere nato da una donna. Infatti tutti e quattro i Vangeli canonici cominciavano presentando Gesú, che iniziava la sua missione di predicatore partendo da Cafarnao in età adulta, dando come sola giustificazione della sua esistenza umana quella voce che si era sentita venire dall’alto, che diceva, mentre veniva battezzato da Giovanni Battista: «questi è il mio figlio prediletto che oggi ho generato». Come conseguenza della decisione che presero di dare a Gesú una nascita terrestre, risultando contraddittorio questo concepimento, che fino allora avevano fatto dipendere direttamente da dio, cambiarono l’espressione «oggi ho generato» con «mi sono compiaciuto», come risulta nel Vangeli odierni. Se nel Vangelo di Giovanni non parlarono della natività terrena, dipese dal fatto che preferirono dargliene una teologica in qualità di «verbo», per poter rendere il loro messia logos, come era Mithra nella religione avestica. Sulla nascita terrestre di Gesú si pose subito un grosso problema: farlo nascere a Betlemme, secondo quanto diceva la profezia di Michea, che lo voleva betlemita –
da te, Betlemme, cosí piccola per essere fra i capoluoghi di Giudea, uscirà colui che deve essere il dominatore d’Israele (Mc.V-1) –,

oppure a Nazaret − che era la città da cui avevano fatto dipendere l’appellativo Nazareno? Per soddisfare allora queste due esigenze, l’una che lo voleva betlemita e l’altra nazareno, i costruttori dei due Vangeli, quello di Matteo e quello di Luca, lavorando separatamente secondo la propria fantasia, dettero ciascuno una propria versione, sí da far risultare le due nascite differenti l’una dall’altra. Natività secondo il Vangelo di Matteo. Per soddisfare la profezia di Michea, che lo voleva betlemita, e l’esigenza di giustificare il suo appellativo di nazareno, Matteo, dopo aver fatto nascere Gesú a Betlemme, lo trasferí a Nazaret, dove rimase come residente per il resto della vita. Per comprendere lo stratagemma, nell’insieme piuttosto macchinoso, a cui ricorse Matteo per giustificare il trasferimento da Betlemme a Nazaret, la cosa migliore è seguire i fatti secondo come il Vangelo li racconta:
i re magi che avevano portato oro, incenso e mirra erano appena ripartiti quando un angelo apparve a Giuseppe e gli disse di partire subito in Egitto perché Erode, saputo che era nato colui che avrebbe regnato su Israele, cercava il bambino per ucciderlo. Giuseppe, presi con se Gesú e la madre, fuggí in Egitto perché ritornando poi dall’Egitto si potesse adempiere ciò che il profeta aveva detto: «dall’Egitto ho chiamato il mio figlio». Il re Erode per essere certo di eliminare il bambino ordinò di uccidere tutti i maschi di Betlemme e dei sui territori dai due anni in giú. Questa strage adempí ciò che era stato detto dal profeta Geremia: «un grido è stato udito in Roma, Rachele, la cui tomba è a Betlemme, piange i suoi figli e non vuole essere consolata [!?!]». Morto Erode, un angelo del signore disse a Giuseppe che era in Egitto che poteva ritornare a Betlemme perché colui che insidiava suo figlio era morto. Durante il viaggio di ritorno, Giuseppe, saputo che il posto di Erode era stato preso dal figlio Archelao, crudele quanto il padre, per un principio di prudenza, fermatosi in Galilea, andò ad abitare nella città di Nazaret perché si compisse ciò che era stato detto dai profeti: «sarà chiamato nazareno». [Il commento sarà fatto dopo].

Natività secondo il Vangelo di Luca. Contrariamente al Vangelo di Matteo, che faceva nascere Gesú a Betlemme perché Giuseppe e Maria erano residenti in questa, nel Vangelo di Luca si dice invece che, se Gesú nacque in tale città, ciò dipese dal fatto che Giuseppe e Maria, residenti a Nazaret, vi si trovavano perché obbligati a ritornarvi, quale loro città natale, per via di un censimento fiscale che era stato ordinato dal proconsole Quirino in seguito all’annessione della Palestina all’Impero 119

romano. (È il censimento dell’anno 6 n. e., che dette luogo alla rivolta guidata da Giuda il galileo, padre di Giovanni.) Soddisfatta cosí la profezia di Michea, che voleva Gesú betlemita, con la nascita nella famosa grotta riscaldata da un bue e da un asino, Giuseppe e Maria ritornarono a Nazaret, loro città di residenza, che avevano momentaneamente lasciata per via del censimento. Che entrambe le natività siano frutto di pura invenzione viene confermato, oltre che dal fatto già dimostrato che il personaggio evangelico, essendo originario di Gamala, non ha nulla a che vedere né con Betlemme né con Nazaret, anche dai tanti contrasti risultanti dai due Vangeli e dalle innumerevoli inesattezze e assurdità che in essi si riscontrano: 1) le genealogie attribuite a Giuseppe nei due Vangeli per dimostrare che suo figlio Gesú proveniva dalla stirpe di Davide, secondo quanto era stato annunciato dalle profezie, sono cosí differenti tra loro che sembrano riferirsi a due diverse persone. Oltre ai nomi dei componenti, che sono cosí discordanti tra le due versioni da non essercene uno che sia uguale a quello dell’altra, i due alberi genealogici contrastano anche sul numero degli ascendenti, che in Matteo risulta essere di 42 e in Luca di 56. Questa differenza numerica dipese dal fatto che le due genealogie non furono scritte secondo un criterio di oggettività storica, ma seguendo un’imposizione che veniva dal numero 14 della cabala ebraica di cui esse, nel totale degli ascendenti, dovevano essere i multipli. La differenza, quindi, dipese dal fatto che mentre Matteo moltiplicò questo numero per tre (42), Luca lo moltiplicò per quattro (56). (Ognuno tragga le proprie conclusioni nel giudicare i principi su cui sono basate le verità evangeliche!) 2) Le date a cui le due nascite si riferiscono hanno uno scarto di almeno undici anni, dal momento che il Vangelo di Matteo pone la nascita prima della morte di Erode − avvenuta nel 4 av. n. e. − e il Vangelo di Luca la pone sotto il censimento − avvenuto nel 6 n. e. (Qui è il caso di ricordare che la Chiesa ci presenta Matteo come testimone oculare e Luca come colui che venne a conoscenza dei fatti direttamente da Maria, avendola personalmente conosciuta!) 3) Mentre Matteo dice che Maria partorí a Betlemme, in casa sua, perché vi era residente al momento del parto –
i re magi, entrati nella casa di Giuseppe, videro il bambino e Maria sua madre e l’adorarono –,

Luca, affermando invece che Giuseppe e Maria si era recatati a Betlemme per via di un censimento, fa nascere Gesú in una stalla, perché, mancando di una casa propria, non avevano trovato nessuno che li ospitasse:
i magi andarono a Betlemme e trovarono Maria, Giuseppe e il bambino che giaceva nella mangiatoia di una grotta dove c’erano un bue e un asinello che lo riscaldavano, intorno tanti pastori che portavano i loro doni e sopra, dall’alto, una moltitudine di angeli che cantavano: «gloria a dio nel piú alto dei cieli».

4) Gli episodi riguardanti la «strage degli innocenti» ordinata da Erode, la «fuga in Egitto» e la visita dei re magi, sostenuti da Matteo, risultano del tutto ignorati nel Vangelo di Luca. 5) Il trasferimento della «sacra famiglia» da Nazaret a Betlemme a causa del censimento fiscale è quanto mai inverosimile e palesemente pretestuoso, sapendo che, secondo le leggi romane, i cittadini dichiaravano i loro redditi presso gli uffici fiscali della città dove svolgevano la loro attività, cioè dove avevano la residenza, e non in quelli della città dove erano nati – inverosimiglianza e pretestuosità che vengono confermate dal viaggio che fanno sostenere a Maria, che non trova nessuna giustificazione, dal momento che, sempre secondo le leggi romane, dovevano presentarsi alle autorità fiscali soltanto i capi famiglia, tanto che espressamente veniva specificato nell’editto che le donne sposate erano esentate, se rappresentate dal marito. 6) Un’altra assurdità, sempre inventata per costruire la trama evangelica, è quella di Erode, che, 120

chiamati i tre re magi in disparte, si fece dire con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli, «andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando lo avrete trovato, fatemelo sapere che anch’io andrò ad adorarlo»(Mt. 2, 7) –

come si può credere che Erode, sicuramente il piú potente re esistito in Palestina durante il tempo dei romani, che disponeva, come risulta dai documenti, di una perfettissima organizzazione informativa per difendersi dai rivoluzionari del partito nazionalista giudaico e da quanti avrebbero potuto congiurargli contro, avesse bisogno di tre stranieri di passaggio per sapere se era nato il messia a Betlemme, quel messia della cui nascita tutti erano a conoscenza nella Giudea per l’annuncio dato ai pastori dagli angeli che volavano a stormi nel cielo cantando «alleluia, alleluia»? Come è possibile che tutti fossero edotti sul luogo della nascita del «re dei re» indicato da una stella tanto luminosa da essere vista dal lontano Oriente, tranne Erode e i suoi cortigiani? Stando a quanto riportano i Vangeli, che i re magi per sapere dove si trovasse il re dei giudei si rivolsero agli abitanti di Gerusalemme (Mt. 2, 1), non sarebbe stato sufficiente a Erode, per sapere dove fosse il suo rivale, uscire dalla reggia e chiedere al primo che avesse incontrato? È chiaro che siamo nel pieno di una favola, per giunta demenziale, fatta di personaggi puramente immaginari come i re magi, che sono stati intromessi soltanto perché attraverso i doni dell’oro, dell’incenso e della mirra, che erano i tre elementi che venivano offerti a Mithra, potessero perseguire il programma prefisso di sostituirsi alla religione avestica nella mentalità popolare, rendendo le due credenze il piú possibile simili fra loro. E fu sempre per raggiungere questo scopo che fu fatto nascere Gesú in una grotta, come erano stati fatti nascere Mithra, Dionisio, Tammuz e tutti gli altri dei solari, perché potessero dimostrare, attraverso una nascita avvenuta in un luogo privo di luce, la loro vittoria sulle tenebre – e in seguito, esattamente nel V sec. n. e., trasferirono al 25 di dicembre, giorno natale di Mithra, la natività di Gesú, che fino allora avevano invece festeggiato ai primi di marzo. Questo programma di conquista delle masse basato sull’assecondare il piú possibile le credenze “pagane” per far loro assimilare il cristianesimo senza provocare dei traumi, la Chiesa continuò a seguirlo nei secoli che seguirono, usando i templi “pagani” per celebrare i propri riti. 7) Il fatto poi di avere inviato la «sacra famiglia» in Egitto per dimostrare – attraverso l’espressione messa nella bocca di dio, «ho chiamato mio figlio dall’Egitto» – che il loro Gesú era veramente il figlio di dio, non è che un ulteriore prova dimostrante che i falsari che scrissero i Vangeli erano cristiani di origine “pagana”, che ignoravano nella maniera piú assoluta i significati contenuti nella Bibbia. Infatti, la frase «ho chiamato mio figlio dall’Egitto» non si riferiva al messia, come avevano creduto, ma al popolo ebreo, che dio, chiamandolo dall’Egitto, aveva liberato dalla schiavitú dei faraoni. Quindi, stando cosí le cose, sarebbe stato molto piú opportuno per loro se Gesú lo avessero lasciato a Betlemme dove era nato, evitandogli quel viaggio in Egitto che, oltre ad dimostrare la loro ignoranza biblica, ha fornito la prova definitiva della loro impostura, facendo fermare Gesú a Nazaret per trasformarlo da nazoreo in Nazareno. A questo punto, considerate le discordanze esistenti fra i due Vangeli, sarei curioso di vedere la reazione di Matteo, se gli si mostrassero i presepi che si costruiscono oggi, con un Gesú adagiato sulla paglia di una mangiatoia, dal momento che lui − quale testimone dei fatti, secondo quanto vuole darci a intendere la Chiesa − fa partorire Maria comodamente nel letto di casa sua! Finito con la natività, Luca passa a raccontarci della circoncisione di Gesú, circoncisione che, invece, è ignorata da Matteo. Di questa cerimonia Luca ci racconta praticamente tutto: ci parla di un certo Simeone, uomo giusto, che onorò il bambino con parole che gli furono dettate dallo spirito santo, ci riferisce di Anna la profetessa e si sofferma persino sulle due colombe bianche, dicendoci che furono sacrificate sull’altare secondo la legge di Mosè (schiacciamento della testa con l’unghia del pollice), ma non ci dice nulla di colui che raccolse il prepuzio e lo conservò perché i posteri potessero venerarlo nella teca che attualmente si trova presso il convento delle Orsoline a Charroux, in Francia. A parte la scena comica di queste suore caste e vereconde che immaginiamo arrossire mentre pregano inginocchiate davanti a un pezzo di membro, quello che piú suscita ilarità è che, oltre questo prepuzio venerato a Charroux, nel mondo cristiano ce ne sono ben altri cinque, che vengono gelosamente conservati e incensati come reliquie nelle loro custodie dorate. 121

Di conseguenza. quali quelli riguardanti i pastori e Kansa. sembra che le Orsoline di Charroux lo facciano piú spesso! Ma questo è niente di fronte al problema teologico. e di Maria. che sono specializzati nel risolvere i problemi teologici!) Terminato il racconto sulle nascite. A questo punto concludo con la natività – anche se ci sarebbe da fare ancora un’infinità di altre puntualizzazioni (serie e comiche) –. che tratterà della passione e morte di «nostro signore Gesú Cristo». Attis da Nana. ritrovandola nella natività di Luca in tutti i suoi dettagli. 122 . figlio di Giuda il golanite. che viene trasferito in quel re Erode che cerca il nascituro per farlo morire. dicendo che. non può essere che un’ulteriore conferma di quanto il cristianesimo sia un plagio delle religioni altrui. da un testimone oculare. fu scelto perché è tra i piú comuni nomi femminili della Bibbia e la verginità le fu tributata per il semplice fatto che tutti gli dei salvatori. con la sola differenza che il loro Cristo si presenta in carne e ossa. Se poi consideriamo la nascita di Visnú dalla vergine Devaki. quella decisiva. anche lui. facendogli cominciare il ciclo di prediche. Ma fuggi. quello di Matteo. cosí discordanti tra loro nei fatti anche piú essenziali. le baciano attraverso il vetro. Prima di passare al prossimo capitolo. è asceso in cielo nella completezza o nell’incompletezza del suo corpo?”. Vergine e madre salve! Nascerà da te un figlio che sarà il salvatore del mondo. Questa narrazione. padre putativo di Gesú.(A titolo informativo dirò che le reliquie vengono esposte una volta all’anno ai fedeli che. anche se sono innumerevoli – fin troppe – le prove che Gesú non è altri che il prodotto di una trasformazione operata su Giovanni. esattamente come aveva affermato Marcione nel suo Vangelo. quello di Luca. Per sapere come la Chiesa ha accomodato questo dilemma non c’è che da rivolgersi ai domenicani o ai gesuiti. con chi altri potevano farla sposare se non con un uomo puro e casto. dettero per marito a colei che doveva rimanere vergine. possiamo rimarcare che la natività di Luca ne è la perfetta ripetizione: la volontà di dio si è compiuta. passandogli davanti. figlio. 14). da un apostolo che riportò le narrazioni «dopo aver eseguito accurate e scrupolose indagini». come l’altro. tratta dai testi induisti. chiedendomi se è mai possibile credere alla Chiesa quando afferma che questi due Vangeli. perché era riuscito a resistere alle ripetute tentazioni dell’avvenente moglie di Potifar. di un padre che si chiamava Giacobbe. sia Matteo che Luca proiettano Gesú a Cafarnao all’età di trent’anni. erano figli di un dio che si era accoppiato con una donna vergine – cosí Horus nato da Iside. Tammuz da Ishtar. perché si adempisse la parola del profeta: «non può restare nascosta una città posta sopra una montagna» (Mt. furono scritti. figlio di Giacobbe (quel Giuseppe che viene elevato al rango di viceré d’Egitto). I nostri fratelli ti guideranno dai pastori che stanno alle falde del monte Metu. A questo punto possiamo riepilogare. Il nome di Maria. sia delle religioni occidentali che orientali. che deriva dall’ebraico Miriam. che ci ricorda la nascita di quel messia della prima Apocalisse. un uomo che si chiamava Giuseppe. e l’altro. è qui che metterai al mondo il figlio divino. mentre quello di Marcione aveva dell’uomo solo le apparenze. 5. poiché Kansa [il dio del male] ti cerca per farti morire col tenero frutto che rechi nel seno. inoppugnabile e quindi inconfutabile ci è stata data dagli stessi falsari che eseguirono la trasformazione di nazoreo in «nazareno». per sostenere la verginità di Maria. madre terrena e vergine. voglio dare brevemente la spiegazione su come costruirono i personaggi di Giuseppe. capace di resistere alle tentazioni della carne? Siccome nella Bibbia l’uomo che veniva ricordato per la sua castità era Giuseppe. sorto in seguito all’interrogativo: “se Gesú ha lasciato il suo prepuzio sulla terra. che fu partorito sulla terra da una vergine inseguita dal drago. Perseo da Danae e Mithra da una vergine fecondata da Aura Mazda. il dio del male.

prima di dare l’autorizzazione a staccare il corpo dalla croce. per eliminare la difficoltà che comportava la ricerca di un ramo forcuto quando le crocifissioni erano numerose. «fissare alla croce» –. Una cosa comunque è certa: non fu fissato a una croce come quella che ci mostra la Chiesa.). che nell’impiccagione era pressoché immediata. fu in seguito estesa anche ai disertori e ai sovversivi che causavano disordini tendenti a destabilizzare le istituzioni dello Stato. Il condannato entrava in agonia quando. riservata all’inizio soltanto agli schiavi. Cicerone. erano ritenuti atti di clemenza spezzare gli stinchi al condannato. la crocifissione fu ulteriormente semplificata. e permettere ai familiari di bagnare le labbra al moribondo durante l’agonia con una spugna imbevuta di un liquido amaro estratto da radici e erbe aromatiche. venne legato a un palo (stauros). considerando l’atrocità delle sofferenze. sia perché mai nominati nella storia delle crocifissioni. anche se negli Atti degli apostoli. che. parlando di essa. piegava le gambe. formata da due forche e da una trave trasversale. e. sulla quale il condannato veniva legato per le braccia alle due estremità divergenti. e nella guerra giudaica. La crocifissione consisteva nel legare le braccia del condannato alla traversa. riducendo la forca a un semplice palo. nella crocifissione era preceduta da un supplizio che durava dai tre ai quattro giorni. fino a quando sopraggiungeva la morte. originaria dell’Oriente semitico e diffusasi poi in tutto il mondo arabo. nel secondo doveva tenerlo sollevato in modo da farlo restare appeso. semplificazione che ridusse il tutto a una sola forca. sia perché il loro uso non avrebbe avuto nessuna 123 . Per essere certi che il decesso fosse avvenuto. La croce dei romani era un’impalcatura di legno costituita da una trave trasversale. tra le altre cose.000 schiavi ribelli (71 av. a causa delle continue rivolte promosse dal partito nazionalista giudaico.CROCIFISSIONE La croce che la Chiesa ci mostra come apparato sul quale morí Gesú non ha nulla a che vedere con lo strumento di morte usato dai romani per i condannati alla crocifissione. finché. dal momento che questi sono escludersi nella maniera piú assoluta.) i quali. crux. La struttura originaria della croce. in cui le crocifissioni. la definí un supplizio cosí crudele da non esistere nessun crimine che potesse giustificarne l’applicazione. la provincia romana dove maggiormente venne applicata la crocifissione fu la Palestina. secondo quanto dice Giuseppe Flavio. sfinito. ritenendola troppo atroce. Questo tipo di intelaiatura. che appoggiava le sue estremità su due pali. provocava l’occlusione della trachea.) e Quinto Ennio (239-169 av. era consuetudine trafiggere il cuore del crocefisso con una lancia. La crocifissione. Come conseguenza. come avvenne nella rivolta contro Erode. La morte avveniva normalmente per il soffocamento causato dalla testa. n. Furca e crux:impiccagione e crocifissione La morte. se nel primo caso doveva permettere al condannato di appoggiare i piedi per terra. usata per crocifiggere – cruci figere. stando a quanto viene fatto asserire allo stesso Paolo di Tarso. e. n. anche se non è affermato in maniera chiara ed esplicita. I primi scrittori romani che la menzionarono furono Maccio Plauto (255/251-184 av. abbandonandosi al proprio peso. subí una forte semplificazione in seguito alla rivolta di Spartacus nella quale furono crocefissi 7. n. fissati in terra che terminavano ognuno a forcina. eccetto che nella lunghezza delle forcine che. per abbreviargli la durata del supplizio. i romani l’appresero dai cartaginesi durante le guerre puniche. Come sia stato crocefisso Cristo (Giovanni) poco ci interessa. chiamata patibolum. e. veniva piantonato da due legionari. ci riferiscono che.000 esecuzioni. fu definitivamente soppressa. era in tutto uguale a quello che veniva usato per le impiccagioni. arrivando a una media di 500 al giorno. La prassi di dare la morte tramite crocifissione. In Grecia questo tipo di esecuzione fu usato soltanto in casi di eccezionale gravità. che comportò 2. pendendo in avanti. e tantomeno furono usati dei chiodi. dovettero a un certo punto essere sospese. per mancanza di legno. Per evitare che il condannato fosse sottratto. stipes. Stando a quanto risulta da documenti riguardanti l’era messianica.

Soltanto il cinismo dei preti – quel cinismo che hanno dimostrato nelle torture operate nelle inquisizioni – poteva aggiungere a un supplizio già tanto atroce un’ulteriore sofferenza! La croce latina. come emblema dell’impero. e. n. e senza il Cristo crocefisso sopra. sui vessilli e sulle monete. e. Siccome la croce gallica aveva la stessa forma della X che i cristiani avevano già incorporato nel loro simbolo – simbolo che avevano ricavato dalle prime due lettere della parola greca Χριστος (Christos) –. Come conseguenza. e con il volto rivolto al cielo in un’espressione gioiosa. i loro redattori. ossia costituita da quattro vettori di uguale lunghezza. aggiunsero nei Vangeli tutte quelle frasi che misero in bocca a Gesú stesso prima di affrontare la morte. n. era dipeso dal fatto che fino allora la Chiesa aveva ancora seguito il concetto dei culti dei misteri. nella quale si affermava che. in seguito alla vittoria riportata sui galli. essendo le braccia legate con una corda e i piedi appoggiati al suolo. apparse soltanto alla fine del V sec. lontani ancora dal concepire la croce latina. e. presa certamente per conquistare le masse attraverso l’emotività che poteva produrre il dolore. che esprimeva ancora quel concetto esseno. avvenne quando fecero propria la croce gallica. quelle sofferenze che. tracciando una linea orizzontale sul piede della X . Per dimostrare ancora quanto i Vangeli non siano altro che il risultato di sovrapposizioni e correzioni. ma legato. la trasformarono in una croce greca. Quando negli anni intorno al 160 n. La prima apparizione di quella che fu poi chiamata la croce latina – cioè la croce avente il vettore inferiore piú lungo degli altri – la troviamo nella liturgia cristiana soltanto alla fine del IV sec. in sostituzione di una prima versione. Fu in seguito a questa decisione. 124 . detta greca. Le prime croci con il Cristo crocefisso sopra. come risulta dalle pitture della prima metà del VI sec... esistendo in quell’epoca soltanto due tipi di croce: la croce fatta a X e la croce. etc. che era quello basato su un patibolum appoggiato su due stipes terminanti a forcina. Il primo approccio che i cristiani ebbero con il simbolo della croce – croce che non aveva nulla a che vedere con quella usata come strumento di morte –. n. perché potessero aggiungerla nel disegno. pianto che poi fu tolto perché considerato indegno per un dio. se è possibile passi da me questo calice». e. cosí da formare nel complesso del disegno quel monogramma che risulta dai graffiti del IV sec. in maniera che questa non sparisse nella sovrapposizione. fu aggiunta nel VII sec. n.giustificazione. fatta a forma di + . che i costruttori di questa nuova religione decisero di trapassare le mani e i piedi del loro salvatore. oltre alle gocce di sudore. che voleva che si affrontasse la morte sorridendo davanti ai carnefici. i cristiani assunsero anche loro la croce gallica come loro emblema. se precedentemente non erano state prese in considerazione. e. uscirono i primi Vangeli canonici. oltre ad avere una struttura a forma di T . Per via di quel sodalizio politico-religioso che si era instaurato tra l’impero e la nascente Chiesa in seguito al concilio di Nicea (325). 44). e. «Padre mio. trattarono la crocifissione di Cristo nel sottinteso che essa fosse stata eseguita secondo il sistema da tutti conosciuto.. fu trasformata in un atteggiamento di dolore allorché i teologi cristiani decisero di mettere in risalto le sofferenze patite da Gesú. in cui si dice che Gesú era tanto in preda all’angoscia che il suo sudore divenne come gocce di sangue. presentavano un Gesú non inchiodato. Questa espressione esultante. dirò che la frase riportata sul Vangelo di Luca (22. dopo che Costantino l’adottò. per dare risalto a questo nuovo aspetto della «passione». che facevano dipendere la salvezza degli uomini non dal sacrificio e dalle sofferenze patite dal sotèr prima di essere ucciso. che la Chiesa sostiene essere stata utilizzata per la crocifissione di Gesú era del tutto ignorata dai romani. per simboleggiare la vittoria che avevano riportato sul “paganesimo”.. ma esclusivamente dalla sua resurrezione. facendola raffigurare con la sua forma a X sugli scudi dei soldati. di vero sangue erano anche le lacrime che aveva Gesú versato nel pianto che aveva fatto nell’Orto degli ulivi. e gli fecero reclinare la testa in un’espressione di estrema sofferenza. quali: «la mia anima è triste fino alla morte [. n.]».

). nella formella del V sec. un concetto di redenzione universale. e. lasciarono soltanto la croce greca a + . assumendo come definitivo il simbolo che tuttora appare nella liturgia ecclesiastica. e in quello di Giovanni con «tutto è compiuto». che permetteva di portarla in processione. – fornita dallo storico Eletto Ramacci di Bagnoregio (VT) – che raffigura Gesú crocefisso secondo il sistema romano. in una posizione che esprimesse. però. Trasformata cosí in croce greca quella che rappresentava per loro la vittoria sul “paganesimo”. tolta la X a scopo semplificativo. e. Dovette passare un secolo prima che la crocifissione fosse associata alla croce latina. le allungarono il vettore inferiore perché fosse innalzata sopra le teste dei fedeli. che nulla aveva a che vedere con la crocifissione. Come sia avvenuto il passaggio dalla croce a forma di T a quella latina si disconosce. Raggiunto cosí l’“insetto perfetto” dopo questa lunga metamorfosi. allontana da me questo calice». i cristiani non avevano ancora pensato di associarla alla crocifissione. come se non bastasse. dolore che fu ancora suffragato da alcune espressioni che aggiunsero ai Vangeli. perché mi hai abbandonato». attraverso un simbolico abbraccio rivolto a tutta l’umanità. «Padre mio.. che infatti non appare in nessuna delle crocifissioni precedentemente eseguite. ma. che misero in bocca a Gesú nell’Orto degli ulivi. mettendola sugli altari. avendo eliminato l’appoggio del terreno. che gli fecero pronunciare prima di morire – la quale. dove rimase in forma fissa fino a quando. come appare dalle pitture dell’epoca. anche se qualcuno sostiene che potrebbe essere stato determinato dal primo pittore che ebbe l’idea di disegnare una prolunga sopra la croce per avere un supporto su cui istallare quella scritta JNRI. nelle tue mani raccomando il mio spirito». cioè fino a quando. negli anni 380-390 n. e... Altre modifiche furono poi apportate alla crocifissione quando si operarono le prime sculture. venne asserito che durante gli scavi voluti da Elena. veniva chiamato con il termine militare di dragonianus. l’esposero al pubblico. Siamo agli inizi del V sec. in seguito. nel Vangelo di Luca con «padre mio. secondo il sistema usato nella crocifissione romana. anche dal significato che davano a essa. La croce. madre di Costantino. ciò dipese dalla decisione che presero i teologi cristiani di presentare il Cristo con le braccia aperte. fino allora ignorati. Nel giro di pochi anni dall’astrattismo di simbolo si passò a una realtà di fatto cosí concreta da permettere ai falsari di sostenere che durante gli scavi eseguiti sul Calvario fosse stata ritrovata la croce a forma latina sulla quale era stato crocifisso Gesú. adottata inizialmente come simbolo della vittoria riportata sui “pagani” ed elevata in seguito come immagine delle sofferenze sopportate da Gesú nella «passione». n. fu in seguito cambiata (sembra nel IX sec. e. sia secondo il sistema classico romano che con la croce a T . 125 . I chiodi. erano 10 Per esempio. l’impalcatura della crocifissione fu trasformata in un attrezzo a forma di T . n. insieme al capo di Gesú reclinato in un’espressione di dolore. n. risultò evidente che un corpo non poteva restare attaccato alla croce soltanto per i chiodi. apparirono. la croce latina era stata realizzata. e quell’altra. che ancora sostenevano secondo il sistema romano che voleva il condannato legato al patibolo – come risulta dalle tante raffigurazioni dell’epoca 10 . Le prime immagini riproducenti Gesú fissato alla croce latina risalgono al VI sec. ebbe un rapido successo presso i seguaci come simbolo cardine nel loro culto. oltre che dal fatto che Gesú veniva legato al supplizio secondo il sistema romano.). come quella dell’applicazione di un sostegno per appoggiarvi i piedi. viene dimostrato. che continuò a essere riprodotta in molti quadri fino al 1500. per quanto possa apparire incredibile. ma. soltanto nel VI sec. pur appartenendo al clero. e. che si dimostrò indispensabile. quale quella «Padre mio. e. n. esprimendo uno stato di disperazione che non si addiceva a un salvatore che era morto per dare speranza agli uomini. dal momento che. tutti i crocifissi furono riprodotti con le mani e i piedi trafitti dai chiodi per esaltare quel dolore della «passione» di cui ho parlato.Con questo graffito cosí astruso e complesso andarono avanti per circa mezzo secolo. tanto che colui che la portava in processione. Gesú risultava ancora con le braccia legate al patibolo con le corde e i piedi appoggiati al suolo. Se. E. Per divulgarne la venerazione a essa furono dedicate chiese e solenni cerimonie. in seguito a un’autorizzazione di papa Innocenzo I (401-417 n. che era esclusivamente quello politico attribuito da Costantino. la cui intromissione non eliminò comunque nel mondo cristiano la croce a T . Che la croce latina avesse conservato per tutto il V secolo soltanto un valore simbolico. in esse.

perché si potesse seguire un canone ben stabilito nella riproduzione delle sue immagini. e i sostenitori di Gregorio. quali quelli della quercia. del ciliegio. fu consegnato in una teca un pezzo di legno della croce di Cristo. per rendere universale il culto della croce. perché quel luogo corrispondeva in realtà alla valle dell’Eden. assunta ormai una baldanza religiosa per via di quel concilio di Nicea che aveva ridotto gli ebrei e i “pagani” al ruolo di perseguitati. e perfino del fico. che. Seguendo ciò che era stato già scritto nei precedenti documenti «apocrifi». che fecero passare per profezie. tre metri che risulterebbero formati. partendo dalla città di Cafarnao. rifacendosi al Salmo 45 – che diceva: «tu sei il piú bello tra i figli dell’uomo. ricopiando Marcione. i falsari. l’intera croce di Gesú. dai legni piú disparati. all’età di trenta anni. a loro volta. di san Giovanni in Laterano e numerose altre importanti cattedrali in Italia e all’estero. secondo i cristiani. e di uno soltanto nel 126 . furono venerati come reliquie. Di conseguenza. sostenevano invece che «Gesú era stato un uomo di bellissimo aspetto». alla fine tutti furono concordi a dare a Gesú un aspetto cosí bello che piú bello non si può. La discussione su quale figura dare a Gesú si protrasse a lungo tra i seguaci di Tertulliano e Origene – di tre secoli prima.state riportate alla luce anche le croci dei due ladroni e il cranio (in aramaico. del cedro. anche i quattro Vangeli canonici fecero concludere la vita di Gesú a Gerusalemme. Passione e morte di «nostro signore Gesú Cristo» Dopo avervi aggiunto le due natività in una maniera cosí contrastante tra loro. Siccome il “successo delle vendite” dipende molto da come viene presentata la merce sul mercato. erano stati costretti a ricalcare le orme di Giovanni il nazoreo per l’imposizione che veniva dalla tradizione. che. nonostante fosse stata eseguita questa frammentazione. si fa durare due Vangelo di Marco e nel Vangelo di Matteo. facevano cominciare a Gesú il ciclo di prediche. che trassero in parte dai culti dei misteri e in parte da passi della Bibbia. sulle tue labbra è diffusa la grazia. dicendo che furono scritti da testimoni oculari o da stesori che li avevano direttamente contattati. Ma. i cristiani dovettero stabilire quali connotati dare al loro eroe. A partire dalla fine del V secolo. se si riunissero tutte le schegge di legno attribuite alla croce di Cristo che tuttora si trovano sparse per il mondo cristiano. imposero il culto della croce in tutto l’Occidente. divenuto ormai proprietà della Chiesa. Il motivo per cui inventarono la storia del cranio fu di dimostrare che Gesú era morto per tutta l’umanità quale discendente di Adamo. saltando tutto ciò che poteva riferirsi all’infanzia e all’adolescenza di Gesú. Indipendentemente dalla durata del periodo delle prediche che. per quanto la Chiesa cerchi di dare credito ai fatti raccontati. che avevano sostenuto che fisicamente era cosí brutto da essere ritenuto addirittura deforme – anche stando a quanto sosteneva Giustino –. ti ha benedetto dio per sempre» –. come abbiamo visto. noi troviamo nelle quattro storie evangeliche le stesse discordanze che esistevano nei Vangeli «apocrifi». (Sono i miracoli della fede!) Arrivati cosí alla conclusione che Gesú era stato crocifisso su una croce latina. per giunta. se viene dichiarata di tre anni nel Vangelo di Luca. incredibile ma vero. doveva essere morto lí. veniva esposta nel tempio di Gerusalemme. golgotha) di Adamo. cioè a quel paradiso terrestre dove dio lo aveva creato. Fu in questo periodo che furono consacrate alla croce la chiesa di san Pietro. traendolo da un pupazzo di creta. vennero diffusi ovunque pezzi del suo legno che. lasciarono il Vangelo di Matteo e di Luca esattamente come erano stati presentati nella prime edizione tutti e quattro i Vangeli che. si otterrebbero circa tre metri cubi di legno. compresa quella di Poitiers. Tramite un recente sondaggio è stato dimostrato che. come a tutte le altre. non ha splendore per potercene compiacere» –. una morte e una resurrezione. E. che. alla quale. provenienti da Gerusalemme. con un’arroganza tale da permettere a Cirillo di scrivere: la vera croce è già da tempo venerata a Gerusalemme e le sue reliquie sono sparse in tutto il mondo. vescovo di Nissa. i cristiani. attribuendogli una passione. seguaci della profezia di Isaia: «non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi.

e viceversa. anglicani. siamo riusciti a capire il significato di tante espressioni che prima ci apparivano addirittura assurde nei loro contrasti. Ma noi che sappiamo che tutto questo caos dipende esclusivamente dal fatto che dovettero costruire la figura di un pacifista traendola da un rivoluzionario. da restare allibiti su come lo si possa trasferire dalla Galilea a Gerusalemme. E a conferma che l’esorcizzazione operata sull’indemoniato era soltanto un’allegoria facente riferimento all’aspirazione che avevano i giudei di pervenire presto alla liberazione della Palestina dall’invasione romana. nonostante questo disordine nelle sequenze dei racconti. sorprese che ormai non avranno altro scopo che confermarci come la Chiesa si regga su un’abominevole impostura. sempre in lotta fra loro per le diverse interpretazioni che offrono.. nel corso della stessa pagina. etc. testimoni di Geova. che vedono i gesuiti opporsi ai giansenisti. dopo minuziose e serie indagini. si riferiva alla legio fretensis di stanza in Giudea. (sic). monsignore di Vanves. poiché la cristologia ci riserva ancora interessantissime sorprese. da Betania a Cafarnao. da portare i due storici Jules Soury e Binet-Sanglé a concludere che il personaggio a cui si attribuiscono. e il mare in cui questi animali venivano fatti affogare era in realtà quell’Adriatico nel quale. anche se noi. secondo il Rotolo della guerra. Un po’ per la necessità che si imponeva di travisare i fatti e un po’ per la confusione con cui erano pervenute le vicende attribuite a Giovanni il nazoreo dai racconti popolari. possiamo capire il perché di tutti questi contrasti esistenti nei Vangeli. Soltanto ora che la maschera è stata tolta. 127 . ortodossi. senza cercare di darsi una seria risposta agli interrogativi che da essa derivano. quaccheri. oltre a essere privi di ogni collegamento logico. che deve essere eliminato dalla storia e dalla memoria soltanto per i massacri che le ambiguità hanno generato tra i suoi stessi seguaci. perché si rivoltassero contro coloro che li opprimevano. etc. c’è ancora il fatto che Gerasa è un nome immaginario di una città che non è mai esistita. i carmelitani contemplativi seguire regole che sono in totale opposizione con i monaci battaglieri. essendo in realtà il prodotto di una cernita di episodi operata su piú di sessanta Vangeli. tutti e quattro i Vangeli. loro avrebbero rigettato l’esercito romano in seguito all’espulsione dall’Egitto. la ricostruzione del periodo delle prediche risulta in maniera cosí sconnessa nei tempi e negli itinerari nei quali si fa operare Gesú. è riuscito a dimostrare. e questo passare. Il tutto non è che la naturale conseguenza di quel prodotto posticcio e raffazzonato. se non che basterebbe soltanto questo per farci capire chi furono coloro che scrissero i Vangeli e chi sono coloro che li sostengono. si dimostrano spesso addirittura cosí confusi e discordanti tra loro nei concetti che esprimono. che i «maiali» concernevano il simbolo di questa legione. non poteva essere che un pazzo. È a causa di questa mancanza di chiarezza. sapendo che il nome di «legione». che Gesú. rappresentato da un muso di porco. percorse esattamente 2. calvinisti. possiamo comprendere il significato di tutti quei passi dei Vangeli che fino a ora sembravano incomprensibili e contraddittori – come l’esorcizzazione dell’indemoniato di Gerasa. la Chiesa sostiene che il tutto viene esposto con tanta precisione da avallare ciò che ha affermato nel suo libro Elementi di geografia sacra (Casa editrice Delalain) lo storiografo religioso Bousquet. 58 cm. a differenza dei creduloni. che ossessiona coloro che hanno seguito la morale cristiana. da un’estremità all’altra della Palestina. i tomisti litigare con i molinisti. Colta l’occasione per ribadire ancora una volta l’origine dei cristiani. i domenicani urtarsi con i francescani.Vangelo di Giovanni. faranno risultare il periodo delle prediche una sequela di fatterelli disordinati che. quali erano i cristiani provenienti da quei ricettacoli esseni che raccolsero le peggiori canaglie esistenti nell’Impero romano. che possono apparire incomprensibili a chi non sa che il vero personaggio era l’esponente di quella ideologia esseno-zelota a cui era stato assegnato il compito di preparare la guerra attraverso una campagna di promesse spirituali rivolte alle classi piú umili. metro alla mano. aggiungo io. che i seguaci del cristianesimo si sono divisi in cattolici. Un pazzo. durante i tre anni di predicazioni. Eppure. che racchiude in se tutto l’odio dei giudei rivoluzionari contro Roma. il quale. Non aggiungo altro. messo in essere da una banda di assetati di potere. nel giro di qualche riga. ciò non toglie alla storia evangelica l’incoerenza cronologica e geografica degli avvenimenti che racconta. 649 m. riprendiamo con la storia della croce. luterani. battisti. Comunque. se fosse veramente esistito. senza contare le ulteriori divergenze che si sono formate in seno alla Chiesa stessa.740 km. dato al demonio.

«Cristo morí in età avanzata. come prova di questa sua affermazione. stabilito che la vendetta di dio corrispondeva alla sconfitta della guerra del 70 – che. avendo svolto il suo mandato di procuratore dal 26 al 36 n. Sant’Ireneo (130-202 n. con tutte le conseguenze che aveva portato. dichiarandole «insignificanti divergenze». Prima di passare a un esame storico per determinarla. come Papia. In questi scritti venivano riportate lettere inviate da Pilato all’imperatore Claudio. Ma tutto fu cestinato. e. cioè almeno 37 anni prima della data dichiarata nei Vangeli canonici. e. compreso il declino». non ritenendo dignitoso che un dio potesse invecchiare. quegli stessi teologi che contemporaneamente affermano che i Vangeli furono scritti da testimoni oculari. soffermiamoci a mettere in evidenza le discordanze esistenti nella documentazione cristiana. e da quella del Vangelo di Giacobbe l’annuncio di una vendetta di dio contro il suo popolo dopo aver pazientato per quarant’anni − esprimendosi cosí: «dopo essere rimasto sdegnato di quella generazione per quarant’anni [è dio che parla]. ricavarono l’anno 33 ricorrendo ancora una volta alle profezie. emotivamente preso da questa ingiustizia. fece portare Pilato in catene a Roma affinché fosse a sua volta giudicato e condannato per l’errore commesso. e. la morte di Cristo avvenne sotto Erode il Grande. né quella della morte di Gesú. che in realtà risultava di 64.Quale sia stata la data di morte che fu attribuita a Gesú nei quattro Vangeli canonici quando videro la luce la prima volta. che fecero ancora una volta ridere gli oppositori. dopo aver affermato di aver processato e condannato a morte Gesú. e. tanto da condannarli con la scomunica –. non può essere che il risultato di un ennesimo imbroglio. rappresentavano il periodo trascorso dal giorno che ave128 .).) Se questi contrasti sono motivo di stupore. che Cristo era morto addirittura nel 58 n. L’imperatore Claudio.. e. quello che stupisce maggiormente è l’indifferenza che i teologi cristiani mostrano di fronte a queste contraddizioni. lo sono tutte le altre nei Vangeli –. risultando un accrocco di anacronismi e di insulsaggini. sotto Nerone. Per altri. Comunque una cosa è certa: la data che è stata attribuita. si fece morire Gesú nell’anno 21 n. anche se alla fine stabilirono come data il 33 n. (Questa è una delle tante prove che attestano che nel II-III secolo ancora non era stata stabilita né la data di nascita. Comunque. Praticamente. In alcuni testi – riconosciuti falsi anche dalla Chiesa. non poteva assolutamente aver scritto delle lettere nel 21 a Claudio. 24) trassero la conferma che il periodo messianico era durato settant’anni – fu per far corrispondere poi il periodo messianico. dice di «averlo scoperto consultando antichi documenti». ho giurato di vendicarmi non facendolo entrare nel mio riposo». n. aveva sofferto ed era morto. i quali fecero rimarcare che Pilato. arrivato alla conclusione che gli ebrei sono un popolo travagliato. non possiamo saperlo.. e. Confermato che l’era messianica si era consumata nell’arco di tempo compreso tra la realizzazione della profezia di Giacobbe (anno 6 n. aveva tolto il riposo agli ebrei – e convenuto che i quarant’anni che dio aveva pazientato prima di punirli. per tentare di riparare tutti gli errori storici commessi in precedenza. Le profezie di cui si servirono furono due: una di Daniele e l’altra di Giacobbe. che era divenuto imperatore nel 41 n. in cui avvenne la destituzione di Archelao) e la fine della guerra giudaica (70 n. invece.. nelle quali. sapendo che costui morí nell’anno 4 av.). ritenuto il piú attendibile dai seguaci di Geova. che nel Vangelo di Luca retrodatarono il censimento di sei anni. Cosí ricavarono la data in cui il messia. e. Da quella di Daniele (IX 1. che gli stessi teologi non possono sottrarsi dall’ammettere che le date della nascita e della morte di Gesú «non si conoscono con esattezza». Nel Vangelo di Pietro. questa risulta cosí evidentemente fasulla – come. n. che fu definitivamente adottato come vero. d’altronde. dopo aver dato ordine di arrestarlo. cioè l’anno 33 n. e. ai settant’anni annunciati dalla profezia. e. storico della Chiesa. In altri scritti provenienti da Gerusalemme si affermava. portandolo all’anno uno −. dovendo sacrificare alla sua missione di salvatore tutte le età della vita. e. dal momento che quelli di cui ora disponiamo non sono che le edizioni rivedute e corrette che uscirono nel VI sec. sceso sulla terra. si dichiarava pentito per aver fatto giustiziare un innocente.. usciti fra la metà del II secolo e la metà del III sotto il titolo di Atti di Pilato. fa morire Cristo all’età di cinquant’anni e. Vediamo ora quale fu il procedimento che i falsari usarono per determinare questo anno 33. e.

anche ammettendo questa circostanza.. E. i cristiani redassero in base a questi personaggi la sceneggiata della «passione e morte» del loro Cristo-salvatore-signore. commisero lo stesso errore di mettere insieme due papi nella Chiesa cattolica.vano commesso la grave colpa di non riconoscere il messia. che durarono tre anni.. fu il seguente: se dio aveva atteso quarant’anni prima di punirli e la punizione era arrivata nel 70. per rendere credibili le vicende da loro narrate. che era considerato il numero perfetto (10 x 3 +3 = 33). Gesú non poté essere processato da Pilato. perché. significando «colui che salva». lo ha lasciato nel piú completo anonimato. Che la «passione e morte» di Gesú siano il risultato di pura fantasia lo dimostrano le tante inesattezze storiche riportate dai Vangeli. kyrios. come l’avevano inizialmente stabilita. aggiungendo nei Vangeli che Erode Antipa si trovava a Gerusalemme soltanto di passaggio (Luc. commisero anche un grave errore storico. che fa cominciare il ciclo di prediche tre anni prima di questa data. portando all’apoteosi il 3. La prima che salta agli occhi viene dall’ignoranza dei falsari cristiani che. a cui dettero in seguito il nome di Gesú. dichiarando contemporanei due sommi sacerdoti. non aveva nulla a che spartire con la Giudea stessa. lo fecero dipendere da questa data. Il ragionamento che fecero per trasferire la data della morte dall’anno 30. che poi sarebbe quello in cui fu ucciso Giovanni il nazoreo. i falsari cristiani cercarono di riparare alla gaffe. e. che. essendosi ritirato dall’incarico nell’anno 15 n. sarebbe stato come se il re Baldovino avesse inviato a giudizio un imputato belga dalla regina di Olanda durante una sua visita a Bruxelles. come tetrarca della Galilea. ciò significava che il messia aveva iniziato la sua missione nell’anno 30. Erode Antipa tetrarca della Galilea e Caifa sommo pontefice. sotèr. e. (Anche se questi calcoli furono fatti secondo il calendario romano. la sua morte non poteva essere avvenuta che nell’anno 33. Un’altra incoerenza di carattere giuridico la troviamo nel passo dei Vangeli in cui si dice che Ponzio Pilato inviò Gesú da Erode Antipa per farlo giudicare da lui. All’obiezione che sollevarono gli oppositori. anno in cui venne eletto un nuovo procuratore nella persona di Cuspio Fado. Soltanto facendo un’analisi dei fatti tramite la storia possiamo determinare l’anno in cui fu crocifisso Gesú. lo facevano in età molto avanzata. tutto il resto. essendo la Galilea e la Giudea due Stati politicamente e amministrativamente autonomi. come abbiamo visto. Secondo quanto risulta da documenti apocrifi. Ma. facendo presente che Erode Antipa non poteva essere a Gerusalemme perché.) Stabilito cosí. Giovanni Battista morí all’inizio delle predicazioni di Gesú. derivante dal fatto di porre due sommi sacerdoti nello stesso periodo. 23. perché dimostrarono di ignorare che Anna. cioè del loro «unto». possiamo affermare quasi con certezza che Anna nel 33 era già morto. e. Sapendo da Giuseppe Flavio (Antichità giudaiche) che Giovanni Battista fu ucciso da Erode Antipa poco prima di subire la sconfitta dal re di Petra nel 36. Sapendo che i sommi sacerdoti. Come conseguenza. cioè nell’anno 27 n. che Gesú era morto nell’anno 33. la “cosa” non regge comunque. che corrisponde esattamente all’anno «decimoquinto dell’imperatore Tiberio» (Lc. Siccome nell’anno 33 Ponzio Pilato era governatore della Giudea. sapendo che l’anno 33 corrispondeva al 787 dalla fondazione di Roma. si deduce. 129 . Ma lo scopo dei falsari era ben chiaro: coinvolgere nella loro storia il maggior numero di personaggi storicamente esistiti.. che la data della crocifissione avvenne intorno all’anno 39 n. come se non bastasse questa contraddizione di carattere istituzionale. 7). quali Anna e Caifa. figlio di Giuda il galileo. cosa d’altronde confermata anche dai Vangeli. riguardante gli avvenimenti e i personaggi citati nei Vangeli. incarico che rimase vacante fino al 44 n. 3-1). Se questa data fu poi posticipata negli altri Vangeli all’anno 33. all’anno 33. sommando i tre anni di predicazioni. e siccome questa missione era durata 3 anni. determinarono l’anno di morte del messia come risulta dal Vangelo di Luca. non poteva essere presente a un processo che si svolgeva diciotto anni dopo. facendo 70 meno 40. secondo la cabala ebraica. se lasciavano la loro funzione prima di morire. ciò dipese dal fatto che vollero dare alla morte di Cristo un numero che rappresentasse il massimo della perfezione. nulla cambia. avendo egli terminato l’incarico di procuratore della Giudea nell’anno 36. e. attraverso le profezie.

con lo scopo di affidarlo a Erode Agrippa. secondo Filone. Dunque.) primogenito. ebr. VIII-57). come avrebbe potuto Gesú avere sette fratelli e due sorelle. Caligola. e. gli chiesero: «come puoi tu sapere queste cose se non hai ancora compiuto cinquant’anni?» (Vang.I fatti riguardanti la procura di Gerusalemme seguirono il seguente corso: subito dopo la cessazione dell’incarico di Ponzio Pilato. concludendosi con una condanna alla crocifissione. e. preferí affidare il governo della Giudea a una delegazione dipendente amministrativamente dal comando romano di Siria.. ecco che l’età in cui fu crocifisso Gesú (Giovanni) si conferma essere quarantanove-cinquanta anni. l’unico modo per risolvere il problema era quello di trasformare il processo da politico in religioso. che in quel periodo governava la Siria. che svolgeva il ruolo di procuratore in forma interinale. viene da un’opera intitolata Contra Flaccum che lo storico Filone Alessandrino scrisse contro il prefetto Fiacco. ma di predicatore. c’era stato il processo del famoso rivoluzionario. dopo che il signore aveva detto loro di aver parlato con Abramo. come poter sostenere una simile versione. secondo alcuni storici.). Nel Vangelo degli ebrei. e. troveremo che il suo anno di nascita corrisponde all’incirca all’anno 12 av.. per irriderlo organizzarono nello stadio di Alessandria una rappresentazione teatrale nella quale veniva riprodotto il processo tenutosi poco prima a Gerusalemme. approfittando della visita di questo re giudeo. si fermò per qualche giorno ad Alessandria. Altre prove vengono fornite analizzando quei primi documenti che la Chiesa dichiarò «apocrifi». Quindi. come attestato della grande amicizia che li univa (un’amicizia che. incoerenze e raggiri a cui i falsari furono costretti a ricorrere per stravolgere il procedimento di quel processo romano che. viene detto che. e. avessero cercato di sostituirla con la lapidazione –. In un passo.. facendo una semplice sottrazione. Giuda il galileo (7 n. condannato perché pretendente al trono di Gerusalemme. se i romani. Che la passione e la morte di Gesú siano il risultato di macchinazioni operate per nascondere la verità viene ancora confermato dalle innumerevoli incoerenze che a ogni passo si riscontrano nei quattro Vangeli canonici. I “pagani”. mai avrebbero processato e tantomeno condannato qualcuno sol130 . non si può concludere altro che la data di morte di Gesú (Giovanni) corrisponde all’anno 39. cioè nell’anno 7 n. Dal momento che la crocifissione non poteva essere taciuta – per quanto. n. invece di nominare un altro procuratore romano. Gesú non fu processato né da Pilato. se questa messa in scena organizzata dai “pagani” di Alessandria avvenne nel 39 e soltanto poco prima. che fu uno dei primissimi a raccogliere i fatti riportati dalla tradizione popolare. c’era un passo nel quale gli apostoli. come affermavano i Proto-Vangeli e gli stessi Vangeli canonici – ovvero quei sette fratelli e due sorelle che la storia attribuisce a Giovanni? Cosa che invece appare in tutta la sua naturalezza. e. come non poteva essere taciuto che il processo era avvenuto presso un tribunale romano. in un passo in cui si afferma chiaramente: «Cristo aveva cominciato la sua attività all’età di quarantasei anni». viene confermata dallo Pseudo-Vangelo di Giovanni. padre di Giovanni il nazoreo. n. bensí da un funzionario. in cui morí Giuda il galileo. Sapendo che l’attività era durata tre anni. Una prova. ponendo un lasso di tempo di diciannove anni tra la nascita di Giovanni (12 av. e. morí l’imperatore Tiberio. aveva carattere omosessuale). dimostrava che l’imputato era un rivoltoso. n. essendo vacante il posto di procuratore nell’anno 39 n. e. Stabilito cosí che il Cristo (Giovanni) è morto a circa cinquant’anni nel 39 n. Questa età di circa cinquant’anni che il Vangelo degli ebrei attribuisce al messia nel periodo delle sue predicazioni. morto nel 4 av. durante il viaggio di ritorno da Roma. terminato con la crocifissione di un famoso capo rivoluzionario − Giovanni −. come abbiamo visto. né da altro procuratore romano. che succedette a Tiberio. ossia far dipendere la sentenza da una colpa commessa da Gesú non in qualità di rivoluzionario. Il motivo per cui Caligola eliminò il procuratore della Giudea fu quello di riunire la Palestina in un unico Stato. a conferma che la crocifissione avvenne nell’anno 39. e la morte di suo padre. Se fosse nato veramente nell’anno del censimento. come viene affermato dal Vangelo di Pietro e dallo stesso Vangelo di Luca. che lo fanno nascere sotto il re Erode. Però. favorevoli come erano a lasciare libere tutte le religioni nei loro culti. di cui non si conosce il nome. nemici degli ebrei. in cui si parla di una visita che Erode Agrippa fece nel 39 al suo amico Caligola.

non trovando nessuna motivazione circa il perché se la siano rivolta. costui che trovo privo di colpe [Gesú[ oppure Barabba il brigante?». trovandosi di fronte il capo della sommossa. cioè «figlio di dio». togliendo ai romani ogni responsabilità. alla domanda di Pilato: «chi volete che liberi. rimase per molto tempo impressa nella memoria dei giudei. Se avessero letto ciò che diceva Filone di Alessandria nella biografia che scrisse su di lui. Fu cosí. ma preferisco riservarmi di mettere questa “ciliegina sulla torta” soltanto dopo aver trattato della «passione e morte» di colui che i cristiani chiamano «nostro signore Gesú Cristo». la colpa di essere stati gli assassini di Cristo. e aver inviato una coorte (600 soldati) al comando di un tribuno nel pieno della notte per sedarla. per essersi dichiarato figlio di dio. quando le crocifissioni erano riservate a coloro che operavano contro la stabilità delle istituzioni. [aggiungendo subito:] «che il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli» − un’automaledizione che. invece di far emettere la sentenza di morte dai romani perché rivoluzionario. la fecero pronunciare dai sadducei e dal popolo ebraico. certamente non lo conoscevano. che. si sarebbero forse ben guardati dall’attribuirgli quella «lavata di mani» che lo fa apparire un vile e un titubante. possa aver chiesto a quelli che glielo consegnarono che cosa avesse fatto: uscí Pilato verso coloro che glielo consegnarono e domandò: «che accusa portate contro quest’uomo?» (Gv. 1. Spiegato cosí. come fu imbrogliato il processo romano per dare alla crocifissione una subordinazione religiosa.tanto perché predicava una religione? Come far figurare che in un tribunale romano poteva essere stata emessa una condanna per crocifissione contro un religioso. A questo punto potrei spiegare chi fosse in realtà Barabba. Portarono sí Gesú nel tribunale romano. lavandosi le mani. per convincerci ancora di piú che tutto ciò che è stato scritto nei Vangeli è un prodotto o dell’ignoranza. pur sommariamente. pur essendo stato giudicato da un procuratore. la quale. basato su vaghe domande da parte degli inquisitori e di “vuoti” silenzi da parte dell’imputato. [risposero:] «libera Barabba e crocifiggi Gesú!». rimetteva la sentenza al giudizio del popolo. che fecero figurare come il loro Gesú. come uomo impietoso e feroce. il figlio di dio. come riportava la tradizione riferentesi a Giovanni. residenza del procuratore romano in Giudea. che lo condannarono a morte come religioso. o dell’intenzionalità a ingannare. colmo dei colmi. può essere giustificata soltanto da un’intenzionalità da parte dei cristiani di far riconoscere agli ebrei stessi. che spesso si confondeva con la crudeltà. perché informato della rivolta in atto. in modo che non ci potesse essere possibilità di attenuanti. fu risolto in definitiva con quella lavata di mani che. ma. mentre viene sostenuto che fossero dei pacifici pescatori destinati a spandere la buona novella e a compiere miracoli. vengono presentati nel corso dell’ultima cena come rivoluzionari che seguono il maestro sul Monte degli ulivi armati di spade. con questo raggiro. fosse stato condannato a morte non in quanto messia rivoluzionario. i redattori dei Vangeli che lo fecero passare per una persona indecisa. (È la prima volta che sento dire che le armi sono uno strumento di preghiera!) 131 . dopo aver lasciato di urgenza Cesarea marittima. poi. Il contrasto esistente nell’indole dei discepoli. caricava di accuse gli ebrei. 2. alla fine risulta che la sua unica colpa è quella di essersi dichiarato bar abba. Tutto il processo. 29) – e. i quali. Basti dire che la figura di Ponzio Pilato. A me personalmente. Ammesso che fosse stato Pilato a presiedere il tribunale in cui fu giudicato Gesú. cioè contro i ribelli? Non trovando allora una soluzione legale per risolvere questo problema. dove metteva in particolare risalto una severità nei processi e un autoritarismo contro i giudei. fa ridere il fatto che Pilato. vediamo di esaminare le vicende che gli evangelisti attribuirono alla «passione» di Gesú attraverso un esame storico e usando quel minimo di buon senso e di ragione che si esige per comprendere i fatti. costruirono quel processo-farsa che troviamo riportato nei quattro Vangeli. ma in quanto messia apportatore della buona novella. 17.

dal momento che Anna aveva terminato il suo incarico di sommo sacerdote nel 15 n. nei quali il moto degli attori viene presentato in maniera comicamente accelerata: arresto di Gesú. altro trasferimento da Pilato a Erode e da Erode a Pilato. la durata dell’agonia. processo che. legavano al palo i condannati soltanto dopo averli già uccisi con la lapidazione. per quanto cercassero di fornire. se Gesú fosse morto dopo il tramonto. la pausa nella quale il sofferente regala una “foto ricordo” alla donna che gli aveva asciugato il sudore dal viso. mancando comunque trentasei ore per giungere ai tre giorni passati nel sepolcro. come tutti gli altri sotères nell’ambito dei culti dei misteri. la sua anima sarebbe stata maledetta per le tre leggi del Pentateuco. ballottaggio con Barabba. Gesú doveva assolutamente morire prima della fine del giorno. perché potesse essere tolto dalla croce prima del tramonto e non avere l’anima dannata. i particolari della «passione e morte». dimostra ancora una volta l’ignoranza dei neocristiani che. cioè il sabato. e nel far emettere dal sommo sacerdote Caifa una condanna a morte subito dopo l’interrogatorio quando. perché facendolo morire la sera del venerdí e facendolo risorgere il giorno dopo. 132 .. come afferma la Chiesa. per esigenze di copione. ignoravano in maniera assoluta le regole piú elementari del Pentateuco (Torah). alla fine risultò che avevano commesso un grave errore nei calcoli del cerimoniale. costituisce un’altra circostanza che esclude nella maniera piú decisa che i Vangeli sono stati scritti da testimoni presenti ai fatti. che in realtà non si è mai tenuto.. 4. E tutto questo perché. le quali imponevano che: a) il cadavere di un condannato non potesse essere tolto dal palo dopo il tramonto. flagellazione e derisione dei soldati romani. invece di tradurre il prigioniero al tribunale romano. durante la quale viene staccato un orecchio a una guardia del tempio. venivano meno quei famosi tre giorni che il loro salvatore avrebbe dovuto trascorrere da morto per poter scendere agli inferi. costruito esclusivamente con le profezie. il discorso alle pie donne. le sentenze non potevano essere emesse prima che fossero passate ventiquattro ore dal processo. nella loro semplicità di «poveri di spirito». Seguendo le tante vicende che si svolsero nel giro delle poche ore comprese tra il mattino e le tre del pomeriggio. a sole tre ore. (Era per questo motivo che gli ebrei. 5. che tirano a sorte le vesti del condannato. viaggio verso il Calvario con la croce sulle spalle. Ma. che era il luogo delle riunioni politiche e sociali. Ignoranza che si manifesta ancora nel far celebrare il processo durante le feste di Pasqua e per giunta di notte. e. quei tre giorni che i cristiani. onde evitare che l’agonia potesse protrarsi oltre la calata del sole. l’asserzione che Caifa inviò Gesú presso Anna perché lo giudicasse. giorno di Pasqua. ma con un risultato insoddisfacente. ufficiale romano inviato da Ponzio Pilato. Conoscendo le date relative alle cariche dei due sommi sacerdoti. dal venerdí al giovedí. Per riparare a questa lacuna anticiparono nel Vangelo di Giovanni la data della morte di un giorno. processo nel Sinedrio. c) fosse proibito togliere dal patibolo i cadaveri nel giorno di Pasqua. fu ridotta in Gesú. in una maniera anche fin troppo dettagliata. resistenza dei discepoli ai soldati romani. Far celebrare il processo ebraico nel sinedrio. trasferimento da Caifa ad Anna. da Anna a Caifa. lo conduca al Sinedrio per consegnarlo ai sacerdoti giudei. Tante altre sarebbero le considerazioni da fare su questo processo ebraico. (La Pasqua veniva celebrata di sabato e Gesú morí nel pomeriggio del venerdí.) Di conseguenza.) Di conseguenza. si ha l’impressione di avere davanti uno di quei film muti. tre cadute. È inammissibile ammettere che il tribuno.3. crocifissione. continuano a sostenere che ci siano stati ogni volta che ripetono quel passo del Credo che recita: […] Gesú morí sotto Ponzio Pilato e il terzo giorno resuscitò da morte . che normalmente durava da tre a quattro giorni. b) se il condannato moriva dopo il tramonto e restava la notte al palo la sua anima sarebbe stata dannata. agonia e finalmente la morte – il tutto nel giro di sette-otto ore. cose assolutamente proibite presso gli ebrei. sempre secondo il Pentateuco. che era il tribunale. cattura e traduzione del medesimo dall’Orto degli ulivi a Gerusalemme (un chilometro e mezzo). essendo di origine “pagana”. non fece che suscitare critiche e derisioni da parte degli oppositori. Il tempo in cui si svolge tutto il dramma evangelico è di per se stesso già un paradosso. e non nel beth-din. processo romano. nonostante l’evidenza dei fatti..

durante la cattura di Gesú all’Orto degli ulivi. dio mio. e lo fermarono. dio mio. 14. rimetto nelle tue mani il mio spirito. non può essere che una comparsa messa nella grande sceneggiata evangelica per dimostrare che la vita di Gesú. Ma. dio mio. dal momento che era stata annunciata dalle profezie. perché a Gesú dettero invece aceto e fiele? Ebbene. Se fecero dire a Gesú prima di spirare: dio mio. Un giovanetto però lo seguiva. i redattori dei Vangeli costruirono la passione e morte di Gesú mettendosi alla ricerca di tutte quelle espressioni bibliche che. fuggí via tutto nudo (Mc. perché mi hai abbandonato. avrebbero dovuto garantire la veridicità delle loro affermazioni. Estratte cosí dalla preghiera del «giusto sofferente» (salmo 21) le espressioni: si dividono le mie vesti e sul mio vestito gettano la sorte [e] hanno forato le mie mani e i miei piedi e posso contare le mie ossa. era vera in tutto. dicendo che questo giovanetto. intravediamo nelle prime luci dell’alba correre nudo tra gli ulivi. dove è scritto: quando avevo sete mi dettero da bere l’aceto e nel cibo ci misero il fiele. anche nei dettagli. messa in bocca a Cristo per esprimere la sofferenza che egli provò nell’agonia. espressione che. annunciando i fatti sotto forma di profezie. lo fecero perché questa frase.Le profezie Mancando ogni riferimento storico. perché mi hai abbandonato?». La frase «dio mio. (La Chiesa cerca di spiegare questa insulsaggine. veniva riportata nel Salmo 22. un’espressione di sconforto. che fecero rimarcare che non si addiceva a un salvatore. abbandonato Gesú. bisogna esaminare le frasi. Se a chi veniva crocifisso durante l’agonia si bagnavano le labbra con un liquido amaro estratto da erbe aromatiche e radici. viene fatto scappare nel Vangelo di Marco a culo scoperto − tutti allora.) Anche se qualche storico ha insinuato dei sospetti che mi rifiuto di accettare e dei quali preferisco non parlare. se fosse stata recitata per intero. andando contro tutte le leggi sulla crocifissione – che volevano che i condannati fossero legati per le braccia con una corda –. che nel loro contesto originale assumono un ben altro significato da quello che venne attribuito dai falsari. cambiarono nel Vangelo di Luca con: dio mio. in seguito alla critica degli avversari. durante la cattura. fuggirono. che. 51) −. poteva essere l’apostolo Giovanni. che era considerato il migliore amico di Gesú. dal momento che viene dichiarato «il piú bravo». che le usarono separandole dai versi che le precedevano e da quelli che le seguivano. avrebbe dato un risultato piuttosto compromettente dal momento che continua: 133 . pronunciata da Davide in qualità di profeta. venuto sulla terra per insegnare la fiducia in dio. è evidente che questo giovanetto. rivestito soltanto di un lenzuolo. Se poi qualcuno dovesse chiedersi chi fosse quel fanciullo che. per renderci ben conto dell’assurdità delle profezie. senza pensarci su due volte. forarono le mani e i piedi del loro Gesú con i chiodi e misero in mano ai soldati romani i dadi per sorteggiare i suoi vestiti. lasciato il lenzuolo. la risposta la troviamo nel Salmo 69. la risposta la trova nel libro di Amos (II-16) in cui sta scritto: arrivato quel tempo il piú bravo scapperà completamente nudo. Ma egli.

dovevano essere il prezzo di quel tradimento con cui Giuda vendette Gesú ai sacerdoti sadducei. ritornò dai sacerdoti che lo avevano pagato e gettò ai loro piedi i trenta denari ricevuti dalla vendita di Gesú. prendiamo ancora quella che Matteo trae da Geremia per spiegare che fine fecero i «trenta denari» che Giuda ricevette in cambio della delazione. Una tale sfacciataggine poteva avere successo soltanto presso la grande ignoranza e superficialità che dimorava allora presso i primi cristiani. I sacerdoti. Mi scherniscono quelli che mi vedono [etc. dio mio.] Che cos’altro si potrebbe concludere. Belgio. secondo quanto era scritto. Infatti non è Geremia. quei trenta denari che. 11 Da «Tribuna degli Atei». e gli chiese: «cosa debbo fare di questi trenta denari?».tu sei lontano dalla mia salvezza. nella quale viene raccontato che Giuda. andò a impiccarsi. quale agnello sacrificale. (Ci sono già tante proposte da parte dei rappresentanti dei paesi Onu di escludere il Vaticano. 134 . ti invoco di giorno ma non rispondi.? Cosí è per tutte le frasi che furono tratte dalla Bibbia per essere usate come profezie. un terreno. che rappresentavano la parte piú retrograda delle popolazioni dell’impero. non sapendo che il «vasaio» era il vaso per le elemosine. 27). gli disse di gettarli nel «vasaio». se colte separatamente possono adattarsi alla situazione a cui si riferiscono. bensí Zaccaria il profeta che parla del pastore che gettò nel «vasaio» i trenta denari ricavati dalla vendita del gregge. Bruxelles. (Perché si possa comprendere bene la questione dirò che Gesú. «il primo presupposto che esige il cristianesimo per imporsi non è forse l’ignoranza?» 11 . cioè nel recipiente che era sito all’entrata del tempio per ricevere le elemosine. infamia degli uomini. perché con i suoi veto rappresenta un serio ostacolo all’emancipazione sociale. come oggi. non trovando lecito di tenersi quei soldi perché erano il ricavato di un tradimento.) Il santo padre incita i cristiani a un suicidio di massa D’altronde. dopo averli raccolti. Se non fosse cosí. ritenuto che i soldi ricavati rappresentavano una cifra irrisoria di fronte al valore reale delle pecore. a tutto ciò che rappresenta il progresso? Continuando con le profezie. stanco di pascere le pecore [faccio il riassunto] le portò a vendere presso dei mercanti i quali gliele comperarono per trenta denari. invece. se non che egli è un «verme». che in seno all’assemblea ricopre un ruolo di auditore. e si oppone ancora. decisero di comprarci il campo del vasaio per la sepoltura degli stranieri perché si adempisse la profezia di Geremia [?!]: «presero trenta denari d’argento. tutte frasi che. gli stessi. non uomo. perché allora la Chiesa si è sempre opposta. il pastore si recò dal padrone che gli aveva affidato il gregge. aggiustarono il tutto dicendo che i sacerdoti usarono i trenta denari per comperare un terreno che si chiamava «vasaio». essendo di origine “pagana”. che i figli d’Israele avevano mercanteggiato e li diedero per il campo del vasaio come aveva ordinato il signore» (Mt. come viene detto dai Vangeli. un’oscurantismo che sempre piú rappresenta un ostacolo per lo sviluppo razionale dei popoli. È da questa favola biblica che i falsari trassero la storia che conosciamo. rifiuto del mio popolo. c’è anche un errore circa il profeta a cui si riferisce. il prezzo del venduto. assumono un significato ben diverso e spesso del tutto contrastante. non ben conoscevano la Bibbia. se mettessimo in bocca a Gesú tutto il resto del salmo. rappresentano l’oscurantismo dell’umanità. per dimostrargli il disprezzo per il cattivo affare che aveva fatto. Ma io sono verme. Eseguita la compravendita. Poiché i falsari cristiani. preso dal rimorso. l’«infamia degli uomini». gettarono nel «vasaio» – ma in una maniera talmente differente da come veniva riportata dalla Bibbia da rendere il passo del Vangelo addirittura ridicolo. che poi fu utilizzato per seppellirci i forestieri: Giuda. grido di notte e non trovo riposo. etc. viene spiegato nei Vangeli. In questa profezia. nel contesto. che loro.) Su Zaccaria (non su Geremia come viene erroneamente riportato dai falsari in Matteo). rappresenta le pecore che sono state vendute. e il padrone. oltre all’errata interpretazione. gettati i trenta denari ai piedi dei sacerdoti. si legge: (XI-13): un pastore.

seguaci di Tommaso d’Aquino. difendevano invece il libero arbitrio. opporsi ai molinisti che. deridendoli. L’esistenza di Gesú. dalla nascita alla morte. in quanto potevano essere stati gli stessi apostoli ad aver trafugato il corpo. un copione imposto che trasforma il fondatore del cristianesimo in una marionetta azionata dai fili di un destino già prestabilito. imposta dalle profezie. come uomo. come può dio giudicare gli uomini. questa versione fu successivamente ancora corretta. dicevano loro che l’aver trovato un sepolcro vuoto non era una prova sufficiente per dimostrare la resurrezione. facendolo durare alcuni anche diciotto mesi. finché.. secondo lui. ai quali si presenta. e. mentre quella di Marduk era fatta di foglie di acanto. se era scritto che egli doveva tradire? Se Giuda fosse stato veramente libero di decidere e non avesse tradito. rimasta insoluta. seguaci del gesuita Molina. che è stata fatta dipendere dal suo tradimento? Ma soffermarsi a discutere su un tale argomento significherebbe declassare l’intelligenza umana. era veramente il dio-uomo (come dio. è per dimostrarci che egli. papa Clemente VIII proibí di proseguire la disputa che. non lo avevano riconosciuto. è una delle maggiori prove del fallimento teologico della religione cristiana. La sera di quello stesso giorno. Se.] ma poiché per la grande gioia gli apostoli non credevano ed erano stupefatti. Le stesse incoerenze e assurdità che si trovano nella vita di Gesú le ritroviamo in quel periodo che seguí la sua morte. venivano scherniti per essersi dichiarati dei. secondo un programma stabilito dalle profezie. se ci tengono a far rimarcare che era ermeticamente chiuso. porta a chiederci: se tutto ciò che avviene era stato già prestabilito. mai risolto dalla Chiesa. poiché molti furono i passi che ripresero dai Vangeli “pagani”. nella prima edizione dei Vangeli canonici decisero di far salire Gesú in cielo direttamente dal sepolcro. nel 1607. e. è la chiara dimostrazione dell’incoerenza di dio. costruirono la scena nella quale Gesú disse ai suoi apostoli che lo avrebbero rivisto scendere dal cielo da sopra una nube per giudicare i vivi e i morti. che vede il protagonista muoversi secondo un copione già scritto dalle profezie. come si sarebbe allora realizzata la «passione» di Cristo. Tutta la vita di Gesú. tanto appare ovvia la conclusione a cui si può pervenire. Siccome nei Vangeli «apocrifi» il periodo passato sulla terra dopo la «resurrezione» variava. andarono avanti per decenni.Ma non furono soltanto le profezie a essere usate dai cristiani per comporre la passione del loro Cristo. in seguito. nei quali i sotères. Questo interrogativo. mangiava il pesce) risorto e non un impostore che si faceva passare per Gesú – come i loro nemici sostenevano.. incontratolo. fece correre dei grossi rischi al cristianesimo in quella diatriba che vide i tomisti. stava portando alla negazione dell’esistenza di dio. la loro era di spine −. castigando o premiando pur conoscendo il futuro. a imitazione dei sotères “pagani”. in un’altra precedente gaffe. fanno parlare il risorto con le varie Marie e lo fanno ripetutamente mangiare con i discepoli. che sostenevano il fatalismo. dicendo che Gesú era rimasto sulla terra quaranta giorni. a imitazione di Mithra. che. La questione. prima di essere uccisi. egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. entrando attraverso i muri. in qualità di spirito passava i muri. cosí fu messo sulle spalle di Cristo il mantello rosso dei re in segno di scherno. egli segue come un automa le vicende che si susseguono dalla nascita alla morte. che ineluttabilmente devono compiersi perché sia fatta la volontà del «padre che è nei cieli». che le Marie e gli stessi apostoli. in mano gli fu posta una canna a mo’ di scettro e sul capo una corona – con la sola differenza che. ritenendoli responsabili delle loro azioni? Come si può condannare Giuda. Gli offrirono una porzione di pesce arrostito. In un’accusa reciproca di ateismo. guarda caso. si riduce a una recita. Come a Marduk. sempre all’ora di cena e in un camerone che. 135 . si rimarcherà che le aggiunte poste in seguito dai falsari non hanno altro scopo che quello di fornire le prove di una «resurrezione» avvenuta: fanno toccare la ferita del costato all’apostolo Tommaso. aggiunse: «avete qualche cosa da mangiare?». riferendosi a quei passi dei Vangeli in cui si diceva. mentre erano chiuse le porte del luogo ove si trovavano i discepoli per timore dei giudei venne Gesú e disse: «pace a voi!» [. ciò dipese dal fatto che dovettero rispondere alle critiche degli oppositori che. Infatti. Privo di ogni iniziativa e personalità.

furono tre: nella prima veniva asserito che Pilato. Gesú lasciò la terra. se lo avesse assolto. stando a quanto dicono gli Atti degli apostoli. Oltre a ridicolizzare quel «fermati. Per eludere. passati quaranta giorni. mostrandosi addirittura offensiva contro i romani. non è che la dimostrazione di quell’oscurantismo di cui ha bisogno la Chiesa per imporre le sue verità.Cosí. come era entrato. uscí dal luogo dove erano riuniti gli apostoli. Insomma. per tentare Cristo. le versioni che inizialmente i cristiani dettero alla morte di Gesú. che potrebbe apparire un dettaglio insignificante a chi segue la logica e il buon senso. Barabba Di tutta la vita di Gesú la parte che maggiormente impegnò i falsari per dissociare la sua figura da quella di Giovanni fu la crocifissione. che si era lasciato intimidire dal popolo. perché arrestato sul Monte degli ulivi mentre era in procinto di dare inizio a una rivolta. Ciò che mi lascia perplesso nel leggere questo passo del Vangelo non è tanto il fatto che Gesú passi attraverso i muri – dal momento che tutto è possibile a chi possiede un corpo simile a quello degli angeli –. dopo avergli mostrato dalla cima di un monte tutti i regni del mondo: «tutte queste cose ti darò se prostrandoti mi adorerai». per farla finita con questa farsa della «resurrezione». temendo una rivolta. la seconda. fu anch’essa subito ritirata. fatte per dare a Gesú una morte per lapidazione. che si concludeva con la condanna a croce del brigante e la liberazione di Gesú. prima di giungere a quella definitiva riportata dai Vangeli canonici. comportando essa la prova che il condannato fosse quel rivoluzionario che la tradizione e i documenti ricordavano essere stato condannato durante l’era messianica. sostenute dai sogni e dalle visioni. Ma anche questo espediente. scomparendo dietro una nuvola: Gesú fu elevato in alto sotto gli occhi degli apostoli e una nube lo sottrasse ai loro sguardi (At. per i dotti della Chiesa era invece una verità inconfutabile. sole» di Giosuè e il concetto dell’«ascensione». che faceva passare per un popolo di corrotti. le conseguenze che avrebbe comportato la crocifissione. quanto il costatare che insieme a lui attraversino i muri anche i pesci che erano nel suo stomaco. ne costruirono una terza. che avevano entrambi svolto la loro missione nello stesso periodo facendosi chiamare entrambi «figli di dio». cioè bar abba. uno rivoluzionario e uno pacifista. Ma se la prima si era mostrata denigratoria verso un procuratore. i quali l’avevano condannato alla lapidazione sotto l’accusa di essersi dichiarato figlio di dio. basato sul concetto di una terra piatta. Il processo si svolgeva in tutto e per tutto uguale a quello che troviamo oggi nei Vangeli canonici. La dimostrazione che fece Galileo sulla sfericità di una Terra che girava intorno al Sole contrastava con troppi passi delle sacre scritture perché non fosse condannata. nella quale dicevano che Pilato aveva ceduto Gesú ai giudei in cambio di una somma offertagli dai sacerdoti sadducei. Ma sembrando questa versione inaccettabile per la viltà che attribuivano a un procuratore romano. dimostrava anche l’assurdità di quel passo del Vangelo. Questo passo del Vangelo di Matteo. 1-9). ne tirarono fuori una seconda. che avevano ripreso dal Vangelo di Filippo. 136 . ovvero questa elevazione verso un paradiso che si trova in alto – avendo perso ogni significato dopo che Galileo dimostrò che un corpo nell’infinito non ha né alti né bassi. lo aveva ceduto spontaneamente ai giudei. Basta leggere il passo di Matteo (28-11) riguardante «le guardie subornate» (corrotte) per comprendere le critiche che i costruttori dei Vangeli ricevevano dai loro oppositori. né destre e né sinistre –. Fallite cosí queste due versioni. gli dice. eccetto il finale. nel quale si racconta che Satana. tanto indiscutibile da costituire una verità di fede cosí assoluta che negarla avrebbe comportato la morte – morte per rogo a cui fu condannato un certo Cecco d’Ascoli nel 1610 per avere soltanto detto che: non era possibile poter vedere tutti i regni della terra da una montagna per quanto altissima fosse stata. ebbe breve durata. nella quale fecero figurare che nel processo c’erano due messia. diciamo che alla fine. perché. Questa ascensione. allora. dopo aver mangiato.

(Prima di proseguire ci tengo a dire che mai i romani avevano praticato l’usanza di liberare un malfattore. Se costui veniva chiamato bar abba. che si era offerto di morire al suo posto. chiese Pilato. al centro il procuratore romano nel ruolo di giudice. nel quale si diceva che Gesú non era morto per crocifissione. ma sempre verso detenuti colpevoli di piccoli reati). che gli stessi Vangeli. pur non rivelandone il nome. la cosa migliore è seguire la recita com’è stata impostata nei Vangeli: sulla scena ci sono. come d’altronde veniva sostenuto dall’ideologia gnostica che dette le basi all’islamismo. gli avevano cambiato i connotati. avevano fatto divenire «figlio di Jona» (bar Jona). e il cattivo. [Luca:] c’era un certo bar abba che era stato messo in carcere per una sommossa scoppiata in città e per un omicidio [stesso riferimento alla sommossa attribuita all’«egizio»]. eludendo la morte. Come aveva fatto Filippo. se nella storia di Roma si era verificato qualche condono esso era avvenuto soltanto in occasioni saltuarie determinate da grossi avvenimenti politici. rappresentato da Gesú. [Giovanni:] Barabba era un brigante [è il nome che davano ai rivoluzionari estremisti zeloti]. che ancora oggi sostengono che Gesú non morí in croce. tanto che. Praticamente. né a Roma. rendeva impossibile la «resurrezione» che doveva seguire la sua morte. vediamo aiutare Gesú a portare la croce. se era stato catturato per una sommossa scoppiata in città. quella «resurrezione» che era la virtú-base che dovevano acquisire i sotères per trasmettere attraverso l’Eucarestia l’immortalità agli uomini. diceva di aver appreso da un certo Glaucias – il quale a sua volta era stato il traduttore del Vangelo di Pietro – che al posto di Cristo era stato crocifisso un certo Simone di Cirene. trasmessasi nel mondo arabo. a sinistra il messia dei cristiani. il buono. sostenendo che Cristo non poteva morire. come gli zeloti venivano chiamati. A questo punto. fu quella ritenuta valida dai musulmani. cioè il rivoluzionario. guarda caso. ma in tarda età. che da latitante (bargiona). in una stazione della Via crucis. ci dicono chiaramente chi fosse: [Matteo] avevano in quel tempo un prigioniero famoso detto bar abba [Giovanni era famoso]. messo dalla storia. poiché molti continuarono a sostenerla nell’ambiente orientale cristiano. se era famoso. “Chi volete che liberi dei due”. [Marco:] un tale chiamato bar abba si trovava in carcere insieme ai ribelli che nel tumulto avevano commesso un omicidio [è il tumulto che Giuseppe Flavio attribuisce all’«egizio»]. come dicono i cristiani. il quale era stato catturato dai romani nell’Orto degli ulivi durante le feste di Pasqua? E i Vangeli proseguono. e. siccome i romani erano soliti graziare un malfattore nelle feste di Pasqua. anche loro misero i due messia uno di fronte all’altro. avendo soltanto un’apparenza di carne. quel messia nato a Gamala. dichiarando che Gesú si era salvato. con un atto di magia. perché i giudei decidessero quale dei due bar abba egli dovesse liberare. Comunque questa versione. e lo condussero sulla scena evangelica senza però accorgersi che durante il tragitto i falsari cristiani. non fu respinta da tutti.) Eliminata cosí anche la costruzione processuale del Vangelo di Filippo. i falsari costruirono quel processo che. dicendoci che. il messia rivoluzionario. perché al suo posto era stato crocifisso un altro: colui che aveva affermato questo era stato lo gnostico Basilide il quale. “o il bar abba degli esseno-zeloti?” −il vero personaggio ricordato 137 .anche se poteva essere valido per evitare la morte per crocifissione. per comprendere il processo. e sopratutto in occasione di una festa religiosa ebraica. con quello stesso atto di magia che avevano usato per Simone. (A questo punto ritengo che sia interessante dire che già precedentemente era stato considerato un altro processo. Pilato ordinò che se ne prendesse uno dal carcere. rimasto definitivo. né tantomeno in Palestina. anche lui detto bar abba. quali i «trionfi». presero un malfattore che. avrebbero vanificato l’esistenza del loro messia. trasformando il suo appellativo bar abba nel nome proprio di Barabba. chi altri poteva essere se non Giovanni il nazoreo. si chiamava proprio bar abba. risulta tutt’ora nei quattro Vangeli canonici. I soldati romani scesero nelle prigioni. se era un brigante. come gli stessi Vangeli ci confermano. collocato lí dai falsari con il nome di bar abba. “il bar abba dei cristiani” − il fantasma che vi è stato messo davanti dai falsari −. rappresentato dal brigante. riportata dal Vangelo di Filippo. quel Simone di Cirene che. sulla destra.

ci fu un gran terremoto e che si squarciò il muro del tempio di Gerusalemme che proteggeva il sancta sanctorum. dedicata all’imperatore Adriano. figlio di Giuda il Galileo!”. per lasciare il posto a quel salvatore anonimo su cui fu fondato il cristianesimo. discepolo presente alla crocifissione. raccontando che. aveva dichiarato in una sua apologia. quel copione che poi è stato tramandato sotto l’etichetta dei Vangeli. mentre salivano da sottoterra per ritornare nel mondo dei vivi. vescovo di Atene. il messia rivoluzionario. 138 . i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi resuscitarono. che si chiamavano Lecius e Clarinus. quel Yhavè degli ebrei. Per darci poi la prova che colui che era stato crocifisso non era un rivoluzionario. ossia Giovanni il nazoreo. io non l’ho sentito. E uscendo dai sepolcri entrarono nella città santa e apparvero a molti. e fecero dire a Nicodemo nel suo Vangelo che due di questi. al quale nel 1766 fu strappata la lingua. su cui fu portato con una barella. le rocce si spezzarono. che gli era passato davanti in processione. quei Vangeli che con il tempo acquisirono tanta credibilità da essere presi come garanzia di verità nei giuramenti presso i tribunali. erano andati in giro per Gerusalemme. Gesú prese sulle spalle il patibolo. corroborarono la sua morte con altri strepitosi episodi. Matteo. sia crocefisso quello dei cristiani” − cioè il Gesú nazareno dei falsari − “e liberato quello della storia. salí sul Calvario per essere crocifisso per la nostra «salvezza». disceso sulla terra per riscattare gli uomini dei loro peccati (?!?). aggiunge: la terra si scosse.dalla storia e dalla tradizione. i redattori dei Vangeli scrissero che il cielo si oscurò. di diciotto anni. Al suo posto mi è arrivato quello che emise il Cavaliere de la Barre. “Dei due bar abba. E volete sapere il motivo per cui questo giovane. preso il posto di Giovanni. fu cosí barbaramente torturato e condannato a essere bruciato vivo sul rogo. che molti di questi resuscitati del venerdí santo vivevano ancora nella sua epoca. cioè l’asse trasversale che veniva posato sulle due forche e. identico dio. fu definitivamente eliminato dalla storia. tanto che non poteva reggersi in piedi. rispose la folla. per quanto il grido emesso da Gesú prima di spirare possa essere stato forte. Scrissero che un certo Quadratus. nel quale abitava quell’altro dio. Infatti il crollo del velo del tempio che proteggeva l’altare di Yahvè non è che un’allegoria usata dai cristiani per annunciare al mondo la fine dell’ebraismo e l’inizio del cristianesimo. liberato e fatto sparire nel nulla. ma veramente Gesú. una volta ritornati in vita. prima che accendessero il rogo. secondo il copione redatto dagli impostori. avevano incontrato Gesú Cristo che scendeva per visitare gli inferi. dopo averci detto che Gesú spirò emettendo un grande grido. come conclusione di questo libro. il figlio di dio. che si erano ripromessi di distruggere per sostituirlo con il loro. Giovanni. ci tengo a dire che. che in realtà era lo stesso. avendogli i carnefici della «santa inquisizione» rotto le ossa. dopo avergli strappato la lingua? Perché non si era genuflesso e levato il cappello davanti al crocifisso. E come se non bastasse questo per dimostrare che il crocifisso era proprio il loro Gesú. A questo punto.

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