LUIGI CASCIOLI

LA FAVOLA DI CRISTO
LIBRO-DENUNCIA INCONFUTABILE DIMOSTRAZIONE DELLA NON ESISTENZA DI GESÚ
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Dedico questo libro al Cavalier de la Barre

SOMMARIO

LA BIBBIA SECONDA ENTRATA IN EGITTO IL PERIODO DEI RE IL DIO DELLA BIBBIA GLI EBREI DOPO L’INVASIONE ASSIRA DELLA PALESTINA DEL NORD IL CULTO DEI MISTERI LA RIVOLTA DEI MACCABEI SITUAZIONE DELLA PALESTINA SOTTO L’OCCUPAZIONE ROMANA GLI ESSENI FIGLI DELLA LUCE RIVOLUZIONI E GUERRE ESSENO-ZELOTE GLI ESSENI DOPO IL 70 I VANGELI CANONICI GIOVANNI IL NAZOREO CROCIFISSIONE

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p. 12 p. 21 p. 34 p. 43 p. 47 p. 55 p. 67 p. 74 p. 82 p. 91 p. 100 p. 116 p. 123

LA BIBBIA

Se il tempo da me previsto per scrivere questo libro è stato molto piú lungo di quanto avessi immaginato, ciò è dipeso dal fatto che ho voluto dare a ogni mia affermazione una giustificazione logica e ponderata, in maniera che anche i piú restii possano convenire con la conclusione che mi sono prefisso di raggiungere: dimostrare la non esistenza di Gesú. Resomi conto che la figura di Cristo non è altro che il risultato di un’evoluzione religiosa che si è verificata nel popolo ebraico, ho cercato le cause che l’avevano prodotta nel libro che tratta della loro storia: la Bibbia. Poiché non si può capire Cristo se si ignora la Rivolta dei maccabei, e non si può parlare dei maccabei, se si disconoscono le cause che la determinarono, mi sono ritrovato a partire da quel in principio creavit deus cœlum et terram, che dà inizio alla storia biblica. È per merito di questa analisi dei fatti, eseguita nella mia piú grande indipendenza di ragionamento, che sono giunto a conclusioni che sento di poter difendere nella maniera piú decisa contro ogni critica che mi si possa rivolgere. Non bisogna essere dei geni per comprendere, sin dalle prime pagine, che la Bibbia non è altro che un castello di stupidaggini, di contraddizioni e di assurdità, la cui costruzione è stata possibile perché messa sulle spalle di un popolo di pastori che, fra tutti gli altri, era il solo a non avere una storia documentata, che avrebbe potuto impedirlo. Praticamente, la Bibbia ha attribuito una cronaca agli ebrei come quegli istituti di araldica, che attribuiscono alberi genealogici a persone prive di un casato verificabile. Se si fosse dovuto dire soltanto la verità su ciò che si conosce realmente del popolo ebraico, il suo passato si sarebbe potuto riassumere, stando alle confuse documentazioni pervenuteci, in una sola frase: “c’erano una volta dei nomadi che, lasciate le zone semidesertiche della Mesopotamia, invasero la Palestina, depredando per secoli i popoli che l’abitavano” – punto e basta! Ma ciò che piú mi ha colpito della Bibbia è che essa, a differenza di tutti gli altri libri epici che riportano personaggi e fatti precedentemente celebrati – quindi in qualche modo già esistiti nel passato, sia pur sotto forma di leggenda –, costruisce la propria storia, la storia della sua tribú, facendola derivare da un “eroe” da tutti sconosciuto, da un eroe che, non essendo mai stato prima nominato, risulta del tutto inventato. Mi riferisco al dio biblico, a quel dio senza nome che, via via che andavo avanti nella lettura della Bibbia, sempre piú mi appariva come un’entità la cui esistenza veniva imposta relazionandola fraudolentemente a una tribú di nomadi, che in realtà l’aveva sempre ignorato. Troppe circostanze dimostrano che il dio della Bibbia non ha mai fatto parte del culto di questi pastori che, da quanto risulta dai fatti, hanno sempre professato un politeismo caratterizzato da un insieme di idoli tribali e di divinità “pagane” tratte dai culti altrui. Nulla conferma che questo dio sia esistito prima di essere nominato dalla Bibbia, che fu scritta nel VI secolo avanti la nostra era 1 . Nessuna testimonianza, neppure sotto forma di traccia, che attesti un suo culto, nulla che ci parli di lui – come avviene invece per tutte le altre divinità, che ebbero un nome e che dimostrano la loro esistenza (come culti storici) con quei templi, statue e steli che furono eretti in loro onore. Sul dio degli ebrei, prima del VI sec. av. n. e., c’è il vuoto piú assoluto. Hanno voglia a dire i sostenitori della Bibbia che, se il loro dio non ebbe un nome, è perché egli stesso aveva proibito di nominarlo e che, se di lui non ci sono pervenute effigi o statue, ciò è dipeso dal fatto che era stato severamente proibito ai suoi seguaci di riprodurne la figura ... Io non ci credo: non posso crederci. E i templi allora, quei templi che la Bibbia afferma che furono costruiti per ospitare l’«arca santa», che fine hanno fatto? Dove è finito quel tempio di Gerusalemme che Salomone, a dare ascolto alla Bibbia, fece costruire con pietre tre volte piú grandi di quelle del Pantheon e del quale non ci è pervenuto nulla, neppure un frammento? È evidente che siamo di fronte a una storia inventata a partire dal VI sec. av. n. e. dai redattori della Bibbia, per raggiungere, attraverso la riunificazione degli ebrei sotto un solo dio, quegli scopi “nazionalistici” che si erano prefissi dopo la liberazione dalla prigionia di Babilonia.
L’autore del presente lavoro, coerentemente con la sua dimostrazione della non esistenza di Gesú Cristo, non usa i termini correnti di «avanti Cristo» − a. C. − e «dopo Cristo» − d. C. − sostituendoli con le dizioni: «avanti nostra era», av. n. e., e «nostra era», n. e.
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D’altronde, quale altro sistema avrebbero potuto usare per sostenere l’esistenza di un dio estemporaneo, se non quello di ricorrere all’anonimato? Anonimato sostenuto da quella famosa sigla, HJWH, che nessuno ha mai saputo cosa significhi, e da quel Yahvè, che non è affatto un nome, ma un semplice appellativo il quale, significando genericamente «io sono», tutto può dimostrare meno che la sua esistenza. Dare un nome a un dio mai esistito, a un dio inventato, avrebbe comportato una verifica storica che avrebbe fatto crollare nel ridicolo tutta l’impalcatura, quell’impalcatura che si sarebbe potuta reggere soltanto grazie all’anonimato. Un dio messo su esclusivamente con visioni e sogni riferiti da personaggi immaginari, vissuti in epoche non controllabili, che si perdono nel buio dei secoli, privo di ogni accenno o testimonianza che si riferisca all’esistenza di un suo culto, in quale altro modo poteva essere sostenuto, se non sfruttando nella maniera piú arrogante l’impossibilità che ha la ragione di dimostrare l’inesistenza dell’inesistente? Come altro potrebbe concludersi una ricerca storica, fatta per stabilire se veramente sia esistito il dio degli ebrei prima del VI sec. av. n. e., se non con la frase: “siccome nulla dimostra la sua esistenza e altrettanto nulla dimostra la sua inesistenza, non si può escludere che sia veramente esistito”? E questa, poi, è la stessa conclusione a cui giunse quella commissione incaricata di accertare se veramente era vissuto il gigante Gargantua, che mangiava dieci uomini a pasto e che, per farsi le scarpe, aveva bisogno della pelle di dodici vacche. È su questa impossibilità di poter dimostrare l’inesistenza dell’insistente che il cristianesimo – religione basata esclusivamente sulla rivelazioni e sui sogni – imporrà i suoi dogmi, farà passare per veri i miti costruiti su personaggi immaginari, che eleverà agli onori degli altari, quali le migliaia di martiri dell’era neocristiana e tanti altri nei secoli che seguirono, tra cui, senza andare troppo lontano, c’è santa Rosa da Viterbo – a proposito della quale il biografo Paolo Cenci, dopo averne ricostruito la vita arrampicandosi sugli specchi, conclude cosí:
non possiamo rifiutare ciò che di lei è scritto nella Seconda vita, dal momento che nessuno ha potuto dimostrare essere falso 2 .

Certo, nessuno, tranne il buon senso! In sintesi, posso concludere che, se gli ebrei non avessero scritto la Bibbia nel VI sec. av. n. e., in seguito alla decisione presa di costruirsi un dio, Yahvè sarebbe rimasto in quel limbo dell’attesa dove venivano relegati gli dei sconosciuti, a cui la città di Pergamo, in Asia minore, aveva elevato una stele per un senso di pietà verso di loro, verso la loro frustrazione. L’immagine di questi dei, che attraverso la stele di Pergamo vediamo in attesa di uomini che li evochino, perché possano scendere dal cielo per poter occupare finalmente un trono sulla terra, è quanto mai significativa per mettere tutte le religioni nel ridicolo. Dopo le piccole divinità, dopo quella miriade di spiriti che furono invocati dagli uomini primitivi, venne il turno dei grandi. I primi a essere prescelti, fra questa massa di dei in attesa, furono Brahama, Horus, Osiride, Iside, Marduk e Aura Mazda; in seguito vennero, via via, tutti gli altri. E io, in questa scena mostrante divinità che lasciano il cielo per scendere sulla terra, via via che gli uomini li eleggevano a proprie divinità, immagino l’impazienza di Allah, che dovette attendere fino al V secolo prima che qualcuno lo chiamasse; ma gli dei rimasti in attesa sono certamente ancora tanti, direi addirittura miliardi, se si pensa che, oltre a quelli che vengono continuamente invocati dalle tante sétte che giornalmente si formano, ogni essere umano ne abbisogna di uno tutto suo. Dal momento che la storia parla soltanto in forma molto generica delle tribú di nomadi che vivevano nell’immenso deserto del Vicino oriente, tutto ciò che sappiamo della tribú di Yahvè, dei suoi profeti, delle sue battaglie, dei suoi condottieri e dei suoi re, ci viene esclusivamente dalla Bibbia, cioè da un libro che, come unica garanzia dei suoi credo, invoca le rivelazioni. In nessun documento storico troviamo il piú piccolo riscontro dei personaggi e degli episodi di cui si parla: come vedremo in seguito, o sono inventati, o interamente ricopiati da leggende altrui. E cosí, come per i personaggi, altrettanto non troviamo riscontri di nessun genere che attestino l’esistenza di quei due
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A p. 206 del testo di P. Cenci.

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che saranno usati dagli ebrei come base delle loro rivendicazioni sulla Palestina. maledire e ordinare stragi. 4). per via di quell’emarginazione a cui era stato costretto dall’inizio dei tempi. Questo documento. Giacobbe. del 2500 av. Perseo.regni. quel dio che ci viene mostrato. La prima. tratto da una leggenda sumera. La prima prova che la Bibbia sia un testo di ispirazione “pagana” e non divina. Terminata la prima parte. sommergendo la terra. in un crescendo di esaltazione “nazionalistica”. nelle quali gli eroi erano spesso figli di un dio e di un umano – cosí Achille. Dopo averci detto che dio creò Adamo soffiando nel naso di un pupazzo di creta. A questo punto. Tutti conosciamo la storia del diluvio che. Sulla prima parte si intrattiene molto poco. detto che Caino si rifugiò. voglio soffermarmi a fare delle considerazioni sulle date e i fatti riportati dalla Bibbia nel periodo che va da Adamo alla nascita di Cristo. prima di passare alla seconda parte. estinse ogni essere vivente eccetto Noè. e termina con il diluvio. che è conservato presso il «British Museum» di Londra. 6. secondo essa durato 4. con la spiegazione circa la natura degli eroi dell’antichità. sono un vero trattato di insegnamento di guerriglia e di incitamento alla rivolta armata. appare evidente da come gli ebrei si sono costruiti il loro dio. conclude con l’affermazione: c’erano sulla terra i giganti a quei tempi – e anche dopo – quando i figli di dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità. d’Israele e di Giuda. e fatto un elenco di patriarchi dalla vita media di 750 anni. 6. Sansone. appare chiaro. che erano andati accumulandosi in esso durante i secoli. non riuscí a far morire affogati. n. che è quella che segue lo sterminio del diluvio. Furono scritte unicamente per raggiungere degli scopi politici ben precisi. lontane dall’essere un’opera di ispirazione letteraria o poetica. carico di rimorsi per aver ucciso suo fratello Abele. Ma Noè trovò grazia agli occhi del signore (Gn.. La Bibbia divide la storia umana in due parti. dio. e. la Bibbia dice che dio. nel paese di Nod. n. per giungere alla costruzione di quel Gesú. Che lo scopo della Bibbia sia quello di riunire un popolo. la sua famiglia – e i pesci. accoppiandosi con una donna che non poteva essere che sua sorella. che riprende dopo Noè. averci raccontato l’aneddoto della mela. bensí la trascrizione di tutte quelle nozioni che i suoi redattori appresero dalle leggende e dalle mitologie vicino-orientali e mediterranee durante i cinquant’anni di esilio passati nel Regno di Babilonia. i quali.000 anni. Le sacre scritture. 7). uomini famosi (Gn. è l’episodio riguardante Eva e la mela. Giovanni Battista. facendo leva su quei sentimenti di odio e di vendetta. L’accenno che la Bibbia fa circa questi uomini illustri dell’antichità non è che una ripetizione frettolosa di quelle mitologie che tutti conosciamo. etc. indotta da un serpente a disobbedire al dio creatore. esisteva già venti secoli prima che venisse redatta la Bibbia. un popolo frustrato. ripetizione opportunamente riportata per poter giustificare l’esistenza di propri eroi da collocare in una storia inventata. sin dalle primissime pagine. e. a concepire un programma di imperialismo universale. che a sua volta è il prodotto di un altro accoppiamento tra una donna sterile e dio. Sapendo che la stesura della Bibbia ebbe inizio nel VI secolo av. dove dette origine a una stirpe. come affermano i suoi sostenitori. che comincia con Adamo e Eva. –. la quale. la seconda. scopi che appariranno evidenti quando ci troveremo davanti a quel “partito giudaico” che porterà gli ebrei. che non è il risultato di un’ispirazione divina. Esaú e tanti altri –. La favola sumera viene raccontata in un documento chiamato «Cilindro della Tentazione». insoddisfatto di ciò che aveva creato sulla terra. che faranno partorire a una donna vergine resa incinta dallo spirito santo. per quanto lo volesse. dai fatti che essa riporta. come capace soltanto di punire. soltanto tre pagine e per di piú in forma quanto mai confusa ed estremamente fantastica. convinse il suo compagno a mangiare il frutto dell’albero proibito. che faceva dipendere l’origine dei mali dalla prima donna. per continuare fino alla fine del mondo. Polifemo. quel Gesú che sarà preceduto e annunciato da quell’altro eroe. eroi che faranno nascere anche loro da donne fecondate da dio – come Isacco.. decise di distruggere tutto per ricominciare da capo: il signore disse: «sterminerò dalla terra l’uomo che ho creato: con lui anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo perché sono pentito di averli fatti». 3 .

dopo approfonditi studi. sono certo che molti saranno i lettori che muoveranno critiche alle mie osservazioni. condannando come miscredenti coloro che rifiutano di accettarle come verità dogmatiche. sostenendo che queste scansioni temporali non debbono essere prese alla lettera. per opera della volontà creatrice di dio. ha però rifiutato nella maniera piú categorica di applicarla all’uomo.. apparirà addirittura ridicolo che al tempo di Abramo (1900). degli aborigeni dell’Australia. il consiglio che presiede alla pubblica istruzione dello Stato del Kansas (Usa) ha votato nel mese di giugno del 1999 (con una maggioranza di 6 voti su 10) l’abolizione della teoria darwinista dai programmi scolastici di biologia e scienze naturali. che comportò la distruzione totale di tutti gli esseri viventi. dal momento che non risultavano essere stati generati da Adamo e Eva. si siano potute formare delle popolazioni cosí numerose e progredite quali erano gli egizi. contrariamente a quanto si possa credere. ma solo come espressione simbolica di epoche non determinabili. A questo punto. in età adulta e già in grado di usare tutti i propri organi nella maniera piú soddisfacente. nel suo libro. dal momento che in Francia. secondo cui il diluvio è avvenuto nell’anno 2350. sia pur con molte riserve. pose dei grossi problemi ai teologi cristiani. Oggetto: ricostituire l’inquisizione che dovrà soprattutto distruggere gli scritti opposti alla dottrina cattolica e impedire la propagazione 3 Quando è stato concluso il presente lavoro. Nella certezza che la decisione presa dai professori dell’università del Kansas sia stata determinata non da una loro personale convinzione. i greci e tutte quelle altre etnie formanti le civiltà mediterranee. non riconoscendo validi i diplomi di biologia e di scienze naturali rilasciati dall’università del Kansas. Se la Chiesa ha accettato. che le difende. qualora riprendesse il potere avuto in passato. già completi nella loro sembianza umana. – secondo quanto. quale 6004 anniversario della nascita del primo uomo e i cristiani a sostenere fermamente che Adamo fu creato da dio esattamente venerdí 24 marzo dell’anno 4004 av. Rifiutare queste date. mons. compresi quelli della riproduzione . significa sostituire la fede con il ragionamento.. che la Bibbia.. anche da una certa branca di studiosi di scienze naturali. e. come risulta nel seguente documento: CREAZIONE DI UNA NUOVA ASSOCIAZIONE Dichiarazione alla prefettura di polizia di Parigi: associazione per la ricostituzione dell’inquisizione. degli indiani di America. Usher. cioè soltanto dopo 450 anni dal diluvio. questi lettori sappiano che sostenere queste date come non reali significa contraddire la Chiesa. africane. quando fu scoperto. Mettere i nostri figli in mano ai religiosi significherebbe ritornare in pochi lustri nel piú buio oscurantismo e sicuramente a quella inquisizione che nel passato ha condannato alla tortura e al rogo chiunque osasse contestare le “verità” della Chiesa. la teoria darwinista sull’evoluzione delle specie vegetali e animali. quella fede che porta gli ebrei a festeggiare l’anno in corso. i persiani. escludendoli dalla propria storia. oltre che dai teologi. 4 . secondo essa. Non dico una sciocchezza se affermo che la Chiesa ripristinerebbe il rogo. n. avessero o meno l’anima. asiatiche. In sostanza. se può sembrare assurdo che la terra si sia potuta popolare la prima volta in maniera completa in soli 1750 anni partendo da una sola coppia. Questa teoria creazionista. si sarebbe presentato sulla terra già formato e completo com’è attualmente. dirò che i rettori di tutte le altre università americane hanno subito reagito. cosí per caso. Ebbene. Infatti. La creazione dell’uomo. il quale. completi e perfetti. i quali dovettero decidere se coloro che vi appartenevano. è sostenuta. nonostante le richieste di perdono del santo padre. il quale asserisce – come si è detto – che l’umanità promani dall’accoppiamento di due esseri apparsi sulla terra. i babilonesi. indoeuropee. senza origine. Per tranquillizzare coloro che potrebbero rimanere sgomenti nell’apprendere tale notizia. la Chiesa sostiene che a dare inizio all’umanità siano stati due esseri apparsi 6004 anni fa. il 2000 3 . pone in un altro mondo. attribuendo a esse un senso lato. è stata ricostituita da parte dei cattolici un’associazione a fini inquisitori. dobbiamo seriamente riflettere su ciò che diverrebbero le scuole se fossero affidate alle autorità cristiane. ma da un’imposizione ricevuta dal potente clero locale. etc. ha affermato l’arcivescovo inglese. per mettere al suo posto il «creazionismo» sostenuto dalla Bibbia.Stando a quanto afferma la Bibbia. senza poi parlare dei lapponi del Polo nord. Adamo ed Eva. senza infanzia. come se appartenessero a un’altra barzelletta – un mondo che. perché costretta dall’evidenza dei fatti.

non meno di duemila anni . Cam e Iafet. disse fra sé: non maledirò piú la terra a causa dell’uomo. l’arca finalmente si adagiò su quel monte Ararat – dove degli esaltati. dove si era rifugiato insieme alla propria famiglia e a una coppia di ciascun animale esistente sulla terra. quali le pulci. Fallito nel suo primo tentativo. come segno di ringraziamento. uscirono a pariglie come erano entrati e. un maschio e una femmina. Data della fondazione dell’associazione: 17. A questo punto. K. di quei grossi ditteri che attirati dalla sporcizia hanno la capacità di entrare dappertutto. alla soave fragranza dell’arrosto (Gn. doveva essere di almeno cinquemila metri. è un mistero destinato a rimanere eternamente insoluto. secondo quanto aveva ordinato il signore. Anche Noè uscí dall’arca con la moglie e i suoi tre figli. J. secondo quanto aveva disposto il signore che le aveva create (il giovedí di quella settimana in cui aveva fatto tutte le cose). da cui Noè fece uscire la colomba? E possiamo immaginare cosa fosse diventata dopo due anni. 5 . rue de Charenton. 4 Se qualcuno avesse dei dubbi sulla costituzione di questa associazione. l’elefante indiano in Himalaia e quello africano in Kenya. non ha che da rivolgersi al suo indirizzo per accertarsene: sede sociale. le scimmie alonate ritornarono all’equatore. che rimasero saldamente attaccate addosso a lui e ai suoi familiari. pentitosi di ciò che aveva fatto. eccetto un certo Noè. le scimmie delle nevi in Cina. che. permettendo cosí ai sopravvissuti di rimettere i piedi a terra – «nel primo mese dell’anno seicentuno della vita di Noè». e la prima cosa che fece fu quella di erigere un altare di pietra per offrire al signore. ordinò il diluvio che sommerse la terra. per quanto autoritario fosse stato.. abbassatosi il livello delle acque. Paris. continuano a cercarla.attraverso altri mezzi di questo genere d’idee.09. von Hirschfield. che restò a galleggiare sopra le acque per oltre ventiquattro mesi al chiuso di un’arca. dovevano servire per ripopolare la terra. Tutti gli esseri viventi morirono affogati. nella convinzione che ci sia ancora. però. i tafani e quelle mosche cavalline che riuscirono a superare il controllo. i vermi dell’intestino. stando all’altezza del monte Ararat.. J. l’infallibile e onnisciente dio creatore dell’universo. né colpirò piú essere vivente come ho fatto. ogni sorta di animali mondi come olocausti da arrostire sulla brace – dove poi abbia preso questi animali. tutti in ottima salute. se veramente avesse dovuto contenere tutte le coppie degli esseri esistenti sulla terra e le derrate per nutrirli. senza contare tutti gli altri parassiti che gli animali di grossa taglia si portarono dietro quando entrarono nell’arca. Ma non poterono uscire. 8. considerando i bisogni fisiologici di quel qualche miliardo dei suoi occupanti. prosciugò le acque. avrebbero dovuto impiegare. le false religioni e ideologie. avrebbe dovuto avere dimensioni tali che Noè e i suoi tre figli. come le zecche. Noè non poté rispettare alla lettera per via di tutte quelle piccole creature che purtroppo gli sfuggirono di mano. perché finalmente ho capito che il cuore umano è incline al male fin dall’adolescenza. Le scimmie platirrine partirono per l’America del Sud. naturalmente. 2237225. Gli animali. molta strada la dovette fare anche la coppia di orsi bianchi. impiegarono piú di duecento anni prima di giungere a casa. anche a porte chiuse. la lotta contro le eresie. Sem. soffiando ininterrottamente per dieci mesi. Il signore si intenerí tanto. poiché la terra era ancora tutta sommersa da un livello di acque che. per quanto giganti fossero.1996 4 . 21). contati coppia per coppia. Dopo quattordici mesi di galleggiamento. tenendosi per le code. e le lumache dei tropici che. dio fece alzare un vento che. i pidocchi e le piattole. come lo spirito santo – credete che ce ne fossero davvero soltanto due in quell’arca che disponeva soltanto di quella finestrella. Ordine che. si misero in marcia per ritornare nei luoghi da dove erano venuti onde rigenerare le rispettive razze. a cui tutto è permesso e nulla negato. specie e varietà. e di mosconi. considerando i mezzi di allora. venuta dal Polo nord. per costruirla. nascondendosi sotto le code. cosa che comporta. secondo calcoli fatti. Due animali per ogni varietà. dato che tutti quelli salvati. Con questa battuta ho voluto mettere in evidenza tutti i problemi conseguenti all’alimentazione degli animali e alla costruzione della stessa arca che.

Saltando tutte le stupidaggini che seguirono il diluvio – come quella riguardante la torre di Babele. Assegnatosi ciascuno un settore. egizi. i figli di Noè prolificarono tanto da lasciarci sbalorditi per come riuscirono. che in aramaico significa «errante». neppure quello della colomba. dio. la cui vegetazione era rappresentata da arbusti radi e rinsecchiti. almeno a grandi linee. ogni tribú conduceva una vita autonoma e indipendente dalle altre. i tre figli di Noè. i popoli europei. rimasto il solo uomo giusto in un’umanità divenuta malvagia. scendendo dalle altezze (altezze comunque molto limitate se gli arrivavano gli odori delle carni che arrostivano su un barbecue). Costretta a continui spostamenti per il rinnovo dei pascoli. nell’altra è soltanto di sette. n. costituito da circa un milione e mezzo di chilometri quadrati. dalla mancanza di acqua e dalle continue epidemie. che vede Noè in ginocchio davanti a un dio che annusa e lacrima. soprattutto. Comincia con una visione divina che ebbe un certo Abramo. fu salvato dal dio Enlil. Da Sem vennero i semiti. commossi davanti a questo quadretto. avendo deciso di distruggere gli uomini con un diluvio. se ne andarono ciascuno con la propria femmina prendendo direzioni differenti. prendiamo atto di queste belle parole che il signore disse quel giorno. salutato il vecchio genitore. il quale. che impedivano loro nella maniera piú energica di entrare e invadere le loro terre: una vita randagia. soffermarci un attimo a analizzare. carica di tutte le tribolazioni che possono derivare. inclusi i greci e quelli spintisi in Oriente − e tutti gli altri abitanti dell’Estremo oriente? Prima di riprendere con la favola biblica. stando alla Bibbia. da Iafet tutto il mondo restante. per ripopolare la terra. che sono gli africani. nella quale si racconta di un certo Ziusudra che. basati su tradizioni tribali. come tutto il resto. sia per quanto atteneva le leggi e i regolamenti. tra cui gli stessi ebrei. rappresentati dai persiani. che nasce anch’essa da leggende di altri popoli –. Obbedienti all’ordine. e nella durata delle piogge che. ci tengo a far sapere che. facendola partire dagli inizi del XX sec. rappresentata da un politeismo costituito da piccoli idoli ancestrali a carattere prevalentemente superstizioso – come il serpente di bronzo eretto contro il vele6 . Questa leggenda sumero-babilonese – appresa. etiopi e tanti altri. anche quello di Noè è la ripetizione esatta di una favola sumero-babilonese. nel loro insieme. nella sua infinita bontà di essere onnisciente e onnipotente. praticando accoppiamenti basati su inevitabili incesti e roba del genere – come era già avvenuto la prima volta con Adamo ed Eva –. riprendiamo l’esposizione del racconto nel punto in cui la Bibbia. si rivolse a Noè e ai suoi figli e disse: siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra. dalle quali fu estratta la tribú (immaginaria). Come la cerimonia di ringraziamento fu terminata. era il capo di una delle tante tribú di pastori erranti che vivevano nei territori desertici della Mesopotamia. Credo che non ci sia bisogno di spiegare come si svolgesse la vita di questi pastori. av. gli ordinò di costruirsi un’arca per ripararvisi con la sua famiglia. come avevano fatto gli animali. da Cam i camiti. costituito dalla razza indoeuropea. vivevano numerosi raggruppamenti di nomadi che. che. venivano chiamati «ebrei» dalla parola eber. trascurando tutto il resto dell’umanità. che è il tempo intercorso tra la fine del diluvio (2350) e il tempo di Abramo (1900). e. comincia a interessarsi espressamente della storia ebraica. che sarà la protagonista della favola biblica. babilonesi. durante i cinquant’anni di prigionia in Babilonia – venne ripetuta dai redattori della Bibbia in maniera cosí fedele da non essere trascurato nessun particolare. a ripopolare i continenti. se in una è di quaranta giorni. fenici. essendo quella di Noè quasi il doppio di quella di Ziusudra. che il buon Ziusudra liberò dalla finestrella per rendersi conto della situazione esterna. come l’episodio di Eva. Le uniche differenze esistenti tra i due racconti le troviamo nelle dimensioni delle arche. sia relativamente alla religione. per avere le idee chiare sui fatti che seguiranno. le popolazioni nomadi che vivevano in quell’oceano di sabbia che comprendeva il deserto degli accadi. in appena quattro secoli e mezzo.E noi. il deserto arabico e il deserto del Negheb. costretti a vagare in quell’immenso deserto dove erano stati relegati dalle potenti nazioni limitrofe. A questo punto sarà utile. In questo sterminato deserto.

no delle vipere –, e da divinità maggiori, provenienti da culti di altri popoli, come Astarte e Moloc della civiltà fenicia. Astarte e Moloc, divinità “adottate” da tutte le tribú ebraiche, erano divinità sanguinarie, a cui venivano offerti olocausti umani e soprattutto bambini, tra i quali i primogeniti erano i preferiti, per quel principio che rende il dono tanto piú apprezzato, quanto piú è amato da colui che lo offre. Durante il II millennio, si verificarono frequenti emigrazioni da parte di queste tribú, che, nella ricerca di terre meno aride, lasciavano le zone desertiche della Mesopotamia per dirigersi verso il Mediterraneo. Speranza che veniva, però, ogni volta frustrata, perché il viaggio, arrestandosi di fronte ai confini dell’Egitto e della Palestina, si concludeva in quel deserto del Negheb, che di diverso da quello che avevano lasciato aveva soltanto il nome. Da documenti giuntici, sia in graffiti che in caratteri cuneiformi, risulta che, come conseguenza di questo afflusso generato dalle immigrazioni, si formarono nel deserto arabico e ancor piú nel deserto del Negheb bande di predoni, le quali, oltre ad attaccare i popoli palestinesi con scorribande e razzie, si vendevano come mercenari alle grandi potenze, come quelle degli ammoniti, degli ittiti, dei fenici e degli stessi egizi, impegnate in continue lotte di egemonia. È in questo clima di emigrazioni, di delusioni e di scorribande che la Bibbia comincia il proprio racconto, facendolo partire dalla visione che ebbe questo Abramo, capo di una di queste tribú. Gli apparve un vegliardo che, dopo essersi rivelato come il dio creatore dell’universo, gli disse che, se lui e la sua tribú avessero rinnegato le divinità che avevano seguito fino allora per adorarlo e servirlo come unico dio, li avrebbe ricompensati, eleggendoli come suo popolo prediletto e regalando loro una terra nella quale, sistemandosi definitivamente, sarebbero divenuti una grande nazione. In questo contratto, basato sul do ut des, le clausole furono espresse con tanta precisione da stabilire addirittura che la terra sarebbe stata quella di Canaan in Palestina, che tanto era fertile da scorrervi latte e miele. Cosí, a differenza di tutte le altre tribú ebree, che si trasferivano cariche di tutti quei dubbi che hanno coloro che si affidano soltanto alla fortuna, quella di Abramo fu la sola che affrontò il suo viaggio nella certezza del successo per quella garanzia che gli veniva da una promessa fatta dal dio creatore e padrone di tutte le cose. A parte il fatto che poi tutto si rivelerà, come vedremo, un vero fallimento, quello che piú mi ha stupito di questa storia è stato vedere come questo dio, nonostante la Bibbia affermi che il suo nome era stato tramandato di generazione in generazione a tutti i pronipoti di Noè, e soprattutto alla discendenza di Sem, da cui si fa derivare direttamente Abramo, sia stato cosí dimenticato dagli uomini in soli quattro secoli e mezzo da essere costretto a ricorrere a una visione per farsi riconoscere come divinità e a proporre un contratto per farsi eleggere come tale. Quel dio, che soltanto qualche pagina prima ci era stato mostrato come il kosmocrator, come l’onnipotente che aveva distrutto tutti gli esseri viventi in quaranta giorni e l’onnisciente a cui Noè aveva elevato un altare, riconoscendolo come unico dio, viene in realtà ridotto, attraverso il baratto di cui si fa artefice, alla stregua di un faccendiere. Possibile che in quei quattro secoli e mezzo che erano seguiti al diluvio sia stato messo cosí da parte di fronte a tutti gli altri dei, scesi dal cielo nel frattempo, da cadere in un oblio cosí profondo da non essere ricordato da nessuno? Se Abramo avesse respinto la sua proposta di alleanza, cosa d’altronde possibile, rispondendogli che era già impegnato con Astarte e Moloc, e che a lui e alla sua tribú ben si confacevano gli idoli ancestrali che avevano seguito fino allora, cos’altro avrebbe potuto fare questo dio, se non ritornare deluso e frustrato nel mondo da cui era venuto, cioè in quel mondo delle divinità sconosciute alle quali la città di Pergamo aveva eretto una stele? Ebbene, lasciando da parte ogni ipotesi su come sarebbero potute andare le cose, continuiamo con la versione del racconto che dà la Bibbia. Abramo, accettata la proposta per la fiducia che poneva nella parola di dio, riuniti gli armenti, si diresse con la sua tribú verso la terra promessa. L’itinerario seguito da Abramo nel suo viaggio è già di per sé un assurdo piú che sufficiente per dimostrare che questo dio, che gli aveva promesso di guidarlo, o era soltanto un sogno, oppure di geografia se ne intendeva davvero poco.

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Il viaggio infatti risulterà un continuo cambiare di direzione, del tutto simile al vagare degli uccelli che hanno perso l’orientamento. Dal deserto degli accadi (Kuwait), seguendo i confini della Mesopotamia verso nord, lungo l’Eufrate, Abramo e la sua tribú proseguirono finché, obbligati a ripiegare verso sud, perché si trovarono la pista sbarrata dai confini della Fenicia, attraversati i deserti della Siria (Iraq e Arabia Saudita), dopo aver fatto un mezzo giro, continuarono finché non furono costretti a fermarsi, dopo 2.000 chilometri di marcia, nel deserto del Negheb, come esattamente avveniva per gli altri, che partivano senza l’aiuto di dio. Contrariamente a quanto dio aveva promesso, non riuscirono a entrare nella terra di Canaan. Essa era là, bella e fertile, che si stendeva oltre il Giordano, ma nulla potettero fare, oltre ad accontentarsi di guardala dalla vetta di una montagna, perché coloro che l’abitavano, fregandosene della promessa che loro avevano ricevuto da dio, erano disposti a tenersela e difenderla, nella loro legalità di proprietari, nella maniera piú decisa e accanita.

Itinerario del viaggio di Abramo (deserto di Engaddi-Negheb=2.000 km) Decimati dalla fame, dalla sete e dalle pestilenze, è facile immaginare quello che dovettero provare, quando si resero conto che la loro situazione, invece di migliorare, era addirittura peggiorata. Scoraggiati e delusi per l’impossibilità di impossessarsi di Canaan, decisero di entrare in Egitto. Ma, abituati come erano a prendere bastonate ogni volta che oltrepassavano il confine di uno Stato, pensarono di rabbonire gli egizi, offrendogli tutto in cambio dell’ospitalità. Tutto senza limiti, comprese le donne, le quali, senza nessuna remora, decisero di darsi agli egizi per quella morale che originava dal culto della dea Astarte, che considerava il meretricio un’attività tanto nobile da imporre a ogni donna di prostituirsi almeno una volta durante la vita, per offrire il ricavato ai sacerdoti della dea.
Quando Abramo fu sul punto di entrare in Egitto, disse alla moglie Sara: «vedi, io so che sei donna di aspetto avvenente. Quando gli egizi mostreranno di desiderarti, non dire che sei mia moglie, ma che sei mia sorella, cosí non solo non mi uccideranno per averti, ma mi ricompenseranno per quello che riceveranno da te» (Gn. 12, 1).

La Bibbia prosegue poi sull’argomento, aggiungendo, quasi temesse di non essere stata sufficientemente chiara:
quando Abramo arrivò in Egitto, gli egizi videro che la donna era molto avvenente. La osservarono gli ufficiali del faraone e ne fecero le lodi al faraone; cosí la donna fu presa nella casa del faraone. Per riguardo a lei, egli trattò bene Abramo, che ricevette greggi, armenti, e asini e cammelli.

Fu cosí che, mentre la moglie di Abramo esercitava la sua attività di «donna avvenente» tra le autorità egizie e gli alti ufficiali, le altre donne della tribú concedevano le loro grazie agli egizi di ordine inferiore. Ma il signore, dice la Bibbia, colpí il faraone e la sua casa con grandi calamità per cui il faraone stesso, fatto chiamare Abramo, gli chiese:
«che mi hai fatto? Riprenditi questa donna e vattene». Poi il faraone l’affidò ad alcuni uomini che l’accompagnarono fuori della frontiera insieme a sua moglie e a tutti i suoi averi (Gn. 12, 18).

Considerando la povertà, la profonda miseria di questi nomadi, che cos’altro possono essere questi «suoi averi» se non le greggi, gli asini e i cammelli che Abramo aveva ricevuto come ricompensa del meretricio della moglie e delle altre donne della tribú? C’è da rimarcare, comunque, la generosità del faraone che, nonostante le calamità arrecategli da questi pastori – rappresentate sopratutto dalla blenorragia 5 con la quale le donne avevano infettato
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La «blenorragia» (dal greco blènos, «muco», e ràgoo, «erompo») − stadio acuto della «blenorrea» (dal greco blènos, «muco», e rèo, «scorro») − o anche «gonorrea» (sempre dal greco, gònos, «seme», e rèo, «scorro»), nella medicina “ufficiale” è annoverata fra le «malattie veneree − denominata comunemente «scolo» − a trasmissione sessuale, che riguarda sia i maschi che le femmine. Le denominazioni sono relative al sintomo principale, costituito dalle perdite uretrali.

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gli egizi –, li espulse pacificamente dall’Egitto, affidandoli a guide egizie e lasciando loro tutto ciò che avevano incassato. Fu in seguito a questa espulsione, dovuta al contagio che le loro donne avevano arrecato agli egizi, che gli ebrei cominciarono a praticare la circoncisione per combattere quella formazione di pus nel glande che fino allora avevano creduto, avendola avuta da sempre, che facesse parte della fisiologia umana. Praticamente, avendo compreso dalla reazione degli egizi che in realtà era una malattia, nella convinzione che fosse causata dalla sporcizia che si accumulava sotto la pelle, risolsero di combatterla tagliandosi il prepuzio. Ma l’attività di Abramo, basata su certi discutibili sistemi di guadagno, non finí con questa espulsione, perché, lasciato l’Egitto, continuò a far lavorare l’avvenente Sara, presentendola come propria sorella ad Abimelech, re di Gerar, dal quale ricevette come ricompensa, ancora una volta, greggi, armenti, schiavi e schiave, e, in piú, una somma di mille pezzi d’argento. Cosí, tra traffici d’ogni genere, litigi con i popoli vicini, nascite miracolose di figli partoriti da donne fecondate da dio e altre avventure, la tribú di Abramo rimase nel deserto del Negheb per circa due secoli. Appartengono a questo periodo alcuni dei passi piú conosciuti della Bibbia, come quello di Esaú che cedette la primogenitura per un piatto di lenticchie, quello di Sodoma e Gomorra che vennero distrutte dal fuoco per il libertinaggio che praticavano, quello della moglie di Lot che divenne una statua di sale per essersi voltata a guardare le due città che bruciavano sotto una pioggia di fuoco e di zolfo, e le tante battaglie che Abramo combattè contro i cananei per impossessarsi di quella terra che la sua tribú insisteva a considerare come propria, in virtú di quel contratto che aveva stipulato con dio. Ma, certamente, il piú farneticante fra tutti gli episodi di questo periodo è quello che si riferisce a quel Giuseppe, figlio di Giacobbe, che diventò, per la sua capacità di interpretare i sogni del faraone, nientemeno che viceré d’Egitto. Quello che piú mi ha indignato della Bibbia è la sfrontatezza usata nell’affermare le cose piú assurde, nella convinzione che gli altri siano degli imbecilli. Comunque, gli stessi ebrei, consci che questa vicereggenza dell’Egitto si sarebbe prestata a grosse critiche per la sua mancanza di riscontri storici, cercarono di giustificare la sua mancata trascrizione sui documenti dicendo che, se ciò era avvenuto, era dipeso dal fatto che il faraone del tempo di Mosè non lo aveva inserito nella storia perché “essendo nuovo” non conosceva nulla del passato dell’Egitto.
In quel tempo sorse in Egitto un nuovo re, che non aveva conosciuto Giuseppe» (Es. 1, 8).

Cosí scrissero nella Bibbia, per attribuire all’ignoranza degli egizi il fatto che del personaggio Giuseppe, viceré d’Egitto, non fosse rimasta traccia. Se fra tutti gli episodi accaduti durante questo periodo riteniamo che quello che ci mostra Abramo sul punto di immolare a dio il suo primogenito Isacco sia tra i piú importanti, non è tanto per l’efferatezza che esprime, quanto perché attraverso di esso possiamo avere la conferma che presso quei pastori si compivano ancora sacrifici umani secondo il culto di Astarte e di Moloch. Questa cosa viene ulteriormente confermata da quel passo in cui il signore della Bibbia – che, nella realtà, non è altri che la personificazione delle divinità “pagane” adorate realmente dagli ebrei – ordina a Mosè che gli siano riservati, oltre ai migliori capi del bestiame, anche i primogeniti del suo popolo:
«il primo parto di ogni madre tra gli israeliti, di uomini o di animali, esso appartiene a me» (Es. 13, 3).

Come si vede, i primogeniti, di qualsiasi natura fossero, sia animale che umana, erano messi alla stessa stregua per ciò che riguardava la loro offerta a dio come olocausti. E ancora piú avanti, anche se in forma di condanna, ci viene un’ulteriore conferma di come gli ebrei praticassero questi riti, dal versetto 1 del cap. 20 dell’Esodo:
il signore disse a Mosè: «dirai agli israeliti che chiunque tra di essi sacrificherà qualcuno dei suoi figli a Moloc, dovrà essere messo a morte per lapidazione».

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deve essere tutt’altro che trascurato. dopo aver chiuso il battente dietro di sé. E spingendosi violentemente contro Lot. Questo passo. i suoi undici figli e passò il guado dello Iabbok. Ora faremo a te peggio che a loro». Gli rispose: «perché mi chiedi il nome?». fatto rientrare Lot in casa. troppo generico per stimolare quell’orgoglio necessario per costituire un movimento rivoluzionario nazionalista. ma Israele. Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino allo spuntare dell’aurora. è quello che riguarda suo figlio Lot che ospita dei viandanti in casa propria perché vi passino la notte. cosa sarebbe accaduto a quei due se fossero ritornati in Paradiso riempiti di sperma sodomita. si affollarono intorno alla sua casa. Quelli risposero: «no. Non appena li ebbe visti. Li prese. Non si erano ancora coricati. avendo lungamente discusso sul sesso degli angeli. nipote di Abramo. a un essere metafisico in seguito all’assimilazione dei concetti “pagani”. da personaggio meschino e rozzo come era concepito nel VI sec. Giacobbe allora gli chiese: «dimmi il tuo nome». fece cuocere gli azzimi e cosí mangiarono. prese le due mogli. venite in casa del vostro servo: vi passerete la notte. di per sé cosí banale da risultare addirittura offensivo per un dio a cui si fa recitare la parte di un pazzo che gira di notte per aggredire il primo che incontra. Sarebbero stati respinti e messi alla porta. giovani e vecchi. ve ne andrete per la vostra strada». fece loro passare il torrente e fece passare anche tutti i suoi averi. vi laverete i piedi poi. significando «colui che lotta e vince». le due schiave. ci fu quella di darsi un nome. oltre che declassante. Lot si alzò. colpirono quelli che erano fuori con abbaglio accecante cosí che non poterono piú trovare la porta (Gn. Per comprendere come arrivarono a darsi il nome di Israele. perché hai combattuto con dio e con gli uomini e hai vinto!». cioè gli abitanti di Sodoma. contrariamente a quanto possa sembrare. che di queste cose sicuramente se ne intendono. E qui lo benedisse. avendo dio dato al patriarca Giacobbe il nome di Israele. Egli preparò loro un banchetto. A questo punto vorrei chiedere ai teologi. quest’uomo misterioso lo colpí nell’articolazione del femore e l’articolazione del femore di Giacobbe si slogò mentre continuava a lottare con lui. Allora dall’interno quegli uomini [gli angeli] sporsero le mani e. E disse: «miei signori. Spuntava il sole quando Giacobbe passò Penuel e zoppicava all’anca. non mangiano il nervo sciatico. dirò che quest’uomo che aveva combattuto con Giacobbe era nientemeno che dio. n. gli ebrei da quel giorno si attribuirono il nome di israeliti. domattina. L’uomo misterioso chiese: «come ti chiami?». Giacobbe rispose: «non ti lascerò se non mi avrai benedetto». che è sopra l’articolazione del femore.. che.Ma l’episodio riguardante il periodo di Abramo che piú brilla su tutti gli altri per la sua insensatezza. quand’ecco gli uomini della città. non fate del male! Sentite. Chiamarono Lot e gli dissero: «dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi perché possiamo abusarne!». o sarebbero stati riconfermati nel loro ruolo di messaggeri divini. Di conseguenza. disse: «no. perché quell’uomo aveva colpito l’articolazione del femore di Giacobbe nel nervo sciatico. Lot uscí verso di loro sulla porta e. Un altro episodio trattato dalla Bibbia nel Genesi. fino a oggi. nei secoli che seguiranno. che è il libro in cui si parla di Abramo e dei suoi diretti discendenti. quanto per mettere in evidenza il discredito in cui era tenuta la donna. Per questo gli israeliti. fratelli miei. io ho due figlie che non hanno conosciuto uomo. Questi disse: «lasciami andare perché è spuntata l’aurora». Rispose: «Giacobbe». Ma quelli risposero: «tirati via! Quest’uomo è venuto qui come straniero e vuol fare il giudice. lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi piace. passeremo la notte sulla piazza». tutto il popolo al completo. av. e. è certamente quello che narra di una lotta tra dio e Giacobbe. Lot. per tempo. E l’uomo misterioso aggiunse: «non ti chiamerai piú Giacobbe. si avvicinarono per sfondare la porta. a trasformare il proprio dio. magari dopo avergli fatto dei bagnoli e dei microclismi? 10 . non può che racchiudere un significato di rivendicazioni guerriere. la cosa migliore è di citare il passo come la Bibbia lo riporta: durante quella notte Giacobbe si alzò. se riporto questo fatto non è tanto per dimostrare come l’omosessualità facesse parte dei costumi di questi nomadi. 19). Vedendo che non riusciva a vincerlo. Per chi non lo avesse capito. Anche se la base dell’argomento è il sesso. per assumere una dignità di popolo e di nazione. Ma egli insistette tanto che li convinse a entrare nella casa sua. Tra le tante cose che i redattori della Bibbia dovettero inventarsi. purché non facciate nulla a questi uomini perché sono entrati all’ombra del mio tetto». era seduto alla porta di Sodoma quando arrivarono due angeli. perché attraverso di esso potremo renderci conto dell’evoluzione religiosa che porterà gli ebrei. dal momento che quello di ebrei aveva in realtà un significato. andò loro incontro e si prostrò con la faccia in terra.

che si coricarono con lui dopo averlo fatto ubriacare. presso il quale stava il suo padrone e là restò finché fu giorno chiaro. Cosí le due figlie di Lot concepirono dal padre. Un vecchio. Su ordine del signore si scatenò una guerra in cui perirono in una successione di stragi. li invitò a casa sua. io ve la condurrò fuori. abusatene e fate quello che vi pare: ma non commettete contro quell’uomo una simile infamia». 19). e la piú piccola partorí un figlio che chiamò «figlio del pio popolo».Ma la storia del probo Lot per ciò che riguarda il suo coinvolgimento nel sesso. che stabilisce le leggi riguardanti i riti: se tu mi farai un altare di pietra. con le mani sulla soglia. afferrò la sua concubina e la portò fuori da loro. (Peccato che fra i tanti artisti che hanno riprodotto scene sacre nessuno abbia dipinto un quadro ispirandosi a un Mosè messo in cima a una scala circondato da israeliti. La maggiore partorí un figlio che chiamò Moab. che fu il padre dei Moabiti. che fu il padre degli ammoniti (Gn. Le disse: «Alzati. 20). proveniente da Betlemme e diretto verso le montagne di Efraim in compagnia della sua concubina e di un servo. prima la maggiore e poi la piú piccola. Allora il viandante. a turno. Il viandante. senza contare le vittime civili. di cui la Bibbia non dice il nome. afferrò la sua concubina e la tagliò a pezzi. complessiv mente 106. le altre undici tribú d’Israele si riunirono e per punirla si armarono contro di essa. giaceva distesa all’ingresso della casa. e dissero al vecchio padrone di casa: «fa uscire quell’uomo che è entrato in casa tua. perché vogliamo abusare di lui». si fermò sulla piazza della città di Gabaa. poi li spedí per tutto il territorio d’Israele. Non salirai sull’altare per mezzo di gradini. perché non si scopra la tua nudità. Quella donna sul far del mattino venne a cadere all’ingresso della casa del vecchio. dobbiamo partire!». Mangiarono e bevvero tutti insieme e mentre aprivano il cuore alla gioia. avvicinatosi. città della tribú di Beniamino. membro per membro. non finisce qui. consultatevi e decidete!» (Gd. non lo costruirai con pietra tagliata. la sua concubina.130 soldati. a quanto risulta dai numeri riportati dalla Bibbia. Come giunse a casa. che dal basso gli infilano gli occhi sotto la veste per guardargli il culo!) 11 . Era sera. in cui è lo stesso dio a darcene prova con il consiglio che dà a Mosè di comportarsi in modo da non indurre in tentazione il suo popolo. entrò nella casa del vecchio insieme alla sua concubina e al suo servo. nella caverna dove si era stabilito. che apparteneva alla tribú di Levi.) Un altro episodio che ha molte analogie con quello riguardante Lot. Il padrone di casa uscí e disse loro: «no. in dodici pezzi. Poiché questo fatto era avvenuto presso la tribú di Beniamino. dopo averli sconsigliati di passare la notte sulla piazza. Il suo padrone si alzò la mattina. 19. lo troviamo nel libro dei Giudici (cap. andò con esse ad abitare sulla montagna di Zoar. aprí la porta della casa e uscí per continuare il suo viaggio: ecco la donna. Rimasto solo con le due figlie vergini in seguito alla salificazione della moglie. accettato l’invito. Allora il marito la caricò sull’asino e partí per tornare alla sua abitazione. Cap.39. che fu violentato da esse durante il sonno. Che il fondoschiena costituisse un’attrazione per quei selvaggi ci viene confermato da un altro passo della Bibbia. si muní di un coltello. Questa volta il fatto è ambientato a Gabaa. fratelli. gli angeli e le figlie vergini. bussando alla porta. Fu qui. 20 dell’Esodo. 36) (E il tutto sotto la benedizione del signore. Esso è tratto dal Cap. quando un viandante. Loro la presero e abusarono di lei fino al mattino: la lasciarono andare allo spuntare dell’alba. Agli uomini che inviava ordinò: «cosí direte a ogni uomo d’Israele: È forse mai accaduta una cosa simile da quando gli israeliti sono usciti dal paese d’Egitto fino a oggi? Pensate. non fate una cattiva azione: ecco mia figlia è vergine. che non vengono quantificate. perché alzando la tua lama su di essa la renderesti profana. circondarono la casa. Ma quegli uomini non vollero ascoltarlo. Ma non ebbe risposta. ecco gli uomini della città.

permetteva a tutti di accedere alla vita eterna dopo la morte. ma le piramidi a fare l’Egitto. Vivendo in accampamenti di pelli di capra e in promiscuità con gli animali. successore di Ramses II. che non avrebbero trovato altrove – sia sociale. Incoraggiati da questa politica. anche gli ebrei entrarono in Egitto per installarvisi definitivamente. che rendeva tutti gli uomini spiritualmente uguali. anche dal tempo che fu impiegato per portarle a termine. cioè fino a quando. Eliminata cosí ogni condizione di urgenza. assicuravano una continuità di occupazione a tutti. favorendo l’immigrazione di altri popoli attraverso una garanzia di benessere. Affiatamento che le autorità favorivano. restando aperti tutto l’anno. li chiamavano «figli della sabbia». attraverso una sorta di “comunismo” religioso. compresi i braccianti agricoli che si riversavano in essi quando dovevano lasciare i campi a causa delle inondazioni del Nilo. rimasero inutilizzate. tramite quel sacramento del battesimo che. ignorando le regole piú elementari dell’igiene questi pastori furono spesso causa di infezioni epidemiche che contagiarono sia gli egizi che il loro bestiame. è quanto mai inaccettabile ammettere che le piramidi siano state costruite sotto il regime di una schiavitú. se consideriamo che. In questo isolamento. doveva essere Akhenaton – anche se alcuni sono propensi per il faraone Menaptah. che favoriva l’immigrazione di lavoratori stranieri. (La possibilità di poter attribuire due faraoni esistiti in epoche distanti l’una dall’altra di circa due secoli dimostra quanto i fatti riportati dalla Bibbia siano privi di ogni sostegno storico. dove continuarono a esercitare l’attività di allevatori di bestiame in un regime di indipendenza che portò le due etnie a una situazione conflittuale e che vide per secoli questi pastori relegati al rango di emarginati dagli egizi. costruite in eccedenza. che risulta essere stato mediamente di tre o quattro volte superiore a quello che normalmente ci sarebbe voluto. che. con il popolo egizio. I faraoni. che la Bibbia ci presenta come colui che condusse fuori dall’Egitto questa orda di primitivi per riportarla in quel deserto del Negheb. queste tribú di nomadi. inoltre. oltre a favorire l’incremento delle nascite degli autoctoni. le autorità egizie volevano ottenere tramite la costruzione delle piramidi un affiatamento delle masse lavoratrici. nel loro pacifico ruolo di cantieri sociali. vissero come uno Stato in seno a un altro Stato per ben cinque secoli. durante le quali venivano consumati fiumi di birra. attraverso le tecniche piú avanzate disponibili a quei tempi. indispensabile per amalgamare tra di loro le varie razze dei lavoratori immigrati e queste. dopo aver passato due secoli nel deserto del Negheb in seguito all’espulsione che subirono con Abramo. accettandone gli usi.) È a questo punto che appare la figura di Mosè. sia morale. da portare gli egittologi moderni a concludere che non fu l’Egitto a fare le piramidi. i costumi e la religione. a differenza degli altri che cercarono di integrarsi con gli egizi. a loro volta. stando alle epoche a cui si riferiscono i fatti. con disprezzo. che avesse potuto giustificare un lavoro forzato. cercarono di aumentare il numero dei sudditi. di cui l’Egitto era grande produttore. a cui la Bibbia ha dato il nome di israeliti. che necessitavano quindi di una popolazione la piú numerosa possibile. e dai cantieri delle piramidi che. in seguito a un’ennesima pestilenza di gravità eccezionale. è da escludersi. se fosse stato imposto al lavoro un ritmo perlomeno normale. Che il motivo principale per cui furono costruite le piramidi sia stato quello di garantire una continuità di lavoro alle collettività lavoratrici ci viene. organizzando sui posti di lavoro – secondo quanto viene riportato da documenti dell’epoca – continue feste in onore di Iside e di Osiride. garantito da un’agricoltura che era stata portata al massimo della produzione. attraverso un lavoro costante e duraturo. nel quale gli e- 12 . esteso anche ai ceti piú umili. questo stava attuando un piano imperiale basato sull’espansione demografica. che. Il contributo che queste mastodontiche costruzioni apportarono alla grandezza egizia fu cosí determinante. furono definitivamente espulsi dal faraone che. nel quale si erano ermeticamente chiusi per difendere la loro indipendenza sociale. oltre a essere stata condannata nella forma piú decisa dopo l’avvento del battesimo. Ma. rimasero autonome nei loro accampamenti. oltre che dal fatto che molte di esse.SECONDA ENTRATA IN EGITTO Quando gli ebrei rientrarono in Egitto per la seconda volta.

fu addirittura severamente condannata in seguito all’introduzione del battesimo. che chiude questo ciclo per dare inizio al successivo. Cosí come la schiavitú e le dieci piaghe sono delle pure invenzioni. la morte di Mosè. soprattutto considerando che doveva impedirne nel modo piú assoluto il rientro. non trova riscontro neppure come favola. Il continuo ripetersi di epidemie. a partire dalla spartizione delle acque del Mar rosso – che. quando erano entrati in Egitto per la prima volta con Abramo. come si è detto. che inizia con l’elezione di Giosuè in qualità di suo successore. mai applicata dagli egizi. con il loro primitivo comportamento. condotti in collaborazione da egittologi e scienziati che hanno voluto gettare luce su quelle piaghe. 4. dal momento che. e l’altro da un serpente di bronzo. che viene presentato come fratello di Mosè. prima di invadere definitivamente la Palestina. 2) Un conoscitore di leggi e di governo del suo rango non poteva provenire da un popolo retrogrado e primitivo di pastori analfabeti. che considerava gli uomini tutti uguali di fronte a dio. altrettanto risulteranno esserlo tutte le altre affermazioni che la Bibbia sosterrà in seguito. È risultato in modo indiscutibile che questo popolo di nomadi fu espulso dall’Egitto con provvedimento d’urgenza per aver provocato l’ennesima epidemia di colera nella popolazione e di afta epizootica e carbonchio negli allevamenti.brei rimasero poi accampati. a seguito a un esame storico dal quale risulta come gli ebrei mai parteciparono alla costruzione delle piramidi. la consegna delle leggi da parte di dio a Mosè sul monte Sinai. questo grande condottiero biblico − sempre ammesso che sia esistito. oltre a essere respinta dalla ragione e dal buon senso. il faraone a lasciare libero il suo popolo. Tanti sono gli indizi che ci portano a concludere che Mosè non fosse un ebreo. perché la schiavitú. che non fa parte dell’onomastica ebraica. è stato dimostrato. che permise agli ebrei di attraversare il Mar Rosso a piedi asciutti. E Mosè. oltre a essere un ostacolo alla realizzazione di un imperialismo basato sull’unità del regno. preferendo rimanere autonomi allevatori di bestiame. ma un funzionario egizio: 1) il nome «Mosè». e ai redattori della Bibbia di dimostrare la potenza del loro dio. né come schiavi né tantomeno come uomini liberi: non come schiavi. Fu durante questo trasferimento. La costruzione di due idoli “pagani”. non come uomini liberi. prima di prendere la decisione di invadere la Palestina. 5. assicurò l’alimentazione del suo popolo. perché furono sempre loro a rifiutare ogni lavoro offerto dagli egizi. erano causa di calamità? Come già in precedenza. per quarant’anni. che avvenne la famosa spartizione delle acque. che la Bibbia fantasiosamente afferma essere state inviate da dio per costringere. chi altri potrebbe essere stato. gli ebrei uscirono per l’estuario del Nilo e non attraverso il Mar rosso come la Bibbia racconta. se non un funzionario egizio al quale il faraone affidò l’incarico di condurre fuori dall’Egitto quel popolo di pastori ribelli e indisciplinati che. che fecero partendo dall’Egitto per ritornare al deserto del Negheb da cui erano partiti cinquecento anni prima. L’invio della «manna» da parte del signore che. 3. 3) Il faraone non avrebbe mai affidato l’incarico di espellere un popolo ribelle a qualcuno che appartenesse a quella stessa razza. possono essere riassunti nei seguenti episodi: 1. Soffermiamoci ora a fare qualche commento circa i fatti principali riguardanti l’Esodo – che la Bibbia considera come l’episodio chiave di tutta la storia ebraica – e i quarant’anni che lo seguirono. cadendo tutti i giorni per quarant’anni. che lo stesso dio consiglia a Mosè di adottare contro il veleno dei serpenti. I quarant’anni che passarono nel deserto del Negheb. Che il motivo per cui gli ebrei furono espulsi dall’Egitto tragga origine dalle calamità di cui erano continuamente causa è confermato da recentissimi studi. dal momento che non viene nominato in nessun passo della storia −. 13 . attraverso un ricatto. 2. istallandosi sulla riva occidentale del Mar Morto. la cui figura di liberatore di un popolo ridotto in schiavitú comincia a vacillare. Come prima cosa cerchiamo di stabilire chi fosse realmente questo Mosè. rappresentanti uno un vitello d’oro voluto dal sommo sacerdote Aronne.

come vogliono darci a intendere prendendoci per grulli ! La mela di Adamo ed Eva. organizzò un esercito con il quale riuscí a sottomettere il popolo sumero. se non l’avesse fatto. si erano confrontati precedentemente e per ben due secoli. finché. e prese pensiero per la loro condizione. Altro che un libro ispirato da dio. nel 2528 av. Troppe sono le circostanze che mi hanno portato alla convinzione che la storia di Abramo fu inserita nella Bibbia soltanto in un secondo tempo. Forte del rango raggiunto. Salta agli occhi che il libro Genesi nella prima edizione della Bibbia terminava con la quella dispersione degli uomini che veniva fatta dipendere dalla confusione di lingue che si produsse con la costruzione della torre di Babele. cioè da quando nel 1. che lo allevò come un figlio. era cosí contrario a questa pratica. il prestigiatore che trasforma il proprio bastone in serpente. per giunta.900 erano partiti dalla Mesopotamia con Abramo. lo fece poiché si ricordò di loro soltanto perché il caso volle che sentisse i loro lamenti? Dio udí il loro lamento. che racconta di un certo Sargon il quale. e. fu messo da questa in un cesto di vimini e affidato al fiume Eufrate con la speranza che incontrasse un destino favorevole. il fondatore del primo Regno di Babilonia.) Come è possibile che gli ebrei. o meglio gli israeliti. questo Mosè biblico non è che il clone di un’altra leggenda sumero-babilonese. come lei non avrebbe potuto dargli. possiamo aggiungere. se intervenne per liberarlo dalla schiavitù d’Egitto (che durava da oltre cinquecento anni). 250 anni prima del diluvio. di riconoscerlo come loro capo. la torre di Babele. che gli aveva ordinato di liberare il suo popolo dalla schiavitú d’Egitto. Il neonato galleggiò lungo la riva. appunto – lo ricordiamo –. cosa gli risponderò dal momento che essi non ti conoscono?». che fanno parte del ciclo attribuito ad Abramo.4) Mosè. si ricordò della sua alleanza fatta con Abramo. anno in cui entrarono in Egitto dove furono fatti schiavi? Com’è possibile che fra questo dio onnisciente e onnipresente e il suo popolo prediletto fosse finita ogni relazione. secondo la Bibbia. che prenderà la denominazione di Yahvè. finché non fu salvato da un pescatore di nome Akkis. fino al 1.500 anni prima che venisse scritta la Bibbia. chiedendomi chi è questo dio. divenendo cosí. tanto da portare gli israeliti al punto di ignorare la sua esistenza e dio da parte sua si fosse talmente disinteressato del suo popolo che. 13). quali quelli che fanno riferimento ai poteri di quel bastone che hanno messo in mano a Mosè. fattosi grande. apparire serpenti e spartire le acque di un mare. E il signore rispose a Mosè: «dirai agli israeliti che il mio nome è “Io-sono”» (Es. nato da una donna di umili condizioni. ebbe la fortuna di entrare alla corte di un regno della Mesopotamia dove divenne gran funzionario. 3. Se questi potrebbe essere il Mosè storico. che si rifiutarono. il grande condottiero che fa sgorgare l’acqua dalle rocce con un tocco di bacchetta? Ebbene. che non sono altro che la fantasiosa applicazione di quelle arti magiche ed esoteriche che venivano praticate nelle religioni “pagane” del Vicino oriente da almeno 1.700. lo fece perché costretto dagli ebrei.. se vi si assoggettò. dopo aver passato un periodo come coppiere del re di Kish. non esistessero nella prima redazione della Bibbia. n. non ci può essere altra soluzione per spiegare tale situazione che quella di supporre che i due secoli di storia ebraica. Siamo cosí di fronte a un’altra prova che dimostra quanto la Bibbia non sia altro che una fucina di leggende che. perché attraverso di esso facesse zampillare sorgenti dalle rocce. chi è allora il Mosè biblico salvato dalle acque. vorranno sapere come si chiama. sono mutuate e ricopiate da miti altrui . Era ora! Escludendo che tutto fosse dipeso da una distrazione di un dio onnisciente e dalla trascuratezza di un popolo. Dalla visione di 14 . per chiedergli: «quando mi presenterò per dire che il loro dio ha deciso di liberarli e loro. «io sono». 1550 anni prima che nascesse Mosè e – tanto per ribadire gli anacronismi della Bibbia –. cioè l’incaricato dal faraone. non conoscessero questo dio con il quale. che in ebraico significa. Noè e Mosè. Un episodio ancora strabiliante che troviamo nella Bibbia è rappresentato da quel passo in cui Mosè si rivolge a dio. che. come tutti gli altri fatti. non sono che la ripetizione di leggende apprese durante l’esilio di Babilonia. oltre a non essere circonciso. (È da questa dichiarazione che il signore fa a Mosè a proposito del suo nome..

. sia perché le vicende che gli si riferiscono non sono che una ripetizione di quelle che vengono attribuite a Mosè. che la Bibbia ha cercato di riempire attraverso la costruzione di immaginarie generazioni. perché dio non dette in quell’occasione le sue leggi al popolo che aveva prediletto? Perché attese sette secoli per darle a Mosè? 15 . illogica sia per la mancanza di collegamento storico esistente tra lui e i fatti che lo precedono e che lo seguono. un fondatore “d’origine controllata”. secondo quanto risulta dall’itinerario che seguí per arrivarvi. Soltanto attraverso l’istituzione di un codice avrebbero potuto cominciare la loro storia di popolo che. quella che vide la luce nel VI sec. Considerando che con sette generazioni si possono coprire duecentodieci anni. tra tutte le prove. sospesa tra due vuoti storici. furono settanta –. quello usato per colmare il vuoto di quattrocentocinquanta anni intercorrente tra Abramo e Noè. ci viene dalle leggi che furono dettate da dio a Mosè.500 chilometri di distanza – una terra cosí lontana da risultare. 3) Togliersi di dosso quell’appellativo di «ebrei». che era stato ormai presentato come figlio di ignoti . vecchie di millenni. nella sua ubicazione. Abramo appare un’evidente intromissione. riprendendo la sua storia con il libro Esodo. oltre a essere privo di carattere per la sua genericità. appare piuttosto fantasiosa in un Abramo che. cioè quando il movimento rivoluzionario si stava solidificando) all’interno della loro storia sono diversi: 1) darsi. né con l’Esodo. finalmente liberatosi da una schiavitú. sconosciuta allo stesso Abramo. E gli ignoti. per darsene uno proprio che avesse permesso di costruirsi in un popolo storicamente ben definito. facendolo discendere direttamente da Sem. quello ebraico. che rispettava una certa coerenza nel mostrarci un popolo.una moltitudine che si spandeva sulla terra. che lo segue di circa settecento.. lo stesso raggruppamento di un popolo che intraprende un viaggio verso una terra promessa. Che l’episodio di Abramo sia un inserimento eseguito in un secondo tempo viene confermato anche dal fatto che esso non ha nessun collegamento biblico né con il diluvio. che. av. per poter competere con le religioni “pagane”. quella terra di Canaan che. ne rimangono scoperti ben duecentoquaranta – duecentoquaranta anni di buio. 2) Dare alla loro religione l’origine piú antica possibile.. cominciava una nuova vita nella compattezza che veniva da un dio che aveva loro promesso un terr se avessero rispettato le sue leggi. dava inizio alla storia del popolo ebraico facendola cominciare con una visione nella quale dio appariva a Mosè per eleggerlo capo e fondatore del suo popolo su imitazione di quel re Sargon che aveva fondato il grande impero accadico riunendo un popolo sotto una sola legge e un unico dio. era anche declassante. se può risultare accettabile come terra di conquista nel libro Esodo. vivendo in Caldea. e. quel nome di «israeliti» che trassero dalla lotta che organizzarono tra dio e Giacobbe. si trova da essa nientemeno che a 1. Su questa impostazione della prima Bibbia. nipote di Abramo. da massa eterogenea che era. Se il testo della prima edizione della Bibbia. è quanto mai inverosimile. Abramo e i fatti a lui relativi sono un’evidente aggiunta. In entrambe c’è la stessa circostanza di un dio che si presenta a un popolo che non lo conosce. che lo precede di quattrocento anni. che sono piú che sufficienti per dimostrare ancora una volta che la Bibbia è un libro basato su fatti e personaggi del tutto immaginari. si sa. figlio di Noè. attraverso la persona di Abramo. cosa questa che non avrebbero potuto fare con Mosè. dal momento che si pretende di riempirlo con sole sette generazioni. quella che dimostra piú di ogni altra che la storia ebraica era inizialmente cominciata con l’Esodo. perché confinante con l’Egitto. Ma. visione che chiudeva il libro Genesi nella prima edizione della Bibbia. non sono i piú adatti per suscitare un nazionalismo basato sull’orgoglio di razza. n. fosse cominciata veramente con quella tribú che lasciò la Mesopotamia per dirigersi verso la terra promessa. Se appare semplicistico il ripiego usato per riempire il vuoto di settecento anni che separano Mosè da Abramo – in quanto vengono sommariamente riassunti con la frase: tutte le persone che nacquero da Giacobbe. l’altro. che veniva estratto dalla confusione delle razze umane conseguente alla dispersione generata dalla torre di Babele. I motivi per cui gli ebrei aggiunsero Abramo (si presume tra il V e il IV secolo. la costituzione della stessa alleanza.

nonostante «la legge del piolo» imposta da Mosè e la promessa di dio di non inviare piú malattie – il signore allontanerà dal suo popolo ogni infermità e non manderà piú alcune di quelle funeste malattie d’Egitto. la cui mancanza era causa di continue epidemie dalle quali venivano sistematicamente decimati. come lo sono Adamo. ma le manderà a coloro che lo odiano”i (Dt. e ogni volta che deciderà di infliggere loro le punizioni piú severe per avere disobbedito. Esaú e tutti gli altri che animarono quei due secoli di storia biblica relativa ad Abramo. una volta divenuto il suo conduttore. non è che una congerie di aggiunte. Non a caso è stato detto che i libri sacri non sono che il risultato delle continue rettifiche operate sui testi. ci permetterà di comprendere come nel giro dei quattro secoli che precederanno la rivolta dei maccabei. allora. mi si potrebbe chiedere: Abramo. cercando di inculcare in loro una mentalità sociale attraverso il rispetto delle leggi. Eva. a compiere le stragi piú efferate e le piú sanguinarie vendette contro i suoi nemici. 16 . È da questo quadretto. perché egli non veda in mezzo a te qualche indecenza e ti abbandoni (Dt. correzioni. sono personaggi inventati? Certo che sono inventati. 23. nel ritirarti fuori. il grande condottiero che succedette a Mosè. Fedele alla consegna ricevuta dal faraone. tanto che Giosuè. in seguito alla liberazione da una schiavitú. completamente inventata e improvvisata. Giacobbe. Mosè cercò di tenere sotto controllo questa orda di selvaggi. seguirà il proprio popolo in tutti gli spostamenti. Davide e Salomone e tutti gli altri seguenti. Mosè. come liberatore del popolo israelita. appropriandosi delle teologie “pagane”. il quale. come il Nuovo. che fu poi riportato cosí nel Pentateuco: avrai un posto fuori dell’accampamento e là andrai per i tuoi bisogni. Tutto il Vecchio testamento. Perché il signore tuo dio passa in mezzo al tuo accampamento per salvarti e mettere i nemici in tuo potere. riusciranno a trasformarlo in un essere essenzialmente spirituale. ordinò di nuovo a tutti di tagliarsi il prepuzio. Nel tuo equipaggiamento avrai un piolo. che sopraggiunse all’età di centoventi anni. imponendo un espresso regolamento.Dunque non possono esserci dubbi sul fatto che la prima narrazione biblica del popolo ebraico cominciasse da quella visione con la quale il signore propose un’alleanza a una massa eterogenea di uomini senza leggi perché si costituisse popolo. 15) –. Mosé rimase al comando di questi nomadi per i quarant’anni che restarono nel deserto del Negheb. Ma. Sarà da questa nuvola che vedremo dio scendere ogni volta che dovrà comunicare i suoi ordini a Mosè e a tutti i patriarchi che seguiranno. che riproduce un accampamento di pecorai sovrastato da una nuvoletta con sopra il creatore dell’universo. l’accampamento deve essere dunque santo. Perfezionò i loro regolamenti atavici. gli ebrei. era continuamente soggetta alle critiche della ragione e del buon senso. n. Giosuè. Siccome erano abituati a defecare accanto alle tende. con il quale. 13). continuando a credere che i morbi dipendessero dal fatto che gli ebrei avevano sospeso la circoncisione. dimostrandoci quale fosse il concetto che avevano gli ebrei del loro dio nel VI sec. Fatte queste considerazioni. a cui ha dato il nome di israeliti. che resterà costantemente sull’attendamento fatto di pelli di capra. le pestilenze continuarono a far strage degli ebrei. Questo passo assume un significato di particolare importanza perché. impose loro di allontanarsi dall’accampamento. si prodigò a insegnare loro i rudimenti della civiltà egizia. Ma. soprattutto per ciò che riguardava l’igiene. cioè fino alla sua morte. riprendiamo con il Mosè biblico che. in seguito alle contestazioni e obiezioni mosse dagli avversari. standosene sdraiato su una nuvola. av . 7. Un dio che viene ridotto alla stregua di un caporale che ispeziona le latrine di una caserma. quegli ordini con i quali autorizzerà i suoi «figli prediletti» a invadere le terre altrui. entra in contatto giornaliero con Yahvè. Stando a quanto dice la Bibbia. Saul. e. a partire dall’Esodo. scaverai una buca e poi ricoprirai i tuoi escrementi. avente come cornice la sabbia del deserto del Negheb. che la Bibbia fa partire il suo romanzo circa le avventure di un popolo di pastori erranti. censure e contraffazioni a cui furono costretti a ricorrere i religiosi per ovviare a tutte quelle inesattezze e contraddizioni che emergevano da una storia che.

sarà per dei motivi ben precisi che vedremo a suo tempo. che significa «consacrati». 17 . che con il tempo andò sempre piú rinforzandosi. che dovevano collaborare con le autorità civili per ciò che riguardava la vita sociale e con i sacerdoti per ciò che riguardava la pratica dei culti. figlio di Elisabetta moglie di Zaccaria. Cosí come Sansone. cioè quel Gesú che. si chiesero: man-hu? – che in ebraico significa: «che cos’è»? Mosè. Gli appartenenti a questo ordine. cosí anche Sansone nacque da donna infeconda resa incinta per opera divina. che fu designato ad assumere questa carica ancor prima che nascesse. nella convinzione che il tutto dipendesse dal soprannaturale. Come accade spesso nella Bibbia. Certamente il piú famoso nazir del Vecchio testamento fu un certo Sansone. ritenute prodigiose per quella convinzione che si aveva sulla sterilità che si faceva dipendere esclusivamente dalla donna. Poiché ecco. Un angelo si presentò alla moglie di Manoach e le disse: «ecco. compresa la Bibbia che la chiamò appunto cosí. da Rachele. sempre traendo le affermazioni da leggende altrui. come sostiene la Bibbia nella sua abitudinaria falsificazione dei fatti. dopo di che. anche di farle rispettare. È in base a questo riferimento che la Bibbia sforna molti dei suoi personaggi piú famosi. furono partoriti per fecondazione divina Isacco da Sara. attraverso un voto. da quanto si può comprendere con chiarezza dalla Bibbia. facendola derivare dall’espressione di sorpresa che emisero gli ebrei quando. tanto da divenire una vera e propria casta. I nazir si impegnavano. tu concepirai un figlio. per ciò che riguardava la tonsura. moglie di Abramo. non lo fecero perché era stata promessa da dio. non si può escludere che le nascite di questi eroi. perché il fanciullo sarà un nazoreo consacrato a dio fin dal seno materno». moglie di Giacobbe. Questa istituzione. Ma. che diventerà viceré d’Egitto. sapendo quale sia la vera origine della fecondità raggiunta attraverso queste cure termali. a rimanere casti. Giuseppe. oltre che dare delle leggi. istituendo un corpo di tutori dell’ordine. tu sei sterile e non hai avuto figli.Durante quei quarant’anni. Se la prima terra che attaccarono fu quella di Canaan. E tanti altri. Per cui. si asserisce: c’erano sulla terra i giganti a quei tempi – e anche dopo – quando i figli di dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi i figli dell’antichità. furono chiamati nazir o nazorei. ma soltanto perché era la piú prossima al deserto del Negheb. dove gli eroi vengono partoriti da donne sterili fecondate da dio. costituito da persone prescelte. gli ebrei vissero per lo piú di rapine eseguite ai danni dei popoli che si trovavano nel Sud della Palestina. A questo punto sono certo che a molti sia venuto spontaneo rapportare questo tipo di miracolo divino a quelle acque minerali che rendono fertili le donne sterili. di conseguenza. facendoli nascere da un accoppiamento tra dio e quelle donne che si erano dimostrate sterili con gli uomini. se lo faranno nascere da una vergine anziché da una donna sterile. Questo sistema di costruire gli eroi trova giustificazione in quel passo della Genesi. il figlio che nasceva non poteva essere considerato che un eletto predestinato a diventare un eroe. ma concepirai e partorirai un figlio. a cui fu dato il nome di nazireato. a non bere bevande alcoliche e a non tagliarsi i capelli per tutto il corso di indottrinamento che durava tre anni. assunse con la rivolta dei maccabei un’importanza determinante su quella che fu l’evoluzione religiosa in seno al partito nazionalista giudaico. era facoltativo proseguire nel voto o romperlo. in cui. cercò. vedendola la prima volta. In un susseguirsi di razzie oltrepassavano il Giordano per riportare agli accampamenti quelle refurtive che. fino ad arrivare a quel Giovanni Battista. sulla cui testa non passerà rasoio. permettendo loro di vivere. Ora guardati bene dal bere vino o bevanda inebriante. furono di fatto quella «manna» che dio faceva scendere dal cielo per alimentare il suo popolo – quella «manna» che nessuno ha saputo mai spiegarsi cosa fosse. moglie di Isacco. a cui venne affidato dai redattori dei Vangeli l’incarico di annunciare l’avvento di colui che sarà l’eroe degli eroi. uomini famosi. Esaú e Giacobbe da Rebecca. in realtà non fossero altro che un prodotto di corna. almeno nella gran parte dei casi.

come prova del possesso avvenuto. E tanta sarà l’esaltazione che useranno i compilatori della Bibbia per raggiungere i loro scopi di propaganda nazionalista. riunite tutte le tribú. e tante altre cose che lo resero il terrore dei nemici d’Israele. si divisero di nuovo in gruppi autonomi e indipendenti. stipulato tra dio creatore e padrone del mondo e il suo popolo prediletto. ricordato dalla Bibbia nel libro dei Giudici. È su questo contratto. il quale. fallí nell’intento di trasformare in popolo civile questa accozzaglia di nomadi primitivi. nonostante tutte le vittorie e le conquiste che loro saranno attribuite. e trucidando spesso i loro abitanti. Cresciuto in virtú e saggezza. per preparare gli ebrei a sostenere quella che sarà la battaglia finale. si imporrà come un vero manuale di guerriglia. facendo. Se qualcuno a questo punto volesse giustificare la debolezza di Sansone attribuendola all’astinenza sessuale a cui era stato costretto dal voto durante il seminario. senza contare poi tutte le imprese che saranno attribuite in seguito. prescelto da dio fra gli uomini. riprendiamo con quel Mosè che. Queste tribú. l’uccisione di altri trentuno re in una battaglia combattuta per la conquista della Transgiordania. che risiedeva nei capelli. privi di concetto sociale comunitario. terrorizzando e incendiando i villaggi che incontravano. oltrepassando spesso anche il Giordano. questi nomadi avanzarono verso il Nord. intensificarono le rapine ai danni dei popoli che pacificamente vivevano di agricoltura e di allevamento di bestiame. dei mucchi di pietra che la Bibbia. si metterà alla loro testa per conquistare definitivamente la Palestina. per dimostrarne la legalità. a partire da Giosuè. assumerà il ruolo di fomentatrice di guerre. divenne fisicamente cosí gagliardo da fare strage dei filistei con una mascella d’asino. Inizia cosí quel periodo di lotta tra invasori e popoli occupanti che. lasceranno sempre le situazioni come le avevano trovate. fino a toccare la Siria. È questa immutabilità della realtà la prova principale che tutto ciò che si racconta nella Bibbia è soltanto il prodotto della fantasia. costruiranno una teoria di rivendicazioni basata su battaglie nelle quali.Il figlio che nacque fu chiamato Sansone. da demolire un tempio spezzandone le colonne con le braccia. da trasformare il tutto in una tragicommedia talmente ridicola da risultare offensiva alla ragione e al buon senso. Via via che avanzavano si dichiaravano padroni delle terre occupate. da scardinare la porta della città di Gaza sollevandola come una piuma. la Bibbia. Essendo uno degli scopi principali dei redattori della Bibbia quello di attestare come gli ebrei fossero i legittimi proprietari della Palestina. non subentrò al suo posto quel Giosuè che. Appartengono a questo periodo le narrazioni riguardanti la distruzione di Gerico. prolungandosi le ore di luce. la sconfitta dei cinque re in quella famosa battaglia in cui Giosuè ordinò al sole di fermarsi affinché. morto Mosè. Come conseguenza. quale terra promessa. dove gli eroi. depredando. saranno mostrati come invincibili conduttori di eserciti – anche se. distribuitesi nel deserto arabico lungo i confini della Palestina. do- 18 . faranno passare per occupanti abusivi i popoli indigeni e per legali proprietari gli ebrei. i quali. Cominciata l’invasione con la terra di Canaan. Vi si narrerà di eserciti composti di decine di migliaia di soldati armati fino al collo e di migliaia di cavalieri che si affrontano in battaglie epiche tali da far impallidire Waterloo. grazie a quel diritto che loro derivava dal fatto di averla ricevuta da dio attraverso il contratto stipulato con lui nell’alleanza. dopo averli dichiarati monumenti commemorativi. non fa che ribadire quanto la continenza – lo confermano gli psicologi – sia un ostacolo alla normale formazione intellettuale (Ogni riferimento ai preti non è affatto casuale. dura all’incirca due secoli. invase definitivamente le terre palestinesi. ritornate alla primitiva indipendenza. per quanto si adoperasse. anche se intellettualmente si mostrò cosí debole e sprovveduto da rivelare alla prima baldracca che gli concesse le sue grazie il segreto della sua forza. eleggendo ciascuno dei capi tribú che chiamarono giudici. vendette. stragi. potesse portare a termine la strage dei filistei. che la Bibbia costruirà il suo programma di rivendicazioni sulla Palestina. e tante altre. Tutti i fatti che seguiranno l’Esodo non avranno altro scopo che quello di inculcare negli ebrei quel sentimento di nazionalismo guerriero che sarà alimentato nel corso dei secoli dall’attesa di un messia condottiero.) Fatta questa breve disquisizione sui nazir e sul nazireato – che sarà molto utile da ricordare in seguito –. Questo andamento di cose si protrasse finché. insolentemente afferma che esistevano ancora al tempo in cui essa fu scritta. invertendo i ruoli. fattosi interprete della volontà aggressiva che era maturata negli ebrei.

che trasformò in protagonisti dei propri piani politici. divisi in decine di etnie autonome. non erano altro che scontri tra poveri. sostenuti. dall’altra. reagivano tirando pietre con le fionde o usando il primi oggetti che avevano tra le mani. costruí la sua trama servendosi sia dei pastori che avevano invaso la Palestina. Che ci siano state in quel periodo bande organizzate di predoni. diceva: «su. le tribú di questi nomadi – che. con la conseguente sovrapposizione tra i vari popoli. 9). In realtà. e. in un’altra si dice che gli israeliti per circoncidersi si tagliavano il prepuzio usando attrezzi primitivi fatti di selce e si servivano di bastoni appuntiti per fare buche in cui occultare gli escrementi. non c’è dubbio. che la Bibbia ci descrive come apocalittiche. è solo per rispettare la simbologia che questo numero rappresentava nella cabala ebraica – seguirono una vita autonoma. andiamo dal veggente». derivante dall’emarginazione patita da parte degli altri popoli. Se tra tutti i popoli indigeni quello che piú validamente si oppose agli israeliti fu quello filisteo. alle quali si unirono anche elementi israeliti. secondo quanto la stessa Bibbia sostiene: in passato in Israele. ciò dipese dal fatto che esso. privo di ogni riscontro storico. senza entrare in conflitto con le altre. per sostenere le sue pretese di proprietà su di essa. dando loro il nome di israeliti – nome che. Divisasi abusivamente la Palestina. per ben due secoli. non avvezzi all’uso delle armi e quindi incapaci di mettere in atto una resistenza collettiva. quando uno andava a consultare dio. a cui dette il nome di Giacobbe. Divenuti cosí sempre piú arroganti e baldanzosi per la debole resistenza che incontrarono. trasse gli argomenti necessari per inventarsi una storia tutta sua. 9. a Saul e a quel re Davide. come si serví della figura degli indovini e dei chiromanti per costruire i suoi profeti. dai contadini indigeni (abitanti in villaggi di casupole fatte di un impasto di sterco animale e fango seccato al sole. I palestinesi. Ma la Bibbia. Ma. facendo di ogni erba un fascio. la Bibbia. Tra i pastori che avevano invaso la Palestina con i loro pascoli abusivi e questi predoni organizzati in bande di guerriglieri c’era la differenza che ci può essere tra ladruncoli rionali di una città e grandi cosche mafiose. per dimostrare l’inverosimiglianza dei fatti biblici basti dire che. da cui proveniva. se la Bibbia dice essere dodici. dal momento che la storia parla di esse. collezionando tutto ciò che veniva riportato a quel tempo attraverso i cantastorie. da una parte. Dal quel calderone del passato. per costruire le sue battaglie epiche e i suoi condottieri. ricolmo di tutte quelle storie e leggende tramandate al suono dei salteri. facevano prigionieri per rivenderli come schiavi. non c’è bisogno di spiegazioni per comprendere di quali lotte divenne teatro nei secoli successivi. che vivevano di agricoltura e di allevamento di bestiame. ciascuna sotto il comando di un proprio «giudice». trasse da una lotta combattuta tra dio e un uomo immaginario. quali potevano essere un corno di bue o una mascella d’asino. si ritrovarono presto a essere occupati da questi pastori. ma queste non hanno nulla a che vedere con le ruberie operate dai nomadi. sorpresi a derubare. oltre a essere piú socialmente avanzato e quindi organizzato per il grado di civiltà che si era portata dall’isola di Creta. e ricoperte di paglia). mentre in una pagina si parla di guerrieri armati di spade affilatissime capaci di fare stragi di decine e decine di migliaia di nemici in un solo combattimento. resi aggressivi dal bisogno e da quella rabbia che si era accumulata nei secoli. attribuendola a degli anonimi pastori ebrei. che dall’inizio dei tempi li avevano relegati nei deserti a condurre una vita di sofferenze e di stenti. era mosso dall’orgoglio che gli veniva dal fatto che quelle terre avevano preso il nome di Palestina dal loro: Pelistin. che diventerà il simbolo dell’invincibilità dell’esercito d’Israele. e assalivano le carovane che trasportavano il rame proveniente dalle miniere del Negheb. arrivarono ben presto a sentirsi talmente padroni di quelle terre da spartirsele fra loro. che si difendevano a colpi di bastone. fin19 . portavano via i tesori dei templi. queste battaglie tra le tribú ebree e gli autoctoni. perché quello che oggi si dice profeta allora si diceva veggente (I Sm.po questo periodo dei Giudici. in modo che ogni tribú ne avesse una su cui poter pascolare il proprio gregge. Loro attaccavano le città per le loro riserve di derrate e per i loro allevamenti. Considerando la Palestina in seguito alle invasioni e alla sistemazione delle tribú degli ebrei. sia delle bande di predoni. senza dilungarmi su questo argomento. da pastori invasori che.

temendo la concorrenza di un re. un re come lo hanno tutte le altre nazioni». concludiamo il capitolo anticipandondo che. che fosse lui a sceglierlo. il quale. 8. subito si oppose a questa richiesta. e. av. dicendogli: «dacci un re che ci governi. si presentarono a Samuele. riferí tutto al signore. separatesi da quelle del Sud. facendo osservare a Samuele che essa rappresentava in realtà la propria detronizzazione: «il popolo mi ha rigettato perché vuole che io non regni piú su di lui. riconoscendolo al contempo come suo unico dio. dopo ripetute e accese discussioni. dopo averli ascoltati. che il re gli giurasse fedeltà. alla fine dio cedette alla richiesta del popolo che voleva un re. 20 . l’allora patriarca. Samuele. né prima gli ebrei mai lo conobbero –. Secondo la Bibbia. 7).ché le tribú del Nord. n.. Lasciando da parte ogni commento circa questa risposta del signore – che non fa che confermare come Yahvè non abbia mai fatto parte dei culti religiosi ebraici prima del VI sec. non decisero di riunirsi sotto un unico capo che chiamarono «re». ma ponendo due condizioni: la prima. Cosa d’altronde che c’era da aspettarsela dal momento che mi hanno abbandonato dal giorno che lasciarono l’Egitto fino a oggi per seguire altri dei» (Sm. la seconda.

Samuele si recò allora alla tribú di Beniamino. ognuna sotto il comando di un proprio capo. Morto Giosuè. dopo essere rimaste per secoli nel deserto drabico e del Negheb. che si sono mostrati incapaci e corrotti. 7). alle due condizioni indicate.8. approfittando della sua debolezza. dieci anni dopo l’invasione della Palestina. Costui era un certo Saul. in seguito alla morte di Giosuè. che la Bibbia ci presenta come profeta e patriarca. dirò che chiude la cerimonia informandoci che Samuele. Questo sarà per te il segno che il signore ti ha “unto” capo sulla sua casa». dopo averlo baciato. Il signore. in quanto erano state ritrovate presso il sepolcro di Rachele. le tribú rimasero sotto il governo dei «giudici» fino a quando. i condottieri dei predoni eletti re da dio. Bande di predoni che.IL PERIODO DEI RE Dunque. ritornò da Samuele per sussurrargli in un orecchio come doveva fare per eleggere re colui che egli aveva designato: «domani a quest’ora contatterai un uomo della terra di Beniamino e tu lo ungerai come capo del mio popolo». e gli dissero: «al posto dei giudici. av. andato a riferirgliela. dicendogli: «ecco. noi vogliamo un re. essendo l’unica terra del Vicino oriente abitata da tante piccole etnie che. Tu avrai potere sul popolo del signore e tu lo libererai dalle mani dei nemici che gli stanno intorno. e i territori palestinesi da loro occupati nel loro regno d’Israele. vide venirgli incontro un gruppo di profeti. come si è detto: «gli israeliti mi hanno rigettato perché io non regni piú su di loro. e. dettero inizio a quel periodo lungo due secoli che la Bibbia raccoglie nel libro dei Giudici. eletto re. lasciata la sua nuvola. Come si è visto. che secondo lui esprimeva la volontà del proprio popolo di sostituirlo. 8. n. ritornate autonome. sui confini di Zelzac (perché invece di raccontarci questa sciocchezza non ci vengono detti i nomi dei faraoni a cui è collegata continuamente la sua storia?). Che essi arrivassero a questo punto io avevo già capito dal giorno in cui lasciarono l’Egitto abbandonando me per seguire gli altri dei» (I Sm. prima di entrare nella città. lo concesse. alla fine. spesso erano in lotta fra loro. Ma. oltre a essere autonome e indipendenti. lasciatosi convincere dalle suppliche di Samuele. flauti e cetre. preceduti da arpe. E tanto per mettere in evidenza come la Bibbia. figlio di Kis. i nuclei del Centro-Nord decisero di coalizzarsi. praticamente Saul si mise a cantare insieme a loro). sulle prime contrario a un re perché vedeva in lui un concorrente. che la Bibbia trae gli argomenti per tessere la propria storia. rispose a Samuele. si recarono da un certo Samuele. per lo piú tramandato dai racconti popolari. Lo spirito del signore investí Saul. Dopo qualche giorno di riflessione il signore. cercò la tenda di Kis e. eleggendo un unico capo in sostituzione dei «giudici». alla fine del XII sec. si attardi invece su stupidi dettagli. uscí dalla tenda e si diresse verso la città di Gabaa. Di tutto ciò che la Bibbia riporta circa il periodo possiamo trovare dei riscontri storici soltanto in quelle tavolette e in quei graffiti che vagamente accennano a bande di predoni formatesi in seguito alle migrazioni dalla Mesopotamia. gli disse di non preoccuparsi piú delle asine che suo padre aveva smarrito. È da questo quadro di aggressioni e di battaglie. che scendevano da un’altura. le tribú. in atto di profetizzare. dopo aver unto e lisciato Saul. trovato Saul. rattristato da questa richiesta. resesi conto che non avrebbero potuto mai ottenere una supremazia netta e definitiva sugli indigeni rimanendo disunite. che si mise a fare il profeta in mezzo a loro (siccome profetizzare significava improvvisare rime accompagnate dalla musica. Il signore. trasformando i capi di queste bande di saccheggiatori in «giudici». invasero definitivamente la Palestina. gli versò sul capo un’ampolla d’olio. un re come lo hanno tutti gli altri popoli» (I Sm. limitandosi ad attaccare le popolazioni che erano oltre il Giordano con incursioni periodiche. il signore ti ha unto capo sopra Israele. 5). che ignora sempre i fatti storicamente importanti. Saul. 21 .

sono cosí frequenti da trovarsene una in ogni pagina della Bibbia. si fece egli stesso esecutore dell’ordine di dio. il giorno dopo si recò da Saul e. riprendiamo con Saul. Fatta questa precisazione. «quell’orologiaio» – come dice Voltaire – che ha dato ordine a tutte le cose? Le incoerenze che dimostrano che questo dio tutto è. Ordinò che gli fosse condotto Agag e. considerato quello che Agag. che crea Adamo ed Eva per renderli felici e poi li condanna al dolore e alla morte. Samuele. si presentò a Saul e gli disse: «il signore degli eserciti. e tutto il bestiame. uccidendo uomini. re della città di Amalech. In un continuo rincorrersi di successi e di vittorie su quelli che la Bibbia chiama «nemici del popolo di dio» (in realtà non erano altro che le popolazioni indigene che difendevano la loro terra dall’invasione di questi predoni). limitandosi a farlo prigioniero. eleggendola come capitale di quel territorio occupato dalle dieci tribú del Centro-Nord che la Bibbia dichiara essere stato il primo regno d’Israele. il signore andò da Samuele e gli disse: «mi pento dí aver costituito Saul re. inanellando errori su errori. Ma. partí subito alla volta della città di Amalech. cioè fino a quando non fu lo stesso dio a destituirlo. bambini e lattanti. è noto. è doveroso soffermarsi per dire che le parole «unto» – in ebraico si esprime con la parola meshiha. dopo aver alzato strepiti fino al mattino. impietoso e assetato di sangue. commise la grave disubbidienza di risparmiare la vita al re Agag. Ma. cioè «cristo» –. mi ha incaricato di ordinarti di punirlo. obbediente come era stato sempre. sarà per gli ebrei un meshiha. non lasciarti prendere da compassione per lui. messosi a capo dell’esercito. quel 22 . Questo dio che elegge Saul re. che decide di sterminare il suo stesso popolo subito dopo averlo liberato dall’Egitto. Saul. e vota allo sterminio quanto gli appartiene. quale «unto». cioè «messia». quello che maggiormente provo è la pena che origina da quell’angoscia in cui egli perennemente vive a causa dei continui ripensamenti e pentimenti. bambini e lattanti. donne. buoi e pecore. perché gli si dimostra «duro di cervice». perché si è allontanato da me e non ha messo in pratica la mia parola».Questa scena riportata dalla Bibbia si ispira ai culti “pagani”. Saul detenne il comando per una decina d’anni. «messia» e «cristo». Saul. forte di un esercito numeroso e organizzato. eletto re attraverso il rito dell’unzione. e in greco si traduce con la parola khristos. re di Amalech. che. Una mancanza che portò dio a punirlo destituendolo dalla carica di re. dopo avergli comunicato che il signore aveva deciso di destituirlo a causa della grave disobbedienza che aveva commesso. che affoga l’umanità perché non corrisponde alle sue intenzioni. Samuele. perché egli non aveva eseguito i suoi ordini. per quanto avesse cercato di mostrarsi impietoso come dio gli aveva ordinato. con conseguente messa in disuso di quel giardino dell’Eden che aveva programmato come eterno. fece agli israeliti dopo l’uscita dall’Egitto. secondo i quali gli indovini acquisivano la preveggenza entrando in uno stato di trance attraverso danza e allucinogeni – infatti è per questo che tutte le profezie bibliche sono frutto di sogni e di visioni. rimase turbato e alzò grida tutta la notte. quell’«unto». quanto piuttosto un prototipo vendicativo. colpisci Amalech. secondo da quale delle due lingue mutiamo la parola. Dato che da questo momento in poi tutti i re d’Israele saranno uomini eletti da dio attraverso l’unzione. Questa volta l’ordine era di distruggere un certo Agag. dio aveva ordinato a Saul un’ennesima strage dei nemici. che si era affezionato a Saul. lo trafisse con la spada. espugnò la città di Ebron in terra di Canaan. come doveva essere quel conduttore di eserciti. sono tre appellativi che hanno lo stesso significato. per i greci un khristos. A parte la ripugnanza che suscita questo dio per via della sua crudeltà insensata. cammelli e asini». magnanimo e nobile. che lo portano a ricominciare sempre da capo. all’infuori che onnipotente e onnisciente. rimandando a un medesimo campo semantico. come gli fu davanti. e per noi un «messia» o un «cristo». Samuele. che era l’ambasciatore di dio. la Bibbia non è stata scritta per edificare un dio virtuoso. Come già era avvenuto in precedenza. Disceso dalla nuvola. e poi lo rinnega sostituendolo con un altro. sarebbe egli quella «mente superiore» che avrebbe creato l’universo. Va dunque. ma uccidi uomini e donne.

riferendosi alla morbosa amicizia che nutriva per il giovane Gionata. Traditore. adultero. accucciato defecava. Perché potessero godere dello spettacolo anche i suoi compagni. Come i cavalli che. se dovessero costruirsi un dio. Secondo la Bibbia i fatti andarono come segue: per via della discordia che c’era tra i due. saltando per intero il sedicesimo capitolo del libro di Samuele (una congerie di insulsaggini che possono essere utilizzate soltanto per ridicolizzare la Bibbia). che erano restati in fondo alla grotta. ignorante. Compiuto il rito. dato che Davide non era ancora rientrato dal pascolo. è lui» – e la Bibbia cosí ce lo descrive: era fulvo. si mette in cammino per andare a cospargere d’olio il nuovo prescelto da dio a divenire re d’Israele. aveva sei fratelli e faceva il pastore. gli darebbero le forme di un cavallo. ovvero quella lotta tra la Giudea e il regno d’Israele. Appena Davide si presentò. era figlio di un certo Iessi della tribú di Giuda. si nascose con i suoi compagni in una caverna. Saul. bensí l’uomo a costruirsi un dio secondo la propria. altrettanto non produsse nulla di buono su di lui che. 24). nel diciassettesimo troviamo Samuele che. sedette il signore. fu proprio lí che Saul entrò per un bisogno fisiologico. in cui gli ebrei immedesimarono tutta la collera. capitò una volta che Davide scappasse davanti a Saul che lo inseguiva per ucciderlo. Per comprendere chi fosse. Come gli fu accanto sfoderò la spada e con la punta di questa gli alzò il mantello che gli copriva il fondo schiena. Per dare un’idea di quanto fosse vizioso. Questi viveva a Betlemme. che in realtà non è stata altro che una guerra a fini egemonici combattuta tra due bande di predoni che si contendevano il dominio sulla Palestina. A un certo punto dell’inseguimento. Quando arrivò. stando a quanto dice la Bibbia. dopo la destituzione di Saul. accanto a lui. consacrò Davide in mezzo ai suoi fratelli. fedifrago. versandogli l’olio sul capo. non accortosi di nulla. preso il vaso. comportamento che può trovare una giustificazione nell’omosessualità che alcuni storici gli attribuiscono. oltre a essere un disobbediente recidivo. ladro. Da quel momento lo spirito del signore si posò su Davide. rimase a guardare Saul che. Da questo momento comincia la rivalità tra le tribú del Sud. l’odio. e i maiali di un porco. tirò su le brache e ripartí. Riprendendo il racconto biblico dal punto in cui lo avevamo interrotto. Samuele. 23 . si arriva al punto di chiedersi se i negri abbiano l’anima. quella Betsabea che divenne una delle sue numerose concubine. non accortosi di nulla.«messia». figlio di Saul. per salvarsi. basta dire che fece uccidere un uomo soltanto per portarsi a letto la sua donna. rappresentate da Giuda e Simeone. la gelosia e l’ottusità di un popolo primitivo. gli tagliò una parte del mantello con la lama e tutto con una tale abilità che Saul. Samuele si alzò e tornò a Rama. represso e frustrato. uscí dalla grotta e ritornò sulla via. «Dimmi chi sei e ti dirò chi è il tuo dio»: e nessun trattato ateo potrà mai dimostrare quanto la Bibbia che non fu dio ad aver creato l’uomo a sua immagine e somiglianza. e le tribú del Nord. il signore disse a Samuele: «alzati e ungilo. quatto quatto. mantenne un comportamento da autentico criminale. gli si avvicinò da dietro. si chiamava Davide. Tutto ciò avvenne nella caverna di Engaddi (IISm. crudele: tali sono le prerogative che fanno di Davide il delinquente per antonomasia. cosí gli uomini bianchi si sono costruiti un dio bianco – Gott ist Weiss («dio è bianco») e dunque. Davide che si era nascosto nel buio della grotta. Ma lo spirito del signore che si era posato su Davide. quel «cristo». Ebbene. basti dire che sollevò la veste di Saul mentre defecava per il semplice gusto di guardargli i glutei. Samuele si mise ad aspettarlo sotto la sua tenda e. Davide. come non aveva prodotto nessun effetto su Saul (che fu rinnegato dallo stesso dio). finché non si mosse e. escludendo che possa essere nero. omicida. guarda il caso.1. con begli occhi e di gentile aspetto. si alzò.

I suoi ministri dissero: «Si cerchi per il nostro re una vergine giovinetta che assista il re e lo curi e dorma con lui. fallirono nell’intento a causa della mancata erezione. Secondo la Bibbia. rimaste fedeli a Saul. Davide sconfisse i gebusei che fuggirono attraverso il canale. E Mikal che. continuarono a opporsi a Davide. Vecchio e indebolito. che storicamente erano. perché sia fatta vendetta dei nemici del re». Davide riportò i loro prepuzi e li contò davanti al re per diventare genero del re. si impossessò di Gerusalemme. per quanto il signore avesse promesso a Davide che il suo regno sarebbe stato saldo nel tempo. Saul fu preso da tanta simpatia per Davide che gli propose la figlia come moglie. [… Il] re Davide era vecchio e avanzato negli anni e. 10) Ma. sapendo quanto fosse vizioso. in realtà fu determinata dalla vittoria che riportarono le tribú di Giuda su quelle d’Israele. Fu a causa di questa ostilità. Ma. sono duecento prepuzi di filistei”. riunendo tutte le tribú della Palestina sotto un unico comando. non avrebbe fatto piú al caso un’esperta baldracca che non una verginella?) La sostituzione di Saul con Davide. I ministri riferirono a Davide queste parole e a Davide piacque questa condizione per diventare genero del re. che la Bibbia fa dipendere da dio. da quanto risulta dalla storia. fece sapere a Saul che ciò non sarebbe stato mai possibile. preso dalla Bibbia. Per comprendere come il Regno d’Israele sia una pura invenzione. La giovane era molto bella. una misera rocca sita in prossimità di una grande fonte. non riusciva a scaldarsi. (Considerando la debolezza del vecchio. ma solo cento prepuzi di filistei. con i suoi predoni. nella certezza che la cosa migliore per corroborarlo fosse quella di ricorrere al sesso. Davide e i suoi uomini mossero verso Gerusalemme contro i Gebusei che abitavano in quel paese. che sentiva crescere intorno a sé. Provo a immaginare il re Saul mentre porge. dopo averli contati uno per uno. che Davide decise di lasciare Ebron. scelse Gerusalemme come rifugio. Se Davide. cosí il re nostro signore si scalderà». non fu soltanto per quei vantaggi che gli venivano dalla riserva d’acqua che si trovava nelle sue adiacenze. Davide entrò nella rocca. ma il re non si uní a lei (I Re. dà ordine alle schiave di fargliene una collana con cui ornarsi il giorno delle nozze. 18. per dare una fissa residenza al governo del suo regno. deve conquistarne la sede espugnandola con le armi. non avendo un luogo fisso da eleggere come residenza. esso cominciò a dare subito segni di cedimento. Saul. 5. per trasferirsi nel territorio di Giuda. La durata del regno di Davide su Israele fu di quarant’anni.Interessante è poi sapere come Davide riuscí ad acquisire il merito che gli consentí di divenire genero di Saul. i suoi cortigiani. sebbene lo coprissero. che. Si cercò in tutto il territorio d’Israele una giovane bella e si trovò Abisac da Sunem e la condussero al re. 4). Una sede.2. 6). per quanto si adoperassero. fino alla consumazione dei secoli. Saul gli dette in moglie la figlia Mikal (II Sm. gli misero a letto una ragazza vergine. Davide regnò su Israele per quarant’anni. lontana dall’essere quella grande città che la Bibbia vuol darci a intendere. Ma. essendo tutti gli ebrei accampati in tende e praticanti il nomadismo. Le tribú del Nord. per giunta. che ci mostra un re il quale. Davide divenne il fondatore di quel grande regno d’Israele. perché lui non aveva nulla da offrire in dote per sposare la figlia di un re. appunto. togliendola ai gebusei. Fu cosí che. presso la sua tribú. riuní i ministri e disse loro: «riferite a Davide: il re non pretende il prezzo nuziale. davanti a tutta la corte. ma soprattutto per le numerose caverne e cunicoli sotterranei che permettevano ai suoi briganti di entrare e uscire dal covo senza essere controllati durante le scorrerie e di fuggire quando erano attaccati da eserciti piú po24 . Secondo la favola biblica. sette in Ebron e trentatré in Gerusalemme (I Re. 17). i duecento prepuzi di filistei alla figlia Mikal su un piatto d’argento dicendole: “questo è il dono matrimoniale di Davide. la abitò e la chiamò città di Davide (II Sm. in realtà è. poiché Davide era povero. base su cui la Bibbia edificherà quel partito nazionalista giudaico che lotterà nei secoli successivi per ricostituirlo. Ma. dopo sette anni. ritenendolo un usurpatore. sarebbe di per sé sufficiente il passo sopra riportato. le due coalizioni di predoni che si contendevano il dominio di quelle terre. avuta questa risposta. 1. Davide partí con i suoi uomini e uccise duecento filistei.

ma con un sistema ben differente da quello che normalmente viene praticato dai monarchi legalmente riconosciuti. 3. la maggior parte delle battaglie sostenute da Davide sono contro i popoli che costituivano la Palestina. che sono l’ebraismo. infestava le loro terre. Infatti. fuggí attraverso questi cunicoli che terminavano in aperta campagna). era uno dei tanti ricettatori a cui i predoni vendevano le refurtive. sanguinario e senza scrupoli. re di Gag. Che questo “regno” non rappresentasse nulla per alcuno. Davide consacrò al signore l’argento e l’oro che aveva tolto alle nazioni che aveva soggiogato. finiva laddove cominciava. che Davide si installò con il suo esercito di banditi. 8). e poi contro Roma. i gebusei. che doveva servire da esempio ai rivoluzionari del movimento nazionalista. agli amaleciti. Usando come esattori i suoi briganti. 8. da secoli. apparendo a dir poco farneticante. Davide rispondeva: «contro il Negheb di Giuda. come aveva fatto del bottino di Adad-Ezer. prendeva greggi e armenti. lontana dall’essere un libro di incitamento alla morale. i cananei. di questo invincibile conduttore di eserciti. Se viene da chiedersi perché la Bibbia citi fatti che ledono la figura di Davide. viene confermato dal fatto che non fu mai riconosciuto dalle tribú del Nord. anche Davide impose tasse ai suoi sudditi. che sarà elevato a simbolo del movimento rivoluzionario. gli uomini di Davide tornavano da una scorrería e portavano con sé grande bottino (II Sm. La figura di Davide. ai moabiti. creatore e padrone del mondo. per avere una risposta va tenuto presente che la moralità di Davide era l’ultima cosa a interessare i redattori. i quali. sul cui avvento gli ebrei riporranno la realizzazione di quel regno universale di cui si ritengono i legittimi eredi.) Il fatto che Davide fosse il capo di una banda di predoni viene confermato da tanti altri passi della Bibbia. ai filistei. nella realtà dei fatti. che il partito nazionalista giudaico attuerà prima nella rivolta dei maccabei contro Antioco IV Epifane. in quanto figli prediletti di dio. fatta di misere casupole di paglia e di grotte − da antichi testi egizi risulta avere il nome di Urusalaim −. che continuarono a contestarlo. Mosè. messo alle strette. Come ogni re che si rispetti.. Abramo. non sono altro che figure costruite per realizzare un programma monoteista a base religioso-guerriera. 22). circondato come era da popolazioni che avevano come unico scopo quello di abbatterlo per espellere quel popolo di nomadi che. compresi gli stessi ebrei. è un testo di istigazione alla rivoluzione piú spietata e sanguinaria. re di Zoba (II Sm. sarà trasposta in quella di un messia.tenti di loro (come risulta da alcuni passi della Bibbia in cui si afferma che Davide. di questo sterminatore di nemici a cui dio ha promesso un regno senza fine nello spazio e nel tempo. che potrebbe far sorridere. poi tornava indietro da Achis re di Gag. di questo «unto» da dio. Saul. Fu in questa rocca. il cristianesimo e l’islamismo. i quali avevano basato la riconquista della Palestina su un programma di azioni violente. è la stessa Bibbia a dirci come Davide realizzasse la riscossione dei tributi: Davide e i suoi partivano a fare razzie contro i gebusiti e gli amaleciti: questi appunto sono gli abitanti di quel territorio del regno d’Israele che si estende da Telam verso sud. cioè gli ammoniti. Un regno che. figlio di Recob. etc. Giosuè. un vero compendio di tecniche sovversive e terroristiche. fino al paese d’Egitto. sostenendo la propria superiorità sulle tribú della Giudea. asini cammelli e vesti. (Akis. secondo la nozione che normalmente si ha di un regno. avevano quello di costruire la figura di un condottiero crudele. agli ammoniti. i quali. 11). contro il Negheb dei reniti». «messia» o «cristo» che dir si voglia. Quando Achis gli chiedeva: «dove avete fatto scorrerie oggi?». contro il Negheb degli ieramliti. attuando razzie e facendo uso del terrore. come unico scopo. i filistei. Questo concetto yahvista. in realtà è quello che si trova alla base delle tre religioni monoteiste. 27. Davide batteva quel territorio e non lasciava in vita né uomo né donna. agli aramei. re ellenistico. che la Bibbia chiama «città di Davide» ed elegge a sede del regno d’Israele. quali i seguenti: ed ecco. avrebbero dovuto essere suoi sudditi. Basta riflettere un attimo su ciò che intendono i cristiani con «universalità della Chiesa» per comprendere come siano gli eredi diretti di 25 . Davide non lasciava sopravvivere né uomini né donne da portare come prigionieri a Gag per non avere nessuno come testimone delle sue stragi (Sm. in quelle che saranno le rivoluzioni messianiche. La Bibbia. Salomone e sopra tutti Davide.

sembra che Davide fosse piú propenso a seguire altri dei che non questo dio d’Abramo. se viene ricordato attraverso antichi testi egizi. Tra le battaglie di particolare significato c’è quella che Davide combattè contro i «predoni amaleciti». entrato nella città dí Rabba dopo averla espugnata. E in alto. In una cantilena popolare riportata dalla Bibbia a proposito di una guerra nella quale avevano partecipato Saul e Davide. intendendo con «dei» tutte le ideologie che vi si oppongono.quell’ideologia che aveva portato i giudei a concepire un regno dal dominio universale. allah e Yahvé sono tre forme del medesimo dio. significando «un solo dio». Per comprendere quanto i redattori della prima stesura della Bibbia vollero esaltare Davide. sfinita. Contrariamente a quanto la Bibbia vuole far credere. 29). perché un giorno. Eleazaro che percosse i filistei finché la sua mano. è soltanto per via di una grande sorgente che riforniva di acqua le popolazioni adiacenti. avrebbe potuto vantare: Ioab consegnò al re Davide la cifra del censimento del popolo ebreo: c’erano in Israele ottocentomila guerrieri che maneggiavano la spada. i quali mettono a disposizione del loro condottiero un esercito di un milione e trecentomila guerrieri. dal quale risulta che disponeva di un esercito cosí poderoso quale nessun’altro popolo. che non si riesce a capire come potessero riformarsi per essere di nuovo distrutti. Gerusalemme non era che un misero raggruppamento di abitazioni rappresentate per lo piú da grotte che. cosí totali e definitive ogni volta. Davide diecimila. perché attraverso di essa si ha un’ulteriore prova di come egli fosse un capo predone. Lo stesso avviene per le battaglie contro i moabiti. gli ammoniti e tutti gli altri popoli palestinesi. Ma. 24. come conseguenza. l’innalzamento del 26 . 8). quando in realtà il dio dei cristiani. Gli stesori gli attribuiscono stragi di filistei. Terminata l’incoronazione Davide depredò la città di Rabba dí un grande bottino. Ma ciò che maggiormente stupisce delle tre religioni è il fatto che. 23. accettò che il popolo gli cingesse la testa con la corona del dio Micolm che pesava un talento d’oro e conteneva una pietra preziosa. esprime la volontà di soppressione di tutti gli altri dei. al di sopra di tutte queste carneficine. affinché divenisse l’emblema della riscossa giudaica. è la parola stessa «monoteismo» che. basti dire che non esitarono a paragonarlo allo stesso Saul. che dà inizio all’epopea di Davide. basterebbe ricordare quel censimento fatto da lui stesso. Tutto il resto che si attribuisce a Gerusalemme. asserendo che era superiore a lui di dieci volte. anche il piú potente. gli aramei. Samma che attaccò e sconfisse da solo tutti i filistei che si erano radunati in un campo di lenticchie (II Sm. ci predispone a immaginare ciò che sarà detto di lui in seguito. allorché diventerà re. in Giudea cinquecentomila (II Sm. E. Se si pensa che in Palestina ci poteva essere un totale di cinquecentomila ebrei non si può che ridere dell’impudenza dei redattori della Bibbia. la voce tonante del signore che ripeteva all’invincibile Davide: la tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me e il tuo trono sarà reso stabile per sempre. sui quali riesce ogni volta vittorioso. 12. per contendersi il dominio del mondo. Già l’abbattimento del gigante Golia. 9). eroe dei filistei. sostenendo ciascuna che il proprio dio è quello vero. Solo a nominare i re che uccise e le città che rase al suolo c’è da riempire una pagina. i quali avevano osato razziare nel deserto del Negheb (che faceva parte del territorio riservato alle sue razzie). che riportò a Gerusalemme dove ritornò con tutta la sua truppa (II Sm. Per dimostrare fino a che punto fu usata la fantasia per rendere Davide l’eroe degli eroi. come le mura di Davide. si fa recitare al popolo: Saul ne uccise mille. da quanto riportano i fatti. esse si combattono fra loro. cioè un esercito quattro volte superiore a quello di cui poteva disporre l’Egitto. non rimase attaccata alla spada. D’altronde. un esercito cosí poderoso non poteva avere che degli ufficiali supereroi: questi sono i nomi dei prodi di Davide: Is-Bal che impugnò la lancia contro ottocento uomini e li trafisse in un solo scontro.

per motivi politico-sociali. che. Gerusalemme riprese via via importanza. quella dei romani. avendola eletta come capitale del Regno d’Israele. quasi volesse cancellarla dalla storia. Le sole vestigia del tempo biblico che ci sono pervenute sono quelle che appartengono a Erode. e. Se ho fatto questo breve riassunto della storia di Gerusalemme è stato per dire che della Gerusalemme antica. la costruzione della reggia di Salomone. Soltanto dopo la vittoria del cristianesimo sulle religioni “pagane” e sull’ebraismo. non esiste traccia. nulla cambiò in Palestina con il suo avvento. Ricostruita alla meno peggio dai giudei dopo il rientro dall’esilio di Babilonia per iniziativa di un certo Zorobabele. è fuori discussione. divenendo meta di pellegrinaggi da Roma per il ruolo che a essa veniva dal fatto di essere considerata la città della «passione» di Cristo. Alla sua morte tutto era rimasto invariato com’era. A questo sviluppo di Gerusalemme contribuí in maniera determinante anche Roma. Dei quarant’anni di regno sette li passò ad Ebron e i rimanenti trentatré a Gerusalemme In realtà. In seguito alla rivolta giudaica. nominandola come sede giuridica. n. la sede dei procuratori fu trasferita a Cesarea Marittima. ma che essa fosse quella grande e splendida città che la Bibbia ci vuol dare a intendere è da escludersi nella maniera piú decisa. Questo agglomerato di misere abitazioni e grotte assunse una certa importanza soltanto all’epoca dell’occupazione romana con il re Erode che. anche se si protrasse nel tempo. ricevette una battuta d’arresto quando.). dal grande tempio e dalla dimora mastodontica di Salomone. a partire da quella dei persiani operata da Ciro il Grande. Quelle che i sostenitori della Bibbia affermano appartenere al regno di Davide sono in realtà le mura che furono edificate dall’Impero bizantino negli anni 1064-1070 per difendersi dai musulmani (selgiuchidi e fatimiti). Che Davide. fu attaccata e rasa al suolo dalle legioni di Tito. oltre a contribuire finanziariamente al programma di Erode. stanca delle rivoluzioni che il partito nazionalista giudaico promuoveva per la conquista della Palestina. nel 70 n. vi costruí tra le tante altre cose un imponente anfiteatro e la fortezza della Torre Antonia. non sono altro che favole inventate dai redattori della Bibbia. Roma. Salomone e tutti gli altri re che a loro si succedettero – ammesso che si chiamassero cosí i capi predoni ebraici di quell’epoca – abbiano fatto qualcosa per fortificarla contro gli attacchi dei popoli indigeni.. lo elesse quale residenza della sua corte (73-74 av. Se avvenne che gli egizi. che avevano tutto l’interesse a far apparire la città piú sontuosa e potente possibile. quel regno che rappresentava nei loro programmi il fulcro della propaganda nazionalista. che precedettero l’ultima. quella piccola rocca che era durante le invasioni che si susseguirono in Palestina. fu di nuovo distrutta nel 135 n. In parte riedificata da quei pochi giudei che si erano salvati dalle esecuzioni operate dai romani e dalle persecuzioni che avevano seguito la rivolta. le ricchezze accumulate che tentarono per la loro immensità anche gli egizi.. e. dopo averla messa a ferro e fuoco. Come le tribú 27 . Ma il ruolo da primato a cui ascese Gerusalemme per volontà di Roma. che possa testimoniare l’esistenza della grande capitale del regno d’Israele. che divenne residenza del presidio romano. figlio dell’imperatore Vespasiano. lo fecero esclusivamente per impossessarsi di quell’enorme riserva di acqua che vi si trovava e non per i tesori ammassati nel tempio. per proseguire.tempio per metterci dentro l’«arca» che conteneva i dieci comandamenti. l’altare che fu eretto sul colle di Sion in ricordo dell’apparizione dell’angelo di Yahvè in occasione di un’ennesima pestilenza inviata dal signore. Gerusalemme rimase. le cambiò il nome in Aelia Capitolina. munendolo di importanti costruzioni. nonostante le prodezze e le conquiste che la Bibbia attribuisce a Davide. poi. Davide salí al trono a trentatré anni e morí a settantatré. etc. e. quella trattata dalla Bibbia come città dalle mura poderose. con quelle di Alessandro Magno e dei sovrani ellenistici. Nulla di nulla. a causa dell’ultima rivoluzione messianica condotta dal messia Bar Kocheba. neppure l’ombra di un rudere. gli assiri e altri popoli se la contesero anche con l’uso delle armi. in seguito al concilio di Nicea avvenuto nel 325. in seguito. tra cui il tempio. che la consideravano il quartiere generale di quei briganti che li depredavano.

Davide si addormentò con i suoi padri e fu sepolto nella città di Davide. per garantirsi una tranquillità di comando. incredibile ma vero. sia per ciò che riguarda il lusso della corte. costoro provvedevano al re e alla sua famiglia. in seguito. 24. Salomone distribuí sulle dodici tribú l’onere di sostenere tanta grandezza. Sceso dalla nuvola gli disse: «vuoi tre anni di carestia nel tuo paese o tre mesi di fuga davanti al nemico che ti insegua oppure tre giorni di peste nel tuo paese?». Da Dan a Bersabea morirono settantamila persone del popolo. Ma il signore si pentí di quel male che aveva fatto e disse all’angelo che distruggeva il popolo: «basta.ebraiche seguitarono a vivere nei loro accampamenti nomadi. e. Perché fu fatto questo lo vedremo seguendo l’evoluzione religiosa giudaica. che mostrerà un Davide del tutto differente. nel benessere raggiunto. scelse la peste. La prima stesura della Bibbia terminava con una disobbedienza di Davide verso dio che gli aveva proibito di fare un censimento che lui. e di grandiose città in tutto il territorio della Palestina. Se la Bibbia fece di Davide il simbolo della guerra. 28 . cioè a Gerusalemme – dove. Il regno di Salomone viene elevato dalla Bibbia a una grandezza e magnificenza faraonica. possiamo immaginarci quale fosse lo splendore della reggia di Salomone e la magnificenza della sua corte gremita di personalità rivestite dei piú alti incarichi politici. incurante del divieto. facevano della Palestina un teatro di disordini e di battaglie. Poco prima di morire. c’è qualcuno che ancora ne cerca la tomba. consigliatosi con un certo Gad che gli era amico. in qualità di figlio maggiore. Vedendo prossima la morte. Sarà un Davide sofferente. Allora dio gli propose di scegliere fra tre punizioni. Ma il regno ricevuto dal padre si mostrò subito cosí precario che Salomone. nel mondo dei sogni e dell’invenzione. in lotta continua tra loro e perennemente attaccate dai popoli indigeni. Se. della violenza e del terrorismo. Ognuno aveva l’incarico di procurare il necessario per un mese all’anno. Davide innalzò un altare al signore. ho parlato della prima stesura della Bibbia è perché. dal momento che gli ebrei continueranno a vivere. comprò un terreno per la propria sepoltura. Tutte opere che rimangono. Davide. umiliato e penitente. decimò ancora una volta il popolo ebraico. ritira ora la tua mano!» (II Sm. (Non so come non si possa trovare vergogna a dire certe stupidaggini!) Se questa era la vita del popolo. prolificarono tanto da rendere il popolo ebraico numeroso come la sabbia del mare: Giuda e Israele erano diventati numerosi come la sabbia del mare e mangiavano e bevevano allegramente (I Re. militari e religiosi con indosso livree e mantelli dorati. cosí erano rimasti identici pure quei predoni organizzati che. sia per ciò che riguarda la realizzazione di interi quartieri a Gerusalemme. che consideravano gli ebrei degli invasori. Per prima cosa fece uccidere il fratello Adonia che. L’epidemia fu tremenda. unico libro che parla di lui. stando alla Bibbia. 13). da quanto risulta dalla Bibbia stessa. riferendomi alla vita di Davide. dovette sin da subito agire con la massima decisione. in tendopoli fatte di pelli di capra. contendendosi i territori. imponendo a ognuna il mantenimento di un mese: Salomone aveva dodici prefetti su tutto Israele. 4). aveva fatto ugualmente. però. un Davide spirituale e asceta. Le tribú si rappacificarono e. di Salomone fece il simbolo del trionfo che segue una grande vittoria. come viene riportato dalle cronache piú remote. Con Salomone comincia un periodo di abbondanza e di agiatezza per tutta la Palestina (cosí dice la Bibbia). ne verrà aggiunta un’altra. E Davide. che pagò cinquanta cicli d’argento. morí nel 970 av. reclamava il diritto di successione. (Ancora un altro pentimento da parte del dio onnisciente!) Terminata la peste. quella vittoria che vedeva gli ebrei trionfare definitivamente sui nemici. Davide chiamò il sacerdote Zadok e il profeta Natan e ordinò loro di ungere come successore al trono d’Israele suo figlio Salomone. n.

ai quali. 4. 10). 4. pietre grandi di dieci otto cubiti [un cubito corrisponde a circa mezzo metro]. venti da pascolo e cento pecore. (Un piccolo capannone da zona artigianale!) Il tempio fu terminato in sette anni. Venivano messi in zattere che lo trasportavano in Palestina. che ricompensò. Salomone aveva settantamila operai addetti al trasporto del materiale e ottantamila scalpellini a tagliar pietra sui monti. dieci buoi grassi. Non parliamo poi delle relazioni diplomatiche che sviluppò con i re e i capi dei popoli vicini. 14). senza contare i cervi. (I Re.]. E il vaneggiamento biblico continua: [… il] legname per costruire il tempio veniva dal Libano fornito da Chiram re di Tiro al quale Salomone inviò diecimila uomini affinché aiutassero gli operai di Chiram a tagliare cedri. le gazzelle. E la stravaganza della Bibbia. Per comprendere il ridicolo di queste affermazioni basta considerare le dimensioni del tempio che la Bibbia ci riferisce: le misure del tempio costruito da Salomone erano le seguenti: 30 metri di lunghezza. per tenerseli amici. 10 di altezza. Le fondamenta erano di pietre pregiate. I cedri venivano calati dal Libano al mare. che si attarda in maniera tanto puntigliosa sui dettagli da trasformare il tutto in una narrazione grottesca. per farsene un’idea. Una descrizione cosí dettagliata da evidenziare che il tutto non è che una riproduzione degli edifici regali del Regno di Babilonia: colonne di bronzo che poggiano su basamenti anch’essi di bronzo dalle misure iperboliche e buoi di bronzo che a dozzine sorreggono ornamenti a forma di cucurbite – e tante di quelle altre scemenze che.. 6). 24). nientemeno che con venti villaggi. da quando il tempio era stato iniziato. E la corte? La magnificenza della corte di Salomone? Oh. tra i migliori perché venissero squadrati per le fondamenta del tempio (I Re. va avanti con il riferirci i fatti riguardanti la reggia di Salomone.Se con Davide i redattori della Bibbia vollero costruire un monarca la cui figura di conduttore di eserciti rivalizzasse con quella di Ciro il Grande. vi si precipitò dentro con tanta veemenza da non dare ai sacerdoti neppure il tempo per farne l’inaugurazione: appena gli operai furono usciti dal santuario. la cui costruzione farebbe impallidire il Palladio per la magnificenza dei colonnati eretti nelle varie corti e nei numerosi vestiboli.5 Ql. Ella gli portò 29 . 5. quella poi . fondatore dell’Impero persiano. era rimasto in un’attesa cosí spasmodica del fine-lavori che. per il legname che gli aveva inviato. Il re dette ordine di estrarre grandi massi. risulta cosí assurda da riportarci a quella favola di Fedro che tratta della montagna che partorí un topo: [… il] re Salomone reclutò il lavoro forzato da tutto Israele [avevano già smesso di mangiare e bere allegramente] e il lavoro forzato era di trentamila uomini. le antilopi e i volatili da stia. La descrizione che fa la Bibbia riguardo alla costruzione del tempio voluta da Salomone. senza contare gli incaricati dei prefetti che erano tremilatrecento preposti da Salomone al comando delle persone addette al lavoro. non certo inferiore a quella dimostrata nel descrivere i lavori del tempio. identica a come viene riportata la costruzione delle piramidi nei documenti egizi.. dio vi si precipitò dentro con la nube e i sacerdoti non poterono rimanervi per compiere il servizio a causa della nube stessa (I Re. appena fu portato a termine. re di Tiro. Salomone possedeva quattromila greppie per i cavalli dei suoi carri e dodicimila cavalli da sella (I Re. non c’è che da leggere il capitolo sette del primo libro dei Re. il totale è di 40. 8. regalava intere città – come a Chiram. Fece parte delle sue relazioni diplomatiche anche quella regina di Saba. sette anni che dovettero risultare lunghissimi a quel dio che. 15 di larghezza. Per averne un’idea basta citare il seguente passo: [… i] viveri di Salomone ogni giorno erano di 30 kor di fior di farina e 60 kor di farina comune [essendo un Kor uguale a 45 kg. con Salomone vollero raggiungere la magnificenza e la grandiosità dei faraoni. che andò a rendergli omaggio avendo sentito parlare della sua grande saggezza. costruttori di opere immense.

dea di quelli di Sidone. già contestato dalle tribú del Nord. gli si rivoltò contro anche il figlio Roboamo. continuò con il suo esercito di fuorilegge a depredare i popoli indigeni e a schiavizzare le tribú ebraiche. del suo dio e di quel tempio che non fu mai costruito. Roboamo. avrebbe creato una storia troppo immaginaria per essere creduta. dopo averci narrato che Salomone si dedicò alle sue donne con amore e dedizione. come lo riportava la tradizione popolare. che interpreta i sogni del re d’Egitto – dimentica di dirci il nome del faraone in questione. dopo la morte di Davide. dio degli ammoniti (I Re. 11. e di Milcom. sul colle di fronte a Gerusalemme. che altrettanto falso è ciò che la Bibbia dice di lui. 33). una delle quali fu nientemeno che la figlia del faraone. Circondato da questa pletora di oppositori . che si dimostra sempre prodiga di dettagli insignificanti. per quanto la Bibbia parli di prefetti. i primi in Egitto e il secondo a Damasco. che offrivano incenso e sacrifici ai loro dei (I Re. le loro divise. altrettanto vera è l’immagine religiosa che lo vuole seguace di divinità “pagane”: Salomone seguí Astarte. di ministri. e illegale l’occupazione di Gerusalemme – quella Gerusalemme continuamente reclamata dai legittimi proprietari. gli alloggi dei suoi dignitari. come la storicità di Salomone uomo laico è quella che riferisce di lui come di un tiranno. che aveva portato il popolo ebraico alla prosperità piú opulenta – come l’avevano costruita i redattori della Bibbia –. Cosí. come la stessa Bibbia è stata costretta a riconoscere per non contrastare completamente con ciò che era stato tramandato di lui attraverso i racconti. la riscossa di quei popoli che erano stati depredati dal padre Davide. e quella reale del tiranno predone. E come tra le due figure politiche quella vera è quella riportata dalla tradizione.ricchezze molto grandi. quel re che la Bibbia dichiara essere stato il piú saggio tra gli uomini di quel tempo. quali gli idumei e un certo Ranzon. la Bibbia. i cibi sulla tavola. per ciò che riguarda quella religiosa. dea di quelli di Sidone e il dio Milcom dio degli ammoniti. che si mise a capo di una parte dei giudei che accusavano Salomone di dispotismo e crudeltà. le quali. Moloch e Milcom. Ma. volevano ricostituire il regno di Saul. Le sue divinità rimasero sempre e comunque Astarte. 11). dio dei moabiti. non possiamo che concludere. dio degli Ammoniti. Gli attacchi dei popoli palestinesi che. un despota e uno schiavista. riuscí a salvare la testa abdicando in favore dello stesso figlio Roboamo sollevatosi contro di lui. dio dei Moabiti e a Milcolm. istallandosi a Gerusalemme – che in realtà era rimasta una semplice rocca intorno a una fonte –. crearono dei grossi problemi a Salomone. E come se non fossero bastati i nemici che gli venivano dal mondo esterno. E guarda caso. 10). Salomone costruí un’altura [altare] in onore di Camos. e quando la regina di Saba ebbe ammirato il palazzo che Salomone aveva costruito. usando gli stessi metodi di suo nonno Davide e di suo 30 . i suoi coppieri e gli olocausti che offriva al tempio del signore. ignorandoli. aggiungo ancora questo passo: Salomone sí prostrò davanti ad Astarte. racconti che fu costretta a tenere in dovuto conto perché. anche questa volta – come nel caso di Mosè e dell’Esodo. figlio di Eliada. Salomone non conobbe mai il dio della Bibbia. con cammelli carichi di aromi e grande quantità di oro e di pietre preziose. riunitesi sotto un certo Geroboamo. e in quello di Giuseppe. di generali e di influenti relazioni diplomatiche. che erano i gebusei a cui Davide l’aveva tolta occupandola con i suoi predoni. rimase senza fiato (I Re. preso il posto del padre. il regno di Salomone rimase comunque sempre abusivo. avevano ripreso vigore. E. le aggressioni delle nazioni limitrofe che si contendevano la Giudea. grande costruttore di monumenti. aggiunge che ebbe trecento concubine e settecento principesse come mogli. a Camos. che schiavizzava il suo stesso popolo imponendogli un pesante giogo. Che il personaggio di Salomone sia una pura invenzione appare evidente dal contrasto tra la figura artificiosa del re saggio. per i «duri di cervice». che erano stati costretti a rifugiarsi all’estero. Allo stesso modo costruí altari per gli dei delle sue donne straniere. l’attività dei suoi ministri. La Bibbia. che viveva nello splendore di una reggia fastosa.

fermandosi ai confini della Giudea. da Nabucodonosor. re di Babilonia. Dopo tutte le vicende susseguitesi dal tempo di Abramo. n. 31 . quella delle tribú del Nord che ricostituirono a Ebron il vecchio Regno d’Israele fondato da Saul. non ritenendo opportuno cedere alle richieste delle tribú del Nord. Evitando di nominare tutti i re. è in realtà ancora idolatra per tutto il periodo dinastico che seguí la morte di Salomone. primo re.. Davide e Salomone. e. la dimostrazione che gli ebrei del regno d’Israele erano “pagani” si può riassumere nell’attribuzione. delle cause che portarono all’invasione degli assiri: una punizione di dio perché erano rimasti idolatri. Presentatesi a lui gli dissero: «tuo padre ci ha imposto un pesante giogo. come risulta dai passi sotto riportati. che in realtà non era stato altro che un oppressore e un predone. e. Ciò avvenne intorno al 540 av . n. Idolatria presso il regno di Giudea. bevevano e mangiavano allegramente!) Ma Roboamo. come risulta dalla Bibbia nel seguente passo: le tribú del Nord che si erano messe contro Salomone. che si costituí in Regno di Giudea con sede in Gerusalemme. liberata da Ciro il Grande. la quale. Stando sempre alla Bibbia. a sua volta. quel popolo che la Bibbia si è tanto applicata a fare apparire come il popolo dei seguaci di Yahvè. 28). E i re che seguirono Geroboamo furono altrettanto idolatri. io renderò ancora piú pesante il vostro giogo. Infatti il popolo andava fino a Dan per prostrarsi davanti a uno di essi (I Re. che disponeva di un forte esercito. fu invasa nel 586 av. Idolatria presso il regno d’Israele. ora tu alleggerisci la schiavitú di tuo padre e il giogo pesante che ci ha imposto e noi saremo disposti a servirti». Re Baasa: durante il suo regno. Fu cosí che finí con la separazione delle tribú del Nord da quelle del Sud. Con gli ebrei divisi di nuovo in due fazioni. fino al 722 av . Come nel regno d’Israele. allorché. figlio di Acab. n. operata dalla Bibbia. Il re Ieu conferma i vitelli d’oro. che occuparono il Nord della Palestina. si recarono dal figlio Roboamo per tentare un accordo. quando fu invasa dagli assiri. poté far ritorno in Giudea. io vi castigherò con i flagelli» (I Re. che dura ventiquattro anni. Lo stesso fa il re Auri che gli succede. ne collocò uno a Betel e uno a Dan. da Ebron alla città di Sichem. Il re Acazia. attraverso Giacobbe. inizia quel periodo di lotta fra i due regni che durerà circa due secoli e che la Bibbia ci riporta nel secondo libro dei Re. Mosè.padre Salomone. Consigliatosi il re preparò due vitelli d’oro. Giosuè. adora i due vitelli d’oro costruiti dal padre Geroboamo. Il re Ioram toglie Baal e ripristina il culto dei vitelli d’oro. altrettanto nella Giudea abbiamo la conferma di come gli ebrei fossero stati sempre idolatri. rappresentata dalla tribú di Giuda. dopo soltanto ottanta anni da che era stato costituito da Davide quel regno che dio aveva promesso eterno nel tempo e senza confini nello spazio. cantavano. re di Assiria. n. la capitale del regno d’Israele venne trasferita nell’anno 880 av. mio padre vi castigò con la frusta. Geroboamo. 11). Fu in seguito a questa invasione che la classe dirigente del regno di Giudea fu catturata e mandata prigioniera a Babilonia. fino alla conquista d’Israele da parte di Salmanassar. e. cioè fino a quando venne redatta la Bibbia. e quella del Sud. è idolatra: Gerobamo fortificò Sichem sulle montagne di Efraim e vi pose la residenza. dove rimase per cinquanta anni. e. durante i quali apprese tutto ciò che serví per scrivere la Bibbia. cosí rispose: «se mio padre vi caricò di un giogo pesante. Re Acab: innalza altari al dio Baal al posto dei vitelli d’oro. in Samaria. per merito di Salomone. innalza altri altari a Baal. 12. Al pari di costoro furono idolatri tutti i re che seguirono. (Da non dimenticare che queste erano le tribú di cui soltanto poche pagine prima la Bibbia aveva detto che. che sono all’incirca venti.. cioè quattrocento anni dopo la morte di Salomone.

Parla di una stele moabita rinvenuta nel 1886 in Giordania. 3. 1. che furono Iochim e Sedecia. In questa cultura espressamente idolatra. i redattori della Bibbia introducono il loro dio nella storia ebraica attraverso l’intervento di profeti. Le prove che riporta per sostenere che la Bibbia è un libro con un fondamento storico si racchiudono in tre dimostrazioni. costruirono altari. cap. lo stesso fece riguardo ai giudei allorché furono invasi da Nabucodonosor. il libro coglie l’affermazione per convalidare la tesi che Israele e Giuda sono esistiti. è addirittura ridicola. nella quale si cita un conflitto che ci fu nel X sec. portassi come prova – unica prova – un documento che parli della battaglia di Waterloo. Anche il re Manasse erige altari a Baal e. fatto stampare dalla Watch Tower Bible nel 1989. E come aveva fatto per le tribú del Nord. espressamente scritto per eliminare tutti i dubbi che possono venire circa la veridicità di ciò che riporta la Bibbia. in realtà non ha fatto altro che confermare le mie convinzioni. molto probabilmente colui che ha scritto questo libro non sa che Gerico fu rasa al suolo da un terremoto e non dall’attacco di un esercito. A Roboamo seguí il re Iotam e sotto di lui il popolo continuò a sacrificare e offrire incenso agli idoli (II Re. È come se io. quello d’Israele e quello di Giuda. quel dio che la Bibbia ha voluto attribuire nella favola che si era inventata. esaminiamo le prove che usano per affermare che questo è un libro di ispirazione divina. tra il regno di Moab e il regno di Edom. confermerebbe che Giosuè è esistito. re di Babilonia. anche i giudei. mi avrebbe dimostrato la storicità dei fatti biblici che io negavo. compresi i Regni d’Israele e di Giuda. la prova consisterebbe nel fatto che un certo re Baldassarre viene nominato anche nel Libro di Daniele 6 . Se queste sono le prove che i sostenitori della Bibbia portano per dimostrarne la veridicità storica. 14. come avevano fatto le tribú del Nord. Un profondo conoscitore della Bibbia. 36). 4). n. 2. e. av. e per giunta circa duecento anni dopo la data attribuita dalla Bibbia. 30. per dimostrare che un mio antenato è stato un generale di Napoleone nella guerra contro gli inglesi. Tutto ciò che è riportato dalla Bibbia è frutto di pura immaginazione. quella che avrebbe dovuto dimostrare l’esistenza dei due regni biblici. fino ad arrivare agli ultimi due. 23). 5. tanto conoscitore e sostenitore della stessa da essere considerato una colonna portante dell’ideologia yahvista. alle quali la Bibbia aveva attribuito l’occupazione da parte dell’Assiria per via di una punizione del signore. mi fece pervenire qualche tempo addietro un libro che. essendo realmente avvenuta. Siccome nella Bibbia c’è scritto che Israele e Giuda si allearono con Edom per combattere contro Moab. Il re Acaz: bruciava incenso agli altari pagani (II Re. Come seconda prova viene portata la distruzione di Gerico che. 6 Al passo 1. Ma siccome questa partecipazione alla guerra è nominata soltanto dalla Bibbia. mentre nella stele non si fa nessun riferimento né a Giuda né a Israele. dal momento che la Bibbia gliene attribuisce la distruzione. Questo libro.Dopo che si furono riuniti sotto Roboamo. A parte il fatto che la distruzione di Gerico non può assolutamente dimostrare l’esistenza di Giosuè (circa il quale nessun documento riporta notizie). Nella prima si dice che in un documento scoperto negli scavi eseguiti nel 1800 nell’Iraq meridionale viene riportata una preghiera per la salute del figlio Naboredo. che si avvicendano per ripetere ai re di abbandonare i loro idoli per seguire il dio dei loro antenati. 16. 18. steli e pali in onore dei loro dei “pagani” (I Re. che non sono mai esistiti. Siccome questo figlio del re Naboredo si chiamava Baldassarre. 32 . secondo lui. anche loro idolatri. quella che per i sostenitori delle verità bibliche dovrebbe essere una prova a loro vantaggio risulta invece essere tutto l’opposto. Il reEzechia: sotto il suo regno il popolo riprese ad adorare il serpente di bronzo che chiamava Necusam (II Re. La terza prova. come lui tutti i re che seguirono. 15. 4).

Questo è il suo dio. a tutt’oggi. questi sono i suoi eroi. lo aveva fatto perché soltanto un dio poteva sapere. che favorisce la coagulazione del sangue. i suoi templi. c) Se il signore aveva ordinato ad Abramo di circoncidere il maschi l’ottavo giorno dalla nascita. fin da allora. E tante saranno ancora le cose che di questa ci lasceranno stupiti nel seguito di questo libro. comincia a essere presente nell’organismo a partire da questo momento. il libro sacro che viene preso come garanzia di verità nei giuramenti. che la vitamina K. b) La legge che decretava impuro chiunque avesse toccato un morto e quindi l’obbligava a lavarsi le mani. i suoi regni.a) La legge riguardante l’igiene – espressa cosí nel Deuteronomio.300 vittime per le infezioni e le emorragie che ne derivano. come conseguenza di questa circoncisione voluta da un dio tanto onnisciente. Questa è la Bibbia. poteva essere dettata soltanto da un “essere superiore” che sapeva che i morti possono trasmettere epidemie. presso i popoli che la praticano essa causa una media annua di 2. resta il fatto che. Ma la realtà è che. riportata nel libro Numeri. 33 . «dopo aver defecato devi ricoprire gli escrementi con un piolo» – poteva essere ispirata soltanto da un dio che già sapeva a quei tempi che lo sterco è causa di infezione.

ributtano questi sedicenti proprietari. 15).. definitivamente. nella diaspora che seguí la guerra giudaica del 70 n. etc. perseguitati e oppressi. bensí l’uomo a costruire un dio simile a se stesso. e. onnisciente e onnipotente”.. nei fatti risulta. quasi che fosse divenuto un trastullo. da stabilirne addirittura i confini: «quando entrerete nel paese di Canaan.. 9. costretti a fare marcia indietro. Quest’uomo libererà il mio popolo dai filistei» (I Sm. Promette a Mosè: «di te farò una grande nazione» (Es. i quali. 10) − mentre nella realtà gli ebrei non saranno mai un popolo compatto. invece ... fregandosene altamente di ogni decisione che avesse potuto prendere il dio creatore del cielo e della terra. perché i cananei. Un illogico e superficiale [Dio si rivolse cosí a Mosè:] «ho osservato questo popolo e ho capito che è duro di cervice.. Quale dio poteva essere concepito da un popolo frustrato e represso. quando invece questi si mostreranno sempre tanto piú potenti da distruggere ripetutamente Gerusalemme e il tempio. nessun libro.. con i loro difetti. domani ti manderò da un uomo della terra di Beniamino che tu ungerai re. E mente ancora quando promette a Davide che la sua casa e il suo regno saranno saldi per sempre davanti a lui e il suo trono sarà reso stabile per sempre (II Sm.] da Cazar fino a Sefam [.IL DIO DELLA BIBBIA Come si e detto e come va ripetuto. 16) − quando invece crollerà dopo appena ottant’anni.. trova la piú ampia conferma nel dio della Bibbia.. dimostrandosi di gran lunga piú saggio e riflessivo di lui. Cento volte ripete che sterminerà i nemici d’Israele. potrà mai dimostrare al pari della Bibbia come non sia stato dio a creare l’uomo a propria immagine e somiglianza. se non un dio impastato di odio e di vendetta? Basta leggere soltanto alcuni passi della Bibbia per comprendere quanto gli ebrei travasarono nel loro dio se stessi.] girerà fino al torrente d’Egitto e finirà al mare [. che rimarranno saldamente proprietari della loro terra. Ora lascia che la mia ira si accenda contro di loro e li distrugga». neanche il piú ateo. disse a Samuele: «siccome mi sono commosso al grido di dolore del mio popolo. Promessa che si rivelerà del tutto falsa: gli ebrei non riusciranno mai a dominare i filistei. Parla come un geometra che rettifica i confini per un rogito. rimarranno a fare i nomadi al servizio di un dio che continuerà a ingannarli con promesse che non manterrà mai . primitivo. carico di collera verso un’umanità che riteneva responsabile delle sue proprie sofferenze. la loro ottusità di popolo isolato. lo consigliò di calmarsi dicendogli: «perché vuoi distruggere il tuo popolo ora che lo hai liberato dall’Egitto? Cosa diranno gli egizi 34 .] Partendo dal mar Mediterraneo traccerete una linea fino al monte Or [. mentre a parole viene proclamato “essere perfettissimo. oscurantista.. ma sempre dei fuggiaschi... la loro ignoranza di pastori erranti. per disperdersi poi.] poi la frontiera scenderà lungo il Giordano».] si estenderà lungo il mare di Gennesared [..32. dopo aver deciso di eleggere Saul re degli israeliti. Dà cosí per certo al suo popolo che la terra che ha promesso sarà realmente sua. L’espressione «dimmi chi sei e li dirò chi è il tuo dio». Un millantatore e bugiardo [… Il] signore. 7.. In ogni riga c’è la dimostrazione dell’antropomorfismo del dio della Bibbia che. che viene citata per sostenere l’antropomorfismo divino. questa sarà la vostra terra: la frontiera meridionale partirà dall’estremità del mar Morto [. Mosè. ma è un rogito che rimarrà sempre nel mondo dei sogni.

3).Sm. non ci volle far passare nel suo paese perché il signore gli aveva reso inflessibile e ostinato il cuore per metterlo nelle nostre mani. figlio di tuo padre o figlio di tua madre. sia da portarsi piú come dimostrazione di ridicolo che di crudeltà. Desisti dalla tua ira e abbandona il proposito di fare del male al tuo popolo» E il signore. su un carro tirato da buoi. Il fatto avviene durante una delle tante marce di trasferimento di questi nomadi che procedevano portandosi sempre dietro.] Ancora un esempio. [ … Samuele disse a Saul:] «il signore mi ha inviato per dirti: va e colpisci Amalek e tutto quello che gli appartiene. da artiglieria aria-terra. Mentre questi scappavano davanti a Giosuè il signore lanciò contro di loro dal cielo grosse pietre e molti morirono. Uno spietato e violento [Basti citare soltanto qualcuno degli innumerevoli fatti che lo dimostrano:] cosí disse il signore al suo popolo: «qualora il tuo fratello. tu devi ucciderlo: la tua mano sia la prima a metterlo a morte. abbandonò il proposito di nuocere al suo popolo (Es. bambini e lattanti» [e Saul obbediente eseguí la strage] ( I. Lapidalo e muoia perché ha cercato di trascinarti lontano dal signore tuo dio che ti ha fatto uscire dall’Egitto. alzata la mano sopra il fratello. armato dal signore. che erano venute già come grandine. l’ultimo. Isacco e Giacobbe. (Anche il peggiore dei criminali lo vedremmo impallidire di fronte a questo dio!) Subito dopo l’uscita dall’Egitto. 16). lo uccise (Gn. ai quali hai assicurato che da loro sarebbe derivata una posterità numerosa come le stelle del cielo. compreso l’errore che avrebbe commesso. C’è un passo poi della Bibbia (Gn. 30 . re di Chesbon. ma uccidi uomini e donne. Caino ne fu molto irritato e. Qualora tu senta dire di una delle tue città che il signore dio tuo ti dà per abitare [quando mai?] che uomini iniqui sono usciti in mezzo a te e si servono altri dei. Chi può essere il vero responsabile della morte di Abele se non dio stesso. ha creato il movente per l’assassinio? Soltanto un padre superficiale e stolto si sarebbe comportato come lui. superando se stesso. o tuo figlio o tua figlia o tua moglie che riposa sul tuo petto o l’amico che è come te stesso ti istighi a servire altri dei che non sia io.10) in cui dio. furono piú di quanti ne avessero uccisi gli israeliti con la spada. 15). tutte le donne e tutti i bambini della città dí Og in Bassan (Dt. 2.7. Giosuè. su incitamento del signore. che.quando sapranno che tu hai fatto perire il tuo popolo dopo aver fatto tanto per liberarlo? Ricordati di quello che hai promesso ad Abramo. cosí. la prima cosa che pensò dio fu quella di usare il suo popolo per eseguire stragi e genocidi. ostentando predilezione per l’uno e avversione per l’altro dei suoi figli: dio gradí Abele e la sua offerta. votammo allo sterminio tutti gli uomini. Il signore disse a Mosè: «sterminerai tutti i popoli che il signore dio tuo ha promesso di consegnarti e il tuo occhio non li compianga» (Dt. Coloro che morirono per le pietre. ma non gradí Caino e la sua offerta. attaccò i nemici e li mise in fuga. quell’«arca» in cui avevano collocato le leggi ricevute da Mosè sul monte Sinai. 32). 6). con l’uomo il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo e ogni carne in cui è alito di vita».3. interviene direttamente nelle stragi. dio disse: «sterminerò dalla terra l’uomo che ho creato. circa la crudeltà insulsa del dio della Bibbia. non lasciarti prendere da compassione per lui. Pentitosi di aver creato l’uomo. suscitando la gelosia di Caino. lanciando personalmente sassi contro i nemici del suo popolo prediletto. partí con tutti i prodi guerrieri. E. allora tu voterai allo sterminio questa città e passerai a fil di spada tutti gli abitanti compreso il loro bestiame» (Dt. 35 . lo votammo allo sterminio. 13). [Ma credo che questo intervento. Come conferma della sua natura malvagia possiamo citare ancora degli episodi in cui è lo stesso dio a creare i presupposti per le stragi: ma siccome Sicon. 4.

il tuo unico figlio che ami. personalmente. va nel territorio di Moira e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò». presso l’arca di dio (Sm. Fermando il braccio di Abramo nell’attimo in cui sta per vibrare il colpo alla gola del figlio. e Mosè obbediente uccise tutti i maschi. come un San Tommaso che non crede se non tocca con mano. sono da preferirsi i primi. per sapere se Abramo gli fosse veramente obbediente. di aver estratto un coltello e di averlo alzato su di lui con la determinazione di ucciderlo. Come può un uomo dimenticare di aver disteso e legato il proprio figlio su una catasta di legna. annegandolo. L’ira del signore si accese contro Uzza perché aveva osato toccare la sua dimora. Abramo fece ciò che il signore gli aveva detto. dio non ha certo evitato quel trauma che poi penderà sulla vita di entrambi. il dio degli eserciti. tutti i loro greggi e ogni loro bene. che conosce anche i segreti piú intimi di ogni uomo. quando il signore. Davide e tutta la casa d’Israele facevano festa davanti al signore con tutte le loro forze. mi limito a quanto riportato. fece prigioniere tutte le donne di Madian e i loro fanciulli. 2. figli di Abinabab. Accatastò la legna. Scatena una peste su Gerusalemme per punire Davide. conducevano il carro. ci stese sopra il figlio legato e già aveva alzato la mano con il coltello. e come può lo stesso figlio dimenticare il proprio padre che è sul punto di vibrargli una coltellata? Un assurdo che soltanto le menti piú malate possono concepire. facendo però presente che. non possiamo ignorare le conseguenze che esso recò in questi due poveri disgraziati. Non quando furono giunti all’aia di Nacon. con canti e con cetre. vittime dell’ottusità di un dio che. gli fermò il braccio dicendogli di sospendere il sacrificio. se consideriamo con quanta leggerezza distribuiscono crudeltà e morte durante tutto il racconto biblico. sistri e cembali. Detronizza Saul re d’Israele. timpani. 6). Uzza e Achio. Dio lo colpí per la sua colpa e egli morí sul posto. ne ho contati oltre una ventina. perché risulterà essere differente da come lo aveva immaginato. Uzza stava presso l’arca di dio e Achio precedeva l’arca. Visto che a citare tutti gli atti di vendetta di dio riportati nella Bibbia sarebbe un lavoro troppo lungo.Davide radunò di nuovo tutti gli uomini migliori d’Israele. e gli israeliti appiccarono il fuoco a tutte le città (Nm. ordinandogli di uccidere il proprio figlio Isacco. Un insicuro che ha sempre bisogno di prove Questo dio onniveggente. Isacco. perché qualche volta si riposano! Un vendicativo [Il signore disse a Mosè:] «compi la vendetta contro i madianiti secondo quanto ti ho detto». 31). Uzza stese la mano verso l’arca di dio e vi si appoggiò perché i buoi la facevano piegare. dopo aver riscontrato che non è riuscito come avrebbe voluto. ma. arpe. Un dio che ignora il futuro Crea l’uomo e. convinto della sua obbedienza. decise un giorno di metterlo alla prova. Per commentare questo fatto basti dire che Davide stesso fu cosí terrorizzato da tanta pazzia che si rifiutò di far entrare l’«arca» a casa sua. Anche se per la Bibbia l’episodio si conclude qui. per soddisfare un capriccio. in numero di trentamila e partí con tutta la sua gente da Baala di Giudea per trasportare l’arca di dio. rendendosi conto che la peste pro36 . tanto che la fece portare a casa di un certo Obed-Edom di Gad. Il signore disse ad Abramo: «prendi tuo figlio. con la soddisfazione di un dio che si rallegra della fedeltà del suo servo Abramo. Menti forse piú stupide che cattive. lo distrugge. i cattivi e gli imbecilli. È proprio vero che tra le due categorie che provocano del male. e depredò tutto il loro bestiame. ha reso un padre il potenziale omicida del proprio figlio. Posero l’Arca di dio sopra un carro nuovo. che siede su di essa con i cherubini.

La stessa compassione che si prova verso il suo rappresentante in terra. carico di merletti dorati e di arabeschi. quando attraversa una piazza affollata seduto su uno scanno portato a spalle. Da esso salirà un profumo soave alle narici del signore che osserva tutto da sopra la nuvola dove risiede» (Lv. Per avere un’idea di chi fosse il dio della Bibbia in rapporto alla sua superficialità e vanità. di buoi. di pecore e di capre. Il signore disse a Mosè:] «va a riferire al faraone che se non lascia andare via il mio popolo io lo colpirò con dieci piaghe».] farai venti assi. Non offrirete al signore un animale con i testicoli ammaccati o schiacciati o strappati o tagliati» [etc. e le sue descrizioni sono cosí farneticanti nei dettagli da ridurre tutto a una comica grottesca. (E sant’Agostino dice nelle Confessioni di non sapere a cosa pensasse dio prima della creazione!) Né finisce qui. dio esigerà la perfezione degli animali che gli saranno offerti in sacrificio.. . Tutto a base d’oro. lo minaccia di inviargli dieci calamità. ci porta a provare della compassione per questo essere supremo. 27. e continua: «se l’offerta è un olocausto di uccelli io preferisco tortore o colombe. continua con un’esigenza maniacale a descrivere come vuole l’altare.». 25. d’argento. dividerà il volatile in due metà ma senza separarlo lo metterà sulla brace dove sarà cotto a fuoco lento.. di porpora rossa e di scarlatto. dichiarato onnisciente e perfettissimo. piú che farci ridere. …] cinque teli saranno uniti l’uno all’altro [. 1. Il sacerdote dopo averli uccisi aprendogli la testa con l’unghia. tutti d’oro che si uniranno ad anelli di smeraldo [. durante quei tre mesi nei quali. Un ambizioso. E dopo una pagina di dettagli tanto sciocchi e superflui da far impallidire le dive piú capricciose e viziate del cinema. perché con la stessa pignoleria. 29 e 30). il recinto che lo circonda. di pietre preziose e sete pregiate.. E cosí continuando si prolunga nei dettagli. senza difetto. (A pensare che ci sono ancora persone che credono a certe stupidaggini c’è da rabbrividire!) Un ricattatore [Per costringere il faraone a lasciare libero il suo popolo.. 14). una comica che... D’altronde. tra lampi e tuoni. 26. gli dettò le leggi:] «la mia dimora la farai dí bisso ritorto. sul monte Sinai. toglierà il gozzo con le sue immondezze.]».] farai cordoni di porpora viola [etc. i paramenti dei sacerdoti che dovranno incensarlo e riverirlo. gli oggetti per le cerimonie. Vi farai figure di cherubini. 28. Il signore disse ancora a Mosè: «i teli degli altari saranno lunghi venti cubiti e larghi quattro [etc. la troviamo nella Bibbia con un’impressionante frequenza..] la parte in eccedenza la farai ricadere sui due lati della dimora [. vanitoso e amante di adulazioni e lusso [Dio disse a Mosè. tanto da riempire sei capitoli del libro Genesi (esattamente i capp. lavoro d’artista ... ordina allo stesso angelo a cui aveva comandato di scatenare l’epidemia di sospenderla − «il signore si pentí»: l’espressione «si pentí» che non può dimostrare altro che un dio insicuro e fallace. che il ripensamento faccia parte della natura di dio ci viene dimostrato ogni volta che egli sovverte i suoi programmi per concedere grazie a coloro che lo supplicano con le preghiere.. di porpora viola. Il signore scese dalla nuvola [non c’erano ancora i telefonini] e avvicinatosi a Mosè gli disse: «un olocausto per essermi gradito deve essere maschio. riporto qualche riga tratta dal capitolo degli «Altari». Una scenografia che sicuramente aveva tenuto impegnato dio da lungo tempo .].. Non mi offrirete nessuna vittima cieca o storpia o mutilata o con ulcere o con la scabbia o con piaghe purulente.duce danni superiori a quelli che aveva previsto.. 37 .

il signore. [Il signore disse a Mosè:] «un’altra mia legge è questa: Quando uno deve soddisfare un debito. la mia collera si accenderà e vi farò morire di spada: le vostre mogli saranno vedove e i vostri figli orfani». questo dio userà lo sterminio e la violenza per dimostrare la propria grandezza! Uno schiavista [Il signore disse a Mosè:] «Quando tu avrai acquistato uno schiavo ebreo. E cosí ancora una volta. cinquanta sicli d’argento. lo farà accostare al battente o allo stipite della porta e gli forerà un orecchio con la lesina. Lo stesso sarà fatto per le proprietà e le case che saranno stimate dal sacerdote secondo il loro valore. etc. indurendo il cuore del faraone. libro che esalta un dio padre-padrone che autorizza i genitori a vendere i propri figli anche in un’età compresa da un mese a cinque anni per pagare i loro debiti e che considera la donna la metà del valore dell’uomo. potrà farlo aggiungendo un quinto al prezzo a lui versato» (Lv. Ma la parte piú sconcertante di tutta questa storia la troviamo nel fatto che egli stesso. Se è entrato solo. figlio del sacerdote Aronne. figlio di Eleazaro. Fines. senza riscatto. Se il suo padrone gli ha dato moglie e questa gli ha partorito figli o figlie. allora il sacerdote ne farà la stima. Se ella non piace al padrone. Secondo questo dio amoroso e pieno di giustizia. e Mosè dette ordine: «ognuno di voi uccida dei suoi uomini coloro che hanno aderito al culto di Baal-Peor». la tua stima sarà di quindici sicli per un maschio e dieci per una femmina. (In altri tempi e luoghi sarebbe stato insignito sul campo del grado di capitano delle S. Dio si congratulò con Eleazaro. La stima sarà fatta in proporzione ai mezzi del debitore. E il flagello cessò tra gl’israeliti. per quello che aveva fatto. prese in mano una lancia e trafisse nel basso ventre un uomo e una donna che avevano adorato Beal-Peor. si alzò in mezzo alla comunità. Dai sessanta anni in su. Un collerico e criminale Dio disse a Mosè: «se non farete ciò che voglio. Non dimentichiamo che questo è il libro-base dell’insegnamento seguito dalle scuole cattoliche. al sole. Di quel flagello morirono ventiquattromila. la donna e i suoi figli saranno proprietà del padrone ed egli se ne andrà solo: Ma se lo schiavo dice: io sono affezionato al mio padrone. chi aveva un debito poteva estinguerlo vendendosi come schiavo. la farà riscattare.E il ricatto si ripete inesorabilmente per dieci volte. la tua stima sarà di cinque cicli d’argento per un maschio e tre cicli d’argento per una femmina.) 38 . ella non se ne andrà come se ne vanno gli schiavi. Il signore disse a Mosè: «prendi tutti i capi del popolo e fa appendere al palo i colpevoli. per la stima che dovrai fare alle persone che si offriranno come schiavi attieniti a queste regole: per un maschio dai venti ai sessant’anni. perché la mia ira ardente contro Israele si possa placare». Se colui che ha fatto debito è troppo povero per potersi riscattare. «lo indurirò il cuore del faraone [è dio che parla] in maniera che rifiutandosi di liberare il mio popolo io possa dimostrare la mia potenza attraverso i flagelli che invierò all’Egitto». che per ciò non la prende come concubina. però può darla come concubina a suo figlio». crea i presupposti affinché il faraone non faccia ciò che Mosè gli avrebbe chiesto. Se poi uno vuole riscattare se stesso prima di avere pagato il debito con la schiavitú. egli ti servirà per sei anni e nel settimo potrà andarsene. non voglio andarmene in libertà. se era coniugato sua moglie se ne andrà con lui. Dai cinque ai venti anni la tua stima sarà di venti sicli per un maschio e dieci per una femmina. E ancora – è sempre il signore che parla a Mosè: «quando un uomo venderà sua figlia come schiava. allora il padrone lo condurrà davanti a dio.S. Da un mese a cinque anni. quegli sarà suo schiavo per sempre». figlio del sacerdote Aronne.27). uscirà solo. Israele aderí al culto di Baal-Peor e l’ira del signore si accese contro Israele. invece per una donna la tua stima sarà di trenta sicli. a mia moglie e ai miei figli.

Gli ebrei. perché un simile mostro. dei pesci.). solo manna. dei cocomeri. Lancerò contro di te la maledizione su ogni cosa su cui metterai mano. Di fronte a tanta pazzia si può solo dire che l’unica attenuante che può avere dio è di non esistere. 4. Un incoerente e contraddittorio [Punisce con la morte i rapporti sessuali tra parenti:] «se uno ha rapporti con la madre. delle cipolle. 15). 28. Si misero a mangiarle e avevano ancora la carne fra i denti quando il signore. generarono popoli e nazioni. la nostra vita inaridisce. Chi ci darà carne da mangiare? Ci ricordiamo della carne. che dopo l’Esodo erano ritornati al nomadismo nel deserto del Negheb. La pioggia di sabbia e polvere scenderà su di te finché non sarai distrutto [. con la febbre. 11 e ss. E Mosè disse: «Ma dove prenderemo tutta questa carne se il popolo conta piú di seicentomila persone? Non ce ne sarà abbastanza neppure se uccidessimo tutte le pecore e le capre che abbiamo». per ordine del signore. non ne possiamo piú. stanchi di mangiare manna tutti i giorni tanto da rimpiangere i cibi dell’Egitto. Mentre condanna a morte i fratricidi. Allora Mosè disse agli israeliti: «questo il signore ha ordinato: alle figlie sarà proibito maritarsi con uomini che non siano della tribú dei loro padri. compresa la loro situazione. dei meloni e dei porri che mangiavamo gratuitamente in Egitto. minacciando di durissima condanna chiunque avesse osato punirlo per l’omicidio commesso: «chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte» (Gn. la siccità e il carbonchio. Maledetto sarà il frutto del tuo seno e del tuo suolo. con la sorella. Il popolo si alzò e tutto quel giorno e tutta la notte e tutto il giorno dopo raccolse quaglie. stabilisce leggi che ostacolano l’unificazione delle dodici tribú. Mentre vuole che il suo popolo rimanga compatto per diventare una grande nazione. dopo aver basato la prolificazione della razza umana sull’incesto:] Adamo ed Eva ebbero Caino e Abele ed altri figli maschi e femmine che. ti colpirò con la consunzione. se veramente esistesse. Ti farò attaccare la peste.] diventerai pazzo per ciò che i tuoi occhi dovranno vedere». Ogni fanciulla si mariterà a uno che appartenga a una famiglia della tribú di suo padre perché nessuna eredità passi da una tribú all’altra. con la matrigna o con la nuora. (Dt. che portò quaglie dal mare e le fece cadere nell’accampamento. i nostri occhi non vedono che manna e io. io preferisco morire». Il signore rispose: «dirai cosí al popolo: santificatevi e domani avrete carne. accoppiandosi tra loro. per cinque o per dieci e non per venti giorni ma per un mese intero finché non vi esca dalle narici e vi venga a noia». tu dirai ad Aronne: prendi il bastone e gettalo davanti al faraone e diventerà serpente». non per due. si rivolsero a Mosè che. Condanna i maghi alla morte: «non lascerai vivere chi pratica la magia». con l’arsura.Dio disse a Mosè: «se non obbedirai alla mia voce ti raggiungeranno tutte queste maledizioni: maledette saranno la tua casa e la tua madia.. come tutto il tuo popolo. 39 . saranno entrambi messi a morte e si bruceranno con il fuoco» (Lv. non potrebbe che essere condannato a morte. garantisce l’incolumità a Caino. andò dal signore e gli disse: «signore. Nessuna eredità tra gl’israeliti potrà passare da una tribú all’altra. E poi egli stesso ne fa uso per raggiungere i suoi scopi: [il] signore disse a Mosè: «quando il faraone vi dirà: fate un prodigio in vostro sostegno. 9 e ss. Ne mangerete non per un giorno.).. sdegnato per tanta ingordigia. Intanto si era alzato un vento. [E la stessa cosa dopo il diluvio per popolare una seconda volta la terra:] dio benedisse Noè e i suoi tre figli con le loro spose e disse loro: «siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra». Il signore rispose a Mosè: «Credi che il mio braccio si sia raccorciato? Ti mostrerò io come realizzerò la promessa». 15). etc. ma ciascuno degli israeliti si terrà vincolato all’eredità della tribú dei suoi padri. Se intendi trattarci ancora cosí facendoci mangiare manna. fece venire a tutti un colera che decimò il popolo ebreo (Nm. con l’infiammazione. [Queso. L’incoerenza del dio perfettissimo diventa addirittura ridicola nella storiella delle quaglie. giorni.

se questi guardava il serpente di rame restava in vita. quella che questo dio dimostra continuamente in tutta la Bibbia. Ma se non vuole la pace che gli offrí. Sarai partorí un figlio a cui Abramo dette il nome di Isacco (Gn. come nel caso di Isacco che aveva per moglie una certa Rachele. si misero in marcia. deboli e magri come cadaveri ricoperti da grezzi tessuti di lana e da pelli di pecora. Le donne e i bambini li prenderai come preda». 40 .(Non ci sono parole per commentare un’azione simile!) La Bibbia dice che. anziché contattare il marito. Se accetta la pace e apre le porte . L’elenco dei padri putativi continua con Manoach di Zorea. gli ebrei che si salvarono levarono le tende e partirono per Casrerot. Praticamente il concetto che il signore ha della pace è quello espresso nell’intimazione “o la borsa o la vita!”. ma concepirai e avrai un figlio». Rimasta incinta. Mosè fece un serpente di rame e lo mise sopra l’asta. Mosè supplicò il signore di avere pietà per il suo popolo. Sporchi come neppure la piú fervida fantasia possa farceli immaginare. abbia un debole per le donne sterili. con cui concepisce gli eroi designati a glorificare la sua grandezza. Ancora una volta si lasciavano dietro un’ecatombe di morti ammazzati da un’epidemia voluta dalla giustizia di dio. donna attraente ma sterile. con gli occhi semichiusi dalle incrostazioni dei tricosoma e con quell’eterna blenorragia che perennemente colava purulenta dalle vagine e dai membri. tu sei sterile e non hai mai avuto figli. mentre promette che lo renderà numeroso come le stelle del cielo e i granelli della sabbia del deserto. mettilo sopra un’asta. Il signore la visitò e la donna partorí un maschio a cui fu dato il nome di Sansone. Praticamente dio fa ricorso a un idolo per combattere se stesso! Ma l’incoerenza maggiore. Sara. quel popolo a cui. 21). un cimitero di cadaveri e un mare di merda impastata dai pioli con la sabbia del deserto. Mentre impone agli ebrei che seguono gl’idoli “pagani” la pena di morte. lo guarderà resterà in vita». fu la prima donna sterile a concepire un figlio per opera di dio. preferí rivolgersi direttamente alla donna attraverso un messaggero d’amore: il signore inviò alla moglie di Manoach un angelo che le disse: «ecco. Il signore disse a Mosè: «fatti un serpente. Il bimbo crebbe e il signore lo benedisse. invia continuamente epidemie e morti d’ogni genere. il signore visitò Sara e fece a Sara ciò che aveva promesso. tutti gli abitanti che sono in essa ti saranno tributari e ti serviranno. quando un serpente aveva morso qualcuno. Questa volta il signore. quell’onnipotente e perfettissimo che li aveva decimati con un colera per aver mangiato troppe quaglie. chiunque. questo signore degli eserciti. il signore. allora la assedierai e quando il tuo dio te l’avrà data nelle mani tu ne colpirai a fíl di spada tutti i maschi. Affinché tutto si svolgesse nella maniera piú leale. forse per una raffinatezza acquisita con il tempo. Un’altra incoerenza si trova nel concetto che il signore ha della pace: [Il signore disse al suo popolo:] «quando ti avvicinerai a una città. che aveva anche lui una moglie sterile. dopo il colera. dopo aver ringraziato il dio creatore del mondo. Il successo che il signore riscosse come visitatore di donne sterili fu tanto che furono gli stessi mariti a rivolgersi a lui affinché fecondasse le loro mogli. poiché lui è il solo e unico dio che debbono riconoscere. Un consolatore di donne sterili È fuori discussione che il signore degli ebrei. moglie di Abramo. dice a Mosè di costruire un idolo a forma di serpente: [il] signore per punire il suo popolo mandò serpenti velenosi che mordevano la gente e un gran numero d’israeliti morí. usata dai delinquenti quando puntano la pistola a scopo di rapina. dopo essere stato morso. si manifesta ogni volta che stermina il suo popolo. prima di visitare la donna lo disse al marito che si mostrò felice di divenire padre putativo di un figlio di dio: secondo quanto aveva annunciato. prima di attaccarla le offrirai la pace.

brevemente accennerò a come la Chiesa li intende attraverso il gesuita Sanchez. Finché ho camminato ora qua e ora là. [… Il] signore apparve al profeta Natan e gli disse: «va. Che il dio degli ebrei sia un dio frustrato appare evidente ancora quando. dal momento che io non conosco come finí la discussione. assisterlo contro i nemici. sono venuto ad annunciarti che il signore visiterà tua moglie ed essa non sarà piú sterile.) Tralasciando tutte le stupidaggini contenute nel capitolo riguardanti le condizioni da cui si fanno dipendere le nascite dei capostipiti delle dodici tribú ebraiche. sfamarlo con cibo dal cielo. in un padiglione. essendo eterno.Isacco supplicò il signore per sua moglie e il signore lo esaudí. E cosí. e fu chiamato Esaú. che li aveva fatti uscire dal paese d’Egitto. che divenne la madre di Giuseppe viceré d’Egitto. dio dei loro padri. ho forse mai detto a 41 . Per avere una risposta. 25). Dopo quei giorni Elisabetta concepí un figlio che fu chiamato Giovanni Battista. n. divinità cananee. quale autorevole teologo pose quesito interrogativo: «la vergine Maria produsse dello sperma allorché si uní con lo spirito santo?». in mezzo a tutti gli israeliti. per quante se ne siano dette. con il patto di alleanza tra dio e Abramo in cui il signore dice di riconoscere il suo popolo come proprio figlio se questi in cambio lo adotta. trascorre quella prima parte della Bibbia che termina con l’occupazione della Palestina da parte di Nabucodonosor. C’era un sacerdote di nome Zaccaria e aveva in moglie una discendente di Aronne che si chiamava Elisabetta. riconoscendolo come suo unico e solo dio. fatto apposta per guidare i preti nella confessione. si lamenta con il profeta Natan. Zaccaria. cioè due gemelli: uscí il primo. Abbandonarono il signore e si misero al servizio di Baal e di Astarte. liberarlo dalla schiavitú degli egizi. io sono l’angelo Gabriele. perché da esso nacquero due eroi. deluso e umiliato. rossiccio e tutto ricoperto di pelo come un mantello di lupo. fu chiamato Gíacobbe (Gn. av. risulta evidente la disillusione che questo dio provò quando. dicendogli che non è giusto che egli continui a vivere sotto una tenda quando invece Davide si è costruito una reggia. e. ancora non si è appurato di cosa sia fatta. Perché si possa avere un’idea di come avvenivano questi accoppiamenti di dio con le varie donne. dopo la morte di Giosuè. non c’è che da chiederlo ai preti . anch’essa sterile. cosí che sua moglie Rebecca divenne incinta. Erano tutti e due in avanzata età e non avevano avuto figli perché Elisabetta era sterile.. che. alla fine dio si ricordò anche di Rachele. Dell’ultima annunciazione. che per opera sua rimangono incinte. accoppiamenti che genereranno sempre degli eroi. dichiarando di non riconoscerlo come loro dio. non può morire: gli israeliti abbandonarono il signore. nel libro della Casistica. che vede un dio guidare il suo popolo per i deserti. Se non morí d’infarto dipese solo dal fatto che un dio. e seguirono altri dèi tra quelli dei popoli circostanti. Questo accoppiamento si rivelò particolarmente fortunato. direttore del noviziato di Grenada (fine del XVI secolo). 25.. In questa simbiosi. sono andato vagando sempre sotto una tenda. riferisci al mio servo Davide facendogli presente che io non ho mai abitato in una casa da quando ho fatto uscire gli israeliti dall’Egitto fino a oggi. gli israeliti si sparsero per i territori della Palestina. Un angelo del signore apparve e Zaccaria e gli disse: «non temere. parlerò in seguito quando spiegherò come e quando furono elaborati i Vangeli. quella che si riferisce alla nascita di Gesú. in un continuo di accoppiamenti tra il signore e le donne sterili. Se non lo sanno loro! Un disilluso e frustrato La storia del popolo ebraico comincia nel XX sec. (Questo particolare del pelo che presenta uno dei due gemelli potrebbe servire per conoscere quella natura del padre che. Subito dopo uscí il secondo e teneva in mano il calcagno dí Esaú. Ma questo sistema di ricorrere a concepimenti divini per costruire figure di eroi verrà riutilizzato nel Nuovo testamento per dare vita a quell’eroe che sarà il precursore di colui che sarà il prediletto sopra tutti gli altri: Gesú.

usando il seme del marito di quest’ultima. D’altronde. partorisse un figlio per lei. unisciti alla mia schiava: forse da lei potrò avere dei figli che considererò come miei dal momento che vengono dal tuo seme». meschinità. c’è un passo della Bibbia che riconosce come cosa giusta che una donna feconda possa “affittare” il suo utero per soddisfare il desiderio di maternità di un’altra donna che non può avere figli. tutto è dipeso da lui che. Infatti. prima che il signore la visitasse e quindi la rendesse fertile. se il suo popolo non gli ha edificato una casa. magari del vostro peggiore nemico che. Davide ascoltò Natan e tanto si commosse che. se ne è costruito uno tutto suo espressamente per distruggere voi? 42 . cominciò a costruire la casa al suo dio. Questo è il dio della Bibbia. rimasta incinta. è ancora in cerca di una dimora fissa che gli permetta di godersi il meritato riposo. li ha costretti a vivere sempre da nomadi. Prima di chiudere questo capitolo voglio dire che. adattandola alla vostra natura. 7. a sua volta. risulterà essere uguale a voi. era ricorsa alla schiava Agar perché. crudeltà. fecondata da Abramo. comunque non si può restare impassibili di fronte alla protesta di un dio che. A parte il fatto che. risulterà sempre e comunque una vostra costruzione. 16). partorí un figlio per conto di Sara» (Gn. tra tante superficialità. L’esempio ci viene da Sara. cioè quel tempio di Gerusalemme. Se il vostro non dovesse corrispondere a questo. non mantenendo la promessa di dare agli ebrei una terra. [Sara disse ad Abramo: «il] signore mi ha impedito di avere prole. ho comunque trovato qualcosa di positivo nella Bibbia. che però non riuscí a portare a termine perché troppo preso a fare stragi e a fottersi le donne degli altri. dopo le fatiche sopportate durante i sei giorni della creazione.qualcuno dei giudei. dopo aver chiesto scusa e perdono. a cui avevo comandato di pascere il mio popolo d’Israele: perché non mi edificate una casa di cedro?» (2 Sm. che. Dio benedisse questa unione e al figlio che nacque fu dato il nome di Ismaele. Mi riferisco al fatto che essa ammetta nella sua morale che una donna fertile possa partorire per conto di una donna sterile. una costruzione che. 5). moglie di Abramo. come potreste usarlo per soddisfare i vostri bisogni se fosse il dio di un altro. per quanto possiate averlo concepito differente. Abramo si uní alla schiava Agar che.

determinarono nei secoli successivi l’evoluzione religiosa ebraica. e distruttala. se presero il nome di samaritani. fu soprattutto per ricusare quel passato di predoni e di razziatori che veniva associato alla parola «ebrei». le mogli del re. assimilando i costumi e il pensiero dei popoli che li ospitavano. e. i giudei reagirono all’invasione di Nabucodonosor attaccando le sue milizie con azioni di guerriglia. cioè tutti i capi. in numero di settemila (II Re 24. esattamente nel 586 av. degli aramei e di tutti quei popoli che li consideravano degli invasori abusivi. 14). eleggendo come loro capitale la città di Samaria. la maggior parte degli ebrei lasciarono la Giudea. che vedeva i giudei nella parte di perseguitati. che vedeva le comunità samaritane divise da quelle del Sud. continuando a depredare e razziare i territori della Giudea. allorché. terminò quando. presero a loro volta a inveire contro di loro. tanto che continuarono a chiamarli «bastardi» nei secoli che seguirono a causa dei matrimoni che avevano contratto. come conseguenza.GLI EBREI DOPO L’INVASIONE ASSIRA DELLA PALESTINA DEL NORD L’annessione della Palestina all’Assiria. in antitesi a quelle adorate dalle tribú del Sud nel tempio di Gerusalemme. la madre del re. sia da parte dei caldei. tutti i prodi in numero di diecimila. un secolo e mezzo dopo. ponendo fine alle scorribande e ai conflitti che si protraevano da secoli. i suoi eunuchi e le guide del paese. cercando riparo nelle altre nazioni. le maggiori autorità politiche e religiose e tutti coloro che economicamente e intellettualmente rappresentavano l’élite della società giudaica. dei moabiti. oltre che dei predoni. La rivolta giudea andò avanti per quindici anni circa. Deportò in Babilonia il re loachin. Approfittando della libertà che Ciro il Grande concedeva a tutti i popoli facenti parte dell’Impero persiano di mantenere 43 . Conquistata Gerusalemme. che seguitarono ad accettare il dominio babilonese come avevano precedentemente fatto con l’Assiria. tribú che. rimanendo fedeli alle loro usanze e leggi ataviche. un clima di distensione tra le tribú ebraiche e i popoli indigeni. dove si era asserragliato l’esercito giudaico. dalla quale. Nabucodonosor. attentati e imboscate. cioè fino a quando Nabucodonosor decise di attaccare queste bande di predoni con il grosso dell’esercito in maniera definitiva. rimase soltanto la gente povera. radendola letteralmente al suolo. Confermarono questa volontà erigendo un tempio sul monte Carazin per le loro divinità. stando a quanto dice la Bibbia. contrariamente ai samaritani. tradimento per essere entrati in connivenza con i popoli indigeni – connivenza che le tribú della Giudea non perdonarono mai. tutte le tribú si raggrupparono in un solo popolo. in seguito alla sconfitta subita dal regno babilonese da parte dei persiani. tutti i falegnami e i fabbri. sia pur nella maniera piú pacifica e rispettosa delle altrui leggi. Questa situazione. Tutti gli uomini di valore. per un totale complessivo.. inviò a Babilonia come prigionieri i capi della resistenza. Nabucodonosor deportò tutta Gerusalemme. Come era da prevedersi. invase la Giudea. di circa ventimila persone. annettendo tutta la Palestina al Regno di Babilonia. portò. ebbe termine cinquant’anni dopo. in seguito alle vittorie riportate sull’Assiria. che intendeva liberarsi definitivamente di loro. per essersi sottoposti al dominio assiro. Questa situazione. degli ammoniti. accusandoli di viltà e di tradimento: viltà. Ridotti cosí a cercare la salvezza attraverso la fuga. gli ebrei continuarono a conservare la propria indipendenza di popolo. per quanto fosse completa la socializzazione che si era realizzata per ciò che riguardava le attività economiche e i rapporti pubblici. per costringerle a unirsi a loro nella lotta contro l’invasore. e alimentando un clima di terrore tra le popolazioni della Giudea. Fu in conseguenza di questa diaspora – la prima che si verificò nella storia ebraica – che si formarono quelle comunità extrapalestinesi le quali. in modo di favorire una pacificazione tale da portare le parti a unirsi fra loro con vincoli matrimoniali. i prigionieri ebrei che si trovavano in Babilonia furono lasciati liberi di ritornare in Giudea. n. Alla distruzione di Gerusalemme e alla deportazione delle autorità seguí una persecuzione contro i giudei sia da parte di Nabucodonosor. Ferme nella decisione di restare unite per quell’orgoglio di razza che derivava da millenni di lotte. Ma.

sarebbero state prima o poi assorbite dai popoli presso cui si erano insediate. Ricostruita Gerusalemme. n. av. si erano sparsi nei paesi del Vicino oriente. che prometteva l’avvento di un messia davidico conduttore di eserciti. Anche se molti furono gli ebrei che ne rimasero fuori. eliminando tutte le altre divinità “pagane”. procurava ostilità e diffidenza da parte dei popoli che li ospitavano. n. limitandosi a raccontare una storia riassumibile nella costruzione di un dio senza nome. continuando a professare credenze ancestrali. caratterizzato da una solidarietà reciproca che si era connaturata in loro per via di quelle lotte secolari che aveva dovuto sostenere contro tutto il resto del mondo. mentre la comunità di Gerusalemme continuava a sostenere il dio guerriero. presero a riunirsi sotto le direttive della comunità di Gerusalemme. le comunità extrapalestinesi decisero di staccarsi definitivamente da quella di Gerusalemme per perseguire un proprio piano di unificazione pacifico. contro cui combatteva la comunità di Gerusalemme. La potenza degli imperi. che riconosceva in Gerusalemme la guida ideologica. che sarebbe venuto dai loro antenati. poi quello macedone fondato da Alessandro Magno. confermata dai continui fallimenti delle rivolte. nel racconto di lotte sostenute per conquistare una terra la cui proprietà veniva da una promessa fatta dal creatore del mondo –. tanti furono quelli che. decisero di darsi un dio che. Avendo compreso durante la prigionia quanto fosse determinante per l’unità di un popolo la riunione sotto un unica credenza religiosa. nella formazione di un popolo che si era costituito in seguito alla liberazione di una schiavitú. Cosicché. resesi conto di quanto fosse utopico conquistare la Palestina attraverso l’uso delle armi. organizzando assemblee nelle quali venivano discussi i temi e si sviluppava la propaganda di diffusione della nuova ideologia yahvista.i propri culti e le proprie tradizioni. il quale. affidandola ad attivisti procacciatori di proseliti. Fu a questo punto della loro storia. In questa organizzazione. che intendevano riappropriarsi di quelle terre su cui i loro antenati avevano operato da predoni e tiranni. In pratica cercarono di convincere le varie comunità ad abbandonare gli idoli atavici. Efeso in Asia minore e Damasco in Siria. si opposero al programma rivoluzionario giudeo. le principali furono quelle di Alessandria in Egitto. la divulgarono nelle varie comunità. era troppo grande perché si potesse realizzare un programma di conquista armata della Palestina. un dio dominante. che venne avviata la stesura della Bibbia al fine di costruirsi. Di fronte a questa evidenza. in seguito alla diaspora. Tutto ebbe inizio con un gruppo di dieci-quindicimila esaltati. è da presumersi che la scissione fra i sostenitori dell’ideologia pacifista e quelli dell’ideologia guerriera sia avvenuta agli inizi del IV sec. Anche se non è possibile stabilirlo con esattezza. prima quello persiano fondato da Ciro il Grande. non rimase insensibile al programma di riunificazione proposto dalla comunità di Gerusalemme. si unirono in una comunità a base rivoluzionaria per rivendicare un diritto di proprietà sulla Palestina. Corinto in Grecia. che avevano ritrovato in un cumulo di macerie. accettata l’ideologia monoteista. che terminavano immancabilmente con bagni di sangue. cominciarono a costruirne 44 . Tra queste comunità che cominciarono a sorgere in tutte le città del Vicino oriente e che in seguito. che avevano fino allora seguito. attraverso l’invenzione di un dio che aveva promesso una terra e l’apologia di un orgoglio di razza. per quanto volessero restare integre nel rispetto delle loro tradizioni. cioè dopo circa duecento anni da che era stata redatta la prima stesura della Bibbia. rientrati a Gerusalemme. le cose andarono avanti su questo tenore fino a quando le comunità extrapalestinesi. i presupposti necessari per fondare un movimento rivoluzionario per la conquista della Palestina. prenderanno il nome di ekklesíe. rozzo e superficiale che la comunità di Gerusalemme si era inventato con la sua Bibbia. erano le uniche su cui potevano mirare per evitare la loro scomparsa – che praticamente era già cominciata con la formazione di quelle comunità che. e. passarono all’azione.. dando il via a un programma mirante a riunire nella loro ideologia di riconquista della Palestina tutti gli ebrei. in definitiva. per sostituirli con un unico dio. Terminata la prima stesura della Bibbia – che in realtà doveva essere apparsa in forma molto ridotta.. respinto il dio obsoleto. e che. siamo alla fine del VI sec. Questo popolo. av. potesse raccogliere tutti gli ebrei sotto un solo culto. oltre a essere irrealizzabile. sotto l’occupazione greco-macedone. basato esclusivamente su un’ideologia religiosa. i giudei. le altre comunità. compresi quelli che. e.

prendiamo il Cantico dei cantici. Dunque. quindi. alle loro convenienze per dare credito a quella loro ideologia che.. capace di dare al suo popolo soltanto stragi e epidemie. di derivazione prettamente orientale. se era stato descritto nella prima stesura della Bibbia come un sanguinario. III e II av. che i redattori aggiunsero alla Bibbia un Davide frustrato. adattandoli. piangente e implorante perdono a dio per le proprie colpe. obsoleto e superficiale. La trasformazione di questo dio rozzo. si prende in esame un potere spirituale basato su una riforma religiosa come loro. facendo propri i concetti delle divinità “pagane”. affinché si comprenda bene ciò che ho detto. sia pur in forma pacifica. sarebbe apparsa troppo priva di storia per essere accettata anche dai seguaci piú ignoranti. come sfrontatamente oseranno attribuire i Salmi a Davide. dopo circa tre secoli. e. I libri scritti dalla corrente pacifista a sostegno della sua dottrina furono una quindicina. Cibele in Frigia. Iside in Egitto. Proverbi e Sapienza fu Salomone. gli spiritualisti. un impietoso esecutore di stragi. per impossessarsi del regno di Gerusalemme. in un’opera di comicità cosí paradossale da portare il lettore a riderne fino alle lacrime. spesso in maniera insensata e goffa. scritti tutti da anonimi stesori. vissuto seicento anni prima che fossero scritti. che ricopiarono. un razziatore? Fu a questo punto. 45 . usando un linguaggio licenzioso piú adatto a un Kamasutra che a un’opera religiosa. pensarono di attribuire il libro dei Salmi a Davide. nel quale si parla. improvvisata come si presentava. non sono altro che una raccolta di antichi fatti e storielle di ispirazione filosofica orientale. Esdra: escludendo ogni possibilità di costruire un potere politico temporale. passeggiava tra le tende facendo attenzione a non acciaccare gli escrementi. di un amore tra due giovani. che nei loro culti dei misteri promettevano ai seguaci una vita eterna dopo la morte. e tutte quelle correzioni.uno superiore. che il dio biblico andava completamente revisionato. Ma come avrebbero potuto attribuirgli un’opera prettamente mistica. Compreso. Questi libri. Cronache: il popolo ebreo non viene piú considerato come conquistatore di una terra attraverso una riscossa armata. la possiamo seguire attraverso i libri che furono scritti dagli esponenti della corrente religiosa ebraica nei secoli IV. Come causa dell’immenso dolore. su imitazione di quelle divinità “pagane” che si contendevano. Entrare in competizione con religioni cosí teologicamente avanzate. in un dio essenzialmente spirituale. rinnegando il suo passato. ipotesi che continuava a sostenere la comunità di Gerusalemme. avendo un dio che sedeva sopra una nuvola. tradotto anche questo da un ignoto. spirituale e ascetico. completamente ignorata dalla Bibbia nella sua prima edizione. E. Dionisio in Tracia e Mithra in Persia. quali quelli che sostenevano il dio Marduk in Babilonia. dal momento che uno degli scopi principali dei sostenitori dell’ideologia religiosa era quello di demolire la figura del messia guerriero per sostituirla con quella di un messia spirituale. marciando contro di lui. re sanguinario e spietato conduttore di eserciti. quale era stato concepito nella prima redazione della Bibbia. Basta prendere a caso soltanto qualcuno di questi libri per comprendere quanto l’ideologia guerriera espressa nella prima redazione della Bibbia si fosse trasformata in spiritualista nel giro di due o tre secoli. un fedifrago. Salmi: Davide. stavano realizzando. il predominio sul Vicino oriente. ne plasmarono uno metafisico. quale situazione poteva essere piú adatta di quella di un figlio che si rivolta contro il proprio padre? E cosí si inventarono la storia di Assalonne che contestò il padre Davide. cosí diranno che l’autore dei libri Qoelet. sarebbe stato andare incontro a un sicuro fallimento. chiede perdono a dio dei suoi peccati. ma come strumento di realizzazione di un dominio spirituale basato sulla teocrazia imposta da un popolo eminentemente religioso. che trasposero il ragazzo nella persona di dio e la ragazza nel popolo d’Israele. n. spesso. Questo libro – che nell’originale risulta essere un capolavoro di poesia amorosa tra due giovani – fu trasformato dagli ebrei spiritualisti. viene trasformato in un re umile e penitente che. un vizioso. Tanto per citare un esempio. aggiunte e censure che furono apportate in seguito sugli stessi per adattare il loro dio all’evoluzione dei concetti.

Forse il signore guarderà la mia afflizione e mi renderà il bene in cambio della maledizione di oggi». dicendo: «questo re e la sua gente hanno patito fame. che era vissuto ottocento anni prima. rivolgendosi a coloro che erano presenti all’umiliazione che pubblicamente aveva subito: «lasciate che costui mi maledica poiché egli non è che l’esecutore di un ordine del signore. e. di comune accordo.che i cristiani trarranno le profezie per redigere i loro Vangeli e le basi per costruire la loro liturgia. presi di pietà. con il capo coperto di cenere. Gli uomini di Davide tornavano da una scorrería e portavano con sé grande bottino (II Sm. ce ne sono ancora a dozzine Dalla seconda edizione: agli insulti che gli vengono pubblicamente rivolti da un certo Simei.. operata dai giudei per costruire la loro ideologia religiosa. che voleva ucciderlo: Davide saliva l’erta degli ulivi. che. salendo. che la Chiesa ha esaltato come colonna portante delle proprie “verità” e della propria “morale”. 8). i ghirziti e gli amaleciti. D’altronde era da prevedersi che nel copione fosse prevista la morte del figlio. n. tendenti a costruire la figura di un messia guerriero implacabile e impietoso verso i nemici d’Israele riportati nella prima Bibbia. Incalzato dal figlio Assalonne. 27). sono la traduzione in ebraico o in greco di antichissimi carmi orientali. come tutti gli altri libri facenti parte del Vecchio testamento. che lo chiama sanguinario e scellerato. si unirono nella rivolta dei maccabei per costruire. e. riporto alcuni passi tratti dalle due edizioni. n. nel 168 av. av. 12). tagliarono loro i piedi e le mani e li appesero presso la piscina di Ebron (II Sm. e. associando alle sofferenze di Davide la «passione» di Cristo. 22). III e II sec. per mettersi al comando dell’esercito giudaico in qualità di guerriero. in quella di un Davide santo che piange sui propri peccati. come lo volevano i rivoluzionari. E non parliamo poi della disperazione che provò Davide quando gli comunicarono che il figlio Assalonne era stato ucciso da sicari in un’imboscata tesagli nella foresta di Efraim. 18. Tutta la gente che era con lui aveva il capo coperto e. Basti ricordare ancora che i Salmi. Batteva quel territorio e non lasciava in vita né uomo né donna. 3. Davide partiva a fare razzie contro i gherusiti. Le falsificazioni sono talmente evidenti che molte di esse sono state riconosciute anche dalla stessa Chiesa. 27.. Non lasciava in vita nessuno perché non ci fossero testimoni delle sue stragi (I Sm. questi li uccisero. Dalla prima edizione: Davide si alzò. Di fatti simili. Davide tagliò loro i prepuzi e li contò davanti al re Saul (I Sm. Davide diede ordine ai suoi soldati di uccídere Recab e Baana suo fratello. per comprendere come la Bibbia sia un insieme di frodi e di falsificazioni.Per renderci conto di come fu trasformata la figura del Davide criminale della prima edizione. Il re Davide e i pochi che gli erano rimasti fedeli sono ridotti talmente allo stremo delle forze che un certo Sabi e un certo Barzillai. stanchezza e sete nel deserto!». Sarà da questi libri scritti nel IV. esattamente come lo sono i libri del Nuovo testamento che ne derivano. perché la scena finale della commedia potesse chiudersi su un Davide che piange e urla. partí con i suoi uomini e uccise duecento filistei. gli Atti degli apostoli e quelle Lettere attribuite a un fantomatico Paolo di Tarso. saliva piangendo e camminava con il capo coperto e a piedi scalzi. piangeva. che sarebbe disceso dal cielo come lo volevano i religiosi. 46 . fu attribuito a Salomone. portarono loro da mangiare formaggi di pecora e di vacca. Le due correnti proseguirono ognuna nella propria ideologia fino a quando. un messia dalla duplice figura. scritto nel I sec. 4. Davide mansuetamente cosí risponde. come per esempio il libro Sapienza. av. quali i Vangeli. figlio di Ghera. n.

dalla voce baptizo. se avesse rispettato le regole dettate dalla religione che aveva abbracciato. La presenza di un estinto che si sentiva accanto. dobbiamo soffermarci a spiegare quelle cerimonie che venivano celebrate nelle religioni “pagane” come culto dei misteri. Fu in questo trasferimento di se stesso nel seme che rivive nel proprio germoglio che l’uomo concepí la resurrezione dalla morte. Una forma di “comunismo” spirituale che. Come un seme che dopo aver trascorso il periodo invernale torna a vivere attraverso il germoglio. si somigliarono tutte. in Grecia per Dionisio e Demetra (misteri eleusini) e in Persia per il dio Mithra. I misteri miravano alla salvezza dell’individuo per mezzo dell’iniziazione a una dottrina e a pratiche rituali a essa relative che dovevano rimanere celate ai non appartenenti alla setta. IV e III sec. viene dimostrato dal fatto che nel V. fu infine estesa a tutti. da cui viene «mistero». Elio e Demetra. cancellando tutte le colpe del passato. a suffragio di un unico culto. Accomunate cosí da uno stesso rituale e da uno stesso fine. I primi a praticare il battesimo furono i sacerdoti egizi della dea Iside. Apollo. «Culto dei misteri» era la denominazione relativa a particolari cerimonie religiose − a cui potevano partecipare soltanto gli iniziati −. sostenute dai vari imperialismi. n. In seguito al successo politico-sociale riportato dagli egizi. Le cerimonie battesimali. concessa poi ai grandi sacerdoti e quindi ai dignitari politici e agli ufficiali. nel giro di pochi secoli tutte le religioni del Vicino oriente. Si entrava a far parte di queste sette attraverso un rito che i greci chiamarono «battesimo». si rivolsero. gli permetteva di ricevere come premio la vita eterna. 47 . Lo stesso rito celebrato in Egitto per la dea Iside veniva ripetuto in Frigia per Attis. dopo un periodo di indottrinamento. selezionando la divinità trionfatrice sulle altre – monoteismo ben differente da quello della Bibbia. legando le masse a un’unica credenza. che era basato su quella politica di ampliamento demografico in atto all’epoca della seconda invasione ebraica dell’Egitto. che era basato sull’imposizione del proprio dio attraverso una forma di violenza rivoluzionaria. e anche addirittura monumenti rappresentanti un amalgama di dei. av. compresi i ceti piú umili. ovvero «immergo». Praticamente il culto dei misteri diede inizio a quel sincretismo che. volta a fare di ciascuna la dominatrice su tutto il Vicino oriente. e sulle quali era fatto obbligo mantenere il piú assoluto segreto. Tra le tante statue ritrovate che datano a quell’epoca ce ne sono alcune che risultano composte da diverse divinità. favorí l’imperialismo faraonico. tutte queste divinità si trovarono nel pieno di una competizione per la supremazia. furono costruiti templi in cui venivano adorati contemporaneamente numi “rivali”. Inizialmente connessi a rituali sacro-magici diretti a sollecitare le forze della natura a risvegliarsi dopo la stasi dell’inverno. o meglio attraverso una fusione spontanea delle religioni. cosí l’uomo pensò che anche egli sarebbe potuto risorgere a seconda vita. il realizzarsi di premonizioni ricevute da defunti apparsi in sogno e altre simili allucinazioni e visioni. avrebbe portato al monoteismo. in secondo momento. Questa pratica. alla condizione dell’anima umana dopo la morte. furono considerate come prove confermanti l’esistenza di un altro mondo. il sacerdote recitava: «tu sei rinato e da questo momento farai parte del mondo degli eletti a cui sono aperte le porte dell’eternità». sotto il simbolo del sole. anche se recitate in nome di divinità diverse. rispondenti al nome di mista. si ritrovarono a praticare il battesimo. Nel rito legato al culto del dio Attis. come quella che ancora esiste a Comagene (Turchia) nella quale. riservata in principio ai faraoni. e. mentre l’iniziato veniva immerso nell’acqua lustrale. quali quello di Serapide in Grecia nel quale si adoravano Iside e Zeus. quello di assicurare ai propri seguaci la resurrezione. veniva immerso in una vasca contenente acqua lustrale che. in forma pacifica. Che il sincretismo “pagano” mirasse a imporre un unico dio attraverso una selezione naturale dei culti.IL CULTO DEI MISTERI Per comprendere come la corrente religiosa ebraica giunse a costruire il suo dio spirituale e quindi il messia asceta da opporre a quello guerriero della corrente rivoluzionaria. a Babilonia per il dio Marduk. L’iniziato. si trovano scolpite nello stesso monolito le figure di Mithra.

animali che. della Nuova Zelanda e presso alcuni popoli dell’America del Sud. con i cerimoniali che si facevano sempre piú raffinati ed elaborati. prima fra tutte l’immortalità. attraverso l’elaborazione di convinzioni primitive − per cui si credeva che mangiando le interiora del nemico ucciso e bevendo il suo sangue si sarebbero assimilate le sue virtú −.500 anni prima di Cristo dai sacerdoti della dea Iside. anche tu divenuto dio. (Questa forma di teofagia primitiva. non rimaneva che trovare il modo di trasferirla da loro all’uomo. il sangue che prima veniva bevuto direttamente dal collo dell’animale fu raccolto in coppe che venivano passate ai fedeli. il primo a concepire il monoteismo. che pontificavano in abiti sempre piú appariscenti e luccicanti di pagliuzze dorate e ricami d’argento. Ricollegandosi a questa ideologia. preso il calice. se lo passavano a turno.) In seguito. cioè di comunione con il proprio dio attraverso la fagocitazione dell’animale che lo rappresenta. lo porgeva ai fedeli presenti. altrettanto rischiarava quello dei morti. in qualità di dio della fertilità e 48 . inginocchiati. che avrebbe permesso loro di vivere una seconda vita eterna in seguito alla resurrezione dalla morte. Fu cosí che i praticanti il culto dei misteri. Ideato cosí il sacramento del battesimo. si trattò allora di escogitare il sistema che avrebbe permesso agli uomini di poter rinascere una seconda volta – come quel chicco di grano che ritornava a vivere a primavera attraverso il germoglio che usciva dalle zolle. è ancora praticata da alcune tribú dell’Africa. i quali se le portavano a turno alla bocca tra canti. ora potrai vincere la morte». In una fase di ulteriore raffinatezza. nel suo dominio assoluto sull’esistente. Dopo averli sgozzati. Dopo di che. in un eccesso di esaltazione religiosa furono tanto assimilati agli dei. questo fu sostituito con il vino. che doveva essere rosso e dolce perché eguagliasse il piú possibile il sangue. che poneva il sole come unico dio dell’universo. quel dio sole (Aton in Egitto) che fu eletto quale unico dio dal faraone Akenaton. Nel culto di Attis e di Cibele il rito eucaristico assumeva l’importanza di convivi collettivi. ringraziando la divinità quale dispensatrice di grazie e di eternità. i seguaci ne bevevano il sangue e ne mangiavano le interiora per incorporare attraverso di essi le essenze divine che contenevano. aggiungeva: «felice e bello. nella convinzione che questi animali fossero la personificazione del dio che rappresentavano. riprendendo il calice. dopo tremila anni. (E gli antropologi ancora si chiedono da dove origini il vampirismo!) Il primo utilizzo del vino in sostituzione del sangue fu praticato in Egitto 1. il quale. A un punto stabilito della cerimonia il sacerdote eseguiva la consacrazione. dicendo: «tu sei vino ma non sei vino perché tu sei le interiora di Iside». da divenire essi stessi delle vere e proprie divinità. che offriva la possibilità di accedere a una seconda vita dopo la morte. vengono ancora oggi chiamate le riunioni dai comunicandi seguaci del cristianesimo. preghiere propiziatorie e gesti magici eseguiti da sacerdoti. tutte le religioni che seguirono tesero a rapportare il proprio dio a questo astro che. come illuminava il inondo dei vivi. Coloro che introdussero per primi il pane nel sacramento eucaristico come sostanza trasformabile nel corpo del dio furono i sacerdoti di Dionisio. La cerimonia della transustanziazione del vino nel sangue della divinità viene riportata da graffiti dell’epoca. che. dipendente soprattutto dal fatto che non a tutti era gradito bere del sangue. Delle cerimonie celebrative di Attis e di Cibele sono state ritrovate tavolette che riportano le formule di ringraziamento che i fedeli pronunciavano dopo aver bevuto il vino che si era trasformato nel sangue della divinità: «io mi sono mischiato ad Attis» − diceva il credente. Essendo l’immortalità un requisito riservato soltanto agli dei. Tra canti e suoni si consumavano questi pasti comunitari che venivano chiamati «banchetti eucaristici» esattamente come. E il sacerdote. giunsero alla conclusione che avrebbero incorporato l’immortalità del loro dio bevendo il sangue degli animali che venivano immolati in suo onore.Su tutte queste divinità trionfava il dio della luce.

cominciò a sembrare sempre piú dubbia a causa di quell’evoluzione teologica che portò al seguente interrogativo: “come può una divinità trasmettere all’uomo la virtú della resurrezione. tutte le religioni “pagane” fecero scendere i propri dei dal cielo. in primavera. che. per quel nemo dat quod non habet − «nessuno può dare ciò che non ha» −. che può apparire secondario. dopo aver predicato la sua religione. Nella competizione creatasi tra le varie credenze. furono chiamati sotères: «salvatori». nel quale. rappresentati dai seguaci del male. affinché non ci potessero essere dubbi sull’autenticità della sua resurrezione. potessero morire e quindi risorgere. 49 . durante i quali veniva fatto discendere agli inferi per dimostrare che era divenuto padrone della morte. tre giorni dopo la sua morte. provocandogli una ferita dalla quale era uscito un liquido biancastro. veniva catturato dai suoi avversari – le forze del male –. perché attraverso di esso i seguaci di Marduk intendevano portare la prova della morte del loro dio. esprimeva la propria morale di salvezza. lo avevano colpito al petto con una lancia. fu processato e condannato a morte dopo un interrogatorio riguardante le sue pretese di dichiararsi dio.. tanto che in alcune di esse ritroviamo le stesse formule che ancora oggi vengono praticate dai seguaci di Gesú. Poiché l’incarnazione del dio veniva motivata dal fatto che egli scendeva sulla terra per far conoscere agli nomini la sua morale di salvezza. n. fu costruita soltanto nel II sec. egli poteva di conseguenza trasmetterla all’uomo attraverso il sacramento dell’eucarestia – che si basava sul principio primitivo secondo il quale le virtú del nemico ucciso in battaglia si assimilavano bevendo il suo sangue e mangiando le sue interiora. Quindi. prima di essere fatti morire per opera dei loro nemici. Essendo divenuta cosí la morte della divinità il fine principale da raggiungere per pervenire alla resurrezione. che veniva fatto risorgere il 25 di marzo. presentandoli in età già adulta. che le ridette la vita. dal momento che. essendo questi dei divenuti capaci di trasmettere la salvezza agli uomini. di questa divinità cristiana che. una volta sceso sulla terra. Sempre per quel principio primitivo che associava la resurrezione alla rinascita della natura. rimase appesa all’albero. a completa imitazione delle divinità “pagane”. dio sumero-babilonese. veniva celebrata tra il quindici e il venti di marzo. non è mai morta?”. che andò avanti per diversi secoli. dopo avergli fatto subire una passione. (Come si vede.dell’abbondanza. Acquisita cosí la virtú della resurrezione. essendo eterna. per quanto fosse supportata da preghiere e cerimoniali – che divenivano sempre piú complessi ed elaborati nelle loro manifestazioni magiche fatte di segni in aria e di formule sibilline –. egli veniva fatto risorgere per ritornare nel mondo degli dei dal quale era venuto. Nel Vangelo di Attis si diceva che nel sepolcro vuoto fu trovato il lenzuolo in cui avevano avvolto il dio prima di seppellirlo. i teologi “pagani” pensarono di far discendere gli dei sulla terra. ogni setta religiosa compilò un Vangelo. A un certo punto le consacrazioni furono eseguite da tutte le religioni su questi due elementi. come vedremo. I fatti si svolgevano nel modo seguente: Il sotèr. le divinità venivano fatte morire e quindi risorgere. Lo stesso avveniva in Siria per Adone. Anche lei veniva fatta discendere agli inferi durante i tre giorni trascorsi dopo la morte. dopo essere stata uccisa per impiccagione. assume invece una grande importanza. raccontando la vita e le prediche del proprio salvatore. la Sindone ha origini molto lontane nel tempo!) Una morte del tutto simile veniva raccontata nel Vangelo della dea assiro-babilonese Ishtar. era simboleggiato da un chicco di grano. Di conseguenza. Dopo tre giorni dal decesso. e. divenendo uomini. per accertarsi che fosse veramente morto. In un passo di questo Vangelo veniva detto che i suoi carnefici prima di seppellirlo. affinché. se non la possiede. di conseguenza questi dei venivano presentati tutti nelle vesti di predicatori. per acquisire la virtú della resurrezione da trasmettere agli nomini. Questo particolare. dopo averlo ricoperto con un mantello di porpora a fine derisorio e dopo avergli messo in mano una canna come scettro e sulla testa una corona di foglie di acanto. La morte di Marduk. che lo uccidevano. finché il terzo giorno fu liberata dal dio supremo creatore dell’universo. dopo essere stato condotto su una montagna dove. Ma questa pratica eucaristica. La sua passione era cosí raccontata nel suo Vangelo: catturato dai nemici. tutte.

cominciarono a combattersi per il predomino dell’universo. fece leggere a Vishtaspa. seduti nella platea di un teatro. l’Avesta. che si erano liberate in seguito alla morte del toro. che. dopo essersi convertito con la sua famiglia. l’impose a tutti i popoli da lui dipendenti. Adone. nei vari tentativi che fecero per costruire i loro Vangeli. ma sua madre. che grazie a essa riuscí a riunire sotto un solo dio. Anche se la sua origine si perde nella notte dei tempi. con conseguente discesa agli inferi e resurrezione finale. Per comprendere nella maniera piú chiara e rapida possibile la teologia avestica. (Tutte le religioni non sono che l’adattamento. un libro in lingua avestica che riportava la morale dettatagli da dio. È con questa visione. Noi che siamo in platea vediamo a questo punto che sulla scena il sole pervade incontrastato tutto l’universo. n.(È interessante considerare come i primi cristiani. Le forze del bene e del male. dà avvio alla creazione dell’universo – Mithra è il sole che fuga le tenebre. prima di giungere alla versione definitiva. amesha spenta. fu dato il titolo di kyrios («signore») in conseguenza della loro vittoria sulla morte. poté usufruire delle esperienze altrui. sconfissero il cattivo Arimane (Angra Maniu) e i suoi «angeli delle tenebre» (demoni). re dell’Iran. dio solare. Cibele. veniva attribuita anche al dio greco-egizio Serapide. si rifugiarono sulla terra. racchiude in sé il bene e il male. Dato che nei dettami teologici il nulla viene assimilato alle tenebre. frastagliati in una moltitudine di idolatrie.) Se in tutte le religioni la durata della morte delle divinità era di tre giorni lo si deve al fatto che tre era il numero dei giorni che i fakiri passavano sotto terra in quelle catalessi che eseguivano per dare una dimostrazione tangibile della resurrezione dopo la morte. uccidendo il toro cosmico. in virtú dei suoi concetti religioso-politici. La religione mazdeista risolve il mistero della creazione attribuendo ad Aura Mazda un figlio. a cui dà il nome di Mithra – un dio di origine indo-iraniana risalente all’epoca vedica. ciò dipese dal fatto che. che i giudei concepirono il programma di riunire gli ebrei sotto un solo dio. n. essa si delineò netta e precisa soltanto nel VII sec. mostrandoci sul palco Aura Mazda. riconosciutala valida. che vive solo nella sua essenza eterna di dio in un infinito privo di materia. Se fra tutte le religioni impegnate nel sincretismo quella che si dimostrò la piú valida fu il mazdeismo. che. La stessa morte per uccisione da parte dei suoi avversari.) Imposto cosí in Iran dal re Vishtaspa. di conseguenza la fine del nulla la si faceva dipendere dall’avvento della luce e quindi del sole. scaturendo da antichi racconti babilonesi risalenti al XIV secolo av. a un certo punto si interrompe per opera di Mithra che. e. Fu in conseguenza di questo trasferimento della lotta cosmica sulla terra. per salvarsi. dopo essersi affermato in Persia e in Siria. e. Mithra e a tutti gli altri dei nei loro culti dei misteri. che il mazdeismo dà inizio alla creazione dell’universo. A questi dei salvatori (sotères). Demetra. riporta a quell’animismo che fu la prima base delle credenze umane. Marduk. tranne la terra dove. avuta da Aura Mazda la rivelazione della vera religione. che si dimostrarono superiori a quelli delle altre religioni. si diffuse ben presto in tutto il Vicino oriente. I seguaci del cristianesimo non sanno che quando recitano il kyrie eleison non fanno che ripetere quelle preghiere che i “pagani” rivolgevano ad Attis.) Questa situazione di un nulla che procede dall’eternità. la vergine Maria.. rimodernamento e trasformazione di religioni precedenti. Le prime. tra le tante cose che intentarono ci fu anche quella di far discendere all’inferno non il loro salvatore. regredendo nel tempo. con la presenza della notte che si intervalla al giorno e le ombre che contrastano la luce. av. rappresentato simbolicamente da un toro. nella sua forma trascendentale. a imitazione della dea Ishtar. esistono ancora le tenebre. XIV sec. che gli uomini vennero coinvolti nella lotta tra il male e il bene. (Fu appunto su questi esempi degli altri popoli. n. il mazdeismo. che esprime un infinito privo di materia rappresentato da un toro cosmico. essendo l’ultima arrivata. rappresentate dal dio Aura Mazda e dai suoi angeli della luce. 50 . immaginiamoci di essere degli spettatori che. assistono a una recita: il sipario si apre. la cui storia. per opera di un certo Zarathustra (Zoroastro) che. av. e. Il re.

Escluso che l’uomo potesse trasformarsi in essenza divina a causa della sua pochezza. Mithra veniva fatto risalire in cielo. bisognava. non potevano comunicare tra loro. Il desiderio di dio di indicare agli uomini la via da seguire per vincere il male. dette inizio alla sua attività redentrice. una volta disceso sulla terra. in attesa del giudizio universale. in materia. anche se nel suo Vangelo. Nel Vangelo di Mithra venivano raccontati gli attacchi che egli aveva ricevuto da parte dei suoi nemici. fu appeso a un palo e fatto resuscitare il terzo giorno dalla morte dopo essere disceso agli inferi. Cresciuto in virtú e saggezza. Una morale che. apparteneva a un’altra dimensione. è del tutto simile a quella riportata dalle altre religioni riguardo ai loro dei. per mancanza di una direttiva morale. che in greco significa «parola» («verbo»). da questa trasformazione del pensiero in voce. (Se qualcuno vuole ulteriori spiegazioni sulla nozione di logos. dal momento che l’uno. di modo che l’umanità. fatto di materia. il contatto non poteva quindi avvenire che per iniziativa di dio. con rassegnazione. dunque. mentre quello dell’uomo viveva nella materia. operato su tutti i vivi e i morti. (La pretesa della religione avestica di possedere la verità è la stessa che avevano tutte le religioni che si dichiaravano ciascuna essere quella vera. detta delle Beatitudini. il bene vincesse sul male. Ucciso dopo essere stato torturato. avessero sopportato l’oppressione e le ingiustizie su questa terra. La sua «passionex è del tutto simile a quella degli altri salvatori appartenenti agli altri culti dei misteri. è l’ultimo atto della commedia a cui abbiamo assistito. indirizzandosi soprattutto agli umili e agli oppressi. che voleva la salvezza dell’uomo. si dà una spiegazione riguardo alla sua venuta sulla terra che lo vuole nato da una vergine che lo aveva concepito per opera dello stesso dio Aura Mazda. Questo giudizio universale. dall’alto di una nube. gli «angeli del male». a un certo punto decise di tradurre il suo pensiero trascendentale in una voce comprensibile agli uomini. dove si riuniva con il padre Aura Mazda. che era puro spirito come lui. Perché il contatto potesse avvenire e dare inizio a una comunione tra dio e gli uomini. soggetta alla corruttibilità. non potevano realizzarsi perché. ritornan51 . non ha che da chiederlo ai preti. veniva riassunta in una predica. perché in realtà la teologia cristiana non è che la riproduzione di quella mazdeista. che lo applicarono a Gesú quale salvatore (sotèr). Nel Vangelo avestico viene riportata anche l’ultima cena che Mithra consumò con i suoi apostoli: dopo aver trasformato il pane e il vino nel corpo e sangue proprio e aver detto loro che. nella quale Mithra prometteva una ricompensa di felicità eterna dopo la morte a coloro che. Due mondi separati da un confine invalicabile. ma purtroppo sono loro stessi che. avrebbero ricevuto la vita eterna. che uno dei due mondi superasse il confine di separazione ed entrasse nell’altro. Dopo di che. Compiuta cosí la sua missione sulla terra e lasciato ai suoi discepoli il compito di propagare la sua dottrina. schierandosi definitivamente dalla parte del bene. va avanti fino a quando il dio Aura Mazda decide di inviare suo figlio sulla terra per insegnare la via giusta da seguire. Fu da ciò. se lo avessero mangiato e bevuto. accusando le altre di essere false e mendaci. ritornando in possesso dei loro corpi («resurrezione della carne»). e il desiderio dell’uomo che voleva essere salvato – desideri che. viveva al di fuori della materia. schierandosi spesso dalla parte delle tenebre. Fu cosí che Aura Mazda. fattosi uomo per volere di dio. nella sua immutabilità spirituale.) Mithra era presentato nella teologia avestica come il trait-d’union tra quei due desideri di cui ho parlato. a differenza degli altri culti dei misteri. che vede gli uomini cedere alle tentazioni dei demoni. con l’annientamento della materia. facendolo incarnare come uomo. Questo andamento delle cose. non poteva essere recepito dall’uomo che. con la fine del mondo. predicando la morale mazdeista.Gli uomini vorrebbero che anche sulla terra. i seguaci del principe delle tenebre Arimane e dei suoi demoni. ne impediscono la realizzazione. come nell’universo. trasformando suo figlio Mithra.) La vita di Mithra quale salvatore (sotèr). i vivi e i morti che sarebbero usciti dalle tombe. pur avendo lo stesso fine. quello di dio. nonostante desiderino nel loro inconscio che la luce trionfi sulle tenebre. appartenendo a due mondi differenti. Questo concetto fu poi adottato e fatto proprio dai cristiani. stando alla teologia avestica. il desiderio di Aura Mazda. che Mithra fu chiamato logos. entri in una collaborazione con gli «angeli della luce» che permetta di fugare le tenebre anche sulla terra. essendo racchiuso in un pensiero appartenente a un mondo essenzialmente spirituale. promise che alla fine del mondo sarebbe ridisceso sulla terra su un carro tirato da cavalli per giudicare.

che si verifica ogni sette secoli con l’entrata di Giove e Saturno nella costellazione dei pesci. che avrebbe dato inizio a un’era di benessere. 52 . si ritrova a pensare. se avessero sopportato le sofferenze con umiltà e rassegnazione. che avrebbe dato la propria vita per insegnare agli uomini la giusta morale da seguire. che riteneva essere all’origine dei movimenti della materia. av. e in Grecia. l’espansione del mazdeismo fu favorita. e dai sovrani ellenistici che seguirono poi. cioè la croce latina. I motivi per cui il mazdeismo si impose sulle altre religioni furono essenzialmente due: 1. che sarebbe stato ucciso dai suoi oppositori. torturato. e infine a Roma. sarà frustato. a simboleggiare la rinascita della natura dopo la morte dell’inverno. l’incenso quale simbolo di spiritualità. 2. filosofeggiando sui concetti avestici. e. nella condizione in cui si trova. favoriva il sincretismo tanto auspicato dagli imperialismi. si arrivò a preconizzare addirittura la passione e la morte di questo salvatore.) Diffusasi subito in Iran. che si sarebbe conclusa con il trionfo definitivo del bene sul male. anche se non possiamo nascondere una certa perplessità. (Lo scadere di questi sette secoli coinciderà con l’era messianica. cioè dai seguaci del male: ecco quello che vi diranno: che il “giusto “. Fu in seguito a questa coincidenza che alcuni veggenti profetizzarono che al successivo verificarsi dello stesso avvenimento astrale sarebbe nato un “giusto” simile a Zarathustra. A noi non rimane che battere le mani all’ideatore e al regista di questa commedia. si attribuisce al suo fondatore. Il platonismo. Rivolgendosi in particolare a coloro che subivano ingiustizie sociali. Come vedremo in seguito. la croce latina non è che un’invenzione operata dai cristiani alla fine del IV sec. come che fosse un principe di stirpe reale. dove fu incoraggiata da Alessandro il Macedone prima. In Grecia. Nella religione avestica. sarà messo al palo. non si sa bene a che cosa. Ispirandosi ai culti dei misteri. come la resurrezione di Mithra veniva festeggiata alla metà di marzo. ne dimostravano l’universalità. e. l’oro quale riconoscimento della sua regalità. in seguito alla conversione del re Vishtaspa che l’impose ai suoi sudditi. c’era quella che faceva corrispondere la sua nascita (VII sec. n. cioè su Aura Mazda che. in Persia e in Siria. la vittoria della luce sulle tenebre. i cui vettori. che viene dall’interrogativo: “ma perché tutto ciò?”. Ma non si poteva assolutamente parlare di croce come la intendono i cristiani. dove fu infine dichiarata religione di Stato. Tra le tante cose che si narrano di lui. Soprattutto se pensiamo che il risultato comporta la condanna di gran parte dell’umanità a un’eternità di dolore. preconizzò la realizzazione del sincretismo in un lògos che.do tutto allo stato precedente la creazione. tendeva a rendere quieta quella massa di insoddisfatti che ha rappresentato sempre uno dei maggiori nemici della stabilità degli imperialismi. Tutto ciò che si riferisce alla religione mazdeista. indicando i quattro punti cardinali. attraverso l’allungarsi del giorno. n. anche se le sue concezioni-base provengono da antiche leggende babilonesi. al centro di una croce. perché essa non è mai esistita come strumento di morte. con la promessa di una ricompensa che avrebbero ricevuto dopo la morte. compresi i vantaggi che si poteva trarne. Zarathustra. la religione mazdeista si propagò in tutto il Vicino oriente. in qualità di pensiero. esaltandolo filosoficamente come ideologia apportatrice di benessere e di giustizia. la mirra come espressione del concetto di eternità. il sipario si richiude sulla stessa scena su cui si era aperto.) a un evento cosmico apportatore di luce. gli saranno bruciati gli occhi e infine. cosí si celebrava la sua nascita il venticinque di dicembre per esprimere. come i cristiani hanno invece tradotto per trasferire sul loro Cristo questa profezia. e come uomo nella figura del “giusto” zarathustriano. Nel rito che si svolgeva in occasione della natività venivano offerti al bambino Mithra. Questa frase riferita al futuro realizzatore del sincretismo. Anche l’aristotelismo esponeva il concetto di una divinità unica. in qualità di divinità pose in cielo. dopo avergli fatto soffrire tutti i mali possibili. parla di un palo (stauros) e non di croce. legato. nato da una vergine. coinvolgendo tutta l’umanità in un concetto di salvezza universale. immerso in un’eternità fatta di nulla.

Negando l’intervento degli dei negli affari del mondo. nella sua opera De rerum natura distrugge ogni concetto di divinità. nelle sue ricerche cosmologiche. non è stata creata da un dio. Concetto che esprime la teoria dell’espansione e della contrazione degli universi sostenuta dagli scienziati di oggi. Epicuro riprese la teoria atomista di Democrito. per quanto i credenti (creduli) si siano accaniti a sovvertirlo. altro pensatore ateo e oppositore delle idee mistiche. Democrito. perché lo può. scrivendo nel suo poema: tante sono le prove che dimostrano che ciò che esiste non può avere fine. dunque inammissibile. quindi di due cose l’una. dipende dal fatto che vedono compiersi sulla terra fenomeni che. portò cosí avanti gli studi del suo maestro e si può considerare il fondatore del materialismo odierno. deve. perché al servizio degli imperialismi che basavano il loro potere anche sull’alienazione intellettuale dei popoli. 53 .. della quale è rimasto soltanto qualche frammento. discepolo di Leucippo. affermava: [… il] mondo. come furono incoraggiate le teorie filosofiche che andavano il sincretismo. non è stato creato da nessun dio. Eraclito. Un tale dio sarebbe cieco e ignorante.. sosteneva l’eternità della materia. Lucrezio. ma è stato e sarà un fuoco eternamente vivo che si accende e si spegne secondo delle leggi. Un tale dio sarebbe impotente. nulla si distrugge. negando un dio creatore. a quei pensatori che negano ogni principio divino: Parmenide. 2) dio sa che il male esiste.. Diogene. ma fosse il risultato di un miscuglio di materia realizzatosi in un turbine cosmico. furono ostacolati quei matematici filosofi che.300 anni dopo). Il timore che attualmente domina tutti i mortali e li rende succubi delle religioni. spiegava come l’origine del mondo non fosse dovuta a una creazione divina.. ma introdusse la nozione della «deviazione» (il clinamen) per ciò che riguardava la traiettoria rettilinea degli atomi. nella sua opera. vuole sopprimerlo. unità di tutto. Ed è Epicuro che ha dimostrato che dio non esiste e che le religioni sono sorgente di tormento per l’uomo e che l’uomo. attribuiscono alla potenza divina. dunque inammissibile. si opponevano a tutte queste teorie teologiche i cui concetti. ma tutto si trasforma (legge di Lavoisier. Per lui la realtà del mondo si iscriveva nell’insieme dei movimenti degli atomi del vuoto: l’infinità dei mondi che nascono e che muoiono nell’universo. sostenendo come verità accettabili soltanto quelle derivanti dalla ricerca scientifica. Condannato per le sue affermazioni razionaliste e antireligiose. scrivendo: [… il] principio che noi poseremo sopra tutto è che nulla nasce da nulla per un potere divino [ex nihilo nihil]. il cui risultato dimostrerà come tutto si compie senza l’intervento degli dei. Per dimostrare quanto le religioni siano state sempre causa di regresso e di oscurantismo.. Anassagora. o dio ne è a conoscenza o lo ignora: 1) dio sa che il male esiste. invece. non potevano essere che una truffa ai danni del progresso e dell’evoluzione sociale. può sopprimerlo. seguire un’etica di ragionevole piacere. accennerò. dunque inammissibile.Di conseguenza. 2. Il ragionamento di Epicuro che dimostra la non esistenza di dio è rimasto inconfutabile. È soltanto in seguito alla convinzione che ci porta ad affermare che nulla si può creare dal nulla che noi potremo giungere a scoprire l’oggetto delle nostre ricerche. dovette fuggire da Atene. continuatore di Epicuro. proclamava la materia principio eterno nel suo eterno movimento. per realizzarsi. non conoscendone la causa. ma non può farlo . Leucippo pose le basi della teoria atomica introducendo i concetti del vuoto assoluto e degli atomi che si muovono in esso. 3) dio non sa che il male esiste . quel movimento nel quale nulla si crea. Un tale dio sarebbe crudele e perverso. Eccolo: il male esiste. ma non vuole .. in fondo rifiutati o ignorati dalla ragione. ma per merito di una relazione intervenuta tra il caso e la necessità.

Come conseguenza di quella incompatibilità che c’è tra la ragione e la fede. che. a quanto risulta. che impedirono ogni forma di evoluzione sociale. Quando la peste faceva strage fra le popolazioni. a opporsi all’uso dei profilattici e alla pratica degli anticoncezionali. contro i quali ogni lotta veniva considerata un sacrilegio. contrariamente a quanto sostenevano le religioni. Nel 1829 Leone XII condannò le vaccinazioni scrivendo: chiunque procede alla vaccinazione cessa di essere figlio di dio: il vaiolo è un castigo voluto da dio.Poiché la religione divenne un’istituzione di Stato. concorrendo a soggiogare le masse. emanava ogni volta degli editti che proibivano la distruzione dei ratti. Cosicché. cioè fino a quando. mentre furono esaltati i mistici e i religiosi. considerata da esse la loro peggiore nemica (ex nihilo nihil). Basti dire che soltanto sotto il pontificato di Pio XII (1939-58) la Chiesa ha ammesso che è utile e lecita l’amputazione chirurgica. di conseguenza gli atei e i materialisti razionalisti furono perseguitati. Condannati quei pensatori atei che già trattavano argomenti riguardanti l’atomo. se fosse dipeso da questi oscurantisti ispirati da dio. La Chiesa ha sempre considerato le epidemie come flagelli voluti da dio. mangeremmo ancora con le mani. da cui fece tutto dipendere. fra l’altro. scatenò subito le ire delle autorità ecclesiastiche che la minacciarono di castighi divini. la vaccinazione è una sfida contro il cielo. Nel 1200 il Doge di Venezia sposò una principessa originaria di Bisanzio. e soprattutto dal cristianesimo. fu spiegato dalla Chiesa nei seguenti termini: la principessa ha ricevuto da dio la punizione che meritava perché portava i cibi alla bocca non con le mani come è morale fare. lasceremmo che la peste ci distrugga per non uccidere i ratti. continua ancora. Ventitré secoli di dogmi e di misteri. Quando cadde malata. e si oppongono ancora. esaltata l’ignoranza fino a santificare i sostenitori del regresso. lasceremmo i nostri arti incancrenirsi per non contraddire il cielo – che. lasciando l’umanità nell’oscurantismo di quei culti dei misteri. tutte le religioni si opposero. che ancora oggi vengono seguiti dai seguaci delle religioni ancora in essere. alla ricerca scientifica. furono le tenebre dei misteri e dei dogmi a trionfare sulla ragione e il buon senso. Praticamente. l’Illuminismo ridava vita al materialismo ateo. ritenendoli i realizzatori della volontà di dio. costretto dal plagio a credere che la materia fosse all’origine di tutti i mali. 54 . Poiché questa principessa continuò a seguire alcuni usi della sua terra. nel 1700. si affidò alla volontà divina. Il «libero pensiero» fu messo cosí a tacere per oltre ventitré secoli. ma per mezzo di forche [forchette] in oro a due denti. che piú restano ignoranti e piú fanno il gioco degli imperialismi. dopo la sua morte. san Bonaventura (il dottore serafico) dichiarò che la sua malattia era la punizione di dio alla quale la principessa si era esposta con il suo comportamento scandaloso. che ne è l’esatta riproduzione. l’uomo.

Nella figura di Giobbe veniva rappresentato il popolo d’Israele che. n. sia in quella rivoluzionaria che. rappresentato dal suo dio artificioso e preconfezionato. novello Davide. con quella rivolta dei maccabei che. Essendo lo scopo degli spiritualisti quello di opporsi al sincretismo delle religioni “pagane”. perché Antioco IV Epifane. che per quanto cercasse di evolversi rimaneva comunque inferiore alle religioni “pagane”. Ma. Sarebbero bastati ancora cento anni di quella politica che permetteva la libertà di culto perché Yahvè e tutti gli eroi biblici costruiti dalla Bibbia ritornassero nel limbo degli dei sconosciuti. la religione ebraica. è bene fare un breve sommario degli avvenimenti che seguirono la loro scissione. ispirato alla letteratura fenicia del XV sec. provenendo da una naturale selezione di divinità. togliendo ogni libertà di culto. si chiedeva perché dio lo stesse castigando attraverso un’attesa cosí lunga. re ellenistico. rispettando la libertà di culto. e. la cui venuta diventava sempre piú utopica. quella religione messa su per riunire un popolo disperso sotto un solo dio. Praticamente. separatesi in seguito alla decisione che presero le comunità extrapalestinesi di dissociarsi da Gerusalemme per seguire un programma essenzialmente religioso. invece di proseguire nella tolleranza religiosa praticata dai suoi predecessori. determinò la riunificazione delle due correnti. fu scritto appunto per richiamare alla fede gli ebrei che. allorché il re Antioco IV Epifane ritirò tutte le concessioni fatte dai suoi predecessori. che. a determinare quell’indebolimento di fede presso i giudei di cui si parla nel libro di Giobbe. e. È in questo stato di agonia che troviamo nel II sec. stanchi di attendere promesse da un dio che non le manteneva. quella religiosa si impegnava a costruirsi un messia sacerdotale che sarebbe disceso dal cielo come predicatore. Mentre quella rivoluzionaria continuava secondo gli insegnamenti biblici a tener viva l’attesa del messia guerriero scelto («unto») da dio tra gli uomini che. per quanto i teologi giudaici cercassero di elevare il loro dio. avendo determinato la riunificazione della corrente spiritualista con quella guerriera. quel sincretismo che nel suo pacifismo stava divorando il movimento rivoluzionario giudaico. la religiosa e la rivoluzionaria. per i continui fallimenti. dette ai giudei la possibilità di rialzare la testa. la loro non poteva offrire che un messia che doveva ancora venire. si vennero a trovare di fronte due costruendi monoteismi. sia nell’ideologia spirituale. mentre queste presentavano ai loro fedeli un salvatore già realizzato. stavano sempre piú avviandosi alla miscredenza. quello “pagano”. fino a quasi sparire. ravvivando il sentimento nazionalista languente. La rivolta dei maccabei scoppiò nell’anno 167 av. si sarebbe messo a capo del loro esercito per ricostituire il regno d’Israele. come se fosse un empio. av. Le due correnti. prima quello persiano e poi quello ellenistico. la loro religione rimaneva tuttavia in uno stato di inferiorità di fronte a quelle “pagane”. era andata sempre piú ridimensionandosi. e. proseguirono ciascuna secondo la propria ideologia. av. avevano favorito il sincretismo. questa mancanza di fede non era che la conseguenza della politica applicata dagli imperialismi. Il libro. si stava pacificamente realizzando con il dio Mithra. e.. che. uscito nel III sec. e quello giudaico. che era stata costruita dagli esuli di Babilonia. cento anni di pace – che purtroppo non ci furono. av. n. rappresenta certamente uno degli avvenimenti piú importanti della storia giudaica –. Fu questa attesa di un messia. per il fatto che..LA RIVOLTA DEI MACCABEI Prima di parlare della rivolta dei maccabei – la quale. n. Poiché lo scopo di questo libro era quello di convincere gli ebrei a conservare la fede nell’attesa del messia. con lo scopo di creare un movimento che avesse permesso ai giudei di impossessarsi della Palestina. a imitazione dei sotères dei culti dei misteri. sicuro della propria innocenza. n. Per quel sincretismo che aveva portato tutte le na55 . viene fatto intervenire dio stesso con parole di incitamento alla pazienza ad attendere il messia che egli aveva promesso.

spedí ancora decreti per mezzo di messaggeri a Gerusalemme e alle città di Giuda ordinando di seguire usanze straniere al loro paese e di far cessare nel tempio gli olocausti. La Bibbia attribuisce l’inizio della rivolta a un certo sacerdote di nome Mattatia che. la sentenza del re lo condannava a morte. Ma come realizzare un’unione di tutti gli ebrei. di contaminare il santuario e i fedeli. che in ebraico indicano «chi degli dei è maggiore di te. signore?». che decisero di combattere contro quell’abolizione della libertà del culto che avrebbe determinato la loro fine. tanto da indurre le masse alla convinzione che l’una valesse l’altra. di innalzare altari. pur trattando i fatti accaduti nella seconda metà del II sec. secondo gli ordini. Giuda detto il maccabeo come suo padre. veniva chiamato il «maccabeo» – appellativo che proveniva dalle lettere m k j b. Secondo questi ordini scrisse a tutto il regno. sottoposti a continue aggiunte. le libagioni. si rifugiò nella città di Moadin. vedendo che i giudei resistevano ai suoi ordini. cioè un messia che. per lo zelo che dimostrava per la religione giudaica. n. Come risposta alla repressione decretata da Antioco IV. se la comunità di Gerusalemme era incentrata sulla figura di un messia uomo guerriero (unto) e tutte le altre su un messia che invece scendeva dal cielo in veste di predicatore? Questo contrasto. l’ultimo. templi ed edicole. quando. una volta sceso sulla terra come dio. Libri che. non avendo una terra propria. che si trovava a circa quaranta chilometri a nord-ovest di Gerusalemme (Kimbert Qumran). che la Bibbia ci dice essere figlio di Giovanni e nipote di Simone – nomi che ritroveremo tra i suoi discendenti che sostennero le rivoluzioni messianiche –. in quanto. di cui aveva tanto bisogno il partito nazionalista giudaico. di lasciare che i propri figli. con i bambini appesi al collo e con i familiari e quelli che li avevano circoncisi.zioni del Vicino oriente ad accettare pacificamente l’amalgama delle varie religioni. Mettevano a morte.. 1. si sarebbe poi messo a capo dell’esercito in qualità di uomo come lo voleva l’ideologia rivoluzionaria. Si compirono cosí i primi martiri della rivoluzione yhavista. fu risolto dalle due parti a mezzo di un accordo su un messia dalla duplice figura. e sacrificare carni suine e animali immondi. Infatti i due libri dei maccabei. sparsi come erano in tutte le nazioni del Vicino oriente. tutti i popoli si sottomisero alle leggi greche. centocinquanta anni dopo. costretto a lasciare Gerusalemme perché occupata dalle milizie di Antioco IV. operate secondo l’evoluzione ideologica giudaica. Anche molti ebrei accettarono di servirlo e sacrificarono agli idoli e profanarono il sabato. creando una situazione di conflitto tale che costrinse Antioco IV Epifane a proseguire nella repressione contro i giudei con sistemi sempre piú severi.e. avevano soltanto Yahvé come unico collante per rimanere uniti. si contaminassero dí ogni impurità e profanazione. furono in realtà portati a compimento soltanto tra il II e il III sec. data la necessità di unirsi che si imponeva. fece uscire i due libri dei maccabei per sostenere le rivoluzioni messianiche. le donne che avevano fatto circoncidere i loro figli. soprannominato Affus. Simone detto Tassi. 56). 1. eccezion fatta per i giudei. […I] soldati del re stracciavano i libri della legge mosaica che riuscivano a trovare e li gettavano sul fuoco. che aveva fino allora fatto procedere le due ideologie separatamente. stabilí ispettori su tutto il popolo e intimò alle città di Giuda di sacrificare città per città (I Mc. Tutti i popoli acconsentirono a fare secondo gli ordini del re. furono redatti dal partito nazionalista giudaico durante l’era messianica. secondo l’ideologia spiritualista. i primi ebrei a ribellarsi agli editti di Antioco IV furono i giudei della comunità di Gerusalemme: Antioco IV prescrisse un decreto a tutto il regno che tutti formassero un sol popolo e ciascuno abbandonasse le proprie leggi. cioè circa centocinquanta anni dopo il loro svolgersi. 56 . Questo sacerdote. Come risulta dalla stessa Bibbia. Tuttavia molti in Israele si fecero forza e animo a vincere per non mangiare cibi immondi e preferirono morire. n. i sacrifici. Eleazaro detto Euaran e Gionata. correzioni e censure. Il re. pena la morte a chiunque non avesse agito secondo gli ordini del re. 41). Se alcuno veniva trovato in possesso di una copia del libro dell’alleanza o ardiva obbedire alla sua legge. Sopra Israele fu scatenato cosí il furore (I Mc. Mattatia aveva cinque figli: Giovanni detto Gaddi. non circoncisi. av. i rivoluzionari intensificarono le rappresaglie contro l’esercito ellenistico che occupava la Palestina e le ritorsioni a scopo terroristico contro le popolazioni della Giudea. sotto l’occupazione romana. e.

Mattatia arse di zelo. La voce di Mattatia tuonò nella città: «chiunque ha zelo per la legge e vuole difendere l’alleanza mi segua!». Il re. ci faranno sparire in breve dalla terra». alle loro greggi e tutto ciò che avevano. La Bibbia dice che ne furono trucidati piú di mille. venuto a conoscenza delle difficoltà che avevano incontrato le sue truppe. rassicurati cosí da Mattatia di poter combattere anche di sabato. attaccando direttamente le truppe di Antioco IV Epifane con imboscate sempre piú frequenti e audaci. subirono l’attacco senza opporre resistenza. Egli agiva per zelo verso la legge […]. Presero in quel giorno questa decisione: «noi combatteremo contro chiunque venga a darci battaglia in giorno di sabato e non moriremo tutti come sono morti i nostri fratelli nei nascondigli» (I Mc. si erano schierati dalla parte del re. la loro stirpe sarebbe presto finita. non diedero tregua ai superbi e l’impresa ebbe buona riuscita nelle loro mani (I Mc. il sacerdote chiamato il maccabeo per il suo zelo nel rispetto delle leggi. Quando Mattatia e i suoi amici vennero a sapere di questo fatto. I seguaci di Mattatia. si infervorarono nella rivolta. I rivoluzionari. Le truppe di Antioco fecero una vera strage. dei messaggeri inviati da Antioco IV Epifane per innalzare un altare e offrire sacrifici a divinità “pagane”. 42). dietro di esso. sapendo che non avrebbero reagito in quel giorno per l’obbligo che veniva da dio di rispettare il riposo piú assoluto. rimasti idolatri. Di conseguenza è lo stesso Mattatia che. Ma i ribelli. ai loro figli. dicendo ai suoi seguaci che. Poi dissero fra di loro: «se faremo tutti come hanno fatto i nostri fratelli e non combatteremo contro í “pagani” per la nostra vita e per le nostre leggi. favoriti come erano dalle difese naturali.).Questo fatto di darsi un soprannome divenne poi una regola per tutti i rivoluzionari. 2. mentre incita il suo popolo a combattere contro i suoi nemici. per evitare soprattutto che le milizie degli occupanti potessero identificare le loro famiglie a scopo di ritorsione. la vera identità. Una gran parte dei giudei della città di Moadin seguirono Mattatia e i suoi figli e a loro si aggiunsero volontari che venivano da tutte le parti della Giudea insieme alle loro mogli. Ciò vedendo. oltre a dimostrarci l’ampiezza del territorio su cui si erano insediati i rivoluzionari. Fattosi avanti di corsa lo uccise sull’altare. Mattatia e i suoi amici andarono in giro a demolire gli altari pagani e fecero circoncidere a forza tutti i bambini non circoncisi che trovarono nel territorio d’Israele. una che era ritenuta fra le piú inviolabili. nello stesso tempo gli impone quella legge del riposo del sabato che tende a distruggerlo. come se avessero acquisito nuova energia. inviò contro di loro le milizie che erano di stanza in Giudea. 57 . che intendevano nascondere. Fu lo stesso Mattatia. Cosí organizzarono un contingente di forze e percossero con ira e con furore i peccatori e gli uomini empi. li respinsero. ci dimostra come l’uomo si costruisca dio adattandolo ai propri bisogni. Fuggí coi figli sui monti abbandonando in città quanto avevano (I Mc. n. la città dove si era ritirato Mattatia. e distrusse l’altare. I rifugi in cui si riunirono e si organizzarono – che erano gli stessi dove si annidavano i loro antenati predoni – offrivano una sicurezza pressoché assoluta per la profondità delle grotte e i passaggi tortuosi (esistenti tutt’oggi). uccise nel medesimo tempo il messaggero del re che costringeva a sacrificare. fedeli alla legge mosaica. cambiando la legge. che si fece promotore di questa decisione. fremettero le sue viscere ed egli gemé di giusto sdegno. promettendogli di renderlo un grande popolo numeroso come la sabbia del deserto. mette in risalto ancora una volta l’incoerenza di un dio che. se avessero continuato a rispettare il sabato anche in caso di attacco dei nemici. ordinò di attaccare i rivoltosi di sabato. Fu a questo punto che i rivoluzionari presero la grande decisione di non rispettare piú il riposo del sabato in caso di attacco nemico. 39). e. accettando i suoi editti. Come il re seppe che una comunità di ribelli si era raccolta sui monti a quaranta chilometri da Gerusalemme. 2. ne fecero un gran pianto. Questo passo della Bibbia. 24). Capitò che un giorno vennero a Moadin. che rappresentavano delle vere trappole mortali per chiunque vi si fosse inoltrato per attaccarli. per giunta. Era la prima volta che i giudei abolivano una legge del Pentateuco e. 2. ed estendendo il terrorismo con continue azioni di rappresaglia contro tutte le popolazioni della Palestina e contro quegli ebrei «duri di cervice» che. Questo fu l’inizio della rivolta dei maccabei (167 av.

e. la cui istituzione. Gli asidei. che avevano compiuto i giorni del loro voto. ripetendo la parola «zelo» in maniera addirittura ossessiva. affidando quella di capo religioso al primo e quella di capo dell’esercito rivoluzionario al secondo. n. Aprirono i libri della legge “pagana” per scoprirvi quanto i “pagani” cercavano di sapere dagli idoli dei loro dei. carichi di «zelo».Fu durante questa prima fase della rivolta che avvenne la riconciliazione tra la corrente rivoluzionaria. procedeva nel suo programma di distruzione del popolo ebraico. In quei giorni digiunarono e sí vestirono di sacco. svilupparono la propria ideologia di un dio celeste traendo insegnamenti dalla teologia “pagana”. inoltre quanti volevano fuggire davanti alle sventure si univano a loro e diventavano loro rinforzo (I Mc. che li avrebbero sottoposti a torture come appartenenti alla razza ebraica. Mattatia morí nel 166 av. persecuzioni da parte delle milizie di Antioco IV. fu la loro comunità a essere la prima che si uní al movimento rivoluzionario di Mattatia. Simone e Giuda si riunirono con i capi rivoluzionari a Masfa di fronte a Gerusalemme [è la stessa zona del Kimbert dove si trovava la città di Modin] perché nei tempi antichi Masfa era stata in Israele luogo di preghiera. come abbiamo visto. Che una gran parte dei partecipanti al movimento rivoluzionario fosse rimasta “pagana” ci viene confermato dalla stessa Bibbia a proposito di una battaglia che i giudei combatterono contro Gorgia. che li avrebbero accusati di connivenza con il nemico se fossero rimasti neutrali. 3. 42). che si posero le basi per la costituzione del partito nazionalista giudaico. 45). Simone e Giuda. nemici di dio. che gli spiritualisti. nessuno dei suoi figli ne entrava e ne usciva. gli uomini di Giuda andarono a raccogliere i cadaveri dei loro amici per andarli a deporre con i loro parenti nei sepolcri di famiglia. 2. era disabitata come un deserto. continuarono la lotta contro Antioco IV Epifane. e la corrente religiosa rappresentata dagli asidei. assumeranno un’importanza determinante per quella che sarà l’organizzazione e la divulgazione dell’ideologia messianica in se58 . i forti d’Israele. Gerusalemme. stratega dell’Idumea: intonato nella lingua paterna il grido di guerra che si accompagnava agli inni. i giudei diedero un assalto improvviso alle truppe di Gorgia e le misero in fuga. le primizie e fecero venire avanti i nazirei. Sul punto di morire lasciò ai figli un testamento carico di odio. ciò dipese piú dal timore di ritorsioni e di persecuzioni che dalla convinzione a seguire un’ideologia: ritorsioni da parte dei rivoluzionari. soggiorno dei “pagani” (I Mc. erano una delle tante caste che costituivano il movimento spiritualista. Ma trovarono sotto la tunica di ciascun morto oggetti sacri agli idoli di Lamnia che la legge proibisce agli ebrei. di ira e di vendetta contro i “pagani”. appena un anno dopo l’inizio della rivolta. Di conseguenza. In quel tempo si uní con i rivoltosi un gruppo di asidei. rappresentati dai nazir. il cui nome proveniva dalla parola hassedin. quando ormai la cosa era divenuta necessaria. in realtà. terminò il testamento assegnando le cariche principali ai due figli primogeniti. si sparsero la cenere sul capo e si stracciarono le vesti. che si opponeva agli editti del re. capeggiata da Mattatia il maccabeo e i suoi figli. Se gli ebrei che si unirono a Mattatia furono tanti. attraverso la frase riportata sopra. prima di proseguire. l’attesa del quale starà alla base del movimento rivoluzionario. C’è da rimarcare. viene attribuita dalla Bibbia a Mosè. torture che potevano essere evitate soltanto trasferendosi negli insediamenti rivoluzionari. che in aramaico significa «pio» (nel concetto religioso di «devoto»). abbandonata dai giudei. poiché era residente in Palestina. ricapitolò tutti quei passi della Bibbia che sostenevano Davide come fondatore del regno d’Israele. aveva mai riconosciuto –. Da questo momento in poi i nazir. che è la stessa Bibbia a riconoscere. il santuario era calpestato e gli stranieri erano nella fortezza di Accra. Per confermare ai posteri il diritto di proprietà che gli ebrei accampavano sulla Palestina – diritto che nessuno. Il giorno dopo.. Ma l’esercito ellenistico era potente: si era istallato in Palestina e. Portarono le vesti sacerdotali. nel pieno della rivoluzione. che elesse come proprio messia quel salvatore dalla “duplice figura”. Fu a questo punto. e quanti volevano mettersi a disposizione della legge mosaica. Dopo aver esaltato la fede rivoluzionaria. Simone e Giuda. inesorabile.

riparandolo con le loro armature. Gettatisi come leoni sui nemici. i comandanti di mille. in qualità di annunciatore del futuro messia. dagli ammoniti e da tutti quei nemici tradizionali che si erano alleati con Antioco IV per buttare fuori definitivamente questi ebrei. grazie ai volontari che accorrevano dalla Palestina e da tutte le comunità sparse nel Vicino oriente. Descrizione di una battaglia combattuta da Giuda: accesasi una lotta durissima. cioè quegli eroi di cui tutti i movimenti rivoluzionari basati sulla violenza hanno bisogno per tenere viva la fede nella massa dei seguaci. generale di Antioco. secondo quanto afferma la Bibbia. che per loro rimanevano sempre degli invasori abusivi e dei predoni. la rivolta si trasformò in una vera e propria guerra contro le truppe ellenistiche di stanza in Palestina e i loro alleati. vestito di bianco. si mette alla testa dell’esercito rivoluzionario: Giuda e tutti i suoi uomini partirono insieme con coraggio. Giuda. Procedevano in ordine con un alleato venuto dal cielo. (Il far mangiare carne suina per scoprire gli ebrei era un sistema praticato dai soldati di Antioco IV. che erano rappresentati dai cananei. 59 . Giuda stabilí i condottieri del popolo. Poi levò il campo e si disposero a mezzogiorno di Emmaus. che assicurava anche un’assistenza logistica attraverso coloro che erano rientrati nelle loro abitazioni. 29). riportando. come il rosso. da contrapporre ad Antioco IV. Essi presero in mezzo il maccabeo [Giuda figlio di Mattatia]. visioni che racchiudono simbolicamente la duplice personalità dell’eroe sacerdotale e guerriero. quale quella che Giuda combatté contro Lisia. C’è da rimarcare che in queste visioni vengono sempre abbinati il colore oro che. tutti gli altri li costrinsero a fuggire. Giuda ordinò: «cingetevi e siate forti e state preparati per l’alba di domani a dar battaglia a questi stranieri che si sono alleati per distruggere noi e il nostro santuario. Quello che è da prendersi in considerazione in queste battaglie è il continuo richiamo alla venuta del messia attraverso visioni di angeli e cavalieri che scendono dal cielo per condurre i rivoluzionari alla vittoria. il primo come simbolo guerriero e il secondo come simbolo spirituale. Dopo questo. 11. apparvero dal cielo ai nemici cinque uomini splendidi su cavalli dalle briglie d’oro. e il colore bianco che rappresenta la sacralità sacerdotale. in atto di agitare un’armatura d’oro. per la misericordia che il signore aveva avuto di loro. 10. lo rendevano invulnerabile (Mc. Il movimento rivoluzionario. 8). In questa situazione di conflitto tra i rivoluzionari e l’esercito di Antioco IV. Non c’è sistema migliore per inculcare un’ideologia a un popolo che quella di metter in bocca ai martiri l’apologia della fede per la quale vengono torturati e uccisi. Del resto è meglio morire in battaglia che vedere la rovina della nostra gente e del santuario». Con questa organizzazione. Disse a coloro che costruivano case o che stavano per prendere moglie. fece dei rivoluzionari in un vero e proprio esercito. veniva costretto dai pagani ad aprire la bocca e a ingoiare carne suina. di cinquanta e di dieci uomini. Presi il pugnale e il libro come emblemi della loro ideologia. il che ci ricorda quel metodo che fu usato dai rivoltosi dei Vespri siciliani. è il simbolo regale di Davide.no all’organizzazione rivoluzionaria. i redattori del libro dei maccabei costruiscono i primi martiri del partito nazionalista giudaico. apparve come un condottiero davanti a loro un cavaliere in sella. di cento. le piú strabilianti vittorie. Ma il connubio tra il cielo e la terra appare ancora piú evidente nelle battaglie che seguirono. Mentre si trovavano ancora vicino a Gerusalemme. prese ad attaccare i nemici d’Israele. a quelli che piantavano la vigna o che erano paurosi. ne stesero al suolo undicimila fanti e milleseicento cavalieri. Anche Lisia fu costretto a fuggire vergognosamente (I Mc. Un tale Eleazaro. messosi al comando di un esercito che aumentava sempre piú di numero. che guidavano i giudei. soddisfatte cosí le esigenze ideologiche e rinvigoritosi dall’unione delle due correnti. di tornare a casa loro secondo la legge. uno degli scribi piú stimati. i quali per smascherare i soldati francesi che si erano vestiti da civili. nella quale il cavaliere disceso dal cielo. facevano loro pronunciare la parola «ceci»). dai gebusei. che andrà sempre piú estendendosi nelle comunità ebraiche del Vicino oriente.

rinforzato. molti caddero colpiti a morte. sputando il boccone e. Ogni comunità costituí un direttivo che. mettevano in fuga non pochi dei nemici. Davide e da tutti gli altri criminali che la Bibbia esalta come eroi. i rivoluzionari videro un corteo numeroso e festante e lo sposo con gli amici e i fratelli che avanzava incontro al corteo. come la stessa Bibbia afferma. Se uno dei centri piú imponenti e piú organizzati si costituí in Galilea. in cui viene descritta un’azione terroristica che eseguono contro un corteo nuziale. fedeli agli insegnamenti rivoluzionari biblici. scegliendo di preferenza la notte come tempo favorevole a queste incursioni. che erano tra le piú attive nel sostenere l’ideologia yhavista. alzando gli occhi. secondo il sistema già usato dai loro atavici predoni. che celebrava il matrimonio della figlia di uno dei grandi magnati di Canaan […] Ed ecco. osserva il cielo e la terra. Questa idea di vita eterna dopo la morte. sa bene che soffro atroci dolori sotto i flagelli. Le nozze furono mutate in lutto e i suoni delle loro musiche in lamento (Mc. 7). si incamminò volentieri al supplizio. che sarà tra le piú autorevoli a sviluppare l’ideologia spirituale essena. è una chiara esaltazione della resurrezione dopo la morte. si sparse dando vita a insediamenti su tutto il territorio della Palestina. 39). ignorata nella maniera piú assoluta dalla Bibbia. riceveva assistenza logistica e arruolamento di volontari dalle comunità che si trovavano in questa nazione. mentre gli altri riparavano sul monte. la troviamo espressa in maniera ancora piú evidente nel martirio di sette fratelli che furono uccisi insieme alla madre. dopo averli derubati e passato a fil di spada i loro abitanti. ma nell’anima sopporto volentieri tutto questo per il timore di lui». E ancora: Cosi cominciò a diffondersi il timore di Giuda e dei suoi fratelli e le genti intorno furono prese dal terrore (I Mc. 3. Balzando dal loro appostamento li trucidarono. Ripetendo cosí quei sistemi già praticati nel passato da Giosuè. [… I] guerriglieri di Giuda piombavano all’improvviso su città e villaggi. uno tra i tanti. Il signore a cui appartiene la sacra scienza. perché. che porterà al cristianesimo. Nel giro di pochi anni tutte le comunità ebraiche del Vicino oriente furono totalmente coinvolte nella rivoluzione giudaica e in maniera cosí impegnata da formare una vera organizzazione internazionale. La fama del loro valore risuonava ovunque (II Mc. secondo. Saul. che porterà i romani a considerarli dei briganti (latrones) a cui riservare come condanna la crocifissione. tale è anche l’origine del genere umano. fedeli seguaci degli insegnamenti della Bibbia. La carica dottrinale contenuta nelle espressioni della madre che incita l’ultimo figlio ad affrontare i carnefici. e presero le loro spoglie [derubarono i cadaveri]. i membri del partito nazionalista giudaico. da volontari provenienti da tutte le comunità extrapalestinesi. ciò dipese da due motivi: primo. «Ti scongiuro. mostrandoti degno dei tuoi fratelli già morti come martiri. 25). ripeté ai suoi aguzzini che cercavano di fargli rinnegare il suo dio: «se dovessi rinnegare il mio dio per sottrarmi al castigo degli uomini. accetta la morte perché io ti possa riavere insieme a loro nel giorno della misericordia [giudizio universale]» (II Mc. figlio mio. non potrei sfuggire né da vivo né da morto alle mani dell’onnipotente. riunendosi in assemblee (ekklesíe) sotto la direzio60 . 9. li incendiavano e impadronendosi delle posizioni piú opportune.Ma egli. risposero potenziando gli attacchi contro i soldati ellenistici e intensificando il terrorismo contro i villaggi dei “pagani” che incendiavano. i partigiani del movimento rivoluzionario yhavista perseverarono in questa forma di terrorismo. trovandosi sui confini della Siria. osserva quanto vi è in essi e sappi che dio li ha fatti non da cose preesistenti. preferendo una morte gloriosa a una vita ignominiosa. quella resurrezione che la religione avestica aveva esteso attraverso il concetto cosmico a tutta l’umanità. 6). Alle persecuzioni operate da Antioco IV Epifane.7. perché essendo la regione piú lontana dalla Giudea era la meno sottoposta ai controlli delle truppe di Antioco IV. che risiedevano nei pressi di Gerusalemme. con tamburi e strumenti musicali e grande apparato. Per comprendere bene di cosa fossero capaci questi guerriglieri. assimilata dal culto dei misteri. attività che si dimostrerà in seguito tutta la sua influenza. riporto un fatto. attraverso l’ekklesía di Damasco. prima di morire. Non temere questo carnefice ma. Il partito nazionalista giudaico. che sarebbe risorta alla fine del mondo per affrontare il giudizio universale.

Tafni. dette come segno dell’imminente avvento del messia l’illuminarsi della notte. si fece chiamare l’«asideo». il loro trionfo sui nemici. i filistei. come avevano già saccheggiato la teologia avestica per costruire la propria ideologia religiosa. contengono esortazioni a rimanere fedeli alla legge mosaica.ne di un capo. Se il partito nazionalista giudaico era riuscito a indirizzare la massa popolare ebraica sull’attesa di un messia che sarebbe disceso dal cielo. Siamo a conoscenza di tre delle lettere inviate dalla comunità di Gerusalemme durante la rivolta dei maccabei alle comunità extrapalestinesi. per coinvolgere le masse alla loro rivolta. Poiché questo avvenimento astrale avrebbe comportato un aumento di luminosità nel cielo. il capo dell’esercito. durante il quale stavano preparando la guerra finale che li avrebbe dovuto portare a trionfare definitivamente sui nemici di dio. Invece gli uomini di Giuda con invocazioni e preghiere si gettarono nella mischia contro i nemici. Anche Giuda. Giuda l’asideo mosse contro Tímoteo. che sconfisse in una battaglia nel Bassan. i giudei. la propaganda giudaica. che lo stesso re gli aveva mandato contro con un potentissimo esercito. Giuda partí all’attacco dei nemici d’Israele. facendo particolare riferimento alla celebrazione della festa delle Capanne. In questo potenziamento di forze. derivante da un coinvolgimento sempre piú attivo delle comunità del Vicino oriente. fu certamente per opera della corrente spirituale. dando per imminente l’avvento del messia e facendo propria quella profezia zarathustriana che stava per compiersi: i sette secoli. infliggendo una solenne sconfitta al generale Lisia. In tal modo combattendo con le mani e pregando dio con il cuore. che era una fortezza inespugnabile e inaccessibile per la strettezza dei suoi passaggi. lasciato il nome di maccabeo. che sollecitavano l’avvento del messia con le loro preghiere. per ravvivare la fede che stava scemando. e alla costellazione dei pesci il simbolo del loro messia – che era appunto rappresentato da un pesce. quella filosofia religiosa platonica che era contestata dagli spiritualisti ebrei per ragioni che risultano ovvie. Due. che dovevano trascorrere perché si presentasse sulla terra quel “giusto” che avrebbe dato inizio a un’era di tranquillità e di pace. si incaricava di eseguire gli ordini che riceveva dalla comunità di Gerusalemme. tra- 61 . si stavano compiendo e. Di conseguenza. In un susseguirsi di successi militari – quei successi militari favolosi tipici della narrazione biblica –. distrasse le città di Efrom e umiliò lo stesso Antioco IV Epifane. vedendo in questo sincretismo il suo peggiore nemico. Giuda li inseguí e dopo aver sterminato trentamila dei fuggitivi. parimenti si impadronirono anche della loro profezia. se si considera che l’una era a favore al sincretismo. Che i religiosi avessero preso in mano il movimento rivoluzionario ci viene confermato dal fatto che i rivoluzionari cambiarono il loro appellativo di maccabei con quello di asidei. cioè editi in quel periodo dell’invasione romana della Palestina. gli ammoniti e contro lo stesso esercito di Tolomeo. mosse contro Camion e ne uccise altri venticinquemila (II Mc. riportando vittorie contro i figli di Bean. batté gli idumei. 26). furono presentati nei due libri dei maccabei come ferventi credenti. di Gallade. Gli uomini di Nicanore avanzavano al suono delle trombe e degli inni di guerra. e la terza. pianeta apportatore di mutamenti sociali. l’altra era contro. aveva cominciato a dare segni di cedimento. i soldati dell’esercito giudaico. inviata alla comunità di Alessandria che. av. Per comprendere il significato intrinseco dei due libri dei maccabei bisogna tenere presente che questi furono scritti centocinquanta anni dopo i fatti in esso riportati. attribuendo a Giove la regalità di Davide. Timoteo era trincerato in un luogo chiamato Carnion. dirette alle ekklesíe che si trovavano in Egitto nelle città di Migdol. All’apparire del primo reparto di Giuda si diffuse tra i nemici il panico e il terrore. Menfi e nella regione di Patros. il quale aveva con se centomila fanti e duemilacinquecento cavalieri. sconfiggendo Roma. Giunti alla conclusione che si sarebbero potuti impadronire dell’Impero romano. che era considerata la guida del movimento. a Saturno. n. traendo gli argomenti dal commentario di un certo Anfibulo. cercarono di ravvivare quella fede che già dal IV sec. assimilati i concetti spiritualistici. e. 21. pur rispettandola nel suo ruolo di esecutrice materiale. che si era imposta su quella rivoluzionaria. e perciò cominciarono a fuggire precipitandosi chi da una parte e chi dall’altra cosicché erano colpiti dai propri compagni e trafitti dalle punte delle loro spade. pur continuando a eseguire stragi secondo i metodi tradizionali. perché si verificò contro di loro l’apparizione di colui che dall’alto tutto vede. incoraggia la riconciliazione tra la religione ebraica e la filosofia greca.

26).volsero non meno di trentacinquemila uomini. 8. Cosí si accese la battaglia definitiva e caddero finiti a morte da una parte e dall’altra. con la quale. fu preso dallo sconforto. la protezione. 9). voglio riportare il passo riguardante la morte gloriosa che attribuisce a Giuda: quando Giuda. La maggior parte dei rivoluzionari. Per dimostrare quanto la Bibbia sia un prodotto esclusivo della fantasia. La terra fu scossa dal fragore degli eserciti e la battaglia durò dal mattino alla sera. tendente a caricare i rivoluzionari di vigore nazionalista. Una celebrità tanto priva di ogni riscontro storico. La falange avversaria si mosse avanzando ai due lati al suono delle trombe. riportata in termini attuali. equiparandolo a Davide. di cui tre a cavallo. Giuda morí nell’anno 160 av. e. vide che l’esercito di Bacchide era composto di ventimila soldati e duemila cavalieri. dopo averne tessuto gli elogi. inviò un certo Eupolemo come messaggero a Roma per ottenere dal senato. anche se nella realtà dei fatti egli lasciò la situazione giudaica identica a come l’aveva ereditata dal padre Mattatia. Ai romani piacque la proposta e l’accordo di un reciproco sostegno fu scritto su tavolette di bronzo che furono subito spedite a Gerusalemme (I Mc. dicendo: Giuda divenne celebre fino alle estremità della terra. fuggirono. perché radunò coloro che erano sperduti – riferendosi alle comunità giudaiche che si erano unite alla rivolta dei maccabei. che è passata sotto silenzio dalle fonti storiografiche al pari di tutti gli altri eroi biblici. n. che è in tutto uguale. riportato nel primo libro. che aveva conservato per tutta la vita la spada di Golia con la quale gli aveva tagliato il capo. il partito nazionalista giudaico proseguí la lotta contro suo figlio Antioco V. Che la figura di Giuda l’asideo sia tutta una montatura propagandistica. dopo avergli proposto un patto di amicizia e di alleanza. e la sua morte non poteva che essere quella dei piú grandi eroi. tra i tanti episodi che lo associano alla figura di Davide. successore di Antioco V. per battere definitivamente il regno ellenistico che stava riducendo Israele in stato di schiavitú. Giuda. quali Abramo. che comandava tremila uomini. delle loro imprese e della loro potenza. dopo avergliela tolta di mano. Con Giuda i redattori dei due libri dei maccabei vogliono costruire il simbolo dell’eroismo rivoluzionario. debbano lottare tanto contro uno – tale è la proporzione tra l’esercito di Bacchide e gli ottocento rivoluzionari di Giuda –. continuatore della politica repressiva del padre. poiché una parte degli ottocento riuscí pure a fuggire. rallegrandosi grandemente per la manifesta presenza di dio (II Mc. 21). In esso. Ci fu un momento in cui Giuda e i suoi uomini misero in difficoltà Bacchide e avrebbero riportato vittoria se non fossero stati circondati dall’ala sinistra dell’esercito che cosí li prese alle spalle. che alla fine neppure viene ucciso. quando sentí parlare dei romani. esattamente come aveva fatto Davide. Davide. Cadde anche Giuda e gli altri fuggirono (1 Mc. per stile e contenuto. ai canti che furono dedicati a Davide. Giosuè. affrontò ugualmente Bacchide. si cerca di esaltarlo dandogli una personalità dalla fama universale. se non addirittura peggiorata: Demetrio. gli aveva tagliato la testa. a imporre tributi e a perseguitare senza pietà i sovversivi. Ma come si può pensare che certe stupidaggini possano essere prese sul serio? Soltanto nei libri dove le verità dipendono dai sogni e dalle rivelazioni si può sostenere che ventotto soldati. sovrintendente di Antioco IV. 1215. non potendo dire nulla di concreto circa la sua vita. presi dal panico. Le vittorie dei giudei si moltiplicarono e tanta fu la baldanza che Giuda trasse dai propri successi che. dopo averlo abbattuto colpendolo con una sassata in fronte. deciso a non lasciare ombra nella sua storia. Mosè. In onore di Giuda fu composto un cantico di elogio. Salomone e tutti gli altri re che li seguirono. togliendogliela anche lui di mano. Samuele.. viene raccontato che Giuda aveva conservato per tutta la vita la spada di Antiochio. appare evidente quando. Morto Antioco IV Epifane. è la stessa che c’è fra tre divisioni di fanteria piú una divisione corazzata e un 62 . La proporzione tra l’esercito di Bacchide e i guerriglieri di Giuda. continuò a occupare la Palestina e a schiacciare la Giudea con una severità addirittura superiore a quella di Antioco IV Epifane. Di tremila che erano ne rimasero cosí soltanto ottocento.

il grande sacerdote. per averlo suo alleato. i redattori della Bibbia lo mettono a connessione con Roma nella qualifica di sommo sacerdote e conduttore di eserciti. il grande condottiero. in guerra con Demetrio. i redattori della Bibbia. dopo avergli attribuito la distruzione dei filistei. che lasciò i suoi pastori erranti nel deserto del Negheb nella stessa situazione in cui li aveva trovati. che si è voluta rendere credibile puntellandola su fatti e nomi appartenenti alla storia. Ma le favole. Senza parlare poi di tutti i fiaschi fatti dal signore. venuto a conoscenza di questa alleanza.reggimento. a cominciare da Mosè. Tutte le conclusioni della Bibbia finiscono sempre nel nulla come immagini riflesse su bolle di sapone. eletto generale dell’esercito e sommo sacerdote. sempre favole rimarranno e come tali non potranno cambiare mai il corso della realtà. esattamente come la storia vera le riporta. alla sua morte. che hanno lasciato le cose invariate. alla fine risulterà una nullità che svanisce nel buio di una cecità che precede il suicidio. Noi dunque ti nominiamo oggi sommo sacerdote del tuo popolo e amico del re perché tu favorisca la nostra causa e mantenga amicizia con noi (I Mc. per continuare con Mosè che. Un teologo. facendogli rinnegare l’alleanza che egli aveva stipulato con Demetrio. vengono attribuiti a Gionata sono a dir poco strabilianti. Ma il re Alessandro. alla quale devono alla fine sottostare. come quella di Giuda suo fratello. indispensabile per sostenere quel programma teocratico che. porterà i giudei a perseguire un imperialismo universale. e Gerusalemme continuerà a essere un mucchio di rovine. A Giuda successe il fratello Gionata. 63 . e gli si attribuisce una potenza militare e politica tale che lo stesso Demetrio è portato a temerlo. per la prima volta nella storia ebraica. Di particolare importanza è da considerarsi il riconoscimento di Gionata quale sommo sacerdote da parte del re Alessandro che legalizza. continuerà a pagare i contributi a Trifone. a cui interessa soprattutto dare importanza al riconoscimento di Gionata quale sommo sacerdote da parte del re. quel monarca eletto da dio re dei re. associa nella stessa persona insieme al quella di capo dell’esercito. Nel nulla si sono concluse le grandi vittorie di Giuda e le grandi conquiste di Gionata. Due favole. a cominciare da Abramo. basato sul monoteismo. Con Gionata. Un particolare che va messo in evidenza. 10. in seguito all’accordo stretto con i romani. figlio del re Demetrio. due fiaschi. ancora una volta. dopo avergli riconosciuto il comando della Giudea. per confermare il loro eroe nel suo ruolo di personaggio politico-religioso. è il rinforzarsi degli insediamenti dei rivoluzionari che si erano formati nella regione della Galilea. come sempre accade nella Bibbia. schierano il loro eroe dalla parte del re Alessandro. mi ha risposto che certe cose possono essere comprese soltanto da coloro che hanno la fede . 18). il partito nazionalista giudaico costruisce in lui una figura di eroe addirittura superiore a quella di Giuda. con Sansone che. per quanto si cerchi di renderle credibili. cercò di trarre dalla sua parte Gionata scrivendogli questa lettera: abbiamo sentito dire di te che sei uomo forte e potente e disposto a essere nostro amico. in un certo qual modo. al quale ho fatto rimarcare questo assurdo. tanto che. quella carica spirituale che il partito nazionalista giudaico. successore di Demetrio. E. Anche se le concessioni fatte da Demetrio sono di gran lunga superiori a quelle che Gionata riceve dal re Alessandro. che alla fine dovrà comprarsi la terra per avere una sepoltura. Viene riportato vittorioso su Apollonio. gli ebrei si ritroveranno con un pugno di mosche: la Giudea risulterà ancora sottomessa al regno ellenistico. facendogli rinnovare l’alleanza precedentemente stipulata dal fratello Giuda. lo si fa diventare amico di Alessandro Balas. dopo tanti lampi e tuoni. lo esonera dal pagamento delle tasse. Le figure di sacerdote e politico erano state sempre separate. Le vittorie militari e i successi diplomatici che. si concretizza la fusione politico-religiosa. riguardo questo periodo della storia di Gionata. che era il maggiore sostenitore dei romani nel Vicino oriente. La vita di Gionata. come se non bastasse.. insediamenti che assumeranno in seguito un’importanza determinante nella lotta contro i romani. anche se.. non è che un’altra favola. che si uniscono alle favole e ai fiaschi di tutti gli altri eroi biblici. In un crescendo di esaltazione propagandista. già ideologicamente espressa nel messia dalla duplice figura. come la storia vuole. cedette il comando datogli da dio a dei capi tribú. che aveva affidato le funzioni religiose a suo fratello Aronne. con Davide. cioè senza patria e senza terra.

che continuavano a ignorare il dio della Bibbia per seguire le divinità “pagane” dei loro antenati. lo costringe ad adeguarsi a essa. che ritornarono nella Giudea. re e condottiero dell’esercito per acclamazione di popolo. se di tanto in tanto riescono a infilarci dentro il loro signore. Gionata. obbligandolo a ricominciare sempre da capo con le sue contraddizioni. passata per lecita perché nessuno può dimostrare il contrario. dopo la morte di Giuda e di Gionata. per quanto si cerchi di esaltarlo come essere onnisciente e onnipotente. si guardò bene dal mettergli le mani addosso. Ma siccome non può raccontare di una battaglia sostenuta con Trifone. chiusero le porte e si impadronirono di lui e passarono a fil di spada quanti erano entrati insieme a lui. per decine di secoli vittorie e trionfi degni dei piú grandi conquistatori. corrispondenti oggi a sei divisioni di fanteria. Come avevano fatto con Salomone. rappresentati dai moabiti. ma sospettava che Gionata glielo impedisse nel caso gli muovesse guerra [intromissione abusiva di Gionata come personaggio nella storia. [Ma. dagli ammoniti e contro quegli ebrei. che si sono inventati un dio per legalizzare il loro mestiere di predoni. Perciò gli mosse contro. deve sempre sottostare alla realtà degli eventi riportati dalla storia. che. fidatosi di lui. la propaganda del partito nazionalista giudaico riconfermerà il connubio tra la corrente religiosa e quella rivoluzionario-politica da cui era stato partorito il messia dalla duplice figura. sotto forma di tasse e di tributi che gli ebrei pagavano agli imperi che gliene concedevano l’uso. e venne a Beisan [la Bibbia. cosí vollero costruire in Simone la figura del monarca giudeo che regna su uno Stato che finalmente si è realizzato. poiché si deve dare un finale alle vicende di Gionata. Ma quando Gionata fu entrato in Tolemaide. cingere la corona e stendere la mano contro re Antioco [fin qui il fatto corrisponde alla realtà]. lo resero alleato di Roma. quella storia che. Via via che riporterò i passi della Bibbia farò delle osservazioni per far comprendere il meccanismo seguito dai falsari. lo presentò ai suoi amici e dopo avergli offerto dei doni gli disse: «perché sei venuto con questo grande esercito se non c’è guerra tra di noi? Su. crea.derivanti dai continui pentimenti. quella città emblematica nella quale. la Samaria. e di Giovanni. Anche se ogni commento è quanto mai superfluo. Con la rivolta dei maccabei si conclude la storia del popolo ebraico raccontata dalla Bibbia. di tutti sono state e di tutti continuano a essere tranne che di loro. che è uno dei sistemi piú usati dalla Bibbia per far sparire i suoi personaggi]. continuò la lotta contro gli ellenistici e i loro alleati. ignorando le opere che gli attribuisce la fantasia. Gionata gli uscí incontro con quarantamila uomini scelti e inquadrati. è soltanto perché viene concesso dalle divinità “pagane” dietro pagamento di un affitto. e sarà riconosciuto nelle sue cariche da Roma. La Giudea. Sarà solennemente eletto sommo sacerdote. rimanda tutti a casa e vieni con me a Tolemaide dove io ti consegnerò le altre fortezze e il resto dell’esercito e i funzionari. vedendo che Gionata era venuto con un poderoso esercito. ucciso da una tribú della Transgiordania mentre trasportava i beni dei giudei. che la Bibbia asserisce sia deceduto schiacciato da un elefante in una battaglia contro Antioco V. pur di raggiungere i loro scopi. superiore a quello di Trifone. gli fecero costruire mura solide e alte torri per difendere Gerusalemme e tutte le altre città della Giudea. mettendo a disposizione di Gionata un esercito di quarantamila uomini. storicamente mai avvenuta. sono disposti a far passare per fessi anche i loro eroi. la Galilea e tutte le altre terre della Palestina sulle quali hanno ottenuto. eccetto duemila uomini che inviò in Galilea. trattandosi di un sospetto]. anche se tutto era stato predisposto perché riportasse contro Trifone una vittoria meritevole di essere ricordata dalla storia. il popolo prediletto da dio – come la stessa Gerusalemme. Anzi lo ricevette con molti onori. Dei cinque figli di Mattatia. rinasti nelle loro terre ataviche. lo ero venuto proprio per regalarti tutto questo». quel dio che. e la terra promessa è ancora un’utopia. rimase Simone. Trifone. Trifone cercava di diventare re dell’Asia. Non è questa la dimostrazione piú evidente della chimericità di un dio che promette. ritenendoli degli invasori abusivi e dei terroristi. se fosse veramente avvenuta. per farlo morire si ricorre all’espediente del tranello. continuano a combattere contro gli ebrei. preso il comando del movimento rivoluzionario. gli attribuirono l’ampliamento delle città 64 . promette e non mantiene mai? Se Gionata viene fatto morire in un tranello è perché non si poteva fare altrimenti. dai filistei. tutti i presupposti per dare la vittoria ai rivoluzionari. risolve la situazione rimandando tutti a casa]. avvenute come sopra illustrato. I popoli indigeni. «duri di cervice». faccio comunque rimarcare che i redattori della Bibbia. Nella persona di Simone. secondo la Bibbia. Lo fecero diventare amico del re Demetrio e del re Antioco VII. di Eleazaro. a fine propagandistico. rimandò indietro le truppe. La morte di Gionata è la classica dimostrazione di come siano state costruite le favole bibliche.

fondatore della stirpe degli Asmonei. quello che maggiormente deve essere rimarcato. è l’insistenza nel legalizzare le sue due cariche. a tradimento nel 134 av. e di guerriero che si sarebbe messo a capo dell’esercito. degli spartani. insieme ai suoi due figli. oltre al fatto che è il fondatore della stirpe degli Asmonei. erede diretto della stirpe di Davide. di Ghezer presso i confini di Asdod e. Questi «annali» non esistono. Eleazaro e Giovanni. e non sono mai esistiti. comprensivo di sette piramidi per tumularvi i corpi del padre. come lo volevano i rivoluzionari. 1. per il fatto di essere troppo vicine all’epoca in cui sarebbero state scritte. Giovanni è l’ultimo personaggio del Vecchio testamento. Anche se la Bibbia non lo dice c’è da presupporre che la settima fosse per lui. rimase a capo dei giudei fino all’anno 104 av. gli chiese indietro le città di Ioppe. come lo volevano i religiosi. n. sommo sacerdote e condottiero dell’esercito rivoluzionario. ma sempre sotto il controllo di Antioco VII. da quando divenne sommo sacerdote dopo la morte del padre Simone. Ma. E cosí. vuoto che termina nel 63 av. le sue battaglie e gli atti di valore da lui compiuti. 41). cioè nelle mani di Antioco VII. nonché di vari re. si istallò a Gerusalemme. cosí si frantumò quello di Simone per opera di Antioco VII. la ricostruzione delle mura di Gerusalemme [ancora una volta!] e le sue imprese sono scritte negli annali del suo sacerdozio. Giovanni. che lo confermarono tale attraverso lettere − le quali. Soltanto chi non ha ancora capito che la Bibbia è tutta una finzione si chiede dove possano essere finiti questi «annali». furono scolpite su tavolette di bronzo. re e sacerdote. e.di Bet-Zur. Tutto ciò per indottrinare gli ebrei. attraverso la sua elezione da parte del popolo e il suo riconoscimento da parte dei romani. Simone fu ucciso da Tolomeo. quella di re e di sommo pontefice.. che è la sintesi dei due libri dei maccabei. dopo essersi imposto in Siria. venne stabilito che il messia sarebbe stato un discendente di Simone. attraverso questo scritto inciso su tavole di bronzo. che si chiude su di lui con queste parole: le azioni di Giovanni.. n. preso il nome di Ircano I. Di tutto ciò che la Bibbia riferisce circa Simone. Gionata. se nessuno storico ha mai parlato e nessuna traccia ne è rimasta. come si era frantumato l’immaginario regno di Salomone. 65 . Giuda. sempre seguendo quell’aspirazione che avevano sempre avuto di rapportarsi alle grandezze dell’Egitto. della madre e dei suoi quattro fratelli. di Giaffa. [… I] giudei e i sacerdoti approvarono che Simone fosse loro condottiero e sommo sacerdote finché sorgesse un profeta fedele che fosse loro comandate militare. Dopo questa data segue un vuoto storico per ciò che riguarda l’attività del movimento rivoluzionario. e vestisse di porpora e di ornamenti d’oro. E ciò per il semplice motivo che le falsità che avrebbero riportato − quelle falsità che sono alla base della Bibbia − sarebbero state facilmente smascherate nella loro assurdità. il quale. secondo la Bibbia. durante un banchetto a cui li aveva invitati. Le città di Gazara. che invade la Palestina con le sue legioni. vengono ricollocate nel posto dove la storia voleva che fossero. quali Antioco VII e Demetrio. che. A Simone succedette il figlio Giovanni. di Ioppe e la fortezza di Gerusalemme che erano state date a Simone dalla fantasia dei redattori della Bibbia. non avendo piú bisogno del suo aiuto. Cosí. affinché si preparassero a ricevere quel messia che avevano costruito nella duplice personalità di figlio di dio che scendeva dal cielo. dissero che a Modin aveva costruito un mausoleo con grandi colonne. assunte anche lui le cariche di re dei giudei. ancora una volta svanisce come una bolla di sapone tutta una costruzione artificiosa tendente a dimostrare i successi di un ennesimo eroe biblico. e. suo genero. n. figlio di Mattatia. di Gazara e la fortezza di Gerusalemme. Disposero che questo fosse stato scritto su tavole di bronzo perché fosse a disposizione di Simone e dei suoi discendenti (Mc. Opere sicuramente esistenti soltanto nella fantasia. che secondo la fantasia biblica gli erano state concesse precedentemente da Demetrio. quando la storia − quella vera − ci farà ritrovare i guerriglieri giudei opporsi a Pompeo. di fronte alla realtà storica. e. di cui non è rimasta traccia.

durante i quali tutto rimarrà intatto nel partito nazionalista giudaico. Dalla morte di Giovanni Ircano I.Con l’occupazione della Palestina da parte di Roma comincia l’era premessianica. figlio di Simone e nipote di Mattatia. eccetto il nome dei rivoluzionari che. si è mutato da «asidei» (hassedin) in «esseni» (hassenin). durante questo periodo. 66 . all’invasione romana della Palestina. passano sessantasette anni. Una variazione che non può essere attribuita ad altro − non trovando una spiegazione storica − che a una semplice deformazione di pronuncia.

Sadducei. quale suo sostenitore. che aspirava al sommo sacerdozio. Il primo sommo pontefice.). farisei. 7). in Egitto o in Grecia. che si contendevano il regno della Giudea. dirò che gli ebrei. e. A questo punto. La loro origine data all’epoca della rivolta dei maccabei. decise di attendere prima di intervenire con le proprie legioni. indipendentemente dalla credenza religiosa. Affidò Gerusalemme ad Alcimo e gli lasciò soldati che lo sostenessero (I Mc. come già avevano fatto con i precedenti imperi occupanti. che ne era stato il fautore. eletto da Antioco V. si astenevano dal mangiare carni suine. Ma la decisione di Pompeo. dove Pompeo aveva eletto la sua residenza. che cosí viene ricordato dalla Bibbia: andarono da Antioco V tutti gli uomini perfidi ed empi d’Israele. invece di porre fine alla disputa dinastica. si recarono a Damasco. Pompeo. Mettendo per il momento da parte quelle comunità extrapalestinesi che avevano cominciato a formarsi in seguito all’occupazione della Samaria da parte degli assiri e che si erano moltiplicate poi. guidati da Alcimo. si dividevano nei seguenti quattro partiti: sadducei. per quanto la Bibbia voglia farceli apparire riuniti sotto un solo dio. elesse un sommo pontefice in opposizione a quello dei rivoluzionari. accettate le loro proposte. organizzò subito una rivolta armata contro Ircano II. Anche se numericamente pochi. sperando in una soluzione diplomatica. i quali. suo successore. seguendo gli usi dei loro antenati. attribuí ad Alcimo il sommo sacerdozio e gli diede ordine di far vendetta contro gli israeliti. si circoncidevano. in realtà. dopo la diaspora determinata dall’invasione della Giudea attuata da Nabucodonosor − comunità che già abbiamo visto. che continuarono ad accettare il dominio dei romani. etc. fu un certo Alcimo. Per spiegarmi meglio. dalla casta o dal ceto a cui appartenevano. Ircano II e Aristobulo II. ne aggravò la situazione. prendiamo in esame gli ebrei. che si era impegnato a sostenere militarmente Ircano II. avvenuta nell’anno 64 av. quando Antioco V. per destabilizzare il potere religioso del partito nazionalista giudaico. la loro fedeltà al Pentateuco. sia che risiedessero in Palestina. sacrificavano l’agnello nei giorni di Pasqua. samaritani ed esseni. dobbiamo soffermarci a esaminare la situazione della Palestina. quali sostenitrici dell’ideologia religiosa −. a quel libro che. dette inizio all’era dell’occupazione romana della Palestina (63 av.SITUAZIONE DELLA PALESTINA SOTTO L’OCCUPAZIONE ROMANA In seguito all’annessione della Siria all’impero di Roma.. prendiamo in esame gli ebrei della Palestina. Pompeo. costituiva la base della loro etnia. L’occasione per una risoluzione pacifica della vertenza gli venne data dai due stessi fratelli che. istallatosi a Damasco. quella che poneva maggiori problemi era la Palestina. disposti a tradire Giuda e i suoi fratelli. rispettavano tutti il riposo del sabato. ritenendo Aristobulo II non affidabile per via di certe sue amicizie pericolose per Roma. la riconferma a sommo pontefice di Alcimo da parte del re Demetrio. rappresentati dai grandi sacerdoti che officiavano nel tempio di Gerusalemme con pompose cerimonie. n. intervenendo con le proprie legioni. che. si propose di riorganizzare tutti i possedimenti dell’Asia prima di rientrare a Roma. dette inizio a questa casta sacerdotale che ritroviamo intatta nei sadducei al tempo di Pompeo: 67 . perché la detronizzazione di Aristobulo II provocò una reazione da parte del partito nazionalista giudaico che. Pompeo. L’unico collante che continuava a tenere uniti gli ebrei rimaneva. sia religiose che politiche. presa la decisione di eleggere Pompeo come arbitro nella loro discordia. costituivano la classe socialmente piú privilegiata ed economicamente piú potente del popolo ebraico. per via di un conflitto allora esistente tra due fratelli. che avrebbe potuto risolvere la diatriba con l’imposizione della forza. n. Pompeo. per comprendere bene i fatti che seguirono questo intervento di Pompeo. Tra le regioni dipendenti dalla Siria che facevano parte di questo programma. e. al momento dell’occupazione romana. Morto Antioco V. Tralasciando le popolazioni autoctone. risultano invece seguaci delle piú disparate ideologie. raccogliendo le loro leggi e tradizioni ataviche. decise in favore di Ircano II. Antioco V. impegnate nella rivolta dei maccabei.

Alcimo offrí al re i suoi servigi dichiarandosi disposto a combattere contro gli asidei se gli avesse riconfermato la carica di sommo sacerdote. avendo tutto l’interesse che nulla mutasse. ai quali era affidata l’amministrazione sociale. viste le esperienze del passato. stanti le offerte che ricevevano dagli ebrei palestinesi e dai pellegrini che giungevano continuamente da tutte le parti del Vicino oriente. Questi.. che venivano perpetuate attraverso i riti religiosi. al tempo dei romani troviamo i farisei come i piú convinti sostenitori del dio biblico e delle tradizioni ebraiche. infine. Per lo piú accentrati in Giudea. a differenza degli esseni e degli stessi farisei. erano contrari a ogni forma rivoluzionaria. gli diede l’ordine di eliminare prima Giuda e i suoi uomini e poi di costituire Alcimo sacerdote del tempio massimo (II Mc. che usava il partito nazionalista giudaico contro i suoi avversari. in modo particolare durante le feste della Pasqua. per assolvere la loro missione sacerdotale di responsabili del culto e di capi della comunità. respinsero nella maniera piú decisa l’idea che dei “pagani”. sia pur convertiti. 14). pregavano dio per sollecitare l’avvento del messia davidico. cioè quando si dissociarono dagli asidei. che avrebbe potuto portare a dei mutamenti sociali e religiosi. per conservare quel privilegio che veniva loro dall’amministrazione del grande tempio. produrrà il cristianesimo. che li avrebbe portati quale condottiero davidico alla vittoria finale contro i nemici di dio. Per dimostrare quanto la religione non fosse il collante che cementava gli ebrei. Al che Demetrio. d. e quindi contrari all’avvento di un messia. in un susseguirsi di nomine di sommi sacerdoti voluti dai re ellenistici. ritroviamo nei sadducei i diretti discendenti di quell’Alcimo che fu il fondatore del loro ordine. anche una protezione contro le ritorsioni terroristiche. tra le tante regole che dovevano rispettare avevano quella di essere obbligatoriamente sposati. I rabbi. in contrapposizione a quelli che venivano eletti dal partito nazionalista giudaico. non credevano alla resurrezione dell’anima. pastori nomadi. Raccolti in comunità. respingevano ogni forma di contatto con il movimento rivoluzionario. che costotuiva per loro fonte di cospicui introiti. pur credendo all’immortalità dell’anima. erano visti come garanti conservatori delle leggi ataviche (Pentateuco). che invece avevano assimilato − anche se in maniere diverse − le ideologie “pagane” espresse nel culto dei misteri. i quali. che per loro rappresentavano. cioè da quando.Alcimo. potessero entrare nelle loro comunità. cosí i sadducei continuarono a collaborare con i romani. saranno loro che. Questo afflusso al tempio di Gerusalemme da parte di tutti gli ebrei. fonte di enormi guadagni. rimasero saldamente legati ai romani. e discutevano dei vari problemi che riguardavano la loro giurisdizione. piú che come rappresentanti di un’ideologia. nel II sec. e. si riunivano settimanalmente in “cameroni” che chiamavano «sinagoghe» (dal greco «assemblea») dove. cioè di quel messia essenzialmente uomo scelto fra gli uomini («unto). Farisei. Come i predecessori avevano collaborato con i dominanti ellenistici. oltre che una garanzia di continuità per la loro posizione privilegiata. In seguito. Tenaci conservatori dell’ideologia ebraica secondo le leggi contenute nel Vecchio testamento. era dovuto al fatto che questi sacerdoti. salveranno l’ebraismo. che avrebbe ricostituito il regno d’Israele. sotto la direzione di un rabbi (maestro). fedeli ai vecchi dettami del dio biblico. perché avvenuta molti anni dopo la rivolta dei maccabei. secondo il loro credo. avevano esteso il battesimo anche ai “pagani”. Come conseguenza di questa posizione preminente. che ritenevano. Fu cosí che. basti dire che i sadducei. per aumentare il numero dei propri seguaci. designato Nicanore stratega della Giudea. erano rimasti fedeli seguaci del messia biblico. Era assolutamente inammissibile. compresi quelli appartenenti ad altre caste. che un rabbi restasse celibe. L’origine dei farisei era la piú recente fra tutte le caste ebraiche. n. come quello della Pasqua. durante le rivolu68 . la quale. la cui tradizione si perdeva nella notte dei tempi. capace di apportare soltanto lutti e dolore. andò da re Demetrio verso l’anno 157 offrendogli una corona d’oro e una palma oltre ai tradizionali ramoscelli d’olivo del tempio di Gerusalemme. opponendosi a quella gnosi che. Fedeli alla tradizione delle leggi mosaiche. Lontani da ogni coinvolgimento politico nei confronti dei romani. bensí lo fossero i costumi e la tradizione. Tradizionali nemici del movimento rivoluzionario. secondo la legge mosaica. usavano sacrificare ai loro idoli i primi agnelli in un giorno di primavera. che era stato prima sommo sacerdote. moriva insieme al corpo.

la stessa organizzazione tra la comunità di Gerusalemme e le altre comunità sparse nel Vicino oriente − e tante altre concordanze. facendo leva sul mutamento del nome. informazioni di cui potevano avere bisogno per sostenere la lotta. Rimasti idolatri. 69 . i titoli di rabbi e di nazir assumeranno lo stesso significato di «maestro». sia per le truppe rivoluzionarie che. pur agendo principalmente in Giudea. Quelli che incontriamo al momento dell’invasione romana non sono altro che quel movimento rivoluzionario che abbiamo lasciato con il nome di «asidei» in chiusura del libro dei maccabei. e l’invasione romana. costretti dal ricatto del terrorismo rivoluzionario. da hassedin (asidei) in hessenin (esseni). durante l’occupazione romana. copertura nelle fughe quando erano inseguiti dalle pattuglie romane. I due passi riportati dai Vangeli. gli stessi nazir che sostengono la medesima ideologia religioso-politica basata sull’attesa di un messia che discende dal cielo per assumere il comando dell’esercito rivoluzionario. dal momento che ritroviamo con loro quelle installazioni situate a nord-ovest del Mar morto.). nemici di dio. sia pure indirettamente.zioni messianiche. nelle lotte rivoluzionarie. a quaranta chilometri da Gerusalemme (Modin e Masfa). i samaritani cominciarono a essere oggetto di persecuzioni da parte di Roma. e. Questo cambiamento di nome. n. pur rimanendo indipendenti nel rispetto delle proprie tradizioni. dovettero appoggiare il movimento yhavista. n. tra le quali quella di essere guidati nelle azioni di guerra da capi che sono i diretti discendenti di quella famiglia degli Asmonei che fu fondata da Simone. gli stessi accentramenti “partigiani” nelle regioni della Galilea e della Golanite. con le quali socializzarono. Samaritani. avevano fatto della Galilea un centro di raccolta dei loro guerriglieri. che gli esseni non hanno nulla a che vedere con gli asidei. Per quel comportamento che li mostrava. Divenuta cosí la Samaria un luogo di scontro. figlio di Mattatia. che si spostavano tra Gerusalemme e Damasco. e. tra le quali campeggia il vitello d’oro. benché questi ultimi appartenessero alla stessa religione. gli stessi sistemi di lotta. dei quali l’uno racconta del buon samaritano che aiuta il prossimo nei momenti di bisogno. Affermare quindi. mentre l’altro paragona i farisei ai già citati «sepolcri imbiancati» all’esterno che internamente nascondono «nidi di serpenti». quando. poiché – come si è detto – non si può spiegare storicamente come sia avvenuto. dall’altro. faceva della loro regione un luogo di transito sia per le truppe romane. avvenuta nel 63 av. furono accusati dai rivoluzionari di viltà e di ipocrisia. nonostante che fossero idolatri. per via di quell’amalgama ideologico-religioso che sarà favorito dal movimento rivoluzionario per coinvolgere le masse alla propria causa. Sono quegli ebrei che. fino a contrarre con esse matrimoni. esprimono nella maniera piú evidente di quale tenore fossero le relazioni tra i rivoluzionari e queste due caste ebraiche all’epoca delle rivoluzioni messianiche. al punto di essere usati entrambi per la stessa persona. accettarono di coabitare con le popolazioni autoctone. Come conseguenza di questa collaborazione. situata tra la Giudea e la Siria. li troviamo. che continuano ad adorare le loro divinità “pagane”. Appoggio che si effettuava dando ai rivoluzionari aiuti secondo i casi che continuamente si presentavano: rifornimenti di vettovaglie durante le incursioni. oltre che a essere ridicolo. Esseni. dopo l’invasione della Palestina del Nord da parte degli assiri. per via di quelle continue imboscate che i rivoluzionari tendevano alle truppe romane che vi transitavano. ferventi sostenitori dell’avvento del messia e. Che si tratti degli stessi rivoluzionari lasciati novant’anni prima non ci possono essere dubbi. allo stesso modo in cui disprezzavano i farisei che gliela negavano. come sostengono i teologi (storici ?!?) della Chiesa. fino a quando non furono coinvolti. da un lato. Vennero rispettati da Roma. dove si erano rifugiati gli asidei durante la rivolta dei maccabei. i rivoluzionari apprezzavano i samaritani che gliela fornivano. tanto da essere paragonati a «sepolcri imbiancati» che nascondevano dentro «nidi di serpi». La causa principale del loro coinvolgimento nelle rivoluzioni messianiche fu data dalla loro posizione geografica che. oppositori di ogni forma di partecipazione attiva nella lotta contro i romani. basati su imboscate e azioni di terrorismo ai danni delle popolazioni inermi. con la quale termina il periodo maccabeo. può essere attribuito solo a una modifica che ha subito l’appellativo nella pronuncia durante il periodo che intercorre tra l’elezione di Giovanni Ircano I (128 av.

i preti che vivranno bovinamente un’esistenza di convinti credenti – come quel curato d’Ars. per rinascere a una seconda vita apportatrice di serenità. a farli sparire dalla storia. La Chiesa tende addirittura a disconoscere gli esseni. Nei Vangeli. insegnante di teologia – e quindi esperto conoscitore dell’insegnamento nei seminari –. per quanto quest’opera di trasformazione sia stata eseguita nella maniera piú ossessiva e martellante. i sadducei. almeno di coloro che non sono andati oltre gli studi fatti nei seminari. come ex monsignore. Sono in buona o in cattiva fede? Io. dovrebbero essere i maggiori conoscitori della storia del cristianesimo – chi fossero gli esseni. si parla di tutte le caste ebraiche. per mettere al loro posto immaginari seguaci di un Cristo mai esistito. che. infatti. in un atto di ispirazione divina. saprete cosa pensare di loro ogni qualvolta ne incontrerete uno!) Occupazione romana della Palestina Fatta questa breve dissertazione sulle caste ebraiche esistenti al tempo dell’occupazione romana. ha ben spiegato quali sono i sistemi usati per alienare intellettualmente coloro che dovranno poi recitare la commedia del sacerdozio. tranne che degli esseni. e. per paura di perdere il guadagno o la loro posizione sociale. come rappresentanti di Cristo in terra. Sembra incredibile. al fine di mettere a tacere in loro stessi quell’ateismo che – innato in ogni individuo – sentiranno poi continuamente agitarsi nelle loro coscienze. personalmente. dai quali fa derivare il cristianesimo. della quale praticamente non si sa nulla. sarà quello che determinerà l’era messianica. ma mai viene spesa una parola su questo movimento rivoluzionario che. Vengono continuamente nominati i farisei. i samaritani. che entra in Palestina per sedare la sommossa che il partito nazionalista giudaico. anche se sono propenso a credere che la maggior parte. superato l’ultimo scrupolo. ma per viltà. Ho avuto modo di comprenderlo diverse volte e qualcuno di questi furbi mi ha confessato che predicano ciò che considerano menzogna. Sono arrivato alla conclusione che molti preti. ma è proprio cosí! Loro. Non si può che avere compassione di questi individui che. i primi a subire quel lavaggio del cervello indispensabile affinché diventino i sostenitori irresponsabili di una morale basata ideologicamente su sofismi e storicamente sulla contraffazione dei fatti. ma anche dai continui casi. oppure vi diranno vagamente che erano un’insignificante tribú nomade. astronomo e scienziato francese. Se chiedete ai preti – i quali. di cui ogni uomo è dotato. La dimostrazione di questa mia affermazione non viene soltanto da quel loro ricorrere continuamente alla preghiera. ma soltanto alla fine del II sec. aveva organizzato contro Ircano II. vi risponderanno che non li conoscono. sicuramente la maggior parte. come soltanto l’ateismo può garantire. sostenitore di Aristobulo II. per non naufragare nei dubbi che derivano da una fede che continuamente vacilla. (Ora che sapete ciò che c’è nell’intimo dei preti. o meglio della loro predisposizione a costruire sul falso. poi. riprendiamo con Pompeo. 1732-1807). custode di angosce e di rimorsi. si autodefiní un’oca. Ma.risulta una prova ulteriore della dimostrazione della loro malafede. quella corrente religiosa da cui uscirà fuori il cristianesimo. bisognerebbe sapere quale è la cultura di ognuno di loro circa questo argomento. sempre piú frequenti. nascondono ciò che pensano. non hanno altro scopo che quello di trasformare nei futuri sacerdoti la capacità raziocinante. riunito il 70 . oltre che verso gli altri. che. si liberano della sottana nera. non posso dirlo perché. prima. quel Vienney dal quoziente intellettuale praticamente nullo. e che genererà. veramente pochi. I cinque anni di teologia. I rivoluzionari. ignori sinceramente chi sono gli esseni. per dare una risposta a questa domanda. sono disonesti verso se stessi (Lalande. senza contare gli otto che li precedono. come vedremo. sono le prime vittime del plagio eseguito dalla Chiesa sui propri seguaci. i preti. n. Sono numerosi i preti cattolici e i pastori protestanti che non credono a dio. in un’imbecillità acquisita. di sacerdoti che. sono pochi. siano i primi a ignorare le truffe su cui è basato il cristianesimo – occorre aver letto il libro Dalla fede alla ragione di Prosper Alfaric.

sia pure in forma generica. capo dei rivoltosi. partendo da quel Giovanni Ircano I.). che. A lui succedette il figlio Aristobulo I.loro esercito. sul quale si chiude il libro del maccabei. proseguí nelle sue rivendicazioni. che. costruite sui ripidi pendii. questi cercò di ridurre al massimo il potere di Ircano II. Anche se non ci è dato sapere tramite la storia quale fosse il rapporto di parentela tra Ezechia e Aristobulo II (potrebbe esserne anche il figlio). n. lasciando una sola legione accampata nei pressi di Gerusalemme. che fu il fondatore della stirpe degli Asmonei. sono fittamente disposte l’una sopra l’altra: sembra che la città sia appesa e sempre sul punto di cadere dall’alto su se stessa. le milizie di Ircano II e a diffondere il terrore tra le popolazioni della Palestina. Le case. ma. tanto da somigliare al profilo di un cammello [gamlà]. apparteneva a una famiglia ricca e altolocata della città di Gamala situata sulla sponda golanita del lago di Tiberiade. la sua sommità meridionale. attraverso il movimento rivoluzionario di cui erano i capi. che però fu spodestato nel 67 av. dai suoi discendenti dopo la sua morte. riducendo al minimo il territorio della sua giurisdizione e mettendogli accanto un controllore di sua fiducia. entrando con i suoi soldati nel sancta sanctorum. e. storico contemporaneo. Affacciata a mezzogiorno. il quale nel mezzo si innalza in una gobba che dalla sommità declina con uguale pendio sia davanti che di dietro. n. fu costretta a capitolare. Ircano II fu riconfermato. secondo quanto dice la storia. nel 63 av.. È in queste rivoluzioni sostenute dagli eredi di Aristobulo che appare storicamente la figura di un certo Ezechia quale capo dei rivoluzionari. e. lo sollevò per rimettere al suo posto Ircano II. Morto Aristobulo nel 58 av. (Questo passo riguardante la città di Gamala sarà determinante in seguito. dandogli un titolo di etnarca al posto di quello di re. Preso il trono. Eletto. come abbiamo visto. ma ciò che sopra ogni cosa generò odio nei giudei verso i romani fu il fatto che Pompeo profanò il tempio. Ma anche qui gli abitanti.. anche se i paesani non rispettano l’esatta pronuncia del nome. confidando nelle sue difese naturali.. e. n. n. è comunque certo che era un suo diretto discenden71 . eletto arbitro della disputa.. Da un’alta montagna si protende infatti uno sperone dirupato. ma. e piú specificamente di quei reparti oltranzisti che avevano preso il nome di zeloti per lo zelo che dimostravano nella loro ideologia rivoluzionaria. elevandosi a smisurata altezza. di professione medico. dal fratello Aristobulo II. n. marciarono contro Pompeo. da questo trae il nome.) Dato che non esistono documenti che attestino la genealogia del rabbi Ezechia. cosí ci parla di costui nelle sue Antichità giudaiche: il rabbi Ezechia. dopo tre mesi di assedio. lasciò il trono ai due figli Ircano II e Aristobulo II. per il fine che mi sono prefisso di raggiungere. hanno sbarrato il passaggio. e. le pretese che precedentemente aveva accampato sul trono di Gerusalemme furono sostenute dai suoi figli. sopraffatti in campo aperto. morendo nel 76 av. dopo soltanto un anno cedette il regno al figlio Alessandro Ianneo. dal momento che lo scopo di Pompeo era quello di sottomettere la Palestina attraverso un controllo piú politico che militare. che accampava diritti dinastici superiori ai suoi. possiamo risalire ai suoi ascendenti attraverso la storia. e. giud. Pompeo ritornò a Roma con il grosso delle truppe.: i figli di Aristobulo e i suoi discendenti continuarono la lotta di rivendicazioni al trono della Giudea contro Ircano II (Ant. nipote di Mattatia e figlio di Simone. sommo pontefice e re di Gerusalemme nel 128 av. forma la rocca della città. n. e. che. promuovendo sommosse contro il fratello. n. quello che gli succedette fu Ircano II. sotto cui un dirupo privo di mura piomba in un profondissimo burrone. che avvenne nel 58 av. questi. mentre è un po’ accessibile di dietro. Dei due fratelli. sommosse che furono continuate. Aristobulo II vi rimase fino a quando. Pompeo. e. Gerusalemme fu ancora una volta distrutta. Convinto di avere dato cosí una stabilità duratura alla Giudea e all’intera Palestina – il cui controllo lo aveva affidato al proconsole romano in Siria –. Aristobulo. dove è come se fosse appesa alla montagna. si ritirarono per portare un’ultima resistenza al riparo delle mura di Gerusalemme. Giuseppe Flavio. ripresero ad attaccare le truppe romane. non rassegnato alla decisione di Pompeo. Sui fianchi e di fronte termina in burroni impraticabili. Questa città non si era sottoposta ai romani. Giovanni Ircano I morí nel 104 av. quello «zelo» che Mattatia aveva esaltato nel suo testamento spirituale come la virtú essenziale su cui doveva basarsi il partito nazionalista giudaico da lui fondato. scavando una fossa trasversale. nella persona di un tal Antipatro.

n. Sarà grazie a questa discendenza da Aristobulo II. fu edificato il palazzo regio. che spettava ai discendenti di Mattatia 72 . la riconferma di Ircano II come etnarca della Giudea provocò un’ondata di nuove sommosse da parte dei rivoluzionari sostenitori della stirpe di Aristobulo II. nella conquista dell’Egitto (31 av. fu da Erode. perché già Pompeo. Contrastato dai tanti nemici che aveva. elevandolo al grado di re. Ircano II etnarca della Giudea e riestese i confini della giurisdizione di Gerusalemme. La sua grandezza aumentò quando la sua carica di re fu confermata da Cesare Ottaviano (poi Augusto). Fuori del fossato sorse un grande edificio (agorà) per le assemblee del popolo. La rivolta promossa dai discendenti di Aristobulo II contro la decisione di Pompeo favorevole a Ircano II fu di un’imponenza tale che Gabinio. Questa situazione. andò avanti fino a quando Giulio Cesare. per assicurarsi il potere contro ogni rivendicazione da parte di eventuali pretendenti. non avendola mai eseguita. Comunque. Erode. succeduto a Pompeo nel trattare la situazione della Palestina. che proseguí negli anni successivi. elevato al grado di procuratore della Giudea. che giustiziò sommariamente sul campo. un ampio teatro chiuso. non appena ritornò dalla prigionia impostagli dai parti. e. si fece insediare al suo posto dai romani. Antipatro. è sicuramente stato il piú grande monarca di tutta la storia della Palestina. Sulla parte alta. ampliata e resa per la prima volta nella storia un’importante città. per accattivarsi la loro fiducia. che gli rimase per sempre riconoscente per l’aiuto da lui ricevuto nella guerra contro Antonio e Cleopatra. controllore di Ircano II. e. pronipote di quel Mattatia a cui veniva attribuita la diretta discendenza dalla stirpe di Davide. riportandoli allo stato primitivo. Tanta fu la stima che gliene venne da parte di Roma. riconfermò nell’anno 47 av. fece uccidere anche lui. confermata capitale. Gabinio passò la Giudea sotto il diretto controllo della Siria. togliendo a Ircano II il titolo di etnarca e lasciandogli soltanto quello di sommo pontefice. fortemente ambizioso. n. che il partito nazionalista giudaico attese che uscisse il messia salvatore del popolo giudeo. che rappresentavano per loro il maggiore ostacolo per realizzare la costituzione del regno. mettendo accanto a Ircano II Antipatro come controllore. Da questo fatto possiamo comprendere quanto si fosse potenziato l’esercito dei guerriglieri yhavisti. tra le tante cose che fece in loro favore ci fu quella di farsi promotore di spedizioni punitive contro i terroristi del partito nazionalista giudaico. Una riconferma di privilegi in realtà soltanto apparente. approfittando del fatto che il trono di Gerusalemme era rimasto vacante – perché Ircano II era stato fatto prigioniero in una battaglia contro i parti –. prendendo il posto di Ircano II. e nella parte bassa della città fu costruita quella fortezza Antonia che divenne il presidio dei romani. gli estesero il comando su tutta la Palestina. che venne a lui addebitata ingiustamente. il quale. che vedeva la Giudea priva di una propria amministrazione politica. Ma l’opera piú spettacolare fu la costruzione del tempio.) dovette intervenire due volte per poterla domare. subito dopo l’elezione a re della Palestina. potenza che. sis per l’ottima amministrazione che mise a punto. impegnando seriamente le truppe romane e le milizie di Ircano II. Gerusalemme. un anfiteatro e un ippodromo. aveva sempre coltivato l’idea di salire al trono di Gerusalemme. che reclamavano i loro diritti politici. Furono queste uccisioni a offrire lo spunto a quella favola sulla «strage degli innocenti».te. proconsole di Siria (57-55 av. sia per l’abilità diplomatica. vista la necessità che si imponeva di combattere contro i romani. n. Fu in uno degli scontri che tenne contro i ribelli che gli capitò di catturare il rabbi Ezechia. nell’intento di eliminare per sempre quella stirpe di giudei che non avevano fatto che procurare disordini. come mai in precedenza. munito di tre grandiose torri di difesa – Ippica. Fasaele e Marianne –. Sapendo che la sua aspirazione si sarebbe potuta realizzare soltanto con l’appoggio dei romani.). soprattutto dai rivoluzionari del partito nazionalista giudaico che vedevano in lui l’usurpatore del trono di Davide. con l’intento di rabbonire i giudei. con la partecipazione finanziaria di Roma. andò sempre aumentando. che di lí a qualche tempo. Erode. dopo l’invasione di Pompeo. Tutta la città fu cinta da un formidabile fossato. che. aveva un figlio di nome Erode. Ristabilito l’ordine. e. per la fiducia che riponevano in lui. aveva ridotto la figura politica dell’etnarca a un’autorità puramente simbolica. Gli edifici voluti da Erode furono concepiti sul modello dell’arte greco-romana e provvisti di tutte le comodità e agiatezze di una civiltà raffinata. dopo aver eliminato tutti i discendenti di Ircano II. loro capo.

della crudeltà e dell’ingiustizia. fattosi arbitro nella disputa dinastica sorta tra i figli di Erode. che dovevano servire da monito. nella persona di Coponio. con l’aiuto incondizionato delle legioni di Roma. che da loro veniva sempre considerata come la peggiore nemica. rimase governata da Erode Antipa. La tetrarchia piú importante. che era la condanna riservata ai perturbatori dell’«ordine pubblico». nel 39 n. che sarà al centro delle vicende messianiche perché depositarla dello scettro di Davide. contestata ancora dai giudei yhavisti. togliendole ogni autonomia politica. 73 . n. lasciando una successione complicata. divise la Palestina in quattro tetrarchie. si realizzava la profezia di Giacobbe. che si contendevano lo scettro di Gerusalemme. con la carica di tetrarca − che letteralmente significa «capo di un quarto» −. per annetterla come provincia all’Impero romano. Queste crocifissioni. Ma questa elezione. Erode morí nell’anno 4 av.(dei quali l’ultimo era Ezechia. Domata questa ulteriore rivolta. i figli di Erode. che riuní tutta la Palestina affidandola a Erode Agrippa. l’imperatore Augusto. individuando in essa la capitale della violenza. affidandone una a ciascuno di loro. da lui stesso ucciso). e. Augusto l’assegnò ad Archelao. La tetrarchia della Galilea.. prese la decisione di invadere definitivamente la Palestina con le truppe. per porre fine alle contestazioni rivoluzionarie. Il proconsole di Siria. fu causa di ulteriori disordini. che diceva che il messia sarebbe arrivato il giorno in cui lo scettro di Davide sarebbe uscito dalle mani di Giuda − cioè il giorno in cui il trono di Gerusalemme. seppe ben tenere testa a tutti. che fu l’ultima a cadere. fino a quando costui. protraendosi a lungo negli anni che seguirono. Soppresso il titolo di «re». intervenne due volte con le sue legioni. e. quella di Gerusalemme. l’imperatore. Quintilio Varo.. in realtà. La repressione fu cosí feroce che duemila giudei furono giustiziati con la crocifissione. con il quale era unito da una “particolare amicizia”. sarebbe stato occupato da un non appartenente all’etnia ebraica. Fu a seguito di questa decisione che ebbero inizio le rivolte messianiche perché. che dette luogo a episodi di particolare violenza da parte dei guerriglieri yhavisti contro i suoi quattro figli. con il titolo di etnarca della Giudea. nella sostituzione di Archelao (mandato in esilio) con un prefetto romano. fu deposto dall’imperatore Caligola. in qualità di primogenito di Erode. A questo punto. amministrarono la Palestina. non produssero. tolto ai giudei. che un aumento dell’odio da parte dei giudei verso Roma.

L’attività rivoluzionaria degli esseno-zeloti. era particolarmente curata in ciò che riguardava la magia e l’esoterismo. e tanta era la perfezione che si richiedeva loro. disponendo finalmente di prove che confermano i fatti. in realtà. oltre a essere profondi conoscitori dei principi religiosi. Il trionfo definitivo del mazdeismo. All’interno di questa organizzazione. Lasciando per il momento da parte le comunità. esattamente a Kimbert Qumran. che ci viene da altre fonti oltre da quelle finora forniteci dagli autori della Bibbia. dopo esserci risvegliati da un sogno. formatosi sotto la dominazione ellenistica in seguito alla rivolta dei maccabei. erano anche maestri nell’insegnamento delle “arti marziali”. nei quali venivano formati i guerriglieri rivoluzionari e gli attivisti dell’ideologia religiosa. Questo insediamento. dando loro una suddivisione gerarchica. visioni e rivelazioni. I volontari. apparirà cosí chiara da farci sembrare un semplice gioco dimostrare la grande impostura sulla quale è stato costruito il cristianesimo. si era cosí ampliato nel tempo da assumere un’importanza determinante nel programma di lotta del movimento yhavista. che alcuni venivano inviati in India. nei quali è riportata in tutti i dettagli l’attività delle comunità essene e il loro programma rivoluzionario (di cui parleremo in seguito). dal momento che non possedevano una terra propria nella quale avrebbero potuto stabilirsi e quindi salvarsi come entità etnica. che gli esseni praticavano a imitazione del culto dei misteri. con il libro dei maccabei. ma soltanto uomini giovani e validi che sí rinnovano contínuamente. soffermiamoci a parlare di questi centri di addestramento sorti in prevalenza in Palestina. figlio di Mattatia. il maggiore dei quali si trovava nel deserto dell’Engaddi. quel Yahvè che rappresentava la sola ancora di salvezza per gli ebrei. L’indottrinamento. Non ci sono nascite. cosí parla di questi centri di addestramento esseni: sono insediamenti composti da un numero dí persone che può arrivare alle due o tremila. per apprendere direttamente dagli yoghi la pratica di quella catalessi che doveva servire a convincere le masse sulla veridicità della resurrezione dopo la morte. Oltre a una documentazione contenuta in quaranta rotoli. la cui durata era di tre anni (uno di noviziato e due di perfezionamento). né bambini. che erano coloro a cui veniva affidato il ruolo di organizzatori e di attivisti. per attirare alla loro ideologia le masse dietro la ricompensa di una beatitudine eterna dopo la morte. era affidato a santoni che. La preparazione dei nazir. preparando la guerra del monoteismo ebraico contro il monoteismo “pagano” – il quale. Il partito nazionalista giudaico.GLI ESSENI. è un po’ come riaprire gli occhi sulla realtà. per evitare la loro dispersione. andava sempre piú affermandosi con il mazdeismo. dove un secolo prima Giuda. sono state trovate le vasche che venivano usate per il rito del battesimo. un racconto basato esclusivamente su leggende. Tramite gli scavi eseguiti nel 1947 si è dimostrato essere una vera città sotterranea. Mi riferisco alla possibilità che si ha di seguire finalmente le vicende del popolo ebraico attraverso una documentazione seria. quali Giuseppe Flavio. Filone. o meglio da un incubo. lo storico che soggiornò a lungo in Palestina durante l’occupazione romana. Plinio il vecchio. e come avrebbe eliminato tutte le altre divinità. Plinio il vecchio e altri. provenienti da tutte le comunità. a sua volta. favorito dalla presenza di innumerevoli grotte (tuttora esistenti). che si erano saldamente attestate in Palestina come in tutto il Vicino oriente. cosí come avrebbe comportato la fine di tutte le altre religioni. né vecchi. trattata da molti storici di quei tempi. venivano addestrati in questi centri in vista di quella che sarebbe stata la battaglia finale contro i nemici di dio. anche da centri di addestramento. dopo aver chiuso. si stava. cosí avrebbe fatto sparire anche il dío ebraico. e confermata da documenti ineccepibili (per quanto manomessi e falsificati dalla Chiesa). 74 . rappresentato. che Roma aveva già eletto come religione di Stato. che sempre piú si ampliava attraverso l’attività propagandista operata dalle comunità essene sparse nel Vicino oriente. lo ritroviamo all’epoca dei romani. aveva organizzato i rivoluzionari in un vero e proprio esercito. FIGLI DELLA LUCE Riprendere la narrazione della storia ebraica durante la dominazione romana. oltre che dalle numerose comunità essene (ex asidee).

ai quali andranno in aiuto coloro che empiamente agiscono contro il patto [l’alleanza che avevano stipulato con dio attraverso Abramo e Mosè]. concepirono un programma di guerra contro i «figli delle tenebre». nel giorno stabilito per la guerra finale. Nel giorno in cui i kittim cadranno vi sarà un combattimento e una grande strage al cospetto del dio d’Israele: giacché questo è il giorno da lui determinato da molto tempo per la guerra di sterminio dei figli delle tenebre da parte dei figli della luce che saranno impegnati a seguire una grande strage. conquistò l’Egitto. Dal Rotolo della guerra: l’inizio della rivoluzione si avrà allorché i figli della luce [gli esseni] porranno mano all’attacco contro il partito dei figli delle tenebre [i romani e i loro alleati “pagani”]. dei figli di Ammon [divinità egizia]. con una resistenza armata che dette inizio a una serie di lotte che.I giudei. concepí quel programma di guerra che avrebbe dovuto portare gli ebrei a dominare su tutti i popoli. che sarebbe dovuta partire la rivolta che avrebbe dato inizio alla guerra contro Roma e i suoi alleati. contro gli amaleciti e il popolo dei filistei [sono i palestinesi autoctoni. Nella convinzione che dio si fosse servito di Roma per riunire tutti i suoi nemici sotto un unico comando e dare loro la possibilità di batterli in una sola battaglia. Se in questo passo del Rotolo della guerra gli esseni dichiarano quali sono i nemici da abbattere. di Moab [popoli ebrei rimasti idolatri]. contro le milizie dei kittim di Assur [i romani protettori delle divinità assire. prendendo il posto di Roma nel comando dell’impero. Secondo il Rotolo della guerra – uno dei quaranta rotoli rinvenuti durante gli scavi eseguiti nel 1947 nell’insediamento esseno di Kimbert Qumran –. da questo insediamento situato sulle rive del Mar Morto. che estendeva praticamente il dominio di Roma su tutto mondo mediterraneo. figli delle tenebre]. esattamente secondo quanto era stato predetto dalle sacre scritture. eliminato Aristobulo II. la quale avrebbe permesso loro di riprendere quella libertà di culto e di associazione di cui avevano goduto nei secoli precedenti. I figli di Levi. nel deserto dell’Engaddi dove si trovava Kimbert Qumran]. fu proprio da qui. facendo proprio il concetto universale della religione mazdeista – che dava per certo il trionfo finale della luce sulle tenebre –.. che era il loro oppositore. Dalle parole evidenziate in corsivo appare chiaro che gli ebrei erano convinti che era stato il loro dio a volere che Roma riunisse tutte le nazioni sotto un unico impero per dare loro la possibilità di rendere universale il regno di Davide. i figli di Giuda e i figli di Beniamino [sono le tribú che hanno formato il partito nazionalista giudaico]. vincendo tutti i nemici con una sola guerra. considerato Pompeo quale loro nemico. contro l’esercito di Belial [il demonio]. i figli della luce se ne andranno di là per combattere contro tutte le milizie dei kittim in Egitto [è la seconda fase. contro la milizia di Edom. Assur [Roma] cadrà e nessuno l’aiuterà. che avevano tanto sperato in un’alleanza con Roma. a quaranta chilometri da Gerusalemme. rimasero comunque contenute in una guerra di rivendicazione della Palestina. gli si opposero quando entrò in Palestina. gli esuli del deserto [come si era autodefinita la collettività insediatasi a Kimbert Qumran. gli ebrei continuarono a espander75 . combatteranno contro di loro allorché gli esuli dei figli della luce ritorneranno dal deserto dei popoli per accamparsi nel deserto di Gerusalemme [riferimento a tutti gli ebrei sparsi nel mondo che si riuniranno. che. autodefinitisi «figli della luce». avrebbe loro permesso di divenire padroni del mondo. furono molto delusi da Pompeo allorché. Esaltati da questa ideologia monoteista. che considera la conquista della Palestina]. e. scomparirà la dominazione dei kittim facendo soccombere l’empietà senza lasciare traccia e non rimarrà nessun rifugio per i figli delle tenebre. nel 31 av. Vi sarà una costernazione tra i figli di Iafet [Roma e tutto il mondo occidentale]. tradizionali nemici degli ebrei]. che li portava a vedersi padroni del mondo. Come conseguenza. tra le quali figurava appunto il dio Mitra]. confermò sul trono di Gerusalemme Ircano II. in ricordo di quei quarant’anni trascorsi nel deserto sotto il comando di Mosè prima di invadere la terra di Canaan]. fino a quando Roma. il popolo dei figli della luce uscirà con grande collera per combattere il Re del settentrione [terza ed ultima fase del programma la quale prevede l’attacco diretto a Roma] e la sua ira sarà diretta a distruggere il potere di Belial [nel demonio Belial sono racchiusi simbolicamente tutti i “pagani”. Fu in seguito a questa annessione dell’Egitto. pur aumentando di intensità per un odio sempre piú crescente – stante la crudeltà che i romani usavano nelle loro repressioni –. E al tempo stabilito. Questo sarà il tempo per la salvezza del popolo di dio e il suo tempo stabilito della dominazione per tutti gli uomini del suo partito e l’annientamento eterno dei suoi nemici rappresentati dal partito di Belial. in un altro passo espongono il piano di guerra da seguire per pervenire alla vittoria finale: e dopo questa guerra [si riferisce alla prima fase. concludendosi con la distruzione di Roma. che il partito nazionalista giudaico. che prevede l’attacco contro le legioni romane in Egitto]. prima che venisse loro tolta da Antioco IV Epifane. n.

Dopo che in silenzio si sono seduti. in fin dei conti. dalla religione. Dopo. attraverso questa sottomissione imposta dalla classe dominante alla massa dei seguaci. Ai membri delle altre comunità che giungono da fuori. dato che esse sono sacre. [È la ripetizione dei riti mazdeisti. ebrei di nascita. il panettiere serve i pani per ordine e il cuciniere serve a ciascuno una sola scodella con una sola vivanda. La loro pietà verso la divinità ha una forma particolare: prima del sorgere del sole non proferiscono alcunché di profano. ma adottano i figli altrui. quali Giuseppe Flavio. III e IV sec. presso di loro è ammirevole la vita comunitaria: invano si cercherebbe presso di loro qualcuno che possieda piú degli altri. C’è infatti una legge che quelli che entrano nella comunità cedano il patrimonio alla corporazione. altrettanto lo erano verso i loro proseliti che. per eliminare quelle prove che avrebbero rivelato la loro impostura. di usare l’ideologia spirituale per realizzare un imperialismo materiale. n. mentre guardano come virtú la temperanza e a non cedere alle passioni. si radunano nuovamente in un solo posto e. gli esseni preparavano la battaglia finale dei «figli della luce» contro i «figli delle tenebre». gli afflitti. deposte le vesti indossate per il pasto. di guerre e di rancori tra i popoli. dopo averli convinti – attraverso un lavaggio del cervello durante i tre anni di indottrinamento – che soltanto attraverso la povertà si poteva entrare nel regno dei cieli. Una volta spogliati di tutto ciò che avevano. ai quali promettevano una ricompensa eterna dopo la morte. cosí siamo venuti a conoscenza dell’organizzazione interna delle comunità essene attraverso il Rotolo delle regole che. ma recitano certe preghiere verso di esso quasi a supplicarlo di spuntare. spingevano a cedere tutti i loro beni alla comunità. nonostante che i loro scritti siano stati falsificati e censurati dai cristiani nel II. per la diffidenza che nutrivano verso gli estranei. ognuno è invitato dai sovrintendenti al mestiere che sa: dopo aver lavorato energicamente fino all’ora quinta. le preghiere del mattino. facendoli lavorare come schiavi dietro la ricompensa di vitto e alloggio secondo i rituali di una vita monastica. si lavano il corpo con acqua fredda. La tranquillità di vita che conducevano queste comunità. i seguaci venivano tenuti sotto diretto controllo. che dovevano trascorrere sotto osservazione prima di essere accettati dalle comunità. Sono contrari al matrimonio. che è il cristianesimo. tornano nuovamente ai lavori fino alla sera. Il sacerdote precede il pasto con una preghiera. sottoponevano i nuovi arrivati a un anno di noviziato. dopo duemila anni: gli stessi nazir che hanno cambiato il nome in preti. Questa situazione. se avessero fedelmente seguito le regole del movimento yhavista. In realtà. si ripete ancora oggi.. gli stessi battesimi. concedono libero uso delle case loro come se fossero proprie di coloro che entrano in casa di quelli che in precedenza non avevano mai visti come in casa di persone familiarissime. distribuendosi nelle varie occupazioni sotto la diretta sorveglianza dei nazir. Allora ritor- 76 . nei quali Mithra veniva assimilato al sole sorgente di luce. e nessuno può iniziare a mangiare prima della preghiera. sono piú degli altri legati da mutuo affetto. ma in varie città prendono domicilio in molti. Costoro respingono i piaceri come male. in realtà era un’apparenza ostentata per evitare le persecuzioni romane. Gli esseni in particolare hanno fama di praticare la santità. come risulta dagli scritti degli storici dell’epoca. Dispregiatori della ricchezza. che altrimenti si sarebbero accanite contro di loro se fossero emerse essere rivoluzionarie. Come dal Rotolo della guerra abbiamo appreso il programma rivoluzionario guerriero degli esseni. Non abitano in una sola città. se avessero seguito i loro insegnamenti – quegli insegnamenti che. secondo quanto avevano appreso dalla religione avestica. camuffati sotto un’ideologia spirituale. La mattina si recavano al lavoro. e. indipendentemente dal ceto. dalla razza. beni che venivano poi utilizzati per sostenere il movimento rivoluzionario. Loro stessi non entrano nel refettorio che dopo essersi purificati. Come erano ipocriti nell’atteggiamento verso il mondo esterno. dopo che hanno mangiato. egli aggiunge una nuova preghiera. grazie all’espediente del battesimo che i nazir elargivano a quattro mani per prodursi seguaci. Filone. Dopo questa purificazione vanno insieme in un edificio particolare ove a nessuno di altra fede è concesso di entrare. copertisi di un indumento di lino. i perseguitati. cosicché sia al principio che alla fine venerano dio come dispensatore della vita. Plinio il vecchio e altri. sui diseredati. mentre sono ancora arrendevoli ai loro ammaestramenti: li considerano come loro parenti e li modellano secondo i loro costumi. Anche se aprivano le adesioni a tutti.si in tutto l’Impero romano in comunità sempre piú agguerrite e numerose. a cui si mostravano come osservanti dediti soltanto alle preghiere. facendo leva. le stesse promesse di una vita eterna e gli stessi grulli che li seguono. in realtà incitavano all’odio contro i loro nemici etichettati quali «figli delle tenebre». non ha fatto che confermare ciò che già si sapeva attraverso gli storici del tempo. come in effetti erano.] Eseguite. li ritroviamo tutti nelle recite di questa religione. per aumentare il numero dei seguaci. come in un recinto sacro. apportatrice soltanto di odio. che inculcavano loro le leggi del Pentateuco e li ammaestravano nei concetti spirituali riguardanti quella ricompensa eterna che avrebbero raggiunto dopo la morte.

Quando giunge con gloria [riferimento al martirio]. Al postulante impongono per un anno la stessa norma di vita. Da questo passo di Giuseppe Flavio appare evidente come le organizzazioni essene cercassero di nascondere la loro attività rivoluzionaria dietro un’apparente tranquillità monastica per evitare le persecuzioni dei romani. E allorché disporranno la tavola per mangiare o il vino dolce per bere. Sorridendo anzi tra gli spasimi e trattando ironicamente coloro che eseguivano le torture.nano e cenano nella stessa maniera in compagnia degli ospiti. esercitandosi fin dalla fanciullezza nello studio dei libri sacri. che la Chiesa trasformerà in martiri cristiani]. D’altronde che il pacifismo ostentato dalle comunità essene fosse solo apparente risulta dal loro programma bellico espresso nel Rotolo della guerra: basato sulle stragi piú efferate. e odino tutti i figli delle tenebre. ma ancora non è accolto nella vita comune. I saggi ammaestrino e istruiscano tutti i figli della luce sulla storia di tutti i figli dell’uomo e su tutti i generi dei loro spiriti con i loro caratteri. Dal Rotolo delle regole: per tutta la comunità e per tutti gli uomini affinché vivano secondo la regola della comunità cercando dio nei suoi statuti e giudizi facendo ciò che è bene e retto dinanzi a lui come ha ordinato a Mosè e per mezzo dei suoi servi e profeti. in realtà non erano altro che i figli di quell’odio e di quel rancore che nei secoli gli si era accumulato contro tutto il mondo. Venute dall’etere sottile. affinché amino tutti i figli della luce ognuno nel posto che ha nel consiglio di dio. mai adularono i loro tormentatori. E infatti. secondo la consapevolezza che hanno di fronte alla vendetta di dio. Di conseguenza. Dal Rotolo delle regole dell’assemblea: in ogni luogo dove saranno dieci uomini del consiglio della comunità. si limitava alla semplice benedizione del pane e del vino dolce. li aveva relegati in un ruolo cosí infimo da essere considerati una razza inferiore. non sono che dei lupi travestiti da agnelli. trabocca di odio e di vendetta. restano implicate nei corpi come dentro le carceri. e sulle loro genealogie. 77 . giudicano la morte come migliore mezzo della conservazione della vita. Hanno una cura straordinaria degli scritti antichi. Dopo che egli avrà dato in questo tempo prova di temperanza. tra di loro non mancherà un sacerdote: si siederanno davanti a lui. per altri due anni si mette a prova il suo carattere. sulla visita [avvento del messia] nella quale saranno colpiti e sul tempo della loro retribuzione. ognuno secondo il proprio grado e cosí sarà domandato il loro consiglio in ogni cosa. sarebbe stato per loro già motivo di sacrilegio. Vi sono poi tra di loro quelli che asseriscono di prevedere il futuro. il sacerdote stenderà per primo la sua mano per benedire il pane e il vino dolce. E qui studiano le malattie. affinché introducano nel patto di grazia tutti coloro che sono volenterosi nell’adempimento degli statuti divini. e allora se appare degno viene ammesso nella società. bruciati e fratturati. Infatti è ben salda in loro l’opinione che i corpi sono corruttibili e instabile è la loro materia. I loro spiriti. le radici che preservano da esse e le proprietà delle pietre. che era proibita dal Pentateuco]. secondo le loro opere. fatti passare sotto ogni strumento di tortura affinché bestemmiassero il legislatore oppure mangiassero alcunché di illecito [particolarmente la carne suina. viene inoltrato piú addentro nella norma di vita. Coloro che desiderano entrare nelle comunità non ne ottengono immediatamente l’accesso. del resto. dopo la dimostrazione di costanza. se ce ne sono. affinché amino quanto egli ha scelto e odino quanto egli ha respinto. ma rifiutarono ambedue le cose. eseguivano un rito che. Autodefinitisi «figli della luce». degli scritti sacri e delle sentenze dei profeti: ed è raro che le loro predizioni falliscano (Ant. attratte da un incantesimo naturale [è lo stesso concetto di anima presente nel culto dei misteri]. Rimanendo fedeli alle leggi di Mosè − come vedremo nel prossimo brano tratto dal libro dei Regolamenti delle comunità −. furono sottoposti a ogni genere di prove dalla guerra con i romani. giud. rendevano lo spirito come persone che stiano per riceverne un altro [questi sono i martiri esseni. ricordando solo in apparenza quello eucaristico “pagano”.). Anche se avevano ripreso tutto dal culto dei misteri. immergendolo in acque di purificazione ancora piú pure. Superano i dolori con la riflessione [Yoga]. Un’altra importante osservazione che si deve fare per comprendere gli esseni è quella che riguarda il loro rifiuto ad accettare il sacramento dell’eucarestia. quel dio di cui era proibito perfino fare il nome. che hanno fatto propri i concetti cosmici della religione mazdeista per realizzare un programma di dominio universale basato esclusivamente sull’aggressività piú feroce. mentre le anime permangono per sempre. Il solo pensare di poter mangiare il loro dio. nella quale furono stirati e contorti. né mai piansero. avevano sempre respinto ogni forma di teofagia. quel mondo che. avendoli sempre emarginati e respinti. scegliendo specialmente quelli che riguardano il profitto dell’anima e del corpo. lasciandolo durante questo periodo fuori della comunità.

Tra questi è interessante ricordare il martirio di un certo Stefano. negli arcani della sua intelligenza. E piú avanti. perché.In tutto il Rotolo delle regole si ripetono continuamente le minacce contro i «figli delle tenebre» rappresentati da Roma e dai suoi alleati “pagani” che. nella certezza che avrebbero acquisito come ricompensa del loro sacrificio una vita di beatitudine eterna dopo la morte. ha concesso un tempo determinato all’esistenza dell’ingiustizia: nel tempo stabilito per la visita [l’avvento del messia] egli la sterminerà per sempre. Da questo passo risulta in maniera inconfutabile che i seguaci di cui parlano gli Atti degli apostoli non sono dei cristiani. che corse dall’anno 7 (rivolta del censimento) all’anno 70 n. Una conferma circa chi fossero veramente gli esseni nell’ambito delle comunità apparentemente pacifiche ci viene da un passo degli Atti degli apostoli. divorando il loro dio. attenti a stroncare ogni focolaio di rivolta. ed ella: «sí. a tanto». fu caratterizzato da una continua caccia agli appartenenti al partito nazionalista giudaico da parte dei romani e dei loro alleati. uno dei pochissimi brani che sfuggirono alla censura dei falsari cristiani. determinerebbe la loro estinzione. oltre che a servirci come esempio per comprendere con quale animo gli esseni affrontavano la morte. Quando i giovani entrarono la trovarono morta e. consegnò l’altra parte deponendola ai piedi degli apostoli [dirigenti della comunità di Gerusalemme]. All’udire queste parole. che avrebbe potuto mettere a repentaglio il loro stato di privilegio. attraverso Mithra. attivista esseno. Un uomo di nome Anania con la moglie Saffira vendette un suo podere e. I romani. sempre nel Rotolo delle regole: ma dio. Allora Simone le disse: «perché vi siete accordati per tentare lo spirito del signore? Ecco qui alla porta i passi di coloro che hanno seppellito tuo marito e porteranno via anche te». che ha creato gli spiriti della luce e della tenebra e su di essi ha fondato ogni azione e sulle loro vie ogni servizio. E un gran timore sí diffuse su tutta l’ekklesía e in quanti venivano a sapere di queste cose. In una sorgente di luce sono le origini della verità e da una fonte di tenebra le origini dell’ingiustizia. Ma il dio d’Israele e l’angelo della sua verità soccorrono tutti i figli della luce: è lui. E un gran timore prese tutti coloro che erano presenti. come afferma la Chiesa. come attesta Giuseppe Flavio. ignara dell’accaduto e Simone le chiese: «avete venduto il campo a tal prezzo?». portatala fuori. Si alzarono allora i piú giovani e. dopo essere stati spogliati dei loro averi. e nella sapienza della sua gloria. I martiri esseni furono innumerevoli e tutti morirono. Il periodo messianico. dalle torture e dalle sevizie piú crudeli. il dio d’Israele. lo portarono fuori e lo seppellirono. Ma Simone gli disse: «Anania. stanno realizzando quel monoteismo che. attraverso un fatto accaduto nella comunità di Gerusalemme alla fine degli anni quaranta. venivano plagiati a odiare i loro avversari che. Anche Saffira cadde ai piedi di Simone e spirò. quando a capo di essa subentrò un certo Simone. ma esseni. marito e moglie. 78 . In mano al principe delle luci è l’impero su tutti i figli della giustizia: essi camminano sulla via della luce. facendone precedere le morti. del quale parlerò ampiamente in seguito. sorridendo ai loro aguzzini. tenuta per sé una parte dell’importo d’accordo con la moglie. Non c’è bisogno di commento per comprendere quali fossero i mezzi usati dai capi rivoluzionari per sottomettere i loro seguaci – i quali. (guerra giudaica). quali angeli delle tenebre. Ed in mano all’angelo della tenebra è tutto l’impero che dovrebbe essere in mano ai figli della giustizia [chiaro riferimento al loro programma di prendere il posto di Roma]: essi camminano sulla via della tenebra. e. la seppellirono accanto al marito. di nome Anania e Saffira. Anania cadde a terra e spirò. Il fatto riguarda due proseliti. perseguitarono questi esseni in tutto l’impero nella maniera piú spietata. dovevano essere soppressi da loro che erano gli angeli della luce. ci dà anche la possibilità di parlare di un certo Paolo di Tarso e quindi di comprendere chi fosse veramente costui. tra i quali c’erano quei sadducei che avevano tutto l’interesse a eliminare ogni movimento rivoluzionario. avvolto il corpo di Anania in un lenzuolo. perché mai Satana si è impossessato cosí del tuo cuore che tu hai mentito e ti sei trattenuto parte del prezzo del terreno? Perché hai pensato in cuor tuo a questa azione?». affinché servissero da monito. che furono puniti con la morte perché non avevano versato alle casse della comunità tutti i loro beni come la regola imponeva. Circa due ore piú tardi entrò anche la moglie.

né lo zoppo. di cambiare il proprio nome in quello latino di Paulus («Paolo»). Sorpreso dai sadducei. operata attraverso un’apologia della storia del popolo ebraico nelle figure di Abramo. Efeso. quali Corinto. predicando nelle varie comunità (ekklesíe) sparse nel Vicino oriente. Un’ulteriore conferma che Paolo di Tarso fosse un nazir. o Saulo. Ma chi era questo Saulo. fosse un nazir ci viene testimoniato dagli stessi Atti degli apostoli. creava continue sommosse e tumulti con lo scopo di destabilizzare le istituzioni romane –. né un nano. passò al servizio dei romani. il «Demostene degli esseni». né chi abbia il viso deforme per difetto o per eccesso. Mentre era in compagnia di Priscilla e Aquila. in cooperazione con il partito nazionalista giudaico di Gerusalemme. risulta essere un uomo ambizioso e sicuramente dotato di grande loquela. prefetto della Giudea. viene fornita da un altro passo degli Atti degli apostoli – uno di quei rari passi che si salvarono dalle censure operate dai falsari cristiani –. Antiochia. poiché la pattuglia era composta da sadducei. Ottenuta la cittadinanza romana in seguito a questa collaborazione. frasi anacronistiche. poi si scagliarono tutti insieme contro Stefano. i persecutori proruppero in grida altissime turandosi gli orecchi. Priscilla e Aquila. frequentò il corso di indottrinamento per divenire nazir.Stefano fu catturato e ucciso da una di quelle pattuglie sadducee che collaboravano con i romani nella repressione degli esseni. vescovo di Cesarea. che gli erano diventati nemici in seguito alla sua conversione al movimento rivoluzionario. Fu durante questo viaggio che si tagliò i capelli. che facevano parte del novero degli espulsi da Roma. lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo secondo la tradizione ebraica. in verità. approfittando dell’opportunità. intraprese la sua missione di attivista esseno. sempre come persecutore di esseni. 18). Ma. − che gli storici chiamano «il falsario» per antonomasia −. Nell’anno 41 n. quando l’imperatore Claudio emise un editto con il quale espelleva da Roma gli ebrei perché causa di disordini – era la comunità esseno-zelota che. per sfuggire ai tribunali romani. del regno d’Israele. delle rivendicazioni sulla Palestina e dell’esaltazione dell’ideologia spirituale. Di discendenza farisea. se da alcuni storici è stato definito. Eseguita la lapidazione. potrà accostarsi a offrire il pane del suo dio: perché nessun uomo che abbia qualche deformità potrà accostarsi: né il cieco. Paolo si tagliò i capelli che si era fatto crescere a causa di un voto (At. tra i quali emerge quell’Eusebio. proseguí in questa attività finché. né chi abbia una macchia nell’occhio o la scabbia o piaghe purulente o sia eunuco». con l’accusa di essere un 79 . offertagli dal battesimo. attivista del partito nazionalista giudaico. che era il risultato dell’unione delle leggi mosaiche con i concetti mazdeisti. né chi abbia una frattura al piede o alla mano. che la Chiesa esalta come uno dei capisaldi della propria teologia? E mettendogli in bocca. Stando alla documentazione storica che fa riferimento a lui. né un gobbo. Mosè. e. dal momento che sono il risultato di una gnosi che si sviluppò almeno centoventi anni dopo. basata sulla resurrezione dell’anima dopo la morte: a sentire queste parole. resosi conto che a nulla di positivo sarebbe potuto pervenire finché fosse rimasto nel mondo ebraico. gli esecutori della condanna. nel quale si racconta di una cattura che subí quale propagandista esseno. mentre svolgeva la sua missione di predicatore esseno. anche per le sue infermità. nella città di Centre. Dal Deuteronomio: [… il] signore disse a Mosè: «nelle generazioni future nessun uomo della tua stirpe. 18.. con i quali intraprese un viaggio alla volta di Antiochia. deposero il loro mantello ai piedi di un giovane chiamato Saulo [la deposizione del mantello ai piedi del capo della squadra era un atto di riconoscimento al suo merito per aver portato felicemente a termine una missione]. Damasco e Alessandria. sperando di ottenere cariche importanti dalla ricca e potente casta dei sadducei. si mise al loro servizio come persecutore degli esseni. Ottenuta questa qualifica. Il discorso che Stefano fece ai suoi aguzzini prima di morire è da considerarsi come il riassunto dell’ideologia essena. Paolo di Tarso fu condotto al cospetto di Felice. commessi dei reati di natura penale. che abbia qualche deformità. a causa di quella legge del Deuteronomio – che interdiceva cariche pubbliche a coloro che avevano difetti fisici –. che i nazirei erano obbligati a lasciare intonsi durante il corso di indottrinamento. passò al partito nazionalista giudaico. Ammesso dunque alle comunità essene. Che Paolo. ritroviamo Paolo ospite di una coppia di giovani sposi. sempre alla ricerca di affermazioni personali.

Ancora per conoscere meglio Paolo di Tarso. revisionata e corretta. questa. in antitesi a coloro i quali lo vole80 . le accogliamo in tutto e per tutto. anche questa priva di ogni riferimento. è risultato che le continue perdite di conoscenza. con profonda gratitudine. n. Tralascio i processi e le condanne che Paolo di Tarso collezionò durante la vita. in seguito all’ordine di Claudio che allontanava da Roma tutti i giudei rivoluzionari. lo storico A. che lo vede ospite di Priscilla e Aquila: Paolo lasciò Atene e si recò a Corinto presso un giudeo di nome Aquila. un deforme con turbe psichiche]. Di questo personaggio che la Chiesa ha assurto a pilastro del cristianesimo non si conosce nulla. perché suffragata dal bisogno che aveva Paolo di Tarso di sfuggire alla polizia di Roma. eccellentissimo Felice. le sue ginocchia si toccavano. Ma per non trattenerti troppo a lungo ti prego di darci ascolto brevemente nella tua benevolenza. indicava la Spagna. da studi psicanalitici fatti sulla sua persona. e. che gli fu commutata in una libertà vigilata – come risulta da altri documenti. Non si sa né dove sia nato (la Chiesa dice a Tarso in Cilicia. caduta. Erano infatti di mestiere fabbricatori di tende. un certo sacerdote sadduceo di nome Anania. Paolo di Tarso riuscí. Ipotesi. Nei suoi studi dedicati a Paolo di Tarso. per quella cittadinanza romana che aveva. Questa descrizione. detto «il romano». corto. Saulo faceva il costruttore di tende. Paolo di Tarso quale teologo sostenitore di dogmi e di misteri non è che il prodotto di quella corrente gnostica. fomenta continue rivolte fra tutti i giudei che sono sparsi nel mondo ed è capo della setta dei nazirei». ma senza nessuna prova che lo confermi). Le sua gambe erano piegate. Ragot afferma che nell’episodio di Damasco ci sono tutti i segni caratteristici di una crisi di apoplessia: offuscamento della vista. che troviamo in antichi documenti sotto il nome di Atti di santa Tecla. come quella che lo fece cadere da cavallo sulla strada di Damasco – che la Chiesa fa passare per estasi rivelatrici di verità teologiche –. perché aveva bisogno di un sostegno su cui poggiare le inesistenti origini di un cristianesimo. Paolo si recò da loro e poiché erano del medesimo mestiere si stabilí nella loro casa e lavorava. Il capo di coloro che avevano eseguito l’arresto. si era impegnata a costruire un salvatore essenzialmente spirituale. aura luminosa e sonora. Sempre dagli Atti di santa Tecla veniamo a sapere che di mestiere. Abbiamo scoperto che quest’uomo è una peste. non erano altro che attacchi epilettici.. arrivato poco prima dall’Italia con la moglie Priscilla. procedeva a piccoli passi e la sua testa era divenuta pressoché calva [praticamente. è ben differente da quella di cavaliere romano valoroso e aitante con elmo. viene confermata dal suo soprannome «Saulo» (Saulos). La descrizione della figura di quest’uomo deforme e privo di salute che. non poté ottenere cariche pubbliche presso i sadducei. che potrebbe lasciare perplesso chi si era fatto di lui una ben altra immagine. prima di darsi alla politica.sovvertitore dell’ordine pubblico. che lo ricercava per reati di natura pubblica. come già era accaduto negli altri processi che aveva subito da parte dei romani. e. secondo una tradizione riportata da un certo Clemente. e. nel passo già precedentemente portato. a quei tempi. cavandosela con una condanna al carcere. che. che in greco significa «zoppo». n. largo di spalle. lasciando comunque conseguenze emiplegiche [cerebrali] definitive.. che qualche storico ritiene probabile. che nel II sec. aggiungiamo che. origini che falsamente ha fatto partire dagli anni trenta del I sec. che ha cominciato a formarsi soltanto nella seconda metà del II sec. sembra che sia avvenuta «nel paese dove tramonta il sole». e. anche se si presume attribuibile intorno all’anno 10 n. corazza e spada che vediamo nei dipinti ecclesiastici: Paolo di Tarso era grosso. né la sua data. La Chiesa ha costruito con Paolo di Tarso un eroe del pensiero. cecità temporanea e perdita della parola e paralisi che si è progressivamente migliorata. Per quanto riguarda poi la sua morte. sostituendosi agli esseni – quegli esseni che ha cercato di far sparire dalla storia. a evitare la morte. perché a raccontarli tutti non basterebbero tre pagine. n. ancora una volta. sopprimendo tutti i documenti che vi si riferivano. coma. cosí si rivolse a Felice: «la lunga pace di cui godiamo grazie a te e le riforme che ci sono state in favore di questo popolo grazie alla tua provvidenza. cosa questa che viene confermata dagli Atti degli apostoli. oriundo del Ponto. Ma. a causa dei suoi difetti fisici.

lo disconosce del tutto nella sua figura di messia crocefisso. Se prendiamo le Antichità giudaiche di Giuseppe Flavio. che in realtà erano la derivazione degli «angeli delle tenebre» della religione mazdeista. dissentono però sulla questione del matrimonio. ma per dare un’ulteriore prova che egli era un attivista nazir e che coloro i quali formavano le ekklesíe non erano cristiani – come la Chiesa sostiene –. non l’ho fatto per mostrare un Paolo di Tarso contrario alla masturbazione. dal momento che afferma che Cristo era morto legato a un palo (stauros) – un Cristo che. è meglio sposarsi che ardere». Esiste un altro gruppo di esseni che per costumanza e legislazione. se ci fosse stata veramente? Questo dimostra quanto fosse confusa la persona di Cristo. spiriti del male. possiamo avere un’ulteriore conferma dell’appartenenza di Paolo di Tarso al movimento rivoluzionario. nelle riunioni che teneva nelle varie ekklesíe. Paolo di Tarso. Nessuno come Paolo di Tarso può confermare. ma esseni. quando aveva parlato con Giacomo e Simone che erano stati testimoni al fatto? È mai possibile che Giacomo e Simone non gli abbiano parlato della crocifissione. e cioè la propagazione della specie. tanto che se tutti adottassero la stessa opinione ben presto scomparirebbe il genere umano. la non esistenza di Gesú. lo vorrei che tutti foste come me che sono celibe. Se ho riportato questo passo. Da Giuseppe Flavio: gli esseni. negando che Cristo fosse stato crocefisso. cosí si rivolge ai corinzi: «so che una parte di voi vuole il matrimonio e una parte è contraria a esso. benché abbia incontrato per ben due volte. prima che i cristiani gli dessero una figura definitiva. tra gli anni quaranta e cinquanta.vano invece umanizzato. nel capitolo in cui spiega come gli esseni vedevano il matrimonio. della quale era impregnata l’ideologia essena. Ignora Pilato. 81 . Ritengono infatti che coloro che non si sposano amputino una parte importantissima della vita. Quale incoerenza maggiore di questa. era stato crocefisso soltanto dieci anni prima che parlasse con Giacomo e Simone. Infatti Paolo di Tarso. Per se stessi disdegnano il matrimonio e sono propensi piú ad adottare figli altrui che a farne loro. che la sua morte era stata voluta dagli «arconti». sono piú degli altri legati dal mutuo affetto. dal momento che egli. ebrei di nascita. l’eucarestia. ignora la «passione». stando a quanto sostiene la Chiesa. a proposito di questo argomento. Simone e Giacomo a Gerusalemme. a detta dei libri sacri. affermava. ma ai non sposati dico che se non riescono a vivere in continenza allora è bene che si sposino. l’ascensione e la stessa crocifissione. con le sue incoerenze. da come egli tratta questo argomento rivolgendosi ai seguaci dell’ekklesía di Corinto. pur accordandosi in tutto con gli altri. appartenenti al movimento rivoluzionario giudaico. se egli nega la crocifissione di Cristo.

ritenendolo usurpatore dei diritti al trono. i rivoluzionari si oppongono alla nomina di Archelao. • 6 n. Contrariato da questa nomina a re concessa a Erode. approfittando della situazione caotica che si era generata. nella persona di Coponio. Ottaviano Augusto. ma tutti gli ebrei che. • 4 av. Archelao. e quindi dal risultato dubbio (anche per via di quell’aumento di luce derivante dalla congiuntura astrale. alla portata di tutti. muore Ezechia e gli succede il figlio Giuda. caratterizzato da continui scontri tra i guerriglieri e le truppe romane. assume particolare importanza. muore Erode.. Roma interviene con le legioni di stanza in Egitto. riprendendo nella loro attività rivoluzionaria. intensificano le rivolte per liberarsi definitivamente della famiglia di Erode. che si sarebbe dimostrato cosí 82 . e.. 2. n. l’attacco agli arsenali romani di Seffori condotto da Giuda. che porta i suoi quattro figli a disputarsi il trono. Seguono le rivoluzioni che il partito nazionalista giudaico organizza contro Erode. • 37 av. I rivoluzionari.. fedeli alla tradizione. n. Temendo che questa ripresa dell’attività rivoluzionaria porti la Palestina a una rivoluzione generale. Mentre quella di Zarathustra era ancora di là da venire. ricavata dalla filosofia avestica. n. Quintilio Varo. il cui inizio sarà determinato dall’imminente realizzarsi della profezia di Zarathustra. legato di Siria interviene due volte con le sue legioni. che si protrae negli anni che seguono con una violenza sempre maggiore. lasciando in eredità una successione complicata. La seconda volta la repressione è cosí feroce che duemila rivoluzionari vengono crocefissi. quali i farisei. essendo di origine biblica. figlio primogenito di Erode. • 41 av. anelavano alla ricostituzione del regno d’Israele. coinvolgeva. toglie Archelao dal trono di Gerusalemme e al suo posto colloca un prefetto romano. nella sua semplicità. approfittando del fatto che Ircano II è stato fatto prigioniero dai parti. n. eccezion fatta per i sadducei. Nonostante la dura repressione. il partito nazionalista giudaico riprende la sua attività rivoluzionaria con un esercito che sempre piú si organizza e si rinforza in vista della grande battaglia contro Roma. viene confermato da Quintilio Varo sul trono di Gerusalemme in qualità di etnarca. Questa sostituzione di un giudeo sul trono di Gerusalemme con un non appartenete alla razza ebraica.. doma la rivolta che si protraeva da quattro anni e riconferma Erode sul trono di Gerusalemme elevandolo dal suo titolo di etnarca della Giudea a re di tutta la Palestina. A differenza di quella di Zarathustra che. Era messianica I motivi per i quali il movimento nazionalista abbandonò decisamente la profezia di Zarathustra per seguire quella di Giacobbe furono diversi: 1. Erode si impossessa del trono di Gerusalemme. e. 3. esigeva un supporto teologico per essere compresa. occupa definitivamente la Palestina annettendola come provincia all’impero. usurpatrice del trono di Gerusalemme. e.GUERRE ESSENO-ZELOTE Perché si possano seguire meglio le vicende attinenti l’era messianica è bene fare un breve riepilogo dei fatti che la precedettero: • 44 av. non solo i giudei. In questo periodo. figlio di Ezechia (Giuseppe Flavio). e. che invece spettano a Giuda quale erede di Aristobulo II.. gran parte dei samaritani e molti fra quelli che erano rimasti “pagani”. dà inizio all’era messianica. quella di Giacobbe era. deciso a porre termine ai continui disordini provocati dai rivoluzionari. per dimostrare la risolutezza dei rivoluzionari. e. La profezia di Giacobbe. che assicura l’avvento del messia (il «giusto») che condurrà i giudei alla vittoria finale sui nemici di dio. rappresentando per gli ebrei la realizzazione della profezia di Giacobbe che asseriva che l’avvento del messia si sarebbe verificato quando «lo scettro di Davide sarebbe passato nelle mani di uno straniero».

debole da non garantire un effetto sicuro sulle masse), quella di Giacobbe rappresentava, invece, un fatto reale, avvenuto, compreso e già accettato da tutti gli ebrei. 4. Si era realizzata nel momento piú opportuno, cioè quando la tensione contro i romani aveva già coinvolto tutto il popolo a causa dell’occupazione voluta da Augusto, che praticamente segnava la fine di ogni aspirazione all’indipendenza della Palestina. Come conseguenza dell’esaltazione che la profezia di Giacobbe aveva provocato nel popolo ebraico, cominciarono a venir fuori messia in ogni dove, nelle persone di santoni e asceti farneticanti o di avventurieri in cerca dei facili successi che speravano di ottenere, stante la predisposizione che avevano le masse ad ascoltarli e seguirli nei programmi di libertà che predicavano, assicurandone la realizzazione. Moltiplicandosi nel tempo, questi sedicenti messia divennero cosí numerosi che, nella concorrenza che si facevano, gli uni esortavano il popolo a diffidare degli altri, accusandosi reciprocamente di impostura e di falsità:
«se qualcuno vi dice che il messia è qua o là non gli credete perché io soltanto sono quello vero ...».

Tutti messia che venivano catturati, erano sommariamente processati e condannati immancabilmente alla crocifissione – che era la pena riservata a chi commetteva i piú gravi delitti, dei quali facevano parte la sedizione, il terrorismo e il brigantaggio. Dei tanti messia che la storia ci testimonia ricordiamo i nomi di Theudas, Dosidee di Samaria e di un certo Meandro, che furono crocefissi come tutti gli altri. Poiché era usanza presso i romani rendere pubblico, a scopo di monito, il delitto commesso dai condannati a morte, veniva scritta sul palo dove questi sedicenti messia venivano legati l’espressione «re dei giudei», la quale, oltre a spiegare il reato, racchiudeva anche uno scherno verso di loro che si erano proclamati tali e verso quegli ebrei che, seguendoli, li avevano sostenuti. Dal momento che le lingue parlate in Palestina erano l’ebraico, il greco e il latino, la scritta veniva formulata in queste tre lingue. Approfittando di questa esaltazione popolare derivata dalla profezia di Giacobbe, anche i nazir si diffusero in tutta la Palestina per predicare l’ideologia religiosa essena in preparazione dell’imminente avvento del messia. Il loro scopo era quello di attirare le masse alla causa rivoluzionaria, suscitando odio verso coloro che erano causa dei loro dolori sulla terra, che, nel caso, erano rappresentati dai romani e da quanti collaboravano con loro. Si presentavano ipocritamente come consolatori degli afflitti, dei diseredati e dei perseguitati per attuare una forma di plagio che, indirizzata com’era a coloro che maggiormente soffrivano delle ingiustizie sociali, generalmente dava risultati positivi. Tra gli attivisti esseni che si impegnarono in questa campagna propagandistica preparatoria all’avvento del messia liberatore, la storia si sofferma su un certo Giovanni Battista, che, sicuramente, eccelse fra tutti. Secondo alcuni storici questo Giovanni Battista sarebbe stato addirittura il designato dal movimento esseno ad assumere il comando della rivoluzione. Una cosa, comunque, è certa: ebbe un tale successo come trascinatore di folle che Erode Antipa, tetrarca di Gerusalemme, lo fece sopprimere, vedendo in lui un grave pericolo per la stabilità politica della Galilea. Ma lo fece uccidere non come viene raccontato da quelle favole che sono i Vangeli, dove si parla di una certa Salomè che chiese la sua testa a Erode Antipa come compenso per una danza del ventre. La morte di Giovanni Battista, nazir e attivista esseno, viene riportata da Giuseppe Flavio nelle sue Antichità giudaiche. Se Giuseppe Flavio ricorda Giovanni Battista lo fa soltanto per spiegare la psicosi religiosa che portò gli ebrei yhavisti a ritenere che la sconfitta subita da Antipa da parte del re Aretra di Petra, contro il quale era in guerra, fosse stata una punizione di dio contro di lui perché aveva fatto uccidere un grande profeta quale era Giovanni Battista. Cosí si legge di Giovanni Battista nelle Antichità giudaiche:
molti giudei hanno creduto che questa sconfítta dell’esercito di Erode Antipa da parte del re Aretra di Petra sia stata una punizione di dio a causa di Giovanni detto il Battista: costui era un uomo di grande pietà, che esortava i giudei a seguire la virtú, esercitare la giustizia, a ricevere il battesimo. Cosí, siccome una grande moltitudine di gente lo seguiva per ascoltare la sua dottrina, Erode Antipa, temendo che il potere che egli esercitava sulle folle potesse produrre una rivoluzione, perché queste si sarebbero mostrate pronte a eseguire tutto ciò che egli gli avrebbe ordinato, credette di prevenire

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questo male al fine dí non doversi pentire quando sarebbe stato troppo tardi per rimediarvi. Per questa ragione, dopo averlo catturato, l’inviò alla fortezza di Machera, della quale abbiamo precedentemente parlato. I giudei attribuirono la sconfitta dell’armata di Erode Antipa a un castigo di dio per questa morte ritenuta da loro un’azione ingiusta.

Come anticipazione alle conclusioni che trarrò in seguito per dimostrare le contraddizioni riportate dai Vangeli sulla morte di Cristo, mi soffermo qui a far rimarcare quanto segue: sapendo che la sconfitta di Erode Antipa da parte del re Aretra avvenne nel 36 n. e., e che la morte di Giovanni Battista, precedendola di poco, avvenne o nello stesso anno o al massimo l’anno precedente, cioè nel 35 n. e., risulta impossibile, storicamente parlando, che Gesú sia morto nel 33 n. e., dal momento che si afferma che iniziò la sua missione di predicatore dopo la morte di Giovanni Battista. Come conseguenza, essendo stato crocefisso dopo tre anni di predicazione, cioè nel 39 n. e., non poté essere giudicato da Pilato, che, come si può dedurre dai documenti, lasciò il posto di procuratore della Giudea nel 36 n. e. Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sul fatto che Giovanni Battista fosse un nazir non ha che da leggere il Vangelo di Luca per averne la conferma.
Un angelo del signore apparve a Zaccaria e gli disse: «non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio che chiamerai Giovanni. Egli sarà grande davanti al signore; non berrà vino né bevande inebrianti e ricondurrà molti figli d’Israele davanti al loro dio» (Lc. 1, 15).

L’astenersi da vino e sostanze inebrianti era la prima regola che dovevano seguire i nazirei. L’annuncio dell’angelo a Zaccaria è lo stesso che l’angelo fece a Manoach per preconizzargli la nascita di Sansone che, in quanto predestinato a diventare nazir, doveva astenersi dal bere vino o bevande inebrianti (Gd. 13, 4). Poiché il programma dei rivoluzionari considerava determinante la partecipazione delle masse, cosí come gli esseni in Palestina, altrettanto cercavano seguaci le comunità del Vicino oriente e la comunità di Roma, che, dopo l’annessione della Palestina all’impero, era andata sempre piú rinforzandosi. In un crescendo di estremismo rivoluzionario fomentato dalle comunità giudaiche, l’Impero romano divenne nel giro di pochi anni un focolaio di sommosse, sedizioni e attentati terroristici, che costrinsero i romani a mettere in atto repressioni sempre piú severe contro questi «figli della luce» che, plagiati dall’ideologia rivoluzionaria, morivano sorridendo ai loro stessi aguzzini. I martiri esseni furono innumerevoli sia in Palestina che in tutti i paesi del Vicino oriente e nella stessa Roma, da cui gli ebrei furono espulsi, a causa dei disordini che creavano, nell’anno 41 n. e. da un decreto dell’imperatore Claudio. Per avere un’idea dell’attività rivoluzionaria, alla quale corrispondeva una reazione uguale e contraria da parte dei romani, basti dire che, secondo quanto afferma lo storico Filone, soltanto nella città di Alessandria vi furono negli anni quaranta oltre cinquantamila esseni uccisi dai romani quali “attivisti”. Questo numero cosí elevato di «martiri» di cui tutti gli storici parlano, che potrebbe sembrare esagerato, viene spiegato dal fatto che le comunità essene erano arrivate a essere numerosissime per via delle migliaia di emarginati che continuamente si convenivano dal “paganesimo” al movimento rivoluzionario, soprattutto per quel vitto e alloggio che veniva loro garantito, vitto e alloggio che venivano usati per attirare gli affamati e i diseredati − come il ragno costruisce la tela per catturare le mosche. La prima rivolta dell’era messianica (7 n. e.) scoppiò l’anno successivo alla destituzione di Archelao dal trono di Gerusalemme, in seguito a un censimento che Sulpicio Quirino, legato di Siria, aveva ordinato a scopo fiscale, essendo divenuta la Palestina tributaria dell’erario in seguito alla sua annessione a Roma come provincia dell’impero. Approfittando dello scontento generato dall’imposizione delle tasse e di quella esaltazione che aveva provocato presso il popolo ebraico la profezia di Giacobbe, che annunciava l’imminente avvento del messia, Giuda e i suoi rivoluzionari – «seguiti da un popolo che riunirono per la rivendicazione della libertà», come scrive Giuseppe Flavio – attaccarono le legioni romane di stanza in Palestina con tanta violenza da costringerle a ripiegare in Siria, dove rimasero finché, raggiunte dai rinforzi inviati da Quintilio Varo, ripresero i combattimenti. Il conflitto, protrattosi per circa un an84

no, in un alternarsi di successi e insuccessi di entrambe le parti, terminò con la sconfitta dell’esercito esseno in seguito alla morte di Giuda, figlio di Ezechia, detto il galileo. Questa guerra, che viene ricordata come «rivolta del censimento», avendo dimostrato ai rivoluzionari che le legioni di Roma potevano essere battute, riconfermò nel partito nazionalista giudaico la determinazione a proseguire la lotta secondo il piano espresso nel Rotolo della guerra, che poneva nella sua prima fase l’espulsione dei romani dalla Palestina. Rinvigoriti cosí nella certezza di pervenire alla vittoria finale contro Roma, proseguirono nella preparazione di quella che doveva essere la “madre di tutte le battaglie”, imponendo l’ideologia rivoluzionaria attraverso una forma persuasiva affidata ai nazir, che attiravano pacificamente le masse con le promesse di eternità e con i battesimi, e una politica dissuasiva contro i reticenti, affidata a squadre di terroristi che, per il loro zelo oltranzista, furono chiamati zeloti. Giuda il galileo, detto anche lo zelota, lasciò nove figli, sette maschi e due femmine. Tralasciando le due femmine, delle quali nulla ci è pervenuto oltre che la loro esistenza, mi soffermo a parlare dei sette figli maschi, che furono in realtà i fautori delle rivolte messianiche. I loro nomi erano: Giovanni (primogenito), Simone, Giacomo, Giuda, Giacobbe (Taddeo), Giuseppe e Menahem. Morto Giuda nella «rivolta del censimento», il ruolo di capo rivoluzionario fu affidato a Giovanni quale primogenito. Anche lui, benché fosse nato a Gamala in Golanite, città natale della sua famiglia, fu chiamato «galileo» nel significato che questo appellativo aveva assunto di rivoluzionario, per via del fatto che era dalla Galilea, dove risiedeva il grosso dell’esercito rivoluzionario, che partivano le rivolte e, siccome era un nazir, fu chiamato anche nazireo, come d’altronde venivano chiamati tutti quelli che avevano frequentato il corso di nazireato. Per quell’indottrinamento perfetto che doveva avere un erede al trono di Gerusalemme quale discendente della dinastia degli Asmonei, ricevette anche la formazione di rabbi (maestro), come suo padre Giuda e suo nonno Ezechia. Avendo riscontrato nella rivolta del censimento quanto fosse importante la partecipazione della popolazione, gli esseni decisero di affidare a Giovanni tutta una campagna preparatoria tendente a coinvolgere le masse alla rivoluzione, suscitando in esse odio e risentimento contro i romani e i loro alleati, che erano all’origine delle loro sofferenze. Dopo circa tre anni di prediche e di sermoni rivolti a quella categoria di diseredati che il bisogno rende particolarmente ricettivi alla speranza di ricevere dal cielo ciò che non ottengono sulla terra, Giovanni concluse il ciclo di prediche a Gerusalemme, dove un esercito di trentamila guerriglieri era in attesa per dare inizio alla rivoluzione. Ma tutto andò a monte per il tempestivo intervento delle truppe romane, che sorpresero i rivoluzionari mentre si accingevano a partire per attaccare. Giovanni fu catturato, processato e condannalo alla crocifissione. Al posto di Giovanni subentrò il fratello Simone, che prese il comando della comunità di Gerusalemme insieme al fratello Giacomo, i quali, a loro volta furono ambedue crocefissi nel 46 n. e. dal procuratore romano Tiberio Alessandro per la loro attività rivoluzionaria. Questo fatto riportato da Giuseppe Flavio in Antichità giudaiche (XX-3) viene confermato dagli Atti degli apostoli. I due documenti, che concordano su tutto, cioè sulla data, sul motivo dell’arresto e sull’esecuzione di Giacomo, discordano invece su quanto attiene a Simone, perché, a differenza di Giuseppe Flavio che lo vuole ucciso insieme al fratello Giacomo, gli Atti degli apostoli sostengono che si salvò dalla morte per via di un angelo che lo liberò, aprendogli la porta della prigione. (D’altronde se i cristiani non si fossero inventata questa storiella, come avrebbero potuto inviarlo a Roma per farlo diventare il primo papa?) Sempre per attività sovversiva era stato giustiziato l’anno precedente, cioè nel 45 n. e., un altro figlio di Giuda il galileo, cioè Giacobbe, la cui morte viene riportata cosí da Giuseppe Flavio:
mentre Cuspio Fado era procuratore della Giudea un impostore di nome Jacob, che si professava profeta, trascinò le folle a una rivolta, ma Fado lo prevenne, inviando uno squadrone di cavalleria che piombò su di loro all’improvviso: molti furono uccisi e molti presi vivi; fu fatto prigioniero anche Theudas, cui fu tagliata la testa e portata a Gerusalemme.

Morti Giovanni, Simone, Giacomo e Taddeo, dei sette figli di Giuda, figlio di Ezechia, rimanevano Giuda, Menahem e Eleazaro. Di Giuda, ignorandone la fine, si sa soltanto che era uno zelota e

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e. portava scritto un nome che nessuno conosce all’infuori di lui [nella certezza della vittoria sui romani.. preparando un’altra rivoluzione.. I suoi occhi erano come una fiamma di fuoco. e contro gli «angeli delle tenebre» rappresentati dai nemici del loro dio con a capo Roma. 2).] poi vidi il cielo aperto. essendo morti tutti i fratelli piú anziani. [E ancora:] apparve un cavallo bianco e colui che lo cavalcava aveva un arco. secondo l’ideologia religiosa.]. la guerra contro i romani volge talmente a loro favore che già si vedono. tenendosi a distanza. Siamo nel 68-69 n.. sarà bruciata dal fuoco. sotto la guida di questo messia. 6. nel 68 n. paragonata alla Babilonia della corruzione e del peccato.. quei diciannove capitoli della prima edizione dell’Apocalisse nei quali davano libero sfogo al loro odio e alla loro vendetta contro le forze del male. con una strage totale di Roma e dei suoi alleati: uno degli angeli che seguivano il cavaliere disceso dal cielo disse [le parole dell’angelo sono dirette ai rivoluzionari e il riferimento è a Roma]: «pagatela con la stessa moneta. colui che lo cavalcava si chiamava «fedele» e «verace»: egli giudicava e combatteva con giustizia. I rivoluzionari. Per questo in un solo giorno verranno su di lei questi flagelli: morte. gli fu data una corona e poi egli uscí vittorioso per vincere ancora (Ap. e del conduttore di eserciti. La disgregazione delle istituzioni conseguente al caos sociale e politico in cui era caduta Roma si rifletté sull’esercito. raffigurate da Belial (demonio). Fallita la rivoluzione che era stata affidata a Giovanni. che entrò in uno stato di indebolimento tale da portare i giudei a un ottimismo tale da vedersi già entrare trionfanti a Roma. retribuitele il doppio dei suoi misfatti. la morte di Nerone gettò Roma in uno stato di completa anarchia. che scoppiò con tutta la violenza propria di un esercito potente e organizzato nell’anno 66 n. quando vedranno il fumo del suo incendio. secondo la profezia dell’Apocalisse. come previsto dal Rotolo della guerra.che aveva cercato di ripetere l’impresa del primogenito Giovanni. perfettamente preparata e addestrata. e. Un nome porta scritto sul mantello e sul femore: Re dei re e signore dei signori (Ap. come un inno al loro successo finale. secondo l’ideologia guerriera. gli esseni aspettano il messia. 19. guai. ebbero la certezza di pervenire alla vittoria finale quando. fu affidata a Menahem. ma ancora non ne conoscono il nome]. vedendo i suoi tormenti diranno: “guai. vestiti di lino bianco e puro. Gli ultimi due. si mostrò imbattibile. Il comando di questa rivoluzione. anche se le legioni riprendevano continuamente la battaglia per i rinforzi che ricevevano dalla Siria. sono ricordati ampiamente dalla storia. poiché potente signore è dio che l’ha condannata. che prevedeva l’espulsione dei romani dal Vicino oriente grazie alla vittoria riportata su di loro in Palestina. distruggerla e prendere il suo posto nel comando nell’impero. immensa città. il partito nazionalista giudaico si accinse a proseguire secondo quanto era stato stabilito nel Rotolo della guerra. e. Gli eserciti del cielo lo seguono su cavalli bianchi. È lo stesso messia che fu costruito durante la rivolta dei maccabei in seguito all’unione degli spiritualisti con i rivoluzionari.. Un altro angelo poi. aveva sul suo capo molti diademi. L’armata rivoluzionaria. la cui discesa dal cielo dovrebbe avvenire da un giorno all’altro. e il messia descritto dagli esseni nell’Apocalisse conserva ancora la duplice figura del salvatore spirituale che scende dal cielo. È avvolto in un mantello intriso di sangue. in un’ora sola è giunta la tua condanna!”» [. il suo avvento è imminente. che in seguito ai continui successi si vedevano sempre piú prossimi alla realizzazione di quel loro programma. I re della terra che si sono prostituiti e hanno vissuto nel fasto con essa piangeranno e si lamenteranno a causa di lei. Tutto ciò che ha preso per la sua gloria e il suo lusso restituiteglielo in tanto tormento e afflizione. ritto sul sole. 11). per il diritto che gli spettava quale erede al trono di Davide. Egli governerà le genti con scettro di ferro. E tutto si concluderà. conquistare Roma. lutto e fame. secondo quanto Yahvé aveva promesso: «renderò il regno d’Israele infinito nel tempo e nello spazio e il mio popolo padrone di tutte le nazioni i cui popoli diventeranno sgabello per i loro piedi». Dunque. ed ecco un cavaliere bianco. distruggerla e divenire padroni del mondo (monoteismo).. Respinse le truppe romane fuori dalla Palestina e rimase praticamente padrona del campo. che si presentava durante gli scontri come un cavaliere bianco che scendeva dal cielo per rendere i rivoluzionari vittoriosi nelle battaglie che combattevano contro Antioco IV Epifane e gli altri sovrani che gli succedettero: [. Menahem ed Eleazaro. gridava a gran voce a tutti gli uccelli che 86 . dopo dieci anni che questi era stato crocefisso. Fu in questo periodo che l’entusiasmo derivante dalla certezza della vittoria li portò a scrivere.

compresi i civili. e sotto Ponzio Pilato. fu incaricato da Roma di raccontare i fatti accaduti in Palestina durante l’era messianica di cui era stato testimone. sparsi sul territorio della Giudea. esclude nella maniera piú assoluta ogni forma di realizzazione messianica soprattutto in forma materiale. trattarono comunque nelle loro opere questo periodo messianico. furono passati alla spada o crocefissi: sempre Giuseppe Flavio nella sua Guerra giudaica parla di dodicimila crocifissioni. e Tacito. Tutti furono uccisi dalla spada del cavaliere e gli uccelli si saziarono delle loro carni. durante i quali una parte delle legioni proseguí ad attaccare quei rivoluzionari che erano rimasti isolati. Marziale. Non troviamo nessuna menzione di Gesú in Giuseppe Flavio. e. sia pure indirettamente. come vedremo. quale appartenente alla corrente religiosa essena. dei cavalli e dei cavalieri. re di Gerusalemme. nella lotta armata. Tutti quelli che vi erano dentro.. dove formarono quelle comunità che dettero inizio all’espansione ebraica nel mondo occidentale. storico e filosofo ebreo. e. egli perseguitava in maniera esageratamente feroce. la guerra giudaica determinò praticamente la fine dell’era rivoluzionaria messianica. Ma la bestia fu catturata e con essa il falso profeta [Mithra] che alla sua presenza aveva sedotto quanti avevano adorato la sua statua. Anche se il movimento rivoluzionario proseguí. figlio di Giuda e fratello di Giovanni. che. parlando di un lògos che deve ancora realizzare il suo avvento. e. come tutti gli ebrei. dopo averli sconfitti in campo. purtroppo per gli esseni. si fermò a far visita alla comunità essena di Roma. – da quanto risulta inconfutabilmente dai fatti e dalla stessa Apocalisse – gli esseni. poiché egli. le carni degli eroi. Parimenti non ne fa parola Plutarco. Gerusalemme fu rasa al suolo in maniera cosí totale come mai era avvenuto in precedenza. si può escludere nella maniera piú categorica l’assenza di loro e di Gesú in questo periodo.tanto da recarsi nell’anno 40 n. Per sfuggire alle persecuzioni che seguirono da parte dei romani e dei “pagani”. anche se successivi di qualche anno. vedendo svanire ogni speranza. né dei cristiani. e. con lo scopo di sterminare definitivamente gli ebrei. Quello che si impone di rimarcare a questo punto è che nell’anno 70 n. inviò il figlio Tito in Palestina con un esercito cosí poderoso che. quali Seneca. i giudei. Nella mia visione vidi allora la bestia [è sempre il profeta che parla] e i re della terra suoi alleati con i loro eserciti radunati per muovere guerra contro colui che era seduto sul cavallo bianco e contro il suo esercito. Filone non fa nessuna menzione né di Gesú. secondo lui. erano catturati e crocefissi. L’assedio durò sei mesi. Cassio Dione e Svetonio. parte all’attività del movimento rivoluzionario. riconoscendogli in un estremo atto di fedeltà quei diritti al trono che gli derivavano quale discendente della stirpe di Davide.]. scritti negli anni 40-50 n. cioè da quella sostituzione di Archelao con Coponio al trono di Gerusalemme – che realizzò la profezia di Giacobbe –. alla fine della guerra giudaica.. Quelli che non venivano uccisi sul campo. rimarchiamo che nessun passo storico riporta l’esistenza del messia dei cristiani che le sacre scritture affermano essere stato crocefisso nell’anno 33 n. Filone era cosí addentro alle vicende del tempo che. quasi per una rivincita contro quel destino che si era loro messo contro ancora un’altra volta. Giuseppe Flavio asserisce che le crocifissioni furono tante – parla di una media di cinquecento al giorno – che i romani dovettero sospenderle per mancanza di legni.. in qualità di storico. Espugnata.. elessero Menahem. che visse in Palestina negli anni 65-66 n. erano ancora in attesa del messia. che ebbe tanta importanza sulla storia romana nel Vicino oriente. un lògos per giunta essenzialmente spirituale. prese. prima di rientrare presso la comunità essena di Alessandria di cui faceva parte. Facendo un riepilogo dei fatti accaduti durante l’era messianica che va dall’anno 6 al 70 n. divenuto imperatore e ristabilito l’ordine a Roma. Durante l’assedio.. Ebbene. le carni dei capitani. né tutti gli altri. e. radunatevi al grande banchetto di dio [il banchetto è la strage dei romani e dei loro alleati]. costrinse i rivoluzionari a rifugiarsi dentro le mura di Gerusalemme. le carni di tutti gli uomini. piccoli e grandi» [. le cose non andarono come le avevano esaltate: Vespasiano. Ma. che. al contrario.presso l’imperatore Caligola per intercedere a favore delle comunità essene che. presso la quale rimase ospite per diversi giorni. 87 . liberi e schiavi. una gran parte degli ebrei fuggí dalla Palestina e dal Vicino oriente per rifugiarsi in Europa.. istitutore di Nerone. Mangiate le carni dei re.volavano in mezzo al cielo: «venite. Particolarmente significativo è poi il silenzio di Filone alessandrino. i quali. dai suoi libri. e.

trovarono tutti i rivoluzionari morti. Giacomo. i martiri esseni. guardiamo gli indiani che seguono i dettami della filosofia. nonostante l’adozione dei principi religiosi del culto dei misteri “pagani” riguardanti la resurrezione dell’anima. e. quale pretendente al trono di Gerusalemme. e. e non si fa la minima menzione di Gesú. e soprattutto nel ricordare quella stirpe di Ezechia che. ci viene da un certo Giusto di Tiberiade che scrisse. i legionari infuriarono contro gli abitanti. la quale. ma tutti si felicitano con loro e consegnano a loro delle lettere per i loro cari già morti. quale sua parente. Nonostante si trovassero di fronte a uno spettacolo simile. non vedono l’ora di liberare le anime dai corpi. Sconfitto al primo urto. dove venivano riportate le loro «patrie leggi». Dosidee e tanti altri. Eleazaro consegnò come testamento spirituale una copia del discorso che aveva fatto ai suoi guerriglieri prima del suicidio collettivo.). quali Meandro. Dopo aver raccolto tutti i messaggi. Ma la sua rivolta. non poteva che terminare con un fallimento. Perché in tutti i libri dell’epoca si parla di Giuda il galileo e dei suoi figli Giovanni. Questa lettera. se volessimo ricevere una conferma prendendo l’esempio dagli stranieri. che ritenevano cosí perfette da essere invidiate «da tutto il mondo». Che in questo libro. dovremmo dare l’esempio agli altri con l’essere pronti a morire. la sua resurrezione e tutti quei fenomeni che l’accompagnarono? La risposta è semplice: non potevano parlare di un qualcosa che non era esistito! Morto Menahem. dopo averla attentamente studiata per cercare prove confermanti l’esistenza di Cristo. dal momento che tutti gli storici li ignorano? Quegli storici che. scritta su incarico dello stesso Pilato. infatti. Qui risalta come gli esseni. cognato di Giovanni di Gamala. priva com’era di ogni sostegno da parte di un partito rivoluzionario disfatto. presi dal desiderio della vita immortale. Quando i romani entrarono. anziché arrendersi e consegnarsi ai nemici. cosí si concludeva: noi che riceviamo nelle nostre case un’educazione informata a questi principi. facendo una vera strage. sono concordi circa le rivoluzioni. Simone. e mentre sono afflitte per se stesse perché rimangono in vita. annunciano agli altri la loro dipartita e non c’è nessuno che cerchi di dissuaderli.Un’ulteriore smentita dell’esistenza dei cristiani nel I sec. nonostante i suoi miracoli. erano rimasti fedeli al Deuteronomio. patriarca di Costantinopoli. Menahem e Eleazaro. A una di queste donne. che capitolò senza opporre resistenza. e. sopportando a malincuore il primo periodo della vita che vedono come un debito da pagare alla natura. attaccò di nuovo i romani. riorganizzato un modesto esercito di circa mille volontari. della sua vita. Giacobbe. la sua crocifissione. Le persone maggiormente care usano accompagnare costoro che partono per il lungo viaggio. invece. entrata in possesso dei romani e riportata da Giuseppe Flavio nella sua Guerra giudaica. senza che abbiano mali che li affliggano o condizioni che li costringano a morire. disponendo nella sua biblioteca dell’opera di Giusto di Tiberiade. comunque. Che dire poi della biografia di Ponzio Pilato. considerano beati coloro che con la morte raggiungono la condizione dell’immortalità. una storia degli ebrei. ignora nella maniera piú categorica il processo e la crocifissione di Gesú? In quale altro modo si potrebbe spiegare questo silenzio su Gesú e sui cristiani se non riconoscendo la loro non esistenza. i nomi dei tanti messia che si succedettero. salgono sul rogo. n. mossa soltanto da un ideale. Giuda (Taddeo). nel 74 n. perché attraverso il fuoco l’anima si separi dal corpo nel massimo stato di purezza [fu in virtú di questa convinzione che l’inquisizione metteva al rogo gli eretici]. guidò il movimento rivoluzionario con i suoi discendenti. Secondo Giuseppe Flavio si salvarono soltanto alcune donne e bambini. pur riportando ogni dettaglio dei fatti riguardanti il periodo in cui era stato procuratore della Giudea (26-36 n. Eleazaro. Eleazaro e i suoi seguaci avevano preferito uccidersi. essendo gente di prim’ordine. Ritenendo inutile continuare una lotta impari. che. 88 . nonostante la tremenda sconfitta subita nella guerra giudaica e le persecuzioni a cui erano sottoposti gli esseni. degli avvenimenti e dei miracoli che lo concernono. le numerose conversioni dei “pagani” all’ideologia essena. Costoro. E allora evitiamo di provare vergogna nel mostrarci inferiori agli indiani nei pensieri di fronte alla morte e di offendere le patrie leggi che destano l’invidia di tutto il mondo. quale contemporaneo all’era messianica. Eleazaro si rifugiò con i suoi guerriglieri nella città essena di Masada. andato distrutto (e possiamo immaginare per opera di chi) non vi sia nessun riferimento a Gesú lo sappiamo da Pfotius. dopo un breve riassunto sull’ideologia essena. conclude: in nessuna parte del libro dí Giusto di Tiberiade ho trovato il piú piccolo riscontro che parli della nascita dí Cristo.

Anche se con la morte di Eleazaro ebbe termine la discendenza di Giuda il galileo. li guidò sul Monte degli ulivi e di lí si preparava a piombare su Gerusalemme. Però.. Il che è un’ulteriore conferma del silenzio storico su quel Gesú che la Chiesa sostiene essere morto sulla croce nell’anno 33 n.. avvenuta durante l’era messianica. riorganizzando un esercito che attaccò di nuovo le truppe romane nel 132 n. per quanto possa essere stato contraffatto. tornata autonoma sulle sue primitive posizioni spirituali. e cosí già organizzati. e. e. Passati gli uomini a fil di spada e sgozzate tutte le donne e i bambini. Nello stesso Talmud troviamo scritto a proposito di questo sterminio: la desolazione entrò in Gerusalemme tanto che gli sciacalli presero possesso degli spazi dove prima esisteva il tempio dedicato al santo dei santi. troviamo un passo interessantissimo nelle Antichità giudaiche di Giuseppe Flavio che. compreso Simone Pietro. l’imperatore Adriano dette ordine di distruggere Gerusalemme sí da non lasciare di essa pietra su pietra e di sterminare quanti vi fossero stati trovati dentro. sono costretti a riconoscere non essere mai esistita. e sui quei cristiani la cui esistenza non emerge da alcun documento. da essere già al terzo e quarto papa. che dichiarò apertamente di essere lui il messia che i giudei aspettavano. se pensiamo che Domiziano avrebbe potuto sapere tutto sui cristiani senza bisogno di scomodarsi a mandare un incaricato fino alla Giudea. disponendo di un poderoso esercito.) – quello chiamato dagli storici «il falsario» per antonomasia –. a battere i romani e a farsi signore del popolo con l’aiuto dei sui seguaci in armi. L’inchiesta fatta da Domiziano sui cristiani della Giudea per sapere chi fossero. Basterebbe riportare le falsificazioni operate da Eusebio. un messia ritornato espressamente guerriero. tra tanto silenzio storico riguardo l’esistenza di Gesú. menzogne che in realtà.). hanno prodotto l’effetto opposto a quello che i falsari si erano prefissi di raggiungere. rialzata la testa dopo la disfatta del 70 n. prefetto della Giudea. e. che oggi gli stessi teologi. dopo la disfatta del 70. Ma un’altra cosa posso asserire ancora con certezza: i primi undici papi dichiarati dalla Chiesa. la corrente religiosa. sí che. e. consapevole della gravità di questa lacuna storica. vescovo di Cesarea (314-340 n. avvenuto lo scontro. prevenuto il suo attacco affrontandolo con i soldati romani. si trasformò in una guerra che. di fronte all’evidenza dei fatti. nelle persone di sant’Anacleto (76-88 n. e il messia dei giudei risulta ancora lontano da venire. in un susseguirsi di alterne vicende. Siamo arrivati al 132 n. costruendosi le prove o falsificando i documenti esistenti. e. Adriano cambiò a essa anche il nome. cercò di riparare. oltrepassa ogni limite del buon senso. non sono che il risultato di una pura invenzione.. se Bar Kocheba si può permettere di dichiararsi tale. Roma era già affollata di cristiani al tempo in cui Domiziano era imperatore (81-96 n.). Il passo in questione riguarda la comparsa. oppure inventandoseli di sana pianta – come quella corrispondenza composta di dieci lettere intercorse tra Paolo di Tarso e Seneca. La Chiesa manomise i passi piú compromettenti di Giuseppe Flavio. derivante dalla mancanza di testimonianze che potessero sostenere le sue affermazioni. riprese a perseguire il programma espresso dal Rotolo della guerra. e tutto il popolo collaborò alla difesa. e. dandole quello di Aelia Capitolina. si era dissociata dal partito nazionalista. terminò dopo tre anni con la caduta di Gerusalemme (135 n. si inventò l’incendio di Roma che attribuí a Nerone. E perché Gerusalemme sparisse dalla memoria quale centro del mondo giudaico. può metterci sulla strada giusta per scoprire chi fosse realmente il messia dei cristiani. sempre secondo le menzogne della Chiesa. raccolse una turba di circa trentamila individui che si erano lasciati abbindolare da lui. e.) e san Clemente (88-97 n. una volta scoperte. La Chiesa. che cosí viene ricordato nelle Antichità giudaiche: arrivò in paese un ciarlatano che. il movimento rivoluzionario. per renderci conto di cosa siano stati capaci i cristiani per sopperire alla mancanza di una documentazione storica. Felice. perché i martiri esseni potessero passare per martiri cristiani – e tante altre menzogne che a scriverle tutte non basterebbe un libro.). sconfessando ogni ideologia basata sulla violenza. precettore di Nerone. sotto il comando di un certo Bar Kocheba. e. Deciso a porre termine alle velleità rivoluzionarie giudaiche. fu distrutto tutto ciò che faceva riferimento al mondo ebraico. La rivolta. poiché. e. stando a quanto poi Eusebio stesso dice in un’altra parte del libro. quando. riportata da Eusebio di Cesarea nella sua Storia ecclesiastica per provarne l’esistenza. affidata al messia Bar Kocheba − secondo alcuni storici discendente della famiglia di Ezechia −. 89 . di un misterioso personaggio di origine egizia. guadagnandosi la fama di profeta.

E ancora piú esplicita su questo argomento è la testimonianza di Mendoza. avesse potuto riunire (abbindolare) e armare trentamila guerrieri. per cui Mithra e Gesú erano lo stesso dio. affrontavano la morte sorridendo ai loro carnefici. come lo fa venire dal nulla. A questo punto. che saranno trasformati. erano state prese come allegorie per determinare la nascita di Cristo. altrettanto lo fa sparire. cioè la falsificazione del passo da parte dei cristiani. Leone X. papa dal 1534 al 1549. Mi sembra assurdo che uno storico serio e metodico come Giuseppe Flavio viene dichiarato dagli studiosi. Egli sosteneva che la costellazione della Vergine. ha voluto discolpare il partito nazionalista giudaico. per deresponsabilizzare i giudei. impregnati dell’ideologia esseno-zelota. per lui. come vedremo. che tanto hanno fatto per far sparire dalla storia gli esseni – quegli esseni che dicono di non conoscere – e per nascondere dietro l’«egizio» quel Giovanni che risulterà.. nei confronti di Gesú Cristo: spingeva la sua irriverenza fino al punto di affermare che Cristo non era altri che il sole. Egli spiegava le allegorie della sua incarnazione e della sua resurrezione. nella seconda metà del II sec. ambasciatore di Spagna al Vaticano. a pensare che potesse apparire credibile che un truffatore anonimo. oppure. 90 . o meglio ancora d’Iside.. scaricando la responsabilità della rivolta su un anonimo «egizio» che. essere colui che hanno trasformato nel Cristo salvatore. come hanno trasformato Mithra nel loro logos. di questo Gesú la cui esistenza è stata negata dall’infallibilità di altri papi. Sono questi seguaci. n. che gli esseni affidarono a Giovanni. avrebbe reso impossibile la costruzione della figura di Gesú. sia arrivato. le ipotesi sono due: o è stato Giuseppe Flavio che. dei Medici. tutto è dipeso da un’ennesima contraffazione operata dai falsari cristiani. che. non posso che sostenere la seconda ipotesi. il costruttore di santi. Giovanni Paolo II. riguardante il comportamento di Paolo III. Trovando in questo fatto delle analogie con la rivolta. papa dal 1513 al 1521. Dal momento che tutti i rivoluzionari erano impegnati alla causa essena. un giorno dichiarò al cardinale Bembo: tutti sappiamo bene quanto la favola di Cristo abbia recato profitto a noi e ai nostri piú stretti seguaci. e. in seguaci e martiri di un cristianesimo che si stava formando allora. incenso e mirra. mettendo in parallelo Cristo e Mithra. invece di dire chiaramente che a condurla fu Giovanni. come sostenitore di una politica distensiva tra gli i giudei e i romani. Egli osava dire che non c’era nessun documento valido per dimostrare l’esistenza di Cristo. la quale ha tutto l’interesse a negare l’esistenza di Giovanni. per giunta straniero. sulle basi dell’ideologia essena.. La maggior parte dei suoi seguaci furono catturati o uccisi mentre tutti gli altri si dispersero. i preti (mi riferisco essenzialmente a coloro che occupano le alte cariche nella gerarchia ecclesiastica e non ai curati d’Ars). Egli diceva ancora che l’adorazione dei magi non era altro che la cerimonia nella quale i preti di Zarathustra offrivano al loro dio oro. per giunta incaricato da Roma di redigere i fatti inerenti la Palestina (fatti di cui oltretutto i romani erano a perfetta conoscenza). figlio di Giuda il galileo? Escludendo ciò che potrebbe rispondere la Chiesa. questi martiri esseni. quell’infallibilità garantita dallo spirito santo . Ma questi segreti si portano nella tomba! 7 Quando è stato steso il presente testo. anch’essa fallita. perché Giuseppe Flavio ne attribuisce il comando a un certo «egizio». le tre cose attribuite all’astro della luce. che non si sa da dove fossero usciti fuori. L’era messianica appartiene esclusivamente ai seguaci e ai martiri del partito nazionalista giudaico. che dovevano eliminare dai documenti ogni traccia di Giovanni.l’egizio riuscí a scappare con alcuni pochi. rappresentato nel “paganesimo” sotto la forma di montone e di agnello. e Giove Ammone. adorato dalla setta mitraica. Che Gesú non è mai esistito i primi a saperlo sono proprio loro. che corrisponde al solstizio in cui avvenne la nascita di Mithra. la cui esistenza. sarei curioso di sapere cosa pensa nel suo intimo il papa attuale 7 . la sua convinzione era che non era mai esistito. alla fine del mio libro e in maniera inconfutabile. la prima cosa che ci viene da pensare è che si tratti della stessa insurrezione. Se cosí fosse. e che.

prendendo come spunto l’offesa che l’imperatore Adriano aveva loro recato facendo innalzare una statua di Giove capitolino nel tempio di Gerusalemme. nell’anno 129 n. c’era un incitamento a riprendere il combattimento contro quel Belial e quei kittim la cui distruzione era prevista dal Rotolo della guerra. personificazione dei nemici di dio. cominciò una vera e propria caccia all’uomo. con le loro continue rivolte e azioni di terrorismo. si scagliarono contro gli ebrei con tale furore da determinare un vero e proprio genocidio. e. le legioni romane di stanza in Palestina. per nulla intimoriti dalle persecuzioni che sempre piú si accanivano contro di loro. vennero estese contro tutti gli ebrei di qualsiasi partito o credo religioso. A rinvigorire il loro entusiasmo nazionalista contribuí in maniera decisiva un libro sacro intitolato Giuditta (il nome Giuditta simboleggiava la Giudea). sia da parte dei romani che da parte delle popolazioni. soltanto apparente. ostentando un comportamento pacifista che li facesse apparire il piú possibile estranei a ogni coinvolgimento con il movimento rivoluzionario e con tutto il resto del mondo ebraico. e i religiosi quello sacerdotale del predicatore. ritornati alla ribalta soltanto quattro anni dopo la disfatta del 70 con quella modesta rivolta di Masada. non avendo i presupposti per competere con la potenza militare romana. In questo libro. che riconfermava la certezza della vittoria finale del bene sul male. Sia per evitare le persecuzioni. adottarono la lingua greca e cercarono di rendere i loro riti il piú possibile simili a quelli del dio Mithra. in cui morí suicida Eleazaro. pose termine a quel movimento rivoluzionario che era stato fondato da Mattatia. Soltanto in Siria. Ma.. di accanirsi contro i perseguitati. certamente falsa. dove c’era una della maggiori concentrazioni di comunità essene. prima di parlare della corrente religiosa che sarà quella che determinerà l’avvento del cristianesimo. sia per la sfiducia che sempre avevano conservato di pervenire alla vittoria finale attraverso la violenza. i massacri non furono comunque inferiori a quelli della Siria. in cui l’eroina tagliava la testa a Oloferne. furono massacrati oltre centomila ebrei. i rivoluzionari quello dell’uomo conduttore di eserciti. le masse popolari. anche ai piú vili. spesso in esecuzioni collettive che venivano offerte al popolo come spettacolo negli anfiteatri o su patiboli eretti nelle piazze e nelle strade. A Efeso e ad Alessandria. ancor piú che i romani. separatisi in maniera decisa e netta dai rivoluzionari. che permetteva. Ripresosi cosí ciascuno il proprio messia. Come in Palestina. in seguito all’incoraggiamento ricevuto da questo libro. gli esseni della corrente religiosa si dissociarono dai rivoluzionari. terminata. di mangiare bambini durante i loro riti religiosi. La rivolta. Fu durante questo periodo che gli ebrei vennero sottoposti a processi con l’accusa. nel quale si parlava di una vergine che salvava il popolo di dio dall’oppressore. cosí nell’impero. anche se sospesero le circoncisioni. con la distruzione di Gerusalemme. il quale. portandolo alla vittoria finale. le due correnti continuarono in forma autonoma a perseguire nel loro programma di conquista dell’impero. gli spiritualisti. duecentosessanta anni prima. soffermiamoci sulla breve storia del movimento rivoluzionario. le persecuzioni romane. Un’estraneità. per l’odio che avevano accumulato contro questa specie di ribelli che. perché. riprendiamo con quella riguardante il movimento spiritualista. come abbiamo visto nel capitolo precedente. che fino allora si erano rivolte specificamente contro i seguaci del movimento esseno. ciascuna secondo la propria ideologia. come in tutte le altre città del Vicino oriente. affidata al messia Bar Kocheba. Terminata la guerra del 70. ripresero la loro lotta ideologica contro il sincretismo “pagano”. erano stati causa di tanti lutti e sofferenze. I rivoluzionari di Gerusalemme. perseverarono nel progetto che prevedeva la distruzione di Roma. ritornando ideologicamente indipendenti come lo erano stati prima della rivolta dei maccabei. non poteva che essere destinato al fallimento. Finita cosí la storia guerriera del partito nazionalista giudaico. In questo clima di astio e di disprezzo collettivo. però. in lealtà conservarono le leg91 .GLI ESSENI DOPO IL 70 Finita la guerra giudaica con la disfatta dell’esercito rivoluzionario e la distruzione di Gerusalemme. Fu cosí che i rivoluzionari. riuscirono a ricostituire un esercito di combattenti che permise loro di attaccare di nuovo.

soprattutto. gli esseni intensificarono la loro propaganda di espansione. non lo fu altrettanto per ciò che riguardava la loro qualità. 21. tanto da divenirne i primi accusatori. prendendo dell’uomo soltanto le apparenze. la stessa battaglia tra il male e il bene. e garantire agli uomini di buona volontà. ci sarà un posto nel quale potrà ritirarsi e rifugiarsi restando salvo (Es. Il salvatore guerriero sterminatore di nemici. Dopo appena venticinque anni che si erano separati dai rivoluzionari. Forti di questo appoggio che i romani. li troviamo in attesa di un messia del tutto differente da quello che avevano concepito precedentemente durante la guerra giudaica. Garantendo vitto e alloggio ai diseredati. spogliato della sua natura umana di guerriero conduttore di eserciti. inseguiti dagli «angeli della luce». continuavano a perseguitarli. Come conseguenza. e. il messia dalla duplice figura della prima edizione dell’Apocalisse. aprirono con tanta facilità le porte a quanti volevano far parte delle loro comunità da ammettere. la stessa sconfitta degli «angeli delle tenebre» che. Schierandosi apertamente contro i rivoluzionari. imponendosi sempre piú sulle altre religioni. di malviventi ricercati per reati politici e comuni. potesse realmente assumere il ruolo di un messia umanizzato. che viveva in cielo come entità spirituale. di cui loro stessi avevano fatto parte.gi del Pentateuco come base della loro vita sociale. che sarebbe disceso sulla terra per dare inizio a una nuova era di benessere e di giustizia. come una legione straniera. 12-13). compreso l’omicidio. di avventurieri. potesse prendere il comando del loro esercitò in qualità di uomo. desiderosi come erano di porre fine ai disordini. continuando a considerarli comunque sempre degli ebrei. anche chi aveva commesso i delitti piú gravi. una beatitudine eterna. La spiegazione teologica per giustificare questo messia dalla duplice figura. stava realizzando il sincretismo nel dio Mithra. come in tutte le cose c’è il «pro» e il «contro». come quelle di Antiochia e di Tarso. e. per quella legge del Pentateuco che concedeva il perdono all’omicida se nell’azione non c’era stata premeditazione: colui che colpisce a morte causando la morte è messo a morte. riuscirono cosí bene nell’intento che avevano di apparire pacifisti. soprattutto dal mondo “pagano”. la trassero da quella immagine spaziale da cui la religione avestica aveva fatto partire la creazione dell’universo: lo stesso toro (ora drago) cosmico. però. le comunità essene si riempirono di barboni. è bene conoscere l’espediente a cui precedentemente era ricorso il movimento rivoluzionario. quella definizione essenzialmente spirituale che doveva competere con i sotères dei culti dei misteri e soprattutto con il mazdeismo. Praticamente. per colui che non ha teso insidia. Per comprendere come la corrente religiosa riuscí a costruirsi un salvatore essenzialmente spirituale. cioè in un lògos che avrebbe svolto la sua missione sulla terra. che nelle battaglie dei maccabei era stato presentato sotto forma di visione celeste. si rifugiarono sulla terra. era stato trasformato in una stella radiosa del mattino. fu trasformato in un salvatore essenzialmente spirituale. composti da giudei e da convertiti di origine “pagana”. da ricevere dai romani stessi protezione contro le popolazioni che. elargendo al massimo le concessioni che già avevano praticato in precedenza per attirare le masse alla loro ideologia. Fu in questi ambienti. consolazione agli afflitti e protezione ai latitanti con quel battesimo che permetteva di cambiare nome. ma che dio gli ha fatto incontrare. La cosa migliore per 92 . il conduttore di eserciti capace delle stragi piú efferate. messa da parte ogni diffidenza che nel passato li aveva resi cauti ad accettare proseliti. cosí questa politica di espansionismo. cioè a coloro che avrebbero seguito i suoi precetti. per giustificare come il loro messia. il numero di questi convertiti all’ideologia essena. di falliti e. Ma. avevano concesso. che. avevano loro stessi redatto insieme al movimento rivoluzionario. se risultò positiva per il numero dei proseliti che riuscí ad attirare. a quella prima edizione che nel 69 n. cioè come fosse possibile che quel cavaliere dal mantello rosso cavalcante un cavallo bianco. che le comunità dettero la definizione teologica al loro salvatore. provenienti dalla feccia peggiore del mondo “pagano”. fu cosí elevato da costituire la parte piú numerosa dei loro componenti. In molte ekklesíe. Come giunsero alla costruzione del loro messia spirituale possiamo comprenderlo dai quattro capitoli (i primi tre e l’ultimo) che aggiunsero nel 95 n. alla prima edizione dell’Apocalisse.

era risalito in cielo. attraverso questa spiegazione. possiamo riassumere il tutto in un quadro che vede i rivoluzionari ritirarsi nel deserto per preparare quella rivolta che stanno combattendo contro Roma. come lo era prima che si unissero alla rivolta dei maccabei. che sosteneva un lògos privo di natura umana. destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro [scettro di Davide] e il suo figlio fu subito rapito verso dio e verso il suo trono [la convinzione dei giudei è che il messia. che gli diede potere. Giulio Cesare. 17-9. Tiberio.dimostrare come riuscirono a dare un corpo umano al loro messia attraverso questo plagio è di riportare il passo dell’Apocalisse che lo riguarda (cap. Giunti cosí. risolsero il problema ricorrendo a una visione che aveva avuto un certo profeta Daniele – la cui persona appare cosí oscura da risultare una favola nella favola. Essa partorí un figlio maschio. rimaneva in attesa di scendere come uomo per mettersi alla testa del loro esercito. simile a un figlio di uomo. divenuto religione di Stato. già nato sulla terra come uomo. Era incinta e gridava le sue doglie [l’imminenza del parto esprime la certezza che avevano i giudei sulla prossimità dell’avvento del messia annunciato dal profeta Giacobbe].260 giorni. il suo potere è un potere eterno che non tramonta mai. Ottaviano Augusto. Fu per questa convinzione che. 93 . intanto che il messia. nella certezza che da un giorno all’altro sarebbe uscito fuori il condottiero che li avrebbe portati alla vittoria finale. che la donna passa nel rifugio. le sette teste si riferiscono ai sette colli su cui è edificata Roma e ai sette imperatori che si succedettero nell’era messianica. Nel frattempo erano passati due secoli e la situazione nel mondo delle religioni aveva avuto dei forti mutamenti. Il profeta Daniele – certamente un personaggio immaginario. Insomma. le dieci corna sono i dieci re che facevano parte della coalizione alleata a Roma – cfr. in un’altra ritiene possibile che sia stato invece un giudeo che. vediamo ora quale fu quello a cui ricorse la corrente religiosa per rendere il loro messia di nuovo un predicatore essenzialmente spirituale. li avrebbe presto divorati. mentre in una versione dice che potrebbe essere stato un personaggio di origine fenicia vissuto in un’epoca compresa tra il diluvio e Giacobbe (lasso di tempo comprendente 600 anni). da parte sua. durante gli ultimi sei mesi che passarono assediati dentro Gerusalemme. seguitarono a combattere. uno. e il suo regno è tale che non sarà mai distrutto. Menahem re d’Israele. Caligola. deportato da Nabucodonosor. con la luna sotto i piedi e sul capo una corona di dodici stelle [sono le dodici tribú d’Israele]. Se prima della rivolta dei maccabei avevano basato il loro concetto messianico su un avvento che si sarebbe realizzato in un futuro di là da venire.260 giorni [questi 1. rappresentano quel periodo di attesa di quaranta anni che i rivoluzionari esseni sostennero nel deserto dell’Engaddi per preparare quella guerra che stavano combattendo contro Roma]. In sintesi. Se questo fu l’espediente che il partito nazionalista giudaico usò per dare al messia guerriero una natura umana. in un’ultimo attimo di speranza elessero. nonostante le cose si fossero messe male in seguito all’intervento di Tito. riscosse grande successo presso la corte di Babilonia per le capacità di interpretare i sogni del re. ecco apparire. cioè Pompeo. La donna invece fuggí nel deserto dove dio le aveva preparato un rifugio perché fosse nutrita per 1. non potendo svolgere la sua missione poiché Roma che glielo impediva. [… Il] drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. giunse fino al vegliardo [dio] e fu presentato a lui. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso con sette teste e dieci corna [questo drago simboleggia Roma che si oppone alla realizzazione del loro programma. sulle nubi del cielo. cioè in un futuro senza scadenza. a dimostrare la parte umana del loro messia. per farla breve. 12]. come lo sono tutti gli altri della Bibbia – appare. Claudio e Nerone. trovandosi dopo la guerra del 70 di fronte un mazdeismo che. infatti. nazioni e lingue lo servivano. Ap. risalito in cielo con il corpo che aveva assunto nascendo sulla terra. cosí misterioso e confuso nella sua entità che la stessa Chiesa. gloria e regno. cercando di sopprimere il loro messia. decisero di annunciare che i tempi dell’attesa si erano compiuti e che il messia sarebbe presto disceso sulla terra per dare a ciascuno la giusta retribuzione. tutti i popoli. tra le tanti visioni che la Bibbia attribuiva a questo Daniele ce n’era una che si esprimeva cosí: guardando ancora nelle visioni notturne. dove era rimasto in attesa di ridiscendere come loro condottiero]. non sapendo spiegare chi fosse. Nel cielo apparve una donna [simbolicamente rappresenta il mondo giudaico] vestita di sole. della comunità di Alessandria. 12). Ma come sostenere che il loro messia – a differenza dei sotères “pagani” che si erano incarnati – avrebbe potuto svolgere la sua missione di predicatore senza diventare un uomo? Prendendo allora come base il concetto del filosofo Filone.

n. Le foglie dell’albero servono a guarire le nazioni.Anche se sono molti coloro che sostengono che questa visione fu aggiunta nella Bibbia dopo il 70. Se riprendo a parlare del lògos che gli esseni trassero dalla visione di Daniele. assicurando l’imminente arrivo di un salvatore apportatore di una nuova età di benessere. essendo una conseguenza dell’incarnazione.. non vi sarà piú la morte. quel messia che dio avrebbe inviato sulla terra per costituire un regno eterno. Le stragi terrene. 2) Evitare quel sacramento dell’eucarestia che li avrebbe costretti. prendendo dell’uomo soltanto le apparenze. Saranno divorati da un fuoco che scenderà dal cielo e quindi gettati insieme al demonio che li aveva sedotti nello stagno di zolfo e di fuoco dove già si trovano la bestia [Roma] e il falso profeta [Mithra]. Vidi anche la città santa. secondo la religione avestica. essa dava comunque la possibilità agli esseni spiritualisti di poter sostenere due cose: la prima. E ancora in un altro passo: in mezzo alla piazza di Gerusalemme [la piazza dove precedentemente vegetava solo odio e vendetta] ora c’è un albero di vita che dà dodici raccolti [le tribú d’Israele] e produce frutti ogni mese. Ma. in una punizione eterna dopo la morte: ma per i vili e gli abietti. Io sono la radice della stirpe dí Davide. il quale. concepito un lògos prettamente spirituale. nella seconda. né affanni [riferimento alle stragi previste dalla prima Apocalisse] perché le cose di prima sono passate» . se lo aveva detto Daniele in qualità di profeta. come avveniva nel culto dei misteri. pronta come una sposa adorna per il suo sposo. che. il tempo in cui si verificheranno queste cose è vicino [si rimarchi che nel 95 n. Gli esseni ripresero tutto dalle religioni “pagane”. avrebbe potuto portare i romani a diffidare di loro. lo faccio perché è di particolare importanza conoscerlo bene. sostenendo come messia un uomo guerriero. I motivi per i quali nel 95 gli esseni spiritualisti respinsero il concetto di un lògos dalla natura umana furono principalmente due: 1) evitare ogni analogia con il partito rivoluzionario che. da dio. gl’increduli e gli omicidi. compresa Gerusalemme che. la stella radiosa del mattino». e dal momento che i profeti parlano per ispirazione divina. la seconda. dipendendo da esso tutti quei contrasti gnostici che. Cambiato cosí il messia guerriero e rivoluzionario in salvatore spirituale. traendo la sua origine dalla volontà di dio. simile a figlio di uomo». sopratutto da quella mithraica. la radice dell’atavico odio ebreo verso il resto del mondo era rimasta in loro inalterata. né lutti. apportatore di pace e di benessere. gli idolatri e tutti i mentitori è riservato lo stagno ardente di fuoco e di zolfo. procedeva da Aura Mazda. Dunque. a praticare la teofagia. Io verrò presto e porterò con me il mio salario per rendere a ciascuno secondo le sue opere.. generatisi in seguito. fu trasfigurata in una città santa: vidi un nuovo cielo e una terra nuova. Poi il messia mi disse: «ecco. e. ma come «uno.. né lamenti. gli immorali. non poteva essere che cosí: il loro messia. Non vi sarà piú maledizione. dal momento che il profeta Daniele aveva dichiarato di averlo visto nella sua visione non come un uomo. la nuova Gerusalemme. veniva eguagliato a Mithra. meno che il sacramento dell’eucarestia. di conseguenza trasformarono in un nuovo programma pacifico tutto ciò che nell’Apocalisse del 69 costituiva invece un piano di distruzione e di violenza. si tramutarono. e. scendere dal cielo. che egli avrebbe potuto svolgere la sua missione sulla terra. il messia non è ancora arrivato]. Dio dimorerà tra gli uomini e tergerà ogni lacrima dai loro occhi. Una voce potente uscí dal trono: «ecco la dimora di dio. io verrò presto. poiché il lupo perde il pelo ma non il vizio. che il loro messia. entrarono nel II sec. da capitale dell’odio e della vendetta. daranno origine alla figura di Gesú. ma come «uno» che dell’uomo avrebbe preso soltanto le parvenze. come a- 94 . previste nella prima Apocalisse. si sarebbe presentato agli uomini non come uomo. perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c’era piú [si riferisce al mare di sangue della prima edizione]. che invece si limitarono a imitare attraverso quel rito che si riduceva a una semplice benedizione del pane e del vino rosso dolce da parte del sacerdote prima della consumazione dei pasti. Fu cosí che gli esseni. per quanto cercassero di apparire pacifici e miti.

95 . che sostenevano un messia materializzato secondo i culti dei misteri. Ma. erano dei sostenitori della dottrina “pagana” di Baal (Ap. seguirà i suoi carnefici silenzioso e docile come un agnello che viene condotto al mattatoio. Giunti cosí alla conclusione che. però. come presentare al mondo. Cosí. in realtà. Che ci fossero già delle discordie su questo argomento in seno alle ekklesíe essene sin da prima che uscisse la seconda edizione dell’Apocalisse. ne esortano i seguaci esseni di origine israelita a rimanere fedeli al loro lògos spirituale. dichiaratasi profetessa. fosse già disceso sulla terra. i teologi esseni risposero che ciò era avvenuto perché cosí era stato stabilito che fosse. la figura di un messia che. che negava la materializzazione del messia. mentre. Ma purtroppo non tutti gli appartenenti alle comunità essene si mostrarono disposti a seguire questa teoria. con un messia che doveva ancora scendere sulla terra. ciò era dipeso semplicemente dal fatto che erano stati loro a non averlo riconosciuto quando era venuto. Come giustificare. fino allora l’avevano aspettato. rivolgendosi alle sette ekklesíe greche per ribadire il concetto del messia spirituale. questo problema. la figura di un messia già esistito. sosteneva un messia incarnato a imitazione dei sotères “pagani”. per quanto l’una e l’altra corrente potessero difendere le loro ragioni. quali quelle di Sardi. cercarono di imporre ai giudei un messia secondo i concetti dei culti dei misteri. come si rivolgono ai membri dell’ekklesía di Efeso. dicendo loro di non lasciarsi tentare dai nicolaidi − che erano i seguaci di un certo Nicola di origine “pagana” −. come era da prevedersi. lo stesso caso che precedentemente aveva portato i giudei a credere che la sconfitta dell’esercito giudaico da parte del re Areta fosse dipesa da una punizione inviata da dio in seguito all’uccisione di Giovanni Battista voluta da Erode Antipa. che sostenevano l’incarnazione. che potrebbe apparire insolubile alla ragione e al buon senso. cioè da quello che oggi figura essere il secondo. lo risolsero dando la colpa a se stessi. 2). Come conseguenza di questo contrasto si formarono in seno alle comunità due correnti. dicendo che non era stata altro che una punizione inflitta da dio. sarebbe stato come combattere la realtà di un fatto compiuto con l’astrattismo di una promessa. mettono in guardia gli esseni di razza ebrea dalle influenze che avrebbero potuto ricevere da parte dei “pagani” convertiti. se fino allora avevano sostenuto che doveva ancora venire? Ebbene. quando le altre religioni offrivano ai loro seguaci sotères che si erano già realizzati. ciascuna per proprio conto. Ma come era stato possibile che non lo avessero rilevato? Come era potuto accadere che non si fossero accorti che il messia era stato in mezzo a loro? E a quest’altra ennesima domanda che posero gli avversari nelle loro critiche. Impregnati come erano dei principi “pagani”. E come dimostrazione portarono la sconfitta nella guerra del 70.vrebbe ricompensato con una beatitudine eterna i suoi seguaci. decisero di costruirsi. appunto per non aver riconosciuto il salvatore che egli aveva inviato. Coloro che si opposero furono. quei “pagani” che gli esseni avevano accolto nelle loro comunità. in realtà. dopo essere passato tra gli uomini in maniera cosí umile e modesta nelle parvenze da non essere rimarcato da alcuno. sia la “spiritualista” che la “materialista”. Filadelfia e Laodicea. quella che difendeva il messia spirituale e quella che lo voleva umanizzato. i redattori dell’Apocalisse altrettanto incitano l’ekklesía di Pergamo di non ascoltare una certa convertita di nome Iezabele la quale. dicendo che se. In questo capitolo i redattori. come i sotères “pagani”. Indirizzandosi poi alle altre comunità. gettandoli in uno stagno di fuoco e di zolfo. diffidando di quegli infiltrati che si facevano passare per giudei. dal momento che lo aveva predetto il profeta Isaia: egli [il messia]. Si ripeté. cosí avrebbe castigato con un’eternità di dolore i suoi nemici. le due fazioni. se avessero continuato a lottare contro un sincretismo sostenuto da religioni che promettevano la vita eterna attraverso la garanzia di sotères che avevano già effettuato la loro missione. viene confermato da uno di quei quattro capitoli che furono aggiunti nel 95. entrambe furono costrette a riconoscere che non avrebbero mai potuto ottenere un successo risolutivo sulle masse finché si fossero presentate a esse con un messia che doveva ancora venire.

quella dottrina che ogni religione dichiarava essere quella giusta. riferitesi all’era messianica. avrebbero attirato su di loro l’ostilità dei romani. Abramo. puntarono inizialmente su Giovanni Battista. come incastonatori che accuratamente scelgono gli elementi per il loro mosaico. era passato tra loro inosservato. quali Atti. fatti e aneddoti che piú si presentavano deformati e piú si prestavano al raggiungimento del loro obiettivo. Giunti cosí alla conclusione che non potevano utilizzare nessuno di questi due sistemi. ancora una volta.) I primi tentativi per ricostruire la figura di un messia già esistito. oltre che dal fatto che la sua morte. Scartati i personaggi che avevano dato vita all’era messianica. potevano sfuggire a ogni contestazione mossa dalla memoria. secondo Isaia. dandogli un corpo attraverso quei fatti che. Che Giovanni Battista sia stato inizialmente scelto per divenire il messia esseno. situati in epoche lontane di secoli. Codici. ciò dipese esclusivamente dal fatto che il tempo trascorso dall’era messianica era stato troppo breve per permettere di imporre un personaggio del tutto immaginario – come in precedenza avevano fatto i loro ascendenti con Noè. a imitazione dei seguaci dei culti dei misteri. quale era Erode Antipa. oltre che a essere provato dal Vangelo di Luca (basta leggerne il primo capitolo con attenzione per comprenderlo). anche e sopratutto perché la tradizione gli negava una discendenza dalla stirpe di Davide. venga sfruttato quel principio per cui. (Vangelo da eu angelos. Basti dire che se si fossero realizzati tutti i Cristi confezionati dalle elaborazioni delle varie ekklesíe. Lettere. furono però tutti d’accordo nell’escludere dai fatti riportati dalla tradizione quelli che contenevano un qualsiasi riferimento rivoluzionario perché. Giacobbe. anche se in prevalenza usarono il nome di Vangeli. Seguendo cosí questo sistema di montaggio di fatti. non appariva sufficientemente carismatica per competere con quelle dei sotères “pagani”. essendo l’unico che veniva ricordato come predicatore della buona novella. e.(Si rimarchi come. si nega alla ragione la possibilità di dimostrare l’inesistenza dell’inesistente. li modificavano per metterli insieme. oltre che confusi e contrastanti fra loro. si misero alla ricerca di un qualcuno che avrebbe potuto dare un corpo a questo fantasma che sostenevano essere passato tra loro in quell’arco di tempo compreso tra l’anno 6 e l’anno 70 n. In questa discordanza. che chiamavano cosí i libri che raccontavano la vita dei loro sotères quali predicatori annuncianti la loro dottrina. Mosé e tutti quegli altri eroi della Bibbia. oltre a contrastare con la figura di un predicatore pacifico. come capi rivoluzionari. in parte riportati dalla tradizione e in parte sostenuti dalla fantasia popolare. che. Non potendo cosí trasferire il loro fantasma su un personaggio realmente esistito. attribuendogli fatti e aneddoti del tutto immaginari. che vedeva ogni Vangelo sostenere un proprio messia. E io li immagino alla ricerca dei fatti riportati dalla memoria popolare. se non si inventarono un messia di sana pianta. venivano riportati dalla tradizione popolare. ora ne avremmo perlomeno qualche dozzina. apparvero spesso cosí assurdi nelle loro affermazioni da risultare addirittura ridicoli. i seguaci delle varie ekklesíe del Vicino oriente cominciarono a compilare opuscoli e libretti. non potevano essere presentati come pecore che seguono docilmente i carnefici al mattatoio. Seguendo questo sistema. Fu in seguito a questa decisione che gli esseni cominciarono a raccogliere tutti quegli avvenimenti che. compresi David e Salomone. Ma se anche costui in seguito fu messo in disparte. che erano stati tutti uccisi dai loro avversari nella qualità di rappresentanti delle forze del male. riferiti all’era messianica. dove eu sta per «buona» e angelos per «novella». che erano contro ogni movimento che potesse apparire sedizioso. ciascuna delle maggiori 96 . per sostenere l’irrazionale. ci viene confermato anche dal fatto che in Turchia esiste tuttora una setta che lo sostiene e lo venera come l’unico e vero messia inviato da dio.) Giustificato cosí il mutamento del loro messia. benché gli avessero dedicato un Vangelo. essendo avvenuta dentro un carcere per ordine di un giudeo. da venturo come era stato fino allora a persona che era esistita. decisero di concretizzare quel loro messia passato sulla terra come l’uomo invisibile. come Giuda il galileo e suo figlio Menahem. ai quali dettero i nomi piú vari. avrebbero permesso di costruire una figura emblematica di predicatore sul quale avrebbero potuto trasferire quel messia anonimo che. mentre li selezionavano. ciò dipese. prendendoli da un mucchio di pietruzze dalle forme e dai colori piú diversi. perché. non potendosi dimostrare il contrario.

ogni tralcio si sarebbe piegato sotto il peso di 10. Ma il libriccino di Papia. per quanto superficiale fosse. come lo erano i sotères “pagani”. Perciò. quali esseni. Questa sostituzione di persona. nell’anno 135 n. privo di ogni senso di critica. Per quanto usassero la massima circospezione per realizzare la truffa. in maniera che i fatti da essi riportati. o dai discepoli che li avevano sentiti raccontare direttamente. appartenendo egli alla corrente spiritualista. potendo attribuirsi alla vita di un predicatore. soffermiamoci a esaminare la storia cristologica in generale. Tra i primi tentativi fatti dalle ekklesíe del Vicino oriente per dimostrare l’esistenza di quel messia che era passato tra loro inosservato. potessero risultare attribuibili ad altro artefice. dopo un successo iniziale. un Vangelo di cui ognuna difendeva la veridicità. Per dare un’idea del contenuto di questo Vangelo cito un passo che mi appare particolarmente significativo per comprendere in quale mondo navigassero i compilatori dei Vangeli: in una predica il signore aveva promesso che presto sarebbero cresciute vigne di 10. fu portato da Papia alla comunità essena di Roma (che nel frattempo aveva assunto un ruolo di preminenza). Papia selezionò in prevalenza quegli aneddoti che si riferivano a un’abbondanza di benefici piú terrestri che celesti. figlio di Giuda il Galileo. il primo ad assumere una certa importanza fu quello di un certo Papia. ha riportato fatti che gli venivano dal popolo in maniera troppo superficiale. capo della comunità essena di Ieropoli in Frigia. Papia asseriva. seguendo il sistema usato da tutti. privati del nome di colui che li aveva determinati. che possiamo assimilare a un innesto che permette di trasformare una pianta di prugne in un ciliegio.000 rami. Questo libriccino. Anche se in realtà si trattava di una raccolta di banalità e luoghi comuni. Questi Detti del signore. ebbe comunque il grande merito di dare il via alla divulgazione degli altri Vangeli. come apostolo del signore. e. si presentò cosí complessa da costringere i falsari a ricorrere agli imbrogli piú assurdi. sapevano bene che fra tutti gli artefici dell’era messianica il solo che aveva svolto un ruolo di predicatore era soltanto lui. filosofo esseno della comunità di Sinopoli. in Asia Minore. gli avrebbero permesso di ricostruire la figura di quel signore la cui esistenza veniva affermata dal profeta Isaia. aggiungendone altri e dando a tutto l’insieme una successione cronologica che era stata ignorata da Papia. e. scritto nei primi anni del I sec.comunità del Vicino oriente si ritrovò con un suo proprio Vangelo. eliminando gli episodi piú assurdi.000 litri di vino.000 grappoli formato ognuno di 10. Ma. sostenendo che ciò che esso conteneva era stato scritto o da testimoni oculari. tutte le comunità essene fecero sparire il nome di Giovanni dai loro Vangeli.000 acini e ogni acino avrebbe dato 10. come vedremo. Per confermare poi la veridicità di quanto aveva scritto. Ma prima di parlare di Giovanni il nazoreo e di come fu trasformato nel messia dei cristiani. ne trasse uno proprio. per costruire il loro messia. dal momento che.000 tralci. Nella sua convinzione che il Cristo disceso sulla terra avesse assunto soltanto le parven97 . n. costruí la figura del signore essenzialmente in chiave mistica. furono decisamente respinti dalla comunità di Roma. Pensare che costoro non avessero già orientato la loro scelta su Giovanni il nazoreo. nella consapevolezza della falsificazione che stavano eseguendo. sopprimendo ogni forma carnale che poteva trasparire nel Vangelo di Papia. le prove inconfutabili sulla non esistenza di Gesú. con il titolo di Detti del signore. era stato presente ai fatti. che fino allora erano rimasti circoscritti nell’ambito delle ekklesíe in cui erano stati redatti. appare quanto mai ingenuo. ebbe però il merito di incoraggiare la diffusione dei Vangeli già scritti e la stesura di altri. Avendo come scopo essenziale quello di farlo apparire come l’annunciatore di una nuova era basata sulla pace e sul benessere. ognuno dei quali avrebbe portato 10. Da questi Detti del signore un certo Marcione. che cosí si espresse su di essi: Papia. Costui raccolse tutti quei fatti che. che ciò che aveva riportato nel suo Vangelo gli era stato riferito da persone molto anziane che in gioventú le avevano sentite raccontare da un certo Giovanni che. gli errori e le contraddizioni che commisero nel redigere i Vangeli furono cosí grossolani da offrirci essi stessi. cioè a quel messia che era passato tra loro inosservato. a Ieropoli. attraverso la compilazione dei vari Vangeli che furono redatti per darsi un salvatore realizzato.

compresi i quattro Vangeli ufficiali – canonici –. dove era disceso direttamente dal cielo. assumendo le sembianze di un uomo di trent’anni. videro la luce soltanto dopo il 160 n. ma simile a quello degli angeli (!?!). Comunque un cosa è certa: tutte le altre Lettere. li aveva attribuiti a questi personaggi che. e il secondo da un certo Luca. che ne fanno un’antologia di incoerenze tali da renderli. che Marcione aveva portato da Sinopoli. sia le dieci Lettere. ma degli attivisti imbroglioni che predicano un falso Cristo (II Cor. come nel suo Vangelo. cioè le quattro in piú che risultano nei testi sacri attuali. capi della comunità di Gerusalemme e fratelli del signore. Visita che Marcione si era inventato per poter difendere. per i motivi precedentemente detti. come vedremo. sempre in quelle dieci Lettere portate da Sinopoli. attraverso i concetti che fece esprimere a Paolo di Tarso in una discussione con Simone. morto crocefisso. affermando che le prime gli erano state consegnate da un certo Paolo di Tarso. di quel Luca al quale in seguito attribuirono uno dei quattro Vangeli canonici che. un messia che dell’uomo aveva preso soltanto le apparenze: Giacomo e Simone non meritano alcuna fiducia perché non sono dei veri apostoli.) Un’ulteriore prova confermante che le prime dieci Lettere attribuite da Marcione a Paolo di Tarso erano state scritte da lui. e. se si fosse umanizzato. quali quello di Apollo di Alessandria e quello di Simone Cefa. per quanto li avesse dichiarati presenti ai fatti messianici. Questo Vangelo. fra tutti i Cristi che venivano predicati dai vari Vangeli. che veniva contestato dalla comunità di Gerusalemme. si può comunque desumere che sia di costituzione piuttosto robusta. quale testimone dei fatti.ze umane. L’affermazione. non sono che il prodotto di aggiunte. che aveva fatto alla comunità di Gerusalemme. 98 . e le altre comunità spiritualiste del Vicino oriente. possiamo renderci conto della discordanza esistente tra la comunità di Gerusalemme che. che vuole che le prime dieci Lettere e la prima edizione degli Atti degli apostoli siano state scritte da Marcione. che Paolo di Tarso si era incontrato con Simone e Giacomo in una visita. sostenuta dalla critica laica.000 sesterzi) uscí nell’anno 145 n. (Anche se nessuno. riportavano anche gli stessi particolari. la casa della madonna. affermava l’incarnazione del Cristo. riportato nel Vangelo di Marcione e negli Atti degli apostoli. Marcione concludeva il suo Vangelo affermando che. non solo inattendibili. vennero alla ribalta le figure di Paolo di Tarso e di Luca.. 11. correzioni e censure. furono aggiunte in seguito dai falsari per l’obbligo che veniva loro di dover continuamente rettificare i concetti di una religione che si stava formando. medico siriano della comunità di Antiochia. se sono riusciti a trasportare in volo. che era stato a sua volta discepolo della stesso Paolo di Tarso. la quale sosteneva invece un messia umanizzato. furono invece scritti da lui stesso e che. risultavano fino a quel momento disconosciuti da tutti. (Tutti i testi che furono scritti in quel periodo. ha saputo mai spiegare di che natura sia fatto il corpo degli angeli. come tante altre pagine dai significati contraddittori che troviamo in queste e negli Atti degli apostoli. perché sarebbe stato vergognoso per un dio provenire da carne peccatrice. nell’anno 145 n. soltanto il suo era il vero (I Cor. il quale aveva conosciuto personalmente Simone e Giacomo. da Betlemme a Loreto. e. per la prima volta. come vedremo. Il Cristo di Marcione non aveva un corpo umano. viene dal fatto che esse affermano. non soddisfatto ancora di questa discussione – che si era inventata per imporre il suo Cristo spirituale su quello materializzato sostenuto dalla comunità di Gerusalemme –. oltre a esprimere i medesimi concetti del suo Vangelo ed essere scritti con lo stesso stile. che. che invece affermavano. in realtà mai avvenuta. I. trova la sua prima conferma nel fatto che essi. ma spesso addirittura ridicoli. insieme a dieci Lettere e a un libriccino dal titolo Atti degli apostoli. compresa la Chiesa. per renderli credibili nel loro contenuto. Marcione. 13).) Marcione nel suo Vangelo diceva che il suo messia aveva iniziato la missione di predicatore dalla città di Cafarnao. Fu cosí che. il suo Cristo spirituale. accettato dalla comunità di Roma (anche perché aveva ricevuto da Marcione 200. e. Attraverso questo litigio tra Paolo di Tarso e Simone Pietro. Ma tutti gli esegeti − si intende quelli seri − sono d’accordo sul fatto che sia gli Atti degli apostoli. avrebbe cessato di essere dio. si serví ancora di Paolo di Tarso come suo portavoce per fargli dire. 12).

all’attivismo esseno come nazir. Siccome io sono della convinzione che tutti i miti. dopo Marcione. 1. senza però riportare alcun successo di particolare importanza. Leggendo gli Atti degli apostoli e le Lettere rimarcheremo che di Paolo di Tarso ce ne sono tanti quante sono le tendenze religiose: 1) il Paolo di Marcione. che nella Lettera ai galati dice che Cristo si è incarnato ed è morto sulla croce: «o stolti galati. oppure quello che afferma che Cristo ha preso dell’uomo soltanto le apparenze. ci viene dal fatto che. n. essa fu sfruttata dalle varie correnti che seguirono per esporre i loro concetti. che sostiene un Cristo che ha preso dell’uomo soltanto le forme ed è morto al palo (stauros). o ancora colui che sostiene che si è incarnato ed è morto sulla croce? Ebbene. sono certo che egli sia esistito quale personaggio storico in quell’individuo zoppo che. se era sceso in terra prendendo dell’uomo soltanto le apparenze. e nessuno nella persona di ideologo e pensatore – tanto nessuno. Ma allora. 2) Il Paolo che sostiene il messia spirituale. È tutti nella parte di strumento usato dalle varie ideologie per sostenere i propri concetti. ma da una rivelazione come da una rivelazione lo hanno ricevuto Simone e Giacomo. non essendo mai sceso sulla terra. 1. e. seguendo la sua natura ambiziosa. per volere degli «arconti» (l Cor.testo greco). questa colonna portante del cristianesimo? È quello che sostiene il Cristo delle rivelazioni. 8). poiché non è dall’uomo che l’ho ricevuto. ha svolto la missione trasmettendo la sua morale agli uomini attraverso le rivelazioni: «io vi dichiaro che il Vangelo che predico non è dell’uomo. oppure incarnandosi. hanno sempre una base di verità. 99 . da non sapere ancora se era rimasto in cielo. passò dal servizio dei romani. chi è in realtà questo Paolo di Tarso. quanto per mettere in evidenza come la figura di Cristo fosse ancora cosí incerta e contraddittoria negli anni cinquanta del II sec. egli è tutti e nello stesso tempo nessuno di questo tre. anche i piú fantastici. non l’ho fatto tanto per dimostrare ancora una volta che la sua figura reale è ben differente da quella che gli attribuisce la Chiesa. che umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce» (Fil. 2-6. 8 . 11) − e ancora ai filippesi: «abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo. che falsamente affermano di averlo ricevuto da un Cristo fattosi uomo (Gal. ma soltanto in forma apparente. che sono molti gli storici che sostengono che sia semplicemente un’invenzione di Marcione. 3) Il Paolo materialistico.Che la figura di Paolo di Tarso sia quella di un personaggio di comodo. 2. 11). svolgendo la sua missione attraverso le visioni. Se mi sono soffermato ancora su Paolo di Tarso. chi può avere offuscato cosí lo spirito proprio a voi ai cui occhi fu presentato al vivo Cristo crocefisso?» (Gal. il quale. quale persecutore dei rivoluzionari. intorno al quale si sono formati. un pur piccolo “nocciolo”.

E subito i suoi accusatori divennero ciechi. non solo risultarono differenti tra loro negli episodi che venivano riferiti al salvatore. tra i quali quello di evitare ogni riferimento agli atti rivoluzionari. Lettere. di Tommaso. I genitori del ragazzo morto. Alcuni vedendo questo fatto dissero: «chi è questo ragazzo. Vangelo di Tommaso.I VANGELI CANONICI In seguito alla decisione che presero gli esseni di costruirsi un messia già esistito da contrapporre ai sotères “pagani”. la paternità e la natura del Cristo risultano cosí complicate che lo stesso autore conclude la sua spiegazione dicendo: «potrei aggiungere altre parole per spiegare la natura di Cristo. Arabo. Affermava che il salvatore era stato generato da dio quello stesso giorno in cui cominciò la sua missione che coincise con il battesimo che ricevette da Giovanni Battista: mentre Giovanni Battista lo battezzava si udí venire dal cielo una voce tonante che diceva: «tu sei il mio figlio amato che oggi ho generato». non poteva avere né nascita né morte». Se in questo Vangelo si attribuiva la maternità del messia allo Spinto santo. perché sarebbe stato vergognoso per un dio provenire da carne peccatrice. che ebbe anche lui il suo... chiamato in disparte Gesú. Vangelo degli ebioniti. In questo Vangelo. Gesú irritato. ci odiano e ci perseguitano». tuttavia starò zitto per amore tuo. lo ammoní dicendogli: «perché fai tali cose? Costoro ne soffrono. di Hereford. che ogni sua parola sí avvera?». di Giacomo e di tutti gli altri apostoli. pur non specificando come il messia sia nato. Lettera agli ebrei. questi libri. lo rimproverarono dicendogli: «tu che hai un tale figlio. Come prova di questa maternità veniva riportata nel Vangelo una frase che lo stesso Cristo aveva rivolto ai suoi discepoli: «mia madre è lo spirito santo che mi prese per i capelli e mi portò sul monte Tabor». altroché se lo abbiamo capito!]. Giuseppe. nel quale viene sostenuto che lo spirito santo non era la madre del messia. oltre che inutile. In questa lettera si diceva che Cristo era la reincarnazione di Mosè. compreso Giuda il traditore. veniva dichiarato «senza padre né madre e senza genealogia poiché la sua natura. per quanto volessero raggiungere lo stesso scopo nel rispetto degli stessi canoni. di Nicodemo. mi limiterò a riferire soltanto i nomi di alcuni di essi: Vangelo degli ebioniti. degli ebrei. dei nazorei. non puoi abitare con noi nel villaggio. usciti sotto i titoli di Vangeli. Si affermavano tre Cristi differenti: 1) morto al palo per opera degli «arconti». se ne contarono piú di sessanta. di Arudel. Vangelo di Alcazai. Egli infatti fa morire i nostri ragazzi». ciò fu possibile perché in ebraico la parola «spirito» è di genere femminile. gli disse: «non percorrerai tutta la strada!». Vangelo degli ebrei. ma anche in ciò che riguardava la sua natura e la sua origine. assimilato al grande sacerdote Melchisedec. Cristo. Poiché citarli tutti sarebbe troppo lungo. ma il tutto è cosí complicato che anche se ci riuscissi voi non potreste capirlo» [. Atti e Detti.. Vangelo di Marcione. ma quelli riceveranno la loro punizione». 2) morto in croce come uomo. 3) aveva svolto la missione comunicando la sua morale dal cielo attraverso le rivelazioni. quando un ragazzo andò ad urtare contro la sua spalla. Negando a Cristo una nascita terrestre. Coloro che videro questo. Come è da immaginarsi. di Gamaliele. Atti degli apostoli. In questo Vangelo. alla metà del II sec. dei copti. andati da Giuseppe. e subito cadde morto. di Pietro. essendo eterna. sosteneva che aveva compiuto la sua missione sulla terra scendendo direttamente dal cielo su Cafarnao in età già adulta e prendendo dell’uomo soltanto le sembianze. i Vangeli che vennero fuori furono cosí numerosi che. Gesú gli rispose: «io so che queste tue parole non sono tue. ma bensí la sorella. furono presi da grande spavento e ti- 100 . Lettera di Giuda. n. se si parla della sua infanzia è per dimostrare che sin da fanciullo compiva prodigi: […] Gesú camminava attraverso il villaggio. e. di Maria.

per dimostrarne la veridicità. non esitarono a mettere in bocca a quegli analfabeti pescatori del lago di Tiberiade ragionamenti teologicamente cosí complessi che spesso neppure loro. Nell’urgenza che ebbero di darsi un salvatore da opporre a Mithra. e.tubanti presero a dire. Per avere le profezie di cui aveva bisogno. Colui che abusò piú di ogni altro di questo trucco fu Valentino. che li avevano concepiti. ragionamenti sulla resurrezione e sull’“economia della salvezza”. ricorsero al sistema di far dipendere i loro Vangeli da fonti originali. «signore» e rabbi. gli stesori dei Vangeli dimostrano di essere ancora ben lontani dall’attribuire la sua maternità a quella vergine che sarà chiamata Maria. cioè da personaggi che avevano conosciuto direttamente il salvatore o. opportunamente adattate. li aveva tratti da una documentazione risalente al IX sec. ma sempre nel rispetto del loro principio che ne negava l’incarnazione. Per ciò che riguardava. dal momento che le loro affermazioni erano prive di raziocinio. che in una sua opera criticava i sistemi di falsificazione usati dai cristiani. avente come fine la conoscenza dei misteri di dio e della sua creazione. di siriane ed egizie. dottrina filosofica religiosa che si ritiene superiore a quella normalmente seguita dai semplici credenti). incontrato in età avanzata. e. e... del quale era stato giovane discepolo negli anni intorno al 70. come fare il filosofo nel 1700. erano in grado di spiegare. e il mondo materiale. tra cui quelle di Valentino. nel libro Contra Cœlsum. gli altri fatti riguardanti l’esistenza del suo Cristo – cioè quelli che non aveva fatto dipendere dalle profezie –. sugli aneliti umani tesi a comprendere i misteri divini. trasformarono in profezie che le avevano preannunciate. Ce ne furono di popolari e di teologiche. Tralasciando tutte le altre versioni che furono affermate dai diversi Vangeli. fecero dipendere le vicende del loro messia da frasi tratte dalla Bibbia che. e di individuali. Siccome i nomi piú usati furono quelli degli apostoli. quali «messia». nel IV e V n. a sua volta. gli spiritualisti entrarono in una competizione teologica che li portò a concepire quelle teorie assurde e grottesche che presero il nome di gnosticismo (da gnosi. gli aveva riferito tutto ciò che aveva sentito dire da Paolo di Tarso. per dimostrare che ciò che scrivevano era vero. disse che li aveva appresi da un certo Theudas (Taddeo) che. era una “sciccheria”. il quale. e fantasiosi: dimostrazioni su come il lògos potesse essere senza principio. a proposito di Gesú. cosí anche gli altri gnostici. Molti di questi gnostici. Il nome di Gesú apparirà la prima volta soltanto nel 180 n. che ogni parola che egli pronunciava si trasformava in miracolo. sulla separazione esistente tra il mondo divino immutabile. Ma Gesú sdegnato gli disse: «tu non hai agito in modo sensato. di quale saremmo divenuti i seguaci. secolo contraffecero i documenti. cioè come l’agnello che veniva fissato su due bacchette incrociate a forma di X. ciò è dovuto esclusivamente dal fatto che i falsari lo misero al posto degli altri appellativi. spinse l’ardire fino al punto di fornirsele lui stesso inventandosi dei Canti che osò attribuire a Salomone. n. «salvatore». alla peggio. Giuseppe gli prese l’orecchio e glielo tirò forte. quando. Vedendo che Gesú aveva reso cieche quelle persone. e. pur traendo origine dal padre. che avevano contattato chi era stato con lui. oltre alla confusione che regnava sulla natura del loro Cristo. av. questi autori dei Vangeli del II sec. Fare lo gnostico a quel tempo. Non mi molestare!» [ho riportato questo passo sopratutto per dimostrare il livello intellettuale dei costruttori del cristianesimo]. av. nella sua essenza spirituale. ma mai con il nome di Gesú. in una vera sciarada di sofismi. poi. tra le quali quella che diceva che Cristo era morto «secondo il rito». Immaginiamoci ora di vivere in quell’epoca e di dover scegliere il nostro Cristo. Dalle varie correnti che sostennero questa forma filosofica. quello che risulta è che alla metà del secondo secolo. tanto risultavano assurdi. sulla forza liberatrice dal peccato del battesimo. n. dal momento che ogni comunità essena – tra le quali primeggiavano per fantasia quelle di Antiochia e di Damasco – se ne era costruito uno tutto differente da quelli delle altre. dice uno storico francese. che invece è sog101 . n. sorsero diverse scuole. Carpocrate e Basilide. e. Un’altra cosa importante da rimarcare è il fatto che tutti questi documenti si riferivano al loro personaggio con i piú vari appellativi. per dare credito a ciò che sostenevano. che Origene scrisse per confutare Celso. Come Valentino ricorse al fantomatico Theudas. dicendo di averli trovati in un libro che era stato scritto da un anonimo del V sec. Se questo nome lo troviamo riportato negli scritti precedenti a questa data.

disperdendosi nel nulla. non restituendo gli alimenti. privi come erano di tradizione religiosa. nel suo privato non eseguiva i bisogni fisiologici. a differenza degli altri salvatori. padre del demonio. Per realizzare la salvezza si uní con la saggezza. al dio altissimo [il loro dio]. allora ottenevano la risoluzione rovesciando tutto dentro quel buco nero. che è il dogma e il mistero. in realtà è il padre del demonio. furono costretti a inventarsi le teorie teologiche piú azzardate e paradossali per dare un carisma alla loro re102 . da contrapporre ai sotères “pagani” che invece si erano incarnati. eseguí la creazione disobbedendo. avendo tutto tollerato. quello ottimo e perfettissimo. Il ragionamento che fecero gli gnostici per sostenere questa accusa fu il seguente: non può essere stato il vero dio. che costituisce l’estremo opposto con le sue imperfezioni. invece di imporre le proprie verità con il dogma. per quanto questo metabolismo teologico possa affascinare. Praticamente il Cristo di Valentino. dal momento che avevano creato un mondo cosí imperfetto e malvagio. che “mangiava riso e cacava supplí”. per esempio. mettendoli di fronte alla realtà dei fatti. che si spostavano nel cosmo a seconda dei bisogni. furono riscattati dal male attraverso l’intervento di un essere di rango molto elevato nelle gerarchie delle divinità positive che. affermando che soltanto il loro dio era quello perfettissimo e onnisciente. compiuta la sua missione. per opporsi all’Illuminismo. assumendo un ruolo di collegamento tra il vero dio e l’uomo.) Gli gnostici esseni. ancora esisteva sulla terra. venivano risolte con l’intervento di esseri immaginari quali gli «eoni» («angeli del bene») e gli «arconti» («angeli del male»). cercò di dimostrare l’esistenza di dio attraverso la ragione. La sua missione fu ostacolata dal dio creatore del mondo. che per far fallire la sua missione fece del tutto per ucciderlo. non essendo spiegabili con la logica e quindi incomprensibili dalla ragione. Questo creatore di rango inferiore. paravento della follia. non orinava. né si soffiava il naso. quei sotères dai quali avevano in realtà tutto ricopiato. perché tutto ciò che ingeriva si dissolveva nel suo corpo. pur di battere i loro avversari. non produceva forfora. aveva svolto la sua missione di predicatore rimanendo purissimo spirito. come i Cristi di tutti gli altri Vangeli gnostici. se nelle manifestazioni esteriori mangiava e beveva come un uomo. chiesero come fosse stato possibile che un essere avesse potuto svolgere le funzioni umane senza incarnarsi. che lui aveva liberato dal male che la teneva prigioniera sulla terra. comunque. non sudava. divenendo padrone di se stesso. Fu per rispondere a questo interrogativo che i costruttori dei Vangeli gnostici dettero la dimostrazione di come la teologia cada nel ridicolo quando. c’è tutta una gerarchia di divinità positive e negative. Fu per ovviare a questa accusa di plagio. per cui tra il vero dio. non può essere che un’entità di rango inferiore che. o per errore o per orgoglio. Questa affermazione che.) Valentino. scese dalle zone elevate del cielo verso quelle inferiori della terra per riscattare l’umanità dal male [cioè il loro Cristo]. quella virtú che. e il mondo creato. Se poi anche costoro risultavano insufficienti per risolvere i problemi che si presentavano durante il percorso dei loro ragionamenti. di cui gli avversari li accusavano e per cui li deridevano. anche se rinnegata dagli uomini. avendo comunque la possibilità di farlo. (Lo stesso ridicolo in cui cadde la Chiesa nel 1700 quando. Ma il lògos non potendo morire perché immortale. La pretesa su cui gli gnostici si basavano per sostenere la loro superiorità sulle altre religioni la traevano dal fatto che il loro Cristo. Non defecava. era giunto al punto di continenza che il cibo che mangiava non si corrompeva nell’interno del suo corpo perché in lui non poteva esistere corruzione della materia. affermava nel suo Vangelo: [… il] salvatore. quello onnisciente. a creare un mondo cosí difettoso e pieno di contraddizioni. sempre piú interessante quello della dea Kalí. cerca di renderle accettabili attraverso il ragionamento. E tutto questo per costruire un salvatore essenzialmente spirituale. mentre gli altri. come navette spaziali nel mondo della fantascienza. quelli a cui i loro rivali attribuivano la creazione dell’universo. nati cosí per un errore o per un atto di orgoglio. per dimostrare come il suo Cristo fosse potuto rimanere puro spirito pur essendosi comportato in tutto come un uomo.getto alla corruzione – e tante altre cretinate che. poteva reggersi soltanto sotto un punto di vista puramente immaginario. per me rimarrà. Mangiava e beveva come un uomo ma in maniera particolarissima. risalí in cielo insieme alla sorella saggezza. (Ma. Ma il mondo e l’uomo. Il dio a cui le altre religioni attribuiscono la creazione di un mondo cosí iniquo. non erano che divinità inferiori. anche se ardita. che gli spiritualisti esseni cercarono di darsi una superiorità. fu fortemente criticata dai loro oppositori che.

quel ridicolo passo. intitolato Atti di Pietro e Paolo. Come conseguenza di questo ritorno alla magia. Per comprendere la truffa basti ricordare quello Stefano che da martire esseno fu trasformato in martire cristiano. riferendosi a questo episodio. In un Vangelo attribuito a un certo Marcello. Tra queste possiamo ricordare quel passo che aggiunsero negli Annali di Tacito. Il solo fatto che i preti disconoscano gli esseni dimostra la loro intenzionalità a trasformare in cristiano tutto ciò che apparteneva al mondo esseno: le ekklesíe. che lo condannò a morte. dicendo che Marcello. Fu durante questa gigantesca opera di trasformazione. era stato presente al quel confronto. la strada che li riportava alla magia e all’esoterismo dei culti dei misteri. per potersi sostituire agli esseni. con le loro assurdità. che si dichiarava discepolo di Pietro. Ma siccome Pietro. a differenza di Simone il mago. non usava trucchi e imbrogli. I combattimenti piú famosi riportati dagli scritti del tempo furono quelli sostenuti tra Simon Pietro e Simone il mago. che li accusavano di ricopiare tutto dal “paganesimo” e dall’ebraismo ortodosso. Ma. compreso l’odio verso i romani quali loro persecutori. basata sulle falsificazioni dei documenti esistenti. Dopo aver trasformato i propri bastoni in serpenti ed eseguito dimostrazioni di magia in maniera tale da risultare entrambi dello stesso valore. perché gli dessero una prova delle loro capacità magiche. Simone il mago. È chiaro che tutti questi Vangeli. Si inventarono un incendio di Roma mai esistito e tante altre storielle che possono essere credute soltanto dai «poveri di spirito». come ogni soverchio rompe il coperchio. bensí agiva per volere di dio. Nel Vangelo si diceva che Nerone si infuriò tanto contro Pietro per ciò che aveva fatto a Simone il mago. ricorrendo alla preghiera. Se la morte di Pietro fu attribuita in alcuni Vangeli a Nerone. un effetto talmente negativo sulle masse dei loro seguaci da rischiare di demolire tutta l’impalcatura. perché molti dei loro proseliti furono indotti a cercare attraverso le pratiche occulte quella salvezza dopo la morte che gli gnostici avevano reso utopica e incomprensibile. quale discepolo di Pietro. sulla costruzione di fatti e di nomi inventati. come si è detto. e. ne garantiva l’autenticità. è stato trasfigurato in promulgatore del cristianesimo. e lo stesso Paolo di Tarso che. trovando inaffidabili le nuove teorie. veniva asserito che Pietro e Simon mago furono invitati da Nerone. non possono essere che dei falsi. Comunque tutto apparirà piú chiaro quando dimostrerò che il cristianesimo ha cominciato la sua esistenza a partire dalla seconda metà del II sec. le persecuzioni. compresi quindi anche quelli riguardanti Nerone. 103 . i quali. e su tante altre dimostrazioni appartenenti alle arti occulte di provenienza espressamente “pagana”. erano riusciti a mettere in piedi. di cui aveva tanto sentito parlare. Questo movimento di ribellione ideologica in seno alle comunità essene fu incoraggiato in gran parte da quei “pagani” convertiti che. dovettero appropriarsi di tutto ciò che era stato il loro mondo. E infatti. si sollevò da terra e cominciò a volteggiare in aria. i martiri e tutto il resto. per superare Pietro. dal momento che in quell’epoca i cristiani ancora non esistevano. cominciarono a venire fuori quei Vangeli nei quali le vittorie del bene sul male venivano affidate a eroi che sostenevano la loro morale in qualità di maghi del bene che affrontavano i loro nemici. in confronti basati su trasformazioni di bastoni in serpenti. che fecero di Nerone il nemico dei cristiani. che al suo tempo già esistevano. Tutta l’impostura della Chiesa è stata imperniata sulla deformazione dei fatti attraverso falsi documenti tendenti a far passare gli esseni per cristiani. cosí le teorie gnostiche produssero. che. ciò dipese dal fatto che i cristiani. oltre a essere piú comprensibili nelle loro dottrine. per poter sostenere. in cui viene detto che Nerone. risultavano anche piú garantisti per ciò che riguardava la resurrezione a una vita eterna. rappresentati da maghi del male. fece cadere il suo rivale che. quella religione che stavano costruendo tra le critiche e la derisione dei loro oppositori. morí sul colpo. con i loro salvatori umanizzati. una delle tante morti che furono attribuite a Simon Pietro fu fatta dipendere da una di queste sfide con il mago Simone. Un altro libro. con imbrogli e raggiri. ritornarono sulla strada che avevano lasciato. attraverso le sue persecuzioni. in seguito a uno scisma che ci fu in seno al movimento spiritualista esseno. su oggetti e corpi che rimanevano sospesi in aria.ligione. compresi quei proseliti che entrarono nelle comunità essene e che furono fatti passare per “pagani” che si convertivano al cristianesimo. n. Atti e Detti che riportavano fatti di cristiani avvenuti durante il periodo in cui esistevano gli esseni. schiantatosi al suolo. da attivista nazir.

tra i quali primeggia Eusebio di Cesarea (265-340). per rifarsi una vita. carbonizzi. capo della comunità). presentò nell’anno 160 n. la veridicità dei fatti. i quali furo104 . risultava del tutto sconosciuto. Per dare maggior credito al Cristo che si erano costruito con il Vangelo di Matteo. uscito nella prima edizione sotto il nome di un certo Levi. mentre gli esseni di origine israelita si disperdevano. se avessero continuato con gli astrattismi delle loro dispute teologiche.) D’altronde. Fu in seguito a l’elaborazione di tutti gli scritti che si riferivano al signore. decisero di passare al concreto. e inizialmente neocristiani − scrissero subito altri due Vangeli che attribuirono a fantomatici autori. ebbe inizio il cristianesimo. si erano rifugiati nelle comunità essene –. originario della Campania (165-173 n. in quale altro modo si può parlare di Cristi. piú di quanto avrebbe potuto farlo un autore il cui nome. seguendo canoni ben precisi e dandosi una gerarchia. e lo storico Las Vergnas aggiunge ironicamente in proposito: «è un sistema che sembra piuttosto bizzarro. avrebbe garantito. essendo stato presentato in molti testi come apostolo del signore. critico cristologico. che poneva a capo di ogni ekklesía un responsabile. Il primo vescovo eletto dalla comunità di Roma fu un certo Sotero. Cosí. con l’uscita di questo Vangelo redatto dai “pagani” che si erano convertiti all’essenismo – cioè da quella crema di malfattori comuni. («Questo sistema di bruciare per punire gli incendiari non fu mai usato come metodo di illuminazione». il primo Vangelo nel quale si riconosceva ufficialmente l’incarnazione di Cristo. scrive Renan. Levi. che dette origine a una nuova corrente religiosa. li usò come torce viventi per illuminare di notte i viali del suo giardino. non sono altro che un prodotto di quei falsari. Come conseguenza. che la comunità di Roma. i seguaci di questa nuova corrente religiosa − che da ora in poi chiameremo cristiani. è nella realtà storica il primo papa del cristianesimo. in qualità di testimone. madonne e spiriti santi se non volgendo tutto in risata? Riprendendo l’argomento magia. come l’avevano i sotères “pagani”. che. tutto avrebbero potuto accettare gli esseni di origine ebraica.). Messi cosí da parte i concetti teologici sostenuti da Valentino e dagli altri gnostici. meno che quella teofagia. Questo primo Vangelo. una parte. Questo vescovo. falliti. compreso il pericolo di perdere i loro seguaci.per punire i cristiani perché avevano dato fuoco a Roma. ricercati politici. che fino allora gli avevano negato per sostenerla essenzialmente spirituale. Praticamente. stando a tutte le stupidaggini riportate dai libri sacri. Pur di opporsi al sincretismo “pagano”. che rendeva il loro messia uguale ai sotères “pagani”. e. delusi e barboni. determinò nelle comunità essene una scissione fra i seguaci. la quale prese il nome di cristianesimo. assunto il comando di questa nuova religione. se in seguito fu attribuito a Matteo ciò dipese dal fatto che costui. gli altri. la maggior parte dei capi esseni. si organizzarono. seguendo. ma rischiari molto poco. Per sapere se un cristiano che brucia illumini veramente si dovrebbe tentare l’esperimento con due o tre frati cappuccini». compreso Simone Pietro (che mai venne a Roma). quelli di origine “pagana”. tornando all’ebraismo ortodosso – rappresentato per lo piú dai farisei. Io immagino che un cristiano che brucia. dichiarati nemici da abbattere sia gli ebrei che i “pagani”. e. che nell’elenco ufficiale dei papi occupa l’undicesimo posto. comportando l’istituzione dell’eucarestia. appesti l’aria. anche se spalmato di cera. che si inventarono la storia di quella che fu definita la «prima Chiesa». Questa umanizzazione. avventurieri. che avevano deciso di materializzare il loro messia come i sotères dei culti dei misteri. si misero a costruire il loro Cristo-uomo. che vivevano ancora nell’attesa del messia davidico –. quali Carpocrate e Basilide. Marco e Luca. Molto fumo e niente luce. che per loro rappresentava quanto di piú sacrilego si potesse concepire nei riguardi di dio – quel dio che li avrebbe puniti con la morte se soltanto ne avessero pronunciato il nome. scoppietti. poiché tutti gli altri che la Chiesa colloca come suoi predecessori. dando al loro messia il prima possibile un corpo incarnato. selezionando i passi piú opportuni da tutti i Vangeli che erano stati precedentemente redatti. impadronitisi delle ekklesíe. le teorie gnostiche e. gli esseni pragmatici e realisti decisero di attribuire al loro messia una figura umana di uomo incarnato. a cui fu dato il nome di «vescovo» (episcopus.

il quale. che una parte. per riparare agli uni e spiegare i secondi. scrissero un quarto Vangelo che. benché uscito negli anni intorno al 190 (II sec. collocati su un altare tutti i Vangeli esistenti. tutti i Vangeli per terra. scritta in parte nel 6869 dagli esseni rivoluzionari e in parte nel 95 dagli esseni spiritualisti. nelle omissioni e contraddizioni. quando. ebbero vita breve. per toglierlo dall’anonimato che gli veniva dai vari appellativi che fino allora gli avevano dato. Nella costrizione di porre fine a questa anarchia evangelica. il primo. Ma. non riportavano i principi teologici che furono elaborati negli anni che seguirono. gli esseni di origine ebraica. confermati come canonici (veri) i suoi quattro Vangeli. Luca e Giovanni. che praticamente significa: “basta leggerne uno per leggerli tutti”. propose di affidarsi al giudizio divino. Ma il nome che gli dettero. era risultata fino allora di autore ignoto. circa 70. discepolo di Paolo di Tarso. di quegli esseni che avevano adottato come proprio Vangelo quello che sosteneva Giovanni Battista come messia. cioè falsi. Il primo a parlare del quarto Vangelo – Vangelo di Giovanni – fu un certo Ireneo (padre della Chiesa e santo). che erano rimasti sull’altare. n. discepolo di Pietro. La risposta l’ebbero il giorno dopo. i tre Vangeli – Vangelo di Matteo. oltre a lasciarlo ancora senza nome. i cui concetti furono determinati dalla loro gnosi – quella gnosi che non era altro che un prodotto del buddhismo. Siccome questi tre Vangeli. Vangelo di Marco e Vangelo di Luca – essendo in realtà stati redatti dalle stesse persone. del mazdeismo e dell’ebraismo. (A ognuno il proprio commento!) La conferma che i quattro Vangeli canonici non furono scritti in Giudea da testimoni presenti ai fatti. dichiarati eretici dal cristianesimo (che. finché. per eliminare ogni contestazione. come abbiamo detto. anonimato che contrastava decisamente con la figura storica che sostenevano. lo confermò per quello che realmente era. e nell’insieme della stesura dei fatti. anche se. il secondo.no dichiarati essere. per quanto avessero cercato di renderli originali e autonomi. Da parte loro. In presenza di numerosi testimoni. Yeshua (Gesú). attraverso le loro idee. viene dall’ignoranza totale della Bibbia. contribuí in maniera determinante alla sua composizione. «messia» e rabbi. riunendosi ai farisei che erano rimasti fedeli alla Bibbia. chiesero a dio di indicare attraverso un segno quali erano quelli che dovevano essere adottati. mentre questi ex esseni di origine “pagana” si organizzavano nel loro cristianesimo. gli altri. che lo nominò in un suo scritto uscito alla fine del II sec. significando in ebraico «colui che salva». nella persona di papa Zefirino (199-217). continuarono a vivere nell’islamismo. a cui attribuirono anche l’Apocalisse che. sia pur piccola. quali «salvatore».. Poiché un segno piú chiaro di questo non poteva esserci. l’ekklesía di Roma. cioè l’ultimo sotèr prodotto dal mondo “pagano”. i neocristiani. Marco.). A coloro che chiesero poi perché dio ne avesse scelti quattro. la comunità di Roma. che furono associati tutti con il termine di sinottici (synoptikoi). e. la maggior parte di queste continuò a seguire i propri nel rispetto dei loro contenuti. meno quelli di Matteo. quando tre di essi erano praticamente uguali. neanche a dirlo. che avevano rifiutato il sacramento dell’eucarestia. oltre a contenere errori storici. a questo punto. Fu durante la compilazione di questo quarto Vangelo che i cristiani decisero di dare un nome al loro messia. trovarono. poteva contare sull’appoggio di Costantino). proseguirono nelle loro convinzioni teologiche. e. 105 . ma a Roma e per giunta da redattori di origine “pagana”. furono definitivamente eliminati. facendoli passare per documenti scritti durante l’era messianica da personaggi dichiarati presenti ai fatti. come aveva sostenuto Marcione nell’attribuirgli gli Atti degli apostoli che aveva portato da Sinopoli. risultarono cosí simili tra loro negli aneddoti riportati. sfrontatamente misero sotto il nome di Giovanni. «Cristo». Mentre una parte di loro. ritornò alle origini. ritornati sul posto. cioè «salvatore». del Pentateuco e della Palestina che risulta da ogni loro pagina. È interessante ricordare ancora. essendo uno dei maggiori teologi di questa nuova religione. discepolo-amico del messia. respinse tutti gli altri dichiarandoli apocrifi. in seguito al concilio di Nicea del 325. Ireneo rispose: perché quattro sono i punti cardinali e quattro sono i volti dei cherubini. n. rappresentati dagli gnostici. Per quanto la comunità di Roma avesse cercato di imporre questi Vangeli a tutte le altre ekklesíe.

nell’anno 7 av.. da documenti dell’epoca – quali il Codice Arudel e il Libro di Hereford –. mentre di costui si tace? Come è possibile che di un personaggio che fu capace di riunire trentamila guerriglieri non si sappia nient’altro oltre che era un «egizio»? E nel dubbio che sotto questo egizio anonimo – che. imposero. ritenuto dai giudei erede legittimo del trono di Gerusalemme. di conseguenza l’anonimo «egizio» non poteva essere che colui al quale il partito nazionalista giudaico aveva affidato la rivoluzione. potrebbe apparire ancora temeraria. che secondo il Rotolo della guerra doveva portare i «figli della luce» alla vittoria finale sui «figli delle tenebre». protagonista veramente esistito. determinarono il cristianesimo. In questa paranoia. n. viene spontaneo domandarci: perché di tutti coloro che durante l’era messianica guidarono rivolte. il cristianesimo e l’islamismo –. se non il figlio primogenito di Giuda il galileo. che pone la nascita di Gesú sotto Erode. avevano sangue asmoneo. fece uccidere sua moglie Marianna per il solo dubbio che avesse potuto congiurare contro di lui per il semplice fatto che era la nipote di Ircano II e. È certo che trentamila guerriglieri disponibili durante l’era messianica non potevano essere che i componenti dell’esercito rivoluzionario esseno. come se non bastasse. per giunta privi di ogni credibilità. nonostante tutto ciò che ho già precedentemente riportato. invece di trovarsi nelle Antichità giudaiche e in tutti gli altri libri e documenti contemporanei agli avvenimenti. cinici e disumani. Perché tutti i fatti che dovrebbero riferirsi a lui. ricercati politici e delinquenti comuni che. dopo averlo costruito con le falsificazioni piú vergognose.rimasta fedele al suo credo. e negli Atti degli apostoli in cui si fa ricorso a Paolo di Tarso per convincere i seguaci della comunità di Corinto che il Giovanni che sostenevano come messia era soltanto l’annunciatore di quello vero. presso i confini della Siria. non possiamo evitare di chiederci ancora come mai Giuseppe Flavio parli nei sui scritti di tutti i figli di Giuda il galileo. come si è detto la ritroviamo tutt’oggi sotto forma di una piccola setta nella regione di Urfa in Turchia. come veniva sostenuto da alcuni scritti ritenuti apocrifi dalla Chiesa. e. che i giudei consideravano erede al trono di Gerusalemme. falliti. che portò Erode a eliminare tutti i possibili pretendenti al trono. altrettanto nel nulla si fa sparire – si voglia nascondere qualcun altro. come viene fatto venire dal nulla. che cos’altro può essere se non una sostituzione di persona? Questa domanda che. fece sopprimere anche i propri figli. avrà una risposta ben precisa e netta quando porterò le prove inconfutabili che dimostreranno che Gesú e Giovanni sono la stessa persona. viene ricordato il nome. quel cristianesimo che. veniamo a sapere ancora. pur sapendo bene che furono i fondatori delle due principali religioni monoteiste. introducendo il sacramento dell’eucarestia nel movimento esseno. riprendiamo con quei “pagani” convertiti all’essenismo. viene confermato dal timore che ebbe sempre Erode che qualche discendente degli Asmonei potesse insorgere per rivendicare i propri diritti al trono di Gerusalemme. dichiaratosi profeta. che egli fece del tutto per eliminare un certo Giovanni asmoneo. e. quale il Vangelo di Matteo. e. avventurieri. che risulta invece storicamente sconosciuto? Questa soppressione di un personaggio dalla storia. Giovanni. avendoli avuti da lei. quale erede al trono e messia dei giudei. Nel Proto-vangelo di Giacomo si dice chiaramente che Erode cercava Giovanni perché ritenuto dai giudei re di Gerusalemme. E chi altri poteva essere costui. delusi. una vera psicosi. 106 . riconosciuta discendente diretta della stirpe di Davide? Che ci fosse un designato a divenire re d’Israele sin dalla nascita. Nel 29 av. e accreditati a un altro. E interessanti conferme riguardanti la figura di questo Giovanni. Questa paura fu tale da creare in lui. comprese le piú piccole. come dice Giuseppe Flavio. riuscí ad abbindolare trentamila guerriglieri. definitivamente da parte gli esseni – quegli esseni di cui la Chiesa finge di ignorare l’esistenza. Aristobulo e Alessandro. li troviamo in testi successivi. quale successore della famiglia degli Asmonei. cosí. nipote di Ezechia. operata per costruirne un altro al suo posto attraverso la falsificazione dei documenti. usando i sistemi repressivi piú infami. n. D’altronde cos’altro ci si poteva aspettare da certi individui? Rileggendo il passo di Giuseppe Flavio riguardante quel «ciarlatano» che. perché. meno che del primogenito. nato intorno all’anno 15 av. cioè con quella congerie di barboni. le troviamo ancora negli stessi libri sacri. n. Messi.

L’ideologia essena. economica. secondo il rito esseno: 107 . la vittoria finale con la distruzione di Roma. Giovanni entrò in Gerusalemme per recarsi in un’abitazione che un appartenente al movimento rivoluzionario gli aveva messo a disposizione per passarvi la notte. quale sacerdote nella sua qualifica di rabbi. non poteva che mietere consensi. lo aveva fatto per la possibilità che avrebbero avuto i combattenti di sfruttare il fattore sorpresa. Dopo la rivolta del censimento. la Palestina viveva in un clima di massimo scontento e di terrore. Perché Giovanni e i suoi seguaci potessero arrivarvi speditamente senza dare sospetti. Ma tutte queste prove. che per essere convincenti abbisognerebbero di spiegazioni dettagliate. Se il partito nazionalista giudaico aveva preso la decisione di dare inizio alla rivoluzione sotto le feste dí Pasqua. partendo dai confini della Siria. e il terrore derivante dalle scorribande dei rivoluzionari. lo scontento derivante dallo sfruttamento da parte dei romani. per il continuo affluire di nuovi aderenti. coinvolgere quindi la folla nella rivolta e. in un crescendo di entusiasmo e di risolutezza. in seguito alla prima resistenza che oppose alle legioni di Pompeo. Quando Giovanni iniziò le sue prediche quale designato alla preparazione e alla conduzione della rivoluzione. La rivolta avrebbe avuto inizio la vigilia di Pasqua allo spuntare del giorno. che voleva che il capo occupasse il posto centrale e gli altri si mettessero intorno a lui rispettando l’ordine gerarchico. scendendo verso il Sud attraverso la Samaria. una vera potenza militare ed economica. iniziata la sua missione di predicatore. anche se in quello di Matteo risulta alquanto modificata].che si chiamava Gesú. Giovanni. tratta dalla religione mazdeista. Essi lo seguirono nella casa dove egli entrò [asserzione che. era arrivata a essere. che venivano attirati da tutti quei benefici sia materiali che spirituali che venivano garantiti ai proseliti. dovevano seguire un uomo che il padrone di casa avrebbe mandato loro incontro con una brocca piena d’acqua: secondo l’accordo. n. che depredavano e uccidevano quanti erano loro contrari o soltanto non favorevoli. una volta liberato il Vicino oriente. per procedere poi. che il padrone di casa aveva decorato con tappeti per ricevere colui che doveva diventare il re dei giudei (Mc. L’organizzazione essena. stese le mani sui cibi e sul vino rosso dolce. quando Cristo e i suoi furono entrati in città. 17). 14. avevano fatto precedere quella che doveva essere la battaglia finale da una campagna politico-religiosa mirante a suscitare nei ceti piú oppressi odio e risentimento contro l’oppressore romano e la casta dei sacerdoti sadducei che li sfruttavano e li ingannavano. contro il grosso delle truppe romane che si trovava in Egitto per conseguire. una volta conquistata Gerusalemme. traboccante di promesse di beatitudine eterna e di consolazioni rivolte a coloro che subivano ingiustizie da parte di un potere malvagio e corrotto. Il piano dei rivoluzionari era di attaccare per primo la Torre Antonia quale presidio delle forze romane. viene confermata dai tre Vangeli canonici. secondo il programma del Rotolo della guerra. Prima di mangiare. Militare. e. giunse a Gerusalemme seguito da una folla che lo aveva eletto al rango di profeta e di messia. per le continue entrate di capitali che i piú abbienti versavano nelle casse delle comunità. dopo circa tre anni di prediche e di manifestazioni miracolose. negli anni trenta del I sec. Giovanni e i suoi seguaci si misero seduti secondo il Libro delle regole. non sono che da considerare come una premessa di quelle chiare e indiscutibili che saranno portate nel seguito del libro. mischiandosi tra la folla dei pellegrini che numerosi accorrevano in quei giorni a Gerusalemme dalla Palestina e da tutto il resto del mondo ebraico. avendo gli esseni compreso quanto sarebbe stata determinante la partecipazione del popolo alla rivoluzione per battere le legioni romane. in un crescendo di successi − salvo qualche contestazione da parte dei sadducei −. Entrati nella sala. riportata da numerosi Proto-vangeli quali quelli di Giacomo e di Bartolomeo. La sera precedente. gli andò incontro un uomo con una brocca d’acqua. eleggere Giovanni re dei giudei. un certo Gesú che in verità sentivano nominare da lui per la prima volta (At. XIX-4). Giovanni.. che imponevano tasse sempre piú onerose. Il resto si sarebbe svolto attaccando le legioni di stanza in Palestina.

aveva seguito Giovanni nei tre anni di prediche. detto Pietro. secondo quanto risulta in un passo del Papiro 8502 di Berlino. Giuda l’iscariota. dove si afferma: Maria. andava sempre con lui. era sul punto di cominciare. L’aria doveva essere pregna del timore di essere scoperti. quale moglie combattente di Giovanni il galileo. ritrovato in Egitto durante le ricerche archeologiche del 1945. ripensò alle guarigioni dei ciechi e degli storpi. si rivolse a loro dicendo: «ecco. Ciò che si può presumere è che i commensali fossero piú di dieci. io la guiderò da farne un maschio. città natale dei suoi antenati. E il signore. dal momento che tutti i documenti che si riferivano a questa cena furono fatti sparire per essere sostituiti da altri falsificati. 38). a partire dalla quale tutto sarebbe stato affidato all’uso delle spade. che secondo i profeti avrebbe fatto dei nemici di dio lo sgabello per i piedi del popolo d’Israele. E allorché disporranno il mangiare e il vino rosso dolce per bere. suscitava spesso reazioni di gelosia negli altri seguaci di Giovanni e soprattutto in Simone. tra di essi non mancherà un sacerdote. Giovanni si rivolse ai suoi discepoli ricordando loro l’importanza dell’ora che stavano attendendo. Giuda detto Taddeo. Poiché era stato stabilito che la rivoluzione avrebbe avuto inizio allo spuntare del giorno. ma egli rispose: «basta!» (Lc. di quell’ora decisiva. In un altro passo del Vangelo copto viene riportata addirittura un’aperta contestazione di Pietro contro la donna: Simone. Quanti fossero seduti intorno a quella tavola è impossibile dirlo. se ai suoi seguaci che gli mostrarono le spade come prova della loro risolutezza ad agire. era enorme ed egli certamente la sentí in tutta la sua completezza in quelle ore precedenti l’inizio.in ogni luogo dove saranno dieci piú uomini del consiglio delle comunità. ecco qui due spade». detto Vangelo di Maria. il corso di indottrinamento per divenire nazir e rabbi. quale erede del trono di Gerusalemme. A questo punto penso che non sia troppo avventato supporre che tra i presenti a quella cena vi fosse anche lei. avendolo sentito. allorché saranno riuniti piú di dieci [questo rito esseno sarà poi trasformato dalla Chiesa nell’istituzione eucaristica]. moglie di Giovanni. 36). Molto probabilmente era presente anche Maria Maddalena. E in conformità a questo Statuto. affinché diventi una combattente come noi maschi». fratello di Maria Maddalena. 2. da dove sarebbero subito ripartiti per ridiscendere di nuovo a Gerusalemme insieme a un reparto di rivoluzionari che lí li attendevano. dal momento che fu eseguito il rito della benedizione dei cibi. quale membro attivo della banda. il quale. La responsabilità assunta da Giovanni nel dirigerla. Da quanto si può capire dal Vangelo di Luca (22. Giacomo detto il Maggiore. che era la consorte del signore. e a tutte le al108 . Giovanni impose il silenzio: gli apostoli dissero: «signore. detto anche il nazoreo. la rivoluzione. gli appartenenti alle comunità si comporteranno cosí in ogni pasto. Maria di Magdala. Questa supposizione trova conferma in antichi documenti quali il Vangelo di Filippo. Dopo anni di preparazione. I nomi dei presenti di cui si è certi sono Simone. le prediche con le quali aveva promesso una vita eterna a coloro che lo avrebbero seguito. Nel silenzio che seguí la sua imposizione a tacere gli ritornò in mente l’infanzia passata a Gamala. Maria di Magdala. Il signore amava Maria di Magdala piú degli altri discepoli e spesso la baciava davanti a tutti sulla bocca. il sacerdote stenderà la mano per benedire il pane e il vino. Questo affetto che il signore dimostrava per sua moglie. che. disse agli altri accoliti: «Maria deve andare via da noi perché le femmine non sono degne della vita». spesso esternava il suo risentimento dicendo agli altri apostoli: «ha forse il signore parlato in segreto a una donna prima che a noi e senza farlo apertamente? Ci dobbiamo umiliare tutti e sottoporci a lei? Forse egli l’ha anteposta a noi?». Giovanni e i suoi sicari rimasero in attesa per recarsi alle prime luci dell’alba in una località chiamata Monte degli ulivi. Simone detto il minore e Lazzaro. Si siederanno davanti a lui ognuno secondo il proprio grado e cosí sarà domandato il loro consiglio.

quale altra morale poteva predicare. aveva aggiunto. se per realizzare il suo regno ricorreva a un delitto? Un delitto rappresentato dall’omicidio del suo stesso figlio? Sangue.. dietro le parole consolatrici che durante le prediche aveva rivolto a coloro che soffrivano le ingiustizie. contemporaneamente esortava a seguire la sua legge yhavista. sua madre. aveva affermato nei suoi sermoni: ma chi poteva essere questo “padre”. avrebbe lasciato le cose esattamente come stavano. Quanto sangue era stato versato da quando Abramo aveva convinto dei miserabili erranti a seguirlo dietro la chimerica promessa di una terra che non era mai arrivata? Quanto sangue con quella rivolta che stava per iniziare. secondo il significato biblico. tutte chiacchiere per abbindolare coloro che sono resi creduli dall’ignoranza. quell’alienazione di cui le religioni hanno bisogno perché si debba credere senza comprendere? «Beati i poveri di spirito perché di essi è il regno dei cieli». sostenuta anch’essa da «poveri di spirito» che l’avevano seguito dietro la promessa di una beatitudine eterna? E quanto ne sarebbe stato ancora versato in persecuzioni e genocidi eseguiti in nome di una chimerica promessa di felicità posta oltre la morte! «lo sono la verità e la vita». non può essere mio seguace. «Vedete tutte queste cose? In verità vi dico.tre dimostrazioni prodigiose. «Il tempo si sta compiendo e chi non ha una spada venda il mantello e la compri». se non quella che conviene agli imperialismi? Come sarebbe potuto pervenire alla teocrazia dal dominio universale sostenuta dalla sua Bibbia se avesse predicato veramente un’ideologia che esclude l’alienazione intellettuale dei popoli. Questo aveva detto ai suoi seguaci durante il periodo preparatorio alla rivoluzione e. Il che. per imporre la propria dottrina: «molti di costoro vi parleranno di guerre e di rumori di guerre. comprese le resurrezioni dei morti. mettendoli in guardia contro gli altri truffatori religiosi che gli facevano concorrenza. «Non sono venuto per portare la pace ma la guerra».». i fratelli e persino alla sua vita. i figli. non resterà qui pietra su pietra che non venga diroccata». tutte dimostrazioni per truffare i miserabili. aveva indossato il manto dell’agnello soltanto per nascondere la ferocia sanguinaria del leone di Giuda? «Io faccio la volontà del padre mio che è nei cieli». voleva dire che non avrebbe potuto far parte di quel programma sanguinario che prevedeva la distruzione totale di coloro che si opponevano all’imperialismo ebraico. 109 . minacciando i ricchi di escluderli dal paradiso se non avessero dato nulla ai bisognosi. ma non credeteli. dichiarandosi anche loro dei messia apportatori di salvezza. delle presenti e delle future. per imporre l’imperialismo del “padre”. e come vorrei che fosse già acceso …». che. anche se è inevitabile che ce ne sia una. a quella folla nella quale emblematicamente possiamo riunire tutti i «poveri di spirito» delle generazioni passate. «Sono venuto a portare il fuoco. eseguite secondo i trucchi appresi dall’esoterismo e dalla magia indiana. basata sull’assolutismo e la violenza: se uno viene da me e non rinuncia a ogni legame con suo padre. gli emarginati e tutti quei falliti che sono portati a cercare in cielo ciò che non ottenegono sulla terra. Tutti imbrogli finalizzati al raggiungimento di quell’imperialismo teocratico che era intrinseco nel suo monoteismo. Non lo aveva detto egli stesso che il «regno dei cieli» sarebbe appartenuto ai «poveri di spirito»? Promettendo una ricompensa dopo la morte a coloro che avrebbero sopportato con rassegnazione le ingiustizie ricevute dai potenti su questa terra. aveva ripetuto alla folla che lo seguiva. cioè con i ricchi Epuloni che sedevano davanti a una tavola imbandita e i Lazzari che continuavano a raccogliere le molliche? D’altronde. regno contro regno . lui che stava per diventare un re. che cos’altro aveva fatto se non sostenere l’ipocrisia di un falso socialismo. aveva asserito nel ruolo di lògos apportatore di pace e di perdono: ma quale pace e perdono avrebbe potuto dare all’umanità lui che. procrastinando la giustizia dopo la morte. Quando questa arriverà si solleverà popolo contro popolo.. questo abba al quale si rivolgeva nelle preghiere. soltanto sangue. Mentre enunciava le beatitudini.

e davano alle fiamme i villaggi. Poiché tutti gli zeloti nascondevano la propria identità dietro dei soprannomi. Come tutti i rivoluzionari avevano un soprannome di battaglia. nel corso dell’«ultima cena». che portava a paragonarlo a una roccia. significando etimologicamente «pietra». questo villaggio si è rifiutato di riceverci. e ancora di piú quando uccide i due coniugi Anania e Saffira. e Filone e Plinio il vecchio «banda di galilei». che lo conoscevano bene. In un Vangelo tra i piú antichi. Filone. altrettanto ogni banda zelota era contraddistinta da un appellativo dal significato rivoluzionario. nell’anno 40 n. Simone. banda dei boanerghes. detto Cefa. dimostra il suo carattere sanguinario e impulsivo quando. vuoi che l’incendiamo?». ostenta di avere due spade invece che una. dei sempliciotti plagiati. detto Vangelo di Maria di Magdala. 110 . storico contemporaneo ai fatti. sí che tutta la Giudea fu piena delle loro gesta efferate. uno degli apostoli. Essendo il secondogenito dopo Giovanni. litigò con tutte le ekklesíe del Vicino oriente. nel significato di rivoluzionario che veniva dato alla parola «galileo». perché non avevano versato alla comunità di Gerusalemme l’intera somma ricavata dalla vendita di un loro terreno. Lasciando Giovanni per ultimo. Quella di Giovanni si era autodefinita. cioè «briganti». rimase a capo della comunità essena di Gerusalemme fino al 46. e. cioè latitante. almeno di coloro di cui si è certi dei nomi. ma aggiungendovi un particolare che è stato sempre omesso da tutti i pittori: far spuntare da sotto i loro mantelli l’elsa di quelle spade che anche i Vangeli canonici affermano che avevano prima di recarsi al Monte degli ulivi. che Giuseppe Flavio definisce latrones. anno in cui fu crocefisso insieme al fratello Giacomo dal procuratore Alessandro Tiberio. Pietro! Ora vedo che ti scagli contro la donna come fanno i nostri avversari». figlio di Giuda il galileo: se non ricevevano quanto chiedevano. per il semplice motivo che i suoi abitanti seguivano un altro credo. quando al Monte degli ulivi taglia con un colpo di spada l’orecchio a un certo Malco. prendendo le difese di Maria contro la quale Simone aveva inveito con espressioni di ira e di rancore. basata sulla violenza. perché si dimostravano propense ad accettare tra i seguaci anche i “pagani”. Il temperamento di Simone.. oltre a quello di Barjona. che in ebraico significa «colui che è ricercato». ebraico e greco. cominciamo con: Simone. Antichità giudaiche). saccheggiavano le case dei signori che poi uccidevano. gli era stato dato per la sua corporatura vigorosa e massiccia. incendiavano le case di coloro che si rifiutavano e poi li uccidevano con le loro famiglie. cioè «figli del tuono». Preso il posto di Giovanni. E Giuseppe Flavio confermava: distribuiti in squadre. Sicuramente il piú violento della squadra. di nome Levi. come vengono dipinti in quei tanti quadri che trattano la famosa «ultima cena». secondo una tradizione che si era tramandata dal tempo della rivolta dei maccabei. immaginiamo di averli davanti seduti intorno a una tavola. perché propagandavano l’ideologia rivoluzionaria esseno-zelota (Giuseppe Flavio. Per imporre la sua legge. dal momento che i suoi stessi seguaci. viene descritto violento e aggressivo in tutti i documenti che lo riguardano. che egli considerava soltanto come nemici da distruggere. Prima di passare all’esame dei singoli componenti di questa banda. aveva quello di Cefa (kefas) che. dice a Pietro: «tu sei sempre irruento. quando non ricevevano accoglienza da un villaggio.A quale altra guerra poteva riferirsi se non alla sua? Chi altri poteva credere alle sue promesse di beatitudine se non dei poveri di spirito. come risulta da innumerevoli documenti in aramaico. guardia del tempio. si rivolgevano a lui chiedendogli: «rabbi. cosí parlava di queste bande di zeloti integralisti di cui faceva parte quella di Giovanni il nazoreo. era considerato il vicecapo di questa banda di boanerghes.

Giuda morí decapitato nell’anno 45 n. Poi. sono sfuggiti alla censura. Quarto fratello di Giovanni – da non confondersi con Giuda l’iscariota –. quella dei cosí detti sicari (ekariotes). Simone lo zelota. in molti testi «apocrifi» viene chiamato indifferentemente con i due appellativi di «zelota» e «boenerghe». consigliere della politica ecclesiastica di Costantino il Grande (314-340 n. che eseguivano azioni di terrorismo anche in forma isolata. oltre che da testi antichi in greco e in ebraico. Di costoro cosí scrive Giuseppe Flavio: in Gerusalemme nacque una nuova forma di banditismo. dopo essersi attivati per tre anni attraverso prediche e terrorismo. approfittando del fatto che bar in aramaico significa «figlio di». L’appellativo «iscariota» (dall’ebraico ecariot che significa «sicario»). che commettevano assassini in pieno giorno nel mezzo della città. nascondevano sotto le vesti dei piccoli pugnali e con questi colpivano i loro avversari. Simone. che in aramaico significava «ricercato» o «latitante». quando questi cadevano. Dove maggiormente i cristiani operarono le falsificazioni fu nelle traduzioni in greco dei documenti scritti in ebraico e aramaico. [Un prete. per avere organizzato una sommossa. che significano entrambi «gemello» (il primo in greco e il secondo in dialetto semita). Di conseguenza venne fuori un’espressione priva di significato in entrambe le lingue: in aramaico. perché «Jona» non esiste. e. 15) – [E ancora negli Atti degli apostoli (1. né come nome proprio. che gli era stato dato per la sua corporatura massiccia e vigorosa. nonostante l’accurato lavoro dei falsari. avrebbe portato i «figli della luce» a trionfare sui «figli delle tenebre». Giuda l’iscariota. Conosciuti cosí i seguaci di Giovanni secondo la documentazione storica. stavano aspettando l’alba fatidica che avrebbe dato inizio a quella rivoluzione che. in maniera da cambiargli il significato in «figlio di Giona». 3) si legge:] tra i discepoli ce n’era uno che si chiamava Simone lo zelota. per la grande somiglianza che aveva con il primogenito Giovanni. e Giuda Theudas qananite nei secondi. e. sotto il nome di boanerghes. fu tradotta nei Vangeli con il latino filius Jonae. «pietra»). lo scomposero in bar e jona. perché sorpreso dai sadducei mentre predicava. Della sua fine ho già parlato in precedenza. 6. sarà interessante ora vedere come i falsari riuscirono a trasformarli in pacifici apostoli di Gesú. Tra i discepoli ce n’era uno di nome Simone soprannominato «zelota» (Lc. viene confermata anche da alcuni passi degli stessi libri sacri che. l’imminente avvento del messia. In documenti antichi in greco e in ebraico viene chiamato Giuda Thomas zelotes nei primi.Giacomo (il maggiore). riportando il passo di Giuseppe Flavio. veniva dato agli zeloti piú oltranzisti. che significa «coraggioso». dove qananite in ebraico equivale a «zelota» in greco. veniva chiamato anche con i nomi di Thomas e Didimo. avvenuta per crocifissione. secondo il Rotolo della guerra. sotto il procuratore Cuspio Fado. in greco. sono comunque piú che sufficienti i cinque sopra riportati per dimostrare che Giovanni e i suoi seguaci erano una banda di rivoluzionari esseno-zeloti che. Eusebio di Cesarea. mi ha risposto che Simone lo chiamavano «zelota» perché questo era il nome di suo padre!] Anche se si ha la certezza che i partecipanti a quell’ultima cena fossero piú di dieci. come attivista della collettività essena di Gerusalemme.). né come nome di persona. Per quanto poi riguarda l’altro appellativo di Cefa (da kefas. Terzogenito di Giuda il galileo. che in greco risultava priva di significato. perché la parola «figlio» non si dice bar ma bensí uios. Era specialmente in occasione delle feste che si mescolavano alla folla. conferma sia la sua natura di rivoluzionario. Sulla natura di zelota di questo seguace di Giovanni non ci possono essere dubbi dal momento che. il mutamento lo operarono trasferendo il suo significato etimologico nell’allegoria di quella «pietra» su cui Cristo avrebbe «edificato la sua Chiesa». chiamato «il maggiore» per distinguerlo da un altro Giacomo. a cui ho chiesto una spiegazione circa questo appellativo. sia la sua morte. Tutto ritornò poi in ordine quando questa espressione bar Jona. oltre che con l’appellativo di Theudas («Taddeo»). gli assassini si univano a coloro che esprimevano il loro orrore e recitavano cosí bene da essere creduti e quindi non riconoscibili. L’appellativo Barjona dato a Simone. che fu chiamato «il minore». Giuda. 111 .

Oltre a quella che avevano fatto dipendere da Nerone. compreso lo spirito santo. che rimasero fedeli alla morale mosaica. altrettanto lo furono tutti quei personaggi immaginari. in quel mondo trascendentale chiamato «paradiso» che. per evitare che l’uguaglianza delle due morti potesse compromettere il significato simbolico della croce. rinnegando Gesú per tre volte. gli permise di raggiungere Roma. fino a Sotero della Campania (165-173 n. Lo stesso fecero poi per tutti quei seguaci di Giovanni. Simone Barjona. aveva voluto essere crocefisso con la testa rivolta verso il basso. Giacomo fu il componente la banda di Giovanni che dette meno problemi nell’operare la trasformazione da seguace rivoluzionario in discepolo di Gesú. che dai documenti apocrifi risultavano quananites. compresi i Vangeli canonici e gli Atti degli apostoli. fu veramente il primo ad assumere l’incarico di vescovo nella comunità di Roma. e. san Sisto di Roma. per confermare il carattere pusillanime che aveva dimostrato. vi diranno. per la sua attività di rivoluzionario esseno-zelota. Mentre in una. sant’Anacleto di Roma. dove fu eletto vescovo della comunità. essendo ricordato dai documenti apocrifi soltanto con l’appellativo di boanerghe. che è d’accordo nel riconoscere l’incarcerazione.Siccome poi in alcuni testi Simone veniva chiamato anche con l’appellativo di qananite. recalcitrante e piangente. Antichità giudaiche). che è la traduzione di zelota in dialetto semita. non ritenendosi degno di morire come il suo maestro. san Pio I di Aquileia e sant’Aniceto di Siria. riportato negli Atti degli apostoli. sostenitori dell’Eucarestia. ritennero opportuno specificare che Pietro. La Chiesa. san Clemente di Roma. Se chiedete spiegazione ai preti sul perché nel Vangelo di Marco (Mc. e gli esseni giudei. Siccome veniva detto che era morto in croce come Cristo. si diceva che era stato trascinato di forza al supplizio. in seguito alla sfida con Simone il mago. cioè «figlio del tuono». che ciò dipese dal fatto che “erano due discepoli che quando parlavano alzavano la voce”.. in un’altra successiva – avendo deciso che era piú opportuno farlo apparire come un coraggioso. ricorsero al trucco di dargli come padre un certo Alfeo che nessuno. Per far sparire il rapporto di fratellanza di Giacomo con Giovanni (il quale doveva risultare senza fratelli. fratellanza che comunque risulta chiara e inequivocabile da tutti i documenti. lo consiglio a coloro che amano le favole. che lo aveva preceduto nel supplizio. e. e. sanant’Alessandro di Roma. dicendo che fu liberato da un angelo che. 17) Giacomo e Giovanni furono chiamati boanerghes. per non compromettere la figura di Gesú. figlio di Giuda il galileo e fratello di Giovanni. essendo al di fuori della materia. con quella faccia di bronzo che si ritrovano. nega però questa morte riportata da Giuseppe Flavio. dopo aver assistito con coraggio a quella della moglie. san Telesforo di Grecia. che doveva dipendere esclusivamente da Cristo. sotto il procuratore della Giudea. risolsero la questione dicendo che qananite significava «nativo di Cana». È per questo che molti discepoli di Gesú risulteranno «cananei». sant’Evaristo di Grecia. che furono annoverati come papi suoi successori. che avevano costruito su di lui). sant’Igino di Grecia. A titolo piú di curiosità che di interesse storico riporterò i nomi dei dieci inesistenti papi che la Chiesa sostiene siano stati i successori di Pietro nella cattedra di Roma: san Lino della Tuscia. Giacomo (il maggiore). (Cos’altro possono essere coloro che credono a certe stupidaggini se non dei «poveri di spirito»?) Come fu falsamente dichiarato primo papa Simone detto Pietro. Le morti che furono attribuite a Giacomo dai vari scritti religiosi furono quattro: 1) fatto decollare da Erode Agrippa nel 44 n. aprendogli la porta della prigione. gli fu attribuita una morte per crocifissione quale capo dei cristiani. XII-I. Tutti santi che vivono in quel mondo creato dalla fantasia. detto Cefas il qananite. non può che essere relegato nel nulla. (Il passo riguardante la liberazione di Pietro da parte dell’angelo. anche se occupa nella storia ecclesiastica l’undicesimo posto. secondo gli Atti de112 . la quale ebbe a sua volta due versioni. Alessandro Tiberio. cioè il primo che storicamente divenne il capo di quella banda di delinquenti e di emarginati che diedero impulso al cristianesimo in seguito allo scisma che avvenne negli anni intorno al 150 tra loro.) che. dal momento che l’avevano dichiarato essere stato il primo papa – affermarono che aveva affrontato la morte sorridendo. sa da dove sia uscito fuori. secondo il dogma. 3. insieme al fratello Giacomo (Giuseppe Flavio.) Le morti che i cristiani attribuirono a Simone Pietro furono per lo meno tre. morí per crocifissione nel 46 n.

significando «Gemello detto Gemello». secondo Epifane. anche di traditori e fedifraghi. ci viene dal fatto che era già stato precedentemente usato. furono costretti a dargli lo stesso padre nella persona di Alfeo. che. opportunamente adattata. Se questa azione di delazione fu passata nei Vangeli canonici dal Giuda membro del Sinedrio a Giuda l’iscariota ciò dipese dal fatto che. se fosse stato riportato con il suo vero nome avrebbe certamente compromesso. in ebraico ekariot. 2) giustiziato per crocifissione. La Chiesa. toltolo a lui. 3) morto di spada in Spagna dove si era recato per evangelizzare i “pagani”. la città di Keriot. come avevano fatto con la città di Cana per trasformare qananite in cananeo. Ricorrendo ancora alla geografia. se fece ridere ancora una volta i loro avversari “pagani” ed ebrei (come. non era mai esistita. a riconoscere che la vera fu quella per crocifissione avvenuta nel 46 n. che fu subito repressa dal procuratore Fado con l’intervento della cavalleria. quale rivoluzionario. i Vangeli non dicono nulla circa la sua fine. per coinvolgere tutti gli ebrei in un tradimento. significando «sicario». è la dimostrazione piú evidente della contraffazione. perché gli era stato sempre nemico. 10). è stata costretta. come risulta dal Vangelo di Giacomo. datogli per la forte somiglianza che aveva con Giovanni. ciò non fu fatto per un rispetto della storia ma soltanto perché. facendo dipendere la morte di Cristo dalla delazione un certo Giuda. essendo di origine prettamente giudaica. Giuda (non l’iscariota). lo usarono per nasconderci dietro uno dei seguaci di Giovanni. Storicamente si sa soltanto che organizzò una rivolta. 41. Se gli fu lasciato il suo vero nome ciò dipese dal fatto che. e. che dichiararono essere il suo paese d’origine. oltre che di assassini. Come prova dimostrante che i falsari usarono questo nome intenzionalmente. se venne dichiarato nei Vangeli fratello di Giacomo. che corrispondeva a Thomas in greco e a Didimo in dialetto semita. quanto perché questa città. con la sola differenza che invece di farlo morire da martire esseno lo fa morire da martire cristiano. L’altro appellativo di «gemello». membro del Sinedrio. Trasformazione che. 4) morto di vecchiaia. dall’evidenza storica. d’altronde. È certamente il personaggio piú elaborato fra tutti i seguaci di Giovanni. dalla città di Keriot. si prestava a fomentare. colui che mangiava il mio pane» (Slm. che aveva voluto la sua morte. avendoli fatti nascere entrambi a Cana per via dell’appellativo che avevano di qananites. come viene affermato da Giuseppe Flavio. secondo gli Atti di san Giacomo. come realmente era. con il tradimento che gli fu attribuito. la trasformarono in profezia. facendola commettere da un discepolo. che fecero dipendere il tradimento di Giuda da un’espressione della Bibbia che. fa ridere anche noi). sotto Alessandro Tiberio. Anche se per Giuda furono usati gli epiteti piú infamanti. avrebbe acquisito quel valore di infedeltà che avrebbe permesso ai cristiani di tacciare tutti gli ebrei. Ma come poter attribuire il tradimento a un apostolo senza rischiare di coinvolgere anche gli altri nel disonore? Fu allora per scagionare gli altri apostoli da ogni responsabilità al fatto. dal momento che nei Vangeli canonici viene taciuta la sua morte. Presa cosí dalla Bibbia la frase mi fu avversario anche colui in cui confidavo. Giuda l’iscariota. non fu tanto per l’evidente trucco che avevano usato ancora una volta per contraffare un nome.gli apostoli. avrebbe compromesso tutti gli sforzi che stavano facendo per trasformare una banda di rivoluzionari in un gruppo di apostoli predicatori di pace. la figura pacifica di Gesú. che dovevano risultare gli assassini di Cristo. Quarto fratello di Giovanni. fratello di Giovanni. fecero passare per una profezia che l’annunciava. si cercò comunque di nettarlo della natura di terrorista che gli veniva dalla parola iscariota perché. Fu cosí che dagli appellativi Thomas e Didimo venne fuori un apostolo dal nome «Tommaso detto Didimo» che in realtà. secondo gli Atti di Isidoro di Siviglia. costruendo su di essa la scena del tradimento: 113 . Anche di Giuda. l’odio verso i giudei. fecero derivare l’appellativo iscariota.

era morto nella seguente maniera: [… il] suo corpo si era talmente gonfiato negli ultimi suoi giorni da non passare per le strade e dopo morto la puzza del suo cadavere aveva appestato la città [Gerusalemme].. scritto soltanto trenta anni prima di quello di Matteo. come altrettanto abbiamo appreso che. 12) e negli Atti degli apostoli (1. si affermava che Giuda. E Gesú gli disse: «amico. secondo le profezie. nelle loro operazioni di revisione dei testi sacri eseguite nel III e IV sec. messo un pezzetto di pane nella mano dell’apostolo Giuda. un secolo dopo risultava trovarsi a ovest. furono spesso cosí male interpretate nel loro significato biblico da suscitare ilarità. Allora i discepoli cominciarono a rattristarsi e a dirgli l’uno dopo l’altro [precisazione messa dai falsari appositamente per dimostrare che gli altri discepoli erano estranei al tradimento]: «sono forse io?». i cristiani costruirono quel tradimento che doveva servire loro per fomentare contro gli ebrei quell’odio di cui conosciamo bene le conseguenze. se il significato che dà la Chiesa a «zelota» è quello del fervido amore verso dio. uno di voi. oltre ad aver mutato di natura. si lasciarono sfuggire questo appellativo di «zelota». dopo essersi trascinato in una vita di rimorsi. ho letto poco tempo fa su un giornale pretino che una parte di ciò che egli ha scritto lo ha appreso direttamente da Maria – la madonna –. Se questo soprannome significa «zelante d’amore verso dio». frasi che. E cosí. Tutte le vicende di Cristo. gli stesori dei quattro Vangeli mostrarono all’imperatore l’albero di fico nel quale Giuda si era impiccato. sempre per quel bisogno che hanno i cristiani di ricorrere alla truffa per rendere credibili le loro menzogne. un albero che però. dicendo che si impiccò a un albero di fico. gli storici del tempo. maledicendo la negligenza di quei frati amanuensi che. ha cambiato pure di posto. colui che mangia con me. quando si riferiscono a coloro che lo portavano. quando parleremo della natività di Gesú.) Il fatto che la Chiesa cerchi di riparare questa svista dicendo che zelota vuol dire «zelante» – «zelante d’amore verso dio» – non può essere che un’ulteriore dimostrazione di un’intenzionalità a sostenere il falso. quali Giuseppe Flavio. trovando questa morte di troppo cattivo gusto. che troviamo ancora unito al suo nome nel Vangelo di Luca (6. mi tradirà».. e lo baciò. come vedremo. per questo sei qui?»... «Quello che bacerò. E la trasformarono in profezia. Per sostenere la veridicità di questa morte.. per dimostrare che il tutto era stato predetto dalla profezia.«in verità vi dico. viene mostrato ai turisti-pellegrini come prova dell’impiccagione di Giuda sempre un albero che è nei pressi di Gerusalemme. è lui. riferito ai guerriglieri del partito nazionalista giudaico. perché allora sono stati usati tanti sotterfugi per farlo sparire quando si riferiva agli altri apostoli? Perché qananita. arrestatelo!». diventando un olmo. n. mancando di storicità. Attualmente. la cambiarono. E subito si avvicinò a Gesú e disse: «salve. La figura di Giuda risultava nei primi Vangeli del tutto differente da quella che fu definitivamente adottata in quelli canonici. albero che. È a riguardo di questo apostolo che i preti maggiormente fanno il mea culpa. rabbi!». se si trovava allora a est di Gerusalemme. E nello stesso modo costruirono la scena del bacio prendendo dal Libro dei proverbi la frase: non mi sono potuto nascondere all’insulto perché mi fu recato dal mio amico e confidente – Fallaci sono i baci di un nemico. che lui conobbe di persona . opportunamente elaborate. passando a sud di Gerusalemme. Simone lo zelota. che in ebraico significa «zelota». Filone e Plinio il vecchio. E noi terremo presente questo. fu trasformato in cananeo? Che «zelota» significhi «zelante d’amore verso dio» l’abbiamo appreso sin dai tempi di Mattatia. la città dei pellegrinaggi che. doveva essere la capitale della pace e della concordia . e Gesú aggiunse: «sarà colui che intínge il pane con me nel mio piatto». scrivendo nei Vangeli: il traditore aveva dato questo segnale. Per esempio nel Vangelo di Papia. li chiamano sicari o briganti? 114 . e. aveva assunto il significato di «integralista-terrorista». (A proposito dell’evangelista Luca. 13). furono fatte passare per profezie. furono fatte dipendere dall’adattamento di frasi tratte dalla Bibbia che. Perché. Ma.

Giacomo soprannominato Boanerghe e tutti gli altri. il quale. Se leggiamo con attenzione i Vangeli canonici comprenderemo che l’amico di Gesú è Lazzaro. dal momento che la stessa referenza l’ha data anche alle crociate. mi limiterò a dire che. allora si può finalmente capire cosa intenda per santità. reclinò il capo sul suo petto. di averlo visto ucciso dagli ebrei alla fine del I sec. Poiché parlare esaurientemente di Lazzaro comporterebbe un impiego di tempo eccessivamente lungo. quell’apostolo amico che. E se le cose fossero andate differentemente. La soppressione del nome di Giovanni avrebbe reso la storia cristologica cosí priva di ogni riferimento storico da renderla troppo astratta per essere accettabile. dicendo che Papia aveva scritto. Ma quale fiducia si può dare a questo santo. anche se un cronista bizantino del IX secolo.) A questo punto. fu relegato a un ruolo periferico. Si asteneva dal lavarsi e non si tagliava mai né i capelli né la barba. e a quelle evangelizzazioni che nel 1500 produssero in America latina stragi e genocidi per oltre cinquanta milioni di vittime . (anche lui santo): Giacomo il minore era un asceta. volle contestarla. fu data invece da Tertulliano. Io e quelli che erano con me vedemmo degli uomini e delle donne senza testa che avevano due grandi occhi sul petto. si protrassero fino al tempo di sant’Agostino. per la fratellanza che aveva con Maria di Magdala. nulla ci impedisce di pensare che papa Pio XII avrebbe dichiarato santi anche i campi di sterminio nazisti. attraverso Epifane. n. grande apologista cristiano degli inizi del III sec. immaginando la reazione dei teologi nel difendere le verità affermate da sant’Agostino. a un certo punto. La sua figura di seguace-amico di Giovanni fu trasferita in un ipotetico apostolo a cui. cioè quel Lazzaro che. per assimilarlo all’apostolo che all’ultima cena era seduto accanto a lui. V): Ego vero evangelio non crederem nisi me catholicae ecclesiae commovere autoritas – ovvero: «io non crederei ai Vangeli se non fosse la Chiesa a ordinarmelo»... possa aver affermato in un suo scritto contro i manichei (cap. il quale asseriva che l’apostolo Giovanni era stato decollato. sicuramente la piú interessante. alle persecuzioni contro gli ebrei e contro i “pagani”. tanto illuminato e dotto da considerarsi infallibile nella sua ispirazione divina e genialità umana. ciò dipese dal fatto che questo nome non poteva essere assolutamente taciuto nei Vangeli. in qualità di testimone. colonna della teologia cristiana. Una terza versione. come dimostra eleggendo tali Simone detto Barjona. La versione ufficiale che la Chiesa ha dato alla morte di questo apostolo immaginario è quella di un vecchio che pacificamente chiude gli occhi nel suo letto a ottantacinque anni. A forza di pregare la pelle dei ginocchi gli era diventata dura come quella dei cammelli. nella realtà. 115 . (Penso che ciò sia piú che sufficiente per avere un’idea di chi siano i grandi pensatori dichiarati «padri della Chiesa». dopo aver confermato l’esistenza dei «succubi» (demoni che negli accoppiamenti con gli esseri umani recitano la parte di femmina) e degli «incubi» (demoni che rivestono invece il ruolo di maschi). Basta prendere in considerazione le tante volte in cui coloro che si rivolgevano a Gesú per parlagli di Lazzaro usavano l’espressione «il tuo amico». rappresentando egli uno dei personaggi piú compromettenti della figura di Gesú. sempre secondo Tertulliano. e. La Chiesa cosí ci descrive la figura del suo Giacomo «zelante d’amore per dio». io pongo a costoro un’altra domanda: come si può spiegare che un sant’Agostino. il suo corpo continuò a muoversi producendo rumori che. uno dei maggiori falsari del IV sec.Se per la Chiesa questi «zelanti» sono dei santi. era l’amico prediletto di Giovanni il nazoreo. Messo sotto terra. il quale confermò in un suo scritto di averli personalmente uditi. alle inquisizioni. dopo essere stato gettato in una caldaia di olio bollente dalla quale miracolosamente era uscito illeso. se fu dato il nome di Giovanni. non potendo essere completamente eliminato perché ancora presente nella memoria al tempo in cui furono compilati i Vangeli. un certo Giorgio Hamartole. uditi due volte al giorno e sempre nelle stesse ore. dal momento che la favola che avevano costruito era stata tratta da una tradizione popolare che si basava su questo nome. scrive nel suo libro La città di dio: ero già vescovo di Ippona quando mi recai in Etiopia insieme ad altri servitori di Cristo per predicare il Vangelo. Lazzaro..

gli dettero quello di Josuha (Gesú) che. tale il figlio!) Eluso cosí il problema del nome. si mostrò particolarmente difficoltoso. rimanevano da contraffare gli appellativi di galileo e di nazoreo. però. ricorrendo all’annuncio che l’angelo aveva dato alla moglie di Manoach: «tu concepirai e partorirai un figlio che sarà nazireo fin dalla nascita» − annuncio che. significando «io sono». iscariota in nativo di Ekariot. I cristiani. sostituendo con Gesú quello di Giovanni. i quali. da quanto risulta dalle documentazioni. l’altro. significando genericamente «colui che salva». non potendogli attribuire un nome proprio – quale potrebbe essere Pasquale. qananite in abitante di Cana. passiamo ora alle contraffazioni che i cristiani operarono su Giovanni per trasformarlo in Gesú. che veniva attribuito genericamente alle divinità “pagane” − le quali avevano. av.GIOVANNI IL NAZOREO Dopo aver visto come i componenti della banda dei boanerghes furono trasformati in pacifici discepoli attraverso la manipolazione dei loro nomi – barjiona in figlio di Giona. il cui significato di «zelota» avrebbe contrastato decisamente con la natura religiosa e pacifica del loro costruendo messia. e un conto sarebbe stato sostenere l’esistenza di un qualcuno che. un nome. e. accettato dalla massa plebea − che nella sua ignoranza non si poneva problemi etimologici −. che per essere sostenuto avrebbe chiesto una documentazione specifica. pur esprimendo in realtà lo stesso significato di sotèr. 116 . avrebbe fatto sprofondare nel ridicolo tutta la loro costruzione. etc. anche un nome proprio. fu scartato. ricorrendo alla frode – come avevano fatto con gli altri nomi dei componenti della banda dei boanerghes. permetteva loro di difenderne l’esistenza attraverso l’anonimato. veniva presentato sotto un nome proprio. cioè. il quale. e. nondimeno. fu adottato come tale. accusarono ancora una volta i teologi cristiani di sfrontatezza e di truffa. fece sí che il nome di Gesú. Non c’è bisogno di spiegazioni per comprendere che un conto sarebbe stato sostenere l’esistenza di un messia che. Il tempo. Questo nome. solo apparentemente lo toglieva dal suo anonimato. Praticamente i cristiani dettero un nome al loro messia ricorrendo allo stesso trucco che usarono i redattori della Bibbia quando. cioè quello di nazoreo. il messia veniva ancora connotato con gli appellativi generici di «Cristo» e di «signore».. nel VI sec. È noto a tutti che ciò che avete scritto è il risultato di continui rimaneggiamenti fatti in seguito alle critiche che vi venivano portate. messo in evidenza l’inghippo (come nel caso sopracitato riguardante Celso). (È proprio il caso di dire: quale il padre. Il nome: il nome di Giovanni. e le repressioni usate dai cristiani contro i loro avversari. da quanto risulta da un’opera di Celso 8 – Il vero discorso – nel quale dice: colui al quale avete dato il nome di Gesú in realtà non era che il capo di una banda di briganti i cui miracoli che gli attribuite non erano che manifestazioni operate secondo la magia e i trucchi esoterici. gli dettero altri significati. che veniva ricordato dalla tradizione. acquisito lo status di nome proprio. Marco e Luca. Liborio o Anacleto –. filosofo platonico del II sec. attribuirono al loro dio il nome di Yahvè. fu definitivamente tramutato in quello di Gesú intorno all’anno 180 n. n. e. usciti negli anni sessanta del II sec. in realtà. Se l’appellativo di «galileo» fu agevolmente fatto passare per «abitante della Galilea». La verità è che tutti questi pretesi fatti non sono che dei miti che voi stessi avete fabbricato senza pertanto riuscire a dare alle vostre menzogne una tinta di credibilità. –. fu quella di farlo dipendere da una profezia.. n. con il suo oblio.. rapportandosi troppo palesemente a Sansone. cosí si esprimeva: 8 Celso. Essendo impossibile sopprimerli. di punto in bianco. e. n. fece invece ridere gli oppositori. per essere sostituito dalla profezia di Michea che. Infatti nelle prime edizioni dei Vangeli di Matteo. Il primo tentativo che fecero per togliergli ogni significato rivoluzionario. sostituito con quelli generici di Cristo (khristos nel significato di «unto») e di signore. celebre per la sua critica contro il cristianesimo. privo di un nome proprio sarebbe potuto sfuggire a ogni controllo storico. che non essendo mai esistito nell’era messianica. riferendosi alla nascita del futuro re d’Israele.

mentre l’altra. salí sul monte e si mise a pregare. Se avevano preso questa profezia per giustificare il perché Gesú avesse l’appellativo di nazoreo fu per il fatto che la parola «virgulto» (neizer) e la parola nazir. la barca degli apostoli era messa in pericolo dalle onde generate dal vento che si era improvvisamente levato (Mt. Leggendo i Vangeli. Praticamente questa contraddizione tra la descrizione che riportano i Vangeli della vera patria del messia e la città di Nazaret dipese dal fatto che i falsari. come se si scrivesse: «ragione» = «r g n». personaggio mai esistito. cioè a Davide. udito ciò che dicevano. si levarono. che Gesú trasforma in discepoli.«un virgulto nascerà a Betlemme dal tronco di Iesse. avevano le stesse consonanti 9 . mettendolo in connessione con la città di Nazaret – come qananite e iscariota. che avevano fatto derivare da Cana e da Keriot. E ancora: Nella lingua ebraica. affermando che fu il paese in cui Gesú crebbe e si formò durante quei trenta anni che precedettero le sue prediche. oppure «verità» = «v r t». Gesú. La gente del suo paese.. figlio di Iesse. incontrandoli mentre ritirano le reti: terminate queste parabole. 9 117 . fermiamoci a esaminare questa città. non poteva essere applicata a Gesú. Per esempio. assume un carattere prettamente lacustre. di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere [. commisero la grande leggerezza di raccontare i fatti secondo la tradizione che si riferiva a Giovanni. guarí i malati e moltiplicò i pani e i pesci. ma. che sarà destinato a governare sul popolo di dio». quanto perché anch’essa. Quindi. Gli stessi apostoli sono tutti dei pescatori. dopo aver cercato inutilmente nella Bibbia un passo che potesse giustificare in qualità di profezia l’appellativo di nazoreo. il quale ci parla pure di un precipizio: Gesú si recò a Nazaret dove era stato allevato. per gettarlo giú dal precipizio.] all’udire queste cose tutti furono pieni di sdegno. 13. La stessa conferma sulla città di Gesú ci viene da Luca. avendo costruito i quattro Vangeli canonici a Roma senza conoscere la Palestina.4-14. quella in pianura e distante quaranta chilometri dal lago è quella che i falsari usarono per giustificare l’appellativo nazoreo. Dal monte vide che sotto. E sarà proprio con l’impianto di questo ennesimo imbroglio che i falsari ci forniranno la prova definitiva e inconfutabile che Gesú. 28). si mise a parlare di lui. visto che la gente restava sulla spiaggia. che avevano scelto soltanto perché attraverso il suo nome potessero giustificare l’appellativo di nazoreo. nel lago di Tiberiade. ma egli passando in mezzo a loro se ne andò (Lc. partí di là su una barca. le parole venivano scritte riportando soltanto le consonanti. bensí un’altra città che. non è altri che la controfigura di Giovanni. ed entrò. Se questa soluzione fu ritenuta anch’essa non accettabile.. riconosciutolo. di pescatori e di onde mosse dalle tempeste. viene invece descritta nei Vangeli come costruita sopra un monte e in riva a un lago? La risposta è semplice: perché la città sita sul monte e posta in riva al lago è la vera città in cui visse il messia riportato dalla tradizione su cui vennero costruiti i Vangeli. Congedata la folla. ricorsero ancora una volta all’espediente geografico. come la prima. Tutti e quattro i Vangeli canonici fanno dipendere il nome nazoreo («nazareno») dalla città di Nazaret. lo cacciarono fuori della città e lo condussero al ciglio del monte sul quale la città era situata. essendo rivolta ad altro personaggio. rimarchiamo che la città di Gesú non è affatto la Nazaret sita in pianura e distante quaranta chilometri dal lago di Tiberiade. non dipese tanto dal fatto che apparisse troppo immaginaria e pressoché impossibile a sostenersi. trovandosi su una montagna che sorge presso il lago di Tiberiade. senza preoccuparsi di adattarli alla città di Nazaret. Gesú partí di là e venuto nella sua patria insegnava nella sinagoga. secondo il suo solito. che risulta essere completamente differente da come la riportano i Vangeli: perché la città di Nazaret. come la fenicia e l’antica egizia. fatto di barche. Poiché è da Nazaret che trarremo la prova conclusiva per dimostrare che Gesú in realtà è Giovanni. situata in pianura e lontana dal lago di Tiberiade. scrivendosi entrambe in ebraico con le lettere n z r.. 53).

tratte dalla Bibbia e opportunamente adattate. 13-1. La nascita di Gesú Mancando di prove storiche.quel giorno Gesú uscí di casa e. una gran folla si recò da lui. stando fuori lo mandarono a chiamare. a causa della folla. sono portati a negare le verità anche le piú evidenti. farebbe apparire lo stesso Cristo un burattino in balia di un destino già prestabilito dalle sacre scritture. sopprimendo il libero arbitrio e rendendo quindi l’uomo non responsabile delle proprie azioni. che cos’altro si può concludere.). non finisce qui la dimostrazione della non esistenza di Gesú. scavando una fossa trasversale. perché originato da ispirazione divina. risulta essere di Gamala. poiché tante saranno le prove che porterò ancora per dimostrare di cosa sono stati capaci i falsari (i santi padri della Chiesa) per costruire questa grande impostura che è il cristianesimo. confidando nelle sue difese naturali. i cristiani testimoniarono la vita di Gesú servendosi esclusivamente delle profezie. Basta sostituire. nei Vangeli. padre di Giuda il golanitide e nonno di Giovanni il galileo. resici conto che la città dove si era allevato Gesú non poteva essere Nazaret. mentre è un po’ accessibile di dietro. Nazaret con Gamala e tutto apparirà chiaro. Dopo aver spiegato chi fossero realmente i suoi parenti. si gettò nella ribellione [Guerra del censimento]. questa città sita in riva al lago di Tiberiade. che si trova a quaranta chilometri dal lago ed è situata in pianura. e non a Nazaret nella Galilea. fecero passare per profezie. in realtà. perché non lo schiacciassero [. istigando la nazione all’indipendenza (Ant. Giunsero sua madre e i suoi fratelli e. resi testardi dalla fede. redassero i Vangeli facendo dipendere le azioni di Cristo da frasi che. allora. Se questa è la città che i Vangeli attribuiscono a Gesú. A questo punto si dovrebbe parlare del fatalismo che. sotto di cui un dirupo privo di mura piombava in un profondissimo burrone (Ant. 2). A questo punto. uscito di casa. XVIII-4). da questo trae il nome. Questa città non si era sottomessa ai romani. la sua sommità meridionale. Anche Matteo riporta (cap. nipote del rabbi Ezechia e figlio di quel Giuda il galileo? Del quale cosí parla Giuseppe Flavio: un certo Giuda. detto il nazoreo: Ezechia era un rabbi appartenente a famiglia altolocata della città di Gamala che era situata sulla sponda golanita del lago di Tiberiade. Da un’alta montagna si protende infatti uno sperone dirupato il quale nel mezzo s’innalza in una gobba che dalla sommità declina con uguale pendio sia davanti che di dietro. aveva il solo scopo di preparare i lettori a questa conclusione.. siamo andati a cercare da altre fonti quale fosse. chiamò a se quelli che volle andassero dai lui [. Affacciata a mezzogiorno. elevandosi a smisurata altezza. 3-4): sentendo ciò che diceva.. Tutto ciò che ho scritto precedentemente. giud. Allora egli pregò i suoi discepoli che gli mettessero a disposizione una barca. tanto da somigliare al profilo di un cammello (gamlà).] salí poi sul monte. si cominciò a raccogliere intorno a lui tanta folla che dovette salire su una barca (Mt. Comunque... formava la rocca della città.] Entrò in casa e si radunò intorno a lui molta folla. anche se i paesani non rispettano l’esatta pronuncia del nome chiamandola Gamala. La risposta ci è stata fornita da quel passo di Giuseppe Flavio che descrive la città di Ezechia. Ma poiché non sono qui per discutere la 118 . Partendo dal presupposto che tutto ciò che viene annunciato dai profeti deve obbligatoriamente avverarsi. Le case costruite sui pendii erano fittamente disposte l’una sopra l’altra: sembrava che la città fosse appesa e sempre sul punto di cadere dall’alto su se stessa. la cui evidenza non può essere respinta neppure da coloro che. sedutosi in riva al mare [lago]. Sui fianchi e di fronte termina in burroni impraticabili. se non che Gesú fosse nato e vissuto a Gamala nella Golanite. come la Chiesa vorrebbe darci a intendere? Se Gesú. Ma anche qui gli abitanti. posta su una montagna e circondata da precipizi. Gesú si mise a insegnare di nuovo lungo il mare [lago].. un galamide della città di Gamala. avevano sbarrato il passaggio. giud. chi altri potrebbe essere se non Giovanni. in fin dei conti. al punto che neppure potevano prendere cibo.

non esistenza di dio, ma soltanto quella di Gesú come personaggio storico, lascio il lettore libero di trarre le proprie conclusioni sulla «predestinazione» che, togliendo agli uomini la responsabilità nelle azioni, vanifica l’esistenza di un dio che giudica secondo i meriti e i demeriti. La nascita di Gesú, costruita, come tutto il resto della sua vita, su frasi ricavate dalla Bibbia, risulterà una congerie di contraddizioni, di menzogne e di superficialità. La natività, ignorata sul principio dai quattro Vangeli, se fu aggiunta soltanto nel III sec. n. e. in quelli di Matteo e di Luca, ciò dipese dalla necessità che ebbero i cristiani di giustificare attraverso una nascita terrestre l’umanizzazione del loro messia di fronte alle critiche che gli venivano dagli oppositori, che chiedevano come fosse possibile che Gesú avesse cominciato la sua attività di predicatore come uomo senza essere nato da una donna. Infatti tutti e quattro i Vangeli canonici cominciavano presentando Gesú, che iniziava la sua missione di predicatore partendo da Cafarnao in età adulta, dando come sola giustificazione della sua esistenza umana quella voce che si era sentita venire dall’alto, che diceva, mentre veniva battezzato da Giovanni Battista: «questi è il mio figlio prediletto che oggi ho generato». Come conseguenza della decisione che presero di dare a Gesú una nascita terrestre, risultando contraddittorio questo concepimento, che fino allora avevano fatto dipendere direttamente da dio, cambiarono l’espressione «oggi ho generato» con «mi sono compiaciuto», come risulta nel Vangeli odierni. Se nel Vangelo di Giovanni non parlarono della natività terrena, dipese dal fatto che preferirono dargliene una teologica in qualità di «verbo», per poter rendere il loro messia logos, come era Mithra nella religione avestica. Sulla nascita terrestre di Gesú si pose subito un grosso problema: farlo nascere a Betlemme, secondo quanto diceva la profezia di Michea, che lo voleva betlemita –
da te, Betlemme, cosí piccola per essere fra i capoluoghi di Giudea, uscirà colui che deve essere il dominatore d’Israele (Mc.V-1) –,

oppure a Nazaret − che era la città da cui avevano fatto dipendere l’appellativo Nazareno? Per soddisfare allora queste due esigenze, l’una che lo voleva betlemita e l’altra nazareno, i costruttori dei due Vangeli, quello di Matteo e quello di Luca, lavorando separatamente secondo la propria fantasia, dettero ciascuno una propria versione, sí da far risultare le due nascite differenti l’una dall’altra. Natività secondo il Vangelo di Matteo. Per soddisfare la profezia di Michea, che lo voleva betlemita, e l’esigenza di giustificare il suo appellativo di nazareno, Matteo, dopo aver fatto nascere Gesú a Betlemme, lo trasferí a Nazaret, dove rimase come residente per il resto della vita. Per comprendere lo stratagemma, nell’insieme piuttosto macchinoso, a cui ricorse Matteo per giustificare il trasferimento da Betlemme a Nazaret, la cosa migliore è seguire i fatti secondo come il Vangelo li racconta:
i re magi che avevano portato oro, incenso e mirra erano appena ripartiti quando un angelo apparve a Giuseppe e gli disse di partire subito in Egitto perché Erode, saputo che era nato colui che avrebbe regnato su Israele, cercava il bambino per ucciderlo. Giuseppe, presi con se Gesú e la madre, fuggí in Egitto perché ritornando poi dall’Egitto si potesse adempiere ciò che il profeta aveva detto: «dall’Egitto ho chiamato il mio figlio». Il re Erode per essere certo di eliminare il bambino ordinò di uccidere tutti i maschi di Betlemme e dei sui territori dai due anni in giú. Questa strage adempí ciò che era stato detto dal profeta Geremia: «un grido è stato udito in Roma, Rachele, la cui tomba è a Betlemme, piange i suoi figli e non vuole essere consolata [!?!]». Morto Erode, un angelo del signore disse a Giuseppe che era in Egitto che poteva ritornare a Betlemme perché colui che insidiava suo figlio era morto. Durante il viaggio di ritorno, Giuseppe, saputo che il posto di Erode era stato preso dal figlio Archelao, crudele quanto il padre, per un principio di prudenza, fermatosi in Galilea, andò ad abitare nella città di Nazaret perché si compisse ciò che era stato detto dai profeti: «sarà chiamato nazareno». [Il commento sarà fatto dopo].

Natività secondo il Vangelo di Luca. Contrariamente al Vangelo di Matteo, che faceva nascere Gesú a Betlemme perché Giuseppe e Maria erano residenti in questa, nel Vangelo di Luca si dice invece che, se Gesú nacque in tale città, ciò dipese dal fatto che Giuseppe e Maria, residenti a Nazaret, vi si trovavano perché obbligati a ritornarvi, quale loro città natale, per via di un censimento fiscale che era stato ordinato dal proconsole Quirino in seguito all’annessione della Palestina all’Impero 119

romano. (È il censimento dell’anno 6 n. e., che dette luogo alla rivolta guidata da Giuda il galileo, padre di Giovanni.) Soddisfatta cosí la profezia di Michea, che voleva Gesú betlemita, con la nascita nella famosa grotta riscaldata da un bue e da un asino, Giuseppe e Maria ritornarono a Nazaret, loro città di residenza, che avevano momentaneamente lasciata per via del censimento. Che entrambe le natività siano frutto di pura invenzione viene confermato, oltre che dal fatto già dimostrato che il personaggio evangelico, essendo originario di Gamala, non ha nulla a che vedere né con Betlemme né con Nazaret, anche dai tanti contrasti risultanti dai due Vangeli e dalle innumerevoli inesattezze e assurdità che in essi si riscontrano: 1) le genealogie attribuite a Giuseppe nei due Vangeli per dimostrare che suo figlio Gesú proveniva dalla stirpe di Davide, secondo quanto era stato annunciato dalle profezie, sono cosí differenti tra loro che sembrano riferirsi a due diverse persone. Oltre ai nomi dei componenti, che sono cosí discordanti tra le due versioni da non essercene uno che sia uguale a quello dell’altra, i due alberi genealogici contrastano anche sul numero degli ascendenti, che in Matteo risulta essere di 42 e in Luca di 56. Questa differenza numerica dipese dal fatto che le due genealogie non furono scritte secondo un criterio di oggettività storica, ma seguendo un’imposizione che veniva dal numero 14 della cabala ebraica di cui esse, nel totale degli ascendenti, dovevano essere i multipli. La differenza, quindi, dipese dal fatto che mentre Matteo moltiplicò questo numero per tre (42), Luca lo moltiplicò per quattro (56). (Ognuno tragga le proprie conclusioni nel giudicare i principi su cui sono basate le verità evangeliche!) 2) Le date a cui le due nascite si riferiscono hanno uno scarto di almeno undici anni, dal momento che il Vangelo di Matteo pone la nascita prima della morte di Erode − avvenuta nel 4 av. n. e. − e il Vangelo di Luca la pone sotto il censimento − avvenuto nel 6 n. e. (Qui è il caso di ricordare che la Chiesa ci presenta Matteo come testimone oculare e Luca come colui che venne a conoscenza dei fatti direttamente da Maria, avendola personalmente conosciuta!) 3) Mentre Matteo dice che Maria partorí a Betlemme, in casa sua, perché vi era residente al momento del parto –
i re magi, entrati nella casa di Giuseppe, videro il bambino e Maria sua madre e l’adorarono –,

Luca, affermando invece che Giuseppe e Maria si era recatati a Betlemme per via di un censimento, fa nascere Gesú in una stalla, perché, mancando di una casa propria, non avevano trovato nessuno che li ospitasse:
i magi andarono a Betlemme e trovarono Maria, Giuseppe e il bambino che giaceva nella mangiatoia di una grotta dove c’erano un bue e un asinello che lo riscaldavano, intorno tanti pastori che portavano i loro doni e sopra, dall’alto, una moltitudine di angeli che cantavano: «gloria a dio nel piú alto dei cieli».

4) Gli episodi riguardanti la «strage degli innocenti» ordinata da Erode, la «fuga in Egitto» e la visita dei re magi, sostenuti da Matteo, risultano del tutto ignorati nel Vangelo di Luca. 5) Il trasferimento della «sacra famiglia» da Nazaret a Betlemme a causa del censimento fiscale è quanto mai inverosimile e palesemente pretestuoso, sapendo che, secondo le leggi romane, i cittadini dichiaravano i loro redditi presso gli uffici fiscali della città dove svolgevano la loro attività, cioè dove avevano la residenza, e non in quelli della città dove erano nati – inverosimiglianza e pretestuosità che vengono confermate dal viaggio che fanno sostenere a Maria, che non trova nessuna giustificazione, dal momento che, sempre secondo le leggi romane, dovevano presentarsi alle autorità fiscali soltanto i capi famiglia, tanto che espressamente veniva specificato nell’editto che le donne sposate erano esentate, se rappresentate dal marito. 6) Un’altra assurdità, sempre inventata per costruire la trama evangelica, è quella di Erode, che, 120

chiamati i tre re magi in disparte, si fece dire con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli, «andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando lo avrete trovato, fatemelo sapere che anch’io andrò ad adorarlo»(Mt. 2, 7) –

come si può credere che Erode, sicuramente il piú potente re esistito in Palestina durante il tempo dei romani, che disponeva, come risulta dai documenti, di una perfettissima organizzazione informativa per difendersi dai rivoluzionari del partito nazionalista giudaico e da quanti avrebbero potuto congiurargli contro, avesse bisogno di tre stranieri di passaggio per sapere se era nato il messia a Betlemme, quel messia della cui nascita tutti erano a conoscenza nella Giudea per l’annuncio dato ai pastori dagli angeli che volavano a stormi nel cielo cantando «alleluia, alleluia»? Come è possibile che tutti fossero edotti sul luogo della nascita del «re dei re» indicato da una stella tanto luminosa da essere vista dal lontano Oriente, tranne Erode e i suoi cortigiani? Stando a quanto riportano i Vangeli, che i re magi per sapere dove si trovasse il re dei giudei si rivolsero agli abitanti di Gerusalemme (Mt. 2, 1), non sarebbe stato sufficiente a Erode, per sapere dove fosse il suo rivale, uscire dalla reggia e chiedere al primo che avesse incontrato? È chiaro che siamo nel pieno di una favola, per giunta demenziale, fatta di personaggi puramente immaginari come i re magi, che sono stati intromessi soltanto perché attraverso i doni dell’oro, dell’incenso e della mirra, che erano i tre elementi che venivano offerti a Mithra, potessero perseguire il programma prefisso di sostituirsi alla religione avestica nella mentalità popolare, rendendo le due credenze il piú possibile simili fra loro. E fu sempre per raggiungere questo scopo che fu fatto nascere Gesú in una grotta, come erano stati fatti nascere Mithra, Dionisio, Tammuz e tutti gli altri dei solari, perché potessero dimostrare, attraverso una nascita avvenuta in un luogo privo di luce, la loro vittoria sulle tenebre – e in seguito, esattamente nel V sec. n. e., trasferirono al 25 di dicembre, giorno natale di Mithra, la natività di Gesú, che fino allora avevano invece festeggiato ai primi di marzo. Questo programma di conquista delle masse basato sull’assecondare il piú possibile le credenze “pagane” per far loro assimilare il cristianesimo senza provocare dei traumi, la Chiesa continuò a seguirlo nei secoli che seguirono, usando i templi “pagani” per celebrare i propri riti. 7) Il fatto poi di avere inviato la «sacra famiglia» in Egitto per dimostrare – attraverso l’espressione messa nella bocca di dio, «ho chiamato mio figlio dall’Egitto» – che il loro Gesú era veramente il figlio di dio, non è che un ulteriore prova dimostrante che i falsari che scrissero i Vangeli erano cristiani di origine “pagana”, che ignoravano nella maniera piú assoluta i significati contenuti nella Bibbia. Infatti, la frase «ho chiamato mio figlio dall’Egitto» non si riferiva al messia, come avevano creduto, ma al popolo ebreo, che dio, chiamandolo dall’Egitto, aveva liberato dalla schiavitú dei faraoni. Quindi, stando cosí le cose, sarebbe stato molto piú opportuno per loro se Gesú lo avessero lasciato a Betlemme dove era nato, evitandogli quel viaggio in Egitto che, oltre ad dimostrare la loro ignoranza biblica, ha fornito la prova definitiva della loro impostura, facendo fermare Gesú a Nazaret per trasformarlo da nazoreo in Nazareno. A questo punto, considerate le discordanze esistenti fra i due Vangeli, sarei curioso di vedere la reazione di Matteo, se gli si mostrassero i presepi che si costruiscono oggi, con un Gesú adagiato sulla paglia di una mangiatoia, dal momento che lui − quale testimone dei fatti, secondo quanto vuole darci a intendere la Chiesa − fa partorire Maria comodamente nel letto di casa sua! Finito con la natività, Luca passa a raccontarci della circoncisione di Gesú, circoncisione che, invece, è ignorata da Matteo. Di questa cerimonia Luca ci racconta praticamente tutto: ci parla di un certo Simeone, uomo giusto, che onorò il bambino con parole che gli furono dettate dallo spirito santo, ci riferisce di Anna la profetessa e si sofferma persino sulle due colombe bianche, dicendoci che furono sacrificate sull’altare secondo la legge di Mosè (schiacciamento della testa con l’unghia del pollice), ma non ci dice nulla di colui che raccolse il prepuzio e lo conservò perché i posteri potessero venerarlo nella teca che attualmente si trova presso il convento delle Orsoline a Charroux, in Francia. A parte la scena comica di queste suore caste e vereconde che immaginiamo arrossire mentre pregano inginocchiate davanti a un pezzo di membro, quello che piú suscita ilarità è che, oltre questo prepuzio venerato a Charroux, nel mondo cristiano ce ne sono ben altri cinque, che vengono gelosamente conservati e incensati come reliquie nelle loro custodie dorate. 121

Attis da Nana. e l’altro. con chi altri potevano farla sposare se non con un uomo puro e casto. Di conseguenza. quella decisiva. come l’altro. sembra che le Orsoline di Charroux lo facciano piú spesso! Ma questo è niente di fronte al problema teologico. ritrovandola nella natività di Luca in tutti i suoi dettagli. anche lui. furono scritti. sorto in seguito all’interrogativo: “se Gesú ha lasciato il suo prepuzio sulla terra. Questa narrazione. quello di Luca. Il nome di Maria. Prima di passare al prossimo capitolo. con la sola differenza che il loro Cristo si presenta in carne e ossa. sia Matteo che Luca proiettano Gesú a Cafarnao all’età di trent’anni. che tratterà della passione e morte di «nostro signore Gesú Cristo». e di Maria. A questo punto possiamo riepilogare. le baciano attraverso il vetro. un uomo che si chiamava Giuseppe. che deriva dall’ebraico Miriam. da un testimone oculare. mentre quello di Marcione aveva dell’uomo solo le apparenze. tratta dai testi induisti. Perseo da Danae e Mithra da una vergine fecondata da Aura Mazda. che sono specializzati nel risolvere i problemi teologici!) Terminato il racconto sulle nascite. che fu partorito sulla terra da una vergine inseguita dal drago. chiedendomi se è mai possibile credere alla Chiesa quando afferma che questi due Vangeli. Per sapere come la Chiesa ha accomodato questo dilemma non c’è che da rivolgersi ai domenicani o ai gesuiti. dettero per marito a colei che doveva rimanere vergine. quali quelli riguardanti i pastori e Kansa. anche se sono innumerevoli – fin troppe – le prove che Gesú non è altri che il prodotto di una trasformazione operata su Giovanni. padre putativo di Gesú. 14). è asceso in cielo nella completezza o nell’incompletezza del suo corpo?”. il dio del male. figlio di Giacobbe (quel Giuseppe che viene elevato al rango di viceré d’Egitto). Tammuz da Ishtar. fu scelto perché è tra i piú comuni nomi femminili della Bibbia e la verginità le fu tributata per il semplice fatto che tutti gli dei salvatori. quello di Matteo. voglio dare brevemente la spiegazione su come costruirono i personaggi di Giuseppe. esattamente come aveva affermato Marcione nel suo Vangelo. che ci ricorda la nascita di quel messia della prima Apocalisse. 122 . che viene trasferito in quel re Erode che cerca il nascituro per farlo morire. dicendo che. passandogli davanti. di un padre che si chiamava Giacobbe. per sostenere la verginità di Maria.(A titolo informativo dirò che le reliquie vengono esposte una volta all’anno ai fedeli che. capace di resistere alle tentazioni della carne? Siccome nella Bibbia l’uomo che veniva ricordato per la sua castità era Giuseppe. perché era riuscito a resistere alle ripetute tentazioni dell’avvenente moglie di Potifar. cosí discordanti tra loro nei fatti anche piú essenziali. è qui che metterai al mondo il figlio divino. perché si adempisse la parola del profeta: «non può restare nascosta una città posta sopra una montagna» (Mt. I nostri fratelli ti guideranno dai pastori che stanno alle falde del monte Metu. figlio di Giuda il golanite. erano figli di un dio che si era accoppiato con una donna vergine – cosí Horus nato da Iside. Se poi consideriamo la nascita di Visnú dalla vergine Devaki. sia delle religioni occidentali che orientali. poiché Kansa [il dio del male] ti cerca per farti morire col tenero frutto che rechi nel seno. Vergine e madre salve! Nascerà da te un figlio che sarà il salvatore del mondo. Ma fuggi. possiamo rimarcare che la natività di Luca ne è la perfetta ripetizione: la volontà di dio si è compiuta. madre terrena e vergine. A questo punto concludo con la natività – anche se ci sarebbe da fare ancora un’infinità di altre puntualizzazioni (serie e comiche) –. figlio. inoppugnabile e quindi inconfutabile ci è stata data dagli stessi falsari che eseguirono la trasformazione di nazoreo in «nazareno». facendogli cominciare il ciclo di prediche. da un apostolo che riportò le narrazioni «dopo aver eseguito accurate e scrupolose indagini». non può essere che un’ulteriore conferma di quanto il cristianesimo sia un plagio delle religioni altrui. 5.

chiamata patibolum. anche se negli Atti degli apostoli. Per essere certi che il decesso fosse avvenuto. arrivando a una media di 500 al giorno. e nella guerra giudaica. come avvenne nella rivolta contro Erode. Per evitare che il condannato fosse sottratto. «fissare alla croce» –. e. sulla quale il condannato veniva legato per le braccia alle due estremità divergenti. abbandonandosi al proprio peso. era consuetudine trafiggere il cuore del crocefisso con una lancia. in cui le crocifissioni. per abbreviargli la durata del supplizio. venne legato a un palo (stauros).) e Quinto Ennio (239-169 av. tra le altre cose. per eliminare la difficoltà che comportava la ricerca di un ramo forcuto quando le crocifissioni erano numerose. che. a causa delle continue rivolte promosse dal partito nazionalista giudaico.) i quali. se nel primo caso doveva permettere al condannato di appoggiare i piedi per terra. provocava l’occlusione della trachea. formata da due forche e da una trave trasversale. n. erano ritenuti atti di clemenza spezzare gli stinchi al condannato. sfinito. i romani l’appresero dai cartaginesi durante le guerre puniche. n. semplificazione che ridusse il tutto a una sola forca.000 schiavi ribelli (71 av. fu in seguito estesa anche ai disertori e ai sovversivi che causavano disordini tendenti a destabilizzare le istituzioni dello Stato. stipes. fissati in terra che terminavano ognuno a forcina. piegava le gambe. crux.CROCIFISSIONE La croce che la Chiesa ci mostra come apparato sul quale morí Gesú non ha nulla a che vedere con lo strumento di morte usato dai romani per i condannati alla crocifissione. subí una forte semplificazione in seguito alla rivolta di Spartacus nella quale furono crocefissi 7. anche se non è affermato in maniera chiara ed esplicita. sia perché il loro uso non avrebbe avuto nessuna 123 . la provincia romana dove maggiormente venne applicata la crocifissione fu la Palestina. finché. per mancanza di legno. Come conseguenza. originaria dell’Oriente semitico e diffusasi poi in tutto il mondo arabo. La crocifissione. Stando a quanto risulta da documenti riguardanti l’era messianica. Come sia stato crocefisso Cristo (Giovanni) poco ci interessa. pendendo in avanti. I primi scrittori romani che la menzionarono furono Maccio Plauto (255/251-184 av. che appoggiava le sue estremità su due pali.). In Grecia questo tipo di esecuzione fu usato soltanto in casi di eccezionale gravità. che comportò 2. ci riferiscono che. veniva piantonato da due legionari. dovettero a un certo punto essere sospese. usata per crocifiggere – cruci figere. nella crocifissione era preceduta da un supplizio che durava dai tre ai quattro giorni. La struttura originaria della croce. La morte avveniva normalmente per il soffocamento causato dalla testa. fu definitivamente soppressa. parlando di essa. e. dal momento che questi sono escludersi nella maniera piú assoluta. n. La croce dei romani era un’impalcatura di legno costituita da una trave trasversale. fino a quando sopraggiungeva la morte. ritenendola troppo atroce. riservata all’inizio soltanto agli schiavi. sia perché mai nominati nella storia delle crocifissioni. stando a quanto viene fatto asserire allo stesso Paolo di Tarso. Cicerone. Il condannato entrava in agonia quando. La crocifissione consisteva nel legare le braccia del condannato alla traversa. Furca e crux:impiccagione e crocifissione La morte. la crocifissione fu ulteriormente semplificata.000 esecuzioni. eccetto che nella lunghezza delle forcine che. e. e permettere ai familiari di bagnare le labbra al moribondo durante l’agonia con una spugna imbevuta di un liquido amaro estratto da radici e erbe aromatiche. e tantomeno furono usati dei chiodi. la definí un supplizio cosí crudele da non esistere nessun crimine che potesse giustificarne l’applicazione. Una cosa comunque è certa: non fu fissato a una croce come quella che ci mostra la Chiesa. che nell’impiccagione era pressoché immediata. riducendo la forca a un semplice palo. Questo tipo di intelaiatura. prima di dare l’autorizzazione a staccare il corpo dalla croce. nel secondo doveva tenerlo sollevato in modo da farlo restare appeso. La prassi di dare la morte tramite crocifissione. considerando l’atrocità delle sofferenze. secondo quanto dice Giuseppe Flavio. era in tutto uguale a quello che veniva usato per le impiccagioni.

pianto che poi fu tolto perché considerato indegno per un dio. ossia costituita da quattro vettori di uguale lunghezza. ma legato. di vero sangue erano anche le lacrime che aveva Gesú versato nel pianto che aveva fatto nell’Orto degli ulivi. e. quali: «la mia anima è triste fino alla morte [. Come conseguenza. perché potessero aggiungerla nel disegno. che era quello basato su un patibolum appoggiato su due stipes terminanti a forcina. quelle sofferenze che. fu aggiunta nel VII sec. avvenne quando fecero propria la croce gallica. fatta a forma di + . e. n.]». etc. oltre alle gocce di sudore. n. oltre ad avere una struttura a forma di T .. in maniera che questa non sparisse nella sovrapposizione. e. n. ma esclusivamente dalla sua resurrezione. come risulta dalle pitture della prima metà del VI sec. che la Chiesa sostiene essere stata utilizzata per la crocifissione di Gesú era del tutto ignorata dai romani. aggiunsero nei Vangeli tutte quelle frasi che misero in bocca a Gesú stesso prima di affrontare la morte. trattarono la crocifissione di Cristo nel sottinteso che essa fosse stata eseguita secondo il sistema da tutti conosciuto. fu trasformata in un atteggiamento di dolore allorché i teologi cristiani decisero di mettere in risalto le sofferenze patite da Gesú. che i costruttori di questa nuova religione decisero di trapassare le mani e i piedi del loro salvatore.giustificazione. e. tracciando una linea orizzontale sul piede della X . detta greca. presa certamente per conquistare le masse attraverso l’emotività che poteva produrre il dolore. Le prime croci con il Cristo crocefisso sopra. nella quale si affermava che. in cui si dice che Gesú era tanto in preda all’angoscia che il suo sudore divenne come gocce di sangue. apparse soltanto alla fine del V sec. e gli fecero reclinare la testa in un’espressione di estrema sofferenza. 124 . «Padre mio. e con il volto rivolto al cielo in un’espressione gioiosa. che facevano dipendere la salvezza degli uomini non dal sacrificio e dalle sofferenze patite dal sotèr prima di essere ucciso. Per via di quel sodalizio politico-religioso che si era instaurato tra l’impero e la nascente Chiesa in seguito al concilio di Nicea (325). Per dimostrare ancora quanto i Vangeli non siano altro che il risultato di sovrapposizioni e correzioni. se è possibile passi da me questo calice». era dipeso dal fatto che fino allora la Chiesa aveva ancora seguito il concetto dei culti dei misteri. Fu in seguito a questa decisione. in sostituzione di una prima versione. che esprimeva ancora quel concetto esseno. facendola raffigurare con la sua forma a X sugli scudi dei soldati. dopo che Costantino l’adottò. Soltanto il cinismo dei preti – quel cinismo che hanno dimostrato nelle torture operate nelle inquisizioni – poteva aggiungere a un supplizio già tanto atroce un’ulteriore sofferenza! La croce latina. cosí da formare nel complesso del disegno quel monogramma che risulta dai graffiti del IV sec. La prima apparizione di quella che fu poi chiamata la croce latina – cioè la croce avente il vettore inferiore piú lungo degli altri – la troviamo nella liturgia cristiana soltanto alla fine del IV sec. esistendo in quell’epoca soltanto due tipi di croce: la croce fatta a X e la croce. che voleva che si affrontasse la morte sorridendo davanti ai carnefici. Il primo approccio che i cristiani ebbero con il simbolo della croce – croce che non aveva nulla a che vedere con quella usata come strumento di morte –. sui vessilli e sulle monete. presentavano un Gesú non inchiodato. per simboleggiare la vittoria che avevano riportato sul “paganesimo”.. Siccome la croce gallica aveva la stessa forma della X che i cristiani avevano già incorporato nel loro simbolo – simbolo che avevano ricavato dalle prime due lettere della parola greca Χριστος (Christos) –. 44).. n. la trasformarono in una croce greca. uscirono i primi Vangeli canonici. e senza il Cristo crocefisso sopra. Quando negli anni intorno al 160 n. lontani ancora dal concepire la croce latina. se precedentemente non erano state prese in considerazione. essendo le braccia legate con una corda e i piedi appoggiati al suolo. i loro redattori. i cristiani assunsero anche loro la croce gallica come loro emblema. per dare risalto a questo nuovo aspetto della «passione». in seguito alla vittoria riportata sui galli. come emblema dell’impero. e. Questa espressione esultante.. e. n. dirò che la frase riportata sul Vangelo di Luca (22.

anche dal significato che davano a essa. Nel giro di pochi anni dall’astrattismo di simbolo si passò a una realtà di fatto cosí concreta da permettere ai falsari di sostenere che durante gli scavi eseguiti sul Calvario fosse stata ritrovata la croce a forma latina sulla quale era stato crocifisso Gesú. in seguito a un’autorizzazione di papa Innocenzo I (401-417 n. avendo eliminato l’appoggio del terreno. tolta la X a scopo semplificativo. per quanto possa apparire incredibile. fino allora ignorati. un concetto di redenzione universale. n. e quell’altra. ma. n. che infatti non appare in nessuna delle crocifissioni precedentemente eseguite. ma. Gesú risultava ancora con le braccia legate al patibolo con le corde e i piedi appoggiati al suolo. in una posizione che esprimesse.. le allungarono il vettore inferiore perché fosse innalzata sopra le teste dei fedeli. in esse. e. mettendola sugli altari. Trasformata cosí in croce greca quella che rappresentava per loro la vittoria sul “paganesimo”. nella formella del V sec. soltanto nel VI sec. Dovette passare un secolo prima che la crocifissione fosse associata alla croce latina. anche se qualcuno sostiene che potrebbe essere stato determinato dal primo pittore che ebbe l’idea di disegnare una prolunga sopra la croce per avere un supporto su cui istallare quella scritta JNRI. l’esposero al pubblico. – fornita dallo storico Eletto Ramacci di Bagnoregio (VT) – che raffigura Gesú crocefisso secondo il sistema romano.Con questo graffito cosí astruso e complesso andarono avanti per circa mezzo secolo. nelle tue mani raccomando il mio spirito». E. Altre modifiche furono poi apportate alla crocifissione quando si operarono le prime sculture. che ancora sostenevano secondo il sistema romano che voleva il condannato legato al patibolo – come risulta dalle tante raffigurazioni dell’epoca 10 . come appare dalle pitture dell’epoca. risultò evidente che un corpo non poteva restare attaccato alla croce soltanto per i chiodi. dolore che fu ancora suffragato da alcune espressioni che aggiunsero ai Vangeli. 125 . sia secondo il sistema classico romano che con la croce a T .. La croce. e. n. che misero in bocca a Gesú nell’Orto degli ulivi. ebbe un rapido successo presso i seguaci come simbolo cardine nel loro culto. venne asserito che durante gli scavi voluti da Elena. e. cioè fino a quando. Raggiunto cosí l’“insetto perfetto” dopo questa lunga metamorfosi.).. come se non bastasse. che nulla aveva a che vedere con la crocifissione. Per divulgarne la venerazione a essa furono dedicate chiese e solenni cerimonie. quale quella «Padre mio. tanto che colui che la portava in processione. secondo il sistema usato nella crocifissione romana. lasciarono soltanto la croce greca a + . fu in seguito cambiata (sembra nel IX sec. erano 10 Per esempio. che era esclusivamente quello politico attribuito da Costantino. oltre che dal fatto che Gesú veniva legato al supplizio secondo il sistema romano. Siamo agli inizi del V sec. e. pur appartenendo al clero. nel Vangelo di Luca con «padre mio. dal momento che. però. Le prime immagini riproducenti Gesú fissato alla croce latina risalgono al VI sec. allontana da me questo calice».). i cristiani non avevano ancora pensato di associarla alla crocifissione. negli anni 380-390 n. che gli fecero pronunciare prima di morire – la quale. che permetteva di portarla in processione. come quella dell’applicazione di un sostegno per appoggiarvi i piedi. n. perché mi hai abbandonato». in seguito. insieme al capo di Gesú reclinato in un’espressione di dolore. e. ciò dipese dalla decisione che presero i teologi cristiani di presentare il Cristo con le braccia aperte. che si dimostrò indispensabile. viene dimostrato. l’impalcatura della crocifissione fu trasformata in un attrezzo a forma di T . tutti i crocifissi furono riprodotti con le mani e i piedi trafitti dai chiodi per esaltare quel dolore della «passione» di cui ho parlato. apparirono. esprimendo uno stato di disperazione che non si addiceva a un salvatore che era morto per dare speranza agli uomini. Che la croce latina avesse conservato per tutto il V secolo soltanto un valore simbolico. I chiodi. e. veniva chiamato con il termine militare di dragonianus. che continuò a essere riprodotta in molti quadri fino al 1500. la croce latina era stata realizzata. e in quello di Giovanni con «tutto è compiuto». «Padre mio. madre di Costantino. assumendo come definitivo il simbolo che tuttora appare nella liturgia ecclesiastica. la cui intromissione non eliminò comunque nel mondo cristiano la croce a T . dove rimase in forma fissa fino a quando. Se. Come sia avvenuto il passaggio dalla croce a forma di T a quella latina si disconosce. adottata inizialmente come simbolo della vittoria riportata sui “pagani” ed elevata in seguito come immagine delle sofferenze sopportate da Gesú nella «passione». attraverso un simbolico abbraccio rivolto a tutta l’umanità.

A partire dalla fine del V secolo. anche i quattro Vangeli canonici fecero concludere la vita di Gesú a Gerusalemme. furono venerati come reliquie. vennero diffusi ovunque pezzi del suo legno che. fu consegnato in una teca un pezzo di legno della croce di Cristo. compresa quella di Poitiers. dicendo che furono scritti da testimoni oculari o da stesori che li avevano direttamente contattati. di san Giovanni in Laterano e numerose altre importanti cattedrali in Italia e all’estero. come abbiamo visto. cioè a quel paradiso terrestre dove dio lo aveva creato. traendolo da un pupazzo di creta. assunta ormai una baldanza religiosa per via di quel concilio di Nicea che aveva ridotto gli ebrei e i “pagani” al ruolo di perseguitati. una morte e una resurrezione. (Sono i miracoli della fede!) Arrivati cosí alla conclusione che Gesú era stato crocifisso su una croce latina. del ciliegio. se viene dichiarata di tre anni nel Vangelo di Luca. attribuendogli una passione. tre metri che risulterebbero formati. saltando tutto ciò che poteva riferirsi all’infanzia e all’adolescenza di Gesú. E. che avevano sostenuto che fisicamente era cosí brutto da essere ritenuto addirittura deforme – anche stando a quanto sosteneva Giustino –. Di conseguenza.state riportate alla luce anche le croci dei due ladroni e il cranio (in aramaico. quali quelli della quercia. Seguendo ciò che era stato già scritto nei precedenti documenti «apocrifi». nonostante fosse stata eseguita questa frammentazione. perché quel luogo corrispondeva in realtà alla valle dell’Eden. dai legni piú disparati. La discussione su quale figura dare a Gesú si protrasse a lungo tra i seguaci di Tertulliano e Origene – di tre secoli prima. partendo dalla città di Cafarnao. alla quale. che. per giunta. per rendere universale il culto della croce. alla fine tutti furono concordi a dare a Gesú un aspetto cosí bello che piú bello non si può. Fu in questo periodo che furono consacrate alla croce la chiesa di san Pietro. secondo i cristiani. i cristiani dovettero stabilire quali connotati dare al loro eroe. i falsari. noi troviamo nelle quattro storie evangeliche le stesse discordanze che esistevano nei Vangeli «apocrifi». non ha splendore per potercene compiacere» –. del cedro. veniva esposta nel tempio di Gerusalemme. ricopiando Marcione. Il motivo per cui inventarono la storia del cranio fu di dimostrare che Gesú era morto per tutta l’umanità quale discendente di Adamo. e perfino del fico. per quanto la Chiesa cerchi di dare credito ai fatti raccontati. che. perché si potesse seguire un canone ben stabilito nella riproduzione delle sue immagini. e di uno soltanto nel 126 . all’età di trenta anni. provenienti da Gerusalemme. che trassero in parte dai culti dei misteri e in parte da passi della Bibbia. doveva essere morto lí. erano stati costretti a ricalcare le orme di Giovanni il nazoreo per l’imposizione che veniva dalla tradizione. e i sostenitori di Gregorio. che fecero passare per profezie. Siccome il “successo delle vendite” dipende molto da come viene presentata la merce sul mercato. l’intera croce di Gesú. sulle tue labbra è diffusa la grazia. Passione e morte di «nostro signore Gesú Cristo» Dopo avervi aggiunto le due natività in una maniera cosí contrastante tra loro. che. i cristiani. con un’arroganza tale da permettere a Cirillo di scrivere: la vera croce è già da tempo venerata a Gerusalemme e le sue reliquie sono sparse in tutto il mondo. incredibile ma vero. Tramite un recente sondaggio è stato dimostrato che. come a tutte le altre. si otterrebbero circa tre metri cubi di legno. si fa durare due Vangelo di Marco e nel Vangelo di Matteo. Ma. vescovo di Nissa. ti ha benedetto dio per sempre» –. sostenevano invece che «Gesú era stato un uomo di bellissimo aspetto». seguaci della profezia di Isaia: «non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi. Indipendentemente dalla durata del periodo delle prediche che. a loro volta. imposero il culto della croce in tutto l’Occidente. divenuto ormai proprietà della Chiesa. lasciarono il Vangelo di Matteo e di Luca esattamente come erano stati presentati nella prime edizione tutti e quattro i Vangeli che. se si riunissero tutte le schegge di legno attribuite alla croce di Cristo che tuttora si trovano sparse per il mondo cristiano. golgotha) di Adamo. rifacendosi al Salmo 45 – che diceva: «tu sei il piú bello tra i figli dell’uomo. facevano cominciare a Gesú il ciclo di prediche.

se non che basterebbe soltanto questo per farci capire chi furono coloro che scrissero i Vangeli e chi sono coloro che li sostengono. ciò non toglie alla storia evangelica l’incoerenza cronologica e geografica degli avvenimenti che racconta. sempre in lotta fra loro per le diverse interpretazioni che offrono.. si dimostrano spesso addirittura cosí confusi e discordanti tra loro nei concetti che esprimono. siamo riusciti a capire il significato di tante espressioni che prima ci apparivano addirittura assurde nei loro contrasti. durante i tre anni di predicazioni. Comunque. Non aggiungo altro. faranno risultare il periodo delle prediche una sequela di fatterelli disordinati che. da restare allibiti su come lo si possa trasferire dalla Galilea a Gerusalemme. (sic).Vangelo di Giovanni. quaccheri. Il tutto non è che la naturale conseguenza di quel prodotto posticcio e raffazzonato. ortodossi. monsignore di Vanves. la Chiesa sostiene che il tutto viene esposto con tanta precisione da avallare ciò che ha affermato nel suo libro Elementi di geografia sacra (Casa editrice Delalain) lo storiografo religioso Bousquet. etc. tutti e quattro i Vangeli. calvinisti. che vedono i gesuiti opporsi ai giansenisti. sorprese che ormai non avranno altro scopo che confermarci come la Chiesa si regga su un’abominevole impostura. senza contare le ulteriori divergenze che si sono formate in seno alla Chiesa stessa. da portare i due storici Jules Soury e Binet-Sanglé a concludere che il personaggio a cui si attribuiscono. che i seguaci del cristianesimo si sono divisi in cattolici. e questo passare. dopo minuziose e serie indagini. 58 cm. che ossessiona coloro che hanno seguito la morale cristiana. oltre a essere privi di ogni collegamento logico.740 km. i tomisti litigare con i molinisti. i domenicani urtarsi con i francescani. che Gesú. anglicani. se fosse veramente esistito. E a conferma che l’esorcizzazione operata sull’indemoniato era soltanto un’allegoria facente riferimento all’aspirazione che avevano i giudei di pervenire presto alla liberazione della Palestina dall’invasione romana. sapendo che il nome di «legione». i carmelitani contemplativi seguire regole che sono in totale opposizione con i monaci battaglieri. luterani. quali erano i cristiani provenienti da quei ricettacoli esseni che raccolsero le peggiori canaglie esistenti nell’Impero romano. la ricostruzione del periodo delle prediche risulta in maniera cosí sconnessa nei tempi e negli itinerari nei quali si fa operare Gesú. Soltanto ora che la maschera è stata tolta. nel corso della stessa pagina. poiché la cristologia ci riserva ancora interessantissime sorprese. da un’estremità all’altra della Palestina. etc. messo in essere da una banda di assetati di potere. metro alla mano. non poteva essere che un pazzo. testimoni di Geova. perché si rivoltassero contro coloro che li opprimevano. essendo in realtà il prodotto di una cernita di episodi operata su piú di sessanta Vangeli. si riferiva alla legio fretensis di stanza in Giudea. percorse esattamente 2. che deve essere eliminato dalla storia e dalla memoria soltanto per i massacri che le ambiguità hanno generato tra i suoi stessi seguaci. possiamo capire il perché di tutti questi contrasti esistenti nei Vangeli. e il mare in cui questi animali venivano fatti affogare era in realtà quell’Adriatico nel quale. battisti. Colta l’occasione per ribadire ancora una volta l’origine dei cristiani. 649 m. nonostante questo disordine nelle sequenze dei racconti. secondo il Rotolo della guerra. Ma noi che sappiamo che tutto questo caos dipende esclusivamente dal fatto che dovettero costruire la figura di un pacifista traendola da un rivoluzionario. è riuscito a dimostrare. riprendiamo con la storia della croce. senza cercare di darsi una seria risposta agli interrogativi che da essa derivano. Un po’ per la necessità che si imponeva di travisare i fatti e un po’ per la confusione con cui erano pervenute le vicende attribuite a Giovanni il nazoreo dai racconti popolari. che possono apparire incomprensibili a chi non sa che il vero personaggio era l’esponente di quella ideologia esseno-zelota a cui era stato assegnato il compito di preparare la guerra attraverso una campagna di promesse spirituali rivolte alle classi piú umili. il quale. Eppure. È a causa di questa mancanza di chiarezza. aggiungo io. possiamo comprendere il significato di tutti quei passi dei Vangeli che fino a ora sembravano incomprensibili e contraddittori – come l’esorcizzazione dell’indemoniato di Gerasa. che racchiude in se tutto l’odio dei giudei rivoluzionari contro Roma. rappresentato da un muso di porco. dato al demonio. a differenza dei creduloni. c’è ancora il fatto che Gerasa è un nome immaginario di una città che non è mai esistita. da Betania a Cafarnao. loro avrebbero rigettato l’esercito romano in seguito all’espulsione dall’Egitto. 127 . anche se noi. che i «maiali» concernevano il simbolo di questa legione. e viceversa. nel giro di qualche riga. Un pazzo.

aveva sofferto ed era morto.). storico della Chiesa. avendo svolto il suo mandato di procuratore dal 26 al 36 n. dice di «averlo scoperto consultando antichi documenti». Nel Vangelo di Pietro. si fece morire Gesú nell’anno 21 n. dichiarandole «insignificanti divergenze». dal momento che quelli di cui ora disponiamo non sono che le edizioni rivedute e corrette che uscirono nel VI sec.) Se questi contrasti sono motivo di stupore. risultando un accrocco di anacronismi e di insulsaggini. Confermato che l’era messianica si era consumata nell’arco di tempo compreso tra la realizzazione della profezia di Giacobbe (anno 6 n. che gli stessi teologi non possono sottrarsi dall’ammettere che le date della nascita e della morte di Gesú «non si conoscono con esattezza». e. e. (Questa è una delle tante prove che attestano che nel II-III secolo ancora non era stata stabilita né la data di nascita. cioè l’anno 33 n. e. non ritenendo dignitoso che un dio potesse invecchiare. e. nelle quali. Sant’Ireneo (130-202 n. che fu definitivamente adottato come vero. arrivato alla conclusione che gli ebrei sono un popolo travagliato. sapendo che costui morí nell’anno 4 av. e. e. In alcuni testi – riconosciuti falsi anche dalla Chiesa. la morte di Cristo avvenne sotto Erode il Grande. stabilito che la vendetta di dio corrispondeva alla sconfitta della guerra del 70 – che. che era divenuto imperatore nel 41 n. non può essere che il risultato di un ennesimo imbroglio. Cosí ricavarono la data in cui il messia. tanto da condannarli con la scomunica –. aveva tolto il riposo agli ebrei – e convenuto che i quarant’anni che dio aveva pazientato prima di punirli. fece portare Pilato in catene a Roma affinché fosse a sua volta giudicato e condannato per l’errore commesso. anche se alla fine stabilirono come data il 33 n. fa morire Cristo all’età di cinquant’anni e. e. In questi scritti venivano riportate lettere inviate da Pilato all’imperatore Claudio. compreso il declino». Le profezie di cui si servirono furono due: una di Daniele e l’altra di Giacobbe. con tutte le conseguenze che aveva portato. dopo aver affermato di aver processato e condannato a morte Gesú. soffermiamoci a mettere in evidenza le discordanze esistenti nella documentazione cristiana. non poteva assolutamente aver scritto delle lettere nel 21 a Claudio. ricavarono l’anno 33 ricorrendo ancora una volta alle profezie. invece.. dovendo sacrificare alla sua missione di salvatore tutte le età della vita. come prova di questa sua affermazione. n.). d’altronde. lo sono tutte le altre nei Vangeli –. Da quella di Daniele (IX 1. L’imperatore Claudio. i quali fecero rimarcare che Pilato. cioè almeno 37 anni prima della data dichiarata nei Vangeli canonici. n. e. come Papia. Per altri. in cui avvenne la destituzione di Archelao) e la fine della guerra giudaica (70 n. che Cristo era morto addirittura nel 58 n. «Cristo morí in età avanzata. sotto Nerone. portandolo all’anno uno −. Prima di passare a un esame storico per determinarla. e. ai settant’anni annunciati dalla profezia. usciti fra la metà del II secolo e la metà del III sotto il titolo di Atti di Pilato. quegli stessi teologi che contemporaneamente affermano che i Vangeli furono scritti da testimoni oculari. emotivamente preso da questa ingiustizia. Comunque. Vediamo ora quale fu il procedimento che i falsari usarono per determinare questo anno 33. non possiamo saperlo.Quale sia stata la data di morte che fu attribuita a Gesú nei quattro Vangeli canonici quando videro la luce la prima volta. che nel Vangelo di Luca retrodatarono il censimento di sei anni.. dopo aver dato ordine di arrestarlo. Comunque una cosa è certa: la data che è stata attribuita. 24) trassero la conferma che il periodo messianico era durato settant’anni – fu per far corrispondere poi il periodo messianico. ho giurato di vendicarmi non facendolo entrare nel mio riposo». né quella della morte di Gesú. quello che stupisce maggiormente è l’indifferenza che i teologi cristiani mostrano di fronte a queste contraddizioni. Praticamente. sceso sulla terra. che in realtà risultava di 64. ritenuto il piú attendibile dai seguaci di Geova. rappresentavano il periodo trascorso dal giorno che ave128 .. che fecero ancora una volta ridere gli oppositori. si dichiarava pentito per aver fatto giustiziare un innocente. per tentare di riparare tutti gli errori storici commessi in precedenza.. e da quella del Vangelo di Giacobbe l’annuncio di una vendetta di dio contro il suo popolo dopo aver pazientato per quarant’anni − esprimendosi cosí: «dopo essere rimasto sdegnato di quella generazione per quarant’anni [è dio che parla]. In altri scritti provenienti da Gerusalemme si affermava. questa risulta cosí evidentemente fasulla – come. Ma tutto fu cestinato. e. e.

derivante dal fatto di porre due sommi sacerdoti nello stesso periodo. facendo presente che Erode Antipa non poteva essere a Gerusalemme perché. come tetrarca della Galilea. che corrisponde esattamente all’anno «decimoquinto dell’imperatore Tiberio» (Lc. perché dimostrarono di ignorare che Anna. Ma. come l’avevano inizialmente stabilita. incarico che rimase vacante fino al 44 n.. i falsari cristiani cercarono di riparare alla gaffe. essendo la Galilea e la Giudea due Stati politicamente e amministrativamente autonomi. che durarono tre anni. aggiungendo nei Vangeli che Erode Antipa si trovava a Gerusalemme soltanto di passaggio (Luc. Erode Antipa tetrarca della Galilea e Caifa sommo pontefice. possiamo affermare quasi con certezza che Anna nel 33 era già morto. nulla cambia. riguardante gli avvenimenti e i personaggi citati nei Vangeli. secondo la cabala ebraica. La prima che salta agli occhi viene dall’ignoranza dei falsari cristiani che. cioè del loro «unto». facendo 70 meno 40. 3-1). Il ragionamento che fecero per trasferire la data della morte dall’anno 30. sapendo che l’anno 33 corrispondeva al 787 dalla fondazione di Roma. sotèr.vano commesso la grave colpa di non riconoscere il messia. si deduce. Se questa data fu poi posticipata negli altri Vangeli all’anno 33.. e. 23. che fa cominciare il ciclo di prediche tre anni prima di questa data. All’obiezione che sollevarono gli oppositori.. se lasciavano la loro funzione prima di morire. i cristiani redassero in base a questi personaggi la sceneggiata della «passione e morte» del loro Cristo-salvatore-signore. Giovanni Battista morí all’inizio delle predicazioni di Gesú. commisero anche un grave errore storico. all’anno 33. la “cosa” non regge comunque. attraverso le profezie. anno in cui venne eletto un nuovo procuratore nella persona di Cuspio Fado. avendo egli terminato l’incarico di procuratore della Giudea nell’anno 36. kyrios. che poi sarebbe quello in cui fu ucciso Giovanni il nazoreo. perché. per rendere credibili le vicende da loro narrate. commisero lo stesso errore di mettere insieme due papi nella Chiesa cattolica. come abbiamo visto. 129 . Sapendo che i sommi sacerdoti. Un’altra incoerenza di carattere giuridico la troviamo nel passo dei Vangeli in cui si dice che Ponzio Pilato inviò Gesú da Erode Antipa per farlo giudicare da lui. dichiarando contemporanei due sommi sacerdoti. lo ha lasciato nel piú completo anonimato. sommando i tre anni di predicazioni. 7). Secondo quanto risulta da documenti apocrifi. sarebbe stato come se il re Baldovino avesse inviato a giudizio un imputato belga dalla regina di Olanda durante una sua visita a Bruxelles. Gesú non poté essere processato da Pilato. anche ammettendo questa circostanza. lo fecero dipendere da questa data. significando «colui che salva». Come conseguenza. tutto il resto. portando all’apoteosi il 3. Ma lo scopo dei falsari era ben chiaro: coinvolgere nella loro storia il maggior numero di personaggi storicamente esistiti. ciò significava che il messia aveva iniziato la sua missione nell’anno 30. cioè nell’anno 27 n. che la data della crocifissione avvenne intorno all’anno 39 n. e. non poteva essere presente a un processo che si svolgeva diciotto anni dopo. che. che era considerato il numero perfetto (10 x 3 +3 = 33).) Stabilito cosí. come se non bastasse questa contraddizione di carattere istituzionale. non aveva nulla a che spartire con la Giudea stessa. Che la «passione e morte» di Gesú siano il risultato di pura fantasia lo dimostrano le tante inesattezze storiche riportate dai Vangeli. essendosi ritirato dall’incarico nell’anno 15 n. fu il seguente: se dio aveva atteso quarant’anni prima di punirli e la punizione era arrivata nel 70. e siccome questa missione era durata 3 anni. Siccome nell’anno 33 Ponzio Pilato era governatore della Giudea. E. ciò dipese dal fatto che vollero dare alla morte di Cristo un numero che rappresentasse il massimo della perfezione. che Gesú era morto nell’anno 33. (Anche se questi calcoli furono fatti secondo il calendario romano. la sua morte non poteva essere avvenuta che nell’anno 33. e. lo facevano in età molto avanzata. determinarono l’anno di morte del messia come risulta dal Vangelo di Luca. cosa d’altronde confermata anche dai Vangeli. a cui dettero in seguito il nome di Gesú. Soltanto facendo un’analisi dei fatti tramite la storia possiamo determinare l’anno in cui fu crocifisso Gesú. figlio di Giuda il galileo. e. Sapendo da Giuseppe Flavio (Antichità giudaiche) che Giovanni Battista fu ucciso da Erode Antipa poco prima di subire la sconfitta dal re di Petra nel 36. quali Anna e Caifa.

come non poteva essere taciuto che il processo era avvenuto presso un tribunale romano. Gesú non fu processato né da Pilato. concludendosi con una condanna alla crocifissione. che succedette a Tiberio. con lo scopo di affidarlo a Erode Agrippa. dopo che il signore aveva detto loro di aver parlato con Abramo. viene detto che. n.I fatti riguardanti la procura di Gerusalemme seguirono il seguente corso: subito dopo la cessazione dell’incarico di Ponzio Pilato. dimostrava che l’imputato era un rivoltoso. Dal momento che la crocifissione non poteva essere taciuta – per quanto.. Però. n. Quindi. cioè nell’anno 7 n. Caligola. e. favorevoli come erano a lasciare libere tutte le religioni nei loro culti. e. per irriderlo organizzarono nello stadio di Alessandria una rappresentazione teatrale nella quale veniva riprodotto il processo tenutosi poco prima a Gerusalemme. che fu uno dei primissimi a raccogliere i fatti riportati dalla tradizione popolare. e. Giuda il galileo (7 n.) primogenito. che lo fanno nascere sotto il re Erode. come affermavano i Proto-Vangeli e gli stessi Vangeli canonici – ovvero quei sette fratelli e due sorelle che la storia attribuisce a Giovanni? Cosa che invece appare in tutta la sua naturalezza. ecco che l’età in cui fu crocifisso Gesú (Giovanni) si conferma essere quarantanove-cinquanta anni. bensí da un funzionario. secondo alcuni storici. in cui si parla di una visita che Erode Agrippa fece nel 39 al suo amico Caligola. che in quel periodo governava la Siria. c’era stato il processo del famoso rivoluzionario. Una prova. approfittando della visita di questo re giudeo.. a conferma che la crocifissione avvenne nell’anno 39. viene da un’opera intitolata Contra Flaccum che lo storico Filone Alessandrino scrisse contro il prefetto Fiacco. Dunque. aveva carattere omosessuale). come attestato della grande amicizia che li univa (un’amicizia che. gli chiesero: «come puoi tu sapere queste cose se non hai ancora compiuto cinquant’anni?» (Vang. terminato con la crocifissione di un famoso capo rivoluzionario − Giovanni −. non si può concludere altro che la data di morte di Gesú (Giovanni) corrisponde all’anno 39. l’unico modo per risolvere il problema era quello di trasformare il processo da politico in religioso.. VIII-57). Stabilito cosí che il Cristo (Giovanni) è morto a circa cinquant’anni nel 39 n. secondo Filone. Altre prove vengono fornite analizzando quei primi documenti che la Chiesa dichiarò «apocrifi». come poter sostenere una simile versione. in un passo in cui si afferma chiaramente: «Cristo aveva cominciato la sua attività all’età di quarantasei anni». Nel Vangelo degli ebrei. ossia far dipendere la sentenza da una colpa commessa da Gesú non in qualità di rivoluzionario. che svolgeva il ruolo di procuratore in forma interinale. e. e. e. si fermò per qualche giorno ad Alessandria. Questa età di circa cinquant’anni che il Vangelo degli ebrei attribuisce al messia nel periodo delle sue predicazioni. Che la passione e la morte di Gesú siano il risultato di macchinazioni operate per nascondere la verità viene ancora confermato dalle innumerevoli incoerenze che a ogni passo si riscontrano nei quattro Vangeli canonici. né da altro procuratore romano. se i romani. invece di nominare un altro procuratore romano.). in cui morí Giuda il galileo. avessero cercato di sostituirla con la lapidazione –. facendo una semplice sottrazione. ma di predicatore. troveremo che il suo anno di nascita corrisponde all’incirca all’anno 12 av. I “pagani”. In un passo. come avrebbe potuto Gesú avere sette fratelli e due sorelle. viene confermata dallo Pseudo-Vangelo di Giovanni. se questa messa in scena organizzata dai “pagani” di Alessandria avvenne nel 39 e soltanto poco prima. n. nemici degli ebrei. morí l’imperatore Tiberio. come abbiamo visto. di cui non si conosce il nome. Sapendo che l’attività era durata tre anni. mai avrebbero processato e tantomeno condannato qualcuno sol130 . morto nel 4 av. come viene affermato dal Vangelo di Pietro e dallo stesso Vangelo di Luca. e. c’era un passo nel quale gli apostoli. durante il viaggio di ritorno da Roma. incoerenze e raggiri a cui i falsari furono costretti a ricorrere per stravolgere il procedimento di quel processo romano che. essendo vacante il posto di procuratore nell’anno 39 n. Se fosse nato veramente nell’anno del censimento. Il motivo per cui Caligola eliminò il procuratore della Giudea fu quello di riunire la Palestina in un unico Stato. condannato perché pretendente al trono di Gerusalemme. ebr. preferí affidare il governo della Giudea a una delegazione dipendente amministrativamente dal comando romano di Siria. padre di Giovanni il nazoreo. e la morte di suo padre. ponendo un lasso di tempo di diciannove anni tra la nascita di Giovanni (12 av.

ma. colmo dei colmi. Basti dire che la figura di Ponzio Pilato. 29) – e. che fecero figurare come il loro Gesú. per convincerci ancora di piú che tutto ciò che è stato scritto nei Vangeli è un prodotto o dell’ignoranza. rimetteva la sentenza al giudizio del popolo. cioè contro i ribelli? Non trovando allora una soluzione legale per risolvere questo problema. non trovando nessuna motivazione circa il perché se la siano rivolta. 1. che spesso si confondeva con la crudeltà. residenza del procuratore romano in Giudea. togliendo ai romani ogni responsabilità. come fu imbrogliato il processo romano per dare alla crocifissione una subordinazione religiosa. fosse stato condannato a morte non in quanto messia rivoluzionario. pur essendo stato giudicato da un procuratore. si sarebbero forse ben guardati dall’attribuirgli quella «lavata di mani» che lo fa apparire un vile e un titubante. pur sommariamente. 17. dove metteva in particolare risalto una severità nei processi e un autoritarismo contro i giudei. alla fine risulta che la sua unica colpa è quella di essersi dichiarato bar abba. caricava di accuse gli ebrei. come uomo impietoso e feroce. quando le crocifissioni erano riservate a coloro che operavano contro la stabilità delle istituzioni.tanto perché predicava una religione? Come far figurare che in un tribunale romano poteva essere stata emessa una condanna per crocifissione contro un religioso. vengono presentati nel corso dell’ultima cena come rivoluzionari che seguono il maestro sul Monte degli ulivi armati di spade. mentre viene sostenuto che fossero dei pacifici pescatori destinati a spandere la buona novella e a compiere miracoli. poi. [risposero:] «libera Barabba e crocifiggi Gesú!». Ammesso che fosse stato Pilato a presiedere il tribunale in cui fu giudicato Gesú. alla domanda di Pilato: «chi volete che liberi. con questo raggiro. in modo che non ci potesse essere possibilità di attenuanti. la fecero pronunciare dai sadducei e dal popolo ebraico. fa ridere il fatto che Pilato. la colpa di essere stati gli assassini di Cristo. costruirono quel processo-farsa che troviamo riportato nei quattro Vangeli. Tutto il processo. vediamo di esaminare le vicende che gli evangelisti attribuirono alla «passione» di Gesú attraverso un esame storico e usando quel minimo di buon senso e di ragione che si esige per comprendere i fatti. fu risolto in definitiva con quella lavata di mani che. certamente non lo conoscevano. perché informato della rivolta in atto. Se avessero letto ciò che diceva Filone di Alessandria nella biografia che scrisse su di lui. possa aver chiesto a quelli che glielo consegnarono che cosa avesse fatto: uscí Pilato verso coloro che glielo consegnarono e domandò: «che accusa portate contro quest’uomo?» (Gv. o dell’intenzionalità a ingannare. e aver inviato una coorte (600 soldati) al comando di un tribuno nel pieno della notte per sedarla. per essersi dichiarato figlio di dio. la quale. costui che trovo privo di colpe [Gesú[ oppure Barabba il brigante?». i quali. [aggiungendo subito:] «che il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli» − un’automaledizione che. Fu cosí. trovandosi di fronte il capo della sommossa. Il contrasto esistente nell’indole dei discepoli. basato su vaghe domande da parte degli inquisitori e di “vuoti” silenzi da parte dell’imputato. cioè «figlio di dio». rimase per molto tempo impressa nella memoria dei giudei. 2. può essere giustificata soltanto da un’intenzionalità da parte dei cristiani di far riconoscere agli ebrei stessi. ma preferisco riservarmi di mettere questa “ciliegina sulla torta” soltanto dopo aver trattato della «passione e morte» di colui che i cristiani chiamano «nostro signore Gesú Cristo». i redattori dei Vangeli che lo fecero passare per una persona indecisa. come riportava la tradizione riferentesi a Giovanni. A questo punto potrei spiegare chi fosse in realtà Barabba. dopo aver lasciato di urgenza Cesarea marittima. (È la prima volta che sento dire che le armi sono uno strumento di preghiera!) 131 . invece di far emettere la sentenza di morte dai romani perché rivoluzionario. ma in quanto messia apportatore della buona novella. Portarono sí Gesú nel tribunale romano. che lo condannarono a morte come religioso. che. il figlio di dio. A me personalmente. lavandosi le mani. Spiegato cosí.

resistenza dei discepoli ai soldati romani. (La Pasqua veniva celebrata di sabato e Gesú morí nel pomeriggio del venerdí. Per riparare a questa lacuna anticiparono nel Vangelo di Giovanni la data della morte di un giorno. (Era per questo motivo che gli ebrei. Far celebrare il processo ebraico nel sinedrio. a sole tre ore. in una maniera anche fin troppo dettagliata. nella loro semplicità di «poveri di spirito». la pausa nella quale il sofferente regala una “foto ricordo” alla donna che gli aveva asciugato il sudore dal viso. le sentenze non potevano essere emesse prima che fossero passate ventiquattro ore dal processo. costituisce un’altra circostanza che esclude nella maniera piú decisa che i Vangeli sono stati scritti da testimoni presenti ai fatti. cattura e traduzione del medesimo dall’Orto degli ulivi a Gerusalemme (un chilometro e mezzo). come afferma la Chiesa. come tutti gli altri sotères nell’ambito dei culti dei misteri. altro trasferimento da Pilato a Erode e da Erode a Pilato. c) fosse proibito togliere dal patibolo i cadaveri nel giorno di Pasqua. processo che. giorno di Pasqua. processo romano. i particolari della «passione e morte». la durata dell’agonia. che tirano a sorte le vesti del condannato. crocifissione. ignoravano in maniera assoluta le regole piú elementari del Pentateuco (Torah). l’asserzione che Caifa inviò Gesú presso Anna perché lo giudicasse. Gesú doveva assolutamente morire prima della fine del giorno. Il tempo in cui si svolge tutto il dramma evangelico è di per se stesso già un paradosso. Tante altre sarebbero le considerazioni da fare su questo processo ebraico. processo nel Sinedrio. dal momento che Anna aveva terminato il suo incarico di sommo sacerdote nel 15 n. durante la quale viene staccato un orecchio a una guardia del tempio. È inammissibile ammettere che il tribuno. legavano al palo i condannati soltanto dopo averli già uccisi con la lapidazione. ufficiale romano inviato da Ponzio Pilato. che era il luogo delle riunioni politiche e sociali. sempre secondo il Pentateuco. tre cadute. Ignoranza che si manifesta ancora nel far celebrare il processo durante le feste di Pasqua e per giunta di notte. flagellazione e derisione dei soldati romani. per esigenze di copione. cioè il sabato... che era il tribunale. costruito esclusivamente con le profezie. continuano a sostenere che ci siano stati ogni volta che ripetono quel passo del Credo che recita: […] Gesú morí sotto Ponzio Pilato e il terzo giorno resuscitò da morte .3. e non nel beth-din. la sua anima sarebbe stata maledetta per le tre leggi del Pentateuco. ma con un risultato insoddisfacente. 132 . nonostante l’evidenza dei fatti. da Anna a Caifa. onde evitare che l’agonia potesse protrarsi oltre la calata del sole.. b) se il condannato moriva dopo il tramonto e restava la notte al palo la sua anima sarebbe stata dannata. perché facendolo morire la sera del venerdí e facendolo risorgere il giorno dopo. le quali imponevano che: a) il cadavere di un condannato non potesse essere tolto dal palo dopo il tramonto. dal venerdí al giovedí. E tutto questo perché. trasferimento da Caifa ad Anna. se Gesú fosse morto dopo il tramonto. dimostra ancora una volta l’ignoranza dei neocristiani che. si ha l’impressione di avere davanti uno di quei film muti. Ma. cose assolutamente proibite presso gli ebrei. 4. essendo di origine “pagana”. venivano meno quei famosi tre giorni che il loro salvatore avrebbe dovuto trascorrere da morto per poter scendere agli inferi. e nel far emettere dal sommo sacerdote Caifa una condanna a morte subito dopo l’interrogatorio quando. il discorso alle pie donne. viaggio verso il Calvario con la croce sulle spalle. che in realtà non si è mai tenuto. perché potesse essere tolto dalla croce prima del tramonto e non avere l’anima dannata. mancando comunque trentasei ore per giungere ai tre giorni passati nel sepolcro. per quanto cercassero di fornire. alla fine risultò che avevano commesso un grave errore nei calcoli del cerimoniale. fu ridotta in Gesú. lo conduca al Sinedrio per consegnarlo ai sacerdoti giudei. quei tre giorni che i cristiani. ballottaggio con Barabba.) Di conseguenza. Conoscendo le date relative alle cariche dei due sommi sacerdoti. e. agonia e finalmente la morte – il tutto nel giro di sette-otto ore. nei quali il moto degli attori viene presentato in maniera comicamente accelerata: arresto di Gesú. 5. che normalmente durava da tre a quattro giorni. invece di tradurre il prigioniero al tribunale romano.) Di conseguenza. non fece che suscitare critiche e derisioni da parte degli oppositori. Seguendo le tante vicende che si svolsero nel giro delle poche ore comprese tra il mattino e le tre del pomeriggio.

espressione che. la risposta la trova nel libro di Amos (II-16) in cui sta scritto: arrivato quel tempo il piú bravo scapperà completamente nudo. la risposta la troviamo nel Salmo 69. andando contro tutte le leggi sulla crocifissione – che volevano che i condannati fossero legati per le braccia con una corda –. Se fecero dire a Gesú prima di spirare: dio mio. intravediamo nelle prime luci dell’alba correre nudo tra gli ulivi. avrebbero dovuto garantire la veridicità delle loro affermazioni. avrebbe dato un risultato piuttosto compromettente dal momento che continua: 133 . durante la cattura di Gesú all’Orto degli ulivi. senza pensarci su due volte. poteva essere l’apostolo Giovanni. perché a Gesú dettero invece aceto e fiele? Ebbene. che fecero rimarcare che non si addiceva a un salvatore. veniva riportata nel Salmo 22. non può essere che una comparsa messa nella grande sceneggiata evangelica per dimostrare che la vita di Gesú. Ma egli. lo fecero perché questa frase.Le profezie Mancando ogni riferimento storico. perché mi hai abbandonato?». in seguito alla critica degli avversari. Estratte cosí dalla preghiera del «giusto sofferente» (salmo 21) le espressioni: si dividono le mie vesti e sul mio vestito gettano la sorte [e] hanno forato le mie mani e i miei piedi e posso contare le mie ossa. Un giovanetto però lo seguiva. dal momento che viene dichiarato «il piú bravo». che era considerato il migliore amico di Gesú. dove è scritto: quando avevo sete mi dettero da bere l’aceto e nel cibo ci misero il fiele. che. che nel loro contesto originale assumono un ben altro significato da quello che venne attribuito dai falsari. forarono le mani e i piedi del loro Gesú con i chiodi e misero in mano ai soldati romani i dadi per sorteggiare i suoi vestiti. i redattori dei Vangeli costruirono la passione e morte di Gesú mettendosi alla ricerca di tutte quelle espressioni bibliche che. dio mio. e lo fermarono. se fosse stata recitata per intero. anche nei dettagli. perché mi hai abbandonato. era vera in tutto. è evidente che questo giovanetto. (La Chiesa cerca di spiegare questa insulsaggine. messa in bocca a Cristo per esprimere la sofferenza che egli provò nell’agonia. 14. un’espressione di sconforto. fuggí via tutto nudo (Mc.) Anche se qualche storico ha insinuato dei sospetti che mi rifiuto di accettare e dei quali preferisco non parlare. cambiarono nel Vangelo di Luca con: dio mio. dal momento che era stata annunciata dalle profezie. bisogna esaminare le frasi. rivestito soltanto di un lenzuolo. dicendo che questo giovanetto. lasciato il lenzuolo. La frase «dio mio. fuggirono. abbandonato Gesú. viene fatto scappare nel Vangelo di Marco a culo scoperto − tutti allora. Se a chi veniva crocifisso durante l’agonia si bagnavano le labbra con un liquido amaro estratto da erbe aromatiche e radici. Se poi qualcuno dovesse chiedersi chi fosse quel fanciullo che. annunciando i fatti sotto forma di profezie. dio mio. che le usarono separandole dai versi che le precedevano e da quelli che le seguivano. dio mio. durante la cattura. pronunciata da Davide in qualità di profeta. rimetto nelle tue mani il mio spirito. 51) −. per renderci ben conto dell’assurdità delle profezie. Ma. venuto sulla terra per insegnare la fiducia in dio.

e il padrone. viene spiegato nei Vangeli. 27). gli stessi. Belgio. che rappresentavano la parte piú retrograda delle popolazioni dell’impero. gettati i trenta denari ai piedi dei sacerdoti. quale agnello sacrificale. ritornò dai sacerdoti che lo avevano pagato e gettò ai loro piedi i trenta denari ricevuti dalla vendita di Gesú. non trovando lecito di tenersi quei soldi perché erano il ricavato di un tradimento. È da questa favola biblica che i falsari trassero la storia che conosciamo. rappresenta le pecore che sono state vendute. etc. non uomo.) Su Zaccaria (non su Geremia come viene erroneamente riportato dai falsari in Matteo). gettarono nel «vasaio» – ma in una maniera talmente differente da come veniva riportata dalla Bibbia da rendere il passo del Vangelo addirittura ridicolo. ti invoco di giorno ma non rispondi. cioè nel recipiente che era sito all’entrata del tempio per ricevere le elemosine. il pastore si recò dal padrone che gli aveva affidato il gregge. che loro.) Il santo padre incita i cristiani a un suicidio di massa D’altronde. il prezzo del venduto. invece. nella quale viene raccontato che Giuda. dovevano essere il prezzo di quel tradimento con cui Giuda vendette Gesú ai sacerdoti sadducei. a tutto ciò che rappresenta il progresso? Continuando con le profezie. (Perché si possa comprendere bene la questione dirò che Gesú. Eseguita la compravendita. dopo averli raccolti. Mi scherniscono quelli che mi vedono [etc. aggiustarono il tutto dicendo che i sacerdoti usarono i trenta denari per comperare un terreno che si chiamava «vasaio». tutte frasi che. c’è anche un errore circa il profeta a cui si riferisce.? Cosí è per tutte le frasi che furono tratte dalla Bibbia per essere usate come profezie. «il primo presupposto che esige il cristianesimo per imporsi non è forse l’ignoranza?» 11 . l’«infamia degli uomini». grido di notte e non trovo riposo. In questa profezia. gli disse di gettarli nel «vasaio». Ma io sono verme. dio mio. (Ci sono già tante proposte da parte dei rappresentanti dei paesi Onu di escludere il Vaticano. che i figli d’Israele avevano mercanteggiato e li diedero per il campo del vasaio come aveva ordinato il signore» (Mt. che poi fu utilizzato per seppellirci i forestieri: Giuda. come viene detto dai Vangeli. 11 Da «Tribuna degli Atei».tu sei lontano dalla mia salvezza. infamia degli uomini. bensí Zaccaria il profeta che parla del pastore che gettò nel «vasaio» i trenta denari ricavati dalla vendita del gregge. andò a impiccarsi. e gli chiese: «cosa debbo fare di questi trenta denari?». perché con i suoi veto rappresenta un serio ostacolo all’emancipazione sociale. un terreno. se non che egli è un «verme». e si oppone ancora. non ben conoscevano la Bibbia. essendo di origine “pagana”. Se non fosse cosí. nel contesto. rappresentano l’oscurantismo dell’umanità. per dimostrargli il disprezzo per il cattivo affare che aveva fatto. che in seno all’assemblea ricopre un ruolo di auditore. 134 . preso dal rimorso. secondo quanto era scritto. si legge: (XI-13): un pastore. se colte separatamente possono adattarsi alla situazione a cui si riferiscono. un’oscurantismo che sempre piú rappresenta un ostacolo per lo sviluppo razionale dei popoli. I sacerdoti. Infatti non è Geremia. perché allora la Chiesa si è sempre opposta. come oggi. decisero di comprarci il campo del vasaio per la sepoltura degli stranieri perché si adempisse la profezia di Geremia [?!]: «presero trenta denari d’argento. oltre all’errata interpretazione. Una tale sfacciataggine poteva avere successo soltanto presso la grande ignoranza e superficialità che dimorava allora presso i primi cristiani. Poiché i falsari cristiani. stanco di pascere le pecore [faccio il riassunto] le portò a vendere presso dei mercanti i quali gliele comperarono per trenta denari. prendiamo ancora quella che Matteo trae da Geremia per spiegare che fine fecero i «trenta denari» che Giuda ricevette in cambio della delazione.] Che cos’altro si potrebbe concludere. se mettessimo in bocca a Gesú tutto il resto del salmo. ritenuto che i soldi ricavati rappresentavano una cifra irrisoria di fronte al valore reale delle pecore. non sapendo che il «vasaio» era il vaso per le elemosine. Bruxelles. rifiuto del mio popolo. assumono un significato ben diverso e spesso del tutto contrastante. quei trenta denari che.

entrando attraverso i muri. rimasta insoluta. sempre all’ora di cena e in un camerone che. fanno parlare il risorto con le varie Marie e lo fanno ripetutamente mangiare con i discepoli. si riduce a una recita. La sera di quello stesso giorno. Infatti. mentre erano chiuse le porte del luogo ove si trovavano i discepoli per timore dei giudei venne Gesú e disse: «pace a voi!» [. egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. 135 . Privo di ogni iniziativa e personalità. difendevano invece il libero arbitrio. dicevano loro che l’aver trovato un sepolcro vuoto non era una prova sufficiente per dimostrare la resurrezione. riferendosi a quei passi dei Vangeli in cui si diceva. mentre quella di Marduk era fatta di foglie di acanto. in mano gli fu posta una canna a mo’ di scettro e sul capo una corona – con la sola differenza che. se era scritto che egli doveva tradire? Se Giuda fosse stato veramente libero di decidere e non avesse tradito. è la chiara dimostrazione dell’incoerenza di dio. venivano scherniti per essersi dichiarati dei. mai risolto dalla Chiesa. che sostenevano il fatalismo. come si sarebbe allora realizzata la «passione» di Cristo. era veramente il dio-uomo (come dio. che le Marie e gli stessi apostoli. è una delle maggiori prove del fallimento teologico della religione cristiana. nel 1607. papa Clemente VIII proibí di proseguire la disputa che. nei quali i sotères. imposta dalle profezie. la loro era di spine −. è per dimostrarci che egli. questa versione fu successivamente ancora corretta. cosí fu messo sulle spalle di Cristo il mantello rosso dei re in segno di scherno.] ma poiché per la grande gioia gli apostoli non credevano ed erano stupefatti. in quanto potevano essere stati gli stessi apostoli ad aver trafugato il corpo. incontratolo.. come uomo. nella prima edizione dei Vangeli canonici decisero di far salire Gesú in cielo direttamente dal sepolcro. a imitazione di Mithra. che vede il protagonista muoversi secondo un copione già scritto dalle profezie. non lo avevano riconosciuto. finché. che è stata fatta dipendere dal suo tradimento? Ma soffermarsi a discutere su un tale argomento significherebbe declassare l’intelligenza umana. dicendo che Gesú era rimasto sulla terra quaranta giorni. ritenendoli responsabili delle loro azioni? Come si può condannare Giuda. La questione. Tutta la vita di Gesú. che ineluttabilmente devono compiersi perché sia fatta la volontà del «padre che è nei cieli». si rimarcherà che le aggiunte poste in seguito dai falsari non hanno altro scopo che quello di fornire le prove di una «resurrezione» avvenuta: fanno toccare la ferita del costato all’apostolo Tommaso. andarono avanti per decenni. un copione imposto che trasforma il fondatore del cristianesimo in una marionetta azionata dai fili di un destino già prestabilito. Siccome nei Vangeli «apocrifi» il periodo passato sulla terra dopo la «resurrezione» variava. Questo interrogativo. in seguito. fece correre dei grossi rischi al cristianesimo in quella diatriba che vide i tomisti. seguaci di Tommaso d’Aquino. Le stesse incoerenze e assurdità che si trovano nella vita di Gesú le ritroviamo in quel periodo che seguí la sua morte. Gli offrirono una porzione di pesce arrostito. egli segue come un automa le vicende che si susseguono dalla nascita alla morte. ciò dipese dal fatto che dovettero rispondere alle critiche degli oppositori che. seguaci del gesuita Molina. in un’altra precedente gaffe. se ci tengono a far rimarcare che era ermeticamente chiuso. porta a chiederci: se tutto ciò che avviene era stato già prestabilito.. deridendoli. dalla nascita alla morte. prima di essere uccisi. e. che. e. tanto appare ovvia la conclusione a cui si può pervenire. come può dio giudicare gli uomini.Ma non furono soltanto le profezie a essere usate dai cristiani per comporre la passione del loro Cristo. mangiava il pesce) risorto e non un impostore che si faceva passare per Gesú – come i loro nemici sostenevano. poiché molti furono i passi che ripresero dai Vangeli “pagani”. castigando o premiando pur conoscendo il futuro. ai quali si presenta. opporsi ai molinisti che. a imitazione dei sotères “pagani”. In un’accusa reciproca di ateismo. secondo lui. secondo un programma stabilito dalle profezie. aggiunse: «avete qualche cosa da mangiare?». in qualità di spirito passava i muri. facendolo durare alcuni anche diciotto mesi. Come a Marduk. L’esistenza di Gesú. costruirono la scena nella quale Gesú disse ai suoi apostoli che lo avrebbero rivisto scendere dal cielo da sopra una nube per giudicare i vivi e i morti. guarda caso. stava portando alla negazione dell’esistenza di dio. Se.

né destre e né sinistre –. per farla finita con questa farsa della «resurrezione». le versioni che inizialmente i cristiani dettero alla morte di Gesú. ebbe breve durata. basato sul concetto di una terra piatta. scomparendo dietro una nuvola: Gesú fu elevato in alto sotto gli occhi degli apostoli e una nube lo sottrasse ai loro sguardi (At. furono tre: nella prima veniva asserito che Pilato. cioè bar abba. Ma se la prima si era mostrata denigratoria verso un procuratore. Oltre a ridicolizzare quel «fermati. mostrandosi addirittura offensiva contro i romani. le conseguenze che avrebbe comportato la crocifissione. fu anch’essa subito ritirata. diciamo che alla fine. Ciò che mi lascia perplesso nel leggere questo passo del Vangelo non è tanto il fatto che Gesú passi attraverso i muri – dal momento che tutto è possibile a chi possiede un corpo simile a quello degli angeli –. Questo passo del Vangelo di Matteo. La dimostrazione che fece Galileo sulla sfericità di una Terra che girava intorno al Sole contrastava con troppi passi delle sacre scritture perché non fosse condannata. 136 . Per eludere. temendo una rivolta. per i dotti della Chiesa era invece una verità inconfutabile. prima di giungere a quella definitiva riportata dai Vangeli canonici. lo aveva ceduto spontaneamente ai giudei. tanto indiscutibile da costituire una verità di fede cosí assoluta che negarla avrebbe comportato la morte – morte per rogo a cui fu condannato un certo Cecco d’Ascoli nel 1610 per avere soltanto detto che: non era possibile poter vedere tutti i regni della terra da una montagna per quanto altissima fosse stata. comportando essa la prova che il condannato fosse quel rivoluzionario che la tradizione e i documenti ricordavano essere stato condannato durante l’era messianica. che avevano entrambi svolto la loro missione nello stesso periodo facendosi chiamare entrambi «figli di dio». perché. ovvero questa elevazione verso un paradiso che si trova in alto – avendo perso ogni significato dopo che Galileo dimostrò che un corpo nell’infinito non ha né alti né bassi. Ma sembrando questa versione inaccettabile per la viltà che attribuivano a un procuratore romano. se lo avesse assolto. che faceva passare per un popolo di corrotti. Fallite cosí queste due versioni. allora. che potrebbe apparire un dettaglio insignificante a chi segue la logica e il buon senso. dimostrava anche l’assurdità di quel passo del Vangelo. nella quale fecero figurare che nel processo c’erano due messia. nel quale si racconta che Satana. Questa ascensione. Gesú lasciò la terra. Insomma. uno rivoluzionario e uno pacifista. quanto il costatare che insieme a lui attraversino i muri anche i pesci che erano nel suo stomaco. uscí dal luogo dove erano riuniti gli apostoli. nella quale dicevano che Pilato aveva ceduto Gesú ai giudei in cambio di una somma offertagli dai sacerdoti sadducei. gli dice. ne costruirono una terza. sole» di Giosuè e il concetto dell’«ascensione». dopo avergli mostrato dalla cima di un monte tutti i regni del mondo: «tutte queste cose ti darò se prostrandoti mi adorerai».Cosí. come era entrato. Barabba Di tutta la vita di Gesú la parte che maggiormente impegnò i falsari per dissociare la sua figura da quella di Giovanni fu la crocifissione. fatte per dare a Gesú una morte per lapidazione. che si concludeva con la condanna a croce del brigante e la liberazione di Gesú. che avevano ripreso dal Vangelo di Filippo. passati quaranta giorni. Il processo si svolgeva in tutto e per tutto uguale a quello che troviamo oggi nei Vangeli canonici. per tentare Cristo. che si era lasciato intimidire dal popolo. 1-9). Ma anche questo espediente. sostenute dai sogni e dalle visioni. ne tirarono fuori una seconda. eccetto il finale. la seconda. perché arrestato sul Monte degli ulivi mentre era in procinto di dare inizio a una rivolta. non è che la dimostrazione di quell’oscurantismo di cui ha bisogno la Chiesa per imporre le sue verità. Basta leggere il passo di Matteo (28-11) riguardante «le guardie subornate» (corrotte) per comprendere le critiche che i costruttori dei Vangeli ricevevano dai loro oppositori. i quali l’avevano condannato alla lapidazione sotto l’accusa di essersi dichiarato figlio di dio. dopo aver mangiato. stando a quanto dicono gli Atti degli apostoli.

messo dalla storia. nel quale si diceva che Gesú non era morto per crocifissione. eludendo la morte. al centro il procuratore romano nel ruolo di giudice. tanto che. anche loro misero i due messia uno di fronte all’altro. con un atto di magia. quali i «trionfi». che ancora oggi sostengono che Gesú non morí in croce. ci dicono chiaramente chi fosse: [Matteo] avevano in quel tempo un prigioniero famoso detto bar abba [Giovanni era famoso]. I soldati romani scesero nelle prigioni. siccome i romani erano soliti graziare un malfattore nelle feste di Pasqua. dichiarando che Gesú si era salvato. [Giovanni:] Barabba era un brigante [è il nome che davano ai rivoluzionari estremisti zeloti]. vediamo aiutare Gesú a portare la croce. avrebbero vanificato l’esistenza del loro messia. e il cattivo. trasmessasi nel mondo arabo. risulta tutt’ora nei quattro Vangeli canonici. pur non rivelandone il nome. né tantomeno in Palestina. che si era offerto di morire al suo posto. i falsari costruirono quel processo che. se era un brigante. la cosa migliore è seguire la recita com’è stata impostata nei Vangeli: sulla scena ci sono. avendo soltanto un’apparenza di carne. Come aveva fatto Filippo. sulla destra. come gli stessi Vangeli ci confermano. Se costui veniva chiamato bar abba. con quello stesso atto di magia che avevano usato per Simone. in una stazione della Via crucis. rendeva impossibile la «resurrezione» che doveva seguire la sua morte. il buono. chi altri poteva essere se non Giovanni il nazoreo. (A questo punto ritengo che sia interessante dire che già precedentemente era stato considerato un altro processo. gli avevano cambiato i connotati. non fu respinta da tutti. “o il bar abba degli esseno-zeloti?” −il vero personaggio ricordato 137 . sostenendo che Cristo non poteva morire. quel Simone di Cirene che. (Prima di proseguire ci tengo a dire che mai i romani avevano praticato l’usanza di liberare un malfattore. perché i giudei decidessero quale dei due bar abba egli dovesse liberare. ma sempre verso detenuti colpevoli di piccoli reati). diceva di aver appreso da un certo Glaucias – il quale a sua volta era stato il traduttore del Vangelo di Pietro – che al posto di Cristo era stato crocifisso un certo Simone di Cirene.anche se poteva essere valido per evitare la morte per crocifissione. poiché molti continuarono a sostenerla nell’ambiente orientale cristiano. il quale era stato catturato dai romani nell’Orto degli ulivi durante le feste di Pasqua? E i Vangeli proseguono. e. presero un malfattore che. Praticamente. guarda caso. per comprendere il processo.) Eliminata cosí anche la costruzione processuale del Vangelo di Filippo. rappresentato da Gesú. Pilato ordinò che se ne prendesse uno dal carcere. trasformando il suo appellativo bar abba nel nome proprio di Barabba. fu quella ritenuta valida dai musulmani. cioè il rivoluzionario. rimasto definitivo. e lo condussero sulla scena evangelica senza però accorgersi che durante il tragitto i falsari cristiani. si chiamava proprio bar abba. se era famoso. anche lui detto bar abba. se nella storia di Roma si era verificato qualche condono esso era avvenuto soltanto in occasioni saltuarie determinate da grossi avvenimenti politici. quella «resurrezione» che era la virtú-base che dovevano acquisire i sotères per trasmettere attraverso l’Eucarestia l’immortalità agli uomini. perché al suo posto era stato crocifisso un altro: colui che aveva affermato questo era stato lo gnostico Basilide il quale. rappresentato dal brigante. [Luca:] c’era un certo bar abba che era stato messo in carcere per una sommossa scoppiata in città e per un omicidio [stesso riferimento alla sommossa attribuita all’«egizio»]. se era stato catturato per una sommossa scoppiata in città. collocato lí dai falsari con il nome di bar abba. come dicono i cristiani. avevano fatto divenire «figlio di Jona» (bar Jona). né a Roma. come gli zeloti venivano chiamati. e sopratutto in occasione di una festa religiosa ebraica. “Chi volete che liberi dei due”. che gli stessi Vangeli. come d’altronde veniva sostenuto dall’ideologia gnostica che dette le basi all’islamismo. Comunque questa versione. dicendoci che. riportata dal Vangelo di Filippo. chiese Pilato. che da latitante (bargiona). “il bar abba dei cristiani” − il fantasma che vi è stato messo davanti dai falsari −. quel messia nato a Gamala. a sinistra il messia dei cristiani. ma in tarda età. il messia rivoluzionario. A questo punto. [Marco:] un tale chiamato bar abba si trovava in carcere insieme ai ribelli che nel tumulto avevano commesso un omicidio [è il tumulto che Giuseppe Flavio attribuisce all’«egizio»].

E volete sapere il motivo per cui questo giovane. che in realtà era lo stesso. erano andati in giro per Gerusalemme. fu cosí barbaramente torturato e condannato a essere bruciato vivo sul rogo. “Dei due bar abba. liberato e fatto sparire nel nulla. come conclusione di questo libro. nel quale abitava quell’altro dio. discepolo presente alla crocifissione. salí sul Calvario per essere crocifisso per la nostra «salvezza». per lasciare il posto a quel salvatore anonimo su cui fu fondato il cristianesimo. quei Vangeli che con il tempo acquisirono tanta credibilità da essere presi come garanzia di verità nei giuramenti presso i tribunali. avevano incontrato Gesú Cristo che scendeva per visitare gli inferi. aveva dichiarato in una sua apologia. che gli era passato davanti in processione. dedicata all’imperatore Adriano. Per darci poi la prova che colui che era stato crocifisso non era un rivoluzionario. i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi resuscitarono. che molti di questi resuscitati del venerdí santo vivevano ancora nella sua epoca. raccontando che. io non l’ho sentito. corroborarono la sua morte con altri strepitosi episodi. che si chiamavano Lecius e Clarinus. per quanto il grido emesso da Gesú prima di spirare possa essere stato forte. vescovo di Atene. ci tengo a dire che. su cui fu portato con una barella. prima che accendessero il rogo. i redattori dei Vangeli scrissero che il cielo si oscurò. mentre salivano da sottoterra per ritornare nel mondo dei vivi. secondo il copione redatto dagli impostori. Infatti il crollo del velo del tempio che proteggeva l’altare di Yahvè non è che un’allegoria usata dai cristiani per annunciare al mondo la fine dell’ebraismo e l’inizio del cristianesimo. A questo punto. dopo avergli strappato la lingua? Perché non si era genuflesso e levato il cappello davanti al crocifisso. Al suo posto mi è arrivato quello che emise il Cavaliere de la Barre. aggiunge: la terra si scosse. figlio di Giuda il Galileo!”.dalla storia e dalla tradizione. fu definitivamente eliminato dalla storia. ossia Giovanni il nazoreo. al quale nel 1766 fu strappata la lingua. una volta ritornati in vita. disceso sulla terra per riscattare gli uomini dei loro peccati (?!?). tanto che non poteva reggersi in piedi. dopo averci detto che Gesú spirò emettendo un grande grido. Matteo. Giovanni. identico dio. preso il posto di Giovanni. quel copione che poi è stato tramandato sotto l’etichetta dei Vangeli. E come se non bastasse questo per dimostrare che il crocifisso era proprio il loro Gesú. sia crocefisso quello dei cristiani” − cioè il Gesú nazareno dei falsari − “e liberato quello della storia. quel Yhavè degli ebrei. di diciotto anni. cioè l’asse trasversale che veniva posato sulle due forche e. che si erano ripromessi di distruggere per sostituirlo con il loro. E uscendo dai sepolcri entrarono nella città santa e apparvero a molti. avendogli i carnefici della «santa inquisizione» rotto le ossa. rispose la folla. ci fu un gran terremoto e che si squarciò il muro del tempio di Gerusalemme che proteggeva il sancta sanctorum. le rocce si spezzarono. ma veramente Gesú. il messia rivoluzionario. Gesú prese sulle spalle il patibolo. e fecero dire a Nicodemo nel suo Vangelo che due di questi. 138 . Scrissero che un certo Quadratus. il figlio di dio.

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