LUIGI CASCIOLI

LA FAVOLA DI CRISTO
LIBRO-DENUNCIA INCONFUTABILE DIMOSTRAZIONE DELLA NON ESISTENZA DI GESÚ
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Dedico questo libro al Cavalier de la Barre

SOMMARIO

LA BIBBIA SECONDA ENTRATA IN EGITTO IL PERIODO DEI RE IL DIO DELLA BIBBIA GLI EBREI DOPO L’INVASIONE ASSIRA DELLA PALESTINA DEL NORD IL CULTO DEI MISTERI LA RIVOLTA DEI MACCABEI SITUAZIONE DELLA PALESTINA SOTTO L’OCCUPAZIONE ROMANA GLI ESSENI FIGLI DELLA LUCE RIVOLUZIONI E GUERRE ESSENO-ZELOTE GLI ESSENI DOPO IL 70 I VANGELI CANONICI GIOVANNI IL NAZOREO CROCIFISSIONE

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p. 12 p. 21 p. 34 p. 43 p. 47 p. 55 p. 67 p. 74 p. 82 p. 91 p. 100 p. 116 p. 123

LA BIBBIA

Se il tempo da me previsto per scrivere questo libro è stato molto piú lungo di quanto avessi immaginato, ciò è dipeso dal fatto che ho voluto dare a ogni mia affermazione una giustificazione logica e ponderata, in maniera che anche i piú restii possano convenire con la conclusione che mi sono prefisso di raggiungere: dimostrare la non esistenza di Gesú. Resomi conto che la figura di Cristo non è altro che il risultato di un’evoluzione religiosa che si è verificata nel popolo ebraico, ho cercato le cause che l’avevano prodotta nel libro che tratta della loro storia: la Bibbia. Poiché non si può capire Cristo se si ignora la Rivolta dei maccabei, e non si può parlare dei maccabei, se si disconoscono le cause che la determinarono, mi sono ritrovato a partire da quel in principio creavit deus cœlum et terram, che dà inizio alla storia biblica. È per merito di questa analisi dei fatti, eseguita nella mia piú grande indipendenza di ragionamento, che sono giunto a conclusioni che sento di poter difendere nella maniera piú decisa contro ogni critica che mi si possa rivolgere. Non bisogna essere dei geni per comprendere, sin dalle prime pagine, che la Bibbia non è altro che un castello di stupidaggini, di contraddizioni e di assurdità, la cui costruzione è stata possibile perché messa sulle spalle di un popolo di pastori che, fra tutti gli altri, era il solo a non avere una storia documentata, che avrebbe potuto impedirlo. Praticamente, la Bibbia ha attribuito una cronaca agli ebrei come quegli istituti di araldica, che attribuiscono alberi genealogici a persone prive di un casato verificabile. Se si fosse dovuto dire soltanto la verità su ciò che si conosce realmente del popolo ebraico, il suo passato si sarebbe potuto riassumere, stando alle confuse documentazioni pervenuteci, in una sola frase: “c’erano una volta dei nomadi che, lasciate le zone semidesertiche della Mesopotamia, invasero la Palestina, depredando per secoli i popoli che l’abitavano” – punto e basta! Ma ciò che piú mi ha colpito della Bibbia è che essa, a differenza di tutti gli altri libri epici che riportano personaggi e fatti precedentemente celebrati – quindi in qualche modo già esistiti nel passato, sia pur sotto forma di leggenda –, costruisce la propria storia, la storia della sua tribú, facendola derivare da un “eroe” da tutti sconosciuto, da un eroe che, non essendo mai stato prima nominato, risulta del tutto inventato. Mi riferisco al dio biblico, a quel dio senza nome che, via via che andavo avanti nella lettura della Bibbia, sempre piú mi appariva come un’entità la cui esistenza veniva imposta relazionandola fraudolentemente a una tribú di nomadi, che in realtà l’aveva sempre ignorato. Troppe circostanze dimostrano che il dio della Bibbia non ha mai fatto parte del culto di questi pastori che, da quanto risulta dai fatti, hanno sempre professato un politeismo caratterizzato da un insieme di idoli tribali e di divinità “pagane” tratte dai culti altrui. Nulla conferma che questo dio sia esistito prima di essere nominato dalla Bibbia, che fu scritta nel VI secolo avanti la nostra era 1 . Nessuna testimonianza, neppure sotto forma di traccia, che attesti un suo culto, nulla che ci parli di lui – come avviene invece per tutte le altre divinità, che ebbero un nome e che dimostrano la loro esistenza (come culti storici) con quei templi, statue e steli che furono eretti in loro onore. Sul dio degli ebrei, prima del VI sec. av. n. e., c’è il vuoto piú assoluto. Hanno voglia a dire i sostenitori della Bibbia che, se il loro dio non ebbe un nome, è perché egli stesso aveva proibito di nominarlo e che, se di lui non ci sono pervenute effigi o statue, ciò è dipeso dal fatto che era stato severamente proibito ai suoi seguaci di riprodurne la figura ... Io non ci credo: non posso crederci. E i templi allora, quei templi che la Bibbia afferma che furono costruiti per ospitare l’«arca santa», che fine hanno fatto? Dove è finito quel tempio di Gerusalemme che Salomone, a dare ascolto alla Bibbia, fece costruire con pietre tre volte piú grandi di quelle del Pantheon e del quale non ci è pervenuto nulla, neppure un frammento? È evidente che siamo di fronte a una storia inventata a partire dal VI sec. av. n. e. dai redattori della Bibbia, per raggiungere, attraverso la riunificazione degli ebrei sotto un solo dio, quegli scopi “nazionalistici” che si erano prefissi dopo la liberazione dalla prigionia di Babilonia.
L’autore del presente lavoro, coerentemente con la sua dimostrazione della non esistenza di Gesú Cristo, non usa i termini correnti di «avanti Cristo» − a. C. − e «dopo Cristo» − d. C. − sostituendoli con le dizioni: «avanti nostra era», av. n. e., e «nostra era», n. e.
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D’altronde, quale altro sistema avrebbero potuto usare per sostenere l’esistenza di un dio estemporaneo, se non quello di ricorrere all’anonimato? Anonimato sostenuto da quella famosa sigla, HJWH, che nessuno ha mai saputo cosa significhi, e da quel Yahvè, che non è affatto un nome, ma un semplice appellativo il quale, significando genericamente «io sono», tutto può dimostrare meno che la sua esistenza. Dare un nome a un dio mai esistito, a un dio inventato, avrebbe comportato una verifica storica che avrebbe fatto crollare nel ridicolo tutta l’impalcatura, quell’impalcatura che si sarebbe potuta reggere soltanto grazie all’anonimato. Un dio messo su esclusivamente con visioni e sogni riferiti da personaggi immaginari, vissuti in epoche non controllabili, che si perdono nel buio dei secoli, privo di ogni accenno o testimonianza che si riferisca all’esistenza di un suo culto, in quale altro modo poteva essere sostenuto, se non sfruttando nella maniera piú arrogante l’impossibilità che ha la ragione di dimostrare l’inesistenza dell’inesistente? Come altro potrebbe concludersi una ricerca storica, fatta per stabilire se veramente sia esistito il dio degli ebrei prima del VI sec. av. n. e., se non con la frase: “siccome nulla dimostra la sua esistenza e altrettanto nulla dimostra la sua inesistenza, non si può escludere che sia veramente esistito”? E questa, poi, è la stessa conclusione a cui giunse quella commissione incaricata di accertare se veramente era vissuto il gigante Gargantua, che mangiava dieci uomini a pasto e che, per farsi le scarpe, aveva bisogno della pelle di dodici vacche. È su questa impossibilità di poter dimostrare l’inesistenza dell’insistente che il cristianesimo – religione basata esclusivamente sulla rivelazioni e sui sogni – imporrà i suoi dogmi, farà passare per veri i miti costruiti su personaggi immaginari, che eleverà agli onori degli altari, quali le migliaia di martiri dell’era neocristiana e tanti altri nei secoli che seguirono, tra cui, senza andare troppo lontano, c’è santa Rosa da Viterbo – a proposito della quale il biografo Paolo Cenci, dopo averne ricostruito la vita arrampicandosi sugli specchi, conclude cosí:
non possiamo rifiutare ciò che di lei è scritto nella Seconda vita, dal momento che nessuno ha potuto dimostrare essere falso 2 .

Certo, nessuno, tranne il buon senso! In sintesi, posso concludere che, se gli ebrei non avessero scritto la Bibbia nel VI sec. av. n. e., in seguito alla decisione presa di costruirsi un dio, Yahvè sarebbe rimasto in quel limbo dell’attesa dove venivano relegati gli dei sconosciuti, a cui la città di Pergamo, in Asia minore, aveva elevato una stele per un senso di pietà verso di loro, verso la loro frustrazione. L’immagine di questi dei, che attraverso la stele di Pergamo vediamo in attesa di uomini che li evochino, perché possano scendere dal cielo per poter occupare finalmente un trono sulla terra, è quanto mai significativa per mettere tutte le religioni nel ridicolo. Dopo le piccole divinità, dopo quella miriade di spiriti che furono invocati dagli uomini primitivi, venne il turno dei grandi. I primi a essere prescelti, fra questa massa di dei in attesa, furono Brahama, Horus, Osiride, Iside, Marduk e Aura Mazda; in seguito vennero, via via, tutti gli altri. E io, in questa scena mostrante divinità che lasciano il cielo per scendere sulla terra, via via che gli uomini li eleggevano a proprie divinità, immagino l’impazienza di Allah, che dovette attendere fino al V secolo prima che qualcuno lo chiamasse; ma gli dei rimasti in attesa sono certamente ancora tanti, direi addirittura miliardi, se si pensa che, oltre a quelli che vengono continuamente invocati dalle tante sétte che giornalmente si formano, ogni essere umano ne abbisogna di uno tutto suo. Dal momento che la storia parla soltanto in forma molto generica delle tribú di nomadi che vivevano nell’immenso deserto del Vicino oriente, tutto ciò che sappiamo della tribú di Yahvè, dei suoi profeti, delle sue battaglie, dei suoi condottieri e dei suoi re, ci viene esclusivamente dalla Bibbia, cioè da un libro che, come unica garanzia dei suoi credo, invoca le rivelazioni. In nessun documento storico troviamo il piú piccolo riscontro dei personaggi e degli episodi di cui si parla: come vedremo in seguito, o sono inventati, o interamente ricopiati da leggende altrui. E cosí, come per i personaggi, altrettanto non troviamo riscontri di nessun genere che attestino l’esistenza di quei due
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A p. 206 del testo di P. Cenci.

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che saranno usati dagli ebrei come base delle loro rivendicazioni sulla Palestina. e fatto un elenco di patriarchi dalla vita media di 750 anni. detto che Caino si rifugiò.. sono un vero trattato di insegnamento di guerriglia e di incitamento alla rivolta armata. decise di distruggere tutto per ricominciare da capo: il signore disse: «sterminerò dalla terra l’uomo che ho creato: con lui anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo perché sono pentito di averli fatti». dai fatti che essa riporta. la quale.. un popolo frustrato. maledire e ordinare stragi. che riprende dopo Noè. la sua famiglia – e i pesci. Questo documento. non riuscí a far morire affogati. Sulla prima parte si intrattiene molto poco. Le sacre scritture. quel dio che ci viene mostrato. che a sua volta è il prodotto di un altro accoppiamento tra una donna sterile e dio. indotta da un serpente a disobbedire al dio creatore. esisteva già venti secoli prima che venisse redatta la Bibbia. Dopo averci detto che dio creò Adamo soffiando nel naso di un pupazzo di creta. che è conservato presso il «British Museum» di Londra. sommergendo la terra. 6. Polifemo. conclude con l’affermazione: c’erano sulla terra i giganti a quei tempi – e anche dopo – quando i figli di dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità. lontane dall’essere un’opera di ispirazione letteraria o poetica. convinse il suo compagno a mangiare il frutto dell’albero proibito. del 2500 av. d’Israele e di Giuda. dio. Perseo. La prima. la seconda. 3 . L’accenno che la Bibbia fa circa questi uomini illustri dell’antichità non è che una ripetizione frettolosa di quelle mitologie che tutti conosciamo. come capace soltanto di punire. a concepire un programma di imperialismo universale. quel Gesú che sarà preceduto e annunciato da quell’altro eroe. che faceva dipendere l’origine dei mali dalla prima donna. ripetizione opportunamente riportata per poter giustificare l’esistenza di propri eroi da collocare in una storia inventata. Esaú e tanti altri –. nel paese di Nod. eroi che faranno nascere anche loro da donne fecondate da dio – come Isacco. insoddisfatto di ciò che aveva creato sulla terra. sin dalle primissime pagine. e. con la spiegazione circa la natura degli eroi dell’antichità. n. che non è il risultato di un’ispirazione divina. Giacobbe. accoppiandosi con una donna che non poteva essere che sua sorella. averci raccontato l’aneddoto della mela. Giovanni Battista. 6. è l’episodio riguardante Eva e la mela. la Bibbia dice che dio. per giungere alla costruzione di quel Gesú. scopi che appariranno evidenti quando ci troveremo davanti a quel “partito giudaico” che porterà gli ebrei. in un crescendo di esaltazione “nazionalistica”. La prima prova che la Bibbia sia un testo di ispirazione “pagana” e non divina. tratto da una leggenda sumera. che faranno partorire a una donna vergine resa incinta dallo spirito santo. Sansone. 4). che è quella che segue lo sterminio del diluvio. uomini famosi (Gn. Terminata la prima parte. e termina con il diluvio. e. carico di rimorsi per aver ucciso suo fratello Abele. soltanto tre pagine e per di piú in forma quanto mai confusa ed estremamente fantastica. prima di passare alla seconda parte. per quanto lo volesse. che erano andati accumulandosi in esso durante i secoli. secondo essa durato 4. Tutti conosciamo la storia del diluvio che. appare evidente da come gli ebrei si sono costruiti il loro dio. La favola sumera viene raccontata in un documento chiamato «Cilindro della Tentazione». etc. Furono scritte unicamente per raggiungere degli scopi politici ben precisi. dove dette origine a una stirpe. A questo punto. appare chiaro. che comincia con Adamo e Eva. come affermano i suoi sostenitori. 7). voglio soffermarmi a fare delle considerazioni sulle date e i fatti riportati dalla Bibbia nel periodo che va da Adamo alla nascita di Cristo. i quali. facendo leva su quei sentimenti di odio e di vendetta. Ma Noè trovò grazia agli occhi del signore (Gn. nelle quali gli eroi erano spesso figli di un dio e di un umano – cosí Achille. per continuare fino alla fine del mondo. n. per via di quell’emarginazione a cui era stato costretto dall’inizio dei tempi. bensí la trascrizione di tutte quelle nozioni che i suoi redattori appresero dalle leggende e dalle mitologie vicino-orientali e mediterranee durante i cinquant’anni di esilio passati nel Regno di Babilonia. La Bibbia divide la storia umana in due parti. –.regni.000 anni. estinse ogni essere vivente eccetto Noè. Sapendo che la stesura della Bibbia ebbe inizio nel VI secolo av. Che lo scopo della Bibbia sia quello di riunire un popolo.

. perché costretta dall’evidenza dei fatti. Per tranquillizzare coloro che potrebbero rimanere sgomenti nell’apprendere tale notizia. dal momento che in Francia. secondo essa. secondo cui il diluvio è avvenuto nell’anno 2350. asiatiche. non riconoscendo validi i diplomi di biologia e di scienze naturali rilasciati dall’università del Kansas. escludendoli dalla propria storia. pone in un altro mondo. senza infanzia. Nella certezza che la decisione presa dai professori dell’università del Kansas sia stata determinata non da una loro personale convinzione. e. è stata ricostituita da parte dei cattolici un’associazione a fini inquisitori. Adamo ed Eva. avessero o meno l’anima. mons. la teoria darwinista sull’evoluzione delle specie vegetali e animali. dobbiamo seriamente riflettere su ciò che diverrebbero le scuole se fossero affidate alle autorità cristiane. che comportò la distruzione totale di tutti gli esseri viventi. compresi quelli della riproduzione . A questo punto. si siano potute formare delle popolazioni cosí numerose e progredite quali erano gli egizi. si sarebbe presentato sulla terra già formato e completo com’è attualmente. Se la Chiesa ha accettato. se può sembrare assurdo che la terra si sia potuta popolare la prima volta in maniera completa in soli 1750 anni partendo da una sola coppia. sostenendo che queste scansioni temporali non debbono essere prese alla lettera. degli indiani di America. che le difende. che la Bibbia. nel suo libro. per opera della volontà creatrice di dio. i babilonesi. – secondo quanto. apparirà addirittura ridicolo che al tempo di Abramo (1900). è sostenuta. qualora riprendesse il potere avuto in passato. il quale asserisce – come si è detto – che l’umanità promani dall’accoppiamento di due esseri apparsi sulla terra. come se appartenessero a un’altra barzelletta – un mondo che. attribuendo a esse un senso lato. Non dico una sciocchezza se affermo che la Chiesa ripristinerebbe il rogo. africane. cosí per caso. già completi nella loro sembianza umana. ha affermato l’arcivescovo inglese. dopo approfonditi studi. senza poi parlare dei lapponi del Polo nord. Infatti. sono certo che molti saranno i lettori che muoveranno critiche alle mie osservazioni. Rifiutare queste date. Questa teoria creazionista. n. sia pur con molte riserve. i quali dovettero decidere se coloro che vi appartenevano. Ebbene. Mettere i nostri figli in mano ai religiosi significherebbe ritornare in pochi lustri nel piú buio oscurantismo e sicuramente a quella inquisizione che nel passato ha condannato alla tortura e al rogo chiunque osasse contestare le “verità” della Chiesa. ha però rifiutato nella maniera piú categorica di applicarla all’uomo. indoeuropee. significa sostituire la fede con il ragionamento. etc. i persiani. dirò che i rettori di tutte le altre università americane hanno subito reagito. condannando come miscredenti coloro che rifiutano di accettarle come verità dogmatiche. quale 6004 anniversario della nascita del primo uomo e i cristiani a sostenere fermamente che Adamo fu creato da dio esattamente venerdí 24 marzo dell’anno 4004 av. contrariamente a quanto si possa credere. cioè soltanto dopo 450 anni dal diluvio. pose dei grossi problemi ai teologi cristiani. come risulta nel seguente documento: CREAZIONE DI UNA NUOVA ASSOCIAZIONE Dichiarazione alla prefettura di polizia di Parigi: associazione per la ricostituzione dell’inquisizione. in età adulta e già in grado di usare tutti i propri organi nella maniera piú soddisfacente. dal momento che non risultavano essere stati generati da Adamo e Eva. il 2000 3 . la Chiesa sostiene che a dare inizio all’umanità siano stati due esseri apparsi 6004 anni fa. Oggetto: ricostituire l’inquisizione che dovrà soprattutto distruggere gli scritti opposti alla dottrina cattolica e impedire la propagazione 3 Quando è stato concluso il presente lavoro.. per mettere al suo posto il «creazionismo» sostenuto dalla Bibbia. i greci e tutte quelle altre etnie formanti le civiltà mediterranee.. quando fu scoperto. In sostanza. il quale. il consiglio che presiede alla pubblica istruzione dello Stato del Kansas (Usa) ha votato nel mese di giugno del 1999 (con una maggioranza di 6 voti su 10) l’abolizione della teoria darwinista dai programmi scolastici di biologia e scienze naturali. anche da una certa branca di studiosi di scienze naturali. nonostante le richieste di perdono del santo padre. Usher.Stando a quanto afferma la Bibbia. oltre che dai teologi. quella fede che porta gli ebrei a festeggiare l’anno in corso. completi e perfetti. degli aborigeni dell’Australia. senza origine. 4 . ma solo come espressione simbolica di epoche non determinabili. La creazione dell’uomo. ma da un’imposizione ricevuta dal potente clero locale. questi lettori sappiano che sostenere queste date come non reali significa contraddire la Chiesa.

cosa che comporta. è un mistero destinato a rimanere eternamente insoluto. che restò a galleggiare sopra le acque per oltre ventiquattro mesi al chiuso di un’arca. ogni sorta di animali mondi come olocausti da arrostire sulla brace – dove poi abbia preso questi animali.09. 2237225. doveva essere di almeno cinquemila metri. Due animali per ogni varietà. J. secondo quanto aveva ordinato il signore. poiché la terra era ancora tutta sommersa da un livello di acque che. Dopo quattordici mesi di galleggiamento. e la prima cosa che fece fu quella di erigere un altare di pietra per offrire al signore. per costruirla. avrebbero dovuto impiegare. come lo spirito santo – credete che ce ne fossero davvero soltanto due in quell’arca che disponeva soltanto di quella finestrella..1996 4 . Ordine che. i vermi dell’intestino. dove si era rifugiato insieme alla propria famiglia e a una coppia di ciascun animale esistente sulla terra. Fallito nel suo primo tentativo. considerando i bisogni fisiologici di quel qualche miliardo dei suoi occupanti.. continuano a cercarla. dovevano servire per ripopolare la terra. l’infallibile e onnisciente dio creatore dell’universo. Il signore si intenerí tanto. da cui Noè fece uscire la colomba? E possiamo immaginare cosa fosse diventata dopo due anni. l’arca finalmente si adagiò su quel monte Ararat – dove degli esaltati. si misero in marcia per ritornare nei luoghi da dove erano venuti onde rigenerare le rispettive razze. uscirono a pariglie come erano entrati e. per quanto autoritario fosse stato. Con questa battuta ho voluto mettere in evidenza tutti i problemi conseguenti all’alimentazione degli animali e alla costruzione della stessa arca che. considerando i mezzi di allora. la lotta contro le eresie. i pidocchi e le piattole. un maschio e una femmina. soffiando ininterrottamente per dieci mesi. 21). e le lumache dei tropici che. 8. come le zecche. impiegarono piú di duecento anni prima di giungere a casa. tenendosi per le code. J. naturalmente. permettendo cosí ai sopravvissuti di rimettere i piedi a terra – «nel primo mese dell’anno seicentuno della vita di Noè». Ma non poterono uscire. anche a porte chiuse. eccetto un certo Noè. avrebbe dovuto avere dimensioni tali che Noè e i suoi tre figli. stando all’altezza del monte Ararat. però. contati coppia per coppia. venuta dal Polo nord. non meno di duemila anni . rue de Charenton. ordinò il diluvio che sommerse la terra. se veramente avesse dovuto contenere tutte le coppie degli esseri esistenti sulla terra e le derrate per nutrirli. Le scimmie platirrine partirono per l’America del Sud. le scimmie alonate ritornarono all’equatore. le scimmie delle nevi in Cina. le false religioni e ideologie. dio fece alzare un vento che. non ha che da rivolgersi al suo indirizzo per accertarsene: sede sociale. alla soave fragranza dell’arrosto (Gn. come segno di ringraziamento. l’elefante indiano in Himalaia e quello africano in Kenya. K. Gli animali. nascondendosi sotto le code. i tafani e quelle mosche cavalline che riuscirono a superare il controllo.attraverso altri mezzi di questo genere d’idee. 5 . che rimasero saldamente attaccate addosso a lui e ai suoi familiari. tutti in ottima salute. prosciugò le acque. nella convinzione che ci sia ancora. Sem. Noè non poté rispettare alla lettera per via di tutte quelle piccole creature che purtroppo gli sfuggirono di mano. senza contare tutti gli altri parassiti che gli animali di grossa taglia si portarono dietro quando entrarono nell’arca. di quei grossi ditteri che attirati dalla sporcizia hanno la capacità di entrare dappertutto. A questo punto. a cui tutto è permesso e nulla negato. Cam e Iafet. per quanto giganti fossero. pentitosi di ciò che aveva fatto. Data della fondazione dell’associazione: 17. secondo quanto aveva disposto il signore che le aveva create (il giovedí di quella settimana in cui aveva fatto tutte le cose). disse fra sé: non maledirò piú la terra a causa dell’uomo. che. né colpirò piú essere vivente come ho fatto. von Hirschfield. abbassatosi il livello delle acque. Tutti gli esseri viventi morirono affogati. secondo calcoli fatti. Anche Noè uscí dall’arca con la moglie e i suoi tre figli. Paris. perché finalmente ho capito che il cuore umano è incline al male fin dall’adolescenza. molta strada la dovette fare anche la coppia di orsi bianchi. dato che tutti quelli salvati. specie e varietà. e di mosconi. 4 Se qualcuno avesse dei dubbi sulla costituzione di questa associazione. quali le pulci.

che impedivano loro nella maniera piú energica di entrare e invadere le loro terre: una vita randagia. dalla mancanza di acqua e dalle continue epidemie. rappresentata da un politeismo costituito da piccoli idoli ancestrali a carattere prevalentemente superstizioso – come il serpente di bronzo eretto contro il vele6 . sia relativamente alla religione. i tre figli di Noè. Credo che non ci sia bisogno di spiegare come si svolgesse la vita di questi pastori. i figli di Noè prolificarono tanto da lasciarci sbalorditi per come riuscirono. se in una è di quaranta giorni. av. che sarà la protagonista della favola biblica. facendola partire dagli inizi del XX sec. prendiamo atto di queste belle parole che il signore disse quel giorno. rimasto il solo uomo giusto in un’umanità divenuta malvagia. sia per quanto atteneva le leggi e i regolamenti. che è il tempo intercorso tra la fine del diluvio (2350) e il tempo di Abramo (1900). durante i cinquant’anni di prigionia in Babilonia – venne ripetuta dai redattori della Bibbia in maniera cosí fedele da non essere trascurato nessun particolare. n. scendendo dalle altezze (altezze comunque molto limitate se gli arrivavano gli odori delle carni che arrostivano su un barbecue). etiopi e tanti altri. babilonesi. almeno a grandi linee. praticando accoppiamenti basati su inevitabili incesti e roba del genere – come era già avvenuto la prima volta con Adamo ed Eva –. da Iafet tutto il mondo restante. carica di tutte le tribolazioni che possono derivare. Da Sem vennero i semiti. soprattutto. che nasce anch’essa da leggende di altri popoli –. rappresentati dai persiani. venivano chiamati «ebrei» dalla parola eber. stando alla Bibbia. commossi davanti a questo quadretto. tra cui gli stessi ebrei. la cui vegetazione era rappresentata da arbusti radi e rinsecchiti. essendo quella di Noè quasi il doppio di quella di Ziusudra. A questo punto sarà utile. che il buon Ziusudra liberò dalla finestrella per rendersi conto della situazione esterna. inclusi i greci e quelli spintisi in Oriente − e tutti gli altri abitanti dell’Estremo oriente? Prima di riprendere con la favola biblica. costretti a vagare in quell’immenso deserto dove erano stati relegati dalle potenti nazioni limitrofe. salutato il vecchio genitore. basati su tradizioni tribali. nell’altra è soltanto di sette. neppure quello della colomba. e.E noi. Comincia con una visione divina che ebbe un certo Abramo. nella sua infinita bontà di essere onnisciente e onnipotente. come l’episodio di Eva. a ripopolare i continenti. era il capo di una delle tante tribú di pastori erranti che vivevano nei territori desertici della Mesopotamia. le popolazioni nomadi che vivevano in quell’oceano di sabbia che comprendeva il deserto degli accadi. avendo deciso di distruggere gli uomini con un diluvio. Costretta a continui spostamenti per il rinnovo dei pascoli. i popoli europei. egizi. In questo sterminato deserto. il quale. trascurando tutto il resto dell’umanità. ogni tribú conduceva una vita autonoma e indipendente dalle altre. il deserto arabico e il deserto del Negheb. Saltando tutte le stupidaggini che seguirono il diluvio – come quella riguardante la torre di Babele. da Cam i camiti. fenici. che in aramaico significa «errante». anche quello di Noè è la ripetizione esatta di una favola sumero-babilonese. che sono gli africani. riprendiamo l’esposizione del racconto nel punto in cui la Bibbia. Le uniche differenze esistenti tra i due racconti le troviamo nelle dimensioni delle arche. per avere le idee chiare sui fatti che seguiranno. nella quale si racconta di un certo Ziusudra che. come avevano fatto gli animali. comincia a interessarsi espressamente della storia ebraica. ci tengo a far sapere che. costituito da circa un milione e mezzo di chilometri quadrati. dio. Questa leggenda sumero-babilonese – appresa. e nella durata delle piogge che. se ne andarono ciascuno con la propria femmina prendendo direzioni differenti. costituito dalla razza indoeuropea. si rivolse a Noè e ai suoi figli e disse: siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra. come tutto il resto. vivevano numerosi raggruppamenti di nomadi che. gli ordinò di costruirsi un’arca per ripararvisi con la sua famiglia. fu salvato dal dio Enlil. per ripopolare la terra. Obbedienti all’ordine. soffermarci un attimo a analizzare. dalle quali fu estratta la tribú (immaginaria). che vede Noè in ginocchio davanti a un dio che annusa e lacrima. che. Come la cerimonia di ringraziamento fu terminata. in appena quattro secoli e mezzo. nel loro insieme. Assegnatosi ciascuno un settore.

no delle vipere –, e da divinità maggiori, provenienti da culti di altri popoli, come Astarte e Moloc della civiltà fenicia. Astarte e Moloc, divinità “adottate” da tutte le tribú ebraiche, erano divinità sanguinarie, a cui venivano offerti olocausti umani e soprattutto bambini, tra i quali i primogeniti erano i preferiti, per quel principio che rende il dono tanto piú apprezzato, quanto piú è amato da colui che lo offre. Durante il II millennio, si verificarono frequenti emigrazioni da parte di queste tribú, che, nella ricerca di terre meno aride, lasciavano le zone desertiche della Mesopotamia per dirigersi verso il Mediterraneo. Speranza che veniva, però, ogni volta frustrata, perché il viaggio, arrestandosi di fronte ai confini dell’Egitto e della Palestina, si concludeva in quel deserto del Negheb, che di diverso da quello che avevano lasciato aveva soltanto il nome. Da documenti giuntici, sia in graffiti che in caratteri cuneiformi, risulta che, come conseguenza di questo afflusso generato dalle immigrazioni, si formarono nel deserto arabico e ancor piú nel deserto del Negheb bande di predoni, le quali, oltre ad attaccare i popoli palestinesi con scorribande e razzie, si vendevano come mercenari alle grandi potenze, come quelle degli ammoniti, degli ittiti, dei fenici e degli stessi egizi, impegnate in continue lotte di egemonia. È in questo clima di emigrazioni, di delusioni e di scorribande che la Bibbia comincia il proprio racconto, facendolo partire dalla visione che ebbe questo Abramo, capo di una di queste tribú. Gli apparve un vegliardo che, dopo essersi rivelato come il dio creatore dell’universo, gli disse che, se lui e la sua tribú avessero rinnegato le divinità che avevano seguito fino allora per adorarlo e servirlo come unico dio, li avrebbe ricompensati, eleggendoli come suo popolo prediletto e regalando loro una terra nella quale, sistemandosi definitivamente, sarebbero divenuti una grande nazione. In questo contratto, basato sul do ut des, le clausole furono espresse con tanta precisione da stabilire addirittura che la terra sarebbe stata quella di Canaan in Palestina, che tanto era fertile da scorrervi latte e miele. Cosí, a differenza di tutte le altre tribú ebree, che si trasferivano cariche di tutti quei dubbi che hanno coloro che si affidano soltanto alla fortuna, quella di Abramo fu la sola che affrontò il suo viaggio nella certezza del successo per quella garanzia che gli veniva da una promessa fatta dal dio creatore e padrone di tutte le cose. A parte il fatto che poi tutto si rivelerà, come vedremo, un vero fallimento, quello che piú mi ha stupito di questa storia è stato vedere come questo dio, nonostante la Bibbia affermi che il suo nome era stato tramandato di generazione in generazione a tutti i pronipoti di Noè, e soprattutto alla discendenza di Sem, da cui si fa derivare direttamente Abramo, sia stato cosí dimenticato dagli uomini in soli quattro secoli e mezzo da essere costretto a ricorrere a una visione per farsi riconoscere come divinità e a proporre un contratto per farsi eleggere come tale. Quel dio, che soltanto qualche pagina prima ci era stato mostrato come il kosmocrator, come l’onnipotente che aveva distrutto tutti gli esseri viventi in quaranta giorni e l’onnisciente a cui Noè aveva elevato un altare, riconoscendolo come unico dio, viene in realtà ridotto, attraverso il baratto di cui si fa artefice, alla stregua di un faccendiere. Possibile che in quei quattro secoli e mezzo che erano seguiti al diluvio sia stato messo cosí da parte di fronte a tutti gli altri dei, scesi dal cielo nel frattempo, da cadere in un oblio cosí profondo da non essere ricordato da nessuno? Se Abramo avesse respinto la sua proposta di alleanza, cosa d’altronde possibile, rispondendogli che era già impegnato con Astarte e Moloc, e che a lui e alla sua tribú ben si confacevano gli idoli ancestrali che avevano seguito fino allora, cos’altro avrebbe potuto fare questo dio, se non ritornare deluso e frustrato nel mondo da cui era venuto, cioè in quel mondo delle divinità sconosciute alle quali la città di Pergamo aveva eretto una stele? Ebbene, lasciando da parte ogni ipotesi su come sarebbero potute andare le cose, continuiamo con la versione del racconto che dà la Bibbia. Abramo, accettata la proposta per la fiducia che poneva nella parola di dio, riuniti gli armenti, si diresse con la sua tribú verso la terra promessa. L’itinerario seguito da Abramo nel suo viaggio è già di per sé un assurdo piú che sufficiente per dimostrare che questo dio, che gli aveva promesso di guidarlo, o era soltanto un sogno, oppure di geografia se ne intendeva davvero poco.

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Il viaggio infatti risulterà un continuo cambiare di direzione, del tutto simile al vagare degli uccelli che hanno perso l’orientamento. Dal deserto degli accadi (Kuwait), seguendo i confini della Mesopotamia verso nord, lungo l’Eufrate, Abramo e la sua tribú proseguirono finché, obbligati a ripiegare verso sud, perché si trovarono la pista sbarrata dai confini della Fenicia, attraversati i deserti della Siria (Iraq e Arabia Saudita), dopo aver fatto un mezzo giro, continuarono finché non furono costretti a fermarsi, dopo 2.000 chilometri di marcia, nel deserto del Negheb, come esattamente avveniva per gli altri, che partivano senza l’aiuto di dio. Contrariamente a quanto dio aveva promesso, non riuscirono a entrare nella terra di Canaan. Essa era là, bella e fertile, che si stendeva oltre il Giordano, ma nulla potettero fare, oltre ad accontentarsi di guardala dalla vetta di una montagna, perché coloro che l’abitavano, fregandosene della promessa che loro avevano ricevuto da dio, erano disposti a tenersela e difenderla, nella loro legalità di proprietari, nella maniera piú decisa e accanita.

Itinerario del viaggio di Abramo (deserto di Engaddi-Negheb=2.000 km) Decimati dalla fame, dalla sete e dalle pestilenze, è facile immaginare quello che dovettero provare, quando si resero conto che la loro situazione, invece di migliorare, era addirittura peggiorata. Scoraggiati e delusi per l’impossibilità di impossessarsi di Canaan, decisero di entrare in Egitto. Ma, abituati come erano a prendere bastonate ogni volta che oltrepassavano il confine di uno Stato, pensarono di rabbonire gli egizi, offrendogli tutto in cambio dell’ospitalità. Tutto senza limiti, comprese le donne, le quali, senza nessuna remora, decisero di darsi agli egizi per quella morale che originava dal culto della dea Astarte, che considerava il meretricio un’attività tanto nobile da imporre a ogni donna di prostituirsi almeno una volta durante la vita, per offrire il ricavato ai sacerdoti della dea.
Quando Abramo fu sul punto di entrare in Egitto, disse alla moglie Sara: «vedi, io so che sei donna di aspetto avvenente. Quando gli egizi mostreranno di desiderarti, non dire che sei mia moglie, ma che sei mia sorella, cosí non solo non mi uccideranno per averti, ma mi ricompenseranno per quello che riceveranno da te» (Gn. 12, 1).

La Bibbia prosegue poi sull’argomento, aggiungendo, quasi temesse di non essere stata sufficientemente chiara:
quando Abramo arrivò in Egitto, gli egizi videro che la donna era molto avvenente. La osservarono gli ufficiali del faraone e ne fecero le lodi al faraone; cosí la donna fu presa nella casa del faraone. Per riguardo a lei, egli trattò bene Abramo, che ricevette greggi, armenti, e asini e cammelli.

Fu cosí che, mentre la moglie di Abramo esercitava la sua attività di «donna avvenente» tra le autorità egizie e gli alti ufficiali, le altre donne della tribú concedevano le loro grazie agli egizi di ordine inferiore. Ma il signore, dice la Bibbia, colpí il faraone e la sua casa con grandi calamità per cui il faraone stesso, fatto chiamare Abramo, gli chiese:
«che mi hai fatto? Riprenditi questa donna e vattene». Poi il faraone l’affidò ad alcuni uomini che l’accompagnarono fuori della frontiera insieme a sua moglie e a tutti i suoi averi (Gn. 12, 18).

Considerando la povertà, la profonda miseria di questi nomadi, che cos’altro possono essere questi «suoi averi» se non le greggi, gli asini e i cammelli che Abramo aveva ricevuto come ricompensa del meretricio della moglie e delle altre donne della tribú? C’è da rimarcare, comunque, la generosità del faraone che, nonostante le calamità arrecategli da questi pastori – rappresentate sopratutto dalla blenorragia 5 con la quale le donne avevano infettato
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La «blenorragia» (dal greco blènos, «muco», e ràgoo, «erompo») − stadio acuto della «blenorrea» (dal greco blènos, «muco», e rèo, «scorro») − o anche «gonorrea» (sempre dal greco, gònos, «seme», e rèo, «scorro»), nella medicina “ufficiale” è annoverata fra le «malattie veneree − denominata comunemente «scolo» − a trasmissione sessuale, che riguarda sia i maschi che le femmine. Le denominazioni sono relative al sintomo principale, costituito dalle perdite uretrali.

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gli egizi –, li espulse pacificamente dall’Egitto, affidandoli a guide egizie e lasciando loro tutto ciò che avevano incassato. Fu in seguito a questa espulsione, dovuta al contagio che le loro donne avevano arrecato agli egizi, che gli ebrei cominciarono a praticare la circoncisione per combattere quella formazione di pus nel glande che fino allora avevano creduto, avendola avuta da sempre, che facesse parte della fisiologia umana. Praticamente, avendo compreso dalla reazione degli egizi che in realtà era una malattia, nella convinzione che fosse causata dalla sporcizia che si accumulava sotto la pelle, risolsero di combatterla tagliandosi il prepuzio. Ma l’attività di Abramo, basata su certi discutibili sistemi di guadagno, non finí con questa espulsione, perché, lasciato l’Egitto, continuò a far lavorare l’avvenente Sara, presentendola come propria sorella ad Abimelech, re di Gerar, dal quale ricevette come ricompensa, ancora una volta, greggi, armenti, schiavi e schiave, e, in piú, una somma di mille pezzi d’argento. Cosí, tra traffici d’ogni genere, litigi con i popoli vicini, nascite miracolose di figli partoriti da donne fecondate da dio e altre avventure, la tribú di Abramo rimase nel deserto del Negheb per circa due secoli. Appartengono a questo periodo alcuni dei passi piú conosciuti della Bibbia, come quello di Esaú che cedette la primogenitura per un piatto di lenticchie, quello di Sodoma e Gomorra che vennero distrutte dal fuoco per il libertinaggio che praticavano, quello della moglie di Lot che divenne una statua di sale per essersi voltata a guardare le due città che bruciavano sotto una pioggia di fuoco e di zolfo, e le tante battaglie che Abramo combattè contro i cananei per impossessarsi di quella terra che la sua tribú insisteva a considerare come propria, in virtú di quel contratto che aveva stipulato con dio. Ma, certamente, il piú farneticante fra tutti gli episodi di questo periodo è quello che si riferisce a quel Giuseppe, figlio di Giacobbe, che diventò, per la sua capacità di interpretare i sogni del faraone, nientemeno che viceré d’Egitto. Quello che piú mi ha indignato della Bibbia è la sfrontatezza usata nell’affermare le cose piú assurde, nella convinzione che gli altri siano degli imbecilli. Comunque, gli stessi ebrei, consci che questa vicereggenza dell’Egitto si sarebbe prestata a grosse critiche per la sua mancanza di riscontri storici, cercarono di giustificare la sua mancata trascrizione sui documenti dicendo che, se ciò era avvenuto, era dipeso dal fatto che il faraone del tempo di Mosè non lo aveva inserito nella storia perché “essendo nuovo” non conosceva nulla del passato dell’Egitto.
In quel tempo sorse in Egitto un nuovo re, che non aveva conosciuto Giuseppe» (Es. 1, 8).

Cosí scrissero nella Bibbia, per attribuire all’ignoranza degli egizi il fatto che del personaggio Giuseppe, viceré d’Egitto, non fosse rimasta traccia. Se fra tutti gli episodi accaduti durante questo periodo riteniamo che quello che ci mostra Abramo sul punto di immolare a dio il suo primogenito Isacco sia tra i piú importanti, non è tanto per l’efferatezza che esprime, quanto perché attraverso di esso possiamo avere la conferma che presso quei pastori si compivano ancora sacrifici umani secondo il culto di Astarte e di Moloch. Questa cosa viene ulteriormente confermata da quel passo in cui il signore della Bibbia – che, nella realtà, non è altri che la personificazione delle divinità “pagane” adorate realmente dagli ebrei – ordina a Mosè che gli siano riservati, oltre ai migliori capi del bestiame, anche i primogeniti del suo popolo:
«il primo parto di ogni madre tra gli israeliti, di uomini o di animali, esso appartiene a me» (Es. 13, 3).

Come si vede, i primogeniti, di qualsiasi natura fossero, sia animale che umana, erano messi alla stessa stregua per ciò che riguardava la loro offerta a dio come olocausti. E ancora piú avanti, anche se in forma di condanna, ci viene un’ulteriore conferma di come gli ebrei praticassero questi riti, dal versetto 1 del cap. 20 dell’Esodo:
il signore disse a Mosè: «dirai agli israeliti che chiunque tra di essi sacrificherà qualcuno dei suoi figli a Moloc, dovrà essere messo a morte per lapidazione».

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disse: «no. di per sé cosí banale da risultare addirittura offensivo per un dio a cui si fa recitare la parte di un pazzo che gira di notte per aggredire il primo che incontra. quest’uomo misterioso lo colpí nell’articolazione del femore e l’articolazione del femore di Giacobbe si slogò mentre continuava a lottare con lui. Questi disse: «lasciami andare perché è spuntata l’aurora». venite in casa del vostro servo: vi passerete la notte. Tra le tante cose che i redattori della Bibbia dovettero inventarsi. tutto il popolo al completo. Vedendo che non riusciva a vincerlo. perché hai combattuto con dio e con gli uomini e hai vinto!». si avvicinarono per sfondare la porta. è certamente quello che narra di una lotta tra dio e Giacobbe. andò loro incontro e si prostrò con la faccia in terra. magari dopo avergli fatto dei bagnoli e dei microclismi? 10 .. avendo lungamente discusso sul sesso degli angeli. Non si erano ancora coricati. domattina. Lot si alzò. L’uomo misterioso chiese: «come ti chiami?». Spuntava il sole quando Giacobbe passò Penuel e zoppicava all’anca. prese le due mogli. non fate del male! Sentite. Per questo gli israeliti. Per comprendere come arrivarono a darsi il nome di Israele. fino a oggi. oltre che declassante. che è sopra l’articolazione del femore. Gli rispose: «perché mi chiedi il nome?». per tempo. troppo generico per stimolare quell’orgoglio necessario per costituire un movimento rivoluzionario nazionalista. nei secoli che seguiranno.Ma l’episodio riguardante il periodo di Abramo che piú brilla su tutti gli altri per la sua insensatezza. purché non facciate nulla a questi uomini perché sono entrati all’ombra del mio tetto». E spingendosi violentemente contro Lot. Giacobbe allora gli chiese: «dimmi il tuo nome». era seduto alla porta di Sodoma quando arrivarono due angeli. av. Lot uscí verso di loro sulla porta e. si affollarono intorno alla sua casa. non mangiano il nervo sciatico. cosa sarebbe accaduto a quei due se fossero ritornati in Paradiso riempiti di sperma sodomita. vi laverete i piedi poi. contrariamente a quanto possa sembrare. dal momento che quello di ebrei aveva in realtà un significato. a un essere metafisico in seguito all’assimilazione dei concetti “pagani”. Li prese. le due schiave. Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino allo spuntare dell’aurora. Ma quelli risposero: «tirati via! Quest’uomo è venuto qui come straniero e vuol fare il giudice. che. io ho due figlie che non hanno conosciuto uomo. quanto per mettere in evidenza il discredito in cui era tenuta la donna. gli ebrei da quel giorno si attribuirono il nome di israeliti. Di conseguenza. a trasformare il proprio dio. colpirono quelli che erano fuori con abbaglio accecante cosí che non poterono piú trovare la porta (Gn. per assumere una dignità di popolo e di nazione. E qui lo benedisse. la cosa migliore è di citare il passo come la Bibbia lo riporta: durante quella notte Giacobbe si alzò. perché quell’uomo aveva colpito l’articolazione del femore di Giacobbe nel nervo sciatico. e. Giacobbe rispose: «non ti lascerò se non mi avrai benedetto». quand’ecco gli uomini della città. da personaggio meschino e rozzo come era concepito nel VI sec. n. ma Israele. è quello che riguarda suo figlio Lot che ospita dei viandanti in casa propria perché vi passino la notte. 19). Ma egli insistette tanto che li convinse a entrare nella casa sua. nipote di Abramo. Egli preparò loro un banchetto. giovani e vecchi. deve essere tutt’altro che trascurato. fece cuocere gli azzimi e cosí mangiarono. E l’uomo misterioso aggiunse: «non ti chiamerai piú Giacobbe. Chiamarono Lot e gli dissero: «dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi perché possiamo abusarne!». dirò che quest’uomo che aveva combattuto con Giacobbe era nientemeno che dio. E disse: «miei signori. o sarebbero stati riconfermati nel loro ruolo di messaggeri divini. perché attraverso di esso potremo renderci conto dell’evoluzione religiosa che porterà gli ebrei. che è il libro in cui si parla di Abramo e dei suoi diretti discendenti. Un altro episodio trattato dalla Bibbia nel Genesi. Anche se la base dell’argomento è il sesso. ci fu quella di darsi un nome. Ora faremo a te peggio che a loro». fatto rientrare Lot in casa. Non appena li ebbe visti. lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi piace. dopo aver chiuso il battente dietro di sé. significando «colui che lotta e vince». che di queste cose sicuramente se ne intendono. Sarebbero stati respinti e messi alla porta. Rispose: «Giacobbe». non può che racchiudere un significato di rivendicazioni guerriere. Lot. se riporto questo fatto non è tanto per dimostrare come l’omosessualità facesse parte dei costumi di questi nomadi. A questo punto vorrei chiedere ai teologi. cioè gli abitanti di Sodoma. ve ne andrete per la vostra strada». avendo dio dato al patriarca Giacobbe il nome di Israele. Quelli risposero: «no. passeremo la notte sulla piazza». Allora dall’interno quegli uomini [gli angeli] sporsero le mani e. fratelli miei. i suoi undici figli e passò il guado dello Iabbok. fece loro passare il torrente e fece passare anche tutti i suoi averi. Per chi non lo avesse capito. Questo passo.

andò con esse ad abitare sulla montagna di Zoar.) Un altro episodio che ha molte analogie con quello riguardante Lot. io ve la condurrò fuori. abusatene e fate quello che vi pare: ma non commettete contro quell’uomo una simile infamia». entrò nella casa del vecchio insieme alla sua concubina e al suo servo. Loro la presero e abusarono di lei fino al mattino: la lasciarono andare allo spuntare dell’alba. si fermò sulla piazza della città di Gabaa. Il viandante. Le disse: «Alzati. lo troviamo nel libro dei Giudici (cap. che dal basso gli infilano gli occhi sotto la veste per guardargli il culo!) 11 .130 soldati. perché alzando la tua lama su di essa la renderesti profana. Un vecchio. circondarono la casa. giaceva distesa all’ingresso della casa. che fu il padre dei Moabiti. Il padrone di casa uscí e disse loro: «no. Che il fondoschiena costituisse un’attrazione per quei selvaggi ci viene confermato da un altro passo della Bibbia. Ma quegli uomini non vollero ascoltarlo. a quanto risulta dai numeri riportati dalla Bibbia. proveniente da Betlemme e diretto verso le montagne di Efraim in compagnia della sua concubina e di un servo. Quella donna sul far del mattino venne a cadere all’ingresso della casa del vecchio.Ma la storia del probo Lot per ciò che riguarda il suo coinvolgimento nel sesso. avvicinatosi. 19). che non vengono quantificate. Rimasto solo con le due figlie vergini in seguito alla salificazione della moglie. Mangiarono e bevvero tutti insieme e mentre aprivano il cuore alla gioia. afferrò la sua concubina e la tagliò a pezzi. con le mani sulla soglia. afferrò la sua concubina e la portò fuori da loro. e dissero al vecchio padrone di casa: «fa uscire quell’uomo che è entrato in casa tua. Il suo padrone si alzò la mattina. li invitò a casa sua. città della tribú di Beniamino. ecco gli uomini della città. a turno. dobbiamo partire!». Poiché questo fatto era avvenuto presso la tribú di Beniamino. Questa volta il fatto è ambientato a Gabaa. 20). la sua concubina. perché vogliamo abusare di lui». (Peccato che fra i tanti artisti che hanno riprodotto scene sacre nessuno abbia dipinto un quadro ispirandosi a un Mosè messo in cima a una scala circondato da israeliti. gli angeli e le figlie vergini. in cui è lo stesso dio a darcene prova con il consiglio che dà a Mosè di comportarsi in modo da non indurre in tentazione il suo popolo. e la piú piccola partorí un figlio che chiamò «figlio del pio popolo». consultatevi e decidete!» (Gd. complessiv mente 106. fratelli. dopo averli sconsigliati di passare la notte sulla piazza. 36) (E il tutto sotto la benedizione del signore. prima la maggiore e poi la piú piccola. non lo costruirai con pietra tagliata. che apparteneva alla tribú di Levi. membro per membro. Esso è tratto dal Cap. 20 dell’Esodo. Cap. che si coricarono con lui dopo averlo fatto ubriacare. in dodici pezzi. La maggiore partorí un figlio che chiamò Moab. non fate una cattiva azione: ecco mia figlia è vergine. quando un viandante. accettato l’invito. Fu qui. Agli uomini che inviava ordinò: «cosí direte a ogni uomo d’Israele: È forse mai accaduta una cosa simile da quando gli israeliti sono usciti dal paese d’Egitto fino a oggi? Pensate. che fu violentato da esse durante il sonno. Come giunse a casa. che stabilisce le leggi riguardanti i riti: se tu mi farai un altare di pietra. non finisce qui. Cosí le due figlie di Lot concepirono dal padre. Ma non ebbe risposta. perché non si scopra la tua nudità. senza contare le vittime civili. Su ordine del signore si scatenò una guerra in cui perirono in una successione di stragi. aprí la porta della casa e uscí per continuare il suo viaggio: ecco la donna. Allora il marito la caricò sull’asino e partí per tornare alla sua abitazione. Allora il viandante.39. si muní di un coltello. Non salirai sull’altare per mezzo di gradini. poi li spedí per tutto il territorio d’Israele. bussando alla porta. che fu il padre degli ammoniti (Gn. presso il quale stava il suo padrone e là restò finché fu giorno chiaro. 19. di cui la Bibbia non dice il nome. nella caverna dove si era stabilito. le altre undici tribú d’Israele si riunirono e per punirla si armarono contro di essa. Era sera.

che avesse potuto giustificare un lavoro forzato. esteso anche ai ceti piú umili. che favoriva l’immigrazione di lavoratori stranieri. che. nel quale si erano ermeticamente chiusi per difendere la loro indipendenza sociale. cioè fino a quando. e dai cantieri delle piramidi che. dove continuarono a esercitare l’attività di allevatori di bestiame in un regime di indipendenza che portò le due etnie a una situazione conflittuale e che vide per secoli questi pastori relegati al rango di emarginati dagli egizi. dopo aver passato due secoli nel deserto del Negheb in seguito all’espulsione che subirono con Abramo. garantito da un’agricoltura che era stata portata al massimo della produzione. a loro volta. stando alle epoche a cui si riferiscono i fatti. ignorando le regole piú elementari dell’igiene questi pastori furono spesso causa di infezioni epidemiche che contagiarono sia gli egizi che il loro bestiame. inoltre. Affiatamento che le autorità favorivano. cercarono di aumentare il numero dei sudditi. oltre a favorire l’incremento delle nascite degli autoctoni. se fosse stato imposto al lavoro un ritmo perlomeno normale. li chiamavano «figli della sabbia». con disprezzo. tramite quel sacramento del battesimo che. vissero come uno Stato in seno a un altro Stato per ben cinque secoli. indispensabile per amalgamare tra di loro le varie razze dei lavoratori immigrati e queste. rimasero autonome nei loro accampamenti. da portare gli egittologi moderni a concludere che non fu l’Egitto a fare le piramidi. organizzando sui posti di lavoro – secondo quanto viene riportato da documenti dell’epoca – continue feste in onore di Iside e di Osiride. che rendeva tutti gli uomini spiritualmente uguali. compresi i braccianti agricoli che si riversavano in essi quando dovevano lasciare i campi a causa delle inondazioni del Nilo. anche dal tempo che fu impiegato per portarle a termine. furono definitivamente espulsi dal faraone che. attraverso le tecniche piú avanzate disponibili a quei tempi. successore di Ramses II.) È a questo punto che appare la figura di Mosè. a differenza degli altri che cercarono di integrarsi con gli egizi. questo stava attuando un piano imperiale basato sull’espansione demografica. anche gli ebrei entrarono in Egitto per installarvisi definitivamente. accettandone gli usi. è da escludersi. durante le quali venivano consumati fiumi di birra. Vivendo in accampamenti di pelli di capra e in promiscuità con gli animali. è quanto mai inaccettabile ammettere che le piramidi siano state costruite sotto il regime di una schiavitú. permetteva a tutti di accedere alla vita eterna dopo la morte. con il popolo egizio. nel loro pacifico ruolo di cantieri sociali. Eliminata cosí ogni condizione di urgenza. (La possibilità di poter attribuire due faraoni esistiti in epoche distanti l’una dall’altra di circa due secoli dimostra quanto i fatti riportati dalla Bibbia siano privi di ogni sostegno storico. sia morale. restando aperti tutto l’anno.SECONDA ENTRATA IN EGITTO Quando gli ebrei rientrarono in Egitto per la seconda volta. favorendo l’immigrazione di altri popoli attraverso una garanzia di benessere. oltre che dal fatto che molte di esse. oltre a essere stata condannata nella forma piú decisa dopo l’avvento del battesimo. I faraoni. rimasero inutilizzate. che. In questo isolamento. attraverso una sorta di “comunismo” religioso. di cui l’Egitto era grande produttore. a cui la Bibbia ha dato il nome di israeliti. ma le piramidi a fare l’Egitto. Ma. assicuravano una continuità di occupazione a tutti. le autorità egizie volevano ottenere tramite la costruzione delle piramidi un affiatamento delle masse lavoratrici. che non avrebbero trovato altrove – sia sociale. Incoraggiati da questa politica. costruite in eccedenza. che la Bibbia ci presenta come colui che condusse fuori dall’Egitto questa orda di primitivi per riportarla in quel deserto del Negheb. i costumi e la religione. se consideriamo che. Il contributo che queste mastodontiche costruzioni apportarono alla grandezza egizia fu cosí determinante. attraverso un lavoro costante e duraturo. Che il motivo principale per cui furono costruite le piramidi sia stato quello di garantire una continuità di lavoro alle collettività lavoratrici ci viene. che risulta essere stato mediamente di tre o quattro volte superiore a quello che normalmente ci sarebbe voluto. doveva essere Akhenaton – anche se alcuni sono propensi per il faraone Menaptah. nel quale gli e- 12 . che necessitavano quindi di una popolazione la piú numerosa possibile. queste tribú di nomadi. in seguito a un’ennesima pestilenza di gravità eccezionale.

13 . altrettanto risulteranno esserlo tutte le altre affermazioni che la Bibbia sosterrà in seguito. che permise agli ebrei di attraversare il Mar Rosso a piedi asciutti. quando erano entrati in Egitto per la prima volta con Abramo. 2. per quarant’anni. dal momento che. E Mosè. come si è detto. Che il motivo per cui gli ebrei furono espulsi dall’Egitto tragga origine dalle calamità di cui erano continuamente causa è confermato da recentissimi studi. Cosí come la schiavitú e le dieci piaghe sono delle pure invenzioni. mai applicata dagli egizi. rappresentanti uno un vitello d’oro voluto dal sommo sacerdote Aronne. prima di prendere la decisione di invadere la Palestina. assicurò l’alimentazione del suo popolo. la cui figura di liberatore di un popolo ridotto in schiavitú comincia a vacillare. condotti in collaborazione da egittologi e scienziati che hanno voluto gettare luce su quelle piaghe. a partire dalla spartizione delle acque del Mar rosso – che. gli ebrei uscirono per l’estuario del Nilo e non attraverso il Mar rosso come la Bibbia racconta. e l’altro da un serpente di bronzo. istallandosi sulla riva occidentale del Mar Morto. a seguito a un esame storico dal quale risulta come gli ebrei mai parteciparono alla costruzione delle piramidi. 4. attraverso un ricatto. ma un funzionario egizio: 1) il nome «Mosè». che fecero partendo dall’Egitto per ritornare al deserto del Negheb da cui erano partiti cinquecento anni prima. cadendo tutti i giorni per quarant’anni. dal momento che non viene nominato in nessun passo della storia −. 3. oltre a essere un ostacolo alla realizzazione di un imperialismo basato sull’unità del regno. che avvenne la famosa spartizione delle acque. perché la schiavitú. prima di invadere definitivamente la Palestina. fu addirittura severamente condannata in seguito all’introduzione del battesimo. il faraone a lasciare libero il suo popolo. che non fa parte dell’onomastica ebraica. se non un funzionario egizio al quale il faraone affidò l’incarico di condurre fuori dall’Egitto quel popolo di pastori ribelli e indisciplinati che. possono essere riassunti nei seguenti episodi: 1. 5. che la Bibbia fantasiosamente afferma essere state inviate da dio per costringere. è stato dimostrato.brei rimasero poi accampati. la morte di Mosè. che viene presentato come fratello di Mosè. È risultato in modo indiscutibile che questo popolo di nomadi fu espulso dall’Egitto con provvedimento d’urgenza per aver provocato l’ennesima epidemia di colera nella popolazione e di afta epizootica e carbonchio negli allevamenti. Fu durante questo trasferimento. I quarant’anni che passarono nel deserto del Negheb. perché furono sempre loro a rifiutare ogni lavoro offerto dagli egizi. e ai redattori della Bibbia di dimostrare la potenza del loro dio. oltre a essere respinta dalla ragione e dal buon senso. La costruzione di due idoli “pagani”. 3) Il faraone non avrebbe mai affidato l’incarico di espellere un popolo ribelle a qualcuno che appartenesse a quella stessa razza. preferendo rimanere autonomi allevatori di bestiame. che lo stesso dio consiglia a Mosè di adottare contro il veleno dei serpenti. Tanti sono gli indizi che ci portano a concludere che Mosè non fosse un ebreo. L’invio della «manna» da parte del signore che. soprattutto considerando che doveva impedirne nel modo piú assoluto il rientro. questo grande condottiero biblico − sempre ammesso che sia esistito. 2) Un conoscitore di leggi e di governo del suo rango non poteva provenire da un popolo retrogrado e primitivo di pastori analfabeti. che considerava gli uomini tutti uguali di fronte a dio. non come uomini liberi. non trova riscontro neppure come favola. con il loro primitivo comportamento. né come schiavi né tantomeno come uomini liberi: non come schiavi. Soffermiamoci ora a fare qualche commento circa i fatti principali riguardanti l’Esodo – che la Bibbia considera come l’episodio chiave di tutta la storia ebraica – e i quarant’anni che lo seguirono. che inizia con l’elezione di Giosuè in qualità di suo successore. erano causa di calamità? Come già in precedenza. Il continuo ripetersi di epidemie. che chiude questo ciclo per dare inizio al successivo. la consegna delle leggi da parte di dio a Mosè sul monte Sinai. chi altri potrebbe essere stato. Come prima cosa cerchiamo di stabilire chi fosse realmente questo Mosè.

tanto da portare gli israeliti al punto di ignorare la sua esistenza e dio da parte sua si fosse talmente disinteressato del suo popolo che. Dalla visione di 14 . Forte del rango raggiunto.4) Mosè. che racconta di un certo Sargon il quale.. Altro che un libro ispirato da dio. 250 anni prima del diluvio. che prenderà la denominazione di Yahvè. (È da questa dichiarazione che il signore fa a Mosè a proposito del suo nome. non sono che la ripetizione di leggende apprese durante l’esilio di Babilonia. che gli aveva ordinato di liberare il suo popolo dalla schiavitú d’Egitto. apparire serpenti e spartire le acque di un mare. possiamo aggiungere. fu messo da questa in un cesto di vimini e affidato al fiume Eufrate con la speranza che incontrasse un destino favorevole. il fondatore del primo Regno di Babilonia. il prestigiatore che trasforma il proprio bastone in serpente. divenendo cosí. questo Mosè biblico non è che il clone di un’altra leggenda sumero-babilonese. sono mutuate e ricopiate da miti altrui . organizzò un esercito con il quale riuscí a sottomettere il popolo sumero. Se questi potrebbe essere il Mosè storico. come tutti gli altri fatti. che. chi è allora il Mosè biblico salvato dalle acque. per chiedergli: «quando mi presenterò per dire che il loro dio ha deciso di liberarli e loro. perché attraverso di esso facesse zampillare sorgenti dalle rocce. nato da una donna di umili condizioni. dopo aver passato un periodo come coppiere del re di Kish. nel 2528 av. oltre a non essere circonciso. come vogliono darci a intendere prendendoci per grulli ! La mela di Adamo ed Eva. Troppe sono le circostanze che mi hanno portato alla convinzione che la storia di Abramo fu inserita nella Bibbia soltanto in un secondo tempo. finché non fu salvato da un pescatore di nome Akkis. cioè l’incaricato dal faraone. non ci può essere altra soluzione per spiegare tale situazione che quella di supporre che i due secoli di storia ebraica. che si rifiutarono. la torre di Babele. come lei non avrebbe potuto dargli. anno in cui entrarono in Egitto dove furono fatti schiavi? Com’è possibile che fra questo dio onnisciente e onnipresente e il suo popolo prediletto fosse finita ogni relazione. e. lo fece poiché si ricordò di loro soltanto perché il caso volle che sentisse i loro lamenti? Dio udí il loro lamento. che non sono altro che la fantasiosa applicazione di quelle arti magiche ed esoteriche che venivano praticate nelle religioni “pagane” del Vicino oriente da almeno 1. se vi si assoggettò. E il signore rispose a Mosè: «dirai agli israeliti che il mio nome è “Io-sono”» (Es. non esistessero nella prima redazione della Bibbia. di riconoscerlo come loro capo. fino al 1. cioè da quando nel 1. Noè e Mosè. secondo la Bibbia. lo fece perché costretto dagli ebrei. cosa gli risponderò dal momento che essi non ti conoscono?». 3. fattosi grande. se non l’avesse fatto. Era ora! Escludendo che tutto fosse dipeso da una distrazione di un dio onnisciente e dalla trascuratezza di un popolo. Siamo cosí di fronte a un’altra prova che dimostra quanto la Bibbia non sia altro che una fucina di leggende che. e prese pensiero per la loro condizione. era cosí contrario a questa pratica. Salta agli occhi che il libro Genesi nella prima edizione della Bibbia terminava con la quella dispersione degli uomini che veniva fatta dipendere dalla confusione di lingue che si produsse con la costruzione della torre di Babele. se intervenne per liberarlo dalla schiavitù d’Egitto (che durava da oltre cinquecento anni). Il neonato galleggiò lungo la riva. appunto – lo ricordiamo –. si erano confrontati precedentemente e per ben due secoli. o meglio gli israeliti.900 erano partiti dalla Mesopotamia con Abramo.. si ricordò della sua alleanza fatta con Abramo.700. finché.) Come è possibile che gli ebrei. «io sono». n. 13). chiedendomi chi è questo dio. per giunta. quali quelli che fanno riferimento ai poteri di quel bastone che hanno messo in mano a Mosè.500 anni prima che venisse scritta la Bibbia. 1550 anni prima che nascesse Mosè e – tanto per ribadire gli anacronismi della Bibbia –. vorranno sapere come si chiama. ebbe la fortuna di entrare alla corte di un regno della Mesopotamia dove divenne gran funzionario. Un episodio ancora strabiliante che troviamo nella Bibbia è rappresentato da quel passo in cui Mosè si rivolge a dio. non conoscessero questo dio con il quale. che fanno parte del ciclo attribuito ad Abramo. che in ebraico significa. che lo allevò come un figlio. il grande condottiero che fa sgorgare l’acqua dalle rocce con un tocco di bacchetta? Ebbene.

3) Togliersi di dosso quell’appellativo di «ebrei». illogica sia per la mancanza di collegamento storico esistente tra lui e i fatti che lo precedono e che lo seguono. che lo precede di quattrocento anni. quello ebraico. finalmente liberatosi da una schiavitú. perché dio non dette in quell’occasione le sue leggi al popolo che aveva prediletto? Perché attese sette secoli per darle a Mosè? 15 . cioè quando il movimento rivoluzionario si stava solidificando) all’interno della loro storia sono diversi: 1) darsi. Ma. Se appare semplicistico il ripiego usato per riempire il vuoto di settecento anni che separano Mosè da Abramo – in quanto vengono sommariamente riassunti con la frase: tutte le persone che nacquero da Giacobbe. nipote di Abramo. cosa questa che non avrebbero potuto fare con Mosè. secondo quanto risulta dall’itinerario che seguí per arrivarvi. oltre a essere privo di carattere per la sua genericità. vecchie di millenni. sia perché le vicende che gli si riferiscono non sono che una ripetizione di quelle che vengono attribuite a Mosè. si sa. che sono piú che sufficienti per dimostrare ancora una volta che la Bibbia è un libro basato su fatti e personaggi del tutto immaginari.una moltitudine che si spandeva sulla terra. attraverso la persona di Abramo. quella che dimostra piú di ogni altra che la storia ebraica era inizialmente cominciata con l’Esodo. facendolo discendere direttamente da Sem.. che la Bibbia ha cercato di riempire attraverso la costruzione di immaginarie generazioni. fosse cominciata veramente con quella tribú che lasciò la Mesopotamia per dirigersi verso la terra promessa. che lo segue di circa settecento. che. dal momento che si pretende di riempirlo con sole sette generazioni. né con l’Esodo. dava inizio alla storia del popolo ebraico facendola cominciare con una visione nella quale dio appariva a Mosè per eleggerlo capo e fondatore del suo popolo su imitazione di quel re Sargon che aveva fondato il grande impero accadico riunendo un popolo sotto una sola legge e un unico dio.500 chilometri di distanza – una terra cosí lontana da risultare. e. sospesa tra due vuoti storici. In entrambe c’è la stessa circostanza di un dio che si presenta a un popolo che non lo conosce. lo stesso raggruppamento di un popolo che intraprende un viaggio verso una terra promessa. n.. I motivi per cui gli ebrei aggiunsero Abramo (si presume tra il V e il IV secolo. sconosciuta allo stesso Abramo. ci viene dalle leggi che furono dettate da dio a Mosè. vivendo in Caldea. appare piuttosto fantasiosa in un Abramo che. da massa eterogenea che era. non sono i piú adatti per suscitare un nazionalismo basato sull’orgoglio di razza. Che l’episodio di Abramo sia un inserimento eseguito in un secondo tempo viene confermato anche dal fatto che esso non ha nessun collegamento biblico né con il diluvio. E gli ignoti. la costituzione della stessa alleanza. Soltanto attraverso l’istituzione di un codice avrebbero potuto cominciare la loro storia di popolo che. si trova da essa nientemeno che a 1. se può risultare accettabile come terra di conquista nel libro Esodo. che rispettava una certa coerenza nel mostrarci un popolo. era anche declassante. quel nome di «israeliti» che trassero dalla lotta che organizzarono tra dio e Giacobbe. 2) Dare alla loro religione l’origine piú antica possibile. visione che chiudeva il libro Genesi nella prima edizione della Bibbia. Abramo e i fatti a lui relativi sono un’evidente aggiunta. furono settanta –. perché confinante con l’Egitto. l’altro. un fondatore “d’origine controllata”. riprendendo la sua storia con il libro Esodo. per poter competere con le religioni “pagane”. è quanto mai inverosimile. nella sua ubicazione. Considerando che con sette generazioni si possono coprire duecentodieci anni. cominciava una nuova vita nella compattezza che veniva da un dio che aveva loro promesso un terr se avessero rispettato le sue leggi. av. Abramo appare un’evidente intromissione. quella che vide la luce nel VI sec. quello usato per colmare il vuoto di quattrocentocinquanta anni intercorrente tra Abramo e Noè. che veniva estratto dalla confusione delle razze umane conseguente alla dispersione generata dalla torre di Babele. per darsene uno proprio che avesse permesso di costruirsi in un popolo storicamente ben definito. figlio di Noè. ne rimangono scoperti ben duecentoquaranta – duecentoquaranta anni di buio. quella terra di Canaan che.. tra tutte le prove. che era stato ormai presentato come figlio di ignoti . Se il testo della prima edizione della Bibbia. Su questa impostazione della prima Bibbia.

continuando a credere che i morbi dipendessero dal fatto che gli ebrei avevano sospeso la circoncisione. che riproduce un accampamento di pecorai sovrastato da una nuvoletta con sopra il creatore dell’universo. non è che una congerie di aggiunte. Fatte queste considerazioni. a compiere le stragi piú efferate e le piú sanguinarie vendette contro i suoi nemici. nel ritirarti fuori. e ogni volta che deciderà di infliggere loro le punizioni piú severe per avere disobbedito. a partire dall’Esodo. Ma. ma le manderà a coloro che lo odiano”i (Dt. gli ebrei. Ma. Mosè. che resterà costantemente sull’attendamento fatto di pelli di capra. si prodigò a insegnare loro i rudimenti della civiltà egizia. Perché il signore tuo dio passa in mezzo al tuo accampamento per salvarti e mettere i nemici in tuo potere.Dunque non possono esserci dubbi sul fatto che la prima narrazione biblica del popolo ebraico cominciasse da quella visione con la quale il signore propose un’alleanza a una massa eterogenea di uomini senza leggi perché si costituisse popolo. Giacobbe. Eva. Davide e Salomone e tutti gli altri seguenti. allora. Esaú e tutti gli altri che animarono quei due secoli di storia biblica relativa ad Abramo. con il quale. È da questo quadretto. una volta divenuto il suo conduttore. come il Nuovo. dimostrandoci quale fosse il concetto che avevano gli ebrei del loro dio nel VI sec. scaverai una buca e poi ricoprirai i tuoi escrementi. soprattutto per ciò che riguardava l’igiene. Un dio che viene ridotto alla stregua di un caporale che ispeziona le latrine di una caserma. imponendo un espresso regolamento. Mosè cercò di tenere sotto controllo questa orda di selvaggi. n. Questo passo assume un significato di particolare importanza perché. che la Bibbia fa partire il suo romanzo circa le avventure di un popolo di pastori erranti. 23. completamente inventata e improvvisata. av . mi si potrebbe chiedere: Abramo. 13). riusciranno a trasformarlo in un essere essenzialmente spirituale. Tutto il Vecchio testamento. perché egli non veda in mezzo a te qualche indecenza e ti abbandoni (Dt. la cui mancanza era causa di continue epidemie dalle quali venivano sistematicamente decimati. impose loro di allontanarsi dall’accampamento. ci permetterà di comprendere come nel giro dei quattro secoli che precederanno la rivolta dei maccabei. tanto che Giosuè. cioè fino alla sua morte. Mosé rimase al comando di questi nomadi per i quarant’anni che restarono nel deserto del Negheb. Saul. sono personaggi inventati? Certo che sono inventati. Perfezionò i loro regolamenti atavici. in seguito alla liberazione da una schiavitú. e. entra in contatto giornaliero con Yahvè. Sarà da questa nuvola che vedremo dio scendere ogni volta che dovrà comunicare i suoi ordini a Mosè e a tutti i patriarchi che seguiranno. Fedele alla consegna ricevuta dal faraone. standosene sdraiato su una nuvola. avente come cornice la sabbia del deserto del Negheb. che sopraggiunse all’età di centoventi anni. in seguito alle contestazioni e obiezioni mosse dagli avversari. a cui ha dato il nome di israeliti. l’accampamento deve essere dunque santo. quegli ordini con i quali autorizzerà i suoi «figli prediletti» a invadere le terre altrui. Stando a quanto dice la Bibbia. le pestilenze continuarono a far strage degli ebrei. nonostante «la legge del piolo» imposta da Mosè e la promessa di dio di non inviare piú malattie – il signore allontanerà dal suo popolo ogni infermità e non manderà piú alcune di quelle funeste malattie d’Egitto. appropriandosi delle teologie “pagane”. che fu poi riportato cosí nel Pentateuco: avrai un posto fuori dell’accampamento e là andrai per i tuoi bisogni. Giosuè. Nel tuo equipaggiamento avrai un piolo. cercando di inculcare in loro una mentalità sociale attraverso il rispetto delle leggi. 16 . il grande condottiero che succedette a Mosè. Non a caso è stato detto che i libri sacri non sono che il risultato delle continue rettifiche operate sui testi. censure e contraffazioni a cui furono costretti a ricorrere i religiosi per ovviare a tutte quelle inesattezze e contraddizioni che emergevano da una storia che. ordinò di nuovo a tutti di tagliarsi il prepuzio. il quale. come liberatore del popolo israelita. come lo sono Adamo. correzioni. 7. Siccome erano abituati a defecare accanto alle tende. era continuamente soggetta alle critiche della ragione e del buon senso. 15) –. riprendiamo con il Mosè biblico che. seguirà il proprio popolo in tutti gli spostamenti.

che diventerà viceré d’Egitto. A questo punto sono certo che a molti sia venuto spontaneo rapportare questo tipo di miracolo divino a quelle acque minerali che rendono fertili le donne sterili. furono di fatto quella «manna» che dio faceva scendere dal cielo per alimentare il suo popolo – quella «manna» che nessuno ha saputo mai spiegarsi cosa fosse. da quanto si può comprendere con chiarezza dalla Bibbia. Esaú e Giacobbe da Rebecca. che con il tempo andò sempre piú rinforzandosi. sulla cui testa non passerà rasoio.Durante quei quarant’anni. gli ebrei vissero per lo piú di rapine eseguite ai danni dei popoli che si trovavano nel Sud della Palestina. a rimanere casti. sempre traendo le affermazioni da leggende altrui. dopo di che. almeno nella gran parte dei casi. perché il fanciullo sarà un nazoreo consacrato a dio fin dal seno materno». sarà per dei motivi ben precisi che vedremo a suo tempo. il figlio che nasceva non poteva essere considerato che un eletto predestinato a diventare un eroe. attraverso un voto. in realtà non fossero altro che un prodotto di corna. facendola derivare dall’espressione di sorpresa che emisero gli ebrei quando. assunse con la rivolta dei maccabei un’importanza determinante su quella che fu l’evoluzione religiosa in seno al partito nazionalista giudaico. dove gli eroi vengono partoriti da donne sterili fecondate da dio. Cosí come Sansone. Come accade spesso nella Bibbia. non si può escludere che le nascite di questi eroi. Ma. tu concepirai un figlio. cosí anche Sansone nacque da donna infeconda resa incinta per opera divina. figlio di Elisabetta moglie di Zaccaria. tanto da divenire una vera e propria casta. si chiesero: man-hu? – che in ebraico significa: «che cos’è»? Mosè. 17 . Se la prima terra che attaccarono fu quella di Canaan. È in base a questo riferimento che la Bibbia sforna molti dei suoi personaggi piú famosi. a non bere bevande alcoliche e a non tagliarsi i capelli per tutto il corso di indottrinamento che durava tre anni. compresa la Bibbia che la chiamò appunto cosí. Poiché ecco. Certamente il piú famoso nazir del Vecchio testamento fu un certo Sansone. che significa «consacrati». furono chiamati nazir o nazorei. non lo fecero perché era stata promessa da dio. moglie di Isacco. E tanti altri. ritenute prodigiose per quella convinzione che si aveva sulla sterilità che si faceva dipendere esclusivamente dalla donna. I nazir si impegnavano. Ora guardati bene dal bere vino o bevanda inebriante. uomini famosi. facendoli nascere da un accoppiamento tra dio e quelle donne che si erano dimostrate sterili con gli uomini. tu sei sterile e non hai avuto figli. come sostiene la Bibbia nella sua abitudinaria falsificazione dei fatti. che dovevano collaborare con le autorità civili per ciò che riguardava la vita sociale e con i sacerdoti per ciò che riguardava la pratica dei culti. oltre che dare delle leggi. furono partoriti per fecondazione divina Isacco da Sara. permettendo loro di vivere. di conseguenza. ma concepirai e partorirai un figlio. cioè quel Gesú che. in cui. Questo sistema di costruire gli eroi trova giustificazione in quel passo della Genesi. costituito da persone prescelte. istituendo un corpo di tutori dell’ordine. Questa istituzione. da Rachele. moglie di Giacobbe. Un angelo si presentò alla moglie di Manoach e le disse: «ecco. era facoltativo proseguire nel voto o romperlo. Giuseppe. si asserisce: c’erano sulla terra i giganti a quei tempi – e anche dopo – quando i figli di dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi i figli dell’antichità. a cui venne affidato dai redattori dei Vangeli l’incarico di annunciare l’avvento di colui che sarà l’eroe degli eroi. nella convinzione che il tutto dipendesse dal soprannaturale. Per cui. fino ad arrivare a quel Giovanni Battista. sapendo quale sia la vera origine della fecondità raggiunta attraverso queste cure termali. moglie di Abramo. vedendola la prima volta. a cui fu dato il nome di nazireato. che fu designato ad assumere questa carica ancor prima che nascesse. cercò. Gli appartenenti a questo ordine. In un susseguirsi di razzie oltrepassavano il Giordano per riportare agli accampamenti quelle refurtive che. se lo faranno nascere da una vergine anziché da una donna sterile. anche di farle rispettare. per ciò che riguardava la tonsura. ma soltanto perché era la piú prossima al deserto del Negheb.

che la Bibbia costruirà il suo programma di rivendicazioni sulla Palestina. fino a toccare la Siria. faranno passare per occupanti abusivi i popoli indigeni e per legali proprietari gli ebrei. riprendiamo con quel Mosè che. per quanto si adoperasse. si metterà alla loro testa per conquistare definitivamente la Palestina. da demolire un tempio spezzandone le colonne con le braccia. divenne fisicamente cosí gagliardo da fare strage dei filistei con una mascella d’asino. Tutti i fatti che seguiranno l’Esodo non avranno altro scopo che quello di inculcare negli ebrei quel sentimento di nazionalismo guerriero che sarà alimentato nel corso dei secoli dall’attesa di un messia condottiero. potesse portare a termine la strage dei filistei. grazie a quel diritto che loro derivava dal fatto di averla ricevuta da dio attraverso il contratto stipulato con lui nell’alleanza. stragi. lasceranno sempre le situazioni come le avevano trovate. come prova del possesso avvenuto. privi di concetto sociale comunitario. saranno mostrati come invincibili conduttori di eserciti – anche se.Il figlio che nacque fu chiamato Sansone. fattosi interprete della volontà aggressiva che era maturata negli ebrei. Queste tribú. nonostante tutte le vittorie e le conquiste che loro saranno attribuite. Appartengono a questo periodo le narrazioni riguardanti la distruzione di Gerico. si imporrà come un vero manuale di guerriglia. ritornate alla primitiva indipendenza. il quale. invertendo i ruoli. vendette. che risiedeva nei capelli. depredando. riunite tutte le tribú. da scardinare la porta della città di Gaza sollevandola come una piuma. dopo averli dichiarati monumenti commemorativi. da trasformare il tutto in una tragicommedia talmente ridicola da risultare offensiva alla ragione e al buon senso. E tanta sarà l’esaltazione che useranno i compilatori della Bibbia per raggiungere i loro scopi di propaganda nazionalista. per dimostrarne la legalità. terrorizzando e incendiando i villaggi che incontravano. Vi si narrerà di eserciti composti di decine di migliaia di soldati armati fino al collo e di migliaia di cavalieri che si affrontano in battaglie epiche tali da far impallidire Waterloo. invase definitivamente le terre palestinesi. Via via che avanzavano si dichiaravano padroni delle terre occupate.) Fatta questa breve disquisizione sui nazir e sul nazireato – che sarà molto utile da ricordare in seguito –. assumerà il ruolo di fomentatrice di guerre. Inizia cosí quel periodo di lotta tra invasori e popoli occupanti che. Questo andamento di cose si protrasse finché. oltrepassando spesso anche il Giordano. È questa immutabilità della realtà la prova principale che tutto ciò che si racconta nella Bibbia è soltanto il prodotto della fantasia. dei mucchi di pietra che la Bibbia. costruiranno una teoria di rivendicazioni basata su battaglie nelle quali. ricordato dalla Bibbia nel libro dei Giudici. e trucidando spesso i loro abitanti. l’uccisione di altri trentuno re in una battaglia combattuta per la conquista della Transgiordania. do- 18 . morto Mosè. facendo. Cominciata l’invasione con la terra di Canaan. dura all’incirca due secoli. prolungandosi le ore di luce. distribuitesi nel deserto arabico lungo i confini della Palestina. dove gli eroi. fallí nell’intento di trasformare in popolo civile questa accozzaglia di nomadi primitivi. prescelto da dio fra gli uomini. si divisero di nuovo in gruppi autonomi e indipendenti. e tante altre cose che lo resero il terrore dei nemici d’Israele. Cresciuto in virtú e saggezza. non fa che ribadire quanto la continenza – lo confermano gli psicologi – sia un ostacolo alla normale formazione intellettuale (Ogni riferimento ai preti non è affatto casuale. e tante altre. non subentrò al suo posto quel Giosuè che. Essendo uno degli scopi principali dei redattori della Bibbia quello di attestare come gli ebrei fossero i legittimi proprietari della Palestina. la Bibbia. Se qualcuno a questo punto volesse giustificare la debolezza di Sansone attribuendola all’astinenza sessuale a cui era stato costretto dal voto durante il seminario. senza contare poi tutte le imprese che saranno attribuite in seguito. Come conseguenza. eleggendo ciascuno dei capi tribú che chiamarono giudici. per preparare gli ebrei a sostenere quella che sarà la battaglia finale. insolentemente afferma che esistevano ancora al tempo in cui essa fu scritta. anche se intellettualmente si mostrò cosí debole e sprovveduto da rivelare alla prima baldracca che gli concesse le sue grazie il segreto della sua forza. i quali. intensificarono le rapine ai danni dei popoli che pacificamente vivevano di agricoltura e di allevamento di bestiame. a partire da Giosuè. quale terra promessa. stipulato tra dio creatore e padrone del mondo e il suo popolo prediletto. questi nomadi avanzarono verso il Nord. È su questo contratto. la sconfitta dei cinque re in quella famosa battaglia in cui Giosuè ordinò al sole di fermarsi affinché.

dando loro il nome di israeliti – nome che. e assalivano le carovane che trasportavano il rame proveniente dalle miniere del Negheb. che trasformò in protagonisti dei propri piani politici. dal momento che la storia parla di esse. dall’altra. trasse gli argomenti necessari per inventarsi una storia tutta sua. non c’è bisogno di spiegazioni per comprendere di quali lotte divenne teatro nei secoli successivi. Divenuti cosí sempre piú arroganti e baldanzosi per la debole resistenza che incontrarono. sorpresi a derubare. mentre in una pagina si parla di guerrieri armati di spade affilatissime capaci di fare stragi di decine e decine di migliaia di nemici in un solo combattimento. oltre a essere piú socialmente avanzato e quindi organizzato per il grado di civiltà che si era portata dall’isola di Creta. ciò dipese dal fatto che esso. come si serví della figura degli indovini e dei chiromanti per costruire i suoi profeti. I palestinesi. ciascuna sotto il comando di un proprio «giudice». per costruire le sue battaglie epiche e i suoi condottieri. reagivano tirando pietre con le fionde o usando il primi oggetti che avevano tra le mani. senza dilungarmi su questo argomento. Ma la Bibbia. quali potevano essere un corno di bue o una mascella d’asino. e. fin19 . collezionando tutto ciò che veniva riportato a quel tempo attraverso i cantastorie. diceva: «su. si ritrovarono presto a essere occupati da questi pastori. che diventerà il simbolo dell’invincibilità dell’esercito d’Israele. Loro attaccavano le città per le loro riserve di derrate e per i loro allevamenti. trasse da una lotta combattuta tra dio e un uomo immaginario. non avvezzi all’uso delle armi e quindi incapaci di mettere in atto una resistenza collettiva. era mosso dall’orgoglio che gli veniva dal fatto che quelle terre avevano preso il nome di Palestina dal loro: Pelistin. facevano prigionieri per rivenderli come schiavi. ricolmo di tutte quelle storie e leggende tramandate al suono dei salteri. a cui dette il nome di Giacobbe. facendo di ogni erba un fascio. da una parte. 9). In realtà. che si difendevano a colpi di bastone. arrivarono ben presto a sentirsi talmente padroni di quelle terre da spartirsele fra loro. attribuendola a degli anonimi pastori ebrei. le tribú di questi nomadi – che. queste battaglie tra le tribú ebree e gli autoctoni. Che ci siano state in quel periodo bande organizzate di predoni. se la Bibbia dice essere dodici.po questo periodo dei Giudici. ma queste non hanno nulla a che vedere con le ruberie operate dai nomadi. sostenuti. non c’è dubbio. secondo quanto la stessa Bibbia sostiene: in passato in Israele. Se tra tutti i popoli indigeni quello che piú validamente si oppose agli israeliti fu quello filisteo. a Saul e a quel re Davide. portavano via i tesori dei templi. in un’altra si dice che gli israeliti per circoncidersi si tagliavano il prepuzio usando attrezzi primitivi fatti di selce e si servivano di bastoni appuntiti per fare buche in cui occultare gli escrementi. andiamo dal veggente». derivante dall’emarginazione patita da parte degli altri popoli. non erano altro che scontri tra poveri. quando uno andava a consultare dio. sia delle bande di predoni. privo di ogni riscontro storico. Considerando la Palestina in seguito alle invasioni e alla sistemazione delle tribú degli ebrei. con la conseguente sovrapposizione tra i vari popoli. che dall’inizio dei tempi li avevano relegati nei deserti a condurre una vita di sofferenze e di stenti. da pastori invasori che. per dimostrare l’inverosimiglianza dei fatti biblici basti dire che. divisi in decine di etnie autonome. perché quello che oggi si dice profeta allora si diceva veggente (I Sm. per sostenere le sue pretese di proprietà su di essa. Tra i pastori che avevano invaso la Palestina con i loro pascoli abusivi e questi predoni organizzati in bande di guerriglieri c’era la differenza che ci può essere tra ladruncoli rionali di una città e grandi cosche mafiose. è solo per rispettare la simbologia che questo numero rappresentava nella cabala ebraica – seguirono una vita autonoma. Ma. Divisasi abusivamente la Palestina. 9. resi aggressivi dal bisogno e da quella rabbia che si era accumulata nei secoli. da cui proveniva. che la Bibbia ci descrive come apocalittiche. senza entrare in conflitto con le altre. in modo che ogni tribú ne avesse una su cui poter pascolare il proprio gregge. alle quali si unirono anche elementi israeliti. che vivevano di agricoltura e di allevamento di bestiame. costruí la sua trama servendosi sia dei pastori che avevano invaso la Palestina. dai contadini indigeni (abitanti in villaggi di casupole fatte di un impasto di sterco animale e fango seccato al sole. Dal quel calderone del passato. per ben due secoli. e ricoperte di paglia). la Bibbia.

la seconda. l’allora patriarca. né prima gli ebrei mai lo conobbero –. riferí tutto al signore. che il re gli giurasse fedeltà. temendo la concorrenza di un re. e. 20 . che fosse lui a sceglierlo. Secondo la Bibbia. non decisero di riunirsi sotto un unico capo che chiamarono «re». si presentarono a Samuele. un re come lo hanno tutte le altre nazioni». dopo ripetute e accese discussioni. dicendogli: «dacci un re che ci governi. Lasciando da parte ogni commento circa questa risposta del signore – che non fa che confermare come Yahvè non abbia mai fatto parte dei culti religiosi ebraici prima del VI sec. separatesi da quelle del Sud. il quale. n. Samuele. concludiamo il capitolo anticipandondo che. av. 7). Cosa d’altronde che c’era da aspettarsela dal momento che mi hanno abbandonato dal giorno che lasciarono l’Egitto fino a oggi per seguire altri dei» (Sm. alla fine dio cedette alla richiesta del popolo che voleva un re. subito si oppose a questa richiesta. facendo osservare a Samuele che essa rappresentava in realtà la propria detronizzazione: «il popolo mi ha rigettato perché vuole che io non regni piú su di lui. ma ponendo due condizioni: la prima.ché le tribú del Nord. dopo averli ascoltati. riconoscendolo al contempo come suo unico dio. 8..

oltre a essere autonome e indipendenti. E tanto per mettere in evidenza come la Bibbia. ritornò da Samuele per sussurrargli in un orecchio come doveva fare per eleggere re colui che egli aveva designato: «domani a quest’ora contatterai un uomo della terra di Beniamino e tu lo ungerai come capo del mio popolo». Samuele si recò allora alla tribú di Beniamino. le tribú rimasero sotto il governo dei «giudici» fino a quando. Saul. Dopo qualche giorno di riflessione il signore. dieci anni dopo l’invasione della Palestina. cercò la tenda di Kis e. rattristato da questa richiesta. gli versò sul capo un’ampolla d’olio. Di tutto ciò che la Bibbia riporta circa il periodo possiamo trovare dei riscontri storici soltanto in quelle tavolette e in quei graffiti che vagamente accennano a bande di predoni formatesi in seguito alle migrazioni dalla Mesopotamia. dettero inizio a quel periodo lungo due secoli che la Bibbia raccoglie nel libro dei Giudici. alla fine del XII sec. Costui era un certo Saul. che si mise a fare il profeta in mezzo a loro (siccome profetizzare significava improvvisare rime accompagnate dalla musica. spesso erano in lotta fra loro. uscí dalla tenda e si diresse verso la città di Gabaa. che la Bibbia ci presenta come profeta e patriarca. trovato Saul. eletto re. praticamente Saul si mise a cantare insieme a loro). dicendogli: «ecco. 8. sui confini di Zelzac (perché invece di raccontarci questa sciocchezza non ci vengono detti i nomi dei faraoni a cui è collegata continuamente la sua storia?). Come si è visto. lo concesse. 7). si attardi invece su stupidi dettagli. un re come lo hanno tutti gli altri popoli» (I Sm. essendo l’unica terra del Vicino oriente abitata da tante piccole etnie che. che si sono mostrati incapaci e corrotti. le tribú. dopo essere rimaste per secoli nel deserto drabico e del Negheb. e gli dissero: «al posto dei giudici. 21 . che scendevano da un’altura. i nuclei del Centro-Nord decisero di coalizzarsi. limitandosi ad attaccare le popolazioni che erano oltre il Giordano con incursioni periodiche. in quanto erano state ritrovate presso il sepolcro di Rachele. av. dirò che chiude la cerimonia informandoci che Samuele. rispose a Samuele. che la Bibbia trae gli argomenti per tessere la propria storia. Il signore. Il signore. Lo spirito del signore investí Saul. figlio di Kis. Ma. Morto Giosuè. noi vogliamo un re. invasero definitivamente la Palestina. vide venirgli incontro un gruppo di profeti. Tu avrai potere sul popolo del signore e tu lo libererai dalle mani dei nemici che gli stanno intorno. Bande di predoni che.8. prima di entrare nella città. Che essi arrivassero a questo punto io avevo già capito dal giorno in cui lasciarono l’Egitto abbandonando me per seguire gli altri dei» (I Sm. eleggendo un unico capo in sostituzione dei «giudici». preceduti da arpe. lasciatosi convincere dalle suppliche di Samuele. ritornate autonome. per lo piú tramandato dai racconti popolari. i condottieri dei predoni eletti re da dio. che secondo lui esprimeva la volontà del proprio popolo di sostituirlo. flauti e cetre. alle due condizioni indicate. ognuna sotto il comando di un proprio capo. si recarono da un certo Samuele. andato a riferirgliela. 5). e i territori palestinesi da loro occupati nel loro regno d’Israele. È da questo quadro di aggressioni e di battaglie. gli disse di non preoccuparsi piú delle asine che suo padre aveva smarrito. lasciata la sua nuvola.IL PERIODO DEI RE Dunque. e. alla fine. approfittando della sua debolezza. dopo aver unto e lisciato Saul. dopo averlo baciato. trasformando i capi di queste bande di saccheggiatori in «giudici». resesi conto che non avrebbero potuto mai ottenere una supremazia netta e definitiva sugli indigeni rimanendo disunite. il signore ti ha unto capo sopra Israele. n. in atto di profetizzare. in seguito alla morte di Giosuè. che ignora sempre i fatti storicamente importanti. Questo sarà per te il segno che il signore ti ha “unto” capo sulla sua casa». come si è detto: «gli israeliti mi hanno rigettato perché io non regni piú su di loro. sulle prime contrario a un re perché vedeva in lui un concorrente.

sono cosí frequenti da trovarsene una in ogni pagina della Bibbia. inanellando errori su errori. re di Amalech. non lasciarti prendere da compassione per lui. Ma. che si era affezionato a Saul. che affoga l’umanità perché non corrisponde alle sue intenzioni. Saul. buoi e pecore. cioè «messia». riprendiamo con Saul. è doveroso soffermarsi per dire che le parole «unto» – in ebraico si esprime con la parola meshiha. dopo aver alzato strepiti fino al mattino. che lo portano a ricominciare sempre da capo. quanto piuttosto un prototipo vendicativo. Questo dio che elegge Saul re. fece agli israeliti dopo l’uscita dall’Egitto. In un continuo rincorrersi di successi e di vittorie su quelli che la Bibbia chiama «nemici del popolo di dio» (in realtà non erano altro che le popolazioni indigene che difendevano la loro terra dall’invasione di questi predoni). espugnò la città di Ebron in terra di Canaan. quell’«unto». bambini e lattanti. all’infuori che onnipotente e onnisciente. sono tre appellativi che hanno lo stesso significato. si presentò a Saul e gli disse: «il signore degli eserciti. che crea Adamo ed Eva per renderli felici e poi li condanna al dolore e alla morte. perché si è allontanato da me e non ha messo in pratica la mia parola». Fatta questa precisazione. con conseguente messa in disuso di quel giardino dell’Eden che aveva programmato come eterno. e poi lo rinnega sostituendolo con un altro. magnanimo e nobile. A parte la ripugnanza che suscita questo dio per via della sua crudeltà insensata. impietoso e assetato di sangue. «quell’orologiaio» – come dice Voltaire – che ha dato ordine a tutte le cose? Le incoerenze che dimostrano che questo dio tutto è. per quanto avesse cercato di mostrarsi impietoso come dio gli aveva ordinato. che era l’ambasciatore di dio. sarà per gli ebrei un meshiha. Questa volta l’ordine era di distruggere un certo Agag. «messia» e «cristo». forte di un esercito numeroso e organizzato. che. eleggendola come capitale di quel territorio occupato dalle dieci tribú del Centro-Nord che la Bibbia dichiara essere stato il primo regno d’Israele. eletto re attraverso il rito dell’unzione. quello che maggiormente provo è la pena che origina da quell’angoscia in cui egli perennemente vive a causa dei continui ripensamenti e pentimenti. che decide di sterminare il suo stesso popolo subito dopo averlo liberato dall’Egitto. rimandando a un medesimo campo semantico. dio aveva ordinato a Saul un’ennesima strage dei nemici. cammelli e asini». il giorno dopo si recò da Saul e. Ma. e per noi un «messia» o un «cristo». è noto. e vota allo sterminio quanto gli appartiene.Questa scena riportata dalla Bibbia si ispira ai culti “pagani”. partí subito alla volta della città di Amalech. cioè «cristo» –. mi ha incaricato di ordinarti di punirlo. ma uccidi uomini e donne. e tutto il bestiame. Samuele. obbediente come era stato sempre. come doveva essere quel conduttore di eserciti. Come già era avvenuto in precedenza. la Bibbia non è stata scritta per edificare un dio virtuoso. Saul detenne il comando per una decina d’anni. perché gli si dimostra «duro di cervice». come gli fu davanti. secondo da quale delle due lingue mutiamo la parola. re della città di Amalech. messosi a capo dell’esercito. considerato quello che Agag. lo trafisse con la spada. Dato che da questo momento in poi tutti i re d’Israele saranno uomini eletti da dio attraverso l’unzione. cioè fino a quando non fu lo stesso dio a destituirlo. bambini e lattanti. limitandosi a farlo prigioniero. donne. quale «unto». secondo i quali gli indovini acquisivano la preveggenza entrando in uno stato di trance attraverso danza e allucinogeni – infatti è per questo che tutte le profezie bibliche sono frutto di sogni e di visioni. Samuele. e in greco si traduce con la parola khristos. dopo avergli comunicato che il signore aveva deciso di destituirlo a causa della grave disobbedienza che aveva commesso. rimase turbato e alzò grida tutta la notte. Va dunque. Samuele. quel 22 . commise la grave disubbidienza di risparmiare la vita al re Agag. perché egli non aveva eseguito i suoi ordini. il signore andò da Samuele e gli disse: «mi pento dí aver costituito Saul re. sarebbe egli quella «mente superiore» che avrebbe creato l’universo. Disceso dalla nuvola. Una mancanza che portò dio a punirlo destituendolo dalla carica di re. Saul. si fece egli stesso esecutore dell’ordine di dio. Ordinò che gli fosse condotto Agag e. uccidendo uomini. colpisci Amalech. per i greci un khristos.

Appena Davide si presentò. Ma lo spirito del signore che si era posato su Davide. Quando arrivò. 24). «Dimmi chi sei e ti dirò chi è il tuo dio»: e nessun trattato ateo potrà mai dimostrare quanto la Bibbia che non fu dio ad aver creato l’uomo a sua immagine e somiglianza. il signore disse a Samuele: «alzati e ungilo. è lui» – e la Bibbia cosí ce lo descrive: era fulvo. consacrò Davide in mezzo ai suoi fratelli. Davide. si arriva al punto di chiedersi se i negri abbiano l’anima. altrettanto non produsse nulla di buono su di lui che.«messia». la gelosia e l’ottusità di un popolo primitivo. quatto quatto. saltando per intero il sedicesimo capitolo del libro di Samuele (una congerie di insulsaggini che possono essere utilizzate soltanto per ridicolizzare la Bibbia). comportamento che può trovare una giustificazione nell’omosessualità che alcuni storici gli attribuiscono. capitò una volta che Davide scappasse davanti a Saul che lo inseguiva per ucciderlo. accanto a lui. Per dare un’idea di quanto fosse vizioso. tirò su le brache e ripartí. adultero.1. non accortosi di nulla. escludendo che possa essere nero. si alzò. quella Betsabea che divenne una delle sue numerose concubine. mantenne un comportamento da autentico criminale. non accortosi di nulla. crudele: tali sono le prerogative che fanno di Davide il delinquente per antonomasia. 23 . oltre a essere un disobbediente recidivo. guarda il caso. gli tagliò una parte del mantello con la lama e tutto con una tale abilità che Saul. fu proprio lí che Saul entrò per un bisogno fisiologico. per salvarsi. Samuele si alzò e tornò a Rama. come non aveva prodotto nessun effetto su Saul (che fu rinnegato dallo stesso dio). in cui gli ebrei immedesimarono tutta la collera. e le tribú del Nord. aveva sei fratelli e faceva il pastore. cosí gli uomini bianchi si sono costruiti un dio bianco – Gott ist Weiss («dio è bianco») e dunque. Saul. ovvero quella lotta tra la Giudea e il regno d’Israele. dato che Davide non era ancora rientrato dal pascolo. ladro. Come gli fu accanto sfoderò la spada e con la punta di questa gli alzò il mantello che gli copriva il fondo schiena. ignorante. Questi viveva a Betlemme. si nascose con i suoi compagni in una caverna. se dovessero costruirsi un dio. Davide che si era nascosto nel buio della grotta. e i maiali di un porco. basti dire che sollevò la veste di Saul mentre defecava per il semplice gusto di guardargli i glutei. con begli occhi e di gentile aspetto. Da questo momento comincia la rivalità tra le tribú del Sud. era figlio di un certo Iessi della tribú di Giuda. preso il vaso. si chiamava Davide. omicida. Secondo la Bibbia i fatti andarono come segue: per via della discordia che c’era tra i due. Da quel momento lo spirito del signore si posò su Davide. quel «cristo». Ebbene. Samuele si mise ad aspettarlo sotto la sua tenda e. figlio di Saul. rappresentate da Giuda e Simeone. che erano restati in fondo alla grotta. l’odio. riferendosi alla morbosa amicizia che nutriva per il giovane Gionata. bensí l’uomo a costruirsi un dio secondo la propria. finché non si mosse e. Come i cavalli che. stando a quanto dice la Bibbia. Traditore. gli darebbero le forme di un cavallo. Perché potessero godere dello spettacolo anche i suoi compagni. represso e frustrato. dopo la destituzione di Saul. rimase a guardare Saul che. accucciato defecava. si mette in cammino per andare a cospargere d’olio il nuovo prescelto da dio a divenire re d’Israele. Per comprendere chi fosse. fedifrago. Compiuto il rito. A un certo punto dell’inseguimento. nel diciassettesimo troviamo Samuele che. Samuele. gli si avvicinò da dietro. uscí dalla grotta e ritornò sulla via. basta dire che fece uccidere un uomo soltanto per portarsi a letto la sua donna. Riprendendo il racconto biblico dal punto in cui lo avevamo interrotto. sedette il signore. che in realtà non è stata altro che una guerra a fini egemonici combattuta tra due bande di predoni che si contendevano il dominio sulla Palestina. versandogli l’olio sul capo. Tutto ciò avvenne nella caverna di Engaddi (IISm.

preso dalla Bibbia. dopo averli contati uno per uno. 5. gli misero a letto una ragazza vergine. che storicamente erano. non avendo un luogo fisso da eleggere come residenza. Provo a immaginare il re Saul mentre porge. per quanto si adoperassero. La giovane era molto bella. I ministri riferirono a Davide queste parole e a Davide piacque questa condizione per diventare genero del re. fallirono nell’intento a causa della mancata erezione. Davide divenne il fondatore di quel grande regno d’Israele. scelse Gerusalemme come rifugio. per trasferirsi nel territorio di Giuda. perché sia fatta vendetta dei nemici del re». Secondo la Bibbia. base su cui la Bibbia edificherà quel partito nazionalista giudaico che lotterà nei secoli successivi per ricostituirlo. Se Davide. Le tribú del Nord. si impossessò di Gerusalemme. sebbene lo coprissero. fino alla consumazione dei secoli. deve conquistarne la sede espugnandola con le armi. Ma. non riusciva a scaldarsi. per quanto il signore avesse promesso a Davide che il suo regno sarebbe stato saldo nel tempo. ma soprattutto per le numerose caverne e cunicoli sotterranei che permettevano ai suoi briganti di entrare e uscire dal covo senza essere controllati durante le scorrerie e di fuggire quando erano attaccati da eserciti piú po24 . in realtà è. Secondo la favola biblica. che ci mostra un re il quale. con i suoi predoni. una misera rocca sita in prossimità di una grande fonte. Fu cosí che. cosí il re nostro signore si scalderà». fece sapere a Saul che ciò non sarebbe stato mai possibile. per giunta. E Mikal che.Interessante è poi sapere come Davide riuscí ad acquisire il merito che gli consentí di divenire genero di Saul. ma il re non si uní a lei (I Re. sarebbe di per sé sufficiente il passo sopra riportato. Saul. i duecento prepuzi di filistei alla figlia Mikal su un piatto d’argento dicendole: “questo è il dono matrimoniale di Davide. riuní i ministri e disse loro: «riferite a Davide: il re non pretende il prezzo nuziale. 1. che. esso cominciò a dare subito segni di cedimento. togliendola ai gebusei. [… Il] re Davide era vecchio e avanzato negli anni e. Saul fu preso da tanta simpatia per Davide che gli propose la figlia come moglie. la abitò e la chiamò città di Davide (II Sm. La durata del regno di Davide su Israele fu di quarant’anni. Davide partí con i suoi uomini e uccise duecento filistei. perché lui non aveva nulla da offrire in dote per sposare la figlia di un re. Davide entrò nella rocca. dopo sette anni. ma solo cento prepuzi di filistei. (Considerando la debolezza del vecchio. Davide e i suoi uomini mossero verso Gerusalemme contro i Gebusei che abitavano in quel paese. sono duecento prepuzi di filistei”. continuarono a opporsi a Davide. lontana dall’essere quella grande città che la Bibbia vuol darci a intendere. rimaste fedeli a Saul. da quanto risulta dalla storia. riunendo tutte le tribú della Palestina sotto un unico comando. i suoi cortigiani.2. Davide riportò i loro prepuzi e li contò davanti al re per diventare genero del re. non fu soltanto per quei vantaggi che gli venivano dalla riserva d’acqua che si trovava nelle sue adiacenze. 18. Per comprendere come il Regno d’Israele sia una pura invenzione. sette in Ebron e trentatré in Gerusalemme (I Re. che la Bibbia fa dipendere da dio. Si cercò in tutto il territorio d’Israele una giovane bella e si trovò Abisac da Sunem e la condussero al re. Ma. per dare una fissa residenza al governo del suo regno. appunto. sapendo quanto fosse vizioso. davanti a tutta la corte. che Davide decise di lasciare Ebron. presso la sua tribú. 6). poiché Davide era povero. che sentiva crescere intorno a sé. dà ordine alle schiave di fargliene una collana con cui ornarsi il giorno delle nozze. le due coalizioni di predoni che si contendevano il dominio di quelle terre. avuta questa risposta. ritenendolo un usurpatore. Vecchio e indebolito. 10) Ma. 4). Davide regnò su Israele per quarant’anni. nella certezza che la cosa migliore per corroborarlo fosse quella di ricorrere al sesso. Fu a causa di questa ostilità. Saul gli dette in moglie la figlia Mikal (II Sm. 17). Davide sconfisse i gebusei che fuggirono attraverso il canale. essendo tutti gli ebrei accampati in tende e praticanti il nomadismo. non avrebbe fatto piú al caso un’esperta baldracca che non una verginella?) La sostituzione di Saul con Davide. Ma. in realtà fu determinata dalla vittoria che riportarono le tribú di Giuda su quelle d’Israele. I suoi ministri dissero: «Si cerchi per il nostro re una vergine giovinetta che assista il re e lo curi e dorma con lui. Una sede.

3. i cananei. in realtà è quello che si trova alla base delle tre religioni monoteiste. per avere una risposta va tenuto presente che la moralità di Davide era l’ultima cosa a interessare i redattori. 8). è la stessa Bibbia a dirci come Davide realizzasse la riscossione dei tributi: Davide e i suoi partivano a fare razzie contro i gebusiti e gli amaleciti: questi appunto sono gli abitanti di quel territorio del regno d’Israele che si estende da Telam verso sud. apparendo a dir poco farneticante. agli ammoniti. che sono l’ebraismo. sanguinario e senza scrupoli. in quelle che saranno le rivoluzioni messianiche. poi tornava indietro da Achis re di Gag. avrebbero dovuto essere suoi sudditi. «messia» o «cristo» che dir si voglia. che doveva servire da esempio ai rivoluzionari del movimento nazionalista. (Akis. compresi gli stessi ebrei. che la Bibbia chiama «città di Davide» ed elegge a sede del regno d’Israele. Usando come esattori i suoi briganti. sarà trasposta in quella di un messia. che Davide si installò con il suo esercito di banditi. re ellenistico. Abramo. 11). il cristianesimo e l’islamismo. La figura di Davide. cioè gli ammoniti. Davide non lasciava sopravvivere né uomini né donne da portare come prigionieri a Gag per non avere nessuno come testimone delle sue stragi (Sm. Un regno che. infestava le loro terre. che sarà elevato a simbolo del movimento rivoluzionario. figlio di Recob. creatore e padrone del mondo. come aveva fatto del bottino di Adad-Ezer. Come ogni re che si rispetti. di questo «unto» da dio. etc. che potrebbe far sorridere. i quali. Davide rispondeva: «contro il Negheb di Giuda. i quali. Se viene da chiedersi perché la Bibbia citi fatti che ledono la figura di Davide. anche Davide impose tasse ai suoi sudditi. quali i seguenti: ed ecco. secondo la nozione che normalmente si ha di un regno. Questo concetto yahvista. messo alle strette. di questo invincibile conduttore di eserciti. Mosè. Davide batteva quel territorio e non lasciava in vita né uomo né donna. attuando razzie e facendo uso del terrore. fuggí attraverso questi cunicoli che terminavano in aperta campagna). circondato come era da popolazioni che avevano come unico scopo quello di abbatterlo per espellere quel popolo di nomadi che. lontana dall’essere un libro di incitamento alla morale. Basta riflettere un attimo su ciò che intendono i cristiani con «universalità della Chiesa» per comprendere come siano gli eredi diretti di 25 . i quali avevano basato la riconquista della Palestina su un programma di azioni violente. come unico scopo. 8. 22). viene confermato dal fatto che non fu mai riconosciuto dalle tribú del Nord. fatta di misere casupole di paglia e di grotte − da antichi testi egizi risulta avere il nome di Urusalaim −. è un testo di istigazione alla rivoluzione piú spietata e sanguinaria. re di Zoba (II Sm. contro il Negheb dei reniti». agli aramei. Che questo “regno” non rappresentasse nulla per alcuno. che continuarono a contestarlo. Fu in questa rocca.tenti di loro (come risulta da alcuni passi della Bibbia in cui si afferma che Davide. finiva laddove cominciava. non sono altro che figure costruite per realizzare un programma monoteista a base religioso-guerriera. la maggior parte delle battaglie sostenute da Davide sono contro i popoli che costituivano la Palestina. era uno dei tanti ricettatori a cui i predoni vendevano le refurtive. Salomone e sopra tutti Davide. e poi contro Roma. asini cammelli e vesti. in quanto figli prediletti di dio. un vero compendio di tecniche sovversive e terroristiche. Davide consacrò al signore l’argento e l’oro che aveva tolto alle nazioni che aveva soggiogato. prendeva greggi e armenti. Giosuè. fino al paese d’Egitto. contro il Negheb degli ieramliti. da secoli. Saul. Quando Achis gli chiedeva: «dove avete fatto scorrerie oggi?». agli amaleciti. nella realtà dei fatti. re di Gag. gli uomini di Davide tornavano da una scorrería e portavano con sé grande bottino (II Sm.) Il fatto che Davide fosse il capo di una banda di predoni viene confermato da tanti altri passi della Bibbia. i gebusei. Infatti. 27.. sul cui avvento gli ebrei riporranno la realizzazione di quel regno universale di cui si ritengono i legittimi eredi. ai moabiti. avevano quello di costruire la figura di un condottiero crudele. che il partito nazionalista giudaico attuerà prima nella rivolta dei maccabei contro Antioco IV Epifane. i filistei. ai filistei. La Bibbia. ma con un sistema ben differente da quello che normalmente viene praticato dai monarchi legalmente riconosciuti. di questo sterminatore di nemici a cui dio ha promesso un regno senza fine nello spazio e nel tempo. sostenendo la propria superiorità sulle tribú della Giudea.

Eleazaro che percosse i filistei finché la sua mano. sostenendo ciascuna che il proprio dio è quello vero. Samma che attaccò e sconfisse da solo tutti i filistei che si erano radunati in un campo di lenticchie (II Sm. Tra le battaglie di particolare significato c’è quella che Davide combattè contro i «predoni amaleciti».quell’ideologia che aveva portato i giudei a concepire un regno dal dominio universale. l’innalzamento del 26 . sui quali riesce ogni volta vittorioso. sembra che Davide fosse piú propenso a seguire altri dei che non questo dio d’Abramo. Contrariamente a quanto la Bibbia vuole far credere. 9). significando «un solo dio». non rimase attaccata alla spada. Ma ciò che maggiormente stupisce delle tre religioni è il fatto che. asserendo che era superiore a lui di dieci volte. 29). come le mura di Davide. Terminata l’incoronazione Davide depredò la città di Rabba dí un grande bottino. eroe dei filistei. Gli stesori gli attribuiscono stragi di filistei. perché attraverso di essa si ha un’ulteriore prova di come egli fosse un capo predone. i quali avevano osato razziare nel deserto del Negheb (che faceva parte del territorio riservato alle sue razzie). anche il piú potente. sfinita. avrebbe potuto vantare: Ioab consegnò al re Davide la cifra del censimento del popolo ebreo: c’erano in Israele ottocentomila guerrieri che maneggiavano la spada. come conseguenza. basti dire che non esitarono a paragonarlo allo stesso Saul. se viene ricordato attraverso antichi testi egizi. Lo stesso avviene per le battaglie contro i moabiti. un esercito cosí poderoso non poteva avere che degli ufficiali supereroi: questi sono i nomi dei prodi di Davide: Is-Bal che impugnò la lancia contro ottocento uomini e li trafisse in un solo scontro. gli ammoniti e tutti gli altri popoli palestinesi. Per comprendere quanto i redattori della prima stesura della Bibbia vollero esaltare Davide. intendendo con «dei» tutte le ideologie che vi si oppongono. accettò che il popolo gli cingesse la testa con la corona del dio Micolm che pesava un talento d’oro e conteneva una pietra preziosa. D’altronde. entrato nella città dí Rabba dopo averla espugnata. 23. esprime la volontà di soppressione di tutti gli altri dei. esse si combattono fra loro. Se si pensa che in Palestina ci poteva essere un totale di cinquecentomila ebrei non si può che ridere dell’impudenza dei redattori della Bibbia. basterebbe ricordare quel censimento fatto da lui stesso. che dà inizio all’epopea di Davide. perché un giorno. In una cantilena popolare riportata dalla Bibbia a proposito di una guerra nella quale avevano partecipato Saul e Davide. E. si fa recitare al popolo: Saul ne uccise mille. allorché diventerà re. è soltanto per via di una grande sorgente che riforniva di acqua le popolazioni adiacenti. la voce tonante del signore che ripeteva all’invincibile Davide: la tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me e il tuo trono sarà reso stabile per sempre. cioè un esercito quattro volte superiore a quello di cui poteva disporre l’Egitto. che non si riesce a capire come potessero riformarsi per essere di nuovo distrutti. da quanto riportano i fatti. in Giudea cinquecentomila (II Sm. 24. ci predispone a immaginare ciò che sarà detto di lui in seguito. Solo a nominare i re che uccise e le città che rase al suolo c’è da riempire una pagina. Ma. dal quale risulta che disponeva di un esercito cosí poderoso quale nessun’altro popolo. affinché divenisse l’emblema della riscossa giudaica. gli aramei. cosí totali e definitive ogni volta. Già l’abbattimento del gigante Golia. Gerusalemme non era che un misero raggruppamento di abitazioni rappresentate per lo piú da grotte che. è la parola stessa «monoteismo» che. che riportò a Gerusalemme dove ritornò con tutta la sua truppa (II Sm. per contendersi il dominio del mondo. al di sopra di tutte queste carneficine. Tutto il resto che si attribuisce a Gerusalemme. allah e Yahvé sono tre forme del medesimo dio. quando in realtà il dio dei cristiani. Davide diecimila. E in alto. Per dimostrare fino a che punto fu usata la fantasia per rendere Davide l’eroe degli eroi. i quali mettono a disposizione del loro condottiero un esercito di un milione e trecentomila guerrieri. 12. 8).

non esiste traccia. Come le tribú 27 . In parte riedificata da quei pochi giudei che si erano salvati dalle esecuzioni operate dai romani e dalle persecuzioni che avevano seguito la rivolta. quel regno che rappresentava nei loro programmi il fulcro della propaganda nazionalista. divenendo meta di pellegrinaggi da Roma per il ruolo che a essa veniva dal fatto di essere considerata la città della «passione» di Cristo. e. Soltanto dopo la vittoria del cristianesimo sulle religioni “pagane” e sull’ebraismo. Ricostruita alla meno peggio dai giudei dopo il rientro dall’esilio di Babilonia per iniziativa di un certo Zorobabele. quasi volesse cancellarla dalla storia. In seguito alla rivolta giudaica. Alla sua morte tutto era rimasto invariato com’era. Davide salí al trono a trentatré anni e morí a settantatré. nulla cambiò in Palestina con il suo avvento. non sono altro che favole inventate dai redattori della Bibbia. Quelle che i sostenitori della Bibbia affermano appartenere al regno di Davide sono in realtà le mura che furono edificate dall’Impero bizantino negli anni 1064-1070 per difendersi dai musulmani (selgiuchidi e fatimiti). A questo sviluppo di Gerusalemme contribuí in maniera determinante anche Roma. Gerusalemme riprese via via importanza.. Ma il ruolo da primato a cui ascese Gerusalemme per volontà di Roma.). gli assiri e altri popoli se la contesero anche con l’uso delle armi. dopo averla messa a ferro e fuoco. Questo agglomerato di misere abitazioni e grotte assunse una certa importanza soltanto all’epoca dell’occupazione romana con il re Erode che. anche se si protrasse nel tempo. nel 70 n. nominandola come sede giuridica. figlio dell’imperatore Vespasiano. con quelle di Alessandro Magno e dei sovrani ellenistici. Se avvenne che gli egizi. che divenne residenza del presidio romano. la sede dei procuratori fu trasferita a Cesarea Marittima. stanca delle rivoluzioni che il partito nazionalista giudaico promuoveva per la conquista della Palestina. è fuori discussione. nonostante le prodezze e le conquiste che la Bibbia attribuisce a Davide. quella piccola rocca che era durante le invasioni che si susseguirono in Palestina. che possa testimoniare l’esistenza della grande capitale del regno d’Israele. e. per motivi politico-sociali. Se ho fatto questo breve riassunto della storia di Gerusalemme è stato per dire che della Gerusalemme antica. Salomone e tutti gli altri re che a loro si succedettero – ammesso che si chiamassero cosí i capi predoni ebraici di quell’epoca – abbiano fatto qualcosa per fortificarla contro gli attacchi dei popoli indigeni. per proseguire. Che Davide. vi costruí tra le tante altre cose un imponente anfiteatro e la fortezza della Torre Antonia. in seguito al concilio di Nicea avvenuto nel 325. dal grande tempio e dalla dimora mastodontica di Salomone. fu di nuovo distrutta nel 135 n. Gerusalemme rimase. le ricchezze accumulate che tentarono per la loro immensità anche gli egizi. fu attaccata e rasa al suolo dalle legioni di Tito.. ricevette una battuta d’arresto quando. munendolo di importanti costruzioni. Dei quarant’anni di regno sette li passò ad Ebron e i rimanenti trentatré a Gerusalemme In realtà. in seguito. che. quella trattata dalla Bibbia come città dalle mura poderose. quella dei romani. che avevano tutto l’interesse a far apparire la città piú sontuosa e potente possibile. tra cui il tempio. che la consideravano il quartiere generale di quei briganti che li depredavano. poi. Roma.tempio per metterci dentro l’«arca» che conteneva i dieci comandamenti. Le sole vestigia del tempo biblico che ci sono pervenute sono quelle che appartengono a Erode. la costruzione della reggia di Salomone. ma che essa fosse quella grande e splendida città che la Bibbia ci vuol dare a intendere è da escludersi nella maniera piú decisa. le cambiò il nome in Aelia Capitolina. neppure l’ombra di un rudere. etc. lo fecero esclusivamente per impossessarsi di quell’enorme riserva di acqua che vi si trovava e non per i tesori ammassati nel tempio. a causa dell’ultima rivoluzione messianica condotta dal messia Bar Kocheba. a partire da quella dei persiani operata da Ciro il Grande. Nulla di nulla. e. oltre a contribuire finanziariamente al programma di Erode. che precedettero l’ultima. l’altare che fu eretto sul colle di Sion in ricordo dell’apparizione dell’angelo di Yahvè in occasione di un’ennesima pestilenza inviata dal signore. lo elesse quale residenza della sua corte (73-74 av. n. avendola eletta come capitale del Regno d’Israele.

in seguito. umiliato e penitente. costoro provvedevano al re e alla sua famiglia. per garantirsi una tranquillità di comando. e di grandiose città in tutto il territorio della Palestina. cosí erano rimasti identici pure quei predoni organizzati che. ne verrà aggiunta un’altra. Le tribú si rappacificarono e. possiamo immaginarci quale fosse lo splendore della reggia di Salomone e la magnificenza della sua corte gremita di personalità rivestite dei piú alti incarichi politici. reclamava il diritto di successione. cioè a Gerusalemme – dove.ebraiche seguitarono a vivere nei loro accampamenti nomadi. Salomone distribuí sulle dodici tribú l’onere di sostenere tanta grandezza. incurante del divieto. aveva fatto ugualmente. quella vittoria che vedeva gli ebrei trionfare definitivamente sui nemici. nel benessere raggiunto. L’epidemia fu tremenda. Ognuno aveva l’incarico di procurare il necessario per un mese all’anno. Per prima cosa fece uccidere il fratello Adonia che. Se. Ma il regno ricevuto dal padre si mostrò subito cosí precario che Salomone. consigliatosi con un certo Gad che gli era amico. scelse la peste. sia per ciò che riguarda il lusso della corte. nel mondo dei sogni e dell’invenzione. che consideravano gli ebrei degli invasori. c’è qualcuno che ancora ne cerca la tomba. unico libro che parla di lui. comprò un terreno per la propria sepoltura. Il regno di Salomone viene elevato dalla Bibbia a una grandezza e magnificenza faraonica. sia per ciò che riguarda la realizzazione di interi quartieri a Gerusalemme. Sceso dalla nuvola gli disse: «vuoi tre anni di carestia nel tuo paese o tre mesi di fuga davanti al nemico che ti insegua oppure tre giorni di peste nel tuo paese?». (Ancora un altro pentimento da parte del dio onnisciente!) Terminata la peste. un Davide spirituale e asceta. stando alla Bibbia. imponendo a ognuna il mantenimento di un mese: Salomone aveva dodici prefetti su tutto Israele. Davide innalzò un altare al signore. e. Davide. 24. 28 . ho parlato della prima stesura della Bibbia è perché. Vedendo prossima la morte. che pagò cinquanta cicli d’argento. di Salomone fece il simbolo del trionfo che segue una grande vittoria. come viene riportato dalle cronache piú remote. in lotta continua tra loro e perennemente attaccate dai popoli indigeni. ritira ora la tua mano!» (II Sm. in tendopoli fatte di pelli di capra. in qualità di figlio maggiore. contendendosi i territori. però. n. decimò ancora una volta il popolo ebraico. Ma il signore si pentí di quel male che aveva fatto e disse all’angelo che distruggeva il popolo: «basta. E Davide. Con Salomone comincia un periodo di abbondanza e di agiatezza per tutta la Palestina (cosí dice la Bibbia). dal momento che gli ebrei continueranno a vivere. Allora dio gli propose di scegliere fra tre punizioni. della violenza e del terrorismo. Davide chiamò il sacerdote Zadok e il profeta Natan e ordinò loro di ungere come successore al trono d’Israele suo figlio Salomone. Da Dan a Bersabea morirono settantamila persone del popolo. dovette sin da subito agire con la massima decisione. Sarà un Davide sofferente. prolificarono tanto da rendere il popolo ebraico numeroso come la sabbia del mare: Giuda e Israele erano diventati numerosi come la sabbia del mare e mangiavano e bevevano allegramente (I Re. La prima stesura della Bibbia terminava con una disobbedienza di Davide verso dio che gli aveva proibito di fare un censimento che lui. incredibile ma vero. Perché fu fatto questo lo vedremo seguendo l’evoluzione religiosa giudaica. Se la Bibbia fece di Davide il simbolo della guerra. 13). Poco prima di morire. facevano della Palestina un teatro di disordini e di battaglie. riferendomi alla vita di Davide. morí nel 970 av. Tutte opere che rimangono. militari e religiosi con indosso livree e mantelli dorati. che mostrerà un Davide del tutto differente. Davide si addormentò con i suoi padri e fu sepolto nella città di Davide. 4). (Non so come non si possa trovare vergogna a dire certe stupidaggini!) Se questa era la vita del popolo. da quanto risulta dalla Bibbia stessa.

non c’è che da leggere il capitolo sette del primo libro dei Re.. La descrizione che fa la Bibbia riguardo alla costruzione del tempio voluta da Salomone. Per averne un’idea basta citare il seguente passo: [… i] viveri di Salomone ogni giorno erano di 30 kor di fior di farina e 60 kor di farina comune [essendo un Kor uguale a 45 kg. regalava intere città – come a Chiram. 4. venti da pascolo e cento pecore. 4. (I Re. Una descrizione cosí dettagliata da evidenziare che il tutto non è che una riproduzione degli edifici regali del Regno di Babilonia: colonne di bronzo che poggiano su basamenti anch’essi di bronzo dalle misure iperboliche e buoi di bronzo che a dozzine sorreggono ornamenti a forma di cucurbite – e tante di quelle altre scemenze che. senza contare i cervi. E la stravaganza della Bibbia. le antilopi e i volatili da stia. dio vi si precipitò dentro con la nube e i sacerdoti non poterono rimanervi per compiere il servizio a causa della nube stessa (I Re. nientemeno che con venti villaggi. pietre grandi di dieci otto cubiti [un cubito corrisponde a circa mezzo metro]. per tenerseli amici.. le gazzelle. vi si precipitò dentro con tanta veemenza da non dare ai sacerdoti neppure il tempo per farne l’inaugurazione: appena gli operai furono usciti dal santuario.Se con Davide i redattori della Bibbia vollero costruire un monarca la cui figura di conduttore di eserciti rivalizzasse con quella di Ciro il Grande. re di Tiro. che si attarda in maniera tanto puntigliosa sui dettagli da trasformare il tutto in una narrazione grottesca. da quando il tempio era stato iniziato. per farsene un’idea. che ricompensò. la cui costruzione farebbe impallidire il Palladio per la magnificenza dei colonnati eretti nelle varie corti e nei numerosi vestiboli. I cedri venivano calati dal Libano al mare. costruttori di opere immense. per il legname che gli aveva inviato. 10 di altezza. E la corte? La magnificenza della corte di Salomone? Oh. va avanti con il riferirci i fatti riguardanti la reggia di Salomone. Per comprendere il ridicolo di queste affermazioni basta considerare le dimensioni del tempio che la Bibbia ci riferisce: le misure del tempio costruito da Salomone erano le seguenti: 30 metri di lunghezza. appena fu portato a termine. 5. Il re dette ordine di estrarre grandi massi. Venivano messi in zattere che lo trasportavano in Palestina. ai quali. Fece parte delle sue relazioni diplomatiche anche quella regina di Saba. (Un piccolo capannone da zona artigianale!) Il tempio fu terminato in sette anni. dieci buoi grassi. Salomone possedeva quattromila greppie per i cavalli dei suoi carri e dodicimila cavalli da sella (I Re. 10). il totale è di 40. che andò a rendergli omaggio avendo sentito parlare della sua grande saggezza. tra i migliori perché venissero squadrati per le fondamenta del tempio (I Re. 14). 8.5 Ql. con Salomone vollero raggiungere la magnificenza e la grandiosità dei faraoni. 24). 6). risulta cosí assurda da riportarci a quella favola di Fedro che tratta della montagna che partorí un topo: [… il] re Salomone reclutò il lavoro forzato da tutto Israele [avevano già smesso di mangiare e bere allegramente] e il lavoro forzato era di trentamila uomini. Salomone aveva settantamila operai addetti al trasporto del materiale e ottantamila scalpellini a tagliar pietra sui monti. quella poi . era rimasto in un’attesa cosí spasmodica del fine-lavori che. identica a come viene riportata la costruzione delle piramidi nei documenti egizi. Non parliamo poi delle relazioni diplomatiche che sviluppò con i re e i capi dei popoli vicini. senza contare gli incaricati dei prefetti che erano tremilatrecento preposti da Salomone al comando delle persone addette al lavoro. Le fondamenta erano di pietre pregiate. 15 di larghezza. Ella gli portò 29 . E il vaneggiamento biblico continua: [… il] legname per costruire il tempio veniva dal Libano fornito da Chiram re di Tiro al quale Salomone inviò diecimila uomini affinché aiutassero gli operai di Chiram a tagliare cedri. fondatore dell’Impero persiano.]. non certo inferiore a quella dimostrata nel descrivere i lavori del tempio. sette anni che dovettero risultare lunghissimi a quel dio che.

le loro divise. e quella reale del tiranno predone. E come tra le due figure politiche quella vera è quella riportata dalla tradizione. figlio di Eliada. a Camos. l’attività dei suoi ministri. che interpreta i sogni del re d’Egitto – dimentica di dirci il nome del faraone in questione. dopo averci narrato che Salomone si dedicò alle sue donne con amore e dedizione. le aggressioni delle nazioni limitrofe che si contendevano la Giudea. Salomone non conobbe mai il dio della Bibbia. anche questa volta – come nel caso di Mosè e dell’Esodo. Allo stesso modo costruí altari per gli dei delle sue donne straniere. continuò con il suo esercito di fuorilegge a depredare i popoli indigeni e a schiavizzare le tribú ebraiche. la riscossa di quei popoli che erano stati depredati dal padre Davide. La Bibbia. dio dei Moabiti e a Milcolm. che offrivano incenso e sacrifici ai loro dei (I Re. Moloch e Milcom. preso il posto del padre. i cibi sulla tavola. del suo dio e di quel tempio che non fu mai costruito. Che il personaggio di Salomone sia una pura invenzione appare evidente dal contrasto tra la figura artificiosa del re saggio. Salomone costruí un’altura [altare] in onore di Camos. e quando la regina di Saba ebbe ammirato il palazzo che Salomone aveva costruito. crearono dei grossi problemi a Salomone. ignorandoli. il regno di Salomone rimase comunque sempre abusivo. non possiamo che concludere. riuscí a salvare la testa abdicando in favore dello stesso figlio Roboamo sollevatosi contro di lui. Le sue divinità rimasero sempre e comunque Astarte. Circondato da questa pletora di oppositori . le quali. che schiavizzava il suo stesso popolo imponendogli un pesante giogo. e illegale l’occupazione di Gerusalemme – quella Gerusalemme continuamente reclamata dai legittimi proprietari. aggiunge che ebbe trecento concubine e settecento principesse come mogli. dio dei moabiti.ricchezze molto grandi. una delle quali fu nientemeno che la figlia del faraone. Ma. avevano ripreso vigore. come la storicità di Salomone uomo laico è quella che riferisce di lui come di un tiranno. che si dimostra sempre prodiga di dettagli insignificanti. che si mise a capo di una parte dei giudei che accusavano Salomone di dispotismo e crudeltà. Gli attacchi dei popoli palestinesi che. che erano i gebusei a cui Davide l’aveva tolta occupandola con i suoi predoni. gli si rivoltò contro anche il figlio Roboamo. riunitesi sotto un certo Geroboamo. E. altrettanto vera è l’immagine religiosa che lo vuole seguace di divinità “pagane”: Salomone seguí Astarte. dea di quelli di Sidone e il dio Milcom dio degli ammoniti. dea di quelli di Sidone. un despota e uno schiavista. 10). dio degli ammoniti (I Re. già contestato dalle tribú del Nord. avrebbe creato una storia troppo immaginaria per essere creduta. dopo la morte di Davide. quali gli idumei e un certo Ranzon. 11. che altrettanto falso è ciò che la Bibbia dice di lui. dio degli Ammoniti. rimase senza fiato (I Re. di generali e di influenti relazioni diplomatiche. che viveva nello splendore di una reggia fastosa. quel re che la Bibbia dichiara essere stato il piú saggio tra gli uomini di quel tempo. i primi in Egitto e il secondo a Damasco. come lo riportava la tradizione popolare. come la stessa Bibbia è stata costretta a riconoscere per non contrastare completamente con ciò che era stato tramandato di lui attraverso i racconti. che erano stati costretti a rifugiarsi all’estero. i suoi coppieri e gli olocausti che offriva al tempio del signore. Roboamo. usando gli stessi metodi di suo nonno Davide e di suo 30 . volevano ricostituire il regno di Saul. Cosí. gli alloggi dei suoi dignitari. per i «duri di cervice». sul colle di fronte a Gerusalemme. con cammelli carichi di aromi e grande quantità di oro e di pietre preziose. 33). aggiungo ancora questo passo: Salomone sí prostrò davanti ad Astarte. istallandosi a Gerusalemme – che in realtà era rimasta una semplice rocca intorno a una fonte –. racconti che fu costretta a tenere in dovuto conto perché. la Bibbia. grande costruttore di monumenti. per ciò che riguarda quella religiosa. per quanto la Bibbia parli di prefetti. di ministri. E come se non fossero bastati i nemici che gli venivano dal mondo esterno. 11). che aveva portato il popolo ebraico alla prosperità piú opulenta – come l’avevano costruita i redattori della Bibbia –. E guarda caso. e in quello di Giuseppe. e di Milcom.

adora i due vitelli d’oro costruiti dal padre Geroboamo. a sua volta. Lo stesso fa il re Auri che gli succede. durante i quali apprese tutto ciò che serví per scrivere la Bibbia. inizia quel periodo di lotta fra i due regni che durerà circa due secoli e che la Bibbia ci riporta nel secondo libro dei Re. primo re. rappresentata dalla tribú di Giuda. fino al 722 av . Geroboamo. quella delle tribú del Nord che ricostituirono a Ebron il vecchio Regno d’Israele fondato da Saul. allorché. è in realtà ancora idolatra per tutto il periodo dinastico che seguí la morte di Salomone. E i re che seguirono Geroboamo furono altrettanto idolatri. n. liberata da Ciro il Grande. quel popolo che la Bibbia si è tanto applicata a fare apparire come il popolo dei seguaci di Yahvè. cioè quattrocento anni dopo la morte di Salomone.padre Salomone. che disponeva di un forte esercito. cantavano. Consigliatosi il re preparò due vitelli d’oro. si recarono dal figlio Roboamo per tentare un accordo. Fu in seguito a questa invasione che la classe dirigente del regno di Giudea fu catturata e mandata prigioniera a Babilonia. figlio di Acab. Re Baasa: durante il suo regno. Stando sempre alla Bibbia. che in realtà non era stato altro che un oppressore e un predone. è idolatra: Gerobamo fortificò Sichem sulle montagne di Efraim e vi pose la residenza. che si costituí in Regno di Giudea con sede in Gerusalemme. 31 . mio padre vi castigò con la frusta. da Ebron alla città di Sichem. attraverso Giacobbe. bevevano e mangiavano allegramente!) Ma Roboamo. e quella del Sud. re di Assiria. dopo soltanto ottanta anni da che era stato costituito da Davide quel regno che dio aveva promesso eterno nel tempo e senza confini nello spazio. Ciò avvenne intorno al 540 av . in Samaria. Davide e Salomone. fu invasa nel 586 av. operata dalla Bibbia. che sono all’incirca venti. la capitale del regno d’Israele venne trasferita nell’anno 880 av. Al pari di costoro furono idolatri tutti i re che seguirono. Con gli ebrei divisi di nuovo in due fazioni. delle cause che portarono all’invasione degli assiri: una punizione di dio perché erano rimasti idolatri. 28). la dimostrazione che gli ebrei del regno d’Israele erano “pagani” si può riassumere nell’attribuzione. da Nabucodonosor. io vi castigherò con i flagelli» (I Re. io renderò ancora piú pesante il vostro giogo. innalza altri altari a Baal. Come nel regno d’Israele. poté far ritorno in Giudea. e. che occuparono il Nord della Palestina. Idolatria presso il regno d’Israele. 11). la quale. e. come risulta dai passi sotto riportati. cosí rispose: «se mio padre vi caricò di un giogo pesante. che dura ventiquattro anni. per merito di Salomone. n. Dopo tutte le vicende susseguitesi dal tempo di Abramo. Il re Ieu conferma i vitelli d’oro. altrettanto nella Giudea abbiamo la conferma di come gli ebrei fossero stati sempre idolatri. e. (Da non dimenticare che queste erano le tribú di cui soltanto poche pagine prima la Bibbia aveva detto che. e. fermandosi ai confini della Giudea. fino alla conquista d’Israele da parte di Salmanassar. dove rimase per cinquanta anni. n. Giosuè. Il re Acazia. Evitando di nominare tutti i re. Il re Ioram toglie Baal e ripristina il culto dei vitelli d’oro. ora tu alleggerisci la schiavitú di tuo padre e il giogo pesante che ci ha imposto e noi saremo disposti a servirti». Mosè. non ritenendo opportuno cedere alle richieste delle tribú del Nord. cioè fino a quando venne redatta la Bibbia. Re Acab: innalza altari al dio Baal al posto dei vitelli d’oro. quando fu invasa dagli assiri. Idolatria presso il regno di Giudea. Presentatesi a lui gli dissero: «tuo padre ci ha imposto un pesante giogo. n. re di Babilonia.. Fu cosí che finí con la separazione delle tribú del Nord da quelle del Sud. Infatti il popolo andava fino a Dan per prostrarsi davanti a uno di essi (I Re.. 12. ne collocò uno a Betel e uno a Dan. come risulta dalla Bibbia nel seguente passo: le tribú del Nord che si erano messe contro Salomone.

fatto stampare dalla Watch Tower Bible nel 1989. av. e. Questo libro. 23). 3. Parla di una stele moabita rinvenuta nel 1886 in Giordania. In questa cultura espressamente idolatra. 1. è addirittura ridicola. esaminiamo le prove che usano per affermare che questo è un libro di ispirazione divina. 32 . espressamente scritto per eliminare tutti i dubbi che possono venire circa la veridicità di ciò che riporta la Bibbia. Come seconda prova viene portata la distruzione di Gerico che. 16. 14. La terza prova. steli e pali in onore dei loro dei “pagani” (I Re. 18. tra il regno di Moab e il regno di Edom. Nella prima si dice che in un documento scoperto negli scavi eseguiti nel 1800 nell’Iraq meridionale viene riportata una preghiera per la salute del figlio Naboredo. 2. i redattori della Bibbia introducono il loro dio nella storia ebraica attraverso l’intervento di profeti. Anche il re Manasse erige altari a Baal e.Dopo che si furono riuniti sotto Roboamo. nella quale si cita un conflitto che ci fu nel X sec. quello d’Israele e quello di Giuda. il libro coglie l’affermazione per convalidare la tesi che Israele e Giuda sono esistiti. dal momento che la Bibbia gliene attribuisce la distruzione. A Roboamo seguí il re Iotam e sotto di lui il popolo continuò a sacrificare e offrire incenso agli idoli (II Re. che si avvicendano per ripetere ai re di abbandonare i loro idoli per seguire il dio dei loro antenati. che non sono mai esistiti. per dimostrare che un mio antenato è stato un generale di Napoleone nella guerra contro gli inglesi. Tutto ciò che è riportato dalla Bibbia è frutto di pura immaginazione. costruirono altari. che furono Iochim e Sedecia. Siccome questo figlio del re Naboredo si chiamava Baldassarre. compresi i Regni d’Israele e di Giuda. mi fece pervenire qualche tempo addietro un libro che. quella che per i sostenitori delle verità bibliche dovrebbe essere una prova a loro vantaggio risulta invece essere tutto l’opposto. come avevano fatto le tribú del Nord. Il re Acaz: bruciava incenso agli altari pagani (II Re. mi avrebbe dimostrato la storicità dei fatti biblici che io negavo. A parte il fatto che la distruzione di Gerico non può assolutamente dimostrare l’esistenza di Giosuè (circa il quale nessun documento riporta notizie). 36). e per giunta circa duecento anni dopo la data attribuita dalla Bibbia. È come se io. 4). tanto conoscitore e sostenitore della stessa da essere considerato una colonna portante dell’ideologia yahvista. lo stesso fece riguardo ai giudei allorché furono invasi da Nabucodonosor. anche i giudei. cap. E come aveva fatto per le tribú del Nord. in realtà non ha fatto altro che confermare le mie convinzioni. quella che avrebbe dovuto dimostrare l’esistenza dei due regni biblici. n. re di Babilonia. confermerebbe che Giosuè è esistito. alle quali la Bibbia aveva attribuito l’occupazione da parte dell’Assiria per via di una punizione del signore. molto probabilmente colui che ha scritto questo libro non sa che Gerico fu rasa al suolo da un terremoto e non dall’attacco di un esercito. fino ad arrivare agli ultimi due. 30. Siccome nella Bibbia c’è scritto che Israele e Giuda si allearono con Edom per combattere contro Moab. 5. Il reEzechia: sotto il suo regno il popolo riprese ad adorare il serpente di bronzo che chiamava Necusam (II Re. quel dio che la Bibbia ha voluto attribuire nella favola che si era inventata. Ma siccome questa partecipazione alla guerra è nominata soltanto dalla Bibbia. anche loro idolatri. come lui tutti i re che seguirono. Un profondo conoscitore della Bibbia. 15. 4). mentre nella stele non si fa nessun riferimento né a Giuda né a Israele. la prova consisterebbe nel fatto che un certo re Baldassarre viene nominato anche nel Libro di Daniele 6 . 6 Al passo 1. Le prove che riporta per sostenere che la Bibbia è un libro con un fondamento storico si racchiudono in tre dimostrazioni. Se queste sono le prove che i sostenitori della Bibbia portano per dimostrarne la veridicità storica. secondo lui. portassi come prova – unica prova – un documento che parli della battaglia di Waterloo. essendo realmente avvenuta.

Questa è la Bibbia. poteva essere dettata soltanto da un “essere superiore” che sapeva che i morti possono trasmettere epidemie.a) La legge riguardante l’igiene – espressa cosí nel Deuteronomio. presso i popoli che la praticano essa causa una media annua di 2. lo aveva fatto perché soltanto un dio poteva sapere. i suoi templi. come conseguenza di questa circoncisione voluta da un dio tanto onnisciente. i suoi regni. questi sono i suoi eroi. a tutt’oggi. c) Se il signore aveva ordinato ad Abramo di circoncidere il maschi l’ottavo giorno dalla nascita. Ma la realtà è che. resta il fatto che. 33 . il libro sacro che viene preso come garanzia di verità nei giuramenti. riportata nel libro Numeri. che favorisce la coagulazione del sangue. b) La legge che decretava impuro chiunque avesse toccato un morto e quindi l’obbligava a lavarsi le mani. fin da allora. che la vitamina K. E tante saranno ancora le cose che di questa ci lasceranno stupiti nel seguito di questo libro.300 vittime per le infezioni e le emorragie che ne derivano. comincia a essere presente nell’organismo a partire da questo momento. Questo è il suo dio. «dopo aver defecato devi ricoprire gli escrementi con un piolo» – poteva essere ispirata soltanto da un dio che già sapeva a quei tempi che lo sterco è causa di infezione.

trova la piú ampia conferma nel dio della Bibbia. 7..] poi la frontiera scenderà lungo il Giordano». fregandosene altamente di ogni decisione che avesse potuto prendere il dio creatore del cielo e della terra. 15). dopo aver deciso di eleggere Saul re degli israeliti. definitivamente.. ma sempre dei fuggiaschi. Parla come un geometra che rettifica i confini per un rogito. quando invece questi si mostreranno sempre tanto piú potenti da distruggere ripetutamente Gerusalemme e il tempio.. ributtano questi sedicenti proprietari. da stabilirne addirittura i confini: «quando entrerete nel paese di Canaan. i quali. con i loro difetti.. carico di collera verso un’umanità che riteneva responsabile delle sue proprie sofferenze. Quest’uomo libererà il mio popolo dai filistei» (I Sm. potrà mai dimostrare al pari della Bibbia come non sia stato dio a creare l’uomo a propria immagine e somiglianza. nella diaspora che seguí la guerra giudaica del 70 n. Promette a Mosè: «di te farò una grande nazione» (Es. la loro ottusità di popolo isolato. per disperdersi poi. 9. Mosè. nessun libro.] Partendo dal mar Mediterraneo traccerete una linea fino al monte Or [. Quale dio poteva essere concepito da un popolo frustrato e represso. Cento volte ripete che sterminerà i nemici d’Israele.32. rimarranno a fare i nomadi al servizio di un dio che continuerà a ingannarli con promesse che non manterrà mai . Ora lascia che la mia ira si accenda contro di loro e li distrugga». dimostrandosi di gran lunga piú saggio e riflessivo di lui. bensí l’uomo a costruire un dio simile a se stesso. che rimarranno saldamente proprietari della loro terra. che viene citata per sostenere l’antropomorfismo divino. nei fatti risulta. questa sarà la vostra terra: la frontiera meridionale partirà dall’estremità del mar Morto [.] si estenderà lungo il mare di Gennesared [. perseguitati e oppressi... e. 10) − mentre nella realtà gli ebrei non saranno mai un popolo compatto... ma è un rogito che rimarrà sempre nel mondo dei sogni. oscurantista.. quasi che fosse divenuto un trastullo. primitivo. mentre a parole viene proclamato “essere perfettissimo. invece . costretti a fare marcia indietro. onnisciente e onnipotente”... se non un dio impastato di odio e di vendetta? Basta leggere soltanto alcuni passi della Bibbia per comprendere quanto gli ebrei travasarono nel loro dio se stessi. In ogni riga c’è la dimostrazione dell’antropomorfismo del dio della Bibbia che.] girerà fino al torrente d’Egitto e finirà al mare [. Un illogico e superficiale [Dio si rivolse cosí a Mosè:] «ho osservato questo popolo e ho capito che è duro di cervice.. neanche il piú ateo. etc. Dà cosí per certo al suo popolo che la terra che ha promesso sarà realmente sua. Promessa che si rivelerà del tutto falsa: gli ebrei non riusciranno mai a dominare i filistei. L’espressione «dimmi chi sei e li dirò chi è il tuo dio». 16) − quando invece crollerà dopo appena ottant’anni.] da Cazar fino a Sefam [. lo consigliò di calmarsi dicendogli: «perché vuoi distruggere il tuo popolo ora che lo hai liberato dall’Egitto? Cosa diranno gli egizi 34 . domani ti manderò da un uomo della terra di Beniamino che tu ungerai re.. la loro ignoranza di pastori erranti.. E mente ancora quando promette a Davide che la sua casa e il suo regno saranno saldi per sempre davanti a lui e il suo trono sarà reso stabile per sempre (II Sm.IL DIO DELLA BIBBIA Come si e detto e come va ripetuto. disse a Samuele: «siccome mi sono commosso al grido di dolore del mio popolo. Un millantatore e bugiardo [… Il] signore. perché i cananei.

Il signore disse a Mosè: «sterminerai tutti i popoli che il signore dio tuo ha promesso di consegnarti e il tuo occhio non li compianga» (Dt.3. sia da portarsi piú come dimostrazione di ridicolo che di crudeltà. Pentitosi di aver creato l’uomo.Sm. la prima cosa che pensò dio fu quella di usare il suo popolo per eseguire stragi e genocidi. interviene direttamente nelle stragi.10) in cui dio. Come conferma della sua natura malvagia possiamo citare ancora degli episodi in cui è lo stesso dio a creare i presupposti per le stragi: ma siccome Sicon. 3). o tuo figlio o tua figlia o tua moglie che riposa sul tuo petto o l’amico che è come te stesso ti istighi a servire altri dei che non sia io. su un carro tirato da buoi. armato dal signore. Uno spietato e violento [Basti citare soltanto qualcuno degli innumerevoli fatti che lo dimostrano:] cosí disse il signore al suo popolo: «qualora il tuo fratello. bambini e lattanti» [e Saul obbediente eseguí la strage] ( I. 30 . figlio di tuo padre o figlio di tua madre. 2. Qualora tu senta dire di una delle tue città che il signore dio tuo ti dà per abitare [quando mai?] che uomini iniqui sono usciti in mezzo a te e si servono altri dei. ai quali hai assicurato che da loro sarebbe derivata una posterità numerosa come le stelle del cielo. C’è un passo poi della Bibbia (Gn. votammo allo sterminio tutti gli uomini. ma uccidi uomini e donne. suscitando la gelosia di Caino. abbandonò il proposito di nuocere al suo popolo (Es. l’ultimo. Desisti dalla tua ira e abbandona il proposito di fare del male al tuo popolo» E il signore. lo votammo allo sterminio.quando sapranno che tu hai fatto perire il tuo popolo dopo aver fatto tanto per liberarlo? Ricordati di quello che hai promesso ad Abramo. che. Chi può essere il vero responsabile della morte di Abele se non dio stesso. [ … Samuele disse a Saul:] «il signore mi ha inviato per dirti: va e colpisci Amalek e tutto quello che gli appartiene. 35 . 15). furono piú di quanti ne avessero uccisi gli israeliti con la spada. Isacco e Giacobbe. Il fatto avviene durante una delle tante marce di trasferimento di questi nomadi che procedevano portandosi sempre dietro. cosí. ma non gradí Caino e la sua offerta. quell’«arca» in cui avevano collocato le leggi ricevute da Mosè sul monte Sinai. Lapidalo e muoia perché ha cercato di trascinarti lontano dal signore tuo dio che ti ha fatto uscire dall’Egitto. 13). non ci volle far passare nel suo paese perché il signore gli aveva reso inflessibile e ostinato il cuore per metterlo nelle nostre mani. 32). 16). che erano venute già come grandine. superando se stesso. compreso l’errore che avrebbe commesso. (Anche il peggiore dei criminali lo vedremmo impallidire di fronte a questo dio!) Subito dopo l’uscita dall’Egitto. partí con tutti i prodi guerrieri. lanciando personalmente sassi contro i nemici del suo popolo prediletto. tutte le donne e tutti i bambini della città dí Og in Bassan (Dt. dio disse: «sterminerò dalla terra l’uomo che ho creato. attaccò i nemici e li mise in fuga. [Ma credo che questo intervento. alzata la mano sopra il fratello. ostentando predilezione per l’uno e avversione per l’altro dei suoi figli: dio gradí Abele e la sua offerta. da artiglieria aria-terra. tu devi ucciderlo: la tua mano sia la prima a metterlo a morte. allora tu voterai allo sterminio questa città e passerai a fil di spada tutti gli abitanti compreso il loro bestiame» (Dt. circa la crudeltà insulsa del dio della Bibbia. Caino ne fu molto irritato e. con l’uomo il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo e ogni carne in cui è alito di vita». 6). su incitamento del signore. re di Chesbon. ha creato il movente per l’assassinio? Soltanto un padre superficiale e stolto si sarebbe comportato come lui.] Ancora un esempio. lo uccise (Gn.7. E. 4. Mentre questi scappavano davanti a Giosuè il signore lanciò contro di loro dal cielo grosse pietre e molti morirono. non lasciarti prendere da compassione per lui. Coloro che morirono per le pietre. Giosuè.

facendo però presente che. Il signore disse ad Abramo: «prendi tuo figlio. ha reso un padre il potenziale omicida del proprio figlio. il tuo unico figlio che ami. i cattivi e gli imbecilli. come un San Tommaso che non crede se non tocca con mano. perché qualche volta si riposano! Un vendicativo [Il signore disse a Mosè:] «compi la vendetta contro i madianiti secondo quanto ti ho detto». ma. timpani. Non quando furono giunti all’aia di Nacon. decise un giorno di metterlo alla prova. Come può un uomo dimenticare di aver disteso e legato il proprio figlio su una catasta di legna. annegandolo. arpe. Detronizza Saul re d’Israele. che conosce anche i segreti piú intimi di ogni uomo. Isacco. Davide e tutta la casa d’Israele facevano festa davanti al signore con tutte le loro forze. È proprio vero che tra le due categorie che provocano del male. Fermando il braccio di Abramo nell’attimo in cui sta per vibrare il colpo alla gola del figlio. Uzza e Achio. fece prigioniere tutte le donne di Madian e i loro fanciulli. Per commentare questo fatto basti dire che Davide stesso fu cosí terrorizzato da tanta pazzia che si rifiutò di far entrare l’«arca» a casa sua. dio non ha certo evitato quel trauma che poi penderà sulla vita di entrambi. Uzza stese la mano verso l’arca di dio e vi si appoggiò perché i buoi la facevano piegare. Un insicuro che ha sempre bisogno di prove Questo dio onniveggente. Un dio che ignora il futuro Crea l’uomo e. ci stese sopra il figlio legato e già aveva alzato la mano con il coltello. e depredò tutto il loro bestiame. Scatena una peste su Gerusalemme per punire Davide. per soddisfare un capriccio. figli di Abinabab. e gli israeliti appiccarono il fuoco a tutte le città (Nm. lo distrugge. conducevano il carro. Uzza stava presso l’arca di dio e Achio precedeva l’arca. perché risulterà essere differente da come lo aveva immaginato. tutti i loro greggi e ogni loro bene. sistri e cembali. Menti forse piú stupide che cattive. tanto che la fece portare a casa di un certo Obed-Edom di Gad. 2. Posero l’Arca di dio sopra un carro nuovo. per sapere se Abramo gli fosse veramente obbediente. non possiamo ignorare le conseguenze che esso recò in questi due poveri disgraziati. va nel territorio di Moira e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò». dopo aver riscontrato che non è riuscito come avrebbe voluto. se consideriamo con quanta leggerezza distribuiscono crudeltà e morte durante tutto il racconto biblico. e Mosè obbediente uccise tutti i maschi. con la soddisfazione di un dio che si rallegra della fedeltà del suo servo Abramo. Abramo fece ciò che il signore gli aveva detto. presso l’arca di dio (Sm. e come può lo stesso figlio dimenticare il proprio padre che è sul punto di vibrargli una coltellata? Un assurdo che soltanto le menti piú malate possono concepire. con canti e con cetre. 6). Visto che a citare tutti gli atti di vendetta di dio riportati nella Bibbia sarebbe un lavoro troppo lungo. convinto della sua obbedienza. sono da preferirsi i primi. vittime dell’ottusità di un dio che. ordinandogli di uccidere il proprio figlio Isacco. il dio degli eserciti. Anche se per la Bibbia l’episodio si conclude qui. 31).Davide radunò di nuovo tutti gli uomini migliori d’Israele. personalmente. in numero di trentamila e partí con tutta la sua gente da Baala di Giudea per trasportare l’arca di dio. mi limito a quanto riportato. L’ira del signore si accese contro Uzza perché aveva osato toccare la sua dimora. che siede su di essa con i cherubini. rendendosi conto che la peste pro36 . di aver estratto un coltello e di averlo alzato su di lui con la determinazione di ucciderlo. Dio lo colpí per la sua colpa e egli morí sul posto. gli fermò il braccio dicendogli di sospendere il sacrificio. ne ho contati oltre una ventina. Accatastò la legna. quando il signore.

1. E cosí continuando si prolunga nei dettagli. toglierà il gozzo con le sue immondezze. ci porta a provare della compassione per questo essere supremo. carico di merletti dorati e di arabeschi.duce danni superiori a quelli che aveva previsto. Il signore disse ancora a Mosè: «i teli degli altari saranno lunghi venti cubiti e larghi quattro [etc.. 29 e 30). di porpora rossa e di scarlatto. che il ripensamento faccia parte della natura di dio ci viene dimostrato ogni volta che egli sovverte i suoi programmi per concedere grazie a coloro che lo supplicano con le preghiere. tutti d’oro che si uniranno ad anelli di smeraldo [. quando attraversa una piazza affollata seduto su uno scanno portato a spalle. 27..». piú che farci ridere. di pietre preziose e sete pregiate. riporto qualche riga tratta dal capitolo degli «Altari». Il sacerdote dopo averli uccisi aprendogli la testa con l’unghia. Il signore disse a Mosè:] «va a riferire al faraone che se non lascia andare via il mio popolo io lo colpirò con dieci piaghe». 26. Tutto a base d’oro.]». Un ambizioso. tanto da riempire sei capitoli del libro Genesi (esattamente i capp. tra lampi e tuoni. Da esso salirà un profumo soave alle narici del signore che osserva tutto da sopra la nuvola dove risiede» (Lv..] farai cordoni di porpora viola [etc. dividerà il volatile in due metà ma senza separarlo lo metterà sulla brace dove sarà cotto a fuoco lento. Per avere un’idea di chi fosse il dio della Bibbia in rapporto alla sua superficialità e vanità. ordina allo stesso angelo a cui aveva comandato di scatenare l’epidemia di sospenderla − «il signore si pentí»: l’espressione «si pentí» che non può dimostrare altro che un dio insicuro e fallace. (E sant’Agostino dice nelle Confessioni di non sapere a cosa pensasse dio prima della creazione!) Né finisce qui. perché con la stessa pignoleria.. Non offrirete al signore un animale con i testicoli ammaccati o schiacciati o strappati o tagliati» [etc. sul monte Sinai. lavoro d’artista .. …] cinque teli saranno uniti l’uno all’altro [.] la parte in eccedenza la farai ricadere sui due lati della dimora [. vanitoso e amante di adulazioni e lusso [Dio disse a Mosè. 25. gli dettò le leggi:] «la mia dimora la farai dí bisso ritorto. Vi farai figure di cherubini. di buoi. e le sue descrizioni sono cosí farneticanti nei dettagli da ridurre tutto a una comica grottesca. Una scenografia che sicuramente aveva tenuto impegnato dio da lungo tempo . di pecore e di capre.]. 28. E dopo una pagina di dettagli tanto sciocchi e superflui da far impallidire le dive piú capricciose e viziate del cinema.. di porpora viola. la troviamo nella Bibbia con un’impressionante frequenza. . D’altronde.. il recinto che lo circonda... d’argento.. i paramenti dei sacerdoti che dovranno incensarlo e riverirlo. (A pensare che ci sono ancora persone che credono a certe stupidaggini c’è da rabbrividire!) Un ricattatore [Per costringere il faraone a lasciare libero il suo popolo. 37 . dichiarato onnisciente e perfettissimo. gli oggetti per le cerimonie. lo minaccia di inviargli dieci calamità. dio esigerà la perfezione degli animali che gli saranno offerti in sacrificio. 14).. durante quei tre mesi nei quali.. La stessa compassione che si prova verso il suo rappresentante in terra.] farai venti assi. Non mi offrirete nessuna vittima cieca o storpia o mutilata o con ulcere o con la scabbia o con piaghe purulente. continua con un’esigenza maniacale a descrivere come vuole l’altare. una comica che. e continua: «se l’offerta è un olocausto di uccelli io preferisco tortore o colombe. Il signore scese dalla nuvola [non c’erano ancora i telefonini] e avvicinatosi a Mosè gli disse: «un olocausto per essermi gradito deve essere maschio. senza difetto.

la farà riscattare. quegli sarà suo schiavo per sempre». lo farà accostare al battente o allo stipite della porta e gli forerà un orecchio con la lesina. Dio si congratulò con Eleazaro. la tua stima sarà di cinque cicli d’argento per un maschio e tre cicli d’argento per una femmina. senza riscatto. al sole. Ma la parte piú sconcertante di tutta questa storia la troviamo nel fatto che egli stesso. si alzò in mezzo alla comunità. etc. allora il sacerdote ne farà la stima. Se il suo padrone gli ha dato moglie e questa gli ha partorito figli o figlie. Secondo questo dio amoroso e pieno di giustizia. [Il signore disse a Mosè:] «un’altra mia legge è questa: Quando uno deve soddisfare un debito. Lo stesso sarà fatto per le proprietà e le case che saranno stimate dal sacerdote secondo il loro valore. indurendo il cuore del faraone.E il ricatto si ripete inesorabilmente per dieci volte. crea i presupposti affinché il faraone non faccia ciò che Mosè gli avrebbe chiesto. Se colui che ha fatto debito è troppo povero per potersi riscattare. invece per una donna la tua stima sarà di trenta sicli. e Mosè dette ordine: «ognuno di voi uccida dei suoi uomini coloro che hanno aderito al culto di Baal-Peor». non voglio andarmene in libertà. prese in mano una lancia e trafisse nel basso ventre un uomo e una donna che avevano adorato Beal-Peor. Israele aderí al culto di Baal-Peor e l’ira del signore si accese contro Israele. Dai sessanta anni in su. Se poi uno vuole riscattare se stesso prima di avere pagato il debito con la schiavitú. che per ciò non la prende come concubina. per la stima che dovrai fare alle persone che si offriranno come schiavi attieniti a queste regole: per un maschio dai venti ai sessant’anni. la donna e i suoi figli saranno proprietà del padrone ed egli se ne andrà solo: Ma se lo schiavo dice: io sono affezionato al mio padrone. questo dio userà lo sterminio e la violenza per dimostrare la propria grandezza! Uno schiavista [Il signore disse a Mosè:] «Quando tu avrai acquistato uno schiavo ebreo. la mia collera si accenderà e vi farò morire di spada: le vostre mogli saranno vedove e i vostri figli orfani». ella non se ne andrà come se ne vanno gli schiavi. se era coniugato sua moglie se ne andrà con lui. allora il padrone lo condurrà davanti a dio. a mia moglie e ai miei figli. la tua stima sarà di quindici sicli per un maschio e dieci per una femmina. libro che esalta un dio padre-padrone che autorizza i genitori a vendere i propri figli anche in un’età compresa da un mese a cinque anni per pagare i loro debiti e che considera la donna la metà del valore dell’uomo. E ancora – è sempre il signore che parla a Mosè: «quando un uomo venderà sua figlia come schiava. Se è entrato solo. E cosí ancora una volta. Il signore disse a Mosè: «prendi tutti i capi del popolo e fa appendere al palo i colpevoli. però può darla come concubina a suo figlio». Dai cinque ai venti anni la tua stima sarà di venti sicli per un maschio e dieci per una femmina. figlio del sacerdote Aronne. uscirà solo. chi aveva un debito poteva estinguerlo vendendosi come schiavo. Da un mese a cinque anni. «lo indurirò il cuore del faraone [è dio che parla] in maniera che rifiutandosi di liberare il mio popolo io possa dimostrare la mia potenza attraverso i flagelli che invierò all’Egitto». egli ti servirà per sei anni e nel settimo potrà andarsene. Di quel flagello morirono ventiquattromila. La stima sarà fatta in proporzione ai mezzi del debitore. Un collerico e criminale Dio disse a Mosè: «se non farete ciò che voglio. Fines. il signore. per quello che aveva fatto. cinquanta sicli d’argento. potrà farlo aggiungendo un quinto al prezzo a lui versato» (Lv. Se ella non piace al padrone.27). (In altri tempi e luoghi sarebbe stato insignito sul campo del grado di capitano delle S. perché la mia ira ardente contro Israele si possa placare». figlio di Eleazaro. E il flagello cessò tra gl’israeliti.S. figlio del sacerdote Aronne.) 38 . Non dimentichiamo che questo è il libro-base dell’insegnamento seguito dalle scuole cattoliche.

giorni. sdegnato per tanta ingordigia. generarono popoli e nazioni. 28. 4. [E la stessa cosa dopo il diluvio per popolare una seconda volta la terra:] dio benedisse Noè e i suoi tre figli con le loro spose e disse loro: «siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra». ti colpirò con la consunzione. Nessuna eredità tra gl’israeliti potrà passare da una tribú all’altra. stabilisce leggi che ostacolano l’unificazione delle dodici tribú. non ne possiamo piú. perché un simile mostro. L’incoerenza del dio perfettissimo diventa addirittura ridicola nella storiella delle quaglie. Ogni fanciulla si mariterà a uno che appartenga a una famiglia della tribú di suo padre perché nessuna eredità passi da una tribú all’altra. Il signore rispose: «dirai cosí al popolo: santificatevi e domani avrete carne.Dio disse a Mosè: «se non obbedirai alla mia voce ti raggiungeranno tutte queste maledizioni: maledette saranno la tua casa e la tua madia. come tutto il tuo popolo. delle cipolle. andò dal signore e gli disse: «signore... i nostri occhi non vedono che manna e io. Ti farò attaccare la peste. Chi ci darà carne da mangiare? Ci ricordiamo della carne. con l’infiammazione. che portò quaglie dal mare e le fece cadere nell’accampamento. garantisce l’incolumità a Caino. E poi egli stesso ne fa uso per raggiungere i suoi scopi: [il] signore disse a Mosè: «quando il faraone vi dirà: fate un prodigio in vostro sostegno. non potrebbe che essere condannato a morte. 39 . 15). Il popolo si alzò e tutto quel giorno e tutta la notte e tutto il giorno dopo raccolse quaglie. Mentre condanna a morte i fratricidi. con la febbre.). [Queso. non per due. etc. io preferisco morire». la siccità e il carbonchio. Maledetto sarà il frutto del tuo seno e del tuo suolo. solo manna.] diventerai pazzo per ciò che i tuoi occhi dovranno vedere». Gli ebrei. accoppiandosi tra loro. la nostra vita inaridisce. Di fronte a tanta pazzia si può solo dire che l’unica attenuante che può avere dio è di non esistere. con la sorella. tu dirai ad Aronne: prendi il bastone e gettalo davanti al faraone e diventerà serpente». Mentre vuole che il suo popolo rimanga compatto per diventare una grande nazione. dopo aver basato la prolificazione della razza umana sull’incesto:] Adamo ed Eva ebbero Caino e Abele ed altri figli maschi e femmine che. fece venire a tutti un colera che decimò il popolo ebreo (Nm. dei cocomeri. per cinque o per dieci e non per venti giorni ma per un mese intero finché non vi esca dalle narici e vi venga a noia». Il signore rispose a Mosè: «Credi che il mio braccio si sia raccorciato? Ti mostrerò io come realizzerò la promessa». E Mosè disse: «Ma dove prenderemo tutta questa carne se il popolo conta piú di seicentomila persone? Non ce ne sarà abbastanza neppure se uccidessimo tutte le pecore e le capre che abbiamo». dei pesci. ma ciascuno degli israeliti si terrà vincolato all’eredità della tribú dei suoi padri. 11 e ss. Intanto si era alzato un vento.). compresa la loro situazione. stanchi di mangiare manna tutti i giorni tanto da rimpiangere i cibi dell’Egitto. Condanna i maghi alla morte: «non lascerai vivere chi pratica la magia». Lancerò contro di te la maledizione su ogni cosa su cui metterai mano. minacciando di durissima condanna chiunque avesse osato punirlo per l’omicidio commesso: «chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte» (Gn. con l’arsura. Si misero a mangiarle e avevano ancora la carne fra i denti quando il signore. Allora Mosè disse agli israeliti: «questo il signore ha ordinato: alle figlie sarà proibito maritarsi con uomini che non siano della tribú dei loro padri. se veramente esistesse. che dopo l’Esodo erano ritornati al nomadismo nel deserto del Negheb. (Dt. La pioggia di sabbia e polvere scenderà su di te finché non sarai distrutto [. Ne mangerete non per un giorno. saranno entrambi messi a morte e si bruceranno con il fuoco» (Lv. 15). si rivolsero a Mosè che. con la matrigna o con la nuora. 9 e ss. dei meloni e dei porri che mangiavamo gratuitamente in Egitto. Se intendi trattarci ancora cosí facendoci mangiare manna. Un incoerente e contraddittorio [Punisce con la morte i rapporti sessuali tra parenti:] «se uno ha rapporti con la madre. per ordine del signore.

usata dai delinquenti quando puntano la pistola a scopo di rapina. invia continuamente epidemie e morti d’ogni genere. il signore. quella che questo dio dimostra continuamente in tutta la Bibbia. moglie di Abramo. dopo aver ringraziato il dio creatore del mondo. Ma se non vuole la pace che gli offrí. Affinché tutto si svolgesse nella maniera piú leale. quando un serpente aveva morso qualcuno. Il signore la visitò e la donna partorí un maschio a cui fu dato il nome di Sansone. questo signore degli eserciti. Un consolatore di donne sterili È fuori discussione che il signore degli ebrei. mentre promette che lo renderà numeroso come le stelle del cielo e i granelli della sabbia del deserto. deboli e magri come cadaveri ricoperti da grezzi tessuti di lana e da pelli di pecora. Sara. poiché lui è il solo e unico dio che debbono riconoscere. Sarai partorí un figlio a cui Abramo dette il nome di Isacco (Gn. Un’altra incoerenza si trova nel concetto che il signore ha della pace: [Il signore disse al suo popolo:] «quando ti avvicinerai a una città. lo guarderà resterà in vita». ma concepirai e avrai un figlio». con gli occhi semichiusi dalle incrostazioni dei tricosoma e con quell’eterna blenorragia che perennemente colava purulenta dalle vagine e dai membri. anziché contattare il marito. chiunque.(Non ci sono parole per commentare un’azione simile!) La Bibbia dice che. con cui concepisce gli eroi designati a glorificare la sua grandezza. un cimitero di cadaveri e un mare di merda impastata dai pioli con la sabbia del deserto. dopo il colera. Mentre impone agli ebrei che seguono gl’idoli “pagani” la pena di morte. L’elenco dei padri putativi continua con Manoach di Zorea. mettilo sopra un’asta. donna attraente ma sterile. Le donne e i bambini li prenderai come preda». Questa volta il signore. Praticamente dio fa ricorso a un idolo per combattere se stesso! Ma l’incoerenza maggiore. il signore visitò Sara e fece a Sara ciò che aveva promesso. Il signore disse a Mosè: «fatti un serpente. allora la assedierai e quando il tuo dio te l’avrà data nelle mani tu ne colpirai a fíl di spada tutti i maschi. si manifesta ogni volta che stermina il suo popolo. preferí rivolgersi direttamente alla donna attraverso un messaggero d’amore: il signore inviò alla moglie di Manoach un angelo che le disse: «ecco. quel popolo a cui. Mosè supplicò il signore di avere pietà per il suo popolo. Il successo che il signore riscosse come visitatore di donne sterili fu tanto che furono gli stessi mariti a rivolgersi a lui affinché fecondasse le loro mogli. Sporchi come neppure la piú fervida fantasia possa farceli immaginare. Ancora una volta si lasciavano dietro un’ecatombe di morti ammazzati da un’epidemia voluta dalla giustizia di dio. tu sei sterile e non hai mai avuto figli. quell’onnipotente e perfettissimo che li aveva decimati con un colera per aver mangiato troppe quaglie. si misero in marcia. gli ebrei che si salvarono levarono le tende e partirono per Casrerot. tutti gli abitanti che sono in essa ti saranno tributari e ti serviranno. fu la prima donna sterile a concepire un figlio per opera di dio. che aveva anche lui una moglie sterile. 40 . se questi guardava il serpente di rame restava in vita. Rimasta incinta. Mosè fece un serpente di rame e lo mise sopra l’asta. abbia un debole per le donne sterili. 21). Praticamente il concetto che il signore ha della pace è quello espresso nell’intimazione “o la borsa o la vita!”. prima di visitare la donna lo disse al marito che si mostrò felice di divenire padre putativo di un figlio di dio: secondo quanto aveva annunciato. prima di attaccarla le offrirai la pace. dopo essere stato morso. come nel caso di Isacco che aveva per moglie una certa Rachele. Se accetta la pace e apre le porte . Il bimbo crebbe e il signore lo benedisse. dice a Mosè di costruire un idolo a forma di serpente: [il] signore per punire il suo popolo mandò serpenti velenosi che mordevano la gente e un gran numero d’israeliti morí. forse per una raffinatezza acquisita con il tempo.

perché da esso nacquero due eroi. che li aveva fatti uscire dal paese d’Egitto. sono andato vagando sempre sotto una tenda. Dell’ultima annunciazione.. alla fine dio si ricordò anche di Rachele. cioè due gemelli: uscí il primo. con il patto di alleanza tra dio e Abramo in cui il signore dice di riconoscere il suo popolo come proprio figlio se questi in cambio lo adotta. in un padiglione. riconoscendolo come suo unico e solo dio. Per avere una risposta. non c’è che da chiederlo ai preti . dal momento che io non conosco come finí la discussione. Zaccaria. si lamenta con il profeta Natan. in un continuo di accoppiamenti tra il signore e le donne sterili. brevemente accennerò a come la Chiesa li intende attraverso il gesuita Sanchez. Abbandonarono il signore e si misero al servizio di Baal e di Astarte. liberarlo dalla schiavitú degli egizi. assisterlo contro i nemici. 25. In questa simbiosi. io sono l’angelo Gabriele. [… Il] signore apparve al profeta Natan e gli disse: «va.) Tralasciando tutte le stupidaggini contenute nel capitolo riguardanti le condizioni da cui si fanno dipendere le nascite dei capostipiti delle dodici tribú ebraiche. ho forse mai detto a 41 . Erano tutti e due in avanzata età e non avevano avuto figli perché Elisabetta era sterile. Subito dopo uscí il secondo e teneva in mano il calcagno dí Esaú. Ma questo sistema di ricorrere a concepimenti divini per costruire figure di eroi verrà riutilizzato nel Nuovo testamento per dare vita a quell’eroe che sarà il precursore di colui che sarà il prediletto sopra tutti gli altri: Gesú. accoppiamenti che genereranno sempre degli eroi. divinità cananee. nel libro della Casistica.Isacco supplicò il signore per sua moglie e il signore lo esaudí. trascorre quella prima parte della Bibbia che termina con l’occupazione della Palestina da parte di Nabucodonosor. dicendogli che non è giusto che egli continui a vivere sotto una tenda quando invece Davide si è costruito una reggia. che vede un dio guidare il suo popolo per i deserti. deluso e umiliato. dopo la morte di Giosuè. essendo eterno. E cosí. Finché ho camminato ora qua e ora là. dio dei loro padri. gli israeliti si sparsero per i territori della Palestina. n. rossiccio e tutto ricoperto di pelo come un mantello di lupo. non può morire: gli israeliti abbandonarono il signore. che divenne la madre di Giuseppe viceré d’Egitto. ancora non si è appurato di cosa sia fatta. Dopo quei giorni Elisabetta concepí un figlio che fu chiamato Giovanni Battista. cosí che sua moglie Rebecca divenne incinta. risulta evidente la disillusione che questo dio provò quando. Perché si possa avere un’idea di come avvenivano questi accoppiamenti di dio con le varie donne. direttore del noviziato di Grenada (fine del XVI secolo). quale autorevole teologo pose quesito interrogativo: «la vergine Maria produsse dello sperma allorché si uní con lo spirito santo?». C’era un sacerdote di nome Zaccaria e aveva in moglie una discendente di Aronne che si chiamava Elisabetta.. riferisci al mio servo Davide facendogli presente che io non ho mai abitato in una casa da quando ho fatto uscire gli israeliti dall’Egitto fino a oggi. che per opera sua rimangono incinte. che. e. dichiarando di non riconoscerlo come loro dio. Un angelo del signore apparve e Zaccaria e gli disse: «non temere. sfamarlo con cibo dal cielo. in mezzo a tutti gli israeliti. (Questo particolare del pelo che presenta uno dei due gemelli potrebbe servire per conoscere quella natura del padre che. per quante se ne siano dette. 25). Se non morí d’infarto dipese solo dal fatto che un dio. e seguirono altri dèi tra quelli dei popoli circostanti. Che il dio degli ebrei sia un dio frustrato appare evidente ancora quando. av. quella che si riferisce alla nascita di Gesú. sono venuto ad annunciarti che il signore visiterà tua moglie ed essa non sarà piú sterile. fatto apposta per guidare i preti nella confessione. e fu chiamato Esaú. parlerò in seguito quando spiegherò come e quando furono elaborati i Vangeli. Se non lo sanno loro! Un disilluso e frustrato La storia del popolo ebraico comincia nel XX sec. anch’essa sterile. Questo accoppiamento si rivelò particolarmente fortunato. fu chiamato Gíacobbe (Gn.

meschinità. dopo le fatiche sopportate durante i sei giorni della creazione. cioè quel tempio di Gerusalemme. se ne è costruito uno tutto suo espressamente per distruggere voi? 42 . D’altronde. crudeltà. rimasta incinta. c’è un passo della Bibbia che riconosce come cosa giusta che una donna feconda possa “affittare” il suo utero per soddisfare il desiderio di maternità di un’altra donna che non può avere figli. a cui avevo comandato di pascere il mio popolo d’Israele: perché non mi edificate una casa di cedro?» (2 Sm. 16). se il suo popolo non gli ha edificato una casa. [Sara disse ad Abramo: «il] signore mi ha impedito di avere prole. fecondata da Abramo. Infatti. che. comunque non si può restare impassibili di fronte alla protesta di un dio che. cominciò a costruire la casa al suo dio. tutto è dipeso da lui che. dopo aver chiesto scusa e perdono. risulterà sempre e comunque una vostra costruzione. Dio benedisse questa unione e al figlio che nacque fu dato il nome di Ismaele. Se il vostro non dovesse corrispondere a questo. partorisse un figlio per lei. magari del vostro peggiore nemico che. a sua volta. ho comunque trovato qualcosa di positivo nella Bibbia. partorí un figlio per conto di Sara» (Gn. Questo è il dio della Bibbia. tra tante superficialità. 7. moglie di Abramo. unisciti alla mia schiava: forse da lei potrò avere dei figli che considererò come miei dal momento che vengono dal tuo seme». adattandola alla vostra natura. non mantenendo la promessa di dare agli ebrei una terra. una costruzione che. Davide ascoltò Natan e tanto si commosse che. Abramo si uní alla schiava Agar che. Mi riferisco al fatto che essa ammetta nella sua morale che una donna fertile possa partorire per conto di una donna sterile. che però non riuscí a portare a termine perché troppo preso a fare stragi e a fottersi le donne degli altri. Prima di chiudere questo capitolo voglio dire che.qualcuno dei giudei. risulterà essere uguale a voi. era ricorsa alla schiava Agar perché. L’esempio ci viene da Sara. per quanto possiate averlo concepito differente. è ancora in cerca di una dimora fissa che gli permetta di godersi il meritato riposo. prima che il signore la visitasse e quindi la rendesse fertile. 5). A parte il fatto che. come potreste usarlo per soddisfare i vostri bisogni se fosse il dio di un altro. usando il seme del marito di quest’ultima. li ha costretti a vivere sempre da nomadi.

Nabucodonosor. i suoi eunuchi e le guide del paese. Questa situazione. eleggendo come loro capitale la città di Samaria.GLI EBREI DOPO L’INVASIONE ASSIRA DELLA PALESTINA DEL NORD L’annessione della Palestina all’Assiria. dove si era asserragliato l’esercito giudaico. Ferme nella decisione di restare unite per quell’orgoglio di razza che derivava da millenni di lotte. tribú che. oltre che dei predoni. per un totale complessivo. se presero il nome di samaritani. terminò quando. in seguito alle vittorie riportate sull’Assiria. cioè fino a quando Nabucodonosor decise di attaccare queste bande di predoni con il grosso dell’esercito in maniera definitiva. Conquistata Gerusalemme. Ma. in antitesi a quelle adorate dalle tribú del Sud nel tempio di Gerusalemme. ebbe termine cinquant’anni dopo. invase la Giudea. Ridotti cosí a cercare la salvezza attraverso la fuga. le mogli del re. le maggiori autorità politiche e religiose e tutti coloro che economicamente e intellettualmente rappresentavano l’élite della società giudaica. annettendo tutta la Palestina al Regno di Babilonia. contrariamente ai samaritani. per quanto fosse completa la socializzazione che si era realizzata per ciò che riguardava le attività economiche e i rapporti pubblici. allorché. di circa ventimila persone. ponendo fine alle scorribande e ai conflitti che si protraevano da secoli. stando a quanto dice la Bibbia. e. Approfittando della libertà che Ciro il Grande concedeva a tutti i popoli facenti parte dell’Impero persiano di mantenere 43 . un secolo e mezzo dopo. per essersi sottoposti al dominio assiro. degli aramei e di tutti quei popoli che li consideravano degli invasori abusivi. tutte le tribú si raggrupparono in un solo popolo. radendola letteralmente al suolo. e distruttala. la madre del re. La rivolta giudea andò avanti per quindici anni circa. che seguitarono ad accettare il dominio babilonese come avevano precedentemente fatto con l’Assiria. Nabucodonosor deportò tutta Gerusalemme. Fu in conseguenza di questa diaspora – la prima che si verificò nella storia ebraica – che si formarono quelle comunità extrapalestinesi le quali. in seguito alla sconfitta subita dal regno babilonese da parte dei persiani. gli ebrei continuarono a conservare la propria indipendenza di popolo. tutti i falegnami e i fabbri. Come era da prevedersi. come conseguenza. i giudei reagirono all’invasione di Nabucodonosor attaccando le sue milizie con azioni di guerriglia. per costringerle a unirsi a loro nella lotta contro l’invasore. n. determinarono nei secoli successivi l’evoluzione religiosa ebraica. inviò a Babilonia come prigionieri i capi della resistenza. sia pur nella maniera piú pacifica e rispettosa delle altrui leggi. dalla quale. cioè tutti i capi. che intendeva liberarsi definitivamente di loro. 14). Tutti gli uomini di valore. che vedeva i giudei nella parte di perseguitati. rimase soltanto la gente povera. in numero di settemila (II Re 24. Deportò in Babilonia il re loachin. e alimentando un clima di terrore tra le popolazioni della Giudea. accusandoli di viltà e di tradimento: viltà. Alla distruzione di Gerusalemme e alla deportazione delle autorità seguí una persecuzione contro i giudei sia da parte di Nabucodonosor. Confermarono questa volontà erigendo un tempio sul monte Carazin per le loro divinità. la maggior parte degli ebrei lasciarono la Giudea. attentati e imboscate. cercando riparo nelle altre nazioni. sia da parte dei caldei. Questa situazione.. assimilando i costumi e il pensiero dei popoli che li ospitavano. tutti i prodi in numero di diecimila. degli ammoniti. tanto che continuarono a chiamarli «bastardi» nei secoli che seguirono a causa dei matrimoni che avevano contratto. che vedeva le comunità samaritane divise da quelle del Sud. continuando a depredare e razziare i territori della Giudea. i prigionieri ebrei che si trovavano in Babilonia furono lasciati liberi di ritornare in Giudea. rimanendo fedeli alle loro usanze e leggi ataviche. fu soprattutto per ricusare quel passato di predoni e di razziatori che veniva associato alla parola «ebrei». in modo di favorire una pacificazione tale da portare le parti a unirsi fra loro con vincoli matrimoniali. portò. presero a loro volta a inveire contro di loro. esattamente nel 586 av. dei moabiti. un clima di distensione tra le tribú ebraiche e i popoli indigeni. tradimento per essere entrati in connivenza con i popoli indigeni – connivenza che le tribú della Giudea non perdonarono mai.

Terminata la prima stesura della Bibbia – che in realtà doveva essere apparsa in forma molto ridotta. affidandola ad attivisti procacciatori di proseliti. erano le uniche su cui potevano mirare per evitare la loro scomparsa – che praticamente era già cominciata con la formazione di quelle comunità che. si opposero al programma rivoluzionario giudeo. le comunità extrapalestinesi decisero di staccarsi definitivamente da quella di Gerusalemme per perseguire un proprio piano di unificazione pacifico. che avevano ritrovato in un cumulo di macerie. La potenza degli imperi.. In questa organizzazione. e. e. sarebbero state prima o poi assorbite dai popoli presso cui si erano insediate. Fu a questo punto della loro storia. le altre comunità. av. non rimase insensibile al programma di riunificazione proposto dalla comunità di Gerusalemme. nel racconto di lotte sostenute per conquistare una terra la cui proprietà veniva da una promessa fatta dal creatore del mondo –. In pratica cercarono di convincere le varie comunità ad abbandonare gli idoli atavici. che avevano fino allora seguito. rientrati a Gerusalemme. passarono all’azione. respinto il dio obsoleto.. le principali furono quelle di Alessandria in Egitto. presero a riunirsi sotto le direttive della comunità di Gerusalemme. decisero di darsi un dio che. era troppo grande perché si potesse realizzare un programma di conquista armata della Palestina. mentre la comunità di Gerusalemme continuava a sostenere il dio guerriero. il quale. Avendo compreso durante la prigionia quanto fosse determinante per l’unità di un popolo la riunione sotto un unica credenza religiosa. eliminando tutte le altre divinità “pagane”. che prometteva l’avvento di un messia davidico conduttore di eserciti. contro cui combatteva la comunità di Gerusalemme. tanti furono quelli che. le cose andarono avanti su questo tenore fino a quando le comunità extrapalestinesi. poi quello macedone fondato da Alessandro Magno. che venne avviata la stesura della Bibbia al fine di costruirsi. rozzo e superficiale che la comunità di Gerusalemme si era inventato con la sua Bibbia. che riconosceva in Gerusalemme la guida ideologica. Cosicché. i giudei. Tra queste comunità che cominciarono a sorgere in tutte le città del Vicino oriente e che in seguito. prenderanno il nome di ekklesíe. basato esclusivamente su un’ideologia religiosa. compresi quelli che. in seguito alla diaspora. potesse raccogliere tutti gli ebrei sotto un solo culto. cominciarono a costruirne 44 . si unirono in una comunità a base rivoluzionaria per rivendicare un diritto di proprietà sulla Palestina. n. è da presumersi che la scissione fra i sostenitori dell’ideologia pacifista e quelli dell’ideologia guerriera sia avvenuta agli inizi del IV sec. caratterizzato da una solidarietà reciproca che si era connaturata in loro per via di quelle lotte secolari che aveva dovuto sostenere contro tutto il resto del mondo. in definitiva. resesi conto di quanto fosse utopico conquistare la Palestina attraverso l’uso delle armi. per sostituirli con un unico dio. che terminavano immancabilmente con bagni di sangue. nella formazione di un popolo che si era costituito in seguito alla liberazione di una schiavitú. cioè dopo circa duecento anni da che era stata redatta la prima stesura della Bibbia. accettata l’ideologia monoteista. oltre a essere irrealizzabile. Tutto ebbe inizio con un gruppo di dieci-quindicimila esaltati. si erano sparsi nei paesi del Vicino oriente. Anche se non è possibile stabilirlo con esattezza. Corinto in Grecia. procurava ostilità e diffidenza da parte dei popoli che li ospitavano. i presupposti necessari per fondare un movimento rivoluzionario per la conquista della Palestina. che intendevano riappropriarsi di quelle terre su cui i loro antenati avevano operato da predoni e tiranni. n. continuando a professare credenze ancestrali. prima quello persiano fondato da Ciro il Grande. av.i propri culti e le proprie tradizioni. Anche se molti furono gli ebrei che ne rimasero fuori. dando il via a un programma mirante a riunire nella loro ideologia di riconquista della Palestina tutti gli ebrei. Di fronte a questa evidenza. attraverso l’invenzione di un dio che aveva promesso una terra e l’apologia di un orgoglio di razza. organizzando assemblee nelle quali venivano discussi i temi e si sviluppava la propaganda di diffusione della nuova ideologia yahvista. confermata dai continui fallimenti delle rivolte. e che. sotto l’occupazione greco-macedone. un dio dominante. la divulgarono nelle varie comunità. per quanto volessero restare integre nel rispetto delle loro tradizioni. siamo alla fine del VI sec. Questo popolo. limitandosi a raccontare una storia riassumibile nella costruzione di un dio senza nome. che sarebbe venuto dai loro antenati. Ricostruita Gerusalemme. Efeso in Asia minore e Damasco in Siria.

viene trasformato in un re umile e penitente che. ipotesi che continuava a sostenere la comunità di Gerusalemme. Tanto per citare un esempio. stavano realizzando. per impossessarsi del regno di Gerusalemme. Cibele in Frigia. se era stato descritto nella prima stesura della Bibbia come un sanguinario. improvvisata come si presentava.uno superiore. dal momento che uno degli scopi principali dei sostenitori dell’ideologia religiosa era quello di demolire la figura del messia guerriero per sostituirla con quella di un messia spirituale. quale situazione poteva essere piú adatta di quella di un figlio che si rivolta contro il proprio padre? E cosí si inventarono la storia di Assalonne che contestò il padre Davide. Come causa dell’immenso dolore. rinnegando il suo passato. nel quale si parla. n. facendo propri i concetti delle divinità “pagane”. ma come strumento di realizzazione di un dominio spirituale basato sulla teocrazia imposta da un popolo eminentemente religioso. tradotto anche questo da un ignoto. Iside in Egitto. III e II av. Esdra: escludendo ogni possibilità di costruire un potere politico temporale. spesso. che i redattori aggiunsero alla Bibbia un Davide frustrato. che ricopiarono. la possiamo seguire attraverso i libri che furono scritti dagli esponenti della corrente religiosa ebraica nei secoli IV. I libri scritti dalla corrente pacifista a sostegno della sua dottrina furono una quindicina. quale era stato concepito nella prima redazione della Bibbia. dopo circa tre secoli. obsoleto e superficiale. capace di dare al suo popolo soltanto stragi e epidemie. scritti tutti da anonimi stesori. su imitazione di quelle divinità “pagane” che si contendevano. sarebbe apparsa troppo priva di storia per essere accettata anche dai seguaci piú ignoranti. re sanguinario e spietato conduttore di eserciti. un razziatore? Fu a questo punto. un impietoso esecutore di stragi. il predominio sul Vicino oriente. Basta prendere a caso soltanto qualcuno di questi libri per comprendere quanto l’ideologia guerriera espressa nella prima redazione della Bibbia si fosse trasformata in spiritualista nel giro di due o tre secoli. pensarono di attribuire il libro dei Salmi a Davide. quindi. Questi libri. aggiunte e censure che furono apportate in seguito sugli stessi per adattare il loro dio all’evoluzione dei concetti. cosí diranno che l’autore dei libri Qoelet. di derivazione prettamente orientale. si prende in esame un potere spirituale basato su una riforma religiosa come loro. Ma come avrebbero potuto attribuirgli un’opera prettamente mistica.. un fedifrago. in un’opera di comicità cosí paradossale da portare il lettore a riderne fino alle lacrime. Compreso. affinché si comprenda bene ciò che ho detto. E. piangente e implorante perdono a dio per le proprie colpe. come sfrontatamente oseranno attribuire i Salmi a Davide. un vizioso. sarebbe stato andare incontro a un sicuro fallimento. passeggiava tra le tende facendo attenzione a non acciaccare gli escrementi. di un amore tra due giovani. alle loro convenienze per dare credito a quella loro ideologia che. marciando contro di lui. in un dio essenzialmente spirituale. usando un linguaggio licenzioso piú adatto a un Kamasutra che a un’opera religiosa. e tutte quelle correzioni. gli spiritualisti. non sono altro che una raccolta di antichi fatti e storielle di ispirazione filosofica orientale. spesso in maniera insensata e goffa. che il dio biblico andava completamente revisionato. Proverbi e Sapienza fu Salomone. e. Salmi: Davide. Dunque. Dionisio in Tracia e Mithra in Persia. Entrare in competizione con religioni cosí teologicamente avanzate. 45 . avendo un dio che sedeva sopra una nuvola. che nei loro culti dei misteri promettevano ai seguaci una vita eterna dopo la morte. prendiamo il Cantico dei cantici. La trasformazione di questo dio rozzo. Questo libro – che nell’originale risulta essere un capolavoro di poesia amorosa tra due giovani – fu trasformato dagli ebrei spiritualisti. completamente ignorata dalla Bibbia nella sua prima edizione. sia pur in forma pacifica. chiede perdono a dio dei suoi peccati. che trasposero il ragazzo nella persona di dio e la ragazza nel popolo d’Israele. vissuto seicento anni prima che fossero scritti. Cronache: il popolo ebreo non viene piú considerato come conquistatore di una terra attraverso una riscossa armata. quali quelli che sostenevano il dio Marduk in Babilonia. ne plasmarono uno metafisico. spirituale e ascetico. adattandoli.

Davide diede ordine ai suoi soldati di uccídere Recab e Baana suo fratello. quali i Vangeli. dicendo: «questo re e la sua gente hanno patito fame. operata dai giudei per costruire la loro ideologia religiosa. associando alle sofferenze di Davide la «passione» di Cristo.. Forse il signore guarderà la mia afflizione e mi renderà il bene in cambio della maledizione di oggi». saliva piangendo e camminava con il capo coperto e a piedi scalzi. av. Basti ricordare ancora che i Salmi. rivolgendosi a coloro che erano presenti all’umiliazione che pubblicamente aveva subito: «lasciate che costui mi maledica poiché egli non è che l’esecutore di un ordine del signore. questi li uccisero. che voleva ucciderlo: Davide saliva l’erta degli ulivi.Per renderci conto di come fu trasformata la figura del Davide criminale della prima edizione. Di fatti simili. presi di pietà. D’altronde era da prevedersi che nel copione fosse prevista la morte del figlio. tagliarono loro i piedi e le mani e li appesero presso la piscina di Ebron (II Sm. 12). Davide partiva a fare razzie contro i gherusiti. nel 168 av. i ghirziti e gli amaleciti. perché la scena finale della commedia potesse chiudersi su un Davide che piange e urla. 3. III e II sec. 27. e. in quella di un Davide santo che piange sui propri peccati. Le due correnti proseguirono ognuna nella propria ideologia fino a quando. si unirono nella rivolta dei maccabei per costruire. Sarà da questi libri scritti nel IV. 27). 4. Il re Davide e i pochi che gli erano rimasti fedeli sono ridotti talmente allo stremo delle forze che un certo Sabi e un certo Barzillai. n. partí con i suoi uomini e uccise duecento filistei. sono la traduzione in ebraico o in greco di antichissimi carmi orientali. 18. portarono loro da mangiare formaggi di pecora e di vacca. 8). che. gli Atti degli apostoli e quelle Lettere attribuite a un fantomatico Paolo di Tarso. con il capo coperto di cenere. ce ne sono ancora a dozzine Dalla seconda edizione: agli insulti che gli vengono pubblicamente rivolti da un certo Simei. 22). tendenti a costruire la figura di un messia guerriero implacabile e impietoso verso i nemici d’Israele riportati nella prima Bibbia. E non parliamo poi della disperazione che provò Davide quando gli comunicarono che il figlio Assalonne era stato ucciso da sicari in un’imboscata tesagli nella foresta di Efraim. Le falsificazioni sono talmente evidenti che molte di esse sono state riconosciute anche dalla stessa Chiesa. che la Chiesa ha esaltato come colonna portante delle proprie “verità” e della propria “morale”. av. che sarebbe disceso dal cielo come lo volevano i religiosi.che i cristiani trarranno le profezie per redigere i loro Vangeli e le basi per costruire la loro liturgia. Gli uomini di Davide tornavano da una scorrería e portavano con sé grande bottino (II Sm. come tutti gli altri libri facenti parte del Vecchio testamento.. che lo chiama sanguinario e scellerato. riporto alcuni passi tratti dalle due edizioni. un messia dalla duplice figura. Tutta la gente che era con lui aveva il capo coperto e. per comprendere come la Bibbia sia un insieme di frodi e di falsificazioni. Batteva quel territorio e non lasciava in vita né uomo né donna. di comune accordo. come per esempio il libro Sapienza. fu attribuito a Salomone. e. Non lasciava in vita nessuno perché non ci fossero testimoni delle sue stragi (I Sm. salendo. esattamente come lo sono i libri del Nuovo testamento che ne derivano. stanchezza e sete nel deserto!». figlio di Ghera. che era vissuto ottocento anni prima. per mettersi al comando dell’esercito giudaico in qualità di guerriero. come lo volevano i rivoluzionari. 46 . Incalzato dal figlio Assalonne. n. scritto nel I sec. e. Davide tagliò loro i prepuzi e li contò davanti al re Saul (I Sm. Dalla prima edizione: Davide si alzò. n. Davide mansuetamente cosí risponde. piangeva.

Inizialmente connessi a rituali sacro-magici diretti a sollecitare le forze della natura a risvegliarsi dopo la stasi dell’inverno. Elio e Demetra. Come un seme che dopo aver trascorso il periodo invernale torna a vivere attraverso il germoglio. mentre l’iniziato veniva immerso nell’acqua lustrale. Che il sincretismo “pagano” mirasse a imporre un unico dio attraverso una selezione naturale dei culti. tutte queste divinità si trovarono nel pieno di una competizione per la supremazia. o meglio attraverso una fusione spontanea delle religioni. dobbiamo soffermarci a spiegare quelle cerimonie che venivano celebrate nelle religioni “pagane” come culto dei misteri. volta a fare di ciascuna la dominatrice su tutto il Vicino oriente. si rivolsero. ovvero «immergo». 47 . quali quello di Serapide in Grecia nel quale si adoravano Iside e Zeus. Nel rito legato al culto del dio Attis.IL CULTO DEI MISTERI Per comprendere come la corrente religiosa ebraica giunse a costruire il suo dio spirituale e quindi il messia asceta da opporre a quello guerriero della corrente rivoluzionaria. Fu in questo trasferimento di se stesso nel seme che rivive nel proprio germoglio che l’uomo concepí la resurrezione dalla morte. se avesse rispettato le regole dettate dalla religione che aveva abbracciato. Le cerimonie battesimali. in forma pacifica. cancellando tutte le colpe del passato. In seguito al successo politico-sociale riportato dagli egizi. n. si trovano scolpite nello stesso monolito le figure di Mithra. in secondo momento. che era basato sull’imposizione del proprio dio attraverso una forma di violenza rivoluzionaria. alla condizione dell’anima umana dopo la morte. selezionando la divinità trionfatrice sulle altre – monoteismo ben differente da quello della Bibbia. e anche addirittura monumenti rappresentanti un amalgama di dei. cosí l’uomo pensò che anche egli sarebbe potuto risorgere a seconda vita. avrebbe portato al monoteismo. «Culto dei misteri» era la denominazione relativa a particolari cerimonie religiose − a cui potevano partecipare soltanto gli iniziati −. furono considerate come prove confermanti l’esistenza di un altro mondo. Praticamente il culto dei misteri diede inizio a quel sincretismo che. Tra le tante statue ritrovate che datano a quell’epoca ce ne sono alcune che risultano composte da diverse divinità. dopo un periodo di indottrinamento. sotto il simbolo del sole. rispondenti al nome di mista. gli permetteva di ricevere come premio la vita eterna. L’iniziato. La presenza di un estinto che si sentiva accanto. e. Accomunate cosí da uno stesso rituale e da uno stesso fine. il realizzarsi di premonizioni ricevute da defunti apparsi in sogno e altre simili allucinazioni e visioni. furono costruiti templi in cui venivano adorati contemporaneamente numi “rivali”. a suffragio di un unico culto. anche se recitate in nome di divinità diverse. Una forma di “comunismo” spirituale che. come quella che ancora esiste a Comagene (Turchia) nella quale. IV e III sec. si somigliarono tutte. sostenute dai vari imperialismi. Lo stesso rito celebrato in Egitto per la dea Iside veniva ripetuto in Frigia per Attis. dalla voce baptizo. concessa poi ai grandi sacerdoti e quindi ai dignitari politici e agli ufficiali. che era basato su quella politica di ampliamento demografico in atto all’epoca della seconda invasione ebraica dell’Egitto. Si entrava a far parte di queste sette attraverso un rito che i greci chiamarono «battesimo». viene dimostrato dal fatto che nel V. e sulle quali era fatto obbligo mantenere il piú assoluto segreto. av. quello di assicurare ai propri seguaci la resurrezione. riservata in principio ai faraoni. si ritrovarono a praticare il battesimo. Apollo. fu infine estesa a tutti. nel giro di pochi secoli tutte le religioni del Vicino oriente. in Grecia per Dionisio e Demetra (misteri eleusini) e in Persia per il dio Mithra. a Babilonia per il dio Marduk. il sacerdote recitava: «tu sei rinato e da questo momento farai parte del mondo degli eletti a cui sono aperte le porte dell’eternità». I misteri miravano alla salvezza dell’individuo per mezzo dell’iniziazione a una dottrina e a pratiche rituali a essa relative che dovevano rimanere celate ai non appartenenti alla setta. Questa pratica. I primi a praticare il battesimo furono i sacerdoti egizi della dea Iside. veniva immerso in una vasca contenente acqua lustrale che. legando le masse a un’unica credenza. compresi i ceti piú umili. favorí l’imperialismo faraonico. da cui viene «mistero».

che. dopo tremila anni. della Nuova Zelanda e presso alcuni popoli dell’America del Sud. si trattò allora di escogitare il sistema che avrebbe permesso agli uomini di poter rinascere una seconda volta – come quel chicco di grano che ritornava a vivere a primavera attraverso il germoglio che usciva dalle zolle. A un punto stabilito della cerimonia il sacerdote eseguiva la consacrazione. il quale. Ricollegandosi a questa ideologia. questo fu sostituito con il vino. vengono ancora oggi chiamate le riunioni dai comunicandi seguaci del cristianesimo. non rimaneva che trovare il modo di trasferirla da loro all’uomo. aggiungeva: «felice e bello. Tra canti e suoni si consumavano questi pasti comunitari che venivano chiamati «banchetti eucaristici» esattamente come. Ideato cosí il sacramento del battesimo. quel dio sole (Aton in Egitto) che fu eletto quale unico dio dal faraone Akenaton. giunsero alla conclusione che avrebbero incorporato l’immortalità del loro dio bevendo il sangue degli animali che venivano immolati in suo onore. riprendendo il calice. Nel culto di Attis e di Cibele il rito eucaristico assumeva l’importanza di convivi collettivi. tutte le religioni che seguirono tesero a rapportare il proprio dio a questo astro che. il primo a concepire il monoteismo. se lo passavano a turno. in un eccesso di esaltazione religiosa furono tanto assimilati agli dei. Delle cerimonie celebrative di Attis e di Cibele sono state ritrovate tavolette che riportano le formule di ringraziamento che i fedeli pronunciavano dopo aver bevuto il vino che si era trasformato nel sangue della divinità: «io mi sono mischiato ad Attis» − diceva il credente. In una fase di ulteriore raffinatezza.) In seguito. che avrebbe permesso loro di vivere una seconda vita eterna in seguito alla resurrezione dalla morte. da divenire essi stessi delle vere e proprie divinità. ora potrai vincere la morte». (E gli antropologi ancora si chiedono da dove origini il vampirismo!) Il primo utilizzo del vino in sostituzione del sangue fu praticato in Egitto 1. in qualità di dio della fertilità e 48 . ringraziando la divinità quale dispensatrice di grazie e di eternità. preso il calice. prima fra tutte l’immortalità. che doveva essere rosso e dolce perché eguagliasse il piú possibile il sangue. Dopo averli sgozzati. animali che. attraverso l’elaborazione di convinzioni primitive − per cui si credeva che mangiando le interiora del nemico ucciso e bevendo il suo sangue si sarebbero assimilate le sue virtú −. i quali se le portavano a turno alla bocca tra canti. che offriva la possibilità di accedere a una seconda vita dopo la morte. preghiere propiziatorie e gesti magici eseguiti da sacerdoti. come illuminava il inondo dei vivi. nel suo dominio assoluto sull’esistente. altrettanto rischiarava quello dei morti. è ancora praticata da alcune tribú dell’Africa. dicendo: «tu sei vino ma non sei vino perché tu sei le interiora di Iside».Su tutte queste divinità trionfava il dio della luce. che pontificavano in abiti sempre piú appariscenti e luccicanti di pagliuzze dorate e ricami d’argento. che poneva il sole come unico dio dell’universo. Coloro che introdussero per primi il pane nel sacramento eucaristico come sostanza trasformabile nel corpo del dio furono i sacerdoti di Dionisio.500 anni prima di Cristo dai sacerdoti della dea Iside. anche tu divenuto dio. inginocchiati. Dopo di che. nella convinzione che questi animali fossero la personificazione del dio che rappresentavano. il sangue che prima veniva bevuto direttamente dal collo dell’animale fu raccolto in coppe che venivano passate ai fedeli. Essendo l’immortalità un requisito riservato soltanto agli dei. (Questa forma di teofagia primitiva. i seguaci ne bevevano il sangue e ne mangiavano le interiora per incorporare attraverso di essi le essenze divine che contenevano. cioè di comunione con il proprio dio attraverso la fagocitazione dell’animale che lo rappresenta. E il sacerdote. Fu cosí che i praticanti il culto dei misteri. La cerimonia della transustanziazione del vino nel sangue della divinità viene riportata da graffiti dell’epoca. con i cerimoniali che si facevano sempre piú raffinati ed elaborati. lo porgeva ai fedeli presenti. dipendente soprattutto dal fatto che non a tutti era gradito bere del sangue.

dopo aver predicato la sua religione. Sempre per quel principio primitivo che associava la resurrezione alla rinascita della natura. furono chiamati sotères: «salvatori». A un certo punto le consacrazioni furono eseguite da tutte le religioni su questi due elementi. fu processato e condannato a morte dopo un interrogatorio riguardante le sue pretese di dichiararsi dio. Anche lei veniva fatta discendere agli inferi durante i tre giorni trascorsi dopo la morte. Quindi. potessero morire e quindi risorgere. tutte le religioni “pagane” fecero scendere i propri dei dal cielo. per quanto fosse supportata da preghiere e cerimoniali – che divenivano sempre piú complessi ed elaborati nelle loro manifestazioni magiche fatte di segni in aria e di formule sibilline –. La morte di Marduk. la Sindone ha origini molto lontane nel tempo!) Una morte del tutto simile veniva raccontata nel Vangelo della dea assiro-babilonese Ishtar. (Come si vede. se non la possiede. essendo questi dei divenuti capaci di trasmettere la salvezza agli uomini. dio sumero-babilonese. di questa divinità cristiana che. tanto che in alcune di esse ritroviamo le stesse formule che ancora oggi vengono praticate dai seguaci di Gesú. Nella competizione creatasi tra le varie credenze. divenendo uomini. che le ridette la vita. cominciò a sembrare sempre piú dubbia a causa di quell’evoluzione teologica che portò al seguente interrogativo: “come può una divinità trasmettere all’uomo la virtú della resurrezione. Acquisita cosí la virtú della resurrezione. veniva celebrata tra il quindici e il venti di marzo. Di conseguenza. egli veniva fatto risorgere per ritornare nel mondo degli dei dal quale era venuto. nel quale. affinché non ci potessero essere dubbi sull’autenticità della sua resurrezione. a completa imitazione delle divinità “pagane”. provocandogli una ferita dalla quale era uscito un liquido biancastro. che veniva fatto risorgere il 25 di marzo. una volta sceso sulla terra. Dopo tre giorni dal decesso. tutte. che. Questo particolare. Ma questa pratica eucaristica. dopo averlo ricoperto con un mantello di porpora a fine derisorio e dopo avergli messo in mano una canna come scettro e sulla testa una corona di foglie di acanto. dopo avergli fatto subire una passione. per accertarsi che fosse veramente morto. 49 . per quel nemo dat quod non habet − «nessuno può dare ciò che non ha» −. In un passo di questo Vangelo veniva detto che i suoi carnefici prima di seppellirlo. Lo stesso avveniva in Siria per Adone. di conseguenza questi dei venivano presentati tutti nelle vesti di predicatori. essendo eterna. esprimeva la propria morale di salvezza. che lo uccidevano. egli poteva di conseguenza trasmetterla all’uomo attraverso il sacramento dell’eucarestia – che si basava sul principio primitivo secondo il quale le virtú del nemico ucciso in battaglia si assimilavano bevendo il suo sangue e mangiando le sue interiora. per acquisire la virtú della resurrezione da trasmettere agli nomini. dopo essere stato condotto su una montagna dove. che andò avanti per diversi secoli. lo avevano colpito al petto con una lancia. raccontando la vita e le prediche del proprio salvatore. Essendo divenuta cosí la morte della divinità il fine principale da raggiungere per pervenire alla resurrezione. durante i quali veniva fatto discendere agli inferi per dimostrare che era divenuto padrone della morte. veniva catturato dai suoi avversari – le forze del male –. affinché. perché attraverso di esso i seguaci di Marduk intendevano portare la prova della morte del loro dio. rappresentati dai seguaci del male. n. come vedremo. non è mai morta?”. presentandoli in età già adulta. fu costruita soltanto nel II sec. dal momento che. Nel Vangelo di Attis si diceva che nel sepolcro vuoto fu trovato il lenzuolo in cui avevano avvolto il dio prima di seppellirlo. prima di essere fatti morire per opera dei loro nemici. assume invece una grande importanza. rimase appesa all’albero. tre giorni dopo la sua morte.dell’abbondanza.. Poiché l’incarnazione del dio veniva motivata dal fatto che egli scendeva sulla terra per far conoscere agli nomini la sua morale di salvezza. era simboleggiato da un chicco di grano. e. La sua passione era cosí raccontata nel suo Vangelo: catturato dai nemici. ogni setta religiosa compilò un Vangelo. dopo essere stata uccisa per impiccagione. che può apparire secondario. in primavera. i teologi “pagani” pensarono di far discendere gli dei sulla terra. finché il terzo giorno fu liberata dal dio supremo creatore dell’universo. le divinità venivano fatte morire e quindi risorgere. I fatti si svolgevano nel modo seguente: Il sotèr.

che esprime un infinito privo di materia rappresentato da un toro cosmico. Le prime. Fu in conseguenza di questo trasferimento della lotta cosmica sulla terra. fece leggere a Vishtaspa. mostrandoci sul palco Aura Mazda. XIV sec. Il re. (Tutte le religioni non sono che l’adattamento. fu dato il titolo di kyrios («signore») in conseguenza della loro vittoria sulla morte.) Questa situazione di un nulla che procede dall’eternità. dopo essersi convertito con la sua famiglia. per opera di un certo Zarathustra (Zoroastro) che. riconosciutala valida. Anche se la sua origine si perde nella notte dei tempi. che vive solo nella sua essenza eterna di dio in un infinito privo di materia. essendo l’ultima arrivata. con conseguente discesa agli inferi e resurrezione finale. che si dimostrarono superiori a quelli delle altre religioni. cominciarono a combattersi per il predomino dell’universo. un libro in lingua avestica che riportava la morale dettatagli da dio. si diffuse ben presto in tutto il Vicino oriente. l’impose a tutti i popoli da lui dipendenti. n. che si erano liberate in seguito alla morte del toro. rimodernamento e trasformazione di religioni precedenti. tra le tante cose che intentarono ci fu anche quella di far discendere all’inferno non il loro salvatore. Le forze del bene e del male. Per comprendere nella maniera piú chiara e rapida possibile la teologia avestica.) Imposto cosí in Iran dal re Vishtaspa. la cui storia. prima di giungere alla versione definitiva. La stessa morte per uccisione da parte dei suoi avversari. a imitazione della dea Ishtar. Adone. si rifugiarono sulla terra. dà avvio alla creazione dell’universo – Mithra è il sole che fuga le tenebre. seduti nella platea di un teatro. Demetra. che. n. (Fu appunto su questi esempi degli altri popoli. A questi dei salvatori (sotères). Se fra tutte le religioni impegnate nel sincretismo quella che si dimostrò la piú valida fu il mazdeismo. ciò dipese dal fatto che. Dato che nei dettami teologici il nulla viene assimilato alle tenebre. per salvarsi. e. Marduk. nei vari tentativi che fecero per costruire i loro Vangeli. Noi che siamo in platea vediamo a questo punto che sulla scena il sole pervade incontrastato tutto l’universo.(È interessante considerare come i primi cristiani. Cibele. Mithra e a tutti gli altri dei nei loro culti dei misteri. a un certo punto si interrompe per opera di Mithra che. esistono ancora le tenebre. la vergine Maria. regredendo nel tempo. amesha spenta. nella sua forma trascendentale. assistono a una recita: il sipario si apre. che i giudei concepirono il programma di riunire gli ebrei sotto un solo dio. uccidendo il toro cosmico. l’Avesta. racchiude in sé il bene e il male. dio solare. re dell’Iran. che. veniva attribuita anche al dio greco-egizio Serapide. È con questa visione. rappresentato simbolicamente da un toro. con la presenza della notte che si intervalla al giorno e le ombre che contrastano la luce. avuta da Aura Mazda la rivelazione della vera religione. che gli uomini vennero coinvolti nella lotta tra il male e il bene. che il mazdeismo dà inizio alla creazione dell’universo. n. av. e. ma sua madre.) Se in tutte le religioni la durata della morte delle divinità era di tre giorni lo si deve al fatto che tre era il numero dei giorni che i fakiri passavano sotto terra in quelle catalessi che eseguivano per dare una dimostrazione tangibile della resurrezione dopo la morte. sconfissero il cattivo Arimane (Angra Maniu) e i suoi «angeli delle tenebre» (demoni). av. La religione mazdeista risolve il mistero della creazione attribuendo ad Aura Mazda un figlio. in virtú dei suoi concetti religioso-politici. frastagliati in una moltitudine di idolatrie. dopo essersi affermato in Persia e in Siria. scaturendo da antichi racconti babilonesi risalenti al XIV secolo av. e. il mazdeismo. immaginiamoci di essere degli spettatori che. essa si delineò netta e precisa soltanto nel VII sec. tranne la terra dove. 50 . rappresentate dal dio Aura Mazda e dai suoi angeli della luce. di conseguenza la fine del nulla la si faceva dipendere dall’avvento della luce e quindi del sole. poté usufruire delle esperienze altrui.. I seguaci del cristianesimo non sanno che quando recitano il kyrie eleison non fanno che ripetere quelle preghiere che i “pagani” rivolgevano ad Attis. a cui dà il nome di Mithra – un dio di origine indo-iraniana risalente all’epoca vedica. che grazie a essa riuscí a riunire sotto un solo dio. riporta a quell’animismo che fu la prima base delle credenze umane.

da questa trasformazione del pensiero in voce. La sua «passionex è del tutto simile a quella degli altri salvatori appartenenti agli altri culti dei misteri. pur avendo lo stesso fine. Fu da ciò. che lo applicarono a Gesú quale salvatore (sotèr). ritornan51 . accusando le altre di essere false e mendaci. che voleva la salvezza dell’uomo. quello di dio. i vivi e i morti che sarebbero usciti dalle tombe. per mancanza di una direttiva morale. dal momento che l’uno. Dopo di che. che vede gli uomini cedere alle tentazioni dei demoni. trasformando suo figlio Mithra. una volta disceso sulla terra. veniva riassunta in una predica. il bene vincesse sul male. non poteva essere recepito dall’uomo che. che era puro spirito come lui. dette inizio alla sua attività redentrice. nonostante desiderino nel loro inconscio che la luce trionfi sulle tenebre. (La pretesa della religione avestica di possedere la verità è la stessa che avevano tutte le religioni che si dichiaravano ciascuna essere quella vera. Nel Vangelo avestico viene riportata anche l’ultima cena che Mithra consumò con i suoi apostoli: dopo aver trasformato il pane e il vino nel corpo e sangue proprio e aver detto loro che. con l’annientamento della materia. (Se qualcuno vuole ulteriori spiegazioni sulla nozione di logos. Questo giudizio universale. Questo concetto fu poi adottato e fatto proprio dai cristiani. mentre quello dell’uomo viveva nella materia. Nel Vangelo di Mithra venivano raccontati gli attacchi che egli aveva ricevuto da parte dei suoi nemici. in attesa del giudizio universale. entri in una collaborazione con gli «angeli della luce» che permetta di fugare le tenebre anche sulla terra. a un certo punto decise di tradurre il suo pensiero trascendentale in una voce comprensibile agli uomini. non potevano comunicare tra loro. i seguaci del principe delle tenebre Arimane e dei suoi demoni. soggetta alla corruttibilità. promise che alla fine del mondo sarebbe ridisceso sulla terra su un carro tirato da cavalli per giudicare. bisognava. avrebbero ricevuto la vita eterna. dunque. è l’ultimo atto della commedia a cui abbiamo assistito. Perché il contatto potesse avvenire e dare inizio a una comunione tra dio e gli uomini. è del tutto simile a quella riportata dalle altre religioni riguardo ai loro dei. di modo che l’umanità. Il desiderio di dio di indicare agli uomini la via da seguire per vincere il male. Mithra veniva fatto risalire in cielo. Escluso che l’uomo potesse trasformarsi in essenza divina a causa della sua pochezza. il contatto non poteva quindi avvenire che per iniziativa di dio. ma purtroppo sono loro stessi che. perché in realtà la teologia cristiana non è che la riproduzione di quella mazdeista. si dà una spiegazione riguardo alla sua venuta sulla terra che lo vuole nato da una vergine che lo aveva concepito per opera dello stesso dio Aura Mazda. con la fine del mondo. schierandosi spesso dalla parte delle tenebre. Una morale che. che in greco significa «parola» («verbo»). viveva al di fuori della materia. essendo racchiuso in un pensiero appartenente a un mondo essenzialmente spirituale. con rassegnazione. Cresciuto in virtú e saggezza.) La vita di Mithra quale salvatore (sotèr). fattosi uomo per volere di dio. fatto di materia. schierandosi definitivamente dalla parte del bene. ne impediscono la realizzazione. Fu cosí che Aura Mazda. dove si riuniva con il padre Aura Mazda. a differenza degli altri culti dei misteri. se lo avessero mangiato e bevuto. ritornando in possesso dei loro corpi («resurrezione della carne»). Compiuta cosí la sua missione sulla terra e lasciato ai suoi discepoli il compito di propagare la sua dottrina. in materia. stando alla teologia avestica. come nell’universo. Due mondi separati da un confine invalicabile. predicando la morale mazdeista. operato su tutti i vivi e i morti. nella quale Mithra prometteva una ricompensa di felicità eterna dopo la morte a coloro che. che Mithra fu chiamato logos. gli «angeli del male». apparteneva a un’altra dimensione. che uno dei due mondi superasse il confine di separazione ed entrasse nell’altro. fu appeso a un palo e fatto resuscitare il terzo giorno dalla morte dopo essere disceso agli inferi. Ucciso dopo essere stato torturato. e il desiderio dell’uomo che voleva essere salvato – desideri che. anche se nel suo Vangelo. detta delle Beatitudini.Gli uomini vorrebbero che anche sulla terra. dall’alto di una nube. avessero sopportato l’oppressione e le ingiustizie su questa terra. Questo andamento delle cose. il desiderio di Aura Mazda. va avanti fino a quando il dio Aura Mazda decide di inviare suo figlio sulla terra per insegnare la via giusta da seguire. nella sua immutabilità spirituale. appartenendo a due mondi differenti.) Mithra era presentato nella teologia avestica come il trait-d’union tra quei due desideri di cui ho parlato. non ha che da chiederlo ai preti. indirizzandosi soprattutto agli umili e agli oppressi. non potevano realizzarsi perché. facendolo incarnare come uomo.

la vittoria della luce sulle tenebre. (Lo scadere di questi sette secoli coinciderà con l’era messianica. che viene dall’interrogativo: “ma perché tutto ciò?”. l’espansione del mazdeismo fu favorita. cioè dai seguaci del male: ecco quello che vi diranno: che il “giusto “. la croce latina non è che un’invenzione operata dai cristiani alla fine del IV sec. A noi non rimane che battere le mani all’ideatore e al regista di questa commedia. che si sarebbe conclusa con il trionfo definitivo del bene sul male. e come uomo nella figura del “giusto” zarathustriano. Il platonismo. sarà frustato. torturato. anche se le sue concezioni-base provengono da antiche leggende babilonesi. a simboleggiare la rinascita della natura dopo la morte dell’inverno. come la resurrezione di Mithra veniva festeggiata alla metà di marzo. ne dimostravano l’universalità. coinvolgendo tutta l’umanità in un concetto di salvezza universale. come che fosse un principe di stirpe reale. che si verifica ogni sette secoli con l’entrata di Giove e Saturno nella costellazione dei pesci. Anche l’aristotelismo esponeva il concetto di una divinità unica. in seguito alla conversione del re Vishtaspa che l’impose ai suoi sudditi. Rivolgendosi in particolare a coloro che subivano ingiustizie sociali. e in Grecia. e dai sovrani ellenistici che seguirono poi. e. I motivi per cui il mazdeismo si impose sulle altre religioni furono essenzialmente due: 1. Tra le tante cose che si narrano di lui. 52 . e. av. c’era quella che faceva corrispondere la sua nascita (VII sec. Fu in seguito a questa coincidenza che alcuni veggenti profetizzarono che al successivo verificarsi dello stesso avvenimento astrale sarebbe nato un “giusto” simile a Zarathustra. si ritrova a pensare. cioè la croce latina. al centro di una croce. la mirra come espressione del concetto di eternità. che sarebbe stato ucciso dai suoi oppositori. nato da una vergine. dove fu infine dichiarata religione di Stato. Nel rito che si svolgeva in occasione della natività venivano offerti al bambino Mithra. non si sa bene a che cosa. favoriva il sincretismo tanto auspicato dagli imperialismi. n. l’incenso quale simbolo di spiritualità. legato. anche se non possiamo nascondere una certa perplessità. gli saranno bruciati gli occhi e infine. che riteneva essere all’origine dei movimenti della materia. attraverso l’allungarsi del giorno. come i cristiani hanno invece tradotto per trasferire sul loro Cristo questa profezia. Come vedremo in seguito. Zarathustra. tendeva a rendere quieta quella massa di insoddisfatti che ha rappresentato sempre uno dei maggiori nemici della stabilità degli imperialismi. preconizzò la realizzazione del sincretismo in un lògos che. si arrivò a preconizzare addirittura la passione e la morte di questo salvatore. dove fu incoraggiata da Alessandro il Macedone prima. i cui vettori. filosofeggiando sui concetti avestici. dopo avergli fatto soffrire tutti i mali possibili. e infine a Roma. la religione mazdeista si propagò in tutto il Vicino oriente. cosí si celebrava la sua nascita il venticinque di dicembre per esprimere. Ispirandosi ai culti dei misteri.) Diffusasi subito in Iran. cioè su Aura Mazda che. sarà messo al palo. in Persia e in Siria.) a un evento cosmico apportatore di luce. il sipario si richiude sulla stessa scena su cui si era aperto. che avrebbe dato la propria vita per insegnare agli uomini la giusta morale da seguire. parla di un palo (stauros) e non di croce. Tutto ciò che si riferisce alla religione mazdeista. se avessero sopportato le sofferenze con umiltà e rassegnazione. 2. con la promessa di una ricompensa che avrebbero ricevuto dopo la morte. In Grecia. perché essa non è mai esistita come strumento di morte. compresi i vantaggi che si poteva trarne. nella condizione in cui si trova. indicando i quattro punti cardinali. Nella religione avestica. che avrebbe dato inizio a un’era di benessere. si attribuisce al suo fondatore. Ma non si poteva assolutamente parlare di croce come la intendono i cristiani. Questa frase riferita al futuro realizzatore del sincretismo. l’oro quale riconoscimento della sua regalità. immerso in un’eternità fatta di nulla. in qualità di pensiero. esaltandolo filosoficamente come ideologia apportatrice di benessere e di giustizia.do tutto allo stato precedente la creazione. n. in qualità di divinità pose in cielo. Soprattutto se pensiamo che il risultato comporta la condanna di gran parte dell’umanità a un’eternità di dolore.

in fondo rifiutati o ignorati dalla ragione. invece. portò cosí avanti gli studi del suo maestro e si può considerare il fondatore del materialismo odierno. Eccolo: il male esiste. Un tale dio sarebbe crudele e perverso. Per dimostrare quanto le religioni siano state sempre causa di regresso e di oscurantismo. non è stata creata da un dio. nella sua opera. 53 . dunque inammissibile. negando un dio creatore. della quale è rimasto soltanto qualche frammento. Un tale dio sarebbe cieco e ignorante. ma introdusse la nozione della «deviazione» (il clinamen) per ciò che riguardava la traiettoria rettilinea degli atomi. ma non vuole . come furono incoraggiate le teorie filosofiche che andavano il sincretismo. nelle sue ricerche cosmologiche. vuole sopprimerlo. dunque inammissibile. Condannato per le sue affermazioni razionaliste e antireligiose. nulla si distrugge. nella sua opera De rerum natura distrugge ogni concetto di divinità. 3) dio non sa che il male esiste . sostenendo come verità accettabili soltanto quelle derivanti dalla ricerca scientifica. ma tutto si trasforma (legge di Lavoisier. per quanto i credenti (creduli) si siano accaniti a sovvertirlo.. Epicuro riprese la teoria atomista di Democrito. sosteneva l’eternità della materia. Il timore che attualmente domina tutti i mortali e li rende succubi delle religioni. quindi di due cose l’una. scrivendo: [… il] principio che noi poseremo sopra tutto è che nulla nasce da nulla per un potere divino [ex nihilo nihil]. Negando l’intervento degli dei negli affari del mondo. per realizzarsi. può sopprimerlo. Lucrezio. affermava: [… il] mondo. Concetto che esprime la teoria dell’espansione e della contrazione degli universi sostenuta dagli scienziati di oggi. deve. scrivendo nel suo poema: tante sono le prove che dimostrano che ciò che esiste non può avere fine.. Il ragionamento di Epicuro che dimostra la non esistenza di dio è rimasto inconfutabile. dovette fuggire da Atene. il cui risultato dimostrerà come tutto si compie senza l’intervento degli dei. Diogene. attribuiscono alla potenza divina. si opponevano a tutte queste teorie teologiche i cui concetti. È soltanto in seguito alla convinzione che ci porta ad affermare che nulla si può creare dal nulla che noi potremo giungere a scoprire l’oggetto delle nostre ricerche. proclamava la materia principio eterno nel suo eterno movimento. accennerò... dunque inammissibile. non è stato creato da nessun dio. dipende dal fatto che vedono compiersi sulla terra fenomeni che.. a quei pensatori che negano ogni principio divino: Parmenide. 2. non conoscendone la causa. furono ostacolati quei matematici filosofi che. altro pensatore ateo e oppositore delle idee mistiche. Anassagora. o dio ne è a conoscenza o lo ignora: 1) dio sa che il male esiste. Democrito. Eraclito.. unità di tutto.Di conseguenza. ma per merito di una relazione intervenuta tra il caso e la necessità. discepolo di Leucippo. non potevano essere che una truffa ai danni del progresso e dell’evoluzione sociale. spiegava come l’origine del mondo non fosse dovuta a una creazione divina. ma non può farlo . 2) dio sa che il male esiste. Ed è Epicuro che ha dimostrato che dio non esiste e che le religioni sono sorgente di tormento per l’uomo e che l’uomo. ma è stato e sarà un fuoco eternamente vivo che si accende e si spegne secondo delle leggi. ma fosse il risultato di un miscuglio di materia realizzatosi in un turbine cosmico. Per lui la realtà del mondo si iscriveva nell’insieme dei movimenti degli atomi del vuoto: l’infinità dei mondi che nascono e che muoiono nell’universo. Leucippo pose le basi della teoria atomica introducendo i concetti del vuoto assoluto e degli atomi che si muovono in esso.300 anni dopo). perché al servizio degli imperialismi che basavano il loro potere anche sull’alienazione intellettuale dei popoli. quel movimento nel quale nulla si crea. Un tale dio sarebbe impotente. perché lo può. continuatore di Epicuro. seguire un’etica di ragionevole piacere.

fu spiegato dalla Chiesa nei seguenti termini: la principessa ha ricevuto da dio la punizione che meritava perché portava i cibi alla bocca non con le mani come è morale fare. che impedirono ogni forma di evoluzione sociale. Nel 1200 il Doge di Venezia sposò una principessa originaria di Bisanzio. e soprattutto dal cristianesimo. Quando cadde malata. emanava ogni volta degli editti che proibivano la distruzione dei ratti. Praticamente. a quanto risulta. fra l’altro. Nel 1829 Leone XII condannò le vaccinazioni scrivendo: chiunque procede alla vaccinazione cessa di essere figlio di dio: il vaiolo è un castigo voluto da dio. alla ricerca scientifica. scatenò subito le ire delle autorità ecclesiastiche che la minacciarono di castighi divini. Il «libero pensiero» fu messo cosí a tacere per oltre ventitré secoli. Come conseguenza di quella incompatibilità che c’è tra la ragione e la fede. lasciando l’umanità nell’oscurantismo di quei culti dei misteri. Condannati quei pensatori atei che già trattavano argomenti riguardanti l’atomo. furono le tenebre dei misteri e dei dogmi a trionfare sulla ragione e il buon senso. Cosicché. Basti dire che soltanto sotto il pontificato di Pio XII (1939-58) la Chiesa ha ammesso che è utile e lecita l’amputazione chirurgica. La Chiesa ha sempre considerato le epidemie come flagelli voluti da dio. l’Illuminismo ridava vita al materialismo ateo. che ne è l’esatta riproduzione. Poiché questa principessa continuò a seguire alcuni usi della sua terra. che piú restano ignoranti e piú fanno il gioco degli imperialismi. cioè fino a quando. 54 . lasceremmo che la peste ci distrugga per non uccidere i ratti. dopo la sua morte. mentre furono esaltati i mistici e i religiosi. contrariamente a quanto sostenevano le religioni. ritenendoli i realizzatori della volontà di dio. continua ancora.Poiché la religione divenne un’istituzione di Stato. l’uomo. lasceremmo i nostri arti incancrenirsi per non contraddire il cielo – che. tutte le religioni si opposero. se fosse dipeso da questi oscurantisti ispirati da dio. che. a opporsi all’uso dei profilattici e alla pratica degli anticoncezionali. si affidò alla volontà divina. Quando la peste faceva strage fra le popolazioni. san Bonaventura (il dottore serafico) dichiarò che la sua malattia era la punizione di dio alla quale la principessa si era esposta con il suo comportamento scandaloso. la vaccinazione è una sfida contro il cielo. esaltata l’ignoranza fino a santificare i sostenitori del regresso. che ancora oggi vengono seguiti dai seguaci delle religioni ancora in essere. concorrendo a soggiogare le masse. contro i quali ogni lotta veniva considerata un sacrilegio. da cui fece tutto dipendere. e si oppongono ancora. mangeremmo ancora con le mani. di conseguenza gli atei e i materialisti razionalisti furono perseguitati. nel 1700. ma per mezzo di forche [forchette] in oro a due denti. considerata da esse la loro peggiore nemica (ex nihilo nihil). Ventitré secoli di dogmi e di misteri. costretto dal plagio a credere che la materia fosse all’origine di tutti i mali.

quella religiosa si impegnava a costruirsi un messia sacerdotale che sarebbe disceso dal cielo come predicatore. per il fatto che. Nella figura di Giobbe veniva rappresentato il popolo d’Israele che. Per quel sincretismo che aveva portato tutte le na55 . è bene fare un breve sommario degli avvenimenti che seguirono la loro scissione. questa mancanza di fede non era che la conseguenza della politica applicata dagli imperialismi. e. si sarebbe messo a capo del loro esercito per ricostituire il regno d’Israele. con quella rivolta dei maccabei che. che per quanto cercasse di evolversi rimaneva comunque inferiore alle religioni “pagane”. che. e. rispettando la libertà di culto. sia nell’ideologia spirituale. perché Antioco IV Epifane. invece di proseguire nella tolleranza religiosa praticata dai suoi predecessori. Praticamente. n. avevano favorito il sincretismo. si chiedeva perché dio lo stesse castigando attraverso un’attesa cosí lunga. av. per i continui fallimenti. quel sincretismo che nel suo pacifismo stava divorando il movimento rivoluzionario giudaico. con lo scopo di creare un movimento che avesse permesso ai giudei di impossessarsi della Palestina. stanchi di attendere promesse da un dio che non le manteneva. allorché il re Antioco IV Epifane ritirò tutte le concessioni fatte dai suoi predecessori. si vennero a trovare di fronte due costruendi monoteismi. come se fosse un empio. Sarebbero bastati ancora cento anni di quella politica che permetteva la libertà di culto perché Yahvè e tutti gli eroi biblici costruiti dalla Bibbia ritornassero nel limbo degli dei sconosciuti. n. quello “pagano”. e. era andata sempre piú ridimensionandosi. viene fatto intervenire dio stesso con parole di incitamento alla pazienza ad attendere il messia che egli aveva promesso. quella religione messa su per riunire un popolo disperso sotto un solo dio.. rappresenta certamente uno degli avvenimenti piú importanti della storia giudaica –. È in questo stato di agonia che troviamo nel II sec. la loro religione rimaneva tuttavia in uno stato di inferiorità di fronte a quelle “pagane”. Le due correnti. n. Il libro. che era stata costruita dagli esuli di Babilonia. ispirato alla letteratura fenicia del XV sec. per quanto i teologi giudaici cercassero di elevare il loro dio. ravvivando il sentimento nazionalista languente. Ma. che. dette ai giudei la possibilità di rialzare la testa. la cui venuta diventava sempre piú utopica. n. fu scritto appunto per richiamare alla fede gli ebrei che. a determinare quell’indebolimento di fede presso i giudei di cui si parla nel libro di Giobbe. togliendo ogni libertà di culto. provenendo da una naturale selezione di divinità. avendo determinato la riunificazione della corrente spiritualista con quella guerriera. novello Davide. rappresentato dal suo dio artificioso e preconfezionato. prima quello persiano e poi quello ellenistico.. cento anni di pace – che purtroppo non ci furono. e quello giudaico. sia in quella rivoluzionaria che. si stava pacificamente realizzando con il dio Mithra. Poiché lo scopo di questo libro era quello di convincere gli ebrei a conservare la fede nell’attesa del messia. la religione ebraica. a imitazione dei sotères dei culti dei misteri. fino a quasi sparire. proseguirono ciascuna secondo la propria ideologia. la loro non poteva offrire che un messia che doveva ancora venire. Fu questa attesa di un messia. uscito nel III sec. e. av. av. la religiosa e la rivoluzionaria. re ellenistico.LA RIVOLTA DEI MACCABEI Prima di parlare della rivolta dei maccabei – la quale. Mentre quella rivoluzionaria continuava secondo gli insegnamenti biblici a tener viva l’attesa del messia guerriero scelto («unto») da dio tra gli uomini che. sicuro della propria innocenza. Essendo lo scopo degli spiritualisti quello di opporsi al sincretismo delle religioni “pagane”. mentre queste presentavano ai loro fedeli un salvatore già realizzato. stavano sempre piú avviandosi alla miscredenza. La rivolta dei maccabei scoppiò nell’anno 167 av. determinò la riunificazione delle due correnti. separatesi in seguito alla decisione che presero le comunità extrapalestinesi di dissociarsi da Gerusalemme per seguire un programma essenzialmente religioso.

Mettevano a morte. 1. furono redatti dal partito nazionalista giudaico durante l’era messianica. centocinquanta anni dopo.. operate secondo l’evoluzione ideologica giudaica. soprannominato Affus. 56 . si rifugiò nella città di Moadin. spedí ancora decreti per mezzo di messaggeri a Gerusalemme e alle città di Giuda ordinando di seguire usanze straniere al loro paese e di far cessare nel tempio gli olocausti. l’ultimo. quando. in quanto. signore?». Come risposta alla repressione decretata da Antioco IV. si contaminassero dí ogni impurità e profanazione. la sentenza del re lo condannava a morte. Sopra Israele fu scatenato cosí il furore (I Mc. sparsi come erano in tutte le nazioni del Vicino oriente. Ma come realizzare un’unione di tutti gli ebrei. che si trovava a circa quaranta chilometri a nord-ovest di Gerusalemme (Kimbert Qumran). di contaminare il santuario e i fedeli. cioè un messia che. 41). i sacrifici. Anche molti ebrei accettarono di servirlo e sacrificarono agli idoli e profanarono il sabato. non avendo una terra propria. i rivoluzionari intensificarono le rappresaglie contro l’esercito ellenistico che occupava la Palestina e le ritorsioni a scopo terroristico contro le popolazioni della Giudea. correzioni e censure. di innalzare altari. Come risulta dalla stessa Bibbia. stabilí ispettori su tutto il popolo e intimò alle città di Giuda di sacrificare città per città (I Mc. secondo gli ordini. fece uscire i due libri dei maccabei per sostenere le rivoluzioni messianiche. Eleazaro detto Euaran e Gionata. le libagioni.e. secondo l’ideologia spiritualista. pena la morte a chiunque non avesse agito secondo gli ordini del re. Giuda detto il maccabeo come suo padre. pur trattando i fatti accaduti nella seconda metà del II sec. Tuttavia molti in Israele si fecero forza e animo a vincere per non mangiare cibi immondi e preferirono morire. Tutti i popoli acconsentirono a fare secondo gli ordini del re. che la Bibbia ci dice essere figlio di Giovanni e nipote di Simone – nomi che ritroveremo tra i suoi discendenti che sostennero le rivoluzioni messianiche –. vedendo che i giudei resistevano ai suoi ordini. che decisero di combattere contro quell’abolizione della libertà del culto che avrebbe determinato la loro fine. per lo zelo che dimostrava per la religione giudaica. e. una volta sceso sulla terra come dio. Simone detto Tassi. Il re. creando una situazione di conflitto tale che costrinse Antioco IV Epifane a proseguire nella repressione contro i giudei con sistemi sempre piú severi. templi ed edicole. Questo sacerdote. Si compirono cosí i primi martiri della rivoluzione yhavista. sottoposti a continue aggiunte. av. di lasciare che i propri figli. furono in realtà portati a compimento soltanto tra il II e il III sec. Infatti i due libri dei maccabei. […I] soldati del re stracciavano i libri della legge mosaica che riuscivano a trovare e li gettavano sul fuoco. 1. tutti i popoli si sottomisero alle leggi greche. Secondo questi ordini scrisse a tutto il regno. le donne che avevano fatto circoncidere i loro figli. Se alcuno veniva trovato in possesso di una copia del libro dell’alleanza o ardiva obbedire alla sua legge. costretto a lasciare Gerusalemme perché occupata dalle milizie di Antioco IV. i primi ebrei a ribellarsi agli editti di Antioco IV furono i giudei della comunità di Gerusalemme: Antioco IV prescrisse un decreto a tutto il regno che tutti formassero un sol popolo e ciascuno abbandonasse le proprie leggi. 56). Libri che. veniva chiamato il «maccabeo» – appellativo che proveniva dalle lettere m k j b. La Bibbia attribuisce l’inizio della rivolta a un certo sacerdote di nome Mattatia che. con i bambini appesi al collo e con i familiari e quelli che li avevano circoncisi. n. non circoncisi. e sacrificare carni suine e animali immondi. n. Mattatia aveva cinque figli: Giovanni detto Gaddi. che aveva fino allora fatto procedere le due ideologie separatamente. cioè circa centocinquanta anni dopo il loro svolgersi. di cui aveva tanto bisogno il partito nazionalista giudaico. sotto l’occupazione romana. data la necessità di unirsi che si imponeva. avevano soltanto Yahvé come unico collante per rimanere uniti. tanto da indurre le masse alla convinzione che l’una valesse l’altra. si sarebbe poi messo a capo dell’esercito in qualità di uomo come lo voleva l’ideologia rivoluzionaria.zioni del Vicino oriente ad accettare pacificamente l’amalgama delle varie religioni. eccezion fatta per i giudei. fu risolto dalle due parti a mezzo di un accordo su un messia dalla duplice figura. se la comunità di Gerusalemme era incentrata sulla figura di un messia uomo guerriero (unto) e tutte le altre su un messia che invece scendeva dal cielo in veste di predicatore? Questo contrasto. che in ebraico indicano «chi degli dei è maggiore di te.

). alle loro greggi e tutto ciò che avevano. non diedero tregua ai superbi e l’impresa ebbe buona riuscita nelle loro mani (I Mc. dicendo ai suoi seguaci che. Fuggí coi figli sui monti abbandonando in città quanto avevano (I Mc. ne fecero un gran pianto. che intendevano nascondere. Quando Mattatia e i suoi amici vennero a sapere di questo fatto. Fu lo stesso Mattatia. 24). Cosí organizzarono un contingente di forze e percossero con ira e con furore i peccatori e gli uomini empi. subirono l’attacco senza opporre resistenza. sapendo che non avrebbero reagito in quel giorno per l’obbligo che veniva da dio di rispettare il riposo piú assoluto. che si fece promotore di questa decisione. 42). la città dove si era ritirato Mattatia. dei messaggeri inviati da Antioco IV Epifane per innalzare un altare e offrire sacrifici a divinità “pagane”. 2. inviò contro di loro le milizie che erano di stanza in Giudea. e. venuto a conoscenza delle difficoltà che avevano incontrato le sue truppe. rassicurati cosí da Mattatia di poter combattere anche di sabato. La voce di Mattatia tuonò nella città: «chiunque ha zelo per la legge e vuole difendere l’alleanza mi segua!». mentre incita il suo popolo a combattere contro i suoi nemici. 57 . dietro di esso. favoriti come erano dalle difese naturali. che rappresentavano delle vere trappole mortali per chiunque vi si fosse inoltrato per attaccarli. Il re. Era la prima volta che i giudei abolivano una legge del Pentateuco e. ci faranno sparire in breve dalla terra». Di conseguenza è lo stesso Mattatia che. Ciò vedendo. Fu a questo punto che i rivoluzionari presero la grande decisione di non rispettare piú il riposo del sabato in caso di attacco nemico. si erano schierati dalla parte del re. Capitò che un giorno vennero a Moadin. Questo passo della Bibbia. Presero in quel giorno questa decisione: «noi combatteremo contro chiunque venga a darci battaglia in giorno di sabato e non moriremo tutti come sono morti i nostri fratelli nei nascondigli» (I Mc. ai loro figli. I seguaci di Mattatia. la loro stirpe sarebbe presto finita. nello stesso tempo gli impone quella legge del riposo del sabato che tende a distruggerlo.Questo fatto di darsi un soprannome divenne poi una regola per tutti i rivoluzionari. li respinsero. oltre a dimostrarci l’ampiezza del territorio su cui si erano insediati i rivoluzionari. Le truppe di Antioco fecero una vera strage. per giunta. ordinò di attaccare i rivoltosi di sabato. attaccando direttamente le truppe di Antioco IV Epifane con imboscate sempre piú frequenti e audaci. promettendogli di renderlo un grande popolo numeroso come la sabbia del deserto. uccise nel medesimo tempo il messaggero del re che costringeva a sacrificare. 39). se avessero continuato a rispettare il sabato anche in caso di attacco dei nemici. Fattosi avanti di corsa lo uccise sull’altare. Mattatia arse di zelo. Egli agiva per zelo verso la legge […]. Mattatia e i suoi amici andarono in giro a demolire gli altari pagani e fecero circoncidere a forza tutti i bambini non circoncisi che trovarono nel territorio d’Israele. 2. 2. Questo fu l’inizio della rivolta dei maccabei (167 av. Una gran parte dei giudei della città di Moadin seguirono Mattatia e i suoi figli e a loro si aggiunsero volontari che venivano da tutte le parti della Giudea insieme alle loro mogli. una che era ritenuta fra le piú inviolabili. e distrusse l’altare. accettando i suoi editti. I rifugi in cui si riunirono e si organizzarono – che erano gli stessi dove si annidavano i loro antenati predoni – offrivano una sicurezza pressoché assoluta per la profondità delle grotte e i passaggi tortuosi (esistenti tutt’oggi). la vera identità. fremettero le sue viscere ed egli gemé di giusto sdegno. mette in risalto ancora una volta l’incoerenza di un dio che. n. Ma i ribelli. cambiando la legge. ed estendendo il terrorismo con continue azioni di rappresaglia contro tutte le popolazioni della Palestina e contro quegli ebrei «duri di cervice» che. si infervorarono nella rivolta. Come il re seppe che una comunità di ribelli si era raccolta sui monti a quaranta chilometri da Gerusalemme. fedeli alla legge mosaica. I rivoluzionari. ci dimostra come l’uomo si costruisca dio adattandolo ai propri bisogni. rimasti idolatri. Poi dissero fra di loro: «se faremo tutti come hanno fatto i nostri fratelli e non combatteremo contro í “pagani” per la nostra vita e per le nostre leggi. La Bibbia dice che ne furono trucidati piú di mille. per evitare soprattutto che le milizie degli occupanti potessero identificare le loro famiglie a scopo di ritorsione. il sacerdote chiamato il maccabeo per il suo zelo nel rispetto delle leggi. come se avessero acquisito nuova energia.

42). Mattatia morí nel 166 av. procedeva nel suo programma di distruzione del popolo ebraico. quando ormai la cosa era divenuta necessaria. In quei giorni digiunarono e sí vestirono di sacco. capeggiata da Mattatia il maccabeo e i suoi figli. Da questo momento in poi i nazir. inesorabile. e. che li avrebbero accusati di connivenza con il nemico se fossero rimasti neutrali. continuarono la lotta contro Antioco IV Epifane. appena un anno dopo l’inizio della rivolta. nemici di dio. Simone e Giuda. affidando quella di capo religioso al primo e quella di capo dell’esercito rivoluzionario al secondo. era disabitata come un deserto. l’attesa del quale starà alla base del movimento rivoluzionario. 2. Gerusalemme. Sul punto di morire lasciò ai figli un testamento carico di odio. la cui istituzione. di ira e di vendetta contro i “pagani”. aveva mai riconosciuto –. Se gli ebrei che si unirono a Mattatia furono tanti. erano una delle tante caste che costituivano il movimento spiritualista. viene attribuita dalla Bibbia a Mosè. gli uomini di Giuda andarono a raccogliere i cadaveri dei loro amici per andarli a deporre con i loro parenti nei sepolcri di famiglia. soggiorno dei “pagani” (I Mc. Simone e Giuda si riunirono con i capi rivoluzionari a Masfa di fronte a Gerusalemme [è la stessa zona del Kimbert dove si trovava la città di Modin] perché nei tempi antichi Masfa era stata in Israele luogo di preghiera. 3. nessuno dei suoi figli ne entrava e ne usciva. che avevano compiuto i giorni del loro voto. Di conseguenza. stratega dell’Idumea: intonato nella lingua paterna il grido di guerra che si accompagnava agli inni. prima di proseguire. che gli spiritualisti. rappresentati dai nazir. Che una gran parte dei partecipanti al movimento rivoluzionario fosse rimasta “pagana” ci viene confermato dalla stessa Bibbia a proposito di una battaglia che i giudei combatterono contro Gorgia. Gli asidei. abbandonata dai giudei. il cui nome proveniva dalla parola hassedin. che in aramaico significa «pio» (nel concetto religioso di «devoto»). poiché era residente in Palestina. in realtà. i giudei diedero un assalto improvviso alle truppe di Gorgia e le misero in fuga. assumeranno un’importanza determinante per quella che sarà l’organizzazione e la divulgazione dell’ideologia messianica in se58 . ciò dipese piú dal timore di ritorsioni e di persecuzioni che dalla convinzione a seguire un’ideologia: ritorsioni da parte dei rivoluzionari. svilupparono la propria ideologia di un dio celeste traendo insegnamenti dalla teologia “pagana”. nel pieno della rivoluzione. si sparsero la cenere sul capo e si stracciarono le vesti. inoltre quanti volevano fuggire davanti alle sventure si univano a loro e diventavano loro rinforzo (I Mc. torture che potevano essere evitate soltanto trasferendosi negli insediamenti rivoluzionari. Aprirono i libri della legge “pagana” per scoprirvi quanto i “pagani” cercavano di sapere dagli idoli dei loro dei. i forti d’Israele. le primizie e fecero venire avanti i nazirei. Portarono le vesti sacerdotali.. carichi di «zelo». Dopo aver esaltato la fede rivoluzionaria. Fu a questo punto. attraverso la frase riportata sopra. Per confermare ai posteri il diritto di proprietà che gli ebrei accampavano sulla Palestina – diritto che nessuno. ricapitolò tutti quei passi della Bibbia che sostenevano Davide come fondatore del regno d’Israele. terminò il testamento assegnando le cariche principali ai due figli primogeniti. C’è da rimarcare. che si posero le basi per la costituzione del partito nazionalista giudaico. Ma trovarono sotto la tunica di ciascun morto oggetti sacri agli idoli di Lamnia che la legge proibisce agli ebrei. come abbiamo visto. ripetendo la parola «zelo» in maniera addirittura ossessiva. fu la loro comunità a essere la prima che si uní al movimento rivoluzionario di Mattatia. che li avrebbero sottoposti a torture come appartenenti alla razza ebraica. che si opponeva agli editti del re. In quel tempo si uní con i rivoltosi un gruppo di asidei. e la corrente religiosa rappresentata dagli asidei. e quanti volevano mettersi a disposizione della legge mosaica. Simone e Giuda. n. che è la stessa Bibbia a riconoscere. che elesse come proprio messia quel salvatore dalla “duplice figura”. Il giorno dopo. il santuario era calpestato e gli stranieri erano nella fortezza di Accra. persecuzioni da parte delle milizie di Antioco IV. 45).Fu durante questa prima fase della rivolta che avvenne la riconciliazione tra la corrente rivoluzionaria. Ma l’esercito ellenistico era potente: si era istallato in Palestina e.

Procedevano in ordine con un alleato venuto dal cielo. ne stesero al suolo undicimila fanti e milleseicento cavalieri. vestito di bianco. Giuda ordinò: «cingetevi e siate forti e state preparati per l’alba di domani a dar battaglia a questi stranieri che si sono alleati per distruggere noi e il nostro santuario. da contrapporre ad Antioco IV. Presi il pugnale e il libro come emblemi della loro ideologia. visioni che racchiudono simbolicamente la duplice personalità dell’eroe sacerdotale e guerriero. che andrà sempre piú estendendosi nelle comunità ebraiche del Vicino oriente. riportando. che guidavano i giudei. i comandanti di mille. 59 . messosi al comando di un esercito che aumentava sempre piú di numero. apparvero dal cielo ai nemici cinque uomini splendidi su cavalli dalle briglie d’oro. facevano loro pronunciare la parola «ceci»). secondo quanto afferma la Bibbia. prese ad attaccare i nemici d’Israele. di cento. 10. Disse a coloro che costruivano case o che stavano per prendere moglie.no all’organizzazione rivoluzionaria. grazie ai volontari che accorrevano dalla Palestina e da tutte le comunità sparse nel Vicino oriente. fece dei rivoluzionari in un vero e proprio esercito. veniva costretto dai pagani ad aprire la bocca e a ingoiare carne suina. Anche Lisia fu costretto a fuggire vergognosamente (I Mc. soddisfatte cosí le esigenze ideologiche e rinvigoritosi dall’unione delle due correnti. i quali per smascherare i soldati francesi che si erano vestiti da civili. Gettatisi come leoni sui nemici. Non c’è sistema migliore per inculcare un’ideologia a un popolo che quella di metter in bocca ai martiri l’apologia della fede per la quale vengono torturati e uccisi. è il simbolo regale di Davide. Descrizione di una battaglia combattuta da Giuda: accesasi una lotta durissima. apparve come un condottiero davanti a loro un cavaliere in sella. uno degli scribi piú stimati. (Il far mangiare carne suina per scoprire gli ebrei era un sistema praticato dai soldati di Antioco IV. cioè quegli eroi di cui tutti i movimenti rivoluzionari basati sulla violenza hanno bisogno per tenere viva la fede nella massa dei seguaci. Del resto è meglio morire in battaglia che vedere la rovina della nostra gente e del santuario». generale di Antioco. C’è da rimarcare che in queste visioni vengono sempre abbinati il colore oro che. In questa situazione di conflitto tra i rivoluzionari e l’esercito di Antioco IV. a quelli che piantavano la vigna o che erano paurosi. Il movimento rivoluzionario. si mette alla testa dell’esercito rivoluzionario: Giuda e tutti i suoi uomini partirono insieme con coraggio. di cinquanta e di dieci uomini. la rivolta si trasformò in una vera e propria guerra contro le truppe ellenistiche di stanza in Palestina e i loro alleati. tutti gli altri li costrinsero a fuggire. 8). in atto di agitare un’armatura d’oro. Poi levò il campo e si disposero a mezzogiorno di Emmaus. 11. lo rendevano invulnerabile (Mc. Ma il connubio tra il cielo e la terra appare ancora piú evidente nelle battaglie che seguirono. dai gebusei. in qualità di annunciatore del futuro messia. Un tale Eleazaro. Dopo questo. 29). il primo come simbolo guerriero e il secondo come simbolo spirituale. quale quella che Giuda combatté contro Lisia. come il rosso. e il colore bianco che rappresenta la sacralità sacerdotale. dagli ammoniti e da tutti quei nemici tradizionali che si erano alleati con Antioco IV per buttare fuori definitivamente questi ebrei. che per loro rimanevano sempre degli invasori abusivi e dei predoni. per la misericordia che il signore aveva avuto di loro. Mentre si trovavano ancora vicino a Gerusalemme. le piú strabilianti vittorie. Quello che è da prendersi in considerazione in queste battaglie è il continuo richiamo alla venuta del messia attraverso visioni di angeli e cavalieri che scendono dal cielo per condurre i rivoluzionari alla vittoria. i redattori del libro dei maccabei costruiscono i primi martiri del partito nazionalista giudaico. il che ci ricorda quel metodo che fu usato dai rivoltosi dei Vespri siciliani. Giuda. nella quale il cavaliere disceso dal cielo. che erano rappresentati dai cananei. Essi presero in mezzo il maccabeo [Giuda figlio di Mattatia]. che assicurava anche un’assistenza logistica attraverso coloro che erano rientrati nelle loro abitazioni. Con questa organizzazione. riparandolo con le loro armature. di tornare a casa loro secondo la legge. Giuda stabilí i condottieri del popolo.

«Ti scongiuro. attraverso l’ekklesía di Damasco. fedeli seguaci degli insegnamenti della Bibbia. si incamminò volentieri al supplizio. riceveva assistenza logistica e arruolamento di volontari dalle comunità che si trovavano in questa nazione. che celebrava il matrimonio della figlia di uno dei grandi magnati di Canaan […] Ed ecco. E ancora: Cosi cominciò a diffondersi il timore di Giuda e dei suoi fratelli e le genti intorno furono prese dal terrore (I Mc. sa bene che soffro atroci dolori sotto i flagelli. secondo. come la stessa Bibbia afferma. i rivoluzionari videro un corteo numeroso e festante e lo sposo con gli amici e i fratelli che avanzava incontro al corteo. osserva il cielo e la terra. ignorata nella maniera piú assoluta dalla Bibbia. assimilata dal culto dei misteri. La carica dottrinale contenuta nelle espressioni della madre che incita l’ultimo figlio ad affrontare i carnefici. prima di morire. riunendosi in assemblee (ekklesíe) sotto la direzio60 . alzando gli occhi. Il signore a cui appartiene la sacra scienza. si sparse dando vita a insediamenti su tutto il territorio della Palestina. li incendiavano e impadronendosi delle posizioni piú opportune. Ogni comunità costituí un direttivo che. figlio mio. che porterà i romani a considerarli dei briganti (latrones) a cui riservare come condanna la crocifissione. Se uno dei centri piú imponenti e piú organizzati si costituí in Galilea. tale è anche l’origine del genere umano. sputando il boccone e. mostrandoti degno dei tuoi fratelli già morti come martiri. uno tra i tanti. attività che si dimostrerà in seguito tutta la sua influenza. 9.7. Ripetendo cosí quei sistemi già praticati nel passato da Giosuè. con tamburi e strumenti musicali e grande apparato. Questa idea di vita eterna dopo la morte. molti caddero colpiti a morte. secondo il sistema già usato dai loro atavici predoni. perché essendo la regione piú lontana dalla Giudea era la meno sottoposta ai controlli delle truppe di Antioco IV. scegliendo di preferenza la notte come tempo favorevole a queste incursioni. Per comprendere bene di cosa fossero capaci questi guerriglieri. La fama del loro valore risuonava ovunque (II Mc. in cui viene descritta un’azione terroristica che eseguono contro un corteo nuziale. quella resurrezione che la religione avestica aveva esteso attraverso il concetto cosmico a tutta l’umanità. 39). Il partito nazionalista giudaico. che porterà al cristianesimo. trovandosi sui confini della Siria. che risiedevano nei pressi di Gerusalemme. non potrei sfuggire né da vivo né da morto alle mani dell’onnipotente. che sarebbe risorta alla fine del mondo per affrontare il giudizio universale. e presero le loro spoglie [derubarono i cadaveri]. 3. Nel giro di pochi anni tutte le comunità ebraiche del Vicino oriente furono totalmente coinvolte nella rivoluzione giudaica e in maniera cosí impegnata da formare una vera organizzazione internazionale. rinforzato. perché. Non temere questo carnefice ma. da volontari provenienti da tutte le comunità extrapalestinesi. ma nell’anima sopporto volentieri tutto questo per il timore di lui». fedeli agli insegnamenti rivoluzionari biblici. accetta la morte perché io ti possa riavere insieme a loro nel giorno della misericordia [giudizio universale]» (II Mc. ripeté ai suoi aguzzini che cercavano di fargli rinnegare il suo dio: «se dovessi rinnegare il mio dio per sottrarmi al castigo degli uomini. che sarà tra le piú autorevoli a sviluppare l’ideologia spirituale essena. dopo averli derubati e passato a fil di spada i loro abitanti. osserva quanto vi è in essi e sappi che dio li ha fatti non da cose preesistenti. 7). 6). ciò dipese da due motivi: primo. i partigiani del movimento rivoluzionario yhavista perseverarono in questa forma di terrorismo.Ma egli. mettevano in fuga non pochi dei nemici. risposero potenziando gli attacchi contro i soldati ellenistici e intensificando il terrorismo contro i villaggi dei “pagani” che incendiavano. [… I] guerriglieri di Giuda piombavano all’improvviso su città e villaggi. Balzando dal loro appostamento li trucidarono. preferendo una morte gloriosa a una vita ignominiosa. Saul. Alle persecuzioni operate da Antioco IV Epifane. è una chiara esaltazione della resurrezione dopo la morte. mentre gli altri riparavano sul monte. che erano tra le piú attive nel sostenere l’ideologia yhavista. i membri del partito nazionalista giudaico. riporto un fatto. la troviamo espressa in maniera ancora piú evidente nel martirio di sette fratelli che furono uccisi insieme alla madre. Le nozze furono mutate in lutto e i suoni delle loro musiche in lamento (Mc. Davide e da tutti gli altri criminali che la Bibbia esalta come eroi. 25).

tra- 61 . l’altra era contro. Giunti alla conclusione che si sarebbero potuti impadronire dell’Impero romano. inviata alla comunità di Alessandria che. il quale aveva con se centomila fanti e duemilacinquecento cavalieri. derivante da un coinvolgimento sempre piú attivo delle comunità del Vicino oriente. sconfiggendo Roma. perché si verificò contro di loro l’apparizione di colui che dall’alto tutto vede. incoraggia la riconciliazione tra la religione ebraica e la filosofia greca. dette come segno dell’imminente avvento del messia l’illuminarsi della notte. Siamo a conoscenza di tre delle lettere inviate dalla comunità di Gerusalemme durante la rivolta dei maccabei alle comunità extrapalestinesi. contengono esortazioni a rimanere fedeli alla legge mosaica. Gli uomini di Nicanore avanzavano al suono delle trombe e degli inni di guerra. il loro trionfo sui nemici. Poiché questo avvenimento astrale avrebbe comportato un aumento di luminosità nel cielo. e alla costellazione dei pesci il simbolo del loro messia – che era appunto rappresentato da un pesce. la propaganda giudaica. e perciò cominciarono a fuggire precipitandosi chi da una parte e chi dall’altra cosicché erano colpiti dai propri compagni e trafitti dalle punte delle loro spade. Tafni. cioè editi in quel periodo dell’invasione romana della Palestina. pur continuando a eseguire stragi secondo i metodi tradizionali. Per comprendere il significato intrinseco dei due libri dei maccabei bisogna tenere presente che questi furono scritti centocinquanta anni dopo i fatti in esso riportati. per coinvolgere le masse alla loro rivolta. parimenti si impadronirono anche della loro profezia. Di conseguenza. Due. dirette alle ekklesíe che si trovavano in Egitto nelle città di Migdol. per ravvivare la fede che stava scemando. lasciato il nome di maccabeo. i soldati dell’esercito giudaico. si stavano compiendo e. il capo dell’esercito. si incaricava di eseguire gli ordini che riceveva dalla comunità di Gerusalemme. Che i religiosi avessero preso in mano il movimento rivoluzionario ci viene confermato dal fatto che i rivoluzionari cambiarono il loro appellativo di maccabei con quello di asidei. attribuendo a Giove la regalità di Davide. durante il quale stavano preparando la guerra finale che li avrebbe dovuto portare a trionfare definitivamente sui nemici di dio. i filistei. dando per imminente l’avvento del messia e facendo propria quella profezia zarathustriana che stava per compiersi: i sette secoli. che lo stesso re gli aveva mandato contro con un potentissimo esercito. facendo particolare riferimento alla celebrazione della festa delle Capanne. pur rispettandola nel suo ruolo di esecutrice materiale. Menfi e nella regione di Patros. batté gli idumei. assimilati i concetti spiritualistici. Anche Giuda. cercarono di ravvivare quella fede che già dal IV sec. 21. che si era imposta su quella rivoluzionaria. che sconfisse in una battaglia nel Bassan. All’apparire del primo reparto di Giuda si diffuse tra i nemici il panico e il terrore. riportando vittorie contro i figli di Bean. Timoteo era trincerato in un luogo chiamato Carnion. i giudei. che sollecitavano l’avvento del messia con le loro preghiere. aveva cominciato a dare segni di cedimento. n. distrasse le città di Efrom e umiliò lo stesso Antioco IV Epifane. 26). se si considera che l’una era a favore al sincretismo. furono presentati nei due libri dei maccabei come ferventi credenti. vedendo in questo sincretismo il suo peggiore nemico. In tal modo combattendo con le mani e pregando dio con il cuore. Giuda l’asideo mosse contro Tímoteo. Giuda li inseguí e dopo aver sterminato trentamila dei fuggitivi. e la terza. si fece chiamare l’«asideo». In un susseguirsi di successi militari – quei successi militari favolosi tipici della narrazione biblica –. av. che era considerata la guida del movimento. di Gallade. In questo potenziamento di forze. Giuda partí all’attacco dei nemici d’Israele. Invece gli uomini di Giuda con invocazioni e preghiere si gettarono nella mischia contro i nemici.ne di un capo. fu certamente per opera della corrente spirituale. Se il partito nazionalista giudaico era riuscito a indirizzare la massa popolare ebraica sull’attesa di un messia che sarebbe disceso dal cielo. a Saturno. mosse contro Camion e ne uccise altri venticinquemila (II Mc. gli ammoniti e contro lo stesso esercito di Tolomeo. traendo gli argomenti dal commentario di un certo Anfibulo. e. come avevano già saccheggiato la teologia avestica per costruire la propria ideologia religiosa. che era una fortezza inespugnabile e inaccessibile per la strettezza dei suoi passaggi. pianeta apportatore di mutamenti sociali. infliggendo una solenne sconfitta al generale Lisia. che dovevano trascorrere perché si presentasse sulla terra quel “giusto” che avrebbe dato inizio a un’era di tranquillità e di pace. quella filosofia religiosa platonica che era contestata dagli spiritualisti ebrei per ragioni che risultano ovvie.

e la sua morte non poteva che essere quella dei piú grandi eroi. di cui tre a cavallo. perché radunò coloro che erano sperduti – riferendosi alle comunità giudaiche che si erano unite alla rivolta dei maccabei. che alla fine neppure viene ucciso. Per dimostrare quanto la Bibbia sia un prodotto esclusivo della fantasia. riportato nel primo libro. deciso a non lasciare ombra nella sua storia. continuò a occupare la Palestina e a schiacciare la Giudea con una severità addirittura superiore a quella di Antioco IV Epifane..volsero non meno di trentacinquemila uomini. 26). 9). viene raccontato che Giuda aveva conservato per tutta la vita la spada di Antiochio. dopo averlo abbattuto colpendolo con una sassata in fronte. che aveva conservato per tutta la vita la spada di Golia con la quale gli aveva tagliato il capo. 21). appare evidente quando. gli aveva tagliato la testa. se non addirittura peggiorata: Demetrio. che è in tutto uguale. Samuele. per battere definitivamente il regno ellenistico che stava riducendo Israele in stato di schiavitú. quali Abramo. affrontò ugualmente Bacchide. esattamente come aveva fatto Davide. si cerca di esaltarlo dandogli una personalità dalla fama universale. La proporzione tra l’esercito di Bacchide e i guerriglieri di Giuda. 1215. debbano lottare tanto contro uno – tale è la proporzione tra l’esercito di Bacchide e gli ottocento rivoluzionari di Giuda –. e. Giuda. n. che comandava tremila uomini. Una celebrità tanto priva di ogni riscontro storico. dopo avergliela tolta di mano. dicendo: Giuda divenne celebre fino alle estremità della terra. che è passata sotto silenzio dalle fonti storiografiche al pari di tutti gli altri eroi biblici. Le vittorie dei giudei si moltiplicarono e tanta fu la baldanza che Giuda trasse dai propri successi che. rallegrandosi grandemente per la manifesta presenza di dio (II Mc. tra i tanti episodi che lo associano alla figura di Davide. è la stessa che c’è fra tre divisioni di fanteria piú una divisione corazzata e un 62 . In esso. quando sentí parlare dei romani. Mosè. inviò un certo Eupolemo come messaggero a Roma per ottenere dal senato. Ai romani piacque la proposta e l’accordo di un reciproco sostegno fu scritto su tavolette di bronzo che furono subito spedite a Gerusalemme (I Mc. Giosuè. delle loro imprese e della loro potenza. voglio riportare il passo riguardante la morte gloriosa che attribuisce a Giuda: quando Giuda. dopo avergli proposto un patto di amicizia e di alleanza. il partito nazionalista giudaico proseguí la lotta contro suo figlio Antioco V. equiparandolo a Davide. Salomone e tutti gli altri re che li seguirono. per stile e contenuto. Cadde anche Giuda e gli altri fuggirono (1 Mc. Morto Antioco IV Epifane. fu preso dallo sconforto. Giuda morí nell’anno 160 av. Con Giuda i redattori dei due libri dei maccabei vogliono costruire il simbolo dell’eroismo rivoluzionario. Ci fu un momento in cui Giuda e i suoi uomini misero in difficoltà Bacchide e avrebbero riportato vittoria se non fossero stati circondati dall’ala sinistra dell’esercito che cosí li prese alle spalle. anche se nella realtà dei fatti egli lasciò la situazione giudaica identica a come l’aveva ereditata dal padre Mattatia. continuatore della politica repressiva del padre. La falange avversaria si mosse avanzando ai due lati al suono delle trombe. la protezione. non potendo dire nulla di concreto circa la sua vita. 8. Cosí si accese la battaglia definitiva e caddero finiti a morte da una parte e dall’altra. Che la figura di Giuda l’asideo sia tutta una montatura propagandistica. sovrintendente di Antioco IV. a imporre tributi e a perseguitare senza pietà i sovversivi. poiché una parte degli ottocento riuscí pure a fuggire. togliendogliela anche lui di mano. con la quale. La maggior parte dei rivoluzionari. dopo averne tessuto gli elogi. fuggirono. vide che l’esercito di Bacchide era composto di ventimila soldati e duemila cavalieri. La terra fu scossa dal fragore degli eserciti e la battaglia durò dal mattino alla sera. presi dal panico. riportata in termini attuali. Ma come si può pensare che certe stupidaggini possano essere prese sul serio? Soltanto nei libri dove le verità dipendono dai sogni e dalle rivelazioni si può sostenere che ventotto soldati. tendente a caricare i rivoluzionari di vigore nazionalista. In onore di Giuda fu composto un cantico di elogio. Davide. ai canti che furono dedicati a Davide. successore di Antioco V. Di tremila che erano ne rimasero cosí soltanto ottocento.

alla sua morte. tanto che. come la storia vuole. associa nella stessa persona insieme al quella di capo dell’esercito. schierano il loro eroe dalla parte del re Alessandro. La vita di Gionata. Ma le favole. Ma il re Alessandro.. sempre favole rimarranno e come tali non potranno cambiare mai il corso della realtà. il grande condottiero. porterà i giudei a perseguire un imperialismo universale. e Gerusalemme continuerà a essere un mucchio di rovine. eletto generale dell’esercito e sommo sacerdote. riguardo questo periodo della storia di Gionata. il grande sacerdote. già ideologicamente espressa nel messia dalla duplice figura. Le figure di sacerdote e politico erano state sempre separate. dopo tanti lampi e tuoni. 10. successore di Demetrio. che hanno lasciato le cose invariate. Viene riportato vittorioso su Apollonio. In un crescendo di esaltazione propagandista. anche se. non è che un’altra favola. due fiaschi. 18). lo esonera dal pagamento delle tasse. facendogli rinnegare l’alleanza che egli aveva stipulato con Demetrio. per quanto si cerchi di renderle credibili. Nel nulla si sono concluse le grandi vittorie di Giuda e le grandi conquiste di Gionata. e gli si attribuisce una potenza militare e politica tale che lo stesso Demetrio è portato a temerlo. per confermare il loro eroe nel suo ruolo di personaggio politico-religioso. Tutte le conclusioni della Bibbia finiscono sempre nel nulla come immagini riflesse su bolle di sapone. mi ha risposto che certe cose possono essere comprese soltanto da coloro che hanno la fede . a cui interessa soprattutto dare importanza al riconoscimento di Gionata quale sommo sacerdote da parte del re. esattamente come la storia vera le riporta.. è il rinforzarsi degli insediamenti dei rivoluzionari che si erano formati nella regione della Galilea. cedette il comando datogli da dio a dei capi tribú. facendogli rinnovare l’alleanza precedentemente stipulata dal fratello Giuda. Noi dunque ti nominiamo oggi sommo sacerdote del tuo popolo e amico del re perché tu favorisca la nostra causa e mantenga amicizia con noi (I Mc. Le vittorie militari e i successi diplomatici che. Un particolare che va messo in evidenza. che si uniscono alle favole e ai fiaschi di tutti gli altri eroi biblici. insediamenti che assumeranno in seguito un’importanza determinante nella lotta contro i romani. Di particolare importanza è da considerarsi il riconoscimento di Gionata quale sommo sacerdote da parte del re Alessandro che legalizza. E. in un certo qual modo. che si è voluta rendere credibile puntellandola su fatti e nomi appartenenti alla storia. lo si fa diventare amico di Alessandro Balas. a cominciare da Abramo.reggimento. che era il maggiore sostenitore dei romani nel Vicino oriente. figlio del re Demetrio. al quale ho fatto rimarcare questo assurdo. cioè senza patria e senza terra. alla quale devono alla fine sottostare. basato sul monoteismo. con Sansone che. per la prima volta nella storia ebraica. Con Gionata. venuto a conoscenza di questa alleanza. il partito nazionalista giudaico costruisce in lui una figura di eroe addirittura superiore a quella di Giuda. continuerà a pagare i contributi a Trifone. dopo avergli riconosciuto il comando della Giudea. come quella di Giuda suo fratello. ancora una volta. che lasciò i suoi pastori erranti nel deserto del Negheb nella stessa situazione in cui li aveva trovati. come sempre accade nella Bibbia. cercò di trarre dalla sua parte Gionata scrivendogli questa lettera: abbiamo sentito dire di te che sei uomo forte e potente e disposto a essere nostro amico. in guerra con Demetrio. 63 . che alla fine dovrà comprarsi la terra per avere una sepoltura. che aveva affidato le funzioni religiose a suo fratello Aronne. Anche se le concessioni fatte da Demetrio sono di gran lunga superiori a quelle che Gionata riceve dal re Alessandro. in seguito all’accordo stretto con i romani. quel monarca eletto da dio re dei re. gli ebrei si ritroveranno con un pugno di mosche: la Giudea risulterà ancora sottomessa al regno ellenistico. quella carica spirituale che il partito nazionalista giudaico. si concretizza la fusione politico-religiosa. per averlo suo alleato. vengono attribuiti a Gionata sono a dir poco strabilianti. con Davide. come se non bastasse. a cominciare da Mosè. per continuare con Mosè che. i redattori della Bibbia. Un teologo. Senza parlare poi di tutti i fiaschi fatti dal signore. dopo avergli attribuito la distruzione dei filistei. i redattori della Bibbia lo mettono a connessione con Roma nella qualifica di sommo sacerdote e conduttore di eserciti. A Giuda successe il fratello Gionata. alla fine risulterà una nullità che svanisce nel buio di una cecità che precede il suicidio. indispensabile per sostenere quel programma teocratico che. Due favole.

faccio comunque rimarcare che i redattori della Bibbia. crea. Via via che riporterò i passi della Bibbia farò delle osservazioni per far comprendere il meccanismo seguito dai falsari. risolve la situazione rimandando tutti a casa]. che la Bibbia asserisce sia deceduto schiacciato da un elefante in una battaglia contro Antioco V. se fosse veramente avvenuta. la Samaria. anche se tutto era stato predisposto perché riportasse contro Trifone una vittoria meritevole di essere ricordata dalla storia. la propaganda del partito nazionalista giudaico riconfermerà il connubio tra la corrente religiosa e quella rivoluzionario-politica da cui era stato partorito il messia dalla duplice figura. Ma siccome non può raccontare di una battaglia sostenuta con Trifone. si guardò bene dal mettergli le mani addosso. Ma quando Gionata fu entrato in Tolemaide. lo ero venuto proprio per regalarti tutto questo». dopo la morte di Giuda e di Gionata. Trifone. rimandò indietro le truppe. passata per lecita perché nessuno può dimostrare il contrario. tutti i presupposti per dare la vittoria ai rivoluzionari. gli fecero costruire mura solide e alte torri per difendere Gerusalemme e tutte le altre città della Giudea. ma sospettava che Gionata glielo impedisse nel caso gli muovesse guerra [intromissione abusiva di Gionata come personaggio nella storia. il popolo prediletto da dio – come la stessa Gerusalemme. dai filistei. lo resero alleato di Roma. Trifone cercava di diventare re dell’Asia. continuò la lotta contro gli ellenistici e i loro alleati. continuano a combattere contro gli ebrei. storicamente mai avvenuta. per decine di secoli vittorie e trionfi degni dei piú grandi conquistatori. Gionata gli uscí incontro con quarantamila uomini scelti e inquadrati. Anche se ogni commento è quanto mai superfluo.derivanti dai continui pentimenti. di tutti sono state e di tutti continuano a essere tranne che di loro. quella città emblematica nella quale. e la terra promessa è ancora un’utopia. cosí vollero costruire in Simone la figura del monarca giudeo che regna su uno Stato che finalmente si è realizzato. Non è questa la dimostrazione piú evidente della chimericità di un dio che promette. che. gli attribuirono l’ampliamento delle città 64 . «duri di cervice». Come avevano fatto con Salomone. re e condottiero dell’esercito per acclamazione di popolo. Gionata. trattandosi di un sospetto]. lo costringe ad adeguarsi a essa. vedendo che Gionata era venuto con un poderoso esercito. Anzi lo ricevette con molti onori. rinasti nelle loro terre ataviche. quel dio che. che è uno dei sistemi piú usati dalla Bibbia per far sparire i suoi personaggi]. preso il comando del movimento rivoluzionario. superiore a quello di Trifone. pur di raggiungere i loro scopi. rimanda tutti a casa e vieni con me a Tolemaide dove io ti consegnerò le altre fortezze e il resto dell’esercito e i funzionari. ritenendoli degli invasori abusivi e dei terroristi. rappresentati dai moabiti. corrispondenti oggi a sei divisioni di fanteria. lo presentò ai suoi amici e dopo avergli offerto dei doni gli disse: «perché sei venuto con questo grande esercito se non c’è guerra tra di noi? Su. per farlo morire si ricorre all’espediente del tranello. Perciò gli mosse contro. e di Giovanni. La Giudea. sotto forma di tasse e di tributi che gli ebrei pagavano agli imperi che gliene concedevano l’uso. e sarà riconosciuto nelle sue cariche da Roma. ignorando le opere che gli attribuisce la fantasia. eccetto duemila uomini che inviò in Galilea. quella storia che. dagli ammoniti e contro quegli ebrei. secondo la Bibbia. a fine propagandistico. obbligandolo a ricominciare sempre da capo con le sue contraddizioni. che continuavano a ignorare il dio della Bibbia per seguire le divinità “pagane” dei loro antenati. I popoli indigeni. e venne a Beisan [la Bibbia. se di tanto in tanto riescono a infilarci dentro il loro signore. la Galilea e tutte le altre terre della Palestina sulle quali hanno ottenuto. che si sono inventati un dio per legalizzare il loro mestiere di predoni. La morte di Gionata è la classica dimostrazione di come siano state costruite le favole bibliche. Lo fecero diventare amico del re Demetrio e del re Antioco VII. cingere la corona e stendere la mano contro re Antioco [fin qui il fatto corrisponde alla realtà]. fidatosi di lui. deve sempre sottostare alla realtà degli eventi riportati dalla storia. di Eleazaro. promette e non mantiene mai? Se Gionata viene fatto morire in un tranello è perché non si poteva fare altrimenti. rimase Simone. che ritornarono nella Giudea. chiusero le porte e si impadronirono di lui e passarono a fil di spada quanti erano entrati insieme a lui. mettendo a disposizione di Gionata un esercito di quarantamila uomini. [Ma. Sarà solennemente eletto sommo sacerdote. sono disposti a far passare per fessi anche i loro eroi. Con la rivolta dei maccabei si conclude la storia del popolo ebraico raccontata dalla Bibbia. ucciso da una tribú della Transgiordania mentre trasportava i beni dei giudei. poiché si deve dare un finale alle vicende di Gionata. avvenute come sopra illustrato. Dei cinque figli di Mattatia. è soltanto perché viene concesso dalle divinità “pagane” dietro pagamento di un affitto. Nella persona di Simone. per quanto si cerchi di esaltarlo come essere onnisciente e onnipotente.

dissero che a Modin aveva costruito un mausoleo con grandi colonne. non avendo piú bisogno del suo aiuto. assunte anche lui le cariche di re dei giudei. sommo sacerdote e condottiero dell’esercito rivoluzionario. n. Ma. erede diretto della stirpe di Davide. quando la storia − quella vera − ci farà ritrovare i guerriglieri giudei opporsi a Pompeo.di Bet-Zur. durante un banchetto a cui li aveva invitati. secondo la Bibbia. Giuda. 1. quello che maggiormente deve essere rimarcato.. di Giaffa. preso il nome di Ircano I. 41). vengono ricollocate nel posto dove la storia voleva che fossero. e non sono mai esistiti. gli chiese indietro le città di Ioppe. Simone fu ucciso da Tolomeo. Tutto ciò per indottrinare gli ebrei. Dopo questa data segue un vuoto storico per ciò che riguarda l’attività del movimento rivoluzionario. nonché di vari re. E ciò per il semplice motivo che le falsità che avrebbero riportato − quelle falsità che sono alla base della Bibbia − sarebbero state facilmente smascherate nella loro assurdità. che secondo la fantasia biblica gli erano state concesse precedentemente da Demetrio. Giovanni. che invade la Palestina con le sue legioni. furono scolpite su tavolette di bronzo. si istallò a Gerusalemme.. e. Soltanto chi non ha ancora capito che la Bibbia è tutta una finzione si chiede dove possano essere finiti questi «annali». dopo essersi imposto in Siria. e vestisse di porpora e di ornamenti d’oro. come lo volevano i rivoluzionari. da quando divenne sommo sacerdote dopo la morte del padre Simone. la ricostruzione delle mura di Gerusalemme [ancora una volta!] e le sue imprese sono scritte negli annali del suo sacerdozio. di Gazara e la fortezza di Gerusalemme. affinché si preparassero a ricevere quel messia che avevano costruito nella duplice personalità di figlio di dio che scendeva dal cielo. è l’insistenza nel legalizzare le sue due cariche. a tradimento nel 134 av. Questi «annali» non esistono. figlio di Mattatia. come si era frantumato l’immaginario regno di Salomone. cosí si frantumò quello di Simone per opera di Antioco VII. Opere sicuramente esistenti soltanto nella fantasia. n. Disposero che questo fosse stato scritto su tavole di bronzo perché fosse a disposizione di Simone e dei suoi discendenti (Mc. Le città di Gazara. e. ancora una volta svanisce come una bolla di sapone tutta una costruzione artificiosa tendente a dimostrare i successi di un ennesimo eroe biblico. per il fatto di essere troppo vicine all’epoca in cui sarebbero state scritte. che. Di tutto ciò che la Bibbia riferisce circa Simone. attraverso questo scritto inciso su tavole di bronzo. se nessuno storico ha mai parlato e nessuna traccia ne è rimasta. degli spartani. fondatore della stirpe degli Asmonei. ma sempre sotto il controllo di Antioco VII. vuoto che termina nel 63 av. e. insieme ai suoi due figli. attraverso la sua elezione da parte del popolo e il suo riconoscimento da parte dei romani. quali Antioco VII e Demetrio. E cosí. Giovanni è l’ultimo personaggio del Vecchio testamento. che lo confermarono tale attraverso lettere − le quali. A Simone succedette il figlio Giovanni. 65 . le sue battaglie e gli atti di valore da lui compiuti. suo genero. di cui non è rimasta traccia. cioè nelle mani di Antioco VII. Gionata. che è la sintesi dei due libri dei maccabei. della madre e dei suoi quattro fratelli. comprensivo di sette piramidi per tumularvi i corpi del padre. Anche se la Bibbia non lo dice c’è da presupporre che la settima fosse per lui. il quale. n. quella di re e di sommo pontefice. re e sacerdote. di Ghezer presso i confini di Asdod e. che si chiude su di lui con queste parole: le azioni di Giovanni. di fronte alla realtà storica. venne stabilito che il messia sarebbe stato un discendente di Simone. Eleazaro e Giovanni. rimase a capo dei giudei fino all’anno 104 av. oltre al fatto che è il fondatore della stirpe degli Asmonei. sempre seguendo quell’aspirazione che avevano sempre avuto di rapportarsi alle grandezze dell’Egitto. come lo volevano i religiosi. Cosí. e di guerriero che si sarebbe messo a capo dell’esercito. di Ioppe e la fortezza di Gerusalemme che erano state date a Simone dalla fantasia dei redattori della Bibbia. [… I] giudei e i sacerdoti approvarono che Simone fosse loro condottiero e sommo sacerdote finché sorgesse un profeta fedele che fosse loro comandate militare.

Dalla morte di Giovanni Ircano I. figlio di Simone e nipote di Mattatia. passano sessantasette anni. si è mutato da «asidei» (hassedin) in «esseni» (hassenin).Con l’occupazione della Palestina da parte di Roma comincia l’era premessianica. durante questo periodo. Una variazione che non può essere attribuita ad altro − non trovando una spiegazione storica − che a una semplice deformazione di pronuncia. durante i quali tutto rimarrà intatto nel partito nazionalista giudaico. eccetto il nome dei rivoluzionari che. all’invasione romana della Palestina. 66 .

seguendo gli usi dei loro antenati. che. quella che poneva maggiori problemi era la Palestina. guidati da Alcimo. la loro fedeltà al Pentateuco. in Egitto o in Grecia. dopo la diaspora determinata dall’invasione della Giudea attuata da Nabucodonosor − comunità che già abbiamo visto. Tra le regioni dipendenti dalla Siria che facevano parte di questo programma. dalla casta o dal ceto a cui appartenevano. dobbiamo soffermarci a esaminare la situazione della Palestina. prendiamo in esame gli ebrei della Palestina. si recarono a Damasco. per quanto la Bibbia voglia farceli apparire riuniti sotto un solo dio. Ircano II e Aristobulo II. a quel libro che. A questo punto. indipendentemente dalla credenza religiosa. suo successore. raccogliendo le loro leggi e tradizioni ataviche. etc. intervenendo con le proprie legioni. Affidò Gerusalemme ad Alcimo e gli lasciò soldati che lo sostenessero (I Mc. ritenendo Aristobulo II non affidabile per via di certe sue amicizie pericolose per Roma. dette inizio all’era dell’occupazione romana della Palestina (63 av. prendiamo in esame gli ebrei. che ne era stato il fautore. che aspirava al sommo sacerdozio. che si contendevano il regno della Giudea. come già avevano fatto con i precedenti imperi occupanti. quando Antioco V. in realtà. per destabilizzare il potere religioso del partito nazionalista giudaico.). fu un certo Alcimo. organizzò subito una rivolta armata contro Ircano II. Mettendo per il momento da parte quelle comunità extrapalestinesi che avevano cominciato a formarsi in seguito all’occupazione della Samaria da parte degli assiri e che si erano moltiplicate poi. Tralasciando le popolazioni autoctone. presa la decisione di eleggere Pompeo come arbitro nella loro discordia. farisei. Pompeo. impegnate nella rivolta dei maccabei. e. dette inizio a questa casta sacerdotale che ritroviamo intatta nei sadducei al tempo di Pompeo: 67 . Pompeo. si dividevano nei seguenti quattro partiti: sadducei. sperando in una soluzione diplomatica. dove Pompeo aveva eletto la sua residenza. perché la detronizzazione di Aristobulo II provocò una reazione da parte del partito nazionalista giudaico che. la riconferma a sommo pontefice di Alcimo da parte del re Demetrio. per comprendere bene i fatti che seguirono questo intervento di Pompeo. i quali. invece di porre fine alla disputa dinastica. Pompeo. 7). ne aggravò la situazione. Il primo sommo pontefice. e. che si era impegnato a sostenere militarmente Ircano II. che continuarono ad accettare il dominio dei romani. sia religiose che politiche. Ma la decisione di Pompeo. eletto da Antioco V. avvenuta nell’anno 64 av. sacrificavano l’agnello nei giorni di Pasqua. Per spiegarmi meglio. risultano invece seguaci delle piú disparate ideologie. sia che risiedessero in Palestina. rispettavano tutti il riposo del sabato. Antioco V. dirò che gli ebrei.. n. n. decise in favore di Ircano II. Sadducei. Anche se numericamente pochi. quale suo sostenitore. quali sostenitrici dell’ideologia religiosa −. che cosí viene ricordato dalla Bibbia: andarono da Antioco V tutti gli uomini perfidi ed empi d’Israele. costituiva la base della loro etnia. L’unico collante che continuava a tenere uniti gli ebrei rimaneva. decise di attendere prima di intervenire con le proprie legioni. attribuí ad Alcimo il sommo sacerdozio e gli diede ordine di far vendetta contro gli israeliti. Pompeo. al momento dell’occupazione romana. L’occasione per una risoluzione pacifica della vertenza gli venne data dai due stessi fratelli che. samaritani ed esseni. per via di un conflitto allora esistente tra due fratelli. Morto Antioco V.SITUAZIONE DELLA PALESTINA SOTTO L’OCCUPAZIONE ROMANA In seguito all’annessione della Siria all’impero di Roma. elesse un sommo pontefice in opposizione a quello dei rivoluzionari. si propose di riorganizzare tutti i possedimenti dell’Asia prima di rientrare a Roma. che avrebbe potuto risolvere la diatriba con l’imposizione della forza. accettate le loro proposte. costituivano la classe socialmente piú privilegiata ed economicamente piú potente del popolo ebraico. La loro origine data all’epoca della rivolta dei maccabei. rappresentati dai grandi sacerdoti che officiavano nel tempio di Gerusalemme con pompose cerimonie. istallatosi a Damasco. disposti a tradire Giuda e i suoi fratelli. si circoncidevano. si astenevano dal mangiare carni suine.

salveranno l’ebraismo. oltre che una garanzia di continuità per la loro posizione privilegiata. in contrapposizione a quelli che venivano eletti dal partito nazionalista giudaico. potessero entrare nelle loro comunità. Per lo piú accentrati in Giudea. si riunivano settimanalmente in “cameroni” che chiamavano «sinagoghe» (dal greco «assemblea») dove. cioè di quel messia essenzialmente uomo scelto fra gli uomini («unto). gli diede l’ordine di eliminare prima Giuda e i suoi uomini e poi di costituire Alcimo sacerdote del tempio massimo (II Mc. che li avrebbe portati quale condottiero davidico alla vittoria finale contro i nemici di dio. Raccolti in comunità. Come conseguenza di questa posizione preminente. stanti le offerte che ricevevano dagli ebrei palestinesi e dai pellegrini che giungevano continuamente da tutte le parti del Vicino oriente. Per dimostrare quanto la religione non fosse il collante che cementava gli ebrei. la quale. In seguito. avendo tutto l’interesse che nulla mutasse. bensí lo fossero i costumi e la tradizione. in un susseguirsi di nomine di sommi sacerdoti voluti dai re ellenistici. che un rabbi restasse celibe. che invece avevano assimilato − anche se in maniere diverse − le ideologie “pagane” espresse nel culto dei misteri. rimasero saldamente legati ai romani. che venivano perpetuate attraverso i riti religiosi. pur credendo all’immortalità dell’anima. erano contrari a ogni forma rivoluzionaria. che era stato prima sommo sacerdote. avevano esteso il battesimo anche ai “pagani”. opponendosi a quella gnosi che. Questo afflusso al tempio di Gerusalemme da parte di tutti gli ebrei. cioè quando si dissociarono dagli asidei. che usava il partito nazionalista giudaico contro i suoi avversari. anche una protezione contro le ritorsioni terroristiche. designato Nicanore stratega della Giudea. pregavano dio per sollecitare l’avvento del messia davidico. L’origine dei farisei era la piú recente fra tutte le caste ebraiche. Tradizionali nemici del movimento rivoluzionario. i quali. erano visti come garanti conservatori delle leggi ataviche (Pentateuco). fonte di enormi guadagni. a differenza degli esseni e degli stessi farisei. cioè da quando. come quello della Pasqua. Questi. che ritenevano. sia pur convertiti. Tenaci conservatori dell’ideologia ebraica secondo le leggi contenute nel Vecchio testamento. saranno loro che. fedeli ai vecchi dettami del dio biblico. moriva insieme al corpo. Era assolutamente inammissibile. per conservare quel privilegio che veniva loro dall’amministrazione del grande tempio. d.Alcimo. erano rimasti fedeli seguaci del messia biblico. Come i predecessori avevano collaborato con i dominanti ellenistici. respinsero nella maniera piú decisa l’idea che dei “pagani”. Fedeli alla tradizione delle leggi mosaiche. infine. in modo particolare durante le feste della Pasqua. che avrebbe ricostituito il regno d’Israele. andò da re Demetrio verso l’anno 157 offrendogli una corona d’oro e una palma oltre ai tradizionali ramoscelli d’olivo del tempio di Gerusalemme. ritroviamo nei sadducei i diretti discendenti di quell’Alcimo che fu il fondatore del loro ordine. n.. capace di apportare soltanto lutti e dolore. e discutevano dei vari problemi che riguardavano la loro giurisdizione. piú che come rappresentanti di un’ideologia. sotto la direzione di un rabbi (maestro). per assolvere la loro missione sacerdotale di responsabili del culto e di capi della comunità. perché avvenuta molti anni dopo la rivolta dei maccabei. non credevano alla resurrezione dell’anima. era dovuto al fatto che questi sacerdoti. compresi quelli appartenenti ad altre caste. che costotuiva per loro fonte di cospicui introiti. al tempo dei romani troviamo i farisei come i piú convinti sostenitori del dio biblico e delle tradizioni ebraiche. tra le tante regole che dovevano rispettare avevano quella di essere obbligatoriamente sposati. basti dire che i sadducei. e. che per loro rappresentavano. Farisei. e quindi contrari all’avvento di un messia. viste le esperienze del passato. 14). durante le rivolu68 . respingevano ogni forma di contatto con il movimento rivoluzionario. cosí i sadducei continuarono a collaborare con i romani. la cui tradizione si perdeva nella notte dei tempi. Lontani da ogni coinvolgimento politico nei confronti dei romani. secondo la legge mosaica. Fu cosí che. pastori nomadi. Alcimo offrí al re i suoi servigi dichiarandosi disposto a combattere contro gli asidei se gli avesse riconfermato la carica di sommo sacerdote. ai quali era affidata l’amministrazione sociale. per aumentare il numero dei propri seguaci. secondo il loro credo. usavano sacrificare ai loro idoli i primi agnelli in un giorno di primavera. produrrà il cristianesimo. I rabbi. nel II sec. che avrebbe potuto portare a dei mutamenti sociali e religiosi. Al che Demetrio.

dovettero appoggiare il movimento yhavista. facendo leva sul mutamento del nome. da hassedin (asidei) in hessenin (esseni). Quelli che incontriamo al momento dell’invasione romana non sono altro che quel movimento rivoluzionario che abbiamo lasciato con il nome di «asidei» in chiusura del libro dei maccabei. Affermare quindi. dei quali l’uno racconta del buon samaritano che aiuta il prossimo nei momenti di bisogno. al punto di essere usati entrambi per la stessa persona. per via di quell’amalgama ideologico-religioso che sarà favorito dal movimento rivoluzionario per coinvolgere le masse alla propria causa. che si spostavano tra Gerusalemme e Damasco. Esseni. Per quel comportamento che li mostrava. Sono quegli ebrei che. gli stessi sistemi di lotta. i rivoluzionari apprezzavano i samaritani che gliela fornivano. i titoli di rabbi e di nazir assumeranno lo stesso significato di «maestro». Vennero rispettati da Roma. n. che continuano ad adorare le loro divinità “pagane”. che gli esseni non hanno nulla a che vedere con gli asidei. come sostengono i teologi (storici ?!?) della Chiesa. gli stessi nazir che sostengono la medesima ideologia religioso-politica basata sull’attesa di un messia che discende dal cielo per assumere il comando dell’esercito rivoluzionario. Divenuta cosí la Samaria un luogo di scontro. con la quale termina il periodo maccabeo. quando. avevano fatto della Galilea un centro di raccolta dei loro guerriglieri. i samaritani cominciarono a essere oggetto di persecuzioni da parte di Roma. gli stessi accentramenti “partigiani” nelle regioni della Galilea e della Golanite. informazioni di cui potevano avere bisogno per sostenere la lotta. tanto da essere paragonati a «sepolcri imbiancati» che nascondevano dentro «nidi di serpi». I due passi riportati dai Vangeli. situata tra la Giudea e la Siria. dall’altro. furono accusati dai rivoluzionari di viltà e di ipocrisia. li troviamo. può essere attribuito solo a una modifica che ha subito l’appellativo nella pronuncia durante il periodo che intercorre tra l’elezione di Giovanni Ircano I (128 av. 69 . dal momento che ritroviamo con loro quelle installazioni situate a nord-ovest del Mar morto. costretti dal ricatto del terrorismo rivoluzionario. e. tra le quali campeggia il vitello d’oro. accettarono di coabitare con le popolazioni autoctone. oppositori di ogni forma di partecipazione attiva nella lotta contro i romani. basati su imboscate e azioni di terrorismo ai danni delle popolazioni inermi. a quaranta chilometri da Gerusalemme (Modin e Masfa). fino a contrarre con esse matrimoni. benché questi ultimi appartenessero alla stessa religione. n. Come conseguenza di questa collaborazione.). tra le quali quella di essere guidati nelle azioni di guerra da capi che sono i diretti discendenti di quella famiglia degli Asmonei che fu fondata da Simone. La causa principale del loro coinvolgimento nelle rivoluzioni messianiche fu data dalla loro posizione geografica che. per via di quelle continue imboscate che i rivoluzionari tendevano alle truppe romane che vi transitavano. durante l’occupazione romana. nelle lotte rivoluzionarie. copertura nelle fughe quando erano inseguiti dalle pattuglie romane.zioni messianiche. Samaritani. con le quali socializzarono. la stessa organizzazione tra la comunità di Gerusalemme e le altre comunità sparse nel Vicino oriente − e tante altre concordanze. pur rimanendo indipendenti nel rispetto delle proprie tradizioni. pur agendo principalmente in Giudea. Rimasti idolatri. figlio di Mattatia. mentre l’altro paragona i farisei ai già citati «sepolcri imbiancati» all’esterno che internamente nascondono «nidi di serpenti». nemici di dio. sia pure indirettamente. e l’invasione romana. dove si erano rifugiati gli asidei durante la rivolta dei maccabei. esprimono nella maniera piú evidente di quale tenore fossero le relazioni tra i rivoluzionari e queste due caste ebraiche all’epoca delle rivoluzioni messianiche. allo stesso modo in cui disprezzavano i farisei che gliela negavano. nonostante che fossero idolatri. avvenuta nel 63 av. poiché – come si è detto – non si può spiegare storicamente come sia avvenuto. sia per le truppe rivoluzionarie che. da un lato. fino a quando non furono coinvolti. ferventi sostenitori dell’avvento del messia e. faceva della loro regione un luogo di transito sia per le truppe romane. e. Questo cambiamento di nome. Appoggio che si effettuava dando ai rivoluzionari aiuti secondo i casi che continuamente si presentavano: rifornimenti di vettovaglie durante le incursioni. dopo l’invasione della Palestina del Nord da parte degli assiri. Che si tratti degli stessi rivoluzionari lasciati novant’anni prima non ci possono essere dubbi. oltre che a essere ridicolo.

sono pochi. (Ora che sapete ciò che c’è nell’intimo dei preti. che entra in Palestina per sedare la sommossa che il partito nazionalista giudaico. Sono arrivato alla conclusione che molti preti. si parla di tutte le caste ebraiche. oltre che verso gli altri. in un atto di ispirazione divina. La dimostrazione di questa mia affermazione non viene soltanto da quel loro ricorrere continuamente alla preghiera. sono le prime vittime del plagio eseguito dalla Chiesa sui propri seguaci. per paura di perdere il guadagno o la loro posizione sociale. ma mai viene spesa una parola su questo movimento rivoluzionario che. ignori sinceramente chi sono gli esseni. quella corrente religiosa da cui uscirà fuori il cristianesimo. ma anche dai continui casi. per non naufragare nei dubbi che derivano da una fede che continuamente vacilla. siano i primi a ignorare le truffe su cui è basato il cristianesimo – occorre aver letto il libro Dalla fede alla ragione di Prosper Alfaric. Nei Vangeli. prima. Vengono continuamente nominati i farisei. tranne che degli esseni. riprendiamo con Pompeo. i sadducei. bisognerebbe sapere quale è la cultura di ognuno di loro circa questo argomento. La Chiesa tende addirittura a disconoscere gli esseni. Sono in buona o in cattiva fede? Io. oppure vi diranno vagamente che erano un’insignificante tribú nomade. non hanno altro scopo che quello di trasformare nei futuri sacerdoti la capacità raziocinante. i preti. infatti. di sacerdoti che. e. che. ha ben spiegato quali sono i sistemi usati per alienare intellettualmente coloro che dovranno poi recitare la commedia del sacerdozio. ma soltanto alla fine del II sec. come vedremo. Sembra incredibile. della quale praticamente non si sa nulla. sostenitore di Aristobulo II. insegnante di teologia – e quindi esperto conoscitore dell’insegnamento nei seminari –. custode di angosce e di rimorsi. Se chiedete ai preti – i quali. Sono numerosi i preti cattolici e i pastori protestanti che non credono a dio. come rappresentanti di Cristo in terra. saprete cosa pensare di loro ogni qualvolta ne incontrerete uno!) Occupazione romana della Palestina Fatta questa breve dissertazione sulle caste ebraiche esistenti al tempo dell’occupazione romana. per dare una risposta a questa domanda. in un’imbecillità acquisita. dovrebbero essere i maggiori conoscitori della storia del cristianesimo – chi fossero gli esseni. I rivoluzionari. n.risulta una prova ulteriore della dimostrazione della loro malafede. i primi a subire quel lavaggio del cervello indispensabile affinché diventino i sostenitori irresponsabili di una morale basata ideologicamente su sofismi e storicamente sulla contraffazione dei fatti. che. non posso dirlo perché. quel Vienney dal quoziente intellettuale praticamente nullo. per rinascere a una seconda vita apportatrice di serenità. I cinque anni di teologia. per quanto quest’opera di trasformazione sia stata eseguita nella maniera piú ossessiva e martellante. a farli sparire dalla storia. si autodefiní un’oca. come ex monsignore. veramente pochi. si liberano della sottana nera. sono disonesti verso se stessi (Lalande. anche se sono propenso a credere che la maggior parte. e che genererà. dai quali fa derivare il cristianesimo. o meglio della loro predisposizione a costruire sul falso. vi risponderanno che non li conoscono. personalmente. 1732-1807). astronomo e scienziato francese. sempre piú frequenti. ma è proprio cosí! Loro. senza contare gli otto che li precedono. nascondono ciò che pensano. Ho avuto modo di comprenderlo diverse volte e qualcuno di questi furbi mi ha confessato che predicano ciò che considerano menzogna. come soltanto l’ateismo può garantire. sarà quello che determinerà l’era messianica. al fine di mettere a tacere in loro stessi quell’ateismo che – innato in ogni individuo – sentiranno poi continuamente agitarsi nelle loro coscienze. i samaritani. i preti che vivranno bovinamente un’esistenza di convinti credenti – come quel curato d’Ars. Ma. per mettere al loro posto immaginari seguaci di un Cristo mai esistito. almeno di coloro che non sono andati oltre gli studi fatti nei seminari. ma per viltà. sicuramente la maggior parte. riunito il 70 . poi. aveva organizzato contro Ircano II. di cui ogni uomo è dotato. superato l’ultimo scrupolo. Non si può che avere compassione di questi individui che.

che accampava diritti dinastici superiori ai suoi. lasciando una sola legione accampata nei pressi di Gerusalemme. Aristobulo. Le case. si ritirarono per portare un’ultima resistenza al riparo delle mura di Gerusalemme. che fu il fondatore della stirpe degli Asmonei. dandogli un titolo di etnarca al posto di quello di re. sommo pontefice e re di Gerusalemme nel 128 av. Gerusalemme fu ancora una volta distrutta. ma. Pompeo ritornò a Roma con il grosso delle truppe. morendo nel 76 av. n. ripresero ad attaccare le truppe romane. riducendo al minimo il territorio della sua giurisdizione e mettendogli accanto un controllore di sua fiducia. Aristobulo II vi rimase fino a quando. n. sono fittamente disposte l’una sopra l’altra: sembra che la città sia appesa e sempre sul punto di cadere dall’alto su se stessa. costruite sui ripidi pendii. dai suoi discendenti dopo la sua morte. Ircano II fu riconfermato. A lui succedette il figlio Aristobulo I. questi. ma ciò che sopra ogni cosa generò odio nei giudei verso i romani fu il fatto che Pompeo profanò il tempio. secondo quanto dice la storia. n. storico contemporaneo. di professione medico. apparteneva a una famiglia ricca e altolocata della città di Gamala situata sulla sponda golanita del lago di Tiberiade. che. che avvenne nel 58 av. è comunque certo che era un suo diretto discenden71 . nipote di Mattatia e figlio di Simone. Convinto di avere dato cosí una stabilità duratura alla Giudea e all’intera Palestina – il cui controllo lo aveva affidato al proconsole romano in Siria –. n. partendo da quel Giovanni Ircano I. sopraffatti in campo aperto. questi cercò di ridurre al massimo il potere di Ircano II. È in queste rivoluzioni sostenute dagli eredi di Aristobulo che appare storicamente la figura di un certo Ezechia quale capo dei rivoluzionari.. per il fine che mi sono prefisso di raggiungere. elevandosi a smisurata altezza. che però fu spodestato nel 67 av. marciarono contro Pompeo. dove è come se fosse appesa alla montagna. non rassegnato alla decisione di Pompeo. sia pure in forma generica. che. Giuseppe Flavio. fu costretta a capitolare. nella persona di un tal Antipatro. mentre è un po’ accessibile di dietro. n. Dei due fratelli. Anche se non ci è dato sapere tramite la storia quale fosse il rapporto di parentela tra Ezechia e Aristobulo II (potrebbe esserne anche il figlio). come abbiamo visto. Affacciata a mezzogiorno. Da un’alta montagna si protende infatti uno sperone dirupato.). proseguí nelle sue rivendicazioni. e. Morto Aristobulo nel 58 av. le pretese che precedentemente aveva accampato sul trono di Gerusalemme furono sostenute dai suoi figli. possiamo risalire ai suoi ascendenti attraverso la storia. e.: i figli di Aristobulo e i suoi discendenti continuarono la lotta di rivendicazioni al trono della Giudea contro Ircano II (Ant.. n. che. entrando con i suoi soldati nel sancta sanctorum. il quale nel mezzo si innalza in una gobba che dalla sommità declina con uguale pendio sia davanti che di dietro. Questa città non si era sottoposta ai romani. scavando una fossa trasversale. forma la rocca della città. le milizie di Ircano II e a diffondere il terrore tra le popolazioni della Palestina. Sui fianchi e di fronte termina in burroni impraticabili. e. Pompeo. dal fratello Aristobulo II. anche se i paesani non rispettano l’esatta pronuncia del nome. capo dei rivoltosi. sommosse che furono continuate. ma. promuovendo sommosse contro il fratello. dopo soltanto un anno cedette il regno al figlio Alessandro Ianneo. dal momento che lo scopo di Pompeo era quello di sottomettere la Palestina attraverso un controllo piú politico che militare. e piú specificamente di quei reparti oltranzisti che avevano preso il nome di zeloti per lo zelo che dimostravano nella loro ideologia rivoluzionaria. giud.) Dato che non esistono documenti che attestino la genealogia del rabbi Ezechia. Ma anche qui gli abitanti. Preso il trono. tanto da somigliare al profilo di un cammello [gamlà]. cosí ci parla di costui nelle sue Antichità giudaiche: il rabbi Ezechia.loro esercito.. nel 63 av. sotto cui un dirupo privo di mura piomba in un profondissimo burrone. hanno sbarrato il passaggio. quello che gli succedette fu Ircano II. da questo trae il nome. la sua sommità meridionale. e.. n. quello «zelo» che Mattatia aveva esaltato nel suo testamento spirituale come la virtú essenziale su cui doveva basarsi il partito nazionalista giudaico da lui fondato. eletto arbitro della disputa. e. dopo tre mesi di assedio. Giovanni Ircano I morí nel 104 av. lasciò il trono ai due figli Ircano II e Aristobulo II. Eletto. e. confidando nelle sue difese naturali. (Questo passo riguardante la città di Gamala sarà determinante in seguito. attraverso il movimento rivoluzionario di cui erano i capi. sul quale si chiude il libro del maccabei. lo sollevò per rimettere al suo posto Ircano II. e.

che il partito nazionalista giudaico attese che uscisse il messia salvatore del popolo giudeo. gli estesero il comando su tutta la Palestina. e. riportandoli allo stato primitivo. n. ampliata e resa per la prima volta nella storia un’importante città. la riconferma di Ircano II come etnarca della Giudea provocò un’ondata di nuove sommosse da parte dei rivoluzionari sostenitori della stirpe di Aristobulo II. Gabinio passò la Giudea sotto il diretto controllo della Siria. perché già Pompeo. che. per assicurarsi il potere contro ogni rivendicazione da parte di eventuali pretendenti.). aveva ridotto la figura politica dell’etnarca a un’autorità puramente simbolica. mettendo accanto a Ircano II Antipatro come controllore. andò avanti fino a quando Giulio Cesare. subito dopo l’elezione a re della Palestina. si fece insediare al suo posto dai romani. Sarà grazie a questa discendenza da Aristobulo II. Tanta fu la stima che gliene venne da parte di Roma. Erode. proconsole di Siria (57-55 av. che vedeva la Giudea priva di una propria amministrazione politica. che rappresentavano per loro il maggiore ostacolo per realizzare la costituzione del regno. vista la necessità che si imponeva di combattere contro i romani. fortemente ambizioso. prendendo il posto di Ircano II. Questa situazione. La rivolta promossa dai discendenti di Aristobulo II contro la decisione di Pompeo favorevole a Ircano II fu di un’imponenza tale che Gabinio. nella conquista dell’Egitto (31 av. dopo aver eliminato tutti i discendenti di Ircano II. loro capo. confermata capitale. come mai in precedenza. Erode. andò sempre aumentando. Ircano II etnarca della Giudea e riestese i confini della giurisdizione di Gerusalemme. e. munito di tre grandiose torri di difesa – Ippica. fece uccidere anche lui. Antipatro. non avendola mai eseguita. Una riconferma di privilegi in realtà soltanto apparente.te. Comunque. sia per l’abilità diplomatica. Gli edifici voluti da Erode furono concepiti sul modello dell’arte greco-romana e provvisti di tutte le comodità e agiatezze di una civiltà raffinata. n. che giustiziò sommariamente sul campo. Furono queste uccisioni a offrire lo spunto a quella favola sulla «strage degli innocenti». soprattutto dai rivoluzionari del partito nazionalista giudaico che vedevano in lui l’usurpatore del trono di Davide. Ristabilito l’ordine. aveva sempre coltivato l’idea di salire al trono di Gerusalemme. che proseguí negli anni successivi. Sapendo che la sua aspirazione si sarebbe potuta realizzare soltanto con l’appoggio dei romani. il quale. Gerusalemme. Tutta la città fu cinta da un formidabile fossato. togliendo a Ircano II il titolo di etnarca e lasciandogli soltanto quello di sommo pontefice. riconfermò nell’anno 47 av. controllore di Ircano II. che di lí a qualche tempo. fu da Erode. elevandolo al grado di re. con l’intento di rabbonire i giudei. Ma l’opera piú spettacolare fu la costruzione del tempio. per accattivarsi la loro fiducia. con la partecipazione finanziaria di Roma. aveva un figlio di nome Erode. potenza che. non appena ritornò dalla prigionia impostagli dai parti. Fu in uno degli scontri che tenne contro i ribelli che gli capitò di catturare il rabbi Ezechia. e. Sulla parte alta. tra le tante cose che fece in loro favore ci fu quella di farsi promotore di spedizioni punitive contro i terroristi del partito nazionalista giudaico. che reclamavano i loro diritti politici. Fasaele e Marianne –. approfittando del fatto che il trono di Gerusalemme era rimasto vacante – perché Ircano II era stato fatto prigioniero in una battaglia contro i parti –.) dovette intervenire due volte per poterla domare. è sicuramente stato il piú grande monarca di tutta la storia della Palestina. sis per l’ottima amministrazione che mise a punto. dopo l’invasione di Pompeo. fu edificato il palazzo regio. Contrastato dai tanti nemici che aveva. che venne a lui addebitata ingiustamente. per la fiducia che riponevano in lui. succeduto a Pompeo nel trattare la situazione della Palestina. un ampio teatro chiuso. pronipote di quel Mattatia a cui veniva attribuita la diretta discendenza dalla stirpe di Davide. nell’intento di eliminare per sempre quella stirpe di giudei che non avevano fatto che procurare disordini. che gli rimase per sempre riconoscente per l’aiuto da lui ricevuto nella guerra contro Antonio e Cleopatra. che spettava ai discendenti di Mattatia 72 . un anfiteatro e un ippodromo. Fuori del fossato sorse un grande edificio (agorà) per le assemblee del popolo. e nella parte bassa della città fu costruita quella fortezza Antonia che divenne il presidio dei romani. Da questo fatto possiamo comprendere quanto si fosse potenziato l’esercito dei guerriglieri yhavisti. La sua grandezza aumentò quando la sua carica di re fu confermata da Cesare Ottaviano (poi Augusto). impegnando seriamente le truppe romane e le milizie di Ircano II. elevato al grado di procuratore della Giudea. n.

nella sostituzione di Archelao (mandato in esilio) con un prefetto romano. fattosi arbitro nella disputa dinastica sorta tra i figli di Erode. da lui stesso ucciso). prese la decisione di invadere definitivamente la Palestina con le truppe. che fu l’ultima a cadere. Domata questa ulteriore rivolta. che diceva che il messia sarebbe arrivato il giorno in cui lo scettro di Davide sarebbe uscito dalle mani di Giuda − cioè il giorno in cui il trono di Gerusalemme. La tetrarchia della Galilea. amministrarono la Palestina. e. La repressione fu cosí feroce che duemila giudei furono giustiziati con la crocifissione. con il titolo di etnarca della Giudea. che riuní tutta la Palestina affidandola a Erode Agrippa. non produssero. Fu a seguito di questa decisione che ebbero inizio le rivolte messianiche perché. tolto ai giudei. che era la condanna riservata ai perturbatori dell’«ordine pubblico». Erode morí nell’anno 4 av. fu causa di ulteriori disordini. che si contendevano lo scettro di Gerusalemme. A questo punto. Ma questa elezione. togliendole ogni autonomia politica. Quintilio Varo. contestata ancora dai giudei yhavisti. quella di Gerusalemme. per porre fine alle contestazioni rivoluzionarie. sarebbe stato occupato da un non appartenente all’etnia ebraica. seppe ben tenere testa a tutti.(dei quali l’ultimo era Ezechia. individuando in essa la capitale della violenza. affidandone una a ciascuno di loro. che da loro veniva sempre considerata come la peggiore nemica. in qualità di primogenito di Erode. e. i figli di Erode. Il proconsole di Siria. fu deposto dall’imperatore Caligola. l’imperatore. l’imperatore Augusto. con l’aiuto incondizionato delle legioni di Roma. divise la Palestina in quattro tetrarchie. Soppresso il titolo di «re». nella persona di Coponio. Queste crocifissioni. che dette luogo a episodi di particolare violenza da parte dei guerriglieri yhavisti contro i suoi quattro figli. rimase governata da Erode Antipa. nel 39 n. con la carica di tetrarca − che letteralmente significa «capo di un quarto» −. che dovevano servire da monito.. La tetrarchia piú importante.. che un aumento dell’odio da parte dei giudei verso Roma. fino a quando costui. protraendosi a lungo negli anni che seguirono. intervenne due volte con le sue legioni. Augusto l’assegnò ad Archelao. che sarà al centro delle vicende messianiche perché depositarla dello scettro di Davide. con il quale era unito da una “particolare amicizia”. si realizzava la profezia di Giacobbe. in realtà. della crudeltà e dell’ingiustizia. lasciando una successione complicata. 73 . n. per annetterla come provincia all’Impero romano.

cosí avrebbe fatto sparire anche il dío ebraico. cosí parla di questi centri di addestramento esseni: sono insediamenti composti da un numero dí persone che può arrivare alle due o tremila. è un po’ come riaprire gli occhi sulla realtà. che erano coloro a cui veniva affidato il ruolo di organizzatori e di attivisti. ma soltanto uomini giovani e validi che sí rinnovano contínuamente. dopo esserci risvegliati da un sogno. Plinio il vecchio. dal momento che non possedevano una terra propria nella quale avrebbero potuto stabilirsi e quindi salvarsi come entità etnica. Tramite gli scavi eseguiti nel 1947 si è dimostrato essere una vera città sotterranea. quali Giuseppe Flavio. quel Yahvè che rappresentava la sola ancora di salvezza per gli ebrei. a sua volta. la cui durata era di tre anni (uno di noviziato e due di perfezionamento). per evitare la loro dispersione. esattamente a Kimbert Qumran. che gli esseni praticavano a imitazione del culto dei misteri. I volontari. All’interno di questa organizzazione. si stava. Oltre a una documentazione contenuta in quaranta rotoli. venivano addestrati in questi centri in vista di quella che sarebbe stata la battaglia finale contro i nemici di dio. disponendo finalmente di prove che confermano i fatti. L’attività rivoluzionaria degli esseno-zeloti. figlio di Mattatia. che Roma aveva già eletto come religione di Stato.GLI ESSENI. trattata da molti storici di quei tempi. né vecchi. sono state trovate le vasche che venivano usate per il rito del battesimo. un racconto basato esclusivamente su leggende. oltre a essere profondi conoscitori dei principi religiosi. Filone. apparirà cosí chiara da farci sembrare un semplice gioco dimostrare la grande impostura sulla quale è stato costruito il cristianesimo. cosí come avrebbe comportato la fine di tutte le altre religioni. preparando la guerra del monoteismo ebraico contro il monoteismo “pagano” – il quale. Il trionfo definitivo del mazdeismo. Lasciando per il momento da parte le comunità. La preparazione dei nazir. Plinio il vecchio e altri. e confermata da documenti ineccepibili (per quanto manomessi e falsificati dalla Chiesa). anche da centri di addestramento. 74 . Non ci sono nascite. favorito dalla presenza di innumerevoli grotte (tuttora esistenti). FIGLI DELLA LUCE Riprendere la narrazione della storia ebraica durante la dominazione romana. e come avrebbe eliminato tutte le altre divinità. con il libro dei maccabei. Questo insediamento. dopo aver chiuso. andava sempre piú affermandosi con il mazdeismo. Mi riferisco alla possibilità che si ha di seguire finalmente le vicende del popolo ebraico attraverso una documentazione seria. era particolarmente curata in ciò che riguardava la magia e l’esoterismo. lo ritroviamo all’epoca dei romani. né bambini. lo storico che soggiornò a lungo in Palestina durante l’occupazione romana. che alcuni venivano inviati in India. provenienti da tutte le comunità. per apprendere direttamente dagli yoghi la pratica di quella catalessi che doveva servire a convincere le masse sulla veridicità della resurrezione dopo la morte. dando loro una suddivisione gerarchica. che si erano saldamente attestate in Palestina come in tutto il Vicino oriente. nei quali venivano formati i guerriglieri rivoluzionari e gli attivisti dell’ideologia religiosa. che sempre piú si ampliava attraverso l’attività propagandista operata dalle comunità essene sparse nel Vicino oriente. oltre che dalle numerose comunità essene (ex asidee). era affidato a santoni che. che ci viene da altre fonti oltre da quelle finora forniteci dagli autori della Bibbia. aveva organizzato i rivoluzionari in un vero e proprio esercito. si era cosí ampliato nel tempo da assumere un’importanza determinante nel programma di lotta del movimento yhavista. o meglio da un incubo. rappresentato. dove un secolo prima Giuda. in realtà. Il partito nazionalista giudaico. erano anche maestri nell’insegnamento delle “arti marziali”. formatosi sotto la dominazione ellenistica in seguito alla rivolta dei maccabei. L’indottrinamento. il maggiore dei quali si trovava nel deserto dell’Engaddi. nei quali è riportata in tutti i dettagli l’attività delle comunità essene e il loro programma rivoluzionario (di cui parleremo in seguito). e tanta era la perfezione che si richiedeva loro. visioni e rivelazioni. soffermiamoci a parlare di questi centri di addestramento sorti in prevalenza in Palestina. per attirare alla loro ideologia le masse dietro la ricompensa di una beatitudine eterna dopo la morte.

gli ebrei continuarono a espander75 . Nel giorno in cui i kittim cadranno vi sarà un combattimento e una grande strage al cospetto del dio d’Israele: giacché questo è il giorno da lui determinato da molto tempo per la guerra di sterminio dei figli delle tenebre da parte dei figli della luce che saranno impegnati a seguire una grande strage. di Moab [popoli ebrei rimasti idolatri]. in un altro passo espongono il piano di guerra da seguire per pervenire alla vittoria finale: e dopo questa guerra [si riferisce alla prima fase. che. concludendosi con la distruzione di Roma. figli delle tenebre]. Esaltati da questa ideologia monoteista. avrebbe loro permesso di divenire padroni del mondo. in ricordo di quei quarant’anni trascorsi nel deserto sotto il comando di Mosè prima di invadere la terra di Canaan]. n. che avevano tanto sperato in un’alleanza con Roma. pur aumentando di intensità per un odio sempre piú crescente – stante la crudeltà che i romani usavano nelle loro repressioni –. contro gli amaleciti e il popolo dei filistei [sono i palestinesi autoctoni. con una resistenza armata che dette inizio a una serie di lotte che. nel 31 av.I giudei. Assur [Roma] cadrà e nessuno l’aiuterà. Come conseguenza. scomparirà la dominazione dei kittim facendo soccombere l’empietà senza lasciare traccia e non rimarrà nessun rifugio per i figli delle tenebre. E al tempo stabilito. e. dei figli di Ammon [divinità egizia]. tra le quali figurava appunto il dio Mitra]. che il partito nazionalista giudaico. il popolo dei figli della luce uscirà con grande collera per combattere il Re del settentrione [terza ed ultima fase del programma la quale prevede l’attacco diretto a Roma] e la sua ira sarà diretta a distruggere il potere di Belial [nel demonio Belial sono racchiusi simbolicamente tutti i “pagani”. che li portava a vedersi padroni del mondo. confermò sul trono di Gerusalemme Ircano II. gli esuli del deserto [come si era autodefinita la collettività insediatasi a Kimbert Qumran. Se in questo passo del Rotolo della guerra gli esseni dichiarano quali sono i nemici da abbattere. nel giorno stabilito per la guerra finale. Nella convinzione che dio si fosse servito di Roma per riunire tutti i suoi nemici sotto un unico comando e dare loro la possibilità di batterli in una sola battaglia. Dalle parole evidenziate in corsivo appare chiaro che gli ebrei erano convinti che era stato il loro dio a volere che Roma riunisse tutte le nazioni sotto un unico impero per dare loro la possibilità di rendere universale il regno di Davide. concepí quel programma di guerra che avrebbe dovuto portare gli ebrei a dominare su tutti i popoli. Questo sarà il tempo per la salvezza del popolo di dio e il suo tempo stabilito della dominazione per tutti gli uomini del suo partito e l’annientamento eterno dei suoi nemici rappresentati dal partito di Belial. Fu in seguito a questa annessione dell’Egitto. da questo insediamento situato sulle rive del Mar Morto. prima che venisse loro tolta da Antioco IV Epifane. ai quali andranno in aiuto coloro che empiamente agiscono contro il patto [l’alleanza che avevano stipulato con dio attraverso Abramo e Mosè]. vincendo tutti i nemici con una sola guerra. contro la milizia di Edom. Vi sarà una costernazione tra i figli di Iafet [Roma e tutto il mondo occidentale]. che considera la conquista della Palestina]. che estendeva praticamente il dominio di Roma su tutto mondo mediterraneo. la quale avrebbe permesso loro di riprendere quella libertà di culto e di associazione di cui avevano goduto nei secoli precedenti. esattamente secondo quanto era stato predetto dalle sacre scritture. che prevede l’attacco contro le legioni romane in Egitto]. facendo proprio il concetto universale della religione mazdeista – che dava per certo il trionfo finale della luce sulle tenebre –. eliminato Aristobulo II. contro le milizie dei kittim di Assur [i romani protettori delle divinità assire. che era il loro oppositore. i figli di Giuda e i figli di Beniamino [sono le tribú che hanno formato il partito nazionalista giudaico]. Dal Rotolo della guerra: l’inizio della rivoluzione si avrà allorché i figli della luce [gli esseni] porranno mano all’attacco contro il partito dei figli delle tenebre [i romani e i loro alleati “pagani”]. fu proprio da qui. concepirono un programma di guerra contro i «figli delle tenebre». conquistò l’Egitto. I figli di Levi. fino a quando Roma. Secondo il Rotolo della guerra – uno dei quaranta rotoli rinvenuti durante gli scavi eseguiti nel 1947 nell’insediamento esseno di Kimbert Qumran –. rimasero comunque contenute in una guerra di rivendicazione della Palestina. furono molto delusi da Pompeo allorché. considerato Pompeo quale loro nemico. tradizionali nemici degli ebrei]. prendendo il posto di Roma nel comando dell’impero.. contro l’esercito di Belial [il demonio]. gli si opposero quando entrò in Palestina. nel deserto dell’Engaddi dove si trovava Kimbert Qumran]. a quaranta chilometri da Gerusalemme. combatteranno contro di loro allorché gli esuli dei figli della luce ritorneranno dal deserto dei popoli per accamparsi nel deserto di Gerusalemme [riferimento a tutti gli ebrei sparsi nel mondo che si riuniranno. che sarebbe dovuta partire la rivolta che avrebbe dato inizio alla guerra contro Roma e i suoi alleati. autodefinitisi «figli della luce». i figli della luce se ne andranno di là per combattere contro tutte le milizie dei kittim in Egitto [è la seconda fase.

i perseguitati. spingevano a cedere tutti i loro beni alla comunità. si radunano nuovamente in un solo posto e. nei quali Mithra veniva assimilato al sole sorgente di luce. dalla religione. altrettanto lo erano verso i loro proseliti che. di usare l’ideologia spirituale per realizzare un imperialismo materiale. La loro pietà verso la divinità ha una forma particolare: prima del sorgere del sole non proferiscono alcunché di profano. egli aggiunge una nuova preghiera. mentre sono ancora arrendevoli ai loro ammaestramenti: li considerano come loro parenti e li modellano secondo i loro costumi. ma adottano i figli altrui. Dispregiatori della ricchezza. dato che esse sono sacre. Plinio il vecchio e altri. grazie all’espediente del battesimo che i nazir elargivano a quattro mani per prodursi seguaci. e nessuno può iniziare a mangiare prima della preghiera. attraverso questa sottomissione imposta dalla classe dominante alla massa dei seguaci. che è il cristianesimo. tornano nuovamente ai lavori fino alla sera. per eliminare quelle prove che avrebbero rivelato la loro impostura. facendoli lavorare come schiavi dietro la ricompensa di vitto e alloggio secondo i rituali di una vita monastica. copertisi di un indumento di lino. indipendentemente dal ceto. si lavano il corpo con acqua fredda. non ha fatto che confermare ciò che già si sapeva attraverso gli storici del tempo. dopo duemila anni: gli stessi nazir che hanno cambiato il nome in preti. ai quali promettevano una ricompensa eterna dopo la morte. ma recitano certe preghiere verso di esso quasi a supplicarlo di spuntare. ebrei di nascita. per aumentare il numero dei seguaci.] Eseguite. Anche se aprivano le adesioni a tutti. e. in realtà incitavano all’odio contro i loro nemici etichettati quali «figli delle tenebre».si in tutto l’Impero romano in comunità sempre piú agguerrite e numerose. cosí siamo venuti a conoscenza dell’organizzazione interna delle comunità essene attraverso il Rotolo delle regole che. le preghiere del mattino. in realtà era un’apparenza ostentata per evitare le persecuzioni romane. ma in varie città prendono domicilio in molti. come risulta dagli scritti degli storici dell’epoca. dopo che hanno mangiato. apportatrice soltanto di odio. Non abitano in una sola città. dalla razza. per la diffidenza che nutrivano verso gli estranei. C’è infatti una legge che quelli che entrano nella comunità cedano il patrimonio alla corporazione. [È la ripetizione dei riti mazdeisti. La tranquillità di vita che conducevano queste comunità. mentre guardano come virtú la temperanza e a non cedere alle passioni. i seguaci venivano tenuti sotto diretto controllo. il panettiere serve i pani per ordine e il cuciniere serve a ciascuno una sola scodella con una sola vivanda. a cui si mostravano come osservanti dediti soltanto alle preghiere. si ripete ancora oggi. deposte le vesti indossate per il pasto. Dopo che in silenzio si sono seduti. distribuendosi nelle varie occupazioni sotto la diretta sorveglianza dei nazir. camuffati sotto un’ideologia spirituale. Allora ritor- 76 . sui diseredati. Dopo. Loro stessi non entrano nel refettorio che dopo essersi purificati. Il sacerdote precede il pasto con una preghiera. In realtà. nonostante che i loro scritti siano stati falsificati e censurati dai cristiani nel II. Una volta spogliati di tutto ciò che avevano. beni che venivano poi utilizzati per sostenere il movimento rivoluzionario. Dopo questa purificazione vanno insieme in un edificio particolare ove a nessuno di altra fede è concesso di entrare. Come erano ipocriti nell’atteggiamento verso il mondo esterno. le stesse promesse di una vita eterna e gli stessi grulli che li seguono. Costoro respingono i piaceri come male. Questa situazione. La mattina si recavano al lavoro. li ritroviamo tutti nelle recite di questa religione. come in effetti erano. ognuno è invitato dai sovrintendenti al mestiere che sa: dopo aver lavorato energicamente fino all’ora quinta. che dovevano trascorrere sotto osservazione prima di essere accettati dalle comunità. sottoponevano i nuovi arrivati a un anno di noviziato. Come dal Rotolo della guerra abbiamo appreso il programma rivoluzionario guerriero degli esseni. Ai membri delle altre comunità che giungono da fuori. n. concedono libero uso delle case loro come se fossero proprie di coloro che entrano in casa di quelli che in precedenza non avevano mai visti come in casa di persone familiarissime. come in un recinto sacro. cosicché sia al principio che alla fine venerano dio come dispensatore della vita. di guerre e di rancori tra i popoli. in fin dei conti.. facendo leva. presso di loro è ammirevole la vita comunitaria: invano si cercherebbe presso di loro qualcuno che possieda piú degli altri. se avessero fedelmente seguito le regole del movimento yhavista. Filone. sono piú degli altri legati da mutuo affetto. secondo quanto avevano appreso dalla religione avestica. gli afflitti. Sono contrari al matrimonio. Gli esseni in particolare hanno fama di praticare la santità. quali Giuseppe Flavio. gli esseni preparavano la battaglia finale dei «figli della luce» contro i «figli delle tenebre». che inculcavano loro le leggi del Pentateuco e li ammaestravano nei concetti spirituali riguardanti quella ricompensa eterna che avrebbero raggiunto dopo la morte. gli stessi battesimi. se avessero seguito i loro insegnamenti – quegli insegnamenti che. III e IV sec. che altrimenti si sarebbero accanite contro di loro se fossero emerse essere rivoluzionarie. dopo averli convinti – attraverso un lavaggio del cervello durante i tre anni di indottrinamento – che soltanto attraverso la povertà si poteva entrare nel regno dei cieli.

Vi sono poi tra di loro quelli che asseriscono di prevedere il futuro. sulla visita [avvento del messia] nella quale saranno colpiti e sul tempo della loro retribuzione. affinché introducano nel patto di grazia tutti coloro che sono volenterosi nell’adempimento degli statuti divini. in realtà non erano altro che i figli di quell’odio e di quel rancore che nei secoli gli si era accumulato contro tutto il mondo. mai adularono i loro tormentatori. per altri due anni si mette a prova il suo carattere. Il solo pensare di poter mangiare il loro dio. trabocca di odio e di vendetta. 77 . le radici che preservano da esse e le proprietà delle pietre. attratte da un incantesimo naturale [è lo stesso concetto di anima presente nel culto dei misteri]. Sorridendo anzi tra gli spasimi e trattando ironicamente coloro che eseguivano le torture. Dal Rotolo delle regole: per tutta la comunità e per tutti gli uomini affinché vivano secondo la regola della comunità cercando dio nei suoi statuti e giudizi facendo ciò che è bene e retto dinanzi a lui come ha ordinato a Mosè e per mezzo dei suoi servi e profeti. I saggi ammaestrino e istruiscano tutti i figli della luce sulla storia di tutti i figli dell’uomo e su tutti i generi dei loro spiriti con i loro caratteri. D’altronde che il pacifismo ostentato dalle comunità essene fosse solo apparente risulta dal loro programma bellico espresso nel Rotolo della guerra: basato sulle stragi piú efferate. non sono che dei lupi travestiti da agnelli.). secondo la consapevolezza che hanno di fronte alla vendetta di dio. li aveva relegati in un ruolo cosí infimo da essere considerati una razza inferiore. se ce ne sono. sarebbe stato per loro già motivo di sacrilegio. ma ancora non è accolto nella vita comune. il sacerdote stenderà per primo la sua mano per benedire il pane e il vino dolce. E qui studiano le malattie. che hanno fatto propri i concetti cosmici della religione mazdeista per realizzare un programma di dominio universale basato esclusivamente sull’aggressività piú feroce. affinché amino quanto egli ha scelto e odino quanto egli ha respinto. eseguivano un rito che. bruciati e fratturati. avevano sempre respinto ogni forma di teofagia. ma rifiutarono ambedue le cose. degli scritti sacri e delle sentenze dei profeti: ed è raro che le loro predizioni falliscano (Ant. restano implicate nei corpi come dentro le carceri. giud. giudicano la morte come migliore mezzo della conservazione della vita. Un’altra importante osservazione che si deve fare per comprendere gli esseni è quella che riguarda il loro rifiuto ad accettare il sacramento dell’eucarestia. Dopo che egli avrà dato in questo tempo prova di temperanza. E allorché disporranno la tavola per mangiare o il vino dolce per bere. si limitava alla semplice benedizione del pane e del vino dolce. Da questo passo di Giuseppe Flavio appare evidente come le organizzazioni essene cercassero di nascondere la loro attività rivoluzionaria dietro un’apparente tranquillità monastica per evitare le persecuzioni dei romani. Anche se avevano ripreso tutto dal culto dei misteri. E infatti. e odino tutti i figli delle tenebre. lasciandolo durante questo periodo fuori della comunità. immergendolo in acque di purificazione ancora piú pure. Superano i dolori con la riflessione [Yoga]. e allora se appare degno viene ammesso nella società. ognuno secondo il proprio grado e cosí sarà domandato il loro consiglio in ogni cosa. Hanno una cura straordinaria degli scritti antichi. Coloro che desiderano entrare nelle comunità non ne ottengono immediatamente l’accesso. viene inoltrato piú addentro nella norma di vita. nella quale furono stirati e contorti. e sulle loro genealogie. avendoli sempre emarginati e respinti. secondo le loro opere. fatti passare sotto ogni strumento di tortura affinché bestemmiassero il legislatore oppure mangiassero alcunché di illecito [particolarmente la carne suina. furono sottoposti a ogni genere di prove dalla guerra con i romani. esercitandosi fin dalla fanciullezza nello studio dei libri sacri. tra di loro non mancherà un sacerdote: si siederanno davanti a lui. Al postulante impongono per un anno la stessa norma di vita. rendevano lo spirito come persone che stiano per riceverne un altro [questi sono i martiri esseni. del resto. Autodefinitisi «figli della luce». affinché amino tutti i figli della luce ognuno nel posto che ha nel consiglio di dio. Di conseguenza. dopo la dimostrazione di costanza. I loro spiriti. che la Chiesa trasformerà in martiri cristiani]. Infatti è ben salda in loro l’opinione che i corpi sono corruttibili e instabile è la loro materia. quel dio di cui era proibito perfino fare il nome. mentre le anime permangono per sempre. quel mondo che. che era proibita dal Pentateuco]. ricordando solo in apparenza quello eucaristico “pagano”.nano e cenano nella stessa maniera in compagnia degli ospiti. Rimanendo fedeli alle leggi di Mosè − come vedremo nel prossimo brano tratto dal libro dei Regolamenti delle comunità −. scegliendo specialmente quelli che riguardano il profitto dell’anima e del corpo. né mai piansero. Quando giunge con gloria [riferimento al martirio]. Venute dall’etere sottile. Dal Rotolo delle regole dell’assemblea: in ogni luogo dove saranno dieci uomini del consiglio della comunità.

perché. Si alzarono allora i piú giovani e. tenuta per sé una parte dell’importo d’accordo con la moglie. dovevano essere soppressi da loro che erano gli angeli della luce. In una sorgente di luce sono le origini della verità e da una fonte di tenebra le origini dell’ingiustizia. I romani. sorridendo ai loro aguzzini. come afferma la Chiesa. quali angeli delle tenebre. divorando il loro dio. stanno realizzando quel monoteismo che. lo portarono fuori e lo seppellirono. ci dà anche la possibilità di parlare di un certo Paolo di Tarso e quindi di comprendere chi fosse veramente costui. attraverso un fatto accaduto nella comunità di Gerusalemme alla fine degli anni quaranta. dalle torture e dalle sevizie piú crudeli. sempre nel Rotolo delle regole: ma dio. portatala fuori. Non c’è bisogno di commento per comprendere quali fossero i mezzi usati dai capi rivoluzionari per sottomettere i loro seguaci – i quali. Quando i giovani entrarono la trovarono morta e. determinerebbe la loro estinzione. che furono puniti con la morte perché non avevano versato alle casse della comunità tutti i loro beni come la regola imponeva. Un uomo di nome Anania con la moglie Saffira vendette un suo podere e. Una conferma circa chi fossero veramente gli esseni nell’ambito delle comunità apparentemente pacifiche ci viene da un passo degli Atti degli apostoli. che corse dall’anno 7 (rivolta del censimento) all’anno 70 n. 78 . ha concesso un tempo determinato all’esistenza dell’ingiustizia: nel tempo stabilito per la visita [l’avvento del messia] egli la sterminerà per sempre. Ma Simone gli disse: «Anania. Il periodo messianico. Allora Simone le disse: «perché vi siete accordati per tentare lo spirito del signore? Ecco qui alla porta i passi di coloro che hanno seppellito tuo marito e porteranno via anche te». All’udire queste parole. Anania cadde a terra e spirò. Tra questi è interessante ricordare il martirio di un certo Stefano. E un gran timore sí diffuse su tutta l’ekklesía e in quanti venivano a sapere di queste cose. tra i quali c’erano quei sadducei che avevano tutto l’interesse a eliminare ogni movimento rivoluzionario. come attesta Giuseppe Flavio. nella certezza che avrebbero acquisito come ricompensa del loro sacrificio una vita di beatitudine eterna dopo la morte. attraverso Mithra. e nella sapienza della sua gloria. Il fatto riguarda due proseliti. avvolto il corpo di Anania in un lenzuolo. I martiri esseni furono innumerevoli e tutti morirono. attivista esseno. Anche Saffira cadde ai piedi di Simone e spirò. E piú avanti. ed ella: «sí. dopo essere stati spogliati dei loro averi. perseguitarono questi esseni in tutto l’impero nella maniera piú spietata. marito e moglie. negli arcani della sua intelligenza. di nome Anania e Saffira. perché mai Satana si è impossessato cosí del tuo cuore che tu hai mentito e ti sei trattenuto parte del prezzo del terreno? Perché hai pensato in cuor tuo a questa azione?». la seppellirono accanto al marito. In mano al principe delle luci è l’impero su tutti i figli della giustizia: essi camminano sulla via della luce. quando a capo di essa subentrò un certo Simone. venivano plagiati a odiare i loro avversari che. uno dei pochissimi brani che sfuggirono alla censura dei falsari cristiani. oltre che a servirci come esempio per comprendere con quale animo gli esseni affrontavano la morte. ma esseni. ignara dell’accaduto e Simone le chiese: «avete venduto il campo a tal prezzo?». che avrebbe potuto mettere a repentaglio il loro stato di privilegio. il dio d’Israele. consegnò l’altra parte deponendola ai piedi degli apostoli [dirigenti della comunità di Gerusalemme].In tutto il Rotolo delle regole si ripetono continuamente le minacce contro i «figli delle tenebre» rappresentati da Roma e dai suoi alleati “pagani” che. che ha creato gli spiriti della luce e della tenebra e su di essi ha fondato ogni azione e sulle loro vie ogni servizio. (guerra giudaica). facendone precedere le morti. fu caratterizzato da una continua caccia agli appartenenti al partito nazionalista giudaico da parte dei romani e dei loro alleati. e. del quale parlerò ampiamente in seguito. affinché servissero da monito. Ma il dio d’Israele e l’angelo della sua verità soccorrono tutti i figli della luce: è lui. attenti a stroncare ogni focolaio di rivolta. a tanto». Ed in mano all’angelo della tenebra è tutto l’impero che dovrebbe essere in mano ai figli della giustizia [chiaro riferimento al loro programma di prendere il posto di Roma]: essi camminano sulla via della tenebra. Da questo passo risulta in maniera inconfutabile che i seguaci di cui parlano gli Atti degli apostoli non sono dei cristiani. Circa due ore piú tardi entrò anche la moglie. E un gran timore prese tutti coloro che erano presenti.

Ammesso dunque alle comunità essene. con i quali intraprese un viaggio alla volta di Antiochia. né chi abbia una macchia nell’occhio o la scabbia o piaghe purulente o sia eunuco». né un gobbo. il «Demostene degli esseni». o Saulo. sperando di ottenere cariche importanti dalla ricca e potente casta dei sadducei. anche per le sue infermità. 18). poi si scagliarono tutti insieme contro Stefano. prefetto della Giudea. Ottenuta la cittadinanza romana in seguito a questa collaborazione. che la Chiesa esalta come uno dei capisaldi della propria teologia? E mettendogli in bocca. risulta essere un uomo ambizioso e sicuramente dotato di grande loquela.. Stando alla documentazione storica che fa riferimento a lui. nella città di Centre. Che Paolo. Efeso. Mosè. del regno d’Israele. quando l’imperatore Claudio emise un editto con il quale espelleva da Roma gli ebrei perché causa di disordini – era la comunità esseno-zelota che. viene fornita da un altro passo degli Atti degli apostoli – uno di quei rari passi che si salvarono dalle censure operate dai falsari cristiani –. gli esecutori della condanna. resosi conto che a nulla di positivo sarebbe potuto pervenire finché fosse rimasto nel mondo ebraico. fosse un nazir ci viene testimoniato dagli stessi Atti degli apostoli. offertagli dal battesimo. approfittando dell’opportunità. Il discorso che Stefano fece ai suoi aguzzini prima di morire è da considerarsi come il riassunto dell’ideologia essena.Stefano fu catturato e ucciso da una di quelle pattuglie sadducee che collaboravano con i romani nella repressione degli esseni. poiché la pattuglia era composta da sadducei. Eseguita la lapidazione. che i nazirei erano obbligati a lasciare intonsi durante il corso di indottrinamento. 18. Damasco e Alessandria. Un’ulteriore conferma che Paolo di Tarso fosse un nazir. passò al partito nazionalista giudaico. a causa di quella legge del Deuteronomio – che interdiceva cariche pubbliche a coloro che avevano difetti fisici –. né chi abbia il viso deforme per difetto o per eccesso. in cooperazione con il partito nazionalista giudaico di Gerusalemme. mentre svolgeva la sua missione di predicatore esseno. Paolo si tagliò i capelli che si era fatto crescere a causa di un voto (At. che abbia qualche deformità. e. frasi anacronistiche. sempre alla ricerca di affermazioni personali. passò al servizio dei romani. predicando nelle varie comunità (ekklesíe) sparse nel Vicino oriente. né lo zoppo. sempre come persecutore di esseni. nel quale si racconta di una cattura che subí quale propagandista esseno. Ottenuta questa qualifica. che facevano parte del novero degli espulsi da Roma. Nell’anno 41 n. dal momento che sono il risultato di una gnosi che si sviluppò almeno centoventi anni dopo. Priscilla e Aquila. potrà accostarsi a offrire il pane del suo dio: perché nessun uomo che abbia qualche deformità potrà accostarsi: né il cieco. Mentre era in compagnia di Priscilla e Aquila. attivista del partito nazionalista giudaico. quali Corinto. si mise al loro servizio come persecutore degli esseni. con l’accusa di essere un 79 . Antiochia. Dal Deuteronomio: [… il] signore disse a Mosè: «nelle generazioni future nessun uomo della tua stirpe. creava continue sommosse e tumulti con lo scopo di destabilizzare le istituzioni romane –. proseguí in questa attività finché. intraprese la sua missione di attivista esseno. che gli erano diventati nemici in seguito alla sua conversione al movimento rivoluzionario. Fu durante questo viaggio che si tagliò i capelli. Di discendenza farisea. tra i quali emerge quell’Eusebio. operata attraverso un’apologia della storia del popolo ebraico nelle figure di Abramo. lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo secondo la tradizione ebraica. che era il risultato dell’unione delle leggi mosaiche con i concetti mazdeisti. − che gli storici chiamano «il falsario» per antonomasia −. di cambiare il proprio nome in quello latino di Paulus («Paolo»). né chi abbia una frattura al piede o alla mano. commessi dei reati di natura penale. ritroviamo Paolo ospite di una coppia di giovani sposi. né un nano. se da alcuni storici è stato definito. in verità. Paolo di Tarso fu condotto al cospetto di Felice. Sorpreso dai sadducei. Ma chi era questo Saulo. vescovo di Cesarea. basata sulla resurrezione dell’anima dopo la morte: a sentire queste parole. frequentò il corso di indottrinamento per divenire nazir. i persecutori proruppero in grida altissime turandosi gli orecchi. delle rivendicazioni sulla Palestina e dell’esaltazione dell’ideologia spirituale. deposero il loro mantello ai piedi di un giovane chiamato Saulo [la deposizione del mantello ai piedi del capo della squadra era un atto di riconoscimento al suo merito per aver portato felicemente a termine una missione]. Ma. per sfuggire ai tribunali romani.

Le sua gambe erano piegate. Ma. n. un certo sacerdote sadduceo di nome Anania. anche questa priva di ogni riferimento. fomenta continue rivolte fra tutti i giudei che sono sparsi nel mondo ed è capo della setta dei nazirei». che ha cominciato a formarsi soltanto nella seconda metà del II sec. che. e. origini che falsamente ha fatto partire dagli anni trenta del I sec. lo storico A. che troviamo in antichi documenti sotto il nome di Atti di santa Tecla. arrivato poco prima dall’Italia con la moglie Priscilla. non poté ottenere cariche pubbliche presso i sadducei. sembra che sia avvenuta «nel paese dove tramonta il sole». indicava la Spagna. sopprimendo tutti i documenti che vi si riferivano. coma. in antitesi a coloro i quali lo vole80 . con profonda gratitudine. è ben differente da quella di cavaliere romano valoroso e aitante con elmo. è risultato che le continue perdite di conoscenza. caduta. che qualche storico ritiene probabile. non erano altro che attacchi epilettici.. n. che potrebbe lasciare perplesso chi si era fatto di lui una ben altra immagine. corto. come quella che lo fece cadere da cavallo sulla strada di Damasco – che la Chiesa fa passare per estasi rivelatrici di verità teologiche –. prima di darsi alla politica. a quei tempi. Ma per non trattenerti troppo a lungo ti prego di darci ascolto brevemente nella tua benevolenza. perché suffragata dal bisogno che aveva Paolo di Tarso di sfuggire alla polizia di Roma. viene confermata dal suo soprannome «Saulo» (Saulos). come già era accaduto negli altri processi che aveva subito da parte dei romani. cosí si rivolse a Felice: «la lunga pace di cui godiamo grazie a te e le riforme che ci sono state in favore di questo popolo grazie alla tua provvidenza. Ipotesi. procedeva a piccoli passi e la sua testa era divenuta pressoché calva [praticamente. oriundo del Ponto. che in greco significa «zoppo». Paolo di Tarso quale teologo sostenitore di dogmi e di misteri non è che il prodotto di quella corrente gnostica. Tralascio i processi e le condanne che Paolo di Tarso collezionò durante la vita. Di questo personaggio che la Chiesa ha assurto a pilastro del cristianesimo non si conosce nulla. e. in seguito all’ordine di Claudio che allontanava da Roma tutti i giudei rivoluzionari. La Chiesa ha costruito con Paolo di Tarso un eroe del pensiero. aura luminosa e sonora. cavandosela con una condanna al carcere. le accogliamo in tutto e per tutto. ma senza nessuna prova che lo confermi). cecità temporanea e perdita della parola e paralisi che si è progressivamente migliorata. Ancora per conoscere meglio Paolo di Tarso. perché aveva bisogno di un sostegno su cui poggiare le inesistenti origini di un cristianesimo. Non si sa né dove sia nato (la Chiesa dice a Tarso in Cilicia. per quella cittadinanza romana che aveva. n. da studi psicanalitici fatti sulla sua persona. che nel II sec. che gli fu commutata in una libertà vigilata – come risulta da altri documenti. e.. a causa dei suoi difetti fisici. questa. Per quanto riguarda poi la sua morte. detto «il romano». aggiungiamo che. a evitare la morte. e. Saulo faceva il costruttore di tende. perché a raccontarli tutti non basterebbero tre pagine. Ragot afferma che nell’episodio di Damasco ci sono tutti i segni caratteristici di una crisi di apoplessia: offuscamento della vista. che lo ricercava per reati di natura pubblica. un deforme con turbe psichiche]. secondo una tradizione riportata da un certo Clemente. ancora una volta. La descrizione della figura di quest’uomo deforme e privo di salute che. revisionata e corretta. si era impegnata a costruire un salvatore essenzialmente spirituale. cosa questa che viene confermata dagli Atti degli apostoli. corazza e spada che vediamo nei dipinti ecclesiastici: Paolo di Tarso era grosso. che lo vede ospite di Priscilla e Aquila: Paolo lasciò Atene e si recò a Corinto presso un giudeo di nome Aquila. eccellentissimo Felice. Abbiamo scoperto che quest’uomo è una peste. Nei suoi studi dedicati a Paolo di Tarso. Questa descrizione. Paolo si recò da loro e poiché erano del medesimo mestiere si stabilí nella loro casa e lavorava. sostituendosi agli esseni – quegli esseni che ha cercato di far sparire dalla storia.sovvertitore dell’ordine pubblico. Il capo di coloro che avevano eseguito l’arresto. Sempre dagli Atti di santa Tecla veniamo a sapere che di mestiere. largo di spalle. nel passo già precedentemente portato. né la sua data. lasciando comunque conseguenze emiplegiche [cerebrali] definitive. le sue ginocchia si toccavano. anche se si presume attribuibile intorno all’anno 10 n. Paolo di Tarso riuscí. Erano infatti di mestiere fabbricatori di tende.

dal momento che egli. lo disconosce del tutto nella sua figura di messia crocefisso. pur accordandosi in tutto con gli altri. spiriti del male. prima che i cristiani gli dessero una figura definitiva. la non esistenza di Gesú. Quale incoerenza maggiore di questa. a detta dei libri sacri. possiamo avere un’ulteriore conferma dell’appartenenza di Paolo di Tarso al movimento rivoluzionario. Se ho riportato questo passo. nel capitolo in cui spiega come gli esseni vedevano il matrimonio. Simone e Giacomo a Gerusalemme. dal momento che afferma che Cristo era morto legato a un palo (stauros) – un Cristo che. appartenenti al movimento rivoluzionario giudaico. ma ai non sposati dico che se non riescono a vivere in continenza allora è bene che si sposino. tra gli anni quaranta e cinquanta. tanto che se tutti adottassero la stessa opinione ben presto scomparirebbe il genere umano. cosí si rivolge ai corinzi: «so che una parte di voi vuole il matrimonio e una parte è contraria a esso. se egli nega la crocifissione di Cristo. della quale era impregnata l’ideologia essena. non l’ho fatto per mostrare un Paolo di Tarso contrario alla masturbazione. con le sue incoerenze. è meglio sposarsi che ardere». Infatti Paolo di Tarso. che in realtà erano la derivazione degli «angeli delle tenebre» della religione mazdeista. a proposito di questo argomento. sono piú degli altri legati dal mutuo affetto. ignora la «passione». 81 . l’ascensione e la stessa crocifissione. l’eucarestia. quando aveva parlato con Giacomo e Simone che erano stati testimoni al fatto? È mai possibile che Giacomo e Simone non gli abbiano parlato della crocifissione. ebrei di nascita. Esiste un altro gruppo di esseni che per costumanza e legislazione. era stato crocefisso soltanto dieci anni prima che parlasse con Giacomo e Simone. stando a quanto sostiene la Chiesa. ma per dare un’ulteriore prova che egli era un attivista nazir e che coloro i quali formavano le ekklesíe non erano cristiani – come la Chiesa sostiene –. ma esseni. e cioè la propagazione della specie. Nessuno come Paolo di Tarso può confermare. Da Giuseppe Flavio: gli esseni. affermava. lo vorrei che tutti foste come me che sono celibe. nelle riunioni che teneva nelle varie ekklesíe. benché abbia incontrato per ben due volte. Per se stessi disdegnano il matrimonio e sono propensi piú ad adottare figli altrui che a farne loro. Ignora Pilato.vano invece umanizzato. da come egli tratta questo argomento rivolgendosi ai seguaci dell’ekklesía di Corinto. dissentono però sulla questione del matrimonio. negando che Cristo fosse stato crocefisso. se ci fosse stata veramente? Questo dimostra quanto fosse confusa la persona di Cristo. Paolo di Tarso. che la sua morte era stata voluta dagli «arconti». Ritengono infatti che coloro che non si sposano amputino una parte importantissima della vita. Se prendiamo le Antichità giudaiche di Giuseppe Flavio.

quella di Giacobbe era. che assicura l’avvento del messia (il «giusto») che condurrà i giudei alla vittoria finale sui nemici di dio. n. intensificano le rivolte per liberarsi definitivamente della famiglia di Erode. Era messianica I motivi per i quali il movimento nazionalista abbandonò decisamente la profezia di Zarathustra per seguire quella di Giacobbe furono diversi: 1. e. toglie Archelao dal trono di Gerusalemme e al suo posto colloca un prefetto romano. e. assume particolare importanza. lasciando in eredità una successione complicata. gran parte dei samaritani e molti fra quelli che erano rimasti “pagani”. Erode si impossessa del trono di Gerusalemme. Questa sostituzione di un giudeo sul trono di Gerusalemme con un non appartenete alla razza ebraica. • 6 n. legato di Siria interviene due volte con le sue legioni. Archelao. essendo di origine biblica. approfittando del fatto che Ircano II è stato fatto prigioniero dai parti. muore Ezechia e gli succede il figlio Giuda. e. che porta i suoi quattro figli a disputarsi il trono. I rivoluzionari. La seconda volta la repressione è cosí feroce che duemila rivoluzionari vengono crocefissi. per dimostrare la risolutezza dei rivoluzionari. il cui inizio sarà determinato dall’imminente realizzarsi della profezia di Zarathustra. deciso a porre termine ai continui disordini provocati dai rivoluzionari. alla portata di tutti. i rivoluzionari si oppongono alla nomina di Archelao. doma la rivolta che si protraeva da quattro anni e riconferma Erode sul trono di Gerusalemme elevandolo dal suo titolo di etnarca della Giudea a re di tutta la Palestina. usurpatrice del trono di Gerusalemme. non solo i giudei. • 37 av. e quindi dal risultato dubbio (anche per via di quell’aumento di luce derivante dalla congiuntura astrale. l’attacco agli arsenali romani di Seffori condotto da Giuda. il partito nazionalista giudaico riprende la sua attività rivoluzionaria con un esercito che sempre piú si organizza e si rinforza in vista della grande battaglia contro Roma. figlio primogenito di Erode.GUERRE ESSENO-ZELOTE Perché si possano seguire meglio le vicende attinenti l’era messianica è bene fare un breve riepilogo dei fatti che la precedettero: • 44 av. Seguono le rivoluzioni che il partito nazionalista giudaico organizza contro Erode. approfittando della situazione caotica che si era generata. In questo periodo. che si protrae negli anni che seguono con una violenza sempre maggiore. La profezia di Giacobbe. dà inizio all’era messianica. figlio di Ezechia (Giuseppe Flavio). coinvolgeva. riprendendo nella loro attività rivoluzionaria.. ricavata dalla filosofia avestica.. occupa definitivamente la Palestina annettendola come provincia all’impero. n. 3. viene confermato da Quintilio Varo sul trono di Gerusalemme in qualità di etnarca. fedeli alla tradizione. che si sarebbe dimostrato cosí 82 . che invece spettano a Giuda quale erede di Aristobulo II. e. nella sua semplicità. Temendo che questa ripresa dell’attività rivoluzionaria porti la Palestina a una rivoluzione generale... muore Erode. ma tutti gli ebrei che. Mentre quella di Zarathustra era ancora di là da venire. Ottaviano Augusto. 2. Quintilio Varo. • 4 av. nella persona di Coponio. esigeva un supporto teologico per essere compresa. e. n. Roma interviene con le legioni di stanza in Egitto. n. eccezion fatta per i sadducei. rappresentando per gli ebrei la realizzazione della profezia di Giacobbe che asseriva che l’avvento del messia si sarebbe verificato quando «lo scettro di Davide sarebbe passato nelle mani di uno straniero». • 41 av. ritenendolo usurpatore dei diritti al trono. anelavano alla ricostituzione del regno d’Israele. A differenza di quella di Zarathustra che. caratterizzato da continui scontri tra i guerriglieri e le truppe romane. Nonostante la dura repressione.. Contrariato da questa nomina a re concessa a Erode. quali i farisei.

debole da non garantire un effetto sicuro sulle masse), quella di Giacobbe rappresentava, invece, un fatto reale, avvenuto, compreso e già accettato da tutti gli ebrei. 4. Si era realizzata nel momento piú opportuno, cioè quando la tensione contro i romani aveva già coinvolto tutto il popolo a causa dell’occupazione voluta da Augusto, che praticamente segnava la fine di ogni aspirazione all’indipendenza della Palestina. Come conseguenza dell’esaltazione che la profezia di Giacobbe aveva provocato nel popolo ebraico, cominciarono a venir fuori messia in ogni dove, nelle persone di santoni e asceti farneticanti o di avventurieri in cerca dei facili successi che speravano di ottenere, stante la predisposizione che avevano le masse ad ascoltarli e seguirli nei programmi di libertà che predicavano, assicurandone la realizzazione. Moltiplicandosi nel tempo, questi sedicenti messia divennero cosí numerosi che, nella concorrenza che si facevano, gli uni esortavano il popolo a diffidare degli altri, accusandosi reciprocamente di impostura e di falsità:
«se qualcuno vi dice che il messia è qua o là non gli credete perché io soltanto sono quello vero ...».

Tutti messia che venivano catturati, erano sommariamente processati e condannati immancabilmente alla crocifissione – che era la pena riservata a chi commetteva i piú gravi delitti, dei quali facevano parte la sedizione, il terrorismo e il brigantaggio. Dei tanti messia che la storia ci testimonia ricordiamo i nomi di Theudas, Dosidee di Samaria e di un certo Meandro, che furono crocefissi come tutti gli altri. Poiché era usanza presso i romani rendere pubblico, a scopo di monito, il delitto commesso dai condannati a morte, veniva scritta sul palo dove questi sedicenti messia venivano legati l’espressione «re dei giudei», la quale, oltre a spiegare il reato, racchiudeva anche uno scherno verso di loro che si erano proclamati tali e verso quegli ebrei che, seguendoli, li avevano sostenuti. Dal momento che le lingue parlate in Palestina erano l’ebraico, il greco e il latino, la scritta veniva formulata in queste tre lingue. Approfittando di questa esaltazione popolare derivata dalla profezia di Giacobbe, anche i nazir si diffusero in tutta la Palestina per predicare l’ideologia religiosa essena in preparazione dell’imminente avvento del messia. Il loro scopo era quello di attirare le masse alla causa rivoluzionaria, suscitando odio verso coloro che erano causa dei loro dolori sulla terra, che, nel caso, erano rappresentati dai romani e da quanti collaboravano con loro. Si presentavano ipocritamente come consolatori degli afflitti, dei diseredati e dei perseguitati per attuare una forma di plagio che, indirizzata com’era a coloro che maggiormente soffrivano delle ingiustizie sociali, generalmente dava risultati positivi. Tra gli attivisti esseni che si impegnarono in questa campagna propagandistica preparatoria all’avvento del messia liberatore, la storia si sofferma su un certo Giovanni Battista, che, sicuramente, eccelse fra tutti. Secondo alcuni storici questo Giovanni Battista sarebbe stato addirittura il designato dal movimento esseno ad assumere il comando della rivoluzione. Una cosa, comunque, è certa: ebbe un tale successo come trascinatore di folle che Erode Antipa, tetrarca di Gerusalemme, lo fece sopprimere, vedendo in lui un grave pericolo per la stabilità politica della Galilea. Ma lo fece uccidere non come viene raccontato da quelle favole che sono i Vangeli, dove si parla di una certa Salomè che chiese la sua testa a Erode Antipa come compenso per una danza del ventre. La morte di Giovanni Battista, nazir e attivista esseno, viene riportata da Giuseppe Flavio nelle sue Antichità giudaiche. Se Giuseppe Flavio ricorda Giovanni Battista lo fa soltanto per spiegare la psicosi religiosa che portò gli ebrei yhavisti a ritenere che la sconfitta subita da Antipa da parte del re Aretra di Petra, contro il quale era in guerra, fosse stata una punizione di dio contro di lui perché aveva fatto uccidere un grande profeta quale era Giovanni Battista. Cosí si legge di Giovanni Battista nelle Antichità giudaiche:
molti giudei hanno creduto che questa sconfítta dell’esercito di Erode Antipa da parte del re Aretra di Petra sia stata una punizione di dio a causa di Giovanni detto il Battista: costui era un uomo di grande pietà, che esortava i giudei a seguire la virtú, esercitare la giustizia, a ricevere il battesimo. Cosí, siccome una grande moltitudine di gente lo seguiva per ascoltare la sua dottrina, Erode Antipa, temendo che il potere che egli esercitava sulle folle potesse produrre una rivoluzione, perché queste si sarebbero mostrate pronte a eseguire tutto ciò che egli gli avrebbe ordinato, credette di prevenire

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questo male al fine dí non doversi pentire quando sarebbe stato troppo tardi per rimediarvi. Per questa ragione, dopo averlo catturato, l’inviò alla fortezza di Machera, della quale abbiamo precedentemente parlato. I giudei attribuirono la sconfitta dell’armata di Erode Antipa a un castigo di dio per questa morte ritenuta da loro un’azione ingiusta.

Come anticipazione alle conclusioni che trarrò in seguito per dimostrare le contraddizioni riportate dai Vangeli sulla morte di Cristo, mi soffermo qui a far rimarcare quanto segue: sapendo che la sconfitta di Erode Antipa da parte del re Aretra avvenne nel 36 n. e., e che la morte di Giovanni Battista, precedendola di poco, avvenne o nello stesso anno o al massimo l’anno precedente, cioè nel 35 n. e., risulta impossibile, storicamente parlando, che Gesú sia morto nel 33 n. e., dal momento che si afferma che iniziò la sua missione di predicatore dopo la morte di Giovanni Battista. Come conseguenza, essendo stato crocefisso dopo tre anni di predicazione, cioè nel 39 n. e., non poté essere giudicato da Pilato, che, come si può dedurre dai documenti, lasciò il posto di procuratore della Giudea nel 36 n. e. Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sul fatto che Giovanni Battista fosse un nazir non ha che da leggere il Vangelo di Luca per averne la conferma.
Un angelo del signore apparve a Zaccaria e gli disse: «non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio che chiamerai Giovanni. Egli sarà grande davanti al signore; non berrà vino né bevande inebrianti e ricondurrà molti figli d’Israele davanti al loro dio» (Lc. 1, 15).

L’astenersi da vino e sostanze inebrianti era la prima regola che dovevano seguire i nazirei. L’annuncio dell’angelo a Zaccaria è lo stesso che l’angelo fece a Manoach per preconizzargli la nascita di Sansone che, in quanto predestinato a diventare nazir, doveva astenersi dal bere vino o bevande inebrianti (Gd. 13, 4). Poiché il programma dei rivoluzionari considerava determinante la partecipazione delle masse, cosí come gli esseni in Palestina, altrettanto cercavano seguaci le comunità del Vicino oriente e la comunità di Roma, che, dopo l’annessione della Palestina all’impero, era andata sempre piú rinforzandosi. In un crescendo di estremismo rivoluzionario fomentato dalle comunità giudaiche, l’Impero romano divenne nel giro di pochi anni un focolaio di sommosse, sedizioni e attentati terroristici, che costrinsero i romani a mettere in atto repressioni sempre piú severe contro questi «figli della luce» che, plagiati dall’ideologia rivoluzionaria, morivano sorridendo ai loro stessi aguzzini. I martiri esseni furono innumerevoli sia in Palestina che in tutti i paesi del Vicino oriente e nella stessa Roma, da cui gli ebrei furono espulsi, a causa dei disordini che creavano, nell’anno 41 n. e. da un decreto dell’imperatore Claudio. Per avere un’idea dell’attività rivoluzionaria, alla quale corrispondeva una reazione uguale e contraria da parte dei romani, basti dire che, secondo quanto afferma lo storico Filone, soltanto nella città di Alessandria vi furono negli anni quaranta oltre cinquantamila esseni uccisi dai romani quali “attivisti”. Questo numero cosí elevato di «martiri» di cui tutti gli storici parlano, che potrebbe sembrare esagerato, viene spiegato dal fatto che le comunità essene erano arrivate a essere numerosissime per via delle migliaia di emarginati che continuamente si convenivano dal “paganesimo” al movimento rivoluzionario, soprattutto per quel vitto e alloggio che veniva loro garantito, vitto e alloggio che venivano usati per attirare gli affamati e i diseredati − come il ragno costruisce la tela per catturare le mosche. La prima rivolta dell’era messianica (7 n. e.) scoppiò l’anno successivo alla destituzione di Archelao dal trono di Gerusalemme, in seguito a un censimento che Sulpicio Quirino, legato di Siria, aveva ordinato a scopo fiscale, essendo divenuta la Palestina tributaria dell’erario in seguito alla sua annessione a Roma come provincia dell’impero. Approfittando dello scontento generato dall’imposizione delle tasse e di quella esaltazione che aveva provocato presso il popolo ebraico la profezia di Giacobbe, che annunciava l’imminente avvento del messia, Giuda e i suoi rivoluzionari – «seguiti da un popolo che riunirono per la rivendicazione della libertà», come scrive Giuseppe Flavio – attaccarono le legioni romane di stanza in Palestina con tanta violenza da costringerle a ripiegare in Siria, dove rimasero finché, raggiunte dai rinforzi inviati da Quintilio Varo, ripresero i combattimenti. Il conflitto, protrattosi per circa un an84

no, in un alternarsi di successi e insuccessi di entrambe le parti, terminò con la sconfitta dell’esercito esseno in seguito alla morte di Giuda, figlio di Ezechia, detto il galileo. Questa guerra, che viene ricordata come «rivolta del censimento», avendo dimostrato ai rivoluzionari che le legioni di Roma potevano essere battute, riconfermò nel partito nazionalista giudaico la determinazione a proseguire la lotta secondo il piano espresso nel Rotolo della guerra, che poneva nella sua prima fase l’espulsione dei romani dalla Palestina. Rinvigoriti cosí nella certezza di pervenire alla vittoria finale contro Roma, proseguirono nella preparazione di quella che doveva essere la “madre di tutte le battaglie”, imponendo l’ideologia rivoluzionaria attraverso una forma persuasiva affidata ai nazir, che attiravano pacificamente le masse con le promesse di eternità e con i battesimi, e una politica dissuasiva contro i reticenti, affidata a squadre di terroristi che, per il loro zelo oltranzista, furono chiamati zeloti. Giuda il galileo, detto anche lo zelota, lasciò nove figli, sette maschi e due femmine. Tralasciando le due femmine, delle quali nulla ci è pervenuto oltre che la loro esistenza, mi soffermo a parlare dei sette figli maschi, che furono in realtà i fautori delle rivolte messianiche. I loro nomi erano: Giovanni (primogenito), Simone, Giacomo, Giuda, Giacobbe (Taddeo), Giuseppe e Menahem. Morto Giuda nella «rivolta del censimento», il ruolo di capo rivoluzionario fu affidato a Giovanni quale primogenito. Anche lui, benché fosse nato a Gamala in Golanite, città natale della sua famiglia, fu chiamato «galileo» nel significato che questo appellativo aveva assunto di rivoluzionario, per via del fatto che era dalla Galilea, dove risiedeva il grosso dell’esercito rivoluzionario, che partivano le rivolte e, siccome era un nazir, fu chiamato anche nazireo, come d’altronde venivano chiamati tutti quelli che avevano frequentato il corso di nazireato. Per quell’indottrinamento perfetto che doveva avere un erede al trono di Gerusalemme quale discendente della dinastia degli Asmonei, ricevette anche la formazione di rabbi (maestro), come suo padre Giuda e suo nonno Ezechia. Avendo riscontrato nella rivolta del censimento quanto fosse importante la partecipazione della popolazione, gli esseni decisero di affidare a Giovanni tutta una campagna preparatoria tendente a coinvolgere le masse alla rivoluzione, suscitando in esse odio e risentimento contro i romani e i loro alleati, che erano all’origine delle loro sofferenze. Dopo circa tre anni di prediche e di sermoni rivolti a quella categoria di diseredati che il bisogno rende particolarmente ricettivi alla speranza di ricevere dal cielo ciò che non ottengono sulla terra, Giovanni concluse il ciclo di prediche a Gerusalemme, dove un esercito di trentamila guerriglieri era in attesa per dare inizio alla rivoluzione. Ma tutto andò a monte per il tempestivo intervento delle truppe romane, che sorpresero i rivoluzionari mentre si accingevano a partire per attaccare. Giovanni fu catturato, processato e condannalo alla crocifissione. Al posto di Giovanni subentrò il fratello Simone, che prese il comando della comunità di Gerusalemme insieme al fratello Giacomo, i quali, a loro volta furono ambedue crocefissi nel 46 n. e. dal procuratore romano Tiberio Alessandro per la loro attività rivoluzionaria. Questo fatto riportato da Giuseppe Flavio in Antichità giudaiche (XX-3) viene confermato dagli Atti degli apostoli. I due documenti, che concordano su tutto, cioè sulla data, sul motivo dell’arresto e sull’esecuzione di Giacomo, discordano invece su quanto attiene a Simone, perché, a differenza di Giuseppe Flavio che lo vuole ucciso insieme al fratello Giacomo, gli Atti degli apostoli sostengono che si salvò dalla morte per via di un angelo che lo liberò, aprendogli la porta della prigione. (D’altronde se i cristiani non si fossero inventata questa storiella, come avrebbero potuto inviarlo a Roma per farlo diventare il primo papa?) Sempre per attività sovversiva era stato giustiziato l’anno precedente, cioè nel 45 n. e., un altro figlio di Giuda il galileo, cioè Giacobbe, la cui morte viene riportata cosí da Giuseppe Flavio:
mentre Cuspio Fado era procuratore della Giudea un impostore di nome Jacob, che si professava profeta, trascinò le folle a una rivolta, ma Fado lo prevenne, inviando uno squadrone di cavalleria che piombò su di loro all’improvviso: molti furono uccisi e molti presi vivi; fu fatto prigioniero anche Theudas, cui fu tagliata la testa e portata a Gerusalemme.

Morti Giovanni, Simone, Giacomo e Taddeo, dei sette figli di Giuda, figlio di Ezechia, rimanevano Giuda, Menahem e Eleazaro. Di Giuda, ignorandone la fine, si sa soltanto che era uno zelota e

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dopo dieci anni che questi era stato crocefisso. portava scritto un nome che nessuno conosce all’infuori di lui [nella certezza della vittoria sui romani. La disgregazione delle istituzioni conseguente al caos sociale e politico in cui era caduta Roma si rifletté sull’esercito. in un’ora sola è giunta la tua condanna!”» [. sono ricordati ampiamente dalla storia. raffigurate da Belial (demonio). la guerra contro i romani volge talmente a loro favore che già si vedono. Dunque. Gli eserciti del cielo lo seguono su cavalli bianchi. secondo l’ideologia guerriera. conquistare Roma. 2). preparando un’altra rivoluzione. secondo la profezia dell’Apocalisse. paragonata alla Babilonia della corruzione e del peccato. distruggerla e prendere il suo posto nel comando nell’impero. si mostrò imbattibile. 11). gridava a gran voce a tutti gli uccelli che 86 . lutto e fame. che entrò in uno stato di indebolimento tale da portare i giudei a un ottimismo tale da vedersi già entrare trionfanti a Roma. Per questo in un solo giorno verranno su di lei questi flagelli: morte. È lo stesso messia che fu costruito durante la rivolta dei maccabei in seguito all’unione degli spiritualisti con i rivoluzionari. distruggerla e divenire padroni del mondo (monoteismo). 19. ma ancora non ne conoscono il nome]. la cui discesa dal cielo dovrebbe avvenire da un giorno all’altro. il suo avvento è imminente. e. Fallita la rivoluzione che era stata affidata a Giovanni. nel 68 n. per il diritto che gli spettava quale erede al trono di Davide. 6.. Il comando di questa rivoluzione..] poi vidi il cielo aperto. che scoppiò con tutta la violenza propria di un esercito potente e organizzato nell’anno 66 n. È avvolto in un mantello intriso di sangue. come previsto dal Rotolo della guerra. e. sarà bruciata dal fuoco. la morte di Nerone gettò Roma in uno stato di completa anarchia. Un nome porta scritto sul mantello e sul femore: Re dei re e signore dei signori (Ap. e contro gli «angeli delle tenebre» rappresentati dai nemici del loro dio con a capo Roma. ritto sul sole. sotto la guida di questo messia. e del conduttore di eserciti. tenendosi a distanza. come un inno al loro successo finale. fu affidata a Menahem. immensa città. guai. essendo morti tutti i fratelli piú anziani. che si presentava durante gli scontri come un cavaliere bianco che scendeva dal cielo per rendere i rivoluzionari vittoriosi nelle battaglie che combattevano contro Antioco IV Epifane e gli altri sovrani che gli succedettero: [. Tutto ciò che ha preso per la sua gloria e il suo lusso restituiteglielo in tanto tormento e afflizione. Respinse le truppe romane fuori dalla Palestina e rimase praticamente padrona del campo. che prevedeva l’espulsione dei romani dal Vicino oriente grazie alla vittoria riportata su di loro in Palestina. Egli governerà le genti con scettro di ferro.che aveva cercato di ripetere l’impresa del primogenito Giovanni. Gli ultimi due. secondo l’ideologia religiosa. I suoi occhi erano come una fiamma di fuoco.. gli esseni aspettano il messia. I re della terra che si sono prostituiti e hanno vissuto nel fasto con essa piangeranno e si lamenteranno a causa di lei. quando vedranno il fumo del suo incendio. secondo quanto Yahvé aveva promesso: «renderò il regno d’Israele infinito nel tempo e nello spazio e il mio popolo padrone di tutte le nazioni i cui popoli diventeranno sgabello per i loro piedi». E tutto si concluderà. gli fu data una corona e poi egli uscí vittorioso per vincere ancora (Ap. L’armata rivoluzionaria. poiché potente signore è dio che l’ha condannata.]. il partito nazionalista giudaico si accinse a proseguire secondo quanto era stato stabilito nel Rotolo della guerra. e il messia descritto dagli esseni nell’Apocalisse conserva ancora la duplice figura del salvatore spirituale che scende dal cielo. che in seguito ai continui successi si vedevano sempre piú prossimi alla realizzazione di quel loro programma.. [E ancora:] apparve un cavallo bianco e colui che lo cavalcava aveva un arco. retribuitele il doppio dei suoi misfatti. Fu in questo periodo che l’entusiasmo derivante dalla certezza della vittoria li portò a scrivere. ebbero la certezza di pervenire alla vittoria finale quando. e. colui che lo cavalcava si chiamava «fedele» e «verace»: egli giudicava e combatteva con giustizia. con una strage totale di Roma e dei suoi alleati: uno degli angeli che seguivano il cavaliere disceso dal cielo disse [le parole dell’angelo sono dirette ai rivoluzionari e il riferimento è a Roma]: «pagatela con la stessa moneta. Menahem ed Eleazaro. ed ecco un cavaliere bianco.. aveva sul suo capo molti diademi. quei diciannove capitoli della prima edizione dell’Apocalisse nei quali davano libero sfogo al loro odio e alla loro vendetta contro le forze del male.. Siamo nel 68-69 n. vestiti di lino bianco e puro. vedendo i suoi tormenti diranno: “guai. Un altro angelo poi. perfettamente preparata e addestrata. I rivoluzionari. anche se le legioni riprendevano continuamente la battaglia per i rinforzi che ricevevano dalla Siria.

e Tacito. anche se successivi di qualche anno.tanto da recarsi nell’anno 40 n. radunatevi al grande banchetto di dio [il banchetto è la strage dei romani e dei loro alleati]. i quali. che. Nella mia visione vidi allora la bestia [è sempre il profeta che parla] e i re della terra suoi alleati con i loro eserciti radunati per muovere guerra contro colui che era seduto sul cavallo bianco e contro il suo esercito. 87 . furono passati alla spada o crocefissi: sempre Giuseppe Flavio nella sua Guerra giudaica parla di dodicimila crocifissioni. Filone non fa nessuna menzione né di Gesú. Marziale. vedendo svanire ogni speranza. erano ancora in attesa del messia. si fermò a far visita alla comunità essena di Roma. al contrario. Particolarmente significativo è poi il silenzio di Filone alessandrino. erano catturati e crocefissi.. divenuto imperatore e ristabilito l’ordine a Roma. purtroppo per gli esseni... una gran parte degli ebrei fuggí dalla Palestina e dal Vicino oriente per rifugiarsi in Europa. con lo scopo di sterminare definitivamente gli ebrei. Quello che si impone di rimarcare a questo punto è che nell’anno 70 n. Giuseppe Flavio asserisce che le crocifissioni furono tante – parla di una media di cinquecento al giorno – che i romani dovettero sospenderle per mancanza di legni. Cassio Dione e Svetonio. costrinse i rivoluzionari a rifugiarsi dentro le mura di Gerusalemme. i giudei. dai suoi libri. presso la quale rimase ospite per diversi giorni. né dei cristiani. dove formarono quelle comunità che dettero inizio all’espansione ebraica nel mondo occidentale. e. la guerra giudaica determinò praticamente la fine dell’era rivoluzionaria messianica. elessero Menahem. e. riconoscendogli in un estremo atto di fedeltà quei diritti al trono che gli derivavano quale discendente della stirpe di Davide. Tutti furono uccisi dalla spada del cavaliere e gli uccelli si saziarono delle loro carni. prima di rientrare presso la comunità essena di Alessandria di cui faceva parte. Facendo un riepilogo dei fatti accaduti durante l’era messianica che va dall’anno 6 al 70 n. Parimenti non ne fa parola Plutarco.. Durante l’assedio. alla fine della guerra giudaica. le carni di tutti gli uomini. Quelli che non venivano uccisi sul campo. in qualità di storico. storico e filosofo ebreo. cioè da quella sostituzione di Archelao con Coponio al trono di Gerusalemme – che realizzò la profezia di Giacobbe –. compresi i civili. sia pure indirettamente. egli perseguitava in maniera esageratamente feroce. né tutti gli altri. Ma la bestia fu catturata e con essa il falso profeta [Mithra] che alla sua presenza aveva sedotto quanti avevano adorato la sua statua. e. quale appartenente alla corrente religiosa essena. Ma.]. rimarchiamo che nessun passo storico riporta l’esistenza del messia dei cristiani che le sacre scritture affermano essere stato crocefisso nell’anno 33 n. scritti negli anni 40-50 n. le carni dei capitani. dei cavalli e dei cavalieri. poiché egli. che ebbe tanta importanza sulla storia romana nel Vicino oriente. Mangiate le carni dei re. piccoli e grandi» [. che. Gerusalemme fu rasa al suolo in maniera cosí totale come mai era avvenuto in precedenza. Tutti quelli che vi erano dentro. inviò il figlio Tito in Palestina con un esercito cosí poderoso che. Filone era cosí addentro alle vicende del tempo che. L’assedio durò sei mesi. quasi per una rivincita contro quel destino che si era loro messo contro ancora un’altra volta. secondo lui. nella lotta armata. e sotto Ponzio Pilato. – da quanto risulta inconfutabilmente dai fatti e dalla stessa Apocalisse – gli esseni. si può escludere nella maniera piú categorica l’assenza di loro e di Gesú in questo periodo..volavano in mezzo al cielo: «venite. un lògos per giunta essenzialmente spirituale. come tutti gli ebrei. prese. re di Gerusalemme. Anche se il movimento rivoluzionario proseguí. le cose non andarono come le avevano esaltate: Vespasiano. e.presso l’imperatore Caligola per intercedere a favore delle comunità essene che. Non troviamo nessuna menzione di Gesú in Giuseppe Flavio.. trattarono comunque nelle loro opere questo periodo messianico. come vedremo. e. parte all’attività del movimento rivoluzionario. istitutore di Nerone. liberi e schiavi. dopo averli sconfitti in campo. figlio di Giuda e fratello di Giovanni. e. Espugnata. parlando di un lògos che deve ancora realizzare il suo avvento. Ebbene. fu incaricato da Roma di raccontare i fatti accaduti in Palestina durante l’era messianica di cui era stato testimone. quali Seneca. esclude nella maniera piú assoluta ogni forma di realizzazione messianica soprattutto in forma materiale. sparsi sul territorio della Giudea. Per sfuggire alle persecuzioni che seguirono da parte dei romani e dei “pagani”. che visse in Palestina negli anni 65-66 n. le carni degli eroi. durante i quali una parte delle legioni proseguí ad attaccare quei rivoluzionari che erano rimasti isolati.

Eleazaro consegnò come testamento spirituale una copia del discorso che aveva fatto ai suoi guerriglieri prima del suicidio collettivo. quale sua parente. guidò il movimento rivoluzionario con i suoi discendenti. dove venivano riportate le loro «patrie leggi». che. ignora nella maniera piú categorica il processo e la crocifissione di Gesú? In quale altro modo si potrebbe spiegare questo silenzio su Gesú e sui cristiani se non riconoscendo la loro non esistenza. guardiamo gli indiani che seguono i dettami della filosofia. non poteva che terminare con un fallimento. nonostante i suoi miracoli. i nomi dei tanti messia che si succedettero. patriarca di Costantinopoli. comunque. 88 . Giuda (Taddeo). e. salgono sul rogo. Qui risalta come gli esseni. entrata in possesso dei romani e riportata da Giuseppe Flavio nella sua Guerra giudaica. i legionari infuriarono contro gli abitanti. infatti. Nonostante si trovassero di fronte a uno spettacolo simile. mossa soltanto da un ideale. nel 74 n. Che in questo libro. cosí si concludeva: noi che riceviamo nelle nostre case un’educazione informata a questi principi.). della sua vita. riorganizzato un modesto esercito di circa mille volontari. degli avvenimenti e dei miracoli che lo concernono. annunciano agli altri la loro dipartita e non c’è nessuno che cerchi di dissuaderli. dovremmo dare l’esempio agli altri con l’essere pronti a morire. sopportando a malincuore il primo periodo della vita che vedono come un debito da pagare alla natura. E allora evitiamo di provare vergogna nel mostrarci inferiori agli indiani nei pensieri di fronte alla morte e di offendere le patrie leggi che destano l’invidia di tutto il mondo. Eleazaro si rifugiò con i suoi guerriglieri nella città essena di Masada. che capitolò senza opporre resistenza. attaccò di nuovo i romani. nonostante l’adozione dei principi religiosi del culto dei misteri “pagani” riguardanti la resurrezione dell’anima. e. quali Meandro. che ritenevano cosí perfette da essere invidiate «da tutto il mondo».Un’ulteriore smentita dell’esistenza dei cristiani nel I sec. Ritenendo inutile continuare una lotta impari. e. priva com’era di ogni sostegno da parte di un partito rivoluzionario disfatto. dopo averla attentamente studiata per cercare prove confermanti l’esistenza di Cristo. Eleazaro e i suoi seguaci avevano preferito uccidersi. Secondo Giuseppe Flavio si salvarono soltanto alcune donne e bambini. Eleazaro. perché attraverso il fuoco l’anima si separi dal corpo nel massimo stato di purezza [fu in virtú di questa convinzione che l’inquisizione metteva al rogo gli eretici]. una storia degli ebrei. Menahem e Eleazaro. disponendo nella sua biblioteca dell’opera di Giusto di Tiberiade. facendo una vera strage. e non si fa la minima menzione di Gesú. Giacomo. ci viene da un certo Giusto di Tiberiade che scrisse. A una di queste donne. ma tutti si felicitano con loro e consegnano a loro delle lettere per i loro cari già morti. quale contemporaneo all’era messianica. Simone. presi dal desiderio della vita immortale. e soprattutto nel ricordare quella stirpe di Ezechia che. sono concordi circa le rivoluzioni. conclude: in nessuna parte del libro dí Giusto di Tiberiade ho trovato il piú piccolo riscontro che parli della nascita dí Cristo. n. Dosidee e tanti altri. Che dire poi della biografia di Ponzio Pilato. cognato di Giovanni di Gamala. dal momento che tutti gli storici li ignorano? Quegli storici che. nonostante la tremenda sconfitta subita nella guerra giudaica e le persecuzioni a cui erano sottoposti gli esseni. la sua crocifissione. andato distrutto (e possiamo immaginare per opera di chi) non vi sia nessun riferimento a Gesú lo sappiamo da Pfotius. quale pretendente al trono di Gerusalemme. la sua resurrezione e tutti quei fenomeni che l’accompagnarono? La risposta è semplice: non potevano parlare di un qualcosa che non era esistito! Morto Menahem. considerano beati coloro che con la morte raggiungono la condizione dell’immortalità. Perché in tutti i libri dell’epoca si parla di Giuda il galileo e dei suoi figli Giovanni. Dopo aver raccolto tutti i messaggi. invece. dopo un breve riassunto sull’ideologia essena. Giacobbe. Ma la sua rivolta. se volessimo ricevere una conferma prendendo l’esempio dagli stranieri. pur riportando ogni dettaglio dei fatti riguardanti il periodo in cui era stato procuratore della Giudea (26-36 n. le numerose conversioni dei “pagani” all’ideologia essena. e mentre sono afflitte per se stesse perché rimangono in vita. trovarono tutti i rivoluzionari morti. Costoro. Sconfitto al primo urto. erano rimasti fedeli al Deuteronomio. la quale. Le persone maggiormente care usano accompagnare costoro che partono per il lungo viaggio. scritta su incarico dello stesso Pilato. Questa lettera. anziché arrendersi e consegnarsi ai nemici. senza che abbiano mali che li affliggano o condizioni che li costringano a morire. non vedono l’ora di liberare le anime dai corpi. i martiri esseni. essendo gente di prim’ordine. Quando i romani entrarono.

poiché. nelle persone di sant’Anacleto (76-88 n. affidata al messia Bar Kocheba − secondo alcuni storici discendente della famiglia di Ezechia −.. di fronte all’evidenza dei fatti. in un susseguirsi di alterne vicende. costruendosi le prove o falsificando i documenti esistenti. Basterebbe riportare le falsificazioni operate da Eusebio. e. stando a quanto poi Eusebio stesso dice in un’altra parte del libro. se pensiamo che Domiziano avrebbe potuto sapere tutto sui cristiani senza bisogno di scomodarsi a mandare un incaricato fino alla Giudea. E perché Gerusalemme sparisse dalla memoria quale centro del mondo giudaico.). il movimento rivoluzionario. disponendo di un poderoso esercito. compreso Simone Pietro. Però. hanno prodotto l’effetto opposto a quello che i falsari si erano prefissi di raggiungere. cercò di riparare. Roma era già affollata di cristiani al tempo in cui Domiziano era imperatore (81-96 n. prevenuto il suo attacco affrontandolo con i soldati romani. si era dissociata dal partito nazionalista. Passati gli uomini a fil di spada e sgozzate tutte le donne e i bambini. e il messia dei giudei risulta ancora lontano da venire.. avvenuta durante l’era messianica. vescovo di Cesarea (314-340 n.). per renderci conto di cosa siano stati capaci i cristiani per sopperire alla mancanza di una documentazione storica. derivante dalla mancanza di testimonianze che potessero sostenere le sue affermazioni. che dichiarò apertamente di essere lui il messia che i giudei aspettavano. e tutto il popolo collaborò alla difesa. una volta scoperte. e sui quei cristiani la cui esistenza non emerge da alcun documento. tra tanto silenzio storico riguardo l’esistenza di Gesú. si inventò l’incendio di Roma che attribuí a Nerone. terminò dopo tre anni con la caduta di Gerusalemme (135 n. da essere già al terzo e quarto papa. rialzata la testa dopo la disfatta del 70 n. Siamo arrivati al 132 n. quando.) e san Clemente (88-97 n. Nello stesso Talmud troviamo scritto a proposito di questo sterminio: la desolazione entrò in Gerusalemme tanto che gli sciacalli presero possesso degli spazi dove prima esisteva il tempio dedicato al santo dei santi. oltrepassa ogni limite del buon senso. che cosí viene ricordato nelle Antichità giudaiche: arrivò in paese un ciarlatano che. a battere i romani e a farsi signore del popolo con l’aiuto dei sui seguaci in armi. consapevole della gravità di questa lacuna storica. troviamo un passo interessantissimo nelle Antichità giudaiche di Giuseppe Flavio che. e. Il che è un’ulteriore conferma del silenzio storico su quel Gesú che la Chiesa sostiene essere morto sulla croce nell’anno 33 n. riorganizzando un esercito che attaccò di nuovo le truppe romane nel 132 n. Felice. l’imperatore Adriano dette ordine di distruggere Gerusalemme sí da non lasciare di essa pietra su pietra e di sterminare quanti vi fossero stati trovati dentro. e. perché i martiri esseni potessero passare per martiri cristiani – e tante altre menzogne che a scriverle tutte non basterebbe un libro. Deciso a porre termine alle velleità rivoluzionarie giudaiche. La Chiesa. e. e. menzogne che in realtà. li guidò sul Monte degli ulivi e di lí si preparava a piombare su Gerusalemme. non sono che il risultato di una pura invenzione. La Chiesa manomise i passi piú compromettenti di Giuseppe Flavio. e. avvenuto lo scontro. oppure inventandoseli di sana pianta – come quella corrispondenza composta di dieci lettere intercorse tra Paolo di Tarso e Seneca. per quanto possa essere stato contraffatto. sempre secondo le menzogne della Chiesa. e. raccolse una turba di circa trentamila individui che si erano lasciati abbindolare da lui.). se Bar Kocheba si può permettere di dichiararsi tale. precettore di Nerone. riprese a perseguire il programma espresso dal Rotolo della guerra. la corrente religiosa. tornata autonoma sulle sue primitive posizioni spirituali. un messia ritornato espressamente guerriero. sotto il comando di un certo Bar Kocheba.) – quello chiamato dagli storici «il falsario» per antonomasia –.Anche se con la morte di Eleazaro ebbe termine la discendenza di Giuda il galileo. riportata da Eusebio di Cesarea nella sua Storia ecclesiastica per provarne l’esistenza. sconfessando ogni ideologia basata sulla violenza. L’inchiesta fatta da Domiziano sui cristiani della Giudea per sapere chi fossero. Ma un’altra cosa posso asserire ancora con certezza: i primi undici papi dichiarati dalla Chiesa. 89 . Il passo in questione riguarda la comparsa. di un misterioso personaggio di origine egizia. che oggi gli stessi teologi. sí che. si trasformò in una guerra che. dandole quello di Aelia Capitolina. prefetto della Giudea. guadagnandosi la fama di profeta. e. e. fu distrutto tutto ciò che faceva riferimento al mondo ebraico. dopo la disfatta del 70. Adriano cambiò a essa anche il nome. e cosí già organizzati. può metterci sulla strada giusta per scoprire chi fosse realmente il messia dei cristiani. La rivolta.. sono costretti a riconoscere non essere mai esistita.

dei Medici. che non si sa da dove fossero usciti fuori. ambasciatore di Spagna al Vaticano. Trovando in questo fatto delle analogie con la rivolta. figlio di Giuda il galileo? Escludendo ciò che potrebbe rispondere la Chiesa. come vedremo. Se cosí fosse. nei confronti di Gesú Cristo: spingeva la sua irriverenza fino al punto di affermare che Cristo non era altri che il sole. il costruttore di santi. nella seconda metà del II sec. che gli esseni affidarono a Giovanni. la cui esistenza. o meglio ancora d’Iside. Mi sembra assurdo che uno storico serio e metodico come Giuseppe Flavio viene dichiarato dagli studiosi. sia arrivato. per giunta straniero. Ma questi segreti si portano nella tomba! 7 Quando è stato steso il presente testo. per giunta incaricato da Roma di redigere i fatti inerenti la Palestina (fatti di cui oltretutto i romani erano a perfetta conoscenza). che corrisponde al solstizio in cui avvenne la nascita di Mithra. Leone X. le tre cose attribuite all’astro della luce. affrontavano la morte sorridendo ai loro carnefici. papa dal 1513 al 1521. incenso e mirra. che tanto hanno fatto per far sparire dalla storia gli esseni – quegli esseni che dicono di non conoscere – e per nascondere dietro l’«egizio» quel Giovanni che risulterà. come lo fa venire dal nulla. di questo Gesú la cui esistenza è stata negata dall’infallibilità di altri papi. un giorno dichiarò al cardinale Bembo: tutti sappiamo bene quanto la favola di Cristo abbia recato profitto a noi e ai nostri piú stretti seguaci. riguardante il comportamento di Paolo III. Giovanni Paolo II. erano state prese come allegorie per determinare la nascita di Cristo. la prima cosa che ci viene da pensare è che si tratti della stessa insurrezione. sulle basi dell’ideologia essena. Che Gesú non è mai esistito i primi a saperlo sono proprio loro. come sostenitore di una politica distensiva tra gli i giudei e i romani. anch’essa fallita. Egli diceva ancora che l’adorazione dei magi non era altro che la cerimonia nella quale i preti di Zarathustra offrivano al loro dio oro. i preti (mi riferisco essenzialmente a coloro che occupano le alte cariche nella gerarchia ecclesiastica e non ai curati d’Ars). le ipotesi sono due: o è stato Giuseppe Flavio che. per lui. per deresponsabilizzare i giudei. a pensare che potesse apparire credibile che un truffatore anonimo. L’era messianica appartiene esclusivamente ai seguaci e ai martiri del partito nazionalista giudaico. n. perché Giuseppe Flavio ne attribuisce il comando a un certo «egizio». essere colui che hanno trasformato nel Cristo salvatore. La maggior parte dei suoi seguaci furono catturati o uccisi mentre tutti gli altri si dispersero. ha voluto discolpare il partito nazionalista giudaico. non posso che sostenere la seconda ipotesi. adorato dalla setta mitraica. questi martiri esseni. che dovevano eliminare dai documenti ogni traccia di Giovanni.. che. la sua convinzione era che non era mai esistito.. oppure. Egli sosteneva che la costellazione della Vergine. invece di dire chiaramente che a condurla fu Giovanni. E ancora piú esplicita su questo argomento è la testimonianza di Mendoza. alla fine del mio libro e in maniera inconfutabile. Dal momento che tutti i rivoluzionari erano impegnati alla causa essena. Sono questi seguaci. Egli osava dire che non c’era nessun documento valido per dimostrare l’esistenza di Cristo. Egli spiegava le allegorie della sua incarnazione e della sua resurrezione. la quale ha tutto l’interesse a negare l’esistenza di Giovanni. sarei curioso di sapere cosa pensa nel suo intimo il papa attuale 7 . come hanno trasformato Mithra nel loro logos. tutto è dipeso da un’ennesima contraffazione operata dai falsari cristiani. cioè la falsificazione del passo da parte dei cristiani. papa dal 1534 al 1549. per cui Mithra e Gesú erano lo stesso dio. A questo punto.. e che. mettendo in parallelo Cristo e Mithra. in seguaci e martiri di un cristianesimo che si stava formando allora. quell’infallibilità garantita dallo spirito santo . scaricando la responsabilità della rivolta su un anonimo «egizio» che. rappresentato nel “paganesimo” sotto la forma di montone e di agnello. avrebbe reso impossibile la costruzione della figura di Gesú. e Giove Ammone. avesse potuto riunire (abbindolare) e armare trentamila guerrieri. e.l’egizio riuscí a scappare con alcuni pochi. altrettanto lo fa sparire. 90 . impregnati dell’ideologia esseno-zelota. che saranno trasformati.

in cui l’eroina tagliava la testa a Oloferne. per nulla intimoriti dalle persecuzioni che sempre piú si accanivano contro di loro. perché. ciascuna secondo la propria ideologia. le legioni romane di stanza in Palestina. e i religiosi quello sacerdotale del predicatore. soltanto apparente. per l’odio che avevano accumulato contro questa specie di ribelli che. Sia per evitare le persecuzioni. sia da parte dei romani che da parte delle popolazioni. A Efeso e ad Alessandria. soffermiamoci sulla breve storia del movimento rivoluzionario. erano stati causa di tanti lutti e sofferenze. In questo libro. furono massacrati oltre centomila ebrei. dove c’era una della maggiori concentrazioni di comunità essene. non avendo i presupposti per competere con la potenza militare romana. in seguito all’incoraggiamento ricevuto da questo libro.. in cui morí suicida Eleazaro. I rivoluzionari di Gerusalemme. riprendiamo con quella riguardante il movimento spiritualista. che permetteva. anche ai piú vili. prima di parlare della corrente religiosa che sarà quella che determinerà l’avvento del cristianesimo. In questo clima di astio e di disprezzo collettivo. con le loro continue rivolte e azioni di terrorismo. duecentosessanta anni prima. i massacri non furono comunque inferiori a quelli della Siria.GLI ESSENI DOPO IL 70 Finita la guerra giudaica con la disfatta dell’esercito rivoluzionario e la distruzione di Gerusalemme. gli esseni della corrente religiosa si dissociarono dai rivoluzionari. cosí nell’impero. e. c’era un incitamento a riprendere il combattimento contro quel Belial e quei kittim la cui distruzione era prevista dal Rotolo della guerra. Fu cosí che i rivoluzionari. le due correnti continuarono in forma autonoma a perseguire nel loro programma di conquista dell’impero. anche se sospesero le circoncisioni. ancor piú che i romani. le persecuzioni romane. come abbiamo visto nel capitolo precedente. in lealtà conservarono le leg91 . Terminata la guerra del 70. Finita cosí la storia guerriera del partito nazionalista giudaico. riuscirono a ricostituire un esercito di combattenti che permise loro di attaccare di nuovo. Ma. terminata. il quale. ritornati alla ribalta soltanto quattro anni dopo la disfatta del 70 con quella modesta rivolta di Masada. gli spiritualisti. ritornando ideologicamente indipendenti come lo erano stati prima della rivolta dei maccabei. Ripresosi cosí ciascuno il proprio messia. non poteva che essere destinato al fallimento. La rivolta. portandolo alla vittoria finale. sia per la sfiducia che sempre avevano conservato di pervenire alla vittoria finale attraverso la violenza. con la distruzione di Gerusalemme. separatisi in maniera decisa e netta dai rivoluzionari. le masse popolari. Fu durante questo periodo che gli ebrei vennero sottoposti a processi con l’accusa. pose termine a quel movimento rivoluzionario che era stato fondato da Mattatia. di mangiare bambini durante i loro riti religiosi. Soltanto in Siria. Un’estraneità. certamente falsa. A rinvigorire il loro entusiasmo nazionalista contribuí in maniera decisiva un libro sacro intitolato Giuditta (il nome Giuditta simboleggiava la Giudea). prendendo come spunto l’offesa che l’imperatore Adriano aveva loro recato facendo innalzare una statua di Giove capitolino nel tempio di Gerusalemme. adottarono la lingua greca e cercarono di rendere i loro riti il piú possibile simili a quelli del dio Mithra. nell’anno 129 n. Come in Palestina. però. come in tutte le altre città del Vicino oriente. si scagliarono contro gli ebrei con tale furore da determinare un vero e proprio genocidio. cominciò una vera e propria caccia all’uomo. nel quale si parlava di una vergine che salvava il popolo di dio dall’oppressore. ripresero la loro lotta ideologica contro il sincretismo “pagano”. ostentando un comportamento pacifista che li facesse apparire il piú possibile estranei a ogni coinvolgimento con il movimento rivoluzionario e con tutto il resto del mondo ebraico. affidata al messia Bar Kocheba. di accanirsi contro i perseguitati. che fino allora si erano rivolte specificamente contro i seguaci del movimento esseno. che riconfermava la certezza della vittoria finale del bene sul male. personificazione dei nemici di dio. vennero estese contro tutti gli ebrei di qualsiasi partito o credo religioso. i rivoluzionari quello dell’uomo conduttore di eserciti. perseverarono nel progetto che prevedeva la distruzione di Roma. spesso in esecuzioni collettive che venivano offerte al popolo come spettacolo negli anfiteatri o su patiboli eretti nelle piazze e nelle strade.

di malviventi ricercati per reati politici e comuni. provenienti dalla feccia peggiore del mondo “pagano”. gli esseni intensificarono la loro propaganda di espansione. spogliato della sua natura umana di guerriero conduttore di eserciti. consolazione agli afflitti e protezione ai latitanti con quel battesimo che permetteva di cambiare nome. La spiegazione teologica per giustificare questo messia dalla duplice figura. però. imponendosi sempre piú sulle altre religioni. cioè a coloro che avrebbero seguito i suoi precetti. Schierandosi apertamente contro i rivoluzionari. La cosa migliore per 92 . Come giunsero alla costruzione del loro messia spirituale possiamo comprenderlo dai quattro capitoli (i primi tre e l’ultimo) che aggiunsero nel 95 n. riuscirono cosí bene nell’intento che avevano di apparire pacifisti. si rifugiarono sulla terra. di falliti e. il conduttore di eserciti capace delle stragi piú efferate. che nelle battaglie dei maccabei era stato presentato sotto forma di visione celeste. quella definizione essenzialmente spirituale che doveva competere con i sotères dei culti dei misteri e soprattutto con il mazdeismo. continuavano a perseguitarli.gi del Pentateuco come base della loro vita sociale. Come conseguenza. Il salvatore guerriero sterminatore di nemici. ci sarà un posto nel quale potrà ritirarsi e rifugiarsi restando salvo (Es. compreso l’omicidio. messa da parte ogni diffidenza che nel passato li aveva resi cauti ad accettare proseliti. è bene conoscere l’espediente a cui precedentemente era ricorso il movimento rivoluzionario. la stessa battaglia tra il male e il bene. e. Garantendo vitto e alloggio ai diseredati. cosí questa politica di espansionismo. potesse realmente assumere il ruolo di un messia umanizzato. avevano concesso. una beatitudine eterna. che le comunità dettero la definizione teologica al loro salvatore. prendendo dell’uomo soltanto le apparenze. che sarebbe disceso sulla terra per dare inizio a una nuova era di benessere e di giustizia. da ricevere dai romani stessi protezione contro le popolazioni che. cioè come fosse possibile che quel cavaliere dal mantello rosso cavalcante un cavallo bianco. elargendo al massimo le concessioni che già avevano praticato in precedenza per attirare le masse alla loro ideologia. aprirono con tanta facilità le porte a quanti volevano far parte delle loro comunità da ammettere. In molte ekklesíe. se risultò positiva per il numero dei proseliti che riuscí ad attirare. Ma. Dopo appena venticinque anni che si erano separati dai rivoluzionari. Fu in questi ambienti. ma che dio gli ha fatto incontrare. 21. inseguiti dagli «angeli della luce». che. a quella prima edizione che nel 69 n. per colui che non ha teso insidia. soprattutto dal mondo “pagano”. Per comprendere come la corrente religiosa riuscí a costruirsi un salvatore essenzialmente spirituale. per quella legge del Pentateuco che concedeva il perdono all’omicida se nell’azione non c’era stata premeditazione: colui che colpisce a morte causando la morte è messo a morte. li troviamo in attesa di un messia del tutto differente da quello che avevano concepito precedentemente durante la guerra giudaica. la trassero da quella immagine spaziale da cui la religione avestica aveva fatto partire la creazione dell’universo: lo stesso toro (ora drago) cosmico. Praticamente. soprattutto. il messia dalla duplice figura della prima edizione dell’Apocalisse. il numero di questi convertiti all’ideologia essena. di cui loro stessi avevano fatto parte. come quelle di Antiochia e di Tarso. e. composti da giudei e da convertiti di origine “pagana”. anche chi aveva commesso i delitti piú gravi. cioè in un lògos che avrebbe svolto la sua missione sulla terra. stava realizzando il sincretismo nel dio Mithra. potesse prendere il comando del loro esercitò in qualità di uomo. era stato trasformato in una stella radiosa del mattino. le comunità essene si riempirono di barboni. che viveva in cielo come entità spirituale. come in tutte le cose c’è il «pro» e il «contro». desiderosi come erano di porre fine ai disordini. continuando a considerarli comunque sempre degli ebrei. fu cosí elevato da costituire la parte piú numerosa dei loro componenti. come una legione straniera. alla prima edizione dell’Apocalisse. avevano loro stessi redatto insieme al movimento rivoluzionario. la stessa sconfitta degli «angeli delle tenebre» che. e garantire agli uomini di buona volontà. 12-13). di avventurieri. fu trasformato in un salvatore essenzialmente spirituale. per giustificare come il loro messia. tanto da divenirne i primi accusatori. Forti di questo appoggio che i romani. non lo fu altrettanto per ciò che riguardava la loro qualità.

Se questo fu l’espediente che il partito nazionalista giudaico usò per dare al messia guerriero una natura umana. Menahem re d’Israele. 12]. Ma come sostenere che il loro messia – a differenza dei sotères “pagani” che si erano incarnati – avrebbe potuto svolgere la sua missione di predicatore senza diventare un uomo? Prendendo allora come base il concetto del filosofo Filone. gloria e regno. come lo sono tutti gli altri della Bibbia – appare. giunse fino al vegliardo [dio] e fu presentato a lui. Caligola. possiamo riassumere il tutto in un quadro che vede i rivoluzionari ritirarsi nel deserto per preparare quella rivolta che stanno combattendo contro Roma. le dieci corna sono i dieci re che facevano parte della coalizione alleata a Roma – cfr. La donna invece fuggí nel deserto dove dio le aveva preparato un rifugio perché fosse nutrita per 1. Il profeta Daniele – certamente un personaggio immaginario. risolsero il problema ricorrendo a una visione che aveva avuto un certo profeta Daniele – la cui persona appare cosí oscura da risultare una favola nella favola. cercando di sopprimere il loro messia. deportato da Nabucodonosor. destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro [scettro di Davide] e il suo figlio fu subito rapito verso dio e verso il suo trono [la convinzione dei giudei è che il messia. era risalito in cielo. simile a un figlio di uomo. attraverso questa spiegazione. a dimostrare la parte umana del loro messia. risalito in cielo con il corpo che aveva assunto nascendo sulla terra. trovandosi dopo la guerra del 70 di fronte un mazdeismo che. cioè in un futuro senza scadenza. con la luna sotto i piedi e sul capo una corona di dodici stelle [sono le dodici tribú d’Israele].260 giorni. Fu per questa convinzione che. le sette teste si riferiscono ai sette colli su cui è edificata Roma e ai sette imperatori che si succedettero nell’era messianica. che sosteneva un lògos privo di natura umana. rappresentano quel periodo di attesa di quaranta anni che i rivoluzionari esseni sostennero nel deserto dell’Engaddi per preparare quella guerra che stavano combattendo contro Roma]. Nel frattempo erano passati due secoli e la situazione nel mondo delle religioni aveva avuto dei forti mutamenti. come lo era prima che si unissero alla rivolta dei maccabei. tra le tanti visioni che la Bibbia attribuiva a questo Daniele ce n’era una che si esprimeva cosí: guardando ancora nelle visioni notturne.260 giorni [questi 1. nonostante le cose si fossero messe male in seguito all’intervento di Tito. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso con sette teste e dieci corna [questo drago simboleggia Roma che si oppone alla realizzazione del loro programma. per farla breve. Se prima della rivolta dei maccabei avevano basato il loro concetto messianico su un avvento che si sarebbe realizzato in un futuro di là da venire. Giulio Cesare. non potendo svolgere la sua missione poiché Roma che glielo impediva. Era incinta e gridava le sue doglie [l’imminenza del parto esprime la certezza che avevano i giudei sulla prossimità dell’avvento del messia annunciato dal profeta Giacobbe]. Nel cielo apparve una donna [simbolicamente rappresenta il mondo giudaico] vestita di sole.dimostrare come riuscirono a dare un corpo umano al loro messia attraverso questo plagio è di riportare il passo dell’Apocalisse che lo riguarda (cap. Claudio e Nerone. In sintesi. Ottaviano Augusto. che gli diede potere. Tiberio. rimaneva in attesa di scendere come uomo per mettersi alla testa del loro esercito. cioè Pompeo. li avrebbe presto divorati. 93 . decisero di annunciare che i tempi dell’attesa si erano compiuti e che il messia sarebbe presto disceso sulla terra per dare a ciascuno la giusta retribuzione. uno. cosí misterioso e confuso nella sua entità che la stessa Chiesa. da parte sua. che la donna passa nel rifugio. divenuto religione di Stato. in un’altra ritiene possibile che sia stato invece un giudeo che. seguitarono a combattere. Essa partorí un figlio maschio. intanto che il messia. il suo potere è un potere eterno che non tramonta mai. non sapendo spiegare chi fosse. vediamo ora quale fu quello a cui ricorse la corrente religiosa per rendere il loro messia di nuovo un predicatore essenzialmente spirituale. nella certezza che da un giorno all’altro sarebbe uscito fuori il condottiero che li avrebbe portati alla vittoria finale. mentre in una versione dice che potrebbe essere stato un personaggio di origine fenicia vissuto in un’epoca compresa tra il diluvio e Giacobbe (lasso di tempo comprendente 600 anni). in un’ultimo attimo di speranza elessero. della comunità di Alessandria. Giunti cosí. infatti. già nato sulla terra come uomo. Insomma. e il suo regno è tale che non sarà mai distrutto. sulle nubi del cielo. tutti i popoli. dove era rimasto in attesa di ridiscendere come loro condottiero]. riscosse grande successo presso la corte di Babilonia per le capacità di interpretare i sogni del re. durante gli ultimi sei mesi che passarono assediati dentro Gerusalemme. 17-9. Ap. 12). ecco apparire. nazioni e lingue lo servivano. [… Il] drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato.

pronta come una sposa adorna per il suo sposo. ma come «uno. perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c’era piú [si riferisce al mare di sangue della prima edizione]. a praticare la teofagia. generatisi in seguito.. n. Poi il messia mi disse: «ecco. traendo la sua origine dalla volontà di dio. poiché il lupo perde il pelo ma non il vizio. Una voce potente uscí dal trono: «ecco la dimora di dio. in una punizione eterna dopo la morte: ma per i vili e gli abietti. che invece si limitarono a imitare attraverso quel rito che si riduceva a una semplice benedizione del pane e del vino rosso dolce da parte del sacerdote prima della consumazione dei pasti. veniva eguagliato a Mithra. daranno origine alla figura di Gesú. prendendo dell’uomo soltanto le apparenze. simile a figlio di uomo».. procedeva da Aura Mazda. si tramutarono. Io verrò presto e porterò con me il mio salario per rendere a ciascuno secondo le sue opere. dal momento che il profeta Daniele aveva dichiarato di averlo visto nella sua visione non come un uomo. il quale. Non vi sarà piú maledizione. essa dava comunque la possibilità agli esseni spiritualisti di poter sostenere due cose: la prima. Ma. Cambiato cosí il messia guerriero e rivoluzionario in salvatore spirituale. nella seconda. come avveniva nel culto dei misteri. la seconda. che il loro messia. fu trasfigurata in una città santa: vidi un nuovo cielo e una terra nuova. Gli esseni ripresero tutto dalle religioni “pagane”. avrebbe potuto portare i romani a diffidare di loro. né lutti. secondo la religione avestica. se lo aveva detto Daniele in qualità di profeta. come a- 94 . compresa Gerusalemme che. sostenendo come messia un uomo guerriero. Fu cosí che gli esseni. previste nella prima Apocalisse. il messia non è ancora arrivato]. il tempo in cui si verificheranno queste cose è vicino [si rimarchi che nel 95 n. Io sono la radice della stirpe dí Davide. di conseguenza trasformarono in un nuovo programma pacifico tutto ciò che nell’Apocalisse del 69 costituiva invece un piano di distruzione e di violenza. né lamenti. e dal momento che i profeti parlano per ispirazione divina. meno che il sacramento dell’eucarestia. e. Le foglie dell’albero servono a guarire le nazioni. concepito un lògos prettamente spirituale. io verrò presto. non poteva essere che cosí: il loro messia. Vidi anche la città santa. E ancora in un altro passo: in mezzo alla piazza di Gerusalemme [la piazza dove precedentemente vegetava solo odio e vendetta] ora c’è un albero di vita che dà dodici raccolti [le tribú d’Israele] e produce frutti ogni mese. Dunque. non vi sarà piú la morte. da capitale dell’odio e della vendetta. apportatore di pace e di benessere. né affanni [riferimento alle stragi previste dalla prima Apocalisse] perché le cose di prima sono passate» . gli immorali. e. la radice dell’atavico odio ebreo verso il resto del mondo era rimasta in loro inalterata. gl’increduli e gli omicidi. la stella radiosa del mattino». Saranno divorati da un fuoco che scenderà dal cielo e quindi gettati insieme al demonio che li aveva sedotti nello stagno di zolfo e di fuoco dove già si trovano la bestia [Roma] e il falso profeta [Mithra]. 2) Evitare quel sacramento dell’eucarestia che li avrebbe costretti. ma come «uno» che dell’uomo avrebbe preso soltanto le parvenze. entrarono nel II sec. che egli avrebbe potuto svolgere la sua missione sulla terra. assicurando l’imminente arrivo di un salvatore apportatore di una nuova età di benessere. scendere dal cielo. quel messia che dio avrebbe inviato sulla terra per costituire un regno eterno. Se riprendo a parlare del lògos che gli esseni trassero dalla visione di Daniele. che. gli idolatri e tutti i mentitori è riservato lo stagno ardente di fuoco e di zolfo. essendo una conseguenza dell’incarnazione. la nuova Gerusalemme.Anche se sono molti coloro che sostengono che questa visione fu aggiunta nella Bibbia dopo il 70. lo faccio perché è di particolare importanza conoscerlo bene. per quanto cercassero di apparire pacifici e miti. da dio. dipendendo da esso tutti quei contrasti gnostici che. si sarebbe presentato agli uomini non come uomo. Le stragi terrene.. sopratutto da quella mithraica. I motivi per i quali nel 95 gli esseni spiritualisti respinsero il concetto di un lògos dalla natura umana furono principalmente due: 1) evitare ogni analogia con il partito rivoluzionario che. Dio dimorerà tra gli uomini e tergerà ogni lacrima dai loro occhi.

In questo capitolo i redattori. quella che difendeva il messia spirituale e quella che lo voleva umanizzato. questo problema. lo stesso caso che precedentemente aveva portato i giudei a credere che la sconfitta dell’esercito giudaico da parte del re Areta fosse dipesa da una punizione inviata da dio in seguito all’uccisione di Giovanni Battista voluta da Erode Antipa. gettandoli in uno stagno di fuoco e di zolfo. fino allora l’avevano aspettato. come i sotères “pagani”. Che ci fossero già delle discordie su questo argomento in seno alle ekklesíe essene sin da prima che uscisse la seconda edizione dell’Apocalisse. viene confermato da uno di quei quattro capitoli che furono aggiunti nel 95. Si ripeté. appunto per non aver riconosciuto il salvatore che egli aveva inviato. mentre. la figura di un messia già esistito. Ma come era stato possibile che non lo avessero rilevato? Come era potuto accadere che non si fossero accorti che il messia era stato in mezzo a loro? E a quest’altra ennesima domanda che posero gli avversari nelle loro critiche. Coloro che si opposero furono. dicendo loro di non lasciarsi tentare dai nicolaidi − che erano i seguaci di un certo Nicola di origine “pagana” −. Ma purtroppo non tutti gli appartenenti alle comunità essene si mostrarono disposti a seguire questa teoria. in realtà. se avessero continuato a lottare contro un sincretismo sostenuto da religioni che promettevano la vita eterna attraverso la garanzia di sotères che avevano già effettuato la loro missione. fosse già disceso sulla terra. quali quelle di Sardi. sia la “spiritualista” che la “materialista”. cercarono di imporre ai giudei un messia secondo i concetti dei culti dei misteri. con un messia che doveva ancora scendere sulla terra. Ma. dal momento che lo aveva predetto il profeta Isaia: egli [il messia]. i redattori dell’Apocalisse altrettanto incitano l’ekklesía di Pergamo di non ascoltare una certa convertita di nome Iezabele la quale. che sostenevano un messia materializzato secondo i culti dei misteri. però. Impregnati come erano dei principi “pagani”. Come conseguenza di questo contrasto si formarono in seno alle comunità due correnti. in realtà. quando le altre religioni offrivano ai loro seguaci sotères che si erano già realizzati. quei “pagani” che gli esseni avevano accolto nelle loro comunità. cosí avrebbe castigato con un’eternità di dolore i suoi nemici. erano dei sostenitori della dottrina “pagana” di Baal (Ap. 95 . lo risolsero dando la colpa a se stessi. che negava la materializzazione del messia. dicendo che non era stata altro che una punizione inflitta da dio. come presentare al mondo. Cosí. sarebbe stato come combattere la realtà di un fatto compiuto con l’astrattismo di una promessa. Filadelfia e Laodicea. mettono in guardia gli esseni di razza ebrea dalle influenze che avrebbero potuto ricevere da parte dei “pagani” convertiti. 2). decisero di costruirsi. se fino allora avevano sostenuto che doveva ancora venire? Ebbene.vrebbe ricompensato con una beatitudine eterna i suoi seguaci. per quanto l’una e l’altra corrente potessero difendere le loro ragioni. che sostenevano l’incarnazione. cioè da quello che oggi figura essere il secondo. ne esortano i seguaci esseni di origine israelita a rimanere fedeli al loro lògos spirituale. E come dimostrazione portarono la sconfitta nella guerra del 70. dichiaratasi profetessa. dicendo che se. come si rivolgono ai membri dell’ekklesía di Efeso. entrambe furono costrette a riconoscere che non avrebbero mai potuto ottenere un successo risolutivo sulle masse finché si fossero presentate a esse con un messia che doveva ancora venire. diffidando di quegli infiltrati che si facevano passare per giudei. Giunti cosí alla conclusione che. rivolgendosi alle sette ekklesíe greche per ribadire il concetto del messia spirituale. sosteneva un messia incarnato a imitazione dei sotères “pagani”. Come giustificare. Indirizzandosi poi alle altre comunità. la figura di un messia che. che potrebbe apparire insolubile alla ragione e al buon senso. ciascuna per proprio conto. dopo essere passato tra gli uomini in maniera cosí umile e modesta nelle parvenze da non essere rimarcato da alcuno. seguirà i suoi carnefici silenzioso e docile come un agnello che viene condotto al mattatoio. ciò era dipeso semplicemente dal fatto che erano stati loro a non averlo riconosciuto quando era venuto. i teologi esseni risposero che ciò era avvenuto perché cosí era stato stabilito che fosse. le due fazioni. come era da prevedersi.

fatti e aneddoti che piú si presentavano deformati e piú si prestavano al raggiungimento del loro obiettivo. furono però tutti d’accordo nell’escludere dai fatti riportati dalla tradizione quelli che contenevano un qualsiasi riferimento rivoluzionario perché. oltre che dal fatto che la sua morte. li modificavano per metterli insieme. Mosé e tutti quegli altri eroi della Bibbia. anche e sopratutto perché la tradizione gli negava una discendenza dalla stirpe di Davide. decisero di concretizzare quel loro messia passato sulla terra come l’uomo invisibile. ciascuna delle maggiori 96 . e.(Si rimarchi come. per sostenere l’irrazionale. in parte riportati dalla tradizione e in parte sostenuti dalla fantasia popolare. In questa discordanza. Che Giovanni Battista sia stato inizialmente scelto per divenire il messia esseno. Non potendo cosí trasferire il loro fantasma su un personaggio realmente esistito. non appariva sufficientemente carismatica per competere con quelle dei sotères “pagani”. che vedeva ogni Vangelo sostenere un proprio messia. ci viene confermato anche dal fatto che in Turchia esiste tuttora una setta che lo sostiene e lo venera come l’unico e vero messia inviato da dio. dandogli un corpo attraverso quei fatti che. a imitazione dei seguaci dei culti dei misteri. ciò dipese. quali Atti. perché. ora ne avremmo perlomeno qualche dozzina. compresi David e Salomone. prendendoli da un mucchio di pietruzze dalle forme e dai colori piú diversi. non potendosi dimostrare il contrario. puntarono inizialmente su Giovanni Battista. essendo l’unico che veniva ricordato come predicatore della buona novella. anche se in prevalenza usarono il nome di Vangeli. Seguendo questo sistema. quale era Erode Antipa. come incastonatori che accuratamente scelgono gli elementi per il loro mosaico. apparvero spesso cosí assurdi nelle loro affermazioni da risultare addirittura ridicoli. Giacobbe. attribuendogli fatti e aneddoti del tutto immaginari. se non si inventarono un messia di sana pianta. Scartati i personaggi che avevano dato vita all’era messianica. Abramo. ancora una volta. situati in epoche lontane di secoli. Ma se anche costui in seguito fu messo in disparte. oltre che a essere provato dal Vangelo di Luca (basta leggerne il primo capitolo con attenzione per comprenderlo). potevano sfuggire a ogni contestazione mossa dalla memoria. che. riferitesi all’era messianica. quella dottrina che ogni religione dichiarava essere quella giusta. Codici. essendo avvenuta dentro un carcere per ordine di un giudeo. avrebbero permesso di costruire una figura emblematica di predicatore sul quale avrebbero potuto trasferire quel messia anonimo che. mentre li selezionavano. E io li immagino alla ricerca dei fatti riportati dalla memoria popolare. si nega alla ragione la possibilità di dimostrare l’inesistenza dell’inesistente. non potevano essere presentati come pecore che seguono docilmente i carnefici al mattatoio. i seguaci delle varie ekklesíe del Vicino oriente cominciarono a compilare opuscoli e libretti. oltre a contrastare con la figura di un predicatore pacifico. avrebbero attirato su di loro l’ostilità dei romani. che erano contro ogni movimento che potesse apparire sedizioso. come Giuda il galileo e suo figlio Menahem. come capi rivoluzionari.) Giustificato cosí il mutamento del loro messia. dove eu sta per «buona» e angelos per «novella». Seguendo cosí questo sistema di montaggio di fatti. Giunti cosí alla conclusione che non potevano utilizzare nessuno di questi due sistemi. che erano stati tutti uccisi dai loro avversari nella qualità di rappresentanti delle forze del male. ciò dipese esclusivamente dal fatto che il tempo trascorso dall’era messianica era stato troppo breve per permettere di imporre un personaggio del tutto immaginario – come in precedenza avevano fatto i loro ascendenti con Noè. riferiti all’era messianica. venga sfruttato quel principio per cui.) I primi tentativi per ricostruire la figura di un messia già esistito. ai quali dettero i nomi piú vari. che chiamavano cosí i libri che raccontavano la vita dei loro sotères quali predicatori annuncianti la loro dottrina. oltre che confusi e contrastanti fra loro. (Vangelo da eu angelos. Basti dire che se si fossero realizzati tutti i Cristi confezionati dalle elaborazioni delle varie ekklesíe. secondo Isaia. venivano riportati dalla tradizione popolare. da venturo come era stato fino allora a persona che era esistita. Lettere. Fu in seguito a questa decisione che gli esseni cominciarono a raccogliere tutti quegli avvenimenti che. era passato tra loro inosservato. benché gli avessero dedicato un Vangelo. si misero alla ricerca di un qualcuno che avrebbe potuto dare un corpo a questo fantasma che sostenevano essere passato tra loro in quell’arco di tempo compreso tra l’anno 6 e l’anno 70 n.

ogni tralcio si sarebbe piegato sotto il peso di 10. Perciò. attraverso la compilazione dei vari Vangeli che furono redatti per darsi un salvatore realizzato. Questo libriccino. che cosí si espresse su di essi: Papia. per quanto superficiale fosse. figlio di Giuda il Galileo. privo di ogni senso di critica. sopprimendo ogni forma carnale che poteva trasparire nel Vangelo di Papia. o dai discepoli che li avevano sentiti raccontare direttamente. appare quanto mai ingenuo. dopo un successo iniziale.000 grappoli formato ognuno di 10. aggiungendone altri e dando a tutto l’insieme una successione cronologica che era stata ignorata da Papia. ebbe comunque il grande merito di dare il via alla divulgazione degli altri Vangeli. Questa sostituzione di persona.000 rami. Da questi Detti del signore un certo Marcione. sapevano bene che fra tutti gli artefici dell’era messianica il solo che aveva svolto un ruolo di predicatore era soltanto lui. Per confermare poi la veridicità di quanto aveva scritto. quali esseni. le prove inconfutabili sulla non esistenza di Gesú. Costui raccolse tutti quei fatti che. Ma prima di parlare di Giovanni il nazoreo e di come fu trasformato nel messia dei cristiani. Avendo come scopo essenziale quello di farlo apparire come l’annunciatore di una nuova era basata sulla pace e sul benessere. Pensare che costoro non avessero già orientato la loro scelta su Giovanni il nazoreo. come vedremo. ne trasse uno proprio. privati del nome di colui che li aveva determinati. filosofo esseno della comunità di Sinopoli. era stato presente ai fatti. Per quanto usassero la massima circospezione per realizzare la truffa. e. Ma.comunità del Vicino oriente si ritrovò con un suo proprio Vangelo. come lo erano i sotères “pagani”. Nella sua convinzione che il Cristo disceso sulla terra avesse assunto soltanto le parven97 . seguendo il sistema usato da tutti. ognuno dei quali avrebbe portato 10. si presentò cosí complessa da costringere i falsari a ricorrere agli imbrogli piú assurdi. il primo ad assumere una certa importanza fu quello di un certo Papia. Papia selezionò in prevalenza quegli aneddoti che si riferivano a un’abbondanza di benefici piú terrestri che celesti.000 acini e ogni acino avrebbe dato 10. eliminando gli episodi piú assurdi. Anche se in realtà si trattava di una raccolta di banalità e luoghi comuni. appartenendo egli alla corrente spiritualista. Per dare un’idea del contenuto di questo Vangelo cito un passo che mi appare particolarmente significativo per comprendere in quale mondo navigassero i compilatori dei Vangeli: in una predica il signore aveva promesso che presto sarebbero cresciute vigne di 10. gli errori e le contraddizioni che commisero nel redigere i Vangeli furono cosí grossolani da offrirci essi stessi. un Vangelo di cui ognuna difendeva la veridicità. per costruire il loro messia. fu portato da Papia alla comunità essena di Roma (che nel frattempo aveva assunto un ruolo di preminenza). Tra i primi tentativi fatti dalle ekklesíe del Vicino oriente per dimostrare l’esistenza di quel messia che era passato tra loro inosservato. a Ieropoli. nell’anno 135 n. furono decisamente respinti dalla comunità di Roma. con il titolo di Detti del signore.000 tralci. tutte le comunità essene fecero sparire il nome di Giovanni dai loro Vangeli. capo della comunità essena di Ieropoli in Frigia. nella consapevolezza della falsificazione che stavano eseguendo. in maniera che i fatti da essi riportati. che fino allora erano rimasti circoscritti nell’ambito delle ekklesíe in cui erano stati redatti. come apostolo del signore. ha riportato fatti che gli venivano dal popolo in maniera troppo superficiale. in Asia Minore. scritto nei primi anni del I sec. Questi Detti del signore. Papia asseriva. sostenendo che ciò che esso conteneva era stato scritto o da testimoni oculari. potessero risultare attribuibili ad altro artefice. potendo attribuirsi alla vita di un predicatore.000 litri di vino. n. Ma il libriccino di Papia. cioè a quel messia che era passato tra loro inosservato. che ciò che aveva riportato nel suo Vangelo gli era stato riferito da persone molto anziane che in gioventú le avevano sentite raccontare da un certo Giovanni che. soffermiamoci a esaminare la storia cristologica in generale. e. costruí la figura del signore essenzialmente in chiave mistica. che possiamo assimilare a un innesto che permette di trasformare una pianta di prugne in un ciliegio. gli avrebbero permesso di ricostruire la figura di quel signore la cui esistenza veniva affermata dal profeta Isaia. dal momento che. ebbe però il merito di incoraggiare la diffusione dei Vangeli già scritti e la stesura di altri.

Questo Vangelo. che aveva fatto alla comunità di Gerusalemme. Fu cosí che. se si fosse umanizzato. se sono riusciti a trasportare in volo. compresi i quattro Vangeli ufficiali – canonici –. ma simile a quello degli angeli (!?!). Visita che Marcione si era inventato per poter difendere. medico siriano della comunità di Antiochia. compresa la Chiesa. attraverso i concetti che fece esprimere a Paolo di Tarso in una discussione con Simone. trova la sua prima conferma nel fatto che essi. li aveva attribuiti a questi personaggi che. si serví ancora di Paolo di Tarso come suo portavoce per fargli dire. che veniva contestato dalla comunità di Gerusalemme. accettato dalla comunità di Roma (anche perché aveva ricevuto da Marcione 200. come vedremo. insieme a dieci Lettere e a un libriccino dal titolo Atti degli apostoli. 12). ma spesso addirittura ridicoli. dove era disceso direttamente dal cielo. affermando che le prime gli erano state consegnate da un certo Paolo di Tarso. per quanto li avesse dichiarati presenti ai fatti messianici. e. il quale aveva conosciuto personalmente Simone e Giacomo. vennero alla ribalta le figure di Paolo di Tarso e di Luca. furono aggiunte in seguito dai falsari per l’obbligo che veniva loro di dover continuamente rettificare i concetti di una religione che si stava formando. Comunque un cosa è certa: tutte le altre Lettere. che Paolo di Tarso si era incontrato con Simone e Giacomo in una visita. che. capi della comunità di Gerusalemme e fratelli del signore. come vedremo. Ma tutti gli esegeti − si intende quelli seri − sono d’accordo sul fatto che sia gli Atti degli apostoli. come tante altre pagine dai significati contraddittori che troviamo in queste e negli Atti degli apostoli. perché sarebbe stato vergognoso per un dio provenire da carne peccatrice. riportato nel Vangelo di Marcione e negli Atti degli apostoli. riportavano anche gli stessi particolari. soltanto il suo era il vero (I Cor. e. che invece affermavano. furono invece scritti da lui stesso e che.000 sesterzi) uscí nell’anno 145 n. morto crocefisso. la casa della madonna. viene dal fatto che esse affermano. L’affermazione. la quale sosteneva invece un messia umanizzato. di quel Luca al quale in seguito attribuirono uno dei quattro Vangeli canonici che. 98 . 13). si può comunque desumere che sia di costituzione piuttosto robusta. un messia che dell’uomo aveva preso soltanto le apparenze: Giacomo e Simone non meritano alcuna fiducia perché non sono dei veri apostoli. sia le dieci Lettere. ha saputo mai spiegare di che natura sia fatto il corpo degli angeli. I. Attraverso questo litigio tra Paolo di Tarso e Simone Pietro. Marcione concludeva il suo Vangelo affermando che. il suo Cristo spirituale. 11. che vuole che le prime dieci Lettere e la prima edizione degli Atti degli apostoli siano state scritte da Marcione. Il Cristo di Marcione non aveva un corpo umano. non solo inattendibili. (Anche se nessuno. per i motivi precedentemente detti. e le altre comunità spiritualiste del Vicino oriente. oltre a esprimere i medesimi concetti del suo Vangelo ed essere scritti con lo stesso stile. che Marcione aveva portato da Sinopoli. come nel suo Vangelo. e il secondo da un certo Luca. che ne fanno un’antologia di incoerenze tali da renderli.. sostenuta dalla critica laica. sempre in quelle dieci Lettere portate da Sinopoli. nell’anno 145 n.ze umane. videro la luce soltanto dopo il 160 n. cioè le quattro in piú che risultano nei testi sacri attuali. (Tutti i testi che furono scritti in quel periodo. e. quale testimone dei fatti. risultavano fino a quel momento disconosciuti da tutti. avrebbe cessato di essere dio. non soddisfatto ancora di questa discussione – che si era inventata per imporre il suo Cristo spirituale su quello materializzato sostenuto dalla comunità di Gerusalemme –. per la prima volta. affermava l’incarnazione del Cristo. possiamo renderci conto della discordanza esistente tra la comunità di Gerusalemme che. da Betlemme a Loreto.) Marcione nel suo Vangelo diceva che il suo messia aveva iniziato la missione di predicatore dalla città di Cafarnao.) Un’ulteriore prova confermante che le prime dieci Lettere attribuite da Marcione a Paolo di Tarso erano state scritte da lui. fra tutti i Cristi che venivano predicati dai vari Vangeli. quali quello di Apollo di Alessandria e quello di Simone Cefa. che era stato a sua volta discepolo della stesso Paolo di Tarso. correzioni e censure. in realtà mai avvenuta. Marcione. assumendo le sembianze di un uomo di trent’anni. ma degli attivisti imbroglioni che predicano un falso Cristo (II Cor. non sono che il prodotto di aggiunte. per renderli credibili nel loro contenuto.

chi può avere offuscato cosí lo spirito proprio a voi ai cui occhi fu presentato al vivo Cristo crocefisso?» (Gal. da non sapere ancora se era rimasto in cielo.Che la figura di Paolo di Tarso sia quella di un personaggio di comodo. ma soltanto in forma apparente. che sostiene un Cristo che ha preso dell’uomo soltanto le forme ed è morto al palo (stauros). 1. n. anche i piú fantastici. e nessuno nella persona di ideologo e pensatore – tanto nessuno. 11). senza però riportare alcun successo di particolare importanza. oppure quello che afferma che Cristo ha preso dell’uomo soltanto le apparenze. Ma allora. e. intorno al quale si sono formati. o ancora colui che sostiene che si è incarnato ed è morto sulla croce? Ebbene. 2. 1. ha svolto la missione trasmettendo la sua morale agli uomini attraverso le rivelazioni: «io vi dichiaro che il Vangelo che predico non è dell’uomo. svolgendo la sua missione attraverso le visioni. quale persecutore dei rivoluzionari. 2) Il Paolo che sostiene il messia spirituale. 2-6. un pur piccolo “nocciolo”. per volere degli «arconti» (l Cor. sono certo che egli sia esistito quale personaggio storico in quell’individuo zoppo che. poiché non è dall’uomo che l’ho ricevuto. chi è in realtà questo Paolo di Tarso. seguendo la sua natura ambiziosa. 8). questa colonna portante del cristianesimo? È quello che sostiene il Cristo delle rivelazioni. se era sceso in terra prendendo dell’uomo soltanto le apparenze. ma da una rivelazione come da una rivelazione lo hanno ricevuto Simone e Giacomo. all’attivismo esseno come nazir.testo greco). Se mi sono soffermato ancora su Paolo di Tarso. ci viene dal fatto che. che sono molti gli storici che sostengono che sia semplicemente un’invenzione di Marcione. il quale. non essendo mai sceso sulla terra. egli è tutti e nello stesso tempo nessuno di questo tre. 11) − e ancora ai filippesi: «abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo. È tutti nella parte di strumento usato dalle varie ideologie per sostenere i propri concetti. 3) Il Paolo materialistico. che nella Lettera ai galati dice che Cristo si è incarnato ed è morto sulla croce: «o stolti galati. passò dal servizio dei romani. non l’ho fatto tanto per dimostrare ancora una volta che la sua figura reale è ben differente da quella che gli attribuisce la Chiesa. che falsamente affermano di averlo ricevuto da un Cristo fattosi uomo (Gal. quanto per mettere in evidenza come la figura di Cristo fosse ancora cosí incerta e contraddittoria negli anni cinquanta del II sec. dopo Marcione. oppure incarnandosi. 8 . Siccome io sono della convinzione che tutti i miti. Leggendo gli Atti degli apostoli e le Lettere rimarcheremo che di Paolo di Tarso ce ne sono tanti quante sono le tendenze religiose: 1) il Paolo di Marcione. che umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce» (Fil. hanno sempre una base di verità. 99 . essa fu sfruttata dalle varie correnti che seguirono per esporre i loro concetti.

I genitori del ragazzo morto. Atti e Detti. ciò fu possibile perché in ebraico la parola «spirito» è di genere femminile.. di Tommaso. ma anche in ciò che riguardava la sua natura e la sua origine. Vangelo degli ebioniti. Coloro che videro questo. ma bensí la sorella. di Nicodemo. ma quelli riceveranno la loro punizione». veniva dichiarato «senza padre né madre e senza genealogia poiché la sua natura. Si affermavano tre Cristi differenti: 1) morto al palo per opera degli «arconti». Gesú gli rispose: «io so che queste tue parole non sono tue. In questo Vangelo. di Hereford. Come è da immaginarsi. di Gamaliele. Alcuni vedendo questo fatto dissero: «chi è questo ragazzo. Egli infatti fa morire i nostri ragazzi». assimilato al grande sacerdote Melchisedec. che ebbe anche lui il suo. pur non specificando come il messia sia nato. gli disse: «non percorrerai tutta la strada!». non puoi abitare con noi nel villaggio. usciti sotto i titoli di Vangeli. non poteva avere né nascita né morte». che ogni sua parola sí avvera?». se ne contarono piú di sessanta. andati da Giuseppe. e subito cadde morto. Lettere. se si parla della sua infanzia è per dimostrare che sin da fanciullo compiva prodigi: […] Gesú camminava attraverso il villaggio. n. Vangelo di Tommaso. Atti degli apostoli. nel quale viene sostenuto che lo spirito santo non era la madre del messia. Poiché citarli tutti sarebbe troppo lungo. dei nazorei. altroché se lo abbiamo capito!]. perché sarebbe stato vergognoso per un dio provenire da carne peccatrice. sosteneva che aveva compiuto la sua missione sulla terra scendendo direttamente dal cielo su Cafarnao in età già adulta e prendendo dell’uomo soltanto le sembianze. di Pietro. ci odiano e ci perseguitano». e. tra i quali quello di evitare ogni riferimento agli atti rivoluzionari. tuttavia starò zitto per amore tuo.I VANGELI CANONICI In seguito alla decisione che presero gli esseni di costruirsi un messia già esistito da contrapporre ai sotères “pagani”. di Maria. Vangelo di Marcione. Gesú irritato. quando un ragazzo andò ad urtare contro la sua spalla. non solo risultarono differenti tra loro negli episodi che venivano riferiti al salvatore. E subito i suoi accusatori divennero ciechi. Come prova di questa maternità veniva riportata nel Vangelo una frase che lo stesso Cristo aveva rivolto ai suoi discepoli: «mia madre è lo spirito santo che mi prese per i capelli e mi portò sul monte Tabor». lo ammoní dicendogli: «perché fai tali cose? Costoro ne soffrono. compreso Giuda il traditore. Se in questo Vangelo si attribuiva la maternità del messia allo Spinto santo. Arabo. chiamato in disparte Gesú. Cristo. lo rimproverarono dicendogli: «tu che hai un tale figlio. di Arudel. di Giacomo e di tutti gli altri apostoli. la paternità e la natura del Cristo risultano cosí complicate che lo stesso autore conclude la sua spiegazione dicendo: «potrei aggiungere altre parole per spiegare la natura di Cristo. i Vangeli che vennero fuori furono cosí numerosi che. ma il tutto è cosí complicato che anche se ci riuscissi voi non potreste capirlo» [. Lettera di Giuda. per quanto volessero raggiungere lo stesso scopo nel rispetto degli stessi canoni. oltre che inutile. dei copti. In questo Vangelo. essendo eterna. 2) morto in croce come uomo. Vangelo degli ebrei. In questa lettera si diceva che Cristo era la reincarnazione di Mosè. Negando a Cristo una nascita terrestre. questi libri. degli ebrei. mi limiterò a riferire soltanto i nomi di alcuni di essi: Vangelo degli ebioniti. Vangelo di Alcazai. alla metà del II sec... Lettera agli ebrei. furono presi da grande spavento e ti- 100 . 3) aveva svolto la missione comunicando la sua morale dal cielo attraverso le rivelazioni. Affermava che il salvatore era stato generato da dio quello stesso giorno in cui cominciò la sua missione che coincise con il battesimo che ricevette da Giovanni Battista: mentre Giovanni Battista lo battezzava si udí venire dal cielo una voce tonante che diceva: «tu sei il mio figlio amato che oggi ho generato». Giuseppe.

che ogni parola che egli pronunciava si trasformava in miracolo. sulla separazione esistente tra il mondo divino immutabile. ricorsero al sistema di far dipendere i loro Vangeli da fonti originali. che avevano contattato chi era stato con lui. li aveva tratti da una documentazione risalente al IX sec. incontrato in età avanzata. «salvatore». n. nel IV e V n. n. Se questo nome lo troviamo riportato negli scritti precedenti a questa data. cioè da personaggi che avevano conosciuto direttamente il salvatore o. Per ciò che riguardava. che Origene scrisse per confutare Celso. per dare credito a ciò che sostenevano. ma sempre nel rispetto del loro principio che ne negava l’incarnazione. Ma Gesú sdegnato gli disse: «tu non hai agito in modo sensato. Fare lo gnostico a quel tempo. non esitarono a mettere in bocca a quegli analfabeti pescatori del lago di Tiberiade ragionamenti teologicamente cosí complessi che spesso neppure loro.. questi autori dei Vangeli del II sec. sorsero diverse scuole. Immaginiamoci ora di vivere in quell’epoca e di dover scegliere il nostro Cristo. di siriane ed egizie. fecero dipendere le vicende del loro messia da frasi tratte dalla Bibbia che. sugli aneliti umani tesi a comprendere i misteri divini. e. cosí anche gli altri gnostici. del quale era stato giovane discepolo negli anni intorno al 70.. dottrina filosofica religiosa che si ritiene superiore a quella normalmente seguita dai semplici credenti). sulla forza liberatrice dal peccato del battesimo. quello che risulta è che alla metà del secondo secolo. di quale saremmo divenuti i seguaci. quando. Giuseppe gli prese l’orecchio e glielo tirò forte. spinse l’ardire fino al punto di fornirsele lui stesso inventandosi dei Canti che osò attribuire a Salomone. e. n. e il mondo materiale. alla peggio. Ce ne furono di popolari e di teologiche. e. e fantasiosi: dimostrazioni su come il lògos potesse essere senza principio. opportunamente adattate. Vedendo che Gesú aveva reso cieche quelle persone. che li avevano concepiti. gli aveva riferito tutto ciò che aveva sentito dire da Paolo di Tarso. dal momento che le loro affermazioni erano prive di raziocinio. poi. gli altri fatti riguardanti l’esistenza del suo Cristo – cioè quelli che non aveva fatto dipendere dalle profezie –. nella sua essenza spirituale. Colui che abusò piú di ogni altro di questo trucco fu Valentino. av. era una “sciccheria”. che in una sua opera criticava i sistemi di falsificazione usati dai cristiani. e. Come Valentino ricorse al fantomatico Theudas. oltre alla confusione che regnava sulla natura del loro Cristo. nel libro Contra Cœlsum. Nell’urgenza che ebbero di darsi un salvatore da opporre a Mithra. Non mi molestare!» [ho riportato questo passo sopratutto per dimostrare il livello intellettuale dei costruttori del cristianesimo]. e di individuali. ragionamenti sulla resurrezione e sull’“economia della salvezza”. erano in grado di spiegare. Un’altra cosa importante da rimarcare è il fatto che tutti questi documenti si riferivano al loro personaggio con i piú vari appellativi. tra cui quelle di Valentino. tra le quali quella che diceva che Cristo era morto «secondo il rito». dice uno storico francese. avente come fine la conoscenza dei misteri di dio e della sua creazione. gli stesori dei Vangeli dimostrano di essere ancora ben lontani dall’attribuire la sua maternità a quella vergine che sarà chiamata Maria. secolo contraffecero i documenti. a proposito di Gesú. cioè come l’agnello che veniva fissato su due bacchette incrociate a forma di X. il quale. trasformarono in profezie che le avevano preannunciate. dal momento che ogni comunità essena – tra le quali primeggiavano per fantasia quelle di Antiochia e di Damasco – se ne era costruito uno tutto differente da quelli delle altre. tanto risultavano assurdi. Siccome i nomi piú usati furono quelli degli apostoli. a sua volta. disse che li aveva appresi da un certo Theudas (Taddeo) che.tubanti presero a dire. per dimostrarne la veridicità. dicendo di averli trovati in un libro che era stato scritto da un anonimo del V sec. Dalle varie correnti che sostennero questa forma filosofica. Il nome di Gesú apparirà la prima volta soltanto nel 180 n. quali «messia». Carpocrate e Basilide. pur traendo origine dal padre. come fare il filosofo nel 1700. e. ma mai con il nome di Gesú. Molti di questi gnostici. in una vera sciarada di sofismi. per dimostrare che ciò che scrivevano era vero. av. Per avere le profezie di cui aveva bisogno. gli spiritualisti entrarono in una competizione teologica che li portò a concepire quelle teorie assurde e grottesche che presero il nome di gnosticismo (da gnosi. che invece è sog101 . Tralasciando tutte le altre versioni che furono affermate dai diversi Vangeli. «signore» e rabbi. ciò è dovuto esclusivamente dal fatto che i falsari lo misero al posto degli altri appellativi.

) Gli gnostici esseni. Questa affermazione che. Fu per ovviare a questa accusa di plagio. mentre gli altri. nel suo privato non eseguiva i bisogni fisiologici. cerca di renderle accettabili attraverso il ragionamento. da contrapporre ai sotères “pagani” che invece si erano incarnati. eseguí la creazione disobbedendo. non orinava. assumendo un ruolo di collegamento tra il vero dio e l’uomo. Il ragionamento che fecero gli gnostici per sostenere questa accusa fu il seguente: non può essere stato il vero dio. quelli a cui i loro rivali attribuivano la creazione dell’universo. venivano risolte con l’intervento di esseri immaginari quali gli «eoni» («angeli del bene») e gli «arconti» («angeli del male»). privi come erano di tradizione religiosa. che gli spiritualisti esseni cercarono di darsi una superiorità. compiuta la sua missione. mettendoli di fronte alla realtà dei fatti. che è il dogma e il mistero. non restituendo gli alimenti. chiesero come fosse stato possibile che un essere avesse potuto svolgere le funzioni umane senza incarnarsi. come navette spaziali nel mondo della fantascienza. Ma il mondo e l’uomo. invece di imporre le proprie verità con il dogma. affermava nel suo Vangelo: [… il] salvatore. allora ottenevano la risoluzione rovesciando tutto dentro quel buco nero. paravento della follia. se nelle manifestazioni esteriori mangiava e beveva come un uomo. Il dio a cui le altre religioni attribuiscono la creazione di un mondo cosí iniquo. non produceva forfora. che “mangiava riso e cacava supplí”. non essendo spiegabili con la logica e quindi incomprensibili dalla ragione. affermando che soltanto il loro dio era quello perfettissimo e onnisciente. per dimostrare come il suo Cristo fosse potuto rimanere puro spirito pur essendosi comportato in tutto come un uomo. quella virtú che. c’è tutta una gerarchia di divinità positive e negative. Per realizzare la salvezza si uní con la saggezza. E tutto questo per costruire un salvatore essenzialmente spirituale.) Valentino. per cui tra il vero dio. anche se ardita. che lui aveva liberato dal male che la teneva prigioniera sulla terra. Se poi anche costoro risultavano insufficienti per risolvere i problemi che si presentavano durante il percorso dei loro ragionamenti. non sudava. (Lo stesso ridicolo in cui cadde la Chiesa nel 1700 quando. Questo creatore di rango inferiore. per me rimarrà. avendo tutto tollerato. fu fortemente criticata dai loro oppositori che. era giunto al punto di continenza che il cibo che mangiava non si corrompeva nell’interno del suo corpo perché in lui non poteva esistere corruzione della materia. a creare un mondo cosí difettoso e pieno di contraddizioni. comunque. Fu per rispondere a questo interrogativo che i costruttori dei Vangeli gnostici dettero la dimostrazione di come la teologia cada nel ridicolo quando. perché tutto ciò che ingeriva si dissolveva nel suo corpo. e il mondo creato. (Ma. disperdendosi nel nulla. né si soffiava il naso. quello onnisciente. nati cosí per un errore o per un atto di orgoglio. che costituisce l’estremo opposto con le sue imperfezioni.getto alla corruzione – e tante altre cretinate che. che si spostavano nel cosmo a seconda dei bisogni. Ma il lògos non potendo morire perché immortale. non erano che divinità inferiori. poteva reggersi soltanto sotto un punto di vista puramente immaginario. La sua missione fu ostacolata dal dio creatore del mondo. Mangiava e beveva come un uomo ma in maniera particolarissima. furono costretti a inventarsi le teorie teologiche piú azzardate e paradossali per dare un carisma alla loro re102 . per esempio. pur di battere i loro avversari. per opporsi all’Illuminismo. al dio altissimo [il loro dio]. come i Cristi di tutti gli altri Vangeli gnostici. anche se rinnegata dagli uomini. divenendo padrone di se stesso. risalí in cielo insieme alla sorella saggezza. dal momento che avevano creato un mondo cosí imperfetto e malvagio. di cui gli avversari li accusavano e per cui li deridevano. quello ottimo e perfettissimo. furono riscattati dal male attraverso l’intervento di un essere di rango molto elevato nelle gerarchie delle divinità positive che. ancora esisteva sulla terra. che per far fallire la sua missione fece del tutto per ucciderlo. per quanto questo metabolismo teologico possa affascinare. La pretesa su cui gli gnostici si basavano per sostenere la loro superiorità sulle altre religioni la traevano dal fatto che il loro Cristo. Praticamente il Cristo di Valentino. non può essere che un’entità di rango inferiore che. aveva svolto la sua missione di predicatore rimanendo purissimo spirito. in realtà è il padre del demonio. o per errore o per orgoglio. avendo comunque la possibilità di farlo. a differenza degli altri salvatori. quei sotères dai quali avevano in realtà tutto ricopiato. padre del demonio. scese dalle zone elevate del cielo verso quelle inferiori della terra per riscattare l’umanità dal male [cioè il loro Cristo]. Non defecava. cercò di dimostrare l’esistenza di dio attraverso la ragione. sempre piú interessante quello della dea Kalí.

intitolato Atti di Pietro e Paolo. I combattimenti piú famosi riportati dagli scritti del tempo furono quelli sostenuti tra Simon Pietro e Simone il mago. che. n. come si è detto. Questo movimento di ribellione ideologica in seno alle comunità essene fu incoraggiato in gran parte da quei “pagani” convertiti che. Comunque tutto apparirà piú chiaro quando dimostrerò che il cristianesimo ha cominciato la sua esistenza a partire dalla seconda metà del II sec. ne garantiva l’autenticità. dal momento che in quell’epoca i cristiani ancora non esistevano. Dopo aver trasformato i propri bastoni in serpenti ed eseguito dimostrazioni di magia in maniera tale da risultare entrambi dello stesso valore. dicendo che Marcello. una delle tante morti che furono attribuite a Simon Pietro fu fatta dipendere da una di queste sfide con il mago Simone. non usava trucchi e imbrogli. era stato presente al quel confronto. con imbrogli e raggiri. ritornarono sulla strada che avevano lasciato. quella religione che stavano costruendo tra le critiche e la derisione dei loro oppositori. per potersi sostituire agli esseni. schiantatosi al suolo. Se la morte di Pietro fu attribuita in alcuni Vangeli a Nerone. compresi quindi anche quelli riguardanti Nerone. dovettero appropriarsi di tutto ciò che era stato il loro mondo. morí sul colpo. compreso l’odio verso i romani quali loro persecutori. Nel Vangelo si diceva che Nerone si infuriò tanto contro Pietro per ciò che aveva fatto a Simone il mago. Per comprendere la truffa basti ricordare quello Stefano che da martire esseno fu trasformato in martire cristiano. ciò dipese dal fatto che i cristiani. che lo condannò a morte. si sollevò da terra e cominciò a volteggiare in aria. e lo stesso Paolo di Tarso che. oltre a essere piú comprensibili nelle loro dottrine. basata sulle falsificazioni dei documenti esistenti. che fecero di Nerone il nemico dei cristiani. risultavano anche piú garantisti per ciò che riguardava la resurrezione a una vita eterna. come ogni soverchio rompe il coperchio. Simone il mago. con le loro assurdità. che al suo tempo già esistevano. di cui aveva tanto sentito parlare. E infatti. Tutta l’impostura della Chiesa è stata imperniata sulla deformazione dei fatti attraverso falsi documenti tendenti a far passare gli esseni per cristiani. le persecuzioni. con i loro salvatori umanizzati. i quali. rappresentati da maghi del male. su oggetti e corpi che rimanevano sospesi in aria. Fu durante questa gigantesca opera di trasformazione. in seguito a uno scisma che ci fu in seno al movimento spiritualista esseno. non possono essere che dei falsi. cosí le teorie gnostiche produssero. i martiri e tutto il resto. e. Si inventarono un incendio di Roma mai esistito e tante altre storielle che possono essere credute soltanto dai «poveri di spirito». attraverso le sue persecuzioni. Un altro libro. quale discepolo di Pietro. sulla costruzione di fatti e di nomi inventati. compresi quei proseliti che entrarono nelle comunità essene e che furono fatti passare per “pagani” che si convertivano al cristianesimo. che si dichiarava discepolo di Pietro. Ma. bensí agiva per volere di dio. la strada che li riportava alla magia e all’esoterismo dei culti dei misteri. veniva asserito che Pietro e Simon mago furono invitati da Nerone. trovando inaffidabili le nuove teorie. per poter sostenere. da attivista nazir. per superare Pietro. È chiaro che tutti questi Vangeli. Ma siccome Pietro. perché molti dei loro proseliti furono indotti a cercare attraverso le pratiche occulte quella salvezza dopo la morte che gli gnostici avevano reso utopica e incomprensibile. che li accusavano di ricopiare tutto dal “paganesimo” e dall’ebraismo ortodosso. Atti e Detti che riportavano fatti di cristiani avvenuti durante il periodo in cui esistevano gli esseni. un effetto talmente negativo sulle masse dei loro seguaci da rischiare di demolire tutta l’impalcatura. Come conseguenza di questo ritorno alla magia.ligione. In un Vangelo attribuito a un certo Marcello. Il solo fatto che i preti disconoscano gli esseni dimostra la loro intenzionalità a trasformare in cristiano tutto ciò che apparteneva al mondo esseno: le ekklesíe. in confronti basati su trasformazioni di bastoni in serpenti. e su tante altre dimostrazioni appartenenti alle arti occulte di provenienza espressamente “pagana”. Tra queste possiamo ricordare quel passo che aggiunsero negli Annali di Tacito. perché gli dessero una prova delle loro capacità magiche. è stato trasfigurato in promulgatore del cristianesimo. ricorrendo alla preghiera. riferendosi a questo episodio. in cui viene detto che Nerone. 103 . quel ridicolo passo. cominciarono a venire fuori quei Vangeli nei quali le vittorie del bene sul male venivano affidate a eroi che sostenevano la loro morale in qualità di maghi del bene che affrontavano i loro nemici. fece cadere il suo rivale che. erano riusciti a mettere in piedi. a differenza di Simone il mago.

i quali furo104 . Praticamente. seguendo canoni ben precisi e dandosi una gerarchia. capo della comunità). Molto fumo e niente luce. critico cristologico. quali Carpocrate e Basilide.). Fu in seguito a l’elaborazione di tutti gli scritti che si riferivano al signore. poiché tutti gli altri che la Chiesa colloca come suoi predecessori. meno che quella teofagia. la maggior parte dei capi esseni. presentò nell’anno 160 n. non sono altro che un prodotto di quei falsari. che per loro rappresentava quanto di piú sacrilego si potesse concepire nei riguardi di dio – quel dio che li avrebbe puniti con la morte se soltanto ne avessero pronunciato il nome. Questo vescovo. tornando all’ebraismo ortodosso – rappresentato per lo piú dai farisei. comportando l’istituzione dell’eucarestia. che rendeva il loro messia uguale ai sotères “pagani”. che poneva a capo di ogni ekklesía un responsabile. i seguaci di questa nuova corrente religiosa − che da ora in poi chiameremo cristiani. che vivevano ancora nell’attesa del messia davidico –. gli altri. che avevano deciso di materializzare il loro messia come i sotères dei culti dei misteri. dando al loro messia il prima possibile un corpo incarnato. che nell’elenco ufficiale dei papi occupa l’undicesimo posto. Per dare maggior credito al Cristo che si erano costruito con il Vangelo di Matteo. è nella realtà storica il primo papa del cristianesimo. scoppietti. stando a tutte le stupidaggini riportate dai libri sacri. madonne e spiriti santi se non volgendo tutto in risata? Riprendendo l’argomento magia. compreso Simone Pietro (che mai venne a Roma). a cui fu dato il nome di «vescovo» (episcopus. che la comunità di Roma. ricercati politici. Pur di opporsi al sincretismo “pagano”. Marco e Luca. seguendo. con l’uscita di questo Vangelo redatto dai “pagani” che si erano convertiti all’essenismo – cioè da quella crema di malfattori comuni. quelli di origine “pagana”. la quale prese il nome di cristianesimo. Cosí. come l’avevano i sotères “pagani”. compreso il pericolo di perdere i loro seguaci. Per sapere se un cristiano che brucia illumini veramente si dovrebbe tentare l’esperimento con due o tre frati cappuccini». se in seguito fu attribuito a Matteo ciò dipese dal fatto che costui. («Questo sistema di bruciare per punire gli incendiari non fu mai usato come metodo di illuminazione». per rifarsi una vita. li usò come torce viventi per illuminare di notte i viali del suo giardino. e inizialmente neocristiani − scrissero subito altri due Vangeli che attribuirono a fantomatici autori. appesti l’aria. ebbe inizio il cristianesimo. Levi. determinò nelle comunità essene una scissione fra i seguaci. Io immagino che un cristiano che brucia. il primo Vangelo nel quale si riconosceva ufficialmente l’incarnazione di Cristo. impadronitisi delle ekklesíe. una parte. la veridicità dei fatti. Questo primo Vangelo. risultava del tutto sconosciuto. selezionando i passi piú opportuni da tutti i Vangeli che erano stati precedentemente redatti. uscito nella prima edizione sotto il nome di un certo Levi. in quale altro modo si può parlare di Cristi. Messi cosí da parte i concetti teologici sostenuti da Valentino e dagli altri gnostici. avventurieri. che dette origine a una nuova corrente religiosa. delusi e barboni. si erano rifugiati nelle comunità essene –. che si inventarono la storia di quella che fu definita la «prima Chiesa». avrebbe garantito. tutto avrebbero potuto accettare gli esseni di origine ebraica. mentre gli esseni di origine israelita si disperdevano. decisero di passare al concreto. ma rischiari molto poco. in qualità di testimone. originario della Campania (165-173 n. scrive Renan.per punire i cristiani perché avevano dato fuoco a Roma. gli esseni pragmatici e realisti decisero di attribuire al loro messia una figura umana di uomo incarnato. tra i quali primeggia Eusebio di Cesarea (265-340).) D’altronde. assunto il comando di questa nuova religione. anche se spalmato di cera. carbonizzi. falliti. se avessero continuato con gli astrattismi delle loro dispute teologiche. e. si organizzarono. Il primo vescovo eletto dalla comunità di Roma fu un certo Sotero. si misero a costruire il loro Cristo-uomo. le teorie gnostiche e. che. essendo stato presentato in molti testi come apostolo del signore. piú di quanto avrebbe potuto farlo un autore il cui nome. Come conseguenza. e lo storico Las Vergnas aggiunge ironicamente in proposito: «è un sistema che sembra piuttosto bizzarro. e. Questa umanizzazione. dichiarati nemici da abbattere sia gli ebrei che i “pagani”. che fino allora gli avevano negato per sostenerla essenzialmente spirituale.

ritornati sul posto. che erano rimasti sull’altare. che furono associati tutti con il termine di sinottici (synoptikoi). Nella costrizione di porre fine a questa anarchia evangelica. Poiché un segno piú chiaro di questo non poteva esserci. nella persona di papa Zefirino (199-217). il quale. discepolo di Pietro. e. Siccome questi tre Vangeli. gli altri. nelle omissioni e contraddizioni. furono definitivamente eliminati. cioè l’ultimo sotèr prodotto dal mondo “pagano”. per eliminare ogni contestazione. Da parte loro. di quegli esseni che avevano adottato come proprio Vangelo quello che sosteneva Giovanni Battista come messia. i tre Vangeli – Vangelo di Matteo. come aveva sostenuto Marcione nell’attribuirgli gli Atti degli apostoli che aveva portato da Sinopoli. Vangelo di Marco e Vangelo di Luca – essendo in realtà stati redatti dalle stesse persone. a questo punto. risultarono cosí simili tra loro negli aneddoti riportati. (A ognuno il proprio commento!) La conferma che i quattro Vangeli canonici non furono scritti in Giudea da testimoni presenti ai fatti. confermati come canonici (veri) i suoi quattro Vangeli. ma a Roma e per giunta da redattori di origine “pagana”. essendo uno dei maggiori teologi di questa nuova religione. del Pentateuco e della Palestina che risulta da ogni loro pagina. Luca e Giovanni. cioè falsi. come abbiamo detto. tutti i Vangeli per terra. scritta in parte nel 6869 dagli esseni rivoluzionari e in parte nel 95 dagli esseni spiritualisti. benché uscito negli anni intorno al 190 (II sec. a cui attribuirono anche l’Apocalisse che. oltre a contenere errori storici. n. Per quanto la comunità di Roma avesse cercato di imporre questi Vangeli a tutte le altre ekklesíe. Fu durante la compilazione di questo quarto Vangelo che i cristiani decisero di dare un nome al loro messia. quali «salvatore». per riparare agli uni e spiegare i secondi. La risposta l’ebbero il giorno dopo. circa 70. i cui concetti furono determinati dalla loro gnosi – quella gnosi che non era altro che un prodotto del buddhismo. era risultata fino allora di autore ignoto. facendoli passare per documenti scritti durante l’era messianica da personaggi dichiarati presenti ai fatti. «messia» e rabbi. che praticamente significa: “basta leggerne uno per leggerli tutti”. il primo. discepolo di Paolo di Tarso. trovarono.no dichiarati essere. scrissero un quarto Vangelo che. gli esseni di origine ebraica. il secondo. ritornò alle origini. Mentre una parte di loro. propose di affidarsi al giudizio divino. collocati su un altare tutti i Vangeli esistenti. continuarono a vivere nell’islamismo. per quanto avessero cercato di renderli originali e autonomi. che lo nominò in un suo scritto uscito alla fine del II sec. È interessante ricordare ancora. ebbero vita breve. contribuí in maniera determinante alla sua composizione. anche se. lo confermò per quello che realmente era. Ireneo rispose: perché quattro sono i punti cardinali e quattro sono i volti dei cherubini. e. anonimato che contrastava decisamente con la figura storica che sostenevano. meno quelli di Matteo. e nell’insieme della stesura dei fatti. Ma il nome che gli dettero. Ma. l’ekklesía di Roma. Yeshua (Gesú). cioè «salvatore». poteva contare sull’appoggio di Costantino). rappresentati dagli gnostici. n. in seguito al concilio di Nicea del 325. che avevano rifiutato il sacramento dell’eucarestia. sia pur piccola. A coloro che chiesero poi perché dio ne avesse scelti quattro. quando tre di essi erano praticamente uguali. oltre a lasciarlo ancora senza nome. mentre questi ex esseni di origine “pagana” si organizzavano nel loro cristianesimo. dichiarati eretici dal cristianesimo (che. non riportavano i principi teologici che furono elaborati negli anni che seguirono. proseguirono nelle loro convinzioni teologiche. che una parte. per toglierlo dall’anonimato che gli veniva dai vari appellativi che fino allora gli avevano dato. significando in ebraico «colui che salva». riunendosi ai farisei che erano rimasti fedeli alla Bibbia. la comunità di Roma. attraverso le loro idee. sfrontatamente misero sotto il nome di Giovanni. In presenza di numerosi testimoni. «Cristo».. discepolo-amico del messia. chiesero a dio di indicare attraverso un segno quali erano quelli che dovevano essere adottati. i neocristiani. respinse tutti gli altri dichiarandoli apocrifi. 105 . Marco. del mazdeismo e dell’ebraismo. la maggior parte di queste continuò a seguire i propri nel rispetto dei loro contenuti. Il primo a parlare del quarto Vangelo – Vangelo di Giovanni – fu un certo Ireneo (padre della Chiesa e santo). finché. viene dall’ignoranza totale della Bibbia. neanche a dirlo.). quando.

quale erede al trono e messia dei giudei. È certo che trentamila guerriglieri disponibili durante l’era messianica non potevano essere che i componenti dell’esercito rivoluzionario esseno. introducendo il sacramento dell’eucarestia nel movimento esseno. nato intorno all’anno 15 av. presso i confini della Siria. Perché tutti i fatti che dovrebbero riferirsi a lui. E chi altri poteva essere costui. da documenti dell’epoca – quali il Codice Arudel e il Libro di Hereford –. che i giudei consideravano erede al trono di Gerusalemme. perché. riuscí ad abbindolare trentamila guerriglieri. fece sopprimere anche i propri figli. Messi. che secondo il Rotolo della guerra doveva portare i «figli della luce» alla vittoria finale sui «figli delle tenebre». avrà una risposta ben precisa e netta quando porterò le prove inconfutabili che dimostreranno che Gesú e Giovanni sono la stessa persona. e accreditati a un altro.rimasta fedele al suo credo. invece di trovarsi nelle Antichità giudaiche e in tutti gli altri libri e documenti contemporanei agli avvenimenti. In questa paranoia. e. riconosciuta discendente diretta della stirpe di Davide? Che ci fosse un designato a divenire re d’Israele sin dalla nascita. che portò Erode a eliminare tutti i possibili pretendenti al trono. nell’anno 7 av. nonostante tutto ciò che ho già precedentemente riportato. n. Giovanni. dopo averlo costruito con le falsificazioni piú vergognose. comprese le piú piccole. come si è detto la ritroviamo tutt’oggi sotto forma di una piccola setta nella regione di Urfa in Turchia. come viene fatto venire dal nulla. fece uccidere sua moglie Marianna per il solo dubbio che avesse potuto congiurare contro di lui per il semplice fatto che era la nipote di Ircano II e. definitivamente da parte gli esseni – quegli esseni di cui la Chiesa finge di ignorare l’esistenza. come dice Giuseppe Flavio. 106 . avendoli avuti da lei. che egli fece del tutto per eliminare un certo Giovanni asmoneo. veniamo a sapere ancora. altrettanto nel nulla si fa sparire – si voglia nascondere qualcun altro. Nel 29 av. determinarono il cristianesimo. E interessanti conferme riguardanti la figura di questo Giovanni. e. Nel Proto-vangelo di Giacomo si dice chiaramente che Erode cercava Giovanni perché ritenuto dai giudei re di Gerusalemme. una vera psicosi. e negli Atti degli apostoli in cui si fa ricorso a Paolo di Tarso per convincere i seguaci della comunità di Corinto che il Giovanni che sostenevano come messia era soltanto l’annunciatore di quello vero. avventurieri. mentre di costui si tace? Come è possibile che di un personaggio che fu capace di riunire trentamila guerriglieri non si sappia nient’altro oltre che era un «egizio»? E nel dubbio che sotto questo egizio anonimo – che. potrebbe apparire ancora temeraria. meno che del primogenito. imposero. quale il Vangelo di Matteo. che cos’altro può essere se non una sostituzione di persona? Questa domanda che. delusi. n. come se non bastasse. cosí. non possiamo evitare di chiederci ancora come mai Giuseppe Flavio parli nei sui scritti di tutti i figli di Giuda il galileo. per giunta privi di ogni credibilità. falliti. li troviamo in testi successivi. che risulta invece storicamente sconosciuto? Questa soppressione di un personaggio dalla storia. quale successore della famiglia degli Asmonei. cioè con quella congerie di barboni. protagonista veramente esistito. dichiaratosi profeta. viene confermato dal timore che ebbe sempre Erode che qualche discendente degli Asmonei potesse insorgere per rivendicare i propri diritti al trono di Gerusalemme. ricercati politici e delinquenti comuni che. e. n. che pone la nascita di Gesú sotto Erode.. ritenuto dai giudei erede legittimo del trono di Gerusalemme. pur sapendo bene che furono i fondatori delle due principali religioni monoteiste. se non il figlio primogenito di Giuda il galileo. di conseguenza l’anonimo «egizio» non poteva essere che colui al quale il partito nazionalista giudaico aveva affidato la rivoluzione. D’altronde cos’altro ci si poteva aspettare da certi individui? Rileggendo il passo di Giuseppe Flavio riguardante quel «ciarlatano» che. usando i sistemi repressivi piú infami. avevano sangue asmoneo. nipote di Ezechia. quel cristianesimo che. viene ricordato il nome. riprendiamo con quei “pagani” convertiti all’essenismo. operata per costruirne un altro al suo posto attraverso la falsificazione dei documenti. Aristobulo e Alessandro. come veniva sostenuto da alcuni scritti ritenuti apocrifi dalla Chiesa. Questa paura fu tale da creare in lui. viene spontaneo domandarci: perché di tutti coloro che durante l’era messianica guidarono rivolte. le troviamo ancora negli stessi libri sacri. il cristianesimo e l’islamismo –. cinici e disumani.

lo aveva fatto per la possibilità che avrebbero avuto i combattenti di sfruttare il fattore sorpresa. Quando Giovanni iniziò le sue prediche quale designato alla preparazione e alla conduzione della rivoluzione. e il terrore derivante dalle scorribande dei rivoluzionari. quando Cristo e i suoi furono entrati in città. L’ideologia essena. mischiandosi tra la folla dei pellegrini che numerosi accorrevano in quei giorni a Gerusalemme dalla Palestina e da tutto il resto del mondo ebraico. era arrivata a essere. in un crescendo di entusiasmo e di risolutezza. in seguito alla prima resistenza che oppose alle legioni di Pompeo. gli andò incontro un uomo con una brocca d’acqua. per procedere poi. coinvolgere quindi la folla nella rivolta e. Se il partito nazionalista giudaico aveva preso la decisione di dare inizio alla rivoluzione sotto le feste dí Pasqua. riportata da numerosi Proto-vangeli quali quelli di Giacomo e di Bartolomeo. economica. dopo circa tre anni di prediche e di manifestazioni miracolose. Giovanni entrò in Gerusalemme per recarsi in un’abitazione che un appartenente al movimento rivoluzionario gli aveva messo a disposizione per passarvi la notte. anche se in quello di Matteo risulta alquanto modificata]. eleggere Giovanni re dei giudei. e. la Palestina viveva in un clima di massimo scontento e di terrore. n. XIX-4). avevano fatto precedere quella che doveva essere la battaglia finale da una campagna politico-religiosa mirante a suscitare nei ceti piú oppressi odio e risentimento contro l’oppressore romano e la casta dei sacerdoti sadducei che li sfruttavano e li ingannavano. Giovanni. Giovanni. Prima di mangiare. Dopo la rivolta del censimento.che si chiamava Gesú. Ma tutte queste prove. partendo dai confini della Siria. Militare. quale sacerdote nella sua qualifica di rabbi. che il padrone di casa aveva decorato con tappeti per ricevere colui che doveva diventare il re dei giudei (Mc. che voleva che il capo occupasse il posto centrale e gli altri si mettessero intorno a lui rispettando l’ordine gerarchico. la vittoria finale con la distruzione di Roma. traboccante di promesse di beatitudine eterna e di consolazioni rivolte a coloro che subivano ingiustizie da parte di un potere malvagio e corrotto. che imponevano tasse sempre piú onerose. iniziata la sua missione di predicatore. non sono che da considerare come una premessa di quelle chiare e indiscutibili che saranno portate nel seguito del libro. Il resto si sarebbe svolto attaccando le legioni di stanza in Palestina. La rivolta avrebbe avuto inizio la vigilia di Pasqua allo spuntare del giorno. Giovanni e i suoi seguaci si misero seduti secondo il Libro delle regole. Il piano dei rivoluzionari era di attaccare per primo la Torre Antonia quale presidio delle forze romane. che per essere convincenti abbisognerebbero di spiegazioni dettagliate. contro il grosso delle truppe romane che si trovava in Egitto per conseguire. avendo gli esseni compreso quanto sarebbe stata determinante la partecipazione del popolo alla rivoluzione per battere le legioni romane. un certo Gesú che in verità sentivano nominare da lui per la prima volta (At. secondo il programma del Rotolo della guerra. L’organizzazione essena. 14. che depredavano e uccidevano quanti erano loro contrari o soltanto non favorevoli. lo scontento derivante dallo sfruttamento da parte dei romani. 17). dovevano seguire un uomo che il padrone di casa avrebbe mandato loro incontro con una brocca piena d’acqua: secondo l’accordo. La sera precedente. che venivano attirati da tutti quei benefici sia materiali che spirituali che venivano garantiti ai proseliti. tratta dalla religione mazdeista. stese le mani sui cibi e sul vino rosso dolce. una vera potenza militare ed economica. Essi lo seguirono nella casa dove egli entrò [asserzione che. in un crescendo di successi − salvo qualche contestazione da parte dei sadducei −. negli anni trenta del I sec. una volta conquistata Gerusalemme. giunse a Gerusalemme seguito da una folla che lo aveva eletto al rango di profeta e di messia. non poteva che mietere consensi. per il continuo affluire di nuovi aderenti. una volta liberato il Vicino oriente. scendendo verso il Sud attraverso la Samaria.. viene confermata dai tre Vangeli canonici. per le continue entrate di capitali che i piú abbienti versavano nelle casse delle comunità. Perché Giovanni e i suoi seguaci potessero arrivarvi speditamente senza dare sospetti. secondo il rito esseno: 107 . Entrati nella sala.

dal momento che tutti i documenti che si riferivano a questa cena furono fatti sparire per essere sostituiti da altri falsificati. Giuda detto Taddeo. ma egli rispose: «basta!» (Lc.in ogni luogo dove saranno dieci piú uomini del consiglio delle comunità. Nel silenzio che seguí la sua imposizione a tacere gli ritornò in mente l’infanzia passata a Gamala. Da quanto si può capire dal Vangelo di Luca (22. Il signore amava Maria di Magdala piú degli altri discepoli e spesso la baciava davanti a tutti sulla bocca. Maria di Magdala. la rivoluzione. I nomi dei presenti di cui si è certi sono Simone. dove si afferma: Maria. Dopo anni di preparazione. era enorme ed egli certamente la sentí in tutta la sua completezza in quelle ore precedenti l’inizio. città natale dei suoi antenati. Simone detto il minore e Lazzaro. 2. io la guiderò da farne un maschio. Poiché era stato stabilito che la rivoluzione avrebbe avuto inizio allo spuntare del giorno. La responsabilità assunta da Giovanni nel dirigerla. le prediche con le quali aveva promesso una vita eterna a coloro che lo avrebbero seguito. spesso esternava il suo risentimento dicendo agli altri apostoli: «ha forse il signore parlato in segreto a una donna prima che a noi e senza farlo apertamente? Ci dobbiamo umiliare tutti e sottoporci a lei? Forse egli l’ha anteposta a noi?». detto anche il nazoreo. da dove sarebbero subito ripartiti per ridiscendere di nuovo a Gerusalemme insieme a un reparto di rivoluzionari che lí li attendevano. E il signore. andava sempre con lui. fratello di Maria Maddalena. di quell’ora decisiva. Giovanni impose il silenzio: gli apostoli dissero: «signore. se ai suoi seguaci che gli mostrarono le spade come prova della loro risolutezza ad agire. Maria di Magdala. quale moglie combattente di Giovanni il galileo. Giovanni si rivolse ai suoi discepoli ricordando loro l’importanza dell’ora che stavano attendendo. A questo punto penso che non sia troppo avventato supporre che tra i presenti a quella cena vi fosse anche lei. moglie di Giovanni. tra di essi non mancherà un sacerdote. suscitava spesso reazioni di gelosia negli altri seguaci di Giovanni e soprattutto in Simone. il sacerdote stenderà la mano per benedire il pane e il vino. e a tutte le al108 . ecco qui due spade». allorché saranno riuniti piú di dieci [questo rito esseno sarà poi trasformato dalla Chiesa nell’istituzione eucaristica]. Questo affetto che il signore dimostrava per sua moglie. 36). E allorché disporranno il mangiare e il vino rosso dolce per bere. quale erede del trono di Gerusalemme. E in conformità a questo Statuto. Ciò che si può presumere è che i commensali fossero piú di dieci. ripensò alle guarigioni dei ciechi e degli storpi. ritrovato in Egitto durante le ricerche archeologiche del 1945. Giovanni e i suoi sicari rimasero in attesa per recarsi alle prime luci dell’alba in una località chiamata Monte degli ulivi. il quale. L’aria doveva essere pregna del timore di essere scoperti. gli appartenenti alle comunità si comporteranno cosí in ogni pasto. dal momento che fu eseguito il rito della benedizione dei cibi. era sul punto di cominciare. che. disse agli altri accoliti: «Maria deve andare via da noi perché le femmine non sono degne della vita». Quanti fossero seduti intorno a quella tavola è impossibile dirlo. il corso di indottrinamento per divenire nazir e rabbi. 38). avendolo sentito. Si siederanno davanti a lui ognuno secondo il proprio grado e cosí sarà domandato il loro consiglio. Questa supposizione trova conferma in antichi documenti quali il Vangelo di Filippo. Giuda l’iscariota. che secondo i profeti avrebbe fatto dei nemici di dio lo sgabello per i piedi del popolo d’Israele. si rivolse a loro dicendo: «ecco. aveva seguito Giovanni nei tre anni di prediche. affinché diventi una combattente come noi maschi». In un altro passo del Vangelo copto viene riportata addirittura un’aperta contestazione di Pietro contro la donna: Simone. detto Pietro. che era la consorte del signore. secondo quanto risulta in un passo del Papiro 8502 di Berlino. detto Vangelo di Maria. Molto probabilmente era presente anche Maria Maddalena. Giacomo detto il Maggiore. quale membro attivo della banda. a partire dalla quale tutto sarebbe stato affidato all’uso delle spade.

voleva dire che non avrebbe potuto far parte di quel programma sanguinario che prevedeva la distruzione totale di coloro che si opponevano all’imperialismo ebraico. questo abba al quale si rivolgeva nelle preghiere. comprese le resurrezioni dei morti.. i figli. ma non credeteli. «Vedete tutte queste cose? In verità vi dico. tutte dimostrazioni per truffare i miserabili. quale altra morale poteva predicare. che cos’altro aveva fatto se non sostenere l’ipocrisia di un falso socialismo. aveva ripetuto alla folla che lo seguiva. a quella folla nella quale emblematicamente possiamo riunire tutti i «poveri di spirito» delle generazioni passate. aveva asserito nel ruolo di lògos apportatore di pace e di perdono: ma quale pace e perdono avrebbe potuto dare all’umanità lui che. Quando questa arriverà si solleverà popolo contro popolo. soltanto sangue. secondo il significato biblico. lui che stava per diventare un re. se non quella che conviene agli imperialismi? Come sarebbe potuto pervenire alla teocrazia dal dominio universale sostenuta dalla sua Bibbia se avesse predicato veramente un’ideologia che esclude l’alienazione intellettuale dei popoli. Il che. per imporre l’imperialismo del “padre”. eseguite secondo i trucchi appresi dall’esoterismo e dalla magia indiana. 109 . mettendoli in guardia contro gli altri truffatori religiosi che gli facevano concorrenza. non può essere mio seguace. Non lo aveva detto egli stesso che il «regno dei cieli» sarebbe appartenuto ai «poveri di spirito»? Promettendo una ricompensa dopo la morte a coloro che avrebbero sopportato con rassegnazione le ingiustizie ricevute dai potenti su questa terra. contemporaneamente esortava a seguire la sua legge yhavista. regno contro regno . dichiarandosi anche loro dei messia apportatori di salvezza. i fratelli e persino alla sua vita. non resterà qui pietra su pietra che non venga diroccata». se per realizzare il suo regno ricorreva a un delitto? Un delitto rappresentato dall’omicidio del suo stesso figlio? Sangue. Tutti imbrogli finalizzati al raggiungimento di quell’imperialismo teocratico che era intrinseco nel suo monoteismo. tutte chiacchiere per abbindolare coloro che sono resi creduli dall’ignoranza. avrebbe lasciato le cose esattamente come stavano. dietro le parole consolatrici che durante le prediche aveva rivolto a coloro che soffrivano le ingiustizie. anche se è inevitabile che ce ne sia una. quell’alienazione di cui le religioni hanno bisogno perché si debba credere senza comprendere? «Beati i poveri di spirito perché di essi è il regno dei cieli». cioè con i ricchi Epuloni che sedevano davanti a una tavola imbandita e i Lazzari che continuavano a raccogliere le molliche? D’altronde.tre dimostrazioni prodigiose.. «Il tempo si sta compiendo e chi non ha una spada venda il mantello e la compri». «Sono venuto a portare il fuoco. gli emarginati e tutti quei falliti che sono portati a cercare in cielo ciò che non ottenegono sulla terra. delle presenti e delle future.». aveva indossato il manto dell’agnello soltanto per nascondere la ferocia sanguinaria del leone di Giuda? «Io faccio la volontà del padre mio che è nei cieli». per imporre la propria dottrina: «molti di costoro vi parleranno di guerre e di rumori di guerre. e come vorrei che fosse già acceso …». minacciando i ricchi di escluderli dal paradiso se non avessero dato nulla ai bisognosi. Mentre enunciava le beatitudini. procrastinando la giustizia dopo la morte. Questo aveva detto ai suoi seguaci durante il periodo preparatorio alla rivoluzione e. che. aveva affermato nei suoi sermoni: ma chi poteva essere questo “padre”. basata sull’assolutismo e la violenza: se uno viene da me e non rinuncia a ogni legame con suo padre. sostenuta anch’essa da «poveri di spirito» che l’avevano seguito dietro la promessa di una beatitudine eterna? E quanto ne sarebbe stato ancora versato in persecuzioni e genocidi eseguiti in nome di una chimerica promessa di felicità posta oltre la morte! «lo sono la verità e la vita». aveva aggiunto. Quanto sangue era stato versato da quando Abramo aveva convinto dei miserabili erranti a seguirlo dietro la chimerica promessa di una terra che non era mai arrivata? Quanto sangue con quella rivolta che stava per iniziare. sua madre. «Non sono venuto per portare la pace ma la guerra».

oltre a quello di Barjona. nel corso dell’«ultima cena». per il semplice motivo che i suoi abitanti seguivano un altro credo. uno degli apostoli. viene descritto violento e aggressivo in tutti i documenti che lo riguardano. Lasciando Giovanni per ultimo. dal momento che i suoi stessi seguaci. che in ebraico significa «colui che è ricercato». cioè latitante. rimase a capo della comunità essena di Gerusalemme fino al 46. dimostra il suo carattere sanguinario e impulsivo quando. Filone. Per imporre la sua legge. cioè «briganti». secondo una tradizione che si era tramandata dal tempo della rivolta dei maccabei. nell’anno 40 n. dice a Pietro: «tu sei sempre irruento. perché non avevano versato alla comunità di Gerusalemme l’intera somma ricavata dalla vendita di un loro terreno. immaginiamo di averli davanti seduti intorno a una tavola. Antichità giudaiche). e Filone e Plinio il vecchio «banda di galilei». come vengono dipinti in quei tanti quadri che trattano la famosa «ultima cena». 110 . Essendo il secondogenito dopo Giovanni. Quella di Giovanni si era autodefinita. litigò con tutte le ekklesíe del Vicino oriente. Poiché tutti gli zeloti nascondevano la propria identità dietro dei soprannomi. che Giuseppe Flavio definisce latrones. perché propagandavano l’ideologia rivoluzionaria esseno-zelota (Giuseppe Flavio. Simone. saccheggiavano le case dei signori che poi uccidevano. Come tutti i rivoluzionari avevano un soprannome di battaglia. ebraico e greco. che portava a paragonarlo a una roccia. almeno di coloro di cui si è certi dei nomi. quando al Monte degli ulivi taglia con un colpo di spada l’orecchio a un certo Malco. E Giuseppe Flavio confermava: distribuiti in squadre. si rivolgevano a lui chiedendogli: «rabbi. nel significato di rivoluzionario che veniva dato alla parola «galileo». Il temperamento di Simone. e davano alle fiamme i villaggi. incendiavano le case di coloro che si rifiutavano e poi li uccidevano con le loro famiglie.A quale altra guerra poteva riferirsi se non alla sua? Chi altri poteva credere alle sue promesse di beatitudine se non dei poveri di spirito. gli era stato dato per la sua corporatura vigorosa e massiccia. detto Cefa. e ancora di piú quando uccide i due coniugi Anania e Saffira. quando non ricevevano accoglienza da un villaggio. altrettanto ogni banda zelota era contraddistinta da un appellativo dal significato rivoluzionario. ostenta di avere due spade invece che una. basata sulla violenza. In un Vangelo tra i piú antichi. detto Vangelo di Maria di Magdala. prendendo le difese di Maria contro la quale Simone aveva inveito con espressioni di ira e di rancore. Prima di passare all’esame dei singoli componenti di questa banda. anno in cui fu crocefisso insieme al fratello Giacomo dal procuratore Alessandro Tiberio. e.. che egli considerava soltanto come nemici da distruggere. cosí parlava di queste bande di zeloti integralisti di cui faceva parte quella di Giovanni il nazoreo. Sicuramente il piú violento della squadra. vuoi che l’incendiamo?». perché si dimostravano propense ad accettare tra i seguaci anche i “pagani”. Preso il posto di Giovanni. sí che tutta la Giudea fu piena delle loro gesta efferate. significando etimologicamente «pietra». cioè «figli del tuono». ma aggiungendovi un particolare che è stato sempre omesso da tutti i pittori: far spuntare da sotto i loro mantelli l’elsa di quelle spade che anche i Vangeli canonici affermano che avevano prima di recarsi al Monte degli ulivi. aveva quello di Cefa (kefas) che. Pietro! Ora vedo che ti scagli contro la donna come fanno i nostri avversari». guardia del tempio. storico contemporaneo ai fatti. cominciamo con: Simone. banda dei boanerghes. che lo conoscevano bene. era considerato il vicecapo di questa banda di boanerghes. di nome Levi. come risulta da innumerevoli documenti in aramaico. dei sempliciotti plagiati. questo villaggio si è rifiutato di riceverci. figlio di Giuda il galileo: se non ricevevano quanto chiedevano.

[Un prete. perché la parola «figlio» non si dice bar ma bensí uios. sotto il nome di boanerghes. Della sua fine ho già parlato in precedenza. Simone. per avere organizzato una sommossa. né come nome proprio. Di costoro cosí scrive Giuseppe Flavio: in Gerusalemme nacque una nuova forma di banditismo. che commettevano assassini in pieno giorno nel mezzo della città. sotto il procuratore Cuspio Fado. che significano entrambi «gemello» (il primo in greco e il secondo in dialetto semita). Conosciuti cosí i seguaci di Giovanni secondo la documentazione storica. né come nome di persona. viene confermata anche da alcuni passi degli stessi libri sacri che. che eseguivano azioni di terrorismo anche in forma isolata. Giuda. nonostante l’accurato lavoro dei falsari. riportando il passo di Giuseppe Flavio. In documenti antichi in greco e in ebraico viene chiamato Giuda Thomas zelotes nei primi. Tutto ritornò poi in ordine quando questa espressione bar Jona.Giacomo (il maggiore). mi ha risposto che Simone lo chiamavano «zelota» perché questo era il nome di suo padre!] Anche se si ha la certezza che i partecipanti a quell’ultima cena fossero piú di dieci. approfittando del fatto che bar in aramaico significa «figlio di». perché «Jona» non esiste. e Giuda Theudas qananite nei secondi. perché sorpreso dai sadducei mentre predicava. stavano aspettando l’alba fatidica che avrebbe dato inizio a quella rivoluzione che. lo scomposero in bar e jona. per la grande somiglianza che aveva con il primogenito Giovanni. e. oltre che da testi antichi in greco e in ebraico. secondo il Rotolo della guerra. che gli era stato dato per la sua corporatura massiccia e vigorosa. 111 . 6. oltre che con l’appellativo di Theudas («Taddeo»). Giuda l’iscariota. a cui ho chiesto una spiegazione circa questo appellativo. che significa «coraggioso». Di conseguenza venne fuori un’espressione priva di significato in entrambe le lingue: in aramaico. L’appellativo Barjona dato a Simone. 15) – [E ancora negli Atti degli apostoli (1. il mutamento lo operarono trasferendo il suo significato etimologico nell’allegoria di quella «pietra» su cui Cristo avrebbe «edificato la sua Chiesa». in molti testi «apocrifi» viene chiamato indifferentemente con i due appellativi di «zelota» e «boenerghe». dove qananite in ebraico equivale a «zelota» in greco. 3) si legge:] tra i discepoli ce n’era uno che si chiamava Simone lo zelota. sia la sua morte. Terzogenito di Giuda il galileo. Simone lo zelota. Dove maggiormente i cristiani operarono le falsificazioni fu nelle traduzioni in greco dei documenti scritti in ebraico e aramaico. in greco. dopo essersi attivati per tre anni attraverso prediche e terrorismo. nascondevano sotto le vesti dei piccoli pugnali e con questi colpivano i loro avversari. avvenuta per crocifissione. veniva dato agli zeloti piú oltranzisti. veniva chiamato anche con i nomi di Thomas e Didimo. che in greco risultava priva di significato. Per quanto poi riguarda l’altro appellativo di Cefa (da kefas. l’imminente avvento del messia. L’appellativo «iscariota» (dall’ebraico ecariot che significa «sicario»). chiamato «il maggiore» per distinguerlo da un altro Giacomo. avrebbe portato i «figli della luce» a trionfare sui «figli delle tenebre». sono sfuggiti alla censura. Sulla natura di zelota di questo seguace di Giovanni non ci possono essere dubbi dal momento che. Poi. in maniera da cambiargli il significato in «figlio di Giona». Giuda morí decapitato nell’anno 45 n. gli assassini si univano a coloro che esprimevano il loro orrore e recitavano cosí bene da essere creduti e quindi non riconoscibili. consigliere della politica ecclesiastica di Costantino il Grande (314-340 n. fu tradotta nei Vangeli con il latino filius Jonae. come attivista della collettività essena di Gerusalemme. sarà interessante ora vedere come i falsari riuscirono a trasformarli in pacifici apostoli di Gesú. sono comunque piú che sufficienti i cinque sopra riportati per dimostrare che Giovanni e i suoi seguaci erano una banda di rivoluzionari esseno-zeloti che. «pietra»). che fu chiamato «il minore». e. quella dei cosí detti sicari (ekariotes). Quarto fratello di Giovanni – da non confondersi con Giuda l’iscariota –. Tra i discepoli ce n’era uno di nome Simone soprannominato «zelota» (Lc.). Era specialmente in occasione delle feste che si mescolavano alla folla. quando questi cadevano. che in aramaico significava «ricercato» o «latitante». Eusebio di Cesarea. conferma sia la sua natura di rivoluzionario.

rinnegando Gesú per tre volte. dal momento che l’avevano dichiarato essere stato il primo papa – affermarono che aveva affrontato la morte sorridendo. Giacomo (il maggiore). per confermare il carattere pusillanime che aveva dimostrato. e. che furono annoverati come papi suoi successori. compreso lo spirito santo. aprendogli la porta della prigione. lo consiglio a coloro che amano le favole. cioè «figlio del tuono». con quella faccia di bronzo che si ritrovano. non può che essere relegato nel nulla. Mentre in una. secondo gli Atti de112 . che avevano costruito su di lui). fino a Sotero della Campania (165-173 n. vi diranno.) che. Oltre a quella che avevano fatto dipendere da Nerone. ritennero opportuno specificare che Pietro. Lo stesso fecero poi per tutti quei seguaci di Giovanni. insieme al fratello Giacomo (Giuseppe Flavio. (Il passo riguardante la liberazione di Pietro da parte dell’angelo. Antichità giudaiche). 17) Giacomo e Giovanni furono chiamati boanerghes. Tutti santi che vivono in quel mondo creato dalla fantasia. nega però questa morte riportata da Giuseppe Flavio. che doveva dipendere esclusivamente da Cristo. in quel mondo trascendentale chiamato «paradiso» che. sa da dove sia uscito fuori. e gli esseni giudei.) Le morti che i cristiani attribuirono a Simone Pietro furono per lo meno tre. Se chiedete spiegazione ai preti sul perché nel Vangelo di Marco (Mc. che è la traduzione di zelota in dialetto semita. in un’altra successiva – avendo deciso che era piú opportuno farlo apparire come un coraggioso. per evitare che l’uguaglianza delle due morti potesse compromettere il significato simbolico della croce. dove fu eletto vescovo della comunità. san Clemente di Roma. che ciò dipese dal fatto che “erano due discepoli che quando parlavano alzavano la voce”. sanant’Alessandro di Roma. ricorsero al trucco di dargli come padre un certo Alfeo che nessuno. Simone Barjona. dicendo che fu liberato da un angelo che. essendo al di fuori della materia. la quale ebbe a sua volta due versioni. san Telesforo di Grecia. detto Cefas il qananite. recalcitrante e piangente.Siccome poi in alcuni testi Simone veniva chiamato anche con l’appellativo di qananite. sotto il procuratore della Giudea. La Chiesa. gli permise di raggiungere Roma. XII-I. dopo aver assistito con coraggio a quella della moglie. altrettanto lo furono tutti quei personaggi immaginari. che rimasero fedeli alla morale mosaica. si diceva che era stato trascinato di forza al supplizio. Siccome veniva detto che era morto in croce come Cristo.. risolsero la questione dicendo che qananite significava «nativo di Cana». cioè il primo che storicamente divenne il capo di quella banda di delinquenti e di emarginati che diedero impulso al cristianesimo in seguito allo scisma che avvenne negli anni intorno al 150 tra loro. Giacomo fu il componente la banda di Giovanni che dette meno problemi nell’operare la trasformazione da seguace rivoluzionario in discepolo di Gesú. fratellanza che comunque risulta chiara e inequivocabile da tutti i documenti. A titolo piú di curiosità che di interesse storico riporterò i nomi dei dieci inesistenti papi che la Chiesa sostiene siano stati i successori di Pietro nella cattedra di Roma: san Lino della Tuscia. sant’Igino di Grecia. aveva voluto essere crocefisso con la testa rivolta verso il basso. fu veramente il primo ad assumere l’incarico di vescovo nella comunità di Roma. gli fu attribuita una morte per crocifissione quale capo dei cristiani. Per far sparire il rapporto di fratellanza di Giacomo con Giovanni (il quale doveva risultare senza fratelli. in seguito alla sfida con Simone il mago. sant’Evaristo di Grecia. (Cos’altro possono essere coloro che credono a certe stupidaggini se non dei «poveri di spirito»?) Come fu falsamente dichiarato primo papa Simone detto Pietro. secondo il dogma. e. e. 3. essendo ricordato dai documenti apocrifi soltanto con l’appellativo di boanerghe. che lo aveva preceduto nel supplizio. compresi i Vangeli canonici e gli Atti degli apostoli. non ritenendosi degno di morire come il suo maestro. san Sisto di Roma. È per questo che molti discepoli di Gesú risulteranno «cananei». anche se occupa nella storia ecclesiastica l’undicesimo posto. morí per crocifissione nel 46 n. che è d’accordo nel riconoscere l’incarcerazione. per non compromettere la figura di Gesú. sant’Anacleto di Roma. riportato negli Atti degli apostoli. per la sua attività di rivoluzionario esseno-zelota. che dai documenti apocrifi risultavano quananites. figlio di Giuda il galileo e fratello di Giovanni. Le morti che furono attribuite a Giacomo dai vari scritti religiosi furono quattro: 1) fatto decollare da Erode Agrippa nel 44 n. sostenitori dell’Eucarestia. san Pio I di Aquileia e sant’Aniceto di Siria. Alessandro Tiberio.

Ricorrendo ancora alla geografia. membro del Sinedrio. 41. fa ridere anche noi). che corrispondeva a Thomas in greco e a Didimo in dialetto semita. facendola commettere da un discepolo. ci viene dal fatto che era già stato precedentemente usato. La Chiesa. come realmente era. Ma come poter attribuire il tradimento a un apostolo senza rischiare di coinvolgere anche gli altri nel disonore? Fu allora per scagionare gli altri apostoli da ogni responsabilità al fatto. che aveva voluto la sua morte. opportunamente adattata. toltolo a lui. sotto Alessandro Tiberio. fecero passare per una profezia che l’annunciava. non fu tanto per l’evidente trucco che avevano usato ancora una volta per contraffare un nome. significando «sicario». Anche se per Giuda furono usati gli epiteti piú infamanti. fratello di Giovanni. Storicamente si sa soltanto che organizzò una rivolta. datogli per la forte somiglianza che aveva con Giovanni. È certamente il personaggio piú elaborato fra tutti i seguaci di Giovanni. secondo gli Atti di Isidoro di Siviglia. che fecero dipendere il tradimento di Giuda da un’espressione della Bibbia che. lo usarono per nasconderci dietro uno dei seguaci di Giovanni. la figura pacifica di Gesú. Anche di Giuda. significando «Gemello detto Gemello». la città di Keriot. come viene affermato da Giuseppe Flavio. dal momento che nei Vangeli canonici viene taciuta la sua morte. furono costretti a dargli lo stesso padre nella persona di Alfeo. Se questa azione di delazione fu passata nei Vangeli canonici dal Giuda membro del Sinedrio a Giuda l’iscariota ciò dipese dal fatto che. in ebraico ekariot. non era mai esistita. d’altronde. colui che mangiava il mio pane» (Slm. che dovevano risultare gli assassini di Cristo. perché gli era stato sempre nemico. con la sola differenza che invece di farlo morire da martire esseno lo fa morire da martire cristiano. Giuda (non l’iscariota). se venne dichiarato nei Vangeli fratello di Giacomo. se fece ridere ancora una volta i loro avversari “pagani” ed ebrei (come.gli apostoli. l’odio verso i giudei. Se gli fu lasciato il suo vero nome ciò dipese dal fatto che. per coinvolgere tutti gli ebrei in un tradimento. secondo Epifane. ciò non fu fatto per un rispetto della storia ma soltanto perché. Giuda l’iscariota. fecero derivare l’appellativo iscariota. 10). che. si cercò comunque di nettarlo della natura di terrorista che gli veniva dalla parola iscariota perché. come avevano fatto con la città di Cana per trasformare qananite in cananeo. avrebbe acquisito quel valore di infedeltà che avrebbe permesso ai cristiani di tacciare tutti gli ebrei. facendo dipendere la morte di Cristo dalla delazione un certo Giuda. la trasformarono in profezia. 3) morto di spada in Spagna dove si era recato per evangelizzare i “pagani”. è la dimostrazione piú evidente della contraffazione. se fosse stato riportato con il suo vero nome avrebbe certamente compromesso. i Vangeli non dicono nulla circa la sua fine. avrebbe compromesso tutti gli sforzi che stavano facendo per trasformare una banda di rivoluzionari in un gruppo di apostoli predicatori di pace. con il tradimento che gli fu attribuito. 4) morto di vecchiaia. quanto perché questa città. si prestava a fomentare. 2) giustiziato per crocifissione. oltre che di assassini. anche di traditori e fedifraghi. dall’evidenza storica. e. Fu cosí che dagli appellativi Thomas e Didimo venne fuori un apostolo dal nome «Tommaso detto Didimo» che in realtà. quale rivoluzionario. come risulta dal Vangelo di Giacomo. costruendo su di essa la scena del tradimento: 113 . avendoli fatti nascere entrambi a Cana per via dell’appellativo che avevano di qananites. Quarto fratello di Giovanni. è stata costretta. a riconoscere che la vera fu quella per crocifissione avvenuta nel 46 n. essendo di origine prettamente giudaica. Trasformazione che. secondo gli Atti di san Giacomo. Come prova dimostrante che i falsari usarono questo nome intenzionalmente. che fu subito repressa dal procuratore Fado con l’intervento della cavalleria. dalla città di Keriot. che dichiararono essere il suo paese d’origine. L’altro appellativo di «gemello». Presa cosí dalla Bibbia la frase mi fu avversario anche colui in cui confidavo.

sempre per quel bisogno che hanno i cristiani di ricorrere alla truffa per rendere credibili le loro menzogne. si lasciarono sfuggire questo appellativo di «zelota». che troviamo ancora unito al suo nome nel Vangelo di Luca (6. colui che mangia con me. albero che. perché allora sono stati usati tanti sotterfugi per farlo sparire quando si riferiva agli altri apostoli? Perché qananita.) Il fatto che la Chiesa cerchi di riparare questa svista dicendo che zelota vuol dire «zelante» – «zelante d’amore verso dio» – non può essere che un’ulteriore dimostrazione di un’intenzionalità a sostenere il falso. riferito ai guerriglieri del partito nazionalista giudaico. gli storici del tempo. E la trasformarono in profezia. E subito si avvicinò a Gesú e disse: «salve.«in verità vi dico.. i cristiani costruirono quel tradimento che doveva servire loro per fomentare contro gli ebrei quell’odio di cui conosciamo bene le conseguenze. Simone lo zelota. Per sostenere la veridicità di questa morte. E cosí. per dimostrare che il tutto era stato predetto dalla profezia. «Quello che bacerò. quando parleremo della natività di Gesú. n. Attualmente. e lo baciò.. Perché. 12) e negli Atti degli apostoli (1. li chiamano sicari o briganti? 114 . che in ebraico significa «zelota». quali Giuseppe Flavio. passando a sud di Gerusalemme. furono fatte passare per profezie. furono spesso cosí male interpretate nel loro significato biblico da suscitare ilarità. scrivendo nei Vangeli: il traditore aveva dato questo segnale. Ma. aveva assunto il significato di «integralista-terrorista». E Gesú gli disse: «amico. che lui conobbe di persona . Tutte le vicende di Cristo. 13). come altrettanto abbiamo appreso che.. fu trasformato in cananeo? Che «zelota» significhi «zelante d’amore verso dio» l’abbiamo appreso sin dai tempi di Mattatia. è lui. un albero che però. maledicendo la negligenza di quei frati amanuensi che. doveva essere la capitale della pace e della concordia . trovando questa morte di troppo cattivo gusto. opportunamente elaborate. si affermava che Giuda. La figura di Giuda risultava nei primi Vangeli del tutto differente da quella che fu definitivamente adottata in quelli canonici. Se questo soprannome significa «zelante d’amore verso dio». e Gesú aggiunse: «sarà colui che intínge il pane con me nel mio piatto». come vedremo. Filone e Plinio il vecchio. dopo essersi trascinato in una vita di rimorsi. frasi che. furono fatte dipendere dall’adattamento di frasi tratte dalla Bibbia che. ha cambiato pure di posto. se si trovava allora a est di Gerusalemme. gli stesori dei quattro Vangeli mostrarono all’imperatore l’albero di fico nel quale Giuda si era impiccato. E nello stesso modo costruirono la scena del bacio prendendo dal Libro dei proverbi la frase: non mi sono potuto nascondere all’insulto perché mi fu recato dal mio amico e confidente – Fallaci sono i baci di un nemico. uno di voi. E noi terremo presente questo. viene mostrato ai turisti-pellegrini come prova dell’impiccagione di Giuda sempre un albero che è nei pressi di Gerusalemme. È a riguardo di questo apostolo che i preti maggiormente fanno il mea culpa. ho letto poco tempo fa su un giornale pretino che una parte di ciò che egli ha scritto lo ha appreso direttamente da Maria – la madonna –. rabbi!».. scritto soltanto trenta anni prima di quello di Matteo. per questo sei qui?». Per esempio nel Vangelo di Papia. nelle loro operazioni di revisione dei testi sacri eseguite nel III e IV sec.. un secolo dopo risultava trovarsi a ovest. messo un pezzetto di pane nella mano dell’apostolo Giuda. oltre ad aver mutato di natura. mancando di storicità. era morto nella seguente maniera: [… il] suo corpo si era talmente gonfiato negli ultimi suoi giorni da non passare per le strade e dopo morto la puzza del suo cadavere aveva appestato la città [Gerusalemme]. secondo le profezie. Allora i discepoli cominciarono a rattristarsi e a dirgli l’uno dopo l’altro [precisazione messa dai falsari appositamente per dimostrare che gli altri discepoli erano estranei al tradimento]: «sono forse io?». se il significato che dà la Chiesa a «zelota» è quello del fervido amore verso dio. (A proposito dell’evangelista Luca. mi tradirà». la città dei pellegrinaggi che. arrestatelo!». dicendo che si impiccò a un albero di fico. diventando un olmo. la cambiarono. quando si riferiscono a coloro che lo portavano. e.

immaginando la reazione dei teologi nel difendere le verità affermate da sant’Agostino. attraverso Epifane. uditi due volte al giorno e sempre nelle stesse ore. sicuramente la piú interessante. sempre secondo Tertulliano. nella realtà. grande apologista cristiano degli inizi del III sec. A forza di pregare la pelle dei ginocchi gli era diventata dura come quella dei cammelli. 115 . di averlo visto ucciso dagli ebrei alla fine del I sec. Messo sotto terra. V): Ego vero evangelio non crederem nisi me catholicae ecclesiae commovere autoritas – ovvero: «io non crederei ai Vangeli se non fosse la Chiesa a ordinarmelo». a un certo punto. possa aver affermato in un suo scritto contro i manichei (cap. Una terza versione. scrive nel suo libro La città di dio: ero già vescovo di Ippona quando mi recai in Etiopia insieme ad altri servitori di Cristo per predicare il Vangelo. il quale confermò in un suo scritto di averli personalmente uditi. (anche lui santo): Giacomo il minore era un asceta. si protrassero fino al tempo di sant’Agostino. reclinò il capo sul suo petto.) A questo punto. Ma quale fiducia si può dare a questo santo.. nulla ci impedisce di pensare che papa Pio XII avrebbe dichiarato santi anche i campi di sterminio nazisti. Giacomo soprannominato Boanerghe e tutti gli altri. per la fratellanza che aveva con Maria di Magdala. La Chiesa cosí ci descrive la figura del suo Giacomo «zelante d’amore per dio». cioè quel Lazzaro che. n. e. tanto illuminato e dotto da considerarsi infallibile nella sua ispirazione divina e genialità umana. ciò dipese dal fatto che questo nome non poteva essere assolutamente taciuto nei Vangeli. era l’amico prediletto di Giovanni il nazoreo. alle persecuzioni contro gli ebrei e contro i “pagani”. dopo aver confermato l’esistenza dei «succubi» (demoni che negli accoppiamenti con gli esseri umani recitano la parte di femmina) e degli «incubi» (demoni che rivestono invece il ruolo di maschi). dal momento che la stessa referenza l’ha data anche alle crociate. il suo corpo continuò a muoversi producendo rumori che. in qualità di testimone.. Io e quelli che erano con me vedemmo degli uomini e delle donne senza testa che avevano due grandi occhi sul petto. La sua figura di seguace-amico di Giovanni fu trasferita in un ipotetico apostolo a cui. alle inquisizioni. fu data invece da Tertulliano. fu relegato a un ruolo periferico. il quale. anche se un cronista bizantino del IX secolo. Si asteneva dal lavarsi e non si tagliava mai né i capelli né la barba. un certo Giorgio Hamartole. allora si può finalmente capire cosa intenda per santità. quell’apostolo amico che. volle contestarla. colonna della teologia cristiana. Lazzaro. Poiché parlare esaurientemente di Lazzaro comporterebbe un impiego di tempo eccessivamente lungo. La soppressione del nome di Giovanni avrebbe reso la storia cristologica cosí priva di ogni riferimento storico da renderla troppo astratta per essere accettabile. Basta prendere in considerazione le tante volte in cui coloro che si rivolgevano a Gesú per parlagli di Lazzaro usavano l’espressione «il tuo amico». (Penso che ciò sia piú che sufficiente per avere un’idea di chi siano i grandi pensatori dichiarati «padri della Chiesa». mi limiterò a dire che.Se per la Chiesa questi «zelanti» sono dei santi. se fu dato il nome di Giovanni. come dimostra eleggendo tali Simone detto Barjona. La versione ufficiale che la Chiesa ha dato alla morte di questo apostolo immaginario è quella di un vecchio che pacificamente chiude gli occhi nel suo letto a ottantacinque anni. uno dei maggiori falsari del IV sec. per assimilarlo all’apostolo che all’ultima cena era seduto accanto a lui. il quale asseriva che l’apostolo Giovanni era stato decollato. dopo essere stato gettato in una caldaia di olio bollente dalla quale miracolosamente era uscito illeso. dal momento che la favola che avevano costruito era stata tratta da una tradizione popolare che si basava su questo nome. non potendo essere completamente eliminato perché ancora presente nella memoria al tempo in cui furono compilati i Vangeli. io pongo a costoro un’altra domanda: come si può spiegare che un sant’Agostino. Se leggiamo con attenzione i Vangeli canonici comprenderemo che l’amico di Gesú è Lazzaro. E se le cose fossero andate differentemente.. rappresentando egli uno dei personaggi piú compromettenti della figura di Gesú. dicendo che Papia aveva scritto. e a quelle evangelizzazioni che nel 1500 produssero in America latina stragi e genocidi per oltre cinquanta milioni di vittime .

usciti negli anni sessanta del II sec. l’altro. cosí si esprimeva: 8 Celso. fu definitivamente tramutato in quello di Gesú intorno all’anno 180 n. che non essendo mai esistito nell’era messianica. riferendosi alla nascita del futuro re d’Israele. etc. rapportandosi troppo palesemente a Sansone. fu scartato. n. sostituito con quelli generici di Cristo (khristos nel significato di «unto») e di signore. veniva presentato sotto un nome proprio. n. però. significando «io sono». accusarono ancora una volta i teologi cristiani di sfrontatezza e di truffa. gli dettero altri significati. gli dettero quello di Josuha (Gesú) che. acquisito lo status di nome proprio. e le repressioni usate dai cristiani contro i loro avversari. il cui significato di «zelota» avrebbe contrastato decisamente con la natura religiosa e pacifica del loro costruendo messia.. passiamo ora alle contraffazioni che i cristiani operarono su Giovanni per trasformarlo in Gesú. e. che veniva attribuito genericamente alle divinità “pagane” − le quali avevano. av. È noto a tutti che ciò che avete scritto è il risultato di continui rimaneggiamenti fatti in seguito alle critiche che vi venivano portate. Se l’appellativo di «galileo» fu agevolmente fatto passare per «abitante della Galilea». per essere sostituito dalla profezia di Michea che. rimanevano da contraffare gli appellativi di galileo e di nazoreo. nondimeno. avrebbe fatto sprofondare nel ridicolo tutta la loro costruzione. Il primo tentativo che fecero per togliergli ogni significato rivoluzionario. filosofo platonico del II sec. cioè quello di nazoreo.GIOVANNI IL NAZOREO Dopo aver visto come i componenti della banda dei boanerghes furono trasformati in pacifici discepoli attraverso la manipolazione dei loro nomi – barjiona in figlio di Giona. Liborio o Anacleto –. ricorrendo all’annuncio che l’angelo aveva dato alla moglie di Manoach: «tu concepirai e partorirai un figlio che sarà nazireo fin dalla nascita» − annuncio che. fece invece ridere gli oppositori. i quali. e. sostituendo con Gesú quello di Giovanni. un nome. pur esprimendo in realtà lo stesso significato di sotèr. il quale. 116 . di punto in bianco. messo in evidenza l’inghippo (come nel caso sopracitato riguardante Celso). che per essere sostenuto avrebbe chiesto una documentazione specifica. n. e. solo apparentemente lo toglieva dal suo anonimato. e un conto sarebbe stato sostenere l’esistenza di un qualcuno che. in realtà. Questo nome. La verità è che tutti questi pretesi fatti non sono che dei miti che voi stessi avete fabbricato senza pertanto riuscire a dare alle vostre menzogne una tinta di credibilità. Marco e Luca. da quanto risulta dalle documentazioni.. tale il figlio!) Eluso cosí il problema del nome. privo di un nome proprio sarebbe potuto sfuggire a ogni controllo storico. nel VI sec. fu adottato come tale. (È proprio il caso di dire: quale il padre. qananite in abitante di Cana. Il nome: il nome di Giovanni. I cristiani. celebre per la sua critica contro il cristianesimo. attribuirono al loro dio il nome di Yahvè. il messia veniva ancora connotato con gli appellativi generici di «Cristo» e di «signore». non potendogli attribuire un nome proprio – quale potrebbe essere Pasquale. accettato dalla massa plebea − che nella sua ignoranza non si poneva problemi etimologici −. anche un nome proprio. che veniva ricordato dalla tradizione. si mostrò particolarmente difficoltoso. con il suo oblio. Non c’è bisogno di spiegazioni per comprendere che un conto sarebbe stato sostenere l’esistenza di un messia che. fece sí che il nome di Gesú. da quanto risulta da un’opera di Celso 8 – Il vero discorso – nel quale dice: colui al quale avete dato il nome di Gesú in realtà non era che il capo di una banda di briganti i cui miracoli che gli attribuite non erano che manifestazioni operate secondo la magia e i trucchi esoterici. Il tempo. –. iscariota in nativo di Ekariot. e.. Infatti nelle prime edizioni dei Vangeli di Matteo. Praticamente i cristiani dettero un nome al loro messia ricorrendo allo stesso trucco che usarono i redattori della Bibbia quando. significando genericamente «colui che salva». Essendo impossibile sopprimerli. permetteva loro di difenderne l’esistenza attraverso l’anonimato. cioè. ricorrendo alla frode – come avevano fatto con gli altri nomi dei componenti della banda dei boanerghes. fu quella di farlo dipendere da una profezia.

E ancora: Nella lingua ebraica. Poiché è da Nazaret che trarremo la prova conclusiva per dimostrare che Gesú in realtà è Giovanni. La stessa conferma sulla città di Gesú ci viene da Luca. quanto perché anch’essa. che Gesú trasforma in discepoli. si mise a parlare di lui. la barca degli apostoli era messa in pericolo dalle onde generate dal vento che si era improvvisamente levato (Mt. senza preoccuparsi di adattarli alla città di Nazaret. E sarà proprio con l’impianto di questo ennesimo imbroglio che i falsari ci forniranno la prova definitiva e inconfutabile che Gesú. situata in pianura e lontana dal lago di Tiberiade. ma. quella in pianura e distante quaranta chilometri dal lago è quella che i falsari usarono per giustificare l’appellativo nazoreo. dopo aver cercato inutilmente nella Bibbia un passo che potesse giustificare in qualità di profezia l’appellativo di nazoreo. secondo il suo solito. Quindi. 53). oppure «verità» = «v r t». avevano le stesse consonanti 9 . per gettarlo giú dal precipizio. come se si scrivesse: «ragione» = «r g n». trovandosi su una montagna che sorge presso il lago di Tiberiade. bensí un’altra città che. Se avevano preso questa profezia per giustificare il perché Gesú avesse l’appellativo di nazoreo fu per il fatto che la parola «virgulto» (neizer) e la parola nazir. 9 117 . udito ciò che dicevano.] all’udire queste cose tutti furono pieni di sdegno. cioè a Davide. commisero la grande leggerezza di raccontare i fatti secondo la tradizione che si riferiva a Giovanni. il quale ci parla pure di un precipizio: Gesú si recò a Nazaret dove era stato allevato. figlio di Iesse.. non poteva essere applicata a Gesú. lo cacciarono fuori della città e lo condussero al ciglio del monte sul quale la città era situata. si levarono. 28). rimarchiamo che la città di Gesú non è affatto la Nazaret sita in pianura e distante quaranta chilometri dal lago di Tiberiade. non dipese tanto dal fatto che apparisse troppo immaginaria e pressoché impossibile a sostenersi. 13.. come la prima. Se questa soluzione fu ritenuta anch’essa non accettabile. che avevano scelto soltanto perché attraverso il suo nome potessero giustificare l’appellativo di nazoreo. le parole venivano scritte riportando soltanto le consonanti. riconosciutolo. di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere [. Gli stessi apostoli sono tutti dei pescatori. Congedata la folla. mettendolo in connessione con la città di Nazaret – come qananite e iscariota. scrivendosi entrambe in ebraico con le lettere n z r. ricorsero ancora una volta all’espediente geografico. Gesú partí di là e venuto nella sua patria insegnava nella sinagoga. ma egli passando in mezzo a loro se ne andò (Lc. nel lago di Tiberiade. assume un carattere prettamente lacustre. incontrandoli mentre ritirano le reti: terminate queste parabole. visto che la gente restava sulla spiaggia. di pescatori e di onde mosse dalle tempeste. fermiamoci a esaminare questa città. Dal monte vide che sotto. La gente del suo paese. Tutti e quattro i Vangeli canonici fanno dipendere il nome nazoreo («nazareno») dalla città di Nazaret. Per esempio. personaggio mai esistito. guarí i malati e moltiplicò i pani e i pesci. non è altri che la controfigura di Giovanni. come la fenicia e l’antica egizia. affermando che fu il paese in cui Gesú crebbe e si formò durante quei trenta anni che precedettero le sue prediche. mentre l’altra. viene invece descritta nei Vangeli come costruita sopra un monte e in riva a un lago? La risposta è semplice: perché la città sita sul monte e posta in riva al lago è la vera città in cui visse il messia riportato dalla tradizione su cui vennero costruiti i Vangeli.«un virgulto nascerà a Betlemme dal tronco di Iesse. che avevano fatto derivare da Cana e da Keriot. salí sul monte e si mise a pregare.4-14. Leggendo i Vangeli. fatto di barche. essendo rivolta ad altro personaggio. Gesú. ed entrò. che sarà destinato a governare sul popolo di dio». che risulta essere completamente differente da come la riportano i Vangeli: perché la città di Nazaret. avendo costruito i quattro Vangeli canonici a Roma senza conoscere la Palestina. Praticamente questa contraddizione tra la descrizione che riportano i Vangeli della vera patria del messia e la città di Nazaret dipese dal fatto che i falsari.. partí di là su una barca.

resi testardi dalla fede. risulta essere di Gamala. Affacciata a mezzogiorno. perché originato da ispirazione divina. si gettò nella ribellione [Guerra del censimento]. non finisce qui la dimostrazione della non esistenza di Gesú. aveva il solo scopo di preparare i lettori a questa conclusione. Se questa è la città che i Vangeli attribuiscono a Gesú. Nazaret con Gamala e tutto apparirà chiaro. che cos’altro si può concludere.. chi altri potrebbe essere se non Giovanni. se non che Gesú fosse nato e vissuto a Gamala nella Golanite. sotto di cui un dirupo privo di mura piombava in un profondissimo burrone (Ant.). Basta sostituire. A questo punto. Ma poiché non sono qui per discutere la 118 . XVIII-4). una gran folla si recò da lui. Dopo aver spiegato chi fossero realmente i suoi parenti. Sui fianchi e di fronte termina in burroni impraticabili. 13-1. detto il nazoreo: Ezechia era un rabbi appartenente a famiglia altolocata della città di Gamala che era situata sulla sponda golanita del lago di Tiberiade. i cristiani testimoniarono la vita di Gesú servendosi esclusivamente delle profezie.. Da un’alta montagna si protende infatti uno sperone dirupato il quale nel mezzo s’innalza in una gobba che dalla sommità declina con uguale pendio sia davanti che di dietro. istigando la nazione all’indipendenza (Ant. questa città sita in riva al lago di Tiberiade. poiché tante saranno le prove che porterò ancora per dimostrare di cosa sono stati capaci i falsari (i santi padri della Chiesa) per costruire questa grande impostura che è il cristianesimo. allora. la cui evidenza non può essere respinta neppure da coloro che. mentre è un po’ accessibile di dietro. sono portati a negare le verità anche le piú evidenti. Allora egli pregò i suoi discepoli che gli mettessero a disposizione una barca. La risposta ci è stata fornita da quel passo di Giuseppe Flavio che descrive la città di Ezechia.] salí poi sul monte. redassero i Vangeli facendo dipendere le azioni di Cristo da frasi che. sedutosi in riva al mare [lago]. Giunsero sua madre e i suoi fratelli e. resici conto che la città dove si era allevato Gesú non poteva essere Nazaret. al punto che neppure potevano prendere cibo. in realtà. formava la rocca della città. a causa della folla. da questo trae il nome. anche se i paesani non rispettano l’esatta pronuncia del nome chiamandola Gamala. uscito di casa. La nascita di Gesú Mancando di prove storiche. stando fuori lo mandarono a chiamare. nei Vangeli. come la Chiesa vorrebbe darci a intendere? Se Gesú. la sua sommità meridionale. in fin dei conti. elevandosi a smisurata altezza. tanto da somigliare al profilo di un cammello (gamlà). fecero passare per profezie. nipote del rabbi Ezechia e figlio di quel Giuda il galileo? Del quale cosí parla Giuseppe Flavio: un certo Giuda. Tutto ciò che ho scritto precedentemente.] Entrò in casa e si radunò intorno a lui molta folla. chiamò a se quelli che volle andassero dai lui [. siamo andati a cercare da altre fonti quale fosse. 3-4): sentendo ciò che diceva. Questa città non si era sottomessa ai romani. posta su una montagna e circondata da precipizi. Partendo dal presupposto che tutto ciò che viene annunciato dai profeti deve obbligatoriamente avverarsi. tratte dalla Bibbia e opportunamente adattate. che si trova a quaranta chilometri dal lago ed è situata in pianura. perché non lo schiacciassero [. Le case costruite sui pendii erano fittamente disposte l’una sopra l’altra: sembrava che la città fosse appesa e sempre sul punto di cadere dall’alto su se stessa. scavando una fossa trasversale. e non a Nazaret nella Galilea. un galamide della città di Gamala. A questo punto si dovrebbe parlare del fatalismo che. confidando nelle sue difese naturali. Comunque. padre di Giuda il golanitide e nonno di Giovanni il galileo. sopprimendo il libero arbitrio e rendendo quindi l’uomo non responsabile delle proprie azioni. avevano sbarrato il passaggio. Gesú si mise a insegnare di nuovo lungo il mare [lago]. giud..quel giorno Gesú uscí di casa e.. Ma anche qui gli abitanti.. Anche Matteo riporta (cap. si cominciò a raccogliere intorno a lui tanta folla che dovette salire su una barca (Mt. giud. farebbe apparire lo stesso Cristo un burattino in balia di un destino già prestabilito dalle sacre scritture. 2).

non esistenza di dio, ma soltanto quella di Gesú come personaggio storico, lascio il lettore libero di trarre le proprie conclusioni sulla «predestinazione» che, togliendo agli uomini la responsabilità nelle azioni, vanifica l’esistenza di un dio che giudica secondo i meriti e i demeriti. La nascita di Gesú, costruita, come tutto il resto della sua vita, su frasi ricavate dalla Bibbia, risulterà una congerie di contraddizioni, di menzogne e di superficialità. La natività, ignorata sul principio dai quattro Vangeli, se fu aggiunta soltanto nel III sec. n. e. in quelli di Matteo e di Luca, ciò dipese dalla necessità che ebbero i cristiani di giustificare attraverso una nascita terrestre l’umanizzazione del loro messia di fronte alle critiche che gli venivano dagli oppositori, che chiedevano come fosse possibile che Gesú avesse cominciato la sua attività di predicatore come uomo senza essere nato da una donna. Infatti tutti e quattro i Vangeli canonici cominciavano presentando Gesú, che iniziava la sua missione di predicatore partendo da Cafarnao in età adulta, dando come sola giustificazione della sua esistenza umana quella voce che si era sentita venire dall’alto, che diceva, mentre veniva battezzato da Giovanni Battista: «questi è il mio figlio prediletto che oggi ho generato». Come conseguenza della decisione che presero di dare a Gesú una nascita terrestre, risultando contraddittorio questo concepimento, che fino allora avevano fatto dipendere direttamente da dio, cambiarono l’espressione «oggi ho generato» con «mi sono compiaciuto», come risulta nel Vangeli odierni. Se nel Vangelo di Giovanni non parlarono della natività terrena, dipese dal fatto che preferirono dargliene una teologica in qualità di «verbo», per poter rendere il loro messia logos, come era Mithra nella religione avestica. Sulla nascita terrestre di Gesú si pose subito un grosso problema: farlo nascere a Betlemme, secondo quanto diceva la profezia di Michea, che lo voleva betlemita –
da te, Betlemme, cosí piccola per essere fra i capoluoghi di Giudea, uscirà colui che deve essere il dominatore d’Israele (Mc.V-1) –,

oppure a Nazaret − che era la città da cui avevano fatto dipendere l’appellativo Nazareno? Per soddisfare allora queste due esigenze, l’una che lo voleva betlemita e l’altra nazareno, i costruttori dei due Vangeli, quello di Matteo e quello di Luca, lavorando separatamente secondo la propria fantasia, dettero ciascuno una propria versione, sí da far risultare le due nascite differenti l’una dall’altra. Natività secondo il Vangelo di Matteo. Per soddisfare la profezia di Michea, che lo voleva betlemita, e l’esigenza di giustificare il suo appellativo di nazareno, Matteo, dopo aver fatto nascere Gesú a Betlemme, lo trasferí a Nazaret, dove rimase come residente per il resto della vita. Per comprendere lo stratagemma, nell’insieme piuttosto macchinoso, a cui ricorse Matteo per giustificare il trasferimento da Betlemme a Nazaret, la cosa migliore è seguire i fatti secondo come il Vangelo li racconta:
i re magi che avevano portato oro, incenso e mirra erano appena ripartiti quando un angelo apparve a Giuseppe e gli disse di partire subito in Egitto perché Erode, saputo che era nato colui che avrebbe regnato su Israele, cercava il bambino per ucciderlo. Giuseppe, presi con se Gesú e la madre, fuggí in Egitto perché ritornando poi dall’Egitto si potesse adempiere ciò che il profeta aveva detto: «dall’Egitto ho chiamato il mio figlio». Il re Erode per essere certo di eliminare il bambino ordinò di uccidere tutti i maschi di Betlemme e dei sui territori dai due anni in giú. Questa strage adempí ciò che era stato detto dal profeta Geremia: «un grido è stato udito in Roma, Rachele, la cui tomba è a Betlemme, piange i suoi figli e non vuole essere consolata [!?!]». Morto Erode, un angelo del signore disse a Giuseppe che era in Egitto che poteva ritornare a Betlemme perché colui che insidiava suo figlio era morto. Durante il viaggio di ritorno, Giuseppe, saputo che il posto di Erode era stato preso dal figlio Archelao, crudele quanto il padre, per un principio di prudenza, fermatosi in Galilea, andò ad abitare nella città di Nazaret perché si compisse ciò che era stato detto dai profeti: «sarà chiamato nazareno». [Il commento sarà fatto dopo].

Natività secondo il Vangelo di Luca. Contrariamente al Vangelo di Matteo, che faceva nascere Gesú a Betlemme perché Giuseppe e Maria erano residenti in questa, nel Vangelo di Luca si dice invece che, se Gesú nacque in tale città, ciò dipese dal fatto che Giuseppe e Maria, residenti a Nazaret, vi si trovavano perché obbligati a ritornarvi, quale loro città natale, per via di un censimento fiscale che era stato ordinato dal proconsole Quirino in seguito all’annessione della Palestina all’Impero 119

romano. (È il censimento dell’anno 6 n. e., che dette luogo alla rivolta guidata da Giuda il galileo, padre di Giovanni.) Soddisfatta cosí la profezia di Michea, che voleva Gesú betlemita, con la nascita nella famosa grotta riscaldata da un bue e da un asino, Giuseppe e Maria ritornarono a Nazaret, loro città di residenza, che avevano momentaneamente lasciata per via del censimento. Che entrambe le natività siano frutto di pura invenzione viene confermato, oltre che dal fatto già dimostrato che il personaggio evangelico, essendo originario di Gamala, non ha nulla a che vedere né con Betlemme né con Nazaret, anche dai tanti contrasti risultanti dai due Vangeli e dalle innumerevoli inesattezze e assurdità che in essi si riscontrano: 1) le genealogie attribuite a Giuseppe nei due Vangeli per dimostrare che suo figlio Gesú proveniva dalla stirpe di Davide, secondo quanto era stato annunciato dalle profezie, sono cosí differenti tra loro che sembrano riferirsi a due diverse persone. Oltre ai nomi dei componenti, che sono cosí discordanti tra le due versioni da non essercene uno che sia uguale a quello dell’altra, i due alberi genealogici contrastano anche sul numero degli ascendenti, che in Matteo risulta essere di 42 e in Luca di 56. Questa differenza numerica dipese dal fatto che le due genealogie non furono scritte secondo un criterio di oggettività storica, ma seguendo un’imposizione che veniva dal numero 14 della cabala ebraica di cui esse, nel totale degli ascendenti, dovevano essere i multipli. La differenza, quindi, dipese dal fatto che mentre Matteo moltiplicò questo numero per tre (42), Luca lo moltiplicò per quattro (56). (Ognuno tragga le proprie conclusioni nel giudicare i principi su cui sono basate le verità evangeliche!) 2) Le date a cui le due nascite si riferiscono hanno uno scarto di almeno undici anni, dal momento che il Vangelo di Matteo pone la nascita prima della morte di Erode − avvenuta nel 4 av. n. e. − e il Vangelo di Luca la pone sotto il censimento − avvenuto nel 6 n. e. (Qui è il caso di ricordare che la Chiesa ci presenta Matteo come testimone oculare e Luca come colui che venne a conoscenza dei fatti direttamente da Maria, avendola personalmente conosciuta!) 3) Mentre Matteo dice che Maria partorí a Betlemme, in casa sua, perché vi era residente al momento del parto –
i re magi, entrati nella casa di Giuseppe, videro il bambino e Maria sua madre e l’adorarono –,

Luca, affermando invece che Giuseppe e Maria si era recatati a Betlemme per via di un censimento, fa nascere Gesú in una stalla, perché, mancando di una casa propria, non avevano trovato nessuno che li ospitasse:
i magi andarono a Betlemme e trovarono Maria, Giuseppe e il bambino che giaceva nella mangiatoia di una grotta dove c’erano un bue e un asinello che lo riscaldavano, intorno tanti pastori che portavano i loro doni e sopra, dall’alto, una moltitudine di angeli che cantavano: «gloria a dio nel piú alto dei cieli».

4) Gli episodi riguardanti la «strage degli innocenti» ordinata da Erode, la «fuga in Egitto» e la visita dei re magi, sostenuti da Matteo, risultano del tutto ignorati nel Vangelo di Luca. 5) Il trasferimento della «sacra famiglia» da Nazaret a Betlemme a causa del censimento fiscale è quanto mai inverosimile e palesemente pretestuoso, sapendo che, secondo le leggi romane, i cittadini dichiaravano i loro redditi presso gli uffici fiscali della città dove svolgevano la loro attività, cioè dove avevano la residenza, e non in quelli della città dove erano nati – inverosimiglianza e pretestuosità che vengono confermate dal viaggio che fanno sostenere a Maria, che non trova nessuna giustificazione, dal momento che, sempre secondo le leggi romane, dovevano presentarsi alle autorità fiscali soltanto i capi famiglia, tanto che espressamente veniva specificato nell’editto che le donne sposate erano esentate, se rappresentate dal marito. 6) Un’altra assurdità, sempre inventata per costruire la trama evangelica, è quella di Erode, che, 120

chiamati i tre re magi in disparte, si fece dire con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli, «andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando lo avrete trovato, fatemelo sapere che anch’io andrò ad adorarlo»(Mt. 2, 7) –

come si può credere che Erode, sicuramente il piú potente re esistito in Palestina durante il tempo dei romani, che disponeva, come risulta dai documenti, di una perfettissima organizzazione informativa per difendersi dai rivoluzionari del partito nazionalista giudaico e da quanti avrebbero potuto congiurargli contro, avesse bisogno di tre stranieri di passaggio per sapere se era nato il messia a Betlemme, quel messia della cui nascita tutti erano a conoscenza nella Giudea per l’annuncio dato ai pastori dagli angeli che volavano a stormi nel cielo cantando «alleluia, alleluia»? Come è possibile che tutti fossero edotti sul luogo della nascita del «re dei re» indicato da una stella tanto luminosa da essere vista dal lontano Oriente, tranne Erode e i suoi cortigiani? Stando a quanto riportano i Vangeli, che i re magi per sapere dove si trovasse il re dei giudei si rivolsero agli abitanti di Gerusalemme (Mt. 2, 1), non sarebbe stato sufficiente a Erode, per sapere dove fosse il suo rivale, uscire dalla reggia e chiedere al primo che avesse incontrato? È chiaro che siamo nel pieno di una favola, per giunta demenziale, fatta di personaggi puramente immaginari come i re magi, che sono stati intromessi soltanto perché attraverso i doni dell’oro, dell’incenso e della mirra, che erano i tre elementi che venivano offerti a Mithra, potessero perseguire il programma prefisso di sostituirsi alla religione avestica nella mentalità popolare, rendendo le due credenze il piú possibile simili fra loro. E fu sempre per raggiungere questo scopo che fu fatto nascere Gesú in una grotta, come erano stati fatti nascere Mithra, Dionisio, Tammuz e tutti gli altri dei solari, perché potessero dimostrare, attraverso una nascita avvenuta in un luogo privo di luce, la loro vittoria sulle tenebre – e in seguito, esattamente nel V sec. n. e., trasferirono al 25 di dicembre, giorno natale di Mithra, la natività di Gesú, che fino allora avevano invece festeggiato ai primi di marzo. Questo programma di conquista delle masse basato sull’assecondare il piú possibile le credenze “pagane” per far loro assimilare il cristianesimo senza provocare dei traumi, la Chiesa continuò a seguirlo nei secoli che seguirono, usando i templi “pagani” per celebrare i propri riti. 7) Il fatto poi di avere inviato la «sacra famiglia» in Egitto per dimostrare – attraverso l’espressione messa nella bocca di dio, «ho chiamato mio figlio dall’Egitto» – che il loro Gesú era veramente il figlio di dio, non è che un ulteriore prova dimostrante che i falsari che scrissero i Vangeli erano cristiani di origine “pagana”, che ignoravano nella maniera piú assoluta i significati contenuti nella Bibbia. Infatti, la frase «ho chiamato mio figlio dall’Egitto» non si riferiva al messia, come avevano creduto, ma al popolo ebreo, che dio, chiamandolo dall’Egitto, aveva liberato dalla schiavitú dei faraoni. Quindi, stando cosí le cose, sarebbe stato molto piú opportuno per loro se Gesú lo avessero lasciato a Betlemme dove era nato, evitandogli quel viaggio in Egitto che, oltre ad dimostrare la loro ignoranza biblica, ha fornito la prova definitiva della loro impostura, facendo fermare Gesú a Nazaret per trasformarlo da nazoreo in Nazareno. A questo punto, considerate le discordanze esistenti fra i due Vangeli, sarei curioso di vedere la reazione di Matteo, se gli si mostrassero i presepi che si costruiscono oggi, con un Gesú adagiato sulla paglia di una mangiatoia, dal momento che lui − quale testimone dei fatti, secondo quanto vuole darci a intendere la Chiesa − fa partorire Maria comodamente nel letto di casa sua! Finito con la natività, Luca passa a raccontarci della circoncisione di Gesú, circoncisione che, invece, è ignorata da Matteo. Di questa cerimonia Luca ci racconta praticamente tutto: ci parla di un certo Simeone, uomo giusto, che onorò il bambino con parole che gli furono dettate dallo spirito santo, ci riferisce di Anna la profetessa e si sofferma persino sulle due colombe bianche, dicendoci che furono sacrificate sull’altare secondo la legge di Mosè (schiacciamento della testa con l’unghia del pollice), ma non ci dice nulla di colui che raccolse il prepuzio e lo conservò perché i posteri potessero venerarlo nella teca che attualmente si trova presso il convento delle Orsoline a Charroux, in Francia. A parte la scena comica di queste suore caste e vereconde che immaginiamo arrossire mentre pregano inginocchiate davanti a un pezzo di membro, quello che piú suscita ilarità è che, oltre questo prepuzio venerato a Charroux, nel mondo cristiano ce ne sono ben altri cinque, che vengono gelosamente conservati e incensati come reliquie nelle loro custodie dorate. 121

che sono specializzati nel risolvere i problemi teologici!) Terminato il racconto sulle nascite. quali quelli riguardanti i pastori e Kansa. Per sapere come la Chiesa ha accomodato questo dilemma non c’è che da rivolgersi ai domenicani o ai gesuiti. A questo punto concludo con la natività – anche se ci sarebbe da fare ancora un’infinità di altre puntualizzazioni (serie e comiche) –. 122 . con chi altri potevano farla sposare se non con un uomo puro e casto. padre putativo di Gesú. con la sola differenza che il loro Cristo si presenta in carne e ossa. figlio di Giuda il golanite. è qui che metterai al mondo il figlio divino. come l’altro. sembra che le Orsoline di Charroux lo facciano piú spesso! Ma questo è niente di fronte al problema teologico. anche se sono innumerevoli – fin troppe – le prove che Gesú non è altri che il prodotto di una trasformazione operata su Giovanni. quella decisiva. di un padre che si chiamava Giacobbe. furono scritti. Perseo da Danae e Mithra da una vergine fecondata da Aura Mazda. per sostenere la verginità di Maria. facendogli cominciare il ciclo di prediche. ritrovandola nella natività di Luca in tutti i suoi dettagli. un uomo che si chiamava Giuseppe. quello di Luca. mentre quello di Marcione aveva dell’uomo solo le apparenze. figlio. poiché Kansa [il dio del male] ti cerca per farti morire col tenero frutto che rechi nel seno. e di Maria. Il nome di Maria. da un testimone oculare. cosí discordanti tra loro nei fatti anche piú essenziali.(A titolo informativo dirò che le reliquie vengono esposte una volta all’anno ai fedeli che. 14). sorto in seguito all’interrogativo: “se Gesú ha lasciato il suo prepuzio sulla terra. passandogli davanti. Di conseguenza. A questo punto possiamo riepilogare. Se poi consideriamo la nascita di Visnú dalla vergine Devaki. che fu partorito sulla terra da una vergine inseguita dal drago. quello di Matteo. è asceso in cielo nella completezza o nell’incompletezza del suo corpo?”. da un apostolo che riportò le narrazioni «dopo aver eseguito accurate e scrupolose indagini». figlio di Giacobbe (quel Giuseppe che viene elevato al rango di viceré d’Egitto). I nostri fratelli ti guideranno dai pastori che stanno alle falde del monte Metu. dettero per marito a colei che doveva rimanere vergine. tratta dai testi induisti. possiamo rimarcare che la natività di Luca ne è la perfetta ripetizione: la volontà di dio si è compiuta. capace di resistere alle tentazioni della carne? Siccome nella Bibbia l’uomo che veniva ricordato per la sua castità era Giuseppe. il dio del male. chiedendomi se è mai possibile credere alla Chiesa quando afferma che questi due Vangeli. sia Matteo che Luca proiettano Gesú a Cafarnao all’età di trent’anni. che deriva dall’ebraico Miriam. perché si adempisse la parola del profeta: «non può restare nascosta una città posta sopra una montagna» (Mt. 5. non può essere che un’ulteriore conferma di quanto il cristianesimo sia un plagio delle religioni altrui. esattamente come aveva affermato Marcione nel suo Vangelo. che ci ricorda la nascita di quel messia della prima Apocalisse. Ma fuggi. che viene trasferito in quel re Erode che cerca il nascituro per farlo morire. le baciano attraverso il vetro. madre terrena e vergine. che tratterà della passione e morte di «nostro signore Gesú Cristo». Tammuz da Ishtar. Prima di passare al prossimo capitolo. erano figli di un dio che si era accoppiato con una donna vergine – cosí Horus nato da Iside. inoppugnabile e quindi inconfutabile ci è stata data dagli stessi falsari che eseguirono la trasformazione di nazoreo in «nazareno». perché era riuscito a resistere alle ripetute tentazioni dell’avvenente moglie di Potifar. voglio dare brevemente la spiegazione su come costruirono i personaggi di Giuseppe. Attis da Nana. e l’altro. dicendo che. Vergine e madre salve! Nascerà da te un figlio che sarà il salvatore del mondo. Questa narrazione. sia delle religioni occidentali che orientali. fu scelto perché è tra i piú comuni nomi femminili della Bibbia e la verginità le fu tributata per il semplice fatto che tutti gli dei salvatori. anche lui.

stando a quanto viene fatto asserire allo stesso Paolo di Tarso. ritenendola troppo atroce. Una cosa comunque è certa: non fu fissato a una croce come quella che ci mostra la Chiesa.). piegava le gambe. era consuetudine trafiggere il cuore del crocefisso con una lancia. sulla quale il condannato veniva legato per le braccia alle due estremità divergenti. a causa delle continue rivolte promosse dal partito nazionalista giudaico. La prassi di dare la morte tramite crocifissione. La croce dei romani era un’impalcatura di legno costituita da una trave trasversale. fissati in terra che terminavano ognuno a forcina. la crocifissione fu ulteriormente semplificata. La struttura originaria della croce. subí una forte semplificazione in seguito alla rivolta di Spartacus nella quale furono crocefissi 7. semplificazione che ridusse il tutto a una sola forca. e. eccetto che nella lunghezza delle forcine che. Stando a quanto risulta da documenti riguardanti l’era messianica. parlando di essa. Come sia stato crocefisso Cristo (Giovanni) poco ci interessa. dal momento che questi sono escludersi nella maniera piú assoluta. se nel primo caso doveva permettere al condannato di appoggiare i piedi per terra. secondo quanto dice Giuseppe Flavio. dovettero a un certo punto essere sospese. n. che. Questo tipo di intelaiatura.CROCIFISSIONE La croce che la Chiesa ci mostra come apparato sul quale morí Gesú non ha nulla a che vedere con lo strumento di morte usato dai romani per i condannati alla crocifissione. abbandonandosi al proprio peso. e.000 schiavi ribelli (71 av. La crocifissione consisteva nel legare le braccia del condannato alla traversa. Per essere certi che il decesso fosse avvenuto. era in tutto uguale a quello che veniva usato per le impiccagioni. sia perché mai nominati nella storia delle crocifissioni. prima di dare l’autorizzazione a staccare il corpo dalla croce. usata per crocifiggere – cruci figere. pendendo in avanti. i romani l’appresero dai cartaginesi durante le guerre puniche. Il condannato entrava in agonia quando. Furca e crux:impiccagione e crocifissione La morte. che nell’impiccagione era pressoché immediata. La morte avveniva normalmente per il soffocamento causato dalla testa. Come conseguenza. erano ritenuti atti di clemenza spezzare gli stinchi al condannato. formata da due forche e da una trave trasversale. sfinito. riducendo la forca a un semplice palo. nella crocifissione era preceduta da un supplizio che durava dai tre ai quattro giorni. «fissare alla croce» –. e. arrivando a una media di 500 al giorno. che comportò 2. fu definitivamente soppressa. fino a quando sopraggiungeva la morte. Per evitare che il condannato fosse sottratto. fu in seguito estesa anche ai disertori e ai sovversivi che causavano disordini tendenti a destabilizzare le istituzioni dello Stato. e permettere ai familiari di bagnare le labbra al moribondo durante l’agonia con una spugna imbevuta di un liquido amaro estratto da radici e erbe aromatiche. I primi scrittori romani che la menzionarono furono Maccio Plauto (255/251-184 av. che appoggiava le sue estremità su due pali. tra le altre cose. la definí un supplizio cosí crudele da non esistere nessun crimine che potesse giustificarne l’applicazione. considerando l’atrocità delle sofferenze. venne legato a un palo (stauros). per eliminare la difficoltà che comportava la ricerca di un ramo forcuto quando le crocifissioni erano numerose. anche se non è affermato in maniera chiara ed esplicita. anche se negli Atti degli apostoli. e tantomeno furono usati dei chiodi. riservata all’inizio soltanto agli schiavi. chiamata patibolum. Cicerone. e nella guerra giudaica. per mancanza di legno. stipes. nel secondo doveva tenerlo sollevato in modo da farlo restare appeso. come avvenne nella rivolta contro Erode. In Grecia questo tipo di esecuzione fu usato soltanto in casi di eccezionale gravità. in cui le crocifissioni. sia perché il loro uso non avrebbe avuto nessuna 123 . n.000 esecuzioni. provocava l’occlusione della trachea. veniva piantonato da due legionari. originaria dell’Oriente semitico e diffusasi poi in tutto il mondo arabo. la provincia romana dove maggiormente venne applicata la crocifissione fu la Palestina. per abbreviargli la durata del supplizio.) i quali. n. finché.) e Quinto Ennio (239-169 av. La crocifissione. ci riferiscono che. crux.

i cristiani assunsero anche loro la croce gallica come loro emblema.]». 124 . e con il volto rivolto al cielo in un’espressione gioiosa. Questa espressione esultante. sui vessilli e sulle monete. come emblema dell’impero. lontani ancora dal concepire la croce latina. facendola raffigurare con la sua forma a X sugli scudi dei soldati. n. pianto che poi fu tolto perché considerato indegno per un dio. Quando negli anni intorno al 160 n. Soltanto il cinismo dei preti – quel cinismo che hanno dimostrato nelle torture operate nelle inquisizioni – poteva aggiungere a un supplizio già tanto atroce un’ulteriore sofferenza! La croce latina. perché potessero aggiungerla nel disegno.. la trasformarono in una croce greca. Per dimostrare ancora quanto i Vangeli non siano altro che il risultato di sovrapposizioni e correzioni. e. in sostituzione di una prima versione. che esprimeva ancora quel concetto esseno. quelle sofferenze che. Il primo approccio che i cristiani ebbero con il simbolo della croce – croce che non aveva nulla a che vedere con quella usata come strumento di morte –. ossia costituita da quattro vettori di uguale lunghezza. Fu in seguito a questa decisione. n. presentavano un Gesú non inchiodato. se precedentemente non erano state prese in considerazione.. trattarono la crocifissione di Cristo nel sottinteso che essa fosse stata eseguita secondo il sistema da tutti conosciuto. esistendo in quell’epoca soltanto due tipi di croce: la croce fatta a X e la croce. che voleva che si affrontasse la morte sorridendo davanti ai carnefici... ma esclusivamente dalla sua resurrezione. e. dirò che la frase riportata sul Vangelo di Luca (22. in maniera che questa non sparisse nella sovrapposizione. e gli fecero reclinare la testa in un’espressione di estrema sofferenza. essendo le braccia legate con una corda e i piedi appoggiati al suolo. fatta a forma di + . Siccome la croce gallica aveva la stessa forma della X che i cristiani avevano già incorporato nel loro simbolo – simbolo che avevano ricavato dalle prime due lettere della parola greca Χριστος (Christos) –. oltre ad avere una struttura a forma di T . che la Chiesa sostiene essere stata utilizzata per la crocifissione di Gesú era del tutto ignorata dai romani. n. e.giustificazione. 44). in seguito alla vittoria riportata sui galli. presa certamente per conquistare le masse attraverso l’emotività che poteva produrre il dolore. come risulta dalle pitture della prima metà del VI sec. di vero sangue erano anche le lacrime che aveva Gesú versato nel pianto che aveva fatto nell’Orto degli ulivi. tracciando una linea orizzontale sul piede della X . fu trasformata in un atteggiamento di dolore allorché i teologi cristiani decisero di mettere in risalto le sofferenze patite da Gesú. oltre alle gocce di sudore. Le prime croci con il Cristo crocefisso sopra. etc. fu aggiunta nel VII sec. e. era dipeso dal fatto che fino allora la Chiesa aveva ancora seguito il concetto dei culti dei misteri. ma legato. Come conseguenza. quali: «la mia anima è triste fino alla morte [. in cui si dice che Gesú era tanto in preda all’angoscia che il suo sudore divenne come gocce di sangue. per simboleggiare la vittoria che avevano riportato sul “paganesimo”. cosí da formare nel complesso del disegno quel monogramma che risulta dai graffiti del IV sec. per dare risalto a questo nuovo aspetto della «passione». nella quale si affermava che. i loro redattori. che era quello basato su un patibolum appoggiato su due stipes terminanti a forcina. se è possibile passi da me questo calice». dopo che Costantino l’adottò. n. e. uscirono i primi Vangeli canonici. e senza il Cristo crocefisso sopra. apparse soltanto alla fine del V sec. «Padre mio. La prima apparizione di quella che fu poi chiamata la croce latina – cioè la croce avente il vettore inferiore piú lungo degli altri – la troviamo nella liturgia cristiana soltanto alla fine del IV sec. che i costruttori di questa nuova religione decisero di trapassare le mani e i piedi del loro salvatore. e. che facevano dipendere la salvezza degli uomini non dal sacrificio e dalle sofferenze patite dal sotèr prima di essere ucciso. aggiunsero nei Vangeli tutte quelle frasi che misero in bocca a Gesú stesso prima di affrontare la morte. avvenne quando fecero propria la croce gallica. n. Per via di quel sodalizio politico-religioso che si era instaurato tra l’impero e la nascente Chiesa in seguito al concilio di Nicea (325). detta greca.

«Padre mio. dolore che fu ancora suffragato da alcune espressioni che aggiunsero ai Vangeli. Nel giro di pochi anni dall’astrattismo di simbolo si passò a una realtà di fatto cosí concreta da permettere ai falsari di sostenere che durante gli scavi eseguiti sul Calvario fosse stata ritrovata la croce a forma latina sulla quale era stato crocifisso Gesú. fu in seguito cambiata (sembra nel IX sec. Trasformata cosí in croce greca quella che rappresentava per loro la vittoria sul “paganesimo”. lasciarono soltanto la croce greca a + . insieme al capo di Gesú reclinato in un’espressione di dolore. che gli fecero pronunciare prima di morire – la quale. nella formella del V sec. tolta la X a scopo semplificativo. viene dimostrato. Le prime immagini riproducenti Gesú fissato alla croce latina risalgono al VI sec. l’impalcatura della crocifissione fu trasformata in un attrezzo a forma di T . e. mettendola sugli altari. e. secondo il sistema usato nella crocifissione romana. n. venne asserito che durante gli scavi voluti da Elena. veniva chiamato con il termine militare di dragonianus. che era esclusivamente quello politico attribuito da Costantino. Altre modifiche furono poi apportate alla crocifissione quando si operarono le prime sculture. fino allora ignorati. La croce. come appare dalle pitture dell’epoca. che infatti non appare in nessuna delle crocifissioni precedentemente eseguite. – fornita dallo storico Eletto Ramacci di Bagnoregio (VT) – che raffigura Gesú crocefisso secondo il sistema romano. I chiodi. la cui intromissione non eliminò comunque nel mondo cristiano la croce a T . soltanto nel VI sec. e. Per divulgarne la venerazione a essa furono dedicate chiese e solenni cerimonie. e. risultò evidente che un corpo non poteva restare attaccato alla croce soltanto per i chiodi. ebbe un rapido successo presso i seguaci come simbolo cardine nel loro culto. come se non bastasse. n. che nulla aveva a che vedere con la crocifissione. perché mi hai abbandonato». 125 . attraverso un simbolico abbraccio rivolto a tutta l’umanità.. negli anni 380-390 n. adottata inizialmente come simbolo della vittoria riportata sui “pagani” ed elevata in seguito come immagine delle sofferenze sopportate da Gesú nella «passione». nelle tue mani raccomando il mio spirito». l’esposero al pubblico. madre di Costantino. ma. e quell’altra. per quanto possa apparire incredibile.. pur appartenendo al clero. ma. E. ciò dipese dalla decisione che presero i teologi cristiani di presentare il Cristo con le braccia aperte. Che la croce latina avesse conservato per tutto il V secolo soltanto un valore simbolico. cioè fino a quando. Se. tutti i crocifissi furono riprodotti con le mani e i piedi trafitti dai chiodi per esaltare quel dolore della «passione» di cui ho parlato. anche dal significato che davano a essa. che ancora sostenevano secondo il sistema romano che voleva il condannato legato al patibolo – come risulta dalle tante raffigurazioni dell’epoca 10 . in una posizione che esprimesse. un concetto di redenzione universale. e. sia secondo il sistema classico romano che con la croce a T . Dovette passare un secolo prima che la crocifissione fosse associata alla croce latina. in esse. in seguito. Gesú risultava ancora con le braccia legate al patibolo con le corde e i piedi appoggiati al suolo. anche se qualcuno sostiene che potrebbe essere stato determinato dal primo pittore che ebbe l’idea di disegnare una prolunga sopra la croce per avere un supporto su cui istallare quella scritta JNRI. dal momento che. le allungarono il vettore inferiore perché fosse innalzata sopra le teste dei fedeli. Raggiunto cosí l’“insetto perfetto” dopo questa lunga metamorfosi.). dove rimase in forma fissa fino a quando. n. che permetteva di portarla in processione. però. nel Vangelo di Luca con «padre mio. e. che misero in bocca a Gesú nell’Orto degli ulivi. tanto che colui che la portava in processione. esprimendo uno stato di disperazione che non si addiceva a un salvatore che era morto per dare speranza agli uomini. che continuò a essere riprodotta in molti quadri fino al 1500. quale quella «Padre mio. che si dimostrò indispensabile. in seguito a un’autorizzazione di papa Innocenzo I (401-417 n. avendo eliminato l’appoggio del terreno.Con questo graffito cosí astruso e complesso andarono avanti per circa mezzo secolo. come quella dell’applicazione di un sostegno per appoggiarvi i piedi. apparirono. la croce latina era stata realizzata. Come sia avvenuto il passaggio dalla croce a forma di T a quella latina si disconosce.. e in quello di Giovanni con «tutto è compiuto». oltre che dal fatto che Gesú veniva legato al supplizio secondo il sistema romano. n. allontana da me questo calice». assumendo come definitivo il simbolo che tuttora appare nella liturgia ecclesiastica. Siamo agli inizi del V sec. erano 10 Per esempio.). i cristiani non avevano ancora pensato di associarla alla crocifissione.

di san Giovanni in Laterano e numerose altre importanti cattedrali in Italia e all’estero. per giunta. provenienti da Gerusalemme. secondo i cristiani. assunta ormai una baldanza religiosa per via di quel concilio di Nicea che aveva ridotto gli ebrei e i “pagani” al ruolo di perseguitati. (Sono i miracoli della fede!) Arrivati cosí alla conclusione che Gesú era stato crocifisso su una croce latina. come abbiamo visto. e perfino del fico. Di conseguenza. compresa quella di Poitiers. facevano cominciare a Gesú il ciclo di prediche.state riportate alla luce anche le croci dei due ladroni e il cranio (in aramaico. divenuto ormai proprietà della Chiesa. sostenevano invece che «Gesú era stato un uomo di bellissimo aspetto». del cedro. nonostante fosse stata eseguita questa frammentazione. anche i quattro Vangeli canonici fecero concludere la vita di Gesú a Gerusalemme. all’età di trenta anni. Seguendo ciò che era stato già scritto nei precedenti documenti «apocrifi». cioè a quel paradiso terrestre dove dio lo aveva creato. se viene dichiarata di tre anni nel Vangelo di Luca. come a tutte le altre. che. una morte e una resurrezione. perché quel luogo corrispondeva in realtà alla valle dell’Eden. l’intera croce di Gesú. del ciliegio. a loro volta. vennero diffusi ovunque pezzi del suo legno che. e i sostenitori di Gregorio. attribuendogli una passione. saltando tutto ciò che poteva riferirsi all’infanzia e all’adolescenza di Gesú. Indipendentemente dalla durata del periodo delle prediche che. si fa durare due Vangelo di Marco e nel Vangelo di Matteo. che. che avevano sostenuto che fisicamente era cosí brutto da essere ritenuto addirittura deforme – anche stando a quanto sosteneva Giustino –. E. tre metri che risulterebbero formati. A partire dalla fine del V secolo. quali quelli della quercia. Tramite un recente sondaggio è stato dimostrato che. Fu in questo periodo che furono consacrate alla croce la chiesa di san Pietro. che trassero in parte dai culti dei misteri e in parte da passi della Bibbia. rifacendosi al Salmo 45 – che diceva: «tu sei il piú bello tra i figli dell’uomo. veniva esposta nel tempio di Gerusalemme. non ha splendore per potercene compiacere» –. i falsari. noi troviamo nelle quattro storie evangeliche le stesse discordanze che esistevano nei Vangeli «apocrifi». per quanto la Chiesa cerchi di dare credito ai fatti raccontati. imposero il culto della croce in tutto l’Occidente. Il motivo per cui inventarono la storia del cranio fu di dimostrare che Gesú era morto per tutta l’umanità quale discendente di Adamo. Siccome il “successo delle vendite” dipende molto da come viene presentata la merce sul mercato. fu consegnato in una teca un pezzo di legno della croce di Cristo. seguaci della profezia di Isaia: «non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi. alla quale. erano stati costretti a ricalcare le orme di Giovanni il nazoreo per l’imposizione che veniva dalla tradizione. La discussione su quale figura dare a Gesú si protrasse a lungo tra i seguaci di Tertulliano e Origene – di tre secoli prima. golgotha) di Adamo. Ma. vescovo di Nissa. si otterrebbero circa tre metri cubi di legno. che. Passione e morte di «nostro signore Gesú Cristo» Dopo avervi aggiunto le due natività in una maniera cosí contrastante tra loro. se si riunissero tutte le schegge di legno attribuite alla croce di Cristo che tuttora si trovano sparse per il mondo cristiano. che fecero passare per profezie. i cristiani dovettero stabilire quali connotati dare al loro eroe. i cristiani. traendolo da un pupazzo di creta. furono venerati come reliquie. e di uno soltanto nel 126 . ricopiando Marcione. sulle tue labbra è diffusa la grazia. doveva essere morto lí. per rendere universale il culto della croce. alla fine tutti furono concordi a dare a Gesú un aspetto cosí bello che piú bello non si può. partendo dalla città di Cafarnao. incredibile ma vero. con un’arroganza tale da permettere a Cirillo di scrivere: la vera croce è già da tempo venerata a Gerusalemme e le sue reliquie sono sparse in tutto il mondo. lasciarono il Vangelo di Matteo e di Luca esattamente come erano stati presentati nella prime edizione tutti e quattro i Vangeli che. perché si potesse seguire un canone ben stabilito nella riproduzione delle sue immagini. ti ha benedetto dio per sempre» –. dai legni piú disparati. dicendo che furono scritti da testimoni oculari o da stesori che li avevano direttamente contattati.

ortodossi. e il mare in cui questi animali venivano fatti affogare era in realtà quell’Adriatico nel quale. è riuscito a dimostrare. si dimostrano spesso addirittura cosí confusi e discordanti tra loro nei concetti che esprimono. battisti. nel corso della stessa pagina. calvinisti. senza contare le ulteriori divergenze che si sono formate in seno alla Chiesa stessa. da Betania a Cafarnao. che racchiude in se tutto l’odio dei giudei rivoluzionari contro Roma. i tomisti litigare con i molinisti. e viceversa. sempre in lotta fra loro per le diverse interpretazioni che offrono. c’è ancora il fatto che Gerasa è un nome immaginario di una città che non è mai esistita. tutti e quattro i Vangeli. metro alla mano. (sic). che ossessiona coloro che hanno seguito la morale cristiana. nel giro di qualche riga. che i seguaci del cristianesimo si sono divisi in cattolici. Colta l’occasione per ribadire ancora una volta l’origine dei cristiani. Eppure. quali erano i cristiani provenienti da quei ricettacoli esseni che raccolsero le peggiori canaglie esistenti nell’Impero romano. da portare i due storici Jules Soury e Binet-Sanglé a concludere che il personaggio a cui si attribuiscono. Un pazzo. Un po’ per la necessità che si imponeva di travisare i fatti e un po’ per la confusione con cui erano pervenute le vicende attribuite a Giovanni il nazoreo dai racconti popolari. i domenicani urtarsi con i francescani. se fosse veramente esistito. messo in essere da una banda di assetati di potere. siamo riusciti a capire il significato di tante espressioni che prima ci apparivano addirittura assurde nei loro contrasti. perché si rivoltassero contro coloro che li opprimevano. 127 . Ma noi che sappiamo che tutto questo caos dipende esclusivamente dal fatto che dovettero costruire la figura di un pacifista traendola da un rivoluzionario. essendo in realtà il prodotto di una cernita di episodi operata su piú di sessanta Vangeli. che Gesú. testimoni di Geova. luterani. riprendiamo con la storia della croce. etc. Soltanto ora che la maschera è stata tolta. la ricostruzione del periodo delle prediche risulta in maniera cosí sconnessa nei tempi e negli itinerari nei quali si fa operare Gesú. secondo il Rotolo della guerra. possiamo capire il perché di tutti questi contrasti esistenti nei Vangeli. percorse esattamente 2. poiché la cristologia ci riserva ancora interessantissime sorprese. da restare allibiti su come lo si possa trasferire dalla Galilea a Gerusalemme. se non che basterebbe soltanto questo per farci capire chi furono coloro che scrissero i Vangeli e chi sono coloro che li sostengono. i carmelitani contemplativi seguire regole che sono in totale opposizione con i monaci battaglieri. 58 cm. etc. che i «maiali» concernevano il simbolo di questa legione. dopo minuziose e serie indagini. Comunque. dato al demonio. monsignore di Vanves. Non aggiungo altro. si riferiva alla legio fretensis di stanza in Giudea. e questo passare. E a conferma che l’esorcizzazione operata sull’indemoniato era soltanto un’allegoria facente riferimento all’aspirazione che avevano i giudei di pervenire presto alla liberazione della Palestina dall’invasione romana. non poteva essere che un pazzo. rappresentato da un muso di porco.740 km. durante i tre anni di predicazioni. ciò non toglie alla storia evangelica l’incoerenza cronologica e geografica degli avvenimenti che racconta. anche se noi. nonostante questo disordine nelle sequenze dei racconti. il quale. È a causa di questa mancanza di chiarezza. Il tutto non è che la naturale conseguenza di quel prodotto posticcio e raffazzonato. loro avrebbero rigettato l’esercito romano in seguito all’espulsione dall’Egitto. sorprese che ormai non avranno altro scopo che confermarci come la Chiesa si regga su un’abominevole impostura. possiamo comprendere il significato di tutti quei passi dei Vangeli che fino a ora sembravano incomprensibili e contraddittori – come l’esorcizzazione dell’indemoniato di Gerasa. la Chiesa sostiene che il tutto viene esposto con tanta precisione da avallare ciò che ha affermato nel suo libro Elementi di geografia sacra (Casa editrice Delalain) lo storiografo religioso Bousquet. faranno risultare il periodo delle prediche una sequela di fatterelli disordinati che. 649 m. che possono apparire incomprensibili a chi non sa che il vero personaggio era l’esponente di quella ideologia esseno-zelota a cui era stato assegnato il compito di preparare la guerra attraverso una campagna di promesse spirituali rivolte alle classi piú umili. anglicani. aggiungo io.Vangelo di Giovanni. sapendo che il nome di «legione».. a differenza dei creduloni. che deve essere eliminato dalla storia e dalla memoria soltanto per i massacri che le ambiguità hanno generato tra i suoi stessi seguaci. che vedono i gesuiti opporsi ai giansenisti. oltre a essere privi di ogni collegamento logico. da un’estremità all’altra della Palestina. senza cercare di darsi una seria risposta agli interrogativi che da essa derivano. quaccheri.

avendo svolto il suo mandato di procuratore dal 26 al 36 n. non possiamo saperlo. fa morire Cristo all’età di cinquant’anni e. Praticamente. che gli stessi teologi non possono sottrarsi dall’ammettere che le date della nascita e della morte di Gesú «non si conoscono con esattezza». (Questa è una delle tante prove che attestano che nel II-III secolo ancora non era stata stabilita né la data di nascita. Comunque. Da quella di Daniele (IX 1. Sant’Ireneo (130-202 n. 24) trassero la conferma che il periodo messianico era durato settant’anni – fu per far corrispondere poi il periodo messianico.Quale sia stata la data di morte che fu attribuita a Gesú nei quattro Vangeli canonici quando videro la luce la prima volta. ho giurato di vendicarmi non facendolo entrare nel mio riposo». e. aveva sofferto ed era morto. sceso sulla terra. con tutte le conseguenze che aveva portato. storico della Chiesa. «Cristo morí in età avanzata. n. in cui avvenne la destituzione di Archelao) e la fine della guerra giudaica (70 n. lo sono tutte le altre nei Vangeli –. che fecero ancora una volta ridere gli oppositori. arrivato alla conclusione che gli ebrei sono un popolo travagliato. Ma tutto fu cestinato. portandolo all’anno uno −. nelle quali. In alcuni testi – riconosciuti falsi anche dalla Chiesa. soffermiamoci a mettere in evidenza le discordanze esistenti nella documentazione cristiana. Cosí ricavarono la data in cui il messia. e. dal momento che quelli di cui ora disponiamo non sono che le edizioni rivedute e corrette che uscirono nel VI sec. e. d’altronde.. che nel Vangelo di Luca retrodatarono il censimento di sei anni. ritenuto il piú attendibile dai seguaci di Geova. e. In questi scritti venivano riportate lettere inviate da Pilato all’imperatore Claudio. si fece morire Gesú nell’anno 21 n. e. Nel Vangelo di Pietro. i quali fecero rimarcare che Pilato. Per altri. rappresentavano il periodo trascorso dal giorno che ave128 . si dichiarava pentito per aver fatto giustiziare un innocente. per tentare di riparare tutti gli errori storici commessi in precedenza. ricavarono l’anno 33 ricorrendo ancora una volta alle profezie. e.) Se questi contrasti sono motivo di stupore. quello che stupisce maggiormente è l’indifferenza che i teologi cristiani mostrano di fronte a queste contraddizioni. dichiarandole «insignificanti divergenze». non può essere che il risultato di un ennesimo imbroglio. e. che in realtà risultava di 64. Comunque una cosa è certa: la data che è stata attribuita. tanto da condannarli con la scomunica –. Le profezie di cui si servirono furono due: una di Daniele e l’altra di Giacobbe.. dice di «averlo scoperto consultando antichi documenti». e. Prima di passare a un esame storico per determinarla. cioè l’anno 33 n. come Papia. aveva tolto il riposo agli ebrei – e convenuto che i quarant’anni che dio aveva pazientato prima di punirli. questa risulta cosí evidentemente fasulla – come. e. anche se alla fine stabilirono come data il 33 n. dovendo sacrificare alla sua missione di salvatore tutte le età della vita. Confermato che l’era messianica si era consumata nell’arco di tempo compreso tra la realizzazione della profezia di Giacobbe (anno 6 n.). sotto Nerone. non ritenendo dignitoso che un dio potesse invecchiare. e. fece portare Pilato in catene a Roma affinché fosse a sua volta giudicato e condannato per l’errore commesso. e da quella del Vangelo di Giacobbe l’annuncio di una vendetta di dio contro il suo popolo dopo aver pazientato per quarant’anni − esprimendosi cosí: «dopo essere rimasto sdegnato di quella generazione per quarant’anni [è dio che parla]. In altri scritti provenienti da Gerusalemme si affermava. n. emotivamente preso da questa ingiustizia. L’imperatore Claudio. e.. che fu definitivamente adottato come vero. che era divenuto imperatore nel 41 n. risultando un accrocco di anacronismi e di insulsaggini. né quella della morte di Gesú. stabilito che la vendetta di dio corrispondeva alla sconfitta della guerra del 70 – che. ai settant’anni annunciati dalla profezia. non poteva assolutamente aver scritto delle lettere nel 21 a Claudio.. compreso il declino». dopo aver affermato di aver processato e condannato a morte Gesú. sapendo che costui morí nell’anno 4 av. la morte di Cristo avvenne sotto Erode il Grande.). dopo aver dato ordine di arrestarlo. che Cristo era morto addirittura nel 58 n. come prova di questa sua affermazione. usciti fra la metà del II secolo e la metà del III sotto il titolo di Atti di Pilato. Vediamo ora quale fu il procedimento che i falsari usarono per determinare questo anno 33. invece. quegli stessi teologi che contemporaneamente affermano che i Vangeli furono scritti da testimoni oculari. cioè almeno 37 anni prima della data dichiarata nei Vangeli canonici.

che era considerato il numero perfetto (10 x 3 +3 = 33). tutto il resto. dichiarando contemporanei due sommi sacerdoti. sapendo che l’anno 33 corrispondeva al 787 dalla fondazione di Roma. ciò dipese dal fatto che vollero dare alla morte di Cristo un numero che rappresentasse il massimo della perfezione. cosa d’altronde confermata anche dai Vangeli. commisero anche un grave errore storico. non aveva nulla a che spartire con la Giudea stessa. e. all’anno 33. All’obiezione che sollevarono gli oppositori. Se questa data fu poi posticipata negli altri Vangeli all’anno 33. come abbiamo visto.. che poi sarebbe quello in cui fu ucciso Giovanni il nazoreo. figlio di Giuda il galileo. e siccome questa missione era durata 3 anni. Ma lo scopo dei falsari era ben chiaro: coinvolgere nella loro storia il maggior numero di personaggi storicamente esistiti. 3-1). come l’avevano inizialmente stabilita. e. 129 . Gesú non poté essere processato da Pilato. che la data della crocifissione avvenne intorno all’anno 39 n. e. che corrisponde esattamente all’anno «decimoquinto dell’imperatore Tiberio» (Lc. secondo la cabala ebraica. aggiungendo nei Vangeli che Erode Antipa si trovava a Gerusalemme soltanto di passaggio (Luc. lo facevano in età molto avanzata. Che la «passione e morte» di Gesú siano il risultato di pura fantasia lo dimostrano le tante inesattezze storiche riportate dai Vangeli. come se non bastasse questa contraddizione di carattere istituzionale. possiamo affermare quasi con certezza che Anna nel 33 era già morto. non poteva essere presente a un processo che si svolgeva diciotto anni dopo. essendo la Galilea e la Giudea due Stati politicamente e amministrativamente autonomi. che Gesú era morto nell’anno 33. La prima che salta agli occhi viene dall’ignoranza dei falsari cristiani che. quali Anna e Caifa. anno in cui venne eletto un nuovo procuratore nella persona di Cuspio Fado. che durarono tre anni. a cui dettero in seguito il nome di Gesú. Sapendo che i sommi sacerdoti. Sapendo da Giuseppe Flavio (Antichità giudaiche) che Giovanni Battista fu ucciso da Erode Antipa poco prima di subire la sconfitta dal re di Petra nel 36. facendo 70 meno 40. Come conseguenza. Ma. Il ragionamento che fecero per trasferire la data della morte dall’anno 30. kyrios. fu il seguente: se dio aveva atteso quarant’anni prima di punirli e la punizione era arrivata nel 70. la “cosa” non regge comunque. avendo egli terminato l’incarico di procuratore della Giudea nell’anno 36. Erode Antipa tetrarca della Galilea e Caifa sommo pontefice. come tetrarca della Galilea. perché. lo ha lasciato nel piú completo anonimato. che. sotèr. significando «colui che salva». perché dimostrarono di ignorare che Anna. cioè nell’anno 27 n. facendo presente che Erode Antipa non poteva essere a Gerusalemme perché. anche ammettendo questa circostanza.. attraverso le profezie. la sua morte non poteva essere avvenuta che nell’anno 33. se lasciavano la loro funzione prima di morire. cioè del loro «unto». 7).) Stabilito cosí. portando all’apoteosi il 3. i cristiani redassero in base a questi personaggi la sceneggiata della «passione e morte» del loro Cristo-salvatore-signore. (Anche se questi calcoli furono fatti secondo il calendario romano. per rendere credibili le vicende da loro narrate. e. Giovanni Battista morí all’inizio delle predicazioni di Gesú. E. sommando i tre anni di predicazioni.. si deduce. Siccome nell’anno 33 Ponzio Pilato era governatore della Giudea. incarico che rimase vacante fino al 44 n. che fa cominciare il ciclo di prediche tre anni prima di questa data. sarebbe stato come se il re Baldovino avesse inviato a giudizio un imputato belga dalla regina di Olanda durante una sua visita a Bruxelles. commisero lo stesso errore di mettere insieme due papi nella Chiesa cattolica. determinarono l’anno di morte del messia come risulta dal Vangelo di Luca.vano commesso la grave colpa di non riconoscere il messia. 23. nulla cambia. derivante dal fatto di porre due sommi sacerdoti nello stesso periodo. Secondo quanto risulta da documenti apocrifi. i falsari cristiani cercarono di riparare alla gaffe. Soltanto facendo un’analisi dei fatti tramite la storia possiamo determinare l’anno in cui fu crocifisso Gesú. ciò significava che il messia aveva iniziato la sua missione nell’anno 30. riguardante gli avvenimenti e i personaggi citati nei Vangeli. Un’altra incoerenza di carattere giuridico la troviamo nel passo dei Vangeli in cui si dice che Ponzio Pilato inviò Gesú da Erode Antipa per farlo giudicare da lui. lo fecero dipendere da questa data. essendosi ritirato dall’incarico nell’anno 15 n.

si fermò per qualche giorno ad Alessandria. in cui si parla di una visita che Erode Agrippa fece nel 39 al suo amico Caligola. non si può concludere altro che la data di morte di Gesú (Giovanni) corrisponde all’anno 39. di cui non si conosce il nome. e. l’unico modo per risolvere il problema era quello di trasformare il processo da politico in religioso. viene detto che. n. aveva carattere omosessuale). n. che fu uno dei primissimi a raccogliere i fatti riportati dalla tradizione popolare. Nel Vangelo degli ebrei. che in quel periodo governava la Siria. e. in cui morí Giuda il galileo. come affermavano i Proto-Vangeli e gli stessi Vangeli canonici – ovvero quei sette fratelli e due sorelle che la storia attribuisce a Giovanni? Cosa che invece appare in tutta la sua naturalezza.. secondo alcuni storici.I fatti riguardanti la procura di Gerusalemme seguirono il seguente corso: subito dopo la cessazione dell’incarico di Ponzio Pilato. Sapendo che l’attività era durata tre anni. gli chiesero: «come puoi tu sapere queste cose se non hai ancora compiuto cinquant’anni?» (Vang. VIII-57). secondo Filone. cioè nell’anno 7 n. viene confermata dallo Pseudo-Vangelo di Giovanni. e la morte di suo padre.. In un passo. nemici degli ebrei. morí l’imperatore Tiberio. c’era stato il processo del famoso rivoluzionario. dimostrava che l’imputato era un rivoltoso. Gesú non fu processato né da Pilato. Questa età di circa cinquant’anni che il Vangelo degli ebrei attribuisce al messia nel periodo delle sue predicazioni. che lo fanno nascere sotto il re Erode. condannato perché pretendente al trono di Gerusalemme. essendo vacante il posto di procuratore nell’anno 39 n. ecco che l’età in cui fu crocifisso Gesú (Giovanni) si conferma essere quarantanove-cinquanta anni. come non poteva essere taciuto che il processo era avvenuto presso un tribunale romano. Caligola. Dunque. mai avrebbero processato e tantomeno condannato qualcuno sol130 . dopo che il signore aveva detto loro di aver parlato con Abramo. Una prova. padre di Giovanni il nazoreo. morto nel 4 av. come abbiamo visto. approfittando della visita di questo re giudeo. Giuda il galileo (7 n.). né da altro procuratore romano. Se fosse nato veramente nell’anno del censimento. come poter sostenere una simile versione. ossia far dipendere la sentenza da una colpa commessa da Gesú non in qualità di rivoluzionario. e. Quindi. e. Che la passione e la morte di Gesú siano il risultato di macchinazioni operate per nascondere la verità viene ancora confermato dalle innumerevoli incoerenze che a ogni passo si riscontrano nei quattro Vangeli canonici. con lo scopo di affidarlo a Erode Agrippa. ebr.) primogenito. durante il viaggio di ritorno da Roma. troveremo che il suo anno di nascita corrisponde all’incirca all’anno 12 av. facendo una semplice sottrazione. se questa messa in scena organizzata dai “pagani” di Alessandria avvenne nel 39 e soltanto poco prima. bensí da un funzionario. preferí affidare il governo della Giudea a una delegazione dipendente amministrativamente dal comando romano di Siria. c’era un passo nel quale gli apostoli. favorevoli come erano a lasciare libere tutte le religioni nei loro culti. avessero cercato di sostituirla con la lapidazione –. Stabilito cosí che il Cristo (Giovanni) è morto a circa cinquant’anni nel 39 n. per irriderlo organizzarono nello stadio di Alessandria una rappresentazione teatrale nella quale veniva riprodotto il processo tenutosi poco prima a Gerusalemme. e. viene da un’opera intitolata Contra Flaccum che lo storico Filone Alessandrino scrisse contro il prefetto Fiacco. Il motivo per cui Caligola eliminò il procuratore della Giudea fu quello di riunire la Palestina in un unico Stato. I “pagani”. se i romani. che svolgeva il ruolo di procuratore in forma interinale. Dal momento che la crocifissione non poteva essere taciuta – per quanto. a conferma che la crocifissione avvenne nell’anno 39. come viene affermato dal Vangelo di Pietro e dallo stesso Vangelo di Luca. come attestato della grande amicizia che li univa (un’amicizia che. n.. Altre prove vengono fornite analizzando quei primi documenti che la Chiesa dichiarò «apocrifi». ponendo un lasso di tempo di diciannove anni tra la nascita di Giovanni (12 av. e. Però. che succedette a Tiberio. in un passo in cui si afferma chiaramente: «Cristo aveva cominciato la sua attività all’età di quarantasei anni». come avrebbe potuto Gesú avere sette fratelli e due sorelle. invece di nominare un altro procuratore romano. concludendosi con una condanna alla crocifissione. e. ma di predicatore. incoerenze e raggiri a cui i falsari furono costretti a ricorrere per stravolgere il procedimento di quel processo romano che. terminato con la crocifissione di un famoso capo rivoluzionario − Giovanni −.

per convincerci ancora di piú che tutto ciò che è stato scritto nei Vangeli è un prodotto o dell’ignoranza. alla domanda di Pilato: «chi volete che liberi. la fecero pronunciare dai sadducei e dal popolo ebraico. che lo condannarono a morte come religioso. si sarebbero forse ben guardati dall’attribuirgli quella «lavata di mani» che lo fa apparire un vile e un titubante. lavandosi le mani. che spesso si confondeva con la crudeltà. fosse stato condannato a morte non in quanto messia rivoluzionario. Ammesso che fosse stato Pilato a presiedere il tribunale in cui fu giudicato Gesú. dopo aver lasciato di urgenza Cesarea marittima. (È la prima volta che sento dire che le armi sono uno strumento di preghiera!) 131 . vengono presentati nel corso dell’ultima cena come rivoluzionari che seguono il maestro sul Monte degli ulivi armati di spade. 2. ma in quanto messia apportatore della buona novella. costruirono quel processo-farsa che troviamo riportato nei quattro Vangeli. come riportava la tradizione riferentesi a Giovanni.tanto perché predicava una religione? Come far figurare che in un tribunale romano poteva essere stata emessa una condanna per crocifissione contro un religioso. la colpa di essere stati gli assassini di Cristo. quando le crocifissioni erano riservate a coloro che operavano contro la stabilità delle istituzioni. possa aver chiesto a quelli che glielo consegnarono che cosa avesse fatto: uscí Pilato verso coloro che glielo consegnarono e domandò: «che accusa portate contro quest’uomo?» (Gv. in modo che non ci potesse essere possibilità di attenuanti. pur sommariamente. i redattori dei Vangeli che lo fecero passare per una persona indecisa. può essere giustificata soltanto da un’intenzionalità da parte dei cristiani di far riconoscere agli ebrei stessi. basato su vaghe domande da parte degli inquisitori e di “vuoti” silenzi da parte dell’imputato. poi. 17. Se avessero letto ciò che diceva Filone di Alessandria nella biografia che scrisse su di lui. non trovando nessuna motivazione circa il perché se la siano rivolta. caricava di accuse gli ebrei. 1. o dell’intenzionalità a ingannare. A me personalmente. con questo raggiro. colmo dei colmi. vediamo di esaminare le vicende che gli evangelisti attribuirono alla «passione» di Gesú attraverso un esame storico e usando quel minimo di buon senso e di ragione che si esige per comprendere i fatti. costui che trovo privo di colpe [Gesú[ oppure Barabba il brigante?». A questo punto potrei spiegare chi fosse in realtà Barabba. come fu imbrogliato il processo romano per dare alla crocifissione una subordinazione religiosa. ma. cioè «figlio di dio». la quale. invece di far emettere la sentenza di morte dai romani perché rivoluzionario. alla fine risulta che la sua unica colpa è quella di essersi dichiarato bar abba. per essersi dichiarato figlio di dio. pur essendo stato giudicato da un procuratore. residenza del procuratore romano in Giudea. fa ridere il fatto che Pilato. Il contrasto esistente nell’indole dei discepoli. fu risolto in definitiva con quella lavata di mani che. il figlio di dio. ma preferisco riservarmi di mettere questa “ciliegina sulla torta” soltanto dopo aver trattato della «passione e morte» di colui che i cristiani chiamano «nostro signore Gesú Cristo». che. e aver inviato una coorte (600 soldati) al comando di un tribuno nel pieno della notte per sedarla. Tutto il processo. Fu cosí. dove metteva in particolare risalto una severità nei processi e un autoritarismo contro i giudei. [risposero:] «libera Barabba e crocifiggi Gesú!». i quali. Spiegato cosí. che fecero figurare come il loro Gesú. rimase per molto tempo impressa nella memoria dei giudei. Basti dire che la figura di Ponzio Pilato. rimetteva la sentenza al giudizio del popolo. Portarono sí Gesú nel tribunale romano. perché informato della rivolta in atto. 29) – e. [aggiungendo subito:] «che il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli» − un’automaledizione che. trovandosi di fronte il capo della sommossa. cioè contro i ribelli? Non trovando allora una soluzione legale per risolvere questo problema. mentre viene sostenuto che fossero dei pacifici pescatori destinati a spandere la buona novella e a compiere miracoli. togliendo ai romani ogni responsabilità. certamente non lo conoscevano. come uomo impietoso e feroce.

essendo di origine “pagana”. Tante altre sarebbero le considerazioni da fare su questo processo ebraico. viaggio verso il Calvario con la croce sulle spalle. ballottaggio con Barabba. sempre secondo il Pentateuco. legavano al palo i condannati soltanto dopo averli già uccisi con la lapidazione. nella loro semplicità di «poveri di spirito». c) fosse proibito togliere dal patibolo i cadaveri nel giorno di Pasqua. ignoravano in maniera assoluta le regole piú elementari del Pentateuco (Torah). cose assolutamente proibite presso gli ebrei. mancando comunque trentasei ore per giungere ai tre giorni passati nel sepolcro. durante la quale viene staccato un orecchio a una guardia del tempio. (La Pasqua veniva celebrata di sabato e Gesú morí nel pomeriggio del venerdí. che era il tribunale. alla fine risultò che avevano commesso un grave errore nei calcoli del cerimoniale. 5. Ma.. cattura e traduzione del medesimo dall’Orto degli ulivi a Gerusalemme (un chilometro e mezzo). per quanto cercassero di fornire. come afferma la Chiesa. ma con un risultato insoddisfacente. che in realtà non si è mai tenuto. processo romano.) Di conseguenza. che normalmente durava da tre a quattro giorni. non fece che suscitare critiche e derisioni da parte degli oppositori. lo conduca al Sinedrio per consegnarlo ai sacerdoti giudei. perché facendolo morire la sera del venerdí e facendolo risorgere il giorno dopo. trasferimento da Caifa ad Anna. la sua anima sarebbe stata maledetta per le tre leggi del Pentateuco. processo che.. l’asserzione che Caifa inviò Gesú presso Anna perché lo giudicasse. Far celebrare il processo ebraico nel sinedrio. onde evitare che l’agonia potesse protrarsi oltre la calata del sole. Seguendo le tante vicende che si svolsero nel giro delle poche ore comprese tra il mattino e le tre del pomeriggio. giorno di Pasqua. ufficiale romano inviato da Ponzio Pilato. fu ridotta in Gesú. Gesú doveva assolutamente morire prima della fine del giorno. si ha l’impressione di avere davanti uno di quei film muti. e non nel beth-din. la pausa nella quale il sofferente regala una “foto ricordo” alla donna che gli aveva asciugato il sudore dal viso. nei quali il moto degli attori viene presentato in maniera comicamente accelerata: arresto di Gesú. flagellazione e derisione dei soldati romani. dal momento che Anna aveva terminato il suo incarico di sommo sacerdote nel 15 n.) Di conseguenza. agonia e finalmente la morte – il tutto nel giro di sette-otto ore. processo nel Sinedrio. cioè il sabato. tre cadute. continuano a sostenere che ci siano stati ogni volta che ripetono quel passo del Credo che recita: […] Gesú morí sotto Ponzio Pilato e il terzo giorno resuscitò da morte . dimostra ancora una volta l’ignoranza dei neocristiani che. se Gesú fosse morto dopo il tramonto. Ignoranza che si manifesta ancora nel far celebrare il processo durante le feste di Pasqua e per giunta di notte. perché potesse essere tolto dalla croce prima del tramonto e non avere l’anima dannata. crocifissione. che tirano a sorte le vesti del condannato. Conoscendo le date relative alle cariche dei due sommi sacerdoti. a sole tre ore. b) se il condannato moriva dopo il tramonto e restava la notte al palo la sua anima sarebbe stata dannata. È inammissibile ammettere che il tribuno. resistenza dei discepoli ai soldati romani. i particolari della «passione e morte». le sentenze non potevano essere emesse prima che fossero passate ventiquattro ore dal processo. (Era per questo motivo che gli ebrei. Per riparare a questa lacuna anticiparono nel Vangelo di Giovanni la data della morte di un giorno. 4. da Anna a Caifa. dal venerdí al giovedí. costituisce un’altra circostanza che esclude nella maniera piú decisa che i Vangeli sono stati scritti da testimoni presenti ai fatti. nonostante l’evidenza dei fatti. come tutti gli altri sotères nell’ambito dei culti dei misteri. altro trasferimento da Pilato a Erode e da Erode a Pilato.3. quei tre giorni che i cristiani. invece di tradurre il prigioniero al tribunale romano. e. costruito esclusivamente con le profezie. le quali imponevano che: a) il cadavere di un condannato non potesse essere tolto dal palo dopo il tramonto. e nel far emettere dal sommo sacerdote Caifa una condanna a morte subito dopo l’interrogatorio quando. la durata dell’agonia. E tutto questo perché.. che era il luogo delle riunioni politiche e sociali. per esigenze di copione. Il tempo in cui si svolge tutto il dramma evangelico è di per se stesso già un paradosso. 132 . in una maniera anche fin troppo dettagliata. il discorso alle pie donne. venivano meno quei famosi tre giorni che il loro salvatore avrebbe dovuto trascorrere da morto per poter scendere agli inferi.

La frase «dio mio. che. è evidente che questo giovanetto. per renderci ben conto dell’assurdità delle profezie. se fosse stata recitata per intero. avrebbe dato un risultato piuttosto compromettente dal momento che continua: 133 . durante la cattura di Gesú all’Orto degli ulivi. dio mio. rimetto nelle tue mani il mio spirito. Estratte cosí dalla preghiera del «giusto sofferente» (salmo 21) le espressioni: si dividono le mie vesti e sul mio vestito gettano la sorte [e] hanno forato le mie mani e i miei piedi e posso contare le mie ossa. Se a chi veniva crocifisso durante l’agonia si bagnavano le labbra con un liquido amaro estratto da erbe aromatiche e radici. espressione che. anche nei dettagli. dove è scritto: quando avevo sete mi dettero da bere l’aceto e nel cibo ci misero il fiele. perché mi hai abbandonato?». 51) −. messa in bocca a Cristo per esprimere la sofferenza che egli provò nell’agonia. che fecero rimarcare che non si addiceva a un salvatore. e lo fermarono. lo fecero perché questa frase. veniva riportata nel Salmo 22. cambiarono nel Vangelo di Luca con: dio mio. la risposta la troviamo nel Salmo 69. un’espressione di sconforto. non può essere che una comparsa messa nella grande sceneggiata evangelica per dimostrare che la vita di Gesú. perché mi hai abbandonato. forarono le mani e i piedi del loro Gesú con i chiodi e misero in mano ai soldati romani i dadi per sorteggiare i suoi vestiti. dio mio. dal momento che era stata annunciata dalle profezie. era vera in tutto.Le profezie Mancando ogni riferimento storico. Se fecero dire a Gesú prima di spirare: dio mio. Se poi qualcuno dovesse chiedersi chi fosse quel fanciullo che. durante la cattura. Un giovanetto però lo seguiva. perché a Gesú dettero invece aceto e fiele? Ebbene. fuggí via tutto nudo (Mc. che le usarono separandole dai versi che le precedevano e da quelli che le seguivano. i redattori dei Vangeli costruirono la passione e morte di Gesú mettendosi alla ricerca di tutte quelle espressioni bibliche che. abbandonato Gesú.) Anche se qualche storico ha insinuato dei sospetti che mi rifiuto di accettare e dei quali preferisco non parlare. bisogna esaminare le frasi. annunciando i fatti sotto forma di profezie. pronunciata da Davide in qualità di profeta. che nel loro contesto originale assumono un ben altro significato da quello che venne attribuito dai falsari. in seguito alla critica degli avversari. Ma. poteva essere l’apostolo Giovanni. Ma egli. dal momento che viene dichiarato «il piú bravo». viene fatto scappare nel Vangelo di Marco a culo scoperto − tutti allora. andando contro tutte le leggi sulla crocifissione – che volevano che i condannati fossero legati per le braccia con una corda –. lasciato il lenzuolo. dicendo che questo giovanetto. rivestito soltanto di un lenzuolo. intravediamo nelle prime luci dell’alba correre nudo tra gli ulivi. 14. che era considerato il migliore amico di Gesú. venuto sulla terra per insegnare la fiducia in dio. avrebbero dovuto garantire la veridicità delle loro affermazioni. dio mio. senza pensarci su due volte. la risposta la trova nel libro di Amos (II-16) in cui sta scritto: arrivato quel tempo il piú bravo scapperà completamente nudo. fuggirono. (La Chiesa cerca di spiegare questa insulsaggine.

se colte separatamente possono adattarsi alla situazione a cui si riferiscono. non trovando lecito di tenersi quei soldi perché erano il ricavato di un tradimento. preso dal rimorso.] Che cos’altro si potrebbe concludere. rappresentano l’oscurantismo dell’umanità. Poiché i falsari cristiani. I sacerdoti. un’oscurantismo che sempre piú rappresenta un ostacolo per lo sviluppo razionale dei popoli. ti invoco di giorno ma non rispondi. infamia degli uomini. il prezzo del venduto. che poi fu utilizzato per seppellirci i forestieri: Giuda. grido di notte e non trovo riposo. c’è anche un errore circa il profeta a cui si riferisce. etc. ritenuto che i soldi ricavati rappresentavano una cifra irrisoria di fronte al valore reale delle pecore. non uomo. per dimostrargli il disprezzo per il cattivo affare che aveva fatto. essendo di origine “pagana”. che in seno all’assemblea ricopre un ruolo di auditore. l’«infamia degli uomini». gettarono nel «vasaio» – ma in una maniera talmente differente da come veniva riportata dalla Bibbia da rendere il passo del Vangelo addirittura ridicolo. il pastore si recò dal padrone che gli aveva affidato il gregge. Infatti non è Geremia. che i figli d’Israele avevano mercanteggiato e li diedero per il campo del vasaio come aveva ordinato il signore» (Mt. Bruxelles. come oggi. che rappresentavano la parte piú retrograda delle popolazioni dell’impero. non ben conoscevano la Bibbia. nella quale viene raccontato che Giuda. si legge: (XI-13): un pastore. come viene detto dai Vangeli.tu sei lontano dalla mia salvezza. viene spiegato nei Vangeli. Ma io sono verme. perché con i suoi veto rappresenta un serio ostacolo all’emancipazione sociale. rifiuto del mio popolo. 11 Da «Tribuna degli Atei».? Cosí è per tutte le frasi che furono tratte dalla Bibbia per essere usate come profezie. (Perché si possa comprendere bene la questione dirò che Gesú. È da questa favola biblica che i falsari trassero la storia che conosciamo. dovevano essere il prezzo di quel tradimento con cui Giuda vendette Gesú ai sacerdoti sadducei. (Ci sono già tante proposte da parte dei rappresentanti dei paesi Onu di escludere il Vaticano. secondo quanto era scritto. non sapendo che il «vasaio» era il vaso per le elemosine. gettati i trenta denari ai piedi dei sacerdoti. e il padrone. a tutto ciò che rappresenta il progresso? Continuando con le profezie. e si oppone ancora. stanco di pascere le pecore [faccio il riassunto] le portò a vendere presso dei mercanti i quali gliele comperarono per trenta denari. bensí Zaccaria il profeta che parla del pastore che gettò nel «vasaio» i trenta denari ricavati dalla vendita del gregge. gli stessi. oltre all’errata interpretazione. quale agnello sacrificale. «il primo presupposto che esige il cristianesimo per imporsi non è forse l’ignoranza?» 11 . dopo averli raccolti. tutte frasi che. ritornò dai sacerdoti che lo avevano pagato e gettò ai loro piedi i trenta denari ricevuti dalla vendita di Gesú. prendiamo ancora quella che Matteo trae da Geremia per spiegare che fine fecero i «trenta denari» che Giuda ricevette in cambio della delazione. e gli chiese: «cosa debbo fare di questi trenta denari?». se mettessimo in bocca a Gesú tutto il resto del salmo. Una tale sfacciataggine poteva avere successo soltanto presso la grande ignoranza e superficialità che dimorava allora presso i primi cristiani.) Il santo padre incita i cristiani a un suicidio di massa D’altronde. assumono un significato ben diverso e spesso del tutto contrastante. decisero di comprarci il campo del vasaio per la sepoltura degli stranieri perché si adempisse la profezia di Geremia [?!]: «presero trenta denari d’argento. andò a impiccarsi. gli disse di gettarli nel «vasaio». Mi scherniscono quelli che mi vedono [etc. Eseguita la compravendita. nel contesto. un terreno. se non che egli è un «verme». Belgio. rappresenta le pecore che sono state vendute. aggiustarono il tutto dicendo che i sacerdoti usarono i trenta denari per comperare un terreno che si chiamava «vasaio». dio mio. perché allora la Chiesa si è sempre opposta. quei trenta denari che. cioè nel recipiente che era sito all’entrata del tempio per ricevere le elemosine. Se non fosse cosí. 27). invece.) Su Zaccaria (non su Geremia come viene erroneamente riportato dai falsari in Matteo). In questa profezia. 134 . che loro.

mentre erano chiuse le porte del luogo ove si trovavano i discepoli per timore dei giudei venne Gesú e disse: «pace a voi!» [. Privo di ogni iniziativa e personalità. guarda caso. ciò dipese dal fatto che dovettero rispondere alle critiche degli oppositori che. tanto appare ovvia la conclusione a cui si può pervenire.] ma poiché per la grande gioia gli apostoli non credevano ed erano stupefatti. finché. andarono avanti per decenni. ai quali si presenta. che ineluttabilmente devono compiersi perché sia fatta la volontà del «padre che è nei cieli». poiché molti furono i passi che ripresero dai Vangeli “pagani”. egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. cosí fu messo sulle spalle di Cristo il mantello rosso dei re in segno di scherno. mangiava il pesce) risorto e non un impostore che si faceva passare per Gesú – come i loro nemici sostenevano. stava portando alla negazione dell’esistenza di dio. la loro era di spine −. facendolo durare alcuni anche diciotto mesi. come uomo. è la chiara dimostrazione dell’incoerenza di dio. che vede il protagonista muoversi secondo un copione già scritto dalle profezie. Se. non lo avevano riconosciuto. L’esistenza di Gesú. in un’altra precedente gaffe. si riduce a una recita.. Gli offrirono una porzione di pesce arrostito. a imitazione di Mithra. in qualità di spirito passava i muri. secondo un programma stabilito dalle profezie. Tutta la vita di Gesú. venivano scherniti per essersi dichiarati dei. egli segue come un automa le vicende che si susseguono dalla nascita alla morte. porta a chiederci: se tutto ciò che avviene era stato già prestabilito. 135 . che è stata fatta dipendere dal suo tradimento? Ma soffermarsi a discutere su un tale argomento significherebbe declassare l’intelligenza umana. incontratolo. era veramente il dio-uomo (come dio. La questione. rimasta insoluta. è per dimostrarci che egli. fece correre dei grossi rischi al cristianesimo in quella diatriba che vide i tomisti. papa Clemente VIII proibí di proseguire la disputa che.Ma non furono soltanto le profezie a essere usate dai cristiani per comporre la passione del loro Cristo. come si sarebbe allora realizzata la «passione» di Cristo. nel 1607. ritenendoli responsabili delle loro azioni? Come si può condannare Giuda. seguaci del gesuita Molina.. se ci tengono a far rimarcare che era ermeticamente chiuso. a imitazione dei sotères “pagani”. un copione imposto che trasforma il fondatore del cristianesimo in una marionetta azionata dai fili di un destino già prestabilito. che le Marie e gli stessi apostoli. mai risolto dalla Chiesa. secondo lui. fanno parlare il risorto con le varie Marie e lo fanno ripetutamente mangiare con i discepoli. entrando attraverso i muri. in seguito. è una delle maggiori prove del fallimento teologico della religione cristiana. in mano gli fu posta una canna a mo’ di scettro e sul capo una corona – con la sola differenza che. dicendo che Gesú era rimasto sulla terra quaranta giorni. in quanto potevano essere stati gli stessi apostoli ad aver trafugato il corpo. nei quali i sotères. difendevano invece il libero arbitrio. si rimarcherà che le aggiunte poste in seguito dai falsari non hanno altro scopo che quello di fornire le prove di una «resurrezione» avvenuta: fanno toccare la ferita del costato all’apostolo Tommaso. In un’accusa reciproca di ateismo. Come a Marduk. e. Siccome nei Vangeli «apocrifi» il periodo passato sulla terra dopo la «resurrezione» variava. Questo interrogativo. opporsi ai molinisti che. costruirono la scena nella quale Gesú disse ai suoi apostoli che lo avrebbero rivisto scendere dal cielo da sopra una nube per giudicare i vivi e i morti. dalla nascita alla morte. seguaci di Tommaso d’Aquino. La sera di quello stesso giorno. Le stesse incoerenze e assurdità che si trovano nella vita di Gesú le ritroviamo in quel periodo che seguí la sua morte. Infatti. nella prima edizione dei Vangeli canonici decisero di far salire Gesú in cielo direttamente dal sepolcro. questa versione fu successivamente ancora corretta. dicevano loro che l’aver trovato un sepolcro vuoto non era una prova sufficiente per dimostrare la resurrezione. se era scritto che egli doveva tradire? Se Giuda fosse stato veramente libero di decidere e non avesse tradito. riferendosi a quei passi dei Vangeli in cui si diceva. prima di essere uccisi. mentre quella di Marduk era fatta di foglie di acanto. castigando o premiando pur conoscendo il futuro. deridendoli. imposta dalle profezie. sempre all’ora di cena e in un camerone che. che. aggiunse: «avete qualche cosa da mangiare?». che sostenevano il fatalismo. come può dio giudicare gli uomini. e.

Fallite cosí queste due versioni. basato sul concetto di una terra piatta. comportando essa la prova che il condannato fosse quel rivoluzionario che la tradizione e i documenti ricordavano essere stato condannato durante l’era messianica. temendo una rivolta. i quali l’avevano condannato alla lapidazione sotto l’accusa di essersi dichiarato figlio di dio. che si era lasciato intimidire dal popolo. che si concludeva con la condanna a croce del brigante e la liberazione di Gesú. per tentare Cristo. per farla finita con questa farsa della «resurrezione». passati quaranta giorni. per i dotti della Chiesa era invece una verità inconfutabile. lo aveva ceduto spontaneamente ai giudei. né destre e né sinistre –. Il processo si svolgeva in tutto e per tutto uguale a quello che troviamo oggi nei Vangeli canonici. eccetto il finale. tanto indiscutibile da costituire una verità di fede cosí assoluta che negarla avrebbe comportato la morte – morte per rogo a cui fu condannato un certo Cecco d’Ascoli nel 1610 per avere soltanto detto che: non era possibile poter vedere tutti i regni della terra da una montagna per quanto altissima fosse stata. scomparendo dietro una nuvola: Gesú fu elevato in alto sotto gli occhi degli apostoli e una nube lo sottrasse ai loro sguardi (At. nel quale si racconta che Satana. Barabba Di tutta la vita di Gesú la parte che maggiormente impegnò i falsari per dissociare la sua figura da quella di Giovanni fu la crocifissione. Insomma. dopo aver mangiato. furono tre: nella prima veniva asserito che Pilato. gli dice. stando a quanto dicono gli Atti degli apostoli. Gesú lasciò la terra. prima di giungere a quella definitiva riportata dai Vangeli canonici. le conseguenze che avrebbe comportato la crocifissione. nella quale dicevano che Pilato aveva ceduto Gesú ai giudei in cambio di una somma offertagli dai sacerdoti sadducei. Basta leggere il passo di Matteo (28-11) riguardante «le guardie subornate» (corrotte) per comprendere le critiche che i costruttori dei Vangeli ricevevano dai loro oppositori. che avevano entrambi svolto la loro missione nello stesso periodo facendosi chiamare entrambi «figli di dio». diciamo che alla fine. nella quale fecero figurare che nel processo c’erano due messia. Ma anche questo espediente. ne tirarono fuori una seconda. che potrebbe apparire un dettaglio insignificante a chi segue la logica e il buon senso. uscí dal luogo dove erano riuniti gli apostoli. Ma se la prima si era mostrata denigratoria verso un procuratore. Questa ascensione. Ciò che mi lascia perplesso nel leggere questo passo del Vangelo non è tanto il fatto che Gesú passi attraverso i muri – dal momento che tutto è possibile a chi possiede un corpo simile a quello degli angeli –. perché. quanto il costatare che insieme a lui attraversino i muri anche i pesci che erano nel suo stomaco.Cosí. dopo avergli mostrato dalla cima di un monte tutti i regni del mondo: «tutte queste cose ti darò se prostrandoti mi adorerai». Oltre a ridicolizzare quel «fermati. cioè bar abba. sole» di Giosuè e il concetto dell’«ascensione». fu anch’essa subito ritirata. fatte per dare a Gesú una morte per lapidazione. la seconda. Ma sembrando questa versione inaccettabile per la viltà che attribuivano a un procuratore romano. non è che la dimostrazione di quell’oscurantismo di cui ha bisogno la Chiesa per imporre le sue verità. La dimostrazione che fece Galileo sulla sfericità di una Terra che girava intorno al Sole contrastava con troppi passi delle sacre scritture perché non fosse condannata. ne costruirono una terza. ovvero questa elevazione verso un paradiso che si trova in alto – avendo perso ogni significato dopo che Galileo dimostrò che un corpo nell’infinito non ha né alti né bassi. le versioni che inizialmente i cristiani dettero alla morte di Gesú. ebbe breve durata. che avevano ripreso dal Vangelo di Filippo. 136 . Questo passo del Vangelo di Matteo. dimostrava anche l’assurdità di quel passo del Vangelo. come era entrato. sostenute dai sogni e dalle visioni. Per eludere. mostrandosi addirittura offensiva contro i romani. allora. che faceva passare per un popolo di corrotti. perché arrestato sul Monte degli ulivi mentre era in procinto di dare inizio a una rivolta. uno rivoluzionario e uno pacifista. se lo avesse assolto. 1-9).

dichiarando che Gesú si era salvato. come d’altronde veniva sostenuto dall’ideologia gnostica che dette le basi all’islamismo. avrebbero vanificato l’esistenza del loro messia. presero un malfattore che. quel Simone di Cirene che. rendeva impossibile la «resurrezione» che doveva seguire la sua morte. né a Roma. diceva di aver appreso da un certo Glaucias – il quale a sua volta era stato il traduttore del Vangelo di Pietro – che al posto di Cristo era stato crocifisso un certo Simone di Cirene. con quello stesso atto di magia che avevano usato per Simone. collocato lí dai falsari con il nome di bar abba. Se costui veniva chiamato bar abba. Praticamente. “Chi volete che liberi dei due”. messo dalla storia. [Giovanni:] Barabba era un brigante [è il nome che davano ai rivoluzionari estremisti zeloti]. se era stato catturato per una sommossa scoppiata in città. pur non rivelandone il nome. rappresentato dal brigante. con un atto di magia. perché i giudei decidessero quale dei due bar abba egli dovesse liberare. siccome i romani erano soliti graziare un malfattore nelle feste di Pasqua. Come aveva fatto Filippo. quali i «trionfi». rappresentato da Gesú. avendo soltanto un’apparenza di carne. come dicono i cristiani. se nella storia di Roma si era verificato qualche condono esso era avvenuto soltanto in occasioni saltuarie determinate da grossi avvenimenti politici. la cosa migliore è seguire la recita com’è stata impostata nei Vangeli: sulla scena ci sono. e. trasformando il suo appellativo bar abba nel nome proprio di Barabba. il quale era stato catturato dai romani nell’Orto degli ulivi durante le feste di Pasqua? E i Vangeli proseguono. che gli stessi Vangeli. “il bar abba dei cristiani” − il fantasma che vi è stato messo davanti dai falsari −. che ancora oggi sostengono che Gesú non morí in croce. risulta tutt’ora nei quattro Vangeli canonici.anche se poteva essere valido per evitare la morte per crocifissione. rimasto definitivo. ma in tarda età. sostenendo che Cristo non poteva morire. né tantomeno in Palestina. se era un brigante. [Marco:] un tale chiamato bar abba si trovava in carcere insieme ai ribelli che nel tumulto avevano commesso un omicidio [è il tumulto che Giuseppe Flavio attribuisce all’«egizio»]. “o il bar abba degli esseno-zeloti?” −il vero personaggio ricordato 137 . al centro il procuratore romano nel ruolo di giudice. il buono. tanto che. e il cattivo. [Luca:] c’era un certo bar abba che era stato messo in carcere per una sommossa scoppiata in città e per un omicidio [stesso riferimento alla sommossa attribuita all’«egizio»]. I soldati romani scesero nelle prigioni. che si era offerto di morire al suo posto. guarda caso. (A questo punto ritengo che sia interessante dire che già precedentemente era stato considerato un altro processo. A questo punto. Pilato ordinò che se ne prendesse uno dal carcere. se era famoso. gli avevano cambiato i connotati. perché al suo posto era stato crocifisso un altro: colui che aveva affermato questo era stato lo gnostico Basilide il quale. anche loro misero i due messia uno di fronte all’altro. quella «resurrezione» che era la virtú-base che dovevano acquisire i sotères per trasmettere attraverso l’Eucarestia l’immortalità agli uomini. sulla destra. dicendoci che. (Prima di proseguire ci tengo a dire che mai i romani avevano praticato l’usanza di liberare un malfattore. Comunque questa versione. il messia rivoluzionario. non fu respinta da tutti. quel messia nato a Gamala. ma sempre verso detenuti colpevoli di piccoli reati). riportata dal Vangelo di Filippo. si chiamava proprio bar abba. come gli stessi Vangeli ci confermano. anche lui detto bar abba. e lo condussero sulla scena evangelica senza però accorgersi che durante il tragitto i falsari cristiani. eludendo la morte. a sinistra il messia dei cristiani. chi altri poteva essere se non Giovanni il nazoreo. poiché molti continuarono a sostenerla nell’ambiente orientale cristiano. per comprendere il processo. che da latitante (bargiona). trasmessasi nel mondo arabo. fu quella ritenuta valida dai musulmani. cioè il rivoluzionario. in una stazione della Via crucis. ci dicono chiaramente chi fosse: [Matteo] avevano in quel tempo un prigioniero famoso detto bar abba [Giovanni era famoso]. avevano fatto divenire «figlio di Jona» (bar Jona). nel quale si diceva che Gesú non era morto per crocifissione. i falsari costruirono quel processo che. come gli zeloti venivano chiamati. e sopratutto in occasione di una festa religiosa ebraica. chiese Pilato. vediamo aiutare Gesú a portare la croce.) Eliminata cosí anche la costruzione processuale del Vangelo di Filippo.

ci fu un gran terremoto e che si squarciò il muro del tempio di Gerusalemme che proteggeva il sancta sanctorum. dedicata all’imperatore Adriano. una volta ritornati in vita. aggiunge: la terra si scosse. erano andati in giro per Gerusalemme. disceso sulla terra per riscattare gli uomini dei loro peccati (?!?). figlio di Giuda il Galileo!”. E come se non bastasse questo per dimostrare che il crocifisso era proprio il loro Gesú. che si erano ripromessi di distruggere per sostituirlo con il loro. che in realtà era lo stesso. ossia Giovanni il nazoreo. Per darci poi la prova che colui che era stato crocifisso non era un rivoluzionario. nel quale abitava quell’altro dio. avendogli i carnefici della «santa inquisizione» rotto le ossa. aveva dichiarato in una sua apologia. rispose la folla. Infatti il crollo del velo del tempio che proteggeva l’altare di Yahvè non è che un’allegoria usata dai cristiani per annunciare al mondo la fine dell’ebraismo e l’inizio del cristianesimo. identico dio. Scrissero che un certo Quadratus.dalla storia e dalla tradizione. i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi resuscitarono. il figlio di dio. ma veramente Gesú. A questo punto. come conclusione di questo libro. liberato e fatto sparire nel nulla. fu cosí barbaramente torturato e condannato a essere bruciato vivo sul rogo. Giovanni. io non l’ho sentito. al quale nel 1766 fu strappata la lingua. E uscendo dai sepolcri entrarono nella città santa e apparvero a molti. prima che accendessero il rogo. sia crocefisso quello dei cristiani” − cioè il Gesú nazareno dei falsari − “e liberato quello della storia. quel copione che poi è stato tramandato sotto l’etichetta dei Vangeli. avevano incontrato Gesú Cristo che scendeva per visitare gli inferi. per lasciare il posto a quel salvatore anonimo su cui fu fondato il cristianesimo. su cui fu portato con una barella. che si chiamavano Lecius e Clarinus. dopo averci detto che Gesú spirò emettendo un grande grido. per quanto il grido emesso da Gesú prima di spirare possa essere stato forte. che gli era passato davanti in processione. secondo il copione redatto dagli impostori. i redattori dei Vangeli scrissero che il cielo si oscurò. il messia rivoluzionario. quei Vangeli che con il tempo acquisirono tanta credibilità da essere presi come garanzia di verità nei giuramenti presso i tribunali. Al suo posto mi è arrivato quello che emise il Cavaliere de la Barre. cioè l’asse trasversale che veniva posato sulle due forche e. vescovo di Atene. preso il posto di Giovanni. raccontando che. corroborarono la sua morte con altri strepitosi episodi. Gesú prese sulle spalle il patibolo. di diciotto anni. Matteo. ci tengo a dire che. quel Yhavè degli ebrei. E volete sapere il motivo per cui questo giovane. salí sul Calvario per essere crocifisso per la nostra «salvezza». mentre salivano da sottoterra per ritornare nel mondo dei vivi. che molti di questi resuscitati del venerdí santo vivevano ancora nella sua epoca. dopo avergli strappato la lingua? Perché non si era genuflesso e levato il cappello davanti al crocifisso. 138 . le rocce si spezzarono. “Dei due bar abba. e fecero dire a Nicodemo nel suo Vangelo che due di questi. fu definitivamente eliminato dalla storia. tanto che non poteva reggersi in piedi. discepolo presente alla crocifissione.