LUIGI CASCIOLI

LA FAVOLA DI CRISTO
LIBRO-DENUNCIA INCONFUTABILE DIMOSTRAZIONE DELLA NON ESISTENZA DI GESÚ
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Dedico questo libro al Cavalier de la Barre

SOMMARIO

LA BIBBIA SECONDA ENTRATA IN EGITTO IL PERIODO DEI RE IL DIO DELLA BIBBIA GLI EBREI DOPO L’INVASIONE ASSIRA DELLA PALESTINA DEL NORD IL CULTO DEI MISTERI LA RIVOLTA DEI MACCABEI SITUAZIONE DELLA PALESTINA SOTTO L’OCCUPAZIONE ROMANA GLI ESSENI FIGLI DELLA LUCE RIVOLUZIONI E GUERRE ESSENO-ZELOTE GLI ESSENI DOPO IL 70 I VANGELI CANONICI GIOVANNI IL NAZOREO CROCIFISSIONE

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p. 12 p. 21 p. 34 p. 43 p. 47 p. 55 p. 67 p. 74 p. 82 p. 91 p. 100 p. 116 p. 123

LA BIBBIA

Se il tempo da me previsto per scrivere questo libro è stato molto piú lungo di quanto avessi immaginato, ciò è dipeso dal fatto che ho voluto dare a ogni mia affermazione una giustificazione logica e ponderata, in maniera che anche i piú restii possano convenire con la conclusione che mi sono prefisso di raggiungere: dimostrare la non esistenza di Gesú. Resomi conto che la figura di Cristo non è altro che il risultato di un’evoluzione religiosa che si è verificata nel popolo ebraico, ho cercato le cause che l’avevano prodotta nel libro che tratta della loro storia: la Bibbia. Poiché non si può capire Cristo se si ignora la Rivolta dei maccabei, e non si può parlare dei maccabei, se si disconoscono le cause che la determinarono, mi sono ritrovato a partire da quel in principio creavit deus cœlum et terram, che dà inizio alla storia biblica. È per merito di questa analisi dei fatti, eseguita nella mia piú grande indipendenza di ragionamento, che sono giunto a conclusioni che sento di poter difendere nella maniera piú decisa contro ogni critica che mi si possa rivolgere. Non bisogna essere dei geni per comprendere, sin dalle prime pagine, che la Bibbia non è altro che un castello di stupidaggini, di contraddizioni e di assurdità, la cui costruzione è stata possibile perché messa sulle spalle di un popolo di pastori che, fra tutti gli altri, era il solo a non avere una storia documentata, che avrebbe potuto impedirlo. Praticamente, la Bibbia ha attribuito una cronaca agli ebrei come quegli istituti di araldica, che attribuiscono alberi genealogici a persone prive di un casato verificabile. Se si fosse dovuto dire soltanto la verità su ciò che si conosce realmente del popolo ebraico, il suo passato si sarebbe potuto riassumere, stando alle confuse documentazioni pervenuteci, in una sola frase: “c’erano una volta dei nomadi che, lasciate le zone semidesertiche della Mesopotamia, invasero la Palestina, depredando per secoli i popoli che l’abitavano” – punto e basta! Ma ciò che piú mi ha colpito della Bibbia è che essa, a differenza di tutti gli altri libri epici che riportano personaggi e fatti precedentemente celebrati – quindi in qualche modo già esistiti nel passato, sia pur sotto forma di leggenda –, costruisce la propria storia, la storia della sua tribú, facendola derivare da un “eroe” da tutti sconosciuto, da un eroe che, non essendo mai stato prima nominato, risulta del tutto inventato. Mi riferisco al dio biblico, a quel dio senza nome che, via via che andavo avanti nella lettura della Bibbia, sempre piú mi appariva come un’entità la cui esistenza veniva imposta relazionandola fraudolentemente a una tribú di nomadi, che in realtà l’aveva sempre ignorato. Troppe circostanze dimostrano che il dio della Bibbia non ha mai fatto parte del culto di questi pastori che, da quanto risulta dai fatti, hanno sempre professato un politeismo caratterizzato da un insieme di idoli tribali e di divinità “pagane” tratte dai culti altrui. Nulla conferma che questo dio sia esistito prima di essere nominato dalla Bibbia, che fu scritta nel VI secolo avanti la nostra era 1 . Nessuna testimonianza, neppure sotto forma di traccia, che attesti un suo culto, nulla che ci parli di lui – come avviene invece per tutte le altre divinità, che ebbero un nome e che dimostrano la loro esistenza (come culti storici) con quei templi, statue e steli che furono eretti in loro onore. Sul dio degli ebrei, prima del VI sec. av. n. e., c’è il vuoto piú assoluto. Hanno voglia a dire i sostenitori della Bibbia che, se il loro dio non ebbe un nome, è perché egli stesso aveva proibito di nominarlo e che, se di lui non ci sono pervenute effigi o statue, ciò è dipeso dal fatto che era stato severamente proibito ai suoi seguaci di riprodurne la figura ... Io non ci credo: non posso crederci. E i templi allora, quei templi che la Bibbia afferma che furono costruiti per ospitare l’«arca santa», che fine hanno fatto? Dove è finito quel tempio di Gerusalemme che Salomone, a dare ascolto alla Bibbia, fece costruire con pietre tre volte piú grandi di quelle del Pantheon e del quale non ci è pervenuto nulla, neppure un frammento? È evidente che siamo di fronte a una storia inventata a partire dal VI sec. av. n. e. dai redattori della Bibbia, per raggiungere, attraverso la riunificazione degli ebrei sotto un solo dio, quegli scopi “nazionalistici” che si erano prefissi dopo la liberazione dalla prigionia di Babilonia.
L’autore del presente lavoro, coerentemente con la sua dimostrazione della non esistenza di Gesú Cristo, non usa i termini correnti di «avanti Cristo» − a. C. − e «dopo Cristo» − d. C. − sostituendoli con le dizioni: «avanti nostra era», av. n. e., e «nostra era», n. e.
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D’altronde, quale altro sistema avrebbero potuto usare per sostenere l’esistenza di un dio estemporaneo, se non quello di ricorrere all’anonimato? Anonimato sostenuto da quella famosa sigla, HJWH, che nessuno ha mai saputo cosa significhi, e da quel Yahvè, che non è affatto un nome, ma un semplice appellativo il quale, significando genericamente «io sono», tutto può dimostrare meno che la sua esistenza. Dare un nome a un dio mai esistito, a un dio inventato, avrebbe comportato una verifica storica che avrebbe fatto crollare nel ridicolo tutta l’impalcatura, quell’impalcatura che si sarebbe potuta reggere soltanto grazie all’anonimato. Un dio messo su esclusivamente con visioni e sogni riferiti da personaggi immaginari, vissuti in epoche non controllabili, che si perdono nel buio dei secoli, privo di ogni accenno o testimonianza che si riferisca all’esistenza di un suo culto, in quale altro modo poteva essere sostenuto, se non sfruttando nella maniera piú arrogante l’impossibilità che ha la ragione di dimostrare l’inesistenza dell’inesistente? Come altro potrebbe concludersi una ricerca storica, fatta per stabilire se veramente sia esistito il dio degli ebrei prima del VI sec. av. n. e., se non con la frase: “siccome nulla dimostra la sua esistenza e altrettanto nulla dimostra la sua inesistenza, non si può escludere che sia veramente esistito”? E questa, poi, è la stessa conclusione a cui giunse quella commissione incaricata di accertare se veramente era vissuto il gigante Gargantua, che mangiava dieci uomini a pasto e che, per farsi le scarpe, aveva bisogno della pelle di dodici vacche. È su questa impossibilità di poter dimostrare l’inesistenza dell’insistente che il cristianesimo – religione basata esclusivamente sulla rivelazioni e sui sogni – imporrà i suoi dogmi, farà passare per veri i miti costruiti su personaggi immaginari, che eleverà agli onori degli altari, quali le migliaia di martiri dell’era neocristiana e tanti altri nei secoli che seguirono, tra cui, senza andare troppo lontano, c’è santa Rosa da Viterbo – a proposito della quale il biografo Paolo Cenci, dopo averne ricostruito la vita arrampicandosi sugli specchi, conclude cosí:
non possiamo rifiutare ciò che di lei è scritto nella Seconda vita, dal momento che nessuno ha potuto dimostrare essere falso 2 .

Certo, nessuno, tranne il buon senso! In sintesi, posso concludere che, se gli ebrei non avessero scritto la Bibbia nel VI sec. av. n. e., in seguito alla decisione presa di costruirsi un dio, Yahvè sarebbe rimasto in quel limbo dell’attesa dove venivano relegati gli dei sconosciuti, a cui la città di Pergamo, in Asia minore, aveva elevato una stele per un senso di pietà verso di loro, verso la loro frustrazione. L’immagine di questi dei, che attraverso la stele di Pergamo vediamo in attesa di uomini che li evochino, perché possano scendere dal cielo per poter occupare finalmente un trono sulla terra, è quanto mai significativa per mettere tutte le religioni nel ridicolo. Dopo le piccole divinità, dopo quella miriade di spiriti che furono invocati dagli uomini primitivi, venne il turno dei grandi. I primi a essere prescelti, fra questa massa di dei in attesa, furono Brahama, Horus, Osiride, Iside, Marduk e Aura Mazda; in seguito vennero, via via, tutti gli altri. E io, in questa scena mostrante divinità che lasciano il cielo per scendere sulla terra, via via che gli uomini li eleggevano a proprie divinità, immagino l’impazienza di Allah, che dovette attendere fino al V secolo prima che qualcuno lo chiamasse; ma gli dei rimasti in attesa sono certamente ancora tanti, direi addirittura miliardi, se si pensa che, oltre a quelli che vengono continuamente invocati dalle tante sétte che giornalmente si formano, ogni essere umano ne abbisogna di uno tutto suo. Dal momento che la storia parla soltanto in forma molto generica delle tribú di nomadi che vivevano nell’immenso deserto del Vicino oriente, tutto ciò che sappiamo della tribú di Yahvè, dei suoi profeti, delle sue battaglie, dei suoi condottieri e dei suoi re, ci viene esclusivamente dalla Bibbia, cioè da un libro che, come unica garanzia dei suoi credo, invoca le rivelazioni. In nessun documento storico troviamo il piú piccolo riscontro dei personaggi e degli episodi di cui si parla: come vedremo in seguito, o sono inventati, o interamente ricopiati da leggende altrui. E cosí, come per i personaggi, altrettanto non troviamo riscontri di nessun genere che attestino l’esistenza di quei due
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A p. 206 del testo di P. Cenci.

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la Bibbia dice che dio. è l’episodio riguardante Eva e la mela. Sulla prima parte si intrattiene molto poco. in un crescendo di esaltazione “nazionalistica”. convinse il suo compagno a mangiare il frutto dell’albero proibito. quel Gesú che sarà preceduto e annunciato da quell’altro eroe. La prima. che faceva dipendere l’origine dei mali dalla prima donna. che faranno partorire a una donna vergine resa incinta dallo spirito santo. e. A questo punto. Polifemo. appare chiaro. dove dette origine a una stirpe. eroi che faranno nascere anche loro da donne fecondate da dio – come Isacco. sin dalle primissime pagine. conclude con l’affermazione: c’erano sulla terra i giganti a quei tempi – e anche dopo – quando i figli di dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità. Terminata la prima parte. estinse ogni essere vivente eccetto Noè. La Bibbia divide la storia umana in due parti. n. Questo documento. che comincia con Adamo e Eva. Sansone. secondo essa durato 4. che è conservato presso il «British Museum» di Londra. maledire e ordinare stragi. sono un vero trattato di insegnamento di guerriglia e di incitamento alla rivolta armata.000 anni. che è quella che segue lo sterminio del diluvio.. Ma Noè trovò grazia agli occhi del signore (Gn. 6. n. facendo leva su quei sentimenti di odio e di vendetta. uomini famosi (Gn. etc. 6. 4). lontane dall’essere un’opera di ispirazione letteraria o poetica. Dopo averci detto che dio creò Adamo soffiando nel naso di un pupazzo di creta. bensí la trascrizione di tutte quelle nozioni che i suoi redattori appresero dalle leggende e dalle mitologie vicino-orientali e mediterranee durante i cinquant’anni di esilio passati nel Regno di Babilonia. d’Israele e di Giuda. per via di quell’emarginazione a cui era stato costretto dall’inizio dei tempi. soltanto tre pagine e per di piú in forma quanto mai confusa ed estremamente fantastica. L’accenno che la Bibbia fa circa questi uomini illustri dell’antichità non è che una ripetizione frettolosa di quelle mitologie che tutti conosciamo. accoppiandosi con una donna che non poteva essere che sua sorella. sommergendo la terra. la sua famiglia – e i pesci. tratto da una leggenda sumera. Le sacre scritture. voglio soffermarmi a fare delle considerazioni sulle date e i fatti riportati dalla Bibbia nel periodo che va da Adamo alla nascita di Cristo. esisteva già venti secoli prima che venisse redatta la Bibbia.regni. e. e fatto un elenco di patriarchi dalla vita media di 750 anni. la quale. dai fatti che essa riporta. nel paese di Nod. insoddisfatto di ciò che aveva creato sulla terra. Sapendo che la stesura della Bibbia ebbe inizio nel VI secolo av. che non è il risultato di un’ispirazione divina. carico di rimorsi per aver ucciso suo fratello Abele. per giungere alla costruzione di quel Gesú. quel dio che ci viene mostrato. del 2500 av. Giovanni Battista. che saranno usati dagli ebrei come base delle loro rivendicazioni sulla Palestina. detto che Caino si rifugiò. un popolo frustrato. indotta da un serpente a disobbedire al dio creatore. Giacobbe. non riuscí a far morire affogati. ripetizione opportunamente riportata per poter giustificare l’esistenza di propri eroi da collocare in una storia inventata. che a sua volta è il prodotto di un altro accoppiamento tra una donna sterile e dio. dio.. averci raccontato l’aneddoto della mela. Che lo scopo della Bibbia sia quello di riunire un popolo. La prima prova che la Bibbia sia un testo di ispirazione “pagana” e non divina. la seconda. come capace soltanto di punire. per quanto lo volesse. prima di passare alla seconda parte. appare evidente da come gli ebrei si sono costruiti il loro dio. che erano andati accumulandosi in esso durante i secoli. scopi che appariranno evidenti quando ci troveremo davanti a quel “partito giudaico” che porterà gli ebrei. che riprende dopo Noè. come affermano i suoi sostenitori. e termina con il diluvio. i quali. Perseo. La favola sumera viene raccontata in un documento chiamato «Cilindro della Tentazione». –. Furono scritte unicamente per raggiungere degli scopi politici ben precisi. con la spiegazione circa la natura degli eroi dell’antichità. 3 . a concepire un programma di imperialismo universale. 7). Esaú e tanti altri –. decise di distruggere tutto per ricominciare da capo: il signore disse: «sterminerò dalla terra l’uomo che ho creato: con lui anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo perché sono pentito di averli fatti». Tutti conosciamo la storia del diluvio che. per continuare fino alla fine del mondo. nelle quali gli eroi erano spesso figli di un dio e di un umano – cosí Achille.

quale 6004 anniversario della nascita del primo uomo e i cristiani a sostenere fermamente che Adamo fu creato da dio esattamente venerdí 24 marzo dell’anno 4004 av. i quali dovettero decidere se coloro che vi appartenevano. etc. condannando come miscredenti coloro che rifiutano di accettarle come verità dogmatiche. perché costretta dall’evidenza dei fatti. per opera della volontà creatrice di dio. il quale asserisce – come si è detto – che l’umanità promani dall’accoppiamento di due esseri apparsi sulla terra. la teoria darwinista sull’evoluzione delle specie vegetali e animali. ha affermato l’arcivescovo inglese. non riconoscendo validi i diplomi di biologia e di scienze naturali rilasciati dall’università del Kansas. nonostante le richieste di perdono del santo padre. Non dico una sciocchezza se affermo che la Chiesa ripristinerebbe il rogo. degli aborigeni dell’Australia. senza infanzia. africane. escludendoli dalla propria storia. è stata ricostituita da parte dei cattolici un’associazione a fini inquisitori. sostenendo che queste scansioni temporali non debbono essere prese alla lettera. Rifiutare queste date. secondo essa. cioè soltanto dopo 450 anni dal diluvio.. che le difende. i babilonesi. il consiglio che presiede alla pubblica istruzione dello Stato del Kansas (Usa) ha votato nel mese di giugno del 1999 (con una maggioranza di 6 voti su 10) l’abolizione della teoria darwinista dai programmi scolastici di biologia e scienze naturali. contrariamente a quanto si possa credere. Per tranquillizzare coloro che potrebbero rimanere sgomenti nell’apprendere tale notizia. il 2000 3 . 4 . i greci e tutte quelle altre etnie formanti le civiltà mediterranee. – secondo quanto. ma solo come espressione simbolica di epoche non determinabili. dopo approfonditi studi. avessero o meno l’anima. Infatti. Usher. senza origine. qualora riprendesse il potere avuto in passato. senza poi parlare dei lapponi del Polo nord. apparirà addirittura ridicolo che al tempo di Abramo (1900). si siano potute formare delle popolazioni cosí numerose e progredite quali erano gli egizi. quando fu scoperto. i persiani. Se la Chiesa ha accettato. indoeuropee. oltre che dai teologi. In sostanza. la Chiesa sostiene che a dare inizio all’umanità siano stati due esseri apparsi 6004 anni fa. attribuendo a esse un senso lato. dal momento che in Francia. Mettere i nostri figli in mano ai religiosi significherebbe ritornare in pochi lustri nel piú buio oscurantismo e sicuramente a quella inquisizione che nel passato ha condannato alla tortura e al rogo chiunque osasse contestare le “verità” della Chiesa. completi e perfetti. il quale. sono certo che molti saranno i lettori che muoveranno critiche alle mie osservazioni. asiatiche. ha però rifiutato nella maniera piú categorica di applicarla all’uomo. anche da una certa branca di studiosi di scienze naturali. questi lettori sappiano che sostenere queste date come non reali significa contraddire la Chiesa. sia pur con molte riserve. già completi nella loro sembianza umana. n. in età adulta e già in grado di usare tutti i propri organi nella maniera piú soddisfacente. La creazione dell’uomo. ma da un’imposizione ricevuta dal potente clero locale.. che la Bibbia. dobbiamo seriamente riflettere su ciò che diverrebbero le scuole se fossero affidate alle autorità cristiane. come risulta nel seguente documento: CREAZIONE DI UNA NUOVA ASSOCIAZIONE Dichiarazione alla prefettura di polizia di Parigi: associazione per la ricostituzione dell’inquisizione. Nella certezza che la decisione presa dai professori dell’università del Kansas sia stata determinata non da una loro personale convinzione. cosí per caso. e. per mettere al suo posto il «creazionismo» sostenuto dalla Bibbia. secondo cui il diluvio è avvenuto nell’anno 2350. come se appartenessero a un’altra barzelletta – un mondo che. dal momento che non risultavano essere stati generati da Adamo e Eva. si sarebbe presentato sulla terra già formato e completo com’è attualmente. compresi quelli della riproduzione . dirò che i rettori di tutte le altre università americane hanno subito reagito. mons. A questo punto. Oggetto: ricostituire l’inquisizione che dovrà soprattutto distruggere gli scritti opposti alla dottrina cattolica e impedire la propagazione 3 Quando è stato concluso il presente lavoro. nel suo libro. significa sostituire la fede con il ragionamento. è sostenuta. Questa teoria creazionista. se può sembrare assurdo che la terra si sia potuta popolare la prima volta in maniera completa in soli 1750 anni partendo da una sola coppia. Adamo ed Eva. pose dei grossi problemi ai teologi cristiani.. Ebbene. quella fede che porta gli ebrei a festeggiare l’anno in corso. degli indiani di America. pone in un altro mondo.Stando a quanto afferma la Bibbia. che comportò la distruzione totale di tutti gli esseri viventi.

J. dovevano servire per ripopolare la terra.. considerando i mezzi di allora. la lotta contro le eresie. i pidocchi e le piattole. Anche Noè uscí dall’arca con la moglie e i suoi tre figli. e di mosconi. a cui tutto è permesso e nulla negato. Cam e Iafet. Gli animali. come le zecche. Fallito nel suo primo tentativo. naturalmente. e la prima cosa che fece fu quella di erigere un altare di pietra per offrire al signore. eccetto un certo Noè. Le scimmie platirrine partirono per l’America del Sud. dove si era rifugiato insieme alla propria famiglia e a una coppia di ciascun animale esistente sulla terra. avrebbe dovuto avere dimensioni tali che Noè e i suoi tre figli. per quanto autoritario fosse stato. ordinò il diluvio che sommerse la terra. Il signore si intenerí tanto. von Hirschfield. Sem.09. per quanto giganti fossero. Ma non poterono uscire. tenendosi per le code. molta strada la dovette fare anche la coppia di orsi bianchi. venuta dal Polo nord. perché finalmente ho capito che il cuore umano è incline al male fin dall’adolescenza. poiché la terra era ancora tutta sommersa da un livello di acque che. continuano a cercarla. non ha che da rivolgersi al suo indirizzo per accertarsene: sede sociale. quali le pulci. né colpirò piú essere vivente come ho fatto. senza contare tutti gli altri parassiti che gli animali di grossa taglia si portarono dietro quando entrarono nell’arca. alla soave fragranza dell’arrosto (Gn. nascondendosi sotto le code. 5 . si misero in marcia per ritornare nei luoghi da dove erano venuti onde rigenerare le rispettive razze. Dopo quattordici mesi di galleggiamento. l’elefante indiano in Himalaia e quello africano in Kenya. anche a porte chiuse. contati coppia per coppia. come lo spirito santo – credete che ce ne fossero davvero soltanto due in quell’arca che disponeva soltanto di quella finestrella. le scimmie alonate ritornarono all’equatore. che rimasero saldamente attaccate addosso a lui e ai suoi familiari. Noè non poté rispettare alla lettera per via di tutte quelle piccole creature che purtroppo gli sfuggirono di mano. che. soffiando ininterrottamente per dieci mesi. le false religioni e ideologie. di quei grossi ditteri che attirati dalla sporcizia hanno la capacità di entrare dappertutto. nella convinzione che ci sia ancora. 21). le scimmie delle nevi in Cina. dato che tutti quelli salvati. Data della fondazione dell’associazione: 17. se veramente avesse dovuto contenere tutte le coppie degli esseri esistenti sulla terra e le derrate per nutrirli. i vermi dell’intestino. come segno di ringraziamento. 8. 2237225. considerando i bisogni fisiologici di quel qualche miliardo dei suoi occupanti. secondo quanto aveva disposto il signore che le aveva create (il giovedí di quella settimana in cui aveva fatto tutte le cose). impiegarono piú di duecento anni prima di giungere a casa. non meno di duemila anni .. tutti in ottima salute. A questo punto. 4 Se qualcuno avesse dei dubbi sulla costituzione di questa associazione. ogni sorta di animali mondi come olocausti da arrostire sulla brace – dove poi abbia preso questi animali. doveva essere di almeno cinquemila metri. i tafani e quelle mosche cavalline che riuscirono a superare il controllo. pentitosi di ciò che aveva fatto. Con questa battuta ho voluto mettere in evidenza tutti i problemi conseguenti all’alimentazione degli animali e alla costruzione della stessa arca che. dio fece alzare un vento che. Ordine che. secondo quanto aveva ordinato il signore. rue de Charenton. per costruirla. però. prosciugò le acque. specie e varietà. K. disse fra sé: non maledirò piú la terra a causa dell’uomo. avrebbero dovuto impiegare. un maschio e una femmina. secondo calcoli fatti. J. l’arca finalmente si adagiò su quel monte Ararat – dove degli esaltati. che restò a galleggiare sopra le acque per oltre ventiquattro mesi al chiuso di un’arca. stando all’altezza del monte Ararat. Paris.attraverso altri mezzi di questo genere d’idee. abbassatosi il livello delle acque. l’infallibile e onnisciente dio creatore dell’universo. Due animali per ogni varietà. Tutti gli esseri viventi morirono affogati. cosa che comporta. permettendo cosí ai sopravvissuti di rimettere i piedi a terra – «nel primo mese dell’anno seicentuno della vita di Noè». è un mistero destinato a rimanere eternamente insoluto. e le lumache dei tropici che.1996 4 . uscirono a pariglie come erano entrati e. da cui Noè fece uscire la colomba? E possiamo immaginare cosa fosse diventata dopo due anni.

soffermarci un attimo a analizzare. Assegnatosi ciascuno un settore. Obbedienti all’ordine. ci tengo a far sapere che. il deserto arabico e il deserto del Negheb. che nasce anch’essa da leggende di altri popoli –. era il capo di una delle tante tribú di pastori erranti che vivevano nei territori desertici della Mesopotamia. In questo sterminato deserto. in appena quattro secoli e mezzo. che è il tempo intercorso tra la fine del diluvio (2350) e il tempo di Abramo (1900). riprendiamo l’esposizione del racconto nel punto in cui la Bibbia. durante i cinquant’anni di prigionia in Babilonia – venne ripetuta dai redattori della Bibbia in maniera cosí fedele da non essere trascurato nessun particolare. che in aramaico significa «errante». comincia a interessarsi espressamente della storia ebraica. fu salvato dal dio Enlil. sia relativamente alla religione. Costretta a continui spostamenti per il rinnovo dei pascoli. come avevano fatto gli animali. che. rimasto il solo uomo giusto in un’umanità divenuta malvagia. sia per quanto atteneva le leggi e i regolamenti. vivevano numerosi raggruppamenti di nomadi che. il quale. per avere le idee chiare sui fatti che seguiranno. soprattutto. costretti a vagare in quell’immenso deserto dove erano stati relegati dalle potenti nazioni limitrofe. dalle quali fu estratta la tribú (immaginaria). i popoli europei. carica di tutte le tribolazioni che possono derivare. essendo quella di Noè quasi il doppio di quella di Ziusudra. da Cam i camiti. etiopi e tanti altri. costituito da circa un milione e mezzo di chilometri quadrati. Questa leggenda sumero-babilonese – appresa. scendendo dalle altezze (altezze comunque molto limitate se gli arrivavano gli odori delle carni che arrostivano su un barbecue). prendiamo atto di queste belle parole che il signore disse quel giorno. venivano chiamati «ebrei» dalla parola eber. i tre figli di Noè.E noi. e nella durata delle piogge che. nell’altra è soltanto di sette. Come la cerimonia di ringraziamento fu terminata. inclusi i greci e quelli spintisi in Oriente − e tutti gli altri abitanti dell’Estremo oriente? Prima di riprendere con la favola biblica. Saltando tutte le stupidaggini che seguirono il diluvio – come quella riguardante la torre di Babele. stando alla Bibbia. che sarà la protagonista della favola biblica. trascurando tutto il resto dell’umanità. commossi davanti a questo quadretto. avendo deciso di distruggere gli uomini con un diluvio. Credo che non ci sia bisogno di spiegare come si svolgesse la vita di questi pastori. la cui vegetazione era rappresentata da arbusti radi e rinsecchiti. a ripopolare i continenti. nella sua infinita bontà di essere onnisciente e onnipotente. av. facendola partire dagli inizi del XX sec. ogni tribú conduceva una vita autonoma e indipendente dalle altre. se ne andarono ciascuno con la propria femmina prendendo direzioni differenti. dalla mancanza di acqua e dalle continue epidemie. si rivolse a Noè e ai suoi figli e disse: siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra. neppure quello della colomba. le popolazioni nomadi che vivevano in quell’oceano di sabbia che comprendeva il deserto degli accadi. per ripopolare la terra. Da Sem vennero i semiti. che sono gli africani. che il buon Ziusudra liberò dalla finestrella per rendersi conto della situazione esterna. e. dio. costituito dalla razza indoeuropea. salutato il vecchio genitore. come tutto il resto. egizi. che impedivano loro nella maniera piú energica di entrare e invadere le loro terre: una vita randagia. n. da Iafet tutto il mondo restante. fenici. A questo punto sarà utile. nella quale si racconta di un certo Ziusudra che. anche quello di Noè è la ripetizione esatta di una favola sumero-babilonese. rappresentati dai persiani. come l’episodio di Eva. babilonesi. Comincia con una visione divina che ebbe un certo Abramo. almeno a grandi linee. gli ordinò di costruirsi un’arca per ripararvisi con la sua famiglia. basati su tradizioni tribali. rappresentata da un politeismo costituito da piccoli idoli ancestrali a carattere prevalentemente superstizioso – come il serpente di bronzo eretto contro il vele6 . che vede Noè in ginocchio davanti a un dio che annusa e lacrima. se in una è di quaranta giorni. Le uniche differenze esistenti tra i due racconti le troviamo nelle dimensioni delle arche. nel loro insieme. i figli di Noè prolificarono tanto da lasciarci sbalorditi per come riuscirono. praticando accoppiamenti basati su inevitabili incesti e roba del genere – come era già avvenuto la prima volta con Adamo ed Eva –. tra cui gli stessi ebrei.

no delle vipere –, e da divinità maggiori, provenienti da culti di altri popoli, come Astarte e Moloc della civiltà fenicia. Astarte e Moloc, divinità “adottate” da tutte le tribú ebraiche, erano divinità sanguinarie, a cui venivano offerti olocausti umani e soprattutto bambini, tra i quali i primogeniti erano i preferiti, per quel principio che rende il dono tanto piú apprezzato, quanto piú è amato da colui che lo offre. Durante il II millennio, si verificarono frequenti emigrazioni da parte di queste tribú, che, nella ricerca di terre meno aride, lasciavano le zone desertiche della Mesopotamia per dirigersi verso il Mediterraneo. Speranza che veniva, però, ogni volta frustrata, perché il viaggio, arrestandosi di fronte ai confini dell’Egitto e della Palestina, si concludeva in quel deserto del Negheb, che di diverso da quello che avevano lasciato aveva soltanto il nome. Da documenti giuntici, sia in graffiti che in caratteri cuneiformi, risulta che, come conseguenza di questo afflusso generato dalle immigrazioni, si formarono nel deserto arabico e ancor piú nel deserto del Negheb bande di predoni, le quali, oltre ad attaccare i popoli palestinesi con scorribande e razzie, si vendevano come mercenari alle grandi potenze, come quelle degli ammoniti, degli ittiti, dei fenici e degli stessi egizi, impegnate in continue lotte di egemonia. È in questo clima di emigrazioni, di delusioni e di scorribande che la Bibbia comincia il proprio racconto, facendolo partire dalla visione che ebbe questo Abramo, capo di una di queste tribú. Gli apparve un vegliardo che, dopo essersi rivelato come il dio creatore dell’universo, gli disse che, se lui e la sua tribú avessero rinnegato le divinità che avevano seguito fino allora per adorarlo e servirlo come unico dio, li avrebbe ricompensati, eleggendoli come suo popolo prediletto e regalando loro una terra nella quale, sistemandosi definitivamente, sarebbero divenuti una grande nazione. In questo contratto, basato sul do ut des, le clausole furono espresse con tanta precisione da stabilire addirittura che la terra sarebbe stata quella di Canaan in Palestina, che tanto era fertile da scorrervi latte e miele. Cosí, a differenza di tutte le altre tribú ebree, che si trasferivano cariche di tutti quei dubbi che hanno coloro che si affidano soltanto alla fortuna, quella di Abramo fu la sola che affrontò il suo viaggio nella certezza del successo per quella garanzia che gli veniva da una promessa fatta dal dio creatore e padrone di tutte le cose. A parte il fatto che poi tutto si rivelerà, come vedremo, un vero fallimento, quello che piú mi ha stupito di questa storia è stato vedere come questo dio, nonostante la Bibbia affermi che il suo nome era stato tramandato di generazione in generazione a tutti i pronipoti di Noè, e soprattutto alla discendenza di Sem, da cui si fa derivare direttamente Abramo, sia stato cosí dimenticato dagli uomini in soli quattro secoli e mezzo da essere costretto a ricorrere a una visione per farsi riconoscere come divinità e a proporre un contratto per farsi eleggere come tale. Quel dio, che soltanto qualche pagina prima ci era stato mostrato come il kosmocrator, come l’onnipotente che aveva distrutto tutti gli esseri viventi in quaranta giorni e l’onnisciente a cui Noè aveva elevato un altare, riconoscendolo come unico dio, viene in realtà ridotto, attraverso il baratto di cui si fa artefice, alla stregua di un faccendiere. Possibile che in quei quattro secoli e mezzo che erano seguiti al diluvio sia stato messo cosí da parte di fronte a tutti gli altri dei, scesi dal cielo nel frattempo, da cadere in un oblio cosí profondo da non essere ricordato da nessuno? Se Abramo avesse respinto la sua proposta di alleanza, cosa d’altronde possibile, rispondendogli che era già impegnato con Astarte e Moloc, e che a lui e alla sua tribú ben si confacevano gli idoli ancestrali che avevano seguito fino allora, cos’altro avrebbe potuto fare questo dio, se non ritornare deluso e frustrato nel mondo da cui era venuto, cioè in quel mondo delle divinità sconosciute alle quali la città di Pergamo aveva eretto una stele? Ebbene, lasciando da parte ogni ipotesi su come sarebbero potute andare le cose, continuiamo con la versione del racconto che dà la Bibbia. Abramo, accettata la proposta per la fiducia che poneva nella parola di dio, riuniti gli armenti, si diresse con la sua tribú verso la terra promessa. L’itinerario seguito da Abramo nel suo viaggio è già di per sé un assurdo piú che sufficiente per dimostrare che questo dio, che gli aveva promesso di guidarlo, o era soltanto un sogno, oppure di geografia se ne intendeva davvero poco.

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Il viaggio infatti risulterà un continuo cambiare di direzione, del tutto simile al vagare degli uccelli che hanno perso l’orientamento. Dal deserto degli accadi (Kuwait), seguendo i confini della Mesopotamia verso nord, lungo l’Eufrate, Abramo e la sua tribú proseguirono finché, obbligati a ripiegare verso sud, perché si trovarono la pista sbarrata dai confini della Fenicia, attraversati i deserti della Siria (Iraq e Arabia Saudita), dopo aver fatto un mezzo giro, continuarono finché non furono costretti a fermarsi, dopo 2.000 chilometri di marcia, nel deserto del Negheb, come esattamente avveniva per gli altri, che partivano senza l’aiuto di dio. Contrariamente a quanto dio aveva promesso, non riuscirono a entrare nella terra di Canaan. Essa era là, bella e fertile, che si stendeva oltre il Giordano, ma nulla potettero fare, oltre ad accontentarsi di guardala dalla vetta di una montagna, perché coloro che l’abitavano, fregandosene della promessa che loro avevano ricevuto da dio, erano disposti a tenersela e difenderla, nella loro legalità di proprietari, nella maniera piú decisa e accanita.

Itinerario del viaggio di Abramo (deserto di Engaddi-Negheb=2.000 km) Decimati dalla fame, dalla sete e dalle pestilenze, è facile immaginare quello che dovettero provare, quando si resero conto che la loro situazione, invece di migliorare, era addirittura peggiorata. Scoraggiati e delusi per l’impossibilità di impossessarsi di Canaan, decisero di entrare in Egitto. Ma, abituati come erano a prendere bastonate ogni volta che oltrepassavano il confine di uno Stato, pensarono di rabbonire gli egizi, offrendogli tutto in cambio dell’ospitalità. Tutto senza limiti, comprese le donne, le quali, senza nessuna remora, decisero di darsi agli egizi per quella morale che originava dal culto della dea Astarte, che considerava il meretricio un’attività tanto nobile da imporre a ogni donna di prostituirsi almeno una volta durante la vita, per offrire il ricavato ai sacerdoti della dea.
Quando Abramo fu sul punto di entrare in Egitto, disse alla moglie Sara: «vedi, io so che sei donna di aspetto avvenente. Quando gli egizi mostreranno di desiderarti, non dire che sei mia moglie, ma che sei mia sorella, cosí non solo non mi uccideranno per averti, ma mi ricompenseranno per quello che riceveranno da te» (Gn. 12, 1).

La Bibbia prosegue poi sull’argomento, aggiungendo, quasi temesse di non essere stata sufficientemente chiara:
quando Abramo arrivò in Egitto, gli egizi videro che la donna era molto avvenente. La osservarono gli ufficiali del faraone e ne fecero le lodi al faraone; cosí la donna fu presa nella casa del faraone. Per riguardo a lei, egli trattò bene Abramo, che ricevette greggi, armenti, e asini e cammelli.

Fu cosí che, mentre la moglie di Abramo esercitava la sua attività di «donna avvenente» tra le autorità egizie e gli alti ufficiali, le altre donne della tribú concedevano le loro grazie agli egizi di ordine inferiore. Ma il signore, dice la Bibbia, colpí il faraone e la sua casa con grandi calamità per cui il faraone stesso, fatto chiamare Abramo, gli chiese:
«che mi hai fatto? Riprenditi questa donna e vattene». Poi il faraone l’affidò ad alcuni uomini che l’accompagnarono fuori della frontiera insieme a sua moglie e a tutti i suoi averi (Gn. 12, 18).

Considerando la povertà, la profonda miseria di questi nomadi, che cos’altro possono essere questi «suoi averi» se non le greggi, gli asini e i cammelli che Abramo aveva ricevuto come ricompensa del meretricio della moglie e delle altre donne della tribú? C’è da rimarcare, comunque, la generosità del faraone che, nonostante le calamità arrecategli da questi pastori – rappresentate sopratutto dalla blenorragia 5 con la quale le donne avevano infettato
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La «blenorragia» (dal greco blènos, «muco», e ràgoo, «erompo») − stadio acuto della «blenorrea» (dal greco blènos, «muco», e rèo, «scorro») − o anche «gonorrea» (sempre dal greco, gònos, «seme», e rèo, «scorro»), nella medicina “ufficiale” è annoverata fra le «malattie veneree − denominata comunemente «scolo» − a trasmissione sessuale, che riguarda sia i maschi che le femmine. Le denominazioni sono relative al sintomo principale, costituito dalle perdite uretrali.

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gli egizi –, li espulse pacificamente dall’Egitto, affidandoli a guide egizie e lasciando loro tutto ciò che avevano incassato. Fu in seguito a questa espulsione, dovuta al contagio che le loro donne avevano arrecato agli egizi, che gli ebrei cominciarono a praticare la circoncisione per combattere quella formazione di pus nel glande che fino allora avevano creduto, avendola avuta da sempre, che facesse parte della fisiologia umana. Praticamente, avendo compreso dalla reazione degli egizi che in realtà era una malattia, nella convinzione che fosse causata dalla sporcizia che si accumulava sotto la pelle, risolsero di combatterla tagliandosi il prepuzio. Ma l’attività di Abramo, basata su certi discutibili sistemi di guadagno, non finí con questa espulsione, perché, lasciato l’Egitto, continuò a far lavorare l’avvenente Sara, presentendola come propria sorella ad Abimelech, re di Gerar, dal quale ricevette come ricompensa, ancora una volta, greggi, armenti, schiavi e schiave, e, in piú, una somma di mille pezzi d’argento. Cosí, tra traffici d’ogni genere, litigi con i popoli vicini, nascite miracolose di figli partoriti da donne fecondate da dio e altre avventure, la tribú di Abramo rimase nel deserto del Negheb per circa due secoli. Appartengono a questo periodo alcuni dei passi piú conosciuti della Bibbia, come quello di Esaú che cedette la primogenitura per un piatto di lenticchie, quello di Sodoma e Gomorra che vennero distrutte dal fuoco per il libertinaggio che praticavano, quello della moglie di Lot che divenne una statua di sale per essersi voltata a guardare le due città che bruciavano sotto una pioggia di fuoco e di zolfo, e le tante battaglie che Abramo combattè contro i cananei per impossessarsi di quella terra che la sua tribú insisteva a considerare come propria, in virtú di quel contratto che aveva stipulato con dio. Ma, certamente, il piú farneticante fra tutti gli episodi di questo periodo è quello che si riferisce a quel Giuseppe, figlio di Giacobbe, che diventò, per la sua capacità di interpretare i sogni del faraone, nientemeno che viceré d’Egitto. Quello che piú mi ha indignato della Bibbia è la sfrontatezza usata nell’affermare le cose piú assurde, nella convinzione che gli altri siano degli imbecilli. Comunque, gli stessi ebrei, consci che questa vicereggenza dell’Egitto si sarebbe prestata a grosse critiche per la sua mancanza di riscontri storici, cercarono di giustificare la sua mancata trascrizione sui documenti dicendo che, se ciò era avvenuto, era dipeso dal fatto che il faraone del tempo di Mosè non lo aveva inserito nella storia perché “essendo nuovo” non conosceva nulla del passato dell’Egitto.
In quel tempo sorse in Egitto un nuovo re, che non aveva conosciuto Giuseppe» (Es. 1, 8).

Cosí scrissero nella Bibbia, per attribuire all’ignoranza degli egizi il fatto che del personaggio Giuseppe, viceré d’Egitto, non fosse rimasta traccia. Se fra tutti gli episodi accaduti durante questo periodo riteniamo che quello che ci mostra Abramo sul punto di immolare a dio il suo primogenito Isacco sia tra i piú importanti, non è tanto per l’efferatezza che esprime, quanto perché attraverso di esso possiamo avere la conferma che presso quei pastori si compivano ancora sacrifici umani secondo il culto di Astarte e di Moloch. Questa cosa viene ulteriormente confermata da quel passo in cui il signore della Bibbia – che, nella realtà, non è altri che la personificazione delle divinità “pagane” adorate realmente dagli ebrei – ordina a Mosè che gli siano riservati, oltre ai migliori capi del bestiame, anche i primogeniti del suo popolo:
«il primo parto di ogni madre tra gli israeliti, di uomini o di animali, esso appartiene a me» (Es. 13, 3).

Come si vede, i primogeniti, di qualsiasi natura fossero, sia animale che umana, erano messi alla stessa stregua per ciò che riguardava la loro offerta a dio come olocausti. E ancora piú avanti, anche se in forma di condanna, ci viene un’ulteriore conferma di come gli ebrei praticassero questi riti, dal versetto 1 del cap. 20 dell’Esodo:
il signore disse a Mosè: «dirai agli israeliti che chiunque tra di essi sacrificherà qualcuno dei suoi figli a Moloc, dovrà essere messo a morte per lapidazione».

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che è il libro in cui si parla di Abramo e dei suoi diretti discendenti. dirò che quest’uomo che aveva combattuto con Giacobbe era nientemeno che dio. fatto rientrare Lot in casa. Vedendo che non riusciva a vincerlo. da personaggio meschino e rozzo come era concepito nel VI sec. gli ebrei da quel giorno si attribuirono il nome di israeliti. se riporto questo fatto non è tanto per dimostrare come l’omosessualità facesse parte dei costumi di questi nomadi. Ma quelli risposero: «tirati via! Quest’uomo è venuto qui come straniero e vuol fare il giudice. dal momento che quello di ebrei aveva in realtà un significato. Per chi non lo avesse capito. era seduto alla porta di Sodoma quando arrivarono due angeli. Tra le tante cose che i redattori della Bibbia dovettero inventarsi. prese le due mogli. per assumere una dignità di popolo e di nazione. oltre che declassante. Lot uscí verso di loro sulla porta e. Non appena li ebbe visti. Sarebbero stati respinti e messi alla porta. Spuntava il sole quando Giacobbe passò Penuel e zoppicava all’anca. non mangiano il nervo sciatico. lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi piace. E disse: «miei signori. n. si affollarono intorno alla sua casa. nipote di Abramo. venite in casa del vostro servo: vi passerete la notte. è quello che riguarda suo figlio Lot che ospita dei viandanti in casa propria perché vi passino la notte. vi laverete i piedi poi. cioè gli abitanti di Sodoma. fino a oggi. che è sopra l’articolazione del femore. a un essere metafisico in seguito all’assimilazione dei concetti “pagani”. nei secoli che seguiranno. L’uomo misterioso chiese: «come ti chiami?». dopo aver chiuso il battente dietro di sé. la cosa migliore è di citare il passo come la Bibbia lo riporta: durante quella notte Giacobbe si alzò. Un altro episodio trattato dalla Bibbia nel Genesi. e. ci fu quella di darsi un nome. Ma egli insistette tanto che li convinse a entrare nella casa sua. Quelli risposero: «no. tutto il popolo al completo. A questo punto vorrei chiedere ai teologi. purché non facciate nulla a questi uomini perché sono entrati all’ombra del mio tetto». E spingendosi violentemente contro Lot. cosa sarebbe accaduto a quei due se fossero ritornati in Paradiso riempiti di sperma sodomita. le due schiave. ma Israele. Per comprendere come arrivarono a darsi il nome di Israele. Ora faremo a te peggio che a loro». di per sé cosí banale da risultare addirittura offensivo per un dio a cui si fa recitare la parte di un pazzo che gira di notte per aggredire il primo che incontra. Questi disse: «lasciami andare perché è spuntata l’aurora». Rispose: «Giacobbe». perché hai combattuto con dio e con gli uomini e hai vinto!». quand’ecco gli uomini della città. perché quell’uomo aveva colpito l’articolazione del femore di Giacobbe nel nervo sciatico. Allora dall’interno quegli uomini [gli angeli] sporsero le mani e. passeremo la notte sulla piazza». domattina. 19). per tempo. ve ne andrete per la vostra strada». avendo lungamente discusso sul sesso degli angeli. io ho due figlie che non hanno conosciuto uomo. E l’uomo misterioso aggiunse: «non ti chiamerai piú Giacobbe. i suoi undici figli e passò il guado dello Iabbok. disse: «no. Non si erano ancora coricati. o sarebbero stati riconfermati nel loro ruolo di messaggeri divini. perché attraverso di esso potremo renderci conto dell’evoluzione religiosa che porterà gli ebrei. contrariamente a quanto possa sembrare. Lot si alzò. Di conseguenza. è certamente quello che narra di una lotta tra dio e Giacobbe. deve essere tutt’altro che trascurato. E qui lo benedisse.. quest’uomo misterioso lo colpí nell’articolazione del femore e l’articolazione del femore di Giacobbe si slogò mentre continuava a lottare con lui. a trasformare il proprio dio. che. quanto per mettere in evidenza il discredito in cui era tenuta la donna. fratelli miei. Giacobbe allora gli chiese: «dimmi il tuo nome». Questo passo. Lot. Giacobbe rispose: «non ti lascerò se non mi avrai benedetto». fece cuocere gli azzimi e cosí mangiarono. andò loro incontro e si prostrò con la faccia in terra. Gli rispose: «perché mi chiedi il nome?». giovani e vecchi. non può che racchiudere un significato di rivendicazioni guerriere. Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino allo spuntare dell’aurora. troppo generico per stimolare quell’orgoglio necessario per costituire un movimento rivoluzionario nazionalista.Ma l’episodio riguardante il periodo di Abramo che piú brilla su tutti gli altri per la sua insensatezza. Per questo gli israeliti. colpirono quelli che erano fuori con abbaglio accecante cosí che non poterono piú trovare la porta (Gn. si avvicinarono per sfondare la porta. avendo dio dato al patriarca Giacobbe il nome di Israele. che di queste cose sicuramente se ne intendono. Li prese. magari dopo avergli fatto dei bagnoli e dei microclismi? 10 . Egli preparò loro un banchetto. significando «colui che lotta e vince». Anche se la base dell’argomento è il sesso. av. Chiamarono Lot e gli dissero: «dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi perché possiamo abusarne!». non fate del male! Sentite. fece loro passare il torrente e fece passare anche tutti i suoi averi.

20).Ma la storia del probo Lot per ciò che riguarda il suo coinvolgimento nel sesso. abusatene e fate quello che vi pare: ma non commettete contro quell’uomo una simile infamia». in cui è lo stesso dio a darcene prova con il consiglio che dà a Mosè di comportarsi in modo da non indurre in tentazione il suo popolo. perché alzando la tua lama su di essa la renderesti profana. li invitò a casa sua. Non salirai sull’altare per mezzo di gradini. Quella donna sul far del mattino venne a cadere all’ingresso della casa del vecchio. prima la maggiore e poi la piú piccola. Cap. afferrò la sua concubina e la portò fuori da loro. dopo averli sconsigliati di passare la notte sulla piazza. (Peccato che fra i tanti artisti che hanno riprodotto scene sacre nessuno abbia dipinto un quadro ispirandosi a un Mosè messo in cima a una scala circondato da israeliti. Allora il viandante. Loro la presero e abusarono di lei fino al mattino: la lasciarono andare allo spuntare dell’alba. Mangiarono e bevvero tutti insieme e mentre aprivano il cuore alla gioia. che stabilisce le leggi riguardanti i riti: se tu mi farai un altare di pietra. 36) (E il tutto sotto la benedizione del signore. non finisce qui. si fermò sulla piazza della città di Gabaa. di cui la Bibbia non dice il nome. complessiv mente 106. avvicinatosi. città della tribú di Beniamino. Allora il marito la caricò sull’asino e partí per tornare alla sua abitazione. quando un viandante. Il suo padrone si alzò la mattina. con le mani sulla soglia. che dal basso gli infilano gli occhi sotto la veste per guardargli il culo!) 11 . e la piú piccola partorí un figlio che chiamò «figlio del pio popolo». la sua concubina. Come giunse a casa. consultatevi e decidete!» (Gd. presso il quale stava il suo padrone e là restò finché fu giorno chiaro. Ma non ebbe risposta. lo troviamo nel libro dei Giudici (cap. che fu il padre degli ammoniti (Gn. giaceva distesa all’ingresso della casa. Questa volta il fatto è ambientato a Gabaa.130 soldati. Esso è tratto dal Cap. proveniente da Betlemme e diretto verso le montagne di Efraim in compagnia della sua concubina e di un servo. perché vogliamo abusare di lui». fratelli. si muní di un coltello. che non vengono quantificate. aprí la porta della casa e uscí per continuare il suo viaggio: ecco la donna. circondarono la casa.39.) Un altro episodio che ha molte analogie con quello riguardante Lot. perché non si scopra la tua nudità. dobbiamo partire!». Era sera. che fu il padre dei Moabiti. Che il fondoschiena costituisse un’attrazione per quei selvaggi ci viene confermato da un altro passo della Bibbia. Cosí le due figlie di Lot concepirono dal padre. ecco gli uomini della città. 19). a turno. bussando alla porta. 19. 20 dell’Esodo. Il viandante. non fate una cattiva azione: ecco mia figlia è vergine. che si coricarono con lui dopo averlo fatto ubriacare. Le disse: «Alzati. non lo costruirai con pietra tagliata. senza contare le vittime civili. a quanto risulta dai numeri riportati dalla Bibbia. Poiché questo fatto era avvenuto presso la tribú di Beniamino. Un vecchio. e dissero al vecchio padrone di casa: «fa uscire quell’uomo che è entrato in casa tua. Agli uomini che inviava ordinò: «cosí direte a ogni uomo d’Israele: È forse mai accaduta una cosa simile da quando gli israeliti sono usciti dal paese d’Egitto fino a oggi? Pensate. gli angeli e le figlie vergini. La maggiore partorí un figlio che chiamò Moab. afferrò la sua concubina e la tagliò a pezzi. entrò nella casa del vecchio insieme alla sua concubina e al suo servo. Su ordine del signore si scatenò una guerra in cui perirono in una successione di stragi. Rimasto solo con le due figlie vergini in seguito alla salificazione della moglie. le altre undici tribú d’Israele si riunirono e per punirla si armarono contro di essa. Ma quegli uomini non vollero ascoltarlo. io ve la condurrò fuori. Fu qui. che fu violentato da esse durante il sonno. in dodici pezzi. andò con esse ad abitare sulla montagna di Zoar. nella caverna dove si era stabilito. poi li spedí per tutto il territorio d’Israele. che apparteneva alla tribú di Levi. Il padrone di casa uscí e disse loro: «no. accettato l’invito. membro per membro.

che necessitavano quindi di una popolazione la piú numerosa possibile. Ma. rimasero autonome nei loro accampamenti. Eliminata cosí ogni condizione di urgenza. con il popolo egizio. permetteva a tutti di accedere alla vita eterna dopo la morte. che.) È a questo punto che appare la figura di Mosè. a cui la Bibbia ha dato il nome di israeliti. vissero come uno Stato in seno a un altro Stato per ben cinque secoli. da portare gli egittologi moderni a concludere che non fu l’Egitto a fare le piramidi. in seguito a un’ennesima pestilenza di gravità eccezionale. le autorità egizie volevano ottenere tramite la costruzione delle piramidi un affiatamento delle masse lavoratrici. a differenza degli altri che cercarono di integrarsi con gli egizi. (La possibilità di poter attribuire due faraoni esistiti in epoche distanti l’una dall’altra di circa due secoli dimostra quanto i fatti riportati dalla Bibbia siano privi di ogni sostegno storico. stando alle epoche a cui si riferiscono i fatti. dove continuarono a esercitare l’attività di allevatori di bestiame in un regime di indipendenza che portò le due etnie a una situazione conflittuale e che vide per secoli questi pastori relegati al rango di emarginati dagli egizi. ignorando le regole piú elementari dell’igiene questi pastori furono spesso causa di infezioni epidemiche che contagiarono sia gli egizi che il loro bestiame. attraverso una sorta di “comunismo” religioso. favorendo l’immigrazione di altri popoli attraverso una garanzia di benessere. restando aperti tutto l’anno. durante le quali venivano consumati fiumi di birra. furono definitivamente espulsi dal faraone che. con disprezzo. accettandone gli usi. anche dal tempo che fu impiegato per portarle a termine. è da escludersi. dopo aver passato due secoli nel deserto del Negheb in seguito all’espulsione che subirono con Abramo. attraverso un lavoro costante e duraturo. cioè fino a quando. che rendeva tutti gli uomini spiritualmente uguali. che. doveva essere Akhenaton – anche se alcuni sono propensi per il faraone Menaptah. di cui l’Egitto era grande produttore. oltre a essere stata condannata nella forma piú decisa dopo l’avvento del battesimo. ma le piramidi a fare l’Egitto. e dai cantieri delle piramidi che. che favoriva l’immigrazione di lavoratori stranieri. nel quale gli e- 12 . che avesse potuto giustificare un lavoro forzato. Vivendo in accampamenti di pelli di capra e in promiscuità con gli animali. In questo isolamento. se consideriamo che. organizzando sui posti di lavoro – secondo quanto viene riportato da documenti dell’epoca – continue feste in onore di Iside e di Osiride. sia morale. Che il motivo principale per cui furono costruite le piramidi sia stato quello di garantire una continuità di lavoro alle collettività lavoratrici ci viene. Affiatamento che le autorità favorivano. che non avrebbero trovato altrove – sia sociale. anche gli ebrei entrarono in Egitto per installarvisi definitivamente. esteso anche ai ceti piú umili. Il contributo che queste mastodontiche costruzioni apportarono alla grandezza egizia fu cosí determinante. garantito da un’agricoltura che era stata portata al massimo della produzione. successore di Ramses II. compresi i braccianti agricoli che si riversavano in essi quando dovevano lasciare i campi a causa delle inondazioni del Nilo. inoltre. costruite in eccedenza. che la Bibbia ci presenta come colui che condusse fuori dall’Egitto questa orda di primitivi per riportarla in quel deserto del Negheb. rimasero inutilizzate. queste tribú di nomadi. se fosse stato imposto al lavoro un ritmo perlomeno normale. questo stava attuando un piano imperiale basato sull’espansione demografica. a loro volta. oltre che dal fatto che molte di esse. assicuravano una continuità di occupazione a tutti. oltre a favorire l’incremento delle nascite degli autoctoni. che risulta essere stato mediamente di tre o quattro volte superiore a quello che normalmente ci sarebbe voluto. nel quale si erano ermeticamente chiusi per difendere la loro indipendenza sociale.SECONDA ENTRATA IN EGITTO Quando gli ebrei rientrarono in Egitto per la seconda volta. tramite quel sacramento del battesimo che. li chiamavano «figli della sabbia». cercarono di aumentare il numero dei sudditi. è quanto mai inaccettabile ammettere che le piramidi siano state costruite sotto il regime di una schiavitú. indispensabile per amalgamare tra di loro le varie razze dei lavoratori immigrati e queste. Incoraggiati da questa politica. nel loro pacifico ruolo di cantieri sociali. i costumi e la religione. attraverso le tecniche piú avanzate disponibili a quei tempi. I faraoni.

prima di prendere la decisione di invadere la Palestina. rappresentanti uno un vitello d’oro voluto dal sommo sacerdote Aronne. e ai redattori della Bibbia di dimostrare la potenza del loro dio. possono essere riassunti nei seguenti episodi: 1. perché la schiavitú. che considerava gli uomini tutti uguali di fronte a dio. altrettanto risulteranno esserlo tutte le altre affermazioni che la Bibbia sosterrà in seguito. attraverso un ricatto. 5. ma un funzionario egizio: 1) il nome «Mosè». erano causa di calamità? Come già in precedenza. E Mosè. oltre a essere un ostacolo alla realizzazione di un imperialismo basato sull’unità del regno. non come uomini liberi. questo grande condottiero biblico − sempre ammesso che sia esistito. che chiude questo ciclo per dare inizio al successivo. che non fa parte dell’onomastica ebraica. oltre a essere respinta dalla ragione e dal buon senso. Come prima cosa cerchiamo di stabilire chi fosse realmente questo Mosè. 4. prima di invadere definitivamente la Palestina. con il loro primitivo comportamento. che viene presentato come fratello di Mosè. gli ebrei uscirono per l’estuario del Nilo e non attraverso il Mar rosso come la Bibbia racconta. 13 . È risultato in modo indiscutibile che questo popolo di nomadi fu espulso dall’Egitto con provvedimento d’urgenza per aver provocato l’ennesima epidemia di colera nella popolazione e di afta epizootica e carbonchio negli allevamenti. Il continuo ripetersi di epidemie. a seguito a un esame storico dal quale risulta come gli ebrei mai parteciparono alla costruzione delle piramidi. soprattutto considerando che doveva impedirne nel modo piú assoluto il rientro. preferendo rimanere autonomi allevatori di bestiame. Soffermiamoci ora a fare qualche commento circa i fatti principali riguardanti l’Esodo – che la Bibbia considera come l’episodio chiave di tutta la storia ebraica – e i quarant’anni che lo seguirono.brei rimasero poi accampati. cadendo tutti i giorni per quarant’anni. dal momento che non viene nominato in nessun passo della storia −. che lo stesso dio consiglia a Mosè di adottare contro il veleno dei serpenti. per quarant’anni. 2) Un conoscitore di leggi e di governo del suo rango non poteva provenire da un popolo retrogrado e primitivo di pastori analfabeti. condotti in collaborazione da egittologi e scienziati che hanno voluto gettare luce su quelle piaghe. 3) Il faraone non avrebbe mai affidato l’incarico di espellere un popolo ribelle a qualcuno che appartenesse a quella stessa razza. L’invio della «manna» da parte del signore che. quando erano entrati in Egitto per la prima volta con Abramo. mai applicata dagli egizi. perché furono sempre loro a rifiutare ogni lavoro offerto dagli egizi. la morte di Mosè. 3. Cosí come la schiavitú e le dieci piaghe sono delle pure invenzioni. né come schiavi né tantomeno come uomini liberi: non come schiavi. I quarant’anni che passarono nel deserto del Negheb. a partire dalla spartizione delle acque del Mar rosso – che. chi altri potrebbe essere stato. la consegna delle leggi da parte di dio a Mosè sul monte Sinai. la cui figura di liberatore di un popolo ridotto in schiavitú comincia a vacillare. fu addirittura severamente condannata in seguito all’introduzione del battesimo. 2. non trova riscontro neppure come favola. istallandosi sulla riva occidentale del Mar Morto. e l’altro da un serpente di bronzo. è stato dimostrato. assicurò l’alimentazione del suo popolo. Tanti sono gli indizi che ci portano a concludere che Mosè non fosse un ebreo. il faraone a lasciare libero il suo popolo. dal momento che. che permise agli ebrei di attraversare il Mar Rosso a piedi asciutti. Fu durante questo trasferimento. La costruzione di due idoli “pagani”. se non un funzionario egizio al quale il faraone affidò l’incarico di condurre fuori dall’Egitto quel popolo di pastori ribelli e indisciplinati che. Che il motivo per cui gli ebrei furono espulsi dall’Egitto tragga origine dalle calamità di cui erano continuamente causa è confermato da recentissimi studi. che fecero partendo dall’Egitto per ritornare al deserto del Negheb da cui erano partiti cinquecento anni prima. che la Bibbia fantasiosamente afferma essere state inviate da dio per costringere. che inizia con l’elezione di Giosuè in qualità di suo successore. che avvenne la famosa spartizione delle acque. come si è detto.

anno in cui entrarono in Egitto dove furono fatti schiavi? Com’è possibile che fra questo dio onnisciente e onnipresente e il suo popolo prediletto fosse finita ogni relazione. il fondatore del primo Regno di Babilonia. che prenderà la denominazione di Yahvè. che racconta di un certo Sargon il quale. perché attraverso di esso facesse zampillare sorgenti dalle rocce.500 anni prima che venisse scritta la Bibbia. la torre di Babele. si erano confrontati precedentemente e per ben due secoli. quali quelli che fanno riferimento ai poteri di quel bastone che hanno messo in mano a Mosè. che. che non sono altro che la fantasiosa applicazione di quelle arti magiche ed esoteriche che venivano praticate nelle religioni “pagane” del Vicino oriente da almeno 1. finché.4) Mosè. sono mutuate e ricopiate da miti altrui . come lei non avrebbe potuto dargli. era cosí contrario a questa pratica. e. apparire serpenti e spartire le acque di un mare. nato da una donna di umili condizioni. fino al 1. 3. Siamo cosí di fronte a un’altra prova che dimostra quanto la Bibbia non sia altro che una fucina di leggende che. fu messo da questa in un cesto di vimini e affidato al fiume Eufrate con la speranza che incontrasse un destino favorevole. non conoscessero questo dio con il quale. cioè l’incaricato dal faraone. si ricordò della sua alleanza fatta con Abramo. secondo la Bibbia. appunto – lo ricordiamo –. che si rifiutarono. se non l’avesse fatto. per giunta. Altro che un libro ispirato da dio.) Come è possibile che gli ebrei. Dalla visione di 14 . Era ora! Escludendo che tutto fosse dipeso da una distrazione di un dio onnisciente e dalla trascuratezza di un popolo. Forte del rango raggiunto. tanto da portare gli israeliti al punto di ignorare la sua esistenza e dio da parte sua si fosse talmente disinteressato del suo popolo che. per chiedergli: «quando mi presenterò per dire che il loro dio ha deciso di liberarli e loro. di riconoscerlo come loro capo.. o meglio gli israeliti. chi è allora il Mosè biblico salvato dalle acque. Il neonato galleggiò lungo la riva. (È da questa dichiarazione che il signore fa a Mosè a proposito del suo nome. non ci può essere altra soluzione per spiegare tale situazione che quella di supporre che i due secoli di storia ebraica. oltre a non essere circonciso. che lo allevò come un figlio. 250 anni prima del diluvio. che fanno parte del ciclo attribuito ad Abramo. E il signore rispose a Mosè: «dirai agli israeliti che il mio nome è “Io-sono”» (Es. il prestigiatore che trasforma il proprio bastone in serpente. il grande condottiero che fa sgorgare l’acqua dalle rocce con un tocco di bacchetta? Ebbene. Un episodio ancora strabiliante che troviamo nella Bibbia è rappresentato da quel passo in cui Mosè si rivolge a dio. 1550 anni prima che nascesse Mosè e – tanto per ribadire gli anacronismi della Bibbia –. possiamo aggiungere. fattosi grande. se vi si assoggettò. e prese pensiero per la loro condizione.700. vorranno sapere come si chiama. questo Mosè biblico non è che il clone di un’altra leggenda sumero-babilonese. nel 2528 av. Se questi potrebbe essere il Mosè storico. divenendo cosí. lo fece poiché si ricordò di loro soltanto perché il caso volle che sentisse i loro lamenti? Dio udí il loro lamento. non sono che la ripetizione di leggende apprese durante l’esilio di Babilonia. cioè da quando nel 1. «io sono». che in ebraico significa. come tutti gli altri fatti. cosa gli risponderò dal momento che essi non ti conoscono?». n.900 erano partiti dalla Mesopotamia con Abramo. organizzò un esercito con il quale riuscí a sottomettere il popolo sumero. chiedendomi chi è questo dio. Salta agli occhi che il libro Genesi nella prima edizione della Bibbia terminava con la quella dispersione degli uomini che veniva fatta dipendere dalla confusione di lingue che si produsse con la costruzione della torre di Babele. Troppe sono le circostanze che mi hanno portato alla convinzione che la storia di Abramo fu inserita nella Bibbia soltanto in un secondo tempo. finché non fu salvato da un pescatore di nome Akkis. lo fece perché costretto dagli ebrei. ebbe la fortuna di entrare alla corte di un regno della Mesopotamia dove divenne gran funzionario. Noè e Mosè. se intervenne per liberarlo dalla schiavitù d’Egitto (che durava da oltre cinquecento anni). dopo aver passato un periodo come coppiere del re di Kish.. 13). come vogliono darci a intendere prendendoci per grulli ! La mela di Adamo ed Eva. non esistessero nella prima redazione della Bibbia. che gli aveva ordinato di liberare il suo popolo dalla schiavitú d’Egitto.

per darsene uno proprio che avesse permesso di costruirsi in un popolo storicamente ben definito. oltre a essere privo di carattere per la sua genericità. né con l’Esodo. dava inizio alla storia del popolo ebraico facendola cominciare con una visione nella quale dio appariva a Mosè per eleggerlo capo e fondatore del suo popolo su imitazione di quel re Sargon che aveva fondato il grande impero accadico riunendo un popolo sotto una sola legge e un unico dio. 3) Togliersi di dosso quell’appellativo di «ebrei».. perché dio non dette in quell’occasione le sue leggi al popolo che aveva prediletto? Perché attese sette secoli per darle a Mosè? 15 . fosse cominciata veramente con quella tribú che lasciò la Mesopotamia per dirigersi verso la terra promessa. la costituzione della stessa alleanza. sconosciuta allo stesso Abramo. lo stesso raggruppamento di un popolo che intraprende un viaggio verso una terra promessa.. Ma. se può risultare accettabile come terra di conquista nel libro Esodo. tra tutte le prove. quella che vide la luce nel VI sec. I motivi per cui gli ebrei aggiunsero Abramo (si presume tra il V e il IV secolo. è quanto mai inverosimile. si trova da essa nientemeno che a 1. quel nome di «israeliti» che trassero dalla lotta che organizzarono tra dio e Giacobbe. che la Bibbia ha cercato di riempire attraverso la costruzione di immaginarie generazioni. figlio di Noè. attraverso la persona di Abramo. vecchie di millenni. Soltanto attraverso l’istituzione di un codice avrebbero potuto cominciare la loro storia di popolo che. che sono piú che sufficienti per dimostrare ancora una volta che la Bibbia è un libro basato su fatti e personaggi del tutto immaginari. un fondatore “d’origine controllata”. ne rimangono scoperti ben duecentoquaranta – duecentoquaranta anni di buio.500 chilometri di distanza – una terra cosí lontana da risultare. 2) Dare alla loro religione l’origine piú antica possibile. Considerando che con sette generazioni si possono coprire duecentodieci anni. perché confinante con l’Egitto. era anche declassante. finalmente liberatosi da una schiavitú. quello usato per colmare il vuoto di quattrocentocinquanta anni intercorrente tra Abramo e Noè. sospesa tra due vuoti storici. ci viene dalle leggi che furono dettate da dio a Mosè. che. da massa eterogenea che era. e. che era stato ormai presentato come figlio di ignoti . secondo quanto risulta dall’itinerario che seguí per arrivarvi. cominciava una nuova vita nella compattezza che veniva da un dio che aveva loro promesso un terr se avessero rispettato le sue leggi. In entrambe c’è la stessa circostanza di un dio che si presenta a un popolo che non lo conosce. vivendo in Caldea. Abramo appare un’evidente intromissione. n. quella che dimostra piú di ogni altra che la storia ebraica era inizialmente cominciata con l’Esodo. E gli ignoti. che lo segue di circa settecento. cioè quando il movimento rivoluzionario si stava solidificando) all’interno della loro storia sono diversi: 1) darsi. si sa. Se appare semplicistico il ripiego usato per riempire il vuoto di settecento anni che separano Mosè da Abramo – in quanto vengono sommariamente riassunti con la frase: tutte le persone che nacquero da Giacobbe. l’altro. dal momento che si pretende di riempirlo con sole sette generazioni. furono settanta –. quello ebraico. Su questa impostazione della prima Bibbia. sia perché le vicende che gli si riferiscono non sono che una ripetizione di quelle che vengono attribuite a Mosè. nipote di Abramo. Che l’episodio di Abramo sia un inserimento eseguito in un secondo tempo viene confermato anche dal fatto che esso non ha nessun collegamento biblico né con il diluvio. appare piuttosto fantasiosa in un Abramo che. quella terra di Canaan che.. facendolo discendere direttamente da Sem. av. Se il testo della prima edizione della Bibbia. che veniva estratto dalla confusione delle razze umane conseguente alla dispersione generata dalla torre di Babele. per poter competere con le religioni “pagane”. visione che chiudeva il libro Genesi nella prima edizione della Bibbia. illogica sia per la mancanza di collegamento storico esistente tra lui e i fatti che lo precedono e che lo seguono. non sono i piú adatti per suscitare un nazionalismo basato sull’orgoglio di razza. cosa questa che non avrebbero potuto fare con Mosè. Abramo e i fatti a lui relativi sono un’evidente aggiunta. che lo precede di quattrocento anni. che rispettava una certa coerenza nel mostrarci un popolo. nella sua ubicazione.una moltitudine che si spandeva sulla terra. riprendendo la sua storia con il libro Esodo.

riprendiamo con il Mosè biblico che. appropriandosi delle teologie “pagane”. Perché il signore tuo dio passa in mezzo al tuo accampamento per salvarti e mettere i nemici in tuo potere. Ma. e ogni volta che deciderà di infliggere loro le punizioni piú severe per avere disobbedito. in seguito alla liberazione da una schiavitú. censure e contraffazioni a cui furono costretti a ricorrere i religiosi per ovviare a tutte quelle inesattezze e contraddizioni che emergevano da una storia che. ma le manderà a coloro che lo odiano”i (Dt. 16 . 23. 7. av . in seguito alle contestazioni e obiezioni mosse dagli avversari. Stando a quanto dice la Bibbia. Un dio che viene ridotto alla stregua di un caporale che ispeziona le latrine di una caserma. Siccome erano abituati a defecare accanto alle tende. una volta divenuto il suo conduttore. ci permetterà di comprendere come nel giro dei quattro secoli che precederanno la rivolta dei maccabei. Nel tuo equipaggiamento avrai un piolo. 15) –. gli ebrei. È da questo quadretto. Mosè cercò di tenere sotto controllo questa orda di selvaggi. 13). come liberatore del popolo israelita. la cui mancanza era causa di continue epidemie dalle quali venivano sistematicamente decimati. che resterà costantemente sull’attendamento fatto di pelli di capra. che fu poi riportato cosí nel Pentateuco: avrai un posto fuori dell’accampamento e là andrai per i tuoi bisogni. Sarà da questa nuvola che vedremo dio scendere ogni volta che dovrà comunicare i suoi ordini a Mosè e a tutti i patriarchi che seguiranno. che sopraggiunse all’età di centoventi anni. Perfezionò i loro regolamenti atavici. Questo passo assume un significato di particolare importanza perché. perché egli non veda in mezzo a te qualche indecenza e ti abbandoni (Dt. le pestilenze continuarono a far strage degli ebrei. mi si potrebbe chiedere: Abramo. soprattutto per ciò che riguardava l’igiene. nonostante «la legge del piolo» imposta da Mosè e la promessa di dio di non inviare piú malattie – il signore allontanerà dal suo popolo ogni infermità e non manderà piú alcune di quelle funeste malattie d’Egitto. che la Bibbia fa partire il suo romanzo circa le avventure di un popolo di pastori erranti. Esaú e tutti gli altri che animarono quei due secoli di storia biblica relativa ad Abramo. impose loro di allontanarsi dall’accampamento. Non a caso è stato detto che i libri sacri non sono che il risultato delle continue rettifiche operate sui testi. come il Nuovo. a cui ha dato il nome di israeliti. il grande condottiero che succedette a Mosè. correzioni. come lo sono Adamo. a partire dall’Esodo. Mosé rimase al comando di questi nomadi per i quarant’anni che restarono nel deserto del Negheb. Fedele alla consegna ricevuta dal faraone. Giacobbe. Fatte queste considerazioni. era continuamente soggetta alle critiche della ragione e del buon senso. Tutto il Vecchio testamento. continuando a credere che i morbi dipendessero dal fatto che gli ebrei avevano sospeso la circoncisione.Dunque non possono esserci dubbi sul fatto che la prima narrazione biblica del popolo ebraico cominciasse da quella visione con la quale il signore propose un’alleanza a una massa eterogenea di uomini senza leggi perché si costituisse popolo. avente come cornice la sabbia del deserto del Negheb. allora. sono personaggi inventati? Certo che sono inventati. e. il quale. seguirà il proprio popolo in tutti gli spostamenti. imponendo un espresso regolamento. Ma. Giosuè. Davide e Salomone e tutti gli altri seguenti. standosene sdraiato su una nuvola. si prodigò a insegnare loro i rudimenti della civiltà egizia. riusciranno a trasformarlo in un essere essenzialmente spirituale. nel ritirarti fuori. entra in contatto giornaliero con Yahvè. n. completamente inventata e improvvisata. scaverai una buca e poi ricoprirai i tuoi escrementi. ordinò di nuovo a tutti di tagliarsi il prepuzio. a compiere le stragi piú efferate e le piú sanguinarie vendette contro i suoi nemici. cercando di inculcare in loro una mentalità sociale attraverso il rispetto delle leggi. Saul. non è che una congerie di aggiunte. cioè fino alla sua morte. con il quale. Mosè. tanto che Giosuè. Eva. dimostrandoci quale fosse il concetto che avevano gli ebrei del loro dio nel VI sec. quegli ordini con i quali autorizzerà i suoi «figli prediletti» a invadere le terre altrui. che riproduce un accampamento di pecorai sovrastato da una nuvoletta con sopra il creatore dell’universo. l’accampamento deve essere dunque santo.

cosí anche Sansone nacque da donna infeconda resa incinta per opera divina. che fu designato ad assumere questa carica ancor prima che nascesse. da Rachele. Ora guardati bene dal bere vino o bevanda inebriante. costituito da persone prescelte. Questa istituzione. sapendo quale sia la vera origine della fecondità raggiunta attraverso queste cure termali. Poiché ecco. ma soltanto perché era la piú prossima al deserto del Negheb. perché il fanciullo sarà un nazoreo consacrato a dio fin dal seno materno». tu concepirai un figlio. permettendo loro di vivere. uomini famosi. Giuseppe. Per cui. di conseguenza. furono di fatto quella «manna» che dio faceva scendere dal cielo per alimentare il suo popolo – quella «manna» che nessuno ha saputo mai spiegarsi cosa fosse. dopo di che. facendola derivare dall’espressione di sorpresa che emisero gli ebrei quando. ritenute prodigiose per quella convinzione che si aveva sulla sterilità che si faceva dipendere esclusivamente dalla donna. anche di farle rispettare. cioè quel Gesú che. compresa la Bibbia che la chiamò appunto cosí. Questo sistema di costruire gli eroi trova giustificazione in quel passo della Genesi. Cosí come Sansone. ma concepirai e partorirai un figlio. sempre traendo le affermazioni da leggende altrui. si chiesero: man-hu? – che in ebraico significa: «che cos’è»? Mosè. Ma. sarà per dei motivi ben precisi che vedremo a suo tempo. tanto da divenire una vera e propria casta. se lo faranno nascere da una vergine anziché da una donna sterile. Un angelo si presentò alla moglie di Manoach e le disse: «ecco. dove gli eroi vengono partoriti da donne sterili fecondate da dio. che significa «consacrati». a non bere bevande alcoliche e a non tagliarsi i capelli per tutto il corso di indottrinamento che durava tre anni. I nazir si impegnavano. moglie di Giacobbe. era facoltativo proseguire nel voto o romperlo. cercò. assunse con la rivolta dei maccabei un’importanza determinante su quella che fu l’evoluzione religiosa in seno al partito nazionalista giudaico. A questo punto sono certo che a molti sia venuto spontaneo rapportare questo tipo di miracolo divino a quelle acque minerali che rendono fertili le donne sterili. a rimanere casti. attraverso un voto. istituendo un corpo di tutori dell’ordine. che con il tempo andò sempre piú rinforzandosi. 17 . nella convinzione che il tutto dipendesse dal soprannaturale. moglie di Abramo. in realtà non fossero altro che un prodotto di corna. da quanto si può comprendere con chiarezza dalla Bibbia. come sostiene la Bibbia nella sua abitudinaria falsificazione dei fatti. a cui venne affidato dai redattori dei Vangeli l’incarico di annunciare l’avvento di colui che sarà l’eroe degli eroi. tu sei sterile e non hai avuto figli. non lo fecero perché era stata promessa da dio. fino ad arrivare a quel Giovanni Battista. in cui. per ciò che riguardava la tonsura. il figlio che nasceva non poteva essere considerato che un eletto predestinato a diventare un eroe. a cui fu dato il nome di nazireato. moglie di Isacco. che diventerà viceré d’Egitto. Gli appartenenti a questo ordine.Durante quei quarant’anni. gli ebrei vissero per lo piú di rapine eseguite ai danni dei popoli che si trovavano nel Sud della Palestina. furono partoriti per fecondazione divina Isacco da Sara. figlio di Elisabetta moglie di Zaccaria. vedendola la prima volta. Certamente il piú famoso nazir del Vecchio testamento fu un certo Sansone. sulla cui testa non passerà rasoio. Se la prima terra che attaccarono fu quella di Canaan. Come accade spesso nella Bibbia. facendoli nascere da un accoppiamento tra dio e quelle donne che si erano dimostrate sterili con gli uomini. almeno nella gran parte dei casi. furono chiamati nazir o nazorei. si asserisce: c’erano sulla terra i giganti a quei tempi – e anche dopo – quando i figli di dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi i figli dell’antichità. In un susseguirsi di razzie oltrepassavano il Giordano per riportare agli accampamenti quelle refurtive che. oltre che dare delle leggi. che dovevano collaborare con le autorità civili per ciò che riguardava la vita sociale e con i sacerdoti per ciò che riguardava la pratica dei culti. E tanti altri. non si può escludere che le nascite di questi eroi. È in base a questo riferimento che la Bibbia sforna molti dei suoi personaggi piú famosi. Esaú e Giacobbe da Rebecca.

non subentrò al suo posto quel Giosuè che.) Fatta questa breve disquisizione sui nazir e sul nazireato – che sarà molto utile da ricordare in seguito –. per preparare gli ebrei a sostenere quella che sarà la battaglia finale. depredando. saranno mostrati come invincibili conduttori di eserciti – anche se. potesse portare a termine la strage dei filistei. fallí nell’intento di trasformare in popolo civile questa accozzaglia di nomadi primitivi. riunite tutte le tribú. Appartengono a questo periodo le narrazioni riguardanti la distruzione di Gerico. morto Mosè. costruiranno una teoria di rivendicazioni basata su battaglie nelle quali. senza contare poi tutte le imprese che saranno attribuite in seguito. divenne fisicamente cosí gagliardo da fare strage dei filistei con una mascella d’asino.Il figlio che nacque fu chiamato Sansone. per quanto si adoperasse. i quali. Vi si narrerà di eserciti composti di decine di migliaia di soldati armati fino al collo e di migliaia di cavalieri che si affrontano in battaglie epiche tali da far impallidire Waterloo. lasceranno sempre le situazioni come le avevano trovate. da scardinare la porta della città di Gaza sollevandola come una piuma. stragi. invertendo i ruoli. Inizia cosí quel periodo di lotta tra invasori e popoli occupanti che. privi di concetto sociale comunitario. vendette. dei mucchi di pietra che la Bibbia. e tante altre. Via via che avanzavano si dichiaravano padroni delle terre occupate. ritornate alla primitiva indipendenza. che la Bibbia costruirà il suo programma di rivendicazioni sulla Palestina. È questa immutabilità della realtà la prova principale che tutto ciò che si racconta nella Bibbia è soltanto il prodotto della fantasia. la sconfitta dei cinque re in quella famosa battaglia in cui Giosuè ordinò al sole di fermarsi affinché. si metterà alla loro testa per conquistare definitivamente la Palestina. stipulato tra dio creatore e padrone del mondo e il suo popolo prediletto. ricordato dalla Bibbia nel libro dei Giudici. Essendo uno degli scopi principali dei redattori della Bibbia quello di attestare come gli ebrei fossero i legittimi proprietari della Palestina. come prova del possesso avvenuto. Cresciuto in virtú e saggezza. da trasformare il tutto in una tragicommedia talmente ridicola da risultare offensiva alla ragione e al buon senso. anche se intellettualmente si mostrò cosí debole e sprovveduto da rivelare alla prima baldracca che gli concesse le sue grazie il segreto della sua forza. e trucidando spesso i loro abitanti. Come conseguenza. per dimostrarne la legalità. questi nomadi avanzarono verso il Nord. fattosi interprete della volontà aggressiva che era maturata negli ebrei. eleggendo ciascuno dei capi tribú che chiamarono giudici. insolentemente afferma che esistevano ancora al tempo in cui essa fu scritta. l’uccisione di altri trentuno re in una battaglia combattuta per la conquista della Transgiordania. Se qualcuno a questo punto volesse giustificare la debolezza di Sansone attribuendola all’astinenza sessuale a cui era stato costretto dal voto durante il seminario. quale terra promessa. a partire da Giosuè. E tanta sarà l’esaltazione che useranno i compilatori della Bibbia per raggiungere i loro scopi di propaganda nazionalista. do- 18 . prescelto da dio fra gli uomini. È su questo contratto. terrorizzando e incendiando i villaggi che incontravano. Cominciata l’invasione con la terra di Canaan. dove gli eroi. invase definitivamente le terre palestinesi. dopo averli dichiarati monumenti commemorativi. facendo. e tante altre cose che lo resero il terrore dei nemici d’Israele. intensificarono le rapine ai danni dei popoli che pacificamente vivevano di agricoltura e di allevamento di bestiame. si imporrà come un vero manuale di guerriglia. assumerà il ruolo di fomentatrice di guerre. Queste tribú. distribuitesi nel deserto arabico lungo i confini della Palestina. riprendiamo con quel Mosè che. dura all’incirca due secoli. Questo andamento di cose si protrasse finché. che risiedeva nei capelli. faranno passare per occupanti abusivi i popoli indigeni e per legali proprietari gli ebrei. non fa che ribadire quanto la continenza – lo confermano gli psicologi – sia un ostacolo alla normale formazione intellettuale (Ogni riferimento ai preti non è affatto casuale. Tutti i fatti che seguiranno l’Esodo non avranno altro scopo che quello di inculcare negli ebrei quel sentimento di nazionalismo guerriero che sarà alimentato nel corso dei secoli dall’attesa di un messia condottiero. si divisero di nuovo in gruppi autonomi e indipendenti. oltrepassando spesso anche il Giordano. da demolire un tempio spezzandone le colonne con le braccia. prolungandosi le ore di luce. nonostante tutte le vittorie e le conquiste che loro saranno attribuite. grazie a quel diritto che loro derivava dal fatto di averla ricevuta da dio attraverso il contratto stipulato con lui nell’alleanza. la Bibbia. il quale. fino a toccare la Siria.

In realtà. divisi in decine di etnie autonome. Se tra tutti i popoli indigeni quello che piú validamente si oppose agli israeliti fu quello filisteo. che vivevano di agricoltura e di allevamento di bestiame. quali potevano essere un corno di bue o una mascella d’asino. senza entrare in conflitto con le altre. resi aggressivi dal bisogno e da quella rabbia che si era accumulata nei secoli. era mosso dall’orgoglio che gli veniva dal fatto che quelle terre avevano preso il nome di Palestina dal loro: Pelistin. Ma la Bibbia. portavano via i tesori dei templi. la Bibbia. trasse da una lotta combattuta tra dio e un uomo immaginario. dal momento che la storia parla di esse. Dal quel calderone del passato. costruí la sua trama servendosi sia dei pastori che avevano invaso la Palestina. arrivarono ben presto a sentirsi talmente padroni di quelle terre da spartirsele fra loro. le tribú di questi nomadi – che. in modo che ogni tribú ne avesse una su cui poter pascolare il proprio gregge. dai contadini indigeni (abitanti in villaggi di casupole fatte di un impasto di sterco animale e fango seccato al sole. Divisasi abusivamente la Palestina. per costruire le sue battaglie epiche e i suoi condottieri. che trasformò in protagonisti dei propri piani politici. 9). sia delle bande di predoni. ciò dipese dal fatto che esso.po questo periodo dei Giudici. facevano prigionieri per rivenderli come schiavi. non erano altro che scontri tra poveri. I palestinesi. che la Bibbia ci descrive come apocalittiche. come si serví della figura degli indovini e dei chiromanti per costruire i suoi profeti. e assalivano le carovane che trasportavano il rame proveniente dalle miniere del Negheb. dando loro il nome di israeliti – nome che. Ma. non c’è dubbio. attribuendola a degli anonimi pastori ebrei. diceva: «su. se la Bibbia dice essere dodici. con la conseguente sovrapposizione tra i vari popoli. che si difendevano a colpi di bastone. a Saul e a quel re Davide. ma queste non hanno nulla a che vedere con le ruberie operate dai nomadi. ciascuna sotto il comando di un proprio «giudice». fin19 . Loro attaccavano le città per le loro riserve di derrate e per i loro allevamenti. non avvezzi all’uso delle armi e quindi incapaci di mettere in atto una resistenza collettiva. quando uno andava a consultare dio. senza dilungarmi su questo argomento. dall’altra. e ricoperte di paglia). oltre a essere piú socialmente avanzato e quindi organizzato per il grado di civiltà che si era portata dall’isola di Creta. perché quello che oggi si dice profeta allora si diceva veggente (I Sm. per dimostrare l’inverosimiglianza dei fatti biblici basti dire che. sorpresi a derubare. reagivano tirando pietre con le fionde o usando il primi oggetti che avevano tra le mani. andiamo dal veggente». Tra i pastori che avevano invaso la Palestina con i loro pascoli abusivi e questi predoni organizzati in bande di guerriglieri c’era la differenza che ci può essere tra ladruncoli rionali di una città e grandi cosche mafiose. sostenuti. alle quali si unirono anche elementi israeliti. per ben due secoli. trasse gli argomenti necessari per inventarsi una storia tutta sua. da una parte. queste battaglie tra le tribú ebree e gli autoctoni. che diventerà il simbolo dell’invincibilità dell’esercito d’Israele. è solo per rispettare la simbologia che questo numero rappresentava nella cabala ebraica – seguirono una vita autonoma. in un’altra si dice che gli israeliti per circoncidersi si tagliavano il prepuzio usando attrezzi primitivi fatti di selce e si servivano di bastoni appuntiti per fare buche in cui occultare gli escrementi. facendo di ogni erba un fascio. da pastori invasori che. da cui proveniva. privo di ogni riscontro storico. che dall’inizio dei tempi li avevano relegati nei deserti a condurre una vita di sofferenze e di stenti. a cui dette il nome di Giacobbe. derivante dall’emarginazione patita da parte degli altri popoli. e. non c’è bisogno di spiegazioni per comprendere di quali lotte divenne teatro nei secoli successivi. mentre in una pagina si parla di guerrieri armati di spade affilatissime capaci di fare stragi di decine e decine di migliaia di nemici in un solo combattimento. Considerando la Palestina in seguito alle invasioni e alla sistemazione delle tribú degli ebrei. secondo quanto la stessa Bibbia sostiene: in passato in Israele. 9. per sostenere le sue pretese di proprietà su di essa. si ritrovarono presto a essere occupati da questi pastori. Divenuti cosí sempre piú arroganti e baldanzosi per la debole resistenza che incontrarono. Che ci siano state in quel periodo bande organizzate di predoni. ricolmo di tutte quelle storie e leggende tramandate al suono dei salteri. collezionando tutto ciò che veniva riportato a quel tempo attraverso i cantastorie.

ma ponendo due condizioni: la prima. facendo osservare a Samuele che essa rappresentava in realtà la propria detronizzazione: «il popolo mi ha rigettato perché vuole che io non regni piú su di lui. temendo la concorrenza di un re. Lasciando da parte ogni commento circa questa risposta del signore – che non fa che confermare come Yahvè non abbia mai fatto parte dei culti religiosi ebraici prima del VI sec. l’allora patriarca. subito si oppose a questa richiesta. dopo averli ascoltati. concludiamo il capitolo anticipandondo che. dopo ripetute e accese discussioni. un re come lo hanno tutte le altre nazioni». il quale. 7).. la seconda. non decisero di riunirsi sotto un unico capo che chiamarono «re». riferí tutto al signore. Secondo la Bibbia. 20 . n. separatesi da quelle del Sud. e. che fosse lui a sceglierlo. Cosa d’altronde che c’era da aspettarsela dal momento che mi hanno abbandonato dal giorno che lasciarono l’Egitto fino a oggi per seguire altri dei» (Sm.ché le tribú del Nord. che il re gli giurasse fedeltà. 8. dicendogli: «dacci un re che ci governi. alla fine dio cedette alla richiesta del popolo che voleva un re. av. si presentarono a Samuele. né prima gli ebrei mai lo conobbero –. riconoscendolo al contempo come suo unico dio. Samuele.

alle due condizioni indicate. Samuele si recò allora alla tribú di Beniamino. che ignora sempre i fatti storicamente importanti. rispose a Samuele. si recarono da un certo Samuele. un re come lo hanno tutti gli altri popoli» (I Sm. sui confini di Zelzac (perché invece di raccontarci questa sciocchezza non ci vengono detti i nomi dei faraoni a cui è collegata continuamente la sua storia?). sulle prime contrario a un re perché vedeva in lui un concorrente. av. per lo piú tramandato dai racconti popolari. il signore ti ha unto capo sopra Israele. ritornate autonome. Bande di predoni che. Il signore. Questo sarà per te il segno che il signore ti ha “unto” capo sulla sua casa». come si è detto: «gli israeliti mi hanno rigettato perché io non regni piú su di loro. eletto re. che scendevano da un’altura. Morto Giosuè. spesso erano in lotta fra loro. in seguito alla morte di Giosuè. Lo spirito del signore investí Saul.8. Dopo qualche giorno di riflessione il signore.IL PERIODO DEI RE Dunque. essendo l’unica terra del Vicino oriente abitata da tante piccole etnie che. prima di entrare nella città. dopo essere rimaste per secoli nel deserto drabico e del Negheb. 21 . figlio di Kis. alla fine del XII sec. approfittando della sua debolezza. resesi conto che non avrebbero potuto mai ottenere una supremazia netta e definitiva sugli indigeni rimanendo disunite. lasciatosi convincere dalle suppliche di Samuele. dicendogli: «ecco. Come si è visto. uscí dalla tenda e si diresse verso la città di Gabaa. dirò che chiude la cerimonia informandoci che Samuele. Il signore. le tribú. lasciata la sua nuvola. 5). dettero inizio a quel periodo lungo due secoli che la Bibbia raccoglie nel libro dei Giudici. Che essi arrivassero a questo punto io avevo già capito dal giorno in cui lasciarono l’Egitto abbandonando me per seguire gli altri dei» (I Sm. Tu avrai potere sul popolo del signore e tu lo libererai dalle mani dei nemici che gli stanno intorno. ritornò da Samuele per sussurrargli in un orecchio come doveva fare per eleggere re colui che egli aveva designato: «domani a quest’ora contatterai un uomo della terra di Beniamino e tu lo ungerai come capo del mio popolo». i nuclei del Centro-Nord decisero di coalizzarsi. in atto di profetizzare. e i territori palestinesi da loro occupati nel loro regno d’Israele. limitandosi ad attaccare le popolazioni che erano oltre il Giordano con incursioni periodiche. e gli dissero: «al posto dei giudici. alla fine. Ma. eleggendo un unico capo in sostituzione dei «giudici». in quanto erano state ritrovate presso il sepolcro di Rachele. flauti e cetre. lo concesse. i condottieri dei predoni eletti re da dio. cercò la tenda di Kis e. dopo averlo baciato. andato a riferirgliela. dopo aver unto e lisciato Saul. che si mise a fare il profeta in mezzo a loro (siccome profetizzare significava improvvisare rime accompagnate dalla musica. e. È da questo quadro di aggressioni e di battaglie. che la Bibbia ci presenta come profeta e patriarca. si attardi invece su stupidi dettagli. gli versò sul capo un’ampolla d’olio. che secondo lui esprimeva la volontà del proprio popolo di sostituirlo. le tribú rimasero sotto il governo dei «giudici» fino a quando. 7). Saul. trovato Saul. preceduti da arpe. invasero definitivamente la Palestina. dieci anni dopo l’invasione della Palestina. gli disse di non preoccuparsi piú delle asine che suo padre aveva smarrito. noi vogliamo un re. rattristato da questa richiesta. che si sono mostrati incapaci e corrotti. praticamente Saul si mise a cantare insieme a loro). oltre a essere autonome e indipendenti. che la Bibbia trae gli argomenti per tessere la propria storia. Costui era un certo Saul. vide venirgli incontro un gruppo di profeti. trasformando i capi di queste bande di saccheggiatori in «giudici». 8. ognuna sotto il comando di un proprio capo. n. Di tutto ciò che la Bibbia riporta circa il periodo possiamo trovare dei riscontri storici soltanto in quelle tavolette e in quei graffiti che vagamente accennano a bande di predoni formatesi in seguito alle migrazioni dalla Mesopotamia. E tanto per mettere in evidenza come la Bibbia.

è noto. fece agli israeliti dopo l’uscita dall’Egitto. il giorno dopo si recò da Saul e. In un continuo rincorrersi di successi e di vittorie su quelli che la Bibbia chiama «nemici del popolo di dio» (in realtà non erano altro che le popolazioni indigene che difendevano la loro terra dall’invasione di questi predoni). re di Amalech. Come già era avvenuto in precedenza. lo trafisse con la spada. all’infuori che onnipotente e onnisciente. re della città di Amalech. che. magnanimo e nobile. quell’«unto». considerato quello che Agag. bambini e lattanti. Una mancanza che portò dio a punirlo destituendolo dalla carica di re. quel 22 . e poi lo rinnega sostituendolo con un altro. obbediente come era stato sempre. il signore andò da Samuele e gli disse: «mi pento dí aver costituito Saul re. che affoga l’umanità perché non corrisponde alle sue intenzioni. dopo avergli comunicato che il signore aveva deciso di destituirlo a causa della grave disobbedienza che aveva commesso. per quanto avesse cercato di mostrarsi impietoso come dio gli aveva ordinato. Saul detenne il comando per una decina d’anni. sono tre appellativi che hanno lo stesso significato. rimase turbato e alzò grida tutta la notte. che si era affezionato a Saul. che lo portano a ricominciare sempre da capo. Va dunque. non lasciarti prendere da compassione per lui. dio aveva ordinato a Saul un’ennesima strage dei nemici. Ma. Dato che da questo momento in poi tutti i re d’Israele saranno uomini eletti da dio attraverso l’unzione. sarà per gli ebrei un meshiha. perché si è allontanato da me e non ha messo in pratica la mia parola». eleggendola come capitale di quel territorio occupato dalle dieci tribú del Centro-Nord che la Bibbia dichiara essere stato il primo regno d’Israele. donne. «quell’orologiaio» – come dice Voltaire – che ha dato ordine a tutte le cose? Le incoerenze che dimostrano che questo dio tutto è. e vota allo sterminio quanto gli appartiene. Fatta questa precisazione. secondo i quali gli indovini acquisivano la preveggenza entrando in uno stato di trance attraverso danza e allucinogeni – infatti è per questo che tutte le profezie bibliche sono frutto di sogni e di visioni. messosi a capo dell’esercito. riprendiamo con Saul. per i greci un khristos. che crea Adamo ed Eva per renderli felici e poi li condanna al dolore e alla morte. Saul. ma uccidi uomini e donne. Ordinò che gli fosse condotto Agag e. Disceso dalla nuvola. Questo dio che elegge Saul re. uccidendo uomini. espugnò la città di Ebron in terra di Canaan. colpisci Amalech. è doveroso soffermarsi per dire che le parole «unto» – in ebraico si esprime con la parola meshiha. Samuele. limitandosi a farlo prigioniero. come doveva essere quel conduttore di eserciti. e in greco si traduce con la parola khristos. mi ha incaricato di ordinarti di punirlo. partí subito alla volta della città di Amalech. cioè «cristo» –. cioè fino a quando non fu lo stesso dio a destituirlo. si fece egli stesso esecutore dell’ordine di dio. «messia» e «cristo». quale «unto». la Bibbia non è stata scritta per edificare un dio virtuoso. buoi e pecore. e tutto il bestiame. A parte la ripugnanza che suscita questo dio per via della sua crudeltà insensata. bambini e lattanti. inanellando errori su errori. Questa volta l’ordine era di distruggere un certo Agag. impietoso e assetato di sangue. sono cosí frequenti da trovarsene una in ogni pagina della Bibbia. Samuele. secondo da quale delle due lingue mutiamo la parola. cioè «messia». Samuele.Questa scena riportata dalla Bibbia si ispira ai culti “pagani”. eletto re attraverso il rito dell’unzione. cammelli e asini». quanto piuttosto un prototipo vendicativo. commise la grave disubbidienza di risparmiare la vita al re Agag. sarebbe egli quella «mente superiore» che avrebbe creato l’universo. dopo aver alzato strepiti fino al mattino. perché egli non aveva eseguito i suoi ordini. quello che maggiormente provo è la pena che origina da quell’angoscia in cui egli perennemente vive a causa dei continui ripensamenti e pentimenti. che era l’ambasciatore di dio. e per noi un «messia» o un «cristo». con conseguente messa in disuso di quel giardino dell’Eden che aveva programmato come eterno. forte di un esercito numeroso e organizzato. Saul. che decide di sterminare il suo stesso popolo subito dopo averlo liberato dall’Egitto. Ma. come gli fu davanti. rimandando a un medesimo campo semantico. si presentò a Saul e gli disse: «il signore degli eserciti. perché gli si dimostra «duro di cervice».

si chiamava Davide. dopo la destituzione di Saul. gli darebbero le forme di un cavallo. Samuele si alzò e tornò a Rama. che in realtà non è stata altro che una guerra a fini egemonici combattuta tra due bande di predoni che si contendevano il dominio sulla Palestina. Tutto ciò avvenne nella caverna di Engaddi (IISm. è lui» – e la Bibbia cosí ce lo descrive: era fulvo. che erano restati in fondo alla grotta.«messia». escludendo che possa essere nero. era figlio di un certo Iessi della tribú di Giuda. accucciato defecava. e le tribú del Nord. basta dire che fece uccidere un uomo soltanto per portarsi a letto la sua donna. accanto a lui. Per dare un’idea di quanto fosse vizioso. cosí gli uomini bianchi si sono costruiti un dio bianco – Gott ist Weiss («dio è bianco») e dunque. Saul. Da questo momento comincia la rivalità tra le tribú del Sud. comportamento che può trovare una giustificazione nell’omosessualità che alcuni storici gli attribuiscono. basti dire che sollevò la veste di Saul mentre defecava per il semplice gusto di guardargli i glutei. oltre a essere un disobbediente recidivo. altrettanto non produsse nulla di buono su di lui che. non accortosi di nulla. Traditore. saltando per intero il sedicesimo capitolo del libro di Samuele (una congerie di insulsaggini che possono essere utilizzate soltanto per ridicolizzare la Bibbia). riferendosi alla morbosa amicizia che nutriva per il giovane Gionata. Davide. l’odio. Riprendendo il racconto biblico dal punto in cui lo avevamo interrotto. consacrò Davide in mezzo ai suoi fratelli. aveva sei fratelli e faceva il pastore. versandogli l’olio sul capo. ignorante. 24). rappresentate da Giuda e Simeone. Compiuto il rito. Samuele. figlio di Saul. mantenne un comportamento da autentico criminale. Per comprendere chi fosse. «Dimmi chi sei e ti dirò chi è il tuo dio»: e nessun trattato ateo potrà mai dimostrare quanto la Bibbia che non fu dio ad aver creato l’uomo a sua immagine e somiglianza. nel diciassettesimo troviamo Samuele che. quel «cristo». per salvarsi. tirò su le brache e ripartí. dato che Davide non era ancora rientrato dal pascolo.1. non accortosi di nulla. Samuele si mise ad aspettarlo sotto la sua tenda e. Quando arrivò. 23 . Come gli fu accanto sfoderò la spada e con la punta di questa gli alzò il mantello che gli copriva il fondo schiena. preso il vaso. ladro. uscí dalla grotta e ritornò sulla via. quella Betsabea che divenne una delle sue numerose concubine. quatto quatto. Davide che si era nascosto nel buio della grotta. guarda il caso. rimase a guardare Saul che. Secondo la Bibbia i fatti andarono come segue: per via della discordia che c’era tra i due. Come i cavalli che. represso e frustrato. si arriva al punto di chiedersi se i negri abbiano l’anima. adultero. si nascose con i suoi compagni in una caverna. fu proprio lí che Saul entrò per un bisogno fisiologico. A un certo punto dell’inseguimento. si alzò. sedette il signore. gli si avvicinò da dietro. Perché potessero godere dello spettacolo anche i suoi compagni. la gelosia e l’ottusità di un popolo primitivo. capitò una volta che Davide scappasse davanti a Saul che lo inseguiva per ucciderlo. fedifrago. finché non si mosse e. stando a quanto dice la Bibbia. Questi viveva a Betlemme. ovvero quella lotta tra la Giudea e il regno d’Israele. bensí l’uomo a costruirsi un dio secondo la propria. Appena Davide si presentò. con begli occhi e di gentile aspetto. omicida. come non aveva prodotto nessun effetto su Saul (che fu rinnegato dallo stesso dio). Da quel momento lo spirito del signore si posò su Davide. e i maiali di un porco. si mette in cammino per andare a cospargere d’olio il nuovo prescelto da dio a divenire re d’Israele. se dovessero costruirsi un dio. crudele: tali sono le prerogative che fanno di Davide il delinquente per antonomasia. Ma lo spirito del signore che si era posato su Davide. il signore disse a Samuele: «alzati e ungilo. gli tagliò una parte del mantello con la lama e tutto con una tale abilità che Saul. in cui gli ebrei immedesimarono tutta la collera. Ebbene.

ma il re non si uní a lei (I Re. che. gli misero a letto una ragazza vergine. sono duecento prepuzi di filistei”. per dare una fissa residenza al governo del suo regno.2. perché sia fatta vendetta dei nemici del re». Secondo la Bibbia. essendo tutti gli ebrei accampati in tende e praticanti il nomadismo. fece sapere a Saul che ciò non sarebbe stato mai possibile. cosí il re nostro signore si scalderà». Saul fu preso da tanta simpatia per Davide che gli propose la figlia come moglie. I suoi ministri dissero: «Si cerchi per il nostro re una vergine giovinetta che assista il re e lo curi e dorma con lui. (Considerando la debolezza del vecchio. le due coalizioni di predoni che si contendevano il dominio di quelle terre. una misera rocca sita in prossimità di una grande fonte. non riusciva a scaldarsi. che storicamente erano. deve conquistarne la sede espugnandola con le armi. Ma. Fu a causa di questa ostilità. 5. riunendo tutte le tribú della Palestina sotto un unico comando. Per comprendere come il Regno d’Israele sia una pura invenzione. Saul gli dette in moglie la figlia Mikal (II Sm. davanti a tutta la corte. che la Bibbia fa dipendere da dio. Ma. preso dalla Bibbia. Si cercò in tutto il territorio d’Israele una giovane bella e si trovò Abisac da Sunem e la condussero al re. [… Il] re Davide era vecchio e avanzato negli anni e. dopo averli contati uno per uno. I ministri riferirono a Davide queste parole e a Davide piacque questa condizione per diventare genero del re. 17). perché lui non aveva nulla da offrire in dote per sposare la figlia di un re. ritenendolo un usurpatore. che Davide decise di lasciare Ebron. sette in Ebron e trentatré in Gerusalemme (I Re. 6). avuta questa risposta. Vecchio e indebolito. esso cominciò a dare subito segni di cedimento. E Mikal che. Se Davide. Davide e i suoi uomini mossero verso Gerusalemme contro i Gebusei che abitavano in quel paese. 18. Davide divenne il fondatore di quel grande regno d’Israele. Davide partí con i suoi uomini e uccise duecento filistei. 10) Ma. la abitò e la chiamò città di Davide (II Sm. in realtà è. sarebbe di per sé sufficiente il passo sopra riportato. Provo a immaginare il re Saul mentre porge. per quanto il signore avesse promesso a Davide che il suo regno sarebbe stato saldo nel tempo. Davide regnò su Israele per quarant’anni. Secondo la favola biblica. presso la sua tribú.Interessante è poi sapere come Davide riuscí ad acquisire il merito che gli consentí di divenire genero di Saul. riuní i ministri e disse loro: «riferite a Davide: il re non pretende il prezzo nuziale. che ci mostra un re il quale. continuarono a opporsi a Davide. La durata del regno di Davide su Israele fu di quarant’anni. fallirono nell’intento a causa della mancata erezione. non avendo un luogo fisso da eleggere come residenza. per trasferirsi nel territorio di Giuda. i suoi cortigiani. Ma. i duecento prepuzi di filistei alla figlia Mikal su un piatto d’argento dicendole: “questo è il dono matrimoniale di Davide. scelse Gerusalemme come rifugio. in realtà fu determinata dalla vittoria che riportarono le tribú di Giuda su quelle d’Israele. dà ordine alle schiave di fargliene una collana con cui ornarsi il giorno delle nozze. Davide riportò i loro prepuzi e li contò davanti al re per diventare genero del re. Una sede. poiché Davide era povero. non avrebbe fatto piú al caso un’esperta baldracca che non una verginella?) La sostituzione di Saul con Davide. non fu soltanto per quei vantaggi che gli venivano dalla riserva d’acqua che si trovava nelle sue adiacenze. lontana dall’essere quella grande città che la Bibbia vuol darci a intendere. base su cui la Bibbia edificherà quel partito nazionalista giudaico che lotterà nei secoli successivi per ricostituirlo. Le tribú del Nord. sapendo quanto fosse vizioso. Fu cosí che. per quanto si adoperassero. Davide sconfisse i gebusei che fuggirono attraverso il canale. 1. ma solo cento prepuzi di filistei. ma soprattutto per le numerose caverne e cunicoli sotterranei che permettevano ai suoi briganti di entrare e uscire dal covo senza essere controllati durante le scorrerie e di fuggire quando erano attaccati da eserciti piú po24 . fino alla consumazione dei secoli. appunto. 4). si impossessò di Gerusalemme. con i suoi predoni. nella certezza che la cosa migliore per corroborarlo fosse quella di ricorrere al sesso. da quanto risulta dalla storia. Davide entrò nella rocca. togliendola ai gebusei. rimaste fedeli a Saul. che sentiva crescere intorno a sé. dopo sette anni. per giunta. La giovane era molto bella. sebbene lo coprissero. Saul.

secondo la nozione che normalmente si ha di un regno. nella realtà dei fatti. contro il Negheb dei reniti». Abramo. agli ammoniti. Davide batteva quel territorio e non lasciava in vita né uomo né donna. che continuarono a contestarlo. la maggior parte delle battaglie sostenute da Davide sono contro i popoli che costituivano la Palestina. 8). fatta di misere casupole di paglia e di grotte − da antichi testi egizi risulta avere il nome di Urusalaim −. gli uomini di Davide tornavano da una scorrería e portavano con sé grande bottino (II Sm. creatore e padrone del mondo. Davide non lasciava sopravvivere né uomini né donne da portare come prigionieri a Gag per non avere nessuno come testimone delle sue stragi (Sm. Basta riflettere un attimo su ciò che intendono i cristiani con «universalità della Chiesa» per comprendere come siano gli eredi diretti di 25 . era uno dei tanti ricettatori a cui i predoni vendevano le refurtive. fino al paese d’Egitto. Salomone e sopra tutti Davide. quali i seguenti: ed ecco. Saul. poi tornava indietro da Achis re di Gag. Giosuè. apparendo a dir poco farneticante. in realtà è quello che si trova alla base delle tre religioni monoteiste. Davide rispondeva: «contro il Negheb di Giuda. e poi contro Roma. che potrebbe far sorridere. i quali. che la Bibbia chiama «città di Davide» ed elegge a sede del regno d’Israele. Mosè. che doveva servire da esempio ai rivoluzionari del movimento nazionalista. i filistei. di questo invincibile conduttore di eserciti. figlio di Recob. non sono altro che figure costruite per realizzare un programma monoteista a base religioso-guerriera. è la stessa Bibbia a dirci come Davide realizzasse la riscossione dei tributi: Davide e i suoi partivano a fare razzie contro i gebusiti e gli amaleciti: questi appunto sono gli abitanti di quel territorio del regno d’Israele che si estende da Telam verso sud. i gebusei.tenti di loro (come risulta da alcuni passi della Bibbia in cui si afferma che Davide. è un testo di istigazione alla rivoluzione piú spietata e sanguinaria. da secoli. che sarà elevato a simbolo del movimento rivoluzionario..) Il fatto che Davide fosse il capo di una banda di predoni viene confermato da tanti altri passi della Bibbia. che Davide si installò con il suo esercito di banditi. etc. che sono l’ebraismo. Che questo “regno” non rappresentasse nulla per alcuno. «messia» o «cristo» che dir si voglia. agli amaleciti. come unico scopo. Se viene da chiedersi perché la Bibbia citi fatti che ledono la figura di Davide. che il partito nazionalista giudaico attuerà prima nella rivolta dei maccabei contro Antioco IV Epifane. ai moabiti. (Akis. Quando Achis gli chiedeva: «dove avete fatto scorrerie oggi?». i quali avevano basato la riconquista della Palestina su un programma di azioni violente. ai filistei. La Bibbia. i cananei. lontana dall’essere un libro di incitamento alla morale. Come ogni re che si rispetti. Davide consacrò al signore l’argento e l’oro che aveva tolto alle nazioni che aveva soggiogato. i quali. sul cui avvento gli ebrei riporranno la realizzazione di quel regno universale di cui si ritengono i legittimi eredi. 11). compresi gli stessi ebrei. un vero compendio di tecniche sovversive e terroristiche. avrebbero dovuto essere suoi sudditi. attuando razzie e facendo uso del terrore. come aveva fatto del bottino di Adad-Ezer. sanguinario e senza scrupoli. infestava le loro terre. di questo sterminatore di nemici a cui dio ha promesso un regno senza fine nello spazio e nel tempo. La figura di Davide. Questo concetto yahvista. agli aramei. viene confermato dal fatto che non fu mai riconosciuto dalle tribú del Nord. sarà trasposta in quella di un messia. il cristianesimo e l’islamismo. 27. Un regno che. Usando come esattori i suoi briganti. ma con un sistema ben differente da quello che normalmente viene praticato dai monarchi legalmente riconosciuti. anche Davide impose tasse ai suoi sudditi. cioè gli ammoniti. 8. messo alle strette. finiva laddove cominciava. re di Gag. circondato come era da popolazioni che avevano come unico scopo quello di abbatterlo per espellere quel popolo di nomadi che. Infatti. avevano quello di costruire la figura di un condottiero crudele. in quanto figli prediletti di dio. re di Zoba (II Sm. re ellenistico. in quelle che saranno le rivoluzioni messianiche. di questo «unto» da dio. contro il Negheb degli ieramliti. Fu in questa rocca. asini cammelli e vesti. per avere una risposta va tenuto presente che la moralità di Davide era l’ultima cosa a interessare i redattori. 22). 3. prendeva greggi e armenti. fuggí attraverso questi cunicoli che terminavano in aperta campagna). sostenendo la propria superiorità sulle tribú della Giudea.

che riportò a Gerusalemme dove ritornò con tutta la sua truppa (II Sm. Già l’abbattimento del gigante Golia. in Giudea cinquecentomila (II Sm. la voce tonante del signore che ripeteva all’invincibile Davide: la tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me e il tuo trono sarà reso stabile per sempre. come conseguenza. quando in realtà il dio dei cristiani. non rimase attaccata alla spada. intendendo con «dei» tutte le ideologie che vi si oppongono. gli ammoniti e tutti gli altri popoli palestinesi. Tra le battaglie di particolare significato c’è quella che Davide combattè contro i «predoni amaleciti». i quali mettono a disposizione del loro condottiero un esercito di un milione e trecentomila guerrieri. un esercito cosí poderoso non poteva avere che degli ufficiali supereroi: questi sono i nomi dei prodi di Davide: Is-Bal che impugnò la lancia contro ottocento uomini e li trafisse in un solo scontro. Gli stesori gli attribuiscono stragi di filistei. ci predispone a immaginare ciò che sarà detto di lui in seguito. Se si pensa che in Palestina ci poteva essere un totale di cinquecentomila ebrei non si può che ridere dell’impudenza dei redattori della Bibbia. 8). avrebbe potuto vantare: Ioab consegnò al re Davide la cifra del censimento del popolo ebreo: c’erano in Israele ottocentomila guerrieri che maneggiavano la spada. si fa recitare al popolo: Saul ne uccise mille. Gerusalemme non era che un misero raggruppamento di abitazioni rappresentate per lo piú da grotte che. esprime la volontà di soppressione di tutti gli altri dei. al di sopra di tutte queste carneficine. E in alto. In una cantilena popolare riportata dalla Bibbia a proposito di una guerra nella quale avevano partecipato Saul e Davide. che dà inizio all’epopea di Davide. da quanto riportano i fatti. entrato nella città dí Rabba dopo averla espugnata. perché attraverso di essa si ha un’ulteriore prova di come egli fosse un capo predone. Lo stesso avviene per le battaglie contro i moabiti. perché un giorno. asserendo che era superiore a lui di dieci volte. sostenendo ciascuna che il proprio dio è quello vero. allah e Yahvé sono tre forme del medesimo dio. Contrariamente a quanto la Bibbia vuole far credere. Davide diecimila. significando «un solo dio». esse si combattono fra loro. 9). Per dimostrare fino a che punto fu usata la fantasia per rendere Davide l’eroe degli eroi. è soltanto per via di una grande sorgente che riforniva di acqua le popolazioni adiacenti. 24. cioè un esercito quattro volte superiore a quello di cui poteva disporre l’Egitto. Terminata l’incoronazione Davide depredò la città di Rabba dí un grande bottino.quell’ideologia che aveva portato i giudei a concepire un regno dal dominio universale. 23. Eleazaro che percosse i filistei finché la sua mano. cosí totali e definitive ogni volta. se viene ricordato attraverso antichi testi egizi. dal quale risulta che disponeva di un esercito cosí poderoso quale nessun’altro popolo. è la parola stessa «monoteismo» che. per contendersi il dominio del mondo. E. allorché diventerà re. anche il piú potente. eroe dei filistei. Samma che attaccò e sconfisse da solo tutti i filistei che si erano radunati in un campo di lenticchie (II Sm. l’innalzamento del 26 . basterebbe ricordare quel censimento fatto da lui stesso. 12. sembra che Davide fosse piú propenso a seguire altri dei che non questo dio d’Abramo. Ma. 29). gli aramei. i quali avevano osato razziare nel deserto del Negheb (che faceva parte del territorio riservato alle sue razzie). accettò che il popolo gli cingesse la testa con la corona del dio Micolm che pesava un talento d’oro e conteneva una pietra preziosa. affinché divenisse l’emblema della riscossa giudaica. che non si riesce a capire come potessero riformarsi per essere di nuovo distrutti. sui quali riesce ogni volta vittorioso. Solo a nominare i re che uccise e le città che rase al suolo c’è da riempire una pagina. D’altronde. Tutto il resto che si attribuisce a Gerusalemme. Per comprendere quanto i redattori della prima stesura della Bibbia vollero esaltare Davide. basti dire che non esitarono a paragonarlo allo stesso Saul. come le mura di Davide. Ma ciò che maggiormente stupisce delle tre religioni è il fatto che. sfinita.

che avevano tutto l’interesse a far apparire la città piú sontuosa e potente possibile. stanca delle rivoluzioni che il partito nazionalista giudaico promuoveva per la conquista della Palestina. A questo sviluppo di Gerusalemme contribuí in maniera determinante anche Roma. per motivi politico-sociali. In seguito alla rivolta giudaica. etc. non sono altro che favole inventate dai redattori della Bibbia. in seguito. dal grande tempio e dalla dimora mastodontica di Salomone. lo fecero esclusivamente per impossessarsi di quell’enorme riserva di acqua che vi si trovava e non per i tesori ammassati nel tempio. Soltanto dopo la vittoria del cristianesimo sulle religioni “pagane” e sull’ebraismo. Gerusalemme rimase. nominandola come sede giuridica. fu attaccata e rasa al suolo dalle legioni di Tito. la sede dei procuratori fu trasferita a Cesarea Marittima. che divenne residenza del presidio romano. a causa dell’ultima rivoluzione messianica condotta dal messia Bar Kocheba. Salomone e tutti gli altri re che a loro si succedettero – ammesso che si chiamassero cosí i capi predoni ebraici di quell’epoca – abbiano fatto qualcosa per fortificarla contro gli attacchi dei popoli indigeni. n. anche se si protrasse nel tempo.. quasi volesse cancellarla dalla storia. che. Che Davide. quel regno che rappresentava nei loro programmi il fulcro della propaganda nazionalista. lo elesse quale residenza della sua corte (73-74 av. Questo agglomerato di misere abitazioni e grotte assunse una certa importanza soltanto all’epoca dell’occupazione romana con il re Erode che. la costruzione della reggia di Salomone. Se ho fatto questo breve riassunto della storia di Gerusalemme è stato per dire che della Gerusalemme antica. figlio dell’imperatore Vespasiano. Se avvenne che gli egizi. divenendo meta di pellegrinaggi da Roma per il ruolo che a essa veniva dal fatto di essere considerata la città della «passione» di Cristo. Davide salí al trono a trentatré anni e morí a settantatré. le ricchezze accumulate che tentarono per la loro immensità anche gli egizi. l’altare che fu eretto sul colle di Sion in ricordo dell’apparizione dell’angelo di Yahvè in occasione di un’ennesima pestilenza inviata dal signore.). e. e. poi. non esiste traccia. nel 70 n. quella trattata dalla Bibbia come città dalle mura poderose. nulla cambiò in Palestina con il suo avvento. oltre a contribuire finanziariamente al programma di Erode. avendola eletta come capitale del Regno d’Israele. che precedettero l’ultima. Dei quarant’anni di regno sette li passò ad Ebron e i rimanenti trentatré a Gerusalemme In realtà.tempio per metterci dentro l’«arca» che conteneva i dieci comandamenti. nonostante le prodezze e le conquiste che la Bibbia attribuisce a Davide. Le sole vestigia del tempo biblico che ci sono pervenute sono quelle che appartengono a Erode. Gerusalemme riprese via via importanza. per proseguire. Quelle che i sostenitori della Bibbia affermano appartenere al regno di Davide sono in realtà le mura che furono edificate dall’Impero bizantino negli anni 1064-1070 per difendersi dai musulmani (selgiuchidi e fatimiti). quella dei romani. Ricostruita alla meno peggio dai giudei dopo il rientro dall’esilio di Babilonia per iniziativa di un certo Zorobabele. con quelle di Alessandro Magno e dei sovrani ellenistici. che possa testimoniare l’esistenza della grande capitale del regno d’Israele.. a partire da quella dei persiani operata da Ciro il Grande. le cambiò il nome in Aelia Capitolina. vi costruí tra le tante altre cose un imponente anfiteatro e la fortezza della Torre Antonia. quella piccola rocca che era durante le invasioni che si susseguirono in Palestina. è fuori discussione. Roma. ricevette una battuta d’arresto quando. Nulla di nulla. Come le tribú 27 . In parte riedificata da quei pochi giudei che si erano salvati dalle esecuzioni operate dai romani e dalle persecuzioni che avevano seguito la rivolta. ma che essa fosse quella grande e splendida città che la Bibbia ci vuol dare a intendere è da escludersi nella maniera piú decisa. Ma il ruolo da primato a cui ascese Gerusalemme per volontà di Roma. munendolo di importanti costruzioni. dopo averla messa a ferro e fuoco. tra cui il tempio. in seguito al concilio di Nicea avvenuto nel 325. e. gli assiri e altri popoli se la contesero anche con l’uso delle armi. che la consideravano il quartiere generale di quei briganti che li depredavano. neppure l’ombra di un rudere. fu di nuovo distrutta nel 135 n. Alla sua morte tutto era rimasto invariato com’era.

e. Davide. comprò un terreno per la propria sepoltura. che mostrerà un Davide del tutto differente. stando alla Bibbia. (Non so come non si possa trovare vergogna a dire certe stupidaggini!) Se questa era la vita del popolo. in seguito. un Davide spirituale e asceta. dovette sin da subito agire con la massima decisione. Ma il signore si pentí di quel male che aveva fatto e disse all’angelo che distruggeva il popolo: «basta. 4). in tendopoli fatte di pelli di capra. incredibile ma vero. Tutte opere che rimangono. riferendomi alla vita di Davide. 28 . Per prima cosa fece uccidere il fratello Adonia che. consigliatosi con un certo Gad che gli era amico. Da Dan a Bersabea morirono settantamila persone del popolo. prolificarono tanto da rendere il popolo ebraico numeroso come la sabbia del mare: Giuda e Israele erano diventati numerosi come la sabbia del mare e mangiavano e bevevano allegramente (I Re. scelse la peste. Le tribú si rappacificarono e. Sarà un Davide sofferente. nel mondo dei sogni e dell’invenzione. come viene riportato dalle cronache piú remote. Vedendo prossima la morte. ho parlato della prima stesura della Bibbia è perché. E Davide. in lotta continua tra loro e perennemente attaccate dai popoli indigeni. che consideravano gli ebrei degli invasori. Perché fu fatto questo lo vedremo seguendo l’evoluzione religiosa giudaica. Davide innalzò un altare al signore. Il regno di Salomone viene elevato dalla Bibbia a una grandezza e magnificenza faraonica. cosí erano rimasti identici pure quei predoni organizzati che. però. umiliato e penitente. Salomone distribuí sulle dodici tribú l’onere di sostenere tanta grandezza. Sceso dalla nuvola gli disse: «vuoi tre anni di carestia nel tuo paese o tre mesi di fuga davanti al nemico che ti insegua oppure tre giorni di peste nel tuo paese?». Con Salomone comincia un periodo di abbondanza e di agiatezza per tutta la Palestina (cosí dice la Bibbia). cioè a Gerusalemme – dove. Davide chiamò il sacerdote Zadok e il profeta Natan e ordinò loro di ungere come successore al trono d’Israele suo figlio Salomone. unico libro che parla di lui. dal momento che gli ebrei continueranno a vivere. Poco prima di morire. Se la Bibbia fece di Davide il simbolo della guerra. nel benessere raggiunto. morí nel 970 av. n. quella vittoria che vedeva gli ebrei trionfare definitivamente sui nemici. contendendosi i territori. e di grandiose città in tutto il territorio della Palestina. che pagò cinquanta cicli d’argento. incurante del divieto. della violenza e del terrorismo. sia per ciò che riguarda il lusso della corte. (Ancora un altro pentimento da parte del dio onnisciente!) Terminata la peste. Ma il regno ricevuto dal padre si mostrò subito cosí precario che Salomone. imponendo a ognuna il mantenimento di un mese: Salomone aveva dodici prefetti su tutto Israele. La prima stesura della Bibbia terminava con una disobbedienza di Davide verso dio che gli aveva proibito di fare un censimento che lui. possiamo immaginarci quale fosse lo splendore della reggia di Salomone e la magnificenza della sua corte gremita di personalità rivestite dei piú alti incarichi politici. decimò ancora una volta il popolo ebraico. per garantirsi una tranquillità di comando. reclamava il diritto di successione. c’è qualcuno che ancora ne cerca la tomba. Allora dio gli propose di scegliere fra tre punizioni. in qualità di figlio maggiore. aveva fatto ugualmente. ne verrà aggiunta un’altra. Ognuno aveva l’incarico di procurare il necessario per un mese all’anno. ritira ora la tua mano!» (II Sm. militari e religiosi con indosso livree e mantelli dorati. da quanto risulta dalla Bibbia stessa. Se.ebraiche seguitarono a vivere nei loro accampamenti nomadi. facevano della Palestina un teatro di disordini e di battaglie. L’epidemia fu tremenda. 13). sia per ciò che riguarda la realizzazione di interi quartieri a Gerusalemme. 24. costoro provvedevano al re e alla sua famiglia. Davide si addormentò con i suoi padri e fu sepolto nella città di Davide. di Salomone fece il simbolo del trionfo che segue una grande vittoria.

Il re dette ordine di estrarre grandi massi. I cedri venivano calati dal Libano al mare. nientemeno che con venti villaggi. Una descrizione cosí dettagliata da evidenziare che il tutto non è che una riproduzione degli edifici regali del Regno di Babilonia: colonne di bronzo che poggiano su basamenti anch’essi di bronzo dalle misure iperboliche e buoi di bronzo che a dozzine sorreggono ornamenti a forma di cucurbite – e tante di quelle altre scemenze che. vi si precipitò dentro con tanta veemenza da non dare ai sacerdoti neppure il tempo per farne l’inaugurazione: appena gli operai furono usciti dal santuario. E la stravaganza della Bibbia. per tenerseli amici. 8.Se con Davide i redattori della Bibbia vollero costruire un monarca la cui figura di conduttore di eserciti rivalizzasse con quella di Ciro il Grande.]. per farsene un’idea. per il legname che gli aveva inviato. Ella gli portò 29 . La descrizione che fa la Bibbia riguardo alla costruzione del tempio voluta da Salomone. regalava intere città – come a Chiram. era rimasto in un’attesa cosí spasmodica del fine-lavori che. 6). Salomone aveva settantamila operai addetti al trasporto del materiale e ottantamila scalpellini a tagliar pietra sui monti. venti da pascolo e cento pecore. fondatore dell’Impero persiano. 5. dieci buoi grassi. 4. Salomone possedeva quattromila greppie per i cavalli dei suoi carri e dodicimila cavalli da sella (I Re. E il vaneggiamento biblico continua: [… il] legname per costruire il tempio veniva dal Libano fornito da Chiram re di Tiro al quale Salomone inviò diecimila uomini affinché aiutassero gli operai di Chiram a tagliare cedri. (I Re. (Un piccolo capannone da zona artigianale!) Il tempio fu terminato in sette anni. le gazzelle. tra i migliori perché venissero squadrati per le fondamenta del tempio (I Re. 4. ai quali. Le fondamenta erano di pietre pregiate.5 Ql. senza contare gli incaricati dei prefetti che erano tremilatrecento preposti da Salomone al comando delle persone addette al lavoro. che si attarda in maniera tanto puntigliosa sui dettagli da trasformare il tutto in una narrazione grottesca.. dio vi si precipitò dentro con la nube e i sacerdoti non poterono rimanervi per compiere il servizio a causa della nube stessa (I Re. da quando il tempio era stato iniziato. Non parliamo poi delle relazioni diplomatiche che sviluppò con i re e i capi dei popoli vicini. 10 di altezza. Per averne un’idea basta citare il seguente passo: [… i] viveri di Salomone ogni giorno erano di 30 kor di fior di farina e 60 kor di farina comune [essendo un Kor uguale a 45 kg. Per comprendere il ridicolo di queste affermazioni basta considerare le dimensioni del tempio che la Bibbia ci riferisce: le misure del tempio costruito da Salomone erano le seguenti: 30 metri di lunghezza. che ricompensò. le antilopi e i volatili da stia. che andò a rendergli omaggio avendo sentito parlare della sua grande saggezza. quella poi . 15 di larghezza. identica a come viene riportata la costruzione delle piramidi nei documenti egizi. senza contare i cervi. costruttori di opere immense. va avanti con il riferirci i fatti riguardanti la reggia di Salomone. Fece parte delle sue relazioni diplomatiche anche quella regina di Saba.. Venivano messi in zattere che lo trasportavano in Palestina. non certo inferiore a quella dimostrata nel descrivere i lavori del tempio. 14). la cui costruzione farebbe impallidire il Palladio per la magnificenza dei colonnati eretti nelle varie corti e nei numerosi vestiboli. con Salomone vollero raggiungere la magnificenza e la grandiosità dei faraoni. pietre grandi di dieci otto cubiti [un cubito corrisponde a circa mezzo metro]. il totale è di 40. risulta cosí assurda da riportarci a quella favola di Fedro che tratta della montagna che partorí un topo: [… il] re Salomone reclutò il lavoro forzato da tutto Israele [avevano già smesso di mangiare e bere allegramente] e il lavoro forzato era di trentamila uomini. sette anni che dovettero risultare lunghissimi a quel dio che. re di Tiro. E la corte? La magnificenza della corte di Salomone? Oh. non c’è che da leggere il capitolo sette del primo libro dei Re. 24). appena fu portato a termine. 10).

che viveva nello splendore di una reggia fastosa. del suo dio e di quel tempio che non fu mai costruito. di ministri. le aggressioni delle nazioni limitrofe che si contendevano la Giudea. che offrivano incenso e sacrifici ai loro dei (I Re. La Bibbia. E guarda caso.ricchezze molto grandi. con cammelli carichi di aromi e grande quantità di oro e di pietre preziose. che schiavizzava il suo stesso popolo imponendogli un pesante giogo. di generali e di influenti relazioni diplomatiche. E. 11). per ciò che riguarda quella religiosa. Allo stesso modo costruí altari per gli dei delle sue donne straniere. Gli attacchi dei popoli palestinesi che. e illegale l’occupazione di Gerusalemme – quella Gerusalemme continuamente reclamata dai legittimi proprietari. Salomone costruí un’altura [altare] in onore di Camos. già contestato dalle tribú del Nord. continuò con il suo esercito di fuorilegge a depredare i popoli indigeni e a schiavizzare le tribú ebraiche. una delle quali fu nientemeno che la figlia del faraone. le loro divise. E come tra le due figure politiche quella vera è quella riportata dalla tradizione. come la stessa Bibbia è stata costretta a riconoscere per non contrastare completamente con ciò che era stato tramandato di lui attraverso i racconti. avrebbe creato una storia troppo immaginaria per essere creduta. come lo riportava la tradizione popolare. usando gli stessi metodi di suo nonno Davide e di suo 30 . aggiungo ancora questo passo: Salomone sí prostrò davanti ad Astarte. il regno di Salomone rimase comunque sempre abusivo. dopo averci narrato che Salomone si dedicò alle sue donne con amore e dedizione. che aveva portato il popolo ebraico alla prosperità piú opulenta – come l’avevano costruita i redattori della Bibbia –. racconti che fu costretta a tenere in dovuto conto perché. rimase senza fiato (I Re. aggiunge che ebbe trecento concubine e settecento principesse come mogli. i suoi coppieri e gli olocausti che offriva al tempio del signore. volevano ricostituire il regno di Saul. riunitesi sotto un certo Geroboamo. 10). e quella reale del tiranno predone. dopo la morte di Davide. e di Milcom. figlio di Eliada. che si mise a capo di una parte dei giudei che accusavano Salomone di dispotismo e crudeltà. Circondato da questa pletora di oppositori . Le sue divinità rimasero sempre e comunque Astarte. la Bibbia. un despota e uno schiavista. dio degli ammoniti (I Re. Roboamo. che erano stati costretti a rifugiarsi all’estero. Cosí. E come se non fossero bastati i nemici che gli venivano dal mondo esterno. crearono dei grossi problemi a Salomone. preso il posto del padre. e quando la regina di Saba ebbe ammirato il palazzo che Salomone aveva costruito. i primi in Egitto e il secondo a Damasco. Che il personaggio di Salomone sia una pura invenzione appare evidente dal contrasto tra la figura artificiosa del re saggio. Ma. altrettanto vera è l’immagine religiosa che lo vuole seguace di divinità “pagane”: Salomone seguí Astarte. le quali. anche questa volta – come nel caso di Mosè e dell’Esodo. istallandosi a Gerusalemme – che in realtà era rimasta una semplice rocca intorno a una fonte –. non possiamo che concludere. quel re che la Bibbia dichiara essere stato il piú saggio tra gli uomini di quel tempo. riuscí a salvare la testa abdicando in favore dello stesso figlio Roboamo sollevatosi contro di lui. avevano ripreso vigore. Moloch e Milcom. gli alloggi dei suoi dignitari. dio dei moabiti. dea di quelli di Sidone. ignorandoli. l’attività dei suoi ministri. i cibi sulla tavola. gli si rivoltò contro anche il figlio Roboamo. che altrettanto falso è ciò che la Bibbia dice di lui. quali gli idumei e un certo Ranzon. sul colle di fronte a Gerusalemme. per i «duri di cervice». 33). dio dei Moabiti e a Milcolm. che si dimostra sempre prodiga di dettagli insignificanti. e in quello di Giuseppe. che erano i gebusei a cui Davide l’aveva tolta occupandola con i suoi predoni. la riscossa di quei popoli che erano stati depredati dal padre Davide. per quanto la Bibbia parli di prefetti. grande costruttore di monumenti. che interpreta i sogni del re d’Egitto – dimentica di dirci il nome del faraone in questione. come la storicità di Salomone uomo laico è quella che riferisce di lui come di un tiranno. a Camos. 11. Salomone non conobbe mai il dio della Bibbia. dio degli Ammoniti. dea di quelli di Sidone e il dio Milcom dio degli ammoniti.

io vi castigherò con i flagelli» (I Re. Come nel regno d’Israele. figlio di Acab. e. la quale. 12. n. Fu cosí che finí con la separazione delle tribú del Nord da quelle del Sud. fino al 722 av . che si costituí in Regno di Giudea con sede in Gerusalemme. Infatti il popolo andava fino a Dan per prostrarsi davanti a uno di essi (I Re. cosí rispose: «se mio padre vi caricò di un giogo pesante. 11). allorché. E i re che seguirono Geroboamo furono altrettanto idolatri. cioè fino a quando venne redatta la Bibbia. cantavano. fu invasa nel 586 av. Giosuè. Davide e Salomone. dove rimase per cinquanta anni. Re Acab: innalza altari al dio Baal al posto dei vitelli d’oro. a sua volta. che sono all’incirca venti. n. n. ora tu alleggerisci la schiavitú di tuo padre e il giogo pesante che ci ha imposto e noi saremo disposti a servirti». n. durante i quali apprese tutto ciò che serví per scrivere la Bibbia. Mosè. e. attraverso Giacobbe. non ritenendo opportuno cedere alle richieste delle tribú del Nord. che dura ventiquattro anni. è in realtà ancora idolatra per tutto il periodo dinastico che seguí la morte di Salomone. fino alla conquista d’Israele da parte di Salmanassar.. re di Assiria. Dopo tutte le vicende susseguitesi dal tempo di Abramo. Fu in seguito a questa invasione che la classe dirigente del regno di Giudea fu catturata e mandata prigioniera a Babilonia. fermandosi ai confini della Giudea. operata dalla Bibbia. da Nabucodonosor. Il re Ioram toglie Baal e ripristina il culto dei vitelli d’oro. Idolatria presso il regno d’Israele. Lo stesso fa il re Auri che gli succede. Il re Ieu conferma i vitelli d’oro. Il re Acazia. Consigliatosi il re preparò due vitelli d’oro. (Da non dimenticare che queste erano le tribú di cui soltanto poche pagine prima la Bibbia aveva detto che. da Ebron alla città di Sichem. Al pari di costoro furono idolatri tutti i re che seguirono. adora i due vitelli d’oro costruiti dal padre Geroboamo. che in realtà non era stato altro che un oppressore e un predone. Geroboamo. rappresentata dalla tribú di Giuda. che disponeva di un forte esercito. e. Idolatria presso il regno di Giudea. ne collocò uno a Betel e uno a Dan. re di Babilonia. è idolatra: Gerobamo fortificò Sichem sulle montagne di Efraim e vi pose la residenza. dopo soltanto ottanta anni da che era stato costituito da Davide quel regno che dio aveva promesso eterno nel tempo e senza confini nello spazio. primo re. la capitale del regno d’Israele venne trasferita nell’anno 880 av. altrettanto nella Giudea abbiamo la conferma di come gli ebrei fossero stati sempre idolatri. cioè quattrocento anni dopo la morte di Salomone. che occuparono il Nord della Palestina. la dimostrazione che gli ebrei del regno d’Israele erano “pagani” si può riassumere nell’attribuzione. come risulta dalla Bibbia nel seguente passo: le tribú del Nord che si erano messe contro Salomone.. inizia quel periodo di lotta fra i due regni che durerà circa due secoli e che la Bibbia ci riporta nel secondo libro dei Re. Re Baasa: durante il suo regno. quella delle tribú del Nord che ricostituirono a Ebron il vecchio Regno d’Israele fondato da Saul.padre Salomone. Stando sempre alla Bibbia. Presentatesi a lui gli dissero: «tuo padre ci ha imposto un pesante giogo. poté far ritorno in Giudea. mio padre vi castigò con la frusta. quel popolo che la Bibbia si è tanto applicata a fare apparire come il popolo dei seguaci di Yahvè. 31 . Evitando di nominare tutti i re. bevevano e mangiavano allegramente!) Ma Roboamo. e. 28). io renderò ancora piú pesante il vostro giogo. Ciò avvenne intorno al 540 av . per merito di Salomone. in Samaria. si recarono dal figlio Roboamo per tentare un accordo. come risulta dai passi sotto riportati. e quella del Sud. innalza altri altari a Baal. quando fu invasa dagli assiri. Con gli ebrei divisi di nuovo in due fazioni. liberata da Ciro il Grande. delle cause che portarono all’invasione degli assiri: una punizione di dio perché erano rimasti idolatri.

4). 18. molto probabilmente colui che ha scritto questo libro non sa che Gerico fu rasa al suolo da un terremoto e non dall’attacco di un esercito. Anche il re Manasse erige altari a Baal e. in realtà non ha fatto altro che confermare le mie convinzioni. che furono Iochim e Sedecia. 16. la prova consisterebbe nel fatto che un certo re Baldassarre viene nominato anche nel Libro di Daniele 6 . come lui tutti i re che seguirono. fino ad arrivare agli ultimi due. tra il regno di Moab e il regno di Edom. Siccome nella Bibbia c’è scritto che Israele e Giuda si allearono con Edom per combattere contro Moab. Ma siccome questa partecipazione alla guerra è nominata soltanto dalla Bibbia. confermerebbe che Giosuè è esistito. è addirittura ridicola. e.Dopo che si furono riuniti sotto Roboamo. Come seconda prova viene portata la distruzione di Gerico che. che si avvicendano per ripetere ai re di abbandonare i loro idoli per seguire il dio dei loro antenati. il libro coglie l’affermazione per convalidare la tesi che Israele e Giuda sono esistiti. compresi i Regni d’Israele e di Giuda. per dimostrare che un mio antenato è stato un generale di Napoleone nella guerra contro gli inglesi. 2. Le prove che riporta per sostenere che la Bibbia è un libro con un fondamento storico si racchiudono in tre dimostrazioni. mi avrebbe dimostrato la storicità dei fatti biblici che io negavo. lo stesso fece riguardo ai giudei allorché furono invasi da Nabucodonosor. quella che avrebbe dovuto dimostrare l’esistenza dei due regni biblici. secondo lui. È come se io. n. che non sono mai esistiti. cap. quello d’Israele e quello di Giuda. alle quali la Bibbia aveva attribuito l’occupazione da parte dell’Assiria per via di una punizione del signore. quella che per i sostenitori delle verità bibliche dovrebbe essere una prova a loro vantaggio risulta invece essere tutto l’opposto. 3. esaminiamo le prove che usano per affermare che questo è un libro di ispirazione divina. av. A parte il fatto che la distruzione di Gerico non può assolutamente dimostrare l’esistenza di Giosuè (circa il quale nessun documento riporta notizie). anche loro idolatri. 23). mi fece pervenire qualche tempo addietro un libro che. Se queste sono le prove che i sostenitori della Bibbia portano per dimostrarne la veridicità storica. 4). costruirono altari. A Roboamo seguí il re Iotam e sotto di lui il popolo continuò a sacrificare e offrire incenso agli idoli (II Re. 15. Un profondo conoscitore della Bibbia. 6 Al passo 1. espressamente scritto per eliminare tutti i dubbi che possono venire circa la veridicità di ciò che riporta la Bibbia. Nella prima si dice che in un documento scoperto negli scavi eseguiti nel 1800 nell’Iraq meridionale viene riportata una preghiera per la salute del figlio Naboredo. anche i giudei. e per giunta circa duecento anni dopo la data attribuita dalla Bibbia. Questo libro. dal momento che la Bibbia gliene attribuisce la distruzione. 1. Parla di una stele moabita rinvenuta nel 1886 in Giordania. nella quale si cita un conflitto che ci fu nel X sec. 5. E come aveva fatto per le tribú del Nord. steli e pali in onore dei loro dei “pagani” (I Re. i redattori della Bibbia introducono il loro dio nella storia ebraica attraverso l’intervento di profeti. come avevano fatto le tribú del Nord. re di Babilonia. Il re Acaz: bruciava incenso agli altari pagani (II Re. tanto conoscitore e sostenitore della stessa da essere considerato una colonna portante dell’ideologia yahvista. portassi come prova – unica prova – un documento che parli della battaglia di Waterloo. quel dio che la Bibbia ha voluto attribuire nella favola che si era inventata. 14. 30. essendo realmente avvenuta. Tutto ciò che è riportato dalla Bibbia è frutto di pura immaginazione. Siccome questo figlio del re Naboredo si chiamava Baldassarre. 36). 32 . fatto stampare dalla Watch Tower Bible nel 1989. mentre nella stele non si fa nessun riferimento né a Giuda né a Israele. La terza prova. Il reEzechia: sotto il suo regno il popolo riprese ad adorare il serpente di bronzo che chiamava Necusam (II Re. In questa cultura espressamente idolatra.

come conseguenza di questa circoncisione voluta da un dio tanto onnisciente. i suoi regni. «dopo aver defecato devi ricoprire gli escrementi con un piolo» – poteva essere ispirata soltanto da un dio che già sapeva a quei tempi che lo sterco è causa di infezione. lo aveva fatto perché soltanto un dio poteva sapere. comincia a essere presente nell’organismo a partire da questo momento. che favorisce la coagulazione del sangue. che la vitamina K. presso i popoli che la praticano essa causa una media annua di 2. poteva essere dettata soltanto da un “essere superiore” che sapeva che i morti possono trasmettere epidemie. 33 . Questo è il suo dio. i suoi templi. questi sono i suoi eroi. Ma la realtà è che. b) La legge che decretava impuro chiunque avesse toccato un morto e quindi l’obbligava a lavarsi le mani. il libro sacro che viene preso come garanzia di verità nei giuramenti.a) La legge riguardante l’igiene – espressa cosí nel Deuteronomio. a tutt’oggi. riportata nel libro Numeri.300 vittime per le infezioni e le emorragie che ne derivano. c) Se il signore aveva ordinato ad Abramo di circoncidere il maschi l’ottavo giorno dalla nascita. resta il fatto che. Questa è la Bibbia. fin da allora. E tante saranno ancora le cose che di questa ci lasceranno stupiti nel seguito di questo libro.

costretti a fare marcia indietro... In ogni riga c’è la dimostrazione dell’antropomorfismo del dio della Bibbia che. definitivamente. Ora lascia che la mia ira si accenda contro di loro e li distrugga». la loro ignoranza di pastori erranti. i quali. dopo aver deciso di eleggere Saul re degli israeliti. Quale dio poteva essere concepito da un popolo frustrato e represso. Promessa che si rivelerà del tutto falsa: gli ebrei non riusciranno mai a dominare i filistei. onnisciente e onnipotente”. 9. E mente ancora quando promette a Davide che la sua casa e il suo regno saranno saldi per sempre davanti a lui e il suo trono sarà reso stabile per sempre (II Sm. perché i cananei.. invece . bensí l’uomo a costruire un dio simile a se stesso. dimostrandosi di gran lunga piú saggio e riflessivo di lui. questa sarà la vostra terra: la frontiera meridionale partirà dall’estremità del mar Morto [.. Un millantatore e bugiardo [… Il] signore.] poi la frontiera scenderà lungo il Giordano».. 15). neanche il piú ateo. nei fatti risulta. trova la piú ampia conferma nel dio della Bibbia. se non un dio impastato di odio e di vendetta? Basta leggere soltanto alcuni passi della Bibbia per comprendere quanto gli ebrei travasarono nel loro dio se stessi. che rimarranno saldamente proprietari della loro terra. fregandosene altamente di ogni decisione che avesse potuto prendere il dio creatore del cielo e della terra.. Dà cosí per certo al suo popolo che la terra che ha promesso sarà realmente sua...IL DIO DELLA BIBBIA Come si e detto e come va ripetuto. disse a Samuele: «siccome mi sono commosso al grido di dolore del mio popolo. quando invece questi si mostreranno sempre tanto piú potenti da distruggere ripetutamente Gerusalemme e il tempio. per disperdersi poi. che viene citata per sostenere l’antropomorfismo divino. Quest’uomo libererà il mio popolo dai filistei» (I Sm. oscurantista... con i loro difetti. quasi che fosse divenuto un trastullo. rimarranno a fare i nomadi al servizio di un dio che continuerà a ingannarli con promesse che non manterrà mai . Promette a Mosè: «di te farò una grande nazione» (Es.. 10) − mentre nella realtà gli ebrei non saranno mai un popolo compatto. mentre a parole viene proclamato “essere perfettissimo..32. Un illogico e superficiale [Dio si rivolse cosí a Mosè:] «ho osservato questo popolo e ho capito che è duro di cervice. domani ti manderò da un uomo della terra di Beniamino che tu ungerai re. Mosè. 7. nella diaspora che seguí la guerra giudaica del 70 n. L’espressione «dimmi chi sei e li dirò chi è il tuo dio». Cento volte ripete che sterminerà i nemici d’Israele. da stabilirne addirittura i confini: «quando entrerete nel paese di Canaan.] Partendo dal mar Mediterraneo traccerete una linea fino al monte Or [. 16) − quando invece crollerà dopo appena ottant’anni.] girerà fino al torrente d’Egitto e finirà al mare [. lo consigliò di calmarsi dicendogli: «perché vuoi distruggere il tuo popolo ora che lo hai liberato dall’Egitto? Cosa diranno gli egizi 34 ...] da Cazar fino a Sefam [. ributtano questi sedicenti proprietari. la loro ottusità di popolo isolato. carico di collera verso un’umanità che riteneva responsabile delle sue proprie sofferenze. Parla come un geometra che rettifica i confini per un rogito. ma sempre dei fuggiaschi. etc. potrà mai dimostrare al pari della Bibbia come non sia stato dio a creare l’uomo a propria immagine e somiglianza. nessun libro. e. ma è un rogito che rimarrà sempre nel mondo dei sogni.] si estenderà lungo il mare di Gennesared [. perseguitati e oppressi. primitivo.

Sm. ma non gradí Caino e la sua offerta. (Anche il peggiore dei criminali lo vedremmo impallidire di fronte a questo dio!) Subito dopo l’uscita dall’Egitto. ma uccidi uomini e donne. Uno spietato e violento [Basti citare soltanto qualcuno degli innumerevoli fatti che lo dimostrano:] cosí disse il signore al suo popolo: «qualora il tuo fratello. sia da portarsi piú come dimostrazione di ridicolo che di crudeltà. che. votammo allo sterminio tutti gli uomini. su un carro tirato da buoi. lo votammo allo sterminio. su incitamento del signore. 13). Il signore disse a Mosè: «sterminerai tutti i popoli che il signore dio tuo ha promesso di consegnarti e il tuo occhio non li compianga» (Dt. allora tu voterai allo sterminio questa città e passerai a fil di spada tutti gli abitanti compreso il loro bestiame» (Dt. con l’uomo il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo e ogni carne in cui è alito di vita». partí con tutti i prodi guerrieri. ai quali hai assicurato che da loro sarebbe derivata una posterità numerosa come le stelle del cielo. compreso l’errore che avrebbe commesso. attaccò i nemici e li mise in fuga. che erano venute già come grandine. [ … Samuele disse a Saul:] «il signore mi ha inviato per dirti: va e colpisci Amalek e tutto quello che gli appartiene. Pentitosi di aver creato l’uomo. la prima cosa che pensò dio fu quella di usare il suo popolo per eseguire stragi e genocidi. 15). Il fatto avviene durante una delle tante marce di trasferimento di questi nomadi che procedevano portandosi sempre dietro. C’è un passo poi della Bibbia (Gn. cosí. non ci volle far passare nel suo paese perché il signore gli aveva reso inflessibile e ostinato il cuore per metterlo nelle nostre mani. suscitando la gelosia di Caino. armato dal signore. interviene direttamente nelle stragi. 3). 35 . 2. bambini e lattanti» [e Saul obbediente eseguí la strage] ( I. tu devi ucciderlo: la tua mano sia la prima a metterlo a morte. o tuo figlio o tua figlia o tua moglie che riposa sul tuo petto o l’amico che è come te stesso ti istighi a servire altri dei che non sia io. da artiglieria aria-terra. Lapidalo e muoia perché ha cercato di trascinarti lontano dal signore tuo dio che ti ha fatto uscire dall’Egitto. abbandonò il proposito di nuocere al suo popolo (Es. lanciando personalmente sassi contro i nemici del suo popolo prediletto. alzata la mano sopra il fratello. non lasciarti prendere da compassione per lui. quell’«arca» in cui avevano collocato le leggi ricevute da Mosè sul monte Sinai. Come conferma della sua natura malvagia possiamo citare ancora degli episodi in cui è lo stesso dio a creare i presupposti per le stragi: ma siccome Sicon. Caino ne fu molto irritato e. furono piú di quanti ne avessero uccisi gli israeliti con la spada. l’ultimo. lo uccise (Gn. re di Chesbon. figlio di tuo padre o figlio di tua madre. 4. Chi può essere il vero responsabile della morte di Abele se non dio stesso.3. tutte le donne e tutti i bambini della città dí Og in Bassan (Dt. dio disse: «sterminerò dalla terra l’uomo che ho creato. circa la crudeltà insulsa del dio della Bibbia.10) in cui dio. E.] Ancora un esempio. Isacco e Giacobbe. Giosuè.quando sapranno che tu hai fatto perire il tuo popolo dopo aver fatto tanto per liberarlo? Ricordati di quello che hai promesso ad Abramo. Desisti dalla tua ira e abbandona il proposito di fare del male al tuo popolo» E il signore. [Ma credo che questo intervento. ostentando predilezione per l’uno e avversione per l’altro dei suoi figli: dio gradí Abele e la sua offerta. superando se stesso. 6). 16). 30 . Qualora tu senta dire di una delle tue città che il signore dio tuo ti dà per abitare [quando mai?] che uomini iniqui sono usciti in mezzo a te e si servono altri dei.7. 32). Mentre questi scappavano davanti a Giosuè il signore lanciò contro di loro dal cielo grosse pietre e molti morirono. ha creato il movente per l’assassinio? Soltanto un padre superficiale e stolto si sarebbe comportato come lui. Coloro che morirono per le pietre.

lo distrugge. Uzza stese la mano verso l’arca di dio e vi si appoggiò perché i buoi la facevano piegare. Un insicuro che ha sempre bisogno di prove Questo dio onniveggente. gli fermò il braccio dicendogli di sospendere il sacrificio. facendo però presente che. Il signore disse ad Abramo: «prendi tuo figlio. annegandolo. e Mosè obbediente uccise tutti i maschi. Abramo fece ciò che il signore gli aveva detto. dio non ha certo evitato quel trauma che poi penderà sulla vita di entrambi. Isacco. sono da preferirsi i primi. dopo aver riscontrato che non è riuscito come avrebbe voluto. i cattivi e gli imbecilli. ha reso un padre il potenziale omicida del proprio figlio. presso l’arca di dio (Sm. che siede su di essa con i cherubini. Accatastò la legna. se consideriamo con quanta leggerezza distribuiscono crudeltà e morte durante tutto il racconto biblico. ordinandogli di uccidere il proprio figlio Isacco. non possiamo ignorare le conseguenze che esso recò in questi due poveri disgraziati. decise un giorno di metterlo alla prova. mi limito a quanto riportato. Menti forse piú stupide che cattive. quando il signore. tanto che la fece portare a casa di un certo Obed-Edom di Gad. Come può un uomo dimenticare di aver disteso e legato il proprio figlio su una catasta di legna. rendendosi conto che la peste pro36 . figli di Abinabab. 31). e depredò tutto il loro bestiame. sistri e cembali. personalmente. Dio lo colpí per la sua colpa e egli morí sul posto. per sapere se Abramo gli fosse veramente obbediente. con canti e con cetre. il tuo unico figlio che ami. perché qualche volta si riposano! Un vendicativo [Il signore disse a Mosè:] «compi la vendetta contro i madianiti secondo quanto ti ho detto». Davide e tutta la casa d’Israele facevano festa davanti al signore con tutte le loro forze. Per commentare questo fatto basti dire che Davide stesso fu cosí terrorizzato da tanta pazzia che si rifiutò di far entrare l’«arca» a casa sua. tutti i loro greggi e ogni loro bene. timpani. Visto che a citare tutti gli atti di vendetta di dio riportati nella Bibbia sarebbe un lavoro troppo lungo. di aver estratto un coltello e di averlo alzato su di lui con la determinazione di ucciderlo. Non quando furono giunti all’aia di Nacon. È proprio vero che tra le due categorie che provocano del male. che conosce anche i segreti piú intimi di ogni uomo. 2. Uzza e Achio. convinto della sua obbedienza. Detronizza Saul re d’Israele. in numero di trentamila e partí con tutta la sua gente da Baala di Giudea per trasportare l’arca di dio.Davide radunò di nuovo tutti gli uomini migliori d’Israele. perché risulterà essere differente da come lo aveva immaginato. ne ho contati oltre una ventina. Fermando il braccio di Abramo nell’attimo in cui sta per vibrare il colpo alla gola del figlio. Uzza stava presso l’arca di dio e Achio precedeva l’arca. va nel territorio di Moira e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò». come un San Tommaso che non crede se non tocca con mano. fece prigioniere tutte le donne di Madian e i loro fanciulli. e come può lo stesso figlio dimenticare il proprio padre che è sul punto di vibrargli una coltellata? Un assurdo che soltanto le menti piú malate possono concepire. ci stese sopra il figlio legato e già aveva alzato la mano con il coltello. e gli israeliti appiccarono il fuoco a tutte le città (Nm. Posero l’Arca di dio sopra un carro nuovo. arpe. Anche se per la Bibbia l’episodio si conclude qui. il dio degli eserciti. Scatena una peste su Gerusalemme per punire Davide. con la soddisfazione di un dio che si rallegra della fedeltà del suo servo Abramo. ma. L’ira del signore si accese contro Uzza perché aveva osato toccare la sua dimora. 6). vittime dell’ottusità di un dio che. Un dio che ignora il futuro Crea l’uomo e. conducevano il carro. per soddisfare un capriccio.

e le sue descrizioni sono cosí farneticanti nei dettagli da ridurre tutto a una comica grottesca.. tanto da riempire sei capitoli del libro Genesi (esattamente i capp. 37 . gli dettò le leggi:] «la mia dimora la farai dí bisso ritorto.. ci porta a provare della compassione per questo essere supremo. 29 e 30).. ordina allo stesso angelo a cui aveva comandato di scatenare l’epidemia di sospenderla − «il signore si pentí»: l’espressione «si pentí» che non può dimostrare altro che un dio insicuro e fallace. La stessa compassione che si prova verso il suo rappresentante in terra. E dopo una pagina di dettagli tanto sciocchi e superflui da far impallidire le dive piú capricciose e viziate del cinema. quando attraversa una piazza affollata seduto su uno scanno portato a spalle. riporto qualche riga tratta dal capitolo degli «Altari». e continua: «se l’offerta è un olocausto di uccelli io preferisco tortore o colombe... sul monte Sinai.duce danni superiori a quelli che aveva previsto. Il signore disse a Mosè:] «va a riferire al faraone che se non lascia andare via il mio popolo io lo colpirò con dieci piaghe». dichiarato onnisciente e perfettissimo. dividerà il volatile in due metà ma senza separarlo lo metterà sulla brace dove sarà cotto a fuoco lento. Vi farai figure di cherubini. (A pensare che ci sono ancora persone che credono a certe stupidaggini c’è da rabbrividire!) Un ricattatore [Per costringere il faraone a lasciare libero il suo popolo. la troviamo nella Bibbia con un’impressionante frequenza. D’altronde. Per avere un’idea di chi fosse il dio della Bibbia in rapporto alla sua superficialità e vanità. Il sacerdote dopo averli uccisi aprendogli la testa con l’unghia. Non mi offrirete nessuna vittima cieca o storpia o mutilata o con ulcere o con la scabbia o con piaghe purulente. Una scenografia che sicuramente aveva tenuto impegnato dio da lungo tempo ... 1.». (E sant’Agostino dice nelle Confessioni di non sapere a cosa pensasse dio prima della creazione!) Né finisce qui. gli oggetti per le cerimonie. 25. E cosí continuando si prolunga nei dettagli... . 14). di porpora rossa e di scarlatto. tra lampi e tuoni. i paramenti dei sacerdoti che dovranno incensarlo e riverirlo. una comica che. perché con la stessa pignoleria. Non offrirete al signore un animale con i testicoli ammaccati o schiacciati o strappati o tagliati» [etc. il recinto che lo circonda. di pecore e di capre. tutti d’oro che si uniranno ad anelli di smeraldo [. 28. …] cinque teli saranno uniti l’uno all’altro [.].] farai cordoni di porpora viola [etc. di buoi. durante quei tre mesi nei quali. 27.] farai venti assi.. senza difetto.. 26. carico di merletti dorati e di arabeschi.. continua con un’esigenza maniacale a descrivere come vuole l’altare. Il signore scese dalla nuvola [non c’erano ancora i telefonini] e avvicinatosi a Mosè gli disse: «un olocausto per essermi gradito deve essere maschio.] la parte in eccedenza la farai ricadere sui due lati della dimora [. dio esigerà la perfezione degli animali che gli saranno offerti in sacrificio. di pietre preziose e sete pregiate. lo minaccia di inviargli dieci calamità. vanitoso e amante di adulazioni e lusso [Dio disse a Mosè. d’argento. lavoro d’artista . toglierà il gozzo con le sue immondezze. Il signore disse ancora a Mosè: «i teli degli altari saranno lunghi venti cubiti e larghi quattro [etc. piú che farci ridere. Tutto a base d’oro. che il ripensamento faccia parte della natura di dio ci viene dimostrato ogni volta che egli sovverte i suoi programmi per concedere grazie a coloro che lo supplicano con le preghiere. Un ambizioso. di porpora viola.]». Da esso salirà un profumo soave alle narici del signore che osserva tutto da sopra la nuvola dove risiede» (Lv.

27). Un collerico e criminale Dio disse a Mosè: «se non farete ciò che voglio. allora il sacerdote ne farà la stima. egli ti servirà per sei anni e nel settimo potrà andarsene. «lo indurirò il cuore del faraone [è dio che parla] in maniera che rifiutandosi di liberare il mio popolo io possa dimostrare la mia potenza attraverso i flagelli che invierò all’Egitto». Israele aderí al culto di Baal-Peor e l’ira del signore si accese contro Israele. Dai cinque ai venti anni la tua stima sarà di venti sicli per un maschio e dieci per una femmina. E il flagello cessò tra gl’israeliti. libro che esalta un dio padre-padrone che autorizza i genitori a vendere i propri figli anche in un’età compresa da un mese a cinque anni per pagare i loro debiti e che considera la donna la metà del valore dell’uomo. indurendo il cuore del faraone. prese in mano una lancia e trafisse nel basso ventre un uomo e una donna che avevano adorato Beal-Peor. Da un mese a cinque anni. chi aveva un debito poteva estinguerlo vendendosi come schiavo. cinquanta sicli d’argento. figlio del sacerdote Aronne. Se poi uno vuole riscattare se stesso prima di avere pagato il debito con la schiavitú. Lo stesso sarà fatto per le proprietà e le case che saranno stimate dal sacerdote secondo il loro valore.S. E cosí ancora una volta. si alzò in mezzo alla comunità. Ma la parte piú sconcertante di tutta questa storia la troviamo nel fatto che egli stesso. Se colui che ha fatto debito è troppo povero per potersi riscattare. figlio del sacerdote Aronne. senza riscatto. la farà riscattare. uscirà solo.E il ricatto si ripete inesorabilmente per dieci volte. la tua stima sarà di cinque cicli d’argento per un maschio e tre cicli d’argento per una femmina. Di quel flagello morirono ventiquattromila. E ancora – è sempre il signore che parla a Mosè: «quando un uomo venderà sua figlia come schiava. per la stima che dovrai fare alle persone che si offriranno come schiavi attieniti a queste regole: per un maschio dai venti ai sessant’anni. allora il padrone lo condurrà davanti a dio. La stima sarà fatta in proporzione ai mezzi del debitore. se era coniugato sua moglie se ne andrà con lui. Dai sessanta anni in su. potrà farlo aggiungendo un quinto al prezzo a lui versato» (Lv. che per ciò non la prende come concubina. [Il signore disse a Mosè:] «un’altra mia legge è questa: Quando uno deve soddisfare un debito. per quello che aveva fatto. e Mosè dette ordine: «ognuno di voi uccida dei suoi uomini coloro che hanno aderito al culto di Baal-Peor». figlio di Eleazaro.) 38 . ella non se ne andrà come se ne vanno gli schiavi. Il signore disse a Mosè: «prendi tutti i capi del popolo e fa appendere al palo i colpevoli. però può darla come concubina a suo figlio». al sole. lo farà accostare al battente o allo stipite della porta e gli forerà un orecchio con la lesina. la donna e i suoi figli saranno proprietà del padrone ed egli se ne andrà solo: Ma se lo schiavo dice: io sono affezionato al mio padrone. crea i presupposti affinché il faraone non faccia ciò che Mosè gli avrebbe chiesto. Se il suo padrone gli ha dato moglie e questa gli ha partorito figli o figlie. questo dio userà lo sterminio e la violenza per dimostrare la propria grandezza! Uno schiavista [Il signore disse a Mosè:] «Quando tu avrai acquistato uno schiavo ebreo. etc. Secondo questo dio amoroso e pieno di giustizia. il signore. non voglio andarmene in libertà. Fines. la mia collera si accenderà e vi farò morire di spada: le vostre mogli saranno vedove e i vostri figli orfani». Non dimentichiamo che questo è il libro-base dell’insegnamento seguito dalle scuole cattoliche. invece per una donna la tua stima sarà di trenta sicli. perché la mia ira ardente contro Israele si possa placare». Se è entrato solo. (In altri tempi e luoghi sarebbe stato insignito sul campo del grado di capitano delle S. Dio si congratulò con Eleazaro. a mia moglie e ai miei figli. quegli sarà suo schiavo per sempre». Se ella non piace al padrone. la tua stima sarà di quindici sicli per un maschio e dieci per una femmina.

per ordine del signore. tu dirai ad Aronne: prendi il bastone e gettalo davanti al faraone e diventerà serpente». compresa la loro situazione. Chi ci darà carne da mangiare? Ci ricordiamo della carne. perché un simile mostro. stanchi di mangiare manna tutti i giorni tanto da rimpiangere i cibi dell’Egitto. con la febbre. sdegnato per tanta ingordigia. 4. dei cocomeri. come tutto il tuo popolo. io preferisco morire». dei meloni e dei porri che mangiavamo gratuitamente in Egitto. E Mosè disse: «Ma dove prenderemo tutta questa carne se il popolo conta piú di seicentomila persone? Non ce ne sarà abbastanza neppure se uccidessimo tutte le pecore e le capre che abbiamo». (Dt.Dio disse a Mosè: «se non obbedirai alla mia voce ti raggiungeranno tutte queste maledizioni: maledette saranno la tua casa e la tua madia. che dopo l’Esodo erano ritornati al nomadismo nel deserto del Negheb. Ti farò attaccare la peste. se veramente esistesse. che portò quaglie dal mare e le fece cadere nell’accampamento. solo manna. etc. Si misero a mangiarle e avevano ancora la carne fra i denti quando il signore. ma ciascuno degli israeliti si terrà vincolato all’eredità della tribú dei suoi padri. Ogni fanciulla si mariterà a uno che appartenga a una famiglia della tribú di suo padre perché nessuna eredità passi da una tribú all’altra. si rivolsero a Mosè che. [E la stessa cosa dopo il diluvio per popolare una seconda volta la terra:] dio benedisse Noè e i suoi tre figli con le loro spose e disse loro: «siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra». 15). ti colpirò con la consunzione. con l’infiammazione. Un incoerente e contraddittorio [Punisce con la morte i rapporti sessuali tra parenti:] «se uno ha rapporti con la madre.). dei pesci. la nostra vita inaridisce. Il signore rispose a Mosè: «Credi che il mio braccio si sia raccorciato? Ti mostrerò io come realizzerò la promessa». i nostri occhi non vedono che manna e io.] diventerai pazzo per ciò che i tuoi occhi dovranno vedere». Gli ebrei. minacciando di durissima condanna chiunque avesse osato punirlo per l’omicidio commesso: «chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte» (Gn. 39 . dopo aver basato la prolificazione della razza umana sull’incesto:] Adamo ed Eva ebbero Caino e Abele ed altri figli maschi e femmine che. con la matrigna o con la nuora. stabilisce leggi che ostacolano l’unificazione delle dodici tribú. L’incoerenza del dio perfettissimo diventa addirittura ridicola nella storiella delle quaglie.). Lancerò contro di te la maledizione su ogni cosa su cui metterai mano. 15). garantisce l’incolumità a Caino. non potrebbe che essere condannato a morte. Mentre vuole che il suo popolo rimanga compatto per diventare una grande nazione. La pioggia di sabbia e polvere scenderà su di te finché non sarai distrutto [. Di fronte a tanta pazzia si può solo dire che l’unica attenuante che può avere dio è di non esistere. non ne possiamo piú. E poi egli stesso ne fa uso per raggiungere i suoi scopi: [il] signore disse a Mosè: «quando il faraone vi dirà: fate un prodigio in vostro sostegno. Mentre condanna a morte i fratricidi. Allora Mosè disse agli israeliti: «questo il signore ha ordinato: alle figlie sarà proibito maritarsi con uomini che non siano della tribú dei loro padri. Il popolo si alzò e tutto quel giorno e tutta la notte e tutto il giorno dopo raccolse quaglie.. Se intendi trattarci ancora cosí facendoci mangiare manna. fece venire a tutti un colera che decimò il popolo ebreo (Nm. 9 e ss. generarono popoli e nazioni. giorni. andò dal signore e gli disse: «signore. la siccità e il carbonchio. [Queso. Intanto si era alzato un vento. Il signore rispose: «dirai cosí al popolo: santificatevi e domani avrete carne. accoppiandosi tra loro. Condanna i maghi alla morte: «non lascerai vivere chi pratica la magia». per cinque o per dieci e non per venti giorni ma per un mese intero finché non vi esca dalle narici e vi venga a noia». con la sorella. Maledetto sarà il frutto del tuo seno e del tuo suolo. con l’arsura. non per due. delle cipolle. Nessuna eredità tra gl’israeliti potrà passare da una tribú all’altra. Ne mangerete non per un giorno. 11 e ss. 28.. saranno entrambi messi a morte e si bruceranno con il fuoco» (Lv.

donna attraente ma sterile. Praticamente dio fa ricorso a un idolo per combattere se stesso! Ma l’incoerenza maggiore. Sara. Ma se non vuole la pace che gli offrí. si misero in marcia. se questi guardava il serpente di rame restava in vita. abbia un debole per le donne sterili. dice a Mosè di costruire un idolo a forma di serpente: [il] signore per punire il suo popolo mandò serpenti velenosi che mordevano la gente e un gran numero d’israeliti morí. Mentre impone agli ebrei che seguono gl’idoli “pagani” la pena di morte. preferí rivolgersi direttamente alla donna attraverso un messaggero d’amore: il signore inviò alla moglie di Manoach un angelo che le disse: «ecco. tu sei sterile e non hai mai avuto figli. quando un serpente aveva morso qualcuno. lo guarderà resterà in vita». tutti gli abitanti che sono in essa ti saranno tributari e ti serviranno. come nel caso di Isacco che aveva per moglie una certa Rachele. con gli occhi semichiusi dalle incrostazioni dei tricosoma e con quell’eterna blenorragia che perennemente colava purulenta dalle vagine e dai membri. 40 . Praticamente il concetto che il signore ha della pace è quello espresso nell’intimazione “o la borsa o la vita!”. Il signore disse a Mosè: «fatti un serpente. dopo il colera. poiché lui è il solo e unico dio che debbono riconoscere. Rimasta incinta.(Non ci sono parole per commentare un’azione simile!) La Bibbia dice che. Mosè supplicò il signore di avere pietà per il suo popolo. Le donne e i bambini li prenderai come preda». fu la prima donna sterile a concepire un figlio per opera di dio. Il successo che il signore riscosse come visitatore di donne sterili fu tanto che furono gli stessi mariti a rivolgersi a lui affinché fecondasse le loro mogli. Il signore la visitò e la donna partorí un maschio a cui fu dato il nome di Sansone. 21). con cui concepisce gli eroi designati a glorificare la sua grandezza. deboli e magri come cadaveri ricoperti da grezzi tessuti di lana e da pelli di pecora. Il bimbo crebbe e il signore lo benedisse. quella che questo dio dimostra continuamente in tutta la Bibbia. Questa volta il signore. Ancora una volta si lasciavano dietro un’ecatombe di morti ammazzati da un’epidemia voluta dalla giustizia di dio. quell’onnipotente e perfettissimo che li aveva decimati con un colera per aver mangiato troppe quaglie. prima di visitare la donna lo disse al marito che si mostrò felice di divenire padre putativo di un figlio di dio: secondo quanto aveva annunciato. L’elenco dei padri putativi continua con Manoach di Zorea. chiunque. un cimitero di cadaveri e un mare di merda impastata dai pioli con la sabbia del deserto. prima di attaccarla le offrirai la pace. Mosè fece un serpente di rame e lo mise sopra l’asta. invia continuamente epidemie e morti d’ogni genere. gli ebrei che si salvarono levarono le tende e partirono per Casrerot. dopo essere stato morso. mentre promette che lo renderà numeroso come le stelle del cielo e i granelli della sabbia del deserto. ma concepirai e avrai un figlio». che aveva anche lui una moglie sterile. il signore. moglie di Abramo. questo signore degli eserciti. allora la assedierai e quando il tuo dio te l’avrà data nelle mani tu ne colpirai a fíl di spada tutti i maschi. quel popolo a cui. anziché contattare il marito. mettilo sopra un’asta. Un’altra incoerenza si trova nel concetto che il signore ha della pace: [Il signore disse al suo popolo:] «quando ti avvicinerai a una città. Sporchi come neppure la piú fervida fantasia possa farceli immaginare. Sarai partorí un figlio a cui Abramo dette il nome di Isacco (Gn. Un consolatore di donne sterili È fuori discussione che il signore degli ebrei. Affinché tutto si svolgesse nella maniera piú leale. usata dai delinquenti quando puntano la pistola a scopo di rapina. Se accetta la pace e apre le porte . forse per una raffinatezza acquisita con il tempo. il signore visitò Sara e fece a Sara ciò che aveva promesso. si manifesta ogni volta che stermina il suo popolo. dopo aver ringraziato il dio creatore del mondo.

che per opera sua rimangono incinte. dal momento che io non conosco come finí la discussione. direttore del noviziato di Grenada (fine del XVI secolo). anch’essa sterile. che divenne la madre di Giuseppe viceré d’Egitto. 25). cosí che sua moglie Rebecca divenne incinta. ancora non si è appurato di cosa sia fatta. riconoscendolo come suo unico e solo dio. av. riferisci al mio servo Davide facendogli presente che io non ho mai abitato in una casa da quando ho fatto uscire gli israeliti dall’Egitto fino a oggi. dio dei loro padri. sono venuto ad annunciarti che il signore visiterà tua moglie ed essa non sarà piú sterile. cioè due gemelli: uscí il primo. C’era un sacerdote di nome Zaccaria e aveva in moglie una discendente di Aronne che si chiamava Elisabetta. [… Il] signore apparve al profeta Natan e gli disse: «va. dichiarando di non riconoscerlo come loro dio. Zaccaria. Questo accoppiamento si rivelò particolarmente fortunato.Isacco supplicò il signore per sua moglie e il signore lo esaudí. divinità cananee. liberarlo dalla schiavitú degli egizi. rossiccio e tutto ricoperto di pelo come un mantello di lupo. trascorre quella prima parte della Bibbia che termina con l’occupazione della Palestina da parte di Nabucodonosor.. alla fine dio si ricordò anche di Rachele. quale autorevole teologo pose quesito interrogativo: «la vergine Maria produsse dello sperma allorché si uní con lo spirito santo?». e seguirono altri dèi tra quelli dei popoli circostanti. che. dopo la morte di Giosuè. Se non morí d’infarto dipese solo dal fatto che un dio. fatto apposta per guidare i preti nella confessione. dicendogli che non è giusto che egli continui a vivere sotto una tenda quando invece Davide si è costruito una reggia. quella che si riferisce alla nascita di Gesú. (Questo particolare del pelo che presenta uno dei due gemelli potrebbe servire per conoscere quella natura del padre che. ho forse mai detto a 41 . perché da esso nacquero due eroi. 25. Finché ho camminato ora qua e ora là.) Tralasciando tutte le stupidaggini contenute nel capitolo riguardanti le condizioni da cui si fanno dipendere le nascite dei capostipiti delle dodici tribú ebraiche. Dopo quei giorni Elisabetta concepí un figlio che fu chiamato Giovanni Battista. in mezzo a tutti gli israeliti. per quante se ne siano dette. che li aveva fatti uscire dal paese d’Egitto. Per avere una risposta. non può morire: gli israeliti abbandonarono il signore. brevemente accennerò a come la Chiesa li intende attraverso il gesuita Sanchez. si lamenta con il profeta Natan. Subito dopo uscí il secondo e teneva in mano il calcagno dí Esaú. Erano tutti e due in avanzata età e non avevano avuto figli perché Elisabetta era sterile. Perché si possa avere un’idea di come avvenivano questi accoppiamenti di dio con le varie donne. parlerò in seguito quando spiegherò come e quando furono elaborati i Vangeli. e. E cosí. in un padiglione. e fu chiamato Esaú. nel libro della Casistica. sono andato vagando sempre sotto una tenda. gli israeliti si sparsero per i territori della Palestina. con il patto di alleanza tra dio e Abramo in cui il signore dice di riconoscere il suo popolo come proprio figlio se questi in cambio lo adotta. che vede un dio guidare il suo popolo per i deserti. assisterlo contro i nemici. non c’è che da chiederlo ai preti . Ma questo sistema di ricorrere a concepimenti divini per costruire figure di eroi verrà riutilizzato nel Nuovo testamento per dare vita a quell’eroe che sarà il precursore di colui che sarà il prediletto sopra tutti gli altri: Gesú. risulta evidente la disillusione che questo dio provò quando. n. fu chiamato Gíacobbe (Gn. accoppiamenti che genereranno sempre degli eroi. sfamarlo con cibo dal cielo. deluso e umiliato. io sono l’angelo Gabriele. Abbandonarono il signore e si misero al servizio di Baal e di Astarte. in un continuo di accoppiamenti tra il signore e le donne sterili. Dell’ultima annunciazione. Che il dio degli ebrei sia un dio frustrato appare evidente ancora quando. In questa simbiosi.. Se non lo sanno loro! Un disilluso e frustrato La storia del popolo ebraico comincia nel XX sec. essendo eterno. Un angelo del signore apparve e Zaccaria e gli disse: «non temere.

tutto è dipeso da lui che. come potreste usarlo per soddisfare i vostri bisogni se fosse il dio di un altro. unisciti alla mia schiava: forse da lei potrò avere dei figli che considererò come miei dal momento che vengono dal tuo seme». adattandola alla vostra natura. se ne è costruito uno tutto suo espressamente per distruggere voi? 42 . era ricorsa alla schiava Agar perché. prima che il signore la visitasse e quindi la rendesse fertile. magari del vostro peggiore nemico che. dopo aver chiesto scusa e perdono. usando il seme del marito di quest’ultima. cominciò a costruire la casa al suo dio. Questo è il dio della Bibbia. D’altronde. Davide ascoltò Natan e tanto si commosse che. a cui avevo comandato di pascere il mio popolo d’Israele: perché non mi edificate una casa di cedro?» (2 Sm. tra tante superficialità. dopo le fatiche sopportate durante i sei giorni della creazione. 5). che. a sua volta. comunque non si può restare impassibili di fronte alla protesta di un dio che. li ha costretti a vivere sempre da nomadi. meschinità. per quanto possiate averlo concepito differente. Prima di chiudere questo capitolo voglio dire che. fecondata da Abramo. c’è un passo della Bibbia che riconosce come cosa giusta che una donna feconda possa “affittare” il suo utero per soddisfare il desiderio di maternità di un’altra donna che non può avere figli. che però non riuscí a portare a termine perché troppo preso a fare stragi e a fottersi le donne degli altri. crudeltà. se il suo popolo non gli ha edificato una casa. [Sara disse ad Abramo: «il] signore mi ha impedito di avere prole. rimasta incinta. partorisse un figlio per lei. una costruzione che. partorí un figlio per conto di Sara» (Gn. Mi riferisco al fatto che essa ammetta nella sua morale che una donna fertile possa partorire per conto di una donna sterile. Infatti.qualcuno dei giudei. risulterà essere uguale a voi. è ancora in cerca di una dimora fissa che gli permetta di godersi il meritato riposo. non mantenendo la promessa di dare agli ebrei una terra. 7. Abramo si uní alla schiava Agar che. Se il vostro non dovesse corrispondere a questo. 16). ho comunque trovato qualcosa di positivo nella Bibbia. Dio benedisse questa unione e al figlio che nacque fu dato il nome di Ismaele. cioè quel tempio di Gerusalemme. moglie di Abramo. L’esempio ci viene da Sara. A parte il fatto che. risulterà sempre e comunque una vostra costruzione.

che vedeva le comunità samaritane divise da quelle del Sud. degli aramei e di tutti quei popoli che li consideravano degli invasori abusivi. la maggior parte degli ebrei lasciarono la Giudea. tribú che. cercando riparo nelle altre nazioni. tutte le tribú si raggrupparono in un solo popolo. tradimento per essere entrati in connivenza con i popoli indigeni – connivenza che le tribú della Giudea non perdonarono mai. tutti i falegnami e i fabbri. Come era da prevedersi. rimase soltanto la gente povera. per costringerle a unirsi a loro nella lotta contro l’invasore. in numero di settemila (II Re 24. ponendo fine alle scorribande e ai conflitti che si protraevano da secoli. Alla distruzione di Gerusalemme e alla deportazione delle autorità seguí una persecuzione contro i giudei sia da parte di Nabucodonosor. in seguito alla sconfitta subita dal regno babilonese da parte dei persiani. radendola letteralmente al suolo. accusandoli di viltà e di tradimento: viltà. Deportò in Babilonia il re loachin. Questa situazione. per essersi sottoposti al dominio assiro. n. Ferme nella decisione di restare unite per quell’orgoglio di razza che derivava da millenni di lotte. e distruttala.. i giudei reagirono all’invasione di Nabucodonosor attaccando le sue milizie con azioni di guerriglia. tutti i prodi in numero di diecimila. Nabucodonosor. La rivolta giudea andò avanti per quindici anni circa. portò. fu soprattutto per ricusare quel passato di predoni e di razziatori che veniva associato alla parola «ebrei». che intendeva liberarsi definitivamente di loro. ebbe termine cinquant’anni dopo. le maggiori autorità politiche e religiose e tutti coloro che economicamente e intellettualmente rappresentavano l’élite della società giudaica. un clima di distensione tra le tribú ebraiche e i popoli indigeni. un secolo e mezzo dopo. i suoi eunuchi e le guide del paese. Questa situazione. cioè tutti i capi. cioè fino a quando Nabucodonosor decise di attaccare queste bande di predoni con il grosso dell’esercito in maniera definitiva. contrariamente ai samaritani. degli ammoniti. le mogli del re. come conseguenza. dove si era asserragliato l’esercito giudaico. in antitesi a quelle adorate dalle tribú del Sud nel tempio di Gerusalemme. la madre del re. Confermarono questa volontà erigendo un tempio sul monte Carazin per le loro divinità. Ma. Approfittando della libertà che Ciro il Grande concedeva a tutti i popoli facenti parte dell’Impero persiano di mantenere 43 . determinarono nei secoli successivi l’evoluzione religiosa ebraica. tanto che continuarono a chiamarli «bastardi» nei secoli che seguirono a causa dei matrimoni che avevano contratto. in modo di favorire una pacificazione tale da portare le parti a unirsi fra loro con vincoli matrimoniali. Nabucodonosor deportò tutta Gerusalemme. oltre che dei predoni. invase la Giudea. sia pur nella maniera piú pacifica e rispettosa delle altrui leggi. se presero il nome di samaritani. rimanendo fedeli alle loro usanze e leggi ataviche.GLI EBREI DOPO L’INVASIONE ASSIRA DELLA PALESTINA DEL NORD L’annessione della Palestina all’Assiria. di circa ventimila persone. e. 14). che vedeva i giudei nella parte di perseguitati. che seguitarono ad accettare il dominio babilonese come avevano precedentemente fatto con l’Assiria. per quanto fosse completa la socializzazione che si era realizzata per ciò che riguardava le attività economiche e i rapporti pubblici. continuando a depredare e razziare i territori della Giudea. per un totale complessivo. Fu in conseguenza di questa diaspora – la prima che si verificò nella storia ebraica – che si formarono quelle comunità extrapalestinesi le quali. terminò quando. e alimentando un clima di terrore tra le popolazioni della Giudea. Ridotti cosí a cercare la salvezza attraverso la fuga. dei moabiti. esattamente nel 586 av. Tutti gli uomini di valore. assimilando i costumi e il pensiero dei popoli che li ospitavano. gli ebrei continuarono a conservare la propria indipendenza di popolo. attentati e imboscate. eleggendo come loro capitale la città di Samaria. annettendo tutta la Palestina al Regno di Babilonia. in seguito alle vittorie riportate sull’Assiria. inviò a Babilonia come prigionieri i capi della resistenza. Conquistata Gerusalemme. stando a quanto dice la Bibbia. allorché. sia da parte dei caldei. presero a loro volta a inveire contro di loro. dalla quale. i prigionieri ebrei che si trovavano in Babilonia furono lasciati liberi di ritornare in Giudea.

nella formazione di un popolo che si era costituito in seguito alla liberazione di una schiavitú. poi quello macedone fondato da Alessandro Magno. era troppo grande perché si potesse realizzare un programma di conquista armata della Palestina. caratterizzato da una solidarietà reciproca che si era connaturata in loro per via di quelle lotte secolari che aveva dovuto sostenere contro tutto il resto del mondo. i giudei. si erano sparsi nei paesi del Vicino oriente. Questo popolo. erano le uniche su cui potevano mirare per evitare la loro scomparsa – che praticamente era già cominciata con la formazione di quelle comunità che. mentre la comunità di Gerusalemme continuava a sostenere il dio guerriero. dando il via a un programma mirante a riunire nella loro ideologia di riconquista della Palestina tutti gli ebrei. si unirono in una comunità a base rivoluzionaria per rivendicare un diritto di proprietà sulla Palestina. sotto l’occupazione greco-macedone. presero a riunirsi sotto le direttive della comunità di Gerusalemme. accettata l’ideologia monoteista. Terminata la prima stesura della Bibbia – che in realtà doveva essere apparsa in forma molto ridotta. prima quello persiano fondato da Ciro il Grande. rozzo e superficiale che la comunità di Gerusalemme si era inventato con la sua Bibbia. e che. Tra queste comunità che cominciarono a sorgere in tutte le città del Vicino oriente e che in seguito. In pratica cercarono di convincere le varie comunità ad abbandonare gli idoli atavici. per sostituirli con un unico dio. e. in seguito alla diaspora. organizzando assemblee nelle quali venivano discussi i temi e si sviluppava la propaganda di diffusione della nuova ideologia yahvista. che sarebbe venuto dai loro antenati. n. Anche se molti furono gli ebrei che ne rimasero fuori. n. Efeso in Asia minore e Damasco in Siria. che avevano fino allora seguito. cominciarono a costruirne 44 . cioè dopo circa duecento anni da che era stata redatta la prima stesura della Bibbia. rientrati a Gerusalemme. oltre a essere irrealizzabile. non rimase insensibile al programma di riunificazione proposto dalla comunità di Gerusalemme. siamo alla fine del VI sec. resesi conto di quanto fosse utopico conquistare la Palestina attraverso l’uso delle armi. che intendevano riappropriarsi di quelle terre su cui i loro antenati avevano operato da predoni e tiranni. Anche se non è possibile stabilirlo con esattezza.i propri culti e le proprie tradizioni. Tutto ebbe inizio con un gruppo di dieci-quindicimila esaltati. sarebbero state prima o poi assorbite dai popoli presso cui si erano insediate. Corinto in Grecia. La potenza degli imperi. nel racconto di lotte sostenute per conquistare una terra la cui proprietà veniva da una promessa fatta dal creatore del mondo –. contro cui combatteva la comunità di Gerusalemme. che terminavano immancabilmente con bagni di sangue. confermata dai continui fallimenti delle rivolte. e. il quale.. Cosicché. attraverso l’invenzione di un dio che aveva promesso una terra e l’apologia di un orgoglio di razza. Avendo compreso durante la prigionia quanto fosse determinante per l’unità di un popolo la riunione sotto un unica credenza religiosa. prenderanno il nome di ekklesíe. av. le cose andarono avanti su questo tenore fino a quando le comunità extrapalestinesi. affidandola ad attivisti procacciatori di proseliti. che venne avviata la stesura della Bibbia al fine di costruirsi. decisero di darsi un dio che. i presupposti necessari per fondare un movimento rivoluzionario per la conquista della Palestina. tanti furono quelli che. Ricostruita Gerusalemme. in definitiva. respinto il dio obsoleto. procurava ostilità e diffidenza da parte dei popoli che li ospitavano. le principali furono quelle di Alessandria in Egitto. le comunità extrapalestinesi decisero di staccarsi definitivamente da quella di Gerusalemme per perseguire un proprio piano di unificazione pacifico. che riconosceva in Gerusalemme la guida ideologica. si opposero al programma rivoluzionario giudeo. le altre comunità. av. Fu a questo punto della loro storia. un dio dominante. limitandosi a raccontare una storia riassumibile nella costruzione di un dio senza nome. In questa organizzazione. continuando a professare credenze ancestrali. compresi quelli che. potesse raccogliere tutti gli ebrei sotto un solo culto. che prometteva l’avvento di un messia davidico conduttore di eserciti. la divulgarono nelle varie comunità. basato esclusivamente su un’ideologia religiosa. che avevano ritrovato in un cumulo di macerie.. è da presumersi che la scissione fra i sostenitori dell’ideologia pacifista e quelli dell’ideologia guerriera sia avvenuta agli inizi del IV sec. per quanto volessero restare integre nel rispetto delle loro tradizioni. Di fronte a questa evidenza. passarono all’azione. eliminando tutte le altre divinità “pagane”.

spesso in maniera insensata e goffa. nel quale si parla. Questo libro – che nell’originale risulta essere un capolavoro di poesia amorosa tra due giovani – fu trasformato dagli ebrei spiritualisti. improvvisata come si presentava. stavano realizzando. 45 . piangente e implorante perdono a dio per le proprie colpe. su imitazione di quelle divinità “pagane” che si contendevano. si prende in esame un potere spirituale basato su una riforma religiosa come loro. Ma come avrebbero potuto attribuirgli un’opera prettamente mistica. per impossessarsi del regno di Gerusalemme. Salmi: Davide. spesso. la possiamo seguire attraverso i libri che furono scritti dagli esponenti della corrente religiosa ebraica nei secoli IV. avendo un dio che sedeva sopra una nuvola. che ricopiarono. viene trasformato in un re umile e penitente che. alle loro convenienze per dare credito a quella loro ideologia che. in un’opera di comicità cosí paradossale da portare il lettore a riderne fino alle lacrime. Proverbi e Sapienza fu Salomone. quindi. e. che nei loro culti dei misteri promettevano ai seguaci una vita eterna dopo la morte. Come causa dell’immenso dolore. di un amore tra due giovani. affinché si comprenda bene ciò che ho detto. in un dio essenzialmente spirituale. Basta prendere a caso soltanto qualcuno di questi libri per comprendere quanto l’ideologia guerriera espressa nella prima redazione della Bibbia si fosse trasformata in spiritualista nel giro di due o tre secoli. un razziatore? Fu a questo punto. tradotto anche questo da un ignoto. rinnegando il suo passato. Iside in Egitto. quale era stato concepito nella prima redazione della Bibbia. Cibele in Frigia. se era stato descritto nella prima stesura della Bibbia come un sanguinario. quale situazione poteva essere piú adatta di quella di un figlio che si rivolta contro il proprio padre? E cosí si inventarono la storia di Assalonne che contestò il padre Davide. sia pur in forma pacifica. che i redattori aggiunsero alla Bibbia un Davide frustrato. Dunque. gli spiritualisti. Entrare in competizione con religioni cosí teologicamente avanzate. E. passeggiava tra le tende facendo attenzione a non acciaccare gli escrementi. chiede perdono a dio dei suoi peccati. Esdra: escludendo ogni possibilità di costruire un potere politico temporale. Tanto per citare un esempio. aggiunte e censure che furono apportate in seguito sugli stessi per adattare il loro dio all’evoluzione dei concetti. di derivazione prettamente orientale. capace di dare al suo popolo soltanto stragi e epidemie. Compreso. adattandoli. Dionisio in Tracia e Mithra in Persia. un impietoso esecutore di stragi. il predominio sul Vicino oriente. che il dio biblico andava completamente revisionato. che trasposero il ragazzo nella persona di dio e la ragazza nel popolo d’Israele. facendo propri i concetti delle divinità “pagane”.uno superiore. sarebbe stato andare incontro a un sicuro fallimento. ipotesi che continuava a sostenere la comunità di Gerusalemme. re sanguinario e spietato conduttore di eserciti. La trasformazione di questo dio rozzo. I libri scritti dalla corrente pacifista a sostegno della sua dottrina furono una quindicina. dopo circa tre secoli. spirituale e ascetico. come sfrontatamente oseranno attribuire i Salmi a Davide. dal momento che uno degli scopi principali dei sostenitori dell’ideologia religiosa era quello di demolire la figura del messia guerriero per sostituirla con quella di un messia spirituale. vissuto seicento anni prima che fossero scritti. quali quelli che sostenevano il dio Marduk in Babilonia. sarebbe apparsa troppo priva di storia per essere accettata anche dai seguaci piú ignoranti. Questi libri. scritti tutti da anonimi stesori. completamente ignorata dalla Bibbia nella sua prima edizione. obsoleto e superficiale. marciando contro di lui. III e II av. n. e tutte quelle correzioni. prendiamo il Cantico dei cantici. un fedifrago. Cronache: il popolo ebreo non viene piú considerato come conquistatore di una terra attraverso una riscossa armata. pensarono di attribuire il libro dei Salmi a Davide. ma come strumento di realizzazione di un dominio spirituale basato sulla teocrazia imposta da un popolo eminentemente religioso. usando un linguaggio licenzioso piú adatto a un Kamasutra che a un’opera religiosa.. cosí diranno che l’autore dei libri Qoelet. un vizioso. ne plasmarono uno metafisico. non sono altro che una raccolta di antichi fatti e storielle di ispirazione filosofica orientale.

18. Forse il signore guarderà la mia afflizione e mi renderà il bene in cambio della maledizione di oggi». Davide tagliò loro i prepuzi e li contò davanti al re Saul (I Sm. 27). nel 168 av. che voleva ucciderlo: Davide saliva l’erta degli ulivi.Per renderci conto di come fu trasformata la figura del Davide criminale della prima edizione. 46 . Tutta la gente che era con lui aveva il capo coperto e. 22). e. 27. e. Non lasciava in vita nessuno perché non ci fossero testimoni delle sue stragi (I Sm. Gli uomini di Davide tornavano da una scorrería e portavano con sé grande bottino (II Sm. questi li uccisero. con il capo coperto di cenere. come per esempio il libro Sapienza. rivolgendosi a coloro che erano presenti all’umiliazione che pubblicamente aveva subito: «lasciate che costui mi maledica poiché egli non è che l’esecutore di un ordine del signore. Il re Davide e i pochi che gli erano rimasti fedeli sono ridotti talmente allo stremo delle forze che un certo Sabi e un certo Barzillai. ce ne sono ancora a dozzine Dalla seconda edizione: agli insulti che gli vengono pubblicamente rivolti da un certo Simei. presi di pietà. Le due correnti proseguirono ognuna nella propria ideologia fino a quando. che la Chiesa ha esaltato come colonna portante delle proprie “verità” e della propria “morale”. 4. che era vissuto ottocento anni prima. che. riporto alcuni passi tratti dalle due edizioni. av. n. piangeva. stanchezza e sete nel deserto!».. dicendo: «questo re e la sua gente hanno patito fame. tendenti a costruire la figura di un messia guerriero implacabile e impietoso verso i nemici d’Israele riportati nella prima Bibbia. n. Le falsificazioni sono talmente evidenti che molte di esse sono state riconosciute anche dalla stessa Chiesa. come lo volevano i rivoluzionari.. che sarebbe disceso dal cielo come lo volevano i religiosi. che lo chiama sanguinario e scellerato. scritto nel I sec. associando alle sofferenze di Davide la «passione» di Cristo. di comune accordo. III e II sec. gli Atti degli apostoli e quelle Lettere attribuite a un fantomatico Paolo di Tarso. tagliarono loro i piedi e le mani e li appesero presso la piscina di Ebron (II Sm. Batteva quel territorio e non lasciava in vita né uomo né donna. 12). E non parliamo poi della disperazione che provò Davide quando gli comunicarono che il figlio Assalonne era stato ucciso da sicari in un’imboscata tesagli nella foresta di Efraim. si unirono nella rivolta dei maccabei per costruire. portarono loro da mangiare formaggi di pecora e di vacca. perché la scena finale della commedia potesse chiudersi su un Davide che piange e urla.che i cristiani trarranno le profezie per redigere i loro Vangeli e le basi per costruire la loro liturgia. Incalzato dal figlio Assalonne. per mettersi al comando dell’esercito giudaico in qualità di guerriero. 3. n. e. esattamente come lo sono i libri del Nuovo testamento che ne derivano. come tutti gli altri libri facenti parte del Vecchio testamento. i ghirziti e gli amaleciti. Davide mansuetamente cosí risponde. Davide diede ordine ai suoi soldati di uccídere Recab e Baana suo fratello. saliva piangendo e camminava con il capo coperto e a piedi scalzi. figlio di Ghera. D’altronde era da prevedersi che nel copione fosse prevista la morte del figlio. salendo. Davide partiva a fare razzie contro i gherusiti. av. quali i Vangeli. operata dai giudei per costruire la loro ideologia religiosa. Sarà da questi libri scritti nel IV. sono la traduzione in ebraico o in greco di antichissimi carmi orientali. Di fatti simili. per comprendere come la Bibbia sia un insieme di frodi e di falsificazioni. fu attribuito a Salomone. 8). in quella di un Davide santo che piange sui propri peccati. Dalla prima edizione: Davide si alzò. un messia dalla duplice figura. Basti ricordare ancora che i Salmi. partí con i suoi uomini e uccise duecento filistei.

il realizzarsi di premonizioni ricevute da defunti apparsi in sogno e altre simili allucinazioni e visioni. si somigliarono tutte. che era basato su quella politica di ampliamento demografico in atto all’epoca della seconda invasione ebraica dell’Egitto. riservata in principio ai faraoni. avrebbe portato al monoteismo. In seguito al successo politico-sociale riportato dagli egizi. selezionando la divinità trionfatrice sulle altre – monoteismo ben differente da quello della Bibbia. tutte queste divinità si trovarono nel pieno di una competizione per la supremazia. anche se recitate in nome di divinità diverse. Questa pratica. av. a Babilonia per il dio Marduk. furono considerate come prove confermanti l’esistenza di un altro mondo. in secondo momento. volta a fare di ciascuna la dominatrice su tutto il Vicino oriente. mentre l’iniziato veniva immerso nell’acqua lustrale. favorí l’imperialismo faraonico. L’iniziato. dobbiamo soffermarci a spiegare quelle cerimonie che venivano celebrate nelle religioni “pagane” come culto dei misteri. Nel rito legato al culto del dio Attis. Una forma di “comunismo” spirituale che. Accomunate cosí da uno stesso rituale e da uno stesso fine. I misteri miravano alla salvezza dell’individuo per mezzo dell’iniziazione a una dottrina e a pratiche rituali a essa relative che dovevano rimanere celate ai non appartenenti alla setta. Apollo. Elio e Demetra. come quella che ancora esiste a Comagene (Turchia) nella quale. si trovano scolpite nello stesso monolito le figure di Mithra. in forma pacifica. viene dimostrato dal fatto che nel V. e anche addirittura monumenti rappresentanti un amalgama di dei. «Culto dei misteri» era la denominazione relativa a particolari cerimonie religiose − a cui potevano partecipare soltanto gli iniziati −. La presenza di un estinto che si sentiva accanto. compresi i ceti piú umili. o meglio attraverso una fusione spontanea delle religioni. alla condizione dell’anima umana dopo la morte. Inizialmente connessi a rituali sacro-magici diretti a sollecitare le forze della natura a risvegliarsi dopo la stasi dell’inverno. sostenute dai vari imperialismi.IL CULTO DEI MISTERI Per comprendere come la corrente religiosa ebraica giunse a costruire il suo dio spirituale e quindi il messia asceta da opporre a quello guerriero della corrente rivoluzionaria. concessa poi ai grandi sacerdoti e quindi ai dignitari politici e agli ufficiali. fu infine estesa a tutti. Praticamente il culto dei misteri diede inizio a quel sincretismo che. da cui viene «mistero». gli permetteva di ricevere come premio la vita eterna. che era basato sull’imposizione del proprio dio attraverso una forma di violenza rivoluzionaria. Lo stesso rito celebrato in Egitto per la dea Iside veniva ripetuto in Frigia per Attis. Le cerimonie battesimali. legando le masse a un’unica credenza. Come un seme che dopo aver trascorso il periodo invernale torna a vivere attraverso il germoglio. si rivolsero. furono costruiti templi in cui venivano adorati contemporaneamente numi “rivali”. dalla voce baptizo. cosí l’uomo pensò che anche egli sarebbe potuto risorgere a seconda vita. Si entrava a far parte di queste sette attraverso un rito che i greci chiamarono «battesimo». a suffragio di un unico culto. sotto il simbolo del sole. quello di assicurare ai propri seguaci la resurrezione. in Grecia per Dionisio e Demetra (misteri eleusini) e in Persia per il dio Mithra. IV e III sec. I primi a praticare il battesimo furono i sacerdoti egizi della dea Iside. 47 . Che il sincretismo “pagano” mirasse a imporre un unico dio attraverso una selezione naturale dei culti. si ritrovarono a praticare il battesimo. nel giro di pochi secoli tutte le religioni del Vicino oriente. rispondenti al nome di mista. il sacerdote recitava: «tu sei rinato e da questo momento farai parte del mondo degli eletti a cui sono aperte le porte dell’eternità». n. Fu in questo trasferimento di se stesso nel seme che rivive nel proprio germoglio che l’uomo concepí la resurrezione dalla morte. cancellando tutte le colpe del passato. e sulle quali era fatto obbligo mantenere il piú assoluto segreto. Tra le tante statue ritrovate che datano a quell’epoca ce ne sono alcune che risultano composte da diverse divinità. e. quali quello di Serapide in Grecia nel quale si adoravano Iside e Zeus. ovvero «immergo». veniva immerso in una vasca contenente acqua lustrale che. se avesse rispettato le regole dettate dalla religione che aveva abbracciato. dopo un periodo di indottrinamento.

In una fase di ulteriore raffinatezza. Ricollegandosi a questa ideologia. nella convinzione che questi animali fossero la personificazione del dio che rappresentavano.500 anni prima di Cristo dai sacerdoti della dea Iside. dipendente soprattutto dal fatto che non a tutti era gradito bere del sangue. Dopo averli sgozzati. non rimaneva che trovare il modo di trasferirla da loro all’uomo. Fu cosí che i praticanti il culto dei misteri. che avrebbe permesso loro di vivere una seconda vita eterna in seguito alla resurrezione dalla morte. come illuminava il inondo dei vivi. i seguaci ne bevevano il sangue e ne mangiavano le interiora per incorporare attraverso di essi le essenze divine che contenevano. Tra canti e suoni si consumavano questi pasti comunitari che venivano chiamati «banchetti eucaristici» esattamente come. Dopo di che. cioè di comunione con il proprio dio attraverso la fagocitazione dell’animale che lo rappresenta. (E gli antropologi ancora si chiedono da dove origini il vampirismo!) Il primo utilizzo del vino in sostituzione del sangue fu praticato in Egitto 1. tutte le religioni che seguirono tesero a rapportare il proprio dio a questo astro che. i quali se le portavano a turno alla bocca tra canti. nel suo dominio assoluto sull’esistente. il quale. attraverso l’elaborazione di convinzioni primitive − per cui si credeva che mangiando le interiora del nemico ucciso e bevendo il suo sangue si sarebbero assimilate le sue virtú −. anche tu divenuto dio. che offriva la possibilità di accedere a una seconda vita dopo la morte. animali che. se lo passavano a turno. che doveva essere rosso e dolce perché eguagliasse il piú possibile il sangue. prima fra tutte l’immortalità. dicendo: «tu sei vino ma non sei vino perché tu sei le interiora di Iside». con i cerimoniali che si facevano sempre piú raffinati ed elaborati. La cerimonia della transustanziazione del vino nel sangue della divinità viene riportata da graffiti dell’epoca. che pontificavano in abiti sempre piú appariscenti e luccicanti di pagliuzze dorate e ricami d’argento. che poneva il sole come unico dio dell’universo. Nel culto di Attis e di Cibele il rito eucaristico assumeva l’importanza di convivi collettivi. inginocchiati. dopo tremila anni. ringraziando la divinità quale dispensatrice di grazie e di eternità. Ideato cosí il sacramento del battesimo. in qualità di dio della fertilità e 48 . preso il calice. E il sacerdote. A un punto stabilito della cerimonia il sacerdote eseguiva la consacrazione. il sangue che prima veniva bevuto direttamente dal collo dell’animale fu raccolto in coppe che venivano passate ai fedeli.) In seguito. giunsero alla conclusione che avrebbero incorporato l’immortalità del loro dio bevendo il sangue degli animali che venivano immolati in suo onore. aggiungeva: «felice e bello. il primo a concepire il monoteismo. riprendendo il calice.Su tutte queste divinità trionfava il dio della luce. della Nuova Zelanda e presso alcuni popoli dell’America del Sud. Coloro che introdussero per primi il pane nel sacramento eucaristico come sostanza trasformabile nel corpo del dio furono i sacerdoti di Dionisio. quel dio sole (Aton in Egitto) che fu eletto quale unico dio dal faraone Akenaton. da divenire essi stessi delle vere e proprie divinità. si trattò allora di escogitare il sistema che avrebbe permesso agli uomini di poter rinascere una seconda volta – come quel chicco di grano che ritornava a vivere a primavera attraverso il germoglio che usciva dalle zolle. in un eccesso di esaltazione religiosa furono tanto assimilati agli dei. Essendo l’immortalità un requisito riservato soltanto agli dei. preghiere propiziatorie e gesti magici eseguiti da sacerdoti. che. vengono ancora oggi chiamate le riunioni dai comunicandi seguaci del cristianesimo. altrettanto rischiarava quello dei morti. (Questa forma di teofagia primitiva. Delle cerimonie celebrative di Attis e di Cibele sono state ritrovate tavolette che riportano le formule di ringraziamento che i fedeli pronunciavano dopo aver bevuto il vino che si era trasformato nel sangue della divinità: «io mi sono mischiato ad Attis» − diceva il credente. è ancora praticata da alcune tribú dell’Africa. questo fu sostituito con il vino. lo porgeva ai fedeli presenti. ora potrai vincere la morte».

Anche lei veniva fatta discendere agli inferi durante i tre giorni trascorsi dopo la morte. divenendo uomini. e. tutte. di questa divinità cristiana che. essendo questi dei divenuti capaci di trasmettere la salvezza agli uomini. prima di essere fatti morire per opera dei loro nemici. essendo eterna. che andò avanti per diversi secoli. I fatti si svolgevano nel modo seguente: Il sotèr. per acquisire la virtú della resurrezione da trasmettere agli nomini. Dopo tre giorni dal decesso. i teologi “pagani” pensarono di far discendere gli dei sulla terra. tutte le religioni “pagane” fecero scendere i propri dei dal cielo. fu costruita soltanto nel II sec. dio sumero-babilonese. perché attraverso di esso i seguaci di Marduk intendevano portare la prova della morte del loro dio. assume invece una grande importanza. lo avevano colpito al petto con una lancia. ogni setta religiosa compilò un Vangelo. a completa imitazione delle divinità “pagane”. Questo particolare. Lo stesso avveniva in Siria per Adone. In un passo di questo Vangelo veniva detto che i suoi carnefici prima di seppellirlo. dopo essere stato condotto su una montagna dove. La morte di Marduk. in primavera. fu processato e condannato a morte dopo un interrogatorio riguardante le sue pretese di dichiararsi dio. per accertarsi che fosse veramente morto. Poiché l’incarnazione del dio veniva motivata dal fatto che egli scendeva sulla terra per far conoscere agli nomini la sua morale di salvezza. di conseguenza questi dei venivano presentati tutti nelle vesti di predicatori. Ma questa pratica eucaristica. dopo averlo ricoperto con un mantello di porpora a fine derisorio e dopo avergli messo in mano una canna come scettro e sulla testa una corona di foglie di acanto. tanto che in alcune di esse ritroviamo le stesse formule che ancora oggi vengono praticate dai seguaci di Gesú. se non la possiede. finché il terzo giorno fu liberata dal dio supremo creatore dell’universo. affinché. A un certo punto le consacrazioni furono eseguite da tutte le religioni su questi due elementi. egli veniva fatto risorgere per ritornare nel mondo degli dei dal quale era venuto. Quindi. affinché non ci potessero essere dubbi sull’autenticità della sua resurrezione. dopo avergli fatto subire una passione. le divinità venivano fatte morire e quindi risorgere. per quanto fosse supportata da preghiere e cerimoniali – che divenivano sempre piú complessi ed elaborati nelle loro manifestazioni magiche fatte di segni in aria e di formule sibilline –. durante i quali veniva fatto discendere agli inferi per dimostrare che era divenuto padrone della morte. raccontando la vita e le prediche del proprio salvatore.. per quel nemo dat quod non habet − «nessuno può dare ciò che non ha» −. n. Nella competizione creatasi tra le varie credenze. esprimeva la propria morale di salvezza. rappresentati dai seguaci del male. Essendo divenuta cosí la morte della divinità il fine principale da raggiungere per pervenire alla resurrezione. la Sindone ha origini molto lontane nel tempo!) Una morte del tutto simile veniva raccontata nel Vangelo della dea assiro-babilonese Ishtar. potessero morire e quindi risorgere. che può apparire secondario. che le ridette la vita. Di conseguenza. come vedremo. che veniva fatto risorgere il 25 di marzo. che lo uccidevano. La sua passione era cosí raccontata nel suo Vangelo: catturato dai nemici. tre giorni dopo la sua morte. cominciò a sembrare sempre piú dubbia a causa di quell’evoluzione teologica che portò al seguente interrogativo: “come può una divinità trasmettere all’uomo la virtú della resurrezione. rimase appesa all’albero. che. veniva catturato dai suoi avversari – le forze del male –. furono chiamati sotères: «salvatori». una volta sceso sulla terra. Nel Vangelo di Attis si diceva che nel sepolcro vuoto fu trovato il lenzuolo in cui avevano avvolto il dio prima di seppellirlo. Sempre per quel principio primitivo che associava la resurrezione alla rinascita della natura. 49 . provocandogli una ferita dalla quale era uscito un liquido biancastro. Acquisita cosí la virtú della resurrezione. presentandoli in età già adulta. dal momento che. non è mai morta?”. nel quale. (Come si vede.dell’abbondanza. dopo aver predicato la sua religione. dopo essere stata uccisa per impiccagione. era simboleggiato da un chicco di grano. veniva celebrata tra il quindici e il venti di marzo. egli poteva di conseguenza trasmetterla all’uomo attraverso il sacramento dell’eucarestia – che si basava sul principio primitivo secondo il quale le virtú del nemico ucciso in battaglia si assimilavano bevendo il suo sangue e mangiando le sue interiora.

assistono a una recita: il sipario si apre. veniva attribuita anche al dio greco-egizio Serapide. I seguaci del cristianesimo non sanno che quando recitano il kyrie eleison non fanno che ripetere quelle preghiere che i “pagani” rivolgevano ad Attis. l’Avesta. si rifugiarono sulla terra. Mithra e a tutti gli altri dei nei loro culti dei misteri. che esprime un infinito privo di materia rappresentato da un toro cosmico. seduti nella platea di un teatro. XIV sec. che vive solo nella sua essenza eterna di dio in un infinito privo di materia. n. di conseguenza la fine del nulla la si faceva dipendere dall’avvento della luce e quindi del sole. tra le tante cose che intentarono ci fu anche quella di far discendere all’inferno non il loro salvatore. Noi che siamo in platea vediamo a questo punto che sulla scena il sole pervade incontrastato tutto l’universo. av. tranne la terra dove. racchiude in sé il bene e il male.) Se in tutte le religioni la durata della morte delle divinità era di tre giorni lo si deve al fatto che tre era il numero dei giorni che i fakiri passavano sotto terra in quelle catalessi che eseguivano per dare una dimostrazione tangibile della resurrezione dopo la morte. e. che grazie a essa riuscí a riunire sotto un solo dio. fece leggere a Vishtaspa. il mazdeismo. che il mazdeismo dà inizio alla creazione dell’universo. in virtú dei suoi concetti religioso-politici. che si dimostrarono superiori a quelli delle altre religioni. Adone.) Questa situazione di un nulla che procede dall’eternità. Anche se la sua origine si perde nella notte dei tempi. che. n. amesha spenta. con conseguente discesa agli inferi e resurrezione finale. per salvarsi. che si erano liberate in seguito alla morte del toro. (Fu appunto su questi esempi degli altri popoli. La stessa morte per uccisione da parte dei suoi avversari. rappresentate dal dio Aura Mazda e dai suoi angeli della luce. ciò dipese dal fatto che. re dell’Iran. (Tutte le religioni non sono che l’adattamento. n. av. rappresentato simbolicamente da un toro. dà avvio alla creazione dell’universo – Mithra è il sole che fuga le tenebre. A questi dei salvatori (sotères). che gli uomini vennero coinvolti nella lotta tra il male e il bene. scaturendo da antichi racconti babilonesi risalenti al XIV secolo av. a imitazione della dea Ishtar. rimodernamento e trasformazione di religioni precedenti. nei vari tentativi che fecero per costruire i loro Vangeli. mostrandoci sul palco Aura Mazda. con la presenza della notte che si intervalla al giorno e le ombre che contrastano la luce. per opera di un certo Zarathustra (Zoroastro) che. immaginiamoci di essere degli spettatori che. Demetra. riporta a quell’animismo che fu la prima base delle credenze umane. prima di giungere alla versione definitiva. dio solare. Fu in conseguenza di questo trasferimento della lotta cosmica sulla terra. Il re. Dato che nei dettami teologici il nulla viene assimilato alle tenebre. Per comprendere nella maniera piú chiara e rapida possibile la teologia avestica. la vergine Maria. che i giudei concepirono il programma di riunire gli ebrei sotto un solo dio. Le forze del bene e del male. uccidendo il toro cosmico. un libro in lingua avestica che riportava la morale dettatagli da dio.(È interessante considerare come i primi cristiani. regredendo nel tempo.. Le prime. essendo l’ultima arrivata. a un certo punto si interrompe per opera di Mithra che. essa si delineò netta e precisa soltanto nel VII sec. poté usufruire delle esperienze altrui. cominciarono a combattersi per il predomino dell’universo. fu dato il titolo di kyrios («signore») in conseguenza della loro vittoria sulla morte. e. si diffuse ben presto in tutto il Vicino oriente. esistono ancora le tenebre.) Imposto cosí in Iran dal re Vishtaspa. 50 . la cui storia. frastagliati in una moltitudine di idolatrie. che. Se fra tutte le religioni impegnate nel sincretismo quella che si dimostrò la piú valida fu il mazdeismo. l’impose a tutti i popoli da lui dipendenti. nella sua forma trascendentale. dopo essersi convertito con la sua famiglia. dopo essersi affermato in Persia e in Siria. sconfissero il cattivo Arimane (Angra Maniu) e i suoi «angeli delle tenebre» (demoni). È con questa visione. e. ma sua madre. a cui dà il nome di Mithra – un dio di origine indo-iraniana risalente all’epoca vedica. riconosciutala valida. La religione mazdeista risolve il mistero della creazione attribuendo ad Aura Mazda un figlio. Cibele. Marduk. avuta da Aura Mazda la rivelazione della vera religione.

nonostante desiderino nel loro inconscio che la luce trionfi sulle tenebre. a un certo punto decise di tradurre il suo pensiero trascendentale in una voce comprensibile agli uomini. e il desiderio dell’uomo che voleva essere salvato – desideri che. ma purtroppo sono loro stessi che. entri in una collaborazione con gli «angeli della luce» che permetta di fugare le tenebre anche sulla terra. schierandosi spesso dalla parte delle tenebre. dal momento che l’uno. bisognava. stando alla teologia avestica. (La pretesa della religione avestica di possedere la verità è la stessa che avevano tutte le religioni che si dichiaravano ciascuna essere quella vera. in attesa del giudizio universale. Il desiderio di dio di indicare agli uomini la via da seguire per vincere il male. di modo che l’umanità. che vede gli uomini cedere alle tentazioni dei demoni. ritornando in possesso dei loro corpi («resurrezione della carne»). trasformando suo figlio Mithra. Questo andamento delle cose. facendolo incarnare come uomo. predicando la morale mazdeista. mentre quello dell’uomo viveva nella materia. che in greco significa «parola» («verbo»). avessero sopportato l’oppressione e le ingiustizie su questa terra. Nel Vangelo di Mithra venivano raccontati gli attacchi che egli aveva ricevuto da parte dei suoi nemici. non potevano realizzarsi perché. dette inizio alla sua attività redentrice. è del tutto simile a quella riportata dalle altre religioni riguardo ai loro dei. il bene vincesse sul male. Dopo di che. Cresciuto in virtú e saggezza. soggetta alla corruttibilità. fattosi uomo per volere di dio. fu appeso a un palo e fatto resuscitare il terzo giorno dalla morte dopo essere disceso agli inferi. si dà una spiegazione riguardo alla sua venuta sulla terra che lo vuole nato da una vergine che lo aveva concepito per opera dello stesso dio Aura Mazda. viveva al di fuori della materia. anche se nel suo Vangelo. Fu da ciò. come nell’universo. che voleva la salvezza dell’uomo. indirizzandosi soprattutto agli umili e agli oppressi. Due mondi separati da un confine invalicabile. fatto di materia. il contatto non poteva quindi avvenire che per iniziativa di dio. il desiderio di Aura Mazda. con l’annientamento della materia. da questa trasformazione del pensiero in voce. non potevano comunicare tra loro. in materia. Mithra veniva fatto risalire in cielo. operato su tutti i vivi e i morti. accusando le altre di essere false e mendaci. i vivi e i morti che sarebbero usciti dalle tombe. non poteva essere recepito dall’uomo che. appartenendo a due mondi differenti. Compiuta cosí la sua missione sulla terra e lasciato ai suoi discepoli il compito di propagare la sua dottrina. va avanti fino a quando il dio Aura Mazda decide di inviare suo figlio sulla terra per insegnare la via giusta da seguire. Questo concetto fu poi adottato e fatto proprio dai cristiani. pur avendo lo stesso fine. i seguaci del principe delle tenebre Arimane e dei suoi demoni.) Mithra era presentato nella teologia avestica come il trait-d’union tra quei due desideri di cui ho parlato. Nel Vangelo avestico viene riportata anche l’ultima cena che Mithra consumò con i suoi apostoli: dopo aver trasformato il pane e il vino nel corpo e sangue proprio e aver detto loro che. una volta disceso sulla terra. nella sua immutabilità spirituale. quello di dio. Ucciso dopo essere stato torturato. con rassegnazione. gli «angeli del male». Una morale che. schierandosi definitivamente dalla parte del bene. nella quale Mithra prometteva una ricompensa di felicità eterna dopo la morte a coloro che. ritornan51 . veniva riassunta in una predica. La sua «passionex è del tutto simile a quella degli altri salvatori appartenenti agli altri culti dei misteri. Escluso che l’uomo potesse trasformarsi in essenza divina a causa della sua pochezza. apparteneva a un’altra dimensione. se lo avessero mangiato e bevuto. promise che alla fine del mondo sarebbe ridisceso sulla terra su un carro tirato da cavalli per giudicare. detta delle Beatitudini. (Se qualcuno vuole ulteriori spiegazioni sulla nozione di logos. a differenza degli altri culti dei misteri. che era puro spirito come lui. per mancanza di una direttiva morale. avrebbero ricevuto la vita eterna. non ha che da chiederlo ai preti. Questo giudizio universale. dall’alto di una nube. dove si riuniva con il padre Aura Mazda. essendo racchiuso in un pensiero appartenente a un mondo essenzialmente spirituale. è l’ultimo atto della commedia a cui abbiamo assistito. Perché il contatto potesse avvenire e dare inizio a una comunione tra dio e gli uomini. che Mithra fu chiamato logos. ne impediscono la realizzazione. Fu cosí che Aura Mazda.) La vita di Mithra quale salvatore (sotèr). dunque. che lo applicarono a Gesú quale salvatore (sotèr).Gli uomini vorrebbero che anche sulla terra. che uno dei due mondi superasse il confine di separazione ed entrasse nell’altro. perché in realtà la teologia cristiana non è che la riproduzione di quella mazdeista. con la fine del mondo.

) Diffusasi subito in Iran. e dai sovrani ellenistici che seguirono poi. l’incenso quale simbolo di spiritualità. parla di un palo (stauros) e non di croce. e in Grecia. Fu in seguito a questa coincidenza che alcuni veggenti profetizzarono che al successivo verificarsi dello stesso avvenimento astrale sarebbe nato un “giusto” simile a Zarathustra. Come vedremo in seguito. dove fu incoraggiata da Alessandro il Macedone prima. Zarathustra. come la resurrezione di Mithra veniva festeggiata alla metà di marzo. che si verifica ogni sette secoli con l’entrata di Giove e Saturno nella costellazione dei pesci. anche se le sue concezioni-base provengono da antiche leggende babilonesi. la mirra come espressione del concetto di eternità. come che fosse un principe di stirpe reale. in qualità di pensiero. i cui vettori. al centro di una croce. esaltandolo filosoficamente come ideologia apportatrice di benessere e di giustizia. Anche l’aristotelismo esponeva il concetto di una divinità unica. indicando i quattro punti cardinali. Nel rito che si svolgeva in occasione della natività venivano offerti al bambino Mithra. Soprattutto se pensiamo che il risultato comporta la condanna di gran parte dell’umanità a un’eternità di dolore. n. anche se non possiamo nascondere una certa perplessità. e. Nella religione avestica. l’espansione del mazdeismo fu favorita. si attribuisce al suo fondatore. nato da una vergine. dopo avergli fatto soffrire tutti i mali possibili. se avessero sopportato le sofferenze con umiltà e rassegnazione. Questa frase riferita al futuro realizzatore del sincretismo. In Grecia. la religione mazdeista si propagò in tutto il Vicino oriente. n. tendeva a rendere quieta quella massa di insoddisfatti che ha rappresentato sempre uno dei maggiori nemici della stabilità degli imperialismi. con la promessa di una ricompensa che avrebbero ricevuto dopo la morte. av. in qualità di divinità pose in cielo. che avrebbe dato inizio a un’era di benessere. sarà frustato. gli saranno bruciati gli occhi e infine.do tutto allo stato precedente la creazione. Rivolgendosi in particolare a coloro che subivano ingiustizie sociali. la vittoria della luce sulle tenebre. attraverso l’allungarsi del giorno. che avrebbe dato la propria vita per insegnare agli uomini la giusta morale da seguire. immerso in un’eternità fatta di nulla. che sarebbe stato ucciso dai suoi oppositori. che si sarebbe conclusa con il trionfo definitivo del bene sul male. 2. legato. l’oro quale riconoscimento della sua regalità. la croce latina non è che un’invenzione operata dai cristiani alla fine del IV sec. come i cristiani hanno invece tradotto per trasferire sul loro Cristo questa profezia. ne dimostravano l’universalità. e infine a Roma.) a un evento cosmico apportatore di luce. nella condizione in cui si trova. perché essa non è mai esistita come strumento di morte. cosí si celebrava la sua nascita il venticinque di dicembre per esprimere. (Lo scadere di questi sette secoli coinciderà con l’era messianica. che riteneva essere all’origine dei movimenti della materia. cioè dai seguaci del male: ecco quello che vi diranno: che il “giusto “. coinvolgendo tutta l’umanità in un concetto di salvezza universale. che viene dall’interrogativo: “ma perché tutto ciò?”. Tutto ciò che si riferisce alla religione mazdeista. non si sa bene a che cosa. compresi i vantaggi che si poteva trarne. dove fu infine dichiarata religione di Stato. filosofeggiando sui concetti avestici. favoriva il sincretismo tanto auspicato dagli imperialismi. si ritrova a pensare. Il platonismo. a simboleggiare la rinascita della natura dopo la morte dell’inverno. e. A noi non rimane che battere le mani all’ideatore e al regista di questa commedia. torturato. e come uomo nella figura del “giusto” zarathustriano. Ispirandosi ai culti dei misteri. Ma non si poteva assolutamente parlare di croce come la intendono i cristiani. 52 . Tra le tante cose che si narrano di lui. cioè su Aura Mazda che. in seguito alla conversione del re Vishtaspa che l’impose ai suoi sudditi. in Persia e in Siria. si arrivò a preconizzare addirittura la passione e la morte di questo salvatore. preconizzò la realizzazione del sincretismo in un lògos che. sarà messo al palo. cioè la croce latina. il sipario si richiude sulla stessa scena su cui si era aperto. c’era quella che faceva corrispondere la sua nascita (VII sec. I motivi per cui il mazdeismo si impose sulle altre religioni furono essenzialmente due: 1.

ma è stato e sarà un fuoco eternamente vivo che si accende e si spegne secondo delle leggi. 53 . Un tale dio sarebbe cieco e ignorante. 3) dio non sa che il male esiste . Un tale dio sarebbe impotente. dipende dal fatto che vedono compiersi sulla terra fenomeni che. altro pensatore ateo e oppositore delle idee mistiche. scrivendo nel suo poema: tante sono le prove che dimostrano che ciò che esiste non può avere fine. come furono incoraggiate le teorie filosofiche che andavano il sincretismo. si opponevano a tutte queste teorie teologiche i cui concetti. negando un dio creatore. dunque inammissibile. non è stata creata da un dio. 2. affermava: [… il] mondo. Democrito. invece. È soltanto in seguito alla convinzione che ci porta ad affermare che nulla si può creare dal nulla che noi potremo giungere a scoprire l’oggetto delle nostre ricerche. non potevano essere che una truffa ai danni del progresso e dell’evoluzione sociale. Negando l’intervento degli dei negli affari del mondo. Per dimostrare quanto le religioni siano state sempre causa di regresso e di oscurantismo. della quale è rimasto soltanto qualche frammento. furono ostacolati quei matematici filosofi che. ma tutto si trasforma (legge di Lavoisier. ma non vuole . dovette fuggire da Atene. ma fosse il risultato di un miscuglio di materia realizzatosi in un turbine cosmico. può sopprimerlo. perché lo può. 2) dio sa che il male esiste. unità di tutto. nella sua opera De rerum natura distrugge ogni concetto di divinità. Epicuro riprese la teoria atomista di Democrito. in fondo rifiutati o ignorati dalla ragione.. Per lui la realtà del mondo si iscriveva nell’insieme dei movimenti degli atomi del vuoto: l’infinità dei mondi che nascono e che muoiono nell’universo. Un tale dio sarebbe crudele e perverso. ma non può farlo . portò cosí avanti gli studi del suo maestro e si può considerare il fondatore del materialismo odierno. sostenendo come verità accettabili soltanto quelle derivanti dalla ricerca scientifica. Eccolo: il male esiste. Diogene. Il timore che attualmente domina tutti i mortali e li rende succubi delle religioni. non è stato creato da nessun dio. nella sua opera. dunque inammissibile. ma per merito di una relazione intervenuta tra il caso e la necessità. ma introdusse la nozione della «deviazione» (il clinamen) per ciò che riguardava la traiettoria rettilinea degli atomi. Ed è Epicuro che ha dimostrato che dio non esiste e che le religioni sono sorgente di tormento per l’uomo e che l’uomo. deve. seguire un’etica di ragionevole piacere. a quei pensatori che negano ogni principio divino: Parmenide. Concetto che esprime la teoria dell’espansione e della contrazione degli universi sostenuta dagli scienziati di oggi. proclamava la materia principio eterno nel suo eterno movimento. quindi di due cose l’una. attribuiscono alla potenza divina. dunque inammissibile.300 anni dopo). discepolo di Leucippo.. nulla si distrugge. per quanto i credenti (creduli) si siano accaniti a sovvertirlo. perché al servizio degli imperialismi che basavano il loro potere anche sull’alienazione intellettuale dei popoli.. nelle sue ricerche cosmologiche.Di conseguenza. non conoscendone la causa.. Condannato per le sue affermazioni razionaliste e antireligiose. o dio ne è a conoscenza o lo ignora: 1) dio sa che il male esiste. spiegava come l’origine del mondo non fosse dovuta a una creazione divina. Il ragionamento di Epicuro che dimostra la non esistenza di dio è rimasto inconfutabile. vuole sopprimerlo. scrivendo: [… il] principio che noi poseremo sopra tutto è che nulla nasce da nulla per un potere divino [ex nihilo nihil]. continuatore di Epicuro. Eraclito. per realizzarsi.. Leucippo pose le basi della teoria atomica introducendo i concetti del vuoto assoluto e degli atomi che si muovono in esso. accennerò. Anassagora. sosteneva l’eternità della materia. Lucrezio.. quel movimento nel quale nulla si crea. il cui risultato dimostrerà come tutto si compie senza l’intervento degli dei.

tutte le religioni si opposero. e soprattutto dal cristianesimo. ritenendoli i realizzatori della volontà di dio. La Chiesa ha sempre considerato le epidemie come flagelli voluti da dio. 54 . Nel 1200 il Doge di Venezia sposò una principessa originaria di Bisanzio. la vaccinazione è una sfida contro il cielo. considerata da esse la loro peggiore nemica (ex nihilo nihil). l’Illuminismo ridava vita al materialismo ateo. Praticamente. che ancora oggi vengono seguiti dai seguaci delle religioni ancora in essere. Quando la peste faceva strage fra le popolazioni. a opporsi all’uso dei profilattici e alla pratica degli anticoncezionali. costretto dal plagio a credere che la materia fosse all’origine di tutti i mali. che ne è l’esatta riproduzione. cioè fino a quando. e si oppongono ancora.Poiché la religione divenne un’istituzione di Stato. esaltata l’ignoranza fino a santificare i sostenitori del regresso. furono le tenebre dei misteri e dei dogmi a trionfare sulla ragione e il buon senso. ma per mezzo di forche [forchette] in oro a due denti. l’uomo. lasciando l’umanità nell’oscurantismo di quei culti dei misteri. Poiché questa principessa continuò a seguire alcuni usi della sua terra. Condannati quei pensatori atei che già trattavano argomenti riguardanti l’atomo. lasceremmo i nostri arti incancrenirsi per non contraddire il cielo – che. se fosse dipeso da questi oscurantisti ispirati da dio. continua ancora. Come conseguenza di quella incompatibilità che c’è tra la ragione e la fede. contrariamente a quanto sostenevano le religioni. Cosicché. si affidò alla volontà divina. lasceremmo che la peste ci distrugga per non uccidere i ratti. Quando cadde malata. dopo la sua morte. mangeremmo ancora con le mani. fu spiegato dalla Chiesa nei seguenti termini: la principessa ha ricevuto da dio la punizione che meritava perché portava i cibi alla bocca non con le mani come è morale fare. che impedirono ogni forma di evoluzione sociale. emanava ogni volta degli editti che proibivano la distruzione dei ratti. di conseguenza gli atei e i materialisti razionalisti furono perseguitati. mentre furono esaltati i mistici e i religiosi. che. concorrendo a soggiogare le masse. fra l’altro. che piú restano ignoranti e piú fanno il gioco degli imperialismi. da cui fece tutto dipendere. Ventitré secoli di dogmi e di misteri. Nel 1829 Leone XII condannò le vaccinazioni scrivendo: chiunque procede alla vaccinazione cessa di essere figlio di dio: il vaiolo è un castigo voluto da dio. Basti dire che soltanto sotto il pontificato di Pio XII (1939-58) la Chiesa ha ammesso che è utile e lecita l’amputazione chirurgica. alla ricerca scientifica. contro i quali ogni lotta veniva considerata un sacrilegio. nel 1700. scatenò subito le ire delle autorità ecclesiastiche che la minacciarono di castighi divini. Il «libero pensiero» fu messo cosí a tacere per oltre ventitré secoli. san Bonaventura (il dottore serafico) dichiarò che la sua malattia era la punizione di dio alla quale la principessa si era esposta con il suo comportamento scandaloso. a quanto risulta.

e. si sarebbe messo a capo del loro esercito per ricostituire il regno d’Israele. Il libro. prima quello persiano e poi quello ellenistico. stavano sempre piú avviandosi alla miscredenza. stanchi di attendere promesse da un dio che non le manteneva. viene fatto intervenire dio stesso con parole di incitamento alla pazienza ad attendere il messia che egli aveva promesso. che era stata costruita dagli esuli di Babilonia. determinò la riunificazione delle due correnti. per i continui fallimenti. era andata sempre piú ridimensionandosi. e. avendo determinato la riunificazione della corrente spiritualista con quella guerriera. Fu questa attesa di un messia. la loro non poteva offrire che un messia che doveva ancora venire. proseguirono ciascuna secondo la propria ideologia. È in questo stato di agonia che troviamo nel II sec. ispirato alla letteratura fenicia del XV sec. come se fosse un empio. separatesi in seguito alla decisione che presero le comunità extrapalestinesi di dissociarsi da Gerusalemme per seguire un programma essenzialmente religioso. Le due correnti. sia nell’ideologia spirituale. la cui venuta diventava sempre piú utopica. invece di proseguire nella tolleranza religiosa praticata dai suoi predecessori. Per quel sincretismo che aveva portato tutte le na55 . quello “pagano”. allorché il re Antioco IV Epifane ritirò tutte le concessioni fatte dai suoi predecessori. per quanto i teologi giudaici cercassero di elevare il loro dio. fino a quasi sparire. dette ai giudei la possibilità di rialzare la testa.LA RIVOLTA DEI MACCABEI Prima di parlare della rivolta dei maccabei – la quale. quella religione messa su per riunire un popolo disperso sotto un solo dio. la religiosa e la rivoluzionaria. togliendo ogni libertà di culto. perché Antioco IV Epifane. uscito nel III sec. quel sincretismo che nel suo pacifismo stava divorando il movimento rivoluzionario giudaico. a imitazione dei sotères dei culti dei misteri. che per quanto cercasse di evolversi rimaneva comunque inferiore alle religioni “pagane”. n. provenendo da una naturale selezione di divinità. sia in quella rivoluzionaria che. Sarebbero bastati ancora cento anni di quella politica che permetteva la libertà di culto perché Yahvè e tutti gli eroi biblici costruiti dalla Bibbia ritornassero nel limbo degli dei sconosciuti. si chiedeva perché dio lo stesse castigando attraverso un’attesa cosí lunga. La rivolta dei maccabei scoppiò nell’anno 167 av. novello Davide. a determinare quell’indebolimento di fede presso i giudei di cui si parla nel libro di Giobbe. rispettando la libertà di culto. n. re ellenistico. che. mentre queste presentavano ai loro fedeli un salvatore già realizzato. Essendo lo scopo degli spiritualisti quello di opporsi al sincretismo delle religioni “pagane”. è bene fare un breve sommario degli avvenimenti che seguirono la loro scissione. av. sicuro della propria innocenza. Nella figura di Giobbe veniva rappresentato il popolo d’Israele che. si stava pacificamente realizzando con il dio Mithra. la religione ebraica. avevano favorito il sincretismo.. la loro religione rimaneva tuttavia in uno stato di inferiorità di fronte a quelle “pagane”. con quella rivolta dei maccabei che. Praticamente. ravvivando il sentimento nazionalista languente. av. che. e.. per il fatto che. rappresentato dal suo dio artificioso e preconfezionato. e quello giudaico. rappresenta certamente uno degli avvenimenti piú importanti della storia giudaica –. n. questa mancanza di fede non era che la conseguenza della politica applicata dagli imperialismi. av. Mentre quella rivoluzionaria continuava secondo gli insegnamenti biblici a tener viva l’attesa del messia guerriero scelto («unto») da dio tra gli uomini che. Poiché lo scopo di questo libro era quello di convincere gli ebrei a conservare la fede nell’attesa del messia. fu scritto appunto per richiamare alla fede gli ebrei che. Ma. cento anni di pace – che purtroppo non ci furono. quella religiosa si impegnava a costruirsi un messia sacerdotale che sarebbe disceso dal cielo come predicatore. con lo scopo di creare un movimento che avesse permesso ai giudei di impossessarsi della Palestina. n. si vennero a trovare di fronte due costruendi monoteismi. e.

tanto da indurre le masse alla convinzione che l’una valesse l’altra. sotto l’occupazione romana. creando una situazione di conflitto tale che costrinse Antioco IV Epifane a proseguire nella repressione contro i giudei con sistemi sempre piú severi. per lo zelo che dimostrava per la religione giudaica. costretto a lasciare Gerusalemme perché occupata dalle milizie di Antioco IV. in quanto. Mettevano a morte. l’ultimo. Come risposta alla repressione decretata da Antioco IV. pena la morte a chiunque non avesse agito secondo gli ordini del re. eccezion fatta per i giudei. Come risulta dalla stessa Bibbia. secondo gli ordini. quando. Secondo questi ordini scrisse a tutto il regno. operate secondo l’evoluzione ideologica giudaica. Se alcuno veniva trovato in possesso di una copia del libro dell’alleanza o ardiva obbedire alla sua legge. fece uscire i due libri dei maccabei per sostenere le rivoluzioni messianiche. templi ed edicole. di lasciare che i propri figli. che aveva fino allora fatto procedere le due ideologie separatamente. 41). secondo l’ideologia spiritualista. La Bibbia attribuisce l’inizio della rivolta a un certo sacerdote di nome Mattatia che. i sacrifici. correzioni e censure. Infatti i due libri dei maccabei. 56). spedí ancora decreti per mezzo di messaggeri a Gerusalemme e alle città di Giuda ordinando di seguire usanze straniere al loro paese e di far cessare nel tempio gli olocausti. 56 . una volta sceso sulla terra come dio. Si compirono cosí i primi martiri della rivoluzione yhavista. Eleazaro detto Euaran e Gionata.zioni del Vicino oriente ad accettare pacificamente l’amalgama delle varie religioni. e sacrificare carni suine e animali immondi. le donne che avevano fatto circoncidere i loro figli. la sentenza del re lo condannava a morte. sparsi come erano in tutte le nazioni del Vicino oriente. che in ebraico indicano «chi degli dei è maggiore di te. fu risolto dalle due parti a mezzo di un accordo su un messia dalla duplice figura. che si trovava a circa quaranta chilometri a nord-ovest di Gerusalemme (Kimbert Qumran). furono redatti dal partito nazionalista giudaico durante l’era messianica. cioè circa centocinquanta anni dopo il loro svolgersi. veniva chiamato il «maccabeo» – appellativo che proveniva dalle lettere m k j b. […I] soldati del re stracciavano i libri della legge mosaica che riuscivano a trovare e li gettavano sul fuoco. Mattatia aveva cinque figli: Giovanni detto Gaddi. 1. si contaminassero dí ogni impurità e profanazione. signore?». Sopra Israele fu scatenato cosí il furore (I Mc. 1. non avendo una terra propria. con i bambini appesi al collo e con i familiari e quelli che li avevano circoncisi. n. di innalzare altari.. i rivoluzionari intensificarono le rappresaglie contro l’esercito ellenistico che occupava la Palestina e le ritorsioni a scopo terroristico contro le popolazioni della Giudea. n. di cui aveva tanto bisogno il partito nazionalista giudaico. Il re.e. se la comunità di Gerusalemme era incentrata sulla figura di un messia uomo guerriero (unto) e tutte le altre su un messia che invece scendeva dal cielo in veste di predicatore? Questo contrasto. i primi ebrei a ribellarsi agli editti di Antioco IV furono i giudei della comunità di Gerusalemme: Antioco IV prescrisse un decreto a tutto il regno che tutti formassero un sol popolo e ciascuno abbandonasse le proprie leggi. Tutti i popoli acconsentirono a fare secondo gli ordini del re. av. tutti i popoli si sottomisero alle leggi greche. Tuttavia molti in Israele si fecero forza e animo a vincere per non mangiare cibi immondi e preferirono morire. Anche molti ebrei accettarono di servirlo e sacrificarono agli idoli e profanarono il sabato. di contaminare il santuario e i fedeli. Simone detto Tassi. le libagioni. che decisero di combattere contro quell’abolizione della libertà del culto che avrebbe determinato la loro fine. cioè un messia che. Ma come realizzare un’unione di tutti gli ebrei. furono in realtà portati a compimento soltanto tra il II e il III sec. si sarebbe poi messo a capo dell’esercito in qualità di uomo come lo voleva l’ideologia rivoluzionaria. data la necessità di unirsi che si imponeva. si rifugiò nella città di Moadin. e. stabilí ispettori su tutto il popolo e intimò alle città di Giuda di sacrificare città per città (I Mc. che la Bibbia ci dice essere figlio di Giovanni e nipote di Simone – nomi che ritroveremo tra i suoi discendenti che sostennero le rivoluzioni messianiche –. Giuda detto il maccabeo come suo padre. soprannominato Affus. avevano soltanto Yahvé come unico collante per rimanere uniti. Libri che. vedendo che i giudei resistevano ai suoi ordini. centocinquanta anni dopo. non circoncisi. sottoposti a continue aggiunte. pur trattando i fatti accaduti nella seconda metà del II sec. Questo sacerdote.

alle loro greggi e tutto ciò che avevano. Questo fu l’inizio della rivolta dei maccabei (167 av. subirono l’attacco senza opporre resistenza. si infervorarono nella rivolta. Quando Mattatia e i suoi amici vennero a sapere di questo fatto. 24). Di conseguenza è lo stesso Mattatia che. Le truppe di Antioco fecero una vera strage. rimasti idolatri. Come il re seppe che una comunità di ribelli si era raccolta sui monti a quaranta chilometri da Gerusalemme. dicendo ai suoi seguaci che. Questo passo della Bibbia. sapendo che non avrebbero reagito in quel giorno per l’obbligo che veniva da dio di rispettare il riposo piú assoluto. Cosí organizzarono un contingente di forze e percossero con ira e con furore i peccatori e gli uomini empi. dietro di esso. Era la prima volta che i giudei abolivano una legge del Pentateuco e. 2. come se avessero acquisito nuova energia. 2. il sacerdote chiamato il maccabeo per il suo zelo nel rispetto delle leggi. Fu a questo punto che i rivoluzionari presero la grande decisione di non rispettare piú il riposo del sabato in caso di attacco nemico. che intendevano nascondere. n. che si fece promotore di questa decisione. la città dove si era ritirato Mattatia. e. uccise nel medesimo tempo il messaggero del re che costringeva a sacrificare. accettando i suoi editti. ed estendendo il terrorismo con continue azioni di rappresaglia contro tutte le popolazioni della Palestina e contro quegli ebrei «duri di cervice» che. la loro stirpe sarebbe presto finita. Il re. oltre a dimostrarci l’ampiezza del territorio su cui si erano insediati i rivoluzionari. Fu lo stesso Mattatia.). si erano schierati dalla parte del re. venuto a conoscenza delle difficoltà che avevano incontrato le sue truppe. La Bibbia dice che ne furono trucidati piú di mille. attaccando direttamente le truppe di Antioco IV Epifane con imboscate sempre piú frequenti e audaci. ne fecero un gran pianto. per giunta. nello stesso tempo gli impone quella legge del riposo del sabato che tende a distruggerlo. fedeli alla legge mosaica. 2. La voce di Mattatia tuonò nella città: «chiunque ha zelo per la legge e vuole difendere l’alleanza mi segua!». Presero in quel giorno questa decisione: «noi combatteremo contro chiunque venga a darci battaglia in giorno di sabato e non moriremo tutti come sono morti i nostri fratelli nei nascondigli» (I Mc. ci faranno sparire in breve dalla terra». e distrusse l’altare. Ciò vedendo. una che era ritenuta fra le piú inviolabili. li respinsero. mentre incita il suo popolo a combattere contro i suoi nemici. 39). I rifugi in cui si riunirono e si organizzarono – che erano gli stessi dove si annidavano i loro antenati predoni – offrivano una sicurezza pressoché assoluta per la profondità delle grotte e i passaggi tortuosi (esistenti tutt’oggi). Egli agiva per zelo verso la legge […]. che rappresentavano delle vere trappole mortali per chiunque vi si fosse inoltrato per attaccarli. ci dimostra come l’uomo si costruisca dio adattandolo ai propri bisogni. la vera identità. 42). fremettero le sue viscere ed egli gemé di giusto sdegno. rassicurati cosí da Mattatia di poter combattere anche di sabato. I rivoluzionari. Mattatia e i suoi amici andarono in giro a demolire gli altari pagani e fecero circoncidere a forza tutti i bambini non circoncisi che trovarono nel territorio d’Israele. Mattatia arse di zelo. se avessero continuato a rispettare il sabato anche in caso di attacco dei nemici. inviò contro di loro le milizie che erano di stanza in Giudea.Questo fatto di darsi un soprannome divenne poi una regola per tutti i rivoluzionari. I seguaci di Mattatia. mette in risalto ancora una volta l’incoerenza di un dio che. promettendogli di renderlo un grande popolo numeroso come la sabbia del deserto. per evitare soprattutto che le milizie degli occupanti potessero identificare le loro famiglie a scopo di ritorsione. Capitò che un giorno vennero a Moadin. cambiando la legge. Poi dissero fra di loro: «se faremo tutti come hanno fatto i nostri fratelli e non combatteremo contro í “pagani” per la nostra vita e per le nostre leggi. 57 . Una gran parte dei giudei della città di Moadin seguirono Mattatia e i suoi figli e a loro si aggiunsero volontari che venivano da tutte le parti della Giudea insieme alle loro mogli. dei messaggeri inviati da Antioco IV Epifane per innalzare un altare e offrire sacrifici a divinità “pagane”. favoriti come erano dalle difese naturali. Fattosi avanti di corsa lo uccise sull’altare. Fuggí coi figli sui monti abbandonando in città quanto avevano (I Mc. ai loro figli. Ma i ribelli. non diedero tregua ai superbi e l’impresa ebbe buona riuscita nelle loro mani (I Mc. ordinò di attaccare i rivoltosi di sabato.

Portarono le vesti sacerdotali. ciò dipese piú dal timore di ritorsioni e di persecuzioni che dalla convinzione a seguire un’ideologia: ritorsioni da parte dei rivoluzionari. carichi di «zelo». si sparsero la cenere sul capo e si stracciarono le vesti. stratega dell’Idumea: intonato nella lingua paterna il grido di guerra che si accompagnava agli inni. poiché era residente in Palestina. assumeranno un’importanza determinante per quella che sarà l’organizzazione e la divulgazione dell’ideologia messianica in se58 . inesorabile. Simone e Giuda.. erano una delle tante caste che costituivano il movimento spiritualista. in realtà. che gli spiritualisti. persecuzioni da parte delle milizie di Antioco IV. Gerusalemme. nessuno dei suoi figli ne entrava e ne usciva. procedeva nel suo programma di distruzione del popolo ebraico. 45). le primizie e fecero venire avanti i nazirei. Simone e Giuda. 2. come abbiamo visto. i forti d’Israele. Ma trovarono sotto la tunica di ciascun morto oggetti sacri agli idoli di Lamnia che la legge proibisce agli ebrei. Il giorno dopo. che si posero le basi per la costituzione del partito nazionalista giudaico. inoltre quanti volevano fuggire davanti alle sventure si univano a loro e diventavano loro rinforzo (I Mc. gli uomini di Giuda andarono a raccogliere i cadaveri dei loro amici per andarli a deporre con i loro parenti nei sepolcri di famiglia. Simone e Giuda si riunirono con i capi rivoluzionari a Masfa di fronte a Gerusalemme [è la stessa zona del Kimbert dove si trovava la città di Modin] perché nei tempi antichi Masfa era stata in Israele luogo di preghiera. viene attribuita dalla Bibbia a Mosè. terminò il testamento assegnando le cariche principali ai due figli primogeniti. e quanti volevano mettersi a disposizione della legge mosaica. nemici di dio. che in aramaico significa «pio» (nel concetto religioso di «devoto»). 3. di ira e di vendetta contro i “pagani”. affidando quella di capo religioso al primo e quella di capo dell’esercito rivoluzionario al secondo. che si opponeva agli editti del re. i giudei diedero un assalto improvviso alle truppe di Gorgia e le misero in fuga. Aprirono i libri della legge “pagana” per scoprirvi quanto i “pagani” cercavano di sapere dagli idoli dei loro dei. ripetendo la parola «zelo» in maniera addirittura ossessiva. In quei giorni digiunarono e sí vestirono di sacco. 42). nel pieno della rivoluzione. era disabitata come un deserto. e.Fu durante questa prima fase della rivolta che avvenne la riconciliazione tra la corrente rivoluzionaria. Che una gran parte dei partecipanti al movimento rivoluzionario fosse rimasta “pagana” ci viene confermato dalla stessa Bibbia a proposito di una battaglia che i giudei combatterono contro Gorgia. il cui nome proveniva dalla parola hassedin. prima di proseguire. Sul punto di morire lasciò ai figli un testamento carico di odio. appena un anno dopo l’inizio della rivolta. C’è da rimarcare. che avevano compiuto i giorni del loro voto. che elesse come proprio messia quel salvatore dalla “duplice figura”. attraverso la frase riportata sopra. Di conseguenza. abbandonata dai giudei. soggiorno dei “pagani” (I Mc. n. aveva mai riconosciuto –. l’attesa del quale starà alla base del movimento rivoluzionario. la cui istituzione. capeggiata da Mattatia il maccabeo e i suoi figli. Da questo momento in poi i nazir. torture che potevano essere evitate soltanto trasferendosi negli insediamenti rivoluzionari. svilupparono la propria ideologia di un dio celeste traendo insegnamenti dalla teologia “pagana”. che li avrebbero sottoposti a torture come appartenenti alla razza ebraica. che li avrebbero accusati di connivenza con il nemico se fossero rimasti neutrali. continuarono la lotta contro Antioco IV Epifane. Se gli ebrei che si unirono a Mattatia furono tanti. Gli asidei. Dopo aver esaltato la fede rivoluzionaria. che è la stessa Bibbia a riconoscere. Per confermare ai posteri il diritto di proprietà che gli ebrei accampavano sulla Palestina – diritto che nessuno. ricapitolò tutti quei passi della Bibbia che sostenevano Davide come fondatore del regno d’Israele. Ma l’esercito ellenistico era potente: si era istallato in Palestina e. Mattatia morí nel 166 av. e la corrente religiosa rappresentata dagli asidei. quando ormai la cosa era divenuta necessaria. In quel tempo si uní con i rivoltosi un gruppo di asidei. Fu a questo punto. rappresentati dai nazir. fu la loro comunità a essere la prima che si uní al movimento rivoluzionario di Mattatia. il santuario era calpestato e gli stranieri erano nella fortezza di Accra.

visioni che racchiudono simbolicamente la duplice personalità dell’eroe sacerdotale e guerriero. ne stesero al suolo undicimila fanti e milleseicento cavalieri. Il movimento rivoluzionario. Mentre si trovavano ancora vicino a Gerusalemme. 11. 59 . a quelli che piantavano la vigna o che erano paurosi. 8). Non c’è sistema migliore per inculcare un’ideologia a un popolo che quella di metter in bocca ai martiri l’apologia della fede per la quale vengono torturati e uccisi. veniva costretto dai pagani ad aprire la bocca e a ingoiare carne suina. facevano loro pronunciare la parola «ceci»). In questa situazione di conflitto tra i rivoluzionari e l’esercito di Antioco IV. la rivolta si trasformò in una vera e propria guerra contro le truppe ellenistiche di stanza in Palestina e i loro alleati. di cinquanta e di dieci uomini. soddisfatte cosí le esigenze ideologiche e rinvigoritosi dall’unione delle due correnti. di cento. Anche Lisia fu costretto a fuggire vergognosamente (I Mc. il che ci ricorda quel metodo che fu usato dai rivoltosi dei Vespri siciliani. Gettatisi come leoni sui nemici.no all’organizzazione rivoluzionaria. che erano rappresentati dai cananei. 10. riportando. fece dei rivoluzionari in un vero e proprio esercito. è il simbolo regale di Davide. quale quella che Giuda combatté contro Lisia. apparvero dal cielo ai nemici cinque uomini splendidi su cavalli dalle briglie d’oro. secondo quanto afferma la Bibbia. il primo come simbolo guerriero e il secondo come simbolo spirituale. prese ad attaccare i nemici d’Israele. che andrà sempre piú estendendosi nelle comunità ebraiche del Vicino oriente. Un tale Eleazaro. Ma il connubio tra il cielo e la terra appare ancora piú evidente nelle battaglie che seguirono. riparandolo con le loro armature. Essi presero in mezzo il maccabeo [Giuda figlio di Mattatia]. che assicurava anche un’assistenza logistica attraverso coloro che erano rientrati nelle loro abitazioni. Poi levò il campo e si disposero a mezzogiorno di Emmaus. Presi il pugnale e il libro come emblemi della loro ideologia. Descrizione di una battaglia combattuta da Giuda: accesasi una lotta durissima. Giuda ordinò: «cingetevi e siate forti e state preparati per l’alba di domani a dar battaglia a questi stranieri che si sono alleati per distruggere noi e il nostro santuario. vestito di bianco. che per loro rimanevano sempre degli invasori abusivi e dei predoni. che guidavano i giudei. 29). Giuda. Del resto è meglio morire in battaglia che vedere la rovina della nostra gente e del santuario». uno degli scribi piú stimati. apparve come un condottiero davanti a loro un cavaliere in sella. come il rosso. in qualità di annunciatore del futuro messia. i comandanti di mille. i quali per smascherare i soldati francesi che si erano vestiti da civili. le piú strabilianti vittorie. i redattori del libro dei maccabei costruiscono i primi martiri del partito nazionalista giudaico. generale di Antioco. in atto di agitare un’armatura d’oro. nella quale il cavaliere disceso dal cielo. si mette alla testa dell’esercito rivoluzionario: Giuda e tutti i suoi uomini partirono insieme con coraggio. da contrapporre ad Antioco IV. di tornare a casa loro secondo la legge. Quello che è da prendersi in considerazione in queste battaglie è il continuo richiamo alla venuta del messia attraverso visioni di angeli e cavalieri che scendono dal cielo per condurre i rivoluzionari alla vittoria. C’è da rimarcare che in queste visioni vengono sempre abbinati il colore oro che. e il colore bianco che rappresenta la sacralità sacerdotale. Dopo questo. cioè quegli eroi di cui tutti i movimenti rivoluzionari basati sulla violenza hanno bisogno per tenere viva la fede nella massa dei seguaci. messosi al comando di un esercito che aumentava sempre piú di numero. tutti gli altri li costrinsero a fuggire. Con questa organizzazione. per la misericordia che il signore aveva avuto di loro. Procedevano in ordine con un alleato venuto dal cielo. Disse a coloro che costruivano case o che stavano per prendere moglie. dagli ammoniti e da tutti quei nemici tradizionali che si erano alleati con Antioco IV per buttare fuori definitivamente questi ebrei. (Il far mangiare carne suina per scoprire gli ebrei era un sistema praticato dai soldati di Antioco IV. dai gebusei. grazie ai volontari che accorrevano dalla Palestina e da tutte le comunità sparse nel Vicino oriente. Giuda stabilí i condottieri del popolo. lo rendevano invulnerabile (Mc.

riunendosi in assemblee (ekklesíe) sotto la direzio60 . Non temere questo carnefice ma. con tamburi e strumenti musicali e grande apparato. sputando il boccone e. i rivoluzionari videro un corteo numeroso e festante e lo sposo con gli amici e i fratelli che avanzava incontro al corteo. riceveva assistenza logistica e arruolamento di volontari dalle comunità che si trovavano in questa nazione. 25). Saul. ciò dipese da due motivi: primo. Nel giro di pochi anni tutte le comunità ebraiche del Vicino oriente furono totalmente coinvolte nella rivoluzione giudaica e in maniera cosí impegnata da formare una vera organizzazione internazionale. che risiedevano nei pressi di Gerusalemme. perché. da volontari provenienti da tutte le comunità extrapalestinesi.7. osserva il cielo e la terra. trovandosi sui confini della Siria. e presero le loro spoglie [derubarono i cadaveri]. osserva quanto vi è in essi e sappi che dio li ha fatti non da cose preesistenti. La fama del loro valore risuonava ovunque (II Mc. li incendiavano e impadronendosi delle posizioni piú opportune. alzando gli occhi.Ma egli. che sarà tra le piú autorevoli a sviluppare l’ideologia spirituale essena. fedeli agli insegnamenti rivoluzionari biblici. dopo averli derubati e passato a fil di spada i loro abitanti. Se uno dei centri piú imponenti e piú organizzati si costituí in Galilea. ignorata nella maniera piú assoluta dalla Bibbia. risposero potenziando gli attacchi contro i soldati ellenistici e intensificando il terrorismo contro i villaggi dei “pagani” che incendiavano. si incamminò volentieri al supplizio. 3. uno tra i tanti. Davide e da tutti gli altri criminali che la Bibbia esalta come eroi. è una chiara esaltazione della resurrezione dopo la morte. tale è anche l’origine del genere umano. accetta la morte perché io ti possa riavere insieme a loro nel giorno della misericordia [giudizio universale]» (II Mc. Ripetendo cosí quei sistemi già praticati nel passato da Giosuè. riporto un fatto. i partigiani del movimento rivoluzionario yhavista perseverarono in questa forma di terrorismo. Il signore a cui appartiene la sacra scienza. [… I] guerriglieri di Giuda piombavano all’improvviso su città e villaggi. ma nell’anima sopporto volentieri tutto questo per il timore di lui». 9. mostrandoti degno dei tuoi fratelli già morti come martiri. 7). non potrei sfuggire né da vivo né da morto alle mani dell’onnipotente. 6). si sparse dando vita a insediamenti su tutto il territorio della Palestina. secondo il sistema già usato dai loro atavici predoni. Per comprendere bene di cosa fossero capaci questi guerriglieri. i membri del partito nazionalista giudaico. 39). perché essendo la regione piú lontana dalla Giudea era la meno sottoposta ai controlli delle truppe di Antioco IV. E ancora: Cosi cominciò a diffondersi il timore di Giuda e dei suoi fratelli e le genti intorno furono prese dal terrore (I Mc. in cui viene descritta un’azione terroristica che eseguono contro un corteo nuziale. assimilata dal culto dei misteri. che erano tra le piú attive nel sostenere l’ideologia yhavista. Le nozze furono mutate in lutto e i suoni delle loro musiche in lamento (Mc. fedeli seguaci degli insegnamenti della Bibbia. La carica dottrinale contenuta nelle espressioni della madre che incita l’ultimo figlio ad affrontare i carnefici. molti caddero colpiti a morte. Questa idea di vita eterna dopo la morte. «Ti scongiuro. Balzando dal loro appostamento li trucidarono. scegliendo di preferenza la notte come tempo favorevole a queste incursioni. secondo. che porterà i romani a considerarli dei briganti (latrones) a cui riservare come condanna la crocifissione. Ogni comunità costituí un direttivo che. prima di morire. che sarebbe risorta alla fine del mondo per affrontare il giudizio universale. che celebrava il matrimonio della figlia di uno dei grandi magnati di Canaan […] Ed ecco. mentre gli altri riparavano sul monte. mettevano in fuga non pochi dei nemici. attività che si dimostrerà in seguito tutta la sua influenza. sa bene che soffro atroci dolori sotto i flagelli. rinforzato. che porterà al cristianesimo. quella resurrezione che la religione avestica aveva esteso attraverso il concetto cosmico a tutta l’umanità. attraverso l’ekklesía di Damasco. Alle persecuzioni operate da Antioco IV Epifane. la troviamo espressa in maniera ancora piú evidente nel martirio di sette fratelli che furono uccisi insieme alla madre. figlio mio. ripeté ai suoi aguzzini che cercavano di fargli rinnegare il suo dio: «se dovessi rinnegare il mio dio per sottrarmi al castigo degli uomini. come la stessa Bibbia afferma. preferendo una morte gloriosa a una vita ignominiosa. Il partito nazionalista giudaico.

che si era imposta su quella rivoluzionaria. Siamo a conoscenza di tre delle lettere inviate dalla comunità di Gerusalemme durante la rivolta dei maccabei alle comunità extrapalestinesi. dirette alle ekklesíe che si trovavano in Egitto nelle città di Migdol. derivante da un coinvolgimento sempre piú attivo delle comunità del Vicino oriente. e perciò cominciarono a fuggire precipitandosi chi da una parte e chi dall’altra cosicché erano colpiti dai propri compagni e trafitti dalle punte delle loro spade. sconfiggendo Roma. incoraggia la riconciliazione tra la religione ebraica e la filosofia greca. la propaganda giudaica. a Saturno. si fece chiamare l’«asideo». All’apparire del primo reparto di Giuda si diffuse tra i nemici il panico e il terrore. che sollecitavano l’avvento del messia con le loro preghiere. Giuda partí all’attacco dei nemici d’Israele. av. il quale aveva con se centomila fanti e duemilacinquecento cavalieri. che lo stesso re gli aveva mandato contro con un potentissimo esercito. mosse contro Camion e ne uccise altri venticinquemila (II Mc. parimenti si impadronirono anche della loro profezia.ne di un capo. pur continuando a eseguire stragi secondo i metodi tradizionali. Poiché questo avvenimento astrale avrebbe comportato un aumento di luminosità nel cielo. Che i religiosi avessero preso in mano il movimento rivoluzionario ci viene confermato dal fatto che i rivoluzionari cambiarono il loro appellativo di maccabei con quello di asidei. Tafni. i soldati dell’esercito giudaico. inviata alla comunità di Alessandria che. infliggendo una solenne sconfitta al generale Lisia. e. Di conseguenza. Menfi e nella regione di Patros. n. assimilati i concetti spiritualistici. se si considera che l’una era a favore al sincretismo. che era considerata la guida del movimento. si incaricava di eseguire gli ordini che riceveva dalla comunità di Gerusalemme. come avevano già saccheggiato la teologia avestica per costruire la propria ideologia religiosa. dando per imminente l’avvento del messia e facendo propria quella profezia zarathustriana che stava per compiersi: i sette secoli. che sconfisse in una battaglia nel Bassan. che era una fortezza inespugnabile e inaccessibile per la strettezza dei suoi passaggi. pur rispettandola nel suo ruolo di esecutrice materiale. per ravvivare la fede che stava scemando. batté gli idumei. Se il partito nazionalista giudaico era riuscito a indirizzare la massa popolare ebraica sull’attesa di un messia che sarebbe disceso dal cielo. facendo particolare riferimento alla celebrazione della festa delle Capanne. tra- 61 . durante il quale stavano preparando la guerra finale che li avrebbe dovuto portare a trionfare definitivamente sui nemici di dio. che dovevano trascorrere perché si presentasse sulla terra quel “giusto” che avrebbe dato inizio a un’era di tranquillità e di pace. i filistei. In tal modo combattendo con le mani e pregando dio con il cuore. traendo gli argomenti dal commentario di un certo Anfibulo. pianeta apportatore di mutamenti sociali. cioè editi in quel periodo dell’invasione romana della Palestina. Invece gli uomini di Giuda con invocazioni e preghiere si gettarono nella mischia contro i nemici. quella filosofia religiosa platonica che era contestata dagli spiritualisti ebrei per ragioni che risultano ovvie. per coinvolgere le masse alla loro rivolta. e alla costellazione dei pesci il simbolo del loro messia – che era appunto rappresentato da un pesce. Per comprendere il significato intrinseco dei due libri dei maccabei bisogna tenere presente che questi furono scritti centocinquanta anni dopo i fatti in esso riportati. 26). l’altra era contro. Gli uomini di Nicanore avanzavano al suono delle trombe e degli inni di guerra. dette come segno dell’imminente avvento del messia l’illuminarsi della notte. e la terza. 21. i giudei. Giuda l’asideo mosse contro Tímoteo. il loro trionfo sui nemici. attribuendo a Giove la regalità di Davide. Anche Giuda. In un susseguirsi di successi militari – quei successi militari favolosi tipici della narrazione biblica –. vedendo in questo sincretismo il suo peggiore nemico. contengono esortazioni a rimanere fedeli alla legge mosaica. distrasse le città di Efrom e umiliò lo stesso Antioco IV Epifane. perché si verificò contro di loro l’apparizione di colui che dall’alto tutto vede. Timoteo era trincerato in un luogo chiamato Carnion. aveva cominciato a dare segni di cedimento. Giuda li inseguí e dopo aver sterminato trentamila dei fuggitivi. gli ammoniti e contro lo stesso esercito di Tolomeo. Due. In questo potenziamento di forze. il capo dell’esercito. fu certamente per opera della corrente spirituale. lasciato il nome di maccabeo. cercarono di ravvivare quella fede che già dal IV sec. riportando vittorie contro i figli di Bean. di Gallade. si stavano compiendo e. Giunti alla conclusione che si sarebbero potuti impadronire dell’Impero romano. furono presentati nei due libri dei maccabei come ferventi credenti.

9). fu preso dallo sconforto. delle loro imprese e della loro potenza. dopo averlo abbattuto colpendolo con una sassata in fronte. tra i tanti episodi che lo associano alla figura di Davide. successore di Antioco V. In onore di Giuda fu composto un cantico di elogio. presi dal panico. voglio riportare il passo riguardante la morte gloriosa che attribuisce a Giuda: quando Giuda. anche se nella realtà dei fatti egli lasciò la situazione giudaica identica a come l’aveva ereditata dal padre Mattatia. che è passata sotto silenzio dalle fonti storiografiche al pari di tutti gli altri eroi biblici. Giuda. Cadde anche Giuda e gli altri fuggirono (1 Mc. di cui tre a cavallo. riportata in termini attuali. Ci fu un momento in cui Giuda e i suoi uomini misero in difficoltà Bacchide e avrebbero riportato vittoria se non fossero stati circondati dall’ala sinistra dell’esercito che cosí li prese alle spalle. dopo avergliela tolta di mano. Una celebrità tanto priva di ogni riscontro storico. fuggirono. tendente a caricare i rivoluzionari di vigore nazionalista. sovrintendente di Antioco IV. continuò a occupare la Palestina e a schiacciare la Giudea con una severità addirittura superiore a quella di Antioco IV Epifane. quali Abramo. Mosè.volsero non meno di trentacinquemila uomini. Giosuè. rallegrandosi grandemente per la manifesta presenza di dio (II Mc. perché radunò coloro che erano sperduti – riferendosi alle comunità giudaiche che si erano unite alla rivolta dei maccabei. è la stessa che c’è fra tre divisioni di fanteria piú una divisione corazzata e un 62 . Davide. inviò un certo Eupolemo come messaggero a Roma per ottenere dal senato. dopo averne tessuto gli elogi. che alla fine neppure viene ucciso. debbano lottare tanto contro uno – tale è la proporzione tra l’esercito di Bacchide e gli ottocento rivoluzionari di Giuda –. Le vittorie dei giudei si moltiplicarono e tanta fu la baldanza che Giuda trasse dai propri successi che. quando sentí parlare dei romani. Che la figura di Giuda l’asideo sia tutta una montatura propagandistica. Con Giuda i redattori dei due libri dei maccabei vogliono costruire il simbolo dell’eroismo rivoluzionario. Giuda morí nell’anno 160 av. n. togliendogliela anche lui di mano. Samuele. gli aveva tagliato la testa. poiché una parte degli ottocento riuscí pure a fuggire. dicendo: Giuda divenne celebre fino alle estremità della terra. Salomone e tutti gli altri re che li seguirono. La terra fu scossa dal fragore degli eserciti e la battaglia durò dal mattino alla sera. si cerca di esaltarlo dandogli una personalità dalla fama universale. 8.. Ma come si può pensare che certe stupidaggini possano essere prese sul serio? Soltanto nei libri dove le verità dipendono dai sogni e dalle rivelazioni si può sostenere che ventotto soldati. Ai romani piacque la proposta e l’accordo di un reciproco sostegno fu scritto su tavolette di bronzo che furono subito spedite a Gerusalemme (I Mc. ai canti che furono dedicati a Davide. dopo avergli proposto un patto di amicizia e di alleanza. se non addirittura peggiorata: Demetrio. 26). non potendo dire nulla di concreto circa la sua vita. la protezione. che aveva conservato per tutta la vita la spada di Golia con la quale gli aveva tagliato il capo. esattamente come aveva fatto Davide. che comandava tremila uomini. per battere definitivamente il regno ellenistico che stava riducendo Israele in stato di schiavitú. il partito nazionalista giudaico proseguí la lotta contro suo figlio Antioco V. La proporzione tra l’esercito di Bacchide e i guerriglieri di Giuda. deciso a non lasciare ombra nella sua storia. Morto Antioco IV Epifane. Di tremila che erano ne rimasero cosí soltanto ottocento. affrontò ugualmente Bacchide. Per dimostrare quanto la Bibbia sia un prodotto esclusivo della fantasia. In esso. La maggior parte dei rivoluzionari. riportato nel primo libro. equiparandolo a Davide. La falange avversaria si mosse avanzando ai due lati al suono delle trombe. 1215. a imporre tributi e a perseguitare senza pietà i sovversivi. e la sua morte non poteva che essere quella dei piú grandi eroi. viene raccontato che Giuda aveva conservato per tutta la vita la spada di Antiochio. 21). che è in tutto uguale. per stile e contenuto. e. con la quale. continuatore della politica repressiva del padre. appare evidente quando. vide che l’esercito di Bacchide era composto di ventimila soldati e duemila cavalieri. Cosí si accese la battaglia definitiva e caddero finiti a morte da una parte e dall’altra.

come quella di Giuda suo fratello. lo si fa diventare amico di Alessandro Balas. per averlo suo alleato. alla sua morte. La vita di Gionata. cioè senza patria e senza terra. che si uniscono alle favole e ai fiaschi di tutti gli altri eroi biblici. tanto che. Noi dunque ti nominiamo oggi sommo sacerdote del tuo popolo e amico del re perché tu favorisca la nostra causa e mantenga amicizia con noi (I Mc. insediamenti che assumeranno in seguito un’importanza determinante nella lotta contro i romani. Un particolare che va messo in evidenza. i redattori della Bibbia. Tutte le conclusioni della Bibbia finiscono sempre nel nulla come immagini riflesse su bolle di sapone. A Giuda successe il fratello Gionata. In un crescendo di esaltazione propagandista. a cominciare da Mosè. lo esonera dal pagamento delle tasse. al quale ho fatto rimarcare questo assurdo. schierano il loro eroe dalla parte del re Alessandro. con Davide. già ideologicamente espressa nel messia dalla duplice figura. Le figure di sacerdote e politico erano state sempre separate. porterà i giudei a perseguire un imperialismo universale. venuto a conoscenza di questa alleanza. successore di Demetrio. per continuare con Mosè che. che si è voluta rendere credibile puntellandola su fatti e nomi appartenenti alla storia. dopo avergli attribuito la distruzione dei filistei. 10. come se non bastasse. il partito nazionalista giudaico costruisce in lui una figura di eroe addirittura superiore a quella di Giuda. il grande condottiero. cedette il comando datogli da dio a dei capi tribú. con Sansone che. quella carica spirituale che il partito nazionalista giudaico. Anche se le concessioni fatte da Demetrio sono di gran lunga superiori a quelle che Gionata riceve dal re Alessandro. alla fine risulterà una nullità che svanisce nel buio di una cecità che precede il suicidio. Senza parlare poi di tutti i fiaschi fatti dal signore. basato sul monoteismo. Due favole. per la prima volta nella storia ebraica. continuerà a pagare i contributi a Trifone. che aveva affidato le funzioni religiose a suo fratello Aronne. eletto generale dell’esercito e sommo sacerdote. che era il maggiore sostenitore dei romani nel Vicino oriente. che hanno lasciato le cose invariate. Ma le favole. in un certo qual modo. figlio del re Demetrio. riguardo questo periodo della storia di Gionata. è il rinforzarsi degli insediamenti dei rivoluzionari che si erano formati nella regione della Galilea. che lasciò i suoi pastori erranti nel deserto del Negheb nella stessa situazione in cui li aveva trovati. facendogli rinnegare l’alleanza che egli aveva stipulato con Demetrio. 63 . come sempre accade nella Bibbia. ancora una volta. quel monarca eletto da dio re dei re. 18).reggimento. in seguito all’accordo stretto con i romani. Un teologo. gli ebrei si ritroveranno con un pugno di mosche: la Giudea risulterà ancora sottomessa al regno ellenistico. dopo avergli riconosciuto il comando della Giudea. i redattori della Bibbia lo mettono a connessione con Roma nella qualifica di sommo sacerdote e conduttore di eserciti. a cominciare da Abramo. in guerra con Demetrio. Le vittorie militari e i successi diplomatici che. vengono attribuiti a Gionata sono a dir poco strabilianti.. come la storia vuole. non è che un’altra favola. che alla fine dovrà comprarsi la terra per avere una sepoltura. sempre favole rimarranno e come tali non potranno cambiare mai il corso della realtà. alla quale devono alla fine sottostare. mi ha risposto che certe cose possono essere comprese soltanto da coloro che hanno la fede . si concretizza la fusione politico-religiosa. e gli si attribuisce una potenza militare e politica tale che lo stesso Demetrio è portato a temerlo. a cui interessa soprattutto dare importanza al riconoscimento di Gionata quale sommo sacerdote da parte del re. Ma il re Alessandro.. Con Gionata. due fiaschi. esattamente come la storia vera le riporta. associa nella stessa persona insieme al quella di capo dell’esercito. Di particolare importanza è da considerarsi il riconoscimento di Gionata quale sommo sacerdote da parte del re Alessandro che legalizza. anche se. per confermare il loro eroe nel suo ruolo di personaggio politico-religioso. il grande sacerdote. Viene riportato vittorioso su Apollonio. facendogli rinnovare l’alleanza precedentemente stipulata dal fratello Giuda. indispensabile per sostenere quel programma teocratico che. Nel nulla si sono concluse le grandi vittorie di Giuda e le grandi conquiste di Gionata. cercò di trarre dalla sua parte Gionata scrivendogli questa lettera: abbiamo sentito dire di te che sei uomo forte e potente e disposto a essere nostro amico. e Gerusalemme continuerà a essere un mucchio di rovine. dopo tanti lampi e tuoni. E. per quanto si cerchi di renderle credibili.

per farlo morire si ricorre all’espediente del tranello. per decine di secoli vittorie e trionfi degni dei piú grandi conquistatori. Dei cinque figli di Mattatia. la Galilea e tutte le altre terre della Palestina sulle quali hanno ottenuto. ritenendoli degli invasori abusivi e dei terroristi. Nella persona di Simone. continuò la lotta contro gli ellenistici e i loro alleati. cingere la corona e stendere la mano contro re Antioco [fin qui il fatto corrisponde alla realtà]. Lo fecero diventare amico del re Demetrio e del re Antioco VII. che. per quanto si cerchi di esaltarlo come essere onnisciente e onnipotente. di tutti sono state e di tutti continuano a essere tranne che di loro. Come avevano fatto con Salomone. ma sospettava che Gionata glielo impedisse nel caso gli muovesse guerra [intromissione abusiva di Gionata come personaggio nella storia. La Giudea. che continuavano a ignorare il dio della Bibbia per seguire le divinità “pagane” dei loro antenati. Non è questa la dimostrazione piú evidente della chimericità di un dio che promette. fidatosi di lui. corrispondenti oggi a sei divisioni di fanteria. sotto forma di tasse e di tributi che gli ebrei pagavano agli imperi che gliene concedevano l’uso. e di Giovanni. se di tanto in tanto riescono a infilarci dentro il loro signore. quel dio che. se fosse veramente avvenuta. avvenute come sopra illustrato. Via via che riporterò i passi della Bibbia farò delle osservazioni per far comprendere il meccanismo seguito dai falsari. che è uno dei sistemi piú usati dalla Bibbia per far sparire i suoi personaggi]. dagli ammoniti e contro quegli ebrei. Anzi lo ricevette con molti onori. e la terra promessa è ancora un’utopia. rimandò indietro le truppe. promette e non mantiene mai? Se Gionata viene fatto morire in un tranello è perché non si poteva fare altrimenti. si guardò bene dal mettergli le mani addosso. Ma quando Gionata fu entrato in Tolemaide. la Samaria. cosí vollero costruire in Simone la figura del monarca giudeo che regna su uno Stato che finalmente si è realizzato. lo ero venuto proprio per regalarti tutto questo». poiché si deve dare un finale alle vicende di Gionata. mettendo a disposizione di Gionata un esercito di quarantamila uomini. I popoli indigeni. anche se tutto era stato predisposto perché riportasse contro Trifone una vittoria meritevole di essere ricordata dalla storia. [Ma. gli fecero costruire mura solide e alte torri per difendere Gerusalemme e tutte le altre città della Giudea. che si sono inventati un dio per legalizzare il loro mestiere di predoni. La morte di Gionata è la classica dimostrazione di come siano state costruite le favole bibliche. obbligandolo a ricominciare sempre da capo con le sue contraddizioni. e venne a Beisan [la Bibbia. di Eleazaro. tutti i presupposti per dare la vittoria ai rivoluzionari. lo presentò ai suoi amici e dopo avergli offerto dei doni gli disse: «perché sei venuto con questo grande esercito se non c’è guerra tra di noi? Su. re e condottiero dell’esercito per acclamazione di popolo.derivanti dai continui pentimenti. lo resero alleato di Roma. faccio comunque rimarcare che i redattori della Bibbia. dopo la morte di Giuda e di Gionata. che la Bibbia asserisce sia deceduto schiacciato da un elefante in una battaglia contro Antioco V. Perciò gli mosse contro. secondo la Bibbia. dai filistei. «duri di cervice». è soltanto perché viene concesso dalle divinità “pagane” dietro pagamento di un affitto. rinasti nelle loro terre ataviche. eccetto duemila uomini che inviò in Galilea. deve sempre sottostare alla realtà degli eventi riportati dalla storia. continuano a combattere contro gli ebrei. rappresentati dai moabiti. Anche se ogni commento è quanto mai superfluo. quella città emblematica nella quale. gli attribuirono l’ampliamento delle città 64 . Trifone. Sarà solennemente eletto sommo sacerdote. crea. e sarà riconosciuto nelle sue cariche da Roma. sono disposti a far passare per fessi anche i loro eroi. risolve la situazione rimandando tutti a casa]. rimanda tutti a casa e vieni con me a Tolemaide dove io ti consegnerò le altre fortezze e il resto dell’esercito e i funzionari. vedendo che Gionata era venuto con un poderoso esercito. Ma siccome non può raccontare di una battaglia sostenuta con Trifone. storicamente mai avvenuta. Gionata gli uscí incontro con quarantamila uomini scelti e inquadrati. passata per lecita perché nessuno può dimostrare il contrario. la propaganda del partito nazionalista giudaico riconfermerà il connubio tra la corrente religiosa e quella rivoluzionario-politica da cui era stato partorito il messia dalla duplice figura. Trifone cercava di diventare re dell’Asia. trattandosi di un sospetto]. Con la rivolta dei maccabei si conclude la storia del popolo ebraico raccontata dalla Bibbia. ignorando le opere che gli attribuisce la fantasia. Gionata. preso il comando del movimento rivoluzionario. lo costringe ad adeguarsi a essa. il popolo prediletto da dio – come la stessa Gerusalemme. a fine propagandistico. che ritornarono nella Giudea. rimase Simone. pur di raggiungere i loro scopi. quella storia che. chiusero le porte e si impadronirono di lui e passarono a fil di spada quanti erano entrati insieme a lui. ucciso da una tribú della Transgiordania mentre trasportava i beni dei giudei. superiore a quello di Trifone.

Eleazaro e Giovanni. attraverso questo scritto inciso su tavole di bronzo. per il fatto di essere troppo vicine all’epoca in cui sarebbero state scritte. Soltanto chi non ha ancora capito che la Bibbia è tutta una finzione si chiede dove possano essere finiti questi «annali». furono scolpite su tavolette di bronzo. cioè nelle mani di Antioco VII. [… I] giudei e i sacerdoti approvarono che Simone fosse loro condottiero e sommo sacerdote finché sorgesse un profeta fedele che fosse loro comandate militare. Questi «annali» non esistono. come lo volevano i religiosi. Cosí. ma sempre sotto il controllo di Antioco VII. è l’insistenza nel legalizzare le sue due cariche. nonché di vari re. 1. le sue battaglie e gli atti di valore da lui compiuti. dopo essersi imposto in Siria. 65 . che. preso il nome di Ircano I. di Ghezer presso i confini di Asdod e. come si era frantumato l’immaginario regno di Salomone. n. a tradimento nel 134 av.di Bet-Zur. Simone fu ucciso da Tolomeo. 41). ancora una volta svanisce come una bolla di sapone tutta una costruzione artificiosa tendente a dimostrare i successi di un ennesimo eroe biblico. insieme ai suoi due figli. rimase a capo dei giudei fino all’anno 104 av. secondo la Bibbia.. Tutto ciò per indottrinare gli ebrei. Anche se la Bibbia non lo dice c’è da presupporre che la settima fosse per lui. che si chiude su di lui con queste parole: le azioni di Giovanni. durante un banchetto a cui li aveva invitati. affinché si preparassero a ricevere quel messia che avevano costruito nella duplice personalità di figlio di dio che scendeva dal cielo. dissero che a Modin aveva costruito un mausoleo con grandi colonne. della madre e dei suoi quattro fratelli. cosí si frantumò quello di Simone per opera di Antioco VII. sempre seguendo quell’aspirazione che avevano sempre avuto di rapportarsi alle grandezze dell’Egitto. Giovanni è l’ultimo personaggio del Vecchio testamento. quando la storia − quella vera − ci farà ritrovare i guerriglieri giudei opporsi a Pompeo. che secondo la fantasia biblica gli erano state concesse precedentemente da Demetrio. di fronte alla realtà storica. che è la sintesi dei due libri dei maccabei. quello che maggiormente deve essere rimarcato. e di guerriero che si sarebbe messo a capo dell’esercito. gli chiese indietro le città di Ioppe. il quale. e non sono mai esistiti. suo genero. Di tutto ciò che la Bibbia riferisce circa Simone. quella di re e di sommo pontefice.. e vestisse di porpora e di ornamenti d’oro. Le città di Gazara. di cui non è rimasta traccia. fondatore della stirpe degli Asmonei. n. figlio di Mattatia. attraverso la sua elezione da parte del popolo e il suo riconoscimento da parte dei romani. A Simone succedette il figlio Giovanni. di Ioppe e la fortezza di Gerusalemme che erano state date a Simone dalla fantasia dei redattori della Bibbia. Gionata. che invade la Palestina con le sue legioni. E ciò per il semplice motivo che le falsità che avrebbero riportato − quelle falsità che sono alla base della Bibbia − sarebbero state facilmente smascherate nella loro assurdità. Disposero che questo fosse stato scritto su tavole di bronzo perché fosse a disposizione di Simone e dei suoi discendenti (Mc. di Giaffa. non avendo piú bisogno del suo aiuto. che lo confermarono tale attraverso lettere − le quali. Ma. comprensivo di sette piramidi per tumularvi i corpi del padre. E cosí. la ricostruzione delle mura di Gerusalemme [ancora una volta!] e le sue imprese sono scritte negli annali del suo sacerdozio. da quando divenne sommo sacerdote dopo la morte del padre Simone. Opere sicuramente esistenti soltanto nella fantasia. Giuda. quali Antioco VII e Demetrio. erede diretto della stirpe di Davide. oltre al fatto che è il fondatore della stirpe degli Asmonei. degli spartani. Giovanni. re e sacerdote. sommo sacerdote e condottiero dell’esercito rivoluzionario. e. se nessuno storico ha mai parlato e nessuna traccia ne è rimasta. Dopo questa data segue un vuoto storico per ciò che riguarda l’attività del movimento rivoluzionario. si istallò a Gerusalemme. di Gazara e la fortezza di Gerusalemme. vuoto che termina nel 63 av. e. venne stabilito che il messia sarebbe stato un discendente di Simone. n. vengono ricollocate nel posto dove la storia voleva che fossero. e. assunte anche lui le cariche di re dei giudei. come lo volevano i rivoluzionari.

durante i quali tutto rimarrà intatto nel partito nazionalista giudaico. passano sessantasette anni. Dalla morte di Giovanni Ircano I. eccetto il nome dei rivoluzionari che. Una variazione che non può essere attribuita ad altro − non trovando una spiegazione storica − che a una semplice deformazione di pronuncia. 66 . si è mutato da «asidei» (hassedin) in «esseni» (hassenin). all’invasione romana della Palestina. figlio di Simone e nipote di Mattatia. durante questo periodo.Con l’occupazione della Palestina da parte di Roma comincia l’era premessianica.

Tra le regioni dipendenti dalla Siria che facevano parte di questo programma. si circoncidevano. raccogliendo le loro leggi e tradizioni ataviche. L’unico collante che continuava a tenere uniti gli ebrei rimaneva. in Egitto o in Grecia. e. quando Antioco V. si recarono a Damasco. costituivano la classe socialmente piú privilegiata ed economicamente piú potente del popolo ebraico. dette inizio all’era dell’occupazione romana della Palestina (63 av. che si contendevano il regno della Giudea. eletto da Antioco V. decise in favore di Ircano II. rispettavano tutti il riposo del sabato. Tralasciando le popolazioni autoctone. risultano invece seguaci delle piú disparate ideologie. fu un certo Alcimo. prendiamo in esame gli ebrei della Palestina. accettate le loro proposte. quali sostenitrici dell’ideologia religiosa −. Per spiegarmi meglio. attribuí ad Alcimo il sommo sacerdozio e gli diede ordine di far vendetta contro gli israeliti. sia che risiedessero in Palestina. presa la decisione di eleggere Pompeo come arbitro nella loro discordia. che aspirava al sommo sacerdozio. che cosí viene ricordato dalla Bibbia: andarono da Antioco V tutti gli uomini perfidi ed empi d’Israele. Anche se numericamente pochi. prendiamo in esame gli ebrei. dalla casta o dal ceto a cui appartenevano. Pompeo. come già avevano fatto con i precedenti imperi occupanti. Pompeo. la loro fedeltà al Pentateuco. per quanto la Bibbia voglia farceli apparire riuniti sotto un solo dio. al momento dell’occupazione romana. Il primo sommo pontefice. si propose di riorganizzare tutti i possedimenti dell’Asia prima di rientrare a Roma. i quali. la riconferma a sommo pontefice di Alcimo da parte del re Demetrio. per destabilizzare il potere religioso del partito nazionalista giudaico. Sadducei. perché la detronizzazione di Aristobulo II provocò una reazione da parte del partito nazionalista giudaico che. organizzò subito una rivolta armata contro Ircano II. costituiva la base della loro etnia. per comprendere bene i fatti che seguirono questo intervento di Pompeo. Ircano II e Aristobulo II. samaritani ed esseni. Mettendo per il momento da parte quelle comunità extrapalestinesi che avevano cominciato a formarsi in seguito all’occupazione della Samaria da parte degli assiri e che si erano moltiplicate poi.. dopo la diaspora determinata dall’invasione della Giudea attuata da Nabucodonosor − comunità che già abbiamo visto. sacrificavano l’agnello nei giorni di Pasqua. dobbiamo soffermarci a esaminare la situazione della Palestina. e. guidati da Alcimo. Affidò Gerusalemme ad Alcimo e gli lasciò soldati che lo sostenessero (I Mc. per via di un conflitto allora esistente tra due fratelli. seguendo gli usi dei loro antenati. in realtà. Pompeo. decise di attendere prima di intervenire con le proprie legioni. Ma la decisione di Pompeo. che. sia religiose che politiche. invece di porre fine alla disputa dinastica. si astenevano dal mangiare carni suine. n. A questo punto. intervenendo con le proprie legioni. Morto Antioco V. impegnate nella rivolta dei maccabei. rappresentati dai grandi sacerdoti che officiavano nel tempio di Gerusalemme con pompose cerimonie. disposti a tradire Giuda e i suoi fratelli. etc. quale suo sostenitore. istallatosi a Damasco. elesse un sommo pontefice in opposizione a quello dei rivoluzionari. suo successore. si dividevano nei seguenti quattro partiti: sadducei. avvenuta nell’anno 64 av. ne aggravò la situazione. L’occasione per una risoluzione pacifica della vertenza gli venne data dai due stessi fratelli che. ritenendo Aristobulo II non affidabile per via di certe sue amicizie pericolose per Roma. a quel libro che. dette inizio a questa casta sacerdotale che ritroviamo intatta nei sadducei al tempo di Pompeo: 67 . che avrebbe potuto risolvere la diatriba con l’imposizione della forza. indipendentemente dalla credenza religiosa. quella che poneva maggiori problemi era la Palestina. 7). Antioco V. che si era impegnato a sostenere militarmente Ircano II. che continuarono ad accettare il dominio dei romani. n.SITUAZIONE DELLA PALESTINA SOTTO L’OCCUPAZIONE ROMANA In seguito all’annessione della Siria all’impero di Roma. che ne era stato il fautore. Pompeo. dirò che gli ebrei. farisei. sperando in una soluzione diplomatica.). La loro origine data all’epoca della rivolta dei maccabei. dove Pompeo aveva eletto la sua residenza.

bensí lo fossero i costumi e la tradizione. ritroviamo nei sadducei i diretti discendenti di quell’Alcimo che fu il fondatore del loro ordine. potessero entrare nelle loro comunità. avevano esteso il battesimo anche ai “pagani”. perché avvenuta molti anni dopo la rivolta dei maccabei. che un rabbi restasse celibe. che invece avevano assimilato − anche se in maniere diverse − le ideologie “pagane” espresse nel culto dei misteri. capace di apportare soltanto lutti e dolore. 14). erano visti come garanti conservatori delle leggi ataviche (Pentateuco). Come i predecessori avevano collaborato con i dominanti ellenistici. si riunivano settimanalmente in “cameroni” che chiamavano «sinagoghe» (dal greco «assemblea») dove. Fedeli alla tradizione delle leggi mosaiche. che venivano perpetuate attraverso i riti religiosi. Per dimostrare quanto la religione non fosse il collante che cementava gli ebrei. sotto la direzione di un rabbi (maestro). a differenza degli esseni e degli stessi farisei. la quale. d. usavano sacrificare ai loro idoli i primi agnelli in un giorno di primavera. erano contrari a ogni forma rivoluzionaria. non credevano alla resurrezione dell’anima. come quello della Pasqua. che era stato prima sommo sacerdote. opponendosi a quella gnosi che. Questo afflusso al tempio di Gerusalemme da parte di tutti gli ebrei. fonte di enormi guadagni. e quindi contrari all’avvento di un messia. che li avrebbe portati quale condottiero davidico alla vittoria finale contro i nemici di dio. Raccolti in comunità. oltre che una garanzia di continuità per la loro posizione privilegiata. piú che come rappresentanti di un’ideologia. L’origine dei farisei era la piú recente fra tutte le caste ebraiche. cioè di quel messia essenzialmente uomo scelto fra gli uomini («unto). I rabbi. pur credendo all’immortalità dell’anima. compresi quelli appartenenti ad altre caste. saranno loro che. erano rimasti fedeli seguaci del messia biblico. secondo il loro credo. stanti le offerte che ricevevano dagli ebrei palestinesi e dai pellegrini che giungevano continuamente da tutte le parti del Vicino oriente. in un susseguirsi di nomine di sommi sacerdoti voluti dai re ellenistici. Tradizionali nemici del movimento rivoluzionario. per conservare quel privilegio che veniva loro dall’amministrazione del grande tempio. tra le tante regole che dovevano rispettare avevano quella di essere obbligatoriamente sposati. pastori nomadi. Tenaci conservatori dell’ideologia ebraica secondo le leggi contenute nel Vecchio testamento. Questi. per aumentare il numero dei propri seguaci. Farisei.Alcimo. viste le esperienze del passato. cioè da quando. per assolvere la loro missione sacerdotale di responsabili del culto e di capi della comunità. che avrebbe ricostituito il regno d’Israele. i quali. che per loro rappresentavano. respingevano ogni forma di contatto con il movimento rivoluzionario. Al che Demetrio. cosí i sadducei continuarono a collaborare con i romani. infine. nel II sec. e. in contrapposizione a quelli che venivano eletti dal partito nazionalista giudaico. al tempo dei romani troviamo i farisei come i piú convinti sostenitori del dio biblico e delle tradizioni ebraiche. moriva insieme al corpo. e discutevano dei vari problemi che riguardavano la loro giurisdizione. anche una protezione contro le ritorsioni terroristiche. salveranno l’ebraismo. che costotuiva per loro fonte di cospicui introiti. Fu cosí che. n. Lontani da ogni coinvolgimento politico nei confronti dei romani. rimasero saldamente legati ai romani. sia pur convertiti. basti dire che i sadducei. produrrà il cristianesimo. gli diede l’ordine di eliminare prima Giuda e i suoi uomini e poi di costituire Alcimo sacerdote del tempio massimo (II Mc.. cioè quando si dissociarono dagli asidei. fedeli ai vecchi dettami del dio biblico. Era assolutamente inammissibile. che ritenevano. In seguito. Per lo piú accentrati in Giudea. durante le rivolu68 . secondo la legge mosaica. avendo tutto l’interesse che nulla mutasse. la cui tradizione si perdeva nella notte dei tempi. Alcimo offrí al re i suoi servigi dichiarandosi disposto a combattere contro gli asidei se gli avesse riconfermato la carica di sommo sacerdote. era dovuto al fatto che questi sacerdoti. che usava il partito nazionalista giudaico contro i suoi avversari. ai quali era affidata l’amministrazione sociale. respinsero nella maniera piú decisa l’idea che dei “pagani”. che avrebbe potuto portare a dei mutamenti sociali e religiosi. in modo particolare durante le feste della Pasqua. pregavano dio per sollecitare l’avvento del messia davidico. andò da re Demetrio verso l’anno 157 offrendogli una corona d’oro e una palma oltre ai tradizionali ramoscelli d’olivo del tempio di Gerusalemme. designato Nicanore stratega della Giudea. Come conseguenza di questa posizione preminente.

quando. Quelli che incontriamo al momento dell’invasione romana non sono altro che quel movimento rivoluzionario che abbiamo lasciato con il nome di «asidei» in chiusura del libro dei maccabei. e. sia pure indirettamente. che gli esseni non hanno nulla a che vedere con gli asidei. dovettero appoggiare il movimento yhavista. situata tra la Giudea e la Siria. Per quel comportamento che li mostrava. tra le quali quella di essere guidati nelle azioni di guerra da capi che sono i diretti discendenti di quella famiglia degli Asmonei che fu fondata da Simone. Questo cambiamento di nome. tanto da essere paragonati a «sepolcri imbiancati» che nascondevano dentro «nidi di serpi». che continuano ad adorare le loro divinità “pagane”. fino a contrarre con esse matrimoni. costretti dal ricatto del terrorismo rivoluzionario. poiché – come si è detto – non si può spiegare storicamente come sia avvenuto.). gli stessi accentramenti “partigiani” nelle regioni della Galilea e della Golanite. sia per le truppe rivoluzionarie che. dopo l’invasione della Palestina del Nord da parte degli assiri. basati su imboscate e azioni di terrorismo ai danni delle popolazioni inermi. facendo leva sul mutamento del nome. e l’invasione romana. faceva della loro regione un luogo di transito sia per le truppe romane. i samaritani cominciarono a essere oggetto di persecuzioni da parte di Roma. fino a quando non furono coinvolti. dal momento che ritroviamo con loro quelle installazioni situate a nord-ovest del Mar morto. gli stessi sistemi di lotta. i titoli di rabbi e di nazir assumeranno lo stesso significato di «maestro». che si spostavano tra Gerusalemme e Damasco. n. da un lato. li troviamo. i rivoluzionari apprezzavano i samaritani che gliela fornivano. Vennero rispettati da Roma. benché questi ultimi appartenessero alla stessa religione. e. dove si erano rifugiati gli asidei durante la rivolta dei maccabei. nemici di dio. Samaritani. dall’altro. dei quali l’uno racconta del buon samaritano che aiuta il prossimo nei momenti di bisogno. può essere attribuito solo a una modifica che ha subito l’appellativo nella pronuncia durante il periodo che intercorre tra l’elezione di Giovanni Ircano I (128 av. Che si tratti degli stessi rivoluzionari lasciati novant’anni prima non ci possono essere dubbi. oltre che a essere ridicolo. Divenuta cosí la Samaria un luogo di scontro.zioni messianiche. avevano fatto della Galilea un centro di raccolta dei loro guerriglieri. per via di quell’amalgama ideologico-religioso che sarà favorito dal movimento rivoluzionario per coinvolgere le masse alla propria causa. I due passi riportati dai Vangeli. al punto di essere usati entrambi per la stessa persona. 69 . pur agendo principalmente in Giudea. figlio di Mattatia. Esseni. ferventi sostenitori dell’avvento del messia e. tra le quali campeggia il vitello d’oro. avvenuta nel 63 av. mentre l’altro paragona i farisei ai già citati «sepolcri imbiancati» all’esterno che internamente nascondono «nidi di serpenti». Appoggio che si effettuava dando ai rivoluzionari aiuti secondo i casi che continuamente si presentavano: rifornimenti di vettovaglie durante le incursioni. Come conseguenza di questa collaborazione. Affermare quindi. con le quali socializzarono. allo stesso modo in cui disprezzavano i farisei che gliela negavano. copertura nelle fughe quando erano inseguiti dalle pattuglie romane. n. con la quale termina il periodo maccabeo. informazioni di cui potevano avere bisogno per sostenere la lotta. furono accusati dai rivoluzionari di viltà e di ipocrisia. per via di quelle continue imboscate che i rivoluzionari tendevano alle truppe romane che vi transitavano. oppositori di ogni forma di partecipazione attiva nella lotta contro i romani. esprimono nella maniera piú evidente di quale tenore fossero le relazioni tra i rivoluzionari e queste due caste ebraiche all’epoca delle rivoluzioni messianiche. come sostengono i teologi (storici ?!?) della Chiesa. Sono quegli ebrei che. durante l’occupazione romana. Rimasti idolatri. La causa principale del loro coinvolgimento nelle rivoluzioni messianiche fu data dalla loro posizione geografica che. la stessa organizzazione tra la comunità di Gerusalemme e le altre comunità sparse nel Vicino oriente − e tante altre concordanze. gli stessi nazir che sostengono la medesima ideologia religioso-politica basata sull’attesa di un messia che discende dal cielo per assumere il comando dell’esercito rivoluzionario. accettarono di coabitare con le popolazioni autoctone. nonostante che fossero idolatri. nelle lotte rivoluzionarie. pur rimanendo indipendenti nel rispetto delle proprie tradizioni. a quaranta chilometri da Gerusalemme (Modin e Masfa). da hassedin (asidei) in hessenin (esseni).

La dimostrazione di questa mia affermazione non viene soltanto da quel loro ricorrere continuamente alla preghiera. Se chiedete ai preti – i quali. ha ben spiegato quali sono i sistemi usati per alienare intellettualmente coloro che dovranno poi recitare la commedia del sacerdozio. Nei Vangeli. si autodefiní un’oca. almeno di coloro che non sono andati oltre gli studi fatti nei seminari. ma anche dai continui casi. saprete cosa pensare di loro ogni qualvolta ne incontrerete uno!) Occupazione romana della Palestina Fatta questa breve dissertazione sulle caste ebraiche esistenti al tempo dell’occupazione romana. e che genererà. o meglio della loro predisposizione a costruire sul falso. sono pochi. per quanto quest’opera di trasformazione sia stata eseguita nella maniera piú ossessiva e martellante. La Chiesa tende addirittura a disconoscere gli esseni. i sadducei. senza contare gli otto che li precedono. insegnante di teologia – e quindi esperto conoscitore dell’insegnamento nei seminari –. per dare una risposta a questa domanda. Sembra incredibile. anche se sono propenso a credere che la maggior parte. i primi a subire quel lavaggio del cervello indispensabile affinché diventino i sostenitori irresponsabili di una morale basata ideologicamente su sofismi e storicamente sulla contraffazione dei fatti. bisognerebbe sapere quale è la cultura di ognuno di loro circa questo argomento. al fine di mettere a tacere in loro stessi quell’ateismo che – innato in ogni individuo – sentiranno poi continuamente agitarsi nelle loro coscienze. aveva organizzato contro Ircano II. veramente pochi. Sono in buona o in cattiva fede? Io. sempre piú frequenti. ma per viltà. come rappresentanti di Cristo in terra. di cui ogni uomo è dotato. infatti. superato l’ultimo scrupolo. per paura di perdere il guadagno o la loro posizione sociale. sostenitore di Aristobulo II. dai quali fa derivare il cristianesimo. Sono arrivato alla conclusione che molti preti. prima. personalmente. oppure vi diranno vagamente che erano un’insignificante tribú nomade. I rivoluzionari. che entra in Palestina per sedare la sommossa che il partito nazionalista giudaico. che. come vedremo. sicuramente la maggior parte. Non si può che avere compassione di questi individui che. come ex monsignore. per non naufragare nei dubbi che derivano da una fede che continuamente vacilla. sono disonesti verso se stessi (Lalande. ma mai viene spesa una parola su questo movimento rivoluzionario che. 1732-1807). in un’imbecillità acquisita. riprendiamo con Pompeo. ignori sinceramente chi sono gli esseni. si liberano della sottana nera. custode di angosce e di rimorsi. i preti. non posso dirlo perché. a farli sparire dalla storia. oltre che verso gli altri. dovrebbero essere i maggiori conoscitori della storia del cristianesimo – chi fossero gli esseni. non hanno altro scopo che quello di trasformare nei futuri sacerdoti la capacità raziocinante. come soltanto l’ateismo può garantire. in un atto di ispirazione divina. i samaritani. per rinascere a una seconda vita apportatrice di serenità. ma soltanto alla fine del II sec. Vengono continuamente nominati i farisei. i preti che vivranno bovinamente un’esistenza di convinti credenti – come quel curato d’Ars. riunito il 70 . per mettere al loro posto immaginari seguaci di un Cristo mai esistito. I cinque anni di teologia. Sono numerosi i preti cattolici e i pastori protestanti che non credono a dio. si parla di tutte le caste ebraiche. e. Ho avuto modo di comprenderlo diverse volte e qualcuno di questi furbi mi ha confessato che predicano ciò che considerano menzogna. della quale praticamente non si sa nulla. vi risponderanno che non li conoscono. sarà quello che determinerà l’era messianica. astronomo e scienziato francese. quella corrente religiosa da cui uscirà fuori il cristianesimo. tranne che degli esseni. n. ma è proprio cosí! Loro. nascondono ciò che pensano. (Ora che sapete ciò che c’è nell’intimo dei preti. di sacerdoti che. che. sono le prime vittime del plagio eseguito dalla Chiesa sui propri seguaci.risulta una prova ulteriore della dimostrazione della loro malafede. poi. quel Vienney dal quoziente intellettuale praticamente nullo. Ma. siano i primi a ignorare le truffe su cui è basato il cristianesimo – occorre aver letto il libro Dalla fede alla ragione di Prosper Alfaric.

di professione medico. Aristobulo. sotto cui un dirupo privo di mura piomba in un profondissimo burrone. ma ciò che sopra ogni cosa generò odio nei giudei verso i romani fu il fatto che Pompeo profanò il tempio. marciarono contro Pompeo... È in queste rivoluzioni sostenute dagli eredi di Aristobulo che appare storicamente la figura di un certo Ezechia quale capo dei rivoluzionari. promuovendo sommosse contro il fratello. dopo soltanto un anno cedette il regno al figlio Alessandro Ianneo. n. e. non rassegnato alla decisione di Pompeo. Preso il trono. Questa città non si era sottoposta ai romani. sommosse che furono continuate. sommo pontefice e re di Gerusalemme nel 128 av. nella persona di un tal Antipatro. eletto arbitro della disputa. dopo tre mesi di assedio. e. riducendo al minimo il territorio della sua giurisdizione e mettendogli accanto un controllore di sua fiducia. che accampava diritti dinastici superiori ai suoi. Gerusalemme fu ancora una volta distrutta. secondo quanto dice la storia. e. partendo da quel Giovanni Ircano I. quello che gli succedette fu Ircano II.. A lui succedette il figlio Aristobulo I. Ma anche qui gli abitanti. forma la rocca della città. capo dei rivoltosi. la sua sommità meridionale. anche se i paesani non rispettano l’esatta pronuncia del nome. possiamo risalire ai suoi ascendenti attraverso la storia. quello «zelo» che Mattatia aveva esaltato nel suo testamento spirituale come la virtú essenziale su cui doveva basarsi il partito nazionalista giudaico da lui fondato. Convinto di avere dato cosí una stabilità duratura alla Giudea e all’intera Palestina – il cui controllo lo aveva affidato al proconsole romano in Siria –. sul quale si chiude il libro del maccabei. Morto Aristobulo nel 58 av.loro esercito. dai suoi discendenti dopo la sua morte. e. si ritirarono per portare un’ultima resistenza al riparo delle mura di Gerusalemme.: i figli di Aristobulo e i suoi discendenti continuarono la lotta di rivendicazioni al trono della Giudea contro Ircano II (Ant. Eletto. che. costruite sui ripidi pendii. n. e piú specificamente di quei reparti oltranzisti che avevano preso il nome di zeloti per lo zelo che dimostravano nella loro ideologia rivoluzionaria. mentre è un po’ accessibile di dietro. Pompeo. proseguí nelle sue rivendicazioni. che. confidando nelle sue difese naturali. per il fine che mi sono prefisso di raggiungere. è comunque certo che era un suo diretto discenden71 . Aristobulo II vi rimase fino a quando. Anche se non ci è dato sapere tramite la storia quale fosse il rapporto di parentela tra Ezechia e Aristobulo II (potrebbe esserne anche il figlio). Ircano II fu riconfermato. dove è come se fosse appesa alla montagna. lo sollevò per rimettere al suo posto Ircano II. entrando con i suoi soldati nel sancta sanctorum. sopraffatti in campo aperto. che avvenne nel 58 av. ripresero ad attaccare le truppe romane. lasciò il trono ai due figli Ircano II e Aristobulo II. Giovanni Ircano I morí nel 104 av. dal fratello Aristobulo II. nipote di Mattatia e figlio di Simone. il quale nel mezzo si innalza in una gobba che dalla sommità declina con uguale pendio sia davanti che di dietro. Da un’alta montagna si protende infatti uno sperone dirupato. apparteneva a una famiglia ricca e altolocata della città di Gamala situata sulla sponda golanita del lago di Tiberiade. che fu il fondatore della stirpe degli Asmonei. lasciando una sola legione accampata nei pressi di Gerusalemme. n. Sui fianchi e di fronte termina in burroni impraticabili. e. n. e. da questo trae il nome. come abbiamo visto. Pompeo ritornò a Roma con il grosso delle truppe. morendo nel 76 av. le pretese che precedentemente aveva accampato sul trono di Gerusalemme furono sostenute dai suoi figli. Dei due fratelli. attraverso il movimento rivoluzionario di cui erano i capi. fu costretta a capitolare. dal momento che lo scopo di Pompeo era quello di sottomettere la Palestina attraverso un controllo piú politico che militare.) Dato che non esistono documenti che attestino la genealogia del rabbi Ezechia. questi cercò di ridurre al massimo il potere di Ircano II. ma. elevandosi a smisurata altezza. n. tanto da somigliare al profilo di un cammello [gamlà]. storico contemporaneo. n. le milizie di Ircano II e a diffondere il terrore tra le popolazioni della Palestina. e. nel 63 av. sono fittamente disposte l’una sopra l’altra: sembra che la città sia appesa e sempre sul punto di cadere dall’alto su se stessa. ma. Giuseppe Flavio. dandogli un titolo di etnarca al posto di quello di re.. giud. n. hanno sbarrato il passaggio. questi. Affacciata a mezzogiorno. (Questo passo riguardante la città di Gamala sarà determinante in seguito. che. scavando una fossa trasversale. Le case. che però fu spodestato nel 67 av.). sia pure in forma generica. cosí ci parla di costui nelle sue Antichità giudaiche: il rabbi Ezechia.

fu edificato il palazzo regio. Furono queste uccisioni a offrire lo spunto a quella favola sulla «strage degli innocenti». Gerusalemme. per assicurarsi il potere contro ogni rivendicazione da parte di eventuali pretendenti. non appena ritornò dalla prigionia impostagli dai parti. Una riconferma di privilegi in realtà soltanto apparente. sis per l’ottima amministrazione che mise a punto. soprattutto dai rivoluzionari del partito nazionalista giudaico che vedevano in lui l’usurpatore del trono di Davide. elevato al grado di procuratore della Giudea. andò avanti fino a quando Giulio Cesare. Ircano II etnarca della Giudea e riestese i confini della giurisdizione di Gerusalemme. che venne a lui addebitata ingiustamente. Ma l’opera piú spettacolare fu la costruzione del tempio.te. pronipote di quel Mattatia a cui veniva attribuita la diretta discendenza dalla stirpe di Davide. gli estesero il comando su tutta la Palestina. prendendo il posto di Ircano II. n. dopo aver eliminato tutti i discendenti di Ircano II. nella conquista dell’Egitto (31 av. sia per l’abilità diplomatica. che il partito nazionalista giudaico attese che uscisse il messia salvatore del popolo giudeo. riportandoli allo stato primitivo. munito di tre grandiose torri di difesa – Ippica. aveva sempre coltivato l’idea di salire al trono di Gerusalemme. è sicuramente stato il piú grande monarca di tutta la storia della Palestina. fortemente ambizioso. togliendo a Ircano II il titolo di etnarca e lasciandogli soltanto quello di sommo pontefice. come mai in precedenza. vista la necessità che si imponeva di combattere contro i romani. n. con la partecipazione finanziaria di Roma. Gabinio passò la Giudea sotto il diretto controllo della Siria. che giustiziò sommariamente sul campo. Sarà grazie a questa discendenza da Aristobulo II. elevandolo al grado di re. fece uccidere anche lui. Tutta la città fu cinta da un formidabile fossato. e. Fasaele e Marianne –. n. La sua grandezza aumentò quando la sua carica di re fu confermata da Cesare Ottaviano (poi Augusto). Erode. non avendola mai eseguita. che di lí a qualche tempo. perché già Pompeo. ampliata e resa per la prima volta nella storia un’importante città. la riconferma di Ircano II come etnarca della Giudea provocò un’ondata di nuove sommosse da parte dei rivoluzionari sostenitori della stirpe di Aristobulo II. Erode. Ristabilito l’ordine. che proseguí negli anni successivi. per accattivarsi la loro fiducia. Questa situazione. il quale. Sulla parte alta. che reclamavano i loro diritti politici. Antipatro. un ampio teatro chiuso. approfittando del fatto che il trono di Gerusalemme era rimasto vacante – perché Ircano II era stato fatto prigioniero in una battaglia contro i parti –. che spettava ai discendenti di Mattatia 72 . un anfiteatro e un ippodromo. che. aveva un figlio di nome Erode. e nella parte bassa della città fu costruita quella fortezza Antonia che divenne il presidio dei romani. e. riconfermò nell’anno 47 av. che gli rimase per sempre riconoscente per l’aiuto da lui ricevuto nella guerra contro Antonio e Cleopatra. che rappresentavano per loro il maggiore ostacolo per realizzare la costituzione del regno. Comunque. andò sempre aumentando. aveva ridotto la figura politica dell’etnarca a un’autorità puramente simbolica. con l’intento di rabbonire i giudei. Da questo fatto possiamo comprendere quanto si fosse potenziato l’esercito dei guerriglieri yhavisti. subito dopo l’elezione a re della Palestina. mettendo accanto a Ircano II Antipatro come controllore. Gli edifici voluti da Erode furono concepiti sul modello dell’arte greco-romana e provvisti di tutte le comodità e agiatezze di una civiltà raffinata. controllore di Ircano II. confermata capitale. loro capo. Sapendo che la sua aspirazione si sarebbe potuta realizzare soltanto con l’appoggio dei romani. Tanta fu la stima che gliene venne da parte di Roma. La rivolta promossa dai discendenti di Aristobulo II contro la decisione di Pompeo favorevole a Ircano II fu di un’imponenza tale che Gabinio. Contrastato dai tanti nemici che aveva. Fu in uno degli scontri che tenne contro i ribelli che gli capitò di catturare il rabbi Ezechia. potenza che.) dovette intervenire due volte per poterla domare. e. succeduto a Pompeo nel trattare la situazione della Palestina. nell’intento di eliminare per sempre quella stirpe di giudei che non avevano fatto che procurare disordini. che vedeva la Giudea priva di una propria amministrazione politica. proconsole di Siria (57-55 av. Fuori del fossato sorse un grande edificio (agorà) per le assemblee del popolo. dopo l’invasione di Pompeo.). per la fiducia che riponevano in lui. si fece insediare al suo posto dai romani. impegnando seriamente le truppe romane e le milizie di Ircano II. fu da Erode. tra le tante cose che fece in loro favore ci fu quella di farsi promotore di spedizioni punitive contro i terroristi del partito nazionalista giudaico.

amministrarono la Palestina. Domata questa ulteriore rivolta. contestata ancora dai giudei yhavisti. rimase governata da Erode Antipa. divise la Palestina in quattro tetrarchie. quella di Gerusalemme. che sarà al centro delle vicende messianiche perché depositarla dello scettro di Davide. La tetrarchia piú importante. sarebbe stato occupato da un non appartenente all’etnia ebraica. che riuní tutta la Palestina affidandola a Erode Agrippa. Ma questa elezione.(dei quali l’ultimo era Ezechia. La repressione fu cosí feroce che duemila giudei furono giustiziati con la crocifissione. in qualità di primogenito di Erode. prese la decisione di invadere definitivamente la Palestina con le truppe. intervenne due volte con le sue legioni. n. Il proconsole di Siria. con l’aiuto incondizionato delle legioni di Roma. protraendosi a lungo negli anni che seguirono. Fu a seguito di questa decisione che ebbero inizio le rivolte messianiche perché. e. si realizzava la profezia di Giacobbe. nella sostituzione di Archelao (mandato in esilio) con un prefetto romano. che dette luogo a episodi di particolare violenza da parte dei guerriglieri yhavisti contro i suoi quattro figli. con il quale era unito da una “particolare amicizia”. non produssero. i figli di Erode. da lui stesso ucciso). che un aumento dell’odio da parte dei giudei verso Roma. Erode morí nell’anno 4 av. A questo punto. l’imperatore. della crudeltà e dell’ingiustizia. fino a quando costui. fattosi arbitro nella disputa dinastica sorta tra i figli di Erode. e. fu causa di ulteriori disordini. 73 . nel 39 n. Queste crocifissioni. che si contendevano lo scettro di Gerusalemme.. Quintilio Varo. per porre fine alle contestazioni rivoluzionarie. seppe ben tenere testa a tutti.. individuando in essa la capitale della violenza. togliendole ogni autonomia politica. con la carica di tetrarca − che letteralmente significa «capo di un quarto» −. in realtà. fu deposto dall’imperatore Caligola. che dovevano servire da monito. tolto ai giudei. La tetrarchia della Galilea. affidandone una a ciascuno di loro. Augusto l’assegnò ad Archelao. nella persona di Coponio. che da loro veniva sempre considerata come la peggiore nemica. che diceva che il messia sarebbe arrivato il giorno in cui lo scettro di Davide sarebbe uscito dalle mani di Giuda − cioè il giorno in cui il trono di Gerusalemme. Soppresso il titolo di «re». lasciando una successione complicata. con il titolo di etnarca della Giudea. l’imperatore Augusto. che fu l’ultima a cadere. che era la condanna riservata ai perturbatori dell’«ordine pubblico». per annetterla come provincia all’Impero romano.

trattata da molti storici di quei tempi. Questo insediamento. era affidato a santoni che. né vecchi. nei quali è riportata in tutti i dettagli l’attività delle comunità essene e il loro programma rivoluzionario (di cui parleremo in seguito). ma soltanto uomini giovani e validi che sí rinnovano contínuamente. Plinio il vecchio. L’indottrinamento. Oltre a una documentazione contenuta in quaranta rotoli. e confermata da documenti ineccepibili (per quanto manomessi e falsificati dalla Chiesa). con il libro dei maccabei. Lasciando per il momento da parte le comunità. cosí come avrebbe comportato la fine di tutte le altre religioni. FIGLI DELLA LUCE Riprendere la narrazione della storia ebraica durante la dominazione romana. si stava. rappresentato. che ci viene da altre fonti oltre da quelle finora forniteci dagli autori della Bibbia. cosí avrebbe fatto sparire anche il dío ebraico. dal momento che non possedevano una terra propria nella quale avrebbero potuto stabilirsi e quindi salvarsi come entità etnica. disponendo finalmente di prove che confermano i fatti. nei quali venivano formati i guerriglieri rivoluzionari e gli attivisti dell’ideologia religiosa. e tanta era la perfezione che si richiedeva loro. Tramite gli scavi eseguiti nel 1947 si è dimostrato essere una vera città sotterranea. a sua volta. Il partito nazionalista giudaico. dove un secolo prima Giuda. lo ritroviamo all’epoca dei romani. esattamente a Kimbert Qumran. venivano addestrati in questi centri in vista di quella che sarebbe stata la battaglia finale contro i nemici di dio. dopo aver chiuso. soffermiamoci a parlare di questi centri di addestramento sorti in prevalenza in Palestina. visioni e rivelazioni. I volontari. il maggiore dei quali si trovava nel deserto dell’Engaddi. o meglio da un incubo. L’attività rivoluzionaria degli esseno-zeloti. Non ci sono nascite. e come avrebbe eliminato tutte le altre divinità. aveva organizzato i rivoluzionari in un vero e proprio esercito. oltre che dalle numerose comunità essene (ex asidee). andava sempre piú affermandosi con il mazdeismo. provenienti da tutte le comunità. che alcuni venivano inviati in India. cosí parla di questi centri di addestramento esseni: sono insediamenti composti da un numero dí persone che può arrivare alle due o tremila. la cui durata era di tre anni (uno di noviziato e due di perfezionamento). apparirà cosí chiara da farci sembrare un semplice gioco dimostrare la grande impostura sulla quale è stato costruito il cristianesimo. Mi riferisco alla possibilità che si ha di seguire finalmente le vicende del popolo ebraico attraverso una documentazione seria. figlio di Mattatia. che si erano saldamente attestate in Palestina come in tutto il Vicino oriente. che erano coloro a cui veniva affidato il ruolo di organizzatori e di attivisti. che Roma aveva già eletto come religione di Stato. oltre a essere profondi conoscitori dei principi religiosi. lo storico che soggiornò a lungo in Palestina durante l’occupazione romana. è un po’ come riaprire gli occhi sulla realtà. All’interno di questa organizzazione. 74 . un racconto basato esclusivamente su leggende. in realtà. che sempre piú si ampliava attraverso l’attività propagandista operata dalle comunità essene sparse nel Vicino oriente. né bambini. Plinio il vecchio e altri. quel Yahvè che rappresentava la sola ancora di salvezza per gli ebrei. formatosi sotto la dominazione ellenistica in seguito alla rivolta dei maccabei. Il trionfo definitivo del mazdeismo. erano anche maestri nell’insegnamento delle “arti marziali”. quali Giuseppe Flavio. per attirare alla loro ideologia le masse dietro la ricompensa di una beatitudine eterna dopo la morte. che gli esseni praticavano a imitazione del culto dei misteri. Filone. favorito dalla presenza di innumerevoli grotte (tuttora esistenti). era particolarmente curata in ciò che riguardava la magia e l’esoterismo.GLI ESSENI. per evitare la loro dispersione. per apprendere direttamente dagli yoghi la pratica di quella catalessi che doveva servire a convincere le masse sulla veridicità della resurrezione dopo la morte. anche da centri di addestramento. sono state trovate le vasche che venivano usate per il rito del battesimo. si era cosí ampliato nel tempo da assumere un’importanza determinante nel programma di lotta del movimento yhavista. preparando la guerra del monoteismo ebraico contro il monoteismo “pagano” – il quale. dando loro una suddivisione gerarchica. dopo esserci risvegliati da un sogno. La preparazione dei nazir.

Se in questo passo del Rotolo della guerra gli esseni dichiarano quali sono i nemici da abbattere. concepirono un programma di guerra contro i «figli delle tenebre». nel 31 av. avrebbe loro permesso di divenire padroni del mondo. che considera la conquista della Palestina]. contro l’esercito di Belial [il demonio]. gli si opposero quando entrò in Palestina. che sarebbe dovuta partire la rivolta che avrebbe dato inizio alla guerra contro Roma e i suoi alleati. scomparirà la dominazione dei kittim facendo soccombere l’empietà senza lasciare traccia e non rimarrà nessun rifugio per i figli delle tenebre. da questo insediamento situato sulle rive del Mar Morto. facendo proprio il concetto universale della religione mazdeista – che dava per certo il trionfo finale della luce sulle tenebre –. in ricordo di quei quarant’anni trascorsi nel deserto sotto il comando di Mosè prima di invadere la terra di Canaan]. il popolo dei figli della luce uscirà con grande collera per combattere il Re del settentrione [terza ed ultima fase del programma la quale prevede l’attacco diretto a Roma] e la sua ira sarà diretta a distruggere il potere di Belial [nel demonio Belial sono racchiusi simbolicamente tutti i “pagani”. nel deserto dell’Engaddi dove si trovava Kimbert Qumran]. Assur [Roma] cadrà e nessuno l’aiuterà. gli ebrei continuarono a espander75 . prima che venisse loro tolta da Antioco IV Epifane. i figli di Giuda e i figli di Beniamino [sono le tribú che hanno formato il partito nazionalista giudaico]. di Moab [popoli ebrei rimasti idolatri]. combatteranno contro di loro allorché gli esuli dei figli della luce ritorneranno dal deserto dei popoli per accamparsi nel deserto di Gerusalemme [riferimento a tutti gli ebrei sparsi nel mondo che si riuniranno. concludendosi con la distruzione di Roma. vincendo tutti i nemici con una sola guerra. I figli di Levi. tradizionali nemici degli ebrei]. che avevano tanto sperato in un’alleanza con Roma. furono molto delusi da Pompeo allorché. n. i figli della luce se ne andranno di là per combattere contro tutte le milizie dei kittim in Egitto [è la seconda fase. prendendo il posto di Roma nel comando dell’impero. Vi sarà una costernazione tra i figli di Iafet [Roma e tutto il mondo occidentale]. Nella convinzione che dio si fosse servito di Roma per riunire tutti i suoi nemici sotto un unico comando e dare loro la possibilità di batterli in una sola battaglia. Esaltati da questa ideologia monoteista. autodefinitisi «figli della luce». che prevede l’attacco contro le legioni romane in Egitto]. figli delle tenebre]. contro gli amaleciti e il popolo dei filistei [sono i palestinesi autoctoni. con una resistenza armata che dette inizio a una serie di lotte che.. fino a quando Roma. in un altro passo espongono il piano di guerra da seguire per pervenire alla vittoria finale: e dopo questa guerra [si riferisce alla prima fase. E al tempo stabilito. fu proprio da qui. che. pur aumentando di intensità per un odio sempre piú crescente – stante la crudeltà che i romani usavano nelle loro repressioni –. la quale avrebbe permesso loro di riprendere quella libertà di culto e di associazione di cui avevano goduto nei secoli precedenti. dei figli di Ammon [divinità egizia]. che li portava a vedersi padroni del mondo. Questo sarà il tempo per la salvezza del popolo di dio e il suo tempo stabilito della dominazione per tutti gli uomini del suo partito e l’annientamento eterno dei suoi nemici rappresentati dal partito di Belial. nel giorno stabilito per la guerra finale. contro le milizie dei kittim di Assur [i romani protettori delle divinità assire. tra le quali figurava appunto il dio Mitra]. rimasero comunque contenute in una guerra di rivendicazione della Palestina. eliminato Aristobulo II. confermò sul trono di Gerusalemme Ircano II.I giudei. e. concepí quel programma di guerra che avrebbe dovuto portare gli ebrei a dominare su tutti i popoli. che estendeva praticamente il dominio di Roma su tutto mondo mediterraneo. Come conseguenza. conquistò l’Egitto. esattamente secondo quanto era stato predetto dalle sacre scritture. considerato Pompeo quale loro nemico. che il partito nazionalista giudaico. Fu in seguito a questa annessione dell’Egitto. Secondo il Rotolo della guerra – uno dei quaranta rotoli rinvenuti durante gli scavi eseguiti nel 1947 nell’insediamento esseno di Kimbert Qumran –. Dal Rotolo della guerra: l’inizio della rivoluzione si avrà allorché i figli della luce [gli esseni] porranno mano all’attacco contro il partito dei figli delle tenebre [i romani e i loro alleati “pagani”]. a quaranta chilometri da Gerusalemme. Dalle parole evidenziate in corsivo appare chiaro che gli ebrei erano convinti che era stato il loro dio a volere che Roma riunisse tutte le nazioni sotto un unico impero per dare loro la possibilità di rendere universale il regno di Davide. ai quali andranno in aiuto coloro che empiamente agiscono contro il patto [l’alleanza che avevano stipulato con dio attraverso Abramo e Mosè]. contro la milizia di Edom. che era il loro oppositore. Nel giorno in cui i kittim cadranno vi sarà un combattimento e una grande strage al cospetto del dio d’Israele: giacché questo è il giorno da lui determinato da molto tempo per la guerra di sterminio dei figli delle tenebre da parte dei figli della luce che saranno impegnati a seguire una grande strage. gli esuli del deserto [come si era autodefinita la collettività insediatasi a Kimbert Qumran.

Non abitano in una sola città. ma in varie città prendono domicilio in molti. quali Giuseppe Flavio. dopo duemila anni: gli stessi nazir che hanno cambiato il nome in preti. La tranquillità di vita che conducevano queste comunità. Filone. La loro pietà verso la divinità ha una forma particolare: prima del sorgere del sole non proferiscono alcunché di profano. facendo leva. dalla religione. La mattina si recavano al lavoro. per aumentare il numero dei seguaci. gli afflitti. beni che venivano poi utilizzati per sostenere il movimento rivoluzionario. Allora ritor- 76 .si in tutto l’Impero romano in comunità sempre piú agguerrite e numerose. Dopo che in silenzio si sono seduti. le preghiere del mattino. Loro stessi non entrano nel refettorio che dopo essersi purificati. le stesse promesse di una vita eterna e gli stessi grulli che li seguono. sottoponevano i nuovi arrivati a un anno di noviziato. [È la ripetizione dei riti mazdeisti. in realtà era un’apparenza ostentata per evitare le persecuzioni romane.] Eseguite. li ritroviamo tutti nelle recite di questa religione. nei quali Mithra veniva assimilato al sole sorgente di luce. indipendentemente dal ceto. il panettiere serve i pani per ordine e il cuciniere serve a ciascuno una sola scodella con una sola vivanda. Costoro respingono i piaceri come male. ma adottano i figli altrui. Questa situazione. che inculcavano loro le leggi del Pentateuco e li ammaestravano nei concetti spirituali riguardanti quella ricompensa eterna che avrebbero raggiunto dopo la morte. mentre guardano come virtú la temperanza e a non cedere alle passioni. gli stessi battesimi. e nessuno può iniziare a mangiare prima della preghiera. dopo averli convinti – attraverso un lavaggio del cervello durante i tre anni di indottrinamento – che soltanto attraverso la povertà si poteva entrare nel regno dei cieli. deposte le vesti indossate per il pasto. sui diseredati. di guerre e di rancori tra i popoli. si ripete ancora oggi. n. distribuendosi nelle varie occupazioni sotto la diretta sorveglianza dei nazir. facendoli lavorare come schiavi dietro la ricompensa di vitto e alloggio secondo i rituali di una vita monastica. Plinio il vecchio e altri. per eliminare quelle prove che avrebbero rivelato la loro impostura. spingevano a cedere tutti i loro beni alla comunità. si lavano il corpo con acqua fredda. che dovevano trascorrere sotto osservazione prima di essere accettati dalle comunità. si radunano nuovamente in un solo posto e. Sono contrari al matrimonio. presso di loro è ammirevole la vita comunitaria: invano si cercherebbe presso di loro qualcuno che possieda piú degli altri. Come erano ipocriti nell’atteggiamento verso il mondo esterno. III e IV sec. Dopo. non ha fatto che confermare ciò che già si sapeva attraverso gli storici del tempo. copertisi di un indumento di lino. a cui si mostravano come osservanti dediti soltanto alle preghiere. come in un recinto sacro. ognuno è invitato dai sovrintendenti al mestiere che sa: dopo aver lavorato energicamente fino all’ora quinta.. dopo che hanno mangiato. nonostante che i loro scritti siano stati falsificati e censurati dai cristiani nel II. i seguaci venivano tenuti sotto diretto controllo. mentre sono ancora arrendevoli ai loro ammaestramenti: li considerano come loro parenti e li modellano secondo i loro costumi. ma recitano certe preghiere verso di esso quasi a supplicarlo di spuntare. che altrimenti si sarebbero accanite contro di loro se fossero emerse essere rivoluzionarie. Come dal Rotolo della guerra abbiamo appreso il programma rivoluzionario guerriero degli esseni. tornano nuovamente ai lavori fino alla sera. concedono libero uso delle case loro come se fossero proprie di coloro che entrano in casa di quelli che in precedenza non avevano mai visti come in casa di persone familiarissime. dalla razza. grazie all’espediente del battesimo che i nazir elargivano a quattro mani per prodursi seguaci. Una volta spogliati di tutto ciò che avevano. i perseguitati. Il sacerdote precede il pasto con una preghiera. ebrei di nascita. Dispregiatori della ricchezza. Anche se aprivano le adesioni a tutti. in realtà incitavano all’odio contro i loro nemici etichettati quali «figli delle tenebre». altrettanto lo erano verso i loro proseliti che. In realtà. apportatrice soltanto di odio. Ai membri delle altre comunità che giungono da fuori. se avessero seguito i loro insegnamenti – quegli insegnamenti che. dato che esse sono sacre. egli aggiunge una nuova preghiera. Dopo questa purificazione vanno insieme in un edificio particolare ove a nessuno di altra fede è concesso di entrare. cosí siamo venuti a conoscenza dell’organizzazione interna delle comunità essene attraverso il Rotolo delle regole che. secondo quanto avevano appreso dalla religione avestica. come in effetti erano. di usare l’ideologia spirituale per realizzare un imperialismo materiale. sono piú degli altri legati da mutuo affetto. attraverso questa sottomissione imposta dalla classe dominante alla massa dei seguaci. che è il cristianesimo. cosicché sia al principio che alla fine venerano dio come dispensatore della vita. e. in fin dei conti. come risulta dagli scritti degli storici dell’epoca. camuffati sotto un’ideologia spirituale. ai quali promettevano una ricompensa eterna dopo la morte. gli esseni preparavano la battaglia finale dei «figli della luce» contro i «figli delle tenebre». per la diffidenza che nutrivano verso gli estranei. Gli esseni in particolare hanno fama di praticare la santità. C’è infatti una legge che quelli che entrano nella comunità cedano il patrimonio alla corporazione. se avessero fedelmente seguito le regole del movimento yhavista.

trabocca di odio e di vendetta. 77 . e sulle loro genealogie. si limitava alla semplice benedizione del pane e del vino dolce. Venute dall’etere sottile. lasciandolo durante questo periodo fuori della comunità. immergendolo in acque di purificazione ancora piú pure. che hanno fatto propri i concetti cosmici della religione mazdeista per realizzare un programma di dominio universale basato esclusivamente sull’aggressività piú feroce. Rimanendo fedeli alle leggi di Mosè − come vedremo nel prossimo brano tratto dal libro dei Regolamenti delle comunità −. tra di loro non mancherà un sacerdote: si siederanno davanti a lui. mentre le anime permangono per sempre. quel mondo che. Quando giunge con gloria [riferimento al martirio]. secondo le loro opere. sulla visita [avvento del messia] nella quale saranno colpiti e sul tempo della loro retribuzione. Vi sono poi tra di loro quelli che asseriscono di prevedere il futuro. Un’altra importante osservazione che si deve fare per comprendere gli esseni è quella che riguarda il loro rifiuto ad accettare il sacramento dell’eucarestia. Dal Rotolo delle regole: per tutta la comunità e per tutti gli uomini affinché vivano secondo la regola della comunità cercando dio nei suoi statuti e giudizi facendo ciò che è bene e retto dinanzi a lui come ha ordinato a Mosè e per mezzo dei suoi servi e profeti. Infatti è ben salda in loro l’opinione che i corpi sono corruttibili e instabile è la loro materia. scegliendo specialmente quelli che riguardano il profitto dell’anima e del corpo. affinché amino quanto egli ha scelto e odino quanto egli ha respinto. fatti passare sotto ogni strumento di tortura affinché bestemmiassero il legislatore oppure mangiassero alcunché di illecito [particolarmente la carne suina.). ma rifiutarono ambedue le cose. giud. il sacerdote stenderà per primo la sua mano per benedire il pane e il vino dolce. per altri due anni si mette a prova il suo carattere. e allora se appare degno viene ammesso nella società. Hanno una cura straordinaria degli scritti antichi. Anche se avevano ripreso tutto dal culto dei misteri. Dopo che egli avrà dato in questo tempo prova di temperanza. Al postulante impongono per un anno la stessa norma di vita. nella quale furono stirati e contorti. E allorché disporranno la tavola per mangiare o il vino dolce per bere. affinché amino tutti i figli della luce ognuno nel posto che ha nel consiglio di dio. mai adularono i loro tormentatori.nano e cenano nella stessa maniera in compagnia degli ospiti. ricordando solo in apparenza quello eucaristico “pagano”. Autodefinitisi «figli della luce». bruciati e fratturati. eseguivano un rito che. secondo la consapevolezza che hanno di fronte alla vendetta di dio. E qui studiano le malattie. avendoli sempre emarginati e respinti. giudicano la morte come migliore mezzo della conservazione della vita. avevano sempre respinto ogni forma di teofagia. ognuno secondo il proprio grado e cosí sarà domandato il loro consiglio in ogni cosa. affinché introducano nel patto di grazia tutti coloro che sono volenterosi nell’adempimento degli statuti divini. in realtà non erano altro che i figli di quell’odio e di quel rancore che nei secoli gli si era accumulato contro tutto il mondo. esercitandosi fin dalla fanciullezza nello studio dei libri sacri. Da questo passo di Giuseppe Flavio appare evidente come le organizzazioni essene cercassero di nascondere la loro attività rivoluzionaria dietro un’apparente tranquillità monastica per evitare le persecuzioni dei romani. le radici che preservano da esse e le proprietà delle pietre. restano implicate nei corpi come dentro le carceri. che la Chiesa trasformerà in martiri cristiani]. dopo la dimostrazione di costanza. Dal Rotolo delle regole dell’assemblea: in ogni luogo dove saranno dieci uomini del consiglio della comunità. Superano i dolori con la riflessione [Yoga]. Coloro che desiderano entrare nelle comunità non ne ottengono immediatamente l’accesso. rendevano lo spirito come persone che stiano per riceverne un altro [questi sono i martiri esseni. furono sottoposti a ogni genere di prove dalla guerra con i romani. del resto. Il solo pensare di poter mangiare il loro dio. ma ancora non è accolto nella vita comune. degli scritti sacri e delle sentenze dei profeti: ed è raro che le loro predizioni falliscano (Ant. I saggi ammaestrino e istruiscano tutti i figli della luce sulla storia di tutti i figli dell’uomo e su tutti i generi dei loro spiriti con i loro caratteri. D’altronde che il pacifismo ostentato dalle comunità essene fosse solo apparente risulta dal loro programma bellico espresso nel Rotolo della guerra: basato sulle stragi piú efferate. Sorridendo anzi tra gli spasimi e trattando ironicamente coloro che eseguivano le torture. se ce ne sono. E infatti. sarebbe stato per loro già motivo di sacrilegio. quel dio di cui era proibito perfino fare il nome. né mai piansero. viene inoltrato piú addentro nella norma di vita. li aveva relegati in un ruolo cosí infimo da essere considerati una razza inferiore. Di conseguenza. non sono che dei lupi travestiti da agnelli. che era proibita dal Pentateuco]. I loro spiriti. attratte da un incantesimo naturale [è lo stesso concetto di anima presente nel culto dei misteri]. e odino tutti i figli delle tenebre.

facendone precedere le morti. determinerebbe la loro estinzione. attenti a stroncare ogni focolaio di rivolta. Tra questi è interessante ricordare il martirio di un certo Stefano. Il fatto riguarda due proseliti. venivano plagiati a odiare i loro avversari che. avvolto il corpo di Anania in un lenzuolo. sempre nel Rotolo delle regole: ma dio. Ed in mano all’angelo della tenebra è tutto l’impero che dovrebbe essere in mano ai figli della giustizia [chiaro riferimento al loro programma di prendere il posto di Roma]: essi camminano sulla via della tenebra. (guerra giudaica). Quando i giovani entrarono la trovarono morta e. uno dei pochissimi brani che sfuggirono alla censura dei falsari cristiani. la seppellirono accanto al marito. che ha creato gli spiriti della luce e della tenebra e su di essi ha fondato ogni azione e sulle loro vie ogni servizio. dalle torture e dalle sevizie piú crudeli. il dio d’Israele. divorando il loro dio. che furono puniti con la morte perché non avevano versato alle casse della comunità tutti i loro beni come la regola imponeva. fu caratterizzato da una continua caccia agli appartenenti al partito nazionalista giudaico da parte dei romani e dei loro alleati. e. Ma il dio d’Israele e l’angelo della sua verità soccorrono tutti i figli della luce: è lui. I romani. come attesta Giuseppe Flavio. Allora Simone le disse: «perché vi siete accordati per tentare lo spirito del signore? Ecco qui alla porta i passi di coloro che hanno seppellito tuo marito e porteranno via anche te». a tanto». nella certezza che avrebbero acquisito come ricompensa del loro sacrificio una vita di beatitudine eterna dopo la morte. perseguitarono questi esseni in tutto l’impero nella maniera piú spietata. Il periodo messianico. sorridendo ai loro aguzzini. che corse dall’anno 7 (rivolta del censimento) all’anno 70 n. E un gran timore prese tutti coloro che erano presenti. marito e moglie. Una conferma circa chi fossero veramente gli esseni nell’ambito delle comunità apparentemente pacifiche ci viene da un passo degli Atti degli apostoli. quali angeli delle tenebre. quando a capo di essa subentrò un certo Simone. E piú avanti. come afferma la Chiesa. ma esseni. All’udire queste parole. tra i quali c’erano quei sadducei che avevano tutto l’interesse a eliminare ogni movimento rivoluzionario. negli arcani della sua intelligenza. ed ella: «sí. In una sorgente di luce sono le origini della verità e da una fonte di tenebra le origini dell’ingiustizia. attivista esseno. ignara dell’accaduto e Simone le chiese: «avete venduto il campo a tal prezzo?». Un uomo di nome Anania con la moglie Saffira vendette un suo podere e. dopo essere stati spogliati dei loro averi. Anania cadde a terra e spirò. attraverso Mithra. tenuta per sé una parte dell’importo d’accordo con la moglie. perché mai Satana si è impossessato cosí del tuo cuore che tu hai mentito e ti sei trattenuto parte del prezzo del terreno? Perché hai pensato in cuor tuo a questa azione?». portatala fuori.In tutto il Rotolo delle regole si ripetono continuamente le minacce contro i «figli delle tenebre» rappresentati da Roma e dai suoi alleati “pagani” che. Non c’è bisogno di commento per comprendere quali fossero i mezzi usati dai capi rivoluzionari per sottomettere i loro seguaci – i quali. I martiri esseni furono innumerevoli e tutti morirono. e nella sapienza della sua gloria. Circa due ore piú tardi entrò anche la moglie. 78 . affinché servissero da monito. consegnò l’altra parte deponendola ai piedi degli apostoli [dirigenti della comunità di Gerusalemme]. E un gran timore sí diffuse su tutta l’ekklesía e in quanti venivano a sapere di queste cose. che avrebbe potuto mettere a repentaglio il loro stato di privilegio. ci dà anche la possibilità di parlare di un certo Paolo di Tarso e quindi di comprendere chi fosse veramente costui. perché. Da questo passo risulta in maniera inconfutabile che i seguaci di cui parlano gli Atti degli apostoli non sono dei cristiani. del quale parlerò ampiamente in seguito. ha concesso un tempo determinato all’esistenza dell’ingiustizia: nel tempo stabilito per la visita [l’avvento del messia] egli la sterminerà per sempre. stanno realizzando quel monoteismo che. dovevano essere soppressi da loro che erano gli angeli della luce. Ma Simone gli disse: «Anania. Si alzarono allora i piú giovani e. oltre che a servirci come esempio per comprendere con quale animo gli esseni affrontavano la morte. In mano al principe delle luci è l’impero su tutti i figli della giustizia: essi camminano sulla via della luce. attraverso un fatto accaduto nella comunità di Gerusalemme alla fine degli anni quaranta. Anche Saffira cadde ai piedi di Simone e spirò. di nome Anania e Saffira. lo portarono fuori e lo seppellirono.

nel quale si racconta di una cattura che subí quale propagandista esseno. passò al partito nazionalista giudaico. 18). i persecutori proruppero in grida altissime turandosi gli orecchi. Di discendenza farisea. basata sulla resurrezione dell’anima dopo la morte: a sentire queste parole. poi si scagliarono tutti insieme contro Stefano. − che gli storici chiamano «il falsario» per antonomasia −. con l’accusa di essere un 79 . Damasco e Alessandria. frequentò il corso di indottrinamento per divenire nazir. poiché la pattuglia era composta da sadducei. frasi anacronistiche. fosse un nazir ci viene testimoniato dagli stessi Atti degli apostoli. tra i quali emerge quell’Eusebio. Stando alla documentazione storica che fa riferimento a lui. 18. in cooperazione con il partito nazionalista giudaico di Gerusalemme. Che Paolo. che era il risultato dell’unione delle leggi mosaiche con i concetti mazdeisti. e. sperando di ottenere cariche importanti dalla ricca e potente casta dei sadducei. Fu durante questo viaggio che si tagliò i capelli. Eseguita la lapidazione. Ma. gli esecutori della condanna. delle rivendicazioni sulla Palestina e dell’esaltazione dell’ideologia spirituale. lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo secondo la tradizione ebraica. anche per le sue infermità. Nell’anno 41 n. che gli erano diventati nemici in seguito alla sua conversione al movimento rivoluzionario. creava continue sommosse e tumulti con lo scopo di destabilizzare le istituzioni romane –. viene fornita da un altro passo degli Atti degli apostoli – uno di quei rari passi che si salvarono dalle censure operate dai falsari cristiani –. approfittando dell’opportunità. di cambiare il proprio nome in quello latino di Paulus («Paolo»). che abbia qualche deformità. Paolo si tagliò i capelli che si era fatto crescere a causa di un voto (At. attivista del partito nazionalista giudaico. operata attraverso un’apologia della storia del popolo ebraico nelle figure di Abramo. deposero il loro mantello ai piedi di un giovane chiamato Saulo [la deposizione del mantello ai piedi del capo della squadra era un atto di riconoscimento al suo merito per aver portato felicemente a termine una missione]. Mentre era in compagnia di Priscilla e Aquila. Ma chi era questo Saulo. si mise al loro servizio come persecutore degli esseni.. Il discorso che Stefano fece ai suoi aguzzini prima di morire è da considerarsi come il riassunto dell’ideologia essena. offertagli dal battesimo. resosi conto che a nulla di positivo sarebbe potuto pervenire finché fosse rimasto nel mondo ebraico. ritroviamo Paolo ospite di una coppia di giovani sposi. che la Chiesa esalta come uno dei capisaldi della propria teologia? E mettendogli in bocca. né lo zoppo. Ottenuta questa qualifica. Un’ulteriore conferma che Paolo di Tarso fosse un nazir. intraprese la sua missione di attivista esseno. quando l’imperatore Claudio emise un editto con il quale espelleva da Roma gli ebrei perché causa di disordini – era la comunità esseno-zelota che. in verità. risulta essere un uomo ambizioso e sicuramente dotato di grande loquela. né un gobbo.Stefano fu catturato e ucciso da una di quelle pattuglie sadducee che collaboravano con i romani nella repressione degli esseni. per sfuggire ai tribunali romani. che facevano parte del novero degli espulsi da Roma. sempre come persecutore di esseni. che i nazirei erano obbligati a lasciare intonsi durante il corso di indottrinamento. quali Corinto. predicando nelle varie comunità (ekklesíe) sparse nel Vicino oriente. il «Demostene degli esseni». Ammesso dunque alle comunità essene. sempre alla ricerca di affermazioni personali. Priscilla e Aquila. nella città di Centre. proseguí in questa attività finché. prefetto della Giudea. Efeso. né chi abbia il viso deforme per difetto o per eccesso. vescovo di Cesarea. Mosè. Antiochia. né chi abbia una frattura al piede o alla mano. commessi dei reati di natura penale. mentre svolgeva la sua missione di predicatore esseno. passò al servizio dei romani. Dal Deuteronomio: [… il] signore disse a Mosè: «nelle generazioni future nessun uomo della tua stirpe. con i quali intraprese un viaggio alla volta di Antiochia. a causa di quella legge del Deuteronomio – che interdiceva cariche pubbliche a coloro che avevano difetti fisici –. potrà accostarsi a offrire il pane del suo dio: perché nessun uomo che abbia qualche deformità potrà accostarsi: né il cieco. dal momento che sono il risultato di una gnosi che si sviluppò almeno centoventi anni dopo. se da alcuni storici è stato definito. Sorpreso dai sadducei. Ottenuta la cittadinanza romana in seguito a questa collaborazione. né chi abbia una macchia nell’occhio o la scabbia o piaghe purulente o sia eunuco». del regno d’Israele. né un nano. o Saulo. Paolo di Tarso fu condotto al cospetto di Felice.

da studi psicanalitici fatti sulla sua persona. arrivato poco prima dall’Italia con la moglie Priscilla. che in greco significa «zoppo». le accogliamo in tutto e per tutto. n. corto. viene confermata dal suo soprannome «Saulo» (Saulos). secondo una tradizione riportata da un certo Clemente. anche se si presume attribuibile intorno all’anno 10 n. indicava la Spagna. lo storico A. è ben differente da quella di cavaliere romano valoroso e aitante con elmo. anche questa priva di ogni riferimento. Non si sa né dove sia nato (la Chiesa dice a Tarso in Cilicia. Ma. Ma per non trattenerti troppo a lungo ti prego di darci ascolto brevemente nella tua benevolenza. è risultato che le continue perdite di conoscenza. ma senza nessuna prova che lo confermi).. che qualche storico ritiene probabile. per quella cittadinanza romana che aveva. Di questo personaggio che la Chiesa ha assurto a pilastro del cristianesimo non si conosce nulla. questa. Paolo si recò da loro e poiché erano del medesimo mestiere si stabilí nella loro casa e lavorava. origini che falsamente ha fatto partire dagli anni trenta del I sec. che ha cominciato a formarsi soltanto nella seconda metà del II sec. aggiungiamo che. che. e. aura luminosa e sonora. come quella che lo fece cadere da cavallo sulla strada di Damasco – che la Chiesa fa passare per estasi rivelatrici di verità teologiche –. coma. sopprimendo tutti i documenti che vi si riferivano. Paolo di Tarso riuscí. Questa descrizione. in antitesi a coloro i quali lo vole80 . eccellentissimo Felice. sembra che sia avvenuta «nel paese dove tramonta il sole». Il capo di coloro che avevano eseguito l’arresto. non poté ottenere cariche pubbliche presso i sadducei. che lo ricercava per reati di natura pubblica. La Chiesa ha costruito con Paolo di Tarso un eroe del pensiero. Erano infatti di mestiere fabbricatori di tende. Sempre dagli Atti di santa Tecla veniamo a sapere che di mestiere. Per quanto riguarda poi la sua morte. perché a raccontarli tutti non basterebbero tre pagine. n. corazza e spada che vediamo nei dipinti ecclesiastici: Paolo di Tarso era grosso. e. Le sua gambe erano piegate. Tralascio i processi e le condanne che Paolo di Tarso collezionò durante la vita. cosa questa che viene confermata dagli Atti degli apostoli. e. nel passo già precedentemente portato. non erano altro che attacchi epilettici. con profonda gratitudine. a causa dei suoi difetti fisici. largo di spalle. che potrebbe lasciare perplesso chi si era fatto di lui una ben altra immagine. detto «il romano». che nel II sec. perché suffragata dal bisogno che aveva Paolo di Tarso di sfuggire alla polizia di Roma. che troviamo in antichi documenti sotto il nome di Atti di santa Tecla. Paolo di Tarso quale teologo sostenitore di dogmi e di misteri non è che il prodotto di quella corrente gnostica. un deforme con turbe psichiche]. Nei suoi studi dedicati a Paolo di Tarso. cosí si rivolse a Felice: «la lunga pace di cui godiamo grazie a te e le riforme che ci sono state in favore di questo popolo grazie alla tua provvidenza.. che lo vede ospite di Priscilla e Aquila: Paolo lasciò Atene e si recò a Corinto presso un giudeo di nome Aquila. prima di darsi alla politica. si era impegnata a costruire un salvatore essenzialmente spirituale. cecità temporanea e perdita della parola e paralisi che si è progressivamente migliorata. La descrizione della figura di quest’uomo deforme e privo di salute che. a evitare la morte. in seguito all’ordine di Claudio che allontanava da Roma tutti i giudei rivoluzionari. fomenta continue rivolte fra tutti i giudei che sono sparsi nel mondo ed è capo della setta dei nazirei». ancora una volta. procedeva a piccoli passi e la sua testa era divenuta pressoché calva [praticamente. perché aveva bisogno di un sostegno su cui poggiare le inesistenti origini di un cristianesimo. Ragot afferma che nell’episodio di Damasco ci sono tutti i segni caratteristici di una crisi di apoplessia: offuscamento della vista. e. che gli fu commutata in una libertà vigilata – come risulta da altri documenti. Saulo faceva il costruttore di tende. a quei tempi.sovvertitore dell’ordine pubblico. Ancora per conoscere meglio Paolo di Tarso. lasciando comunque conseguenze emiplegiche [cerebrali] definitive. n. Ipotesi. come già era accaduto negli altri processi che aveva subito da parte dei romani. Abbiamo scoperto che quest’uomo è una peste. un certo sacerdote sadduceo di nome Anania. le sue ginocchia si toccavano. revisionata e corretta. caduta. cavandosela con una condanna al carcere. né la sua data. oriundo del Ponto. sostituendosi agli esseni – quegli esseni che ha cercato di far sparire dalla storia.

ma esseni. possiamo avere un’ulteriore conferma dell’appartenenza di Paolo di Tarso al movimento rivoluzionario. ma ai non sposati dico che se non riescono a vivere in continenza allora è bene che si sposino. tanto che se tutti adottassero la stessa opinione ben presto scomparirebbe il genere umano. ignora la «passione». Paolo di Tarso. 81 . a proposito di questo argomento. Nessuno come Paolo di Tarso può confermare. ma per dare un’ulteriore prova che egli era un attivista nazir e che coloro i quali formavano le ekklesíe non erano cristiani – come la Chiesa sostiene –. dal momento che afferma che Cristo era morto legato a un palo (stauros) – un Cristo che. se egli nega la crocifissione di Cristo. Per se stessi disdegnano il matrimonio e sono propensi piú ad adottare figli altrui che a farne loro. negando che Cristo fosse stato crocefisso. dissentono però sulla questione del matrimonio. che in realtà erano la derivazione degli «angeli delle tenebre» della religione mazdeista. nelle riunioni che teneva nelle varie ekklesíe. è meglio sposarsi che ardere». era stato crocefisso soltanto dieci anni prima che parlasse con Giacomo e Simone. che la sua morte era stata voluta dagli «arconti». quando aveva parlato con Giacomo e Simone che erano stati testimoni al fatto? È mai possibile che Giacomo e Simone non gli abbiano parlato della crocifissione. lo vorrei che tutti foste come me che sono celibe. con le sue incoerenze. Quale incoerenza maggiore di questa. appartenenti al movimento rivoluzionario giudaico. se ci fosse stata veramente? Questo dimostra quanto fosse confusa la persona di Cristo. stando a quanto sostiene la Chiesa. a detta dei libri sacri. pur accordandosi in tutto con gli altri. tra gli anni quaranta e cinquanta. della quale era impregnata l’ideologia essena. Ignora Pilato. spiriti del male. Esiste un altro gruppo di esseni che per costumanza e legislazione. benché abbia incontrato per ben due volte. affermava. e cioè la propagazione della specie. dal momento che egli. prima che i cristiani gli dessero una figura definitiva. la non esistenza di Gesú. Infatti Paolo di Tarso. nel capitolo in cui spiega come gli esseni vedevano il matrimonio. sono piú degli altri legati dal mutuo affetto. da come egli tratta questo argomento rivolgendosi ai seguaci dell’ekklesía di Corinto. Se ho riportato questo passo. lo disconosce del tutto nella sua figura di messia crocefisso.vano invece umanizzato. Simone e Giacomo a Gerusalemme. Ritengono infatti che coloro che non si sposano amputino una parte importantissima della vita. l’ascensione e la stessa crocifissione. Se prendiamo le Antichità giudaiche di Giuseppe Flavio. ebrei di nascita. cosí si rivolge ai corinzi: «so che una parte di voi vuole il matrimonio e una parte è contraria a esso. non l’ho fatto per mostrare un Paolo di Tarso contrario alla masturbazione. Da Giuseppe Flavio: gli esseni. l’eucarestia.

eccezion fatta per i sadducei. nella persona di Coponio. approfittando del fatto che Ircano II è stato fatto prigioniero dai parti. quali i farisei. Nonostante la dura repressione. Contrariato da questa nomina a re concessa a Erode. La seconda volta la repressione è cosí feroce che duemila rivoluzionari vengono crocefissi. il partito nazionalista giudaico riprende la sua attività rivoluzionaria con un esercito che sempre piú si organizza e si rinforza in vista della grande battaglia contro Roma. gran parte dei samaritani e molti fra quelli che erano rimasti “pagani”. alla portata di tutti...GUERRE ESSENO-ZELOTE Perché si possano seguire meglio le vicende attinenti l’era messianica è bene fare un breve riepilogo dei fatti che la precedettero: • 44 av. riprendendo nella loro attività rivoluzionaria. Mentre quella di Zarathustra era ancora di là da venire. e quindi dal risultato dubbio (anche per via di quell’aumento di luce derivante dalla congiuntura astrale. In questo periodo. Temendo che questa ripresa dell’attività rivoluzionaria porti la Palestina a una rivoluzione generale. l’attacco agli arsenali romani di Seffori condotto da Giuda. che porta i suoi quattro figli a disputarsi il trono. Questa sostituzione di un giudeo sul trono di Gerusalemme con un non appartenete alla razza ebraica. nella sua semplicità. n. muore Erode. che si sarebbe dimostrato cosí 82 . n. dà inizio all’era messianica. 3. che invece spettano a Giuda quale erede di Aristobulo II. • 37 av. quella di Giacobbe era. anelavano alla ricostituzione del regno d’Israele. assume particolare importanza. e. occupa definitivamente la Palestina annettendola come provincia all’impero. usurpatrice del trono di Gerusalemme. Archelao. Era messianica I motivi per i quali il movimento nazionalista abbandonò decisamente la profezia di Zarathustra per seguire quella di Giacobbe furono diversi: 1. La profezia di Giacobbe. Ottaviano Augusto. muore Ezechia e gli succede il figlio Giuda. doma la rivolta che si protraeva da quattro anni e riconferma Erode sul trono di Gerusalemme elevandolo dal suo titolo di etnarca della Giudea a re di tutta la Palestina. che si protrae negli anni che seguono con una violenza sempre maggiore. essendo di origine biblica.. esigeva un supporto teologico per essere compresa. rappresentando per gli ebrei la realizzazione della profezia di Giacobbe che asseriva che l’avvento del messia si sarebbe verificato quando «lo scettro di Davide sarebbe passato nelle mani di uno straniero». • 4 av. ritenendolo usurpatore dei diritti al trono. il cui inizio sarà determinato dall’imminente realizzarsi della profezia di Zarathustra. coinvolgeva. figlio primogenito di Erode. figlio di Ezechia (Giuseppe Flavio). Roma interviene con le legioni di stanza in Egitto. Erode si impossessa del trono di Gerusalemme. Seguono le rivoluzioni che il partito nazionalista giudaico organizza contro Erode. ma tutti gli ebrei che. • 6 n. 2.. I rivoluzionari. n. legato di Siria interviene due volte con le sue legioni. che assicura l’avvento del messia (il «giusto») che condurrà i giudei alla vittoria finale sui nemici di dio. viene confermato da Quintilio Varo sul trono di Gerusalemme in qualità di etnarca.. lasciando in eredità una successione complicata. e. • 41 av. A differenza di quella di Zarathustra che. deciso a porre termine ai continui disordini provocati dai rivoluzionari. caratterizzato da continui scontri tra i guerriglieri e le truppe romane. e. n. intensificano le rivolte per liberarsi definitivamente della famiglia di Erode. Quintilio Varo. approfittando della situazione caotica che si era generata. per dimostrare la risolutezza dei rivoluzionari. e. i rivoluzionari si oppongono alla nomina di Archelao. e. ricavata dalla filosofia avestica. non solo i giudei. fedeli alla tradizione. toglie Archelao dal trono di Gerusalemme e al suo posto colloca un prefetto romano.

debole da non garantire un effetto sicuro sulle masse), quella di Giacobbe rappresentava, invece, un fatto reale, avvenuto, compreso e già accettato da tutti gli ebrei. 4. Si era realizzata nel momento piú opportuno, cioè quando la tensione contro i romani aveva già coinvolto tutto il popolo a causa dell’occupazione voluta da Augusto, che praticamente segnava la fine di ogni aspirazione all’indipendenza della Palestina. Come conseguenza dell’esaltazione che la profezia di Giacobbe aveva provocato nel popolo ebraico, cominciarono a venir fuori messia in ogni dove, nelle persone di santoni e asceti farneticanti o di avventurieri in cerca dei facili successi che speravano di ottenere, stante la predisposizione che avevano le masse ad ascoltarli e seguirli nei programmi di libertà che predicavano, assicurandone la realizzazione. Moltiplicandosi nel tempo, questi sedicenti messia divennero cosí numerosi che, nella concorrenza che si facevano, gli uni esortavano il popolo a diffidare degli altri, accusandosi reciprocamente di impostura e di falsità:
«se qualcuno vi dice che il messia è qua o là non gli credete perché io soltanto sono quello vero ...».

Tutti messia che venivano catturati, erano sommariamente processati e condannati immancabilmente alla crocifissione – che era la pena riservata a chi commetteva i piú gravi delitti, dei quali facevano parte la sedizione, il terrorismo e il brigantaggio. Dei tanti messia che la storia ci testimonia ricordiamo i nomi di Theudas, Dosidee di Samaria e di un certo Meandro, che furono crocefissi come tutti gli altri. Poiché era usanza presso i romani rendere pubblico, a scopo di monito, il delitto commesso dai condannati a morte, veniva scritta sul palo dove questi sedicenti messia venivano legati l’espressione «re dei giudei», la quale, oltre a spiegare il reato, racchiudeva anche uno scherno verso di loro che si erano proclamati tali e verso quegli ebrei che, seguendoli, li avevano sostenuti. Dal momento che le lingue parlate in Palestina erano l’ebraico, il greco e il latino, la scritta veniva formulata in queste tre lingue. Approfittando di questa esaltazione popolare derivata dalla profezia di Giacobbe, anche i nazir si diffusero in tutta la Palestina per predicare l’ideologia religiosa essena in preparazione dell’imminente avvento del messia. Il loro scopo era quello di attirare le masse alla causa rivoluzionaria, suscitando odio verso coloro che erano causa dei loro dolori sulla terra, che, nel caso, erano rappresentati dai romani e da quanti collaboravano con loro. Si presentavano ipocritamente come consolatori degli afflitti, dei diseredati e dei perseguitati per attuare una forma di plagio che, indirizzata com’era a coloro che maggiormente soffrivano delle ingiustizie sociali, generalmente dava risultati positivi. Tra gli attivisti esseni che si impegnarono in questa campagna propagandistica preparatoria all’avvento del messia liberatore, la storia si sofferma su un certo Giovanni Battista, che, sicuramente, eccelse fra tutti. Secondo alcuni storici questo Giovanni Battista sarebbe stato addirittura il designato dal movimento esseno ad assumere il comando della rivoluzione. Una cosa, comunque, è certa: ebbe un tale successo come trascinatore di folle che Erode Antipa, tetrarca di Gerusalemme, lo fece sopprimere, vedendo in lui un grave pericolo per la stabilità politica della Galilea. Ma lo fece uccidere non come viene raccontato da quelle favole che sono i Vangeli, dove si parla di una certa Salomè che chiese la sua testa a Erode Antipa come compenso per una danza del ventre. La morte di Giovanni Battista, nazir e attivista esseno, viene riportata da Giuseppe Flavio nelle sue Antichità giudaiche. Se Giuseppe Flavio ricorda Giovanni Battista lo fa soltanto per spiegare la psicosi religiosa che portò gli ebrei yhavisti a ritenere che la sconfitta subita da Antipa da parte del re Aretra di Petra, contro il quale era in guerra, fosse stata una punizione di dio contro di lui perché aveva fatto uccidere un grande profeta quale era Giovanni Battista. Cosí si legge di Giovanni Battista nelle Antichità giudaiche:
molti giudei hanno creduto che questa sconfítta dell’esercito di Erode Antipa da parte del re Aretra di Petra sia stata una punizione di dio a causa di Giovanni detto il Battista: costui era un uomo di grande pietà, che esortava i giudei a seguire la virtú, esercitare la giustizia, a ricevere il battesimo. Cosí, siccome una grande moltitudine di gente lo seguiva per ascoltare la sua dottrina, Erode Antipa, temendo che il potere che egli esercitava sulle folle potesse produrre una rivoluzione, perché queste si sarebbero mostrate pronte a eseguire tutto ciò che egli gli avrebbe ordinato, credette di prevenire

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questo male al fine dí non doversi pentire quando sarebbe stato troppo tardi per rimediarvi. Per questa ragione, dopo averlo catturato, l’inviò alla fortezza di Machera, della quale abbiamo precedentemente parlato. I giudei attribuirono la sconfitta dell’armata di Erode Antipa a un castigo di dio per questa morte ritenuta da loro un’azione ingiusta.

Come anticipazione alle conclusioni che trarrò in seguito per dimostrare le contraddizioni riportate dai Vangeli sulla morte di Cristo, mi soffermo qui a far rimarcare quanto segue: sapendo che la sconfitta di Erode Antipa da parte del re Aretra avvenne nel 36 n. e., e che la morte di Giovanni Battista, precedendola di poco, avvenne o nello stesso anno o al massimo l’anno precedente, cioè nel 35 n. e., risulta impossibile, storicamente parlando, che Gesú sia morto nel 33 n. e., dal momento che si afferma che iniziò la sua missione di predicatore dopo la morte di Giovanni Battista. Come conseguenza, essendo stato crocefisso dopo tre anni di predicazione, cioè nel 39 n. e., non poté essere giudicato da Pilato, che, come si può dedurre dai documenti, lasciò il posto di procuratore della Giudea nel 36 n. e. Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sul fatto che Giovanni Battista fosse un nazir non ha che da leggere il Vangelo di Luca per averne la conferma.
Un angelo del signore apparve a Zaccaria e gli disse: «non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio che chiamerai Giovanni. Egli sarà grande davanti al signore; non berrà vino né bevande inebrianti e ricondurrà molti figli d’Israele davanti al loro dio» (Lc. 1, 15).

L’astenersi da vino e sostanze inebrianti era la prima regola che dovevano seguire i nazirei. L’annuncio dell’angelo a Zaccaria è lo stesso che l’angelo fece a Manoach per preconizzargli la nascita di Sansone che, in quanto predestinato a diventare nazir, doveva astenersi dal bere vino o bevande inebrianti (Gd. 13, 4). Poiché il programma dei rivoluzionari considerava determinante la partecipazione delle masse, cosí come gli esseni in Palestina, altrettanto cercavano seguaci le comunità del Vicino oriente e la comunità di Roma, che, dopo l’annessione della Palestina all’impero, era andata sempre piú rinforzandosi. In un crescendo di estremismo rivoluzionario fomentato dalle comunità giudaiche, l’Impero romano divenne nel giro di pochi anni un focolaio di sommosse, sedizioni e attentati terroristici, che costrinsero i romani a mettere in atto repressioni sempre piú severe contro questi «figli della luce» che, plagiati dall’ideologia rivoluzionaria, morivano sorridendo ai loro stessi aguzzini. I martiri esseni furono innumerevoli sia in Palestina che in tutti i paesi del Vicino oriente e nella stessa Roma, da cui gli ebrei furono espulsi, a causa dei disordini che creavano, nell’anno 41 n. e. da un decreto dell’imperatore Claudio. Per avere un’idea dell’attività rivoluzionaria, alla quale corrispondeva una reazione uguale e contraria da parte dei romani, basti dire che, secondo quanto afferma lo storico Filone, soltanto nella città di Alessandria vi furono negli anni quaranta oltre cinquantamila esseni uccisi dai romani quali “attivisti”. Questo numero cosí elevato di «martiri» di cui tutti gli storici parlano, che potrebbe sembrare esagerato, viene spiegato dal fatto che le comunità essene erano arrivate a essere numerosissime per via delle migliaia di emarginati che continuamente si convenivano dal “paganesimo” al movimento rivoluzionario, soprattutto per quel vitto e alloggio che veniva loro garantito, vitto e alloggio che venivano usati per attirare gli affamati e i diseredati − come il ragno costruisce la tela per catturare le mosche. La prima rivolta dell’era messianica (7 n. e.) scoppiò l’anno successivo alla destituzione di Archelao dal trono di Gerusalemme, in seguito a un censimento che Sulpicio Quirino, legato di Siria, aveva ordinato a scopo fiscale, essendo divenuta la Palestina tributaria dell’erario in seguito alla sua annessione a Roma come provincia dell’impero. Approfittando dello scontento generato dall’imposizione delle tasse e di quella esaltazione che aveva provocato presso il popolo ebraico la profezia di Giacobbe, che annunciava l’imminente avvento del messia, Giuda e i suoi rivoluzionari – «seguiti da un popolo che riunirono per la rivendicazione della libertà», come scrive Giuseppe Flavio – attaccarono le legioni romane di stanza in Palestina con tanta violenza da costringerle a ripiegare in Siria, dove rimasero finché, raggiunte dai rinforzi inviati da Quintilio Varo, ripresero i combattimenti. Il conflitto, protrattosi per circa un an84

no, in un alternarsi di successi e insuccessi di entrambe le parti, terminò con la sconfitta dell’esercito esseno in seguito alla morte di Giuda, figlio di Ezechia, detto il galileo. Questa guerra, che viene ricordata come «rivolta del censimento», avendo dimostrato ai rivoluzionari che le legioni di Roma potevano essere battute, riconfermò nel partito nazionalista giudaico la determinazione a proseguire la lotta secondo il piano espresso nel Rotolo della guerra, che poneva nella sua prima fase l’espulsione dei romani dalla Palestina. Rinvigoriti cosí nella certezza di pervenire alla vittoria finale contro Roma, proseguirono nella preparazione di quella che doveva essere la “madre di tutte le battaglie”, imponendo l’ideologia rivoluzionaria attraverso una forma persuasiva affidata ai nazir, che attiravano pacificamente le masse con le promesse di eternità e con i battesimi, e una politica dissuasiva contro i reticenti, affidata a squadre di terroristi che, per il loro zelo oltranzista, furono chiamati zeloti. Giuda il galileo, detto anche lo zelota, lasciò nove figli, sette maschi e due femmine. Tralasciando le due femmine, delle quali nulla ci è pervenuto oltre che la loro esistenza, mi soffermo a parlare dei sette figli maschi, che furono in realtà i fautori delle rivolte messianiche. I loro nomi erano: Giovanni (primogenito), Simone, Giacomo, Giuda, Giacobbe (Taddeo), Giuseppe e Menahem. Morto Giuda nella «rivolta del censimento», il ruolo di capo rivoluzionario fu affidato a Giovanni quale primogenito. Anche lui, benché fosse nato a Gamala in Golanite, città natale della sua famiglia, fu chiamato «galileo» nel significato che questo appellativo aveva assunto di rivoluzionario, per via del fatto che era dalla Galilea, dove risiedeva il grosso dell’esercito rivoluzionario, che partivano le rivolte e, siccome era un nazir, fu chiamato anche nazireo, come d’altronde venivano chiamati tutti quelli che avevano frequentato il corso di nazireato. Per quell’indottrinamento perfetto che doveva avere un erede al trono di Gerusalemme quale discendente della dinastia degli Asmonei, ricevette anche la formazione di rabbi (maestro), come suo padre Giuda e suo nonno Ezechia. Avendo riscontrato nella rivolta del censimento quanto fosse importante la partecipazione della popolazione, gli esseni decisero di affidare a Giovanni tutta una campagna preparatoria tendente a coinvolgere le masse alla rivoluzione, suscitando in esse odio e risentimento contro i romani e i loro alleati, che erano all’origine delle loro sofferenze. Dopo circa tre anni di prediche e di sermoni rivolti a quella categoria di diseredati che il bisogno rende particolarmente ricettivi alla speranza di ricevere dal cielo ciò che non ottengono sulla terra, Giovanni concluse il ciclo di prediche a Gerusalemme, dove un esercito di trentamila guerriglieri era in attesa per dare inizio alla rivoluzione. Ma tutto andò a monte per il tempestivo intervento delle truppe romane, che sorpresero i rivoluzionari mentre si accingevano a partire per attaccare. Giovanni fu catturato, processato e condannalo alla crocifissione. Al posto di Giovanni subentrò il fratello Simone, che prese il comando della comunità di Gerusalemme insieme al fratello Giacomo, i quali, a loro volta furono ambedue crocefissi nel 46 n. e. dal procuratore romano Tiberio Alessandro per la loro attività rivoluzionaria. Questo fatto riportato da Giuseppe Flavio in Antichità giudaiche (XX-3) viene confermato dagli Atti degli apostoli. I due documenti, che concordano su tutto, cioè sulla data, sul motivo dell’arresto e sull’esecuzione di Giacomo, discordano invece su quanto attiene a Simone, perché, a differenza di Giuseppe Flavio che lo vuole ucciso insieme al fratello Giacomo, gli Atti degli apostoli sostengono che si salvò dalla morte per via di un angelo che lo liberò, aprendogli la porta della prigione. (D’altronde se i cristiani non si fossero inventata questa storiella, come avrebbero potuto inviarlo a Roma per farlo diventare il primo papa?) Sempre per attività sovversiva era stato giustiziato l’anno precedente, cioè nel 45 n. e., un altro figlio di Giuda il galileo, cioè Giacobbe, la cui morte viene riportata cosí da Giuseppe Flavio:
mentre Cuspio Fado era procuratore della Giudea un impostore di nome Jacob, che si professava profeta, trascinò le folle a una rivolta, ma Fado lo prevenne, inviando uno squadrone di cavalleria che piombò su di loro all’improvviso: molti furono uccisi e molti presi vivi; fu fatto prigioniero anche Theudas, cui fu tagliata la testa e portata a Gerusalemme.

Morti Giovanni, Simone, Giacomo e Taddeo, dei sette figli di Giuda, figlio di Ezechia, rimanevano Giuda, Menahem e Eleazaro. Di Giuda, ignorandone la fine, si sa soltanto che era uno zelota e

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il partito nazionalista giudaico si accinse a proseguire secondo quanto era stato stabilito nel Rotolo della guerra. ed ecco un cavaliere bianco. dopo dieci anni che questi era stato crocefisso. Respinse le truppe romane fuori dalla Palestina e rimase praticamente padrona del campo. E tutto si concluderà. poiché potente signore è dio che l’ha condannata. ma ancora non ne conoscono il nome]. Gli ultimi due. 11).che aveva cercato di ripetere l’impresa del primogenito Giovanni.]. vestiti di lino bianco e puro. guai. quando vedranno il fumo del suo incendio. secondo la profezia dell’Apocalisse. retribuitele il doppio dei suoi misfatti. colui che lo cavalcava si chiamava «fedele» e «verace»: egli giudicava e combatteva con giustizia. La disgregazione delle istituzioni conseguente al caos sociale e politico in cui era caduta Roma si rifletté sull’esercito. I suoi occhi erano come una fiamma di fuoco. come un inno al loro successo finale. e del conduttore di eserciti. come previsto dal Rotolo della guerra. che entrò in uno stato di indebolimento tale da portare i giudei a un ottimismo tale da vedersi già entrare trionfanti a Roma. distruggerla e divenire padroni del mondo (monoteismo). L’armata rivoluzionaria. gridava a gran voce a tutti gli uccelli che 86 . e. secondo l’ideologia guerriera. Menahem ed Eleazaro. vedendo i suoi tormenti diranno: “guai. nel 68 n. paragonata alla Babilonia della corruzione e del peccato.. la cui discesa dal cielo dovrebbe avvenire da un giorno all’altro. raffigurate da Belial (demonio). il suo avvento è imminente. secondo l’ideologia religiosa. perfettamente preparata e addestrata. ritto sul sole. che prevedeva l’espulsione dei romani dal Vicino oriente grazie alla vittoria riportata su di loro in Palestina. quei diciannove capitoli della prima edizione dell’Apocalisse nei quali davano libero sfogo al loro odio e alla loro vendetta contro le forze del male. secondo quanto Yahvé aveva promesso: «renderò il regno d’Israele infinito nel tempo e nello spazio e il mio popolo padrone di tutte le nazioni i cui popoli diventeranno sgabello per i loro piedi». essendo morti tutti i fratelli piú anziani. Dunque. in un’ora sola è giunta la tua condanna!”» [. gli fu data una corona e poi egli uscí vittorioso per vincere ancora (Ap. Fallita la rivoluzione che era stata affidata a Giovanni.. la morte di Nerone gettò Roma in uno stato di completa anarchia.. Siamo nel 68-69 n. che in seguito ai continui successi si vedevano sempre piú prossimi alla realizzazione di quel loro programma. fu affidata a Menahem. sarà bruciata dal fuoco. Gli eserciti del cielo lo seguono su cavalli bianchi. distruggerla e prendere il suo posto nel comando nell’impero. si mostrò imbattibile. tenendosi a distanza. e. e. Un nome porta scritto sul mantello e sul femore: Re dei re e signore dei signori (Ap. lutto e fame. aveva sul suo capo molti diademi. immensa città. sotto la guida di questo messia. 19. Per questo in un solo giorno verranno su di lei questi flagelli: morte. con una strage totale di Roma e dei suoi alleati: uno degli angeli che seguivano il cavaliere disceso dal cielo disse [le parole dell’angelo sono dirette ai rivoluzionari e il riferimento è a Roma]: «pagatela con la stessa moneta. Il comando di questa rivoluzione.] poi vidi il cielo aperto. 2). che si presentava durante gli scontri come un cavaliere bianco che scendeva dal cielo per rendere i rivoluzionari vittoriosi nelle battaglie che combattevano contro Antioco IV Epifane e gli altri sovrani che gli succedettero: [. I rivoluzionari. [E ancora:] apparve un cavallo bianco e colui che lo cavalcava aveva un arco.. ebbero la certezza di pervenire alla vittoria finale quando. anche se le legioni riprendevano continuamente la battaglia per i rinforzi che ricevevano dalla Siria. per il diritto che gli spettava quale erede al trono di Davide. sono ricordati ampiamente dalla storia. Un altro angelo poi... preparando un’altra rivoluzione. la guerra contro i romani volge talmente a loro favore che già si vedono. 6. Fu in questo periodo che l’entusiasmo derivante dalla certezza della vittoria li portò a scrivere. Tutto ciò che ha preso per la sua gloria e il suo lusso restituiteglielo in tanto tormento e afflizione. che scoppiò con tutta la violenza propria di un esercito potente e organizzato nell’anno 66 n. e contro gli «angeli delle tenebre» rappresentati dai nemici del loro dio con a capo Roma. conquistare Roma. I re della terra che si sono prostituiti e hanno vissuto nel fasto con essa piangeranno e si lamenteranno a causa di lei. portava scritto un nome che nessuno conosce all’infuori di lui [nella certezza della vittoria sui romani. e il messia descritto dagli esseni nell’Apocalisse conserva ancora la duplice figura del salvatore spirituale che scende dal cielo. Egli governerà le genti con scettro di ferro. gli esseni aspettano il messia. È lo stesso messia che fu costruito durante la rivolta dei maccabei in seguito all’unione degli spiritualisti con i rivoluzionari. È avvolto in un mantello intriso di sangue.

le carni dei capitani. trattarono comunque nelle loro opere questo periodo messianico.. dove formarono quelle comunità che dettero inizio all’espansione ebraica nel mondo occidentale. parlando di un lògos che deve ancora realizzare il suo avvento. quasi per una rivincita contro quel destino che si era loro messo contro ancora un’altra volta. Parimenti non ne fa parola Plutarco.. si fermò a far visita alla comunità essena di Roma. e. Giuseppe Flavio asserisce che le crocifissioni furono tante – parla di una media di cinquecento al giorno – che i romani dovettero sospenderle per mancanza di legni. riconoscendogli in un estremo atto di fedeltà quei diritti al trono che gli derivavano quale discendente della stirpe di Davide. come tutti gli ebrei. e. – da quanto risulta inconfutabilmente dai fatti e dalla stessa Apocalisse – gli esseni. presso la quale rimase ospite per diversi giorni. e. né tutti gli altri. scritti negli anni 40-50 n. né dei cristiani. fu incaricato da Roma di raccontare i fatti accaduti in Palestina durante l’era messianica di cui era stato testimone. inviò il figlio Tito in Palestina con un esercito cosí poderoso che. Anche se il movimento rivoluzionario proseguí.. che. piccoli e grandi» [. in qualità di storico. che. vedendo svanire ogni speranza. Filone non fa nessuna menzione né di Gesú. nella lotta armata. un lògos per giunta essenzialmente spirituale. figlio di Giuda e fratello di Giovanni. prese. Ma la bestia fu catturata e con essa il falso profeta [Mithra] che alla sua presenza aveva sedotto quanti avevano adorato la sua statua. Non troviamo nessuna menzione di Gesú in Giuseppe Flavio. poiché egli. elessero Menahem. e. una gran parte degli ebrei fuggí dalla Palestina e dal Vicino oriente per rifugiarsi in Europa.volavano in mezzo al cielo: «venite. i giudei.]. radunatevi al grande banchetto di dio [il banchetto è la strage dei romani e dei loro alleati]. e. Ebbene. dai suoi libri. Particolarmente significativo è poi il silenzio di Filone alessandrino.presso l’imperatore Caligola per intercedere a favore delle comunità essene che. prima di rientrare presso la comunità essena di Alessandria di cui faceva parte.. esclude nella maniera piú assoluta ogni forma di realizzazione messianica soprattutto in forma materiale. istitutore di Nerone. anche se successivi di qualche anno. Mangiate le carni dei re. Tutti quelli che vi erano dentro. e Tacito. storico e filosofo ebreo. egli perseguitava in maniera esageratamente feroce. dopo averli sconfitti in campo. quali Seneca. le cose non andarono come le avevano esaltate: Vespasiano. e sotto Ponzio Pilato. Filone era cosí addentro alle vicende del tempo che. furono passati alla spada o crocefissi: sempre Giuseppe Flavio nella sua Guerra giudaica parla di dodicimila crocifissioni. Espugnata. le carni di tutti gli uomini. sia pure indirettamente. costrinse i rivoluzionari a rifugiarsi dentro le mura di Gerusalemme. al contrario. Facendo un riepilogo dei fatti accaduti durante l’era messianica che va dall’anno 6 al 70 n. con lo scopo di sterminare definitivamente gli ebrei. Cassio Dione e Svetonio. alla fine della guerra giudaica. compresi i civili. re di Gerusalemme. Tutti furono uccisi dalla spada del cavaliere e gli uccelli si saziarono delle loro carni. 87 . come vedremo. erano ancora in attesa del messia. liberi e schiavi.. i quali. Gerusalemme fu rasa al suolo in maniera cosí totale come mai era avvenuto in precedenza. L’assedio durò sei mesi. che ebbe tanta importanza sulla storia romana nel Vicino oriente. la guerra giudaica determinò praticamente la fine dell’era rivoluzionaria messianica.. e. erano catturati e crocefissi. sparsi sul territorio della Giudea. quale appartenente alla corrente religiosa essena. che visse in Palestina negli anni 65-66 n. Nella mia visione vidi allora la bestia [è sempre il profeta che parla] e i re della terra suoi alleati con i loro eserciti radunati per muovere guerra contro colui che era seduto sul cavallo bianco e contro il suo esercito. cioè da quella sostituzione di Archelao con Coponio al trono di Gerusalemme – che realizzò la profezia di Giacobbe –. Ma.tanto da recarsi nell’anno 40 n. parte all’attività del movimento rivoluzionario. dei cavalli e dei cavalieri. divenuto imperatore e ristabilito l’ordine a Roma. si può escludere nella maniera piú categorica l’assenza di loro e di Gesú in questo periodo. Marziale. durante i quali una parte delle legioni proseguí ad attaccare quei rivoluzionari che erano rimasti isolati. Quello che si impone di rimarcare a questo punto è che nell’anno 70 n. le carni degli eroi. Durante l’assedio. Quelli che non venivano uccisi sul campo. purtroppo per gli esseni. secondo lui. rimarchiamo che nessun passo storico riporta l’esistenza del messia dei cristiani che le sacre scritture affermano essere stato crocefisso nell’anno 33 n. Per sfuggire alle persecuzioni che seguirono da parte dei romani e dei “pagani”.

nonostante i suoi miracoli. nonostante la tremenda sconfitta subita nella guerra giudaica e le persecuzioni a cui erano sottoposti gli esseni. Giuda (Taddeo). andato distrutto (e possiamo immaginare per opera di chi) non vi sia nessun riferimento a Gesú lo sappiamo da Pfotius. la sua crocifissione. ci viene da un certo Giusto di Tiberiade che scrisse. se volessimo ricevere una conferma prendendo l’esempio dagli stranieri. non vedono l’ora di liberare le anime dai corpi. che capitolò senza opporre resistenza. erano rimasti fedeli al Deuteronomio. dovremmo dare l’esempio agli altri con l’essere pronti a morire. riorganizzato un modesto esercito di circa mille volontari. dopo averla attentamente studiata per cercare prove confermanti l’esistenza di Cristo. entrata in possesso dei romani e riportata da Giuseppe Flavio nella sua Guerra giudaica. Le persone maggiormente care usano accompagnare costoro che partono per il lungo viaggio. presi dal desiderio della vita immortale. cognato di Giovanni di Gamala. e. quale sua parente. la sua resurrezione e tutti quei fenomeni che l’accompagnarono? La risposta è semplice: non potevano parlare di un qualcosa che non era esistito! Morto Menahem. Ma la sua rivolta. e mentre sono afflitte per se stesse perché rimangono in vita. sono concordi circa le rivoluzioni. Qui risalta come gli esseni. 88 . ma tutti si felicitano con loro e consegnano a loro delle lettere per i loro cari già morti. e. comunque. Secondo Giuseppe Flavio si salvarono soltanto alcune donne e bambini. e. Quando i romani entrarono. Ritenendo inutile continuare una lotta impari. Giacobbe. facendo una vera strage. nel 74 n. dal momento che tutti gli storici li ignorano? Quegli storici che. annunciano agli altri la loro dipartita e non c’è nessuno che cerchi di dissuaderli. Costoro. mossa soltanto da un ideale. i legionari infuriarono contro gli abitanti. anziché arrendersi e consegnarsi ai nemici. dopo un breve riassunto sull’ideologia essena. cosí si concludeva: noi che riceviamo nelle nostre case un’educazione informata a questi principi. Che in questo libro. senza che abbiano mali che li affliggano o condizioni che li costringano a morire. Eleazaro e i suoi seguaci avevano preferito uccidersi. Perché in tutti i libri dell’epoca si parla di Giuda il galileo e dei suoi figli Giovanni. della sua vita. disponendo nella sua biblioteca dell’opera di Giusto di Tiberiade. ignora nella maniera piú categorica il processo e la crocifissione di Gesú? In quale altro modo si potrebbe spiegare questo silenzio su Gesú e sui cristiani se non riconoscendo la loro non esistenza. sopportando a malincuore il primo periodo della vita che vedono come un debito da pagare alla natura. Sconfitto al primo urto. priva com’era di ogni sostegno da parte di un partito rivoluzionario disfatto. i nomi dei tanti messia che si succedettero. guardiamo gli indiani che seguono i dettami della filosofia. che ritenevano cosí perfette da essere invidiate «da tutto il mondo». dove venivano riportate le loro «patrie leggi». quale pretendente al trono di Gerusalemme. Menahem e Eleazaro. e non si fa la minima menzione di Gesú. attaccò di nuovo i romani. Dopo aver raccolto tutti i messaggi. A una di queste donne. non poteva che terminare con un fallimento. Che dire poi della biografia di Ponzio Pilato. i martiri esseni. essendo gente di prim’ordine. trovarono tutti i rivoluzionari morti. salgono sul rogo.Un’ulteriore smentita dell’esistenza dei cristiani nel I sec. Nonostante si trovassero di fronte a uno spettacolo simile. n. patriarca di Costantinopoli. e soprattutto nel ricordare quella stirpe di Ezechia che. degli avvenimenti e dei miracoli che lo concernono. considerano beati coloro che con la morte raggiungono la condizione dell’immortalità. le numerose conversioni dei “pagani” all’ideologia essena. nonostante l’adozione dei principi religiosi del culto dei misteri “pagani” riguardanti la resurrezione dell’anima. quali Meandro. invece. la quale. infatti. Questa lettera.). Dosidee e tanti altri. una storia degli ebrei. E allora evitiamo di provare vergogna nel mostrarci inferiori agli indiani nei pensieri di fronte alla morte e di offendere le patrie leggi che destano l’invidia di tutto il mondo. Eleazaro. conclude: in nessuna parte del libro dí Giusto di Tiberiade ho trovato il piú piccolo riscontro che parli della nascita dí Cristo. quale contemporaneo all’era messianica. Simone. scritta su incarico dello stesso Pilato. perché attraverso il fuoco l’anima si separi dal corpo nel massimo stato di purezza [fu in virtú di questa convinzione che l’inquisizione metteva al rogo gli eretici]. guidò il movimento rivoluzionario con i suoi discendenti. che. pur riportando ogni dettaglio dei fatti riguardanti il periodo in cui era stato procuratore della Giudea (26-36 n. Eleazaro consegnò come testamento spirituale una copia del discorso che aveva fatto ai suoi guerriglieri prima del suicidio collettivo. Eleazaro si rifugiò con i suoi guerriglieri nella città essena di Masada. Giacomo.

e. sono costretti a riconoscere non essere mai esistita. per quanto possa essere stato contraffatto.).. tornata autonoma sulle sue primitive posizioni spirituali. tra tanto silenzio storico riguardo l’esistenza di Gesú. che oggi gli stessi teologi..) e san Clemente (88-97 n. un messia ritornato espressamente guerriero. derivante dalla mancanza di testimonianze che potessero sostenere le sue affermazioni. consapevole della gravità di questa lacuna storica. la corrente religiosa. riprese a perseguire il programma espresso dal Rotolo della guerra. e. L’inchiesta fatta da Domiziano sui cristiani della Giudea per sapere chi fossero. Però. disponendo di un poderoso esercito. hanno prodotto l’effetto opposto a quello che i falsari si erano prefissi di raggiungere. quando. dandole quello di Aelia Capitolina. a battere i romani e a farsi signore del popolo con l’aiuto dei sui seguaci in armi. menzogne che in realtà. poiché.). che cosí viene ricordato nelle Antichità giudaiche: arrivò in paese un ciarlatano che. e. cercò di riparare. si trasformò in una guerra che. e tutto il popolo collaborò alla difesa. nelle persone di sant’Anacleto (76-88 n. di un misterioso personaggio di origine egizia. e il messia dei giudei risulta ancora lontano da venire. e. prevenuto il suo attacco affrontandolo con i soldati romani. sí che. dopo la disfatta del 70.. compreso Simone Pietro. che dichiarò apertamente di essere lui il messia che i giudei aspettavano. non sono che il risultato di una pura invenzione. sconfessando ogni ideologia basata sulla violenza. una volta scoperte. Basterebbe riportare le falsificazioni operate da Eusebio. oltrepassa ogni limite del buon senso. e. La Chiesa manomise i passi piú compromettenti di Giuseppe Flavio. se Bar Kocheba si può permettere di dichiararsi tale. Deciso a porre termine alle velleità rivoluzionarie giudaiche.). da essere già al terzo e quarto papa. si inventò l’incendio di Roma che attribuí a Nerone. il movimento rivoluzionario. Passati gli uomini a fil di spada e sgozzate tutte le donne e i bambini. affidata al messia Bar Kocheba − secondo alcuni storici discendente della famiglia di Ezechia −. 89 . per renderci conto di cosa siano stati capaci i cristiani per sopperire alla mancanza di una documentazione storica. stando a quanto poi Eusebio stesso dice in un’altra parte del libro. Adriano cambiò a essa anche il nome. terminò dopo tre anni con la caduta di Gerusalemme (135 n. Felice. si era dissociata dal partito nazionalista. rialzata la testa dopo la disfatta del 70 n. guadagnandosi la fama di profeta. se pensiamo che Domiziano avrebbe potuto sapere tutto sui cristiani senza bisogno di scomodarsi a mandare un incaricato fino alla Giudea.Anche se con la morte di Eleazaro ebbe termine la discendenza di Giuda il galileo. e. prefetto della Giudea. avvenuta durante l’era messianica. avvenuto lo scontro. precettore di Nerone. costruendosi le prove o falsificando i documenti esistenti. Ma un’altra cosa posso asserire ancora con certezza: i primi undici papi dichiarati dalla Chiesa. e.) – quello chiamato dagli storici «il falsario» per antonomasia –. oppure inventandoseli di sana pianta – come quella corrispondenza composta di dieci lettere intercorse tra Paolo di Tarso e Seneca. vescovo di Cesarea (314-340 n. in un susseguirsi di alterne vicende. sotto il comando di un certo Bar Kocheba. e cosí già organizzati. perché i martiri esseni potessero passare per martiri cristiani – e tante altre menzogne che a scriverle tutte non basterebbe un libro. troviamo un passo interessantissimo nelle Antichità giudaiche di Giuseppe Flavio che. Roma era già affollata di cristiani al tempo in cui Domiziano era imperatore (81-96 n. E perché Gerusalemme sparisse dalla memoria quale centro del mondo giudaico. riportata da Eusebio di Cesarea nella sua Storia ecclesiastica per provarne l’esistenza. può metterci sulla strada giusta per scoprire chi fosse realmente il messia dei cristiani. La Chiesa. di fronte all’evidenza dei fatti. Nello stesso Talmud troviamo scritto a proposito di questo sterminio: la desolazione entrò in Gerusalemme tanto che gli sciacalli presero possesso degli spazi dove prima esisteva il tempio dedicato al santo dei santi. Siamo arrivati al 132 n. La rivolta. e. e. fu distrutto tutto ciò che faceva riferimento al mondo ebraico. Il passo in questione riguarda la comparsa. li guidò sul Monte degli ulivi e di lí si preparava a piombare su Gerusalemme. l’imperatore Adriano dette ordine di distruggere Gerusalemme sí da non lasciare di essa pietra su pietra e di sterminare quanti vi fossero stati trovati dentro. Il che è un’ulteriore conferma del silenzio storico su quel Gesú che la Chiesa sostiene essere morto sulla croce nell’anno 33 n. raccolse una turba di circa trentamila individui che si erano lasciati abbindolare da lui. riorganizzando un esercito che attaccò di nuovo le truppe romane nel 132 n. e sui quei cristiani la cui esistenza non emerge da alcun documento. sempre secondo le menzogne della Chiesa.

papa dal 1534 al 1549. Egli spiegava le allegorie della sua incarnazione e della sua resurrezione. ambasciatore di Spagna al Vaticano. papa dal 1513 al 1521. che. Se cosí fosse. e. per lui. in seguaci e martiri di un cristianesimo che si stava formando allora. figlio di Giuda il galileo? Escludendo ciò che potrebbe rispondere la Chiesa. le tre cose attribuite all’astro della luce. Leone X. alla fine del mio libro e in maniera inconfutabile. questi martiri esseni. che corrisponde al solstizio in cui avvenne la nascita di Mithra. riguardante il comportamento di Paolo III. oppure. a pensare che potesse apparire credibile che un truffatore anonimo. erano state prese come allegorie per determinare la nascita di Cristo. la cui esistenza.. che dovevano eliminare dai documenti ogni traccia di Giovanni. Egli sosteneva che la costellazione della Vergine. impregnati dell’ideologia esseno-zelota. le ipotesi sono due: o è stato Giuseppe Flavio che. la sua convinzione era che non era mai esistito. Sono questi seguaci. dei Medici. come sostenitore di una politica distensiva tra gli i giudei e i romani. come vedremo. non posso che sostenere la seconda ipotesi. Mi sembra assurdo che uno storico serio e metodico come Giuseppe Flavio viene dichiarato dagli studiosi.. e Giove Ammone.l’egizio riuscí a scappare con alcuni pochi. per cui Mithra e Gesú erano lo stesso dio. sarei curioso di sapere cosa pensa nel suo intimo il papa attuale 7 . nei confronti di Gesú Cristo: spingeva la sua irriverenza fino al punto di affermare che Cristo non era altri che il sole. la prima cosa che ci viene da pensare è che si tratti della stessa insurrezione. Egli diceva ancora che l’adorazione dei magi non era altro che la cerimonia nella quale i preti di Zarathustra offrivano al loro dio oro. invece di dire chiaramente che a condurla fu Giovanni. sulle basi dell’ideologia essena. essere colui che hanno trasformato nel Cristo salvatore. per giunta straniero. che tanto hanno fatto per far sparire dalla storia gli esseni – quegli esseni che dicono di non conoscere – e per nascondere dietro l’«egizio» quel Giovanni che risulterà. Egli osava dire che non c’era nessun documento valido per dimostrare l’esistenza di Cristo. anch’essa fallita. il costruttore di santi. Che Gesú non è mai esistito i primi a saperlo sono proprio loro. di questo Gesú la cui esistenza è stata negata dall’infallibilità di altri papi. Giovanni Paolo II. quell’infallibilità garantita dallo spirito santo . Ma questi segreti si portano nella tomba! 7 Quando è stato steso il presente testo. la quale ha tutto l’interesse a negare l’esistenza di Giovanni. ha voluto discolpare il partito nazionalista giudaico. che gli esseni affidarono a Giovanni. 90 . Dal momento che tutti i rivoluzionari erano impegnati alla causa essena. E ancora piú esplicita su questo argomento è la testimonianza di Mendoza. perché Giuseppe Flavio ne attribuisce il comando a un certo «egizio». avrebbe reso impossibile la costruzione della figura di Gesú. e che. come lo fa venire dal nulla. incenso e mirra. o meglio ancora d’Iside. L’era messianica appartiene esclusivamente ai seguaci e ai martiri del partito nazionalista giudaico. un giorno dichiarò al cardinale Bembo: tutti sappiamo bene quanto la favola di Cristo abbia recato profitto a noi e ai nostri piú stretti seguaci. scaricando la responsabilità della rivolta su un anonimo «egizio» che. avesse potuto riunire (abbindolare) e armare trentamila guerrieri. mettendo in parallelo Cristo e Mithra. i preti (mi riferisco essenzialmente a coloro che occupano le alte cariche nella gerarchia ecclesiastica e non ai curati d’Ars). A questo punto.. per giunta incaricato da Roma di redigere i fatti inerenti la Palestina (fatti di cui oltretutto i romani erano a perfetta conoscenza). altrettanto lo fa sparire. sia arrivato. adorato dalla setta mitraica. che non si sa da dove fossero usciti fuori. cioè la falsificazione del passo da parte dei cristiani. che saranno trasformati. come hanno trasformato Mithra nel loro logos. per deresponsabilizzare i giudei. nella seconda metà del II sec. n. Trovando in questo fatto delle analogie con la rivolta. tutto è dipeso da un’ennesima contraffazione operata dai falsari cristiani. La maggior parte dei suoi seguaci furono catturati o uccisi mentre tutti gli altri si dispersero. rappresentato nel “paganesimo” sotto la forma di montone e di agnello. affrontavano la morte sorridendo ai loro carnefici.

affidata al messia Bar Kocheba. c’era un incitamento a riprendere il combattimento contro quel Belial e quei kittim la cui distruzione era prevista dal Rotolo della guerra. duecentosessanta anni prima. per l’odio che avevano accumulato contro questa specie di ribelli che. prima di parlare della corrente religiosa che sarà quella che determinerà l’avvento del cristianesimo. il quale. dove c’era una della maggiori concentrazioni di comunità essene. in cui morí suicida Eleazaro. A rinvigorire il loro entusiasmo nazionalista contribuí in maniera decisiva un libro sacro intitolato Giuditta (il nome Giuditta simboleggiava la Giudea). riuscirono a ricostituire un esercito di combattenti che permise loro di attaccare di nuovo. cominciò una vera e propria caccia all’uomo. erano stati causa di tanti lutti e sofferenze. ripresero la loro lotta ideologica contro il sincretismo “pagano”. riprendiamo con quella riguardante il movimento spiritualista. cosí nell’impero. I rivoluzionari di Gerusalemme. Un’estraneità. La rivolta. i rivoluzionari quello dell’uomo conduttore di eserciti. A Efeso e ad Alessandria. le due correnti continuarono in forma autonoma a perseguire nel loro programma di conquista dell’impero. Sia per evitare le persecuzioni. In questo clima di astio e di disprezzo collettivo. ostentando un comportamento pacifista che li facesse apparire il piú possibile estranei a ogni coinvolgimento con il movimento rivoluzionario e con tutto il resto del mondo ebraico. ancor piú che i romani. e. prendendo come spunto l’offesa che l’imperatore Adriano aveva loro recato facendo innalzare una statua di Giove capitolino nel tempio di Gerusalemme. sia per la sfiducia che sempre avevano conservato di pervenire alla vittoria finale attraverso la violenza. ritornando ideologicamente indipendenti come lo erano stati prima della rivolta dei maccabei. portandolo alla vittoria finale. le persecuzioni romane. i massacri non furono comunque inferiori a quelli della Siria. Soltanto in Siria. adottarono la lingua greca e cercarono di rendere i loro riti il piú possibile simili a quelli del dio Mithra. per nulla intimoriti dalle persecuzioni che sempre piú si accanivano contro di loro. separatisi in maniera decisa e netta dai rivoluzionari. pose termine a quel movimento rivoluzionario che era stato fondato da Mattatia. in seguito all’incoraggiamento ricevuto da questo libro. con le loro continue rivolte e azioni di terrorismo. furono massacrati oltre centomila ebrei. di accanirsi contro i perseguitati. terminata. e i religiosi quello sacerdotale del predicatore. personificazione dei nemici di dio. che fino allora si erano rivolte specificamente contro i seguaci del movimento esseno. soltanto apparente. si scagliarono contro gli ebrei con tale furore da determinare un vero e proprio genocidio. spesso in esecuzioni collettive che venivano offerte al popolo come spettacolo negli anfiteatri o su patiboli eretti nelle piazze e nelle strade. in cui l’eroina tagliava la testa a Oloferne. che riconfermava la certezza della vittoria finale del bene sul male. sia da parte dei romani che da parte delle popolazioni. certamente falsa. Fu cosí che i rivoluzionari. in lealtà conservarono le leg91 . perché. nel quale si parlava di una vergine che salvava il popolo di dio dall’oppressore. Ripresosi cosí ciascuno il proprio messia. nell’anno 129 n. però. ritornati alla ribalta soltanto quattro anni dopo la disfatta del 70 con quella modesta rivolta di Masada. anche ai piú vili. non avendo i presupposti per competere con la potenza militare romana.GLI ESSENI DOPO IL 70 Finita la guerra giudaica con la disfatta dell’esercito rivoluzionario e la distruzione di Gerusalemme. ciascuna secondo la propria ideologia. Finita cosí la storia guerriera del partito nazionalista giudaico. non poteva che essere destinato al fallimento. come abbiamo visto nel capitolo precedente. gli esseni della corrente religiosa si dissociarono dai rivoluzionari. che permetteva. Come in Palestina. come in tutte le altre città del Vicino oriente.. anche se sospesero le circoncisioni. le legioni romane di stanza in Palestina. soffermiamoci sulla breve storia del movimento rivoluzionario. di mangiare bambini durante i loro riti religiosi. vennero estese contro tutti gli ebrei di qualsiasi partito o credo religioso. perseverarono nel progetto che prevedeva la distruzione di Roma. le masse popolari. Ma. con la distruzione di Gerusalemme. Fu durante questo periodo che gli ebrei vennero sottoposti a processi con l’accusa. gli spiritualisti. Terminata la guerra del 70. In questo libro.

gli esseni intensificarono la loro propaganda di espansione. tanto da divenirne i primi accusatori. desiderosi come erano di porre fine ai disordini. che viveva in cielo come entità spirituale. ci sarà un posto nel quale potrà ritirarsi e rifugiarsi restando salvo (Es. che sarebbe disceso sulla terra per dare inizio a una nuova era di benessere e di giustizia. potesse realmente assumere il ruolo di un messia umanizzato. Ma. Fu in questi ambienti. Praticamente. 12-13). di falliti e. cioè a coloro che avrebbero seguito i suoi precetti. però. come quelle di Antiochia e di Tarso. Schierandosi apertamente contro i rivoluzionari. aprirono con tanta facilità le porte a quanti volevano far parte delle loro comunità da ammettere. La cosa migliore per 92 . a quella prima edizione che nel 69 n. Come giunsero alla costruzione del loro messia spirituale possiamo comprenderlo dai quattro capitoli (i primi tre e l’ultimo) che aggiunsero nel 95 n. In molte ekklesíe. la stessa sconfitta degli «angeli delle tenebre» che. anche chi aveva commesso i delitti piú gravi. elargendo al massimo le concessioni che già avevano praticato in precedenza per attirare le masse alla loro ideologia. cosí questa politica di espansionismo. avevano loro stessi redatto insieme al movimento rivoluzionario. e. fu trasformato in un salvatore essenzialmente spirituale. le comunità essene si riempirono di barboni. di cui loro stessi avevano fatto parte. Forti di questo appoggio che i romani. cioè come fosse possibile che quel cavaliere dal mantello rosso cavalcante un cavallo bianco. Garantendo vitto e alloggio ai diseredati. stava realizzando il sincretismo nel dio Mithra. Come conseguenza. il numero di questi convertiti all’ideologia essena. spogliato della sua natura umana di guerriero conduttore di eserciti. per colui che non ha teso insidia. non lo fu altrettanto per ciò che riguardava la loro qualità. riuscirono cosí bene nell’intento che avevano di apparire pacifisti.gi del Pentateuco come base della loro vita sociale. di avventurieri. la trassero da quella immagine spaziale da cui la religione avestica aveva fatto partire la creazione dell’universo: lo stesso toro (ora drago) cosmico. il conduttore di eserciti capace delle stragi piú efferate. da ricevere dai romani stessi protezione contro le popolazioni che. inseguiti dagli «angeli della luce». continuavano a perseguitarli. come una legione straniera. per quella legge del Pentateuco che concedeva il perdono all’omicida se nell’azione non c’era stata premeditazione: colui che colpisce a morte causando la morte è messo a morte. fu cosí elevato da costituire la parte piú numerosa dei loro componenti. Il salvatore guerriero sterminatore di nemici. che le comunità dettero la definizione teologica al loro salvatore. consolazione agli afflitti e protezione ai latitanti con quel battesimo che permetteva di cambiare nome. li troviamo in attesa di un messia del tutto differente da quello che avevano concepito precedentemente durante la guerra giudaica. si rifugiarono sulla terra. se risultò positiva per il numero dei proseliti che riuscí ad attirare. Dopo appena venticinque anni che si erano separati dai rivoluzionari. che. potesse prendere il comando del loro esercitò in qualità di uomo. una beatitudine eterna. che nelle battaglie dei maccabei era stato presentato sotto forma di visione celeste. 21. alla prima edizione dell’Apocalisse. è bene conoscere l’espediente a cui precedentemente era ricorso il movimento rivoluzionario. cioè in un lògos che avrebbe svolto la sua missione sulla terra. soprattutto dal mondo “pagano”. provenienti dalla feccia peggiore del mondo “pagano”. ma che dio gli ha fatto incontrare. compreso l’omicidio. e. messa da parte ogni diffidenza che nel passato li aveva resi cauti ad accettare proseliti. come in tutte le cose c’è il «pro» e il «contro». era stato trasformato in una stella radiosa del mattino. Per comprendere come la corrente religiosa riuscí a costruirsi un salvatore essenzialmente spirituale. imponendosi sempre piú sulle altre religioni. prendendo dell’uomo soltanto le apparenze. la stessa battaglia tra il male e il bene. e garantire agli uomini di buona volontà. quella definizione essenzialmente spirituale che doveva competere con i sotères dei culti dei misteri e soprattutto con il mazdeismo. La spiegazione teologica per giustificare questo messia dalla duplice figura. il messia dalla duplice figura della prima edizione dell’Apocalisse. per giustificare come il loro messia. continuando a considerarli comunque sempre degli ebrei. composti da giudei e da convertiti di origine “pagana”. soprattutto. avevano concesso. di malviventi ricercati per reati politici e comuni.

Il profeta Daniele – certamente un personaggio immaginario. cioè Pompeo. non sapendo spiegare chi fosse. le dieci corna sono i dieci re che facevano parte della coalizione alleata a Roma – cfr. Tiberio. uno. riscosse grande successo presso la corte di Babilonia per le capacità di interpretare i sogni del re. possiamo riassumere il tutto in un quadro che vede i rivoluzionari ritirarsi nel deserto per preparare quella rivolta che stanno combattendo contro Roma. Giulio Cesare. con la luna sotto i piedi e sul capo una corona di dodici stelle [sono le dodici tribú d’Israele]. seguitarono a combattere. Era incinta e gridava le sue doglie [l’imminenza del parto esprime la certezza che avevano i giudei sulla prossimità dell’avvento del messia annunciato dal profeta Giacobbe]. 17-9. ecco apparire. cosí misterioso e confuso nella sua entità che la stessa Chiesa. nonostante le cose si fossero messe male in seguito all’intervento di Tito. della comunità di Alessandria. Ap. nella certezza che da un giorno all’altro sarebbe uscito fuori il condottiero che li avrebbe portati alla vittoria finale. deportato da Nabucodonosor. Insomma. trovandosi dopo la guerra del 70 di fronte un mazdeismo che.dimostrare come riuscirono a dare un corpo umano al loro messia attraverso questo plagio è di riportare il passo dell’Apocalisse che lo riguarda (cap. li avrebbe presto divorati. era risalito in cielo. 12].260 giorni. Nel frattempo erano passati due secoli e la situazione nel mondo delle religioni aveva avuto dei forti mutamenti. Se questo fu l’espediente che il partito nazionalista giudaico usò per dare al messia guerriero una natura umana. infatti. come lo sono tutti gli altri della Bibbia – appare. Giunti cosí. attraverso questa spiegazione. mentre in una versione dice che potrebbe essere stato un personaggio di origine fenicia vissuto in un’epoca compresa tra il diluvio e Giacobbe (lasso di tempo comprendente 600 anni). cercando di sopprimere il loro messia. rimaneva in attesa di scendere come uomo per mettersi alla testa del loro esercito. per farla breve. vediamo ora quale fu quello a cui ricorse la corrente religiosa per rendere il loro messia di nuovo un predicatore essenzialmente spirituale. destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro [scettro di Davide] e il suo figlio fu subito rapito verso dio e verso il suo trono [la convinzione dei giudei è che il messia. 93 . già nato sulla terra come uomo. e il suo regno è tale che non sarà mai distrutto. In sintesi. in un’altra ritiene possibile che sia stato invece un giudeo che. dove era rimasto in attesa di ridiscendere come loro condottiero]. in un’ultimo attimo di speranza elessero. [… Il] drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. da parte sua. Ottaviano Augusto. il suo potere è un potere eterno che non tramonta mai. decisero di annunciare che i tempi dell’attesa si erano compiuti e che il messia sarebbe presto disceso sulla terra per dare a ciascuno la giusta retribuzione. Essa partorí un figlio maschio. Ma come sostenere che il loro messia – a differenza dei sotères “pagani” che si erano incarnati – avrebbe potuto svolgere la sua missione di predicatore senza diventare un uomo? Prendendo allora come base il concetto del filosofo Filone. Nel cielo apparve una donna [simbolicamente rappresenta il mondo giudaico] vestita di sole. che la donna passa nel rifugio. giunse fino al vegliardo [dio] e fu presentato a lui. tra le tanti visioni che la Bibbia attribuiva a questo Daniele ce n’era una che si esprimeva cosí: guardando ancora nelle visioni notturne. rappresentano quel periodo di attesa di quaranta anni che i rivoluzionari esseni sostennero nel deserto dell’Engaddi per preparare quella guerra che stavano combattendo contro Roma]. divenuto religione di Stato. Claudio e Nerone. Se prima della rivolta dei maccabei avevano basato il loro concetto messianico su un avvento che si sarebbe realizzato in un futuro di là da venire. che sosteneva un lògos privo di natura umana. intanto che il messia. nazioni e lingue lo servivano. tutti i popoli. non potendo svolgere la sua missione poiché Roma che glielo impediva. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso con sette teste e dieci corna [questo drago simboleggia Roma che si oppone alla realizzazione del loro programma. Caligola. risolsero il problema ricorrendo a una visione che aveva avuto un certo profeta Daniele – la cui persona appare cosí oscura da risultare una favola nella favola. durante gli ultimi sei mesi che passarono assediati dentro Gerusalemme. sulle nubi del cielo. Fu per questa convinzione che.260 giorni [questi 1. le sette teste si riferiscono ai sette colli su cui è edificata Roma e ai sette imperatori che si succedettero nell’era messianica. che gli diede potere. risalito in cielo con il corpo che aveva assunto nascendo sulla terra. La donna invece fuggí nel deserto dove dio le aveva preparato un rifugio perché fosse nutrita per 1. simile a un figlio di uomo. come lo era prima che si unissero alla rivolta dei maccabei. cioè in un futuro senza scadenza. 12). a dimostrare la parte umana del loro messia. Menahem re d’Israele. gloria e regno.

compresa Gerusalemme che. quel messia che dio avrebbe inviato sulla terra per costituire un regno eterno. sopratutto da quella mithraica.. Ma.. Se riprendo a parlare del lògos che gli esseni trassero dalla visione di Daniele. gli idolatri e tutti i mentitori è riservato lo stagno ardente di fuoco e di zolfo. se lo aveva detto Daniele in qualità di profeta. la nuova Gerusalemme. Fu cosí che gli esseni. perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c’era piú [si riferisce al mare di sangue della prima edizione]. da dio. come avveniva nel culto dei misteri. meno che il sacramento dell’eucarestia. previste nella prima Apocalisse. né affanni [riferimento alle stragi previste dalla prima Apocalisse] perché le cose di prima sono passate» . Una voce potente uscí dal trono: «ecco la dimora di dio. e. Gli esseni ripresero tutto dalle religioni “pagane”. procedeva da Aura Mazda. gl’increduli e gli omicidi. Le foglie dell’albero servono a guarire le nazioni. come a- 94 . Io sono la radice della stirpe dí Davide. non vi sarà piú la morte. sostenendo come messia un uomo guerriero. ma come «uno» che dell’uomo avrebbe preso soltanto le parvenze. Cambiato cosí il messia guerriero e rivoluzionario in salvatore spirituale. e dal momento che i profeti parlano per ispirazione divina. concepito un lògos prettamente spirituale. Non vi sarà piú maledizione. ma come «uno. essa dava comunque la possibilità agli esseni spiritualisti di poter sostenere due cose: la prima. daranno origine alla figura di Gesú. generatisi in seguito. Poi il messia mi disse: «ecco. né lutti. simile a figlio di uomo». Le stragi terrene. I motivi per i quali nel 95 gli esseni spiritualisti respinsero il concetto di un lògos dalla natura umana furono principalmente due: 1) evitare ogni analogia con il partito rivoluzionario che. il quale. che invece si limitarono a imitare attraverso quel rito che si riduceva a una semplice benedizione del pane e del vino rosso dolce da parte del sacerdote prima della consumazione dei pasti. Vidi anche la città santa.Anche se sono molti coloro che sostengono che questa visione fu aggiunta nella Bibbia dopo il 70. né lamenti. io verrò presto. pronta come una sposa adorna per il suo sposo. non poteva essere che cosí: il loro messia. per quanto cercassero di apparire pacifici e miti. la radice dell’atavico odio ebreo verso il resto del mondo era rimasta in loro inalterata. che egli avrebbe potuto svolgere la sua missione sulla terra. poiché il lupo perde il pelo ma non il vizio. assicurando l’imminente arrivo di un salvatore apportatore di una nuova età di benessere. e. scendere dal cielo. lo faccio perché è di particolare importanza conoscerlo bene. la stella radiosa del mattino». essendo una conseguenza dell’incarnazione. in una punizione eterna dopo la morte: ma per i vili e gli abietti. E ancora in un altro passo: in mezzo alla piazza di Gerusalemme [la piazza dove precedentemente vegetava solo odio e vendetta] ora c’è un albero di vita che dà dodici raccolti [le tribú d’Israele] e produce frutti ogni mese. prendendo dell’uomo soltanto le apparenze. avrebbe potuto portare i romani a diffidare di loro. che il loro messia. fu trasfigurata in una città santa: vidi un nuovo cielo e una terra nuova. a praticare la teofagia. Saranno divorati da un fuoco che scenderà dal cielo e quindi gettati insieme al demonio che li aveva sedotti nello stagno di zolfo e di fuoco dove già si trovano la bestia [Roma] e il falso profeta [Mithra]. n. da capitale dell’odio e della vendetta. Dunque. traendo la sua origine dalla volontà di dio. il tempo in cui si verificheranno queste cose è vicino [si rimarchi che nel 95 n. Io verrò presto e porterò con me il mio salario per rendere a ciascuno secondo le sue opere. nella seconda. dal momento che il profeta Daniele aveva dichiarato di averlo visto nella sua visione non come un uomo. il messia non è ancora arrivato]. entrarono nel II sec. la seconda. apportatore di pace e di benessere. si sarebbe presentato agli uomini non come uomo. di conseguenza trasformarono in un nuovo programma pacifico tutto ciò che nell’Apocalisse del 69 costituiva invece un piano di distruzione e di violenza. dipendendo da esso tutti quei contrasti gnostici che. 2) Evitare quel sacramento dell’eucarestia che li avrebbe costretti.. gli immorali. che. secondo la religione avestica. si tramutarono. Dio dimorerà tra gli uomini e tergerà ogni lacrima dai loro occhi. veniva eguagliato a Mithra.

la figura di un messia già esistito. come si rivolgono ai membri dell’ekklesía di Efeso. quei “pagani” che gli esseni avevano accolto nelle loro comunità. diffidando di quegli infiltrati che si facevano passare per giudei. cercarono di imporre ai giudei un messia secondo i concetti dei culti dei misteri. erano dei sostenitori della dottrina “pagana” di Baal (Ap. fosse già disceso sulla terra. come era da prevedersi. Ma purtroppo non tutti gli appartenenti alle comunità essene si mostrarono disposti a seguire questa teoria. Come giustificare. entrambe furono costrette a riconoscere che non avrebbero mai potuto ottenere un successo risolutivo sulle masse finché si fossero presentate a esse con un messia che doveva ancora venire. sosteneva un messia incarnato a imitazione dei sotères “pagani”. le due fazioni. Che ci fossero già delle discordie su questo argomento in seno alle ekklesíe essene sin da prima che uscisse la seconda edizione dell’Apocalisse. gettandoli in uno stagno di fuoco e di zolfo. la figura di un messia che. Indirizzandosi poi alle altre comunità. cosí avrebbe castigato con un’eternità di dolore i suoi nemici. dicendo loro di non lasciarsi tentare dai nicolaidi − che erano i seguaci di un certo Nicola di origine “pagana” −. In questo capitolo i redattori. quella che difendeva il messia spirituale e quella che lo voleva umanizzato. Come conseguenza di questo contrasto si formarono in seno alle comunità due correnti. ciò era dipeso semplicemente dal fatto che erano stati loro a non averlo riconosciuto quando era venuto. i redattori dell’Apocalisse altrettanto incitano l’ekklesía di Pergamo di non ascoltare una certa convertita di nome Iezabele la quale. ne esortano i seguaci esseni di origine israelita a rimanere fedeli al loro lògos spirituale. questo problema. dopo essere passato tra gli uomini in maniera cosí umile e modesta nelle parvenze da non essere rimarcato da alcuno. sia la “spiritualista” che la “materialista”. 2). dicendo che se. appunto per non aver riconosciuto il salvatore che egli aveva inviato. i teologi esseni risposero che ciò era avvenuto perché cosí era stato stabilito che fosse. cioè da quello che oggi figura essere il secondo. mentre. quali quelle di Sardi. fino allora l’avevano aspettato. ciascuna per proprio conto. in realtà. rivolgendosi alle sette ekklesíe greche per ribadire il concetto del messia spirituale. se avessero continuato a lottare contro un sincretismo sostenuto da religioni che promettevano la vita eterna attraverso la garanzia di sotères che avevano già effettuato la loro missione. 95 . che negava la materializzazione del messia. dicendo che non era stata altro che una punizione inflitta da dio. Cosí. viene confermato da uno di quei quattro capitoli che furono aggiunti nel 95. se fino allora avevano sostenuto che doveva ancora venire? Ebbene. Coloro che si opposero furono. che potrebbe apparire insolubile alla ragione e al buon senso. dichiaratasi profetessa. lo risolsero dando la colpa a se stessi. Ma. mettono in guardia gli esseni di razza ebrea dalle influenze che avrebbero potuto ricevere da parte dei “pagani” convertiti. come presentare al mondo. Si ripeté. che sostenevano un messia materializzato secondo i culti dei misteri. Ma come era stato possibile che non lo avessero rilevato? Come era potuto accadere che non si fossero accorti che il messia era stato in mezzo a loro? E a quest’altra ennesima domanda che posero gli avversari nelle loro critiche. in realtà. Giunti cosí alla conclusione che. che sostenevano l’incarnazione. sarebbe stato come combattere la realtà di un fatto compiuto con l’astrattismo di una promessa.vrebbe ricompensato con una beatitudine eterna i suoi seguaci. dal momento che lo aveva predetto il profeta Isaia: egli [il messia]. come i sotères “pagani”. E come dimostrazione portarono la sconfitta nella guerra del 70. per quanto l’una e l’altra corrente potessero difendere le loro ragioni. lo stesso caso che precedentemente aveva portato i giudei a credere che la sconfitta dell’esercito giudaico da parte del re Areta fosse dipesa da una punizione inviata da dio in seguito all’uccisione di Giovanni Battista voluta da Erode Antipa. decisero di costruirsi. seguirà i suoi carnefici silenzioso e docile come un agnello che viene condotto al mattatoio. Impregnati come erano dei principi “pagani”. quando le altre religioni offrivano ai loro seguaci sotères che si erano già realizzati. Filadelfia e Laodicea. però. con un messia che doveva ancora scendere sulla terra.

Abramo. avrebbero permesso di costruire una figura emblematica di predicatore sul quale avrebbero potuto trasferire quel messia anonimo che. per sostenere l’irrazionale.(Si rimarchi come. i seguaci delle varie ekklesíe del Vicino oriente cominciarono a compilare opuscoli e libretti. E io li immagino alla ricerca dei fatti riportati dalla memoria popolare. che. essendo avvenuta dentro un carcere per ordine di un giudeo. compresi David e Salomone. venga sfruttato quel principio per cui. riferiti all’era messianica. Basti dire che se si fossero realizzati tutti i Cristi confezionati dalle elaborazioni delle varie ekklesíe. secondo Isaia. non potendosi dimostrare il contrario. ciascuna delle maggiori 96 . anche se in prevalenza usarono il nome di Vangeli. si nega alla ragione la possibilità di dimostrare l’inesistenza dell’inesistente. oltre che a essere provato dal Vangelo di Luca (basta leggerne il primo capitolo con attenzione per comprenderlo). quale era Erode Antipa. Fu in seguito a questa decisione che gli esseni cominciarono a raccogliere tutti quegli avvenimenti che. ciò dipese. situati in epoche lontane di secoli. Non potendo cosí trasferire il loro fantasma su un personaggio realmente esistito. perché. puntarono inizialmente su Giovanni Battista. decisero di concretizzare quel loro messia passato sulla terra come l’uomo invisibile. Giacobbe. apparvero spesso cosí assurdi nelle loro affermazioni da risultare addirittura ridicoli. che erano contro ogni movimento che potesse apparire sedizioso. dove eu sta per «buona» e angelos per «novella». oltre a contrastare con la figura di un predicatore pacifico. Mosé e tutti quegli altri eroi della Bibbia. come capi rivoluzionari. era passato tra loro inosservato. Ma se anche costui in seguito fu messo in disparte. come Giuda il galileo e suo figlio Menahem. prendendoli da un mucchio di pietruzze dalle forme e dai colori piú diversi. Lettere. in parte riportati dalla tradizione e in parte sostenuti dalla fantasia popolare. che vedeva ogni Vangelo sostenere un proprio messia. si misero alla ricerca di un qualcuno che avrebbe potuto dare un corpo a questo fantasma che sostenevano essere passato tra loro in quell’arco di tempo compreso tra l’anno 6 e l’anno 70 n.) Giustificato cosí il mutamento del loro messia. Codici. a imitazione dei seguaci dei culti dei misteri. dandogli un corpo attraverso quei fatti che. ai quali dettero i nomi piú vari. venivano riportati dalla tradizione popolare. quali Atti. furono però tutti d’accordo nell’escludere dai fatti riportati dalla tradizione quelli che contenevano un qualsiasi riferimento rivoluzionario perché. avrebbero attirato su di loro l’ostilità dei romani. da venturo come era stato fino allora a persona che era esistita. benché gli avessero dedicato un Vangelo. che chiamavano cosí i libri che raccontavano la vita dei loro sotères quali predicatori annuncianti la loro dottrina. mentre li selezionavano. Seguendo questo sistema. ci viene confermato anche dal fatto che in Turchia esiste tuttora una setta che lo sostiene e lo venera come l’unico e vero messia inviato da dio. oltre che confusi e contrastanti fra loro. essendo l’unico che veniva ricordato come predicatore della buona novella. anche e sopratutto perché la tradizione gli negava una discendenza dalla stirpe di Davide. attribuendogli fatti e aneddoti del tutto immaginari. (Vangelo da eu angelos. non potevano essere presentati come pecore che seguono docilmente i carnefici al mattatoio. ora ne avremmo perlomeno qualche dozzina. quella dottrina che ogni religione dichiarava essere quella giusta. Che Giovanni Battista sia stato inizialmente scelto per divenire il messia esseno. Scartati i personaggi che avevano dato vita all’era messianica. Giunti cosí alla conclusione che non potevano utilizzare nessuno di questi due sistemi. ancora una volta. potevano sfuggire a ogni contestazione mossa dalla memoria. In questa discordanza. non appariva sufficientemente carismatica per competere con quelle dei sotères “pagani”. se non si inventarono un messia di sana pianta. come incastonatori che accuratamente scelgono gli elementi per il loro mosaico. che erano stati tutti uccisi dai loro avversari nella qualità di rappresentanti delle forze del male. oltre che dal fatto che la sua morte. fatti e aneddoti che piú si presentavano deformati e piú si prestavano al raggiungimento del loro obiettivo. ciò dipese esclusivamente dal fatto che il tempo trascorso dall’era messianica era stato troppo breve per permettere di imporre un personaggio del tutto immaginario – come in precedenza avevano fatto i loro ascendenti con Noè. li modificavano per metterli insieme. riferitesi all’era messianica. e. Seguendo cosí questo sistema di montaggio di fatti.) I primi tentativi per ricostruire la figura di un messia già esistito.

e. Per quanto usassero la massima circospezione per realizzare la truffa. privati del nome di colui che li aveva determinati. come lo erano i sotères “pagani”.000 rami. per costruire il loro messia. le prove inconfutabili sulla non esistenza di Gesú. Questa sostituzione di persona. nell’anno 135 n. tutte le comunità essene fecero sparire il nome di Giovanni dai loro Vangeli. per quanto superficiale fosse. che cosí si espresse su di essi: Papia. Papia asseriva. con il titolo di Detti del signore. eliminando gli episodi piú assurdi. che possiamo assimilare a un innesto che permette di trasformare una pianta di prugne in un ciliegio. potessero risultare attribuibili ad altro artefice. Ma. e. fu portato da Papia alla comunità essena di Roma (che nel frattempo aveva assunto un ruolo di preminenza). ebbe comunque il grande merito di dare il via alla divulgazione degli altri Vangeli. Per dare un’idea del contenuto di questo Vangelo cito un passo che mi appare particolarmente significativo per comprendere in quale mondo navigassero i compilatori dei Vangeli: in una predica il signore aveva promesso che presto sarebbero cresciute vigne di 10. scritto nei primi anni del I sec. sopprimendo ogni forma carnale che poteva trasparire nel Vangelo di Papia.000 litri di vino.000 tralci. in maniera che i fatti da essi riportati. che fino allora erano rimasti circoscritti nell’ambito delle ekklesíe in cui erano stati redatti. era stato presente ai fatti. Costui raccolse tutti quei fatti che. cioè a quel messia che era passato tra loro inosservato. come apostolo del signore. gli avrebbero permesso di ricostruire la figura di quel signore la cui esistenza veniva affermata dal profeta Isaia.000 acini e ogni acino avrebbe dato 10. si presentò cosí complessa da costringere i falsari a ricorrere agli imbrogli piú assurdi. ogni tralcio si sarebbe piegato sotto il peso di 10. Anche se in realtà si trattava di una raccolta di banalità e luoghi comuni. capo della comunità essena di Ieropoli in Frigia. appartenendo egli alla corrente spiritualista. gli errori e le contraddizioni che commisero nel redigere i Vangeli furono cosí grossolani da offrirci essi stessi. che ciò che aveva riportato nel suo Vangelo gli era stato riferito da persone molto anziane che in gioventú le avevano sentite raccontare da un certo Giovanni che. quali esseni. dopo un successo iniziale. privo di ogni senso di critica. ne trasse uno proprio. il primo ad assumere una certa importanza fu quello di un certo Papia. sostenendo che ciò che esso conteneva era stato scritto o da testimoni oculari. n. un Vangelo di cui ognuna difendeva la veridicità.000 grappoli formato ognuno di 10. Ma prima di parlare di Giovanni il nazoreo e di come fu trasformato nel messia dei cristiani. appare quanto mai ingenuo. Da questi Detti del signore un certo Marcione. potendo attribuirsi alla vita di un predicatore. attraverso la compilazione dei vari Vangeli che furono redatti per darsi un salvatore realizzato. Pensare che costoro non avessero già orientato la loro scelta su Giovanni il nazoreo. aggiungendone altri e dando a tutto l’insieme una successione cronologica che era stata ignorata da Papia. Tra i primi tentativi fatti dalle ekklesíe del Vicino oriente per dimostrare l’esistenza di quel messia che era passato tra loro inosservato.comunità del Vicino oriente si ritrovò con un suo proprio Vangelo. ha riportato fatti che gli venivano dal popolo in maniera troppo superficiale. Questo libriccino. Papia selezionò in prevalenza quegli aneddoti che si riferivano a un’abbondanza di benefici piú terrestri che celesti. Nella sua convinzione che il Cristo disceso sulla terra avesse assunto soltanto le parven97 . seguendo il sistema usato da tutti. in Asia Minore. sapevano bene che fra tutti gli artefici dell’era messianica il solo che aveva svolto un ruolo di predicatore era soltanto lui. Per confermare poi la veridicità di quanto aveva scritto. soffermiamoci a esaminare la storia cristologica in generale. furono decisamente respinti dalla comunità di Roma. a Ieropoli. Ma il libriccino di Papia. costruí la figura del signore essenzialmente in chiave mistica. Questi Detti del signore. filosofo esseno della comunità di Sinopoli. dal momento che. figlio di Giuda il Galileo. Avendo come scopo essenziale quello di farlo apparire come l’annunciatore di una nuova era basata sulla pace e sul benessere. Perciò. ognuno dei quali avrebbe portato 10. o dai discepoli che li avevano sentiti raccontare direttamente. come vedremo. ebbe però il merito di incoraggiare la diffusione dei Vangeli già scritti e la stesura di altri. nella consapevolezza della falsificazione che stavano eseguendo.

videro la luce soltanto dopo il 160 n. e. Marcione concludeva il suo Vangelo affermando che. che Marcione aveva portato da Sinopoli. li aveva attribuiti a questi personaggi che. dove era disceso direttamente dal cielo. di quel Luca al quale in seguito attribuirono uno dei quattro Vangeli canonici che.000 sesterzi) uscí nell’anno 145 n. perché sarebbe stato vergognoso per un dio provenire da carne peccatrice. come nel suo Vangelo. per quanto li avesse dichiarati presenti ai fatti messianici. affermando che le prime gli erano state consegnate da un certo Paolo di Tarso.) Un’ulteriore prova confermante che le prime dieci Lettere attribuite da Marcione a Paolo di Tarso erano state scritte da lui. che Paolo di Tarso si era incontrato con Simone e Giacomo in una visita. capi della comunità di Gerusalemme e fratelli del signore. cioè le quattro in piú che risultano nei testi sacri attuali. non soddisfatto ancora di questa discussione – che si era inventata per imporre il suo Cristo spirituale su quello materializzato sostenuto dalla comunità di Gerusalemme –. 98 . per la prima volta. si può comunque desumere che sia di costituzione piuttosto robusta. non sono che il prodotto di aggiunte. riportavano anche gli stessi particolari. Questo Vangelo. possiamo renderci conto della discordanza esistente tra la comunità di Gerusalemme che. vennero alla ribalta le figure di Paolo di Tarso e di Luca. come vedremo. I. (Anche se nessuno. avrebbe cessato di essere dio. come vedremo.) Marcione nel suo Vangelo diceva che il suo messia aveva iniziato la missione di predicatore dalla città di Cafarnao. per i motivi precedentemente detti. (Tutti i testi che furono scritti in quel periodo. che veniva contestato dalla comunità di Gerusalemme. ma simile a quello degli angeli (!?!). non solo inattendibili. ma spesso addirittura ridicoli. quale testimone dei fatti. medico siriano della comunità di Antiochia. da Betlemme a Loreto. si serví ancora di Paolo di Tarso come suo portavoce per fargli dire.ze umane. morto crocefisso. Marcione. che vuole che le prime dieci Lettere e la prima edizione degli Atti degli apostoli siano state scritte da Marcione. 13). che aveva fatto alla comunità di Gerusalemme. Visita che Marcione si era inventato per poter difendere. e. Comunque un cosa è certa: tutte le altre Lettere. quali quello di Apollo di Alessandria e quello di Simone Cefa. ma degli attivisti imbroglioni che predicano un falso Cristo (II Cor. 12). insieme a dieci Lettere e a un libriccino dal titolo Atti degli apostoli. che era stato a sua volta discepolo della stesso Paolo di Tarso. sia le dieci Lettere. sempre in quelle dieci Lettere portate da Sinopoli. ha saputo mai spiegare di che natura sia fatto il corpo degli angeli. attraverso i concetti che fece esprimere a Paolo di Tarso in una discussione con Simone. che invece affermavano. furono aggiunte in seguito dai falsari per l’obbligo che veniva loro di dover continuamente rettificare i concetti di una religione che si stava formando. per renderli credibili nel loro contenuto. se sono riusciti a trasportare in volo. oltre a esprimere i medesimi concetti del suo Vangelo ed essere scritti con lo stesso stile. come tante altre pagine dai significati contraddittori che troviamo in queste e negli Atti degli apostoli. che. furono invece scritti da lui stesso e che. la quale sosteneva invece un messia umanizzato. e il secondo da un certo Luca. che ne fanno un’antologia di incoerenze tali da renderli. Fu cosí che. sostenuta dalla critica laica. accettato dalla comunità di Roma (anche perché aveva ricevuto da Marcione 200. e le altre comunità spiritualiste del Vicino oriente. Il Cristo di Marcione non aveva un corpo umano. la casa della madonna. nell’anno 145 n. riportato nel Vangelo di Marcione e negli Atti degli apostoli. assumendo le sembianze di un uomo di trent’anni. soltanto il suo era il vero (I Cor. Ma tutti gli esegeti − si intende quelli seri − sono d’accordo sul fatto che sia gli Atti degli apostoli. compresa la Chiesa. L’affermazione. e. se si fosse umanizzato. fra tutti i Cristi che venivano predicati dai vari Vangeli. il suo Cristo spirituale. viene dal fatto che esse affermano.. trova la sua prima conferma nel fatto che essi. correzioni e censure. in realtà mai avvenuta. il quale aveva conosciuto personalmente Simone e Giacomo. risultavano fino a quel momento disconosciuti da tutti. affermava l’incarnazione del Cristo. 11. compresi i quattro Vangeli ufficiali – canonici –. un messia che dell’uomo aveva preso soltanto le apparenze: Giacomo e Simone non meritano alcuna fiducia perché non sono dei veri apostoli. Attraverso questo litigio tra Paolo di Tarso e Simone Pietro.

oppure quello che afferma che Cristo ha preso dell’uomo soltanto le apparenze. 11) − e ancora ai filippesi: «abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo. n. da non sapere ancora se era rimasto in cielo. Siccome io sono della convinzione che tutti i miti. intorno al quale si sono formati. essa fu sfruttata dalle varie correnti che seguirono per esporre i loro concetti. senza però riportare alcun successo di particolare importanza. oppure incarnandosi. che nella Lettera ai galati dice che Cristo si è incarnato ed è morto sulla croce: «o stolti galati. 2-6. 3) Il Paolo materialistico. Leggendo gli Atti degli apostoli e le Lettere rimarcheremo che di Paolo di Tarso ce ne sono tanti quante sono le tendenze religiose: 1) il Paolo di Marcione. 99 . seguendo la sua natura ambiziosa. chi è in realtà questo Paolo di Tarso.testo greco). egli è tutti e nello stesso tempo nessuno di questo tre. ma da una rivelazione come da una rivelazione lo hanno ricevuto Simone e Giacomo. 8 . ci viene dal fatto che. dopo Marcione. 8). all’attivismo esseno come nazir. Se mi sono soffermato ancora su Paolo di Tarso. 1. È tutti nella parte di strumento usato dalle varie ideologie per sostenere i propri concetti. che sostiene un Cristo che ha preso dell’uomo soltanto le forme ed è morto al palo (stauros). anche i piú fantastici. svolgendo la sua missione attraverso le visioni. se era sceso in terra prendendo dell’uomo soltanto le apparenze. o ancora colui che sostiene che si è incarnato ed è morto sulla croce? Ebbene. sono certo che egli sia esistito quale personaggio storico in quell’individuo zoppo che. che umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce» (Fil. passò dal servizio dei romani. un pur piccolo “nocciolo”. per volere degli «arconti» (l Cor. hanno sempre una base di verità. e. quale persecutore dei rivoluzionari. 2. che falsamente affermano di averlo ricevuto da un Cristo fattosi uomo (Gal. non l’ho fatto tanto per dimostrare ancora una volta che la sua figura reale è ben differente da quella che gli attribuisce la Chiesa. questa colonna portante del cristianesimo? È quello che sostiene il Cristo delle rivelazioni. il quale. 11). chi può avere offuscato cosí lo spirito proprio a voi ai cui occhi fu presentato al vivo Cristo crocefisso?» (Gal.Che la figura di Paolo di Tarso sia quella di un personaggio di comodo. poiché non è dall’uomo che l’ho ricevuto. quanto per mettere in evidenza come la figura di Cristo fosse ancora cosí incerta e contraddittoria negli anni cinquanta del II sec. ma soltanto in forma apparente. 2) Il Paolo che sostiene il messia spirituale. non essendo mai sceso sulla terra. che sono molti gli storici che sostengono che sia semplicemente un’invenzione di Marcione. 1. Ma allora. e nessuno nella persona di ideologo e pensatore – tanto nessuno. ha svolto la missione trasmettendo la sua morale agli uomini attraverso le rivelazioni: «io vi dichiaro che il Vangelo che predico non è dell’uomo.

di Maria. Lettera di Giuda. Vangelo di Tommaso. mi limiterò a riferire soltanto i nomi di alcuni di essi: Vangelo degli ebioniti. dei nazorei. questi libri. lo rimproverarono dicendogli: «tu che hai un tale figlio. Atti e Detti. perché sarebbe stato vergognoso per un dio provenire da carne peccatrice. Come prova di questa maternità veniva riportata nel Vangelo una frase che lo stesso Cristo aveva rivolto ai suoi discepoli: «mia madre è lo spirito santo che mi prese per i capelli e mi portò sul monte Tabor». di Hereford. I genitori del ragazzo morto. Vangelo degli ebrei. 2) morto in croce come uomo. furono presi da grande spavento e ti- 100 . e. chiamato in disparte Gesú. compreso Giuda il traditore. Coloro che videro questo. Alcuni vedendo questo fatto dissero: «chi è questo ragazzo. Negando a Cristo una nascita terrestre. Affermava che il salvatore era stato generato da dio quello stesso giorno in cui cominciò la sua missione che coincise con il battesimo che ricevette da Giovanni Battista: mentre Giovanni Battista lo battezzava si udí venire dal cielo una voce tonante che diceva: «tu sei il mio figlio amato che oggi ho generato». se si parla della sua infanzia è per dimostrare che sin da fanciullo compiva prodigi: […] Gesú camminava attraverso il villaggio. i Vangeli che vennero fuori furono cosí numerosi che. Se in questo Vangelo si attribuiva la maternità del messia allo Spinto santo. usciti sotto i titoli di Vangeli. che ogni sua parola sí avvera?». Giuseppe. tra i quali quello di evitare ogni riferimento agli atti rivoluzionari. ci odiano e ci perseguitano».I VANGELI CANONICI In seguito alla decisione che presero gli esseni di costruirsi un messia già esistito da contrapporre ai sotères “pagani”. In questo Vangelo. altroché se lo abbiamo capito!]. non puoi abitare con noi nel villaggio. non poteva avere né nascita né morte». Egli infatti fa morire i nostri ragazzi». di Pietro. Si affermavano tre Cristi differenti: 1) morto al palo per opera degli «arconti». assimilato al grande sacerdote Melchisedec. di Tommaso.. 3) aveva svolto la missione comunicando la sua morale dal cielo attraverso le rivelazioni. ma quelli riceveranno la loro punizione». Poiché citarli tutti sarebbe troppo lungo.. ma anche in ciò che riguardava la sua natura e la sua origine. E subito i suoi accusatori divennero ciechi. In questa lettera si diceva che Cristo era la reincarnazione di Mosè. di Giacomo e di tutti gli altri apostoli. Vangelo di Alcazai. Gesú gli rispose: «io so che queste tue parole non sono tue. nel quale viene sostenuto che lo spirito santo non era la madre del messia. sosteneva che aveva compiuto la sua missione sulla terra scendendo direttamente dal cielo su Cafarnao in età già adulta e prendendo dell’uomo soltanto le sembianze. andati da Giuseppe. Lettere. Gesú irritato. che ebbe anche lui il suo. essendo eterna. ma il tutto è cosí complicato che anche se ci riuscissi voi non potreste capirlo» [. lo ammoní dicendogli: «perché fai tali cose? Costoro ne soffrono. alla metà del II sec. di Gamaliele. e subito cadde morto. veniva dichiarato «senza padre né madre e senza genealogia poiché la sua natura. Come è da immaginarsi. dei copti. Atti degli apostoli. Vangelo degli ebioniti. la paternità e la natura del Cristo risultano cosí complicate che lo stesso autore conclude la sua spiegazione dicendo: «potrei aggiungere altre parole per spiegare la natura di Cristo. se ne contarono piú di sessanta. di Nicodemo. quando un ragazzo andò ad urtare contro la sua spalla. ciò fu possibile perché in ebraico la parola «spirito» è di genere femminile. degli ebrei. Cristo. Lettera agli ebrei. oltre che inutile. pur non specificando come il messia sia nato. tuttavia starò zitto per amore tuo. non solo risultarono differenti tra loro negli episodi che venivano riferiti al salvatore. per quanto volessero raggiungere lo stesso scopo nel rispetto degli stessi canoni. n. ma bensí la sorella. In questo Vangelo. Vangelo di Marcione. di Arudel. Arabo.. gli disse: «non percorrerai tutta la strada!».

e. incontrato in età avanzata. secolo contraffecero i documenti. sulla separazione esistente tra il mondo divino immutabile. dal momento che le loro affermazioni erano prive di raziocinio. Fare lo gnostico a quel tempo. questi autori dei Vangeli del II sec. gli spiritualisti entrarono in una competizione teologica che li portò a concepire quelle teorie assurde e grottesche che presero il nome di gnosticismo (da gnosi. dal momento che ogni comunità essena – tra le quali primeggiavano per fantasia quelle di Antiochia e di Damasco – se ne era costruito uno tutto differente da quelli delle altre. Ce ne furono di popolari e di teologiche. Per ciò che riguardava. pur traendo origine dal padre. cioè come l’agnello che veniva fissato su due bacchette incrociate a forma di X. av. sulla forza liberatrice dal peccato del battesimo. a proposito di Gesú. quello che risulta è che alla metà del secondo secolo. come fare il filosofo nel 1700. li aveva tratti da una documentazione risalente al IX sec. Colui che abusò piú di ogni altro di questo trucco fu Valentino. spinse l’ardire fino al punto di fornirsele lui stesso inventandosi dei Canti che osò attribuire a Salomone. che li avevano concepiti. gli stesori dei Vangeli dimostrano di essere ancora ben lontani dall’attribuire la sua maternità a quella vergine che sarà chiamata Maria. Non mi molestare!» [ho riportato questo passo sopratutto per dimostrare il livello intellettuale dei costruttori del cristianesimo]. sorsero diverse scuole. e di individuali. a sua volta. Carpocrate e Basilide. Il nome di Gesú apparirà la prima volta soltanto nel 180 n. Come Valentino ricorse al fantomatico Theudas. che Origene scrisse per confutare Celso. era una “sciccheria”. Tralasciando tutte le altre versioni che furono affermate dai diversi Vangeli. nel libro Contra Cœlsum. Vedendo che Gesú aveva reso cieche quelle persone. tra le quali quella che diceva che Cristo era morto «secondo il rito». n.. Ma Gesú sdegnato gli disse: «tu non hai agito in modo sensato. disse che li aveva appresi da un certo Theudas (Taddeo) che. nella sua essenza spirituale. dicendo di averli trovati in un libro che era stato scritto da un anonimo del V sec. ma sempre nel rispetto del loro principio che ne negava l’incarnazione. Un’altra cosa importante da rimarcare è il fatto che tutti questi documenti si riferivano al loro personaggio con i piú vari appellativi. «signore» e rabbi. Giuseppe gli prese l’orecchio e glielo tirò forte. cosí anche gli altri gnostici. e. e. che in una sua opera criticava i sistemi di falsificazione usati dai cristiani. ragionamenti sulla resurrezione e sull’“economia della salvezza”. e. quando. oltre alla confusione che regnava sulla natura del loro Cristo. non esitarono a mettere in bocca a quegli analfabeti pescatori del lago di Tiberiade ragionamenti teologicamente cosí complessi che spesso neppure loro. tra cui quelle di Valentino. dottrina filosofica religiosa che si ritiene superiore a quella normalmente seguita dai semplici credenti). il quale. e fantasiosi: dimostrazioni su come il lògos potesse essere senza principio. per dimostrarne la veridicità. opportunamente adattate. alla peggio. Per avere le profezie di cui aveva bisogno. e il mondo materiale. per dare credito a ciò che sostenevano. Molti di questi gnostici. ricorsero al sistema di far dipendere i loro Vangeli da fonti originali. di quale saremmo divenuti i seguaci.tubanti presero a dire. dice uno storico francese. n. che invece è sog101 . ma mai con il nome di Gesú. per dimostrare che ciò che scrivevano era vero. Siccome i nomi piú usati furono quelli degli apostoli. poi. «salvatore». tanto risultavano assurdi. nel IV e V n. erano in grado di spiegare. e. ciò è dovuto esclusivamente dal fatto che i falsari lo misero al posto degli altri appellativi. av. gli aveva riferito tutto ciò che aveva sentito dire da Paolo di Tarso. del quale era stato giovane discepolo negli anni intorno al 70. avente come fine la conoscenza dei misteri di dio e della sua creazione. sugli aneliti umani tesi a comprendere i misteri divini. Se questo nome lo troviamo riportato negli scritti precedenti a questa data. di siriane ed egizie. Immaginiamoci ora di vivere in quell’epoca e di dover scegliere il nostro Cristo. cioè da personaggi che avevano conosciuto direttamente il salvatore o. che avevano contattato chi era stato con lui. quali «messia». Dalle varie correnti che sostennero questa forma filosofica. Nell’urgenza che ebbero di darsi un salvatore da opporre a Mithra. che ogni parola che egli pronunciava si trasformava in miracolo.. in una vera sciarada di sofismi. gli altri fatti riguardanti l’esistenza del suo Cristo – cioè quelli che non aveva fatto dipendere dalle profezie –. fecero dipendere le vicende del loro messia da frasi tratte dalla Bibbia che. trasformarono in profezie che le avevano preannunciate. n.

anche se ardita. a creare un mondo cosí difettoso e pieno di contraddizioni. privi come erano di tradizione religiosa. per opporsi all’Illuminismo. scese dalle zone elevate del cielo verso quelle inferiori della terra per riscattare l’umanità dal male [cioè il loro Cristo]. avendo comunque la possibilità di farlo. La pretesa su cui gli gnostici si basavano per sostenere la loro superiorità sulle altre religioni la traevano dal fatto che il loro Cristo. compiuta la sua missione.) Valentino. quello onnisciente. come navette spaziali nel mondo della fantascienza. avendo tutto tollerato. che “mangiava riso e cacava supplí”. cerca di renderle accettabili attraverso il ragionamento. assumendo un ruolo di collegamento tra il vero dio e l’uomo. non essendo spiegabili con la logica e quindi incomprensibili dalla ragione. a differenza degli altri salvatori. disperdendosi nel nulla. allora ottenevano la risoluzione rovesciando tutto dentro quel buco nero. fu fortemente criticata dai loro oppositori che. o per errore o per orgoglio. aveva svolto la sua missione di predicatore rimanendo purissimo spirito. e il mondo creato. per quanto questo metabolismo teologico possa affascinare. che è il dogma e il mistero. affermava nel suo Vangelo: [… il] salvatore. mettendoli di fronte alla realtà dei fatti. per cui tra il vero dio. Questo creatore di rango inferiore. sempre piú interessante quello della dea Kalí. era giunto al punto di continenza che il cibo che mangiava non si corrompeva nell’interno del suo corpo perché in lui non poteva esistere corruzione della materia. furono costretti a inventarsi le teorie teologiche piú azzardate e paradossali per dare un carisma alla loro re102 . c’è tutta una gerarchia di divinità positive e negative. per dimostrare come il suo Cristo fosse potuto rimanere puro spirito pur essendosi comportato in tutto come un uomo. Ma il mondo e l’uomo. quelli a cui i loro rivali attribuivano la creazione dell’universo. venivano risolte con l’intervento di esseri immaginari quali gli «eoni» («angeli del bene») e gli «arconti» («angeli del male»). perché tutto ciò che ingeriva si dissolveva nel suo corpo. E tutto questo per costruire un salvatore essenzialmente spirituale. padre del demonio. quei sotères dai quali avevano in realtà tutto ricopiato. che lui aveva liberato dal male che la teneva prigioniera sulla terra. Ma il lògos non potendo morire perché immortale. pur di battere i loro avversari. non erano che divinità inferiori. non orinava. affermando che soltanto il loro dio era quello perfettissimo e onnisciente. non può essere che un’entità di rango inferiore che. quello ottimo e perfettissimo. non produceva forfora. che per far fallire la sua missione fece del tutto per ucciderlo.) Gli gnostici esseni. Praticamente il Cristo di Valentino. che gli spiritualisti esseni cercarono di darsi una superiorità. Il dio a cui le altre religioni attribuiscono la creazione di un mondo cosí iniquo. né si soffiava il naso. nati cosí per un errore o per un atto di orgoglio. nel suo privato non eseguiva i bisogni fisiologici. come i Cristi di tutti gli altri Vangeli gnostici. quella virtú che. Per realizzare la salvezza si uní con la saggezza. per me rimarrà. non sudava. che si spostavano nel cosmo a seconda dei bisogni. (Ma. ancora esisteva sulla terra. anche se rinnegata dagli uomini. La sua missione fu ostacolata dal dio creatore del mondo. poteva reggersi soltanto sotto un punto di vista puramente immaginario. comunque. in realtà è il padre del demonio. Il ragionamento che fecero gli gnostici per sostenere questa accusa fu il seguente: non può essere stato il vero dio. invece di imporre le proprie verità con il dogma. furono riscattati dal male attraverso l’intervento di un essere di rango molto elevato nelle gerarchie delle divinità positive che. risalí in cielo insieme alla sorella saggezza.getto alla corruzione – e tante altre cretinate che. eseguí la creazione disobbedendo. che costituisce l’estremo opposto con le sue imperfezioni. paravento della follia. per esempio. (Lo stesso ridicolo in cui cadde la Chiesa nel 1700 quando. Se poi anche costoro risultavano insufficienti per risolvere i problemi che si presentavano durante il percorso dei loro ragionamenti. al dio altissimo [il loro dio]. da contrapporre ai sotères “pagani” che invece si erano incarnati. Mangiava e beveva come un uomo ma in maniera particolarissima. cercò di dimostrare l’esistenza di dio attraverso la ragione. chiesero come fosse stato possibile che un essere avesse potuto svolgere le funzioni umane senza incarnarsi. Fu per rispondere a questo interrogativo che i costruttori dei Vangeli gnostici dettero la dimostrazione di come la teologia cada nel ridicolo quando. se nelle manifestazioni esteriori mangiava e beveva come un uomo. divenendo padrone di se stesso. Non defecava. Fu per ovviare a questa accusa di plagio. mentre gli altri. di cui gli avversari li accusavano e per cui li deridevano. Questa affermazione che. non restituendo gli alimenti. dal momento che avevano creato un mondo cosí imperfetto e malvagio.

Tutta l’impostura della Chiesa è stata imperniata sulla deformazione dei fatti attraverso falsi documenti tendenti a far passare gli esseni per cristiani. quella religione che stavano costruendo tra le critiche e la derisione dei loro oppositori. Atti e Detti che riportavano fatti di cristiani avvenuti durante il periodo in cui esistevano gli esseni. e. per poter sostenere. compresi quindi anche quelli riguardanti Nerone. è stato trasfigurato in promulgatore del cristianesimo. dal momento che in quell’epoca i cristiani ancora non esistevano. che fecero di Nerone il nemico dei cristiani. perché gli dessero una prova delle loro capacità magiche. In un Vangelo attribuito a un certo Marcello. per superare Pietro. Come conseguenza di questo ritorno alla magia. Un altro libro. Ma. Simone il mago. su oggetti e corpi che rimanevano sospesi in aria. intitolato Atti di Pietro e Paolo. ne garantiva l’autenticità. si sollevò da terra e cominciò a volteggiare in aria. trovando inaffidabili le nuove teorie. sulla costruzione di fatti e di nomi inventati. non usava trucchi e imbrogli. Nel Vangelo si diceva che Nerone si infuriò tanto contro Pietro per ciò che aveva fatto a Simone il mago. n. come ogni soverchio rompe il coperchio. un effetto talmente negativo sulle masse dei loro seguaci da rischiare di demolire tutta l’impalcatura. attraverso le sue persecuzioni. che lo condannò a morte. Si inventarono un incendio di Roma mai esistito e tante altre storielle che possono essere credute soltanto dai «poveri di spirito». da attivista nazir. Il solo fatto che i preti disconoscano gli esseni dimostra la loro intenzionalità a trasformare in cristiano tutto ciò che apparteneva al mondo esseno: le ekklesíe. compresi quei proseliti che entrarono nelle comunità essene e che furono fatti passare per “pagani” che si convertivano al cristianesimo. cominciarono a venire fuori quei Vangeli nei quali le vittorie del bene sul male venivano affidate a eroi che sostenevano la loro morale in qualità di maghi del bene che affrontavano i loro nemici. con i loro salvatori umanizzati. una delle tante morti che furono attribuite a Simon Pietro fu fatta dipendere da una di queste sfide con il mago Simone.ligione. la strada che li riportava alla magia e all’esoterismo dei culti dei misteri. in confronti basati su trasformazioni di bastoni in serpenti. i martiri e tutto il resto. Questo movimento di ribellione ideologica in seno alle comunità essene fu incoraggiato in gran parte da quei “pagani” convertiti che. quel ridicolo passo. con le loro assurdità. non possono essere che dei falsi. E infatti. È chiaro che tutti questi Vangeli. compreso l’odio verso i romani quali loro persecutori. riferendosi a questo episodio. con imbrogli e raggiri. fece cadere il suo rivale che. in cui viene detto che Nerone. veniva asserito che Pietro e Simon mago furono invitati da Nerone. e su tante altre dimostrazioni appartenenti alle arti occulte di provenienza espressamente “pagana”. Comunque tutto apparirà piú chiaro quando dimostrerò che il cristianesimo ha cominciato la sua esistenza a partire dalla seconda metà del II sec. i quali. oltre a essere piú comprensibili nelle loro dottrine. rappresentati da maghi del male. schiantatosi al suolo. risultavano anche piú garantisti per ciò che riguardava la resurrezione a una vita eterna. Dopo aver trasformato i propri bastoni in serpenti ed eseguito dimostrazioni di magia in maniera tale da risultare entrambi dello stesso valore. e lo stesso Paolo di Tarso che. Per comprendere la truffa basti ricordare quello Stefano che da martire esseno fu trasformato in martire cristiano. morí sul colpo. cosí le teorie gnostiche produssero. che al suo tempo già esistevano. I combattimenti piú famosi riportati dagli scritti del tempo furono quelli sostenuti tra Simon Pietro e Simone il mago. basata sulle falsificazioni dei documenti esistenti. 103 . ricorrendo alla preghiera. che li accusavano di ricopiare tutto dal “paganesimo” e dall’ebraismo ortodosso. Se la morte di Pietro fu attribuita in alcuni Vangeli a Nerone. di cui aveva tanto sentito parlare. ritornarono sulla strada che avevano lasciato. per potersi sostituire agli esseni. erano riusciti a mettere in piedi. Ma siccome Pietro. dicendo che Marcello. che si dichiarava discepolo di Pietro. in seguito a uno scisma che ci fu in seno al movimento spiritualista esseno. quale discepolo di Pietro. ciò dipese dal fatto che i cristiani. che. bensí agiva per volere di dio. perché molti dei loro proseliti furono indotti a cercare attraverso le pratiche occulte quella salvezza dopo la morte che gli gnostici avevano reso utopica e incomprensibile. come si è detto. Fu durante questa gigantesca opera di trasformazione. le persecuzioni. Tra queste possiamo ricordare quel passo che aggiunsero negli Annali di Tacito. a differenza di Simone il mago. era stato presente al quel confronto. dovettero appropriarsi di tutto ciò che era stato il loro mondo.

(«Questo sistema di bruciare per punire gli incendiari non fu mai usato come metodo di illuminazione». ricercati politici. scoppietti.) D’altronde. se in seguito fu attribuito a Matteo ciò dipese dal fatto che costui. delusi e barboni. originario della Campania (165-173 n. quelli di origine “pagana”. con l’uscita di questo Vangelo redatto dai “pagani” che si erano convertiti all’essenismo – cioè da quella crema di malfattori comuni. Questo primo Vangelo. se avessero continuato con gli astrattismi delle loro dispute teologiche. Praticamente. i quali furo104 . Marco e Luca. come l’avevano i sotères “pagani”. compreso il pericolo di perdere i loro seguaci. ebbe inizio il cristianesimo. che. uscito nella prima edizione sotto il nome di un certo Levi. dichiarati nemici da abbattere sia gli ebrei che i “pagani”.). Levi. che dette origine a una nuova corrente religiosa. comportando l’istituzione dell’eucarestia.per punire i cristiani perché avevano dato fuoco a Roma. tutto avrebbero potuto accettare gli esseni di origine ebraica. assunto il comando di questa nuova religione. Questa umanizzazione. gli esseni pragmatici e realisti decisero di attribuire al loro messia una figura umana di uomo incarnato. Pur di opporsi al sincretismo “pagano”. e inizialmente neocristiani − scrissero subito altri due Vangeli che attribuirono a fantomatici autori. che la comunità di Roma. e. in qualità di testimone. anche se spalmato di cera. è nella realtà storica il primo papa del cristianesimo. madonne e spiriti santi se non volgendo tutto in risata? Riprendendo l’argomento magia. tornando all’ebraismo ortodosso – rappresentato per lo piú dai farisei. stando a tutte le stupidaggini riportate dai libri sacri. la maggior parte dei capi esseni. decisero di passare al concreto. dando al loro messia il prima possibile un corpo incarnato. mentre gli esseni di origine israelita si disperdevano. che avevano deciso di materializzare il loro messia come i sotères dei culti dei misteri. Cosí. compreso Simone Pietro (che mai venne a Roma). avrebbe garantito. selezionando i passi piú opportuni da tutti i Vangeli che erano stati precedentemente redatti. Per sapere se un cristiano che brucia illumini veramente si dovrebbe tentare l’esperimento con due o tre frati cappuccini». piú di quanto avrebbe potuto farlo un autore il cui nome. Per dare maggior credito al Cristo che si erano costruito con il Vangelo di Matteo. scrive Renan. una parte. che vivevano ancora nell’attesa del messia davidico –. li usò come torce viventi per illuminare di notte i viali del suo giardino. a cui fu dato il nome di «vescovo» (episcopus. per rifarsi una vita. avventurieri. che si inventarono la storia di quella che fu definita la «prima Chiesa». Questo vescovo. non sono altro che un prodotto di quei falsari. che fino allora gli avevano negato per sostenerla essenzialmente spirituale. Io immagino che un cristiano che brucia. essendo stato presentato in molti testi come apostolo del signore. Fu in seguito a l’elaborazione di tutti gli scritti che si riferivano al signore. si misero a costruire il loro Cristo-uomo. i seguaci di questa nuova corrente religiosa − che da ora in poi chiameremo cristiani. che poneva a capo di ogni ekklesía un responsabile. si erano rifugiati nelle comunità essene –. gli altri. e lo storico Las Vergnas aggiunge ironicamente in proposito: «è un sistema che sembra piuttosto bizzarro. falliti. quali Carpocrate e Basilide. che nell’elenco ufficiale dei papi occupa l’undicesimo posto. determinò nelle comunità essene una scissione fra i seguaci. la quale prese il nome di cristianesimo. critico cristologico. in quale altro modo si può parlare di Cristi. capo della comunità). meno che quella teofagia. seguendo. Molto fumo e niente luce. che rendeva il loro messia uguale ai sotères “pagani”. il primo Vangelo nel quale si riconosceva ufficialmente l’incarnazione di Cristo. Messi cosí da parte i concetti teologici sostenuti da Valentino e dagli altri gnostici. le teorie gnostiche e. seguendo canoni ben precisi e dandosi una gerarchia. la veridicità dei fatti. risultava del tutto sconosciuto. carbonizzi. ma rischiari molto poco. presentò nell’anno 160 n. poiché tutti gli altri che la Chiesa colloca come suoi predecessori. tra i quali primeggia Eusebio di Cesarea (265-340). si organizzarono. impadronitisi delle ekklesíe. che per loro rappresentava quanto di piú sacrilego si potesse concepire nei riguardi di dio – quel dio che li avrebbe puniti con la morte se soltanto ne avessero pronunciato il nome. Il primo vescovo eletto dalla comunità di Roma fu un certo Sotero. appesti l’aria. e. Come conseguenza.

collocati su un altare tutti i Vangeli esistenti. neanche a dirlo. 105 . quali «salvatore». significando in ebraico «colui che salva». i tre Vangeli – Vangelo di Matteo. e. contribuí in maniera determinante alla sua composizione. discepolo di Pietro. È interessante ricordare ancora. nella persona di papa Zefirino (199-217). Per quanto la comunità di Roma avesse cercato di imporre questi Vangeli a tutte le altre ekklesíe. che erano rimasti sull’altare. finché. ma a Roma e per giunta da redattori di origine “pagana”. Nella costrizione di porre fine a questa anarchia evangelica. era risultata fino allora di autore ignoto. in seguito al concilio di Nicea del 325. benché uscito negli anni intorno al 190 (II sec. per toglierlo dall’anonimato che gli veniva dai vari appellativi che fino allora gli avevano dato. mentre questi ex esseni di origine “pagana” si organizzavano nel loro cristianesimo. meno quelli di Matteo. ebbero vita breve. anche se. rappresentati dagli gnostici. ritornò alle origini. che furono associati tutti con il termine di sinottici (synoptikoi). a questo punto. cioè l’ultimo sotèr prodotto dal mondo “pagano”.). di quegli esseni che avevano adottato come proprio Vangelo quello che sosteneva Giovanni Battista come messia. Marco. discepolo di Paolo di Tarso. sia pur piccola. proseguirono nelle loro convinzioni teologiche. In presenza di numerosi testimoni. il quale. dichiarati eretici dal cristianesimo (che. cioè falsi. Ma il nome che gli dettero. Vangelo di Marco e Vangelo di Luca – essendo in realtà stati redatti dalle stesse persone. quando tre di essi erano praticamente uguali. attraverso le loro idee. come abbiamo detto. che avevano rifiutato il sacramento dell’eucarestia. a cui attribuirono anche l’Apocalisse che. la maggior parte di queste continuò a seguire i propri nel rispetto dei loro contenuti. Fu durante la compilazione di questo quarto Vangelo che i cristiani decisero di dare un nome al loro messia.. Da parte loro. i cui concetti furono determinati dalla loro gnosi – quella gnosi che non era altro che un prodotto del buddhismo. chiesero a dio di indicare attraverso un segno quali erano quelli che dovevano essere adottati. confermati come canonici (veri) i suoi quattro Vangeli. facendoli passare per documenti scritti durante l’era messianica da personaggi dichiarati presenti ai fatti. che una parte. lo confermò per quello che realmente era. per riparare agli uni e spiegare i secondi. trovarono. il primo. respinse tutti gli altri dichiarandoli apocrifi. oltre a lasciarlo ancora senza nome. quando. ritornati sul posto. l’ekklesía di Roma. che lo nominò in un suo scritto uscito alla fine del II sec. Siccome questi tre Vangeli. del mazdeismo e dell’ebraismo. «Cristo». Yeshua (Gesú).no dichiarati essere. continuarono a vivere nell’islamismo. e. A coloro che chiesero poi perché dio ne avesse scelti quattro. poteva contare sull’appoggio di Costantino). riunendosi ai farisei che erano rimasti fedeli alla Bibbia. come aveva sostenuto Marcione nell’attribuirgli gli Atti degli apostoli che aveva portato da Sinopoli. gli altri. Il primo a parlare del quarto Vangelo – Vangelo di Giovanni – fu un certo Ireneo (padre della Chiesa e santo). Poiché un segno piú chiaro di questo non poteva esserci. e nell’insieme della stesura dei fatti. nelle omissioni e contraddizioni. essendo uno dei maggiori teologi di questa nuova religione. scritta in parte nel 6869 dagli esseni rivoluzionari e in parte nel 95 dagli esseni spiritualisti. del Pentateuco e della Palestina che risulta da ogni loro pagina. per eliminare ogni contestazione. che praticamente significa: “basta leggerne uno per leggerli tutti”. La risposta l’ebbero il giorno dopo. anonimato che contrastava decisamente con la figura storica che sostenevano. per quanto avessero cercato di renderli originali e autonomi. Luca e Giovanni. i neocristiani. viene dall’ignoranza totale della Bibbia. la comunità di Roma. n. n. (A ognuno il proprio commento!) La conferma che i quattro Vangeli canonici non furono scritti in Giudea da testimoni presenti ai fatti. Ma. oltre a contenere errori storici. Mentre una parte di loro. scrissero un quarto Vangelo che. Ireneo rispose: perché quattro sono i punti cardinali e quattro sono i volti dei cherubini. circa 70. propose di affidarsi al giudizio divino. tutti i Vangeli per terra. non riportavano i principi teologici che furono elaborati negli anni che seguirono. il secondo. furono definitivamente eliminati. risultarono cosí simili tra loro negli aneddoti riportati. cioè «salvatore». discepolo-amico del messia. gli esseni di origine ebraica. «messia» e rabbi. sfrontatamente misero sotto il nome di Giovanni.

usando i sistemi repressivi piú infami. riprendiamo con quei “pagani” convertiti all’essenismo. È certo che trentamila guerriglieri disponibili durante l’era messianica non potevano essere che i componenti dell’esercito rivoluzionario esseno. cioè con quella congerie di barboni. per giunta privi di ogni credibilità. che i giudei consideravano erede al trono di Gerusalemme. come si è detto la ritroviamo tutt’oggi sotto forma di una piccola setta nella regione di Urfa in Turchia. operata per costruirne un altro al suo posto attraverso la falsificazione dei documenti. cosí. D’altronde cos’altro ci si poteva aspettare da certi individui? Rileggendo il passo di Giuseppe Flavio riguardante quel «ciarlatano» che. che cos’altro può essere se non una sostituzione di persona? Questa domanda che. comprese le piú piccole. n. e. fece uccidere sua moglie Marianna per il solo dubbio che avesse potuto congiurare contro di lui per il semplice fatto che era la nipote di Ircano II e. come veniva sostenuto da alcuni scritti ritenuti apocrifi dalla Chiesa. Questa paura fu tale da creare in lui. presso i confini della Siria. Giovanni.rimasta fedele al suo credo. come dice Giuseppe Flavio. introducendo il sacramento dell’eucarestia nel movimento esseno. nell’anno 7 av. invece di trovarsi nelle Antichità giudaiche e in tutti gli altri libri e documenti contemporanei agli avvenimenti. quel cristianesimo che. Messi. da documenti dell’epoca – quali il Codice Arudel e il Libro di Hereford –. avendoli avuti da lei. Nel Proto-vangelo di Giacomo si dice chiaramente che Erode cercava Giovanni perché ritenuto dai giudei re di Gerusalemme. Aristobulo e Alessandro. e. determinarono il cristianesimo. le troviamo ancora negli stessi libri sacri. n. viene confermato dal timore che ebbe sempre Erode che qualche discendente degli Asmonei potesse insorgere per rivendicare i propri diritti al trono di Gerusalemme. dopo averlo costruito con le falsificazioni piú vergognose. viene ricordato il nome. veniamo a sapere ancora. che egli fece del tutto per eliminare un certo Giovanni asmoneo. E interessanti conferme riguardanti la figura di questo Giovanni. riconosciuta discendente diretta della stirpe di Davide? Che ci fosse un designato a divenire re d’Israele sin dalla nascita. Nel 29 av. ricercati politici e delinquenti comuni che. definitivamente da parte gli esseni – quegli esseni di cui la Chiesa finge di ignorare l’esistenza. cinici e disumani. potrebbe apparire ancora temeraria. protagonista veramente esistito. quale il Vangelo di Matteo. altrettanto nel nulla si fa sparire – si voglia nascondere qualcun altro. Perché tutti i fatti che dovrebbero riferirsi a lui. li troviamo in testi successivi. quale erede al trono e messia dei giudei. meno che del primogenito. fece sopprimere anche i propri figli. nipote di Ezechia. avventurieri. che pone la nascita di Gesú sotto Erode. di conseguenza l’anonimo «egizio» non poteva essere che colui al quale il partito nazionalista giudaico aveva affidato la rivoluzione. nonostante tutto ciò che ho già precedentemente riportato. avrà una risposta ben precisa e netta quando porterò le prove inconfutabili che dimostreranno che Gesú e Giovanni sono la stessa persona. come se non bastasse. 106 . pur sapendo bene che furono i fondatori delle due principali religioni monoteiste. n. nato intorno all’anno 15 av. come viene fatto venire dal nulla. falliti. avevano sangue asmoneo. viene spontaneo domandarci: perché di tutti coloro che durante l’era messianica guidarono rivolte. E chi altri poteva essere costui. il cristianesimo e l’islamismo –. e. mentre di costui si tace? Come è possibile che di un personaggio che fu capace di riunire trentamila guerriglieri non si sappia nient’altro oltre che era un «egizio»? E nel dubbio che sotto questo egizio anonimo – che.. ritenuto dai giudei erede legittimo del trono di Gerusalemme. e accreditati a un altro. imposero. una vera psicosi. e negli Atti degli apostoli in cui si fa ricorso a Paolo di Tarso per convincere i seguaci della comunità di Corinto che il Giovanni che sostenevano come messia era soltanto l’annunciatore di quello vero. In questa paranoia. non possiamo evitare di chiederci ancora come mai Giuseppe Flavio parli nei sui scritti di tutti i figli di Giuda il galileo. dichiaratosi profeta. se non il figlio primogenito di Giuda il galileo. quale successore della famiglia degli Asmonei. che secondo il Rotolo della guerra doveva portare i «figli della luce» alla vittoria finale sui «figli delle tenebre». che portò Erode a eliminare tutti i possibili pretendenti al trono. riuscí ad abbindolare trentamila guerriglieri. delusi. perché. che risulta invece storicamente sconosciuto? Questa soppressione di un personaggio dalla storia.

Entrati nella sala. in un crescendo di successi − salvo qualche contestazione da parte dei sadducei −.. la Palestina viveva in un clima di massimo scontento e di terrore. tratta dalla religione mazdeista. Dopo la rivolta del censimento. un certo Gesú che in verità sentivano nominare da lui per la prima volta (At. Il resto si sarebbe svolto attaccando le legioni di stanza in Palestina. quando Cristo e i suoi furono entrati in città. non poteva che mietere consensi. 14. Militare. riportata da numerosi Proto-vangeli quali quelli di Giacomo e di Bartolomeo. che voleva che il capo occupasse il posto centrale e gli altri si mettessero intorno a lui rispettando l’ordine gerarchico. giunse a Gerusalemme seguito da una folla che lo aveva eletto al rango di profeta e di messia. Quando Giovanni iniziò le sue prediche quale designato alla preparazione e alla conduzione della rivoluzione. Giovanni. per le continue entrate di capitali che i piú abbienti versavano nelle casse delle comunità. partendo dai confini della Siria. non sono che da considerare come una premessa di quelle chiare e indiscutibili che saranno portate nel seguito del libro. n. una vera potenza militare ed economica. L’organizzazione essena. Perché Giovanni e i suoi seguaci potessero arrivarvi speditamente senza dare sospetti. secondo il programma del Rotolo della guerra. avendo gli esseni compreso quanto sarebbe stata determinante la partecipazione del popolo alla rivoluzione per battere le legioni romane. gli andò incontro un uomo con una brocca d’acqua. anche se in quello di Matteo risulta alquanto modificata]. in un crescendo di entusiasmo e di risolutezza. lo scontento derivante dallo sfruttamento da parte dei romani. Giovanni e i suoi seguaci si misero seduti secondo il Libro delle regole. Ma tutte queste prove. che imponevano tasse sempre piú onerose. XIX-4). che il padrone di casa aveva decorato con tappeti per ricevere colui che doveva diventare il re dei giudei (Mc. economica. contro il grosso delle truppe romane che si trovava in Egitto per conseguire. scendendo verso il Sud attraverso la Samaria. La rivolta avrebbe avuto inizio la vigilia di Pasqua allo spuntare del giorno. eleggere Giovanni re dei giudei. iniziata la sua missione di predicatore. La sera precedente. lo aveva fatto per la possibilità che avrebbero avuto i combattenti di sfruttare il fattore sorpresa. Se il partito nazionalista giudaico aveva preso la decisione di dare inizio alla rivoluzione sotto le feste dí Pasqua. che per essere convincenti abbisognerebbero di spiegazioni dettagliate. stese le mani sui cibi e sul vino rosso dolce. per il continuo affluire di nuovi aderenti. e il terrore derivante dalle scorribande dei rivoluzionari. secondo il rito esseno: 107 . coinvolgere quindi la folla nella rivolta e. che venivano attirati da tutti quei benefici sia materiali che spirituali che venivano garantiti ai proseliti. Il piano dei rivoluzionari era di attaccare per primo la Torre Antonia quale presidio delle forze romane. quale sacerdote nella sua qualifica di rabbi. Essi lo seguirono nella casa dove egli entrò [asserzione che. avevano fatto precedere quella che doveva essere la battaglia finale da una campagna politico-religiosa mirante a suscitare nei ceti piú oppressi odio e risentimento contro l’oppressore romano e la casta dei sacerdoti sadducei che li sfruttavano e li ingannavano.che si chiamava Gesú. viene confermata dai tre Vangeli canonici. L’ideologia essena. in seguito alla prima resistenza che oppose alle legioni di Pompeo. Giovanni entrò in Gerusalemme per recarsi in un’abitazione che un appartenente al movimento rivoluzionario gli aveva messo a disposizione per passarvi la notte. Prima di mangiare. traboccante di promesse di beatitudine eterna e di consolazioni rivolte a coloro che subivano ingiustizie da parte di un potere malvagio e corrotto. era arrivata a essere. e. dopo circa tre anni di prediche e di manifestazioni miracolose. negli anni trenta del I sec. che depredavano e uccidevano quanti erano loro contrari o soltanto non favorevoli. 17). Giovanni. una volta liberato il Vicino oriente. la vittoria finale con la distruzione di Roma. per procedere poi. mischiandosi tra la folla dei pellegrini che numerosi accorrevano in quei giorni a Gerusalemme dalla Palestina e da tutto il resto del mondo ebraico. dovevano seguire un uomo che il padrone di casa avrebbe mandato loro incontro con una brocca piena d’acqua: secondo l’accordo. una volta conquistata Gerusalemme.

a partire dalla quale tutto sarebbe stato affidato all’uso delle spade. che era la consorte del signore. secondo quanto risulta in un passo del Papiro 8502 di Berlino. Giacomo detto il Maggiore. di quell’ora decisiva. il quale. il corso di indottrinamento per divenire nazir e rabbi. E il signore. disse agli altri accoliti: «Maria deve andare via da noi perché le femmine non sono degne della vita». fratello di Maria Maddalena. Questo affetto che il signore dimostrava per sua moglie. Molto probabilmente era presente anche Maria Maddalena. quale membro attivo della banda. gli appartenenti alle comunità si comporteranno cosí in ogni pasto. allorché saranno riuniti piú di dieci [questo rito esseno sarà poi trasformato dalla Chiesa nell’istituzione eucaristica]. il sacerdote stenderà la mano per benedire il pane e il vino. detto Pietro. L’aria doveva essere pregna del timore di essere scoperti. quale moglie combattente di Giovanni il galileo. 38). Si siederanno davanti a lui ognuno secondo il proprio grado e cosí sarà domandato il loro consiglio. spesso esternava il suo risentimento dicendo agli altri apostoli: «ha forse il signore parlato in segreto a una donna prima che a noi e senza farlo apertamente? Ci dobbiamo umiliare tutti e sottoporci a lei? Forse egli l’ha anteposta a noi?». da dove sarebbero subito ripartiti per ridiscendere di nuovo a Gerusalemme insieme a un reparto di rivoluzionari che lí li attendevano. ritrovato in Egitto durante le ricerche archeologiche del 1945. si rivolse a loro dicendo: «ecco. Giovanni impose il silenzio: gli apostoli dissero: «signore. la rivoluzione. era enorme ed egli certamente la sentí in tutta la sua completezza in quelle ore precedenti l’inizio. Maria di Magdala. città natale dei suoi antenati. ma egli rispose: «basta!» (Lc. Nel silenzio che seguí la sua imposizione a tacere gli ritornò in mente l’infanzia passata a Gamala. dal momento che fu eseguito il rito della benedizione dei cibi. 2. I nomi dei presenti di cui si è certi sono Simone. Poiché era stato stabilito che la rivoluzione avrebbe avuto inizio allo spuntare del giorno. detto Vangelo di Maria. ecco qui due spade». Giovanni e i suoi sicari rimasero in attesa per recarsi alle prime luci dell’alba in una località chiamata Monte degli ulivi. ripensò alle guarigioni dei ciechi e degli storpi. Quanti fossero seduti intorno a quella tavola è impossibile dirlo. La responsabilità assunta da Giovanni nel dirigerla. che secondo i profeti avrebbe fatto dei nemici di dio lo sgabello per i piedi del popolo d’Israele. quale erede del trono di Gerusalemme. E in conformità a questo Statuto. Giuda l’iscariota. 36).in ogni luogo dove saranno dieci piú uomini del consiglio delle comunità. aveva seguito Giovanni nei tre anni di prediche. dal momento che tutti i documenti che si riferivano a questa cena furono fatti sparire per essere sostituiti da altri falsificati. suscitava spesso reazioni di gelosia negli altri seguaci di Giovanni e soprattutto in Simone. e a tutte le al108 . Giuda detto Taddeo. avendolo sentito. io la guiderò da farne un maschio. Giovanni si rivolse ai suoi discepoli ricordando loro l’importanza dell’ora che stavano attendendo. Ciò che si può presumere è che i commensali fossero piú di dieci. Da quanto si può capire dal Vangelo di Luca (22. dove si afferma: Maria. le prediche con le quali aveva promesso una vita eterna a coloro che lo avrebbero seguito. A questo punto penso che non sia troppo avventato supporre che tra i presenti a quella cena vi fosse anche lei. era sul punto di cominciare. moglie di Giovanni. Questa supposizione trova conferma in antichi documenti quali il Vangelo di Filippo. Il signore amava Maria di Magdala piú degli altri discepoli e spesso la baciava davanti a tutti sulla bocca. che. andava sempre con lui. In un altro passo del Vangelo copto viene riportata addirittura un’aperta contestazione di Pietro contro la donna: Simone. detto anche il nazoreo. Dopo anni di preparazione. se ai suoi seguaci che gli mostrarono le spade come prova della loro risolutezza ad agire. E allorché disporranno il mangiare e il vino rosso dolce per bere. Simone detto il minore e Lazzaro. Maria di Magdala. tra di essi non mancherà un sacerdote. affinché diventi una combattente come noi maschi».

«Non sono venuto per portare la pace ma la guerra».». avrebbe lasciato le cose esattamente come stavano. non può essere mio seguace. per imporre l’imperialismo del “padre”. a quella folla nella quale emblematicamente possiamo riunire tutti i «poveri di spirito» delle generazioni passate. i fratelli e persino alla sua vita. per imporre la propria dottrina: «molti di costoro vi parleranno di guerre e di rumori di guerre. Quanto sangue era stato versato da quando Abramo aveva convinto dei miserabili erranti a seguirlo dietro la chimerica promessa di una terra che non era mai arrivata? Quanto sangue con quella rivolta che stava per iniziare. Questo aveva detto ai suoi seguaci durante il periodo preparatorio alla rivoluzione e. comprese le resurrezioni dei morti. ma non credeteli. dietro le parole consolatrici che durante le prediche aveva rivolto a coloro che soffrivano le ingiustizie. «Il tempo si sta compiendo e chi non ha una spada venda il mantello e la compri». se per realizzare il suo regno ricorreva a un delitto? Un delitto rappresentato dall’omicidio del suo stesso figlio? Sangue. mettendoli in guardia contro gli altri truffatori religiosi che gli facevano concorrenza. Quando questa arriverà si solleverà popolo contro popolo. regno contro regno . questo abba al quale si rivolgeva nelle preghiere. quell’alienazione di cui le religioni hanno bisogno perché si debba credere senza comprendere? «Beati i poveri di spirito perché di essi è il regno dei cieli». basata sull’assolutismo e la violenza: se uno viene da me e non rinuncia a ogni legame con suo padre. cioè con i ricchi Epuloni che sedevano davanti a una tavola imbandita e i Lazzari che continuavano a raccogliere le molliche? D’altronde. aveva indossato il manto dell’agnello soltanto per nascondere la ferocia sanguinaria del leone di Giuda? «Io faccio la volontà del padre mio che è nei cieli». minacciando i ricchi di escluderli dal paradiso se non avessero dato nulla ai bisognosi. secondo il significato biblico. delle presenti e delle future. sostenuta anch’essa da «poveri di spirito» che l’avevano seguito dietro la promessa di una beatitudine eterna? E quanto ne sarebbe stato ancora versato in persecuzioni e genocidi eseguiti in nome di una chimerica promessa di felicità posta oltre la morte! «lo sono la verità e la vita». Tutti imbrogli finalizzati al raggiungimento di quell’imperialismo teocratico che era intrinseco nel suo monoteismo. aveva ripetuto alla folla che lo seguiva. anche se è inevitabile che ce ne sia una. e come vorrei che fosse già acceso …». voleva dire che non avrebbe potuto far parte di quel programma sanguinario che prevedeva la distruzione totale di coloro che si opponevano all’imperialismo ebraico. procrastinando la giustizia dopo la morte. Il che. lui che stava per diventare un re. Mentre enunciava le beatitudini. contemporaneamente esortava a seguire la sua legge yhavista. 109 . quale altra morale poteva predicare.. i figli. «Sono venuto a portare il fuoco. se non quella che conviene agli imperialismi? Come sarebbe potuto pervenire alla teocrazia dal dominio universale sostenuta dalla sua Bibbia se avesse predicato veramente un’ideologia che esclude l’alienazione intellettuale dei popoli. tutte chiacchiere per abbindolare coloro che sono resi creduli dall’ignoranza. tutte dimostrazioni per truffare i miserabili. eseguite secondo i trucchi appresi dall’esoterismo e dalla magia indiana. aveva aggiunto.tre dimostrazioni prodigiose. che. Non lo aveva detto egli stesso che il «regno dei cieli» sarebbe appartenuto ai «poveri di spirito»? Promettendo una ricompensa dopo la morte a coloro che avrebbero sopportato con rassegnazione le ingiustizie ricevute dai potenti su questa terra. aveva asserito nel ruolo di lògos apportatore di pace e di perdono: ma quale pace e perdono avrebbe potuto dare all’umanità lui che.. aveva affermato nei suoi sermoni: ma chi poteva essere questo “padre”. soltanto sangue. non resterà qui pietra su pietra che non venga diroccata». «Vedete tutte queste cose? In verità vi dico. che cos’altro aveva fatto se non sostenere l’ipocrisia di un falso socialismo. sua madre. dichiarandosi anche loro dei messia apportatori di salvezza. gli emarginati e tutti quei falliti che sono portati a cercare in cielo ciò che non ottenegono sulla terra.

che Giuseppe Flavio definisce latrones. quando al Monte degli ulivi taglia con un colpo di spada l’orecchio a un certo Malco. detto Vangelo di Maria di Magdala. ma aggiungendovi un particolare che è stato sempre omesso da tutti i pittori: far spuntare da sotto i loro mantelli l’elsa di quelle spade che anche i Vangeli canonici affermano che avevano prima di recarsi al Monte degli ulivi. cominciamo con: Simone. ebraico e greco. Poiché tutti gli zeloti nascondevano la propria identità dietro dei soprannomi. come vengono dipinti in quei tanti quadri che trattano la famosa «ultima cena». oltre a quello di Barjona. uno degli apostoli. incendiavano le case di coloro che si rifiutavano e poi li uccidevano con le loro famiglie. Pietro! Ora vedo che ti scagli contro la donna come fanno i nostri avversari». che portava a paragonarlo a una roccia. cioè «briganti». che in ebraico significa «colui che è ricercato». Preso il posto di Giovanni. sí che tutta la Giudea fu piena delle loro gesta efferate. Sicuramente il piú violento della squadra. Essendo il secondogenito dopo Giovanni. come risulta da innumerevoli documenti in aramaico. significando etimologicamente «pietra». vuoi che l’incendiamo?». aveva quello di Cefa (kefas) che. si rivolgevano a lui chiedendogli: «rabbi. storico contemporaneo ai fatti. e ancora di piú quando uccide i due coniugi Anania e Saffira. prendendo le difese di Maria contro la quale Simone aveva inveito con espressioni di ira e di rancore. perché si dimostravano propense ad accettare tra i seguaci anche i “pagani”. immaginiamo di averli davanti seduti intorno a una tavola. rimase a capo della comunità essena di Gerusalemme fino al 46. perché propagandavano l’ideologia rivoluzionaria esseno-zelota (Giuseppe Flavio. nell’anno 40 n. Il temperamento di Simone. Prima di passare all’esame dei singoli componenti di questa banda. Quella di Giovanni si era autodefinita. perché non avevano versato alla comunità di Gerusalemme l’intera somma ricavata dalla vendita di un loro terreno. secondo una tradizione che si era tramandata dal tempo della rivolta dei maccabei. altrettanto ogni banda zelota era contraddistinta da un appellativo dal significato rivoluzionario. quando non ricevevano accoglienza da un villaggio. di nome Levi. e Filone e Plinio il vecchio «banda di galilei». banda dei boanerghes. era considerato il vicecapo di questa banda di boanerghes. Per imporre la sua legge. cosí parlava di queste bande di zeloti integralisti di cui faceva parte quella di Giovanni il nazoreo. almeno di coloro di cui si è certi dei nomi. nel corso dell’«ultima cena». per il semplice motivo che i suoi abitanti seguivano un altro credo. Come tutti i rivoluzionari avevano un soprannome di battaglia. cioè «figli del tuono». litigò con tutte le ekklesíe del Vicino oriente.A quale altra guerra poteva riferirsi se non alla sua? Chi altri poteva credere alle sue promesse di beatitudine se non dei poveri di spirito. e davano alle fiamme i villaggi. ostenta di avere due spade invece che una. dimostra il suo carattere sanguinario e impulsivo quando. 110 . che egli considerava soltanto come nemici da distruggere. cioè latitante. Simone. figlio di Giuda il galileo: se non ricevevano quanto chiedevano. In un Vangelo tra i piú antichi. Filone. Antichità giudaiche). dal momento che i suoi stessi seguaci. detto Cefa. che lo conoscevano bene. questo villaggio si è rifiutato di riceverci.. E Giuseppe Flavio confermava: distribuiti in squadre. Lasciando Giovanni per ultimo. nel significato di rivoluzionario che veniva dato alla parola «galileo». saccheggiavano le case dei signori che poi uccidevano. guardia del tempio. dei sempliciotti plagiati. dice a Pietro: «tu sei sempre irruento. viene descritto violento e aggressivo in tutti i documenti che lo riguardano. gli era stato dato per la sua corporatura vigorosa e massiccia. basata sulla violenza. anno in cui fu crocefisso insieme al fratello Giacomo dal procuratore Alessandro Tiberio. e.

e Giuda Theudas qananite nei secondi. 15) – [E ancora negli Atti degli apostoli (1. 111 . Sulla natura di zelota di questo seguace di Giovanni non ci possono essere dubbi dal momento che. [Un prete. in maniera da cambiargli il significato in «figlio di Giona». come attivista della collettività essena di Gerusalemme.Giacomo (il maggiore). Simone lo zelota. Quarto fratello di Giovanni – da non confondersi con Giuda l’iscariota –. viene confermata anche da alcuni passi degli stessi libri sacri che. Giuda l’iscariota. veniva dato agli zeloti piú oltranzisti. approfittando del fatto che bar in aramaico significa «figlio di». consigliere della politica ecclesiastica di Costantino il Grande (314-340 n. riportando il passo di Giuseppe Flavio. che significano entrambi «gemello» (il primo in greco e il secondo in dialetto semita). Di conseguenza venne fuori un’espressione priva di significato in entrambe le lingue: in aramaico. Della sua fine ho già parlato in precedenza. Giuda. in molti testi «apocrifi» viene chiamato indifferentemente con i due appellativi di «zelota» e «boenerghe». oltre che da testi antichi in greco e in ebraico. oltre che con l’appellativo di Theudas («Taddeo»). 6. L’appellativo «iscariota» (dall’ebraico ecariot che significa «sicario»). Simone. Dove maggiormente i cristiani operarono le falsificazioni fu nelle traduzioni in greco dei documenti scritti in ebraico e aramaico. Tra i discepoli ce n’era uno di nome Simone soprannominato «zelota» (Lc. dove qananite in ebraico equivale a «zelota» in greco. Conosciuti cosí i seguaci di Giovanni secondo la documentazione storica. sia la sua morte.). sono comunque piú che sufficienti i cinque sopra riportati per dimostrare che Giovanni e i suoi seguaci erano una banda di rivoluzionari esseno-zeloti che. chiamato «il maggiore» per distinguerlo da un altro Giacomo. Terzogenito di Giuda il galileo. lo scomposero in bar e jona. né come nome di persona. mi ha risposto che Simone lo chiamavano «zelota» perché questo era il nome di suo padre!] Anche se si ha la certezza che i partecipanti a quell’ultima cena fossero piú di dieci. Poi. quando questi cadevano. dopo essersi attivati per tre anni attraverso prediche e terrorismo. che significa «coraggioso». Tutto ritornò poi in ordine quando questa espressione bar Jona. che commettevano assassini in pieno giorno nel mezzo della città. che eseguivano azioni di terrorismo anche in forma isolata. che gli era stato dato per la sua corporatura massiccia e vigorosa. perché sorpreso dai sadducei mentre predicava. fu tradotta nei Vangeli con il latino filius Jonae. conferma sia la sua natura di rivoluzionario. sotto il procuratore Cuspio Fado. l’imminente avvento del messia. e. perché la parola «figlio» non si dice bar ma bensí uios. nonostante l’accurato lavoro dei falsari. gli assassini si univano a coloro che esprimevano il loro orrore e recitavano cosí bene da essere creduti e quindi non riconoscibili. a cui ho chiesto una spiegazione circa questo appellativo. che fu chiamato «il minore». il mutamento lo operarono trasferendo il suo significato etimologico nell’allegoria di quella «pietra» su cui Cristo avrebbe «edificato la sua Chiesa». nascondevano sotto le vesti dei piccoli pugnali e con questi colpivano i loro avversari. In documenti antichi in greco e in ebraico viene chiamato Giuda Thomas zelotes nei primi. Giuda morí decapitato nell’anno 45 n. secondo il Rotolo della guerra. L’appellativo Barjona dato a Simone. Per quanto poi riguarda l’altro appellativo di Cefa (da kefas. «pietra»). per avere organizzato una sommossa. per la grande somiglianza che aveva con il primogenito Giovanni. quella dei cosí detti sicari (ekariotes). in greco. avrebbe portato i «figli della luce» a trionfare sui «figli delle tenebre». sono sfuggiti alla censura. che in aramaico significava «ricercato» o «latitante». avvenuta per crocifissione. Eusebio di Cesarea. veniva chiamato anche con i nomi di Thomas e Didimo. stavano aspettando l’alba fatidica che avrebbe dato inizio a quella rivoluzione che. perché «Jona» non esiste. sotto il nome di boanerghes. che in greco risultava priva di significato. e. sarà interessante ora vedere come i falsari riuscirono a trasformarli in pacifici apostoli di Gesú. né come nome proprio. Era specialmente in occasione delle feste che si mescolavano alla folla. Di costoro cosí scrive Giuseppe Flavio: in Gerusalemme nacque una nuova forma di banditismo. 3) si legge:] tra i discepoli ce n’era uno che si chiamava Simone lo zelota.

essendo al di fuori della materia. lo consiglio a coloro che amano le favole. insieme al fratello Giacomo (Giuseppe Flavio. non può che essere relegato nel nulla. rinnegando Gesú per tre volte. dopo aver assistito con coraggio a quella della moglie. per la sua attività di rivoluzionario esseno-zelota. che rimasero fedeli alla morale mosaica. che ciò dipese dal fatto che “erano due discepoli che quando parlavano alzavano la voce”. fu veramente il primo ad assumere l’incarico di vescovo nella comunità di Roma. XII-I. sotto il procuratore della Giudea. risolsero la questione dicendo che qananite significava «nativo di Cana». non ritenendosi degno di morire come il suo maestro. per evitare che l’uguaglianza delle due morti potesse compromettere il significato simbolico della croce. che furono annoverati come papi suoi successori. e. A titolo piú di curiosità che di interesse storico riporterò i nomi dei dieci inesistenti papi che la Chiesa sostiene siano stati i successori di Pietro nella cattedra di Roma: san Lino della Tuscia. Mentre in una. in quel mondo trascendentale chiamato «paradiso» che. san Pio I di Aquileia e sant’Aniceto di Siria. Simone Barjona. san Clemente di Roma. dicendo che fu liberato da un angelo che. cioè «figlio del tuono». fratellanza che comunque risulta chiara e inequivocabile da tutti i documenti. compresi i Vangeli canonici e gli Atti degli apostoli. ritennero opportuno specificare che Pietro. sant’Anacleto di Roma. secondo il dogma. 3.. sant’Evaristo di Grecia. Tutti santi che vivono in quel mondo creato dalla fantasia. Oltre a quella che avevano fatto dipendere da Nerone. che avevano costruito su di lui). compreso lo spirito santo. morí per crocifissione nel 46 n. che è d’accordo nel riconoscere l’incarcerazione. la quale ebbe a sua volta due versioni. per non compromettere la figura di Gesú. che dai documenti apocrifi risultavano quananites. Per far sparire il rapporto di fratellanza di Giacomo con Giovanni (il quale doveva risultare senza fratelli. e gli esseni giudei. che doveva dipendere esclusivamente da Cristo. dove fu eletto vescovo della comunità. 17) Giacomo e Giovanni furono chiamati boanerghes. in un’altra successiva – avendo deciso che era piú opportuno farlo apparire come un coraggioso. Giacomo fu il componente la banda di Giovanni che dette meno problemi nell’operare la trasformazione da seguace rivoluzionario in discepolo di Gesú. aprendogli la porta della prigione. in seguito alla sfida con Simone il mago. Le morti che furono attribuite a Giacomo dai vari scritti religiosi furono quattro: 1) fatto decollare da Erode Agrippa nel 44 n. (Cos’altro possono essere coloro che credono a certe stupidaggini se non dei «poveri di spirito»?) Come fu falsamente dichiarato primo papa Simone detto Pietro. ricorsero al trucco di dargli come padre un certo Alfeo che nessuno. san Telesforo di Grecia. sostenitori dell’Eucarestia. Antichità giudaiche). sanant’Alessandro di Roma.) Le morti che i cristiani attribuirono a Simone Pietro furono per lo meno tre. e. È per questo che molti discepoli di Gesú risulteranno «cananei». cioè il primo che storicamente divenne il capo di quella banda di delinquenti e di emarginati che diedero impulso al cristianesimo in seguito allo scisma che avvenne negli anni intorno al 150 tra loro. dal momento che l’avevano dichiarato essere stato il primo papa – affermarono che aveva affrontato la morte sorridendo. e. Lo stesso fecero poi per tutti quei seguaci di Giovanni. essendo ricordato dai documenti apocrifi soltanto con l’appellativo di boanerghe. aveva voluto essere crocefisso con la testa rivolta verso il basso. Se chiedete spiegazione ai preti sul perché nel Vangelo di Marco (Mc. secondo gli Atti de112 . gli permise di raggiungere Roma.Siccome poi in alcuni testi Simone veniva chiamato anche con l’appellativo di qananite. gli fu attribuita una morte per crocifissione quale capo dei cristiani. sant’Igino di Grecia. Siccome veniva detto che era morto in croce come Cristo. recalcitrante e piangente. detto Cefas il qananite. fino a Sotero della Campania (165-173 n. con quella faccia di bronzo che si ritrovano. altrettanto lo furono tutti quei personaggi immaginari. che lo aveva preceduto nel supplizio. figlio di Giuda il galileo e fratello di Giovanni. Alessandro Tiberio. nega però questa morte riportata da Giuseppe Flavio. Giacomo (il maggiore). che è la traduzione di zelota in dialetto semita. per confermare il carattere pusillanime che aveva dimostrato. (Il passo riguardante la liberazione di Pietro da parte dell’angelo. vi diranno. san Sisto di Roma. si diceva che era stato trascinato di forza al supplizio. anche se occupa nella storia ecclesiastica l’undicesimo posto.) che. sa da dove sia uscito fuori. La Chiesa. riportato negli Atti degli apostoli.

che dovevano risultare gli assassini di Cristo. Giuda l’iscariota. non era mai esistita. se fosse stato riportato con il suo vero nome avrebbe certamente compromesso. non fu tanto per l’evidente trucco che avevano usato ancora una volta per contraffare un nome. come realmente era. Ricorrendo ancora alla geografia.gli apostoli. Ma come poter attribuire il tradimento a un apostolo senza rischiare di coinvolgere anche gli altri nel disonore? Fu allora per scagionare gli altri apostoli da ogni responsabilità al fatto. la città di Keriot. Come prova dimostrante che i falsari usarono questo nome intenzionalmente. a riconoscere che la vera fu quella per crocifissione avvenuta nel 46 n. membro del Sinedrio. che corrispondeva a Thomas in greco e a Didimo in dialetto semita. in ebraico ekariot. toltolo a lui. 2) giustiziato per crocifissione. colui che mangiava il mio pane» (Slm. Se gli fu lasciato il suo vero nome ciò dipese dal fatto che. che fecero dipendere il tradimento di Giuda da un’espressione della Bibbia che. che. ciò non fu fatto per un rispetto della storia ma soltanto perché. Quarto fratello di Giovanni. come risulta dal Vangelo di Giacomo. l’odio verso i giudei. la trasformarono in profezia. come avevano fatto con la città di Cana per trasformare qananite in cananeo. significando «Gemello detto Gemello». si cercò comunque di nettarlo della natura di terrorista che gli veniva dalla parola iscariota perché. facendo dipendere la morte di Cristo dalla delazione un certo Giuda. d’altronde. facendola commettere da un discepolo. Storicamente si sa soltanto che organizzò una rivolta. che dichiararono essere il suo paese d’origine. La Chiesa. significando «sicario». Anche se per Giuda furono usati gli epiteti piú infamanti. sotto Alessandro Tiberio. anche di traditori e fedifraghi. 41. fratello di Giovanni. perché gli era stato sempre nemico. se venne dichiarato nei Vangeli fratello di Giacomo. lo usarono per nasconderci dietro uno dei seguaci di Giovanni. 4) morto di vecchiaia. se fece ridere ancora una volta i loro avversari “pagani” ed ebrei (come. dalla città di Keriot. avendoli fatti nascere entrambi a Cana per via dell’appellativo che avevano di qananites. si prestava a fomentare. con il tradimento che gli fu attribuito. quale rivoluzionario. datogli per la forte somiglianza che aveva con Giovanni. è stata costretta. che aveva voluto la sua morte. 10). fa ridere anche noi). È certamente il personaggio piú elaborato fra tutti i seguaci di Giovanni. Presa cosí dalla Bibbia la frase mi fu avversario anche colui in cui confidavo. avrebbe compromesso tutti gli sforzi che stavano facendo per trasformare una banda di rivoluzionari in un gruppo di apostoli predicatori di pace. la figura pacifica di Gesú. i Vangeli non dicono nulla circa la sua fine. Giuda (non l’iscariota). come viene affermato da Giuseppe Flavio. Fu cosí che dagli appellativi Thomas e Didimo venne fuori un apostolo dal nome «Tommaso detto Didimo» che in realtà. ci viene dal fatto che era già stato precedentemente usato. Se questa azione di delazione fu passata nei Vangeli canonici dal Giuda membro del Sinedrio a Giuda l’iscariota ciò dipese dal fatto che. Trasformazione che. è la dimostrazione piú evidente della contraffazione. Anche di Giuda. dal momento che nei Vangeli canonici viene taciuta la sua morte. oltre che di assassini. essendo di origine prettamente giudaica. opportunamente adattata. dall’evidenza storica. furono costretti a dargli lo stesso padre nella persona di Alfeo. secondo gli Atti di san Giacomo. secondo Epifane. con la sola differenza che invece di farlo morire da martire esseno lo fa morire da martire cristiano. quanto perché questa città. per coinvolgere tutti gli ebrei in un tradimento. 3) morto di spada in Spagna dove si era recato per evangelizzare i “pagani”. avrebbe acquisito quel valore di infedeltà che avrebbe permesso ai cristiani di tacciare tutti gli ebrei. L’altro appellativo di «gemello». costruendo su di essa la scena del tradimento: 113 . e. fecero derivare l’appellativo iscariota. secondo gli Atti di Isidoro di Siviglia. fecero passare per una profezia che l’annunciava. che fu subito repressa dal procuratore Fado con l’intervento della cavalleria.

. dicendo che si impiccò a un albero di fico. aveva assunto il significato di «integralista-terrorista». gli stesori dei quattro Vangeli mostrarono all’imperatore l’albero di fico nel quale Giuda si era impiccato. come altrettanto abbiamo appreso che.. arrestatelo!». trovando questa morte di troppo cattivo gusto.«in verità vi dico. uno di voi. È a riguardo di questo apostolo che i preti maggiormente fanno il mea culpa. gli storici del tempo. oltre ad aver mutato di natura. Filone e Plinio il vecchio. nelle loro operazioni di revisione dei testi sacri eseguite nel III e IV sec. Attualmente. che lui conobbe di persona . colui che mangia con me. Perché. un secolo dopo risultava trovarsi a ovest. E nello stesso modo costruirono la scena del bacio prendendo dal Libro dei proverbi la frase: non mi sono potuto nascondere all’insulto perché mi fu recato dal mio amico e confidente – Fallaci sono i baci di un nemico.. è lui. secondo le profezie. scritto soltanto trenta anni prima di quello di Matteo. si affermava che Giuda. (A proposito dell’evangelista Luca. fu trasformato in cananeo? Che «zelota» significhi «zelante d’amore verso dio» l’abbiamo appreso sin dai tempi di Mattatia. opportunamente elaborate. i cristiani costruirono quel tradimento che doveva servire loro per fomentare contro gli ebrei quell’odio di cui conosciamo bene le conseguenze. rabbi!». doveva essere la capitale della pace e della concordia . e. quando parleremo della natività di Gesú. che in ebraico significa «zelota». era morto nella seguente maniera: [… il] suo corpo si era talmente gonfiato negli ultimi suoi giorni da non passare per le strade e dopo morto la puzza del suo cadavere aveva appestato la città [Gerusalemme]. un albero che però. furono fatte dipendere dall’adattamento di frasi tratte dalla Bibbia che. 12) e negli Atti degli apostoli (1. ha cambiato pure di posto. per dimostrare che il tutto era stato predetto dalla profezia. la cambiarono. E la trasformarono in profezia.) Il fatto che la Chiesa cerchi di riparare questa svista dicendo che zelota vuol dire «zelante» – «zelante d’amore verso dio» – non può essere che un’ulteriore dimostrazione di un’intenzionalità a sostenere il falso. Ma. viene mostrato ai turisti-pellegrini come prova dell’impiccagione di Giuda sempre un albero che è nei pressi di Gerusalemme. furono spesso cosí male interpretate nel loro significato biblico da suscitare ilarità. frasi che. messo un pezzetto di pane nella mano dell’apostolo Giuda. passando a sud di Gerusalemme.. mi tradirà». maledicendo la negligenza di quei frati amanuensi che. furono fatte passare per profezie. 13). diventando un olmo. li chiamano sicari o briganti? 114 . Per esempio nel Vangelo di Papia. Se questo soprannome significa «zelante d’amore verso dio». per questo sei qui?». che troviamo ancora unito al suo nome nel Vangelo di Luca (6.. ho letto poco tempo fa su un giornale pretino che una parte di ciò che egli ha scritto lo ha appreso direttamente da Maria – la madonna –. sempre per quel bisogno che hanno i cristiani di ricorrere alla truffa per rendere credibili le loro menzogne. «Quello che bacerò. dopo essersi trascinato in una vita di rimorsi. quali Giuseppe Flavio. e lo baciò. la città dei pellegrinaggi che. scrivendo nei Vangeli: il traditore aveva dato questo segnale. se il significato che dà la Chiesa a «zelota» è quello del fervido amore verso dio. se si trovava allora a est di Gerusalemme. albero che. n. quando si riferiscono a coloro che lo portavano. E noi terremo presente questo. come vedremo. Per sostenere la veridicità di questa morte. Allora i discepoli cominciarono a rattristarsi e a dirgli l’uno dopo l’altro [precisazione messa dai falsari appositamente per dimostrare che gli altri discepoli erano estranei al tradimento]: «sono forse io?». e Gesú aggiunse: «sarà colui che intínge il pane con me nel mio piatto». mancando di storicità. perché allora sono stati usati tanti sotterfugi per farlo sparire quando si riferiva agli altri apostoli? Perché qananita. E subito si avvicinò a Gesú e disse: «salve. si lasciarono sfuggire questo appellativo di «zelota». La figura di Giuda risultava nei primi Vangeli del tutto differente da quella che fu definitivamente adottata in quelli canonici. E cosí. riferito ai guerriglieri del partito nazionalista giudaico. Tutte le vicende di Cristo. E Gesú gli disse: «amico. Simone lo zelota.

Se leggiamo con attenzione i Vangeli canonici comprenderemo che l’amico di Gesú è Lazzaro. rappresentando egli uno dei personaggi piú compromettenti della figura di Gesú. dal momento che la favola che avevano costruito era stata tratta da una tradizione popolare che si basava su questo nome. se fu dato il nome di Giovanni. volle contestarla. allora si può finalmente capire cosa intenda per santità. Basta prendere in considerazione le tante volte in cui coloro che si rivolgevano a Gesú per parlagli di Lazzaro usavano l’espressione «il tuo amico». per la fratellanza che aveva con Maria di Magdala. il quale. colonna della teologia cristiana. uditi due volte al giorno e sempre nelle stesse ore. Lazzaro. (Penso che ciò sia piú che sufficiente per avere un’idea di chi siano i grandi pensatori dichiarati «padri della Chiesa». fu relegato a un ruolo periferico. grande apologista cristiano degli inizi del III sec.. in qualità di testimone. La sua figura di seguace-amico di Giovanni fu trasferita in un ipotetico apostolo a cui. fu data invece da Tertulliano. si protrassero fino al tempo di sant’Agostino. Poiché parlare esaurientemente di Lazzaro comporterebbe un impiego di tempo eccessivamente lungo. tanto illuminato e dotto da considerarsi infallibile nella sua ispirazione divina e genialità umana. Una terza versione. alle persecuzioni contro gli ebrei e contro i “pagani”. sempre secondo Tertulliano. un certo Giorgio Hamartole. sicuramente la piú interessante.Se per la Chiesa questi «zelanti» sono dei santi. non potendo essere completamente eliminato perché ancora presente nella memoria al tempo in cui furono compilati i Vangeli. Giacomo soprannominato Boanerghe e tutti gli altri.. La versione ufficiale che la Chiesa ha dato alla morte di questo apostolo immaginario è quella di un vecchio che pacificamente chiude gli occhi nel suo letto a ottantacinque anni. e a quelle evangelizzazioni che nel 1500 produssero in America latina stragi e genocidi per oltre cinquanta milioni di vittime . e. E se le cose fossero andate differentemente. (anche lui santo): Giacomo il minore era un asceta. cioè quel Lazzaro che. La Chiesa cosí ci descrive la figura del suo Giacomo «zelante d’amore per dio». come dimostra eleggendo tali Simone detto Barjona. il suo corpo continuò a muoversi producendo rumori che. di averlo visto ucciso dagli ebrei alla fine del I sec. La soppressione del nome di Giovanni avrebbe reso la storia cristologica cosí priva di ogni riferimento storico da renderla troppo astratta per essere accettabile. scrive nel suo libro La città di dio: ero già vescovo di Ippona quando mi recai in Etiopia insieme ad altri servitori di Cristo per predicare il Vangelo. nulla ci impedisce di pensare che papa Pio XII avrebbe dichiarato santi anche i campi di sterminio nazisti. io pongo a costoro un’altra domanda: come si può spiegare che un sant’Agostino. 115 . immaginando la reazione dei teologi nel difendere le verità affermate da sant’Agostino. il quale asseriva che l’apostolo Giovanni era stato decollato. dicendo che Papia aveva scritto.) A questo punto. ciò dipese dal fatto che questo nome non poteva essere assolutamente taciuto nei Vangeli. attraverso Epifane. alle inquisizioni. Messo sotto terra. quell’apostolo amico che. dopo aver confermato l’esistenza dei «succubi» (demoni che negli accoppiamenti con gli esseri umani recitano la parte di femmina) e degli «incubi» (demoni che rivestono invece il ruolo di maschi). anche se un cronista bizantino del IX secolo.. mi limiterò a dire che. A forza di pregare la pelle dei ginocchi gli era diventata dura come quella dei cammelli. dal momento che la stessa referenza l’ha data anche alle crociate. V): Ego vero evangelio non crederem nisi me catholicae ecclesiae commovere autoritas – ovvero: «io non crederei ai Vangeli se non fosse la Chiesa a ordinarmelo». il quale confermò in un suo scritto di averli personalmente uditi. possa aver affermato in un suo scritto contro i manichei (cap. Io e quelli che erano con me vedemmo degli uomini e delle donne senza testa che avevano due grandi occhi sul petto. Si asteneva dal lavarsi e non si tagliava mai né i capelli né la barba. nella realtà. per assimilarlo all’apostolo che all’ultima cena era seduto accanto a lui. dopo essere stato gettato in una caldaia di olio bollente dalla quale miracolosamente era uscito illeso. uno dei maggiori falsari del IV sec. Ma quale fiducia si può dare a questo santo. reclinò il capo sul suo petto. a un certo punto. era l’amico prediletto di Giovanni il nazoreo. n.

Liborio o Anacleto –. e. È noto a tutti che ciò che avete scritto è il risultato di continui rimaneggiamenti fatti in seguito alle critiche che vi venivano portate. cioè quello di nazoreo. da quanto risulta da un’opera di Celso 8 – Il vero discorso – nel quale dice: colui al quale avete dato il nome di Gesú in realtà non era che il capo di una banda di briganti i cui miracoli che gli attribuite non erano che manifestazioni operate secondo la magia e i trucchi esoterici. il cui significato di «zelota» avrebbe contrastato decisamente con la natura religiosa e pacifica del loro costruendo messia. anche un nome proprio. n. che non essendo mai esistito nell’era messianica. che veniva attribuito genericamente alle divinità “pagane” − le quali avevano. av. gli dettero altri significati. Non c’è bisogno di spiegazioni per comprendere che un conto sarebbe stato sostenere l’esistenza di un messia che. fu scartato. sostituendo con Gesú quello di Giovanni. Questo nome. per essere sostituito dalla profezia di Michea che. Il nome: il nome di Giovanni. fu quella di farlo dipendere da una profezia. celebre per la sua critica contro il cristianesimo. riferendosi alla nascita del futuro re d’Israele. nondimeno. gli dettero quello di Josuha (Gesú) che. il messia veniva ancora connotato con gli appellativi generici di «Cristo» e di «signore». pur esprimendo in realtà lo stesso significato di sotèr. acquisito lo status di nome proprio. veniva presentato sotto un nome proprio. etc. (È proprio il caso di dire: quale il padre. I cristiani. Essendo impossibile sopprimerli. un nome. fece sí che il nome di Gesú. e. ricorrendo all’annuncio che l’angelo aveva dato alla moglie di Manoach: «tu concepirai e partorirai un figlio che sarà nazireo fin dalla nascita» − annuncio che. i quali. cioè. n. e.. l’altro. fece invece ridere gli oppositori. con il suo oblio. Il primo tentativo che fecero per togliergli ogni significato rivoluzionario. e. attribuirono al loro dio il nome di Yahvè. avrebbe fatto sprofondare nel ridicolo tutta la loro costruzione. da quanto risulta dalle documentazioni..GIOVANNI IL NAZOREO Dopo aver visto come i componenti della banda dei boanerghes furono trasformati in pacifici discepoli attraverso la manipolazione dei loro nomi – barjiona in figlio di Giona. filosofo platonico del II sec. –. fu adottato come tale. fu definitivamente tramutato in quello di Gesú intorno all’anno 180 n. permetteva loro di difenderne l’esistenza attraverso l’anonimato. e un conto sarebbe stato sostenere l’esistenza di un qualcuno che. che veniva ricordato dalla tradizione. in realtà. nel VI sec. il quale. tale il figlio!) Eluso cosí il problema del nome. Il tempo. messo in evidenza l’inghippo (come nel caso sopracitato riguardante Celso). passiamo ora alle contraffazioni che i cristiani operarono su Giovanni per trasformarlo in Gesú. cosí si esprimeva: 8 Celso. Praticamente i cristiani dettero un nome al loro messia ricorrendo allo stesso trucco che usarono i redattori della Bibbia quando. e le repressioni usate dai cristiani contro i loro avversari. che per essere sostenuto avrebbe chiesto una documentazione specifica. ricorrendo alla frode – come avevano fatto con gli altri nomi dei componenti della banda dei boanerghes. 116 . significando genericamente «colui che salva». però. non potendogli attribuire un nome proprio – quale potrebbe essere Pasquale. qananite in abitante di Cana. rapportandosi troppo palesemente a Sansone. usciti negli anni sessanta del II sec. accusarono ancora una volta i teologi cristiani di sfrontatezza e di truffa. La verità è che tutti questi pretesi fatti non sono che dei miti che voi stessi avete fabbricato senza pertanto riuscire a dare alle vostre menzogne una tinta di credibilità. privo di un nome proprio sarebbe potuto sfuggire a ogni controllo storico. sostituito con quelli generici di Cristo (khristos nel significato di «unto») e di signore. rimanevano da contraffare gli appellativi di galileo e di nazoreo. iscariota in nativo di Ekariot.. accettato dalla massa plebea − che nella sua ignoranza non si poneva problemi etimologici −. significando «io sono». Marco e Luca. di punto in bianco. Infatti nelle prime edizioni dei Vangeli di Matteo. Se l’appellativo di «galileo» fu agevolmente fatto passare per «abitante della Galilea». solo apparentemente lo toglieva dal suo anonimato. si mostrò particolarmente difficoltoso. n.

Gesú partí di là e venuto nella sua patria insegnava nella sinagoga. che risulta essere completamente differente da come la riportano i Vangeli: perché la città di Nazaret. Se questa soluzione fu ritenuta anch’essa non accettabile. oppure «verità» = «v r t». che sarà destinato a governare sul popolo di dio». le parole venivano scritte riportando soltanto le consonanti.. 9 117 . ma egli passando in mezzo a loro se ne andò (Lc. quella in pianura e distante quaranta chilometri dal lago è quella che i falsari usarono per giustificare l’appellativo nazoreo. ricorsero ancora una volta all’espediente geografico. rimarchiamo che la città di Gesú non è affatto la Nazaret sita in pianura e distante quaranta chilometri dal lago di Tiberiade. Praticamente questa contraddizione tra la descrizione che riportano i Vangeli della vera patria del messia e la città di Nazaret dipese dal fatto che i falsari. quanto perché anch’essa. secondo il suo solito. situata in pianura e lontana dal lago di Tiberiade. Gli stessi apostoli sono tutti dei pescatori. affermando che fu il paese in cui Gesú crebbe e si formò durante quei trenta anni che precedettero le sue prediche. figlio di Iesse. lo cacciarono fuori della città e lo condussero al ciglio del monte sul quale la città era situata. per gettarlo giú dal precipizio. Quindi. come la prima. il quale ci parla pure di un precipizio: Gesú si recò a Nazaret dove era stato allevato.. E ancora: Nella lingua ebraica. 28). che Gesú trasforma in discepoli. dopo aver cercato inutilmente nella Bibbia un passo che potesse giustificare in qualità di profezia l’appellativo di nazoreo. E sarà proprio con l’impianto di questo ennesimo imbroglio che i falsari ci forniranno la prova definitiva e inconfutabile che Gesú. come se si scrivesse: «ragione» = «r g n». Congedata la folla. non dipese tanto dal fatto che apparisse troppo immaginaria e pressoché impossibile a sostenersi. partí di là su una barca. avendo costruito i quattro Vangeli canonici a Roma senza conoscere la Palestina. Poiché è da Nazaret che trarremo la prova conclusiva per dimostrare che Gesú in realtà è Giovanni. guarí i malati e moltiplicò i pani e i pesci. essendo rivolta ad altro personaggio. Se avevano preso questa profezia per giustificare il perché Gesú avesse l’appellativo di nazoreo fu per il fatto che la parola «virgulto» (neizer) e la parola nazir. mettendolo in connessione con la città di Nazaret – come qananite e iscariota. La stessa conferma sulla città di Gesú ci viene da Luca. come la fenicia e l’antica egizia. Per esempio. ed entrò.4-14. bensí un’altra città che.«un virgulto nascerà a Betlemme dal tronco di Iesse. di sabato nella sinagoga e si alzò a leggere [. fatto di barche. cioè a Davide. incontrandoli mentre ritirano le reti: terminate queste parabole. non poteva essere applicata a Gesú. si mise a parlare di lui. fermiamoci a esaminare questa città. scrivendosi entrambe in ebraico con le lettere n z r. assume un carattere prettamente lacustre. Leggendo i Vangeli. che avevano scelto soltanto perché attraverso il suo nome potessero giustificare l’appellativo di nazoreo. riconosciutolo. Gesú. udito ciò che dicevano. che avevano fatto derivare da Cana e da Keriot.. viene invece descritta nei Vangeli come costruita sopra un monte e in riva a un lago? La risposta è semplice: perché la città sita sul monte e posta in riva al lago è la vera città in cui visse il messia riportato dalla tradizione su cui vennero costruiti i Vangeli. Dal monte vide che sotto. senza preoccuparsi di adattarli alla città di Nazaret. visto che la gente restava sulla spiaggia. trovandosi su una montagna che sorge presso il lago di Tiberiade. 13. Tutti e quattro i Vangeli canonici fanno dipendere il nome nazoreo («nazareno») dalla città di Nazaret. nel lago di Tiberiade. la barca degli apostoli era messa in pericolo dalle onde generate dal vento che si era improvvisamente levato (Mt. personaggio mai esistito. La gente del suo paese. salí sul monte e si mise a pregare. 53). ma. avevano le stesse consonanti 9 . mentre l’altra. si levarono. commisero la grande leggerezza di raccontare i fatti secondo la tradizione che si riferiva a Giovanni.] all’udire queste cose tutti furono pieni di sdegno. di pescatori e di onde mosse dalle tempeste. non è altri che la controfigura di Giovanni.

sotto di cui un dirupo privo di mura piombava in un profondissimo burrone (Ant. Ma anche qui gli abitanti.. chiamò a se quelli che volle andassero dai lui [. questa città sita in riva al lago di Tiberiade. detto il nazoreo: Ezechia era un rabbi appartenente a famiglia altolocata della città di Gamala che era situata sulla sponda golanita del lago di Tiberiade. stando fuori lo mandarono a chiamare. tanto da somigliare al profilo di un cammello (gamlà). in fin dei conti. Gesú si mise a insegnare di nuovo lungo il mare [lago]. si cominciò a raccogliere intorno a lui tanta folla che dovette salire su una barca (Mt. avevano sbarrato il passaggio. che si trova a quaranta chilometri dal lago ed è situata in pianura. tratte dalla Bibbia e opportunamente adattate. istigando la nazione all’indipendenza (Ant. e non a Nazaret nella Galilea.] salí poi sul monte. una gran folla si recò da lui. Ma poiché non sono qui per discutere la 118 . giud. se non che Gesú fosse nato e vissuto a Gamala nella Golanite. formava la rocca della città. la sua sommità meridionale. chi altri potrebbe essere se non Giovanni. Le case costruite sui pendii erano fittamente disposte l’una sopra l’altra: sembrava che la città fosse appesa e sempre sul punto di cadere dall’alto su se stessa. farebbe apparire lo stesso Cristo un burattino in balia di un destino già prestabilito dalle sacre scritture. XVIII-4). Nazaret con Gamala e tutto apparirà chiaro. 3-4): sentendo ciò che diceva. Dopo aver spiegato chi fossero realmente i suoi parenti. un galamide della città di Gamala. a causa della folla. Sui fianchi e di fronte termina in burroni impraticabili. sedutosi in riva al mare [lago]. perché non lo schiacciassero [.quel giorno Gesú uscí di casa e. Partendo dal presupposto che tutto ciò che viene annunciato dai profeti deve obbligatoriamente avverarsi.. Tutto ciò che ho scritto precedentemente. siamo andati a cercare da altre fonti quale fosse.). padre di Giuda il golanitide e nonno di Giovanni il galileo. aveva il solo scopo di preparare i lettori a questa conclusione. redassero i Vangeli facendo dipendere le azioni di Cristo da frasi che. sopprimendo il libero arbitrio e rendendo quindi l’uomo non responsabile delle proprie azioni. non finisce qui la dimostrazione della non esistenza di Gesú. Giunsero sua madre e i suoi fratelli e. sono portati a negare le verità anche le piú evidenti. A questo punto si dovrebbe parlare del fatalismo che.] Entrò in casa e si radunò intorno a lui molta folla. la cui evidenza non può essere respinta neppure da coloro che. La risposta ci è stata fornita da quel passo di Giuseppe Flavio che descrive la città di Ezechia. si gettò nella ribellione [Guerra del censimento]. 13-1. che cos’altro si può concludere. La nascita di Gesú Mancando di prove storiche. elevandosi a smisurata altezza. risulta essere di Gamala. in realtà. nipote del rabbi Ezechia e figlio di quel Giuda il galileo? Del quale cosí parla Giuseppe Flavio: un certo Giuda. poiché tante saranno le prove che porterò ancora per dimostrare di cosa sono stati capaci i falsari (i santi padri della Chiesa) per costruire questa grande impostura che è il cristianesimo.. i cristiani testimoniarono la vita di Gesú servendosi esclusivamente delle profezie. perché originato da ispirazione divina. confidando nelle sue difese naturali.. Questa città non si era sottomessa ai romani. posta su una montagna e circondata da precipizi. Affacciata a mezzogiorno. mentre è un po’ accessibile di dietro. resici conto che la città dove si era allevato Gesú non poteva essere Nazaret. scavando una fossa trasversale. Anche Matteo riporta (cap. Basta sostituire. Da un’alta montagna si protende infatti uno sperone dirupato il quale nel mezzo s’innalza in una gobba che dalla sommità declina con uguale pendio sia davanti che di dietro. da questo trae il nome. giud. allora. al punto che neppure potevano prendere cibo. fecero passare per profezie. anche se i paesani non rispettano l’esatta pronuncia del nome chiamandola Gamala. A questo punto.. Comunque. Se questa è la città che i Vangeli attribuiscono a Gesú. Allora egli pregò i suoi discepoli che gli mettessero a disposizione una barca. nei Vangeli. come la Chiesa vorrebbe darci a intendere? Se Gesú. 2). resi testardi dalla fede. uscito di casa.

non esistenza di dio, ma soltanto quella di Gesú come personaggio storico, lascio il lettore libero di trarre le proprie conclusioni sulla «predestinazione» che, togliendo agli uomini la responsabilità nelle azioni, vanifica l’esistenza di un dio che giudica secondo i meriti e i demeriti. La nascita di Gesú, costruita, come tutto il resto della sua vita, su frasi ricavate dalla Bibbia, risulterà una congerie di contraddizioni, di menzogne e di superficialità. La natività, ignorata sul principio dai quattro Vangeli, se fu aggiunta soltanto nel III sec. n. e. in quelli di Matteo e di Luca, ciò dipese dalla necessità che ebbero i cristiani di giustificare attraverso una nascita terrestre l’umanizzazione del loro messia di fronte alle critiche che gli venivano dagli oppositori, che chiedevano come fosse possibile che Gesú avesse cominciato la sua attività di predicatore come uomo senza essere nato da una donna. Infatti tutti e quattro i Vangeli canonici cominciavano presentando Gesú, che iniziava la sua missione di predicatore partendo da Cafarnao in età adulta, dando come sola giustificazione della sua esistenza umana quella voce che si era sentita venire dall’alto, che diceva, mentre veniva battezzato da Giovanni Battista: «questi è il mio figlio prediletto che oggi ho generato». Come conseguenza della decisione che presero di dare a Gesú una nascita terrestre, risultando contraddittorio questo concepimento, che fino allora avevano fatto dipendere direttamente da dio, cambiarono l’espressione «oggi ho generato» con «mi sono compiaciuto», come risulta nel Vangeli odierni. Se nel Vangelo di Giovanni non parlarono della natività terrena, dipese dal fatto che preferirono dargliene una teologica in qualità di «verbo», per poter rendere il loro messia logos, come era Mithra nella religione avestica. Sulla nascita terrestre di Gesú si pose subito un grosso problema: farlo nascere a Betlemme, secondo quanto diceva la profezia di Michea, che lo voleva betlemita –
da te, Betlemme, cosí piccola per essere fra i capoluoghi di Giudea, uscirà colui che deve essere il dominatore d’Israele (Mc.V-1) –,

oppure a Nazaret − che era la città da cui avevano fatto dipendere l’appellativo Nazareno? Per soddisfare allora queste due esigenze, l’una che lo voleva betlemita e l’altra nazareno, i costruttori dei due Vangeli, quello di Matteo e quello di Luca, lavorando separatamente secondo la propria fantasia, dettero ciascuno una propria versione, sí da far risultare le due nascite differenti l’una dall’altra. Natività secondo il Vangelo di Matteo. Per soddisfare la profezia di Michea, che lo voleva betlemita, e l’esigenza di giustificare il suo appellativo di nazareno, Matteo, dopo aver fatto nascere Gesú a Betlemme, lo trasferí a Nazaret, dove rimase come residente per il resto della vita. Per comprendere lo stratagemma, nell’insieme piuttosto macchinoso, a cui ricorse Matteo per giustificare il trasferimento da Betlemme a Nazaret, la cosa migliore è seguire i fatti secondo come il Vangelo li racconta:
i re magi che avevano portato oro, incenso e mirra erano appena ripartiti quando un angelo apparve a Giuseppe e gli disse di partire subito in Egitto perché Erode, saputo che era nato colui che avrebbe regnato su Israele, cercava il bambino per ucciderlo. Giuseppe, presi con se Gesú e la madre, fuggí in Egitto perché ritornando poi dall’Egitto si potesse adempiere ciò che il profeta aveva detto: «dall’Egitto ho chiamato il mio figlio». Il re Erode per essere certo di eliminare il bambino ordinò di uccidere tutti i maschi di Betlemme e dei sui territori dai due anni in giú. Questa strage adempí ciò che era stato detto dal profeta Geremia: «un grido è stato udito in Roma, Rachele, la cui tomba è a Betlemme, piange i suoi figli e non vuole essere consolata [!?!]». Morto Erode, un angelo del signore disse a Giuseppe che era in Egitto che poteva ritornare a Betlemme perché colui che insidiava suo figlio era morto. Durante il viaggio di ritorno, Giuseppe, saputo che il posto di Erode era stato preso dal figlio Archelao, crudele quanto il padre, per un principio di prudenza, fermatosi in Galilea, andò ad abitare nella città di Nazaret perché si compisse ciò che era stato detto dai profeti: «sarà chiamato nazareno». [Il commento sarà fatto dopo].

Natività secondo il Vangelo di Luca. Contrariamente al Vangelo di Matteo, che faceva nascere Gesú a Betlemme perché Giuseppe e Maria erano residenti in questa, nel Vangelo di Luca si dice invece che, se Gesú nacque in tale città, ciò dipese dal fatto che Giuseppe e Maria, residenti a Nazaret, vi si trovavano perché obbligati a ritornarvi, quale loro città natale, per via di un censimento fiscale che era stato ordinato dal proconsole Quirino in seguito all’annessione della Palestina all’Impero 119

romano. (È il censimento dell’anno 6 n. e., che dette luogo alla rivolta guidata da Giuda il galileo, padre di Giovanni.) Soddisfatta cosí la profezia di Michea, che voleva Gesú betlemita, con la nascita nella famosa grotta riscaldata da un bue e da un asino, Giuseppe e Maria ritornarono a Nazaret, loro città di residenza, che avevano momentaneamente lasciata per via del censimento. Che entrambe le natività siano frutto di pura invenzione viene confermato, oltre che dal fatto già dimostrato che il personaggio evangelico, essendo originario di Gamala, non ha nulla a che vedere né con Betlemme né con Nazaret, anche dai tanti contrasti risultanti dai due Vangeli e dalle innumerevoli inesattezze e assurdità che in essi si riscontrano: 1) le genealogie attribuite a Giuseppe nei due Vangeli per dimostrare che suo figlio Gesú proveniva dalla stirpe di Davide, secondo quanto era stato annunciato dalle profezie, sono cosí differenti tra loro che sembrano riferirsi a due diverse persone. Oltre ai nomi dei componenti, che sono cosí discordanti tra le due versioni da non essercene uno che sia uguale a quello dell’altra, i due alberi genealogici contrastano anche sul numero degli ascendenti, che in Matteo risulta essere di 42 e in Luca di 56. Questa differenza numerica dipese dal fatto che le due genealogie non furono scritte secondo un criterio di oggettività storica, ma seguendo un’imposizione che veniva dal numero 14 della cabala ebraica di cui esse, nel totale degli ascendenti, dovevano essere i multipli. La differenza, quindi, dipese dal fatto che mentre Matteo moltiplicò questo numero per tre (42), Luca lo moltiplicò per quattro (56). (Ognuno tragga le proprie conclusioni nel giudicare i principi su cui sono basate le verità evangeliche!) 2) Le date a cui le due nascite si riferiscono hanno uno scarto di almeno undici anni, dal momento che il Vangelo di Matteo pone la nascita prima della morte di Erode − avvenuta nel 4 av. n. e. − e il Vangelo di Luca la pone sotto il censimento − avvenuto nel 6 n. e. (Qui è il caso di ricordare che la Chiesa ci presenta Matteo come testimone oculare e Luca come colui che venne a conoscenza dei fatti direttamente da Maria, avendola personalmente conosciuta!) 3) Mentre Matteo dice che Maria partorí a Betlemme, in casa sua, perché vi era residente al momento del parto –
i re magi, entrati nella casa di Giuseppe, videro il bambino e Maria sua madre e l’adorarono –,

Luca, affermando invece che Giuseppe e Maria si era recatati a Betlemme per via di un censimento, fa nascere Gesú in una stalla, perché, mancando di una casa propria, non avevano trovato nessuno che li ospitasse:
i magi andarono a Betlemme e trovarono Maria, Giuseppe e il bambino che giaceva nella mangiatoia di una grotta dove c’erano un bue e un asinello che lo riscaldavano, intorno tanti pastori che portavano i loro doni e sopra, dall’alto, una moltitudine di angeli che cantavano: «gloria a dio nel piú alto dei cieli».

4) Gli episodi riguardanti la «strage degli innocenti» ordinata da Erode, la «fuga in Egitto» e la visita dei re magi, sostenuti da Matteo, risultano del tutto ignorati nel Vangelo di Luca. 5) Il trasferimento della «sacra famiglia» da Nazaret a Betlemme a causa del censimento fiscale è quanto mai inverosimile e palesemente pretestuoso, sapendo che, secondo le leggi romane, i cittadini dichiaravano i loro redditi presso gli uffici fiscali della città dove svolgevano la loro attività, cioè dove avevano la residenza, e non in quelli della città dove erano nati – inverosimiglianza e pretestuosità che vengono confermate dal viaggio che fanno sostenere a Maria, che non trova nessuna giustificazione, dal momento che, sempre secondo le leggi romane, dovevano presentarsi alle autorità fiscali soltanto i capi famiglia, tanto che espressamente veniva specificato nell’editto che le donne sposate erano esentate, se rappresentate dal marito. 6) Un’altra assurdità, sempre inventata per costruire la trama evangelica, è quella di Erode, che, 120

chiamati i tre re magi in disparte, si fece dire con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli, «andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando lo avrete trovato, fatemelo sapere che anch’io andrò ad adorarlo»(Mt. 2, 7) –

come si può credere che Erode, sicuramente il piú potente re esistito in Palestina durante il tempo dei romani, che disponeva, come risulta dai documenti, di una perfettissima organizzazione informativa per difendersi dai rivoluzionari del partito nazionalista giudaico e da quanti avrebbero potuto congiurargli contro, avesse bisogno di tre stranieri di passaggio per sapere se era nato il messia a Betlemme, quel messia della cui nascita tutti erano a conoscenza nella Giudea per l’annuncio dato ai pastori dagli angeli che volavano a stormi nel cielo cantando «alleluia, alleluia»? Come è possibile che tutti fossero edotti sul luogo della nascita del «re dei re» indicato da una stella tanto luminosa da essere vista dal lontano Oriente, tranne Erode e i suoi cortigiani? Stando a quanto riportano i Vangeli, che i re magi per sapere dove si trovasse il re dei giudei si rivolsero agli abitanti di Gerusalemme (Mt. 2, 1), non sarebbe stato sufficiente a Erode, per sapere dove fosse il suo rivale, uscire dalla reggia e chiedere al primo che avesse incontrato? È chiaro che siamo nel pieno di una favola, per giunta demenziale, fatta di personaggi puramente immaginari come i re magi, che sono stati intromessi soltanto perché attraverso i doni dell’oro, dell’incenso e della mirra, che erano i tre elementi che venivano offerti a Mithra, potessero perseguire il programma prefisso di sostituirsi alla religione avestica nella mentalità popolare, rendendo le due credenze il piú possibile simili fra loro. E fu sempre per raggiungere questo scopo che fu fatto nascere Gesú in una grotta, come erano stati fatti nascere Mithra, Dionisio, Tammuz e tutti gli altri dei solari, perché potessero dimostrare, attraverso una nascita avvenuta in un luogo privo di luce, la loro vittoria sulle tenebre – e in seguito, esattamente nel V sec. n. e., trasferirono al 25 di dicembre, giorno natale di Mithra, la natività di Gesú, che fino allora avevano invece festeggiato ai primi di marzo. Questo programma di conquista delle masse basato sull’assecondare il piú possibile le credenze “pagane” per far loro assimilare il cristianesimo senza provocare dei traumi, la Chiesa continuò a seguirlo nei secoli che seguirono, usando i templi “pagani” per celebrare i propri riti. 7) Il fatto poi di avere inviato la «sacra famiglia» in Egitto per dimostrare – attraverso l’espressione messa nella bocca di dio, «ho chiamato mio figlio dall’Egitto» – che il loro Gesú era veramente il figlio di dio, non è che un ulteriore prova dimostrante che i falsari che scrissero i Vangeli erano cristiani di origine “pagana”, che ignoravano nella maniera piú assoluta i significati contenuti nella Bibbia. Infatti, la frase «ho chiamato mio figlio dall’Egitto» non si riferiva al messia, come avevano creduto, ma al popolo ebreo, che dio, chiamandolo dall’Egitto, aveva liberato dalla schiavitú dei faraoni. Quindi, stando cosí le cose, sarebbe stato molto piú opportuno per loro se Gesú lo avessero lasciato a Betlemme dove era nato, evitandogli quel viaggio in Egitto che, oltre ad dimostrare la loro ignoranza biblica, ha fornito la prova definitiva della loro impostura, facendo fermare Gesú a Nazaret per trasformarlo da nazoreo in Nazareno. A questo punto, considerate le discordanze esistenti fra i due Vangeli, sarei curioso di vedere la reazione di Matteo, se gli si mostrassero i presepi che si costruiscono oggi, con un Gesú adagiato sulla paglia di una mangiatoia, dal momento che lui − quale testimone dei fatti, secondo quanto vuole darci a intendere la Chiesa − fa partorire Maria comodamente nel letto di casa sua! Finito con la natività, Luca passa a raccontarci della circoncisione di Gesú, circoncisione che, invece, è ignorata da Matteo. Di questa cerimonia Luca ci racconta praticamente tutto: ci parla di un certo Simeone, uomo giusto, che onorò il bambino con parole che gli furono dettate dallo spirito santo, ci riferisce di Anna la profetessa e si sofferma persino sulle due colombe bianche, dicendoci che furono sacrificate sull’altare secondo la legge di Mosè (schiacciamento della testa con l’unghia del pollice), ma non ci dice nulla di colui che raccolse il prepuzio e lo conservò perché i posteri potessero venerarlo nella teca che attualmente si trova presso il convento delle Orsoline a Charroux, in Francia. A parte la scena comica di queste suore caste e vereconde che immaginiamo arrossire mentre pregano inginocchiate davanti a un pezzo di membro, quello che piú suscita ilarità è che, oltre questo prepuzio venerato a Charroux, nel mondo cristiano ce ne sono ben altri cinque, che vengono gelosamente conservati e incensati come reliquie nelle loro custodie dorate. 121

da un testimone oculare. con la sola differenza che il loro Cristo si presenta in carne e ossa. le baciano attraverso il vetro. esattamente come aveva affermato Marcione nel suo Vangelo. chiedendomi se è mai possibile credere alla Chiesa quando afferma che questi due Vangeli. passandogli davanti. da un apostolo che riportò le narrazioni «dopo aver eseguito accurate e scrupolose indagini». dettero per marito a colei che doveva rimanere vergine. fu scelto perché è tra i piú comuni nomi femminili della Bibbia e la verginità le fu tributata per il semplice fatto che tutti gli dei salvatori.(A titolo informativo dirò che le reliquie vengono esposte una volta all’anno ai fedeli che. madre terrena e vergine. di un padre che si chiamava Giacobbe. per sostenere la verginità di Maria. ritrovandola nella natività di Luca in tutti i suoi dettagli. sembra che le Orsoline di Charroux lo facciano piú spesso! Ma questo è niente di fronte al problema teologico. cosí discordanti tra loro nei fatti anche piú essenziali. che ci ricorda la nascita di quel messia della prima Apocalisse. che fu partorito sulla terra da una vergine inseguita dal drago. I nostri fratelli ti guideranno dai pastori che stanno alle falde del monte Metu. che sono specializzati nel risolvere i problemi teologici!) Terminato il racconto sulle nascite. mentre quello di Marcione aveva dell’uomo solo le apparenze. 14). erano figli di un dio che si era accoppiato con una donna vergine – cosí Horus nato da Iside. Di conseguenza. inoppugnabile e quindi inconfutabile ci è stata data dagli stessi falsari che eseguirono la trasformazione di nazoreo in «nazareno». Il nome di Maria. anche se sono innumerevoli – fin troppe – le prove che Gesú non è altri che il prodotto di una trasformazione operata su Giovanni. quello di Matteo. dicendo che. sia delle religioni occidentali che orientali. quella decisiva. perché era riuscito a resistere alle ripetute tentazioni dell’avvenente moglie di Potifar. non può essere che un’ulteriore conferma di quanto il cristianesimo sia un plagio delle religioni altrui. voglio dare brevemente la spiegazione su come costruirono i personaggi di Giuseppe. figlio di Giuda il golanite. Attis da Nana. figlio di Giacobbe (quel Giuseppe che viene elevato al rango di viceré d’Egitto). sia Matteo che Luca proiettano Gesú a Cafarnao all’età di trent’anni. il dio del male. figlio. perché si adempisse la parola del profeta: «non può restare nascosta una città posta sopra una montagna» (Mt. 5. tratta dai testi induisti. Vergine e madre salve! Nascerà da te un figlio che sarà il salvatore del mondo. furono scritti. poiché Kansa [il dio del male] ti cerca per farti morire col tenero frutto che rechi nel seno. è asceso in cielo nella completezza o nell’incompletezza del suo corpo?”. è qui che metterai al mondo il figlio divino. possiamo rimarcare che la natività di Luca ne è la perfetta ripetizione: la volontà di dio si è compiuta. Prima di passare al prossimo capitolo. 122 . A questo punto concludo con la natività – anche se ci sarebbe da fare ancora un’infinità di altre puntualizzazioni (serie e comiche) –. e di Maria. che viene trasferito in quel re Erode che cerca il nascituro per farlo morire. anche lui. Perseo da Danae e Mithra da una vergine fecondata da Aura Mazda. quello di Luca. quali quelli riguardanti i pastori e Kansa. come l’altro. sorto in seguito all’interrogativo: “se Gesú ha lasciato il suo prepuzio sulla terra. con chi altri potevano farla sposare se non con un uomo puro e casto. facendogli cominciare il ciclo di prediche. Per sapere come la Chiesa ha accomodato questo dilemma non c’è che da rivolgersi ai domenicani o ai gesuiti. padre putativo di Gesú. che tratterà della passione e morte di «nostro signore Gesú Cristo». capace di resistere alle tentazioni della carne? Siccome nella Bibbia l’uomo che veniva ricordato per la sua castità era Giuseppe. Se poi consideriamo la nascita di Visnú dalla vergine Devaki. Tammuz da Ishtar. Ma fuggi. Questa narrazione. che deriva dall’ebraico Miriam. un uomo che si chiamava Giuseppe. A questo punto possiamo riepilogare. e l’altro.

e nella guerra giudaica. che. che comportò 2. in cui le crocifissioni. La struttura originaria della croce. ritenendola troppo atroce. e. era consuetudine trafiggere il cuore del crocefisso con una lancia. usata per crocifiggere – cruci figere. La morte avveniva normalmente per il soffocamento causato dalla testa. a causa delle continue rivolte promosse dal partito nazionalista giudaico. I primi scrittori romani che la menzionarono furono Maccio Plauto (255/251-184 av. abbandonandosi al proprio peso. Come sia stato crocefisso Cristo (Giovanni) poco ci interessa. fino a quando sopraggiungeva la morte. per eliminare la difficoltà che comportava la ricerca di un ramo forcuto quando le crocifissioni erano numerose. piegava le gambe. se nel primo caso doveva permettere al condannato di appoggiare i piedi per terra. n. sulla quale il condannato veniva legato per le braccia alle due estremità divergenti. formata da due forche e da una trave trasversale. considerando l’atrocità delle sofferenze. La croce dei romani era un’impalcatura di legno costituita da una trave trasversale. subí una forte semplificazione in seguito alla rivolta di Spartacus nella quale furono crocefissi 7. Come conseguenza. n. ci riferiscono che. sia perché mai nominati nella storia delle crocifissioni.) e Quinto Ennio (239-169 av. In Grecia questo tipo di esecuzione fu usato soltanto in casi di eccezionale gravità. pendendo in avanti. chiamata patibolum.) i quali. n. la crocifissione fu ulteriormente semplificata. era in tutto uguale a quello che veniva usato per le impiccagioni. eccetto che nella lunghezza delle forcine che. «fissare alla croce» –. dal momento che questi sono escludersi nella maniera piú assoluta. sia perché il loro uso non avrebbe avuto nessuna 123 . provocava l’occlusione della trachea. prima di dare l’autorizzazione a staccare il corpo dalla croce. stando a quanto viene fatto asserire allo stesso Paolo di Tarso. che appoggiava le sue estremità su due pali. e. erano ritenuti atti di clemenza spezzare gli stinchi al condannato. Stando a quanto risulta da documenti riguardanti l’era messianica. Questo tipo di intelaiatura. per abbreviargli la durata del supplizio. nel secondo doveva tenerlo sollevato in modo da farlo restare appeso. fu definitivamente soppressa. Cicerone. arrivando a una media di 500 al giorno. come avvenne nella rivolta contro Erode. parlando di essa. riducendo la forca a un semplice palo. fu in seguito estesa anche ai disertori e ai sovversivi che causavano disordini tendenti a destabilizzare le istituzioni dello Stato. e permettere ai familiari di bagnare le labbra al moribondo durante l’agonia con una spugna imbevuta di un liquido amaro estratto da radici e erbe aromatiche. secondo quanto dice Giuseppe Flavio. la provincia romana dove maggiormente venne applicata la crocifissione fu la Palestina. dovettero a un certo punto essere sospese. semplificazione che ridusse il tutto a una sola forca. la definí un supplizio cosí crudele da non esistere nessun crimine che potesse giustificarne l’applicazione. originaria dell’Oriente semitico e diffusasi poi in tutto il mondo arabo. venne legato a un palo (stauros). La prassi di dare la morte tramite crocifissione. anche se non è affermato in maniera chiara ed esplicita. Una cosa comunque è certa: non fu fissato a una croce come quella che ci mostra la Chiesa. crux. fissati in terra che terminavano ognuno a forcina. che nell’impiccagione era pressoché immediata. sfinito. La crocifissione. stipes. per mancanza di legno. veniva piantonato da due legionari. anche se negli Atti degli apostoli.000 esecuzioni. tra le altre cose. i romani l’appresero dai cartaginesi durante le guerre puniche. riservata all’inizio soltanto agli schiavi. La crocifissione consisteva nel legare le braccia del condannato alla traversa. e. Furca e crux:impiccagione e crocifissione La morte.000 schiavi ribelli (71 av. Per essere certi che il decesso fosse avvenuto. finché. nella crocifissione era preceduta da un supplizio che durava dai tre ai quattro giorni.CROCIFISSIONE La croce che la Chiesa ci mostra come apparato sul quale morí Gesú non ha nulla a che vedere con lo strumento di morte usato dai romani per i condannati alla crocifissione. e tantomeno furono usati dei chiodi.). Per evitare che il condannato fosse sottratto. Il condannato entrava in agonia quando.

dopo che Costantino l’adottò. aggiunsero nei Vangeli tutte quelle frasi che misero in bocca a Gesú stesso prima di affrontare la morte. di vero sangue erano anche le lacrime che aveva Gesú versato nel pianto che aveva fatto nell’Orto degli ulivi. presentavano un Gesú non inchiodato. che la Chiesa sostiene essere stata utilizzata per la crocifissione di Gesú era del tutto ignorata dai romani. e senza il Cristo crocefisso sopra. n. Il primo approccio che i cristiani ebbero con il simbolo della croce – croce che non aveva nulla a che vedere con quella usata come strumento di morte –. Per dimostrare ancora quanto i Vangeli non siano altro che il risultato di sovrapposizioni e correzioni. «Padre mio. fu trasformata in un atteggiamento di dolore allorché i teologi cristiani decisero di mettere in risalto le sofferenze patite da Gesú. Fu in seguito a questa decisione. quelle sofferenze che. Questa espressione esultante. che era quello basato su un patibolum appoggiato su due stipes terminanti a forcina. e. 44). dirò che la frase riportata sul Vangelo di Luca (22. fu aggiunta nel VII sec. che facevano dipendere la salvezza degli uomini non dal sacrificio e dalle sofferenze patite dal sotèr prima di essere ucciso. e. e gli fecero reclinare la testa in un’espressione di estrema sofferenza. esistendo in quell’epoca soltanto due tipi di croce: la croce fatta a X e la croce. che esprimeva ancora quel concetto esseno. oltre ad avere una struttura a forma di T . facendola raffigurare con la sua forma a X sugli scudi dei soldati. n. i cristiani assunsero anche loro la croce gallica come loro emblema. e. La prima apparizione di quella che fu poi chiamata la croce latina – cioè la croce avente il vettore inferiore piú lungo degli altri – la troviamo nella liturgia cristiana soltanto alla fine del IV sec.. lontani ancora dal concepire la croce latina. e. perché potessero aggiungerla nel disegno. tracciando una linea orizzontale sul piede della X ..giustificazione. in maniera che questa non sparisse nella sovrapposizione. fatta a forma di + . ma esclusivamente dalla sua resurrezione. Soltanto il cinismo dei preti – quel cinismo che hanno dimostrato nelle torture operate nelle inquisizioni – poteva aggiungere a un supplizio già tanto atroce un’ulteriore sofferenza! La croce latina. Per via di quel sodalizio politico-religioso che si era instaurato tra l’impero e la nascente Chiesa in seguito al concilio di Nicea (325). per dare risalto a questo nuovo aspetto della «passione». sui vessilli e sulle monete. per simboleggiare la vittoria che avevano riportato sul “paganesimo”. 124 .. oltre alle gocce di sudore. apparse soltanto alla fine del V sec. che i costruttori di questa nuova religione decisero di trapassare le mani e i piedi del loro salvatore. ma legato. se precedentemente non erano state prese in considerazione. ossia costituita da quattro vettori di uguale lunghezza. e. Le prime croci con il Cristo crocefisso sopra. essendo le braccia legate con una corda e i piedi appoggiati al suolo. pianto che poi fu tolto perché considerato indegno per un dio. avvenne quando fecero propria la croce gallica. che voleva che si affrontasse la morte sorridendo davanti ai carnefici. se è possibile passi da me questo calice». presa certamente per conquistare le masse attraverso l’emotività che poteva produrre il dolore.. era dipeso dal fatto che fino allora la Chiesa aveva ancora seguito il concetto dei culti dei misteri. in sostituzione di una prima versione. n. e con il volto rivolto al cielo in un’espressione gioiosa. detta greca. come emblema dell’impero. n. in seguito alla vittoria riportata sui galli. trattarono la crocifissione di Cristo nel sottinteso che essa fosse stata eseguita secondo il sistema da tutti conosciuto. in cui si dice che Gesú era tanto in preda all’angoscia che il suo sudore divenne come gocce di sangue. quali: «la mia anima è triste fino alla morte [. uscirono i primi Vangeli canonici. la trasformarono in una croce greca. come risulta dalle pitture della prima metà del VI sec. etc. Quando negli anni intorno al 160 n. Siccome la croce gallica aveva la stessa forma della X che i cristiani avevano già incorporato nel loro simbolo – simbolo che avevano ricavato dalle prime due lettere della parola greca Χριστος (Christos) –. cosí da formare nel complesso del disegno quel monogramma che risulta dai graffiti del IV sec. Come conseguenza. nella quale si affermava che. i loro redattori.]». n. e.

– fornita dallo storico Eletto Ramacci di Bagnoregio (VT) – che raffigura Gesú crocefisso secondo il sistema romano. Raggiunto cosí l’“insetto perfetto” dopo questa lunga metamorfosi. che si dimostrò indispensabile. e. e in quello di Giovanni con «tutto è compiuto».. n. in seguito a un’autorizzazione di papa Innocenzo I (401-417 n. sia secondo il sistema classico romano che con la croce a T . fino allora ignorati. nel Vangelo di Luca con «padre mio. anche se qualcuno sostiene che potrebbe essere stato determinato dal primo pittore che ebbe l’idea di disegnare una prolunga sopra la croce per avere un supporto su cui istallare quella scritta JNRI. Le prime immagini riproducenti Gesú fissato alla croce latina risalgono al VI sec. come appare dalle pitture dell’epoca. l’impalcatura della crocifissione fu trasformata in un attrezzo a forma di T . attraverso un simbolico abbraccio rivolto a tutta l’umanità. tolta la X a scopo semplificativo. La croce. allontana da me questo calice». che permetteva di portarla in processione. cioè fino a quando. esprimendo uno stato di disperazione che non si addiceva a un salvatore che era morto per dare speranza agli uomini. tutti i crocifissi furono riprodotti con le mani e i piedi trafitti dai chiodi per esaltare quel dolore della «passione» di cui ho parlato.Con questo graffito cosí astruso e complesso andarono avanti per circa mezzo secolo. e. tanto che colui che la portava in processione. pur appartenendo al clero. madre di Costantino. e. in una posizione che esprimesse. veniva chiamato con il termine militare di dragonianus. oltre che dal fatto che Gesú veniva legato al supplizio secondo il sistema romano.. ma. viene dimostrato. dal momento che. che gli fecero pronunciare prima di morire – la quale. come se non bastasse. in seguito. per quanto possa apparire incredibile. Altre modifiche furono poi apportate alla crocifissione quando si operarono le prime sculture. però.). come quella dell’applicazione di un sostegno per appoggiarvi i piedi. che continuò a essere riprodotta in molti quadri fino al 1500. ciò dipese dalla decisione che presero i teologi cristiani di presentare il Cristo con le braccia aperte. che misero in bocca a Gesú nell’Orto degli ulivi. apparirono. le allungarono il vettore inferiore perché fosse innalzata sopra le teste dei fedeli.. 125 . in esse. «Padre mio. risultò evidente che un corpo non poteva restare attaccato alla croce soltanto per i chiodi. e. che nulla aveva a che vedere con la crocifissione. Dovette passare un secolo prima che la crocifissione fosse associata alla croce latina. erano 10 Per esempio. insieme al capo di Gesú reclinato in un’espressione di dolore. Se. n. che ancora sostenevano secondo il sistema romano che voleva il condannato legato al patibolo – come risulta dalle tante raffigurazioni dell’epoca 10 . venne asserito che durante gli scavi voluti da Elena. i cristiani non avevano ancora pensato di associarla alla crocifissione. soltanto nel VI sec. la croce latina era stata realizzata. assumendo come definitivo il simbolo che tuttora appare nella liturgia ecclesiastica. secondo il sistema usato nella crocifissione romana. Nel giro di pochi anni dall’astrattismo di simbolo si passò a una realtà di fatto cosí concreta da permettere ai falsari di sostenere che durante gli scavi eseguiti sul Calvario fosse stata ritrovata la croce a forma latina sulla quale era stato crocifisso Gesú. mettendola sugli altari.). Trasformata cosí in croce greca quella che rappresentava per loro la vittoria sul “paganesimo”. perché mi hai abbandonato». nelle tue mani raccomando il mio spirito». Come sia avvenuto il passaggio dalla croce a forma di T a quella latina si disconosce. che infatti non appare in nessuna delle crocifissioni precedentemente eseguite. negli anni 380-390 n. e. n. lasciarono soltanto la croce greca a + . e. un concetto di redenzione universale. ma. ebbe un rapido successo presso i seguaci come simbolo cardine nel loro culto. adottata inizialmente come simbolo della vittoria riportata sui “pagani” ed elevata in seguito come immagine delle sofferenze sopportate da Gesú nella «passione». n. Gesú risultava ancora con le braccia legate al patibolo con le corde e i piedi appoggiati al suolo. I chiodi. quale quella «Padre mio. l’esposero al pubblico. Che la croce latina avesse conservato per tutto il V secolo soltanto un valore simbolico. e quell’altra. dolore che fu ancora suffragato da alcune espressioni che aggiunsero ai Vangeli. E. dove rimase in forma fissa fino a quando. nella formella del V sec. Per divulgarne la venerazione a essa furono dedicate chiese e solenni cerimonie. la cui intromissione non eliminò comunque nel mondo cristiano la croce a T . Siamo agli inizi del V sec. anche dal significato che davano a essa. avendo eliminato l’appoggio del terreno. fu in seguito cambiata (sembra nel IX sec. che era esclusivamente quello politico attribuito da Costantino.

secondo i cristiani. a loro volta. per rendere universale il culto della croce. furono venerati come reliquie. nonostante fosse stata eseguita questa frammentazione. Di conseguenza. e perfino del fico. dicendo che furono scritti da testimoni oculari o da stesori che li avevano direttamente contattati. provenienti da Gerusalemme. Fu in questo periodo che furono consacrate alla croce la chiesa di san Pietro. con un’arroganza tale da permettere a Cirillo di scrivere: la vera croce è già da tempo venerata a Gerusalemme e le sue reliquie sono sparse in tutto il mondo. A partire dalla fine del V secolo. attribuendogli una passione. veniva esposta nel tempio di Gerusalemme. all’età di trenta anni. Siccome il “successo delle vendite” dipende molto da come viene presentata la merce sul mercato. si fa durare due Vangelo di Marco e nel Vangelo di Matteo. alla quale. golgotha) di Adamo. ricopiando Marcione. Indipendentemente dalla durata del periodo delle prediche che. traendolo da un pupazzo di creta. ti ha benedetto dio per sempre» –. che fecero passare per profezie. Passione e morte di «nostro signore Gesú Cristo» Dopo avervi aggiunto le due natività in una maniera cosí contrastante tra loro. Il motivo per cui inventarono la storia del cranio fu di dimostrare che Gesú era morto per tutta l’umanità quale discendente di Adamo. di san Giovanni in Laterano e numerose altre importanti cattedrali in Italia e all’estero. vescovo di Nissa. se si riunissero tutte le schegge di legno attribuite alla croce di Cristo che tuttora si trovano sparse per il mondo cristiano. compresa quella di Poitiers. come a tutte le altre. perché si potesse seguire un canone ben stabilito nella riproduzione delle sue immagini. divenuto ormai proprietà della Chiesa. Ma. La discussione su quale figura dare a Gesú si protrasse a lungo tra i seguaci di Tertulliano e Origene – di tre secoli prima. perché quel luogo corrispondeva in realtà alla valle dell’Eden. imposero il culto della croce in tutto l’Occidente. erano stati costretti a ricalcare le orme di Giovanni il nazoreo per l’imposizione che veniva dalla tradizione. come abbiamo visto. per giunta. lasciarono il Vangelo di Matteo e di Luca esattamente come erano stati presentati nella prime edizione tutti e quattro i Vangeli che. che. e di uno soltanto nel 126 . doveva essere morto lí. i cristiani. se viene dichiarata di tre anni nel Vangelo di Luca. rifacendosi al Salmo 45 – che diceva: «tu sei il piú bello tra i figli dell’uomo. saltando tutto ciò che poteva riferirsi all’infanzia e all’adolescenza di Gesú. E. alla fine tutti furono concordi a dare a Gesú un aspetto cosí bello che piú bello non si può. i cristiani dovettero stabilire quali connotati dare al loro eroe. del ciliegio. anche i quattro Vangeli canonici fecero concludere la vita di Gesú a Gerusalemme. seguaci della profezia di Isaia: «non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi. sulle tue labbra è diffusa la grazia. non ha splendore per potercene compiacere» –. tre metri che risulterebbero formati. partendo dalla città di Cafarnao.state riportate alla luce anche le croci dei due ladroni e il cranio (in aramaico. si otterrebbero circa tre metri cubi di legno. i falsari. che trassero in parte dai culti dei misteri e in parte da passi della Bibbia. facevano cominciare a Gesú il ciclo di prediche. vennero diffusi ovunque pezzi del suo legno che. quali quelli della quercia. Tramite un recente sondaggio è stato dimostrato che. e i sostenitori di Gregorio. una morte e una resurrezione. Seguendo ciò che era stato già scritto nei precedenti documenti «apocrifi». che. per quanto la Chiesa cerchi di dare credito ai fatti raccontati. noi troviamo nelle quattro storie evangeliche le stesse discordanze che esistevano nei Vangeli «apocrifi». che. l’intera croce di Gesú. assunta ormai una baldanza religiosa per via di quel concilio di Nicea che aveva ridotto gli ebrei e i “pagani” al ruolo di perseguitati. del cedro. sostenevano invece che «Gesú era stato un uomo di bellissimo aspetto». cioè a quel paradiso terrestre dove dio lo aveva creato. fu consegnato in una teca un pezzo di legno della croce di Cristo. incredibile ma vero. (Sono i miracoli della fede!) Arrivati cosí alla conclusione che Gesú era stato crocifisso su una croce latina. dai legni piú disparati. che avevano sostenuto che fisicamente era cosí brutto da essere ritenuto addirittura deforme – anche stando a quanto sosteneva Giustino –.

loro avrebbero rigettato l’esercito romano in seguito all’espulsione dall’Egitto. nonostante questo disordine nelle sequenze dei racconti. etc. che possono apparire incomprensibili a chi non sa che il vero personaggio era l’esponente di quella ideologia esseno-zelota a cui era stato assegnato il compito di preparare la guerra attraverso una campagna di promesse spirituali rivolte alle classi piú umili. calvinisti. È a causa di questa mancanza di chiarezza. ciò non toglie alla storia evangelica l’incoerenza cronologica e geografica degli avvenimenti che racconta. Il tutto non è che la naturale conseguenza di quel prodotto posticcio e raffazzonato. percorse esattamente 2. messo in essere da una banda di assetati di potere. che i seguaci del cristianesimo si sono divisi in cattolici. dopo minuziose e serie indagini. poiché la cristologia ci riserva ancora interessantissime sorprese. che Gesú. si dimostrano spesso addirittura cosí confusi e discordanti tra loro nei concetti che esprimono. Un pazzo. sapendo che il nome di «legione».Vangelo di Giovanni. la ricostruzione del periodo delle prediche risulta in maniera cosí sconnessa nei tempi e negli itinerari nei quali si fa operare Gesú. dato al demonio. Colta l’occasione per ribadire ancora una volta l’origine dei cristiani. a differenza dei creduloni. e viceversa. anche se noi. non poteva essere che un pazzo.. E a conferma che l’esorcizzazione operata sull’indemoniato era soltanto un’allegoria facente riferimento all’aspirazione che avevano i giudei di pervenire presto alla liberazione della Palestina dall’invasione romana. si riferiva alla legio fretensis di stanza in Giudea. da Betania a Cafarnao. oltre a essere privi di ogni collegamento logico. la Chiesa sostiene che il tutto viene esposto con tanta precisione da avallare ciò che ha affermato nel suo libro Elementi di geografia sacra (Casa editrice Delalain) lo storiografo religioso Bousquet.740 km. il quale. 58 cm. e il mare in cui questi animali venivano fatti affogare era in realtà quell’Adriatico nel quale. metro alla mano. che ossessiona coloro che hanno seguito la morale cristiana. possiamo comprendere il significato di tutti quei passi dei Vangeli che fino a ora sembravano incomprensibili e contraddittori – come l’esorcizzazione dell’indemoniato di Gerasa. quali erano i cristiani provenienti da quei ricettacoli esseni che raccolsero le peggiori canaglie esistenti nell’Impero romano. anglicani. i tomisti litigare con i molinisti. testimoni di Geova. e questo passare. senza cercare di darsi una seria risposta agli interrogativi che da essa derivano. possiamo capire il perché di tutti questi contrasti esistenti nei Vangeli. riprendiamo con la storia della croce. da restare allibiti su come lo si possa trasferire dalla Galilea a Gerusalemme. che vedono i gesuiti opporsi ai giansenisti. durante i tre anni di predicazioni. tutti e quattro i Vangeli. quaccheri. siamo riusciti a capire il significato di tante espressioni che prima ci apparivano addirittura assurde nei loro contrasti. 127 . sorprese che ormai non avranno altro scopo che confermarci come la Chiesa si regga su un’abominevole impostura. se fosse veramente esistito. da un’estremità all’altra della Palestina. Comunque. (sic). nel giro di qualche riga. essendo in realtà il prodotto di una cernita di episodi operata su piú di sessanta Vangeli. faranno risultare il periodo delle prediche una sequela di fatterelli disordinati che. è riuscito a dimostrare. Ma noi che sappiamo che tutto questo caos dipende esclusivamente dal fatto che dovettero costruire la figura di un pacifista traendola da un rivoluzionario. monsignore di Vanves. ortodossi. etc. nel corso della stessa pagina. luterani. sempre in lotta fra loro per le diverse interpretazioni che offrono. Un po’ per la necessità che si imponeva di travisare i fatti e un po’ per la confusione con cui erano pervenute le vicende attribuite a Giovanni il nazoreo dai racconti popolari. Soltanto ora che la maschera è stata tolta. secondo il Rotolo della guerra. 649 m. Eppure. battisti. i domenicani urtarsi con i francescani. che deve essere eliminato dalla storia e dalla memoria soltanto per i massacri che le ambiguità hanno generato tra i suoi stessi seguaci. aggiungo io. senza contare le ulteriori divergenze che si sono formate in seno alla Chiesa stessa. c’è ancora il fatto che Gerasa è un nome immaginario di una città che non è mai esistita. da portare i due storici Jules Soury e Binet-Sanglé a concludere che il personaggio a cui si attribuiscono. che racchiude in se tutto l’odio dei giudei rivoluzionari contro Roma. i carmelitani contemplativi seguire regole che sono in totale opposizione con i monaci battaglieri. Non aggiungo altro. che i «maiali» concernevano il simbolo di questa legione. rappresentato da un muso di porco. se non che basterebbe soltanto questo per farci capire chi furono coloro che scrissero i Vangeli e chi sono coloro che li sostengono. perché si rivoltassero contro coloro che li opprimevano.

nelle quali. i quali fecero rimarcare che Pilato. con tutte le conseguenze che aveva portato. quello che stupisce maggiormente è l’indifferenza che i teologi cristiani mostrano di fronte a queste contraddizioni. Sant’Ireneo (130-202 n. n. ho giurato di vendicarmi non facendolo entrare nel mio riposo».. non ritenendo dignitoso che un dio potesse invecchiare. e. come Papia. L’imperatore Claudio. questa risulta cosí evidentemente fasulla – come. e. che fecero ancora una volta ridere gli oppositori. anche se alla fine stabilirono come data il 33 n. e. «Cristo morí in età avanzata. (Questa è una delle tante prove che attestano che nel II-III secolo ancora non era stata stabilita né la data di nascita. dopo aver dato ordine di arrestarlo. In altri scritti provenienti da Gerusalemme si affermava. Comunque una cosa è certa: la data che è stata attribuita. e. Praticamente. soffermiamoci a mettere in evidenza le discordanze esistenti nella documentazione cristiana. si dichiarava pentito per aver fatto giustiziare un innocente. n. dice di «averlo scoperto consultando antichi documenti». e. che gli stessi teologi non possono sottrarsi dall’ammettere che le date della nascita e della morte di Gesú «non si conoscono con esattezza».) Se questi contrasti sono motivo di stupore. Ma tutto fu cestinato. lo sono tutte le altre nei Vangeli –. e. dopo aver affermato di aver processato e condannato a morte Gesú. In questi scritti venivano riportate lettere inviate da Pilato all’imperatore Claudio. fece portare Pilato in catene a Roma affinché fosse a sua volta giudicato e condannato per l’errore commesso. tanto da condannarli con la scomunica –. compreso il declino». che Cristo era morto addirittura nel 58 n. Confermato che l’era messianica si era consumata nell’arco di tempo compreso tra la realizzazione della profezia di Giacobbe (anno 6 n. e. d’altronde. non può essere che il risultato di un ennesimo imbroglio. come prova di questa sua affermazione. e da quella del Vangelo di Giacobbe l’annuncio di una vendetta di dio contro il suo popolo dopo aver pazientato per quarant’anni − esprimendosi cosí: «dopo essere rimasto sdegnato di quella generazione per quarant’anni [è dio che parla]. risultando un accrocco di anacronismi e di insulsaggini. quegli stessi teologi che contemporaneamente affermano che i Vangeli furono scritti da testimoni oculari. aveva sofferto ed era morto. e. invece. ricavarono l’anno 33 ricorrendo ancora una volta alle profezie. non poteva assolutamente aver scritto delle lettere nel 21 a Claudio. Vediamo ora quale fu il procedimento che i falsari usarono per determinare questo anno 33. e. in cui avvenne la destituzione di Archelao) e la fine della guerra giudaica (70 n. ritenuto il piú attendibile dai seguaci di Geova. In alcuni testi – riconosciuti falsi anche dalla Chiesa. usciti fra la metà del II secolo e la metà del III sotto il titolo di Atti di Pilato. portandolo all’anno uno −.). che nel Vangelo di Luca retrodatarono il censimento di sei anni. fa morire Cristo all’età di cinquant’anni e. Le profezie di cui si servirono furono due: una di Daniele e l’altra di Giacobbe. Prima di passare a un esame storico per determinarla. ai settant’anni annunciati dalla profezia. stabilito che la vendetta di dio corrispondeva alla sconfitta della guerra del 70 – che. Cosí ricavarono la data in cui il messia. che fu definitivamente adottato come vero. dal momento che quelli di cui ora disponiamo non sono che le edizioni rivedute e corrette che uscirono nel VI sec. che era divenuto imperatore nel 41 n.). cioè l’anno 33 n. dovendo sacrificare alla sua missione di salvatore tutte le età della vita. Comunque. 24) trassero la conferma che il periodo messianico era durato settant’anni – fu per far corrispondere poi il periodo messianico. che in realtà risultava di 64.Quale sia stata la data di morte che fu attribuita a Gesú nei quattro Vangeli canonici quando videro la luce la prima volta. Nel Vangelo di Pietro. sceso sulla terra. cioè almeno 37 anni prima della data dichiarata nei Vangeli canonici.. storico della Chiesa. si fece morire Gesú nell’anno 21 n. sotto Nerone. dichiarandole «insignificanti divergenze». né quella della morte di Gesú. e. avendo svolto il suo mandato di procuratore dal 26 al 36 n.. arrivato alla conclusione che gli ebrei sono un popolo travagliato. rappresentavano il periodo trascorso dal giorno che ave128 . per tentare di riparare tutti gli errori storici commessi in precedenza. emotivamente preso da questa ingiustizia. e. Da quella di Daniele (IX 1. la morte di Cristo avvenne sotto Erode il Grande. aveva tolto il riposo agli ebrei – e convenuto che i quarant’anni che dio aveva pazientato prima di punirli. sapendo che costui morí nell’anno 4 av. Per altri. non possiamo saperlo..

portando all’apoteosi il 3. 3-1). anno in cui venne eletto un nuovo procuratore nella persona di Cuspio Fado. come se non bastasse questa contraddizione di carattere istituzionale. possiamo affermare quasi con certezza che Anna nel 33 era già morto. incarico che rimase vacante fino al 44 n. lo ha lasciato nel piú completo anonimato. Siccome nell’anno 33 Ponzio Pilato era governatore della Giudea. determinarono l’anno di morte del messia come risulta dal Vangelo di Luca. La prima che salta agli occhi viene dall’ignoranza dei falsari cristiani che. che Gesú era morto nell’anno 33. Un’altra incoerenza di carattere giuridico la troviamo nel passo dei Vangeli in cui si dice che Ponzio Pilato inviò Gesú da Erode Antipa per farlo giudicare da lui. facendo 70 meno 40. i cristiani redassero in base a questi personaggi la sceneggiata della «passione e morte» del loro Cristo-salvatore-signore. e. sapendo che l’anno 33 corrispondeva al 787 dalla fondazione di Roma. lo fecero dipendere da questa data. Sapendo da Giuseppe Flavio (Antichità giudaiche) che Giovanni Battista fu ucciso da Erode Antipa poco prima di subire la sconfitta dal re di Petra nel 36. (Anche se questi calcoli furono fatti secondo il calendario romano. Giovanni Battista morí all’inizio delle predicazioni di Gesú. lo facevano in età molto avanzata. e. che corrisponde esattamente all’anno «decimoquinto dell’imperatore Tiberio» (Lc. che era considerato il numero perfetto (10 x 3 +3 = 33). Sapendo che i sommi sacerdoti. 129 . kyrios. avendo egli terminato l’incarico di procuratore della Giudea nell’anno 36.) Stabilito cosí. Che la «passione e morte» di Gesú siano il risultato di pura fantasia lo dimostrano le tante inesattezze storiche riportate dai Vangeli. nulla cambia. Se questa data fu poi posticipata negli altri Vangeli all’anno 33. Secondo quanto risulta da documenti apocrifi. essendosi ritirato dall’incarico nell’anno 15 n. perché dimostrarono di ignorare che Anna. e. E. perché. a cui dettero in seguito il nome di Gesú. attraverso le profezie. e siccome questa missione era durata 3 anni. la “cosa” non regge comunque. Ma lo scopo dei falsari era ben chiaro: coinvolgere nella loro storia il maggior numero di personaggi storicamente esistiti. all’anno 33. figlio di Giuda il galileo. come abbiamo visto. sotèr. cioè del loro «unto». quali Anna e Caifa. derivante dal fatto di porre due sommi sacerdoti nello stesso periodo. cioè nell’anno 27 n... e. non poteva essere presente a un processo che si svolgeva diciotto anni dopo. essendo la Galilea e la Giudea due Stati politicamente e amministrativamente autonomi. per rendere credibili le vicende da loro narrate. che durarono tre anni. cosa d’altronde confermata anche dai Vangeli. tutto il resto. Il ragionamento che fecero per trasferire la data della morte dall’anno 30. ciò significava che il messia aveva iniziato la sua missione nell’anno 30. 7). All’obiezione che sollevarono gli oppositori. non aveva nulla a che spartire con la Giudea stessa. che fa cominciare il ciclo di prediche tre anni prima di questa data. Gesú non poté essere processato da Pilato. aggiungendo nei Vangeli che Erode Antipa si trovava a Gerusalemme soltanto di passaggio (Luc. dichiarando contemporanei due sommi sacerdoti. riguardante gli avvenimenti e i personaggi citati nei Vangeli. si deduce. Ma. che poi sarebbe quello in cui fu ucciso Giovanni il nazoreo. la sua morte non poteva essere avvenuta che nell’anno 33. i falsari cristiani cercarono di riparare alla gaffe. facendo presente che Erode Antipa non poteva essere a Gerusalemme perché. secondo la cabala ebraica. Erode Antipa tetrarca della Galilea e Caifa sommo pontefice. che. commisero anche un grave errore storico. Soltanto facendo un’analisi dei fatti tramite la storia possiamo determinare l’anno in cui fu crocifisso Gesú. come l’avevano inizialmente stabilita. ciò dipese dal fatto che vollero dare alla morte di Cristo un numero che rappresentasse il massimo della perfezione. fu il seguente: se dio aveva atteso quarant’anni prima di punirli e la punizione era arrivata nel 70. anche ammettendo questa circostanza. che la data della crocifissione avvenne intorno all’anno 39 n. come tetrarca della Galilea. se lasciavano la loro funzione prima di morire. sommando i tre anni di predicazioni. 23. Come conseguenza. sarebbe stato come se il re Baldovino avesse inviato a giudizio un imputato belga dalla regina di Olanda durante una sua visita a Bruxelles.. significando «colui che salva». commisero lo stesso errore di mettere insieme due papi nella Chiesa cattolica.vano commesso la grave colpa di non riconoscere il messia.

ossia far dipendere la sentenza da una colpa commessa da Gesú non in qualità di rivoluzionario. di cui non si conosce il nome. Nel Vangelo degli ebrei. viene confermata dallo Pseudo-Vangelo di Giovanni. come attestato della grande amicizia che li univa (un’amicizia che. secondo Filone. troveremo che il suo anno di nascita corrisponde all’incirca all’anno 12 av. aveva carattere omosessuale). Giuda il galileo (7 n. Dal momento che la crocifissione non poteva essere taciuta – per quanto. ebr. Che la passione e la morte di Gesú siano il risultato di macchinazioni operate per nascondere la verità viene ancora confermato dalle innumerevoli incoerenze che a ogni passo si riscontrano nei quattro Vangeli canonici. viene detto che.). In un passo. c’era stato il processo del famoso rivoluzionario. Sapendo che l’attività era durata tre anni. viene da un’opera intitolata Contra Flaccum che lo storico Filone Alessandrino scrisse contro il prefetto Fiacco. essendo vacante il posto di procuratore nell’anno 39 n. terminato con la crocifissione di un famoso capo rivoluzionario − Giovanni −. e. incoerenze e raggiri a cui i falsari furono costretti a ricorrere per stravolgere il procedimento di quel processo romano che.. n. come viene affermato dal Vangelo di Pietro e dallo stesso Vangelo di Luca. dimostrava che l’imputato era un rivoltoso. invece di nominare un altro procuratore romano. come avrebbe potuto Gesú avere sette fratelli e due sorelle. come poter sostenere una simile versione. avessero cercato di sostituirla con la lapidazione –. Il motivo per cui Caligola eliminò il procuratore della Giudea fu quello di riunire la Palestina in un unico Stato. Una prova. a conferma che la crocifissione avvenne nell’anno 39. Però. che succedette a Tiberio. in cui si parla di una visita che Erode Agrippa fece nel 39 al suo amico Caligola. che svolgeva il ruolo di procuratore in forma interinale. si fermò per qualche giorno ad Alessandria. approfittando della visita di questo re giudeo. e. ecco che l’età in cui fu crocifisso Gesú (Giovanni) si conferma essere quarantanove-cinquanta anni. Caligola. bensí da un funzionario. e la morte di suo padre. dopo che il signore aveva detto loro di aver parlato con Abramo. nemici degli ebrei. con lo scopo di affidarlo a Erode Agrippa. favorevoli come erano a lasciare libere tutte le religioni nei loro culti. n. facendo una semplice sottrazione. condannato perché pretendente al trono di Gerusalemme.) primogenito. in cui morí Giuda il galileo. ma di predicatore. Quindi. che fu uno dei primissimi a raccogliere i fatti riportati dalla tradizione popolare. Questa età di circa cinquant’anni che il Vangelo degli ebrei attribuisce al messia nel periodo delle sue predicazioni. VIII-57).. non si può concludere altro che la data di morte di Gesú (Giovanni) corrisponde all’anno 39. e.. che in quel periodo governava la Siria. padre di Giovanni il nazoreo. Dunque. né da altro procuratore romano.I fatti riguardanti la procura di Gerusalemme seguirono il seguente corso: subito dopo la cessazione dell’incarico di Ponzio Pilato. morto nel 4 av. e. Altre prove vengono fornite analizzando quei primi documenti che la Chiesa dichiarò «apocrifi». ponendo un lasso di tempo di diciannove anni tra la nascita di Giovanni (12 av. cioè nell’anno 7 n. durante il viaggio di ritorno da Roma. che lo fanno nascere sotto il re Erode. concludendosi con una condanna alla crocifissione. l’unico modo per risolvere il problema era quello di trasformare il processo da politico in religioso. I “pagani”. Gesú non fu processato né da Pilato. morí l’imperatore Tiberio. c’era un passo nel quale gli apostoli. in un passo in cui si afferma chiaramente: «Cristo aveva cominciato la sua attività all’età di quarantasei anni». se questa messa in scena organizzata dai “pagani” di Alessandria avvenne nel 39 e soltanto poco prima. Se fosse nato veramente nell’anno del censimento. e. gli chiesero: «come puoi tu sapere queste cose se non hai ancora compiuto cinquant’anni?» (Vang. secondo alcuni storici. come abbiamo visto. per irriderlo organizzarono nello stadio di Alessandria una rappresentazione teatrale nella quale veniva riprodotto il processo tenutosi poco prima a Gerusalemme. preferí affidare il governo della Giudea a una delegazione dipendente amministrativamente dal comando romano di Siria. e. mai avrebbero processato e tantomeno condannato qualcuno sol130 . n. come affermavano i Proto-Vangeli e gli stessi Vangeli canonici – ovvero quei sette fratelli e due sorelle che la storia attribuisce a Giovanni? Cosa che invece appare in tutta la sua naturalezza. e. come non poteva essere taciuto che il processo era avvenuto presso un tribunale romano. se i romani. Stabilito cosí che il Cristo (Giovanni) è morto a circa cinquant’anni nel 39 n.

come fu imbrogliato il processo romano per dare alla crocifissione una subordinazione religiosa. alla fine risulta che la sua unica colpa è quella di essersi dichiarato bar abba. i redattori dei Vangeli che lo fecero passare per una persona indecisa. che lo condannarono a morte come religioso. [aggiungendo subito:] «che il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli» − un’automaledizione che. cioè «figlio di dio». 17. [risposero:] «libera Barabba e crocifiggi Gesú!». Fu cosí. dopo aver lasciato di urgenza Cesarea marittima. Se avessero letto ciò che diceva Filone di Alessandria nella biografia che scrisse su di lui. come riportava la tradizione riferentesi a Giovanni. cioè contro i ribelli? Non trovando allora una soluzione legale per risolvere questo problema. i quali. caricava di accuse gli ebrei. costui che trovo privo di colpe [Gesú[ oppure Barabba il brigante?». 2. vediamo di esaminare le vicende che gli evangelisti attribuirono alla «passione» di Gesú attraverso un esame storico e usando quel minimo di buon senso e di ragione che si esige per comprendere i fatti. A questo punto potrei spiegare chi fosse in realtà Barabba. alla domanda di Pilato: «chi volete che liberi. rimetteva la sentenza al giudizio del popolo. che. e aver inviato una coorte (600 soldati) al comando di un tribuno nel pieno della notte per sedarla. vengono presentati nel corso dell’ultima cena come rivoluzionari che seguono il maestro sul Monte degli ulivi armati di spade. (È la prima volta che sento dire che le armi sono uno strumento di preghiera!) 131 . che spesso si confondeva con la crudeltà. Basti dire che la figura di Ponzio Pilato. ma preferisco riservarmi di mettere questa “ciliegina sulla torta” soltanto dopo aver trattato della «passione e morte» di colui che i cristiani chiamano «nostro signore Gesú Cristo». pur essendo stato giudicato da un procuratore. residenza del procuratore romano in Giudea. per essersi dichiarato figlio di dio. Portarono sí Gesú nel tribunale romano. può essere giustificata soltanto da un’intenzionalità da parte dei cristiani di far riconoscere agli ebrei stessi. la quale. basato su vaghe domande da parte degli inquisitori e di “vuoti” silenzi da parte dell’imputato. ma in quanto messia apportatore della buona novella. togliendo ai romani ogni responsabilità.tanto perché predicava una religione? Come far figurare che in un tribunale romano poteva essere stata emessa una condanna per crocifissione contro un religioso. fu risolto in definitiva con quella lavata di mani che. possa aver chiesto a quelli che glielo consegnarono che cosa avesse fatto: uscí Pilato verso coloro che glielo consegnarono e domandò: «che accusa portate contro quest’uomo?» (Gv. perché informato della rivolta in atto. dove metteva in particolare risalto una severità nei processi e un autoritarismo contro i giudei. 1. non trovando nessuna motivazione circa il perché se la siano rivolta. che fecero figurare come il loro Gesú. fa ridere il fatto che Pilato. per convincerci ancora di piú che tutto ciò che è stato scritto nei Vangeli è un prodotto o dell’ignoranza. invece di far emettere la sentenza di morte dai romani perché rivoluzionario. costruirono quel processo-farsa che troviamo riportato nei quattro Vangeli. la colpa di essere stati gli assassini di Cristo. Ammesso che fosse stato Pilato a presiedere il tribunale in cui fu giudicato Gesú. quando le crocifissioni erano riservate a coloro che operavano contro la stabilità delle istituzioni. lavandosi le mani. fosse stato condannato a morte non in quanto messia rivoluzionario. come uomo impietoso e feroce. pur sommariamente. colmo dei colmi. o dell’intenzionalità a ingannare. con questo raggiro. la fecero pronunciare dai sadducei e dal popolo ebraico. trovandosi di fronte il capo della sommossa. il figlio di dio. certamente non lo conoscevano. 29) – e. si sarebbero forse ben guardati dall’attribuirgli quella «lavata di mani» che lo fa apparire un vile e un titubante. A me personalmente. rimase per molto tempo impressa nella memoria dei giudei. Il contrasto esistente nell’indole dei discepoli. Tutto il processo. poi. mentre viene sostenuto che fossero dei pacifici pescatori destinati a spandere la buona novella e a compiere miracoli. ma. in modo che non ci potesse essere possibilità di attenuanti. Spiegato cosí.

È inammissibile ammettere che il tribuno. Gesú doveva assolutamente morire prima della fine del giorno. le sentenze non potevano essere emesse prima che fossero passate ventiquattro ore dal processo. si ha l’impressione di avere davanti uno di quei film muti. Per riparare a questa lacuna anticiparono nel Vangelo di Giovanni la data della morte di un giorno. e. dal venerdí al giovedí. la sua anima sarebbe stata maledetta per le tre leggi del Pentateuco. continuano a sostenere che ci siano stati ogni volta che ripetono quel passo del Credo che recita: […] Gesú morí sotto Ponzio Pilato e il terzo giorno resuscitò da morte .. nella loro semplicità di «poveri di spirito». resistenza dei discepoli ai soldati romani.) Di conseguenza. mancando comunque trentasei ore per giungere ai tre giorni passati nel sepolcro. le quali imponevano che: a) il cadavere di un condannato non potesse essere tolto dal palo dopo il tramonto. che era il tribunale. venivano meno quei famosi tre giorni che il loro salvatore avrebbe dovuto trascorrere da morto per poter scendere agli inferi. tre cadute. per esigenze di copione. (Era per questo motivo che gli ebrei. Seguendo le tante vicende che si svolsero nel giro delle poche ore comprese tra il mattino e le tre del pomeriggio. in una maniera anche fin troppo dettagliata. Ma. la pausa nella quale il sofferente regala una “foto ricordo” alla donna che gli aveva asciugato il sudore dal viso. crocifissione. E tutto questo perché. l’asserzione che Caifa inviò Gesú presso Anna perché lo giudicasse. ignoravano in maniera assoluta le regole piú elementari del Pentateuco (Torah). come afferma la Chiesa. alla fine risultò che avevano commesso un grave errore nei calcoli del cerimoniale. b) se il condannato moriva dopo il tramonto e restava la notte al palo la sua anima sarebbe stata dannata. 4. cattura e traduzione del medesimo dall’Orto degli ulivi a Gerusalemme (un chilometro e mezzo). processo nel Sinedrio. che in realtà non si è mai tenuto. onde evitare che l’agonia potesse protrarsi oltre la calata del sole. viaggio verso il Calvario con la croce sulle spalle. non fece che suscitare critiche e derisioni da parte degli oppositori. Far celebrare il processo ebraico nel sinedrio. se Gesú fosse morto dopo il tramonto. quei tre giorni che i cristiani. costruito esclusivamente con le profezie. la durata dell’agonia. c) fosse proibito togliere dal patibolo i cadaveri nel giorno di Pasqua. essendo di origine “pagana”. altro trasferimento da Pilato a Erode e da Erode a Pilato. trasferimento da Caifa ad Anna. (La Pasqua veniva celebrata di sabato e Gesú morí nel pomeriggio del venerdí. e non nel beth-din. invece di tradurre il prigioniero al tribunale romano. per quanto cercassero di fornire. che tirano a sorte le vesti del condannato. perché facendolo morire la sera del venerdí e facendolo risorgere il giorno dopo.) Di conseguenza. che normalmente durava da tre a quattro giorni. Ignoranza che si manifesta ancora nel far celebrare il processo durante le feste di Pasqua e per giunta di notte.. durante la quale viene staccato un orecchio a una guardia del tempio. ballottaggio con Barabba. processo romano. agonia e finalmente la morte – il tutto nel giro di sette-otto ore. perché potesse essere tolto dalla croce prima del tramonto e non avere l’anima dannata. Conoscendo le date relative alle cariche dei due sommi sacerdoti. flagellazione e derisione dei soldati romani. processo che. 132 . da Anna a Caifa. nonostante l’evidenza dei fatti.. fu ridotta in Gesú. legavano al palo i condannati soltanto dopo averli già uccisi con la lapidazione.3. cose assolutamente proibite presso gli ebrei. come tutti gli altri sotères nell’ambito dei culti dei misteri. lo conduca al Sinedrio per consegnarlo ai sacerdoti giudei. nei quali il moto degli attori viene presentato in maniera comicamente accelerata: arresto di Gesú. giorno di Pasqua. dal momento che Anna aveva terminato il suo incarico di sommo sacerdote nel 15 n. sempre secondo il Pentateuco. e nel far emettere dal sommo sacerdote Caifa una condanna a morte subito dopo l’interrogatorio quando. il discorso alle pie donne. cioè il sabato. 5. che era il luogo delle riunioni politiche e sociali. Il tempo in cui si svolge tutto il dramma evangelico è di per se stesso già un paradosso. ma con un risultato insoddisfacente. ufficiale romano inviato da Ponzio Pilato. dimostra ancora una volta l’ignoranza dei neocristiani che. i particolari della «passione e morte». Tante altre sarebbero le considerazioni da fare su questo processo ebraico. costituisce un’altra circostanza che esclude nella maniera piú decisa che i Vangeli sono stati scritti da testimoni presenti ai fatti. a sole tre ore.

andando contro tutte le leggi sulla crocifissione – che volevano che i condannati fossero legati per le braccia con una corda –. non può essere che una comparsa messa nella grande sceneggiata evangelica per dimostrare che la vita di Gesú. dal momento che viene dichiarato «il piú bravo». perché a Gesú dettero invece aceto e fiele? Ebbene. venuto sulla terra per insegnare la fiducia in dio. anche nei dettagli. La frase «dio mio. abbandonato Gesú. per renderci ben conto dell’assurdità delle profezie. la risposta la trova nel libro di Amos (II-16) in cui sta scritto: arrivato quel tempo il piú bravo scapperà completamente nudo. lasciato il lenzuolo. Ma egli. rivestito soltanto di un lenzuolo. dicendo che questo giovanetto. i redattori dei Vangeli costruirono la passione e morte di Gesú mettendosi alla ricerca di tutte quelle espressioni bibliche che. pronunciata da Davide in qualità di profeta. era vera in tutto. perché mi hai abbandonato?». avrebbero dovuto garantire la veridicità delle loro affermazioni. cambiarono nel Vangelo di Luca con: dio mio.Le profezie Mancando ogni riferimento storico. messa in bocca a Cristo per esprimere la sofferenza che egli provò nell’agonia. rimetto nelle tue mani il mio spirito. 51) −. perché mi hai abbandonato. dio mio. che nel loro contesto originale assumono un ben altro significato da quello che venne attribuito dai falsari. Se fecero dire a Gesú prima di spirare: dio mio. che era considerato il migliore amico di Gesú. un’espressione di sconforto. fuggí via tutto nudo (Mc. dio mio. che. intravediamo nelle prime luci dell’alba correre nudo tra gli ulivi. fuggirono. poteva essere l’apostolo Giovanni. avrebbe dato un risultato piuttosto compromettente dal momento che continua: 133 . durante la cattura di Gesú all’Orto degli ulivi. dove è scritto: quando avevo sete mi dettero da bere l’aceto e nel cibo ci misero il fiele. Estratte cosí dalla preghiera del «giusto sofferente» (salmo 21) le espressioni: si dividono le mie vesti e sul mio vestito gettano la sorte [e] hanno forato le mie mani e i miei piedi e posso contare le mie ossa. viene fatto scappare nel Vangelo di Marco a culo scoperto − tutti allora. Se a chi veniva crocifisso durante l’agonia si bagnavano le labbra con un liquido amaro estratto da erbe aromatiche e radici. annunciando i fatti sotto forma di profezie. veniva riportata nel Salmo 22. Se poi qualcuno dovesse chiedersi chi fosse quel fanciullo che. durante la cattura.) Anche se qualche storico ha insinuato dei sospetti che mi rifiuto di accettare e dei quali preferisco non parlare. espressione che. la risposta la troviamo nel Salmo 69. bisogna esaminare le frasi. 14. Ma. se fosse stata recitata per intero. (La Chiesa cerca di spiegare questa insulsaggine. senza pensarci su due volte. dio mio. Un giovanetto però lo seguiva. che le usarono separandole dai versi che le precedevano e da quelli che le seguivano. dal momento che era stata annunciata dalle profezie. lo fecero perché questa frase. forarono le mani e i piedi del loro Gesú con i chiodi e misero in mano ai soldati romani i dadi per sorteggiare i suoi vestiti. è evidente che questo giovanetto. in seguito alla critica degli avversari. che fecero rimarcare che non si addiceva a un salvatore. e lo fermarono.

che loro. grido di notte e non trovo riposo. Ma io sono verme. viene spiegato nei Vangeli. e gli chiese: «cosa debbo fare di questi trenta denari?». che poi fu utilizzato per seppellirci i forestieri: Giuda. quale agnello sacrificale. non ben conoscevano la Bibbia. come viene detto dai Vangeli.) Su Zaccaria (non su Geremia come viene erroneamente riportato dai falsari in Matteo). e il padrone. rappresentano l’oscurantismo dell’umanità. Una tale sfacciataggine poteva avere successo soltanto presso la grande ignoranza e superficialità che dimorava allora presso i primi cristiani. un’oscurantismo che sempre piú rappresenta un ostacolo per lo sviluppo razionale dei popoli. perché allora la Chiesa si è sempre opposta. secondo quanto era scritto. gettati i trenta denari ai piedi dei sacerdoti. bensí Zaccaria il profeta che parla del pastore che gettò nel «vasaio» i trenta denari ricavati dalla vendita del gregge. se non che egli è un «verme». che i figli d’Israele avevano mercanteggiato e li diedero per il campo del vasaio come aveva ordinato il signore» (Mt.) Il santo padre incita i cristiani a un suicidio di massa D’altronde. Eseguita la compravendita. gli disse di gettarli nel «vasaio».? Cosí è per tutte le frasi che furono tratte dalla Bibbia per essere usate come profezie. il pastore si recò dal padrone che gli aveva affidato il gregge. c’è anche un errore circa il profeta a cui si riferisce. dopo averli raccolti. e si oppone ancora. invece. ti invoco di giorno ma non rispondi. «il primo presupposto che esige il cristianesimo per imporsi non è forse l’ignoranza?» 11 . gettarono nel «vasaio» – ma in una maniera talmente differente da come veniva riportata dalla Bibbia da rendere il passo del Vangelo addirittura ridicolo. che in seno all’assemblea ricopre un ruolo di auditore. nel contesto. come oggi. etc. rappresenta le pecore che sono state vendute. per dimostrargli il disprezzo per il cattivo affare che aveva fatto. perché con i suoi veto rappresenta un serio ostacolo all’emancipazione sociale. nella quale viene raccontato che Giuda. a tutto ciò che rappresenta il progresso? Continuando con le profezie. cioè nel recipiente che era sito all’entrata del tempio per ricevere le elemosine. ritornò dai sacerdoti che lo avevano pagato e gettò ai loro piedi i trenta denari ricevuti dalla vendita di Gesú. dovevano essere il prezzo di quel tradimento con cui Giuda vendette Gesú ai sacerdoti sadducei. Infatti non è Geremia. rifiuto del mio popolo. 134 . che rappresentavano la parte piú retrograda delle popolazioni dell’impero. (Ci sono già tante proposte da parte dei rappresentanti dei paesi Onu di escludere il Vaticano. preso dal rimorso. (Perché si possa comprendere bene la questione dirò che Gesú. se colte separatamente possono adattarsi alla situazione a cui si riferiscono. l’«infamia degli uomini». essendo di origine “pagana”.] Che cos’altro si potrebbe concludere. assumono un significato ben diverso e spesso del tutto contrastante. andò a impiccarsi. È da questa favola biblica che i falsari trassero la storia che conosciamo. si legge: (XI-13): un pastore. 11 Da «Tribuna degli Atei». un terreno. I sacerdoti. Bruxelles. aggiustarono il tutto dicendo che i sacerdoti usarono i trenta denari per comperare un terreno che si chiamava «vasaio». tutte frasi che. dio mio. prendiamo ancora quella che Matteo trae da Geremia per spiegare che fine fecero i «trenta denari» che Giuda ricevette in cambio della delazione. quei trenta denari che. il prezzo del venduto. Poiché i falsari cristiani. non uomo. ritenuto che i soldi ricavati rappresentavano una cifra irrisoria di fronte al valore reale delle pecore. non sapendo che il «vasaio» era il vaso per le elemosine. infamia degli uomini. 27). gli stessi.tu sei lontano dalla mia salvezza. Mi scherniscono quelli che mi vedono [etc. oltre all’errata interpretazione. decisero di comprarci il campo del vasaio per la sepoltura degli stranieri perché si adempisse la profezia di Geremia [?!]: «presero trenta denari d’argento. stanco di pascere le pecore [faccio il riassunto] le portò a vendere presso dei mercanti i quali gliele comperarono per trenta denari. Belgio. se mettessimo in bocca a Gesú tutto il resto del salmo. Se non fosse cosí. non trovando lecito di tenersi quei soldi perché erano il ricavato di un tradimento. In questa profezia.

difendevano invece il libero arbitrio. facendolo durare alcuni anche diciotto mesi. questa versione fu successivamente ancora corretta. in un’altra precedente gaffe. La questione. prima di essere uccisi. egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. mentre quella di Marduk era fatta di foglie di acanto. in qualità di spirito passava i muri. venivano scherniti per essersi dichiarati dei. riferendosi a quei passi dei Vangeli in cui si diceva. Se. che. Le stesse incoerenze e assurdità che si trovano nella vita di Gesú le ritroviamo in quel periodo che seguí la sua morte. entrando attraverso i muri. Privo di ogni iniziativa e personalità. castigando o premiando pur conoscendo il futuro. incontratolo. tanto appare ovvia la conclusione a cui si può pervenire. Tutta la vita di Gesú. Questo interrogativo. mangiava il pesce) risorto e non un impostore che si faceva passare per Gesú – come i loro nemici sostenevano.. seguaci del gesuita Molina. finché. che le Marie e gli stessi apostoli. e.Ma non furono soltanto le profezie a essere usate dai cristiani per comporre la passione del loro Cristo. come si sarebbe allora realizzata la «passione» di Cristo. si riduce a una recita. aggiunse: «avete qualche cosa da mangiare?». seguaci di Tommaso d’Aquino. come può dio giudicare gli uomini. nella prima edizione dei Vangeli canonici decisero di far salire Gesú in cielo direttamente dal sepolcro. fece correre dei grossi rischi al cristianesimo in quella diatriba che vide i tomisti. sempre all’ora di cena e in un camerone che. cosí fu messo sulle spalle di Cristo il mantello rosso dei re in segno di scherno. dicevano loro che l’aver trovato un sepolcro vuoto non era una prova sufficiente per dimostrare la resurrezione. a imitazione di Mithra. secondo lui. come uomo. nei quali i sotères. ritenendoli responsabili delle loro azioni? Come si può condannare Giuda. che vede il protagonista muoversi secondo un copione già scritto dalle profezie. in quanto potevano essere stati gli stessi apostoli ad aver trafugato il corpo. ai quali si presenta. andarono avanti per decenni. mentre erano chiuse le porte del luogo ove si trovavano i discepoli per timore dei giudei venne Gesú e disse: «pace a voi!» [.. in seguito. era veramente il dio-uomo (come dio. si rimarcherà che le aggiunte poste in seguito dai falsari non hanno altro scopo che quello di fornire le prove di una «resurrezione» avvenuta: fanno toccare la ferita del costato all’apostolo Tommaso. guarda caso. dalla nascita alla morte. se era scritto che egli doveva tradire? Se Giuda fosse stato veramente libero di decidere e non avesse tradito.] ma poiché per la grande gioia gli apostoli non credevano ed erano stupefatti. rimasta insoluta. se ci tengono a far rimarcare che era ermeticamente chiuso. La sera di quello stesso giorno. opporsi ai molinisti che. un copione imposto che trasforma il fondatore del cristianesimo in una marionetta azionata dai fili di un destino già prestabilito. ciò dipese dal fatto che dovettero rispondere alle critiche degli oppositori che. poiché molti furono i passi che ripresero dai Vangeli “pagani”. Gli offrirono una porzione di pesce arrostito. che sostenevano il fatalismo. è una delle maggiori prove del fallimento teologico della religione cristiana. che ineluttabilmente devono compiersi perché sia fatta la volontà del «padre che è nei cieli». stava portando alla negazione dell’esistenza di dio. nel 1607. secondo un programma stabilito dalle profezie. è la chiara dimostrazione dell’incoerenza di dio. è per dimostrarci che egli. mai risolto dalla Chiesa. papa Clemente VIII proibí di proseguire la disputa che. Infatti. L’esistenza di Gesú. a imitazione dei sotères “pagani”. Come a Marduk. imposta dalle profezie. porta a chiederci: se tutto ciò che avviene era stato già prestabilito. la loro era di spine −. fanno parlare il risorto con le varie Marie e lo fanno ripetutamente mangiare con i discepoli. Siccome nei Vangeli «apocrifi» il periodo passato sulla terra dopo la «resurrezione» variava. egli segue come un automa le vicende che si susseguono dalla nascita alla morte. in mano gli fu posta una canna a mo’ di scettro e sul capo una corona – con la sola differenza che. In un’accusa reciproca di ateismo. dicendo che Gesú era rimasto sulla terra quaranta giorni. che è stata fatta dipendere dal suo tradimento? Ma soffermarsi a discutere su un tale argomento significherebbe declassare l’intelligenza umana. e. deridendoli. non lo avevano riconosciuto. 135 . costruirono la scena nella quale Gesú disse ai suoi apostoli che lo avrebbero rivisto scendere dal cielo da sopra una nube per giudicare i vivi e i morti.

stando a quanto dicono gli Atti degli apostoli. sostenute dai sogni e dalle visioni. Oltre a ridicolizzare quel «fermati. nel quale si racconta che Satana. perché. tanto indiscutibile da costituire una verità di fede cosí assoluta che negarla avrebbe comportato la morte – morte per rogo a cui fu condannato un certo Cecco d’Ascoli nel 1610 per avere soltanto detto che: non era possibile poter vedere tutti i regni della terra da una montagna per quanto altissima fosse stata. dimostrava anche l’assurdità di quel passo del Vangelo. Fallite cosí queste due versioni. per farla finita con questa farsa della «resurrezione». le versioni che inizialmente i cristiani dettero alla morte di Gesú. perché arrestato sul Monte degli ulivi mentre era in procinto di dare inizio a una rivolta. Questo passo del Vangelo di Matteo. quanto il costatare che insieme a lui attraversino i muri anche i pesci che erano nel suo stomaco. Basta leggere il passo di Matteo (28-11) riguardante «le guardie subornate» (corrotte) per comprendere le critiche che i costruttori dei Vangeli ricevevano dai loro oppositori. mostrandosi addirittura offensiva contro i romani. per tentare Cristo. per i dotti della Chiesa era invece una verità inconfutabile. Ma sembrando questa versione inaccettabile per la viltà che attribuivano a un procuratore romano. ebbe breve durata. Ma se la prima si era mostrata denigratoria verso un procuratore. che faceva passare per un popolo di corrotti. ne costruirono una terza. che si concludeva con la condanna a croce del brigante e la liberazione di Gesú. lo aveva ceduto spontaneamente ai giudei. nella quale fecero figurare che nel processo c’erano due messia. 136 . che avevano entrambi svolto la loro missione nello stesso periodo facendosi chiamare entrambi «figli di dio». allora. se lo avesse assolto. nella quale dicevano che Pilato aveva ceduto Gesú ai giudei in cambio di una somma offertagli dai sacerdoti sadducei. che avevano ripreso dal Vangelo di Filippo. Il processo si svolgeva in tutto e per tutto uguale a quello che troviamo oggi nei Vangeli canonici. basato sul concetto di una terra piatta. Barabba Di tutta la vita di Gesú la parte che maggiormente impegnò i falsari per dissociare la sua figura da quella di Giovanni fu la crocifissione. uscí dal luogo dove erano riuniti gli apostoli. comportando essa la prova che il condannato fosse quel rivoluzionario che la tradizione e i documenti ricordavano essere stato condannato durante l’era messianica. eccetto il finale. dopo aver mangiato. Insomma. sole» di Giosuè e il concetto dell’«ascensione». passati quaranta giorni. Per eludere. come era entrato. le conseguenze che avrebbe comportato la crocifissione. gli dice. scomparendo dietro una nuvola: Gesú fu elevato in alto sotto gli occhi degli apostoli e una nube lo sottrasse ai loro sguardi (At.Cosí. fu anch’essa subito ritirata. diciamo che alla fine. né destre e né sinistre –. Ciò che mi lascia perplesso nel leggere questo passo del Vangelo non è tanto il fatto che Gesú passi attraverso i muri – dal momento che tutto è possibile a chi possiede un corpo simile a quello degli angeli –. prima di giungere a quella definitiva riportata dai Vangeli canonici. furono tre: nella prima veniva asserito che Pilato. La dimostrazione che fece Galileo sulla sfericità di una Terra che girava intorno al Sole contrastava con troppi passi delle sacre scritture perché non fosse condannata. che potrebbe apparire un dettaglio insignificante a chi segue la logica e il buon senso. fatte per dare a Gesú una morte per lapidazione. la seconda. ovvero questa elevazione verso un paradiso che si trova in alto – avendo perso ogni significato dopo che Galileo dimostrò che un corpo nell’infinito non ha né alti né bassi. 1-9). Questa ascensione. Gesú lasciò la terra. ne tirarono fuori una seconda. cioè bar abba. temendo una rivolta. che si era lasciato intimidire dal popolo. Ma anche questo espediente. dopo avergli mostrato dalla cima di un monte tutti i regni del mondo: «tutte queste cose ti darò se prostrandoti mi adorerai». uno rivoluzionario e uno pacifista. i quali l’avevano condannato alla lapidazione sotto l’accusa di essersi dichiarato figlio di dio. non è che la dimostrazione di quell’oscurantismo di cui ha bisogno la Chiesa per imporre le sue verità.

A questo punto. risulta tutt’ora nei quattro Vangeli canonici. quella «resurrezione» che era la virtú-base che dovevano acquisire i sotères per trasmettere attraverso l’Eucarestia l’immortalità agli uomini. dicendoci che. quel messia nato a Gamala. il buono. dichiarando che Gesú si era salvato. tanto che. rimasto definitivo. avendo soltanto un’apparenza di carne. con un atto di magia. “il bar abba dei cristiani” − il fantasma che vi è stato messo davanti dai falsari −. a sinistra il messia dei cristiani. se era un brigante. I soldati romani scesero nelle prigioni. trasformando il suo appellativo bar abba nel nome proprio di Barabba. i falsari costruirono quel processo che. per comprendere il processo. rendeva impossibile la «resurrezione» che doveva seguire la sua morte. rappresentato dal brigante. il messia rivoluzionario. né tantomeno in Palestina. “o il bar abba degli esseno-zeloti?” −il vero personaggio ricordato 137 . e. e il cattivo. Praticamente. Se costui veniva chiamato bar abba. né a Roma. collocato lí dai falsari con il nome di bar abba. come dicono i cristiani. si chiamava proprio bar abba. perché al suo posto era stato crocifisso un altro: colui che aveva affermato questo era stato lo gnostico Basilide il quale. “Chi volete che liberi dei due”. quel Simone di Cirene che. anche lui detto bar abba. la cosa migliore è seguire la recita com’è stata impostata nei Vangeli: sulla scena ci sono. [Marco:] un tale chiamato bar abba si trovava in carcere insieme ai ribelli che nel tumulto avevano commesso un omicidio [è il tumulto che Giuseppe Flavio attribuisce all’«egizio»]. chiese Pilato. trasmessasi nel mondo arabo. presero un malfattore che. al centro il procuratore romano nel ruolo di giudice. Comunque questa versione. se era famoso. gli avevano cambiato i connotati. ma sempre verso detenuti colpevoli di piccoli reati). che gli stessi Vangeli. anche loro misero i due messia uno di fronte all’altro. perché i giudei decidessero quale dei due bar abba egli dovesse liberare. (Prima di proseguire ci tengo a dire che mai i romani avevano praticato l’usanza di liberare un malfattore. e sopratutto in occasione di una festa religiosa ebraica. Come aveva fatto Filippo. rappresentato da Gesú. non fu respinta da tutti. avrebbero vanificato l’esistenza del loro messia. messo dalla storia. che ancora oggi sostengono che Gesú non morí in croce. avevano fatto divenire «figlio di Jona» (bar Jona). cioè il rivoluzionario. che si era offerto di morire al suo posto. siccome i romani erano soliti graziare un malfattore nelle feste di Pasqua. sulla destra. vediamo aiutare Gesú a portare la croce. fu quella ritenuta valida dai musulmani. nel quale si diceva che Gesú non era morto per crocifissione.anche se poteva essere valido per evitare la morte per crocifissione. come d’altronde veniva sostenuto dall’ideologia gnostica che dette le basi all’islamismo. sostenendo che Cristo non poteva morire. Pilato ordinò che se ne prendesse uno dal carcere. se nella storia di Roma si era verificato qualche condono esso era avvenuto soltanto in occasioni saltuarie determinate da grossi avvenimenti politici. poiché molti continuarono a sostenerla nell’ambiente orientale cristiano. come gli stessi Vangeli ci confermano. come gli zeloti venivano chiamati. quali i «trionfi». il quale era stato catturato dai romani nell’Orto degli ulivi durante le feste di Pasqua? E i Vangeli proseguono. [Luca:] c’era un certo bar abba che era stato messo in carcere per una sommossa scoppiata in città e per un omicidio [stesso riferimento alla sommossa attribuita all’«egizio»]. riportata dal Vangelo di Filippo.) Eliminata cosí anche la costruzione processuale del Vangelo di Filippo. e lo condussero sulla scena evangelica senza però accorgersi che durante il tragitto i falsari cristiani. eludendo la morte. se era stato catturato per una sommossa scoppiata in città. chi altri poteva essere se non Giovanni il nazoreo. [Giovanni:] Barabba era un brigante [è il nome che davano ai rivoluzionari estremisti zeloti]. ci dicono chiaramente chi fosse: [Matteo] avevano in quel tempo un prigioniero famoso detto bar abba [Giovanni era famoso]. in una stazione della Via crucis. (A questo punto ritengo che sia interessante dire che già precedentemente era stato considerato un altro processo. diceva di aver appreso da un certo Glaucias – il quale a sua volta era stato il traduttore del Vangelo di Pietro – che al posto di Cristo era stato crocifisso un certo Simone di Cirene. che da latitante (bargiona). ma in tarda età. con quello stesso atto di magia che avevano usato per Simone. pur non rivelandone il nome. guarda caso.

che in realtà era lo stesso. figlio di Giuda il Galileo!”. E come se non bastasse questo per dimostrare che il crocifisso era proprio il loro Gesú. Infatti il crollo del velo del tempio che proteggeva l’altare di Yahvè non è che un’allegoria usata dai cristiani per annunciare al mondo la fine dell’ebraismo e l’inizio del cristianesimo. secondo il copione redatto dagli impostori. avendogli i carnefici della «santa inquisizione» rotto le ossa. e fecero dire a Nicodemo nel suo Vangelo che due di questi. che molti di questi resuscitati del venerdí santo vivevano ancora nella sua epoca. liberato e fatto sparire nel nulla. sia crocefisso quello dei cristiani” − cioè il Gesú nazareno dei falsari − “e liberato quello della storia. che si chiamavano Lecius e Clarinus. discepolo presente alla crocifissione. dopo averci detto che Gesú spirò emettendo un grande grido. che gli era passato davanti in processione. una volta ritornati in vita. vescovo di Atene. E volete sapere il motivo per cui questo giovane. fu definitivamente eliminato dalla storia. corroborarono la sua morte con altri strepitosi episodi. Scrissero che un certo Quadratus. ma veramente Gesú. E uscendo dai sepolcri entrarono nella città santa e apparvero a molti. Gesú prese sulle spalle il patibolo. aggiunge: la terra si scosse. prima che accendessero il rogo. cioè l’asse trasversale che veniva posato sulle due forche e. ossia Giovanni il nazoreo. su cui fu portato con una barella. rispose la folla. al quale nel 1766 fu strappata la lingua. avevano incontrato Gesú Cristo che scendeva per visitare gli inferi. i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi resuscitarono. per lasciare il posto a quel salvatore anonimo su cui fu fondato il cristianesimo. Matteo. io non l’ho sentito. erano andati in giro per Gerusalemme. salí sul Calvario per essere crocifisso per la nostra «salvezza». preso il posto di Giovanni. A questo punto. per quanto il grido emesso da Gesú prima di spirare possa essere stato forte. i redattori dei Vangeli scrissero che il cielo si oscurò. quel copione che poi è stato tramandato sotto l’etichetta dei Vangeli. che si erano ripromessi di distruggere per sostituirlo con il loro. ci fu un gran terremoto e che si squarciò il muro del tempio di Gerusalemme che proteggeva il sancta sanctorum. nel quale abitava quell’altro dio. il messia rivoluzionario. 138 . quei Vangeli che con il tempo acquisirono tanta credibilità da essere presi come garanzia di verità nei giuramenti presso i tribunali. Giovanni. dedicata all’imperatore Adriano. le rocce si spezzarono. ci tengo a dire che. “Dei due bar abba. disceso sulla terra per riscattare gli uomini dei loro peccati (?!?). mentre salivano da sottoterra per ritornare nel mondo dei vivi. raccontando che. aveva dichiarato in una sua apologia. di diciotto anni. dopo avergli strappato la lingua? Perché non si era genuflesso e levato il cappello davanti al crocifisso. Al suo posto mi è arrivato quello che emise il Cavaliere de la Barre. quel Yhavè degli ebrei. come conclusione di questo libro. tanto che non poteva reggersi in piedi. identico dio.dalla storia e dalla tradizione. il figlio di dio. fu cosí barbaramente torturato e condannato a essere bruciato vivo sul rogo. Per darci poi la prova che colui che era stato crocifisso non era un rivoluzionario.

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