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Racconti metropolitani

In realt questo non un racconto unico e non sono nemmeno cinque. un concept che si articola in momenti differenti, lontani nel tempo e nello spazio ma legati tra loro dallo stesso nonluogo, fusi in un percorso che risale dalle viscere della terra al soffio del cielo, e poi di nuovo gi.

Madrid Le tre di notte, Madrid. La fermata della metropolitana di pera ancora affollata, hai ragione: beviamo tutti e beviamo tristi; tutti troppo e tutti tristi. Due loschi figuri iniziano a deridere con gesti e boccacce un ubriaco che aspetta il treno che va nella mia stessa direzione. Lui si alza goffamente da terra, si avvicina al bordo del binario e sporgendosi grida qualche insulto. Gli altri se la prendono a male, continuano a sfotterlo con pi aggressivit. Io sto fermo e zitto. Sul display della fermata c scritto quattro minuti. Dallaltra parte invece ne mancano solo

tre. L'ubriaco perde la pazienza e minaccia gli altri di essere pi svelto della metro, loro lo invitano a provarci. Lui lancia la bottiglia verso il lato opposto della galleria, ma il tiro troppo corto e la bottiglia urta il bordo della banchina e cade sul binario rompendosi. fregato, penso, la sicurezza arriver a momenti. Qui funziona cos: se entri senza biglietto ti vedono dalle telecamere e ti bloccano alla fermata successiva. Due minuti sul nostro display. L'ubriaco incanala la rabbia per il bersaglio mancato in una specie di urlo di battaglia e parte alla carica: corre su per le scale e prende il passaggio per laltra direzione. I due, rimasti un po sorpresi dal lancio della bottiglia, si spostano verso la fine della banchina, sperando che il treno arrivi in fretta. Le carrozze mi passano davanti come un sipario mentre scorgo l'ubriaco che scende le scale di corsa e si dirige verso lobiettivo. I due codardi schiacciano il bottone per lapertura dellultima porta, laltro arriva con il pugno alzato e pronto a colpire. Vi ho fatto paura, eh? dice arrestandosi di colpo. I due salgono sul treno con la coda fra le gambe. Arriva anche il mio, lo prendo. Dalla parte opposta il tizio rimane solo e sorride. Sette minuti alla prossima corsa.

Montral Avvisiamo i signori viaggiatori che vi sono dei rallentamenti sulla linea arancione causa incidente tra Jarry e Beaubien. Il servizio riprender tra quindici minuti, ci scusiamo per il disagio. Montral la seconda citt francofona pi popolata al mondo e detiene il primato per il tasso di suicidi pi alto di tutta la provincia, tra le dieci nazioni pi colpite al mondo nonostante l'incidenza sia diminuita del quattro percento ogni anno negli ultimi dodici anni. Annunci come questo sono davvero frequenti durante la settimana, e tutti sanno che il novanta percento delle volte incidente equivale a suicidio. Ciononostante molti dei passeggeri sbuffano ogni volta che il segnale acustico dell'altoparlante presagisce sventure, sventure che nel proprio piccolo significano quindici maledetti minuti di ritardo. Quella sera personalmente viaggiavo sulla linea verde, e l'unico effetto sortito dal messaggio amplificato fu quello di immaginare ancora una volta come potesse essere l'impatto con il treno in arrivo: se fosse meglio saltare dalla banchina e farsi colpire in pieno (ma se poi l'urto ti sbalza al di l del treno?) oppure atterrare prima sui binari, e in quel caso se posizionarsi sopra uno dei binari per farsi tranciare a met oppure restare nel mezzo e aspettare di sbattere la testa. Per non parlare delle scosse elettriche famose per mietere vittime tra i giovani graffitari: le settecentocinquanta volt scorrevano direttamente nei binari o in un canale differente, erano costanti o si attivavano solo all'arrivo della locomotiva? Insomma, perso in mezzo a tutti questi pensieri mi dirigo a sud per fare dumpster diving. Non esiste una corretta traduzione italiana per questa espressione, ma praticamente consiste nell'andare a frugare, muniti di zaino e torcia elettrica, tra i cassonetti dell'immondizia e i container accanto a piccoli supermercati. Si rimane sorpresi da quanto cibo ancora utilizzabile viene gettato via, magari scaduto il giorno stesso e ancora impacchettato ma legalmente non vendibile, mentre il problema pi grave che affligge l'umanit oggi l'ineguale distribuzione delle risorse alimentari nel mondo. In questo modo mandavo un segno di rispetto ai bambini africani e ne approfittavo per qualche giorno di spesa gratis che ahim, mi vergogno a dirlo, mi affascinava forse pi dei poveri bambini, perch a quelli il cibo non lo potevo mica mandare sul serio come ti dicono alla scuola elementare quando lasci degli avanzi a mensa. Il piede di uno sconosciuto sbatte contro la mia scarpa, scuotendomi da questi pensieri. Mi sposto di un poco, ma lui mi segue; sollevo il piede, lo riappoggio: ancora l. Scruto la sua faccia dal riflesso del vetro e lo trovo intento a ridacchiare, allora mi giro di scatto e chiedo:

Potresti fare pi attenzione?. Lui ritrae la gamba ma dopo un paio di minuti la stessa storia. Arriva la mia fermata, aspetto il segnale di chiusura delle porte e scendo all'ultimo secondo calpestandogli forte il piede. Cammino verso l'uscita senza voltarmi, a passo spedito come sempre.

Roma Un barbone senza un braccio chiede l'elemosina, mentre pi avanti un suo collega in evidente stato di ebbrezza insiste nel rivolgersi ad un bancomat come se si trovasse davanti a Cameron Diaz in persona. Roma a ferragosto proprio come uno dovrebbe immaginarsi l'Inferno: non di ghiaccio come l'aveva descritto Dante ma incandescente come nei cartoni animati. come se la pelle fosse un organismo vivente a parte che suda come un essere umano vero in una foresta tropicale. Impossibile dormire, impossibile riposarsi; solo una doccia fredda equivale a pochi minuti di respiro. In mezzo a quell'afa ovviamente la met delle linee metropolitane della capitale e citt pi grande d'Italia (ben due!) chiusa per lavori in ampi tratti. Di orari del pullman nemmeno

l'ombra, di ombra nemmeno a parlarne. L'unico aspetto positivo si riflette nella chiusura stagna del mio stomaco, a cui basta un gelato per tirare avanti tutta la giornata. Caracollando intorno alle fatiscenti mura del Colosseo comincio a sperare che la breve vacanza finisca presto. Fantastico sulle folate di vento gelido all'uscita della stazione Universit de Montral, ormai lontane come un vero e proprio miraggio. Eppure a un certo punto troviamo un patio nascosto e stupendo, vicino a Campo de' Fiori. Non mi ricordo il nome ma c'era una mostra d'arte contemporanea all'interno: un luogo scoperto solo da pochi turisti e incredibilmente fresco. La sera girovaghiamo per Trastevere a caccia di studentesse americane, ma tutto quello che rimediamo una grassa risata alle spalle del mago Guarda, famoso prestigiatore bengalese che con una nenia ripetitiva chiede ai passanti di prestare attenzione. Una piccola vittoria tuttavia ammessa: mentre mi avvicino al bancone per chiedere da bere lancio una battuta al barista e mostrandomi indifferente abbasso lo scontrino nella tasca dei miei pantaloni e lo conservo per un secondo cocktail rubato. Una scintilla che potrebbe spingermi ad approcciare qualcuno, fingendo per una volta di non essere un pezzente, e invece regalo il pezzo di carta al mio amico che ha sempre dimostrato di possedere pi savoir-faire. Dopotutto nelle mie mani sarebbe sprecato, penso.

Amburgo Ah, la citt preferita di Seplveda, dove si respira davvero un'aria diversa e i trasporti pubblici non si fermano mai. Certamente cos, ma trovarsi nel bel mezzo di una sparatoria di petardi da qualche parte nel quartiere turco a mezzanotte del primo gennaio non aiuta granch ad acclimatarsi. Nel tentativo di raggiungere una festa ci eravamo persi in un'area sconosciuta, complice un tassista ubriaco e i telefoni che non funzionavano per l'intasamento delle linee. Avevamo ammirato i primi fuochi artificiali fermi ad un semaforo rosso e completamente disinteressati. Sbarcati in questo quartiere il tassista non voleva saperne di proseguire e fu cos che optammo per l'autostop, ma non prima di esserci rintanati in un negozio allo scopo di fuggire dai razzetti che fischiavano da un lato all'altro della strada ed aver assistito ad una rissa proprio al di l della vetrina. Il commerciante si era limitato a chiudere la porta e col solo rumore dei botti la scena sembrava ancora pi surreale. Ad ogni modo riuscimmo a raggiungere questa festa immensa, in un palazzo di cinque piani occupato da qualche organizzazione studentesca. Le scarpe si incollavano gi al pavimento e ogni piano era una sorpresa continua, con musica ovunque e persone di tutti i tipi. Sembrava di stare in un acquario, non avrei mai smesso di guardare i piccoli pesciolini colorati guizzare da una parte all'altra della sala. Ma poi l'effetto dell'ecstasy era finito, dovevamo tornare a casa della nostra ospite. Il mattino dopo (o meglio, il mattino stesso) mi rituffai nella U-Bahnof ancora scombussolato. Due coppie di anziani sordomuti salirono a Feldstrae, mi ricordo di averli visti gesticolare molto animatamente, sempre guardandosi negli occhi. Sicuramente si scambiavano un sacco di informazioni, non meno di quanto possa fare ora io a parole, e a guardarli uno avrebbe affermato volentieri che al mondo quel giorno non si stava poi tanto male.

Parigi Si strofina ben bene la fronte con lo spazzolino da denti e si prepara per uscire, pronto a praticare il suo sport preferito: correre sul vagone della metro prima che le porte si chiudano. Entra nel sottopassaggio, sente l'aria calda salire dalle scale e si slaccia la cerniera della giacca. Mentre passa il tesserino magnetico sull'apposito spazio in modo da aprire le barriere tende le orecchie per sentire l'eventuale rumore del treno in avvicinamento. A quella distanza praticamente impossibile riconoscere la direzione del treno in arrivo, ma dopo mesi di allenamento lui riesce generalmente a capire verso quale banchina correre. Spesso attende lo sferragliare avvicinarsi dalla cima, prende un bel respiro e si butta a capofitto gi per le scale mobili, schizzando tra i normali viaggiatori che scendono beati a velocit normale. Chi lo conosce non si stupisce, al massimo si sposta sulla destra e sogghignando lo osserva precipitarsi come un forsennato. Tra i turisti capita invece che qualcuno si metta a gesticolare, indicando il soggetto per un video col telefonino, oppure si spaventi dopo essersi accorto all'ultimo istante del rischio di venire travolto. Ma lui fa sempre molta attenzione, non vuole perdere quel treno, come se proprio

quel treno valesse della propria vita, eppure ogni giorno la stessa storia. Alcuni dicono che pazzo, altri lo trovano solo curioso, in ogni caso non aveva mai fatto del male a nessuno, nonostante le sue folli discese a rotta di collo. Che due treni arrivassero e ripartissero insieme, nello stesso identico istante (e nelle sue misurazioni era molto preciso), non era mai successo nei suoi svariati anni di pratica in quella stazione cos fuori mano. Protagonista di una tanto interminabile quanto rocambolesca scivolata gi per il corrimano, si blocca come paralizzato appena i suoi piedi toccano il pavimento. Le sue orecchie sono confuse: lo stridio delle ruote metalliche era parallelamente equilibrato in maniera perfetta. Prende il passaggio sopra i binari ma a met strada indeciso se tornare indietro, la sua mente lavora velocissima. Si sporge dal parapetto, poi si volta e guarda dall'altro lato: i treni rallentano incredibilmente sincronizzati. Non sa che fare, inspira profondamente. Coloro che pochi attimi prima erano stati scansati per pochi millimetri lo osservano come una bestia rara. Per la prima volta, la sua concentrazione si disperde nel momento decisivo, e il segnale acustico annuncia la chiusura delle porte. I grossi vermi meccanici ripartono faticosamente, mentre le sue gambe ripercorrono i passi appena compiuti. L'indomani dovr cercarsi un nuovo sport.

San Pietroburgo Nella vecchia Leningrado, fondata dallo zar Pietro il Grande in seguito a costosissime opere di bonifica con l'intento di spostare la capitale verso l'Occidente, c' la metropolitana pi profonda del mondo. Le scale mobili sono ripidissime e si scende per svariati minuti, sembra davvero di calarsi al centro della Terra. proibito fare foto perch potrebbero essere usate per spionaggio militare, o qualche altra cosa del genere, di una loscaggine tipicamente russa. Il krokodil (nome scientifico: desomorfina), l'oppiaceo a basso costo che causa devastanti necrosi della pelle e distrugge le persone in pochissimo tempo, giunto fin sulla Nevskij Prospekt. Yura va al lavoro come tutti i giorni, prende la sua balalaika e si mette a suonare nei sotterranei, chiedendo l'elemosina ai turisti. Lo fisso per pochi secondi, poi giro lo zaino sul petto per non farmi derubare. A quanto pare non sufficiente: un tipo aggrappato alla stessa sbarra a cui sono appoggiato io approfitta di uno sbalzo della carrozza per far saettare la sua mano nella tasca della mia giacca. Intercetto il suo movimento e faccio di no con la testa, lui mi sorride: questa volta non riuscito a fregare il solito sprovveduto. Mi sposto di qualche passo e finalmente trovo un posto a sedere; cullato dal noto sferragliare del treno mi sento quasi a casa e le palpebre mi si abbassano lentamente.