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POTATURA DELLE PIANTE ORNAMENTALI

Albinea 2007

DI CHI PARLIAMO?

CHIOMA: - RAMI - GEMME - FOGLIE

FUSTO

APPARATO RADICALE

ANATOMIA

I rami

A seconda della crescita dei rami si distinguono le seguenti ramificazioni: 1. RAMIFICAZIONE MONOPODIALE: quando lasse principale si sviluppa pi dei rami laterali es. conifere. 2. RAMIFICAZIONE SIMPODIALE: lasse principale cessa il suo sviluppo a favore dei rami laterali es latifoglie

RAMIFICAZIONE DEL FUSTO

Ramificazione monopodiale

Ramificazione simpodiale

LE FASI DI SVILUPPO DELLALBERO

FASE GIOVANILE O IMPRODUTTIVA: la fase compresa dalla nascita allinizio dellattivit produttiva

FASE ADULTA O PRODUTTIVA: viene ridotto lo sviluppo vegetativo e la pianta comincia a produrre frutti

FASE DI SENESCENZA O VECCHIAIA: la pianta non cresce pi e non produce frutti

IL CICLO ANNUALE DELLALBERO

FASE DI VEGETAZIONE: la pianta inizia la produzione di nuovi germogli. Solitamente corrisponde alla primavera

FASE DI LIGNIFICAZIONE: prende avvio al termine dello sviluppo delle foglie e termina alla caduta foglie

FASE DI RIPOSO: inizia alla caduta delle foglie e termina allo sbocciare dei nuovi germogli

ORMONI VEGETALI
Gli ormoni sono sostanze organiche che svolgono un ruolo importante nella regolazione di molti processi fisiologici. Vengono prodotti in determinati organi della pianta in risposta a stimoli esterni od interni, tramite il sistema vascolare vengono convogliati nellorgano bersaglio, dove provocano la risposta fisiologica.

Auxina: prodotto dai meristemi apicali, dalle gemme vegetative in attivit, dallovario e dalle giovani foglie. Stimola: - la crescita della pianta per divisione e distensione cellulare - la respirazione cellulare determinando la produzione di energia - la formazione dei meristemi secondari: cio stimola la crescita secondaria della pianta - la formazione di radici avventizie (usato nella produzione di talee) - responsabile della dominanza apicale: processo esercitato dalla gemma apicale sulle altre gemme laterali che subiscono un effetto inibente che ne limita lo sviluppo.

ORMONI VEGETALI

Giberelline: sono prodotte dai meristemi apicali, dalle giovani foglie, dai frutti e dai semi. Stimolano: - la crescita per distensione e agisce a livello del fusto e delle foglie - stimolano la divisione cellulare dei meristemi primari dellapice radicale

- inibisce la crescita delle radici e le ramificazioni del fusto e delle radici stesse - stimolano la fioritura e la germinazione dei semi - insieme con altri ormoni regolano lalternanza stagionale (passaggio dalla fase di attivit vegetativa alla fase di quiescenza)

ORMONI VEGETALI

Citochinine: sono sintetizzate a livello del meristema primario dellapice radicale e a livello dei frutti e dei semi. Stimolano: - stimola la divisione cellulare e mantiene le cellule in uno stato giovane. (azione di antisenescenza) - intervengono nellinterruzione della quiescenza dei semi - interrompono la quiescenza delle gemme sopprimendo il fenomeno di dominanza apicale - ritardano i fenomeni di senescenza della vegetazione

ORMONI VEGETALI
Lacido abscissico: prodotto in varie parti della pianta. azioni: - inibisce la germinazione dei semi - regola la dormienza (antagonista delle auxine, giberelline e citochinine) - determina la chiusura degli stomi in caso di stress idrico - regola labscissione delle foglie e dei frutti maturi

Letilene: prodotto dai tessuti senescenti (frutti in maturazione). azioni: - accelera i processi di senescenza dei tessuti, quindi svolge unazione determinante nel processo di maturazione dei frutti - favorisce il fenomeno di abscissione delle foglie e dei frutti - inibisce laccrescimento dei germogli

COSA SIGNIFICA POTARE? POTARE BENE significa aiutare in modo decisivo ed insostituibile lalbero POTARE MALE significa infliggere allalbero un danno che si trasciner per tutta la vita

Facciamoci qualche domanda


Quale sarebbe il normale portamento della pianta? Quale problema devo risolvere? Quali rami devo eliminare? In che punto effettuo il taglio? In che periodo posso farlo?

PERCHE POTARE LE PIANTE


PER EQUILIBRARE LA CHIOMA PER RIPARARE DANNI GENERATI DA CAUSE DIVERSE PER REGOLARE LA FIORITURA E LA PRODUZIONE DI FRUTTI PER REGOLARE LA CRESCITA DELLE PIANTE PER REGOLARE LACCRESCIMENTO DI GIOVANI ALBERI PER FACILITARE IL SUPERAMENTO DELLA CRISI DI TRAPIANTO PER CONSERVARE ALBERI MONUMENTALI PER CREARE FORME OBBLIGATE

COME ESEGUIRE UN TAGLIO


Effettuare il taglio qualche mm sopra la gemma. Tagli troppo rasenti possono danneggiarla, tagli troppo lontano lasciano monconi. Il taglio dovr avere una angolatura che rispetti il collare del ramo Il taglio deve essere netto, effettuato con attrezzi affilati Gli attrezzi utilizzati devono essere disinfettati

A-B taglio corretto con rispetto del collare A-C taglio non corretto (lesione del collare)

LE PIANTE CI INSEGNANO LA CORRETTA POTATURA

ELIMINAZIONE DI RAMI SECCHI

TIPI DI TAGLIO
1. -Cimatura 2. -Spuntatura 3. -Speronatura 4. -Diradamento 5. -Taglio di ritorno

CIMATURA
Consiste nellasportazione dellapice dei germogli. Rappresenta il pi importante intervento di potatura verde e ha lo scopo di sopprimere la dominanza apicale favorendo lo sviluppo delle gemme laterali. Consente di controllare la crescita delle piante in allevamento riducendo le future potature. Non consigliabile su piante adulte poco vigorose perch deprime lattivit vegetativa.

Spuntatura
E un intervento di raccorciamento del ramo effettuato allo scopo di irrobustire la parte rimasta e stimolare le gemme presenti a produrre rami. Prevede di focalizzare il taglio a ridotte porzioni degli apici vegetativi andando a diminuire la dominanza apicale e favorendo lo sviluppo di germogli mediani e basali. Il risultato finale quello di rallentare notevolmente la crescita del soggetto senza creare rilevanti squilibri fisiologici.

SPUNTATURA

SPUNTATURA

Speronatura
un intervento di raccorciamento del ramo che prevede un taglio alla base di rami o branchette lasciando solo una breve porzione di essi. Lo scopo quello di ridurre la vegetazione della pianta. preferibile applicarla su ramificazioni di modeste dimensioni evitandola su essenze capaci di sviluppare un gran numero di gemme avventizie. utile su soggetti vecchi o poco vigorosi per rinnovare la vegetazione della pianta.

SPERONATURA

SPERONATURA

spuntatura

speronatura

Diradamento
un intervento che prevede leliminazione di rami o branche considerati in soprannumero. Prevede lasportazione totale di questi con un taglio rasente la base del ramo o della branca. E una operazione che permette di evitare problematiche quali la competizione tra ramificazioni equivalenti, difetti strutturali come la corteccia inclusa o la saldatura di due branche fra loro, eccessiva compattezza della chioma ecc.

DIRADAMENTO

DIRADAMENTO DI BRANCHE BASSE potatura di contenimento

DIRADAMENTO DI BRANCHE BASSE potatura di contenimento

Taglio di ritorno
un intervento di asportazione di rami che consiste nelleliminare una parte di branca eseguendo il taglio appena sopra ad un ramo di ordine inferiore che conserva la dominanza apicale. Il risultato finale una diminuzione delle dimensioni del soggetto mantenendo inalterata larmonia della pianta e le dimensioni stabilite Deve essere eseguito rispettando una progressiva diminuzione del diametro delle ramificazioni ed essere limitato a rami di grandezza non eccessiva, mantenendo le proporzioni fra parte tagliata e parte conservata.

Taglio di ritorno
Occorre mantenere sempre un rapporto 3:1 fra il ramo tagliato e quello rimanente. Occorre effettuare il taglio parallelamente al collare del ramo senza lederne i tessuti. Occorre evitare di lasciare monconi di ramo. Qualora il ramo sia troppo lungo si procede al taglio in tre mosse per evitare scosciature.

Taglio di ritorno

TAGLIO DI RITORNO SU BRANCA PRINCIPALE

Taglio di ritorno
prima

dopo

CODA DI CANE

Interventi sulle radici


Danneggiamenti provocati da scavi per la sistemazione di servizi sotterranei causano 3 tipi di problemi: a breve termine (instabilit immediata), a medio termine (asportazione di sostanze di riserva) a lungo termine (processi cariogeni). Nel caso sia necessario agire sulle radici occorre ridurre il danno compiendo un taglio netto e preciso della radice danneggiata per favorire la cicatrizzazione e lemissione di nuove radichette. A seguito di interventi cesori drastici o danneggiamenti radicali, si portati ad intervenire con concimazioni ad elevata percentuale di azoto che possono aggravare la situazione.

Apparato aereo EQUILIBRIO Apparato radicale

Esiste un equilibrio tra apparato radicale ed apparato aereo, ogni evento, positivo o negativo, ad uno dei due apparati si ripercuote sullaltro. Pertanto: Lo sbancamento del terreno con eliminazione di una porzione di apparato radicale causa determinate risposte nellapparato aereo che si manifesta con la riduzione della chioma. Una potatura drastica determina la morte di una parte dellapparato radicale.

Analoghe modalit vanno previste anche per la Potatura delle radici

BILANCIO ENERGETICO DELLA PIANTA MANTENIMENTO SVILUPPO RIPRODUZIONE PROTEZIONE - DIFESA

COMPARTIMENTAZIONE: MODELLO CODIT DUE FASI DI PROTEZIONE: - PRIMA FASE la pianta irrobustisce le barriere anatomiche - SECONDA FASE sono prodotte nuove cellule a formare una barriera

LA REAZIONE DELLA PIANTA


Esistono barriere naturali che si oppongono alle alterazioni indotte dalle ferite: 1. Barriera 1 relativamente debole, si oppone allestensione verticale dei processi infettivi con mezzi chimici e anatomici. 2. Barriera 2 pi robusta, formata dalle cerchie annuali. Impedisce la diffusione frontale, verso il centro della pianta. 3. Barriera 3 la pi robusta (raggi parenchimatici) impedisce la diffusione a ventaglio del processo infettivo.

LA REAZIONE DELLA PIANTA Esistono barriere naturali che si oppongono alle alterazioni indotte dalle ferite: Barriera 4 barrier zone si oppone alla diffusione del processo infettivo dallinterno verso lesterno. Barriera debole, ma molto efficace che impedisce linfezione dei tessuti esterni sani.

M - ferita 1-resiste alla diffusione verticale 2-resiste alla diffusione verso linterno 3-resiste alla diffusione laterale

4- barrier zone

SVILUPPO DEL CALLO CICATRIZIALE

Conseguenza di taglio non corretto

Conseguenza di taglio corretto

Tipologie di potatura- potatura di trapianto


Viene eseguita durante la permanenza della pianta in vivaio e nel momento della messa a dimora. Prevede interventi minimi indispensabili per non creare eccessivi traumi a soggetti giovani con lobbiettivo di condurre lalbero verso quella che diverr la sua forma definitiva (naturale, piramidale o espansa). Al momento della messa a dimora prevede lasportazione delle radici spezzate o irrimediabilmente compromesse a cui far seguito, ovviamente, un intervento alla chioma.

Tipologie di potaturapotatura di trapianto

Tipi di potatura: potatura di


allevamento
E spesso trascurata, ma rappresenta una fase fondamentale per la futura vita della pianta. Occorre evitare tagli a filo tronco o capitozzature evidenti. Occorre eliminare tutti i difetti evidenti (rami codominanti, biforcazioni con corteccia inclusa ecc.) Lo scopo quello di guidare la pianta verso la forma e la dimensione che avr da adulta ricorrendo ad interventi minimi e riducendo i traumi alle giovani piante Molto importante nella fase giovanile la potatura verde per andare ad agire sulla vegetazione indesiderata, mal formata o mal inserita Generalmente comincia dopo la completa affrancatura dellalbero e continua, con turni di 2 anni, fino ai 10-15 anni di et.

Taglio A otteniamo una pianta a portamento colonnare Taglio B la pianta tende ad allargarsi

Taglio C formazione di una chioma pi compatta

Potatura di allevamento di una forma espansa

Potatura di allevamento di una forma piramidale

TRONCHI CODOMINANTI

P O T A T U R A D I

T R O N C H I C O D O M I N A N T I

Tipi di potatura: potatura di


mantenimento
Rappresenta linsieme di tutti gli interventi eseguiti durante la vita della pianta per procedere alla eliminazione di eventuali strutture malformate, per la soluzione di problemi o eventualmente per il mantenimento della struttura scelta in precedenza (se si tratta di esemplari in forma obbligata)

Tipi di potatura: potatura verde


E lintervento eseguito durante il periodo di stasi estiva. Prevede leffettuazione di tagli di ridotte dimensioni con lobbiettivo di ridurre leccessiva vigoria, limitare lo sviluppo di gemme avventizie e contenere i fabbisogni idrici in periodi estivi particolarmente siccitosi. Pu essere un intervento estremamente vantaggioso se ben applicato (ad es. interventi riformativi).

Tipi di potatura: potatura verde

Tipologie di potatura non ordinaria


POTATURA DI CONTENIMENTO: dettata da esigenze di convivenza, in ambiente urbano, con edifici, linee elettriche, confinanti ecc. Deve essere eseguita nella maniera pi indolore possibile cercando di utilizzare rami di ritorno. POTATURA DI RINGIOVANIMENTO: si esegue su soggetti in fase di senescenza per favorire lemissione di nuova chioma. E un intervento estremo per recuperare esemplari molto vecchi. Prevede leliminazione di parti malate, spezzate o invecchiate. POTATURA DI RISANAMENTO: si esegue su rami o branche compromesse da parassiti, patologie fogliari o del legno, traumi meccanici, ecc.

La capitozzatura
Per taglio a capitozzo si deve intendere la drastica riduzione della cima o di branche laterali di un albero adulto. Il risultato finale la presenza di "mozziconi"; cos facendo si va a sopprimere delle dominanze apicali mentre grosse parti della pianta sono esposte a ferite e traumi. Il taglio a capitozzo danneggia l'albero in numerosi modi naturalmente con effetti diversi legati alla specie in oggetto, allet della pianta, allo stato fitosanitario e alle condizioni climatiche

La capitozzatura
1. Lasportazione drastica dei rami influenza il rapporto chioma-radici. Come conseguenza si ha una immediata perdita di acqua (pi marcata nelle conifere a causa della struttura vascolare, dellemissione di resina e della produzione di tille) 2. Squilibrio ormonale per eliminazione dellapice vegetativo che sintetizza auxine ; la conseguenza laumento di citochinine negli apici radicali e abbandono , da parte dellalbero, di parte delle radici per ristabilire lequilibrio iniziale (potenziali problematiche di instabilit)

3. La diminuzione del livello di auxine determina lo sviluppo di succhioni da gemme avventizie o latenti. Tali strutture, accrescendosi, originano ramificazioni (a volte branche) potenzialmente instabili a causa dellassenza del collare tra il tronco e linserzione della ramificazione. 4. Si crea uno squilibrio energetico dovuto allassenza improvvisa di una notevole porzione della chioma e alle dimensioni maggiori delle foglie che derivano dai succhioni. In pratica la pianta consuma pi di ci che produce. 5. Ustioni da sole dovute allimprovvisa mancanza della schermatura da parte della chioma (anche su piante vicine.

6. I nuovi germogli prodotti tardano a lignificare divenendo pi sensibili alle patologie e agli insetti 7. La creazione di ferite di grandi dimensioni aumenta la probabilit di entrata di funghi cariogeni a causa della maggior superficie disponibile e della mancanza di un callo cicatriziale. 8. Si pensa di rallentare la crescita dellalbero ma, in realt, aumenta la frequenza di intervento negli anni successivi. 9. In alcuni casi la capitozzatura pu condurre alla morte del soggetto e, comunque, sempre al decadimento estetico dellalbero dovuto allo snaturamento della struttura originaria. 10. Costi maggiori per deprezzamento dellalbero, maggior frequenza di potatura, accorciamento del ciclo vitale, instabilit.

La capitozzatura: casi particolari


Forme obbligatorie e tagli architettonici:
Ne esistono varie forme vari tipi (tendone, gallerie, candelabro ecc.) Sono molto diffuse, soprattutto allestero. Prevede interventi e speronature sui ricacci dellanno, lasciando indenni le branche principali. Richiede interventi ripetuti.

La capitozzatura: casi particolari


Taglio sulla testa di salice: E il risultato di tagli ripetuti e continui. Non scendere oltre la testa perch la pianta ha tentato una cicatrizzazione che verrebbe danneggiata. Sezionando una testa di salice si pu notare che i tagli corretti, eseguiti annualmente a forbice, sono perfettamente inglobati nel legno sano e non presentano alcun contatto tra loro; il legno morto secco e perfettamente inglobato; il ramo portante non presenta alcuna traccia di marciume. Perch questo avvenga occorrono interventi costanti e regolari, con oneri manutentivi notevoli

QUANDO POTARE LE PIANTE


Dipende dalla specie vegetale Dipende dalle condizioni della pianta Dipende dal risultato che si vuole ottenere

QUANDO POTARE LE PIANTE


Le piante possono essere potate in tutti i periodi dellanno tranne: - alla schiusura delle gemme in primavera - in autunno alla perdita delle foglie

QUANDO POTARE LE PIANTE


sconsigliabile nelle giornate con temperatura gelida, perch i tessuti del legno sono particolarmente fragili; sconsigliabile in giornate piovose o umide primaverili, quando sono elevati i rischi di infezioni fungine; sconsigliabile in giornate ventose che rendono difficile agli operatori il corretto posizionamento degli attrezzi di potatura.

LA POTATURA DELLE CONIFERE


Scarsa capacit di ricaccio dopo il taglio Elevata emissione di resine Non eliminare troppi palchi per volta Ricorrere alla potatura solo in casi estremi La capitozzatura equivale alla morte della pianta Scegliere il periodo pi idoneo

Potatura delle conifere: ripristino della cima

Potatura di contenimento su una conifera