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Anno scolastico 2005/2006 2 Circolo Didattico di Quarrata Scuola Primaria di Catena Ricerca-Azione P.I.A.

Insegnanti: Baldi Daniela Barontini Paola

Destinatari
Classe 4^ (22 alunni)

Obiettivi
Produrre testi scritti/iconici su esperienze significative. Enucleare modalit di sintesi utilizzando i documenti e la memoria. Definire modalit di classificazione in rapporto al significato degli aspetti dellattivit. Sviluppare la capacit di chiedere e dare spiegazioni. Acquisire capacit di organizzarsi per lavorare nel gruppo. Individuare informazioni matematiche. Ricercare strategie risolutive. Sviluppare la creativit. Utilizzare il computer per la documentazione.

Descrizione essenziale dellesperienza


Lesperienza del Diario di Bordo al secondo anno, pertanto la motivazione unesperienza iniziale che da ricercare gli nella volont in un di continuare di

aveva

coinvolto

alunni

percorso

rielaborazione e di sintesi di attivit fatte. Lo scopo prefissato stato quello di produrre un documento finale specifico della classe con argomenti tipici matematici affrontati nel corso dellanno. Come meglio specificato nelliter, il lavoro ha previsto vari momenti e diverse modalit operative, ha comunque permesso un continuo stimolo e una crescita nella redazione del prodotto finale che ha visto gli alunni pi coinvolti anche nella cura dellaspetto formale: - titoli personalizzati, sia nel contenuto che nella forma - uso pi approfondito e consapevole dello strumento computer: o maggiore sicurezza nella videoscrittura o produzione al computer di schemi e grafici o inserimento di immagini nel testo.

Iter di lavoro
La documentazione ha previsto diversi momenti, diversificati nei due periodi di attivit. Nel primo periodo (ottobre novembre) le modalit operative hanno ricalcato quelle gi sperimentate durante lo scorso anno scolastico: Recupero individuale delle informazioni su tutte le attivit svolte su argomenti/contenuti specifici. Sintesi scritta individuale. Lettura collettiva dei testi individuali, confronti, discussioni, estrapolazione di parti, significative per informazioni fornite o per modalit applicate. Lavoro collettivo di rielaborazione in un testo unico di pi lavori individuali. Uso del computer per formalizzare il lavoro da pubblicizzare. Nel secondo periodo (marzo - aprile) le modalit operative sono cambiate; il lavoro stato pi corposo perch in questo periodo stata rielaborata la maggior parte dei capitoli del Diario, seguendo questo iter: Scelta di una serie di esperienze matematiche affrontate nel corso dellanno fino al mese di marzo. Assegnazione dei vari argomenti a gruppi (2-3 alunni) formatisi spontaneamente. Consultazione dei documenti e recupero in memoria di aspetti non registrati sullargomento assegnato. Sintesi scritta ed eventuale rappresentazione grafica di aspetti significativi dellargomento, tenendo conto che la stesura del testo doveva contenere il motivo scatenante e la motivazione dellargomento da trattare, oltre ovviamente a come era stato sviluppato. Una sorta di cosa - come - quando . perch che guidasse la stesura del resoconto.

Lettura del prodotto da parte delle insegnanti; quando il prodotto risultava poco fruibile venivano date indicazioni di revisione: o se i problemi emersi erano minimi il gruppetto rivedeva il testo per definirlo in maniera pi chiara e/o completa, magari con i suggerimenti del gruppo classe chiamato a dare indicazioni o se invece i problemi erano pi profondi, le coppie venivano sciolte e ricomposte diversamente, in una sorta di tutoraggio fra pari che sicuramente stato utile a tutti o il capitolo sui problemi stato ridiscusso nel gruppo classe e redatto collettivamente dopo aver formulato domande stimolo. Uso del computer per formalizzare il lavoro da pubblicizzare. o uso di Word (per laspetto descrittivo) o uso di Excel (per i grafici) o uso dello scanner e della rete di laboratorio (per inserire immagini e recuperare documenti)

NOTA Il fascicolo completo allegato alla documentazione

Durata dellesperienza
Due periodi dellanno scolastico: - Ottobre - Novembre - Marzo - Aprile

Punti di crisi in itinere


Lattivit stata portata avanti con seriet ed impegno da parte di tutti gli alunni, anche se ovviamente non sono mancati momenti di crisi emersi nelle rielaborazioni di argomenti pi ampi (con sviluppi di attivit diversificate durante lanno). Gli alunni si sono cos espressi in sede di valutazione del Diario di Bordo: E stato difficile pensare a cosa scrivere sullargomento assegnato. Inizialmente stato faticoso, credevo che fosse pi semplice. E stato anche molto complesso gestire il computer quando non rispondeva ai nostri comandi. E laborioso nellassemblare i lavori. Sono stata un po disorientata perch ho cambiato compagno di gruppo molte volte; dopo mi sono adattata. Come insegnanti ci preme sottolineare la difficolt, normale nei bambini di questa et, di spaziare sullargomento da sintetizzare, per coglierne gli aspetti essenziali; non certo facile! E doveroso sottolineare per anche apprezzamenti per lutilit del lavoro, come ha evidenziato una bambina: La matematica non la mia materia preferita ma il Diario mi ha aiutato a capire qualcosa di pi.

Diario di Bordo: 2^ puntata


S, anche questanno abbiamo continuato lesperienza positiva dello scorso anno scolastico. La motivazione non era pi di carattere affettivoemotivo, comunicare con la compagna ammalata (fortunatamente non ce ne stata necessit), ma continuare unesperienza che aveva arricchito tutti. Gli alunni non hanno avuto bisogno di essere introdotti alle modalit operative, ormai erano esperti in questo: sapevano che per ogni argomento dovevano essere riportate le attivit pi significative e le scoperte fatte. Sono state per introdotte novit nellapproccio e nella conduzione del lavoro: pochi lavori individuali, poi riassemblati a gruppi e revisionati collettivamente, e molti lavori a gruppetti ristretti (2 o 3 bambini) solo due o tre argomenti rielaborati subito dopo la loro trattazione e molti invece successivamente, nello stesso periodo, dai gruppi, dopo aver elencato una serie di esperienze matematiche affrontate nel corso dellanno fino al mese di marzo. In questo modo stato possibile rivedere le conoscenze con sguardo pi distaccato e anche alla luce di altri argomenti trattati. Si potranno notare cos intrecci e rimandi ai vari capitoli che compongono questa seconda parte del Diario di Bordo ogni puntata doveva contenere il motivo scatenante e la motivazione dellargomento da trattare, oltre ovviamente a come era stato sviluppato. Una sorta di COSA COME QUANDO PERCHE che guidasse la stesura del resoconto. Difficile? Per certi aspetti s, non sono mancate le crisi e le stesure poco chiare, ma tutto servito per cambiare rotta e trovare altri modi espositivi: per questioni di incompletezza e/o scarsa chiarezza si chiedeva consiglio al resto della classe, in modo che tutti potessero dare il loro contributo; quando invece i problemi erano pi profondi, le coppie sono state sciolte e ricomposte diversamente in una sorta di tutoraggio fra pari che sicuramente stato utile a tutti. Nella formalizzazione del lavoro i ragazzi hanno potuto contribuire

maggiormente rispetto allo scorso anno: non si parla pi di anonimi approdi, ma ogni singola parte ha avuto un titolo personalizzato scelto dopo un intenso brain storming che ha coinvolto e divertito i ragazzi nel trovare titoli pi adatti e talvolta bizzarri poi ovvio una scelta stata necessaria la scrittura dei titoli ha avuto particolare cura: ognuno ha proposto diversi formati e colori e la scelta non stata semplice, anche se indispensabile! stato possibile approfondire luso di Word per trascrivere i testi, ma anche per arricchirli con linserimento di schemi e immagini; inoltre c stato un primo approccio ad Excel per costruire i grafici e tutti gli alunni hanno potuto utilizzare lo scanner e la rete per recuperare file da altri PC. la maggiore sicurezza individuale nelluso del computer ha agevolato la stesura definitiva del Diario Lultimo capitolo del Diario raccoglie le considerazioni degli alunni, valutazioni che ognuno ha espresso liberamente (linvito era di non aver timore di dare anche giudizi poco positivi); le espressioni dei ragazzi mettono in evidenza alcune difficolt emerse nella diversa procedura di lavoro rispetto allo scorso anno, ma anche gli aspetti formativi e gratificanti. Non rimane che darci appuntamento al prossimo anno per la 3^ ed ultima puntata del Diario, ultima perch saremo in quinta!

Nei primi giorni di scuola abbiamo giocato con i bambini di 5^; dopo che le maestre ci hanno spiegato il gioco Indovina che ci siamo divisi in quattro gruppi: Narrativa Storia Geografia Scienze finito il lungo gioco, la maestra Paola ci ha proposto di usare dei grafici per rielaborare alcune informazioni e ci ha spiegato come si organizza un grafico a colonne. composto da 2 linee di cui una verticale di nome ordinata e una orizzontale di nome ascissa. Lordinata tarata con numeri progressivi; sotto lascissa sono scritti, nel nostro caso, i nomi dei gruppi del gioco Indovina che. Il grafico rappresentato con delle colonne di stessa larghezza che indicano il numero di partecipanti di ogni gruppo. Prima di disegnare il grafico abbiamo fatto una tabella di rilevazione, dove abbiamo scritto le informazioni numeriche per costruire il grafico. Le colonne le abbiamo rappresentate pensando che un bambino fosse un rettangolo di 3 quadretti di larghezza e 1 di lunghezza. Il grafico generale perch parla di tutte e due le classi.

In seguito abbiamo costruito altri due grafici riguardanti uno la 4^ e uno la 5^.

Riguardo ai 3 grafici a colonne, abbiamo fatto alcuni confronti ed emersa lidea di superare i bambini di 5^ nelle varie composizione dei gruppi. La maestra ci ha fatto notare i bambini delle 5^ messe insieme erano pi di noi e secondo noi non era giusto, quindi abbiamo proposto di togliere 5 bambini dalla 5^ cos che diventassero 22 come noi, oppure di aggiungere 5 bambini alla 4^ per farli diventare 27. Abbiamo ipotizzato da quale gruppo potevano essere tolti i 5 bambini della 5^ o aggiunti nei gruppi di 4^. Le ipotesi le abbiamo messe in una tabella di sintesi. Abbiamo concluso che tutti i gruppi di 4^ potevano essere numericamente maggiori della 5^, tranne il gruppo di geografia. Successivamente, la maestra, per farci esercitare sulla abilit di costruire un grafico a colonne, ha deciso di farcene fare uno sui libri e giornalini letti in vacanza. Abbiamo costruito una tabella di rilevazione al computer per poi fare il grafico, a 22 colonne. La maestra ci ha spiegato che cosa la media aritmetica e la moda e ci ha detto che anche nei grafici le possiamo evidenziare. La media, che un valore che distribuisce ad ognuno la stessa quantit, non sempre corrisponde alla realt.

Abbiamo provato a calcolare la media dei libri letti da ciascuno e abbiamo scoperto che era di circa 9-10.

Osservando la tabella di rilevazione abbiamo ricavato le informazioni per un nuovo grafico, per scoprire quanti bambini avevano letto un determinato numero di libri. Abbiamo stabilito le scansioni 0-4 5-9 10-14 15-19 20-24. Abbiamo scoperto che la moda era da 5 a 9 libri letti.

I componenti dei gruppi del gioco Indovina che sono stati rappresentati con grafici a colonna. Ci siamo chiesti se esistevano altri tipi di grafico, cos abbiamo pensato di chiederlo ai bambini di 5^. I bambini di 5^ hanno trasformato i nostri grafici a colonne in grafici a torta quadrata, che rappresentavano il numero dei componenti le squadre del gioco (come lo erano quelli a colonne) per utilizzando un valore strano: la percentuale. Siccome noi non conoscevamo la percentuale ci si chiedeva perch quei numeri erano pi grandi della realt: 45% per esempio, mentre dalla tabella di rilevazione risultavano 10 bambini. Analizzando e contando le quantit ci siamo accorti che il totale era 100. Cos abbiamo parlato della percentuale per noi sconosciuta. La percentuale una quantit che ci mostra un certo numero di qualcosa su 100. Visto che i bambini di 5^ sono pi numerosi, in pratica abbiamo fatto finta che sia i bambini di 5^ che quelli di 4^ fossero 100 (ecco perch negli areogrammi la somma 100) in modo da poter confrontare pi facilmente le quantit. Dopo abbiamo costruito due areogrammi (il vero nome dei grafici a torta), uno sulla 5^ e uno sulla 4^ utilizzando un quadrato diviso in 100 parti uguali.
Classe 4^ Classe 5^

Con la maestra Paola abbiamo provato a costruire i grafici utilizzando il programma Excel del computer; ecco i risultati.

Classi 4^ e 5^

33% 49%

Narrativa Storia Scienze

12% 6%

classe 4^

18%
Narrativa

45% 23% 14%

Storia Scienze Geografia

Classe 5^

Narrativa

45%

52% 3%

Scienze Geografia

Dopo essere andati al Museo Aboca a Sansepolcro (che riunisce oggetti per la lavorazione delle erbe), insieme alla maestra abbiamo riflettuto sugli oggetti di quel museo che potevano interessare la matematica; tra questi oggetti abbiamo trovato alcuni strumenti che riguardavano le MISURE. Gli strumenti erano:

- la CLESSIDRA

- il TERMOMETRO

- le BILANCE

- i CONTENITORI (VASI e VETRI)

Questi strumenti per misurare venivano usati tanto tempo fa, pi che ora; oggi infatti esistono altri tipi di strumenti. La clessidra serve per misurare il tempo ed composta da due specie di imbuti di vetro comunicanti, tra i quali passa la sabbia. La clessidra veniva usata IERI; OGGI si usa solo per alcuni giochi da tavolo per esempio, perch abbiamo a disposizione tanti tipi di orologi; oggi il tempo si misura in ore, minuti Il termometro ha sempre la stessa funzione: serve per misurare le temperature; si usa ancora oggi, ma quelli che conosciamo noi sono un po diversi da quelli visti al museo. La bilancia veniva usata per pesare qualcosa, quindi ancora OGGI ha la stessa funzione, soltanto oggi pu essere colorata e di diversi tipi.

La bilancia a piatti la usavano spesso per pesare, cio per vedere se entrambi gli oggetti messi sui diversi piatti avevano il peso uguale o se uno pesava di pi o di meno, confrontando i pesi; oggi i PESI si esprimono in chilogrammi e ci sono a disposizione bilance di precisione anche elettroniche. La bilancia come quelle viste al museo viene poco usata oggigiorno: da alcuni fruttivendoli ad esempio oppure per ornamento. I contenitori servivano per contenere erbe ed altri preparati ed anche per misurare il contenuto.

Al posto di contenuto la maestra ci ha suggerito di usare la parola CAPACIT , che non ha lo stesso significato di quando uno dice: - Io ho molte capacit -, ma solo il termine pi specifico per indicare la quantit del contenuto. Parlando ci siamo accorti che la capacit si usa anche nelle ricette e che spesso vengono indicate misure particolari: bicchieri, tazze, cucchiai (di liquidi o polveri come zucchero, farina ecc); siccome per ci possono essere tanti tipi di bicchieri o altri contenitori, oggi viene spesso specificato il peso oppure la quantit in centilitri o millilitri, anche se permangono espressioni come 2 cucchiai di zucchero, 3 bicchieri di latte e altre ancora come un pizzico di sale o un goccio dolio; a questo proposito Rachele ha detto che esiste un dolce che si chiama Tre perch per farlo servono 3 misure di tutti gli ingredienti. Infine la maestra ci ha detto qualcosa riguardo agli strumenti per misurare le LUNGHEZZE (che non cerano al museo): nei tempi antichi non cera il metro e per misurare usavano bastoni di certe misure specificate,contavano quanti passi facevano oppure utilizzavano parti del corpo: piede, braccio, spanna ecc.

Ispirandosi alle bilance viste al museo Aboca abbiamo provato a costruire delle bilance casalinghe fatte con: una gruccia due borsine di plastica due gancini piccoli (facoltativi). Ecco la bilancia finita:

Abbiamo deciso di pesare alcuni oggetti piccoli con la nostra bilancia. Come si fa? Tenere la bilancia in equilibrio. Sistemare un oggetto in una delle 2 borsine. Mettere nellaltra borsina altri elementi uguali tra loro fino a raggiungere il perfetto equilibrio delle 2 parti. Per esprimere il peso delloggetto si pu dire che Questo oggetto pesa come 3 quaderni, 4 pennarelli, Abbiamo capito per che per esprimere il peso di un oggetto in modo che tutti capiscano necessario usare unit di misura conosciute da tutti; per questo ci sono le misure di peso convenzionali:

Mg hkg dakg

kg

hg g dg cg mg

Ci siamo accorti che con le bilance casalinghe non possiamo scoprire il vero peso di un oggetto, quindi abbiamo deciso di pesare con la bilancia a due piatti che abbiamo a scuola.

Ecco come abbiamo fatto


1. Abbiamo appoggiato sul piatto sinistro lastuccio della maestra (che volevamo pesare) e laltro piatto labbiamo lasciato vuoto; abbiamo osservato che la lancetta di sinistra si abbassata e l altra si alzata.

2. Abbiamo messo sullaltro piatto un peso da 1 kg scoprendo che troppo pesante rispetto allastuccio, infatti la lancetta destra si abbassata.

3. Abbiamo tolto un peso da 1 kg e abbiamo messo pesi da 100 g e ci siamo accorti che 3 erano pochi, quindi ne abbiamo messi 4, ma erano troppi perci ne abbiamo lasciati 3.

4. Aggiungendo 6 pesi da 10 g ci siamo accorti che erano pochi ma 7 erano troppi quindi ne abbiamo lasciati 6.

5. Per arrivare allequilibrio abbiamo aggiunto 7 pesini da un g e il mini mini lapis di Andrea perch non cerano pi pesini da usare.

6.

Pesando il mini mini lapis di Andrea (con lo stesso procedimento) abbiamo scoperto che pesava 1 g.

7. Abbiamo deciso di unire tutti i pesini che abbiamo utilizzato per sapere il peso dellastuccio. 100+100+100+10+10+10+10+10+10+1+1+1+1+1+1+1+1= 300 + 60 + 8 = 368 g

Esiste un altro tipo di bilancia la stadera: questa una bilancia con un solo piatto.

Braccio Gancio
Se il gancio viene girato possibile cambiare la taratura sul braccio Serve per reggere il piombino e cambia la taratura nelle due parti.

Romano
Piombino per sapere il peso, basta spostarlo sul braccio finch non si trova lequilibrio

Gancio
Serve per tenere animali o oggetti da pesare.

Piatto
Serve per contenere gli oggetti da pesare

Passato un po di tempo abbiamo ripreso largomento esercitandoci facendo problemi con le misure di peso e imparando a memoria la sequenza delle misure per essere pi veloci e sicuri nello scomporre le misure e nelleseguire le equivalenze (vedi capitolo Molte, anzi troppe equivalenze.

Noi abbiamo iniziato a parlare delle frazioni dopo la lettura degli areogrammi che contenevano percentuali (vedi capitolo Scorpacciata di aerogrammi). Infatti sia le percentuali che le frazioni indicano una parte dellintero. Avevamo incontrato le frazioni anche in seguito al gioco Indovina che. Successivamente abbiamo scoperto lunit frazionaria, che ogni parte uguale in cui viene diviso lintero, ed ognuna una frazione dellintero. Unit frazionaria (1/12)

Con la maestra abbiamo discusso su tutti i termini specifici della frazione. Abbiamo visto che sono tre: Il numeratore, cio il numero delle parti che vengono considerate, quello che sta sopra la linea di frazione. La linea di frazione rappresenta loperazione della divisione (lintero infatti viene diviso in parti uguali). Il denominatore il numero che indica in quante parti stato diviso lintero; inoltre nomina, cio d il nome alle parti, e sta sotto alla linea di frazione. 1 5 NUMERATORE

LINEA DI FRAZIONE
DENOMINATORE

La maestra ci ha fatto esercitare in vari modi: Colorare come indicato dalla frazione Scrivere la frazione rappresentata dalla parte colorata Collegare con una freccia ogni frazione al suo disegno Rappresentare frazioni.

Le frazioni le abbiamo anche classificate usando delle tabelle per riconoscere quelle: proprie, improprie, apparenti. Le frazioni proprie indicano una parte dellintero: le riconosci perch il numeratore minore del denominatore. Esempio: 3/4

Le frazioni improprie indicano una quantit maggiore di un intero: le riconosci perch il numeratore maggiore del denominatore Esempio: 5/4

Le frazioni apparenti indicano una quantit uguale a uno o pi interi: le riconosci perch il numeratore multiplo o uguale al denominatore. Esempio: 8/4 2 interi

In seguito abbiamo scoperto:


- Le frazioni complementari: sono quelle che completano lintero; abbiamo fatto alcuni esercizi. 2/5 + 3/5 = 5/5 1

- Le frazioni equivalenti: sono quelle che rappresentano la stessa quantit (vedi capitolo Molte, anzi troppe equivalenze)

- Le frazioni decimali: sono quelle che hanno come denominatore 10 100 1000 1/10

1/100

1/1000

- La relazione tra frazioni e numeri decimali (vedi capitolo La famiglia dei numeri si allarga con i decimali).

Un giorno, quasi per caso, operando con le frazioni decimali (quelle con denominatore 10 100 - 1000), abbiamo scoperto i numeri decimali (quei numeri che hanno la virgola). Questo stato il procedimento: Scomporre le frazioni decimali: 15/10 1u e 5/10 Trasformare le quantit ottenute in scomposizioni utilizzando solo le potenze: 1u e 5/10 1u 5 decimi (d) Ricomporre la scomposizione in numero decimale, quel numero che ha la virgola che separa la parte intera da quella decimale (si trova fra le u e i d) u d 1u e 5d 1, 5 Le potenze decimali sono tre: d = decimo che 10 volte pi piccolo dellunit c = centesimo che 100 volte pi piccolo dellunit m = millesimo che 1 000 volte pi piccolo dellunit. Questi numeri sono simili ai numeri normali per molte cose e come tutti i numeri si possono trasformare in frazione; con le frazioni hanno unaltra cosa in comune: indicano anche una parte pi piccola dellintero. ud 1u 5d 1,5 i 5d sono minori di 1u

Con i numeri decimali abbiamo fatto degli esercizi, uno consisteva nello scomporre numeri decimali, per farlo si fa proprio come con i numeri normali (interi). Cio dobbiamo mettere accanto ad ogni cifra il simbolo della potenza corrispondente, partendo dallindividuazione delle unit. Esempio 93,514 9da 3u 5d 1c 4m.

Eseguendo per casa degli esercizi sul libro riguardanti le frazioni, ci siamo accorti che alcune di queste erano un po particolari, perch il

numeratore era proprio la met del denominatore e quindi indicava la met dellintero (4/8 1/2 2/4 3/6). La maestra ci ha spiegato che queste frazioni possono anche essere dette frazioni equivalenti
perch hanno lo stesso valore, infatti rappresentano la stessa quantit. Per dimostrarlo le abbiamo rappresentate con strisce di 24 quadretti tutte messe una sotto laltra in modo che partissero tutte da ununica linea di partenza. Dopo aver colorato la parte che ci indicava la frazione, senza lasciare spazi bianchi che suddividessero lintero, abbiamo scoperto che tutte le parti colorate arrivavano allo stesso punto: erano tutte combacianti e quindi abbiamo individuato la met dellintero rappresentata in modi diversi e abbiamo potuto vedere lequivalenza tra frazioni diverse.

4 8

1 2

2 4

3 6

Dopo abbiamo capito che le equivalenze le possiamo trovare anche in frazioni con denominatore dispari, come per esempio 3/5. Perci abbiamo rappresentato questa frazione (3/5) utilizzando una striscia lunga 20 quadretti insieme ad altre strisce uguali sotto, rappresentate con solo il denominatore che avevamo ipotizzato come adeguato (facendo calcoli a mente) e scritto alla lavagna. Le mezze frazioni erano: __ __ __ __ 10 2 20 4 dopo abbiamo tracciato una linea rossa che, partendo dalla rappresentazione dei 3/5, attraversasse tutte le altre frazioni (la rappresentazione 3/5 era gi stata colorata di rosso senza lasciare spazi bianchi).

3 5 6 10 _ 2 12 20 _ 4

Cos ci siamo accorti che alcune frazioni combaciavano con quella iniziale (e le abbiamo colorate), mentre altre no, quindi non erano equivalenti. Osservando le rappresentazioni equivalenti, abbiamo messo il numeratore giusto sopra la linea di frazione. Le frazioni risultate equivalenti sono: 3 5 6 10 12 20

Osservando queste frazioni siamo riusciti a trovare alcuni operatori adatti per metterle in relazione. Ecco gli schemi: X4
X2 x2 :2 :4 :2

3 5
X2

6 10
X2

12 20

3 5
:2

6 10
:2

12 20

x4

:4

Abbiamo provato anche a trovare operatori adatti alle prime frazioni equivalenti individuate.

La maestra ci ha fatto notare che deve essere applicato lo stesso operatore sia al numeratore che al denominatore; ecco cosa succederebbe se uno applicasse loperatore solo al numeratore oppure solo al denominatore: x3 5 6 15 6 5 6 5 18

x3 Le frazioni non sarebbero equivalenti, ma maggiori o minori rispetto a quella di partenza: 5/6 < 15/6 perch sono meno le parti considerate 5/6 > 5/18 perch le parti sono pi grandi abbiamo pensato alle fette di torta)

La maestra il 27 Gennaio ci ha spiegato che esistono le frazioni decimali cio quelle frazioni che hanno il denominatore 10-100-1000, e che da queste si pu arrivare ai numeri decimali che per noi erano molto strani perch essendo situati dopo lunit e divisi da essa con una virgola sono i valori pi piccoli che esistono nella matematica e sono: decimi (d) centesimi (c) millesimi (m). Abbiamo poi scoperto che la virgola pu anche essere mobile. Successivamente la maestra ci ha anche insegnato che si possono eseguire le

equivalenze tra quantit numeriche

e che per farlo era

necessario cambiare la marca, che pu essere: k h da u d c m e di conseguenza far cambiare il valore alle unit perch la marca, cio il simbolo usato, indica sempre il valore dellunit del numero, in questo modo tutte le cifre mantengono lo stesso valore: 0,89 k 89 000 c 890 u 8,9 h 89 da 8 900 d Ci siamo un po esercitati a individuare lunit del numero cos ci sarebbe tornato pi semplice anche fare le equivalenze fra le misure . Abbiamo individuato la cifra che rappresenta la marca: 45 hg 9,28cg 900 Mg 9,6g

Abbiamo indicato il valore di ogni cifra 45,6 kg 245g 4dakg 5kg 6hg 2hg 4dag 5g 15mg 6,07dg 1cg 5mg 6dg 0cg 7mg

Abbiamo trasformato le misure in altre con lo stesso valore 3,5kg 35hg 0,5Mg 500 kg 69,5cg 695mg 38hg 380dag La maestra ci ha spiegato che per fare le equivalenze necessario che lunit del numero coincida con il valore della marca indicata nella misura.

Ztw| |vv|M v{| tR


Abbiamo scoperto che una forma geometrica si pu ingrandire e rimpicciolire semplicemente applicando un operatore. Avevamo utilizzato operatori con le frazioni, applicandoli al numeratore e al denominatore, solo che le frazioni rimangono equivalenti invece le forme geometriche si trasformano: per ingrandirla basta applicare alle misure della figura loperatore x ( x2 x3 x4 ecc.), invece per rimpicciolirla dobbiamo utilizzare l operatore : ( :2 :4 :3 ecc.). X4 X2

X2

:2 :2 :4 Abbiamo imparato a ingrandire o rimpicciolire secondo un rapporto (2:1 o 1:2). Il rapporto quel numero che indica la riduzione della forma, esempio: se il rapporto 2:1 (leggere due a uno ) bisogna ingrandire una forma rispetto ai quadretti della figura precedente (cio quella pi piccola). Il rapporto lo troviamo anche nelle cartine geografiche perch il mondo non pu essere rappresentato come nella realt. In questo caso il rapporto si riferisce alle misure di lunghezza (cm) e indica una riduzione pi o meno grande.

Dobbiamo dire grazie alla caduta della cartella di Davide. Quando questo successo, la maestra si chiesta che cosa contenesse e quanto pesasse la cartella che aveva fatto cadere anche la sedia! E abbiamo costruito un problema sulla situazione, pesando con la nostra bilancia: - tutti gli oggetti che cerano dentro - la cartella vuota - cartella e oggetti che erano dentro Dopo aver fatto una serie di calcoli per conoscere con precisione i pesi delle varie parti (abbiamo infatti dovuto pesare a pezzi e poi sommare), abbiamo scoperto che esistono vari tipi di peso: Peso lordo che comprende sia il contenitore che il contenuto. Peso netto che solo il contenuto che si trova nel contenitore. Tara che il peso del contenitore. Oltre a questi, per gli alimenti esiste un altro peso che si chiama: peso sgocciolato. Il peso sgocciolato lalimento, privato del liquido che lo contiene.

Dopo abbiamo rappresentato oggetti in modo che si vedessero i diversi pesi.

Successivamente la maestra ci ha fatto costruire una tabella dove dovevamo registrare il tipo di alimento in scatola, il peso netto ed eventualmente quello sgocciolato, leggendo le etichette; poi dovevamo pesare alimento e scatola per individuare il peso lordo. In questo modo era possibile stabilire il peso del contenitore: la tara. Abbiamo quindi scoperto che il peso lordo si ottiene sommando il peso netto e la tara, per la tara dobbiamo togliere dal peso lordo il peso netto, per ottenere il peso netto dobbiamo togliere dal peso lordo la tara. Per ricordare meglio abbiamo rappresentato questi schemi: + TARA

PESO NETTO

PESO LORDO

- TARA

+ PESO NETTO

TARA

PESO LORDO

- PESO NETTO

Cosa sono I problemi sono testi che racchiudono una situazione non ben chiara, che deve essere risolta. I problemi non si fanno in un periodo prescelto ma ogni volta che si presenta loccasione o impariamo qualcosa. Come si presentano I problemi sono formati da un testo, la parte discorsiva che ci informa attraverso parole e dati e che ci pone delle domande, e dalla soluzione cio la serie di operazioni che ci permette di arrivare alla risposta giusta; spesso ci facciamo anche il diagramma a blocchi. Il problema si conclude con le risposte. In generale strutturato cos: Il testo che comprende anche la domanda I dati numerici Le operazioni in riga e se occorre in colonna Il diagramma semplice o doppio La risposta Come possono essere I problemi possono essere - Semplici, cio con una domanda esplicita - A pi puntate cio doppi (o tripli), Vuol dire che hanno due o pi operazioni, essendo a pi puntate spesso collegate - Con domande implicite: la maestra ci ha fatto risolvere un problema con domande implicite che aveva inventato Clara, forse senza accorgersi di aver inventato un problema diverso. Quali argomenti contengono I problemi possono essere costruiti con vari argomenti: gli oggetti, con gli euro, le misure di peso, di lunghezza e di capacit, le frazioni, la media e la moda. Spesso siamo partiti da un fatto reale o possibile, da unesperienza come quando a Davide caduta la cartella oppure quando siamo stati in gita da qualche parte o sono venuti i bambini della materna. In qualche situazione sono stati inventati anche partendo da qualche testo per continuarlo e farlo doppio

Come si costruiscono
A gruppi o a coppie Individualmente Tutti insieme

Per costruirlo dobbiamo: Pensare ad una situazione Individuare possibili dati Formulare le possibili domande Quando scriviamo da soli possiamo: Inventare o rielaborare una situazione a piacere Lavorare su dei dati che ci d la maestra Osservare una tabella o unimmagine Continuare un testo semplice Quando lavoriamo tutti insieme: PRIMA scegliamo una situazione e cerchiamo di individuare i dati DOPO ognuno di noi propone una e poi si sceglie quella che piace di pi, oppure si parla della situazione e poi ognuno scrive un testo usando parole sue.

Come si risolvono
Per risolvere un problema necessario: 1. 2. 3. 4. 5. Leggere il testo Individuare e definire i dati Immaginarsi la situazione e pensare al procedimento risolutivo Scrivere le operazioni e calcolare il risultato Rileggere la domanda e formulare la risposta

La soluzione pu essere sintetizzata Costruendo il diagramma a blocchi Scrivendo lespressione aritmetica (a volte, insieme, labbiamo fatto).

Manipolazioni
Una volta la maestra ci aveva dato una scheda con alcuni problemi e bisognava scrivere loperazione e il risultato; dopo dovevamo sceglierne uno e fare il seguito, cio altre puntate. Poi abbiamo rielaborato un problema facendo due trasformazioni: il rovescio e il contrario. Il problema era stato risolto con una sottrazione sicch la prima trasformazione unaltra sottrazione (il rovescio) e la seconda unaddizione (il contrario).

250 227 = 23 250 23 = 227 227 + 23 = 250

Insieme abbiamo poi costruito il testo adatto ad ogni operazione. Abbiamo trasformato anche un altro problema, soltanto che, siccome era stato risolto con una moltiplicazione, sia il rovescio che il contrario una divisione.

120 : 24 = 5 24 x 5 = 120 120 : 5 = 24

Anche con queste operazioni abbiamo costruito problemi, lasciando la situazione iniziale o cambiandola.

stato utile il diario di bordo?


Francesco e Chiara E stato utile poter rileggere e far tornare alla mente ci che stato fatto e detto. Alice La matematica non la mia materia preferita ma il Diario di Bordo mi ha aiutato a capire qualcosa di pi.

Ti sei divertito?
Sara e Alessandra E stato molto divertente lavorare in gruppi e non singolarmente e anche formulare i titoli per i diversi argomenti. Silvia Mi sono divertita molto infatti il tempo passato in fretta.

Hai trovato difficolt?


Chiara, Sara Ca. E stato difficile pensare a cosa scrivere sullargomento assegnato. Alessandra, Rachele Inizialmente faticoso, credevo che fosse pi semplice. Davide E stato anche molto complesso gestire il computer quando non rispondeva ai nostri comandi. Clara E laborioso nellassemblare i lavori. Costanza e Chiara Pensavo fosse difficile da fare, quellargomento ma poi mi tornato molto semplice.

Preferisci lavorare da solo o in gruppo?


Michela Ho scritto di pi con la Silvia che con la Madalina; vorrei di nuovo lavorare con la Silvia. Costanza, Sara Ca. Sono stata un po disorientata perch ho cambiato compagno di gruppo molte volte; dopo mi sono adattata. Clara, Martina, Silvia, Riccardo, Ilaria, Madalina e Rachele Attraverso questa esperienza abbiamo avuto loccasione di lavorare in gruppo. Penso che lattivit Diario di bordosia stata molto bella perch tutti noi abbiamo comunicato agli altri le nostre opinioni e tutte sono state considerate. Per me stato bello lavorare con gli altri bambini perch abbiamo valutato tante cose. Secondo me il Diario di bordo stato utile perch collaborando abbiamo confermato le nostre idee e ne abbiamo tenuto conto. Alessandra e Sara Ci. Siamo state molto fortunate perch abbiamo lavorato in gruppi dove si trovava una nostra amica, senza cambiarla di volta in volta, a differenza di molti altri gruppi che si mescolavano sempre.

Conosci il computer?
Andrea, Chiara, Sara Ci., Davide, Alberto, Silvia e Alexandru Mi piaciuto usare il computer, scannerizzare e lavorare insieme. Per realizzare il Diario di bordo stato molto bellino che ogni bambino abbia sintetizzato un argomento e lo abbia riscritto al computer.