Sei sulla pagina 1di 16

Davide Scala Scuola di politica ypbpr Un'occasione formativa pi unica che rara.

Nulla a che vedere con i corsi che i partiti organizzano per i loro giovani da tirar su con lo stampino. Questi tre giorni sono stati, innanzitutto, futuro. Non cose da imparare, ma visioni, possibilit, cambiamento. Temevo di essere un pesce fuor d'acqua, di trovarmi fra gente che parlava il politichese; invece, al contrario, ho trovato in ogni intervento riconosciuto e valorizzato il percorso che noi "antipolitici" stiamo portando avanti. Non vi parler di Stefano o dei relatori o degli argomenti; gi lo fanno altri. Voglio solo condividere una suggestione che mi ha colpito molto. I relatori, tranne uno, erano tutti italiani, molti operanti in prestigiose sedi estere, competenti, incisivi e disponibilissimi. Ci che mi ha colpito che pi di uno di loro si scusato dicendo "perdonatemi se devo fermarmi a leggere le mie diapositive, ma solitamente questa lezione la tengo in inglese; la prima volta che mi capita di esporla in italiano". Sigh. Credo in questi giorni si sia seminato molto, credo il terreno fosse fertile. Di certo la stagione non mai stata cos favorevole a far sbocciare e crescere queste nuove piante che hanno gi profonde radici e stanno per ribaltare le dure, aride, placche che le schiacciano. Alla prossima.

Giammarco Gabrieli Ci sono cammini della vita che decidi semplicemente di percorrere, ascoltando le tue passioni, cercando di capire cosa vuoi per te stesso, per i tuoi figli e anche per la comunit in cui vivi, della quale a volte non ti senti partecipi. Ci sono momenti in cui ti rendi conto che il tuo contributo al bene comune non indispensabile, non essenziale, ma che farlo ti completa come persona. Lo senti come un bisogno e quando ti rendi conto che non sei solo, che non sei lunico, la scintilla dentro di te comincia ad ardere. Dopo aver ricevuto un invito tramite twitter, mi sono iscritto ad un corso di formazione politica e ho passato tre giorni a Gardone Riviera con 80 persone che non fanno proclami, semplicemente lavorano per migliorare il mondo che gli sta intorno. Il nome del corso YPBPR, come dice il sito stesso, non uno scioglilingua, ma la sigla di Youth Politicians Best Practice e si rivolge ad amministratori pubblici sotto i 35 anni (circa) per proporre ad un costo

contenuto una formazione tecnica di alto livello, con contenuti pratici e non ideologici (come ad esempio i temi su OpenData, sul sistema costituzionale, City diplomacy ) Stefano Ambrosini, trentenne assessore comunale, ha compiuto un gesto di generosit nellorganizzare il tutto quasi da solo dalla selezione dei partecipanti al catering, fino ad ottenere che i relatori (tra i quali Luciano Violante) si mettessero a disposizione gratuitamente. Con tanta voglia di contaminare gli altri con le migliori pratiche, ha contribuito a far crescere noi studenti e ad aiutarci a migliorare quei piccoli gesti del quotidiano che portano ai grandi cambiamenti. Ripartire da YPBPR vuol dire proprio questo: mettersi a disposizione, aver voglia di imparare, di portare il proprio contributo e mettersi in discussione, di far squadra, di far fronte comune. Ripartire da Gardone con la consapevolezza di non essere soli. Marco Gregori Ho scelto di partecipare alliniziativa Youth Politicians Best Practice 2012 (YPBPr2012), promossa e organizzata da Stefano Ambrosini tramite il Comune di Gardone Riviera, poich ritengo importante offrire un corso di formazione riguardo al funzionamento delle pubbliche amministrazioni rivolto non solo agli esperti e addetti ai lavori che vivono tale realt come professione, ma anche a chi desidera ampliare le proprie conoscenze in quellambito in maniera tale da rendere il cittadino, un animale politico meglio informato, pi attento alla gestione della cosa pubblica e quindi pi responsabile. Tra i partecipanti vi erano sindaci, amministratori, studenti, appassionati di politica o semplici cittadini, assieme per capire, imparare e confrontarsi. Non importa quale fosse la propria provenienza politica, ci che contava era apprendere nozioni, schemi, concetti utili per la propria formazione. Come studente universitario mi ha fatto piacere vedere la partecipazione e linteresse di altri miei colleghi provenienti da diverse pari dItalia per il progetto in questione. Ci dimostra la portata generale e aperta delle lezioni svolte durante il corso tenuto nello scenario di Villa Alba, centro congressi dal forte impatto storico-artistico. Tali lezioni hanno avuto docenti universitari competenti e preparati che hanno fornito la massima disponibilit nelloffrire una didattica chiara e di qualit. Le tre giornate di corso si sono svolte in lezioni frontali (ossia docente che spiega rivolgendosi a tutti con domande di approfondimento alla fine) e workshop ovvero lezioni di piccoli gruppi di 10-15 partecipanti su un argomento specifico. Degno di nota stato lintervento di Luciano Violante, ex Presidente della Camera dei Deputati e Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, che ha fatto un excursus storico partendo dal confronto tra Democrazia Cristiana, Partito Comunista e Partito Socialista nella Prima Repubblica, luccisione di Aldo Moro, il ruolo e la crisi dei partiti, le riforme istituzionali e costituzionali, il rapporto tra Governo e Parlamento terminando con delle riflessioni a oggi sulla riforma elettorale e sulla sfiducia della gente nei confronti della politica. Gli altri workshop hanno avuto tra i vari argomenti, solo per citarne alcuni: la riforma elettorale, la cittadinanza attiva, le-government e opengovernment, fondamenti di diritto pubblico, diritto allinformazione, city diplomacy e molto ancora. Lattivit del corso ci ha portati anche a gettare uno sguardo al di fuori dei confini nazionali e nel comparare modelli amministrativi e politici spesso assai diversi rispetto a quelli cui siamo abituati. stato il caso della lezione sostenuta da Jeffrey Logowe, che ci ha illustrato il sistema politico nordico con particolare attenzione al welfare state che contraddistingue i paesi scandinavi. Infine voglio rivolgermi a tutti gli studenti universitari sostenendo di cogliere occasioni formative come quella di cui ho parlato per ampliare i propri interessi di studio e magari anche professionali, per migliorare come cittadini attivi e consapevoli, indipendentemente da posizioni politiche o di partito. Spero di aver dato un piccolo contributo con questo breve intervento alla promozione della prossima edizione di YPBPr2013 e facendo i migliori auguri di lavoro a Stefano che ha reso possibile tutto ci. Un saluto a tutti i partecipanti di YPBPr2012!

Alessandro Sala

Cosa porto con me dal corso YPBPR da Gardone Riviera? Ci pensavo mentre percorrevo la strada che mi portava verso casa, a Castrezzato. Innanzitutto per chi non sapesse cosa sia, ypbpr lacronimo di Youth Politicians Best PRactice; nasce nel 2011 come un convegno per giovani amministratori nel quali i relatori esponevano le loro buone pratiche. Questo corso vuole proporsi di realizzare una Scuola di Alta Formazione non-partisan per Amministratori Pubblici Under 35 con contenuti esclusivamente tecnici e non istituzionali. Fortunatamente per me, stata riservata una quota di partecipanti che provenivano dalla cosiddetta societ civile ovvero tutti quelli come me che non ricoprono incarichi pubblici ma sono semplici cittadini. Il corso stato organizzato dallassessore allecologia del Comune di Gardone Riviera, il bravissimo nonch organizzatissimo Stefano Ambrosini. Per partecipare a questo corso stato necessario inviare curriculum, certificazione di lingua inglese e lettera motivazionale. Le lezioni si sono svolte nella splendida cornice di Villa Alba, un edificio realizzato in stile neoclassico creando in tal modo una struttura che rimandasse ai monumenti dellacropoli di Atene. Negli anni 70 acquistata dal Comune di Gardone Riviera divenendo il primo centro congressi del Garda ad ospitare mostre, rassegne darte, eventi, ed ergendosi a promotrice di incontri e di cultura. Arrivato gioved sera in tarda serata ho avuto subito il piacere di conoscere Stefano, presso lo splendido hotel Villa Capri dove ho soggiornato. Le tre giornate di corso si sono svolte in lezioni frontali (ovvero docente che spiega la sua lezione rivolta a tutti con domande di approfondimento alla fine) e work shop ovvero lezione in piccoli gruppi di 10-15 persone su un argomento specifico. Le 3 lezioni frontali cui ho assistito sono state molto interessanti ma penso che la lezione di Luciano Violante (http://www.lucianoviolante.it/) sia stata la pi meritevole di ascolto; lex presidente della Camera ha toccato molti punti nel suo discorso, partendo dal confronto tra Democrazia Cristiana e Partito Comunista, lassassinio di Aldo Moro, la crisi dei partiti, le riforme istituzionali e costituzionali, terminando con delle riflessioni sulla riforma elettorale e sullallontanamento della gente verso la politica. Veramente una lectio frontale interessantissima. Nonostante il mio pensiero politico sia decisamente lontano da quello di Violante, non posso non ammettere quanto manchino al parlamento attuale personalit del genere, a prescindere dal proprio pensiero politico. Laltra lezione frontale che mi piaciuta molto stata sul modello del welfare nordico e in particolare norvegese. Il docente, Jeff Bugowe, un ragazzo di 29 anni, statunitense che lavora in Norvegia. Molto bravo ad esporre la lezione e molto bravo a farci sentire tremendamente indietro rispetto al modello nordico. Tra i vari workshop che ho frequentato, mi hanno molto colpito le lezioni di Morena Ragone sul governo aperti, City diplomaci e nuove forme di gestione della sovranit di Enzo Le Fevre e la riforma elettorale di Massimo Rubechi. Non voglio sminuire gli altri work shop, tutti degni di attenzione e interessanti ma su questi ultimi mi hanno fatto accendere la cosiddetta lampadina nel cervello permettendomi di ampliare le mie conoscenze, facendomi generare molte riflessioni in merito agli argomenti trattati. Per quanto riguarda i miei compagni di viaggio in questo corso, voglio subito scusarmi con tutte quelle persone le quali non ho potuto approfondire alcune discussioni o conoscenze. Spero in futuro che si possa verificare unoccasione in cui si possa riprendere i discorsi lasciati a met! Mi dispiace anche non aver avuto loccasione di conoscere o conoscere meglio alcune presone che per altri impegni o per troppo impegno non sono potuti venire o non hanno partecipato ai vari workshop. Parlando di tutte quelle persone che ho conosciuto, posso solo parlarne bene; ho conosciuto ragazzi preparati, appassionati alla politica, veramente in gamba. Magari questo entusiasmo e voglia di fare si possa ritrovare tra i nostri rappresentanti in Parlamento! Ringrazio tutti voi per aver fatto la vostra conoscenza e spero in futuro che ci possa ritrovare, magari per combattere battaglie comuni, oppure trovarci su barricate diverse, ma con la consapevolezza di avere un idea di Italia diversa ma con un denominatore comune: migliorare la qualit della vita del cittadino.

Grazie a tutti voi. Buona fortuna per il vostro cammino e ricordiamo che ognuno di noi, nel suo piccolo pu fare molto#changethefuture!!!

Fabrizio Benzoni

I tre giorni della seconda edizione della scuola di politica #YpBPr mi hanno profondamente caricato. Gi la prima edizioni, a dirla tutta, era stata entusiasmante, come ho raccontato lo scorso settembre. Questa volta per, Stefano Ambrosini, che lha organizzata, si superato. Tre giorni intensi, in cui insieme a 65 compagni di viaggio e 20 docenti fra pi rinomati in circolazione, ho partecipato a workshop e sessioni plenarie davvero interessanti. Non solo docenti preparati e argomenti dattualit, ma un clima in cui, tutti insieme, abbiamo sognato di poter fare qualcosa di bello per le nostre comunit, portando innanzitutto un concetto di politica e di amministrazione profondamente differente da ci che gli ultimi eventi di cronaca hanno fatto passare per la normalit.
Fra i 65 partecipanti Under35 vi erano tanti sindaci, amministratori locali, studenti, appassionati di politica o semplicemente cittadini, tutti insieme per studiare, imparare, confrontarsi ed ascoltare. Non importava quale fosse la propria provenienza politica, ci che contava era apprendere nozioni, schemi, concetti che ci potessero aiutare a migliorare le nostre comunit.

Quattro sono stati i temi ricorrenti nelle tre giornate di lezioni: #smartcity, #opengovernment,#partecipazione #tecnologia Claudio Forghieri ha trattato il tema delle Smart City calcando la mano su molti dei concetti su cui la nostra associazione lavora da anni ormai. Il messaggio chiaro: le amministrazioni devono riuscire a fare un profondo salto culturale, salto che possa permettere di vedere la tecnologia come strumento per migliorare la propria efficienza ed aumentare i servizi offerti alla cittadinanza, senza aumentarne i costi.
Luciano Violante ci ha parlato approfonditamente del nostro sistema costituzionale,

partendo dalle scelte importanti dellassemblea costituente per arrivare al presente e soprattutto al futuro. Violante stato lunico uomo politico intervenuto durante i tre giorni di lavori, ma riuscito, attraverso unanalisi autocritica e oggettiva, a raccontarci quanto le nuove generazioni dovranno fare per il nostro paese, anche attraverso una reale politica di partecipazione che coinvolga realmente tutti i cittadini.

I temi delle-government e dell#opendata sono stati invece centrali nella seconda giornata, grazie alle lezioni dellavv. Ernesto Bellisario e di Stefano Epifani. Rendere disponibili, in modo chiaro, tempestivo e leggibile, i dati che le istituzioni producono quotidianamente, permetterebbe una maggiore trasparenza nei confronti del cittadino oltre che la possibilit di creare posti di lavoro rispetto a chi, tali dati, pu studiarli e organizzarli al fine di creare applicazioni. E-government e opendata sono fondamentali per riuscire davvero a costruire un sistema politico partecipato, in cui il cittadino sia realmente coinvolto ed informato. Anche Morena Ragone ha trattato il tema, spiegando in modo molto pratico quali sono i vantaggi che l#opendata potrebbe darci: tante le applicazioni gi esistenti che, elaborando dati pubblici, ci permettono per esempio di capire il livello di criminalit della strada in cui ci troviamo, di segnalare un problema da risolvere alla nostra amministrazione attraverso il nostro smartphone o semplicemente di segnalare alla polizia locale che sulla pista ciclabile che stiamo percorrendo parcheggiata unautovettura. Pensate ad aver disponibili in tempo reale dati certi sullinquinamento, quanti problemi avremmo potuto prevedere?

Sebbene il percorso che attende le nostre amministrazioni sia lungo, chiaro che per raggiungere una reale partecipazione sia necessaria una reale trasparenza. Caso emblematico: lapertura del governo Monti di una mail alla quale inviare suggerimenti per ridurre i capitoli di spesa del nostro paese. Peccato che, non mettendo a disposizione dei cittadini i dettagli di tali spese, risultato difficile fare osservazioni acute e precise. I docenti hanno sottolineato come in pi di un occasione anche le amministrazioni che hanno lavorato alla costituzione di reali strumenti di partecipazione, non abbiano avuto nellimmediato la partecipazione della popolazione attesa. Daltronde, riporto un virgolettato, non si diventa da sudditi a cittadini in un giorno. Serve cultura della partecipazione
che durer mesi e anni. Ecco perch dobbiamo investire nellUrban Center come strumento fisico, reale e di lungo periodo di partecipazione!

Daria Santucci ha trattato invece il DigitalPR, ci che le amministrazioni e le istituzioni

possono fare sulla rete, al fine di aumentare il dialogo con i cittadini oltre che la propria reputazione e identit. Da un lato, una percentuale sempre maggiore di popolazione accede e utilizza il web per qualsiasi ricerca di informazioni, dallaltro gran parte di coloro che utilizzano internet lo fanno semplicemente per accedere ai social network. E allora, perch solo pochissime amministrazioni e istituzioni hanno compreso limportanza di tali strumenti per dialogare con i cittadini? Pochi gli esempi di PA su Facebook e Twitter, ancora meno quelle che utilizzano correttamente i social, permettendo i commenti, rispondendo ai commenti, non cancellando i commenti.

Jeffrey Logowe ci ha raccontato il modello scandinavo. Seppur il contesto sia

completamente differente dal nostro, tante sono le cose a cui si pu ambire: ad una classe politica seria, per esempio, (chi spiega ai nostri politici che nei paesi Scandinavi non si mai visto nessuno passare da un partito allaltro?); a delle reali pari opportunit (in Svezia il Parlamento costituito per il 48% da donne e le liste vengono composte con uomo-donna-uomo-donna etc.); a una classe dirigente realmente giovane. Infine il tema sempre pi attuale delle societ partecipate, dove Andrea Panato ha fatto una dettagliata analisi di tutte le ultime leggi che regolano il tema. Come capita sempre pi spesso il governo colpisce un po tutti, chi ha usato le partecipate come strumento per evadere il patto di stabilit, continuando a fare assunzioni e piazzamenti di politici trombati nei cda, e chi invece ha saputo fare utili oltre che produrre servizi validi per la propria cittadinanza. Ci che emerge, comunque, lincapicit della Corte dei conti di riuscire ad avere un controllo capillare su tutte queste realt. Se la Corte dei Conti funzionasse al meglio, il governo non dovrebbe intervenire per imporre paletti e vincoli sui cda.

Insomma tre giornate interessanti ed entusiasmanti, vissute con persone preparate, competenti, volenterose e come me, sognatrici. Un paese migliore ci aspetta; tutti noi possiamo fare qualcosa, e noi, quantomeno, ci stiamo preparando per provare a farlo!

YPBPR, UNA BUONA PRATICA AVER PARTECIPATO di Carlo Cattaneo

Il tempo che generalmente noi amministratori locali dedichiamo alla formazione sicuramente poco, se paragonato al tempo che mettiamo a disposizione sul nostro territorio per risolvere problematiche specifiche, spesse volte di natura pratica, cercando di migliorare il benessere locale nellimmediato Ecco il benessere, da qui voglio partire per condividere con voi quello che la visione politica che pi si avvicina al mio modo di pensare la cosa pubblica, il 1968 e Robert Kennedy pronunciava questo discorso presso l'universit del Kansas. Tre mesi dopo veniva ucciso durante la sua campagna elettorale che lo avrebbe probabilmente portato a divenire Presidente degli Stati Uniti d'America. Non troveremo mai un fine per la nazione n una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell'ammassare senza fine beni terreni.

Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow-Jones, n i successi del paese sulla base del Prodotto Interno Lordo. Il PIL comprende anche l'inquinamento dell'aria e la pubblicit delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana. Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualit della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidit dei valori familiari, l'intelligenza del nostro dibattere o l'onest dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto n della giustizia nei nostri tribunali, n dell'equit nei rapporti fra di noi. Il PIL non misura n la nostra arguzia n il nostro coraggio, n la nostra saggezza n la nostra conoscenza, n la nostra compassione n la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ci che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Pu dirci tutto sull'America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani. Ad oltre quarantanni dalla proclamazione di questo discorso il nostro paese ancora lontano da tutto questo, non solo dai principi che mette in evidenza, sui quali tuttavia non vi lobbligo di condivisione, ma bens dalla struttura del dibattito politico, basato su schemi che tendono ad alzare barricate su tutto, per poi non decidere su niente. Non solo e prendo spunto da una bella canzone di Francesco De Gregori, ambientata proprio nei dintorni di Gardone Riviera, Il cuoco di Sal per dire che non abbiamo ancora raggiunto il criterio minimo di convivenza politica che sta nel riconoscere allavversario (politico) la legittimit di esprimere le sue idee e che viene messo in evidenza con queste parole, nei confronti dei sostenitori della Repubblica sociale di Sal Che qui si fa l'Italia e si muore, dalla parte sbagliata, in una grande giornata si muore, in una bella giornata di sole, dalla parte sbagliata si muore. Di questa bella esperienza a YPBPR, vorrei soffermarmi, senza tralasciare i ringraziamenti a Stefano Ambrosini per lorganizzazione e lopera filantropica degli ottimi docenti, che ci hanno trasmesso il loro sapere, su un aspetto in particolare: le pause tra una lezione e laltra. Non sto scherzando, le pause sono state adorabili, proprio perch ci hanno permesso un confronto immediato tra di noi, freschi di apprendimento, permettendoci di tracciare dei paralleli con le nostre esperienze personali e fissare nellimmediato, quali fossero le misure da adottare per portare nelle nostre realt quanto appena appreso. Inoltre (le pause), mi hanno dato la consapevolezza che nel periodo successivo al crollo delle ideologie, le differenti provenienze politiche, di fronte ad una nuovo modello di intendere la politica appreso durante la scuola, si azzerano rispetto al gap culturale e generazionale che ci divide da chi ha una visione politica

vecchio stampo, fatto di clientelarismo, lotta per il potere, interesse personale che tanti problemi ha dato a questo paese.
Emanuele Pavone Un corso, un esempio, un futuro!!! Un corso di alta formazione da leccarsi i baffi... Il dispiacere pi grande che pochi amministratori possono fruirne! Un appuntamento dove gli amministratori entrano in contatto diretto con esperti, professionisti, ma hanno l'opportunit di confrontarsi anche con chi s'impegna nella societ non attraverso la PA. Un esempio, perch stato un corso veramente impeccabile, ed a dir poco d'esempio per le altre migliaia di corsi utili a poco se non solo a far girare impropriamente fondi pubblici! Un futuro, in quanto solo attraverso corsi come quello venuto fuori dalla grande capacit di capitan Ambrosini possibile dare un futuro a questo paese attraverso le energie e l'impegno di migliaia di giovani. Possiamo CAMBIARE il futuro, oggi abbiamo uno strumento in pi!!! Francesco Langella RIFLESSIONI SU YPBPR 2012

YPBPR 2012, la scuola di formazione politica non partisan per under 35 tenutasi a Gardone Riviera e diretta da Stefano Ambrosini, stata occasione di attento approfondimento di materie e tematiche legate allattualit politica. La qualit dei docenti e linteresse delle tematiche non hanno deluso le aspettative dei tanti giovani amministratori o semplici membri della societ civile desiderosi di approfondire argomenti e tessere preziose relazioni interpersonali. 4 lezioni plenarie, 32 workshops (anche in lingua inglese) e 20 docenti. Questa la 3 giorni raccontata con la freddezza dei numeri. Altra cosa cercare di comunicare con poche parole larricchimento culturale e le emozioni che questa esperienza ci ha lasciato. Su tutti 4 approfondimenti sono stati particolarmente degni di nota. Lavvocato e docente universitario Ilaria Battistini ha illustrato elementi di diritto pubblico e di diritto delleconomia declinandoli nella pratica della pubblica amministrazione. Il prof. Jeff Lugowe, docente statunitense alluniversit di Oslo, ha descritto con passione il modello scandinavo, impietosamente lontano dalla realt italiana. Pari opportunit e classe dirigente giovane e allaltezza sono la normalit nei Paesi del nord Europa. Il Prof. Massimo Rubechi, giurista e docente universitario, si invece cimentato nellillustrazione dei modelli di legge elettorale, argomento ostico ma di estrema attualit, descrivendo differenti e probabili esiti elettorali, legati alla scelta di questo o quel modello. Il workshop dellavv. Ernesto Belisario, infine, stato utile per comprendere meglio le opportunit, ancora poco sfruttate, dell e-government, legato agli open data della pubblica amministrazione.

Rendere disponibili i dati che le istituzioni producono quotidianamente, permetterebbe una maggiore trasparenza nei confronti del cittadino. Inoltre tali dati sono applicabili alle nuove tecnologie legate alle applicazioni per smartphones, materia questultima dalle infinite potenzialit di sviluppo e di sicura utilit per il cittadino.

Insomma una 3 giorni di alto profilo che sono certo sar ripetuta con successo anche lanno prossimo.

Davide Bonassi YpBPr non un pezzo di vai-a-sapere-quale codice fiscale smarrito! E' l'acronimo di una iniziativa di formazione politica che dimostra come dal basso, con la buona volont e un pizzico di giovanile incoscienza, si possa immaginare e realizzare una tre giorni fitta di lezioni, workshop e momenti di confronto tra coloro che si candidano ad essere la nuova leva politica, e in parte gi lo sono. Ragazze e ragazzi tra i venti e trentanni e qualcosa in pi, provenienti da tutto lo Stivale, che non hanno avuto dubbi ad investire il proprio weekend per cercare di capirne di pi di ci che li circonda. L'esserci mi ha dato la misura del serbatoio di energie fisiche ed intellettuali, di creativit e di buona volont su cui la nostra societ nazionale pu contare, ma soprattuto dovrebbe cominciare ad attingere senza remore. I temi trattati sono stati tanti e vari, come tante e varie sono le competenze richieste oggi a chi si mette a disposizione della collettivit. Un grado di complessit, unito alla velocit con cui accadono i fenomeni, che richiede agli amministratori capacit di sintesi non indifferenti. Certo, il dato anagrafico cozza con l'avere un bagaglio esperienziale consolidato, ma questo deve rappresentare un'opportunit e non una pecca, nella misura in cui comportamenti eticamente corretti giustificano eventuali errori in cui si pu incappare, e dai quali e grazie ai quali si pu crescere ed imparare ad amministrare le nostre comunit sempre meglio.

Chiara Forino Ho preso parte con molta titubanza alla "School of Politics and Policy" organizzata da Stefano Ambrosini a met ottobre. Temevo che fosse un corso tecnico, destinato alla comunit dei politici locali provenienti da tutta Italia, a una "casta" o aspirante tale da cui i comuni cittadini sono storicamente esclusi, almeno nel nostro Paese. Invece stata una piacevelissima sopresa. A una settimana dalla fine degli intensi tre giorni del corso YPBPR posso tirare le somme di questa esperienza. A mente fredda, dopo aver lasciato sedimentare novit e sensazioni posso dire che i tre giorni a Gardone Riviera mi hanno lasciato, oltre che un bel bagaglio culturale sulle tematiche delle smart cities, del governo partecipato e dell'open-data, due cose importantissime: la coscienza che l'Italia pu cambiare in meglio e che non sono l'unica a pensarla cos. Potere, per tre giorni, ascoltare persone preparatissime parlare delle realt che, fuori e dentro i nostri confini, si stanno rapidamente evolvendo verso quella che sembra un'utopia: la democrazia partecipata attraverso la trasparenza, la collaborazione e la disponibilit di dati concreti stato un balsamo per il mio spirito affranto di pubblica dipendente e cittadina demoralizzata dal "sistema politico". Non solo, i miei colleghi di corso, con le loro esperienze da studenti, imprenditori, amminsitratori locali, dipendenti pubblici e privati hanno condiviso sogni, progetti, aspettative per un'Italia migliore. L'abisso che separa la mia realt quotidiana, fatta di burocratismi, cavilli e meccanismi bizantini, dal mondo dell'open-data, fatto di trasparenza, partecipazione e collaborazione mi sembrato un po' meno incolmabile.

grazie a Stefano per la magistrale organizzazione, ai docenti che ci hanno parlato con passione di argomenti tanto affascinanti e a tutti coloro che non hanno avuto paura di condividere sogni e speranze che sembrano non avere pi cittadinanza nel nostro meraviglioso e contraddittorio Paese. Il futuro nelle nostre mani. Ognuno di noi pu fare la differenza!

Federica Mercia

YPBPR2012: si comincia da qui!!!!!!

YPBPR la sigla di Youth Politicians Best Practice ed stato un tentativo di portare in Italia unidea di formazione politica apartitica e tecnica per la classe dirigente del futuro, e anche del presente.

Stefano Ambrosini, assessore comunale, con la sua grinta, tenacia e voglia di fare riuscito ad organizzare tutto in modo perfetto, dalla selezione dei partecipanti e dei docenti, alla pianificazione delle lezioni, alle visite guidate nei luoghi pi incantevoli di Gardone Riviera. Tre giornate molto intense, full immersion, dove sono stati affrontati argomenti molto interessanti ( Smart Cities, Open Government, DigitalPr, EGovernment, Open Data, City Diplomacy, ecc.) da docenti di alto livello, tra cui la giurista Morena Ragone , lavv. Ernesto Belisario, lOn. Luciano Violante, Daria Santucci, il prof. Jeffrey Lugowe il quale in due ore di lezione, esponendo il modello scandinavo interamente in inglese, riuscito ad illustrarci una realt politica, molto diversa da quella italiana, basata su meritocrazia, pari opportunit, trasparenza, e favorevole ad un ricambio generazionale. Erano presenti molti altri docenti degni di tanta stima che hanno dimostrato di saper trasmettere nel migliore dei modi i concetti fondamentali che stanno alla base del nostro sistema politico. Tra i partecipanti alla scuola politica vi erano sindaci, amministratori locali, studenti e soprattutto membri della societ civile, provenienti da tutta lItalia e che avevano tanta voglia di imparare, confrontarsi e informarsi sulla realt che ci circonda. Linteresse era anche quello di parlare di ci che accade sotto il cielo di una politica che appare sempre pi incapace di auto-rigenerarsi; immobile davanti alla realt. Tra la politica e i cittadini sembra essersi eretta un barriera, alta quanto basta per far nascere dei sospetti ed impedire unapertura verso nuovi orizzonti e consentire un avvicinamento ai veri bisogni della societ. Alla fine delle tre giornate , per, abbiamo capito che questo soltanto un piccolo ostacolo che tutti insieme possiamo abbattere; noi ci stiamo preparando e gli strumenti li possediamo.

Sono ritornata in Sicilia entusiasta, con un bagaglio culturale arricchito e con tanta ambizione. Ho trovato il corso particolarmente istruttivo, ben organizzato e stimolante; far sicuramente tesoro di tutto ci che stato trattato.

Grazie ragazzi, grazie Stefano!!!

Laura Collenzini YPBPR 2012 Aver partecipato a questa 3 giorni mi ha caricato veramente tanto, stata unesperienza nuova, bella ed intensa. Ci siamo ritrovati in 65 studenti (amministratori locali, sindaci, appassionati ecc) e 20 docenti, tutti insieme a discutere sulle buone pratiche che ognuno di noi pu portare dalla e per la sua comunit. La cosa sulla quale vorrei soffermarmi limportanza che la comunicazione ha avuto in questo corso. Non era il classico corso di formazione in cui ci si limita ad ascoltare, qui era richiesta la propensione allascolto e al dialogo. Secondo aspetto che mi ha colpito che eravamo tutti mossi dello stesso pensiero: mettersi in gioco per cambiare lItalia dal nostro piccolo. La possibilit di comunicare e sognare un Paese nuovo per la nostra generazione e per quelle che verranno la speranza per il futuro di creare una nuova politica e un nuovo modo di fare rivolto essenzialmente alle nostre comunit. Termino ringraziando Stefano Ambrosini, per lorganizzazione e la passione che ci ha messo, e tutti coloro che ho conosciuto in questa bellissima avventura. Un affettuoso saluto Andrea Minetti

Poche considerazioni, sullatmosfera vissuta allYpbpr pi che su organizzazione, corsi e docenti, il cui giudizio penso sia unanimemente altissimo. Alcuni anni fa la locuzione i tre giorni indicava la visita di leva obbligatoria per i giovani in et da servizio militare. Un piccolo assaggio di quella che sarebbe stata la naja: niente di buono se non il confrontarsi con altri pari et provenienti da varie parti del territorio nazionale. I tre giorni dellYpbpr, seguito insieme ad amministratori, militanti, cittadini e relatori di grande preparazione e competenza, dovrebbero essere obbligatori per tutti i giovani e gli esordienti di ogni et che si avvicinano allamministrazione della cosa pubblica. Una visita di leva civica, qualcosa che ci possa mettere di fronte ad altre realt e ad altre competenze, che ci possa portare a chiedere a noi stessi quanto siamo preparati per affrontare i problemi e come possiamo migliorare il nostro operato al servizio della comunit. Troppe volte, negli ultimi anni, siamo stati inondati di cattivi esempi di amministratori incompetenti o votati alla ricerca dellinteresse personale. Nei tre giorni del Ypbpr tanti sono stati gli stimoli positivi che quasi mi stavo convincendo che le cattive pratiche fossero ormai acqua passata, lontani ricordi di unItalia malconcia, depressa e lamentosa. Da quei sentimenti di entusiasmo che ci hanno accumunati dovremmo ripartire, carichi di idee e spunti impensati, per cercare di metterli in pratica subito.

Il cambiamento sar lento e faticoso, ma ci sar, con limpegno di tutti.