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FRATELLI COLTELLI

GIUDICI CONTRO ANTIMAFIE FINISCE NELLE URNE LA LUNGA STORIA DELLE DUE
IL PROCURATORE NAZIONALE PIETRO GRASSO CON IL PD. IL PROCURATORE DI PALERMO CON RIVOLUZIONE CIVILE. UN DUELLO TRA TOGHE CHE VIENE DA LONTANO E RAPPRESENTA ANCHE LA DOPPIA ANIMA DELLA LOTTA A COSA NOSTRA. LA FINE DI UNEPOCA?
dal nostro inviato PIERO MELATI

ALERMO. Nellalfabeto dellantimafia, Grasso e Ingroia rappresentano lalfa e lomega. Non si amano, i due uomini-simbolo della lotta a Cosa Nostra. Se Grasso va in un posto, Ingroia declina linvito. IL PROCURATORE Come accaduto a Palermo, durante uno AGGIUNTO DI PALERMO degli appuntamenti per il ventennale delle stragi ANTONIO INGROIA, 53 ANNI, SI PRESENTA CON (Falcone e Borsellino) e il trentennale degli omicidi UNA LISTA APPOGGIATA politici (La Torre, Dalla Chiesa). Mentre nel centraDA ANTONIO DI PIETRO lissimo teatro cittadino sciamavano autorit, alti ufE LUIGI DE MAGISTRIS ficiali, papaveri di Stato, Ingroia ha inviato un sms a uno dei partecipanti: C Grasso?. S ha risposto linterlocutore. Allo lallievo di Borsellino, ra non vengo ha controrisposto lui.les Poco pi di trentanni durato cresciuto grand jeu dellantimafia, quando pur studiando tra i veleni lesercito era unito. La stala mafia gione delle illusioni (la mafia si pu al centro battere, si disse) oggi giunta al suo Impastato game over. Non sapeva ancora di dover diventare uno dei protagonisti del gran gioco, il procuratore nazionale Pietro Grasso, quando un giovane pubblico ministero. Nato il primo gennaio del 45 nellAgrigentino, a Licata (dove ebbe i natali anche il presidente della Cassazione Corrado Carnevale), approda a Palermo a met anni Settanta. La sua prima inchiesta di rilievo lomicidio del presidente della Regione Piersanti Mattarella. Nell84 diventa il giudice a latere del leggendario maxiprocesso. Scriver le ottomila pagine della storica sentenza. Antonio Ingroia, allora, un ragazzo palermitano del 59. Frequenta i cineforum, ascolta jazz, lo si incontra al centro Peppino Impastato, incubatore di tutto il futuro associazionismo antimafia. Sono anni di grandi speranze. Per questo, oggi, il procuratore di Torino Gian Carlo Caselli dice di comprendere i colleghi che lasciano la toga. Pu venire la tentazione di irrompere in politica, ragiona, dopo anni trascorsi a combattere isolati.
IL VENERDI DI REPUBBLICA

E in effetti, dopo il maxiprocesso, si scoprir che lItalia non Paese disposto a fare i conti con i suoi segreti. Grasso, dopo la sentenza del maxi, lascia Palermo. Consulente della commissione antimafia, si perde i tempi della peste nera: la mancata nomina di Falcone a successore del capo del pool antimafia Caponnetto, lo smantellamento dello stesso pool da parte del nuovo capo Meli, gli scontri nella Procura diretta da Giammanco, la seconda mancata nomina di Falcone ad Alto commissario in favore di Sica. Fino allestate dell89: bomba contro Falcone allAddaura e primo volo del Corvo sulla Procura di Palermo. Dove agiscono i Corvi? Sempre nelle tenebre. Come dir anche il firmatario dellultimo anonimo di queste settimane, inviato al pm della trattativa Stato-mafia, Nino Di Matteo, e considerato attendibile. Nei momenti cruciali delle storie di mafia, salta sempre fuori qualche messaggio in codice. Uno dei massimi esperti di fuori scena mafiosi, Roberto Scarpinato, procuratore generale a Caltanissetta, due anni luomo fa ha codificato il fenomeno: A volte che al maxi coloro che sono a conoscenza di una processo determinata strategia intervengono di Palermo sul corso degli eventi con una comu- scrisse le nicazione cifrata, comprensibile solo 8 mila pagine a chi parte del piano. della sentenza Cosa scrisse il Corvo di Palermo, in quell89? Che Falcone e il superpoliziotto Gianni De Gennaro avrebbero mandato in trasferta, dagli Usa alla Sicilia, dove venne arrestato a fine maggio 89, il pentito Totuccio Contorno, protagonista del maxi di Palermo, cowboy della mafia perdente. Lo scopo? Addirittura eliminare i vincenti corleonesi. E cos, quando si scopr la dinamite allAddaura nella villa di Falcone, si disse addirittura che il giudice (capace di usare un ex mafioso come killer) aveva anche simulato lattentato. Depistare, confondere, una strategia mafiosa efficace al pari delle armi. Due anni prima, nel frattempo, Ingroia era diventato un promettente uditore giudiziario. Quando Borsellino si trasferisce alla Procura di Marsala, lo vuole con lui. E Grasso? Va agli Affari penali, con Martelli e Falcone. E dopo le stragi del 92, verr distaccato alla Direzione antimafia con Vi18 GENNAIO 2013

LEX PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA PIETRO GRASSO. 68ANNI, SAR UNO DEI CAPOLISTA DI PUNTA DEL PD ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE

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gna. Ingroia vive accanto a Borsellino la tragedia di Capaci. E resta al suo fianco nei maledetti giorni che vedono il giudice avviarsi consapevole verso la morte in via DAmelio. di ENRICO DEAGLIO Capaci, via DAmelio: il nostro 11 settembre. Il capo della Procura GiammanCon Pietro Grasso icona del Pd e Antonio co costretto a dimettersi. Al suo posto Ingroia capolista ovunque nella lista che porta arriva Caselli. Tot Riina viene arrestato a caratteri cubitali il suo nome, la lotta alla mafia nel giorno del suo insediamento. Basta inaugurer il parlamento della terza Repubblica. col Palazzo dei veleni dice. Inizia la staIl procuratore nazionale e il pm titolare dellinchiesta sulla gione dei grandi processi: Andreotti, Deltrattativa (presunta, ben sintende) tra lo Stato e Cosa Nostra lUtri, Contrada, Mannino, Musotto. Insaranno gli enzimi che sveglieranno la classe politica groia si forgia come pm nei casi pi scotcontro il mostro che avvelena lItalia salendo dal feudo tanti. La Procura ottiene le condanne di siciliano verso le ricche pianure del Nord? Contrada e DellUtri e una sentenza su Possibile, ma francamente non probabile; per diverse ragioni. Andreotti sempre riletta a uso delle parti La prima che i due non si sopportano. Grasso pensa (assolto; no, prescritto). Ma anche la che Ingroia sia un malato di protagonismo e di ideologia, stagione del covo non perquisito di Riina. incapace di condurre inchieste solide e destinato quindi Quando Grasso arriva a Palermo, coalle sconfitte in aula; Ingroia pensa che Grasso me successore di Caselli, ribalta lufficio. sia un magistrato pavido e compromesso con il potere La prima crepa si apre nel settembre del e che abbia ottenuto il posto di procuratore nazionale a danno 2002. Si pente Antonino Giuffr, boss di di Gian Carlo Caselli, contro il quale il governo Berlusconi Caccamo. Doveva essere il nuovo Busceteman una serie di provvedimenti contra personam. ta, si riveler un flop. Gli aggiunti ScarpiLa vita di entrambi si svolta finora nella Procura di Palermo, nato e Lo Forte, pm di punta con Caselli, uno dei luoghi pi misteriosi e pi pericolosi della nostra si ribellano: Grasso ha affidato la gestiogeografia politica. Qui nel secolo scorso cinquanta tra giudici ne del nuovo pentito ai pm Prestipino e Savia, all'insaputa degli altri. Si profilano due partiti: caselliani (tra cui Scarpinato, Ingroia e Lo Forte) e attacca la passata gestione. Un grassiani (in testa lattuale mese dopo, Grasso rivendicheprocuratore di Roma Pignator la cattura, intanto avvenuta, ne). Quando Grasso, dopo sei di Provenzano (costata anni anni, lascer Palermo per la di lavoro), e criticher a sua Procura nazionale antimafia volta i processi senza prove. (dopo la bocciatura di Caselli, Passa un mese e cambia tutto: che dir: Mi hanno fatto pai caselliani accusano il capo gare il processo Andreotti), per le indagini frazionate. sembra che il film si riavvolga Poi il braccio di ferro con il fino alle divisioni paleolitiche Quirinale per le intercettaziodella vigilia del maxiprocesso. IL SENATORE DEL PDL MARCELLO DELLUTRI ni sulla trattativa e le polemiChe accadde allora? Nell86 che interne per la bruciata la Procura diretta da Pajno, nella requisi- favoreggiamento alla mafia, disse Grasso, cattura di Matteo Messina Denaro. Nel toria del maxi, defin semplice contigui- concorso esterno in associazione mafio- frattempo, grazie al pentito Spatuzza t il rapporto tra mafia e politica. A dif- sa, replicarono i caselliani. Alla fine ebbe (che si confess a Grasso) si era scoperto ferenza delle carte dellUfficio istruzione ragione Grasso, che ottenne la condanna che linchiesta Borsellino era stata un dedi Falcone e Borsellino, che la chiamaro- del politico. pistaggio. Una macchia nella storia di un no invece convergenza di interessi. Intanto, a Palermo inizia lera Messi- pool di poliziotti (alcuni coinvolti nella Stavolta, a proposito dellinchiesta per neo. E nel novembre del 2007 i caselliani macelleria del G8 di Genova) che hanno mafia sul presidente della Regione Tot segnano una riscossa. Arrestato il clan accompagnato le inchieste dei giudici di Cuffaro, lo scontro tra Grasso e i casellia- dei Lo Piccolo, il pm Gaetano Paci (a cui Palermo fin dal pentimento di Tommaso ni stato sul tipo di reato da contestare: Grasso aveva ritirato il processo Cuffaro) Buscetta.

Quei nuovi boss sempre pi avvolti dal mistero


IL CO MME NTO

e investigatori animati dalla forse troppo ingenua idea di sconfiggere la mafia, sono stati uccisi. Per i corridoi del palazzo hanno passeggiato, in toga, Corvi, Spie, Giuda, servitori infedeli o, semplicemente, dei tontoloni. Giovanni Falcone non era affatto amato dai suoi colleghi (e lo sapeva benissimo) e nemmeno lo era Paolo Borsellino, che se ne accorse proprio poco prima di essere ucciso. Sulla morte di questultimo, addirittura dopo ventanni, i suoi colleghi non sono riusciti a trovare la verit, lasciando aperto ogni possibile scenario. Eppure, le loro statue ornano il palazzo. E, naturalmente, sia Grasso che Ingroia, nellannunciare la loro discesa in campo, fanno riferimento ai due martiri, arruolandoli come testimonial e ispiratori della loro decisione. Su cosa sia la mafia oggi, non dicono molto. N, peraltro, nessuno glielo chiede. Il paradosso che la questione di cui i due si occuperanno i terribili rapporti tra politica e crimine vede proprio nella procura di Palermo uno dei gangli del mistero. Se ventanni fa limputato era Andreotti (una storica indagine lo port alla sbarra come il referente politico della mafia, ma poi, ipocritamente, lo assolse), oggi linchiesta sulla trattativa di spessore infinitamente minore. Per la maionese impazzita. Il presidente Napolitano stato intercettato; la Corte Costituzionale ha ordinato di distruggere i nastri; Ingroia ha avuto il sostegno di 150 mila cittadini convinti che il potere politico voglia bloccarlo e che abbia terribili segreti da nascondere; il procuratore Messineo non ha firmato la sua istruttoria. Ingroia andato in Guatemala, ma prima aveva intercettato anche il procuratore Messineo, troppo in confidenza con un banchiere indagato per riciclaggio. Laltro procuratore aggiunto, Teresa Principato, ha accusato Messineo di averle bruciato la cattura di Matteo Messina Denaro, mandando

in fumo due anni di indagini e intercettazioni. Lindagine di Ingroia aggrappata al figlio di Vito Ciancimino, che Grasso invece considera un millantatore. Buon ultimo arrivato un nuovo Corvo, che ha fatto sapere che i servizi segreti intercettano i pm (in sostanza, la procura di Palermo la sede di una grande centralino) e il procuratore Messineo dice: Il Corvo attendibile, abbiamo aperto uninchiesta. Sempre lo stesso Corvo (dopo che la notizia gi stata scritta in una decina di libri), afferma che i carabinieri si presero tutti i documenti del covo di Riina e se li portarono via; e il procuratore di nuovo dice che la rivelazione attendibile, dimenticandosi che i carabinieri, per la mancata perquisizione furono archiviati anni fa proprio dalla sua Procura. Insomma, come avrete capito, la procura di Palermo non il posto pi limpido del mondo. Pietro Grasso considerato un grosso colpo elettorale di Bersani, per la sua fama di uomo pacato, gentile e molto amato da tutti i politici (persino DellUtri, lunico politico in attivit condannato per mafia, gli ha espresso stima). Ingroia la star di una piccola coalizione, in cui convivono il pittoresco sindaco di Napoli, residui comunisti provenienti dal mesozoico, un Di Pietro in rovinoso crollo di popolarit e persino i Verdi. Cosa li unisca difficile capire. La sensazione di unepoca conclusa forte: i grandi processi, i grandi pentiti, i grandi scenari sono finiti; e con loro lillusione di battere la mafia per via giudiziaria. Grasso e Ingroia sbarcano nel buen retiro di un Parlamento che con la mafia convive da sempre e che, per conoscerla meglio, istitu una Commissione, nel lontano 1961. Forse saranno chiamati a presiederla. Tutti si augurano che Grasso e Ingroia riescano a fare qualcosa di notevole; tutti sperano che non si mettano a litigare tra loro.

Siciliani fino al midollo, Grasso e Ingroia conservano una memoria delefante per tutti i torti del passato. Raggrumano, nella reciproca diffidenza, le divisioni di un fronte di battaglia. Tanto da ricordare Talleyrand: Poveri noi disse lo statista francese che attravers tre regimi, i Borboni non hanno imparato nulla e nulla hanno IL PROCURATORE DI TORINO GIAN CARLO CASELLI perdonato. Una cosa, paradossalmente, li unisce. tolo, Antimafia 2.0, quella delle associaQuesto derby elettorale segna la fine di zioni, dei blog, dei raduni di massa (ha un mondo. Si scioglie, con la loro candi- contribuito a strappare il velo alla tratdatura, quel che resta della Compagnia tativa tra Stato e Cosa Nostra). Grasso, dellAnello della prima Antimafia (fabbri- candidato del Pd, rappresenta la prima c un capolavoro, il maxiprocesso). Tra- stagione, quella del maxi. Ingroia, in montano i reduci del Dream Team dellAn- corsa per Rivoluzione Civile, simbolegtimafia di mezzo (nata dopo le stragi del gia lultima, quella dellinchiesta sulla 92, che process mafia e politica). Va in trattativa. LAntimafia di mezzo, invece, soffitta anche lultima edizione del giocat- ha il volto del procuratore di Torino,
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Caselli, che al contrario dei due colleghi a ogni elezione rifiuta il seggio che gli viene offerto. Ma anche lui ricorda stagioni ormai trascorse. Mafia e politica. Chi tocca questi fili si brucia, ancora oggi. Le prudenti conclusioni dellultima Commissione parlamentare antimafia dimostrano quanto siano diventati vecchi gli arnesi del passato. Libri, istruttorie, indagini di ieri sembrano detriti. Resta il buio. Di certa mafia (tradizionale, militare, arcaica) sappiamo fin troppo. Di unaltra (aristocratica, finanziaria, liquida) quasi niente. Non basta chiamarla Cosa Grigia, come pure ha fatto per primo il Venerd nel giugno del 2011. E se azzerare e ricominciare, per una volta, non fosse cos male? Qui la cosa si fatta troppo grigia.
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