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PAVEL FLORENSKIJ/ 1. Cara Marija, senza Mozart, Bach e Beethoven si spegnereb...

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MUSICA E CONCERTI

PAVEL FLORENSKIJ/ 1. Cara Marija, senza Mozart, Bach e Beethoven si spegnerebbe uno dei raggi della vita?
Laura Cioni
venerd 18 giugno 2010 Tra le lettere di Pavel Florenskij raccolte nel libro Non dimenticatemi, pubblicato di recente da Mondatori e citato da Benedetto XVI al Regina caeli dellAscensione, una indirizzata alla celebre pianista Maria Judina, amica di famiglia del grande matematico. Con lei Florenskij parla di musica: Poco fa alla radio ho ascoltato un brano di un concerto di Mozart (clicca qui). E ogni volta, con stupore, riconosco di nuovo questa chiarezza, il paradiso doro, perduto dallumanit. Il mondo impazzisce e infuria alla ricerca di un qualcosa, mentre ha gi in mano lunica cosa che serve: la chiarezza. La cultura borghese si sta disgregando perch in essa non c unaffermazione chiara, un netto s al mondo. Essa tutta nel come se, come se fosse, lillusionismo il suo vizio principale. Solo nellautocoscienza infantile ci non esiste, e cos Mozart. Poco oltre, in una lettera alla figlia maggiore, si trova un giudizio su un altro grande: In Bach sento sempre un artigiano. Non prendere questa mia parola come unoffesa. Ho grande stima e ammirazione degli artigiani, soprattutto di quelli di un tempo. Ma si tratta di una costituzione di spirito del tutto particolare: abitudini ed esperienza ricevute in eredit e formate nel corso dei secoli, maestria senza foga e senza ispirazione. Probabilmente si tratta del tipo pi sano di processo creativo, che scorre sempre entro margini ben precisi, senza lacrime e senza estasi, con una tranquilla sicurezza nella propria mano, che sa gi da s che cosa deve fare. geniale, ma senza la minima trepidazione. lesatto opposto di Beethoven. CLICCA QUI PER LEGGERE: MARIJA JUDINA/ La pianista che commosse Stalin CLICCA IL PULSANTE QUI SOTTO PER CONTINUARE LA LETTURA DELL'ARTICOLO In una delle ultime lettere, inviata ancora alla figlia, scrive: Quando cerco una risposta definitiva circa la questione del valore di unopera, mi chiedo che cosa succederebbe se questopera non esistesse. Senza di essa il mondo perderebbe qualcosa? Si spegnerebbe uno dei raggi della vita? (leggi qui) Ecco. Se non ci fossero stati Mozart, Bach, Beethoven, persino Schubert, Glinka, il mondo sarebbe pi scuro. Ciajkovskij senza spina dorsale; nella sua musica non c ontologia, ed egli fugge coscientemente dallontologia, nascondendola con la sua malinconia. Queste ombre illusorie sono senzaltro belle, ma non posso definirle stupende, in quanto ci che stupendo, oltre che bello, anche vero. Limpressione che tali giudizi e altri disseminati nellepistolario non siano estemporanei, ma frutto di una conoscenza profonda, lungamente meditati e soprattutto derivati dalla visione del mondo e dunque anche dellestetica che Florenskij aveva elaborato in anni di ricerca scientifica e teologica. Nelle lettere le sue annotazioni filosofiche, letterarie ed artistiche sono contigue alla preoccupazione per la salute della moglie e per leducazione dei figli; vi si rivela un animo non solo colmo di saggezza, ma anche di affetto tenero e concreto, pronto a rispondere a ogni domanda gli venga posta, a sollecitare notizie. Un uomo che nella solitudine innevata del lager studiava le alghe e mandava alla sua famiglia le prime felci spuntate a giugno. Riproduzione riservata.

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