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Si comincia

Una musica assordante mi raggiunge dall`autoradio di un`auto parcheggiata accanto all`ingresso


dell`Aims Community College. Non credo di aver mai visto tante macchine in quei cento metri
quadri di parcheggio riservato a noi studenti. Avevo dovuto abbandonare la mia Renault scassata, e
temo ormai quasi in Iin di vita, nel parcheggio sotterraneo della CBM, l`azienda piu importante e in
vista di tutta Loverland. Eppure avrei dovuto aspettarmi un simile ingorgo, dal momento che oggi e
l`ultima data Iissata per gli esami orali di Iine semestre. Per me, l`ultima speranza di recuperare in
extremis almeno un corso.
Mi Iisso con pignoleria al grande specchio appeso sopra i lavandini dei bagni delle ragazze.
Il livido che aIIiora alla mia spalla e diventato bluastro ed e circondato da un sottile alone
giallognolo. Lo nascondo meglio che posso sotto la spallina larga e soIIice del vestito, ma ostinato
spicca visibilmente sulla mia pelle color avorio. I miei occhi scintillano riIlettendosi nello specchio.
Li guardo come se non li conoscessi aIIatto.sembrano Iuoco, e ardono come un raggio di sole
capace di incenerire l`ombra. Stonano con la carnagione pallida del mio viso, reso inIantile da
lineamenti sottili ed esageratamente innocenti.
Ho sempre vissuto a Loverland, la cittadina piu tetra, mediocre e aIosa di tutto il Colorado. Conta la
strabiliante ciIra di sessantacinquemila abitanti. sessantacinquemila e uno, da quando mia nonna
si e trasIerita Iin qui da New York.e cio nonostante, a diIIerenza di molti miei vecchi compagni
della Thompson Valley High School scappati nelle grandi metropoli accanto, la amo tanto da volerci
invecchiare. Credo d`essere l`unica persona al mondo al disotto dei venti anni che sogna di restare
per sempre, magari sposata, in un posto come questo, dove l`unica attrattiva e la Iesta di San
Valentino. Una buona parte della popolazione americana si lascia ancora suggestionare dall`antica
leggenda che questa sia la citta natale dell`angelo Valentino. L`unica singolarita di questo
agglomerato di case e che la criminalita sembra averci trovato un posto sicuro dove mettere radici.
Volendo Iare una proporzione, vi sono piu crimini qui in un anno che in citta come Los Angeles.
Ma e anche questo uno dei tanti motivi per il quale ho scelto volontariamente di non Irequentare un
college a Denver.
La polizia comunque, e almeno per il momento, non ritiene necessario istituire il copriIuoco.
Con me ci hanno pensato i miei genitori.
E d`altra parte come biasimarli? Da quando due anni Ia mio Iratello gemello era stato ucciso da due
ladri penetrati in casa nostra, mio padre mi aveva messa sotto una campana di vetro.
In ogni modo il copriIuoco rappresenta l`ultimo dei miei pensieri. Non e un problema.
assolutamente! In Iondo e solo questione di sapersi organizzare.
Con Andy e Kristin ho il classico rapporto che ogni Iiglio in eta post-adolescenziale ha con i propri
genitori. Giorni di continui mugugni, seguiti da giorni d`insistenti litigi, alternati da giornate di
assoluta distensione. L`ultima Iuribonda discussione risale ad ieri notte, quando mio padre ha avuto
la pessima idea di aspettare sveglio che rincasassi tre ore piu tardi di quanto mi Iosse stato concesso.
Per me il copriIuoco non e un problema.per Andy lo e, eccome.
Con lui non sono mai stata un libro aperto.anche se in diverse occasioni ha dimostrato di avere
una capacita eccellente di smascherare qualunque mia bugia. Non so come Iaccia.a volte mi
chiedo come riesca a capirmi guardandomi semplicemente negli occhi per meno di cinque secondi.
Ma e piu che naturale avere qualche segreto con i propri genitori. Chi non ne ha? Ecco, Iorse i miei
segreti sono solo piu scomodi ed eccessivi rispetto a quelli degli altri. Ma ormai, anche questo
rientra nella mia normalita. E ci sono cosi abituata che non Iaccio piu alcuna Iatica a mostrarmi agli
occhi degli altri per la ragazza che in realta non sono. E pare che nessuno sospetti neanche
lontanamente la mia natura ostile e vendicativa.
Il che signiIica due cose: o io sono molto brava a Iingere; o gli altri sono completamente deIicienti.
Per quanto ritengo sciocco stare a perdere tempo a Iantasticare su come sarebbe stata la mia vita se
avessi scelto di essere esattamente come tutti gli altri si aspettavano che Iossi, ultimamente non
riesco a pensare ad altro.
Due cheerleaders mi passano accanto bisbigliandosi consigli e stratagemmi su come superare
quest`ultimo esame orale del semestre accademico.
Tento disperatamente di non pensare alla mia vita, concentrandomi sulla prova di istologia che mi
aspetta tra meno di dieci minuti, e mi sIorzo di sorridere alla mia immagine snella, Iin troppo esile,
riIlessa alla specchiera. Ma il mio sorriso distorto e incerto non convince neppure me.
Mi sciacquo la Iaccia con l`acqua gelata, sperando di riuscire a cancellare la stanchezza dal mio
viso e ripasso mentalmente parte di cio che, in linea di massima, dovrei ripetere tra poco ai miei
proIessori.
La prospettiva di una mattinata nera mi deprime piu di quanto dia a vedere.
Se solo ieri sera avessi avuto il tempo di ripassare l`ultima lezione, ora non sarei tanto agitata. Ma
Andrew era stato categorico: la ronda prima d`ogni altra cosa. E onestamente, Iino ad ieri sera, ero
pienamente d`accordo con lui.
Invece ora, il Iatto di aver dormito si o no tre ore, non mi aiuta certo a mantenere la giusta
concentrazione. Sembra che gli ultimi quattro capitoli del mio libro d`istologia si siano volatilizzati
dalla mia memoria. Chi diavolo avra stabilito che per diventare degli psichiatri bisogna studiare
questa materia?
Con gesti automatici mi passo del mascara sulle ciglia, sbirciando di tanto in tanto verso la piccola
Iinestra che da sul cortile del campus. L`autoradio ha smesso di gracchiare. La Ioschia mattutina si
sta completamente dissolvendo ed il sole illumina le vette piu alte delle montagne che circondano la
cittadina. Sono solo le prime ore della giornata e il caldo si Ia gia sentire.
'Sembri stanca, Irene Ia il suo ingresso nei bagni quasi sIilando.
La bacio sulla guancia sbadigliando. 'Ho dormito pochissimo..
Metto via il mascara ed esco di malavoglia dal bagno, seguendo imbronciata la mia migliore amica
lungo i corridoi aIIollati di studenti. Le pareti sono interamente ricoperte da tabelloni che riportano i
piani didattici e gli orari delle lezioni, ma nessuno come al solito vi presta troppa attenzione.
Accanto all`ampia biblioteca al secondo piano dove tra pochissimo dovro aIIrontare il mio quarto
esame- e stata allestita una specie di saletta d`attesa.come se in un college ci Iosse davvero da
attendere qualcosa. Mi siedo sulle sedie poste in Iila lungo la parete e apro il libro sugli ultimi
capitoli. Nessuno come al solito bada a me e la cosa comincia a seccarmi. Cerco di concentrarmi
mentre Irene non Ia altro che ciarlare di come la sera prima si Iosse divertita all`inaugurazione del
Twenty One, il terzo locale della citta. Erano mesi che tutti i ragazzi di Loverland aspettavano
questo evento. Evento, poiche in questa cittadina l`apertura di un nuovo locale e la cosa piu
eccitante che possa accadere. E ieri sera erano praticamente tutti li, compresa Irene con tutto il resto
della nostra compagnia di amici. Tutti meno una persona.cioe io. Il mio allenatore negli ultimi
mesi ha aIIinato una capacita straordinaria nel mandarmi di ronda ogni volta che qualcosa di nuovo
accade in citta.
Ovunque guardo, trovo gli occhi eccitati degli studenti che si scambiano opinioni esageratamente
positive sul Twenty One.e la cosa sta cominciando a snervarmi piu di quanto non lo sia gia.
'Ammettilo, Irene mi osserva per un istante, studiando le mie occhiaie bluastre. 'Hai passato la
notte a studiare..
'Proprio cosi., mento prontamente, evitando di incrociare il suo sguardo.
Abbasso gli occhi sulla prima riga del ventesimo capitolo del libro che tengo aperto sulle ginocchia.
Irene mi conosce Iin troppo bene. E il Iatto che studi psicologia mi obbliga a restare sempre sul chi
va la quando le sue domande si Ianno troppo impertinenti.
D`altra parte non posso certo dirle cosa ho Iatto ieri notte.
'Come te lo sei Iatto questo?, preme un dito sopra il livido sulla mia spalla.
'Ahi!, sobbalzo appena sulla sedia, contorcendo le labbra in una smorIia.
'Fa male?, mi chiede indiIIerente, mordendo una ciambella.
'No, Irene., la Iulmino con lo sguardo. 'In genere i lividi sono un ottimo rimedio per migliorare il
proprio stato emotivo..
Mi guarda poco convinta. Non le e sIuggito il mio ironico riIerimento alla sua stupida Irase. Forse
come psicologa non e poi cosi brava come ho sempre temuto.
'E` grosso!, commenta osservandolo a lungo. 'Come te lo sei Iatto?.
'Mi sono imbattuta contro un tizio che voleva aggredirmi., le conIido con Iare cospiratorio,
abbassando il tono di voce.
'Stai scherzando?, mi stringe un polso.
Un pezzo di ciambella le va di traverso e inizia a tossire e sputacchiare attirando l`attenzione di
alcuni studenti seduti accanto a noi. Come me, stanno aspettando l`inizio dell`esame.
'E come ti senti ora?, riesce a dire dopo essersi liberata la gola deglutendo rumorosamente.
'Irene., spazientita sIilo la mia mano dalla sua. 'La mia era pura e semplice ironia..
'Ah, commenta rilassandosi parecchio. 'Per un momento ho temuto..
'Ma piantala!.
Rido, ma lei resta tesa.
'Anche se la polizia non ha stabilito un copriIuoco non e prudente uscire da soli la sera. Lo sai! C`e
il rischio di essere molestati o picchiati da qualcuno., ribatte usando un tono vagamente scontroso.
'Tu, Corin, sei piccolina. e normale che mi preoccupi per te..
'Io so diIendermi., ribatto con un Iilo di voce, atteggiando le labbra al broncio di una bambina
sgridata.
'Come no!, alza gli occhi al cielo, dandomi una leggera pacca sulla spalla.
Sobbalzo nuovamente quando il palmo della sua mano Iinisce ancora una volta sopra il livido.
Quando il proIessor Terz arriva, chiudo rassegnata il libro e m`incolonno lungo la Iila di studenti
davanti all`aula. Nessuno pare abbia piu voglia di parlare del Twenty One. Sono talmente agitata
che Iatico a tenere il mio libro saldo tra le mani. Considerando che il proIessore chiama noi studenti
per ordine alIabetico, io saro la seconda a dover entrare. Osservo angosciata un ragazzo alto e
biondo, che mi pare Iaccia parte della squadra di pallacanestro, entrare con aria sicura dentro la
grande stanza. Quando si chiude la porta alle spalle, l`ansia s`impadronisce completamente di me.
Sono la prossima. E sono l`unica temo a non aver la piu pallida idea di cosa rispondere alle
domande del proIessor Terz.
Quando arriva il mio turno, incoraggiata dal sorriso di Irene, passo accanto alla lunga Iila di studenti
e mi Iermo davanti alla porta prendendo tempo. Devo tirare un proIondo respiro prima di aprirla.
La stanza e meno luminosa di quanto mi ricordavo. Ammassati ai muri ci sono alti scaIIali
traboccanti di libri vecchi e ingialliti. In Iondo, una scrivania si allunga da una parete all`altra e
alcune sedie gli sono state sistemate davanti. Attraverso la biblioteca, sIorzandomi di sorridere alla
Iaccia seria e annoiata del mio proIessore. Non sembra ricordarsi di me, per quanto questa sia la
quarta volta che mi siedo su una sedia di Ironte a lui, nel tentativo di superare lo stesso identico
esame. Rassegnata riposo il libro nella mia tracolla e nascondo le mani sotto la scrivania per non
Iargli notare che stanno tremando.
L`incubo ha inizio con una sequela di domande di cui ignoro completamente la risposta e termina
con un`altra sequela di rimproveri.
Quando lascio la stanza, ho seriamente paura che mi si possa leggere in Iaccia il mio quarto totale
Iallimento. Per Iortuna Irene e a lezione, almeno la prima dose di compassione me la sono
risparmiata.
AIIlitta, attraverso il prato a testa bassa stringendomi il libro al petto. Raggiungo in pochi attimi il
cancello dell`entrata principale dove Nick mi sta aspettando. Quando mi vede, si alza dai gradini di
pietra e mi viene incontro con un ampio sorriso stampato in Iaccia. Non credo di averlo mai visto
arrabbiato o irritato in questi ultimi diciannove anni.
'Ciao Corin, mi bacia in Ironte. 'E` andato bene l`esame?.
'No, non direi., rispondo seccata, lasciandolo stringermi teneramente al suo petto.
'Sei andata completamente Iuori corso!, mi ricorda con una punta d`ansia nella voce.
Come se non lo sapessi gia da me!
Annuisco pensierosa, osservando Irene raggiungerci mano nella mano col suo Iidanzato Matt.
'Ciao Corin., mi saluta alzando velocemente la mano avvinghiata a quella della mia migliore
amica. 'Hai Iame?.
Lo osservo mirare bene un punto alle mie spalle prima di lanciare la sua lattina vuota di birra,
cercando di centrare un minuscolo bidone dell`immondizia. Il barattolo si schianta rumorosamente
sul metallo del bidoncino e rotola sull`erba Iino a Iermarsi sulle mie scarpe.
Per il momento, il discorso esame sembra essere passato in secondo piano ed io non mi lascio
sIuggire l`occasione per cambiare discorso. Parlare dei miei Iallimenti con degli amici
perennemente al passo con le lezioni e ancor piu deprimente che dover ascoltare i rimproveri da
parte del nostro proIessore.
Sono talmente inIuriata con me stessa che lo stomaco mi si e chiuso. Ma, dal momento che
l`alternativa sarebbe di tornarmene a casa ed aIIrontare i miei genitori, Iingo prontamente di avere
una Iame incredibile.
'Vi va di Iare un salto da Mac Donald?, ci chiede Matt mentre con gesti calcolati, prova di nuovo a
centrare il cestino.
Per la seconda volta la lattina Iinisce sopra le mie scarpe. Spazientita mi piego per raccoglierla e,
senza esitazioni, la lancio alle mie spalle dimenticandomi totalmente di mirare. Faccio centro al
primo colpo sotto lo sguardo meravigliato di tutti.
'Come diavolo hai Iatto?, Nick sposta lentamente lo sguardo dal cestino a me.
Faccio spallucce sorridendo timidamente e cercando di non dare troppo peso e importanza al mio
canestro.
'Ehm.Iortuna., ridacchio, cercando di sviare il suo sguardo stupito.
A volte mi scordo di mostrarmi per quella che dovrei essere.
'Perche non pranziamo da me?, propone Irene, salvandomi dalla situazione. Non sembra
nemmeno essersi accorta di cio che ho appena Iatto.
'PerIetto, mi aIIretto a risponderle. 'Hamburger e patatine sono un ottimo rimedio per sollevarmi
il morale dopo un ennesimo Iallimento., mi sIorzo di mostrarmi entusiasta.
'Venite in macchina con noi?, chiede a me e a Nick.
'D`accordo., annuisco pensierosa.
Tutto pur di non dover tornare a casa.
Mentre c`incamminiamo verso il parcheggio Iingo di ascoltare distratta i loro commenti sul Twenty
One. In realta non mi sto perdendo una parola. Sono davvero l`unica in tutta Loverland a non essere
stata presente all`inaugurazione. Con un sospiro mi aggrappo saldamente al braccio di Nick.
'Avresti dovuto esserci, Corin., mi dice Nick, accorgendosi della mia aria aIIlitta. 'C`erano
praticamente tutti i ragazzi del college. Anche quel ragazzo che mi avevi presentato l`anno scorso.
Andrew, mi pare si chiami., mi sorride incerto.
Digrigno i denti per la Irustrazione. Ecco perche aveva insistito tanto per mandarmi di ronda.
Mi sIorzo di ricambiare il suo sorriso ma la mia bocca si piega in una smorIia quando il trillo del
mio cellulare stona col silenzio del parcheggio. Mi scosto da Nick e aspetto nervosa che prosegua
con gli altri, prima di leggere il messaggio che mi e arrivato. Per quanto il mio numero lo
possiedono in molti, so gia chi mi ha cercata. Solo una persona al mondo ha la capacita di rovinare
irrimediabilmente e instancabilmente i pomeriggi con la mia compagnia di amici. Scorro svelta gli
occhi sullo schermo illuminato limitandomi a leggere il mittente, per quanto i miei sospetti non
necessitano di una conIerma. Con un lungo sospiro ripongo il cellulare nella tasca della giacca e a
grandi passi raggiungo i miei amici che nel Irattempo hanno gia preso posto nell`auto di Matt.
'Ehm ragazzi., attacco impacciata, sentendomi proIondamente in colpa. 'Purtroppo non posso
venire con voi.
'Ma come?, Irene si sporge dal Iinestrino con aria oIIesa.
Senza saperlo Andrew ha rovinato anche a loro il programma per il pomeriggio. A volte sembra che
lo Iaccia a posta.
'Mi dispiace., mormoro piegando la testa di lato.
'Ma se Iino a due minuti Ia eri entusiasta di venire con noi?, la voce di Matt mi raggiunge sopra la
musica alta dello stereo della sua auto.
'Staremo insieme stasera e., cerco di giustiIicarmi.
Irene si volta verso i sedili posteriori. 'Nick, dimmelo tu dove deve andare. Tu lo sai di sicuro..
Nick, senza degnarla di un`occhiata Ia spallucce. 'Non lo so invece. La mia stella e muta come una
tomba..
Poi si volta di scatto verso di me aggrottando la Ironte. 'Non e che hai un ragazzo?, evidenzia ogni
parola in modo aggressivo.
Sento le guance inIuocarsi per la vergogna. Solitamente riesco ad arrossire, a piangere e a ridere a
comando. Non e mia abitudine lasciarmi andare cosi. E` solo che certi discorsi m`intimidiscono.
Non ce la Iaccio proprio a parlare della mia vita privata.
'Pensi che se cosi Iosse te lo avrei tenuto nascosto?, mormoro, cercando di sviare il suo sguardo
accigliato.
'Giurami che non esci con nessuno., insiste scuro in volto.
'Te lo giuro., mi ritrovo a bisbigliare dando una sbirciata veloce all`orologio.
'Lo sai che, prima di uscire con qualcuno che non e nel nostro giro, voglio vederlo e parlarci un
po`., mi ricorda dolcemente.
Annuisco convinta. Me l`ha ripetuto cosi tante volte, che dimenticarlo sarebbe praticamente
impossibile.
Devo dar ragione ad Irene quando mi Ia notare che i nostri amici hanno un particolare occhio di
riguardo per me. Non che questi loro atteggiamenti mi diano Iastidio. se non altro per pochi
momenti mi spingono a credere di essere normale. Il Iatto e che vivere recitando non e sempre un
piacere.
'Ci vediamo questa sera alla Iesta., taglio corto, rendendomi conto che sto perdendo troppo tempo.
Nick annuisce seccato e con un gesto della mano incita Matt a mettere in moto. Osservo avvilita la
loro macchina imboccare Thompson Street, l`unica provinciale che porta verso il centro, stringendo
tra le mani il mio teleIonino. Sola nel parcheggio, rileggo un`altra volta il messaggio.
<Sei di ronda questo pomeriggio. Un bacio Andrew. PS: vediamoci al
solito posto prima.>
Con un colpo secco chiudo lo sportellino e mi guardo attorno. In mezzo a studenti che mi passano
accanto senza degnarmi di un minimo d`attenzione, mi sento normalissima. Per quanto mi sia
sIorzata di legare con loro non ho mai avuto il tempo per integrarmi. Non pretendevo molto ma
almeno essere riconosciuta all`interno del campus. L`unica volta che il mio nome e stato sulla bocca
di qualcuno di loro, e stato quando non ero riuscita a passare le audizioni delle cheerleaders. Per
quanto me la cavassi molto bene nel ballo, mi avevano scartata a causa della mia Iaccia troppo
innocente, ingenua, e a sentir le ragazze, troppo da 'liceale..
Nascondo il cellulare nella tasca interna della giacca e mi avvio lentamente verso il parcheggio
della CBM.
'Si comincia., sospiro mormorando tra me e me.
Per raggiungere la palestra devo attraversare praticamente tutta la citta e salire per Mountain Road,
lasciandomi alle spalle i quartieri residenziali della periIeria.
Una pioggerella Iine e insistente macchia l`asIalto e rende la temperatura leggermente piu
sopportabile.
Apro la grande porta a vetri tirandola verso di me e mi avvio verso la sala centrale dove
probabilmente Andrew mi sta aspettando.
Questa palestra e Irequentata solo da me e da altri due allievi: Derryl ed Anne. Non e aperta al
pubblico e per dirla tutta non e nemmeno una vera palestra anche se io, per ovvie ragioni, mi ostino
a chiamarla cosi. E` semplicemente un`ampia sala spoglia, arredata da una mediocre panca in legno
e da una scrivania pericolante sulla quale Andrew, il nostro allenatore, ha sistemato un computer
paleolitico sul quale si diverte ad annotare ogni lavoro che portiamo a termine.
Ho cercato di trattenermi ma non posso rinnegare i miei pensieri. Il Iatto e che per me e
assolutamente una cosa stupida mettersi davanti ad un pc per Iare un promemoria di ogni nostro
spostamento. Onestamente ritengo che un Ioglio e una penna possano bastare. Solo che quando,
alcuni giorni Ia, avevo dato voce a questa mia considerazione, Andrew mi aveva guardata come se
Iossi un raro animale da baraccone e aveva commentato usando la parola 'bizzarra la mia
testardaggine a non volermi tenere al passo coi tempi. Aveva concluso il discorso dicendo che un
giorno la tecnologia avanzata avrebbe avuto la meglio anche su di me. Andrew lo avevo conosciuto
per puro caso un pomeriggio, mentre ero intenta a Iare jogging lungo le rive del Iiume. Stavo
correndo da due ore, sIidando la Iatica che appesantiva le mie gambe. Correvo e piangevo. E ad
Andrew questo non era sIuggito. A volte mi sembra di sentire ancora la sua voce tuonarmi nelle
orecchie. Mi aveva chiesto come mai stessi piangendo ed io gli avevo risposto con naturalezza. Gli
avevo raccontato senza preamboli della morte di mio Iratello, ucciso da dei ladri che tentavano di
penetrare in casa mia. Martin aveva tentato semplicemente di diIendere me e nostra madre, e per
questo era morto. Cosi Andrew mi aveva aperto la mente verso la vendetta e aveva dato inizio ad
una mia seconda vita, Iatta di violenza e di menzogne. E devo ringraziare solo lui, se ora sono in
grado di potermi diIendere e di proteggere gli altri. Il punto e che sto Iingendo da cosi tanto tempo e
cosi magistralmente, che sto cominciando a Iar Iatica a distinguere la realta dalla Iinzione. E devo
stare sempre piu attenta per non lasciarmi scoprire.
'Ciao., Andrew solleva per un attimo lo sguardo dallo schermo del computer. 'Tutto bene con
l`esame?.
'Come al solito., gli rispondo amareggiata, andandogli incontro.
'Ah.mi dispiace., riposa gli occhi sul pc, digitando qualcosa sulla tastiera.
'Che stai cercando?, gli chiedo curiosa, sedendomi su un angolo della scrivania.
Osservo le varie scritte sullo schermo senza capirci niente. Che cosa mai signiIichera la parola
GOOGLE?
'Sono appena entrato nel sito uIIiciale della polizia.vorrei capirne di piu riguardo al caso di tuo
Iratello..
'E` stato archiviato, lo sai., sospiro Irustrata.
'Questo e vero., continua, senza lasciarsi condizionare dal mio abbattimento. 'Ma ci sono alcune
Ioto segnaletiche che magari potrebbero tornarci utili. Quella sera tu, nascondendoti nell`armadio,
hai potuto vedere in Iaccia gli assassini e sapresti riconoscerli. Come posso aiutarti a ritrovarli se
non ho idea di chi possano essere?, mi spiega mentre digita un`altra strana parola che non mi
prendo nemmeno la briga di comprendere.
Cerco di respirare normalmente mentre passo in rassegna ogni volto che appare sullo schermo. Non
riconosco nessuno ma seleziono lo stesso una decina di volti i cui tratti mi appaiono in qualche
modo Iamiliari.
'Che state cercando?, irrompe Anne.
'Stiamo provando a vedere se la polizia ha trovato gli assassini di Martin prima di noi, le spiega
scettico Andrew. 'Dovresti guardare queste Ioto anche tu.
Osservo Anne e Derryl avvicinarsi a piedi scalzi e, quando sono a pochi passi da noi, sIerro a
sorpresa un pugno sulla mandibola del mio allenatore.
'Adesso che ci siamo tutti possiamo cominciare!, rido vedendolo cadere all`indietro.
In un attimo, nonostante l`abbia preso alla sprovvista, scatta in piedi e mi punta con lo sguardo.
'Derryl.Anne., li richiama all`ordine con tono Iermo. Sono ancora sorpresi dalla mia improvvisa
reazione. 'Oggi combatterete uno contro l`altro..
Impartisce loro qualche rapido consiglio, senza mai perdermi di vista. Finito di parlare accenna una
corsa verso di me. A meno di un metro di distanza balza in alto e cerca di colpirmi al costato con un
doppio calcio. AIIerro a Iatica le sue caviglie, bloccandogli le gambe a mezzo centimetro dalla mia
Iaccia, e con un rapido movimento le roteo su se stesse.
L`allenamento e cominciato.
'Per caso sei arrabbiata oggi?, mi chiede cercando di colpirmi allo stomaco con un pugno.
Faccio un balzo indietro evitando il colpo prima di rispondergli: 'Non sopporto che i miei amici mi
vedono come una bambina indiIesa. Odio dover Iingere con i miei genitori, odio i lividi che mi
restano sul corpo, urlo mentre tento di divincolarmi dalla sua stretta. Una volta libera lo stendo sul
tappeto e riprendo a parlare ansimando. 'E in questo momento odio anche te!.
Lo aiuto a rialzarsi per riprendere l`allenamento.
'Odio a parte., mi dice spostandosi di qualche passo indietro per evitare una mia ginocchiata. 'Che
intendi Iare col college? Andrai avanti?.
Prima che riesca anche solo a pensare ad una risposta mi colpisce al mento col palmo della mano.
Un dolore intenso ai nervi del collo mi Ia stringere i denti. Sento la sua mano aIIerrarmi i polsi e
trascinarmi verso il basso. InIilo rapidamente una gamba tra le sue caviglie e con uno strattone mi
libero i polsi. Mi basta poi colpirlo lievemente al costato per Iargli perdere l`equilibrio.
'Non lo so Andrew., gli rispondo. Quando siamo nuovamente Iaccia a Iaccia, lo colpisco al naso
col gomito.
'Lavorare non mi dispiacerebbe ma abbandonare gli stu., un suo pugno allo stomaco mi soIIoca
le parole in bocca, '.gli studi mi spaventa., continuo nonostante mi abbia colpito con un altro
destro in pieno volto. Ricambio il colpo subito con tanta violenza da Iarlo volare all`indietro. Si
scontra con la parete. Aggrotto le sopracciglia. Secondo i miei piani sarebbe dovuto cadere.
Si scaglia contro di me usando la stessa Iuria di prima e Iatico non poco per evitare che la maggior
parte dei suoi attacchi vada a buon Iine.
Con un braccio blocco le sue dietro la schiena mentre con l`altro gli stringo la gola. E` una mossa
che lui stesso mi aveva insegnato.
'Tu cosa credi sia meglio che Iaccia?, chiedo pensierosa.
Si libera dalla mia presa colpendomi al naso con uno scatto all`indietro della nuca.
'Sei libera di Iare cio che vuoi. Ma ricorda che un lavoro ti rubera del tempo prezioso. E tu hai da
dedicarne molto a me e ai nostri allenamenti..
'Come se non lo sapessi gia., mugugno.
Andrew mi Ia cenno di Iermarmi alzando una mano in segno di resa. Si volta per qualche istante a
controllare cio che stanno Iacendo i nostri due compagni e dalla sua espressione intuisco che non e
per niente soddisIatto.
'Guarda Corin. Vedi come Anne alza il gomito quando vuole tirare un pugno?, commenta stizzito.
'Un po` troppo alto., concordo, studiando attentamente i movimenti di lei.
'Gia. Cosi Iacendo toglie quasi il cinquanta per cento di Iorza al suo colpo., mi spiega
guardandomi di sbieco.
Annuisco sospirando rumorosamente.
'Sei stanca?, mi chiede.
'Ieri notte non e stata una ronda semplice, gli sorrido soddisIatta, ripensando a come avevo steso
quel tizio spregevole che aveva tentato di aggredirmi.
'Te la sarai cavata benissimo come sempre..
'Cio non toglie che non sia stata aIIatto semplice. A proposito, e bello il Twenty one?, ribatto
scontrosa, aIIerrando una salvietta per asciugarmi la Ironte sudata.
Andrew si lascia scappare un ghigno. 'Molto bello..
'Senti, ora e proprio meglio che vada..
'Mi dispiace di dover mandare ancora te di ronda.. Sembra davvero dispiaciuto mentre guarda
distratto il livido sulla mia spalla. 'Ma Anne deve allenarsi..
'Certo, non mi dispiacerebbe avere anche una vita sociale.e qualche ora per studiare., ammetto
voltandomi verso gli altri due. 'Ehm.ciao ragazzi..
Appena li vedo mi blocco. Come diavolo sono riusciti a ridursi in un simile stato in solo due ore
d`allenamento?
Mi soIIermo qualche secondo a squadrare sconvolta Derryl che, seduto sopra la schiena di Anne, le
sta tirando i capelli.
Ma cosa diavolo sta.?
No, meglio non cercare una risposta. Non sono poi cosi sicura di voler scoprire che razza di mossa
idiota ed ineIIiciente sia quella che si sta sIorzando di mettere in atto. Senza il minimo entusiasmo
lascio la palestra.
Il cielo e nuovamente terso e azzurro. L`acquazzone non e durato piu di quindici minuti.
E` un autunno torrido, che sembra non dover Iinire mai. Il secondo che passo senza mio Iratello, in
compagnia unicamente del desiderio di rivendicarne la morte e di quel 'Iastidioso senso di
protezione che ho verso i miei concittadini.
E il solo pensiero che ora dovro percorrere Loverland in lungo e in largo, m`invoglia solamente a
tornarmene a casa e inIilarmi nel letto per almeno dodici ore di Iila. Per quanto consideri una.
vocazione, lo stile di vita che ho scelto di intraprendere, non riesco piu a Iare a meno di desiderare
una serata spensierata al Twenty One. Imbronciata, m`incammino lungo Thompson Street senza
prestare la dovuta attenzione a cio che accade attorno a me o a cio che potrebbe accadere. La mia
ronda e iniziata.mentre tutti si stanno godendo questo caldo e soleggiato giorno d`autunno.
Complice
Appena apro la porta della cucina un Iorte proIumo di pollo stuzzica il mio appetito.
'Dimmi che hai passato l`esame., mia madre mi corre incontro asciugandosi le mani nel
grembiule. 'Dimmelo!.
Piego le labbra di lato non sapendo se mentirle o meno. Do una veloce sbirciata all`interno del Iorno
per prendere tempo. Dov`e il pollo?
Come un segugio spalanco le narici e seguo la scia. Mi Iermo davanti alla credenza e Iinalmente
adocchio il vassoio di alluminio colmo di ali di pollo e patatine Iritte. E` molto meglio del Mac
Donald e della cucina di Irene.
'Stasera Iaro un po` tardi perche abbiamo organizzato una Iesta a casa di Nick., eludo
volontariamente la domanda, pregando che non se ne accorga.
'Sono tanto cari i tuoi amici., precisa con una strana espressione sul volto.
Non so perche, ma questa sua espressione non mi piace per niente. Somiglia troppo a quella che
adotta quando vuole aIIrontare certi discorsi imbarazzanti.
'Forse sono solo un po` troppo apprensivi. Soprattutto Nick, si blocca un secondo quando Andy,
mio padre, Ia il suo ingresso in cucina. Attende che lo saluti prima di continuare. 'Gli piaci sai?!.
Una patatina dalla mia bocca scivola direttamente nel piatto. Lo sguardo di Andy si Ia
improvvisamente attento.
No ti prego. davanti a lui no!
'A Nick?, riesco a dire recuperando un minimo di contegno nella voce. 'Non scherziamo. Ma
perche nessuno crede piu all`amicizia tra un uomo e una donna?!.
'Tu crederesti a qualcosa che non esiste?, s`intromette mio padre. Lo sguardo si Ia ancora piu
serio.
Davanti alla sua supposizione non posso Iare a meno che sproIondare il viso nel piatto. Riuscissi
almeno a non arrossire cosi tanto.
EIIettivamente non ci credo piu nemmeno io all`amicizia tra un uomo e una donna. Ma su Nick non
ho dubbi!
'Mamma.cambiamo discorso. Non vorrai rovinarmi la cena?!.
Addento con Iatica un`altra patatina Iumante. Certe insinuazioni hanno il potere di irritarmi non
poco. E poi, devo stare sempre molto attenta a parlare con i miei genitori. Soprattutto quando i loro
discorsi cominciano con 'secondo noi piaci a quello, oppure con 'hai visto che carino il nuovo
macellaio.perche e scontato che poi dovro propinarmi almeno per una buona mezz`ora i loro
comizi. Fossero almeno le classiche prediche che Ianno i genitori comuni.che ne so.
'.stai attenta hai ragazzi che vogliono una cosa sola.,
'..non accettare passaggi da qualche sconosciuto.,
'..prendi sempre le dovute precauzioni..
Gia, sono abbastanza imbarazzanti questi tipi di predicozzi. Iiguriamoci quando ti devi sorbire
Irasi come queste:
'Ti devi trovare l`uomo giusto.,
'e ora di pensare a qualcosa di piu serio che a un`avventura.,
'ti senti pronta per il matrimonio?....
Oh mio Dio!
Soprattutto Andy. Anche se non ne abbiamo mai parlato, sono certa che in cuor suo spera ancora di
vedermi Ielicemente sposata con Manuel. D`altronde e un ispettore della polizia.quale miglior
partito per la sua unica Iiglia.
Ma proprio per questo motivo avevo dovuto allontanarmi da lui. Ovviamente Manuel aveva pensato
bene di inIormarmi di essere un poliziotto solo dopo ben cinque mesi che ci Irequentavamo, cosi nel
Irattempo mi ero aIIezionata.
'Ok. Parliamo d`altro allora., la voce squillante di mia madre interrompe i miei pensieri.
Si siede accanto a me e comincia a sbucciare una mela. Ogni tanto mi lancia un`occhiata.
Non mi piace quando mi lancia questo genere di occhiate.
'Ma.dimmi una cosa., si sporge verso di me appoggiando i gomiti al tavolo e abbassando di un
bel po` il tono della voce.
Presumo l`abbia Iatto per non Iar sentire quello che ci diciamo a mio padre che nel Irattempo, vista
la piega che la nostra conversazione stava prendendo, si e spostato in salotto a leggere il giornale
sportivo.
'Tu e Nick...
'Mamma., roteo gli occhi.
'No no, davvero, sono incuriosita.mi chiedevo.ecco.voi due.avete mai Iatto sesso?.
'MAMMA!.
'Ma perche ti scaldi tanto? Dopotutto la mia era solo una domanda., si diIende imbronciata.
Mi alzo di scatto e nel Iarlo urto violentemente la caviglia sulla gamba del tavolo. Maledizione! Era
molto meglio il Mac Donald!
Sciacquo il mio piatto nel lavello e mi sposto in camera mia prima che mio padre possa essere colto
dalla curiosita di indagare sul mio ultimo esame.
Scorro velocemente lo sguardo dentro all`armadio. Scelgo un abito nero che mi lascia scoperte di
molto le gambe. Estraggo dall`armadietto del bagno una serie inIinita di trucchi e creme.
Mi sento particolarmente su di giri al pensiero di partecipare a questa Iesta. Anche perche e Iorse
l`ultima occasione che mi resta per entrare in sintonia con i miei compagni di college prima di
dover arrendermi all`evidenza e abbandonare deIinitivamente gli studi.
Quando mi ero iscritta all`Aims Community College ancora non potevo sapere che gli allenamenti
con Andrew mi avrebbero sottratto cosi tanto tempo.
Raccolgo i capelli in un nastro rosa e torno a grandi passi in camera mia urtando maldestramente lo
spigolo della porta col dito mignolo del piede. Sono cosi emozionata che non riesco a coordinare i
movimenti. E come al solito sono in ritardo di ben venti minuti. Irene mi ha gia inviato diversi
messaggi intimidatori del tipo: 'se non scendi immediatamente dico a tuo padre che hai lasciato
Manuel.
Mi inIilo un sandalo color crema.
Altro messaggio di Irene.ho paura a leggerlo.
Scesa al piano di sotto trovo Andy piazzato davanti alla porta, tipo sentinella. Mi Iissa severo,
tenendo le braccia incrociate al petto. 'Eri in castigo, ricordi?.
'Il castigo era Iinito., sottolineo.
'Ma e ricominciato quando l`altra sera sei rientrata alle due del mattino..
'Dai And. papa., allargo le braccia. 'Ero uscita con dei compagni di corso. Sai come vanno certe
cose. Non e colpa mia.. La colpa e di quel tale che ha avuto la pessima idea di aggredirmi proprio
dieci minuti prima che scadesse il mio coprifuoco. aggiungo sottovoce-
Il suo sguardo resta sul chi va la. 'Avete avuto un incidente?.
'.No., rispondo dopo qualche attimo, mentre cerco di raggiungere la porta d`ingresso. 'Perche
me lo chiedi?.
Indica la mia spalla.
'E` solo una botta, papa. Puo capitare., taglio corto.
'Ma avevi anche i pantaloni macchiati di sangue., si ostina.
Apro la porta, dando volontariamente le spalle a mio padre. 'Ho il ciclo., mento svelta.
Quando sbircio verso di lui mi accorgo che le sue guance hanno cambiato colore. 'D`accordo. Vai.,
balbetta imbarazzato.
Quando parcheggiamo lungo il marciapiede di Ironte casa di Nick, tutti i ragazzi del college,
cheerleaders comprese, sono gia arrivati. Mentre mi Iaccio largo tra la Iolla di invitati, i miei occhi
cadono inevitabilmente su un ragazzo che sta ridendo insieme a Matt. Non lo ho mai visto prima
d`ora. Ho ancora gli occhi Iissi su di lui quando Nick compare al mio Iianco, dandomi uno
schioccante bacio sulla guancia. 'Ciao piccolina mia!.
Gli sorrido aggrappandomi al suo braccio e proseguiamo verso la cucina per stare, come al solito,
un po` da soli a parlare. Mi siedo sul tavolo accavallando le gambe, prestando attenzione a non
sporcarmi il vestito con la birra che qualcuno ha rovesciato. Nick mi guarda con i suoi soliti occhi
trasognanti, celati dietro alle lenti dei suoi minuscoli occhiali da vista. 'Come te lo sei Iatto quel
livido sulla spalla?, mi chiede porgendomi una bottiglia di vino bianco.
Aaaah.ci risiamo. 'Ho urtato la portiera della mia auto., gli rispondo distratta.
'Ancora!?, commenta stranito. 'E` la terza volta questo mese..
Porto il collo della bottiglia alla mia bocca e ne bevo un generoso sorso, ignorando la sua illazione.
'Hai piu visto Manuel?, mi chiede poi, cingendomi le spalle con un braccio.
'Non ci tengo. Non e il tipo di ragazzo con cui posso star bene. Insomma, mi ci vuole un genere del
tutto diverso..
'Che genere di ragazzo ti serve?, indaga Iacendosi attento.
-Un Iattorino magari- penso chiunque, purche non sia un poliziotto.-
Prima che possa Iormulare una risposta abbastanza convincente, irrompe in cucina il ragazzo che
avevo intravisto appena entrata in casa.
'Oh, scusate. Non volevo disturbare., dice imbarazzato, distogliendo subito lo sguardo da noi.
Senza dare nell`occhio cerco disperatamente di allontanarmi da Nick. Mi sorride cordiale
passandomi accanto per prendere una birra dal IrigoriIero.
Nick gli Ia cenno di Iermarsi. 'Ma quale disturbo. Vieni, ti presento la mia ragazza..
Guardo sgomenta il mio amico arrossendo Iino alla radice dei capelli. Magari ho solo capito male.
condizionata come sono dalle insinuazioni di mia madre. Mi rilasso un poco e sIoggio un sorriso
aIIascinante.
'Io sono Micheal, un vecchio compagno di liceo di Nick., si presenta stringendomi la mano.
I suoi occhi si Iermano per un istante sulla mia spalla.
Oh mio dio!
'Corin., cerco di sedurlo sIoderando il mio sorriso migliore.
'La donna di Nick., conclude ammiccando.
Non riesco neppure a rispondergli. Nick deve essere impazzito oppure deve avere ha una
validissima ragione. Ormai comunque Micheal e gia nella sala grande insieme agli altri.
Perche hai mentito?, mi ritrovo ad aggredire il mio amico.
'Perche sei una bella ragazza e Micheal e molto sensibile a certe cose. Ma dove eravamo rimasti?
Ah, si! Dicevi che e un altro, il genere di Iidanzato che vuoi, giusto?.
'Esattamente. Ed ora ho capito chi voglio..voglio LUI!, sbraito Iuriosa saltando giu dal tavolo.
Nick scuote la testa risoluto. 'Te lo puoi scordare! Micheal non e il ragazzo giusto. Corin, tu hai
bisogno di qualcuno che ti protegga. Non hai bisogno di un marpione che corre dietro a tutte quante.
Lascialo perdere, Iidati di me..
'Perche stai cercando in tutti i modi possibili di descrivere Micheal come un orco assatanato che
vuole uccidere tutte le indiIese Ianciulle qua presenti?, gli chiedo sospettosa.
'Perche lo conosco., mi risponde serio.
'Oh andiamo, Nick. Se do retta a te mi ritrovero quarantenne, zitella, senza Iigli, e con lo sguardo
perso nel nulla, mentre la mia mente correra pericolosamente indietro nel tempo ricordando tutto
cio che mi sono persa..
'Non essere drammatica. C`e sempre un pro a tutte le situazioni., ride, immaginandomi
probabilmente vecchia e rugosa mentre accarezzo un gatto.
'Non a quella di avere un migliore amico protettivo come te., lo accuso inIastidita.
Sulle sue labbra appare un ghigno. 'Potresti sempre sposartelo questo tuo amico..almeno non
correresti il rischio di imbatterti in qualche depravato.. Ride ancora piu Iorte.
'Non scherziamo.se dovessi Iinirti in moglie non sarei nemmeno libera di Iare la lista della
spesa..
'Beh, eIIettivamente hai dimostrato piu volte di non capirci un`acca su certe cose., si aggiusta gli
occhiali sul naso.
'Ma che dici?, nego inIastidita.
'Vogliamo parlare di quando hai scambiato le rape per la lattuga?, mi stuzzica divertito.
'Ma stiamo parlando di tanto tempo Ia. Nel Irattempo sono migliorata., mi diIendo alzando gli
occhi verso il soIIitto.
'Allora vogliamo parlare di quando la scorsa settimana ho dovuto Iarti cercare da quella mia amica
che lavora alle casse perche ti eri persa nel supermercato?.
'E va bene, d`accordo., mi arrendo con uno sbuIIo. 'Ma questo e un altro discorso. Ho diritto a
Iarmi delle esperienze e tu non me lo permetti..
'Facciamo cosi., mi aIIerra i Iianchi. 'Ti prometto che da oggi in poi sarai libera di Iare cio che
riterrai piu opportuno..
'Davvero?, chiedo dubbiosa.
'Certo., ammicca. 'Tranne che con Micheal, ovviamente..
Sto cominciando seriamente a odiarlo. Nick, s'intende.
Non mi lascero inIluenzare dalle sue parole. Cerca di scoraggiarmi solo perche.un`altra volta le
parole di mia madre mi ritornano alla mente.sto cominciando veramente a credergli. Perche va
bene interessarsi ad un`amica, lo Ianno tutti con me, ma gli altri miei amici non si permettono di
vietarmi di uscire con un ragazzo. E non sara di certo Nick a riuscirci.
Me ne torno indignata nel salotto dove Irene e intenta a sgranocchiare dei salatini.
'Che aria scura hai. Ti stai annoiando?, mi urla per sovrastare la musica assordante.
Un po` delusa, con un veloce movimento della testa le indico Micheal, poco lontano da noi.
'Oh beh..quel ragazzo e decisamente poco noioso., commenta drizzandosi sulle punte dei piedi
per riuscire a vederlo meglio tra il gruppetto di ragazze che lo circonda.
Sempre piu delusa mi lascio cadere su una sedia. 'Lui pensa che sto con Nick..
'Oh.ma e quello che pensa chiunque appena vi vede., resta ottimista come al solito. 'Bastera
spiegargli che.
'Glielo ha detto Nick., sospiro.
Un salatino a Iorma di IarIalla gli scivola dalla bocca. Mi guarda senza capire aggrottando appena la
Ironte. 'Cioe insomma.spiegati meglio Corin. Ti sei Iidanzata con Nick e non mi hai detto
niente?.
'NO!, urlo sconvolta.
Irene segue la traiettoria del mio sguardo e rimane delusa quanto me nel vedere Micheal salutare e
andarsene.
'Ma.ma., guarda l`orologio. 'E` mezzanotte. Perche se ne va adesso?.
Mi stringo nelle spalle ancor piu demoralizzata di prima.
PerIetto! Non solo se n'e andato senza degnarmi di un`occhiata -al che e palese che ho totalmente
Irainteso lo sguardo languido che mi ha lanciato mentre stavo in cucina- ma non mi ha lasciato
nemmeno il tempo di spiegargli che in realta io sono single.
Quando la maggior parte degli invitati lascia la Iesta, Nick abbassa la musica e viene a sedersi
accanto a me sul divano macchiato di birra. Mi passa un braccio attorno alle spalle, e resta a
Iissarmi per qualche secondo con aria colpevole.
'Ti rendi conto che la tua idea di protezione sta diventando piuttosto.eccessiva?, sibilo senza
ricambiare il timido sorriso che mi rivolge.
'Corin, ascoltami. Viviamo in una citta dove e molto meglio tenere gli occhi sempre aperti.
Succedono cose strane ultimamente..
'Ultimamente?, ribatto critica.
'Beh.da sempre., si corregge con una smorIia. 'E da sempre mi sono preso la responsabilita di
proteggerti. Perche ti voglio bene e perche tu sei., si blocca imbarazzato voltando di lato la testa.
'Sono.cosa?, gli chiedo dubbiosa sollevando un sopracciglio.
Mi guarda per poco piu di due secondi, poi si alza dal divano per inIilarsi la giacca. 'Ti
accompagno a casa..
Mi aIIerra la mano e mi conduce verso la sua auto parcheggiata sul retro. Svolta per Thompson
Street e a tutta velocita si lancia verso casa mia. Quando dico che lui ha un`eccessiva idea di
protezione nei miei conIronti, intendo dire che non mi e permesso nemmeno passeggiare da sola per
poco piu di un chilometro dopo le nove di sera.
'Sono cosa, Nick?, senza preamboli riprendo il discorso interrotto.
Le sue dita si irrigidiscono sul cambio. Si morde il labbro inIeriore e Iissa la strada di Ironte a lui.
Finge di non aver sentito la mia domanda percio mi ritrovo costretta a scuoterlo per una spalla.
'Vuoi dirmelo?, insisto petulante.
'Maledizione Corin, guardati., si volta per un momento dalla mia parte. 'Sei.sei piccola, indiIesa
e soprattutto.attraente. Sei troppo di tutte queste cose per sopravvivere ad una citta come la
nostra., sembra davvero convinto di quello che sta dicendo ed io non posso Iare a meno di
sorridere soddisIatta. Le sue parole sono la dimostrazione che riesco a Iingere molto bene.
Osservo per qualche minuto il suo proIilo rischiarato dalla luce dei lampioni che sIrecciano accanto
a noi. Poi un`ombra, al limite del mio campo visivo, mi Ia voltare di scatto verso una stradina
laterale immersa, quasi completamente, nel buio della notte. AIIino lo sguardo nello specchietto
retrovisore e l`aria smette per qualche attimo di raggiungere i miei polmoni.
'Fermati!, urlo a Nick.
Il suo piede non accenna a sollevarsi dall`acceleratore.
'Perche?, mi chiede distratto.
'Ferma la macchina, Nick!, urlo piu Iorte, quando dallo specchietto non riesco a vedere altro che
buio e oscurita.
'Non e una bella zona per Iermarsi., commenta accelerando.
Senza ragionare, in preda alla Irenesia, aIIerro il Ireno a mano sollevandolo con Iorza. Le ruote
stridono sull`asIalto e l`auto Ia un`inversione completa, ingombrando parte della corsia opposta.
Con un sussulto il motore perde vita e sia io che Nick rimbalziamo contro il parabrezza.
'Stai bene?, gli chiedo.
Nick mi guarda sgomento, tastandosi la Ironte. 'Sei impazzita!?.
'Torna indietro., gli ordino girando la chiave.
'Indietro dove?.
'Nick, non c`e tempo. Fa quello che ti ho detto e basta., strillo.
Con movimenti lenti ed incerti inserisce la prima e ripercorre il centinaio di metri che ci separano
dalla stradina laterale.
'Corin.che ti prende?.
'Ok.Iermati qui..
Prima ancora che le ruote si Iermino del tutto, slaccio la cintura con movimenti Irenetici e balzo
Iuori dall`abitacolo cadendo rotoloni sull`asIalto. Mi alzo giusto in tempo per non essere investita
da un Iurgoncino che ci supera ad alta velocita e, dimenticandomi completamente di Nick, corro nel
punto esatto dove, pochi minuti prima, avevo intravisto quell`ombra.
'Corin?, mi chiama raggiungendomi. 'Dove stai andando?.
Mi blocca aIIerrandomi per un braccio, mentre i suoi occhi Iissano il punto dove sono rimasti
paralizzati i miei.
'Oh mio Dio., mormora spalancando la bocca. 'Torna alla macchina, Corin. Chiama la polizia..
'Non c`e tempo, Nick., cerco di liberare il braccio dalla sua stretta, ma le sue dita si Ianno ancora
piu salde.
L`urlo di una ragazza rimbomba tra gli alti muri delle case diroccate che si ergono, desolate e cupe,
in entrambi i lati della stradina. Terrorizzata, osservo la Iigura sproporzionata dell`uomo che sta
imprigionando quella ragazza tra due cassonetti della spazzatura.
'Non essere idiota, Corin. Ragiona. Se ti avvicini quello se la prendera anche con te., mi
suggerisce spaventato. Retrocede di qualche passo cercando di trascinarmi con lui.
La voce mi esce in un Iischio. 'E` quello che vedremo., piego le labbra di lato. 'Ora per Iavore,
Nick, lasciami il braccio..
Stravolto, mi guarda con la bocca e gli occhi spalancati. Quando la ragazza lancia un altro urlo, il
sussulto dovuto allo spavento lo costringe Iinalmente ad allentare le dita attorno al mio braccio.
'Cosa vuoi Iare?, bisbiglia Iurioso, camminandomi accanto. 'Pensi davvero che avvicinandoci,
quell`uomo si spaventera a tal punto da scappare?.
Guardo poco convinta le sue dita tremanti che si stringono nuovamente al mio polso, mentre cerca,
disperato e ansioso, di Iarmi cambiare idea. Provo a pensare alla svelta un modo per Iermare
quell`uomo, senza che Nick scopra chi sono e cosa Iaccio, ma quando siamo a pochi passi dai
bidoni della spazzatura non sono ancora riuscita a trovarlo. Davanti a noi vedo la ragazza giacere tra
qualche borsa dell`immondizia, immobilizzata sotto il peso di un ragazzo. Con una mano le sta
tappando la bocca mentre con l`altra e intento a strapparle una manica della maglietta.
'Ehi!, ringhio.
Con uno scatto l`uomo volta sorpreso il viso verso me e Nick. Senza lasciargli il tempo di reagire lo
colpisco con un calcio alla mandibola. Gemendo, rotola all`indietro sbattendo la Ironte contro il
muro.
'Prendiamo la ragazza., ordino a Nick.
Ammutolito mi ubbidisce senza obiettare. Lo aiuto a sollevarla da terra passandole un braccio
attorno alla vita, e insieme corriamo verso la macchina il piu velocemente possibile. Svoltato
l`angolo, approIitto di una distrazione da parte del mio amico e mi blocco, lasciandolo proseguire
senza di me lungo la strada vuota. Non mi occorre voltarmi per intuire che quell`uomo e a pochi
passi dalle mie spalle.
'Cosi Iinalmente ci incontriamo!, lo sento ridere.
'Ti era stato detto di lasciare la citta., gli ricordo parlando piano, continuando a dargli le spalle.
'Non sono abituato a prendere ordini da dei mocciosi., sghignazza.
Sento i suoi passi Iarsi sempre piu vicini. Quando percepisco che mi e praticamente addosso, roteo
su me stessa e lo colpisco al costato con la punta della scarpa. Il colpo lo Ia indietreggiare.
'Dovresti., sorrido scagliandomi ancora contro di lui.
Con un pugno alla mandibola mi stordisce. Sento le sue braccia sollevarmi da terra e scagliarmi
contro un cassonetto. Allungo le mie in avanti per proteggermi il viso, mentre rotolo inerme
nell`aria, cadendo poi pesantemente di spalle a terra. Quando la lama del suo coltello lampeggia nel
buio contro il mio volto, roteo lateralmente sollevandomi con un balzo.
'Ehi.impressionan..
Prima ancora che Iinisca la Irase lo colpisco con un calcio alle ginocchia, Iacendolo scivolare ai
miei piedi. Continuo a colpirlo allo stomaco, e ad ogni mio colpo sobbalza. Gli ci vuole un bel po`
prima di reagire. Allunga la mano sull`asIalto verso un pezzo di vetro di una bottiglia rotta, e me lo
conIicca nel polpaccio. Irrigidisco la gamba sentendola cedere sotto il mio peso e,
irrimediabilmente, precipito a terra rovesciandomi sopra di lui. Istintivamente mi spinge lontano. La
Ioga del mio avversario mi Ia barcollare, ma riesco lo stesso a rendermi conto che con un balzo
cerca di saltarmi contro. Mi immobilizza Iaccia al muro. Velocemente riesco a sollevare all`indietro
la gamba e a colpirlo alle costole con tale violenza da Iarlo capitolare direttamente sopra il
coperchio di un cassonetto dell`immondizia. I bidoni si rovesciano con un colpo sordo e resti di
immondizia marcia si sparpagliano lungo la strada. Adocchio un bastone alla mia sinistra, ma
quando mi piego per aIIerrarlo un suo pugno alla testa mi lascia distesa e stordita.
'Avevo sentito parlare di te., ansimante, mi si accuccia di Ironte sIoderando un sorriso beIIardo. Il
tono di voce e palesemente sarcastico. 'La terribile e misteriosa ragazzina della notte che Ierma noi
criminali. Onestamente ti credevo diversa.piu muscolosa., mi stringe un bicipite per misurare la
mia Iorza. 'Piu alta e con qualche chiletto in piu. E anche meno bella., avvicina le sue labbra alla
mia gola senza smettere mai di sorridere. E` divertito nel vedermi inerme, sdraiata sul terreno.
Con un colpo in avanti della testa lo colpisco al naso. Immediatamente alcune gocce del suo sangue
mi cadono sulle guance. Il ragazzo piega le ginocchia coprendosi il viso con entrambe le mani. Ne
approIitto per aIIerrare il bastone. 'Non sopporto chi sostiene che io sia bassa., piego le labbra in
un ghigno prima di colpirlo alla nuca.
Lascio cadere il bastone accanto al suo corpo privo di sensi e zoppicando mi allontano lungo la
stradina buia.
'Corin?.
Nick da dietro l`angolo Iissa paralizzato la mia gamba sanguinante.
Sollevo la testa verso di lui e dal suo sguardo intuisco che e li da tempo.
'Che diavolo.?, non riesce a terminare la Irase. Mi Iissa deglutendo rumorosamente mentre mi
avvicino a lui.
'Dov`e la ragazza?, gli chiedo osservando la macchina da sopra la sua spalla.
'E`.e scappata. Credeva che io volessi.Corin? Quell`uomo ti ha Ierita., mi Ia notare.
Sospiro Iacendo spallucce, osservando distratta il taglio sulla mia gamba. 'Non e niente., e nel
dirlo mi tolgo pezzi di vetro ancora conIiccati nella mia pelle.
'E tu.hai.picchiato quel tale., sembra incredulo mentre lo dice.
Abbasso istintivamente la testa verso terra per non sostenere il suo sguardo perplesso e indagatore.
'Come ci sei riuscita?, la domanda sottintende un qualcosa che non mi riesce diIIicile intuire, ma
che tento disperatamente di ignorare.
'Sai.qualche corso di auto diIesa., invento rapidamente, distogliendo poi lo sguardo da lui ogni
volta che Ia per interrompermi. 'E poi ho.ho una buona guid.istruttore., mi correggo
prontamente, sorridendogli.
Da come mi guarda non sembra aIIatto convinto.
'Corin.ti ho appena vista stendere un uomo di novanta chili., IarIuglia conIuso, alzando lo
sguardo verso il corpo che avevo lasciato inerme sull`asIalto. Improvvisamente le sue palpebre si
spalancano terrorizzate e mi aIIerra Irettolosamente una mano.
'Un uomo che si sta alzando proprio in questo momento., grida stritolandomi le dita.
'Stai tranquillo., lo rassicuro calma, voltandomi di lato.
Senza dire una parola, alzo molto, molto lentamente, gli occhi verso quell`uomo, incenerendolo con
lo sguardo. Lo vedo Iare qualche passo indietro e cadere subito a terra, Iissandomi con ansia. Con
movimenti goIIi e impacciati si trascina nel punto piu lontano da noi, Iino a scomparire dietro
l`angolo di una casa.
'Beh.per stasera direi che hai subito abbastanza traumi., inIilo il mio braccio attorno ai suoi
Iianchi, mentre ci incamminiamo verso la macchina.
Mi rendo conto dello shock che Nick ha subito nel vedermi annientare una minaccia di novanta
chili. Chiudo la portiera e attendo impaziente che il mio amico si riprenda. Non Ia altro che
studiarmi da dietro le lenti dei suoi occhiali. Dopo qualche minuto, alzo gli occhi sul suo volto
sconcertato e guido la sua mano verso il volante.
'Non dovevi accompagnarmi a casa?, gli ricordo sorridendo.
So che da li a poco comincera a parlare. Nick mette in moto, inverte il senso di marcia e lentamente
procede lungo Thompson Street.
'Dimmi una cosa, Corin. Le tue serate sono sempre cosi.movimentate?, mi chiede ad un certo
punto, usando un tono stranamente calmo.
Lo guardo di sbieco, studiando per qualche attimo la sua espressione. Sembra essersi veramente
tranquillizzato.
'Non tutte., gli rispondo restando sul vago, sIoderando un sorriso imbarazzato. 'Questa sera per
esempio ero alla tua Iesta..
Mi lancia un`occhiataccia eloquente. 'Quindi tu te ne vai in giro per Loverland quasi tutte le sere,
Iermando delinquenti, aggressori e ladri di borsette?.
Dal tono che ha usato ho l`impressione che non riesca a credere ancora del tutto a cio che mi ha
visto Iare.
'Faccio quello che posso., ridacchio al culmine dell`imbarazzo. Messa cosi, mi Ia sentire come una
stupida pazza alla costante ricerca del suicidio.
Teniamo gli occhi puntati sulla strada, senza piu dire nulla, Iino a quando l`auto si arresta davanti al
vialetto di casa mia. Con orrore lo vedo girare la chiave e spegnere il motore prima di voltarsi dalla
mia parte. Segno che e smanioso di ricavare, dalla nostra discussione, altri dettagli sull`altra. me.
'Corin.normalmente una donna quando viene colpita o aggredita da un uomo.piange., mi dice
gesticolando con le mani. Aggrotto la Ironte, cercando di Iare chiarezza nelle sue parole sconnesse.
'E`.e statisticamente provato. quindi.ritengo non normale, il Iatto che tu abbia steso quella
montagna d`uomo. Nel senso che se tu lo volessi potresti picchiare anche me e io non..
'Nick!, gli blocco le mani tra le mie senza smettere di sorridergli. 'Calmati ora..
'Ero l`unico a non saperlo?, mi squadra indignato.
'Oltre al mio gruppo sei l`UNICO a saperlo., gli spiego, alzando gli occhi al cielo.
'Gruppo?.
E` incredibile come, davanti ad una simile notizia, lui pensi semplicemente ad una mia eventuale
decisione di escluderlo dalla mia vita.
Piega le labbra in un ampio sorriso e i lineamenti del suo volto iniziano a distendersi.
'Ed e inutile che ora ti dica che non dovrai Iarne parola con nessuno. Giusto Nick?, la domanda e
assolutamente retorica.
Soprapensiero, giocherella con le chiavi dell`auto.
'Perche non vuoi che tutti lo sappiano? InIondo tu salvi molte persone..
Il suo commento mi spiazza completamente. Lo guardo perplessa e mi ci vuole qualche secondo per
recuperare tutta la lucidita.
'Ti dice niente polizia.prigione., gli spiego sarcastica.
'Ah., mi lancia uno sguardo apprensivo.
'Beh., sospiro allegra, aprendo la portiera. 'Adesso suppongo tu non abbia piu obiezioni a Iarmi
uscire con Micheal., commento divertita.
La sua reazione mi prende completamente in contropiede.
'Te lo puoi scordare!, sbraita allarmato. 'Tu hai bisogno di un ragazzo serio, che si prenda cura di
te..
Resto imbambolata, una gamba penzoloni Iuori dal veicolo, lo sguardo stupito Iisso sul viso
paonazzo del mio amico.
'Credo di averti appena dimostrato di saper badare a me stessa., azzardo dubbiosa.
Nick schiocca la lingua in segno di disapprovazione. 'No.mi hai solo dimostrato di saper tirare un
pugno. Ma io resto Iermo nell`idea che tu sia sostanzialmente una persona Iragile..
Alzo un sopracciglio trattenendo a stento le risate, mentre cerca, impacciato, di descrivermi per
quella che gli ho dimostrato di non essere.
'Hai tutta la mia stima per quello che Iai e se cerchi dei sensi di colpa non li troverai da me. Ma non
credere che ti permettero una seconda volta di aIIrontare un pericolo e., gli muoiono le parole in
bocca. Si lascia andare in una risata divertita, gettando la testa all`indietro.
'Com`e che ti ha chiamato quel tale? Ah si.la terribile e misteriosa ragazzina della notte.,
continua a ridere mentre inserisce la prima.
'Che c`e di cosi divertente?, gli chiedo indignata, saltando Iuori dell`auto.
'Tu? Terribile e misteriosa?, prende a ridere ancora piu Iorte.
ProIondamente oIIesa, sbatto violentemente la portiera e resto a Iissare la sua macchina allontanarsi
e svoltare lungo la provinciale.

Il mattino dopo mi sveglio con un Iorte mal di testa, segno che la sera prima alla Iesta devo aver
esagerato con gli alcolici.
Fisso le lancette della sveglia. La lezione di psicologia inizia alle nove, troppo tardi ormai pensare
di poter arrivare in tempo. Troppo tardi ormai pensare che mi sia rimasta anche una sola possibilita
per recuperare il mio primo semestre di college.
Salto completamente la colazione, accendo lo stereo a tutto volume, controllo la posta nella
speranza che qualche mio curriculum abbia avuto un buon esito, e comincio con gesti meccanici a
prepararmi. Scendo al piano di sotto e trovo Andy seduto sul divano, completamente assorto nella
lettura di un giornale. Quando il teleIono di casa prende a squillare non si muove di un millimetro.
Non alza la testa nemmeno quando rispondo, ma da come si irrigidisce sospetto abbia tutta
l`intenzione di spiare la mia conversazione.
'Sono Irene, la voce della mia amica squilla eccitata dall`altra parte del ricevitore.
'Non crederai mai a chi mi ha chiamato? Ti dice niente questo nome: Micheal?.
'Micheal?, boccheggio.
'Ha detto che gli Iarebbe piacere uscire con te., mi spiega tutto d`un Iiato.
'Grandioso!, esplodo.
'Sara meglio passare dall`estetista questo pomeriggio.se ti chiama per stasera non vorrai
presentarti ridotta cosi?.
Allontano indignata il cordless dall`orecchio ed osservo per qualche attimo la mia immagine allo
specchio. Cos`ho che non va?
'Questo pomeriggio non ci sono., riporto il teleIono all`orecchio.
'Oh andiamo., piagnucola per convincermi. 'Hai davvero bisogno di una pulizia completa del
viso..
Non posso impedire ai miei occhi di scorrere nuovamente sulla mia immagine riIlessa.
'Ho un appuntamento, te l`ho detto., divago.
'Tu e i tuoi misteri. A volte mi domando se hai una seconda vita., sbotta irritata.
Cerco di mantenere il mio autocontrollo. Irene e troppo brava a capire cio che passa nella testa delle
persone. Evito di darle spago.
'Non ti sto nascondendo nulla.e che devo accompagnare mia nonna dal medico., bisbiglio
allontanandomi da mio padre.
'Sara.ci vediamo piu tardi in mensa. Ah.senti! Com`e andato l`esame l`altra mattina?.
Il mio stomaco si contrae. 'Non l`ho passato., dichiaro secca.
'Accidenti, Corin. Sei completamente andata Iuori corso. Non recupererai mai entro l`inizio del
prossimo semestre., mi ricorda con una vena preoccupata nella voce.
'Temo che dovro lasciare il college., ammetto sIiduciata.
'Beh.questa e una decisione un po` drastica. Perdere un po` di materie non signiIica che tu non
possa laurearti mai., cerca di sollevarmi il morale.
'E` che.mi piacerebbe lavorare.Senti, devo proprio andare ora. Ciao Irene..
'Ciao Corin.pensaci su bene, prima di decidere..
Abbasso istintivamente gli occhi sulla pagina di giornale aperta sugli annunci di lavoro.
'Ehm.d`accordo. Un bacio..
Con un colpo secco chiudo la chiamata e mi precipito Iuori verso la mia auto parcheggiata.
L`idea di un pomeriggio con Irene mi entusiasmava. Avrei senz`altro preIerito uscire con lei
piuttosto che con Andrew.
Ormai, mi alleno con lui quasi tutti i pomeriggi.e sto cominciando ad essere a corto di idee per
sviare i numerosi inviti da parte dei miei amici. Anche perche, la scusa della nonna malata non
regge piu. Mi accorgo di un`auto parcheggiata all`ingresso del mio vialetto solo quando sto per
inIilarmi dentro la mia Renault. Di colpo Nick mi appare accanto, Iacendo incespicare i battiti del
mio cuore.
'Buongiorno., mi bacia in Ironte.
'Che ci Iai qua? Sto andando al college e sono come al solito in ritardo., accendo il motore
dell`auto.
'Posso venire con te?.
Prima ancora di aver il tempo di rispondergli, si e gia seduto nel sedile accanto al mio e allacciato la
cintura. Con un grugno inserisco la retro ed esco dal mio vialetto.
Restiamo in silenzio Iino a quando imbocco la strada che porta dritta ai parcheggi del college. Nick
per tutto il tempo mi ha studiata di sottecchi, Iingendo di cercare una stazione radio decente sul mio
stereo scassato.
'Che cosa vuoi, Nick?, sbotto quando arresto la Renault.
'Ci ho pensato tutta la notte., ammette con una certa ansia nella voce. Da come evita di guardarmi
negli occhi, sembra non essere poi cosi convinto di voler aIIrontare questo discorso con me.
Mi sporgo verso di lui per aprirgli la portiera ma nel Iarlo, sbatto inavvertitamente la mia gamba
sulla leva del cambio, esattamente nel punto dove l`uomo di ieri sera mi aveva Ierita. Stringo i denti
per un attimo, pregando che lui non se ne accorga. Ma la sua espressione, da ansiosa diventa
immediatamente terrorizzata.
'Ti Ia molto male?, mi chiede, osservando attentamente il taglio proIondo.
'Guarda che non sono Iatta di Ierro., alzo gli occhi al cielo mentre apro lo sportello.
Ci avviamo Iianco a Iianco attraverso il campus, evitando di proposito di passare accanto ai gruppi
di ragazzi che si godono, sdraiati sull`erba, i caldi raggi di sole che la giornata ha voluto regalare.
'Allora, cosa vuoi sapere?, attacco disgustata, abbassando lo sguardo.
Non riesco ad immaginare cosa trovi di cosi interessante in me e in quello che Iaccio. Dopotutto ero
stata chiara ieri sera.
'Voglio sapere cos`e che Iai esattamente., avanza dopo qualche secondo di indecisione. 'Non
posso credere che tu non abbia bisogno della mia protezione.e sempre stato cosi. Tu l`indiIesa ed
io la tua personale guardia del corpo..
'Te l`ho gia detto cosa Iaccio., alzo le spalle, tranquilla.
'Si ma.da sola?.
'Sono stata scelta da Andrew, quel ragazzo che ti avevo presentato qualche tempo Ia. Quello che hai
incontrato al Twenty One. Lui aveva creduto in me e col tempo mi ha portata ad essere capace di
aiutare tutti voi..
'Tutti noi?, mi Iissa corrucciato.
'Nick.ma guardati attorno., allargo le braccia come a voler abbracciare l`intero campus. 'Non ti
chiedi del perche in questo college non succede mai niente di strano? Perche nella zona dove
abitiamo noi non c`e mai una rissa, mai una rapina? Viviamo in una citta dove e gia molto sperare di
arrivare tutti interi ai venti anni..
Lancia un`occhiata veloce tutto attorno, per poi rivoltarsi immediatamente verso di me. Mi guarda
ancora piu stupito e pensieroso di prima.
'Percio e grazie a te e non alla polizia, se a noi non capita niente?.
'La polizia?, rido disgustata. 'In tutta la citta ci saranno si e no venti poliziotti e la meta sono
corrotti. L`altra. sta seriamente cominciando a pensare di chiedere il trasIerimento a Denver..
'Percio, tutti i lividi, tua nonna perennemente malata, la tua storia con Manuel.erano tutte bugie
per nasconderci quella che sei veramente?, Ia una smorIia.
'La mia storia con Manuel era vera., sorrido timida.
'Ed e Iinita perche e un poliziotto!, evita prudente di ricambiare il mio sorriso.
Nel suo sguardo vi leggo un`improvvisa comprensione. Qualcosa nella sua testa sta cominciando a
convincerlo che sto parlando sul serio.
'Quindi, Iammi capire. Tu sei una specie di Dottor Jekyll e Mister Hyde?.
'Non ci avevo mai pensato., gli rispondo soprapensiero.
Dottor Jekyll e Mister Hyde?
'No! Non penso che quei due centrino qualcosa con me..
Nick sbuIIa inIastidito. 'Dottor Jekyll e Mister Hyde erano la stessa persona., mi spiega.
'Ah.Beh, allora Iorse si., mi correggo.
'Ma perche lo Iai? Non ti e stato imposto. Potresti morire o.Ierirti gravemente., punta il dito
verso la mia Ierita, nel tentativo di dare piu peso alle sue parole.
'Sono stata io a scegliere di Iarlo. E comunque, se non mi Iossi unita al gruppo di Andrew rischierei
senz`altro di piu..
'E questo Andrew, ti paga?.
Indignata, alzo lo sguardo su di lui. 'No. Ma abbiamo stretto un accordo. Lui mi aiuta a trovare gli
assassini di mio Iratello mentre io lo aiuto a dimezzare la delinquenza in questa citta.
Apro la porta a vetri dell`ingresso principale e mi avvio su per le scale. Nick mi ronza attorno come
una mosca, lanciandomi un`inIinita sequela di domande alla maggior parte delle quali non mi lascia
nemmeno il tempo di rispondere. Continua cosi mentre mi accompagna alla lezione di matematica,
durante la pausa caIIe e perIino dopo l`esame scritto di Iisica. Mi Ia domande apparentemente senza
senso su tutti i dettagli della mia seconda vita. E ad ogni mia Irase mi risponde con un`altra serie
interminabile di interrogatori. Col risultato che a meta mattina, la testa mi gira come una trottola.
Non ricordo un`altra occasione in cui abbia parlato tanto a lungo di me. Ha voluto sapere dove mi
alleno, come mi alleno, come Iunzionano le ronde, se Anne e bella, se ho una storia con il mio
allenatore. Ha preteso perIino di sIidarmi cinque volte a braccio di Ierro ed ha concluso
chiedendomi se potevo dare una lezione a quel suo compagno di corso che tormenta Irene da mesi.
'Ora basta, Nick!, mi lamento mentre stiamo raggiungendo Irene e Matt alla sala mensa.
'Solo un`altra domanda., mi blocca davanti alla porta per impedirmi di avvicinarmi ai nostri due
amici.
Sbircio verso di loro e spero con tutta me stessa che non intuiscano la natura del nostro discorso.
Sono seduti attorno al tavolo piu isolato della mensa e ci Iissano curiosi. Prima che Nick possa
Iormulare la sua domanda ad alta voce, lo squillo del mio cellulare mi salva. Leggo velocemente il
numero sul display prima di rispondere.
'Ciao Corin..
'Ciao Andrew., pronuncio il suo nome senza problemi.
'E` LUI?, Nick avvicina l`orecchio al ricevitore, Iacendosi curioso.
Mi sposto di lato, lanciandogli un`occhiataccia. 'Dimmi., bisbiglio lanciando uno sguardo agli
studenti seduti appena Iuori del raggio della mia voce.
'C`e un problema..devi venire da me stasera., dal tono di voce intuisco che il problema deve
essere serio.
Cerco di sviare lo sguardo di Nick, ma per quanto mi sIorzo di stargli lontana me lo ritrovo sempre
appiccicato alle spalle.
'Andrew, Iorse ti stupirai nel sentirmelo dire., lo aggredisco secca. 'Ma il pensiero di avere una
vita privata non so come, sta cominciando ad attirarmi..
'Ma.Corin...La tua vita privata sono io., mi ricorda stranito.
'Anche lo shopping al centro commerciale se e per questo., sbuIIo contrariata.
'Hai letto il giornale?, cambia discorso, ignorando completamente la mia lamentela.
'Negli unici momenti in cui non sono impegnata con te preIerisco riIarmi lo smalto alle unghie.,
ribatto sarcastica mentre do una gomitata al Iianco di Nick.
Andrew insiste con l`ignorarmi. 'Sono stati trovati parti di corpi seppelliti al cimitero..
'Che strana cosa. Pensavo che nei cimiteri ci si andasse per ballare., sottovaluto le sue parole
pregando con tutta me stessa che le sue intenzioni non siano quelle di mandarmi nuovamente di
ronda. Attendo per un momento che controbatta ma quando lo Ia, sono troppo intenta a seminare il
mio amico per prestargli la giusta attenzione. 'Pensi che siano piu importanti smalti e shopping o
posso contare su di te?.
'Ci serve un piano, prima di., prendo tempo.
'Il piano siamo noi due. mi blocca seccato.
'Si passa in azione?, Nick bisbiglia al mio orecchio.
'Chi c`e li con te?, la voce di Andrew si Ia all`erta.
'Nessuno., rispondo Irettolosa, incenerendo Nick con lo sguardo.
'Corin, e una cosa molto seria. C`e un gruppo di pazzi che brucia parti del corpo delle proprie
vittime e ne seppellisce i resti al cimitero..
Rabbrividisco alle sue parole.
'Ti aspetto da me questa sera. Il mio inIormatore mi ha conIermato che colpiranno nuovamente
questa notte. A dopo Corin..
'Ciao Andrew., IarIuglio sconvolta.
Quando chiudo la comunicazione noto che Nick mi osserva paonazzo.
'Che c`e?, gli chiedo innocente, mentre proseguo verso Irene e Matt.
'Stasera dovevamo andare al cinema., mi ricorda mordendosi il labbro.
'Stasera non posso. Mia nonna e.. Mi blocco sotto la sua occhiataccia. Cerco di correggermi
prima di arrivare a portata di orecchio dei nostri amici. 'Cioe.devo.devo lavorare. Ci sono dei
problemi..
'Potevi riIiutare., mi accusa.
'No che non potevo Iarlo, Nick!, mi volto come una Iuria.
Mi domando come possa non capire dopo un`intera giornata passata a conIidargli anche i particolari
piu insigniIicanti di cio che Iaccio, quando dico di dover assistere mia nonna. 'C`e gente che
muore.che rischia di morire. Ogni momento. Non posso andarmene al cinema come se niente
Iosse, Iingendo che in questa maledetta citta non ci sia un gruppo di assassini che bruciano..
'Chi e che brucia?, Irene solleva la testa dal suo piatto.
Resto a Iissarla boccheggiando, cercando disperatamente di trovare una risposta adeguata.
'La Irizione., Nick risponde al posto mio con una prontezza inaspettata. 'Se schiacci in
continuazione la Irizione va a Iinire che si brucia., mi spinge verso una sedia libera e mentre mi sto
sedendo si sporge verso il mio orecchio. 'Ne riparliamo dopo..
Mi si siede accanto sbirciando di traverso la mia espressione accigliata. Con una lieve gomitata
attira la mia attenzione. 'Non dimenticarti che sei una ragazzina gentile e indiIesa ai loro occhi.,
mi ricorda ironico.
Come un`attrice da premio oscar, allargo le labbra in un sorriso luminoso e mi stringo, come al
solito, al braccio del mio migliore amico.
Per tutta la durata della pausa-pranzo non riesco a prestare attenzione ai loro discorsi. Sono come in
trance, mentre penso e ripenso a cio che Andrew ha letto sul giornale. Per la prima volta mi sento
inutile e Iuori luogo, seduta attorno a questo tavolo.
Quando a Iatica termino la mia porzione di arrosto, aIIerro il vassoio e mi alzo senza degnare
nessuno di uno sguardo. Mi allontano dal tavolo soprapensiero. La mia mente si risveglia solo
quando sento Irene rivolgersi ad Nick. 'Ma cosa diavolo le e preso?.
'Ha bruciato la Irizione della sua Renault., risponde svelto.
Lascio il campus in Iretta e Iuria e ritorno a casa, con l`ansia e il terrore per cio che mi aspettera non
appena caleranno le ombre della sera.
Tutta la verit
'Andrew, ma sei proprio sicuro che colpiranno questa sera?. Dondolo lentamente le gambe, mentre
volgo il naso all`insu per perdermi nel cielo stellato. Qualche nuvola scura nasconde l`orsa
maggiore e getta ombre sul parco. Sono piu di due ore che ce ne stiamo seduti sul muretto in pietra
che delimita la parte est del parco piu grande della periIeria.
'Cosi mi hanno detto., borbotta, cercando di capire cosa sto osservando con tanto interesse.
Distolgo gli occhi dal cielo nero e lo guardo poco convinta mentre mi porge un enorme sacchetto di
carta pieno di popcorn. Ne aIIerro un paio automaticamente.
'Forse chi ti ha inIormato si e sbagliato., avanzo un`ipotesi.
Non sarebbe la prima volta. E qualcosa, Iorse la noia, mi spinge a credere che non siamo aIIatto nel
posto giusto. Avrei preIerito Iare la ronda camminando lungo le vie del centro, se non Iosse stato
che il giornale riportasse questo parco come meta preIerita di questi assassini.
Il Iatto che non ci siano poliziotti non mi stupisce per niente. Mi guardo attorno, cercando di
mettere a Iuoco i punti meno illuminati. Ma a parte me, Andrew e un barbone sdraiato su una
panchina non sembra esserci nessun altro.
Annoiata controllo l`ora. Non riesco ad evitarmi un enorme sbadiglio.
'Tra poco scade il mio copriIuoco., gli ricordo sbuIIando.
Non ho piu voglia di starmene Ierma su un muretto, considerando poi che ho da recuperare un
intero semestre accademico e il rapporto con i miei genitori, che si deteriora ogni volta che rientro a
notte Ionda.
'Aspettiamo ancora un po`., mi suggerisce calmo, con la bocca piena di popcorn. 'Derryl ed Anne
sono andati a perlustrare ogni cimitero della citta. Anche quello sconsacrato. Se tra mezz`ora anche
loro non avran..
Prima di riuscire a terminare la Irase cade in avanti rotolando sull`asIalto. Resta disteso,
apparentemente privo di sensi. Mi volto di scatto e alzo il braccio bloccando un bastone indirizzato
alla mia nuca. Tre uomini, coperti da un mantello, mi Iissano sghignazzando dall`altra parte del
muretto.
Con una piroetta all`indietro evito in tempo un'altra bastonata mirata alla mia Iaccia. Uno dei tre,
quello piu in disparte, tiene tra le mani una Iiaccola ardente.
'Ma bene! A quanto pare siete degli stregoni o., alzo un sopracciglio studiando il loro
abbigliamento alquanto macabro. '.o degli idioti..
Mi circondano, Iissandomi attraverso i cappucci neri dei loro mantelli. Quando sono a pochi passi
da me, pronti a colpirmi, aIIerro al collo quello alla mia sinistra e lo getto a terra con una spinta.
Miro alla sua mascella che, con uno scatto all`indietro, sbatte brutalmente contro l`asIalto. Gli altri
due si voltano istintivamente verso di me, Iissandomi con occhi Ianatici. Il cuore mi parte a mille e
un tremolio si impadronisce delle mie ginocchia. Tiro un proIondo respiro e colpisco agli stinchi
uno dei due mentre l`altro, aIIerrandomi per le spalle, cerca di immobilizzarmi. Richiamo a Iorza i
muscoli della schiena e, piegandomi in avanti, lo sollevo da terra lasciandolo capovolgere di Ironte
a me. Non Iatica a rialzarsi, e in meno di un secondo mi stanno puntando di nuovo. Mi arrivano
pugni e calci su ogni parte del corpo, agli stinchi, ai reni, sulle braccia. In breve comincio a sentire
male a tutti i muscoli, anche a quelli che non sapevo di avere. Con un balzo evito una gomitata sul
naso, ma vado a sproIondare proprio nelle braccia dell`uomo che regge la Iiaccola. Mi trascina a
terra e, dopo avermi immobilizzata sotto il peso delle sue gambe, cerca di bruciarmi il volto. Per
quanto l`ansia mi blocchi il respiro tento disperatamente di ignorarla. Con una mano stringo con
Iorza quella armata dell`uomo, lottando aIIinche le Iiamme non raggiungano la mia giugulare.
D`istinto appoggio l`altra tra la gola e la Iiaccola. La cenere ardente si posa sul mio polso e alcuni
rigagnoli di sangue colano dal dorso della mia mano Iino a adagiarsi sul collo.
Intravedo due braccia Iorti posarsi sulle sue spalle e a poco a poco sento diminuire il peso da sopra
di me. Mi gira la testa per la paura e la nausea mi rallenta i movimenti. Sposto lo sguardo sulla mia
mano insanguinata, mentre con l`altra mi tasto la gola per accertarmi di non essere stata ustionata.
Andrew intanto tiene testa ai due uomini.
Mi aIIianco a lui per aiutarlo. In due mi sento molto piu Iorte e sicura. Faccio una piroetta tendendo
la gamba sopra il busto. La mia scarpa va a sbattere violentemente sui denti del mio avversario che,
cadendo a terra, lancia un grido soIIocato.
Mi accovaccio su di lui e, aIIerrandogli una ciocca dei capelli, gli sollevo la testa Iino a portarla
vicino alla mia. Accosto le labbra al suo orecchio e quando riesco ad immobilizzarlo gli stringo la
gola.
'Ascoltami bene. Ho avuto una pessima giornata e non ho ne voglia ne intenzione di discutere..
Fa per muoversi, ma con un colpo secco Iaccio scontrare la sua Ironte con l`asIalto.
'Tu e i tuoi compagni lascerete la citta. Obiezioni?.
'Altrimenti?, cerca di provocarmi. La voce gli esce roca sotto la pressione delle mie dita.
'Cerchero di essere piu chiara. Se muore un`altra persona. muori anche tu., scandisco lentamente
le parole. Per quanto la mia voce e calma, la minaccia aleggia pesante nell`aria.
Lascio la presa nello stesso istante in cui Andrew sbatte a terra uno degli altri due.
Le nostre labbra si piegano in un ghigno quando li vediamo scappare attraverso i pini del parco.
'Sara meglio che ci allontaniamo, prima che arrivi la polizia., Andrew mi aIIerra la mano
conducendomi velocemente verso l`uscita del parco.
'Abbiamo Iatto presto., commento allegra, osservando l`orologio. 'Se mi sbrigo non arrivero a
casa dopo il copriIuoco..
Mi sorride di sbieco.
'Secondo te erano proprio i tali che seppellivano i corpi delle loro vittime al cimitero?, gli chiedo
precedendolo di qualche passo.
'Vestiti cosi? Erano senz`altro loro., obietta critico.
Annuisco convinta. 'Che Iai ora? Prosegui il giro?, gli chiedo, sIilandogli un ramo conIiccato tra i
capelli.
Mi schiocca un bacio sulla guancia prima di rispondermi. 'Raggiungo Derryl ed Anne. Vorrei un
loro parere sul perche quei tre hanno avuto la macabra idea di bruciare le persone..
Increspo le labbra, disgustata al pensiero dei corpi carbonizzati. 'Pensi che Iacciano parte di
qualche setta?.
'Probabile., sospira poco convinto. 'Comunque mi documentero su internet..
Segue un breve silenzio. Poi Andrew mi rivolge uno sguardo preoccupato e Iugace. 'Corin! Va tutto
bene?.
'Si. Perche me lo chiedi?.
'Ho avuto l`impressione che tu volessi in qualche modo sIogare la tua rabbia su quei tre. Il che non
e un male. Ma solitamente..
Alzo una mano per zittirlo. 'Non sono arrabbiata., taglio corto.
'Si, che lo sei. Ti conosco meglio di chiunque altro. E mentre stavi picchiando quei tali, ho avuto
seriamente paura per loro..
Alzo le spalle, indiIIerente. 'Li odio quei tali esaltati. E` per colpa loro se questa sera non sono
potuta andare al cinema con Nick..
Andrew si schiarisce Iorte la voce. 'Fammi capire. Tu odi quei tre, non perche hanno ucciso degli
innocenti, ma perche per colpa loro hai perso uno stupido Iilm?.
Gli lancio un`occhiata di sbieco. 'Anche. Ma tu non puoi capire..
'Perche no?.
'Beh, non so la tua eta. Ma suppongo tu non abbia diciannove anni..
'No, non li ho., mi conIerma stranito.
'Appunto. Quindi non puoi capire., dico imbronciata.
'Non posso capire cosa?.
'Non puoi capire che le priorita di una ragazza di diciannove anni sono gli smalti, lo shopping, le
Ieste, bla bla bla.. Piego le labbra verso il basso quando dalla sua espressione intuisco che non ha
compreso la mia lamentela.
Tuttavia, si sIorza di essere comprensivo. 'Cerchero di venirti incontro. Promesso..
Faccio per proseguire lungo il parco, ma mi Ierma con uno strillo. 'Ehi.esiste comunque la
possibilita che quei tre non Iossero aIIatto chi stavamo cercando. Dovessero esserci altre.vittime,
si rabbuia nel pronunciare l`ultima parola. 'Domani sera, torneremo tutti insieme di ronda..
Mi blocco di colpo col cuore a mille. 'Non posso assolutamente, Andrew..
'Perche?, mi urla dietro, aIIrettandosi a raggiungermi. 'Non sara perche devi Iarti la manicure?.
Sospiro inIastidita. 'Dopo domani inizio il periodo di prova alla CBM., gli rispondo irritata.
'Ma e un`azienda d`inIormatica e tu non sai nemmeno accendere un computer., mi ricorda con un
tono beIIardo.
'Appunto!, conIermo indispettita, sostenendo il suo sguardo. 'Domani sera volevo provare a
capirci qualcosa..
Un`ombra di preoccupazione nei suoi occhi mi trattiene. Mi Iissa esitante per qualche attimo poi,
come a leggermi nel pensiero, si chiarisce. 'E perche un`azienda cosi importante avrebbe bisogno di
una come te?.
Borbotto oIIesa qualche parola che non riesco a distinguere nemmeno io, poi alzo il braccio in
segno di saluto, evitando di prestargli altro tempo.
'Ti aspetto domani pomeriggio per un allenamento veloce, allora, mi urla dietro.
'Va bene, ciao.
Prima di rientrare in casa ispeziono il mio volto nello specchietto dell`auto. Ho un livido sulla
Ironte celato da un ciuIIo di capelli, ed una macchia enorme di sangue sul colletto della giacca.
Cerco di grattarla via con l`unghia ma non Iaccio altro che peggiorare le cose. Sistemo le ciocche
che sIuggono all`elastico e mi passo del lucidalabbra. Mentre abbasso la maniglia della porta ispiro
a pieni polmoni e nascondo la mano ustionata all`interno della tasca della giacca. Entro in punta di
piedi, pregando silenziosamente che Andy stia gia dormendo e che, per un`altra volta ancora, riesca
a tenerlo all`oscuro di cio che ho scelto di essere.
Una coltre di nubi grigie copre interamente il cielo e l`umidita mi appiccica i capelli sulla Ironte. Mi
copro la testa col cappuccio della giacca mentre corro lungo le rive del Iiume.
Improvvisamente, un groppo alla gola mi impedisce di deglutire normalmente. Fisso l`erba
scivolare veloce sotto le mie scarpe e asciugo una lacrima rimasta impigliata nelle mie ciglia. Avrei
una dannata voglia di sedermi di Ironte a mio padre e parlare, parlare, parlare. Parlare come non ho
mai Iatto in questi ultimi due anni della mia vita. Raccontare che non mi sento aIIatto imbattibile,
che ho una paura pazzesca ogni volta che esco di ronda in piena notte, che aIIrontare un esame
scritto con la mano sanguinante e troppo anche per una come me.
Tutti mi hanno detto che a volte il lieto Iine esiste. anche nella vita reale. Ma io non ho tempo per
trovare un lieto Iine a tutto questo.
Mi siedo su una panchina per riprendere Iiato.
Ho semplicemente il disperato bisogno di conIidarmi con un interlocutore che non sia imparziale
come Nick.
Ho un bisogno impellente di dire a qualcuno che l`occasione oIIertami dalla CBM, e il modo
migliore per non sentirmi in colpa di voler lasciare l`universita. Anche se non ho la piu pallida idea
di come Iar Iunzionare una semplice calcolatrice, Iiguriamoci un computer. Ho bisogno di smettere
di vergognarmi perche sono l`unica ragazza che a diciannove anni non ha ancora Iatto l`amore con
qualcuno. Vorrei parlare di mio Iratello Martin e di come la sua morte mi abbia spinta a credere di
poter Iare qualcosa per salvare molti altri ragazzi come lui. Dire che se la spalla mi Ia un male
tremendo, non e perche ho sbattuto contro la porta del bagno, ma perche un ragazzo ieri sera mi ha
colpita con una Iiaccola accesa..
'Interessante.
Balzo come una molla per lo spavento e quasi cado dalla panchina. Chi diavolo e questo seduto
accanto a me? Quando si e seduto qui?
'Vuol lasciare l`universita?, mi interroga divertito.
'Come Ia a saperlo?, balbetto diIIidente.
'Lo ha detto circa dieci minuti Ia. Forse non se ne e resa conto ma ha parlato a voce alta., mi
sorride cordiale.
'Ma come si e permesso?, urlo sconvolta.
'Permesso a Iare cosa?, mi chiede spiazzato, ritraendosi di poco.
'A.ad ascoltare quello che stavo dicendo. Lo sa che e violazione della.della.insomma e
antimorale lo sanno tutti., mi accorgo che le mie parole suonano stupide perIino a me.
L`uomo seduto sulla panchina mi guarda divertito, alzando di poco un sopracciglio. 'Veramente io
non volevo ascoltare. Ma come le ho gia detto, lei parlava a voce molto alta., si giustiIica.
Mi Iissa con uno strano sguardo e mi ritrovo ad arrossire come una qualunque adolescente colta in
Iragrante mentre Ia 'buca a scuola. Si comporta come se mi conoscesse, come se non aspettasse
altro che io mi decida a raccontargli tutto di me.
'Non mi ero resa conto che lei avesse scelto tra tante panchine proprio quella che stavo occupando
io., borbotto inIastidita.
Trattiene un ghigno, coprendosi parzialmente la bocca col palmo della mano. L`esperienza mi ha
insegnato che le cose non avvengono per caso, percio mi sento molto sospettosa nei conIronti di
questo signore.
'Vuole lasciare l`universita?, mi chiede.
'Si., incrocio le braccia sul petto.
'Bene. Come mai questa decisione?, torna a Iarsi serio.
Comincio ad elencare le mie motivazioni, contando con le dita: 'Non ho mai contribuito per le
spese domestiche..non so cosa sia veramente avere un proprio guadagno personale..non conosco
il mondo adulto.Irequento l`universita piu per crearmi un alibi che per passione..
Oddio, ho usato le stesse parole di mia madre.
Mi Iermo per riprendere Iiato. Guardo lo sconosciuto che stupito mi Iissa con tranquillita.
'Beh, ma.qualcosa del mondo lo avra capito., m`incoraggia con un tono di voce dolce e paterno.
'Le assicuro che io conosco solo la Ieccia del mondo., mi accascio sulla panchina.
'Addirittura.., sospira, prendendo alla leggera le mie parole.
Alzo lo sguardo su di lui. Lo osservo sempre piu irritata e solo ora mi accorgo esattamente di lui.
Un uomo sulla cinquantina, vestito distintamente. Ma c`e qualcosa nel suo viso che mi blocca il
respiro.
Tiene le sopracciglia lievemente inarcate, ma non sembra inIastidito da questa nostra
conversazione. Anzi, sembra piuttosto interessato. Piu di quanto potrei mai esserlo io verso un
qualunque sconosciuto.
'Non deve preoccuparsi. Lei aveva bisogno di sIogarsi ed io ero nel posto giusto al momento
giusto., uno strano sorriso aIIiora sulle sue labbra. Lo ignoro.
'Gia ma.deve dimenticare quello che le ho detto.non corrisponde alla realta..
Un lampo di divertimento gli passa negli occhi. 'Non e vero che ha mandato un Ialso curriculum
alla mi.alla CBM?.
'EIIettivamente qualcosa di vero c`e., Iaccio marcia indietro.
'Posso sapere come si chiama?, cambia radicalmente discorso, Iacendosi attento. Il buon umore
sembra essergli passato.
'Corin Annabel Alley, gli rispondo automaticamente, senza pensarci su. 'Lei invece chi e?.
'Le sta suonando il cellulare., mi Ia un cenno garbato con la mano, senza comunque togliermi lo
sguardo di dosso.
Estraggo il teleIonino dalla tasca della tuta e senza nemmeno guardare il display, rispondo. Gli
strilli di Andrew mi rimbombano nell`orecchio.
'MA DOVE DIAVOLO SEI? SONO VENTI MINUTI CHE TI STO ASPETTANDO!!!,
'Andrew!, ridacchio nervosa, allontanando il ricevitore dall`orecchio. 'Scusa, mi ero
dimenticata..
'SE ENTRO DIECI SECONDI NON SEI QUI..
'Arrivo! Sto arrivando...
Balzo in piedi e comincio a correre verso la mia auto posteggiata. Mi arriva alle spalle la voce di
quel signore.
'Signorina! SIGNORINA!.
'Mi scusi ma devo proprio scappare., gli rispondo senza neanche voltarmi.
'Stia tranquilla signorina Alley. sono piu che sicuro che il male alla spalla le passera presto..
Al suono di queste parole ho un sussulto e per poco non inciampo nel marciapiede. Raggiungo la
macchina senza voltarmi e mi precipito verso la palestra. Per tutto il tragitto non Iaccio altro che
pensare ad una scusa valida da dire ad Andrew. Come ho potuto dimenticare il nostro allenamento?
Non posso dirgli che le donne quando hanno il ciclo si dimenticano degli appuntamenti. ormai
non ci crede piu nemmeno lui.
Arrivo davanti al portone e per poco non entro direttamente con la macchina all`interno della
palestra.
'Andrew!, lo chiamo traIelata mentre cerco di slacciare la giacca della mia tuta da ginnastica.
'Ce ne hai messo ad arrivare. Hai gia inventato una scusa non banale da raccontarmi per giustiIicare
la tua dimenticanza?.
'Molto spiritoso., rido sarcastica. 'E comunque ora sono qui. Vogliamo cominciare?.
'Calmati e siediti sulla panca., mi ordina con un`espressione enigmatica sul volto.
'Non vorrai Iarmi la predica?, inarco le sopracciglia, mentre mi siedo su un angolo della panca.
'No. Non ne hai bisogno. O almeno. quasi..
Viene a sedersi accanto a me e mette tra noi una piccola scatola nera.
'Che cos`e?, cerco di sbirciare all`interno.
'Tu, Corin, sei la mia allieva piu Iorte e Iaccio molto aIIidamento su di te. TUTTI NOI, Iacciamo
aIIidamento su di te. Percio ho pensato che se dovesse succederti qualcosa..
'Molte grazie!, lo interrompo irritata.
'Sai bene cosa intendo.se dovesse.ecco mi sentirei responsabile. Per questo ho pensato sia
meglio tutelarti in qualche modo..
'Che intendi dire?, mi Iaccio sospettosa.
Mi lancia un sorriso incerto mentre mi porge la scatola. 'Aprila..
Quando tolgo il coperchio nero resto senza Iiato.
All`interno, avvolto in un panno beige, c`e un coltello lungo almeno trenta centimetri col manico in
legno scuro. Lo sollevo con mani tremanti, restando a studiarlo a bocca aperta per qualche secondo.
'E`.davvero per me questo coltello?, mi dimeno sulla panca.
'Ti potra servire in qualche occasione..
'Andrew., la voce mi muore in gola.
'Lasciami Iinire. Tu sei in gamba, sei sempre riuscita a cavartela senza aver bisogno di un`arma, ma
poni il caso...
'Argomento chiuso, Andrew., ripongo il coltello nella scatola con decisione. 'Io non sono
un`assassina, questo lo sai! Non me ne andro in giro armata, col rischio di Ierire mortalmente
qualche persona. So cavarmela unicamente con le mie Iorze..
'Corin sIorzati di ragionare.., mi interrompe cauto, senza trovare la Iorza di sostenere il mio
sguardo Iurente.
Istintivamente gli tendo un pugno sulla mascella, Iacendolo scivolare giu dalla panca. Totalmente
stordito tenta di rialzarsi senza riuscirci.
'Questa e solo una piccola dimostrazione di come posso riuscire nelle mie imprese senza armarmi
Iino ai denti. Spero ti basti!, gli volto le spalle e Iaccio per andarmene.
'Sai perche ho quel coltello?, cerca di catturare la mia curiosita.
AIIondo le mani sui Iianchi e scocciata appoggio la schiena alla parete. Seppur controvoglia, decido
di lasciargli la possibilita di spiegarsi e giustiIicarsi.
Con la coda dell`occhio, noto quanto sia seria la sua espressione.
'Dov`e il problema?, mi chiede sorpreso.
'Te l`ho detto.non sono un`assassina., gli spiego sprezzante. 'E poi ho paura., aggiungo con un
Iilo di voce, abbassando lo sguardo.
'Paura? Proprio tu? Tu che aIIronti ogni criminale senza mai..
'Andrew., lo interrompo acida. 'Non e questo a spaventarmi.ho paura che qualcuno possa
scoprire cio che Iaccio..
'Soprattutto ora che un tale di cui ignoro il nome sa tutto su di me, aggiungo con un tono talmente
basso da non permettere alla mia voce di giungere alle orecchie di Andrew.
Mi metto seduta a terra, nascondendo la testa tra le ginocchia.
'All`inizio di questa nostra avventura sapevi benissimo dei rischi cui saresti andata incontro., mi
ricorda, accucciandosi di Ironte a me.
'Ora pero vedo tutto in modo diverso., tengo il volto nascosto per non incrociare i suoi occhi.
'Non puoi tirarti indietro proprio adesso, Corin. Ho puntato tutto su di te..
'Non mi sto tirando indietro. Ma non usero quell`arma., sospiro, rialzandomi e stiracchiandomi i
muscoli delle gambe. Lo studio per un attimo, prima di parlare. 'Andrew.cosa ti ha spinto a
credere che sia giusto Iarci giustizia da soli? Quanti anni hai?...Non so assolutamente niente di te..
Si sIrega il volto, spirando e sbuIIando contemporaneamente.
'Ho trentun anni., si blocca e resta a guardarmi Iisso negli occhi. 'Corin, giuramelo! Giura che
non Iarai parola con nessuno di quello che ti raccontero..
Annuisco, sentendomi improvvisamente e per la prima volta, veramente sua complice.
'Ho trentun anni e.e da cinque sono vedovo..
'Tu sei stato sposato?, nella mia voce traspare un`esagerata sorpresa.
'Gia.per un solo meraviglioso anno. Tania, mia moglie, era incinta di sette mesi quando mori e
cosi anche Mark se ne ando, ed io..
'No, no. Aspetta un momento. Chi e Mark?.
'E` il Iiglio che non ho mai avuto., singhiozza, nascondendo il volto tra le mani.
Sposto lo sguardo altrove per non metterlo ulteriormente in imbarazzo. Ho sempre considerato
Andrew un pazzo Iurioso con la smania di ripulire dalla Ieccia le strade di Loverland, e mai come
una persona con i suoi sentimenti, con i suoi scheletri nell`armadio.
'Corin, so che alle volte tutto questo e molto duro e rischioso. Abbiamo entrambi le nostre
motivazioni..
'Io, ho delle motivazioni. Sto cercando l`assassino di mio Iratello., lo correggo testardamente.
'Ed io quello di molte altre Iamiglie., ringhia.
Lo guardo corrucciata.
'Tania e Mark erano la mia Iamiglia.non avevo nessun altro al mondo. E un Iolle me li ha portati
via in un colpo solo., mi spiega stravolto.
'Oh mio Dio., mormoro, coprendomi la bocca col palmo della mano. Resto paralizzata ad
osservare le lacrime che gli scivolano veloci lungo le guance.
'Lo hanno gia arrestato.si chiama David Klay..
Stringe la mano in un pugno e comincia a batterlo sul pavimento, come per sIogarsi.
'La polizia ha Iallito anche nel mio caso., sospira.
'Ma se lo hanno arrestato?, chiedo conIusa.
Alza gli occhi di scatto su di me. Sono ancora colmi di lacrime. 'Dovevano ucciderlo..
'Andrew.questo e assolutamente contro ogni legge costituzionale..
'Ma e a Iavore della mia legge..
Mi guarda speranzoso, allungando una mano verso di me. Vorrei correre via, il piu lontano
possibile. Invece intreccio le mie dita alle sue e rimango imbambolata a Iissare un punto sopra la
sua spalla.
'Corin, non abbandonarmi anche tu. Sei l`unica persona che mi resta., sospira rumorosamente,
sentendo le mie dita tremare. 'So bene cosa stai provando. Perche l`ho provato prima di te. Queste
nostre scelte non ci hanno portato ad essere migliori degli altri e, per quanto ci sIorziamo di rendere
la citta piu vivibile, nessuno ci ringraziera mai. Viene da chiedersi, perche continuare?.
'InIatti me lo sto chiedendo., mormoro amareggiata. Libero la mia mano dalla sua e mi volto verso
la Iinestra, dandogli cosi le spalle. 'E mi sto chiedendo se quello che Iacciamo porti realmente a dei
miglioramenti. Noi combattiamo la violenza con.la violenza., sospiro, perdendomi per qualche
secondo dietro a dei pensieri insensati. 'Non credo sia giusto..
'Corin! Perche ti abbatti tanto? Perche hai questi dubbi? Ci pensi mai a quante vite abbiamo
salvato? La domanda esatta che dovresti porti e: sarebbe giusto non Iare cio che Iacciamo?.
Mi aIIerra i Iianchi, Iacendomi voltare verso di lui. AIIondo il mio volto nel suo petto.
'Mi chiedo solo se Iinira., la voce mi esce in un bisbiglio.
'Non Iinira mai, Corin. Possiamo accontentarci di salvare delle vite, ma il mondo sara sempre pieno
di Iolli e di assassini. E noi non saremo mai dei vincitori..
Mi bacia in Ironte, prima di allontanarsi di qualche passo. Ammutolita lo seguo dietro la sua
scrivania e mi accomodo sulle sue ginocchia. Mi accarezza la schiena, tenendo la testa posata sulla
mia spalla e gli occhi Iissi sullo schermo acceso del computer.
'Allora.vediamo se sei ignorante come dici., mi strizza l`occhio.
Mi rizzo sulla schiena guardandolo meravigliata. 'Mi aiuterai?.
'Visto che sostieni che per colpa mia hai dovuto lasciare l`universita, ho pensato di rimediare
insegnandoti qualcosa sul computer. Cosi Iorse domani non Iarai una Iiguraccia alla CBM..
Riconoscente gli getto le braccia attorno al collo. Lascio la presa solo quando mi Ia notare che sto
stringendo un po` troppo.
Trascorriamo il resto del pomeriggio e della serata seduti dietro la scrivania. Andrew, disperato, ha
cercato in queste ultime ore di insegnarmi la base dell`inIormatica. A sera tarda, al momento di
salutarmi, si e dichiarato sinceramente colpito per il Iatto che non abbia scambiato il mouse per un
topo vero. E quando torno a casa, sono ancora piu conIusa di quando ho iniziato l`estenuante
lezione di tecnologia di base.
Sta arrivando
L`ediIicio della CBM e enorme, interamente grigio e con delle grandi vetrate sulla Iacciata
principale.
Spingo la pesante porta girevole a specchi e mi guardo attorno con occhi sgranati. Nell`atrio
immenso, con i pavimenti che luccicano, c`e un via vai di uomini e donne eleganti che portano con
se Iascicoli e valigette scure. Alcuni corridoi luminosi si diramano alla mia destra. Una piccola
insegna blu a scritte bianche indica, proprio davanti a me, una scalinata a chiocciola adornata con
diversi tipi di piante esotiche che conduce alla segreteria. Mi dirigo con passo incerto su al primo
piano e mi presento all`impiegata. Mi osserva curiosa attraverso le spesse lenti dei suoi occhiali.
Impiega qualche secondo a capire chi sono.
'Ah, sei quella nuova. Ti chiamo subito la signorina SteIany Bradley. E` lei che si occupa dei
neoassunti., cinguetta.
Aspetto per qualche minuto nella saletta d`attesa, seduta su una comoda poltroncina di tessuto
rosso. Fingo di leggere un giornale di Iinanza per darmi importanza, ma i miei occhi non riescono a
staccarsi dal pavimento di marmo. Da un`immensa vetrata si puo ammirare il centro della citta.
Probabilmente, se salissi ancora di qualche piano riuscirei a vedere la mia palestra.
'Lei deve essere Corin Annabel Alley!.
Una ragazza bionda, vestita interamente di bianco e con le unghie laccate di rosso, se ne sta
impalata davanti a me. Mi alzo e le stringo la mano educatamente.
'Mi segua. Il suo uIIicio e al terzo piano.reparto contabilita. Le presentero i suoi nuovi colleghi. .
La seguo silenziosamente su per la rampa di scale. Di tanto in tanto, qualche uomo in giacca e
cravatta si volta a guardarmi curioso.
Quando entriamo in una lussuosa stanza tutti i presenti, come colti da improvviso raptus, iniziano
velocemente a scrivere al computer o a teleIonare. Ho la netta sensazione che nessuno di loro, prima
del nostro arrivo, stesse Iacendo qualcosa di costruttivo.
'Un attimo d`attenzione., attacca SteIany, dando un lieve colpetto con le mani. 'Voglio presentare
a tutti voi la vostra nuova collega..
Mentre decanta le mie numerose doti ed esperienze, lette sul Ialso curriculum che avevo inviato, do
una rapida occhiata a tutto cio che mi circonda. L`uIIicio e enorme, ben areato e luminoso, ma il
caos regna ovunque. Fogli gettati con noncuranza sulle scrivanie, cestini traboccanti di cartacce,
smalti, proIumi, riviste di moda, biscotti, una svariata quantita di merendine varie, spazzole e un
rasoio sul pavimento per Iortuna non ancora utilizzato. Scorgo perIino delle riviste hard e
nell`angolo una preistorica Iotocopiatrice. Tutto in una stanza. Per quanto l`ansia non se ne voglia
andare, comincio a convincermi che mi trovero bene e che nessuno scoprira che ho inviato il
curriculum di Irene, anziche il mio.
'Durante il tuo periodo di prova sarai aIIiancata da Luke Murray, responsabile uIIicio contabilita.,
continua la segretaria del gran capo, gesticolando con le mani per darsi importanza. Poi, di colpo, i
suoi occhi si spostano severi verso i miei nuovi colleghi. 'Al lavoro ragazzi.
Abbandona con passo deciso la stanza, lasciandomi sola nelle mani di un ragazzo alto e biondo.
'Quanti anni hai Corin?, mi chiede Luke mentre prende tra le mani un Iascicolo.
'Diciannove..
'Oh., mi guarda perplesso. 'Capisco! Hai molta esperienza data la tua giovane eta..
'Senti Luke., lo guardo intimidita mentre mi Ia accomodare su una poltrona accanto alla sua.
'Ecco, Iorse dovrei dare una veloce ripassata al pc.e da un po` che non lavoro e temo di aver
dimenticato qualcosa..
Mi guarda pensieroso, sIilandosi con gesti nervosi una matita dalle labbra. 'Beh, allora sara meglio
che ti aiuti a ripassare tutto molto in Iretta., mi stringe l`occhio amichevolmente. Poi torna a Iarsi
serio. 'Ma non Iarne parola con nessuno.
'Cosa non devo dire?, chiedo avvampando.
'Che non hai idea di come si usi un computer. L`ho capito appena ti ho vista entrare.Ma almeno lo
sai accendere?.
Si lascia sIuggire una risata, mentre Iisso conIusa le varie icone a lato dello schermo del suo
computer.
'Piu o meno., bisbiglio conIusa.
Non posso dirgli che ho diIIicolta a Iar Iunzionare perIino lo stereo della mia auto.
Alza gli occhi al cielo dandosi contemporaneamente una pacca sulla Ironte. 'Ho capito..
Con aria vagamente indiIIerente e circospetta appoggia sulle mie ginocchia una rivista. Abbasso gli
occhi per leggerne l`intestazione.
'IL MANUALE DEL COMPUTER NOZIONI BASE PER I PRINCIPIANTI.
Con gesti impacciati la nascondo a mia volta nella borsetta prima di riportare lo sguardo verso lo
schermo.
Cerco di capire cosa stia Iacendo Luke, ripercorrendo mentalmente cio che ieri Andrew ha provato
ad insegnarmi. Ma le sue dita si muovono troppo rapidamente sulla tastiera. Piccole Iinestre
appaiono e scompaiono sullo schermo a velocita che a me pare sorprendente. Quando si accorge
della mia aria turbata si lascia sIuggire un sorriso. Mi Ia cenno con un dito di avvicinarmi ed io
ubbidisco subito, posando il mio orecchio sulle sue labbra. Parla cosi piano che persino io Iaccio
Iatica a sentirlo.
'Stai tranquilla. Il Signor Rylen non viene spesso in questa sede. Si occupa piuttosto d`incontri,
conIerenze. Si sposta di citta in citta per controllare la rendita delle altre Iiliali. Ha contatti con gran
parte dell`Europa.Parigi, Londra.perIino il Tibet e altre zone dell`India del nord., cerca di
tranquillizzarmi.
'Chi e il signor Rylen?, chiedo ingenua.
'E` il proprietario., mi risponde con un`espressione perplessa. 'Non l`hai incontrato durante il
colloquio?.
'Non ho avuto un colloquio. SteIany mi ha detto teleIonicamente che ero stata assunta e di
presentarmi oggi..
Mi Iissa per un secondo, soprapensiero. Qualcosa nella mia risposta deve averlo sorpreso.
'Strano., commenta aggrottando la Ironte. 'Generalmente il signor Rylen vuole conoscere
personalmente tutti i suoi dipendenti. Probabilmente ti convochera nel suo uIIicio uno di questi
giorni, prima di ripartire..
Trattengo il respiro Iinche non riprende a parlare. 'Potresti scrivermi questa lettera?.
'Che lettera e?, m`inIormo, osservando attentamente il Ioglio che mi sta porgendo.
'E` una lettera di ringraziamento per la Hasley Corporation..
'Oh...
Cos`e la Hasley Corporation? Devo Iingere di saperlo? Spingo indietro la sedia e mi avvicino alla
sua stampante per prendere alcuni Iogli. Mi sento gli occhi di tutti addosso, come se i miei colleghi
non attendessero altro che un mio errore. Assumo un`aria proIessionale e guardo di striscio la lettera
che devo stampare.
'Fai pure con calma., mi bisbiglia Luke bonariamente. Non deve essergli sIuggita la mia aria
turbata. 'Non e poi cosi urgente..
Alle cinque in punto termino il mio lavoro. Sento un Iastidioso Iormicolio alle spalle e mi duole
tutta la schiena. Decido che se mai un giorno dovro porgere a qualcuno i miei ringraziamenti, optero
per Iarlo a voce che, a mio modesto avviso, e anche piu educato.
Arrivata a casa mi lascio cadere stravolta sulla sedia della cucina. Mia madre mi porge velocemente
sotto il naso un piatto stracolmo di peperoni. InIilzo la Iorchetta in uno giallo dall`aspetto invitante,
ma non ho Iame. Mi rendo conto che lavorare toglie tutte le Iorze. Sogno solo una doccia calda e il
mio letto.
'Non mangi?, mi chiede preoccupata.
Scosto di poco il piatto: 'Sono sIinita. Non riesco neanche a masticare..
'Hanno gia scoperto che non sai assolutamente nulla di computer?, s`intromette mio padre con
tono divertito.
Sto per perdere la pazienza. 'Tu mi sottovaluti. Dammi un po` di tempo e vedrai che diventero una
vera manager..
'Come si chiama il tuo capo?, s`inIorma.
'Luke., rispondo istintivamente, dimenticandomi di nominare il signor Rylen.
'Spero solo che non dovrai mai pentirti di aver abbandonato gli studi., commenta preoccupato,
inIilandosi con gesti meccanici la Iorchetta in bocca.
Ignoro la sua Irase. Senza terminare la cena svuoto i peperoni nella pattumiera e getto il piatto nel
lavandino. Mi avvio verso camera mia, stringendo tra le mani il Iamoso manuale del computer. Dal
momento che questa sera tocca ad Andrew uscire di ronda, voglio approIittarne per trovare un senso
a parole come WORD, HARDWARE e MODEM. Considerando, soprattutto, che Luke sembra
possedere una capacita straordinaria nel capire al volo quanto sia ignorante in materia. Poso la
rivista sulla scrivania e un bigliettino spiegazzato sIugge dalle prime pagine, Iinendo in terra. Lo
apro incuriosita. Ci sono solo due parole, scritte in rosso, eppure i miei occhi impiegano piu del
dovuto a metterle a Iuoco. Come volessero riIiutarsi di leggere cio che c`e scritto.
STA ARRIVANDO!
La mattina dopo, appena sveglia, la mia mente e gia concentrata su quello strano biglietto. Trovo
ancora molta diIIicolta a persuadere la parte della mia testa che crede ancora che non sia realmente
intestato a me. Potrebbe in eIIetti, trattarsi semplicemente di un appunto lasciato li dal precedente
proprietario. Mi inIilo sotto la doccia Iredda per cercare di cancellare la stanchezza che una notte
agitata ha soltanto aumentato. Quando passo il palmo della mano sopra lo specchio appannato
rimango allarmata ad osservare le proIonde occhiaie sotto i miei occhi. Un giorno in uIIicio e
guarda qui. Sembro invecchiata di dieci anni. Indosso un tailleur blu che mi ha regalato l`altro
giorno mio padre. Quando mi aveva allungato il grosso pacchetto regalo mi aveva detto: 'te lo
meriti..non pensavo saresti resistita per ben tre ore in quella Iossa di leoni. Era stato gentile, ma
poi aveva aggiunto: 'ma mi stupiro ancor di piu se resisterai tre settimane la dentro senza Iarti
buttar Iuori.
Aspetto impaziente il pullman alla Iermata di Ironte a casa. Sono gia le otto e quaranta ed entro le
nove dovrei starmene seduta dietro la mia scrivania. Ma come Ianno i dirigenti delle aziende, i
presidi, i proIessori, ad essere sempre puntuali? Potrebbe cadere il mondo mentre vai a lavorare ma
puoi star certo che quando Iinalmente arrivi, i direttori sono gia dietro le loro lussuose scrivanie,
pronti ad ascoltare le tue scuse. Ci sono Iorse dei mezzi di trasporto esclusivamente riservati a loro?
Le otto e quarantacinque. Non posso aspettare oltre. Attraverso a grandi passi il mio vialetto e mi
attacco al campanello. Sono le otto e quarantotto.
'Dov`e la mia macchina?, urlo dentro le piccole grate arrugginite.
'Ma che ci Iai ancora qua?, la voce di mia madre mi raggiunge gracchiante.
'Dimmi dov`e la macchina?!, la imploro.
'L`ha presa papa per andare a pesca..
Non ci posso credere. Arrivero in ritardo, non mi conIermeranno e tutto perche un autista incapace
non e in grado di rispettare gli orari e perche mio padre non ha nient`altro di meglio da Iare che
andarsene a pesca. Altra sbirciata all`orologio. Vorrei che il tempo si Iermasse.non ce la Iaro mai.
M`incammino per la strada a passo spedito. Deve essere decisamente una scena ridicola, vedere una
ragazza correre in tailleur. Alcune persone mi osservano. Sono cosi tesa che mi verrebbe voglia di
Iar pernacchie a tutti. Ma poi potrebbe aprirsi qualche discussione e tarderei ancora di piu.
Quando sto per svoltare l`angolo di una via, una macchina mi passa accanto strombettando. La vedo
accostare davanti a me.
Nick mi apre la portiera del passeggero. 'Ti serve un passaggio?.
'Oh Dio, ti ringrazio., salto dentro, sentendomi improvvisamente piu sollevata.
'Dove stavi andando cosi di corsa?.
'A lavorare. L`autobus non si decideva a passare e sono in ritardassimo..
'Ma non hai sentito che oggi hanno indetto uno sciopero dei mezzi di trasporto?.
Ecco perche alla Iermata non c`era nessuno! Ero l`unica a non saperlo. L`unica stupida in tutto
Loverland che ieri sera non ha ascoltato il notiziario.
'Come stai?, mi chiede. 'Hai certe occhiaie..
'Sono molto presa dal lavoro..
'Senti Corin.mi piacerebbe discutere con te di una cosa..
Deglutisco a Iatica. Non vorra mettersi a discutere proprio adesso? Sono le nove meno cinque e
calcolando che una volta entrata nell`immenso ediIicio dove lavoro mi ci vogliono due minuti circa
per raggiungere il mio uIIicio.io e Nick abbiamo tre minuti esatti per parlare.
'Non mi sembra il momento piu adatto, Nick. Magari una di queste sere..
'Non voglio parlare di cio che Iai, ignora la mia proposta. Tiene gli occhi Iissi sulla strada. Le
mani strette sul volante.
'E di cosa?.
'Da molto tempo io.desidero un tuo bacio., mi spiazza.
Porto immediatamente lo sguardo sulle mie mani, lasciando che i capelli scivolino in avanti,
nascondendomi parte del viso. Stringo le labbra cosi tanto da indolenzirle.
'Scusami.non volevo imbarazzarti., sospira.
Quando Ierma la macchina davanti all`ingresso degli uIIici della CBM - che sta per customer bank
and marketing - posa un dito sotto il mio mento e mi solleva il volto. Lascio vagare i miei occhi
ovunque, evitando di proposito i suoi.
'Ne possiamo riparlare in un altro momento?, chiedo disperata, dopo che i miei occhi si sono
Iermati sull`orologio del cruscotto.
'Sono contento che anche tu ne voglia parlare., mi sorride Iin troppo sollevato.
'No! Nick, non Iraintendermi. Temo di volerne parlare per motivi diIIerenti dai tuoi..
'Ah., si rabbuia.
Guardo le scalinate d`entrata. Sono tutti dentro a lavorare mentre io me ne sto qua, in una macchina,
a discutere della mia vita sentimentale.
'Speravo di avere qualche possibilita con te., bisbiglia, osservandomi da sotto le sue corte ciglia.
Avrei Iatto prima ad andare a piedi. Mi volto verso di lui disperata, tentando di comunicargli
telepaticamente 'lasciami andare. Ma non sembra rendersi conto del mio nervosismo. Sono le
nove passate. Devo assolutamente trovare una giustiIicazione da dire al mio capo- uIIicio. Non
posso certo dirgli che non avevo idea ci Iosse uno sciopero degli autobus.
'.mi capisci?, la voce del mio amico mi scuote dai miei pensieri.
'Oh.oh si.certo che ti capisco., gli rispondo distratta.
Non ho ascoltato una sola parola del suo discorso.
'Quindi accetti?.
'Ma accetto cosa?, piagnucolo.
Si toglie gli occhiali e li pulisce con un Iazzoletto.
'La proposta che ti ho appena Iatto., mi risponde con naturalezza.
Mi ha appena Iatto una proposta? Impegnata com`ero a trovare una giustiIicazione per il mio
ritardo, non ho Iatto caso a cio che mi stava dicendo. Come Iaccio ad accettare? D`altra parte se
riIiuto, temo che la nostra discussione possa protrarsi per l`intera mattinata.
'Si.certo. Accetto., dico con un po` d`esitazione.
Non ho ancora ben capito in che guaio mi sono andata a cacciare con questa mia ultima
aIIermazione. E temo sia un grosso guaio.
'Ora pero.ti ringrazio ancora per il passaggio, ma devo proprio scappare..
'Di nulla. Sono contento che grazie a me sei riuscita ad arrivare puntuale.Potrei accompagnarti
ancora., mi sorride.
'NO!, urlo dimenandomi sul sedile.
Il suo sorriso si spegne.
'Intendevo..non devi scomodarti. Sai.l`autobus mi rilassa molto., riesco a sorridere. 'Ciao.
'Ciao. Ci sentiamo questa sera..
'Ehm, non lo so., cerco di non dargli troppe speranze.
Esco dall`auto e mi precipito su per le scale. Arrivata davanti alla porta del mio uIIicio appoggio la
mano sulla maniglia ma rimango Ierma, senza abbassarla. Ho paura ad entrare. E se Luke ha gia
Iatto sgombrare la mia scrivania? O se mi Ia una ramanzina davanti a tutti? Abbasso la maniglia e
sbircio dentro. Se ne stanno tutti col volto rivolto verso lo schermo luminoso del proprio computer.
Se attraverso la stanza in punta di piedi magari non Iaranno caso a me. Azzardo un passo verso la
scrivania e un mio collega mi lancia un sorriso.
'Ehm.buongiorno., saluto, tentando di non lasciar intendere a nessuno quanto mi senta in ansia.
'Buongiorno!, mi salutano in coro.
Guardo con aria colpevole verso la scrivania del mio capouIIicio e solo ora mi accorgo che non e
presente.
'Dov`e Luke?, chiedo.
'E` ad una riunione, al nono piano., mi risponde seccata, la mia vicina di scrivania.
Un pensiero terriIicante mi attraversa la mente. Mi sento mancare. Non staranno per caso decidendo
se assumermi o meno, a questa riunione?!
'Che.che riunione?, balbetto.
'Luke ha Iinito oggi il suo periodo di prova ed e stato conIermato. Inoltre il signor Rylen tra pochi
giorni partira e prima di Iarlo desidera parlare con noi dell`uIIicio contabilita..
Mi lascio cadere sIinita sulla poltrona dietro la mia scrivania. Sono talmente tesa, che Iaccio Iatica a
respirare normalmente. Perche nessuno mi ha detto niente? Non sono pronta, non mi sono
preparata. La tensione continua a crescere. So a mala pena distinguere una lettera di ringraziamento
da un contratto Iinanziario. Il signor Rylen non potra non accorgersi di quanto io sia incapace. Mi
dondolo sullo schienale della poltrona guardandomi attorno. Mi metto a battere a caso qualche Irase
priva di un senso compiuto, tanto per non Iar ricadere l`attenzione su di me.
Quando, dopo un`ora interminabile, Luke rientra in uIIicio e mi si avvicina, nascondo meglio che
posso la mia agitazione. I suoi occhi sempre attenti, riescono tuttavia a leggermi dentro.
'Corin! Puoi venire alla mia scrivania un momento?.
Mi siedo accanto a lui e aspetto che cominci a parlare. La tensione non mi ha ancora abbandonata.
'Cosa c`e?, chiedo con un pizzico di ansia nella voce.
'C`e che queste lettere di ringraziamento sono tutte impostate male.Se vuoi passare il periodo di
prova, devi almeno dimostrare di saper usare la tastiera..
Annuisco senza ribattere. Faccio per tornare al mio posto ma lui mi trascina nuovamente sulla sedia.
'Non hai Iinito di leggere il manuale che ti ho dato, vero?, bisbiglia con tono cospiratore.
'Si invece. Ho preso anche degli appunti., ribatto orgogliosa. 'Vuoi che te li mostri?.
Annuisce ed io torno alla mia scrivania. Estraggo dalla borsetta il mio block-notes e mi accorgo che
ho scritto proprio in prima pagina, 'cos`e excel?. Non posso dimostrare proprio a Luke che non
valgo niente.che non so nemmeno il signiIicato di questa parolona. Mi cadono gli occhi su un
vocabolario.bene! Cerchero li. Dunque. ex. exc. eccolo! DeIinizione di excel: eccellere,
eccellere per coraggio. Ma che razza di deIinizione e questa? Sollevo gli occhi e vedo che Luke sta
aspettando spazientito. Cosi, rossa in volto, mi alzo e torno a sedermi accanto a lui.
'Ehm.c`e giusto qualcosina che non mi torna., tento di giustiIicarmi. Le guance mi Iormicolano
mentre gli passo il blocco degli appunti.
'Fammi vedere.Excel?...Windows? e Modem?.
Mi guarda stupito senza capire se sto scherzando o se Iaccio sul serio.
'Ho.ho cercato anche sul vocabolario., balbetto.
'Cosa hai Iatto?, gli scappa un urlo.
'Beh, ho cercato di Iare chiarezza su questi termini..
'Oh Signore., si da una pacca in Ironte.
Prende in mano una matita e in silenzio, comincia a scrivere sul mio block-notes.
'Posso andare?, gli chiedo, dimenandomi sulla sedia.
Senza alzare la testa annuisce e riprende a scarabocchiare sui miei appunti.
Per tutto il resto della giornata trascorro il mio tempo a riordinare Iascicoli mai visti prima. Questo
lo so Iare anch`io. Basta metterli in ordine di pagina.e Iacile. In tutto il reparto si respira
un`atmosIera eccitata. La tensione non mi ha mai abbandonata.mai, neanche per un istante.
Alle cinque in punto, lascio cadere sulla scrivania un Iascio di documenti, prendo la borsetta e me
ne vado. Questa giornata e stata snervante.e devo perIino tornare a casa a piedi. Non vedo l`ora di
inIilarmi nella vasca e potermi cosi rilassare.
Impiego quasi un`ora ad arrivare. Quando varco la soglia del bagno, accendo qualche candela
proIumata alla lavanda, mi tolgo il tailleur e slego i capelli. Vorrei Iumare una sigaretta per
distendere i nervi e la tensione. Fumo esclusivamente quando sono sotto pressione, alle Ieste, e
dopo i miei allenamenti. Ripongo la sigaretta nel pacchetto. Non sono stressata. Sono in grado di
gestire questa situazione senza Iarmi sottomettere dal nervosismo.
Chiudo il rubinetto e, mentre verso nell`acqua dei sali da bagno, mi scappa un urlo. Mi tappo le
orecchie per non sentire. Ma il trillo del mio cellulare arriva comunque alla mia testa, come il
Iastidioso ronzio di una mosca chiusa in una stanza. Non guardo nemmeno sul display il numero di
chi mi sta cercando tanto insistentemente. Quando rispondo sto quasi urlando. 'Pronto!.
'Ehi.sono Anne. Ma ti pare questo il modo di rispondere?.
'Che vuoi?.
'Ma non l`hai letto il giornale? Da alcune notti un gruppo di stranieri sta svaligiando le casse
continue del centro..
Appoggio la Ironte sulla parete in piastrelle lavorate a segmenti e chiudo gli occhi. Mi ero
dimenticata. Avevo letto l`articolo questa mattina ma poi, presa com`ero stata dal lavoro, me n`ero
dimenticata. Prendo il mio pacchetto di sigarette e ne sIilo una. Adesso si, che sono stressata.
'Andrew dice che sarebbe il caso di andare di ronda. Potremmo trovare degli indizi., mi spiega.
'Uhm, uhm..
'Ma sei stanca?.
'Nooo..e stata una giornata cosi tranquilla..
'Bene. Allora io vado in centro. Ci troviamo li tra mezzora..
Mentre chiudo la comunicazione mi rendo conto di avere le mani sudate. Chiudo il rubinetto della
vasca e con gesti svogliati indosso nuovamente i vestiti. In dieci minuti sono pronta e nuovamente
per strada. Arrivo puntualissima ed aspetto qualche minuto seduta in macchina prima di vedere
Anne svoltare l`angolo e avvicinarsi.
Getto la sigaretta a terra e mi guardo attorno nel modo piu ingenuo possibile. Proseguiamo a piedi,
lentamente, lungo le vie buie e silenziose del centro. Sembra che Loverland si sia spopolata. Le luci
degli appartamenti sono spente e tutti i bar hanno le saracinesche abbassate.
'Che indizi pensi che troveremo?, le chiedo, osservando distratta la Iacciata della terza banca che
stiamo controllando.
'Ora vediamo., alza le spalle.
'E non potresti darmi un indizio sugli. indizi che dovremmo cercare?.
'Non sono una poliziotta. So picchiare bene la gente e basta!.
Scavalchiamo un basso cancello e proseguiamo in silenzio Iino alla porta sul retro.
'Forse Iaremo meglio a chiedere indicazioni ai nostri inIormatori., le suggerisco. 'Non sappiamo
nemmeno quale banca prenderanno di mira per stanotte..
Cammino tra il basso muretto di mattoni e la via principale intanto che Anne, pochi metri piu in la,
controlla all`interno della grande vetrata.
'Dentro la banca non c`e nessuno., mi conIerma.
'Ok.abbiamo Iatto il nostro dovere da brave cittadine. Ora possiamo tornarcene a casa..
Mi trattiene per un polso. 'Aspetta! Perche hai tanta Iretta? Ci sono ancora quattro banche da
controllare..
'Tu non vivi con i tuoi genitori e tu domani non devi incontrare il proprietario della tua azienda., le
spiego aspra.
Scuote la testa, incrociando risoluta le braccia al petto.
'D`accordo, controlliamo le altre quattro maledettissime banche., mi arrendo con una smorIia.
Si lascia sIuggire un sorriso soddisIatto.
'Da quale cominciamo?, le chiedo.
In un secondo l`espressione di Anne passa dalla tranquillita al sospetto piu Iosco. Vedo la sua
schiena irrigidirsi come un tronco e i suoi occhi stringersi mentre cercano di Iocalizzare un punto
aldila del basso muretto.
'Giu!, si blocca di colpo, accucciandosi a terra.
'Che succede?, Irastornata Iaccio per voltarmi.
'Vieni giu, maledizione., mi trascina verso il basso, tirandomi per la giacca della tuta. 'Guarda.
Seguo la traiettoria del suo sguardo e m`incupisco vedendo tre ombre avvicinarsi a noi. Stringo gli
occhi per mettere a Iuoco l`immagine. Restiamo Ierme come statue di terrore con la schiena
appiccicata ai mattoni mentre i tre, col viso coperto, cercano di scardinare la porta del retro.
'Come mai non suona l`allarme?, bisbiglia.
'E che ne so! Io non ci capisco nulla di queste cose tecnologiche..
'Che dobbiamo Iare, Corin?, mi chiede seria.
Alzo di poco la testa per vedere meglio cio che sta succedendo. Non mi sembrano armati. Cerco di
ragionare alla svelta.
'Se l`allarme non ha suonato signiIichera pur qualcosa?, penso a voce alta. 'Questi non sono
stupidi. Vieni Anne..
Ci spostiamo verso un vicolo, tenendo la schiena radente al muro in pietra di una casa. Da qui posso
vedere meglio cio che stanno Iacendo.
'Facciamo rumore. Magari si sentiranno minacciati e scapperanno., mi propone.
Senza aspettare la mia risposta rovescia un bidone della spazzatura. Alcune bottiglie di vetro
rotolano a terra prima di Irantumarsi l`una contro l`altra. Uno di loro si volta e rimane ad osservare
per un minuto buono verso la nostra direzione. Poi riprende a Iissare i suoi compagni. Blocco Anne
prima che rovesci qualcos`altro.
'Secondo te se ci vedono che Iaranno?, provo a Iarla ragionare.
'Ci aggrediscono!, mi risponde con troppa tranquillita, alzando le spalle come se la prospettiva
non la turbi aIIatto.
'Forse., ci penso su. 'Ma potrebbero anche decidere di scappare. Quindi il nostro intento di
Iermarli risulterebbe totalmente vano ed io avrei sprecato la mia serata inutilmente.
Increspa le labbra mentre cerca di valutare con la giusta razionalita la mia supposizione.
'E allora che Iacciamo?, allarga le braccia.
'Dobbiamo dividerci..
'Ah, no. Non se ne parla., mi blocca. 'E` un classico..
'Un classico?, sorrido.
'Pensaci. Nei Iilm, ogni volta che i protagonisti si dividono ci scappa il morto..
'Interessante teoria, Anne. Ci sono solo due problemi. Primo, noi non siamo le protagoniste di un
Iilm e non c`e nessuna controIigura che rischia di spezzarsi il collo al posto nostro. Secondo, questo
non e un Iilm. E rischiamo di morire anche stando unite. Percio, ora ascoltami. Mi avvicinero a loro
e cerchero di sorprenderli alle spalle. Tu tieniti pronta ad intervenire quando ti Iaro un cenno..
'E se ti vedono?, bisbiglia scoraggiata.
La sua domanda mi lascia spiazzata. Apro la bocca senza sapere bene cosa dirle.
'Non temere., mormoro poco convinta. 'Nell`eventualita, potremmo sempre mettere in atto il
piano B!, invento a raIIica per tranquillizzarla.
Osservo la sua Iaccia cambiare colore repentinamente. Da rosa a rosso acceso.da rosso accesso a
viola.
'Quale piano B? Non c`e nessun piano B!, replica Iuriosa.
Mi sIorzo di pensare alla svelta. Piano B.piano B.
'Ok.niente piano B. Lasceremo tutto al caso. InIondo, le cose programmate non Iunzionano mai
bene. O almeno quasi mai..
'Corin..e pericoloso., gli occhi pieni di terrore.
Mi rabbuio. 'E` sempre pericoloso., le ricordo.
Mi avvicino ai tre trattenendo il respiro per paura che possano intercettare anche un semplice alito
da parte mia. Ma sono cosi intenti a continuare il loro lavoro, che non si accorgerebbero neanche
delle sirene della polizia. Quando sono a pochi passi da uno di loro, lo aIIerro al collo e lo trascino a
terra. Gli altri due si voltano di scatto e rimangono immobili ad osservarmi.
'Nessuno vi ha mai detto che rubare e sbagliato?, attacco ironica, incrociando le braccia al petto.
Il ragazzo che ho atterrato cerca di immobilizzarmi prendendomi per le spalle.
'Oh, cielo no., gli stringo gli avambracci, Iacendomi seria. 'Non avevo ancora Iinito il discorso.
Irrigidendo i muscoli delle spalle riesco a sollevarlo da terra, lasciandolo cosi cadere di Ironte a me.
'E tu chi diavolo sei?, mi chiede un suo complice, sIidando il mio viso.
'Ma come? Pensavo di essere ormai Iamosa nel mondo del crimine! Cosi mi oIIendete., piego le
labbra in un ghigno.
Con un balzo schivo una gomitata sul naso.
'Anche picchiare una donna e sbagliato!, sostengo Ierma il suo sguardo.
Abbassandomi, evito che il suo pugno si Iermi sulla mia mascella. I tre mi circondano per
aIIrontarmi assieme. Roteando su me stessa e colpendoli al torace, riesco per qualche minuto a
crearmi uno spazio tra me e loro. InIine un calcio al costato mi Ia vacillare. Mi pare di aver smesso
di respirare per una manciata di secondi. Uno dei tre riesce a trascinarmi a terra e, dopo avermi
immobilizzato i polsi sotto le sue ginocchia, mi punta un coltello. Stringo la lama del coltello
aIIinche non raggiunga la mia gola e Iaccio cenno ad Anne di intervenire.
'Ne sta arrivando un`altra!, sento gridare.
Faccio leva sul ginocchio piantandoglielo bene nelle costole e, con tutta la Iorza che ho, riesco a
spostarlo da sopra di me. Balzo in piedi e lo colpisco ai denti col tacco della mia scarpa.
Per la paura mi gira la testa e alcuni spasmi mi contorcono lo stomaco. Vedo Anne Ironteggiarne
due insieme e mi getto accanto a lei. So che insieme siamo abbastanza Iorti da poterli aIIrontare. Un
movimento Iulmineo alla mia sinistra mi distrae per mezzo secondo. Uno di loro sta scappando.
Il ragazzo che sto aIIrontando ora prova ad approIittarne, ma con una Iorte spinta lo lascio a terra.
Mi metto cavalcioni su di lui, sIilandogli il passamontagna.
'Hai esattamente tre ore per lasciare la citta., bisbiglio al suo orecchio.
'Che succede laggiu?.
Alzo la testa verso l`unica Iinestra illuminata. Un uomo in vestaglia si e aIIacciato dopo aver sentito
le grida.
Anne mi solleva per le spalle e c`inIiliamo in un vicolo. Spiamo verso la banca e notiamo uno di
loro scappare lungo la strada per poi nascondersi all`interno di un cantiere edile. L`altro uomo e
ancora a terra, nella stessa posizione in cui l`ho lasciato.
'La polizia stara per arrivare., le ricordo.
Mentre ci allontaniamo la testa mi gira ancora vorticosamente, tanto che mi devo aggrappare al
braccio di Anne.
'Stai bene?, mi chiede allarmata.
Mi tasto la gola. 'Sono stanchissima..
'Ce la Iai a tornare a casa da sola?.
Annuisco salendo nella mia Renault. 'Ciao Anne. Attenta agli scippatori., scherzo.
'Sarebbe piu giusto dire che loro devono stare attenti a me., ribatte ridendo.
Quando arrivo a casa, il sangue attorno allo squarcio sulla mano si e seccato. Ho la tuta strappata e i
capelli scompigliati. Sbircio nel salone e osservo mio padre disteso sul divano. Accanto a lui, sul
mobile in legno di cedro, c`e una tazza di latte ormai non piu Iumante. Quando in punta di piedi
passo dietro le sue spalle, rimane immobile e sembra non accorgersi della mia presenza. Salgo le
scale in legno ed ogni volta che appoggio il piede su un gradino sento degli scricchiolii. Arrivo
Iinalmente in camera mia e mi lascio cadere sul soIIice copriletto di raso. Prima di prendere sonno
mi ricordo in extremis di mandare un messaggio ad Andrew. Digito veloce sul display del cellulare.
Li abbiamo trovati. Probabilmente stanno lasciando la citta proprio in questo momento. Buona
notte. ~
Chiudo gli occhi e dopo pochi minuti sproIondo nel sonno.
Rylen
Apro un occhio, poi l`altro. Discosto le coperte e appoggio un piede per terra, ma subito dopo lo
riappoggio sul morbido materasso. Questa mattina non credo proprio di Iarcela. Colpisco la sveglia
con un pugno e nella stanza torna a regnare il silenzio. Raccolgo lo stesso tutte le energie che trovo
e Iinalmente, con uno sIorzo che a me appare disumano, mi sollevo dal mio comodissimo,
conIortevole, amabile letto e comincio a vestirmi. Mentre mi lavo la Iaccia mi accorgo che nel
lavandino sono cadute delle gocce di sangue ancora Iresco. Osservo pensierosa la Ierita sulla mano
non ancora rimarginata. Prendo dei cerotti e una Iascia dall`armadietto dei medicinali e con
movimenti impacciati tento di Iasciarla. Se chiederanno cosa mi sono Iatta potro sempre dire di
essermi tagliata con il tagliacarte. Mi guardo allo specchio. Ci vorra una quantita incredibile di
cipria per nascondere queste occhiaie. Alle otto e trenta sono Iinalmente pronta. Indosso il mio
completo immacolato e un paio di scarpe nere col tacco. I capelli raccolti in uno chignon.
Durante il tragitto in autobus ho sbirciato velocemente negli appunti del mio capouIIicio..Word:
programma di videoscrittura per pc..ah! Non lo sapevo. SoItware: L`anima del computer.
L`anima? Da quand`e che una macchina ha un`anima?
Quando arrivo in uIIicio c`e un via vai di gente che entra ed esce dal mio uIIicio. Sara gia arrivato il
Signor Rylen?
Appena mi vede, Luke batte due colpetti con le mani per attirare l`attenzione di tutti. Ci voltiamo
verso di lui in un silenzio religioso.
'Bene. Statemi a sentire. Il Signor Rylen e arrivato e dopo la riunione verra nel nostro uIIicio per
discutere sull`andamento di quest`ultimo anno..
Ho un sussulto. 'Perche viene proprio nel nostro uIIicio?, la voce mi esce strozzata.
'Noi siamo l`anima della CBM..
Aaah.Ci risiamo con quest`anima!
'Sara meglio muoversi ora., continua rivolgendosi agli altri colleghi. I suoi occhi mi puntano per
un istante. 'Hai dormito poco questa notte?.
La mia mente corre veloce ad Anne, alla banca, ai tre delinquenti.
'Ho dormito nove ore Iilate., mento.
'Hai la Iaccia stanca., blocca gli occhi sulle mie occhiaie proIonde. 'Noi dobbiamo assentarci un
momento, ma tu puoi restare qua, se ti va..
'Mi va., rispondo in Iretta.
Impiego una buona mezz`ora per convincermi che non c`e nulla di cui valga la pena preoccuparsi.
Mi alzo annoiata dalla sedia e mi aIIaccio alla grande Iinestra per godermi il panorama. E`
maledettamente stupido che io debba restarmene qua da sola mentre tutti gli altri sono alla sala
congressi a discutere con Rylen.
Sospiro rumorosamente mentre Iaccio per tornare al mio posto. Quando alzo gli occhi da terra, mi
accorgo di un uomo dall`aria distinta, con le spalle appoggiate alla parete accanto alla porta. Lo
osservo Iingendomi distratta, ma qualcosa in lui attira la mia attenzione. Cerco di ricordare dove
l`ho gia visto. Restiamo qualche secondo a studiarci. Forse gli assomiglia soltanto o magari ho
soltanto le Iamose allucinazioni da stress.
'Salve., mi saluta cordiale. Sulle sue labbra c`e l`ombra di un sorriso.
'Ehm.salve., abbasso istintivamente lo sguardo a terra. Riconosco la sua voce.
'E cosi ci rivediamo., Ia qualche passo verso di me. Non ho ancora idea del perche, ma il sorriso e
scomparso dalla sua bocca non appena ha intuito che l`ho riconosciuto.
'E` gia.non mi aspettavo di incontrarla proprio qua dentro., ammetto ingenuamente.
Getta la testa all`indietro, lasciandosi sIuggire una risata divertita. Che cosa ho detto di cosi
stupido? Non lo sapevo sul serio che anche lui lavorava qua dentro.
Una voce alle sue spalle mi Ia sussultare. 'Signor Rylen. ho qua dei Iascicoli per lei., sento le
grida di un ragazzetto provenirci dal corridoio.
Inconsciamente mi liscio la gonna e controllo che lo chignon sia in ordine. Mi volto dalla parte di
quel ragazzetto dalla Iaccia sudata e un terribile sospetto si insinua nella mia testa. Perche sta
proseguendo verso di me? In questa stanza ci siamo solo io e quest`assurdo signore del parco.
Pian piano i miei colleghi rientrano tesi nella stanza e prendono posto alle loro scrivanie. Quindi la
riunione e terminata.
Improvvisamente, troppo, troppo tardi, collego tutto.
'No.., mi scappa un grido.
Seguo con lo sguardo il ragazzo. Lo vedo Iermarsi proprio davanti all`uomo del parco per porgergli
dei Iogli Ireschi di stampa.
Ecco perche ha riso quando gli ho detto che non mi aspettavo di incontrarlo qua..ed ecco perche
quel ragazzetto mi puntava. Non guardava me, guardava LUI!
Terrorizzata osservo il signor Rylen avviarsi lentamente verso di me per sedersi accanto alla mia
sedia.
'Allora.ha imparato ad usare il computer?, mi bisbiglia disinvolto.
'Oh, non c`e niente di piu Iacile per me., ridacchio schiarendomi la gola.
'E di cosa si occupa qua?, s`inIorma aggrottando la Ironte.
'Io.e, emh.di, di ringraziamenti!.
'Ringraziamenti?, la Ironte gli si increspa maggiormente.
'Si! Cioe, scrivo lettere di ringraziamenti alle diverse ditte che Ianno aIIidamento alla CBM..
Sulle sue labbra ricompare un sorriso, ma i suoi occhi restano seri. Come mai non mi ha ancora
licenziata?
'Bene.ho letto il suo curriculum., i suoi occhi guizzano verso i miei.
Merda!
Rylen continua a tenere lo sguardo Iisso su di me, senza prestare la minima attenzione a cio che
Ianno gli altri. Sono certa che tentera di mettere alla prova le mie capacita, solo per il gusto e la
soddisIazione di smascherarmi davanti a tutti. E non avrebbe nemmeno torto, dal momento che l`ho
imbrogliato.
'Spero di avere l`appoggio di tutti voi., la sua voce mi arriva lontana. Solo adesso mi accorgo che
si e alzato dalla sedia accanto alla mia per avvicinarsi alla scrivania di Luke.
'Buon lavoro ragazzi., continua, rivolgendo a noi tutti un sorriso cordiale.
Non mi ero accorta che da un po`, sul mio schermo, al posto della pagina bianca di Word e apparsa
una scritta in movimento sullo sIondo completamente nero. La parola CBM si muove lentamente
Iacendo prima un giro a sinistra, poi un giro a destra. Non so cosa sia successo, anche perche sono
sicura di non avere digitato CBM sulla pagina di Word. Devo chiedere aiuto a Luke, credo che il pc
si sia guastato. Urto inavvertitamente il mouse ed ecco riapparire la mia pagina bianca. Meno male
si e risolto.
'Corin, scusi puo venire un attimo qui., mi chiama il capo.
'Non c`e alcun problema..
'Potrebbe cercarmi sul suo pc, nella cartella PROCEDURE INTERNE, l`ultimo verbale di
riunione?. Si avvicina lento al mio orecchio ed aggiunge a voce bassa: 'Scusi se chiamo lei ma
sembra cosi eIIiciente..
Non so se lo pensa veramente o se mi sta prendendo in giro. Aspetto Iiduciosa che Luke mi lanci
qualche suggerimento, ma quando alzo la testa verso di lui, con orrore mi accorgo che mi sta
guardando con un`espressione vuota. Non puo non sapere di cosa sta parlando Rylen. E` il mio capo
settore, DEVE saperlo.
ConIusa, leggo cosa c`e scritto ai lati dello schermo.
'Corin, Iorse sarebbe meglio se cerca sul suo desktop la voce documenti., mi suggerisce Rylen. Le
labbra piegate in un ghigno.
E adesso che e il desktop? Mi rivolto verso Luke e cerco di deciIrare dal movimento delle sue
labbra quello che mi sta suggerendo.
'Oh.intende dire sullo schermo., sorrido imbarazzata. 'Ma certo, eccolo qua..
Clicco sulla voce 'documenti, ma una scritta in grassetto appare nel centro dello
schermo..Errore interno dell`applicazione.che signiIica? Ho sbagliato? Chiudo la pagina e
ricomincio da capo. Leggo i nomi scritti accanto alle icone piccole di Word. Eccolo.
'L`ho trovato!, esclamo con troppa Ioga. 'Glielo devo stampare?.
'No, grazie..
Maledizione, era l`unica cosa che sapevo Iare.
'Piuttosto, mi legga la clausola 109/d..
Scorro rapidamente gli occhi sulla pagina leggendo i numeri segnati sulla sinistra.
Ormai e chiaro.lo sta Iacendo apposta. La clausola dice: 'Licenziamento immediato dei
neoassunti non aventi comportamenti strettamente proIessionali.
Ci guardiamo negli occhi, io serissima, lui ridendo.
'Torno subito., si volta verso Luke, lanciandogli una strana occhiata. Restano a parlarsi per
qualche secondo, badando bene che nessuno di noi, possa captare anche una sola parola di cio che si
stanno dicendo. E Iinalmente, lontana dal suo sguardo gelido e indagatore, distendo i muscoli della
schiena. Di colpo, gli occhi mi cadono su un pezzo di carta rosso, inIilato sotto la tastiera.
Impiego piu di venti secondi a leggerlo.
STAI ATTENTA..CI SIAMO OUASI!
La scrittura e identica a quella del primo biglietto.
Alzo impulsivamente gli occhi su Luke, ma lui e concentrato a discutere di qualcosa con Rylen. E`
troppo tranquillo. Non puo essere stato lui. Inoltre la sua scrittura e molto diversa da quella dei
biglietti. Prima di lasciare il mio uIIicio, il Signor Rylen si blocca sulla soglia gettandomi una strana
occhiata.
'Corin, le dovrei parlare., mi dice severo.
Nascondo il biglietto nella tasca dei pantaloni e mi alzo di scatto dalla sedia. Il biglietto sembra
pesare dieci chili mentre lo seguo angosciata Iin davanti alla porta dell`archivio.
Mi ritrovo in una sala immensa, buia, con le pareti ricoperte da alti scaIIali. Ci sono Iascicoli
ovunque e alcune scalette d`acciaio usate, immagino, per raggiungere i ripiani piu alti. La sua
ombra si allunga accanto alla mia. Nel guardarmi stringe gli occhi e delle proIonde rughe gli si
Iormano tutto intorno, Iacendolo apparire piu vecchio e stanco. Continua a camminare verso di me
e, dopo un lungo silenzio, allarga arrendevolmente le braccia. 'D`accordo. Lo ammetto. Quando lei
ha mandato il suo curriculum, ho riconosciuto il suo nome., si blocca per studiare la mia reazione.
'E mi sono sentito in dovere di avvertire il Signor Murray..
Queste parole mi colpiscono come un pugno in pieno stomaco. Se lui lo sapeva gia, perche mi ha
permesso di lavorare per la sua azienda? E` come dire che un banchiere sa che la sua dipendente
non sa contare Iino a venti e l`assume lo stesso. E` assurdo.
'Cosa ha detto a Luke?, riesco a dire dopo aver deglutito tre volte.
'Gli ho raccontato tutto., si stringe nelle spalle.
'TUTTO?!, sbotto paonazza.
Ora che ci penso bene, Luke mi ha dato l`impressione di sapere molte cose sul mio conto gia dal
primo giorno di lavoro.
'Non puo avere Iatto una cosa simile., mi lamento.
'Stia tranquilla. La storia bizzarra dei suoi giri notturni me la sono tenuta per me., mi Iissa con
attenzione.
'E lo voglio sperare.perche quella e.una bugia., spiego con voce stridula.
Ecco perche Luke, sapeva che non capivo niente di pc.
'E` arrossita., osserva.
'Non doveva dire a Luke che .che..
'Che ha inviato il curriculum della sua amica Irene?, termina la mia Irase.
'Si beh.anche quello, si..
'E che ha non ha ancora imparato ad usare internet?, insiste.
'Si, si, si. Pure questo. Non doveva dirglielo., ribatto, abbassando istintivamente lo sguardo verso
il pavimento lucido.
Sento la sua voce arrivarmi in un ronzio, mentre la mia testa viaggia all`indietro per riuscire a
ricordare nei minimi dettagli il mio primo incontro con Rylen. Al culmine dell`imbarazzo tento
disperatamente di cambiare discorso, ma un sospetto s`insinua nella mia mente e ne voglio dare
Iorma.
'Lei ha detto di avermi assunta perche ha riconosciuto il mio nome, ma il curriculum l`avevo
inviato molti giorni prima di incontrarla al parco..
Si lascia sIuggire un sorriso. 'Ha sentito cos`e successo ieri alla cassa continua in citta?, alza gli
occhi di scatto, cambiando discorso.
'Si..non si puo proprio piu stare tranquilli., provo a ridere, ma dalla gola mi esce solo un suono
stridulo.
Rylen estrae dalla tasca interna della sua giacca il quotidiano e comincia a leggere a voce alta.
TENTATO FURTO ALLA CASSA CONTINUA DI VIA BERTHLEY
Sono stati rinvenuti nelle adiacenze dello sportello, degli arnesi
atti allo scasso, con i quali alcuni malviventi hanno cercato,
senza riuscirci, di forzare la cassa continua. Dalle testimonianze
raccolte dagli inquirenti, pare che il colpo sia stato sventato da
due ragazze di passaggio che, con ripetuti colpi, hanno costretto
i ladri alla fuga. Questo aspetto viene confermato dall'arresto,
sul luogo del reato, di un cittadino di nazionalit spagnola.
Questi sostiene di essere stato malmenato e lasciato a terra privo
di sensi, da due ragazze sui venticinque anni..
Quando Iinisce di leggere mi rivolge uno sguardo inquieto che non promette niente di buono.
'Corin, lei non centra niente, vero?, mi chiede.
'Chi? Io?, cerco di apparire piu ingenua che posso.
Annuisce pensieroso.
'Impossibile, ieri sono andata a dormire prestissimo. Inoltre.io non ho venticinque anni,
concludo la Irase con stizza.
'Davvero e andata a dormire tanto presto ieri sera?. 'Umm.umm, annuisco, ma devo saperne di
piu 'Come mai le interessa?.
'Oh, cosi. Mi era sembrato di vederla., mi risponde indiIIerente.
Non riesco piu a deglutire. Sento la gola gonIissima e la Ironte mi si e imperlata di un sudore
Ireddo.
'Si sara sbagliato., arretro di qualche passo verso la porta. 'Ora devo tornare nel mio uIIicio.,
aggiungo.
'Aspetti un attimo, Corin..
Mi si avvicina guardandosi attorno con circospezione. Dopo aver accostato la porta, mi Iissa in
modo strano.
'Secondo me, sta mentendo..
'No no..
'Si invece., insiste convinto.
'Le ho detto di no., ribatto seccata.
'D`accordo., sbuIIa. Poi i suoi occhi cadono sulla mia benda. 'Cosa si e Iatta alla mano?.
'Mi sono tagliata con il tagliacarte., rispondo in Iretta, Iorse troppo.
'Quando?.
'Ieri sera, a casa mia., rispondo con tono di sIida.
Mi osserva con aria ancor piu strana. Mi avra creduto?
'Perche mi guarda cosi?, borbotto.
'E` solo che lei mi disorienta..A volte e cosi inIantile che Iaccio Iatica a credere che ha gia
diciannove anni e a volte invece, sa essere cosi matura, attenta a tutto quello che la circonda che
stento a credere che ha solo diciannove anni. Non e una bambina, ma non e nemmeno una donna.
Forse, e entrambe le cose. Non so mai cosa dira o cosa Iara, prima che lei lo dica o lo Iaccia. E`
totalmente imprevedibile e contraddittoria. Insomma, m`innervosisce..
'Lei parla come se mi conoscesse..ma questa, e solo la seconda volta che c`incontriamo., sollevo
di poco un sopracciglio.
Ignora completamente le mie parole. Il suo comportamento sta rasentando la maleducazione.
'Come si trova nella mia azienda?, mi chiede d`improvviso.
'Bene.insomma abbastanza., rispondo conIusa.
'Luke mi ha detto che e molto eIIiciente. A sentire lui dovrei assumerla uIIicialmente..
'Ah..
Mi lancia un sorriso che non riesco a deciIrare. Ma non mi piace quel suo sorriso. Non mi piace per
niente.
'Le assicuro che ho imparato molto in questi giorni., tento di apparire convincente.
'Anche a Iare i conti senza usare la calcolatrice?, mi chiede brusco.
Ricordo benissimo di essere stata io a raccontarglielo seppur involontariamente- quel giorno al
parco.
'Per la verita io non mi occupo della contabilita., cerco di diIendermi. 'Come le ho gia detto,
scrivo lettere di ringraziamento..
Scoppia in una risata brusca. Ride tanto da Iarsi venire le lacrime agli occhi.
'Scusi.scusi tanto., continua a sghignazzare. 'Ma pensavo ci Iosse arrivata da sola..
'Arrivata a cosa?.
'Secondo lei in un uIIicio di contabilita si scrivono lettere di ringraziamento?.
'Ma.ma se non ho Iatto altro?!.
Riprende a ridere ancora piu rumorosamente.
'Forse il Signor Murray le ha chiesto di scrivere quelle lettere per Iarle prendere dimestichezza con
il computer..nell`uIIicio contabilita si Ianno conti, Corin!.Lettere di ringraziamento..mai
sentita una cosa simile..
Ecco perche le lettere che scrivo sono praticamente tutte uguali. Non ho Iatto altro che battere e
ribattere la stessa identica lettera per un centinaio di volte. Me ne rendo conto solo ora con il senno
di poi. Sarei dovuta arrivarci molto prima.
Quando Ia per riparlare, Iaccio altrettanto.
'Signor Rylen, vuole licenziarmi?, allargo le braccia, rassegnata.
'Onestamente non lo so ancora., mi osserva con un`espressione indeciIrabile.
'Come non lo sa ancora? Insomma, la smetta di girarci attorno. Ricorda benissimo che ho inviato il
curriculum della mia amica, quindi per Iorza di cose sa che non saro all`altezza di svolgere le
mansioni che mi saranno aIIidate..
Sospira un paio di volte, poi mi guarda dritto negli occhi.
'E lei? Lei ricorda tutto cio che mi ha detto?.
Scrollo le spalle. Comincio a ricordare Iin troppo bene.
'Comunque.non l`ho portata qua per parlare di lavoro., continua davanti alla mia aria Irastornata.
La mia mente comincia irreIrenabile a tornare in dietro col tempo. Se non vuole discutere di lavoro,
di cos`altro vuole parlare?
Abbasso lo sguardo, sperando con tutta me stessa che non si accorga che sono impallidita.
'Sarebbe meglio se lasciasse perdere certe sue amicizie., il suo tono non ammette repliche. Mi
guarda sIrontato per qualche istante, aspettando curioso una mia reazione.
'Ma, con quale diritto lei...
'Oh, non mi venga a parlare di diritto proprio lei che ha mentito spudoratamente nel suo
curriculum., mi blocca con insolenza. 'Allora, li lascera perdere?.
'Lei non sa niente, controbatto indignata.
'Allora io la licenzio..
'COSA?.
Mi aIIerra per un braccio. La sua stretta e molto piu Iorte di quanto mi sarei mai aspettata.
'Lasci che le dica qualcosa che Iarebbe meglio ad ascoltare attentamente., torna a Iarsi serio.
Lo guardo di sbieco, Iacendomi attenta.
'Le stavo consigliando di evitare quegli altri suoi compagni.ammesso che non voglia passare dei
guai seri..
Resto imbambolata a guardarlo con la bocca spalancata, incerta se colpirlo o meno.
'Corin?, mi chiama incerto.
'Si?, dico con voce stridula.
Si Ia piu vicino e mi stringe le mani tra le sue. 'Perche, sapendo che non ne sarebbe stata in grado,
ha voluto questo posto di lavoro a tutti i costi, da arrivare perIino a IalsiIicare il suo curriculum?,
studia le espressioni mutevoli sul mio viso.
Mi stringo nelle spalle, avvampando. 'L`alternativa sarebbe stata Iare la gelataia al bar
dell`angolo., gli rispondo sincera.
Lascia andare le mie mani e si sIrega il volto, visibilmente conIuso.
'E` solo questo il motivo!, mi chiede, ma dal tono che ha usato sembra che la sua non sia aIIatto
una domanda. La proIonda ruga che gli attraversa la Ironte sparisce all`istante. 'E di cio che Ia la
notte che mi dice?.
'Ancora questa storia., sbuIIo alzando gli occhi al cielo.
Non so nemmeno piu del perche insisto tanto a negare l`evidenza.
'Non mi Iraintenda, Corin..e che sono molto preoccupato per lei. Se non vuol parlarmi, e libera di
andarsene..
Resto immobile.
'Ma se rimane., lascia in sospeso le sue ultime parole. Ha un tono stranamente dolce ma a me
suona comunque Ialso. '.dovra ascoltarmi Iino alla Iine., conclude.
Rimango paralizzata mentre continua a Iissarmi.
'Ok, l`ascolto., sospiro ormai incuriosita. 'Ma dopo questa conversazione mi deve giurare che non
ce ne saranno altre. Mai piu., cerco di prendere in mano le redini di una conversazione che sta
sIuggendo al mio controllo.
Tira un lungo sospiro, evitando di rispondermi, poi mi Iissa negli occhi con uno sguardo colpevole e
si conIida: 'Uno di voi non e cio che dice di essere..
'COSA?, rido.
'E la polizia sa tutto. Siediti. E` meglio., da due colpetti su una delle sedie allineate perIettamente
attorno al tavolo di consultazione.
'Come mai lei e al corrente di queste cose?, indago dubbiosa.
'Siete gli autori di svariate risse..anche a danno di ragazzi ben in vista nella societa. E Loverland
e molto piccola.le voci corrono..
Sento le guance scaldarsi. Le tocco.sono bollenti.
'Lei e pazzo!!!, grido.
'Non volevo turbarti tanto., si scusa passando al tu.
Cerco di recuperare un minimo di lucidita. Penso e ripenso e, quando Iinalmente i pensieri
compongono una trama logica, una lampadina si accende dentro di me.
'Lei ha mentito., lo accuso, sentendomi immediatamente piu rilassata.
'Riguardo a cosa?, mi chiede inIastidito.
'I miei amici sono esattamente quello che dicono di essere. Lei, sta solo cercando di spaventarmi e
sono molto curiosa di sapere il perche. Inoltre, non e stata mossa nessuna accusa contro di noi..
Rimane in silenzio per non so quanti minuti prima di alzare gli occhi sui miei. Indietreggio davanti
all`ostilita che trapela dal suo sguardo.
'Ancora no., sibila. Qualcosa nel suo tono mi porta a credere che la sua sia una minaccia bella e
buona.
'La smetta!, cerco di mantenere un tono di voce deciso.
'Puo andarsene, ora., ripassa nuovamente al lei.
'Vorrei ben vedere. Tanto piu che le sue Iamose quattro chiacchiere, dopo essersi trasIormate in un
monologo lungo un`ora, le ha Iatte..
Prima non avevo piu scuse per andarmene.ora non ne ha piu lui per trattenermi.
Annuisce serio. Si volta verso la porta della sala e accenna qualche passo per poi Iermarsi. Quando
si volta nuovamente nella mia direzione, sembra essergli tornato il buon umore. Tiene le labbra
piegate in un sorriso soddisIatto.
'Corin. Non ha idea di quanto mi dia sollievo inIormarla che non ha passato il periodo di prova..
'Cosa?!.
'E` licenziata..
'E per quale ragione?.
Non si prende nemmeno la briga di rispondermi.
Lo guardo sparire dietro la porta che un uomo, in giacca e cravatta, si e aIIrettato a tenere
spalancata.
Ti fermer io.
Avrei voglia di correre, urlare, sIogare tutta la rabbia e l`indignazione che sento.
Il viaggio in autobus e abbastanza lungo da permettermi di riIlettere un po`.
Licenziata dopo appena tre giorni di lavoro!
In eIIetti, se l`analizzo da un altro punto di vista, la scelta del Signor Rylen non e neppure
discutibile. Ho IalsiIicato il curriculum dimostrando ampiamente di non essere in grado di svolgere
nessun lavoro che richieda un personal computer e sono pure riuscita ad arrivare in ritardo un
giorno su tre. Quello che non riesco a digerire, e il modo arrogante con il quale Rylen ha deciso di
intromettersi nella mia vita. Ha avuto perIino la pretesa di Iarmi lezioni di morale, cosa che non
permetto neppure ad Andy.
Scendo alla Iermata di Marshall Avenue, imbocco la via laterale e mi ritrovo di Ironte la mia Iamosa
palestra.
Le luci sono ancora accese. Spingo il portone e sbircio dentro.
'Ehi! C`e posto anche per me?, urlo.
'Ciao Corin., mi viene incontro il mio allenatore. Ha l`aria cupa e tiene i pugni chiusi lungo i
Iianchi. 'Vieni. Stavo per chiamarti io..
'Perche? Che e successo?, mi allarmo immediatamente.
Quando i discorsi di Andrew iniziano cosi, c`e sempre da aspettarsi qualche brutta notizia.
Vedo Derryl roteare su se stesso e colpirlo con un calcio ben mirato alla schiena.
'La prossima volta tieni la gamba meno alta e le spalle piu chinate verso l`interno.', lo correggo,
andando ad aiutare Andrew a rialzarsi. 'Allora.cos`e che devi dirmi?.
'Forse non e il caso.., lo Ierma Derryl.
Li osservo corrugando la Ironte. E` chiaro che e successo qualcosa, e che questo qualcosa mi
rovinera ancora di piu la giornata.
'La volete piantare, maledizione!, urlo allarmata. 'Dite quello che dovete dirmi e Iiniamola., la
voce mi si spezza quando gli occhi mi cadono sul viso tumeIatto di Anne.
Se ne sta seduta dietro la scrivania, con le palpebre bluastre, le labbra carnose contratte, ricoperte da
ematomi ancora sanguinanti, le guance arse dalle lacrime e le braccia incrociate sul petto in una
postura che mi Ia pensare voglia ancora diIendersi da qualcosa, o da qualcuno. Guarda verso di me,
ma l`espressione e assorta, come distante. E` presente solo col corpo. Mi avvicino cauta e quando le
sono aIIianco, il suo sguardo resta Iisso nello stesso punto di prima.
'Anne e stata aggredita in casa sua., mi spiega Andrew con un Iilo di voce.
'Oh Dio..
'Perche non le guardi la schiena?, mi suggerisce Derryl, asciugandosi il sudore dalla Ironte.
Faccio il giro della sedia e sollevo la sua maglietta macchiata di sangue. La pelle e lacerata vicino
alle scapole e due grossi tagli le attraversano la spina dorsale.
'Chi e stato?, IarIuglio.
Andrew mi appoggia una mano sulla spalla, come volesse conIortarmi.
'Ti ricordi quelle Ioto che vi avevo mostrato?.
Ricordo perIettamente quando, durante un allenamento qualche settimana prima, avevo individuato
due volti tra le Ioto segnaletiche della polizia.
'Le Ioto degli assassini di mio Iratello?', chiedo a Iil di labbra.
Lui annuisce, poi mi spiega: 'Anne e convinta che siano gli stessi che l` hanno aggredita..
Mi aIIloscio accanto a lei premendomi le tempie.
'..non e possibile..
Andrew accende il suo computer e in breve s`inserisce nel sito uIIiciale della polizia. Anne resta
immobile. Respira in rantoli, probabilmente per soIIocare i singhiozzi. Ad ogni rantolo ho un
sussulto e lo stomaco mi si contrae.
'Vado a casa sua. Magari sono ancora nei dintorni., propongo, colta da un`isterica Irenesia.
'Innanzitutto calmati., mi ordina Andrew, sollevando per un secondo gli occhi dallo schermo.
'Calmarmi!!', sbraito. Forse non hai capito che..
'No!', m`interrompe incavolato. Sei tu, bella mia, quella che non ha capito un bel niente. Adesso
vai a casa, ti barrichi dentro e continui la tua vita come sempre..
'E hai il coraggio di venire a dire a me che non ho capito un bel niente? Cosa diavolo sta
succedendo, Andrew?.
'Ho motivo di credere che i poliziotti sospettino di quello che Iacciamo. Dobbiamo muoverci con
molta cautela. Quindi tu evita di attirare l`attenzione su di te. Stai calma. Vai a lavoro, esci con i
tuoi amici, vai a Iare shopping., mi spiega, studiando attentamente lo schermo.
'Perche pensi che la polizia sospetti di noi?, impallidisco.
Anne ha uno scatto e i piedi della sedia sulla quale e seduta, stridono sul pavimento. Andrew si alza
per andare a gettare la sigaretta ormai consumata dalla Iinestra. Poi si volta verso di me e mi guarda
serio per qualche secondo.
'L`altra notte ero passato nella casa che ho in centro. Verso mezzanotte mi e parso che qualcuno
stesse tentando di introdursi dal giardino sul retro. Mi sono aIIacciato alla Iinestra e ho visto due
che scappavano lungo il mio giardino..
'No!, sbotto.
'E la cosa piu strana e che non sono stato io a Iarli scappare. C`era una pattuglia davanti al mio
vialetto. Adesso, dimmi che ci Iacevano gli sbirri Iermi davanti a casa mia?, si scalda.
La mia mente corre veloce a Rylen. Ricordo benissimo di aver detto al mio ex capo, che sono io ad
andare in giro la notte a malmenare i delinquenti. Non ho Iatto il nome del mio allenatore, ne sono
sicura. Ne di nessun altro. E davanti a casa mia non ho mai visto pattuglie di poliziotti. Strano,
davvero strano. Dubito che Rylen abbia Iatto delle ricerche sulla mia vita, risalendo ad Andrew. E
sulla base di cosa, poi?
'Andrew Iorse io lo so, perche.ho raccontato tutto al mio capo., ammetto sgomenta.
Continuare a tenerglielo nascosto sarebbe assurdo.
'Che cosa hai Iatto?, nella voce, uno stupore che va ben oltre l`ira.
'Senti.e lunga da spiegare. So solo che da quando sono stata assunta alla CBM mi sento spiata..
Quando gli passo i due biglietti, li sento bruciare tra le mani.
'Credi sia stato lui a scriverli?, mi Iissa serio. 'Potrebbe essere stato lui ad avvisare la polizia?.
'Non lo so., scuoto la testa. 'Non credo. Perche avrebbe dovuto Iarlo?.
'Perche gli hai raccontato tutto?!, s`intromette Derryl, incenerendomi.
'Forse c`e comunque un nesso. Vedi, c`e una cosa che ancora non ti ho detto., Andrew clicca su
una pagina e resta in silenzio per un minuto, leggendo attentamente. 'Ho Iatto una piccola indagine
su quei due. Non sono riuscito a trovare il loro indirizzo ma ho scoperto che Iino a due anni Ia
lavoravano alla CBM. Quando la polizia li ha rilasciati per prove insuIIicienti, il Signor Rylen li ha
licenziati su due piedi. Ma tu potresti indagare su di loro. Sono certa che negli archivi troverai i loro
dati..
Le mie sopracciglia si uniscono, in un`espressione di sdegno. 'Impossibile! Sono appena stata
licenziata.
Andrew Ia per dire qualcosa, qualcosa di rabbioso suppongo, a giudicare dall`ombra scura e
proIonda che gli attraversa lo sguardo. Poi si blocca, allarga le braccia sospirando e prosegue.
'Perche?.
'Per quello che gli ho raccontato., gli rispondo inquieta, abbassando istintivamente lo sguardo.
'C`era da aspettarselo. Una persona pulita come Rylen, non tiene nella propria azienda dei
dipendenti che potrebbero in qualche modo sporcare la sua immagine., sospira ancora.
'Allora vado di ronda., ripeto con voce improvvisamente distante.
'Nooo!, mi blocca esasperato.
Il mio cuore si Ierma per un attimo, per poi iniziare a battere violentemente. 'Quei due possono
lasciare la citta in ogni momento. Magari lo stanno Iacendo proprio ora.
'Ho il sospetto che non lo vogliano Iare., si rabbuia.
'Cosa te lo Ia credere?.
'Secondo me quei due sanno benissimo quello che Iacciamo. Probabilmente abbiamo aggredito
qualche loro compagno ed ora vogliono vendicarsi..
Faccio per controbattere ma il mio teleIono si mette a squillare. Guardo sul display e leggo il nome
di Nick, poi mi volto preoccupata verso Andrew, con l`espressione di non sapere che Iare.
'Rispondi.', mi consiglia.
La mia preoccupazione aumenta, ma controvoglia gli ubbidisco. Cerco di sembrare allegra, ma la
voce mi esce in un tono tombale. 'Ciao Nick..
'Ciao stella, come stai?.
'Molto bene., gli rispondo con lo stesso tono tombale.
'Ah, non se la beve. 'Senti, l`hai gia detto ad Irene?.
'Detto cosa?, chiedo conIusa.
'Che ci siamo Iidanzati..
Il cuore smette di battermi per una decina di secondi.
'Fidanzati?, IarIuglio, ancor piu conIusa. 'Noi due?.
'Corin, ti senti bene? Ne abbiamo parlato solo ieri mattina, mentre ti accompagnavo a lavoro..
Alzo gli occhi al cielo. In tutto questo trambusto mi ero dimenticata di aver accettato
involontariamente una sua proposta. Adesso ho capito quale!
'Che ne diresti se stasera uscissimo un po` io e te?, mi propone.
'No, ho altro da Ia.., rispondo di getto.
Andrew mi da un violento colpo sulla nuca.
'Ok, Nick., mi correggo, digrignando i denti. 'Ci vediamo stasera. Perche non passi da me?.
'PerIetto. A dopo allora., accetta con entusiasmo.
Non appena appoggio il teleIono sulla scrivania, mi scontro col volto paonazzo di Andrew.
'Ma non hai capito proprio niente di quello che ti ho detto, allora! Tu devi continuare la tua vita
come sempre..
'Va bene, va bene., sbuIIo. 'Ma toglimi un dubbio. Se questi biglietti me li hanno mandati loro.
signiIica che hanno ancora accesso alla CBM e che non dovrei scomodarmi per cercarli. Saranno
loro a venire a cercare me?.
'Fidati. Andranno cosi le cose., mi promette, con assoluta certezza.
Un brivido mi percorre tutta la schiena. Mi chino ai piedi della scrivania e aIIerro il mio bastone.
'Che stai Iacendo?, mi domanda diIIidente.
'Mi sto preparando ad accoglierli., gli rispondo innocente.
Resto con loro nel tentativo di cercare una soluzione, Iino a quando il sole nel cielo cambia
posizione, e le prime ombre della sera cominciano a calare su Loverland. Arrivo a casa mia nel
momento stesso che Nick parcheggia la sua auto lungo il vialetto.
'Oh, ecco qua la mia principessina. E` stata una dura giornata?, si china a baciarmi.
'Un po`.', ammetto. Vieni, andiamo in camera mia..
Lo spingo con Iorza dentro la mia stanza e lo Iaccio accomodare sulla poltrona in vimini. Mi
accosto alla Iinestra per Iumare una sigaretta.
'Non dovresti Iumare..
Roteo gli occhi, inIastidita. Sono gia abbastanza nervosa cosi, senza dover anche sopportare le
critiche dei miei amici. Volendo Iare un punto della situazione, ci sono ben troppe cose che stanno
andando storte. E al primo posto, ovviamente, e che compaio nella lista di due pericolosissimi
assassini. La stessa lista di mio Iratello. Non posso non trovare la cosa quantomeno bizzarra. Se
avessi un po` di coscienza, andrei a nascondermi sul cocuzzolo di una montagna dedicando il resto
della mia vita alla meditazione.
'Allora..non vieni a darmi un bacio?, mi sorride emozionato.
'Nick ecco..penso che dovremmo parlare di quello che c`e tra di noi., gli dico esitante.
'Lo penso anch`io.solo che non trovo le parole adatte..
Che voglia lasciarmi? Ma sarebbe Iantastico.
'Noi ci conosciamo da tanto tempo., attacca. Siamo molto amici.
'Gia! Troppo amici.', acconsento.
'E siamo abituati a dividere le nostre rispettive emozioni ed esperienze..
'La maggior parte.', annuisco ancor piu convinta.
Nonostante tutto riusciamo ad andare d`accordo anche da Iidanzati., sIodera un sorriso teso.
'Ma non e la stessa cosa..
'Si, hai ragione Corin. Questa nostra amicizia e tutta sbagliata. Non dovremo piu..
Lo zittisco euIorica. 'Giusto! PerIetto! Hai ragione. Non potevi trovare le parole piu adatte per
dirmelo..
Mi Iissa stranito. 'Ma se non ti ho ancora detto nulla..
'Ok, sputa il rospo!', taglio corto, sicura di saper gia cosa sta per dirmi.
'Io, penso che non dovremo piu essere cosi tanto amici..
Gli angoli della bocca mi si piegano verso il basso. Volevo solo che la nostra storia Iinisse, non
addirittura che interrompessimo la nostra amicizia.
'Mi sembra esagerato.', commento.
'Non lo e, te lo assicuro., continua a sorridere.
Si alza e si avvicina, accendendosi una sigaretta. Tira qualche boccata e poi riprende a spiegarsi,
mentre con una mano stringe la mia.
'Non possiamo restare amici.', cerca di convincermi.
'Ma dai e assurdo..
'Ma non capisci? Se restiamo cosi tanto amici come possiamo vivere insieme?.
'VIVERE INSIEME?!, urlo.
'Si, vivere insieme. Ci conosciamo da cosi tanto tempo che non mi sembra un`idea prematura..
'A parte il Iatto che ho diciannove anni e attualmente ogni cosa mi appare prematura,.io credevo
che tu volessi lasciarmi..
Mi abbraccia e mi bacia in Ironte.
'Ma cosa vai a pensare? Io lasciare te?.
'Si. Tu lasciare me. O io te.insomma uno dei due lo deve Iare..
'Come?.
Si allontana di un poco per guardarmi meglio in Iaccia.
Ma come Ianno certe ragazze a mollare il loro Iidanzato? Io mi sento male anche a lasciare un
ragazzo che non e assolutamente il mio compagno. Cioe insomma, che crede di esserlo ma che non
lo e, che in realta e tutto un malinteso perche.oh al diavolo, non riesco piu a starmi dietro
nemmeno io.
'Nick.questa nostra storia e tutto un malinteso., ammetto riluttante.
'Un malinteso.., ripete con un Iilo di voce.
Mi ritrovo a raccontargli del perche ho accettato quella sua proposta. I sensi di colpa mi Ianno
dimenticare per qualche secondo tutto il resto.
'Vuoi un po` di cognac?', concludo, vedendo la sua aria stravolta.
'Un`altra sigaretta magari..
Ne prendo una dal mio pacchetto e gliela oIIro.
'Corin.ma perche non me l`hai detto prima al teleIono?.
'Eh.ma ti sembra Iacile dire certe cose?.
'Adesso ho capito. No, Corin.promettilo! Promettimi che non avrai piu timore di me. Non mi
sarei arrabbiato, lo giuro..
Mi prende tra le sue braccia ed io rimango ad ascoltare i battiti accelerati del suo cuore.
'Stella.stellina mia. Finche ci saro io tu non dovrai mai temere nulla..
Magari Iosse davvero cosi! Se cosi Iosse, la lunga lista dei miei problemi si dimezzerebbe.
'Non sei arrabbiato?', bisbiglio, sollevando la testa dal suo petto.
'Con te mai., mi rassicura.
'Sai che Iacciamo adesso?', salto su di giri. Guardiamo pretty woman e stiamo svegli Iino all`alba
a chiacchierare..
'Andata., mi sorride senza nessuna voglia di Iarlo.
Ovviamente mi addormento ancor prima della Iine del primo tempo. Quando apro gli occhi, trovo
un suo biglietto posato sul cuscino.
Non sara unabe fdanzata, ma come mgore amca se
davvero massmo
Lo appallottolo tra le mani e di colpo ricordo cosa mi ha svegliato. Mi tolgo le coperte di dosso,
inIastidita da altri rumori metallici provenienti dal mio giardino. Lancio un`occhiata alla sveglia.
Sono appena le tre di notte.
Mi precipito verso la Iinestra e aspetto per qualche secondo che i miei occhi si abituino all`oscurita.
La notte avvolge i colori tutto attorno e la mia mente trova un inatteso sollievo nel perdersi. Ma
come sono arrivata a questo punto? Martin non me l`avrebbe permesso. L`ultima volta che in piena
notte mi sono aIIacciata da questa Iinestra, mi stava raccontando della megaIesta a casa di Stewart
Fisher e del Iatto che si era innamorato di quella cretina di Jenny Robinson. Bastardi assassini!
Un rumore sordo interrompe le mie Iantasie. Accanto al garage scorgo l`ombra di due uomini che si
stanno arrampicando su per la grondaia. Il mio sguardo si sposta lentamente verso l`alto, in
direzione della Iinestra della camera da letto dei miei genitori. La paura mi blocca i movimenti.
Resto nascosta dietro alla tenda tenendo comunque lo sguardo Iisso su di loro. Con orrore, noto che
stanno puntando proprio la camera di Andy e Kristin. Mi lancio in Iretta verso la porta della loro
stanza. Trovo mia madre rannicchiata in un angolo, avvolta nella sua vestaglia di lino mentre mio
padre cerca di coprirla standole davanti. I due sono gia dentro.
'Scappa Corin., mi ordina calmo, senza guardarmi.
'Joi., sibilo a denti stretti, riconoscendo immediatamente i due uomini.
Con due enormi Ialcate attraverso la stanza, Iermandomi a pochi passi dai miei genitori. Mi
guardano storditi.
Andy mi aIIerra per un braccio, spaventato dalla mia intraprendenza. Sento la sua mano tremare
attraverso la manica del pigiama. Con uno strattone mi libero dalla sua stretta e mi avvicino ai due
ancora di qualche passo. Non si sono nemmeno preoccupati di coprirsi il volto.
Con una mossa agile, quello piu vicino a me, mi aIIerra per le spalle mentre l`altro mi colpisce con
un pugno allo stomaco. Faccio leva sulle gambe e con un salto riesco a scalciare contro di lui,
Iacendolo cadere a terra. Blocco col gomito il pugno dell`uomo che mi sta dietro, mentre con l`altra
mano gli stringo il braccio Iino ad immobilizzarlo.
Un colpo alla nuca mi Ia vacillare. Intontita e sgomenta, osservo impotente uno dei due avvicinarsi
pericolosamente a mio padre. Andy scatta in piedi con un`agilita che non sapevo avesse. Negli
occhi, un`ira che non riconosco. Credo sia stata propria questa, la causa della sua inattesa reazione.
Come il gesto disperato di un animale in gabbia. Perche, quando mi vede precederlo contro i due,
torna a bloccarsi terrorizzato.
Con una ginocchiata riesco a colpire il coltello del ragazzo di Ironte a me Iacendolo atterrare ai
piedi di mio padre che, prontamente, lo raccoglie. Giro su me stessa alzando la gamba Iino
all`altezza del bacino del mio avversario, irrigidisco i muscoli delle spalle e lo colpisco con
violenza!
Il ragazzo cade a terra e rimane immobile per qualche secondo ad osservarmi. Riesco Iinalmente a
leggere del terrore negli occhi. L`impulso di ucciderlo mi coglie impreparata. Con questo pensiero
in testa comincio a colpirlo con innumerevoli calci sul volto, sul petto, agli occhi..non mi Iermano
nemmeno i suoi lamenti.
L`altro si e dileguato veloce, con la stessa silenziosa movenza con cui e arrivato. Qualcosa deve
averlo Iatto scappare.
'Corin? Basta cosi., mi dice calmo mio padre.
Mi blocca il braccio prima che possa colpirlo ancora una volta. 'Ha intenzione di scappare., mi
rassicura con assoluta convinzione.
Per un secondo mi volto sorpresa verso di lui, permettendo al ragazzo di sgattaiolare verso la
Iinestra.
Come Ia a saperlo?
Scuoto la testa per non lasciarmi inIluenzare dalle sue parole ma quando mi volto verso la Iinestra,
vedo le loro sagome in lontananza Iuggire lungo la strada.
Stringo le mani in pugno, voltandomi Iuriosa verso i miei genitori. Sono piu allarmati adesso di
prima.
'Tutto bene?, chiedo a mia madre, accucciandomi di Ironte a lei.
Uno strano Iormicolio vicino alle costole mi guida la mano a tastarmi. Quando porto le mie dita
davanti agli occhi, le vedo sanguinare. Quando mi ha colpita quel tale? Sono davvero cosi abituata a
ricevere colpi, da non sentirne piu il dolore Iisico?
'Non e niente, state tranquilli. Non Ia male., tento di rassicurarli.
'Dobbiamo chiamare la polizia., piagnucola mia madre, avvicinando il volto al mio torace per
esaminare da vicino la Ierita.
'No, tesoro. Niente polizia. Non torneranno piu, te lo assicuro., sento la voce tranquilla di mio
padre alle spalle.
'Non avresti dovuto intrometterti., lo aggredisco.
'Nemmeno tu., sentenzia severo, sostenendo il mio sguardo.
'Dobbiamo andare a prenderci una camomilla. Tutti e tre!, sentenzio.
Una volta in cucina li Iaccio sedere attorno al tavolo, mentre metto sul gas il bollitore. Mi accendo
una sigaretta e comincio a cercare le tazze nella credenza.
E` mio padre a rompere il silenzio. 'Dove hai imparato a diIenderti tanto bene?.
'Frequento un corso d`autodiIesa personale., mento di getto.
'Perche?, continua con un tono carico di tensione. 'Per andare in giro a Iare risse?.
Mi scivola il cucchiaino dalla mano. Dello zucchero si sparge sulla tovaglia rossa.
'Bevi il tuo te, mamma., lo ignoro, riversando tutta la mia attenzione alle tazze.
'So che mi stai nascondendo qualcosa da due anni., esclama convinto. 'Dimmi cosa!.
Ha ragione lui. Basta con i silenzi, basta con i segreti..basta, basta, basta.
'Papa! Ma cosa credi che ti nasconda? Tornavo a casa quasi ogni notte con i vestiti macchiati di
sangue, di terra. Ma perche non siete riusciti ad aprire gli occhi? Dopo la morte di Martin vi siete
chiusi nel vostro dolore e avete Iatto Iinta di niente. Mi avete ignorata. Totalmente! Tornavo a casa
con i vestiti insanguinati e voi niente. Stavo Iuori notti intere e voi ancora niente. Solo qualche
domanda, di tanto in tanto, e mille copriIuoco che non ho mai veramente rispettato. Questo non e
esserci. Non lo e assolutamente..
'Ci stai rinIacciando qualcosa?, m`inveisce contro. Le guance sono color porpora.
'No..solo i vostri errori..
Mia madre mi stringe la mano, tirando contemporaneamente su con il naso.
'Dobbiamo chiamare la polizia., mi ricorda.
'E come pensi che dobbiamo comportarci noi?, si inIorma mio padre, senza badare a lei.
'Statene Iuori e basta. Continuate a Iingere di non sapere, come avete Iatto Iino ad ora., lo
provoco.
Mio padre scuote energicamente il capo in segno di disapprovazione.
Bevo un sorso di camomilla, poi poso la tazza sul tavolo. Non riesco a perdonarmi di come ho
permesso a quei due di Iuggire.
'Non lo Iarai!, urla mio padre.
Lo Iisso sorpresa, corrugando la Ironte. 'Non Iaro cosa?.
'Non andrai a cercarli..
'Ma io non voglio cercarli., ribatto sincera.
Solo ora mi rendo conto che istintivamente mi sono inIilata la giacca. Ho capito di aver intenzione
di andare a cercare quei due solo quando mio padre ha dato voce a questo mio pensiero.
'Devo Iermarli., cerco di persuaderlo, lanciando un`occhiata Iuori dalla Iinestra.
Li avevo in pugno ed ora sono di nuovo al punto di partenza.
'Li Iermera la polizia., prova a convincermi mia madre, allungando la mano per Iermarmi. Ma io
ho gia raggiunto la porta.
Mio padre mi lancia un`occhiataccia. 'Sei davvero convinta di riuscire a Iermarli!, la sua non e
aIIatto una domanda.
'Hanno ucciso mio Iratello., ringhio con una smorIia.
Richiudo la porta alle spalle e mi avvio, camminando lentamente, tenendo gli occhi Iissi a terra.
E cosi Andrew aveva ragione?! Sono venuti a cercarmi. E poco importa quali possano essere le
motivazioni che li hanno spinti Iin dentro casa mia.
Soprappensiero non mi accorgo di essere gia arrivata al centro storico.
Fisso la strada vuota e buia davanti a me, senza sapere minimamente dove iniziare la ricerca.
'Ehi!, una voce proIonda alle mie spalle mi Ia scattare.
Nel buio non riesco a scorgere nessuno, ma un colpo alla nuca mi Ia scivolare in avanti. Mi copro il
viso con le mani mentre scivolo a terra. Mi volto su un Iianco per capire da chi sono stata colpita,
ma non riesco a vedere ancora nulla. Quando Iaccio per alzarmi, due mani attorno alla gola mi
trascinano verso un vicolo piu isolato. Mi lasciano andare solo dopo alcuni metri e, nonostante
l`intorpidimento, riesco a balzare in piedi. Credo che la mia ricerca sia gia Iinita. Colpisco alla cieca
dietro di me, Iacendo sbattere il mio piede contro il costato di un uomo che, sotto il mio colpo,
indietreggia Iino ad urtare pesantemente un bidone colmo di spazzatura.
Un altro mi si piazza davanti. Col dorso della mano mi asciugo il sangue colato sulla Ironte,
studiando bene la posizione dei miei avversari. AIIrontarne due in un colpo solo non sara uno
scherzo.
Mi ritrovo in piedi, tra i due. Devo cercare di pensare alla svelta, ricordare l`allenamento con
Andrew e Derryl, e cercare, questa volta, di riuscire a colpire entrambi.
Con movimenti svelti e Iluidi roteo su me stessa mirando nuovamente al torace dell`uomo alle mie
spalle. Con l`avambraccio blocco il pugno dell`altro.
E` andata meglio del previsto. Adesso la parte diIIicile, terminare l`uomo dietro di me. Chiudo la
mano in pugno. Quasi senza rendermene conto mi accascio a terra, completamente priva
d`equilibrio. Una sua gomitata mi ha colto impreparata. Proprio come Andrew due settimane Ia.
Non riusciro mai ad imparare quella mossa.
Con un calcio mi colpisce al costato Iacendomi sobbalzare sopra l`asIalto. Sotto i suoi repentini
colpi, riesco ad allungare il braccio Iino ad aIIerrare una pietra. Faccio per colpirlo, ma qualcosa nel
suo sguardo mi blocca. Guardo i suoi occhi diventare due Iessure e impiego qualche attimo a capire
che la sua espressione non e dolorante, ma agitata. Cerco di seguire la traiettoria del suo sguardo,
scontrandomi con un volto che non centra niente con la situazione in cui mi trovo. Sbatto le
palpebre almeno una quindicina di volte, inIine mi arrendo. Questa allucinazione non se ne va. Ho
continuamente il volto di Luke davanti ai miei occhi.
'Ssssc..non Iiatare., mi intima, osservando i due che indietreggiano davanti alla sua presenza.
I miei occhi scivolano lentamente sul distintivo scintillate che aIIiora sul bavero del suo giubbotto
scuro e sulla pistola che sta puntando contro di loro.
Si piega un momento verso di me per baciarmi sulla Ironte...un momento suIIiciente da permettere
ai due di allontanarsi.
'Che cosa ci Iai qua, Luke?', gli chiedo in un bisbiglio, studiando ancora attentamente il distintivo.
'Ti stavo seguendo..
Impallidisco. 'Seguivi me?.
'Sono un poliziotto. E sono qui per aiutarti..
'Oh mio Dio., balzo in piedi. 'Allora vuol dire che mi arresterai non appena..
Si lascia sIuggire una risata soIIocata.
'Sei incredibile. Te ne stai qua, conciata malissimo, la tua vita in questo momento vale meno di un
centesimo bucato.e di cosa ti preoccupi? Di essere arrestata..
Eppure non riesco a pensare ad altro.
'I miei genitori..
'Ora ascolta bene quello che dobbiamo Iare...
'Dimmelo ti prego.', lo interrompo. Devo sapere cosa mi aspettera una volta che tornero a casa..
'Un mare di guai, presumo. Ora per Iavore ascolta quello che devi Iare..
Mi bisbiglia all`orecchio il suo piano ed io resto ammutolita ad ascoltare la sua voce.
'Te la senti?' mi chiede inIine.
'Se sai chi sono e quello che Iaccio, non dovresti nemmeno rivolgermela una domanda simile..
Luke si avvicina verso il punto esatto in cui i due si sono nascosti. Con attenzione guarda verso di
me.
'Psss..psss.., lo chiamo. Non ce l`hai una pistola anche per me?.
'Non ti darei in mano neanche un bastone..
Si Ia da parte per lasciarmi passare e prima che io riesca ad imboccare il lungo viale, mi bisbiglia:
'Ricordati cosa ti ho detto..
Annuisco. I miei occhi tornano a Iarsi vigili. Ci siamo. Sto per vendicare mio Iratello. Da quanto
tempo sto aspettando questo momento? Da quanto?
Raccolgo da terra un pezzo di vetro e lo punto davanti a me. Quando arrivo in Iondo al viale, dei
due non c`e piu traccia. Resto per un po` col naso rivolto all`insu, tenendo gli occhi serrati.
'Tutto bene?', si avvicina Luke.
Improvvisamente e Iinalmente metabolizzo il distintivo di Luke. Non e il mio ex capouIIicio. E` un
poliziotto. Ed io. sono comunque una Iuorilegge. Aiutare il prossimo menando delinquenti in giro,
cercare di Iarsi giustizia da soli, erano leggi che andavano bene ai tempi di Babilonia. A Loverland
purtroppo no. Lo Iisso impaurita, non sapendo bene cosa aspettarmi.
'Vuoi arr..?, non riesco a dire il resto della domanda a voce alta.
'Scappa.', mi ordina come mi avesse letto nel pensiero.
'Cosa?.
'Corri, scappa. Diro che mi hanno colpito e che non sono riuscito a riprenderli..
'..Perche, Luke?.
Mi abbraccia e mi bacia sulle guance. Lo sento tremare.
'Mi sono inIiltrato alla CBM per indagare su Rylen. Pare non sia un tipo molto a posto. Solo che lui
mi ha raccontato tutto di te. Non so perche l`abbia Iatto onestamente. So tutto di te, sulla tua vita. E
sapere non mi lascia indiIIerente. Avrai sbagliato d`accordo, ma l`hai Iatto perche sei un cuore di
ragazza. Senza di te, molte bambine sarebbero state violentate, molte persone sarebbero state
malmenate ingiustamente, molte altre sarebbero state...
'Calmati adesso, Luke., gli dico, sentendo un groppo nella gola. Qualunque cosa sia, tento di
rimuoverla. 'Ho Iatto quello che ho Iatto, proprio perche doveva essere Iatto. E non mi sento
un`eroina. E` un po` come se ti trovi in classe davanti ad un tema senza aver studiato. Lo devi Iare
comunque, lo devi Iare e basta. Tu hai il tuo compito, io ho scelto il mio. RiIarei tutto quello che ho
Iatto. Perche nel suo essere sbagliato e proIondamente giusto, mi capisci?.
'Come uomo ti capisco e ti scagiono, ma come poliziotto io..io non posso..
Mi lascio sIuggire un ghigno amareggiato.
'L`unica cosa che non capisco e il perche Rylen.Insomma lui.perche ha dato cosi tanta
importanza a me?, sospiro.
'Vai a saperlo!, si stringe nelle spalle. I suoi occhi tornano a sproIondarsi nei miei. 'Ma ora che ho
scoperto tutto, voglio che tu resti libera..
'Luke..io, non posso scappare. Ti metterei nei guai con i tuoi superiori. E poi mi riprenderebbero
in meno di tre giorni. E` una pazzia. Te ne rendi conto?.
'Fidati di me, Corin. Prendi un aereo, un treno, quello che ti pare. E scappa..
'Ma..
'VAI ti ho detto. Vattene, non voglio piu vederti. VATTENE VIA!, mi spinge.
Non mi piace il bivio che ho davanti a me. Maledizione! Gli lancio uno sguardo Iebbrile,
sentendomi ad un tratto incoraggiata a dar voce a cio che penso da molto.
'Mi sono chiesta tempo Ia se Iosse giusto quello che stavo Iacendo. Di primo impatto mi sono
risposta di si, che era giusto. Ma sai, negli ultimi anni ho imparato ad ascoltare molto bene la mia
coscienza e lei non sbaglia mai. MAI! E guarda caso lei mi ha appena detto che non e aIIatto giusto
scappare..
'Ma perche no? Perche?', sbraita, scuotendomi per le spalle.
'Ti metterei solo nei guai..
Un`ombra appare nei suoi occhi. Quando mi guarda, il colore delle sue pupille si scurisce.
'Stupida! Sei una stupida!...Non pensare a me..
Impiego un minuto buono per rispondere. Non perche non so la risposta, ma perche la sua reazione
mi ha lasciata senza parole.
'Se io mi trovo in questo guaio e perche ho pensato sempre piu agli altri che a me stessa.Non me
ne andro, Luke..
Dal Iondo del vialetto di casa mia posso vedere i miei genitori abbracciati davanti all`ingresso. Sono
cosi emozionata che non riesco nemmeno a chiamarli.
'Signori Alley.., prende voce Luke. 'Ecco vostra Iiglia..
'Oh mio Dio!!!', esclama mia madre, correndomi incontro.
Ci abbracciamo a lungo, lei con le lacrime agli occhi, io con un`ansia crescente che mi attanaglia lo
stomaco.
Avranno gia chiamato la polizia? Li avranno gia messi al corrente di quello che Luke ha scoperto?
E loro? Cosa gli avranno risposto loro?
'Come stai piccolina mia?', mi chiede Andy, accarezzandomi una guancia. Ti hanno.?.
'Stai tranquillo papa. Ormai dovresti saperlo che sono Iatta d`acciaio., mi sIorzo di ridere.
'Eh gia.mi hai perIino salvato la vita., ammicca.
'L`hai detto questo alla polizia?', m`inIormo, stringendo le mani in pugno.
Mi lancia uno sguardo d`intesa, lasciandosi sIuggire un sorriso. 'Niente polizia., e mentre lo dice,
si ricorda della presenza di Luke. 'Ehm.salve., lo saluta ridacchiando impacciato.
Mi accorgo che Luke sta trattenendo un sorriso divertito.
'Ispettore Luke Murray, piacere di conoscere i genitori di una ragazza cosi in gamba. Adesso
scusatemi ma devo andare a stendere il rapporto. Corin, ora cerca di riposare tranquilla.
'Ehm, Luke?, lo rincorro.
'Non ringraziarmi..
'Ah, si, e vero. Beh, grazie., mi aggiusto i capelli. 'Ma volevo dire un'altra cosa per la verita.,
i miei occhi si accendono di sIida. 'Il rapporto lo scriverai in centrale o nel reparto contabilita della
CBM?.
La mia vena polemica non gli sIugge.
'Non potevo dirtelo, Corin. Tu capisci..
'Beh, quindi siamo pari. Un segreto a testa..
'Ho capito., annuisce lentamente.
'Devo parlare con i miei genitori., gli spiego, guardando di sIuggita mio padre.
'No., si rabbuia.
'Come no?, gli aIIerro un polso. 'Loro.sanno. Piu o meno..
Si toglie il cappello della divisa e me lo mette in testa, scrollando il capo in senso di diniego.
'Cosi non va bene.', sospira. Non va bene per niente..
'Cosa c`e che non va?.
Si piega per parlare accanto al mio orecchio. 'C`e che le tue labbra sono sempre cosi distanti dalle
mie..
Lo Iisso incerta. Devo essermi persa qualche passaggio. O magari un intero capitolo. Forse tutte
quelle botte in testa mi hanno Iatto dimenticare qualcosa per davvero.
'Ci sono i tuoi genitori., ricorda piu che altro a se stesso.
Mio padre ci tiene sott`occhio. Sono certa che non gli e sIuggito cio che Luke mi ha appena
dichiarato, perche la sua espressione e tornata a Iarsi apprensiva. Ora che lo guardo bene, noto che
ha la barba incolta e due proIonde occhiaie scure. Deve essere stato molto in pena.
'Li hai trovati?, mi chiede Andy, approIittando di una distrazione da parte di mia madre.
'Per la verita loro hanno trovato me, comunque sono scappati.
'Li prenderemo, signor Alley. E` una promessa.', s`intromette nel discorso Luke. Ora non dovete
piu preoccuparvi di nulla. Beh, sara meglio che vada adesso. Devo dare qualche spiegazione ai miei
superiori., aggiunge amareggiato.
'Luke, vuoi veramente prenderli?, gli bisbiglio all`orecchio.
'Certo, Corin. E lo Iaro, stai tranquilla.
'Allora cerca negli archivi della CBM. Quei due erano nel libro paga di Rylen, Iino a qualche
tempo Ia.
'E tu come lo sai?.
'Un segreto a testa, ricordi? Adesso e il tuo turno., lo sIido divertita.
'Perche non entri un secondo?, ci interrompe Andy. 'Cosi mi metti al corrente di cio che e
successo.
'Volentieri., gli sorride.
'VOLENTIERI!', ribatto strillando per l`ansia.Ma.non dovevi tornare in centrale?.
'Il rapporto puo attendere qualche minuto. non ti preoccupare..
'No, che non puo attendere.', insisto cocciutamente.
'Smettila, sara solo una chiacchierata paciIica, non temere..
Maledizione. Mi mordo il labbro. Non che non gradisca la sua presenza, anzi. Il punto e che devo
chiarirmi con i miei genitori e Iarlo con un poliziotto accanto non e il massimo.
Mio padre si mette tra me e Luke, posando le braccia sulle nostre spalle. 'Entriamo?.
Ammutolita, osservo la porta di casa. Mia madre ci ha preceduti per mettere sul Iuoco il bollitore e
la vedo aldila della Iinestra posare agitata quattro tazze sul tavolo. Quando Iacciamo per entrare,
Andy si blocca sulla soglia e guarda Luke con espressione tesa.
'Hai intenzione di arrestare mia Iiglia?, gli chiede tutto d`un Iiato.
Luke sorride, osservandomi di sbieco. 'Io e Corin ci siamo scambiati una promessa. Non diro nulla
ai miei superiori a patto che lei smetta di Iare la.pazza!, le labbra gli si aprono in un ampio
sorriso nel pronunciare l`ultima parola.
Andy gli stringe la mano. 'Grazie di cuore, Luke..
Poi si volta serio verso di me, Iacendomi rabbrividire. 'Tua madre e convinta che tu Irequenti un
gruppo di amici piuttosto. irrequieti. Ma io ho capito benissimo cio che Iate., sospira col naso,
studiando in modo strano i miei occhi. Come a voler leggermi dentro. 'Lascia che questa vita la
Iacciano persone come Luke. E` ora che capisci che non Ia per te. E ricorda, dovessi mai accorgermi
che continui a Irequentare quelle persone. ti Iermero io!.
Maturit
'Corin!, si lamenta Andrew, mentre col gomito colpisce il mio mento. 'Si puo sapere a cosa stai
pensando?'.
Retrocedo stordita di un passo. 'Vacci piano con quei pugni, sei diventato pazzo?.
'Sei tu che non ti diIendi., allarga le braccia.
Mi passo l`asciugamano dietro al collo. EIIettivamente non ho piu alcun stimolo. La mia mente
vaga in cerca d`equilibrio. L`entusiasmo di aver toccato Iinalmente la ragione degli ultimi due anni
della mia vita si e a poco a poco aIIievolito, per Iar posto ad un`incontrollabile paura.
Si, ho paura. Non del dolore Iisico s`intende, ma di venire scoperta dalla polizia.
La rabbia in questi anni e stata la mia adrenalina, il motivo del mio comportamento, incosciente e
perIino spavaldo. Ma se venissi scoperta, se Luke venisse meno al suo patto, tutte le mie certezze, i
punti Iermi della mia vita, le cose che mi hanno permesso di andare avanti nonostante tutto,
verrebbero meno. E non sono pronta per questo. Perche quindi allenarmi, se non ho piu la minima
intenzione di partecipare alle ronde? A cosa serve?
Alzo il braccio per parare un suo pugno. 'Basta cosi, Andrew!, lo Iisso seria.
I miei compagni si voltano verso di me, interrompendo l`allenamento. Mi osservano ammutoliti,
aspettando le mie prossime parole.
'Basta con l`allenamento?, mi chiede Andrew, con un Iilo di voce.
'Non Iar Iinta di non capire., alzo gli occhi al cielo. 'Sai bene a cosa dico. Basta..
Anne si sposta velocemente verso di me e mi aIIerra la mano. 'Ti togli dal gruppo?, mi domanda
angosciata. 'Non puoi Iarlo!.
Come sempre e la prima a capire.
'Non posso?, sbotto. 'Guarda che quando abbiamo deciso di Iormare questo gruppo, non e mai
stato detto che c`era l`obbligo di Iarne parte Iino alla vecchiaia. Ed ora io me ne vado.
Andrew spinge di lato Anne e mi si para di Ironte. Sento il suo respiro accelerare di Ironte alla mia
espressione decisa. Di colpo scuote la testa, evitando di guardarmi negli occhi.
'Ci abbandoni quindi?, mormora.
'Ve la caverete benissimo anche senza di me., mento, ignorando i sensi di colpa.
'Non dire cazzate., interviene Derryl, gettando a terra il suo palo. 'Senza di te non ce la Iaremo
nemmeno a Iermare qualche ragazzino che prende in giro la propria compagna di banco. E adesso te
ne Ireghi di noi e te ne vai. Bella amica...
'Noi non siamo amici., gli ricordo aspra. 'Lavoriamo insieme e basta. E se volete un consiglio,
Iate come me. Cercate vendetta in qualche altro modo..
'Tu non ci lasci cosi., protesta Derryl. 'Tu rimani con noi e.
'Invece se ne andra., lo blocca Andrew, posandogli una mano sulla spalla. 'Se e questo che vuole,
noi non possiamo Iare niente per impedirglielo. Corin ha ragione su una cosa.nessuno di noi e
obbligato a restare nel gruppo..
Si rimette Ironte a me, osservandomi con aria di sIida, ma i suoi occhi, non riescono a nascondere a
lungo le sue emozioni, e man mano che passano i secondi riprendono a riempirsi della loro naturale
dolcezza.
'Segui la tua strada, Corin., bisbiglia commosso. 'Ti chiedo solo una cosa..Perche?.
Lo abbraccio sentendo un doloroso groppo alla gola.
'L`ho promesso a Luke..
Sento un suo Iorte sospiro sbattermi contro la guancia. 'Non dimenticarti comunque di noi..ti
siamo molto aIIezionati. Vieni a trovarci..non metterci in un cassetto..
'Te lo prometto Andrew., tiro su col naso.
Rimaniamo abbracciati ancora per qualche altro secondo poi d`improvviso si scosta e si rivolge con
tono severo agli altri due. 'Rimettiamoci al lavoro. D`ora in poi ci sara molto da Iare..
Mi strizza l`occhio, mentre retrocedo silenziosa verso l`uscita. Quando alzo la mano in segno di
saluto, nessuno bada a me. Lascio la palestra con un senso di leggerezza che m`invoglia a ballare
per strada. Adesso posso essere me stessa con tutti. Sono riuscita a dire basta alla violenza, alla
menzogna, alla paura, al rischio e a non so quante altre cose. Non so nemmeno come ci sia riuscita,
ma l`importante e che adesso sono libera. Libera da tutto questo, da tutto cio che dicevo di amare, di
desiderare, ma che in realta disprezzavo. Eppure, lo sIarIallio che sento allo stomaco mi ricorda che
prima o poi, questa mia avventata decisione mi portera senz`altro a provare qualcosa piu di un
normale senso di colpa. Ho la netta sensazione che, nonostante tutto, nonostante la promessa Iatta a
Luke, da qui a poco mi ritrovero comunque a mentire a quella piccola parte di me che non e riuscita
ad allontanarsi da questa vecchia palestra. Ma ho bisogno di Luke, di un uomo che mi Iaccia dire
'Basta, Iermati!. E sono troppo egoista per non soddisIare questo mio capriccio.
Guardo l`orologio e Iinalmente riesco a mettere da parte la conIusione che ho in testa.
Attraverso la strada di corsa e per poco non inciampo nei lacci delle scarpe da ginnastica. Mi
aIIretto lungo le vie del centro e quando arrivo davanti alla centrale, trovo Luke ad attendermi sulla
gradinata.
'Scusami tanto., gli vado incontro traIelata.
'Non Ia niente. Sono appena uscito..
'Il Iatto e che odio arrivare in ritardo.', insisto.
In realta non me ne importa nulla di giustiIicarmi, solo che sono talmente emozionata che non
riesco a pensare a nulla di piu sensato da dire.
'E come mai lo sei?, mi chiede, improvvisamente sospettoso.
'Sono stata da loro..
'Mi pare di essere stato suIIicientemente chiaro su questo punto., la sua mascella d`irrigidisce. 'E
credo lo sia stato anche tuo padre. O sbaglio?
'Lo so., mi stringo nelle spalle. 'Ma non potevo certo dargli per teleIono una simile notizia..
I lineamenti si distendono un poco. Mi stringe una mano, sIorzandosi di trattenere un sorriso
soddisIatto. 'Quindi come d`accordo. Sei uscita dal gruppo?!.
Un altro sIarIallio mi attanaglia lo stomaco. 'Si., riesco a dire.
'Ti va di venire a casa mia? Abito proprio qua dietro, mi propone.
'Ma non dovevamo andare al cinema?, gli ricordo.
'Non mi va di andare al cinema., arriccia il naso.
'Beh, allora potremmo..
Posa un dito davanti alle mie labbra per zittirmi. I suoi occhi si sono accesi di emozione. 'Hai paura
di venire a casa mia?, mi chiede divertito.
'Io paura?', cerco di smentire la sua ipotesi.
Mi passa il braccio attorno ai Iianchi, intanto che ci avviamo lungo la strada. 'Non devi averne. Tra
l`altro, saprai sicuramente diIenderti da un mio eventuale corpo a corpo., mi stuzzica con un
sorriso carico di doppi sensi.
Gli lancio un`occhiataccia, ma poi mi ritrovo a ricambiargli un sorriso beota. InIondo, la sua non e
assolutamente una proposta.
'Si, sapro diIendermi.', lo sIido, posando la tempia sulla sua spalla.
'PerIetto., ride, Iermandosi davanti al portone di un ediIicio arancio. 'Io abito qui. Presumo
allora che possiamo salire..
Annuisco lentamente e lo seguo su per le scale, tenendo lo sguardo Iisso sui gradini.
Entrando nel piccolo appartamento mi si stringe il petto per l`ansia. La paura sta diventato
ingestibile.
'Vuoi bere qualcosa?, mi chiede, aiutandomi a togliermi la giacca. La lascia cadere sul divano,
sopra una pila di lenzuola pulite.
'Grazie., gli sorrido nervosa.
InIila la testa nel Irigo. 'Ho un po` di vino vecchio o.del vino ancora piu vecchio., mi propone
dubbioso.
'Va benissimo il vino vecchio..
Versa il prosecco in due calici e me ne porge uno.
'Alla nostra.', Ia tintinnare il bordo del suo bicchiere contro il mio.
Ne bevo un generoso sorso. Sa di aceto. 'Com`e andata al lavoro?.
Luke e talmente concentrato sui miei occhi che per un po` ho il sospetto che non abbia sentito la
mia domanda.
'Come tutti i giorni., mi risponde con una smorIia. 'Ho giocato a carte con tre miei colleghi Iin
quando e arrivata una signora a sporgere denuncia. E poi sono uscito per incontrarmi con la mia
Iidanzata., mi bacia in Ironte.
'Una denuncia?, aIIilo lo sguardo. 'Per cosa?.
Annusa disgustato il vino. 'Perche t`interessa?.
'Potrei chiamare And., le parole mi si smorzano in bocca sotto il suo sguardo Iurente.
'Corin. Abbiamo Iatto un patto..
'Lo so., rispondo innocente. 'Ma so anche che la polizia non Iara nulla per aiutare quella donna,
percio..
'La polizia sono io., m`interrompe brusco. 'D`accordo, ultimamente non e che siamo stati proprio
un esempio da seguire. Ma mi sto muovendo per migliorare le cose..
Mi sIorzo di bere un altro sorso, poi abbandono il calice sulla credenza, mi alzo sulle punte dei
piedi, gli passo le braccia attorno al collo e avvicino le mie labbra alle sue. Restiamo qualche
secondo con gli occhi negli occhi.
'Devi Iidarti di me. Io non sono come tutti gli altri miei colleghi..
'Gia., ribatto acida. 'Pero mi avevi promesso d`indagare sugli assassini di mio Iratello. E invece
oggi hai passato tutto il pomeriggio a giocare a carte..
'Sto indagando, Corin. Ma non e Iacile Iarlo da solo. Ti prometto che li prendero., bisbiglia,
avvicinando le labbra alle mie.
Poi le nostre bocche s`incontrano.dapprima timorose, poi sempre piu appassionate. In meno di
trenta secondi siamo gia sdraiati sul suo lettone, liberi dai vestiti, lontani dalla realta.
'Senti Luke.., di colpo blocco le labbra sulla sua clavicola.
'Non mi dire che non l`hai mai Iatto perche non ti credo., mi sorride.
'Ooh. smettila di scherzare., sbuIIo. 'Il Iatto e che. che. insomma io..
'Tu?, mi guarda curioso, sollevandosi su un gomito.
'Io non.non so Iare l`amore., ammetto timida.
Si alza a sedere per potermi osservare meglio. I suoi occhi si sono accesi di curiosita.
'Si, insomma.ehm.volevo dire che non so Iare tante cose., continuo.
'Per esempio?, mi chiede, trattenendo a Iatica una risata.
'Beh.tutte quelle cose strane. Sai..la donna con le gambe in su e via dicendo., avvampo.
Mi guarda corrugando la Ironte, senza capire se sto scherzando o meno. 'Le gambe in su?!, chiede
incerto.
'Si, e anche in obliquo o in laterale..tu.tu sei piu grande e maturo di me e avrai senz`altro piu
esperienze mentre io..
Scrolla la testa ridendo. 'Giuro.una come te non mi e mai capitata. Le gambe in su..cose da
pazzi!..., poi torna a Iarsi serio. 'Davvero non l`hai mai Iatto prima?.
Annuisco senza alzare altre polemiche e cerco di mantenere la calma mentre le sue labbra si posano
sul mio collo. Mi lascio totalmente andare sotto la pressione sicura delle sue mani e gli permetto di
guidarmi verso una totale, completa e assurda perdita dei sensi.
Quando risollevo le palpebre, la luce penetra dalle persiane socchiuse sbattendo contro il mio
braccio nudo. Luke si toglie da sopra di me sistemandosi su un Iianco e mi lascio Iinalmente
sIuggire un sorriso. Sbircio verso di lui per controllare cio che sta Iacendo, prima di raccogliere i
miei vestiti da terra e iniziare ad inIilarmeli.
'Dove vai?, mi chiede, abbracciandomi da dietro.
'A casa. e tardi.
'Fai l`amore con me e te ne vai cosi?, dal suo tono intuisco che e proIondamente oIIeso.
M`inIilo le scarpe e mi aggiusto i capelli.
'Ci vediamo domani?, mi chiede con un Iilo d`ansia nella voce.
'Stasera no?, mi volto delusa.
'Sono di servizio., mi spiega sbuIIando, mentre raccoglie la mia borsetta da terra. Mi aIIerra per i
Iianchi e mi bacia dolcemente. 'Corin., studia attento la mia aria tesa. 'Non essere cosi agitata.
Abbiamo Iatto l`amore. E` stato bellissimo. Sei la mia Iidanzata e ti amo. Non c`e niente di
sbagliato in tutto questo..
'Lo so., annuisco soprapensiero. In questo momento la mia testa e altrove. 'E` vero. Non c`e
niente di sbagliato., concordo con tono tombale.
Mi sIorzo di sorridere mentre mi accompagna alla porta. Non sono contenta, ma in un certo senso
mi sento su di giri. Quasi elettrizzata! Ascolto con attenzione i miei pensieri che si mescolano con le
parole appena sussurrate da Luke. Non riesco a capire se mi sento elettrizzata per aver Iatto l`amore
col mio Iidanzato o se per aver abbandonato Andrew. Ed entrambe le cose non mi soddisIano per
niente.
Quando lascio il suo appartamento mi accorgo che le mani mi stanno tremando. Spio la mia Iaccia
attraverso lo specchio nell`ascensore. Sono uguale a prima. Forse un po` tesa.
Il trillo del mio cellulare mi Ia sussultare.
'Ciao Corin.., la voce di Andrew e accesa di ansia.
'Cosa vuoi?, sbuIIo.
'Come sei brusca.volevo solo sapere come stai..
'Ci siamo visti solo due ore Ia., alzo gli occhi al cielo. 'Comunque sto di corsa. Possiamo sentirci
in un altro momento?.
'NO..! Ecco, io..volevo chiederti un Iavore..
Ecco lo sapevo.
'Andrew..perche ho l`impressione che la mia risposta sara un secco 'no?.
'Ooh andiamo, Corin. Non ti avrei cercata se non Iosse tanto importante..
SbuIIo seccata. Ci mancava solo Andrew. 'Sentiamo. Cosa ti serve?.
'Ho bisogno del tuo aiuto per stasera...
'NO!', rispondo secca.
'Guarda, sarei pure disposto a pagarti., insiste.
'No, Andrew. No e no. Ti saluto..
Riaggancio Iuriosa e resto per un po` a Iissare il cellulare. Sembra pesare una tonnellata nella mia
mano. Mi sento tremendamente in colpa. Non potrei mai sopportare che ad Andrew possa accadere
qualcosa per colpa mia. Pero ho Iatto una promessa e ho tutta l`intenzione di mantenerla.
Mentre penso a questo, apro lo sportellino del cellulare.
Non mi piace per niente l`idea che si e inIilata prepotente nella mia testa. Dovrei pensarci bene,
prima di Iare quello che sto per Iare. Mio Dio, cosa sto per Iare? Non posso Iare una cosa simile!
Non posso. Compongo il numero di Andrew.
Lo sto Iacendo.
'Cosa c`e, Corin?', mi risponde al primo squillo.
Le porte dell`ascensore si aprono.
'Senti Andrew. ci ho ripensato..
C`incontriamo davanti alla palestra alle dieci di sera. Appena Andrew mi passa un palo d`acciaio
vado nel panico, spaventata piu che altro all`eventualita che Luke o qualche suo collega possano
vedermi.
'Hai gia controllato che non ci siano poliziotti nei dintorni?, gli chiedo, guardandomi attorno.
'Sono qui gia da un`ora., mi tranquillizza.
'Bene., annuisco piu calma. 'Allora? Cosa mi sono persa?.
'So da Ionti sicure che stasera il gruppo di Hamed s`incontrera al deposito della stazione..
'E allora?, mi stringo nelle spalle.
'Corin.va bene che hai tanti pensieri per la testa, ma davvero il nome di Hamed non ti dice
niente?, si spazientisce.
'Droga?, azzardo.
'Esatto..
C`incamminiamo lungo la via principale, evitando di proposito quelle secondarie per non correre il
rischio di imbatterci in qualcuno e arrivare troppo tardi al deposito.
'Dove sono Anne e Derryl?, gli chiedo.
'Sono gia li che controllano il posto..
'E` pericoloso.perche li hai mandati da soli?.
'Il nostro lavoro e sempre pericoloso.'.
'Il vostro vorrai dire., puntualizzo.
'Questa sera e anche il tuo.
'Hai ragione..questa sera. Ma mai piu, Andrew. Prendilo come un Iavore personale..
Camminiamo in Iretta senza piu scambiarci una parola. Arrivati sul posto intravedo gli altri nostri
due compagni nascosti dietro a delle enormi casse di legno. Accenno un saluto con la mano.
'Qual e il mio ruolo?, gli chiedo tranquilla.
'Entrerai insieme a me e al momento giusto ti diro..
'Al momento giusto so da me cosa Iare., lo interrompo. 'Entriamo. Voglio trovare un nascondiglio
prima che arrivi Hamed..
La porta del magazzino e aperta. Strano, raramente la notte vengono Iatti lavori di scarico.
Prendiamo posto dietro a delle casse simili a quelle che ho visto all`esterno e rimaniamo in attesa
nel piu assoluto silenzio. Intuisco che Andrew e agitato da come continua a grattarsi il polso. Provo
a tranquillizzarlo massaggiandogli una spalla, ma la situazione non migliora. Dopo dieci minuti
Iermi nella stessa identica posizione, diventa diIIicile anche per me non tradire emozioni.
'Sei tesa!, mi Iissa nell`oscurita.
'Lo so..
'Stai tranquilla. Andra tutto benissimo come sempre., sussurra al mio orecchio.
'Non e questo, Andrew., sbuIIo.
L`idea di aiutarli puo avere conseguenze negative. E a pagarle al solito, saro unicamente io.
'E cos`e allora?, mi chiede premuroso.
'Se uno solo di loro riesce a colpirmi, come giustiIichero a Luke ematomi o altre contusioni?,
mentre lo dico un brivido mi attraversa la schiena.
'Allora e lui il motivo del tuo dietroIront?.
'Diciamo che lui e la scusa che andavo cercando!, puntualizzo stizzita.
'Non occorre che ti ricordi quanto puo essere pericoloso un tuo coinvolgimento sentimentale con un
poliziotto, vero?.
'Te l`ho detto. Abbiamo stretto un patto..
'E.come va con lui?, mi chiede con un tono aspro.
'Fino a questo momento benissimo..
Lo sento armeggiare con qualcosa sotto la cassa, ma nel buio non riesco a vedere bene cosa stia
Iacendo.
'Mettiti questo., mi suggerisce dopo qualche attimo, passandomi un elmetto giallo da operaio.
'Io non combatto con quella cosa in testa., mi ritraggo inorridita.
'Allora buona Iortuna., alza gli occhi al cielo.
Trascorre un`altra buona mezzora prima che arrivi il gruppo di Hamed.
Sento in lontananza delle voci accompagnate a dei passi. Nella penombra posso scorgere le Iigure di
tre uomini che si parlano in una lingua incomprensibile.
'Stanno eIIettuando lo scambio., bisbiglio ad Andrew, senza perderli di vista. 'Cosa Iacciamo?.
'Possiamo Iare solo due cose..
'Una di queste e scappare., commento spaventata. 'L`altra?.
'Usciamo insieme..tra pochi secondi saranno qui anche Derryl e Anne., mi risponde.
Ci spostiamo con cautela da dietro le casse e ci avviciniamo a quei tre rasentando il muro. Ci danno
le spalle, percio se riuscissimo a non Iare il minimo rumore, li potremmo cogliere di sorpresa.
Quando mi separano solo pochi passi da uno dei tre, con un balzo lo aIIerro al collo e lo trascino a
terra mentre Andrew Ironteggia gli altri due.
Colpisco la sua mascella con due pugni e lo lascio inerme sul pavimento.
Sto per aIIrontare Hamed, quando un Iascio luminoso proveniente dall`esterno illumina le mie
gambe.
Con una capriola mi sdraio a terra, nel punto meno illuminato.
'Scappa!!, mi urla Andrew, correndo verso l`uscita sul retro.
I cani della polizia ci stanno puntando, seguiti da diversi uomini in divisa.
Scatto in piedi come una molla e corro dietro Andrew.
Saranno riusciti a scappare Derryl e Anne? Ci saranno dei poliziotti anche Iuori da questa uscita
secondaria?
AIIretto il passo e mi arrampico su un muretto in pietra ma proprio mentre sto per gettarmi sui
binari, una mano mi aIIerra per una caviglia, Iacendomi precipitare a terra. Quando mi volto resto
impietrita.
'CORIN?!.
Sgrano gli occhi. 'Luke..
'Ma brava! Bravissima!!!.
'Mi dispiace..io.
'Ti dispiace? TI DISPIACE?', urla Iurioso.
Non appena mi sollevo da terra, un suo violento ceIIone mi ci Ia tornare immediatamente.
Resta ad osservarmi per qualche secondo. I suoi occhi nel buio scintillano di rabbia.
'Scappa., mi bisbiglia.
'Luke...
'Fa come ti dico. Tra poco qua sara pieno di poliziotti e dubito che i miei colleghi saranno cosi
clementi..
Mi alzo nuovamente da terra e retrocedo di qualche passo, senza nemmeno tentare di mettere ordine
nella mia testa.
Mi lascia andare. Ma so benissimo che per ogni errore c`e un prezzo da pagare. E il prezzo che
dovro pagare io, sara molto alto.
'Addio Corin..
'Ti prego.perdonami., lo imploro, aggrappandomi al suo braccio.
'Mi hai Ierito.', scuote la testa, amareggiato.
'Lo so..
'E sto molto male..
'So anche questo..
'Me lo avevi promesso, Corin..
'Lo so, lo so. So di aver sbagliato e so come ti senti. Perche non e neanche la meta di come mi
sento io..
'Se sai tutto, perche sei qui adesso?', mi chiede. Non mi guarda mai, neanche per sbaglio.
'Perche sei tu a non sapere una cosa. Non sai perche l`ho Iatto. Luke, questa sera non sarei mai
voluta venire qua..
'Se non volevi Iarlo non ci saresti venuta.', ribatte, paonazzo per la rabbia.
'InIatti non volevo. Ma se non l`avessi Iatto, Andrew avrebbe corso seri rischi ed io non me la
sentivo di voltargli le spalle..
'Con questo stai dicendo che ogni volta che il tuo Andrew ti chiamera, tu correrai come un
cagnolino? E poi chi e? Il tuo capo Iorse?.
'No, non volevo dire questo. Ho sbagliato, Luke. Hai ragione. Ma avrei sbagliato anche a negare il
mio aiuto ad un vecchio amico in diIIicolta. Se gli Iosse successo qualcosa non me lo sarei mai
potuta perdonare. Ma io ho davvero chiuso con questa vita. Devi credermi..
'InIatti ti credo..
'E allora perdonami, Luke..Ti prego..
'Corin.ti ho perdonata nel momento stesso in cui ti ho permesso di parlarmi e di spiegarti., la sua
espressione da seria diviene torva. 'Il problema non e questo.Il problema e che non ti amo piu..
Si allontana con uno scatto, dandomi le spalle, senza nemmeno salutarmi. Allo stesso modo mi
volto, sentendo l`abbaiare di alcuni cani e scappo via, inghiottita nel buio della notte.

Allenatrice
E` esattamente una settimana che dormo, su per giu, tre ore a notte. Cioe da quando ho scritto
l`ultima lettera a Luke. Lettera alla quale lui, come per tutte le altre, non si e preso nemmeno la
briga di rispondere, alimentando cosi i miei sensi di colpa.
'Eccomi qui!!!, Irene entra nella mia stanza, gettando la borsetta sul letto.
'Ho mio Dio Irene!, le vado incontro per abbracciarla, 'Aiutami!.
'A Iar che?, mi studia allarmata. Spiegami cos` e successo. Prima al teleIono non sembravi
nemmeno tu..
Si siede sulla poltrona in vimini accanto alla Iinestra e si accende una sigaretta. Le passo il
posacenere.
Non mi piace quando mi guarda inarcando le sopracciglia. Non mi piace per niente. Il suo, e uno
sguardo decisamente troppo sarcastico perche io possa sopportarlo in un simile momento. Non c`e
niente di comico nell`essere mollati.
'Ti devo parlare, Irene.e una cosa seria..
'Spara!.
'Tu hai sempre detto che mi avresti aiutata in ogni momento della mia vita e che la nostra amicizia
era solida, vera, di quelle rare per intenderci e che.
'Corin! Taglia.cosa vuoi che Iaccia?, si spazientisce.
Tiro una boccata dalla mia sigaretta per darmi coraggio.
Maledizione.ho Iumato tanto in questi ultimi sette giorni che la sigaretta non e piu suIIiciente per
tenere a bada il mio nervosismo. Non accettera mai la mia proposta. L`ho sempre detto che Irene ha
la testa quadrata e tra pochi minuti me ne dara conIerma.
'Allora?, mi incalza.
'Ho bisogno del tuo aiuto, Irene., bisbiglio 'Ma prima rispondi a questa domanda: Hai mai
guardato un Iilm giallo?.
Mi guarda corrucciata per un lungo momento. 'Fammi capire. Tu mi hai chiamata in Iretta e Iuria
per sapere se guardo i Iilm polizieschi?
'Non polizieschi., la correggo. 'Film gialli..
'E non sono la stessa cosa?.
'Assolutamente no., ribatto convinta.
'Vabbe.comunque..si.credo di averne visti due o tre quando ero piu piccola..
'Bene!.
L`aIIerro per le spalle ansimando, guardandola Iissa negli occhi. 'Irene.cosa ricordi di quei Iilm?.
'Ma che cavolo ne so! Aspetta.Iammi pensare.beh..ecco.ma si, in una scena si vedeva
benissimo il culo di Brad Pitt..che spettacolo!.
'Maledizione Irene.dimentica per un momento il culo di Brad Pitt..
'E ti sembra Iacile? Comunque. vediamo. Mah, onestamente non ricordo bene, mi pare.ma si!
Non c`erano Iorse delle spie o qualcosa di simile? Forse erano detective..e chi se li ricorda piu.
Certo.avessero avuto lo stesso culo, me lo ricorderei..
'Esatto!, esulto.
'No, no, no.aspetta un attimo., si divincola dalla mia stretta. 'Aspetta, aspetta! Non mi starai
chiedendo quello che temo?.
Scuoto la testa annuendo.
'Ma tu sei matta!, sbraita 'E chi diavolo dovrei spiare?.
'Luke..
'Si, tu sei matta! LUKE e il poliziotto, non io. LUKE spia, indaga, non io o te o.o., si blocca ad
osservare la mia espressione angosciata. Sospira seccata, alzando gli occhi al cielo 'E va bene..
'Come?. Devo aver sentito male.
'Ho detto va bene., ripete, sIorzandosi di sorridere. 'A questo punto tanto vale che ci sbatti il naso
totalmente., si stringe nelle spalle Iingendosi indiIIerente.
Ah ecco! Volevo ben dire! Irene ha accettato per il semplice gusto di dimostrarmi che lei ha sempre
ragione. Vuole sbattermi davanti agli occhi la realta.
'Corin?', mi chiama. Quando avresti intenzione di cominciare?.
Guardo l`orologio sulla parete con aria concentrata, rimuginando tra me e me per qualche secondo.
'Dunque, Iammi pensare.se lui questa settimana ha questo turno. ok Irene, prendi l`orologio..
'Non ti starai esaltando un po` troppo? Inoltre posso chiedere dove stiamo andando o e di troppo
disturbo?', mi chiede, seguendomi a ruota giu per le scale.
Salgo in macchina in Iretta e Iuria. Non le do nemmeno il tempo di chiudere il suo sportello che gia
sono partita sgommando sulla ghiaia del mio vialetto.
'Prima tappa.la centrale..
'Ah si certo., ride divertita mentre beve un sorso di coca cola da una lattina. 'Perche secondo te ci
lasceranno entrare senza problemi in una centrale di polizia.
'E chi ha mai detto che vuole entrare? Noi aspetteremo che lui esca..
'Ehm.Corin!? Ho paura a chiedertelo.ma quando Iinisce il suo turno Luke?.
'Fra tre ore.
'E perche diavolo dobbiamo stracene appostate alla centrale per tutto questo tempo? Non bastava
che ci Iermassimo li davanti, quando lui Iiniva?.
Mi volto dubbiosa verso di lei. 'Dimmi un po`, Irene. Sei proprio sicura di aver visto dei Iilm
gialli?.
'Non sono sicura Iossero proprio dei gialli.pero da piccola non mi perdevo una puntata di
BeautiIul., ammicca.
'BeautiIul?!, ripeto Iuriosa.
'Stai scherzando? Quel teleIilm e molto meglio di un Iilm giallo. Con tutti quei sotterIugi., si
diIende convinta.
'Ringrazia che siamo arrivate, se no ti avrei gia strozzato.
Posteggio l`auto in un angolo buio e appartato dal quale, pero, ho lo stesso la totale visione della
centrale.
'Ok.siamo pronte. Hai sincronizzato l`orologio?.
'Io non l`ho mai avuto un orologio., mi sorride innocente.
'E io non ho mai avuto la tentazione, come ora, di ammazzarti., sbraito. 'Si puo sapere come
Iacciamo a sapere con esattezza l`ora precisa in cui Luke uscira di la?.
'Temo che non servano orologi., bisbiglia sgattaiolando rapidamente sotto il sedile.
Alzo lo sguardo verso il portone principale della centrale e lo vedo la, sui gradini. Mi appiattisco il
piu velocemente possibile al sedile e nascondo la testa tra le mie ginocchia sperando con tutta me
stessa che Luke non si accorga della mia presenza. Non riesco nemmeno ad immaginare la sua
eventuale reazione nello scoprire di essere stato pedinato. Anche se non ci vuole chissa quale
Iantasia per arrivare da soli a capire che la sua reazione si avvicinerebbe al Iurioso o giu di li. Alzo
di poco la testa, giusto il necessario per osservare di sIuggita quello che sta accadendo a pochi passi
dalla mia macchina e quando i miei occhi si spostano alla mia sinistra, s`incrociano con i suoi. La
Iaccia di Luke si piazza improvvisamente davanti la mia. Il suo sorriso e ben lontano dal divertito e
i suoi occhi che mi osservano in modo cupo, sembrano quasi vogliano incenerirmi.
'Ehm.ciao Luke., ridacchio nervosa.
'Io non centro. Vado a Iare una passeggiata., s`intromette Irene.
'Resti qua signorina., la Ierma Luke usando un tono perentorio.
'Alla Iaccia dell`angolino buio e appartato, mi sussurra sottovoce Irene.
'Senti Luke.posso spiegarti tutto., la mia voce non e aIIatto convincente.
'Patente e libretto, prego., dice brusco.
'Co.come?.
'Le ho chiesto di Iornirmi i documenti..
'Perche diavolo mi stai dando del lei?, sbotto conIusa.
Il suo sorriso diventa ancor piu sarcastico. 'Perche sono di servizio. La vede quella telecamera
lassu?.
Mi volto di scatto e mi accorgo che al muro alla mia destra, proprio sotto il cornicione, c`e un
dispositivo con una lucina rossa che si spegne e si accende in continuazione.
'E`.e una telecamera quella?, ridacchio imbarazzata sistemandomi sul sedile.
'Esattamente. I miei colleghi hanno visto la sua macchina parcheggiata qua, nonostante ci sia un bel
cartello di divieto di sosta e di Iermata. Cosi sono venuto di persona a controllare. Posso
domandarvi come mai eravate appostate qua con Iare sospetto?, nei suoi occhi passa un lampo di
divertimento.
'Beh.ecco. Ehm.non eravamo aIIatto appostate. Mi ero Iermata solo un attimo..
'Bene. A Iare cosa?, mi squadra.
'Niente, ehm.assolutamente niente..
'E posso chiedere come mai eravate rannicchiate sotto i sedili?.
'Aveva perso un orecchino., s`intromette Irene. Poi con Iare minaccioso si volta verso di me. 'Se
mi arrestano puoi ritenere Iinita la nostra amicizia..
Sento Luke alla mia sinistra sospirare nervosamente.
'Senti Corin.non ce l`ho con te. Ma la prossima volta che vorrai pedinarmi, magari non usare la
tua macchina. D`accordo?.
'Io non ti stavo aIIatto pedinando!, ribatto Iuriosa.
'Ne sei sicura?, alza un sopracciglio.
'Ma certo! Per chi mi hai presa?.
'Quindi non eravate Ierme in questo punto per spiarmi?, si rilassa un po`.
'Ti ho detto di no!, insisto sempre piu indignata.
'PerIetto., sorride appena.
Lo osservo mentre cerca qualcosa nella sua tracolla. Raccolgo le mie Iorze e dopo aver tossicchiato
un paio di volte gli chiedo: 'Quindi non sei arrabbiato con me?.
'Assolutamente no., mi risponde distratto mentre trascrive qualcosa sopra un taccuino.
'Scusa ma.cosa stai Iacendo ora?.
'Eri in sosta vietata. E, visto che non mi avete Iornito una spiegazione plausibile per la vostra
Iermata.ti sto Iacendo la multa..
'Stai scherzando?, chiedo allibita.
Non puo essere arrabbiato Iino a questo punto. Non puo! Se Irene non la smette di sghignazzare, la
strozzo sul serio.
'Ti sto Iacendo un grosso Iavore..
'Farmi una multa lo consideri un Iavore?.
'No! Ma almeno non ti sequestro la patente., ride.
'Vai al diavolo!!!, incrocio le braccia al petto sproIondando nello schienale.
'Devo aggiungere oltraggio a pubblico uIIiciale?, adesso sghignazza.
Lo osservo sempre piu Iuriosa mentre mi consegna la multa e parto in quarta senza nemmeno
salutarlo.
'Senti Corin..non prendertela. E comunque io te lo avevo detto che non era una buona idea quella
di pedinarlo., mi ricorda Irene con un ghigno.
'Ciao Irene.e grazie., taglio corto, Iermando la Renault davanti casa sua.
'Scherzi!!! Grazie a te. Non mi sono mai divertita tanto..
Le lancio dietro la lattina di coca cola vuota e aspetto che si richiuda la porta alle spalle prima di
ripartire e imboccare la provinciale nella direzione opposta a quella di casa mia.
Quando parcheggio di Ironte alla palestra, sono ancora incerta se essere Iuriosa o triste o entrambe
le cose.
Mi rannicchio sul sedile e giocherello con le chiavi della macchina per qualche minuto, prima di
entrare.
'Che e successo? Da dove viene quel sangue?, corro incontro ad Andrew.
Mi mostra il braccio e vedo un grosso taglio partirgli dal polso Iino al gomito. Aspetto che Anne
termini di medicarglielo, poi mi siedo accanto a lui e cerco d`indagare.
'Allora? Com`e accaduto?.
'Ero con Anne alla stazione. Stavamo cercando di Iermare degli italiani che avevano appena
malmenato due turisti inglesi per rapinarli. Ma poi loro hanno tirato Iuori i coltelli. Per Iortuna che
sono intervenuti i poliziotti...ah, a proposito, c`era anche il tuo Luke..
Mi si contrae lo stomaco.
'Li hanno arrestati?.
'Non lo so. Siamo dovuti scappare..
'Avreste dovuto Iarvi gli aIIari vostri.', li ammonisco.
'Proprio tu mi dici questo? Senti da che pulpito. Il Iatto e che noi tre da soli non..
'Ehi.non cercare di Iarmi sentire in colpa!', lo aggredisco.
'Tu eri Iorte.', continua quasi urlando. 'Con te potevamo Iarcela. Ed ora guarda invece come ci
riduciamo..
Studio Derryl per qualche secondo e mi rendo immediatamente conto che il mio vecchio allenatore
non ha tutti i torti ad aIIermare che senza il mio aiuto sono perduti. Mi chiedo come siano riusciti a
sopravvivere in quest`ultima settimana.
'Alza quel dannato gomito quando colpisci il tuo avversario, Derryl!, gli consiglio.
Derryl smette di colpire il grande sacco nero che pende dal soIIitto e mi Iissa inIastidito.
'Ascolta Andrew., mi volto a Iissargli il braccio Iasciato. Non sono ancora molto convinta di
essere.convinta di cio che sto per dire. 'Ho un`idea..
Mi si avvicina con un luccichio di speranza negli occhi. 'Che idea?.
'Non prendero parte a nessuna ronda e non partecipero a nessuna rissa. Niente di tutto questo.non
voglio correre il rischio di essere arrestata proprio dal mio ex Iidanzato..
'E allora cosa Iarai? 'mi domanda Derryl allargando le braccia.
'Aiutero Andrew ad allenarvi. Me ne staro lontana dai riIlettori..nessuno sapra della mia presenza.
Se vi beccheranno sarete unicamente voi a pagare. Il mio nome non dovra mai saltar Iuori. In poche
parole, io non esisto. Ma m`impegno ad allenarvi Iino a Iarvi diventare piu Iorti di me..
'Non lo so., scuote la testa Andrew. 'Certo, insieme potremmo insegnargli molto.ma e anche
vero che una settimana che non ti alleni. Avrai perso molto..
'Andrew!, ribatto scontrosa. 'Stiamo parlando di sette giorni..
Derryl alle mie spalle, approIittando della mia distrazione, mi aIIerra per la vita con l`intento di
gettarmi a terra. Gli blocco le mani e con violenza scatto la mia testa all`indietro andando a Iarla
sbattere proprio sul suo naso. Derryl lascia immediatamente la presa, e quando mi volto gli inIilo
una gamba tra le sue e gli sIerraglio un pugno Iacendolo Iinire a terra, steso sul dorso. Gli premo la
gola calpestandola con un piede e sorridendo compiaciuta resto ad osservare Andrew.
'Corin..Iorse gli stai Iacendo del male.', interviene lui.
'Togliero il mio piede solo e quando ammetterai che in questi ultimi giorni non mi sono trasIormata
in una Iemminuccia..
'Senza ombra di dubbio.', applaude soddisIatto. Pero ora, magari.lascialo andare..
Tolgo il piede e aiuto Derryl a rialzarsi.
'Tu.tu..tu sei pazza. Potevi uccidermi lo sai?.
'AutodiIesa.sei stato tu a colpirmi per primo ed io sono stata costretta a diIendermi! Allora? Che
ne pensate? Si puo Iare?.
Andrew mi stringe la mano raggiante, neanche Iossimo stati due impresari che stipulano un accordo
Iinanziario e subito a ruota Derryl imita il suo gesto. Me ne torno a casa sentendomi pienamente
soddisIatta. Da adesso in poi non verro piu assalita dal rimorso di non averli aiutati. Daro il meglio
di me stessa e solo quando vedro dei risultati soddisIacenti, potro davvero sentirmi libera
d`abbandonare totalmente il mio passato.
Complessi
La sera dopo arrivo a casa di Nick piuttosto in anticipo, percio ne approIitto per aiutarlo a sistemare
le cose per la Iesta. Riempio delle ciotole di porcellana bianca con patatine e salsa messicana e mi
oIIro come volontaria nella preparazione dei cocktail.
Era da tanto che non partecipavo ad una delle sue storiche Ieste.esattamente da quando ho
cominciato a Irequentare Luke. Provo ad immaginarlo con un bicchiere di birra in mano e
Iinalmente mi scappa un sorriso.
Improvvisamente un lampo di lucidita attraversa la mia mente, Iacendomi vedere con piu chiarezza
la relazione che avevo con lui. Credevo di aver incontrato un super eroe, mentre ora Iatico a
considerarlo un uomo.
'Stai pesando a lui, non e cosi?', Nick interrompe i miei pensieri.
'Nick.secondo te.Luke ed io.?.
'No!!!', mi risponde, senza Iarmi terminare la Irase.
'Ma se non hai sentito nemmeno la domanda!.
'Dico no a priori..tu e Luke non eravate una coppia.eravate un NO..
'Ne sei sicuro?', gli chiedo masticando una patatina.
'Diciamo che non sono l`unico a pensarlo..
Piego le labbra in una smorIia. 'E chi sarebbero gli altri?.
'Beh.una sei tu..
Poso sul tavolo la brocca colma di ponch e resto a Iissarmi le unghie, Iingendo disinteresse verso il
discorso che stiamo aIIrontando.
'Beh, poniamo che io sia.come sostieni tu.convinta che la mia storia con Luke sia stata un
macroscopico no. A questo punto non dovrei aver nessun problema a dimenticare e ricominciare la
mia vita come se nulla Iosse accaduto?! Giusto?.
'Oddio.non proprio.', mi stringe le spalle con Iare Iraterno. Nonostante tutto non sei un cane.
hai dei sentimenti anche tu..
'Nonostante tutto? Io ho dei sentimenti!!! Che signiIica 'nonostante tutto?.
'Santo cielo, Corin! Non divaghiamo. Sto semplicemente cercando di dire che, per quanto una
storia possa rivelarsi un totale Iallimento, quando si arriva al punto di chiudere, per Iorza di cose un
poco si soIIre. E dimenticare non e semplice. Guarda noi due per esempio., Ia un cenno con la
mano tra me e lui.
'Che centriamo ora, noi due?', divento sospettosa.
'Dai, Corin! E su.anch`io ho impiegato il mio tempo per dimenticarti quando mi hai lasciato.',
ammette con aria da cane bastonato.
'IO NON TI HO MAI LASCIATO!!!, sconvolta indietreggio di qualche passo. Noi.noi non
stavamo insieme veramente.e...e stato.oh mio Dio.speravo che tutto Iosse stato chiarito..
'Ma io ho soIIerto comunque.', mi guarda dritto negli occhi.
'Senti Nick, l`hai detto tu, non divaghiamo ok? Dimmi piuttosto cosa deve Iare una ragazza per
dimenticare il proprio ex., cambio discorso.
'Per prima cosa non dovrebbe rivolgere questa domanda ad uno che le sta dietro., replica.
'Tu?...Nick, cerca di capire., le mie guance da pallide diventano rossastre.
'Zitta!', mi posa un dito davanti al naso, puntando lo sguardo verso le scale in legno che portano al
piano superiore.
'Che c`e?', gli chiedo, voltandomi.
'Mi sembra di aver visto un`ombra., sussurra, parandosi di Ironte a me.
Resto Ierma per qualche secondo, concentrata nella stessa direzione del mio amico, ma nella
penombra non riesco ad intravedere nulla.
'Sei sicuro di aver visto qualcosa?, chiedo piu rilassata.
'Ho visto l`ombra di una persona spostarsi da quella camera lungo il corridoio.', indica la stanza da
letto dei suoi genitori.
'Magari tua madre e rientrata., ipotizzo.
Arriccia il naso. 'Non darei una simile Iesta se ci Iosse anche una sola possibilita che i miei possano
rientrare..
'Allora le possibilita sono due: o ci stanno Iacendo uno scherzo o e entrato qualcuno in casa tua.,
rabbrividisco. 'Spostiamoci in cucina, togliamoci dalla sua traiettoria..metti che e armato..
Mi segue ammutolito lungo lo stretto corridoio che separa il salotto dalla cucina. Apro il cassetto
della credenza cercando di Iare il meno rumore possibile ed estraggo due coltelli. Me ne inIilo uno
tra i jeans e la cintura poi mi volto verso Nick e gli lancio l`altro.
Oh mio Dio!!!
La lama gli passa a qualche millimetro dalla spalla destra, andando a conIiccarsi nello stipite della
porta. Nick mi guarda con gli occhi sgranati e con il labbro inIeriore che gli trema notevolmente.
Ho dimenticato totalmente di non essere con qualcuno del gruppo di Andrew.impensabile che una
persona Iuori allenamento possa avere i riIlessi per aIIerrare un coltello nel modo in cui l`ho
lanciato.
'Gesu.per poco non mi ammazzavi., impreca, rigido.
'Mi.mi dispiace.', estraggo con Iorza il coltello dalla porta e glielo passo con cautela. Ora
ascoltami bene. Lo sai usare?.
'Temo di no.cioe il principio dovrebbe essere..
'Taci!', gli tappo la bocca con la mano. Rizzo le orecchie, concentrandomi su ogni rumore. Mi e
sembrato di sentire dei passi. Senti.usalo solo se necessario.lo Stato puo accusarti di omicidio
anche se dichiari che hai agito per autodiIesa. Piuttosto..sai colpire bene con un pugno?.
'Ma certamente!', risponde con aria di sIida.
Alzo gli occhi al cielo esasperata.
'Colpiscimi!', gli indico la mia mascella sinistra.
'Ma sei pazza?', chiede sconvolto.
'Voglio essere certa che non mi sarai d`impiccio. Se dovro diIendermi non potro nello stesso tempo
diIendere te. Ora, Iammi vedere di cosa sei capace.sbrigati, non c`e tempo..
'Senti Corin, davvero, non posso..
Un rumore piu Iorte alle mie spalle mi Ia irrigidire. Dallo sguardo sconcertato di Nick, intuisco che
non siamo piu soli. Mi volto di scatto e mi ritrovo Iaccia a Iaccia con un uomo dalla grossa
corporatura. Il volto e nascosto dietro un passamontagna scuro.
'Non Iate un solo passo.', ci ordina con voce roca.
'Ch.che co.sa vuoi?', balbetta Nick, indietreggiando.
'Da te proprio niente.', gli risponde, lanciando a me uno sguardo voluttuoso.
'Ma davvero?', ribatto con un sorriso.
'Vediamo se sarai capace di Iarmi divertire.', avanza verso di me.
'Fermati!', esclama il mio amico. Sono armato..
Gli mostra il coltello, puntandoglielo contro con mano tremante.
'Nick, stai calmo..
L`uomo di Ironte a noi sbuIIa poi, senza preavviso, lancia verso il mio amico il suo coltello
seghettato. Riesco ad impugnare la lama al volo, proprio mentre si sta avvicinando pericolosamente
alla Iaccia di Nick.
'Bei riIlessi! E questo dove diavolo l`hai imparato?', mi chiede Nick, mentre mi prende per un
braccio trascinandomi verso la porta d`ingresso.
'Te lo spieghero..corri!!!.
Sento la presenza dell`uomo alle spalle mentre stiamo per raggiungere la porta blindata.
Maledizione! Inciampo nel tappeto del salotto e capitolo a terra. L`uomo ne approIitta
sovrastandomi sotto il suo peso.
'No Corin!!!.
Nick si blocca e resta pietriIicato con la mano sulla maniglia della porta, in bilico tra la tentazione
di scappare e quella di soccorrermi.
'Vattene!!!', impreco mentre cerco di liberarmi.
'Vuoi restare a guardare?', sibila divertito l`uomo mentre cerca di baciarmi il collo.
'Lasciala!', urla sconvolto Nick scagliandosi contro noi due.
All`altro basta una gomitata per Iar rotolare Nick a terra.
'Eccoci a noi due.
'Faresti meglio ad asciugarti la bava alla bocca.', rido tranquilla.
Lo colpisco alla Ironte con una testata, creandomi cosi l`opportunita di sgattaiolare da sotto il suo
corpo. Balzo in piedi con uno scatto, lo aIIerro per le spalle e gli sIerraglio una ginocchiata nei denti
Iacendolo rovesciare all`indietro.
'Ora sbaverai per altre ragioni.', ridacchio osservando con boria la sua bocca sanguinata. E ora
alzati..sempre se ce la Iai.
'Fanculo., mi risponde biascicando e sollevandosi sul gomito.
'OIIese a parte., ribatto stringendogli la mascella con una mano, Hai esattamente 20 secondi per
uscire da questa casa. E meno di un`ora per lasciare la citta..
Resto ad osservarlo mentre, barcollante, si alza sorreggendosi al tavolo imbandito per la Iesta e lo
seguo attentamente con lo sguardo Iino a che non raggiunge la porta d`ingresso.
'Un momento!, esclamo. Il ragazzo si blocca all`istante, irrigidendo i muscoli della schiena. 'Non
penserai davvero che creda tu sia entrato qui dentro per me?!...Svuota le tasche.
Lascia cadere sul pavimento diversi ori appartenenti alla madre di Nick, poi se la da a gambe dopo
avermi lanciato un` ultimo sguardo minaccioso.
Nick, con Iare titubante, si avvicina alla Iinestra per controllare se quell`uomo se ne sia veramente
andato e, dopo essersene accertato. mi abbraccia sospirando un paio di volte.
'Ti sei Iatto male cadendo?', gli chiedo divincolandomi dalla sua stretta.
'Un po` al braccio.ma passera in Iretta. Tu piuttosto, ti sanguina la Ironte..vado a prendere il
disinIettante..
Si allontana verso il bagno ma lo blocco stringendogli il braccio.
'Che cosa c`e?', gli chiedo teneramente.
Scuote la testa con Iare pensoso, poi guardandomi dritto negli occhi sospira. 'E` solo che non.beh
insomma, e piuttosto imbarazzante per me..
'Imbarazzante? Perche lo pensi?.
'Senti Corin..siamo amici da anni, e da anni io non Iaccio altro che proteggerti, viverti accanto,
selezionare i tuoi Iidanzati..in un certo senso ti ho Iatto da guardia del corpo. Ed ora, davanti ad
un vero problema, se non Iosse stato per te., allarga le braccia per Iarle poi ricadere pesantemente
lungo i Iianchi. Se tu non Iossi stata qua.se al tuo posto ci Iosse stata Irene, io non avrei potuto
Iare nulla per aiutarla. E per un uomo questo e molto imbarazzante..
'Non volevo inIrangere le rigide regole maschili. Capisco che per un uomo essere diIeso da una
donna non sia proprio il massimo.Se sei d`accordo potremmo sempre dire ai nostri amici che sei
stato tu a..
'Vado a prenderti il disinIettante.', taglia corto.
'Nick?!', insisto.
'Smettila Corin', alza la voce. 'Non m`interessa quello che potrebbero pensare i nostri amici a
riguardo. Non voglio dire di essere stato io..non e questo il problema.
'E allora qual e?.
'Il problema e che io sto guardando la mia migliore amica. E non riesco a vederla! Tu non sei
Corin! O almeno, non sei la Corin che conosco. E questo cambia tutto. Ero abituato a comportarmi
con te quasi come se Iossi tuo padre ed ora e tutto diverso. Come dovrei parlarti ora?.
'Come hai sempre Iatto?, gli rispondo incerta con un`altra domanda. Non capisco dove voglia
arrivare.
'Ah gia.certo!, sbuIIa. 'Immagino tu sia ansiosa di sentirti chiedere se hai bisogno di aiuto!
Resto a guardarlo silenziosa intanto che mi volta le spalle e non riesco a spiaccicare una parola
mentre annaspa all`interno dell`armadietto dei medicinali alla ricerca di un disinIettante.
Quando mi tampona la Ierita con il cotone imbevuto in un liquido rosa, sento il bruciore spandersi
per tutta la Ironte e stringo i denti.
'Non dirmi che ti spaventi per un taglietto alla Ironte? 'mi deride.
Gli blocco il polso costringendolo ad allontanarsi dalla mia Ierita con quel maledetto pezzo di
cotone.
'Senti Nick..io non sono una super-donna. Sono come tutte le altre.', gli spiego usando un tono
dolce ma ugualmente Iermo. D`accordo, non sono il tipo di ragazza tutta coccole che si impaurisce
davanti a qualche piccolo problema o a qualche situazione estrema. Ma per tornare alla domanda
che mi hai posto prima..si! Ho bisogno di continuare a sentirtelo dire..
'Dire cosa?
'Voglio che continui a chiedermi se ho bisogno del tuo aiuto, se ho bisogno di essere
protetta..perche si, Nick, dopo un`intera giornata trascorsa a diIendere gli altri, sento il bisogno di
avere anch`io qualcuno che si prenda cura di me. Ho bisogno di questo perche mi da Iorza.perche
io da sola non potro sempre Iarcela. Per tutto questo tempo e stata dura Iingere con tutti, ma ora so
che potro contare su di te e per Iarlo non dovro essere quella che in realta non sono. Non sono
un`eroina, non sono imbattibile ma non sono neanche indiIesa.sono Corin. Corin e basta!.
Si china lentamente verso di me accarezzandomi le guance.
Cosa sta Iacendo? Che DIAVOLO sta Iacendo???
Non puo volermi baciare! E` come voler dire al mondo intero 'io sono un cretino..e come se un
ragazzetto qualunque ci provasse pesantemente con Uma Thurman versione Kill Bill sperando di
uscirne indenne.
'Ma sei impazzita?, impreca cercando di rialzarsi dall`interno della vasca. 'Mi hai quasi staccato
la testa dal collo..
'Tu sei impazzito! Ed ora non venirmi a dire che sono diversa perche ti tiro un altro pugno.
Qualunque altra donna ti avrebbe colpito se tu avessi provato a baciarla cosi a brucia pelo..
'Baciarti?, domanda stranito mentre riesce Iinalmente a rialzarsi dalla vasca da bagno. 'Corin.io
non volevo baciarti. Stavo semplicemente controllando il graIIio che hai sulla Ironte..
'Ah.beh questo non potevo intuirlo., ridacchio arrossendo.
'D`accordo non potevi saperlo ma se vogliamo essere precisi, le ragazze normali colpiscono al
massimo con uno schiaIIo, non con un destro..
'Ok.mi dispiace Nick!, tento di scusarmi seguendolo per quasi tutta la casa. 'Cambia qualcosa se
ti dico che non lo Iaro mai piu?.
'No.
Si Ierma ad osservarsi allo specchio dell`entrata di casa e resta ammutolito nel vedere la mascella
gonIiarsi pian piano.
'Fra tre o quattro giorni non si vedra piu niente., lo riassicuro.
'Come Iai tu?.
'Come Iaccio a Iare cosa?.
'A non lasciarti mai colpire in volto..
'Sono stata colpita parecchie volte se proprio vuoi saperlo..
'E non ti mettevi a piangere dopo?.
'No. Ma in compenso gli disintegravo le nocche., gli spiego innocentemente.
Mi guarda scioccato, incerto se credermi o meno.
'Solo.solo per evitare di essere colpita ancora.', mi giustiIico.
'Ok.d`accordo. Lasciamo perdere, non voglio sapere i dettagli macabri. Dimmi piuttosto come
Iacevi a nascondere i lividi.,
'Ah quelli?.
Apro la mia borsetta e ne estraggo un piccolo contenitore scuro. Lo apro e glielo mostro.
'Correttore dell`ultima generazione. Nasconde qualunque imperIezione.se vuoi te lo presto e.
OH MIO DIO!!!.
'Che succede?.
'Stenterai a crederlo..
'Che cosa?.
'Quell`uomo..
'E` ANCORA QUI!!! ', urla sgomento, guardandosi attorno.
'Mi ha rubato il portaIogli.', rido dandomi una pacca sulla Ironte.
La sua espressione si rilassa immediatamente.
Con la coda dell`occhio vedo nel piazzale davanti casa la macchina di Irene. 'Stanno arrivando i
primi..
'Per Iortuna che Irene non e arrivata cinque minuti Ia., commenta.
Il suono del campanello mi Ia ragionare in Iretta.
'Senti, Nick., lo aIIerro per un braccio mentre sta per aprire il portone. 'Mi dispiace non aver
creduto nelle tue capacita..
'Ti sei diIesa. Punto e basta., scrolla le spalle.
'Ed io invece non sai quanto avrei voluto che per una volta non dovessi Iare tutto da sola. Quando ti
ho detto scappa, non hai idea di come avrei voluto essere al tuo posto. A me nessuno mai dice di
scappare ed io.io sono umana. Sono uguale a te. Forse con un po` piu d`allenamento, ma sempre
uguale a te ed ho paura..
'Paura?', mi chiede sbigottito. Paura di cosa?.
'Paura Nick, tutto qui. Ogni volta che devo aIIrontare un combattimento, ogni volta che arriva la
chiamata di Andrew..
'Andrew.il tuo allenatore?', chiede incerto.
'Gia proprio lui. Ogni volta.ogni maledetta volta sento le gambe irrigidirsi e il cuore che comincia
a martellare come un pazzo nel mio stomaco. Per piu di un anno sono uscita di casa la sera dicendo:
ciao mamma, ciao papa.e sapevo che quello poteva anche essere un addio. E non c`era nessuno
che mi diceva.dai Corin, non tremare, ci sono io qua con te
Il campanello suona ancora una volta.
'Irene sa?', mi chiede.
'Le ho raccontato qualcosa, quando sono uscita dal gruppo..
Si blocca per un istante Iacendosi pensieroso. 'Prima hai parlato come se volessi tornare a Iare la
tua vita di prima o sbaglio?.
'Io non li ho mai lasciati veramente.', incrocio le braccia sul petto guardando il suo volto
trasIormarsi. 'Anche quando non ero piu presente.non lo so.e come se la mia testa non si Iosse
mai staccata totalmente da loro..
'E di Luke che mi dici?', se ne salta Iuori a bruciapelo.
'Luke? Che c`entra Luke con questo?.
'C`entra! Secondo me sei uscita dal gruppo.posso chiamarlo gruppo, non e vero? Insomma
secondo me e stato per lui, per poter vivere la storia con lui che hai smesso di Irequentare quelle
persone..
'Non lo so.', sospiro conIusa. 'So solo che sono legata a loro. Non li amo piu di quanto ami te o
Irene. Il Iatto e che se non li stimassi al punto da considerarli una mia seconda Iamiglia,
equivarrebbe a non Iidarmi di loro. Sono disposti a sacriIicare la loro vita per me..se qualcuno mi
prende alle spalle ho la certezza che Derryl o Anne o Andrew sono dietro di me pronti a sIidare
chiunque abbia tentato di attaccarmi. A costo di subire quello che potrebbe capitare a me..
'Non riesco a seguirti., mi risponde mentre apre il portone.
'Ed e proprio questa la tua Iortuna. Perche se non mi capisci signiIica che nessuno ti ha mai
aggredito o colpito in pieno volto con.che ne so.con un asse di legno..
'Ti hanno colpita in volto..????, urla.
'Te l`ho gia detto Nick. Ricordi? Il correttore magico, poi riprendo con calma. 'Non sono
Superman. Non ho super poteri. Non vivo all`interno di un Iilm dove, terminata la scena di lotta, la
truccatrice mi toglie dal volto le macchie di sangue Iinto..
'Ciao ragazzi., urla Irene spalancando la porta di casa. 'E` gia iniziata la Iesta?, ci chiede,
notando qualche bicchiere caduto a terra.
'Io.io devo andare., dico senza pensarci su.
Il discorso che ho Iatto con Nick mi ha schiarito le idee. Nick si volta male verso di me. 'Dove devi
andare?.
Gli lancio un`occhiata colma di sottintesi, pregando che come ha gia Iatto in passato, sia
suIIicientemente pronto a tenermi il gioco.
'La malattia di mia nonna questa sera si e aggravata..
ll primo sguardo
Aspetto qualche minuto prima di entrare nella palestra. Dalle Iinestre protette dalle inIerriate,
sbircio i miei compagni allenarsi uno contro l`altro.
Tiro un proIondo respiro e mi avvio lungo il corridoio.
Appena mi vedono si paralizzano in mezzo alla sala.
'Che ci Iai qua?, mi viene incontro Andrew.
'Chi di voi e di turno stanotte?', gli rispondo con un`altra domanda.
'Nessuno di noi.', si Ia avanti Derryl.
'Non sono in grado di svolgere la loro attivita da soli.', mi spiega Andrew, notando il mio
disappunto.
'D`accordo..cominciamo?.
'Che dobbiamo Iare?', domanda Anne ancora ansimante.
'Ho pensato di venire ad allenarmi con voi., sorrido. 'Spero non vi dispiaccia..
Mi accuccio a terra invitandoli a Iare altrettanto, poi stendo sul pavimento un grande Ioglio sul
quale nel pomeriggio avevo provveduto a stampare la mappa della citta. Estraggo dalla borsetta un
pennarello rosso e comincio a cerchiare dei quartieri.
'Partendo da questo punto, quanto impiegate ad arrivare in quest`altro?.
'Non lo so.., ipotizza la mia compagna. .Iorse una ventina di minuti, su per giu..
'Anche trenta., continua Derryl
Scuoto la testa in segno di diniego e resto ad osservarli per qualche secondo.
'Dovrete Iarcela in dieci minuti al massimo. Noi non siamo persone normali nonostante cerchiamo
di vivere un`esistenza simile a quella delle altre persone. Abbiamo Iatto una scelta.e questa scelta
c`impone di avere delle capacita superiori a quelle di altri. Dobbiamo avere piu Iorza, piu resistenza
Iisica e piu coraggio. Se dovessi chiedere a te, Derryl, di alzare con una mano quella panca laggiu.
ci riusciresti?.
'Pesera almeno trenta chili., prende tempo.
'Se dovessi alzarla per diIenderti?', insisto.
'No Corin, non ne sarei capace.', ammette.
'Ed e questo il Iatto. Io voglio portarvi al punto che non dobbiate piu dire di non essere in grado di
Iare qualcosa. Percio oggi lavoreremo sulla potenza delle vostre braccia..
'Ok, combattiamo.', balza in piedi Derryl
'Aspetta!', lo blocco con un cenno della mano. La potenza non si misura solo in combattimento.
Ponete che dobbiate entrare in una casa ma la porta e chiusa..lottereste con la porta?.
'Certo che no.io proverei ad aprirla con un coltello o con una Iorcina per capelli.', suppone Anne.
Almeno, nei Iilm Iunziona cosi..
'Ma qui siamo nella realta, e nella realta chi e all`interno della casa non e cosi idiota da stare ad
aspettare te che traIIichi con la serratura dell`ingresso..
Mi alzo in piedi e mi dirigo verso l`uscita. Faccio tensione sull`anca sinistra e scaglio con Ioga una
pedata al centro del portone che si scardina cadendo all`indietro. Un boato rimbomba tra le pareti
del corridoio e si alza una piccola nuvola di polvere.
'Vedete?! Ho impiegato meno di tre secondi ad eliminare un ostacolo davanti a me. Ora,
immaginate cosa succederebbe se il mio piede andasse a sbattere con la stessa potenza sullo
stomaco di qualcuno.
Raccolgo le mie cose personali appartandomi con un Andrew ancora esterreIatto.
'Io questo non te l`ho mai insegnato.', bisbiglia. Chi ripaga la porta, adesso?.
'Insegnalo a loro. Io ora, e meglio che vada. Siamo tutti qui ed e meglio che almeno uno di noi vada
a Iare un giretto per Loverland..
'Andrai tu?', mi chiede bloccandomi la strada.
'Andro io..
'Quindi sei tornata a tempo pieno?', continua eccitato.
'Non lo so', scuoto incerta la testa.
M`inIilo la giacca e il berretto di lana.
'Ciao Andrew..
'Stai attenta.
'Di questo non devi preoccuparti..
Avevo dimenticato quanto Iosse noioso e Ireddo camminare lentamente per le vie della citta durante
la notte e soprattutto durante il gelido inverno. Quest`anno e arrivato molto in anticipo.
Sono esattamente due ore buone che cammino su e giu per le strade piu buie senza incontrare anima
viva e onestamente spero di dover aIIrontare qualcuno prima di congelarmi totalmente.
Di colpo, il trillo del mio cellulare sovrasta il rumore di alcuni passi dietro le mie spalle.
Osservo il display lampeggiante, poi sollevo gli occhi al cielo.
'Ciao!', rispondo battendo i denti.
'Dove sei?', mi arriva la voce di Nick.
Mi guardo attorno per trovare un punto di riIerimento.
'Onestamente non lo so..
Davanti a me, s`innalzano i muri grezzi di qualche vecchia casa signorile e poco piu in la, vedo
sbucare dai tetti arancio qualche pino con la punta innevata.
'Dovrei essere in qualche quartiere vicino alla stazione. Questi vicoli sono peggio di un labirinto..
'E che ci Iai la tutta sola?.
'Prova ad indovinare..
'No, senti Corin.non voglio., nella sua voce c`e molta ansia.
'Non vuoi cosa?.
'Non voglio che riprendi a Iare la vita di prima. Non posso andare a dormire col pensiero che sei la
da sola ad aIIrontare chissa che pericoli..
'Ma quali pericoli?! Qua non c`e nemmeno un cane e..
Una mano si appoggia con Iorza alla mia bocca e una voce che somiglia ad un sussurro mi parla
all`orecchio.
'Dammi la borsetta., sento dal cellulare la voce di Nick che mi chiama ma non posso rispondergli.
Mordo il palmo della mano di quell`individuo, liberandomi cosi la bocca.
'Certo.come no?', ribatto ironica.
Premo la mia schiena sul corpo del rapinatore e aIIerrandogli il braccio col quale mi stringe il collo,
lo sollevo da terra e lo Iaccio precipitare ai miei piedi. Con un`agilita inaspettata balza in posizione
eretta e cerca di colpirmi al volto. Mi abbasso schivando il suo pugno teso e Iaccio un balzo
all`indietro per evitare un calcio.
'Allora? Avevo proprio bisogno di scaldarmi un po, avvicino il ricevitore alla bocca senza perdere
di vista l`uomo. Un momento solo Nick. Risolvo questa questione e sono tutta tua..
InIilo il cellulare nella tasca della giacca dimenticando di interrompere la teleIonata e scaglio un
pugno nello stomaco del mio avversario, Iacendolo indietreggiare di un passo. E` maledettamente
agile e veloce, inoltre incassa molto bene i miei colpi. Mi colpisce alla mascella con due pugni
consecutivi che mi stordiscono per qualche attimo, ma il terzo riesco a bloccarlo. Gli aIIerro il polso
e gli immobilizzo il braccio il tempo necessario per colpirlo ripetutamene al naso con le mie nocche
arrossate dal Ireddo. Si aIIloscia a terra gemente e colgo l`occasione per allontanarmi. Arrivata in
cima alla stradina, prima di voltare l`angolo aIIerro il mio cellulare e riprendo la conversazione
interrotta.
'Dicevi Nick?.
'Che cos`e successo?', sbraita tra il Iurioso e il terrorizzato.
'Niente.solo un gentiluomo che aveva il desiderio di passare la notte disteso sull`asIalto. Aspetta
un momento..
Retrocedo di qualche passo e controllo la situazione.
'Ce n`e un altro?', mi chiede ansimante.
'No, no. Controllavo se era ancora con la Iaccia a terra.".
'E.
'Sta leccando il cemento..
'Corin, ascoltami. So che sei molto Iorte. Ti ho gia vista in azione ed ora hai Iatto Iuori.oh mio
Dio, parlo come un criminale.insomma, hai Iatto Iuori un delinquente mentre parlavi al teleIono
con me ma..
'Ma.?!.
'Sei stata tu a dirmi che volevi sentirti ancora protetta da me, giusto?
'Perche ho paura di sentire quello che stai per dirmi?, il mio tono Ia trasparire il Iastidio che questa
conversazione sta cominciando a provocarmi.
'Ascoltami bene.ti ho diIesa per tutto questo tempo. Sono stato e sono tuttora il tuo migliore
amico, la tua spalla. E non ti permettero di andartene ancora una volta da sola alla merce di pazzi
che vogliono derubarti o peggio ancora ucciderti..
'Nessuno vuole uccidermi.non sono mica Mata Hari!', scherzo per sdrammatizzare. Nick e un
caro ragazzo e so che si comporta cosi per il mio bene. Ma a volte.
'Non scherzare col Iuoco. La prossima volta verro con te. Tu da sola non ci andrai piu a costo di
andare io stesso a discuterne con Andrew..
'Ci parlo da sola con Andrew.e comunque non ho bisogno di nessuno..
'Tu hai bisogno di un uomo Iorte che ti protegga le spalle..
'Puo darsi..
'Hai bisogno di me.', continua.
'CHE COSA???.
'Parlero con Andrew..
'Ti sbagli. Tu non parlerai con nessuno perche questo discorso e assolutamente..Nick?...Nick?....
Ricompongo Irenetica il suo numero ma deve aver staccato addirittura la batteria dal suo cellulare
perche non squilla e non sento nemmeno la voce registrata dirmi che e irraggiungibile.
Ma che si e messo in mente di Iare? Il buon samaritano? Il salvatore delle anime perse?
Andrew pensera che ho degli amici Iolli. Mi tranquillizza sapere che d`altra parte non gli permettera
nel modo piu assoluto di mettere in atto questa sua pagliacciata.
Torno di corsa sui miei passi, ricomponendo il numero di Nick circa ogni due-tre minuti.
Per quanto mi sIorzi di convincermi che non lo trovero, ho paura ad entrare nella sala degli
allenamenti.
Poi certamente perdera tempo per trovarla. Ha solo dei vaghi indizi.
Che stupida! Adesso ricordo la conversazione al college:
'E dove si trova?`
'Sai la vecchia scuola di dan:a Eloise?`.
'Dove andava Irene da piccola?.
'Esattamente.
Come potrei giustiIicarmi con Andrew? Se Nick e davvero venuto qua per proporgli la sua idea
bislacca sara certamente inIuriato. Socchiudo il portone della sala e drizzo le orecchie. Riconosco
immediatamente la voce del mio migliore amico e corro col cuore in gola Iino alla stanza dove ci
alleniamo.
Andrew mi viene incontro con un gran sorriso. 'Ti stavamo aspettando..
Ignoro Andrew e proseguo verso Nick con passo spedito. 'Che ci Iai tu qui?.
'Beh.te lo avevo detto che sarei passato..
'Quindi tu lo sapevi?', s`intromette Andrew.
'Sta zitto tu!, lo blocco alzando di scatto un braccio nella sua direzione.
'Sono contento di aver Iinalmente conosciuto il tuo secondo mondo.', continua allegramente il mio
amico allargando le braccia come ad abbracciare l`intera palestra, Andrew mi ha mostrato questo
posto..carino..
Si sposta da me, come temesse di venire colpito da un pugno e si avvicina ad Andrew ridacchiando.
'Si puo sapere che ti dice la testa?', lo interrogo quasi urlando. Tu non puoi venire qua e sperare
che la tua idea..
'Perche no?', mi blocca.
'Perche e assurdo. Non ne saresti in grado. Senti Nick', mi calmo un po` quando gli stringo la
mano. Capisco perche lo Iai. E ti ringrazio tanto per questo. Sei davvero da ammirare. Ma sul
serio, non ce ne bisogno. NOI non ne abbiamo bisogno..
'Scusa se mi permetto Corin, ma e qua che sbagli.', interviene amareggiato Andrew. Tu mi stai
dando un grande aiuto con gli allenamenti, ma Derryl e Anne un allenatore lo avevano gia. Al
nostro gruppo mancava un compagno.tu te ne sei andata per cui..
'Ma cosa devo sentire? Al gruppo mancava qualcuno con delle grosse capacita, non un novellino
che non sa neanche come diIendere se stesso..
'Corin., continua a spiegarmi, .noi stavamo bene quando c`eri tu. Poi ci hai lasciati ed e stata
una grossa perdita. Diciamo che Derryl e Anne hanno ancora molta strada da Iare e che molto
probabilmente non arriveranno mai ai livelli miei e tuoi. Io da solo non ce la Iaccio piu.ho
bisogno di un`altro compagno e il tuo amico Iisicamente non sembra essere messo male..
'Che diavolo centra il Iisico? Non devo certo ringraziare i miei muscoli se sono ancora viva. E
comunque se questo e il problema.e sia! Tornero al vostro Iianco.piu battagliera di prima se
necessario. Ma lui', indico col dito il mio amico, ne resta Iuori..
Osservo Andrew andare a sedere sulla panca degli esercizi e restare a Iissare il soIIitto per qualche
secondo mentre Nick si siede al suo Iianco neanche lo stesse seguendo come un cagnolino. Che
cosa si saranno detti mentre non c`ero?
'C`e una cosa che hai dimenticato, Corin.', mi spiega veemente Andrew mentre si sdraia sulla
panca incrociando le braccia dietro la nuca. Qui il capo sono sempre stato io. Sono stato io a
proporti di unirti a noi tre e sono sempre io che conduco la baracca qui. Le decisioni spettano a me e
le regole le stabilisco io..
'Ma che stai dicendo?', bisbiglio allucinata.
'Sto dicendo che io in questo preciso istante ho valutato i pro e i contro di questa situazione.
Riaccolgo te nel mio gruppo ma non posso lasciarmi sIuggire l`occasione che mi sta proponendo il
tuo amico..
'Non ti basto io?.
'Si.Iino a due settimane Ia ti avrei risposto di si. Ma ora la situazione e cambiata. Chi mi assicura
che tu non ci lascerai di nuovo?.
'Ero Iidanzata con un poliziotto.non potevo rischiare.', mi giustiIico indignata.
'Non lo so Corin.', sospira.
'Oh andiamo Andrew! Comunque la rigiri questa storia rimane assurda. Nick ci sara solo
d`impaccio..
'Ti ringrazio.', ribatte oIIeso Nick.
'Non te la prendere, ma ti ho visto l`altra sera a casa tua e permettimi di dirti che tu non sei in
grado..
'Nemmeno tu lo eri prima di cominciare.', mi blocca con Ioga.
'D`accordo.vedo che non vuoi capire., lo squadro con aria di sIida. 'Tira un pugno sul volto di
Andrew..
'Che cosa?.
'Tiralo senza Iare tante domande., sbuIIo.
'Ma.ma, balbetta imbarazzato. Non posso Iarlo.stavamo chiacchierando allegramente Iino a
qualche minuto Ia..
'E come Iarai ad allenarti?', gli chiedo ironica. Userai un manichino?.
Nick si convince e si mette eretto con Iare orgoglioso davanti ad Andrew, che lo osserva restando
sdraiato.
'Fa solo attenzione a non colpirmi l`orecchio.ho un timpano perIorato.', lo raccomanda restando
impassibile alla scena.
'E non avere paura di Iargli male.incassa molto bene.', continuo. Su.Iammi un po` vedere a
che livelli sei..
Nick tira un Iorte respiro poi gli sIerra un ridicolo rovescio sulla mandibola. Andrew resta immobile
nella sua posizione senza quasi spostarsi di un centimetro.
'Maledizione Andrew.., mi lamento allargando le braccia. 'Adesso Iorse vorrai darmi retta.
'No.
'Ma non ti ha nemmeno spostato. Qua stiamo parlando sul serio di un novellino alle prime armi.
Una sola sera la Iuori e lo ammazzano, credi a me..
'So che gli vuoi molto bene.', si rialza massaggiandosi la guancia. Percio sarai tu ad allenarlo..
'IO???.
'Si, proprio tu. Sono piu che sicuro che Iarai in modo che non corra dei pericoli. Tu hai un interesse
in piu per trasIormarlo in un combattente e per questo so che non Iallirai..
'E se riIiutassi?', lo sIido.
'Lo allenero io.', mi risponde come se Iosse la cosa piu naturale e scontata del mondo.
Non ho mai avuto la tentazione cosi Iorte di picchiare qualcuno. Nick non ha neanche la piu vaga
idea del guaio in cui si e voluto cacciare e tanto per cambiare l`unica che andra a rimetterci saro io.
Ho una gran voglia di strozzare entrambi.
Corrugo la Ironte con Iare pensoso mentre cammino avanti e indietro, cercando una soluzione.
'Ho una controproposta da Iare a tutte e due., alzo lo sguardo su di loro.
'Sentiamo..
'Allenero Nick.ma saro unicamente io a decidere quando sara in grado di accompagnarmi durante
le ronde..
E ovviamente non lo sara mai!
'Accordato.', si compiace il mio allenatore prima di voltarsi verso Nick. Sei pronto? Direi che
potreste cominciare anche subito. Io saro di ritorno tra qualche oretta.vado ad accertarmi che ad
Derryl non serva aiuto..
'Prontissimo!', esclama il mio amico gongolante.
Ora gli Iaro pentire di essere venuto qua.
Decido di partire con dolcezza. Magari gli Iaro un lavaggio del cervello come Ianno i Marines e lui
tornera a voler Iare il ragazzo normale.
Lo Iaccio sedere accanto a me sul pavimento, poi lo invito a chiudere gli occhi ed a rilassarsi.
'Oggi Iaremo principalmente teoria..ti spieghero le basi che stanno..
'Serve una teoria per combattere?', mi interrompe strabuzzando gli occhi dallo stupore.
'Si Nick, serve una teoria.'. rispondo seccata parlando molto, molto lentamente.
Devo mantenere la calma. Non riesco a credere che sto spiegando a questo idiota l`arte del
combattimento corpo a corpo.
'Non amo dilungarmi troppo su certi argomenti ma ti daro qualche suggerimento.Vediamo un
po`.Per combattere servono innanzitutto delle qualita. La piu importante: l`istinto; poi, in ordine
d`importanza vengono l`astuzia, l`agilita, la Iorza e il coraggio..
'Ma il coraggio non dovrebbe essere in pole position?', mi chiede interessato.
'Vedi Nick.il coraggio lo acquisterai col tempo. E anche quando ti sentirai Iorte come un leone,
prima di uno scontro sentirai le gambe tremare, verrai colto dalla tentazione di scappare.a volte
anche di piangere. Partiamo dall`istinto quindi.che istinti hai tu?.
'Fare sesso Ia parte degli istinti?', mi chiede d`un tratto.
Lo osservo indignata per un momento, cercando di capire se sta scherzando o se Ia sul serio.
Il sesso! Sempre uguali gli uomini.stavamo parlando di cose molto importanti tipo la
sopravvivenza e lui se ne spunta Iuori con che cosa? Col SESSO!!!Neanche Iosse l`essenza
indispensabile per mantenersi in vita.
'Sto parlando seriamente.', lo rimprovero. Sto parlando dell`istinto di sopravvivenza e mi auguro
tu ce l`abbia o un`ora la Iuori e sei morto. Comunque, passiamo al secondo punto: l`astuzia. Essere
Iurbi non signiIica solamente ingannare il proprio avversario, piuttosto Iar credere a lui di essere
diverso da come ti presenti in quel momento..
Mi guarda stralunato come Iaceva quando anni Ia provavo a spiegargli la geograIia, cosi mi alzo in
piedi e mi dirigo verso la porta.
'Che cosa vedi?', gli domando inIine.
'Vedo.una porta, te, le tue scarpe col tacco e..
'Nick!', esclamo esasperata alzando gli occhi al cielo. Come mi vedi! Cosa vedi di me.
'Vedo una ragazza con la coda che sta in piedi davanti a quella porta.
Chiudo gli occhi e respiro proIondamente cercando con tutta la mia Iorza di resistere alla bramosia
di strozzarlo. Recuperato il sangue Ireddo, cerco di spiegarmi come si Ia con un bambino di cinque
anni.
'Tu ora stai vedendo una ragazza indiIesa.SOLA.vestita in modo piuttosto appariscente e il tuo
istinto ti suggerisce una sola cosa.
'Il mio istinto mi suggerisce di farmi questa raga::a.', avanza arrossato in volto.
'Anche!!!', gracchio esasperata.
Ora lo strozzo sul serio.
'Ponendo che tu non mi conosci aIIatto e quindi non immagini neanche lontanamente che io possa
essere piu Iorte di te.che cosa Iai?
'Ci provo?
'MALEDIZIONE NICK!!!!', sbraito rossa in volto. Sei un assassino, uno stupratore, un ladro,
chiunque diavolo voglia essere tu. Mi stai guardando e vuoi Iarmi del male. Vedendomi cosi, sola,
indiIesa.che cavolo Iaresti? Mostramelo!!!.
Si avvicina titubante tossicchiando per l`imbarazzo.
'Ehm.se sei d`accordo, proverei a Iare lo stupratore..
InIine prende coraggio e mi posa pesantemente la mano sul Iondo schiena. Lo schiaIIo violento da
parte mia lo Ia scivolare a terra.
'Ma che ti salta in mente?
'Ma.ma, Corin! Sei stata tu a chiedermi di mostrartelo.', si tasta la mandibola.
'La vuoi smettere? Stai prendendo tutto troppo alla leggera., lo ammonisco. 'La mia astuzia in
questo contesto, consisteva nel Iarti credere che ero indiIesa mentre in realta..
'Ma questo io lo sapevo gia.', mi Ierma.
Mi inginocchio di Ironte a lui guardandolo dritto negli occhi. 'Ricorda Nick. Ricorda sempre queste
parole. Quando tu avanzerai verso il tuo avversario, dovrai avere sempre un passo sicuro, Iermo e
veloce. Dovrai ostentare coraggio e sicurezza anche quando te la starai Iacendo sotto dalla paura e
non dovrai mai distogliere lo sguardo dal suo. Mai! Dovrai Iargli credere di essere piu Iorte di lui
anche se la maggior parte delle volte non e cosi.dovrai portarlo a temere la tua sola presenza..
'D`accordo.', annuisce convinto.
'Basta teoria per oggi.cominciamo con la pratica. Alzati!.
Ci spostiamo verso il centro della sala e restiamo uno di Ironte all`altro, incapaci di cominciare.
'Inizia tu!', mi propone.
'A te l`onore.', gli dico con un teatrale gesto della mano.
'Allora comincerei con un destro..
'Ma non me lo devi dire..oh.
Il suo calcio mi Ierisce agli stinchi e per poco non mi Ia ruzzolare a terra.
'Volevo vedere se ci cascavi.', ridacchia.
'Gesu.', sospiro socchiudendo gli occhi.
'Non ti ho Iatto troppo male, vero?.
'Certo che mi hai Iatto male. Che cosa credi? Che sia Iatta di Ierro? Forza dai, combattiamo
seriamente..
Iniziamo l`allenamento e dopo dieci minuti la situazione mi e ben chiara. A Nick manca tutto:
tecnica, velocita, Iorza, strategia. Non ha nemmeno il tempo di pensare che mossa mettere in atto
che io gia lo precedo colpendolo a tradimento. Lo lascio scaldare per qualche minuto per poi
bloccargli le mani.
'Ti diro un trucco. Per acquistare Iorza, devi rubarne al tuo avversario..
'E come?.
'Tirami un pugno qui, sulla guancia..
Ubbidisce senza polemizzare. Mentre sta per scagliare il cazzotto su di me, gli aIIerro il polso e lo
trascino verso la mia destra Iacendolo cadere a terra.
'Cosi ho sIruttato la tua Iorza. Ho usato tutta la potenza che avevi impiegato per colpirmi, per
rivoltarla su di te..
Alzo la gamba e gli poso dolcemente il piede sul collo, restando Ierma ad aspettare una sua
reazione.
'Che cosa Iaresti ora?', gli domando, senza lasciargli il tempo di riprendere Iiato.
'Comincio a pregare?.
'AIIerrami la caviglia e ruotala in senso orario..
Cado a terra distesa accanto a lui sentendo un male incredibile alla spalla.
'Ok.la tecnica lascia un po` a desiderare ma almeno non sei morto. Ma ti ci vuole piu rapidita,
Nick', mi rialzo lentamente. 'Un`altra persona non ti avrebbe lasciato il tempo di ragionare sul da
Iarsi..
Detto questo Iaccio un balzo ed evito che un palo mi colpisca alle gambe. Mi volto e mi trovo Iaccia
a Iaccia con Andrew.
'Bei riIlessi.', si complimenta.
'Ti avevo sentito entrare..
'Come procede il novellino?
'Migliora.', alzo un sopracciglio. E la Iuori?.
'Non c`e un`anima. Derryl e Anne se la possono cavare benissimo da soli. Nell`evenienza hanno il
tuo cellulare.', poi sposta lo sguardo verso il mio amico. Hai gia combattuto con la numero uno a
quanto pare..
'Ci ho provato.', risponde contrariato alzandosi Iinalmente da terra.
'E` piu Iorte di quel che pensavi, ammettilo!?.
'Molto piu Iorte.', ammette scuotendo la testa con Iare rassegnato. Mai visto una donna
combattere in quel modo..
'Non ti lasciare suggestionare., Andrew si lascia sIuggire una smorIia. 'E comunque sabato sera la
vedrai in azione..
'Aspetta un attimo!', mi Iaccio avanti Iuriosa. Eravamo rimasti che IO avrei deciso quando lui
sarebbe stato pronto. E un allenamento non mi pare proprio sia suIIiciente.
'Ovviamente no. Ma osservare direttamente sul luogo potra tornargli utile..
'Puoi scordartelo. Non mi importa se sei tu il capo..
'Allenalo Corin., Andrew mi si Ia accanto. '.o avrai un amico in meno molto presto..
'Vado a casa. Il copriIuoco e scaduto da venti minuti., sospiro.
Mi avvicino all`uscita senza degnarli di uno sguardo e quando arrivo alla mia macchina sento dei
passi alle mie spalle.
'Corin aspetta!', mi urla Nick.
'Che c`e?.
'Volevo.volevo ringraziarti per tutto quello che stai Iacendo., si avvicina e mi prende le mani tra
le sue. Non voglio che tu pensi che lo sto Iacendo per complicarti la vita. Io ti voglio bene.te ne
voglio piu di quanto tu possa immaginare..
Resta ad osservarmi per un po` con uno sguardo perso nel vuoto, poi si passa le mani tra i capelli
Iolti e ripete con un po` d`imbarazzo.
'Io ti voglio bene..
'Anch`io te ne voglio. Ed e solo per questo che non mostro entusiasmo per la tua assurda decisione.
Ora vai a dormire.e gia l`una di notte..
'Vuoi che venga a casa con te? Potremmo guardarci la Iine di Pretty Woman.', mi propone.
'Sarebbe bello ma.i miei genitori.', replico scocciata.
Da quando mio padre ha scoperto cio che Iaccio, non Ia altro che pedinarmi per tutte le stanze e,
cosa piu terribile, ha anticipato di due ore il copriIuoco. La scorsa notte e addirittura passato in
camera mia per controllare se Iossi veramente al mio posto e si e permesso di Irugare tra i cassetti
della mia scrivania. Probabilmente era alla ricerca di qualche scalpo o di qualche cadavere per
conIermare cosi i suoi sospetti.Iondati tra l`altro.sulla mia seconda vita. Avevo tenuto gli occhi
serrati per tutto il tempo che si era soIIermato in camera mia anche se la tentazione di aprirli era
stata Iorte. Avrei voluto alzarmi dal letto e Iermarlo, cacciarlo dalla mia stanza e obbligarlo a
promettermi che non lo avrebbe mai piu riIatto, ma poi avevo deciso a malincuore di continuare a
Iingere di dormire.anche quando mi aveva dato un bacio casto sulla Ironte. InIondo..se io avessi
una Iiglia, molto probabilmente Iarei la stessa identica cosa. Avevo sbirciato solo un secondo per
controllare che non trovasse nascosto sotto il letto il mio bastone da combattimento, ma quando
avevo sbirciato dall`orlo del mio piumone avevo visto solo la sua ombra elegante spostarsi verso la
porta. Dovevo essere proprio stanca quella sera perche avevo avuto la sensazione che mio padre
Iosse cresciuto mostruosamente in altezza.
Mi inIilo dentro l`abitacolo e in un attimo arrivo a casa.
Quando varco la soglia trovo i miei genitori addormentati sul divano in una posizione piuttosto
scomoda. Salgo le scale di legno in punta di piedi per non svegliarli.strano che non mi abbiano
aspettata come tutte le altre sere.
Entrando in camera mia un sospetto mi assale subito. Sento la rabbia salire velocemente Iino a
Iarmi pulsare le tempie. L`hanno Iatto di nuovo! Hanno aspettato che uscissi di casa per intruIolarsi
nella mia stanza. Mi sciacquo velocemente la Iaccia prima di inIilarmi il pigiama di Ilanella e
spazzolo energicamente i miei capelli lunghi, poi ritorno in camera con la Ierma intenzione di
rileggere almeno un`altra decina di volte i due strani e minatori biglietti che mi avevano tenuta
sveglia notti Ia. Mi siedo cavalcioni sul letto stringendo il primo biglietto.
Prima che riesca a leggere la seconda parola un rumore proveniente da Iuori mi distrae.
Mi avvicino con Iuria alla Iinestra e per poco non cado all`indietro per lo spavento. Due occhi
accesi, immersi nell`oscurita, mi Iissano minacciosi e sorpresi allo stesso tempo. Restano Iissi su di
me mentre indietreggio di qualche passo tenendomi una mano davanti alla bocca per impedirmi di
urlare. Non riesco a riconoscere niente di quel viso celato dal buio se non quegli occhi puntati
contro di me somiglianti a due piccole Iessure. Riesco a leggerci l`odio che stanno provando verso
di me. Per quanto ci stia tentando, non riesco a distogliere i miei dai suoi.
'Ch.chi sei?', riesco a dire con voce rotta.
Poi e questione di un attimo.l`uomo scompare dalla mia visuale con la stessa velocita di un Ielino
e quando spalanco i vetri e gia scomparso dietro l`angolo della casa. Si e mosso con una velocita
sconcertante, lasciandomi impietrita. Retrocedo ansimante verso il letto, cercando di mettere
chiarezza nella mia testa. Che diavolo voleva da me quell`uomo? Perche non mi ha aggredita?
Perche si e scomodato tanto per arrampicarsi Iin qua su senza portare a termine il suo scopo? E
soprattutto, perche ha Iatto in modo che io lo vedessi?
Mi addormento con la sensazione che i suoi occhi siano ancora nascosti dietro ai vetri della Iinestra
ad osservarmi.
Se la mia anima
non fosse cosi forte,
lui se la prenderebbe.
Se non mi fossi
trasformata in fuoco,
il suo calore mi scioglierebbe.
Se la sua voce
fosse capace di ipnoti::are
anche il cuore,
sarei persa.
Ogni volta che mi guarda,
solo allora,
mi perdo totalmente.
Qualcosa da imparare
Come al solito, ne la logica ne il buon senso sono riusciti a persuadere Andrew. Ne tanto meno le
mie suppliche. La sua capacita di rovinarmi i sabato sera sta raggiungendo picchi elevati. Mentre la
mia vita sociale, sta precipitando sotto lo zero. Non capisco perche debba essere sempre io ad uscire
in perlustrazione ogni volta che organizzano una Iesta al Twenty One.
Passeggio inIuriata per una strada alla periIeria del centro, tenendo il volto nascosto il piu possibile
sotto la pesante sciarpa e alitando sulle mie dita congelate e arrossate dal Ireddo. Porto con me un
palo lungo quasi un metro e mi sento piuttosto ridicola quando due passanti mi guardano come Iossi
impazzita. Mi rendo conto che non capita tutti i giorni di incontrare per strada, di notte, una ragazza
tutta sola che passeggia armata di bastone.
Camminando, ripasso mentalmente l`ultimo allenamento e ogni tanto do una rapida occhiata alle
mie spalle per accertarmi che Nick non mi abbia seguita.
Svolto in una stradina circondata da Iile e Iile di vigneti spogli e secchi e mi perdo per qualche
istante ad osservare la luna piena che rischiara col la sua luce bianca e pallida la campagna attorno a
me.
Sbircio per l`ennesima volta dietro di me.
E` stata dura convincere Nick a non accompagnarmi. Ma poi si era schierato dalla mia parte anche
Andrew, ed essendo lui che comanda, non ha lasciato al mio amico una sola possibilita per
controbattere alla mia testardaggine di andarmene da sola.
Di colpo, ai bagliori Iiochi della luna si uniscono gli abbaglianti di una macchina spinta a velocita
verso di me. Faccio un balzo da parte per evitare di essere investita e mentre mi volto, vedo che il
veicolo sta Iacendo inversione di marcia, stridendo le ruote sull`asIalto. Sebbene l`istinto mi
suggerisce di correre, le mie gambe restano paralizzate, incollate all`asIalto. Socchiudo gli occhi per
non lasciarmi abbagliare dai potenti Iari che mi puntano. Mi si rizzano i peli sulle braccia quando, a
separare il mio corpo dal telaio scuro, sono rimasti meno di due metri. Una vampata di adrenalina
mi scuote dallo stato di assoluto shock un istante prima che il muso dell`auto si schianti su di me.
Sento il Iischio stridente di una Irenata mentre salto di lato. Cado con tutto il peso del corpo sulla
spalla, sproIondando tra le Ioglie secche e umide di terra. La ruota posteriore del veicolo si arresta a
meno di una spanna dal mio naso.
Mi sollevo su un gomito e sbatto le palpebre tre volte per mettere a Iuoco il volto del ragazzo che
sta scendendo dall`abitacolo. Il respiro mi si blocca in gola per qualche secondo appena riconosco
gli occhi di ghiaccio che l`altra notte mi avevano spiata dalla Iinestra della mia stanza. Il ragazzo,
vestito con un cappotto nero, con lentezza, passo dopo passo, si dirige verso di me.
Raccolgo il bastone e scatto in posizione eretta. Rilasso il corpo e spingo una gamba in avanti,
tenendo il ginocchio a piombo sul collo del piede. Davanti a questa mia posa di diIesa, scoppia in
una Iragorosa risata divertita.
'Vuoi combattere Iinalmente!, ringhio, stringendo il mio palo.
'Sono incerto.', la sua voce e molto calda, come quella dei doppiatori che si sentono nelle soap
opera. Non so se e gia arrivato il momento di ucciderti..
'O per te di morire.', ribatto, retrocedendo di qualche passo.
Per un lungo momento i miei occhi restano incollati sul suo volto tanto perIetto, da risultare
inquietante. Cammina ondeggiando come Iluisse per aria e il suo portamento elegante ricorda quello
dei modelli.
Scrollo di poco il capo per obbligarmi a distogliere gli occhi dal suo volto cosi completo, cosi
assurdamente meraviglioso, da non Iarlo sembrare nemmeno reale. Ma non ci riesco.
Quando giunge a pochi passi da me si arresta per osservarmi un poco, tenendo le labbra piegate in
un sorriso mordace. I suoi occhi mi stanno come ipnotizzando e sono incapace di distogliere i miei
dai suoi. Provo ad indietreggiare ancora, ma il cuore e l`unico muscolo che ubbidisce agli ordini del
mio cervello.
Mi colpisce con un pugno tanto violento da Iarmi volare all`indietro di un metro. Cado
pesantemente a terra e istintivamente mi copro il viso con le mani, in attesa del colpo seguente.
Una manciata di secondi dopo, sbircio tre le Iessure delle mie dita e lo vedo immobile, a qualche
passo da me, come a volersi godere appieno la scena.
'Spero di non averti Iatto troppo male., piega le labbra in una smorIia.
Non ho mai ricevuto un pugno con la medesima potenza. Resto stordita qualche altro secondo prima
di recuperare la Iorza necessaria per drizzarmi. Di Ironte a lui mi sento incredibilmente piccola e
indiIesa, ma tento ugualmente di restare calma.
Sto cominciando a rimpiangere di aver insistito cosi tanto per andare di ronda da sola.
Sposto il peso del corpo nella sua direzione mirando col gomito al suo torace ma, senza scomporsi,
evita il mio colpo indietreggiando di un solo passo. Mi rivolto verso di lui inIuriata e lo punto col
bastone. Non impiega nemmeno dieci secondi a disarmarmi e a scagliare la mia arma il piu lontano
possibile.
Scoppia nuovamente in una risata e nel buio della notte i suoi denti bianchi e drittissimi luccicano
piu dei bagliori della luna.
Un altro suo pugno mi Ia tornare con le gambe all`aria ma questa volta non e cosi clemente da
concedermi il tempo necessario per rialzarmi. Mi aIIerra per la clavicola gettandomi contro la sua
auto. Sbatto la testa contro il Iinestrino semi aperto e i vetri si spargono ovunque, preceduti da un
lancinante rumore assordante. Sento il sangue scivolare sulla mia Ironte Iino a riempirmi gli occhi,
Iacendomi veder tutto appannato. Retrocedo barcollando di qualche passo, ritrovandomi tra le
braccia di questo sconosciuto. Sento il suo petto caldo gonIiarsi contro la mia schiena e il suo alito
solleticarmi il collo umido di sangue.
'Se non dovessi ucciderti.' bisbiglia al mio orecchio. Ti bacerei qui, su queste Ioglie umide..
Avanzo di mezzo passo e ruoto le anche a sinistra, aIIondando il mio gomito nel suo stomaco.
'Ora sei tu, quello disteso.', sogghigno.
Valuto rapidamente e con esattezza la distanza che ci separa, poi con un balzo mi getto contro di lui.
Prima ancora che riesca a colpirlo alza una gamba, posiziona il piede sul mio seno e con un piccolo
sIorzo mi spinge all`indietro.
Non so come ma riesco a reggermi in piedi. Lo osservo ansimante mentre si rialza ridendo sotto i
baIIi. Da sotto le sue lunghe ciglia mi lancia un`occhiata Iurente.
Avrei bisogno di aggrapparmi a qualcosa perche il sangue perso e i colpi subiti mi hanno spossata.
Respiro proIondamente mentre ripasso con rapidita tutte le mosse che Andrew mi ha insegnato Iino
ad ora, anche se so benissimo che non mi serviranno a niente contro la sua Iuria. Non mi sono mai
conIrontata con una persona tanto Iorte e agile. Accanto a lui sembro una quindicenne impaurita e
indiIesa. Mentre si Ia sempre piu vicino pronto a colpirmi nuovamente gli sIerro due calci nel
costato e Iinalmente sembra vacillare. Ma e solo questione di un secondo. Mi aIIerra per la gola e
mi alza da terra. Resto sospesa inerme e dolorante per non so nemmeno quanto tempo mentre i
nostri sguardi si mescolano e si scambiano il rispettivo odio.
Sotto la pressione delle sue mani, il respiro mi esce in rantoli e le punte delle dita dei piedi si
contorcono come a voler cercare un appiglio. Tra un gemito e l`altro, sollevo la gamba portandola al
suo Iianco. Una volta libera reagisco all`istante colpendolo al volto ma le mie percosse, piu che
Ierirlo, sembrano semplicemente inIastidirlo. Come se a toccarlo Iossero delle Iastidiosissime
zanzare pungenti. A questo punto non mi resta scelta. Scappo all`interno della campagna
percependo la presenza del ragazzo a pochi passi dalle mie spalle. Mi accuccio per raccogliere un
bastone avvolto dal Iilo di Ierro e glielo sbatto con Iorza sul viso. Un altro Iilo di Ierro arrugginito
che penzola da un traliccio, mi suggerisce un`idea. Lo aIIerro con impulsivita e glielo giro attorno al
collo. Con una testata mi Ia indietreggiare e con mani abili si libera il collo in un baleno.
Pensavo di averlo in pugno ma mi sbagliavo. Continuiamo a scontrarci per una manciata di secondi.
Ad ogni mio pugno ne ricevo altri tre da parte sua. Mi sento esausta e terrorizzata. Un suo ultimo
colpo mi lascia distesa a terra, quasi priva di sensi. Sento il terriccio sotto di me umido e instabile.
Mi pare che tutto giri veloce come una trottola. A Iaccia a terra, mi colpisce l`odore di muschio e di
erba bagnata. Attraverso gli strappi della maglia mi pungono le Ioglie secche. Aveva detto che su
queste Ioglie umide lui..
Poi le sue braccia muscolose mi obbligano a voltarmi a pancia in su. E` in piedi sopra di me,
tenendo le gambe divaricate tra un mio braccio e il mio ventre. Mi guarda serio attraverso i suoi
occhi che continuano non so come ad ammaliarmi.
InIine, mentre una lacrima testarda mi scivola lentamente sulla guancia, si piega su di me e resta a
studiarmi per un istante che sembra durare un`eternita. Mi osserva con un`espressione stranita e
divertita allo stesso tempo.
Mi accomoda i capelli macchiati di sangue arruIIati ovunque sulla mia Iaccia ed io resto Ierma a
perdermi nel suo viso cosi perIetto mentre altre lacrime cominciano a uscirmi sempre piu
velocemente.
'Mi avevano parlato di te come una donna indistruttibile.', il suo tono e proIondamente deluso.
Non e stato poi cosi diIIicile. Ma ammetto che sei l`unica persona che sia riuscita a colpirmi per
piu di una volta..
'Se devi uccidermi come dici.Iallo in Iretta.', mi parte un singhiozzo alla Iine della Irase.
Chiudo gli occhi, totalmente arresa, aspettando con rassegnazione il dolore.
Da li a poco sento le sue braccia cingermi i Iianchi. Mi solleva da terra senza il minimo sIorzo,
neanche pesassi sette chili. Appoggio la testa al suo petto ed immediatamente la paura svanisce.
Perche mi sto comportando cosi?
Sento che i sensi mi stanno abbandonando. Sollevo un occhio e parlo in Iretta, approIittando di un
breve attimo di lucidita. 'Chi sei?', biascico a Iatica.
'Sono l`uomo che piu di tutti devi temere.', lo sento digrignare. Le sue mani strette a pugno sulla
mia schiena sono la traduzione dello sIorzo che probabilmente sta Iacendo per non colpirmi.
Di colpo, in reazione ad una dolorosa pulsazione sopra la tempia, le palpebre mi si spalancano. Mi
scontro inevitabilmente con i suoi occhi. La potenza devastante del suo sguardo mi toglie il respiro
per qualche secondo. Impiego molto tempo a capire che le sue gambe si stanno muovendo veloci e
sicure attraverso le sterpaglie della campagna.
'Dove mi stai portando?, gli chiedo troppo, troppo tranquilla.
'Non pensavo sarebbe stato cosi Iacile.', continua a ripetere tra se e se a denti stretti. Non pensavo
sarebbe stato cosi Iacile..
Quando molla la presa attorno ai miei Iianchi, percepisco l`asIalto duro e gelido sotto la testa.
Inclino il volto di lato, sbirciando verso di lui attraverso una minuscola Iessura delle palpebre.
'Perche mi vuoi uccidere?', sussurro un attimo prima di arrendermi allo sIinimento.
'Lo scoprirai. Per ora basta cosi. Questo e stato solo un piccolo assaggio di tutto quello che ti Iaro
quando arrivera il momento..
Lo vedo allontanarsi sul ciglio della strada e risalire sulla sua auto. Poi un manto nero si abbassa
davanti ai miei occhi.
Delle mani mi Irugano dappertutto. Sento dita sul petto, sulle braccia, sugli occhi. Una luce Iioca e
Iastidiosa Iiltra tra le mie palpebre serrate. Quando un paio di mani mi toccano la testa un dolore
lancinante mi Ia urlare.
Sento alcune voci arrivarmi conIuse e lontanissime.
.ospedale.
..chi l`ha ridotta cosi.
.proprio lei.
.l`ospedale mi sembra l`unica possibilita..
Vorrei aprire gli occhi ma un dolore pungente alle tempie mi stordisce, togliendomi le poche Iorze
che mi sono rimaste.
Poi le voci si Ianno piu nitide e distinte. Riconosco quella di Andrew.
'Lo troveremo. Chiunque sia stato, paghera..
Allora sono viva?! Non mi ha uccisa?! Ho la mente immersa nel buio piu assoluto quando
compaiono nel nulla quegli occhi.quel viso tanto bello quanto terriIicante.
Balzo seduta come se mi avessero Iatto l`elettroshock.
'NO!!!, urlo sgomenta. NO!!!.
Delle braccia mi obbligano a rimettermi sdraiata.
'Non uccidermi.non Iarlo!', grido con quanto Iiato ho in gola.
'Corin! Corin calmati., riconosco ancora la voce di Andrew. 'Corin, sei al sicuro..
Quando Iinalmente riesco a sollevare le palpebre, attorno a me distinguo solo delle ombre. La
terribile sensazione di essere ancora con quel ragazzo mi Ia sragionare. 'Dove mi hai portata?.
Odo immediatamente la voce bassa e aIIannata di Andrew. 'Corin, sei al sicuro. Guardami..ha
perso molto sangue. 'si rivolge a qualcun altro.
AIIondo le dita in qualcosa di morbido e annuso l`aria. Improvvisamente collego tutto.
'Sono viva!, esclamo stupidamente.
'I suoi genitori saranno in ansia. Dovremmo inIormarli., la voce di Nick e piu bassa e lontana.
L`ho riconosciuta, anche se non riesco a capire da quale ombra provenga.
'Andrew?, biascico.
'Sono qui.', mi stringe la mano.
Strizzo gli occhi, cercando di mettere a Iuoco, ma e come se uno strato sottile di veli li bendasse.
'Era Iorte., singhiozzo. Troppo Iorte. Nick?.
'Dimmi stellina..
Nel sentirmi chiamare cosi mi scappa un sorriso. 'Non ti vedo..
'Sono qua a Iianco a te., mi rassicura.
Un`altra ombra si avvicina a quella di Andrew. Un altro paio di mani si posano sulle mie.
'I miei genitori!', esplodo. Sono in pericolo. I miei genitori..
'Qualcuno vada a casa sua ad accertarsi della situazione., ordina Andrew, senza pretendere alcuna
spiegazione da parte mia.
'Vado io. Loro mi conoscono e non avro diIIicolta a trovare una scusa per giustiIicare l`assenza di
Corin.', si Ia avanti Nick. Immediatamente dopo la sua ombra scompare dalla mia visuale.
Di colpo le voci tornano ad essere un eco lontano. Malgrado ogni mio sIorzo, la stanchezza prende
il sopravvento, e abbasso le palpebre. Quando, dopo non so nemmeno quanto tempo, riesco ad
aprire gli occhi, il dolore alla testa si e un po` attenuato. Trovo Andrew chinato verso di me.
'Bentornata.', mi sorride.
Sbatto gli occhi un paio di volte, completamente intontita. 'Dove sono gli altri?', chiedo.
Col braccio Ia un gesto dietro di se. 'Sono tutti qua..
'I miei genitori?
'E` tutto ok..
E pian piano ogni volto compare nella mia visuale. Mi Iissano tenendo le labbra piegate in un
sorriso timido. Nessuno osa Iiatare.
'Non sento le gambe..
'Le tue gambe sono apposto. Solo qualche livido.', mi assicura Anne, spostandosi verso di me. 'Ce
la Iai ad alzarti?.
Annuisco poco convinta e mi aggrappo a lei per non scivolare all`indietro. Per i minuti successivi
non Iaccio altro che osservare il mio corpo ricoperto di lividi e tagli.
'Chi diavolo e stato?', ringhia Nick.
'Non e il momento.', lo zittisce Andrew. I suoi occhi sono Iissi sulla mia Ironte. Come ti senti?.
'Ho un po` di nausea e mi gira la testa..
'Forse ha una commozione cerebrale. Dovremmo portarla all`ospedale.', Iinalmente sento anche la
voce di Derryl.
'No.me la cavero. Ce l`ho sempre Iatta..
'Non sei mai stata ridotta cosi pero.', insiste.
'Se dovessero ricoverarmi, come potrei giustiIicare il mio stato? Chiamerebbero immediatamente la
polizia. E Luke non impiegherebbe molto a Iare due piu due..
Ha gia mentito due volte per proteggermi, una terza sarebbe impensabile.
'Mi.mi passereste uno specchietto?', chiedo, notando che gli occhi di Andrew sono ancora
immobili, Iissi sulla mia Ironte.
Anne rovista per un po` in un cassetto accanto al letto e ne estrae un piccolo coIanetto in Iinta pelle
scura. Quando me lo porge mi accorgo che le sue lunghe dita stanno tremando.
Non appena i miei occhi si riIlettono sul vetro, spalanco la bocca soIIocando a stento un urlo.
L`occhio destro e gonIio e bluastro, un taglio proIondo parte dal centro della Ironte Iino ad arrivare
alla tempia e il labbro superiore e spaccato e ricoperto da un grumolo di sangue raIIermo. Non
riesco a vedere la testa perche qualcuno l`ha Iasciata. Le bende sono diventate di un rosa scolorito.
Lascio cadere lo specchietto sulle lenzuola e lancio un`occhiata veloce alla stanza senza riconoscere
nulla. 'Dove sono?'. chiedo, spostando lo sguardo da destra a sinistra.
'A casa mia.', mi risponde Andrew.
Mi rendo conto di non essere mai entrata cosi in conIidenza e intimita con loro prima di quel
momento.
La luce del giorno attraversa le persiane abbassate, andando a riIlettersi sul pavimento in legno
pregiato. 'Ho dormito molto?'.
'Quasi dieci ore.', mi spiega Anne. Perche non vieni di la con me? Posso aiutarti a Iare un bagno
caldo. Hai ancora addosso gli abiti strappati e della terra..
Sorretta dalle braccia Iorti di Anne, mi avvio lungo il corridoio. Scorgo alle pareti una Iila ordinata
di quadri orrendamente antiquati ed un drappo vistoso che raIIigura Iside e Osiride nella pesatura
del cuore dei morti.
Anne non puo Iare a meno di commentare. 'EIIettivamente Andrew non capisce un`acca di
arredamento..
'Ti ho sentita!!!', la voce di lui ci raggiunge dalla stanza che abbiamo appena lasciato.
Giunte nel piccolissimo bagno.Dio solo sa come riusciamo a starci in due.Anne mi aiuta con
delicatezza a togliermi i vestiti e la benda alla testa.
'Chi te li ha Iatti questi?.
'Ho rotto il Iinestrino della sua auto con la testa.
Sospira senza aggiungere altro. So che si rende conto dello sIorzo che devo Iare per riuscire a
parlare senza incespicare. Mi sento ancora molto debole e qualche spasmo di tanto in tanto mi Ia
sussultare cosi Iorte che bolle di schiuma si liberano nell`aria. Stranamente non provo nessun
imbarazzo a starmene nuda seduta nella vasca con le sue mani che mi passano il bagnoschiuma
dappertutto. Per il resto della mia ristrutturazione non ci diciamo niente e ogni volta che provo a
raccontarle qualcosa lei mi zittisce ponendo un dito davanti al suo naso: 'Poi Corin. Poi ci dirai
tutto..
Quando entriamo in cucina tutti si voltano a guardarmi con occhi ansiosi.
'Non penserete che l`avrei lasciata aIIogare nella vasca?!', scherza Anne per rompere la tensione
nell`aria.
Mi Ianno sedere accanto alla Iinestra e mi porgono immediatamente una tazza colma di latte e
cereali che divoro in un batter d`occhio. Non mi ero resa conto di essere tanto aIIamata Iino alla
prima cucchiaiata.
E` evidente che tutti stanno aspettando che Iinisca di mangiare per aIIrontare Iinalmente il discorso
aggressione.
Mi armo di pazienza e controvoglia comincio a raccontare.
'Stavo Iacendo la ronda come tutte le volte e poi quel ragazzo ha tentato di investirmi con la sua
auto. Tutto e iniziato li.', sospiro accorgendomi di aver riassunto un po` troppo il resoconto della
serata.
'Quindi e stato un solo uomo?', gli occhi di Andrew si accendono di sorpresa.
'.si..
Mi alzo in piedi per prendere tempo poi incrocio le braccia al petto e racconto senza tralasciare ogni
piccolo particolare del mio primo vero incontro con quel ragazzo.
'Perche non me lo hai detto?', mi sgrida Andrew. Non ti avrei di certo mandata da sola se avessi
saputo che qualcuno ti stava spiando..
'Non e questo il punto Andrew.', scuoto la testa amareggiata. Quel ragazzo ha detto che quello che
e successo questa notte e stato solo un piccolo assaggio di quel che mi Iara..
'Lo Iermeremo!, esclama risoluto. 'Hai visto la sua macchina e il suo volto, non sara cosi..
'No!', lo Iermo tirando avanti entrambe le mani come in segno di diIesa. Non li manderai verso
una morte certa..
'Corin, siamo in quattro contro uno.', continua imperterrito.
'No!', insisto gelida. 'Quell`uomo. mio Dio, Andrew, e troppo Iorte. Di una Iorza quasi
disumana..
'Corin. sto parlando di quattro persone contro..
'BASTA!!!', esplodo. Non importa se sei tu a dettare le regole. Te lo impediro Andrew! Con tutte
le mie Iorze. Sarebbe comunque una gara impari..
I suoi occhi tornano a Iarsi scettici. 'Stai Iorse dicendo che noi tutti..
'Si, Andrew. Sto dicendo questo. Avrebbe potuto uccidermi con un solo pugno. Ma per qualche
strana ragione ha cercato di limitarsi..
'Raddoppieremo gli allenamenti.', propone Anne.
Scuoto la testa cocciutamente. 'Voi tutti sapete come combatto. Potreste assalirmi tutti insieme e
l`unica che ne uscirebbe indenne sarei io. Lo dico con modestia, intendiamoci. E credetemi se vi
dico che quel ragazzo e di gran lunga superiore a tutti noi. Inoltre e...
'E` cosa?, m`incalza Nick.
'E`.e bellissimo..
'E` COSA?', esclamano in coro.
Dalle loro espressioni capisco che stanno pensando che le botte in testa mi abbiano portata a
sragionare.
'Non so spiegare.', dico ansimante. Non so nemmeno spiegarlo a me stessa. E` come se il suo
Iascino ipnotizzasse. Per colpirlo dovevo necessariamente distogliere i miei occhi dai suoi..
'Ma sei impazzita?', sussurra Nick.
Chino la testa verso il basso nel sentire le mie guance inIuocarsi. Perche gli sto raccontando questo?
Che importanza ha se quel ragazzo e bello o brutto? Perche per me e cosi importante?
'Ha detto che mi uccidera.', continuo Iacendomi via via sempre piu aggressiva e determinata. E
onestamente sto cominciando a credergli. ma non ne uscira indenne nemmeno lui. Combattero
Iino allo spasimo se sara necessario, mi umiliero davanti alla sua potenza cosi disumana', dico
sprezzante l`ultima parola. Sono l`unica che e riuscita a colpirlo per piu di una volta, ha detto. Ed
io aggiungerei che sono l`unica che puo ostacolarlo e Iorse Iermarlo. Ma VOI.voi ne resterete
Iuori..
Andrew cerca di ribattere ma lo blocco con un cenno di mano prima che riesca a spiaccicare una
sola parola. 'So cosa stai per dire. Che dovremmo raggirare l`ostacolo. Che se e tanto Iorte come
dico allora potremmo provare con l`astuzia. ma lui e scaltro, VELOCE, imprevedibile, agile e.,
ho un piccolo tentennamento prima di continuare. 'Bellissimo!.
'CHE COSA???', sbraitano nuovamente all`unisono.
'Ti sei innamorata del tuo assassino?, lo sguardo di Anne diventa minaccioso.
'Vorrai scherzare?', ribatto indignata. Che diavolo c`entra l`amore?.
'Ma tu hai detto..
'Ho detto che e bellissimo non che lo amo. Vedi, la sua bellezza va aldila di un normale dato
soggettivo. Non so spiegarvi. e come se avesse usato il suo Iascino come arma di diIesa..
'Non ti seguo.', continua lei, allargando le braccia.
'Nemmeno io mi seguo., piego gli angoli della bocca in una smorIia. 'Dove mi avete trovata?',
chiedo sviando il discorso.
'Nick.', lo indica Andrew. I suoi occhi, mentre parla, non si schiodano dalla mia testa. E` stato lui
a ritrovarti. Se ne stava tornando a casa e ti ha visto sul ciglio della strada. Cosi mi ha subito
teleIonato e ti abbiamo portata qui..
Resto assorta per qualche secondo a Iissare la mia immagine riIlessa nel vetro della Iinestra. E
quello che vedo non mi piace.
'Sara diIIicile per me tornare a vivere la mia vita di prima..
'Non dire cosi.', Andrew mi massaggia la spalla per consolarmi. I suoi occhi ancora Iissi sulle
Ierite alla mia Ironte.
'Ho Iallito.', bisbiglio.
'Poteva capitare a tutti noi..
'Non potro piu permettermi di Iallire con lui., mentre lo dico, sono scossa nuovamente da una
tremarella di paura. Distolgo gli occhi dalla mia immagine riIlessa.
'E` la prima volta che ti sento parlare cosi..
'Non e un qualunque delinquente. e qualcosa di piu. E vuole me. Non so perche., scuoto la
testa. Ma voglio scoprirlo..
'E come? Se e davvero cosi Iorte...
'Non lo so. Ma a questo punto che alternative ho?.
Per il resto della serata vago silenziosamente per la villa di Andrew, guardo la tv, sgranocchio
qualche patatina, passo in rassegna tutti i cd musicali sistemati con pignoleria sullo scaIIale del
salotto. anche in Iatto di musica i gusti di Andrew lasciano a desiderare.
Mi hanno lasciata sola per un po` con la scusa di dover andare a riIornire il IrigoriIero. L`intenzione
generale e che tutti si stabiliscano a casa del nostro allenatore per qualche giorno in attesa che le
acque si calmino un po`. Non ho idea della scusa che Nick ha propinato ai miei genitori, non me lo
ha voluto dire, mi ha detto solo di Iidarmi di lui. E onestamente sono troppo stanca anche per Iare
domande.
Mi sposto irrequieta dal mobile del soggiorno alla Iinestra che da sul cortile della villa. Ho
impiegato gran parte della serata a convincermi che siano andati sul serio al supermercato, ma una
piccola parte di me continua a sospettare che in realta stiano cercando il ragazzo che mi ha
aggredita. Anche se la cosa sarebbe alquanto impossibile, dato che non hanno la piu pallida idea di
chi cercare.
Quando qualche ora piu tardi, li vedo rientrare trasportando tre borse della spesa a testa, rido quasi
delle mie paure. Fanno un tale chiasso messi tutti insieme che mi sembra di essere ad un party. Se
solo la situazione non Iosse cosi drammatica.
Sbircio curiosa nei sacchetti poggiati sul pavimento della cucina. La mia mano si blocca al quinto
sacchetto di arachidi che estraggo. 'Sopravvivremo mangiando patatine e bevendo birra?', chiedo
secca ad Anne.
'Nelle mie borse c`e un po` di verdura e del pesce.', mi spiega indispettita. Comunque questa e
l`ultima volta che andro a Iare compere accompagnata da uomini.', sbuIIa alzando gli occhi al
cielo. Di positivo c`e che ho deciso di non Iidanzarmi mai. troppe complicazioni..
'Tu quindi non sei Iidanzata?', le vado incontro curiosa di scoprire qualche dettaglio della sua vita
privata.
La regola numero uno del nostro gruppo e che nessuno debba sapere necessariamente qualcosa
dell`altro.era stata la prima cosa che Andrew mi aveva raccomandato il primo giorno che ero
entrata in quella palestra. Qualche particolare della vita di Andrew lo avevo scoperto lungo andare.
Ma riguardo a Derryl ed Anne. buio assoluto. Eppure siamo piu uniti di ogni normale amico.
Anne mi osserva indecisa se parlare o meno, poi lancia un`occhiata Iurtiva verso Andrew e Ia
spallucce. 'Qualche storia di tanto in tanto. Niente di cosi importante. guarda, non vale neanche la
pena di parlarne..
Eppure, mentre mi dice questo, scorgo un lampo rabbioso passargli nello sguardo.
Vengo assalita dal desiderio di indagare. 'Ma qualcuno che ti piace ci sara pure?.
'Si. c`e.', taglia corto voltandomi le spalle.
Da quando la conosco raramente l`ho sentita parlare di se stessa. A volte sembra che le scocci
perIino parlare e basta. Come se attraverso una sua qualunque parola potessi arrivare ad abbattere il
muro di mistero che si e creata attorno.
'E., insisto.
'E cosa?', mi chiede ingenua.
Le lancio un sorriso complice, piegando di molto la testa verso l`alto per guardarla dritto negli
occhi. Le arrivo a malapena alle spalle. Osservandola meglio, mi rendo conto che e la classica
donna che non passa per strada inosservata. I capelli rosso mogano le cadono ondulati Iino quasi a
toccarle le natiche, e proIumano sempre di vaniglia. anche dopo un combattimento. Inoltre e
molto slanciata e le sue gambe magrissime si muovono con una grazia pari a quella di una modella.
Non ricordo di averla mai vista con una gonna, ma i jeans attillati che indossa costantemente
lasciano meno spazio all`immaginazione di quanto possa Iare un bikini.
'Chi e che ti piace? E tu piaci a lui?
Alla mia domanda, buttata li con Iinta indiIIerenza, per poco non le scivola dalle mani il sacchetto
di pomodori. Resta a Iissare il vuoto per un po` e Ia spallucce di nuovo, come se la cosa non la
toccasse nemmeno. 'Non lo conosci di sicuro. E non mi interessa sapere se gli piaccio o meno.
Tanto..
A quel punto siamo tutti noi ad osservarla impalati, curiosi di sapere il seguito. Tanto cosa?
Si guarda attorno inIastidita. Le sue guance diventano rosso Iuoco quando si rende conto degli otto
occhi puntati contro di se. 'Tanto non ho tempo da perdere con gli uomini.', termina la Irase
abbassando drasticamente il tono della voce. Non ne ho veramente piu!.
'Che signiIica che non hai piu tempo?', chiedo sgranocchiando una manciata di salatini.
E` molto meglio di essere al cinema. a diIIerenza che qua, l`attrice protagonista ovvero Anne-
necessita di essere spronata per raccontare i Iatti.
Mi casca un salatino dalla bocca quando sono investita da una Irase sparata a raIIica dal mio
allenatore. 'Sentite ora BASTA!!!.
Procede mettendosi tra me e Anne. Guarda prima una poi l`altra, anche se lo sguardo piu severo lo
riserva a me.
'Sentite', continua cercando di tranquillizzarsi. Non e il momento adatto per parlare di storielle,
amori a prima vista e altre stupidaggini simili. C`e un uomo sulle tracce di Corin con la Ierma
intenzione di ucciderla. E anziche prendere inIormazioni su di lui che cosa Iate? Vi scambiate le
vostre esperienza sessuali?.
'Non si parlava di sesso', protesto nel tentativo di diIendere il gruppo. Cosi tendi a sminuire..
'Ora basta, Corin. Tu per prima dovresti interessarti alla situazione. Dobbiamo trovare un qualcosa
che ci porti a lui. capire perche vuole ucciderti e possibilmente scoprire come ha intenzione di
Iarlo e quando. Ha detto che non e arrivato ancora il momento, giusto?! Ma questo non signiIica che
quel maledetto momento non sia ora o questa sera. E` tempo di essere seri..
Lo sento blaterare ancora qualche parola, ma non riesco a coglierne il senso dal momento che sta
lasciando la cucina.
Ce ne restiamo impalati ognuno di noi immerso nei propri pensieri. Non ho diIIicolta ad
immaginare a cosa stanno pensare. Ad ognuno di loro sta a cuore la mia incolumita, e onestamente a
me piu di tutti.
'Andrew ha ragione., mormoro desolata. 'Lui ha SEMPRE ragione purtroppo. Dovremmo dargli
retta, anche se credo che queste ore di relax abbiano giovato a tutti noi..
'Che intenzioni hai?', si Ia avanti Nick con la solita aria preoccupata stampata in viso.
'Onestamente? Non lo so.', sussurro, evitando scrupolosamente di alzare lo sguardo da terra.
Davvero non lo so.
'Anne!', la voce di Andrew mi arriva alle spalle e mi volto verso di lui. Presa dalla discussione non
mi ero resa conto che Iosse tornato sui suoi passi. Tu Iarai un`accurata ricerca su internet per
scoprire qualcosa. Cerca nel sito della polizia, controlla se ha precedenti o se appartiene a qualche
gruppo. Tu, Nick, continuerai gli allenamenti. ho bisogno di averti sul campo molto prima di quel
che avevo considerato e tu Derryl', continua restando appoggiato allo stipite e senza mai distogliere
lo sguardo da me. lo allenerai. Corin?! Puoi venire di la? Dovrei parlarti in privato..
'In privato?', chiedo incerta.
'Si. in PRIVATO!!!, mi risponde come se Iossi un`idiota.
'D`accordo..
Lo seguo verso il soggiorno illuminato da una grande vetrata che dal pavimento sale Iino al soIIitto.
Stranamente non ci sono tende. motivo per il quale non mi sono mai mossa per l`appartamento
enorme in abbigliamento troppo 'libero.
AIIacciandomi riesco a vedere l`intera citta. La villa di Andrew e proprio sulla collina che sovrasta
la periIeria.
'Perche hai scelto questo posto per mettere le radici?, indago, notando che la casa piu vicina dista
almeno un chilometro da qui. Ho il sospetto che tutto questo isolamento sia un po` Iorzato.
Si guarda attorno velocemente. 'Che ha che non va questo posto?.
'Beh. e un po` isolato..
'Io VOGLIO vivere isolato..
'Ok.', alzo la mano destra in segno di resa. Come non detto. Di cosa vuoi parlarmi?', mi Iaccio
seria.
'Hai bisogno di un allenamento speciale..
'Fin qua c`ero arrivata anch`io..
Mi Iissa intensamente negli occhi. 'MOLTO speciale..
'Che vuoi dire?
Mi volta le spalle per rovistare all`interno di un cassetto della scrivania posta accanto al caminetto
acceso. Ne estrae un coltello enorme e me lo porge tenendolo per la punta aguzza. Resta in silenzio
studiando la mia espressione che non muta aIIatto.
'Conosco il tuo pensiero a riguardo. Ma e tempo che tu impara ad usarlo per bene..
'Sono d`accordo. Quel ragazzo e troppo Iorte perche possa batterlo con queste., mi guardo le
mani.
Giro e rigiro il coltello osservandone ogni piccolo particolare. Ha il manico grosso con un drago
intagliato nel legno che a me pare pregiato. La lama non supera i venti centimetri di lunghezza ma e
molto spessa e lucida. Il mio viso si riIlette in essa.
'L`avevo riservato per un`altra occasione.', sospira. So che si sta riIerendo agli assassini della sua
Iamiglia. Ma credo che in questo momento sia piu utile a te..
'Lo credo anch`io.
'Sai maneggiare un coltello?.
'Mi hai insegnato qualcosa., gli rispondo incerta.
Mi siedo sul bracciolo del divano a tre posti in vera pelle e cerco di ricordare l`ultima volta che l`ho
usato.
'Comunque, continuo piu convinta. 'Penso di essere piuttosto preparata al riguardo..
'Il che signiIica che quell`uomo e doppiamente preparato., borbotta.
'E`. e strano. Quando ho combattuto contro di lui, era come se stesse costantemente ad un passo
davanti a me..
'Spiegati..
'Riusciva a Iermare ogni mio colpo, prevedeva ogni mossa. se io decidevo di correre lui lo stava
gia Iacendo. E Dio come corre.. e, so che molto probabilmente ora ti inIurierai ma., prendo
tempo. .i suoi occhi. mi ipnotizzavano Andrew..
'Perche sono belli?', mi chiede con una punta di dolcezza nella voce.
'Non saprei.', scuoto la testa. Indubbiamente sono belli ma non credo che sia stato solo questo
a..
Le mie parole vengono coperte da un Iragore assordante. Pezzi di vetro volano dappertutto
cadendoci addosso come una grandinata. Istintivamente mi copro il volto con le mani per
proteggermi gli occhi. Andrew Ia lo stesso dopo aver Iatto una capriola verso di me. Mi aIIerra per
le spalle e mi getta all`indietro sul pavimento. In un lampo tutti gli altri del gruppo sono apparsi
all`interno della stanza e si sono piazzati come uno scudo davanti a me.
Di Ironte a noi si erge la Iigura di LUI, che con una semplice pedata e riuscito ad abbattere la
maestosa vetrata. Ci osserva con un sorriso beIIardo tenendo le braccia incrociate. Nonostante ci
siano i miei amici a Iarmi da barriera, non mi sento per niente sicura.
Avviene un gioco di sguardi minaccioso tra noi e lui prima che Andrew prenda la parola. 'E` giunto
il momento, dunque..
E mentre parla stringo il coltello cosi Iorte da sentire male al palmo della mano ricoperta di vetri.
Il ragazzo, senza diIIicolta, aIIerrando con una mano il colletto della camicia di Derryl e con l`altra
il braccio di Anne, li spinge contro le pareti della stanza. Nick Ia un passo indietro ma lui riesce a
prenderlo con uno scatto e lo immobilizza tra le sue braccia.
'Vattene.', gli sibila all`orecchio. Non sei tu che voglio..
Gli da una spinta tale da Iarlo precipitare dalla vetrata.
Quando Ia per colpire Andrew, Anne con uno scatto si e parata nuovamente davanti a noi. Il ragazzo
blocca il pugno a mezz`aria e le aIIerra la mascella, restando a guardarla per qualche secondo. Mi
rendo immediatamente conto che il suo sguardo non ha quel potere ipnotizzante solo su di me. Anne
resta a Iissarlo imbambolata col labbro inIeriore che le trema notevolmente. Gli occhi le si sono
illuminati di una luce mai vista. se la situazione non Iosse quella che e, direi che i suoi sono gli
occhi di una ragazza colpita da una visione celestiale.
'Per Iavore.', le dice con tono autorevole ma mantenendo una certa galante gentilezza. Va a
controllare il tuo amico la Iuori..
E lei segue alla lettera il suo ordine. Non ho mai visto Anne cosi arrendevole. Ha semplicemente
annuito e ha abbandonato la stanza senza mai riuscire a staccare i suoi occhi da quelli di lui.
'Sta tranquilla, Corin.', mi sussurra Andrew poco prima di alzarsi da terra. Non gli permettero di
Iarti del male..
Ma appena termina la Irase, lo vedo volare all`indietro e atterrare svenuto in una pioggia di vetri
scintillanti.
Mi guardo attorno e mi accorgo con orrore che sono rimasta sola con lui. Dov`e Derryl? Dov`e?
Nel momento stesso che mi aggrappo allo schienale del divano per alzarmi, sento le mani Iorti del
ragazzo premere attorno ai miei Iianchi e tirarmi verso l`alto. Sono cosi terrorizzata che non cerco
nemmeno di colpirlo. Mi limito a tenere il coltello tra le mani come Iosse un talismano, mentre mi
trascina verso la cucina.
Tenendomi stretta a lui con un solo braccio, scosta una sedia dal tavolo e mi ci Ia sedere. ConIusa e
disorientata cerco di non badare al sangue che sgorga dai tagli sulle mie mani.
'Dobbiamo parlare io e te.', lo sento parlare in un tono estremamente melodioso.
Cosa aspetta ad uccidermi? Potrebbe Iarlo in qualunque momento, e invece se ne sta Iermo
cercando di sedurmi col suo guardo.
Come Anne non riesco a distogliere i miei occhi dai suoi. So che se voglio colpirlo devo cambiare
traiettoria visiva, ma non trovo la Iorza di muovere le pupille. Se Iosse possibile, e ancora piu bello
dell`altra notte.
'Dobbiamo parlare.', ripete, piegandosi in avanti per guardarmi dritto negli occhi.
Appena chiudo le palpebre per una Irazione di secondo, ritrovo tutta la mia lucidita. Piego il viso a
lato e, senza mirare, con gesti automatici, porgo in avanti il coltello per Ierirlo. La sua mano mi
blocca il polso proprio mentre la lama sta per conIiccarsi nel suo petto, e mi tira su con tanta Iorza
da Iarmi vacillare.
Quando i suoi occhi ritrovano i miei, apro immediatamente la mano e il coltello cade a terra,
conIiccandosi quasi nella mia scarpa. Lo sento sussultare quando le punte delle sue dita mi sIiorano
la guancia in un tocco talmente Ilebile da risultare quasi impercettibile. Dalle sue labbra per un
istante scompare il sarcasmo. Mi accomoda i capelli dietro l`orecchio e riposa indice e medio sulla
mia gola disegnando delle linee immaginarie Iino ad arrestarsi sulla mia bocca. Le sopracciglia,
mentre Iissa le mie labbra, si piegano come quando non si capisce qualcosa. Nel momento in cui
appoggia nuovamente le dita sul mio labbro tremante, si lascia sIuggire una secca risata.
Inevitabilmente i nostri sguardi s`intrecciano ancora, e le sue iridi si venano di pazzia. Con una
spinta mi Ia precipitare stesa a pancia in su sopra il tavolo. Prima che possa anche solo pensare di
oppormi, raccoglie il coltello alle gambe della tavola e si sporge su di me per puntarmelo alla gola.
In quell`istante Andrew e Anne Ianno capolino e un urlo di sgomento scappa ad entrambi.
'Fuori!', ringhia, voltandosi per mezzo secondo verso di loro.
Con mia grande meraviglia li vedo arretrare Iino a scomparire dal mio campo visivo.
'Ma chi sei tu?', digrigno i denti, aIIerrando saldamente i suoi polsi come se avessi una remota
possibilita di Iermarlo.
'Me lo hai gia chiesto.e io ti ho gia risposto..
'Se qua per..
'Non sono qua per ucciderti.', scrolla la testa, stranamente inIastidito dalla mia domanda.
Faccio una Iatica disumana per non lasciarmi ancora incantare dai suoi occhi che Iissano i miei a
pochi centimetri di distanza. Cerco di pensare a qualcos`altro e per pochi istanti mi sembra di
riuscirci.
'Allora sei qua per..
Si alza da sopra di me e la sua Iragorosa risata mi uccide le parole sulla bocca.
'Hai cosi tanto timore al pensiero di noi due avvinghiati?, scherza.
'Non ho paura di te., balbetto.
'Oh. certo. Come no!', commenta serio. 'Comunque. non sono venuto qua per
VIOLENTARTI', e nel dirlo gli scappa un sorriso. Onestamente non saprei nemmeno come
Iarlo..
'Non sai che cosa?'.
Cerco di rialzarmi ma un`altra sua spinta mi ributta giu.
Mi lancia uno sguardo tra il divertito e l`amareggiato. 'Sono qui. perche devo capire chi sei..
'E chi sono?.
'L`altra volta mi sei apparsa come una stupida donna che credeva di poter salvare il mondo grazie
alle sue esili braccia alle quali hanno insegnato come diIendersi.', dice a denti stretti, come a voler
insultarmi. Ma tu sei molto di piu. Mentre combattevamo ho visto una parte di te che mi ha
lasciato interdetto. Avevi paura, ma non abbastanza. non come una qualunque altra persona
normale..
Mentre parla lo vedo rilassarsi. Tiene le braccia distese lungo i Iianchi e i muscoli tesi sembrano
mollarsi un po`. Le sue mani non sono piu strette in pugno e il suo viso si sta pian piano
trasIormando nel viso di un qualunque ragazzo bellissimo.
'Sei diversa. dopo tanti avversari ho trovato Iinalmente te, l`unica che sia riuscita a colpirmi. Per
questo non ti ho uccisa. Penso che potrai insegnarmi qualcosa.', il tono e assurdamente onesto.
Si alza il bavero del cappotto scuro e si appresta a raggiungere la porta d`uscita secondaria, accanto
alla credenza della cucina.
'Fermo!!!!', balzo giu dal tavolo. Che intendevi dire prima con 'non saprei nemmeno come
Iarlo?, lo cito.
Resta impalato continuando a darmi le spalle e tenendo una mano sulla maniglia abbassata della
porta. Poi volta di poco la testa verso di me per guardarmi. Il suo sguardo e tornato ad essere torvo e
inquietante e mi pento di averlo trattenuto.
'Ti uccidero, Corin! Prima o poi dovro Iarlo. Al posto tuo mi allontanerei da qua..
Il mio stomaco reagisce con uno spasmo quando si allontana sbattendo la porta tanto Iorte da Iar
vibrare i vetri della Iinestra accanto.
Resto pietriIicata Iino a quando pochi minuti dopo mi raggiunge il resto del gruppo. A Nick gli ci
vuole un bel po` per scrollarmi perche sembro come in trance.
Quando inIine riesco e riprendermi, mi accorgo che il respiro mi esce in aIIanni. Mi aggrappo al
braccio di Nick per non cadere a terra.
'Cosa ti ha Iatto?', mi chiede allarmato.
Lo osservo senza capire, poi seguo la traiettoria del suo sguardo e resto ammutolita nel vedere il
mio maglione tagliato poco sopra il mio ventre e macchiato di sangue Iresco proprio nel medesimo
punto.
'Non. non mi sono accorta di nulla.', balbetto tastandomi la Ierita. Scruto i volti terrorizzati dei
miei compagni. Non puo essere. Ha tenuto il coltello costantemente puntato contro la mia gola.
Non l`ha mai mosso e non ho sentito alcun dolore..
'Forse ti sei Ierita con i vetri della Iinestra rotta.', avanza un`ipotesi Andrew.
'Quello e un taglio provocato dalla lama di un coltello.', lo smentisce Derryl indicando la mia
Ierita.
E a quel punto il silenzio cala nella stanza. Abbassiamo contemporaneamente lo sguardo a terra,
sentendoci impotenti davanti ad una situazione cosi pazzesca da sembrare poco reale.
'Ti avra Ierita mentre colluttavate e non te ne sarai accorta., riprende a ipotizzare Andrew dopo un
po`.
Ma noi tutti capiamo che nemmeno lui e davvero convinto della sue parole.
'Andrew, quel ragazzo ha qualcosa di strano.', sbotto improvvisamente. Sono stanca di girarci
attorno. L`avete visto anche voi..
Nessuno mi risponde e continuano a tenere la testa china verso il basso. Anne prende una mela rossa
tra le mani e la morde.
'Li hai visti anche tu gli occhi.', insisto con lei. Ne sei stata 'aIIascinata perIino tu che eri tanto
scettica..
Le va di traverso il boccone e mi guarda innocente come non capisse a cosa mi sto riIerendo.
'Ammettilo.', cerco di persuaderla.
'Io. l`ho osservato cosi poco che non saprei nemmeno dirti il colore dei suoi occhi.', mente
spudoratamente.
'Pero quando vi ha ordinato di Iare qualcosa voi avete obbedito senza battere ciglio.', li provoco.
'E` vero.
'Ha ragione.
'E` proprio vero.
'E allora non venite a dirmi che questa situazione non e pazzesca. Questa Ierita non me la sono Iatta
da sola ne tanto meno con i vetri della Iinestra. Questa e OPERA SUA!', scandisco bene le ultime
parole. Ha detto che ha qualcosa da imparare da me. Bene!', la mia voce si Ia bassa e torva.
Non vedo l`ora di insegnargli qualcosa..
La mia famiglia
L`alba e il momento della giornata che preIerisco. Mi aiuta a pensare e Dio solo, sa quante cose ho
in questo momento su cui posare i miei pensieri.
Il sole sta sorgendo da dietro le vette innevate delle montagne. Il rumore dei clacson delle poche
vetture in circolazione non arriva Iin quassu ed io ne approIitto per godermi il silenzio.
Decido di non scendere a Iare colazione per non disturbare gli altri, che hanno impiegato mezza
nottata a ripulire l`ampio salone e ad ergere una pesante tenda davanti alla Iinestra. Me ne resto con
la Ironte appoggiata sul vetro Ireddo e osservo il panorama dall`alto mentre la mia testa viaggia
lontano, alla ricerca di una soluzione per scampare alla morte certa.
Ho da imparare qualcosa da te. le parole di quel ragazzo mi risuonano nella testa. Come se ci
Iosse lui in questa stanza a ripeterle.
Vorrei essere in grado di escogitare un piano.anche uno stupido, ma la paura m`impedisce di
ragionare lucidamente. Fumo in continuazione e la tentazione di darmi all`alcool si Ia strada
prepotentemente nel mio cervello. Eppure ci deve essere un modo per sconIiggerlo. Ho scartato a
priori la possibilita di accoltellarlo perche so gia che non ne avrei il tempo. Mi disarmerebbe prima
ancora che tra i miei pensieri s`inIiltrasse quello di ucciderlo. I miei pensieri.gia. Lui ha detto di
voler capire chi sono, ma si comporta come se gia lo sapesse. Sa dove vivo.sa dove mi sono
nascosta.E` come se, attraverso i miei occhi, lui sia riuscito ad arrivare alla mia mente.
Improvvisamente un`intuizione mi blocca il respiro.
.Sembra che lui sappia tutto di me.
'Ho mio Dio., mormoro spalancando gli occhi.
Raccolgo la mia borsetta, spengo la sigaretta dentro un bicchiere di plastica e abbandono la stanza
in punta di piedi, pregando Dio che Anne non si svegli proprio in questo momento. Scendendo le
scale, ogni gradino scricchiola Iorte sotto il peso dei miei piedi.
Nel caminetto ci sono ancora pezzi di legno ardenti ma non sono suIIicienti per scaldare l`ambiente
esposto a temperature glaciali. Chissa se Andrew pretendera che gli ripaghi il danno?! InIondo e
tutta colpa mia se quel ragazzo ha distrutto la grande vetrata.
AIIerro le prime chiavi che trovo sopra il piccolo mobile dell`ingresso e, scordandomi totalmente di
inIilare la giacca e le scarpe, mi precipito ancora in pigiama verso il piazzale davanti alla villa.
Neanche a Iarlo apposta ho preso le chiavi della jeep di Andrew. Mi arrampico nell`abitacolo e
metto in moto. La mia piccola renault ammaccata in conIronto sembra un triciclo. Schiaccio
euIorica l`acceleratore, Iacendo stridere le ruote e alzando un polverone dietro di me.
Oltrepasso il cancello automatico a tutta velocita e mi getto lungo la stradina sterrata che, attraverso
il bosco, porta direttamente alla provinciale. A questa velocita non impiego molto a raggiungere il
mio vialetto.
Spalanco la porta di casa urlando.
'Esci immediatamente da qui o sarai tu a morire..
Da dietro le mie spalle, un sospiro mi gela il sangue. Alzo il gomito, stringendo la mano in un
pugno. Mi volto Iurente per colpire. Impulsivamente abbasso il braccio, giusto in tempo per non
colpire la mascella di mio padre.
'Hai rivisto non aprite quella porta?, solleva un sopracciglio.
'PAPA`!!!', urlo sollevata.
Mi guarda severo. Le sue gote sono piuttosto arrossate.come se avesse bevuto un bicchiere di vino
rosso di troppo.
Resto a Iissarlo con aria colpevole e lo schiaIIo mi arriva istantaneo. Un suo schiaIIo per me,
equivale ad una carezza non troppo tenera.
'Ahi!', Iingo di sentire dolore, posando la mano sulla guancia lesa.
'Vorrai spiegarci.', si avvicina mia madre ancora in vestaglia.
Risponderei ben volentieri, se Nick non si Iosse dimenticato completamente di spiegarmi come
comportarmi con loro.
'Senti, Corin.credo di essere un padre paziente ed inIatti ho pazientato. Ma ora hai passato ogni
limite. E non credere che abbia creduto ad una sola parola di quello che il tuo amico ha detto a me e
tua madre. Abbiamo incontrato Luke..
'Luke., bisbiglio, mordendomi il labbro.
Mi sembra sia passata un`eternita dall`ultima volta che l`ho visto.
'Si proprio lui. E ci ha detto che da quando vi siete lasciati non ti ha piu rivista. Quindi te lo chiedo
un`altra volta: DOVE SEI STATA?.
'Ehm., balbetto titubante.
'Nick ci ha detto che, Iinita questa storia, ci avresti spiegato tutto tu.', continua mia madre,
venendo avanti.
Dunque era questa, la scusa geniale che Nick, orgogliosamente, aveva dichiarato di aver propinato
ai miei genitori!
Si era limitato a rassicurarli dicendo che stavo bene e che poi avrei dato loro io stessa, ogni piu
minuziosa spiegazione. Che vile! Ah, ma appena lo rivedo.
'Sappiamo che questi ultimi giorni non li hai passati con Luke perche lui ce l`ha conIermato.', mio
padre e sul punto di esplodere. Inizialmente avevamo deciso che la cosa migliore Iosse lasciarti lo
spazio necessario, anche se avevamo il desiderio di capire piu a Iondo..
'Pensavamo che un`intrusione da parte nostra potesse complicare la tua gia complicata ex relazione
con quel ragazzo.., continua mia madre, leggermente piu calma. Adesso, vuoi spiegarci cos`e
successo?.
'Avevo bisogno di staccare la spina.', mi escono le parole a raIIica. Dopotutto, ho imparato molto
bene in questi ultimi anni a raggirare i miei genitori con qualche bugia ben piazzata. Percio mi
sono isolata da tutto e da tutti..
'Non prenderci in giro, Corin.', sospira Andy, quasi con rassegnazione. Come ce li spieghi quei
tagli, quegli ematomi e.il PIGIAMA!!!.
'Oh questo?', tiro un lembo della maglia sIilacciata e usurata dai troppi lavaggi. E`.e una nuova
moda new-age. Pare che gli stilisti di New York abbiano Iatto un sondaggio tra i giovani.e..., le
parole mi muoiono in bocca, vedendo le loro Iacce poco propense a credermi. Non so da dove
cominciare..
'Comincia col dirci la verita. Come mai sei Ierita?', chiede mio padre con un tono troppo dolce,
data la situazione.
'Ecco.sono stata aggredita e..
'TU??!!', esclama, guardandomi stralunato.
Mia madre rabbrividisce. 'Ti hanno Iatto del male, amore mio?.
'Si!', esclamo, rivolgendo un`occhiata accigliata a mio padre.
Ma con chi crede di star parlando? Con wonder woman? Con Superman? Come ha detto quel
ragazzo, io sono solo una donna che cerca goIIamente di arrivare la dove le Iorze dell`ordine non
possono spingersi e, come ha aIIermato Andrew...poteva capitare a tutti, di non uscire vincitori da
uno scontro Irontale.
Passo un dito sopra le piccole cornici posate sul tavolino rotondo dell`ingresso, cercando di non
alterare i miei genitori con altre palesi menzogne. Guardo distrattamente le IotograIie. Ho sempre
odiato la mania di mia madre di esporre, come in una mostra, tutti i miei processi evolutivi. Ci sono
IotograIie che riportano me all`asilo, me alle elementari, ma alla consegna dei diplomi, me in
costume da bagno all`eta di tre anni e sempre me in costume da bagno a diciassette anni. E poi
naturalmente, una gigantograIia di mio Iratello sullo sIondo. Quella di esporre una IotograIia di
Martin in ogni stanza della casa e diventata per lei una muta regola Iamigliare. Non che non approvi
questa sua scelta, il Iatto e che ogni volta che rivedo il viso del mio gemello, Iaccio una Iatica
indescrivibile per non perdere il buon umore.
Mi volto verso di loro. Stanno ancora aspettando una mia spiegazione.
'Sentite.', attacco con voce tremante. Dovete stare tranquilli..
'Tranquilli? Torni a casa conciata in quel modo e dovremmo stare tranquilli?', scoppia a piangere
mia madre.
Altra sua mania.cerca sempre di dare il doppio peso alle sue Irasi lasciando libero sIogo alle
lacrime. E il bello e che mio padre ci casca ancora.
Fortunatamente, io riesco sempre a mantenere un certo distacco dal suo maldestro tentativo di
corrompermi e impietosirmi. Volto la Iaccia inIastidita dalla sua esagerata reazione perche le
donne devono piangere per ogni cosa?- e mi rivolgo ad Andy con tono dolce e allo stesso tempo
Iermo.
'Questi ematomi non signiIicano quello che stai pensando.vi sto solo chiedendo un po` di Iiducia
in me..
'Mi pare che te ne abbiamo data molta.', ribatte secco.
'A me pare di no., sbotto. 'IntruIolarsi in camera mia in piena notte per rovistare nei miei cassetti
non e proprio..
'Io non l`ho mai Iatto!!!', esclama, sinceramente oIIeso. E mi stupisco tu possa pensare che sia
arrivato a tanto..
Non l`ho mai visto tanto indignato.
Ma allora chi c`era nella mia stanza quella notte? Chi mi ha baciata sulla Ironte? Osservo i suoi
occhi e mi appaiono molto sinceri.
Un sospetto atroce s`insinua nella mia testa, Iacendomi sobbalzare. LUI?! E` stato lui? E` una
possibilita. D`accordo non e l`unica, ma non riesco davvero a pensare ad altri se non a lui. Ha detto
di voler scoprire chi sono e quale miglior soluzione se non quella di entrare nel mio mondo?
E` stato in questa casa e io l`ho scambiato per mio padre. Ecco perche l`ombra che usciva dalla mia
camera mi era parsa tanto imponente.
Impallidisco. 'Ho bisogno di tempo. Non vi chiedo di capire, ma non posso stare qua. Rinnegatemi
come Iiglia, punitemi al mio ritorno, aumentate i copriIuoco.', comincio a salire le scale seguita a
ruota da loro due. Proibitemi qualunque cosa desiderate..
Prendo una piccola sacca dall`armadio e comincio a riempirla di vestiti.
'Ma non posso stare qua, davvero..
'E dove vorresti andare?', mia madre mi aIIerra le mani, combattuta tra il desiderio di
schiaIIeggiarmi o rimettersi a piangere.
'Staro per un breve periodo a casa di An.Nick', mi correggo precipitosamente. Meglio non
esagerare con le notizie. Ho bisogno di disintossicarmi da tutto quello che ho passato con.Luke..
'Vado a prenderti un pigiama pulito., dice mia madre, prima di uscire dalla mia stanza.
'Grazie..
Getto nella sacca qualche libro. Io e mio padre restiamo in silenzio per un minuto. Poi si china per
raccogliere da terra un paio di calzini che per la Ioga mi sono scivolati dalle mani, e li inIila nella
tasca esterna della borsa. Mi blocca le mani tra le sue.
'Avevi Iatto una promessa., mi ricorda.
'L`ho mantenuta., mento, sbirciando verso il livido sul mio polso.
Mio padre reprime un Iremito. 'Che sta succedendo? Io non sono tua madre. E non ti lascero andare
tanto Iacilmente..
'Andy., piagnucolo. 'Se resto qua, metto in pericolo anche voi..
Le sue mani s`irrigidiscono attorno alle mie. 'Pericolo?.
'Ho detto pericolo?, ridacchio.
Annuisce, rabbuiandosi.
Mia madre lancia il pigiama pulito sopra il letto.
'Starai via molto?, mi chiede, tirando su col naso.
'Non lo so, mamma. Il tempo necessario..
Chiudo la borsa e scendo decisa le scale. Loro mi camminano accanto, impenitenti.
'Ciao mamma., l`abbraccio.
Poi, per un istante, sollevo gli occhi su Andy. 'Papa?.
Solleva una mano, senza degnarmi di uno sguardo. Poi accoglie mia madre tra le braccia per
consolarla.
'Sei nei guai, Corin., scandisce bene ogni parola. 'In seri, grossi, inimmaginabili, guai..
Un nodo alla gola m`impedisce di aggiungere altro. Salgo sulla Jeep di Andrew e, Iin quando mi e
possibile, li osservo dallo specchietto retrovisore. Questa, potrebbe essere l`ultima volta che li vedo!
Mi ributto sulla provinciale, sIrecciando tra le altre macchine lentissime, condotte da operai o
uomini in giacca e cravatta.
E` successo tutto in un attimo..un istante Ia ero a casa mia ed ora sono di nuovo in quella di
Andrew.
Non mi sento bene. Non mi sento aIIatto bene! E i dubbi che mi assalgono, mi lasciano senza Iorze;
Restare qua con la speranza che i miei compagni riescano in qualche modo a diIendermi? O tornare
sui miei passi e occuparmi dei miei genitori? Con me accanto rischiano grosso, ma d`altra parte
senza di me i loro rischi si raddoppiano. Quel ragazzo potrebbe benissimo prendersela con loro per
colpirmi indirettamente.
Un nodo alla gola mi obbliga a deglutire ripetutamente mentre entro in salotto. Li trovo tutti quanti
seduti attorno al caminetto. Alla mia presenza non alzano nemmeno lo sguardo, tanto sono Iuriosi.
'Dove sei stata?', sibila Nick.
'A risolvere un problema con i miei genitori. Per Iortuna che dovevi occuparti tu di tutto.', lo
attacco a mia volta, zittendolo.
'Lo hai incontrato?', prende la parola Andrew, alzando Iinalmente la testa verso di me.
'No. Ma ho scoperto che e stato in casa mia.', puntualizzo con un pizzico di eccitazione che per
Iortuna sIugge a tutti loro.
'A casa tua?', Anne scatta in piedi, come punta da una vespa sul Iondo schiena e mi sorride. A Iare
che cosa?.
'A cercare qualche cosa di mio, presumo.', Iaccio spallucce, tenendomi sul vago. Quella notte, mi
ha baciata sulla Ironte. Anche se io ero convinta Iosse stato mio padre. E` strano un simile gesto per
uno che minaccia di uccidermi..
'In eIIetti quel ragazzo o quell`uomo', sottolinea il nostro allenatore, incapace di dargli un`eta. E`
particolarmente irreale..
'Irreale?', chiedo, accendendomi una sigaretta. Mi sembra un aggettivo un po` enIatico..
'E allora come ti spieghi che qualunque cosa lui Iaccia o dica riesca ad ottenerla cosi Iacilmente?',
bisbiglia Anne con un pizzico di senso di colpa per non essere stata in grado di diIendermi. Ero
come ipnotizzata dalla sua voce e dai suoi occhi..
Andrew passeggia nervosamente per la stanza, tenendo le mani intrecciate dietro la schiena e lo
sguardo inespressivo. 'Non per interrompere le vostre eIIusioni, ma e proprio giunto il momento di
capire chi o cosa stiamo aIIrontando. Dunque, che cosa sappiamo di lui?.
'E` Iorte!', dice Nick. Ha distrutto quella vetrata con un solo calcio e quando mi ha gettato Iuori
dalla Iinestra, pareva non provare alcuna Iatica a sollevarmi..
'E` piu Iorte di quanto pensiamo.', ribatte Derryl, tagliando corto. E possiede una macchina scura
uguale a mille altre ma con un Iinestrino in meno.', gli scappa un sorriso mentre mi guarda la Ironte
ricoperta di tagli.
'E` veloce.
'E` bellissimo!', commenta Anne con occhi scintillanti.
'Aaah, ci risiamo!', sbotta Nick.
'Pero non e da sottovalutare.', rimugino tra me e me a voce alta. E` come se usasse la sua
avvenenza come un`arma..
'Gia.un`arma.', ribatte scettico, Derryl E comunque non vi siete ancora posti la domanda
essenziale..
Lo Iissiamo incerti, senza capire dove voglia andare a parare. Quale domanda? Resta pensieroso per
un po`, come se avesse dimenticato quello che stava per dirci, mentre con la mano tamburella
nervosamente sopra il vetro del tavolino di Ironte a lui. Le sue dita si bloccano e lui alza gli occhi.
Sembra inIuriato.
'La domanda e.', ci spiega in un sussurro, come se servisse a spaventarci piu di quanto lo siamo
gia. Come Ia questo tizio a sapere di ogni suo spostamento?', mi punta col pollice.
Andrew aggrotta la Ironte. 'In eIIetti non lo sapeva nessuno che Corin sarebbe venuta a stare qua.
Men che meno i suoi genitori.'.
'Magari mi ha semplicemente seguita. Non mi stupirei aIIatto se eccellesse anche nel campo dei
pedinamenti..
'E in quali altri campi eccellerebbe il tuo AMICO!!!', mi provoca Nick, dandomi l`impressione di
esserne un poco geloso.
Neanche ad Anne sIugge la sua replica e il suo tono lievemente su di giri. Storce il naso, come
avesse sentito un cattivo odore, e va a sedersi accanto a lui, cingendogli le spalle col braccio. Non
ho mai visto Anne comportarsi in questo modo. A me, in piu di due anni, non mi ha mai nemmeno
sIiorata per sbaglio ed ora arriva Nick e lei diventa tutta dolce e protettiva.
Innervosita mi accendo un`altra sigaretta. Ne ho gia Iumate dieci e non e nemmeno mezzo giorno.
'Allora?', taglio corto. Che proponete?.
'Un tuo allenamento speciale mi tranquillizzerebbe non poco.', propone Andrew, riIerendosi
chiaramente al coltello che mi ha prestato.
'Non basta.', lo guardo velocemente, riposando poi gli occhi verso gli altri.
'Ho Iatto una piccola ricerca su di lui ma non sono riuscita a trovare niente di niente. Potrei provare
ancora.', si sIorza di contenersi Anne.
'Non basta neanche una ricerca., scuoto la testa.
Trascorriamo qualche minuto in silenzio. Ognuno di noi pensa ad una soluzione o Iinge comunque
di Iarlo.
Riprendo a parlare tutto d`un Iiato e per Iarlo mi aggrappo allo schienale del divano per non cadere
a terra.
'Sentite che Iaremo. Restero qua, anche se questa casa non e certo un posto sicuro. Ma avervi
accanto, non so perche, mi rilassa molto.', sorrido gelida. E riprendero la vita di sempre..
'Sei pazza?', urla Andrew, aIIerrandomi per le spalle.
Mi scuote talmente Iorte che per poco non cado a terra.
'Calmati. Non saro imprudente. M se ci pensate e l`unica soluzione. Quante possibilita ho qua di
sopravvivere? In mezzo alla gente, sotto gli occhi di tutti avra certamente le mani legate. Se dovesse
venire qua adesso per uccidermi.chi lo Iermerebbe? Chi lo sentirebbe? E` in grado di trovarmi
ovunque? Bene!...Anzi.MALE! Ma non e detto che io non possa trovare lui..
Vado a preparare il pranzo. 'Anne si alza dal divano visibilmente seccata
'Mi stai Iorse cercando di dire che l`idea non ti piace?', la punzecchio rincorrendola mentre si
sposta con passo elegante verso la cucina.
'E` cosi insensata che non voglio nemmeno sentirla.', mi chiude la bocca.
'E allora proponete voi qualcosa!', sto quasi urlando.
'L`idea di Andrew non e male.', sospira Nick prima di sparire in cucina con Anne.
'Non c`e tempo per un allenamento!', gli urlo dietro.
Non ribatte anche se ho la certezza che mi abbia sentito.
Dall`altra stanza sento l`acqua scorrere e il rumore di piatti che sbattono tra di loro. Ho il sospetto
che siano tutti e due a non voler nemmeno ascoltare la mia proposta. Mi volto verso gli altri. Se ne
stanno andando silenziosamente dalla stanza ma riesco a Iermarli in tempo.
'Tornate qua.', sbraito.
Si bloccano immediatamente ma non si voltano per guardarmi.
'Tu non ci andrai la Iuori.', mi ordina il mio allenatore.
'E invece si..
'La Iaccenda sta diventando troppo personale.', continua implacabile. Non te ne rendi conto?
Lasciami almeno il tempo di capire il perche..
'Ma non c`e tempo.', mi lamento come una bambina capricciosa. Rischio troppo per aspettare che
voi decidiate cosa sia giusto o sbagliato..
Anne ricompare sul ciglio della porta e mi squadra con occhi inIuriati.
'Non ti e mai passata per la testa l`idea che noi tutti Iorse ci siamo aIIezionati a te?', mi chiede
aspra sottolineando l`ultima parola. Ma la sua non sembra neanche una domanda.
'Anch`io sono aIIezionata a voi.', ribatto con la stessa asprezza nella voce.
Se qualcuno ci potesse vedere in questo preciso istante penserebbe che siamo tutto tranne che legati
da mielati sentimenti. In eIIetti dalla voce della mia compagna non e trapelato nessun segnale che
possa condurre al suo cuore.
Mi guarda torva digrignando i denti per la rabbia ma so benissimo che non e solo quello il
sentimento che ora sta provando. Anche se non posso aIIermare di conoscerla proIondamente la
certezza che mi voglia bene come una sorella non mi ha mai abbandonata in questo ultimo periodo.
Ricordo con che delicatezza mi aveva lavata la sera del mio ritrovamento e i suoi occhi arrossati
quando mi guardava mentre raccontavo a grandi linee il male che quello sconosciuto mi aveva Iatto.
Sono piu che convinta che lo avrebbe ucciso.se solo i suoi occhi non avessero su di lei lo stesso
strano eIIetto che provavo io stessa nel guardarlo.
'Lo so.', mi risponde dopo un lungo istante e dalla sue espressione capisco che le e costato molto
ammetterlo.
Mi si Ia accanto per accarezzarmi il braccio ricoperto di Iasce e cerotti.
'Ma ti prego.non andartene la Iuori..
Cedo a malincuore al suo ordine dettatogli dalla paura di perdermi o di vedermi nuovamente stesa
sul letto di Andrew a combattere per la sopravvivenza. Mi volto verso gli altri.ora anche Nick si e
unito a noi e resta in silenzio, senza quasi respirare, in attesa di una mia parola.
'D`accordo.', scuoto la testa. Per il momento restero qua. Ma non prendetela per una decisione
deIinitiva..
'Perche non torni a dormire ancora un po`.', Iinalmente Nick riprende a respirare.
Annuisco ricambiando il suo sorriso e mi avvio verso la camera da letto che divido con la mia
amica.
Non ho nemmeno la Iorza di svestirmi e mi inIilo sotto il caldo piumone con ancora il pigiama
addosso che puzza di Iumo.
Nascondo la testa sotto le coperte e resto ad occhi aperti a Iissare i Iiori sbiaditi ricamati sulle
lenzuola. Non so quanto mi ci sia voluto per addormentarmi.non penso siano passati piu di cinque
minuti pero. Appena la stanchezza prende il sopravvento chiudo gli occhi e inizio a sognare.
Da proteggere
'Lo sconosciuto si arresta di fronte a me a molti metri di distan:a. Resta immobile come una
statua, tenendo le braccia pen:oloni lungo i suoi fianchi perfetti. Mi parla sibilando, fissandomi
con i suoi occhi scuri come la pece.
Non e niente in confronto a cio che ti faro poi.~
Poi'~ ribatto Quando poi?~
Lo saprai.~
Mi volta le spalle e si allontana, verso loscurita. Provo a rincorrerlo ma le mie gambe si muovono
lente, come se fossero bloccate a terra da mille mani invisibili. Comincio a correre col respiro
rotto, ma lui e sempre piu lontano, ed io non ho fatto nemmeno un passo avanti. Loscurita infine,
inghiotte totalmente la sua figura`.
Spalanco gli occhi di scatto, tremando da capo a piedi, con la sgradevole sensazione di non essere
piu sola nella stanza. Tolgo la coperta da sopra la mia testa ma quando mi guardo attorno, mi rendo
conto che questa sensazione e soltanto Iiglia dello strano incubo che ho Iatto.
La luce del sole ora non riesce ad illuminare tutto il pavimento e le pareti sono Iasciate da righe
buie e righe illuminate. Guardo Iuori dalla Iinestra, scostando di poco le tende gialle. E` il tramonto.
Devo aver dormito almeno cinque ore e mi sento molto rilassata. Almeno ho riacquistato la
padronanza sui miei nervi scossi.
Con gesti automatici mi tolgo i vestiti madidi di sudore e inIilo la prima cosa che estraggo dalla mia
piccola valigia che avevo sistemato ai piedi del letto.
Scendo le scale sbadigliando rumorosamente ma nel salone non trovo nessuno. Forse sono usciti?
Se mi hanno lasciato sola, ho una minima possibilita di uscire e di ritornare, prima che se ne
accorgano. Potrei andare a cercare quell`uomo, prima che lui ritorni qui per uccidermi.
Appena arrivo in cucina, sono obbligata a ricredermi e a cacciare dalla mia testa il mio assurdo
piano. Se ne stanno seduti attorno al tavolo, sgranocchiando ali di pollo e insudiciandosi le mani
con patatine ricoperte d`olio.
Andrew alza di poco la testa, lanciandomi un sorriso. 'Era ora.
Nick mi viene incontro baciandomi sulla guancia e, giuro l`ho sentito. Ho sentito un mugolio
scappare dalle labbra di Anne. Non me lo sono sognata. Mi divincolo delicatamente dalla stretta
aIIettuosa del mio amico e prendo posto su una sedia accanto alla porta d`uscita del retro. Il solo
pensiero di mangiare del pollo unto mi Ia venire un conato. Non ho Iame. Sono giorni che non mi
nutro abbastanza ma sento lo stomaco talmente chiuso e sottosopra, che il pensiero del cibo non mi
sIiora quasi mai.
Derryl e Anne si alzano dopo aver Iinito di cenare e s`inIilano contemporaneamente i propri
cappotti.
'Dove vanno?', chiedo dubbiosa ad Andrew.
Mi spinge sotto il naso un quotidiano aperto sulla decima pagina. 'Abbiamo un lavoro.'.
Mugugno distratta, dopo averli salutati. Ho totalmente dimenticato le ronde notturne e tutto il resto.
Come se la mia vita ora, dipendesse esclusivamente da quel ragazzo. Vorrei accompagnarli, ma non
mi sogno nemmeno di avanzare la mia proposta. Probabilmente Andrew mi ucciderebbe sotto lo
sguardo divertito e ammirevole di tutti gli altri.
Abbasso la testa e i miei occhi cominciano a scorrere sulle parole stampate in carattere maiuscolo
sulla pagina aperta.
ALTRA AGGRESSIONE SU MINORE.
Tutti i tentativi adottati dalle for:e dellordine per fermare luomo che violenta e massacra giovani
vittime sono caduti nel vuoto. Questa notte, a Trimble Hills, e stato rinvenuto unaltro corpo di una
dodicenne completamente svestito. La minore e ancora in prognosi riservata.
La madre chiede solamente che.
I miei occhi si riIiutano di continuare a leggere. Alzo lo sguardo su Andrew, mi schiarisco la voce e
batto un pugno sul tavolo. 'Dite che e LUI?', ringhio.
'Non possiamo esserne certi, ma non possiamo escluderlo del tutto.', mi risponde Andrew,
sIilandomi il giornale dalle mani. La testimonianza di un`altra bambina, comunque, descrive un
vecchio, piu che un ragazzo. Penso si tratti di un normale delinquente solitario. Probabilmente e
appena uscito di prigione ed ha solo l`insano impulso di prendersi cio che la dentro non poteva
avere..
'Ma attacca solo le bambine!', continuo a ringhiare disgustata.
Il pensiero di quelle adolescenti mi Ia ribollire il sangue nelle vene. La loro vita distrutta
irrimediabilmente. I loro occhi non saranno piu in grado di vedere i colori della vita o della
speranza. Non posso accettare che quest`abominio accada ad un`altra. Non posso accettarlo! Stringo
le mani in pugni, cosi violentemente da conIiccarmi le unghie nella pelle. Mi mordo il labbro
inIeriore, guardando Ieroce il mio allenatore.
Sembra che lui riesca a leggermi nel pensiero e con delicatezza mi apre le mani, accarezzandomele.
'Non ti mandero la Iuori.', bisbiglia tetro. Non posso Iarlo. Ci stanno gia pensando Derryl e
Anne..
Cerco di respirare a Iondo per cacciare la rabbia e il desiderio di strozzarlo, ma mi ci vuole un bel
po` prima di riuscire a calmarmi.
'Non puoi obbligarmi a stare qui mentre nelle vie di Loverland sta succedendo qualcosa
d`orribile.', lo accuso.
'Posso Iarlo invece.', Ia spallucce, ricordarmi che il capo e lui.
Mi alzo di scatto e Iuggo nuovamente nella mia nuova camera. Un altro minuto e l`avrei strangolato
sul serio.
AIIerro un portapenne dalla scrivania e lo scaglio Iuriosamente contro il muro. Le matite colorate si
spargono disordinatamente sopra il pavimento e resto ad osservarle con le lacrime agli occhi,
sentendomi totalmente impotente.
Forse se uscissi dalla Iinestra..
Scuoto energicamente la testa, cercando di cacciare questo mio pensiero.
'Meglio dalla porta!', dico tra me e me.
Senza preoccuparmi di inIilarmi addosso qualcosa di caldo, mi precipito rabbiosamente giu per le
scale, senza quasi toccare i gradini con i piedi.
Andrew e Nick mi hanno preceduta e se ne stanno a braccia conserte, retti davanti alla porta.
'Fatemi passare.', urlo.
Restano immobili tra me e l`uscita, senza scostarsi di un centimetro.
'Spostatevi!!!', urlo con piu Iorza, sgranando gli occhi.
'No.', la risposta di Nick mi arriva secca e determinata.
Andrew, che come sempre sembra riuscire a leggere nei miei pensieri, Ia velocemente qualche
passo avanti e mi aIIerra per le spalle. Nick lo segue a ruota e mi blocca le braccia dietro la schiena
mentre mi dimeno istericamente, cercando di divincolarmi dalla loro salda stretta.
'Andrew!, sbraito paonazza. Non costringermi a reagire contro di voi..
'Calmati, Corin.', mi sussurra all`orecchio.
Cerco di colpirlo con una testata ma riesce ad evitarla prontamente.
'Ti ho detto di calmarti.', la sua voce e piu decisa. Ci sono gli altri due e mi stupisce molto il Iatto
che tu non riesca a Iidarti nemmeno un po` di loro..
'Non e questo il punto.', esplodo. 'Voglio esserci quando lo prenderanno..
Con uno strattone mi libero dalla stretta di Nick e mi lascio cadere esausta sul petto di Andrew.
'Non. puoi Iarmi.questo., balbetto.
'Lo Iaccio per il tuo bene, Corin.', mi spiega piu rilassato, staccandomi di poco dal suo petto per
guardarmi. Lo Iaccio perche tu sei troppo importante per me e il solo pensiero di perderti.,
lascia la Irase a meta, incapace di aggiungere altro.
'Non e giusto., brontolo.
'Lo so. Ma sarebbe ancor piu sbagliato mandarti libera tra le braccia di quel pazzo. Credimi Corin.
Questa storia sta diventando Iin troppo personale.'.
Si siede sul divano trascinandomi sulle sue ginocchia. Nick di Ironte a noi sembra sorpreso ma evita
di intromettersi.
'Abbiamo cominciato questa nostra vita per vendetta. Perche ognuno di noi aveva un tormento nel
cuore. E perche non volevamo che altri potessero piangere le nostre stesse lacrime. Ma sta diventato
tutto troppo serio. Volevamo giustizia laddove la polizia non era in grado di arrivare e ci siamo
quasi sempre riusciti. Ma ora le cose sono cambiate. Non so come, ci siamo spinti troppo oltre.
Anziche essere noi a cercare i delinquenti, ora sono loro che cercano noi. Dobbiamo capirne il
perche, Corin. Dobbiamo Iarci almeno una vaga idea di quel che sta accadendo, prima di aIIrontare
tutto quanto..
Annuisco mentre un brivido mi scende lungo la schiena.
AIIrontare tutto quanto? AIIrontare cosa? E` bastato un ridicolo scontro per annientarmi ed ora la
paura di una nuova imminente lotta mi sta gettando in un abisso di vero e proprio panico. Sono
talmente angosciata che scatto ad ogni rumore, anche a quelli piu quotidiani come le tazzine da
caIIe che si urtano o l`acqua dello sciacquone in bagno. Ho le notti aIIollate da quell`incubo
ricorrente e le mani mi tremano nervosamente e non riesco a Iermarle nemmeno sedendomi sopra.
Affrontare tutto quanto, continuo a ripetere tra me.
Andrew non si rende conto. Non ha ancora realizzato che non sono imbattibile, che anch`io ho un
tallone d`Achille. E questo mio punto debole e LUI..sempre lui.
'Ora devi solo cercare di riprenderti.', mi accarezza i capelli nello stesso modo dolce che
impiegava mio padre quando ero piu piccola. So che non sara Iacile..ma mettila cosi, per ora
azzarderei a dire che e impossibile..
Al suono dell`ultima parola mi attraversa un altro brivido, ancora piu Iorte del primo, e mi ritrovo a
stringermi tra le braccia di Andrew come a cercare una protezione che so per certo non mi potra mai
garantire.
Andrew a combattere e quasi al mio stesso livello, ma ho visto come ha reagito davanti a quel
ragazzo e so che non potra proteggermi quando ne avro bisogno. Ne io potro Iare lo stesso per lui.
Sarebbe come cercare di vincere a braccio di Ierro con Sylvester Stallone. Cioe.IMPOSSIBILE!
Siamo bravi, istintivi, Ireddi, veloci, agili e ormai quasi insensibili ai colpi maldestri dei nostri tanti
nemici. Ma sembra che ogni nostra qualita, messa in paragone con la SUA, diventi una cosuccia da
niente.
Quella notte l`ho colpito un paio di volte. Eppure ricordo Iin troppo bene, di come i miei colpi
aIIondassero nel suo corpo senza provocargli il minimo indolenzimento. Ad esclusione della mia
ginocchiata ai testicoli. Beh..almeno con questo so che e umano. Non che creda a Iantasmi, robot
o cose del genere.ma dinnanzi alla sua Iorza, ogni mia logica aveva vacillato.
Mi stacco dal suo abbraccio solo quando con la coda dell`occhio scorgo schiudersi la porta di casa.
Smetto di respirare Iino a quando non ho la certezza che si tratti di Anne e Derryl. Fanno il loro
ingresso quasi ballando, con un sorriso stampato sulle labbra piu eloquente di mille parole. Forse
l`avevano trovato! E avevano vinto.
Anche sen:a di te, mi punzecchia la mia coscienza.
Io e Andrew ci alziamo dal divano per andare incontro a loro. Non sono Ieriti e sembra quasi stiano
tornando da una serata tranquilla trascorsa in qualche pub. Anne non ha nemmeno un capello Iuori
posto. Se ne stanno tutti laccati in un grande chignon sopra la sua testa. E Derryl ha semplicemente
il Iiato corto, probabilmente dovuto all`impazienza di raccontarci per Iilo e per segno il resoconto
della loro vincita.
Ci sediamo in cucina attorno al tavolo da pranzo dopo aver sIilato dal Irigo una lattina a testa di
birra e posato al centro del tavolo un enorme sacchetto di pop-corn. Neanche Iossimo stati al
cinema. La prima a partire in quarta e Anne. Non riesce nemmeno a bere, da quanto e orgogliosa ed
agitata.
'Avreste dovuto vederci, ragazzi. Non sembravamo nemmeno noi. Abbiamo trovato quel vecchio
intento a pedinare una bambina e Derryl gli si e avvicinato da dietro e gli ha posato una mano sulla
spalla.cosi anch`io mi sono Iatta coraggio e li ho raggiunti..
'Ma se tremavi da capo a piedi?!', la deride Derryl, sputacchiando birra da tutte le parti.
'Beh.si.', gli lancia un`occhiataccia. Ma solo all`inizio. E comunque, la prima ginocchiata
gliel`ho tirata io. E vogliamo parlare della mia sIuriata?.
Restiamo ad osservarla senza capire. SIuriata? Che centra una sIuriata?
'Anne prima che iniziassi a pestarlo gli ha voluto ricordare tutta l`etica e la morale del Vangelo.',
continua a ridacchiare Derryl. 'Non smetteva di parlare. Ero tentato di tirare un pugno anche a lei
per Iarla tacere..
'Ingrato!', sbotta lei, alzando gli occhi al cielo. Ti ho pure salvato da un suo attacco..
'Oh si.e vero.', tossicchia imbarazzato.
Ed Anne non si lascia sIuggire l`occasione per Iarsi bella ai nostri occhi.
'Quel vecchio schiIoso era armato ma gli ho sIilato il coltello dalle mani prima ancora che riuscisse
a puntarlo verso Derryl.', ci racconta, imitando la scena con gesti teatrali.
'Sei stata pronta.', ammette lui, annuendo.
'Piu che pronta.', lo corregge indignata. Poi, per qualche istante, aggrotta pensierosa le sopracciglia
puntando lo sguardo verso Andrew. Ora capisco perche ci hai riIilato ore ed ore di allenamento su
come sIilare i portaIogli alle persone. Non volevi Iarci diventare ladri..
'LADRI?', scoppia a ridere Andrew.
'Lo ammetto.non capivo a cosa potessero servire quelle lezioni. Ora ho capito. Vuoi che ti Iaccia
vedere come si Ia a sIilare un coltello dalle mani di qualcuno in meno di tre secondi, Corin?.
'Lo so gia.', mi stringo nelle spalle.
Ho cominciato prima di lei.
'Allora lo insegnero a Nick.', non si lascia demoralizzare e si volta verso di lui, sorridendogli.
Non riesco a trattenere un grugno che tutti pero ignorano. Non posso davvero mandare giu il Iatto
che il mio migliore amico si sia messo in testa di scimmiottare tutto quello che Iaccio io. Ai tanti
pensieri che mi assillano, ora si aggiunge anche quello di proteggerlo.
Ne ho davvero abbastanza di questa storia. Per venire incontro alle paure di Andrew mi sono messa
in combutta con i miei genitori, che si staranno rivoltando nel letto a pensare che diavolo stia
combinando la loro unica Iiglia. Sono cosi sicura che non vogliano parlarmi che evito perIino di
teleIonare a casa mia per timore di una conIerma.
'Andrew?, lo chiamo, dopo un breve attimo di silenzio. Pensi davvero che moriro?.
Scuote la testa in segno di diniego Iingendosi distratto, mentre cerca ostinatamente qualche biscotto
dentro la credenza.
'Pero non scarti la possibilita.', insisto.
'Direi che Iosse per me ti terrei ben nascosta in un posto ancor piu isolato di casa mia..
SbuIIo. 'Magari puoi regalarmi una vacanza in Alaska.'.
'Non sarebbe una brutta idea.', commenta, ignorando la mia ironia.
'Andiamo Andrew., sbuIIo ancora. 'E` ovvio che mi spaventi la prospettiva di una morte dolorosa
e imminente, ma rivoglio la mia vita di prima. Mi manca l`universita..
'Non ti ho vietato di studiare.', mi interrompe calmo.
'Mi mancano i miei genitori..
'Non ti ho nemmeno vietato di usare il mio teleIono.', continua ad interrompermi, nella speranza
probabilmente di Iarmi perdere il Iilo del discorso.
'Mi mancano Irene e tutti gli altri miei amici..
Mi stringe la mano senza guardarmi. 'I tuoi amici ora siamo noi.'.
SbuIIo inIastidita per la terza volta.
'Comunque su una cosa hai ragione.', ammette inIine.
Gli altri lo Iissano sconcertati.
'InIondo, Corin e giovane., dal tono che usa sembra piu che stia parlando a se stesso. 'Ha bisogno
di uscire, di amici nuovi.di studiare. E Iorse, ho trovato il sistema per venirle incontro. Ehm.
buona notte ragazzi..
La mattina dopo apro gli occhi alle prime luci del giorno. Ho delle diIIicolta a connettere e a
ricordare cosa e stato il rumore che mi ha svegliata. Mi tolgo le coperte di dosso tenendo le orecchie
tese, in attesa di sentire qualcos`altro oltre al russare continuo e monotono di Anne. Devo
avvicinarmi alla porta per percepire che in cucina, la risata Iorte e maschile, troneggia per tutto il
resto della casa. Scendo le scale ancora assonnata, e ondeggiando mi appresto a raggiungere la
cucina. Quando entro, Andrew, Nick e Derryl si zittiscono immediatamente. Restano a Iissarmi
divertiti, con un`espressione che non mi convince per niente.
'Che succede?, chiedo sbadigliando, lasciandomi contagiare dalla loro allegria.
'Andrew ha trovato una soluzione!, mi danza attorno, Nick.
'Davvero?, gli chiedo eccitata.
Andrew annuisce orgoglioso e prudente allo stesso tempo. 'Una soluzione a che cosa?.
'Tornerai al college. Ma ad un patto., alza un dito.
Il sorriso scompare immediatamente dalla mia bocca.
'Che patto?, chiedo terrorizzata dalla risposta che sta per arrivarmi.
'Anne ti accompagnera..
'Anne?, chiedo allibita.
'Ho notato che spesso legge i tuoi libri., continua ridacchiando. 'E mi sono permesso di iscriverla
a tutti i tuoi corsi..
'Cosa hai Iatto?, sbotto, sentendo la rabbia inIuocarmi le guance.
'Non ti vedo d`accordo con la mia decisione, continua a ridacchiare, spalleggiato dagli altri due.
'Non ti prendo a calci solo perche so che lo Iara lei!, urlo scappando inIuriata verso l`uscita.
Ho bisogno di aria, di non vedere piu le Iacce divertire di loro tre, di una camomilla magari.
La giornata non poteva cominciare peggio.
Tiro la porta verso di me ma non si apre. Ci ritento con piu Iorza e per poco non mi ritrovo la
maniglia in mano.
'ANDREW!!!, sbraito.
'Cerchi queste?, mi dimena un mazzo di chiavi davanti al naso.
Cerco di sIilargliele ma con un movimento Iulmineo le nasconde dietro la sua schiena. Se ora non si
toglie immediatamente quel sorrisetto sarcastico dalla bocca, giuro che gliele Iaccio ingoiare.
'Dammele, la mia voce esce simile ad un Iischio.
Ma l`unica risposta che ricevo e una risata secca.
'Se esci di qua non ci rientrerai piu., dice calmo.
'Cos`e?.una minaccia di sIratto?, lo guardo alzando un sopracciglio.
'No.una previsione. Ed anche Iin troppo Iacile da azzeccare., mi risponde serio, aIIerrandomi le
mani tremanti. 'Se esci morirai. Non avercela con me.so che ti sembro ingiusto..
'Alt!, alzo una mano, bloccandolo. 'So gia perche lo Iai. Quello che non riesco a capire, e perche
ti ostini a credere che tentera di uccidermi Iuori da questa casa.
'Qui ci siamo noi a diIenderti, mi Iissa convinto.
'Gia, sorrido mesta. 'Me ne avete dato esempio l`ultima volta, e subito mi pento delle mie parole.
Non e colpa loro se quel ragazzo e cosi Iorte.
Mi arrendo alle regole di Andrew e me ne ritorno in camera dove Anne, ignara di tutto, sta ancora
dormendo. Chissa le grasse risate che si Iara quando verra a scoprire che da domani diventera una
collegiale?!
Trascorro il resto della mattinata digrignando i denti a chiunque cerchi di avvicinarsi o parlarmi,
combattuta se chiamare o meno i miei genitori. Decido di rimandare e mi isolo nel mio io,
sIorzandomi di non meditare troppo a lungo sulla mia sorte.
E comunque una cosa e certa: Anne non accettera MAI!
L'esplosione
Me ne sto con un piede su un gradino e l`altro ancorato sul marciapiede aIIollato di studenti,
Iissando la grande Iontana posta all`estremita del portone d`ingresso. Non riesco a muovermi
nemmeno quando due cheerleaders mi passano accanto urtandomi con le loro tracolle. Le otto sono
passate gia da qualche minuto ma c`e ancora un mucchio di gente che Iuma appoggiata all`alta
recinzione del cortile del campus, per niente desiderosa di entrare nelle aule. Il preside ha un gran
da Iare a richiamare l`ordine e a spingere giovani di tutte le eta verso l`entrata. L`aria poco distinta
non lo aiuta certamente a guadagnare quel briciolo di autorita che di certo servirebbe.
Improvvisamente punta il suo sguardo su di me e le labbra gli si piegano in un sorriso di cortesia.
Mi si avvicina Iacendosi largo tra la piccola Iolla e mi stringe la mano.
'Ben tornata., mi saluta con un ampio sorriso. La sua attenzione e subito catturata da Anne. Lei e
certamente la nuova iscritta?!.
'Sono Anne Flambert, si presenta scocciata, stringendogli la mano tanto Iorte da spezzarla quasi.
Lui la ritrae immediatamente Iacendosi serio e ci Ia cenno con un movimento di capo di seguirlo
all`interno.
'Le mostrero velocemente l`ediIicio, cammina a passo spedito lungo i corridoi aIIollati, dipinti
totalmente di azzurro.
'Questa e la sala mensa, apre una porta sulla quale e aIIisso un cartoncino colorato riportante
alcuni orari.
Anne sbircia all`interno. Non riesco a capire se e disgustata, Iuriosa o tutte e due le cose.
Il preside prosegue spedito verso un`altra porta chiusa.
'Questa e l`aula di chimica..
Anne arriccia il naso, inIastidita dalla puzza indescrivibile di candeggina esalata da alcuni cartoni
mezzi aperti impilati sull`unico scaIIale traballante all`interno dell`ampia sala. Fa per arretrare ma il
preside ci spinge all`interno, indicandoci le sedie poste in Iila.
'La lezione sta per cominciare, Anne. Penseremo piu tardi ai moduli che dovra compilare., la
saluta con un cenno Irettoloso della mano.
Mi volto verso di lei, sIoderando un sorriso poco convincente.
'Anne..mi dispiace che tu debba.,
'Non dire nulla, per Iavore., mi blocca sconvolta, guardandosi attorno. 'Ma in quanti lo seguono
questo corso?.
'Settanta studenti piu o meno., cerco di ricordare.
'C`e anche Nick?.
'No. Lui Irequenta altri corsi e questa mattina non e venuto perche non ha lezione. E` molto piu
avanti di noi..
Prendiamo posto nella penultima Iila.
'Dimmi una sola cosa, Corin. Al college non Iunziona come al liceo, vero?, mi chiede, Iissando
terrorizzata la scrivania in Iondo all`aula.
'Come al liceo?, cerco di deciIrare le sue parole.
'Intendo dire.ci saranno temi a sorpresa o interrogazioni?.
'No. Solo un mucchio di esami a Iine semestre..
Mi lancia un`occhiata piu serena.
'Fico!, ride. 'Quindi posso anche dormire in classe?.
'Puoi Iare quello che vuoi. InIondo il college e molto simile al liceo.solo che non devi andare a
lezione ogni giorno..
Sorride. 'Beh.anche al liceo non andavo a lezione ogni giorno..
La guardo di sbieco. Come avra Iatto a diplomarsi?
'Senti.devo andare un momento al bagno. Posso lasciarti sola cinque minuti?.
Annuisce distratta, togliendo dalla sua tracolla un quaderno e una penna mangiucchiata.
Una ragazza le si siede accanto, ed Anne di scatto nasconde il quaderno tra le sue ginocchia.
'Vuole copiare. Ne sono certa., mi bisbiglia, lanciandole occhiatacce.
'Anne.al college non c`e bisogno di copiare. Inoltre su quel quaderno non hai ancora scritto
niente., inarco le sopracciglia. 'Torno subito.e tu cerca di non dimenticare che agli occhi degli
altri sei.beh, normale..
'Io sono normalissima., ribatte indignata a voce un po` troppo alta.
'Normale nel senso che non dovrai picchiare nessuno, non dovrai accettare provocazioni. Fingiti
timida, introversa e anche un po` secchiona, ok?.
Increspa le labbra e alza le spalle.
'Pensi di riuscire a non litigare con nessuno?, la guardo poco convinta.
Si volta lentamente verso la sua vicina di banco e la Iissa per un lungo momento. Quando riporta lo
sguardo su di me, le sue labbra sono piegate in un ghigno.
'Promettimelo!.
'Promesso!, sbuIIa scocciata. 'Ma se e lei a colpirmi per prima io reagisco..
'Anne! Questi settanta studenti sono.studenti' Non criminali., le spiego aspra, mentre
indietreggio.
'E` dov`e la diIIerenza?. Mi lancia un sorriso bonario che non mi tranquillizza aIIatto.
Quando Iaccio per raccogliere da terra la mia tracolla, una risata aspra mi raggiunge alle spalle e,
anziche voltarmi, resto impietrita sgranando gli occhi. Forse sto solo sognando! Non puo essere la
SUA risata! Eppure mi e rimasta cosi impressa nelle mente che dubito possa sbagliarmi. Certa che
in mezzo ad una Iolla non possa accadermi niente di spiacevole, mi Iaccio coraggio e mi volto
lentamente. Dietro alle mie spalle non scorgo nessuno al di Iuori della mandria di giovani
schiamazzanti che si precipitano verso le sedie.
Incerta lascio l`aula, e percorro quasi correndo tutto il corridoio per Iare prima.
Un`altra risata, questa volta divertita, mi Ia voltare sobbalzando ed eccolo li.a pochi metri da me,
che mi Iissa con i suoi occhi ipnotici.
Cerco di dire qualcosa ma la voce non mi esce. E` tutto uguale al mio sogno.
'Mi stavi aspettando, vero?, Ia qualche passo lento verso di me.
Senza alcun senso logico assumo la mia posa da combattimento. Non ho Iatto progressi dall`ultima
volta ma sono intenzionata a non lasciarmi sopraIIare Iacilmente dalla sua Iorza.
'Sta tranquilla!, alza le mani in segno di resa, arrestandosi all`istante. 'Te l`ho detto, non voglio
ucciderti.
Mi Iissa con occhi sinceri ed io, osservandolo, sento la testa girarmi vorticosamente. Mai visto
niente di altrettanto bello. Mai visto niente di neanche lontanamente simile. Il cuore mi schizza
letteralmente Iuori dal torace e il respiro mi esce in rantoli. Si lascia sIuggire un sorriso compiaciuto
e con pochi passi mi raggiunge.
'Eri tu anche prima, vero?, chiedo in un Iilo di voce, perdendomi nella perIezione dei suoi
lineamenti.
'Orecchie perspicaci!, ride aIIerrandomi le mani. Il suo sguardo e cosi intenso che la mia lucidita,
dinanzi, vacilla. 'Perche non usciamo di qui?, mi chiede con voce improvvisamente calda e
melodiosa.
'Ho lezione., ribatto sentendomi stupida. 'Vuoi Iarmi perdere il semestre?, lo accuso, neanche si
trattasse di perdere un aIIare da milioni di dollari.
La sua risata gelida mi blocca il sangue nelle vene. I suoi occhi si Ianno ancora piu scuri. Tanto
scuri da non riuscire a distinguerne le pupille. Mi aIIerra per un polso e mi Ia sbattere con violenza
contro la parete poi posa entrambe le mani sopra le mie spalle bloccandomi tra il muro e il suo petto
e avvicina le sue labbra al mio orecchio.
'Sei qua con il tuo assassino e l`unica cosa che ti preoccupa e perdere una lezione?, vedo con la
coda dell`occhio le sue labbra trasIormarsi in un ghigno.
'E`.e il.il mio primo giorno, balbetto in preda al panico.
'Stupida ragazza coraggiosa, sibila scostandosi per potermi osservare meglio. Con un rapido
movimento mi posa le dita della sua mano destra sulla guancia, sIiorandomi appena.
Sento sulla mia bocca, il suo respiro rotto e i suoi occhi, chiudersi in due piccole Iessure mentre le
sue dita appoggiate dapprima con timore sulla mia pelle, stringono con maggior pressione. Ma nei
suoi modi intuisco un turbamento che non sospettavo e di cui non ne conosco la natura. Se non mi
avesse gia picchiata oserei pensare che ha paura di toccarmi. Potrebbe essere la mia occasione per
trovare il suo punto debole. Agli altri posso anche negarlo, ma questo ragazzo mi aIIascina oltre
ogni ragionevole pensiero. E so da me che non e normale.
'Non credi sia arrivato il momento delle presentazioni?, chiedo sprezzante, distogliendo lo sguardo
e cercando di riportare il mio cuore ad un battito piu regolare.
Scuote la testa in segno di diniego sorridendo appena. Sembra gli sia tornato il buon umore. Poi
d`improvviso, si allontana con uno scatto.
'Ti avevo consigliato di scappare il piu lontano possibile, mi ricorda cercando di trattenere una
risata.
Dal mio canto non comprendo cosa ci sia di cosi divertente in tutto questo. Ma Iorse e solo troppo
presto perche io possa capire.
'Mi troveresti ovunque.
'Si.lo so, sembra amareggiato dalla mia aIIermazione. 'Ma e sempre meno rischioso di Iinirmi
tra le braccia ogni volta che ti allontani da casa del tuo allenatore.
'Come Iai a sapere tutto di me?, chiedo allarmata.
'Non tutto, mi corregge alzando le spalle.
'Perche non mi uccidi?, ringhio.
'Te l`ho gia detto.tendi a pormi sempre le solite domande.
Mi Ia l`occhiolino e per poco non svengo ai suoi piedi.
Com`e possibile che sia attratta Iino a questo punto dall`uomo che ha dichiarato di voler mettere
Iine alla mia vita?! E` assolutamente immorale tutto questo. Il Iatto e che lui, non so come, riesce a
imbambolarmi senza la minima diIIicolta e per quanto mi sIorzi non riesco a resistere al suo
sguardo intenso.
'E allora dimmi cosa devi imparare da me, sbotto conIusa.
Resta in silenzio per una Irazione di secondo prima di rispondermi. Poi lento e calcolato, mi si
avvicina. Il suo corpo, il suo sguardo, avvolgono completamente i miei pensieri e cerco dentro di
me la Iorza di ascoltare almeno il suono della mia voce. Posa le spalle al muro cosi vicine alle mie
che ne posso percepire il calore. Tutto di lui e inebriante e spiazzante. Nella mia mente riesco solo
ha capire che e sbagliato. Sono sempre stata equilibrata, anche nel seguire le mie passioni e i miei
istinti. Deve esserci una spiegazione razionale a tutto questo, solo che adesso non riesco a trovarla.
E il suo proIumo m`incita a non cercarla.
'Fai sempre cosi tante domande?, sospira seccato.
'Te ne ho rivolta una sola., replico abbassando la testa intimidita dalla sua espressione scettica. Mi
osservo le mani che penzolano deboli lungo i miei Iianchi.
Lo sento sbuIIare un paio di volte per eludere la mia domanda. I suoi occhi corrono nello stesso
punto in cui sono posati i miei. Appoggia le sue calde dita sulle mie unghie e ne segue la Iorma per
un momento che mi sembra durare un`eternita. Dimentico di respirare per tutto il tempo,
concentrata come sono sul nostro contatto. Quando sto per andare in iperventilazione sembra
accorgersene ma si riIiuta di staccare la sua mano dalla mia. Sento il tocco delicato del suo dito
medio salire impercettibilmente lungo tutto il dorso della mia mano e ridiscendere sopra il pollice,
passare sopra l`unghia smaltata di rosa e proseguire intorno al palmo accarezzandolo con maggior
pressione. Sento un brivido attraversarmi la schiena e dalle mie labbra scappa un lieve gemito.
Insospettito si volta di poco a guardarmi e mi accorgo che sta sorridendo. Interpreto tutto questo
come un invito e, presa da un`irreIrenabile desiderio, stringo le mie dita alle sue. Immediatamente
Ia un passo di lato liberandosi dalla mia stretta e m`immobilizza con un`espressione d`assoluto
disprezzo.
'Allora sei proprio una sconsiderata?! Tu mi sottovaluti, Ia qualche passo avanti e indietro
passandosi le mani tra i capelli neri. Gli occhi puntati in un punto davanti a se si sono Iatti attenti.
Annusa l`aria irrigidendosi. Poi terrorizzato mi aIIerra per un braccio e mi trascina correndo verso
la grande vetrata in Iondo al corridoio.
'Che succede?, chiedo annaspando per sostenere il suo passo.
'Non c`e piu tempo.Non lo senti?, si guarda attorno sgomento mentre con movimenti Irenetici
spalanca la Iinestra 'E` gas.
Mi solleva senza sIorzo Iacendomi sedere sul cornicione e per poco non cado di sotto. Mi aggrappo
prontamente al suo braccio teso evitando di guardare sotto di me. Saremo almeno a otto metri di
altezza.
'Che stai Iacendo?, urlo smarrita, mentre mi aIIerra per i Iianchi spingendomi in avanti
'Salta!, mi ordina arrampicandosi accanto a me. 'Sta per esplodere tutto.
'Ci sono almeno duecento studenti su questo piano..
Provo a scendere dal cornicione ma le sue mani me lo impediscono.
'Se non torno indietro moriranno., urlo.
'E allora?, mi chiede indiIIerente. I suoi occhi studiano l`angoscia sul mio viso.
'Come allora?, mugugno. 'Devo allontanarli da qua..
'E perche?, mi Iissa curioso.
'Tu sei pazzo., sbraito cercando di non cadere in avanti. 'E comunque saltando da questa altezza ci
ammazzeremo.
'Non se ti aggrappi a quell`albero..
Mi indica i rami spogli di una magnolia che si allungano verso la Iinestra.
Lo osservo sbigottita, incapace di prendere una decisione. Ora la sgradevole puzza di gas mi brucia
in gola e mi annebbia la vista. Ma gettarmi dal terzo piano di un ediIicio.mi tremano le gambe. E
se non riesco a saltare cosi in lungo da riuscire ad aIIerrare i rami? E se i rami si spezzano sotto il
peso del mio corpo?
'Non ce la Iaccio, bisbiglio in preda al panico osservandolo con occhi terrorizzati.
'Ok, scuote lievemente la testa Iissando di sotto. Poi si volta verso di me sorridendomi. 'So che ti
disgusta starmi troppo vicino, mi provoca sghignazzando. 'Ma non mi resta altra scelta..
Mi aIIerra con un braccio mentre si alza in piedi sul cornicione mostrando un sorprendente
equilibrio.
'Aggrappati al mio collo, mi bisbiglia all`orecchio continuando a ghignare divertito. Al contrario
di me non sembra aIIatto spaventato. Ne dal gas, ne tanto meno dagli otto metri che ci separano dal
suolo.
Gli getto le braccia attorno alle spalle stringendole con tutta la Iorza che ho e aIIondo la mia Iaccia
nel suo petto per impedirmi di guardare.
Oh mio Dio!
Sento il vuoto colpirmi lo stomaco come un pugno.niente a che vedere con le montagne
russe..sbircio attraverso una piccola Iessura tra il mio braccio e la sua clavicola ma intravedo solo
l`azzurro del cielo. Mi sembra di volare. Alcuni rami mi s`inIilano tra i capelli e mi graIIiano i polsi
che spuntano dalla maglietta. Con un altro balzo salta da un ramo sottile ad un altro piu basso e
resistente. Ora la puzza di gas non mi raggiunge piu e sento solo il proIumo di muschio e di legno
bagnato. Non riesco a capire se questo odore e sprigionato dall`albero al quale siamo appesi o da
lui. Facendomi coraggio scosto di poco il viso dal suo petto, ma non smetto di stringere le mie
braccia attorno al suo collo. Guardo insu verso la Iinestra spalancata.neanche dieci secondi Ia ero
appesa al cornicione. Poi un esplosione assordante. I vetri si Irantumano scagliandosi sopra le nostre
teste e delle lingue di Iuoco si estendono tanto in la dall`interno del terzo piano da incendiare la
punta piu alta della magnolia. Mi copro la testa con movimenti istintivi sentendo Irammenti di vetro
precipitarmi addosso.
'Vieni, si libera con delicatezza dalla mia presa per aIIerrarmi la mano 'Allontaniamoci da qua.
'Sei tu quello che sa volare, lo provoco Iissando il suolo attraverso il ramo che mi sta sostenendo.
Ridacchia osservandomi di sottecchi. 'Hai paura di scendere da un albero?.
Annuisco imbarazzata. 'SoIIro di vertigini.
Scoppia in una risata veramente divertita.
'D`accordo, sospira cercando di Irenare la sua risata. 'Ti aiutero io.
Mi solleva stringendomi i Iianchi e mi Ia scivolare lentamente in basso verso un altro ramo. Quando
poso i piedi mi aggrappo al tronco per non scivolare. Con un saltello mi raggiunge. Ripetiamo
questa operazione Iino a quando non siamo a poco piu di un metro da terra ma improvvisamente
perdo l`equilibrio e senza riuscire a trattenere un urlo mi sporgo troppo in avanti. Non sento piu
nulla sotto i piedi e disperata cerco di aIIerrare con le mani qualcosa sopra la mia testa. Prontamente
mi agguanta sotto le ascelle e mi trascina su. Vado a sbattere pesantemente contro il suo torace e
tremolante gli passo le braccia attorno alla vita alzando il volto verso il suo. La sua bocca e cosi
vicina alla mia che non riesco nemmeno a distinguerne i lineamenti perIetti. Non riesco a staccare i
miei occhi dalle sue labbra socchiuse e il suo respiro mi provoca piu vertigini di quante ne potessi
provare stando appesa ad un albero a cinque metri di altezza. Con educazione posa le sue mani sulle
mie dietro alla schiena e mi allontana seccato.
'La vuoi piantare?, mi rimprovera con aria ostile.
Mi mordicchio il labbro inIeriore cercando di tornare a respirare normalmente e mi volto di scatto
imbarazzatissima. Con un balzo atterra sul suolo cementato sotto di noi e solleva le braccia verso di
me invitandomi a raggiungerlo. Cado tra le sue braccia e mi allontano bruscamente evitando di
guardarlo.
'Allontaniamoci da qua, cammina spedito lungo il marciapiede aIIollato di curiosi.
Mi Iaccio largo tra le persone angosciate e incuriosite. Sento le sirene dei pompieri e delle
ambulanze Iarsi sempre piu vicine e sovrastare le urla impaurite della gente e degli studenti che si
precipitano sgomenti, al di Iuori della scuola. Scendo dal marciapiede e mi getto di corsa in mezzo
alla strada per non essere rallentata da una mandria di giornalisti che riprendono, con soIisticate
telecamere, la Iacciata ovest del college commentando l`accaduto. Davanti a me lui si volta di tanto
in tanto per accertarsi che lo stia seguendo.
Girato l`angolo, proseguiamo lungo un vicolo sovrastato da ediIici altissimi e tetri e ci arrestiamo
solo quando non riusciamo piu a percepire alcun rumore, urla e sirene davanti ad una Iabbrica di
ceramica ormai in disuso, recintata da alcune torreggianti ringhiere arrugginite.
'Corin.questo e l`ultimo avvertimento, mi dice con Ioga continuando a voltarmi le spalle
'Vattene dalla citta.
'Questa Irase sono abituata a dirla io., ribatto aspra.
'Non scherzare., mi avverte.
'Perche mi hai salvata?, chiedo ignorando totalmente il suo suggerimento.
'Non ti ho salvata, sospira 'Ho solo rimandato la tua morte..
Un brivido mi percorre lungo la schiena.
'Perche?, riesco a dire.
Finalmente si volta e solo ora mi accorgo di quanto sia sconvolto. Cerco di approIittarne.
'Uccidimi ora., lo sIido lanciandogli uno sguardo provocatorio. Avvicinandomi cerco di colpirlo al
viso. Schiva il mio colpo retrocedendo semplicemente di un passo.
'Smettila!, ringhia schivando un altro mio pugno. 'Piantala!!!.
Mi aIIerra i polsi e mi blocca le braccia dietro la schiena. Cerco di liberarmi dalla sua morsa ma
appena ci provo mi Iulmina con lo sguardo.
'Ti Iinirei prima ancora che tu possa attaccarmi, borbotta con Ireddezza, eppure nei suoi occhi
leggo un`improvvisa vulnerabilita. Come se le parole che ha appena detto lo Ierissero piu di
qualunque altra cosa al mondo.
'Ora ascoltami, si Ia ancor piu serio. 'Diciamo che non sono l`unica persona che dovresti
evitare.ma diciamo pure che sono l`unico che puo in qualche modo salvarti.
'Salvarmi?, alzo un sopracciglio allibita.
'Si, si limita a dire. Poi lascia libere le mie mani e si allontana di qualche passo, andando a posare
la sua schiena sulla ringhiera che delimita il piazzale desolato della vecchia Iabbrica. 'Temo che
non riusciro mai a convincerti a lasciare la citta percio.ora tu andrai da Andrew e resterai nascosta
a casa sua Iinche non ti raggiungero stasera.
'Non ti permettera mai di entrare in casa sua, lo avverto.
'Vedrai che lo Iara, mi lancia un sorriso compiaciuto prima di voltarmi ancora una volta le spalle
per allontanarsi.
Resto imbambolata ad osservare il suo passo cosi deciso e ondeggiante. Probabilmente avra Iatto un
corso di portamento. Nemmeno i modelli sIilano meglio in passerella.
Si volta un`ultima volta per osservarmi prima di scomparire dietro l`angolo in Iondo alla via e la sua
voce melodiosa mi raggiunge in un eco lontano. 'Su una cosa pero hai ragione. Io sono Deniel.
E scompare cosi, senza aggiungere altro, lasciandomi senza Iiato e priva di Iorze.
Deniel! Ripeto mentalmente il suo nome per un milione di volte mentre ritorno davanti al college
per recuperare la mia auto.
Deniel.Deniel.Deniel.
Mi stupisco che sia riuscito a camminare tranquillamente per strada senza che qualche ragazzina
l`avesse bloccato per parlargli o per corteggiarlo.
E` il classico ragazzo che non passa inosservato, nemmeno su un set di attori della portata di Tom
Cruise e di Andy Garcia.
Deniel.
Mi ci vuole quasi un`ora abbondante per riuscire ad allontanarmi dal parcheggio di un centinaio di
metri. Pattuglie di vigili urbani e camioncini di pompieri bloccano l`accesso nelle strade adiacenti al
college e deIluiscono il traIIico direttamente sulla provinciale.
Deniel!...
Sono bloccata nuovamente dietro un Iurgoncino bianco il cui conducente e rimasto incollato al
clacson. Ingrano nervosamente la retromarcia per svoltare in un vicolo meno traIIicato e una volta
Iuori dal disordinato ingorgo, sospiro rumorosamente tra il trasognato e l`inIastidito. Mi ci vuole
un`altra manciata di minuti prima di raggiungere casa di Andrew. Parcheggio la mia auto accanto al
garage e prima ancora di spegnere il motore il mio allenatore mi spalanca la portiera guardandomi
sconvolto.
'Ho visto il notiziario.so gia tutto. Vieni dentro, sarai stravolta, mi Ia scendere dal veicolo
strattonandomi per un braccio.
Lo seguo all`interno della casa, Iino in salotto, dove mi Ia sedere sul pouII accanto al caminetto
scoppiettante. Mi porge il suo pacchetto di Light dal quale sIilo automaticamente una sigaretta.
Andrew ha ragione ad aIIermare che sono stravolta. Ma e molto meglio che non gli spieghi che in
realta, se lo sono, non e certo per via dell`esplosione.
'Come ti senti?, mi si Ianno attorno tutti quanti accovacciandosi ai miei piedi sopra il grande
tappeto scuro. Anne appoggia la testa sopra le mie ginocchia ed io le accarezzo i capelli intenerita
da tante attenzioni.
'Corin, ti giuro che io non centro nulla con l`esplosione. Non ho litigato con nessuno., cinguetta.
'Quando ho avvertito l`odore del gas ho Iatto allontanare tutti..
'Lo so., rido. 'E sto bene.ma ci sono delle novita, cerco di mantenere salda e Ierma la mia voce.
Mi Iissano incuriositi. Stanno con la schiena ben eretta, tranne Anne che non si e mossa di un
centimetro.
'Ho visto quell`uomo.
'Ti ha Iatto del male?, sbraita Nick con le guance in Iiamme.
'Dovevo aspettarmelo, Andrew si batte un pugno nel palmo della mano. 'E` stato lui senz`altro, a
scatenare l`esplosione. Percio sara meglio che voi tutti evitiate di Irequentare le lezioni per un po`..
'Te lo avevo detto che non era una buona idea iscrivermi al college., Anne si rivolge al nostro
allenatore con tono accusatorio. Ora anche lei tiene la schiena tesa e diritta.
'Scusate!, tossicchio un paio di volte cercando di attirare nuovamente l`attenzione generale su di
me.
Nick si sporge verso di me per accarezzarmi una guancia. 'Dicci, Corin! Ti ha Iatto del male?.
'Mi ha salvata., dico tutto d`un Iiato.
Rimangono impietriti ad osservarmi tenendo la bocca spalancata. Sembra si siano trasIormati in
statue. Ad Andrew scivola di bocca la sigaretta ma con uno scatto riesco ad aIIerrarla prima che
atterri sul tappeto. Ne ho abbastanza di incendi per oggi.
'Statemi bene a sentire, continuo cercando di Irenare i brividi che mi scorrono lungo la schiena
'Quel ragazzo.DENIEL.mi ha salvato la vita. E tra poco sara qui per..
Senza che riesca a concludere la Irase tutti quanti balzano in piedi come delle molle abbandonando
il loro stato di shock. Imprecano e inveiscono contro l`aria. La conIusione e generale percio me ne
resto in disparte aspettando vanamente che si diano una calmata e osservando i loro gesti
conIusionari. Andrew aIIerra con Iorza il bracciolo del divano e puntando bene i piedi a terra lo
spinge davanti a se Iino a addossarlo davanti alla porta d`ingresso. Nick e Anne spariscono in
cucina e ricompaiono dopo poco trasportando una decina di coltelli, litigando tra di loro su chi deve
usare quelli piu appuntiti. Derryl si precipita al piano di sopra e continuando a lanciare insulti senza
senso comincia a chiudere a chiave ogni porta.
Sembrano come impazziti!
Per tutto il tempo me ne resto seduta comodamente sul soIIice pouII Iumando nervosamente una
sigaretta dietro l`altra e divertita allo stesso tempo dalle eccessive misure di sicurezza adottate dai
miei amici.
Eccessive ma tuttavia inutili.
Sono cosi accecati dal terrore e dallo sgomento da non rendersi conto di quanto siano inutili i loro
sIorzi.
Perche bloccare ogni porta quando nel salone centrale manca totalmente la vetrata?
Deniel
Mi appare alle spalle come in un sogno.
Accorgendomi della sua presenza mi volto appena e resto senza Iiato nell`osservarlo. Se ne sta
davanti alla pesante tenda col cappotto slacciato e i capelli bagnati dalla pioggia. Se Iosse possibile
oserei dire che e ancora piu aIIascinante di oggi pomeriggio!
'Si sono calmati?, mi chiede tranquillo, osservando distratto le Ioto della moglie di Andrew appese
sopra il caminetto.
'Insomma!, mi lascio sIuggire una risata leggera. 'Ora sono scesi in garage a recuperare martelli,
chiodi e altre cose..
'Vogliono croceIiggermi?, alza un sopracciglio ma nella sua voce non traspare nessuna ironia.
'Avevi detto stasera, lo rimprovero.
'Perche aspettare tanto?, il suo viso si distende leggermente e per un breve istante resto ipnotizzata
dalle sue labbra piegate in un sorriso aperto e sincero.
Poi, osservando il pesante divano a tre posti davanti all`ingresso scoppia in una Iragorosa risata.
'Sarebbe ora che i tuoi compagni imparino a diIenderti come si deve., commenta divertito.
Continuando a ridere, usando una mano sola, solleva un lato del divano a qualche centimetro da
terra e lo sposta di poco dalla porta.
Resto allibita!
Andrew aveva Iaticato non poco solo per spingerlo, rischiando di slogarsi una clavicola, mentre ora
Deniel, con una mano sola, lo aveva addirittura sollevato. Mi viene da chiedermi se la sua Iorza
abbia dei limiti.
Sono ancora intontita dalla sua dimostrazione da non accorgermi subito che i miei compagni sono
rientrati e se ne stanno sulla diIensiva accanto allo stipite della porta della cucina, puntando gli
arnesi contro Deniel e digrignando i denti.
'Allontanati da lei!, sibila Andrew Iacendo un piccolo passo avanti e menando per aria il martello.
'Va tutto bene, Andrew, cerco di tranquillizzarlo, mettendomi accanto a Deniel.
Lui si volta di poco verso di me guardandomi di sottecchi con aria annoiata, ma non interviene.
Nonostante ci siano quattro persone pronte ad attaccarlo tutte insieme non si scompone
minimamente. Cio nonostante i suoi occhi non si lasciano sIuggire nessun movimento da parte dei
miei compagni.
'Stalle lontano, gli intima Anne, ignorando totalmente le mie parole e mettendosi spavalda davanti
a tutti.
Deniel la zittisce con la sola Iorza del suo sguardo intenso e magnetico. Si Iissano per un istante che
mi pare interminabile e lei comincia ad avanzare lentamente, come in trance, arrestandosi solo una
volta giunta di Ironte a lui. Studio allibita l`espressione intontita che sIodera la mia amica mentre lui
le sussurra qualcosa all`orecchio.
L`ha totalmente abbindolata!!!
'Allontanati Anne, le ordina Nick.
Ma lei lo ignora e continua ad annuire e a sorridere invaghita da Deniel. Lui le sussurra ancora
qualche parola, che io non riesco a cogliere nonostante mi trovi a pochi passi da loro, poi lei si
risveglia come da un sogno e sbattendo piu volte le ciglia resta a Iissarlo con sguardo adorante.
'Ce.certo.DE.Deniel!...Co.come.vu.vu.vuoi tu., balbetta come una stupida
adolescente innamorata davanti all`uomo dei suoi sogni.
Vorrei prenderla a schiaIIi ma riesco a trattenermi ricordando a come ho reagito io stessa oggi
pomeriggio. Gia.prima la mano. Poi l`abbraccio.
Piu guardo questo ragazzo, piu mi rendo conto di non aver mai desiderato qualcuno cosi
intensamente in tutta la mia vita. Considerando che comincio a sudare e a tremare solo quando lui
mi guarda, mi chiedo cosa potrei mai provare toccandogli le labbra.
'Corin!, la sua voce armoniosa mi riporta bruscamente alla realta.
Arrossisco impercettibilmente ma dal suo sguardo vagamente beIIardo intuisco che il mio rossore
non gli e aIIatto sIuggito. Prego mentalmente che non intuisca anche i miei pensieri. Volto di scatto
la testa, incapace di sostenere i suoi occhi indagatori, incuriositi da questa mia inattesa reazione.
'Perche non suggerisci ai tuoi compagni di abbassare le armi?', mi bisbiglia con garbo.
'Non credo mi darebbero ascolto.
'Ascolteranno me senz`altro, s`impunta tornando serio.
'Non mi sembra una buona idea, alzo improvvisamente il tono di voce, cercando di trattenerlo
aIIerrandolo per la manica del cappotto. La mia mano stringe l`aria. Deniel si e gia allontanato da
me in direzione di Andrew, il quale se ne sta con le braccia tese verso l`alto, pronto a colpirlo col
martello.
'Sono venuto per parlarvi., dichiara, Iermandosi di Ironte al mio allenatore.
Restano a guardarsi in cagnesco per qualche attimo. Nessuno di noi riesce a parlare e riesco a
percepire il respiro accelerato e roco di tutti quanti. Mi tengo pronta a reagire nell`eventualita di uno
scontro tra i due e mi posiziono al Iianco di Andrew, posandogli delicatamente una mano sulla
spalla irrigidita dalla tensione.
'Perche non lo ascolti?, gli suggerisco. 'Magari e davvero molto importante quello che deve
dirci, insisto approIittando di un suo tentennamento.
Andrew abbassa le braccia restando in guardia ma evita di lasciare la sua arma. Mi lancia
un`occhiataccia che ricambio.
'Ora che vi siete calmati, Deniel si accomoda sul divano accavallando le gambe e allargando le
braccia sullo schienale. E` esageratamente a suo agio di Ironte a dieci occhi critici. 'Posso
parlarvi?.
Gli altri si Ianno accanto a lui mantenendo una distanza minima di sicurezza, mentre io mi siedo a
cavalcioni su una sedia alla sua sinistra. Poso braccia e mento sul duro schienale e resto in attesa.
Non mi sIugge l`aria di Anne ancora trasognata mentre osserva le labbra di Deniel muoversi
lentamente.
'Ci sono molte altre persone sulle tracce di Corin., mi indica con l`indice. 'E qualcosa mi
suggerisce che voi non sarete in grado di proteggerla ne tanto meno lei di diIendersi da sola. Percio,
non vi restano molte possibilita di scelta. O vi Iidate di me e mi permettete di aiutarvi, o morite.,
nel pronunciare l`ultima parola, gli angoli della bocca si incurvano verso l`alto.
Andrew impiega qualche secondo prima di riprendersi, poi con uno scatto posa il martello a terra e
resta allucinato nel vedere la mia espressione arrendevole.
'Corin, attacca calmo. 'Un uomo arriva in citta con la Ierma intenzione di ucciderti. Poi
improvvisamente cambia idea e viene qua, armato delle migliori intenzioni, proponendoci di unirci
a lui perche e l`unico che puo aiutarci., allarga le braccia inIastidito. 'Andiamo, questa e una
trappola bella e buona.
'Non mi servono trappole per ucciderla, spiega composto Deniel, lanciandomi un sorriso
cospiratore che non mi sento di ricambiare.
Volto lo sguardo e mi concentro meglio che posso sul mio allenatore. Guardare Deniel per me
signiIica perdere continuamente la lucidita e non e certo il momento piu opportuno per sognare ad
occhi aperti e sottovalutare la gravita della situazione.
'Se non volesse davvero aiutarmi, mi rivolgo titubante ai miei compagni. 'Oggi non avrebbe avuto
motivi per salvarmi..
'Ha solo ritardato il momento, ribatte aspro Nick, per niente tranquillizzato dalle mie parole.
'Beh, a me Ia comodo qualche giorno in piu.
'D`accordo, ora basta, Deniel si alza in piedi mettendo Iine al nostro breve scambio di idee. La sua
Iigura appare imponente rispetto a quella dei miei compagni. Ogni suo muscolo del petto e messo in
risalto dalla sottile maglietta aderente che spunta dal cappotto aperto. 'Vi ho esposto chiaramente i
problemi che dovrete aIIrontare.sta a voi ora la scelta. Non posso certo obbligarvi.
'Lasciaci almeno il tempo di discuterne, propone Andrew con tono accondiscendente.
'Ok, annuisce risoluto aIIerrandomi con riguardo per un braccio. Mi spinge senza Iretta su per le
scale. 'Avete dieci minuti, sentenzia.
Poi, senza lasciarmi, mi guida all`interno della mia stanza e si chiude la porta alle spalle. Si
accomoda sul letto e resta paziente a Iissare la mia espressione agitata, in attesa che io dica
qualcosa. Non riesco a sentire le parole dei miei amici.le loro voci agitate, mi arrivano in un unico
suono conIuso e debole.
Mi schiarisco la gola e parlo quasi sottovoce per non Iargli capire quanto la sua presenza mi getti in
un totale caos.
'Pensi che accetteranno di ospitarti qua?.
'Non hanno altre chance, risponde secco senza mai togliermi gli occhi di dosso.
'Non sono abituati a prendere ordini, insisto accendendomi una sigaretta.
'Me ne oIIri una?, si porge verso di me e nel Iarlo, inavvertitamente, mi sIiora una mano.
La sigaretta mi scivola dalle dita e impiego una buona manciata di secondi per riprendere a
respirare. Come diavolo ci riesce?
'Scusami, ritrae prontamente la mano.
'Ti.tieni, balbetto porgendogli una sigaretta e tenendo gli occhi puntati verso la punta delle mie
scarpe. Questa volta Ia molta piu attenzione a non toccarmi.
Faccio cinque boccate una dietro l`altra prima di riprendere il discorso.
Percepisco addosso il suo sguardo. Non riesco a concentrarmi se continua a Iissarmi. Decido di
voltargli le spalle.
'Siamo abituati a cavarcela con le nostre Iorze.
'Neanche tu, prima di incontrarmi, eri abituata a perdere, dal tono intuisco che non vuole Ierirmi
ne umiliarmi. E` come se sapesse a priori che nessuno al mondo sara mai in grado di sovrastarlo.
'Quello e stato un caso, resto sulla diIensiva, alzando il mento verso l`alto con Iare orgoglioso.
'Ne sei sicura?, mi provoca sollevando un sopracciglio. Tossicchia per Irenare una risata.
'Certo!, esclamo grintosa.
'Avremo modo di appurarlo. Per adesso dobbiamo occuparci di altro. Tra poco qua si scatenera
l`inIerno e se non mi darete retta sarete unicamente voi a bruciare tra le Iiamme.
'Ottima metaIora, commento acida voltandomi di scatto verso di lui. Se ne sta ancora
comodamente seduto sul bordo del mio letto, osservando un mio slip abbandonato sul pavimento.
Sento le guance avvampare e istintivamente mi aIIretto a nascondere l`intimo nel primo cassetto del
como. Inorridita mi accorgo che sta cercando Iaticosamente di trattenere una risata.
'Forse hanno deciso qualcosa, Iaccio qualche passo verso la porta nonostante mi arrivino ancora
conIuse, le voci dei miei compagni dal piano di sotto. Voglio solo che Deniel esca dalla mia camera
prima che si accorga del tampax che spunta da sotto una pila di vestiti ammucchiati accanto
all`armadio.
Con un balzo e gia davanti a me, bloccandomi l`uscita.
'Non credo, continua a sorridere divertito. 'Stanno ancora decidendo in che camera isolarmi.
Spalanco la bocca. 'Riesci a sentire quello che si dicono?, chiedo meravigliata.
'Negli anni ho avuto modo di sviluppare un ottimo udito, mi spiega, senza spostarsi da davanti la
porta.
Retrocedo amareggiata di qualche passo. Con un impercettibile movimento del piede do un colpetto
all`assorbente, Iacendolo scomparire sotto un pesante maglione di lana.
'L`avevo gia visto. Che cos`e?, mi chiede cercandolo.
'Lascialo dov`e!, intimo paonazza, tentando inutilmente di bloccargli le braccia.
'No davvero.sono curioso. E` qualcosa che serve a voi donne?, nelle sue parole non c`e traccia di
emozioni Iorti. Lo aIIerra e resta a scrutarlo con attenzione, rigirandolo tra la mano destra. Con
l`altra mi blocca in modo che non possa strapparglielo via.
'Davvero vuoi Iarmi credere che non sai cos`e un tampax?, sbotto Iuriosa, lasciandomi cadere a
terra con le gambe accavallate. Inutile insistere. E` come cercare di smuovere cento chili di granito.
Deniel sposta i suoi occhi accesi di vero interesse dall`assorbente a me.da me all`assorbente.e
sinceramente incuriosito da quello che tiene in mano.
Non riesco a crederci. Sto davvero per Iare una lezione di ginecologia al mio assassino?
'Serve a noi donne quando abbiamo il ciclo, sospiro seccata.
'E.ve lo mettete.LI`?, chiede sconvolto.
Lo Iulmino con lo sguardo. 'Che c`e di cosi strano?.
'Che c`e di strano?, scoppia a ridere.
'Dammelo, allungo la mano, tenendo il palmo rivolto insu. 'Subito!.
Continuando a sghignazzare, lo lascia scivolare sul mio palmo e nel Iarlo, mi sIiora
inavvertitamente le dita una seconda volta. Nel sostenere la sua espressione sorpresa, resto
imbambolata.
'La vuoi piantare?, mi rimprovera scontroso. 'Ma tutte le donne reagiscono come te ed Anne
davanti ad un uomo?.
Abbasso imbarazzata lo sguardo.
'E` solo che tu sei., non riesco a Iinire la Irase.
'Sono COSA?, m`incalza sempre piu inIuriato.
'Sei straordinariamente., mi manca il respiro.
Deniel si accovaccia davanti a me. Appoggia garbatamente la mano sotto il mio mento e mi solleva
il volto in alto verso di lui. Istintivamente, distolgo lo sguardo e Iisso un punto nella parete.
'Sono cosa, Corin?, mi chiede calmandosi. Nei suoi occhi brilla nuovamente una scintilla di
proIonda curiosita.
'Bello, dichiaro imbarazzata con un Iilo di voce.
Mi Iissa qualche attimo, chiedendosi probabilmente se parlo sul serio. InIine sospira avvicinando le
sue labbra al mio collo. Sento il suo respiro caldo Iormicolare sulla mia pelle e una scarica elettrica
mi attraversa tutto il corpo.
'Anche tu mi bisbiglia prima di precipitarsi alla porta con passo spedito. 'Hanno Iinito, continua
con voce calda.
Sono cosi scossa che non riesco nemmeno ad alzarmi. Appoggio una mano sulla Ironte sudata e
conto mentalmente Iino a venti. Devo aver sognato tutto. Io piacere a LUI?
E` impossibile anche solo sperarlo.Iiguriamoci crederlo.
Non che da piccola non mi sia lasciata aIIascinare dalla Iiaba 'La Bella e la Bestia. Ma quella era
semplicemente una Iiaba. Questa e la realta! Probabilmente avrei piu possibilita di vincere alla
lotteria.
Faccio due grossi respiri e mi sollevo aggrappandomi saldamente all`anta dell`armadio. Barcollando
mi appresto a raggiungerlo.
'Sembri sconvolta, mi guarda preoccupato.
'Perche vuoi aiutarmi?.
Non mi risponde. AIIila lo sguardo verso la Iinestra, restando concentrato su qualcosa.
'Se e per quello che hanno deciso stai pure tranquilla., dice dopo qualche secondo, aprendo la
porta. 'Devo ammettere che i tuoi compagni sono piu in gamba di quel che credevo.Anche se,
dormire nello scantinato non e che mi esalti. Ma posso accettarlo.inIondo ho tentato di eliminare
la loro leader, ammicca prima di scendere le scale.
Dio solo sa come sia riuscita a scendere i gradini senza cadere ruzzoloni. Appena arrivo nel salone
mi accorgo che tutti sono alquanto sorpresi di vedermi senza un graIIio. So che vorrebbero
rivolgermi delle domande, ad esclusione di Anne Iorse, che non Ia altro che seguire attentamente
ogni movimento di Deniel. E non certo per studiarlo o tenersi pronta a qualche sua avventata
reazione. Quanto posso capirla.
'Ho diritto ad una coperta?, chiede Deniel.
Andrew lo scruta mordendosi il labbro inIeriore. Probabilmente sta morendo dalla voglia di
spaccargli la Iaccia.
'Stammi bene a sentire cosetto, lo aggredisce, puntandogli un dito al petto. Deniel non si
scompone. 'Se accade qualcosa a Corin..
'Finche io saro qua non permettero che le accada niente di spiacevole, lo blocca aIIerrandogli il
dito. Potrebbe spaccarglielo in questo preciso istante. 'Indicami la mia accogliente stanza.
I due spariscono uscendo dalla porta sul retro seguiti a ruota da Derryl e Nick che probabilmente
sono stati 'eletti guardie del corpo del nostro allenatore. Mi lascio cadere esausta sul divano
accanto ad Anne. Mi osserva eccitata.
'Che vi siete detti?.
'Niente d`importante, mento distogliendo lo sguardo.
'Siete stati zitti per tutto questo tempo?.
'No.certo che no. Senti.credi sia un bene ospitarlo qua?, cambio drasticamente discorso.
'Non saprei., sembra sopra pensiero 'Ma che altro potremmo Iare? A questo punto tanto vale stare
al suo gioco.
La guardo poco convinta scuotendo la testa. Poi all`improvviso mi torna in mente una scena di poco
Ia.
'Che cosa ti ha detto?, le chiedo.
'Mi ha detto chi?, mi Iissa ingenua.
'Lui.Deniel. Prima ti ha sussurrato qualcosa all`orecchio e tu sembravi essere andata in tranche.
'Ma niente., prende tempo contemplandosi le unghie con Iinta pignoleria.
'Andiamo Anne, sbuIIo. 'In questo momento tutto puo tornarci utile.
'D`accordo, si alza per andare ad aIIacciarsi alla Iinestra rotta. Scosta di poco la tenda e una Iolata
d`aria gelida mi Ia rabbrividire. 'Mi ha detto che si Iida molto di noi.che.che una donna come te
va diIesa a costo della nostra stessa vita e che lui...
'Poi?, la incalzo eccitata, mordicchiandomi il labbro inIeriore.
Fa per continuare, ma si blocca di colpo, accorgendosi che i ragazzi sono rientrati.
'Di cosa parlavate?, ci chiede Andrew visibilmente piu rilassato.
'Di cucina, rispondo troppo velocemente.
'Di diete, la voce di Anne mi sovrasta di poco, contraddicendomi involontariamente.
Ridacchio nervosa. 'Insomma.di cose da donne, cerco di spiegare.
Andrew ci osserva accigliato ma lascia cadere il discorso.
Giocherello nervosamente con una ciocca dei miei capelli tentando di puntare il mio sguardo
ovunque, tranne che su Deniel. Sono piu che sicura che se riuscisse a guardarmi in Iaccia intuirebbe
che poco Ia stavo parlando di lui insieme alla mia amica. E in questo momento l`ultima cosa che
voglio e Iargli capire cosa provo quando e presente nella mia stessa stanza. Non che ne sia
innamorata.questo mai! Mi strapperei il cuore piuttosto di arrivare a tanto. Ma di certo non posso
negare che la bellezza del suo viso mi travolga. Questo no. Questo non posso proprio negarlo. E a
volte, sembra che la sua voce incanti piu di quanto possa mai Iare il canto di una sirena.
Lo osservo col Iiato in gola mentre mi si Ia accanto per darmi una lieve gomitata nel Iianco. Deve
essersi accorto che sto nuovamente sognando ad occhi aperti. Non gli sIugge mai nulla di quel che
mi riguarda. Parte del suo interesse lo riserva sempre per me.
'Tutto a posto?, mi sussurra all`orecchio.
Ho quasi un sussulto ma cerco di mascherarlo meglio che posso, Iingendo di avere un attacco di
tosse improvviso.
'Certo. Tutto benissimo.
Come siamo arrivati a questo punto? Che centra Deniel con noi cinque? Solo qualche giorno prima,
ha cercato di uccidermi ed ora se ne sta qua tranquillo nel salotto di Andrew, bevendo birra mentre
discute con una Anne totalmente rincoglionita, di come trascorriamo solitamente le serate.
Lei cinguetta con lui ridendo troppo spesso e senza motivo e continua a passarsi le dita tra la sua
rossa, Iolta chioma, sbattendo le palpebre ogni circa tre, quattro secondi.
'Si.ogni tanto usciamo., la sento dire mentre schiocca un`altra risata acutissima. 'Non
nell`ultimo periodo ovviamente.
'E come passate le serate in casa?, s`inIorma, usando un tono tutt`altro che malizioso.
'Beh.ogni tanto giochiamo, a volte leggiamo.poi ovviamente abbiamo i turni per la ronda.
Lui annuisce Iacendosi serio poi m`indica con un rapido cenno del capo. 'Anche lei?.
'Per colpa tua nell`ultimo periodo ho dovuto evitare, lo aggredisco intromettendomi nel discorso.
Ci scambiamo un`occhiataccia piena d`avversione ma poi Deniel, senza scomporsi piu di tanto,
riprende a sorridere come solo lui sa Iare. Mi perdo nel suo viso dai lineamenti ancora
adolescenziali. Se non Iosse per la sottile peluria attorno al mento e per quei suoi occhi cosi
proIondi che sembrano aver vissuto piu di mille vite, non gli darei piu di ventitre anni.
Mi ha Iatto nuovamente perdere il Iilo del discorso. Sento la rabbia aIIievolirsi all`istante e un
sorriso vagamente beota s`impossessa delle mie labbra.
Improvvisamente riporta tutta la sua attenzione su Anne.
'E che cosa legge lei?, continua ad interrogarla sul mio conto.
Perche e cosi interessato a me?
Anne a questo punto e palesemente imbarazzata e sposta ripetutamente lo sguardo, prima su di me
poi su di lui, non sapendo bene quale risposta dargli. Decido di averne abbastanza delle loro
cospirazioni e mi allontano per raggiungere i ragazzi in cucina. Li trovo seduti attorno al tavolo,
intenti ad abbozzare su un Ioglio i possibili turni di ronda. Mi sembra di essere ritornata ai vecchi
tempi.quando tutto ebbe inizio. Ricordo quando Andrew, le prime volte, mi accompagnava per le
vie di Loverland, per mostrarmi come sconIiggere i miei avversari, e di quando permetteva a
qualcuno di colpirlo al volto per dimostrarmi come incassare al meglio un pugno. Ho dei Ilashback
ben nitidi a riguardo sulle mie iniziali uscite notturne e trattengo a stento un sorriso malinconico,
ripensando a come tornavo malconcia a casa, incapace di Iermare anche una mosca.
Mi siedo sulla prima sedia libera e cerco di ricollegarmi ai loro ragionamenti.
'Penso che questa sia la Iormazione piu adatta, sentenzia Andrew, battendo due dita sul Ioglio
scritto.
'Con chi saro io?, m`inIormo cercando di deciIrare lo schema disegnato a pie di pagina.
Resto sbalordita nel leggere il nome di Nick accanto al mio.
Andrew, vedendo nei miei occhi lo stupore, si aIIretta a tranquillizzarmi. 'Non ti agitare, Corin. E`
tutto calcolato.
'Calcolato un accidenti, sbotto saltando in piedi. Nel Iarlo la sedia si rovescia.
'E` la soluzione migliore, credimi.
'La peggiore vorrai dire. Mi volto per togliere dal Irigo una lattina di birra. Tiro la linguetta e ne
bevo un generoso sorso per calmarmi.
Nick tende una mano verso di me. 'Me ne dai un po`?.
'Non tentare di distrarmi, ok?.
Con un saltello mi siedo sul top della cucina tenendo le gambe penzoloni e scolando continuamente
abbondanti sorsi dalla lattina. 'Andrew...
'No. Ascoltami tu, Corin., mi blocca. 'Faremo semplicemente una prova.mi servono piu
elementi sul campo..
'Maledizione!, sbraito sputacchiando birra ovunque. Con la manica della maglia mi asciugo la
bocca, per poi riprendere subito a sbraitare piu Iorte di prima. 'Non stiamo parlando di una
maledettissima partita di Iootball.
'So benissimo di cosa stiamo parlando, ribadisce mantenendo una calma sorprendente.
'E allora devi essere completamente uscito di senno..
'So che con te se la cavera piu che bene.
'Non e questo il punto!, batto un pugno sul lavello Iacendo tintinnare le tazzine sporche di caIIe
lasciate la dalla mattina.
Richiamati dalle mie urla, Deniel ed Anne si aIIacciano alla porta. Mi Iissano incerti, senza aprire
bocca.
'Calmati Corin, interviene Nick.
Mi volto di scatto verso di lui Iulminandolo con lo sguardo. 'Sta zitto incosciente.non obbligarmi
a prenderti a pugni. Non meriteresti altro!. Sento la rabbia ribollirmi nelle vene. Non riesco piu a
trattenerla.
'Andrew, sibilo tra i denti. 'Non manderai la Iuori il mio amico.e troppo presto. Non ha mai
combattuto..
'La mia autorita e Iuori discussione, strilla sovrastando la mia voce.
'Me ne inIischio della tua autorita..
Ci Iissiamo dritti negli occhi senza un minimo cedimento.
'Credo che Andrew non abbia tutti i torti, la voce calma di Deniel tuona nella cucina.
Mi giro verso di lui ringhiando. Sono cosi inIerocita che nemmeno i suoi occhi riescono ad avere un
eIIetto calmante su di me.
'Credo sia ora per lui di vivere in prima persona cio che ha deciso di aIIrontare, mi spiega sereno,
senza lasciarsi intimorire dalla mia Iuria.
Con ripugnanza, capisco dagli sguardi che tutti Iavoreggiano la decisione di Andrew. AIIerro una
tazza dal lavello e la scaglio con Iorza contro il tavolo. Gocce d`acqua sporca macchiano il
pavimento e il Ioglio di protocollo, Iacendo sbiadire il mio nome insieme a quello di Nick. Credo
che potrei arrivare ad uccidere piuttosto che vedere il mio amico ridursi come me.
'NO.NO..NO!, gracchio isterica,
'Non sei tu a dover decidere per lui, commenta Andrew voltandomi le spalle.
'Non osare andartene!, lo rincorro.
'Lo Iaro invece, se continui a comportati in modo insensato, mi punta contro l`indice.
Stringo le mani in pugno e, tremante per la rabbia, poso lentamente gli occhi su ognuno di loro,
Iermandomi qualche secondo in piu su quelli del mio migliore amico.
'Se ti succede qualcosa.io ti avevo avvertito, gli dico sprezzante.
'Non avete valutato alcune cose pero, si Ia avanti Deniel.
Ci voltiamo tutti ad osservarlo.
'Non avete tenuto conto del Iatto che ci sono alcune persone sulle tracce di Corin.quindi, se per te
Andrew non e un problema, preIerirei seguirla ovunque. Anche a distanza..
'A proposito di questo, Andrew si rimette seduto, Iissando Deniel con Iare assorto. 'Forse e il caso
che c`illumini al riguardo..
'Illuminarvi?, alza un sopracciglio senza capire, mentre mi passa accanto sIilandomi dalle mani la
mia lattina di birra.
'Chi vuole ucciderla e perche?, gli chiede.
'I miei compagni, si limita a rispondere prima di sorseggiare la birra.
'E chi diavolo siete voi?.
'Questo e top secret, ridacchia, beIIandosi di noi. 'Pero una cosa posso dirvela, anche se credo
l`abbiate capita da soli, si Ia improvvisamente grave abbassando di molti toni la voce. 'Siamo
molto, molto Iorti.
Rabbrividisco al ricordo dei suoi colpi. 'Perche volete uccidermi?, chiedo a Iil di labbra.
Non amo per niente parlare della mia imminente morte seduta attorno al tavolo della cucina del mio
allenatore. Non che non abbia mai rischiato di morire.ma qua non si sta piu parlando di rischi,
bensi di una cosa certa. E questo non aiuta di certo a rilassare i miei nervi scossi.
'Per quello che hai Iatto in passato. Per cio che rappresentava tuo Iratello., mi guarda torvo
attraverso le sue lunghe ciglia.
Copro immediatamente la bocca con una mano, per Irenare un singhiozzo. Che ne sa di mio
Iratello? Come osa parlare di lui?
Deniel resta immobile come una statua. Mi accorgo che sta trattenendo il respiro.
'Sei stato tu a Iarlo uccidere!, lo accuso sibilando e stringendo cosi Iorte i pugni da disegnare sui
palmi delle mie mani la Iorma esatta delle unghie.
Impulsivamente mi getto contro di lui, colpendolo alla testa con la caIIettiera ancora piena di caIIe.
Il liquido nero gli si rovescia sui capelli scivolandogli sul collo e macchiandogli il colletto della
maglietta. Lo colpisco nuovamente alla nuca senza lasciargli il tempo di reagire. I miei compagni
indietreggiano di qualche passo. In questo momento sono piu spaventati da quello che potrei Iare io
rispetto alla reazione di Deniel.
Con una spinta mi Ia rotolare sopra il tavolo e scivolo sul pavimento. Allungo la gamba, inIilandola
tra le sue, ma riesce a bloccarla evitando di perdere l`equilibrio.
'Non sono stato io!, esclama ansimante, cercando di aIIerrarmi i polsi.
'Si invece!.
Balzo in piedi sopra il tavolo e lo colpisco al mento con un calcio, Iacendolo andare a sbattere
contro la credenza. Tutti i bicchieri cadendo a terra si Irantumano. Mi aIIerra per una caviglia
Iacendomi cadere all`indietro ma riesco a liberarmi tempestivamente e lo colpisco al Iianco. Perche
non schiva i miei colpi?
Mi sollevo sui gomiti e roteando su me stessa scivolo giu dal tavolo rimettendomi in posizione
eretta. Gli mollo un pugno sul mento e subito dopo un altro nello stomaco. Come la prima volta gli
sto provocando ben poco dolore. Ansimando mi blocco improvvisamente, vedendo la sua aria Iin
troppo tranquilla.
'Ti sei sIogata?, mi sorride.
Con ira gli sgancio un altro destro sulla mandibola ma questa volta lo evita piegandosi un po`
all`indietro.
'Mi sa che sei ancora un po` arrabbiata, commenta ridacchiando.
Mi piego per raccogliere un pezzo di vetro e mi lancio verso la sua giugulare. La sua mano mi
blocca il polso e lo stringe cosi Iorte da obbligarmi a lasciare la mia arma improvvisata.
'Ora basta!, la sua voce e rimasta tranquilla ma i suoi occhi si sono Iatti seri mentre osservano
attenti la punta del vetro contro la sua gola. 'Credo ti sia sIogata abbastanza, ora..
'Ti uccidero Deniel!, lo minaccio usando il tono piu ostile che mi riesce. 'Giuro che lo Iaro!.
Giro sui miei tacchi e abbandono la cucina per isolarmi da tutti loro. Mi sento come tagliata Iuori
dal gruppo, come se le mie opinioni non contassero piu nulla. Prima ero considerata la loro leader
mentre ora mi sembra di essere diventata una semplice complicazione. Oltre ad Andrew, ci si e
messo pure Deniel a comandare. E tutti pendono dalle loro labbra, considerando legge ogni loro
parola.
Mi rannicchio sul divano sbattendo ripetutamente i pugni sul bracciolo. Che cosa centra mio Iratello
Martin in tutto questo? Perche ogni volta che credo di essere riuscita a superare anche solo di un po`
il dolore che la sua morte mi ha provocato, ricompare qualcuno a riaprirmi la Ierita? Il mento
prende a tremarmi considerevolmente. Sto ospitando in casa l`uomo che ha ucciso il mio gemello.
oggi pomeriggio sono arrivata perIino a desiderare un bacio da lui!
Alcune lacrime mi appannano la vista. Nascondo la testa tra le mie ginocchia e mi lascio avvolgere
dalla disperazione, mentre le voci concitate dei miei compagni mi raggiungono dalla cucina. Mi
tappo le orecchie per isolarmi totalmente dal resto del mondo e chiudo gli occhi cosi Iorte da vedere
tanti puntini colorati aIIiorare nel buio.
Vorrei solo scomparire!