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Giorgio Ruggero Celli (Verona, 16 luglio 1935 Bologna, 11 giugno 2011) stato un etologo, entomologo, scrittore e docente universitario

io italiano.

Se il Paradiso esiste giusto che sia popolato di animali. Ve lo immaginate un Eden senza il canto degli uccelli, il garrire delle rondini, il belare delle caprette e lapparire del buffo e curioso musetto di un coniglio? Di sicuro nel mio Paradiso ideale non possono non echeggiare miagolii da ogni angolo. Il festoso abbaiare di cani che giocano finalmente sereni. (Giorgio Celli nella prefazione a Anche gli animali vanno in Paradiso, storie di cani e di gatti oltre la vita di Stefano Apuzzo e Monica DAmbrosio, Edizioni Mediterranee (2001))

Alcune poesie di Giorgio Celli che ho trovato in rete: La scimmia e l'assenza


L'uomo specchio della scimmia o la scimmia dell'uomo? Questione di punti di vista. Per la scimmia l'uomo una scimmia con un eccesso di cultura.
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Per l'uomo la scimmia un uomo con una esuberanza di natura: La sfiducia nella storia comporta la fiducia nella bestia l'ontologia del nostro secolo ha ricondotto Platone alla foresta. Ma la scimmia non sa leggere i Dialoghi e Platone difetta di esercizio nella scalata sociale degli alberi. Per tutto questo la verit ci accora: la scimmia c' gi stata e l'uomo non c' ancora.

Dalla teoria alla pratica


Verso l'alba i biologi scoprirono le basi genetiche del crimine a mezzogiorno mi esaminarono e decisero che ero un cattivo d'origine. * "Il mondo degli uomini buoni" in coro i politici cantarono... Gli uomini buoni non frapposero indugi a mezzanotte mi fucilarono

Da Impotenza della poesia


1. con le parole vorrei sciogliere il coagulo nero della storia erigo i polsi delle apocopi contro le nuvole in compluvio scivolo fuori sulle dieresi nel giardino le comete sono basse tento di arginare con la metrica le foci del diluvio un accento tonico pu fermare il vento o la tua rabbia solitaria
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mi fabbrico con un niente pieno di voci una nuova memoria

8. la poesia unipotesi che nessuno ha mai verificato una rivoluzione impossibile di cui ci resta il sospetto uno spartito musicale su cui il futuro passato una proposta senza risposta una efficacia senza effetto un segno che laruspice scopre nelle viscere di un fossile una condanna allergastolo per una simulazione di reato

Da Il pesce gotico
6.

in principio era solo lascesi biologica il microbo nel sangue e il virus dentro il microbo lautotrofo-eterotrofo lerbivoro-carnivoro i quanti la valenza la relazione trofica la soria nel tellurico ritmo dei bradisismi nelle cariocinesi dei fellogeni arborei nelle vene che irrigano i tessuti corporei corsi e ricorsi storici gli ana-e-i-catabolismi morfologie dellessere dal plasma originale alle strutture organiche dallameba al neurone in principio era il drago dopo levoluzione san giorgio cibernetico scimpanz in verticale dove bruciava lestasi del ciclo fisiologico con la chiusa armonia dei perpetui ritorni egli il magma del tempo coagulava in giorni le premesse ponendo del divenire storico levoluzione allora si trasforma in progresso la classe dei mammiferi ascende a umanit san giorgio fatto uomo ora senza piet
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stermina in tutti gli altri il drago di se stesso

La Tigre
C chi pensa che la natura sia buona e finisce nelle fauci della tigre c chi pensa che la natura sia malvagia e abbatte a colpi di fucile la tigre c chi pensa che la natura sia bella e mette nella gabbia dello zoo la tigre c chi pensa che la natura sia utile e si fa una pelliccia con la tigre c chi pensa che la natura pensi e seziona il cervello della tigre c chi pensa che la natura sia in pericolo e fa unosai di protezione per la tigre c chi pensa che la natura sia Dio e trova luomo nella tigre c chi pensa che la natura sia opera di Dio e dissocia luomo dalla tigre c chi pensa che la natura sia natura e diventa parente della tigre c chi pensa che la tigre sia tigre e lascia in pace la tigre.
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http://www.lifegate.it/it/eco/people/essere/protagonisti/intervista_a_giorgio_celli.html

ESSERE | Protagonisti

Giorgio Celli. L'arte, la musica, il genio degli animali


Silvia Passini Il Prof. Giorgio Celli, etologo e entomologo, ci ha raccontato alcune curiosit su alcuni animali, sulle loro doti artistiche e razionali. E poi ci ha parlato del suo animale preferito.

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Spesso si parla di animali pensando che sono diversi da noi. Ma in fondo, anche noi siamo animali, solo che spesso ce lo dimentichiamo Lessere umano da sempre si considera un animale del tutto

particolare. Si considera un essere depositario di un mondo spirituale: vero che il mondo interno fatto di idee, di filosofie, di poesie ed effettivamente molto ricco, ma bisogna ricordare che tutto quello che luomo manifesta ha delle caratteristiche che rimandano a delle caratteristiche degli animali.

Larte una dote solo umana?


Be, non ne sono tanto convinto. Ci sono delle radici dellarte che si manifestano gi negli animali. Un grande critico musicale russo diceva che nei boschetti di Kiev cerano diverse scuole di usignoli, sullo 5

schema generale dei canti cerano delle innovazioni. Gli uccelli sono dei musici quanto noi, non hanno scritto, vero, le fughe di Bach, per vediamo gi degli elementi da cui scaturir poi la nostra arte. Ad esempio io vado spesso a vedere delle mostre darte moderna dove si fanno degli allestimenti. Alla stessa maniera, se si va nella Nuova Guinea ci sono gli uccelli giardinieri che costruiscono delle sorte di garonnire per attirare le femmine. Sono degli allestimenti veri e propri fatti nelle siepi o allinterno delle capannucce nelle quali nelle quali loro ammassano in un bric--brac molto variopinto dei sassolini colorati, delle eliche colorate di coleotteri a fare una specie di esposizione atta ad attirare le femmine. Poi sappiamo che alcuni dipingono linterno delle loro capannucce con dei colori che sono ottenuti da delle bacche triturate.

Gli animali sono capaci di pensare e di ragionare?


Senza dubbio! A un piccolo cane sono stati portati venti oggetti e per ogni oggetto stata detta pi volte la parola che lo indicava. A un certo punto se gli veniva pronunciata una certa parola, prendeva loggetto indicato e lo portava allo sperimentatore: questo voleva dire che aveva capito che quella parola indicava quella cosa. Poi un bel giorno si aggiunta una cosa che lanimale non aveva mai visto di cui si detto il nome: il cagnetto ci ha pensato un po e poi ha preso loggetto nuovo e lha portato allo sperimentatore. Questo vuol dire cha ha applicato la logica di Aristotele, che il fondamento della logica universale del pensiero: se A A, A non B. Un vero e proprio ragionamento. La capacit di collegare le parole con certi oggetti, di collegare delle catene di eventi per conseguire alcuni scopi una cosa molto comune negli animali. Darwin ha detto la frase definitiva, cio che la differenza tra pensiero degli animali e pensiero delluomo solo di ordine quantitativo, non qualitativo.

Gli animali provano emozioni e sentimenti?


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Accidenti! Quello principalmente. Mentre il mondo delluomo un mondo di razionalit e di emozioni, perch la nostra razionalit tende sempre a limitare le emozioni, nel caso degli animali il mondo principalmente di emozioni, poi ci sono isole di razionalit. Pensi solo al linguaggio: la differenza tra i linguaggio degli animali e delluomo che noi abbiamo un linguaggio verbale, loro hanno solo un linguaggio vocale. Se un gruppo di uccelli vede un falco, uno lancia un grido e tutti fuggono. Se quello stesso uccello avesse visto un gatto, avrebbe lanciato lo steso grido e tutti sarebbero fuggiti. Questo uccello sentinella ha comunicato la paura del predatore. Se invece un uomo vede un leopardo che arriva grida leopardo e comunica forse anche la paura del predatore, ma quello che conta che la parola leopardo fa nascere in chi ascolta limmagine del leopardo. Quindi nelluomo c un linguaggio simbolico, mentre tra loro gli animali comunicano delle emozioni.

Lei ha scritto molto sul gatto. Una domanda pi personale: il suo animale preferito?
S certo! Io credo che ciascuno scelga lanimale che pi gli somiglia per carattere. Io per esempio sono un libertario e sul mio blasone, se lo avessi, scriverei io non amo comandare, ma non amo neanche obbedire. Di conseguenza questa stessa massima potrebbe essere scritta sul blasone del gatto. Mi affascinano la sua indipendenza e la sua straordinaria bellezza e poi apprezzo del gatto ci che in generale viene negato, cio la sua affettuosit. Il mio gatto che si chiamava Ciro che di recente morto, per cui ho avuto un grande dolore al punto da piangerlo fisicamente, spesso mi svegliava di notte perch mi

accarezzava la faccia con la zampina. Il gatto si lega nellindipendenza, il fatto che ti ami non lo rende schiavo. Questa una cosa che apprezzo molto sia nei gatti che negli esseri umani.

Qual il suo punto di vista sulla normativa recentemente approvata sulla vivisezione?
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Quella direttiva infame! Da scienziato mi son sempre ben guardato dal farla, daltra parte gli etologi non fanno la vivisezione, quindi noi non abbiamo problemi. In un discorso globale io ho sempre detto che bisognerebbe stabilire una commissione composta da scienziati,

animalisti e anche gente qualunque e poi ogni esperienza che si deve fare sugli animali deve passare attraverso un esame dettagliato di questa commissione. Secondo me non ne passerebbe quasi nessuna. Be, io sono assolutamente contrario, questa nuova normativa sulla vivisezione la boccerei assolutamente!