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SCENARI FINANZIARI

JOHN MAULDIN'STHOUGHTS FROM THE FRONTLINE Newsletter settimanale - Versione Italiana a cura di Horo Capital

Previsioni per il 2013: Insostenibilit e Transizione


di John Mauldin | 14 gennaio 2013 - Anno 4 - Numero 1

In questo numero: Insostenibilit e Transizione Una bolla per domarlo del tutto L'anno del parabrezza Godzilla Redux: disastro di tipo A o disastro di tipo B La Francia la nuova Grecia USA : I giochi della crisi L'insostenibilit dei diritti Londra, Atene, Ginevra, Toronto e New York Ci sono decenni in cui non accade nulla e ci sono settimane in cui accade quello che avviene in decenni. Vladimir Ilyich Lenin "La gente accetta il cambiamento solo quando si trova di fronte alla necessit e ne riconosce la necessit solo quando si trova di fronte ad una crisi." Jean Monnet "Se un qualcosa non pu andare avanti all'infinito, si fermer" Herbert Stein Mentre ci stiamo accingendo ad iniziare un nuovo anno, ci stiamo di nuovo inserendo nel rito della previsione per il prossimo anno. Quest'anno voglio guardare un po' pi in la rispetto ad un singolo anno, questo al fine di riflettere in modo pi approfondito sui cambiamenti che stanno per accadere nel mondo sviluppato. Stiamo andando tutti in contro a dei cambiamenti nel nuovo contesto economico (ed quello che ci dar il benvenuto). La transizione porter sia crisi che perdite per coloro che si impantaneranno nel sistema attuale che deve evolversi o crollare, ma anche delle opportunit per coloro che vedono la necessit di un cambiamento e desiderano cogliere dei vantaggi dall'evoluzione in corso. Questa la newsletter che viene maggiormente letta, tra l'altro se non siete ancora iscritti vi potete unirvi al "milione di amici" e ricevere Scenari Finanziari (Thoughts from the Frontline) iscrivendovi su : http://www.scenarifinanziari.it/

Insostenibilit e transizione
Ripensate al 2001. E' stato l'inizio del nuovo millennio. Mentre quella data era di buon auspicio, gli eventi che sono seguiti hanno sempre pi dato forma al futuro dei prossimi decenni. La Cina stata ammessa nell'Organizzazione mondiale del commercio, portando una rivoluzione nella sua produzione e nel commercio globale. L'euro era stato lanciato con molto clamore e con un limitato coro di critiche. Ora siamo nel bel mezzo di una grande prova che dovr stabilire se l'euro sar un esperimento di breve o una moneta che durer nel tempo. Ci ha delle implicazioni drammatiche, non solo per l'Europa ma anche per il resto del mondo. E naturalmente i tragici eventi del settembre 2011 che hanno dato

forma ad una nuova percezione globale di ci che costituisce la minaccia alla democrazia e alla sicurezza. Inoltre l'apertura del secolo stata caratterizzata dall'inizio di un mercato orso secolare, tale da diminuire i rendimenti di coloro che sono in pensione. L'attivit economica nei paesi sviluppati non ha ancora recuperato il ritmo del secolo precedente e molti analisti, come abbiamo visto nell'ultima lettera del 2012, prevedono un tasso di crescita ancora pi ridotto per il resto di questo decennio. La paura della deflazione ha spinto Alan Greenspan ad abbassare i tassi di interesse a livelli tali che alla fine questo ha creato una bolla immobiliare e questo ha incoraggiato lo stesso Congresso, grazie al fatto che i tassi erano cos bassi a contrarre enormi deficit che sono ancora pi grandi rispetto a quelli che hanno preceduto il collasso economico del 2008. Da allora sia il deficit che il livello di debito sono solo peggiorati. Quest'anno possibile leggere qualsiasi tipo di previsione economica. Alcuni si aspettano si ritorni al tasso di crescita del secolo scorso e ad un nuovo mercato toro. Alcuni vedono una recessione o una maggiore flessione. Ma non importa quale sia il vostro punto di vista per i prossimi 12 mesi, c' un senso diffuso che l'attuale sistema del debito pubblico e le tante promesse non possano essere mantenute. I politici possono continuare nel procrastinare, ma chiunque pu vedere che il sistema non sostenibile. Gli Stati Uniti non possono pagare una cifra stimata di $200.000 trilioni (in crescita) di obbligazioni e altri titoli (Burns e Kotlikoff, The Clash of Generations), anche se altri dicono che abbiamo "solo" poco pi di $80 trilioni. Il Giappone non pu continuare ad indebitarsi per il 45% del suo bilancio pubblico al 1%, quando il debito al 230% del PIL e aumenta di oltre il 10% all'anno. L'Europa non pu rinviare le conseguenze di una squilibrata unione monetaria per sempre. Viviamo in un mondo insostenibile. Per estendere il pensiero di Herb Stein, dobbiamo cambiare il mondo in un qualcosa di pi sostenibile. Questo stato un tema implicito di questa lettera per anni, ma quest'anno sar un tema esplicito che andremo spesso a rivisitare. La transizione verso un mondo pi sostenibile porter a dei cambiamenti poco piacevoli se non ci preparer per tempo. In via preliminare vorrei affermare che questa "insostenibilit" non un riferimento agli argomenti maltusiani in quanto il mondo non a corto di cibo, energia o di altri beni necessari per assicurare il progresso economico. Respingo tali argomenti. Ho una grande speranze nella nostra capacit di transizione verso nuove forme di prodotti alimentari e di produzione di energia. Sono infatti molto ottimista per il futuro del mondo. Nessuno nel 2033 vorr tornare ai bei vecchi tempi del 2013. Considereremo questo periodo come un tempo caratterizzato da una malasanit ("provate ad immaginare le persone che sono morte di cancro in quel periodo?"). Il passaggio che ci accingiamo a fare verso un nuovo mondo di innovazione e tecnologia sar inquietante per molte persone, ma questi cambiamenti saranno nel complesso positivi e saranno anche benvenuti. Mentre stavo ultimando questa lettera il mio amico Barry Ritholtz di The Big Picture mi ha inviato questa nota: A seguito del livello di deficit ci ha messo in guardia per anni su un iperinflazione imminente. Ho sentito questi minacciosi avvertimenti durante tutta la mia vita. "Questo insostenibile! L'inflazione sta per esplodere! "Ma l'inflazione stata piuttosto tranquilla e noi non stiamo vivendo un qualcosa nemmeno di lontanamente simile all'iperinflazione.

Continuano ad usare quella parola "insostenibile", ma con tutto il rispetto per Inigo Montoya, non penso che la parola significhi quello che loro pensano significhi. Sono definitivamente sicuro che il deficit (e il debito!) si muovano in un campo oscuro, ma do poco credito a coloro che credono ad una iperinflazione negli Stati Uniti. Sono animali molto diversi. Credo anche che se vogliamo possiamo tenere il deficit sotto controllo oppure il mercato pu ci costringer a farlo.

Absolute Return Partners di Niels C. Jensen - www.arpinvestments.com - la societ partner di John Mauldin per il mercato Europeo. Horo Capital - www.horocapital.it - il partner di Absolute Return Partners per il mercato Italiano.

Una bolla per domarlo del tutto


L'insostenibilit a cui mi riferisco quella della pi grande bolla della storia umana: il debito pubblico in tandem con le promesse del governo che non possono essere soddisfatte. E a differenza del 1993 quando solo i paesi sviluppati quali il Canada e la Svezia hanno avuto a che fare con un debito insostenibile, dei bilanci gonfiati e delle promesse irrealistiche, questa volta i paesi che sono in bolla includono le maggiori economie e la maggior parte del PIL mondiale. Questo non un problema a breve termine. Ci sono tre distinte stagioni economiche che devono susseguirsi e questo avverr con i propri tempi. E date le loro dimensioni e la loro capacit di resistere al cambiamento, stiamo parlando di anni di transizione non di mesi. Le stagioni economiche di cui sto parlando sono ovviamente l'Europa, il Giappone e gli Stati Uniti. Si potrebbe argomentare che abbiamo un quarto centro di insostenibilit : la Cina. Tuttavia non sono convinto che ci sia in serbo per la Cina un qualcosa di pi delle solite recessioni. (Non sto facendo previsioni di recessioni per la Cina, sto solo sottolineando che nemmeno i cinesi possono eliminare per sempre il ciclo economico). Non entreremo nei dettagli di ciascuna delle tre economie menzionate, ma parleremo di ciascuna. E finir con una nota su dove gli investitori dovrebbero guardare per rendere sostenibile la transizione verso una nuova era. Cominciamo con il Giappone.

L'anno del parabrezza


Intorno a fine novembre e dicembre ho detto in diverse trasmissioni radiofoniche e interviste televisive che il titolo della mia previsione annuale sarebbe stato "l'anno del parabrezza." Ho cambiato il titolo effettivo solo di recente quando ho iniziato a pensare al prossimo anno nella sua totalit , anche se forse quest'anno il passaggio pi drammatico lo dovr affrontare il Giappone che finalmente inizier la sua discesa verso la notte buia, rispetto a quella situazione di penombra nel quale stata la sua economia per pi di 20 anni. Il sottotitolo viene dal mio libro Endgame, dove ho bizzarramente intitolato un capitolo "Il Giappone un moscone alla ricerca di un parabrezza." I problemi che vedremo brevemente nei prossimi paragrafi sono ben noti. Eppure il

Giappone nbon ha resistito e ha preso a prestito somme ancora pi ingenti di denaro, non portando quindi il suo bilancio in pareggio e spendendo enormi quantit di denaro in stimoli e in infrastrutture, navigando in una economia che ha cercato di cavarsela alla meno peggio e che oggi non sostanzialmente pi grande di quanto non fosse 20 anni fa. Il mercato azionario giapponese ancora sotto di circa il 75% (pi o meno) rispetto ai massimi di 23 anni fa, anche se alcuni stavano celebrando lo scorso anno un rialzo del 23%. Data la frustrazione che gli investitori hanno subito per tutto questo tempo dall'indice Nikkei, suppongo che si cerchi un po' di conforto quando e dove possibile. Il grafico riportato qui sotto aggiornato con i dati di questa settimana. Potete trovare maggiori dettagli sulla performance dell'indice nel corso degli ultimi due decenni su http://www.forecast-chart.com/historical-nikkei-225.html.

Il Giappone ha raggiunto un rapporto del 230% tra debito pubblico e PIL (questa l'ultima stima che ho visto) sta crescendo del 10% all'anno. Quest'anno il governo contrarr prestiti per quasi il 45% del suo bilancio. C' mai stato un disastro pi chiaro di cos? Il vendere i titoli di stato Giapponesi stato definito un "widow-maker". Penso che sia stato Soros che scherzando una volta ha detto che non ci si pu considerare dei global macro trader se prima non si sono persi dei soldi vendendo JGB (i titoli di Stato giapponesi). Il nuovo governo giapponese guidato dal primo ministro Abe ed ex primo ministro e ora ministro delle Finanze Aso, hanno esplicitamente chiesto alla Banca centrale un obbiettivo di inflazione pari al 2%. Per questo hanno chiaramente intenzione di sostituire i governatori dell'attuale board della BoJ con dei membri che siano d'accordo con questa politica. Essi hanno il peso politico per farlo. Questa mossa significa che ci sar un ampia stampa di yen. In risposta a questo lo yen si gi indebolito di oltre il 10%. possibile controllare la quantit di denaro o il costo del denaro ma non entrambi. (S lo so che una cosa influenza l'altra, ma mi riferisco alla stampa di denaro su larga scala.) Si deve ritenere che la legge di gravit non sar abrogata e che gli investitori vorranno un qualcosa di pi del 2% sulle obbligazioni a dieci anni se l'inflazione arriver al 2%. Se il titolo decennale sar al 2%, il Giappone avr quanto prima una spesa per interessi pari ad oltre il 50% delle sue entrate fiscali. Io sostengo che questo non un modello di business

che funziona. Perch ora e non in un prossimo futuro durante i prossimi dieci anni? Quest'anno vedo una serie di fattori che stanno convergendo : 1. I giapponesi avevano nel 1990 un tasso del 15% di risparmio. Questo valore ora al di sotto dell'1%. (I numeri esatti sono difficili da reperire perch i dati giapponesi su questo argomento subiscono dei forti ritardi e quindi questo dato un'estrapolazione, anche se credo ragionevole.) A causa della natura del loro sistema pensionistico hanno incanalato la maggior parte di questi risparmi su JGB. Quando il tasso di risparmio diventa negativo o non pi sufficiente a comprare tutto il debito emesso, l'unica scelta sar quella di monetizzare il debito o di tagliare le spese. Quest'ultima scelta non sembra faccia parte del loro modo di pensare. Il tagliare la spesa dell'ammontare richiesto comporter una grave recessione ed inoltre porter deflazione, un opzione che il nuovo governo rifiuta in modo esplicito. 2. Il deficit commerciale e le partite correnti sono di recente diventate negative. La macchina delle esportazioni giapponese sembra sia andata a sbattere contro un muro e questo limiter ancora di pi le opzioni per il controllo del valore dello yen. Capire il target sull'inflazione significa anche comprendere il target della valuta. Vogliono chiaramente che lo yen si svaluti. Ho scritto per anni che lo yen alla fine sarebbe arrivato a 125, poi 150 e poi a 200 sul dollaro. E' arrivato anche a 300 nel corso della mia vita e a meno che non ci sia un cambio di direzione, non vi alcuna ragione per cui non possa tornare di nuovo a quel valore. Ci significa che la signora Watanabe vedrebbe le sue bollette energetiche raddoppiare. In questo modo si rimetterebbe in discussione la decisione di chiudere le loro centrali nucleari, qualcosa che Abe sta gi riconsiderando. Pensate a quanto saranno felici i coreani quando potranno acquistare una Lexus ad un prezzo molto pi conveniente rispetto al comprare una Kia? Pensate come Samsung e LG saranno felici quando Panasonic e Sony li divoreranno con i loro prezzi. Benvenuti nell'era delle guerre valutarie.

Godzilla Redux: Disastro di tipo A o Disastro di tipo B


Il Giappone ora impegnato in un Disastro di tipo A o di tipo B. Ricordate quei brutti film d'orrore giapponesi degli anni '50 e '60? Godzilla la prima volta usc nel 1954 e ci sono

stati decine di nuove serie. Sembrava senza fine. E mentre la politica del governo attuale non roviner il centro di Tokyo, questa per potr seriamente danneggiare i risparmi e il potere d'acquisto di due generazioni. Il disastro di tipo A la monetizzazione, che chiaramente non positiva nel momento in cui i giapponesi vogliono comprare un qualcosa che non made in Japan (come l'energia, l'acciaio, le materie prime, un sacco di cibo, ecc). Il disastro di tipo B la depressione deflazionistica e un bilancio in pareggio. Il che ci porta ad un altro fattore: 3. Una volta che il governo si impegnato nella nuova strategia, ogni ripensamento provoca uno sconvolgimento del mercato. Questo non un impegno a breve termine. Mi sembra che i giapponesi credono veramente che la loro mancanza di crescita economica possa essere risolta attraverso l'inflazione. I loro politici sembra si siano canalizzati all'interno di Paul Krugman, o che a partire dal 2000 prendano consigli da Bernanke dopo che ha pubblicato un articolo dal titolo "Japan's Slump: A case of self-induced paralysis" Quando il vostro debito e deficit a raggiunto dei livelli come quelli del Giappone, l'unico modo per risolvere il problema quello inflazionare il debito o entrare volontariamente in una depressione. Ovviamente loro pensano di poter controllare sia il debito che l'inflazione. Ci significa che NON dovete essere corti sui titoli governativi giapponesi. Ripeto NON dovete. L'unico modo per i giapponesi per far si che il loro piano funzioni senza dover combattere con Godzilla impersonato dal mercato obbligazionario quello di spostare la curva dei rendimenti e monetizzare il debito. Riceverete tutti gli yen che vi avevano promesso quando avete comprato le loro obbligazioni ... ma il contratto non stabilisce a quale valore effettivo vi saranno restituiti gli yen. Il piano evidentemente quello che con un po' di inflazione essi pensano di rimettere in moto l'economia, e cos con la crescita possono finalmente riequilibrare il bilancio e tornare ad un mercato obbligazionario normale. Solo un paio di anni fa questa lettera sembrava fosse concentrata tutta sulla Grecia. Il Giappone 100 volte pi importante della Grecia e quindi riprenderemo pi volte questo argomento nei prossimi mesi. Ma prima di andare avanti alcune brevi note: In primo luogo, anche se ho detto che il Giappone un "moscone alla ricerca di un parabrezza" per quasi tre anni, non ho mai effettivamente messo i soldi sul tavolo. Fino a questo mese. Ora ho investito una parte considerevole dei miei fondi pensione in una strategia short sul Giappone (non un semplice short sullo yen e non chiaramente una strategia short sui titoli JGB) inoltre aumenter quella posizione col passare del tempo. Pensate ad una scelta di questo tipo. C' poca differenza fra 90 yen per dollaro e 100 yen quando il target 200 o ancora di pi, almeno se io ho ragione. Se mi sbaglio il che del tutto possibile, quindi il nome di "widow-maker" sar ancora una volta appropriato. Non vi sto suggerendo di fare questa cosa, vi consiglio di approfondirla. E per la cronaca, sto investendo lentamente su questa strategia perch il mercato dello yen e il Nikkei si sono gi mossi molto. Penso che questo potrebbe essere uno degli investimenti pi asimmetrici che si siano mai visti, ma questo richieder capacit di resistere e non velocit. In secondo luogo i risultati di tutto questo pezzo di teatrino giapponese attuato dalla banca centrale servir da monito agli altri governi (in particolare alla Fed e al Congresso) nel non tentare di ripetere questa strategia. In questo momento, per a loro questa sembra una

buona idea. E questa proprio la politica che viene sollecitata da Paul Krugman. Di conseguenza il Giappone si sta preparando a fare un esperimento di ampia portata basato sulle idee Krugman. Mentre Krugman ha solo la sua reputazione sulla quale gioca, viceversa ci sono invece 127 milioni di giapponesi sui quali si gioca direttamente sulla loro pelle. Se Krugman non pensa che la monetizzazione sia la cosa giusta da fare, deve dirlo ora pubblicamente. Sarebbe bello sapere quale livello di monetizzazione sia sufficiente per Krugman. A che punto dovrebbero fermarsi i giapponesi? Al quattro per cento di inflazione? Al sei per cento? Ad un rapporto dollaro/yen pari a 200? 250 o 300? Dovrebbero continuare finch l'economia non cresce del 2%? 4%? Come dovrebbero poi uscir fuori dallo stimolo monetario? Quando lo faranno, questo causer una recessione? Non sono assolutamente interessati al deficit? Esiste un limite teorico alla monetizzazione e agli stimoli se l'economia continua ad essere debole? Di per se il bloccare lo stimolo monetario pu causare una recessione e un duro atterraggio per l'economia, dovrebbe essere proseguita anche oltre a quelli che possono essere i "normali" limiti? Quali sono questi limiti? Se la strategia giapponese (per come ho potuto comprenderla) ha successo, allora dovr posare la mia mano destra su una copia della Teoria generale e convertirmi al vangelo secondo John Maynard Keynes, come viene correttamente interpretato dal suo discepolo Paul Krugman. Se i fatti a questo punto modificano la situazione, a quel punto credo che anch'io devo cambiare il mio punto di vista. Il mondo cosa far? Star solo a guardare. E infine vorrei sottolineare umorismo a parte, che riconosco che tutto questo non un film. Tutto questo vero, in quanto arriver in Giappone e alla sua gente. I giapponesi sono uomini che lavorano molto duramente e delle persone molto brillanti nel fare affari. Essi non saranno condannati. Saranno costretti ad adattarsi e questo lo hanno gi fatto prima, come lo hanno gi fatto molti altri paesi. I miei migliori auguri, ve li faccio in modo sincero.

La Francia la nuova Grecia


Quattro anni fa ho iniziato a scrivere sulla Grecia e due anni fa ho iniziato a scrivere sulla Spagna (in modo dettagliato su Endgame). Ero in anticipo in entrambe le occasioni. Stavo guardando i loro bilanci dal punto di vista numerico e vedevo solo dei numeri di fronte a me. Per la cronaca la Francia sulla buona strada per diventare la nuova Grecia. Ovviamente non allo stesso modo : la Francia far il proprio percorso verso il caos economico. Hollande sembra che abbia in mente un buon percorso per fare quel viaggio e infatti ha iniziato molto bene. Probabilmente ne sto parlando troppo in anticipo, ma a meno che qualcosa di nuovo e di diverso succeda il dado oramai tratto. Se la Grecia provoca un bruciore di stomaco ai politici europei, che cosa provocher il caos economico in Francia? Non sembra esserci nessuna parola particolarmente gentile anche per un soupon di austerit in lingua francese. I francesi non stanno rispettando le loro previsioni di bilancio. Loro perderanno il rating della AAA e in quel momento sosterranno che quella una cospirazione contro di loro e del tutto ingiustificata. E quando i loro tassi di interesse saliranno del 2% si chieder alla BCE di acquistare il loro debito, cos come la BCE sta gi facendo per la Spagna e per l'Italia. Guardate come urleranno, quando i loro tassi saliranno al di sopra del 4%. In quel momento ci verr detto che il "Quattro per cento chiaramente una temporanea

mancanza di comprensione da parte del mercato ed semplicemente non razionale". Sar molto interessante vedere come il governo socialista di Hollande cercher di muoversi nei prossimi mesi e anni. Cercheranno di tagliare le spese? Dove? Le sovvenzioni agricole? Quelle per gli agriturismi? Sposteranno l'et di pensionamento (certamente temporaneamente) torner a 62 anni? (Zut alors!) Il cercare di spingere l'economia attraverso un aumento della spesa e con un maggiore indebitamento e poi avere la speranza che la BCE intervenga? I lavoratori e i contadini francesi accetteranno in modo sereno l'austerit? La Germania disponibile a sovvenzionare la Francia? La Francia un ponte verso una maggiore solidariet europea? Restate sintonizzati. Parigi stata recentemente classificata come la citt pi cara dove vivere. Vi posso confermare che la citt trop cher. Devo ammettere che Parigi uno dei miei posti preferiti al mondo soprattutto in primavera. Mi piace andare a casa di un mio amico Bill Bonner in Ouzilly, vive immerso nel verde nel bel mezzo della Francia. E' un posto straordinario. L'unica cosa positiva che verr fuori da questa debacle che il governo francese sta generando che Parigi diventer un bel po' pi economica. Bene questo e il totale discredito della politica socialista. L'Europa ha i suoi problemi di sostenibilit che ho ben analizzato anche in passato e noi naturalmente li rivisiteremo di nuovo. Questa situazione sar fonte di forte volatilit durante il prossimo anno.

USA : I giochi della crisi


A mio parere il 2013 sar l'anno del successo o del fallimento per gli Stati Uniti. Se abbiamo intenzione di riportare il deficit verso un percorso di equilibrio, allora questa cosa deve accadere quest'anno. (Vorrei sottolineare che ho detto il 2013 sin dal 2010.) Il 2014 un anno di elezioni e sar maggiormente difficile ottenere che venga fatto un qualche cosa che abbia maggiore sostanza. Obama sar pi disposto a raggiungere un compromesso nel 2015? A quel punto penso che sar troppo tardi in quanto il mercato obbligazionario, dopo aver visto il Giappone e la Francia e gran parte dell'Europa cadere nel caos, semplicemente comincer a chiedere tassi pi elevati e non importer a nessuno quello che la Fed decider di fare. Se ci non sar avvenuto gi da prima. La questione fiscale americana rappresenta il rischio di andare incontro a delle continue crisi se i repubblicani non prendono sul serio il deficit. Saranno in grado di fermarsi prima o faranno si che il governo cada? E' caduto per due volte nel 1990. Il mondo sopravvissuto. Mi sarebbe piaciuto avere un sistema pi collegiale. Chi si immaginava che avremmo avuto nostalgia per l'epoca di Clinton e di Gingrich? Ancora una volta questa lettera sta diventando troppo lunga, ma tutti noi sappiamo i problemi a cui stiamo andando incontro. Scriver maggiori dettagli su tutte queste cose nelle prossime lettere. Ma prima di cambiare argomento vorrei dare un suggerimento ai repubblicani e fare alcune riflessioni sulla insostenibilit dei diritti. In primo luogo vorrei umilmente far presente che il parlamento deve approvare due bilanci. Non uno ma due. In primo luogo ne deve essere approvato uno che presupponga che l'attuale politica fiscale rimanga totalmente intatta, ma che per ci metta in un percorso verso un pareggio di bilancio nell'arco di sette anni. Poi ne deve essere approvato un altro con lo stesso obiettivo, ma con una travolgente riforma fiscale pro-crescita. Con un

imposta del 15% sulle aziende ma cancellando tutte le detrazioni. Con una completa eliminazione delle tassazioni fiscali. Forse impazzendo e mettendo un IVA al posto dell'imposta sulla social security. Nessuna misura che rimanga a met strada. Bisogna fare delle scelte radicali. Qualche considerazione finale sugli Stati Uniti. Gli aumenti dati dalle imposte saranno molto pi significativi rispetto a quanto viene pubblicizzato nei giornali, forse si arriver quasi fino al 1,5% del PIL. Ovviamente una scelta di questo tipo non sar particolarmente positiva per la prima parte dell'anno. Un trimestre o due di vera e propria recessione sono del tutto possibili. O per lo meno la crescita sar molto debole. E la tassa nascosta data dall'aumento dei costi dell'assicurazione sanitaria a seguito dell'"Obamacare" sar nella seconda met del 2013 pi del 1%, in quanto le compagnie di assicurazione dovranno adeguare i mandati e i costi per il 2014. Le compagnie di assicurazione stanno annunciando dei significativi aumenti dei premi assicurativi. Le spese sanitarie sostenute dalla mia societ stanno aumentando di un importo scioccante. E per le imprese che sono in un business ad alta intensit di lavoro? I lavoratori stanno per essere lasciati alla merc del nuovo sistema sanitario. Obamacare sta per essere la madre di tutti gli incubi burocratici. Io sono d'accordo con la necessit di un cambiamento del sistema sanitario, ma come pensiamo di poter modificare radicalmente il 15% dell'economia degli Stati Uniti senza creare dei danni collaterali al di l di quelli che verranno creati a me.

L'insostenibilit dei diritti


Una delle cose pi importanti che ho sempre in mente l'insostenibilit dei diritti in modo particolare quelli legati all'assistenza sanitaria. Sappiamo tutti che possiamo trovare una facile soluzione alla social security, ma trovare una soluzione all'assistenza sanitaria sar molto pi difficile. E tra i maggiori problemi abbiamo il fatto che gli americani vivono stili di vita non salutari. I dati indicano che abbiamo il 40% in pi di malati rispetto ai nostri colleghi europei, il che spiega perch abbiamo un costo sanitario molto pi elevato rispetto al PIL. Inoltre la politica sanitaria stata definita in un periodo dove avevamo grandi imprese e sindacati, invece ora le cose sono molto cambiate. Mentre questa sera discutevo questa cosa con Pat Cox, egli mi ha detto che Michael Barone ha usato in modo simile queste precise parole nel suo editoriale di oggi. Mi sono fermato e ho letto anch'io il pezzo e mi sono trovato completamente d'accordo. Egli ha sottolineato che dopo un periodo di 76 anni nella politica americana (solo modestamente forzata) suggerisce che una nuova era alle porte. Non troppo distante dalle tesi di Neil Howe's Generations. Potete leggere qui l'intero articolo. Vedo a questo punto diverse strade di fronte a noi, ma tutte devono inevitabilmente arrivare ad una qualche forma di sostenibilit. Evitare di correre all'ultimo minuto. Iniziamo ora a fare i cambiamenti necessari! Entro la fine di questo decennio e probabilmente molto prima, dobbiamo trasformare l'attuale sistema insostenibile in un qualcosa di molto pi gestibile. In quel periodo il mercato orso secolare sar arrivato alla fine. Sanit e la medicina subiranno un cambiamento radicale. La nuova era (sto cercando un nome per definirla) sar la benvenuta, se noi decidiamo di

fare dei piani per passare dalla situazione nella quale siamo a quella che vogliamo raggiungere. E questa lettera sar la cronaca del viaggio. Restate con me.

Londra, Atene, Ginevra, Toronto e New York


Questa sera sono in Costa del Sol in Spagna, dove ho deciso di passare il fine settimana a parlare con la gente del posto e cercare nuove relazioni. Marted volo a Londra per una serie di incontri e una cena con delle persone veramente interessanti. Poi prendo il volo per Atene dove incontrer Christian Menegatti, l'amministratore delegato della ricerca di Roubini Global Economics. Passeremo assieme tre giorni facendo incontri con imprenditori, politici, banchieri e con la gente del posto, tutto questo per comprendere di persona ci che sta accadendo. Invece tutto quello che ho imparato come ospite dei Fondi Skagen nel tour in Scandinavia, sar l'argomento della lettera della prossima settimana che scriver da Ginevra. Sar a Toronto il 28 gennaio per un intervento con il mio partner canadese, Nicola Wealth Management. Incontrer diversi media e incontrer degli amici di lunga data come Rick Rule e quelli di Sprott Management. E naturalmente avr una lunga chiacchierata anche con Rosie (David Rosenberg). Voglio imparare molto, ne sono sicuro. Poi andr a New York il 29 e probabilmente a DC nel fine settimana, prima di tornare a casa. Sono stato in Svezia e ho parlato a circa 200 investitori e gestori di fondi (un sacco di fondi pensione) . La Svezia come vi ho gi raccontato ha attraversato la propria crisi nel 1993. Ho parlato con molti svedesi che operavano nel mercato in quel periodo. E se gli Stati Uniti non faranno oggi delle scelte difficili, allora saremo costretti a fare delle scelte ancora pi dolorose. Alla fine le tasse saranno aumentate e l'assistenza sanitaria e le altre spese saranno tagliate molto pi di quanto ognuno di noi si possa immaginare. Questo un periodo di tempo favorevole e non c' motivo di pensare che per gli Stati Uniti le cose andranno in modo diverso. E' gi arrivata mattina ed il momento per premere il pulsante di invio. Buona settimana. Prender un sacco di appunti e poi vi riferir il tutto. Il vostro analista che ha la sensazione di aver bisogno di imparare lo spagnolo,

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