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VOLGARI
DI

GIOVANNI BOCCACCIO
CORRETTE SU
I

TESTI A PENNA

EDIZIONE PRIMA
VOL. XIV.

y\
-i*

FIRENZE
PER
I G.

M O U TI E R

MBCCGXXXIII.

..-,..::

9 Gigno iSnG ,/u conceduta ad Ignazio Moutier la privativa per anni otto della stampa delrescritto del d
le

Col benigno Sovrano

Opere volgari di Giovanni Boccaccio

RGt rHoh

IMPRESSO CON
DELLA

TORCHI

STAMPERIA MAGHERI

AMOROSA
f f

$
DI

m
MANOSCRITTI

GIOVAINPfl

BOCCACCIO
I

NUOVAMENTE CORRETTA SU

vStren^e

PER

IG.

MOUTIER

1835

AI CORTESI

LETTORI

Jl roseguendo

il

mio assunto

di fare di

pubblica

ragione le Opere volgari di Giovanni Boccaccio e-

tnendate accuratamente sopra


gliori testi a
dell'

pi antichi e midi farvi oiFerta

penna

mi compiaccio
,

Amorosa Visione

ridotta alla sua vera lezione

con quella maggior diligenza che dalla mia tenuit


stato permesso
.

Questo Poemetto

che

io riguardo
,

come la miglior produzione poetica un vero gioiello di poesia italiana


moquarto
,

del Certaldese

del secolo deci-

ma disgraziatamente
.

da pochi conosciuto

e apprezzato

Le poche
il

e rare edizioni di questo

poema furono

principale ostacolo onde potesse


j

essere diffusamente conosciuto

e se alla scarsit

de-

,,

VI
gli

esemplari
,

si

aggiunga

il

poco o niun merito delle

edizioni
n'

perch ricolme di errori e infedelissime


la

avremo

convinzione della dimenticanza in cui


.

era caduta quest' opera pregevolissima


tori del

compila-

Vocabolario della Crusca sul principio del

passato secolo riconobbero


dell'
i

infedelt delle edizioni

Amorosa Visione
,

e vollero preferire a queste

manoscritti

si

servirono per testo di


,

un codice
sotto
il

Riccardiano O.

UH. 3g
la

che ora

si

trova

N. 1066. Sopra questo manoscritto fu


lermo noi i8i8
rosa Visione
,

fatta in

Pa-

pi recente edizione dell'Amo-

la

quale per riuscita scorrettissima.


,

Per una cieca venerazione a quel manoscritto

che

non ha
spogli

altra prerogativa
all'
,

che di

esser servito per gli

ultima edizione dal Vocabolario della


della manifesta trascu-

Crusca

non fu tenuto conto

ratezza del testo,

che indica l'ignoranza del suo


il

copista, e fu rifiutato
tuto

soccorso che avrebbero potanti altri

ampiamente

fornire

pi antichi e

corretti codici

delle

nostre doviziosissime bibliotestessa

che.

Due

codici della

Libreria Riccardiana

1060,
al

e II

39 mi hanno somministrato importan,

tissime correzioni

e qualche volta
,

ho avuto
,

ricorso

codice Magliabechiano

gi Stroziano

palchetto

secondo codice 28. Col loro soccorso ho potuto correggere notabilmente


il

testo deli'

Amorosa Visione,
dell' autore

e pubblicarla adesso secondo la

mente

che us

il

bizzarro studio di formare

un

Acrostico
ter-

di tutte le

prime

lettere del

primo verso

d' ogni
citata

zina

il

che fu interamente omesso nella

edi-

VII

zione di Palermo
crostico, e
si

ove non

si

fa parola di
i

quesl'

A-

omettono del

tutto

tre

componimenti,
precedono

che

sotto

la

denominazione di

sonetti

r Amorosa Visione

..

, . .

CAPITOLO
Lascia
,

I.

diss' ella

adunque

gran

diletti

seguir imi verso quelP altura


a* nostri petti .
,

Ch' opposta vedi qui

Allor lasciar pareami ogni paura

darmi

al

tutto a seguitar costei


la strana

Abbandonando
Poi che

pianura

salito fui di dietro a lei

Non

glh per

molto spazio
li
,

il

viso alzai

Istato basso in fin

verso
i'

piei

Rimirandomi avanti
Venuto
Sopra
a pie d'

mi

trovai
castello
i'
,

un nobile
quale

al sogllar del
,

mi fermai
e bello

Egli era grande

ed altissimo

E spazioso

avvegna che alquanto


:

Tenebroso paresse entrando in quello

Siam noi ancora l dove cotanto Ben mi prometti Donna grazfsa Di dovermi mostrar ? diss"* io intanto
, ,

Ed

ella allora

pi mirabll cosa
lassuso
,

Veder vuoi prima che glunghi

Dove anima tua fia gloriosa Noi cominciammo pur test qua
1'

giuso
,

Ad
Tosto

entrar a quel ben

quest' la porta

Entra sicuro omai nel cammin chiuso


ti

mostrer
qual
ti

la via scorta

Per

la

fia

ad andarvi

diletto
.

Se non

volta coscienza torta


,

Ed

io

adunque andiam
il

che gi m'
s

affretto

Gi mi cresce

disio

eh' io

non posso

Tenerlo ascoso pi dentro nel petto

AMOROSA VISIONE
Vedi com'
D' ogQ
Ir
si

io

mi son
vegno

sicuro mosso
,

Vedi eh'

io

e trascorro di voglia
.

altra

cura nella mente scosso

conviene qui di soglia in soglia


voler temperato
,

Con
S era

che chi corre


si

Talor tornando convien che


il

doglia

suo dir vero

che apporre
,

N N

contro a darvi io non are' potuto


dal piacer di lei potuto torre
io avessi

In ci ancor eh'

saputo

,,

SiilPI^DSiD

M^

Dove r autore
stello
.

tratta

donna pers^ienc

come seguendo una bella a una porta d' un nobile ca-

o
Non

somma

e graziosa intelligenza
il

Che muovi
sofFerir
l'

terzo cielo

o santa Dea
potenza
5

Metti nel petto

mio
all'

la tua
,

che fugga

o Giterea

A me
Ma
Venga
il

ingegno
sottile

opera presente

pi

e pi in

me

ne crea

tuo valor nella mia mente


'1

Tal che

mio

dir d'

Orfeo risembri
la

il

suono,
.

Che

'1

mosse a racquistar

sua parente

Infiamma

me

tanto pi eh' io
,

non sono

Che

'1

tuo ardor

di eh' io tutto

m' invoglio

Faccia piacere quel di eh' io ragiono Poi che condotto m' ha a questo soglio
Costei
,

che cara seguir mi


tu col ov' io
ir

si

face
5

Menami
cciocch'

voglio

e' passi
il

miei

che van per pace

Seguendo

raggio della tua stella


effetto c)ie ti

yengano a quello

pi^ce

IO

AMOROSA VISIONE
tacita favella
,

Ragionando con

Cosi m' andava nel nuovo sentiero

Seguendo

passi della

donna bella
,

Ruppemi

tal

parlar

nuovo pensiero

Ch' un muro antico nella mente mise


Apparitoci avanti tutto intero
.

AUor

la bella

donna un poco

rise

Me stupefatto
Veggendo
,

e d' ammirazion pieno


:

e disse

forse tu divise
?

Del cammin nostro che qui venga meno

O se pi
Li

non vedi da qual loco

passi nostri su salir porrino^


5

Oltre convien cbe venghi ancora un poco

Ed

io

mostrandol

vederai la via
.

Che ci merr al grazioso gioco Non fummo guari andati che la pia
,

Donna mi disse vedi qui la porta Che la tu' alma cotanto disia Nel suo parlar mi volsi e poi che scorta
:
,

L' ebbi

la vidi piccloletta assai


,

stretta e alta

in

ninna parte torta

A man

sinistra allora
,

mi

voltai
,

Volendo dir

chi ci potr salire


,

O
E

passar dentro

che par che giammai


?

Gente non

ci salisse

nel

mio

dire
,

Vidi una porta grande aperta stare


festa

dentro
:

mi
qua
,

vi

parve udire
meglio andare

dissi allor

di

fia

Al mio parere

e credo troveremo
,

Quel che cerchiam

che gi udir mei pare

AMOROSA VISIONE
Di

Qui cominciano
ordine

tre sonetti , i quali

contengono per

tutte le lettere principali del

primo verso
Visione (i).

di ogni terzina di tutta

V timorosa
I.

SONETTO

Mi
A

.irabil

cosa forse la presente


,

Vision vi parr
riguardar
,

donna

gentile

si

per lo nuovo

stile

Si per la fantasia eh' nella

mente

Rimirandovi un di subitamente
Bella
,

leggiadra et in abit' umile


sottile
.

In volont mi venne con

Rima
Adunque

trattar

parlando brievemente
,

a voi

cui tengo

Donna mia
,

Et chui senpre

disio di servire
,

La raccomando

madama Maria
mio
dire

E prieghovi

se fosse nel
,

DIfecto alcun

per vostra cortesia


il

Correggiate

amendando
per cui
'1

mio

fallire

Cara Fiamma,

core caldo

Que' cbe
Non

vi

manda

questa Visione

Giovanni di Boccaccio da Certaldo


(i)
si

maravigli

il

lettore di vedere questi ire sonetti stam-

pati con barbara ortografia.

co stato forza scriverti appunto come qui

Per conservare esattamente V Acrostisi leggono, e come Ju.

rono

scritti

originalmente dalV autore

AMORO54 VISIONE

., .

SONETTO

IL

il

dolce inmaginar che

'1

mio chor face


>

Della vostra bilth

donna pietosa

Recam' una soavit s dilectosa (i) Che inette lui con mecho in dolcie pace Poi quando altro pensiero questo disface (2) Piangemi dentro V anim' angosciosa Cercando come trovar possa posa
,

Et

sola voi disiar le piace


i'

Et

pei' volend'

perseverare
,

Pur

nello 'nmaginar vostra biltale


farvii
,

Cerco con rime nuove

onore

Questo mi mosse

Donna a compilare La Visione in parole rimate Che io vi mando qui per mio amore
,

Fatele onor secondo

il

su' valore

Avendo a tempo poi

di

me

pietate

(i)

Questo verto e troppo lungo,

ma fu
.

scritto cos

(a)

Questo pure fuori di misura

. ,

SONETTO

HI.

(0

O
V

chi che voi vi siate


virtuosi
,

gratiosi

Animi

In cui amor come 'n beato loco


Celalo tene
vi priego e*
il

suo giocondo focho

un poco

Prestiate Io 'ntelletio agli amorosi

Versi

li

quali sospinto conposi


dislosi
:

Forse da

Voler troppo 'nfiaramato


Cantar
s'

o se

'1

mio

fioco
,

imvischa nel proferer broco


chiaro o roco
,

O troppo
Se in

AmendateF
s fructo

acci che ben riposi


,

o forse alcun dileclo


,

Porgesse a vo' lector


Colei
,

ringrafiate

la

cui biltate
affar

Questo mi mosse

come

subgiecto
,

E perch voi costei


Ella somigli'

me^ conosciate

amor

nel su' aspecto

(i)

Quetto componimento
.

iiUilolalo

soneUo,ma

piallo^)

una

ballata

4
Tanto
e'

AMOROSA VISIONE
alcun difecto
a chi gik
'1

Non v'

vide altre fiate;

E r un
Ond'

dell' altro si

gode di loro
.

io lieto

dimoro

Rendete

allei il

meritalo alloro

E pi

non

die' ornai
assai

Perch declo mi par aver

(>

,,

JS!PlL!fDIL(D

I<

Incomincia
gli

V Amorosa
scritto
.

Visione

come alV autore

par vedere in

visione le presenti cose

come

per innanzi

.uove M. nuovo

disio la nostra
,

mente

Donna gentile a volervi narrare Quel che Cupido graziosamente


In vision
li

piacque di mostrare
voi
,

Air alma mia per

bella

ferita
.

Con quel
Per

piacer che ne' vostri occhi appare


la

Recando adunque

mente smarrita
core
vita

la vostra virtii pensieri al

Che
Accese

gi

temea della sua poca


ardore
,

lui di s fervente

Che
Ben

uscita di s la fantasia
.

Subito entr in non usato errore


ritenne per
il

pensier di pria
,

Con fermo

freno

e oltre a ci ritenne
di

Quel che pi caro


In ci vegghiando
,

nuovo

sentia

in le

membra mi venne
,

Non

usato sopor tanto soave


di loro in se

Ch' alcun

non

si

sostenne

e
LI mi posai
,

AMOROSA VISIONE
e ciascun occhio grave
,

Al sonno diedi

per lo qual

gli

aguaii
.

Conobbi

chiusi sotto dolce chiave


in su'
,

Cosi dormendo,

liti

salati

Mi

vidi correr

non

so che

temendo

Pavido e solo in quelli abbandonali

Or qua or Ih nuli' ordine Quando Donna gentil


,

tenendo

piacente e bella
;

M' apparve umil pianamente dicendo


Se questo luogo solo
,

e gire a quella

Somma
Non

felicit

che alcuno dire


,

pot mai con intera favella


ti

Abbandonar
Ti poser

piace
si

il

mio seguire
,

in

piacente festa

Ch' avrai sicuro e pieno ogni


Fiso pareva a

dlslre
,

me

rimirar questa

Ed

ascoltare intento sue parole


s'

;
,

Quando
Fulgida
11

alz alla sua blonda testa


sole
,

Ornata di corona pi che


,

V occhio mio

mi parca
:

suo vestire in color di viole

Ridente era in aspetto^ e in

Reale

scettro

ed un bel

man tenea pomo d" oro


.

La
Sopra

sua sinistra vidi sostenea


'1

pie grave
i

non senza dimoro


;

Moveva
Ecco
Se

passi

e lei tacendo
,

ed io

Pensato di volere suo aiuter


,

risposi

Donna

il

mio

disio

di

cercar quel ben che tu prometti

a' tuoi passi di dietro

m' invio

, ,

CAPITOLO
Non cosi Su per la
,

IL

II

rispose
scala

ma anderemo
stretta

che tu vedi

E 'n sulla sommit ci


Tu
guardi la
,

poseremo
diletta
il

e forse

ti
,

Il

cantar che tu odi


si

qual piuttosto
.

Pianto
Il

dovrla dire in lingua retta

corto termine alla vita posto

Non
Che

da consumare in quelle cose


'1

bene eterno

ci

fanno nascosto

Levarsi ad alto alle gloriose

Utilemente

s'

acquista virtute

Che

lascia le

memorie poi famose


meni
e vidi

E stu non

credi forse che a salute


stretta
,

Questa via

alza la testa
.

Ve' che dicon


Alzai allora
il

le lettere scolpute
,

viso

Questa
,

Picciola porla

mena

a via di vita

Posto che paia nel

salir

molesta
:

Riposo eterno d cotal

salita

Dunque
Io dissi
:

salite

su senza esser lenti

L' animo vinca la carne impigrita

Donna

molto mi con lenti


^

Col ver parlar che tua bocca produce

pi m' accertan
:

le cose parventi
,

Guardando quelle

ma dimmi

che luce
,

quella
Perch

che

io

veggio l entr' ora

in questa cosi
stale

non riluce
,

Voi che nel mondo

vostra

mora

Fate in un loco tenebroso e vano

per

gli

occhi alla dolce aurora

12

AMOROSA VISIONE
,

Alzare non potete

mano

a
,

mano
a veder quanta
:

Che

voi di quello uscite

Sia la chiarezza del fattor sovrano

Rompesi poi

la

nebbia che

v'

ammanta

Quando ad

entrar nel vero incominciate


.

conoscete poi la luce santa


i

Dirizza

piedi alle scale levate


sarai
, ,

Su non
Vedrai

che vie maggior chiarezza

eh' ella

non mille
capo

fiate ;
?

Adunque che

fia in

dell' altezza

, ,

..

(QiiIPII^(DIL<D

HI!!.

Nel quale
vani

contiene come V autore vede scritto porta lettere ' oro , e come due giosopra la
si
li si

fanno incontro y ed

un con loro

XVistata era

la

Donna

del parlare

E rimirava
Di
Sed
e' vi piace

eh' io entrassi dentro


,

dietro a lei
,

che gi volea montare


l entro
,

prima andiam
5

Diss' io a lei

e quella

tu dlsii

Di minar con doglia


Io dico insino a qui
,

al tristo
t'

centro

se l

invi

In cose vane

1'

anima disposta
convien che
si

A bene
Pon
l'

oprar

disvi i

intelletto alla scritta eh' posta


1'

Sopra

alto arco della porta

e vedi
.

Come

'1

suo dar vai poco e molto costa

Ed io
La

allora a riguardar
scritta in alto

mi

diedi
d' oro
i
,

che pareva
in l voltati

Tenendo ancora
Ricchezza
Gloria
,

piedi

dignit

ogni tesoro

mondana copiosamente
mio coro
:

Do

a color che passan nej

, , . ,

, ,

i4
Lieti
li

AMOROSA VISIONE
fo nel

mondo

e similmente

Do
Or

quella gioia che


elle senton

Amore promette

A' cor

suo arco pugnente


lette

hai vedute ed
scritte
,

amendune

Le

e vedi chi maggior promessa


fa
;

E
Non

pi utile

dunque che
,

aspette

istiamo pi ornai
'1

che

'1

tempo

cessa
:

perder quello spiace


,

a'

pi saputi

Adunque ornai sagliam mi dicev' essa .Ver Donna gentil eh' io ho veduti
,
,

Risposi

scritti

don

per vedere

Vorre' provando quai son posseduti

Ogni cosa

dello

mondo
,

sapere

Non

peccato

ma
,

la iniquitate

Si dee lasciare

e quel eh'

ben tenere

yeniie adunque qua

che pria provate

Devono

esser le cose leggieri


in quelle e'

Gh' entrare

han pi

gravitate

Ora che siamo quasi

nel sentieri
fallaci

Andiam
Pi caro

vediamo questi ben


fa

poi

affannar pe' veri


,

Se tu sapessi quanto son tenaci

quanto

e'

traggon

l'

uom
,

di via diritta

Non

parleresti

siccome tu
,

faci
fitta
,

Togliamci quinci

disse
,

che gi
pi

Veggo

la

mente tua
la
il

se

ci stai

A
11

quel che dice


lasciar a chi

seconda

scritta

che

prende
si

mai

Impossbile par

finch

more

E per que'

va poi agli eterni guai

. . , ,

, ,

CAPITOLO
La Donna
giva gi
,

III.

i5

ed ecco fore

Della gran porta due giovani uscire

L' uno era corto e bianco in suo colore

altro rosso

e incominciaro a dire:
vai gravoso affanno
,

Dove cercando
Vien
Sollazzi e festa

?
.

dietro a noi
,

se vogli

il

tuo disre
,

come
,

molti fanno
il

Qua non
11

ti

falla

e poi

salir

suso
.

Potrai ancor nell' ultimo tuo anno

luogo chiaro e di tenebre schiuso

Vien
Se
ti

vedi almeno

e saliratten poi

parr noioso esser quaggiuso


il

Piacevami

dir loro
,

e gi
:

con voi

Dir voleva
Colei
:

io verr

ma mi

diceva
.

lascia costoro

andiam su noi
,

per la destra

man

preso m' aveva


,

Seco tirando

me

in su

1'

uno
,

La mia

sinistra e

V
,

altro ancor teneva

Ridendosene insieme

e ciascheduno

Tirandomi diceva
Cerchi sola costei

vienne

vienne

Li

d"*

una parte e
,

d'

cammin bruno altra mi ritenne


il

L' esser tirato

dond'
,

io

ben sapete

Volto

alla

poter su

Donna che io non ho penne volar come credete


,

potrei sostener questi travagli

A' quai dispormi subito volete

Fermata
Nel
Ch' a

allor

mi

disse

tu
,

t'

abbagli

falso

Immaginar

e credi a questi

dritta via son pessimi serragli

i6

AMOROSA VISIONE
trarli

fuor d' errore


,

e di molesti

Disii

discesi

e per voler mostrarti

Le vere cose che prima chiedesti N mai avrei lasciato d' aiutarti
Gol mio veder nelle battaglie avverse

Ma
Trova
Ch'

poich d'
il

altri

t'

paciuto darti

cammino
non
ti

dell*

opere perse
,

io

lascer

mentre che

io

Vedr non

darti tra quelle diverse ,

A voler

seguitar bestiai disio

. ,

17

Dove r autore dimostra


doue vede dipinte
losofi

in

una sala una


,

storia

le sette scienze

e assai J'

l3eguendomi

la

Donna
,

com'io

lei
,

Pria seguitava

co'

due
i

giovinetti

A man sinistra
Intra lor

volsi

passi miei
ristretti

due avean noi due

E con pili spesso passo n' andava mmo A riguardare men cari diletti
i

Andando
Per
la

in tal maniera, noi

entrammo
,

gran porta insieme con costoro

Ed

in

una gran

sala ci

trovammo

Chiara era e bella e risplendente d' oro

D' azzurro

di color tutta dipinta


.

Maestre volemente in suo lavoro

Humana man non


Mai

credo che sospinta

fosse a tanto

ingegno
li

quanto in quella
:

Mostrava ogni flgura


Eccetto se da Giotto
,

distinta

al

qual la bella

Natura

parte di s somigliante
,

Non

occult

neir allo in che suggella

AMOROSA VISIONE

i8

AMOROSA VISIONE
traemmo nel]a sala avante Quasi nel mezzo d' essa e quivi stando
ci
,

Noi

Vedevam
Eir
era

le figure tutte
;

quante

quadra

ond' io che riguardando


,

Giva per

tutto

dirizzai

il

viso

Ver V una

delle facce in piede stando

vid* io pinta

con

solili

diviso
,

Una donna
La man

placente neir aspetto


riso
,

Soave sguardo aveva e dolce


sinistra teneva

un
,

libretto

Verga

real la destra
gli

e'

vestimenti

Porpora

eslimai nell' intelletto

pie di

lei

sedevan molte genti


fiorito e

Sopra un
Alcuni

pian d' erbette prato

meno

e alcuni pi eccellenti

Ma

dal sinistro e dal suo destro lato

Sette

donne

vld' io

dissi migllan ti

L' una

dall' altra in atto


,

ed in parato

Elle eran liete

e lor letizia in canti


,

Pareami dimostrassero
Nel verde prato a

ma

io
trassi

Con r occhio alquanto pi mi

avanti

man
,

destra vld' io
,

Di questa donna
Aristotile star

in pi uotabll sito
:

con atto pio

Tacito riguardando in s unito

Pensoso mi pareva

e poi appresso
.

Isocrate sedea quasi smarrito

Eravi quivi ancor Platon


Melisso
,

con esso
v' era
,

Anassimandro
lei

e Tale,*

Speusippo

mirando spesso

CAPITOLO
Raclito ancora
,

IV.

19

e Ippocras

il

quale

In abito mostrava d' aver cura

Ancora

di sanare

il

mondan male
2^none

Ivi sedeva con sembianza pura

Galeno

e con lui era

'1

Geometra cb'
l'

a dritta misura

Mosse

ingegno
s'

siccb con ragione


stile
:

Oggi

adopra seguendo suo


lui

dopo

Democrito e Solone
atto

Insieme con costoro in


S sedea
11 ciel

umile

Tolomeo

e speculava
,

con

intelletto assai sottile


li

Riguardando una spera cbe

stava
lui

Ferma

davanti

Tebco con

Abracis ancora in ci mirava

Averrois e

Fedon dopo

colui

Sedevan rimirando

la bellezza
.

Di

quella donna cbe onora altrui

Nassagora ancor quella cbiarezza

Mirava

fiso

insieme con

Timeo

,
.'

Mostrando in

atto di sentir dolcezza


,

Dioscoride ancor v' era

ed Orfeo

Ambepece
Esiodo
,

e Temistio , e poi

un poco

Lino

Timoteo
vedea

O quanto quivi
E Diogene

in grazioso gioco
si
,

Pitta gora onoralo

in

si

bealo loco

yie dopo questi ancora mi parca


Seneca riguardando ragionare

Con

Tullio insieme

cbe con

lui sedea

m
[Vestito d'

AMOROSA VISIONE
un poco
,

Innanzi a loro

ci

mi

pare
,

Parmenide sedea e Teofrasto


umilt pudico e casto
si

Lieto ciascun della donna mirare

Boezio

sedeva ed Avicena
,

Ed
Non

altri

molti

qua'

s'

a dir

m'

adasto
,

fosse troppo rincrescevo!


al lettor
,

pena
taccio ornai

Dubbio

per

mi
mi

E dir
Dalla

di color che seco mena


,

man manca

ov' io

rivoltai

al

Come V
e

autore vede dipinto nella detta sala ap'


,

pie delle donne, Virgilio

e molti altri poeti

Dante

Xo

dico che dalla sinistra

mano

Di

quella donna vidi un' altra gente

L' abito della qual non guari strano

Sembrava
Contati

di color
,

che primamente
la vista loro

abbiam bench

Si stenda ver le donne pi fervente


yirgilio

mantovan

infra costoro

Conobb'

io quivi

pi eh' altro esaltato


lo suo lavoro
:

Siccome degno per

Ben mostrava
Gli eran

nell' atto

che a grato
,

le sette

donne

per

le quali
:

Si altamente avea gi poetato


11

minar

di

Troia ed
,

suoi mali
,

Di Dido

e di Cartagine e d' Enea

Lavorar terre e pascere animali


Trattar negli
atti

suoi ancor parca

Omero

e Orazio quivi

dopo
,

lui

,
.^

Ciascun mirando quelle

si

sedea

AMOROSA VISIONE

A' quai Lucan seguitava , ne* cui Atti parca eh* ancora la battaglia

Di Cesare narrasse

e di colui
,

Magno Pompeo chiamato che 'n Tessaglia Perde il campo e quasi lagrimando Mostra che di Pompeo ancor gli caglia
,

Eravi Ovidio

lo quale

poetando
,

Iscrisse tanti versi

per amore

Come acquistar si potesse mostrando Non guari dopo lui fati' era onore

A A

Giovenal

che ne' su'

atti

ardito
.

mondar

falli

ancor facea romore

Terenzio dopo

lui

aveva
,

sito

Non men

crucciato

e
'1

Panfdo, e Pindaro,
prato fiorito
.

Ciascun per s sopra

Stazio di Tolosa

ancora caro
1'

Quivi pareva avesse

aver detto

Del teban male e del suo pianto amaro


Bell'

uom'

tornato d' asino soletto


,

Si sedeva Apuleio

cui seguiva

Varr e Cecilio

lieti

nelP aspetto
,

Euripide mi par che poi veniva


Antifone
,

Simonide ed Archita

Parca dicesser ci eh' ognun sentiva

Li di

diletto

e di gioconda vita
5

Insieme ragionando
Sallustio quasi in
lih

dopo

questi

sembianza smarrita

parca che narrasse de' molesti


f'

Congiuraraenti che
Contra'

Catilina
/

Roman

eh' a lui cacciar fur presti

, ,, , . .

CAPITOLO
Al qual Vegezlo quivi
Claudiauo
,

V.

s*

avvicina

Persio

ed Agatone

E Marziale in

vista

non meschina

L' antico e valoroso buon Catone

Quivi era nel sembiante

assai

pensoso
.

Tenendo con Antigono sermone

E vago

ne' suoi atti di riposo

Da una parte mi

parve vedere
,

Quel Livio che fu si copioso Guardando que' che innanzi a s, sedere


Tanti vedea
,

nelF aspetto contento vere

D' avere

scritte tante storie

Geloso di cotal contentamento


Valerio appresso parca che dicesse
:

Breve mostrai
Ivi

il

mio intendimento.
io vedesse
altri assai
i'

con lor mi parve eh'


Paolo Orosio stare
,

De' qua' non

v' era

alcun eh'

conoscesse

Allora gli occhi alla

donna tornai

A cui le sette
Stavano

d' avanti e d' intorno

tutte in atti lieti e gal


,

Dentro del coro delle donne adorno

In mezzo di quel loco ove facino

Li

savii antichi contento soggiorno

Riguardando

vid' io di gioia pieno


,

Onorar festeggiando un gran poeta

Tanto che
D'

'1

dire alla vista vlen

meno

Aveali la gran donna mansueta


alloro
,

una corona

in sulla testa
.

Posta

e di ci ciascun' altra era lieta

, .

a4

AMOROSA VISIONE
cosi mirabil festa
,

E vedend' io
Per

lui raffigurar

mi

f'

vicino
fi

Fra

me

dicendo

gran cosa

a questa

Trattomi

cosi innanzi
,

un pocolino
la

Non
Il

conoscendo!

donna mi

disse
,

Costui Dante Alighier Fiorentino

qual con eccellente


Il

sii) vi scrisse

sommo Ben

le

Pene

e la gran

Morte

Gloria fu delle muse mentre visse

qui rifiutan d' esser sue consorte

25

Come V

autore vede dipinto nella bella sala la

Gloria del

mondo

in atto d'

una donna

XXl suon

di quella voce graziosa

Che nomin il maestro , dal quaP io Tengo ogni ben se nullo in me sen posa
,

Benedetto

sia

tu

eterno Iddio

C hai conceduto eh'


Incominciai allora
,

io possa

vedere

In onor degno ci eh' avea in disio n potere


-"^
,

Aveva
Tra

di partir gli occhi dal loco


il

Dove parca

signor d^ ogni savere


:

me

dicendo

deh perch
si

il

foco

Di Lachesi per Anlropo


In

sluta
?

uomo
la

si

eccellente
,

o dura poco
,
,

Viva

fama tua

a-

ben saputa
,

Gloria de' Fiorentin

da' quali

ingrati
!

Fu
Molto

la
si

tua vita assai mal conosciuta

posson riputar beati


ti

Color che gi

seppero
,

e colei
avvisati

Che

'n te

s'

incinse

onde siamo

26
Io riguardava

AMOROSA VISIONE
,

mai non mi
,

sarei

Saziato di mirarlo

se

non
i

fosse

Che
Lh

quella

Donna che

passi miei
,

entro con que' due insieme mosse

Mi
E'

disse

che pur miri


le

Forse credi
f

Rendergli col mirar


e' altro a

morte posse
i

veder che tu non vedi


;

Tu
I

hai costi veduto

volgi ornai

Gli occhi a que' del


quali
,

mondan romore
avrai
,

eredi j

quando riguardati
,

Di quinci andremo

che lo

star

mi

sgraia

cui io dissi
,

Donna

tu non sai

Neente

perch

tal

mirar m' aggrata


,

Costui cui miro

che se tu
si

il

sapessi

Non
Noi

parleresti forse

turbala

Veramente

se tu

il

mi

dicessi
,

saprei me', rispose quella allora

^ Ma

perder tempo pur mirare ad

essi

Oltre passai senza far pi dimora

Con
Quel
Io

gli

occhi a riguardar ( lasciando stare

eh' io disio di rivedere ancora )


colei

Lh dove a
mi

piacque che voltare


,

dovessi

e vidi in quella parte


.

Cosa eh' ancor mirabile mi pare

Odi

che mai natura con sua arte


diede a
si

Forma non

bella figura

Non Citerea allor eh' elF am Marte N quando Adon le piacque con sua cura
,

f' si bella

quanto infra gran gente


li

Donna pareva

leggiadra e pura

CAPITOLO
Tutti
li

VI.

soprastava veramente
pietre coronata e d' oro
*

Di ricche
Ardita sopra

Neil' aspetto

magnanima

e possente

un carro

tra costoro
,

Grande
Ornato

e trionfai lieta sedea

lutto di frondi d' alloro


:

Mirando questa gente

in
,

man

tenea

Una spada tagliente con la quale Che '1 mondo minacciasse mi parca
Il

suo vestire a guisa imperiale

Era

e teneva nella
d' oro
,

man

sinestra

Un pomo
Vidi sedeva

e 'n trono alla reale

e dalla sua

man

destra
forte
.

Due

cavalli eran
il

che col petto

Traeano

carro tra la gente alpestra


,

intra

altre cose

che iscorte
intorno a questa
,

Quivi furon da
Sovrana donna
,

me

nemica di morte
,

Nel magnanimo aspetto fu

eh' a sesta
e ritondo
.

Un
N

cerchio

si

movea grande
lei

Da' pie passando a


credo che
,

sopra la testa
"'l

sia

cosa in tutto

mondo
,

Villa

paese dimestico o strano

Che non
Scritto

paresse deatro da quel tondo


,

Eira sopra costei

e non invano
,

un
la

verso

che dicea leggendo

Io son

Gloria del popol


,

mondano

Cos mirando questa

e provedendo
di sopra e di sotto
,

Ci che d' intorno

Le dimorava

e chi la gi seguendo

28

AMOROSA VISIONE
mirava
;

O lei

senza parlar motto


in ver di lei sospeso
altra
il

Per lungo spazio

Tanto

stett' io

che d'
,

cura rotto

Nella mente senti mmi

viso steso

Diedi a mirar
Dietro a costei

il

popolo che andava


chi lieto e chi offeso
:
,

Siccome nel mio credere estimava

quivi pi e pi ne vidi
,

e quale
,

Conobbi

se

'1

parer non m' ingannava

Onde

al disio di

mirar crebbi V ale

^9

Dove

si

contiene chi segu la

fama

del

mondo

fra' quali

fu Giano
,

Saturno y Nemhrotto e

altri assai

JL ra

gli altri
,

che

io vidi presso a questa

Fu Giano

eh' esser stato abitatore

Dell' italici regni facea festa

Turbato nello aspetto

e di furore
,

Pien seguiva Saturno

cui

il

figlio
.

Mand mendico
11

per esser signore


,

superbo Nembrolto
In Senaar
f'

che

'1

gran piglio

per voler gire a Dio


*

Stordito v' era senza alcun consiglio

Lunghesso Fauno e Pico


Seguire
,

l vid' io
,

ed

il

gran Belo dopo loro


la

Mirando ognun
Givano insieme
Robusto

donna con
e

disio

Elettra ed Atalanta con costoro


,

dopo

lor seguire
,

Italo vidi senza alcun


si

dimoro

mostrava e pien d' ardire


in
:

Dardano quivi con un freno

mano

E nello atto parca volesse dire

. .

3o

AMOROSA VISIONE
mondo primerano
,

Io fui colui nel


II 11

qual col freno in Tessaglia domai


cavai

primo
,

in uso ancora strano


si

Mirabilmente

edificai
,

Primo
Appresso

quella cittk
i

che poscia Troia

Chiamaro
il

successor eh* io vi lasciai

qual mostrando in atto gioia


,

Seguia Sicul

che

l'

Isola del

fuoco
.

Prima

abit in pace e senza noia

Troilo ancora in quel

medesmo

loco
,

Coverto d* oro tutto risplendea

Facendosi

alla

donna a poco a poco


vedea
suo naturai
f',

Rigido e

fiero quivi si

Nino

che prima

il

sito

Per battaglia maggior

che parca
)

Ancor che minacciasse insuperbito E dopo lui seguiva la sua sposa

Con sembiante non men che


Tanto rubesta
,

'1

suo ardito

e cosi furiosa
,

Vi

si

mostrava

come quando
nel cui
,

a lui

Succedette nel regno valorosa

Tamiri poi seguitava


Viso superbia

saria figurata

Con

gli

occhi ardenti spaventando altrui

Anfion poi con labbia consolata

Vi conobb'

io al

suon

dal cui liuto


.

Fu Tebe

prima di muri cerchiata


,

Retro a lui Niobe

il

cui arguto
,

Parlar fu prima cagon del suo male

E del danno de' figli

ricevuto

, ,

, ,

CAPITOLO
Poi seguitava

VII.

Danao

dal quale

L' antico popol greco veramente


Trasse
il

suo principio originale

cui di dietro quel Serse possente

Che

f'
,

sopra Ellesponto
freno
la
all'

il

lungo ponte

Venia

orgoglio della gente


colla fronte
,

Riguardando
Alzata
,

donna

venia Ciro poco appresso

Di cui

1'

opere furo altiere e conte

Laumedon sen veniva dopo esso Con molti successor dietro alle spalle De qua' giva Priamo oltre con esso
.

Auchise seguitava nel lor calle

Appresso

il

qual

colui venia correndo

Che

le

Dee vide

nell'

oscura valle

Nello aspetto parca eh' ancor ridendo

Andasse di ci eh'

egli

aveva fatto

Quando di Grecia si parti fuggendo Dopo costui Enea seguia con atto
Pietoso molto
,

non molto

distante
.

Giulio Ascanio

il

seguitava ratto

O quanto
Tra
Era

ardito e fiero nel sembiante


,

Quivi pareva Ettor sopra un destriere


tutti
i

suoi di molto oro micante

Bello e gentil nell' aspetto a vedere


,

con una lancia in

mano andando
mio parere
assali tutto

Ver

quella donna lieto al

Risplendea quivi ancora cavalcando


Alessandro
,

che

'1

mondo

Con

forza lui a s sotto recando

32
11

AMOROSA VISIONE
qua! con
fretta
il

voleva
,

al

postutto
,

Toccare

cerchio

ove colei posava


lor frutto.
gli

Cui questi disiavan per

il

re Filippo e

Nectaneb

andava
,

Ciascuno appresso rimirando quello

Che

nello aspetto se ne gloriava

yeniva in su un cavai corrente e

snello
,

Dario corrucciato nello aspetto

con sembiante dispettoso e

fello
*

E senza

aver di tale andar diletto

. .. .

33

Della medesima

Fama
,

guta Salomone

come dopo costoro se e Assalonne e altri ^


,

iVXirando avanti con ferma intenzione

Veder mi parve quel

re eccellente

Che
Di

fu

si

savio

io dico
,

Salomone

Eravi ancor Sansone

che possente

forza corporal pi eh' altro

mai
.

Fu

che nascesse fra

l"*

umana

gente

Nel riguardar pi innanzi


11 viso d'

affigural

Assalon

che pi bellezza
altro

Ebbe
Tra

nel

mondo che

giammai

questi pien d' orgoglio e di fierezza


,

Seguendo cavalcava Capaneo

Che

ne' suoi atti ancora Iddio sprezza

Eteocle era quivi con Tideo

Adrasto re pensante e doloroso

Del perder che

d' intorno a
il

Tebe

feo

ncora

si

mostrava
',

valoroso
il

Polinice

Broccardo
,

seguitava

'1

re Licurgo

e Giasone animoso

AMOROSA VISIONE

34
D

AMOROSA VISIONE
retro al quale Pelleo cavalcava
,

Con

quella lancia in

man che prima morie


dava
forte
si

Poi medicina a sua

ferita

Veniva appresso vigoroso e


Achille col figliuol
,

che

spietata

Vendetta

f',

quando V antiche porte


,

Non

serraron pi Troia

che

1'

entrata

Avevan

data al gran cavai ripieno

Della nemica gente tutta armata

Questo crudel senza mezzo seg uieno

Diomede ed

Ulisse

e ad agnati

Andare ancor pensando mi parino


Vigoroso di dietro a loro
,

armati
,

Patricolo veniva ed Antenore

Ciascun cogli occhi ver


Ercole
v' era
,

la

Donna
valore

alzati.

il

cui

sommo

Lungo

saria a voler recitare

Perch' ebbe gi d' assai battaglie onore

Anteo dopo

lui vi vidi stare

Ch' ancor parea che

'n atto si dolesse

Di

ci che gi gli f' Ercol provare


,

Veniva poi Minos

come

se stesse

Ancor davanti Atene

tutto

armato

d'

Androgeo parea pi
d' ira

gli calesse
,

quanto

pareva infiammato
talento

D'

ira e di

mal

Menelao

Seguendo Agamennon dal destro


11

lato

qual seguiva poi Protesilao

Bello e grazioso nello aspetto

dopo lui

cavalcava AnGarao

, , , , .

CAPITOLO
Che
i

VIIL

35

suoi lasci ad oste nel cospetto


,

Di Tebe

ruinando
il

a'

dolorosi
dell^ intelletto

C hanno perduto
Venivan dopo

ben

lui molti

animosi

Insieme con Teseo Pemofoonle

Di toccar quella Donna


I qua* seguia
,

disiosi

con dolorosa fronte


le vele

Egeo che per veder


Si gitt in

nere

mar

dall' alla torre

spoute.

Turno pareva

quivi che di vere


tutto molle
il

Lagrime avesse

viso

Dogliendosi del troian forestiere

Ed

Eurialo ancora

v' era
,

e Niso

Mostrandosi piagati

Ciascun di lor

come V un per T

foro
altro

conquiso

Non

molto spazio poi dietro a costoro

Latino sen veniva a piccol passo


Fallante e Creso poi
,

e dopo loro
lasso
,

Giarba veniva nello aspetto

Andandosi di Dido ancor dolendo


Perch ad
altro

uom

di lui fece trapasso

Helena dopo

lui portava

ardendo
;

Di foco un gran tizzone


Mirava n molti
Oreste niquitoso dopo

e pur costei
.

s stessi offendendo
lei

Con un
Neir

coltello in

man
:

sen giva fello

atto

minacciando ancor colei


e poi dop' elio

Del corpo a cui usci

.Venia broccando la Pantasilea

Lieta nel viso grazioso e bello

36

AMOROSA VISIONE O quanto ardita e fiera mi parea


,

Armata

tutta

con uno arco in mano


ch'ella seco avea
!

Con pi compagne

Non

era

11

alcun che del sovrano

altiero

portamento maraviglia
,

Non si facesse Non molto dopo


Del re Latino

tenendolo strano
venia la figlia
,

lei

lieta

e dopo Jole
,

Poi Deianira con Lassate ciglia

Ancora quivi

d'

Ercole

si

duole

37

Dove conta della medesima Fama , e massimamente di Dido , e d^ Ecuba e d' altre

Me

,oveasi

dopo queste quella Dido


,

Cartaginese

che credendo avere


,

In braccio Giulio
Isconsolala giva
,

vi tenne

Cupido
,

al

mio parere
:

Chiamando in boci ancora pio Enea Di me li prego deggiati dolere


,
,

Ancora

com'

io vidi
,

in

man

tenea

Tutta smarrita

quella spada aguta


,

Che

'1

petto le pass
,

che mi facea

Essendole lontan

nella veduta

Ancor paura

non eh' a

lei

eh" ardita
.

Fu

dar di quella a so mortai feruta


,

Trista piangendo in abito smarrita

E
Con

come can nella voce latrare Ecuba vidi con poca di vita .
lei la

mesta Polissena stare


,

Quivi parca

in aspetto ancor

si

bella

Che me ne

fc' in

me

maravigliare

., , . ,

38
Piangendo

AMOROSA TISIONE
a'

Hota poi seguitava dop'ella


Greci aver piaciuto mai
le

Quand'

elli

andar per

dorate velia

Vedevasi colei che senti guai


Ercole partorendo
Islfile
;

dopo

lei

dolente aflSgurai

In abito crucciato con costei

Seguia Medea crudele e dispietata

Con voce ancor parca


Se
io

dicere

omei
,

pi savia alquanto
si

fossi stala

avessi tosto preso

amore
.

Forse ancor non sarei suta ingannala


Eravi ancor Cammilla
,

che

'1

dolore
fiera
,

Della morte senti per

Tufno
il

Mostrando ne' sembianti

suo vigore
,

Non molto dopo

lei

ancora v' era

Col capo basso e urail nel sembiante


Illa vestale vestila di

nera

Portando in ciascun braccio un piccol fanle

Romolo
Traendo
Ratto

Remo amendue

nomati

lor quanto poteva avante

tra gli altri di sopra contati

Si facea

Foyoneo
,

che prima diede

Legge

civile

acci che ordinati

E' suol vivesser

siccome

si

crede

E dopo lui
Che
lieta

venia
f'

Numa Pompilio
, ,

ne

Roma com' si
,

vede

Dop' esso cavalcava Tullio Ostilio E Anco Marzio e 11 Prisco Tarquino

dopo

lui seguia Tullio Servilio

, , , .

. ,

CAPITOLO
Ivi

IX.

39

Tarquin Superbo
Paran
,

e Coilatino
,

'J

re Porsenna
lor

cbe andando

Ferocemente seguia
L' inarsicciata

cammino

Seguivali Cornelio ancor mostrando

man

eh' uccise altrui


,

Che
Il

'1

core non volea


,

nescio fallando

valoroso Bruto

per lo cui
dal giogo reale
,

Ardir fu

Roma
,

Diliberata

seguiva
,

e con lui
,

Orazio

Code
il

v' era

per lo quale

Tagliato

ponte a lui dietro alle spalle


fu dal toscan male
,

Libera

Roma

Dietro veniva quel Curzio

eh''

e valle
,

Armato

si gitt

per

la fessura

In forse di sua vita o di suo calle

Intendendo a voler render sicura


Piuttosto

Roma
,

e'

suoi abitatori

Che
Pi

di s stesso aver debita cura

Seguia Fabrizio
disi

che

gli eccelsi

onori
,

che posseder ricchezza


cari e

Avendo que' per pi


Eravi quel Metel
,

maggiori

eh' alla fierezza


difese
,

Di Giulio
Riguardando
Curio
,

Tarpea tanto
la

Mostrando non curar


oltre

sua grandezza
palese
,

mi

si f'

che diede per consiglio

Ch'' al presto

sempre
,

1'

indugiare offese

Vedevavisi Mario

che
f"*

lo impiglio

Con Lucio
Mettendo

Siila

nella cittate

a' colpi

il

padre contro

al figlio

'^o

AMOROSA VISIONE
,

Juba

ed Amilcare e Mitridate
v' era

Manastabal e Codro

ancora
.

poi Giuguria voto di pietate


vi

Rigido nello aspetto


Catilina
,

dimora
ancor

e pensatido par che vada


,

Allo

esilio

che 'n
,

vista

gli

accora

Evvl Clelia appresso

che

la strada ella si

Fece

a'

Roman

quand'

fuggio

Per lo Tevere

in parte u'

non
,

si

guada

Lo

cui tornar

Roma

rinvigorio

4i

(GilPI^(DI&(D

^.

Do\^e tratta della

medesima Fama
,

e come la
,

seguita Annibale

Cleopatra

Cornelia

Giulia, e molti altri

XJLhi quivi

fiero

ed orgoglioso quanto
,

Vi

vld' io
alli

Annibal sopra un destriere


lev riposo tanto
!

Gh'

Koman

Rubesto

gli

parca ancor tenere


,

Cartagine sub s

col viso alzato

In ver

la
gli

Donna andando

a suo potere

Asdrubal

era dal sinistro lato


,
.

Con non men di fierezza nello aspetto " Con una lancia cavalcando armato
.
"

Corolan

che lo infiammato petto


,

^
'^
'

Ebbe conira i Romani e giustamente Quando leal cacciar lui per sospetto
,

Come vedendo
Che
'1

quella umilemente
la

genero piegando
-I

sua ira
.

, A pregai

suoi era quivi presente

o'imsf) oiiD

Oltre con

gli altri

andava ver
;

la

mira
il

Bellezza della

Donna

dopo

quale

Come

colui che tristo ancor sospira

. ,

4^

AMOROSA VISIONE
,

Masslnissa seguiva

del suo

male
,

A freno abbandonato cavalcando


S
stesso

avendo poco a capitale

Allegro Cincinnato seguitando


li'

andava

e Persio poi

come

potea
,

Giocondo

s nel

sembiante mostrando
si

Nobile nello aspetto

vedea

Possente oltre venir intra costoro

Cesare

che in

vista

ancor ridea

D' avere

a forza avuto
d'

da coloro
real dignitate
.

Nome
Per

imper, che

istatuto

avean cassa fra loro

Ornato

di beli'

arme

e incoronate

Le tempie avea di quelle fronde care Che fur da Febo gi cotanto amate
.

Mirabilmente bello a campeggiare


In uno scudo
lo divino uccello
11
,

Nero
Ancora

nell'

oro

vidi

mi pare;

in

una lancia un pennoncello


,

Che

in pian portava

e simigliante
.

Vid' io quella ventilarsi in quello

Di quanti

a lui ve n' andasser davante

Nullo ne fu che tanto mi piacesse

tanto valoroso nel sembiante


gli corresse

Appresso poi parca che


Volonteroso e
s

forte Ottaviano

Che

dentro

al

cerchio gi parca eh' avesse


la destra

Messa pi che nessun

mano

Bello era nell' aspetto e grazioso

Quanto alcuno

altro fos^se

mai mondano

,.. ,

CAPITOLO
A
lui

X.
,

43

seguiva poi molto pensoso


il

Pallido nello aspetto

gran

Pompeo
.

Tal che di

lui

mi

f'

tornar pietoso
,

Mirando

dietro a s a

Tolomeo
vilmente

Che Che
Allora

il

seguiva

cui f* re d' Egitto


l
il

poi uccider

feo

Marco Antonio
,

quivi ritto
,

Seguiva

e Cleopatra ancor con esso

Che

in Cilicia fuggi senza risptto


,

Ridottando Oitavlan

perch commesso
si fatta

Le parca

forse aver

offesa

Che non
Ivi

sperava mai perdon da esso


ella far difesa

non potendo

Al foco che r ardeva

forse

il

core
,

Di

libidine e d' ira ond* era accesa


,

fuggir quello oltraggioso furore

Con due

serpenti in

una sepoltura
:

Sofferse sostener mortai dolore

ancora quivi nella sua figura


Pallida
,

si

vedieno

due serpenti
.

Alle sue zizze dar crudel morsura

Prima che

questi

credo pi di venti
,

Era

'1

primo Affricano Scipione


f'

CV a Roma
Que'

con sua forza ubbidienti

Ritornar gi con degna punizione


di Cartago
,

che insuperbiti
lor

Eran per Annibal

campione

Ivi Cornelia in sembianti smarriti

Seguia dietro a color

cui dissi suso


iti

Ch' avanti a Scipion non erano

44

AMOROSA VISTONE
poi dopo ad essa
,

gli ocelli in
,

giuso

Traiaa vidi venir

dopo

lui
.

Marzia col viso di lagrime infuso


Giulia veniva poi dietro colui

In

atti riposati

e mansueta

Quasi

alle spalle a

Cesare
,

di cui

Honesta sposa fu Calfurnia

lieta

Venia

senza parer che disiasse


,

Altro veder che lui

e in lui quieta

Ogni

altra voglia

che

la slimolasse

, .

, ,

45

Conta di que^ della Tavola ritonda che seguitano la Fama del mondo, e delle gesta di Mon,

grana e

altri

V enia dopo costor genie gioconda


Ne' loro
aspetti
,

tulli cavalieri

Chiamali della Tavola rilonda


Il

re

Art quivi era


tulli

de' primieri

armato avanti cavalcando

Ardito e fiero sopra un gran destrieri


Seguialo appresso Bordo speronando

E con lui Prenzivalle e Galeotto A picciol passo insieme ragionando

dietro

ad
,

essi

venia Lancillotto
,

Armato Con una

e nello aspello grazioso


lancia in
il

man

senza far motto

Ferendo spesso

cavai poderoso
alla

Per appressarsi

Donna

piacente

Di

cui toccar pareva dis'ioso

quanto adorna quivi ed eccellente


Allato a lui Ginevra seguitava
,

In su un palajQreao orrqvolmente

46
La

AMOROSA VISIONE
luce del suo viso
,

Stella mattutina assomigliava

ove beltate
s

Quanta fu mai
Sorridendo negli
Piena
,

tututta
,

mostrava

atti

di pietate

e parlando a consiglio segreto


,

Con

tacite parole e ordinate

Era con que' che

gi

ne

visse lieto

Lunga

fiata lei
,

senza misura

Amando ben Non molto dietro


Pi eh*

che poi

n' avesse fleto

ad esso con gran cura


,

Seguiva Galeotto
altro di

il

cui valore
si

compagni

figura

lui seguiva

Ghedino ed Astore
,

Dimare

insieme con messer Suano

Dis'iosi ciascun di

pi onore

L' Amoroldo

d' Irlanda
,

ed

A gravano
,
.

Palamides seguiva

e Lionello

Polinoro con messer Galvano

Mordietto appresso e con lui Dodinello

'1

buon Tristan seguiva


lato a lato

poi appresso
.

Sopra un cavallo poderoso e snello


Isotta

bionda a
la

ad esso

Venia

man

di lui colla sua presa


:

E rimirandol nella faccia spesso O quanto ella parca nel viso offesa
Dalla forza d' amor
,

di

che paraa
tutta accesa
:
,

Ch' avesse V alma dentro

Di che

negli atti fuor tutta Iucca


se*

Tu

colui cui io sola disio


gli

iTimida nello aspetto

diceaj

. .

, ,

CAPITOLO
In qua
ti
li

XI.

4;
,

prego eh' alquanto


rivolghi
,

amor mio
il

Tu

acci eh' io vegga


tal

viso

Per cui vedere in

cammin m'

invio

Retro a costor sopra un cavallo

assiso
,

Ruhesto e

fiero
,

Brunoro venia
i

altri

molti
lui
:

qua' qui non diviso


io la vista

Eran con

ma

mia
,

Dopo

la

lungha schiera discendendo


.

Conobbi pi mirabil baronia

Di porpore vestito oltre correndo

Quel Carlo Magno sen veniva avante


Ch'
In su
al

mondo

fu cotanto reverendo
,

un

forte e gran destrier ferrante di trionfi coronato


,

Ancora
Ch'

egli acquist

sopra le terre sante


,

Fiero e ardito e tutto quanto armalo


Co'
gigli d'

oro nel

campo

cileslro

'1

nero uccel davanti nel dorato

Erali Orlando dal laio sinestro

Con una spada

in

man

fiero

ed ardito
.

Ulivier lo seguiva dal destro


tra questi oltre pulito

Cavalcando

Da Montalban
Intra'due suoi

Rinaldo giva avanti


fratelli

reverito.

Tra

loro era

Dusnamo con

sembianti
,

Lieti, e molti altri ancor v* eran

li

quali

10 non pot' conoscer

tutti

quanti
,

Oltre venia^, che^wea,/6h' a^^se/dli


11

duca Gottifr opo costoro


esser

Per volere

pur de' principali

48
Appresso

AMOROSA VISIONE
lui seguiva

con coloro
,

Umilemente Ruberto Guiscardo

Che
Lui

fu sigQor gi in Terra di Lavoro

seguitava frontiero e gagliardo


-,

Federigo secondo

'1

Barbarossa

Sopr' un forte roncion di pel leardo


Cavalleroso e di persona grossa
,

Dietro sovra

'1

destrier in atto altiero

Nel sembiante avvilendo ogni


Via
se

altra possa,
.

ne giva per esser primiero

49

e Dove tratta della medesima Gloria mondana come poi la seguita Carlo di Puglia e Gotti'
, ,

fre , e Curradino

e molti altri

N
I

on senza molta ammirazion mirando


quella gente
,

M' andava riguardando


Fra

me

di lor nuovi pensier recando


,

Parevami nel creder veramente

Che
Far

loro eccelsa
li

fama

gloriosi \

'

dovesse Sempiterna mente\

E fra

gli altri
atti si

che molto

disiosi

Negli

mostravan di venire
esser famosi

A quella
Armato

Donna per
tutto sopra

Rubestamente

in aspetto seguire

un gran

destriere
sire,
,

Vid' io quivi un grandissimo


.Vestito di cilestro
,

al

mio parere
gigli d'

Lucente tutto di be'

oro

Ch' ogni

altra luce facean irasparere

Ognun Che

qualunque

fosse di coloro
,

gian davanti

rimirava lui

Si fiero andava fuggendo

dimoro

AMOROSA VISIONE

, .

5o

AMOROSA VISIONE
,

Se ben ricordo
Insieme con

e'

mi parve
,

costui
il

Quel Carlo Ardito


"virt

eh' ebbe
,

maschio naso

molta

da cui

Tutto

il

pugliese regno fu invaso


,

conquistato

e funne coronato
il

Del qual signore


Rimirandosi

suo seme rimaso


,

innanzi quasi irato

Con una spada che in man lenea Da ogni parte si facea far lato
.

Appresso a
11

lui al

mio parer \edea

Saladin risplender tutto quanto

Entro ad un drappo ad or che indosso avea


Costui seguiva dal sinistro canto
di Loria

Tutto armato Ruggieri

Che
11 re

in

arme ebbe

gi valor cotanto
li

Ontoso tutto appresso


Manfredi
,

venia
,

e con dolente aspetto

con

lui Curradino in
assai
,

compagnia

Retro a costoro

che

io

non metto

Qui ne

seguien

perocch troppo avrei


,

fare a dirli tutti

ed

il

mio

detto

Tireria lungo pi eh' io non vorrei

Posto eh' alla

man manca ed
,

alla dritta

Ch'

io

non ne conto

pi ne conoscei

E la

mia mente da
oltre
,

disio trafitta

Di vedere
Perch

pur mi stimolava
fitta
.

la vista

non teneva

Similemente quella con cui andava


Colle parole sue facendo fretta
,

Sovente

all' altre

cose

mi chiamava

, ,

,,

CAPITOLO
Il

XII.
,

64

dir eh* io le faceva

Non mi
Verso

valeva

uq poco aspetta per eh' io mi voltai


,

la terza faccia

man
assai
,

diretta

Aveavi certo d'

ammirare

Pi eh'

io dir

non potr

tal
:

che

me

slesso

Assai fiate

men

maravigliai

Con

gli

occhi alzati
,

mi

feci

pi presso

Al

detto luogo

acci eh' io conoscessi

Chi e che cose

vi stessero in esso
,

Oro ed

argento

un gran monte

e con

essi

ZaflBri e ismeraldi

con rubini
credo vedessi
,

Ed

altre pietre assai


f)i

Riguardando

basso
,

con uncini

Chi con picconi

e chi avea martello


;

E chi con

pale
,

e ehi con gran bacini


altri

Ronconi alcuni

ed
,

intorno ad elio

Con V unghie
Popol vi

e chi co' denti

uno

infiuiio

vidi per pigliar di quello

eiaschedun parca pronto ed ardito

Non onorando

il

piccolo

il

maggiore

A
In

suo poter fornia suo appetito


v*

Gente

avea di molto gran valore


,

vista
si

avvegna che
,

la lor viltate

Pur
Gli

scopria

veggendo con romore


**

altri

che quivi per cupiditate


,

Givan

cacciarli

con duoli e con morie

Per prendern'

essi

maggior quantitate }
e chi con detti

Iniqua tirannia rubesla e forte

Usando

chi con

fatti

Prendendo pi che

la

dovuta sorte

Sa
Alcun
Se
v'

AMOROSA VISIONE
avea
clie
i

loro manielletti
,

n* avean pieni

e per volerne ancora

Abbandonayan
Conobb'

tutti altri diletti

Tra quella gente che quivi dimora


io molti
,

e vidivene alcuno
,

Ch' aver preso di quello ora ne plora

E forse ne vorrebbe esser digiuno Ma a cosa fatta penter non ti vale


;

puolla addietro ritornar nessuno

Adunque

ogni

uom

si

guardi di far male

Contiene d coloro che gi acquistaron tesoro per


avarizia , fra' quali racconta

Mida

Marco

Crasso

e Attila

>

irando quella turba


&'

si

golsa

Di quel perch
Entrato infra
'1

affanna la pi gente
y
,

Per esserne nel mondo copiosa

tesoro pi fervente
,

Vi

vid' io

Mida

in vista che sazia


:

Saria di tutto appena possedente

Non

bastandoli avere avuta grazia


,

Dagl' iddii

che ci che

e' toccasse

Ritornasse oro ver senza fallazia

Di

dietro a lui parca che ne tirasse

Gi Marco Crasso assai avvegnadio Che della bocca ancor li traboccasse


,

lato a lui con isciolto disio


Quell' Attila
,

che 'n terra fu flagello

S' affaticava forte al parer

mio

Nelle sue

man

tenendo uno scarpello


,

Con un martel ferendo sopra '1 monte Gran pezzi e grossi levando di quello

54

AMOROSA VISIONE

Dall' altra parte con superba fronte

Era Epsto con un piccone in mano Con punte agute bene ad entrar pronte Ognor che su vi dava non invano
,

Tirava

il

colpo a s

ma
i

gran cantoni
^

Gi ne
Impiendo

faceva rovinare al piano


di quel s e

suoi predoni

Ed
A

ogni isciolta voglia adoperando,


le giustizie e le ragioni
.

Dannando
vi vid* io

ancora furiando
,

Nerone imperadore
Sopra
'1

ed avea
,

tesa

monte una

rete

e gi tirando

Molta gran quantit

n'

aveva presa
,

Di quel

tesoro

e qual gittava via

qual metlea in disordinata spesa

Ivi di dietro

un poco

a lui segula

Con una
Ora

scure in

man

Poliuestore
feria
,

E quanto

pi potea quivi

col colpo facendo

romore

Ora mettendo

biette alla fessura

Quando

la

scure sua tirava forej


1'

Forse temendo che non


Si richiudesse
,

.'prltura
,

e molto ne levava
colla sua cura
.

Conlinovando pur
Appresso
lui
,

tutto

'1

monte
ne

graffiava
,

Pigmaleon con uno uncino aguto

molto gluso a

so

ritirava

L* acerbo Dionisio conosciuto

V ebbi mirando
Ch' a

fra la gente folta

tor dell' oro

non voleva aiuto

.,

CAPITOLO
Lk
si

XIII.

55

ficcava tra la turba molta


in
si

Con un roncone
Di quella
Voler
In
a'

man
il

tagliando
,

e presto

pi

faceva raccolta

Implendo con affanno


,

suo molesto

cacciando misura e pietate


sconcio assai e disonesto
la

modo

Kubesto appresso

sua crudeltate
,

Falaris dimostrava

ricidendo
*

Con una

accetta

una gran quantltate


5

via di quindi di quel trasferendo

Poi arrotata

la ingrossata accetta

Ancora quivi tornava correndo

Con

furiosa e minaccevol fretta


si

Quivi

vedea Pirro

accompagnato
j

Con mal

disposta e dispiaoevol setta

molli

li

per forza avean levato


,

A cui

cesta di collo
1'

a cui di seno
,

Avean rubato
Ridendo poi
Ch'

or eh' avea cavato

fra lor se

ne facino

Beffe ed istrazio di que' cattivelli


a cavar quel fatica avuta avino

Ancora

vidi star presso di quelli

Il dispietato

ed iniquo Tereo
,

Di quel

tesoro prender
,

nel quale
feo

elli

Fatica non dur mai

come
:

Quelli a cui

il

toglieva

dopo

lui

Pien d' oro dimorava Tolomeo


Ivi era Pisislrato
,

per la cui

Cura pi
Quivi ne

scrigni ripieni e calcati


vidi tirati

da

lui

56

AMOROSA VISIONE
la

Avea

un lembo

de' panni piegati

Siracusan Geronimo

tesoro

E egli e molti altri ne gian caricati Ma di Navarra Azzolin con costoro


Con molto se ne giva , per tornare Con maggior forza a si fatto lavoro
Molti
altri

ancora vi vidi cavare

Ed

isforzarsi

per volerne avere


il

Ma
Anzi

niente era

loro adoperare

oziosi stavano a vedere

57

Dove
zia

si
,

contiene di coloro che seguitano

V Avari"
.

dei quali racconta gente ecclesiastica

Jl i altra gente ancor v' avea

fra'

quali

Gran

quantit di nuovi Farisei


1'

Ad

aver del tesor battevan


gli altri
,

ali

sconfortando

come

rei

Erano

a posseder
^

nel lor parlare

Mostrando

s*
il

io nel rimirar potei


,

Riguardar vero

loro adoperare

Per possederne maggior quantit te,


Li
vi

vedeva forte affaticare

Correndo sen portavan caricate

Le some
.Ver

e con iscrigni e piene ceste


.

Si ritomavan quivi molte fiate


,

cbe ben cb* avesser lungbe veste


gli

Non
Cbe
Di

ingombravan per
gli altri
,

pi cbe

avesser le
assai v'

ma parca man preste #

Infra lor riguardando

avea

quelli cui altra volta avea veduti

cb' io per

nome ben

riconoscea

, ,, ,

58
L qua
,

AMOROSA VISIONE
perocch sono conosciuti
,
,

Non
Con

bisogna eh' io nomi

bench pari
.

Potrebbono

esser tututti tenuti

questi avanti al
ira

mio parer non


vicari

guar

Quasi

que' eh' erano pi eccellenti

E
Il

che parean de' suddetti

Ornato di be' drappi e

rilucenti
,

nipote vid' io di quel Nasuto


si

Ch' a gloriar
Recarsi in

va con procedenti
forte biccicuto
,

mano un

Dando ta' colpi sopra '1 monte d' oro Che di ciascun saria un mur caduto

d' esso assai levava

e quel tesoro
si

lu parte oscura tutto

serbava

quasi pi n' avea eh' altro di loro


il

Oltre grattando

monte dimorava
,

Con
Con

aguta unghia un

eh' al

mio parere
.

In molle volte poco ne levava

questo tanto forte quel tenere


gli

In borsa

vedea ch'appena esso


,

Non

eh' altro

alcun ne potea bene avere

Al qual facendom^ io un poco appresso


Per conoscer chi
Vidi
Lbero
,

fosse

apertamente

che era colui che

me
io

stesso

e lieto

avea benignamente
figlio
,

Nudrlto come

ed

chiamalo
.

Aveva

lui e
,

chiamo mio parente


e d'

Davanti e poi

uno e

d' altro lato

Tanti su per lo monte e gi scendino

A prender del

tesoro disiato

, ,

, .

CAPITOLO
Ogni lingua verrebbe a
Per qui m' aggia
Scusato
,

XIV,
meno
alquanto

59

dirlo

lo lettore
gli

s'

io

non

ritraggo appieno

Quand'

io

ebbi costor mirati tanto


stesso in crescea
, ,

Ch'a me

io

mi

voltai
.

Com' altri volle verso Ver che disiato avrei assai


il

destro canto

D'

essere stalo della loro schiera

Se con onor

potesse esser
,

giammai
io avrei fatto
,

s'

io vi fossi stato
io vi

come

v' era
,

Alcun cb'
Si
,

conobbi
fora la

che veduta
,

mia cera
,

Credo

pi volenter da
,

tal

che malto

Or mi riputa

perocch

i'

ho poco

E
Ha
!

pi caro m' avrebbe in ciascun atto


lasso
,

quanto
altrui
il

nelli orecchi fioco

Risuona

senno del mendico


'1

par che luce o caldo abbia


gli

suo foco

'1

pi caro parente
,

nemico
,

Ciascun lo schifa

e se
'1

non ha moneta
amico
.

Alcun non che

voglia per

Vnque

s'

ogni

uomo pur
,

di quello asseta

Mirabile non

poich virtute

Senza danari nel


11

mondo
eh'

si

vieta

cui valor

s fosse alla salute

Di quel pensato

uomo

pensar dee
-,

Non

le ricchezze sarian si volute

Ma io mi
Il dir

credo

che parole ebree


intelletto
.

Parrebbono a ciascun chiaro


che

le ricchezze fosser ree

AMOROSA
me

VISIONE!
,

Avvegncli la

questo difetto
,

Piuttosto che in altro cadrla

Tanto

disio d' averne

con

effetto

N da

tal
,

desidero

mi

trarria
,

tanto il pregar mi par noioso Che di danar sovvenuto mi sa Dopo mollo pensar desideroso
.

Alcun

Di veder

tutto

dirizzai

il

viso

vidi figurato poderoso


,

Amor

siccome qui sotto diviso

6i

Doy^e

autore conta d' una bella storia dipinta

nella bella sala dos^' figurato

V Amore
,

F-

nus y e assai gente che

li

seguitano

V^uella
Di

parte dov' io or

mi

voltai
,

Cogli occhi riguardando e colla mente


storie

piena la vidi ed assai


,

ydendo adunque d' esse pienamente Almen delle notabili parlare


,

Rallungar

si
,

convien V opra presente

per dico

che nel riguardare


,

Ch'

io feci

a guisa d'

un giovane

prato

Tutta

la parte vidi verdeggiare


fiorito

Similmente

ed adornato

D'

alberi molti e di

nuove maniere

E V esservi parca
Un

gioioso e grato

Tra' quali in mezzo d' esso al mio parere gran signor di mirabile aspetto
.

Vid' io sopra due aquile sedere

Al qual mentre
Sopra due

io

mirava con
i

effetto
,

lioncelli

pie tenea

Ch' avean del verde prato

fatto letta

6s

AMOROSA VISIONE
bella corona in
li

Vna

capo avea

biondi cape' sparti sott'essa


G

Che un
Il viso

d^oro claschedun parca

suo come neve


,

messa

Parca

nel qual mescolata rossezza


essa
.

Aveva convenevolmente ad
Senza comparazion
la

sua bellezza
ali

Era

ed aveva due grandi

d'

oro
.

Alle sue spalle stese in ver F altezza

In

man

tenea una saetta d' oro


,

un' altra di piombo

alla reale

Vestito al

mio parer
Ik
il

d*

un drappo ad oro
,

Orrevolmente

vedea cotale
nella

Tenendo un arco

man

sinestra
.

La

cui virt sentir gik molti male


,

per era sua sembianza alpestra

Ma

giovinetta e di

mezzana

etate

Dimestica e pietosa e non silvestra

E 'ntorno
Genti
,

avea senza fine adunate


le

qua' parca che ciascheduno

Mirasse pure a sua benlgnitate

Gai e giocondi ve ne

vidi alcuno

Tristi e dolenti sospirando gire

Altrui vi vidi

in isperanza

ognuno

Io che mirava

il

grazioso sire
il

Immaginando molto
Per molti eh'
Ornata come
lui

suo valore

io vi vidi a lui servire

con grande onore

Li vidi

allato

una donna
,

gentile
egli

La qual parava

si

com^

Amoro

CAPITOLO
Vaga
negli occhi
,

XV.
:
,

63

pietosa ed umile

Ver

eh' era d' alloro IncoroQata

E E
Non

ia tanto era ad

Amor

dissimile
5

Angiola mi parca nel cielo nata


in

me

pensai pili volte eh' ella fosse


.

Quella che in Cipri gi fu adorata


so quel che
lei
,

'1

cor mio

si
1'

percosse

Mirando

se

non che
si

alma mia
,

Pavida dentro tutta

riscosse

senza a

lei

pensar fu poi n

fia

Si eccellente e tanto graziosa

Quivi a
In fronte a

lato
lei

ad

Amor

vidi

Lucia

pi eh' altra valorosa


, si

Due

begli occhi luceau

che fiam metta


.

Parca ciascun d' amore luminosa

E la E

sua bocca bella e piccioletta

Vermiglia rosa e fresca somigliava


parca
si

movesse senza
il

fretta

D' intorno a

s tutto

prato allegrava

Come

se stata fosse

primavera
'1

Col raggio chiar che


Io non credo eh' al

suo bel viso dava

mondo mai pantera


animai
tirasse
s'
,
,

Col suo odor


Blandi e quieti

gi

Facendoli venir
,

dovunque
suo

era

eh' a lei somigliasse


i

si

parean mirabili
pareva
li

atti

Ch'Amor

se n'

ammirasse

O come nello aspetto


Savia parca
,

in detti e fatll

con

alto

intendimento
a'

Pensando

al

suo sembiante ed

suoi traiti

AMOROSA VISIONE
,

Contemplando

ad

Amore

il

suo talento
f

Parea fermasse in la sua chiara luce

Com' aquila a' figliuoi nel nascimento Con amor mostra ond' ella li produce
,

A
A

seguir sua natura

cosi questa
si

Credo che

faccia a chi la

fa

duce

rimirar contento questa onesta

Donna mi

stava

che

in atti dicesse
,

Parea parole

assai piene di festa

Come

lo

immaginar par che intendesse

. , . .

65

Dove

tratta d* Amore, e

se con

quando Giove Europa informa di toro


.

si

congiun-

V-iostei pareva dir negli

atti

suol

Io son discesa della

somma somma
dove

altezza

E son
11 viso

venuta per mostrarmi a voi


,

mio
,

chi vuol
,

bellezza
si

Veder

riguardi

vede
;

Accompagnata

lei a
,

gentilezza

piet per sorella

e di

mercede
v'

Fontana sono

Iddio

mi

ha mandata

Per darvi parte del ben che possiede

Donna pi

eh* altra sono innamorata


in

mai sdegno

me non ebbe me
tanto
il

loco |

Per

Amor m'

ha cotanto onorala
suo foco^
sia elio
:

Ancor risplende

in

Che

molti credon talor eh' io


lui a

Avvegnach da

me
i

sia

poco
,

Cortese e lieta son di lui vasello

N mai mi
Pensando

parran duri

suoi marti rj

al

dolce fin che vien da quella.,

MOROSA

VISIONA

. ..

66

AMOROSA ViSIONE
bene cieco quei che
i

suoi disiri
,

SI crede senza affanno aver compiuti

E senza
Cli'

copia di dolci sospiri


i

Riceva in pace dunque

dardi aguti

alcun piacer di belli occhi saetta


d' esser provveduti

Que' che attendon


Tal
,

qual vedete

giovane angioletta
disia

Qui accompagno Amor che mi


Poi torner
al cielo a
,

chi m'aspetta

Ancor pi
Noi mi

intesi

ma
si

la fantasia

ridice

gran parte presi

Di gioia dentro nella mente mia


-Lei

rimirando

e'

suoi atti cortesi


,

Il
1

chiaro aspetto e la mira biltate

Della qual mai a pien dir non porrisi


lato

Da

Amor
si

con tanta volontate


,

"Vidi mirarla

che nel bello aspetto


.

Tutto

dipingeva di pietate

Ognor a

s colla
,

sua

mano
si

il

petto
,

Tastando

quasi non

avesse offeso
diletto
,

Perch a guardarla avea tanto


Io
stetti

molto a
s'

lei

mirar sospeso

Per guardar

io

V udissi nominare
seppi immaginare

O eh' io
LI noi
In

'1

vedessi scritto breve o steso

vid' io

n
,

'1

Avvegnach
D' ond'

com'
e

io dir appresso
5

altra parte poi la vidi stare

io

il

seppi

11 il

dico espresso
di sapere

Per chi quello ha voglia

Fantasiando gi cerchi per esso

. ,

, ,

CAPITOLO
01 me
,

XVI.
cura
,

G7

clie lei

mirando

il

mio volere
stretta

Non

avrei sazio

mai

ma

Di mirare altro mi mise Levando adunque gli occhi

in calere
in ver
l'

altura

Vidi quel Giove che 'n forma di toro

Non
Che

gi rubesto

mut sua

figura

qui avendo per umil dimoro


sottratta a cavalcarsi
;

Europa

Per me' compir V avvisato lavoro

E' parca quindi correndo

levarsi

gir su per lo
,

mar

come

cacciato

Fosse

e poi pianamente posarsi


,

In quel paese

che poi fu nomato


si

Da

quella che d' addosso

dispose
.

Ripigliando sua forma innamorato

Nel loco poi con parole pietose


Pareva a

me

che

la riconfortasse

Narrando ancor

le

sue plaghe amorose


,

Ma

con disio parca poi V abbracciasse

con

diletto

1'

avuto disio

Senza contasto parca terminasse

Alquanto appresso ancora questo iddio,

Com' una
Giltarsi in

gotta d^ oro risplendente


,

Trasformato

e cadendo
,

lui vd' io

una

torre

e prestamente
v' era
,

A
11

una giovinetta eh' entro

Per ben guardarla chiusa strettamente


qual forse
1'

amava

oltre

maniera

Dovuta

e infra le sue bianche tette


in

E belle

prova gir lasciato

s'

era

68

AMOROSA VLSIONE
dell'

inganno
,

gik saper credette


,

Quella

ma

lui ritenne nascoso

guadagnato forse aver credette

Alla vera statura luminoso

Quivi vedeasi tornato

e costei
,

Abbracciando e baciando disioso Riguardando essa n giammai da lei


,

Partir senza

il

disiato giugni mento

Di che parca
Ch*

ch^ ella dicesse

omei
^

io son gabbata dal tuo

argomento

, ,.

69

Come Giove trasmut la figliuola


vacca
f

d'Inaco in una

e diella a guardia a Giunone

XXa

come

bella seguiva
,

una

storia

Della figliuola d' Inaco

mi pare
memoria
*

Se ben mi rappresenta

la

Era

11

Giove

e vedendo tornare

Sola dal padre quella giovinetta


11

suo disio

le

vedeva narrare

Lungo un boschetto con essa soletta Sotto piacevoli ombre con costei
Star lor vedea sopra la verde erbetta
,

Ma

cosi dimorandosi
vi

con

lei
,

Giuno

sopravvenne furiosa

Temendo
Giove
,

dello inganno fatto a lei

Intanto la persona graziosa


di quella in

una vacca bella


.

Mut e lei don alla sua sposa Or poich Giuno aveali presa quella
Per tema forse di simile
offesa
,

Argo pien

d' occhi guardian fece d' ella

70

AMOROSA VISIONE
1'

Colui appresso che

aveva presa

guardia

in alto

un

pastore chiamava
gli

Gh' una sampogna sonar

avea intesa
,

Hermete quel pastor a

lui n'

andava
,

Sotto alberi sonando dolcemente

Con colui quivi riposando stava Onde sonando vedea chetamente Con tutti e cento gli occhi eh' Argo
,

avea
.

Addormentarsi e non sentir niente


Bigdo poi
1'

altro pastor

vedea

Trarsi di sotto un ritorlo coltello

Col qual colui prestamente uccidea

Fu

li

da Giuno mutalo
irata poi
,

in su' uccello

La quale La vacca

parca seguire

per cui era morto quello


,

lei

davanti vedeasi fuggire


gi teneva
il

Nil

quando
,

lo

Dio,
.

Giunone rattempr
Ch^
ebbe mai
bestiai
li
,

e le sue ire

Cosi torn ogni bellezza ad Io


eli'
,

e lasci la pigliata
le die pio
:

Forma

che Giove

poi la vidi

deificala
li

dalla gente

divota assai
.

Con

molti incensi la vidi onorata

Dopo

essa alquanto avanti riguardai


'1

detto iddio in

forma femminile
affigurai
j

In un fronzuto bosco

E riguardando
Negli
atti

lui

che

nel gentile

Aspetto e bello Diana

mi pareva

suoi mansueto e umile

CAPIXaLO
L
affannalo forse
si

XVII.

71

sedeva

un

forte arco

con molte saette


aveva
.

Dal suo

sinistro lato posto

Lui mirando una

delle giovinette
,
:

(jhe per lo bosco con Diana gi

Che

questa dessa fosse

si

credette

lui

venendo
lei
,

in atto onesta e pia


,

Per

baciar

che forse consueto

Era

sicura presa la sua via


fece

Ver

lei si

Giove
,

e tutto lieto seco appresso

Prendendola

la trasse

Entro in un luogo del bosco segreto j

Ove baciando
Aveva
Sola
li

lei
,

essa

con esso

S stava cheta
rotto
il

che semplice e pura


boto gi commesso

mi parca che con paura


la

Gravida rimanesse di colui

Che

ingann sotto V altrui figura,


la

Tacquesi un tempo

donna

nel cui
,

Ventre piacevol peso era nascoso

Ma

pur convenne poi paresse


Diana V esserne

altrui

B-icevenne ella allor dal grazioso

Coro

di

divisa

5
,

Di che

poi Giove essendone pietoso


d' orsa
al
,

A lei

die

forma

e fella assisa
stelle

Essere intorno

poi piena di

Per guiderdon della colpa commisa


Bianco
al

mio parer
il

di dietro a quelle

Istorie

vidi in cigno figurato


rilucenti e belle
-,

Con bianche penne

, .

91

AMOROSA VISIONE
,

In dentro andato

se

V avea V avea

pigliato

Nelle sue braccia disiosa

Leda
portato
#

E 'n camera di
L come

lei

tosto la inGnta
,

preda

Si \ide inchiusa

lieto ritornossi

Nella sua vera e consueta seda

Tutta negli

atti lei

maravigliossi
s alla sua voglia
,

Ma

concedendo

Quivi mostrava come

racchetossi
alta soglia
#

Acciocch luogo avesse in

?3

Come Giove giacque

con Semele
<

come

ell'aise,

e come stette con asteria

'opo D,

costei si

vedea seguitare
egli arse
il

Come

gi di

Semele

core^

come 1* ebbe ancora vi si pare Ornata come vecchia e di dolore Piena era quivi Giuno invidiosa
, .

Perch Giove portava a quella amore ^


Nascosa in forma
tale
,

la graziosa
,

Giovane domandava

s'

ella fosse
.

Ben
Nel

dell*

amor

di

Giove copiosa
si

viso a riso a quel parlar

mosse
5

Non
llor
si

conoscendo

lei

e le rispose

Altro che

me

non disian sue posse


,

turb Giuno
,

ben V
:

ascose
,

Con falso aspetto e disse ora ti guarda Che non li inganni con viste frodose :
Pi furon quelle
Vista ingann
gi cui la bugiarda

ed

io

ne so alcuno

Ma

se tu vuoi saper se per te arda

.,

74
Istea

AMOROSA VISIONE
con teco
elli il fa
si
,

come con G uno


ben
ti

Se

dico eh' allora

Dir che non

ci sia
:

inganno ninno

E fa* che '1 faccia


Da
lei si

e senza far dimora


:

dipartia

questa aspettando
.

Rimase con

disio la sua mal' ora

Tacita e sola cosi dimorando

Parve che Giove nella casa entrasse

A cui
Un

ella dicea cos

pregando

Or negheraimi

tu

s'

io

domandasse
e'

caro dono ?
,

A cui

rispondea

rispondendo

parca che giurasse


ella volea
,

S a ci non mancar eh'

Come

con Giuno

ti

congiugni

disse
.

Cos con

meco

ti

prego che
I

stea

Ahi come a Giove dolse ma non sdisse Quel che impromise ^ ma invito quello
,

F', perch

'1

sararaento non perisse

Rilucer

li

d'
si

un foco grande e bello


vedeva
,

Semele

e in cener trita

Ritornar tosto giacendo con elio

cosi trista fini la sua vita

Per lo

disio
,

che

'1

consiglio dolente
gioita
.

Le

porse

Giuno rimase

Conforme poi

si

vedea similmente
,

Asteria ad aquila seguire

Cui

elli

amava molto carnalmente


,

A lato
Per

lei

ed or di sopra gire
si

alti

boschi quivi

vedeva

poi

coli' ali lei

presa covrire

,.,

CAPITOLO XYUL
Molto dubbiosa
Perch
li

76

quella pareva
il

rivolta contra

grande Iddio
.

Con

febol possa cacciar lo voleva


,

Valeale poco

perocch

'1

disio

Suo ne prendeva quel


Nel luogo appresso

come che

lei

Ne' suoi sembianti ben paresse


si

rio

vedea colei
del cielo

Che

partor

due occhi
Delo

Secondo che apparve


Assai timida

agli occhi miei

isola di

La riteneva quasi fuggitiva Umile e piana sotto bianco

velo
,

Soletta appresso Antiope seguiva

Con

la qual quivi

Giove

in forma quale
,

Un
Ove

satiro alla

mia estimativa
,

allato sedeale

e quanto

male
,

Amor

per

lei li

facesse narrava
li

N come
Assai negli

alcun rimedio ne

vale.
,

atti

suoi la lusingava

Tanto che

'n fine alla sua volontate

Con im promesse

e preghi la recava
la biltate
,

Vedeasi appresso quivi

In una storia che venia d' Alcmena

Piena di grazia e di tutta onestate


In suoi sembianti gioconda e serena

cui Giove in forma del marito


dallo studio tornava d' Atena

Che
Tutto

il

sno disio avea compito

Vedevavisi Geta doloroso

Perch un

altro n' avea

J
Appresso

AMOROSA VISIONE
v' era Birria nighittoso
,

Caricato di libri

a picciol passo
,

Parca venisse tutto dispettoso Senza alcun ben


,

dicendo: oim lasso,


,

Quando sar eh' io posi questo peso Che si m' affolla ponendolo abbasso
,

la ver lo

elei
il

ne gi

poich' ebbe preso


lei li

Giove

diletto

che di

piacque
,

Pregna lasciandola

al salire inteso

Di cui appresso

il

forte

Ercole nacque

77

Come Marte

si

congiunse con Citerea


.

e comejfi^

rono soprappresi da Vulcano

ivi pi non segula

perch finiva
gli

Quella facciata con

antichi autori

Che
Laond'

stanno innanzi a quella


io

Donna

diva
,

tomaimi

in ver

li

predatori

Ricominciando a quel canto primiero

A rimirar
E

gli

antichissimi amori
v' era
il

umile tornato

fiero
fatto

Marte prencipe d'arme


Per
la

amante.
.

qual cosa pi non era altiero


piacevol sembiante

Con

tal disio il

Mirava della bella Citerea

Che non parca che pi

curasse avante

i,

Tra que* luoghi medesmi mi parca Con essa lui veder dentro ad un letto D' intorno
al

quale

al

mio parere avea

Ordinata di ferro tutto eletto

Una rete sottil che gli avea presi Come per coglier loro in quel diletto

78
Sovra
la sua

AMOROSA VISIONE
vergogna
,

lacci lesi

Avea Vulcano

il

qual veder veaia


offesi
,

Ridendosi d' averli cosi

Aveva quivi ciascun dio e dia

Che

nel ciel fosser


,

tututti

chiamati
follia

Vulcan
Fatti a

per mostrar lor cotal


a*

Commosso
Di

preghi di Nettuno grati

Vulcan per Marte umllemente


.

quella fuor eran da lui cacciati

Ha

come

poi ciascuno apertamente


il

Faceva

suo piacer

perocch avino
.

Vergogna ricevuta interamente

si

avviene a quei che non vorrino


le cose
,

Trovar

e vannole cercando
cheti
,

Che molto meglio


Pur

si

starino

Molto consiglio ciascuno

che quando

divenisse che cosa vedesse


gli

Che
E'
se

spiacesse
,

con

gli

occhi bassando

ne passi

perch molto spesse


t'

Son quelle
Tutto focoso

volte che
saria

hai a vendicare
se

, .

Tal vuol che

me' che

ne

slesse

vid' io seguitare
,

Quivi Febo Pena graziosa

lei

con dolci voci lusingare


fuggiva ella impetuosa
lui
,

Temendo

Quivi da

e di sopra le spalle
,

Colli capelli sparti

pi focosa
'1

Entrava in Febo
Seguiva
,

che

dolente calle
f'

in fin

che stanca
,

dimoro,
.

Pi non potendo

in

una

bella valle

CAPITOLO
L
ritornata in grazioso alloro
,

XIX.

79

Sopr' essa

il

sol la

sua luce fermava


.

Facendole

coi raggi chiaro coro


,

Veder pareami

secondo mostrava
,

Che

si

dolesse di tal mutazione


si

ne' sembianti

rammaricava
Scitone

Ivi era appresso poi

come

Maschio

da

lui senza fine

amato

Mutava

in

femminil sua condizione


si

Con

esso lui
lei

stava quivi allato

E
Or

tenendo in braccio con amore

Mostrava

cV altro
finito
il

non

gli fosse a grato.


,

con costei

suo ardore

Rinchiuso vidi in una vecchia oscura

Pi

un poco

tutto

il

suo splendore

Neil' aspetto pareva la figura

Della madre di quella

per cui questo

far ci

il

sospignea con tanta cura


l si

Mirabilmente

vedea presto
in se
,

Chiuso tornare

onde
:

colei
?

Dicea maravigliando

or che questo
costei
la
5

poi

il

vedeva

starsi
,

con
per

Ma

morta quella

sua potenza
lei
.

In albero d' incenso mut


Cosi appresso in forma
,

1'

accoglienza
essa giacque
.
,

Che

in s
vi

li

f'

quando con

Tutto

si

vedea senza fallenza

Habituato

v' era
,

com'

li

piacque

Climene

dallo cui congiugnimento


il

Feton che guid

carro poi ne nacque

8o

AMOROSA VISIONE
Era Nettuno
in

Oltre tra questi poi mollo contenta

forma

d' Eursteo
s

Ifmedia abbracciando a suo talento

Innanzi riguardando discerneo

La

vista
,

mia
cui

costui in braccio tenere

Cerere

am quanto

poteo

Non senza molli baci al La stimolava : ma io mi voltai Non potend' io pi quivi vedere

mio parere

D* onde a riguardar prima cominciai

8i

Come Bacco
di Licurgo

in
5

forma d'uva ama


eli

la figliuola

e di Fiuto
,

ama

Proserpina , 6

di Ptrmo e Tishe

e di molti altri

Ta o.

io vidi q ordine dipinto d'

Siccome Bacco per forza

amore

In forma d' uva ad amar fu sospinto

La

figlia di

Licurgo
lei in
,

il

cui ardore
si

Quivi con

braccio
in

vedea

Temperar

non
:

forma n in colore

Che

si

sdicesse
,

'1

sirail

mi parca

D' Erigone

e del suo gran disio


si

Cosi s quivi

soddisfacea

Ivi seguiva poi al parer

mio

^o
,

Pan

che Siringa
si

gi perseguitando

Ch' avanti

fuggiva in atto pio


,

lei

fuggente
'1

V andava pregando
,

Ma

pregar non valeva

anzi tornata

In canna poi la vidi in forma stando

Poi di quella
Sonali fur

bucciuoli spessa fiata

perocch primamente

Da

esso fu la

zampogna

trovata

AMOROSI VISIONE

,,

8a
Appresso

AMOROSA VISIONE
lui vi vd' io
il

dolente
,

Saturno in forma di cavallo stare

^q

A
^
r

Filira accostarsi
vi vidi

dolcemente
,

Atr^ Cos appresso


Pluto

o ci mi pare

li tristi
,

r e^ni

abbando nati

v-Am.

Avere

e quivi intender ad

amare j
e con essa
i

a lui presso

con

atti sfrenati
,

Prender vedea Proserpi na


Fuggirsi
a'

regni di
,

uce^pjjjtati

l4j^TV^
,

Pur con

istudio

e con noiosa pressa

y^t^^-'^nA-

Come se stato fosse seguitato Da Giove, per volerlo privar


Olire nel loco vidi figurato

d'essa

ho

Mercurio con Erse molto

stretto

Amando
Dopo U
Questi
gli

lei

dimorava abbracciato
diletto
.

Insieme avendo piace voi

quale io vedeva tutto bianco


:

Borea quivi con un f reddo aspetto


regni abbandonati
,

xj^ju^ VA

U^ t*

stanco

In Etiopia giugneva a vedere


Ortigia, che a s dal lato

manco
,

Vedeva quivi

in la faccia
lei

sedere

x^
,
.

E
A

abbracciata

tenendo

stretta

Appena seco
lui seguiva

gliel

pareva avere

poi

la giovinetta
,

Tisbe

che fuor di Babilonia uscia


giva soletta
,

^^

E verso un bosco sen


N
li

guari fornita la sua via

Lontano un velo lasciava fuggendo


Per un leon che pure a ber venia

CAPITOLO
Della fontana
,

XX.

83

dov'

ella

attendendo
oscura >^

Piramo
Notte
:

si

posava

uell'

cosi se n' entrava

correndo

Ove gi fu la vecchia sepoltura Di Nino e poi si vedeva venire


:

Piramo

la

con

sollecita
,

cura

A s

intorno mirando

se udire

O
Yi
Lui

veder vi potesse se venuta


fosse

Tisbe
,

secondo
in terra

il

suo dire

ci

mirando
la

ebbe veduta
,

Perch

luna risplendeva molto


5

La

vesta che a Tisbe era caduta


terra rivolto

Tutto stracciato e per

Con un mantello
Perch tututto
Ricogliendol
,

il

bel vel sanguinoso


nel volto
:

si

cambi

parca che doglioso


,

Dicesse: oim Tisbe

chi

ti

uccise?
?
,

Chi mi
Ontoso

ti

tolse

dolce

mio

riposo

tutto

lagrimando mise
ad uno stocco eh' avea seco
1'
,

La mano

Col qual dal corpo

anima
:

divise
,

Parca dicesse piangendo

con teco
ali*

Tisbe

moro
,

acciocch'
,

Di Dite

lasso

ti

ritrovi

ombre meco 5

spesse

sbigottito parca

che cadesse
mantello a pie d' un
i

Quivi sopra

'1

moro
.

E
Non

del suo sangue

suoi frutti tignesse


il

dilettava a Tisbe
;

gran dimoro
,

Cola dond' era

usci

e disse
,

forse

Quella bestia pasciuta

e gi

non

loro

84
Soa use
Essa

AMOROSA VISIONE
a noi far
j

male
e

e oltre corse
fosse
.

Alla fontana
,

non credea che

quando

le

more
si

rosse scorse
,

In ci mirando tutta

percosse

Quando Piramo

vide ancor tremante


il

dal suo petto


si

ferro aguto

mosse
,

'n su quel

gitt

dicendo
,

amante

Io son

la

Tisbe tua
io

mirami un poco
e pi
al

Anzi eh'

muoia

non
loco

disse avante

Rimirandolo cadde morta

65

Come Giasone
e di

5'
.

innamor d' Isifle

e di

Medea

Creusa

\Jv miri adunque


Qualunque

il

presente accidente

que' che vuol legge ad


.

Amore
coJ^Si^Qx^l

Impor

forse per forza strettamente


,

Quivi credo vedr

die

'1

suo furore

jLCcUyy^-

Ha
'

da temprar con consiglio discreto


migliore

A chi ne vuole aver fine


iVivean di questo
i

padri ciascun lieto


,

Di

bel figliuolo
,

e perch contra voglia


fleto

Gli striuser

n'

ebber doloroso
si

E cosi spesse volte altri


Di
ci che ei
si

spoglia
,

crede rivestire

E poi convien che senza


Si riguardando
,

pr

si

doglia

/^

poi vidi seguire


tre giovinette
.

Giasone in mezzo di

Le

quai ciascuna fu al suo disire


tre

Tutte e

furon gi a lui dilette


,

nominate

Isifle

Medea

Al mio parer con Creusa sospette

86

AMOROSA VISIONE
fede alcuna
dicesse
,

O senza
Che

mi parca
,

Islfile

o dispietato

O pili
Deh
,

crudel eh' alcuna anima rea

or hai tu ancor dimenticato

quanto onor tu

fosti

ricevuto

Nel regno ond' ogni maschio era cacciato?


Io non credo che mai fosse veduto

Uom
N

volentier in nulla parte strana

cotal

dono a

lui

mai conceduto

Slmile a quel che io benigna e plana

te concessi,
,

portando fidanza

Alla tua fede

come
a

'1

vento vana
,

Facendo saramenti
Nel tuo
partir

me
desti

speranza
,

mi

che giammai
.

Non

cambieresti
,

Andastitene

me per altra amanza me come tu sai


,

Pregna

lasciasti di

doppio figliuolo

Ed

a tornar
,

ancor verso

me

hai

Con sospiri e con pianto e con g ran d uolo Gran tempo stetti dicendo : ornai tosto
,

f^\>>

Verr Giasone qui collo suo stuolo

Ed

appena

credetti quel
,

che sposto

Mi

fu di te

eh' avevi
,

nuova amica
.

Presa ne' Colchi

e mutato proposto
ti

Pi avanti non so eh' io mi

dica

Se non eh'

io

ardo

e tu in giuoco e festa
.

Ora

ti

stai colla

mia nemica

In tanto questa doglia mi molesta

Che

dir noi posso

ma

tu stesso pensa
,

Chenle

parriali averla tal

qual questa

.,

CAPITOLO XXL
Assai
ti

87

prego dunque
lio

se offensa

Non

commessa
al

non mi abbandonare
.

Ma
Non

con piet

mio dolor dispensa


:

rlspondea Giasone
atti

ma

poi stare

Vidi negli

molto dispettosa
:

Medea
Giasone
,

in verso lui cosi parlare in lutto


'1

mondo non fu cosa


,

Ch'

io tanto
feci

amassi per
te

n per cui

facessi
.

Quanto

siccome sposa

non mi-credo ancor che tu

sconfessi

Com'

io

ti

die' mirabile
tori

argumento

Per cui sicur co'

combattessi

Mostraiti ancora per farti contento

Come
Insieme

'1

drago ingannassi

acci eh' appressa


.

Fornito avessi tuo intendimento

me
,
,

ne venni teco
io
il

stesso

E sai

che

mio
'1

picciol fratello

Uccisi

acciocch

mio padre
il

sopr' esso

Dimorasse piangendo Senza noia passasse

e quindi snello

nostro legno
elio
:

Gi cominciato a seguitar da

sai
Il

ancora

eh' io col

mio ingegno
degno

tuo antico padre e vecchio Esone


giovinetta et
il

Di

feci

5
,

N riguardai
(ih' io

ancora a riprensione
facessi

non

morire

il

tuo zio
.

{Jtu>

Per signor

farti della
,

regione

^ {t^tx

Tu il

ti

conosci

e sai per certo ch^ io

Ogni cosa

avria fatto per piacerli


il

Non credendo che mai

tuo disio

88
Rivoltassi da

AMOROSA VISIONE
me
,

per

pi. doverti

Dare ad

altrui di te altro diletto

Se non di

me
,

due
f*

be'

figli

vederti

Ognor

davanti

non

avesse stretto

Non

dovevi giammai donna nessuna

Pili abbracciar nel

mip

dphjt f lp||p
;

,\\

jt^

XJcv^O

^''

Lo Che s' io non fossi stata alla tua vita N lei n me avevi n altra alcuna ^ Adunque a me per Dio ti rimarita yx^^
qual tu ora possiedi con una
,

-^S^

89

Dove racconta di Teseo e d* Arianna e dTppolt' to, e come Pasife s'innamor del toro, e d'altre*
,

N
Ma

on rispondeva a nulla
,

d costoro
,

Quivi Giason

ma

Greusa abbracciando

Con

lei iraea dilettevol

dimoro

lo che andava avanti riguardando

Vidi quivi Teseo nel Laberlnto

^ M^V^*
, .

Al Minotauro pauroso andando

poich quel con ingegno ebbe vinto


gli

xy

djf*'^

Che

diede Arianna

quindi uscire
5

Lui vedev'

io di gioia dipinto

Al quale appresso Ariaima venire ^.

E con lei FedraTsalir nel suo JegnoT E quindi forte a suo poter fuggire
Nel quale avendo Del piacer
di

V animopre^ncuaAAKJdL Arianna lei lasciare ^


gi
,

Vedea dormendo
Gridando

e girsene al suo regno


,

desta la vedeva stare


,

lui

chiamava piangendo

e soletta
al

Sopr'

diserto scoglio in

mezzo

mare ;

90

AMOROSA VISIONE
,

Cime
Di

dicendo

deh

perch
?

s'

affretta

S di fuggir tua nave

Abbi
,

pietaie
.

me

ingannata
se

lassa

giovinetta
salate
si

Segando

ne gi V onde
quegli
,

Con Fedra

e Fedra

tenea
.

Per vera sposa per


Costei pi innanzi

la sua biltate
si

un poco

vedea

Accesa

tutta di focoso
,

amore
.

D' Ippolito

cui per figliastro avea

Ivi vedeasi lo sfacciato ardore -

Di
]

Pasife
s

che

il

toro seguitava

Di

chiamandol conforto e signore


le

\0\e con

man

proprie ella segava


,

Le

fresche erbette nel fogliuto prato


gliel

i E con quelle medesime


Spesso
li

dava

suo' capei con ordinato


,

Stile acconciava

e della sua bellezza

Prima

1'

occhio allo specchio consigliato,


alla

Adorna venia innanzi


Bestiale
,

mattezza
:

e quivi parca che dicesse


?

Aggradati la ma piacevolezza

Certo se io solamente vedesse

Che pi

eh' un' altra vacca

mi

gradissi
.

Non
Era

so che pi avanti

mi

volesse
fissi

di jdietro a lei con gli occhi


'1

Sopra

suo padre Mirra scellerata

da

lui

punto U teneva
io costei

scissi

Riguardando
Quivi
^*^J*sA^m
Essei:

lunga

fiata

la vidi poi di notte oscura

con

lui in

un

letto

corcata*

, ,

,.,, , ,

CAPITOLO
Del padre
la

XXII.

Correndo poi fuggir V aspra figura


vedea
,

che conosciuta
.

Avea
Albero

1'

abominevole mistura
\edeva divenuta
,

la
'1

Che

suo

nome
o forse

ritien

sempre piangendo
compiuta
.

'1

fallo

la gioia

Narciso vid' io quivi ancor sedendo

Sopra

la nitida
'1

acqua a riguardarsi

Di

s oltre

dovuto

modo ardendo

Deh quanto

quivi nel rammaricarsi

Nel suo aspetto mi parca pietoso

talor seco s stesso crucciarsi


, ,

Oim, dicendo tristo doloroso La molta copia eh' io ho di me stesso Di me m* ha fatto lasso bisognoso . ^
,

Cefalo poi alquanto dietro ad esso

Vid' io posati aver

1'

arco e

li

strali

riposarsi per lo caldo fesso


,

Aura

deh vien

colle fresche ali

Entra nel petto nostro j tutto steso


Stava dicendo parole cotali
5

Ma questo avendo
Cui
,

gi Procris inteso
tra
1'

ascosa

vedea

erbe

e' fiori
,

In quella valle con V udire inleso

Essendo

in sospezion de' nuovi


forse

amori
,
-,

Credendo
Volle
,

cV allora
, ,

venisse

e noi fece
si

intanto farsi fuori

Tutta V erba

mosse
,

e cefal

fisse

Gli occhi col

credendo alcuna
strai vi

fiera

preso

1'

arco suo lo

misse

. ,

^%

AMOROSA VISIONE
V erba
colpo
u' Procris era
:
,

Riizanclo quel fra

lei feri

nello

amoroso petto
,

Ella sentendo

il

in voce vera
io sospetto
?

Oim

grid

perch ebb'

DI quel
Cbl
la

cb' io

non dovea

Cosi diria
.

vedesse cb' ella avesse detto


:

.Venuto Cefalo

l'

anima mia
?

Or cbe
Dicea
,

facevi qui

oim

lasso
vita fia
,

dogliosa ornai

mia

Avendo

te recato

a mortai passo

93

Dove

tratta

con Euridice
ro con

come Orfeo and alV inferno a starsi ; e come achille era nel monaste-^
*

Deidamia

JAistrinsemi piet

1'

anima alquanto
-5

Ad
Cu'

aver compassion di quel dolente


io

vedeva far cos gran pianto


ivi

Poi rimirando ad altro

presente

Vidi colui che

il

dolente regno

Sonando
Orfeo dico
,

visit si

dolcemente:

V'iwwW^

che col suo ingegno

Fece

le

misere ombre riposare


,

Colla dolcezza del cavato legno

\\

v^

Sonando ancora quivi


,

il

vidi slare

iQ

Con Euridice sua e mi parca Che il vedessi sonando cantare


Sollazzandosi in verso
,

dicea

Amore

a questa gioia

La fiamma

tua

mi conduce che nel cor mi si


,

crea

Amor

de' sa vii graziosa luce

Tu se' colui che ingentilisci cori Tu se' colui che ia noi valore induce,
i

94
Per
le si
te

AMOROSA VISIONE
fuggono angoscio e dolori
ogni allegrezza ed ogni festa
.

Per

Surge e riposa dove tu dimori

spegnitor d' ogni cosa molesta

O dolce luce mia


Lunga
Per

questa Euridice

stagion con gioia la

mi

presta
,

Sempre mi chiamer per


le

te felice

giocondo

per

te a madore

Star

come

fa pianta
s'

per radice
il

A veder quel mi allegrava core E immaginando quelle parolette


A me
non che a

lui crescea valore i


,

poi appresso a queste cose dette

Diomede

e Ulisse

si

vedeano

Divenuti mereiai vender gioiette

Tra suore quivi che queste voleano


,

In

vista

comperar

ma

dall'

un

lato

spadf e archi
,

forti questi

aveano

Saette ancor

de* quali avea pigliato


ivi stava

Uno una

suora eh'
1'

presso

infino al ferro

arco avea tirato


questi desso
,

Onde

parca dicesser
,

Questi Achille

cui

andiam cercando
.

gir se

ne volean quindi con esso


, ,

La qual cosa vedendo sospirando Una sorella quivi contaslava

que' che lui andavan lusingando


essi disiava
,

Achille gir con

E spogliandosi allor la veste


Come buon
cavalier presto

fitta

s'

armava

, ,

. .

CAPITOLO
Vedendo

XXIII.

95

ci Deidaina, trafitta
,

Da

grave doglia tutta scolorita


ritta

Parea dicesse a lui a lato

Oim anima mia


,

o dolce

\ita

Del cor dolente che tu abbandoni


Di cui
fla tosto

credo la
?

finita

In qua' parti vai tu

quai regioni
la

Cerchi tu pi graziose che


,

mia

Deh credi tu a questi due ladroni ? Deh non t' incresce di Deidamia ? Io son colei che pi che altra t' amo
,

che pi eh'

altra cosa

ti

disia
ti

In quant' io possa pi merc


,

chiamo

Non mi ti torre deh non te ne gire Non privar me di quel che io pi bramo
, ,

Sola mia gioia

solo

mio
,

disire

Sola speranza mia

se tu ten vai
;

Subitamente mi credo morire


In continova doglia e
Istar
tristi
,

guai

sempre
,

deh

aggi petaie

Di
Ahi

me

se grazia meritai

giammai

lassa

or son cos guiderdonate

Tutte

le giovinette eh' a man voi

Che

di subito sieno

abbandonate
ti

Ricordar credo certo che

puoi
,

Quanto onor abbi da me ricevuto

ancora puoi ricever


li

se tu vuoi

L' abito che


Si lungo

ha

fatto sconosciuto
,

tempo

per

me

'1

ricevesti

Per

me segreto se'

stalo tenuto

06

AMOROSA
Di mai
Sopra
partirli

VJSIOINE
avesti

'

quando prima vergiae m'


n
la fede tua

d' altra pigliarne

mi

promettesti

Perch adunque altrove vogli andarne

? -

Di

me

l*

incresca
,

e del
ti

comun
la

figliuolo

f tivO
,

Cb' abbia m

se

non

duol

propria carnQ

Io so che tu vuo*

gire al tristo stuolo


,

Ch' intorno a Troia

ov^ io dubito forte


e per gran duolo

Che morto non

vi

sii

A me

medesma

ila

sicura morte

97

Dove tratta di Briseida dell' amore che portava ad Achille , ed appresso di Polissena,
,

VUosi pareva che

costei dicesse
a'

Ed altro assai NoQ mi pareva


',

preghi della quale


,

eh' Achille inieadesse


,

seguitava quelli al troian male

Conlenlo pi che d' esser

li

rimaso

Dove

quella era
a lui
,

a cui tanto ne cale


,

E innanzi

incerto del suo caso

Briseida era trista inginocchiata

Col viso basso e di baldanza raso

Tra r

altre cose quella sconsolata


li

Piangendo mi parca che

dicesse
,

Deh perch m'


,

hai
io
i

Achille

abbandonata

Per

te

convenne che
fratelli
,

mi

dolesse

De' miei

quali io pi

amava
avesse
:

Che

altra cosa eh* io nel

mondo
,

per

1'

amore che
,

io

ti

portava
,

E porto quella morte che tu desti A lor dolenti non mi ricordava


,

AMOROSA. VISIONE

, ,,

98
Rapita

AMOROSA VISIONE
me Come tu sai
,

per forza ancor m' avesti


,

mia

vergiaitate

A
\

forza e contro a voglia

mi

togliesti

Oim Non conobb' io che P animo sdegnoso Non t' avria mai 1' offese perdonate
che allora
la
,

tua crudeltale

Veduta sempre

in abito cruccioso
,

M' avresti certamente e cosi forse Non avrei dentro amor per le nascoso Oim quanto soperchio ve ne corse Quando con atti falsi mi mostrasti
,

Levasti Qii

il cor mi morse mi mandasti da te A Agamennon come schiava puttana; In quello il falso amor ben dimostrasti

Ch'

io

li

piacessi
,

e questo

poi

Eim

lassa

misera profana
,

Briseida cattiva

che

farai
si

Abbandonala

in parte

lontana?

Non mi

lasciar
,

morire in

tanti guai

Achille

aggi piet di

me

dolente

Che l'amo pi che donna uomo giammai

Deh guardami

coli'

occhio della mente

_^

prendati piet di
,

me

alquanto

Dicea colei

ma non
amor

valea niente

Ivi appresso costui vid' io

che tanto

Ardeva
Periglio

dell'

di Polissena

Con gran
,

miseria ed angoscioso pianto


,

affanno, guai

e grave pena

Delle suddette vendicava


11

amore
;

qual fervente

gli

era in ogni vena

., ,

CAPITOLO

per
lei

XXIY.
inlesi
.

99

spesso

mutava colore
,

Preghi porgendo

non erano

Onde

lui costringea greve dolore


ivi

Rimirando
Sesto ed

ancora vedisi
,

Abldo

picciole isolette

'1

mar che
ivi

le divide

ancor parisi

Sovvennemi

quando

vi cadette
al fi'atelloj
ristette
.

EUes

andando di dietro
,

All' isola de' Colchi


,

ove
,

Era notando ignudo nato

in quello
colei

Mare Leandro
Venuta

andando in ver

Cui pi amava , vigoroso e


la alla riva costei

snello

Vedea con panni


Tutto asciugando

ricever costui
lui dal

capo

a' pici

E poi

vedeva quivi

lei

e lui

Con tanta gioia standosi abbracciali Che simil non si vide mai in altrui
Ritornar poi
il

vedea per
,

gli usati

Mari

alla casa

e di far quel

cammino

Suoi membri non parien mai affannati

.^

A questo mare alquanto era vicino


Minos
Per
,

Alcate tenendo
,

stretta
il

forte assedio

volendo

destino

Romper di
L'

quel capei che nella vetta


,

Del capo a Niso stava


oste di fuori

che per esso


sospetta
.

non avea
,

E quivi
yi
si

quella torre

ove fu messo

Gi lo strumento

d'

Apollo sonante
.

vedea rilucere appresso

100

Amorosa visione
Dell'

Pareva in quella Scilla fiammeggiarne

amor
l'

di

Mlnos

che a vedere

Istava

oste a sua terra

da vanta
,

Venir

la

mi parea poscia vedere


il

Avendo

porporin capei cavato


a

AI padre

Minos darlo

che

'1

volere

Robusto suo facea del disarmato


Niso
,

privando lui della sua gloria

Scilla gittata poi nel

mar

salato

W andava

lieto della

sua vittoria

, .

101

Dove

tratta de*

medesimi innamorati
s"

e in parte
.

di Binde f che

innamor del fratello

E
L

ra pi l

Alfeo colle sue onde

Piegate iatorno e dietro ad Arelusa

Con

quelle terre che correndo Infonde


,

era Egisto ancor

che per iscusa


,

Del sacerdozio non and a Troia

Ma

Glitennestra
,

si

tenea inchiusa

Lei imbracciata

e prendendone gioia
,

A suo piacere
Le ne

bench poco appresso

seguisse sconsolata noia

O come quivi alquanto dop' esso


Divisi per lo lor fallo

Seguian Canace e Macareo dolenti

commesso

Non
Il

molto dopo lor cosi scontenti


11
,

Biblide vidi

che seguitava
atti

suo

fra tei

con

molto ardenti
andava

Molto pietosamente a
Dietro parlando
,

lui

siccome parca

Negli

atti

suoi

che quivi dimostrava

,,

loa
"X
Jy\) '^ v^
I

AMOROSA VISIONE
,

Ahi

dolce signor
,

mio

ver lui dicea

Deh
Di
'

non fuggir, deh prendati


,

pietale
;

me

che per

te

vivo in vita rea

Guarda con 1' occhio alquanto mia Pensi 1' animo tuo il mio valore

biltate
,

Lo qual
lo non
l'

perisce per tua crudeltate


fra tei
,

ho per
io

na

per signore

Vedi eh'
Per
,

muoio per
,

la tua bellezza

te

piango

per

te si

strugge

il

core
,

Non

tener pi ver
'1

me
,

questa fierezza
di fratello

superfluo

nome
,

Lascialo andar

eh' a tenerlo mattezza


e farai quello
si

'^^

Aiutami

che puoi

Che pi
Riso

aspetta quella che


il

sface
.

Considerando
,

tuo cospetto bello

conforto

e allegrezza e pace
se vuoi
:

Render mi puoi,

dunque che
,

fair

Deh
Vedi
,

contentami alquanto

se

ti

piace

oh' io
altra
te
,
,

Ch'
Per

mi consumo in tanti guai neuna mai ne senti tanti


,

cu' io disio

e tu

'1 ti

sai
!

1^

Oim fortuna trista degli amanti Come coloro che non sono amati Amando altrui da tua rota son franti
Se tu riguardi per che chiamati
Sorella e fratel siam
,

non niente
i

Com'

dissi

e minor fieno
,

tuoi peccati

Togliendomi dolor
Morir mi
fai

che se dolente

per non acconsentire

A quel

che

sol disia la

mia mente

CAPITOLO
t\volgili
,

XXV.
,

io3
^
,

per Dio

deh

non fuggire

'**

Pensa eh' ogni animai

tal

legge tiene
forte disire

Quale a

te

chiede

il

mio

le

molto pi tosto

si
,

conviene

In questo atto

fallir

che dlspietato
.

Farmi
Blbllde

perir nelle noiose pene


,

trista

quanto
ti

t'

in disgralo

Veder

colui che
ti

dovria aiutare
,

Da
11

chi noia

desse in alcun lato


,

tuo dolore in te forte aggregare

E non
Ma
L

che voglia fare

il

tuo disio

^^
.

tue parole non vuole ascoltare

poi appresso al

mio parer

vid' lo
,

^X^

Flllis a lato star a

Demofoote
atto pio

E pianger s di lui in Tu Ita turbata sue parole


Li profferia
,

conte

ricordandoli ancora

Quant'

ella e le sue cose tutte


^

pronte

Al suo servigio furono

e com' ora

A
Tra

lei fallita la

promessa fede
1'

Per troppo amor dolor greve

accora

J
\

questi oltre nel prato vi si^ved.


,

o^
'

^^ W>^
f^'^3<^'

Meleagro e Atalanta

che ciascuno;^'^^ ^^^


sollecito roiede]^

Segue un cinghiai con

J^

r^'*^

quanto ad esso sforzandosi ognuno


Offende
,

accesi d'
far

amoroso foco

Non, lasciandoli

danno nessuno

Costor preiva pi avanti un poco


Acojjzio in

^j
.

man

colla palla dell' oro

eh' a Cldippe

gill nel santo loco

, ,

io4

AMOROSA VISIONE
quivi ancor facea dimoro
lei

E quella

Dicendo a
Riguardando
Cidippe a

Aconzio
,

che sua era


:

Ella negandol
1'

parlavan fra loro


l'

un

altro
;

in tal maniera
se ingannata

lui
,

dicendo

r Fui Che
s'

da
io

te

la

mia

voglia

non

v' era

-,

mi

fossi della palla

addata
letta
, ,

Non r
Anzi r

avria

mai rimirata n

avrei tosto Indietro gittata

\Onde mai non m'

avrei a questo aspetta.

lOi

Come r autore
e la sua

trova nel detto giardino Ercole


,

donna Deidamia e di Jole.

VJom'io mirando

andava quel giardino,

Vidivi in una parte eflagiato

Ercole grande a Cidippe vicino

Ove con

lui sedeva dall'

un

lato
,

Jole piacente e bella nello aspetto

Cui presa avea nel paese acquistato

Non

mirava Ercole altro che


lei
,

'1

cospetto
,

Di

e qui tanta gioia prendea

Che duol li fora stato altro diletto Rammaricando dopo lui vedea
Istar tutta turbata Deianira
,

Perch' a s ritornarlo non potea


Il

molle petto acceso in foco d'ira


Mostrava eh'
eli*

avesse

ognor soffiando
lei s'

Forse per rabbia che in

aggira

Ma

poco spazio parca che parlando


:

Dicesse a lui
Volgiti a

o signor valoroso
tu suoli
,

me come
,

amando

,.

io6

AMOROSA VISIONE
,

Inscia cotestel

cui poderoso
,

Guadagnasti per serva


Insieme con

'1

suo paese
.

vittoria glorioso

Non

senti tu

eh' a ogni

uomo

palese

Quel che
Di
Veramente

la

fama ora

in contrario sona
?

te alle passate

tue imprese

di te ogni

uom

ragiona

Che
Fili

tu col forte dito quella lana


,

che Jole pesando

ti

dona

Ogni uomo ancora eh' abbia mente sana


Crede , che tu
il

canestro colle fusa


.

Porti di dietro alla giovane strana

Vogliono ancora dire


In ciascuno atto

eh' ella

t'

usa

come
il

servidore,
.

N Ed cosi
ti

giova donare alcuna scusa

smarrito

tuo valore

Che
Forse
t'

tu

non pensi

alle cose passate


.

Ogni

virtute obliando ed onore

ha

ella le forze levate


,

Con alcun suo ingegno falsamente

Come

le

donne fanno
dovria

alle fiate

Almen non

mai

della tua

mente
facesti

Trar quel che tu in culla ancor


L' uno uccidendo e poi
l'

altro serpente

Ricordar
Busiris

deiti
,

ancora che uccidesti


il

e in Libia

grande Anteo
*

Della Terra figliuolo ancor vincesti

Vinto

traesti

quel Cerbero reo


,

Gh' avea

tre teste

e tu con tre catene


si

Legasti lui poi eh' a te

rendeo

.,

CAPITOLO
Il

XXVI.
,

107

drago ancora con sudanti pene

Ch' ognor senza dormir i pomi d' oro Guardando stava , fu morto da tene
I forti corni al furioso toro

Rompesti

e'

Centauri domasti

Quando

di pria combattesti

con loro

Or non

fostu colui che consumasti


,

L' Idra

che doppii capi


,

in

suo aiuto

Rimettea

quando
il ?

gliele avevi guasti ?

Non

fu da te

guasta tor feruto


si

D' Arcadia

fu

e fu colui

Ch' avea di carne umana riempiuto

Ogni suo armento togliendo

1'

altrui

Da

te

ucciso

5
,

e quel

Caco rubesto
.

Tu uccidesti
Il ciel

rubato da lui

Reggendo ancora dopo


Ch' a ogni

tutto questo

gravante sopra le tue spalle


altr'

uom

saria stato molesto


,

s'

io volessi

andar per dritto calle

Ogni

vittoria a tua

mente rendendo
:

Io avrei troppo a fare a ricontalle

Queste so

e'

hai a mente

or

dunque essendo
,

Senza pazzia talora

fra te stesso

Non

ti

vergogni tu Jole seguendo


,

Volesse Iddio

che tu giammai a Nesso


,

Non m'

avessi levata

che mi amava
sarei

E
E

forse in gioia or
io

mi

con esso

non per tanto

non immaginava
donna mi
io
lasciassi
.

Che mai per


Poich
te

altra

per altrui

non

lasciava

io8

AMOROSA VISIONE
ti

Se quella con cui tu ora

passi
,

Ismemorato
Tanta virt

in festa

ed allegrezza

in lei forse trovassi


di bellezza

Tanto piacere e tanta

Quanta
L' aver

in

me

io

non

riputerei
^

lasciata

me
ti

fosse mattezza
;

Ognora pi

di ci

loderei

Ma

s'

io

ho ben

la sua bellezza intesa


lei
:
:

Certo io son molto pi bella di

Molto mi tengo in questa parte


,

offesa

Ma torna a me e tutto ti perdono , E la tua forza in ben ovrar palesa


:

Io chieggo a te di grazia questo dono *

109

Dov* era figurato come Paris d per sentenza la palla dell'oro a Venus 5 e come va per Elena in

Isparta

e rapi scela per forza

Me
Ove

.ostravasi ivi

ancora

effigiata

La

valle d' Ida profonda

ed oscura

D' alberi molti e di frondi occupata


io discernetti la figura
,

Di quel Paris piacevole Troiano


Per cui Troia
Sol
si

sent la sua arsura

sedeva
al

l nel

loco strano
,

Davanti

qual Pallade

Giuno e Venere

Eran con una

palla d' oro in


,

mano
,

Senza alcun vestimento

ignude

tenere

Bianche e vermiglie quivi e delicate

Le mi pareva

nel sembiante scernere


:

diceano a Paris

in cui blltate

Di noi pi
Donalo a
Dal capo
Paris
,

vedi
,

questo

pomo

d'

oro

lei

quando

ci avrai avvisate

al

pie rimirava costoro


li

ciascuna bella
fra so dicea
:

parca
,

Onde

deh

quale onoro

,. ,

.,

, ,

no
OgQuna
Di

AMOROSA VISIONE
d' esse a esso
,

promettea
,

Chi snno
bella

e chi ricchezze
,

e chi

amore
.

donna

pur

eh' a lei lo dea

Non

si

sapea esaminar nel core


,

Paris qual d' esse pi biltate avesse

qual ben

si pigliar per lo migliore

Nel lungo esaminare

infine elesse
,

Venus per la pi bella e dillo a lei Su condizione eh' ella gli attenesse

farli

avere in sua balia colei


ella

Cui

avea lodata per

si

bella
lei
;

Che

nulla n' era simile di

cui pareva che rispondesse ella

Va' tu per
10 far
si

essa

che col mio aiuto


si

che tua

sar quella

Costui vid' io poco appresso saluto

Sur una nave

e dar le vele al vento

tosto in Isparta esser

venuto

Ove disceso senza tarda mento Andando Menelao inverso Creti

A
Ma

fornir cominci suo intendimento


lieti

dopo molte cose quivi


nave , pe'

Egli ed Elena bella e graziosa


Saliti in
salati freti

Poste le vele senza alcuna posa

Tornava a Troia

e quivi

si

mostrava
.

Ivi

La vita lor quanto fosse gioiosa Enone ancora lagriraava


11

perduto marito

e con pietose
il

Parole a s invano

richiamava

. ,

CAPITOLO
La
si

XXVII.

Ili

vedea

ifi

e Jante

amorose

Far

festa pria
'1

che maschio ritornasse

Que' che

suo sesso tanto tempo ascose

Appresso mi parca che seguitasse

Laodamla

bella sospirando

Come
Di
s
,

se del

suo mal
,

s'

indovinasse

Ravviluppata

tutta

e non curando

Protesila di bella cera


,

S' aveva fatto

lui raffigurando
s'

poi a quella innanzi posta

era

Iq giuocchion

dicendo
,

signor

mio

Se
Leal
,

io

li

sono amanza
dicesti
,

e donna vera
io
,

come
io
1'

fa'

che

Ti veggia
Ch'

ritornar con quella gloria

arme tue

presenti al forte Iddio


della vittoria
'1

A que' e'

hanno mestier

Lasciali pria combatter, che

periglio

Proprio fuggi

eh' ognor eh' a

memoria

Viemmi

quel eh' io gi in alcun pispiglio


,

Udii d' Ettor

che

tanti cavalieri
,

Contasta combattendo

ogni consiglio

In

me
Ch'
Fa'

fugge di

me

e volentieri

Nel tuo andare

ti

vorrei aver detto


il

alla battaglia tu fossi


,

derrieri
,

Sola mia gioia


si

solo

mio

diletto

eh' io sia di tua tornata lieta

Che

senza te mai gioia non aspetto

In tal maniera quivi mansueta


Si stava

Laodamia

talvolta
tutta repleta
.

D' angosciosi sospir

Ili

MOPiCSA VISIONE
era ancora inverso lei rivolta
,

Or

Penelope

che ascoltando Ulisse


fu dal suo

Giammai non
Fra

amor
fisse
il
,

disciolta

Nella qual tenend' io le luci

me

volgea quanto fosse

dlsire
t

Di que' die mai non

ere' eh' a lei reddisse

quanto volle del

mondo

sentire
il

Che per
Io dica

voler veder trapass


in

segno

Dal qual nessun pot mai


,

qua reddire

forza usando nel suo ingegno

, ,

ii3

Dove V autore

tratta dello

innamoramento di
si

Di do

e d'Enea^ e

come Enea

parte; e

neW ul'

timo della morte di Dido

N,on so chi
Che quel
Di
piet

si

crudel

fosse slato

eh' io vidi appresso rimirando

non avesse lagrimato

Pareva quivi apertamente quando

Dido

partissi iu

fuga dal fratello


edificando

E similmente come

pi poter Cartagine nel bello

E util sito faceva avanzare E come a ingegno abitava


l'

quello

Ricever quivi Enea

ed onorare
si

Lui

e' suoi

ancor vi

vedea

Liberamente: e senza dimorare


Oltre mirando
,

ancora mi parca
stretto

Vederle in braccio molto

A more
-,

Bench Ascanio aver

vi
,

si

credea

Lo

qual baciando spesso

del suo ardore


,

Prendea gran quantit occultamente


Tutlor tenendol nel segreto core

AMOROSA VISIONE

, ,

, .

ii4
Eravi poi

AMOROSA VISIONE
come
insieme mente
altri assai
,

Costei con

Enea ed

cavai giva onorevolmente


ella in so

Ripetendo

quel che giammai


lei
,

Pi non pareva a

aver sentito
:

Fuor per Sicheo


11

siccom' io avvisai
,

chiaro viso bello e colorito

Mirando Enea con benigno aspetto

Tornava bianco spesso e

scolorito

Ma

pervenuti quivi ad un boschetto


i

Lasciando

cani a' cervi paurosi

Di

dietro

incominciaro
,

il

lor diletto

Altri cornavano

e
,

altri

animosi

Correvan dietro
{

e gridando faceano
.

can pi per lo grido valorosi


gi

Tutto un gran monte


I cacciatori
,

compreso aveano

e in una valle scura


.

Dido ed Enea rimasi pareano

E si facendo
Un
Che
Chiuso

fuor d' ogni misura


,

vento quivi pareva levalo

di nuvoli avea gi la pianura


,

il

monte ancora j onde tornato


,

Pareva'^il soie indietro

e divenuto

Oscura notte

il

d in ogni lato

Horribili e gran tuon ciascun sentuto

Aveva

e'

lampi venivano ardenti


.

Con piover tal che mai non fu veduto Enea e Dido la fuggian correnti
la una grotta
,

e
,

la lor

compagnia

Perduta avean

di ci forse contenti

, .

.,

CAPITOLO XXVm.
Ivi parea

ii5

che Dldo ad Enea pria


,

Parlasse molte parole amorose

Dopo le quali suo disio scovria Ove Enea ad ascoltar quelle cose
Vedeasi
,

lei

abbracciata tenere

quel piacer fornir eh' ella propose


ostiere

Venuti poi a lor reale

in tal gioia lungo

tempo

stati
il

L' uno adempiendo


In quel luogo

dell' altro

piacere

medesimo cambiati
dell'
i

Vi

si

vedeva

uno

sembianti

dell' altro

voleri esser mutati


li

Molto affrettando

suoi naviganti

Enea

vi si

vedea per

mar

fuggire
:

Le

vele date a' venti soffianti

cui

Dido parca
,

di dietro dire

Oim
Non

Enea

or che
disii il

t'

aveva io fatto

Che fuggendo

mio morire?
or

questo servar tra noi quel patto

Che

tu

mi

promettesti
e'

m'

palese

L' inganno

hai coperto con falso atto


se
,

Deb

non fuggir,
du' tuoi

l'

essermi cortese

Forse non vogli

vincati piet te

Almen
Ognora
ti

che vedi quante


le salate

offese

minaccian
,

Onde

del

mar per
,

Io

verno noioso

Ch' ora incomincia

e gi

hanno

lasciate

Qualunque
Esce

leggi nel
i

tempo amoroso
,

Sogliono avere

venti

e ciascheduno

a sua posta e torna furioso

ii6

AMOBOSA VISIONE
ritorna
,

Vedi eh' ad ora ad or


L' aere e nebuloso

bruno

e molti tuoni
,

lampi

lui
,

percuotono
e eh' or
,

e nessuno
s'

Impeto surge

non

abbandoni

faccia

danno

e tu col tuo figliuolo

Ora
Posati

cercate

nuove regioni
e lo tuo stuolo

adunque tu

Lasciami almeno apparare a biasmarmi

Immaginando

il

mio eterno duolo


,

E poi

se tu vorrai

potrai lasciarmi

,, , ,

117

Dowe

tratta della

medesima
,

visione

e nelV

ulti'
.

mo

di Lancillotto

e di Tristano e d* Isotta

Ri

.iversata

piangendo quivi appresso

Si stava Dido in sul misero letto

Dov' era

gi dormitasi con esso


s
,

Maladicendo

il

tristo

petto
,

Pien d' aspre cure aspramente battendo

Ripetendo

ivi il

perduto diletto
:

In atto mi parea cos dicendo

O doloroso luogo
Gi con Enea
,

nel qual fui


,

tanta gioia sentendo


ci avesti

Oim perch come Due non ci tieni ?


Che
te

dui

Perch consentisti
?

giammai

vedessi senza lui


tristi

A' miei sconsolati membri e


Porgi con
falsa

immagine
spando
,

letizia

Quanto
Molte

perete
,

li

ove copristi

fiate

giacch con

tristizia

Ora mi
Per
lo

fa senza

cagione stare

suo inganno e coperta malizia

ii8

AMOROSA VISIONE
trista li

Oh come
La
vi

rammaricare

vedea con quella spada in


poi la sua vita terminare
le

mano
!

Che

f'

Rompendosi

nere vesti

e invano
1'

Chiamando

il

nome

d'

Enea che

atasse

Si pose quella al suo petto

non sano 5
forte
:

poi sopr' essa parve

si

lasciasse
,

Cader piangendo e sospirando


Perch
la

spada di sopra passasse


,

Forata quivi

dolorosa morte
'1

L' occup sopra

letto

ove sedea
sorte

Prima piangendo sua misera


Appresso questa
al

mio

parer vedea
,

Tanto contenti Florio e Biancofiore

Quantunque pi ciascuno
Tututto
il

esser potea

lor trapassato dolore

V
E
Vi

era dipinto degno di

Pensando

al lor perfettissimo

memoria amore
,

dopo questa piacevole storia


vidi Lancillotto effigiato
,

Con

quella che
lui dal

si

lungo fu sua gloria

Li dopo

suo destro lato


,

Era Tristano

e quella di cui elli


,

Fu

pili

che d' altra mai innamorato

pi assai ancora dopo a quelli

N' avea eh'

io

non conobbi
bene
i

o che
d' elli
la

la
:

mente

Non mi
Ond'
io
,

ridice

nomi

che in maggior parte


,

presente
'1

Faccia compresa avea

ritornai

viso
.

A quella

Donna pi

eh' altra piacente

, .

.,

CAPITOLO
Noi so,

XXIX.

119

ma

credo che di paradiso


,

Ella venisse

come
,

io gi dissi
.

Tanta ha

biltk

valore e dolce riso

O felice colui ( con gli occhi fssi A lei allora a dire incominciai )
Cui lu del tuo piacer degno
coprissi
:

Ringraziato possa esser sempre mai


Il

tuo fattore
le

siccom' egli degno

Veggendo

bellezze che tu hai


il

Se un'

altra volta

suo beato ingegno


,

Ponesse a far

si

bella creatura
il

Credo che

lieto

doloroso regno
;

E' metterebbe in gioia fuor misura

Che Con

santi scenderiano alla tua luce,


d"*

E que'

abisso verrieno in altura


,

questa gioia

credo
,

si

conduce
duce

Ciascun di questi

eh* pien della grazia


.

Di quel (ricominciai ) che qui

Oh

quanto glorioso chi


disiri

si

spazia

Ne' suoi

mediante questo ,

Se con

vile atto tosto


,

non sen

sazia
,

Non

occulto ci

poscia che presto


,

Chi pi ha pena

pi oltre

s'

invia
,

volerne sentir
s
,

bench molesto
che
sia
:

Dolendo

altrui dica

Dunque se questo martire soave La pace che ne segue chente fia ?

quanti e quali gi

il

tenner grave

Ch' avriano
Posto
,

il

collo a via
il

maggior gravezza
.

sapendo

dolce che in s bave

120

AMOROSA VISIONE
Esser
,

Invidiosi alcun dicon mattezza

seguir con ragion quello

stile
,

Che dk questo

signor di gentilezza

Lo

qual discaccia via ogni atto vile;


Piacevole
,

cortese e valoroso
,

Fa

chi lui segue


,

e pi eh' altro gentile


ritroso
,

Superbia abbatte

onde ciascun
,

O
Va

di vii condizione
,

esser

non puote

Di sua schiera

e quinci invidioso
e'

ischernendo que' cui

percuote

, ,

19t

Dove r autore pone


bellissima
,

eh* egli troica la

prima donna
.

e com' egli la seguita

olendo porre fine

al recitare

Ch' a

tutto dir troppo


io

lungo sana

Tanto pi eh'

non dico ancor


,

vi

pare

A quella
Che

Donna

graziosa e pia

dentro alla gran porta principale


,

Col suo dolce parlar mi mise pria


Lei mirando voltaimi
:

oh quanto vale

( Dicendo ) aver vedute queste cose

Che dicevate eh' eran tanto male Or come si potria pi valorose Che queste sian giammai per nullo
!

avere

pensare o udir pi maravigliose ?


t

Rispose allor colei

parti vedere
,

Quel ben che

tu cercavi qui dipinto


?.

Che son cose fallaci e fuor di vere E' mi par pur che tal vista sospinto
,

T' abbia

in falsa opinion la

mente

E ogni altro dovuto ne sia estinto

laa

AMOROSA VISIONE
torna ia te debitamente
,

Adunque
Colpo

Ricorditi

che morte col dubbioso

gi vinse tutta questa gente

Ver

eh* alcun pi eh' altro valoroso


-,

Merit fama

E* perir

il

suo

ma se *1 mondo dura nome glorioso


alla
,

E questa simigliante
Che
Nullo
vi

verdura

porge Ariele

che vegnendo
1'

Poi Libra appresso seccando


altro

oscura
,

ben

si

dee andar caendo

Che quello ove ci mena la via stretta Dove entrar non volesti qua correndo

Deh quanto
,

quello

a'
,

pi savii diletta
e io
il ti

Grazioso ed eterno

dissi

Quando

d' entrar
fa'

pur qui

avesti fretta
fissi

Or dunque
Quel eh'
Aperto
ti

che pi non stieno


,

Gli occhi a colai piacer


egli
,

che se tu bene
,

con

dritto occhio scoprissi

saria

che in gravi pene

Vive e dimora chiunque speranza

Non

saviamente a colai cose tiene


te stesso in falsa

Tu

t'

abbagli
falso
f

erranza

Con
Cose

immaginar per

le presenti
.

che son di famosa mostranza


i

Ed

io

acciocch
te
,

vani avvedimenti

Cacci da

vo' che

mi

segui alquanto

mostrerotli contro a quel eh' or senti


la gloria e
,

Mostrandoti

'1

lieto

canto

De'

tristi

che in

lai

cose ebber gi fede


.

Mutarsi in brve in doloroso pianto

..

CAPITOLO XXX.
Potrai veder colei
,

123

in cui

crede

Essere ogni poter ne' ben mondani

Quanto arrogante a suo mestier provvede

Or dando

a questo

or ritornando vani
altro
,

Ci che diede a quel


In cotal guisa

molestando

g' intelletti

umani
che
vostri petti
j

,Per quel potrai veder vero pensando

Quanto

sia

van quel ben

Va

senza ragion nulla stimolando

Onde seguendo que' beni imperfetti Con cieca mente morendo perdete
,

Il

potere acquistare poi

perfetti
:

In

tal disio

mai non
a quel

si

sazia sete

Dunque

ben che sempre


ci siete

altrui tien sazio


,

per cui acquistar nati


,

Dovrebbe ognuno mentre

eh' egli

ha spazio
,

Affannarsi ad avere. Ornai andiamo

Che

gi

il

luminoso e gran topazio

In sulla seconda ora esser veggamo

Gi sopra V orizzonte ed
,

il

cammino

lungo

al

poco spazio che abbiamo


voler divino

Ma io spero che '1 Ne far grazia


Ched
Del
e*

e io cosi

gli

chieggio
,

non

ci fallisca
,

punto

infno

Entrati sarem l

ove quel seggio

perfetto riposo stabilito


disian d' aver peggio
, .

Per que* che non


Poi eh' io ebbi
si

parlare udito
,

quella

Donna

io le risposi
fa

andate
.

Nullo mio passo

da voi partito

ia4 Che

AMOROSA VISIONE
aliate
,

In questo sol vi prego che m'


l
,

dove

disio

mi
,

trasportasse

GoDtra vostro piacer


Ella mostr negli
atti
,

mi

correggiate

eh' accettasse
-,

La mia dimanda e mossesi e rivolta, Mi disse allora eh' io la seguitasse


.

Tulli e tre insieme


Fatica
,

avvegnach con molta


,

la

seguimmo

e la cagione

Fu

perch quistlonammo alcuna volta


voler seguir sua mostrazione
.

non

*a

. , ,,

la:

Cl^]P3^SD]L<D

SLSLSLIt.

Dove

come vede la Fortuna e' ben che d e toglie; e nell'ultimo come si rammarica di lei.
tratta
,

X osto
Che
In
Eli' era

fini il

suo

cammln

costei

di quel loco per

una portella
lei

altra sala ci

men con

grande

spaziosa e bella
,

Ornata

tutta di belle pitture

Siccome r

altra cb' davanti

ad

ella

Oh quanto

quivi in atto le figure

Si mostravano tutte variate


Dall' altre

prime
con

e non cosi sicure

Color con

festa e
tutti

con gioconditate
li

Parevan

vestimenti

Costor con doglia e con avversitate

Hai

quanto quivi parevan dolenti


spaventati
vili

qualunque

vi

s'

era
!

Con

e poverissimi ornamenti

Ivi vid' io dipinta in

forma vera
stato
:

Colei

che muta ogni mondano

[Talvolta lieta e tal

con

trista

cera

, ,

,.

i!i6

AMOROSA VISIONE
,

Col viso tutto d' u panao fasciato

leggermente con

le
il

man

volveva
lato

Una

gran rota verso


atti
,

manco
,

Horribile negli

mi pareva

E quasi sorda
Da
nullo
,

a niun prego fatto


,

lo intelletto vi porgeva
,

legge non avea n fermo patto

Negli

atti

suoi volubili e incostanti


,

Ma come posto

talor

T avea

fratto

Voi vendo sempre ora

dietro ora avanti

La rota sua senza alcun riposo Con essa dando gioia e talor pianti
Ogni

uom
farlo

che vuol montarci su


,

sia

oso
,

Di

In verso

ma quand' io '1 gitto a basso me non torni allor cruccioso


il

Io non negai mai ad alcuno

passo

N per alcuna maniera mutai N muter n '1 mio girar fia


,

lasso

Venga
Ch'

chi vuol

Cosi immaginai
,

ella dicesse

perch riguardando

D' intorno ad

essa vi vid' io assai

I qua' su per la rota

ad erpicando
con tutto ingegno

S' andavan colle

man
:

Fino
Saliti

alla

sommit

d' essa

montando
:

su parca dicesser
l'

regno

Altri cadendo in

infima cornice

Parca dicessero
In cotal guisa un

io son senza
,

regno

tristo

altro felice
la

Facea

costei

secondo che
,

mente

,
.

La qual non

erra

ancora mi ridice

CAPITOLO
Dissi
:

XXXI.
,

1*7

Allor rivolto alla Donna piacente


costei
,

oh* io veggio qui voltare


:

Conosc* io per nemica veramente

Tra r

altre creature
pii

a cui
,

mi pare
,

Dover portar
Eli'

odio

questa dessa

Perocch ogni sua forza e operare

ha contro di

me

opposta e messa

preghi n saper n forza alcuna

Pacificar

mi pu giammai con
bruna
e

essa

Ognora

nella faccia persa e

Mi

si

mostra crucciala

sempre a fondo
cuna
,

Della sua rota

mi

trae dalla

Gravandomi

di

si

noioso pondo

Che levar non mi posso a risalire Onde giammai non posso esser giocondo Ridendo allor mi cominci a dire La Donna saggia e tu se' di coloro Ch' alle mondane cose hanno '1 disire ?
,

A' quai

se ella desse tutto


,

V oro

Che

sotto la luna
lei al

pure avversa
.

Riputerebber
Torrotti

voler loro

adunque
,

di cotal traversa

Opinione

e mostrerotti

come
.

Pi SOQ beati que' che T han perversa


Il

dir
Il

Fortuna

un semplice nome ;
,

posseder quel eh' ella d

vano
^

O senza
Odirai

frutto affanno se ne
,

prome

come

e se
,

'1

mio

dire strano

dalla verit
Che

conceder puossi
.

seguir vizio sia al salvar sano

ia8
Sieoo
11

AMOROSA VISIONE
te vo'

Solamente da
i

cbe rimossi
,

pensier fallaci
parlar con ver
si
,

se

procede

mio

sicch tu possi

In te "vedere come

concede
al vostro

Che quel che pi


Aggrada
,

intendimento
.

pi con gravezza vi lede


:

Allora rispos* io

io son contento
,

Donna

d'

udire
,

acci che

'1

mio errore
,

Io riconosca

perocch io sento
,

Non

aver nulla esser grave dolore

129

Dove V autore riprova


della Fortuna

que^ che si

rammaricano

I acomiaci allor costei a dire


Voi
terreni

animai desiderate

1 voler vostri lutti conseguire

Mediante

costei

cui voi chiamate


,

Fortuna buona e rea

secondo cb' essa


.

mondana facultate In prima alcuni domandano ad essa


Vi d
e to*

Molta ricchezza

credendosi slare
.

Senza bisogno alcun possedendo essa

Yaghi sono

altri sol di

poter fare

Sicch avuti sieno in reverenza

Da
Par

tutti

e 'n ci

s'

ingegnan d* avanzare
potenza

In alcuni

altri

aver

somma
,

sommo bene
gli

e questo van cercando


.

Tanto

abbaglia la falsa credenza


altri si
,

Risplendere

vanno ingegnando
ed
il

Di

nobil sangue

nome famoso
.

O per guerra
AMOROSA VISIONE

o per pace van cercando

. ,

i3o
Tai son
cie

AMOROSA VISIONE
credon
,

eli'
,

esser copioso
,

Di volont carnai
Vogliono alcuni

eh* van diletto

Faccia chi ci possiede glorioso


,

acci che
si

il

difetto
,

Del non poter


Ricchezza
,

rivolga in potere

e per poter porre in effetto


:

Ogni

libidinoso lor piacere


cosi figli alcuni
,

E E
Se

altri altre

cose

questo interamente hanno in calere

forse

una

di queste

hanno

ritrose
,

Al lor volere , qualunque s' quello Ch* alcuna aver nell* animo propose
Incontanente con animo fello

Contra questa

si

turba

ed

essa dice
.

Nemica , e forse fu difetto d^ elio Intendi adunque e vedi che felice


,

Costei non puote

giammai
sia

fare alcuno
^

Posto che del

mondau
e'

donatrice
,

Non

vedi tu

che

non nessuno
,

Che abbondi

in ricchezze

che non
?

sia

D' ogni riposo

e diletto digiuno
li

Contiuovo neir animo

fa
,

Pensiero e cura di poter guardarle

Temendo

di nascosa tirannia d'

Vedi adunque che bene ha

ammassarle }

Poich insidie tutto tempo teme

E in pi quantit
Il

voler recarle

povero

uom

di tal cosa
,

non geme

perde sonno

n lascia sentiero
pensiero
il

3ol 4i

sufi vita tal

preme

. ,

,,

, . .

CAPITOLO
Alla quale
,

XXXII.
il

i3i

a \oler narrare basta


;

vero

Poco

gli

ma
il

il

ricco avaro
disio intiero
.

Di molto aver non ha suo


Me' puote ancora
Alle fami ed
a' freddi

ricco dar riparo


,

bench puro
o spesso o raro
,

Le

sente alcuna volta


al

Or

quinci segue
di

pover
,

che sicuro

Vive

non cader n spera mai


li

Che
Pi

caso fortunal
,

paia duro

Ricchezza adunque
fa indigente

quand'

ella assai

il

suo posseditore.
,

Con pi
Veggian

pensier

con pi cura

e pi guai

Colui che vuol per dignit te onore


,

se la fortuna gliel

concede

S' egli avr quello eh' e' disia nel core

Or non

agli

occhi di qualunque vede


,

E
Ma

manifesto

che tornan

viziosi
?

Tantosto che neuna ne possiede


se per quelle forse virtuosi

Ne

ritornassero
tutti

io consentirei

Che

voi ne foste disios


i

d^ altra parte dignit

rei

Fa

manifesta

e ogni lor

mancanza
avanza
,

conosciuta pi eh' io non potrei


,

N parlar
Questa

n mostrar
si

dunque

v'

se vi

mostra allor turbata

Quando chiedendo
Beati alcuni
si

state in tale erranza


,

dirian

se data

Fosse lor forse potenza reale

Non conoscendo

il

mal

di eh' vallata

i32

AMOROSA VISIONE
eh'
ella

questa podest niente vale

non pu fuggire
,

il

duro morso

Della sollecitudine

che male

A lei non faccia A quel noioso


Che
Pace

u pu dar soccorso
e rigido tormento

d paura i

V amaro

sorso

Togliendo questa cotal reggimento


vi

dona

dove guerra avreste


,

E voi
Ogni

noi conosceste

onde scontento
,

uom pur

quel

che dar non vuol

vorreste

..

.,

i33
il IP

S V

(0

1 <D &2LMt2

Della medesima Fortuna , e di molti di


conta per

ad non
,

nome

se

non

V operazioni

loro

Xja

nobilt del sangue altri a costei


,

Domanda come
Si fatto

se

veracemente
lei

don procedesse da

Oh

quanto a domandare stoltamente


,

muovon questi se P operazioni Non seguono il disio della lor mente


Si

Colui che con perpetue ragioni

Governa
,

il

mondo

come

sol fattore

D' esse crea nelle sue regioni Ogni anima che nasce con amore
,

Eguale

e quella
lieta al

si

muove da

lui

Vegnendo

generato core

Considerando dunque che costui


Sia solo a farle eguai
,

conosceremo
colui
,

Cosi gentil costui

come

per manifesto vederemo

Che

chi seguisse la diritta via


,

Delle virt

cernie

da

lyi

avemo

.,

,. ,

i34

AMOROSA VISIONE
fia j

L' un come V altro cosi gentil

chi da questa torce

si

pu

dire
,

Non

che villano

ma
,

una

bestia sia
disire

questi pu' tu dir

che in

Vien

d' esser forse tenuti gentili


vizli

cercan ci per lor


,

coprire

Tieni or ben mente


Sien lor

e vedi quanto vili


,

domande cbe

s'

ella

concede

Superbi tornan dov'erano umili

Onde da questo poi spesso procede Ched elli scoppian niente tornando Perch s' ella noi fa vie men li lede
, ,
,

Tratti ciascun con vrtute operando

D' aver

tal

lode

che questa giammai


sua rota voltando

Non

gliel torra la

chi la vuole in altro

modo
'1

guai
gli

Va dimandando

come

coperto

E
N

se

ben guardi

tu te n' avvedrai
,

ci lungamente lor sofferto

Che degno guiderdon


Eterna lor di ci
in

dalla giustizia

breve offerto

Ed

alcuni altri son che gran letizia


,

Fanno quando
In operazion porre

costei

concede loro

Lussuriando poter lor malizia


,

e di costoro
i

il

numero grande 5
,

qua' beati
lavoro
:

Tengonsi

quanto

piii a tal
i

Lusingando ne recano

malnati

E se questo

costei forse lor nega


lei

Incontanente ver

son turbali

CAPITOLO
Se
ella forse

XXXIII.
in aspra pena

i35

copiosa

si

spiega
,
,

Tal grazia addo mandando

Non

conoscendolo

essi la

tristi

lega

Vorrieno alcuni aver

borsa piena

Per poter comandare

.Oh

quanto senno

Poco costor per via malvagia menai

Or

credon che minaccevole cenno


le lor

Faccian

ricchezze

anzi

il

faranno
.

Quelli a cui per guardarle subietti enno

Gi puoi veder che

uomin poco sanno Che per aver delle cose mondane Consuman s con non utile affanno .
gli

In breve adunque queste cose vane


Si

consumano e passano

e dovreste

In ci voi tutti aver le menti sane

Ognor veggendo

ci eh' avvien di queste

Come
Costei
,

partendo e tornando talvolta


vostre fanno liete e meste
,
.

Le menti

di cui parliam
tristo viso vi si

s'

a voi rivolta
,

Con
Ov'
11

mostra spesso

Sebben hai
io

tutta

mia ragion

raccolta

ho quasi
,

lutto

quanto messo
,

suo poter

vi dovria rallegrare

non porger dolor negandovi


util

esso

Nostro verace e

ragionare
,

Troppo
Ci che

si

slenderia
si

volendo intero,
,

dir

porria
,

d' essa parlare

Di

ci eh' dello basti

con sincero
,

Parere

fa'

che

il

prendi

sicch forse
.

Non

traggi error del

mio lucido vero

, ,

i3(5

AMOROSA VISIONE
'1

Ogni parer che


Di
l

rimirar
caccia
,

ti

porse

vedendo

e quel disio
li

Massimamente che
Fiso mirando quello
,

di lor

morse

perch io
,

Qua

entro

li

menai

fa'

che col viso

Segui com' io col mio parlar m' invio

Ogni mondan valor vedrai conquiso


In termine
assai
sia

breve

fa'

oh* ascolli

che non

dal tuo intender diviso

Ci eh'

io dir

qui appresso di molti

,,

i37

Della medesima Fortuna


si

e di quelli che di lei

rammaricano , ed
suo corso ,

ella di niente si cura, anzi

fa

.orribilmente percuote He

costei
sale

Cominci

ella a dir

chiunque
lei
:

Sulla sua rota fidandosi a

Onde

ciascun che qui


si

per cotal male


,

Piangendo

rammarca

ed essa vedi
.

Che
11

di tal pianto niente le cale


,

suo

officio fa

e vo^ che credi

Che rad,e volte aspetta il suo girare ^ Che lo stato di uno a' terzi eredi Venga ma con mirabile voltare
,

D costei a questo a quel altro levando Come vedi un salire altro abbassare
,

Intento dunque

quivi riguardando
citt

Pu' tu veder quella

caduta

Che Cadmo
Ch*
al

fece lo

bue seguitando

Polente e grande pi eh* altra tenuta

mondo

fosse allora fu

ed ora

Di pruni e

d* erbe la vedi vefiliUa ;

. .

i38
Rovinati

AMOROSA VISIONE
gli oslier
,

vi

dimora
,

Altri che bestie salvatiche e fiere

quanto

fosse

grande parsi ancora

Jocasta trista vi pu' tu vedere

Ch'

al figlio

moglie misera divenne

Bench* avvenisse senza suo sapere

E vedi
Con

que' che questa tutta tenne


tal

voler del

fidate

per cui questo


,

Distruggimento misera n' avvenne

Giace con

lui in

quel fuoco molesto


il

quivi vedi
1*

frate

che amendui

Fu

uno air

altro uccider cosi presto

Oltre un poco poi vedi colui

Che sopra

al

mur

da Giove fulminato
alti sui

Fu

dispregiando ancor negli

Con questi vedi Adrasto allato allato Con gli altri regi che 1' accompagnaro
,

quel distruggimento dlspietato


,

\edi Tideo

vedi

il
,

pianto

amaro

Che

fr le triste

che a compimento
la

In ristoro del duol

cousumaro

Non

t'

occulto or quanto
al

mutamento

Dal bene

mal

fosse

quel di costoro

quasi fu in
poi

un
'1

piccol
,

momento

Pon mente

un poco

dietro a loro

Troia vedrai e

superbo Ilione
:

Ch' appena alcuna parte par di loro

Ora non

v'

ha n

tetto

n magione
si

Ma

qual caduto e quale arso


tu vedi
,

mostra

Come

e sai ben la cagione

..

. . ,

CAPITOLO
Cos costei con cui
le

XXXIY.
,

i39

piace giostra
chi
s'

Sempre abbattendo

oppone ad

essa

Ma Or mira

perseguiamo

alla

materia nostra
,

a pie della citta depressa

vedi

que*che

gi ne fu signore

Quando
La sua
I

da' Greci fu con forza aggressa


,

Priamo dico
molti

il

cui
,

sommo
la

valore.
l'

ricchezza
figli
,

fama e
1'

ardire

il

potere e

onore

Raccontar non porriansi mai n dire:

Questa arsa
Tutti
li

e* figli

morti innanzi ad esso


il

vide avanti

suo morire

Exiuba

trista

puoi vedere appresso


,

Per doglia andar latrando come cane

Morte chiamando che T uccida spesso


Similemente ancor delle troiane
Genti
vi vedi assai in star

sanguinoso

Lago

morte, e d'ogni possa vane


puoi vedere
,

Tra

gli altri

il

valoroso

Ettor giacer

e
il
,

non

li

valse niente

Contra

costei

suo esser famoso

Ivi Paris ancora

insiememente

Troilo, Polidoro, e Polissena

Veder puoi

tu giacere assai vilmente


,

Agamennone

insieme

e la sua

pena

Poich' ebbe Marte e Nettuno avanzato

Vedi eh' Egisto


Togliendoli
la vita

a lui

V ultima cena

dk

ingannalo
,

Lui

col vestir malizioso e fallace


e' tristo s'

Nel quale

ravviluppato

, ,

tio

AMOROSA VISIONE
a

vedi ancor Senacberib che giace

Morto dentro

quel tempio

e vedi

Enea
,

Che Turno
Lui caccia
via

il

qual

si

credea stare in pace

appresso parea

Srse dolente e tristo nello aspetto

Del passare Ellesponto ancor piangea Oh quanto pien di furia e di sospetto

Atamante Teban che uccise


Nelle Jor carni ancor con

figli

Quivi parca nel sembiante dispetto


tri|i artigli
!

. .

i4i

Della medesima Fortuna , dove pone Alessandro


vinto
il

mondo
.

esser poi alla morte

non p-

ter niente

jL u puoi

ricominci

la
,

Donna

a dire

Veder qui Alessandro


Il

eh' assalio

mondo

tutto

per velen morire

non

esser per
,

il

suo disio
,

Pien

ma

pi che giammai esser ardente


,

'n tale ardor

come

"vedi

morio

Lo qual fu quanto alcuno altro possente N per averia questa lasciata,


Che
se fosse vivuto
,

che vilmente

Lui non avesse

in infimo voltato
,

Della sua rota

ma

quel che costei

Non

f',

morte adempi nel nominato

poi appresso puoi veder colei

Che pugn con


Ch* ancor del

Pallade

come

stolta
,

fallo

suo par dica

omei

Come

la vedi

ancor quivi ravvolta


,

Ne' suoi

stracci

in ragniuol trasmutata

Fu
/

dalla

Dea

e dal laccio disciolta.

i4a

Amorosa visione
puoi appresso vedere
di
effigiata
,

Tu

La sembianza
Di

Dario

la

quale

lieto aspetto ia tristo

par mutata
li

Oh come
Or che

poco

al

presente
,

vale

Essere stato grande


si

anzi gli noia.


,

vede in disperato male

Aver puoi

gi udito quanta gioia


figliuoli
si

Avesse Niobe de' suoi

a guai qui pare di dolor

muoia

Guarda un poco
Superba
lei

innanzi

se tu vuoli

potrai quivi vedere


tristi

Ancora incerta de' suoi


Morti d' intorno a

duoli

Lor poi appresso ad uno ad un cadere


lei

ancor vedrai

Per
In

la

superbia e suo poco sapere

trista

angoscia ed in amari guai


,

La

vedi quivi ritornata umile


di s

Senza suo pr

piangendo
sottile

assai *

Appresso vedi que' che con

Magislerio del padre usci volando

Del Laberinto
Miseramente ci
Il
,

che tenendo vile


eli'

ammaestrando
,

padre

gli

avea detto
,

per volare
reti

Troppo
Ora
si

alto
,

in gi le

sue

spennando

cala
l
il

e appresso affogare

Pi

vedi ne' salali

liti :

Questo avvien de' non


Riguarda poi pi
Il fiero

savii seguitare

la

vedi smarriti
,

Ciro e Persio

e ne* sembianti
inviliti

L' ardir perduto paiono

CAPITOLO XXXV.
Or
vedi ancora a
il

i43

mano

man

da quanti
,

Uccelli

corpo di Nabuc roso


il

Temendo

figlio

che per tempo avanti

Surgendo del sepulcro poderoso

Non

ritornasse

e lui cacciasse fore


,

Del regno dove vivea glorioso


Ivi ve' tu

ancora

il

gran romore

Che fanno
Vcggon senza
eh' a
Nel
lor

le figliuole di

Piero

Voltate in piche per grieve dolorai


lor pr ora quel vero
s'

superbamente

occultava
intero

lor parer fallace e

non

quivi appresso costei

mi mostrava
tutta accesa
la

Cartagine in rovina

D' ardente fuoco che

divampava
offesa

Riguardar quella con sembianza

Mi mostr quella Donna


Al cui valor non pot

Scipione

far difesa

Seguiva con non poca ammirazione

Annibale turbato nello aspetto,

di quella o di sua distruzione

In abito dolente e con sospetto

Quivi Asdrubale ancora

vi
il

vedea
petto

Col capo basso mirandosi

L similmente veder mi parca La distruzion della antica cittate


Di Fiesole
Ivi
,

la

qual tutta cadea


,

pareva

la

gran crudeltate

Che
Di

'1

Pistoiese pian sostenne pieno


,

Catellino

le cui

opre spietate

i44

AMOROSA VISIONE
a ragion posto
li

Quasi narrando non verrian mal meno

Avvegna eh'

fosse
.

Nella effrenata bocca colai freno

Vedevanvlsi ancora

le

percosse

Che Mario da Lucio sostenne , Quando la briga cittadina mosse . A' quai cosi come a colui n' avvenne
,

Possa avvenir

che nelle

citt loro

suscitar battaglia
il

metton penne
per suo lavoro
.

Lasciando

comun ben

i45

Dove

contiene della

medesima Fortuna

e in

parte di Dionisio tiranno

Xatento ora

ti

volgi a riguardare
,

La vendetta di Dio che non oblia Mai fallo alcun che si debba purgare
Se
in parer posto forse

ad alcun

fia
,

Ch' ella

si

muova con un
,

lento passo
.

Non

cosi

ma

que' troppo disia


,

O se

va forse adagio al tristo lasso

Ch' aspetta quella per

la fatta offesa

Non
Al

giova gi

che pi greve fracasso


,

Segue per quello indugio


fatto fallo
,

compesa

sicch egualmente
.

Da

ogni parte la bilancia pesa


l a colui
si

Pon mente
.Veste
,

che

vilmente
alla

tien la s nel
,

mano

mascella

Mostrando

sembiante dolente
fella

Incominci colei

oh quanto
lui

Fu r

aspra signoria che 'n Siragusa


,

Tenne mentre per


AMOROSA visioue

si

guard quella
1

i4

AMOROSA VISIONE
li

Nel tempo avanti che

fosse chiusa

Tiranneggiando fieramenle in essa

Senza ricevere o priego o scusa

Tenea

la

gente

si

vilmente oppressa
,

Ch* Ognun piangeva

e dicer

non osava
,

La

doglia sua per


li

tema

d' altra ressa


,

Oh come fiero E Dionisio


Per
Cos avvenne
,

tiranneggiava

il

fiero fu

chiamato

la fierezza la

quale egli usava

eh' e* ne fu cacciato

Con

tanta noia e
lui

con tanto furore

Ch' a

parve aver vinto esser campato


,

Onde fuggendo ad Atene


Mitigato
,

il

dolore

pens

per non morire


.

Di fame
Noi vedi tu

farsi in lettera dottore

ched

e* fa l
,

aprire

1 libri a' garzonetti

e mostra loro

Com' una

lettera altra

dee seguire
,

Poi guarda avanti nel dolente coro

E
Or

vederai Tessaglia sanguinosa

Del roman sangue mistiata e


guarda quivi
,

di ploro
,

e vedi sconcia cosa


,

Tanti grandi uomin

tanti valorosi

Esser sommessi a rovina angosciosa


Simile guarda quanto ponderosi

Son
I qua'

gli alberi
li

del sangue che portati


,

y hanno
si

pie degli uccellon golosi

son prima ben satollali


,

De' corpi morti

che senza alcun foco


gelati
;

O sepoltura stanno qui

, .

,. .,. ,

, ,

CAPITOLO
Fra*
folli

XXXVI.
,

i47

boschi

o in tane o altro loco

Leon n lupo n can par rimaso

Che non
I tristi

si

pascan quivi o molto o poco

Ondeggiar vedi del dolente caso

Oumi
l

e ispu manti e rossi

Del

tristo

sangue non isparto in vaso

Riguarda

Pompeo con

volti dossi
tristo

Che fuggendo abbandona il campo E ancor ve' come a Lesbos posossi


Se
l

rimiri

con sembiante misto


lui

Di lagrime Cornelia accoglier


Vedrai
,

poich sconfitto V ebbe visto

E vedi

ancor come quindi con lui


,

Si parte

e vanne per
,

mare

in Egitto

In s immaginando

che colui

Dovesse

lui ricevere
al

respilto

Avendo

regno che avuto avea


*1

Da

lui

ma

suo pensier non venne dritto


,

Avanti mi mostr

dov' io vedea

Come

scendea del suo legno


li

Pompeo
,

Perch carico troppo

parca

Di quello entrando

in

un che Tolomeo
menar
li

Per Achillas insieme con Potino


Sotto spezie d' onor
feo
,

In quel gi assettato lui meschino


I traditori

alquanto indi lontani


,

Pigliaron lui

quasi al suo

mal

vicino

Siccom' parca

il
,

capo Y aspre mani


e
'1

lui tagliaro

tronco in

quello al sir portaron de'

mar gittaro Romani

i48

AMOROSA VISIONE
il

Ivi pareasi ancora

duolo amaro
il

Che Cordo
Del capo
,

fece

quando vide

busto
:

eh' a'
,

Roman

fu tanto caro

Onde

dolente

povero e vetusto
al

Prendea di notte quello

mio parere
,

poi con picclol fuoco lui combusto

Sotterra tto

ebbe secondo
,

il

potere

In piccoletta fossa

ricoprendo
e con lagrime vere

Lui del sabbione


11

suo infortunio ripetea piangendo

, .

, ,

49

Della medesima Fortuna ^ e di Cesare


sendo Ji morto da' senatori

e dowe

es-

V
Oh

edevavlsi appresso quanto e quale


fosse stato Cesare
,

Gi

tenendo
.

In prima in

Roma
,

ofBzio imperiale

quanto poco questo possedendo


vedea gloriar
il

11

che quivi a

lato
,

Tra* senatori

vedeva morendo
pertugiato

Lui avendo
Co' loro

essi tutto
stili
,

e quegli era piggiore

Cui

egli

aveva gi pi onorato.
'1

E simile la rabbia e
Di Neron
,

gran furore

si

vedeva terminare

In breve tempo con molto dolore


Risplendevavi ancora
,

ci
,

mi pare
e ivi appresso
.

Ci che

f'

Giuba mai
,

Dopo
Tarquin

'1

salir

il

suo
,

tristo calare

Porsenna
,

e Lentulo dop' esso,


si

Ovidio

Tullio
,

milcar

vedieno

E altri

molti

quali io con espresso

/^

. ,

. ,

i5o

AMOROSA VISIONE
,

Riguardo non mirai

perch gi pieno
1'

Di

tal

materia aveva

intelletto

Ed

eran tanti che non venien


,

meno

beato

diss' io

quel che
,

1'

vsffetto
,

Ad
Le
Pi

altre cose tira

che a queste

quali stato mostrano imperfetto


eh' altre sono e pi moleste
,

vili

Piene d' inganno e d* affanno gravoso

E
I

la lor fine sola al viso

mortai peste

Poi mi voltai

grazioso

Di quella Donna che m* avea condotto


Dicendo :
il

mio
,

voler che fu ritroso

Or

tornato dritto questi

e gi non dotto

Che

ben terrea son veramente


ciascun mettono sotto.
,

Que' che

a' vizii

Nessun porria pensar


Fortuna avesse
Sperer oramai

che tanta gente

Cosi famosa e di tanta virlute.


falli si

vihnente

Forse chi noi vedesse ; o chi salute


,

se

non coloro

Che
l

le vere

ed eterne han conosciute T

pi far qui ornai lungo dimoro

Donna Dove

mi
la

spiace
,

per giamo ornai

volete

e qui lascia
:

m costoro

Allor disse

Donna

or

f*

assai

Aperto

che costei esser turbata


,

Vi d

salute

ed iscemavi guai

Ma

se tu fossi stato altra fiata


,

Cosi disposto

come

ora

ti

sento

Gi meco

fori q

capo

alla

montata

,, ,

. ,

CAPITOLO XXXVIL
Ma poich del seguirmi se' contento Ed hai vedute le mondane cose
Volubili e caduche pi che vento
,

i5i

Appresso vemmi
Eterne vederai

,
.

che

le gloriose

Ma
per
si

non torniamo
le

Onde venimmo
Tralciute vie
,

impetuose
,

ma

di

qua tegnamo

Che picciola rivolta alla portella Prima ci mener che noi volgiamo Ora si mosse questa ed io dop' ella Di quelle cose molto ragionando
,

eh* eran dipinte nella

sala bella

Ognor seguendo
Intorno a

lei

cosi

mirando
v'
,

me

per veder ci che

era

nella

mente ogni cosa recando

S vidi io per una porta eh* era

Alla sinistra

mano, un

bel giardino
.

Fiorito e bello com* di primavera

Entriam

diss' io
,

in questo orto vicino


,

Donna

se piace a voi

che poi alquanto


,

Ricreati terrem nostro

cammino
il

entro udiva io festa e gran cauto

Onde mi crebbe
Sicch*
altri

d* esservi

desio
.

mai non
dopo
,

disi cotanto
vi vld' io
:

Mirandomi
I

allor

due primier
,

che dicean

che non passi

Dentro
In fra

poich ardi di volere ?


:

Ed
,

io

me

gi dicendo

se tu lassi

Costei per col entro voler gire


S* ella

non viqp

chi guider

tuoi passi

. .

i5

AMOROSA VISIONE
,

Oh

cominci

costei allora a dire


I

Che

credi tu che col entro sia


ti

Troppo
Facciam
,

volge ogni cosa

il

disire
,

mentre avena tempo

nostrana
,

Che come
Il

tu cost pinto hai veduto

Cosi v' dentro

mondana vanta
avendo

ver che ora avanti conosciuto

Secondo
Seguilo
,

il

tuo parlar

tutto

e non voler con non dovuto

Operar

seguir

danno e perder

fruito

i53

Dove tratta che trova un nobile giardino, dov'era una bellissima fontana intagliata
.

V^omlncia*
L' entrar

io allora
,

a te

che face

l entro

un poco vedere ?
ti

Io verr poi l ovunque

piace

Or

veggio ben

che tu

il

tuo piacere
,

Vuoi pur seguire

in ciascheduna cosa

E
Cos

fai

quel che tu vogli a


disse
:
,

me

volere ;

mi

e quasi dispettosa

Soggiunse

andiam

che ne potr seguire

Che quando
Angoscia
ti

tu in pi pericolosa
,

vedrai

vorrai reddire
,

Con meco

addietro

non

esser forse ito

E
Non

io

ti
il

lascer in tal martire

fu

suo parlar da
^

me

udito

Allor per poco

tanto avea la

mente
;

Pure

al

giardin verdeggiante e fiorito

Tutti_e_^[uUro v'

entrammo insiememente
,

Tanta

gioia vi vidi
.

che ci eh*
usci di

io

Dinanzi vidi

ivi

m'

mente.

i54
Ahi quanto

AMOROSA VISIONE
egli era bello
,

il

luogo ov'

io

Era venuto
Dentro da

e quanto era contento


1'

me

ardente

mio

disio

Rimirando m' andava intorno


Per
Io gioioso loco
e' fior
,

attento

scalpitando

L* erbette

col passo lento lento

Si cen diletto per lo loco andando

Vidi in un verde e piccioletlo prato

Una
Io

fontana bella e grande


a quella
,

quando

m* appressai

d' intagliato

bianco

marmo

vidi assai figure,

Ognuna
Di
Vidi

in diverso atto

ed

in istato

Mirando quelle

vidi le sculture
,

diversi color

com*

io

compresi
,

Qua'
li

belle

e qua' lucenti

e quali scure

un bel
la

marmo
,

e quel sedisi
,

Sopra

verde erbetta

di colore

Sanguigno tutto
In piano
,

e 'u su quella stendisi

s'

io gi
,

non

presi errore
,

Neil' avvisare

una canna per verso


,

Quadro

e basso

e lucido di fore

Sovr' ogni canto di quel

marmo
si

terso
,

Di marmo una
Ch' umil
bella

figura

sedea

Bench ciascuna avea


,

atto diverso

soave
,

mi parca

L' una di queste

e due spiritelli

Con V una mano


Gli aveva
si

appi di s tenea

Habituati parlando con quelli


in

un

voler recati
elli

Che

ciascuno contento di quel eh'

.,

, ,

CAPITOLO
Ali* altro vedea in voglia
,

XXXVIII.

i55

e colorati

Eran

li
,

suoi vestir

di tanti e tali

Colori

eh' io

non

gli avre*

mai
,

avvisati

Neil' altro canto a

man
,

destra

oh' eguali
vi stava

Spazio occupava

una donna

Ad
Tre

ogni creatura disegnali

Ella nel capo suo quivi mostrava


visi
,

ed
,

vettita

ci

mi pare

Come
L

di neve

e cosi biancheggiava

vid' io poi nel terzo angolo stare

Una donna

robusta tutta armata


.

Ad

oe;ai

affanno presta di portare


ivi

Parca di ferro questa

formata
lei

Tutta a veder

e dopo
*1

seguia
.

Un'

altra sopra

quarto angol fermata


dirla
fatta fosse

Rimirando

colei

ognun

Che

di !Qno

smeraldo
,

la abito piacente

umile e pia

Or

quel che pi a mirarle mi mosse


vaso vermiglio grande e bello
;

Fu un
Che

tutte sostenean colle lor posse


il

Fermato sopra loro


Pi che
Sopra
*1
*1

bel vasello

sanguigno

marmo

si
,

spandeva

fiorito e
,

verde prato

e quello

Egli era tondo

e 'n

mezzo

d' esso

aveva
,

Formata una colonna

piccioletta

Che diamante
Rotonda e
bella
,

in vista

mi pareva

e sopra quella eretta

Un

capltel v' aveva di fino oro


.

Fatto con maestri^ non mga in fretta

, .

i$6

L'AMOROSA VISIONE
tre figure
,

E sopra quel
Erano
1*

dimoro

Faceano ignude

e le spalle rivolte
di costoro

una

all' altra
,

Rideva V una

in atto

bench molte
occhi ella gittasse
:

Lagrime fuor per

gli

Che

poi nel vaso parevan raccolte

Bruna era e nera , e poi che somigliasse

Foco pareva 1' Acqua gittava

altra
,

e dalla

poppa
non troppa

e la terza sopr' a s
,

Rampollava ancor bianca

ma

. ,, ,

Dove

tratta della

medesima fonte

e di suo orna*

menti come spande pel giardino

o E

h quanto

bella tal fonte parlami


,

quanto da lodar
saziato

talch

giammai

Di mirarla

non sanami

Com' io a basso al vaso riguardai Dove V acqua cadea eh' era gittata Da quelle tre se bene immaginai
,
,

O vidi
La
Onde

il

vero

io vidi eh'

adunata
gitlava
;

Era da parte quanta ne


bianca donna
,

e l effigiata
,

uscia quella del vaso


,

vi stava

Un capo d' un leone


D' un
picciol

e 'n ver levante bel giardin rigava


, .

fiume

il

Tolto di quivi e fattomi pi avante

Ci che

la
,

donna vermiglia spandea


vidi fare
il

Nel vaso Rimirando

simigliante

esso ancora vi vedea

Una

testa d'

un

toro al

mio parere

Del qual quelP acqua ad un'

asta scendea

i58
Tenendo

AMOROSA VISIONE
il

Oltre ver mezzogiorno


rai

suo sentiere
se

parea
il

che

ne andasse
.

Ancor rigando

piacente verziere

Poi mi parve eh' alquanto mi tirasse


In ver la terza donna tutta nera
,

Che ridendo
Parevami
,

parca che lagri masse

che poich' adunato era


nel vaso
,

Suo lagrimar
Per una
testa
,

che scendesse
;

ancora che quivi era

Ove mirando parve eh' io vedesse Che lupo fosse e questa se ne gi Or qua or l , n parea che tenesse En r andar suo nulla diritta via
,
,

Ad

aquilon talora
,

e 'n ver ponente

Scendendo

non

so
,

dove

si finia

Ci che dal leon cade

pianamente
li

Dico che corre

e sopra
si

suoi

liti
.

D' erbe e

di fior

vede ognor ridente

Herba non

v'

ha n

frutti
,

che smarriti

Teman
Ivi

dell*

autunno
,

ma

tuttora
fioriti

Con fraua e fronda


dimora
Prato
, ,

he' verdi e
scolora

n mai

si

ma

bel di vi /fati fiori


'1

La

stale e

verno sempre vi dimora

quel ruscel

che
,

al toro di fuori

Cade

di bocca

similmente bello

D' erbe e

di fior di diversi colori

Rivestito di ciascuno albuscello


hi
il

dolce

lito

che porla verdura

similmente d' ogni gaio uccello.

,, , ,

CAPITOLO
Odes alcuna volta in
la

XXXIX.
,

i59

pianura

Le
Il

frondi risonar per dolce vento


si

qua!

move da

quell' aere

pura

Ogni

pratel di quel lilo conlento

Di mutar condizione
Secondo
e'

tempo

e loco

ha

'1

vigore acceso o spento

Ballegravisi ogni animai, e gioco

Vi

fa

secondo che amor lo strigno


,

Sotto la forza sua

o molto o poco
dipigne
,

Ovunque la natura pi La terra di bellezza


Cosi veduto quel con

e a rispetto
.

Nuli' di quello che quel fiume tigne


1'

intelletto
,

Io corsi a quel che fuor del lupo usciva

Ov'
Vi

io

non

vidi
,

un albero

soletto

O altra pianta
sia
,

la

qual verde o viva

ma

secca la pianura trista


coli'

Biancheggiar tutto

occhio scopriva

Aveva ben del fiumicel


Tinta
la terra d'

la lista

un suo
la

color perso

Che

quasi lo schifava
allora quindi
il
,

mia

vista

Mossimi
Presi

e a traverso

sentiero per lo bel giardino

Per

gire al

fiume del bel toro emerso


,

quella

Donna

con cui
,

il

cammino
li

Impresi prima

disse

se
,

piace

Andiam per

questa via

che pi vicino
a

Ne

fia

'1

sentier

che
,

ci

merr

pace

Dove

tu vai

come

tu hai veduto
,

del

ben

transitorio e fallace

i6o
Del qual

AMOROSA VISIONE
s tu
ti
,

se'

bene avveduto
il

Come

dicevi

come

tuo parlare

Mostrava che avessi coaosciuto

quel non guarderesti


Il lasceresti

ma

andare
,

come

cosa vana

E intenderesti
Esser
la fa
,

a sol

me seguitare
ti

Trai della mente tua quello che insana


giovi quel eh' io

dico
,

E per

quel

falla

che

ritorni sana

E non esser di

te stesso

nemico

, ,

i6i

Dove

nel detto giardino trova molte donne, delle


s'

quali

innamora d' una sopra

tutte

V altre

JLia Donna

al
fitto

parlava

ed io mirando
'1

Con r occliio andava pure ove

disio
.

Mi
Su
Di
eh'

tenea

non so che ascoltando


al

Avevavi davanti

parer

mio

quella riva assai donne vedute

cui veder in tal voglia venn^ io


:

io dissi

Donna mia
la

mia
,

salute
a
j

Non
Far

pensar pi eh' io voglia


d'

tempo

e loco

adoperar

tua virtute

Gh' ora di nuovo m* nel cuore un foco

Venuto

d' esser l

per o vieuci,

O tu m' aspetta
Nostra stanza
fa

in fin eh' io torni

un poco
,

In qual parte vorrai poi insieme andrenci

poca veramente

Che

noi da veder quelle liberrenci

Olir n* andai senza pi dir niente

Co* due che mi traevano

e costei

Quasi scornata mi teneva mente

AMOROSA VISIONE

I 1

, ,

162

L'AMOROSA VISIONE
intenlivo sguardo
,

CoQ

ed

io a lei
lasciai

Senza dir nulla

la vi

pur

O bene o
Ilardito

mal non

so qual io

mi

fe

con costoro

oltre passai

sulla riva del bel fumicello


;

Vidivi donne eh' io conobbi assai

riguardando lor con occhio snello

Qual

gi cantando

e qual cogliendo fiori


in

Chi sedea e chi danzava


Bello era
il

un
'1

pratello

loco

e di soavi odori

Rlpien per molte piante che

copriano
:

Dal
E* suoi

sole e dalli suoi gi caldi ardori


cavalli al
la

mio parer
,

saliano

Glh sopra

quarta ora

mezzo

il

segno

Dello Friseo monlon co* pi teniano

Non

credo ched

e' eie si alto

ingegno

Che interamente potesse pensare Le bellezze di quelle eh' io disegno Rimanga adunque qui questo lodare Sol procedendo a' nomi di coloro
Ch'
io vi

conobbi degne di nomare

Infra quel bello e grazioso coro

Di

tante

donne

vidi

una bellezza
.

Ch* ancora stupefatto ne dimoro


Pietoso Apollo alquanto

dell' altezza
,

Del tuo ingegno mi presta

o tu ispira
j

Ora

ver
,

me

con
,

la

tua sottigliezza
,

Omero Maro Naso


Descrizione
,

o chi pi mira
di dea
si
,

o di donna o

Si saria poco a quella che

gira

CAPITOLO
Sopra quel prato
'
,

XL.

i6

ov io vidi sedea

Giovinetta leggiadra
Gli' io la pensai

e tanto bella

per fermo Citerea

Inglnocchiaim per \olere ad ella

Far reverenza,

ma
, i

poscia

m'

avvidi
.

Ch' era mondana


Sallosi

e somigliava stella
pietosi gridi
,

Amore, che

Del cor

sent a s mirabil vista


,

Gli' io noi so dir

che non ho chi mi guidi

se

pure conforto
gli

l'

alma

trista
'1

Poich per

occhi senti

dolce raggio
lista 5

Di
Istesi

tal

bellezza per obliqua


in ver di lei
il

adunque
5*

visaggio

E
Nel

a sua posta
si

P alma
io

eh'' altra

guarda

Dar

potesse

muterei coraggio

viso,

che d' Amor sempre par eh' arda

Affigurai

mirando con

diletto

Ghe
Mai

costei era la bella


,

Lombarda

Signore eterno
si

a cui nessuno effetto


,

nascose
,

alla giusta

preghiera
bello aspetto
?

Rispondi

di',

fu

mai

Essa sopra la verde primavera


Si riposava con altre d' intorno
,

Delle quali

il

bel luogo ripien' era

Facendo

colla luce dell'


,

adorno

E bellissimo viso
Gon lume troppo
Rimirando
talor
,
,

riflettendo
pii
il

chiaro giorno
,

fra so ridendo
,

Ver me

di

me

che arso m' accendeva


lei

Di nuova fiamma ancora

vedendo

I54

AMOROSA VISIONE
lieta
,

Udire appresso questa mi pareva


Cantar tanto soave in voce

Che me
Tutta
la

di

me

sovente

mi

toglieva

Cosi al canto libera e quieta

mente avea disposta ,

allora
,

Che con benigna voce


I

e mansueta

Troppa qui lunga dispendiam dimora


due mi
:

dissero

;
,

a'

qua' rivoltato
e' vi

Risposi

andiam

sed

pare ancora

Oltre

la via

preadiamo per

lo prato *

,,

i65

(QiilPIIIKDlLI)

2.M0

Do\'e nel medesimo giardino trova


bili

un hallo di no*

donne

Oi
Fra

'lire

passando

tra' fiori e

1'

erbette

In loco pien di rose e d' albuscelli

Venimmo
li

ove ciascun di noi

ristette

qua' canti piacenti d' uccelli


tal
,

S^ udivan

che

io

mi

saria stato

Quasi contento pure ad udir quelli

Or mirando pi l nel verde prato Donne vi vidi una carola fare

uno

strano suon

eh'

una dal
:

lato

Ritta a

me mi

parve udir sonare


lei
,

Io non conobbi
Bella paresse a

posto eh' assai


,

me

nel riguardare
:

S eh' io avanti all' altre riguardai

Onrata

quale a sua
,

somma
lieti

grandezza

Si conveniva

in atti

e gai

Esser la mira e placevol bellezza

Di Peragota

nata genitrice

Dell' onor di

Ducazzo

e dell' altezza

i66

AMOROSA VISIOl^E
quanto
allor

Ah

mi

reputai felice
gli

Non risparmiando
Che per
bellezza
si
,

occhi a mirar quella


dir fenice
,

pu

La qual non donna ma Diana stella Con passo rado la menava attenta
:
,

Non altrimenti che si voglia ella Con gli occhi bassi del mirar contenta Che io faceva in lei che gi sentia Come d' altrui per bilia si diventa
,
<

Vaga

e leggiadra molto la seguia


,

L' amica Fiorentina

al cui piacere
e' si sia
,

Appongon
Nel

tal

che non san ch^

viso lei parere

un
1

cavaliere

Onesta andando

umilemente

Ch'

oltre al

dovere

me
,

ne fu in calere

Dopo

essa attenta al

suon similementc
che
trasse

Veniva quella Lia

Ameto
,

Dal volgar uso

dell'

umana
,

gente

In abito soave e mansueto

Inghirlandata di novella fronda

Con

lento passo e con aspetto lieto

L dopo lei bianca e rubiconda , Quanto conviensi a donna nel bel


Tutta gentil graziosa e gioconda

viso

Era
11

colei

di cui nel fior d' allso


dall' astuzia volpina
fra lei di lei

padre fu

Col zio e col

conquiso
,

Con molta

della gente fiorentina


;

Li qua* livraron lor

poscia per merlo

Troppo pi che

'1

dover parca vicina

, ,

CAPITOLO XU.
Tra tanto ben Era
,

167

quanto
,

a*

mie'

occhi offerto
,

in quel loco
'1

vid' io poi seguire

Come
Donne
Per

rammemorar me ne
i

fa certo

Ognor pi

belle e pi conte nel gire


,

altre assai

nomi

delle quali
;

Io non saprei di tutte ben ridire


le taccio
,

ma

con disuguali

Passi e

maniere
il

si

movea catuna
e ciascheduna

Siccome
Oltre
al

suon ne porgeva segnali

parer

mio

A tal bisogna cotal lieta e presta Mi pareva che fosse perch' ognuna
,

Ridendo in

prendeva gioia e
atti

festa

Senza mostrar negli

eh' altra cura


.

Le

fosse dentro forse al cor molesta


,

Givansi adunque su per la verdura

E sopra

fior

che nuovi produceva


,

Allato al rivo la bella pianura

talor quella

che

le

conduceva
ne giva
,

Fino

alla bella fonte se

E intorno ad essa in giro si


Sopra tornando per
la

torceva

chiara riva

Del fiumicello

e poi nel pian tornando

Che di diversi odori tutto oliva . Sempre con V occhio quelle seguitando M' andava io e dentro 1' intelletto La lor bellezza giva immaginando
,

di quelle prendea tanto diletto

In

me

eh* alcuna volta fu che io


far subietto

A tal piacer credetti

i68

AMOROSA VISIONE
rilta
il

Alla mia voglia quivi

mio
ritenne
disio

Libero arbitrio

ma
il

pur

si

Con

vigorosa forza

mio

Voltatomi a que' due allor mi venne,

Ch* eran con meco

verso lor dicendo


^^

Oh
Ogni

quanto a queste natura sovvenne

bellezza in esse

componendo 5

Beati que' che della grazia d' esse

Son

fatti

degni

quella mantenendo

La qual

volesse Iddio che io

V avesse

, , , , , .

169

/)ove nel medesimo giardino trova un* altra dan'

za

dov^ era la figliuola di Carlo

mentre eh'
questi

io n*
,

andava

si

parlando
altra parte

Con

due

ed ecco d'

Molte donne

gentili assai

danzando

Certo non credo che natura od arte


Bellezze tante formasser

giammai
:

Quanto

ne' visi a quelle \idi sparte

Tra me medesmo men maravigliai

Ma

volto

il

viso a lor
le

come venieno
fermai

Cosi nella

memoria
,

Onde mi par

che quella cui seguieno

Danzando a nota d' una canzonetta Che due di quelle cantando dicieno
Raffigurando
Dell' allo

era

una

giovinetta
,

nome
figlia
,
,

di Calavria ornata

Di Carlo

gaia e leggiadretta
alla nota cantata
,

Reggendo quella

Con

molti degni passi a cotal danza

Come mi

parve appresso seguitata

, , ,

170
Ivi dall' nlta

AMOROSA
Del Melanese
,

VISIOT^E

ed unica intendanza
che col Can luccliese
.

Abbatt di Gardena V arroganza


Nella

man della
si

qual poi

la cortese

Donna

di quel cui seguita

Ungheria

Bellissima

fece a

me

palese
,

Graziosa venendo onesta e pia

Con

lieta fronte in alto signorile


.

Fece maravigliar l'anima mia


Riguardando
Venia
oltre
,

con sembianza umile

colei

che nacque di coloro con materia


vile
,

Che

tal fiata
I'

Aguzzando

ingegno a lor lavoro

Fer nobile colore ad uopo

altrui

Multiplicando con famiglia in oro

Tra r

altre

nominata da colui
le reti

Che con Cefas abbandon


Per seguitare
I
tristi
il

Maestro , per cui


fleti
,

duoli e gli angosciosi


tolti a'

Fur

padri antichi

e parimente
lieti

Da

lui

menati negli rgni


assai

Appresso questa

vezzosamente

Se ne veniva

la novella

Dldo

Di nome Di

non

di fatto

veramente
5

Tenendo acceso
tale sposa

nel viso
,

Cupido

eh' assai

mal contenta
:

Credo

la faccia nel

maritai nido
s'

Ed

il

nome

di lui di
,

due

imprenta
,

D' un albero

e d'

un
s'

tino

'l

paro
.

fatto

Dal suo diminutivo

argomenta

, . , .

CAPITOLO
Costi segnlva con piacevol atto

XLn.

t7i

Donna
Il

che del sussidio d' Orione


tiene

nome

quando son per


,

patto
,

O quanto
Di

ella vorria

ed a ragione

Vedova rimaner Partenopea


tal e'

ha nome di quel
5

e'

ha menzione

L' agosto da Dascesi

e poi vedea

Dopo
Per

essa

molte

le

qua' raccontare

pili

breve parlar meglio mi stea

com'

io dissi

ad un dolce cantare
sovrana
,

In voce

fatto angelica e
,

Era guidata

qual di sotto pare


si

In chiunque dimora alma

vana

Ch' esser non voglia suggetta ad Amore

Da nostra festa facciasi lontana Lo suo inestimabile valore


,

Che adduce

virtute e gentilezza
il

ciascuna di noi disposto ha


seguitar la

core

sempre

sua grandezza

lui

servendo staremo in disire


,

Tanto

che sentirem quella dolcezza


altrui

Ched

e'

concede

dopo

*1

martire

Nuli' altra gioia al suo dono iguale

Poich per quel sembra dolce


Vita
,

il

morire

che senza
pili

lui
,

dura

non vale

meno che
,

se ella fosse

Cosa insensata

o d' un bruto animale


ci

In quel disio adunque che

mosse

Quando

a noi f' sua signoria sentirsi


.

sostenere inforzi nostre posse

, ,

17
Sicch
e'

AMOROSA VISIONE
non
,

Benivol poi essendoci a largirsi


ci

paian le ferule
il

Di

te

noiose

n grave

soffrirsi

In cui consiste

la nostra salute

Quando
Dandola

parralli la
tosto

dobbiamo avere
la sua virtute
al
:
.

con

L' altre poi tutte appresso

mio parere
,

Rispondendo
In
le si

diceano

o signor nostro
,

ferma ogni nostro volere

Tutte disposte siamo

al piacer vostro

. , .

173

jy

altre

donne che trova nel detto giardino

XXveami

gi quel canto e la bellezza

Delle giovani donne

V alma

presa
,

E riempiuta
Tanto che ad

di

nuova allegrezza

altro la

mente sospesa
,

Con

gli

occhi non tenea

che non faceano


;

Alli raggi di lor nulla difesa

E com' io

loro alzai

vidi sedeano
,

Donne pi l quasi s riposando Che forse fatta festa innanzi aveano


Queste
,

mentre

io

andava riguardando

D' erbe e
V "Vidi
,

di frondi tutte coronate


d*

ed insieme

Amor
,

ragionando

Yer eh' eli' eran di ma turi tate Di costumi , e di senno e di valore

E di bellezza
E volto
Di
verso Ih
,

molto , e molto ornate


il

primo ardore

Della bellezza dell' altre fu spento


tutte fuor

che d' una nel mio core

, ,

, . ,,

174

AMOROSA VISIONE
com'
io potei

Sicch' io con passo mansueto e lento

A quelle m' appressai


Ed
a mirarle

mi
io

disposi attento

Tra r altre che

prima conoscei
,

Fu
Gi

quella ninfa Sicula


si

per cui
occhi miei

mara\igliaron
li

gli

Oh

quanto bella
le

negli alti sui


d Tifeo

Biasimando

fiamme

Si sedea ragionando con altrui

Mostrando come per quelle perdeo


L' amato sposo in cieco Marte preso
Allor che tutto vinto
si

rendeo
elli

Io Lipari lo stuolo

ond'

offeso

Col bianco monte nel campo vermiglio

Ne

fu

menato ove ancora


,

difeso
,

Mutando inchusa

dell'

aureo giglio

Donde

doleasi

perch' a lui riavere


,

Non
Ove

valean preghi

denar

n consiglio

costei cos al
,

mio parere
attenta
1*

Quivi doleasi

ascoltava

Giovine donna di

sommo
paresse
si
,

piacere
,

Simile a cui nessuna ve ne stava

Per quel eh' a

me

nel suo viso


,

Che

d' ogni bilt pen

dimostrava

Sanasi detto che di paradiso

Fosse discesa

da chi 'ntentamente
fiso

1/ avesse alquanto rimirata

com'

io seppi eli' era della gente


,

Del Campagnin
Nella cappa
,

che

lo
,

Spagniuol seguo
;

nel dire

e eoa la meate

. .

. , .

CAPITOLO
A
s

XLIII.
,

175

facendo
d'

si

benigno Iddio

Che

ampio fume
,

di scienza
si

degno
5

Si fece

come

poi cliiar

sentio

Facendo aperte

col suo
,

sommo

ingegno

Le scritture nascose e quinci appresso Di Carlo Finto g nello Dio regno


,

Facendo

da quella in cui compresso

Stette Colui

che

la nostra
,

natura
1'

Nobilit

nomar

che poi

eccesso

Asterse della prima creatura

Colla sua pena

e quivi coronata

Della fronda pennea con

somma

cura
,

Ragglugnea

fior

per

farsi

pi ornata

Mostrando

s tal fiala pietosa


lei

Della noia dell' altra a

narrata

Con

questa era colei eh' essere sposa


figliuola

perde quasi in un anno

Di brun
Vulcanei

vestita e nel viso


i

amorosa

Oggi tornando dove


,

fabbri stanno
,

e Mropoli

e coloro
, all'*

Ch' ornan

di freno e di sella

affanno

Me'

sostener

P animai

eh' al sonoro

Percuoter di Nettuno apparve fuori

Nel bel cospetto del

celeste coro

Ed

il

bel

nome che
alla perla

Danno
Splendida

gemmier maggiori il suo cognome


,

Gli Asini legan di que' guardatoti


,

chiara e bella era siccome

Nel

eie! si

mostra qual pi luce


l'

stella

pi

ve] coperte

aurate chiome

:.y6

AMOROSA VISIONE
eli'

Vaga pi^
Un'

altra s sedea

con

ella
,

altra Fiorentina in atto onesto


.

Assai passante di bellezza quella

Ben m' accors*

io cbi era
il

e che dal sesto

Cesare nominato era

marito
il

Qual chi *1 conosce Guardando adunque nel


,

j,

pensa a

lei

molesto

piacente sito
,

Costoro

e altre che v' erano assai

Sentiva ben da

In guisa

tal

eh'

me mai non sentito io men maravigliai

177

*g^
Dove nomina
le

gg

donne che trova , e di


.

cui sono y

e delle lor bellezze

ra pi la di

donne accompagnata
,

La
Con

Cipriana

il

cui figliuolo attende

D' aver

la fronte di

corona ornata
si

quello onore che ad essa

rende
,

Dell' isola njaggior de' Baleari

Se caso fortunal non

gliel

contende

Tra

le

quali era in atto

non

dispari
,

Della gran

Donna un'

altra tanto bella

Che mi fur gli atti suoi a mirar Ognuna quivi riguardava ad elia
Per
la

cari

sua gran bellezza

ed :o con loro
.-

Che
EU'

gi in
,

me

riconosceva quella
il

colei

di cui

padre

nell'

oro

L' azzurro re de' quadrupedi tiene

Nel militare scudo


Posata
stassi

e tra coloro
,

come si conviene Isposa d' un che la fronzuta pera D' oro nel eie! per arma ancor ritiene

UOROS VISIONE

, ,

.,

178

AMOROSA VISIONE
,

con queste a seder bellissim* era


Simile a riguardare ad una dea

La

sposa di colui
f*

che
,

la rivera

Rosseggiar
Isola
,

di Lipari

Eolea

poi togliendo in guiderdone


la

L'Ammiraglia da chi dar


^

potea

Con

essa questa ancora


,

ad un sermone
tratui al
>

Conobb* io quella

che fu

mondo

Onde

fuggita

s'

era in religione
,

Honesta e vaga nel viso giocondo

Moglie d

tal

che me' saria non

fosse
.

Ma

chi pia sia non mostrer del fondo

altre oltre

mirando
,

mi

percosse

Ma

non so che

e tutto quasi smorto

Subito altrove

gli

occhi e

me

rimosse
,

Venend'
Ch*

io cosi

men
,

senza conforto

Tremando

tutto

mi

ritorn a

mente

io vidi in

una

parte di queir orto

Onesta e graziosa e umilemente

Una donna
Tutto

sedere

il

cui aspetto
.

d* intorno a s facea lucente

In questo alquanto nel tremante petto

Con forza ritorn 1* alma smarruta Rendendo forze, al debile intelletto Cosi mi ricord che io veduta
Avea
costei ira quelle
altra parte

,
.

donne prima
:

E 'n
Onde

ancora conosciuta

se sua bellezza la
al presente
,

mia rima
fretta

Quivi

per

non dice

Maraviglia non

ma

tanto estima

, ,

, .

CAPITOLO XUV.
Sentendo V alma ma
,

179

che

uom

felice

Mirando quella dovria divenire


Se
la

memoria mia ver mi


lei
,

ridice
disire

Tenendo mente

sommo

D* entrar mi venne dentro

allo splendore

Che

dalli suoi begli occhi

vedea uscire

*n ci

pensando

subito nel core


,

Punger sentimmi

e quasi in

un momento

Mi

ritrovai nel piacevol lustrore


il

Ivi mirabile

dimoramento

Pareami
Beffe di

e quasi in

me

di

me

faceva

si

notabile ardimento

Ma

li

essere stato
,

mi pareva
sei volte
il

Tanto

che quattro via

sole

Con V orizzonte il ciel congiunto aveva come nell' orecchia talor suole
Subito dolce suon percuoter
tale
j

Che

quelle

udendo poi

le

piace e vuole
,

Cosi orribil

mi venne
gi

cotale

E spaventommi
N mi
f'
,

per lungo soggiorno


,

bench' io temessi

male

O tu

dicendo

che nel chiaro giorno


della luce

Del dolce lume

mia

Che

a te vago

si

raggia d' intorno


,

Non ischernir con gabbo mia balia N dubitar per per mia grandezza
La quale umil quando vorrai Onora con amor la mia bellezza
, ,

li

(la

d' alcun' altra pi

non

ti

curare
.

Se tu non vo* provar mia rigidezza

i8o

AMOROSA VISIONE
il

Seatimmi poi

cor dentro legare


,

Co* cari crini del suo capo

e ad esso

Pi volte intorno avvolgere e girare


Cosi

mi parve
,

se

bene in

me

stesso
:

Ricordo
Risposi
Io sono
,
:

che

costei dicesse
,

ond' io

Donna

a te tutto
,

sommesso

e sar sempre

e ci disio

i8i

Dos^e tra le dette


tore
j'

donne ve

li*

una di cui V au'

innamora

XjL

tal partito

nel beato loco


,

Standomi

io

mi

senti' nel

core

Raccendere pi ardente questo foco;


Talch' io pensai che
Oltre
al
'1

novello ardore
tirasse
,

dovuto

modo mi

Tal nel principio suo mostr furore

'1

cor che ci pareva che pigliasse


s
l'

incendio quantunque potesse


.

Oltre a dovuta parte a s ne trasse

E cosi
Ed
lA
Il

stando parca eh' io vedesse

Questa Donna gentile a


aprirmi nel petto
,

me

venire

e poi scrivesse
a soffrire
,

entro nel

mio cor posto

suo bel

nome

di lettere d' oro

modo che non ne potesse uscire La qual non dopo moho gran dimoro
In

Nel mio
Metteva

dito

minore uno anellelto


suo gran tesoro

tratto di

, .

i8a

AMOROSA VISIONE
,

Al qual pareami Bene estim


Fosse legata
,

se

'1

mio

intelletto

che una catenella

che infino

al petto

Si distendeva della

Donna
,

bella
,

Passando dentro

e con artigli presa


,

Come

ancora scoglio

tenea quella
in

Oh quanto da quell* ora Fu la mia mente del

qua accesa
lei

piacer di

Che mai non era pi istata Moveami questa ove pareva a


Co' suoi
belli

offesa
lei

occhi

e sol pensando andava

Com' io
La

potessi piacere a costei

Infra quel circuito che occupava

luce sua

quasi

forza a rimirarla

come irretito mi girava


,

Gravoso mi parca V

esser fedito
.

pi fiate lagrime ne sparsi


1'

Non potendo durar


L onde

esser partito

quella soleva mostrarsi


,

Agli occhi miei gentile e graziosa

E
Si

pi nel cor sentia

'1

foco allumarsi
,
,

Io non trovava nella mente posa

mi

stringea

pur

di lei vedere
.

La mente ardente di si bella cosa Adunque seguitando il mio volere , Dovunque era costei cosi tirato
,

Parea eh'

io fossi dal

suo bel piacere.


era assai grato
,

Ma

certo in ci
'1

amor m'
non

Sol che

disio

fosse oltre

misura

Neir amoroso cor troppo avanzato

,.

CAPITOLO
Ognora che
la

XLV.

i83

sua bella figura


,

amor facea Di ci contenta la mia mente scura Rendendo lei umil quand' io volea : E questo pi m' accendeva vedendo Che *1 mio dbio adempier si potea
Disiava vedere

per

lei

rimaneva

ma

sentendo
,

Forse maggior perglio

conseutia
,

Che

io avanti

mi

stessi

piangendo

graziosa mostrandosi e pia

Verso di

me

con sua benignitate


;
,

In conforto tenea la mente mia

Lungamente seguendo sua

pietate

Ora

in avversi

ed ora in graziosi
.

Casi reggendo la mia volontate


Sollecito del tutto

mi

proposi

Di pur

sentire

P ultima possanza
i

Che in loro hanno termini amorosi Ver che molto prolissa speranza
,

Mi tenne in questa via non per tanto Che '1 mio proposto gisse in oblianza
,

A U
11

seconda con sospiri e pianto


festa
,

Quando con

sempre

seguitai

mio proponimento,
la

infioo a tanto
avvinai

Sottilmente guardando

m'

Che Con

Donna pensava terminare


i

savio stile
io
:

disiosi guai
lasciai
il

Per alquanto

mi

pensare

Dicendo
Fia da

tosto

credo provveduto

costei

il

mio grave penare

i84
Eli'

AMOROSA VISIONE
ha ben ora tanto conosciuto
io sento
,

Del mal eh' Oh'


io

e del

mio

disio

credo che di

me

le sia incresci u\

Cos fra

me

gi ragionando io
la sua
,

Pure aspettando che


Torre potere

grandezza

Si dichinasse alquanto

il

dolor
,

mio

colla sua bellezza

La qual

1'

anima mia pi ch^

altra

brama
,

pi che altra alcuna in s

1'

apprezza
.

Onorandola sempre quanto V ama

, ,

i85

Dove r

autore tratta della

Donna

do^e a

lu

pare aver gran piacere .

X enendo me
Sempre
Avendo

il

valore di colei
tal

Dentro a sua luce in

modo

costretto
-,

collo intelletto volto a lei

spesso dolore e diletto


assai

Riposo e noia con speranza

Com'

io

ho qui poco

di sopra detto j
gain^j
[;

Non

sappiendo a che termine mai


,

Si dovesse finire

un poco appresso

In ver di

lei

alquanto
l
,

mi
al

voltai

Traendomi pi
Fine ponesse

con sommesso

Parlar le chiesi
,

che

mio dolore
,

qual doveva ad esso

Ognor servando quel debito onore Che si conviene a' suoi costumi adorni,
Di
gentilezza pieni e di valore
fiale tre via
la
.

Cinque

nove giorni
. ,

Sotto

dolce signoria di questa


,

Trovato m' era in diversi soggiorni

jj

.,

i86
Pena

AMOKOSA VISIONE
,

Allora eh* io sentii, elie la molesta

che m' era nello cor durala


si

Convertir

doveva in
la

lieta festa

Lasciando adunque

mia

vesta usata

In parte pi profonda del verziere

Mi parca ritrovar quella Con gioia smisurata al mio

fiata

parere

la Donna pietosa mi parca tenere Vinceva tanto V anima amorosa La gioia , che la lingua stando muta

E nelle braccia

Istupefatto

Divenuta pareva dubitosa

diceva niente

ma V aguta
paruta
.

Voglia di star dov' esser mi parca

Facea parermi

falsa tal

Dond* io
Anzi

fra
?

me
o
,

spesse volte dicea

Sogni tu
ci

se'

qui come

ti

pare

?
.

son

poi fra

me

rispondea

In cotal guisa spesso a disgannare

Me

quella

E
Fra

con

disio la

Donna gentile abbracciava mi parca baciare


,

me

dicendo pur

eh' io

non sognava
tanto

Posto che

mi pareva grande

La

cosa

eh' io pur di sognar dubbiava

se a comparazion volessi quanto

Fu
Con La

la

mia

gioia porre

esemplo degno
alquanto
,

Noi crederia trovar.

Ma dopo
si

quella gioia che io qui disegno

quale immaginar non

porria

Da

alcuno mai per altezza d' ingegno

, ,

, ,

,. . ,

CAPITOLO
Tratto
,

XLVI.

187

un sospiro graziosa e pia La Donna verso me , disse : or dimmi Come venisti qui anima mia ? Ood' io a lei : poich' Amore aprimmi
,

Gli occhi a conoscer la vostra bltate

cui io per

mia voglia consentimmi

Nel cerchio della vostra potest te


Entrato con affanno e con sospiri

Sempre sperando

in la vostra pietate,
a'
,

O lui
Dia

pregato

che

miei marti rj

fine grazioso

ed

e'

menato
a'

M' ha

qui per fine porre


Ik

miei

dislri

Nel giardin

ver eh' io ho lasciato


,

Stare una donna

la

qual lungamente

Prima m' avea benigna accompagnato Venendo qui 1 e non lasciai niente

A dire a lei
Con
Alquanto

e di que' due ancora

cui io venni quivi similmente


stette

quella

Donna

allora
,

In abito sospesa in s pensando

E E
*

poi non dopo molto gran dimora


disse
,
,

Andrai , mi

la

Donna cercando
:

lei segulsci

perocch' ella quella

Che
Ci eh*

'n dritta via ripon chi va errando


ella

vuol

vuo' facci

fuorch

s'

ella

Me li

volesse far di

mente uscire

In ci non voglio che ubbidischi ad ella

Humiliati sempre

al

suo dlslre
ti

E me

porta nel cuor, n


tu ne vedrai
,

sia
,

grave
seguire

Che ben

credo

i88
Il

AMOROSA VISIONE
me
tanto soave
,

portar te in

M' che per pace corro a tua figura , Quando gravezza alcuna il mio cor ave Giammai non fu neuna creatura Che tanto mi piacesse 5 fatti lieto
,

E di ci
Il

tien

V anima tua sicura

Io volli ora al presente far quieto tuo disio con amorosa pace
finir
il
,

Dandoti V arra che

fleto ;

Adunque

va' ornai

quando

ti

piace

-,1?f^Rf'

,, .

Doue V autore piglia cangio dalla detta Donna


e dove ritrova la

Donna

che lo guida-

J_ja Donna tacque allora


Presi in

ed

io

congedo

un

atto in

me

molto contento
,

E 'n
Yer
Dov'

altro

pi dolente

che mai credo


,

quella parte ritornando lento


io

aveva

la

Donna

lasciata

Che fu mia guida nel cominclamento Io mi giva pensando con bassata


Testa a quel ben che io avuto avea
,

E dolca mi di
Di pi

si

corta durata

disio ancora

mi parca
trafitto

Tutto arder dentro nel

core

Vie pi che nel principio non facea

E diceva

fra

me deh
:
,

se

1'

ardore

Ora non manca


Egli esca a

non credo che mai


mente
di fore
:

me

della

Avuto ho quel che

io pi disiai

Deh che
,

cercher io per mia salute

Chi

stater cotal fuoco

oramai ?

,,

igo
,

AMOROSA VISIONE
,
,

La volont che d' Amor le ferule Mi porsero non in me finita

Ma
Tra'

cresciuta in e

me

la

sua vrtute

fiori

V erba con
in

vista smarrita

M' andava

me

in tal guisa
la

pensando
vita
.

Dispregiando e lodando

mia

Riguardandomi

a' piedi cosi


,

andando

Mi

trovai alla fonte

non avendo
:

Vedute quelle donne festeggiando

'1

viso alzai

me stesso
diletto
,
,

riprendendo
e ver

Del perduto

me
ti

vidi

Quella Donna venir

cui io caendo
:

Fra quel giardino andava

ove

fidi ?

Ver me dicendo

e colle braccia aperte


ti

Mi

prese

e non ere* tu che io

guidi

In qual parte vorrai

Perch perverte
consiglio vero
? ,

Tua
AUor

volont

il

mio

Per vanit lasciando cose certe


risposi
il
:

madonna

sincero
,

M'

tuo mostrar tornato

di colei
tal sentiero

Grazia che m' ha disposto a

Ta

verrai se

ti

piace in fino a

lei
,

quivi insieme ci

dimoreremo

Quanto piacer

sar tuo e di lei

E poi insieme tutti


Dove
Sotto
vorrai
il
,

e tre
io

andremo
di estremo

che

credo segnare
.

piacer di
:

lei il

Ed

ella allora

il

tuo addimandare
,

d' ordine di fuor

che

io so

bene

Quel che

tu vo* che io vi

venga a fare

, .

,,

CAPITOLO
,

XLVII.
,

191

La Donna meco assai pi si conviene Che tu non fai dove menar mi vuoi

ben conosco qual


,

disio
lei
,

ti

tiene

Vieni con meco

ed a
,

andrem poi
prima
,

Ma
Non

andiam

la

risposi

ed essa

Insieme menerem con esso noi


e'

bisogno d' aver


il

si

gran pressa

Ancora

sole al cerchio di
'1

merigge

Non
Di

nostro andar per non cessa


:

Diss' ella allora


lei
il

io so
,

che

ti ti

trafigge

piacer

non

puoi partire
si

Per pur qui tua volont

figge

per

s'

in questo
,

il

tuo disire

Io seguir

tu giurerai di fare
,

Quel

eh* io vorr
risposta fu
:

ed altro non seguire

La ma
Ch'

non comandare
,

io

non ami

costei

ogni altra cosa


osservare
,

Al tuo piacer mi

fia lieve

La qual

se io sol

per libidinosa
,

Voglia fornire amassi

in veriiate
^

Con dover ne

saresti cornicciosa

Anzi con quella intera

caritate

Che prossima persona amar

si

dee

Amo

servo

ed onoro sua bontate


v'

La qual siccome manifesto

ee
,

Non trova pari in atti n in bellezza N in saper nel mondo simil' ee

Tu

hai

mi

disse quella

con dolcezza

Si presa
Costei
,

me
cui

pur

di voler vedere
fai di gentilezza

Donna

19 a

AMOROSA VISIONE
,

Real posseditrice

che potere
,

Non ho senza vederla d' ire altrove N di negare a le il tuo piacere Or dunque insieme ce n' andiam la dove
:

Tu

1'

hai lasciata

e veggiam manifesto
il

Se quello vero a che

tuo dir

mi move

Subitamente ragionato questo


Insieme
ci

movemmo
di colei
,

e nel cospetto
atto onesto

Venimmo

che in

Incontro venne a noi con lieto aspetto

193

Dove V autore pone che la Donna fanno festa colla sua amanza
.

che

'l

guida

si

VTrazosamente
Quivi
L' una
le

si

feciono onore
,

Donne insieme

ed in brieve
il
,

dell' altra

conobbe

valore
lieve
,

Ora mi fia , la prima Donna Ver me rivolta disse farti


,

quella
}

Grazia

che per addietro m' era griev


,

Dolce

cara

e benigna mia sorella


,

Tengo costei Di lei il nome

e stu
,

m'

avessi detto
ella

gik

saremmo ad
:

gran pezza venuti nel cospetto


Costei senza
'1

fedel consiglio
,

mio
.

Non ferma fatto n compon suo detto Dunque per tale esemplo il tuo disio
Raffrena
11
,

e serva
t* il

il

verace piacere

qual pi volte
fa'

ho

gi mostrai' io

Intero

che servi

suo parere
ti

Altro che ben non

potr seguire
te
il

Perocch'

eli'

ha ver

mio

volere
I

AMOROSA VISIONE

,,

, .

194

AMOROSA VISIONE
figliuola di \irtute,

Lei prese poi per mano, e cos a dire

Incominci;

Cui questi qui del

tutto vuol servire


,

Ogoor con pi
Pensa
,

disio

per sua salute

siedi' egli eh' ogn' altra


te
,

ha

lasciata

Per servir

con laude dovute


elli
,

B ingrazi

te

cui

ha

esaltata

Nel mio cospetto


Nulla ne fu per

tanto che

giammai

tal
,

modo

lodala

Ond'

io

udendo

ci
,

immaginai
altr' esser

Che

fuor che tu

non potea

E
Ove

per a venir qui m' inviai


poi per la destra

mi prendea
dicendo

davami a

costei cosi

Ancora

in ver di lei ci

mi parea

Non ebbe

questi

mai fren, che tenendo


sua giovanezza
5
,

Andasse in

modo buon

Se non eh'

io ora di porgergli intendo


,

Dirizzando esso verso quella altezza

Onde tu discendesti a Alli mondan quaggi


Imperciocch' io
il

dimostrare
la

tua bellezza

sento ancora a fare


,

te

ogni servigio molto presto

Per

la f'

che mi dei
,

ti

vo' pregare

Ogni caglon rimossa


Drizzando

che in questo
,

E' sia in quanto pu raccomandato

lui col tuo parlare onesto

La ove
Di
la

sia
,

onorevole slato
e tuo e suo contentamento
,

lui

modo che

me non

sia disgrato

CAPITOLO
Io
il ti

XLVIII.
,

195

dono

lutto

io
,

'1 ti

presento

Sempre
Di

sia

tuo

n giammai

sia ardito

s partir dal tuo

comandamento.
disse
:

poi rivolta a

me mi
ho dato
il

udito
:

Hai eh'

io
,

l'

a questa
sia

fa'

che 'n guisa


:

La

servi

che

mio dono
,

gradito

Tiella per

donna tua
1'

n mal divisa
,

Sia da lei

alma tua

finch la vita

Dal mortai colpo

in te

non

conquisa

Or

qui alquanto per questa

fiorita

Campagna dolcemente
Sicch poi

ti

riposa

sie piii forte alla salila


,

Dove menarti intendo e la gioiosa Donna con noi acciocch la via


,

Del
Se

lutto paia a ciascun dilettosa


:

Io dissi allor
tal

madonna
mi
fai
,

cosi sia
ti
t'

grazia

quando

piace
invia
,

tal

cammin con

noi dietro

Manifesto conosco altro che pace


Io non potrei aver
,

poi questa viene

Che per
Ond'
Dio

conforto sola nel cor giace

io sento alleggiare le

mie pene
lungamente
:

voglia eh' ella ci stia

Con

allegrezza aggiugnendoci hene


e festeggiando
1'

Ridendo

insiememente

Su per

erbette insieme n'

andavamo
.

d'

Amor

ragionando lietamente

Ora innanzi
Sopra

ora addietro tornavamo


erbette e fiori

E talora cogliendo
li

verdi prati abbassavamo

196

AMOROSA VISIONE
ocelli

Rinnovanclo cogli
Degli animi
,

pi

gli

ardori

e andando per la riva

Soave

al

naso per diversi odori


,

con colei

eli'

me
,

pi aggradiva
,

Cercando ogni boschetto


Senza
la

noi soletti
,

Donna

eh' a dietro veniva

N' andavam ratti prendendo diletti Tanto che quella entrati in chiuso
,

loco

Pi non vedemmo

onde ciascun

s' assetti

Dicendo

qui

or aspettiamla

un poco

197

Dove na

in visione era per pigliare colla detta


l'

Dora

ultimo diletto

ra

quel loco dove


,

ci

trovamo

Soletto tutto

li

persona appresso

Di
Tutto

nulla parte a noi


d' intorno
,

non sentivamo 5
loco pieno

e ancora sopra esso


il
,

Era

di frondi verdi

di quelle era

ben

follato e spesso
,

Entrar non vi potea sol n sereno

di vermiglie rose incircuito

Gran

quantit ancor vi
il

si

vedino

Allor vedendo

dilettevol sito

E me con quella dimorar soletti E d' ogni altra compagna esser parlilo
L
fra

me
,

dissi

io

non so eh'
,

io

m'

aspetti

Perch

poi qui son solo

ora non prendo


?

Di questa

in tanto affannati diletti


,

Lo loco

ov' ora dimoriam sedendo


,

\y ogni sospetto scevro


Quella potria
,

n trovarci

che

ci

venia seguendo ;

igB

AMOROSA VISIONE
altro

Ed

non cred'
:

io

che impacciarci
,

Potesse

costei vuole

e io

'1

disio

Dunque

perch cercar pi d' indugiarci

In cotal ragionar m' accosta' io

quell.n

e presi
al

lei

che

'n sul!' erbetta


,

Sonnifernva gi

parer mio

Lei nelle braccia


Mille
Pria
fiate

mi
la
,

recai stretta
la baciai

credo

si

volgesse

bella angloletl

Ma

subito stordita

a dir,
,

che
,

fai

Cominci
Se quella

isvegliaia

deh

non

fare
?

Donna

vien

come
io

farai
:

Ed

io allora
,

cominciai a parlare

Donna

io

non so quand'

mi riavesse
lasciare
:

Quel che tu ora mi vuoi far


Se per preghiera

Ragion sarebbe eh' io sempre piangesse


,

che non dee valere

Quel eh'

io

ho mattamente perdesse
donna stava chela
,

In cotal guisa stando a mio parere

Gi questa
Tutta disposta

bella

Consentendo umilmente
;

al

mio piacere
lieta

quando

1'

alma

Di

cotal
,

bene tanta

gioia prese

In s

che ritener dentro a sua meta


,

Allora non pot

ma
,

'1

sonno

offese
,

dov' io dolce allor facea dimora


si

Perch

ruppe

e pi

non

si

difese
,

Tutto stordito mi

riscossi allora
le

E strinsi

me

braccia

mi crede
.

Infra esse

madonna

avervi ancora

CAPITOLO
Oim quanto
,

XLIX.

199

angosciosa e quanto rea

Tal

partita

mi

fu

e quanto caro
in braccio
1'

Mi
Ahi
,

fu

il

dormir mentre

avea!

come ritorn in duolo amaro Quel diletto che '1 sonno m"* avea porto
Ch'
a ogni affanno a\ea posto riparo!
,

Lasso angoscioso

e senza alcun conforto

Levato

pur

d' intorno

mi mirava

Immaginando ancora star nelF orto La fantasia non so come m' errava
,

E
Ora

mentre avea sognato


sogno avesse
,

mi credeva

Non

e cosi estimava
,

stordito sognar

mi pareva

lungo spazio non seppi ov' io m' era


vero sentimento in

me

aveva.

Ritornato eh' io fui poi nella vera

Conoscenza di prima

e lagrimato
,

Ebbi per

certo spazio quivi ov' era


,

Oim

dicendo

ove son io stalo


?

Con

tanta gioia
,

Ora

fosse piaciuto
,

A Dio eh' io non mi fossi mai svegliato E in cotal gioia sempre sare' suto:
Ancor mi
Se pi
tal

fora leggiero

il

dormire

don mi

fosse

conceduto

Pianto ed angoscia e noioso martire

Di
In
Il

ci

mi crebbe
vie pi d'
,

e moltiplic

'1

foco

me

amoroso
a

disire

quale io sento

che
,

poco

poco

Tutto mi sface

e gi saria

finita

La

vita

mia

se

non che

a quel loco

, .

^00
Ancor

AMOROSA VISIONE
,

Veracemente spero
Allor prendendo

che reddita
,

far con essenza perfetta


la gioia

compila

Nella quale ora dormendo imperfetta


Stetti
,

e questo
,

l'

amorosa mente
:

Solo disia
,

e fermamente aspetta

Ove colui che di tutto potente, Mi rechi e serv nella vostra grazia Quanto vi piace madonna piacente
,

Nella qual sempre

ila

mia mente

sazia

201

L* uUimo delV Amorosa visione


sveglia dal sonno

dove V autore

si

Di

'ico

che poich

'1

sonno fu parlilo

Tulio di

Ancora
Vidi

in

me me
,

che slava lagrmando


di lai

bene smarrlo

In pie drizzalo
la bella

e inlomo a

me

guardando,

Donna

la

qual voi

Per lo giardin mi

fesli
,

andar cercando
e poco poi
,

Che

pensi

disse a
:

me
,

Soggiunse

andiam

eh' egli voler di quella

Che nel luo sonno mi li diede ancoi Ond' io risposi stupefallo ad ella :

E
Mai
Il

dove andremo
io era or

e lornerem noi forse

Dov'
si
,

con quella donna bella ?


,

mi

disse allora

e ci che porse

luo dormire alla tua fantasia


,

Tulio averai

Ancora pi per Di grazia

se da me non me dalo ti fia

li

smorse

di veder ci
la

che perdesti

Quando lasciasti

mia compagnia

, , ,

..

202

AMOROSA VISIONE
Ih

In quella parte

dove or

dicesti

Senza consiglio molto esaminato


Ir

non

si

vuol

che tu ten pentiresti

Primieramente
Seguita
,

dove m' grato

che senza dubbio intenta

Sar di

farti a

tempo consolato.
ti

E quel

disio
in

che or pi
,

tormenta

Porr

pace

con quella bellezza


cor tuttora
ti

Che V alma
Ristette allora

al
,

presenta

ed

io tanta dolcezza
,

Presi della promessa

che nel viso


.

Tututto sfavillava d' allegrezza

Con voce piena


Risposi a
lei
:

e tutto pien di riso

Donna

gentile

io

vegno

pi da

te voglio esser
,

mai

diviso
,

Ilumile e pian

quant' io posso

m' assegno
il

A
Eli'

te

fa'si eh' al piacer di colei

Di cui
In

io

sono

io

non
,

trapassi

segno

ha del mio voler

disse costei

mano

il

fren

sicch' io

non posso

fare

Se non

sol

quel che in piacere a

lei

Di tanto sempre mi veggo onorare

Da

essa

che

io le lascio

che giammai

Oltre alla voglia mia non vuol mutare.

E questo
Che
'1

detto

disse

andiamo omai
a quel

tempo breve

che vuoi fornire

Per eh'

io senza pi dir la seguitai

Cosi adunque vo' per pervenire

Donna
Voi
,

gentile

al

loco

ove essendo

ebbi tanta

gio' nel

mio dormire ;

, ,, .

, .

CAPITOLO
E
Or

L.

2o3

Tutlor notando quel eh' andr vedendo


Dietro a costei per la portella stretta
di scriverlo oltre ancora attendo

\i voglio

pregar, Donna diletta

Che

poi che la passata visione


letta
,

Tuttora con diletto avrete

Mirando dove cade riprensione

Mi

correggiate
alla

e cara la tegnate
affezione

Pensando
lo non

ma buona

mi curo

poi se dispregiate
,

SIen forse le sue o sua sentenza

Sol che a voi sian dilettose e grate

Per vostro onore

somma
,

reverenza
e

Della f eh' io vi deggio

come
,

Donna

Di

virtuosa e

somma
,

intelligenza
s'
,

Alando

me la

possa

che

indonna

In ciascun cuor gentil

che da virtute
si

Per accidente alcun mai non

sdonna

Rispetto avendo ancora alla salute

Che da

voi speranza
1'

mi promette
f rute

A mitigar
In rima
,

amorose

Aggio composte queste parolette


e fine faccio col piacere
1'

Di

voi

in cui

alma

tutta si rimette

Vaga e contenta solo di potere Far cosa che v' aggrada e questo vuole
,

Questo

disia

e questo

1'

in calere

Ed

il

contrario piii eh' altro le dole


,

Dunque Donna
Di
bilt fonte
,

gentile e valorosa

com'

di luce sole

.,

2o4
Rimirate

AMOROSA VISIONE
alla

fiamma

che nascosa
,

Dimora
Quella
,

nel

mio petto

ed ispegnete

coli' esser verso


,

me
la

pietosa

Amor mi
11

diede a voi

voi sola sete

ben che mi promette


la

speranza
.

Sol

mia

vita in gioi' tener potete


,

Solo mio ben

sola

mia disianza

Solo conforto della vaga mente,


Sola colei che mia virtute avanza
Sete
,

e sarete

sempre
,

al

mio

vivente
,

pi disio

n disiar pi voglio

Fuor che d' esser a tal bilt servente Adunque quello ardor in cui m' invoglio, Terminerete omai quando vi place
.
,

C.h' io vi

sono entro ognor pi eh' io non soglio:


al Sir di tutta

Io V*

accomando

pace

7 3

INDICE DEI CAPITOLI

DELL'

AMOROSA VISIONE

lAPiTOLO

I.

Incomincia

V Amorosa
.

T^isione

come alV autore gli par vedere in visione le prePag. senti cose come per innanzi e scritto 5 Gap. II. Dove V autore tratta come seguendo una bella donna perviene a una porta d'un nobile
castello

...
le

Gap. in.

Nel quale

si

contiene come

V autore

vede

scritto

giovani
Gap.

sopra la porta lettere d'oro, e come due fanno incontro, ed e un con loro ce 1 IV. Dove V autore dimostra in una sala
li si
,

una

storia

dove vede dipinte

ce e assai filosofi 1 Gap. V. Come l'autore vede dipinto nella detta

....,..
,

sette scienze

sala appi delle donne , Virgilio tri poeti y e Dante


Gap. VI. la sala la

e molti al'

21
ce

Come V autore vede dipinto nella bel' Gloria del mondo in atto d' una
25

donna
Gap. vii.

contiene chi segu la fama del mondo , fra qualifu Giano , Saturno, Nembrotto e altri assai , 29 Gap. Vili, Della medesima Fama , e come do-

Dove si

po

costoro seguita

Salomone

e Assalonne
ce

altri

33

Gap. IX. Dove conta della medesima Fama , e massimamente di Dido, e d' Ecuba e d'altre ce 3 j Gap. X. Dove tratta della medesima Fama ,

2o6

INDICE

e come la seguita Annibale , Cleopatra , Come' Ha, e Giulia, e molti altri /{i Gap. XI. Conta di quei della Tavola ritonda , che seguitano la Fama del mondo , e delle gesta di Mongrana e altri 4^

....

Gap. XII.

mondana

e
,

e Gottijr

Dove tratta della medesima Gloria come poi la seguita Carlo di Puglia, e Curradino e molti altri . ^9
,

Gap. XIII, Contiene di coloro che gi acquistaron tesoro per avarizia , fra' quali racconta Mida , e Marco Crasso , e Attila . v < 53

Gap.

XIV. Dove

si
,

contiene di coloro che se-

guitano
Gap.

r Avarizia
l'

dei quali racconta gente

ecclesiastica

ccy
autore conta d'una bella stol*

XV. Dove
,

ria dipinta nella bella sala dov figurato

A more

e F^enus
Gap.
ve
si

e assai gente che

li

XVI. Dove

tratta d^

6i seguitano . more, e quando Gi*

congiunse con Europa informa di toro 65 Gap. XVII. Come Giove trasmut la figliuola
,

d' Inaco in una vacca

e diella a guardia

Giunone

a 69

Gap. XVIII. Come Giove giacque con Semele , e come eli' arse , e come stette con Asteria ce 73 Gap. XIX. Come Marte si congiunse con Cite-

come furono soprappresi da Vulcano ^7 XX. Come Bacco in forma d' uva ama la figliuola di Licurgo ; e di Fiuto ch'ama Proserpina y e di Piramo e Tishe , e di molti altri 8 Gap. XXI. Come Giasone s'innamor d' Isirea, e

Gap.

file

e di

Medea

e di Creusa

....

ce

85

XXII. Dove racconta di Teseo , e d"* Atianna e d' Ippolito ^ e come Pasife s'innamor ce del toro e d' altre 89 Gap. XXIII. Dove tratta come Orfeo and
Gap.
,

7 3

.'4L

INDICE
air inferno a
starsi
.

:>P7

con Euridice; e come Achille ce . era nel monastero con Deidamia g3 Gap. XXIV. Dove tratta di Briseida, dell' am.ore che portava ad Achille ed appresso di Po,

lissena

"97
XXV.
Dove
tratta de'
,

Gap.
rati
,

e in parte di Biblide

fratello Gap. XXVI.

....loi

medesimi innamo' che s' innamor del

Come V autore trova nel detto giardino Ercole ^ e la sua donna Deidamia , ecio5 e di Jole . . Gap. XXVII. Dov' era figurato come Paris d per sentenza la palla dell'oro a Kenus; e come va per Elena in Isparta, e rapiscela per forza ce 1 09 Gap. VII! Dove V autore tratta dello inna.

XX

moramento di Dido

e d'

Enea ,

come Enea

si

parte ; e nell' ultimo della morte di Dido ce 1 1 Gap. XXIX, Dove tratta della medesima visione , e nell' ultimo di Lancillotto e di Tri' ce stano e d' Isotta 1 1
,

Gap.

la

XXX. Dove l' autore pone eh' egli trova prima donna bellissima e com' egli la se,

guita
Gap.

ce

121

XXXI. Dove
lei

tratta

tuna ,
si

e'

ben che d e toglie ;

come vede la Fore nell' ultimo come

rammarica di
Gap.

25

XXXII. Dove V autore

riprova que' che


.
.
.

si

ce rammaricano della Fortuna 129 Gap. XXXIII. Della medesima Fortuna e di molti di cui non conta per nome se non l' ope,

razioni loro
Gap.

ce

33

XXXIV.
,

quelli che di lei


te si cura

Della medesima Fortuna , e di si rammaricano , ed ella di nien"


.
.

Gap.

XXXV.

ce anzi fa suo corso . 137 Della medesima Fortuna , dove

1,

2o8

INDICE
,

pone Alessandro y^into il mondo morte , non poter niente


Gap.

esser poi alla


ce 1

medesima Fortuna e in parte di Dionisio tiranno i^S Ca. XXXVll. Della medesima Fortuna, e d Cesare, e do^e essendo fu morto da^ senatori 1 49 Gap. XXXVIII. Dove tratta che trova un nobile giardino dov* era una bellissima fontana
[.

XXXV
,

Doi^e si contiene della

intagliata
Gap. Gap.
e di suo ornamenti

...cci53

XXXIX. Z^op'e tratta della medesima fonte


come spande pel giardino 167
nel detto giardino trova molte
s'

XL. Dove
delle
altre

donne
tutte

quali

innamora d' una sopra

l'

..161

Gap. XLiI. Dove nel medesimo giardino trova i65 un ballo di nobili donne
Gap. XIjII.

Dove

nel

medesimo giardino trova

un^ altra danza, dov^ era la figliuola di Carlo 1 69 Gap. XLIII. D* altre donne che trova nel detto

giardino
(]ap.

1^3 donne che trova , e di cui sono , e delle lor bellezze 77 . Gap. XLV* Dove tra le dette donne ve n' una di cui V autore s' innamora 181 . . Gap. XLVI. Dove V autore tratta della Donna, dove a lui pare aver gran piacere ^ 1 85 Gap. XLVIL Dove l'autore piglia congio dalla

XLIV. Dove nomina

le

detta

Donna

e dove ritrova la

guida
Gap.

.CC189

Donna

die lo

XLVIII. Dove Fautore pone che la Donna sifanno festa colla sua amanza 193 Gap. XLIX. Dove in visione era per. pigliare c colla detta Donna V ultimo diletto 197 Gap. L. ultimo delV Amorosa visione , dove aox . V autore si sveglia dal sonno
che 'l guida
.

LA CACCIA

Il limi.
POEMETTO
DJ
ORA PER LA PRIMA VOLTA PUBBLICATO PER

CURA DI

I.

MOUTIER

NELLA STAMPERIA MAGHBRI i832

L'

EDITORE

ILlSIfSDlEI

hiunque abbia pratica della lingua

delle

frasi e della poesia del Boccaccio , incliner facilmente a credere opera sua il presente Poemetto
intitolato la Caccia di

Diana , che orafo di pub'


secoli nei manoscritti

blica ragione , togliendolo dall* oblio e dall'oscurit in cui giaceva

da piti

// Poccianti e il

Negri nei loro cataloghi degli Scrittori fiorentini fanno menzione di quest* opera attribuendola al Certaldese f
e quand* anche

ma non

ho mai
;

potuto trovare che sia stata da altri pubblicata


si

trovasse che fosse stata


t

data

alla luce sotto diversa denominazione

nessuno

4
certamente vorr negarmi
stato il
il

merito d' essere io

primo a pubblicarla fregiata del nome


.

del suo vero autore

In tutti i codici da me veduti questo poemetto non porta altro titolo che Caccia di Diana o non ne ha nessuno ; ma l'averlo il Poccianti attribuito
,

al Boccaccio prova che egli deve averlo incontrato in qualche codice col
tro il Poccianti
,

nome

dell'autore

die-

Negri , e il Mazzuchelli nella sua grand* opera annoverarono la Caccia di


il
,

Diana fra

le opere del

Boccaccio

Queste notizie

non erano che di poca autorit per indurmi alla


credenza dei precitati
so
scrittori
,

ma,

'volli

convinstcs'

cermene con un accurato esame del poemetto


,

di cui per buona ventura diverse copie ne tro-

vai esistere nelle nostre doviziosissime patrie biblioteche

Le mie

ricerche

non mi fornirono
Caccia di Diana

vero

nessuna prova autentica e di fatto intorno


dell* autore della
,

al

nome

ma

da
il

replicato studio e diligente sopra questo poe

metto ne riportai la convinzione sincerissima, che


suo autore fosse quello stesso che dett
.

V amo,

rosa Visione

ho

stile
,

il

verso

il

fraseggiare

^/

insomma la tessitura della Caccia di Diana parmi essere identica coir u4 morosa Visione ; e non da omettersi che nei codici si trova spesso V Amorosa Visione precedere la Caccia di Diana
la scelta delle voci
tutta
.

La natura e
no
vie

il

contenuto del poemetto consolida.

maggiormente la mia opinione

Ognun

sa

5
in quanta stima fosse tenuto
te
il

Boccaccio alla cor^

della regina Qiqyanna di Napoli, e tutti conoi

scono
7)ien

suoi

amori con

V amorosa Fiammetta
.

che. r

supposta fondatamente essere stata

Maria
ap-

figliuola naturale del re Roberto

In questo poe
,

metto vengono introdotte cinquantotto donne

partenenti a primarie nobilissime famiglie del

Regno y che tutte vengono nominate , ma soltanto tace il nome di una sola , che qualifica il poeta col nome di Bella Donna In lode di questa , che credo doversi interpetrare per la sua Fiamsi
.

metta

consacra quasi tutto del

r ultimo

poema

e dopo
,

di lodi passionatissime

Canto XVIII , che una lunga serie aggiunge di voler por


il

fine al dire

riserbandosi di piti parlar di lei in


,

pu supporsiy che questa operetta fosse un ossequioso omaggio che la musa del Boccaccio ojffriva alle nobili e belle donne della corte della regina Giovanna, fra le quali doveva primeggiare la sua Fiammettat a cui lode consacr quasi tutte le opere sue. Quattro sono i codici dei quali mi son giovato
parte degna di maggior lode
ci

Da

per la pubblicazione del presente poemetto


di questi
si
i

tre

conservano nella libreria Riccardia-

na

sotto

numeri loBg. io6o. 1066. e uno nella

Biblioteca Laurenziana Pluteo


dice

90

superiore

Co-

93

Bench opera di piccola mole, pure consi

fesso di avervi dovuto dedicare assai pia di tem"

e di studio che

possa generalmente supporre,


s'

n so qual merito

aspetti all' opera

mia

//

6
convincimento per di avere arricchita
L'

italiana

letteratura di un^ opera sconosciuta del gran pro-

satore

e
,

degna di
m'

essere giustamente

a lui

at-

tribuita

di conforto alle fatiche che

da

lun-

go-

tempo sopporto per tentare

V
.

emendazione

delle opere volgari del Certaldese

ILA

(QCKStA

A
I.

IV

CANTO

N.

el

tempo adorno che V


,

erbette

nuove

Rivestono ogni prato

V
'1

aere chiaro
ciel

Ride per

la

dolcezza che
stava

muove

Sol pensando

mi

che riparo che forando


cuor con dolo amaro

Potessi fare a' colpi

Mi

gian

d'amore

il

Quando mi

parve udir venir chiamando

Un

spirito gentil

volando forte
,

Donne

leggiadre
,

in voce alto gridando

Venite ornai

venite alla gran corte


,

Dell' alta dea Diana

che

elette
.

V ha
E

in

Partenop per sue consorte

poi eh' egli

ebbe
,

tre fiate dette


,

Queste parole

senza pi voltare

Ad una

ad una chiamando le
il

stette

se

non m' ingann


,

vero ascoltare

Che far mi parve Zizzola Barile La prima fu eh' io gli senti' chiamnre^

, . .

8
Poi Ciancia V altra
,

nobile e gentile

Cecca Buzzuta
Caracciola
,

e poi Principesiella

e Letizia

Mormile
,

De' Catoli Berarda con Lineila


Beritola Caraffa
,

e in

compagnia

Degli Strignani Mignana e Isabella

Ed

Isolda di Giaquinto

e Lucia

Poma

e Berita e Caterina
,

De' Brancacci

e de' Melii Maria


,

seguit

Caterina Pipina
,

Sobilia Capece
,

chiam fuore
.

Curiali bella
.Verdella di

di colei vicina
,

Berardo
,

e Biancifiore
,

De

Caffettini

Ceccola Mazzoue
.

Ed

Alessandra donna con valore

Caterina di Iacopo Roncione

Chiam

e Caterina Caradenle

Poi la Crespane segu nel sermone

E de' Bolin Caterina


E

placente
,

Caterina di ser Pando

e poi

Caterina Afellapan slmilmente.

Giovannola de* Coppoli anche poi


Si

chiam
fiore

e la Lucciola dop' essa

Canovara ne' dir suoi


,

Chiam appresso

e oltre con lor messa


,

De' Gambatelli Vannella fu ancora

Com'

io intesi nella voce espressa

Ma quella Donna cui amore onora Pi cV altra per la sua somma virtuie,
Che
tulle
1'

altre accresce

ed invi gora

Fu V

ultima chiamata
,

e per salute

Dell' altre

quasi com' una guardiana


;
,

Avanti gio per guardarle tute

E 'n compagnia

del

messo di Diana

Che pi non ne chiam ( n nomo lei Perch' a suo nome laude pi sovrana
S con verna
,

che qui dir non potrei )


,

Sen

g in parte

ov' io le seguitai
,

Con V altre insieme infin eh' io discernei Ci eh* elle fer come appresso udirai

, .,

10

(B

>

M,

I n una valle non molto spaziosa


Di quattro inontagnetie
Di verdi erbette e
Nel mezzo della qual
cosi fiorita
,

circuita

di fiori copiosa
,

Una

fontana chiara
d'

bella e grande
v' era sita
si
j
,
-

Abbondevole

acqua

V acqua che superflua

spande

Un
D'

rivo fa che tutte

V erbe bagna
montagna
il

Poi n' esce fuor dall' una delle bande


alberi piena ciascuna
,

Di frondi folte

si

eh'

appena

sole

Tra

esse

pu

passar nella

campagna

Diversi uccelli cantan lor carole

Sopr'

essi le

e quivi un' aura sottile


,

Move

frondi

come mover

suole

Nel tempo estivo

zefiro gentile

Quando

il

calor diurno pi
fa
,

non

sale
.

Ma quando

calato

1'

aere umile

, ,

,, .

Capri

lupi

ed
si

ogni altro

animale

Orsi e leon

trovano in quel loco


altro
'1

E qualunque
Quivi Diana
,

che pi o

men

vale

cbe

tepido foco
,

Ne'

casti petti tlen

ricolse quelle
.

Che invitate furono al suo gioco Poi comand che esse entrasser nelle
Chiarissime onde
,

e de' freschi liquori

Lavando

si

rifacesser belle

poi

come

a lei

piacque

uscite fuori

Si rivestiron di purpurea veste

Inghirlandate d' ulivo e di

fiori

Diana quattro

parti f' di queste

E E

alla bella
'1

Donna

disse

andrai
;

Sopra

monte

a meriggio con coteste

tu Isabella al ponente sarai

E Fiore a
E

tramontana

e alla caccia
assai
,

Ciascuna pensi di valere

dati cani e forti reti d' accia

Girfalchi

astori

ed archi con saette


;

E spiedi
Quelle che

aguti eh' e' cinghiari impaccia


ella

avea per s elette


,

Cio Cecca Buzzuta


Afellapan
,

e Caterina

colle quali seguelte

Insieme Biancifiore Caffettlna

Crespana

e Caterina

Ca radente
,

E
E

quella di ser

Pando

la Pi pina
,

Mariella Melia similmente

Sopra

'l

pi picciol monte se n' andaro


disteso verso
1'

Ch* era

oriente

12
Quivi
la caccia

prima incomnciaro
'1

Le

quattro sopra
fatto

monte

e l'altre al basso
,

Avevan

con

reti

riparo

Acciocch nulla

fiera

ad alcun passo
,

Lor

potesse fuggir senza esser presa


da' ferri del turcasso
,

O ferita

Poi passar dentro

e ciascheduna intesa

Andava per
Per
1'

la selva

riguardando
la lor difesa
,

altrui

danno e per
,

Sicoqme segue

con senno cacciando.

i3

sr

s D

unii,

xJLveva Diana nella man

snestra
,

Un

arco forte

noderoso e grosso

Tal che darla

fatica

ad ogni destra

nel

cacume

del

monte rimosso
,

Gi con Cecca Buzzuta

che portava
j

La

sua faretra piena dietro al dosso

dietro ad

un macchion

s'

ascose

e stava
,

Fin eh' ella vide un cavriol venire

Che un can che


,

lasci
il

Cecca

cacciava

L* aprir In un

1'

aspro arco e
fu
,

cavriol ferire
si fsse
,

momento
cadde
,

onde

E quivi
Diana

e non pot fuggire


disse
il
:

volta a

Cecca allora

Quando discenderemo

prenderai

E siesl
Ma
alla

tuo

e Cecca noi disdisse


,

Pipina

disiosa assai
,

Colla Crespana a prender delle fiere


Disse
:

da questa parte

te n'

andrai ,

i4
(

Ed a sinistra Je mostr un sentere ) Ed io terr di qua e quando senti


,

Fremir

le frasche

lascia

il

tuo levriere

Cosi divise andavan pedententi

Ogni cespuglio

coli*

occhio cercando

Co' cani appresso

al loro oficio attenti


ite
,

Ma

guar non eran ancor


,

quando

Due lepri si levar correndo forte Non di liinge da loro al monte andando.
,

Di queste fur

le giovinette accorte
:

1*

una air ahra grid

lascia

tuoi

Non
CiufTa
,

possono scampar che non sien morte


gridando
,

ciascheduna

suoi

Lasci correndo dietro

a' passi

loro

Finch presa

la

preda

stetter

poi

Al

picciol passo poi

dopo costoro
eh' e* can di coloro

Veniva Caterina Caradente

Guardando un porco
Avean
levato
,

e s tacitamente
,

Dietro ad un alber pose

e ver d lui
.

Uno

spiedo drizz lungo e tagliente


furioso costui

D schiuma pien
Venia da' can

d' ogni parie addentato

Ed inGammato

di nuocere altrui

nello spiedo a lui innanzi parato

Fer con rabbia

sicch vi rimase
.

Da una
Avea

parte in altra trapassalo

Biancifior CafFettina che ispase


le reti

insieme con Catella


,

pi del

monte

Geramente invase

i5
Tre gran cerbi cornuti
,

che in

ella

Incappati eran dalli can cacciati

con loro a
'y

pigliarli fu Mariella

De' Melii

e poi che fur pigliati


,

Voltate a di ser Pando Caterina


(

Che intorno

al

monte

co' cani affannali

Era

gita d' infn dalla

mattina
,

Senza aver presa fiera ) e nella valle

Che

tra

1'

un monte
,

altro

dichina

Seguir un lupo

e nelle dure spalle

Caterina gilt col suo forte arco

Una

saetta

che impedi
,

il

suo calle
varco
.

E questo

preso

ri torna ro

al

i6

(G

ii

]IT

Mtm^

XJa

bella

Donna

il

cui

nome

si

tace

Con un' aquila in man prese la via Su per lo monte eh' al mezzod giace Zizzola e Ciancia men in compagnia
,

E dopo queste la

Principessella
;
,

Beritola Caraffa le seguia

E Berlta Brancacci gi con ella E Sobilia Capece con Berarda

E Caterina e Berita sorella

Ciascuna presta gioconda e gagliarda

Cantando andavan di dietro a

colei

Che

nel viso d'


salita

amor sempre par


alto costei

eh' arda

.,

Non

fu

molto

Ch' a

s lontano vide
,

uno animale
i

Fiero ed ardito

e presto sopra
,

piei

Acci nuocer potesse n far male

S e

le sue ritrasse in salvo loco


,

E r aquila ksci

le

cui forti ale

La

trasportaron quasi inGno al foco


,

E poi rivolta in gi venia rotando E discendendo s a poco a poco


5

Fra

gli alberi

e le frondi folgorando
si

Percosse quella

ferocemente

Che
L' and

dal capo alla coda laui'ando


la pelle

con
,

1'

unghon tagliente

E
La

risalita

ancor

la riferio

Un'

altra volta vie

pi fieramente

variata lonza che sentio


I fieri colpi
,

in terra

si

distese

E
La

quivi dibattendosi

mono.
,

bella

Donna

il

forte uccel riprese


il

Fd

alla lonza trasse

caldo cuore,

1*

aquila pasc

E
,

poi discese

Del monte facendo un gran romore


Zizzola e Ciancia
e dicean
:

piglia

piglia

Dietro ad un bianco cerbio

che di fore
,

D* un cespuglio fuggiva
De' qua' ciascuno
a

a maraviglia
si

Per molti can che dietro

sentia
si

prenderlo

piglia
,

Ma

Ciancia

che conobbe
'1

la sua via

Travers

monte

e riuscigli appresso
'1

Sopra ad un balzo ove

monte
strai

finia

;
,

poi eh'

eli'

ebbe

all'

arco lo

messo

Ch*

ella

portava in

mano
a

apersel forte
istesso^

lui feri in quello

punto
,

Quivi vermiglio ritornato


Forilo
si

morte

senti

n pi poter

Portarlo avanti le sue

gambe

accorte.

i8
Zizzola ritorn per lo sentiero
,

E richiamando
Finch
(li

can suonava un corno

loro
,

il

numero ebbe

intero
,

Cosi andando

e mirandosi intorno
,

Due
Tanto

volpi vide

e ciascuna fuggendo
5

Andava

a fare a sua cava ritorno

le gio

Zizzola seguendo
,

Che

prese quelle
,

e ver la

Donna

onesta
,

Se ne torn

di questo in s ridendo
si

E qaella

ancor di ci

fece festa

,,

SI

V.

B
A

eritola Caraffa infra la folta

dilettevol selva

con un arco
:

S' andava pian dicendo


Sobilia Gapece
,

ascolta

ascolta

che

al

varco
sentire
,

Mi par

le frasche

dimenar

Ed

a'

can far grandissimo rammarco


la
,

Voltiamci

che se nel mio udire


inganno
,

Non prendo
Che

alcuna bestia
ferire
.

fa

di leggiero la
,

potrem
dove

Non

disser pi.
,

ma

subito la via
l
'1

Presa

pervenner

romore
.

Avean

sentito ciascheduna pria

Quivi trovaron pieni di furore

Due

orsi grandi

e negli occhi focosi


n'

Talch ciascuna

ebbe

allor

tremore j

Ma Beritola pria rassicurosi Ed emettendo can della


i
,

faretra

Trasse saetta

e alquanto allungosi

,,

20

1*

un

feri
il

ma
,

quanto
ed
ella

in
1'

una

pietra
,

Entr

ferro

altra Ivastm

Ma

quella

come V

altra

ancor

s'

arretra

Parve eh' allor Beritola sdegnasse


Insieme con Sobilia
,

ed adirorsi
,

Non
Le

potendoli avere

ed eran

lasse

cocche de' loro archi in

man

voltorsi
,

E d' ira E pi si E

accese pi

s'

assicuraro

fer vicine a
si

P un
il

degli orsi
,

^n sulla testa

forte

donaro

Che cadde semivivo j e 1' altro poi Con pi vigore i lor cani addentare
Ciascuna con romore atava
i

suoi

Finch
Presero

'1

secondo da* cani abbattuto


e se
,

n"*

andar con ambeduoi

Prlncipessella

quantunque era suto


,

Del giorno tanto

con

reti e

con arte
,

Aveva un

lioncel prender voluto

Ma

non

l'

avea potuto ancora


,

in parte
si

Col senno suo recar

si

che

fosse
:

Punto incappato

nelle reti sparte

Sottile avviso subito la

mosse

prese
il

un

cavriol dall' altre preso


.

Morto

gitt nelle retine fosse

Vide quel
Corsevi

cavriol

morto

disteso
,

Il lioncello nella fossa stare


,

allor

da fame forse

offeso
;

E cominci del caprlo


Ma
quella accorta
,

a mangiare

tir si le reti
?

Che

quivi preso

li

convien restare

ai
!N gli giov parelio in que' pareti

Mugghiasse
Ella
Alla
il

forte

che ingegnosamente
lieti
,

leg, e con sembianti


f'

Donna gentil ne
:

presente

Dicendo

te', pii

eh' altra valorosa

E quella il prese graziosamente. Ma Berarda avea fatta nuova cosa


,

Che co' suoi bracchi ben sei spinus Aveva presi e in grembo paurosa
,

Non

la

pungesser

si

portava chiusi

, ,

, ,

sa

<Q

ii

a s D ^i.

V-i aterina Brancacc e

la sorella

Quasi ne] luogo del monte pi

alto
^

Giva ciascuna baldanzosa e

snella

E due

tigre leggieri
,

che di

salto

Forte fuggivan
Alle quali esse

salendo trovaro

e'

can dieron

l'

assalto

Per lungo spazio queste seguitaro

Ma

alla fin le preser

can loro

Perch in

tese reti elle

incappar

Gioconde

si

tornaron poi costoro

Liete di preda tanto nominata

Qual

quella fu che fu presa da loro


,

Isabella Slrignani e sua brigata

Colla qual giva Ceccola

Mazzone

Colla Mignana insieme accompagnata;


Isolda ancor di Gi quinto vi fon?
,

Vannella Gambatella

e Caterina

Figlia del notar Iacopo

Roncione ;

. .

con loro Alessandra

s'
,

avvicina

'1

simll fa Lineila
all'

verso

il

monte
.

Ch'

occidente

suoi vallon dichina

Ceccola prima con ardita fronte


Prese
il

cammin n
,

ristette

giammai
.

Finch su

la

portar le

gambe pronte

Ed

eravi gik stata suso assai


le

Chiamando

compagne

e rimirando
:

S' alcuna Cera fosse fra que* mai

Ed un

fiero cinghiar

che riposando
,

Si stava in

una macchia
,

vide

fitto

Forse cacciato

inverso

lei

guardando
,

Andonne questa

a lui tutto diritto


il

'n sulla testa


,

feri d'

una scure
rispitto
.

Si forte

che mori senza

Mignana e

Isabella nelle dure


reti
,

Piagge avean tese

e gian d' intorno


:

Frugando

co' baston le grotte oscure

Con

esse era

Vannella

ed

in

quel giorno
,

Preser conigli assai e lepri grosse

E indietro si
Ma

tornar sonando

un corno

Isolda di Giaquinto percosse


,

Si forte un lupo

da due can tenuto


si

Con un

baston

che mai pi non


,

mosse

Ma dopo s rivolta Un altro con due

ebbe veduto
figli
,

onde
,

a gridare
,

Incominci: compagne

aiuto

aiuto.

Lineila corse l senza restare

Con due

gran cani e con un arco in

mano

Ed

Alessandra ancor vi volle andare

. ,

4
Aperse
1'

arco quella
de' tre feri
assalir

e
,

uon invano

l'

un

sicch rimase

E' cani
Fuggissi

P altro
,

mano

mano

il

terzo

ed Alessandra invase

Con uno
1

spiede in
1*

man
1'

quel che tenieno

can feroci per

orecchie rase

quasi morto gi fra lor

avieno

Questa

il

condusse a Cne^ e preso

lui

Con
Ver

le

compagne insieme

sen venieno

pigliar posa degli aflaniii sui

(C

A H

IP

Tii

JL

ior Cural

guidava
11

altra

compagna
,

Delle qua' parte

montlcel salir

parte ne rimase alla


lei

campagna

Quelle che

sagliendo seguir
:

Fur queste

pria Letizia
,

Mormile

Lucia Porria fu

e con disio
,

Fior Canovar.i di dietro seguile

Ed

il

primo animai eh'

elle scoutraro

Un

leoncorno fu n mica
il

vile
,

I cani arditamente

segui taro

Guardando
Al
cui ferir

s dal suo aguto corno

non aveva riparo


il

Pili volte s* aggir

monte intorno
ci valea
.

saetta

n correr
si

Che prender
L'
altra

potesse P unicorno
ira

Fior Curia] che d'

dentro ardea
vestilla di

Fior prese e
:

bianco
stea
,

disse

fa'

che tu in sul monte

, ,

26
Senza paura con aspetto franco
,

Con Che

questa fune lega V animale


verrh a te

quando
,

sar stanco
fa

dubitar di lui

che non

male
,

Per tempo alcuno

a nessuna pulcella

Ma

stassi

con
,

lei

tanto glie ne cale


,

Salivvi Fior

siccome disse quella

per ispazio lungo lui cacciato

Quivi aspett tanto che venne ad

ella

Temette quella prima


Colcar
sei

finch allato

vide

e poi rassicurossi

tosto colla

fune ebbe legato

Fior Curiali allora rallegrossi

Veggendol preso

1'

altre

insiememente^

I p^ssi loro in altra parte mossi

Cominciaro a seguir velocemente

Due
Non
gli

cerbi grandi
a'

quali avviluppati
.
,

Le corna
Che per
Di
fieri

rami preser prestamente


i

avean quasi

cani ancor lasciati

la selva si senti

un

fracasso
^

porci da alcun cacciali

Bami

e frondi

rompevan

nel trapasso

Forte mugghiando superbi e schiumosi

Ansando

s ,

che ciascun parca


Letizia voltosi

lasso

quel romore

Con uno

spiede in

mano

e lasci gire
;

La maggior

parte d' essi furiosi

Ma

1'

ultimo di questi che venire


,

Vide

aspett

ad un alber fermata
il

In parte che in Jo spiede

f' ferire

7
Di
dietro a questo
,

forse

una
ond'

thrata
e'

D' arco , Tenian

cani

fu preso

E tosto alP altre


Non
avea
il

con

el

fu tornata

Verdella di Berardo che asceso

monte ma rimasa s' era Con sue compagne al pian d' acqua difeso'. Con un falcone in mano alla riviera
,

Si stava

e Caterina di Boi ino


,

Con un girfalco e con esso loro era La Lucciola , seguendo il lor cammino

, ,

aa

il

ff

Tirni^

XA-ndando quste intorno

al

flumicello

E
Del

Glovannola Coppola con loro


far levar

Per

malardo o

altro uccello

lito si

lev senza dimoro


,

Una gran grue


Tanto
,

e volando salio

eh* appena la vedean costoro


,

Ma E
N

il

girfalco tosto la seguio


lei salito

pi presto di

ad

alto
:

In gi volando forte

la ferio

cadde per quella

al

verde smalto

Ma

ripigliato voi

pi prestamente
l"*

Si dipartia per cessar

altro assalto

Ma il

fuggir
la

non

le

giov niente
ferita
,

Che

seconda volta fu
ella sostenesse
il

Bench

fortemente
salita

pur ripreso

volo fu

Pi

alta

che non era


agli

assai in

prima

Tanto eh'

occhi d' elle fu smarrita

,.

,,,

9
Era
11

girfalco in parie pi
assai
,

sublima
lei
,

Di quella

e riferita

La

pinse in parte vie troppo pi

ima

Poi ritornato ancor sopra a costei

In sul groppone

forti artigli fsse

gii discese in
,

pie

con

esso lei

Presa la preda

Caterina
,

sfisse

I sanguinosi unghioni

lui

pascendo

Allegra in s delle passate risse

In questo mezzo Verdella vedendo


Levali pi malardi
II
,

lasci gire
:

suo falcon

coli'

occhio lui seguendo


,

E' cominci quanto pot a fuggire


Poi rivoltato in gi
,

veloce venne
ferire ^

Ed un

per forza ne corse a

Non gli rimase in sulla schiena penne N pelle che non fosse laniata
,

con

gli
,

unghion fortemente
senza far ritornata
ferir
,

il

ritenne;

Tirollo gi

Jn su per pi

perch gi morto
,

L' aveva pur


Verdella corse

nella

prima calata
,

con atto accorto

Riprese quello e recollosi in

mano

a cintola

il

malardo

s*

ha attorto
,

La Lucciola

e Giovannola nel piano

Sopra un braccio del chiaro

ruscelletto

Tese avean

reti

non mica

in

pantano

ciascheduna in
Portava
,

mano un
di

bastoncetto
,

V acqua

d' intorno frugaivlo

Talor toccando

quel fume

il

letto

3o

E con voci
Con

alte talora
,

gridando

diversi atti

si

che uscisser fuori


1'

Gli uccei eh* ascosi gian per

acqua andando

Un maragon che prima


Usci
,

a*

lor
reti

romori
preso

dell'

acqua , nelle

Fu eh' elle tese avean tra V Un paolino ancora vi fu offeso


Malardi e
altri uccelli
,

acqua e fuori

qua' contare

Lungo sarebbe
Vi
preser

in ordine testeso

si

con senno sepper fare

Si*

IQ

1^ Il

1I3L

B^

M,

.entre

con

gli

occhi tra le verdi fronde


la caccia

Mirando giva
Talor
si

che in esse
si

mostra e talor
altrove

nasconde j

Convenne che
1*

mi

volgesse

Per nuovo suon

<;h' agli

orecchi
riflesse

mi venne

Che intelletto a s tutto N '1 mio veloce sguardo si


Fin

ritenne,

eh' a quel loco ove erano entrate

Le prime donne

subito pervenne

quivi vidi

con

difficoltate
,

Per

lo spazio lontan

gran gente entrare

Dentro dal pian

dell' erbette
,

bagnate

j
,

*1

suon de' corni


'1

e de' can

1'

abbaiare

E
Io

romor

lor

faceano quella valle

Tutta mirabilmente risonare

mi

ristrinsi tutto nelle spalle

Credendo nel pensier che


Forse malvagia
,

altra gente

fosse per quel calle

3i

Ma

poi che

V occhio pi agutamenie
,

Ficcai tra loro

conobbi che era


lieta

Di donne compagnia

e piacente

E come a me

quell'

amorosa schiera
,

S fesse appresso eh' io p tea vedere Apertamente ciascuna chi era ,

Tututte

le

conobbi

al

mio parere

immaginai che poi chiamate foro

Coli* akre che cacciavano a potere

Venule

allato alla fonte costoro


al cacciare ascollando
:

5tavan sospese

Ma

cosi

cominci una di loro

Chi va per questi monti ora cacciando

La Lucciola
Sopra
la

rispose

eh' era presso


,

chiara riva
,

al

suo domando
:

Com'

ella

questo udio

disse
,

adesso

Dubitava m noi
Altri

forte
,

che nel loco


suole spesso

non

fosse

come

Addivenire

; e si ritrasse

un poco
,

Da

parte Cecca e Zizzola Fagiana


:

Belle nel viso d' amoroso fuoco

Chiam ancora Vannella Bolcana

Lineila Caracciola

e Serella
.

Brancaccia nello aspetto umile e piana

questa che chiamava fu Marella


Caracciola
,

e con loro al parer mio


d'

Vi fu ancora

Arco Peronella
: il

Disse Marella allora

mio

disio
'

di cacciar fra questi luoghi strett A cui ciascuna disse si vogl' io


:

,,

33

'n ver levante per

le belle rbetti

Preser la va

guernite a quella guisa


:

Che
Gir

fa mestieri a si fatti diletti

Fatta dalP altre dovuta divisa


^

ed

io torsi

V occhio

e lasciali ire
:

A veder
E

che

dall' altre si divisa

vidi l cominciare a salire

Al mezzod lacopa Aldimaresca

Ed

a cinque altre la vidi seguire

Ciascuna inghirlandata d' erba fresca

.,

34

e & S

1d

V^uella eh' avante all' altre si seguiva Mi par eh' era Mariella Passerella
,

A
DI

eui Costanza Galiott giva


,

dietro

e Mariella Piscicella

Dalfina di Barasso ancora

v' era

dopo

lei de'

Brancacci Vannella
:

Salendo per

la

nuova primavera
,

Ma
Ch' io

a quel

monte

eh' in ver ponente


^

Si dirizzava pi. piacente schiera


vidi ali* altre

andar principalmente
,

Ziajzola

Faccipecora
,

la

quale
a

Vidi seguir

se

ben mi torna

mente

Ardita assai Tuccella Sensale

E Biancola Caraffa
Con
Venia appresso

dopo

lei
.

Caterina nello andare eguale


di dietro a costei
,

Giacovella Embriaca

e della Cerra

Tanzella graziosa conoscei

. , , ,

, ,

35

Ma

se la

mia memoria non erra

Catrina Flghlnolfi alla

campagna
;

Si ^olse rimaner pigliando terra

cui Govella

Dona

s'

accompagna
,

E Mitola
Galeotta
,

Caracciola

e Berita
:

e Zizzola d' Alagna


,

Govella d' Arco ancor v* era

fornita
se

Di buono uccel ciascuna

n'andaro
partita
.

Air

altre

che nel luogo avean

Mariella e V altre ardite incominciaro

La caccia forte dietro ad un castoro Che nel vallon dove giron trovaro

Ma

Vannella Bolcana

fra costoro

Pi presta fu con buon can seguitando


Perch*
ella
il

prese prima di coloro

E
E

mentre eh*
Mariella

elle

andavan
,

si

cercando

si fisse

ed ascoltava
udiva mugghiando
,

Che
Pi

fosse ci eh' eli'

quanto pi nella foresta entrava


il

mugghiar

vicin se le faceva
si

Di

eh* ella forte

maravighava

conoscer di lor nulla poteva

Ci eh'

ella fosse

ma

Serella disse
le

Ch* uno elefante veder


Giacere in terra
,

pareva
fisse

onde ciascuna
,

11 passo dubitando

e dilivrarsi

Per

gire

ad esso

che che n' avvenisse

E come
N si

alquanto ver quello appressarsi


in terra lo vidono stare

Giacendo

poteva in

modo

alcun levarsi

36
Cessossi allor da loro
il

dubitare

correndoli sopra colle scure


saette incominciargli a dare
, .

Lance e

Ucciso quello

ritornar sicure

Ed

a Mariella presentar la testa

Che

lor guida era nelle ^ie oscure


festa
,

Quella ne fece mirabile

Dicendo
Co'
lori

cacciator eh' ebbono affanno


,

ingegni forse a prender questa


esser presa
,

Trovandola

si

dorranno

. ,,

37

^ K

&S.

Di frondi coronata
'i

in

mezzo

cinta

Col corao

al collo e col turcasso allato


,

Di

bellezza piacevole dipinta

E con un arco insieme


,

accompagnato
,

Con due saette seguiva Cardia Con gli occhi ognor facendo nuovo agnato

E 'n

simil

forma seguiva Serella


trovar le reti

Quando
Le qua'

onde

gi tratti

Li cerbi avien Biancifiore e Catella


prestar
si

fenno

e ne' burratti

Di quel luogo pi Ben quattro cerbi

folti le

spiegar
catti

In guisa eh' assai tosto vi fur


,

quali poi saettaro

Perch non ne r)o*3an nessun pigliare,

E
Ma

di quel luogo seco glien portaro

Peronella faceva u.; gridare


eli'

Dietro a due can

un

capriol seguieno
^

Che

tutto

il

bosco facien risonare

,.

38

questo appena quelli giunto avieno

Che

ella

il

sopraggiunse
li

e lui ferio
'1

Da

lui

cacciando

can che

tenieno

Zizzola Fagiana con disio

Con Cecca insieme due

n'
;

avevan presi
io

E
Di

in collo gli recavano

quand'
intesi

Forte gridare un pigila piglia


dietro a
al

me
,

perch' io

mi

rivoltai

Subito

pian

dov' io vidi discesi


,

Tre gran cinghiar


Fiata fu
,

de' quali io dubitai

ma

pi di venti cani
,

Dietro lor viddi

ond' io m' assicurai

E dietro

a questi con piene le

mani

D' archi

e di saette correr vidi preste con tre grandi alani


;

Tre donne

Lasciando que' con altissimi gridi

Com'

io glk dissi
assai
;

ed

e'

sopra que' giro


,

Feroci

n in prima m' avvidi

Che Vannella Brancacca con dlslro Vidi discender sopra T un che vinto
Era
da* cani e dal grleve marllro

quel di sangue quasi tutto tinto

Se ne
Da' can

tir
il

e poi vidi Dalfina

Uccidere
,

secondo

'1

terzo avvinto

Costanza con

fiera
si

rapina
,

Feri con uno spiedo

feroce

Che

di

morte

gli f' sentir


i

mina.

Poi richiamando

cani
,

ad una voce

Tutti raccolsero

addietro tornando

Con loro

insieme con romore atroce

39
lacopa Aldimaresca die cercando

Con
Per
Gora'

Mariella Passerella aadava


la piacevol selva

riguardando

ella

ad una ripa trapassava


,

A costa i can si fermar di presente Ad una buca e ciascuno abbaiava


,

Quella guardava e non vedea niente

Li can volea cacciar

ma

ecco fore

Di quella

uscia la coda d'

un

serpente
,

dentro ritornossi al lor romore

4o

M,
A E

.arella Piscicella

che vicina
il

costoro era
colle sue

ud

lor

romore

compagne ancor Dalfna Corsero adunque tutte con furore


In quella parte
,

e trovaron coloro

Quasi smarrite
Allora
s'

tutte dal

tremore.

accost

Da [fina

a loro
?

Dicendo; che vedeste

che non pare

Che

in questa vita facciate

dimoro
:

lacopa allora cominci a parlare

Oim che
,

in questa

buca un serpente
.

Terrlbil cosa pure a riguardare

Disse Dalfina

non dubbiar niente

,
,

Noi siam qui con buon cani e bene armate

Ben

io

potremo uccder salvamente.


le

lacopa e

compagne
:

assicurate

Allor rispose

sed

e' v'

in piacere

Alquanto

il

mio

consiglio seguitate

, ,, .,

, , .,, ,

4i
Disse DalCna
:

di' lo

tuo parere
,

lacopa allora

istette
:

e pens un poco
'1

poi rispose

questo

mio

volere
,

Mettiamo

in questa

buca acceso fuoco


lui

La fiamma

'1

fumo

uccideranno

O
Se

il

cacceranno fuor di questo loco^

forse fuor di

qua uscir

lo

fanno

Le vostre lance e Con voi aggiate


,

le saette preste

se

non vogliam danno

tal consiglio s'

accordaron queste
,

ritirar li cani

fiamme accese
fiera peste

Miser nel luogo della

Sostenne quella alquanto quelle offese

Poi non potendo avanti sostenire

Fuor
Ciascuna

furioso
allora
1'

si il

gitl palese

cominci a
,

ferire

E" cani

addentar

de' quali assai

D' intorno

a s co* denti f' morire


,

Ma

non

gli valse

che

gli

ultimi guai
,

Gli apparecchiava quella

che seguita

Era

dall' altre

com'
gli

io avvisai

Ch' un grave colpo

lev la vita
,

Con una

lancia lacopa

e la testa

Gli tagli poi vigorosa ed ardita

mentre che di ci facevan

festa

Ben

sei altri n'

uscron piccioletti

Figliuoi di quel con noiosa tempesta

Con

lieve affanno a
il

morte fur
gli

costretti

Perch gi

fummo
nel

avea consumati
distretti
*

Mentre da quel

baco eran

4'.

Cosi da queste tututti pigliati

Li vidi e morti
Rivoltai
gli

ond' io ad altra cosa


5

occhi gih di quel saziati

Ed

al

ponente vidi valorosa


,

Zizzola Faccipccora andar suso

Leggiadra

gaia

bella e poderosa

Ma

nel bel

monte

delle frondi chiuso


gli

Non and

guar con

suo can guardando


uso

Gh' un leopardo lieve


L' apparve avanti ver di

oltre al nostro
lei

andando

,, , ,

43

& S f D

!tl!l

E
Ed

Ha non dubit

ma V arco aperse
si

E quel ne' fianchi feri


Che
le

profondo

sue forze tutte


strai

gli disperse 5
il

allo

primo

giunto

secondo
il

Che dandoli Onde mori


Fatto
Gli
gli
s'

nel petto tocc

core

e
,

li

can cerchio tondo

aveva n

facendo romore
,

appressar e preser

con costei
.

Oltre correndo mostrando valore

Ma

Biancola Caraffa innanzi a


fior
,

lei

Coronata di

tanto placente

Quanto alcun'
Giva correndo
si

altra fosse

con

colei

velocemente
le giva
j
,

Dietro ad un daino eh' avanti

Che parca che

volasse veramente
la
si

con

lei

insieme alcun can

seguiva
potesse

Ma

non per che giugner

Tanto era presto que' che

fuggiva

,.

44

O che lui
Non
T)'

ramo o
,

altro ritenesse
il

so

ma

ella

giunse
,

e lui fero

un dardo
lei

nella gola
,

d'
si

onde spesse

Guizzate diede

e poi
,

pur

raorio

Davanti a

che altro non parca


il

Ch'

eli'

attendesse con tutto

disio

Alto nel bosco al mio parer vedea

Due
Le
DI

leggiadre e belle giovinette

qua' ciascuna assai ben conoscea

Inghirlandate di due ghirlandette


rose rosse tanto rilucenti
a veder pareano
s

Che Che
Le

due fiammette^

Vestite strette

belle e piacenti
,

facean rider tu tutto quel loco


elle

Dond'

andavan
s

colli passi lenti:

quali andando

poco

poco

D' archi

e di saette bene armate

Fra

s cantando e facendosi gioco


dall' estremitate
,

Vider discender

Del monte una pantera

onde Covella

Embriaca son molle


11

fiate
,

corno

'1

simigliante f' Tanzella


i

Chiamando

cani

li

qua' poi venuti

Fur

si

drizzar ver la fiera snella


,

Covella corse avanti


Istrall feri

e con tre aguti

quella

r^ella

fronte

E s

v' entrar eh'

-ppena eran veduti


;

Fuor che

ie

penne

laoade

le

pronte

Gambe

delia pantera
lei
,

non poter

Portarne

ma

cadde appi del monte:

. .

45
Dieci can credo o pi ve

assagliero
,

Ed

a Govella

che

gi la giunt* era

In terra morta e \iata la render

Ma

a Tanzella pi usata fiera


avanti
,

Apparve

andando per atar


eli'

laco velia nel loco dov'

era

j
,

Ch' un picciol fosso volendo passare


S' attravers

un

furioso toro

Rompendole
Ond*
ella f'

la via nel

suo andare

per quel quivi dimoro

46

Oalvtfssi questa alquanto in alto loco

Sonando un corno raccogliendo


Impignendoli
CiufFa
Pigliai
,

cani

Ch* erano avanti qual molto e qual poco


al toro colle
,

mani

gridava

pigliai

buon pezzuolo

dragone

e pigliai graffiacani

poi eh' ad esso

1*

abbaiante stuolo
,

Gli ebbe drizzato

quale per
gli

la coscia
5

Chi per r orecchie

porgeva duolo

Ed

e'

da

tutti la

mortale angoscia
,

Cacciava a suo potere

or con V

un corno
5

Ferendo P uno

ed or colP

altro poscia

E simile
Non

co' calci a s d' intorno

ne lasciava nessuno appressare.


5

Si pass prima gran parte del giorno

Tanzella non facea se non gridare

spesso in fallo saette gittava

Non

parendogli mai colpo donare

.,

4-7

Tuccella Serisal

che quindi andava


,

Un

dardo

le prest

e quella allora
^

Con

tutta la sua forza gliel gittava

Nel mezzo

de'

due corni un poco


tal

fora
,

Li colse con

forza

che

si fsse
.

quivi

si

mori senza dimora


il

Trasseli quella

core

e poscia disse
li

Tuccella andiamo ove

piace ornai
s'

Ch'

io

me

n' andrei contenta


:

io morisse.

Disse Tuccella
Si fatta

certo ragion hai


e preser via

pugna hai vinta;


monte
,

traverso del

e giro assai
tuttavia
si

Pria che trovasser bestia

Mirando ogni cespuglio; e


Preser con loro

andando

Caterina Caraffa in compagnia


,

e givan ragionando

Del

lor cacciare e de' loro accidenti


1'

L' una parola poi

altra tirando.

Ma

colle

punte agute in

s battenti

Videro allora un

istrice

vicino

Che ruppe

loro

lor ragionamenti

fermatesi quivi nel

cammino
mori
il

Tuccella aperse

l'

arco e lui ferio


tapino
*

di quel colpo si

Caterina Caraffa allor seguio


Colli suoi cani

un caprio che fuggiva


,

Quanto poteva

al

monte con
,

disio;

Ma

li

can di Covella
,

che reddiva
,

Al pian

trovaron quello
il

onde fu morto

Da

Caterina che forte

seguiva

48
Prendeva
al

pian mirabile diporto


il

Ce trina Fghlnolfi sopra


Del fiumicello
,

lito
:

il

cui correre corto

EH' avea funi


Per un'

nel fondo pulito


,

Del fiume poste

con

lacci ravvolte
lei sentito
j

idra pigliar
lo
,

da

La quale dando per


Incapp in quelle
,

fiume volte

onde

costei ridendo

La tir suso e risersene molte G)n lei insieme V ingegno vedendo


,

. ,

49

&. S

^ ^

ST.

VJovella

d'

Arco appi del monte

s'

era

Tra giunchi e canne con


Galeotta
,

Berita ascosa

al lito di quella riviera }

ciascheduna con nota amorosa

Sonava un* arpa graziosamente


In voce

come
elle

il

suono e

dilettosa
,

mentre

sonavan dolcemente
si

Due

cigni bianchi

calar nel loco

Assai vicini a lor tacitamente.

Col capo ad alto giano


Appressandosi
al

poco a poco
,

suon che piacea loro

Facendo

in atti di quel

suono

il

giuoco

Non

s'

appressaro a lor quasi costoro


essi

Ch'

incapparo ne*

lesi lacciuoli |

E dalle
Pigliati

donne poi senza dimoro


,

furon

rimutando in duoli
:

I lor diletti

ed

altri

a quel

romore

Se ne fuggiron con non

lenti voli

, .

, ,

5o

Ma

Mitola Caracciola

un

astore
,

Portava in

mano

ardito nell' aspetto


,

Di pi

voi eh' altro

e di
il

maggior valore

giva

andando sopra

ruscelletto
lei
,

E E

Zizzola d' Alagna era con

Un

naccaro sonando con diletto


costei

mentre che sonando gi

Usciron pi malardi di quelP acque

Forte fuggendo davanti da

lei

Perch lasciar
11

1'

astore allor le piacque


,

qual montando uno ne ferlo

S che 'n sulP erba

morendo

si

giacque

senza tardar punto risalio

Mentre

se

ne scendeva

gi calando

Infno in terra con

un

altro gio
,

Mitola andando dietro a quel gridando

E Zizzola
Covella

con

lei

V astor

riprese

Co' due malardi

al

fiume ritornando

Dona

suoi passi distese

Di

dietro

ad uno struzzo che fuggiva

Gi per

lo piano

temendo V

offese

Ma

noi poteva tanto andar seguendo


e'

Ched
Il

pi non fuggisse
ali

e spesse volte
.

Si rivoltava con P

battendo

molto correre e

le frasche folte
i

Avevano
Quasi

a Covella tutti
,

panni
;

stracciati

e quali a s ravvolte

Ond' ella piena

e d' ira e d' affanni


,

Tututta ardeva nella faccia accesa

Di quello uccel desiderando

danni

5t

Con pi
Fra

vigor nuova forza ripresa


,

Seguitandol

si f'

prestare

un arco
.

s dolente di cotale

impresa

Ma

dopo molto andare ad un gran varco


,

Il colse

e saettollo

e quegli allora

Quivi mori con dolente ram marco


Govella
il

prese senza pi dimora

tirollosi dietro infino al

piano
,

Riferendol da capo ad ora ad ora


Istracciandoli
il

capo colla mano

, ,

Si

>

Z.TI,

M.
E

.a

gh
'1

il

sol saliva a
a'

mezzo giorno

vapor caldo
,

corpi dilicati

Noia facea

perch senza soggiorno


:

Diana

disse a quelle

a' freschi prati

Scendiamo ornai,
I nostri uccelli ed

e lasciam riposare
i

cani affannali
,

Non

ora

ben tempo da cacciare


,

Riposiamoci ornai

perocch

lasse

Siemo
Suir
Quella

e facciamo quesl'

altre

chiamare

E comand
alto

ad una che andasse

monte
e

e tutte ad

una ad una
cruna

Le donne
n'

le pulcelle

richiamasse j

and

in sulP eccelsa
,

Del monticelio
Incominci per

ed a chiamar costoro
ciascheduna
.

nome
il

E s come
Da
Tutte

agli

orecchi di coloro

lunga venne
s'

chiamar

di colei

apparecchiar senza dimojo

.,

53
Di scender tostamente gluso a
i
,

lei ;
,

E presi cani e archi e reti stese E ci che ognuna port con lei
,

"vi

colle

prede eh'

elle

avevan prese

Chi

le

portava in collo e chi tirando


al fiorito prato se
,

Giuso

ne scese

gi eran discese tutte

quando
soletta
;

Zizzola

Dona venne che


,

Senza richiesta era

gita cacciando

Molti animali avea con sua saetta


Feriti e presi
,

j.

ma
si

nessun tenere
fretta
,

W avea potuto n seguir con


Coir
altre questa

pose a sedere

Che

della preda avean fatto

un gran monte

Come

Diana suto era

in piacere

Levossi Diana poi con

lieta

fronte

Dicendo

donne
,

gentili e donzelle
,

Ch' ardite

vigorose

liete e

pronte
,

Avete prese queste bestie snelle


Sotto mia provvedenza e con

mio ingegno

Io vo' che voi sacrificio d'


Facciate a Giove
,

elle
,

re dell' alto regno

ad onore

di

me, ch'essere deggio

Reverita da voi in

modo degno 3
,

Cosi vi prego e cosi vi richieggio

Quanto

pii

posso

onde non

siate lente

Acciocch nel mio coro


Udito questo
,

figgiate seggio.

la

Donna

placente
,

Si dirizz turbata nello aspello

Dicendo

e'

non saia

cos niente

i,

54
Infino a qui
,

siccoine avete detto


,

comandato a noi qui adunate

Cosi abbiam seguito con effetto 5

Ornon

voglia
,

pi vostra deitade

Seguir

perocch accese d' altro foco


i

Abbiamo

petti e

P anime infiammate
,

Come Non

Diana questo udi


stette guari

nel loco

pi
,

ma

sen salio
,

Partendosi turbata

a poco a poco

Finch 0(1

ciel

torn dond'

ella uscio

,,

55

^ a

u;

s-Tia,

.imaser queste adunque quivi Ri

quando

Pi non poteron Diana vedere

Chinaron
Poi
la

gli

occhi tacite aspettando


,

Donna
s"*

gentile
,

che a sedere
drizz
al
,

Gi

era posta
,

si
,

e loro

Cos farete

disse

mio parere
1'

Chiamando

in voce

prima

aiutorio
d'

Di Venus
Sacrifcio

santa

Dea madre
suo onore

Amore

E coronata

ciascuna d' alloro


al

faremo

Della presente preda lietamente

Sicch

s'

accresca in noi
,

il

suo valore

tutte

piacque
il

onde liberamente
,

Acceso

foco nella preda


tutte assai

a dire

Cominciar

devotamente:
,

O santa Dea
Per

poich' nostro dlslre


del nostro sacrifcio

la virt

Non

isdegnar le nostre voci udire

, ,. . .

56

Ma

pietosa al tuo giocondo ufcio


nostri preghi

Per merito de'


Ricevi noi
Caccia
de"*
,

umili

e per tuo beneficio


i

petti nostri

pensier

vili

E
Deh

per

la tua virt fa' eccellenti


,

Gli animi nostri


fa' sentire a

e'

cor larghi e gentili

noi quanto piacenti


,

Sieno

gli effetti tuoi


gli

e facci ancora

Alcuno amando

animi contenti
,

Cos pregando non fer gran dimora

Che una
Sopra
la

chiara e bella nuvoletta


si

Vegaendo,

ferm

sovr' esse allora

quale ignuda giovinetta


lor
,

Apparve

dicendo

i'

son colei

Da

cui
,

pregando voi

ciascuna aspetta
gli alti

Grazia

e prometto a voi per

Dei
,

Che ciascheduna
Ch"*

avr

1'

addimandata
passi miei
,

degna di seguire

poi verso del foco rivoltata

Non
Mutata

so che disse
fiera

se

non che

di fuori
,

Ciascuna
in

che
d'

v* era
,

infiammata

forma

uom

di quelli ardori

Usciva giovinetto gaio e bello


Tutti correndo sopra
'1

verde

e' fiori;

lutti

entravan dentro
,

al fiumicello

E E

quindi uscendo
nobil drappo
si

ciascun d' un vermglio


,

facean mantello
giglio
state

E ciascuno era fresco come un A cui Venus rivolta disse


,

Per mio comando e per

util consiglio

.,

57
Suggelli a queste donne
,

e loro amate
vittoria

Finch meriterete aver

Del vostro affanno insieme con

pietate,

E questo
Di

detto

al ciel della
,

sua gloria

Veloce sen vol


tulli

lasciando a' petti


:

segno d' eterna memoria


diversi diletti
,

Nel verde prato

Alcun prendieno

e sospirando alconi

Givan cogliendo
Tutti aspettando
li

diversi fioretti

promessi doni

58

IS

iD

SLTIII*

I o che
E E
'1

veduto lungamente aveva


cacce
,

Le nuove

'1

ritornare al piano
j

rimontar della turbata Dea


,

lo scender delP altre

'1

sovrumano

Miracol fatto in non lunga stagione,


Maraviglioso ad intelletto

umano

Quasi ripien

di

nuova ammirazione

Mi ritrovai di quel mantel coperto Che gli altri usciti dello ardente agone j vidimi alla bella Donna offerto
,

Ma

di cervio

mutato

in creatura
;

Umana
Non
11

e razionale esser per certo


,

non ingiustamente

che natura
,

mise mai valor n gentilezza


in lei onestissima e pura
;

Quanto
Del

viso suo angelica bellezza


ciel discesa

veramente pare
agli

Venuta a dare

occhi

uman

chiarezza

, ,, ., ,

, ,.

9
Discreta
,

e saggia nel suo ragionare

E signorevol

donna nello aspetto


j

Lieta e baldanzosa nello andare

Onde s' agli occhi miei die' tal diletto Che donandomi a lei uom ritornai
Di brutta belva
,

ad

uomo

d' intelletto

Non pare ingiusto Che l' eterno signor credo che


Abbia
y

n mirabil mai
gioia

dicendo in s

io la

formai

Eli' ispegnitrice d' ogni noia

E chi la mira ben


Torna
Quanta
pietoso
,

negli occhi fiso


si

o convien che che


il

muoia
gira

sia la virt

bel viso

Suo spande
Soli' io
,

in quella parte

ove

si

che per dolcezza son conquso


accidia
,

Superbia

ed avarizia

ed

ira
,

Quando la veggio fuggon dalla mente Che i contrarli lor dentro a s tira :
Ond' io prego ciascun devotamente Che subietto com' io a quel signore

Che ingentilisce ciascuna vii mente Ched e' preghin per me , che nell' amore Di questa donna lungamente io sia
,

che

io d' onorarla aggia valore j

E simile orazion sempre mai fia


Fatta per

me

in servigio di quelli

Che

allegro possiede

o che

disia

per coloro ancor che son rubelli


Colle lor donne
,

acci eh' egli abbian pace


gli flagelli

E che angoscia pi non

^. V
6o
Il

pi parlare ornai qui non mi piace

Perocch in parte pi di lode degna

Serbo di dir con laude pi verace


Quella
bilia

che

1*

anima disegna
l'

Di

quella per cui son


il

altre onorate
s'

E cui servire

cor sempre

ingegna^

E torno

a contemplar quella pietate


,

Ne' verdi prati

1*

alta

gran virtute
,

C ha questa Donna fregia di biltate


Da
cui spero ancora aver salute

f:he della cAccii di

duna

PQ
^266
Al

Boccaccio, Giovanni Opere volgari 1,

ed,

1827

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