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Marziano, che Papa, che Re, che Vicepadreterno

Il giorno dopo linaugurazione di una mostra due ex compagni di scuola, dopo tanti anni, si ritrovano in importante galleria e finiti i convenevoli intavolano una animata discussione. 1) E Marziano. 2) Doveva essere bello 1) Pi che bello intelligente, dicono che ha letto tutto. 2) Che abbia letto tutto, compreso padre Taparelli, sicuro, che sia intelligente anche, ma burocrate. 1) Nooo difende la borghesia, quella illuminata. 2) Pi che la borghesia difende la burocrazia e lalto clero. Che poi la borghesia che difende sia quella illuminata dubito. 1) Hai mai letto niente di suo? Lo sai che per rispettare la libert dellarte capace di censurare quella politica? 2) E proprio in questo che burocrate. In fondo larte apolitica, larte asettica, piace ai partiti illiberali, ai burocrati, ai conservatori di tutti i colori. 1) Non esageriamo. 2) Se Marziano nega che con le opere un artista non pu esprimere opinioni politiche vuol dire che ha un giudizio negativo sia dellarte che della politica. Non pu essere che cos, poich negando non solo nega allartista ma anche alluomo questa possibilit e necessariamente postula che la politica appartiene ad aggregati, a corporazioni, a caste di qualsiasi genere e natura. 1) (Arricciando il naso) Huuuummm. 2) Come, non capisci? 1) Poco. 2) La libert -di coscienza, di opinione, di espressione, di culto, di comunicazione- stata affermata dalla borghesia illuminata nella lotta contro lautocrazia clericale e laica medioevale e

attribui-ta ad ogni singolo uomo, indipendentemente dallappartenenza a questa o quella professione, casta, classe. Prima tale concezione non esisteva. 1) Che centrano tutte queste fesserie?!! Marziano lungimirante, andato oltre le elucubrazioni pseudo-intellettuali; un uomo che ha coscienza della storia che sa che ben al di l della soggettivit esiste la societ: milioni e milioni di individui che per poter vivere in pace con se stessi e gli altri non hanno bisogno di vedersi garantiti tutti i diritti liberali. Pensa se in una societ democratica si dovesse permettere a un pinco pallino qualunque, solo perch artista, di esprimere opinioni politiche che sono contrarie al vivere comunitario che sconquasso sarebbe. Un bravo artista fascista potrebbe approfittarne e zaaacc ti sfornerebbe dei duci grandi come case e il povero Marziano dovrebbe parlarne con conseguenze prevedibili: incitamento alla sovversione dellordine democratico. 2) Che fesserie: stai dipingendo il diavolo? 1) Ti parlo di un pericolo reale: chiaro? 2) Chiaro sar per te, per me no. In primo luogo la chiusura di Marziano alla politica totale. Per Marziano non solo la politica avversa alla democrazia ma anche quella democratica oggetto di censura. E capitato a me. Nel 68 ho fatto una mostra che sovversiva non era, anzi al contrario penso che fosse progressista poich condannava la guerra barbaramente fatta da una nazione potentissima contro una debole e arretrata. Eppure il nostro trovava modo di affermare che larte che ha come oggetto la politica meritava solo biasimo e censura. 1) Siamo alla faziosit, alla strumentalizzazione della libert per difendere una parte. Oggi ovunque ti rigiri cadi sempre su una bandiera rossa. 2) A chi vuoi darla a bere? Non ti ricordi che contro quella guerra non erano schierati solo i rossi se a un certo punto sceso in capo anche Nixon che con il rosso ha ben poco da spartire? 1) Non questo che volevo dire poich anchio ero contro quella guerra, anchio ho fatto i cortei, ho portato le bandiere rosse. Volevo dire altro, cio che quando si parla di politica -non so quanto consapevolmente- si riduce la libert personale a opinioni circoscritte, determinate La politica ti afferra troppo e afferrandoti induce a identificare la libert con la posizione ritenuta progressista o reazionaria che non pu rappresentare L I B E R T A. Io so che con questa parola non si pu scherzare e che o la si intende in modo globale o meglio lasciarla stare per non confondere sfere con-cettuali diverse. Ci evidente: chi si chiude dentro la politica proprio in quanto pu solo abbrac-ciare una parzialit non pu essere libero, mentre chi vuole essere libero deve emanciparsi e accede-re in un ambito nel quale si abbraccia indifferentemente progresso e regresso, positivo e negativo, eccetera; un ambito dove tutti questi valori si presentano, se presi singolarmente, inconsistenti. In questo ha ragione Marziano: un atteggiamento parziale non pu essere libero; unarte libera neces-sariamente si pone fuori dalla politica. 2) Noo, no, non ci siamo: la libert irriducibile ad una concezione metafisica. Io capisco poco di filosofia e quindi non posso entrare in argomento. Il mio stomaco e cervello sono terrestri, ma lasciami dire che hai un concetto confuso della libert. 1) Sei tutu che non ti poni in grado di comprendere. 2) Sar, ma lascia che spieghi la mia posizione. Fino a questo momento hai equivocato su termini che sono e devono essere distinti. Questi sono da un lato la libert e dallaltro il bene e il male, il progresso e il regresso. Ebbene prendiamo in considerazione un avvenimento politico qualsiasi. Gli

artisti possono assumere verso di esso posizioni diverse: di consenso, di dissenso, di indifferenza, eccetera. Atteggiamenti diversi quindi che indipendentemente dai tempi e dai luoghi di coloro che li hanno espressi, si porranno sempre in termini di illibert in quanto espressioni contingenti e 1) Ma allora sei con me?!! 2) Noo: in modo fermo e netto. 1) Come: no? Se anche tu affermi che la contingenza non libert! 2) Si. Io come te affermo che la contingenza non libert, ma in disaccordo con te aggiungo anche che la libert si sostanzia sul presupposto di tale contingenza. 1) Che balordaggini: proprio vero che la politica annebbia il cervello. 2) Pu darsi, ma non interrompere. Lasciami spiegare ci che per me libert e perch inconfondibile con i termini progresso e regresso 1) Vedo che ti interrompi da solo: anche per te difficile stabilire ci che libert e distinguerla da quello che non 2) Lasciami finire. Gli artisti, gli uomini sono liberi quando e solo quando, nellambito di un regime democratico, possono disporre della pi ampia possibilit di pronunciarsi ripetutamente su tutti i fatti, che giudicano, per una qualsiasi ragione, degni del loro interesse e impegnarsi a realizzarli nel modo che ritengono pi opportuno. 1) La libert per te un fatto negativo; negativo e terribile, poich pu anche coincidere con lo scendere in strada armati di pistola per sparare a caso. 2) Non prevedevo che rifiutassi determinate regole. Un punto deve essere chiaro: un artista, un uomo, per quanto libero di esprimersi non pu, in nessun caso, permettersi di danneggiare la persona. 1) Chiaro s, ma astratto e fumoso. Come si fa a rispettare tale regola quando, ad esempio, si sa che se si suona della musica -fosse anche pacifista- con certi amplificatori, questi possono danneggiare i timpani? E questo non che un esempio. 2) Certo che sei pertinente: fai certi salti di quaglia che sembri un canguro australiano, tanto sei energico. 1) Perch? 2) Prima, parlando di libert, ho stabilito che questa non poteva arrecare danno a persone e tu parli di lesioni prodotte da strumenti senza nemmeno specificare se questi sono stati utilizzati deliberatamente per provocarli. E chiaro che se i danni sono intenzionali allora senza esitare affermo che bisogna punire colui o coloro che li hanno causati per mezzo di tali strumenti. E ancora 1) Devo prendere atto che su questo punto puoi aver ragione.

2) E allora torniamo a bomba: io sostengo che la libert non pu provocare danni alle persone, mentre tu non escludi che possa provocarli. Questi punti di vista sono non solo lontani ma addirittura inconciliabili. Siamo daccordo? 1) (Avvicinandosi a 2) Sono stato frainteso; io non sono un dissennato, al contrario credevo che tu, in preda al furore di libert, ti fossi avviato su una china pericolosa Quanta confusione si pu generare quando si parla animatamente. 2) Abbiamo stabilito una cosa importante: per nessuno di noi la libert deve arrecare danno a persone. Questo rassicurante poich almeno su un punto siamo vicini ancora pi allo spirito che alla lettera delle migliori leggi democratiche. 1) S siamo vicini, ma torniamo anche sostanzialmente al punto di partenza, cio al fatto che in tale ambito non si possono garantire tutti i diritti e quindi tutte le libert. In altre parole si ritorna con pi coscienza a constatare che gli stati democratici hanno bisogno da un lato di leggi capaci di garantire la libert di espressione e dallaltro di limitarla con altrettante leggi ordinarie se non addirittura con principi costituzionali. Qui risiede la saggezza degli ordinamenti democratici, qui la saggezza di Marziano che capace di schierarsi consapevolmente con quelle libert che aiutano la democrazia a vivere e contemporaneamente a censurare atteggiamenti e fatti che se lasciati liberi non solo la danneggerebbero ma potrebbero, addirittura, spingerla allauto distruzione. 2) Questa posizione inaccettabile e non perch hai torto a dire che gli ordinamenti democratici si fondano su leggi capaci di tutelare la libert di espressione in modo incongruente ma perch accetti questo stato di cose. Ed gi su questo punto che tra noi si crea contrasto: fra te trincerato nel mantenere ostacoli alla espansione della libert e me proteso a rimuoverli, a smantellarli. 1) (Tra s: questo insiste e pu diventare pericoloso, bisogna frastornarlo. Agitandosi e alzando la voce) Pericolo, periiccooloo, pee 2) Che pericolo??!!! Pensa piuttosto alla Costituzione italiana e riconosci come nonostante sia una carta discretamente solerte nellaffermare il diritto di espressione, parimenti lo sminuisce, lo limita, loffende, lo 1) (Tra s: devo metterlo alla prova) E qui che ti voglio. 2) Prendi larticolo sette. Questo articolo rimandando ai Patti del Laterano del 1929 -proprio quelli firmati da Mussolini e dal Cardinale Gasparri- offende il diritto di espressione visto che, ad esempio, ostacola lintroduzione, sia nelle scuole pubbliche che in quelle private, della libert dinsegnamento. 1) ( Tra s: si orientato verso la sostanza dei problemi: mi conviene far lindiano) Cado dalle nuvole, non sapevo che esistesse un nesso tra Concordato e libert di espressione. Ma non credo che i pericoli provengano da questa parte ma dai fascisti. Sono i fascisti che limitano la libert di espressione, ma poi non hai ancora detto ci che liberta despressione, n le relazioni che esistono tra questa libert e il progresso. Cerca di sciogliere questo nodo se no finirai per rimanere intrappolato nella tua stessa rete e il parlare risulter un chiacchierare a vanvera. 2) Apri bene le orecchie: per me la libert di espressione la garanzia legislativa e di fatto che il potere politico assicura a tutti i cittadini perch siano liberi non solo di pensare ma anche di potersi esprimere -senza limiti di tempo e luogo- con i mezzi e le forme che pi gli sono congeniali su tutti gli argomenti, siano essi scientifici, filosofici, religiosi, estetici, sessuali e chi ne ha pi ne

metta. Da questa convinzione deriva che anche il fascista deve avere piena possibilit di esprimere le proprie idee con i mezzi che ritiene pi opportuni e con quella stessa nonviolenza che dovuta da tutti i cittadini alla democrazia. Ci premesso prima di esprimere qualche considerazione sulle relazioni che intercorrono tra libert e progresso ho bisogno di avere conferma sulle idee che hai espresse sulla libert. Se ben ricordo hai detto che nella cultura e nellarte la libert si manifesta in quei giudizi, oggetti, atti che racchiudono in s tutti i valori e da ci gi deriva che essa inesistente nei giudizi e atteggiamenti politici. Questo modo di vedere si contrappo 1) E facile far demagogia, sparare pisciatine calde e lunghe che non finiscono mai. O sei o fai lingenuo. Ma torniamo a bomba, in primo 2) Scusa, scusa 1) (Lasciandosi cadere le braccia lungo i fianchi) Lascia, las 2) Non 1) Ppppppppppffffffffff 2) Non voglio interrompere. Permetti che ti ponga una domanda che pregiudiziale al tuo come al mio discorso. Quando parli di libert a chi ti riferisci: alluomo? a tutti gli uomini? a chi? Detto questo potrai parlare fino a domani e ti star ad ascoltare in religioso silenzio. E solo per chiarezza. 1) Alluomo, alluomo; mi sembrava chiaro!! 2) Era solo per stabilire. 1) Poss 2) Altroch. 1) Boooouuuummm Complimenti: hai riassunto magnificamente le mie convinzioni. Infatti la libert deve essere un universale, deve cio racchiudere in uno stesso giudizio, atto, oggetto tutti i valori. Se la politica per sua natura unaccozzaglia di contraddizioni, irriducibili ad unit, cos come lo sono tante altre discipline, nellarte che si pu raggiungere luniversalit -unit della diversit- ed soprattutto nella pittura che si pu ottenere questo risultato. Prendi, ad esempio, limmagine pienamente realizzata di una bella mela. Se la consideri nella sua identit essa non pu che immediatamente apparire come un universale e non solo perch rappresenta una essenzialit naturale in quanto dotata di unesistenza autonoma dalla mente ma anche perch essa in quanto rappresentazione si pone oltre le dispute dal momento che racchiude in s tutti quegli elementi formali che concorrono a renderla tale. 2) Uno cerca di ordinare il discorso, di dare una direzione alla conversazione e tu la sposti di qua e di l. 1) (Tra s: sono riuscito a frastornarlo) Quando uno si trova in difficolt deve ammetterlo, non trovare scuse. 2) Se parti dalluomo -in questo caso da te e dalle tue idee- e non dagli uomini, da tutti gli uomini di diverso sesso, et, condizioni sociali, cultura, nazionalit eccetera, come tutti identici nel fruire ed esercitare eguali diritti, manca tra noi un terreno comune di partenza. E gi questo punto che

deve essere chiarito: la libert di pensiero, di espressione appartiene a tutti i singoli uomini o no? E qui il nodo della questione. Sei daccordo? 1) (Tra s: mi devo destreggiare) Nooanzi s. Ci siamo fraintesi: quando mi sono riferito alla libert delluomo in realt intendevo quella di tutti; ma c una profonda diversit tra le tue e le mie posizioni. Io sono scettico, tu ottimista. 2) In che senso? 1) Nel senso che sei un ingenuo (gli strizza locchio). I principi sono cose buone, peccato siano chimere.Chi non lo sa che per Costituzione tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto, e ogni altro mezzo di diffusione? Chi non lo sa che la stam-pa non pu essere soggetta ad autorizzazione e a censura; ma poi se si prendono queste dichiarazioni per buone si finisce per prendere lucciole per lanterne. E ora che ti tiri su i pantaloni (vede che 2 si agita roteando verso lalto le mani). Lo so, lo so cosa vorresti dire: i preti, linfluenza , lingerenza della gerarchia, sono i loro interessi a imbavagliare la cultura e bla bla bla; ma non cos. Certo lilluminismo, la democrazia, in linea di principio, attribuiscono a tutti la potest di poter pensare ed esprimersi come meglio gli aggrada. Ma nella realt i fatti sono altri e non solo per colpe clericali, ma per tante ragioni. Di fatto nella nostra Costituzione -tu lo saiquello stesso articolo che concede il diritto a tutti di manifestare liberamente il pensiero pone delle condizioni e dei limiti quando recita che sono vietate le pubblicazioni a mezzo stampa, gli spettacoli e ogni altro tipo di manifestazioni contrarie al buon costume. In questo articolo esiste, giustamente, laffermazione del principio e il riconoscimento del suo limite; c una contraddizione, ma necessaria. Come potrebbe essere diversamente?!!Mi viene un sospetto, diffidenza per diffidenza: quando parli di espressione non la confondi con la comunicazione? Non ti sar sfuggito che una cosa scrivere una poesia, fare unazione, un accidenti per te, per pochi amici; dico, non ti sar scappata la differenza che esiste tra libert di espressione da attribuire a tutti e libert di comunicazione da assicurare a tut-ti; mi pare che sono cose diverse. Prendi il recente caso di Sal. Non si pu contestare che Pasoli-ni avesse, o il signor X o Y abbiano diritto di esprimere ci che vogliono. Tutti hanno il diritto -o meglio dovrebbero avere il diritto- di poter fare e disfare ci che vogliono, ma per se stessi, per una lite intellettuale, non per tutti. Con la comunicazione di massa sarebbe uno sfacelo. Se si permet-tesse di proiettare dei film a Milano, Torino, Roma, Napoli, Palermo dove sono rappresentate donne nude, coiti di tutti i tipi, compresi quelli anali, ne uscirebbe un casino e ai cittadini verrebbe tolto lonore, la moralit. Libert, libert, s, ma entro certi limiti, rispettando certe regole. E poi troppa libert finirebbe per essere un insulto a tanta povera gente: dovresti almeno sapere che in Italia per-centualmente gli analfabeti e i semianalfabeti superano gli alfabeti e tra gli alfabeti solo una infima minoranza in grado di utilizzare la libert che oggi esiste per esprimere qualcosa di proprio. Eeee-ehheehhhh, uuuufff. 2) (Parlando lentamente) In quello che dici ci sono verit ma che sono, purtroppo, sopraffatte dal contesto nel quale sono inserite e poi anche ammesso che tu abbia ragione a diffidare della mia riverenza agli ideali, ai principi, sbagli comunque a non capire che per quanto possa essere astratta essa si traduce in fiducia nella democrazia perch io non sono come te conservatore, reazionar 1) Giaaa, ggggiiia 2) Cosa barbotti? 1) Cose mie.

2) In primo luogo hai torto a presentare la nostra Costituzione come luogo dellambiguit, almeno nella misura in cui questa diventa tanto grande da farla apparire una carta non democratica. Larticolo ventuno parla chiaro. I suoi commi primo e secondo -se contengono quanto hai detto-, affermano in modo non equivoco che per tutti i cittadini esiste il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero. Queste affermazioni sono chiare e i cedimenti contenuti nei commi successivi non possono essere tali da rimangiare quanto affermato in quelli precedenti. In secondo luogo hai torto a ritenere che i cedimenti e le ambiguit che esistono nella Costituzione e nei codici devono essere subiti passivamente dai cittadini e non contrastati giorno dopo giorno. In terzo luogo ridicolo dubitare che io possa equivocare sui termini libert di espressione e libert di comunicazione. Non ci siamo capiti: la libert di espressione connessa, indissolubilmente, alla libert di comunicazione; equivocare impossibile. Rileggi il primo comma dellarticolo ventuno e vedi che suona: tutti hanno il diritto di manifestare (a chi??; implicito) a tutti il proprio pensiero. Dico: come ti potuto passare per la testa un tale dubbio? Mahaa(gli manca il fiato) In quarto luogo semplicemente inconcepibile che tu che hai frequentato lartistico e laccademia con me ti prenda la paura addirititura dei nudi. Ti ricordi con quanta gioia andavamo a disegnare la pi bella delle modelle, la Els 1) Non banalizziamo, che caldo (si fa ventaglio con La Stampa) aaaaaauuuufff, aaaaaauuu 2 ) Per non banalizzare dovresti almeno riconoscere che il sequestro di Sal opera da Santuffizio. E per mitigare il caldo, tu che conosci bene larticolo ventuno della nostra Costituzione, dovresti pretendere che fosse stato interpretato, quantomeno, in modo ben pi ragionevole di quanto abbiano fatto per decenni cittadini, comitati, procuratori, sedicenti laici, contro quasi tutte le opere di Pier Paolo. 1) (Con voce risentita) Tu vuoi rovinare i giovani; il tuo un discorso da depravato. Il sesso, il coito, la perversione, ormai si inerpicano su vetuste e sacre colonne ed archi e tu fai e vuoi continuare a fare il permissivo!! 2) Udite, udite: rovino i giovaniMa i giovani da quando il mondo il mondo, non li ha mai rovinati il sesso, semmai la propaganda allodio, alla guerra. Credo che se si dovesse scegliere tra immagini di sesso e di violenza ingiustificata sono queste ultime che dovrebbero cadere sotto la falce della censura: basta con i tab, le paure, con il dover essere sempre pronti, con forbici in mano, a tagliare per non far vedere, sentire, toccare questo e quello come se gli individui non avessero cervello sufficiente per potersi orientare secondo coscienza e 1) (Specchiandosi in un quadro di Pistoletto) Hai capito dove vuole arrivare il merlo: mi accusa di essere prete e poi, anche se i miei valori li rovescia, si comporta come me su quelli importanti!! (voltandosi verso 2) Bravo, braav: da dove ti proviene la presunzione di consentire a tutti di fare ci che vogliono? Dal pensarti di essere dio? 2) (Tra s: ho commesso forse qualche lapsus?) Beh, un po prete lo sono e non mi sento toccato per questo perch non mi credo dio, n pretendo di parlare a suo nome ma semplicemente a nome della fiducia che ho nei miei simili nel ritenerli responsabili quel tanto da non aver bisogno di una censura che autorizzi la creazione e la circolazione delle loro opere. Un prete laico che pronto, quando non esisteranno pi censure preventive che ostacolino la libert di espressione, a rinunciare volontariamente anche ad una parte di questa. 1) (Tra s: proprio ingenuo. Devo provocarlo) Quando parli sei troppo evasivo e astratto, quasi non sapessi che c gi stato il dadaismo e certe sue posizioni estreme Pur riconoscendo che

quando ti riferisci alle libert hai il merito di affidarle allattenzione di superuomini capaci, con un qualsiasi mezzo espressivo, di formulare proposizioni articolate e perfettamente intelligibili non posso tacere che purtroppo sono appetibili solo ad una ristretta platea di cultori tradizionalisti di scienze metareali. Pi, slancio, pi, pi slan 2) Ti viene la frenesia: cos questa fuga in avanti? Mi pare di esse 1) (Ridendo) Fingi di non capire e allora, beccati questo: se a un pinco pallino qualsiasi, qui a Torino, gli viene in mente di farsi una sega in piazza Castello ritenendola non un gesto inconsulto o pazzo, ma un gesto artistico, tu come la giudichi? Con le tue idee qui che ti voglio. 2) (Passandosi lentamente la mano sulla fronte) Andiamo piano. 1) (In tono canzonatorio) Eh no, caro mio andiamo forte, mettiamo ali di mitraglia sotto i piedi, voliamo oltre il ghetto dellarte intesa in senso tradizionale. Uno che si faccia una pugnetta in piazza Castello ritenendola unopera darte, realizza unopera darte o no? E deve essere impedito o no? Parla, parla 2) Sei un sacripante, un briccone... Se io fossi come te o come Marziano cavillerei, mi metterei a disquisire sui giusti contenuti, capacit, mezzi. La pittura la pittura e per essere pittura deve eccetera, eccetera, eccetera, ma io purtroppo non sono come voi e mi avvicino ai dadaisti: larte pu anche essere una pisciata. 1) (Balbettando) Ssschhhheerzzii vvveero, eee vvveeerooo. Ssseiii pppaaazzoo, unn sseeeggguuuaaccee dddi Cccrrraaavaaaannn (Sforzandosi di ritornare a parlare normale) Con tutto il rispetto che ho per Cravan, credo che fosse demente. Con la sua teoria sulla coincidenza arte e vita, ha cancellato, con quattro colpi di remo, larte ed rimasta nella memoria solo la sua vita insulsa. Non ti pare? 2) No: poich per me Cravan ha avuto il merito di credere che larte vita, che i gesti quotidiani sono la sua inesauribile fonte e che separata da questa fonte incomprensibile. Ancora: penso che il suo pi grande merito consista nellaver tentato di richiamare lattenzione -seppur con il sacrificio di se stesso- che la vita individuale pu essere unarte pi piena e compiuta di molte opere, scritte o rappresentate, che vengono quotidianamente decantate come degne di essere considerate arte. 1) Ma larte non pu essere ridotta a vita, fosse anche ben pi importante di quella del nostro dadaista... E se in sintonia con autorevoli studiosi posso anche riconoscere che larte nata dal bisogno di procurarsi il cibo, come si pu desumere dalle numerose rappresentazioni rupestri di cacce e animali, affermo che quel bisogno un suo presupposto lontano e dimenticato poich modernamente inte-sa larte e non pu essere nientaltro che rappresentazione formale, o forma di vita congelata. 2 Io non so da quale bisogno nata larte e se con te mi va bene credere che ha avuto origine dalla necessit di procurarsi il cibo, non mi appaga affatto ridurre larte a rappresentazione poich anche oggi quando guardo quel cervo mi impossibile ridurlo a quei colori e a quelle linee che lo hanno rappresentato. Quel cervo mi lascia indifferente perch solo quando vedendolo riesco a pensarlo vivo, che corre per sottrarsi a coloro che cercavano di catturarlo, che la sua rappresentazione mi appaga. 1 ) Cavolo!! Quello che stato alle origini ormai mi interessa un fico secco. Bisogna essere pertinenti: riconoscere che larte si organizzata in proprio, che da millenni che ha raggiunto una

sua identit distinta dalle altre attivit umane. Certo per potersi separare lartista prima ha dovuto mu-tuare cognizioni scientifiche e abilit manuali da quei tecnici e artigiani impegnati a creare manu-fatti destinati alle necessit primarie delle comunit nelle quali vivevano, e solo poi ha potuto inven-tarsi un mestiere particolare per creare forme che seppur materiali sono rivolte a soddisfare esigen-ze spirituali. 2) Siamo al medioevo e alla controriforma:lapprendistato per acquisire un mestiere da un maestro dotato di quelle tecniche capaci di produrre opere destinate a soddisfare esigenze spirituali -che, conoscendoti, sono poi in primo luogo quelle religiose e in secondo luogo quelle destinate ad aumentare prestigio e vanit dei potenti e poi -ricordando quello che hai detto poco fa- ad esaltare il figurativo, quello capace di riprodurre con pi aderenza fotografica i prodotti della natura, non esclusi pecore, cavalli, uomini. (Battendogli ripetutamente una mano sulla spalla) Bravo, bravo. 1) Sar medioevale, ma escludo di essere tanto lontano dal mondo contemporaneo poich se vero che lartista di oggi diplomato e laureato e quindi estraneo dal frequentare bottega fin dalla pi giovane et, rimane comunque vero che ha dovuto, in qualche modo, dotarsi di una preparazione artigiana di alto livello per poter dipingere delle belle cose. 2) Che santo quel Marziano A furia di gelare e congelare riuscito a ridurre il cervello a ben poche nozioni Vi siete ridotti peggio del braghettaio. Ma se invece di fare il predicozzo, larte deve essere e non pu essere altro che questo, non sarebbe meglio ascoltare gli artisti e coloro che si occupano darte, per sentire dalla loro viva voce ci che ritengono che essa sia e invece di fare i castratori praticare la professione di levatrici? Ma mai possibile che larte per voi si riduca al me-stiere di riprodurre bene solo dei frammenti di realt? Non vi riducete cos facendo a pestare la stes-sa acqua e impietosamente a ridurre in poltiglia intuizioni, atteggiamenti, fatti, cose, valori? E se invece di continuare a pestare acqua vi sforzaste a riconoscere che il mondo materiale si estende tanto da abbracciare anche luomo, i suoi pensieri, le sue azioni e relazioni sociali e che lassieme di tutte queste componenti che costituiscono larte viva, non sareste poi in grado di apprezzare, comprendere, valutare meglio la variet e complessit dellarte, compresa quella derivata che viene congelata su una superficie o quantaltro? Certo, la mela prima di essere riprodotta dalluomo gi essere, vita, arte e quando luomo la riproduce pu anche non far altro che copiarne laspetto ma ci nonostante rimane pur sempre vero che in quanto rappresentata su un supporto o costruita con un qualsiasi altro materiale e rimane opera delluomo e in quanto tale unopera derivata e formalizzata proprio in quanto da lui fatta. Certo voi vi fermate alla mela fotografata e vi acconten-tate della sua immagine che la coglie nei suoi diversi aspetti -verde, gialla, rossa, piccola, grande, matura, acerba, appesa allalbero, marcia su un tavolo, eccetera, eccetera- e la considerate bella tutte le volte che lartigiano in grado di fotografarla senza macchina fotografica. E fate male poi-ch luomo non sempre si accontenta di recepire passivamente le impressioni, le immagini, che gli provengono dalle cose inanimate e animate del mondo poich essendo una macchina elaboratrice alla volte si cimenta con lo scomporle e assemblarle discrezionalmente oltrepassandone e sconvol-gendone le caratteristiche che le sono proprie. Ed cos che il pittore la mela oltre a riprodurla nelle sembianze che le sono proprie pu anche rappresentarla nellaspetto che in natura non ha. Infatti su una tela la mela pu anche diventare un razzo e portare sulla luna una compagnia di astronauti. Vedi quante cose pu essere e diventare una semplice mela oltre che presentarsi in veste di bella mela dipinta su venti per venti centimetri di tela? Se tu e Marziano foste pi umili, meno Pietro da Cortona, tutte queste cose le comprendereste senza sforzi e allora sareste in grado di capire come la vita o una particolare vita, miserabile o fulgida, di un uomo gi arte anche se non congelata e di Cravan dellingenuo Cravan avreste pi simpatia e rispetto. 1) Ma anche tu in modo pi largo (Si tira su i pantaloni) fissi dei limiti.

2) Allarte no. 1) Ma alla sega in piazza Castello s. 2) Ahh s scusa. E inutile che ti dica che la sega in piazza Castello per me arte, gi lo sai; io sono del parere che se c chi vuole farsi una bella manoccia a suon di clacson, luci al neon, sotto gli occhi di mons Motta dovrebbe essergli concesso di farsela in santa pace. 1) Dissacratore, sadico: vedi a che punto si giunge praticando il libero pensiero! Io sar controriformista ma tu sei super -iper- libertario. Profanatore degli altrui pudori e principi morali. 2) Profanatore? 1) Che tu ammetta che le seghe possono tirarsi sulla pellicola o venire descritte nei romanzi, pur non condividendolo, posso ancora comprenderlo. Il cinema per certi aspetti un luogo chiuso, un romanzo un libro chiuso, chi vuole vederla al cinema o nel romanzo deve scomodarsi e pagare al botteghino o in libreria e chi non vuole pu starsene a casa. Questo pu ancora essere comprensibile -solo comprensibile: intendiamoci-, ma la sega fatta in pubblico implica immediatamente che tutti quelli che passano, quelli che vogliono come quelli che non vogliono, sono costretti a digerirsela e se pu andare bene ai primi pu non andare bene per i secondi. Farsi una sega in pubblico equivale a fare un gesto di violenza, non tutelare i diritti sacrosanti di chi non vuole vedere lo sguardo turpe e il gesto rattrappito e sconcio di un uomo che si sega. 2) (Tra s: a certi rimproveri sono sensibile) Certo, visto lattuale senso comune del pudore convengo che sostenere che lecito farsi una sega in pubblico non la via pi indicata per portare avanti la lotta a favore della libert di espressione. 1) Sono finalmente riuscito a fermarti! 2) Tutti o quasi tutti gli uomini hanno un tallone dAchille. Comunque sia chiaro che io sono per permettere a chi vuole fars 1) Duce: duce bieco. 2) Ma perch? 1) Essenzialmente perch fatta in pubblico la sega obbliga -capisci: obbliga- anche chi contrario a vedere certi spettacoli. 2) Certo nella vita c sempre chi vuole una cosa e chi unaltra;chi ha pi forza o la maggioranza decide: questo ha valore di legge. Oggi purtroppo siamo talmente inibiti e terrorizzati dalla libert che siamo sempre e comunque disposti a limitarla. Non la riconosciamo nemmeno allarte congelata, figuriamoci allarte viva Per stabilire chi limita e chi limitato in casi del genere bisogna mettere a confronto due libert e vedere quali delle due riceve pi limiti nel proprio esercizio, se quello che vuole la sega o quella di chi a tale vista si sente offeso 1) Tu sei un sofista: per definizione la sega fatta in pubblico costringe laltro. Se ti metti in bella vista chi passa o cieco o se no mi dici come fa a no

2) Tu hai ragione se parti dal presupposto che chi se la tira si metta in faccia a un altro che costretto a rimanergli seduto davanti o che in un passaggio non pu girare gli occhi da unaltra parte per il pericolo di cadere. In questi e in altri diversi casi s, ma negli altri no. Facile partire da una definizione preconcetta, peccato che non tuteli la libert del segaiolo e dei suoi estimatori e, poi in fondo, nemmeno quella degli altri dal momento che toglie a questi i presupposti per mezzo dei quali la libert pu manifestarsi. Credo che questa sia poi solo uninterpretazione corretta del primo comma dellarticolo ventuno della nostra Costituzione, anche se sono consapevole che nemmeno uninfima minoranza di giuristi sarebbe pronta a sostenere questa tesi. Braghettai e castratori ne esistono a iosa perch il nostro un paese cattolico dove rendere pubblico un impulso sessuale ritenuto per tradizione una cosa diabolica. Colpire il sesso, piegarlo alle esigenze della conservazione, stato consciamente lobiettivo che si posto la chiesa. 1) (Paonazzo, con voce rotta) Crreeetiiinooo, creeetiiiinooo. (Voce sommessa e ritmata) Scemo, scemo, scemo, scemoscemo, scemo 2) Hai finito? 1) Scemo, scemo, scem 2) Riprendi!!! 1) Scc 2) (Urlando forte tanto da far affacciare preoccupata alla soglia della porta la segretaria del gallerista) Non sei capace di dire altro? 1) (Fra s: devo reagire, pungerlo sul vivo, farlo scoppiare come un bubbone) E ora che smetti di attaccare la chiesa. Sembra che siano solo il papa, i cardinali, i vescovi cattolici che vietano tutto D che si provi qualcuno a farsi una pugnetta sulla piazza Rossa se non proprio davanti, di fianco al mausoleo di Lenin o a New York sul piazzale antistante al Palazzo di vetro e vedi come va a finire. Esiste un senso comune del pudore, leggi indipendenti dallo stesso credo religioso degli uomini di ogni razza e continente, che sono state scritte nel tempo sociale e che hanno assunto caratteri definitivi. E poi non delegare altri, provaci tu ad andare in piazza Castello a fare cinque contro uno. Un certo dadaismo e surrealismo pagava di persona ed io ho stima solo di chi, prendendo le parti di certi movimenti davanguardia, si pone allaltezza della situazione esponendosi e non di chi suppone che siano altri ad esporsi 2) In primo luogo io non contesto che in tutto il mondo civile la repressione sessuale sia particolarmente pesante e che lintolleranza verso la pubblica manifestazione della sessualit si manifesti solo da noi e non a Pechino. In secondo luogo convengo con te che il senso del pudore trova sup-porto nel sociale e trae origine da fattori diversi -la famiglia, la divisione del lavoro, lo stato, la moralit- anche se non condivido la tua posizione quando pretende che questo senso particolare sia indipendente dalla sfera religiosa e che i caratteri che ha assunto sono fissati una volta per tutte. In terzo luogo io contesto, nel modo pi energico, che la chiesa cattolica in Italia e nelle nazioni dove pi presente la sua influenza, non costituisca il bastione principale alla manifestazione della ses-sualit. 1) A Mosca non esiste la chiesa cattolica e la repressione c.

2) Esiste uno stato, degli apparati burocratici che per dominare devono esercitare la pi dura, irrazionale e intollerabile delle repressioni, invadendo sfere che non dovrebbero nemmeno sfiorare. E poi perch la esercita? 1) La esercita semplicemente perch a Pechino, come a New York , anche a Mosca certe cose sono intollerabili e disdicevoli. 2) No: non tanto per questo; soprattutto per 1) Non svicolare: devi purtroppo prima di tutto ammettere che certe cose sono universal 2) (Con tono ironico) Lo so, lo so, a memoria: il senso del pudore si separato dal vivere quotidiano, si organizzato in proprio, ha raggiunto uno spessore, e una autonomia tali che lo hanno portato a distinguersi e addirittura primeggiare su tutte le altre attivit umane. Ma proprio questo ritornello che sbagliato, falso, poich il pudore, come larte, non mai stato separato dal vivere quotidiano e dalle altre esigenze giornaliere degli uomini. Non hai ancora capito che tutte le attivit degli uomini sono connesse. 1) Connesse poich il loro collante leconomico che altro poi non che il modo di produrre e ripartire il prodotto, frutto del lavoro di chi produce merci destinate al mercato. 2) A questo collante bisogna aggiungere i rapporti sessuali, giuridici, religiosi, culturali, eccetera, eccetera. 1) E una correzione di Marx? 2) In un certo senso s. Io non contesto Marx per aver creduto che la storia sociale degli uomini storia di divisioni di classi, di sviluppo distorto di modi di produzione dei mezzi di sussistenza e di riproduzione di loro stessi, di presenza dello stato e di quantaltro, quanto di aver ridotto per i suoi giorni -che sono poi anche i nostri- tutte le manifestazioni sociali importanti a rapporti economici, indicando nella rivoluzione la strada maestra per poter dare soluzione definitiva a questi rapporti e raggiungere stabilmente lEden del progresso e della libert. 1) E ora a cosa riduci la storia sociale degli uomini e dove cerchi la strada del progresso e della libert? 2) Principalmente nella democrazia. 1) (Risata sonora) Scusa se rido, ma come si fa a prenderti sul serio? Se la democrazia una forma di stato e lo stato un assieme di organi burocratici, di gerarchie che tutelano gli interessi strutturali delle classi privilegiate, come si pu credere di poter liberare, cio risolvere gli interessi economici delle classi popolari? E poi dovresti sapere che il progresso si realizzato attraverso un lungo processo che ha incluso forme diverse di organizzazioni statali, da quelle democratiche a quelle autoritarie . 2) Sar, sar, ma dovresti almeno sforzarti di capire che la democrazia si fonda sul principio che la sovranit appartiene al popolo e sulla garanzia che ai cittadini vengono riconosciuti gli stessi diritti. Ebbene proprio in virt di tale principio e di tale garanzia esistono nello stato democratico delle contraddizioni che permettono di contrastare gli interessi delle burocrazie e di erodere gli interessi materiali delle classi privilegiate. Sembrer una barzelletta ma..

1) Ma perch mi hai costretto a parlare di politica? Non avevo nessuna intenzione di entrare in questo argomento. La politica il regno della malizia, dellinganno sistematico, del far apparire limpossibile. (Allargando le braccia in segno di sconforto) ComunqueQuello che affermi falso, sei un bugiardo, un borghese che si vergogna di essere tale. Io se non altro che ho il privilegio di infi-schiarmene della politica e posso dire pane al pane e vino al vino, senza tema affermo che il principio e i diritti da te conclamati si riducono a un puuuufff, carta scritta. Prendiamo il principio di sovranit. In virt di questo principio il popolo proclamato sovrano. Sei daccordo?? 2) S. 1) E allora un primo fatto. Il popolo sovrano ma intanto c chi ha molti soldi e chi non ne ha o ne ha ben pochi, chi istruito e chi non lo , e in genere chi ha soldi anche istruito e chi non li ha in genere anche ignorante. Un secondo fatto: la sovranit per essere esercitata -non essendo quella diretta dellAtene di Pericle- delegata. Il ricco istruito pu mandare in parlamento sia a Roma che in quelli regionali, provinciali, o nei Comuni grandi e piccoli che sono veramente tanti, e poi nei sindacati, nelle associazioni importanti, un suo camerata, cio un individuo che ricco e istruito quanto lui, che appartiene alla sua classe e in quanto tale perfettamente in grado di conoscere e tutelare i suoi interessi e quelli di classe; il poveraccio invece perch sa parlare ma non scrivere o sa scrivere ma non parlare deve mandare negli organi nei quali si esercita la sovranit un delegato che oltre istruito anche ricco e che quindi non conosce n le abitudini -e quello che peggio- n gli interessi di chi lo delega n quelli della classe alla quale costui appartiene. Un terzo fatto: la sovranit attribuita al popolo e viene esercitata dai ricchi e capaci e i poveri e incapaci rimangono alla finestra. Cosa si deduce -se siamo onesti con noi stessi-: che la democrazia una forma di stato che lascia e pu solo lasciare irrisolte le ingiustizie economiche . 2 Un discorso del genere me lo aspettavo. E la logica conseguenza delle opinioni espresse su arte e cultura. Infatti se con Marziano, a spada tratta, sostieni il principio di indifferenza dell arte alla politica, non vedo come tu possa poi apprezzare coloro che credono che sia un dovere partecipare alle lotte contro tab e arretratezze di questo mondo. 1) (Tra s: finalmente posso apparire progressista. Baster che mi comporti come questi specchi appoggiati alle pareti che hanno la possibilit di essere allo stesso tempo riflesso e cosa: pi finzione che realt) Non tanto di questo che si tratta ma del fatto che democrazia implica propriet privata e questa, per definizione, si oppone alla giustizia. I proprietari -borghesi ingordi- non permetterebbero mai e poi mai di ripartire equamente i soldi estorti agli operai e allora per lottare contro tab e arretratezze occorrerebbe laiuto della nazionalizzazione. 2) Il guaio che la nazionalizzazione non dissolve la propriet privata, ma la preserva e generalizza. Coi tempi che corrono, statizzare vuol solo dire trasferire la propriet da determinati individui che la possiedono a titolo personale ad altri individui che ne dispongono a titolo impersonale e collettivo. Che sia un proprietario privato ad estorcere a diecimila operai cinquantamila lire a testa o siano mille burocrati, gestori della propriet di stato, a rapinare questi operai della stessa somma nello stesso tempo, passa ben poca differenza dal momento che in entrambi i casi esiste appropria-zione privata di plusvalore. Nella nostra Costituzione la propriet e liniziativa privata sono indubbiamente riconosciute ma sono anche sottoposte a vincoli che non potrebbero rivoltarsi contro uti-lit e giustizia sociale. 1) (Tra s: cerca di fregarmi, devo insistere) S, ma solo sulla carta; poi gli approfittatori borghesi

2) Gli approfittatori sono sempre borghesi dal momento che si appropriano di parti del prodotto sociale. Ci che oggi indubitabile che lappropriazione privata esiste intollerabile nei settori improduttivi e soprattutto in quello statale e para-statale; settori parassitari tanto pi pericolosi in quanto non sono riconosciuti come tali nemmeno dalla scienza economica ufficiale sic. Per far fronte a questa situazione esiste inderogabile la necessit di sviluppare la democrazia. 1) No c bisogno della forza, di restringere la democrazia, di instaurare la dittatura, di fare come si fatto in Russia. 2) (In tono canzonatorio) Ha un difetto questa sparata poich anche in Russia esiste chi istruito e chi non lo , chi ha potere e chi non ne ha e poi anche l chi istruito e ha potere ricco e chi ignorante e non ha potere povero: con laggravante che in mancanza di democrazia non esistono le scappatoie cartacee e sovra-strutturali che permettano al cittadino di affermare in privato e in pubblico queste verit. Tanto per intenderci n la sega e poi nemmeno il blablabla. In Russia si verificato che la soppressione delle libert personali e di rappresentanza ha reso pi forti gli strumenti a disposizione degli approfittatori permettendogli di tutelare meglio e senza nemmeno il fastidio insistito dei blablabla i loro interessi. Per difendere gli sfruttati non si deve restringere la democrazia, instaurare la dittatura, applicare luso perverso della forza, dal momento che tutte queste misure sono usate dai pescecani e precipitate sulle teste della povera gente. Per tutelare gli interes 1) (Tra s: dir sul serio?!) Non ti avevo mai sentito parlare cos male del marxismo; se non ti avessi udito con le mie orecchie non avrei mai creduto che potessi spingerti fino al punto di annegare lo stesso Marx. 2) Marx non viene annegato ma corretto quel tanto che giusto. Lesperienza dimostra che nella vita sociale i diritti fondamentali che la democrazia riconosce al cittadino uniti al principio di sovranit popolare, al sistema rappresentativo, al rispetto delle minoranze, alla rinuncia delluso della forza, allindipendenza della magistratura, eccetera, eccetera, in altri termini lesistenza di una costituzione democratica che affermi esplicitamente che il potere risiede nel popolo che a scadenze prestabilite vota per appurare quali sono le maggioranze che devono governare e quali le minoranze che devono opporsi, sono pi importanti di una qualsiasi rivoluzione fatta contro la democrazia. Lesperienza dice che la democrazia d pi potere alle classi povere non solo perch qualora da libere elezioni ottengano la maggioranza possono addirittura modificare a loro favore la struttura economica, ma anche perch qualora siano minoranza potranno sempre quantomeno tentare, in parlamento, di stemperare le leggi che i conservatori vorrebbero varare contro di loro. Lesperienza dimostra che la limitazione della democrazia pone degli ostacoli alle classi popolari poich saranno sempre impedi-te di diritto e di fatto di accedere al governo e di poter 1) Pretendi di essere obiettivo ma poi non ci riesciTi rendi conto che con queste dichiarazioni damore finisci per negare che, in ogni tempo e luogo, sotto governi autoritari siano esistite forme di progresso economico per le classi sociali pi disagiate poich solo la democrazia politica che e sar sempre in grado di realizzarle?!! 2) Certo se avessi un concetto univoco del mondo anchio affermerei che la bella mela la bella mela. Ma purtroppo, diversamente da Marziano, io ho un altro concetto che mi induce in primo luogo a riconoscere che il progresso e il regresso, il bene e il male, non si presentano mai -quasi mai- separati, che una forma politica per quanto possa essere migliore di unaltra non esente da condizionamenti negativi, da limiti anche gravissimi, rappresentati da una sempre possibile degenerazione. N quando affermo che la democrazia migliore della dittatura misconosco che questultima ha assunto aspetti e forme molto diverse e tanto meno nego che nel percorso storico

dalluma-nit, classi, popoli martoriati abbiano subito minori danni od ottenuto vantaggi economico-sociali dai regimi autoritari, compresi quelli peggiori, ad esclusione di quelli estremi -gli hitleriani- tanto per intenderci. Ci premesso senza ambiguit affermo che la democrazia che si affermata, nel secondo dopo guerra, da noi e in occidente per le classi popolari migliore delle dittature poich permette di realizzare nelle varie attivit umane e nei rapporti sociali pi progresso e pi giustizia di quanto possano essere realizzati nelle dittature di destra e di sinistra che attualmente convivono nel mondo. Con quanto dichiarato mi rendo conto di aver affermato qualcosa di assoluto anche se le radici le affonda nel relativo. Che poi la democrazia possa essere percepita come un qualcosa di astratto e lontano non lo contesto. Bisognerebbe gi vedere se uno si interessa oppure no ai proble-mi della democrazia. Certo se tutti si comportassero come te larte e la democrazia sarebbero gi 1) Non vedo perch!! Adesso ti gonfi un po troppo:cerca di non fare la fine del rospo della favola. Che cazzo, che cazzo!! Certo qualche riconoscimento lhai fatto: che in democrazia il profitto pu anche andare nelle tasche dei burocrati, che i proventi che lo stato incassa dai privati non vanno a beneficio dei lavoratori ma ad alimentare espansione e inefficienza dellimpiego pubblico, o che la rivoluzione anche quando viene fatta in nome di Marx i suoi ideali li tradisce... Ma a parte queste coglionatine, tutto sommato scontate, per quanto attiene alla materia -ai quattrini- hai detto un bel niente. Ti vergogni forse?? (Avvicinando la bocca allorecchio sinistro di 2, a voce bassa) Non esistono testimoni: dimmi chiaro e tondo che ti interessa -come interessa a me- mantenere certe differenze, non perderle. Siamo onesti, se vuoi ti concedo che io e Marziano siamo un po clericali, ma tu sei come quei matti di radicali che vorrebbero mettere sottosopra i codici per dare libert a questo e quello, senza pensare che questo e quello possono aver fame e interessarsi esclusivamente a questo problema giudicandolo (battendo la mano sulla pancia) il pi urgente. 2) (Tra s: devo lasciarlo cuocere nel suo brodo?) Sei proprio un rompi coglioni, un pigliancu (Tra s: non devo dirlo se no Angelo mi appioppa tre anni di galera!) Se i radicali lottano contro i codici vuol dire che sostengono tutte le libert, comprese le stesse rivendicazioni economiche. 1) Questo proprio non lo credo, sar che sono tonto, ma non ho mai visto i radicali occuparsi degli interessi economici delle masse. Li ho visti andare con i tavoli, per strade e piazze, a raccogliere firme contro i codici fascisti e basta. 2) Ma se lunica riforma fondamentale, prioritaria, lhanno portata avanti proprio i radicali. 1) E di grazia: quale??!! Qua 2) Quella sullaborto. 1) Laborto sul piano scientifico un omicidio e su quello economico ha poca rilevanza, poich le donne lhan sempre fatto. 2) Nego che, prima della formazione della corteccia cerebrale del concepito, laborto sia un omicidio. E se per non polemizzare aspramente altro non aggiungo, non posso mancare di dire che se la lotta per lintroduzione dellaborto libero, assistito, gratuito si dovesse realizzare, la diffusione delle tematiche femministe si accrescerebbe.E cos la maternit percepita sempre pi da vaste masse femminili come responsabilit che appartiene ad ogni donna, non potr che estendere la denatalit ben oltre quella consentita dall aborto clandestino, fascista, clericale e portare poi a programmare la natalit che costituirebbe la riforma economico-sociale pi importante tra tutte quelle che possono essere concepite e di cui le societ a capitalismo avanzato come quelle a capitalismo arretrato hanno bisogno per il bene dei loro popoli, delle flore e delle faune che li

circondano o con loro convivono. Quindi non vero che laborto libero, assistito, gratuito non ha rilevanza economica, poich il vero appartiene al suo contrario, anche se onest vuole che si riconosca che i radicali non hanno coscienza della vastit che pu e dovrebbe assumere la lotta che hanno condotto contro quello esistente. Cos come non percepiscono che gli sforzi che fanno per rinnovare, unire e portare al governo le forze di sinistra, anche qualora andassero a buon fine, non darebbero vita a un gover-no impegnato a realizzare autentiche riforme democratiche e socialiste poich le sue componenti -socialista, comunista- colluse da sempre con i governi democristiani continuerebbero a svolgere lazione precedente tesa ad indebolire produzione e occupazione produttiva privata per accrescere occupazione pubblica e attivit finanziaria e speculativa che renderebbe ancora pi forte e coeso quel blocco burocratico che il Galli ha denunciato essere gi composto da almeno due milioni di persone. In tale contesto al Pr spetta quindi non solo di lottare contro le escrescenze parassitarie di matrice clericale, bens affrontare 1) (Tra s. Lui si ricorda che gli ho mandato la sorella per chiedere che gli dicesse dove si trovava la sede CISA della Facciosullaborto mi conviene glissare e poi frastornarlo.) Sei un uomo incongruente poich so che in altre occasioni avresti usato toni ben pi forti per definire la situazione italiana. 2) Non avere dubbi poich anche ora -come sempre- sono pronto a ripetere che il nostro sistema una sottospecie di stalinismo, poich se lo stalinismo stato, mondialmente, il primo a dimostrare che una volta conquistato il potere una burocrazia per mantenerlo non aveva bisogno di un capitalismo impegnato a produrre e accrescere beni e servizi da distribuire -anche se in modo diseguale-alla collettivit poich lo si poteva difendere e conservare anche solo distribuendo in tempi, modi e misure diverse, parassitismo. Insegnamento prezioso se vero come vero che una volta vinte nella primavera millenovecentoquarantasette le elezioni politiche le forze demo-laicoclericali hanno capito, guardando proprio alla Russia, che per poter coltivare e mantenere a lungo il potere gli conveniva adottare il capitalismo originale che si era affermato con la rivoluzione dottobre. 1) Tu sai che io non ho una visione economica e quindi in questo campo posso anche accontentarmi nel dire che tutto va bene madama la marchesama tu che razza di discorso hai la pretesa di fare quando ti manca sia il punto di partenza che quello darrivo? N capo, n coda. Criticare facile, costruire difficile, supp 2) (Tra s. Fa lumile, quale diavoleria ha in mente?) Come fai ad insinuare certe cose?! In primo luogo io non accetto tutte quelle teorie economiche che rifiutano il concetto stesso di lavoro improduttivo poich affermano che esiste solo quello produttivo. Io sono per la restituzione a Cesare di quel che di Cesare, vale a dire che sono favorevole a chi distingue le varie attivit e mansioni classificandole in produttive e improduttive, e 1) So che tale lavoro difficilissimo. 2) Difficilissimo solo per chi interessato a menare il can per laia, a misconoscere che il lavoro produttivo quello impegnato nella produzione di mezzi di produzione e di beni di consumo. Il creare oggetti materiali di qualsiasi genere che servono come componenti di macchine che producono altre macchine -esempio il lavoro al tornio fatto per tornire un cilindro, un disco, eccetera utile per creare un altro tornio, lavoro per la creazione di mezzi di produzione- mentre il lavoro che viene speso per creare beni di consumo -esempio il lavoro che fa il panettiere nellimpastare farina che gli serve per creare il pane, sempre lavoro produttivo anche se rivolto a creare per il consumo individuale. Il lavoro improduttivo invece quello non rivolto a creare mezzi

di produzione o beni di consumo ma servizi. Grosso modo svolgono un lavoro produttivo gli occupati nellagricoltura, nellindustria, nelledilizia, nellartigianato, mentr 1) (Risata fragorosa) Haaah, hhaaa,ha haaattento, attento checasca lasino. Questo tuo discorso rozzo, volgare, e pu portare lontano, molto, molto lontano. Ad esempio pu pretendere di affermare che un medico svolge un lavoro improduttivo, o che 2) Lasino rimane dritto. 1) Lascia finire 2) E meglio che ti fermi. Hai fatto lesempio del medico. Ebbene, lo ritieni significativo per stabilire se svolge o no lavoro produttivo? 1) Si certo, ma vole 2) Volevo, volevo; giusto volere, ma se non si stabilisce un minimo di chiarezza su un argomento non si pu andare avanti a casaccio su altri. La caratteristica principale della professione medica quella di curare, dare vita e salute alle persone, persone che possono essere impegnate in lavori produttivi o improduttivi. E cos? 1) Eeehsi 2) Bene, bene, allora evidente che se un medico cura A che lavora, come operaio, ad allevare polli richiesti dal mercato, mandandolo, con le sue cure, a lavorare dieci giorni prima di quanto potesse andare con la guarigione naturale, la sua azione ha, indubbiamente, contribuito al lavoro produttivo in quanto ha permesso ad A, per tutto questo tempo, di produrre beni di consumo, mentre se avesse curato per la stessa malattia, facendogli risparmiare lo stesso tempo, B, impiegato come usciere presso una casa signorile non avr contribuito, nemmeno per un secondo, a dare origine ad un lavoro produttivo. 1) Allora i medici non sono n carne, n pesce. 2 ) Nellattuale contesto sociale, poich la maggioranza della popolazione si avvia, con miriadi di occupazioni fasulle, pensioni babi, di falsa invalidit e attivit criminali, create dai parlamenti con assurde leggi proibizioniste, ad essere improduttiva, i medici a loro volta si avviano a svolgere una attivit professionale destinata ad assumere sempre pi carattere improduttivo. Questa considerazione vale anche per moltissime altre attivit professionali, compresi i molti insegnanti che lavorano nelle scuole primarie, secondarie, universitarie Che poi queste considerazioni portino lontano ovvio, in quanto tendono a recuperare, in ambito culturale, una visione che valorizzi il lavoro produttivo, che lo consideri ancora capace di costituire fonte daccrescimento non solo umano e cognitivo, ma anche bene prezioso da preservare per poter costruire una societ equilibrata, tanto necessaria, per non costringerla a vivere nel dispotismo. Questo discorso, quindi, porta a prendere posizione contro lattuale concezione economica che impone, anzi costringe, a considerare tutto il lavoro un lavoro produttivo che, quindi, rende anche quello improduttivo -parassitario, inutile, dannoso- indistinguibile da quello necessario. 1) Affermare tutte queste cose non risolve niente soprattutto se vero che tutto degradato, malato, compresa leconomia produttiva rivolta, ormai, pi alla speculazione che alla produzione. 2) E cosma non ti sei mai chiesto il perch di questo fatto?

1) S, sbooohh, booh. 2) Per ragioni di ingordigia classista. Per linteresse che le classi dominanti hanno di utilizzare le forze e le dinamiche economiche al fine di estendere a loro favore le gi enormi sperequazioni esistenti. 1) (Tra s. Ho gi concesso troppo, ora che metta le mani avanti) Ma tutto questo, a parte certe esagerazioni, pu essere anche giusto, ma con attenzione poich legualitarismo sociale potrebbe anche appiattire ogni ansia e spinta verso il miglioramento, e poi anche e soprattutto perch il mantenere e creare gerarchie sociali nuove soddisfa le aspirazioni della stragrande maggioranza se non di tutti. 2) (Tra s. Ha accettato lo scontro ed bene che sia cos) Oggi domina una sfrenata corsa al privilegio e lottare per egualitarismo , nel breve e medio termine, lesigenza pi importante per tenta-re di razionalizzare leconomia. Sar un discorso semplicistico questo, ma lo ritengo estremamente pertinente, in quanto capace di indicare quali ceti e classi devono essere esaltate e quali mortifi-cate per poter rendere meno irrazionali i rapporti sociali e allontanare le cause che ipotecano la stessa sopravvivenza di uneconomia rivolta a svolgere i compiti che le competono Che poi il mantenimento delle gerarchie sociali soddisfi le aspirazioni di tutti dovr essere dimostrato da-gli uomini stessi. Quello che mi sento di dire su questo argomento solo che mi rammarico che il Partito radicale abbia avuto insufficiente sensibilit nel raccogliere le indicazioni egualitarie emerse dalle lotte operaie degli anni 60; che sia stato incapace di fissare anche solo un obiettivo che con-centrasse i rivoli delle rivendicazioni economiche che provenivano dai pi disparati strati popolari. Se, ad esempio, il Pr avesse posto come oggetto di immediata rivendicazione che le pensioni non dovessero oltrepassare un limite mass 1) Siamo alla solita manovra di corridoio: invocare il ritorno alla produttivit e occuparsi di assistenza. 2) Certo le pensioni fanno parte del settore assistenziale, ma entrare nel cuore di questarea, tradizionale feudo clericale, portando contenuti che possono travolgerne la logica, sarebbe quanto mai opportuno. Dire che le pensioni non devono superare un certo limite significa in primo luogo dire che allo stato non derivano spese aggiuntive assurde, in secondo luogo che determinate bocche non devono avere la pretesa, sempre e comunque, di essere pi grandi delle altre 1) No, anzi s. A mio giudizio lunica proposta seria quella di agganciare le pensioni ai salari e alle dinamiche salariali e poi daccordo a fissare un minimo per tutte le pensioni, a partire da quelle sociali che dovrebbero essere corrisposte fin dal sessantesimo anno, con un trattamento pari a quello corrispondente al livello meno elevato nel settore del pubblico impiego e con il servizio domiciliare fornito dai comuni agli anziani. Servizio che potrebbe comprendere pulizia della casa, pasti, assistenza domiciliare medica e infermieristica, turni di vacanza, centri diurni per il tempo libero aperti a tutti. Con queste misure sono daccordo, ma col fissare un tetto massimo assolutamente no:in pri-mo luogo perch colpirebbe duramente chi, abituato a percepire milioni di stipendio al mese per una vita, cadrebbe alla fine di questa in un inferno dal momento che dovrebbe abbassare drasticamente il train; in secondo luogo con lappiattire le differenze retributive la societ andrebbe verso una ra-pida scler 2) (Tra s: ecco spuntare una diavoleria) In campo pensionistico sei abbastanza aperto, molto pi di quanto lo fossi in quello cultural-artistico; c del giusto e del buono in queste tue proposte, peccato che non fai niente per superare determinate ipoteche clericali.

1) Quali?! 2) Quando non tieni conto che le diverse categorie di lavoratori possano andare in pensione dopo cinque, dieci, quindici, venti, venticinque anni di lavoro senza ravvisare in questo fatto una profonda ingiustizia. Lottare affinch tutti vadano in pensione non prima del compimento dei venticinque anni di effettiva prestazione lavorativa necessario poich almeno cos si obbligherebbero certe categorie a fornire lavoro per altri venti, quindici, dieci, cinque anni distogliendo dalle spalle della collettivit spese dello stesso tipo di quelle godute dalla Cattolica e dalle sue succursali. Unaltra ipoteca in campo pensionistico data dal fatto che le diverse categorie di lavoratori, dopo un iden-tico periodo di lavoro vanno in pensione con ics, ipsilon, zeta per cento del salario o dello stipendio percepito negli ultimi anni lavorativi. Anche in questo caso sarebbe quanto mai opportuno fissare per tutte le categorie, a parit di anni di anzianit, una identica percentuale di pensione sul salario o sullo stipendio complessivo se no si inciampa nello stesso inconveniente prima denunciato. Una ter-za ipoteca rappresentata dalla cosiddetta anzianit convenzionale, cio quellinsieme di benefici che attribuiscono -sempre solo a certe categorieaumenti fittizi di anzianit in aggiunta agli anni di effettivo lavoro, anche in 1) (Tra s. A me e a mia moglie vuole mandarci in pensione almeno quindici anni dopo. Agitando davanti alla faccia di 2 la mano sinistra a pugno chiuso con indice e mignolo ben distesi verso lalto) Al diavolo, al diavolo 2) Pppsss, pppsss, pppss, piano, piano, non disturbare il galleristaGuarda che si sta per affacciare Gian Enzo. 1) Cooornuuutt 2) (Con le due mani protese verso il petto di 1) e abbassandole lentamente e ripetutamente) Pss, sss. piano, piano, non disturbare Gian Enzo che sta parlando al telefono, con importanti artisti americani... Fissare un limite massimo saggio. Che un operaio dopo unintera vita di lavoro, in pensione riceva un terzo, un quarto, un quinto, di quanto percepisce il pi alto grado dirigenziale del parastato, passi. Questo fatto ingiusto -passi-; ma che un operaio vada in pensione con un nono, un dodicesimo, un quindicesimo di un capoccia mi incomprensibile, perch non esiste attivit sociale che possa valutarsi in modo cos smisuratamente superiore ad unaltra. Hai un bel dire che colpire i redditi pi elevati getta nellinferno chi abituato ad un certo train di vita. Ma meglio spedire in purgatorio certi disonesti che sono, comunque, una minoranza della societ che mandarla tutta nellinferno. Fissare un massimo oltre che un minimo alle pensioni ha un significato di razionalizzazione, un invito a rispettare certe regole fondamentali delleconomia, a rendere pi consapevoli gli individui che per stare su una stessa barca non pu esserci chi rema e chi si diverte ad aprire falle Poi le tue posizioni sollevano in me profondi dubbi. Constatare che esistono milioni di anziani che hanno una pensione da fame e proporre di portarla per tutti quelli che lhanno cos bassa, al compi-mento dei sessantanni, ad una cifra sufficiente -poniamo centotrentamila lire al mese- cosa diversa dal voler offrire loro unassistenza domiciliare che comprenda tutto, persino quella medico infermieristica. Questa proposta alternativa alla mia mi fa pensare che occuparsi degli anziani in modo cos invasivo si risolva nelloffrire nuovi sbocchi professionali a giovani diplomati e laureati -infermieri, medici- senza veramente affrontare il prob 1) (Tra s. Non ha capito che ho usato il tavolo surrealista proprio per mettere bene in evidenza che cose diverse per forma e peso convivevano benissimo sul suo piano. E proprio diventato scemo?!!) Ormai hai solo pregiudizi irragionevoli verso tutte le posizioni diverse dalla tua

2) Non ho pregiudizi, ma il fatto che tra le categorie forti non manca quella assistenziale che, col pretesto di migliorare le prestazioni potrebbe, ben pi di quanto ha fatto, chiedere che venga aumentato lorganico e una volta ottenuto, sempre con la solita scusa, chiederne un altro e poi ancora un altro in una spirale perversa poich finirebbe per renderlo obsoleto, benestanti i suoi componenti e privo dassistenza chi si trova nel bisogno e in condizioni di inferiorit sociale E quanto gi avvenuto in ambito pensionistico dove esistono privilegi che impossibile non vederli e dove la prima, urgente, cosa da farsi colpire le pensioni pi elevate e i benefici normativi prima indicati, per trasferirli ad un fondo destinato alle esigenze dei bisognosi. Risanamento del modo clericale di gestire lassistenza: ecco da dove il Partito radicale doveva cominciare in campo economico. Dal predicare cara domestica, caro bracciante, caro operaio, il partito del Vangelo, e delle encicliche papali, trova solo alla domenica modo di predicare la giustizia, mentre durante i minuti, le ore, i giorni restanti della settimana, vi turlupina. I fratelli dirigenti dellIRI, dellIMI, della ENEL, gli amici Fanfani, Moro, credenti devotissimi, vanno in pensione con due milioni, un milione e cin-quecento mila, novecentomila, seicentomila lire mese mentre voi 1) (Tra s. Mi sono proprio rotto, uuuuuuf , uuuffff...) Basssta, baaasta, basta, questa predica lho imparata a memoria tanto da poter andare avanti io al posto tuo (cercando di imitare la voce di 2) loro i furboni sguazzano nelloro mentre voi prendete pensioni tanto misere che nemmeno vi permettono di mangiare. E con questi discorsi, se li avessero fatti, che i radicali avrebbero condotto una lotta allaltezza del loro coraggio e capace di aprire contraddizioni nel mondo cattolico e rende-re ben pi consistente la partecipazione popolare ai diritti civili e ben pi convinta e solida la lotta per lalternativa di sinistra, non violenta, democratica, laica E un peccato per che per quanto tu possa straparlare mai potrai giungere a capire che oggi lautomazione il problema poich questo che sta assottigliando il lavoro produttivo -compreso quello manuale, tanto caro al tuo Marx, e per di pi imponendo, anche agli ottusi, di capire che oggi loccupazione si difende e si pu solo difendere cercando e trovando nuovi sbocchi nei settori terziari del pubblico impiego: questa, solo questa, logica capitalista universale e progressista. Non hai capito nemmeno lABC dei meccanismi produttivi. Per salvare i vecchi vorresti affamare le giovani generazioni. Proprio una bella prospet 2) Sono, purtroppo, consapevole che il destino che attende il capitalismo quello da te previsto e sono preoccupato poich presumo di sapere che, non tu, ma le classi politiche questa prospettiva la perseguano solo per impedire che i benefici offerti dallautomazione si riversino sulle classi lavoratrici e che questo desiderio che linduce a non capire che i benefici che offre la contrazione del lavoro dovrebbero andare soprattutto a coloro che sono occupati nei settori primario e secondario poich altre strade non esistono tranne quella che porta al disastro causato dallimpossibilit di individuare il valore, poich uneconomia di mercato ancora presuppone che esistano e si possano individuare coloro che lavorando lo producono oltre a coloro che lo consumano anche senza averlo prodotto...Come vedi sono ben lungi dal disinteressarmi delloccupazione giovanile, anzi il mio interesse rivolto proprio a questa occupazione anche se passa per il calmiere dellindiscriminato sviluppo di quella terziaria pubblica. Per impedire che il capitalismo vada fatalmente verso lo stata-lismo bisogna incominciare con lerodere lesagerato superfluo delle classi egemoni e la lotta per tagliare le alte punte delle pensioni e far lavorare di pi chi lavora troppo poco e meno chi lavora troppo costituisce incentivo alla razionalizzazione e umanizzazione del capitalismo e si proietta al di l dellassistenzialismo nel cuore stesso del lavoro att 1) Se uno ti lascia parlare non la finisci pi, trovi sempre il modo di spaziare ma a quattro dita dal tuo (con lindice della mano rivolto inequivocabilmente verso il culo di 2) Certo finch c da toglier a Tizio e a Caio va tutto per il meglio Ma tu cosa faresti se avessi la grossa pensione o la

grossa rendita? Li cederesti o li difenderesti con i denti? Siamo onesti: finch c da togliere agli altri sempre pronti a denunciare e fare rivoluzioni, ma quando ci toccano sul vivo, sulla pelle, si diventa conservatori, se non reazionari. Ma tu credi che se la classe operaia avesse i soldi di Agnelli 2) (Tra s: mi sono dimenticato di toccare i cumuli e le pensioni fasulle di invalidit) Certam 1) Ho ragione. 2) (Con voce titubante) Non sono Silos Labini che onesto. Mi sento e sono un piccolo burocrate, con tanto di denti che spuntano ai lati della bocca, che sa di avere dei privilegi normativi disposto a lavorare un po di pi 1) Ahhh bhh, visto che lavori diciotto ore alla settimana e hai tre mesi di ferie, lavorare di pi se ti pagano di pi conveniente. 2) No: sono disposto a parit di stipendio a fare quattro, sei ore di pi alla settimana. Cosa capisci e insinui?! Mi vergogno a dirti che sono disposto a perdere cos poco del mio tempo libero ma (allargando le braccia) 1) (Tra s. E lultimo tentativo che posso fare per portarlo sulla retta via, poi..) Tu scolpisci, ti rifarai con le sculture. 2) A parte il fatto che ho sempre avuto ben poco tempo per fare sculture, ritengo per che se dovessi farle, sarebbe mio dovere venderle per destinare leventuale guadagno ai movimenti che lottano per i diritti civili. 1) Delirio, delirio tremens. 2) Penso che a Torino sarebbe ora che si facessero avanti gli artisti, si rimboccassero le maniche e 1) Tante sculture e quadri fatti, venduti e poi tutti i soldi nelle tasche dei movimenti per i diritti civili. 2) Piano, piano, non proprio cos. In questi anni passati molti artisti si sono politicizzati e hanno gi contribuito, occasionalmente, a dare qualche loro opera a favore delle lotte democratiche. Penso, quindi, che sarebbe opportuno fare qualcosa di pi: creare un comitato permanente di artisti, critici, giornalisti, uomini di cultura, una specie di comitato davanguardia, capace di volta in volta di individuare una tematica di grande rilevanza civile per poi sostenerla con manifestazioni che possono essere mostre, spettacoli, conferenze, ciclostilati di informazione, eccetera. Pensa che zeppa sarebbe per tante pance molli se i vari Gianni, Giuseppe, Gilberto, Giorgio, Giulio, Marco, Michelangelo, Paolo, Piero, Plinio, Ugo, Salvo, decidessero di fare un quadro a soggetto anticlericale da esporre in una specie di festival viaggiante nelle pi importanti citt italiane e in qualche capitale europea, con tanto di testo dove si afferma la necessit per gli uomini di cultura di assumere una posizione laica ed anti-concordataria e dove viene detto chiaro e tondo che i proventi dei quadri venduti sono messi a disposizione di quei movimenti che lottano per ridurre il potere clericale e 1) Tu, oltre ad aver ben poca fiducia nella classe politica, presupponi che tutti gli artisti abbiano una comune ideologia, che partano tutti da identici presupposti politici; io gi non ci starei.

2) Se uno fermo sulle posizioni di Pio nono da tale iniziativa tagliato fuori in partenza, ma chi -qualunquista, democristiano, liberale, socialista, comunista, extraparlamentare, radicale o semplicemente innamorato o sognatore- favorevole alle tematiche dei diritti civili e allalternativa di sinistra, alle lotte davanguardia in campo economico, non dovrebbe avere prevenzione ad aderire ad una iniziativa del genere, a 1) Non conosci gli artisti: settari, individualisti, lupi, che hanno interessi di scuderia, di stile, dautonomia culturale da difendere con unghie e denti. Nellarte e nella cultura c chi pensa che la mente ha costituito la sua rappresentazione sulla base del proprio riflesso e chi convinto che il cammino dei passi di fianco porta fuori dal sistema che va dritto. 2) Che siano tutti lupi non vero. Molti di questi artisti hanno gi dimostrato, in pi di una occasione di essere disponibili ad interessarsi degli altri. Sono sicuro, o almeno credo, che una parte senta la necessit di un impegno ragionato, rivolto a sostenere quelle forze che sono collocate al vertice del processo di rinnovamento civile dItalia. Sono quindi fiducioso che per una posta cos alta parte degli artisti che ho nominati siano interessati a partecipare da protagonisti a un dibattito destinato a coinvolgere tutte le componenti che in questi ultimi anni si sono messe in evidenza nelle fabbriche, nei quartieri, nelle scuole, nei movimenti di liberazione al fine di definire un programma di scontro e dalternativa al potere clericale e Dc. Tale proposta che costituisce uno stimolo ad un impegno culturale e di rinnovamento di costume prima ancora che ad uno politico, non pu in nessun modo scontrarsi con le convinzioni personali poich a nessuno chiede di rinunciarvi semmai di arricchirle con lesplorazione di nuovi orizz 1) Se chiedi agli artisti di fare delle opere su temi prefissati, come fai a non interferire sulla loro personalit? Uno che intenda fare cieli e niente altro, anche se fosse interessato alliniziativa rimarrebbe tagliato fuori. 2) Eh no, per il semplice fatto che potrebbe contribuire con altre iniziative. E poi il problema non quello che tu poni, perch le cose da farsi devono essere discusse e stabilite dagli interessati. Sono i Gianni, i Giorgio, i Gilberto che dovrebbero stabilire, una volta costituito un comitato, quello che opportuno fare. 1) E utopistico e poi chi potrebbe incominciare a fare una tale impegnativa proposta? Non tu che sei una sputtanata nullit. 2) Ahh certo. E a Piero che, idealmente, spetterebbe di iniziare tale discorso. 1) Se Piero morto. 2) Che io sappia no. Solo ieri lho visto in via P, con due baffoni rigogliosi. Piero per le indubbie doti artistiche, per lo spirito di abnegazione, per le vaste conoscenze personali, potrebbe benissimo farsi promotore e coordinatore di tale iniziativa. 1) E se non accettasse? 2) Allora Ugo. Se trovasse un po di tempo e la voglia avrebbe le carte in regola per assolvere il compito. Comunque il problema pi importante incominciare a parlarne e poi si vedr chi si far avanti. Si sappia che io sono disponibile, se non come mente almeno come braccio. Un po di tempo libero ce lho, comperare carta, ciclostilare, appiccicare francobolli, fare il galoppino insomma, che poi quello che sempre ho fatto in tanti gruppazzi e grupp

1) E proprio solo per la sega che sei indisponibile. 2) Anche questa in fondo, in fondo, mi va. Se dei compagni del FUORI o di qualche altro gruppo decidessero di organizzare una segata non violenta per chiedere, ad esempio, che i pi importanti quotidiani, compreso lOsservatore, dedichino uno spazio informativo alle tematiche di liberazione sessuale allora mi armerei di coraggio e al Toro 1 (Tra s: poveretto si perso, diventato un esibizionista da quattro soldi) Ha ragione Marziano ad amare larte bella e perbene della civilt europea del quattro e cinquecento e a detestare le sculture viventi, mettendo in guardia che dietro il velo delle idee si nasconde la parabola del re nudo. 2) Certo per salvare pancia e coscienza Marziano ha tutte le ragioni a massaggiare a suo modo tale cultura e civilt e prendere pretesto dalle sculture viventi e dai veli per censurare chi ha voglia di dire e fare qualcosa di nuovo. Per la borghesia la morale diversa: se illuminata dovrebbe restringere lo spazio ai marziani dal momento che le mangiano i lumi, se non lo pu anche continuare a servirsene. Bisogner solo vedere se non perder lultimo sangue succhiato dai vampiri che si aggirano tra le stanze del palazzo.

Era ormai tardi quando i due ex compagni si lasciarono. Fuori nel cielo ammiccava la luna e dallalto di Superga il vecchio Juvarra rideva con tutta la sua barba e la bocca larga e sdentata.