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Enrico Linaria

Umorismo letterario dautore


Anton Germano Rossi

Henri Michaux

Due umoristi eccezionali


Se si ragiona di umorismo in Italia, due sono i nomi che possono subito venire in mente: il commediografo Ettore Petrolini (1886-1936) e lo scrittore Achille Campanile (1900-1977). A nessuno viene in mente Anton Germano Rossi (1899-1948) che purtroppo per tutti un emerito sconosciuto. Il fatto che sia sconosciuto una vera e propria bestemmia. Perch Rossi stato ed un grande, anzi un grandissimo umorista. Pochi, anche nella sua citt natale, Parma, lo sanno. Tra i suoi rarissimi estimatori c stato Carlo Silva che nel 1966 inser nella collana il picchio delleditore Bietti quarantuno racconti di Rossi sotto il titolo Porco qui, porco l. Silva, che dirigeva la collana, definiva questi racconti contronovelle, scritti pregni di comicit pura, clownesca, impossibile. Sono scritti sottolineava Silva che anticipano quel surrealismo comico destinato a caratterizzare lumorismo italiano del dopoguerra. Storielle brevi, situazioni esilaranti, avventure pazzesche. Tutte per con un sottofondo di verit. Difatti, pi che storie irreali, queste sono caricature della realt: cos come una caricatura evidenzia, distorcendola, la fisionomia di una persona, le contronovelle di Rossi concludeva Silva ci inducono, tra una smorfia e una risata, a guardare un po pi a fondo nel ridicolo e nel farsesco che noi tutti ci portiamo appresso. Una delle contronovelle pi belle Il famoso barbiere, racconto dove ci sono tutti gli elementi della scrittura incalzante ed essenziale di Rossi il cui stile ricorda moltissimo quello di Plume di Henri Michaux, anche lui nato nel 1899 e anche lui grandissimo umorista. Nel rievocare Rossi proponendo alcuni suoi racconti, vale la pena ricordare anche Plume di Michaux pubblicato da Gallimard nel 1963 e, in Italia nella traduzione di Alfredo Giuliani, da Bompiani nel 1971 col titolo Un certo Piuma. Anche di Plume (scritto nel periodo 1930-1936, dunque negli stessi anni delle contronovelle) saranno proposti alcuni stralci per un omaggio parallelo alla genialit di Rossi e a quella di Michaux. Omaggio che nel sottolineare con scritti di circa ottantanni fa la genialit di questi due umoristi, si propone di sminuire il valore di tanti presunti pseudoumoristi dei giorni nostri

Il famoso barbiere
di Anton Germano Rossi Buon giorno salut sorridendo il nuovo cliente entrando dal famoso barbiere e mettendosi a sedere. Barba! ... ... e capelli disse freddamente il famoso barbiere passando lasciugamano sotto il collo del nuovo cliente. No replic gentilmente il nuovo cliente: barba sola. Barba, capelli e frizione disse il famoso barbiere ancora freddamente pigliando le forbici. Stia fermo con la testa! aggiunse secco dandogli un ceffone. Ma... disse il nuovo cliente. E zitto! esclam il famoso barbiere appioppandogli un violento scappellotto. Ma... tent ancora il nuovo cliente.

Guardi... disse gentilmente il vecchio cliente chinandosi affettuosamente verso il nuovo cliente e mettendosi un dito sulla bocca: meglio che stia zitto... Lei si impicci per s! disse il garzone del famoso barbiere al vecchio cliente dandogli un cazzottone sotto il mento. Andiamo! aggiunse poi rimettendogli violentemente la testa a posto. C molto? domand sorridente un cliente entrando in quel momento altrimenti ripasso! E fece latto di uscire. C quanto ci pare disse un altro garzone alzatosi improvvisamente, agguantando per il petto il cliente entrato in quel momento e sbattendolo su una sedia. Lei non ripassa un corno... capito? aggiunse poi mettendogli un dito sotto il naso. Senta rischi debolmente il nuovo cliente al famoso barbiere li vorrei con la sfumatura... Ragazzo! disse freddamente il famoso barbiere facendo un rapido cenno con la testa al ragazzo che accorreva stacca un bottone al cappotto del signore... cos impara a non chiacchierare. Ma... disse il nuovo cliente. Strappagli il nastro al cappello... insist, ostentando la calma, il famoso barbiere rivolto al ragazzo che strapp il nastro al cappello del nuovo cliente. Ha visto che capoccia ci ha questo qui? domand ad un tratto il garzone rivolto al famoso barbiere, indicando il vecchio cliente. E questo? rise il famoso barbiere acchiappando con forza la testa del nuovo cliente e voltandola verso il garzone. Poi fanno tante storie! aggiunse sogghignando. Ve la do io, per la miseria! termin scuotendo la testa e ricominciando a sforbiciare.
Ed ecco unaltra contronovella.

Sollazzi

di Anton Germano Rossi Che c? domand la vecchia signora. Vieni disse tutta giuliva la giovane viaggiatrice; vieni mamma; buttano un viaggiatore dal finestrino. Tutti quelli dello scompartimento risero divertiti. Non passa! constat ad un tratto un giovanotto che spingeva il grosso viaggiatore fuori dal finestrino. Bisognerebbe che qualcuno andasse a prendere una corda e ce la gettasse dallaltra parte. Subito tre o quattro, ridendo tutti allegri, si precipitarono fuori dello scompartimento. Ma disse la vecchia signora al signore anziano che le era vicino si pu gettare un viaggiatore dal finestrino? Certo rispose il signore anziano sorridendo bonariamente purch facciano presto... nessuno dice niente. Cosa vuole! un viaggiatore solo! Ce ne sono tanti! Tutti erano ritornati nel vagone e spingevano il viaggiatore che era a met fuori del finestrino. Non state l a guardare senza far niente rimprover uno dei giovani

che spingeva tutto trafelato e allegro: date una mano! Ecco il capotreno inform la signorina. Che c? domand il capotreno. Niente rispose uno dei giovani che spingevano stiamo gettando gi dal finestrino un viaggiatore. Non si pu mica disse il capotreno. Come? protest un signore di mezza et. Ma se io ne ho buttati gi tanti. Lultima volta... Un mese fa forse? domand il capotreno. S annu il signore di mezza et, proprio un mese fa. Allora s disse sorridendo gentilmente il capotreno dal 15 del mese che proibito gettar viaggiatori dal finestrino. Strano comment il signore di mezza et. Ce lo lasci gettare! pregarono tutti; quel signore anziano grosso, con la barba bianca. Per questa volta! implor la signorina. Il capotreno sorrise. Allora tutti, gridando gioiosamente, si rimisero a spingere il viaggiatore fuori dal finestrino. Passa! Passa! gridarono tutti a un tratto, riunendo le forze. Alcuni viaggiatori incuriositi si erano fermati a guardare nel corridoio. Andiamo inform uno con disprezzo: buttano gi dal finestrino un viaggiatore. Hanno fatto bene a proibirlo. Una risata gioiosa accolse la scomparsa del viaggiatore dal finestrino. Era duro! disse uno dei giovanotti. Non mi mai capitato di gettar gi dal finestrino un viaggiatore che mi facesse faticar tanto. E tutti si misero ad asciugarsi il sudore e a raccontare.
In quegli stessi anni Michaux scrive La notte dei bulgari, racconto, come Sollazzi, incentrato su gente buttata gi dal treno.

La notte dei bulgari


di Henri Michaux Bene, si era sulla via del ritorno. Sbagliammo treno. Allora, siccome si stava l con un mucchio di bulgari, che mormoravano non si sa che tra di loro e si agitavano continuamente, preferimmo farla finita subito. Fuori le pistole e sparammo. Sparammo precipitosamente, perch di loro non ci fidavamo proprio. La cosa migliore era anzitutto eliminarli. Loro, tutto sommato, parvero sorpresi, ma coi bulgari mai fidarsi. Alla stazione successiva salgono un bel po di viaggiatori, dice il capotreno. Si arrangino accanto a quelli l (e indica i morti) in modo di occupare un solo scompartimento. Adesso non c motivo che loro e loro occupino scompartimenti distinti. E li guarda severamente. S. s, certo, ci arrangeremo! Come no! Sicuro! Subito! E con viva premura si dispongono accanto ai morti e li sorreggono. Non mica tanto facile. Sette morti e tre vivi. Ci si pigia tra corpi freddi, e le teste dei dormienti ciondolano tutto il tempo. Cadono sul collo dei tre giovani. Come urne portate a spalla, quelle teste gelide. Come

urne di granito, contro le guance, quelle barbe ispide, che allimprovviso si mettono a crescere con raddoppiata velocit Passare la notte. Poi di mattina presto si cercher di sloggiare. Forse il capotreno avr dimenticato. Ci che importa di stare buoni e tranquilli. Fare in modo di non destare la sua attenzione. Restarsene pigiati come ha detto lui. Dimostrare buona volont. Al mattino, sandr via alla chetichella. Prima darrivare alla frontiera, ordinariamente il treno rallenta. Fuggire sar pi facile, si passer un po pi lontano per la foresta con laiuto di una guida. Cos si convincono lun laltro a pazientare. Nel treno, i morti sono molto pi scossi dei vivi. La velocit li molesta. Non possono restare quieti un momento, ciondolano sempre di pi, vengono a parlarvi sullo stomaco, non ce la fanno pi. Bisogna governarli con durezza e non lasciarli un momento; bisogna comprimerli contro le spalliere, luno sulla sua sinistra e laltro sulla sua destra, soppressarli ma allora le loro teste sbattono. Bisogna sostenerli fermamente, questo limportante. Qualcuno di lor signori non potrebbe fare un po di posto a questa vecchia signora? Impossibile rifiutare. Piuma si prende un morto sulle ginocchia (ne ha un altro alla propria destra) e la signora si accomoda alla sua sinistra. Adesso succede che la vecchia signora s addormentata e la sua testa ciondola. La sua testa e quella del morto si sono incontrate. Ma soltanto la testa della signora si risveglia, e lei dice che laltra alquanto fredda e lei ha paura. Ma loro osservano vivacemente che l fa un gran freddo. Provi a toccare. Mani si tendono verso di lei, mani assolutamente gelide. Forse sarebbe meglio per lei andare in uno scompartimento pi caldo. Lei si alza. Quindi ritorna col controllore. Il controllore intende verificare se il riscaldamento funziona normalmente. La signora dice: Tocchi quelle mani. Ma tutti gridano: No, no, limmobilit, che le dita si sono addormentate per limmobilit, non niente. Qui sentiamo tutti abbastanza caldo. Sudiamo perfino, tocchi qui la fronte. In una parte del corpo c traspirazione, nellaltra prevale il freddo, colpa dellimmobilit, nientaltro che limmobilit. Quelli che hanno freddo, dice Piuma, si riparino la testa con un giornale. Serve a star caldi. Gli altri afferrano al volo. Subito tutti i morti vengono incappucciati con giornali, incappucciati biancheggianti, fruscianti. pi comodo, li si riconosce immediatamente nonostante loscurit. E poi non c pi rischio che la signora tocchi una testa gelida. Frattanto sale una ragazza. Ha sistemato i bagagli nel corridoio. Non fa mostra di volere cercare un posto, una ragazza molto riservata, modestia e stanchezza pesano sulle sue palpebre. Non chiede niente. Ma bisogner farle posto. Loro vogliono farglielo assolutamente, pensano a come smaltire i loro morti, pensano di disfarsene un po alla volta. Ma tutto considerato, sarebbe meglio cercare di eliminarli subito luno dopo laltro, dato che alla vecchia signora si potr forse celare la cosa, ma con due o tre persone estranee loperazione diventerebbe piuttosto difficile. Abbassano il finestrino con precauzione e loperazione incomincia. li si

sporge fino alla vita, e poi li si ribalta fuori. Ma occorre piegargli bene le ginocchia per evitare che rimangano appesi, giacch mentre stanno penzolanti, la loro testa batte dei sordi colpi sullo sportello, proprio come se volesse rientrare. Forza! Coraggio! Presto si potr di nuovo respirare. Ancora uno e sar finita. Ma laria fredda che entra dal finestrino ha risvegliato la vecchia signora.. Sentendo un po di movimento, il controllore torna, per sgravio di coscienza e ostentazione di cortesia, a verificare se per caso non ci sarebbe nello scompartimento, sebbene sappia benissimo il contrario, un posto per la signorina che nel corridoio. Ma certo, ma certo che c! esclamano loro. straordinario, fa il controllore... avrei giurato... proprio straordinario, dice anche lo sguardo della vecchia signora, ma il sonno rinvia le domande a pi tardi. Purch la ragazza adesso si addormenti! Un morto, questo vero, sarebbe gi pi plausibile di cinque morti. Ma meglio evitare qualsiasi domanda. Perch quando si interrogati ci simbroglia facilmente. Contraddizioni e colpe spuntano da tutti i lati. sempre preferibile non viaggiare con un morto. Soprattutto quando stato vittima dun colpo di pistola, perch il sangue perduto gli d una cattiva cera. Ma poich la ragazza troppo prudente e non vuole addormentarsi davanti a loro, e dopotutto la notte ancora lunga, e prima delle quattro e mezzo non si toccher una stazione, non si preoccupano molto, e cedendo alla stanchezza saddormentano. Bruscamente Piuma saccorge che sono le quattro e un quarto, sveglia Pon... e sono daccordo nel perdere la testa. Senza pensare ad altro che alla prossima fermata e al giorno incombente che metter tutto in chiaro, gettano rapidamente il morto dallo sportello. Stanno gi asciugandosi la fronte quando sentono il morto ai loro piedi. Dunque non era lui che hanno buttato fuori. Com possibile? Eppure aveva la testa avvolta in un giornale. Ma insomma, si vedr pi tardi. Agguantano il morto e lo scaraventano nella notte. Uffa! Com bella la vita per i vivi! Com allegro questo scompartimento! Svegliano i compagni. Toh, D... Svegliano le due donne. Sveglia, siamo quasi arrivati. Tra pochissimo ci siamo. Dormito bene? Un treno eccellente, vero? Tutto a posto? Aiutano a scendere la vecchia signora e la ragazza. La ragazza che li guarda senza dire niente. Loro si trattengono. Non sanno pi che cosa fare. come se avessero finito tutto. Compare il capotreno e dice: Su, facciano presto. Scendano con i loro testimoni! Ma noi, fanno loro, non abbiamo testimoni. Ah bene, dice il capotreno, se vogliono un testimonio contino pure su me. Mi aspettino un momento dallaltra parte della stazione, davanti agli sportelli. Li raggiunger subito, nevvero. Ecco un lasciapassare. Arriver in un lampo. Mi aspettino. Loro si avviano e, una volta l, se la squagliano.

E adesso unaltra contronovella di Rossi.

Lo sfizio

di Anton Germano Rossi C nessuno domand il celebre chirurgo che deve ancora farsi tagliare una gamba? Ce n uno qui disse un tale alzandosi a sedere sul letto e indicando un vecchio signore con la barba, alla sua sinistra. Se non dice niente... disse poi rivolto al vecchio signore. Mi dispiace seccare... rispose il vecchio signore confuso. Che seccare! Simmagini! assicur il celebre chirurgo accorrendo. Sta anche a fare complimenti. Ecco qua! fece poi, dando lultimo colpetto alla gamba e mettendola in terra. Grazie disse il vecchio signore con la barba, contemplandosi lunica gamba; e dica un po... a tagliare anche questaltra che ne direbbe? Ma certo... Per me, taglierei anche quella: tanto che ci fa? per lei disse il vecchio signore confuso; mi secca farle perdere tanto tempo. Ma per carit sorrise il famoso chirurgo. Dia qua subito. Se lo fa per complimento fa male. Ecco fatto anche questo disse poi. Che glie ne pare? domand il vecchio signore con la barba al vicino di prima rimirandosi pensoso. Benissimo! disse il vicino di letto guardandolo compiaciuto. Perch non si fa togliere anche le braccia? Eh! Quasi, quasi! esclam il vecchio signore sorridendo e guardando timidamente il famoso chirurgo. Ma non faccia complimenti! disse seccamente il famoso chirurgo. Allora inutile! Sono qua per questo, sa, io? Ecco mia moglie! grid ad un tratto il vecchio signore sorridendo ad una signora che veniva dal fondo della corsia. Buon giorno signora! salut il famoso chirurgo portando via le due braccia e le due gambe. Buon giorno dottore rispose la signora del vecchio signore con la barba. Come va? domand poi rivolgendosi al marito. Bene! Tira un po gi le lenzuola! Ma che hai fatto? domand la signora sorpresa. Ma santo Dio, non ti si pu lasciare solo un momento che fai subito di testa tua! Stavi tanto bene con le gambe e le braccia! Adesso, signora, se le levano tutti, sa... disse il famoso chirurgo sorridendo; sta meglio cos. Capisco mormor la signora: sar... ma per me stavi meglio prima.
Al di l della similitudine di stile, la palese rassomiglianza tra i due racconti della gente buttata gi dal treno c anche in due rispettivi racconti dargomento chirurgico. Ecco quello di Michaux.

Piuma aveva male al dito


di Henri Michaux Piuma aveva un po male al dito. Sarebbe forse meglio consultare un medico, gli disse la moglie. Spesso basta una pomata... E Piuma and dal medico. Un dito da tagliare, disse il chirurgo, magnifico. Con lanestesia ne avr tuttal pi per sei minuti. Dato che lei ricco, non ha bisogno di tante dita. Sar felicissimo di farle questa piccola operazione. Poi le mostrer qualche modello di dita artificiali. Ce n uno che graziosissimo. Un po caro, senza dubbio. Ma non il caso, naturalmente, di badare alla spesa. Noi le faremo il miglior trattamento. Piuma si guard malinconicamente il dito e si schern. Sa dottore, lindice, un dito molto utile. A proposito, dovrei scrivere ancora a mia madre. Mi servo sempre dellindice per scrivere. Mia madre si preoccuperebbe se tardassi ancora a scriverle. torner tra qualche giorno. una donna tanto sensibile, si agita molto facilmente. Non sia mai, gli disse il chirurgo, ecco qui della carta, carta bianca, naturalmente non intestata. Qualche parola affettuosa da parte sua la render felice. Nel frattempo vado a telefonare alla clinica perch preparino tutto, e non resti che da prendere gli strumenti sterilizzati. Torno subito... Ed eccolo gi tornato. Tutto a posto, ci aspettano. Mi scusi, dottore, fece Piuma, sa, mi trema la mano, pi forte di me... Benissimo, gli disse il chirurgo, lei ha ragione, meglio non scrivere. Le donne sono terribilmente perspicaci, specie le madri. Vedono dappertutto reticenze, quando si tratta dei loro figli, e da uninezia montano una tragedia. Per loro, siamo sempre degli infanti. Ecco il suo bastone e il cappello. Lauto ci aspetta. E giunsero nella sala operatoria. Senta, dottore. Veramente... Oh! fece il chirurgo, non si agiti, lei ha troppi scrupoli. Scriveremo insieme questa lettera. Ci penser su mentre la opero. E avvicinandogli la mascherina lo addorment. Avresti anche potuto chiedere il mio parere, disse la moglie di Piuma al marito. Non ti credere che un dito perduto si ritrovi tanto facilmente. Un uomo con dei moncherini , non mi va mica molto. Quando la tua mano sar un po troppo sguarnita, non contare pi si di me. Avresti fatto meglio a pensarci prima...
Il nesso tra i due racconti evidente. Ed ecco altri stralci di Plume che evidenziano lo stile asciuttissimo di Michaux, davvero molto simile a quello di Anton Germano Rossi. Circostanza fortuita o uno dei due influenz laltro? E se si fossero influenzati a vicenda?

Altri stralci di Plume


Piuma non pu dire che per lui in viaggio si abbiano molti riguardi. Alcuni gli passano sopra, altri si asciugano tranquillamente le mani con la sua giacca. Ci ha fatto labitudine. Preferisce viaggiare in tutta modestia. Finch sar possibile, si comporter cos. Se gli servono in malo modo, una radice nel piatto, una grossa radice: Via mangi, che cosa aspetta?. Oh, certo, subito, ecco. Non vuol procurarsi complicazioni inutilmente. E se la notte gli si rifiuta un letto: Che! Non sar mica venuto cos di lontano per dormire, no? Via, prenda il suo baule e la sua roba, questo il momento della giornata in cui si cammina pi tranquilli. Oh, certo, s, certo... Era per ridere, naturalmente. Oh, s... scherzavo. E riparte nella notte buia. E se lo buttano fuori del treno: Ah! Allora lei crede che si scaldi per tre ore questa locomotiva e si attacchino otto vetture per trasportare un giovanotto della sua et, in perfetta salute, che pu essere tranquillamente utilizzato qui, che non ha nessun bisogno di andarsene laggi, e per questo si sarebbero scavate gallerie, si sarebbero fatte saltare tonnellate di roccia con la dinamite e collocate centinaia di chilometri di rotaie sotto tutte le stagioni, senza contare che bisogna ancora sorvegliare di continuo la linea per timore di sabotaggi, e tutto questo sarebbe fatto per.... Certo, certo. Comprendo perfettamente. Ero salito solo per dare unocchiata. Ecco, tutto qui. Una semplice curiosit. oh. E mille grazie. E se ne torna indietro coi suoi bagagli. E se a Roma chiede di visitare il Colosseo: Ah, no! Senta, gi abbastanza mal ridotto. E poi dopo averlo veduto lei vorr toccarlo, appoggiarcisi sopra, sedercisi... cos che poi si finisce col restare con delle rovine dappertutto. stata una lezione per noi, una vera lezione, ma in avvenire, no, per davvero, chiuso. Certo! Certo! Era... Volevo soltanto una cartolina, una fotografia, forse... se per caso.... E lascia la citt senza avere visto niente.
Ed ecco il fuoco dartificio finale. un racconto di Anton Germano Rossi che ha per protagonisti i vecchietti. La caricatura, estrema, adattissima ai giorni nostri: perch se oggi parecchi vecchietti non vengono buttati gi dallultimo piano, sono per sorvegliati dalle badanti e mortificati nel rapporto che ancora potrebbero avere per quanto gliene resti poca con la vita.

Quei vecchietti...
di Anton Germano Rossi Che c domand il signore col panama nuovo a un postino sceso dalla bicicletta. Ma, non so... disse il postino sceso dalla bicicletta, guardando in alto... Che c? domand poi ad uno della folla con un pacco sotto il braccio. Ah!... niente! rispose quello con un pacco sotto il braccio: buttano

gi un vecchietto dallultimo piano. Ah! esclam il postino sceso dalla bicicletta e rivolto al signore con il panama nuovo: buttano gi un vecchietto dallultimo piano... Chiss che mi credevo!... aggiunse poi alzando le spalle e rimontando in bicicletta. Quale ? domand il signore col panama nuovo alluomo col pacco sotto il braccio: quello che fa capoccella a quella finestra dopo il balcone? S disse luomo col pacco sotto il braccio; poi rivolto a un gruppetto: Vengano via di l... finch stanno l sotto non possono mica buttarlo! Che gente! esclam poi rivolto al signore col panama nuovo sembra non abbiano mai visto buttare un vecchietto dallultimo piano! Lhanno buttato? grid una donna dalla finestra sotto a quella del vecchietto, senza osare di affacciarsi. No! No! gridarono tutti facendo segno di aspettare. Dir niente nessuno? domand timidamente il signore col panama nuovo. No... disse uno alzando le spalle basta che facciano presto prima che arrivino i parenti... Ce ne sono ancora molti di vecchietti da queste parti? domand ancora il signore col panama nuovo. E... adesso non credo rispose quello col pacco sotto il braccio: prima era pieno, ma ormai... credo che questo sia lultimo... No disse un ragazzo indicando pi gi con la mano laggi ce n un altro. Bene ribatt quello col pacco sotto il braccio saranno due, ma di pi non ce ne possono essere... Guarda guarda disse poi indicando un uomo e una donna che correvano verso il portone lo dicevo... addio! ... hanno fatto arrivare i parenti... Che non si possa lasciare un vecchietto solo in casa un momento! grid uno dei parenti rivolto agli astanti. Bel gusto! disse poi rivolto a un giovanotto che usciva svelto dal portone ostentando unaria distratta vero? Io? disse il giovanotto che usciva svelto dal portone, portandosi una mano davanti alla bocca per non scoppiare dal ridere. No, io! dissero, secchi, i parenti del vecchietto infilando il portone. Voglio vedere quando la finiscono di buttare i vecchietti dalla finestra! aggiunse poi uno dei due. Ma com? rimprover uno sottovoce e rapidamente, al giovanotto uscito svelto dal portone, con aria di rimprovero ci avete messo un buggerio... Che ho da fare! rispose quello, rivolto al gruppetto che gli si era affollato intorno inutile! uno solo non gliela fa a buttare un vecchietto... sera attaccato alla finestra... Ma scusi intervenne uno della folla allora, se fa cos, vecchietti non ne butter mai sotto, glielo dico io... Che! replic risentito il giovanotto: avesse lei tanti fogli da cento quanti vecchietti ho buttato io di sotto... Ma faccia il piacere! esclam quello della folla alzando le spalle e andandosene: lo racconti a un altro...

FINE

Enrico Linaria, gennaio 2013

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