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IL GIORNALE IN EDICOLA : AVELLINO - BENEVENTO

SABATO 17 NOVEMBRE 2012

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Petrolio contro la crisi..., sindaci divisi sui bonus


LA FAME DI LAVORO FA VACILLARE LE AMMINISTRAZIONI. COS CAMBIERANNO I PERMESSI

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SCHIANTO SULL'OFANTINA BIS

(fonte Vigili del Fuoco)

Avellino- Fa leva sulle prospettive di nuova occupazione ed investimenti di accompagnamento la campagna del governo a favore di una massiccia ripresa delle estrazioni petrolifere in Italia, che dal 2010 interessa anche lIrpinia e il Sannio. Mentre a Nusco si attende il via libera della Regione alla perforazione esplorativa dellAlta Irpinia da parte di una joint-venture, che ha individuato un sito strategico nei pressi di Gesualdo, ad Ariano le ricerche potrebbero iniziare a breve. E i sindaci, da sempre riottosi, ora esitano a dire no. A meno di un semestre dalla fine della Legislatura, il governo accelera su quello che ritiene il settore decisivo per rilanciare la crescita e lo sviluppo del Paese, tagliando nel contempo (con la spesa per gli approvvigionamenti) lesposizione debitoria nazionale. Il Ministro per lo Sviluppo Economico punta a rendere operativa la sua Strategia Energetica Nazionale entro il 2013, finalizzata a raggiungere gli obiettivi stabiliti dallUnione Europea (il cosiddetto 20-20-20 entro il 2020), ma giocando sulla riduzione degli idrocarburi imposta da Bruxelles (un taglio progressivo del 20 per cento entro otto anni) una partita economica interna. Diminuendo nel mix delle fonti lapporto di greggio e gas entro i limiti stabiliti dai trattati, prevede una ulteriore riduzione del consumo di idrocarburi acquistati sul mercato internazionale in misura superiore a quella imposta da Bruxelles, a vantaggio di un maggiore impiego del petrolio italiano. Capitalizzando le riserve che gli esperti stimano siano presenti nel sottosuolo nazionale (700 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio, in gran parte nel Mezzogiorno peraltro), si mira ad acquistare il 20 per cento in meno di energia da fonti fossili, compensando con gas e olio italiani. Questo sar possibile, sostiene il governo, se si sapr e potr attingere alle riserve nazionali, oggi utilizzate per il 10 per cento dei giacimenti accertati, ma addirittura per un sessantesimo di quanto gli esperti calcolano sia effettivamente estraibile nelle viscere del Belpaese. Passera si propone di alleggerire la spesa energetica nazionale, ridisegnando il mix delle fonti a svantaggio delle importazioni di gas e greggio, facendo leva su riserve destinate a non esaurirsi, perch disponibili in abbondanza rispetto allattuale consumo annuale interno di olio e gas. Secondo le tabelle fornite, raddoppiando la produzione lItalia estrarrebbe a pieno ritmo per circa trentanni, lasso temporale ritenuto congruo perch nel frattempo green e white economy (rinnovabili e risparmio energetico) giungano a guarire la dipendenza dalle fonti fossili del Paese, a vantaggio delle fonti pulite. Tutto questo, osservano ambientalisti e analisti, sul piano economico offre lopportunit di mettere in moto investimenti, favorendo occasioni di crescita, ma presenta un conto ambientale da pagare su territori tradizionalmente coltivati, ricche di risorse naturali, in particolare di falde acquifere e vocazioni turistiche. Il programma di riorganizzazione delle fonti energetiche, osservano in particolare le organizzazioni ecologiste, deve fare i conti con limpatto che le trivelle e, soprattutto lolio derivato dalle profondit del sottosuolo, avr sullecosistema. NellAlta Irpinia e nellUfita, zone oggetto di forti interessi da parte delle compagnie nazionali e internazionali, come Ottopagine sta documentando quotidianamente, questo scotto stato gi segnalato dai sindaci di Luogosano nel 2008 e di Bagnoli nel 2012, che si sono opposti anche alle sole ricerche preliminari. Ma molti altri restano alla finestra, in attesa della conferenza dei servizi sulle perforazioni esplorative. Tuttavia anche le prerogative di opposizione degli enti locali potrebbero essere soggette a limitazioni (dai prossimi mesi...). Christian Masiello
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(fonte: Vigili del fuoco)

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