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Associazione Culturale

"I FIORI BLU DI SICILIA"


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CORSO BASE DI LINGUA ITALIANA ELEMENTI DI GRAMMATICA

INDICE GENERALE :

I. GRAMMATICA : -L'alfabeto italiano

II. FONETICA : -L'accento -Monosillabi accentati -L'elisione -Il troncamento -Omografi con vocale aperta o chiusa -Omografi con accento su sillabe diverse -Gli scioglilingua

III. MORFOLOGIA e SINTASSI: -Morfologia -Sintassi -Proposizione

IV. ELEMENTI DI SPECIFICAZIONE: -I colori -I numerali -I possessivi -Le alterazioni V. AGGETTIVI : -I comparativi -I superlativi

VI. PRONOMI : -Pronomi soggetto e oggetto -Pronomi riflessivi -Pronomi indiretti -La particella ne -La particella ci -Il "che"

VII. ARTICOLI, PREPOSIZIONI, AVVERBI

VIII. IL NOME: -Il numero -Il plurale -Nomi maschili al singolare e femminili al plurale -Plurale di nomi femminili in -cia e -gia -Nomi usati solo al plurale -Nomi con due plurali -Nomi invariabili -Quantit -Il genere: -Il genere femminile; f uantitnelli di Saturno",fiche, emminili in -A riferiti a uomini; nomi promiscui di animali

IX. Il VERBO

Prima Parte:

I. GRAMMATICA : -L'alfabeto italiano

II. FONETICA : -L'accento -Monosillabi accentati -L'elisione -Il troncamento -Omografi con vocale aperta o chiusa -Omografi con accento su sillabe diverse -Gli scioglilingua

III. MORFOLOGIA e SINTASSI: -Morfologia -Sintassi -Proposizione

GRAMMATICA ITALIANA

La grammatica il sistema di codificazione e di organizzazione di una lingua.. . Senza grammatica, la lingua sarebbe in uno stato di caos e non ci sarebbero norme di coerenza. L'italiano deriva dalle lingue chiamate "lingue romanze" che hanno origini nel latino. L'italiano si evoluto dal latino medioevale . Durante il Medioevo l'Italia era diversa geograficamente e linguisticamente dall'italia di oggi. L'"italiano" di oggi non esisteva ancora: in diverse zone d'Italia, c'erano diverse "parlate" o "volgari", ad es., il volgare toscano, quello di Roma, quello della Sicilia, quello di Venezia, quello di Torino, quello di Milano, ecc. Queste parlate erano in continua evoluzione. Una, per, quella toscana, o con precisione, quella fiorentina si imposta anche come lingua letteraria. L'italiano che parliamo oggi il "volgare" o la lingua evoluta che si parlava in Toscana (regione al centro ovest della penisola italiana). Perch il toscano? Perch il fiorentino (parte del toscano) stato la base letteraria della lingua italiana. Infatti, i padri della letteratura italiana, Dante, Petrarca e Boccacio erano fiorentini. Sebbene ci siano state molte polemiche, questa variante linguistica si poi evoluta ancora e si arricchita con il tempo. Solo nel Cinquecento, nel 1525 con le Prose della volgar lingua del grande e primo "ufficiale" grammatico italiano Pietro Bembo, avvenuta la prima codificazione di questo "modello" comune chiamato poi l'"italiano".

FONETICA Lalfabeto
Le lettere dell'alfabeto italiano sono 21. Cinque lettere (j, k , w, x, y) sono usate solo in parole straniere.

A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

L'alfabeto fonetico

Lettera A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

Nome (a) (bi) (ci) (di) (e) (effe) (gi) (acca) (i) (i lunga) (kappa) (elle) (emme) (enne) (o) (pi) (qu) (erre) (esse) (ti) (u) (vu/vi) (doppia vu/vu doppia) (ics) (ipsilon) (zeta)

Fonetico come Ancona /an'kona/ come Bari /'bari/ Bologna /bo'loa/ come Catania /ka'tanja/ o Como /'komo/ come Domodossola /domodoola/ come Empoli /'empoli/ come Firenze /fir'ee/ come Genova /'enova/ come Imola /'imola/

come Livorno /li'vorno/ come Milano /mi'lano/ o Modena /'modena/ come Napoli /'napoli/ o Novara /no'vara/ come Otranto /'otrato/ come Palermo /pa'lermo/ o Pisa /'pisa/ come Quarto /'kwarto/ come Roma /'roma/ come Savona /a'vona/ come Torino /to'rino/ o Trieste /tri'ete/ come Udine /'udine/ come Venezia /ve'nea/ o Verona /ve'rona/

come Zara /ara/

L'accento
In italiano il termine accento ha tre diversi significati: 1. la maggiore importanza di una determinata sillaba per sonorit, per tono e per lunghezza di pronuncia 2. il segno grafico che indica dove cade l'accento tonico 3. una particolare modalit di pronuncia, di intonazione, di enfasi caratteristica di una determinata area geografica. Queste tre diverse interpretazione del termine accento, spesso indicano delle sostanziali differenze e causano, per quanti studiano l'italiano come seconda lingua, difficolt di pronuncia. In particolare difficile stabilire una regola generale che prescriva una determinata pronuncia per ogni parola. In Italia si hanno, nella lingua parlata, pronunce diverse a seconda delle regioni. Il segno grafico in italiano consiste di una forma grave (`) ed una acuta (). L'accento circonflesso (^) si pu trovare talvolta in poesia o per indicare la contrazione di due vocali "oz" o la caduta di una sillaba "trre". Per le forme verbali contratte vedere La ricerca dell'infinito. L'ortografia in italiano prescrive l'uso dell'accento solo sull'ultima vocale di parole formate da pi sillabe (citt, caff, felicit ) e in altri casi . Quando in italiano si scrivono parole straniere si usa l'accento di quella lingua con le relative regole. Va anche notato che anche se in italiano si hanno due accenti grave (`) e acuto () nella lingua scritta si usa spesso solo l'accento grave. Per esempio si pu leggere "perch" anche se la pronuncia standard con la "e chiusa".

Monosillabi accentati
Qui di seguito un elenco di alcuni monosillabi che secondo l'ortografia richiedono l'accento scritto : ch congiunzione (perch, poich) d d l l n s s t verbo dare nome verbo (to be) avverbio avverbio congiunzione pronome avverbio nome because he/she gives day he/she/it is there there neither...nor himself/herself yes tea che pronome da di e la li ne se si te preposizione preposizione congiunzione articolo pronome part.pron. congiunzione pronome pronome that from of and the them of it if himself you

L'elisione
L'elisione l'eliminazione della vocale finale (a, e, i, o) di una parola, di fronte ad un'altra parola che inizia per vocale. Nella lingua scritta l'elisione viene rappresentata dall'apostrofo. Esempio: Lalbero > Lo + albero

L'elisione assai comune nel linguaggio parlato, cos che soprattutto per le particelle, le due parole vengono pronunciate come se fossero una sola.

Il troncamento
Il troncamento elimina una vocale o una sillaba e puo verificarsi davanti ad una parola che comincia per consonante o per vocale, senza far uso dell'apostrofo. Il troncamento: con UNO, ALCUNO, NESSUNO, BUONO, GRANDE, con QUELLO e BELLO con vocaboli che prima della vocale finale hanno la L, R, con TALE e QUALE con vocaboli che prima della vocale hanno M o N e con i termini SUORA, FRATE e SANTO un libro, alcun motivo, nessun caso, buon amico, gran pittore quel ragazzo, bel giorno mal di mare, fior di latte, tal giorno, qual , pan di Spagna, mal di testa, mal di denti fin qui, fin l, andiam piano, suor Chiara, Fra Galdino, San Pietro

1.

obbligatorio obbligatorio davanti a consonante consueto

2.

3.

4.

usato

Omografi con vocale aperta o chiusa


Sono detti omografi quei vocaboli che, pur essendo scritti nello stesso modo, sono pronunciati diversamente. Ci sono omografi in cui l'accento cade sulla stessa sillaba, sono un numero limitato e il contesto dovrebbe renderne chiaro il significato, tuttavia la differenza di pronuncia pu provocare qualche incertezza o qualche involontario effetto comico, nel caso di stranieri che non conoscano le diverse sfumature di significato. La pronuncia indicata qui quella standard; va ricordato, per che la pronuncia aperta o chiusa delle e e delle o varia da regione a regione. = e chiusa; = e aperta Parola acctta acctta (l') afftta afftta afftto (l') afftto arna arna ascsi ascsi collga (il/la) collga corrgge corrgge corrssi corrssi crdo (il) crdo Crta crta di (gli) di dtto dtto sca Parte del discorso verb noun verb verb noun verb noun noun noun verb noun verb verb noun verb verb noun verb noun noun noun prep verb adj verb Numero Genere Plurale S S S S S S S S S S S S S P S S S S S S P P S S S __ F __ __ M __ __ __ __ __ M/F __ __ __ __ __ M __ __ __ M M __ __ __ __ acctte (le) Singolare __ __ Equivalente inglese s/he accepts ax s/he affects s/he slices affection I slice arena sand mystical exaltation I ascended colleague s/he connects s/he corrects straps I corrected that I ran Creed I believe Crete clay gods of the I dictate said, told go out 9

afftti (gli) __ arne __ ascsi (le) __ collghi/collghe (i/le) __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ dtti __

__ __ __ __ __ ascso __ __ __ corrggia __ __ __ __ __ __ dio __ __ __ __

sca (l') sse (la) sse lgge lgge (la) lsse lsse mnte mnte (la) mnto mnto (il) msse (la) msse (le) msse mta mta mzzo mzzo ni (i) ni pne pne psca (la) psca (la) pste (la) pste (le) pste r r t (il) t tma (il) tma tsi (la) tsi vnti (i) vnti vra vra

noun noun pronoun verb noun verb verb verb noun verb noun noun noun verb noun noun noun noun noun prep noun noun noun noun noun noun verb noun noun noun pron noun verb noun adj noun noun/adj noun adj

S S P S S S P S S S S S P P S S S S P P S P S S S P P S S S S S S S P P S

F F F __ F __ F __ F __ M F F F F F M F M M __ __ F F F F F F F M M/F M __ F M M __

sche (le) sse (le) __ __ lggi (le) __ __ __ mnti (le) __ mnti (i) mssi (le) __ __ mte mte mzzi mzzi __ __ __ pena psche psche psti (le) __ __ __ __ __ __ tmi (i) __ tsi (le) __ __ __ vre vre

__ __ ssa __ __ __ lssa __ __ __ __ __ mssa mssa __ __ __ __ ni __ __ __ __ __ __ psta psta __ __ __ __ __ __ __ tso vnto __ _____

bait ess they/them s/he reads law s/he read boiled s/he lies mind I lie chin harvest, crop Masses placed destination hay-stack half rotten moles in the penis pain peach fishing plague, brat animal tracks beaten (note) D king tea you theme, subject that s/he fear thesis tense winds twenty wedding ring true

10

Parola accrsi accrsi accusatri accusatri adipsi (l') adipsi agitatri agitatri appsto appsto assrto assrto btte (le) btte (la) btto cgli cgli cla cla clla (la) clla clle (il) clle cllo (il) cllo clto clto conservatri conservatri consultri consultri cppa cppa Crso crso dtto dtto fro (il) fro (il)

Parte del discorso verb verb noun noun noun adj noun noun verb adj adj adj noun noun noun verb prep noun verb noun prep noun prep noun prep verb adj noun noun noun noun noun verb adj past.part. noun noun noun noun

Numero S S P P S P P P S S S S P S S S P S S S S S S S S S S P P P P S S S S S S S S

Genere __ __ __ __ F M __ __ __ M __ __ F F M __ M F F F F M F M M M M __ __ __ __ M M M M __ __ M M

Plurale __ __ __ __ adipsi (le) __ __ __ __ __ assrti assrti __ btti (le) btti __ __ __ __ clle (le) __ clli (i) __ clli (i) __ clti clti __ __ __ __ cppe cppe Crsi crsi dtti dtti fri (i) fri (i)

Singolare accrso __ __ __ __ adipso __ __ __ __ __ __ btta __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __

__ __ __ __

Equivalente inglese I noticed I run accusatory accusers adiposis fatty that stir, agitate agitators I wait for appended engrossed risen blows barrel blow you pick with the cola (plant) it drips glue with the hill with the neck with the picked well educated conservatories conservatives advisory bureau advisors vase pork sausage Corsican run learned duct forum hole 11

fsse (le) fsse imprti imprti indtto indtto mzzo mzzo ra ra osservatri osservatri prci prci prsi prsi pse pse rcca rcca Rdano rdano rsa (la) rsa scpo (lo) scpo scrsi scrsi srta (la) srta srta srte (la) tcco tcco trre trre (la) trta trta (la) vlgo

noun verb verb verb adj verb noun part. pass noun conj verb adv noun noun noun verb verb verb noun verb noun noun noun verb noun verb noun verb verb adj noun adj adj noun noun noun verb noun adj noun verb

P S S S S S S S S S S S P P P S S S S S S S S P S S S S S P S P P S S S __ S S S S

F __ __ __ M __ M M __ __ __ __ __ __ M F F F F F F F F __ F F M __ F M F F F F M M __ F F F __

__ __ __ __ indtti indtti mzzi mzzi __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ rcche rcche __ __ rse (le) __ scpi (gli) __ __ __ srte (le) __ srte srti (le) tcchi tcchi __ trri (le) trte trte (le) __

fssa __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ prco __ __ __ psa __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ scrso __ __ __ __ __ __ __ __ __ __ __

pits that s/he were you import to impose illiterate induced hub cut off letter "o" or s/he prays now observatories observers pigs to put oneself I offered to place oneself poses s/he put fortress distaff Rhone that they gnaw rose eroded aim I sweep I saw past kind, sort kind risen fate, lot cap, toque touch to take away (arcaic) tower twisted cake I turn 12

vlgo (il) vlto vlto (il)

noun verb noun

S S M

M __ S

__ __ vlti (i)

__ __ __

common people I turn face

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Omografi con accento su sillabe diverse


Sono detti omografi quei vocaboli che, pur essendo scritti nello stesso modo, sono pronunciati diversamente. Omografi in cui l'accento cade su sillabe diverse , sono un numero di parole limitato, talvolta rare o desuete, e sebbene, come sempre, il contesto dovrebbe renderne chiaro il significato, la differenza di pronuncia pu provocare qualche incertezza o qualche involontario effetto comico, nel caso di stranieri che non conoscano le diverse sfumature di significato. La pronuncia indicata qui quella standard; va ricordato, per che la pronuncia aperta o chiusa delle "e" e delle "o" varia da regione a regione. Italiano dito abbglio (l') abbino abbio abbarbglio ablita bitino (l') bito (l') abmini accmodati accrdio (l') adlteri gito aguzzno ltero mbito (l') ncora (l') rbitri rista asfssia attcchino uguri (gli) varo (l') bcino bcio Equivalente inglese Italiano entrance blunder that they bark I bark I dazzle it qualifies that they live suit, dress you hate adto abbaglo (l') abbano (l') abbao (l') abbarbaglo (l') abilit (l') abitno abit abomni (gli) Equivalente inglese Italiano Equivalente inglese _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ s/he shook s/he altered _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ 14

started legal proceedings _____ dazzle attic barking dazzle ability small dress s/he lived abominations repaired tuning adulteries acted that they sharpen proud sought after still, yet liberty ear of corn asphyxia wishes stingy basin facing north alter _____ _____ _____ _____ _____ _____ __________ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ agit

come in, make accomodti yourself comfortable small organ adulterous I shake slave driver I alter circle, sphere anchor referee chine of porc it asphyxiates that they attack/affix augur Avar that they kiss kiss accordo (l') adultri agto agzzino altro ambto ancra arbtri arsta asfissa augri avro bacno (il) baco

attacchno (l') bill-poster

bglio (l') blia (la) blzano bcchino (beccare) benfici bccino brmino bchino bttero (il) calmita clzino cmbiale cmpano cnone cntino cpitano cpito captolo (il) circito (il) colnia cmpito (il) condmini (i) crgiolo (crogiolare) cucnino dcade (la) desderi dstino dimnticati esmino stimo tere (l') frmati

dazzle wet nurse they jump that they peck charitable that they reject that they crave for cowboy s/he attracts they wear change them they live Canon they sing they happen I arrive chapter circuit colony task co-owners I cook on a small fire that they cook decade you desire that they wake up forget it I examine assessment ether stop

baglo (l') bala (la) balzno becchno benefci (i) boccno (il) bramno (il) butter calamta (la) calzno cambile (la) campno canne cantno (il) capitno (il) capto capitol circuto colona compto

dazzling power odd undertaker benefits small bocce ball Brahmin small hole I will throw magnet sock bill, I.O.U. pertaining to (or native of) the region of Campania big dog

_____ _____ _____ __________ _____ _____ _____ _____ calamit (la) _____ _____ _____

_____ _____ _____

_____ _____ _____ _____ calamity _____ _____ _____

that they make a hole buchno

high E string of violin or _____ guitar captain understood s/he capitulated deceived farming contract polite capitan capit _____ _____ _____ compit _____ _____ _____ _____ _____ destin _____ esamin

_____ s/he lead s/he arrived _____ _____ _____ s/he spelled out _____ _____ _____ _____ _____ s/he destined _____ s/he examined _____ _____ 15

condomni (i) condominiums crogilo crucible (dell'altoforno) cucinno (il) decde desidri (i) destno (il) dimenticti esamno (l') estmo etre (le) fermti kitchenette it declines desires destiny forgotten short exam I assess hetaera stopped

_____ _____

frmica (la) frstino gorghggio gorgglio grvita gui (i) mpari ndice (l') ndico ntimo intito (l') inmano (inumare) solano lggere leggro livita lstrino maldico mrtiri mndico mrce mta mondno muglio (il) nttare (il) ncciolo (il) Omro ccupati onsta vvia vvio (scontato) pgano pnico ppa pssero (il)

Formica (brand name) that they whip trill gurgle s/he gravitates troubles unequal index I indicate intimate intuition they bury they isolate to read light s/he rises that they shine slanderous martyrs I beg goods goal mundane

formca (la) frustno (il) gorgheggo gorgoglo gravit (la) gua impri indce indco intmo intuto inumno (crudle) isolno (l') leggre legger lievit (la) lustrno maledco martri (supplizi) mendco (il) merc met mndano

ant riding-whip trilling gurgling gravity it yelped you learn s/he proclaims I proclaim I order perceived inhuman islander light I will read levity sequin I curse martyrdom beggar pity half they clean whining, moaning to clean hazel humerous busy honesty come on! I remedy pagan foxtail millet daddy I will go by

_____ _____ gorgogli _____ _____ _____ _____ _____ intim _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ mendic

_____ _____ gurgled _____ _____ _____ _____ _____ s/he ordered _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ s/he begged

gorgheggi trilled

plant extract (from a mugolo (il) variety of pine) nectar fruit stone Homer (you) see to it honest obvious obvious they pay panic pope sparrow nettre noccilo (il) mero occupti onest (l') ovva ovvo (ovviare) pagno panco pap passer

_____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____

_____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ 16

pssino pttino prdono pro (il) persguito prtale prdica (la) prdico prsidi (delle scuole) prsso prncipi (i) prtesi (la) prvino rschio rassgnati rgia rtina rbino Sra scldino scmpano scrtino scimano scimo scrvano sdrcio sguito (il) spano stnzino stropccio (stropicciare) sbito tmperino tndine (il)

that they go by I skate they lose pear tree I persecute bring them sermon I preach principal near princes prosthesis that they try clearing of one's throat (you) accept it regal retina that they steal Proper name that they heat they escape that they discard they swarm I swarm that they write tear, rip

passno (il) pattno (il) perdno (il) per perseguto portle (il) predca predco

strainer type of rowboat pardon but, however pursued portal that s/he foretell I predict

_____ pattin perdon _____ perseguit _____ _____ predic _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ seguit spian _____ _____ _____ _____

_____ s/he skated s/he pardoned _____ s/he persecuted _____ _____ s/he preached _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ s/he continued he leveled _____ _____ _____ _____ 17

presdi (difese, garrisons aiuti) press princpi (i) protsi provno (il) rascho rassegnti rega (la) retna rubno (il) sar scaldno (lo) scampno scartno (lo) sciamno sci-mo scrivno (lo) sdruco s/he pressed principles stretched screen-test scraping resigned movie direction hair-net ruby It will be brazier I flare (a skirt) slip sheet shaman we ski copyist ripping followed I level small storage room rubbing endured pocket knife window curtains

attendants, entourage seguto they spy that they allocate I rub at once that they temper tendon spino stanzno (lo) stropicco (sostantivo) subto temperno tendne (le)

tnere trmite tste trtore trttino trbina trbine (il) unta vluta venfici vicria vola volino volo vlano Esercizio 1

soft termite witness doves that they treat it whirls whirl united s/he values poisonous vicarious s/he violates that they violate I violate they fly

tenre termte test tortre trattno (il) turbna (la) turbne (le) unit valta venefci (i) vicara vila (la) violno (il) vilo volno (il)

to keep thermite a short time ago club, baton dash, hyphen turbine turbines unity currency poisonings vicariate violet violin violet plant (dialect) fly-wheel _____ _____ _____ _____ _____ viol _____ _____ _____ _____ _____ _____ s/he violated _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____ _____

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GLI SCIOGLILINGUA
A quest'ora il questore in questura non c'!

Al pozzo dei pazzi una pazza lavava le pezze. And un pazzo e butt la pazza con tutte le pezze nel pozzo dei pazzi. Filastrocca sciogligrovigli con la lingua ti ci impigli ma poi te la sgrovigli basta che non te la pigli In un pozzo poco cupo si specchi una volta un lupo, che nel poco cupo pozzo and a battere di cozzo con un cupo tonfo fioco da smaltire a poco a poco e credette di azzannare un feroce suo compare; ma rimase brutto e cupo il feroce sciocco lupo. Se la serva non ti serve, a che serve che ti serva di una serva che non serve? Serviti di una serva che serve, e se questa non ti serve, serviti dei miei servi. Verso maggio con un paggio vo in viaggio. Non vaneggio, n motteggio; forse peggio! Se mi seggo, pi non reggo: mangio o leggo. Se non fuggo qui mi struggo, ma se fuggo vado al poggio e un alloggio l mi foggio, sotto un faggio, con coraggio. Apelle figlio d'Apollo fece una palla di pelle di pollo tutti i pesci vennero a galla per vedere la palla di pelle di pollo fatta d'Apelle figlio d'Apollo. le figlio d'Apollo fece una palla di pelle di pollo tutti i pesci vennero a galla per vedere la palla di pel Apelle figlio d'Apollo fece una palla di pelle di pollo tutti i pesci vennero a galla per vedere la palla di pelle di pollo fatta d'Apelle figlio d'Apollo. le di pollo fatta d'Apelle figlio d'Apollo.

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Morfologia
La parte della grammatica che studia la forma delle parole si chiama morfologia. Quella che studia la funzione delle parole si chiama sintassi. Dal punto di vista della morfologia le parti del discorso sono per convenzione divise in: variabili e invariabili Variabili: Invariabili: NOME, ARTICOLO, AGGETTIVO, PRONOME , VERBO AVVERBIO, PREPOSIZIONE, CONGIUNZIONE, INTERIEZIONE

Di NOME, ARTICOLO, AGGETTIVO E PRONOME , si dice che si declinano, cio cambiano secondo genere (maschile femminile) e numero (singolare e plurale), del VERBO si dice che si coniuga, cio viene ordinato secondo schemi prevedibili corrispondenti a modi (indicativo, congiuntivo, condizionale, imperativo, infinito, gerundio, participio), tempi (presente, passato, futuro) e persone (prima, seconda, terza). Parte del discorso Nome: Articolo : Aggettivo: sottocategorie comune (libro, albero, giovinezza) proprio (Maria, Dante, Roma) determinativo (il lo... ) indeterminativo (un, uno) partitivo (del, degli) qualificativo (bello, brutto, buono) possessivo (mio, tuo, suo) dimostrativo (questo, quello) interrogativo (quale? quanto?) indefinito (alcuni, nessuno) di quantit (molto, poco) numerale (venti, cento, mille) dimostrativo (questo, quello) possessivo (mio tuo suo) personale (io, tu ) relativo il quale, cui interrogativo che, quale, chi indefinito (qualcuno, ciascuno) di quantit tutto, nulla, parecchio 1) transitivo attivo: mangio la pasta... 2) transitivo passivo la pasta mangiata da me... 3) riflessivo mi alzo... 4) intransitivo: vado.a Roma.. 5) pronominale: me ne vado, me la sento ora, dopo, dove... di, sul ma, (avversativa) e, perci, perch, se... ah, ahi, ecco, dannazione...

Pronome:

Verbo:

Avverbio: Preposizione: Congiunzione Interiezione:

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Analisi grammaticale
Esempio: Maria ha un libro molto bello, ma ora, dannazione non lo trova.

Maria: ha un libro molto bello ma ora dannazione non lo trova.

Nome proprio, femminile, singolare verbo, indicativo presente, 3 persona singolare articolo indeterminativo, maschile singolare nome comune maschile singolare avverbio di quantit aggettivo qualificativo, maschile singolare congiunzione avversativa avverbio di tempo esclamazione avverbio di negazione pronome maschile singolare verbo, indicativo presente 3 persona singolare

Sintassi
La parte della grammatica che studia la concatenazione e la funzione delle parti del discorso si chiama sintassi. Dal punto di vista della sintassi si parla delle seguenti parti: La proposizione cio l'espressione minima di un pensiero con parole. Es.: Il vino buono. Il periodo cio un insieme di proposizioni fra loro coordinate, di solito compreso fra due pause, constrassegnate dal punto. Es.: Il vino, che ho bevuto ieri sera con i miei amici, era buono.

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In una proposizione di solito si trova un: 1. soggetto (Il vino) 2. e un predicato (era buono, ho bevuto) 3. e si possono trovare dei complementi: ieri sera, con i miei amici Il soggetto : la persona o cosa di cui parla il predicato. Il predicato : l'espressione che indica una qualit, un'azione o una condizione di un soggetto. era buono descrive una qualit del vino ho bevuto indica un'azione compiuta dal soggetto parlante

Analisi logica
Esempio: Maria ha un libro molto bello, ma ora non lo trova.

Maria: ha Proposizione principale un libro molto

Soggetto predicato verbale complemento oggetto attributo dell'oggetto

bello Proposizione dipendente avversativa ma ora non lo trova

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La proposizione
1) Il gatto di Giacomo, dopo avere mangiato, si sdraiato sulla poltrona accanto al davanzale Le proposizioni possono essere: principali (Il gatto di Giacomo, si sdraiato sulla poltrona accanto al davanzale) o secondarie ( dopo avere mangiato). 2) Il cane dorme ma appena sente un rumore si alza e abbaia. Due proposizioni legate fra loro possono essere coordinate (es. 2) o subordinate (es. 1). Le proposizioni subordinate possono essere: finali causali consecutive concessive temporali Parlo affinch tu impari. Dormono perch sono stanchi I am talking so that you learn They sleep because they are tired.

Sono cos stanco che non riesco a stare in I am so tired I can't stand up piedi Sebbene io sia stanco continuer a camminare Quando leggo mi rilasso Even though I am tired I will keep walking When I read I get relaxed It is not as big as you say I am sorry if you leave The children, playing soccer are tireless. I want to know if you are coming for dinner They left without saying goodbye. We will go to the beach unless it rains.

comparative Non cos grande come dici condizionali Se parti mi dispiace relative I bambini, che giocano a pallone, sono instancabili

interrogative Voglio sapere se vieni a cena modali Sono partiti senza salutare

eccettuative Andiamo al mare sempre ch non piova

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Seconda Parte:

IV. ELEMENTI DI SPECIFICAZIONE:

-I colori -I numerali -I possessivi -Le alterazioni

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I colori
Qui di seguito diamo un elenco di espressioni che usano i colori in senso metaforico

azzurro

principe azzurro pesce azzurro azzurro gli azzurri

marito ideale sardine, alici, merluzzi aderente al movimento politico di Forza Italia atleti della nazionale italiana nobile bene utilizzato da un funzionario pubblico i Tuareg lavoro dei fornai spaventato arrendersi spaventato o malato pezzo degli scacchi calore massimo dottore elettricit impiegati armi non da fuoco libert assoluta improvvisamente raro essere sani far credere una cosa per un'altra preoccupare assegno non firmato compito non eseguito denuncia dieta seguita da persona malata matrimonio non consumato mettere per iscritto non capire morte sul lavoro non dormire vacanze invernali indossare un abito bianco moglie di un emigrante castrati

Prince Charming sardines, anchovies Member of the political movement FI the Italian sport team to have blu blood Government car Tuaregs bread making ashen white flag ashen chess-men white heat doctor white carbon white collars side arms carte blanche all of a sudden rare as a blu diamond to be healthy to make believe turn someone's hair white a blank check a student homework returned unfinished white book eat lightly asexual marriage to put it down in black and white incapable of understanding workplace death a sleepless night winter holyday To marry in a white dress emigree wife castrati

blu

avere il sangue blu auto blu (telefonino ecc.) popolo blu

bianco

arte bianca bianco dalla paura bandiera bianca bianco come un cencio il bianco calor bianco camice bianco carbone bianco colletti bianchi combattimento all'arma bianca dare, avere carta bianca di punto in bianco essere una mosca bianca essere bianchi e rossi far vedere nero per bianco far venire i capelli bianchi assegno in bianco foglio in bianco libro bianco mangiare in bianco matrimonio bianco mettere nero su bianco non distinguere nero da bianco omicidio bianco passare una notte bianca settimana bianca sposarsi in bianco vedova bianca voce bianca

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giallo

bandiera gialla pagine gialle sindacati gialli febbre gialla essere giallo dalla rabbia, come un limone, giallo di paura stampa gialla pagine gialle libri gialli giornata grigia materia grigia vita grigia

simbolo di infezione elenchi commerciali sindacati padronali essere spaventati stampa sensazionalistica elenco commerciale romanzi polizieschi giornata coperta di nuvole, o giornata senza particolari eventi cervello vita monotona

yellow flag yellow pages Unions sponsored by business yellow fever livid

yellow press yellow pages thrillers gray day gray matter gloomy life

grigio

nero

bestia nera camicia nera cronaca nera essere in nero (di azienda) fondi neri lavoro nero libro nero mercato nero mettere nero su bianco oro nero pecora nera vedere tutto nero

persona o situazione che incute paura membro del partito fascista articoli giornalistici dedicati a fatti di sangue con un bilancio attivo fondi non riportati nei bilanci di una azienda lavoro fuori da un contratto legale elenco di persone malviste traffici di merci clandestini, soprattutto in periodi bellici mettere per iscritto petrolio persona considerata negativamente avere una visione pessimistica avere una visione ottimista della vita giornali dedicati a storie sentimentali cinema porno vergognarsi avere debiti attraversare la strada con il semaforo rosso garibaldino organizzazione umanitaria essere molto arrabbiati giovent ecologica ecologica assicurazione auto senza danaro

black sheep black shirt crime news to have a positive balance slush funds work under the table black list black market to put it down in black and white oil black sheep to see everything black to see life through pink glasses

rosa

vedere tutto rosa giornali rosa

rosso

sala a luci rosse diventare rossi andare in rosso passare col rosso camicia rossa croce rossa vedere rosso

porno theatre to blush to be in debt run a red light Member of Garibaldi army Red cross to see red youth green car unleaded gas insurance card to be broke

verde

anni verdi auto verde benzina verde carta verde essere al verde

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essere nel verde degli anni frutta verde numero verde passare col verde tappeto verde verde dalla bile verde di paura, rabbia, invidia verde pubblico zona verde viola biancoazzurri bianconeri neroazzurri rossoneri giallorossi blucerchiati amaranto rossoblu granata i viola

giovani non matura gratuito attraversare la strada con il semaforo verde gioco d'azzardo

to be young 800 number run a green light gambling den livid livid public parks park player of Firenze soccer team player of Lazio soccer team player of Juventus soccer team player of Inter soccer team player of Milan soccer team player of Roma soccer team player of Sampdoria soccer team player of Livorno soccer team player of Bologna soccer team player of Torino soccer team

parchi parco giocatori della squadra di calcio della Fiorentina giocatori della squadra calcistica della Lazio giocatori della squadra calcistica della Juventus giocatori della squadra calcistica dell'Inter giocatori della squadra calcistica del Milan giocatori della squadra calcistica della Roma giocatori della squadra calcistica della Sampdoria giocatori della squadra calcistica del Livorno giocatori della squadra calcistica del Bologna giocatori della squadra calcistica del Torino

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I numerali
I numerali sono un gruppo di parole che rispondono alla domanda Quanto, quanta, quante quanti. I numerali possono essere: Sostantivi: Il 13 il mio numero fortunato. Aggettivi Ho due vestiti estivi Pronomi Quante lingue conosci? Quattro I numerali si distinguono in diverse categorie: i numeri cardinali, ordinali, moltiplicativi, distributivi, frazionari, collettivi I numeri arabi sono composti di cifre. Nella numerazione romana i segni vengono chiamati numeri romani. Offriamo qui una tabella comparativa per distinguere i diversi gruppi. I numeri cardinali vengono indicati in cifre e in lettere e gli ordinali con numeri romani e in lettere. cardinali ordinali moltiplicativi distributivi (I) primo (first), (1) uno* semplice uno a uno ultimo (last) doppio, (II) secondo, duplice, secondario, (2) due duplicato, due a due penultimo doppietta, (penultimate) duplex (III) terzo, triplo, triplice, (3) tre terzultimo (last tre a tre tripletta but two) (IV) quarto, quartultimo quadruplo, quattro a (4) quattro quattro (fourth from the quadruplice last) (V) quinto, quintuplo, cinque a (5) cinque quintultimo (fifth quintuplice cinque from the last) frazionari uno su uno collettivi ambo, ambedue, entrambi, paio**, coppia prefisso uni, mono duo-, bi, ambo

due su due, un mezzo, met

tre su tre, un terzo

terno, terna, tritrina tetra-, quadr-, quadrupenta-

quattro su quartetto, quattro, un quartina, quarto, quartino quaterna cinque su cinque, quintetto, un quinto cinquina

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(6) sei (7) sette (8) otto (9) nove (10) dieci

(VI) sesto, sestultimo (six last) (VII) settimo (VIII) ottavo (IX) nono (X) decimo

sestuplo sttuplo, settemplice ottuplo nonuplo decuplo

sei a sei sette a sette

sei su sei, un sesto

sestetto, sestina decina

esaeptaocta-, ottaenneadeca-

sette su sette, un settimo otto su otto, un otto a otto ottavo nove su nove, un nove a nove nono dieci su dieci, un dieci a dieci decimo dodici a dodici tredici a tredici quattordici a quattordici quindici a quindici sedici a sedici diciassette a diciassette

(XI) undicesimo, (11) undici undecimo, undecennale decimoprimo (12) dodici (XII) dodicesimo (XIII) (13) tredici tredicesimo, decimoterzo -

undici su undici, un undicesimo

dodici su dodici, una dozzina dodecaun dodicesimo tredici su tedici, un tredicesimo quindicina -

(14) (XIV) quattordici quattordicesimo (15) quindici (XV) quindicesimo (XVI) (16) sedici sedicesimo (17) (XVII) diciassette diciassettesimo (XVIII) (18) diciottesimo, diciotto decimottavo (XIX) (19) diciannovesimo, diciannove decimonono (20) venti (21) ventuno (23) ventitr (28) ventotto (30) trenta -

(XX) ventesimo (XXI) ventunesimo (XXIII) ventitreesimo (XXVIII) ventottesimo (XXX) trentesimo, -

quattrodici su quattordici, un quattordicesimo quindici su quindici sedici su sedici, un sedicesimo diciassette su diciassette diciotto su diciotto a diciotto, un diciotto diciottesimo diciannove diciannove su a diciannove, un diciannove diciannovesimo venti a venti su venti, un venti ventesimo ventuno su ventuno, un ventunesimo -

ventina -

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un ventitreesimo ventotto su ventotto, un ventottesimo un trentesimo trentina

trigesimo (40) (XL) quaranta quarantesimo (50) (L) cinquanta cinquantesimo (60) (LX) sessanta sessantesimo (70) (LXX) settanta settantesimo (LXXX) (80) ottanta ottantesimo (90) (XC) novanta novantesimo (100) cento (C) centesimo

cento a cento mille a mille -

un quarantesimo quarantina un cinquantesimo

cinquantina -

un sessantesimo sessantina un settantesimo un ottantesimo settantina ottantina

un novantesimo novantina cento su cento, cento per cento, un centesimo cinquecento su cinquecento, un cinquecentesimo mille a mille, un millesimo un milionesimo

un centinaio**, un secolo migliaio** -

(500) (D) cinquecento cinquecentesimo (1000) (M) millesimo mille (1.000.000) milionesimo un milione un miliardo miliardesimo -

un miliardesimo -

** Vedi Nomi maschili al singolare e femminili al plurale NOTA BENE: I cardinali I numeri cardinali sono invariabili eccetto uno, che segue le regole dell'articolo e un milione e un miliardo, che sono sostantivi ed hanno il plurale. Notare che i multipli di milione e miliardo si scrivono separati: Esempio: due milioni, quattro miliardi I numeri composti con uno e otto perdono la vocale finale. Esempio: ventuno, ventotto. I composti di uno (ventuno, trentuno ecc.) perdono la o davanti a sostantivi che iniziano per vocale. Inoltre sono sempre seguiti da sostantivi al plurale. Esempio: trentun anni.

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Da cento in poi i numeri che hanno uno si scrivono in una sola parola es.centouno, (che non perde la o) e con la e es. cento e uno, mille e uno. Notare che in alcuni casi uno pu diventare femminile: Esempio: Le mille e una notte. Il numero uno sempre singolare. Assume la forma uni- nei prefissi. Esiste al plurale solo in poche espressioni idiomatiche quando significa "questi", come pronome indefinito: Gli uni e gli altri, le une e le altre (Both), Gli uni con gli altri, Le une con le altre In alcune regioni la forma cento nel dialetto viene abbreviata in cen: Esempio: censessanta. Mille al plurale fa mila (duemila, tremila ecc.), e nella parola migliaio** prende la g. I numeri che finiscono per tre richiedono l'accento sulla e finale (tranne tre). Esempio: trentatr. I numeri si scrivono in una sola parola. Esempio: milleottocentoquarantotto Le cifre in italiano invertono l'uso del punto e della virgola rispetto all'inglese. Esempio: 25.500 (English 25,000) 0,5 (English 0.5) I decimali, cio i numeri dopo la virgola, vengono scritti e pronunciati in singole cifre. Esempio: 153,67890 si scrive centocinquantatr , (virgola) sei sette otto nove zero La data In italiano la data viene espressa facendo precedere un numero cardinale dall'articolo maschile ad eccezione del primo giorno del mese che viene chiamato il primo. Esempio: oggi il trenta. Per l'anno si usa anche l'articolo determinativo seguendone le regole. Esempio siamo nel 1999. Va notato che in italiano la data non viene mai spezzata, come in inglese, dicendo 19 e 99. Si possono per usare le ultime due cifre. Esempio: Vivo a Bologna dall'81. Nel descrivere i secoli se si usa un numero cardinale questo va scritto maiuscolo. Esempio: il Duecento 31

Se si usa un ordinale non necessario. Esempio: Il tredicesimo secolo. Per quanto riguarda i secoli si chiamano Duecento, Trecento ecc. fino al '900 quelli dopo l'anno mille. Altrimenti si dice il secondo (il terzo ecc.) secolo dopo Cristo. Se per indicare un secolo si usa una cifra, al posto dell'1 iniziale si mette un apostrofo. Esempio: il '700. Per i decenni di usa il termine anni. Esempio: L'arte degli anni venti L'ora In italiano l'ora si esprime facendo precedere il numero cardinale dall'articolo determinativo femminile plurale. Esempio: sono le due. Se si deve aggiungere una frazione di tempo si aggiunge la e. Esempio: sono le due e mezzo. Le frazioni di ora si chiamano: un quarto o quindici, mezzo o mezza o trenta, tre quarti o quarantacinque o meno un quarto. Esempio: sono le tre e tre quarti o sono le tre e quarantacinque o sono le quattro meno un quarto. Negli orari ufficiali (treni, aerei ecc.) si usa l'orario di 24 ore. Cos dopo mezzogiorno ci sono le tredici, le quattordici fino alle ventiquattro. Se si vuole usare l'orario di 12 ore e si vuole specificare si pu dire ci vediamo alle otto di mattina, alle due del pomeriggio, alle sette di sera alle tre di notte. Se si usa l'orario di 24 ore non si pu dire le diciotto e un quarto, ma solo le diciotto e quindici. Per indicare frazioni di ora si usano gli ordinali: primi e secondi. Esempio: Sono le tre 11 primi e 30 secondi. Il termine la mezza indica mezzogiorno e mezza. L'et Per indicare l'et in italiano si usa il verbo avere pi un numero cardinale. Per descrivere una certa et si usano i suffissi - enne e -genario. Esempio: per un bambino o una bambina di sei anni si dice seienne; per una persona di 80 anni si dice ottuagenario. 32

Le quattro operazioni Per eseguire le quattro operazioni si usano i numeri cardinali con i quattro segni: pi, meno, moltiplicato e diviso. Esempi: Due pi due fa quattro. Quattro meno due fa due. Due per due fa quattro. Quattro diviso due fa due. Le percentuali Per esprimere una percentuale si usano i cardinali con il segno del percento % preceduti dall'articolo. Esempio: La banca paga un interesse del 2%. Pesi e misure Per esprimere pesi e misure in italiano si usa il sistema decimale. Fate attenzione alle seguenti espressioni indicanti costi e velocit: Esempio: L'insalata costa 10.000 lire al chilo. I carciofi costano 3.000 lire l'uno. La vettura viaggia a 80 all'ora. I termini indicanti misure sono formati da parole in parte di origine greca in parte latina. I prefissi greci moltiplicatori sono: deca (10) etto (100) chilo (1.000) miria (10.000) tera (10 18) I numeri ordinali I numeri ordinali hanno la funzione di indicare la posizione in una serie; sono aggettivi e hanno quattro forme. Alcuni ordinali vengono usati solo in casi particolari. Esempio: Pio undecimo Per indicare gli ordinali si usano i numeri romani o i numeri arabi con l'esponente . Un particolare numero ordinale il termine ennesimo, che significa l'ultimo di una lunga serie.

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Usi degli ordinali: I primi cinque livelli della scuola elementare vengono indicati con gli ordinali: Esempio: la prima, la seconda, la terza, la quarta e la quinta. Lo stesso vale per le marce di guida di una vettura con cambio non automatico. Esempio: l'ennesima volta che te lo ripeto. Si indicano con gli ordinali le sinfonie, gli intervalli della scala tonale, le ore canoniche, le fasi lunari. I moltiplicativi I moltiplicativi sono aggettivi e cambiano di genere e numero. Alcuni di questi termini hanno anche significati metaforici. Esempio: doppietta un tipo di fucile ecc. Si scrivono solo in lettere. I distributivi Indicano una ripartizione. Si usano sempre i numeri cardinali. I frazionari Sono formati dalla combinazione di un cardinale per il numeratore e un ordinale per il denominatore. Esempio: tre quarti rappresenta 3/4. In modo scherzoso ci si riferisce al coniuge dicendo la mia met. I collettivi Sono parte aggettivi e parte sostantivi (decina ecc.). Si scrivono solo in lettere. Alcune frasi idiomatiche in cui vengono usati i numerali: Passare un brutto quarto d'ora Lui il primo della lista Facciamo a mezzi Non fermarsi un secondo Fare il terzo grado Essere al settimo cielo Farsi in quattro I just had the worst fifteen minutes of my life He is the first to go Lets split Do not stop for a second To give a third degree To be in the seventh heaven To leave no stone unturned 34

La quarta dimensione Il quarto potere Il primo Primo piano Prima donna Di prima mano

The Fourth dimension The Press (The first dish) Pasta or soup Foreground Diva First hand

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I possessivi
Alla domanda: "Di chi il libro?" possiamo rispondere: 1) il mio libro 2) mio 3) Mio Mio indica il proprietario del libro, a chi appartiene il libro e viene chiamato possessivo. I possessivi possono essere: Sostantivi I miei Il mio Dire la mia Uno dei nostri Arrivano i nostri Dalla mia L'ultima mia Una delle sue Ognuno ha le sue Stare sulle sue Esempi: Oggi vado a pranzo dai miei Dammi ci che mio Aggettivi Gli ho regalato i miei due vestiti estivi I gave him my two summer suits Today I am having lunch at my parents home Give me what is mine My parents What is mine Say what I think One of us Help is on the way On my side My last letter Up to his/her usual tricks Everyone has his/her own troubles To keep aloof

A differenza dell'inglese, come tutti gli aggettivi, i possessivi concordano nel genere con l'oggetto posseduto e non con il possessore. Come si vede dalla tabella qui sotto i possessivi ci dicono se il possessore di 1, 2 o 3 persona e se singolare o plurale. Nella terza persona singolare, nei casi in cui pu esserci confusione, si usa l'espressione di lui, di lei. Esempio: Questo il suo passaporto e questa la sua patente. Prendo la macchina di lui, non quella di lei. This is his/her passport and this is his/her driver license I take his car not hers. 36

Pronomi Di chi questo libro? Mio Whose book is this? Mine

Tabella riassuntiva degli aggettivi e dei pronomi possessivi singolare maschile mio tuo suo nostro vostro loro plurale maschile miei tuoi suoi nostri vostri loro

persona 1 persona singolare 2 persona singolare 3 persona singolare 1 persona plurale 2 persona plurale 3 persona plurale

femminile mia tua sua nostra vostra loro

femminile mie tue sue nostre vostre loro

A differenza dell'inglese, i pronomi e gli aggettivi possessivi hanno la stessa forma. A differenza dell'inglese, in italiano non esiste il genitivo sassone. Esempio: Mary's book Il libro di Maria

A differenza dell'inglese, quando ci si riferisce a parti del corpo o a qualcosa di cui chiaro chi sia il proprietario, in italiano si usa un verbo riflessivo. I wash my hands Mi lavo le mani

In generale gli aggettivi possessivi precedono il nome a cui si riferiscono. Esempio: La mia macchina My car

Qui di seguito diamo un elenco di espressioni in cui il possessivo viene posposto al nome. Espressioni con il possessivo che segue il sostantivo Casa mia Di testa sua A modo suo Vado a casa mia Fuori di casa mia In casa mia A parer mio Parola mia Inglese Home, sweet home To go one's own way In his/her way I am going home Out of my house in my home in my opinion Believe me 37

Per causa tua Per colpa sua Mamma mia! Dio mio, Ges mio, Madonna mia Tesoro mio Ragazzo mio Caro mio Amico mio Roba mia Fatti suoi Affari tuoi In vece mia Fallo per amor mio Lui bada ai fatti suoi Lei sa il fatto suo

through your fault through his/her fault Oh my My God Sweetheart My boy My dear My friend My stuff It's his/her problem It's your business Instead of me Do it for me He minds his own business She is very good at what she does

A differenza dell'inglese, gli aggettivi e i pronomi possessivi in italiano vengono generalmente preceduti dall'articolo (sempre nel caso della forma loro) e possono essere preceduti anche da: numerali, dimostrativi (questi amici miei = these friends of mine), quantitativi (molti miei amici = many friends of mine), indefiniti (ogni mio amico) e interrogativi (quale mio amico? = which friend of mine?).

Vi sono alcune eccezioni: 1) nomi di famiglia al singolare, non modificati e senza aggettivi, 2) alcuni titoli nobiliari 3) alcuni titoli religiosi 4) alcune espressioni idiomatiche Babbo e mamma possono essere preceduti dall'articolo determinativo o no. Quando i possessivi sono preceduti da numeri il significato pu cambiare. Esempio: Due miei amici I due miei amici Two of my friends My two friends

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ECCEZIONI ALLA REGOLA DELL'ARTICOLO


Oltre al caso indicati precedentemente, dopo il verbo essere, e le espressioni in cui segue il sostantivo cui si riferisce, anche le seguenti espressioni non vogliono l'articolo. Espressioni con il verbo essere E' mio (tuo, suo ecc.) dovere, compito, obbligo, E' mia impressione che lui beva E' mio convincimento che la situazione sia insostenibile It is my duty It is my impression that he drinks It is my persuasion that the situation is intolerable

Espressioni senza l'articolo Non ho sue notizie A suo tempo Di mio (tuo,suo ecc.) gradimento A mia (tua ecc.) difesa In mio (tuo, suo ecc.) aiuto E' mia (tua ecc.) intenzione chiarire tutto Agisce come mio (tuo, suo ecc.) rappresentante Sono tuo (suo, vostro, loro) amico A notra insaputa A mio (tuo, suo ecc.) giudizio A mia (tua, sua ecc.) discolpa Per mia curiosita' I have no news from him/her At the right time Of his/her liking In my defense In his/her help It is my intention to clarify everything S/he acts as my agent I am your friend Without our knowledge In my opinion In his/her defense For my curiosity

Nomi di famigliari Mio padre Mio padre adottivo Mia madre Mia madre adottiva Mio fratello Mia sorella Mio fratello adottivo Mia sorella adottiva Mio fratello maggiore/minore Mia sorella maggiore/minore Mio cugino Mio/mia nipote Mio/mia pronipote Mio nonno my father my stepfather my mother my stepmother my brother my sister my stepbrother my stepsister my older/younger brother my older/younger sister my cousin my niece, my nephew my grandnephew, my grandniece my grandfather 39

Mia nonna Mio bisnonno Mia bisnonna Mio cognato Mia cognata Mio zio Mio zia Mio figlio Mia figlia Mio genero Mia nuora Mia suocera Mio suocero Mia moglie Mio marito

my grandmother my great grandfather my great grandmother my brother in law my sister in law my uncle my aunt my son my daughter my son in law my daughter in law My mother in law My father in law My wife My husband

I termini indicanti relazioni familiari quando sono modificati e molti altri termini indicanti una relazione prendono l'articolo davanti al possessivo. Qui ne diamo un elenco. Esempio: La mia figliola Il mio figliolo Il mio figliastro La mia figliastra Il mio figlioccio La mia figlioccia Il mio fidanzato Il mio ragazzo La mia compagna Il mio amante Il mio uomo La mia donna Il mio patrigno La mia matrigna Il mio fratellastro Il mio fratellino La mia sorellina La mia sorellastra La mia exmoglie Il mio exmarito My daughter My son My step-son My step-daughter My godson My goddaughter My fianc My boyfriend My mate My lover My man My woman My stepfather My stepmother My stepbrother My little brother My little sister My stepsister My ex-wife My ex-husband 40

Il/La mio partner Il mio sposo La mia sposa

My partner My husband My wife

Tuo, Suo, Vostro possono essere usati da soli nei saluti di una lettera. Esempio: tuo Claudio Yours Claudio. Esistono altre due forme di possessivo: altrui e proprio. Proprio pu essere usato: 1) per rafforzare un possessivo. Esempio: L'ho fatto con le mie proprie mani. I made it with my own hands. [In questo caso si pu anche usare stesso.] L'ho fatto con le mie stesse mani. 2) in caso di confusione nella terza persona. Esempio: Maria disse a Claudio che andava con la propria macchina. Mary told Claudio that she was going with her own car. 3) si usa dopo i pronomi indefiniti Esempio: Ognuno ha la propria opinione. Everyone has his/her opinion. ATTENZIONE: in questo caso se usiamo stesso cambia il significato Esempio: Ognuno ha la stessa opinione. Everyone has the same opinion. 4) e nelle costruzioni impersonali. Un genitore pronto a sacrificare tutto per i propri figli. Quando si usa la forma di cortesia si deve usare il possessivo della terza persona, scritto con la maiuscola. Esempio:Quale la Sua opinione? What's your opinion? Altrui si riferisce sempre a cose possedute da "altri" ed invariabile. Esempio Non preoccuparti delle opinioni altrui.

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Le forme di alterazione
In italiano nomi e aggettivi vengono spesso alterati con l'aggiunta di suffissi. Le principali forme di alterazione sono: i superlativi;

gli accrescitivi: -one (Es.: libro book > librone big book ) . Notare che un nome femminile con il suf. -one diventa maschile ( Es.: una donna a woman > un donnone a big woman );

i diminutivi: -ino, -ello, -etto ( Es.: gatto cat > gattino little cat, Es.: giovane young > giovinetto little young man) . Se la parola termina in -one si inserisce una "c" ( Es.: piccione pigeon > piccioncino little pigeon ); i vezzeggiativi: -uccio, uzzo (Es.: cosa thing > cosuccia little thing ); i peggiorativi -accio, -astro, -onzolo, -iciattolo, -ucolo (Es. : ragazzo boy > ragazzaccio bad boy; poeta poet > poetastro bad poet; , mostro monster > mostriciattolo little monster; libro book > librucolo a book without merit ).

In genere i termini astratti non vengono alterati (virt, bont, carit, onest). Alcune eccezioni sono: vizietto (flaw), amoretto, amorino, (flirtation), passioncella, (fancy), capriccetto, (caprice) viziaccio (bad habit) La funzione di tali suffissi quella di dare un'impronta soggettiva al discorso. Tali alterazioni possono riguardare le dimensioni, o le qualit attribuite a qualcuno o qualcosa, una manifestazione di simpatia, apprezzamento, affetto, disprezzo. Sebbene molte parole possano essere alterate, bisogna fare molta attenzione al significato perch alcune espressioni hanno assunto una connotazione precisa non sempre evidente. Il termine "donnina" per esempio oltre a significare una donna piccola usato come eufemismo per sgualdrina.

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Terza Parte: V. AGGETTIVI : -I comparativi -I superlativi

VI. PRONOMI : -Pronomi soggetto e oggetto -Pronomi riflessivi -Pronomi indiretti -La particella ne -La particella ci -Il "che"

VII. ARTICOLI, PREPOSIZIONI, AVVERBI

VIII. IL NOME: -Il numero -Il plurale -Nomi maschili al singolare e femminili al plurale -Plurale di nomi femminili in -cia e -gia -Nomi usati solo al plurale -Nomi con due plurali -Nomi invariabili -Quantit -Il genere: -Il genere femminile; f uantitnelli di Saturno",fiche, emminili in -A riferiti a uomini; nomi promiscui di animali

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IL COMPARATIVO Quando parliamo spesso paragoniamo delle situazioni, persone, caratteristiche fra loro. Tali espressioni vengono chiamate comparative e seguono alcune convenzioni. Paragoni fra aggettivi Per indicare una maggiore intensit di un aggettivo lo si fa precedere dall'avverbio Questo vino pi forte di quello pi (comparativo di maggioranza) Per indicare una minore intensit di un aggettivo lo si fa precedere dall'avverbio Questo vino meno forte di quello meno (comparativo di minoranza) Per indicare una intensit simile di un Questo vino tanto (cos) forte aggettivo lo si fa precedere dall'avverbio quanto (come) quello tanto (o cos) (comparativo di uguaglianza) normale grande piccolo buono cattivo con una forma particolare seguente interno basso esterno alto comparativo superlativo maggiore minore migliore peggiore posteriore interiore inferiore esteriore superiore massimo minimo ottimo pessimo primo ultimo intimo infimo estremo supremo

precedente anteriore

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IL SUPERLATIVO In italiano il superlativo pu essere formato in diversi modi. con l'aggiunta del suffisso -issimo alla forma plurale del maschile di un aggettivo a) caldi (caldo), grandi (grande) di un nome b) amici (amico) alla forma in "i" di un avverbio c) *mali, *subiti (subito, male) facendo precedere l'aggettivo da un avverbio

a) caldissimo, grandissimo b) amicissimo c) subitissmo, malissimo

molto (completamente, tanto, assai, immensamente, terribilmente, ecc.)

facendo precedere l'aggettivo da "il pi" (1). (1) il pi nuovo Notare che per ragioni di enfasi alle volte (2) il vestito il pi nuovo che ho l'articolo "il" pu essere ripetuto due volte (2). nuovo nuovo bello bello grande grande ripetendo l'aggettivo due volte fresco fresco caldo caldo tutto nuovo facendo precedere l'aggettivo da tutto tutto scemo tutto pulito acre > acerrimo integro > integerrimo celebre > celeberrimo misero > miserrimo con una forma diversa salubre > saluberrimo benefico > beneficentissimo benevolo > benevolentissimo maledico > maledicentissimo munifico > munificentissimo arci > arcicontento stra > straricco sopra > sovraccarico facendo precedere l'aggettivo da un prefisso super > superfortunato ultra > ultraefficiente extra > extrafino iper > ipersensibile il re dei re con la preposizione di il Cantico dei Cantici

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Pronomi : pronomi soggetto e oggetto; pronomi riflessivi; pronomi indiretti ; la particella ne; la particella ci ; il che

Pronomi soggetto e oggetto

1 singolare

Io

Il parlante si riferisce a se stesso/a ed usa la forma verbale della prima persona singolare. Il parlante si riferisce a se stesso/a in modo enfatico ed usa la forma verbale della prima persona plurale. (Pluralis majestatis: formula usata da papi e re) Il parlante si riferisce a chi ascolta in modo informale ed usa la forma verbale della seconda persona. Il parlante si riferisce a chi ascolta in modo formale ed usa la forma verbale della terza persona singolare. Lei si riferisce sia ad un uomo che ad una donna. Il parlante si riferisce a chi ascolta in modo formale ed usa la forma verbale della terza persona singolare. Ella si riferisce sia a un uomo che ad una donna. Il parlante si riferisce a chi ascolta in modo formale ed usa la forma verbale della seconda persona plurale. Il parlante si riferisce ad una persona di genere maschile diversa da chi ascolta ed usa la forma verbale della 3 persona singolare. Il parlante si riferisce ad una persona di genere femminile diversa da chi ascolta ed usa la forma verbale della 3 persona singolare. Il parlante si riferisce ad un oggetto di genere maschile ed usa la forma verbale della 3 persona singolare. Il parlante si riferisce ad un oggetto di genere femminile ed usa la forma verbale della 3 persona singolare. Il parlante si riferisce ad una persona di genere maschile diversa da chi

Noi

Io sono italiano (masc.) Io sono italiana (femm.) Noi ordiniamo ...

2 singolare

Tu (fam.)

Lei (cort.)

Tu sei italiano? (masc.) Tu sei italiana? (femm.) Lei italiano? (masc.) Lei italiana? (femm.) Ella italiano? Ella italiana?

Ella form

Voi (cort.)

3 singolare

Egli (masc.persona)

Voi siete italiano? (masc.) Voi siete italiana? (femm.) Egli italiano

Ella (fem. persona)

Ella italiana

Esso (masc. cosa) Essa (femm. cosa)

Il libro interessante; esso parla di archeologia La casa grande; essa luminosa. Lui americano

Lui

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Lei

1 plurale 2 plurale

Noi , Noi altri Voi, (familiare) Voi altri Loro (cortesia)

3 plurale

Essi

3 plurale

Esse

3 plurale

Loro

ascolta ed usa la forma verbale della 3 persona singolare. (Informale) Il parlante si riferisce ad una persona di genere femminile diversa da chi ascolta ed usa la forma verbale della 3 persona singolare. (Informale) Il parlante si riferisce a se e ad altri membri del proprio gruppo ed usa la forma verbale della 1 persona plurale. Il parlante si riferisce a pi di una persona che ascolta ed usa la forma verbale della 2 persona plurale. Il parlante si riferisce a pi di una persona che ascolta ed usa la forma verbale della 3 persona plurale. (Formale) Il parlante si riferisce a pi persone di genere maschile diverse da chi ascolta ed usa la forma verbale della 3 persona plurale. Il parlante si riferisce a pi persone di genere femminile diverse da chi ascolta ed usa la forma verbale della 3 persona plurale. Il parlante si riferisce a pi persone diverse da chi ascolta ed usa la forma verbale della 3 persona plurale.

Lei americana

Noi andiamo in Italia Voi siete italiani? Loro sono italiani?

Essi sono italiani

Loro sono italiani

Loro sono italiani

USO DEL PRONOME SOGGETTO I pronomi con valore di soggetto (generalente omessi) si esprimono : 1. per specificare il soggetto; es.: "E tu, perch non dici niente?" 2. quando l'enfasi della frase cade sul soggetto, che pu seguire il verbo; es.: Lei non sa chi sono io! 3. per sottolineare l'uso delle terze persone come forme di cortesia; es.: Signor Rossi, Lei abita a Padova, vero? 4. quando il soggetto modificato da parole quali anche, neppure, ecc.; es.: "Neanche noi siamo andati al mare." 5. quando la risposta ad una domanda consiste nel soggetto; es.: "Chi vuole un'altra pastarella? Io!" 47

PRONOMI OGGETTO FORMA TONICA me te lui/(esso) lei/(essa) Lei Voi noi voi loro/(essi) loro/(esse) Loro esempio lei vede me lei conosce te lei ammira lui lui stima lei lei conosce Voi lei frequenta noi lei consulta voi lei condanna loro lei conosce Loro FORMA ATONA mi ti lo la La Vi ci vi li le Li esempio mi vede ti conosce lo ammira la stima Vi conosce ci frequenta vi consulta li condanna le condanna Li conosce

1 2 3 maschile 3 femminile Forma di cortesia singolare 1 2 3 maschile 3 femminile Forma di cortesia plurale

PRONOMI COMPLEMENTO INDIRETTO FORMA TONICA a me a te a lui a lei a noi a voi a loro, (a essi, a esse) esempio parla a me parla a te parla a lui parla a lei parla a noi parla a voi parla a loro FORMA ATONA mi ti gli le ci vi gli esempio mi parla ti parla gli parla le parla ci parla vi parla gli parla

1 2 3 maschile 3 femmin. 1 2 3

PRONOMI RIFLESSIVI PERSONA 1 SINGOLARE 2 SINGOLARE 3 SINGOLARE Forma di cortesia singolare 1 PLURALE 2 PLURALE 3 PLURALE Forma di cortesia plurale pronome mi ti si Si ci vi si Si esempio mi lavo ti alzi si sveglia Si veste ci radiamo vi pettinate si incipriano Si preparano

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COMBINAZIONE DI PRONOMI OGGETTO E INDIRETTO Notare che le combinazioni nella terza persona singolare e plurale formano una sola parola. Notare anche che i pronomi sono diversi dalla persona del verbo, altrimenti il verbo sarebbe riflessivo. masc. sing me lo dai te lo do glielo do ce lo da ve lo do glielo do fem. sing. me la dai te la do gliela do ce la da ve la do gliela do masc. plu. me li dai te li do glieli do ce li da ve li do glieli do femm.plu. me le dai te le do gliele do ce le da ve le do gliele do

1 2 3 1 2 3

La particella "ne" La particella ne pu avere valore di pronome o di avverbio. Si attacca alla fine delle forme verbali del participio, del gerundio e dell'infinito ( che perde la vocale finale). Esempi: parlandone, parlatone, parlarne 1. Il ne pronome sta per: di lui, di lei, di loro e quindi per aggettivi possessivi di terza persona: suo, sua, loro. Pu avere anche valore partitivo (di ci, di questa o di quella cosa) isolatamente, o riferito a un pronome indefinito, ad un numerale o ad un cardinale. Esempi: Conosciamo quella ragazza e stimiamo la sua correttezza professionale. (Errato: e ne stimiamo la sua correttezza professionale.) 2. Se il pronome ne complemento oggetto, il participio passato retto dal verbo avere si concorda con esso. Esempio: Abbiamo comprato tre libri. Ne abbiamo comprati tre. 3. Il ne avverbiale traduce il complemento di moto da luogo e significa: da questo posto, da quel posto. Esempio: Andai via da quel posto. Me ne andai. Me ne sono andato/a.

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4. Pu sostituire una intera frase introdatta da di + infinito. Esempio: Avete voglia di andare al cinema. No, non ne abbiamo voglia. 5. I pronomi indiretti, oggetto e riflessivi in combinazione con ne cambiano la i in e. Gli diventa glie. Esempio: Ha dato a me tre libri. Me ne ha dati tre. Ha venduto a lei due anelli. Gliene ha venduti due. 6. Quando combinato con ci o altri pronomi rimane separato prima del verbo, diventa una sola parola nel participio, gerundio e infinito (che perde la vocale finale). Esempio: me ne vado, andrmene, andndomene, andtomene

Le particelle "ci" e "vi"

1. Ci e vi oltre che pronomi personali (diretti, indiretti, rilfessivi, reciproci) possono essere pronomi dimostrativi con valore di: a ci, a questo, a questa cosa, in ci, su ci... Esempi: Non ci penso = Non penso a questo, (a ci). Non ci vedo niente di male = Non vedo niente di male in questo, (ci). Ci ho riflettuto = Ho riflettuto su questo (ci). 2. Ci e vi possono inoltre essere avverbi di moto a luogo e stato in luogo, con il significato di: in questo (quel) luogo. Esempi: Ci, (vi) andr = Andr l, in quel luogo Vogliamo venirci. = Vogliamo venire qui, in questo luogo. Nota bene L'avverbio ci (vi) precede il verbo essere quando il soggetto posposto al verbo, o quando il soggetto un pronome interrogativo. Esempi: Il mio libro l. Ma: L c' il mio libro. C' il mio libro l? Chi c'era alla festa? C'erano tutti i nostri amici. Che c' di nuovo? Non c' niente di nuovo. 50

3. Quando usato in congiunzione con ne nell'espressione esserci ci cambia in ce Esempio: Ci sono molti passeggeri. No, non ce ne sono molti. 4. Pu sostituire una frase introdotta da a + l'infinito. Esempio: Domani vado a fare i compiti al laboratorio. Domani ci vado. 5. Nella lingua parlata viene usato molto spesso in forma pleonastica con il verbo "avere". Esempio: C'hai fame?" S, c'ho fame"

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Che "Che" uno dei termini italiani pi comuni e pi diffusi, dato che svolge diverse funzioni all'interno di una frase. Ne diamo un elenco qui di seguito: 1. Pronome relativo 2. Aggettivo e pronome interrogativo 3. Aggettivo e pronome indefinito 4. Congiunzione 5. Congiunzione di causa 6. Avverbio Pronome relativo Consideriamo la frase seguente: 1. I do what I want. 2. I saw him running down the street. 3. This is the book I bought yesterday. 4. I want the book about Michelangelo. 5. I want a book about Michelangelo. 6. He doesn't study, which is a pity. 7. He had the same problem as you had Faccio quello che voglio L'ho visto che correva per la strada Questo il libro che ho comprato ieri Voglio il libro che parla di Michelangelo Voglio un libro che parli di Michelangelo Non studia, il che un peccato! Ha avuto gli stessi problemi che hai avuto tu.

1. Nella prima frase equivale a "the things that" e in italiano deve essere tradotto con un pronome relativo: "quello che" and not "che cosa". 2. Nella seconda frase "running" un aggettivo che modifica "him" e in italiano non deve essere tradotto con un gerundio, ma deve essere tradotto con una frase relativa "che correva". Se lo traducessimo con il gerundio la frase sarebbe ambigua, perch non capiremmo chi stava correndo e chi vedendo. La frase L'ho visto correndo per la strada in italiano vuol dire "I saw him while I was running in the street". 3. Nella terza frase "the book I bought" non ha un pronome in inglese, ma necessario inserirne uno in italiano: il libro che ho comprato. "I bought" specifica il libro che voglio, non un libro qualsiasi, ma una informazione relativa al fatto che io ho comprato il libro. 4. La quarta frase in italiano richiede l'indicativo: Voglio il libro che parla di Michelangelo 5. La quinta frase in italiano richiede il congiuntivo. Voglio un libro che parli di Michelangelo. 6. Nella sesta frase which si riferisce all'intera frase precedente e in italiano richiede il "che" preceduto dall'articolo determinativo "il". Possiamo anche dire "la qual cosa". 7. Nella settima frase il che correlato a stesso e medesimo.

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Aggettivi e pronomi interrogativi 1. 2. 3. What? What does he want? Which book does he want? Che? Che vuole? Che libro vuole? a) non so che vuole b) or quello che vuole 4. I don't know what he wants c) or che voglia d) or quello che voglia a) non so che libro vuole 5. I don't know which book he wants b) or non so che libro voglia 1. Nella prima frase what un pronome interrogativo diretto. Questa espressione pu essere usata quando qualcuno ci parla e non abbiamo capito cosa ci ha detto. L'uso informale. Se non si capisce una persona che non si conosce pi appropriato dire: "Scusi non ho capito. Pu ripetere per favore?". Cambiando l'intonazione "Che?" pu assumere una connotazione negativa: "Che dici?" "What are you saying? "Di che parli?" What are you talking about? Are you listening to yourself?" ecc. 2. Nella seconda frase what un pronome interrogativo diretto e l'intera frase una interrogativa. 3. Nella terza frase which un aggettivo interrogativo indiretto. 4. La quarta frase una interrogativa indiretta e la possiamo tradurre in italiano usando l'indicativo o il congiuntivo. 5. Anche nella quinta frase, anche essa una interrogativa indiretta, possiamo usare l'indicativo o il congiuntivo.

Aggettivo e pronome indefinito There is something strange about him. I didn't think much of that apartment. Today there is something in the air. C' un che di strano in lui. Quell'appartamento non mi sembra un gran che. C' un certo non so che nell'aria oggi.

In tutte queste espressioni che ha una connotazione di qualit o quantit indefinita. Possiamo anche dire "un qualche cosa di strano" o "qualcosa di strano". E' idiomatico.

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Congiunzione 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. He told me that he is american. It's better that I go home. He is so tired that he cannot stand up. It is easier to speak than to write. As far as I know he is in Europe. Do you remember when we met? I want you to go home. Wheter you do it or not, I don't care. He did nothing but crying. Mi ha detto che americano E' meglio che io E' meglio che vado a casa. vada a casa.

E' cos stanco che non ce la fa a stare in piedi E' pi facile parlare che scrivere. Che io sappia, lui in Europa Ricordi il giorno che ci siamo incontrati Voglio che tu vada a casa. Che tu lo faccia o no, non m'importa. Non fece altro che piangere. Ecco che arriva la torta.

10. There, the cake is coming.

1. Nella prima frase that una congiunzione e introduce l'oggetto della prima parte frase "He told me". 2. Nella seconda frase that introduce il soggetto della frase. L'uso dell'indicativo o del congiuntivo dipende dalla certezza che vogliamo dare alla nostra affermazione. 3. Nella terza frase that una congiunzione consecutiva e corrisponde a "so much that". 4. Nella quarta frase than introduce il secondo termine di paragone. 5. Nella quinta frase As far as indica una limitazione e in italiano si usa che pi il congiuntivo. 6. Nella sesta frase when vuol dire the day when e in italiano pu essere tradotto con "che", inteso come quando, o con l'espressione relativa "in cui". 7. Nella settima frase che segue un comando o una espressione di volont. 8. Nell'ottava frase che ha una connotazione disgiuntiva (o...o). 9. Nella nona frase che ha una connotazione di eccezione (with the exception of crying...)

Congiunzione causale Presentiamo "ch" separato dalla congiunzione precedente perch quando ha una connotazione causale o finale prende l'accento. I am not talking to him because I can't stand his Non gli parlo, ch non sopporto il suo attitude. atteggiamento. Give him a ride so he wont be late. Accompagnalo ch non faccia tardi

Nella prima frase ch sta per perch, o dato che, poich, in quanto che, per il fatto che. Nella seconda frase per affinch, in modo ch.

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Avverbio What a beautiful day! What a great adventure! What patience! How lovely! Che bella giornata! Che avventura! Che pazienza! Che bello!

In queste frasi che significa "quanto grande" "how big", "how great" "quanto bello" "how beautiful" tutte espressioni avverbiali.

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Articolo : articolo; preposizioni ; avverbi

L'articolo determinativo SINGOLARE PLURALE PRIMA DI MASCHILE IL I consonante (b, c, d, f, g, l, m, n, p, q, r, s, t, v) s impura (s+ consonante), ct, ft, gn, ps, pt, pn, , x, z, i LO GLI semiconsonante L' GLI vocale, h FEMMINILE LA LE consonante, semiconsonante L' LE vocale, h INDETERMINATIVO SINGOLARE PRIMA DI MASCHILE UN consonante, vocale, h s impura (s+ consonante), ct, ft, gn, ps, pt, pn, , x, z, i UNO semiconsonante FEMMINILE UNA consonante, semiconsonante UN' vocale, h PARTITIVO SINGOLARE PLURALE PRIMA DI MASCHILE DEL DEI consonante s impura (s+ consonante), ct, ft, gn, ps, pt, pn, , x, z, i DELLO DEGLI semiconsonante DELL' DEGLI vocale, h FEMMINILE DELLA DELLE consonante, semiconsonante DELL' DELLE vocale, h

La scelta della forma dell'articolo dipende dal suono delle lettere iniziali della parola seguente. La scelta, per non sempre univoca, soprattutto nel caso di suoni insoliti in italiano.

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Preposizioni articolate

IL AL DEL DAL NEL COL SUL PER IL PER (POETICO) A DI DA IN CON SU TRA TRA IL

LO ALLO DELLO DALLO NELLO COLLO SULLO PEL PER LO TRA LO

L' ALL' DELL' DALL' NELL' COLL' SULL"

I AI DEI DAI NEI COI SUI PER I PER LA (POETICO) TRA TRA I LA

LA ALLA DELLA DALLA NELLA COLLA SULLA

GLI AGLI DEGLI DAGLI NEGLI COGLI SUGLI PEI

LE ALLE DELLE DALLE NELLE COLLE SULLE

PER GLI PER LE TRA GLI TRA LE

La scelta della forma delle preposizioni articolate segue le stesse regole dell'articolo determinativo. Notare che le preposizioni non si contraggono davanti al plurale o all'articolo indeterminativo, ma la preposizione "di" pu prendere l'apostrofo. Esempio: d'un tratto, tutto d'un pezzo. Davanti al titolo di un libro contenente l'articolo si possono usare due convenzioni: 1. incorporare l'articolo nella preposizione: Esempio: Nei Promessi sposi 2. lasciare la preposizione e l'articolo separati Esempio: Ne I promessi sposi

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AVVERBI L'avverbio una parte del discorso che modifica un verbo, un aggettivo o un altro avverbio. Avverbi: Esempio: lavora molto, mangia poco, troppo grande, veramente bello, molto male, poco bene Nella lingua parlata alle volte viene usato per modificare un sostantivo. Esempio: Maria molto mamma Gli avverbi possono anche essere formati: 1) da aggettivi aggiungendo il suffisso mente alla forma femminile dell'aggettivo: aggettivo maschile caro fermo rapido aggettivo femminile cara ferma rapida avverbio cara-mente ferma-mente rapida-mente

Quando un aggettivo termina in le o re l'ultima vocale cade prima del suffisso. gentile particolare Altre variazioni sono possibili: violento benevolo leggero violenta benevola leggera violent-e-mente benevol-mente legger-mente gentil-mente particolar-mente

2) da un aggettivo al maschile preceduto dalla preposizione di Esempio: di recente. di nuovo 3) da un aggettivo Esempio: camminavano lento, parlava tranquilla, viveva contenta Gli avverbi possono essere modificati come gli aggettivi in senso accrescitivo, diminutivo e superlativo: gentilmente: pi gentilmente, meno gentilmente, molto gentilmente, gentilissimamente

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AVVERBI qualificativi tempo affermazione dubbio indicativi interrogativi luogo negazione quantit relativi similitudine chiaramente, poco, in generale subito, ora, allora s, certamente forse, quasi ecco dove qui, vicino no, non, mica parecchio, alquanto ovunque come, cos clearly, a little, generally right away, now, then yes certainly maybe, almost here it is where here, near no, not, at all a lot, quite a bit everywhere how, so

Gli avverbi, soprattutto quelli qualificativi in -mente, possono essere sostituiti da una intera espressione avverbiale. Parlano chiaramente. Parlano con chiarezza. Parlano in modo chiaro.

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IL NOME: il plurale

1) il pino i pini

Nomi maschili che finiscono in "o" Alcuni sono invariabili alcuni sono irregolari. 2) la torta

generalmente

fanno

il

plurale

in

"i".

le torte

Nomi femmnili che finiscono in "a" generalmente fanno il plurale in "e". Eccezioni: ala (wing) ali arma (weapon) armi 3) il ponte la mente i ponti le menti frutta (fruit) frutta

Nomi maschili e femminili che finiscono in "e" generalmente fanno il plurale in "i". 4) il/la barista il/la matricida i baristi le bariste i matricidi le matricide

Molti nomi in -ista e -cida che si riferiscono a persone, hanno una forma al plurale per il maschile e una per il femminile.

5) 60

il baco la foca il lago la lega

i bachi le foche i laghi le leghe

Generalmente il suono tende a conservarsi, cos i suoni gutturali /k/, /g/ richiedono una "h" al plurale sia per i nomi maschili che per i nomi femminili che hanno l'accento sulla penultima sillaba. Eccezioni: porco amico nemico greco procio*(arcaico) 6) il medico lo psicologo la monaca i medici gli psicologi le monache porci amici nemici greci proci

I nomi maschili in "-co" e "-go" con l'accento sulla terzultima sillaba al plurale terminano in "ci". Quelli femminili invece terminano in "-che" Eccezioni: baco aplogo crico catlogo declogo dilogo eplogo incrico intnaco monlogo bbligo plago abachi apologhi carichi cataloghi decaloghi dialoghi eploghi incarichi intonaci monloghi bblighi plaghi 61 monologues obligations dialogues loads catalogues abaci

pzzico prlogo rammrico srago scrico solltico stmaco strscico vlico 7) il brulicho l'oblo lo zo

pizzichi prloghi rammarichi sraghi scarichi solletichi stomachi strascichi valichi

i brulichi gli obli gli zii

I nomi che terminano con una "i" accentata prendono due "i". Eccezione: dio dei 8) bacio occhio baci occhi

I nomi che terminano con una "i" senza accento prendono una sola "i". Forniamo un elenco di plurali simili che derivano da due termini diversi (assassino, assassinio) 9) audacia farmaca audacie farmace

Nomi femminili che terminano in "-cia", preceduti da una vocale o con l'accento sulla "i" mantengono la "i" al plurale.

10)

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caccia boccia

cacce bocce

Nomi femminili in "-cia" precedute da una consonante perdono la "i".

Nomi invariabili il re la crisi la virt la citt il caff lo sport i re le crisi le virt le citt i caff gli sport

Nomi monosillabici (una sillaba), che finiscono in consonante, in vocale accentata, in "i", nomi abbreviati, stranieri, termini formati da un verbo e un sostantivo sono invariabili.

Nomi con due plurali Alcuni nomi maschili hanno due forme per il plurale: una di genere maschile ed una di genere femminile. Il loro significato spesso completamente differente. Generalmente la forma maschile plurale in -i si usa in senso figurato, mentre quella plurale femminile in -a si usa in senso proprio. Qualche volta, si possono usare indifferentemente tutte e due le forme. Qui di seguito ne diamo un breve elenco.

Nomi usati solo al plurale Alcuni nomi vengono usati generalmente solo al plurale. Qui di seguito ne diamo un breve elenco. annali (gli); baffi (i) calnde (le) calzni (i) cesie (le) dimissini (le) dintrni (i) esquie (le) frie (le) frbici (le) 63

gemlli (i) gramglie (le) idi (le) masserizie (le) mlle (del camino) (le) mutande (le) narici (le) nzze (le) occhiali (gli) paraggi (i) rdini (le) rigglie (le) sarte (le) spzie (le) sponsali (gli) stovglie (le) tenglie (le) tnebre (le) vettovglie (le) vveri (i) Il nome di molti tipi di pasta solo plurale. Per esempio: agnoltti (gli) Stuffed pasta (Emilia Romagna) bavtte (le) Thin strips of pasta bgoli (i) String pasta (Veneto) bucatini (i) Hollow spaghetti cannellni (i) Big tubular stuffed pasta capellini (i) Thin spaghetti cappelltti (i) Stuffed pasta fettuccine (le) String pasta fusilli (i) Spiral pasta gncchi (gli) Dumpling lasagne (le) Large strips of pasta maltagliati (i) Irregularly cut pasta manictti (i) Stuffed pasta orecchitte (le) Small pasta in the shape of a small "ear" (Puglia) pappardlle (le) Large striped pasta passatlli (i) Strained pasta (Emilia Romagna) pnne (le) Tubular pasta ravili (i) Stuffed pasta rigatni (i) Tubular pasta spaghetti (gli) String pasta tagliatlle (le) Noodles taglierini (i) Fine noodles tagliolini (i) Fine noodles tonnarlli (i) String pasta trentte (le) Median size noodles tubtti (i) Small tubular pasta Il fatto che questo termini di solito vengano usati solo al plurale non impedisce che esistano espressioni in cui possono essere usati anche al singolare. 64

Per esempio: Gemllo Calzne Manovra a tenglia Mi fa un baffo Fratello o sorella nati durante lo stesso parto Nome di un piatto simile ad una pizza farcita Movimento tattico eseguito a somiglianza di una tenaglia Espressione che significa "Mi indifferente"

Poich generalmente le parole hanno molti significati, pu accadere che una determinata accezione si esprima esclusivamente con la forma plurale di un nome, il quale invece, con altri significati, si usa sia al singolare che al plurale. Ad esempio: Avere i calamari agli occhi Bocconcini Cpperi! Fegatini Involtini Ai frri Spiedini Sottoacti Avere le occhiaie A kind of mozzarella cheese or a meat-stew Exclamation (see Interiezioni) Usually, chicken livers Thin slices of stuffed veal. Grilled Skewered meat Pickled vegetables

Nomi maschili al singolare e femminili al plurale Alcuni nomi sono di genere maschile al singolare ma diventano femminili al plurale. Qui di seguito ne diamo un breve elenco. Vedi anche Nomi con due plurali. Singolare centinio (il) migliio (il) mglio (il) pio (il) riso (il) stio (lo) tomio (il) uvo (l') Plurale centinia (le) migliia (le) mglia (le) pia (le) risa (le) stia (le) tomia (le) uva (le) Inglese (a) hundred thousand mile pair laugh bushel upper egg

Quantit 65

Quantit Materiale di vino, di latte, di aranciata, dacqua Un bicchiere (glass) di frutta Un cestino (basket) Un cucchiaino (spoonful) di zucchero di vino Un fiasco (flask) di pane Un filone (loaf) di profumo Un flacone (bottle) duva Un grappolo (bunch) di fiori Un mazzo (bunch) di mela Un morso (bite) di sigarette Un pacchetto (pack) di torta Un pezzo (piece) di pasta Un piatto (plate) di sale Un pizzico (pinch) di fiori Un vaso (vase) dolio, di vino, di latte Una bottiglia (bottle) di gelato Una coppa (cup) di salame Una fetta (slice) Una forchettata (mouthful) di pasta di soldi Una manciata (handful) di stoffa Una pezza (roll, bolt) di tabacco Una presa (pinch) di carta Una risma (ream) di sardine Una scatola (can) di caff Una tazzina (cup) daglio Una testa (head)

I nomi femminili In genere, sono femminili i seguenti gruppi di nomi: 66

1. I nomi che finiscono in "a", "i", "u" Esempio: la casa, la crisi, la gru Alcune eccezioni 2 . I nomi dei frutti (in genere l'albero corrispondente maschile):

Esempio: la mla (l'albero il mlo) la ciligia (l'albero il ciligio) Alcune eccezioni (che indicano tanto l'albero che il frutto): nanas (lo) cdro (il) dttero (il) fico (il) kiwi (il) limne (il) lto (il) mandarino (il)

3. I nomi di citt e isole

Esempio: Rma antica Brgamo Alta la Siclia Alcune eccezioni: il Ciro il Gglio il Madagascar

Formazione del femminile dal maschile La maggior parte dei nomi di persona o di animale che si riferiscono a individui di genere maschile ha una forma femminile corrispondente che differisce soltanto per la desinenza (cio la vocale finale o un suffisso). Questi nomi di chiamano "mobili".

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1. Il femminile dei nomi mobili maschili che terminano in -O si forma sostituendo la vocale finale con una -A

Esempio: il sant-o --> la sant-a lo zi-o --> la zi-a il nnn-o --> la nnn-a il gatto --> la gatta

2. Alcuni nomi mobili maschili formano il femminile con il suffisso -ESSA

Esempio: l'avvocat-o --> l'avvocat-ssa il pot-a --> la poet-ssa il professr-e --> la professor-ssa il len-e --> la leon-ssa

3. I nomi mobili maschili che finiscono in -TORE generalmente formano il femminile con il suffisso -TRICE.

Esempio: l' at-tre --> l'at-trice il pit-tre --> la pit-trice Alcune eccezioni: il dot-tre --> la dottor-ssa il fat-tre --> la fat-torssa

4. Alcuni nomi mobili maschili formano il femminile con il suffisso -INA.

Esempio: l'er-e --> l'ero-ina il gall-o --> la gall-ina lo zar --> la zar-ina

Alcuni nomi di persona e di animale sono completamente diversi al maschile e al femminile.

5. Nomi di genere comune riferiti a persone. Questi nomi hanno una forma comune e il genere viene indicato dall'articolo: Esempio: il consorte --> la consorte 68

il violinista --> la violinista il barista --> la barista il cliente --> la cliente 6. Nomi di genere promiscuo: Questi nomi di animali hanno una forma comune per i maschi e le femmine. Per specificare si aggiunge il termine maschio o femmina: il serpente maschio.

Femminili in -A riferiti a uomini Sebbene in generale i nomi di persona di genere femminile si riferiscano a donne, ve ne un certo numero che viene usato anche per gli uomini. Qui di seguito sono elencati alcuni esempi. birba (una) gurdia (una) guida (una) mschera (una) rcluta (una) sentinlla (una) spia (una) vedtta (una) Per esempio, si dice: Mario una birba. Claudio fa la maschera al cinema. Tonino una recluta.

Nomi promiscui di animali Sono chiamati promiscui quei nomi di animali che hanno un solo genere per designare il maschio e la femmina. Possono essere di genere maschile o femminile e per specificare meglio il sesso dell'animale si pu aggiungere "maschio" o "femmina" dopo il nome. Per esempio: una pantera maschio, un airone femmina

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Qui di seguito ne diamo alcuni esempi. acciuga (la) airne (lo) alce (lo) alligatre (lo) alldola (la) lpaca (la) anacnda (lo) antilope (la) ape (la) quila (la) aragsta (la) aringa (la) armadillo (lo) avvoltio (lo) baco (il) balena (la) beccccia (la) bisnte (il) caimano (il) calamaro (il) cammllo (il) camscio (il) canguro (il) carib (il) cmice (la) formica (la) giraffa (la) gorilla (il) ippoptamo (lo) leopardo (il) lpre (la) pantra (la) psce (il) pulce (la) scarafggio (lo) srpe (la) tigre (la)

Il VERBO

I verbi in italiano si coniugano per persona (1a, 2a o 3a) e per numero (singolare o plurale) del soggetto, per tempo (presente, passato, futuro), per modo (indicativo, congiuntivo, condizionale, 70

imperativo, infinito, gerundio e participio) e talvolta per genere (maschile o femminile) del soggetto o dell'oggetto. A differenza di altre lingue (ad esempio dell'inglese o del francese) non obbligatorio porre prima del verbo il pronome personale soggetto dato che le desinenze tra le diverse persone utilizzate nella coniugazione solo raramente permettono ambiguit. I verbi italiani si raggruppano in tre gruppi principali per quanto riguarda la coniugazione (vedi sotto). La forma negativa del verbo (in tutti i modi, tranne che per la seconda persona singolare dell'imperativo) si ottiene facendolo precedere da non. La forma interrogativa del verbo identica a quella affermativa; l'interrogazione viene resa tramite il tono della voce, ascendente sul finire del periodo. I tempi possono essere semplici o composti, questi ultimi sono tempi formati da un verbo ausiliare (declinato per persona, numero e modo) seguito dal participio passato del verbo.

Il verbo ausiliare avere nelle frasi attive quando il verbo transitivo, e per alcuni verbi intransitivi Il verbo ausiliare essere nelle frasi attive per alcuni verbi intransitivi Il verbo ausiliare essere nelle frasi passive o riflessive; o pu essere sostituito da venire nelle frasi passive o viene sostituito da andare nelle frasi passive quando la frase esprime un obbligo od una prescrizione

Nel caso di tempi composti, il participio pu essere accordato:


Quando l'ausiliare essere, con il genere e il numero del soggetto Quando l'ausiliare avere e il complemento oggetto precede il verbo, con il genere e il numero dell'oggetto

La forma di cortesia quella della 3a persona singolare; la stessa forma usata per il pronome impersonale si.

Modo infinito
la forma del verbo che si trova nei vocabolari, e ne distingue l'appartenenza ad una delle tre coniugazioni a seconda della desinenza del presente:

1a coniugazione: -are 71

2a coniugazione: -ere 3a coniugazione: -ire

ma molti verbi comuni sono irregolari, mentre i verbi essere e avere vengono comunemente indicati come possedenti coniugazione propria. Una trattazione esaustiva di coniugazioni irregolari raggruppate per similitudine va oltre lo scopo di questo articolo. impersonale (non si coniuga per persona o numero). Ha due tempi:

presente passato, composto mediante infinito presente dell'ausiliare + participio passato

usato in forma sostantivata per esprimere l'azione descritta dal verbo: "leggere bello" Si usa in alcuni casi nelle proposizioni subordinate (causali, finali, relative) quando il soggetto lo stesso della proposizione principale: "ho corso per arrivare in tempo" = ho corso affinch io arrivassi in tempo (non usata), ma "ho corso affinch tu arrivassi in tempo". Si pu usare per sostituire una relativa con un'oggettiva: "vedo gli uccelli volare" = "vedo gli uccelli che volano"; in tal caso il soggetto della subordinata viene declinato all'accusativo "vedo lui che vola" = "vedo lui volare". In tutti questi casi, il tempo utilizzato dipende se si vuole esprimere un'azione contemporanea (infinito presente) o anteriore (infinito passato) rispetto alla proposizione principale. Si usa inoltre come forma di imperativo gentile nel dare istruzioni. Si usa infine, preceduto da non, come negazione della seconda persona singolare dell'imperativo presente.

Modo indicativo

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Si usa per esprimere condizioni oggettive, stati di fatto, affermazioni. Ci sono quattro tempi semplici:

presente, usato per un'azione contemporanea isolata o abituale, o per un'intenzione per l'immediato futuro imperfetto, usato per un'azione in un tempo indeterminato nel passato e genericamente non terminata passato remoto, usato per un'azione in un tempo passato solitamente lontano nel tempo e genericamente terminata futuro semplice, usato per un'azione in un futuro generico

ciascuno dei quali d vita ad un tempo composto mediante ausiliare coniugato + participio passato:

passato prossimo (presente+pp), usato per un'azione in un tempo passato e genericamente terminata (similmente al passato remoto, ma pi usato di quest'ultimo) trapassato prossimo (imperfetto+pp), usato per un'azione generica in un tempo antecedente ad un'azione espressa col passato prossimo trapassato remoto (passato remoto+pp), usato per un'azione generica in un tempo antecedente ad un'azione espressa col passato remoto futuro anteriore (futuro semplice+pp), usato per un'azione generica in un tempo futuro antecedente ad un'azione espressa col futuro semplice

Tempo presente -are es. parlare -o -i -a -iamo -ate -ano -ere es. godere -o -i -e -iamo -ete -ono -ire es. dormire / capire -o / -isco -i / -isci -e / -isce -iamo -ite -ono / -iscono

io tu lui, lei noi voi loro

Tempo imperfetto -are es. parlare -avo -avi -ava -avamo -avate -ere es. godere -evo -evi -eva -evamo -evate -ire es. dormire / capire -ivo -ivi -iva -ivamo -ivate 73

io tu lui, lei noi voi

loro

-avano

-evano Tempo passato remoto

-ivano

io tu lui, lei noi voi loro

-are es. parlare -ai -asti - -ammo -aste -arono

-ere es. godere -ei, -etti(1) -esti -, -ette(2) -emmo -este -erono, -ettero(3)

-ire es. dormire / capire -ii -isti - -immo -iste -irono

(1) per molti verbi della seconda coniugazione la desinenza -i, ma cambia la radice del verbo. (cadere > caddi; scrivere > scrissi; tenere > tenni; etc.) (2) per molti verbi della seconda coniugazione la desinenza -e, ma cambia la radice del verbo. (cadere > cadde; scrivere > scrisse; tenere > tenne; etc.) (3) per molti verbi della seconda coniugazione la desinenza -ero, ma cambia la radice del verbo. (cadere > caddero; scrivere > scrissero; tenere > tennero; etc.)

Tempo futuro semplice -are es. parlare -er -erai -er -eremo -erete -eranno -ere es. godere -(e)r -(e)rai -(e)r -(e)remo -(e)rete -(e)ranno -ire es. dormire / capire -ir -irai -ir -iremo -irete -iranno

io tu lui, lei noi voi loro

Il passato prossimo

1. Struttura

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2. Scelta dell'ausiliare
TUTTI i verbi usati transitivamente (ogg.dir.) = AVERE MOLTI verbi intransitivi , TUTTI i verbi riflessivi = ESSERE

3. Formazione
ho hai ha abbiamo avete (-isc) preferito (preferred) hanno + -are: ascoltato (listened) + -ere: bevuto + -ire: dormito + (drank) (slept)

4. Participi irregolari

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Esempi: Ho ascoltato il disco; Hanno bevuto il vino; Abbiamo dormito ieri.

Essere (accordo in numero e in genere) Di solito con verbi di moto e verbi rifelssivi essere sei siete sono

participo passato -are: andato -ere: piaciuto -ire: uscito [uscire]

sono siamo

Esempi:
1. The boy went to the movies = 2. The girl went to the movies= 3. I like the lasagna= 3. The friends went out = 5. I woke up early today = Il ragazzo andato al cinema. La ragazza andata al cinema. Mi sono piaciute le lasagne. Le amiche sono uscite/Gli amici sono usciti. Oggi, mi sono alzato/a presto.

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Modo congiuntivo
Si usa nelle proposizioni subordinate per esprimere ipotesi o dubbi nei casi in cui la subordinata retta da congiunzioni quali "che", "se", "perch", "affinch". Ci sono due tempi semplici:

presente, usato per un'azione contemporanea ad una espressa dall'indicativo presente o futuro imperfetto, usato per un'azione contemporanea ad una espressa da un tempo passato dall'indicativo, per un'azione passata ma continuata o non terminata rispetto ad una espressa dall'indicativo presente, o nel periodo ipotetico del secondo tipo

che danno forma a due ulteriori tempi composti con l'usiliare coniugato e il participio passato:

passato (presente+pp), usato per un'azione passata e terminata rispetto ad una espressa dall'indicativo presente o futuro trapassato (imperfetto+pp), usato per un'azione passata rispetto ad una espressa da un tempo passato dell'indicativo, o nel periodo ipotetico del terzo tipo

Nei casi in cui il congiuntivo manca, si usa:


l'indicativo futuro semplice, quando l'azione futura rispetto ad un'azione presente o futura l'indicativo futuro anteriore, quando l'azione futura rispetto ad un'azione presente o futura ma antecedente ad un'altra azione futura il condizionale passato, quando l'azione futura rispetto ad un'azione passata Tempo presente -are es. parlare -i -i -i -iamo -iate -ino -ere es. godere -a -a -a -iamo -iate -ano Tempo imperfetto -are es. parlare -assi -assi -asse -assimo -aste -assero -ere es. godere -essi -essi -esse -essimo -este -essero -ire es. dormire / capire -issi -issi -isse -issimo -iste -issero 77 -ire es. dormire / capire -a / -isca -a / -isca -a / -isca -iamo -iate -ano / -iscano

io tu lui, lei noi voi loro

io tu lui, lei noi voi loro

Consequenzialit dei tempi


La grammatica ha ereditato dalla grammatica latina, sia pure con delle differenze, la consectio tmporum, cio un insieme di norme che regolano il rapporto tra i tempi e i modi di una frase principale (o sovraordinata) e della frase subordinata per esprimere il rapporto di

contemporaneit, anteriorit, posteriorit.

Per esprimere contemporaneit nel presente (la frase principale usa un tempo presente o futuro) si usa il congiuntivo presente:

"Penso (penser) che la via sia diritta".

Per esprimere contemporaneit nel passato (la frase principale usa il tempo imperfetto o passato remoto) si usa il congiuntivo imperfetto:

"Pensavo che la soluzione fosse semplice".

Per esprimere anteriorit al presente la frase subordinata deve avere il verbo al congiuntivo passato:

"Credo che il pasto sia stato buono".

Per esprimere anteriorit al passato la frase subordinata deve avere il verbo al congiuntivo trapassato:

"Immaginavo che l'aria fosse stata salubre prima dell'evento indicato".

Per esprimere posteriorit, dato che il congiuntivo non ha tempo futuro, si utilizza il futuro dell'indicativo:

"Sono convinto che d'ora in poi il bimbo sar buono".

La posteriorit pu essere indicata anche con il condizionale passato nel caso che il tempo principale sia all'imperfetto:

"Pensavo che il bimbo sarebbe stato buono con un gioco".

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Modo condizionale
Si usa per esprimere desideri e a seguito di proposizioni ipotetiche introdotte da se + congiuntivo. Ha due tempi: uno semplice, il presente, e uno composto, il passato, formato dal condizionale presente del verbo ausiliare unito al participio passato del verbo; ad esempio, "io avrei parlato, io sarei caduto". Tempo presente -are es. parlare -erei -eresti -erebbe -eremmo -ereste -ebbero -ere es. godere -erei -eresti -erebbe -eremmo -ereste -ebbero -ire es. dormire / capire -irei -iresti -irebbe -iremmo -ireste -ebbero

io tu lui, lei noi voi loro

Modo imperativo
Si usa per impartire ordini e istruzioni. Rifiuta sempre il pronome personale soggetto. -are es. parlare 2a pers. sing. 2a pers. plur. -a -ate -ere es. godere -i -ete -ire es. partire / capire -i -ite

Per le persone diverse dalla seconda singolare e plurale, viene usata la corrispondente voce del congiuntivo (congiuntivo esortativo). Quando seguito da pronome complemento oggetto, questo pu assumere la forma enclitica atona mi, -ti, -lo, -la, -ci, -vi, -li, -le (es. "guardami!" = "guarda me!"); quando seguito da pronome complemento di termine, questo pu assumere la forma enclitica atona -mi, -ti, -gli, -le, -ci, -vi (es. "consegnami il libro!" = "consegna a me il libro!").

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Modo gerundio
Si usa con il verbo "stare" per la costruzione di frasi progressive ("sto andando a Roma", quindi sono in viaggio), oppure al posto di una frase subordinata temporale o causale ("vedendo il sole, usc). Esiste il gerundio presente, un tempo semplice, e il gerundio passato, tempo composto formato dal gerundio presente dell'ausiliare e dal participio passato del verbo: "avendo parlato - essendo caduto". A volte nel gerundio passato l'usiliare omesso, e rimane il solo participio passato con la stessa funzione del gerundio. Come l'infinito, impersonale. -are es. parlare -ando -ere es. godere -endo -ire es. partire / capire -endo

Modo participio
il modo che esprime un soggetto nell'atto o nella qualifica di chi compie l'azione: "il quorum raggiunto se si recano a votare la maggioranza degli aventi diritto al voto". Pu essere espresso anche al passato come tempo composto a partire dal presente ("aventi avuto"). Si accorda per numero col soggetto. Quello che nelle grammatiche (e in questo articolo) indicato come participio passato invece una forma passiva usata principalmente per la costruzione dei tempi composti. Viene inoltre usato come aggettivo per descrivere la persona o la cosa avente ricevuto un'azione: "i piatti lavati vengono quindi asciugati" = "i piatti che sono stati lavati vengono quindi asciugati" o "i piatti, dopo essere stati lavati, vengono quindi asciugati". -are es. parlare -ante -ato -ere es. godere -ente -uto -ire es. dormire / capire -ente -ito

presente passato

Bibliografia: GRAMMATICA ITALIANA , Regole-Nozioni-Esercizi (2 edizione), Francine Pellegrini Nadia Alberini , HOEPLI , edizioni

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