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Gi prima della presa del potere, il Fhrer ordin che orchestre e compositori fossero arianizzati

NATALIA ASPESI
itler amava la musica, purch fosse pura, cio germanica, e non contaminata, cio ariana: il problema era, agli inizi degli anni Trenta, che tra i pi celebri compositori, i sovrintendenti pi stimati, i direttori dorchestra pi grandi, i solisti pi noti al mondo, i cantanti pi amati dal pubblico, le orchestre pi gloriose, cerano molti, troppi ebrei. Una vergogna che andava cancellata col massimo rigore, del resto come tutti e tutto ci che fosse giudaico, bolscevico, negroide, cio degenerato e subumano. Limperativo eliminare lelemento ebraico dalla musica tedesca cominci a essere messo in pratica anni prima della salita al potere di Hitler nel marzo del 33, e trov subito una folla di musicisti e musicologi, giornalisti e accademici, pronti alla delazione, allinsulto, alla violenza, con unefficienza patriottica, funebre e demente, che accompagn lantisemitismo di Stato sancito poi nel 1935 dalle leggi di Norimberga, sino allorrore della soluzione finale, pianificata alla Conferenza di Wannsee nel 1942, tra i cui ideologi cera lacclamato violinista Reinhard Heydrich. Gi allinizio del Terzo Reich era diventato un problema anche il grande settecentesco Hndel, di pura stirpe sassone, poi naturalizzato inglese: i suoi possenti oratori esaltavano limmaginario onirico del regime, ma i testi erano pura immondizia e furono mondati da ogni accenno biblico. E Mozart? Bisognava arianizzare i suoi capolavori dello spirito germanico, liberando opere come Le nozze di Figaro dal libretto scritto dallebreo convertito Lorenzo da Ponte, la cui traduzione tedesca era stata curata da Hermann Levi, il direttore dorchestra del primo Parsifal di Bayreuth, imposto da re Ludwig di Baviera a un furibondo Wagner che lo aborriva in quanto non ariano. Molti anni dopo Joseph Goebbels avrebbe detto: stato Wagner a insegnarci cosa un ebreo. Ogni nuova storia che ci ricorda lOlocausto, riesce a essere necessaria, e lo anche Larmonia delle tenebre (Archinto) di Nicola Montenz, che a 36 anni un lungo elegante giovanotto abbigliato di nero, docente di cultura e comunicazione nel mondo antico; vive a Piacenza, diplomato in organo (suo fratello gemello in arpa) ed anche autore di quellaffascinante Parsifal e lIncantatore, sul rapporto tra Ludwig II di Baviera e Wagner, pubblicato due anni

IL LIBRO
Larmonia delle tenebre di Nicola Montenz (Archinto) Al centro, un ritratto satirico di Wagner

LA MUSICA DELLE TENEBRE


LA COLONNA SONORA INFAME VOLUTA DA ADOLF HITLER
gli ebrei illustri, tra cui una folla di musicisti. Lo scontro per sottomettere la cultura lo vinse Goebbels, diventato ministro della Propaganda, organizzando una monumentale struttura burocratica, gerarchica, capillare e pazza, divisa in sette ferree sezioni, una delle quali era la Reichmusikkammer, a cui facevano capo sette dipartimenti, ognuno dedicato a un ambito musicale: compositori, esecutori, organizzazione di concerti, gruppi corali e di musica popolare, editori, costruttori di strumenti musicali. In questo modo il governo nazionalsocialista gi alla fine del 1933 aveva ottenuto il controllo assoluto della vita intellettuale tedesca e di chiunque volesse lavorare in ambito culturale e soprattutto musicale. Dodici anni dopo, a Terezn, prima che partisse lultimo e definitivo convoglio per i forni crematori di Auschwitz nellottobre del 44, (su 139.861 internati, ne sopravvissero meno di 20mila) fu concesso di organizzare concerti e opere, tra cui ben 55 in prima assoluta, composte nel lager stesso, per esempio, da Gideon Klein e da Pavel Haas. Spesso per le prove risultavano inutili, come avvenne nel caso dellesecuzione del Requiem di Verdi, diretto da Raphael Schachter: per ben due volte i cori di 150 elementi furono deportati in massa ad Auschwitz dopo la prima esecuzione, e a Schachter fu concesso un terzo tentativo, in omaggio alla visita nel lager di Eichmann e per ingannare gli ingannabili inviati della Croce Ros-

sa. Si sa chi furono i grandi della musica che per opportunismo, per paura, per la carriera, collaborarono, o per lo meno, non si opposero a un regime che decideva persino quali compositori dovevano essere cancellati, per esempio Mahler, Hindemith, Schoenberg, Weill, Krenek, Berg, Webern, quale tipo di musica poteva costare la perdita del lavoro e peggio, latonale, la dodecafonica, il jazz, le canzoni da cabaret, i ritmi a percussione, tutta la musica degenerata cui fu dedicata come allarte, una grande mostra. Montenz ritiene ingiusto ergersi oggi a giudice di quei musicisti che, lo volessero o meno, divennero i portavoce ufficiali del regime, senza tener conto delle sfumature. Richard Strauss, che aveva accettato la presidenza della nazista Camera della musica, non condivise mai lantisemitismo hitleriano, Wilhem Furtwngler aveva rifiutato di arianizzare il Berliner Philharmoniker e di rinunciare alla sua segretaria ebrea: si riteneva intoccabile ma cadde in disgrazia quando volle contro ogni veto dirigere Mathis il pittore, del degenerato e marito di una mezza ebrea Hindemith. Per ritornare nelle grazie del partito, accett di dirigere Wagner a quel congresso di Norimberga che avrebbe promulgato le leggi razziali. Altre celebrit furono pi allineate allo spirito del regime: il giovane Herbert von Karajan, iscritto al partito nazionalsocialista, ne diresse linno nella Parigi occupata, il soprano Elisabeth Schwarzkopf era membro del partito e cantava nei paesi invasi dallesercito tedesco, lallora celebre pianista Elly Ney scriveva a Goebbels di non voler dormire in alberghi che in passato avevano ospitato ebrei, il pianista Wilhelm Backhaus, considerato il massimo interprete di Beethoven, nel 36 fece dichiarazione di voto a favore di Hitler, come il direttore dorchestra Karl Bohm. Daltra parte non cera bisogno di essere eroi per essere condannati: uno dei pi grandi talenti musicali del Terzo Reich, il pianista Karlrobert Kreiten, nel maggio del 43 dopo una discussione con unamica sulla guerra forse perduta, fu arrestato, processato, impiccato. Aveva 27 anni. NellItalia fascista fu Arturo Toscanini a esporsi pi di altre celebrit contro il nazismo. Nel 1933, con altri direttori dorchestra, invi a Hitler un telegramma aperto invitandolo a porre fine alla persecuzione dei nostri colleghi in Germania per ragioni politiche o religiose. Furibondo, il Fhrer proib che la radio trasmettesse le loro registrazioni. Poi si lasci convincere dalla sua amica, seguace e ammiratrice Winifred Wagner,

Trov la complicit di molti ma ci fu anche chi si oppose, come il direttore dei Berliner Furtwngler
fa sempre da Archinto, e adesso in Francia con critiche appassionate. Il nuovo libro ha la struttura di un tragico libretto dopera: si apre con un prologo, che sprofonda subito il lettore nel feroce scontro tra ambiziosi nazisti, Goebbels, Gring e Rosenberg, acerrimi nemici tra loro, per accaparrarsi il monopolio di ogni forma di cultura, compresa la musica; e si chiude col quinto e ultimo atto, a Terezn, il ghetto lager in Cecoslovacchia dove venivano ammassati

Il convegno

Il caso

STUDIOSI E ARTISTI PER GIULIANO BRIGANTI


ROMA A ventanni dalla scomparsa, lo storico dellarte Giuliano Briganti sar ricordato domani a Roma, in un convegno a Palazzo Barberini, con una serie di interventi coordinati dal dipartimento di Studi umanistici di Roma Tre. I lavori saranno aperti da Mario De Nonno e Liliana Barroero. Intervengono, tra gli altri, Laura Laureati, Anna Ottani Cavina, Ester Coen. Luigi Ontani e Nunzio racconteranno, anche attraverso ricordi personali, lo stretto rapporto che Briganti intrattenne con gli artisti contemporanei.

PYNCHON A SORPRESA CON UN NUOVO LIBRO


NEW YORK Thomas Pynchon torna a pubblicare un romanzo. Tre anni dopo Vizio di forma, uscir Bleeding Edge. A confermarlo al New York Times stata la casa editrice Penguin. Lo scrittore nato nel 1937, al solito, rimane nellombra. Non rilascia interviste e non ci sono sue foto recenti. Lultima, rubata a met anni Novanta, cost una querela al settimanale che la pubblic. Lintreccio di Bleeding Edge ancora misterioso: sar lopera numero nove dellautore di culto de Larcobaleno della gravit e di V.

In Italia fu Toscanini a esporsi pi di tutti e invi un telegramma aperto per porre fine alla persecuzione
a invitare Toscanini a dirigere il Parsifal a Bayreuth, ma inamovibile fu Toscanini, che rifiut ogni blandizia. Al suo posto arriv il sempre servizievole Strauss. Ci fu anche chi, travolto dallorrore, si pent del suo appoggio iniziale al nazismo, come il musicologo Kurt Huber, che si un alla Rosa Bianca e fu ghigliottinato nel 1943, o il compositore e organista Hugo Distler che travolto dai sensi di colpa si suicid con il gas nel 1942.
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LO STUDIOSO
Giuliano Briganti insegn Storia dellarte moderna a Roma Tre