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pro captu lectoris habent sua fata libelli (secondo le capacit del lettore i libri hanno il loro destino)

Terenziano Mauro (III sec. d.C.), De litteris, De syllabis, De Metris, verso 1286 "According to the capacity of the reader, books have their destinies." Habent Sua Fata Libelli (LEnciclopedia italiana Treccani.it) Vocabolario on line :: http://www.treccani.it/vocabolario/habent-sua-fata-libelli/ habent sua fata libelli bent .... Frase latina, attribuita di solito a Orazio ma in realt appartenente al grammatico latino Terenziano Mauro (sec. 3 d. C.), la quale, nella sua forma completa, Pro captu lectoris habent ecc., significa propriam. i libretti hanno la loro fortuna secondo la disposizione del lettore, e si usa invece citare in un senso diverso da quello originario, per significare che ogni libro ha il suo destino, predestinato cio fin dalla nascita a maggiore o minore fortuna quale che sia il suo merito intrinseco (oppure anche che ogni libro destinato, presto o tardi, alloblio).

Habent sua fata libelli (Wikipedia) L'espressione latina "pro captu lectoris habent sua fata libelli" (lett. "secondo le capacit del lettore i libri hanno il loro destino") il verso 1286 del De litteris, De syllabis, De Metris ("La fonetica, le sillabe, la metrica") di Terenziano Mauro. Con queste semplici parole lo scrittore sottolinea l'imprevedibile destino che accomuna i libri, bestseller o carta straccia a seconda delle variabili pi diverse: il contesto storico, il gusto della societ, la sensibilit personale, una bella copertina, una fascetta che attesti la vincita di un premio letterario... Vi sono esempi clamorosi che confermano la tesi di Terenziano Mauro. Si pensi, ad esempio, a Francesco Petrarca che era sicuro di ottenere la fama dalla sua produzione latina (in particolare dal suo poema Africa) ed celebrato invece per il suo Canzoniere in volgare. Oppure si pensi a Andr Gide che, non apprezzando il manoscritto della "Recherche" di Marcel Proust, si rifiut di pubblicarlo (e se ne pent poi amaramente) http://it.wikipedia.org/wiki/Habent_sua_fata_libelli

Terenziano Mauro (Wikipedia)

Terenziano Mauro (in latino: Terentianus Maurus; ... floruit II secolo) stato uno scrittore romano, noto come grammatico e teorico della metrica. Biografia e opere Terenziano Mauro visse, a quanto sembra, verso la fine del II secolo (nelle sue opere egli fa cenno a Settimio Sereno e ad Alfio Avito appartenenti alla scuola dei "poetae novelli" dell'epoca di Adriano (117138), che dovevano essere di poco a lui anteriori). Il soprannome Mauro fa ritenere che Terenziano fosse originario della provincia della Mauretania. Per quello che si riesce a ricostruire, l'opera pi importante di Terenziano fu il trattato in quattro libri (pervenutoci incompleto) De litteris, de syllabis, de metris ("Lettere, sillabe e metri poetici"), in cui ogni capitolo era scritto nel metro relativo. A questo trattato in versi si ispirarono molti autori successivi di opere sullo stesso argomento. Le parti considerate pi importanti sono quelle sulla metrica, che si basano sull'opera di Cesio Basso, amico di Persio. Da qui provengono le parole di Terenziano che vengono oggi pi spesso citate (anche se spesso in modo erroneo), vale a dire: "Pro captu lectoris habent sua fata libellis" (Il destino degli scritti varia secondo il parere dei lettori). Normalmente per viene citata solo la seconda parte della frase, Habent sua fata libelli, il che viene quindi di solito compreso come "ogni libro ha il suo destino". http://it.wikipedia.org/wiki/Terenziano_Mauro