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IL MANIFESTO - attualit - Divagazioni sull'anno nuovo all'alba di un nuovo comunismo


luned 31 dicembr e 2012

FRANCO ARMINIO - 31.12.2012 Son o moltissimi an n i ch e n el mon do n on arriva un an n o n uovo. Almen o n el mon do ch e con osciamo meg lio e ch iamiamo occiden te. Per i morti n on c' an n o n uovo e forse n on c' n eppure per il n ostro occiden te. Quella ch e ch iaman o crisi n on altro ch e un a g ig an tesca opera di rimozion e: il mon do simbolicamen te morto, ma per n on dircelo pen siamo ch e h a bisog n o di crescere. L'an n o n uovo sarebbe tale se fossimo in g rado di fare un felice fun erale al n ostro mon do. C' bisog n o di un a cerimon ia ben pi solen n e del rituale scambio di aug uri. Pi ch e di un veg lion e, n ecessaria un a lun g a veg lia collettiva in torn o all'ag on ia ciarliera del n ostro occiden te. Un modo per raccon tarci miserie e prodig i prima di in umarlo e comin ciare a vivere sen za di esso. Non sar facile. Non c' un altrove ch e sia g i pron to. Man ca il sen timen to della cosa ulteriore o del futuro, ma un a man can za apparen te, il futuro arriva, arriva sempre. Per ora dispon iamo del g iorn o dopo. E il g iorn o dopo quasi sempre un a macch in a di demolizion e di quello ch e si costruito il g iorn o prima. Io n on trovo n ien te di macabro e di fun ebre in questa situazion e. An zi, credo ch e ricon oscere la fin e del n ostro mon do sia un a possibile letizia. Ci ren de men o prig ion ieri per comin ciare. Non abbiamo un a corn ice. Siamo su questa crosta fredda riscaldata dal sole. Siamo qui sen za mission i. Quello ch e sappiamo n on h a pi valore di quello ch e n on sappiamo. Quello ch e ci diciamo n on h a pi valore di quello ch e n on ci diciamo. Ci siamo e basta. Il sacro di cui abbiamo bisog n o questo disporsi a un a vita qualsiasi, in un luog o qualsiasi, in un tempo qualsiasi. Nessun titan ismo, ma la dolce ossession e di farci compag n ia e di essere soli, di oscillare, di perderci e ritrovarci. Un an n o n uovo possibile solo se ci mun iamo di un a n uova filosofia e di un a n uova teolog ia. Non il n uovo g overn o la n ostra salvezza, n on l'Europa delle ban ch e, n on il circuito lavoro, stipen dio, spesa. Dobbiamo seppellire la n ostra presun zion e di specie e aprire un a stag ion e in cui pren diamo atto ch e c' la peste. Questa peste possiamo ch iamarla autismo corale. Non uccide, corrode i leg ami an ch e quan do li alimen ta. La societ della comun icazion e altro n on ch e un a g ig an tesca masch erata per n ascon dere il fatto ch e n on abbiamo n ien te da dirci, ch e n on crediamo pi ag li altri e n eppure a n oi stessi. In un con testo del g en ere veramen te pen oso vedere come la politica con tin ua a restrin g ere il proprio rag g io d'azion e spirituale. un esercizio tecn ico in cui il cin ismo e la mediocrit ven g on o scambiati per atti eroici. Nell'an n o n uovo n on in dispen sabile Mon ti e n eppure tutta la compag n ia ch e si sta sch ieran do con lui e an ch e alla sua destra e alla sua pi prossima sin istra. Abbiamo bisog n o molto di pi di con tadin i, di poeti, di g en te ch e sa fare il pan e, di g en te ch e ama g li alberi e ricon osce il ven to. Pi ch e l'an n o della crescita, ci vorrebbe l'an n o dell'atten zion e. Atten zion e a ch i cade, atten zion e al sole ch e n asce e ch e muore, atten zion e ai rag azzi ch e crescon o, atten zion e an ch e a un semplice lampion e, a un muro scrostato, a un a qualun que macch in a ch e passa per strada. Un an n o n uovo sarebbe veramen te tale se portasse la politica alla poesia e n on la poesia alla politica. In vece avremo un po' di fotosh op elettorale, con an n esse pen ose trasmission i televisive in cui si dice tutto tran n e l'essen ziale. Io spero ch e l'an n o n uovo veda la n ascita di un a sin istra radicalmen te ecolog ista, un a sin istra limpida ch e lavora per un a democrazia profon da.

Altro ch e elezion i. Un a democrazia radicalmen te locale, costruita da comun it provvisorie ch e si forman o in og n i luog o e ch e in og n i luog o discuton o col cen tro sulla forma da dare alle cose: pu essere un a piazza, pu essere il modo di pag are le tasse o di produrre, pu essere un 'idea di scuola e un 'idea di san it. Un a capillare man uten zion e dal basso in cui le person e son o ch iamate a discutere, a esprimere le proprie emozion i. Le elezion i per il parlamen to son o solo un piccolo dettag lio tra g li altri. La societ si decide spezzan do l'autismo corale, ag g reden dolo e costruen do luog h i in cui ci si mette in cerch io e si fa democrazia. Si sta in sieme e si decide, si passa il tempo e si decide come passare il tempo. Il mio sog n o ch e il prossimo an n o sia l'alba di un altro comun ismo ch e con sideri la democrazia locale il pun to di parten za di og n i azion e. Il mon do h a bisog n o di essere amato e accudito, prima di essere pian ificato o portato ch iss dove. Og g i essere rivoluzion ari sig n ifica tog liere pi ch e ag g iun g ere, sig n ifica rallen tare pi ch e accelerare, sig n ifica dare valore al silen zio, al buio, alla luce, alla frag ilit, alla dolcezza. Pi ch e un ag on ismo su un 'equit solo declamata, abbiamo bisog n o di reg ole semplici, di accordi morali. Dobbiamo accordarci dopo aver esplicitato i con flitti, dopo aver compreso ch e il mon do n on solo n ostro e quello ch e facciamo pen san do solo a n oi stessi un a forma di suicidio. Un an n o n uovo veramen te tale se mettiamo a fuoco un n uovo modo di sen tire e percepire. Assistiamo a un a g ran de con fusion e n on solo n el campo della politica, ma an ch e n ell'un iverso sen timen tale. Le don n e uccise son o solo la pun ta di un malessere molto profon do ch e avvolg e il n ostro dare e avere n ei rapporti con g li altri. Bisog n a ristabilire un equilibrio n ella dialettica tra eg oismo e altruismo, tra cura di s e cura dell'altro. Non si pu usare il sesso come un an siolitico. Non possiamo con tin uare a pren derci e lasciarci con vulsamen te in un a sorta di mercato dei sen timen ti in cui g li stracci e le stoffe preziose stan n o alla rin fusa. Dobbiamo imparare a stare da soli e a farci compag n ia. Le n ostre n evrosi troppo spesso son o l'un ica man iera con cui riusciamo a rag g iun g ere e a essere rag g iun ti dag li altri. Appen a proviamo a farci del ben e cadiamo n ella n oia. Solo il terribile pare in g rado di sveg liare la n ostra ag itata son n olen za. L'an n o prossimo dovremmo comin ciarlo con piccoli esercizi di ammirazion e, con piccoli esercizi di riabilitazion e alla g ioia. Istituire un a sorta di capodan n o tra un g iorn o e l'altro, tra un 'ora e l'altra. Dobbiamo scen dere molto in fon do a n oi stessi e riman ere ben saldi in superficie assieme ag li altri. Sen za ten ere in sieme questi due movimen ti n on c' in ten sit, n on c' bellezza. C' solo un a con fusion e in erte.

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