Sei sulla pagina 1di 1

182

V. Nizzo

Fig. 8 Sezione di una delle tholoi di Micene (da duel 1980, p. 291).

Fig. 9 Tipi di muro micenei (da duel 1980, p. 287).

Fig. 10 Roma, Esquilino, la tomba XCV nei Taccuini Lanciani (da Lanciani, Buonocore 1997, p. 216, f. 14).

Fig. 11 Roma, Esquilino, la tomba XCV nellinterpretazione di L. Mariani (da Mariani 1896, p. 24, fig. 3).

Se si confronta lo schizzo di Lanciani (fig. 10) con la versione che ne venne data quindici anni dopo da Mariani (fig. 11) facile osservare come la sensazione riversata da Lanciani nei suoi taccuini abbia assunto uninaspettata consistenza nella sua traduzione grafica a posteriori. Il profilo interno della struttura, infatti, ha acquisito una regolarit che mancava del tutto nella versione originale; le pareti sono divenute perfettamente oblique ed i blocchi, a differenza di quanto appare chiaramente nello schizzo Lanciani, appaiono come se fossero stati lavorati in corrispondenza dei punti di connessione; laggetto delle pareti comincia direttamente a partire dal piano deposizionale laddove invece Lanciani mostrava chiaramente come i blocchi aggettanti poggiassero su di un muro verticale di spessore variabile, composto da tre filari di pietre di forma e dimensioni irregolari. La mistificazione del disegno effettuata dal Mariani tale da permettere a questultimo di affermare con un certo grado di legittimit, agli occhi dei contemporanei lettori, che il sepolcro nella struttura ha carattere assolutamente miceneo, essendo composto di massi sovrapposti in strati che si restringono a contrasto in modo tale da formare una vlta a due pioventi, sopra il cadavere che era accompagnato dalla suppellettile. Tale affermazione era corredata da alcuni confronti uno dei quali, significativamente, riconduceva ad una delle cisterne di Norba59 sito che, come si visto al principio, avrebbe costituito a breve uno dei principali banchi di prova per la verifica scientifica delle problematiche connesse con larchitettura cosiddetta pelasgica, come lo stesso Mariani aveva auspicato in alcuni articoli pubblicati nella Nuova Antologia60 e tornato a ribadire nello scritto suddetto del 1896 ed in quello inedito del maggio dello stesso anno riportato in appendice (Appendice II). La questione pelasgica in Italia e gli scavi di Norba Il 1896 fu effettivamente un anno decisivo per limpostazione di quei progetti scientifici che, per la prima volta, avrebbero dovuto affrontare archeologicamente e sistematicamente la questione pelasgica. A ravvivare gli interessi per tali problematiche avevano contribuito, come gi si detto61, alcuni scritti di C.A. de Cara editi nella rivista La Civilt Cattolica e, in particolare, il primo volume della sua opera sugli Hethei-Pelasgi del 1894, scritti ai quali avevano fatto immediato seguito gli appelli del Gamurrini, del Pigorini, del Mariani e, infine, quello dellAssociazione Artistica dei cultori di Architettura che, al principio del 1896, aveva proposto a G. Baccelli, per la seconda volta Ministro della
59 60

Mariani 1896a, p. 24, nota 2. Mariani 1895a; Mariani 1896b.

61

Cfr. sopra alle note 4 e 6, con bibliografia ivi riportata. Su queste problematiche vedi ora Nizzo 2009; Nizzo c.s. b.