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I GENI DEL CUORE: LE ULTIME SCOPERTE SULLE CAUSE DELL'INFARTO

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]. NATIONAL GJ;OGRAPHIC' fEBBRAIO :1007
maschera si affaaia da ulla bottega il FOlldametrra Barbarigo, fra i qllartieri pi antichi di Venezia.
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Il 25 aprile, giomo in CIIi si festeggia il patrono della cirtil Sali Marco,
i veneziani lisa/lO dOIIl1re 1111 "bcolo" (bocciolo di roSll) alla propria
mllata. Un'abitudille che affonda le radici nelle pi oscure leggende
velleziane. A sinistra, lilla gondola nel sestiere di San Marco.
..
ire che Venezia bella pi
o menocomedire che il sole
sorge a est e che l'acqua
scorre \'ttSO il basso. La sua
bellezza in realt una lega
di tante belle-.a.c fuse insieme (naturali, ideali,
coslluite dall'uomo), lucidate da oltre Wl millennio
di sioria e dall'adorazione, dall'invidia e pcrflllo dal-
l'odio di innwnere...oli stranieri. Pi che una sempli-
ce cittil. Vene-Lia un fenomeno, e per quanto mera-
vigliosa ci appaia oggi, qud che non riusciamo a
cogliere che, come ha scritto loho Ruskin, nel suo
massimo splendore cra "mille volte pi magnifica di
quello che esiste oggi':
Generazioni di pittori, fotografi, scrittori, registi.c
perfino compositori, hanno cercato di catturare il
suo e<centrico incanto. il suo fascino fatale e pen'aSi-
\'0. Thomas MaJlJl, nel 1912, vide una ..... citt, per
met favola per met trappola per turisti, nella cui
aria insalubrele arti erano un tempo volunuosamen-
te e mefilicamente fiorite...': A met degli anni
Cinquanta, cos la vedeva Truman Capote: "Venezia':
scrisse," come mangiarsi una scatola di cioccolatini
al liquore tutta in una volta":
Ma supponiamo che non siate interessati a
TlZiano n tantomeno a Vivaldi, e che gondole e
masdtere di carnevale vi annoino. Se apprezzate l'i-
ronia, la contraddizione e il paradosso, le cose che
appaiono inconciliabili a lume di logica eppure rie-
scono in qualche modo a combaciare, allora Venezia
la citt che fa per voi. Come una maschera nascon-
de il viso, cos la bellezza di Venezia nascondeva i suoi
spigoli taglienti (la lama del pugnale, l'accusa segreta,
l'ingratitudine e il tradimento). Oggi la sua bellc-aa
nasconde una sfilza di problemi talmente cronici e
debilitanti che, se la citt non fosse cos stupenda, da
tempo sarebbe stata come rottame. Chi ne
parla la svilisce e la esalta nella stessa frase.Venezia
una malattia, secondo mo, dice Giovanna lanella,
calwlaia su misura. ;o:Non me ne andrei mai, neanche
dopo mona. Anche questo, forse, uno dei misteri
della citt. Molto meglio, a mio avviso, sondare il
mistero che Vene'"Lia,sottolinea il sindaco
Cacciari. do effetti, Venezia un miracolo.
Addirittura un doppio miracolo, perch l'ha costrui-
ta l'uomo, rutta, a partire dalla terra su cui poggia.
Ovviamente la Venezia del passato non era la sola
citt europea in cui scorrevano fiumi di ricche'"aa e
d'arte, di splendore, ambi7jone e intrighi (brogli
una parola veneziana). Ma forse fu quella che
meglio sfruttare questi vantaggi c farli pesare.
Perch fino al Settecento Venezia aveva un potere
reale con quelli pi grossi di Ici. afferma Laura
Sabbadin. guida turistica. Venezia era un francobol-
lo, un granello di sabbia. El'impero spagnolo doveva
consultarsi con gli ambasciatori vetlojani prima di
agire-. cl primi ad avvolgere la citt nd mistero furo-
no i dirigenti ,-ene'"Liani., racconta Espedita
MiSTERIOS" \'!NIiZJ .. 5
L'artigiano Leonardo Faggian al lavoro nella sua
bonega di maschere il 5lln Basilio. AVetlezia la
teolica del1n cartapesta lUi mggiumo tlei sofi
livelli eccelsi, quasi qllllnto quella del \'etro SOJJUlto.
Grandesso. scrittrice e storica dell'arte veneziana.
perch la Serenissima era una bomboniera in mez-
ro a bidoni di ferro. Quindi questo stato di cose
indusse nobili e mercanti a tenere tullo segreto.
anche le cose pi sciocche. Non si sbagliavano poi
tanto. Bastava che si sospettasse di qualcosa che non
andava, e avrebbero iM.lto sul collo il fialo di tuni i
governi d'Europa.
l segreti dei mestieri dovevano essere protet-
ti, come il segreto per ottenere la tintura scarlat-
ta, ricorda il designer di costumi Stefano
Nicolao. Tra l'altro, si cuslodivano gelosamente i
segreti della fabbricazione del vetro C la ricetta
della migliore teriaca (un anlico medicamento)
d'Europa. La segretl"zza divent la parola d'ordi-
ne, anche grazie all'uso di portare la maschera sei
mesi l'anno o quasi, e da li a considerare !'intera
ciu come un fantastico decano di intrighi,
mascheramenti, inganni e avventure erotiche, il
passo fu breve. rpoeti romantici inglesi fecero del
loro meglio per rappreselllare Venezia nelle algi-
de e maestose vcsti di un'eroina greca, ma il pub-
blico reclamava i ritmi pulsanti e i decadenti
divertimenti del Settecento, ultimo sussulto di
vita c libert per Venezia.
Una delle qualit pi attraenti e forse pi miste-
riose di Venezia il modo in cui i suoi aspetti sen-
suali creano armonie e contrasti nci momenti pi
inattesi. E non mi riferisco soltanto alle zaffate di
fogna che arrivano di tanto in tanto da dietro
un'impareggiabile facciata gotica. Penso piuttosto
allo straordinario contrasto tra la costellazionc d"
oggetti che riempiono le calli e i campi, intrisi di
significai i onnai dimenticati, e la vita quotidiana
che su quelle cose passa come un'onda affaccenda-
la e indifferente. Alcuni di questi oggetti un tempo
erano d'uso cos comune che ne5Suno presta\'3
loro attenzione, neanche allora, e oggi che non si
sa pi a cosa servissero appaiono enigmatici, per-
fino inspiegabili, a chi per caso li nota..
Pcr scorgerne alcuni basta fare una passeggiata
attorno a Campo Santa Margherita. uno dei pi
grandi e affollali campi della citt. Verso l'estre-
mit orientale della piazza c' un solido edificio di
mattoni. Insolito, ma per niente misterioso: un
6 NATIONAl <:EOGRAPIIIC fEBBRAIO 2007
tempo era la Scuola dei Varoleri, ovvero la sede
della confraternita dei pellicciai. Qualunque guida
ve lo pu dire. Ma se lo guardate da vicino vcdre-
te un modesto cippo di pietra, allo fino al ginoc-
chio, scm.a segni particolari che ne rivelino lo sco-
po o la storia passata. Non c' modo di indovina-
re cosa sia. J\la se foste vissuti qui non pi di cin-
quant'anni fa, sapreste che davanti al cippo, do\"C
oggi c' un ristorante. un tempo c'era un negozio
chc vendeva baccal, E che questa umile colonna
vCIlva usata per battere il baccal e renderlo tene-
ro. Persone che oggi non sono ancora \'e<chie pos-
sono raccontarvi che da bambini si appostavano
attorno a quella pietra per raccogliere le briciole
.;:he cadevano al suolo. Ora qui muto come una
...finge, inutile a tuni tranne che a qualche cane di'
rassaggio. Sull'altro lato dci campo c' quella che
un tempo era la chiesa di Santa Margherita, che ha
..ubilo mohe trasformazioni, da chiesa cattolica a
protestante, poi diventata cinema e ora audito-
:ium dell'Universit d Ca' Foscari. La strena stra-
Jina che va dal campo al vicino ponte di solito
.n1oUata di gente che cerca di farsi largo tra capan-
nelli di studenti che chiacchierano, fumano e
bevono spritz o birra fuori dal piccolo bar di fron
:e all'entrata. Sovrintendono a queste frenetiche e
normalissime attivit quattro creature talmente
fantastiche che sembra impossibile che la genIe,
vedendole, non si faccia il segno della croce. lo
personalmente ci sono passata davanti per dieci
anni senza accorgermi di niente. i: la scrittrice
Espedita Grandc:sso a farmi notare quelli che
interpreta CQme simboli alchemici.
Per prima cosa mi indica la testa e le 7..ampe ante-
riori di un leone alato che spalanca le fauci sul muro
di mattoni. Quello non il leone di San Marco",
mi fa nolare. vero, non ha il libro. E vedi che gli
artigli sono pronti a ghermire la preda. Potrebbe
essere il simbolo dello zolfo,.. Lo psichiatra Cari
Gustav lung, che studi gli antichi mili, scrisse che
la leonessa alata il simbolo dcllo 7.01[0 bianco.
Appena pi in basso a destra c' un'altra bizzarra
MISTERIOSA VENEZIA 7
creatura: un drago munito di ali e,s, non c' dubbio,
di seni di donna. ..Questo potrebbe essere il simbolo
del mercurio, prosegue Espedita, che in alchimia
un simbolo della femminilit. A fianco della porta
d'entrata c' una straordinaria coppia di creature,
collocate l'una sopra l'altra ma risalenti a due diversi
periodi. Qui abbiamo un dclfino, spiega la scrittri-
ce...Questo un mostro marino, pi che altro un ser-
pente che termina in una testa con le orecchie e la
bocca aperta Vedi, sta sopra questa strana struttura,
sembrano dci colli con minuscole casette circondati
da un serpente. Qui c' un altro serpente e dalle
viscere della terra emerge la testa di Wla tartaruga.
Secondo il mito greco, la tartaruga appartiene al
mondo sotterraneo (il Tartaro). Appartiene agli infe-
ri, infernale. Quindi il mondo umano circondato
dal male, raffigurato dal serpente. Dobbiamo stare
attcoti perch siamo circondati dal male. Potrebbero
risalire al Seicento; penso che siano stati fatti quando
l'edificio venne restaurato. Qui perci abbiamo tulli
questi simboli del demoniaco. Ed un memento del
sacro (che trionfa?) sul demoniaco. Qui,come spes-
so accade a Venezia, storia e arte, e perfino mito e
simbolo, gettano luce l'uno sull'altro...OSeicento fu
un secolo molto particoIaro, conclude Espcdita
Grandcsso. E Venezia andava spegnendosi e rin-
chiudendosi in se stessa.. Non fu un periodo tranquil-
lo, perch c'era l'Inquisizione, perci bisognava tene-
re la bocca cucila. Si svilupp, im'eCe, la musica. E,
come abbiamo visto, forti simboli che oggi pi nes-
suno si preoccupa di decifrare. la citt ~ misterio-
sa-, afferma. cll mistero stato costruito a strati. Ela
citt falla di stradine ognuna delle quali conduce da
qualche parte. Tuno questo la rende misteriosa. Ho
notato queste strane sculrurc, ma probabilmente cc
ne sono all.r'e.
Non ci sono dubbi. Una della immagini pi toc
canti non ha niente di occulto. anzi, al contrario:
un ex voto dietro l'altare maggiore della basilica
della Madonna della Salute, e la sua storia ~ sepol-
ta nei cuori di coloro che vissero quell'evento. Sulla
parete, in alto, c' un grosso pannello rettangolare
di pietTl su cui un bassorilievo rappresenta il mira-
coloso salvataggio di un uomo della famiglia dei
Badoer. Vediamo dell'acqua, sicuramente il Canal
Grande perch si scorge la cupola della basilica. Su
una gondola un uomo chino nell'atto di issare a
bordo il corpo inanimato di un altro. In alto sulle
loro teste, un grande angelo risplendeme. Non c'
bisogno di un interprete per capire la vicenda; s u l ~
Nel 1630 Veneziafu colpiuz da Im'epidemia di peste che decim la popolazione. AIl fine dell'epidemia,
per ingraziare l Madonna, fu avviata /a costnmorle delln maestosa chiesa di Santa Maria de/l Sa/we.
Da allora, i121 novembre i veneziani accendono uno. mndelnella c11iesa in ricordo di quel voto.
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mistero fondamentale di Venezia come ha
;1tto questa citt a sopravvivere cos a lungo.
parete opposta, una laconica targa rivela soltan-
che l'ex \'010 stato messo qui dalla moglie del-
:.lOffiO scampato alla morte. Nessuno pu dirci
:uenlc di pi, e neppure il giornale locale dcll'epo-
.::.l riporta l'evento. In quale altra cim al mondo il
denzi.o pu essere cos intenso e vibrante?
Poi c' il caso di Lucia (o Giustina) Rossi, nota
mchccomc la "vecia del vecchia del mortaio.
na piccola ma visibile illustrazione del suo momen-
di gloria (lill momento, in realt, di incalcolabile
KIlportarna per il futuro di Vcnc7.ia) si trova su un'ar-
.:ala proprio dietro la Torre dell'Orologio arrivando
Ja Piazz.1 San Marco. Milioni di persone passano da
ma a pochissimi viene in mente di guardare in
"-l,e di chiedersi perch mai questa piccola signora di
!"etra osservi stupita il mortaio di marmo che sta
..:adendo dalla sua finestra. In realt, la data sul selcia-
parla chiaro: 15 giugno 1310. Il giorno c il
mento in cui il manipolo di cospiratori armati
a Baiamonte Tiepolo si dirigeva dalle Mercerie
Palazzo Ducale, per rO\'eSCiare il governo, Per
.:ertO sappiamo soltanto che un mortaio di manno
al momento giusto, colpendo sulla testa il por-
scmin<lndo la confusione tra i rivoltosi e
la rivolta. li mistero che non \'\'IT mai
-.50ilo questo: fu un caso, o lo fece apposta?
-rancamente, a me piacciono entrambe le \'Ccsioni,
Fra i misteri fondamentali di Venezia, i.n ogni caso,
. quello di come ha potuto essere crC3ta questa
;:m c, cosa non meno sorprendentc, comc ha fatto a
vravvi\'erc cos a lungo. Su quest'ultimo possiamo
.::re grazie alla Laguna veneta, la fungosa acqua sog-
a maree che circonda la citt c che offr salvezza
popolazioni del vicino entroterra in fuga dai sac-
.:beggi deUe orde barbariche nel TV secolo d.C. La'
....aguna continu a salvare e sostentare il suo popolo
311797, quando Napoleone assedi la citt e la
_lStrinse ad arrendersi. Se Venezia ha meritato lode
;,6. secoli, gran parte del merito va aDa Laguna. Ai
:'"imi abitanti, le isole lagunari non offrivano soltan-
il \'3Jltaggio ddla sicurezza ma anche di una posi-
me strategica per il commercio. Le merci che arri-
_!'"JJlO in Europa dal Levante, da Costantinopoli, da
1eta o c che erano destinate ai mercati
i, do\"e\ano essere trasferite dalle navi maritti-
alle imbarcazioni fluviali che risalivano il Po. il
IfeIlta, il Sile, il Pian' e altri fiumi per arrivare a
Cremona, Pavia, Milano. Le isole della Laguna erano
il luogo perfeno per organizzare e gestire queste red-
ditizie opcrazioni.l1 riso, il cafi e lo zucchero fecero
la loro comparsa in Europa attra\'eTSO il pono di
Venezia. Equando i veneziani riuscivano a ricavare
soldi anche dalla gente (dai pellegrini diretti in
Terrasanta, per esempio, ma anche da moltitudini di
schiavi) tanto meglio. La Laguna e le sue isole non
erano affatto un piccolo avamposto umido, anzi: per
molti aspetti erano il luogo ideale per una citt, una
citt che volesse essere ricca c potente.
Nei secoli, i vencziani hallllO considerato la
Laguna un'amica, un'alleata e una difesa; un erudito
del Rinascimento paragon la Laguna di Vcnezia alle
mura fortificate di una citt dell'entroterra. lnoltre,
forniva con continuit e in abbondanza pesce, ottima
seh'aggina, piante utili e prezioso sale. r \,etlcziani la
conoscevanoc la comprendevano. Anche.se la supcr-
fide della laguna originale stata ridotta da progetti
di recupcro della terraferma lungo la costa. si estende
ancora per circa 550 chilometri quadrati Le isole
occupano poco pi del cinque per cento deU'intcra
area. Non soltanto uno degli ecosistemi pi inlpor-
tanti di tutto il bacino mediterraneo, ma anche una
dellc principali zone umide d'Ewupa. Quando, nel
1987. l'UNF..5CO dichiaro Venezia patrimonio deU'u-
maIt, sottolnro che questo comprendeva anche la
Laguna. Gli acquitrini sono vitali per la 10m eccezio-
nale biodiversit, e [a Laguna veneta situata in un
punto stmtcgico delle maggiori viedi \'alo, cd quin-
di un'area cruciale per i circa 200 mila uccelli che qui
sostano, funno il nido o svernano; per non parlare
delle seppic migranti e delle miriadi di altri animali
marini che ogni anno vengono qui a riprodursi o a
maturare, e delle tante specie di piante e animali mri,
o a rischio di estinzione.
Questa una zona importante, non solo un
bcUo sfondo per i milioni di istantanee che vengo
no scattate ogni giorno. Ma la conViven7.a tra
Venezia e le acque che la circondano in crisi. Tutto
il mondo sa che c' qualcosa che non va, ma di soli-
to si schiera da1la parte di Venezia. Ma anche la
Laguna ha le sue ragioni. Per proseguire nella
metafora, essa ha accolto degli ospiti in difficolt, i
quali poi, in men che non si dica, le hanno COStrui-
to una citt che al suo culmine era una delle pi
grandi d'Europa, e adesso si rifiutano di andarsene.
MISTERIOS<\ 9
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10 N A T I O ~ A L GIlOG"RAPHIC FEBBRAIO :l007
Stefano Nicolao, qlli
davanti a Wl suo
ritratto, titolare di
1/1/ atelier di Sllrtorw
tra i pi famosi di
Ve1lezia. Specializzato
iII costllmi storici
per il teatro e il
cinema, Nicolao Ila
11I1 occhio di riguardo
per la storia del
costume velleziano.
l'acqua un pericolo per la citt, anche se
soprattutto a causa del moto ondoso provocato dal-
le imbarcazioni a motore, e non per lo strombaxzato
fenomeno deU'acqua alta. (Ogni volta che, durante
['inverno, l'acqua sale anche di pochi centimetri sulla
terraferma, nei giornali appaiono articoli apocalitti-
ci, che hanno finito per imprimere neU'immagina-
7jone popolare l'immagine della citt che sprofonda
sotto le onde, come una moderna Atlantide.) Di
sicuro, per, la citt costituisce un pericolo altrettan-
to g.rave per la Lagun'. Da 40 anni a questa parte,
owero dall'awento delle barche a motore e del turi-
smo di massa, sono sempre meno quelli che dipen-
dono dalla Laguna; di consegoeTl7.a sono sempre
meno quelli che la conoscono bene. Mentre la citt
va acquistando sempre pi valore come attrazione
turistica, grazie soprattutto alle sue acque, si direbbe
che proprio la Laguna venga sempre pi considerata
come il nemico: inaffidabile, costosa, pericolosa.
Sono pochi quelli che la vedono come una ricchC7.7.a
paragonabile, per dire, alla Scuola di San Rocco.
Oggi troppe cose sono cambiate., sostiene
Alberto Pcratoncr, veneziano e professore di filosofia
allo Studium Generale Marcianum ocLa percezione
deU'acqua cambiata L'acqua per gli antichi venezia-
ni era un mezzo di comunicazione. Ma adesso
diventata un ostacolo; ora li chiude, invece di aprir-
ti. E Cm qui non c' granch di misterioso. Ma l'ac-
qua di Venezia,che sciaborda furtiva nella penombra
dei canali, che si a17.a e si abbassa con la marca,
andata assumendo un ruolo sempre maggiore nel
mistero di VenC7ja n la psicanalisi, lo
studio dci miti hanno conferito un nuovo aspetto
alla magia della citt: metafore e immagini che
giocano con le nostre sensibilit nascoste, e tocca-
no corde dimenticate nel nostro animo,
nando inquietudine e incanto. "Venezia': ha scritto
McCarthy, " l'inconscio del mondo': (: cos,
e in buona parte lo si deve alla Laguna:
un mondo magico, possente, pi grande di quanto
non appaia. I grevi pomeriggi d'estate, quando
l'acqua diventa di un latriginoso verdc giada incre
spato di bianche, sotto i nuvoloni neri si
addensano. Le immote albe invernali di
rosa, quando l'acqua cos trasparente che scom-
pare sotto la tua barca. Lo scialo dei tramonti
ammantati di colori fiamnlco.,gianti, cos che men-
tre remi nella tua mascareta ti sembra di planare
attraverso fluttuanti praterie di nubi fucsia, rosso
cupo, rosso rame, rosso bronzo.
Qui l'acqua ha una sua realt possente che appa-
re misteriosa, anche se omlai sappiamo pratica-
mente tullO quello che c' da sapere sul come fun-
ziona c Ma Venezia riesce a far sembrare
fantastico anche il tangibile. La nebbia a Poggibonsi
non ispira immagini di spettri, amori infelici,
malinconie e strcgoncrie. Ma quando la nebbia
stringe nel suo abbraccio Venezia, cominci a ricor-
dare strane cose che non sono mai awcnUle. Gli
scienziati hanno il loro daffare a misurare i ritmi
delle marce analizzare la salinit, la diossina, il
fitoplancton dell'acqua. Ma sar sempre
capace di mistific.arci. Noi pompieri abbiamo
riscontrato con l'alta marca la citt si solleva,
come una barC1Jt, osserva TIziano Gni. t se
galleggiasse sull'acqua.. Quando l'acqua alta, le
case pesano di meno. Misterioso? Probabilmente
no. Ma ancora una volta affascinante.
La citt. f. vera, ovviamente., ma insiste nell'appa-
rire finta. Salta agli occhi di tutti, e ormai d'obbli-
dire che sembra uno scenario. Sono un grande
sostenitore del finto., dice allegramente l'artista
Guido Fuga. Una citt come questa, cos magica,
un'invenzione assoluta. Se conoscete Vene-.da,
probabilc che ci siate venuti come turisti. t norma-
le. Il turismo cominci a diventare un affare d'oro
gi dal Medioevo, quando i pellegrini si fermavano
a Venezia anche per un mese, in attesa di trovare un
passaggio in nave; ci fu un momento in cui ben cino
quanta navi di pellegrini diretti in Terrasanta salpa-
TOno l'ancora da Vene-Lia ogni mese. Nell'attesa, la
genIe spcndeva qui i suoi soldi, acquistando il
necesS<1.rio pcr il viaggio. Bci tempi.
Ma quando la popolazione di Vcnezia cominci
a calare, i dati del turismo le si rivoltarono contro.
Lo spopolamento della citt drastico: ogni anno
circa 1500 persone se ne vanno. Quando sono
nato io la popolazione era il doppio di adesso., sot
tolinea Guido Fuga, classe 1947. Ora siamo intor-
no ai 60.000, ti rendi conto?.
E se da un lato i veneziani sfoUano, per colpa
della mancanza di lavoro, dei prezzi esagerati delle
case, del costo della vita, c perfino delle difficolt
quotidiane ("'faticosa", "'impegnativa': "'scomoda"),
dall'altro i.turisti aumentano: 15 milioni nel 2006,
una cifra che, comc l'acqua, salir di anno in anno,
anchc se per i turisti la previsione pi facilc.
Viwre qui un privilegio che non tutti possono
permenersi. Salvare Venezia roba vecchia,
sostiene Fabio Carrera, tra il serio e il faceto.
Ormai bisogna dire: salvare j vCflC7iani .
Le cifre impietose puntano ''erSO un esito pa\'en-
lato: il parco a tema. Forse gi troppo tardi.
Dicono le guide che la domanda pi ricorrente dei
turisti : cA che ora apre Venezia?.
"Pur essendoci in Venezia alcune cose sgradevo-
li': osserv nel 1882 il romanziere americano
Henry James, "non c' niente di cos sgradevole
come i Avcva ragione, ovviamente,
anchc se dimenticava che anche lui era un visitato
re. I veneziani sono i soli ad avere veramente il
diritto di fare commenti sui turisti, e il loro punto
di vista non affatto misterioso, anche se, lo sap-
piamo bene,la situazione non semplice.
Vrvere duro. Ho due bambini. Prova a prende-
re il vaporetto, pieno di turisti, non riesci neanche a
salirc.iJl, spiega l'architetto Alberto Gallo, dell'orga-
nizzazione Forma Urbis...11 mistero quotidiano
Nella bottega di Giovanna Zn"elIa, vicino a
Cmpo San Lio, ufla dOnna impara l'arte della
calzatura venezia1lil, Wl mestiere tmdizionillmente
risen'tlto agli uomini della Serenissima.
MI$TF.RIOSA VF.SCf.ZIA 13
come diavolo si fa a vivere qui, con il turismoll,
aggiunge Cristina Caberlotto, moglie e madre.
_Nostra allgoscia xe che la CIIllllra nostra xe drio
a perdersi al nome del Dio TurisII/(}It, riassume il
remer Sa\'erio Pastor, mentre nel suo laboratorio
pialla un nuovo remo per il poppiere di una oor-
lina. Pastor fa parle del gruppo El Fe17.e, che riuni-
sce artigiani che fabbricano gondole e le loro varie
componenti. Fabbrica remi e forcole (scalmi di
legno) per ogni genere di barca veneziana, e ne esi-
stono circa venti tipi.
Perfino quelli che guadagnano sul turismo sono
infastiditi dal turismo, fa norare Fabio Carrcra.
Come direttore del Centro Progcno Venezia, Carrcra
ha studiato la citt con i suoi studenti del '\urccster
Polytcchnic lnstitute. Hanno perlustrato la citt fino
alla follia, e il 10m minuscolo ufficio strapieno di
dossier. "'Pavimentazione delle chiese': "'Pozzi e fon-
"Portali e "Campane c campanili",
"Piedestalli per bandiere", "Archivolti
"Fonti di "Gestione del verde
"Trasporti veneziani", "San Marco';
"Idrodinamica dci canali interni'; e cos via, a non
finire. Parte di queste indagini sono state fatte su
richiesta del comune. Dove vanno a finire tutte que-
ste informazioni, a che servono? Mistero. Ea propo-
sito del tormentonedell'acqua alta, Carrera si chiede:
_Perch nessuno ha mai fatto uno studio di quello
che verrebbe sommerso in Wl caso di acqua alta
eccezionale? Sarebbe molto semplice farlo, e cos
sapremmo cosa veramente a rischiOli. Un enorme
punto interrogativo indugia sulle nostre tazzine da
caff vuote. L'approccio della Citt a molti problemi
un po' come quello dell'equipaggio di una nave che
affonda, che decida di svuotare l'acqua pi in fretta
all7.ich trovare il modo di turare la falla. Il venezia-
no medio questo l'ha capito da un pezzo.
I veneziani sono visti come portatori di un tor-
pore culturale, un'indifferenza", asserva il professor
Peratoner....Ci sono spiegazioni psicologiche del
sonno vene-nano. Sentono di essere stati espropriati
della citt eapiscono di non avere alcun peso. Ecos
cadono ncl pessimismo".
Epoi c' il carnevale. Pur non essendo affatto l'u-
nico periodo di baldoria prequaresimale ncl mondo,
negli ultimi trent'anni questO evento diventato, un
po' come lo era trecento anni fa, un'attrazione inter-
nazionale. Per gli abitanti la cosa ha degli aspetti
quantomcno misteriosi. Tanto per cominciare, i
costumi. Durante il carnevale, aVenezia regna un'at-
In WIO squero (laboratorio jn CIIi si costruiscono e riparano le gondole) del sesriere di Castello, Car/etta
canta un'amica callzone. La "veda" fra le 11/lime depositarie dell'antica tratiiziolle veneziana del camo
popolare: conosce mlclle i vecchi canti dei pescatori, che a Venezia 11011 esistono pir da mo/li afll1L
14 SATIONAI. GEOGRAPHIC FEBBRAIO 2007
diventato un clich anche tra i veneziani
parlare dei canali come del sangue della citt.
mosfera prettamente settecentesca, prosegue
Peratoner. "Perch i costumi sono del Settecento,
quando sappiamo perfettamente che in quel periodo
Venezia ha vissuto la sua epoca peggiore? Viene cele-
brata la decadenza del Settecento, e questo d un'im-
magine par.dale e falsata di Venezia. Non eloquente
che si celebri proprio Wl3 fase di declino?,
Una domanda che fa pensare, ma in ogni caso non
sono i veneziani a indossare gli elaborati costumi d'e-
poca, bens una moltitudine di forestieri, in mezzo a
una folla dieci volte pi numerosa di spettatori in
giubbotti di piuma e annati di macchina fotografica.
.. Mascherarsi significa cambiare identit)}, spiega
Stefano Nicolao, che spesso noleggia le sue elaborate
creazioni teatrali per le feste di carnevale. Nicolao in
un certo senso il veneziano perletto, artista, artigiano
ecommerciante allo stesso tempo. Ha studiato a fon-
do il periodo che ricrea, e secondo lui nella pratica del
mascherarsi c' un cambiamento radicale. (Questa, si
capiscc, una questionc a parte rispetto al commer-
cio di maschere, onnai diventate souvenir che si ven-
dono tutto l'anno.) lo al carnevale di Venezia non ci
sono mai andato, dice un veneziano che si trasferi-
to a Mestre, (perch mi fa venire il mal di stomaco.
Oggi solo esibizionism())>, commenta Nicolao
nel suo sontuoso atelier, nel quartiere in cui visse
Tintoretto; qua e l sono appese foto di attori con i
suoi costumi, tra ali Al Pacino nel MercQ/lte di
\enczia. (Oggi il travestimento non pi il vero
significato. C' gente che viene qui sem.a mettersi
neanche un naso finto. Vengono a "spiare': come
Javanti a un reality show. Vengono a Venezia con
questa idea, spiare quelli che fanno carnevale.
'ivono di puro voyemismo. Chi si esibisce, lo fa per
quelli che vengono a vedere. Cos si parte da \In
.:oncetto e si finisce COIl un altro, totalmente diver-
~ H . Che, in fondo, una cosa per cui Venezia
:amosa. Il mistero una maschera che nasconde
ovvio. Gli sciami di turisti che si estasiano davanti
.u palazzi e ai quadri, si perdono uno dei pi note-
l{)1i, e forse misteriosi, aspetti dell'intera citt: i
nleziani. Immaginate un palazzo come la Ca'
d'Oro, dice la guida Laura Sabbadin, quando ci
~ t e davanti vedete una facciata piatta, bellissi-
=, con archi e marmi policromi, e per molta gen-
r \"enezia questo: una facciata. Al punto che mi
.::::J.iedono: ma c' gente che ci vive qu?l>.
(Apparentemente i veneziani hanno un caratte-
re molto cordiale, ma in realt sono in difesa,
osserva Espedita Grandesso. In pratica siamo iso-
lati, molto chiusi, soprattutto i politici.
Purvivendo in una citt universalmente acclama-
ta come [a pi romantica della terra, i veneziani sono
le persone meno romantiche del mondo. Non furo-
no raptus poctici a spingerli a conficcare nel fango
milioni di pali di quercia per sostenere i loro palaz-
zi, a rubare il corpo di San Marco da Alessandria, a
farsi scomunicare in massa almeno due volte e a
massacrare i turchi a Lepanto. "Era la regina dci
mari'; scrisse Ernest Heming;vay, "e la gente molto
dura e se ne frega di tante cose molto pi del resto
del mondo. t: una citt pi dura di Cheyenne, a
conoscerla bene, e sono tutti molto gentili':
diventato un clich, anche tra i venC'Liani, par-
lare dei canali come del sangue della citt. Non si
accorgono che sono loro, il suo sangue. Ma se gli si
fa la domanda sbagliata: Credi che Venezia abbia
dei misteri?, non esitano a darti una risposta deci-
samente poco misteriosa, espressa con un'esaspera-
zione che nasconde un amore viscerale.
Il veneziano molto fatalista, si lamenta
Ti].iano Cini, vigile dci fuoco. E sono svenduti.
Perch non riescono a risolvere i problemi di
Venezia? Perch non c' la volont. Non vogliono
risolverli. Non sarebbe difficile risolvcrli. Gli sta a
cuore la citt, ma il profitto ancora di pi.
Dovrebbero buttare la bomba a neutroni", dice
tranquillamente la scrittrice Espedita Grandesso.
(Cos la gente e i topi se ne andrebbero e resterebbe
solo la citt in tutto il suo splendore. Nessuno
potrebbe metterci piede per anni, e Venezia final-
mente tornerebbe a respirarCl). Come identit sia-
mo allo sbando, sottolinea Alberto Toso Fei, autore
di numerosi e dettagliati libri sugli enigmi di
Venezia, le sue leggende, la sila storia, e su alcuni epi-
sodi occulti. Venezia era una civilt, come quella
Maya. Equesto stato un po' dimenticato .
Come tutti sanno, la citt si regge su fondamen-
ta poggiate sopra innumerevoli pali di legno infissi
nel fango degli originari isololti, fino allo strato di
tufo arenoso che i veneziani chiamano camnto.
Chiunque abbia visto i pali che delimitano i canali
della laguna si domanda se i palaui e le chiese del-
la citt non poggino ormai su pali cos consumati
MISTERIOSA VENEZIA 15
11lcrocio di rii dietro la chiesa di Salita Maria
dei Miracoli (slIlIo sfondo), eretta ilei 1498
SI/ lilla stallla della Madollna cOllsideraw
miracolosa ecostruita COli il dellaro delle offerte.
da essere ridotti alla grandezza di fiammiferi.
Stranamente, invece, i pali stanno meglio dei palaz-
zi che sorreggono. Gli archeologi che hanno avu-
to la possibilit di esaminare alcuni dei pali pian-
tati pi anticamente, che non sono mai stati
esposti all'aria n ai flussi d marea, confermano
che sono rimasti praticamente com'erano il pri-
mo giorno. Si potrebbe logicamente dedurne che
l'intera citt si sarebbe conservata meglio se fosse
stata sommersa dall'aqua e dal fango un bel po' di
tempo fa. Una conclusione logica, ma con alcune
piccole controindicazioni.
tlPeccato che Venezia non sia tutto quello che
potrebbe essere. Potrebbe essere molto di pi,
sospira Giovanna ?.anel1a, mentre mette in fonna
un pezzo di morbidissimo cuoio. tlDa Venezia tutti
prendono. c nessuno d. Non che un prendere,
prendere, prendere.
L'ultimo. doloroso mistero di Venezia come si
fa a dedicare cos tanto tempo. energia e anenzione
a salvare la nave, per usare questa immagine, senza
neanche una mappa n una bussola a bordo per
indicare la rotta, per non parlare della destinazio-
ne. "Venezia e piacevole per miei osserv
Montcsquicu all'inizio dci Settecento. "ma non per il
mio cuore, n per la mia mente':
tlCi sono misteri nel futuro., osserva Laura
Sabbadin. La cecit e l'ottusit dei suoi abitanti e
governanti. Lo spopolamento, l'incapacit di stare
al pas.ro con i tempi. VenC'"Lia un tempo sapeva sta-
re al passo con i tempi, reinventarsi. Nel periodo
tra il Cinquecento e il Seicento, a Venezia si conta-
rono circa 600 brevetti. Nello stesso periodo, in
tutta la Francia ce ne furono solo 100. Ti rendi
conto? Era all'avanguardia. E oggi, ci sono l'im-
mobilismo, l'assenza di artigianato e risorse
nomiche che non siano maschere, vetro. gelati e
panini. Il mistero del futuro riuscire a farla fun-
zionare come una citt, un'ecc di continuare sem-
plicemente a sprcmerla.
Questo vuoi direche non c' nessuna poesia nel-
l'animo dei \'eneziani? No. Secondo Laura
Sabbadin, L'anima della citt sfugge a chi non ci
vive. G sono momenti che mi riempiono l'ani-
ma., confida Giovanna Zanella.
16 NATIONAL GEOGKAPIIIC FEBBKAIO 2007
Non me ne andr mai da Venezia, finch non
sar sommersa dall'acqua, afferma Alberto
Peratoner. A volte mentre cammino per la citt
passo accanto a luoghi che sento carichi di ener-
gia., riflette Alberto Toso Fei. tlNon so cosa sia, ma
me lo sento sulla pelle. Avolte mi coglie di sorpre-
sa. Non mi risulta che sia una cosa soprannatura-
le. Venezia ha questa capacit: quando meno te lo
aspetti, qualcosa di terribilmente profondo ti toc-
ca. Succede pi facilmente a Venezia, e penso che
anche per questo cos amata. Non solo per la
sua bellezza. Non una ciua esteriore. ! molto pi
una citt interiore. Di fuori e bella, ma se te la lasci
entrare dentro, non ti lascia pi.
'-------------------------------- -
Quando cammino, di notte, e magari non c'
nessun ahro in giro, non ho mai la seos,!zione di
essere solo. In un'altra citt, se la vedi vuota ti sem-
bra deserta. Ma qui io non provo mai un senso di
solitudine.:t: come se la citt pulsasse attorno a me,
riflette Toso Fei. "Il mistero di Venezia l'impossi-
oilit di conoscerla, sostiene Stefano Nicolao. Chi
la ama davvero sembra accettarlo. Osserva Cacciari:
La costruzione della citt, il suo essere simbolo for-
tissimo, la sua capacit, che si manifestata pi vol-
:e nella storia, di andare oltre e di superare ostacoli
ili'apparenza insormontabili, il suo saper incontra-
:e l"'altro" e dialogare con profitto, facendosi ponte
tra l'Est e l'Ovest dell'Europa e del mondo: ecco,
tutto ci e molto altro ancora sono il "mistero" di
Venezia da indagare davvero.
Nel laboratorio di Saverio PasCor due amici, Lino
Todaro c Luisa Conventi, arrivano a ritirare i remi
che hanno portato a riparare.
Chi riesce a percepire il mistero anche capace
di sopportare i disagi, dice Saverio.
"Ma in altre citt i disagi sono maggiori!, escla-
ma Luisa. le chiedo se secondo lei Venezia miste
riosa. Si mette a ridere.
Se xe un mistero, no podemo saver/o'>.
E quando le nostre risate si spengono, mi rendo
conto che, ancora una volta, Venezia mi sfuggita
tra le dita. O
MISTeRIOSA VENEZIA 17