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il Manuale

Qui troverete alcuni consigli pratici per diventare dei Giardinieri d'Assalto. Non si tratta di dogmi: ogni sezione e' frutto della mia personale esperienza, da quando ho iniziato a grattar via la terra delle aiuole da sotto le unghie. Questo significa che leggerete consigli validi e meno validi o persino ridicoli. La mia speranza, oltre ad invogliarvi a sporcarvi le mani, e' che - leggendo - commentiate secondo quando avete provato sulla vostra pelle. Sentitevi liberi di apprezzare, di criticare e di dare nuovi suggerimenti. Si tratta di un Manuale ad uso gratuito, che potete copiare e diffondere. Buona lettura! E, ricordate: la terra non sporca! Guerrilla cosa??? Cos'e' il Guerrilla Gardening? Cosa non lo e'? Quando si puo' definire una missione "compiuta"? L'arsenale Zappe, vanghe, aratri, trebbiatrici.... Tutto cio' che vi serve per portare a termine le vostre azioni di giardinaggio illegale. La chiamata alle vanghe E' il momento di inviare le vostre cartoline precetto. Di quanti elementi avrete bisogno? La strategia d'attacco E' il momento di spegnere i cervelli e di mettere in moto le braccia! Movimento truppe Alfiere in C6, scacco al Re! Come disporre le piante durante un attacco.

La difesa I nemici si stanno riorganizzando! Preparatevi a difendere cio' che avete conquistato! Trucchi e astuzie per non vedere spazzato via il vostro lavoro. I rinforzi Qui Aquila 1! Dove sono quei maledetti rinforzi? Come chiedere sostegno alla Cittadinanza. Ufficio Propaganda Ora che avete agito, rivendicate la vostra azione. Che il mondo sappia! Appendice: C'e' chi l'amore lo fa per noia, chi se lo sceglie per professione Ti piacciono i fiori? Faresti il fioraio? Perche' fai il guerrilla gardening? Tutto cio' che avreste voluto rispondere al quiz della visita di leva.

Guerrilla cosa???

Il Guerrilla Gardening e' un'azione di giardinaggio non autorizzato compiuta su terreni (per lo piu') pubblici, in vasi comunali abbandonati a se stessi e, piu' in generale,su tutte quelle aree di verde "residuale" che si trovano in una citta' (rotonde, spartitraffico, buche d'albero.... insomma, ovunque possa crescere qualcosa). Per sgomberare il campo da ogni possibile equivoco, e' meglio specificare che si tratta di un movimento pacifico, il cui nome deriva dai Green Guerillas (gia', con una R sola) che, nei lontani anni 70, in America, diedero inizio alla coltivazione non autorizzata (e per questo, illegale) di aree abbandonate. Non e' mia intenzione tediarvi con la storia del movimento (che viene regolarmente inserita in ogni testo riguardante il giardinaggio d'assalto: alle volte, penso che serva a rimpolpare libri altrimenti piuttosto scarni) ma vorrei sottolineare che, al giorno d'oggi, esistono infinite forme di guerrilla gardening, tante quanti sono i gruppi che, in ogni parte del mondo, agiscono. E, probabilmente, ognuno di questi gruppi, si riterra' depositario della vera essenza del giardinaggio non autorizzato. Nell'immaginario collettivo, la classica azione di guerrilla gardening si svolge di notte, al riparo da sguardi indiscreti. In molti sacri testi, viene descritta persino la figura del "palo", vale a dire il membro del gruppo che, invece di prendere parte agli scavi, resta di guardia, pronto a dare l'allarme in caso di avvicinamento da parte di estranei. Molti gruppi (in particolare italiani), prediligono l'azione alla luce del giorno, magari dopo un'accurata diffusione della notizia di un imminente attacco, con il preciso intento di farsi notare dai passanti che, incuriositi, chiederanno cosa stia succedendo. Questa e' la forma che preferisco. Secondo me, e' fondamentale che i Cittadini sappiano chi ha piantato fiori ed alberi, in modo che possano riflettere sul fatto che e' possibile - se non necessario - agire in prima persona, senza demandare ad amministrazioni piu' o meno efficienti. Spesso, a queste dimostrazioni di giardinaggio collettivo, seguono articoli di stampa e interviste varie che consentono di diffondere ulteriormente lo spirito del movimento.

Persino le motivazioni che spingono i giardinieri d'assalto sono molteplici. Alcuni sono duri e puri: trattandosi di azioni illegali, non e' consentito alcun contatto e nessuna collaborazione con realta' che abbiano ruoli istituzionali (vedi: amministrazioni comunali, Enti, luoghi di culto, scuole, aziende). Altri, addirittura, possono strutturarsi a mo' di gruppo chiuso, inaccessibile all'esterno anche da parte di aspiranti guerriglieri. Altri ancora sono piu' aperti, fino a spingersi a vere e proprie collaborazioni sul lungo periodo con le amministrazioni cittadine (e' il caso, ad esempio, di alcune realta' canadesi, dove i terreni vengono dati in custodia a giardinieri d'assalto). Esistono, inoltre, forme di giardinaggio d'assalto sperimentali come quella delle Piante Volanti, che appendono in giro per la citta' di Milano, vasi creati artigianalmente ad altezze normalmente non raggiunte dagli sguardi dei passanti. Insomma, decidere a tavolino cosa sia guerrilla gardening, diventa ogni giorno piu' difficile. Scrive David Tracey nel suo "Guerrilla Gardening: a manualfesto": "[....] ogni dettaglio dipende da te. Guerrilla gardening e' autonomia in verde. Non sei obbligato ad unirti a un gruppo, fare la gavetta o accettare un regolamento. Devi trovare da solo la tua definizione". Forse, trovarne una non e' nemmeno cosi' importante, dal momento che risulta difficile persino stabilire quando un'azione si e' conclusa con un successo o con un totale fallimento. Per citare ancora David Tracey: " Chiediti: hai reso le farfalle e gli uccelli piu' felici? L'unica forma di fallimento dovrebbe essere consideratala resa". Questa e' la visione che preferisco, adattandola - ovviamente - alla mia esperienza e alla realta' in cui vivo. Larga la foglia, stretta la via dite la vostra che io ho detto la mia!

******************** Per chi volesse approfondire: "On guerrilla gardening: a handbook on gardening without boundaries", Richard Reynolds "Guerrilla Gardening: a manualfesto", David Tracey "Guerrilla Gardening: manuale di giardinaggio e resistenza contro il degrado", Michele Trasi e Andrea Zabiello

L'arsenale

E guerriglia sia! Si', ma cosa utilizzerai? Cosa ti serve per diventare un vero giardiniere d'assalto? Tra le cose che frenano lo slancio iniziale di un aspirante guerrigliero, c'e' sicuramente l'armamentario. Molti sono convinti che non si possa dare battaglia al degrado se non si e' perfettamente equipaggiati. Vanga, badile (sempre che, al contrario del sottoscritto, voi li distinguiate!), un rastrello, una zappa, un piccone, una carriola, una sega, un innaffiatoio.... Certo, sono tutte cose molto utili, ma a meno che non viviate in campagna, difficilmente avrete in cantina una Santabarbara del genere. In realta', per cominciare basta davvero molto meno. Considerate, innanzitutto, che conviene "scaldare i muscoli" con azioni non troppo ambiziose: dei vasi comunali lasciati all'incuria, sono un buon punto di partenza. Ma di questo vi parlero' in un'altra pagina. Per quanto sia naturale puntare al risparmio, qualche spesa iniziale andra' sostenuta. Evitate di scegliere l'attrezzatura scorrendo il listino prezzi fino a quello piu' basso: difficilmente una paletta da 1 euro e 90 resistera' al primo sasso che incontrera'. Ne' e' necessario puntare alle stelle, anche perche' potreste scoprire che l'attrezzo che avete pagato 50euro non fa al caso vostro. Ecco una lista che vale la pena scorrere. Guanti da giardinaggio: assolutamente indispensabili. Che non vi venga in mente di utilizzare quelli in lattice monouso: vi fareste male immediatamente. Per quanto possa sembrarvi strano, i guanti non serviranno a tenere le mani e le unghie pulite, ma a proteggervi da eventuali infortuni. Infatti, vi capitera' di toglierli, magari di asciugarvi il sudore dalla fronte o di grattarvi il naso, poi li rimetterete e state pur sicuri che prima o poi si riempiranno di sassolini e terra. Quindi, comperatene un paio piuttosto spessi e rubusti, soprattutto sul palmo della mano: oltre a proteggervi, serviranno ad evitare la comparsa di fastidiose vesciche. E gia' che ci siamo, ricordate di fare i necessari richiami per la vaccinazione antitetanica! Infine, un piccolissimo trucco per evitare che sotto le vostre unghie si raccolga di tutto: grattate per bene una saponetta asciutta. Quando, al ritorno, vi laverete le mani, il sapone verra' via con un po' di acqua

calda. E comunque, ricordate che la terra non sporca! Paletta: sceglietene una che abbia una certa consistenza e un manico robusto. Di solito, quelle molto economiche rischiano che il manico vi resti in mano oppure che la lama si pieghi. Zappetta: non tentate di usare la paletta a mo' di zappa, ne' dovreste usarla come una leva per cercare di rompere la crosta superficiale. Meglio comperare uno strumento adatto. Anche in questo caso, aprite un centimetro di piu' il portafoglio. Forcone: ho imparato sulla mia pelle che lavorare un terreno duro o infestato da erba con una vanga e' una fatica immane. Il forcone ha il vantaggio di penetrare in profondita' e di sbriciolare il terreno, strappando le radici. All'inizio vi sembrera' che non serva a nulla: non aspettatevi di sollevare zolle di terra perche' quello e' il compito di altri attrezzi. Agite ruotando intorno al buco che vorrete scavare, in modo da utilizzare i rebbi in tutte le direzioni. Quando avrete frammentato tutto il frammentabile, potrete passare all'uso di zappa, vanga o simili. Ovviamente, acquistatene uno (o recuperatelo da un vostro nonno) abbastanza robusto. L'ideale sarebbe montarlo su un manico corto: il mio ha un manico lunghissimo ed e' molto scomodo da trasportare. Secchio: puo' servire a mille cose, non ultima quella di metterci dentro tutto il vostro armamentario. Non c'e' nemmeno bisogno di comperarlo: chiedetelo a un meccanico o in un cantiere edile. Un cartello: rivendicate la vostra azione, fate sapere che siete stati proprio voi! Potrete sbizzarrirvi, ma generalmente, meglio non eccedere con le scritte (i passanti, di solito, si annoiano a leggere per intero un intero proclama). Uno slogan ("Sono il tuo giardino: annaffiami!"), un logo e il vostro sito basteranno. Se volete, stampate il vostro avviso e fatelo plastificarein una cartoleria (circa 2 euro per un A4). E' un'usanza per lo piu' italiana, ma io la trovo divertentissima. Martello e chiodi: di solito, il cartello si rompe proprio mentre lo posizionate. Non c'e' nulla di piu' deprimente di un cartello appoggiato alla carlona.... Portate sempre con voi anche delle forbici. Piante, fiori e semi: qui dipende molto dal vostro budget. I semi sono una soluzione abbastanza economica,ma considerate che l'impatto visivo immediato sara' molto limitato, nonostante il vostro meraviglioso cartello. Attenzione a usare piante gia' sviluppate particolarmente attraenti: mettete sempre in conto che i disonesti non mancano mai. E' estremamente semplice estirpare una pianta appena messa a dimora. I fiori sono di solito una buona via di mezzo: i loro colori si fano notare immediatamente e il costo puo' essere persino limitato. Molti consigliano di fare un giro per vivai e chiedere piante in codizioni precarie che andrebbero invendute. In realta', e' una cosa che da' scarsi risultati. I vivaisti che ho contattato io, hanno risposto che le piante malconce vengono sistemate per l'anno successivo, mentre quelle che non ce la possono fare finiscono nella compostiera. La via piu' economica e' cercare di recuperare dalle campagne qualche pianta selvatica dall'aspetto gradevole che, con un po' di attenzioni, puo' diventare bellissima. In questo modo contribuirete alla salvaguardia di specie autoctone e avrete piante gia' abituate al clima esterno: una garanzia, in termini di

resistenza! Fra l'altro, questo vi insegnera' a guardarvi intorno:scoprirete che la natura sa offrire di tutto e imparerete a trovare meravigliosi anche fiori apparentemente insignificanti che fino ad oggi non avevate mai notato. Bombe di semi: a molti, l'idea intriga tantissimo, ma io le trovo piu' dannose che inutili. Si tratta di palline di argilla contenenti terriccio e qualche seme. Qualche buontempone, le vende persino in forma di granata. Si dovrebbero lanciare laddove non e' possibile arrivare (l'esempio classico e' un cantiere abbandonato):col tempo, il seme germogliera' e, rompendo l'argilla, piantera' le prime radici nel terreno. Io credo che sia molto divertente prepararle ma che siano poco efficaci nella sostanza. Immaginate di vedere una persona che tiri palline in giro per la citta': nella migliore delle ipotesi, pensereste che si tratti di un maleducato che lanci schifezze. Inoltre, il risultato non e' affatto garantito, anche perche' i germogli avranno comunque bisogno di essere annaffiati. E allora, tanto vale agire con calma e precisione. Annaffiatoio: non e' indispensabile. Potete infatti usare delle bottiglie di plastica. Diventa molto utile quando avete una fonte d'acqua a portata di mano (mentre, trasportare da casa, magari in macchina o con una carriola un innaffiatoio pieno, significa lasciare meta' del contenuto nella suddetta carriola o sulla tappezzeria dell'auto). Inoltre, usando la "cipolla", potrete innaffiare a pioggia senza rischiare di scalzare semi e piante che avete appena interrato. Valutate per bene l'opzione "tanica da 30 litri": a parte il peso e la difficolta' con cui le taniche si trasportano, di solito l'acqua versata da questi recipienti tende a cadere a "boccate" troppo violente. Se proprio non volete rinunciarvi, (in effetti, hanno il vantaggio di esserechiudibili con tappi che permettono di arrivare con l'intero carico a destinazione), accertatevi che sulla superficie esterna del fondo siano presenti degli incavi dove fare presa con le mani. Ho personalmente usato a lungo una tanica completamente liscia, prima di buttarla: riuscire a versare l'acqua con delicatezza senza una presa adeguata, e' impossibile. Al massimo, potreste ottenere di farvi degli immensi pediluvi. Calzature comode: dipende dal tipo di azione che state progettando. Se pensate di vangare un'aiuola, forse e' meglio avere delle scarpe vecchie oppure degli stivali. Anche in questo caso, non fidatevi di quelli troppo economici: vi garantisco che alla prima acqua, si scolleranno le suole. Attenzione a non comperarne due sinistri come ho fatto io!

Tutto qua. Ricapitolando: guanti, paletta, zappetta, piante e acqua sono tutto cio' di cui avete davvero bisogno per iniziare. A questa attrezzatura, col tempo aggiungerete cio' che avreste voluto avere con voi durante l'azione precedente: dai rastrelli ai tagliaerba, dalle cesoie al seghetto.... Ma soprattutto, imparate l'assioma di ogni vero guerrilla gardener:

"Le mie armi, sono tutto cio' che esiste" e allora sarete sicuri che non vi manca davvero niente!

La chiamata alle vanghe

Siete quasi pronti.... Avete individuato un'area. L'avete studiata. Avete procurato le piante e gli attrezzi. Di quante persone avete bisogno? Non esistono regole precise, anche perche' dipende molto da cosa volete ottenere. Se il vostro scopo e' ottenere visibilita', piu' sarete e meglio sara'. A parte il ruolo (auspicabile ma poco praticabile) di Comandante delle operazioni, non e' necessario che ci si divida i compiti. In alcuni testi viene descritta la figura del palo, ad esempio: un membro del gruppo, invece di prendere parte alle operazioni, dovrebbe rimanere di guardia per dare l'allarme qualora si avvicinasse qualcuno. Dal momento che io considero fondamentale farsi vedere e colloquiare coi Cittadini, non credo sia utile una figura del genere. Di certo, in presenza di un gruppo molto numeroso(e soprattutto se la vostra intenzione e' far si' che il quartiere sappia cosa sta succedendo), dovrebbe essere considerata la presenza di qualcuno che si dedichi alla ripresa delle immagini (foto o video che sia). Attenzione: e' molto probabile che questa persona non comparira' mai in nessuna foto con la zappa in mano. In un certo senso, restera' dietro le quinte e non piantera' quasi niente. Affermo questo perche' e' esattamente cio' che mi e' successo quando, partecipando ad azioni di gruppo, avevo deciso di assumere il ruolo di reporter: in un anno di attivita' (e circa una decina di missioni portate a termine) non ho praticamente mai preso una vanga in mano ne' interrato un solo seme. Per capire di quante persone necessita l'attacco, bisogna considerare alcuni aspetti: la dimensione dell'area l'andamento del meteo dei giorni precedenti la disponibilita' di attrezzi. E' inutile organizzare un attacco in grande stile, se dovete riqualificare due vasi comunali ridotti a contenitori di rifiuti posti all'inizio di una banchina per l'attracco marittimo. Pur considerando la volonta' di eseguire un'azione di gruppo, considerate che per ripiantumare dai due ai cinque vasi (compresa l'opera di pulizia, zappettamento e rifornimento di terra fertile), una persona e' piu' che sufficiente per completare tutto in circa un'ora.

E' chiaro, un attacco in simultanea di cinque-dieci vasi da parte di un gruppo di persone, attirera' molto di piu' l'attenzione, rispetto al singolo individuo. Non solo: il giardiniere d'assalto solitario, di solito non viene avvicinato dai passanti. Questi, di solito lo guardano di nascosto, forse qualcuno gli regala un accenno di sorriso, ma i piu' non cercheranno la minima interazione. Cosa che, ritengo, sia un vero peccato, vista la finalita' con cui io mi dedico al giardinaggio non autorizzato. Personalmente, se qualcuno mi passa vicino, lo guardo per bene negli occhi e se mi accorgo che impercettibilmente - rallenta il passo, tento persino di attaccare bottone. Il gruppo numeroso, al contrario, pare intimorisca di meno i passanti. Quando ci sono decine di persone che scavano-strappano-raccolgono-piantano, i Cittadini si accostano e chiedono cosa si stia facendo. Forse, chi lo sa?, il singolo giardiniere passa per pazzo esaltato (e forse anche pericoloso) mentre il gruppo viene visto in maniera diversa. A proposito dell'attacco in grande stile: specificate per bene, nella vostra chiamata all'assalto, che l'azione avra' una certa durata (minimamente prevedibile, viste tutte le variabili, me ne rendo conto). Dire semplicemente che l'attacco iniziera' alle 10 del mattino, potrebbe scoraggiare gli aspiranti giardinieri che fossero disponibili solo da mezzogiorno in poi a partecipare. Se l'area che avete deciso di attaccare e' grande, probabilmente ad un certo punto vi serviranno forze fresche anche perche' alcuni guerriglieri potrebbero lasciarvi prima della fine dei lavori. Un appello che dica "Ci vediamo alle 10 in Via Roma e contiamo di lavorare fino alle 13: unitevi anche in corso d'opera e troverete una vanga gia' calda per voi!"potrebbe rappresentare uno stimolo a chi non ha la possibilita' di arrivare all'inizio. Ricordate di non sottovalutare l'andamento del meteo dei giorni precedenti. Se per diverse settimane non e' venuta giu' una sola goccia d'acqua, il terreno sara' compatto e difficilmente lavorabile. Il che potrebbe rendere molto piu' arduo raggiungere l'obiettivo finale. Se siete in pochi (o addirittura da soli) rischiereste di fare ben poco e di dover tornare indietro con le piante ancora nel baule della macchina. In caso di recenti piogge, invece, la terra sara' molto piu' morbida e cedevole, il che vi fara' risparmiare un sacco di tempo e di energie. Ovvio, se il vostro intento e' organizzare un evento molto grande che richieda un'ampia partecipazione, probabilmente lancerete la vostra chiamata alle vanghe almeno un paio di settimane prima, non sapendo come si comportera' Giove Pluvio nei giorni a venire. A seconda dell'area da attaccare e del numero di partecipanti, e' da considerare la disponibilita' di attrezzi. Non tutti saranno forniti di pala o zappa, per cui (se siete tra gli organizzatori dell'assalto) cercate di portarne in soprannumero, qualora ne siate in possesso. Se volete che - in particolare - le persone che non conoscete direttamente e che si sono unite a voi partecipino anche alle successive azioni, non fatele restare con le mani in mano. Cercate di coinvolgerle e, soprattutto, di coinvolgerle veramente. Non limitatevi, per esempio, a dirgli di andare a buttare i rifiuti raccolti o di innaffiare le piante quando avete finito: chi si aggrega, ha la precisa intenzione di sporcarsi le mani di terra!

Infine, una piccola riflessione sulla guerriglia in gruppo e quella solitaria. Scavare in tanti, crea innanzitutto rapporti tra persone: non bisogna infatti sottovalutare il potere aggregante della fatica condivisa. Basti pensare che in alcune realta' statunitensi, sui tetti degli uffici ci sono dei giardini che vengono accuditi dai lavoratori, azzerando - in quel momento - ogni differenza gerarchica. Tuttavia, organizzare un attacco in gruppo, richiede una certa preparazione all'evento, che va programmato con un congruo anticipo. In caso di maltempo, riorganizzare un assalto con un gran dispiego di forze, puo' non essere semplicissimo: chi poteva domenica scorsa, forse la successiva sara' impegnato. Al contrario, la guerriglia solitaria non ha bisogno di grossi preparativi: una volta preparati attrezzi e piante, si deve solo decidere se attaccare oggi o domani, oppure oggi e domani. Riferendomi alla mia personale esperienza, da quando mi occupo di guerrilla gardening in solitaria, riesco a portare a compimento una gran quantita' di attacchi verdi.Ovvio, le dimensioni del lavoro sono molto piu' ridotte, ma la semi-costanza con cui i Cittadini di Quarto vedono sempre la stessa persona al lavoro, rende possibile una diffusione della cosa che mi sarei aspettato solo con azioni coinvolgenti decine di elementi. Invece, il passaparola sta funzionando in maniera sorprendente. Questo non significa che dobbiate scegliere, in maniera definitiva, se far parte di un gruppo oppure se agire in solitaria. Una cosa non esclude l'altra: potreste sempre unirvi ad un gruppo e prendervi la liberta' di piantare un fiore anche senza aver organizzato nulla di gigantesco. E' chiaro che se intendete fare azioni solitarie a nome del gruppo, dovreste avere l'autorizzazione degli altri a farlo: non che sia obbligatorio, ma sarebbe alquanto scortese fare tutto di testa propria senza aver preventivamente sentito le opinioni altrui. In fin dei conti, potreste addirittura aver portato a compimento un assalto verde che gli altri non condividono. Ma che siate dei solitari (come me) o che facciate parte di un gruppo, l'importante e' rimboccarsi le maniche e iniziare a scavare. La guerriglia verde ha bisogno di tutti quanti!

Strategia d'attacco

Molto bene. Ora siete armati fino ai denti. E' il momento di progettare l'assalto. Non c'e' battaglia che possa essere vinta, senza un'adeguata strategia. Ecco qualche consiglio. La scelta dell'obiettivo e' fondamentale. Non e' sufficiente trovare uno spiazzo verde e mettersi a vangare. La prima cosa, e' ricordarsi che, nei giorni immediatamente successivi all'attacco (e forse anche per periodi piuttosto lunghi), sarete voi a dovervi occupare delle piante e dei fiori che avrete messo a dimora. Non aspettatevi che gli abitanti del quartiere si prendano cura da subito del nuovo giardino: e' un problema di mentalita'. Fino ad oggi, probabilmente, chi abita li' intorno non s'e' mai preoccupato di cosa crescesse nell'aiuola. In effetti, la collaborazione dei Cittadini, seppure e' il piu' ambizioso degli obiettivi, e' certamente il piu' difficile da ottenere. Tutto questo sproloquio, non e' tanto per dare degli insensibili ai vostri vicini di casa ma e' per consigliarvi discegliere una zona vicino alle vostre abitazioni. Ricordate, infatti, che a seconda del periodo, le innaffiature dovranno essere piu' o meno frequenti. Inoltre, se avete scelto la via della semina, dovrete mantenere il terreno sufficientemente umido da permettere ai semi di germogliare. E ovviamente, i nuovi germogli non potranno resistere a lungo senza essere bagnati. Quindi, verificate di avere un comodo accesso all'acqua. L'ideale e' una fontana pubblica, ma se nella zona non e' presente una tale meraviglia, allora dovrete portare l'acqua di casa. Vi rimando al capitolo dellarsenale quale contenitore risulti piu' idoneo all'uso. Potreste anche provare a coinvolgere qualche commerciante li' intorno ma non contateci a occhi chiusi: potrebbe giurarvi che innaffiera' le piante (difficile, se per farlo dovesse attraversare una strada) oppure che vi permettera' di accedere al suo rubinetto. Tuttavia, e' probabile che, sul lungo periodo, si stanchi di vedervi andare avanti e indietro con bottiglie o innaffiatoi. Ma se volete, tentar non nuoce.... Sempre in tema d'acqua, scegliete piante adatte alla situazione (ma di questo, parleremo altrove). Se il vostro obiettivo e' un vaso, considerate l'uso che in quel momento ne viene fatto. Probabilmente, fino ad allora sara' stato utilizzato come contenitore di rifiuti:non aspettatevi che, dopo averlo riqualificato, i maleducati smettano di buttarci incarti di cioccolatini e cicche di sigarette. In questo caso, oltre ad

innaffiare le piante dovrete occuparvi anche di fare le pulizie. L'obiettivo piu' ambito, ovviamente, restano le grandi aree verdi residuali. Calcolate le vostre forze: anche se nei vostri sogni piu' proibiti vedete lussureggianti giardini, considerate che - anche se numerosi - potreste trovare difficolta' impreviste. Quindi, prima di radunare le forze, studiate il luogo da attaccare. Innanzitutto, verificate che il terreno sia lavorabile.Un'aiuola calpestata per anni, probabilmente sara' impossibile da vangare, a meno di avere un aratro trainato da un Landini Testa Calda. Inoltre, valutate l'opzione di lavorare la terra dopo un periodo di pioggia: terreni troppo duri, se sono difficili da scalfire a colpi di zappa, probabilmente potrebbero essere impenetrabili alle radici appena spuntate delle vostre zinnie. Se avete a disposizione una fonte d'acqua nei pressi della zona di attacco, potreste sacrificare quella che vi siete portati da casa per ammorbidire il terreno. Trattandosi di aree pubbliche e abbandonate, vi troverete certamente in condizioni di scarsa fertilita' del suolo. Guardate il colore della terra: se e' chiaro, quasi grigiastro, polveroso e non vi cresce nemmeno la gramigna, difficilmente potra' essere utilizzato per piante piu' esigenti. Se invece l'erba selvatica cresce rigogliosa e la terra appare piu' scura, avrete maggiori possibilita' di successo. Qualche trucco per migliorare lo strato coltivabile esiste, ma per ora atteniamoci alle nozioni base. A proposito di terreni calpestati, valutate se non si tratti di scorciatoie che i pedoni utilizzano, ad esempio, per attraversare una strada. Nonostante i vostri cartelli e la presenza di fiori, la maggior parte di essi continuera' a proseguire sugli stessi percorsi, rovinando il vostro lavoro. Attenzione alle aree utilizzate come giardini per cani: si tratta di solito di terreni non coltivabili per la presenza di eccessive scorie azotate. Inoltre, se quella e' l'unica area verde disponibile per un quattrozampe, e' quantomeno improbabile che i cittadini smettano di portarci i loro amici. Non c'e' niente di piu' efficace di una pisciatina di cane, per bruciare i germogli appena spuntati. A questo, aggiungeteci che i simpatici animali non freneranno certo per voi l'impulso di raspare il terreno dove depongono i loro bisognini. Allo stesso modo, per quanto rappresentino un'apparente opportunita', vanno considerate le buche d'albero dove e' abbastanza normale (ahime'!) trovare escrementi canini. Occhio anche a zone dove particolari eventi (partite, fiere, raduni) possano mettere a rischio le piante appena messe a dimora. E' inutile tentare di riqualificare un giardino incolto se questo, il sabato sera, e' il posto di ritrovo della banda di ragazzini del quartiere. Non saranno le vostre quattro petunie a convincerli a non ridurre l'area ad una discarica di bottiglie di birra vuote. Infine, non sottovalutate la presenza di un Settore Verde-Ambiente&Co: non e' da dare per scontato che, in un'aiuola che viene normalmente "mantenuta" a colpi di tagliaerba, i vostri ciclamini fioriti muovano a compassione gli addetti e li convincano a girare tutto intorno alle piante. Sara' invece molto piu' probabile che, per questioni di tempo (e a volte di indifferenza)tirino dritto senza fermarsi. Come vedete, le difficolta' non sono poche (e' per questo che, nonostante qualcuno storca il naso di fronte

a termini pseudo-militari, la chiamiamo guerriglia) ma non lasciatevi scoraggiare: molti di questi pericoli potranno essere evitati con qualche accorgimento di cui parleremo nelle prossime puntate. Ricapitolando: scegliete un'area o un vaso nelle vostre vicinanze, cosi' che possiate prendervene cura. Calcolate le vostre forze ed eviterete di fare il passo piu' lungo della gamba. Provate a comportarvi come un cittadino maleducato: mettetevi di impegno per trovare il modo di distruggere un lavoro ben fatto. Poi, agite di contromisura. E in ogni caso, non rinunciate all'azione: mettete in conto qualche fallimento che vi servira' per fare esperienza. Otterrete sicuramente risultati piu' incoraggianti la volta dopo. Ricordate: l'unica vera sconfitta, e' la rinuncia.

PS: non sottovalutate lo sforzo fisico che l'azione richiedera'. A meno che non siate giardinieri professionisti, probabilmente metterete in movimento muscoli e articolazioni dormienti, il che significa che comincerete ad avvertire - dalla sera stessa - dolori diffusi. Se il giorno successivo avete in programma una qualunque attivita' che richieda i muscoli (un trasloco, una lunga passeggiata in montagna, una partita di tennis....), chiedetevi se non sia il caso di rimandare l'attacco. O, almeno, tenete a portata di mano un antidolorifico da prendere a stomaco pieno e solo se siete sicuri di non avere allergie.

La difesa

In questa puntata, parleremo delle precauzioni che si devono prendere al fine di preservare l'area che avete riqualificato col vostro ultimo blitz. La regola fondamentale e' fare in modo che l'area non sembri abbandonata a se stessa. Se, dopo aver interrato bulbi o semi, lasciate che il terreno si ricopra di erbe selvatiche, non aspettatevi che la manutenzione del Comune risparmi i vostri teneri germogli appena nati. Ecco alcuni consigli che vi propongo e che, come al solito, siete autorizzati a deridere qualora li trovaste insensati. Cartello di segnalazione: e' gia' un buon inizio. Un bel cartello che indichi che l'aiuola e' stata il luogo di un attacco di giardinaggio non autorizzato, costringe i passanti e i manutentori a porsi delle domande. Ma se la segnalazione spingera' alcuni passanti a non calpestare il terreno o a non portarvi Fido per la sua passeggiatina quotidiana, non illudetevi che, in presenza di erbacce selvatiche, gli addetti alla manutenzione del verde tengano spenti i tagliaerba. Recinzione: e' certamente il migliore dei modi per difendere cio' che avete fatto. Valutatene sempre l'opzione. Lasciate che la fantasia vi aiuti ma fate in modo che sia visibile e resistente. Una bordura di ciottoli bianchi, probabilmente resistera' poco (in particolare, non sottovalutate il fatto che qualcuno possa trovare i vostri sassi particolarmente attraenti per il proprio acquario). Esistono in commercio reti plastificate di ogni forma e misura, ma sono piuttosto costose. La piu' semplice di tutte, a maglie quadrate, alta 100cm,costa all'incirca 2 euro e mezzo al metro. Se avrete l'accortezza di tagliarla a lunghe strisce di circa 30cm, risparmierete un po'. Tuttavia, tenete presente che dovrete fissarla con dei sostegni (canne di bambu' o bastoni di recupero) e che, sul medio periodo, anche in assenza di sollecitazioni, la rete tendera' a perdere il rigido contegno che le avete dato al momento del posizionamento. Il risultato, a mio modo di vedere, e' decisamente antiestetico. Potreste, eventualmente, optare per reti piu' robuste, magari foggiate ad archetti in successione, ma il costo diventa talmente alto che probabilmente rinuncerete molto volentieri.

Anche in questo caso, ricordate che i disonesti sono ovunque. Un sistema molto economico e abbastanza rustico(ma da non risultare raffazzonato), e' utilizzare dei bei rami di circa 1-2cm di diametro, lungo i quali tirare una cordicella (esistono spaghi piuttosto robusti al costo di 6-7 euro per 90 metri di lunghezza), magari in due file parallele (qui potete vederne un esempio). Tagliate i rami in pezzi di circa 50-60 cm, non di piu': se li piantaste in foggia di pali, essendo per loro stessa natura irregolari, avrebbero l'aspetto di un primitivo recinto per animali. Attenzione: il sistema di recinzione con i bastoni (o con altri elementi piu' robusti) dovrebbe essere evitato in quelle zone ad alto rischio di vandalismo. Ad esempio, se li usaste per un'aiuola vicino ad uno stadio, potrebbero venir rimossi dalle forze di polizia per evitare che possano essere utilizzati come armi. Un altro sistema, basato sui materiali di recupero, e' quello inventato da Richard Reynolds per proteggere le sue buche d'albero. Utilizzando i rami provenienti dalle potature di un salice (e quindi molto flessibili), ha creato delle recinzioni ad archi.. Ovviamente, possono essere posizionate strutture di ogni tipo, persino autocostruite (ad esempio con le assi dei bancali). In tema di recinzioni, tuttavia, occorre fare una precisazione. Si tratta di qualcosa che chiude l'accesso agli "estranei". Ricordate che posizionare una recinzione di qualsiasi genere, probabilmente indurra' i passanti a non accedere all'aiuola, dando ad intendere che quel posto e'off-limits. Un'area recintata (magari anche abbastanza grande) che costringa, per innaffiare le piante, a scavalcare un ostacolo (una rete, dei paletti, una bordura di sassi), probabilmente fara' desistere dal buon intento anche il piu' volenteroso dei cittadini che hanno a cuore il verde della citta', se non altro per il timore di essere scambiato per uno che sta facendo danni. Quindi, ben vengano le recinzioni per preservare il proprio duro lavoro, ma siano previsti dei sentieri, dei passaggi o dei camminamenti che invoglino le persone ad avvicinarsi. Fate in modo che la Cittadinanza capisca che quel luogo e' davvero di tutti. In fin dei conti, se chi entra nell'aiuola e' intenzionato a distruggere o a rubare qualche pianta, non saranno due bastoni piantati nel terreno a fermarlo. La preparazione del terreno: e' di fondamentale importanza. Non solo vi permettera' di rendere piu' semplice la vita alle piante o ai semi che interrerete, ma servira' soprattutto a far capire che l'aiuola o il vaso non sono abbandonati a se stessi. Quando vi accingete a vangare un'aiuola, vi potrebbe sembrare una buona idea quella di non estirpare completamente l'erba selvatica, nella speranza che faccia da complemento alle vostre nuove piantagioni. Non sono d'accordo. Io credo che intorno alle piante messe a dimora, cosi' come nei letti di semina, dovrebbe esserci solo terra ripulita e libera da infestanti. Questo per due motivi: 1) la vostra manutenzione sara' molto piu' semplice: lasciando crescere l'erba spontanea (se proprio vi ostinerete a non considerarla erbaccia), in breve tempo questa soverchiera' i vostri ciclamini o le vostre rose. Se non interverrete con decisione, ben presto le vostre fatiche saranno sommerse da infestanti e, anche quando foste muniti di tagliaerba, dovreste lavorare con una precisione certosina per non recidere anche le piante che avete messo a dimora. 2) il secondo motivo e' diretta conseguenza del primo. I manutentori del verde comunale, in presenza di un'aiuola con l'erba alta venti centimetri, non esiteranno un secondo. E di sicuro, anche se dovessero notare le rose sfiorite nel mezzo della gramigna, non perderebbero troppo tempo a girarvi intorno. In alternativa, potreste investire qualche soldo nell'acquisto di materiale da pacciamatura (come ad

esempio le scaglie di corteccia). Si tratta di materiale piuttosto costoso, a dire il vero: un sacco da 80 litri si aggira intorno agli 8-9 euro. Se 80 litri vi sembrano tanti, ricordate che una pacciamatura che preservi dalla crescita delle infestanti dovrebbe essere spessa almeno 10 centimetri. La pulizia: e' determinante. Per quanto confidiate nell'educazione dei passanti, troverete sempre delle cartacce e altri rifiuti nel vostro nuovo giardino, probabilmente trasportati dal vento.Prendete l'abitudine di rimuovere la spazzatura immediatamente: anche questo significa fare guerrilla gardening. Provvedete anche a recidere, per quanto possibile, i fiori secchi. Rimpiazzi. E' nell'ordine naturale delle cose: alcune piante non ce la faranno. Sostituitele, se possibile. Lasciare elementi ormai morti (magari se di discrete dimensioni) dara' l'impressione di uno stato di abbandono. Rimpiazzate anche le piante che potrebbero essere rubate: non demordete. Non rinunciate a far bello un quartiere. Magari, posizionate un cartello che attiri l'attenzione dei passanti e degli abitanti sul furto: e' probabile che diventino essi stessi i guardiani del sito. Anzi, per esperienza vi dico che laddove sono state sottratte delle piante, gli abitanti del quartiere hanno provveduto alla sostituzione. Come si dice: non tutto il male.... Scelta delle piante: questa voce non riguarda la scelta di fiori o piante adatte al clima o alla particolare esposizione. E' invece un trucco per cercare di disincentivare i furti. Al momento di porre a dimora qualche esemplare, considerate la possibilita' che dia il meglio di se ad alcuni mesi di distanza. In altre parole: mettete nell'aiuola delle piante francamente poco attraenti(magari prive di foglie o fiori). Le piante appena posizionate, infatti, sono estremamente semplici da estirpare con tutto il loro pane di terra. Se quelle che avete messo, appaiono invece striminzite e quasi secche (e' il caso, ad esempio di Potentille e Perovskie in autunno), avranno tutto il tempo di radicare per bene, prima di manifestarsi in tutto il proprio splendore. Per lo stesso motivo, ricordate di far uso soprattutto di piante autoctone e selvatiche: qualora vi rubassero il cespuglio di pervinche che avete recuperato lungo i fossi della campagna circostante, non avrete che da fare una passeggiata per raccoglierne un altro esemplare.

Ricordate: fate in modo che l'area che avete riqualificato non sembri abbandonata a se stessa. Chiunque passi, deve avere l'impressione che quel posto sia sotto le amorevoli cure di qualcuno.

Qui Aquila 1. Dove sono quei maledetti rinforzi?

Che sia chiaro. Il guerrilla gardening - ahime' - non e' proprio del tutto privo di spese. Che si tratti di attrezzi (zappa, vanga, guanti....), di terriccio o di piante, prima o poi sarete costretti ad aprire il portafogli. Proviamo, allora, a identificare qualche sistema che possa servire a tenere in tasca un soldino in piu'. Raccolta fondi Potreste provare a chiedere soldi ad amici e parenti (ai quali avete spiegato che quando uscite carichi di attrezzi da giardino, non state andando a seppellire il vostro peggior nemico). Tuttavia, dubito che questo sistema vi frutti piu' di qualche spicciolo. Se fate parte di un gruppo numeroso, l'autotassazione e' certamente il punto di partenza ma non contate di coprire, in questo modo, tutte le spese. Quando non agivo in solitaria, ho piu' volte tentato di sollecitare una donazione simbolica tramite Facebook ma con risultati abbastanza deludenti. Di solito, non abbiamo raccolto nemmeno la meta' dei soldi spesi. Non sprecate energie nel creare link tipo paypal sui vostri siti: chi lo ha fatto, non ha riscosso che pochi euro nell'arco di otto o nove anni.... A mio avviso, si puo' tentare la via della partecipazione: mentre siete in fase di attacco,posizionate una cassettina per la raccolta delle donazioni, magari con un cartello che spieghi ai passanti cosa state facendo. Anche in questo caso, non aspettatevi la fila come se fosse un bancomat. E' molto probabile che, alla fine, abbiate raccolto appena qualcosa in piu' di cio' che avete messo voi stessi come gesto beneaugurante. Devo pero' ammettere che non ho avuto occasione di provare questo sistema che, fra l'altro, non trovo particolarmente indicato ad iniziative solitarie: a parte la scomodita' di dover portare un oggetto in piu', in corso di attacco (e quando si e' soli si hanno solo due mani!), ho qualche dubbio sul fatto che un passante lasci cadere una moneta nella cassetta visto, fra l'altro, che spesso ti oltrepassano senza nemmeno chiedere cosa tu stia facendo: figuriamoci, darti dei soldi.

Gadget Se fate parte di un gruppo numeroso, che ha all'attivo numerose missioni e che si e' fatto un certo nome,potreste persino tentare la via del commercio preparando magliette con il logo del gruppo, spillette, adesivi e tutto cio' che vi viene in mente. Valutatene costi e benefici: a parte i membri del gruppo, non e' detto che altri comprino i gadget. Fra l'altro, se pensaste di vendere gli oggetti durante i vostri attacchi, potreste ricevere delle multe salate (e il sequestro del materiale) qualora non foste in possesso delle obbligatorie autorizzazioni. Ricordate che, in linea di massima, state facendo qualcosa che spetterebbe agli enti comunali: se la vostra azione fosse inquadrata come gesto polemico, probabilmente non passerete un buon quarto d'ora. Vendendo online, probabilmente otterrete meno del previsto: persino le grandi organizzazioni senza scopo di lucro hanno un commercio ridotto sui propri siti, rispetto ai banchetti che si trovano lungo la strada. Ma la vendita online potrebbe non essere una cattiva idea, nemmeno se lavorate in solitaria. Richard Reynolds, da anni, finanzia parte delle sue attivita' a Londra vendendo via internet sacchetti di lavanda raccolta in occasione della mietitura delle piante su un'enorme isola spartitraffico. La fornitura di materiale Invece di chiedere soldi, provate a lanciare un generico appello alla fornitura di materiale. Sfruttando le vostre conoscenze, chiedete se qualcuno ha delle piante che sta pensando di sostituire oppure se ha intenzione di disfarsi di qualche attrezzo da giardino o da orto. Le cantine sono piene di zappe e badili che i nonni non utilizzano da tempo immemore. Ottenere gli attrezzi non e' mai facile: il vecchietto che ha conservato, in cantina, un badile per trent'anni, probabilmente non sara' cosi' felice di disfarsene, anche sapendo che non lo usera' mai piu'. Tentare non nuoce. Non aspettatevi, all'inizio, di vedervi recapitare tonnellate di semi-piante-attrezzi, ma se vi farete conoscere con azioni ripetute (e possibilmente in una zona abbastanza circoscritta), non e' da escludersi che qualche gentile signora vi regali una piantina di rosmarino per un futuro attacco, oppure un nonno particolarmente altruista vi dica che vi cede la sua vanga d'oro. In questo caso, mostratevi propositivi. Se qualcuno vi dovesse offrire qualche attrezzo, fate in modo che la consegna avvenga nel piu' semplice e comodo (per il donatore!) dei sistemi possibili: andate a prenderli voi. Non fate gli schizzinosi, nel caso: prendete su tutto quello che dovessero offrire, anche zappe spezzate o arrugginite. Eventualmente, ve ne disfarete in un secondo momento. Ovvio, tutto questo avviene molto piu' facilmente a Quarto Inferiore, che nel centro storico di Roma.... Non dimenticate di creare un'apposita pagina sul vostro sito o sul vostro blog (questo e' cio' che ho fatto io, per esempio). E' vero che, probabilmente, il nonnetto ottantacinquenne sciancato non si collega ad internet, ma puo' darsi che lo faccia qualcuno che ha deciso di disfarsi del materiale da orto che ingombra la cantina ormai da anni, oppure qualcun altro che deve estirpare qualche pianta dal giardino. Il sostegno e l'aiuto Il vile denaro non e' tutto, che diamine! Cercate la collaborazione dei Cittadini. I cartelli che invitano a prendersi cura di un vaso o di un'aiuola, riescono raramente a coinvolgere qualcuno: al massimo strappano un sorriso di compiacimento. E' molto piu' efficace l'approccio diretto.

Questo l'ho verificato personalmente ma, devo ammettere, che a Quarto ci si conosce (almeno di vista) quasi tutti: quando ho piantato dei fiori sotto casa di qualcuno che mi conosce (sempre perche' sono il marito della dottoressa, e' ovvio!), non ho avuto difficolta' a dare in affidamento l'aiuola. Ad esempio, una signora mi ha confessato di aver comperato un innaffiatoio per bagnare l'aiuola dell'Operazione Discarica Abusiva, solo dopo che ha capito che ero io ad averla rifatta. Anche in questo caso, puo' valere la pena mettere un link su un sito per stimolare la partecipazione. Qualcosa del tipo: "Adotta un'aiuola", con tanto di riferimento e fotografie. Qui potete vedere cio' che ho fatto io. In questo modo, potreste persino tentare di coordinare quanti volessero annaffiare lo spartitraffico dove avete seminato le zinnie: invece di rendere l'area una risaia (oppure di vederla spaccarsi sotto i colpi ardenti del sole), si puo' segnalare che c'e' qualcuno che se ne sta gia' occupando e che per due settimane di agosto sara' in vacanza. PA-PA-RA-PAAAAA! Settimo Sbadilatori! Era ora, che arrivaste!

Ufficio Propaganda

Siete giardinieri. Siete illegali. Avete agito. Ora e' il momento che il mondo sappia con chi ha a che fare! Diffondere i principi del giardinaggio d'assalto e' - a mio modo di vedere - determinante perche' una battaglia contro il degrado possa definirsi vinta. Limitarsi a piantare dei fiori senza che il tuo quartiere sappia cosa stia succedendo, non cambiera' le cose. Anzi, nella peggiore delle ipotesi, qualcuno potrebbe persino essere tentato di recidere i vostri bellissimi girasoli sbocciati nello spartitraffico davanti casa, convinto che quei fiori siano nati li' per puro caso. E' quindi necessario, munirsi di un Ufficio Relazioni Esterne, perche' il seme del vostro giardinaggio illegale possa fiorire e diffondersi. Cominciate con l'assumere un esperto di comunicazioni. Poi munitevi di un sofisticato apparato radio, di una videocamera professionale e della collaborazione di un fonico con anni di esperienza.... Come? Non avete a disposizione tanti soldi? E ti pareva! Dalle rape non si puo' cavar sangue.... Vabbe', vediamo di ridimensionarci. Il cartello di segnalazione Come spiegato anche in un altro capitolo, posizionare un cartello, un segnale o un messaggio che l'aiuola o il vaso comunale non sono rifioriti perche' un passerotto ha caccheggiato il semino di ciliegia dopo un duro volo (e un altrettanto duro sforzo defecatorio!), e' un buon metodo per far si' che i Cittadini, passando, si fermino incuirositi e si pongano delle domande.

Nel cartello, e' opportuno segnalare non solo che l'opera e' frutto della libera iniziativa, ma anche la necessita' di prendersi cura dei fiori che ci sono o che spunteranno. Un cartello che si limitasse a rivendicare un'azione ("Questo vaso e' rifiorito grazie ai Sarchiaponi Guerrilla Gardening"), puo' spingere qualcuno a sorridere, magari a ringraziare mentalmente gli autori del giardinaggio illegale, ma un messaggio piu' perentorio (del tipo: "Annaffiami!" oppure "Offrimi da bere!") comunichera' al passante distratto che quel fiore ha bisogno di aiuto, per continuare ad abbellire la citta'. Potreste anche stimolare maggiormente i Cittadiniaffiggendo intorno (in vicinanza di portoni e attivita' commerciali) dei manifestini con qualche riga di spiegazione e l'invito a prendersi cura delle nuove piante. La Rete Questo potrebbe essere un capitolo enorme ma mi limitero' a qualche considerazione. Non c'e' dubbio che sia stata proprio la Rete a diffondere il virus del giardinaggio d'assalto. Lo sforzo iniziato nel 2004 dai ragazzi milanesi di www.guerrillagardening.it ha permesso a molti di noi (me per primo) di avvicinarsi a questo divertentissimo modo di prendersi cura della propria citta'. Corredato da un forum che, ahime', al giorno d'oggi e' letteralmente infestato dallo spam, il sito rimane il punto di riferimento per tutti quelli che, in un modo o nell'altro, iniziano le proprie ricerche in Rete a proposito del movimento. Vediamo in dettaglio le varie possibilita'. Forum: sono ormai uno strumento obsoleto e molto lento, soppiantato dai Social Network. Blog: be', non pretenderete che ne parli male, visto che siete proprio su un blog? I blog permettono, molto piu' dei Social Network, di fornire dettagli, raccontare storie ed episodi, di esprimere opinioni in modo articolato. Ovviamente, non possono essere considerati il principale canale di diffusione, dal momento che e' difficile inciamparvi per caso, durante la navigazione internettiana. Di solito, chi crea un blog (come il sottoscritto) finisce con il linkare i post sui social network, magari con titoli accantivanti, per invogliare i propri contatti a fare un salto sul blog. Personalmente, non ho nessuna intenzione di utilizzare questo strumento come un mezzo per raccimolare denaro (mettendo banner pubblicitari o simili) ma non condanno chi, invece, ha deciso di percorrrere questa strada. Social Network: Facebook, Twitter e (un giorno) Diasporasono senza dubbio i mezzi piu' rapidi e diffusi. Non c'e' gruppo di giardinaggio illegale che non abbia creato il proprio profilo. Esistono ancora oggi alcune persone che diffidano di questi strumenti ma io credo che debbano essere utilizzati con senno e ponderatezza. Tanto per fare un esempio: quando ero giovane e comparvero i primi cellulari (pesanti qualche chilo!), quelli che lo possedevano venivano tacciati di esibizionismo. Oggi nessuno si sognerebbe di girare senza almeno un cellulofono in tasca! Fermo restando che le azioni di guerrilla gardening sono fatte per abbellire un quartiere, da' comunque una certa soddisfazione condividere con i propri contatti i risultati degli sforzi compiuti. Inoltre, per quei gruppi che desiderano accrescere le proprie truppe d'assalto, i Social Network rappresentano un passo obbligato. Stampa Spesso i quotidiani locali (qualche volta anche i nazionali) soprattutto nelle loro versioni online, riescono a dare spazio alle notizie di colore - e' proprio il caso di dirlo - come quelle di un assalto verde. In quasi tutti gli articoli, viene raccontata l'azione di un gruppo, l'attitudine agli assalti notturni e all'uso di bombe di semi (in particolare questi due aspetti intrigano molto chi, di guerrilla gardening, in realta', sa poco o niente) e l'immancabile richiamo storico ai primi gesti di Liz Christy nel 1973. Se fate parte di un gruppo numeroso (che per un giornalista e' piu' appetibile di un giardiniere solitario),non

disdegnate la richiesta di un'intervista perche' potrebbe spargere il seme e richiamare altri aspiranti guerriglieri. A seconda del vostro grado di "durezza" (come l'acqua!), accetterete o meno la proposta di farvi fotografare e/o filmare in un'azione simulata, creata ad arte per scrivere un articolo o produrre una specie di videoclip. Non sta a me dire se si tratti di una cosa giusta o sbagliata. In fin dei conti, il guerrilla gardening e' un movimento talmente ampio e diverso, che ognuno e' libero di fare cio' che ritiene opportuno. Radio Molte radio locali apprezzeranno i vostri inviti a partecipare piu' o meno direttamente alle vostre azioni. Qualcuno potrebbe proporvi delle interviste in diretta, altri in registrata, altri ancora si limiteranno a chiedervi qualche informazione per aiutarvi a diffondere la notizia di un attacco imminente o appena compiuto. Insomma, non siate timorosi: proponetevi. Sempre che, ovviamente, non siate della scuola di pensiero che il guerrilla gardening vada fatto di nascosto. Politica, partiti e movimenti Qui il terreno si fa scivoloso. Innanzitutto, prima di storcere il naso, sappiate che il vostro gesto di giardinaggio d'assalto sara' di natura*terribilmente* politica. Gia', perche' "politica" sta per "buon governo" di una citta' ecio' che voi state per fare (o che avete appena fatto)rappresenta un modo estremamente concreto di governare il vostro comune. Fare politica, in un certo senso, significa fare una scelta e, la vostra, e' la scelta di abbellire a colpi di verde illegale il vostro quartiere. Attenzione, invece, ai partiti e ai movimenti. Non dubitate che, al momento opportuno (e soprattutto se fate parte di un gruppo numeroso e molto attivo)qualche movimento partitico tentera' di mettere il cappello su di voi. Vi avvicneranno, vi appoggeranno, magari si sporcheranno (o piu' facilemente, faranno finta) le scarpe per farsi fotografare con una zappa in mano, Cittadini orgogliosi di riprendere in mano la cura delle proprie citta'. Come sempre, il guerrilla gardening e' aperto a qualunque cosa, anche a questa contaminazione partitica. Valutate voi se vale la pena lasciarsi coinvolgere in faccende del genere. Ricordate che, se il vostro intento e' allargare la vostra truppa, affiancarsi ad una corrente potrebbe alienarvi le simpatie di altri aspiranti guerriglieri. E qualora consideraste questo "effetto collaterale" utile, non dimenticate che se permetterete ad un movimento di piantare la propria bandierina di partito sull'aiuola appena rimessa a nuovo, e' probabile che militanti delle fazioni opposte proveranno un particolare gusto a disfare cio' che avrete fatto. Miscellanea Partecipate, se ne avete le energie, a riunioni di quartiere, a comitati, ad eventi di gruppi con una certa coscienza civile. Ma ovviamente, convolgete prima di tutto le persone che vi stanno intorno, i vostri familiari, i vostri piu' cari amici. Infine, considerate che piu' e' grande un gruppo, piu' saranno le teste. Piu' teste significa certamente piu' idee e piu' diverimento ma anche piu' probabilita' di contrasti. Ho sperimentato sulla mia pelle che finche' le braccia sono in movimento, finche' si tratta di zappare e vangare, difficilmente si inciampera' lungo il percorso.Quando, invece, si comincia ad alzare lo sguardo dal terreno da sbadilare, ecco che fioriscono le incomprensioni.

Ero il responsabile del blog di un altro gruppo (responsabile inteso come "colui che l'aveva aperto e lo teneva aggiornato") ma ho dovuto abbandonarlo perche' dagli altri membri era richiesta una condivisione preventiva dei temi trattati, prima di mettere i post online. Seppure non m'e' mai sembrato di aver forzato le intenzioni di chicchessia, e' probabile che i miei compagni di giardinaggio illegale avessero ragione, ma l'idea di un Comitato di Redazione mi e' sembrato il modo migliore per affossare un blog che, per sua natura, e' abbastanza lento, come strumento. Fatto sta che, fin quando abbiamo vangato, nessuno s'era mai posto il problema. Nel momento in cui sono iniziate le relazioni verso l'esterno (interviste, partecipazione ad eventi, concorsi, proposte di azioni), ognuno di noi aveva in mente una propria idea di guerrilla gardening che non sempre combaciava con quella degli altri. Sono cosi' fioccate le polemiche e alla fine ho preferito dedicarmi alla guerriglia verde in solitaria.

Movimento truppe

Kamchatka-Alaska, con sei carri armati. Un classico del Risiko. Ma come muovereste le vostre truppe durante un attacco di Guerrilla Gardening? Quale potenza di fuoco schierare? In questa puntata, vi parlero' di un attacco lanciato ad un'aiuola (piu' o meno grande) da parte di un gruppo piu' o meno numeroso (e rumoroso). Come gia' ricordato in un altro capitolo, il primo passo e' contare le proprie forze per non rischiare di non trovarsi, dopo ore di zappaggio violento, con un'aiuola che non ha cambiato di tanto il proprio aspetto. La seconda fase sta nell'organizzazione dell'assalto. Riassumendo le puntate precedenti: 1) avete individuato un'area da attaccare 2) avete lanciato la chiamata alle vanghe 3) vi siete procurati del materiale 4) avete deciso un'ora e un punto di ritrovo e.... 5)....vi rendete conto che tutti i vostri programmi stanno andando in malora. Gia', perche' la prima difficolta' che incontrerete e' capire quanti sarete. Facebook e simili sono ottimi strumenti per pubblicizzare gli attacchi verdi e quando lo farete, state pur sicuri che scattera' il "tic del click". La maggior parte dei vostri contatti aderira' all'iniziativa, clicchera' un bel "mi piace" e un bel "partecipero' " (magari semplicemente solidarizzando con un vostro evento, pur trovandosi a 300Km di distanza) e quando arriverete davanti all'aiuola da attaccare, sarete in cinque. Sei. Dieci, se va proprio grassa.

Insomma, non fidatevi completamente delle adesioni su Facebook. Per la stessa ragione, non fate affidamento sulle promesse di materiale. Sarebbe bellissimo se, lanciata l'operazione "International Tulip Guerrilla Gradening Day", tutti i partecipanti si presentassero con - non dico tanto! - un bulbo di tulipano a testa e una zappetta. Purtroppo, questo non accade quasi mai. Molti si porteranno dietro qualcosa, ma tanti altri arriveranno a mani vuote. Non fa niente: l'importante e' divertirsi e colorare la citta'. Come dice il saggio (che poi sarei io): "basta portare con se' il proprio sorriso migliore. E d'altra parte, che valore si puo' dare, ad un sorriso?" Tutto questo per dire che, probabilmente, avrete a disposizione molto meno materiale di quanto avevate preventivato nel momento in cui avete contato le adesioni all'attacco. Ma cerchiamo di essere ottimisti. Diciamo che, al vostro evento, hanno aderito molte persone e che siate provvisti di una gran quantita' di piante, fiori e attrezzi. Come disporre il tutto? Questo e' un altro passo che, seppure non cruciale, puo' valer la pena preparare per tempo (con tutte le limitazioni poco sopra esposte). L'ideale sarebbe aver progettato l'aiuola: qui i ciclamini, li' i tulipani, laggiu' le pervinche, a destra l'alberello di ginepro, sullo sfondo gli oleandri.... Tuttavia, proprio per l'incertezza con cui tutto viene programmato, ahime' sara' necessario improvvisare. Altrettanto idealmente, sarebbe opportuno che qualcuno fosse eletto Comandante. Insomma, un leader che dica: questo va qui e questo va li', ma e' ovvio che il poveretto non godrebbe delle simpatie dei partecipanti. Forse piu' che un comandante, apparirebbe come un dittatoriello.... E poi, si sa, la disposizione di elementi floreali segue i gusti e come dice un altro saggio: "Tutti i gusti sono gusti, diceva il gatto leccandosi il...." L'alternativa e' che, in maniera pseudo-democratica,ognuno dica la sua. A parte che questa fase spesso dura piu' del tollerabile, ma (forse perche' siamo italiani, inventori degli omonimi "giardini all'italiana") a prevalere sara' la piu' innaturali delle disposizioni: quella geometrica e simmetrica. Provate a scorrere le immagini degli attacchi portati a compimento nel Belpaese: ciclamini disposti a cerchi intorno ad elementi verticali, bulbi piantati a file parallele come le cipolle (io credo si presentino meglio in gruppi piu' o meno divisi per colore),formazioni pseudo-militari (vabbe' che siamo guerriglieri ma....) a cuneo in aree larghe, alberi o arbustialternati in regolare successione.... Non sarei in grado di fare la psicanalisi del giardinaggio d'assalto, pero' e' curioso che, in questi contesti, prevalgauna simmetria che in natura non esiste.

Il che, lo ammetto, non significa affatto che i risultati non siano piu' che eccellenti. Solo, li definirei.... strani. Poi, sia chiaro, progettare giardini non e' che sia cosi' semplice: bisogna essere del mestiere e spesso tra i guerriglieri verdi non c'e' un giardiniere manco a cercarlo con il lanternino. Considerando che esistono concorsi internazionali di allestimento di giardini, e' facile comprendere come il risultato ottenuto da un gruppo riunitosi occasionalmente, con materiale sparso, a volte francamente inadatto, debba muovere gli osservatori e i passanti a un minimo di comprensione. A proposito: se siete tra quei passanti.... potreste cortesemente smetterla di criticare e andare a prendere un po' d'acqua? La terza fila di tulipani sulla destra mi sembra un po' sofferente....

Appendice: C'e' chi l'amore lo fa per noia, chi se lo sceglie per professione

Ma come, diranno i miei piccoli lettori, avevi promesso un manuale pratico e ora ci tocca sorbirci la filosofia del Guerrilla Gardening? Avete ragione. Considerate questa pagina come un'appendice, piuttosto che come un capitolo a se stante. Se tratto questo argomento alla fine e' perche' spero che, nel frattempo, abbiate cominciato a vangare aiuole dismesse. Dice un proverbio (che alcuni dicono cinese, altri africano): "Il miglior momento per piantare un albero e' stato venti anni fa. Il secondo miglior momento e' adesso". Gia', ma perche' avete deciso di dedicarvi al giardinaggio non autorizzato? Le motivazioni possono essere le piu' disparate e, cretemi, tutte andranno benissimo. Quando, all'inizio della mia attivita' di giardiniere illegale, facevo parte di un gruppo, ognuno di noi aveva in mente la propria idea. Una delle fondatrici del gruppo, un giorno, chiese agli altri: "Perche' ci intriga tanto il guerrilla gardening? Perche' fare giardinaggio invece di raccogliere rifiuti dalla strada?" Eravamo ancora all'inizio e avevamo a malapena sistemato un paio di vasi abbandonati (piu' avanti sarebbero arrivate le operazioni in grande stile, con decine di partecipanti). Ci trovammo sostanzialmente d'accordo sul fatto che,sotto sotto, a stuzzicarci e' l'illegalita' dell'atto. Ci dava, forse, quel brivido che altre azioni civili non ci avrebbero fatto provare. Raccogliere una cartaccia da terra, non avrebbe scatenato quella sensazione adrenalica di aver combinato qualcosa fuori dagli schemi. Se sono passato alla guerriglia verde solitaria, e' soprattutto per una personale maturazione del mio pensiero.

A parte la laboriosita' nell'organizzare un attacco (cosa di cui parlo in un altro capitolo) quando si e' in tanti, ho capito che a spingermi erano motivazioni diverse (non per questo piu' o meno giuste) rispetto a quelle degli altri membri del gruppo. Analizziamone alcune, pur sapendo che l'elenco e' tutt'altro che esaustivo. Il divertimento: questo deve essere il denominatore comune di ogni azione di giardinaggio illegale. Alcuni guerriglieri, addirittura, potrebbero non porsi altri obiettivi. Non voglio certo dire che sia sbagliato, anzi. Un divertimento all'aria aperta, che crei bellezza, e' quanto di piu' meraviglioso esista. Generalmente si tratta di persone amanti del giardinaggio e dei fiori che rispondono volentieri alla chiamata alle vanghe lanciata da qualche gruppo. La protesta: bisogna ammettere che alcune Amministrazioni Comunali non sono particolarmente attente al verde pubblico. Molti gruppi di guerrilla gardening, quindi, decidono di prendere gli attrezzi in mano e di scendere.... in aiuola per scatenare una guerra contro il degrado e l'abbandono. A volte si tratta di gruppi legati a movimenti politici, altre volte no: generalmente organizzano un attacco in grande stile che cambia radicalmente l'aspetto di una zona della citta', lanciando appelli e richiami tramite social network e radio locali. I risultati non si discutono: sono gruppi che riescono a trasformare una discarica in un prato fiorito. In qualche occasione, la protesta e' simbolica. Ricordo che quando partecipai alla Critical Mass di Bologna in occasione del Motor Show per protestare contro un piano della mobilita' inesistente, piantammo dei cavoli ornamentali davanti ai palazzi del Comune. Il gesto, corredato da cartelli molto divertenti e pungenti ("Vogliamo una vera mobilita' sostenibile e non queste cavolate", "Bologna citta' ciclabile? Col cavolo!") durarono lo spazio del weekend perche', ovviamente, l'amministrazione si guardo' bene dal lasciare in giro per la citta' (e soprattutto davanti agli uffici comunali) i segni di tale protesta. Cosi', cavoli e cartelli vennero immediatamente rimossi. Allo stesso modo, ispirandoci alle Piante Volanti di Milano, appendemmo decine di piante in barattolo alla cancellata di un cantiere che aveva sovvertito una bella piazza di Bologna, estirpando circa quindici alberi: anche in quel caso, al primo giorno lavorativo, gli operai rimossero tutta l'installazione. Non mi sento di criticare un'azione del genere, visto che serve a far nascere qualche pensiero nella testa dei passanti che, pero', restano sostanzialmente estranei alla faccenda. La manutenzione della citta': e' la forma che applico io e che, ovviamente, preferisco. Il che, sia detto subito, non vuol dire che sia per forza la verita' assoluta, ne' la motivazione che dovrebbe spingere ogni guerrigliero. In questo caso, tutte le piante e i fiori disseminati per aiuole vasi abbandonati, non hanno intento polemico. A mio modo di vedere, il passo deve essere molto piu' ambizioso. Io lo faccio perche' casa mia non finisce dove termina il mio giardino: l'intero quartiere dove abito, e' casa mia. Camminare per il paese (nel mio caso Quarto Inferiore) e vedere fiori dove prima non c'erano, mi rende pieno d'orgoglio e con l'animo sereno. Ma l'intento va oltre la bellezza piu' o meno effimera di fiori annuali o piante perenni: parlare con la gente che si ferma a chiederti cosa tu stia facendo e spiegare che si tratta di un'azione intrapresa perche' vuoi vedere il tuo paese piu' gradevole senza aspettare che altri (enti, istituzioni o cooperative piu' o meno legate al Comune) lo facciano per te, e' un passo fondamentale.

Tramite il coinvolgimento dei Cittadini, si dovrebbe riuscire ad ampliare il concetto di cosa e' pubblico. Prendersi cura di un'aiuola, rimuovere le cartacce e le cicche che vi si accumulano, e poi fare la stessa cosa anche due-tre-quattro-dieci metri piu' in la'. Vedere che se c'e' una lattina per terra, la si puo' raccogliere e buttare nel cestino piu' vicino, avere rispetto del verde comune, raddrizzare un segnale stradale che s'e' spostato, dare una pennellata di vernice alla panchina del parco (ricordandosi di mettere un cartello di "Vernice fresca"!).... Nessuno ci ha chiesto di farlo. Eppure noi lo facciamo. Non per polemica, ma perche' e' una cosa che va fatta. Cosa c'entra col guerrilla gardening? Tutto. Perche' il giardinaggio d'assalto - per come lo vedo io -serve a smuovere terre e coscienze sopite. Un gesto gentile e disinteressato puo' generare entusiasmo e spirito emulativo. Non vivo nel mondo dei sogni: so bene che le cose non sono cosi' semplici. Ma io credo che valga la pena tentare. E a chi dovesse rimproverarmi di essere un sognatore, risponderei che anche Leonardo da Vinci veniva guardato con sospetto quando diceva che l'uomo poteva volare. Ora alzate lo sguardo al cielo e chiedetevi.... dove sta andando quell'aeroplano lassu'? E quando rivolgerete lo sguardo a terra, vedrete una cartaccia da buttare via o un vaso abbandonato da far rifiorire. Cosa farete? Benvenuti tra i giardinieri d'assalto!