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NINFEO ROSA

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Collana di studi e ricerche della biblioteca comunale
Gianluca Cerri
Paola Rossi

LA VIA AMERINA E IL SUO PAESAGGIO


Forme, colori e sensazioni di un percorso storico e naturalistico tra Nepi Civita Castellana e Orte.

Edizioni Biblioteca Comunale «Enrico Minio»


Civita Castellana 1998
Organizzazione editoriale, progetto grafico, impaginazione, bozze
Alfredo Romano

Disegni e fotografie degli autori.

Collaborazione
Marianna Tumeo

Sede editoriale
Biblioteca Comunale «Enrico Minio»
Via Ulderico Midossi
01033 Civita Castellana VT

Tel. 0761 590233


Fax 0761 514180

ISBN 88-86903-04-9
Ringraziamenti
Si ringrazia Alfredo Romano che con pazienza e umiltà ha reso
questi “appunti di viaggio” leggibili a tutti.
Si ringraziano, inoltre: il prof. arch. Lidia Soprani, per
l’impostazione metodologica, il geologo Antonio Mancini per la pre-
ziosa collaborazione nel capitolo La Terra, gli agronomi Franco Diana e
Corrado Falcetta, il lavoro del Gruppo Archeologico Romano e in par-
ticolare la dott.ssa Laura Caretta; Goffredo Biscaccianti per la gentile
concessione delle stampe e cartoline originali,.
Per i più svariati contributi: Massimiliano Cicconi, Monica Cerri,
gli arch.tti Luigi Morganti e Giancarlo Angelelli e il dott. Luciano Pri-
manni.
Un particolare ringraziamento ad un gruppo di amici che, per anni
hanno lavorato, con coraggio e passione ideale, a far si che questo lem-
bo di territorio diventasse qualcosa di più di una semplice “passeg- gia-
ta”.
Ai nostri genitori.
A Luca e a Monica.
A Mario, che del paesaggio
ha tutt’altra concezione.
Il paesaggio stesso dell’Italia è una sterminata opera d’arte, fatta
attraverso i tempi dagli uomini a propria somiglianza; con la mi-
sura razionale della terra toscana, chiusa dai filari dei cipressi, la
laboriosa grazia delle pianure del Po, la pietrosa asciuttezza degli
ulivi di Liguria, la melanconica solitudine arcana delle terre inter-
ne del Sud, la contrastata drammaticità delle coste di Sicilia, e co-
sì via. Dappertutto le cose, le pietre, gli alberi, i ruscelli, le sor-
genti, i boschi, hanno un nome, hanno un proprio interno iddio, e
non esistono senza di esso, perché sono state fatte ed esistono con
quel nome, con quel dio. Questo il maggiore tesoro dell’arte ita-
liana, ed è dappertutto dove l’occhio possa posarsi, non disturbato
e distolto da una intrusione esterna di “tecnica” o dal meccanismo
convenzionale della pubblicità.

Carlo Levi
PRESENTAZIONE
L’assessore alla cultura
Domenico Cancilla