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Tesina su DeathNote Filosofia: Noia di Ryuk = Noia per Schopenhauer Storia: Contrasto tra mondo ideale di Light e di Hitler

er Inglese: George Orwell 1984 Italiano: Superuomo DAnnunziano A proposito scrive Leopardi, uno dei primi a riflettervi: La noia in qualche modo il pi sublime dei sentimenti umani. [...] Il non poter essere soddisfatto da alcuna cosa terrena , n, per dir cos dalla terra intera, considerare l'ampiezza inestimabile dello spazio, il numero e la mole meravigliosa dei mondi, e trovare che tutto poco e piccino alla capacit dell'animo proprio; immaginarsi il numero dei mondi infinito, e l'universo infinito, e sentire che l'animo ed il desiderio nostro sarebbe ancora pi grande che s fatto universo; e sempre accusare le cose d'insufficienza e di nullit, e patire mancamento e voto, e per noia, pare a me il maggior segno di grandezza e nobilt, che si veggia nella natura umana. perci la noia poco nota agli uomini di nessun momento e pochissimo o nulla agli altri animali [LXVIII Zibaldone] Brevemente la trama: Gli Shiningami (gli dei della morte secondo il credo giapponese) hanno un quaderno su cui tengono il conto di chi muore, provocando il decesso delle persone di cui scrivono il nome sul quaderno. La storia inizia quando un dio della Morte chiamato Ryuk perde il proprio quaderno, gli cade sulla terra, e a trovarlo Light, un brillante studente del liceo, che secondo le regole potr disporre del quaderno come crede. Scoperti i poteri dell'oggetto egli, stufo una vita che lui trova noiosa, e spinto dal desiderio di sopperire alle mancanze della giustizia istituzionalizzata, concepisce l'intento di creare una societ libera dal Male attraverso l'eliminazione sistematica di ogni delinquente, e in generale di chiunque commetta il male. Costantemente seguito dal dio Ryuk, che non interferisce mai nelle sue azioni e guarda la trama svolgersi come uno spettatore distaccato, Light inizier a mettere in atto il suo piano, dopodich la polizia si metter sulle sue tracce assoldando un formidabile detective che per motivi di sicurezza decide di mantenere l'anonimato e chiamarsi semplicemente L. Dopo un'estenuante lotta psicologica fatta di astuzie e logica stringente,, Light riesce infine a sconfiggere e uccidere il suo avversario, seguito per a ruota da ben due successori della stessa pasta, Mello e Near. Quest'ultimo riuscir a incalzare Light, facendogli commettere l'errore che lo porter alla morte. Il piacere come assenza di dolore e la noia La volont di vivere produce incessantemente nell'uomo bisogni che richiedono soddisfazione: desideri, che sono dunque reazione ad un senso di mancanza, di sofferenza. Difficilmente per tutti i desideri si realizzano, e la mancata realizzazione di alcuni di essi causa un'ulteriore, pi acuta sofferenza. Ma, anche quando un desiderio viene soddisfatto, il piacere che ne deriva risulta essere solo di natura negativa, soltanto, cio, un alleviamento della sofferenza provocata da quel prepotente bisogno iniziale; bisogno che subito riappare in altra forma, pronto a pungolare con nuovi desideri l'affannata coscienza umana.

E quando pure l'uomo non viva nel bisogno fisico e nella miseria, quando nessun effimero desiderio (invidia, vanit, onore, vendetta) gli riempia i giorni e le ore, subito la noia, la pi orrenda e pi angosciosa di tutte le sofferenze, si abbatte su di lui: Col possesso, svanisce ogni attrattiva; il desiderio rinasce in forma nuova e, con esso, il bisogno; altrimenti, ecco la tristezza, il vuoto, la noia, nemici ancor pi terribili del bisogno. La vita umana come un pendolo che oscilla incessantemente fra noia e dolore, con intervalli fugaci, e per di pi illusori, di piacere e gioia. La vita umana quindi un alternarsi di dolore e di noia, passando per la momentanea sensazione meramente negativa del piacere. L'annoiato lungi dal non volere, vuole e rimpiange la vita intensamente vissuta nella tensione. La noia la volont che vuole se stessa com'era. Una volont pi sofisticata ma non meno tenace e sfibrante. Il dolore la realt prima, e la felicit non che la negazione di questo positivo ontologico e antecedente cronologico, per cui la negativit della felicit sta nel fatto che sar sempre liberazione da un desiderio, un dolore, un bisogno (sempre deficiente rispetto all'incolmabili del desiderio). Differenze tra Schopenhauer e Leopardi Per Schopenhaucr affermare che lessere la manifestazione di una volont infinita equivale a dire che la vita dolore. Infatti volete significa desiderare, e il desiderate porta ad uno stato di tensione, per la mancanza di ci che vorremmo avere. Il desiderio risulta quindi per definizione, assenza, vuoto ossia dolore. "Ogni volere proviene da un bisogno, cio da una privazione, cio da una sofferenza. La sofferenza vi mette un temine; ma per un desiderio che tiene soddisfatto, ce ne sono dieci almeno che debbono essere contrariati; per di pi, ogni forma di desiderio sembra non aver mai fine, e le esigenze tendono allinfinito, la soddisfazione breve e amaramente misurata. Ma lappagamento finale non poi che apparente: ogni desiderio soddisfatto cede subito il posto ad un nuovo desiderio: il primo una disillusione riconosciuta, il secondo una disillusione non ancora riconosciuta" (Il mondo come volont e rappresentazione, 1818) Anche per Leopardi ogni essere stimolato per natura da un continuo desiderio di piacere. Questo desiderio incessante potrebbe essere appagato solo da un piacere infinito. Ma i piaceri che ci offre la realt sono insufficienti a soddisfare la nostra natura che ci spinge a volete sempre di pi senza mai trovare soddisfazione. La Natura non ci ha solamente dato il desiderio della felicit, ma il bisogno; vero bisogno come quel di cibarsi. Perch chi non possiede la felicit infelice come chi non ha di che cibarsi, patisce la fame. Or questo bisogno ella ci ha dato senza la possibilit di soddisfarlo. (Zibaldone, 1831) L' infelicit umana deriva appunto dall insuperabile distanza tra l infinit del desiderio e la finitezza della realt. Nella seconda fase del suo pensiero, linfelicit dell' uomo non dipende da questa o quella situazione storica ma dalla contraddizione tra ci che egli percepisce come il suo fine personale, il piacere, il graduale deperimento, annullamento e riciclaggio a cui la Natura lo destina insieme a tutte le altre parti dell universo.

Non gli uomini solamente, ma il genere umano fu e sar sempre infelice di necessit. Non il genere umano solamente ma tutti gli animali. Non gli animali soltanto ma tutti gli esseri a loro modo. Non l'individuo ma la specie, i generi, i regni, i globi, i sistemi, i mondi. (Zibaldone, 1826) Entrambi gli studiosi considerano il piacere come una momentanea cessazione del dolore:

"Dunque la vita oscilla come un pendolo fra il dolore e la noia, suoi due costitutivi essenziali. Donde lo stranissimo fatto, che gli uomini, dopo ricacciati nellinferno di dolori e supplizi, non trovarono che restasse, per il cielo, nientaltro allinfuori della noia" (Il mondo come volont e rappresentazione, 1818) Per Leopardi ogni parvenza di felicit un inganno: Per entrambi luomo insegue il piacere infinito ma non lo raggiunge mai: Come per Schopenhauer, anche per Leopardi la noia il peggiore dei mali in quanto piena consapevolezza delluomo (il pi sofferente degli esseri) della sua infelicit Hitler La teoria razziale Al centro della teoria di Hitler sta l'idea della razza. Tutta la storia, dice Hitler nel suo libro "Mein Kampf" (1925), solo espressione dell'eterna lotta tra le razze per la supremazia. La guerra l'espressione naturale e necessaria di questa lotta in cui il vincitore, cio la razza pi forte, ha il diritto di dominare. L'unico scopo dello stato mantenere sana e pura la razza e creare le condizioni migliori per la lotta per la supremazia, cio per la guerra. E la guerra l'unica cosa che pu dare un senso pi nobile all'esistenza di un popolo. Di tutte le razze quella cosiddetta "ariana" o "nordica" , secondo Hitler, la pi creativa e valorosa, in fondo l'unica a cui spetta il diritto di dominare il mondo. Tradotto nella realt questo significava per Hitler prima l'unificazione del continente europeo sotto il dominio della nazione tedesca, per cercare poi nuovo spazio vitale all'est, cio in Polonia e in Russia. Ma questo doveva essere, come scrive Hitler, solo il preludio dell'ultima grande sfida, dello scontro finale contro gli Stati Uniti. un fatto singolare e molto significativo, che l'andamento reale della seconda guerra mondiale rispecchia quasi esattamente questa teoria, che Hitler aveva sviluppato 14 anni prima dell'inizio della guerra. un esempio lampante della testardaggine con cui Hitler seguiva le proprie idee e cercava di applicarle a tutti i costi, una caratteristica che si nota spesso in lui. "la propaganda non ha il compito di essere vera, ha invece l'unico compito di essere efficace." Infatti, questa propaganda doveva rivelarsi molto efficace. Sicuramente al disoccupato faceva piacere sentire che in fondo non era un piccolo disgraziato ma uno che apparteneva a una razza superiore.

L'antisemitismo: Il secondo elemento fondamentale l'antisemitismo. Per Hitler gli ebrei non sono una comunit religiosa, ma una razza, e cio la razza che vuole rovinare tutte le altre. Mescolandosi con gli altri popoli, gli ebrei cercano di imbastardirli, distruggendo la purezza della razza e eliminando cos la loro forza, necessaria per la lotta per la supremazia. L'ebreo il nemico pi pericoloso, cattivo fino in fondo. Hitler dice : "Gli Ebrei sono come i vermi che si annidano nei cadaveri in dissoluzione." L'antisemitismo diventa in Hitler una vera e propria ossessione. Pacifismo, marxismo, la democrazia, il pluralismo, persino il capitalismo internazionale e la "Lega dei popoli", predecessore del ONU, tutto questo risultato del lavoro distruttivo e sotterraneo degli ebrei. Hitler: "L'Ebreo colui che avvelena tutto il mondo. Se l'ebreo dovesse vincere, allora sar la fine di tutta l'umanit, allora questo pianeta sar presto privo di vita come lo era milioni di anni fa." Oggi queste parole suonano decisamente ridicole, e anche all'epoca molti le ritenevano tali e vedevano in esse solo uno strumento politico per incanalare la rabbia del popolo su un capro espiatorio. Ma l'odio di Hitler contro gli ebrei non era solo strumento politico, era reale con tutto il suo evidente anacronismo e la sua irrazionalit. Gli orrendi eventi degli anni 1940-1945, quando l'antisemitismo non poteva pi servire come strumento politico, lo dimostrano in modo spaventoso. E nella lotta contro gli ebrei Hitler si vede come pioniere di tutta l'umanit: Nel aprile del 1945, quando Hitler presagiva gi la propria fine, detta al suo segretario: "Un giorno si ringrazier il Nazionalsocialismo del fatto che io ho annientato gli ebrei in Germania e in tutta l'Europa centrale". Mondo ideale di light yagami (breve trama) Light Yagami il personaggio principale della serie. Light uno studente modello, forse il migliore di tutto il Giappone, in lui vi un innato senso della giustizia ed capace di distinguere il bene dal male; tuttavia convinto che il mondo "faccia schifo" per via di tutti i criminali che vi sono. Un giorno viene in possesso di uno speciale quaderno: il Death Note, sul quale se scrivi il nome di una persona di cui conosci il volto muore dopo 40 secondi. Scoperti i poteri dell'oggetto egli, stufo una vita che lui trova noiosa, e spinto dal desiderio di sopperire alle mancanze della giustizia istituzionalizzata, concepisce l'intento di creare una societ libera dal Male attraverso l'eliminazione sistematica di ogni delinquente, e in generale di chiunque commetta il male e viene conosciuto su tutto il globo con il soprannome di Kira (deriva dalla traslitterazione della parola killer Light apparentemente il figlio modello che ogni genitore vorrebbe avere, diligente, rispettoso e molto intelligente; inoltre ha anche molto successo con le ragazze, in pratica, il ragazzo "perfetto". In superficie cos, anzi per meglio dire, Light cos; kira una persona completamente diversa come Elle stesso dice: "kira infantile e non sopporta di perdere". Non prova le bench minima difficolt nell'uccidere decine di criminali poich, secondo lui, questa la giustizia (citazione di Light: <"io sono la giustizia, io ho liberato i deboli dal terrore e dal male, sono il dio del nuovo mondo che tutti sognano e diabolico chi si ribella a me">). nell'ultimo capitolo che lo vede in vita, Light dimostra un apparente principio di pazzia, quando rivela la sua identit segreta (quella di Kira) ai suoi collaboratori giapponesi, ai membri dell'SPK e a Near. La sua risata nervosa maniacale, mentre nelle sue parole dimostra come ormai il sentimento di onnipotenza ha preso le redini della sua mente

L'ideologia del Superuomo: In questa fase evidente l'influsso del pensiero di Nietzsche, di cui D'Annunzio coglie solo alcuni aspetti, forzati e rinchiusi in un proprio sistema di concezioni: il rifiuto dei principi borghesi di profitto ed ugualit che non fanno altro che bloccare la personalit dell'individuo; il rigetto della cristianit intesa come freno del vivere dionisiaco; la volont di potenza e dell'affermazione di se; il mito dell'superuomo. Tutti questi concetti sono intrisi di un forte accento antiborghese e reazionario ed infatti lo scrittore si scaglia violentemente contro la realt borghese in cui trionfano principi democratici ed egualitari. Proprio in questa fase si d risalto al concetto di superuomo di Nietzsche, travisato da D'Annunzio perch viene interpretato come di diritto di pochi "eccezzionali" ad affermare se stessi rinunciando alla morale del bene e del male. Proprio per questo egli propose il dominio di una classe privilegiata sopra la massa, dando vita ad una politica aggressiva dello stato, in grado di ridare splendore alla nazione risollevandola dalla mediocrit presente. Al tempo stesso questo nuovo personaggio creato da D'Annunzio non rifiuta l''immagine precedente dell'esteta, ma la ingloba in se; la bellezza essenziale per il processo di elevazione. Egli non fugge dalla realt ma si impone come dominatore della realt stessa. Proprio in questo quadro nel 1894, D'Annunzio pubblica il suo quarto romanzo "Il trionfo della morte" che non rappresenta la completa realizzazione della nuova figura, ma una fase di transizione, in cui il protagonista, Giorgio Aurispa, ancora un esteta, non lontano da Andrea Sperelli del "Piacere". Il "Trionfo della morte" fu pubblicato prima, parzialmente e a puntate, sulla "Tribuna Illustrata" e sul "Mattino" di Napoli, e poi in volume nel 1894. Il romanzo ha una debole struttura narrativa ed articolato in sei parti. E' incentrato sul rapporto contradditorio ed ambiguo di Giorgio Aurispa con l'amante Ippolita Sanzio, ma su questo tema di fondo si innestano e si sovrappongono altri motivi e argomenti: il ritorno del protagonista alla sua casa natale in Abruzzo il pretesto per ampie descrizioni del paesaggio e del lavoro delle genti d'Abruzzo. Giorgio cerca di trovare l'equilibrio tra superomismo e misticismo, e aspira a realizzare una vita nuova. Per questo vive il rapporto con l'amante come limitazione, come ostacolo: per il suo fascino irresistibile, Ippolita Sanzio sentita come la "nemica", primigenia forza della natura che rende schiavo il maschio. Solo con la morte Giorgio si liberer da tale condizione: per questo si uccide con Ippolita, che stringe a s, precipitandosi da uno scoglio. Grande caratteristica di quest'opera il cambiamento della forma narrativa, infatti anche il "trionfo della morte" si sposta nella direzione del romanzo psicologico, incentrandosi sulla visione soggettiva del protagonista, in cui si svolge tutta la vicenda. Il romanzo successivo, " Le vergine delle rocce" nel 1895, rappresenta un cambiamento, in quest'opera D'Annunzio non vuole pi rappresentare un personaggio tormentato e incerto, ma un eroe forte e sicuro di se stesso. Il romanzo che venne definito " Il manifesto politico del superuomo" contiene la completa esposizione delle nuove teorie aristocratiche, reazionarie ed imperialistiche dannunziane. La morte, il disfacimento hanno sempre influenzato D'Annunzio, questo svela la costante attrazione per i temi di matrice decadente, che pu essere riscontrato direttamente nei suoi personaggi. Nel 1900 viene pubblicato il "fuoco" definito come " il manifesto artistico del superuomo", dove lo scrittore mira ad ottenere un'opera in cui ci sia una fusione di poesia, musica, danza ed attraverso di essa vuole creare un nuovo teatro. Nel 1910 esce "Forse che si forse che no", dove l'affermazione superomistica presenta nuove caratteristiche, infatti il protagonista realizza la sua volont eroica nel volo aereo, riprendendo cos il discorso della celebrazione della macchina gi avviato nelle Laudi con "Maia". Prefazione Death Note un manga (fumetto) giapponese thriller psicologico del 2003 scritto da Tsugumi Ohba e disegnato da Takeshi Obata, incentrato su un ragazzo di nome Light che decide di liberare il mondo dal male con laiuto di un quaderno dai poteri soprannaturali: il DEATH NOTE.

La creazione di questi due giovani artisti stata apprezzata in tutto il mondo grazie alle simbologie e alle ideologie che racchiude tra le sue pagine, di cui tra poco parler pi approfonditamente.

La noia di light La noia il tema fondamentale che ruota intorno al mondo Death Note. Difatti il manga inizia con Light che, mentre a scuola, evade con la mente dalla lezione e pensa a quanto sia sbagliato il mondo. Ryuk concede cos i poteri di dio della morte a Light per far si che possa aggiustare il mondo malato in cui vive; Light in cambio offre uno spettacolo irripetibile, lestirpazione del Male e la creazione di un nuovo mondo fondato sulla pace. I due personaggi cos alleviano la noia reciproca e si complicano la vita per realizzare ognuno i propri desideri. Come diceva Schopenhauer: Col possesso, svanisce ogni attrattiva; il desiderio rinasce in forma nuova e, con esso, il bisogno; altrimenti, ecco la tristezza, il vuoto, la noia, nemici ancor pi terribili del bisogno. Infatti Light apparentemente il figlio modello che ogni genitore vorrebbe avere, diligente, rispettoso e molto intelligente; inoltre ha anche molto successo con le ragazze, in pratica, il ragazzo "perfetto". Ma tutto questo appagamento ha generato in light un senso di noia che lo ha portato a reagire a questo mondo corrotto. Si proclama giustiziere dellumanit e difensore della pace, e inizia a assassinare con il quaderno tutti i criminali in nome di un mondo perfetto.