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SI PREGA DI FARE SILENZIO di Aimee Bender Il silenzio avvolge la biblioteca.

Nella stanza sul retro la donna scivolata fuori dall' uomo che sta sotto. Adesso fottimi come un cane gli dice. Stringe un cuscino contro il ventre e lui respira dietro di lei, l'aria calda lungo la schiena la fa sudare e scivola sullo stomaco dell' uomo. Non vuole che lui le veda il viso perch sta per esplodere, rosso e furioso per le smorfie rivolte al pallido muro bianco che scopre essere freddo quando vi appoggia una mano per aiutarsi a spingere indietro, dentro di lui e prendere il suo membro e riempire il suo corpo fino a quando dentro di lei non c' pi nulla: solo il membro. La donna una bibliotecaria e oggi morto suo padre. L' ha chiamata sua madre, piangeva questa mattina, lei ha vomitato e poi si vestita per andare a lavoro. Seduta alla scrivania con la sua schiena dritta, chiede gentilmente al giovane uomo, quello che sempre viene in biblioteca per controllare se sono arrivati gli ultimi bestseller, quando stata l' ultima volta che ha fatto l' amore. Lui emette un suono strano e lei risponde shh, questa una biblioteca. Lei ha i capelli tirati indietro e porta gli occhiali, tutti hanno delle fantasie sulla bibliotecaria tipo, una bambina, infondo. Ho una fantasia, dice lui, su una bibliotecaria. Lei gli sorride ma gli rif la stessa domanda. Non vuole uno alle prime armi al riguardo ma neppure un dannato gigol. Questa una scopata importante. Lui dice che sono trascorsi alcuni mesi e sembra imbarazzato ma onesto e poi speranzoso. Lei risponde fantastico e gli dice che c' una camera sul retro con un divano per quelli che hanno le vertigini o per chi stufo (cosa che succede sorprendentemente spesso) e potrebbe incontrarla l fra cinque minuti? Lui annuisce, lo sta gi raccontando ai suoi amici, ha gi il discorso in mente. Ha gli occhi verdi ma neanche una lentiggine. Si incontrano nel retro. Lei tira gi le tapparelle di una piccola finestra. Questo il sesso che si augura la spacchi e la uccida perch non sopporta l'idea di un padre morto, lo ha desiderato molte volte ma ora difficile distinguere tra fantasia e realt. E' cos? Davvero se n' andato? Non voleva che morisse veramente, questo non quello che intendeva quando lo affrontava e immaginava dei coltelli che gli trafiggessero il corpo. Non era quello che voleva per lui, non sarebbe dovuto morire sul serio. Si chiede se si immaginata la telefonata ma si ricorda la voce di sua madre che si faceva sempre pi acuta ed acuta e ora tutto cos reale che non riesce a sopportarlo e allora decide di fottersi qualcuno. L' uomo ora stanco ma ride come se non riuscisse a crederci. Lui sta immaginando quando potr ritornare ma lei sicura che non lo vorr pi. Si lasciata andare, i suoi vestiti sono sul pavimento, la bibliotecaria che stata fottuta e lui la sta guardando con un ammirazione. Lei gli stringe il polso e poi si concentra pronta a rimettersi a lavorare. Dieci minuti dopo, di nuovo alla scrivania e parla con un ragazzo di un buon libro del decimo scaffale e a meno

che qualcuno le si avvicini e la annusi non saprebbe mai cos' successo.