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Giorgio Dematt

dottore commercialista revisore dei conti Via Spolverine, 58 38057 Pergine Vals. (TN)

Spettabile: Gruppo Consiliare Misto Via Manci 38100 - TRENTO Alla cortese attenzione del Consigliere Dott. MARIO MAGNANI Pergine Vals., 11 luglio 2012

Oggetto: valutazioni sulla dinamica della non autosufficienza nella Provincia di Trento.

Egregio dott. Magnani, ho analizzato il fenomeno della non autosufficienza nella Provincia di Trento, al fine di poter desumere delle indicazioni utili alla definizione del Suo disegno di legge. Lanalisi stata svolta utilizzando i dati reperibili presso il sistema statistico provinciale ed alcuni elaborati sulla non autosufficienza forniti dalla Agenzia provinciale per lassistenza e la previdenza integrativa. Partendo da tali evidenze stato strutturato un modello di analisi sul quale effettuare delle simulazioni utili a comprendere il fenomeno e stabilire limpatto economico degli interventi legislativi in analisi. Obiettivo dell'analisi La presente analisi fornire una stima dei costi relativi alla gestione del sistema della non autosufficienza in Provincia, che tenga in debita considerazione lo sviluppo atteso della popolazione residente, valutando nel contempo l'opportunit di agevolare la creazione di un fondo di tipo assicurativo ad adesione facoltativa, finalizzato a complementare l'offerta degli strumenti di copertura in caso di non autosufficienza. I criteri guida da seguire sono i seguenti: 1. predisporre una pluralit di offerte per la copertura del rischio di non autosufficienza che possa interessare la totalit della popolazione trentina; 2. predisporre strumenti che agevolino l'adesione anche dei giovani; 3. valutare i livelli minimi di sostenibilit economica per il fondo ad adesione volontaria, avuto riguardo alle offerte di copertura attualmente disponibili sul mercato assicurativo.
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Giorgio Dematt dottore commercialista - Revisore dei Conti Iscr. N 194 Ordine Dottori Commercialisti Iscr. N 111797 registro Revisori Contabili GU 18 febbraio 2000 c.f.. DMT GRG 65T13 L378J - P. IVA 01456570223 tel.-fax 0461/531238 giorgio.dematte@studiodematte.eu

Basi dati utilizzate L'analisi di seguito realizzata stata realizzata utilizzando le seguenti basi dati: La dinamica della popolazione trentina desunta da uno studio demografico commissionato dalla Provincia di Trento denominato Evoluzione della struttura demografica nella Provincia di Trento dal 1982 al 2032. Sulla base di tali rilevazioni vengono desunte le classi di et e la dinamica della popolazione, Allegato 1; La stima del numero di persone in condizione di non autosufficienza basata sulla analisi ISTAT indagine sulle condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari 2004-2005. Viene utilizzata la tabella ANIA relativa alla disabilit per le speranze di vita della popolazione disabile. Le proiezioni effettuate sulla base di tali dati vengono ulteriormente raffrontate sulla base delle evidenze sulla non autosufficienza fornite dalle strutture provinciali, al fine di adattare i risultati alla reale situazione provinciale, Allegato 2; Le valutazioni relative alla possibilit di mitigare l'impatto economico dei trattamenti di sostegno al reddito in funzione del livello di reddito/patrimonio dei singoli cittadini mediante il coefficiente ICEF viene effettuata incrociando i dati sopra descritti con la struttura dei redditi per l'anno 2009 pubblicata dall'Agenzia delle Entrate per la provincia di Trento.Al fine di poter analizzare gli impatti producibili dalla fissazione di eventuali soglie di reddito/patrimonio per l'erogazione delle provvidenze in analisi, ci si basati sulla struttura dei redditi della Provincia di Trento relativa all'anno 2009, Allegato 3.

Il modello demografico di riferimento Nella seguente tabella vengono riportati i principali indicatori relativi alla popolazione analizzata, nonch la stima della incidenza del fenomeno di disabilit realizzata con i dati in nostro possesso: Tab. 1 dinamica popolazione stima disabilit
popolazione indice vecchiaia indice invecchiamento indice dipendenza globale indice dipendenza anziani popol 15/65 attiva popol 65/100 2015 505.895 1,54 0,21 0,54 0,34 334.336 110.362 2020 515.919 1,71 0,22 0,55 0,36 337.191 119.009 2025 527.175 1,84 0,23 0,58 0,39 338.670 128.975 2026 529.643 1,87 0,23 0,59 0,39 338.726 131.370 2

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2015 Numero disabili disabili Totale in % su popolaz. NUMERI: I livello II livello III livello IV livello 16.675 3,30% 2.335 2.335 5.003 7.004

2020 18.006 3,49% 2.521 2.521 5.402 7.563

2025 19.476 3,69% 2.727 2.727 5.843 8.180

2026 19.895 3,76% 2.785 2.785 5.969 8.356

La stima del numero di disabili totali viene ulteriormente ripartita suddividendo i medesimi per livello di gravit. Tale suddivisione basata su nostre stime. Al fine di raffrontare le incidenze stimate nel modello di calcolo si provveduto a raffrontare i dati con lanalisi ISTAT sulla disabilit dalla quale vengono tratte le tabelle di seguito riportate. Il raffronto dei dati deve essere effettuato tenendo in considerazione che i criteri di inclusione nella categoria della disabilit possono differire marginalmente, quindi si preferito mantenere un certo margine di garanzia nella stima delle incidenze. Nella pagina successiva possibile notare come il fenomeno della disabilit in provincia di Trento evidenzia una incidenza contenuta con un tasso standardizzato pari al 3% della popolazione contro un livello del 4.8% a livello nazionale. Tab. 2 suddivisione regionale disabilit
Persone con disabilit di 6 anni e pi che vivono in famiglia per regione e classe di et. Anno 2004-2005. (Dati in migliaia)

Regione Piemonte Valle d'Aosta Lombardia Bolzano Trento Veneto Friuli-Venezia Giulia Liguria Emilia-Romagna Toscana Umbria Marche Lazio 6-64 34 1 71 2 2 33 10 9 25 30 8 10 49

Classi di et 65-74 75 e pi 29 127 1 3 62 204 2 7 1 11 29 120 6 35 15 62 26 121 29 120 9 31 14 51 34 134

Totale 190 5 337 11 13 182 52 86 171 179 48 75 217 3

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Abruzzo 12 Molise 2 Campania 82 Puglia 47 Basilicata 7 Calabria 23 Sicilia 56 Sardegna 17 ITALIA 529 Fonte: ISTAT, Indagine sulle condizioni di salute e

13 42 66 4 12 18 38 132 252 50 115 212 6 20 33 23 59 105 49 180 285 13 42 72 452 1.627 2.609 ricorso ai servizi sanitari 2004-2005.

Tab. 3 tassi di incidenza


Persone con disabilit di 6 anni e pi che vivono in famiglia per regione. Valori assoluti, tassi grezzi e standardizzati per 100 persone. Anno 2004-2005.

Regione Valori assoluti/1000 T grezzi T. std. Piemonte 190 4,7 4,3 Valle d'Aosta 5 4,1 4,0 Lombardia 337 3,8 4,0 Bolzano 11 2,5 2,9 Trento 13 2,9 3,0 Veneto 182 4,2 4,3 Friuli-Venezia Giulia 52 4,6 4,0 Liguria 86 5,7 4,3 Emilia-Romagna 171 4,4 3,8 Toscana 179 5,3 4,5 Umbria 48 6,0 5,0 Marche 75 5,2 4,5 Lazio 217 4,4 4,6 Abruzzo 66 5,4 4,9 Molise 18 5,8 5,2 Campania 252 4,7 5,6 Puglia 212 5,6 6,2 Basilicata 33 5,8 5,8 Calabria 105 5,5 6,0 Sicilia 285 6,1 6,6 Sardegna 72 4,6 5,2 ITALIA 2.609 4,8 4,8 Fonte: ISTAT, Indagine sulle condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari 2004-2005.

Stima degli esborsi: Al fine di poter quantificare il costo di un intervento economico in favore della popolazione non autosufficiente, viene predisposta la stima degli
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esborsi basandosi sui livelli di indennizzo individuati nella seguente tabella. Tab. 4 esborsi economici e livelli incidenza
MASCHI Prestazioni/ mese primo livello secondo livello terzo livello quarto livello incidenze primo livello secondo livello terzo livello quarto livello Sum of incidenze 350 660 900 1.400 14,00% 14,00% 23,00% 49,00% 100,00% FEMMINE 350 660 900 1.400 5,00% 6,00% 29,00% 60,00% 100,00%

La stima degli esborsi per i singoli anni analizzati di seguito evidenziata, nel computo viene fissata una rivalutazione in funzione di un tasso di inflazione tendenziale al 2,10% p.a. Tab. 5 stima esborsi
popolazione indice vecchiaia indice invecchiamento indice dipendenza globale indice dipendenza anziani popol 15/65 attiva popol 65/100 Numero disabili disabili Totale in % su popolaz. 2015 505.895 1,54 0,21 0,54 0,34 334.336 110.362 2020 515.919 1,71 0,22 0,55 0,36 337.191 119.009 2025 527.175 1,84 0,23 0,58 0,39 338.670 128.975 2026 529.643 1,87 0,23 0,59 0,39 338.726 131.370

16.675 3,30%

18.006 3,49%

19.476 3,69%

19.895 3,76%

NUMERI: I livello II livello III livello IV livello

2.335 2.335 3.835 8.171 2015

2.521 2.521 4.141 8.823 2020

2.727 2.727 4.479 9.543 2025

2.785 2.785 4.576 9.749 2026

IMPORTI: erogazioni anno pro capite attiva /anno pro capite disabili /anno

182.694.051 546 10.956

218.879.213 262.673.191 273.959.061 649 776 809 12.156 13.487 13.770

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Quantificazione del numero di persone potenzialmente interessate ad una copertura di tipo volontario Considerato il disposto del comma 7 dell'articolo 9 del disegno di legge sulla non autosufficienza, in merito di graduazione del diritto di accesso alle provvidenze della disegno di legge in funzione della valutazione della condizione economico-patrimoniale del beneficiario e della sua famiglia secondo la metodologia ICEF, ragionevole pensare che verranno imposti dei limiti all'accesso gratuito delle prestazioni che potranno lasciare scoperta una quota parte della popolazione, ovvero richiedere un considerevole contributo economico per la fruizione dei servizi in oggetto. Nell'ottica di predisporre una copertura di tipo volontario per tale quota di popolazione viene condotta la seguente analisi volta al fine di quantificare il numero dei potenziali soggetti interessati. L'analisi basata sulla struttura dei redditi degli abitanti della Provincia di Trento computata su dati pubblicati dall'Agenzia delle Entrate per l'anno 2009. Per ogni classe di reddito viene riportata la percentuale del numero di contribuenti ad essa riferibili, nonch il peso percentuale di detta classe di reddito sul totale dei redditi dichiarati. Tab. 6 - classi di reddito
Classe di Reddito fino a 1.000 da 1.000 a 2.000 da 2.000 a 3.000 da 3.000 a 4.000 da 4.000 a 5.000 da 5.000 a 6.000 da 6.000 a 7.500 da 7.500 a 10.000 da 10.000 a 15.000 da 15.000 a 20.000 da 20.000 a 26.000 da 26.000 a 33.500 da 33.500 a 40.000 da 40.000 a 50.000 da 50.000 a 60.000 da 60.000 a 70.000 % numero Dichiaranti 1,1% 0,9% 0,6% 0,5% 0,5% 0,5% 0,9% 4,6% 13,7% 19,3% 20,8% 15,6% 6,4% 5,0% 2,6% 1,7% % % Importo cumulata reddito Dichiaranti dichiarato 1,00% 1,86% 2,49% 2,99% 3,49% 4,02% 4,98% 10,07% 25,25% 45,99% 67,21% 81,96% 87,70% 92,12% 94,38% 95,76% 0,0% 0,0% 0,1% 0,1% 0,1% 0,1% 0,2% 1,5% 6,2% 12,1% 16,9% 16,2% 8,2% 7,8% 5,0% 3,8% % reddito Cumulato 0,00% 0,00% 0,10% 0,20% 0,30% 0,40% 0,60% 2,10% 8,30% 20,40% 37,30% 53,50% 61,70% 69,50% 74,50% 78,30%

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da 70.000 a 100.000 oltre 100.000

2,8% 2,3%

98,08% 100,00%

8,2% 13,5%

86,50% 100,00%

Confronto dati Trento con Provincia/Regione/Italia Nome Trento Provincia di Trento Trentino-Alto Adige Italia Dichiarant i 70.111 315.956 623.358 30.858.095 Popolazione 115.511 524.826 1.028.260 60.340.328 %po p 60,7 % 60,2 % 60,6 % 51,1 % Importo Complessivo 1.916.516.400 7.303.427.011 14.808.322.373 706.372.389.849 Reddito Medio 27.335 23.115 23.756 22.891 Media/Pop . 16.592 13.916 14.401 11.706

in Provincia di Trento a fronte di un numero di abitanti pari a 524 mila vi sono 315 mila contribuenti con un reddito medio pari ad 23.115. Se consideriamo soli contribuenti aventi un reddito inferiore od eguale a 26.000 questi rappresentano il 67% della popolazione residente ed il 37% del reddito totale provinciale. Qualora tale limite di reddito venga imposto ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 9 comma 7 del disegno di legge sulla non autosufficienza, i soggetti potenzialmente interessati ad una copertura di tipo assicurativo sarebbero pari al 33% della popolazione ovvero circa 170.000 persone. Considerato che tale parte di popolazione dispone del 63% del reddito provinciale si pu stimare un reddito medio pro capite di circa 44.000, tale da consentire la sottoscrizione di una polizza volontaria di assicurazione contro tale rischio. L'offerta assicurativa privata Le assicurazioni Long Term Care si basano sul principio delle altre polizze di pagare un premio ridotto e certo a fronte del rischio (incerto) di dover affrontare una spesa molto maggiore. Questa tipologia di polizza piuttosto nuova e ad oggi non tutte le Compagnie in Italia offrono questo tipo di prodotto che in altri Paesi, in particolare Germania e Giappone, largamente diffuso. Esistono due tipi di copertura che si rifanno al modello ad accumulazione o a quello a ripartizione. Nel primo caso le polizze, collegate al ramo vita, consentono di accumulare dei risparmi in un Fondo speciale che, al verificarsi dellevento, pagher un capitale una tantum oppure una somma
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prefissata per tutto il periodo nel quale si verifica la condizione di non autosufficienza (anche tutta la vita). Nel secondo caso le polizze sono legate al ramo malattia. Non vi nessuna accumulazione ed il premio pagato durante lannualit serve a far fronte al rischio di quellanno. Nel caso si verifichi la condizione di non autosufficienza la Compagnia si impegna a pagare tutte le spese socio-assistenziali fino ad una cifra massima mensile per tutto il periodo nel quale si verifica la condizione di non autosufficienza. In alcuni casi le polizze prevedono lopzione di trasformare lindennit in servizi ossia sar la Compagnia a contattare dei fornitori di prestazioni domiciliari e, daccordo con il medico del paziente, definire le prestazioni di cui il cliente ha bisogno e che potranno essere pagate direttamente dalla Compagnia. Ovviamente, avendo le Compagnie delle tariffe scontate da parte dei Fornitori, si ha la possibilit di avere a disposizione e di usufruire di una quantit maggiore di servizi. Lindennit o il massimale potrebbe, in alcuni casi, non essere sufficientemente adeguata a coprire tutte le spese anche a causa, soprattutto dopo un certo numero di anni, della erosione della inflazione. Alcune polizze prevedono pertanto un aggiornamento per linflazione, e lindennit iniziale viene incrementata automaticamente di un certo importo ogni anno. Quali sono le differenza fra polizze LTC ad accumulazione e a ripartizione I due tipi di copertura presentano caratteristiche molto diverse e si indirizzano a due distinte tipologie di clienti. La tipologia ad accumulo, infatti, richiede che il cliente abbia il tempo di costituirsi un proprio capitale e quindi, se non vuole pagare un premio eccessivamente elevato, deve cominciare a risparmiare in et non avanzata (entro i 45 anni, secondo le simulazioni dellISVAP). I principali vantaggi di questa soluzione sono che, in genere, anche se non diverr non autosufficiente, il cliente avr la possibilit di rientrare in possesso almeno di una parte del capitale maturato e che, optando per il capitale a scadenza avr maggiore autonomia su come gestirsi la propria non autosufficienza; gli svantaggi sono legati al fatto che solitamente non sono coperte le situazioni di non autosufficienza che potrebbero presentarsi prima dei 65 anni, ad esempio a seguito di un incidente stradale catastrofico e che il tasso di adeguamento del capitale
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allinflazione pu non tenere conto di situazioni particolari che si verificassero in un orizzonte temporale molto distante. In sintesi adatto a persone giovani,consapevoli dei rischi che corrono e con una capacit di gestire il proprio danaro. Le polizze a ripartizione operano in base al concetto di mutualit fra i vari assicurati, prescindendo dallaccumulo nel tempo. Questo fa si che siano molto economiche in confronto alle precedenti se sottoscritte da persone anziane. Inoltre consentono di coprire, con costi estremamente ridotti, anche i casi di non autosufficienza giovanili. Poich fra il periodo di sottoscrizione e quello di utilizzo corre un numero di anni minori, anche i problemi di inflazione e potere dacquisto della cifra messa a disposizione sono meno importanti. In conclusione un prodotto adatto ad un pubblico di et medioelevata, con una maggiore esigenza di essere affiancato nella scelta delle soluzioni pi vantaggiose in caso di non autosufficienza. Quanto costano le polizze? Appare chiaro che poich il rischio aumenta con let, i premi saranno tanto pi elevati quanto maggiore let di ingresso in polizza. Tuttavia, definita let di ingresso, generalmente il premio rimane costante per tutta la vita, in quanto si tiene gi conto dei rischi legati allinvecchiamento delle persone. Quindi quanto prima si sottoscrive tanto meno si paga. Esistono anche delle formule a premio unico con le quali si versa un premio una tantum e si coperti per tutta la vita. Naturalmente il premio dipende anche dallammontare della indennit/massimale e dalla durata della prestazione: normalmente questultima prevista per tutta la vita, ma esistono anche prodotti che considerano un periodo di tempo limitato (3-5 anni)per il quale viene erogata la prestazione. Questultima pu essere giustificata dalla considerazione che la durata della vita in condizioni di non autosufficienza comunque limitata. Quali sono i vantaggi fiscali? Anche per le polizze LTC, sia che facciano capo al settore Vita che a quello Malattia il Decreto del Ministero delle Finanze del 22 Dicembre 2000 ha esteso i benefici fiscali in vigore per le polizze Vita e cio: detrazione dimposta del 19% sui premi versati con il massimo di 1.291 Euro /anno. Tale somma fa cumulo con quella delle altre assicurazioni
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detraibili per cui chi avesse gi detratto 500 Euro come premio per una polizza vita potr portare in detrazione solo il 19% di un premio massimo di 791 Euro. Tali vantaggi fiscali si applicano purch i contratti siano di lunga durata e non vi sia facolt di interrompere il contratto da parte della Compagnia (diritto che viene invece riconosciuto allassicurato). Al fine di poter raffrontare i costi della copertura contro la non autosufficienza con quanto offerto sul libero mercato, stata svolta una indagine conoscitiva volta a conoscere lofferta delle principali case assicurative. Di seguito quanto rilevato: ASSICURAZIONI GENERALI POLIZZA LUNGA VITA LTC

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ASSICURAZIONI VITTORIA POLIZZA LINEA PROTEZIONE LTC

ASSIDIR POLIZZA LTC


LONG TERM CARE ad adesione individuale Costo annuo per et e sesso nella forma "VITA INTERA" Premi annui relativi alla forma assicurativa di Rendita collegata a problemi di non Autosufficienza nella forma "Vita Intera" - rendita mensile Euro 2.582,28 -

Tabella premi
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Et
30 35 36 37 38 39 40 45 46 47 48 49 50 51

52
53 54 55

Maschi 428,72 498,04 514,49 531,96 550,37 569,58 589,61 703,77 729,73 756,85 785,18 814,77 845,68 877,95 912,63 949,96 990,28 1.033,92

Femmine
682,54 796,83 823,48 851,60 881,32 912,75 946,04 1.144,38 1.190,96 1.240,18 1.292,23 1.347,33 1.405,70 1.467,61 1.533,72 1.604,48 1.680,38 1.761,98

Et
56 57 58 59 60

61
62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73

Maschi 1.081,28 1.132,85 1.189,16 1.250,87 1.318,73 1.393,64 1.475,13 1.564,07 1.661,53 1.768,82 1.887,56 2.019,79 2.168,17 2.336,24 2.528,86 2.752,69 3.017,34 3.337,40

Femmine
1.849,93 1.945,00 2.048,08 2.160,20 2.282,61 2.416,77 2.563,36 2.724,16 2.901,34 3.097,54 3.316,06 3.561,09 3.838,09 4.154,23 4.519,18 4.946,36 5.455,01 6.074,05

La possibilit di utilizzare una struttura di "mutua assicurazione" I premi delle assicurazioni sopra riportati sono relativi a un tipo di polizza "individuale", ovvero una polizza che ogni singolo deve contrattare e sottoscrivere con il soggetto assicuratore. Ci implica una ridotta negozialit e generalmente una struttura di premi contraddistinti da una onerosit maggiore. Nel caso in cui la gestione dei medesimi avvenga con una struttura di "mutua assicurazione" si potrebbero ottenere degli indubbi benefici di riduzione tariffaria che potrebbero anche concretizzarsi di riduzioni di premio del 30/40%. Il funzionamento della "mutua assicurazione Societ di mutua assicurazione o mutua assicuratrice la societ assicurativa che pratica lassicurazione mutua. Assicurazione mutua una forma assicurativa che si contrappone allassicurazione a premio. Mentre nellassicurazione a premio lassicuratore, proponendosi fini di lucro, assume su di s una pluralit di rischi altrui che ripartisce sulla massa degli assicurati attraverso la fissazione dei premi, nellassicurazione mutua gli assicurati traslano i rispettivi rischi individuali sulla collettivit che vanno a costituire o cui accedono, assumendo vincolo associativo e organizzandosi. Si obbligano correlativamente a contribuire ciascuno a quanto necessario per la sopportazione collettiva dei rischi, che determina una comunione dei danni, eliminando, cos, dai costi da ciascuno sostenuti per la garanzia individuale, la componente relativa al profitto da intermediazione dovuto, nellassicurazione a premio, allassicuratore imprenditore.
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Giorgio Dematt dottore commercialista - Revisore dei Conti Iscr. N 194 Ordine Dottori Commercialisti Iscr. N 111797 registro Revisori Contabili GU 18 febbraio 2000 c.f.. DMT GRG 65T13 L378J - P. IVA 01456570223 tel.-fax 0461/531238 giorgio.dematte@studiodematte.eu

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Lassicurazione mutua consiste perci in un negozio giuridico plurilaterale di natura assicurativa, che si attua mediante la costituzione di un vincolo associativo. In Italia, le mutue assicuratrici sono state disciplinate per la prima volta con il codice di commercio del 1865, che le qualificava associazioni commerciali. Lart. 183 cod. comm. 1865 imponeva forma scritta allatto costitutivo sotto pena di nullit. La disciplina organizzativa era sostanzialmente rimessa allautonomia statutaria, salvo poche regole sull'amministrazione, sull'obbligo di contribuzione e sulla cessazione del rapporto. L'associazione mutua doveva essere amministrata da associati (art. 184 cod. comm. 1865) che ne erano mandatari temporanei e revocabili e ai quali, pertanto, non era imposta altra obbligazione che quella dalla legge imposta ai mandatari. Gli associati erano tenuti soltanto alle prestazioni per contribuzione cui si obbligano nell'atto di associazione (art. 185 cod. comm. 1865). Cessava di far parte dell'associazione (art. 186 cod. comm. 1865) colui che avesse perduto la cosa per la quale si associato, salvo il diritto alla indennit. Nella normalit la gestione di un rapporto assicurativo con un rapporto di mutua assicurazione, consente la fissazione di premi di assoluta convenienza per l'assicurato. Ci in funzione del fatto che nel premio riconosciuto prevista la pura copertura dei costi assicurativi, eliminando nel contempo i caricamenti di utile in favore delle compagnia. Per tali ragioni e vista la numerosit stimata dei potenziali aderenti ad un fondo volontario per il rischio di non autosufficienza si ritiene che tale formula di copertura possa essere calzante alle esigenze sopra descritte. Restando a completa disposizione per ogni chiarimento in merito, mi gradita l'occasione per porgere i miei pi distinti saluti.

Giorgio Dematt

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Giorgio Dematt dottore commercialista - Revisore dei Conti Iscr. N 194 Ordine Dottori Commercialisti Iscr. N 111797 registro Revisori Contabili GU 18 febbraio 2000 c.f.. DMT GRG 65T13 L378J - P. IVA 01456570223 tel.-fax 0461/531238 giorgio.dematte@studiodematte.eu

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Evoluzione della struttura demografica in provincia di Trento dal 1982 al 2032


Analisi e proiezioni a livello provinciale e sub-provinciale

Gennaio 2006

della Provincia Autonoma di Trento

SERVIZIO STATISTICA

Evoluzione della struttura demografica in provincia di Trento dal 1982 al 2032


Analisi e proiezioni a livello provinciale e sub-provinciale

Provincia Autonoma di Trento Servizio Statistica

Il Servizio Statistica della Provincia Autonoma di Trento autorizza la riproduzione parziale o totale del presente fascicolo con la citazione della fonte.

Con la consulenza di Enzo Migliorini Predisposizione, controllo e validazione dei dati di base Francesca Lanzafame Servizio Statistica Coordinamento editoriale Vincenzo Bertozzi Servizio Statistica Progetto grafico Palma & Idea Impaginazione Artimedia sas

Le pubblicazioni del Servizio Statistica sono disponibili nel Sito Internet www.statistica.provincia.tn.it

INDICE

INDICE

1 IL MODELLO STRUDEL-TN-2005 Evoluzione del modello STRUDEL Il simulatore a livello provinciale Il modello sub-provinciale Le basi di dati a livello comunale Il modello di interpolazione ed estrapolazione della fecondit Il modello di interpolazione ed estrapolazione della mortalit Il modello di interpolazione ed estrapolazione dei flussi migratori Cartelle per la conservazione e la sintesi dei risultati pag 7 7 8 9 10 11 11 13

2 EVOLUZIONE DELLA FECONDIT TRENTINA Dinamica delle nascite Probabilit di partorire Riproduttivit e ricambio delle donne in et fertile Confronti territoriali 17 17 17 18

3 EVOLUZIONE DELLA MORTALIT TRENTINA Evoluzione della mortalit nel Trentino Speranza di vita ed et media alla morte Dinamica del numero dei morti Confronti territoriali 23 23 24 24

4 EVOLUZIONE DELLA MIGRATORIET TRENTINA Evoluzione del movimento migratorio Previsione dei flussi migratori trentini Il profilo per et dei flussi migratori Confronti territoriali Incremento della popolazione 27 27 28 28 29

5 EVOLUZIONE DELLA STRUTTURA DEMOGRAFICA Evoluzione della struttura demografica trentina 33

6 INDICATORI DELLA DEMOGRAFIA TRENTINA Indicatori di struttura La bilancia dei sessi La struttura demografica del futuro 37 39 39

TABELLE DI SINTESI DEI RISULTATI TAVOLA 1 Evoluzione della struttura demografica provinciale per classi quinquennali di et e sesso TAVOLA 2 Evoluzione della struttura demografica provinciale per classi particolari di et e sesso TAVOLA 3 Evoluzione della popolazione residente per area territoriale TAVOLA 4 Evoluzione della struttura demografica comprensoriale per classi quinquennali di et e sesso TAVOLA 5 Evoluzione dei principali indicatori demografici a livello provinciale TAVOLA 6 Evoluzione dellindice di vecchiaia per area territoriale TAVOLA 7 Evoluzione dellindice di carico sociale totale per area territoriale TAVOLA 8 Evoluzione dellindice di carico sociale giovanile per area territoriale TAVOLA 9 Evoluzione dellindice di carico sociale anziani per area territoriale TAVOLA 10 Evoluzione dei tassi di natalit e mortalit per area territoriale TAVOLA 11 Evoluzione dei tassi di attrazione e repulsione per area territoriale

42 48 54 60 78 88 94 100 106 112 118

GRAFICI DI SINTESI SULLA DINAMICA DELLA STRUTTURA, DEI FLUSSI E DEGLI INDICATORI FIGURA 1 Evoluzione della struttura demografica provinciale per et e sesso dal 1972 al 2032 126 FIGURA 2 Indice di vecchiaia 128 FIGURA 3 Indice di dipendenza o carico sociale 129 FIGURA 4 Indice di struttura della forza lavoro 130 FIGURA 5 Et media della popolazione 131 FIGURA 6 Et media delle madri al parto 132 FIGURA 7 Indice di ricambio delle donne in et fertile 133 FIGURA 8 Nati teorici in ipotesi di fecondit corrente o costante 134 FIGURA 9 Tasso di natalit 135 FIGURA 10 Tasso di mortalit 136 FIGURA 11 Tasso di attrazione 137 FIGURA 12 Tasso di repulsione 138 FIGURA 13 Tassi di fecondit regionali e provinciali 139 FIGURA 14 Speranza di vita a varie et ed et media alla morte 140 FIGURA 15 Evoluzione della popolazione residente 142

Glossario Bibliografia

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CAPITOLO 1

IL MODELLO STRUDEL-TN-2005 Lanalisi e le proiezioni demografiche, anche in ipotesi naturale, a livello comprensoriale e comunale

Evoluzione del modello STRUDEL

Il modello di analisi e proiezione della STRUttura DEmografica Locale (STRU.DE.L.), utilizzato nel 1997 per predisporre le proiezioni demografiche per la provincia di Trento, stato successivamente perfezionato e sviluppato per consentire di scendere dal livello provinciale al livello comprensoriale o addirittura comunale. nato cos prima STRUDEL2000, completamente rinnovato anche nellambiente di lavoro (MS-OFFICE), nellarchitettura e nella metodologia di analisi e proiezione ed ora STRUDEL-TN-2005, che affianca al modello di analisi e proiezione sub-provinciale un simulatore. Questultimo consente di costruire a piacimento scenari sia realistici che assurdi di evoluzione della fecondit, della mortalit, dei flussi migratori, per vedere come cambierebbe nel tempo la struttura della popolazione trentina se le ipotesi fatte si verificassero; permette anche di studiare lipotesi pi credibile e di predisporre con essa i parametri da utilizzare nel modello sub-provinciale. Una importante novit introdotta in entrambi i modelli la cosiddetta ipotesi naturale, vale a dire la simulazione di ci che succederebbe se dal 2004 in poi fosse completamente azzerato qualsiasi movimento migratorio, anche da comune a comune. In tal modo si pu vedere come cambierebbe la struttura della popolazione attuale in assenza degli effetti immediati e futuri determinati dallingresso degli iscritti e dalluscita dei cancellati. In questa ipotesi la popolazione viene distinta in due componenti: la popolazione principale e quella secondaria. Nel modello sub-provinciale questultima viene semplicemente calcolata per differenza fra lipotesi con movimento migratorio e lipotesi naturale mentre nel simulatore prevista la possibilit di ipotizzare per la popolazione secondaria scenari specifici di fecondit, di mortalit e di migratoriet, tenendo conto che gli immigrati possono fare figli, morire o emigrare con parametri diversi da quelli della popolazione locale.

Il simulatore a livello provinciale

La cartella contenente il simulatore per la provincia di Trento, nella versione 2005, uno strumento a disposizione della Provincia Autonoma di Trento per costruire i pi disparati scenari di evoluzione della fecondit, della mortalit e della migratoriet, sia in termini di volumi di flusso che in termini di profilo per et. Con questo strumento si possono fare anche ipotesi assurde ed osservare come si evolverebbe di conseguenza la struttura della popolazione. Naturalmente esso stato utilizzato in questa sede per tentare di costruire lipotesi di evoluzione demografica ritenuta pi plausibile, producendo in questo modo molti dei parametri utilizzati poi dal modello sub-provinciale. La cartella si compone di 12 fogli, che svolgono specifiche funzioni: descrizione succinta delle caratteristiche e modalit del modello e del contenuto della cartella; controllo della scelta delle ipotesi relative alla fecondit, alla mortalit ed alla migratoriet, mostrando immediatamente i principali risultati sotto forma grafica; ricostruzione e proiezione della struttura della popolazione, anche suddivisa in principale e secondaria; ricostruzione e proiezione del volume di tutti i flussi, suddivisi per sesso; interpolazione ed estrapolazione sia dei parametri di fecondit che del conseguente numero di nati, anche distribuiti per sesso e per et della madre, distinguendo quelli generati dalla popolazione gi residente al 31/12/2003 da quelli generati da chi immigrato successivamente;

interpolazione ed estrapolazione sia delle variabili relative alla mortalit specifica per sesso ed et, sia della distribuzione dei morti, distinguendo anche in questo caso i morti appartenenti alla popolazione principale da coloro che appartengono alla popolazione secondaria; simulazione dellevoluzione futura dei profili per et dei flussi di immigrati; elaborazione della distribuzione per et dei flussi di iscritti, tenendo conto delle ipotesi fatte, dellesperienza passata ed eventualmente degli scenari prodotti nella simulazione dellevoluzione futura predisposta nel foglio precedente; simulazione dellevoluzione futura dei profili per et dei flussi di emigrati, espressi sotto forma probabilistica; calcolo delle probabilit di cancellazione, elaborate esogenamente in una specifica cartella di lavoro; elaborazione della distribuzione per et dei flussi di cancellati tenendo conto delle ipotesi fatte, dellesperienza passata ed eventualmente degli scenari prodotti nella simulazione dellevoluzione futura dei profili per et dei flussi di emigrati o delle probabilit di cancellazione esogene, predisposte nei fogli precedenti; sintesi dei risultati del simulatore ed osservazione diretta su grafici animati dellevoluzione della struttura anno dopo anno.

La parte principale del modello contenuta in una cartella che raccoglie risultati e parametri elaborati a livello provinciale con il simulatore, nonch tutte le stime parziali effettuate nelle altre cartelle, per tradurle nella stima della struttura per et e sesso, per ciascun anno dal 1972 al 2032, specifica per laggregato scelto: questultimo pu essere la provincia, il comprensorio o addirittura il singolo comune, per il quale tuttavia il valore delle estrapolazioni ha valore di scenario simulato, ma con un grado di attendibilit tanto minore quanto pi scarsa la popolazione di riferimento. Il modello stato appositamente predisposto anche per aggregare i comuni, oltre che per comprensorio o per bacino idrografico, anche per cinque classi dimensionali, sia tenendo conto delle dimensioni dellepoca, sia congelando anche per il passato le dimensioni attuali. inoltre possibile costruire aggregati estemporanei semplicemente elencando fino a 20 codici comunali o di aggregato. La cartella si compone di 13 fogli, che svolgono specifiche funzioni: descrizione succinta delle caratteristiche e modalit del modello e del contenuto della cartella, con lindicazione anche delle caratteristiche delle due cartelle collegate contenenti gli archivi dei dati registrati o stimati a livello comunale; controllo della scelta dellaggregato territoriale e di alcuni parametri opzionali, mostrando immediatamente i principali risultati sotto forma grafica; raccolta sotto forma di valori dei dati analizzati e proiettati dal simulatore provinciale dal 31/12/1981 al 31/12/2050. Essendo troppo pesante il collegamento diretto fra i due modelli, che dovrebbero essere caricati in memoria contemporaneamente, in caso di nuove simulazioni necessario copiare i nuovi valori in questo foglio; stima e passaggio al modello della struttura per et e sesso della popolazione locale al 31/12 degli anni di censimento (dal 1971 al 2001);

Il modello sub-provinciale

nel foglio pi importante della cartella, effettuazione della stima vera e propria della struttura locale anno per anno, dal 1971 al 2032, anche sotto forma di raggruppamenti in classi quinquennali e particolari e di numerosi indicatori; effettuazione delle proiezioni dal 31/12/2003 al 31/12/2032 in ipotesi naturale, a parit di fecondit e di mortalit; passaggio al modello delle stime dei flussi anagrafici naturali e migratori dal 1971 al 2032, suddivisi per tipologia e per sesso, ma non per et; stima del numero dei nati locali anche per et della madre, previo adeguamento dei tassi di fecondit stimati a livello provinciale; stima dei morti locali e della loro struttura, previo adeguamento delle probabilit di morte stimate a livello provinciale; stima degli iscritti locali e della loro struttura; stima dei cancellati locali e della loro struttura, previo adeguamento delle probabilit di cancellazione stimate a livello provinciale; raccolta dai fogli precedenti della struttura per et e sesso ai vari anni, delle aggregazioni per classi, degli indicatori statici e dinamici, dellammontare dei flussi naturali e migratori e dei loro saldi, della struttura per classi di et dei morti e dei flussi migratori, oltre ad una sintesi delle tavole di mortalit e di fecondit utilizzate; in un foglio di corredo, elencazione delle aree territoriali con i codici utilizzati ed i comprensori cui appartengono i singoli comuni.

Le basi di dati a livello comunale

La prima fase nella realizzazione del modello riguarda la costruzione e laggiornamento di una base di dati a livello comunale, con un meccanismo di aggregazione dei comuni in comprensori ed altri aggregati, come i bacini idrografici o le classi dimensionali dei comuni. Oltre alle 35 aggregazioni gi predisposte, il nuovo modello consente di costruire in modo estemporaneo nuove ipotesi di aggregazione territoriale, aggregando fino a 20 comuni o loro aggregati pre-calcolati. Mentre sarebbe assurdo analizzare e proiettare a livello sub-provinciale i profili per et dei flussi anagrafici, la cui scarsa numerosit ed alta variabilit provocherebbe un peggioramento dellattendibilit dei risultati anzich un loro miglioramento, stata ricostruita a livello comunale la struttura per et e sesso della popolazione residente agli ultimi quattro censimenti ed al 31/12 degli anni recenti (dal 1982 al 2003), nonch la serie storica dei flussi anagrafici naturali e migratori, suddivisi per sesso. La base di dati sulla struttura della popolazione comunale per sesso ed et stata organizzata in una specifica cartella, composta da venti fogli, dei quali uno con i risultati dei quattro censimenti 1971-2001, 18 con i risultati delle rilevazioni anagrafiche annuali dal 31/12/1986 al 31/12/2003 ed un foglio di interfaccia, che predispone e passa al modello le serie storiche dello specifico aggregato territoriale, scelto di volta in volta. Questa cartella contiene anche le formule per le aggregazioni territoriali. La base dati contenente i flussi dei movimenti anagrafici comunali inserita in un foglio allinterno di unaltra specifica cartella, che contiene anche un foglio di interfaccia ed altri 5 fogli per il collegamento con le cartelle predisposte per lelaborazione dei flussi migratori provinciali e per lanalisi dei pesi comunali e comprensoriali sui flussi provinciali.

Il modello STRUDEL-TN-2005, diversamente dalla precedente edizione, analizza la fecondit delle donne nel Trentino interpolando con funzioni di tipo beta i tassi specifici di fecondit per anno di nascita della madre, calcolati in modo specifico sui dati elaborati dalla Provincia di Trento per il periodo 1985-2003 e non pi su quelli ufficiali pubblicati dallISTAT per il periodo 1952-1996, che si riferiscono allintera regione nonostante la grande differenza fra la fecondit trentina e quella altoatesina. Le serie storiche dei parametri di interpolazione, ottimizzati per ridurre al minimo gli scarti, vengono poi opportunamente perequate in modo da eliminare il rumore derivante dalle oscillazioni casuali ed estrapolate mediante un modello autoregressivo1. Si ottengono in tal modo i parametri con cui stimare i futuri tassi specifici in modo tendenziale ottimizzato. Questa operazione viene effettuata in un foglio allinterno della cartella contenente il simulatore per la provincia di Trento, nella versione 2005, che come si visto si compone di 12 fogli: tra di essi vi anche uno specifico foglio, che consente di lavorare su tre ipotesi a scelta, monitorando con valori e grafici landamento nel tempo dei parametri, dei tassi di fecondit, dellet media delle madri al parto, La prima ipotesi permette di generare uno scenario di fecondit, semplicemente spostando 24 cursori corrispondenti ai parametri di fecondit della popolazione principale e di quella secondaria per gli anni 2000, 2010, 2030 e 2050. La seconda ipotesi analizza le serie storiche dei parametri, opportunamente ottimizzati e stabilizzati e li estrapola mediante un modello autoregressivo. La terza ipotesi, infine, consente di utilizzare una matrice esogena di tassi, calcolata indipendentemente dal modello. Inizialmente le tre ipotesi portano ai medesimi risultati, dato che i cursori sono stati posizionati in modo da fornire i parametri ottenuti mediante la seconda ipotesi, i cui risultati sono stati poi copiati, provvisoriamente, nelle matrici esogene relative ad entrambe le popolazioni. Gli stessi risultati sono stati passati al modello sub-regionale, che utilizza quindi una matrice esogena, ma corrispondente alla estrapolazione autoregressiva ottimizzata dei parametri. Nella prima fase (interpolazione dei profili registrati annualmente) ciascuna delle curve relative ad ogni singolo anno viene interpolata con una funzione beta basata su un parametro variabile di volume (tasso totale), due parametri variabili di forma (A e B) e due parametri relativi allet, supposti costanti2. Per ogni curva il modello cerca il valore ottimale dei tre parametri variabili, minimizzando la somma dei quadrati degli scarti fra valori registrati e valori interpolati. Si ottiene cos una matrice di serie storiche dei parametri variabili di interpolazione per ciascun anno. Nella seconda fase (estrapolazione dei parametri) ciascuna serie storica viene estrapolata in modo autoregressivo mediante exponential smoothing, previa opportuna perequazione per eliminare leffetto delle oscillazioni casuali. Tale estrapolazione viene effettuata minimizzando, attraverso il controllo di una batteria di parametri alfa, la somma dei quadrati degli

Il modello di interpolazione ed estrapolazione della fecondit

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Un modello autoregressivo presume che landamento futuro di un fenomeno dipenda da parametri ricavabili dallanalisi delle serie storiche relative allandamento registrato nel passato del fenomeno stesso. La formula utilizzata la seguente: =DISTRIB.BETA(x+1;A;B;13;56)-DISTRIB.BETA(x;A;B;13;56))*TFT.

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scarti fra i tassi specifici effettivi e quelli teorici stimati con la funzione beta. Poich tuttavia in questo modo combinazioni anomale di tassi potrebbero portare a risultati meccanicamente ottimizzati, ma devianti, alla somma dei quadrati degli scarti da minimizzare viene aggiunto (moltiplicato per 10.000) il quadrato dello scarto fra let media effettiva e quella risultante dai parametri in esame. In tal modo i parametri ottimizzati sono molto pi stabili ed affidabili.

Il modello di interpolazione ed estrapolazione della mortalit

Anche per lanalisi e la proiezione della mortalit il modello STRUDEL-TN-2005 consente di scegliere, nello specifico foglio della cartella contenente il simulatore, fra tre ipotesi analoghe a quelle sopra descritte relative alla fecondit. La prima ipotesi consente di generare, mediante lo spostamento di 80 cursori, le tavole di mortalit maschili e femminili al 2000, al 2010, al 2030 ed al 2050, utilizzando un modello parametrico derivato dalla Legge di Mortalit di Heligman e Pollard, opportunamente modificata3. Questa ipotesi utilizzabile per simulare gli effetti sulla struttura demografica di scenari particolari. La seconda ipotesi utilizza le tavole di mortalit previste, utilizzando il simulatore, per la provincia di Trento, partendo dalle tavole di mortalit regionali dellISTAT, modificate per tener conto dellevoluzione progressiva della speranza di vita e delle probabilit di morte. La terza ipotesi attualmente coincide con lipotesi due, ma pu essere utilizzata per inserire nel modello tavole di mortalit esogene diverse per gli anni dal 2000 al 2050. Le probabilit di morte utilizzate non sono quelle tradizionali, riferite allet esatta, come giusto per il calcolo attuariale e le assicurazioni sulla vita, ma quelle desumibili dalla formula (Lx-Lx+1)/Lx, relativa ai morti in un anno di calendario fra coloro che avevano let x allinizio dellanno. Sono queste infatti le probabilit che, moltiplicate per la popolazione all1 gennaio suddivisa per anno di nascita, dovranno restituire il numero di morti entro lanno di quella generazione. Per let 0, la probabilit utilizzata quella derivante dalla formula (lo-Lo)/lo.

Il modello di interpolazione ed estrapolazione dei flussi migratori

Il problema pi arduo di ogni modello demografico consiste nel prevedere sia lammontare che la distribuzione per sesso ed et dei flussi migratori, troppo dipendenti da fattori sociali ed economici contingenti, non tanto locali quanto internazionali e dalle politiche messe in atto di volta in volta per fronteggiarli. Il modello STRUDEL2000 utilizzava la tecnica autoregressiva anche per proiettare lammontare dei flussi migratori, allinterno di un sistema coordinato multiregionale. Questa tecnica per si basa sullipotesi che un fenomeno possieda al proprio interno una forza di inerzia, tendente a contrastare le variazioni di tendenza troppo pronunciate. Mentre un aumento isolato e non reiterato pu essere interpretato come un dato spurio anzich come una

La terza formula di Heligman-Pollard stata cos modificata da Enzo Migliorini: A=q0; B=q1; qx =epsilon + q1^(x^C) + epsilon + D*EXP(-E*(LN(x)-LN(F))^2)(+G*(H^(x^K)))/(1+G*(H^(x^L)))

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inversione di tendenza, il protrarsi per diversi anni di un ritmo sostenuto di crescita o di calo viene interpretato come una nuova tendenza da proiettare senzaltro nel futuro. Data la crescita consistente e continua dei flussi migratori registrati nel Trentino nellultimo decennio (ed in particolare negli ultimi anni), il modello autoregressivo tenderebbe a proiettare anche per il futuro un aumento dei flussi al ritmo ragionevolmente insostenibile registrato negli ultimi anni. Il modello STRUDEL-TN-2005, per quanto sofisticato, non pretende di indovinare cosa succeder realmente, ma si propone di ipotizzare come si evolver la struttura demografica provinciale e sub-provinciale in assenza di flussi migratori o in presenza di flussi migratori ragionevolmente ipotizzabili sulla base delle serie storiche registrate nellultimo ventennio e delle tendenze in atto, pur considerando anomala e non proiettabile nel futuro lesplosione delle immigrazioni registrate negli ultimi anni. Oltre allipotesi di movimento migratorio nullo, il simulatore offre la possibilit di scegliere fra tre ipotesi relative alla previsione dei flussi migratori. Nella prima ipotesi possibile ipotizzare lammontare dei flussi futuri intervenendo su una matrice di numeri indici con base 2000=100. Nella seconda ipotesi i flussi vengono determinati come in STRUDEL2000 mediante un modello multiregionale sviluppato nella cartella riportante il movimento anagrafico delle regioni, che tuttavia non stato possibile aggiornare per carenza di dati e che comunque, essendo autoregressivo, proietterebbe necessariamente anche lesplosione dei flussi degli ultimi anni. In questa ipotesi, i flussi da e per altri comuni italiani sono coordinati con quelli proiettati per tutte le regioni italiane e quindi i flussi migratori provinciali estrapolati vengono copiati in un foglio della cartella riportante il movimento anagrafico in provincia di Trento. Nella terza ipotesi, che quella prescelta per le proiezioni sub-provinciali e per questa relazione, il simulatore consente invece di determinare i flussi futuri agendo su batterie di cursori, controllando direttamente tramite grafici leffetto non solo sui singoli flussi, ma anche sulla dinamica complessiva della popolazione. Mentre per gli iscritti il flusso determinato viene utilizzato direttamente, per i cancellati sono previsti anche dei cursori con il compito di deflettori per correggere il tiro, dato che la matrice delle probabilit di cancellazione, combinata con la struttura variabile della popolazione, pu portare a risultati diversi da quelli che si desidera ipotizzare. Uno specifico foglio analizza ed estrapola i pesi percentuali sul totale provinciale dei flussi comunali e comprensoriali, partendo dalla base dati contenuta nel foglio che ricostruisce e proietta il volume di tutti i flussi, suddivisi per sesso. La seconda fase della proiezione consiste nel determinare la composizione per et dei singoli flussi. Per far ci, il modello utilizza rapporti di composizione percentuale per gli iscritti e pi complesse probabilit di cancellazione per i cancellati. Mentre infatti la distribuzione per et degli iscritti non ovviamente legata alla distribuzione per et della popolazione di destinazione (semmai potrebbe esserlo in senso complementare!), la distribuzione per et dei cancellati deve essere legata alla distribuzione per et della popolazione di partenza, per non rischiare di stimare per le et critiche pi cancellati di quanti sono i residenti. Questo compito viene svolto da due specifici fogli di lavoro, integrati da altri tre del simulatore. Mentre per gli iscritti viene utilizzata direttamente la composizione percentuale, per i cancellati necessario trasformare i profili di composizione in profili di probabilit. Tale operazione viene svolta utilizzando per i denominatori una stima provvisoria della struttura per

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et della popolazione. Vengono stimate separatamente le probabilit di cancellazione per altri comuni e per lestero. I risultati dellanalisi e delle proiezioni fino al 2032 sono passati al simulatore, sotto forma di valori. Unalternativa offerta da un foglio del simulatore, che consente la costruzione di profili probabilistici diversi operando mediante batterie di cursori. Per lanalisi e la proiezione dei profili, di composizione o di probabilit degli iscritti o dei cancellati si utilizzano diversi modelli multiesponenziali derivati da quello famoso di Roger e Castro (riveduto e modificato per adattarlo allo scopo), che individuano ed estrapolano le tendenze evolutive dei profili per et relativi agli otto principali flussi migratori (IACM, IACF, IESM, IESF, CACM, CACF, CESM, CESF)4. Tali fogli contengono grafici e batterie di cursori che consentono di modificare i parametri osservandone direttamente le conseguenze. In tutti i flussi sono riconoscibili tre componenti: la componente principale sempre quella relativa agli adulti, con et normale compresa fra 20 e 40 anni ed formata da coloro che si spostano per matrimonio, per lavoro o per metter su casa anche come single, staccandosi dalla famiglia di origine. La seconda componente per importanza quella detta infantile, formata in genere dai figli dei migranti adulti e decresce da un massimo allet 0 fino a circa 18 anni, quando incrocia la curva crescente degli adulti. Infine, una terza componente anziana formata in genere da coloro che finiscono di lavorare e si trasferiscono nei luoghi dellinfanzia, in localit turistiche, vicino ai figli o dove possono trascorrere la terza et con maggiore assistenza e sicurezza sociale.

Cartelle per la conservazione e la sintesi dei risultati

Per passare in modo semplice i valori di una nuova simulazione dal simulatore al modello sub-provinciale, stata predisposta una cartella, che funziona da interfaccia fra una copia del simulatore (salvata con un altro nome e poi trasformata sotto forma di valori) e il modello sub-provinciale. Unapposita cartella funziona da interfaccia per salvare i risultati relativi ad una determinata aggregazione territoriale; dato che tale cartella contiene le formule per la riorganizzazione dei dati, deve essere prima salvata con un nome diverso e poi convertita in valori. Per facilitare questa operazione, quando si predispongono le schede per tutte le aree territoriali si utilizza anche una cartella, contenente le macroistruzioni per trasformare in valori la cartella sopra indicata, salvarla con un nome predefinito e poi ricaricare la cartella originale, pronta per una nuova area. Prima di continuare con altre operazioni sar comunque necessario sostituire il nome predefinito con il nome specifico dellarea. Infine, utilizzando unapposita cartella, si possono ottenere schede maggiorate: nella parte finale stata, infatti, aggiunta lanalisi particolareggiata della dinamica della struttura per sesso. I risultati delle proiezioni effettuate per la provincia e per le altre 255 aree predisposte sono raccolte in unapposita directory. Sono state inoltre predisposte altre tre cartelle per sintetizzare i risultati ottenuti e tradurli in grafici di confronto, oltre che per orientarsi nella ricerca di dati, tabelle e grafici.

Nelle sigle la prima cifra indica se si tratta di iscritti o di cancellati, le due successive se il flusso fra comuni italiani o con lestero, la quarta il sesso.

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La prima cartella consente di costruire matrici monografiche spazio-temporali per confrontare in parallelo, sotto forma tabellare, la serie storica di una a scelta delle 541 variabili disponibili a men, calcolata per tutte le 256 aree territoriali. Essa, tuttavia, funziona a condizione che le schede relative alle singole aree territoriali siano aperte, per cui conviene poi salvarne il contenuto in una nuova cartella sotto forma di valori. La seconda cartella contiene 40 monografie spazio-temporali sviluppate con la cartella precedente e trasformate in valori (per consentirne luso senza caricare le singole schede) oltre a 23 figure con 109 grafici di confronto, due dei quali interattivi. La terza cartella contiene tabelle e grafici che confrontano in parallelo la struttura di due popolazioni diverse in un certo anno. Con le piramidi interattive possibile vedere come la struttura si evolve nel tempo, dal 1981 al 2032. Oltre alle classi gi previste possibile costruire in modo interattivo una coppia di classi di et e vedere immediatamente, sia in forma numerica che in forma grafica, non solo i valori, ma anche il rapporto, la differenza e la composizione percentuale.

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CAPITOLO 2

EVOLUZIONE DELLA FECONDIT TRENTINA Verso il figlio unico in et avanzata

Nei capitoli che seguono sono state allegate al testo alcune tavole di sintesi dei principali risultati, illustrate da grafici. Dato che tuttavia, consultando le cartelle sopra descritte, la mole dei dati disponibili nel formato elettronico (numerico e grafico) enorme, si preferito illustrare, nel corso della relazione, anche risultati non evidenziati nelle poche tavole allegate. Poich inoltre il modello stato utilizzato con orizzonte temporale al 2050, pur non ritenendo opportuno pubblicare i risultati dettagliati con cos lunga scadenza, in alcuni casi si riportano alcune tendenze prevedibili anche dopo il 2030.

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Dinamica delle nascite

Il numero medio annuo dei nati vivi in provincia di Trento nel quinquennio 1972-76, dopo il rientro dal baby-boom, era ancora superiore a seimila, per poi scendere a poco pi di quattromila negli anni 80, riprendendo quindi a crescere leggermente verso i cinquemila attuali, che dovrebbero rappresentare il massimo della seconda ondata: stanno infatti transitando nellet fertile le numerose donne nate negli anni 60. Per il futuro prevedibile un rapido calo fino a meno di 4.200 nati fra il 2015 ed il 2020, quindi una nuova ripresa con un massimo non superiore a 4.500 fra trenta anni, quando la seconda ondata, nata in questi anni, dar origine ad una terza ondata di nati, naturalmente sempre pi diluita e meno rilevante. Lipotesi di sviluppo esclusivamente naturale spiega che di questi 4.500 nati solo 3.500 deriveranno dallattuale popolazione trentina, mentre gli altri 1.000 saranno generati da donne attualmente non residenti in provincia di Trento.

Probabilit di partorire

Spesso i mass-media commentano i dati relativi allattuale incremento delle nascite parlando di ripresa della fecondit o addirittura di nuovo boom, dimenticando che il numero dei nati deriva dal prodotto dei parametri di fecondit per il numero delle donne in et fertile e che questultimo dipende prevalentemente dal numero di nati circa trenta anni prima. comunque vero che il numero medio di nati da ciascuna donna in et fertile5 negli ultimi anni, pur rimanendo lontano dagli oltre due degli anni 60 e 70, dopo essere rimasto per molti anni al di sotto di 1,3, ora tornato almeno al di sopra di 1,4, grazie anche allapporto delle immigrate (figura 13). Let media delle madri al parto, che nei primi anni 60 superava i 30 anni e negli anni 70 era scesa a 28, poi risalita fino ad oltre 31 anni negli anni 90 per poi tornare a circa 30 dal 1999 al 20036 (figura 6). Secondo i parametri estrapolati dal modello, anche nel prossimo trentennio let media delle madri al parto dovrebbe rimanere vicina ai 30 anni. Mentre negli anni 60 e 70 la media era effettivamente una media delle et in cui le donne partorivano circa tre figli, oggi la media molto simile alla moda essendo figli unici la maggioranza dei nati. La rinuncia ai figli successivi dipende anche dal fatto che condizioni socio-economiche, oltre che psicologiche, spingono la maggior parte delle donne a partorire il primogenito in et relativamente avanzata ed una gravidanza successiva sarebbe, oltre che impegnativa, anche pi problematica e maggiormente a rischio.

Riproduttivit e ricambio delle donne in et fertile

Poich una popolazione si riproduce attraverso la generazione di figli da parte delle coppie che la compongono, facile intuire che ciascuna coppia dovrebbe generare (tenendo presente anche linfluenza della mortalit) mediamente circa 2,2 figli perch lammontare della prossima generazione sia pari a quello della generazione attuale. vero che oggi la popo-

La somma delle probabilit che ciascuna donna in et fertile partorisca un figlio entro lanno misura, entro certi limiti, il numero di figli che mediamente ciascuna donna partorisce nellarco dellintera vita riproduttiva (si veda pi avanti il paragrafo sulla riproduttivit). Non da escludere che sul risultato possa avere influito anche il fatto che le rilevazioni delle nascite dal 1997 sono radicalmente cambiate e che la maggior tutela della privacy possa aver condizionato la rilevazione dellet della madre al parto; sul risultato ha comunque influito certamente laumentato numero di nascite da donne straniere, mediamente pi giovani e tradizionalmente pi feconde delle donne gi residenti in provincia di Trento.

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lazione sta aumentando pur in presenza di un numero medio di figli per donna inferiore a 2, ma ci sta avvenendo per effetto combinato dellinvecchiamento e dellimmigrazione, portando quindi la popolazione non a riprodurre se stessa, ma a trasformarsi radicalmente. Volendo misurare la capacit della popolazione di riprodurre se stessa bisogna tenere presente che il numero di nati dipende dal livello delle probabilit di partorire, ma ancor pi dal numero delle donne in et fertile, senza le quali nessun bambino verrebbe al mondo. Per misurare quindi la capacit futura di riproduzione della popolazione si pu rapportare lattuale numero delle donne in et 0-19 al numero delle donne in et 20-39. Tale indicatore pu essere chiamato IREF7 (figura 7). Nel 1972 la nuova generazione era circa pari al 115% della generazione in et fertile del tempo, quindi era abbondantemente in grado di rimpiazzarla. Nel 1981 lIREF era quasi pari al 100%, indicando che il ricambio era assicurato senza eccessi e senza carenze. Attualmente il livello raggiunto vicino al 70%, sia pure in crescita: questo lascia facilmente presagire che fra 20 anni le donne in et fertile saranno circa il 30% in meno delle attuali; esse, a loro volta, saranno rimpiazzate dalle loro figlie solamente in misura inferiore all80%, pur tenendo presente leffetto del movimento migratorio. Stando cos le cose difficile immaginare un aumento della natalit tale da consentire la completa riproduttivit della popolazione trentina, anche ipotizzando probabilit di partorire pi alte e lapporto delle donne straniere. Mettendo a confronto (figura 8) il numero di nati effettivi (fecondit corrente) registrati in Provincia e nel capoluogo con quelli che la struttura per et delle popolazioni femminili avrebbe generato se i tassi specifici di fecondit fossero rimasti costanti ai livelli del passato od a quelli ipotizzati per il futuro si ottengono dati puramente teorici, ma importanti per valutare la dipendenza del numero di nati dalle due componenti (numerosit delle donne in et fertile e loro fecondit). Nel 2003, ad esempio, a livello provinciale, con la fecondit del 1980 sarebbero nati quasi 400 bambini in pi, mentre con la fecondit del 1990 ne sarebbero nati quasi 500 in meno. Un ulteriore indicatore il carico familiare delle donne in et fertile, ottenuto dividendo il numero dei bambini in et prescolare per il numero delle donne in et fertile. Tale indicatore esprime il peso sociale che grava (in termini di sacrificio, di tempo dedicato, di freno al lavoro ed al tempo libero) sulle donne in et fertile che devono accudire i figli piccoli. Si tratta di un indicatore sociale, ma anche di un indicatore indiretto di fecondit pregressa. Il suo valore naturalmente dipende dai limiti scelti per let fertile, ma quello che interessa soprattutto landamento nel tempo. Ipotizzando let fertile compresa fra 20 e 44 anni compiuti, nel 1981 lindicatore superava il 38%, mentre nel 1990 ha raggiunto il valore minimo, al 30,4%, tornando poi allattuale quota del 35% ed destinato a crescere ancora leggermente nel prossimo trentennio.

Confrontando landamento previsto del numero di nati nei vari comprensori si nota che la terza ondata non sar generalizzata, ma riguarder prevalentemente lAlta Valsugana e lAlto Garda e Ledro, dove il numero di nati torner quasi al livello attuale. La Valle dellAdige e

Confronti territoriali

Indice di Ricambio delle donne in Et Fertile

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la Vallagarina registreranno una terza ondata ridotta mentre negli altri comprensori il numero dei nati negli anni 20 rester molto al di sotto di quello attuale. Il rapporto fra il numero di nati previsti in ipotesi naturale e quello previsto in ipotesi migratoria registra la massima differenza nellAlto Garda e Ledro, seguito dallAlta Valsugana. In entrambi questi comprensori gi dal 2020 uno su quattro dei nati previsti generato da donne attualmente non ancora residenti nel Trentino. Il rapporto sar invece di circa uno su cinque in Vallagarina, Bassa Valsugana e Tesino e Valle dellAdige, di uno su dieci negli altri comprensori escluso il Ladino di Fassa dove il movimento migratorio praticamente non incide sul numero di nati. Se si effettua il confronto territoriale utilizzando il tasso di natalit (cio i nati per 1.000 abitanti, visualizzati nella tavola 10 e nella figura 9) si pu notare un fascio compatto di linee che scendono dal 15 per mille del 70 al 9 per mille degli anni 80, poi la nuova ondata che non arriva all11 per mille negli anni scorsi, quindi una nuova discesa verso lotto per mille fra una decina di anni. Da questo fascio quasi compatto si stacca il Ladino di Fassa, che negli anni 70 ha sfiorato anche il 22 per mille.

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CAPITOLO 3

EVOLUZIONE DELLA MORTALIT TRENTINA Verso una vita sempre pi lunga

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Evoluzione della mortalit nel Trentino

Il tasso generico di mortalit nel Trentino (tavola 10), che negli anni 80 era di circa 11 morti per 1.000 abitanti, sceso negli anni 90 sotto il livello di 10 morti annui per 1.000 abitanti arrivando a 9 nel 2001 per effetto dellimmigrazione che ha gonfiato il denominatore. Nel prossimo trentennio si prevede una progressiva riduzione delle probabilit di morte, ma il tasso di mortalit generale risalir comunque verso i dieci morti per 1.000 abitanti per effetto del notevole invecchiamento della popolazione. Il tasso maschile sempre pi elevato del tasso femminile, ma la supermortalit maschile, anche se destinata a permanere, si sta riducendo sensibilmente, forse perch i modi di vita, le abitudini, il lavoro e persino i vizi (in particolare quello del fumo) delle donne sono sempre di pi simili a quelli che tradizionalmente caratterizzavano i maschi. Analizzando i dati possibile vedere che il guadagno previsto notevole per le et giovanili in entrambi i sessi (dal 1962 al 1999 la mortalit neonatale ed infantile stata praticamente debellata, ma il modello ipotizza ulteriori progressi per i prossimi decenni). Nelle et adulte il guadagno per i maschi concentrato soprattutto tra i 50 ed i 60 anni, mentre per le femmine distribuito in parte discreta fra i 20 ed i 30 anni (et fertile) ed in misura maggiore fra i 60 ed i 90 anni.

Speranza di vita ed et media alla morte8

La speranza di vita alla nascita (figura 14) salita, fra il 1972 e il 2000, dai 68 ai 77 anni circa per i maschi, dai 75 agli 84 anni circa per le donne. Nel 2032 si prevede che i maschi avranno una vita media di quasi 85 anni e le femmine di circa 91 anni. Allet di 25 anni la speranza di vita aumentata di circa 7 anni dal 1972 e probabilmente salir di altri 7 anni nel prossimo trentennio, arrivando cos a quasi 60 anni per i maschi e 66 anni per le femmine, il che equivale a dire che per i sopravviventi a 25 anni let media alla morte sar spostata a quasi 85 anni per i maschi ed a 91 per le femmine. Allet di 50 anni lincremento della speranza di vita registrato di 7 anni per i maschi e di quasi 8 per le femmine, ma in proiezione si dovrebbe avere un futuro incremento di 6 anni, sia per i maschi che per le femmine, arrivando nel 2032 ad una speranza pari a 36 anni per i maschi e 42 anni per le femmine: si dovrebbe quindi morire mediamente (se vivi a 50 anni) ad 86 anni se maschi, a 92 se femmine. A 75 anni la vita media rimanente (che oggi di 11 anni per i maschi e di 14 per le femmine) fra trentanni dovrebbe essere di quasi 16 anni per i maschi e di quasi 19 per le femmine. Let media alla morte, simile alla speranza di vita alla nascita, ma ricavata direttamente dallelaborazione dei dati sui morti (effettivi o stimati) e non sulle probabilit di morte perequate, fra il 1972 e il 2000 salita dai 66 ai 74 anni circa per i maschi, dai 72 agli 82 anni circa per le donne. Fra 30 anni, secondo le proiezioni, si arriver allet media alla morte di 81 anni per i maschi e 88 anni per le femmine. Let media alla morte nella popolazione secondaria, pi giovane, sar invece solamente di 62 anni per i maschi e di 65 per le femmine, anche se sono state ipotizzate le medesime tavole di mortalit.

La speranza di vita o vita media ad una certa et la stima di quanti anni di vita rimangono in media ai soggetti di quella et. Normalmente si calcola come media aritmetica ponderata delle et dei morti ipotetici stimati nella tavola di mortalit ; la speranza di vita alla nascita differisce leggermente dallet media dei morti effettivi per effetto delle perequazioni utilizzate nel calcolo delle tavole.

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Certamente lallungamento della vita un fatto positivo se gli anni aggiunti possono essere vissuti positivamente, ma bisogna che previsioni come queste siano prese in seria considerazione per provvedere in tempo a modificare le strutture sociali ed assistenziali, evitando che gli anni di vita aggiunti si trasformino in anni di attesa della morte, se la societ non preparata ad accogliere dignitosamente un numero crescente di anziani, oggi troppo spesso in difficolt sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista socio-assistenziale e sanitario.

Linvecchiamento generale della popolazione associato alla diminuzione delle probabilit di morte e al conseguente aumento della speranza di vita ha reso sostanzialmente stabile il numero assoluto dei morti in provincia di Trento nellultimo trentennio, che si sempre mantenuto praticamente costante, oscillando fra i 4.500 ed i 5.000 morti annui. Questo livello sar superato quasi sicuramente negli anni 20 e, nonostante lipotizzato aumento della speranza di vita, poco dopo il 2040 verr superato anche il livello di 6.000 morti annui. Osservando il grafico relativo alla dinamica del numero di morti, che ne mette in evidenza limpennata, viene da pensare ad un errore di previsione, ma invece si tratta di una evoluzione inevitabile e facilmente prevedibile delle tendenze in atto relative allallungamento della vita media. Il saldo naturale, che negli anni 60 era positivo e pari a circa 3.000 persone annue, negli anni 70 diminuito assumendo dal 79 in poi il segno decisamente negativo; il valore positivo registrato nel periodo pi recente non pu essere considerato una vera inversione di tendenza, ma leffetto transitorio del passaggio attraverso let pi fertile dellondata delle tante donne nate nei primi anni 60. Tale effetto si sta ormai esaurendo e probabilmente dal 2008 il saldo riprender il valore negativo, dato il calo delle nascite e laumento dei morti. In ipotesi di sviluppo solo naturale, entro un decennio esso arriverebbe a 1.000 per poi avvicinarsi a 1.500 fra un ventennio. Molto pi probabilmente, invece, per effetto del movimento migratorio tali valori negativi saranno dimezzati.

Dinamica del numero dei morti

Confrontando la dinamica prevista del numero di morti nei vari comprensori si nota come la sopra citata impennata sia un fenomeno concentrato prevalentemente nella Valle dellAdige, nellAlta Valsugana, nellAlto Garda e Ledro e nel Ladino di Fassa mentre negli altri comprensori il numero finale di morti non sar superiore a quello registrato negli anni 80. Confrontando la dinamica del tasso di mortalit (figura 10) si nota una notevole variabilit territoriale, dovuta principalmente alla diversa struttura demografica, pi che ad una diversit di probabilit di morte. In particolare, si nota come il Ladino di Fassa si sia sempre collocato sotto il valore dell11 per mille mentre, ad esempio, il comprensorio della Bassa Valsugana e del Tesino sia rimasto quasi sempre al di sopra di tale limite, arrivando anche sopra il 15 per mille.

Confronti territoriali

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CAPITOLO 4

EVOLUZIONE DELLA MIGRATORIET TRENTINA Verso una popolazione sempre pi allogena

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Evoluzione del movimento migratorio

Il numero degli iscritti in provincia di Trento (sia per movimento interno che provenienti da altre province italiane o dallestero) negli anni 60 e 70 oscillava attorno al livello medio di 10.000 annui, sceso a circa 9.000 negli anni 80 e rapidamente risalito ad oltre 11.000 dal 1993 in poi, fino allimpennata degli ultimi anni (quasi 15.000 nel 2002 e quasi 19.000 nel 2003). Questultima impennata deve essere considerata in parte effettiva (dovuta ad un reale aumento degli immigrati) ed in parte fittizia (collegata alla reiscrizione in anagrafe di coloro che i rilevatori censuari non hanno trovato nel 2001). Il tasso di attrazione (tavola 11 e figura 11) mediamente rimasto vicino al valore di circa 24 iscritti per 1.000 abitanti dal 62 al 74, sceso a circa 20 iscritti per 1.000 abitanti dal 75 al 92 e poi rapidamente risalito fino al 38 per mille del 2003 (29 da altri comuni italiani e 9 dallestero). Il numero dei cancellati dalla provincia di Trento rimasto dal 62 al 72 al livello medio di circa 11.000 persone annue, corrispondenti ad un tasso di repulsione superiore a 25 cancellati annui per 1.000 abitanti. Successivamente, dal 73 al 91 il numero medio annuo di cancellati sceso fino a meno di 8.000, con un tasso di repulsione sceso sotto il 20 per mille. Dal 1992 in poi il numero dei cancellati rapidamente risalito, tornando a livelli di oltre il 20 per mille (tavola 11 e figura 12). Per il futuro ipotizzabile un aumento dei cancellati, collegato sia alla saturazione, che una immigrazione eccessiva avrebbe dal punto di vista residenziale e dal punto di vista del mercato del lavoro locale, sia al fatto che molti immigrati dopo qualche anno tornano ad emigrare o per tornare in patria o per cercare posti migliori. Il saldo migratorio, negativo fino al 71, decisamente positivo dal 72 ad oggi (il valore negativo registrato nel 2001 dovuto non al saldo migratorio effettivo, che sarebbe positivo, ma alla cancellazione di fatto10 degli irreperibili al censimento, tanto che nel quinquennio 1999-2003 stato registrato complessivamente un saldo migratorio medio superiore a 3.610 persone annue, che sarebbero 4.400 se non si prendessero in considerazione i fantasmi). Il modello utilizzato ipotizza tassi di attrazione e di repulsione entrambi ridimensionati rispetto agli ultimi valori registrati, con un saldo inizialmente in calo, per il rientro dallemergenza, poi stabilizzato al di sotto delle 2.500 persone annue.

Previsione dei flussi migratori trentini

Per il prossimo trentennio si considerata non accettabile lipotesi di una evoluzione autoregressiva, che continuasse quindi le tendenze in atto, ma si fatta lipotesi di un rientro graduale da quella che pu essere considerata una emergenza immigrati, anche tenendo conto della suddetta saturazione residenziale e del lavoro. Dato che i movimenti migratori non sono fenomeni endogeni, dotati di una certa dose di inerzia in quanto legati alle caratteristiche di una popolazione, ma fenomeni esogeni che dipendono da mille cause legate alla situazione sociale ed economica non solo locale, ma spesso mondiale (si vedano ad esempio i flussi degli immigrati extracomunitari), per la proiezione stata scelta la terza ipotesi, che consente di determinare lammontare e le caratteristiche dei flussi migratori agendo su batterie di cursori e monitorandone leffetto mediante una serie di grafici che mostrano contemporaneamente serie storiche e previsio-

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Non vengono registrate in questi casi vere cancellazioni, ma di fatto i fantasmi non vengono pi compresi nei dati ufficiali di popolazione, il che corrisponde ad una cancellazione di fatto. Il modello STRUDEL, per esigenze di coerenza interna, li somma agli altri cancellati.

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ni. In questo modo stato ipotizzato un numero di iscritti che, partendo dalla base dei picchi, si abbassa nel prossimo triennio per la coda delle regolarizzazioni post-censuarie e poi riprende a crescere, ma dolcemente. pertanto previsto un numero di iscritti da altri comuni italiani leggermente crescente fino a circa 13.000 annui nel prossimo trentennio e un livello meno sostenuto degli iscritti dallestero, che dagli attuali 3.000 annui dovrebbero arrivare a circa 2.500. La proiezione dei cancellati ipotizza un flusso quasi stabile di circa 12.000 cancellati annui verso altri comuni ed un numero crescente di cancellati per lestero, che dovrebbe arrivare a quasi 800 a fine periodo. Osservando i dati relativi al saldo migratorio, che pure non riportano i valori negativi degli anni 60, si nota la crescita da una media inferiore a 1.000 lanno nei decenni scorsi (meno di 3.000 nellintero quinquennio 1977-1981) a saldi decisamente positivi negli ultimi tre quinquenni (oltre 7.000 nel solo 2003), nei quali migliaia di giovani di entrambi i sessi provenienti dallesterno sono entrati ogni anno in provincia anche per compensare la scarsit di giovani indigeni. A questi, probabilmente, si deve anche la relativa tenuta e la prevista ripresa della natalit, che altrimenti potrebbe scendere a livelli molto bassi. In presenza di tali fenomeni evidente che la popolazione tende ad essere sempre meno indigena e sempre pi allogena (specialmente per quanto riguarda le classi pi giovani), anche tenendo presente che in genere la fecondit degli immigrati pi elevata e che quindi anche una parte dei nati allogena. Il saldo migratorio che risulta dalle ipotesi fatte per il prossimo trentennio parte da valori decrescenti nel prossimo triennio per poi assestarsi su un valore annuale compreso tra 2.200 e 2.400. Per effetto dellaumento della popolazione, messa a denominatore nel calcolo degli indici, il modello ipotizza entrambi gli indici di attrazione e di repulsione in fase di ridimensionamento mentre lindice di incremento migratorio risulta in calo, passando dal livello del 15 per mille del 2003 al 4 per mille dei prossimi decenni.

La proiezione dei flussi migratori sopra descritta si riferisce al loro ammontare globale, suddiviso solamente per sesso, ma poi necessario stimare anche la loro distribuzione per et, utilizzando i cursori presenti negli specifici fogli del simulatore e nella cartella per le probabilit di cancellazione. Sia gli iscritti che i cancellati da o per altri comuni italiani sono caratterizzati da un invecchiamento che porta let modale per i maschi dai 26-27 anni degli anni 80 ai 30 attuali ed ai circa 32 previsti fra un trentennio; analogamente per le femmine, let modale, salita nellultimo ventennio da 23 a 27 anni per gli iscritti e 30 per i cancellati, aumenter ancora nel trentennio arrivando a 31 anni. La componente infantile molto evidente mentre la componente anziana si perde nella coda degli adulti. I flussi con lestero sono decisamente diversi e molto pi variabili nel tempo. Dai primi anni 80 ad oggi le curve relative agli adulti si sono alzate mentre la componente anziana, evidente con et modale di 57-60 anni per i maschi e di 5558 anni per le femmine, ha mantenuto lo stesso livello perdendo quindi peso.

Il profilo per et dei flussi migratori

Confrontando la dinamica migratoria prevista nei vari comprensori della provincia si nota come lincremento dei flussi migratori registrati nel ventennio scorso e conseguentemente anche di quelli previsti per il prossimo trentennio sia particolarmente sostenuto nellAlta

Confronti territoriali

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Valsugana e nellAlto Garda e Ledro mentre negli altri comprensori il movimento tuttaltro che notevole.

Incremento della popolazione

La popolazione residente in provincia di Trento si pu definire in continua e costante ascesa, anche se il tasso di incremento ha subito nei decenni periodi di rialzo e periodi di ribasso. Nel decennio 1972-81 lincremento complessivo stato di circa 15.000 unit, nel 19821991 di meno di 8.000 unit, balzando poi ad oltre 30.000 unit nel decennio 1992-2001 e cifre maggiori sono previste nei decenni successivi. Nel complesso, dal 31/12/1971 ad oggi la provincia di Trento passata da circa 428.000 abitanti a quasi 500.000, livello che sar probabilmente raggiunto entro un paio di anni. Se le proiezioni fossero fatte estrapolando le tendenze migratorie degli ultimi anni la popolazione trentina supererebbe il livello di 600.000 prima del 2030 mentre con le ipotesi migratorie ritenute pi ragionevoli a tale data la popolazione dovrebbe essere ancora inferiore, anche se di poco, al valore di 550.000 (tavola 3). Lipotesi naturale, vale a dire con assenza totale del movimento migratorio, mostra come la popolazione trentina, in rapido invecchiamento, senza lapporto degli immigrati sarebbe destinata al declino, tornando nel 2030 a circa 460.000 abitanti. Da quanto esposto sopra risulta evidente che una giusta quota di immigrati fondamentale per mantenere viva e giovane la popolazione, ma che fondamentale fare in modo che questa quota non diventi eccessiva, facendo esplodere i problemi legati alla residenzialit, al mercato del lavoro, ai servizi sociali.

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CAPITOLO 5

EVOLUZIONE DELLA STRUTTURA DEMOGRAFICA Dalla piramide alla punta di lancia, verso il fungo o il pentagono

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Evoluzione della struttura demografica trentina

Nellultimo trentennio la struttura demografica per et e sesso della popolazione trentina ha subito profonde modificazioni (tavole 1, 2 e figura 1), passando dalla classica forma detta a piramide11 allattuale forma detta a punta di lancia. La principale causa di questa trasformazione levoluzione della natalit nel secolo scorso, dato che mortalit e movimento migratorio incidono sulla struttura molto meno della natalit, fatta eccezione per le guerre o le grandi epidemie. A conferma di ci si pu notare il profondo avvallamento corrispondente ai sessantenni del 1981 ed ai novantenni attuali, in conseguenza della scarsa natalit registrata durante la prima guerra mondiale, aggravata dagli effetti della febbre spagnola e dal fatto che durante la seconda guerra mondiale i nati nel 1915-1918 avevano let giusta per essere ulteriormente decimati. Attualmente la base, rappresentata dai giovani, molto stretta mentre i quarantenni (figli del baby-boom) sono eccezionalmente numerosi. Oltre gli 85 anni i superstiti sono attualmente molto pochi (meno di 10.000 al 31/12/2003). Nel prossimo trentennio la struttura demografica in ipotesi naturale assumerebbe la forma di un fungo, con un gambo lungo, ma non troppo sottile ed un anello a met del gambo, ma per effetto del movimento migratorio pi probabilmente prender invece la forma di un pentagono. Londa dei figli del boom ha, infatti, attraversato let maggiormente fertile negli anni scorsi, producendo una seconda ondata di nati, certamente inferiore alla prima, con il massimo di 5.136 nel 2000, quando let modale della popolazione femminile era 36 anni. Al 31/12/2032, per effetto dellonda del boom originale, let modale della popolazione sar di 68 anni (la cappella del fungo) mentre la seconda ondata former lanello con massimo secondario a 32 anni e la genesi di una terza ondata, meno accentuata. In ipotesi migratoria, gli immigrati ed i loro figli riempiranno quasi del tutto gli avvallamenti fra le varie ondate, facendo cos assomigliare la base della struttura ai lati di un pentagono. Gli anziani (ed in particolare le donne anziane) sono sempre pi numerosi in conseguenza dellallungamento della vita media: dalle 11.000 persone di 80 anni ed oltre del 1981 si passati a circa 25.000 del 2003, destinate a diventare quasi 57.000 nel 2032, creando forte preoccupazione sia dal punto di vista economico che dal punto di vista dellassistenza sociale.

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Nella rappresentazione classica della struttura demografica (a sessi contrapposti, con lasse delle et al centro in verticale e le scale delle frequenze divergenti dal centro) il profilo assume la forma di una piramide se vi sono tanti giovani e pochi anziani, la forma di una punta di lancia se invece ci sono pochi giovani e numerosi anziani, con un rigonfiamento in corrispondenza delle et centrali.

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CAPITOLO 6

INDICATORI DELLA DEMOGRAFIA TRENTINA Panoramica delle caratteristiche storiche ed emergenti

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Indicatori di struttura (TAVOLA 5)

La percentuale di bambini in et pre-scolare scesa dal 9% del 72 a poco pi del 6% di oggi e nel prossimo ventennio dovrebbe scendere verso il 5%. Valori discretamente inferiori si registrano nei comuni di Trento e Rovereto e nel Primiero mentre il Ladino di Fassa, attualmente al 7%, in proiezione sembra dover scendere fra una decina di anni sotto il livello del 5%. Anche la percentuale di minorenni, scesa dal 28% del 72 allattuale 18%, nel prossimo trentennio dovrebbe scendere ulteriormente, al di sotto del 15%. Attualmente valori inferiori al 17% si registrano nei comuni di Trento e Rovereto mentre nel Ladino di Fassa il livello ancora al 20%. La percentuale di popolazione compresa fra 18 e 64 anni ha un andamento molto vario: dopo il calo degli anni 60 salita dal 59% dei primi anni 70 al 65% dei primi anni 90, per poi iniziare una fase di calo pronunciato attualmente in corso e destinato ad accentuarsi nei prossimi decenni, fino a raggiungere fra trentanni valori vicini al 55%. La fase crescente dipende dallingresso dei giovani nati durante il boom mentre la lunga fase decrescente cominciata nel 1994 dipende dalluscita dei sempre pi numerosi neo-anziani. La percentuale di anziani (di 65 anni ed oltre), come pure la percentuale degli ottuagenari, in rapido e continuo aumento, interrotto solamente nei primi anni 80 (65 anni ed oltre) o nel periodo attuale (80 anni ed oltre) da una diminuzione quinquennale dovuta allingresso delle coorti povere dei nati durante la grande guerra. Mentre nel 1961 le persone di 65 anni ed oltre costituivano circa il 10% della popolazione (9% dei maschi e 12% delle femmine) ora la loro consistenza media del 15% dei maschi e del 22% delle femmine, ma fra trentanni gli anziani saranno addirittura circa il 30% (il 27% dei maschi ed il 32% delle femmine). Gli ottuagenari, dal canto loro, sono pi che raddoppiati nellultimo ventennio e raddoppieranno ancora nei prossimi tre decenni arrivando mediamente a circa il 10% e superando l11% nei comuni di Trento e Rovereto. Il Ladino di Fassa, che tradizionalmente ha la percentuale di grandi anziani pi bassa, potrebbe raggiungere e superare lAlta Valsugana, che sembra aumentare ad un ritmo inferiore mantenendosi al di sotto del 10% anche fra 30 anni. Il pi classico indicatore di struttura lindice di vecchiaia, costruito rapportando il numero degli anziani al numero dei giovani. Nellipotesi considerata (giovani fino a 14 anni compiuti ed anziani da 65 anni in poi) lindice praticamente triplicato dal 62 ad oggi, passando dal 43% al 122% (tavola 6 e figura 2). Attualmente in fase di stasi dovuta agli effetti delle perturbazioni belliche, ma nel 2032 esso sar probabilmente arrivato vicino al 240% in ipotesi migratoria mentre arriverebbe quasi al 300% in ipotesi naturale (il che equivale a dire che mentre nel 62 per ogni nonno cerano pi di due nipoti, ora ci sono pi nonni che giovani e fra trentanni ci saranno quasi tre anziani per ciascun giovane, rendendo sempre pi problematica lassistenza familiare). Attualmente i valori decisamente pi bassi sono quelli del Ladino di Fassa, ma dopo il 2015 potrebbero essere quelli dellAlta Valsugana, che nel 2032 potrebbe registrare ancora un indice del 213% mentre il Ladino di Fassa potrebbe essere anche oltre il 250%. Lindice di sostituzione (o di ricambio) della forza lavoro si ottiene rapportando fra di loro il numero di coloro che stanno per entrare in et lavorativa (in et 15-19) e i prossimi pensionati (in et 60-64). Molte fonti rapportano gli anziani ai giovani, ottenendo cos il numero di anziani che potrebbero lasciare il lavoro ad ogni 100 giovani che si accingono ad entrare nel mercato del lavoro. In questo contesto si preferito rovesciare lindice, ricavando cos il numero di giovani che aspirano ad occupare i 100 posti di lavoro che si presume saranno

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liberati. In questo modo lindice inferiore a 100 denota scarsit di ricambio, lindice superiore a 100 indica eccessiva possibilit di ricambio, con conseguente probabilit di aumento della disoccupazione giovanile. Dal 72 ad oggi lindice prima raddoppiato, passando da circa 125 a pi di 250, poi rapidamente sceso sotto 100 alla fine degli anni 90 ed ora destinato a scendere ulteriormente fino al 56% fra meno di trentanni, data la carenza di giovani e leccessivo invecchiamento della popolazione. I valori inferiori a 100 hanno un lato positivo, nel senso che si dovrebbero teoricamente liberare pi posti di lavoro di quanti ne chiedono i giovani (ma non bisogna dimenticare che molti dei nuovi anziani sono casalinghe e che molti dei posti liberati vengono soppressi ed affidati a strumenti elettronici automatici od esportati nel terzo mondo dove la manodopera costa meno); hanno, per, anche lati negativi, nel senso che indicano un progressivo invecchiamento della popolazione ed in particolare un appesantimento dellattuale sistema pensionistico, solo parzialmente contributivo, con aumento del numero dei pensionati ed una diminuzione del numero di coloro che versano i contributi previdenziali. Lindice di dipendenza o di carico sociale (calcolato rapportando le persone in et non lavorativa a quelle in et lavorativa) stato analizzato non solo come rapporto globale, ma anche suddiviso nelle sue componenti, quella giovanile e quella anziana, oltre a quella relativa ai grandi anziani. Dal 1972 al 1992 lindice diminuito per effetto del drastico calo delle nascite, in presenza di un numero di anziani quasi stabile, ma ora che la quasi stabilit del numero di giovani fa in modo che prevalga la rapida crescita dovuta allincremento degli anziani lindice aumenter sensibilmente (tavole 7-9 e figura 3). Se dal punto di vista collettivo pu essere corretto sommare i due tipi di carico sociale, dal punto di vista individuale invece il carico sociale dei giovani, da mantenere direttamente e far crescere, non analogo a quello degli anziani, in massima parte economicamente autosufficienti o quasi e dipendenti dalle persone in et lavorativa solo indirettamente dal punto di vista economico, direttamente pi che altro dal punto di vista assistenziale ed affettivo. Il carico sociale totale ora vicino al 50%, ma fra una ventina di anni destinato ad impennarsi superando negli anni 30 il 70%. Lanalisi per componenti mostra che attualmente il carico costituito da circa 1 anziano ed 1 giovane ogni 4 persone in et lavorativa mentre fra trentanni 4 persone in et lavorativa dovranno assistere e mantenere, direttamente od indirettamente, 1 giovane e 2 anziani, uno dei quali molto probabilmente ultraottantenne. Lindice di struttura della forza lavoro (figura 4) in questo contesto rapporta la popolazione in et lavorativa pi giovane (in et 15-39) a quella in et lavorativa pi anziana (in et 40-64). Anche in questo caso lindice il reciproco di quello indicato in molte altre fonti, ma in questo modo misura direttamente la possibilit di ricambio dei lavoratori pi anziani da parte dei lavoratori pi giovani. Mentre nel trentennio scorso lindice si mantenuto vicino al 125%, ora in calo e nel 2003 sceso sotto il 100%: tender a sfiorare fra un ventennio il 70% per poi ridimensionarsi nel terzo decennio tornando all80%. Questo significa che anche nella forza lavoro in atto un fenomeno di invecchiamento, mitigato solo in parte dal movimento migratorio, senza il quale fra una decina danni lindice scenderebbe sotto il 70%. Let media della popolazione (figura 5) in continuo aumento in tutte le aree analizzate. Dal 1972 ad oggi il guadagno stato di quasi 7 anni, passando per i maschi da 34 a poco pi di 40 e per le femmine da 37 a 44, conservando i tre anni di differenza, che potrebbero ridursi a poco pi di due fra trentanni, quando il modello ipotizza 47 anni per i maschi e

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oltre 49 per le femmine, con circa un anno di meno per lAlta Valsugana ed uno di pi per i comuni di Trento e di Rovereto.

La bilancia dei sessi

Nonostante la sistematica ed eterna prevalenza di nascite maschili (mediamente 51,5% del totale dei nati) la popolazione prevalentemente femminile e la percentuale di maschi ha continuato a scendere fino al 1989, sfiorando il valore del 48,5%, per poi invertire la tendenza e cominciare a risalire verso il 48,8% attuale e il 49% previsto fra 30 anni. La principale causa della prevalenza femminile si deve ricercare nello scarto tra la percentuale di maschi fra i morti (superiore al 55% nel 1981) e lanaloga percentuale fra i nati (51,5%) registrate nel passato. Tale scarto, che nei decenni scorsi superava anche i tre punti, ora quasi scomparso e sta per invertire segno, dato che gi nel 2003 sono morti meno maschi che femmine. Questo non significa che le probabilit di morte femminili superino quelle maschili, anche se vero che sta diminuendo lo scarto fra le speranze di vita, ma dipende piuttosto dalla maggiore anzianit della popolazione femminile. Un contributo alla prevalenza femminile in certi casi viene anche dal movimento migratorio, quando il saldo migratorio prevalentemente femminile, fenomeno talvolta registrato nel passato e previsto parzialmente anche per il prossimo trentennio (talvolta per una effettiva prevalenza femminile fra gli iscritti, pi spesso perch la prevalenza maschile fra i cancellati supera quella fra gli iscritti).

La struttura demografica del futuro

Le figure 1 e 15 rappresentano i risultati finali prodotti dal modello, vale a dire la struttura per et e sesso della popolazione trentina al 31 dicembre del 2030 e levoluzione del numero di residenti in provincia e nei singoli comprensori. La figura 15 mostra come, nellipotesi migratoria assunta, la popolazione della provincia di Trento nel 2032 dovrebbe ammontare a circa 546.000 persone, di cui circa 268.000 maschi e 278.000 femmine. Lincremento di circa 60.000 persone nel trentennio sar dovuto essenzialmente allimmigrazione, dato che il saldo naturale, ritornato positivo negli anni 90, torner probabilmente ad essere negativo dal 2011 in poi. Anche dopo i recenti incrementi tutti i comprensori, ad eccezione del Primiero, in misura maggiore o minore registrano una tendenza allaumento che, nel periodo fra il 2003 e il 2032, pu variare fra l1% (Valle di Sole) e il 26% (Alta Valsugana). La figura 1 mostra invece come la forma a pentagono o a fungo prevista fra trentanni sia diversa da quella attuale: a parte la scomparsa degli effetti delle guerre e linnalzamento della curva degli anziani. Il numero dei giovani sar simile a quello attuale, ma ci saranno meno trentenni e quarantenni e molti pi cinquantenni e sessantenni: si nota addirittura come let normale o modale non sar pi di 30 anni, ma sar arrivata addirittura a pi di 60 anni, sempre per effetto dellondata di nascite degli anni 60.

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TABELLE DI SINTESI DEI RISULTATI

Il totale dei dati stimati pu discostarsi dalla somma dei singoli valori per effetto degli arrotondamenti operati nelle varie estrapolazioni dei dati. La popolazione residente per classe di ampiezza demografica calcolata sia in base alla dimensione dellepoca sia in base alla dimensione attuale dei comuni.

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TAVOLA 1 EVOLUZIONE DELLA STRUTTURA DEMOGRAFICA PROVINCIALE PER CLASSI QUINQUENNALI DI ET E SESSO IPOTESI DI SVILUPPO CON MOVIMENTO MIGRATORIO (situazione al 31 dicembre) MASCHI
Classi di et 0-4 5-9 10-14 15-19 20-24 25-29 30-34 35-39 40-44 45-49 50-54 55-59 60-64 65-69 70-74 75-79 80-84 85-89 90-94 95 e oltre Totale 1982 11.647 14.948 17.029 19.055 17.376 16.347 16.536 15.207 14.699 12.708 12.986 13.275 9.719 6.958 8.484 4.845 2.433 922 230 47 215.450 1992 11.277 10.942 11.855 15.205 17.403 19.935 18.188 16.828 16.695 15.058 14.298 11.983 11.723 11.056 7.360 4.314 4.160 1.484 362 84 220.210 2002 12.938 12.371 12.200 11.729 12.895 16.814 19.588 21.400 19.027 17.067 16.574 14.557 13.649 10.816 9.535 7.640 4.265 1.600 947 153 235.765 2003 13.059 12.681 12.318 11.879 12.851 16.598 19.670 21.763 19.940 17.474 16.539 15.178 13.797 11.156 9.600 7.580 4.971 1.359 979 161 239.553 2004 13.078 12.875 12.510 11.909 12.719 15.947 19.483 21.642 20.627 17.936 16.573 15.675 13.633 11.631 9.539 7.582 5.427 1.361 967 204 241.318

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2005 13.007 13.057 12.580 12.030 12.733 15.371 19.374 21.158 21.328 18.382 16.610 16.547 13.145 12.046 9.443 7.780 5.527 1.695 924 233 242.968

2010 12.115 13.219 13.249 12.784 12.602 13.879 16.757 20.156 21.559 21.306 18.229 16.295 15.875 12.298 10.755 7.842 5.790 3.462 814 308 249.293

2015 11.104 12.363 13.413 13.386 13.210 13.509 15.016 17.806 20.603 21.695 21.133 17.910 15.768 14.919 11.125 9.127 6.037 3.839 1.820 341 254.125

2020 10.764 11.376 12.576 13.548 13.722 14.013 14.533 16.006 18.491 20.820 21.653 20.805 17.388 14.960 13.616 9.619 7.250 4.210 2.198 808 258.356

2025 11.021 11.021 11.593 12.720 13.844 14.440 14.934 15.514 16.726 18.888 20.858 21.426 20.252 16.575 13.808 11.933 7.827 5.274 2.576 1.258 262.490

2030 11.434 11.245 11.220 11.746 12.996 14.551 15.187 15.845 16.312 17.199 19.070 20.711 20.953 19.380 15.404 12.274 9.901 5.875 3.414 1.734 266.451

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segue TAVOLA 1

FEMMINE
Classi di et 0-4 5-9 10-14 15-19 20-24 25-29 30-34 35-39 40-44 45-49 50-54 55-59 60-64 65-69 70-74 75-79 80-84 85-89 90-94 95 e oltre Totale 1982 11.115 14.208 16.146 18.294 16.729 15.529 15.194 14.518 14.495 13.018 13.706 14.761 12.184 9.236 11.962 8.405 5.131 2.190 589 110 227.517 1992 10.606 10.435 11.271 14.461 16.526 18.913 17.288 15.784 15.301 14.481 14.402 13.026 13.495 14.003 11.006 7.384 8.233 4.021 1.360 273 232.269 2002 12.297 11.872 11.414 11.113 12.447 16.489 18.792 20.447 18.177 16.173 15.584 14.580 14.412 12.545 12.606 12.122 8.509 4.133 2.974 706 247.392 2003 12.340 12.140 11.681 11.131 12.422 16.237 19.087 20.675 19.154 16.732 15.771 14.913 14.580 12.844 12.398 11.895 9.907 3.474 3.130 765 251.276 2004 12.275 12.361 11.825 11.270 12.271 15.566 18.953 20.538 19.907 17.240 16.056 15.203 14.489 13.026 12.300 11.701 10.571 3.408 3.195 887 253.041

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2005 12.137 12.540 11.956 11.469 12.113 14.942 18.890 20.217 20.515 17.777 16.096 16.150 13.840 13.455 12.021 11.808 10.565 4.140 3.045 979 254.653

2010 11.344 12.396 12.801 12.222 12.148 13.350 16.048 19.286 20.587 20.852 18.042 16.197 15.974 13.540 12.807 10.982 10.021 7.882 2.500 1.442 260.421

2015 10.412 11.727 12.785 13.114 12.863 13.260 14.360 16.568 19.447 20.853 21.023 18.085 16.091 15.595 12.976 11.795 9.496 7.774 5.086 1.536 264.846

2020 10.124 10.917 12.237 13.195 13.739 14.034 14.233 14.807 16.808 19.633 21.045 21.041 17.961 15.799 14.971 12.089 10.378 7.608 5.316 3.057 268.991

2025 10.386 10.706 11.510 12.707 13.848 14.853 15.000 14.561 14.917 17.016 19.784 21.096 20.893 17.651 15.269 14.013 10.797 8.531 5.446 4.121 273.106

2030 10.782 11.018 11.344 12.005 13.368 15.014 15.692 15.299 14.552 15.023 17.196 19.832 20.993 20.553 17.098 14.416 12.628 9.059 6.340 4.878 277.091

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segue TAVOLA 1

MASCHI E FEMMINE
Classi di et 0-4 5-9 10-14 15-19 20-24 25-29 30-34 35-39 40-44 45-49 50-54 55-59 60-64 65-69 70-74 75-79 80-84 85-89 90-94 95 e oltre Totale 1982 22.762 29.155 33.175 37.349 34.105 31.876 31.730 29.724 29.195 25.726 26.692 28.036 21.903 16.194 20.446 13.249 7.564 3.113 818 157 442.967 1992 21.883 21.377 23.126 29.666 33.929 38.848 35.476 32.612 31.996 29.539 28.700 25.009 25.218 25.059 18.366 11.698 12.393 5.505 1.722 357 452.479 2002 25.235 24.243 23.614 22.842 25.342 33.303 38.380 41.847 37.204 33.240 32.158 29.137 28.061 23.361 22.141 19.762 12.774 5.733 3.921 859 483.157 2003 25.399 24.821 23.999 23.010 25.273 32.835 38.757 42.438 39.094 34.206 32.310 30.091 28.377 24.000 21.998 19.475 14.878 4.833 4.109 926 490.829 2004 25.353 25.236 24.335 23.178 24.990 31.514 38.436 42.180 40.534 35.176 32.629 30.878 28.122 24.656 21.839 19.284 15.998 4.770 4.161 1.090 494.359

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2005 25.144 25.597 24.536 23.499 24.846 30.313 38.264 41.375 41.843 36.158 32.706 32.696 26.985 25.502 21.464 19.588 16.092 5.835 3.969 1.211 497.622

2010 23.460 25.615 26.050 25.006 24.751 27.230 32.804 39.443 42.145 42.158 36.271 32.492 31.849 25.838 23.561 18.823 15.811 11.344 3.313 1.750 509.715

2015 21.516 24.090 26.199 26.501 26.073 26.769 29.376 34.374 40.050 42.549 42.156 35.995 31.859 30.514 24.101 20.922 15.532 11.613 6.906 1.877 518.971

2020 20.888 22.293 24.813 26.742 27.461 28.047 28.767 30.813 35.299 40.453 42.697 41.847 35.348 30.759 28.586 21.708 17.628 11.818 7.515 3.865 527.347

2025 21.408 21.728 23.103 25.427 27.691 29.293 29.933 30.075 31.643 35.904 40.642 42.523 41.145 34.226 29.077 25.946 18.624 13.805 8.022 5.379 535.596

2030 22.216 22.263 22.565 23.751 26.364 29.565 30.878 31.145 30.864 32.222 36.266 40.543 41.946 39.933 32.502 26.690 22.530 14.934 9.754 6.612 543.541

47

TAVOLA 2 EVOLUZIONE DELLA STRUTTURA DEMOGRAFICA PROVINCIALE PER CLASSI PARTICOLARI DI ET E SESSO (situazione al 31 dicembre) IPOTESI DI SVILUPPO CON MOVIMENTO MIGRATORIO MASCHI
Classi di et 0-5 6-9 10-14 15-17 18-19 20-39 40-59 60-64 65-79 80 e oltre Totale 1982 14.321 12.274 17.029 11.359 7.696 65.465 53.669 9.719 20.288 3.631 215.450 1992 13.429 8.790 11.855 8.635 6.570 72.354 58.034 11.723 22.730 6.090 220.210 2002 15.478 9.831 12.200 6.969 4.760 70.697 67.225 13.649 27.991 6.965 235.765 2003 15.644 10.096 12.318 7.069 4.810 70.882 69.131 13.797 28.336 7.470 239.553 2004 15.685 10.268 12.510 7.095 4.813 69.792 70.810 13.633 28.753 7.959 241.318

FEMMINE
Classi di et 0-5 6-9 10-14 15-17 18-19 20-39 40-59 60-64 65-79 80 e oltre Totale 1982 13.601 11.722 16.146 10.973 7.321 61.970 55.980 12.184 29.602 8.020 227.517 1992 12.727 8.314 11.271 8.281 6.180 68.511 57.210 13.495 32.393 13.887 232.269 2002 14.689 9.480 11.414 6.618 4.495 68.175 64.514 14.412 37.273 16.322 247.392 2003 14.836 9.644 11.681 6.711 4.420 68.421 66.570 14.580 37.137 17.276 251.276 2004 14.814 9.822 11.825 6.809 4.461 67.328 68.406 14.489 37.027 18.060 253.041

48

2005 15.671 10.392 12.580 7.328 4.703 68.636 72.866 13.145 29.269 8.378 242.968

2010 14.705 10.629 13.249 7.596 5.188 63.395 77.389 15.875 30.894 10.374 249.293

2015 13.463 10.004 13.413 8.087 5.299 59.540 81.340 15.768 35.171 12.037 254.125

2020 12.967 9.174 12.576 8.004 5.544 58.275 81.770 17.388 38.195 14.466 258.356

2025 13.211 8.832 11.593 7.478 5.243 58.732 77.899 20.252 42.316 16.935 262.490

2030 13.699 8.979 11.220 6.941 4.805 58.579 73.292 20.953 47.058 20.924 266.451

2005 14.707 9.970 11.956 6.900 4.569 66.161 70.538 13.840 37.284 18.729 254.653

2010 13.783 9.958 12.801 7.369 4.853 60.832 75.678 15.974 37.328 21.845 260.421

2015 12.638 9.501 12.785 7.970 5.144 57.051 79.409 16.091 40.366 23.891 264.846

2020 12.219 8.821 12.237 7.827 5.368 56.813 78.527 17.961 42.859 26.359 268.991

2025 12.486 8.607 11.510 7.470 5.237 58.262 72.813 20.893 46.933 28.895 273.106

2030 12.965 8.835 11.344 7.091 4.914 59.372 66.603 20.993 52.067 32.906 277.091

49

segue TAVOLA 2

MASCHI E FEMMINE
Classi di et 0-5 6-9 10-14 15-17 18-19 20-39 40-59 60-64 65-79 80 e oltre Totale 1982 27.921 23.996 33.175 22.332 15.016 127.434 109.648 21.903 49.890 11.651 442.967 1992 26.156 17.104 23.126 16.916 12.750 140.865 115.244 25.218 55.123 19.977 452.479 2002 30.167 19.311 23.614 13.587 9.255 138.872 131.739 28.061 65.264 23.287 483.157 2003 30.480 19.740 23.999 13.780 9.230 139.303 135.701 28.377 65.473 24.746 490.829 2004 30.498 20.091 24.335 13.904 9.274 137.120 139.217 28.122 65.779 26.020 494.359

IPOTESI DI SVILUPPO SENZA MOVIMENTO MIGRATORIO MASCHI


Classi di et 0-5 6-9 10-14 15-17 18-19 20-39 40-59 60-64 65-79 80 e oltre Totale 2003 15.644 10.096 12.318 7.069 4.810 70.882 69.131 13.797 28.336 7.470 239.553 2004 15.634 10.223 12.455 7.052 4.765 68.758 70.648 13.611 28.721 7.961 239.829 2005 15.545 10.304 12.471 7.259 4.617 66.614 72.546 13.096 29.210 8.381 240.043 2010 13.854 10.385 12.946 7.406 5.050 57.489 75.834 15.803 30.667 10.387 239.821

50

2005 30.379 20.362 24.536 14.228 9.272 134.797 143.404 26.985 66.553 27.107 497.622

2010 28.488 20.586 26.050 14.965 10.041 124.227 153.067 31.849 68.223 32.219 509.715

2015 26.101 19.505 26.199 16.057 10.443 116.591 160.750 31.859 75.537 35.928 518.971

2020 25.186 17.995 24.813 15.831 10.912 115.087 160.296 35.348 81.054 40.825 527.347

2025 25.697 17.439 23.103 14.948 10.480 116.993 150.712 41.145 89.249 45.830 535.596

2030 26.664 17.815 22.565 14.031 9.719 117.952 139.895 41.946 99.125 53.830 543.541

2015 11.767 9.230 12.889 7.818 5.114 51.001 77.525 15.510 34.839 12.031 237.724

2020 10.744 7.815 11.338 7.586 5.290 49.219 73.572 17.013 37.570 14.468 234.616

2025 10.715 7.136 9.650 6.556 4.771 49.779 64.691 19.652 41.429 16.811 231.191

2030 10.946 7.135 8.901 5.630 4.012 49.240 55.938 19.285 45.647 20.783 227.516

51

segue TAVOLA 2

FEMMINE
Classi di et 0-5 6-9 10-14 15-17 18-19 20-39 40-59 60-64 65-79 80 e oltre Totale 2003 14.836 9.644 11.681 6.711 4.420 68.421 66.570 14.580 37.137 17.276 251.276 2004 14.774 9.779 11.773 6.772 4.410 66.355 67.994 14.453 36.980 18.088 251.379 2005 14.601 9.884 11.851 6.833 4.488 64.289 69.737 13.757 37.197 18.780 251.418 2010 13.012 9.686 12.431 7.150 4.697 55.611 73.138 15.762 36.979 21.981 250.448

MASCHI E FEMMINE
Classi di et 0-5 6-9 10-14 15-17 18-19 20-39 40-59 60-64 65-79 80 e oltre Totale 2003 30.480 19.740 23.999 13.780 9.230 139.303 135.701 28.377 65.473 24.746 490.829 2004 30.408 20.002 24.228 13.824 9.176 135.113 138.642 28.064 65.702 26.049 491.208 2005 30.147 20.188 24.322 14.092 9.106 130.903 142.284 26.852 66.407 27.160 491.461 2010 26.866 20.071 25.377 14.556 9.747 113.100 148.973 31.565 67.646 32.368 490.269

52

2015 11.051 8.667 12.039 7.571 4.857 48.955 75.398 15.485 39.741 24.011 247.775

2020 10.092 7.339 10.648 7.131 4.905 47.100 71.962 16.999 41.568 26.456 244.199

2025 10.065 6.704 9.062 6.164 4.482 47.508 63.304 19.611 44.885 28.676 240.461

2030 10.283 6.703 8.362 5.289 3.772 46.844 54.796 19.229 48.938 32.508 236.723

2015 22.818 17.897 24.928 15.389 9.971 99.957 152.923 30.994 74.580 36.042 485.499

2020 20.837 15.154 21.986 14.717 10.196 96.319 145.534 34.012 79.138 40.924 478.815

2025 20.780 13.840 18.712 12.721 9.253 97.287 127.996 39.264 86.315 45.486 471.653

2030 21.229 13.838 17.263 10.919 7.783 96.084 110.734 38.513 94.585 53.291 464.239

53

TAVOLA 3 EVOLUZIONE DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE PER AREA TERRITORIALE (situazione al 31 dicembre)

IPOTESI DI SVILUPPO CON MOVIMENTO MIGRATORIO

Comprensorio e Comuni di Trento e Rovereto della Valle di Fiemme di Primiero della Bassa Valsugana e del Tesino Alta Valsugana Comune di Trento della Valle dellAdige (- Trento) della Valle dellAdige della Valle di Non della Valle di Sole delle Giudicarie Alto Garda e Ledro Comune di Rovereto della Vallagarina (- Rovereto) della Vallagarina Ladino di Fassa Provincia di Trento

1982 17.410 9.789 24.154 39.331 99.307 47.993 147.300 35.152 14.520 33.628 36.841 33.110 43.429 76.538 8.304 442.967

1992 17.521 9.526 24.264 41.388 101.538 49.591 151.129 35.348 14.492 33.940 38.872 33.123 44.192 77.315 8.684 452.479

2002 18.567 9.836 25.694 46.602 106.190 54.758 160.948 37.143 15.020 35.647 42.955 33.638 47.912 81.550 9.195 483.157

2003 18.783 9.904 25.919 47.454 108.577 55.503 164.080 37.460 15.121 35.945 43.567 34.592 48.767 83.359 9.237 490.829

Bacino idrografico Adige Avisio Fersina Noce Brenta Vanoi e Cismon Sarca Chiese

1982 197.379 37.411 23.369 57.421 36.997 9.541 67.578 11.429

1992 201.256 37.988 24.779 57.605 37.993 9.311 70.331 11.549

2002 212.989 40.004 28.086 60.847 41.448 9.630 76.664 11.909

2003 217.546 40.394 28.532 61.429 42.029 9.693 77.631 11.962

54

2004 18.889 9.931 26.086 48.003 109.292 55.985 165.278 37.664 15.178 36.097 44.010 34.712 49.226 83.938 9.286 494.359

2005 18.986 9.951 26.237 48.560 109.951 56.425 166.376 37.824 15.226 36.229 44.448 34.805 49.649 84.454 9.331 497.622

2010 19.266 9.964 26.734 50.891 112.432 57.967 170.403 38.342 15.323 36.653 46.075 35.268 51.358 86.624 9.440 509.715

2015 19.428 9.938 27.188 52.968 114.045 59.179 173.240 38.692 15.354 36.962 47.495 35.502 52.734 88.229 9.473 518.971

2020 19.559 9.906 27.649 55.006 115.231 60.349 175.611 38.999 15.366 37.232 48.879 35.641 54.042 89.670 9.465 527.347

2025 19.704 9.876 28.091 57.074 116.272 61.556 177.878 39.301 15.374 37.471 50.247 35.769 55.383 91.132 9.443 535.596

2030 19.852 9.834 28.494 59.154 117.261 62.724 180.058 39.548 15.364 37.650 51.587 35.896 56.726 92.593 9.403 543.541

2004 219.073 40.588 28.900 61.799 42.383 9.722 78.299 11.989

2005 220.457 40.754 29.266 62.114 42.731 9.742 78.942 12.011

2010 225.876 41.134 30.804 63.120 44.070 9.762 81.318 12.056

2015 229.698 41.278 32.170 63.804 45.305 9.745 83.382 12.054

2020 232.919 41.351 33.498 64.402 46.548 9.721 85.379 12.029

2025 236.049 41.424 34.840 65.003 47.786 9.697 87.345 11.985

2030 239.123 41.448 36.194 65.537 48.988 9.661 89.238 11.920

55

segue TAVOLA 3

Classe di ampiezza demografica Comuni con meno di 1.000 abitanti (allepoca) Comuni da 1.000 a 1.999 abitanti (allepoca) Comuni da 2.000 a 4.999 abitanti (allepoca) Comuni da 5.000 a 19.999 abitanti (allepoca) Comuni con almeno 20.000 abitanti (allepoca) Comuni con meno di 1.000 abitanti (attuali) Comuni da 1.000 a 1.999 abitanti (attuali) Comuni da 2.000 a 4.999 abitanti (attuali) Comuni da 5.000 a 19.999 abitanti (attuali) Comuni con almeno 20.000 abitanti (attuali)

1982 69.232 78.518 80.985 81.816 132.417 60.292 85.819 82.624 81.816 132.417

1992 67.560 81.277 82.557 86.424 134.661 59.998 86.865 84.531 86.424 134.661

2002 63.109 92.648 91.190 96.382 139.828 63.109 92.648 91.190 96.382 139.828

2003 63.707 93.472 92.384 98.097 143.169 63.707 93.472 92.384 98.097 143.169

IPOTESI DI SVILUPPO SENZA MOVIMENTO MIGRATORIO


Comprensorio e Comuni di Trento e Rovereto della Valle di Fiemme di Primiero della Bassa Valsugana e del Tesino Alta Valsugana Comune di Trento della Valle dellAdige (- Trento) della Valle dellAdige della Valle di Non della Valle di Sole delle Giudicarie Alto Garda e Ledro Comune di Rovereto della Vallagarina (- Rovereto) della Vallagarina Ladino di Fassa Provincia di Trento 2003 18.783 9.904 25.919 47.454 108.577 55.503 164.080 37.460 15.121 35.945 43.567 34.592 48.767 83.359 9.237 490.829 2004 18.804 9.898 25.913 47.523 108.638 55.602 164.240 37.439 15.125 35.946 43.625 34.589 48.834 83.423 9.272 491.208 2005 18.819 9.890 25.903 47.578 108.665 55.687 164.352 37.415 15.126 35.942 43.670 34.577 48.886 83.463 9.303 491.461 2010 18.789 9.813 25.756 47.582 108.186 55.827 164.013 37.197 15.074 35.808 43.642 34.341 48.855 83.196 9.400 490.269

56

2004 64.047 94.027 93.025 99.256 144.005 64.033 94.031 93.033 99.258 144.005

2005 64.331 94.521 93.631 100.382 144.756 64.304 94.527 93.649 100.386 144.756

2010 65.251 96.076 95.787 104.898 147.699 65.146 96.089 95.867 104.910 147.699

2015 65.974 97.198 97.399 108.838 149.545 65.759 97.244 97.551 108.856 149.545

2020 66.653 98.235 98.912 112.643 150.867 66.322 98.324 99.129 112.667 150.867

2025 67.340 99.264 100.438 116.458 152.033 66.894 99.403 100.715 116.488 152.033

2030 67.956 100.176 101.900 120.275 153.148 67.398 100.361 102.236 120.310 153.148

2015 18.621 9.687 25.462 47.211 106.843 55.570 162.413 36.827 14.928 35.472 43.228 33.823 48.414 82.237 9.413 485.499

2020 18.399 9.535 25.075 46.672 105.029 55.121 160.150 36.367 14.730 35.006 42.593 33.135 47.773 80.909 9.380 478.815

2025 18.182 9.377 24.646 46.131 103.038 54.641 157.679 35.886 14.511 34.497 41.902 32.404 47.106 79.510 9.333 471.653

2030 17.967 9.206 24.195 45.602 100.962 54.118 155.079 35.366 14.272 33.968 41.214 31.679 46.412 78.091 9.278 464.239

57

segue TAVOLA 3

Bacino idrografico Adige Avisio Fersina Noce Brenta Vanoi e Cismon Sarca Chiese

2003 217.546 40.394 28.532 61.429 42.029 9.693 77.631 11.962

2004 217.730 40.460 28.590 61.429 42.039 9.688 77.695 11.968

2005 217.848 40.514 28.639 61.421 42.041 9.681 77.741 11.973

2010 217.214 40.571 28.707 61.171 41.868 9.611 77.597 11.957

Classe di ampiezza demografica Comuni con meno di 1.000 abitanti (allepoca) Comuni da 1.000 a 1.999 abitanti (allepoca) Comuni da 2.000 a 4.999 abitanti (allepoca) Comuni da 5.000 a 19.999 abitanti (allepoca) Comuni con almeno 20.000 abitanti (allepoca) Comuni con meno di 1.000 abitanti (attuali) Comuni da 1.000 a 1.999 abitanti (attuali) Comuni da 2.000 a 4.999 abitanti (attuali) Comuni da 5.000 a 19.999 abitanti (attuali) Comuni con almeno 20.000 abitanti (attuali)

2003 63.707 93.472 92.384 98.097 143.169 63.707 93.472 92.384 98.097 143.169

2004 63.693 93.528 92.481 98.279 143.226 63.693 93.528 92.481 98.279 143.226

2005 63.671 93.563 92.555 98.430 143.242 63.671 93.563 92.555 98.430 143.242

2010 63.359 93.329 92.462 98.591 142.527 63.359 93.329 92.462 98.591 142.527

58

2015 214.813 40.345 28.534 60.600 41.432 9.491 76.889 11.865

2020 211.466 40.003 28.249 59.842 40.848 9.346 75.856 11.719

2025 207.854 39.663 27.956 59.031 40.226 9.192 74.727 11.558

2030 204.128 39.296 27.665 58.163 39.595 9.025 73.563 11.398

2015 62.722 92.542 91.689 97.880 140.666 62.722 92.542 91.689 97.880 140.666

2020 61.886 91.507 90.570 96.689 138.164 61.886 91.507 90.570 96.689 138.164

2025 61.010 90.421 89.386 95.394 135.442 61.010 90.421 89.386 95.394 135.442

2030 60.107 89.232 88.151 94.109 132.641 60.107 89.232 88.151 94.109 132.641

59

TAVOLA 4 EVOLUZIONE DELLA STRUTTURA DEMOGRAFICA COMPRENSORIALE PER CLASSI QUINQUENNALI DI ET E SESSO

IPOTESI DI SVILUPPO CON MOVIMENTO MIGRATORIO MASCHI situazione al 31 dicembre 2010


della Valle di Fiemme 451 552 514 496 486 497 633 763 836 814 695 608 584 501 394 301 227 120 37 11 9.521 della Bassa Valsugana e del Tesino 628 657 715 676 694 726 866 1.025 1.125 1.145 978 896 809 628 555 444 328 180 35 16 13.124 Alta Valsugana 1.240 1.430 1.364 1.338 1.230 1.377 1.755 2.069 2.218 2.196 1.902 1.671 1.503 1.171 1.020 741 536 314 76 31 25.183 della Valle dellAdige 4.042 4.366 4.379 4.242 4.218 4.622 5.479 6.731 7.152 7.120 5.976 5.290 5.406 4.096 3.583 2.503 1.855 1.164 270 103 82.595

Classi di et 0-4 5-9 10-14 15-19 20-24 25-29 30-34 35-39 40-44 45-49 50-54 55-59 60-64 65-69 70-74 75-79 80-84 85-89 90-94 95 e oltre Totale

di Primiero 228 247 257 275 258 273 342 366 405 417 357 312 306 258 205 190 126 68 16 7 4.913

60

della Valle di Non 893 979 1.019 1.044 1.031 1.127 1.307 1.473 1.541 1.500 1.449 1.265 1.252 956 816 590 475 280 74 30 19.100

della Valle di Sole 359 382 387 385 380 414 476 562 610 692 596 518 463 393 351 247 192 99 22 10 7.539

delle Giudicarie 868 950 950 905 1.004 1.024 1.234 1.428 1.538 1.472 1.277 1.296 1.174 896 796 551 429 249 61 25 18.129

Alto Garda e Ledro 1.124 1.181 1.183 1.120 1.056 1.234 1.491 1.834 2.027 1.950 1.601 1.388 1.372 1.101 975 737 505 325 74 27 22.303

della Vallagarina 2.052 2.223 2.209 2.039 2.014 2.317 2.860 3.496 3.680 3.600 3.075 2.765 2.681 2.079 1.875 1.402 1.029 616 136 45 42.195

Ladino di Fassa 228 253 273 265 235 272 316 406 423 398 323 286 324 218 185 135 89 46 13 3 4.691

Provincia 12.115 13.219 13.249 12.784 12.602 13.879 16.757 20.156 21.559 21.306 18.229 16.295 15.875 12.298 10.755 7.842 5.790 3.462 814 308 249.293

61

segue TAVOLA 4

FEMMINE situazione al 31 dicembre 2010


della Valle di Fiemme 420 488 524 491 459 485 576 729 794 806 651 583 549 507 500 401 354 278 103 48 9.745 della Bassa Valsugana e del Tesino 585 636 621 655 660 724 835 962 1.021 1.072 900 787 818 673 665 664 620 503 131 77 13.609 Alta Valsugana 1.156 1.320 1.351 1.249 1.235 1.337 1.647 1.967 2.110 2.089 1.763 1.566 1.467 1.237 1.146 1.040 934 738 222 136 25.708 della Valle dellAdige 3.801 4.121 4.203 3.983 4.013 4.405 5.298 6.615 7.031 7.075 6.223 5.662 5.644 4.700 4.341 3.536 3.267 2.541 863 484 87.808

Classi di et 0-4 5-9 10-14 15-19 20-24 25-29 30-34 35-39 40-44 45-49 50-54 55-59 60-64 65-69 70-74 75-79 80-84 85-89 90-94 95 e oltre Totale

di Primiero 212 234 224 258 239 250 298 351 393 388 358 297 308 251 281 229 223 171 52 35 5.051

62

della Valle di Non 824 894 1.000 967 959 1.043 1.186 1.316 1.411 1.442 1.374 1.197 1.179 956 922 823 772 647 213 116 19.241

della Valle di Sole 336 350 387 382 384 402 485 566 579 634 547 478 448 390 382 339 313 261 80 44 7.784

delle Giudicarie 806 896 924 902 890 966 1.150 1.336 1.388 1.432 1.184 1.150 1.111 964 942 813 746 610 188 126 18.524

Alto Garda e Ledro 1.060 1.160 1.113 1.088 1.061 1.251 1.521 1.811 1.924 1.978 1.678 1.436 1.376 1.242 1.167 977 932 679 200 117 23.772

della Vallagarina 1.931 2.050 2.169 2.001 2.017 2.228 2.763 3.292 3.531 3.544 3.027 2.759 2.786 2.370 2.255 1.985 1.723 1.347 410 240 44.429

Ladino di Fassa 211 247 286 244 230 250 280 354 412 394 339 285 292 251 206 172 136 105 38 17 4.749

Provincia 11.344 12.396 12.801 12.222 12.148 13.350 16.048 19.286 20.587 20.852 18.042 16.197 15.974 13.540 12.807 10.982 10.021 7.882 2.500 1.442 260.421

63

segue TAVOLA 4

MASCHI E FEMMINE situazione al 31 dicembre 2010


della Valle di Fiemme 871 1.040 1.038 987 945 982 1.209 1.492 1.630 1.620 1.346 1.191 1.133 1.008 894 701 581 399 140 59 19.266 della Bassa Valsugana e del Tesino 1.213 1.293 1.336 1.331 1.354 1.449 1.701 1.987 2.146 2.217 1.877 1.683 1.627 1.301 1.220 1.108 948 683 166 93 26.734 Alta Valsugana 2.396 2.750 2.716 2.587 2.465 2.714 3.401 4.035 4.328 4.285 3.665 3.237 2.970 2.408 2.166 1.781 1.470 1.052 298 167 50.891 della Valle dellAdige 7.843 8.488 8.582 8.225 8.231 9.027 10.777 13.346 14.183 14.196 12.198 10.952 11.049 8.796 7.924 6.039 5.122 3.705 1.134 587 170.403

Classi di et 0-4 5-9 10-14 15-19 20-24 25-29 30-34 35-39 40-44 45-49 50-54 55-59 60-64 65-69 70-74 75-79 80-84 85-89 90-94 95 e oltre Totale

di Primiero 440 481 482 533 497 523 639 716 798 806 715 609 614 509 486 419 349 239 68 42 9.964

64

della Valle di Non 1.717 1.874 2.019 2.011 1.990 2.170 2.493 2.789 2.951 2.942 2.823 2.462 2.431 1.912 1.739 1.413 1.247 926 286 145 38.342

della Valle di Sole 695 732 774 767 764 816 960 1.128 1.189 1.326 1.143 996 911 782 733 587 504 360 102 55 15.323

delle Giudicarie 1.674 1.847 1.874 1.808 1.894 1.990 2.384 2.763 2.926 2.904 2.461 2.446 2.285 1.860 1.738 1.364 1.175 859 249 151 36.653

Alto Garda e Ledro 2.184 2.340 2.296 2.208 2.117 2.485 3.012 3.644 3.951 3.928 3.279 2.823 2.748 2.343 2.142 1.714 1.436 1.004 274 145 46.075

della Vallagarina 3.983 4.273 4.378 4.041 4.031 4.545 5.624 6.788 7.211 7.144 6.102 5.524 5.467 4.450 4.129 3.388 2.752 1.963 546 285 86.624

Ladino di Fassa 439 500 558 509 466 522 596 760 835 792 662 572 616 469 391 307 225 151 51 20 9.440

Provincia 23.460 25.615 26.050 25.006 24.751 27.230 32.804 39.443 42.145 42.158 36.271 32.492 31.849 25.838 23.561 18.823 15.811 11.344 3.313 1.750 509.715

65

segue TAVOLA 4

MASCHI situazione al 31 dicembre 2020


della Valle di Fiemme 392 411 460 546 517 516 532 576 690 783 832 791 660 557 501 388 266 160 85 28 9.693 della Bassa Valsugana e del Tesino 573 607 663 689 750 762 798 847 962 1.068 1.130 1.115 931 821 696 492 375 238 124 42 13.683 Alta Valsugana 1.171 1.228 1.337 1.490 1.446 1.527 1.593 1.782 2.061 2.238 2.294 2.191 1.844 1.556 1.312 932 699 406 210 77 27.395 della Valle dellAdige 3.541 3.749 4.165 4.459 4.520 4.608 4.765 5.229 6.009 6.885 7.148 6.923 5.690 4.854 4.618 3.197 2.412 1.345 703 268 85.088

Classi di et 0-4 5-9 10-14 15-19 20-24 25-29 30-34 35-39 40-44 45-49 50-54 55-59 60-64 65-69 70-74 75-79 80-84 85-89 90-94 95 e oltre Totale

di Primiero 196 209 233 250 261 279 273 297 357 377 403 403 337 285 261 199 137 99 47 15 4.920

66

della Valle di Non 800 851 935 1.011 1.060 1.125 1.135 1.232 1.405 1.521 1.553 1.471 1.372 1.156 1.070 746 550 317 179 65 19.555

della Valle di Sole 310 326 362 385 394 403 403 439 502 568 603 660 556 468 395 303 233 132 72 23 7.537

delle Giudicarie 755 808 899 973 987 999 1.081 1.140 1.322 1.463 1.534 1.437 1.216 1.177 1.003 700 535 296 161 59 18.546

Alto Garda e Ledro 1.019 1.068 1.171 1.222 1.238 1.269 1.322 1.495 1.710 1.925 2.044 1.915 1.542 1.288 1.185 866 658 394 193 75 23.599

della Vallagarina 1.816 1.916 2.120 2.271 2.282 2.269 2.392 2.689 3.147 3.587 3.690 3.514 2.932 2.537 2.299 1.624 1.260 749 389 142 43.624

Ladino di Fassa 187 199 228 252 269 264 248 283 328 401 415 385 306 261 275 170 124 72 33 11 4.712

Provincia 10.764 11.376 12.576 13.548 13.722 14.013 14.533 16.006 18.491 20.820 21.653 20.805 17.388 14.960 13.616 9.619 7.250 4.210 2.198 808 258.356

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segue TAVOLA 4

FEMMINE situazione al 31 dicembre 2020


della Valle di Fiemme 368 393 446 507 546 529 507 520 590 720 791 798 644 567 516 451 402 277 187 108 9.866 della Bassa Valsugana e del Tesino 535 575 636 683 681 749 758 786 877 995 1.059 1.087 902 773 767 603 538 453 323 186 13.966 Alta Valsugana 1.094 1.162 1.278 1.417 1.470 1.510 1.565 1.611 1.802 2.047 2.180 2.132 1.780 1.552 1.402 1.127 949 733 505 295 27.611 della Valle dellAdige 3.345 3.621 4.081 4.375 4.504 4.577 4.707 4.909 5.573 6.708 7.168 7.128 6.174 5.498 5.266 4.182 3.514 2.457 1.736 998 90.523

Classi di et 0-4 5-9 10-14 15-19 20-24 25-29 30-34 35-39 40-44 45-49 50-54 55-59 60-64 65-69 70-74 75-79 80-84 85-89 90-94 95 e oltre Totale

di Primiero 182 197 224 245 240 270 250 256 296 347 392 386 349 287 285 222 223 155 115 63 4.986

68

della Valle di Non 740 794 881 951 1.050 1.044 1.028 1.067 1.207 1.350 1.456 1.464 1.356 1.159 1.096 850 742 564 404 244 19.445

della Valle di Sole 293 316 356 370 408 415 409 418 487 567 590 632 539 462 418 346 307 233 165 99 7.828

delle Giudicarie 702 760 855 941 976 983 974 1.012 1.163 1.344 1.416 1.440 1.180 1.114 1.036 855 755 557 393 230 18.686

Alto Garda e Ledro 968 1.047 1.171 1.256 1.240 1.335 1.373 1.450 1.630 1.872 1.992 2.011 1.686 1.419 1.307 1.118 953 686 498 267 25.279

della Vallagarina 1.719 1.861 2.093 2.200 2.339 2.363 2.427 2.526 2.900 3.355 3.607 3.579 3.021 2.696 2.610 2.116 1.825 1.370 915 522 46.046

Ladino di Fassa 174 188 217 251 287 249 233 245 278 344 403 387 331 275 270 220 167 120 73 42 4.753

Provincia 10.124 10.917 12.237 13.195 13.739 14.034 14.233 14.807 16.808 19.633 21.045 21.041 17.961 15.799 14.971 12.089 10.378 7.608 5.316 3.057 268.991

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segue TAVOLA 4

MASCHI E FEMMINE situazione al 31 dicembre 2020


della Valle di Fiemme 760 804 906 1.054 1.063 1.045 1.038 1.095 1.280 1.503 1.623 1.589 1.304 1.125 1.017 839 669 437 273 136 19.559 della Bassa Valsugana e del Tesino 1.109 1.182 1.298 1.372 1.431 1.511 1.556 1.633 1.839 2.063 2.189 2.203 1.833 1.594 1.463 1.096 913 691 447 227 27.649 Alta Valsugana 2.265 2.391 2.615 2.907 2.916 3.036 3.157 3.393 3.863 4.285 4.474 4.322 3.625 3.109 2.715 2.058 1.649 1.139 715 372 55.006 della Valle dellAdige 6.886 7.370 8.246 8.835 9.024 9.185 9.472 10.138 11.582 13.593 14.316 14.051 11.864 10.352 9.885 7.378 5.926 3.802 2.439 1.267 175.611

Classi di et 0-4 5-9 10-14 15-19 20-24 25-29 30-34 35-39 40-44 45-49 50-54 55-59 60-64 65-69 70-74 75-79 80-84 85-89 90-94 95 e oltre Totale

di Primiero 378 406 457 496 501 548 523 554 653 724 795 789 687 572 546 422 360 255 162 78 9.906

70

della Valle di Non 1.540 1.645 1.815 1.962 2.109 2.169 2.163 2.300 2.612 2.871 3.010 2.935 2.728 2.315 2.166 1.596 1.292 881 583 310 38.999

della Valle di Sole 603 642 717 755 801 817 812 856 989 1.135 1.193 1.292 1.096 931 813 649 540 365 236 122 15.366

delle Giudicarie 1.457 1.568 1.754 1.914 1.963 1.983 2.055 2.151 2.485 2.807 2.951 2.877 2.396 2.291 2.039 1.555 1.290 853 554 289 37.232

Alto Garda e Ledro 1.987 2.115 2.342 2.478 2.478 2.604 2.696 2.945 3.340 3.797 4.036 3.926 3.228 2.708 2.492 1.984 1.611 1.080 691 342 48.879

della Vallagarina 3.536 3.776 4.213 4.471 4.621 4.632 4.819 5.215 6.046 6.942 7.297 7.093 5.954 5.233 4.910 3.740 3.085 2.119 1.303 664 89.670

Ladino di Fassa 360 387 445 503 556 513 481 528 606 745 818 771 637 536 545 391 291 191 107 53 9.465

Provincia 20.888 22.293 24.813 26.742 27.461 28.047 28.767 30.813 35.299 40.453 42.697 41.847 35.348 30.759 28.586 21.708 17.628 11.818 7.515 3.865 527.347

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segue TAVOLA 4

MASCHI situazione al 31 dicembre 2030


della Valle di Fiemme 420 408 401 418 466 548 546 575 597 624 711 776 801 734 583 457 364 235 126 65 9.856 della Bassa Valsugana e del Tesino 596 599 607 635 698 776 838 855 877 906 992 1.065 1.095 1.038 826 673 508 302 177 98 14.161 Alta Valsugana 1.306 1.285 1.267 1.304 1.417 1.644 1.747 1.890 1.928 2.004 2.183 2.274 2.256 2.068 1.653 1.291 968 578 336 174 29.576 della Valle dellAdige 3.738 3.665 3.664 3.849 4.280 4.759 4.930 5.116 5.267 5.568 6.171 6.815 6.895 6.429 5.033 3.979 3.347 1.948 1.134 555 87.143

Classi di et 0-4 5-9 10-14 15-19 20-24 25-29 30-34 35-39 40-44 45-49 50-54 55-59 60-64 65-69 70-74 75-79 80-84 85-89 90-94 95 e oltre Totale

di Primiero 198 198 200 212 236 261 271 288 295 313 361 374 387 372 296 232 188 120 64 38 4.907

72

della Valle di Non 818 828 839 883 975 1.104 1.158 1.205 1.225 1.293 1.432 1.510 1.505 1.373 1.210 946 776 456 259 133 19.927

della Valle di Sole 316 312 313 329 366 402 409 420 428 455 508 559 578 606 486 380 286 184 108 54 7.499

delle Giudicarie 780 777 786 833 928 1.043 1.071 1.097 1.153 1.197 1.344 1.447 1.478 1.337 1.075 959 727 427 250 123 18.833

Alto Garda e Ledro 1.113 1.079 1.067 1.108 1.216 1.340 1.425 1.509 1.554 1.644 1.793 1.933 1.986 1.792 1.375 1.065 867 532 309 159 24.865

della Vallagarina 1.949 1.900 1.884 1.971 2.181 2.426 2.529 2.633 2.730 2.904 3.247 3.561 3.569 3.272 2.596 2.080 1.671 989 591 305 44.988

Ladino di Fassa 196 191 188 200 228 252 264 269 267 294 330 391 395 355 269 213 198 104 58 28 4.690

Provincia 11.434 11.245 11.220 11.746 12.996 14.551 15.187 15.845 16.312 17.199 19.070 20.711 20.953 19.380 15.404 12.274 9.901 5.875 3.414 1.734 266.451

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FEMMINE situazione al 31 dicembre 2030


della Valle di Fiemme 395 400 408 429 485 564 579 536 498 515 594 717 781 774 612 518 436 335 244 174 9.996 della Bassa Valsugana e del Tesino 557 577 602 637 699 777 797 804 767 795 902 1.013 1.062 1.063 860 708 646 453 328 285 14.333 Alta Valsugana 1.223 1.234 1.245 1.291 1.417 1.673 1.805 1.760 1.668 1.677 1.869 2.094 2.199 2.110 1.722 1.441 1.208 862 596 482 29.578 della Valle dellAdige 3.543 3.614 3.728 3.961 4.429 4.935 5.147 5.047 4.840 4.995 5.706 6.754 7.130 6.949 5.860 4.998 4.424 3.124 2.144 1.588 92.915

Classi di et 0-4 5-9 10-14 15-19 20-24 25-29 30-34 35-39 40-44 45-49 50-54 55-59 60-64 65-69 70-74 75-79 80-84 85-89 90-94 95 e oltre Totale

di Primiero 185 193 202 215 243 269 260 256 239 250 295 345 386 373 327 260 237 164 132 97 4.927

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della Valle di Non 755 786 819 871 959 1.046 1.093 1.064 1.013 1.065 1.230 1.368 1.452 1.424 1.275 1.047 915 632 448 358 19.621

della Valle di Sole 299 309 322 343 384 413 435 420 400 415 491 567 586 611 508 418 351 257 185 148 7.864

delle Giudicarie 727 744 774 827 923 1.029 1.047 1.011 962 1.007 1.175 1.348 1.407 1.399 1.120 1.008 868 636 455 352 18.817

Alto Garda e Ledro 1.060 1.082 1.113 1.173 1.303 1.480 1.540 1.528 1.444 1.491 1.687 1.910 2.004 1.977 1.617 1.310 1.117 847 588 451 26.722

della Vallagarina 1.853 1.891 1.942 2.055 2.296 2.561 2.718 2.629 2.501 2.573 2.966 3.394 3.603 3.504 2.885 2.466 2.204 1.586 1.114 863 47.605

Ladino di Fassa 183 183 186 200 229 263 271 239 223 237 276 339 393 372 310 248 225 162 102 74 4.714

Provincia 10.782 11.018 11.344 12.005 13.368 15.014 15.692 15.299 14.552 15.023 17.196 19.832 20.993 20.553 17.098 14.416 12.628 9.059 6.340 4.878 277.091

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segue TAVOLA 4

MASCHI E FEMMINE situazione al 31 dicembre 2030


della Valle di Fiemme 816 808 809 847 951 1.112 1.125 1.111 1.096 1.139 1.305 1.493 1.583 1.508 1.195 975 800 570 370 239 19.852 della Bassa Valsugana e del Tesino 1.153 1.176 1.209 1.272 1.397 1.553 1.635 1.659 1.645 1.702 1.894 2.078 2.157 2.101 1.686 1.381 1.154 755 505 383 28.494 Alta Valsugana 2.530 2.520 2.512 2.595 2.834 3.317 3.552 3.651 3.596 3.681 4.053 4.368 4.455 4.177 3.375 2.732 2.176 1.440 933 656 59.154 della Valle dellAdige 7.281 7.279 7.392 7.809 8.709 9.694 10.077 10.163 10.107 10.563 11.877 13.569 14.025 13.378 10.893 8.976 7.771 5.071 3.278 2.142 180.058

Classi di et 0-4 5-9 10-14 15-19 20-24 25-29 30-34 35-39 40-44 45-49 50-54 55-59 60-64 65-69 70-74 75-79 80-84 85-89 90-94 95 e oltre Totale

di Primiero 383 391 402 427 479 530 531 544 533 563 656 719 773 745 624 492 426 284 196 135 9.834

76

della Valle di Non 1.573 1.614 1.659 1.754 1.934 2.150 2.251 2.269 2.239 2.358 2.662 2.878 2.956 2.797 2.486 1.992 1.691 1.088 707 491 39.548

della Valle di Sole 615 621 635 673 750 815 844 841 828 870 999 1.126 1.164 1.217 994 798 637 441 293 202 15.364

delle Giudicarie 1.506 1.521 1.560 1.659 1.851 2.072 2.118 2.108 2.115 2.204 2.518 2.794 2.885 2.736 2.196 1.966 1.595 1.064 705 475 37.650

Alto Garda e Ledro 2.173 2.161 2.180 2.281 2.519 2.820 2.965 3.036 2.998 3.135 3.480 3.844 3.990 3.769 2.993 2.375 1.983 1.378 897 610 51.587

della Vallagarina 3.802 3.792 3.826 4.025 4.478 4.987 5.247 5.262 5.231 5.477 6.213 6.955 7.172 6.776 5.481 4.546 3.875 2.575 1.705 1.168 92.593

Ladino di Fassa 379 374 374 400 456 515 535 508 490 531 606 729 788 727 580 461 423 266 160 102 9.403

Provincia 22.216 22.263 22.565 23.751 26.364 29.565 30.878 31.145 30.864 32.222 36.266 40.543 41.946 39.933 32.502 26.690 22.530 14.934 9.754 6.612 543.541

77

TAVOLA 5 EVOLUZIONE DEI PRINCIPALI INDICATORI DEMOGRAFICI A LIVELLO PROVINCIALE

IPOTESI DI SVILUPPO CON MOVIMENTO MIGRATORIO ET MEDIA DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE E DEI FLUSSI
1982 Popolazione: maschi e femmine maschi femmine Madri al parto Morti: maschi e femmine maschi femmine Iscritti: maschi e femmine maschi femmine Cancellati: maschi e femmine maschi femmine 37,4 35,7 39,0 29,3 72,3 69,1 76,3 32,7 32,1 33,3 32,6 32,0 33,1 1992 40,1 38,2 41,9 30,5 75,1 71,2 79,5 32,5 32,4 32,6 32,4 32,0 32,7 2002 41,9 40,1 43,5 31,0 78,0 74,3 82,9 32,5 32,7 32,4 32,9 33,1 32,7 2003 42,0 40,2 43,6 31,2 78,2 74,4 83,0 32,8 32,1 33,4 32,7 32,4 33,0

78

2004 42,1 40,4 43,8 31,1 78,1 74,3 82,0 32,7 32,3 33,1 33,1 33,0 33,3

2005 42,3 40,6 43,9 31,2 78,2 74,4 82,0 32,7 32,4 33,1 33,2 33,0 33,5

2010 43,4 41,7 44,9 31,1 79,0 75,3 82,7 33,0 32,6 33,5 33,7 33,1 34,3

2015 44,6 43,0 46,1 30,7 80,1 76,3 83,8 33,3 32,8 33,9 34,2 33,2 35,2

2020 45,8 44,3 47,2 30,3 81,1 77,4 85,0 33,6 33,0 34,3 34,6 33,3 35,9

2025 46,9 45,6 48,2 30,1 82,2 78,4 86,1 34,0 33,2 34,8 34,9 33,3 36,6

2030 47,9 46,7 49,1 30,1 83,1 79,6 86,9 34,4 33,5 35,3 35,3 33,4 37,3

79

segue TAVOLA 5

COMPOSIZIONE DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE situazione al 31 dicembre

MASCHI

1982 Minori (0-17 anni) Adulti (18-64 anni) Anziani (65 anni e oltre) Grandi anziani (80 anni e oltre) 25,5 63,4 11,1 1,7

1992 19,4 67,5 13,1 2,8

2002 18,9 66,3 14,8 3,0

2003 18,8 66,2 14,9 3,1

FEMMINE

1982 Minori (0-17 anni) Adulti (18-64 anni) Anziani (65 anni e oltre) Grandi anziani (80 anni e oltre) 23,0 60,4 16,5 3,5

1992 17,5 62,6 19,9 6,0

2002 17,1 61,3 21,7 6,6

2003 17,1 61,3 21,7 6,9

MASCHI E FEMMINE

1982 Minori (0-17 anni) Adulti (18-64 anni) Anziani (65 anni e oltre) Grandi anziani (80 anni e oltre) 24,3 61,9 13,9 2,6

1992 18,4 65,0 16,6 4,4

2002 17,9 63,7 18,3 4,8

2003 17,9 63,7 18,4 5,0

80

(valori percentuali)

2004 18,9 65,9 15,2 3,3

2005 18,9 65,6 15,5 3,4

2010 18,5 64,9 16,6 4,2

2015 17,7 63,7 18,6 4,7

2020 16,5 63,1 20,4 5,6

2025 15,7 61,8 22,6 6,5

2030 15,3 59,2 25,5 7,9

(valori percentuali)

2004 17,1 61,1 21,8 7,1

2005 17,1 60,9 22,0 7,4

2010 16,9 60,4 22,7 8,4

2015 16,2 59,5 24,3 9,0

2020 15,3 59,0 25,7 9,8

2025 14,7 57,6 27,8 10,6

2030 14,5 54,8 30,7 11,9

(valori percentuali)

2004 18,0 63,5 18,6 5,3

2005 18,0 63,2 18,8 5,4

2010 17,7 62,6 19,7 6,3

2015 16,9 61,6 21,5 6,9

2020 15,9 61,0 23,1 7,7

2025 15,2 59,6 25,2 8,6

2030 14,9 56,9 28,1 9,9

81

segue TAVOLA 5

INDICATORI DI STRUTTURA DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE (situazione al 31 dicembre)

MASCHI

1982 Indice di vecchiaia Indice di carico sociale: totale giovani anziani grandi anziani Indice di struttura della forza lavoro Indice di ricambio della forza lavoro 54,8 45,7 29,5 16,2 2,5 133,3 196,1

1992 84,6 40,0 21,7 18,3 3,9 125,5 129,7

2002 93,2 44,4 23,0 21,4 4,3 101,9 85,9

2003 94,1 44,6 23,0 21,6 4,5 99,8 86,1

FEMMINE

1982 Indice di vecchiaia Indice di carico sociale: totale giovani anziani grandi anziani Indice di struttura della forza lavoro Indice di ricambio della forza lavoro 90,7 53,3 27,9 25,3 5,4 117,8 150,1

1992 143,2 51,1 21,0 30,1 9,0 117,3 107,2

2002 150,6 56,4 22,5 33,9 10,3 100,5 77,1

2003 150,5 56,4 22,5 33,9 10,8 98,0 76,3

MASCHI E FEMMINE

1982 Indice di vecchiaia Indice di carico sociale: totale giovani anziani grandi anziani Indice di struttura della forza lavoro Indice di ricambio della forza lavoro 72,3 49,5 28,7 20,8 3,9 125,3 170,5

1992 113,1 45,5 21,3 24,1 6,4 121,4 117,6

2002 121,2 50,3 22,7 27,5 7,2 101,2 81,4

2003 121,6 50,4 22,7 27,6 7,6 98,9 81,1

82

(valori percentuali)

2004 95,4 45,2 23,2 22,1 4,8 96,8 87,4

2005 97,4 45,8 23,2 22,6 5,0 93,8 91,5

2010 107,0 47,1 22,8 24,4 6,1 81,7 80,5

2015 128,0 49,5 21,7 27,8 7,1 75,1 84,9

2020 151,7 51,1 20,3 30,8 8,5 72,4 77,9

2025 176,2 54,8 19,8 34,9 10,0 72,8 62,8

2030 200,5 61,9 20,6 41,3 12,7 74,6 56,1

(valori percentuali)

2004 151,1 56,7 22,6 34,1 11,2 94,8 77,8

2005 152,9 57,2 22,6 34,6 11,6 92,0 82,9

2010 161,9 58,1 22,2 35,9 13,3 79,7 76,5

2015 184,0 59,9 21,1 38,8 14,4 73,5 81,5

2020 208,0 61,6 20,0 41,6 15,8 72,6 73,5

2025 232,6 65,8 19,8 46,0 17,5 75,7 60,8

2030 256,4 74,3 20,8 53,5 20,7 81,5 57,2

(valori percentuali)

2004 122,5 50,9 22,9 28,0 7,9 95,8 82,4

2005 124,4 51,4 22,9 28,5 8,2 92,9 87,1

2010 133,7 52,5 22,5 30,1 9,6 80,7 78,5

2015 155,2 54,6 21,4 33,2 10,7 74,3 83,2

2020 179,3 56,3 20,1 36,1 12,1 72,5 75,7

2025 203,9 60,2 19,8 40,4 13,7 74,2 61,8

2030 228,1 68,0 20,7 47,3 16,6 77,9 56,6

83

segue TAVOLA 5

ALTRI INDICATORI PER 1.000 ABITANTI


1982 Natalit (nati/popolazione) Fertilit (nati/donne in et 20-39 anni) Mortalit (morti/popolazione) Attrazione (iscritti/popolazione) Repulsione (cancellati/popolazione) Incremento naturale Incremento migratorio Incremento totale 10,0 71,5 10,7 21,2 19,9 -0,7 1,3 0,6 1992 10,3 68,0 9,8 23,2 18,2 0,5 4,9 5,4 2002 10,6 74,3 8,9 30,8 20,3 1,6 10,5 12,1 2003 10,2 72,4 9,5 38,3 23,2 0,7 15,1 15,8

MASCHI NELLA POPOLAZIONE RESIDENTE E NEI FLUSSI


1982 Popolazione residente Nati Morti Iscritti Cancellati 48,6 50,8 54,9 47,1 46,5 1992 48,7 51,6 52,2 51,0 48,5 2002 48,8 51,4 50,5 51,3 48,2 2003 48,8 51,7 49,0 49,3 50,4

PARAMETRI DI FECONDIT E CARICO FAMILIARE


1982 Tasso di fecondit totale (* 1.000) Carico familiare donne in et fertile (15-34 anni) Carico familiare donne in et fertile (20-34 anni) Carico familiare donne in et fertile (20-44 anni) Indice di ricambio donne in et fertile 1.445 42,5 58,8 36,5 96,4 1992 1.350 38,9 49,6 31,2 68,3 2002 1.448 51,3 63,2 34,9 68,5 2003 1.419 51,8 63,8 34,8 69,1

NATI TEORICI IN IPOTESI DI FECONDIT COSTANTE (E CORRENTE) PER CLASSI (donne in et fertile * tassi specifici di fecondit)
1982 Ipotesi di fecondit corrente Ipotesi di fecondit del 1980 Ipotesi di fecondit del 1990 Ipotesi di fecondit del 2000 4.423 5.139 3.981 4.480 1992 4.651 5.665 4.506 5.027 2002 5.046 5.319 4.461 4.985 2003 4.951 5.327 4.478 5.007

84

2004 10,2 74,7 9,4 31,5 25,1 0,8 6,4 7,2

2005 10,0 75,0 9,3 31,1 25,2 0,7 5,9 6,6

2010 8,8 73,8 9,2 29,0 24,6 -0,3 4,4 4,1

2015 8,1 73,2 9,1 28,8 24,3 -1,1 4,5 3,4

2020 7,9 73,2 9,2 28,7 24,2 -1,3 4,5 3,2

2025 8,1 74,1 9,4 28,5 24,2 -1,3 4,4 3,1

2030 8,2 75,1 9,6 28,4 24,2 -1,4 4,2 2,9

(valori percentuali)

2004 48,8 51,4 49,7 49,8 50,5

2005 48,8 51,6 49,8 49,9 50,5

2010 48,9 51,6 50,2 50,4 50,3

2015 49,0 51,6 50,4 50,4 50,6

2020 49,0 51,6 50,6 50,4 50,7

2025 49,0 51,6 51,0 50,4 50,6

2030 49,0 51,6 51,5 50,4 50,4

(valori percentuali)

2004 1.447 52,5 65,2 35,0 70,9

2005 1.449 52,9 66,1 35,0 72,7

2010 1.456 53,0 68,6 35,0 80,2

2015 1.464 48,7 64,5 34,1 84,2

2020 1.470 45,6 60,0 34,2 81,8

2025 1.476 45,6 58,8 35,1 77,8

2030 1.482 47,5 60,5 36,1 76,0

2004 5.021 5.232 4.400 4.925

2005 4.948 5.139 4.325 4.846

2010 4.479 4.730 3.906 4.389

2015 4.163 4.558 3.671 4.123

2020 4.150 4.620 3.675 4.122

2025 4.312 4.745 3.795 4.248

2030 4.455 4.789 3.875 4.336

85

segue TAVOLA 5

EVOLUZIONE DEI PRINCIPALI INDICATORI DEMOGRAFICI A LIVELLO PROVINCIALE IPOTESI DI SVILUPPO SENZA MOVIMENTO MIGRATORIO COMPOSIZIONE DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE (situazione al 31 dicembre)
2003 Minori (0-17 anni) Adulti (18-64 anni) Anziani (65 anni e oltre) Grandi anziani (80 anni e oltre) 17,9 63,7 18,4 5,0 2004 18,0 63,3 18,7 5,3 2005 18,1 62,9 19,0 5,5 2010 17,7 61,9 20,4 6,6

INDICATORI DI STRUTTURA DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE (situazione al 31 dicembre)


2003 Indice di vecchiaia Indice di carico sociale: totale giovani anziani grandi anziani Indice di struttura della forza lavoro Indice di ricambio della forza lavoro 121,6 50,4 22,7 27,6 7,6 98,9 81,1 2004 122,9 51,2 23,0 28,2 8,0 94,8 82,0 2005 125,3 52,0 23,1 28,9 8,4 91,1 86,4 2010 138,3 54,2 22,7 31,5 10,2 76,1 77,0

86

(valori percentuali)

2015 16,7 60,5 22,8 7,4

2020 15,2 59,7 25,1 8,5

2025 14,0 58,1 27,9 9,6

2030 13,6 54,5 31,9 11,5

(valori percentuali)

2015 168,5 57,0 21,2 35,8 11,7 68,1 81,8

2020 207,1 59,2 19,3 39,9 13,6 67,5 73,2

2025 247,1 64,6 18,6 46,0 15,9 71,3 56,0

2030 282,6 75,8 19,8 56,0 20,2 76,9 48,6

87

TAVOLA 6 EVOLUZIONE DELLINDICE DI VECCHIAIA PER AREA TERRITORIALE (situazione al 31 dicembre)

IPOTESI DI SVILUPPO CON MOVIMENTO MIGRATORIO

Comprensorio e Comuni di Trento e Rovereto della Valle di Fiemme di Primiero della Bassa Valsugana e del Tesino Alta Valsugana Comune di Trento della Valle dellAdige (- Trento) della Valle dellAdige della Valle di Non della Valle di Sole delle Giudicarie Alto Garda e Ledro Comune di Rovereto della Vallagarina (- Rovereto) della Vallagarina Ladino di Fassa Provincia di Trento

1982 73,7 84,7 88,7 73,5 65,9 64,4 65,4 88,6 80,7 81,2 71,4 68,0 70,1 69,2 48,2 72,3

1992 110,2 120,3 124,8 109,6 116,4 98,1 109,8 119,5 111,3 112,3 116,0 129,9 112,5 119,4 72,8 113,1

2002 108,5 131,3 135,5 108,1 132,7 99,5 120,2 122,0 125,1 123,7 124,0 148,7 118,0 129,7 83,4 121,2

2003 108,7 134,7 134,5 107,5 133,7 100,4 121,2 122,3 127,3 124,9 124,5 147,0 117,7 129,0 84,6 121,6

Bacino idrografico Adige Avisio Fersina Noce Brenta Vanoi e Cismon Sarca Chiese

1982 66,0 66,7 67,5 83,7 85,9 84,4 77,3 72,1

1992 114,7 99,0 100,5 115,7 121,9 118,8 114,6 101,7

2002 126,4 102,1 101,9 120,7 125,4 130,0 120,9 122,5

2003 126,7 102,7 102,8 121,8 123,5 133,0 121,8 123,4

88

(valori percentuali)

2004 110,1 135,3 135,8 108,5 133,9 102,7 122,2 123,7 128,4 126,5 124,1 148,0 118,2 129,7 86,4 122,5

2005 113,9 137,2 136,9 109,9 135,0 105,4 124,0 125,9 131,1 128,5 125,5 149,7 120,2 131,6 89,4 124,4

2010 128,2 150,5 143,6 118,8 142,8 117,8 133,7 136,7 142,0 137,1 132,8 155,5 127,6 138,6 107,7 133,7

2015 152,2 170,2 160,6 137,8 165,8 141,6 157,1 159,8 162,3 158,5 149,3 176,6 148,8 159,9 143,8 155,2

2020 182,0 193,0 179,2 161,7 191,3 166,7 182,4 182,8 186,4 185,7 169,3 199,7 171,5 182,7 177,2 179,3

2025 207,5 220,1 200,6 183,4 219,5 191,4 209,1 208,9 215,3 209,4 191,8 223,9 194,5 206,1 210,3 203,9

2030 232,6 246,7 225,1 204,8 245,6 216,7 234,7 232,2 245,0 234,1 215,0 246,3 217,6 228,8 241,2 228,1

(valori percentuali)

2004 127,3 104,7 104,1 123,2 124,6 133,5 122,5 124,7

2005 129,0 108,1 106,0 125,3 125,5 135,7 124,2 129,0

2010 137,4 123,8 115,7 135,3 132,5 149,5 132,3 137,7

2015 160,3 150,5 134,2 156,9 150,6 169,0 150,8 159,0

2020 185,0 178,9 157,4 180,5 171,8 192,3 172,6 188,9

2025 210,9 205,4 178,7 206,9 193,4 219,9 195,2 215,4

2030 235,5 232,1 199,8 231,6 216,7 246,6 218,7 242,9

89

segue TAVOLA 6

Classe di ampiezza demografica Comuni con meno di 1.000 abitanti (allepoca) Comuni da 1.000 a 1.999 abitanti (allepoca) Comuni da 2.000 a 4.999 abitanti (allepoca) Comuni da 5.000 a 19.999 abitanti (allepoca) Comuni con almeno 20.000 abitanti (allepoca) Comuni con meno di 1.000 abitanti (attuali) Comuni da 1.000 a 1.999 abitanti (attuali) Comuni da 2.000 a 4.999 abitanti (attuali) Comuni da 5.000 a 19.999 abitanti (attuali) Comuni con almeno 20.000 abitanti (attuali)

1982 86,7 77,4 71,2 66,3 66,4 92,7 76,8 69,1 66,3 66,4

1992 118,3 110,8 107,1 107,9 119,6 121,0 109,6 107,2 107,9 119,6

2002 126,7 113,2 114,7 111,7 136,4 126,7 113,2 114,7 111,7 136,4

2003 127,1 114,4 115,1 111,3 136,9 127,1 114,4 115,1 111,3 136,9

IPOTESI DI SVILUPPO SENZA MOVIMENTO MIGRATORIO

Comprensorio e Comuni di Trento e Rovereto della Valle di Fiemme di Primiero della Bassa Valsugana e del Tesino Alta Valsugana Comune di Trento della Valle dellAdige (- Trento) della Valle dellAdige della Valle di Non della Valle di Sole delle Giudicarie Alto Garda e Ledro Comune di Rovereto della Vallagarina (- Rovereto) della Vallagarina Ladino di Fassa Provincia di Trento

2003 108,7 134,7 134,5 107,5 133,7 100,4 121,2 122,3 127,3 124,9 124,5 147,0 117,7 129,0 84,6 121,6

2004 110,0 135,7 136,4 108,9 134,5 102,7 122,6 124,1 128,7 126,8 124,7 148,8 118,6 130,2 86,1 122,9

2005 114,0 138,0 138,3 110,7 136,4 105,6 125,0 126,7 131,8 129,1 126,9 151,1 121,2 132,7 88,8 125,3

2010 129,5 154,2 149,5 124,3 149,2 119,9 138,5 140,6 144,7 139,8 139,1 161,7 132,7 144,1 105,8 138,3

90

(valori percentuali)

2004 128,5 115,8 116,4 111,9 137,2 128,6 115,8 116,3 111,9 137,2

2005 129,9 118,5 118,7 113,7 138,5 129,9 118,5 118,7 113,7 138,5

2010 138,7 129,9 128,9 122,7 145,8 138,9 129,9 128,8 122,7 145,8

2015 159,3 153,0 151,6 141,2 168,4 159,9 152,9 151,4 141,1 168,4

2020 182,9 177,9 177,1 162,6 193,3 184,0 177,7 176,7 162,6 193,3

2025 206,9 202,5 201,5 185,8 220,6 208,5 202,1 200,9 185,8 220,6

2030 230,4 228,3 226,5 208,2 245,7 232,3 227,8 225,8 208,1 245,7

(valori percentuali)

2015 158,9 178,0 174,6 154,5 182,7 150,1 171,1 169,7 169,6 166,0 166,3 192,9 164,3 175,8 142,8 168,5

2020 200,8 207,7 204,8 199,2 225,5 186,6 211,6 200,3 200,9 202,8 205,2 233,6 203,6 215,7 178,4 207,1

2025 235,1 242,5 239,5 238,8 274,1 221,8 255,0 233,8 239,6 235,9 250,6 279,9 243,4 257,8 214,3 247,1

2030 264,8 277,1 278,5 270,2 315,2 254,8 292,7 262,1 279,8 268,7 291,3 317,4 278,0 293,4 245,8 282,6

91

segue TAVOLA 6

Bacino idrografico Adige Avisio Fersina Noce Brenta Vanoi e Cismon Sarca Chiese

2003 126,7 102,7 102,8 121,8 123,5 133,0 121,8 123,4

2004 127,8 104,5 104,5 123,6 125,1 133,8 123,0 124,8

2005 130,1 107,9 106,8 126,1 126,6 136,4 125,3 129,2

2010 142,8 123,7 121,2 139,2 138,4 153,1 137,6 138,3

Classe di ampiezza demografica Comuni con meno di 1.000 abitanti (allepoca) Comuni da 1.000 a 1.999 abitanti (allepoca) Comuni da 2.000 a 4.999 abitanti (allepoca) Comuni da 5.000 a 19.999 abitanti (allepoca) Comuni con almeno 20.000 abitanti (allepoca) Comuni con meno di 1.000 abitanti (attuali) Comuni da 1.000 a 1.999 abitanti (attuali) Comuni da 2.000 a 4.999 abitanti (attuali) Comuni da 5.000 a 19.999 abitanti (attuali) Comuni con almeno 20.000 abitanti (attuali)

2003 127,1 114,4 115,1 111,3 136,9 127,1 114,4 115,1 111,3 136,9

2004 128,9 116,0 116,6 112,3 137,9 128,9 116,0 116,6 112,3 137,9

2005 130,7 119,0 119,4 114,6 139,9 130,7 119,0 119,4 114,6 139,9

2010 142,2 132,6 132,4 128,2 152,1 142,2 132,6 132,4 128,2 152,1

92

(valori percentuali)

2015 175,7 153,5 151,1 166,9 166,3 176,5 165,4 161,1

2020 217,3 188,1 194,7 199,4 203,7 206,8 203,2 196,2

2025 262,1 218,6 233,9 235,6 241,4 242,5 243,1 228,6

2030 300,2 246,8 265,1 267,9 278,2 277,7 280,6 260,9

(valori percentuali)

2015 168,7 161,7 162,7 157,5 185,1 168,7 161,7 162,7 157,5 185,1

2020 201,2 196,1 201,4 198,8 227,4 201,2 196,1 201,4 198,8 227,4

2025 234,0 228,7 238,7 243,8 275,5 234,0 228,7 238,7 243,8 275,5

2030 264,3 261,0 273,4 280,8 315,7 264,3 261,0 273,4 280,8 315,7

93

TAVOLA 7 EVOLUZIONE DELLINDICE DI CARICO SOCIALE TOTALE PER AREA TERRITORIALE (situazione al 31 dicembre)

IPOTESI DI SVILUPPO CON MOVIMENTO MIGRATORIO

Comprensorio e Comuni di Trento e Rovereto della Valle di Fiemme di Primiero della Bassa Valsugana e del Tesino Alta Valsugana Comune di Trento della Valle dellAdige (- Trento) della Valle dellAdige della Valle di Non della Valle di Sole delle Giudicarie Alto Garda e Ledro Comune di Rovereto della Vallagarina (- Rovereto) della Vallagarina Ladino di Fassa Provincia di Trento

1982 52,8 55,7 52,6 50,4 44,9 49,9 46,5 52,8 50,8 55,0 48,8 46,9 49,4 48,3 52,4 49,5

1992 46,5 49,4 49,8 45,9 42,0 46,0 43,3 52,3 47,7 49,3 44,0 42,5 44,7 43,8 42,2 45,5

2002 51,0 53,4 53,4 50,3 48,7 49,5 49,0 53,8 51,2 51,7 49,3 50,1 50,1 50,1 45,2 50,3

2003 51,3 53,7 53,6 50,6 48,6 49,7 49,0 53,4 51,3 51,9 49,7 50,4 50,1 50,2 45,6 50,4

Bacino idrografico Adige Avisio Fersina Noce Brenta Vanoi e Cismon Sarca Chiese

1982 46,6 52,9 50,2 51,6 51,8 56,1 51,5 52,6

1992 42,9 46,3 44,1 50,4 49,1 49,4 46,3 48,5

2002 49,1 50,7 49,4 52,3 52,4 53,1 50,2 50,6

2003 49,1 51,0 49,8 52,1 52,6 53,5 50,5 51,3

94

(valori percentuali)

2004 52,0 54,3 53,6 50,9 49,3 49,9 49,5 53,3 51,7 52,2 50,4 51,4 50,9 51,1 46,4 50,9

2005 52,6 54,9 54,0 51,2 50,2 50,1 50,2 53,4 52,1 52,6 51,1 52,2 51,2 51,6 47,1 51,4

2010 53,7 54,5 53,9 51,1 52,6 50,5 51,9 53,0 53,2 53,6 52,6 55,6 51,9 53,4 49,2 52,5

2015 54,4 56,7 55,4 51,8 56,3 52,0 54,7 54,8 54,9 55,6 54,2 59,0 53,1 55,5 51,7 54,6

2020 55,3 58,0 56,8 52,9 58,6 53,4 56,7 56,9 57,6 57,9 55,0 60,9 54,5 57,1 53,7 56,3

2025 59,7 62,6 60,3 56,7 62,7 57,6 60,8 61,8 62,9 61,2 58,5 64,3 58,3 60,7 59,0 60,2

2030 68,8 70,9 67,7 63,8 70,7 65,7 68,9 68,6 72,4 68,6 66,0 72,1 65,7 68,2 69,2 68,0

(valori percentuali)

2004 49,9 51,5 50,2 52,2 52,7 54,0 51,0 52,0

2005 50,5 52,0 50,6 52,3 52,9 54,6 51,5 52,5

2010 52,5 52,9 51,0 52,5 52,4 54,2 52,7 53,7

2015 55,4 53,7 51,5 54,5 53,6 56,4 54,2 56,2

2020 57,3 54,9 52,4 56,5 54,9 57,7 55,5 58,9

2025 61,2 59,7 56,2 61,2 58,5 62,4 58,9 62,4

2030 69,2 68,9 63,2 68,6 65,8 70,6 66,3 70,6

95

segue TAVOLA 7

Classe di ampiezza demografica Comuni con meno di 1.000 abitanti (allepoca) Comuni da 1.000 a 1.999 abitanti (allepoca) Comuni da 2.000 a 4.999 abitanti (allepoca) Comuni da 5.000 a 19.999 abitanti (allepoca) Comuni con almeno 20.000 abitanti (allepoca) Comuni con meno di 1.000 abitanti (attuali) Comuni da 1.000 a 1.999 abitanti (attuali) Comuni da 2.000 a 4.999 abitanti (attuali) Comuni da 5.000 a 19.999 abitanti (attuali) Comuni con almeno 20.000 abitanti (attuali)

1982 53,1 53,1 50,4 49,0 45,4 53,2 53,3 50,1 49,0 45,4

1992 51,1 48,9 46,2 42,9 42,1 51,6 48,8 46,2 42,9 42,1

2002 53,1 52,2 49,9 48,7 49,1 53,1 52,2 49,9 48,7 49,1

2003 53,0 52,2 50,1 49,2 49,1 53,0 52,2 50,1 49,2 49,1

IPOTESI DI SVILUPPO SENZA MOVIMENTO MIGRATORIO

Comprensorio e Comuni di Trento e Rovereto della Valle di Fiemme di Primiero della Bassa Valsugana e del Tesino Alta Valsugana Comune di Trento della Valle dellAdige (- Trento) della Valle dellAdige della Valle di Non della Valle di Sole delle Giudicarie Alto Garda e Ledro Comune di Rovereto della Vallagarina (- Rovereto) della Vallagarina Ladino di Fassa Provincia di Trento

2003 51,3 53,7 53,6 50,6 48,6 49,7 49,0 53,4 51,3 51,9 49,7 50,4 50,1 50,2 45,6 50,4

2004 52,3 54,6 54,0 51,4 49,6 50,3 49,8 53,7 52,0 52,5 50,8 51,6 51,2 51,4 46,5 51,2

2005 53,2 55,5 54,7 52,1 50,8 50,8 50,8 54,2 52,5 53,1 51,9 52,7 51,9 52,2 47,3 52,0

2010 55,3 55,7 55,7 53,3 54,2 51,9 53,4 54,7 54,3 55,0 54,7 57,3 53,6 55,1 49,6 54,2

96

(valori percentuali)

2004 53,2 52,4 50,7 49,7 49,8 53,2 52,4 50,7 49,7 49,8

2005 53,5 52,7 51,0 50,3 50,7 53,5 52,7 51,0 50,3 50,7

2010 53,5 52,6 51,9 51,4 53,3 53,5 52,6 51,9 51,4 53,3

2015 55,1 53,5 53,7 52,9 56,9 55,2 53,5 53,7 52,9 56,9

2020 57,1 55,3 55,5 53,6 59,1 57,2 55,2 55,5 53,6 59,1

2025 61,3 59,5 59,5 57,3 63,1 61,5 59,5 59,4 57,3 63,1

2030 68,6 67,6 67,6 64,5 71,1 69,0 67,5 67,5 64,5 71,1

(valori percentuali)

2015 56,2 58,4 58,2 54,8 58,8 53,7 57,0 57,3 56,3 57,8 57,2 61,8 55,4 58,0 52,2 57,0

2020 56,9 60,0 60,6 56,4 61,8 55,2 59,5 60,1 59,5 60,7 58,5 64,4 57,4 60,2 53,9 59,2

2025 62,3 65,5 65,6 62,6 67,4 60,7 65,0 66,6 65,7 64,7 63,6 68,7 62,9 65,2 59,2 64,6

2030 74,3 75,6 76,2 75,0 79,2 71,9 76,6 75,2 77,7 74,1 75,7 79,7 74,4 76,5 70,3 75,8

97

segue TAVOLA 7

Bacino idrografico Adige Avisio Fersina Noce Brenta Vanoi e Cismon Sarca Chiese

2003 49,1 51,0 49,8 52,1 52,6 53,5 50,5 51,3

2004 50,2 51,8 50,6 52,5 53,2 54,3 51,4 52,2

2005 51,1 52,5 51,5 53,0 53,8 55,2 52,3 52,8

2010 54,1 54,0 53,1 54,1 54,6 55,4 54,6 54,6

Classe di ampiezza demografica Comuni con meno di 1.000 abitanti (allepoca) Comuni da 1.000 a 1.999 abitanti (allepoca) Comuni da 2.000 a 4.999 abitanti (allepoca) Comuni da 5.000 a 19.999 abitanti (allepoca) Comuni con almeno 20.000 abitanti (allepoca) Comuni con meno di 1.000 abitanti (attuali) Comuni da 1.000 a 1.999 abitanti (attuali) Comuni da 2.000 a 4.999 abitanti (attuali) Comuni da 5.000 a 19.999 abitanti (attuali) Comuni con almeno 20.000 abitanti (attuali)

2003 53,0 52,2 50,1 49,2 49,1 53,0 52,2 50,1 49,2 49,1

2004 53,6 52,8 51,0 50,1 50,1 53,6 52,8 51,0 50,1 50,1

2005 54,2 53,4 51,6 51,1 51,2 54,2 53,4 51,6 51,1 51,2

2010 55,2 54,1 53,4 53,5 54,9 55,2 54,1 53,4 53,5 54,9

98

(valori percentuali)

2015 57,8 54,8 54,3 56,7 56,7 58,2 56,9 57,6

2020 60,3 55,9 55,7 59,4 58,8 59,7 58,8 60,7

2025 65,7 61,2 61,8 65,5 64,5 65,3 63,7 64,4

2030 77,4 72,2 74,0 75,2 76,1 75,4 74,9 73,6

(valori percentuali)

2015 57,7 55,3 55,7 55,9 59,5 57,7 55,3 55,7 55,9 59,5

2020 60,5 57,5 57,9 56,8 62,4 60,5 57,5 57,9 56,8 62,4

2025 66,2 62,9 63,1 62,4 67,7 66,2 62,9 63,1 62,4 67,7

2030 76,0 73,6 74,5 74,3 79,3 76,0 73,6 74,5 74,3 79,3

99

TAVOLA 8 EVOLUZIONE DELLINDICE DI CARICO SOCIALE GIOVANILE PER AREA TERRITORIALE (situazione al 31 dicembre)

IPOTESI DI SVILUPPO CON MOVIMENTO MIGRATORIO

Comprensorio e Comuni di Trento e Rovereto della Valle di Fiemme di Primiero della Bassa Valsugana e del Tesino Alta Valsugana Comune di Trento della Valle dellAdige (- Trento) della Valle dellAdige della Valle di Non della Valle di Sole delle Giudicarie Alto Garda e Ledro Comune di Rovereto della Vallagarina (- Rovereto) della Vallagarina Ladino di Fassa Provincia di Trento

1982 30,4 30,1 27,9 29,1 27,1 30,3 28,1 28,0 28,1 30,4 28,4 27,9 29,1 28,6 35,4 28,7

1992 22,1 22,4 22,1 21,9 19,4 23,2 20,6 23,8 22,5 23,2 20,4 18,5 21,1 19,9 24,4 21,3

2002 24,4 23,1 22,7 24,2 20,9 24,8 22,3 24,2 22,7 23,1 22,0 20,1 23,0 21,8 24,7 22,7

2003 24,6 22,9 22,9 24,4 20,8 24,8 22,2 24,0 22,6 23,1 22,2 20,4 23,0 21,9 24,7 22,7

Bacino idrografico Adige Avisio Fersina Noce Brenta Vanoi e Cismon Sarca Chiese

1982 28,1 31,7 30,0 28,1 27,8 30,4 29,1 30,5

1992 20,0 23,3 22,0 23,4 22,1 22,6 21,6 24,0

2002 21,7 25,1 24,5 23,7 23,2 23,1 22,7 22,7

2003 21,7 25,2 24,6 23,5 23,5 23,0 22,8 23,0

100

(valori percentuali)

2004 24,8 23,1 22,7 24,4 21,1 24,6 22,3 23,8 22,6 23,0 22,5 20,7 23,3 22,2 24,9 22,9

2005 24,6 23,2 22,8 24,4 21,4 24,4 22,4 23,6 22,5 23,0 22,6 20,9 23,2 22,3 24,9 22,9

2010 23,5 21,7 22,1 23,3 21,7 23,2 22,2 22,4 22,0 22,6 22,6 21,8 22,8 22,4 23,7 22,5

2015 21,6 21,0 21,3 21,8 21,2 21,5 21,3 21,1 20,9 21,5 21,7 21,3 21,3 21,3 21,2 21,4

2020 19,6 19,8 20,4 20,2 20,1 20,0 20,1 20,1 20,1 20,3 20,4 20,3 20,1 20,2 19,4 20,1

2025 19,4 19,5 20,1 20,0 19,6 19,8 19,7 20,0 19,9 19,8 20,0 19,8 19,8 19,8 19,0 19,8

2030 20,7 20,4 20,8 20,9 20,5 20,8 20,6 20,7 21,0 20,5 21,0 20,8 20,7 20,7 20,3 20,7

(valori percentuali)

2004 21,9 25,2 24,6 23,4 23,5 23,1 22,9 23,1

2005 22,1 25,0 24,6 23,2 23,5 23,2 23,0 22,9

2010 22,1 23,6 23,6 22,3 22,6 21,7 22,7 22,6

2015 21,3 21,4 22,0 21,2 21,4 21,0 21,6 21,7

2020 20,1 19,7 20,4 20,2 20,2 19,8 20,4 20,4

2025 19,7 19,6 20,1 19,9 20,0 19,5 20,0 19,8

2030 20,6 20,8 21,1 20,7 20,8 20,4 20,8 20,6

101

segue TAVOLA 8

Classe di ampiezza demografica Comuni con meno di 1.000 abitanti (allepoca) Comuni da 1.000 a 1.999 abitanti (allepoca) Comuni da 2.000 a 4.999 abitanti (allepoca) Comuni da 5.000 a 19.999 abitanti (allepoca) Comuni con almeno 20.000 abitanti (allepoca) Comuni con meno di 1.000 abitanti (attuali) Comuni da 1.000 a 1.999 abitanti (attuali) Comuni da 2.000 a 4.999 abitanti (attuali) Comuni da 5.000 a 19.999 abitanti (attuali) Comuni con almeno 20.000 abitanti (attuali)

1982 28,4 29,9 29,4 29,5 27,3 27,6 30,2 29,6 29,5 27,3

1992 23,4 23,2 22,3 20,6 19,2 23,4 23,3 22,3 20,6 19,2

2002 23,4 24,5 23,3 23,0 20,8 23,4 24,5 23,3 23,0 20,8

2003 23,4 24,3 23,3 23,3 20,7 23,4 24,3 23,3 23,3 20,7

IPOTESI DI SVILUPPO SENZA MOVIMENTO MIGRATORIO

Comprensorio e Comuni di Trento e Rovereto della Valle di Fiemme di Primiero della Bassa Valsugana e del Tesino Alta Valsugana Comune di Trento della Valle dellAdige (- Trento) della Valle dellAdige della Valle di Non della Valle di Sole delle Giudicarie Alto Garda e Ledro Comune di Rovereto della Vallagarina (- Rovereto) della Vallagarina Ladino di Fassa Provincia di Trento

2003 24,6 22,9 22,9 24,4 20,8 24,8 22,2 24,0 22,6 23,1 22,2 20,4 23,0 21,9 24,7 22,7

2004 24,9 23,2 22,9 24,6 21,2 24,8 22,4 24,0 22,7 23,1 22,6 20,8 23,4 22,3 25,0 23,0

2005 24,9 23,3 23,0 24,7 21,5 24,7 22,6 23,9 22,7 23,2 22,9 21,0 23,5 22,4 25,0 23,1

2010 24,1 21,9 22,3 23,8 21,7 23,6 22,4 22,8 22,2 23,0 22,9 21,9 23,0 22,6 24,1 22,7

102

(valori percentuali)

2004 23,3 24,3 23,4 23,5 21,0 23,3 24,3 23,4 23,5 21,0

2005 23,3 24,1 23,3 23,5 21,3 23,3 24,1 23,3 23,5 21,3

2010 22,4 22,9 22,7 23,1 21,7 22,4 22,9 22,7 23,1 21,7

2015 21,2 21,2 21,3 22,0 21,2 21,2 21,2 21,3 22,0 21,2

2020 20,2 19,9 20,0 20,4 20,2 20,2 19,9 20,0 20,4 20,2

2025 20,0 19,7 19,7 20,0 19,7 19,9 19,7 19,7 20,0 19,7

2030 20,8 20,6 20,7 20,9 20,6 20,8 20,6 20,7 20,9 20,6

(valori percentuali)

2015 21,7 21,0 21,2 21,5 20,8 21,5 21,0 21,2 20,9 21,7 21,5 21,1 21,0 21,0 21,5 21,2

2020 18,9 19,5 19,9 18,9 19,0 19,3 19,1 20,0 19,8 20,1 19,2 19,3 18,9 19,1 19,4 19,3

2025 18,6 19,1 19,3 18,5 18,0 18,9 18,3 19,9 19,3 19,3 18,1 18,1 18,3 18,2 18,8 18,6

2030 20,4 20,0 20,1 20,3 19,1 20,3 19,5 20,8 20,5 20,1 19,3 19,1 19,7 19,5 20,3 19,8

103

segue TAVOLA 8

Bacino idrografico Adige Avisio Fersina Noce Brenta Vanoi e Cismon Sarca Chiese

2003 21,7 25,2 24,6 23,5 23,5 23,0 22,8 23,0

2004 22,0 25,3 24,7 23,5 23,6 23,2 23,0 23,2

2005 22,2 25,3 24,9 23,5 23,7 23,4 23,2 23,1

2010 22,3 24,1 24,0 22,6 22,9 21,9 23,0 22,9

Classe di ampiezza demografica Comuni con meno di 1.000 abitanti (allepoca) Comuni da 1.000 a 1.999 abitanti (allepoca) Comuni da 2.000 a 4.999 abitanti (allepoca) Comuni da 5.000 a 19.999 abitanti (allepoca) Comuni con almeno 20.000 abitanti (allepoca) Comuni con meno di 1.000 abitanti (attuali) Comuni da 1.000 a 1.999 abitanti (attuali) Comuni da 2.000 a 4.999 abitanti (attuali) Comuni da 5.000 a 19.999 abitanti (attuali) Comuni con almeno 20.000 abitanti (attuali)

2003 23,4 24,3 23,3 23,3 20,7 23,4 24,3 23,3 23,3 20,7

2004 23,4 24,4 23,5 23,6 21,1 23,4 24,4 23,5 23,6 21,1

2005 23,5 24,4 23,5 23,8 21,4 23,5 24,4 23,5 23,8 21,4

2010 22,8 23,2 23,0 23,4 21,8 22,8 23,2 23,0 23,4 21,8

104

(valori percentuali)

2015 21,0 21,6 21,6 21,3 21,3 21,0 21,4 22,1

2020 19,0 19,4 18,9 19,8 19,4 19,5 19,4 20,5

2025 18,1 19,2 18,5 19,5 18,9 19,1 18,6 19,6

2030 19,3 20,8 20,3 20,4 20,1 20,0 19,7 20,4

(valori percentuali)

2015 21,5 21,1 21,2 21,7 20,9 21,5 21,1 21,2 21,7 20,9

2020 20,1 19,4 19,2 19,0 19,1 20,1 19,4 19,2 19,0 19,1

2025 19,8 19,1 18,6 18,1 18,0 19,8 19,1 18,6 18,1 18,0

2030 20,9 20,4 19,9 19,5 19,1 20,9 20,4 19,9 19,5 19,1

105

TAVOLA 9 EVOLUZIONE DELLINDICE DI CARICO SOCIALE ANZIANI PER AREA TERRITORIALE (situazione al 31 dicembre)

IPOTESI DI SVILUPPO CON MOVIMENTO MIGRATORIO

Comprensorio e Comuni di Trento e Rovereto della Valle di Fiemme di Primiero della Bassa Valsugana e del Tesino Alta Valsugana Comune di Trento della Valle dellAdige (- Trento) della Valle dellAdige della Valle di Non della Valle di Sole delle Giudicarie Alto Garda e Ledro Comune di Rovereto della Vallagarina (- Rovereto) della Vallagarina Ladino di Fassa Provincia di Trento

1982 22,4 25,5 24,7 21,3 17,8 19,5 18,4 24,8 22,7 24,6 20,3 19,0 20,4 19,8 17,1 20,8

1992 24,4 27,0 27,6 24,0 22,6 22,8 22,7 28,4 25,1 26,1 23,6 24,0 23,7 23,8 17,8 24,1

2002 26,5 30,3 30,7 26,1 27,8 24,7 26,8 29,5 28,4 28,6 27,3 30,0 27,1 28,3 20,6 27,5

2003 26,7 30,8 30,8 26,2 27,8 24,9 26,8 29,4 28,8 28,8 27,6 30,0 27,1 28,3 20,9 27,6

Bacino idrografico Adige Avisio Fersina Noce Brenta Vanoi e Cismon Sarca Chiese

1982 18,5 21,2 20,2 23,5 23,9 25,7 22,5 22,0

1992 22,9 23,1 22,1 27,0 27,0 26,8 24,7 24,4

2002 27,4 25,6 24,9 28,6 29,2 30,0 27,5 27,8

2003 27,5 25,9 25,2 28,6 29,0 30,5 27,7 28,3

106

(valori percentuali)

2004 27,2 31,2 30,9 26,5 28,2 25,3 27,2 29,5 29,1 29,1 27,9 30,7 27,6 28,8 21,5 28,0

2005 28,0 31,8 31,2 26,8 28,8 25,7 27,8 29,8 29,5 29,6 28,4 31,3 27,9 29,3 22,2 28,5

2010 30,2 32,7 31,8 27,7 30,9 27,3 29,7 30,6 31,2 31,0 30,0 33,8 29,1 31,0 25,5 30,1

2015 32,8 35,7 34,2 30,0 35,1 30,5 33,4 33,7 34,0 34,1 32,4 37,7 31,8 34,1 30,5 33,2

2020 35,7 38,2 36,5 32,7 38,5 33,4 36,6 36,8 37,5 37,6 34,6 40,6 34,4 36,9 34,3 36,1

2025 40,3 43,0 40,2 36,7 43,1 37,8 41,2 41,8 42,9 41,4 38,5 44,4 38,5 40,8 40,0 40,4

2030 48,1 50,4 46,9 42,9 50,3 45,0 48,3 48,0 51,4 48,1 45,1 51,3 45,0 47,5 48,9 47,3

(valori percentuali)

2004 27,9 26,3 25,6 28,8 29,2 30,9 28,1 28,9

2005 28,5 27,0 26,0 29,1 29,4 31,5 28,5 29,6

2010 30,4 29,2 27,3 30,2 29,9 32,5 30,0 31,1

2015 34,1 32,2 29,5 33,3 32,2 35,5 32,6 34,5

2020 37,2 35,2 32,1 36,4 34,7 38,0 35,1 38,5

2025 41,5 40,2 36,0 41,2 38,6 42,9 39,0 42,6

2030 48,5 48,2 42,1 47,9 45,0 50,2 45,5 50,0

107

segue TAVOLA 9

Classe di ampiezza demografica Comuni con meno di 1.000 abitanti (allepoca) Comuni da 1.000 a 1.999 abitanti (allepoca) Comuni da 2.000 a 4.999 abitanti (allepoca) Comuni da 5.000 a 19.999 abitanti (allepoca) Comuni con almeno 20.000 abitanti (allepoca) Comuni con meno di 1.000 abitanti (attuali) Comuni da 1.000 a 1.999 abitanti (attuali) Comuni da 2.000 a 4.999 abitanti (attuali) Comuni da 5.000 a 19.999 abitanti (attuali) Comuni con almeno 20.000 abitanti (attuali)

1982 24,7 23,1 21,0 19,5 18,1 25,6 23,2 20,5 19,5 18,1

1992 27,7 25,7 23,9 22,3 23,0 28,3 25,5 23,9 22,3 23,0

2002 29,7 27,7 26,7 25,7 28,3 29,7 27,7 26,7 25,7 28,3

2003 29,7 27,8 26,8 25,9 28,3 29,7 27,8 26,8 25,9 28,3

IPOTESI DI SVILUPPO SENZA MOVIMENTO MIGRATORIO

Comprensorio e Comuni di Trento e Rovereto della Valle di Fiemme di Primiero della Bassa Valsugana e del Tesino Alta Valsugana Comune di Trento della Valle dellAdige (- Trento) della Valle dellAdige della Valle di Non della Valle di Sole delle Giudicarie Alto Garda e Ledro Comune di Rovereto della Vallagarina (- Rovereto) della Vallagarina Ladino di Fassa Provincia di Trento

2003 26,7 30,8 30,8 26,2 27,8 24,9 26,8 29,4 28,8 28,8 27,6 30,0 27,1 28,3 20,9 27,6

2004 27,4 31,4 31,2 26,8 28,5 25,5 27,4 29,7 29,3 29,3 28,2 30,9 27,8 29,1 21,5 28,2

2005 28,4 32,2 31,8 27,4 29,3 26,1 28,2 30,3 29,9 30,0 29,0 31,7 28,4 29,8 22,2 28,9

2010 31,2 33,8 33,4 29,5 32,4 28,3 31,0 32,0 32,1 32,1 31,8 35,4 30,6 32,5 25,5 31,5

108

(valori percentuali)

2004 29,9 28,1 27,3 26,3 28,8 29,9 28,1 27,3 26,3 28,8

2005 30,2 28,6 27,7 26,7 29,4 30,2 28,6 27,7 26,7 29,4

2010 31,1 29,7 29,3 28,3 31,6 31,1 29,7 29,2 28,3 31,6

2015 33,8 32,4 32,4 31,0 35,7 34,0 32,3 32,3 31,0 35,7

2020 36,9 35,4 35,5 33,2 39,0 37,1 35,3 35,4 33,2 39,0

2025 41,3 39,8 39,7 37,2 43,4 41,5 39,8 39,6 37,2 43,4

2030 47,8 47,0 46,9 43,6 50,5 48,2 46,9 46,8 43,6 50,5

(valori percentuali)

2015 34,5 37,4 37,0 33,3 38,0 32,2 36,0 36,0 35,4 36,1 35,7 40,7 34,5 37,0 30,7 35,8

2020 38,0 40,5 40,7 37,5 42,8 36,0 40,4 40,1 39,7 40,7 39,4 45,1 38,5 41,1 34,5 39,9

2025 43,7 46,4 46,3 44,1 49,4 41,8 46,7 46,6 46,4 45,4 45,4 50,6 44,6 47,0 40,4 46,0

2030 53,9 55,5 56,1 54,7 60,1 51,6 57,1 54,5 57,3 54,0 56,4 60,6 54,7 57,1 50,0 56,0

109

segue TAVOLA 9

Bacino idrografico Adige Avisio Fersina Noce Brenta Vanoi e Cismon Sarca Chiese

2003 27,5 25,9 25,2 28,6 29,0 30,5 27,7 28,3

2004 28,1 26,5 25,8 29,0 29,6 31,1 28,3 29,0

2005 28,9 27,3 26,6 29,6 30,1 31,9 29,1 29,8

2010 31,8 29,8 29,1 31,5 31,7 33,5 31,6 31,7

Classe di ampiezza demografica Comuni con meno di 1.000 abitanti (allepoca) Comuni da 1.000 a 1.999 abitanti (allepoca) Comuni da 2.000 a 4.999 abitanti (allepoca) Comuni da 5.000 a 19.999 abitanti (allepoca) Comuni con almeno 20.000 abitanti (allepoca) Comuni con meno di 1.000 abitanti (attuali) Comuni da 1.000 a 1.999 abitanti (attuali) Comuni da 2.000 a 4.999 abitanti (attuali) Comuni da 5.000 a 19.999 abitanti (attuali) Comuni con almeno 20.000 abitanti (attuali)

2003 29,7 27,8 26,8 25,9 28,3 29,7 27,8 26,8 25,9 28,3

2004 30,2 28,3 27,5 26,5 29,0 30,2 28,3 27,5 26,5 29,0

2005 30,7 29,0 28,0 27,3 29,9 30,7 29,0 28,0 27,3 29,9

2010 32,4 30,8 30,4 30,0 33,1 32,4 30,8 30,4 30,0 33,1

110

(valori percentuali)

2015 36,8 33,2 32,7 35,5 35,4 37,2 35,5 35,6

2020 41,3 36,5 36,8 39,5 39,4 40,3 39,4 40,2

2025 47,6 42,0 43,3 46,0 45,6 46,3 45,2 44,8

2030 58,0 51,3 53,8 54,7 56,0 55,4 55,2 53,2

(valori percentuali)

2015 36,2 34,2 34,5 34,2 38,6 36,2 34,2 34,5 34,2 38,6

2020 40,4 38,1 38,7 37,8 43,3 40,4 38,1 38,7 37,8 43,3

2025 46,4 43,8 44,5 44,2 49,7 46,4 43,8 44,5 44,2 49,7

2030 55,2 53,2 54,5 54,8 60,2 55,2 53,2 54,5 54,8 60,2

111

TAVOLA 10 EVOLUZIONE DEI TASSI DI NATALIT E MORTALIT PER AREA TERRITORIALE IPOTESI DI SVILUPPO CON MOVIMENTO MIGRATORIO NATI PER 1.000 ABITANTI

Comprensorio e Comuni di Trento e Rovereto della Valle di Fiemme di Primiero della Bassa Valsugana e del Tesino Alta Valsugana Comune di Trento della Valle dellAdige (- Trento) della Valle dellAdige della Valle di Non della Valle di Sole delle Giudicarie Alto Garda e Ledro Comune di Rovereto della Vallagarina (- Rovereto) della Vallagarina Ladino di Fassa Provincia di Trento

1982 10,1 10,0 8,8 10,3 10,3 10,3 10,3 10,6 10,5 9,8 9,5 9,1 9,1 9,1 14,6 10,0

1992 10,9 10,3 10,7 10,7 10,1 11,3 10,5 10,7 11,1 10,9 9,7 8,6 9,3 9,0 11,8 10,3

2002 10,7 10,9 9,1 12,9 10,1 11,6 10,6 10,7 9,1 9,9 10,5 8,9 10,6 9,9 11,9 10,6

2003 11,8 8,3 10,1 11,3 9,7 10,8 10,1 9,7 10,0 10,4 9,9 9,6 10,0 9,8 10,6 10,2

Bacino idrografico Adige Avisio Fersina Noce Brenta Vanoi e Cismon Sarca Chiese

1982 9,8 11,4 10,2 10,5 9,4 9,8 9,6 10,0

1992 9,9 11,5 10,5 10,7 11,0 10,6 10,4 10,2

2002 10,2 11,4 13,0 10,4 10,7 11,0 10,4 9,6

2003 9,9 11,1 11,1 9,9 10,6 8,5 9,9 11,6

112

2004 10,3 9,8 9,8 10,4 10,3 10,5 10,3 9,5 10,0 10,0 10,6 10,1 10,3 10,2 10,9 10,2

2005 10,0 9,6 9,7 10,1 10,0 10,2 10,1 9,5 9,8 9,8 10,3 9,9 10,1 10,0 10,5 10,0

2010 8,6 8,5 8,8 9,0 8,7 9,0 8,8 8,7 8,8 8,8 9,1 8,7 8,9 8,8 8,8 8,8

2015 7,8 7,8 8,2 8,3 7,9 8,2 8,0 8,1 8,0 8,0 8,3 7,9 8,1 8,0 7,8 8,1

2020 7,8 7,7 8,0 8,2 7,7 8,1 7,8 7,9 7,9 7,8 8,1 7,7 8,0 7,9 7,7 7,9

2025 8,1 7,8 8,0 8,4 7,8 8,3 8,0 8,0 8,0 7,9 8,3 8,0 8,2 8,1 8,0 8,1

2030 8,3 7,9 8,1 8,5 8,0 8,4 8,1 7,9 8,1 8,0 8,5 8,3 8,3 8,3 8,2 8,2

2004 10,3 10,4 10,5 9,8 10,0 9,8 10,3 10,1

2005 10,1 10,1 10,3 9,7 9,8 9,6 10,1 10,0

2010 8,8 8,7 9,1 8,8 8,8 8,5 9,0 8,9

2015 8,0 8,0 8,4 8,1 8,2 7,7 8,2 8,0

2020 7,8 7,9 8,3 7,9 8,0 7,6 8,0 7,7

2025 8,0 8,2 8,5 8,0 8,1 7,7 8,2 7,9

2030 8,2 8,3 8,6 8,0 8,2 7,8 8,3 8,1

113

segue TAVOLA 10

Classe di ampiezza demografica Comuni con meno di 1.000 abitanti (allepoca) Comuni da 1.000 a 1.999 abitanti (allepoca) Comuni da 2.000 a 4.999 abitanti (allepoca) Comuni da 5.000 a 19.999 abitanti (allepoca) Comuni con almeno 20.000 abitanti (allepoca) Comuni con meno di 1.000 abitanti (attuali) Comuni da 1.000 a 1.999 abitanti (attuali) Comuni da 2.000 a 4.999 abitanti (attuali) Comuni da 5.000 a 19.999 abitanti (attuali) Comuni con almeno 20.000 abitanti (attuali)

1982 10,2 10,1 10,1 9,8 10,0 9,8 10,2 10,2 9,8 10,0

1992 10,2 11,3 10,6 10,1 9,8 10,1 11,2 10,8 10,1 9,8

2002 10,0 11,0 10,6 11,6 9,8 10,1 10,9 10,6 11,6 9,8

2003 9,9 10,1 10,3 11,0 9,7 9,9 10,1 10,3 11,0 9,7

MORTI PER 1.000 ABITANTI

Comprensorio e Comuni di Trento e Rovereto della Valle di Fiemme di Primiero della Bassa Valsugana e del Tesino Alta Valsugana Comune di Trento della Valle dellAdige (- Trento) della Valle dellAdige della Valle di Non della Valle di Sole delle Giudicarie Alto Garda e Ledro Comune di Rovereto della Vallagarina (- Rovereto) della Vallagarina Ladino di Fassa Provincia di Trento

1982 12,4 11,6 13,8 11,6 9,3 10,2 9,6 11,6 12,1 11,6 9,8 10,4 10,6 10,5 10,3 10,7

1992 11,5 11,4 11,6 11,1 8,6 8,8 8,6 9,9 12,3 11,1 9,6 8,9 10,0 9,5 9,2 9,8

2002 9,5 11,6 9,7 8,5 8,0 7,7 7,9 9,3 10,7 10,0 9,1 10,9 8,8 9,7 7,2 8,9

2003 8,6 9,3 11,3 9,2 9,2 8,3 8,9 11,0 10,2 10,1 8,8 10,4 9,8 10,1 8,7 9,5

114

2004 9,8 10,0 10,2 10,7 10,2 9,8 10,0 10,2 10,7 10,2

2005 9,6 9,8 10,0 10,4 10,0 9,6 9,8 10,0 10,4 10,0

2010 8,7 8,7 8,8 9,2 8,7 8,7 8,7 8,8 9,2 8,7

2015 8,0 8,0 8,0 8,3 7,9 8,0 8,0 8,0 8,3 7,9

2020 7,9 7,9 7,9 8,2 7,7 7,9 7,9 7,9 8,2 7,7

2025 8,0 8,0 8,1 8,4 7,8 8,0 8,0 8,1 8,4 7,8

2030 8,1 8,0 8,2 8,6 8,1 8,1 8,1 8,2 8,6 8,1

2004 9,2 10,4 10,0 8,9 9,7 8,7 9,4 10,1 9,7 10,0 9,2 10,2 8,9 9,5 7,1 9,4

2005 9,1 10,3 9,9 8,8 9,6 8,6 9,3 10,0 9,6 9,8 9,1 10,1 8,9 9,4 7,2 9,3

2010 9,0 10,0 9,7 8,6 9,4 8,5 9,1 9,6 9,5 9,6 9,0 9,9 8,9 9,3 7,6 9,2

2015 9,1 9,9 9,7 8,6 9,3 8,5 9,1 9,5 9,5 9,5 9,0 9,9 8,9 9,3 8,0 9,1

2020 9,2 10,0 9,6 8,6 9,4 8,6 9,2 9,5 9,7 9,5 9,0 9,9 9,0 9,4 8,5 9,2

2025 9,4 10,1 9,7 8,7 9,7 8,9 9,4 9,6 9,9 9,7 9,1 10,1 9,1 9,5 9,0 9,4

2030 9,7 10,3 9,7 8,8 9,9 9,1 9,6 9,8 10,1 9,9 9,2 10,3 9,3 9,7 9,5 9,6

115

segue TAVOLA 10

Bacino idrografico Adige Avisio Fersina Noce Brenta Vanoi e Cismon Sarca Chiese

1982 9,7 11,7 12,0 11,8 12,8 11,8 10,4 12,6

1992 8,8 10,8 10,9 10,4 11,3 11,1 10,3 10,1

2002 8,5 8,7 7,8 9,7 9,5 11,8 9,2 10,1

2003 9,4 8,6 9,0 10,2 10,6 9,4 9,2 10,4

Classe di ampiezza demografica Comuni con meno di 1.000 abitanti (allepoca) Comuni da 1.000 a 1.999 abitanti (allepoca) Comuni da 2.000 a 4.999 abitanti (allepoca) Comuni da 5.000 a 19.999 abitanti (allepoca) Comuni con almeno 20.000 abitanti (allepoca) Comuni con meno di 1.000 abitanti (attuali) Comuni da 1.000 a 1.999 abitanti (attuali) Comuni da 2.000 a 4.999 abitanti (attuali) Comuni da 5.000 a 19.999 abitanti (attuali) Comuni con almeno 20.000 abitanti (attuali)

1982 12,7 11,4 10,7 10,4 9,6 13,4 11,2 10,5 10,4 9,6

1992 10,8 11,4 9,7 9,6 8,7 11,2 10,9 9,8 9,6 8,7

2002 9,5 9,5 8,8 8,5 8,7 9,6 9,4 8,8 8,5 8,7

2003 10,7 10,2 8,8 8,8 9,5 10,7 10,2 8,8 8,8 9,5

116

2004 9,5 8,7 8,5 9,8 9,7 10,3 9,5 9,5

2005 9,4 8,7 8,4 9,7 9,6 10,2 9,4 9,5

2010 9,2 8,8 8,4 9,4 9,3 9,9 9,1 9,5

2015 9,2 8,9 8,3 9,4 9,2 9,8 9,0 9,6

2020 9,3 9,1 8,4 9,4 9,2 9,9 9,1 9,8

2025 9,5 9,4 8,6 9,5 9,2 10,1 9,2 9,9

2030 9,7 9,7 8,7 9,7 9,3 10,2 9,3 10,2

2004 10,0 9,4 9,2 8,8 9,8 10,0 9,4 9,2 8,8 9,8

2005 9,8 9,3 9,1 8,7 9,7 9,9 9,3 9,1 8,7 9,7

2010 9,6 9,2 9,0 8,6 9,5 9,6 9,2 9,0 8,6 9,5

2015 9,5 9,2 9,0 8,6 9,5 9,6 9,2 9,0 8,6 9,5

2020 9,6 9,2 9,1 8,6 9,6 9,6 9,2 9,1 8,6 9,6

2025 9,7 9,4 9,3 8,8 9,8 9,7 9,4 9,3 8,8 9,8

2030 9,8 9,6 9,5 8,9 10,0 9,9 9,6 9,5 8,9 10,0

117

TAVOLA 11 EVOLUZIONE DEI TASSI DI ATTRAZIONE E REPULSIONE PER AREA TERRITORIALE

ISCRITTI PER 1.000 ABITANTI

Comprensorio e Comuni di Trento e Rovereto della Valle di Fiemme di Primiero della Bassa Valsugana e del Tesino Alta Valsugana Comune di Trento della Valle dellAdige (- Trento) della Valle dellAdige della Valle di Non della Valle di Sole delle Giudicarie Alto Garda e Ledro Comune di Rovereto della Vallagarina (- Rovereto) della Vallagarina Ladino di Fassa Provincia di Trento

1982 24,7 25,6 20,3 21,2 19,0 19,6 19,2 20,8 17,8 23,5 25,9 21,0 23,6 22,5 15,2 21,2

1992 22,1 25,4 28,6 28,5 16,5 24,4 19,1 18,3 20,0 24,6 36,6 22,1 23,4 22,8 17,0 23,2

2002 32,0 25,1 30,7 36,5 25,4 36,7 29,3 33,4 23,3 24,6 37,8 25,3 35,7 31,4 18,6 30,8

2003 31,4 33,0 33,4 38,3 39,8 37,6 39,1 35,7 28,9 30,1 42,6 57,8 39,2 46,9 21,4 38,3

Bacino idrografico Adige Avisio Fersina Noce Brenta Vanoi e Cismon Sarca Chiese

1982 20,5 21,0 20,6 19,3 20,9 25,3 25,4 18,7

1992 20,0 21,3 25,5 18,9 31,6 25,6 32,1 18,5

2002 29,6 27,2 34,4 32,5 35,0 25,5 33,5 18,8

2003 42,7 28,7 34,2 35,0 38,2 32,9 38,9 19,9

118

2004 30,8 30,6 32,4 33,8 27,7 33,8 29,8 32,9 26,3 28,3 38,0 33,1 33,1 33,1 22,4 31,5

2005 30,5 30,4 31,6 33,5 27,5 33,0 29,4 32,0 26,2 28,0 37,3 32,8 32,4 32,5 22,3 31,1

2010 28,9 29,4 30,0 30,5 25,9 30,3 27,4 29,5 25,2 26,8 34,5 31,6 29,8 30,5 21,0 29,0

2015 28,8 30,0 30,2 29,7 25,7 30,0 27,2 29,2 25,8 27,0 34,1 31,5 29,2 30,1 21,4 28,8

2020 28,9 30,5 30,2 29,0 25,5 29,8 27,0 29,2 26,0 27,1 33,6 31,6 28,9 30,0 21,6 28,7

2025 29,0 30,8 29,9 28,3 25,5 29,7 26,9 29,4 26,2 27,1 33,0 31,9 28,6 29,9 21,8 28,5

2030 29,2 31,2 29,6 27,6 25,6 29,5 26,9 29,5 26,4 27,2 32,4 32,2 28,3 29,8 22,1 28,4

2004 30,8 28,0 31,8 31,9 34,7 30,9 35,2 20,4

2005 30,3 27,5 31,4 31,4 34,1 30,7 34,7 20,1

2010 28,4 26,2 28,5 28,9 31,8 29,7 32,2 19,9

2015 28,2 26,4 27,6 28,7 31,5 30,2 32,0 20,5

2020 28,0 26,7 26,8 28,7 31,3 30,7 31,6 20,9

2025 28,0 26,9 26,1 28,8 30,7 31,0 31,2 20,9

2030 27,9 27,1 25,4 28,9 30,2 31,4 30,8 21,1

119

segue TAVOLA 11

Classe di ampiezza demografica Comuni con meno di 1.000 abitanti (allepoca) Comuni da 1.000 a 1.999 abitanti (allepoca) Comuni da 2.000 a 4.999 abitanti (allepoca) Comuni da 5.000 a 19.999 abitanti (allepoca) Comuni con almeno 20.000 abitanti (allepoca) Comuni con meno di 1.000 abitanti (attuali) Comuni da 1.000 a 1.999 abitanti (attuali) Comuni da 2.000 a 4.999 abitanti (attuali) Comuni da 5.000 a 19.999 abitanti (attuali) Comuni con almeno 20.000 abitanti (attuali)

1982 20,8 23,0 21,4 22,6 19,5 20,6 22,4 22,0 22,6 19,5

1992 25,5 23,3 23,2 29,5 17,9 25,6 23,5 23,2 29,5 17,9

2002 30,2 30,7 31,2 38,6 25,4 30,4 30,6 31,2 38,6 25,4

2003 33,9 32,8 35,0 41,2 44,2 33,9 32,8 35,0 41,2 44,2

CANCELLATI PER 1.000 ABITANTI

Comprensorio e Comuni di Trento e Rovereto della Valle di Fiemme di Primiero della Bassa Valsugana e del Tesino Alta Valsugana Comune di Trento della Valle dellAdige (- Trento) della Valle dellAdige della Valle di Non della Valle di Sole delle Giudicarie Alto Garda e Ledro Comune di Rovereto della Vallagarina (- Rovereto) della Vallagarina Ladino di Fassa Provincia di Trento

1982 26,3 25,7 18,4 17,0 19,7 22,0 20,5 19,9 18,3 18,5 20,6 20,9 19,1 19,9 14,2 19,9

1992 17,6 18,8 18,3 19,3 18,9 17,3 18,4 15,2 15,3 18,0 24,2 16,9 17,2 17,1 13,4 18,2

2002 24,3 20,4 26,1 20,9 16,6 22,7 18,7 19,5 19,0 19,3 23,9 18,0 21,8 20,2 14,9 20,3

2003 23,0 25,1 23,5 22,2 18,1 26,6 21,0 25,9 22,0 22,1 29,6 29,0 21,7 24,7 18,8 23,2

120

2004 33,1 30,4 30,6 36,2 29,0 31,9 31,0 30,8 36,2 29,0

2005 32,5 30,0 30,1 35,3 28,8 31,5 30,5 30,3 35,4 28,8

2010 31,0 28,1 28,0 32,1 27,2 29,6 28,7 28,3 32,2 27,2

2015 31,3 28,1 27,8 31,3 27,1 29,7 28,7 28,2 31,4 27,1

2020 31,4 28,1 27,8 30,7 26,9 29,8 28,8 28,1 30,7 26,9

2025 31,2 28,2 27,7 30,1 27,0 29,8 28,8 28,0 30,1 27,0

2030 31,1 28,2 27,6 29,5 27,1 29,9 28,8 27,8 29,5 27,1

2004 26,3 27,3 25,8 23,7 21,7 26,9 23,5 26,9 22,8 24,1 29,2 29,6 25,2 27,0 21,0 25,1

2005 26,3 27,8 25,7 23,2 21,9 26,8 23,6 27,3 23,2 24,4 28,6 30,0 25,0 27,0 20,7 25,2

2010 26,2 28,1 25,5 22,2 21,7 26,1 23,2 26,4 23,7 24,0 28,0 28,8 23,9 25,9 20,6 24,6

2015 26,1 28,5 25,3 21,6 21,8 25,7 23,1 26,1 24,0 24,0 27,5 28,5 23,3 25,4 20,9 24,3

2020 26,1 28,8 25,2 21,1 21,8 25,3 23,0 26,0 24,1 24,0 27,1 28,7 23,0 25,3 21,2 24,2

2025 26,2 29,2 25,2 20,6 21,8 25,2 23,0 26,2 24,3 24,2 26,8 29,0 22,8 25,3 21,5 24,2

2030 26,4 29,7 25,3 20,2 21,9 25,1 23,0 26,5 24,6 24,5 26,6 29,4 22,6 25,2 21,8 24,2

121

segue TAVOLA 11

Bacino idrografico Adige Avisio Fersina Noce Brenta Vanoi e Cismon Sarca Chiese

1982 19,9 23,8 14,7 19,4 18,7 25,3 20,7 14,3

1992 18,1 16,8 17,6 15,5 19,8 19,1 21,6 14,5

2002 18,9 21,8 18,4 20,0 25,5 20,6 22,4 13,9

2003 22,1 21,4 20,6 25,1 24,4 25,5 27,0 16,7

Classe di ampiezza demografica Comuni con meno di 1.000 abitanti (allepoca) Comuni da 1.000 a 1.999 abitanti (allepoca) Comuni da 2.000 a 4.999 abitanti (allepoca) Comuni da 5.000 a 19.999 abitanti (allepoca) Comuni con almeno 20.000 abitanti (allepoca) Comuni con meno di 1.000 abitanti (attuali) Comuni da 1.000 a 1.999 abitanti (attuali) Comuni da 2.000 a 4.999 abitanti (attuali) Comuni da 5.000 a 19.999 abitanti (attuali) Comuni con almeno 20.000 abitanti (attuali)

1982 21,1 20,3 19,8 18,5 20,0 21,2 20,6 19,5 18,5 20,0

1992 17,0 17,3 17,0 21,0 18,4 16,6 17,6 17,0 21,0 18,4

2002 21,6 21,3 20,9 22,8 16,9 21,8 21,2 20,9 22,8 16,9

2003 23,6 23,9 23,6 25,8 20,7 23,6 23,9 23,6 25,8 20,7

122

2004 24,7 24,8 21,0 26,0 26,6 27,5 27,4 18,7

2005 24,7 24,8 20,7 26,3 26,1 28,0 27,3 18,8

2010 24,1 24,9 19,8 25,6 25,5 28,2 26,6 18,9

2015 23,9 25,0 19,2 25,4 25,0 28,6 26,2 19,1

2020 23,8 25,2 18,7 25,3 24,7 28,9 25,9 19,4

2025 23,8 25,4 18,3 25,4 24,4 29,3 25,7 19,7

2030 23,8 25,8 17,9 25,7 24,3 29,8 25,6 20,2

2004 27,5 25,1 24,8 26,3 23,6 26,6 25,6 24,8 26,3 23,6

2005 27,8 25,3 24,6 25,8 23,9 27,1 25,7 24,6 25,8 23,9

2010 27,7 24,8 24,0 24,7 23,4 26,5 25,4 24,2 24,7 23,4

2015 27,7 24,7 23,6 24,0 23,4 26,4 25,3 23,9 24,0 23,4

2020 27,6 24,7 23,5 23,5 23,4 26,3 25,3 23,7 23,5 23,4

2025 27,6 24,8 23,5 23,1 23,5 26,4 25,3 23,7 23,1 23,5

2030 27,7 24,9 23,5 22,7 23,7 26,7 25,5 23,7 22,7 23,7

123

GRAFICI DI SINTESI SULLA DINAMICA DELLA STRUTTURA, DEI FLUSSI E DEGLI INDICATORI

125

Struttura della popolazione per et al 31/12/1972


100 90 80 70 60 50 40 30 20 10 0
5.000 4.000 3.000 2.000 1.000 0 1.000 2.000 3.000 4.000 5.000

FIGURA 1 Evoluzione della struttura demografica provinciale per et e sesso dal 1972 al 2032

Maschi

Femmine

Struttura della popolazione per et al 31/12/2003


100 90 80 70 60 50 40 30 20 10 0 5.000 4.000 3.000 2.000 1.000 0 1.000 2.000 3.000 4.000 5.000

Maschi

Femmine

126

Struttura della popolazione per et al 31/12/2032 in ipotesi migratoria


110 100 90 80 70 60 50 40 30 20 10 0 5.000 4.000 3.000 2.000 1.000 0 1.000 2.000 3.000 4.000 5.000

Maschi

Femmine

Struttura della popolazione per et al 31/12/2032 in ipotesi naturale


110 100 90 80 70 60 50 40 30 20 10

5.000

4.000

3.000

2.000

1.000

1.000

2.000

3.000

4.000

5.000

Maschi

Femmine

127

Provincia e comune di Trento


350

FIGURA 2 Indice di vecchiaia

300
250 200 150 100 50 0 1972 1982 1992 2002 2012 2022 2032

Provincia (ipotesi migratoria)

Provincia (ipotesi naturale)

Comune (ipotesi migratoria)

Comune (ipotesi naturale)

Valle dellAdige e Vallagarina


300 250 200 150 50 0 1972

1982

1992

2002

2012

2022

2032

Comune di Trento Comune di Rovereto

della Valle dell'Adige (- Trento) della Vallagarina (- Rovereto)

della Valle dell'Adige della Vallagarina

Altri Comprensori
300 250 200 150 100 50 0 1972

1982

1992

2002

2012

2022

2032

della Valle di Fiemme Alta Valsugana delle Giudicarie

di Primiero della Valle di Non Alto Garda e Ledro

della Bassa Valsugana e del Tesino della Valle di Sole Ladino di Fassa

128

FIGURA 3 Indice di dipendenza o carico sociale


90 80 70 60 50 40 30 20 10 0 1972 1982

Provincia di Trento

1992

2002

2012

2022

2032

Provincia (ipotesi migratoria) Grandi anziani (di 80 anni e oltre)

Provincia (ipotesi naturale) Comune di Trento (ipotesi naturale)

Giovani (minori di 15 anni) Comune di Trento (ipotesi migratoria)

Anziani (di 65 anni e oltre)

Valle dellAdige e Vallagarina


80 75 70 65 60 55 50 45 40 35 30 1972 1982
Comune di Trento Comune di Rovereto

1992

2002

2012

2022

2032

della Valle dell'Adige (- Trento) della Vallagarina (- Rovereto)

della Valle dell'Adige della Vallagarina

Altri Comprensori
80 75 70 65 60 55 50 45 40 35 30 1972 1982
della Valle di Fiemme Alta Valsugana delle Giudicarie

1992

2002
di Primiero della Valle di Non Alto Garda e Ledro

2012

2022

2032

della Bassa Valsugana e del Tesino della Valle di Sole Ladino di Fassa

129

Provincia e comune di Trento


140 120 100 80 60 40 20 0 1972 1982 1992 2002 2012 2022 2032

FIGURA 4 Indice di struttura della forza lavoro

Provincia (ipotesi migratoria) Comune di Trento (ipotesi migratoria)

Provincia (ipotesi naturale) Comune di Trento (ipotesi naturale)

Valle dellAdige e Vallagarina


160 140 120 100 80 60 40 20 0 1972 1982 1992 2002 2012 2022 2032

Comune di Trento Comune di Rovereto

della Valle dell'Adige (- Trento) della Vallagarina (- Rovereto)

della Valle dell'Adige della Vallagarina

Altri Comprensori
160 140 120 100 80 60 40 20 0 1972 1982 1992 2002 2012 2022 2032

della Valle di Fiemme Alta Valsugana delle Giudicarie

di Primiero della Valle di Non Alto Garda e Ledro

della Bassa Valsugana e del Tesino della Valle di Sole Ladino di Fassa

130

FIGURA 5 Et media della popolazione


55 50 45 40 35 30 1972
Totale

Provincia di Trento

1982

1992
Maschi

2002
Femmine

2012

2022

2032

Valle dellAdige e Vallagarina


50 48 46 44 42 40 38 36 34 32 30 1972 1982
Comune di Trento Comune di Rovereto

1992

2002

2012

2022

2032

della Valle dell'Adige (- Trento) della Vallagarina (- Rovereto)

della Valle dell'Adige della Vallagarina

Altri Comprensori
50 48 46 44 42 40 38 36 34 32 30 1972 1982
della Valle di Fiemme Alta Valsugana delle Giudicarie

1992

2002
di Primiero della Valle di Non Alto Garda e Ledro

2012

2022

2032

della Bassa Valsugana e del Tesino della Valle di Sole Ladino di Fassa

131

Provincia di Trento
32 31 30 29 28 27 26 1972

FIGURA 6 Et media delle madri al parto

1982

1992

2002

2012

2022

2032

Valle dellAdige e Vallagarina


32 31 30 29 28 27 26 1972

1982
Comune di Trento Comune di Rovereto

1992

2002

2012

2022

2032

della Valle dell'Adige (- Trento) della Vallagarina (- Rovereto)

della Valle dell'Adige della Vallagarina

Altri Comprensori
32 31 30 29 28 27 26 25 1972 1982
della Valle di Fiemme Alta Valsugana Alto Garda e Ledro

1992

2002
di Primiero della Valle di Non delle Giudicarie

2012

2022

2032

della Bassa Valsugana e del Tesino della Valle di Sole Ladino di Fassa

132

FIGURA 7 Indice di ricambio delle donne in et fertile


120 110 100 90 80 70 60 50 40 30 1972 1982

Provincia di Trento

1992

2002

2012

2022

2032

Valle dellAdige e Vallagarina


140 120 100 80 60 40 20 0 1972 1982 1992 2002 2012 2022 2032

Comune di Trento Comune di Rovereto

della Valle dell'Adige (- Trento) della Vallagarina (- Rovereto)

della Valle dell'Adige della Vallagarina

Altri Comprensori
140 120 100 80 60 40 20 0 1972 1982
della Valle di Fiemme Alta Valsugana delle Giudicarie

1992

2002

2012

2022

2032

di Primiero della Valle di Non Alto Garda e Ledro

della Bassa Valsugana e del Tesino della Valle di Sole Ladino di Fassa

133

Provincia di Trento
7.500 7.000 6.500 6.000 5.500 5.000 4.500 4.000 3.500 3.000 1972 1982 1992 2002 2012 2022 2032

FIGURA 8 Nati teorici in ipotesi di fecondit corrente o costante

Fecondit corrente Fecondit del 2000

Fecondit del 1980

Fecondit del 1990

Comune di Trento
1.700 1.600 1.500 1.400 1.300 1.200 1.100 1.000 900 800 700 1972 1982 1992 2002 2012 2022 2032

Fecondit corrente Fecondit del 2000

Fecondit del 1980

Fecondit del 1990

134

FIGURA 9 Tasso di natalit


15 14 13 12 11 10 9 8 7 6 1972 1982

Provincia di Trento

1992

2002

2012

2022

2032

Valle dellAdige e Vallagarina


18 16 14 12 10 8 6 1972

1982

1992

2002

2012

2022

2032

Comune di Trento Comune di Rovereto

della Valle dell'Adige (- Trento) della Vallagarina (- Rovereto)

della Valle dell'Adige della Vallagarina

Altri Comprensori
24 22 20 18 16 14 12 10 8 6 1972 1982 1992 2002 2012 2022 2032

della Valle di Fiemme Alta Valsugana delle Giudicarie

di Primiero della Valle di Non Alto Garda e Ledro

della Bassa Valsugana e del Tesino della Valle di Sole Ladino di Fassa

135

Provincia di Trento
12 11,5 11 10,5 10 9,5 9 8,5 8 1972 1982 1992 2002 2012 2022 2032

FIGURA 10 Tasso di mortalit

Valle dellAdige e Vallagarina


13 12 11 10 9 8 7 1972

1982
Comune di Trento Comune di Rovereto

1992

2002

2012

2022

2032

della Valle dell'Adige (- Trento) della Vallagarina (- Rovereto)

della Valle dell'Adige della Vallagarina

Altri Comprensori
16 15 14 13 12 11 10 9 8 7 6 1972 1982 1992 2002 2012 2022 2032

della Valle di Fiemme Alta Valsugana delle Giudicarie

di Primiero della Valle di Non Alto Garda e Ledro

della Bassa Valsugana e del Tesino della Valle di Sole Ladino di Fassa

136

FIGURA 11 Tasso di attrazione


45 40 35 30 25 20 15 10 5 0 1972 1982

Provincia di Trento

1992

2002

2012

2022

2032

Valle dellAdige e Vallagarina


70 60 50 40 30 20 10 0 1972 1982
Comune di Trento Comune di Rovereto

1992

2002

2012

2022

2032

della Valle dell'Adige (- Trento) della Vallagarina (- Rovereto)

della Valle dell'Adige della Vallagarina

Altri Comprensori
45 40 35 30 25 20 15 10 5 0 1972 1982
della Valle di Fiemme Alta Valsugana delle Giudicarie

1992

2002
di Primiero della Valle di Non Alto Garda e Ledro

2012

2022

2032

della Bassa Valsugana e del Tesino della Valle di Sole Ladino di Fassa

137

Provincia di Trento
35 30 25 20 15 10 5 0 1972 1982 1992 2002 2012 2022 2032

FIGURA 12 Tasso di repulsione

Valle dellAdige e Vallagarina


50 45 40 35 30 25 20 15 10 5 0 1972 1982
Comune di Trento Comune di Rovereto

1992

2002

2012

2022

2032

della Valle dell'Adige (- Trento) della Vallagarina (- Rovereto)

della Valle dell'Adige della Vallagarina

Altri Comprensori
45 40 35 30 25 20 15 10 5 0 1972 1982
della Valle di Fiemme Alta Valsugana delle Giudicarie

1992

2002
di Primiero della Valle di Non Alto Garda e Ledro

2012

2022

2032

della Bassa Valsugana e del Tesino della Valle di Sole Ladino di Fassa

138

FIGURA 13 Tassi di fecondit regionali e provinciali


2.600 2.400 2.200 2.000 1.800 1.600 1.400 1.200 1.000 1972 1982
TFT regionale

TFT regionale e provinciale

1992

2002
TFT provinciale

2012

2022

2032

Fecondit per et della madre


180 160 140 120 100 80 60 40 20 0 13 18
Regionale 1972 Provinciale 2003

23

28

33
Regionale 2000 Provinciale 2015

38

43

48

Provinciale 1972 Provinciale 2030

Fecondit cumulata per et della madre


2500 2000 1500 1000 500 0

13

18

23

28

33

38

43

48

Regionale 1972 Provinciale 2003

Regionale 2000 Provinciale 2015

Provinciale 1972 Provinciale 2032

139

Speranza di vita alla nascita ed et media alla morte


95 90 85 80 75 70 65 60 1972

FIGURA 14 Speranza di vita a varie et ed et media alla morte

1982

1992

2002

2012

2022

2032

Speranza di vita alla nascita: maschi Et media alla morte: maschi

Speranza di vita alla nascita: femmine Et media alla morte: femmine

Speranza di vita a 25 anni


70

65

60

55

50

45

40 1972

1982

1992

2002

2012

2022

2032

Maschi

Femmine

140

Speranza di vita a 50 anni


45

40

35

30

25

20 1972

1982

1992

2002

2012

2022

2032

Maschi

Femmine

Speranza di vita a 75 anni


25

20

15

10

0 1972

1982

1992

2002

2012

2022

2032

Maschi

Femmine

141

Provincia di Trento
600.000 500.000 400.000 300.000 200.000 100.000 0 1972

FIGURA 15 Evoluzione della popolazione residente

1982

1992

2002

2012

2022

2032

Totale (ipotesi migratoria) Totale (ipotesi naturale)

Maschi (ipotesi migratoria)

Femmine (ipotesi migratoria)

Valle dellAdige e Vallagarina


200.000 180.000 160.000 140.000 120.000 100.000 80.000 60.000 40.000 20.000 0 1972 1982 1992 2002 2012 2022 2032

Comune di Trento Comune di Rovereto

della Valle dell'Adige (- Trento) della Vallagarina (- Rovereto)

della Valle dell'Adige della Vallagarina

Altri Comprensori
70.000 60.000 50.000 40.000 30.000 20.000 10.000 0 1972 1982 1992 2002 2012 2022 2032

della Valle di Fiemme Alta Valsugana delle Giudicarie

di Primiero della Valle di Non Alto Garda e Ledro

della Bassa Valsugana e del Tesino della Valle di Sole Ladino di Fassa

142

GLOSSARIO

143

Indice di vecchiaia

rapporto tra le persone anziane ed i giovani popolazione anziana (di 65 anni ed oltre) popolazione giovane (fino a 14 anni)

* 100

Indice di sostituzione (o di ricambio) della forza lavoro

rapporto tra le persone che stanno entrando in et lavorativa ed i prossimi pensionati popolazione in et (15-19 anni) popolazione in et (60-64 anni)

* 100

Indice di dipendenza (o di carico sociale) totale

rapporto tra le persone in et non lavorativa e lavorativa popolazione giovane (fino a 14 anni) + popolazione anziana (di 65 anni ed oltre) popolazione in et lavorativa (15-64 anni)

* 100

Indice di dipendenza (o di carico sociale) giovani

rapporto tra le persone giovani e quelle in et lavorativa popolazione giovane (fino a 14 anni) popolazione in et lavorativa (15-64 anni)

* 100

Indice di dipendenza (o di carico sociale) anziani

rapporto tra le persone anziane e quelle in et lavorativa popolazione anziana (di 65 anni ed oltre) popolazione in et lavorativa (15-64 anni)

* 100

Indice di dipendenza (o di carico sociale) grandi anziani

rapporto tra i grandi anziani e le persone in et lavorativa grandi anziani (di 80 anni ed oltre) popolazione in et lavorativa (15-64 anni)

* 100

Indice di struttura della forza lavoro

rapporto tra la persone in et lavorativa pi giovane e pi anziana popolazione in et (15-39 anni) popolazione in et (40-64 anni)

* 100

Indice di ricambio delle donne in et fertile

rapporto tra le donne fino a 19 anni ed in et (20-39 anni) popolazione femminile in et (0-19 anni) popolazione femminile in et (20-39 anni)

* 100

Carico familiare delle donne in et fertile

rapporto tra i bambini in et prescolare e le donne in et fertile bambini (fino a 5 anni) popolazione femminile in et fertile

* 100

145

BIBLIOGRAFIA

147

Testi specifici sui modelli Strudel e Simula

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150

Finito di stampare nel mese di febbraio 2006

LE TENDENZE DI MEDIO-LUNGO PERIODO DEL SISTEMA PENSIONISTICO E SOCIO-SANITARIO AGGIORNAMENTO 2008

4. La spesa per Long Term Care


4.1. Premessa

Laggregato di spesa pubblica per Long Term Care (LTC), a cui si far riferimento nel capitolo, corrisponde alla definizione concordata in ambito EPC-WGA ai fini della predisposizione delle previsioni di medio-lungo periodo delle principali componenti di spesa pubblica age-related104. Tale definizione coerente con le indicazioni metodologiche contenute nelle linee guida elaborate dallOCSE in base alle quali laggregato di spesa per LTC comprende, oltre alla componente sanitaria, anche la spesa per interventi assistenziali erogati in qualsiasi forma e a qualsiasi livello di amministrazione105. Per quanto riguarda lItalia, la definizione di spesa pubblica per LTC include le seguenti tre componenti: la componente sanitaria, le indennit di accompagnamento e gli interventi socio-assistenziali rivolti ai disabili e agli anziani non autosufficienti erogati a livello locale. La componente sanitaria della spesa pubblica per LTC coincide con la corrispondente macrofunzione definita nellambito delle previsioni della spesa sanitaria (cap. 3)106. Viene qui riproposta al fine di fornire un quadro complessivo delle tendenze evolutive di tutte le componenti di spesa riconducibili alla nozione di LTC, siano esse di natura sanitaria o socio-assistenziale. In occasione dellaggiornamento delle previsioni di spesa al 2008, la stima della componente sanitaria per LTC stata leggermente rivista sulla base dei primi risultati dellattivit svolta dal gruppo di lavoro interistituzionale costituito con il compito di disaggregare la spesa sanitaria italiana secondo i criteri di classificazione del System of Health Accounts (SHA) definito dallOCSE (box 4.1). La seconda componente costituita dalle indennit di accompagnamento erogate ad invalidi e ciechi civili e dalle indennit di comunicazione riconosciute ai sordomuti107. Si tratta, complessivamente, di prestazioni
Economic Policy Committee and European Commission (2005). In particolare, la spesa per LTC comprende tutti quegli interventi di natura assistenziale o sanitaria a favore delle persone anziane o disabili non autosufficienti, cio non in grado di compiere, con continuit, gli atti quotidiani della vita senza un aiuto esterno.
105 104

La definizione di spesa per LTC

LTC in Italia:

- la componente sanitaria

- le indennit di accompagnamento

Secondo le linee guida elaborate dallOCSE, la spesa per LTC comprende le tre seguenti voci: i) HC.3, Long term health care; ii) HC.R.6.1, Social services of LTC; iii) HC.R.7, Cash benefits related to sickness and disability. Per maggiori dettagli, si veda OECD (2006b).

Tale definizione in linea con le indicazioni metodologiche concordate in ambito EPC-WGA in occasione della predisposizione del primo set di previsioni della spesa sanitaria pubblica nei paesi dellUE-15. In tale contesto, laggregato di spesa pubblica per LTC includeva soltanto la componente sanitaria la quale veniva enucleata dalla spesa sanitaria complessiva sulla base dei criteri selettivi concordati in EPC-WGA. La spesa sanitaria residua veniva, automaticamente, qualificata come componente acute della spesa sanitaria. In merito, si veda Economic Policy Committee (2001). Per maggiori dettagli sul profilo normativo relativo alle indennit di accompagnamento, si veda Appendice 1, lettera F.
107

106

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LE TENDENZE DI MEDIO-LUNGO PERIODO DEL SISTEMA PENSIONISTICO E SOCIO-SANITARIO AGGIORNAMENTO 2008

monetarie erogate in dipendenza di limitazioni psicofisiche che determinano condizioni di non autosufficienza. Questa caratteristica le rende parte integrante della spesa pubblica per LTC anche se i criteri di erogazione non sono strettamente correlati o vincolati al tipo di utilizzazione108. Infatti, lerogazione delle suddette indennit non subordinata alla certificazione dellacquisto di beni e servizi funzionali al miglioramento delle condizioni di vita del titolare della prestazione. Inoltre, il riconoscimento del diritto prescinde da qualsiasi requisito reddituale del beneficiario.
- le altre prestazioni LTC

Lultima componente denominata Altre prestazioni LTC, comprende un insieme di prestazioni, largamente in natura, gestite prevalentemente a livello locale per finalit socio-assistenziali. Tali prestazioni sono erogate in via principale, se non esclusiva, dai comuni singoli o associati e sono rivolte agli anziani non autosufficienti, ai disabili, ai malati psichici e alle persone dipendenti da alcool e droghe. Le prestazioni in natura possono essere di tipo residenziale o semi-residenziale. Le prime vengono erogate in istituti come, ad esempio, le residenze socio-sanitarie per anziani o le comunit socioriabilitative109. Le seconde si riferiscono alle prestazioni erogate in strutture semi-residenziali come i centri diurni e i centri di aggregazione o direttamente presso labitazione dellassistito (assistenza domiciliare). Oltre alle prestazioni in natura, vi sono anche, seppure in misura minoritaria, prestazioni monetarie per lo pi assimilabili alle indennit di accompagnamento110. Laggiornamento al 2008 delle previsioni della spesa per LTC ha riguardato, oltre alla consueta revisione dei valori iniziali di spesa, ladozione dei nuovi scenari demografici e macroeconomici descritti nel capitolo 1. In merito, vale ricordare che le nuove ipotesi di scenario incrementano di dieci anni lorizzonte temporale di proiezione portandolo dal 2050 al 2060. La spesa pubblica complessiva per LTC ammonta all1,7% del PIL nel 2007, di cui circa 2/3 erogata a soggetti con pi di 65 anni. In termini relativi, la componente sanitaria rappresenta il 48% del totale contro il 42% della spesa per indennit di accompagnamento. Le altre prestazioni assistenziali coprono, invece, circa il 10%. Nei tre paragrafi successivi, verranno analizzate separatamente le previsioni relative a ciascuna delle tre componenti della spesa pubblica per LTC. Nel paragrafo 4.5 verr illustrata la previsione dellaggregato complessivo di spesa con evidenziazione del contributo di ciascuna componente. Seguir, infine, unanalisi comparata delle previsioni elaborate
Si veda in proposito laggregato ricostruito in Comas-Herrera et al. (2003) e, successivamente, in Gori C. (2006).
109 110 108

Le previsioni aggiornate al 2008

Per maggiori dettagli, si veda Istat (2005b).

Riguarda prevalentemente alcune aree del paese a statuto speciale (Trento e Bolzano) che mantengono una competenza esclusiva in materia di erogazione e gestione dellindennit di accompagnamento.

100

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sulla base di differenti scenari demo-economici ( 4.6) e di ipotesi alternative sullevoluzione del consumo socio-sanitario ( 4.7).
4.2. La componente sanitaria della spesa per LTC

La componente LTC della spesa sanitaria, definita sulla base dei criteri di classificazione condivisi in ambito EPC-WGA111, comprende linsieme delle prestazioni sanitarie che vengono erogate a persone non autosufficienti le quali, per senescenza, malattia cronica o limitazione mentale, necessitano di assistenza continuativa. Le indicazioni definitorie concordate in ambito EPC-WGA, tuttavia, non sempre consentono di decidere, in maniera univoca, lattribuzione delle singole prestazioni sanitarie, anche in considerazione delle specificit istituzionali di ciascun paese. Per quanto riguarda lItalia, la componente sanitaria della spesa per LTC include, oltre allassistenza territoriale rivolta agli anziani e ai disabili (disarticolata in assistenza ambulatoriale e domiciliare, assistenza semi-residenziale ed assistenza residenziale), lassistenza psichiatrica, lassistenza rivolta agli alcolisti e ai tossicodipendenti e lassistenza ospedaliera erogata in regime di lungodegenza. Rispetto allo scorso anno, la stima dei valori di spesa associati a ciascuna delle suddette componenti stata rivista sulla base dei primi risultati conseguiti dal gruppo di lavoro interistituzionale che si occupa della disaggregazione della spesa sanitaria secondo i criteri di classificazione del SHA. Nellambito di tale attivit, risulta particolarmente importante lidentificazione delle voci di spesa da includere nellaggregato HC.3, che rappresenta la componente sanitaria della spesa per LTC. In precedenza, tale aggregato non risultava fra le statistiche ufficiali prodotte dallIstat e, pertanto, non era disponibile nella base dati sui sistemi sanitari dellOCSE112. La stima dellaggregato, effettuata nellambito del gruppo di lavoro, si basa sui dati della rilevazione dei modelli LA aggiornati al 2004. Essa conferma sostanzialmente il livello di spesa precedentemente elaborato dalla RGS, con alcune differenze che attengono per lo pi alla distribuzione interna delle singole componenti. Infatti, la componente sanitaria della spesa pubblica per LTC dellanno 2007 risulta confermata ad un livello pari a circa l0,8% del PIL, che corrisponde al 12% della spesa sanitaria complessiva. Analogamente, risultano confermati i valori degli anni precedenti, a partire dal 2004. Una descrizione di dettaglio relativa alle nuove stime e alle

La dimensione dellaggregato

Le linee guida definite in ambito EPC-WGA

111 112

Economic Policy Committee (2001) e OECD (2000c).

Nellambito della ricognizione dei dati disponibili ai fini delle previsioni di spesa pubblica per LTC effettuata presso EPC-WGA lItalia risultava fra i pochi paesi per i quali laggregato HC.3 non era disponibile nelle statistiche ufficiali dellOCSE.

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LE TENDENZE DI MEDIO-LUNGO PERIODO DEL SISTEMA PENSIONISTICO E SOCIO-SANITARIO AGGIORNAMENTO 2008

differenze rispetto a quelle pubblicate nei precedenti numeri del rapporto RGS riportata nel box 4.1.
I profili del consumo sanitario

I profili per et e sesso del consumo sanitario costituiscono una parte essenziale del modello di previsione in quanto, interagendo con la struttura per et e sesso della popolazione, dimensionano leffetto demografico sulla dinamica della spesa. Essi vengono stimati distintamente per ciascuna tipologia di prestazione e, come tali, applicati nel modello di previsione. A fini espositivi, i profili del consumo sanitario per LTC possono essere aggregati in tre componenti principali a seconda dei destinatari delle prestazioni e della modalit di erogazione. Si tratta, in particolare: dellassistenza residenziale agli anziani e ai disabili, dellassistenza non-residenziale rivolta alla stessa categoria di soggetti e, infine, dellassistenza, in qualunque forma erogata, rivolta a soggetti affetti da dipendenze (alcolisti e tossicodipendenti) o patologie psichiatriche (figg. 4.2.a e 4.2.b). Lassistenza rivolta agli anziani e ai disabili rappresenta circa il 70% della spesa sanitaria complessiva per LTC. Tale percentuale suddivisa fra la componente erogata in forma residenziale, che ne rappresenta circa i 3/5, e quella non-residenziale, definita come aggregazione delle prestazioni legate allassistenza semi-residenziale e allassistenza domiciliare, che ne rappresenta circa i 2/5. Come si evince dalle figure 4.2.a e 4.2.b, il profilo per et del consumo sanitario per LTC relativo allassistenza agli anziani e ai disabili mostra valori molto elevati per la fascia di popolazione oltre i 75 anni rispetto a quella dei pi giovani fra i 25 e 50 anni. Diversamente, la terza componente, relativa alle dipendenze e ai malati psichiatrici, evidenzia un consumo pi elevato da parte dei pi giovani rispetto agli anziani.

I risultati della previsione

La figura 4.3 illustra i risultati della previsione del rapporto fra spesa sanitaria e PIL nelle ipotesi macroeconomiche e demografiche sottostanti lo scenario nazionale base (cap. 1). Tale rapporto passa dallo 0,8% del 2007 all1,5% del 2060, registrando un incremento di 0,7 punti percentuali113. Analogamente alla previsione del rapporto fra la spesa sanitaria complessiva e il PIL, tale risultato pu essere scomposto nel contributo esplicativo di tre fattori che misurano, rispettivamente, leffetto delle scelte di politica economica, levoluzione dei tassi di occupazione e le dinamiche demografiche. La componente demografica costituisce un fattore di forte espansione del rapporto fra spesa sanitaria per LTC e PIL (fig. 4.3.d). Linvecchiamento della popolazione ed il conseguente aumento degli anziani si traduce, infatti, in un maggior consumo di prestazioni riconducibili allaggregato in oggetto.
113

Lincremento del rapporto, nel triennio 2008-2010, essenzialmente dovuto agli effetti della crisi finanziaria sulle prospettive di crescita economica dei primi anni del periodo di previsione (cap. 1).

102

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Tale spinta risulta solo parzialmente contrastata dalleffetto di contenimento esercitato dallaumento del tasso di occupazione (fig. 4.3.c). Vale rilevare che lincremento della spesa sanitaria per LTC pi del doppio rispetto a quello previsto per la componente acute. Questo risultato dipende prevalentemente dal diverso impatto del fattore demografico sui due aggregati di spesa, in dipendenza del grado di correlazione del consumo sanitario con let degli assistiti. Nellintero periodo di previsione, il contributo del fattore demografico alla dinamica della spesa sanitaria risulta del 57% per la componente LTC contro il 16% della componente acute.
4.3. La spesa per le indennit di accompagnamento

Le indennit di accompagnamento e di comunicazione (da ora in avanti solo indennit di accompagnamento) sono prestazioni monetarie erogate ad invalidi civili, ciechi civili e sordomuti114 esclusivamente in dipendenza delle condizioni psico-fisiche del soggetto. Il numero di prestazioni in pagamento alla fine del 2007 di circa un milione e seicento mila unit, per una spesa che ammonta a circa lo 0,7% del PIL. Il 90% delle prestazioni erogato a favore degli invalidi civili (totali e parziali), percentuale che sale al 93% se calcolata in termini di spesa. Come si vede dalle figure 4.2.c e 4.2.d, le indennit di accompagnamento erogate agli invalidi civili ed ai ciechi, che coprono la quasi totalit della spesa complessiva, sono fortemente correlate con let. Infatti, lincidenza dei beneficiari sulla popolazione residente di pari et e sesso, nelle fasce di et fino ai 65 anni, rimane sostanzialmente stabile e poco significativa, per poi salire rapidamente nelle fasce di et successive. Oltre gli 85 anni, lincidenza degli invalidi civili sulla popolazione risulta pari a circa il 25%, per i maschi, e a circa il 40% per le femmine. Incrementi altrettanto significativi, sebbene rapportati ad una dimensione pi contenuta del fenomeno, si registrano per le indennit di accompagnamento dei ciechi. Diverso , invece, il caso delle indennit dei sordomuti, per le quali il legame con let sostanzialmente assente. Ci si deve al disposto normativo in base al quale tale indennit viene erogata solo se la patologia si manifestata entro il dodicesimo anno det, impedendo cos il completo apprendimento del linguaggio. Vale, tuttavia, rilevare che lincidenza sulla popolazione delle indennit per i sordomuti estremamente bassa attestandosi mediamente su una percentuale significativamente inferiore allo 0,1% per entrambi i sessi.

La dimensione dellaggregato

I profili di spesa per et : - ciechi e invalidi

- sordomuti

114

Nel caso dei sordomuti, lindennit di comunicazione pu aggiungersi allindennit di accompagnamento se ricorrono i requisiti psicofisici per cui il soggetto possa beneficiare di entrambe le prestazioni. Vale, tuttavia, rilevare che il numero di indennit di comunicazione e la relativa spesa sono alquanto modesti rappresentando, per il 2007, rispettivamente, il 2,6% e lo 1,1% dellaggregato.

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Lindicizzazione delle prestazioni

La figura 4.4 riporta landamento previsto della spesa complessiva115 per indennit in rapporto al PIL nonch la sua scomposizione sulla base di alcuni indicatori utili ad evidenziare il contributo dei principali fattori esplicativi. Vale ricordare che, come per le componenti assistenziali della spesa pensionistica (pensione sociale e assegno sociale), limporto delle indennit viene adeguato nel tempo sulla base di un meccanismo di indicizzazione pi favorevole rispetto a quello previsto dalla normativa vigente (Appendice 1 lettera F). La soluzione adottata prevede ladeguamento della prestazione alla crescita reale delleconomia, in aggiunta al pieno recupero dellinflazione. Ci al fine di evitare che, nel lungo periodo, essa perda di fatto la propria funzione assistenziale. In particolare, lindicizzazione viene effettuata in funzione del tasso di variazione del PIL pro capite nominale, per ragioni di coerenza con la scelta adottata per la spesa sanitaria nelle ipotesi del pure ageing scenario116. Nello scenario nazionale base, tale soluzione trova applicazione a partire dal 2014, cio dallanno successivo a quello coperto dai documenti di finanza pubblica elaborati nel 2008117. Dopo un breve periodo di sostanziale stabilit ad un livello poco al di sopra dello 0,7%, il rapporto spesa/PIL cresce in maniera costante fino a raggiungere circa l1,5% nel 2060. Landamento iniziale totalmente imputabile allimporto medio della prestazione (fig. 4.4.b) che, limitatamente al periodo in esame, viene fatto evolvere in linea con il meccanismo di adeguamento automatico previsto dalla normativa vigente. Ci implica, ovviamente, una riduzione del rapporto fra prestazione media e produttivit. La costante crescita del rapporto spesa/PIL prevista a partire dal 2014 interamente imputabile al fattore demografico. Infatti, il rapporto tra numero di indennit ed occupati pi che raddoppia nel periodo 2014-2060, passando dall8,5% al 17,8% (fig. 4.4.c). Fino al 2040, tale dinamica indotta dallaumento dellincidenza della popolazione anziana (65 anni ed oltre) rispetto a quella in et di lavoro (fig. 4.4.f); successivamente, essa si spiega con laumento della quota di popolazione ultraottantenne, caratterizzata da tassi di disabilit assai elevati118. Infatti, il rapporto fra il numero di indennit e la popolazione ultrasessantacinquenne (fig. 4.4.d) oscilla attorno al 16% fino al 2040 (fig. 4.4.d), in presenza di un indice di dipendenza degli anziani in forte crescita. Diversamente, negli ultimi 20 anni del periodo di previsione,

I risultati della previsione:

- leffetto numero

115

Per maggiori dettagli circa la metodologia di previsione, si veda Ministero delleconomia e delle finanze - RGS (2005), box 4.3.

Laggancio del costo unitario al PIL pro capite rende levoluzione prevista del rapporto spesa/PIL dipendente esclusivamente dalle dinamiche demografiche.
117 118

116

Per il periodo precedente si applica il meccanismo previsto dalla normativa vigente.

Tale incremento riflette, in particolare, il passaggio delle generazioni del baby boom dalla fascia di et 65-74 anni a quella successiva, dove la probabilit di ricevere unindennit di accompagnamento risulta mediamente assai superiore a quella della fascia precedente.

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il rapporto si impenna con un incremento di oltre 4 punti percentuali, a fronte di un indice di dipendenza degli anziani sostanzialmente stabile. Tuttavia, la crescita del rapporto tra numero di indennit ed occupati non si trasla interamente sulla dinamica del rapporto spesa/PIL, grazie alleffetto di parziale compensazione esercitato dalla riduzione del rapporto fra indennit media e produttivit (fig. 4.4.b). In particolare, questultimo indicatore tende a decrescere fino al 2045 per mantenere poi un andamento stabile nei 15 anni successivi, attestandosi su un valore leggermente superiore all8% nel 2060. Tale dinamica dovuta, essenzialmente, al profilo temporale del tasso di variazione degli occupati che da positivo diventa significativamente negativo, specie nella parte centrale del periodo di previsione. Si ricorda in proposito che, nel periodo 2014-2060, limporto della prestazione viene indicizzato al PIL pro capite e sconta, quindi, sia la dinamica della produttivit che quella occupazionale. A tale fattore, occorre aggiungere leffetto della graduale riduzione della spesa per arretrati. La previsione, infatti, incorpora la tendenza degli anni passati verso una progressiva contrazione del ritardo medio nella liquidazione delle prestazioni119.
4.4. La spesa per Altre prestazioni LTC
- leffetto importo

Laggregato Altre prestazioni LTC raccoglie un insieme di prestazioni eterogenee, prevalentemente in natura, erogate a livello locale per finalit socio-assistenziali rivolte ai disabili e agli anziani non autosufficienti. Una misura della dimensione di tale componente di spesa pu essere dedotta dai conti della protezione sociale della contabilit nazionale. In particolare, le principali poste contabili attribuibili a queste prestazioni si collocano nella funzione Assistenza in corrispondenza dei due eventi/bisogni Invalidit e Vecchiaia. Nella voce Assistenza sociale troviamo le prestazioni in natura (circa 1,8 miliardi di euro, per il 2007), mentre, nella voce Altri assegni e sussidi si collocano i trasferimenti in denaro (circa 0,5 miliardi di euro, per il 2007). Tale aggregato comprende, tuttavia, anche prestazioni non riconducibili alla funzione LTC, come gli indennizzi per danni di tipo biologico che, pertanto, sono stati esclusi. In complesso, per il 2007, la spesa pubblica per linsieme delle prestazioni per LTC, di natura non sanitaria e non riconducibili alle indennit di accompagnamento, viene stimata intorno a 2,3 miliardi di euro (0,16% in termini di PIL), di cui il 59% riferibile a prestazioni di natura non-residenziale, il 23% a prestazioni di natura residenziale ed il rimanente 18% a trasferimenti in denaro.

La dimensione dellaggregato

La spesa per arretrati corrisponde, nel 2007, a circa il 17% della spesa totale per indennit. Per gli aspetti metodologici relativi alle modalit con cui il modello gestisce il ritardo medio nella liquidazione delle prestazioni, si veda Ministero delleconomia e delle finanze RGS (2005), box 4.3.

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Lindagine sugli interventi e servizi sociali dei comuni

Indicazioni quantitative pi analitiche in termini di spesa pubblica, platea dei beneficiari e numerosit degli interventi per le prestazioni socio-assistenziali erogate a livello locale possono essere desunte dai risultati dellindagine sugli Interventi e sui servizi sociali dei comuni singoli e associati, inclusa nel Sistema Statistico Nazionale. Tale indagine, avviata nel 2003, uscita dalla fase sperimentale e produce, con regolarit ed in forma censuaria, informazioni articolate per territorio, per tipologia di prestazione ed area di intervento, secondo il dettaglio contemplato nel questionario di rilevazione (Appendice 2 - lettera D). La previsione di medio-lungo periodo della componente di spesa in esame stata effettuata seguendo il medesimo approccio adottato per la componente sanitaria120 il quale individua come parametro fondamentale della previsione il profilo della spesa pro capite per sesso ed et in corrispondenza delle differenti tipologie di prestazione. Tale profilo stato cos stimato: per quanto concerne la componente monetaria (trasferimenti in denaro) la stima basata sulla distribuzione per et e sesso delle indennit di accompagnamento ( 4.3), nella presunzione che si tratti di prestazioni erogate con criteri similari121; per le prestazioni residenziali si sono impiegate le informazioni provenienti dalla rilevazione sui presidi residenziali socio-assistenziali, la quale fornisce la distribuzione per fasce di et e sesso degli ospiti dei presidi che ricevono un significativo contributo pubblico per attivit socio-assistenziali122;

I profili di spesa

per le rimanenti prestazioni in natura, le non-residenziali, si fatto riferimento allindagine sulle condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari123, la quale fornisce la distribuzione per fascia di et e sesso dei soggetti che hanno dichiarato di aver ricevuto assistenza domiciliare di natura non esclusivamente sanitaria. I profili stimati per ciascuna delle tre tipologie di spesa sono illustrati nelle figure 4.2.e e 4.2.f. Il consumo pro capite specifico per sesso ed et espresso in termini del valore medio riferito allintera popolazione. Dato che questo genere di prestazioni rivolto prevalentemente agli anziani, i valori corrispondenti alle et elevate risultano decisamente pi alti. Le femmine presentano un consumo maggiore dei maschi, soprattutto in relazione allassistenza residenziale ed alle prestazioni in denaro.
120 121

Ministero delleconomia e delle finanze RGS (2005), box 4.3.

Una buona parte di tale componente riconducibile allerogazione di prestazioni monetarie presso quelle regioni a statuto speciale che hanno una gestione autonoma dellindennit di accompagnamento rispetto a quella prevista a livello nazionale. Istat (2007b). Gli ospiti dei presidi sono stati ponderati in funzione del finanziamento pubblico medio assorbito dalla rispettiva tipologia di struttura.
123 122

Istat (2007a).

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La previsione illustrata nella figura 4.5 stata effettuata recependo le indicazioni dello scenario nazionale base ed assumendo, come per la spesa sanitaria, che levoluzione del CPS sia pari a quella del PIL pro capite. Tuttavia, a differenza della spesa sanitaria, questultima ipotesi viene applicata a partire dal 2008. I risultati mostrano che, nel periodo di previsione, lincidenza della spesa sul PIL allincirca raddoppia, rispetto al livello iniziale, attestandosi poco al di sopra dello 0,3% nel 2060. La crescita prevalentemente legata alla dinamica del fattore demografico124 (fig. 4.5.d). Esso produce un effetto espansivo che porterebbe, in assenza di altri fattori compensativi, ad un incremento del rapporto spesa/PIL di circa una volta e mezza il valore iniziale tramite un incremento della spesa ed una contestuale contrazione della dinamica del PIL. Gli andamenti dei rispettivi indicatori sono illustrati, rispettivamente, nelle figure 4.5.e e 4.5.f. Come si pu vedere, leffetto di contenimento pi significativo quello esercitato dalle ipotesi occupazionali (fig. 4.5.c) che, alle fine del periodo di previsione, limitano lincremento del rapporto spesa/PIL di circa il 20%.
4.5. La previsione della spesa complessiva per LTC negli scenari nazionali
I risultati della previsione

Nel presente paragrafo vengono presentati i risultati di previsione della spesa pubblica complessiva per LTC, ottenuti aggregando i risultati relativi alle singole componenti descritte nei paragrafi precedenti. Tuttavia, prima di passare allanalisi delle previsioni, opportuno fornire alcuni ulteriori elementi informativi riguardo alla composizione dellaggregato. Nella tabella 4.1 riportata la spesa complessiva per LTC in rapporto al PIL, per lanno 2007, con evidenziazione del contributo di ciascuna delle tre componenti descritte nei paragrafi precedenti. Come si evince dalla tabella, circa il 50% della spesa imputabile alla componente sanitaria mentre, della restante parte, i 4/5 circa sono dovuti alle indennit di accompagnamento. Inoltre, la tabella evidenzia che pi dei 2/3 della spesa sono rivolti agli anziani non autosufficienti, con oltre 65 anni. Tale percentuale risulta pi elevata per le indennit di accompagnamento e le altre prestazioni LTC e pi contenuta per la componente sanitaria. Al fine di favorire i confronti internazionali, in ambito EPC-WGA, la spesa per LTC risulta disarticolata per macrofunzioni. In particolare, si distingue: lassistenza domiciliare e semiresidenziale (at home), lassistenza residenziale (in institutions) e le prestazioni monetarie (cash benefits). La tabella 4.2 riporta la spesa in rapporto al PIL distribuita secondo la suddetta classificazione funzionale, mentre la figura 4.1 mostra la rappresentazione
Come per le prestazioni sanitarie per LTC, il risultato della previsione pu essere scomposto nel contributo esplicativo dei tre fattori che misurano, rispettivamente, leffetto delle scelte di politica economica, levoluzione dei tassi di occupazione e le dinamiche demografiche. Per un maggior dettaglio sul significato dei tre fattori, si veda. 3.3.
124

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grafica dei corrispondenti profili di spesa pro capite. La disaggregazione mostra che le prestazioni monetarie rappresentano oltre il 40% della spesa complessiva per LTC e che, nellambito dei servizi, lassistenza domiciliare e semiresidenziale risulta significativamente superiore allassistenza residenziale.
La spesa complessiva per LTC:

La previsione ottenuta con lo scenario nazionale base illustrata nella figura 4.6.a. La spesa pubblica per LTC in rapporto al PIL passa dall1,7% del 2007 al 3,3% del 2060. Tale aumento si distribuisce in modo pressoch uniforme nellintero periodo di previsione. Le differenze nei profili di spesa relativi alle diverse componenti determinano, nellinterazione con levoluzione della struttura della popolazione, alcuni effetti redistributivi lievi a livello di componente (fig. 4.6.b), e pi significativi per fascia di et (fig. 4.6.c). In particolare, aumenta il peso delle indennit di accompagnamento e quello delle altre prestazioni LTC a discapito della componente sanitaria. Questultima presenta una crescita di minore intensit per la presenza, al suo interno, di prestazioni che non sono strettamente legate allinvecchiamento (malati psichici e dipendenti da alcool e droghe). In relazione alla struttura per et, si registra una crescita della quota di spesa destinata agli ultraottantenni la quale passa dal 45% del 2010 al 71% del 2060. Questo spostamento di risorse avviene prevalentemente a discapito della fascia di et 0-64 anni. Come si evince dalla figura 4.7.a, la previsione del rapporto spesa/PIL aggiornata al 2008 si colloca, al 2050, ad un livello pi elevato di circa 0,3 punti percentuali rispetto a quanto osservato nella previsione dello scorso anno. Ci dovuto, essenzialmente, allipotesi di crescita del PIL nei primi anni di previsione, rivista fortemente a ribasso per tener conto degli effetti reali della crisi finanziaria. A partire dal 2010, tuttavia, le due curve a confronto presentano una dinamica sostanzialmente equivalente che mantiene pressoch inalterato il differenziale accumulato nei primi anni. Nella figura 4.7.b, si mette a confronto il rapporto spesa/PIL dello scenario nazionale base con quello dello scenario programmatico. Questultimo differisce dallo scenario base per le ipotesi macroeconomiche relative al periodo 2009-2013. Si pu notare che le corrispondenti curve risultano sostanzialmente coincidenti in quanto, come ricordato in precedenza (cap. 1), le differenze sulla dinamica del PIL reale sono assai modeste.
4.6. La previsione della spesa per LTC nello scenario EPC-WGA baseline

- distribuzione per componente

- distribuzione per et

Confronto con il precedente aggiornamento

Lo scenario programmatico

Analogamente allo schema adottato per le altre componenti della spesa sociale, la previsione dello scenario nazionale base viene posta a confronto con quella che scaturisce dalladozione delle ipotesi macroeconomiche e demografiche sottostanti lo scenario baseline definito in ambito EPC-WGA (cap. 1). Entrambe le previsioni adottano le ipotesi del pure ageing scenario

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e sono effettuate con il modello della RGS. Pertanto, le differenze nei risultati vanno interpretate esclusivamente in funzione delle ipotesi di scenario e dellindicizzazione delle prestazioni nel breve periodo. Per il periodo successivo al 2009, il CPS della componente sanitaria della spesa per LTC e della componente relativa alle altre prestazioni socio-sanitarie, viene fatto evolvere in funzione della variazione nominale del PIL pro capite, coerentemente con la scelta operata per la spesa sanitaria. Diversamente, per limporto dellindennit di accompagnamento previsto un passaggio graduale verso lindicizzazione al PIL pro capite, nel periodo 2010-2013, a partire dal sistema di indicizzazione dettato dalla normativa vigente. Analogamente allo scenario nazionale base, la previsione EPC-WGA mantiene invariati nel tempo i profili di spesa per sesso, et e tipologia di prestazione. Il confronto fra le previsioni del rapporto spesa/PIL ottenute adottando lo scenario nazionale base e quello EPC-WGA baseline riportato nella figura 4.7.c. Nel medio-lungo termine, le due curve presentano sostanzialmente la stessa dinamica di crescita e risultano quasi sovrapposte, con una leggera prevalenza dello scenario nazionale base. Alla fine del periodo di previsione, entrambe le curve si attestano attorno al 3,2% del PIL. Ci significa che limpatto demografico sul rapporto spesa/PIL sostanzialmente equivalente nei due scenari a confronto.
4.7. La previsione della spesa per LTC nelle ipotesi del reference scenario
Le ipotesi sul CPS per LTC

I risultati

I risultati finora esaminati derivano dallapplicazione delle ipotesi di evoluzione del consumo di prestazioni per LTC sottostanti la definizione del pure ageing scenario. Pertanto, essi scontano i soli effetti diretti imputabili alle dinamiche demografiche. Tuttavia, come per la spesa sanitaria, altri fattori possono incidere significativamente sulla dinamica della spesa per LTC. Alcuni di questi sono stati recentemente analizzati in ambito EPC-WGA, in occasione della predisposizione del secondo esercizio previsionale, e riflettono sostanzialmente alcune delle ipotesi alternative gi esaminate nellambito della spesa sanitaria. In particolare, per quanto attiene alleffetto indotto dal miglioramento delle condizioni di salute conseguente allaumento della speranza di vita, lipotesi alternativa adottata coincide con lapplicazione parziale della metodologia del dynamic equilibrium, cos come specificata nellambito della previsione della spesa sanitaria ( 3.8). Tale metodologia trova applicazione per tutte e tre le componenti di spesa. Per quanto concerne, invece, la dinamica del CPS, laggancio alla produttivit per occupato, anzich al PIL pro capite, stata considerata come ipotesi alternativa per la componente sanitaria e per quella relativa alle altre prestazioni per LTC. Diversamente, per le indennit di accompagnamento, si mantenuto laggancio al PIL pro
La definizione del reference scenario

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capite in quanto lipotesi alternativa non avrebbe molto significato, trattandosi di prestazioni monetarie125. La combinazione delle ipotesi sopra illustrate ha portato, come per la spesa sanitaria, alla definizione del cosiddetto reference scenario. Anche in questo caso, le ipotesi alternative considerate muovono in senso opposto, per quanto riguarda gli effetti finanziari sul rapporto spesa/PIL. Tuttavia, diversamente dalla spesa sanitaria, tali effetti si compensano solo parzialmente.
I risultati

I risultati delle simulazioni sono presentati nella figura 4.8, sia nelle ipotesi dello scenario nazionale base che in quelle dello scenario EPC-WGA baseline. Come si evince dai grafici, nel primo caso la combinazione delle ipotesi alternative porta ad un miglioramento della dinamica della spesa per LTC che si realizza, in gran parte, nel periodo 2015-2025. Nellultimo decennio del periodo di previsione, le due curve presentano unulteriore divaricazione portando la differenza del rapporto spesa/PIL a circa 0,2 punti percentuali nel 2060. Nello scenario EPC-WGA baseline, il miglioramento del rapporto spesa/PIL risulta visibilmente pi contenuto. La riduzione del rapporto si attesta su 0,1 punti percentuali di PIL nel 2060 dopo aver raggiunto un livello leggermente superiore attorno al 2030.

125

Infatti, le altre due componenti di spesa per LTC esprimono servizi alla persona la cui produzione , generalmente, caratterizzata da alta intensit di lavoro, i cui costi sono presumibilmente correlati con la dinamica delle retribuzioni. Diversamente, le indennit di accompagnamento esprimono importi monetari erogati a favore del beneficiario la cui dinamica legata a meccanismi di indicizzazione ed eventuali riallineamenti periodici.

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Box 4.1 - La definizione della componente sanitaria della spesa per LTC

La definizione e la stima dellaggregato relativo alla componente sanitaria della spesa italiana per LTC sono state riviste sulla base dei risultati preliminari del gruppo di lavoro interistituzionale che si occupa della classificazione della spesa sanitaria secondo le indicazioni metodologiche contenute nel System of Health Accounts (SHA)126. Laggiornamento della stima stato effettuato utilizzando i dati di spesa sanitaria relativi allanno 2004, raccolti con il modello LA. Diversamente, la base informativa sottostante la stima pubblicata nei precedenti numeri del rapporto RGS era costituita dai dati della spesa sanitaria dellanno 2000 raccolti con i modelli CE.03 (box 3.2). Nella tabella A, sono messi a confronti i risultati dei due procedimenti di stima. Come si pu vedere, per gli anni di confronto 2004-2006, gli aggregati di spesa in rapporto al PIL presentano differenze assolutamente trascurabili sia in totale che per la quota rivolta agli anziani ultrasessantacinquenni non autosufficienti. Tuttavia, con riferimento alle singole prestazioni, le differenze risultano pi evidenti sia in termini di inclusione/esclusione di singole voci che di stima della spesa associata a ciascuna di esse. In particolare, le differenze pi significative possono essere cos sintetizzate: in base alla nuova classificazione, la spesa ospedaliera per lungodegenza inclusa nella spesa sanitaria per LTC mentre le prestazioni relative allassistenza integrativa e lassistenza protesica, precedentemente incluse nellaggregato, sono classificate come prestazioni di tipo acute;

la spesa per lassistenza riabilitativa ai disabili e quella rivolta ai malati psichiatrici e tossicodipendenti stata attribuita alla componente LTC per il 90% del totale, mentre il restante 10% stata inclusa nella componente acute della spesa sanitaria (box 3.2). Un altro aspetto innovativo della revisione della stima della componente sanitaria di spesa per LTC riguarda lattribuzione dei costi per i servizi amministrativi. Nella precedente definizione dellaggregato, tale componente di spesa veniva considerata come voce a s stante e, come tale, interamente attribuita alla componente acute della spesa sanitaria. In base ai nuovi criteri di stima, essa attribuita pro quota alle varie prestazioni, incluse quelle rientranti nellaggregato di spesa per LTC. Tale scelta, che coerente con le indicazioni metodologiche contenute nelle linee guida dellOCSE, stata
126

Il gruppo di lavoro coordinato dalla Direzione Salute del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali ed composto, in via aggiuntiva, da rappresentanti dellIstat, dellAgenzia nazionale per i servizi sanitari regionali e della RGS. Esso ha come obiettivo la creazione di un sistema informativo di rilevazione dei flussi finanziari relativi alla spesa sanitaria coerente con la classificazione utilizzata dal SHA, la ricognizione delle fonti informative attualmente disponibili e lindividuazione delle metodologie di stima funzionali alla partecipazione dell'Italia alla rilevazione congiunta OCSE-EUROSTAT-OMS dei dati di spesa sanitaria.

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possibile in quanto i modelli LA, a differenza dei modelli CE.03, rilevano le singole voci di spesa sanitaria al lordo dei servizi amministrativi imputati. La tabella B elenca le diverse tipologie di prestazioni che concorrono alla formazione della componente sanitaria della spesa per LTC, con evidenziazione dei corrispondenti livelli di spesa. Questi sono espressi in percentuale del PIL e riferiti sia al totale dei percettori che ai soli anziani. Nella stessa tabella viene anche mostrata la quota di spesa per LTC associata a ciascuna prestazione.
Tab. A: spesa sanitaria per LTC in rapporto al PIL - Aggiornamento della metodologia di stima
2004 totale [65+] Aggiornamento 2007: stima basata su Mod. CE.03 del 2000 Aggiornamento 2008: stima basata su Mod. LA del 2004 2005 totale [65+] 2006 totale [65+] 2007 totale [65+]

0,76% 0,45% 0,80% 0,47% 0,83% 0,50% 0,79% 0,45% 0,82% 0,47% 0,83% 0,48% 0,81% 0,46%

Tab. B: la componente LTC della spesa sanitaria pubblica - Anno 2007


Definizione Pu essere erogata secondo diverse modalit, in forma di assistenza domiciliare, semi-residenziale o residenziale. Fornisce trattamenti di prevenzione, psicoterapeutici disintossicanti, ambulatoriali individuali o familiari (interventi di carattere psicologico, socioriabilitativo e medico-farmacologico), riabilitazione e reinserimento psico-sociale. Pu essere erogata secondo diverse modalit, in forma di assistenza domiciliare (chiedendo assistenza presso i centri di salute mentale), in forma semi-residenziale o residenziale con finalit curative per l'assistito. La spesa sostenuta per questo livello di assistenza corrisponde ai costi sostenuti per tutte le prestazioni rivolte ai malati psichiatrici. E' l'assistenza sanitaria e sociosanitaria erogata nell'ambito di programmi riabilitativi a favore di disabili fisici, psichici e sensoriali e pu comprendere anche il soggiorno per cure dei portatori di handicap in centri all'estero di elevata specializzazione.
% LTC

Spesa sanitaria (% PIL) totale [65+]

Assistenza ai tossicodipendenti ed alcolisti

90%

0,06% 0,002%

Assistenza psichiatrica

90%

0,20% 0,03%

Assistenza ambulatoriale e domiciliare

90%

0,19% 0,14%

Assistenza Comprende ogni tipo di assistenza in termini di cicli di cura e di 100% semi-residenziale programmi riabilitativi presso centri o istituti. Assistenza residenziale Lungodegenza Viene erogata in centri o istituti organizzati in modo da assicurare cure continuative, anche in caso di dimissione dall'ospedale, in 100% regime di ricovero per periodi anche di lunga durata. Sono i ricoveri di pazienti dimessi da reparti appartenenti alla disciplina lungodegenti (codice 60 nei modelli di rilevazione del 100% Sistema Informativo Sanitario).

0,06% 0,04% 0,28% 0,23%

0,03% 0,02% 0,81% 0,46%

Totale della spesa sanitaria pubblica per Long Term Care

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Tab. 4.1: le componenti della spesa pubblica per LTC in rapporto al PIL Anno 2007
Componente sanitaria per LTC Indennit di accompagnamento "Altre prestazioni LTC" Totale Totale 0,81% 0,70% 0,16% 1,66% [65+] 0,46% 0,54% 0,12% 1,13%

Tab. 4.2: spesa pubblica per LTC in rapporto al PIL per macrofunzione Anno 2007
LTC - At home LTC - In institutions LTC - Cash benefits Totale Totale 0,51% 0,44% 0,71% 1,66% [65+] 0,26% 0,31% 0,55% 1,13%

Fig. 4.1: profili per et della spesa per LTC - Classificazione per macrofunzione Valori di spesa pro capite in migliaia di euro
Fig. 4.1.a: in institutions
1,4 1,2 1,0 0,8 0,6 0,4 0,2 0,0 0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100

Fig. 4.1.c: at home


1,4 1,2 1,0 0,8 0,6 0,4 0,2 0,0 0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100

Fig. 4.1.b: cash benefits


4,8 4,2 3,6 3,0 2,4 1,8 1,2 0,6 0,0 0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100

Fig. 4.1.d: totale


8,0 7,0 6,0 5,0 4,0 3,0 2,0 1,0 0,0 0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100

Maschi

Femmine

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Fig. 4.2: profilo per et delle componenti di spesa pubblica per LTC
Fig. 4.2.a: componente sanitaria(1) - Maschi
20 16 12 8 4 0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100

Fig. 4.2.b: componente sanitaria(1) - Femmine


20 16 12 8 4 0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100

Anziani e Disabili - Residenziale Fig. 4.2.c: indennit di accompagnamento(3) Maschi


80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100

Anziani e Disabili - Non residenziale

Altro (2)

Fig. 4.2.d: indennit di accompagnamento(3) Femmine


80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100

Invalidi Fig. 4.2.e: altre prestazioni LTC(1) - Maschi


24 20 16 12 8 4 0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100

Ciechi

Sordomuti

Fig. 4.2.f: altre prestazioni LTC(1) - Femmine


24 20 16 12 8 4 0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100

Residenziale

Non residenziale

Prestazioni in denaro

Note: (1) Spesa pro capite in rapporto al valore medio. (2) Assistenza rivolta ad acolisti, tossicodipendenti e malati psichiatrici, in qualunque forma erogata. (3) Rapporto fra indennit e popolazione.

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LE TENDENZE DI MEDIO-LUNGO PERIODO DEL SISTEMA PENSIONISTICO E SOCIO-SANITARIO AGGIORNAMENTO 2008

Fig. 4.3: componente sanitaria della spesa pubblica per LTC - Scenario nazionale base Metodologia del pure ageing scenario
Fig. 4.3.a: spesa in rapporto al PIL
1,6% 1,5% 1,4% 1,3% 1,2% 1,1% 1,0% 0,9% 0,8% 0,7%
20 00 20 05 20 10 20 15 20 20 20 25 20 30 20 35 20 40 20 45 20 50 20 55 20 60

Fig. 4.3.d: effetto demografico complessivo (2005=100)


220 200 180 160 140 120 100 80
20 00 20 05 20 10 20 15 20 20 20 25 20 30 20 35 20 40 20 45 20 50 20 55 20 60

Fig. 4.3.b: rapporto fra CPS e produttivit (2005=100)


180 160 140 120 100 80 60 40
20 00 20 05 20 10 20 15 20 20 20 25 20 30 20 35 20 40 20 45 20 50 20 55 20 60

Fig. 4.3.e: effetto demografico sulla spesa (2005=100)


220 200 180 160 140 120 100 80
20 00 20 05 20 10 20 15 20 20 20 25 20 30 20 35 20 40 20 45 20 50 20 55 20 60

Fig. 4.3.c: effetto tassi di occupazione (2005=100)


180 160 140 120 100 80 60 40
20 00 20 05 20 10 20 15 20 20 20 25 20 30 20 35 20 40 20 45 20 50 20 55 20 60

Fig. 4.3.f: effetto demografico sul PIL (2005=100)


180 160 140 120 100 80 60 40
20 00 20 05 20 10 20 15 20 20 20 25 20 30 20 35 20 40 20 45 20 50 20 55 20 60

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115

LE TENDENZE DI MEDIO-LUNGO PERIODO DEL SISTEMA PENSIONISTICO E SOCIO-SANITARIO AGGIORNAMENTO 2008

Fig. 4.4: spesa pubblica per indennit di accompagnamento - Scenario nazionale base Metodologia del pure ageing scenario
Fig. 4.4.a: spesa in rapporto al PIL
1,5% 1,3% 1,1% 0,9% 0,7% 0,5%
20 00 20 05 20 10 20 15 20 20 20 25 20 30 20 35 20 40 20 45 20 50 20 55 20 60

Fig. 4.4.d: numero di indennit in rapporto alla popolazione di 65 anni e oltre


21% 19% 17% 15% 13% 11%
20 00 20 05 20 10 20 15 20 20 20 25 20 30 20 35 20 40 20 45 20 50 20 55 20 60

Fig. 4.4.b: importo medio dell'indennit di accompagnamento in rapporto alla produttivit


12,0% 11,0% 10,0%

Fig. 4.4.e: numero di occupati in rapporto alla popolazione di et [20-64]


80% 75% 70%

9,0% 8,0% 7,0% 6,0%


20 00 20 05 20 10 20 15 20 20 20 25 20 30 20 35 20 40 20 45 20 50 20 55 20 60

65% 60% 55%


00 05 10 15 20 25 30 35 40 45 50 20 20 20 20 20 20 20 20 20 20 20 55 20 20 60

Fig. 4.4.c: numero di indennit in rapporto al numero di occupati


18,0% 16,0% 14,0% 12,0% 10,0% 8,0% 6,0% 4,0%
20 00 20 05 20 10 20 15 20 20 20 25 20 30 20 35 20 40 20 45 20 50 20 55 20 60

Fig. 4.4.f: popolazione con et 65 e oltre in rapporto alla popolazione di et [20-64]


80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10%
0 20 0 20 05 20 10 20 15 20 20 20 25 20 30 20 35 20 40 20 45 20 50 20 55 20 60

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Fig. 4.5: spesa pubblica per "Altre prestazioni LTC" - Scenario nazionale base Metodologia del pure ageing scenario
Fig. 4.5.a: spesa in rapporto al PIL
0,40% 0,35% 0,30% 0,25% 0,20% 0,15% 0,10%
20 00 20 05 20 10 20 15 20 20 20 25 20 30 20 35 20 40 20 45 20 50 20 55 20 60

Fig. 4.5.d: effetto demografico complessivo (2005=100)


260 240 220 200 180 160 140 120 100 80
20 00 20 05 20 10 20 15 20 20 20 25 20 30 20 35 20 40 20 45 20 50 20 55 20 60

Fig. 4.5.b: rapporto fra CPS e produttivit (2005=100)


220 200 180 160 140 120 100 80 60 40
40 45 50 25 30 05 10 00 15 20 35 60 55 20 20 20 20 20 20 20 20 20 20 20 20 20

Fig. 4.5.e: effetto demografico sulla spesa (2005=100)


260 240 220 200 180 160 140 120 100 80
20 00 20 05 20 10 20 15 20 20 20 25 20 30 20 35 20 40 20 45 20 50 20 55 20 60

Fig. 4.5.c: effetto tassi di occupazione (2005=100)


220 200 180 160 140 120 100 80 60 40
20 00 20 05 20 10 20 15 20 20 20 25 20 30 20 35 20 40 20 45 20 50 20 55 20 60

Fig. 4.5.f: effetto demografico sul PIL (2005=100)


220 200 180 160 140 120 100 80 60 40
20 00 20 05 20 10 20 15 20 20 20 25 20 30 20 35 20 40 20 45 20 50 20 55 20 60

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Fig. 4.6: spesa pubblica per Long Term Care - Scenario nazionale base Metodologia del pure ageing scenario
Fig. 4.6.a: spesa complessiva per LTC in rapporto al PIL
3,5% 3,0% 2,5% 2,0% 1,5% 1,0% 0,5% 0,0%
20 05 20 10 20 15 20 20 20 25 20 30 20 35 20 40 20 45 20 50 20 55 20 60

Altre prestazioni Indennit di accompagnamento Componente sanitaria

Fig. 4.6.b: distribuzione per componente


9% 40%

(1)

10% 41%

10%

43%

51%

49%

47%

2010

2030

2060

Prest. sanitarie

Indennit acc.
(1)

Altre prest.

Fig. 4.6.c: distribuzione per fascia di et

45%

56%

71%

23% 20% 32% 2010 14% 24% 2030 16% 2060

[0-64]

[65-79]

[80+]

Note: (1) La somma dei valori relativi alle singole componenti pu non corrispondere con il totale per effetto degli arrotondamenti.

118

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Fig. 4.7: spesa pubblica per LTC in rapporto al PIL Confronto fra scenari
Fig. 4.7.a: spesa pubblica per LTC - Confronto fra aggiornamento 2008 e 2007
3,5% 3,0% 2,5% 2,0% 1,5% 1,0% 0,5%
20 00 20 05 20 10 20 15 20 20 20 25 20 30 20 35 20 40 20 45 20 50 20 55 20 55 20 55 20 60 20 60 20 60

Aggiornamento 2008

Aggiornamento 2007

Fig. 4.7.b: spesa pubblica per LTC - Confronto fra scenari nazionali
3,5% 3,0% 2,5% 2,0% 1,5% 1,0% 0,5%
20 35 20 40 20 45 20 45 20 25 20 00 20 05 20 10 20 15 20 20 20 30 20 50 20 50

Scenario nazionale base

Scenario nazionale programmatico

Fig. 4.7.c: spesa pubblica per LTC - Scenario nazionale base e EPC-WGA
3,5% 3,0% 2,5% 2,0% 1,5% 1,0% 0,5%
20 00 20 05 20 10 20 15 20 20 20 25 20 30 20 35 20 40

Scenario nazionale base

Scenario EPC-WGA baseline

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Fig. 4.8: spesa pubblica per LTC in rapporto al PIL Confronto fra diverse metodologie di previsione
Fig. 4.8.a: scenario nazionale base
3,6% 3,4% 3,2% 2,9% 2,7% 2,5% 2,3% 2,1% 1,9% 1,7% 1,5%
00 05 15 20 30 35 45 50 10 25 40 20 20 20 20 20 20 20 20 20 20 20 20 55 20 55 20 20 60 60

Fig. 4.8.b: scenario EPC-WGA baseline


3,4% 3,2% 2,9% 2,7% 2,5% 2,3% 2,1% 1,9% 1,7% 1,5%
30 35 45 20 00 05 15 20 25 10 20 20 20 40 20 20 20 20 20 20 20 50

Pure ageing scenario

Reference scenario

120

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11/07/12

Provincia di Trento: Redditi Irpef 2009


Dati sul reddito imponibile persone fisiche ai fini delle addizionali all'irpef comuni della Provincia di Trento. Elaborazione su dati del Ministero dell'Economia e delle Finanze relativi all'anno d'imposta 2009. Ordinati per reddito medio
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Provincia di Trento: Redditi Irpef (2009)


Vedi anche: Lista Anni; Anno 2005; Anno 2006; Anno 2007; Anno 2008; Anno 2010 Pos Comune 1 Trento 2 Andalo 3 Canazei 4 Fiera di Primiero Dichiaranti Popolazione %pop 70.111 906 1.452 354 2.173 667 23.207 2.239 4.219 1.638 568 990 399 2.040 506 255 380 254 829 1.915 794 10.212 1.110 500 2.243 530 1.179 1.270 1.423 2.468 2.293 143 1.764 12.157 199 9.559 390 130 261 861 951 1.380 384 1.970 2.742 1.210 230 863 4.040 3.033 552 Importo Reddito Media/Pop. Complessivo Medio 27.335 18.193 20.632 22.468 22.348 25.970 24.564 24.725 24.034 23.778 25.610 19.097 22.608 22.595 23.872 22.497 22.553 23.353 20.599 20.503 22.895 23.528 23.441 22.742 23.399 22.783 23.540 24.459 23.588 23.073 23.991 23.598 21.892 23.392 24.805 23.197 23.207 23.522 21.703 21.913 22.821 22.372 21.563 22.719 22.455 22.656 22.885 23.762 22.630 22.958 22.609 16.592 16.176 16.055 15.595 15.505 15.262 15.175 15.146 15.063 15.026 14.904 14.898 14.861 14.812 14.785 14.748 14.700 14.682 14.633 14.596 14.543 14.487 14.472 14.467 14.442 14.392 14.262 14.242 14.193 14.187 14.182 14.120 14.099 14.087 13.984 13.871 13.860 13.836 13.782 13.742 13.736 13.734 13.709 13.695 13.658 13.639 13.636 13.598 13.579 13.555 13.521

115.511 60,7% 1.916.516.400 1.019 88,9% 1.866 77,8% 510 69,4% 3.132 69,4% 1.135 58,8% 37.566 61,8% 3.655 61,3% 6.732 62,7% 2.592 63,2% 976 58,2% 1.269 78,0% 607 65,7% 3.112 65,6% 817 61,9% 389 65,6% 583 65,2% 404 62,9% 1.167 71,0% 2.690 71,2% 1.250 63,5% 16.585 61,6% 1.798 61,7% 786 63,6% 3.634 61,7% 839 63,2% 1.946 60,6% 2.181 58,2% 2.365 60,2% 4.014 61,5% 3.879 59,1% 239 59,8% 2.739 64,4% 20.187 60,2% 353 56,4% 15.986 59,8% 653 59,7% 221 58,8% 411 63,5% 1.373 62,7% 1.580 60,2% 2.248 61,4% 604 63,6% 3.268 60,3% 4.508 60,8% 2.010 60,2% 386 59,6% 1.508 57,2% 6.733 60,0% 5.137 59,0% 923 59,8% 16.482.855 29.957.827 7.953.703 48.562.403 17.321.878 570.067.974 55.359.729 101.401.433 38.947.769 14.546.376 18.905.767 9.020.621 46.094.010 12.079.269 5.736.811 8.569.977 5.931.716 17.076.907 39.263.322 18.178.651 240.267.763 26.020.019 11.370.845 52.483.028 12.075.162 27.753.897 31.062.803 33.565.766 56.945.159 55.012.276 3.374.584 38.618.181 284.373.982 4.936.281 221.739.737 9.050.601 3.057.817 5.664.381 18.867.094 21.703.076 30.872.988 8.280.259 44.756.522 61.570.252 27.414.106 5.263.523 20.506.275 91.426.244 69.631.080 12.480.180

Trento Bollettino Meteo Trentino Hotel Val Di Sole Trentino

5 Pinzolo 6 Vattaro 7 Rovereto 8 Tione di Trento 9 Cles 10 Isera 11 Tenna 12 Siror 13 Terzolas 14 Folgaria 15 Bosentino 16 Preore 17 Breguzzo 18 Bocenago 19 Vigo di Fassa 20 Moena Calceranica al 21 Lago 22 Arco 23 Terlago 24 Ragoli 25 Villa Lagarina 26 Ossana 27 Nogaredo 28 Vigolo Vattaro 29 Pomarolo 30 Cavalese 31 Civezzano 32 Don 33 Nago-Torbole Pergine 34 Valsugana 35 Bolbeno 36 Riva del Garda 37 Cimone 38 Amblar 39 Cimego 40 Trambileno 41 Calliano Castello-Molina 42 di Fiemme 43 Romallo 44 Caldonazzo 45 Predazzo 46 Tenno 47 Ronzone 48 Albiano Borgo 49 Valsugana 50 Mezzocorona Fai della 51 Paganella

www.comuni-italiani.it/022/statistiche/redditic2009.html

1/5

11/07/12
52 Cavareno 53 Besenello 54 Pieve Tesino 55 Aldeno 56 Mezzana Vignola57 Falesina 58 Malosco 59 Vezzano 60 Vallarsa 61 Carano 62 Molveno 63 Giustino 64 Pieve di Bono 65 Castelnuovo 66 Mezzolombardo 67 Lavarone 68 Volano 69 Lavis 70 Spiazzo 71 Montagne 72 Mal 73 Campitello di Fassa 590 1.459 460 1.760 606 92 255 1.276 887 630 781 480 846 581 3.960 703 1.843 4.911 753 147 1.311 585 335 204 835 5.541 493 957 1.213 404 402 2.908 1.698 1.333 1.729 293 231 2.551 383 187 430 449 806 884 4.200 221 273 313 1.626 353 833 806 445 880 301 338 240 1.004

Provincia di Trento: Redditi Irpef 2009


1.029 57,3% 2.419 60,3% 686 67,1% 2.990 58,9% 881 68,8% 150 61,3% 428 59,6% 2.174 58,7% 1.358 65,3% 1.068 59,0% 1.128 69,2% 742 64,7% 1.380 61,3% 991 58,6% 6.801 58,2% 1.110 63,3% 3.083 59,8% 8.588 57,2% 1.256 60,0% 242 60,7% 2.138 61,3% 743 78,7% 539 62,2% 387 52,7% 1.244 67,1% 9.383 59,1% 774 63,7% 1.648 58,1% 1.894 64,0% 702 57,5% 678 59,3% 4.856 59,9% 2.835 59,9% 2.060 64,7% 2.946 58,7% 517 56,7% 358 64,5% 4.330 58,9% 618 62,0% 288 64,9% 706 60,9% 718 62,5% 1.454 55,4% 1.476 59,9% 7.409 56,7% 340 65,0% 490 55,7% 498 62,9% 2.803 58,0% 564 62,6% 1.370 60,8% 1.298 62,1% 755 58,9% 1.371 64,2% 557 54,0% 601 56,2% 385 62,3% 1.631 61,6% 13.902.588 32.617.760 9.248.179 40.038.757 11.787.838 2.002.395 5.701.417 28.949.994 18.079.547 14.190.232 14.959.719 9.840.487 18.267.157 13.084.921 89.597.485 14.611.858 40.570.039 112.975.655 16.497.037 3.162.433 27.933.682 9.701.396 7.037.172 5.045.586 16.186.251 122.039.096 10.065.260 21.416.812 24.573.898 9.083.738 8.743.350 62.360.251 36.266.834 26.282.592 37.512.386 6.582.835 4.548.144 54.922.340 7.807.418 3.634.979 8.907.075 9.032.278 18.244.846 18.518.111 92.860.670 4.260.996 6.140.725 6.232.117 35.061.920 7.052.439 17.114.574 16.169.977 9.387.098 17.018.678 6.892.737 7.421.131 4.751.083 20.115.373 23.564 22.356 20.105 22.749 19.452 21.765 22.358 22.688 20.383 22.524 19.155 20.501 21.592 22.521 22.626 20.785 22.013 23.005 21.908 21.513 21.307 16.584 21.006 24.733 19.385 22.025 20.416 22.379 20.259 22.485 21.750 21.444 21.359 19.717 21.696 22.467 19.689 21.530 20.385 19.438 20.714 20.116 22.636 20.948 22.110 19.281 22.493 19.911 21.563 19.979 20.546 20.062 21.095 19.339 22.899 21.956 19.796 20.035 13.511 13.484 13.481 13.391 13.380 13.349 13.321 13.316 13.313 13.287 13.262 13.262 13.237 13.204 13.174 13.164 13.159 13.155 13.135 13.068 13.065 13.057 13.056 13.038 13.011 13.006 13.004 12.996 12.975 12.940 12.896 12.842 12.793 12.759 12.733 12.733 12.704 12.684 12.633 12.621 12.616 12.580 12.548 12.546 12.533 12.532 12.532 12.514 12.509 12.504 12.492 12.458 12.433 12.413 12.375 12.348 12.340 12.333

74 Cavedago 75 Pelugo 76 Dimaro 77 Mori 78 Pellizzano Ziano di 79 Fiemme 80 Peio 81 Bondo Caderzone 82 Terme 83 Baselga di Pin 84 Tesero 85 Pozza di Fassa 86 Cavedine 87 Vigo Rendena 88 Zuclo 89 Dro 90 Telve di Sopra 91 Bersone 92 Padergnone 93 Daiano 94 Calavino 95 Tonadico 96 Levico Terme 97 Praso 98 Smarano 99 Mazzin San Michele 100 all'Adige 101 Cunevo 102 Scurelle 103 Nomi 104 Panchi 105 Castello Tesino 106 Strembo 107 Faedo 108 Garniga Terme 109 Mezzano

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110 Drena 111 Telve 112 Strigno 113 Sant'Orsola Terme 337 1.187 821 635 498 977 1.414 860 146 1.199 744 480 524 569 678 186 1.625 1.630 120 854 161 363 1.753 697 260 5.041 894 2.267 602 803 260 440 192 355 481 869 1.244 582 691 550 868 105 618 560 476 2.605 989 264 2.319 154 294 218 352 374 416 388 719 1.303 3.169

Provincia di Trento: Redditi Irpef 2009


548 61,5% 1.994 59,5% 1.451 56,6% 1.067 59,5% 827 60,2% 1.666 58,6% 2.404 58,8% 1.484 58,0% 246 59,3% 2.111 56,8% 1.296 57,4% 709 67,7% 872 60,1% 958 59,4% 1.167 58,1% 319 58,3% 2.821 57,6% 2.880 56,6% 206 58,3% 1.511 56,5% 249 64,7% 605 60,0% 2.936 59,7% 1.316 53,0% 428 60,7% 8.973 56,2% 1.458 61,3% 3.905 58,1% 990 60,8% 1.387 57,9% 390 66,7% 718 61,3% 317 60,6% 600 59,2% 760 63,3% 1.492 58,2% 1.907 65,2% 1.016 57,3% 1.201 57,5% 995 55,3% 1.581 54,9% 179 58,7% 1.010 61,2% 959 58,4% 835 57,0% 4.662 55,9% 1.644 60,2% 447 59,1% 4.091 56,7% 247 62,3% 503 58,4% 371 58,8% 633 55,6% 636 58,8% 708 58,8% 690 56,2% 1.299 55,4% 2.477 52,6% 5.515 57,5% 6.755.885 24.566.719 17.876.746 13.142.025 10.181.105 20.493.961 29.482.721 18.193.396 3.014.682 25.809.240 15.815.959 8.628.091 10.600.086 11.639.482 14.120.716 3.857.747 34.090.836 34.803.445 2.488.434 18.220.668 2.994.252 7.274.369 35.258.456 15.800.730 5.138.575 107.692.921 17.497.199 46.850.993 11.850.805 16.567.144 4.652.848 8.555.507 3.776.464 7.143.794 9.020.370 17.693.779 22.583.148 12.019.423 14.158.273 11.719.682 18.576.906 2.100.204 11.846.877 11.245.798 9.762.717 54.459.886 19.186.604 5.214.038 47.605.814 2.870.549 5.825.952 4.284.076 7.308.169 7.339.964 8.142.616 7.930.864 14.906.257 28.409.000 63.208.732 20.047 20.696 21.774 20.696 20.444 20.976 20.851 21.155 20.649 21.526 21.258 17.975 20.229 20.456 20.827 20.741 20.979 21.352 20.737 21.336 18.598 20.040 20.113 22.670 19.764 21.363 19.572 20.667 19.686 20.632 17.896 19.444 19.669 20.123 18.753 20.361 18.154 20.652 20.490 21.309 21.402 20.002 19.170 20.082 20.510 20.906 19.400 19.750 20.529 18.640 19.816 19.652 20.762 19.626 19.574 20.440 20.732 21.803 19.946 12.328 12.320 12.320 12.317 12.311 12.301 12.264 12.260 12.255 12.226 12.204 12.169 12.156 12.150 12.100 12.093 12.085 12.085 12.080 12.059 12.025 12.024 12.009 12.007 12.006 12.002 12.001 11.998 11.971 11.945 11.930 11.916 11.913 11.906 11.869 11.859 11.842 11.830 11.789 11.779 11.750 11.733 11.730 11.727 11.692 11.682 11.671 11.665 11.637 11.622 11.582 11.547 11.545 11.541 11.501 11.494 11.475 11.469 11.461

114 Varena 115 Zambana 116 Tuenno 117 Fondo 118 Dar 119 Transacqua 120 Lasino 121 Soraga 122 Monclassico 123 Carisolo 124 Stenico 125 Sfruz Roncegno 126 Terme 127 Comano Terme 128 Sagron Mis 129 Condino 130 Bresimo 131 Daone 132 Taio 133 Fornace 134 Ruffr-Mendola 135 Ala 136 Bedollo 137 Brentonico 138 Commezzadura 139 Romeno 140 Cinte Tesino 141 Tres 142 Cis 143 Spera 144 Terragnolo 145 Roncone 146 Vermiglio 147 Novaledo 148 Imer 149 Villa Agnedo Rover della 150 Luna 151 Pal del Fersina 152 Ronzo-Chienis 153 Villa Rendena 154 Rumo 155 Storo 156 Canal San Bovo 157 Bieno 158 Avio 159 Castel Condino 160 Carzano 161 Cagn Centa San 162 Nicol 163 Castelfondo 164 Torcegno 165 Croviana 166 Spormaggiore 167 Giovo 168 Ledro

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169 Ronchi Valsugana 170 Prezzo 171 Terres 172 Denno 173 Coredo 174 Sarnonico 175 Dorsino 176 Caldes 177 Rabbi 178 Samone 179 Lona-Lases 180 Grigno 181 Rev 182 Campodenno San Lorenzo in 183 Banale 184 Lardaro 185 Verv 186 Brione 187 Brez 188 Ospedaletto 189 Grumes 190 Sover 191 Capriana 192 Grauno 193 Valfloriana 194 Tassullo 195 Ton 196 Sanzeno 197 Cembra 198 Bondone Bleggio 199 Superiore 200 Cavizzana 201 Frassilongo 202 Fiav 203 Segonzano 204 Cloz 205 Livo 206 Ivano-Fracena 207 Luserna 208 Nave San Rocco 209 Flavon 210 Massimeno 211 Lisignago 212 Faver 213 Valda 214 Fierozzo 215 Nanno 216 Sporminore 217 Dambel Totale 237 135 185 681 987 422 260 673 828 305 446 1.351 727 906 659 113 483 93 484 454 254 514 344 81 333 1.127 714 644 983 397 836 141 178 601 801 391 627 159 174 747 300 67 259 415 101 229 334 368 270 315.956

Provincia di Trento: Redditi Irpef 2009


424 55,9% 214 63,1% 320 57,8% 1.239 55,0% 1.633 60,4% 747 56,5% 435 59,8% 1.119 60,1% 1.416 58,5% 541 56,4% 837 53,3% 2.329 58,0% 1.258 57,8% 1.499 60,4% 1.181 55,8% 207 54,6% 707 68,3% 154 60,4% 734 65,9% 808 56,2% 455 55,8% 906 56,7% 607 56,7% 141 57,4% 552 60,3% 1.941 58,1% 1.323 54,0% 974 66,1% 1.863 52,8% 675 58,8% 1.548 54,0% 259 54,4% 329 54,1% 1.129 53,2% 1.550 51,7% 726 53,9% 895 70,1% 326 48,8% 299 58,2% 1.389 53,8% 550 54,5% 120 55,8% 507 51,1% 839 49,5% 225 44,9% 474 48,3% 637 52,4% 729 50,5% 445 60,7% 4.857.649 2.446.992 3.653.723 14.143.580 18.508.992 8.437.573 4.910.625 12.616.911 15.958.546 6.047.772 9.351.788 26.005.171 14.032.463 16.631.239 13.092.041 2.290.992 7.736.181 1.675.817 7.957.779 8.664.111 4.876.119 9.665.039 6.470.012 1.500.200 5.871.595 20.460.402 13.871.158 10.184.212 19.456.904 7.033.585 16.007.089 2.663.044 3.379.190 11.589.806 15.861.216 7.412.835 9.086.818 3.305.465 3.028.133 13.859.552 5.343.629 1.145.490 4.823.305 7.962.911 2.117.154 4.317.273 5.711.685 6.354.433 3.662.488 7.303.427.011 20.496 18.126 19.750 20.769 18.753 19.994 18.887 18.747 19.274 19.829 20.968 19.249 19.302 18.357 19.867 20.274 16.017 18.020 16.442 19.084 19.197 18.804 18.808 18.521 17.632 18.155 19.427 15.814 19.793 17.717 19.147 18.887 18.984 19.284 19.802 18.959 14.493 20.789 17.403 18.554 17.812 17.097 18.623 19.188 20.962 18.853 17.101 17.267 13.565 11.457 11.435 11.418 11.415 11.334 11.295 11.289 11.275 11.270 11.179 11.173 11.166 11.155 11.095 11.086 11.068 10.942 10.882 10.842 10.723 10.717 10.668 10.659 10.640 10.637 10.541 10.485 10.456 10.444 10.420 10.340 10.282 10.271 10.266 10.233 10.211 10.153 10.139 10.128 9.978 9.716 9.546 9.513 9.491 9.410 9.108 8.967 8.717 8.230

Confronto dati Provincia di Trento con Regione/Italia Nome Provincia di Trento Trentino-Alto Adige Italia Dichiaranti Popolazione 315.956 623.358 30.858.095 %pop Importo Complessivo 7.303.427.011 14.808.322.373 Reddito Medio 23.115 23.756 22.891 Media/Pop. 13.916 14.401 11.706

524.826 60,2% 1.028.260 60,6%

60.340.328 51,1% 706.372.389.849

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Provincia di Trento: Redditi Irpef 2009


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Note sui Dati

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