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calabria

ora

Non si mai in ritardo sulla nostra vita. La clessidra, il libro, ogni volta ci indicano lora esatta.
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ora esatta

MARTED 3 marzo 2009 PAGINA 3

Ci sono molte creature sulla terra che vagano come anime sperdute. Creature infelici e inappagate, come e pi di me. N la vita, n la morte riescono a saziarle. Soccorretele Jan. Non lasciatele sole. Attendono dessere liberate dal male. Qualsiasi cosa sia successo a Cumberland, nel Rhode Island, Ho freddo, il romanzo di Gianfranco Manfredi, lo racconta scoperchiando le nostre paure. Poi, chiamatela come volete questa epidemia, consunzione, tisi, rabbia, melanconia o depressione, oppure vampirismo, ma la malattia ancora intorno a noi. E il terrore che suscitano i diversi, i contagiati, che ci stanno accanto nella comunit, vivono addirittura nelle nostre famiglie, sospesi in uno stato indefinito, pi spaventoso della morte stessa. Cosa pensano? Amano? Odiano? Dal Vampiro di Polidori al Dracula di Stoker, passando per la Carmilla di Le Fanu inizia quella grande fortuna dei succhiasangue letterari che perdura, tra alti e bassi, fino ad oggi con i banchi delle librerie colmi di vampiri di ogni tipo e qualit, da quelli della Rice a quelli della Meyer (Twilight), oggi vendutissimi, per innocui rispetto a quelli altrettanto adolescenziali ma pi mordaci della Smith (Il diario del vampiro). Se proprio dovete scegliere qualcosa di originale, puntate invece alla nostra Chiara Palazzolo (Non mi uccidere) o allo svedese Lindqvist (Lasciami entrare). Dopo il primo periodo, quello culturale, legato alle cosiddette epidemie settecentesche, che delinea limmagine del vampiro moderno partendo dalle figure mitologiche delle empuse, lamie e strigi, lottocento vede larcaico uber (o vapir o upir) iniziare la sua inarrestabile ascesa verso la letteratura, il cinema, larte, e divenire definitivo patrimonio del nostro immaginario collettivo. Peccato che, figli di questi scialbi tempi, gli scrittori pi successfull spettacolarizzano lorrore, lo addomesticano e lo rendono digeribile, sottraendogli ogni elemento perturbante. Narcotizzano le menti. La narrativa fantastica, quella horror, in particolare, pu invece rivelarsi se ben maneggiata strumento eccezionale per interpretare il disagio esistenziale, il vuoto di riferimenti, latrocit della modernit e svelare gli inganni di un immaginario colonizzato da decenni di senso comune al ribasso e di appiattimento culturale. Sembrano essere passati centinaia di anni da un capolavoro come Io sono leggenda con cui lirriducibile Richard Matheson rivisitava il mito del vampiro alla luce della scienza e delle inquietudini umane. Evocare lorrore pi profondo in agguato dietro la facciata del quotidiano, svelare le paure celate dietro le porte delle villette unifamiliari, o degli anonimi appartamenti di citt, il suo grande lascito, a cui giunto dopo aver sgombrato il campo dal ciarpame del peggior gotico. Il classico sfondo tenebroso, fatto di villaggi sperduti, di boschi paurosi, castelli e cripte della Vecchia Europa, non pi adatto a raccontare le trasformazioni della nostra societ. Il mondo cambiato, il vampiro cambiato. Da morto tra i vivi della societ arcaica diviene lui il vivo tra i morti

Morti di fame
di Pierluigi Pedretti

(uomini) della civilt delle macchine e dei computer. E allora concentriamo lattenzione l dove il moderno si mostrato con tutta la sua forza, dove stato pi repentino il fenomeno delle modificazioni sociali, il Nuovo Mondo, gli Usa, centro del mondo. Il New England, in particolare, assurge a simbolo della nuova condizione vampirica, il luogo, non casuale, dove stato rinnovato dalle fondamenta il genere horror. Il Connecticut, il Massachusetts, il Rhode Island, il Maine avrebbero potuto fornire scrittori di grande valore, come Hawthorne, Poe, Lovecraft senza la tradizione

puritana e tenebrosa dei Padri Pellegrini incrociatasi con il dinamismo economico dei nuovi coloni? Un New England Style che ha generato un mostro della letteratura horror e non solo come Stephen King, ma anche tanti altri scrittori, fra cui mi piace ricordarne almeno due: Dan Simmons, di cui consiglio Lestate della paura e Danza macabra; e Robert McCammon, che vi raccomando soprattutto per La via oscura. Ora in tutto questo guazzabuglio di orrori wasp si muove con naturalezza anche litalianissimo Gianfranco Manfredi, che ha scritto senza alcun timore reveren-

ziale un romanzo allaltezza dei maestri del fantastico americano, ambientando proprio in questo angolo dAmerica la storia vampirica di Ho freddo. Personaggio eclettico, cantautore nei 70, giornalista e oggi sceneggiatore affermato di fumetti, oltre che scrittore, il sessantunenne marchigiano torna con questo romanzo ponderoso ai temi del fantastico che gi aveva toccato con Ultimi vampiri e Magia Rossa. La vicenda, ma meglio sarebbe dire le vicende, si origina da accurati studi preparatori che affondano nella storia (il naufragio della nave dei Palatini, la strega Kattern, il primo episodio di vampirismo americano) o nelle leggende del Rhode Island (il bizzarro fenomeno dei fulmini globulari che danno origine ai Vascelli Fantasma, il tesoro di Capitan Kidd, i misteriosi anfratti indiani). Protagonisti sono Aline e Valcour de Valmont, gemelli che discendono da una famiglia di medici al servizio del re di Francia, costretti a causa della Rivoluzione a rifugiarsi in Inghilterra e poi, alla morte dei genitori, partire per lAmerica. Trovano casa nei pressi di Providence, in una fattoria che anni prima stata teatro di una strage familiare. Qui faranno conoscenza con Jan Vos, affascinante e tormentato predicatore di origine olandese, ma soprattutto con i membri di una comunit che cerca di dimenticare il passato oscuro che li ha generati. passato poco pi dun secolo da quando il New England stato travolto dalle conseguenze del sanguinario processo alle streghe di Salem. Il secolo dei Lumi sembra, per, aver diradato anche oltre lAtlantico le nubi del fanatismo. Nonostante i fratelli de Valmont appaiono troppo liberi nei costumi, i rozzi eredi dei Padri Pellegrini mettono da parte le loro perplessit

Morti di freddo
Non un buon periodo non un buon periodo questo, coi piedi incollati sulla borsa dacqua calda la cui riscoperta non mai cos scontata. E che mi solleva un po il sole il plesso, la pelle e diciamolo il cuore. Ho sognato di sentirmi implorare o la borsa o la vita e pronto ti rendevo questa vita cretina ma la borsa, la borsa dacqua calda, no non te la do. (Pseudo-Zeichen, dicembre 1985)

Morti di fretta
Qual il rapporto ontologico che lega il ketchup allo stesso panino? Dove nasce il rosso che serve a trafiggerlo a minarne le basi spugnose? Senza nulla condire senza nulla cambiare a dispetto dei rischi di trasfusione di transfert o di commistione della cucina veloce con lalta chirurgia. (Pseudo-Zeichen, ospite del Free-pub, Cosenza 1985)

quando hanno presto bisogno dei loro servigi. Si verificato un caso di vampirismo. O una malattia contagiosa? Quando i corpi si consumano le certezze nella Ragione vacillano, perfino Valcour non ne immune. La paura tanta, le tombe vengono aperte, i cadaveri delle ragazze decedute vengono profanati orrendamente: Si chin su Abigail le lacer la camicia sul petto e le ficc la lama nelle carni. Non pens pi a lei come a una figlia, n come a un essere umano. La apr come un capretto. Poi affond le mani nello squarcio e comp lopera con gesti sicuri e automatici. Si rialz, stringendo nel pugno il cuore di Abigail. Pur con alcune incertezze dovute ai tanti rivoli di storie e leggende che lattraversano, Manfredi costruisce una storia colta e avvincente, sospesa tra credulit e incredulit, tra scienza e superstizione, in un testo pieno di rimandi letterari e citazioni che pescano nella grande tradizione del romanzo gotico, libertino e filosofico. Tutto limmaginario vampirico goduto nel corso degli anni non sarebbe utile senza una sistematizzazione, diciamo cos, teorica. Per questo nel chiudere ringrazio, innanzitutto, Fabio Giovannini per lindispensabile ed iconograficamente ricco Il libro dei vampiri, inesauribile fonte di notizie e curiosit tra letteratura, teatro, cinema e fumetto; poi, Vito Teti per lavvincente saggio antropologico (e non solo), La melanconia del vampiro; cos come, per rimanere in tema folclorico, la professoressa di letteratura ugrofinnica Carla Corradi Musi per i Vampiri europei e vampiri dellarea sciamanica. Non posso, per, in conclusione, dimenticare le amate donne vampiro, dunque grazie a Franco Pezzini, che ha scritto due libri imperdibili: Cercando Carmilla. La leggenda della donna vampira, e Le vampire (con Arianna Conti). Un post scriptum per i pi accaniti e curiosi: dedicatevi a scovare lintrovabile Emilio De Rossignoli per il suo Io credo nei vampiri. Mai pi ristampato dal 1961. Lo ringrazierete, dovunque ora si trovi. Assoldato il debito intellettuale nei confronti di questi autori, spero, cari insoddisfatti lettori, che possiate alimentare con altri testi la vostra mortifera passione. Buon sangue vi faccia. Attenti, per, che - come ci ricorda il calabrese Teti - lu sangu fa lu murmuru (il sangue parla). Gianfranco Manfredi, Ho freddo, Gargoyle Books, pp. 546 - euro 16,00