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Impariamo a viaggiare

Solo cos gli italiani diventeranno un popolo civile


Di Francesco DAmico Italia, Bel Paese. Italiani, brava gente. Tanti posti belli da vedere, paesaggi unici, gente solare e cordiale, grandi ed importantissimi monumenti, cibo da favola, grande moda e chi pi ne ha pi ne metta. Per favore, qualcuno si sbrighi col pizzicotto perch sognare, anche se ad occhi aperti, ci fa perdere il contatto con la realt e in periodi bui come questo dobbiamo stare pi attenti che mai. Sognare alimenta le illusioni, e considerando la radice latina del verbo illudere, che deriva da in pi ludere (scherzare, giocare) e che in forma riflessiva assume il significato di alimentare false speranze, ne consegue che lillusione pu essere intesa anche come un modo per scherzare con noi stessi. In poche parole, quando attribuiamo allItalia molti pi onori di quanti ne merita, mettendo un velo tra i nostri occhi e quella che la realt, ci prendiamo in giro da soli. Perch, diciamo la verit, pensiamo di essere tra i primi quando, in realt, non siamo altro che gli zimbelli del mondo occidentale. Facciamo finta di niente, nascondendoci dietro a qualche etichetta Made in Italy simbolo di qualit, ma non serve un lampo di genio per rendersi conto del fatto che lItalia e gli italiani non sono niente di eccezionale e che un po di scuola di civilt farebbe bene a tutti quanti. Anzi, meno male che abbiamo il Colosseo, le meraviglie di Firenze, la Ferrari, Giorgio Armani, le spiagge, la pizza, lamatriciana e qualche laureato che si fa valere nel confronto diretto coi suoi colleghi stranieri: se non fosse per queste eccellenze la nostra situazione sarebbe veramente penosa. Non c Nord e non c Sud perch, in fin dei conti, i difetti-tipo dellitaliano sono gli stessi in tutta la penisola. Forse il polentone medio pi civile del terrone medio, chiss, ma quello un discorso a parte. Detto questo, in qualit di italiani, in cosa facciamo schifo? Beh, da quale difetto dobbiamo iniziare la rassegna? Siamo incapaci di fare una fila (basti pensare al caos che regna sovrano alle poste o in un aeroporto durante i picchi di attivit, con tanto di caccia al furbo che vuole passare davanti), diamo unimportanza molto relativa alle regole imposte (pagare le tasse? non fumare dove non permesso? seguire le indicazioni? chissenefrega!), per noi la prevenzione e la gestione dei rischi naturali sono definizioni prive di senso (il bello che in caso di calamit naturale poi non siamo neanche in grado di ricostruire a dovere), non sappiamo tenere pulite le nostre citt (per noi sono come unimmensa busta della spazzatura), abbiamo una miriade di politici incapaci votati da gente altrettanto incapace (probabilmente i pi corrotti, meno produttivi ed egoisti dellOccidente, evitiamo di fare esempi perch ci sarebbe da elencarne un buon 99.9% e in questa sede manca lo spazio), troviamo truffe e fregature anche quando non ci sono (questo la dice lunga sui nostri livelli di coesione sociale, perch una nazione condannata quando i cittadini non si fidano di nessuno), il livello medio di conoscenza scientifica penoso (tanto che, in unarea geografica ad altissimo rischio sismico, non c formazione scientifica in merito e il popolino crede puntualmente ai profeti di sventura che annunciano terremoti, nonostante i chiarimenti dei veri esperti), il nostro stile di guida pessimo (consumiamo il clacson molto pi in fretta degli altri, per non parlare delle corde vocali, e pi in generale abbiamo la fama di non essere persone civili per le nostre strade) e poi cosa succede? Ci poniamo domande stupide della serie ma perch i tedeschi sono pi bravi di noi?, come se la politica economica fosse lunica differenza tra noi e la Germania e leducazione esemplare di chi vive in Deutscheland non contasse nulla. Stereotipi? Macch, si tratta della realt. Litaliano medio pi incivile dellinglese medio, dellolandese medio, del tedesco medio, dellamericano medio, etc. etc., e se iniziassimo ad accettarlo magari potremmo provare a risolvere il problema, perch nessuno si cura se non sa di essere malato. Quattro anni fa, in occasione dei giochi olimpici di Pechino, le massime autorit cinesi hanno dichiarato guerra alle cattive abitudini dei loro concittadini nel tentativo di dare al mondo intero una buona impressione: hanno, quindi, capito che cera un problema e si sono attivati per risolverlo, almeno in parte. La nostra situazione non paragonabile a quella cinese, ma ci non toglie che qualche scossa agli animi degli italiani brava gente possa aiutare a migliorare le cose. Siccome i corsi serali di civilt per adulti sono improponibili (mancherebbero le strutture, i fondi e probabilmente pure gli insegnanti necessari per estirpare questo cancro dalla popolazione italiana), dovremmo fare un po come i leoncini che guardano gli adulti della loro specie cacciare le prede per imparare a dovere lars venatoria: andiamo allestero, viaggiamo, guardiamo i paesi in cui le cose funzionano, torniamo in Italia diversi e applichiamo quello che abbiamo appreso per migliorare il nostro paese. Non riusciamo a cambiare le cose? Non ci interessa farlo? Va bene lo stesso se impariamo ad indignarci di fronte alle cose che un tempo, da italiani in Italia, per noi erano la normalit e che, da italiani nel mondo, ci sembrano vergognose. Anche parlarne con gli altri va bene, e col tempo i risultati si faranno vedere. Meglio tardi che mai. A causa della crisi non abbiamo pi i soldi per viaggiare? Iniziamo a fare un mea culpa per non averci pensato prima, e troviamo un modo per rimediare perch, casi sfortunati a parte, il tempo e il denaro per un break si possono trovare tranquillamente con qualche piccolo sacrificio. Si tratta comunque di soldi ben spesi: un viaggio (quasi) sempre una bella esperienza, aiuta le persone a formarsi e, stando alle conclusioni di alcuni studi, aumenta persino lintelligenza allenando il cervello con nuovi stimoli.

Sia chiaro, ci sono viaggi e viaggi. Per molto, troppo tempo, siamo stati capaci di emigrare, non di viaggiare: lemigrazione ha tolto braccia e cervelli, compromettendo la crescita e riducendo le aspettative per il futuro. E solo imparando a viaggiare, da italiani ma sopratutto da lametini, che possiamo migliorare noi stessi, gli altri e la nostra terra.