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Le rivoluzioni economiche dell XI secolo

Indice
Capitoli

Capitolo 1 Crescita della popolazione e carestie Capitolo 2- Le innovazioni agricola dall XI al Capitolo 3 La crociata Capitolo 4- La rivoluzione commerciale del Capitolo 5- Lattivit delle citt marinare italiane Capitolo 6- La rinascita delle citt Capitolo 7 I comuni in Italia Capitolo 8- La lotta politica allinterno dei comuni

XIII secolo

Medioevo

Galleria Immagini Prima Crociata

Schede Due personaggi importanti

Sitografia e Bibliografia

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Le rivoluzioni economiche dell XI secolo

Capitolo 1

Crescita della popolazione e carestie


A partire dal IX secolo la popolazione europea inizi a crescere lentamente ma in modo costante. Tuttavia le risorse disponibili non crebbero in modo proporzionale al numero degli individui da sfamare. Nellarco di questo secolo, infatti, si manifestarono otto carestie che coinvolsero gran parte delle popolazioni europee, alle quali vanno aggiunte le carestie minori riguardanti le singole aree.
Carestia: Grande
scarsit di derrate alimentari dovuta a insufficiente raccolto, distruzioni ecc.

In questi periodi i pi disparati arrivavano al cannibalismo, e di fronte a situazioni cos tragiche i vescovi e i grandi signori aprivano i loro granai sempre ben forniti. Questi atti di carit per si manifestavano spesso troppo tardivi e, come testimoniano le fonti storiche, accadeva che le strade per raggiungere i castelli dei signori o le aree intorno alle chiese si cospargessero di cadaveri. La situazione gi precaria si aggrav ancor pi quando la segale, un cereale coltivabile anche in ambienti sfavorevoli che trovava largo spazio nellalimentazione popolare, venne infestato da un fungo tossico che se ingerito provoca il fuoco di santAntonio1. Questa malattia di diffuse in forma epidemica negli anni 1042, 1076, 1089, 1094. Diminuendo il consumo della segale si riusc a ostacolare progressivamente la diffusione di tale malattia. Tale miglioramento and di pari passo con la fine dalle grandi carestie generalizzate di tutto l Occidente.

Fuoco di SantAntonio: Malattia infettiva caratterizzata generalmente da una eruzione cutanea con presenza di bolle,estremamente dolorosa, talvolta accompagnata da allucinazioni.

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Capitolo 2

Le innovazioni agricole dall XI al XIII secolo


Per sostenere la crescita della popolazione e lo sviluppo delle risorse, gli uomini dell XI secolo cominciarono ad allargare lo spazio utile per le colture ARATRO PESANTE tramite disboscamenti e dissodamenti. Diventando sistematica, questa nuova attivit rese necessaria una sempre maggiore quantit di attrezzi in ferro, rendendo fondamentale la figura del fabbro. Durante questi anni si diffuse luso di ferrare gli animali e vennero attuate delle riforme anche riguardanti gli attrezzi agricoli. Fondamentale fu lintroduzione di un nuovo tipo di aratro: la carruca. Si trattava di un aratro con ruote, dotato di vomere e versoio in ferro, che permetteva di permeare anche i suoli pi pesanti. Venne migliorato anche il sistema di trazione dellaratro. Infatti ai buoi da traino venne applicato il giogo frontale2, che permetteva di sfruttare al meglio lenergia dellanimale evitandogli uneccessiva fatica. Pi tardi il bue sarebbe stato a sua volta sostituito dal cavallo che, trainando la carruca col collare a spalla, svolgeva il lavoro molto pi velocemente rispetto al suo predecessore. Negli stessi anni si diffuse anche una nuova tecnica di coltivazione la rotazione triennale, che prevedeva la suddivisione
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RUOTAZIONE TRIENNALE

Giogo frontale: In precedenza si era utilizzato il cosiddetto pettorale, una cinghia in cuoio che attraversava trasversalmente il petto degli animali attaccati, che ne venivano quasi soffocati. In seguito si pass al giogo frontale per il bue che faceva pressione sulle spalle. Si calcolato che la trazione in questo modo aumentasse di quattro, cinque volte .

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del campo in tre parti uguali, di cui due coltivate e una lasciata a maggese. Nel primo terzo produttivo venivano coltivati i cereali panificabili o invernali perch seminati ad autunno inoltrato, quali segale o frumento. Nella seconda parte coltivabile si seminavano i cereali primaverili come orzo e avena. Solitamente lordine di rotazione prevedeva che i cereali primaverili fossero seminati nel terreno che lanno precedente aveva ospitato quelli invernali. Con le innovazioni agricole del Duecento la resa agricola ebbe un grande sviluppo. Il rapporto tra semente e prodotto pass dal valore di 1:2 a quello di 1:4 .

Differenza tra il vecchio collare del cavallo al centro e il nuovo tipo di collare o giogo di spalla del cavallo e del bue a sinistra e a destra

Resa terreno o resa agricola: la quantit di prodotto raccolto riferito alla superficie coltivata. Normalmente si parla quindi di tonnellate/ettaro .La resa dipende essenzialmente dalla "fertilit locale" del terreno. I fattori principali che influenzano la fertilit, e di conseguenza la resa, possono riassumersi in: 1. struttura del suolo, aerazione, umidit, tipologie di aratura 2. elementi nutritivi, fosfati ed acidit 3. eventuali inquinamenti da metalli pesanti Rispetto ad un valore di resa teoricamente ottenibile, il valore reale sempre inferiore a causa della competizione della flora infestante spontanea. La resa agricola risente anche delle differenti tecnologie e conoscenze culturali locali.

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Capitolo 3

La crociata
Dal il 1100 lEuropa possedeva energie umane sufficienti per attuare operazioni di conquista. Il 27 novembre 1095 al concilio di Clermont,papa Urbano II rivolse un appello a tutta la cristianit latina esortando il popolo a una mobilitazione contro i musulmani. In realt in quegli anni infuriava la lotta per le investiture3 e il vero obbiettivo del vescovo di Roma era dimostrare che il papa era la suprema autorit politica e militare della cristianit. Egli nel Papa Urbano II al concilio di Clermont suo discorso infatti, non menzion mai la liberazione di Gerusalemme, alla quale fecero riferimento soltanto i predicatori itineranti per suscitare interesse e partecipazione tra le masse popolari. In questo periodo era diffusa la pratica del pellegrinaggio al sepolcro di Cristo e la credenza secondo la quale a Gerusalemme si sarebbe svolta a breve la battaglia finale tra Dio col suo esercito e Satana coi suoi seguaci. Della grande moltitudine di poveri che intrapresero il viaggio allo sbando, molti finirono dispersi, gli altri massacrati dai musulmani o ingannati dai mercanti che li vendettero come schiavi. Lappello del papa, esaltato da queste superstizioni, venne accolto con enorme successo dalle genti di tutte le classi sociali che in breve tempo si misero in viaggio verso la Terra Santa I gruppi di crociati che nel 1066 si mossero verso est, attraverso la valle del Reno, massacrarono tutte le comunit ebraiche che incontrarono nel loro cammino, mossi dallideale antisemita secondo il quale essi erano i seguaci pi fedeli del demonio per aver crocifisso Cristo. Queste furono solo linizio delle tante stragi compiuti dai cavalieri che parteciparono alle crociate con la speranza di ricavare terre e ricchi bottini.
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lotta per le investiture: immemore contesa tra papato e impero in cui ognuna di queste due autorit voleva imporre la propria egemonia sull altra, e il cui inizio ufficiale viene datato al 1059 quando Papa Nicol II proclam che nessun laico , imperatore compreso, poteva interferire nellelezione del papa. Cos facendo pose fine alla concezione del sovrano-sacerdote introdotta dal duca di Sassonia quando si proclam imperatore del Sacro Romano Impero Germanico nel 962.

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Le spedizioni pi importanti furono organizzate in Fiandra e Francia, col sostegno dellarmata normanna reclutata nellItalia meridionale4. Nel 1099 i guerrieri crociati raggiunsero la citt santa che venne espugnata il 15 luglio e lintera moltitudine di comunit locali tra le quali vi erano anche i cristiani, venne trucidata.

Templari: La nascita dell'Ordine si colloca nella Terrasanta al centro delle guerre tra forze cristiane e islamiche scoppiate dopo la prima crociata indetta nel 1096. L'Ordine venne ufficializzato nel 1129, assumendo una regola monastica, con l'appoggio di Bernardo di Chiaravalle. Cresciuto nei secoli in potere e ricchezza, l'ordine si fece nemico il re di Francia Filippo il Bello e and incontro, attraverso un drammatico processo, alla dissoluzione definitiva tra il 1312 e il 1314. I templari erano identificabili per la loro sopravveste bianca, a cui in seguito si aggiunse una distinta croce rossa ricamata sulla spalla, che assunse infine grandi dimensioni sul torace o sulla schiena, come si vede in molte rappresentazioni dei cavalieri crociati. Accanto alla croce rossa in campo bianco, fra i simboli dei templari c'era il beauceant.

Lesercito crociato era composto da tre contingenti principali, che provenivano rispettivamente dal sud della Francia (guidato da Raimondo di Tolosa), dallarea parigina (con a capo Roberto di Normandia) e dalle Fiandre ( sotto la direzione di Goffredo di Buglione), dallItalia meridionale ( sotto la guida del principe normanno Boemondo dAltavilla). Al termine della spedizione nacquero in Siria e in Palestina vari principati chiamati Stati dOriente.

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Galleria Immagini:I Crociata

Persa di Gerusalemme, 15 luglio 1099

Papa Urbano secondo mette al bando la I Crociata 1095

Gerusalemme sotto assedio Cavalirei muniti di armatura, lancia , e scudo in partenza per la prima crociata

Creciati che si imbarcano per la terra santa. Pietro l'Eremita alla testa della Prima Crociata miniatura dall' "Abreviamen de las Estorias", 1311 Londra, British Library

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Due personaggi importanti


Papa Urbano II

Nato intorno al 1040 da una nobile famiglia francese a Lagery, Il giorno 12 marzo 1088 nel corso di un piccolo conclave di circa 40 tra cardinali ed altri prelati, tenutosi a Terracina, fu eletto Papa Ottone che assunse il nome di Urbano II. Egli attu la riforma di Papa Gregorio VII con grande determinazione, mostrando anche una grande flessibilit e finezza diplomatica. Fu per questo sempre in movimento, e in una serie di sinodi ben presenziati, che si svolsero a Roma, Amalfi, Benevento, e Troia vennero appoggiate le sue rinnovate dichiarazioni contro la simonia e l'investitura laica e a favore del celibato del clero e della reiterata opposizione all'imperatore Enrico IV. Tornato in Italia meridionale, nel 1090 riun a Melfi (Potenza) un Concilio, cui parteciparono 70 vescovi, emanando sedici importanti canoni per condannare la simonia, proibire le investiture laiche, ordinare il celibato ai chierici e riformare la disciplina monastica. Prosegu poi passando per Matera fino a Bari per consacrare la basilica di San Nicola, riponendovi le reliquie portate dallOriente. Passando poi per la terra de La Cava nel 1092 volle far visita allabate Pietro I (San Pietro I Pappacarbone) che aveva conosciuto all'Abbazia di Cluny. Visit l'Abbazia della Santissima Trinit de La Cava e ne consacr la basilica.In accordo con quest'ultima politica, venne promosso il matrimonio della contessa Matilde di Toscana con Guelfo di Baviera; il principe Corrado venne aiutato nella sua ribellione contro il padre e incoronato Re dei Romani a Milano nel 1093, e l'imperatrice (Adelaide o Prassede) venne incoraggiata nelle sue accuse contro il marito. In una lotta protratta contro Filippo I di Francia, da lui scomunicato, Urbano II riusc infine vittorioso.Nel 1095 tenne a Clermont un concilio dove chiese l'aiuto degli eserciti occidentali in aiuto di Bisanzio contro l'invasione selgiuchida. Ci diede inizio alla Prima Crociata.

Bernardo di Chiaravalle: (Fontaine-ls-Dijon, 1090 Ville-sous-la-Fert, 20 agosto 1153),fu un monaco e abate francese, fondatore della celebre abbazia di Clairvaux e di altri monasteri. Nel 112 si fece monaco nel monastero cistercense di Cteaux, fondato quindici anni prima da Roberto di Molesmes e allora retto da Stefano Harding.Nel 1115, insieme con dodici compagni, tra i quali erano quattro fratelli, uno zio e un cugino, si trasfer nella propriet di un parente, nella regione della Champagne, che aveva donato ai monaci un vasto terreno sulle rive del fiume Aube, nella diocesi di Langres perch vi fosse costruito un nuovo monastero cistercense: essi chiamarono quella valle Clairvaux, Chiara valle.Ottenuta l'approvazione del vescovo Guglielmo di Champeaux e ricevute numerose donazioni, l'Abbazia di Clairvaux divenne in breve tempo un centro di richiamo oltre che di irradiazione: gi dal 1118 monaci di Clairvaux partirono per fondare altrove nuovi monasteri, come a Trois-Fontaines, a Fontenay, a Foigny, a Autun, a Laon; alla morte di Bernardo le abbazie cistercensi erano 343, di cui 66 fondate o riformate da lui stesso. Per tutta la sua vita Bernardo fu strenuo difensore dell'ortodossia religiosa, della lotta contro le eresie e dell'autorit assoluta della Chiesa. Nel concilio di Sens del 1140, si scagli contro le dottrine di Pietro Abelardo, che furono condannate; lott inoltre contro Gilberto Porretano e Arnaldo da Brescia.La seconda crociata del 1147 fu opera della sua predicazione.I punti fondamentali della dottrina di Bernardo consistono nella negazione del valore della sola ragione, contrapposta all'esaltazione della vita mistica, considerata come la via dell'umilt e della rinuncia ad ogni autonomia umana. Bernardo si pronuncia senza riserve contro la ragione e la scienza: il desiderio di conoscere gli appare come una turpe curiosit. Inoltre Il santo nega il valore dell'uomo, spingendolo a riconoscere il proprio nulla, al fine di ottenere la liberazione da tutti i legami corporei e di abbandonare completamente la sua volont ai voleri divini. I concetti di Bernardo riguardanti la mistica e l'ascesi, come anche le tematiche politiche della plenitudo potestatis del pontefice e delle due spade, condizionarono profondamente tutto il Medioevo centrale e ultimo.
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Capitolo 4

La rivoluzione commerciale del Medioevo


Le vittoriosa risvolta delle spedizioni in terra santa, fu linizio della rivoluzione commerciale dell Europa dei secoli XI e XII. In particolare, questo periodo vide lapogeo commerciale delle pi importanti citt marinare italiane. La prima a imporsi fu Amalfi, citt dellItalia meridionale, la quale praticava un fiorente commercio triangolare coni paesi islamici e con Bisanzio, esportando legname, armi, e altri materiali relativamente poveri, ottenendo loro col quale acquistare le preziose sete prodotte a Costantinopoli, che a loro volta venivano importate in patria e rivendute soprattutto a Roma.

Nel 1073 la citt fu conquistata dai normanni, vicenda che port alla rottura dei traffici con Bisanzio, nemica dei normanni, e alla fine della propria indipendenza. Il

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suo declino si concluse col saccheggio del 1035 e nel 1037 da parte dei pisani che segn il crollo definitivo di Amalfi come potenza commerciale. Il suo posto venne preso da Venezia. I mercanti veneziani si rifornivano a Costantinopoli di prodotti di lusso, per rivenderli nelle maggiori citt della Pianura Padana. Nello scontro tra normanni e bizantini, Venezia scelse di sostenere Bisanzio, dal cui imperatore, in segno di riconoscenza ottenne nel 1082, il permesso di commerciare liberamente in tutti i porti continentali dellimpero senza il pagamento di alcuna imposta doganale. Questo fu un fatto eccezionale, che permise alla citt di detenere il monopolio del traffico con lImpero dOriente. A seguito della prima crociata simposero anche Genova e Pisa. I genovesi contribuirono alla conquista di Antiochia nel 1097 e di Gerusalemme nel 1099. A quel punto anche Pisa e Venezia mandarono le proprie squadre navali in sostegno della conquista delle zone costiere indispensabili per il rifornimento di viveri e armeria allesercito. In cambio queste tre citt ottennero il permesso di insediare proprie colonie nei principali porti delle regini conquistate dai crociati Veduta di Genova verso il 1490 favorendo unattiva e costante interazione tra i mercanti italiani e i loro fornitori di sete e di spezie, divenendo i principali centri degli scambio commerciali con lOriente.
Spezie : sostanze orientali, di origine prevalentemente orientale, come il pepe, la cannella,la noce moscata,lo zafferano ecc. erano usate in abbondanza nellantichit. Col loro aroma e sapore ,servivano per la fabbricazione di unguenti e profumi , ma anche per insaporire i cibi. Tra il XII e il XV secolo furono oggetto di ampio commercio con lOriente: offrire una vivanda ricca di spezie era segno di ricchezza e potenza.

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Capitolo 5

Lattivit delle citt marinare italiane


Il tipo di imbarcazione pi utilizzato per gli scambi commerciali con lOriente era la galera o galea, che rimase largamente adoperata fino al X secolo. Di forma snella e allungata, era dotata di vela latina o triangolare che permetteva la navigazione controvento. Si trattava di una nave di struttura leggera e relativamente esile che non

resisteva alle tempeste di notevole entit, e perci necessitava di condizioni climatiche favorevoli limitando la navigazione a un periodo compreso allincirca tra marzo e novembre. Inoltre a differenza della trireme o bireme - che avevano pi file di remi disposte in ponti sovrapposti in cui gli schiavi vogatori erano privi di aria e di luce possedevano una sola fila di remi che, nei secoli XI-XIII era formata da uomini liberi. Lutilizzo degli schiavi rematori venne reintrodotto a partire dal Trecento e affidato agli uomini che avevano perso la loro libert come criminali o prigionieri di guerra.

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Nei secoli XI-XIII, costo delle navi era elevatissimo e necessitava di capitali di cui difficilmente un solo uomo daffari poteva disporre. Se fece cos ricorso alle associazioni. Lassociazione era un gruppo di portatori di capitale in cui ognuno di essi acquistava una o pi quote uguali in cui era idealmente divisa la nave. Unaltra importante forma di associazione fu la commenda o colleganza. Si trattava di unassociazione mercantile tra il comandante di una nave e un altro uomo daffari che gli affidava merci o eventuali scambi da effettuare in Oriente. La durata di questo tipo di contratto era limitata al viaggio di andata e ritorno. I fornitori di capitali stipulavano numerosi contratti con diversi capitani nel medesimo tempo. Questa diversificazione e distribuzione delle ricchezze serviva a evitare la totale perdita delle merci in caso di attacchi da parte dei pirati o di distruzione dalla nave durante una tempesta.

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Capito 6

La rinascita delle citt


Durante i secoli pi astiosi che provocarono lo spopolamento delle citt, i centri urbani italiani riuscirono in generale a conservare una certa vitalit, anche per merito dei vescovi che vi avevano continuato a risiedervi.

Firenze con la cinta muraria del 1172 ma non quella del 1299 perci si pu supporre che la miniatura risalga agli anni compresi tra queste due date

Nei decenni a vallo tra l XI e il XII secolo le principali citt dellItalia settentrionale e centrale riuscirono a inserirsi nel meccanismo del commercio internazionale entrando in una fase di rinnovo economico e sviluppo demografico. Verso la fine del Duecento Milano aveva 200 000 abitanti mentre Genova, Firenze e Venezia ne contavano 100 000 ciascuna. Per quellepoca si trattava di vere metropoli che avevano equivalenti solo in Costantinopoli (circa 200 000) e Parigi ( 80 000) , mentre nel resto dEuropa le citt non superavano le 10 000 unit.

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Questi sviluppi comportarono la crescita dei sobborghi5 e la continua necessit di costruire nuove e sempre pi ampie mura di cinta.

Borghi : centri abitati fuori dalle mura di cinta di una citt, dove la popolazione era dedita ad attivit artigianali e mercantili, i cui abitanti vennero detti borghesi. In seguito i borghesi vennero inclusi nelle nuove mura dei vari centri urbani.

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Capitolo 7

I comuni in Italia
Di pari passo allo sviluppo economico e demografico and quello istituzionale. Infatti nel periodo tra l XI e il XII secolo le principali citt italiane si diedero una nuova struttura politica, i comuni. In origine, il termine comune, indicava il gruppo di coloro che si erano associati per conquistare il potere e avevano giurato di combattere assieme sotto gli stessi capi. In seguito, con mezzi relativamente pacifici asseconda della situazione, i cittadini dei maggiori centri urbani sostituirono quelle autorit con altri organismi di tipo elettivo, e il termine comune fin per designare queste nuove autorit politiche in via di affermazione. Listituzione politica pi frequentemente adottata fu la figura dei consoli. Il numero dei consoli governanti variava di citt in citt. Inoltre questi nelle loro funzioni governativi erano affiancati da un Consiglio composto da 100-150 membri, che esercitava il potere legislativo. Un altro novo organismo introdotto, fu larengo ovvero lassemblea di cittadini che si riunivano solo in particolari circostanze. Consolidatosi allinterno della citt il comune inizi a espandere il proprio dominio alle zone circostanti arrivando ad obbligare i signori territoriali residenti nelle campagne a trasferirsi in citt.

NASCITA DEI COMUNI

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Capitolo 8

La lotta politica allinterno dei comuni


Al loro interno tutti i comuni conobbero una pi o meno aspra, talvolta violenta, lotta politica dovuta alla presenza di fazioni diverse o contrapposte al loro interno. Per sedare questo tipo di scontri, si fece inizialmente ricorso alla figura del potest. Scelto al di fuori della citt per garantirne limparzialit, questi doveva essere compente sia dal punto di vista militare sia da quello giuridico. La sua carica durava un anno, il che comport la nascita di un gruppo di tecnici della politica specializzati in questo ruolo, i quali ruotavano nelle diverse citt e le amministravano con procedure simili. Ci comunque non serv a placare le lotte civili tra le famiglie nobiliari pi potenti. Al governo originale venne quindi affiancato un nuovo organismo politico: il comune del popolo ovvero lassembla delle associazioni professionali (Arti) che rappresentavano tutti coloro che ,in un comune, svolgevano un determinato mestiere. Questa istituzione accrebbe a tal punto il proprio potere arrivando a conquistare il governo dei maggiori centri urbani. Dopo la vittoria dei popolani i nobili vennero discriminati, non poterono pi accedere alle ceriche pubbliche e furono soggetti ad una legislazione che li penalizzava maggiormente rispetto al resto dei cittadini. Il popolo tuttavia, non era costituito da una massa uniforme perci allinterno di esso, continuarono a esserci insidie e conflitti che videro contrapposti gli interessi dei grandi mercanti ( popolo grasso) e quelli di tutti i loro subordinati come artigiani e mercanti minori (popolo minuto). Il susseguirsi di tutte queste dispute interne port alla nomina di un signore, spesso con il compito esclusivo di mediatore tra le fazioni contrapposte, il quale per riusciva
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spesso imporre la propria autorit assoluta. Dal XIV secolo molti signori riuscirono a consolidare in questo modo la propria autorit sulla citt riuscendo anche a trasmetterla per via ereditaria.

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Sitografia
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Bibliografia

Il nome della rosa di Umberto Eco Il trono della bestia di Renzo Rosso

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