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Laboratorio Culturale

1 incontro

Il corpo obeso del bambino occidentale e lo scheletro di quello Africano sono il prodotto dello stesso sistema alimentare. Entrambi possono essere evitati. Abbiamo iniziato cos. Il Laboratorio Culturale ha preso spunto da Terra Madre, film- documentario di Ermanno Olmi. Opera cinematografica preveggente e politica. Il cosiddetto nuovo rinascimento sar segnato probabilmente da un ritorno allamore per la natura, alla riscoperta del legame, ormai quasi perduto, tra luomo e la terra. Questo fu il tema del Forum Mondiale a Torino nel 2006, organizzato dallo Slow Food di Carlo Petrini, da cui Olmi trae il suo film documentario intitolato proprio come il Forum, dove si afferma che i giovani sono la generazione che riconcilier il genere umano con la terra. Chi meglio del regista dellAlbero degli Zoccoli per mettere in scena un progetto di sensibilizzazione nei confronti della politica e delleconomia del cibo che, inevitabilmente, si ricollega allimportanza della tutela e del rispetto per il lavoro della terra? Oltretutto il lavoro di Olmi non si limita a mettere a fuoco una realt nazionale ma estende la visuale al lavoro di altri popoli. Al Forum di Terra Madre ho riconosciuto i contadini come li ricordavo nelle nostre campagne, al tempo della mia infanzia, dichiara Ermanno Olmi. I volti dei contadini si assomigliano in ogni angolo del mondo. Sono volti su cui si riconoscono le medesime tracce di vita, cos come le fisionomie dei paesaggi con i campi arati, le colture, i pascoli. Partendo dalle postazioni di osservazione disseminate allinterno del Forum, Olmi raggiunge i luoghi dorigine di alcuni dei protagonisti incontrati a Terra Madre. Nel 2008, a Dehradun (regione Uttaranchal, Nord dellIndia) una troupe si occupa delle riprese della raccolta del riso, nei pressi della Navdanya Farm, la fattoria di Vandana Shiva, dove sono custoditi i semi del riso tramandati di generazione in generazione. La realizzazione di queste trasferte non sempre cos semplice. Alle isole Svalbard (Nord della Norvegia), dove una troupe si era recata per filmare linaugurazione della Banca Mondiale dei Semi, siglata dal presidente dellUnione Europea Jos Manuel Barroso, non stato concesso di entrare durante la cerimonia. Infatti, le immagini di quellevento sono state fornite dal Global Group Diversity Trust. C una denuncia importante nel lavoro di Olmi, un attacco al sistema economico attuale, che implica linquinamento dellambiente, non tiene conto delle esigenze dei lavoratori e sfrutta lopera dei contadini per guadagnarci: Oggi quel mondo dei contadini assediato dalle grandi imprese il cui scopo nel profitto.

Torre de Roveri (Bg) Cap 24060 Via Papa Giovanni XXIII, 45/a tel. 035.583485 fondazionedonprimobonassi@gmail.com http://fondazionedonprimobonassi.blogspot.it

Anche il contadino vuole guadagnare ma il suo attaccamento alla terra anche un atto damore. in questo sentimento solidale che si genera il rispetto della natura come egli stesso afferma in un intervista.
(tratto da WUZ Cultura & Spettacolo)

Anche nel mondo occidentale si sostiene il diritto sovrano allalimentazione per tutti e, con maggiore frequenza, si propone limmagine della terra come casa comune che, in quanto tale, dovrebbe essere governata da uneconomia onesta e naturale. Ma tali affermazioni stridono fortemente con limmagine di una terra dal cuore martoriato, con la minaccia ad interi ecosistemi, con i nostri sprechi, con le forzature che imponiamo alla natura, con i movimenti di interi popoli che tornerebbero volentieri nelle proprie terre se potessero beneficiare di condizioni di vita dignitose. La terra madre. Creata per portarci e nutrirci tutti. Ma non con questi squilibri. Non con questo modo di sfruttare le risorse naturali che non sono illimitate. abbastanza chiaro, o forse no, che il nostro modello economico insostenibile. Ci che non chiaro, perch spesso tenuto nellombra, il peso della nostra complicit e della nostra responsabilit in questo consumo senza freni delle risorse della terra. Una svolta necessaria. Ancor pi: una svolta urgente. Un bilancio fra la nostra umanit e ci che ci circonda la base per possibili vie di uscita che ci ricongiungano con la nostra terra madre. Cos possibile intuire e praticare cammini alternativi. Maturando un senso di comunit e di responsabilit globali in grado di tradursi, poi, nel nostro quotidiano. C la possibilit di pensare differenti modalit nella gestione delle risorse. C lo spazio per puntare su uneconomia locale in grado di armonizzarsi con la natura e di recuperare un giusto equilibrio con i territori e con il loro patrimonio genetico. Esiste la possibilit di ri-educarsi a stili di vita pi vicini ai naturali ritmi delluomo, pi sani, pi sobri. Stili di vita pi attenti a ci che realmente serve per vivere, orientati alle piccole cose che diventano grandi, capaci di recuperare conoscenza ed esperienza delluomo. Limitare i bisogni, sentirsi gratificati con meno, recuperare la capacit di fare da s molte cose, possono essere principi ispiratori. Ne deriva il valore politico delle nostre dimensioni personali. Il nostro quotidiano, infatti, pu scegliere di andare nella direzione di una economia buona o dellavidit e dellingordigia. Ecco perch i nostri stili di vita, individuali e collettivi, hanno ricadute politiche.

Torre de Roveri, 5 novembre 2012

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