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MARTED 13 NOVEMBRE 2012

CULTURA
Lo ricorda il nipote Piero Craveri, storico a capo della Fondazione intitolata al nonno

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Sessantanni fa moriva lautore dellEstetica che influenz tutto il pensiero del Novecento

CROCE EDELIZIA
IDEALISMO DI FAMIGLIA ECCO LA VITA INTIMA DI UN GRANDE FILOSOFO
LINEDITO
NELLO AJELLO
veva quattordici anni quel 20 novembre del 1952, quando mor Benedetto Croce. Oggi il settantaquattrenne Piero Craveri, nipote del filosofo, professore emerito di storia contemporanea e presidente della Fondazione Croce, ha accettato di rievocare la personalit del nonno, nel sessantesimo anniversario della scomparsa. I suoi sono, insieme, ricordi di vita familiare e rilievi culturali di prima mano. Qual stata, Piero, la prima circostanza che, da bambino, ti fece pensare: il nonno un granduomo? Fu nel 1942, o lanno successivo. Io andavo per i cinque anni. Cera la guerra. Eravamo sfollati con i nonni materni in un piccolo paese del Piemonte, Colleretto Giacosa. Si temeva, in famiglia, una ritorsione da parte dei fascisti, proprio per la parentela che ci distingueva. Nessuno ci aveva prospettato quellipotesi in maniera netta. Ma era un timore ingombrante che ci aleggiava intorno. Nacque cos in me la certezza che mio nonno fosse una personalit eminente. Si sa che i bambini vanno in cerca di unidentit. A me accadde di trovarla cos.
DISEGNO DI TULLIO PERICOLI

LETTERA ALLA FIGLIA NON STARE IN ANSIA PER IL TUO PARTO


Napoli, 14 novembre 1937 ara Elena, spero di ritrovarti pi gaia, pi allegra, di come mi pareva che tu fossi questa estate. Ti raccomando di resistere alle pressioni, dir cos, torinesi, che tendono a rendere gravi e complicate le cose semplici, e a fare della venuta al mondo di un bambino un affare per il quale non c provvedimento, non c apparecchio che basti. una forma di pedanteria spasmodica. Affidati alla provvidenza e ricordati che io, quando ero preoccupato per la tua venuta al mondo, fui rassicurato da una signora che mi disse: partorire un fatto naturale. Ho piacere che tu abbia smesso il disegno dellallattamento artificiale, che ti avrebbe dato la stessa, e forse maggiore fatica e senso di responsabilit, che non lallattamento normale. Io, da quando sono tornato a Napoli, mi sento assai me-

glio. Lo scirocco di Napoli mi ha, questa volta, abbracciato e carezzato, dopo tanta umidit assorbita a Meana, ad Arcore, a Parigi. Vedo che ti sei messa a leggere quella Teoria della storiografia, che il mio libro pi difficile, il primo nel quale abbandonai le illusioni didascaliche da cui ero dominato nei volumi precedenti. () Salutami affettuosamente Raimondo. Spero che in lui si vada svegliando il demone dellavvocatura, perch senza un demone qualsiasi non si riesce bene nelle cose che facciamo. Ti abbraccio. Tuo pap
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co. E allestero? DellEstetica abbiamo una traduzione inglese del 1992. Ne stanno preparando una in Russia e una in Francia. Altri suoi libri sono presenti in Spagna e in Argentina. In Cina prevista la pubblicazione delle opere storiche. Che ruolo svolgono le istituzioni a lui intestate? Partiamo dallIstituto di Studi Storici, che Croce fond a Napoli nel 47. Ha accanto, a palazzo Filomarino, la Biblioteca (insieme, luno e laltra raggruppano oltre 300 mila volumi). LArchivio crociano raccoglie le lettere del filosofo: i suoi corrispondenti sono circa 10 mila. in via di preparazione il carteggio Croce-Gentile in un unico volume. Ma torniamo al personaggio privato. A nonno Croce. Inseguiamolo in villeggiatura. Destate si andava a Pollone, vicino a Biella. Un napoletano in periodica trasferta al Nord? Il legame del nonno con il Piemonte trovava forza nella frequentazione dei personaggi dellantifascismo locale. Al fondo, cera anche unindubbia valenza risorgimentale.

La sua autorit domestica era indiscussa. Non si lasciava sfuggire nulla su di noi
Che nonno era, Benedetto Croce? La sua autorit domestica era indiscussa. Bench cos assorto negli studi, e anche nella politica, non si lasciava sfuggire alcun particolare riguardante ciascuno dei suoi familiari. Era cos nel rapporto con noi nipoti. Lo sentivamo, come dire?, distante ma presente. Il momento che pi familiarmente si viveva con il nonno erano i pasti, durante i quali il suo ruolo non poteva che essere patriarcale. Tutti avevano a tavola un posto fisso. Noi bambini sedevamo alla fine del lungo desco, dopo gli ospiti. I quali cambiavano di giorno in giorno, ed erano sempre numerosi. Ne ricordi qualcuno? Fausto Nicolini, Gino Doria, Giovanni Pugliese Carratelli, qualche volta Federico Chabod. Erano, in larga prevalenza, esponenti della vecchia civilt napoletana. Sa-

pevano individuare i pregi e i difetti di ciascuno, ma avevano la particolarit di non fare sfoggio di cultura. Tranne quando la conversazione verteva in maniera irresistibile sulle tante cose che sapevano. Si parlava di politica, in famiglia? Di politica no. A volte, dei politici. Quando il nonno veniva a Roma, ospite di un amico napoletano, Antonio Sarno, che abitava vicino alla Minerva, di politici in anticamera se ne vedevano molti. Ne ricordo uno, De Gasperi. Stava per entrare nello studio che, in quellappartamento, era riservato a Croce. Si ferm con spontanea gentilezza di fronte a me, unico bambino presente. Non potr dimenticarne lo sguardo malinconico. Anche per questo, forse, saresti stato vari decenni pi tardi uno dei massimi biografi del premier democristiano. Quel volume sintitola semplicemente De Gasperi. Mentre lo scrivevo quel libro, il piccolo episodio di casa Sarno mi tornato alla mente con naturale prepotenza. Craveri, che cosa resta, oggi, di tuo nonno? La lettura di Croce passata per

tre diverse stagioni. Il primo Novecento ha visto laffermarsi dellidealismo. Poi c stata lopposizione del filosofo al fascismo. In questi due momenti egli ha segnato nel

profondo la cultura italiana. Ma non c stata mai una dittatura crociana. uninvenzione escogitata in una terza ed ultima stagione, quella che, dopo il 1945, venne in-

UMBERTO VITALI

Lidea del vivere bene e pi a lungo vista da un medico


Perch preferire frutta e verdura
o il 2012 ann Per onorare chiamento o per linvec europe , lute migliore attivo, la sa oni fra generazi la solidariet o, che mangiam Siamo quello munichiamo. co pensiamo e etetico Un errore di r il fisico ante pe devast e la psiche, scendenti. anche dei di re un nuovo Occor stile di vita ologico naturale e bi

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fluenzata dalla contrapposizione comunista e neo-marxista. Oggi la valutazione dellopera di Croce sempre pi sgombra da pregiudizi. Chi sono, adesso, i crociani? Anche lultimo mezzo secolo ha visto in Italia una schiera di insigni studiosi che si sono rifatti a lui, da Nicola Matteucci a Rosario Romeo, da Giuseppe Galasso a Gennaro Sasso, e ancora Emma Giammattei e Michele Maggi. Cito solo questi fra i tanti. E fuori dItalia sono usciti negli Stati Uniti gli importanti lavori di Hayden White e di David D. Roberts. In Germania la sua presenza viva e attuale con Karl Egon Lnne. In Inghilterra la scuola di Collingwood ha tessuto un filo costante con lintera opera del nonno. Quali sono i libri di Croce che andrebbero letti e che non tutti leggono? Partirei dallEstetica e dalla Storia dEuropa. Ci sono poi le opere del Croce moralista, come Etica e politica e Cultura e vita morale. Una scelta ampia delle opere di Croce figura nel catalogo della Adelphi, e ledizione nazionale dellopera omnia in corso di stampa presso leditore Del Fran-

Studiosi americani inglesi e tedeschi dialogano con le sue opere, ora tradotte in Cina
Nei Taccuini di lavoro di Croce, cinque volumi pubblicati senza fine di lucro dallArte Tipografica di Napoli, ho trovato un episodio che riguarda tua sorella Benedetta. Data, 27 aprile 1948. La nipotina ha sei anni. Il filosofo depreca il fatto che la bella bambina che reca il mio nome, istruita da una governante o istitutrice comunista che ha in casa, pronunzi parole acclamative allindirizzo di Stalin e per lavvento del bolscevismo in Italia. E aggiunge: Alla prima occasione, porr rimedio a questo. Come and a finire? Croce fece licenziare la nurse? Non so e non credo. Di fatto, quella governante, livornese, professava una ferrea fede comunista. Probabilmente il nonno pens che, per imitare quella ragazza, ci sarebbero stati motivi meno molesti di un inno a Stalin.
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