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Reinventare il sacro

n cervello quantistico?

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meccanica: potrebbe continuare a essere causale in modo classico, semplicemente non algoritmica. In questo caso, dovremo affrontare seriamente la discussione sul tipo di sistema classico che potrebbe fare ci che sembra fare la mente umana. Ricordate la nostra incapacit di prestabilire in modo finito tutte le possibili funzionalit degli oggetti del mondo dei Lego, o dei cacciavite (o di qualsiasi altro oggetto)? Eppure, costantemente troviamo nuove funzionalit. Come? In che modo "giochiamo" e comprendiamo differenti giochi linguistici wittgensteiniani non riducibili, quali il linguaggio giuridico e il comune linguaggio dell'azione umana? Naturalmente, una teoria parzialmente quantistica della coscienza e della mente dovr rispondere alla stessa domanda. Quando suppongo che la coscienza sia parzialmente quantomeccanica, l'idea ispiratrice riguarda la transizione dal mondo quantistico di possibilit meramente persistenti al mondo classico di eventi fisici reali. Come descriver pi esaurientemente tra un po', nella meccanica quantistica l'equazione d'onda di Schrdinger un'equazione deterministica che si propaga nello spazio e nel tempo. Nell'interpretazione di Copenaghen della meccanica quantistica e secondo la regola di probabilit di Born, l'ampiezza, o altezza, dell'onda concepita come l'ampiezza di una "possibilit", per cui l'onda di Schrdinger descrive la propagazione di mere possibilit. Dalla regola di Born risulta che il quadrato di quell'ampiezza pu essere interpretato - mediante l'interpretazione quantomeccanica di Copenaghen come la probabilit di processi quantistici misurati da un apparato classico di misurazione, quale la polarizzazione specifica di un fotone. Nella propagazione dell'onda di Schrdinger soltanto, non si verifica alcun evento reale: solo le possibilit si propagano e hanno ampiezze. Stando all'interpretazione, la meccanica quantistica perci interamente acausale. Non esiste una "causa" di un evento specifico reale misurato del decadimento radioattivo: semplicemente, esso ha avuto una probabilit acausale di essere misurato quando e dove accaduto. Ma in quale modo il sistema quantistico di possibilit pure origina gli eventi reali, il comportamento reale classico? Secondo l'interpretazione di Copenaghen, quando un fisico misura un evento - ad esempio la posizione di un fotone usando un dispositivo di misura zione classico - la "funzione d'onda" di possibilit "collassa" nell'evento reale, la cui probabilit data di nuovo dal quadrato dell'ani piezza. Perci, l'interpretazione di Copenaghen divide gi il mondo

in un universo quantistico e in un universo classico. Il mondo classico, agendo sul mondo quantistico attraverso misurazioni, causa il collasso delle possibilit quantistiche in qualche evento classico specifico. Chiaramente, ci non dice da dove, per cominciare, deriva il mondo classico, se alla radice l'universo totalmente quantistico. Ad esempio, nel primissimo universo, ogni cosa era presumibilmente solo quantistica. Da dove derivato il mondo classico? Molti di noi sono interessati a questo problema, del quale la "decoerenza di fase quantistica" , che vedremo fra poco, la risposta pi attendibile. L'interpretazione di Copenaghen della meccanica quantistica non l'unica. L'interpretazione di "molti mondi" ipotizza ad esempio che l'universo si scinda per ciascuna misurazione quantistica in due universi paralleli, e l'interpretazione di Bohm propone che il comportamento quantistico sia totalmente deterministico, ma inconoscibile, che il comportamento quantistico non sia acausale. Pochi scienziati accettano queste alternative. L'interpretazione probabilistica, che rimane quella standard, acausale. Siamo capaci di calcolare la probabilit dell'esito di una misurazione classica, ma non c' una causa sottostante a quell'evento. Ci che accade accade e basta, senza causa alcuna. Anni fa, Murray Geli-Mann, mio collega al Santa Fe Institute, mi chiese se conoscevo la meccanica quantistica. " N o " fu la mia risposta. "Dovresti conoscerla", ribatt Murray. Decisi perci che ne avrei imparato i rudimenti. A questo punto merita fare una pausa per descrivere un esempio usato da Richard Feynman, scomparso collega di Geli-Mann al Caltech, che trasmette il vero mistero di questa disciplinai Riguarda il celebre esperimento delle due fenditure e dell'interferenza quantistica, un concetto che ritorner utile esplorando pi in dettaglio la coscienza. Immaginate una parete con due piccole fenditure. Da un lato della parete collocate una fonte di luce, una "pistola fotonica" che spara contro di essa dei fotoni. Al di l del muro, posta una superficie di rivelazione dei fotoni: una pellicola o un sistema pi sofisticato. Cominciamo considerando il caso di una fenditura coperta e di una fenditura aperta. Riscontriamo quanto ci aspetteremmo: i fotoni "passano attraverso" la fenditura aperta e colpiscono la superficie rivelatrice dei fotoni, creando un "cumulo" di eventi di ricezione di fotoni simile a un mucchio di sabbia, pi chiaro al centro. Qui importante sapere che i fotoni della stessa lunghezza d'onda hanno la stessa energia e sono identici e creano perci macchie di pari grandezza.
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Reinventare il sacro 210 problematica. Se la mente spesso non algoritmica, e se crea il significato, e invece i sistemi computazionali sono puramente sintattici, perch dovremmo credere che questa limitata capacit computazionale, che sembra essere superata dalla mente, ci che suscita il mistero della coscienza?

La neurobiologia classica Nel capitolo precedente abbiamo discusso la teoria, sostenuta da alcuni neurobiologi, che la mente non abbia bisogno di essere algoritmica, e che potrebbe continuare a essere un sistema fisico classico. Ovvero, come i pianeti in orbita intorno al sole non eseguono un algoritmo, cos la mente potrebbe essere il comportamento causale classico del cervello, del quale essa identica, senza essere costretta a essere continuamente algoritmica. Tale teoria considera il cervello un sistema dinamico complesso classico, i cui comportamenti dinamici disturbati sono alla base, e direttamente correlati, a una variet di esperienze coscienti. La mappatura di Cowan tra attivit neurali previste e allucinazioni sperimentate compatibile con l'esperienza cosciente causata da o "identica al" comportamento neurale fisicamente classico, dove "identica al" la teoria dell'identit mente-cervello. Il progetto di ricerca dei neurobiologi (approssimativamente riassunto) trovare i neuroni o i sottocircuiti di neuroni interconnessi la cui frequenza e modalit di scarica, quando superano una soglia, si correlano con le esperienze coscienti. Christof Koch li chiama correlati neurali di coscienza (NCC, murai correlates of consciousness) . Qualsiasi teoria della coscienza dovr spiegare perch alcune, ma non tutte, scariche neurali sono un NCC. Koch sostiene poi che le esperienze coscienti sono fenomeni emergenti, che nascono da tale NCC. Un elemento essenziale degli studi attuali che la scarica di alcuni singoli neuroni sembra associata ad aspetti specifici di un'esperienza, come quella del rosso di una sedia. Se vero, allora l'NCd pu includere il comportamento di singole cellule. Se cellule differenti o sottocircuiti in regioni differenti del cervello danno luogo a esperienze di aspetti differenti di esperienza, allora i neurobiologi si trovano di fronte al cosiddetto problema del legame (binding problema. Questo problema si domanda come percezioni diverse in pai ti distanti del cervello si leghino in una singola esperienza coscienti
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211 Una delle eventuali possibilit che i neuroni siano in qualche modo legati in sottocircuiti; che la coscienza stessa realizzi il binding concentrando l'attenzione sui diversi aspetti dell'esperienza; e che una rapida attivit ritmica neurale nel cervello possa legare diverse percezioni in un'esperienza cosciente coerente. E accesa la discussione tra i neurobiologi sulla natura del "codice" neurale. Forse esso la scarica di frequenza media dei neuroni associata con le esperienze, oppure corrisponde ad aspetti pi sottili di quella scarica, o sar magari il comportamento chimico di neurotrasmettitori rilasciati nelle sinapsi che collegano i neuroni? La teoria pi diffusa che il codice risieda nella frequenza media della scarica neurale. I risultati dei neurobiologi devono in gran parte essere accettati da qualsiasi teoria della coscienza. La ricerca dei correlati neurali della coscienza una scienza nella sua espressione pi pura, la ricerca attuale pi all'avanguardia. Ma la teoria che le esperienze coscienti siano una propriet emergente della scarica di singoli neuroni o di circuiti di neuroni non ci dice che cosa " " la coscienza e nemmeno come essa "emerge". Inoltre, la neurobiologia classica affronta direttamente i problemi filosofici familiari del libero arbitrio, della causazione mentale e dell'epifenomenismo.

II cervello quantistico?

Coscienza e meccanica quantistica Fenrose e io supponiamo che la coscienza dipenda da un sistema fisico molto speciale. A differenza dell'ipotesi dell'intelligenza artificiale forte, che agnostica sul fondamento fisico della computazione che realizza la coscienza, noi supponiamo che la coscienza nasca solo in sistemi fisici molto specifici. Molti neurobiologi condividono questa idea: pensano che il fenomeno sia limitato a neuroni fisicamente classici. Con Penrose, io penso che potrebbe essere invece parzialmente quantomeccanico. La teoria secondo cui la mente umana non algoritmica solleva la possibilit che essa possa essere acausale, e non una "macchina" causale; e la sola teoria acausale di cui disponiamo la meccanica quantistica. Pi che una deduzione, un'ipotesi. Essere non algoritmico non identico a essere acasuale. Come osservato, un pianeta in orIuta intorno al sole non sta eseguendo un algoritmo, ma in ogni i .iso un sistema fisico classico. Perci, il carattere non algoritmico della mente umana non implica che la mente debba essere quanto-

Reinventare il sacro 210 problematica. Se la mente spesso non algoritmica, e se crea il significato, e invece i sistemi computazionali sono puramente sintattici, perch dovremmo credere che questa limitata capacit computazionale, che sembra essere superata dalla mente, ci che suscita il mistero della coscienza?

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La neurobiologia classica Nel capitolo precedente abbiamo discusso la teoria, sostenuta da alcuni neurobiologi, che la mente non abbia bisogno di essere algoritmica, e che potrebbe continuare a essere un sistema fisico classico. Ovvero, come i pianeti in orbita intorno al sole non eseguono un algoritmo, cos la mente potrebbe essere il comportamento causale classico del cervello, del quale essa identica, senza essere costretta a essere continuamente algoritmica. Tale teoria considera il cervello un sistema dinamico complesso classico, i cui comportamenti dinamici disturbati sono alla base, e direttamente correlati, a una variet di esperienze coscienti. La mappatura di Cowan tra attivit neurali previste e allucinazioni sperimentate compatibile con l'esperienza cosciente causata da o "identica al" comportamento neurale fisicamente classico, dove "identica al" la teoria dell'identit mente-cervello. Il progetto di ricerca dei neurobiologi (approssimativamente riassunto) trovare i neuroni o i sottocircuiti di neuroni interconnessi la cui frequenza e modalit di scarica, quando superano una soglia, si correlano con le esperienze coscienti. Christof Koch li chiama correlati neurali di coscienza (NCC, neural correlates of consciousness) . Qualsiasi teoria della coscienza dovr spiegare perch alcune, ma non tutte, scariche neurali sono un N C C . Koch sostiene poi che le esperienze coscienti sono fenomeni emergenti, che nascono da tale NCC. Un elemento essenziale degli studi attuali che la scarica di alcuni singoli neuroni sembra associata ad aspetti specifici di un'esperienza, come quella del rosso di una sedia. Se vero, allora I'NCC pu includere il comportamento di singole cellule. Se cellule differenti o sottocircuiti in regioni differenti del cervello danno luogo a esperienze di aspetti differenti di esperienza, allora i neurobiologi si trovano di fronte al cosiddetto problema del legame (binding problem)7. Questo problema si domanda come percezioni diverse in parti distanti del cervello si leghino in una singola esperienza cosciente.
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Una delle eventuali possibilit che i neuroni siano in qualche modo legati in sottocircuiti; che la coscienza stessa realizzi il binding concentrando l'attenzione sui diversi aspetti dell'esperienza; e che una rapida attivit ritmica neurale nel cervello possa legare diverse percezioni in un'esperienza cosciente coerente. E accesa la discussione tra i neurobiologi sulla natura del "codice" neurale. Forse esso la scarica di frequenza media dei neuroni associata con le esperienze, oppure corrisponde ad aspetti pi sottili di quella scarica, o sar magari il comportamento chimico di neurotrasmettitori rilasciati nelle sinapsi che collegano i neuroni? La teoria pi diffusa che il codice risieda nella frequenza media della scarica neurale. I risultati dei neurobiologi devono in gran parte essere accettati da qualsiasi teoria della coscienza. La ricerca dei correlati neurali della coscienza una scienza nella sua espressione pi pura, la ricerca attuale pi all'avanguardia. Ma la teoria che le esperienze coscienti siano una propriet emergente della scarica di singoli neuroni o di circuiti di neuroni non ci dice che cosa " " la coscienza e nemmeno come essa "emerge". Inoltre, la neurobiologia classica affronta direttamente i problemi filosofici familiari del libero arbitrio, della causazione mentale e dell'epifenomenismo.

Coscienza e meccanica quantistica Penrose e io supponiamo che la coscienza dipenda da un sistema fisico molto speciale. A differenza dell'ipotesi dell'intelligenza artificiale forte, che agnostica sul fondamento fisico della computazione che realizza la coscienza, noi supponiamo che la coscienza nasca solo in sistemi fisici molto specifici. Molti neurobiologi condividono questa idea: pensano che il fenomeno sia limitato a neuroni fisicamente classici. Con Penrose, io penso che potrebbe essere invece parzialmente quantomeccanico. La teoria secondo cui la mente umana non algoritmica solleva la possibilit che essa possa essere acausale, e non una "macchina" causale; e la sola teoria acausale di cui disponiamo la meccanica quantistica. Pi che una deduzione, un'ipotesi. Essere non algoritmico non identico a essere acasuale. Come osservato, un pianeta in orbita intorno al sole non sta eseguendo un algoritmo, ma in ogni caso un sistema fisico classico. Perci, il carattere non algoritmico della mente umana non implica che la mente debba essere quanto-