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TINA MODOTTI

Udine 1896 - Citta' del Messico 1942

Taxista: Ya llegamosSenora .Calle Simon Bolivar..46. Dos dollares y cinquenta , por favor. (silenzio) Senora Senora italiana. Senora Ya estamos .somos arrivatiEntiende??? Senora. por favor. (pausa) . Oh Dios Mio!!? No respira mas!!? (Gridando) Ehilguien me ayudePor favorEn mi taxi hay una vieja senora una vieja senora extranjera y no respira . Narrante: Assunta Adelaide Luigia Modotti, detta Tina, nasce nel popolare quartiere di Borgo Pracchiuso di Udine, il 17 agosto 1896 da famiglia operaia. Il padre Giuseppe lavora come meccanico e carpentiere, mentre la madre Assunta Mondini fa la cucitrice. Tina ha solo otto anni, quando la famiglia si trasferisce nella vicina Austria per lavoro. Nel 1905 rientrano a Udine e Tina inizia a frequentare con ottimo profitto le prime classi della scuola elementare. Tina: A casa mia siamo stati sempre poveri; pi che poveri, anzi, disperati. I poveri delle mie parti mangiano polenta, e noi la mangiavamo solo i giorni di festa. Gli altri giorni per lo pi dovevamo accontentarci di pane e acqua. Quando mio padre rincasava, diceva che aveva gi mangiato per non sottrarre cibo ai figli. I braccianti a giornata parlavano sempre dellAmerica, della dorata California, e coloro che vi si erano gi trasferiti mandavano lettere entusiaste e molto denaro. Narrante:. Subito dopo essere rientrati a Udine dallAustria, il padre emigra in America con la figlia maggiore, Mercedes. Tina con la madre e gli altri fratelli rimasti ad Udine vivono dei pochi risparmi che il padre era riuscito a guadagnare in Austria tra il 1898 e il 1905. Poi, le cose si fecero pi difficili. Non ricevendo ancora alcun denaro dallAmerica, la madre, come gli altri figli, iniziarono a lavorare. Tina in particolare, allet di dodici anni, lavorava dodici ore al giorno in una fabbrica di tessuti ma riusciva anche a trovare il tempo per apprendere i primi rudimenti della fotografia nello studio dello zio Pietro Modotti. Solo otto anni dopo, nel 1913, Tina raggiunge il padre e la sorella a San Francisco in California, e inizia a lavorare in una sartoria nel centro della citt. Nonostante le ristrettezze dovute alle difficolt economiche, non rinunciavano a partecipare alle attivit sociali e culturali della comunit italiana. Mentre il padre suonava la chitarra e declamava versi, Tina recita in piccoli teatri di quartiere, ricevendo anche ottimi recensioni sui giornali locali. Tina era una
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autodidatta eccezionale, affamata di arte, di cultura e di fotografia, non perdeva occasione per arricchire le sue conoscenze . Durante una visita all'Esposizione Internazionale Panama-Pacific conosce il poeta e pittore Roubaix del'Abrie Richey, chiamato Robo dagli amici. Tina: E un ragazzo con gli occhi velati dai sogni che sta in punta dei piedi per osservare da una vecchia finestra il cielo grigio di un cielo invernale, travolto da quel vago qualcosa che sempre presente per unanima abbastanza sensibile da percepirlo. La grande forza delle sue emozioni e della sua sensibilit lo ha condotto allarte come unico scopo e mezzo di espressione. . Narrante: Tina e Robo decidono di vivere assieme, e nel 1917 si trasferiscono a Los Angeles. Entrambi amano l'arte e la poesia, dipingono tessuti con la tecnica del batik; la loro casa diventa un luogo d'incontro per artisti e intellettuali liberal. Per la sua bellezza ed espressivit Tina viene ripresa in diverse occasioni dai fotografi Jane Reece, Johan Hagemayer e, soprattutto da Edward Weston al quale ben presto si legher sentimentalmente. Anche Hollywood si interessa a lei. Nel 1920 protagonista del film: The Tiger's Coat, per la regia di Roy Clement. Successivamente, interpreter altre parti, anche se non da protagonista, in altri due film. Per la sua natura commerciale il cinema si rivela unesperienza troppo deludente per Tina che decide di rinunciarvi. Le cose sembravano andar meglio per il suo compagno Robo che si era visto pubblicare alcuni disegni in un libro di poesie di un famoso archeologo messicano, Riccardo Gomez Robelo, direttore dellaccademia delle Belle Arti di Citt del Messico. Sollecitato dallo stesso Robelo, Richey parte per il Messico che gli viene descritto come terra ideale per unavanguardia artistica. Tina, rimasta a Los Angeles per ultimare le riprese cinematografiche della commedia: I can explain, terzo ed ultimo dei suoi film, viene raggiunta dalla terribile notizia della morte di Robo, colpito dal vaiolo. Tina, accompagnata dalla madre di Robo, arriva in tempo per i funerali e scopre, in questa triste occasione, un paese che a lungo porter nel cuore e nellanima. Tina: Il Messico col suo fico dIndia e il suo serpente; il Messico fiorito e spinoso, secco e tempestoso, violento di contorno e di colore, violento di eruzione e di creazione mi invase col suo sortilegio e la sua luce sorprendente. Narrante: Durante questo suo primo soggiorno messicano, Tina organizza una mostra di fotografie realizzate da Edward Weston, Jane Reece ed altri loro amici. La mostra venne allestita nellAccademia delle Belle Arti diretta da Robelo che la introduce anche nellambiente dei pittori muralisti messicani che
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con la loro arte rappresentavano la componente rivoluzionaria di tutta la cultura centro-americana. A distanza di un mese dalla sepoltura di Robo, Tina rientra a San Francisco dove riceve un altro durissimo colpo. Un tumore maligno allo stomaco le aveva portato via il padre Giuseppe. In quel clima di mestizia, Tina confida alla madre Assunta di voler tornare a vivere in Messico. Le due gravi perdite, di Robo e del padre, lavevano lasciata prostrata. Ma proprio il lutto della perdita ad accelerare in lei il desiderio di cambiamento. Ora vuole imparare la fotografia da Edwad Weston e, desiderosa di conoscere i segreti di uno strumento che entrato nella sua vita insieme a tutta una passione mai provata prima, decide di raggiungere Edward a Los Angeles anche lui alla ricerca di nuovi orizzonti non solo artistici. I loro giorni nella citt degli angeli trascorrono fra il sorseggiare sak, scatti fotografici e passeggiate sulla calda spiaggia di Hermosa Beach. Durante la visita ad una mostra di arti e mestieri messicani, Edward Weston, pur sposato e con quattro figli, propone a Tina di andare a vivere in Messico. Tina: Quanta bellezza! Vino, libri, fotografie, musica, lume di candela, occhi in cui guardare e poi il buio e i baci. A volte mi sembra di non poter sopportare tanta bellezza mi travolge e poi arrivano le lacrime e la tristezza ma la stessa tristezza arriva come una benedizione e come una nuova forma di bellezza. Si. verr con te per starti vicino ma solo se mi farai lavorare come tua assistente in cambio di vitto e alloggio. Questa sar la volta che ti porter via qualche segreto del mestiere. Narrante: Alla fine di luglio 1923 Tina Modotti , insieme a Edward Weston ritorna in Messico per stabilirsi a El Buen Retiro, una bella hacienda di dieci stanze a Tacubaja, un sobborgo della capitale. Lo studio di Weston, con una immensa finestra, si affacciava sul grande giardino che circondava la casa. Weston : Fotografo ci che non posseggo. Incido in argento ci che mi sfugge nella realt. Tina l, sul verde prato, e si lascia accarezzare dal sole il corpo nudo. Lascio il mio studio per una boccata daria fresca e per rubare al sole il corpo di Tina. Mi muovo, cercando di non far rumore, per cercare la migliore esposizione senza interrompere il suo riposo. Eccoti!! Con quelle mani che ti proteggono gli occhi dal sole, i tuoi scuri capezzoli puntati al cielo come i bastoncini che fissano alla terra la stuoia sulla quale supina te ne stai. La mia mano corre al pulsante. Sei angelica, un angelo che vola nel regno degli angeli. Estasiato scatto la foto. Tina: Sei contentodi avermi immortalata?
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Weston: Pensavo che dormissi. Tina: Mi ero addormentata, ma poi il rumore dei tuoi passi e quello dellattrezzatura mi hanno svegliata. Weston: Smettila Tina! Stai cercando di farmi sentire in colpa. La macchina fotografica non pu aver fatto tanto rumoreal massimo un click! No No! Non alzartiresta sdraiata. Non muoverti. Sei bellissimaun tuttuno con questo giardino. Tina: Vuoi scattare altre foto di questo fiore? (un po ironica). Preferisci che assuma unaltra posizione? Weston: Lincantesimo finito. Svanito. Penso che dovr distruggere il negativo. Tina: Ma sei impazzito? Non essere cos, cerca di sorriderelasciati andare. Eccomi, riprendo la mia posizione di dormiente. Okay?? Weston: E tutto inutilenon sar come primaquellattimo fuggitoNon esiste pi. Tina: Ti prego, non esagerare. Vedrainessuno se ne accorger. Sar bravissima. Quasi come quegli oggetti inanimati o inconsapevoli che prediligi fotografare. Weston: Forsehai ragione tu. Comunquemi sentirei un po .disonesto. Eccomi a quarantuno anni con te, nel fiore della tua giovinezza con quei capelli neri cos raccolti e quegli occhi che osservano in lontananza qualcosa che va al di l dei tuoi 25 anni. Scusami ho cercato di portarti via qualcosa di molto intimo e vero e che ti appartiene. Tutto questo in nome dellamore. Tina: Delle emozioni che sento per te in questo momento non una pu essere espressa in parole- Ho formulato nella mia testa e poi respinto cos tante cose da dirti che alla fine ho pensato: Qual luso delle parole tra Te e me? Tu mi conosci ed io ti conosco e abbiamo fiducia luno nellaltro. E questo, Edward, mi sembra la cosa pi preziosa che ci siamo dati: la fiducia reciproca! Mentre tu sarai di nuovo via, lavorer molto perch tu possa essere orgoglioso di me e far si che il tempo della nostra separazione possa passare velocemente. Weston: Dolce e implacabile italiana. Anchio stamattina mi sono sdraiato sul pavimento di mattonelle del bagno. Ligiene moderna ha dato nuovo splendore alle anfore. Ho fotografato la tazza del nostro gabinetto, quel lucido
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ricettacolo smaltato di straordinaria bellezza. Mai i greci hanno raggiunto un culmine cos significativo nella loro cultura. Non facile fotografarla, perch richiede una estrema cura nella messa a fuoco e nellinquadratura. Infine ho piazzato la macchina fotografica sul pavimento senza il treppiede e ho trovato esattamente quello che volevo; ho scattato tre foto senza cambiare punto di vistaHo impressionato i negativi in uno stato di estrema tensione, con il timore che qualcuno, spinto da un bisogno naturale, volesse usare la tazza per scopi diversi dai miei. Tina: Eduardito.Sei incorreggibile. Adesso pi che mai sono convinta che tu abbia bisogno di qualche giorno di riposo. Sarebbe un bene per te e per i tuoi negativi. Quando tornerai la tazza sar molto pi di una tazza per te. Narrante: Vivono questa loro storia damore con la stessa intensit con la quale partecipano al clima politico e culturale post-rivoluzionario, a contatto con i grandi pittori muralisti David Alfaro Siqueiros, Diego Rivera e Clemente Orozco, che appartengono al Sindacato artisti e sono i fondatori del giornale El Machete, portavoce della nuova cultura. A contatto con la capacit e l'esperienza di Weston, Tina affina la sua tecnica fotografica e in breve tempo conquista una propria autonomia espressiva. Alla fine del 1924 un'esposizione delle loro opere viene inaugurata nel Palacio de Minera alla presenza del Capo dello Stato. Fra il 1925 e il 1926, in tempi brevi e diversi, tornano a San Francisco, dove Tina trova la madre ammalata, conosce la fotografa Dorothea Lange, acquista la macchina fotografica Graflex che laccompagner per gran parte della sua vita . Rientrati in Messico intraprendono un viaggio di tre mesi nelle regioni centrali alla ricerca di immagini per il libro di Anita Brenner Idols Behind Altars. La loro passione si attenua e il loro rapporto si trasforma in una grande amicizia che durer per tutta la vita ma in forma epistolare. Weston torna definitivamente in California dalla moglie e dai figli. Chiusa la storia sentimentale che la legava a Edward Weston,Tina Modotti si dedica completamente alla fotografia con la quale riesce a guadagnarsi da vivere. Esegue molti ritratti, ma pur sforzandosi non riesce a tacitare una parte importante della propria personalit: la sua passione tutta italiana che tutti le riconoscevano. Sposa il pittore e attivista politico Xavier Guerrero, entra a far parte del Partito Comunista, lavora per il movimento sandinista nel Comitato "Manos fuera de Nicaragua" e partecipa alle manifestazioni in favore di Sacco e Vanzetti. Tina trasforma il suo modo di fotografare, in pochi anni percorre un'esperienza artistica folgorante: dopo le prime attenzioni per la natura (rose, calli, canne di bamb, cactus, ...) sposta l'obiettivo verso forme pi dinamiche, per utilizzare il mezzo fotografico come strumento di indagine e denuncia sociale.Le sue opere, comunque realizzate con equilibrio formale, assumono
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una valenza ideologica, intesa ad esaltare i simboli del lavoro, del popolo e del suo riscatto (mani di operai, manifestazioni politiche e sindacali, falce e martello,...). Le sue fotografie vengono pubblicate in riviste prestigiose come Forma, New Masses e Horizonte. In questo periodo conosce lo scrittore John Dos Passos e l'attrice Dolores Del Rio, ed in particolare stringe una profonda amicizia con la pittrice Frida Kahlo, futura moglie del grande pittore muralista Diego Rivera. Tina: Quando le parole arte e artistico vengono applicate al mio lavoro fotografico, io mi sento in disaccordo. Questo dovuto sicuramente al cattivo uso e abuso che viene fatto di questi termini. Mi considero una fotografa, niente di pi. Se le mie fotografie si differenziano da ci che viene fatto di solito in questo campo, precisamente perch io cerco di produrre non arte, ma oneste fotografie, senza distorsioni o manipolazioni. Narrante: Nellestate del 1927 fu necessario intensificare sia in Messico come nel resto del mondo la campagna per salvare Sacco e Vanzetti. Le attivit febbrili dei loro avvocati, le confessioni del portoghese Maderiras, il movimento mondiale di solidariet, non erano riusciti ad influenzare il tribunale statunitense. Tutto indicava che "un assassinio per la giustizia" era inevitabile. Pochi giorni dopo, il 22 Agosto 1927, giorno della esecuzione di Sacco e Vanzetti sulla sedia elettrica, arriv in Messico un italiano, il cui nome non era estraneo a Tina Modotti, poich lo conosceva per la sua attivit nella Lega Antifascista. Si faceva chiamare Enea Sormenti, ma il suo vero nome era Vittorio Vidali. Tra quelli che in Messico si erano impegnati in manifestazioni contro lesecuzione dei due anarchici italiani, Tina aveva notato un giovane esule cubano dotato di ottima oratoria. Era un uomo di 23 anni che ammaliava gli uditori con il suo pensiero chiaro e le sue precise parole. Si chiamava Julio Antonio Mella.. Il primo incontro tra Mella e Tina, avvenne in un giorno di Giugno del 1928 durante il sesto Congresso mondiale dellInternazionale Comunista. Tina: Col passare del tempo scopro che Jos Clemente Orozco, che se ne stava troppo in disparte al Congresso, mi piace sempre di pi, sento in lui il genio. Le sue cose traboccano di una potenzialit interiore che non si sente mai nelle cose di Diego Rivera. Lui commenta troppo, ultimamente dipinge i dettagli con una precisione irritante, non lascia nulla allimmaginazione altrui. Davanti alle opere di Orozco, invece, senti che tu puoi iniziare l dove lui finisce e questo da molta soddisfazione. Narrante: Roendo Gmez Lorenzo, allepoca redattore di El Machete, cosi descrisse lincontro di Tina con Mella:
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"Alla fine dei lavori, invitai Tina a prendere un caff. Julio stava per recarsi in biblioteca e cos invitai anche lui ma non accett linvito dicendo che era molto occupato. Andammo con Tina al caff Cantn in calle Bolivar, dove dopo un quarto dora comparve Julio Antonio". "La porta dellufficio era chiusa a chiave - disse - ho ancora da scrivere con la tua macchina..." Gli risposi che visto che cera poteva bere un caff con noi. Fu cos che i due iniziarono a conversare . Quel giorno dellestate 1928 tra Tina e Mella fu amore a prima vista. I due diventarono inseparabili. Lattrazione di Tina per Mella fu molto pi forte della sua volont di essere fedele al marito Xavier Guerrero, partito per una lunga permanenza a Mosca. Gli sforzi fatti da Tina per resistere a questo amore erano a conoscenza di tutti quelli che la frequentavano. Tina era una persona assolutamente onesta e non credeva che il marito meritasse questo tradimento. Mella non riusciva a stare lontano da Tina, e in ogni occasione ne parlava con i suoi amici...Tina si faceva negare, perch non voleva informarne il marito a fatto avvenuto con una lettera. Mella non demordeva e chiedeva a Tina continuamente di prendere una decisione. In luglio, alla vigilia della sua partenza per Mosca, Vittorio Vidali riceve una telefonata da Tina: Tina - Da sei mesi il mio compagno si trova a Mosca ed chiaro che prima di tre anni non ci vedremo. Per successo altro... mi sono innamorata di qualcuno che conosci bene: Julio Antonio Mella. Sta preparando il suo divorzio e mi ha chiesto di andare a vivere insieme. Lincontro con Julio mi ha creato una grande confusione emotiva. mi sento incapace di pronunciare una sola parola; mi sento come paralizzata e non riesco a ragionare normalmente. Narrante: Agli inizi di settembre, Mella part per Veracruz, dove voleva ultimare i preparativi per uno sbarco a Cuba che avrebbe dovuto dare inizio ad una nuova rivolta armata nellisola. Julio sapeva che avrebbe avuto tutta lapprovazione di Tina per questi suoi propositi. Nessuno dei due aveva grandi entrate economiche, quasi tutto quello che guadagnavano lo davano al partito. I compagni che avevano problemi finanziari sapevano di poter contare su Tina e la sua generosit. Julio Antonio Mella come dirigente della Giovent cubana, durante il suo esilio messicano, non si limitava solo a denunciare sui giornali che il Golfo dellHavana era diventato un cimitero per centinaia di oppositori al regime di Machado che li dava per desaparecidos. Quegli articoli contenevano, insieme a lunghi elenchi di leaders assassinati, le circostanze di quelle morti. Ma le parole non bastano mai. Mella insieme ad altri cubani avevano organizzato nei pressi di Veracruz un campo di addestramento militare. Pochi giorni dopo Il suo arrivo al campo, Julio Mella scrive a Tina Modotti.
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Julio Mella - Pu essere che questa lettera sia una imprudenza, perch ci che abbiamo dentro sento che ti fa paura. Come se lamarci fosse il crimine pi grande. Nonostante gli impedimenti, niente pi giusto, naturale, necessario per la nostra vita che lamore. Non sono riuscito a cancellare la tua figura per tutto il viaggio. Ti vedo a lutto come abito e spirito, nel darmi il tuo ultimo saluto ma, come affetto venire verso di me Sento tuttora le tue parole che mi carezzano i capelli. Quando sono giunto ai Tropici ed iniziata la festa del calore con la selva e il cielo azzurro, nellimpossibilit di vederti , vedevo in ogni elemento di quel paesaggio, in ogni spazio di luce, quella tua schiena con quei capelli neri sciolti come una bandiera. Bene, Tina, perdonami se non scrivo molto, sono esausto. Credo che sto per perdere la ragione. In questi giorni, ho pensato con troppo dolore e tuttora tengo aperte le ferite causate da questa separazione, la pi dolorosa della mia vita. Se risolviamo questo, ho la convinzione che la nostra vita andr ad essere qualcosa di fecondo e grande. Dimmi chiaramente che non sei disposta ad altre soluzioni. Per me, Tina, ho preso con le mie proprie mani la mia vita e lho lanciata sul tuo balcone, complice del nostro amore. Alcune volte ho creduto di essere un bambino e ne ho avuto compassione. Se non cos, spiegami che amore questo che mi porta alla disperazione. Dimmi quale la speranza. Se non desideri vivere in Messico andiamo assieme a Cuba o in Argentina. Tina non sta a me supplicarti, per in nome del nostro amore, dammi qualche certezza, qualcosa che non fumo. Con me non hai che temere. Allora va, non ti invio un bacio, perch non ho anima, se non per un ricordo molto affettuoso di mia madre e per queste lacrime che sono cadute sopra i caratteri della macchina da scrivere che hai immortalato con la tua arte. Narrante: Qualche tempo prima effettivamente Tina aveva fotografato con la sua Graflex la macchina da scrivere di Julio con la quale aveva iniziato a scrivere un articolo con le parole di Lev Trotckij: La tecnologia diverr una spinta molto pi possente alla produzione artistica; ben presto si trover una soluzione in una sintesi pi elevata, nella contraddizione fra natura e tecnologia. Dopo la lettera di Mella, Tina, sciolto ogni dubbio, decide di scrivere al marito a Mosca. Facendole prendere coscienza della dura e cruda realt sociale dei campesinos e dei poveri della citt, Xavier Guerrero aveva avuto un ruolo incisivo nella formazione politica di Tina Modotti. Tina: Di tutte, questa sar la lettera pi difficile, pi penosa e pi terribile che ho mai scritto in tutta la vita. Ho atteso molto tempo prima di scriverla, soprattutto perch ho voluto essere molto sicura delle cose che vado a dirti e secondo perch ti anticipo quale sar il terribile effetto che questo avr su di te..
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Credo sinceramente di avere fondamentalmente buoni sentimenti e di avere sempre tentato di fare il bene degli altri, prima ancora di pensare a me, di non essere crudele per le crudelt ricevute. La prova sta che quando cerco di esserlo come ora con te, sto soffrendo (forse pi di te) per le conseguenze. Per tempo di dirti ci che devo dire: amo un altro uomo. Potrei raccontarti ampiamente tutta la storia di questo amore, come iniziato, come si sviluppato, come giunto il momento in cui ho deciso di raccontartelo; come ho lottato con me stessa per staccarlo dalla mia vita (ti giuro che a volte ho pensato al suicidio ma, anche se desiderato, poteva essere una codardia). Ho pensato a pi di un effetto che questo passo pu provocare sullazione rivoluzionaria. Questa stata la maggiore preoccupazione, oltre a quella che ho per te. Bene, sono giunta alla conclusione che vada come vada, con te o con un altro, qui o in altra parte, la mia piccola utilit per la causa - la nostra causa - non soffrir, perch il lavoro per la causa non in me, leffetto o il risultato di amare un rivoluzionario ma, una convinzione profondamente radicata. Su questo ti debbo tanto Xavier. Tu fosti quello che mi apr gli occhi, tu fosti quello chi mi aiut quando il suolo su cui si basavano le mie vecchie convinzioni, inizi a crollarmi sotto i piedi. E pensare che per tutto laiuto che mi hai dato, cos che ti sto pagando... Narrante: Lunica risposta che Tina ebbe fu un lapidario telegramma privo di qualsiasi riferimento emotivo: RICEVUTO TUA LETTERA. ADDIO. XAVIER GUERRERO. Al ritorno da Veracruz, Julio Mella si stabil a casa di Tina con le sue poche cose. Cos inizi la vita in comune, unione che avrebbero legalizzato appena pronto il divorzio tra Mella e Oliva Zaldivar. Lamore non solo arricch la loro relazione ma, miglior i contatti con gli altri. Questa unione veniva rafforzata dal loro costante impegno politico. La porta del loro piccolo appartamento era sempre aperta per gli amici. Non si mangiava con regolarit, ma quello che avevano era a disposizione degli ospiti. Quello che non mancava mai, a cui Tina teneva particolarmente, era un bicchiere di vino rosso. Mella si adattava molto alla sensibilit di Tina. Quando Tina era in strada lavorando con la sua macchina fotografica, al rientro a casa, se Julio era uscito per una riunione di lavoro o per andare allUniversit, trovava sempre un segno di amore, una lettera un biglietto con queste parole: "Ti ho attesa, devo andare, lascio un fiore al mio posto". Tina sapeva che Julio Mella era ossessionato dallidea di voler abbattere il dittatore cubano Machado e che tutti i suoi pensieri e le sue azioni giravano intorno al progetto di invadere Cuba, come pure era al corrente che il suo compagno si recava spesso con i suoi amici ad esercitarsi allutilizzo delle
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armi. Tutto questo venne vanificato da un tradimento che accanton il progetto tanto caro a Mella. Tina: E allimprovviso ho pensato alla vita nella bellezza come mai prima. Mi apparsa non come una cosa che presuppone in se stessa tranquillit e benessere, ma come una questione di selezione si, una questione di selezione e sono giunta a capire che anchio vivo in bellezza, vivo nella bellezza per quanto me lo consente lo stato attuale del mio spirito. Sono convinta ora che per quel che riguarda la creazione, le donne sono negative.Almeno io lo sono. Sono un po meschina e manco della capacit di concentrazione e della facolt di essere completamente assorta in ununica cosa? Forse unaffermazione troppo affrettata. Non riesco a risolvere il problema della vita col perdermi nel problema dellarte. Non solo io non posso farlo, ma sento che il problema della vita ostacola il mio problema dellarte. Nel mio caso la vita lotta continuamente per predominare, e larte naturalmente ne soffre. Narrante: Quando passeggiavano per la citt, Tina solitamente portava la sua macchina fotografica, cercando soggetti o situazioni interessanti da riprendere; in questo era aiutata da Mella che le dava sostegno e consigli. Allo stesso modo Tina collaborava con Julio, trascrivendo le sue lettere. In cucina si sforzava di dare un gusto cubano ai cibi ed era sempre pronta come padrona di casa nellospitare cubani che venivano in qualsiasi ora del giorno o della notte. Quando a casa, durante le riunioni i -profughi cubani parlavano con Julio delle persecuzioni che avevano sofferto a Cuba, lei restava in silenzio e quando aveva il minimo sentore che preferivano restare soli, andava nella sua camera oscura a sviluppare negativi di pellicola. Ma la loro storia damore dura solo pochi ma intensi mesi. Una sera del gennaio 1929, a pochi passi dalla sua casa, Tina sent due spari quasi simultanei. Il tempo di uscire in strada e vedere Julio ferito correre verso di lei. Lo raggiunse nel momento in cui, ormai ferito a morte, si accasciava al suolo.Quella sera Mella si stava recando ad un appuntamento con un suo compatriota Jos Magrinot. Magrinot non era considerato una persona fidata e pi volte sia Tina che altri amici avevano detto a Mella di stare attento e di non uscire con lui se non in compagnia di altri amici sicuri. Per Tina furono momenti, ore, giorni terribili, linterrogatorio della polizia, la raccolta delle sue cose, i preparativi per il funerale. Non ebbe che pochi attimi per carezzarlo lultima volta, poi il corpo fu portato alla sede del partito, per ricevere i dovuti onori che spettano ad un martire rivoluzionario. Mella per lei non era solo il compagno, lesempio, il combattente, loratore esemplare, lagitatore e lorganizzatore. Era stato il grande amore della sua vita. Oltre a stampare vecchi negativi e scattare ritratti, durante quel terribile anno Tina Modotti intraprende un viaggio importante che la porta fra le donne di Tehuantepec, note nella cultura messicana per essere belle, intelligenti, forti e
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figure dominanti in una societ matriarcale come quella della zona di Zapoteca. Cos lontana dagli intrighi politici della capitale, Tina scrive a Edward Weston. Tina: Mio carissimo Edward, il mio cuore cos pieno di dolore e sanguinante che mi rende ancor pi ricettiva alle sofferenze delle persone care. Poter stare accanto a te pochi momenti - dare sfogo a tutte le emozioni represse che tormentano il mio cuore - forse non saresti daccordo con tutto quello che ti direi ma non ha importanza; tu capiresti la tragedia della mia anima e la condivideresti con me e questo, non tutti possono farlo. Ma non posso concedermi il lusso delle mie pene oggi so bene che questo non tempo di lacrime; ci si aspetta il massimo da noi e non possiamo mollare n fermarci a met strada impossibile riposare n le nostre coscienze n la memoria delle vittime ce lo permetterebbero Sto vivendo in un mondo diverso Edward strano, come questa citt e questo paese, possano sembrarmi cos del tutto diversi da alcuni anni fa!.Le cose sono molto insicure qui per gli stranieri pericolosi- sono preparata al peggio ogni giorno potrebbero applicare il 33 su di noi voglio avere per quanto possibile tutto a posto. Narrante: Il 33 a cui fa riferimento Tina Modotti larticolo della Costituzione messicana approvato nel 1917 contro gli stranieri indesiderati che consentiva lespulsione dal paese di ogni genere di persona non gradita. Nel giugno del 1929, in seguito ad una perquisizione nella sede del partito comunista messicano, ordinata dal governo, il partito comunista entr in clandestinit e vi rimase fino al 1935. Il 10 febbraio del 29 la Lega Antimperialista e il Comitato pro Julio Mella organizzarono un incontro che dur sei ore. Il coro del club russo cant linno "Victimos inmortales", si proiett il film "Octubre" e Tina fu loratrice principale. Tina: Nella persona di Mella hanno assassinato non solo un nemico del dittatore cubano ma il nemico di tutte le dittature. Machado, una caricatura di Benito Mussolini, ha commesso un nuovo crimine. La sua morte fa tremare i suoi assassini perch rappresenta, per quelli, lo stesso pericolo che Julio rappresentava da vivo e combattente... Questa notte, un mese dopo il codardo assassinio onoriamo la memoria di Mella promettendoci di seguire il suo cammino fino ad ottenere la vittoria di tutti gli sfruttati della terra. In questo modo dobbiamo onorarlo come egli avrebbe preferito: non piangendo ma lottando. Narrante: Era pi di un discorso politico, per Tina fu una promessa e un programma.
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Tina continu la lotta sia in Messico che in Nicaragua con il rivoluzionario Sandino, per poi ritornare in Messico. In questo periodo nonostante numerose offerte e incarichi di realizzare importanti servizi fotografici, dedicava sempre pi tempo allimpegno politico condividendo e vivendo con tantissimi altri intellettuali la grande contrapposizione fra liberalismo borghese e comunismo marxista di quegli anni. Con il crollo di Wall Street, cuore delleconomia mondiale, del 1929, inizia una lunga fase di crisi che investe tutti i paesi occidentali. Crisi che produce anche un forte senso di instabilit e insicurezza nelle coscienze. Tina: Bilancio attuale. Sola. A pezzi. Esiliata. Depressa. Non ho figli. Nessuno sente la mia mancanza. Non ho lavoro; non sono in grado di mantenermi. Non so che cosa fotografare. Il Messico mi ha espulso; se torno in Italia finisco in galera. Dov la mia patria? Edward non scrive. Veramente ha scritto, ma la sua lettera non era una risposta. E troppo lontano per capire. Anche Frances Toor mi ha scritto e mi piacerebbe che convincesse la senora Mercado a pagarmi. Come si spiega che i ricchi riescono a non pagare mai? Forse per questo che sono cos ricchi. Basta parlare di me. Quello che desidero veramente fotografare ci che vedo, sinceramente, direttamente, senza trucchi, e penso che possa essere questo il mio contributo ad un mondo migliore.

Narrante: La fama di Tina Modotti militante politica, pari alla sua notoriet di grande fotografa, non sfugge alla delegazione Reale Italiana in Messico che telegrafa a Roma: "Tina Modotti, attivista della locale Lega Internazionale Antifascista implicata nei recenti disturbi comunisti in questo paese, stata arrestata per il fallito attentato contro il Presidente della Repubblica. Espulsa dal paese ha dichiarato di voler andare in Germania. Il 24 febbraio 1930 Tina parte effettivamente da Veracruz con la nave olandese Edam, diretta in Germania. Vi fu un primo scalo con sosta di otto giorni nel porto di New Orleans, poi la nave part per il prossimo scalo: La Habana, con una sosta di tre giorni. Allo sbarco nella capitale cubana, Tina venne arrestata e trattenuta per tre giorni nella Fortezza "La Cabana". Nel ritornare sulla nave, dopo essere stata rilasciata dalla polizia cubana, centinaia di barche con migliaia di donne, operai, studenti, marinai accompagnarono Tina seguendo la scia della nave e lanciando fiori in mare, per mostrare il loro amore verso la compagna di Julio Antonio Mella. Sulla stessa nave ritrova Vittorio Vidali , diretto a Mosca, imbarcatosi sulla Edam a New Orleans dopo essere stato espulso dagli Stati Uniti.

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Tina: Berlino una citt bellissima, anche se non ho ancora visto il sole una volta in questi dieci giorni che sono qui; e per una persona che viene dal Messico il cambiamento piuttosto crudele. Ma so che la cosa pi saggia da fare proprio dimenticare il sole, i cieli blu e altre delizie del Messico, e adattarmi a questa nuova realt e ancora una volta ricominciare da capo la vita Narrante: In quel mese di aprile del 1930 i giornali di Berlino avevano dato la notizia del suicidio del poeta russo Vladmir Majakovski che Tina Modotti aveva conosciuto in Messico cinque anni prima. Tina: Il tipo di immagini propagandistiche che avevo iniziato in Messico qui in Europa viene gi fatto. Qui tutti usano la macchina fotografica. I lavoratori, in particolare, realizzano quel tipo di foto perch hanno di certo occasioni migliori di quelle che io potrei mai avere, dato che la loro vita e i loro problemi che fotografano. Naturalmente i loro risultati sono ben lontani dagli standards che mi sforzo di mantenere, ma raggiungono ugualmente il loro scopo. Io continuo a sottoesporre tutte le pellicole : questa dannata luce dopo il Messico!! Ne dovr tener conto per poter far meglio nel futuro. Narrante: Dopo pochi mesi di soggiorno a Berlino, ottenuto il visto di ingresso nellUnione Sovietica, Tina parte per Mosca dove ad attenderla cera Vittorio Vidali che le aveva trovato un alloggio allhotel Sojuznaja. Partita dallEuropa giovanissima, Tina Modotti vi ritorna da adulta con un maturo bagaglio artistico e politico. Il vecchio continente attraversato da totalitarismi e venti di guerra. Nella capitale sovietica Tina Modotti allestisce la sua ultima esposizione, lavora come traduttrice e lettrice della stampa estera, scrive opuscoli politici, ottiene la cittadinanza e diventa membro del partito. Il suo amore per la fotografia passa in secondordine rispetto al suo impegno politico. Fino al 1935 vive fra Mosca, Varsavia, Vienna, svolgendo attivit di soccorso ai perseguitati politici. Nel luglio del 1936, quando scoppia le guerra civile spagnola, assume il nome di Maria e si reca a Madrid insieme a Vittorio Vidali, suo compagno da anni, che diventa ben presto il famigerato Comandante Carlos del Quinto Reggimento. Durante i tre anni di guerra civile , lavora negli ospedali e nei collegamenti, stringendo amicizia con altre combattenti come Maria Luisa Laffita, Flor Cernuda, Fanny Edelman, Maria Luisa Carnelli. Scrive sull'organo del Soccorso Rosso Ayuda. Fa parte dell'organizzazione del Congresso internazionale degli intellettuali contro il fascismo e, assieme al comandante Carlos, promuove la pubblicazione di Viento del Pueblo, poesia en la guerra con le opere del poeta Miguel
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Hernandez. Ha occasione di conoscere Robert Capa e Gerda Taro, Hemingway, Antonio Machado, Dolores Ibarruri, Rafael Alberti, Malraux, Norman Bethune e tanti altri militanti delle Brigate internazionali. Durante la ritirata, con la Spagna nel cuore, aiuta i profughi che si avviano alla frontiera. Arrivata a Parigi con Vidali, nonostante fosse ricercata dalla polizia fascista, chiede alla sua organizzazione il permesso di trasferirsi in Italia per svolgere attivit clandestina, ma le viene negato per la pericolosit della situazione politica. Tina: Qui non riesco neanche a fumarmi una sigaretta in pubblico senza correre il rischio di esser notata. La vita in clandestinit opprimente. Solo Vittorio, con i suoi modi giocosi e spensierati, riesce a rallegrarmi, e addirittura ridiamo di questa nostra condizione. Se si accenna ad avere un figlio, ci vediamo gi a spingere una bella e capiente carrozzina col bambino imbottito di fogli propagandistici fra i pannolini, mentre passiamo sotto il naso della polizia segreta, per andare verso i giardini del Lussemburgo ad incontrare i nostri amici con le loro rispettive carrozzine, bambini e volantini minacciosi. Narrante: Nel 1939, come tanti altri esuli, Tina, con un passaporto spagnolo falso intestato a Carmen Ruiz Sanchez, , rientra in Messico. Nessuno avrebbe mai potuto riconoscere in quella Carmen Ruiz Sanchez, con quegli occhi cerchiati, le profondi rughe e le mani tremanti, laffascinante Tina Modotti che nel 1930 era stata espulsa perch ritenuta responsabile del fallito attentato al presidente messicano. A citt del Messico viene raggiunta da Vittorio Vidali e insieme conducono un'esistenza difficile. Tina vive facendo traduzioni, si dedica al soccorso dei reduci, lavora nell'"Alleanza internazionale Giuseppe Garibaldi" e frequenta pochi amici, fra cui Anna Seghers e Constancia de La Mora. Lassassinio di Leon Trotskij voluto da Stalin e avvenuto a citt del Messico, acuisce ancor di pi il suo isolamento sociale e distacco dagli interessi artistici. In una delle sue rare uscite incontra il fotografo Manuel Alvarez Bravo, al quale confida di non essere pi interessata alla fotografia.Questa sua affermazione, probabilmente dettata da un momento di sconforto, viene smentita nellestate successiva da una serie di fotografie da lei realizzate durante una lunga spedizione nel Messico profondo per il progetto di un libro fotografico scritto da Costancia de la Mora. Alla fine del 1941, con lentrata in guerra degli Stati Uniti il conflitto diventa mondiale. Allinizio del nuovo anno, il 5 gennaio 1942, dopo una cena con amici in casa dell'architetto Hannes Mayer, Tina Modotti muore, colpita da infarto, dentro un taxi che la sta riportando a casa. In quei giorni si trovava a Citt del Mexico il grande poeta cileno Pablo Neruda nelle vesti di Console che, leggendo tutte le falsit che i giornali scrivevano
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sulla morte di Tina Modotti, indignato decise di opporsi alla campagna diffamatoria sulla vita della fotografa italiana. Pablo Neruda: Scrissi dei versi e li mandai ai giornali senza nessuna speranza di vederli pubblicati. Il giorno dopo, invece delle nuove e favolose rivelazioni che avevano promesso il giorno prima, comparve su tutte le prime pagine la mia indignata e straziata poesia. Tina Modotti, sorella, non dormi, no, non dormi: forse il tuo cuore sente crescere la rosa di ieri, l'ultima rosa di ieri, la rosa nuova. Riposa dolcemente, sorella. La nuova rosa tua, la nuova terra tua: ti sei messa un nuovo vestito di seme profondo e il tuo soave silenzio si colma di radici. Non dormirai invano, sorella. Puro il tuo dolce nome, pura la tua fragile vita: d'ape, ombra, fuoco, neve, silenzio, spuma; d'acciaio, linea, polline, si costru la tua ferrea, esile struttura. Lo sciacallo sul tuo prezioso corpo addormentato protende la penna e l'anima insanguinate come se tu potessi, sorella, levarti sorridendo al di sopra del fango. Nella mia patria ti porto perch non ti sfiorino nella mia patria di neve perch alla tua purezza non giunga l'assassino, n lo sciacallo, n il venduto: l starai tranquilla. Senti un passo, un passo pieno di passi, qualcosa di grandioso che viene dalla steppa, dal Don, dal freddo? Senti un passo fiero di soldato sulla neve? Sorella, quei passi sono i tuoi. Passeranno un giorno per la tua piccola tomba prima che le rose di ieri appassiscano; passeranno per vedere quelli di un giorno, domani, dove sta ardendo il tuo silenzio.
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Un mondo marcia verso dove andavi tu, sorella. Avanzano ogni giorno i canti delle tue labbra sulle labbra del popolo glorioso che tu amavi. Col tuo cuore valoroso. Nei vecchi focolari della tua patria, sulle strade polverose, una parola passa di bocca in bocca qualcosa riaccende la fiamma delle tue adorate genti, qualcosa si sveglia e comincia a cantare. Sono i tuoi, sorella: quelli che oggi pronunciano il nome tuo noi che da ogni luogo delle acque e della terra col tuo nome altri nomi taciamo e pronunciamo. Perch il fuoco non muore. Neruda: Lho letta quella stessa mattina al cimitero, dove lasciammo il suo corpo e dove giace per sempre sotto una pietra di granito messicano. Su quella pietra sono incise le mie strofe. THE END

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