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I Rapporti tra lordinamento dellUnione Europea e lordinamento interno

Il problema dei rapporti tra diritto dellU.E e diritto italiano


14 Ottobre 1957 autorizzazione alla ratifica e ordine di esecuzione dei trattati istitutivi CEE ed Euratom dati con legge ordinaria
Conseguenze: Contrasto tra norma comunitaria e interna la prima prevale unicamente in virt del principio di successione delle leggi nel tempo (lex posteriora derogat priori) quindi nessun problema se la norma comunitaria era successiva a quella interna ma problemi se la legge interna veniva emanata dopo.

1 Fase Caso Costa - Enel (1 marzo 1964)


Corte Costituzionale: Teoria DualistaIl trattato CEE spiega lefficacia ad esso conferita dalla legge di esecuzione, per cui deve rimanere saldo limpero delle leggi posteriori a questultima secondo i principi della successione delle leggi nel tempo Art. 11 funzione permissiva nel senso che ove ne ricorrano i presupposti possibile stipulare trattati con cui si assumono limitazioni di sovranit ed consentito darvi esecuzione con legge ordinaria. Corte di giustizia: Teoria Monistaconcezione monistica e unitaria tra i due ordinamenti, dove lordinamento europeo si integra in virt di forza propria e non attraverso meccanismi di adattamento.
Per cui scaturito da una fonte autonoma, il diritto nato dal Trattato non potrebbe, in ragione appunto della sua specifica natura, trovare un limite in qualsiasi provvedimento interno senza perdere il proprio carattere comunitario e senza che ne risulti scosso il fondamento giuridico della stessa Comunit. In virt del trasferimento effettuato dagli Stati membri a favore dellordinamento comunitario dei diritti e degli obblighi corrispondenti alle disposizioni del Trattato un atto unilaterale ulteriore di qualsiasi rango, anche costituzionale, incompatibile col sistema della Comunit, sarebbe del tutto privo di efficacia.

2 Fase Sentenza Frontini (27 dicembre 1973)


Tentativo della C.C di allinearsi alle indicazioni della Corte di Giustizia senza per rinunciare a renderle compatibili con i principi costituzionali dellordinamento italiano

Art.11 Cost. sicuro fondamento delle limitazioni di sovranit e del trasferimento parziale agli organi comunitari dellesercizio della funzione legislativa . Di conseguenza doveva ritenersi viziato da illegittimit costituzionale, per indiretto contrasto con lart.11 Cost., ogni atto normativo statale a carattere riproduttivo o integrativo di regolamenti comunitari che possa sostituirsi ad essi, derogandovi o abrogandovi.

Nuova concezione della Teoria Dualista Il diritto della comunit e il diritto interno possono configurarsi come sistemi autonomi e distinti, ancorch coordinati secondo la ripartizione di competenze stabilita e garantita dal Trattato Dunque: Le norme comunitarie, non qualificabili come fonte di diritto internazionale, n di diritto straniero, n di diritto interno dei singoli Stati, devono avere piena efficacia obbligatoria e diretta applicazione in tutti gli Stati membri senza necessit di leggi di ricezione e adattamento in modo da avare uniforme applicazione.

RISERVA: Le limitazioni di sovranit consentite dallart.11 non possono comunque comportare per gli organi della CEE un inammissibile potere di violare i principi fondamentali del nostro ordinamento costituzionale o i diritti inalienabili dalla persona umana (la c.d. Dottrina dei controlimiti).

Industrie Chimiche (30 ottobre 1975)

Tentativo di risolvere il conflitto tra norma comunitaria e norma interna posteriore La Corte costituzionale arriva a dichiarare che lunica soluzione fosse quella di sollevare la questione di legittimit costituzionale per tutte quelle norme successivi interne incompatibili con il diritto comunitario

La Corte di Giustizia non per ancora soddisfatta poich questa scelta comportava la necessit di attendere ogni volta lintervento del giudice costituzionale E Dunque la mancanza di: - Tempestivit - uniforme applicazione del diritto comunitario Contraddicendo inoltre il principio della diretta applicabilit della norme comunitarie

3 FASE Il Caso Simmenthal (9 marzo 1978)


La Corte di giustizia fu richiesta dal Pretore di Susa a chiarire il ruolo dei giudici nazionali nel garantire ai singoli i diritti loro attribuiti dal diritto comunitario; in particolare se eventuali disposizioni normative nazionali successive contrastanti dovessero essere immediatamente disapplicate senza dover attendere la loro rimozione ad opera del legislatore nazionale (abrogazione) o di altri organi costituzionali (dichiarazione di incostituzionalit). La Corte di giustizia ha affermato che, in forza del principio di preminenza del diritto comunitario: le disposizioni comunitarie direttamente applicabili rendono ipso jure inapplicabile qualsiasi disposizione nazionale contrastante E le stesse disposizioni impediscono la valida formazione di nuovi atti legislativi nazionali nella misura in cui risultino incompatibili con norme comunitarie. Pertanto il giudice nazionale incaricato di applicare le disposizioni di diritto comunitario, ha lobbligo di: Garantire la piena efficacia di tali norme disapplicando alloccorrenza, di propria iniziativa, qualsiasi disposizione contrastante della legislazione nazionale anche posteriore senza doverne chiedere o attendere la previa rimozione in via legislativa o mediante qualsiasi altro procedimento costituzionale

3 FASE Sentenza Granital (8 giugno 1984)


Lart.11 Cost. viene ora considerato come la disposizione capace di conferire diretta applicazione alle norme comunitarie nellordinamento interno: Il sistema si apre alla norme comunitarie consentendole di operare in quelle materie competenti alla Comunit Si verifica una ritrazione del sistema normativo interno dove la regola nazionale, fuori dallambito materiale e dei limiti temporali in cui vige la disciplina comunitaria, conserva intatto il proprio valore e continua a spiegare la sua efficacia.
Quindi in via teorica non possono nascere contrasti fra i due ordinamenti, poich quello comunitario opera in settori lasciati liberi dallordinamento interno Criterio della competenza

Problemi pratici:
1. Il fenomeno della ritrazione non definisce la coesistenza tra norme interne e comunitarie finch queste ultime non vengono esercitate.

2.

Lesercizio delle competenze comunitarie non retto dal principio di attribuzione in modo rigido: esse si espandono progressivamente a nuovi settori, talora attraverso il ricorso a poteri impliciti o sulla base dellart. 308 CEE (oggi 352 TFUE) o del principio di sussidiariet, ampliando i settori in cui vige la norma comunitaria rendendo dunque difficile stabilirne a priori materie e limiti.
Il permanere di norme confliggenti comporta una mancanza di chiarezza e certezza delle fonti da parte degli organi amministrativi

3.

La questione dei Controlimiti


La nostra giurisprudenza nel momento in cui ha riconosciuto il principio del primato del diritto comunitario ha fissato un limite allapplicazione del principio stesso laddove norme comunitarie o principi fondamentali dello stesso Trattato si pongono in contrasto con principi fondamentali della Costituzione italiana, segnatamente in ordine alla tutela assicurata dalla Costituzione stessa ai diritti inviolabili dei cittadini.

LUnione ritiene inammissibile lesistenza, negli ordinamenti nazionali, di settori o spazi rientranti nella sfera di competenze ad esso attribuite, non soggetti alla sua supremazia, sia pure limitatamente alla tutela dei loro principi fondamentali La teoria dei controlimiti non ha mai avuto infatti il conforto della Corte di giustizia, che ha invece sempre mantenuto una posizione rigida riguardo la posizione di supremazia delle norme comunitarie. N appare corretto sostenere che detta teoria trovi oggi avvallo nello stesso ordinamento dellUnione: questa posizione stata sostenuta alla luce dellinserimento, con il Trattato di Lisbona, di una nuova disposizione (art. 4, par. 2, TUE), dalla quale risulta che: lUnione richiesta di rispettare lidentit nazionale degli Stati membri insita nella loro struttura fondamentale, politica e costituzionale, compreso il sistema delle autonomie locali e regionali.

In modo non differente si sono orientate le Corti degli altri principali paesi: Il Conseil constitutionnel francese ha pi volte affermato che alla competenza nazionale riservata lapplicazione di regole e principi posti dalla Costituzione francese, tali da garantire lidentit costituzionale della Francia, come ad esempio il principio di laicit; Il Tribunale costituzionale spagnolo afferma la sussistenza di limiti di ordine materiale, in ordine al primato del diritto comunitario, che si concretano nel rispetto *+ del sistema di valori e principi fondamentali proclamati dalla nostra Costituzione, nella quale i diritti fondamentali assumono una portata normativa peculiare il Tribunale costituzionale federale tedesco, con alcune sentenze assai note ha affermato linapplicabilit del diritto comunitario una volta che esso risultasse in alcune sue parti inconciliabile con uno dei diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione tedesca.

Il ruolo dei parlamenti nazionali


Il primato del diritto comunitario sul diritto interno pone evidentemente una serie di problemi che riguardano il ruolo dei legislatori nazionali; e cio nel nostro sistema costituzionale, il Parlamento ed i Consigli regionali. Art. 352 TFUE la normazione comunitaria pu investire praticamente qualunque materia, utilizzo per il quale sufficiente lassenso unanime dei singoli ministri membri del Consiglio di settore. Lasciando dunque alla Commissione un ruolo propositivo, mentre al Parlamento uno quasi esclusivamente consultivo. Questa situazione, invero insostenibile, tale da sfalsare del tutto la forma di governo parlamentare propria della Repubblica italiana e lassetto del riparto della competenza legislativa tra Stato e regioni, rende necessaria lintroduzione sia a livello nazionale che a livello europeo, di strumenti che consentano, al Parlamento da una parte e alle regioni dallaltra, di essere attori (almeno allo stesso livello del Governo) nellelaborazione del diritto comunitario, partecipando ai processi decisionali

Per quanto riguarda il Parlamento, la nostra Costituzione priva di una norma che disciplina la partecipazione della Repubblica italiana allUnione Europea a differenza delle Costituzioni di altri Stati membri dellUnione; Per quanto riguarda le regioni, la Costituzione, nel testo di cui alla legge costituzionale n. 3 del 2001, ne prevede espressamente la partecipazione alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi comunitari, oltre che allattuazione e allesecuzione degli stessi, anche degli accordi internazionali.

Sul ruolo dei Parlamenti nel processo formativo del diritto europeo, il nuovo Trattato, come gi il Trattato costituzionale, prende posizione con chiare prescrizioni quali : o il controllo di merito dei parlamenti nazionali sui progetti di atti legislativi, relativamente al rispetto dei principi di proporzionalit e di sussidiariet. o Lobbligo di informazione e di consultazione dei parlamenti nazionali su ogni progetto di atto legislativo europeo compresa una scheda che illustri le ragioni che hanno indotto lUnione a ritenere che una determinata azione sia meglio perseguita a livello europeo. o I Parlamenti hanno inoltre facolt di esporre un parere motivato per le quali ritengono che un progetto non sia conforme al principio di sussidiariet, che lUnione tenuta a prendere in considerazione.

o Nel caso in cui i pareri negativi siano superiori a una certa quota, il progetto deve essere riesaminato dallorgano presentatore che pu decidere se mantenerlo, modificarlo o ritirarlo, in ogni caso motivando sulla base dei pareri negativi.

Se qualcuno non li ricordasse..


Art. 11 COST LItalia consente, in condizione di parit con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranit necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo Art. 117 Cost La potest legislativa esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonch dei vincoli derivanti dallordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.

Diritto europeo e disciplina dellamministrazione


Il problema interpretativo sar risolto dalla autorit amministrativa con i criteri di interpretazione consueti, salvo il controllo giurisdizionale (ma senza poter rinviare la questione interpretativa alla Corte) e sar tenuta in ogni caso ad applicare la norma che riterr applicabile. In caso di errore, sar il giudice in sede di controllo sulla legittimit degli atti adottati a stabilirne la portata, salva, da parte sua, la possibilit di rinvio pregiudiziale alla Corte. In base al principio di supremazia dellordinamento comunitario su quello nazionale, sono prospettabili tre diverse ipotesi di invalidit dellatto amministrativo :

1. Quella in cui lamministrazione, trovandosi ad adottare un atto amministrativo in diretta applicazione della norma comunitaria viola tale norma comunitaria. 2. Quella in cui lamministrazione si trova ad adottare un atto amministrativo sulla base di una norma nazionale incompatibile con una norma comunitaria direttamente applicabile nel nostro paese. 3. Quella in cui lamministrazione si trova ad adottare un atto amministrativo sulla base di una norma nazionale contrastante con una norma comunitaria non direttamente applicabile nel nostro paese (ad esempio una direttiva non ancora recepita nel nostro ordinamento, ovvero mal recepita).

Prima ipotesi la conseguenza di tale violazione del diritto comunitario sia quella dellannullabilit dellatto, non quindi di nullit, ragion per cui la parte interessata a far valere linvalidit ha lonere di impugnarlo nella sede competente entro i prescritti termini di decadenza; Seconda ipotesi trattandosi di materie c.d. comunitarizzate, le norme europee ad efficacia diretta sono a tutti gli effetti norme che si impongono ai soggetti dellordinamento nazionale, con prevalenza sulla norme di fonte nazionale. Il risultato di questo contrasto pur non traducendosi nellinvalidit della norma nazionale, impone al giudice nazionale di disapplicarla se incompatibile. Terza ipotesi lamministrazione tenuta ad applicare la norma nazionale, stante la mancata integrazione dellordinamento interno con la norma comunitaria. Lautorit giurisdizionale chiamata a sindacare lazione amministrativa , persuasa del contrasto tra norma nazionale e comunitaria non direttamente applicabile, pu sollevare in via pregiudiziale una questione di legittimit comunitaria presso la Corte di giustizia, alla quale si chieder il senso e la portata da assegnare alla norma comunitaria. Laddove linterpretazione della Corte abbia confermato il dubbio del giudice nazionale, allautorit giurisdizionale interna (ma non allamministrazione) rimesso il compito di disapplicare la norma nazionale interna contrastante con quella comunitaria ( come elaborata in sede interpretativa dalla Corte di giustizia) e quindi di procedere conseguentemente a far valere linvalidit dellatto amministrativo.