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Il Venezuela la seconda economia dellAmerica del sud

Attilio Folliero e Cecilia Laya Caracas 10/05/2010, aggiornato 17/05/2010 E ufficiale: nel 2009 il PIL del Venezuela ha superato quello dellArgentina. Secondo i dati, recentemente pubblicati dal Fondo Monetario Internazionale, nel 2009 il PIL del Venezuela stato di 337,30 miliardi di dollari, contro i 310,07 miliardi di dollari del PIL dellArgentina. E la prima volta che il Venezuela supera lArgentina ed la prima volta che si ritrova ad essere la seconda economia dellAmerica del sud. Di seguito proponiamo il grafico dell'andamento del PIl in Argentina e Venezuela negli ultimi30 anni (1980-2009).

La crescita in questi ultimi anni stata poderosa, se si pensa che solamente nel 1996 era la quinta economa della regione, dopo Brasile, Argentina, Colombia e Cile. Nella tabella seguente riportiamo i dati del Pil, del Pil pro capite e della popolazione nel 1996 e nel 2009, oltre alle rispettive variazioni percentuali intercorse nel periodo, per i vari stati che conformano l'America del Sud, oggi riuniti nell'UNASUR.

Come si osserva, il Venezuela lo stato che cresce in maniera pi sostenuta, sia per quanto riguarda il PIl (+378%), che il pil pro capite (+273%). Inoltre accresce anche il peso della sua economia nella regione: nel 1996 l'economia venezuelana rappresentava il 4.5% della economia totale della regione; oggi arrivata al 11.77%. Il brasile rimane la prima economia della regione, anche se diminuisce leggermente il suo peso all'interno della regione.

Se consideriamo il PIL pro capite, i venezuelani sono di gran lunga i pi ricchi dellAmerica del sud con 11.789 dollari annui a testa; seguono i cileni con 9.525 dollari di Pil pro capite, gli uruguaiani con 9.425, i brasiliani con 8.220 e gli argentini con 7.725 dollari. I pi poveri sono in assoluto i boliviani con solamente 1.723 dollari di Pil pro capite annuo.

Dunque, per la prima volta il Pil del Venezuela superiore a quello dellArgentina. Ricordiamo che lArgentina, per i pimi cinquantanni del XX secolo stato il paese pi ricco dellAmerica del Sud, anzi di tutta lAmerica Latina. Nel 1950 superata, per PIL, dal Brasile; nel 1959 superata dal Messico ed oggi, per la prima volta superata dal Venezuela, che diventa cos la seconda economa della regione. Il Venezuela, fino alla scoperta del petrolio, sempre stato un paese pi povero rispetto a Uruguay, Argentina e Cile. di gran lunga i pi ricchi dellAmerica del Sud.
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Ancora nel 1920, il reddito pro capite di questi tre paesi era praticamente il triplo di quello del Venezuela. Ma gi nel 1930 la differenza quasi del tutto annullata ed a partire dal 1938 il Venezuela diventa il paese col PIL pro capite pi alto dellAmerica del Sud. Il petrolio ha letteralmente trasformato il paese, a partire dal 1914, data in cui si cominciato a sfruttarlo. Nel 1929, solamente quindici anni dopo, il Venezuela diventa il secondo produttore mondiale dopo gli USA e primo paese esportatore. Per oltre 40 anni, fino agli inizi degli anni settanta, il Venezuela il primo paese esportatore di petrolio al mondo. Il grande impulso allo sviluppo del paese arriva con la seconda guerra mondiale, durante la quale fornisce il 60% della domanda petrolfera delle forze alleate. Grazie al petrolio, dunque, nel secondo dopoguerra il Venezuela diventa uno dei paesi col pi alto PIL pro capite del mondo. Nel biennio 1948-1949 il Venezuela ha il terzo PIL pro capite al mondo, praticamente a ridosso di Usa e Svizzera. Per tutto il corso degli anni cinquanta e sessanta tra i primi dieci paesi del mondo sempre per quanto riguarda il PIL pro capite. Negli anni settanta, con la nazionalizzazione dellindustria petrolfera, avvenuta il primo gennaio del 1976 e la creazione di PDVSA, limpresa petrolfera nazionale, si genera una situazione paradossale: agli enormi ingressi petroliferi non corrisponde un adeguamento dellapparato produttivo e per conseguenza si genera una grande inflazione, che porta ad una ingente fuga di capitali. Tutta leconomia del paese ruota attorno al petrolio, ma quando nel corso degli anni ottanta cadono i prezzi di questa materia prima, i governi di turno si ritrovano con grossi problema finanziari e cominciano a ricorrere al debito estero. Nel 1983 il governo, presieduto da Luis Herrera Campis, per far fronte alla enorme fuga di capitali decide di instaurare nel paese uno stretto controllo cambiario, accompagnato da una forte svalutazione (100%) della moneta locale rispetto al dollaro (il famoso venerdi nero del 18/02/1983). La situazione del paese precipita. Il ricorso al debito estero ed al FMI determina limplementazione, nel 1989, di una rigida politica neoliberale da parte del presidente Carlos Andres Perez. Il pacchettazzo neoliberale si caratterizza per la liberalizzazione dei prezzi di tutti i beni e servizi, compresi quelli di prima necessit; riduzione dei salari; smantellamento di tutto lo stato assistenziale e privatizzazione di tutto quanto possibile privatizzare, compresi sanit ed educazione, oltre alle principali imprese del paese. Anche PDVSA, la pi importante impresa del paese, con la cosiddetta poltica di apertura petrolfera, si avvia verso la privatizzazione. La povert nel paese aumenta rapidamente ed alla fine degli anni ottanta l80% della popolazione venezuelana vive in povert ed oltre il 40% in povert estrema. Lesplosione sociale era inevitabile: il 27 febbraio del 1989 a Caracas e nelle principali citt del paese scoppiano le proteste popolari, che vengono inmediatamente represse dalle forze di polizia e dai militari. Il bilancio drammatico con un numero imprecisato di morti, che per assomma a varie migliaia. Il malcontento si propaga anche alle forze militari, in particolare alla truppa ed ai sottoufficali, che per ordine dallalto sono stati costretti a compiere il massacro del 27 e 28 febbraio 1989. Il malcontento allinterno della truppa sfocia nella ribellione del 4 febbraio del 1992, quando un gruppo di militari capeggiati da Hugo Chvez,
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tenta di rovesciare il presidente Carlos Andres Perez. Il tentativo fallisce ed i militari ribelli finiscono in carcere. A novembre dello stesso anno, vi una nuova ribellione militare, che ugualmente fallisce. La societ ormai scossa ed il paese appoggia i militari ribelli, che nel frattempo sono condannati ad un lungo periodo di detenzione. La situazione economica del paese continua a precipitare e la crisi bancaria del 1994 da il colpo di grazia al sistema ed al governo, che alla fine cade sotto il peso della corruzione. Lintera classe poltica spazzata via ed il nuovo presidente, Rafael Caldera, viene eletto sulla promessa di concedere lindulto ai militari ribelli. Il neoeletto presidente mantiene la promessa elettorale ed i militari ribelli escono dal carcere. Hugo Chvez, il tenente colonnello a capo della prima rivolta militare, cosciente di godere di un grande appoggio popolare decide di fondare un movimiento politico e si presenta alle successive elezioni presidenziali del 1998. Vince ed il 2 febbraio del 1999 diventa presidente. Con lavvento di Chvez alla presidenza, la storia del Venezuela cambia radicalmente, fino a diventare oggi, secondo i dati pubblicati dal FMI a fine aprile, la seconda economia della regione, dopo il Brasile. In questo decennio (1999-2009) le politiche del nuovo governo tendono ad una maggiore presenza dello stato nella sfera econmica e i principi basilari della nuova poltica sono il diritto gratuito alla sanit ed alla educazione per tutti. In sostanza le politiche del nuovo governo tendono ad assicurare una maggiore e pi equa redistribuzione della ingente ricchezza nazionale fra tutte le classi sociali. Sono queste le politiche che stanno determinando il successo del paese, che si avvia al ruolo di potenza regionale. Il Venezuela principale riserva di prodotti energetici della regione, oltre che di numerose altre materia prime di cui ricco il sottosuolo, sul piano internazionale fortemente impegnato in una poltica di integrazione, cosciente che lunione di tutti i paesi della regione (e si spera di coinvolgere tutti i paesi dellemisfero, dal Messico in gi) possa determinare benefici per tutti.
Attilio Folliero e Cecilia Laya, Caracas 17/05/2010 www.folliero.it