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Lunica vera discontinuit

Troppo facile liquidare loperazione portata a termine da Roberto Formigoni con le battute che si riservano alle giunte balneari. E non solo perch si avvicina la data dapertura delle piste di sci. Si tratta piuttosto di una giunta provvisoria con la quale si evita di prendere atto che lunico, vero segnale di discontinuit sarebbero state le semplici dimissioni del Presidente. Una strada impraticabile per Formigoni che resta convinto di poter ancora governare al di l degli animosi scambi di tweet antelucani con i fratelli coltelli della Lega. Cui, per prudenza, riconosce comunque un ruolo strategico, attribuendo ad Andrea Gibelli la vicepresidenza con delega alle attivit produttive. Formigoni prende tempo e concede tempo ai consiglieri della maggioranza che, al di l delle sue ostentate certezze, non sembrano affatto disponibili a rassegnare le dimissioni. Lo fa congelando i rapporti politici in essere. Apparentemente il ruolo del Pdl ridimensionato a tre soli assessorati, ma Romano Colozzi resta al suo posto al Bilancio. I curricula dei tecnici ne fanno cogliere la collocazione politica. Nellincarico al generoso oncologo Mario Melazzini impegnato nella lotta alla Sla non si fa fatica a leggere il solido rapporto col potentissimo direttore generale Carlo Lucchina a tutela degli interessi di Cl e di quel 74% del bilancio regionale impegnato sulla Sanit. E i sottosegretari Paolo Alli (Expo) e Giuseppe Grechi (Trasparenza) garantiscono qualche tranquillit su temi sensibili per lamministrazione. Tutto cambia perch niente cambi. Formigoni, gattopardo per necessit, ha costruito la sua nuova giunta nel rispetto dei vecchi equilibri politici e di interessi, mettendo relativamente al riparo i componenti dalle pressioni dirette e indirette delle segreterie di partito e dagli stimoli corporativi pi sfacciati. Che si manifesteranno per in Consiglio dove davvero si decideranno le sorti del suo governo. La continuit amministrativa stata, forse, messa in sicurezza, ma al prezzo di dover giocare nelle prossime settimane una partita tutta politica in Consiglio. Il cui esito non affatto scontato e nella quale non si vede quali siano le competenze che i nuovi assessori potranno giocare. Lordine del giorno segnala loffensiva leghista su legge elettorale, territorio, occupazione, autonomie spese sanitarie. Per non dire di quanto nel programma di governo proprio non c se non nella forma di generico impegno: contrasto delle infiltrazioni criminali (anche e soprattutto nel mondo della politica), trasparenza amministrativa, costi della politica, controllo della spesa.

Col rischio pi che concreto che nelle alchimie dei poteri delegati si perdano di vista le scadenze imposte dalla politica nazionale: oggi, ad esempio, lultimo giorno per comunicare al Governo le linee di indirizzo della Regione sul riaccorpamento delle Province. Formigoni non era daccordo con Podest, la Lega difendeva le sue province, Sondrio immaginava un fuga in Svizzera. Non stato fatto un passo avanti e da Formigoni non arrivato neanche un timido tweet. Cos la data di scioglimento del Consiglio comincia a slittare, da venerd si comincer a discutere ad oltranza di legge elettorale. Poi ci sar il Bilancio. Poi Le elezioni che il Presidente annunciava imminenti si allontanano di quanto basta per lasciare proprio a lui la guida della crisi e lasciare aperto il negoziato per ricreare lalleanza Lega-Pdl. Non certo nellinteresse della Lombardia. (la Repubblica Milano, 23 ottobre 2012)