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Rudimenti di Topologia per lo studio di funzioni reali


Sommario I primi passi nello studio di una funzione reale in una variabile sono semplici ed intuitivi, richiedono solo conoscenze algebriche legate alla risoluzione di dis/equazioni e risultano facilmente rappresentabili in un sistema di assi coordinati. Ma la loro portata ` limitata e presto nasce e lesigenza di introdurre un nuovo punto di vista, una nuova prospettiva con cui guardare le funzioni reali. La Topologia apre la strada a nuovi strumenti con cui osservare le funzioni, ricavando unimmagine pi` nitida e dettagliata di quanto non fosse possibile con la semplice u insiemistica.

Intorni (2011)

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Cominciamo da tre

Il linguaggio matematico ` sintetico, molto sintetico, talmente conciso da e racchiudere moltissime informazioni in brevi formule; complesse curve, la cui rappresentazione corretta richiederebbe molto tempo ed una grande concentrazione, possono essere condensate in semplici espressioni proprio grazie al formalismo matematico. Una funzione ` anche questo: una formula che race chiude in s tutte le informazioni necessarie per poter essere rappresentata e gracamente su un piano cartesiano. Ovviamente le funzioni sono molto di pi` e le loro applicazioni vanno ben oltre la semplice rappresentazione di u una curva in un piano, ma per gli scopi che ci poniamo ` un buon punto di e partenza.E in questottica che andiamo a denire lo studio di funzione come quella serie di passi che ci consente di estrarre informazioni da una funzione e di tradurli in elementi graci, cos` da comporre, un pezzo dopo laltro, unimmagine della medesima. Prima di addentrarci nei dettagli dellanalisi reale, ` opportuno chiarire e gli elementi con cui opereremo nelle pagine che seguiranno. Cominciamo proprio con una denizione di funzione. Denizione 1. Una funzione f in una variabile ` una relazione tra due e insiemi che associa un elemento unico del secondo insieme ( Codominio) ad ogni elemento del primo insieme ( Dominio). Se Dominio e Codominio sono sottoinsiemi di R una funzione si dice reale di variabile reale. Il Codominio rappresenta linsieme delle immagini prodotte da una funzione. Se ogni elemento del Dominio viene associato alla propria immagine in una coppia ordinata di valori, ci` che otteniamo ` il graco della funzione o e (Gf ). Poich una coppia ordinata di valori ` associata univocamente ad un e e punto del piano cartesiano, il graco di una funzione ci ore gli elementi per una naturale rappresentazione graca della funzione stessa. Quindi al momento ci ritroviamo con una funzione f il cui graco Gf ` un e insieme i cui elementi possono essere messi in corrispondenza con punti nel piano cartesiano. Una rappresentazione che sfrutta questo principio ` quella e realizzata da calcolatori elettronici: denita un intervallo di numeri pseudoreali, la macchina ne calcola le immagini e successivamente rappresenta le coppie di valori come pixel su uno schermo. Un graco di questo tipo viene

anche chiamato numerico ed ` chiaramente irrealizzabile da un punto di vista e pratico senza lutilizzo di strumenti automatici. Anche lo studio di funzione con carta e penna sfrutta questo principio, ma lo applica in modo meno rigoroso. Innanzitutto abbiamo bisogno di pi` u insiemi con cui lavorare: anzich considerare il solo graco Gf , attraverso la e risoluzione di equazioni e disequazioni, si determinano tre insiemi: 1. il Dominio dom f ; 2. linsieme delle intersezioni con gli assi coordinati; 3. gli intervalli di positivit` della funzione. a Ad essere precisi dallo studio del segno di una funzione non solo ricaviamo gli intervalli di positivit`, ma, per esclusione, anche quelli di negativit`. a a Una volta che questi insiemi sono a nostra disposizione possiamo applicare la relazione di appartenenza ai loro elementi, decidendo se accettare o escludere le parti del piano ad essi corrispondenti. Dato un elemento P ed un certo insieme E, le scelte che possiamo operare non sono molte: P E oppure P E / e sulla base di queste accettiamo o meno certe porzioni del piano. Purtroppo rimanendo vincolati a questa visione insiemistica non possiamo fare molto altro e dunque non ci resta che stravolgere il nostro modo di guardare i numeri reali.

Immagini sfuocate

Paradossalmente per raggiungere un livello di precisione superiore nello studio di funzione, dobbiamo rendere pi` morbidi i vincoli sui punti che osserviu amo, rinunciando allassoluta esattezza della relazione di appartenenza per la pi` sfumata idea di intorno. Intuitivamente possiamo immaginarcela come u una sorta di aura attorno ad un punto, un alone che circonda un determinato elemento reale, ma per essere pi` formali dobbiamo ricorrere ad alcune u denizioni. Denizione 2. Si dice insieme numerico ogni insieme costituito da numeri Reali. Di particolare interesse per i nostri scopi sono gli intervalli, ovvero porzioni di numeri reali compresi tra due estremi a b, che suddividiamo in tre categorie: 1. Intervalli Aperti: A = {x R|a < x < b} (a, b) oppure ]a, b[ 2. Intervalli Chiusi: C = {x R|a x b} [a, b]

3. Intervalli Semi-Aperti (o Semi-Chiusi): S = {x R|a x < b} [a, b) oppure [a, b[ b} (a, b] oppure ]a, b]

S = {x R|a < x

Lidea di intervallo sta alla base della denizione di intorno, infatti: Denizione 3. Si dice intorno di x0 ogni intervallo aperto che contenga il punto x0 . A prima vista sembrano molto simili, ma i concetti non potrebbero essere pi` diversi. Un intorno pone laccento sui seguenti aspetti: u

1. un elemento attorno al quale si estende lintorno, concentrando lattenzione su una sorta di centro, piuttosto che sugli estremi dellintorno stesso; 2. lestensione di un intorno ` molto ridotta, prossima allo zero, piccola a e piacere; 3. la denizione di intorno pu` essere adattata anche ad due casi partio colari (+ e ), estendendo il nostro spazio di lavoro da R a R (i Reali Estesi ). Se consideriamo un punto strettamente reale x0 R, allora possiamo distinguere due tipologie di intorni: - Intorni simmetrici : > 0|Ix0 , =]x0 , x0 + [ - Intorni asimmetrici : 1 > 0, 1 > 0, 1 = 2 |Ix0 =]x0 1 , x0 + 2 [ Il primo tipo sar` quello pi` utilizzato poich pi` facile da manipolare e dal a u e u momento che rende esplicito il raggio dellintorno. Sottolineami limportanza di considerare valori per molto prossimi allo zero, tendenti a zero ( 0). Spostandoci nei Reali Estesi, in particolare considerando , abbiamo le seguenti: - N > 0|I+ =]N, +) - N > 0|I = (, N [ In questo caso, al contrario di prima, N assume valori estremamente elevati, poich cerca di portarsi in prossimit` dellinnito. e a Tentando unardita similitudine con la sica degli atomi, abbiamo un punto x0 che costituisce il nucleo ed ` circondato da una nuvola di elettroni, e ovvero lintorno Ixo , . Come possiamo sfruttare a nostro favore questi nuovi oggetti? Innanzitutto rendendoci conto che la dicotomia appartiene/non appartiene oramai ` superata ed un punto x0 pu` rapportarsi con un insieme e o in molteplici modi. Denizione 4. Siano E R e x0 R.

1. x0 ` punto interno di E: |Ix0 , E e 2. x0 ` punto esterno di E: |Ix0 , CE e 3. x0 ` punto di frontiera per E: |Ix0 , E = Ix0 , CE = e Il caso pi` interessante, poich si pone nettamente al di fuori di unottica u e insiemistica, ` il terzo; infatti un punto x0 pu` appartenere alla frontiera di e o un insieme E essendo suo elemento, ma anche non appartenendovi, proprio perch ci` che conta non ` lelemento stesso, bens` il suo intorno. Proprio in e o e questo caso possiamo notare ulteriori dierenze che ci portano alle seguenti denizioni: Denizione 5. Se x0 ` un punto di frontiera per E allora: e - x0 ` punto isolato di E: x0 E |Ix0 , \ x0 CE e - x0 ` punto di accumulazione per E: x = x0 |x Ix0 , E e Dato un insieme E la relazione di appartenenza denisce un ulteriore insieme, il complementare E, e quindi un approccio insiemistico determina solamente questi due insiemi. Ma se proviamo ad applicare lidea di intorno, con tutte le possibilit` ad essa connesse, riusciamo ad ottenere pi` insiemi a u oltre a quello di partenza ed al suo complementare. Per la precisione Denizione 6. Dato un insieme E si dicono - Interno di E (E i ), linsieme di tutti i punti interni di E - Esterno di E (E e ), linsieme di tutti i punti esterni di E - Frontiera di E (E), linsieme di tutti i punti di frontiera di E - Derivato di E (DE), linsieme di tutti i punti di accumulazione per E - Chiusura di E (E), E = E DE Nello studio di funzione questi insiemi vengono principalmente ricavati dal dominio di una funzione. Solitamente quello di maggior interesse ` il e derivato del dominio (D dom f ) e viene comunemente chiamato insieme dei punti di accumulazione di f , sottintendendo il ruolo del dominio.

Ultimi dettagli

Indipendentemente dal modo in cui siano stati ricavati certi insiemi, insiemisticamente o topologicamente, c` uninformazione che possiamo ricavare e immediatamente, ovvero gli estremi massimali di tali insiemi. Sia E un certo insieme e sia E la sua frontiera. Se in E esiste xM elemento di E tale che ogni altro elemento risulta minore di xM , allora diciamo che tale elemento ` il massimo di E; se xM E allora parliamo di estremo e / superiore. Ovviamente ha senso parlare di massimo o di estremo superiore solo se questi esistono niti. Analogamente possiamo denire minimo ed estremo inferiore quindi segue la seguente Denizione 7. Dato un insieme E si dicono massimo di E: xM R|x E, x minimo di E: xm R|x E, x xM xM E xm xm E xM xM E / xm xm E /

estremo superiore di E: xM R|x E, x estremo inferiore di E: xm R|x E, x

Per allenarsi

Si studi da un punto di visto topologico linsieme di punti E R, e precisamente: 1. si rappresentino gracamente (alcuni) punti di E per evidenziarne la distribuzione in R; 2. si identichino, se presenti, punti di accumulazione e punti di frontiera; 3. si esplicitino gli insiemi formati da punti interni e punti esterni ; 4. individuare maxE e minE o, eventualmente, supE e inf E .

ESERCIZI
1. E =] 1, 0] {1} {4} 2. E = 3. E = 4. E = 5. E = 6. E = 7. E = x R|x = x R|x = x R|x = x R|x = x R|x = 2n nN n+1 n+3 n N0 n n2 n N0 2n 2n 1 n N0 3n n2 + 2 nN n2 + 3 1 n N0 x 1 n N0 n

x R|x = ln

8. E = [2, 0[ x R|

9. E = [2e, 3e] x R|x = e n n N0 10. E = x R|x = sen 1 n+1 n N ]0, +)

Unidea...
E possibile sfruttare le possibilit` oerte dal programma open-source SAGE a per svolgere le richieste dellesercizio. Se si desidera salvare il lavoro per future revisioni ` consigliabile accompagnare le celle contenenti il codice di e SAGE con commenti scritti, in modo da facilitare la lettura del documento. A Tali parti possono essere scritte usando codice HTML oppure codice L TEX nelle celle stesse mediante il comando %latex.

Indice
1 Cominciamo da tre 2 Immagini sfuocate 3 Ultimi dettagli 4 Per allenarsi 2 4 7 8

Questopera di Matteo Gasparotto ` stata rilasciata con licenza Creative Commons Attribuzione e Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia. Per leggere una copia della licenza visita il sito web http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/ o spedisci una lettera a Creative Commons, 171 Second Street, Suite 300, San Francisco, California, 94105, USA.