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larva duomo (dedicato a tutte le vittime della leucemia)

Tho visto svolazzare come farfalla duna manciata dore, che poi, nei fiori, scompare. Muovere le ali nel campo da gioco disegnato col gesso a linee precise. Balzare dalluno allaltro segno del destino sfiorando terra con le punte dei piedi. Giocare con un pallone stoppato che porta spasso. E tu, ballarvi insieme cercando di depositarlo nella rete calata per prenderti. Poi, ogni volta, avvertire il fischio dinizio delle partite quotidiane. Proprio come si ricomincia un giorno capendo lunione alla famiglia e sentendone il legame indissolubile e vitale. Lasilo, e poi la scuola. La passeggiata mano nella mano. Piccole, ma immense cose. Agnello di Dio come lamata esistenza. Stretta nella morsa cruenta di malsane megalomani idee di futuro che ci schiacciano come stupidi insetti scuri, schifosi, ignobili, costringendoci a caso, come in una spietata lotteria, a ritrovarci spiaccicati in lettini dospedali strapieni di dolore e angoscia. Let non conta pi, in questo inferno di fumo grigio. Non conta se sei nonno, o padre, o madre. O se sei figlio. Il sangue sta impazzendo. Non riesce pi a far defecare, a scorrere liberamente, ad avere fame, ad avere sete, a muovere parole e pensieri e, piano piano, lentamente, a circolare. Vorrei costringere i mali incurabili a non dipendere da noi. Vorrei vedere quella pelle raggrinzita riprendere forma e corpo per tornare liscia. Vorrei ascoltare il suono dellurina spruzzata in un cesso e il tonfo delle feci nellacqua. Vorrei che tutte quelle larve di uomini e di bambini fossero allinizio del loro volo. Costrette ad impararlo e capaci di insegnarlo. Vorrei potessero trasformarsi in farfalle umane dogni tipo e colore per volare libere dall ignoranza, dalla cupidigia e dalla stolidaggine. Vorrei avere tre paia di uncini come l esaconda, azzannare quelluovo da dentro ed uscirvi via arrabbiato, per diventare adulto.