Sei sulla pagina 1di 2

Trentino Italia Storie Pop Rassegna cinematografica

Venticinque pellicole di ieri e di oggi per raccontare il cammino del nostro paese, dallUnit ad oggi. Venticinque modi di leggere la nostra storia. Questa la proposta di Trentino Italia storie pop che con il programma della rassegna cinematografica ci propone un percorso a tappe tematiche, di storie che ricostruiscono la nostra Storia ponendo laccento su suoi alcuni aspetti . Si inizia, come naturale, dal Risorgimento, con una breve antologia cinematografica che ripercorre le vicende di Garibaldi e dei Mille, intitolata Il cinema in camicia rossa. Mito e icone garibaldine da Quarto a Porta Pia, una produzione a cura della Fondazione Cineteca Italiana che introduce altre due pellicole della sezione. La prima, I Mille, unopera del 1912 di Alberto Degli Abbati: un vero e proprio documento storico, testimonianza non solo delle vicende risorgimentali, ma anche dellevoluzione di unarte, quella cinematografica, che neppure ventenne cerca di affrancarsi dalla condizione di puro intrattenimento, dimostrando di poter essere un efficace strumento di narrazione storica. Sulle tracce di Garibaldi (2008), una produzione della Fondazione Museo storico del Trentino, che vede alla regia il trentino Lorenzo Pevarello: una storia preunitaria che dalla battaglia di Bezzecca del 21 luglio 1866 arriva a noi grazie ad unininterrotta tradizione orale, attraverso ai molti racconti tramandati di generazione in generazione. La seconda sezione, Storie di emigrazione, propone come prima opera Il richiamo del Klondike (2008) lavventura ottocentesca dei fratelli trentini Boldrini, rivissuta e ripercorsa nel documentario scritto e diretto da Paola Ros ed Antonio Senter e prodotto dalla Fondazione Museo storico del Trentino. In Mari monti e gettoni doro del 1999, invece, sono il volto ed la voce di Pietro Tassone ad illustrare, tra immagini e ricordi, il viaggio di una vita, dai monti del cuneese alla ferrovia, passando per la famosissima trasmissione Lascia o raddoppia? Doppio appuntamento con la Grande Guerra: il primo con una copruduzione della Fondazione Museo storico del Trentino dal titolo Su tutte le vette pace (1999), opera dei registi Yervant Gianikian ed Angela Ricci Lucchi, lepisodio centrale di una trilogia sul primo conflitto mondiale che attraverso la narrazione filmica parla del sacrificio delle truppe, leroismo dei soldati, il dolore, lorrore e la fatica di una guerra; il secondo un documentario del trentino Vittorio Curzel intitolato Fino a quando, pellicola del 2011 che viaggia tra i ricordi di una famiglia trentina attraversando i campi di battaglia della Galizia, della Marna fino al Pasubio. Gianantonio Manci, una vita da non dimenticare (2008) apre la sezione Dalla Resistenza alla Repubblica. La pellicola, una biografia dellantifascista trentino arrestato nel 1944 dalle truppe tedesche, un lavoro a quattro mani confezionato dai registi Katia Bernardi e Luca Bergamaschi. La seconda proposta, invece, una storia damore. A raccontarcela Ines Pisoni, che ripercorre le vicende dei suoi giorni con Mario Pasi. Montagna serena, pellicola del 2006, firmata dai registi Andrea Tombini e Andrea Marafante, una storia di lotte ed ideali di libert in una terra occupata. A chiudere Eppur si muove il

primo decennio della Costituzione italiana 1948-1958, unopera corale, datata 2000, dei registi Daniele Gaglianone, Corrado Borsa, Marco Sassano, Alessandro Amaducci e Mauro Zannerini, che ricompone il periodo in analisi attraverso immagini filmiche, fotografiche e frammenti audio dellepoca, inframmezzati da ricostruzioni e narrazioni postume. Tre le serate riservate al tema Uomini e territorio. La prima dedicata interamente allopera di Giulio Briani, regista e intellettuale trentino, di cui si propongono cinque cortometraggi: 3000 metri sotto il suolo del 1950, girato nella Valle padana e Nel regno degli occhi chiusi del 1954 che ci guida alla scoperta delle grotte di Castel Tesino. Entrambi del 1955 sono Il lago rosso sul fenomeno della colorazione del lago di Tovel ed Il legno sul tema dellarte liutaia ed ebanistica. A chiudere c Paganella del 1959 un racconto di montagna. Per il secondo incontro prevista la proiezione del documentario Piccola terra del 2012, in cui storie di ieri e di oggi prendono vita sullo sfondo di Valstagna, piccolo comune della provincia di Vicenza che negli anni conosce grandi trasformazioni geografiche nonch demografiche. Si conclude con Il tempo si fermato del 1961, opera commissionata a Ermanno Olmi, allora giovane regista. Si tratta del suo primo lungometraggio, che racconta di due custodi di una diga sullAdamello, di due generazioni a confronto in una storia fatta di gesti, piccoli oggetti e minuziosi particolari di quotidianit. Lultima sezione prende il titolo di Uomini e industria. Il primo appuntamento in calendario offre la visione di sei cortometraggi che divengono veri e propri quadri dellindustrializzazione italiana, come efficacemente descrive il titolo che li presenta: Sette canne, un vestito di Michelangelo Antonioni del 1949 narra in pochi minuti la storia di Torviscosa, mentre Manon finestra 2 (1956) di Ermanno Olmi ci introduce nei grandi cantieri idroelettrici dellepoca. Io, la Vespa del 1959 racconta di quel che diverr un simbolo del nostro paese e mito, ancora vivo, per pi generazioni di italiani, mentre Il pianeta acciaio (1962) uno dei tanti corto-documentari prodotti dallItalsider per la regia di Enrico Marsili, che illustra la realt dellindustria siderurgica del periodo post bellico. Stesso tema anche per Itinerario industriale, girato qualche anno pi tardi (1968) da Giovanni Cecchinato. In Gela antica e nuova (1964), infine, Giuseppe Ferrara ripercorre le vicende della nascita del polo industriale della citt siciliana. Il penultimo appuntamento, con la firma registica dei trentini Micol Cossali e Michele Zadra, con Un grande sonno nero. Vita e morte di guido Rossa, alpinista ed operaio, la storia di un uomo di montagna poi operaio dellItalsider di Cornigliano ucciso dalle Brigate Rosse nel gennaio del 1979. Chiude la rassegna cinematografica Il mio paese, il documentario in cui Daniele Vicari racconta del suo viaggio del 2006 attraverso lItalia. Partito da Gela in Sicilia, a bordo di un pullman diretto in Germania, il regista visita il suo e il nostro paese, scoprendone il volto segnato da una storia che dalla tradizione agricola passa per la colonizzazione di un sogno, forse tradito, di industrializzazione e che mostra oggi le sue ferite profonde, sia nel paesaggio che nellanima degli intervistati.