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con la facolt per il concessionario, alla scadenza, di riacquistare la propriet con il pagamento di un prezzo finale, ovvero di prorogare il godimento

continuando a pagare i canoni per un ulteriore periodo, oppure ancora di consegnare definitivamente il bene al concedente. 357 Lappalto Lappalto il contratto con il quale un committente affida ad un appaltatore o il compimento di unopera o lo svolgimento di un servizio, verso un corrispettivo in danaro (art.1655 c.c.). Gli appalti si distinguono in privati e pubblici. Caratteristica dellappalto la gestione a rischio dellappaltatore, il quale deve provvedere ad organizzare tutti i mezzi necessari per lesecuzione del contratto. Loggetto dellappalto deve essere determinato o determinabile. Il corrispettivo pu essere stabilito o a forfait, per tutta lopera nel suo complesso, o a misura (tanto al mt quadro). Se le parti non hanno fissato il corrispettivo n hanno determinato i criteri per calcolarlo, il compenso va stabilito con riferimento alle tariffe esistenti o agli usi, o, in mancanza, deve essere determinato dal giudice. Lappaltatore ha anche diritto ad un ulteriore compenso se nel corso dellopera si manifestano difficolt di esecuzione derivanti da cause geologiche, idriche e simili, non previste dalle parti, che rendano pi onerosa la prestazione dellappaltatore. Ultimati i lavori, il committente ha diritto di verificare lopera compiuta. La verifica si chiama collaudo. Lappaltatore tenuto a garantire il committente per eventuali vizi dellopera. La garanzia non dovuta se il committente ha accettato lopera e i vizi erano da lui conosciuti; se invece non ha accettato lopera o se i vizi erano occulti, il committente ha lonere di denunciare i vizi entro 60 gg. dalla scoperta. Il committente ha diritto che lappaltatore elimini a sue spese i vizi oppure che il prezzo sia proporzionalmente diminuito. Frequente la stipulazione di subappalti (art.1656 c.c.), sebbene il subappalto richieda una specifica autorizzazione da parte del committente. 358 La subfornitura La subfornitura consiste nellaffidamento da parte di imprese pi grandi, della predisposizione di talune parti di un prodotto finale o dello svolgimento di talune fasi di un processo produttivo, donde la dipendenza del subfornitore dalle direttive impartite dallimpresa committente. La disciplina si concreta prevalentemente: a) nellobbligatoriet della forma scritta ad substantiam per la valida stipulazione del contratto, al fine di assicurare certezza e trasparenza al rapporto; b) il committente non pu dilazionare il pagamento del corrispettivo per un termine superiore a 60gg.ed in caso di ritardo si applicano a suo carico interessi moratori nella misura del tasso ufficiale di sconto maggiorato del 5%; c) vietato ogni eventuale abuso dello stato di dipendenza economica in cui possa trovarsi limpresa subfornitrice. 359 Il contratto di trasporto Con il contratto di trasporto, una parte (vettore) si obbliga verso corrispettivo a trasferire persone o cose da un luogo allaltro. Distinguiamo il trasporto terrestre, il trasporto per acqua e il trasporto per aria. Ad evitare abusi e per assicurare il servizio alla generalit del pubblico, sono stabiliti a carico delle imprese concessionarie due obblighi: a) quello di contrarre chiunque ne faccia richiesta; b) quello di osservare la parit di trattamento secondo le condizioni stabilite nellatto di concessione. La differenza fondamentale che sussiste tra il trasporto di persone e quello di cose : nel trasporto di cose queste sono affidate al vettore, che ha lobbligo di provvedere alla custodia di esse durante il trasporto; nel trasporto di persone manca invece, questo affidamento perch in tal caso si parla di esseri umani dotti di intelligenza, i quali devono cooperare con il vettore sia per evitare danni a s stessi sia per lo stesso buon esito del viaggio. Le cose che il viaggiatore porta con s durante il viaggio, siccome restano nella sua sfera di detenzione, non formano oggetto di affidamento al vettore, il quale non ha lobbligo della custodia.

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Capitolo 48: I CONTRATTI DI COOPERAZIONE NELLALTRUI ATTIVITA GIURIDICA

360 Il mandato Il mandato il contratto con cui una parte (mandatario) assume lobbligo di compiere uno o pi atti giuridici per conto dellaltra parte (mandante) (art.1703 c.c.). Il mandato pu essere con rappresentanza (gli effetti giuridici degli atti compiuti dal mandatario si verificano direttamente in capo al mandante) o senza rappresentanza (il mandatario agisce in nome proprio e acquista i diritti e assume gli obblighi derivanti dal negozio e i terzi non hanno rapporto con il mandante. Il mandatario ha poi lobbligo di trasferire con un successivo negozio al mandante il diritto acquistato in norme proprio, ma nellinteresse del mandante). Il mandato senza rappresentanza applicato dalla legge solo per gli immobili o i beni mobili iscritti in pubblici registri: il mandatario che li abbia acquistati in nome proprio, ma nellinteresse del mandante, ne diventa proprietario, ma ha lobbligo di ritrasferirne la propriet al mandante; in caso di inadempimento di questobbligo, si applicano gli stessi principi che vigono nellipotesi di inadempimento del contratto preliminare: il mandante pu chiedere che il giudice attui il trasferimento mediante sentenza costitutiva. Se il bene mobile acquistato, s, nel nome del mandatario, ma nellinteresse del mandante, a questultimo concesso di rivendicare i beni stessi, se non gli sono stati trasferiti dal mandatario, sia contro il mandatario, sia contro i terzi. Naturalmente, ove nel frattempo il mandatario abbia gi alienato ad un terzo, che abbia acquistato in buona fede e sia entrato in possesso dei beni, si applica il principio stabilito dallart.1153 c.c.: la rivendicazione del mandante non pu perci essere accolta. Il trasferimento degli immobili esige la forma scritta ad substantiam, ed soggetto, per la tutela dei terzi, a pubblicit (trascrizione); perci la propriet non pu essere attribuita al mandante senza un nuovo atto scritto di trasferimento da sottoporsi a pubblicit. Nessun ostacolo si oppone, invece, allacquisto immediato della propriet dei beni mobili a favore del mandante: occorre solo proteggere la buona fede dei terzi subacquirenti e per questo sufficiente lapplicazione della regola generale possesso vale titolo. Per quanto riguarda i crediti nascenti dal rapporto posto in essere dal mandatario, il mandante pu esercitare i diritti nascenti dal rapporto obbligatorio sostituendosi al mandatario. Il mandato si dice collettivo, se conferito ad una stessa persona da pi mandanti per un interesse comune a questi ultimi; congiuntivo, se conferito a pi mandatari, perch attendano congiuntivamente ad un medesimo affare. Il mandato si presume oneroso. Lobbligo fondamentale del mandatario consiste nelleseguire il mandato con la diligenza del buon padre di famiglia. Il mandante dal suo canto, tenuto a fornirgli i mezzi necessari per lesecuzione del mandato, a rimborsargli le spese, a pagargli il compenso, e a risarcirgli i danni che questi abbia subto a causa dellincarico. La morte, linterdizione o linabilitazione del mandante o del mandatario, determinano lestinzione del mandato tranne che si tratti di mandato conferito nellinteresse del mandatario o di un terzo. Lestinzione pu verificarsi anche per dichiarazione unilaterale del mandante (revoca) o del mandatario (rinunzia), comunicata allaltra parte (dichiarazione recettizia). La revoca pu essere espressa o tacita. Essa non ammessa se il mandato conferito anche nellinteresse del mandatario o di terzi. Quando il mandato si estingue per rinunzia del mandatario, salvo lobbligo di corrispondere i danni, se la rinuncia non fondata su giusta causa, oppure se, trattandosi di mandato a tempo indeterminato, non preceduta da congruo preavviso. 361 Gestioni patrimoniali Anche in Italia si diffusa lattivit della gestione del risparmio. Vale a dire che i risparmiatori, anzich provvedere in proprio alla gestione dei propri risparmi, si rivolgono a imprese specializzate, affidando a queste il frutto dei propri risparmi affinch vengano gestiti nel modo migliore, con diritto di recuperare in qualsiasi momento, in tutto o in parte, le liquidit di loro pertinenza. Il contratto deve essere redatto in forma scritta ed un esemplare deve essere consegnato al cliente che pu impartire istruzioni vincolanti in ordine alle operazioni da compiere e pu recedere in ogni momento dal contratto. 362 La commissione La commissione un mandato senza rappresentanza, che ha per oggetto lacquisto e la vendita di beni per conto di una parte (committente), e in nome dellaltra (commissionario) (art.1731 c.c.). A questo contratto si applicano le regole generali per il mandato senza rappresentanza.
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Il compenso che spetta al commissionario si chiama provvigione. Se il commissionario assume verso il committente la garanzia del buon esito dellaffare, ossia risponde con il proprio patrimonio nel caso le persone con le quali ha concluso il contratto siano inadempienti, si dice che egli tenuto allo star del credere ed ha diritto ad una maggiore provvigione. 363 Il contratto di spedizione Il contratto di spedizione un mandato senza rappresentanza. Con esso, una parte (spedizioniere) assume lobbligo di concludere, in nome proprio e per conto del mandante, un contratto di trasporto e di compiere le operazioni accessorie (imballaggio, presa a domicilio, assicurazione). 364 Il contratto di agenzia Con il contratto di agenzia, unimpresa affida ad un agente lincarico, con carattere di stabilit, di promuovere, nella zona assegnatagli, la stipulazione di contratti con i terzi relativi ai prodotti del preponente. Lagente, pertanto, non provvede a stipulare lui direttamente i contratti con i clienti per conto dellimprenditore, ma si limita a trasmettere a questultimo gli ordini che raccoglie nella sua zona, e che il preponente, peraltro, libero di accettare o meno. Talvolta allagente viene conferito anche un potere di rappresentanza dellimprenditore: nel qual caso, pi che di agente si parla di rappresentante di commercio. Di regola, la retribuzione dellagente calcolata a provvigione sugli affari conclusi per suo tramite. Lagente sopporta in proprio tutte le spese per la propria organizzazione. Non raro che il ruolo di agente sia svolto non da una persona fisica, ma da una societ. Di regola per lagenzia vale, a favore e a carico di entrambe le parti, una esclusiva (art.1743 c.c.), sia nel senso che lagente non pu assumere incarichi per pi imprese in concorrenza tra loro, sia nel senso che limprenditore non pu nominare altri agente nella zona assegnata ad un agente e deve corrispondere a questo la provvigione anche per gli affari che limpresa abbia concluso direttamente, senza lintervento dellagente, purch debbano essere eseguiti nella zona assegnata a questultimo. Il contratto di agenzia pu essere stipulato a tempo determinato o a tempo indeterminato. 365 Il franchising E a tutti noto il fenomeno delle catene di negozi, composte da una molteplicit di imprese commerciali di vendita al dettaglio che distribuiscono esclusivamente i prodotti di un determinato produttore (contrassegnati da un certo marchio), che adottano gli stessi segni distintivi (ditta, insegna) e sono tra loro spesso identici anche nellarredamento dei locali. Tali catene sono, nella quasi totalit dei casi, costituite mediante contratti di franchising. I negozi non appartengono al produttore dei beni, e coloro che li gestiscono non sono suoi dipendenti. Si tratta, invece, di autonomi imprenditori commerciali, i quali, stipulando un contratto di franchising, sono entrati nella catena, acquistando il privilegio di vendere i beni di un determinato produttore, utilizzando il suo marchio e esponendo la sua insegna. Il franchising, in sostanza, si presenta come un contratto a prestazioni corrispettive, con cui un imprenditore (un produttore di beni di consumo detto franchisor) attribuisce ad un altro imprenditore (commerciante affiliato detto franchisee), il diritto di vendere i suoi prodotti, usando il suo marchio e i suoi segni distintivi, e gli fornisce unassistenza commerciale sia per avviare lunit di vendita che per tutta la successiva durata del contratto. in cambio, la controparte deve pagare un corrispettivo allatto della stipulazione del contratto con il quale entra nella catena ed un canone periodico. La mediazione Carattere fondamentale della mediazione lintervento di una persona (o di unagenzia) estranea alle parti (il mediatore) che, pur non essendo legato a nessuna di esse da rapporti di collaborazione o di dipendenza, le mette in relazione tra loro per provocare o agevolare la conclusione di un affare (art.1754 c.c.). Il legislatore ha istituito un apposito ruolo, al quale sono tenuti ad iscriversi quanti intendono svolgere attivit di mediazione, anche se in modo discontinuo ed occasionale; e solo chi sia scritto in tale ruolo ha diritto a percepire la provvigione. Anche le societ di mediazione devono essere iscritte a ruolo, nel quale devono iscriversi pure il rappresentante legale della societ e quanti svolgono per conto di questa attivit di mediazione. La legge in questione non si applica agli agenti di cambio, ai mediatori marittimi, agli intermediari nei servizi turistici e assicurativi. Il mediatore ha diritto ad una provvigione da entrambe le parti, anche se abbia agito per incarico di una sola di esse, ma la provvigione gli spetta solo se laffare concluso per effetto del suo intervento. La misura della provvigione e la ripartizione di essa tra le parti, ove non sia fissata pattizialmente, pu essere desunta da tariffe professionali, dagli usi o dal giudice.
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Capitolo 49: I PRINCIPALI CONTRATTI REALI

367 Il deposito regolare Il deposito il contratto reale con il quale una parte (depositario) riceve dallaltra (depositante) un cosa mobile con lobbligo di custodirla e di restituirla in natura, quando il depositante gliela richiede (es. il deposito del bagaglio presso la stazione; art.1766 c.c.). Il depositario detiene la cosa solo nel mio interesse e non ne pu disporre e nemmeno servirsene. Se lalienasse, si renderebbe responsabile del delitto di appropriazione indebita. Il deposito si presume gratuito. Il depositario non pu pretendere che il depositante provi di essere proprietario della cosa. Altra figura peculiare del deposito il sequestro convenzionale che ha luogo quando v controversia tra due o pi persone circa la propriet di una cosa; fin quando la controversia non sar decisa, la cosa resta affidata ad un terzo perch la custodisca e la restituisca a quella cui spetter quando la controversia sar decisa. Dato che questo difficile da verificarsi, si ricorre al sequestro giudiziario. 368 Il deposito irregolare Il deposito irregolare ha per oggetto una quantit di danaro o altre cose fungibili, delle quali viene concessa al depositario la facolt di servirsi. Il depositario acquista allora la propriet delle cose e pu farne quel che crede; egli tenuto a restituire non le stesse cose, ma la stessa quantit di esse. Se depositaria una banca e il deposito irregolare ha per oggetto una somma di danaro, si ha il deposito bancario. 369 Il deposito nei magazzini generali Una figura caratteristica di deposito il deposito nei magazzini generali o nei depositi franchi (artt.1787-1797 c.c.). I magazzini generali sono locali in cui i commercianti possono depositare le merci; limpresa che li gestisce provvede verso compenso alla custodia ed alla conservazione. I depositanti traggono questutilit da questo tipo di deposito: su loro richiesta vengono rilasciati titoli che rappresentano le merci (fedi di deposito e note di pegno o warrant). Trasferendo la fede di deposito, il commerciante trasferisce la propriet della merce, senza bisogno di spostarla dal magazzino; con la nota di pegno riesce ad avere sovvenzioni costituendo un pegno sulla merce che rimane nel magazzino. I depositi franchi sono una sottospecie dei magazzini generali: la merce ivi depositata franca, esente da dogana. 370 Il comodato Il comodato il contratto con il quale una parte (comodante) consegna allaltra (comodatario) una cosa mobile o immobile, affinch questa se ne serva per un tempo o un uso determinato, con lobbligo di restituire la stessa cosa ricevuta, ma senza essere tenuta a pagare alcun corrispettivo. Solo le cose inconsumabili possono formare oggetto del comodato, non le cose consumabili. Il comodato un contratto essenzialmente gratuito (art.1803 c.c.), altrimenti diventerebbe un contratto di locazione. Peraltro il requisito della gratuit del comodato non viene meno se non sono poste a carico del comodatario prestazioni accessorie, purch non siano tali da assumere il carattere di un vero corrispettivo. 371 Il mutuo Il mutuo il contratto con il quale una parte (mutuante) consegna allaltra (mutuatario) una determinata quantit di danaro, o di altre cose fungibili, e laltra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualit (art.1813 c.c.). Il mutuo si presume oneroso: salva diversa volont delle parti, il mutuatario deve corrispondere gli interessi al mutuante. Se le parti non hanno pattuito il tasso di interesse dovuto, si applica il tasso legale.

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Capitolo 50: I CONTRATTI BANCARI

372 Le operazioni di banca Le banche sono imprese che esercitano lattivit bancaria. Per attivit bancaria si intende la raccolta del risparmio tra il pubblico e lesercizio del credito. Le banche possono operare solo se abbiano ottenuto lautorizzazione e siano state iscritte nellapposito Albo, curato dalla Banca dItalia. La normativa comunitaria ha stabilito il principio del c.d. mutuo riconoscimento, vale a dire che le banche dei Paesi della Comunit, una volta ottenuta lautorizzazione ad operare nel Paese dorigine, sono automaticamente autorizzate ad operare in tutto il territorio della CEE senza bisogno di alcunaltra autorizzazione. Le banche svolgono anche numerose altre attivit, direttamente o tramite partecipazioni in societ controllate, quali il leasing finanziario, il factoring, servizi di pagamento, emissioni di assegni, cambiali... Le operazioni bancarie si distinguono in operazioni passive, con cui le banche si indebitano verso la clientela raccogliendo fondi, operazioni attive, con cui le banche diventano creditrici dei clienti cui concedono finanziamenti, ed operazioni accessorie, che consistono nei servizi che le banche prestano utilizzando la propria organizzazione (trasferimento di fondi, acquisto e custodia di titoli). Le banche sono tenute alla pubblicit nei locali ove svolgono la loro attivit, a tutti gli elementi di costo dei servizi e prodotti offerti alla clientela, mentre i singoli contratti devono essere stipulati per iscritto (consegnandone copia al cliente). 373 Il deposito bancario Il deposito bancario costituisce la tipica operazione bancaria passiva e rappresenta lo strumento tradizionale di raccolta del risparmio, essenziale per lo svolgimento della funzione di intermediazione che le banche assolvono. Di regola il deposito remunerato dalla banca, con un riconoscimento di interessi a favore del depositante. Per lo pi il rapporto regolato in c/c, consentendo al cliente prelievi e versamenti in qualsiasi momento, nonch lutilizzo di assegni bancari. A richiesta del cliente la banca rilascia al depositante un libretto, sul quale si annotano tutti i versamenti e i prelevamenti. I libretti di risparmio possono essere nominativi se vengono intestati ad una o pi persone; al portatore se il depositante preferisce che possano risultare legittimati ad operare anche altre persone. La normativa contro il riciclaggio ha comportato che il saldo dei libretti di risparmio al portatore non pu essere superiore a 20 milioni. 374 I prestiti alla clientela Con il danaro raccolto le banche provvedono a concedere prestiti alla clientela. Le forme tecniche con cui possono essere concessi affidamenti sono: lapertura di credito, lanticipazione bancaria, lo sconto. Lapertura di credito il contratto con il quale la banca si obbliga a tenere a disposizione dellaffidato, per un dato periodo di tempo o a tempo indeterminato, limporto pattuito, con diritto dellaltra parte, di ritirare o no, in tutto o in parte, le somme poste a sua disposizione e di procedere successivamente con piena libert a prelievi e versamenti in c/c, sempre nei limiti di quanto la banca gli ha accordato. Lanticipazione bancaria va distinta dallapertura di credito per la circostanza che nellanticipazione bancaria il prestito sempre accompagnato dallaccensione di un pegno a favore della banca su titoli o merci. Il pegno costituito a garanzia dellanticipazione bancaria pu essere regolare o irregolare; regolare e, pertanto, la banca non pu disporre delle cose ricevute in pegno, se essa ha rilasciato un documento nel quale le cose stesse sono individuate; irregolare se manca lindividuazione delle cose consegnate oppure stata conferita alla banca la facolt di disporne. In questa seconda ipotesi, la banca acquista la propriet delle cose ricevute in pegno e deve restituire solo la somma o la parte delle merci che eccedono lammontare dei crediti garantiti.

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375 Sconto Lo sconto il contratto con il quale la banca, alla quale viene ceduto il credito non ancora scaduto che il cliente ha verso terzi, anticipa a questultimo limporto del credito. Lo sconto, pertanto, una cessione di credito contro corrispettivo. La cessione avviene pro solvendo, per cui, se il debitore non paga alla scadenza, la banca pu rivolgersi anche a colui a cui favore ha concesso lo sconto e farsi restituire la somma versata. Inoltre, la banca deduce dallimporto del credito ceduto gli interessi per lanticipazione fatta. Lo sconto si configura in sostanza come un prestito che la banca fa al cliente. I crediti che pi frequentemente formano oggetto di sconto sono quelli derivanti da cambiali (art.1859 c.c.). 376 Il conto corrente C/c ordinario (art.1823 c.c.) il contratto col quale due parti, avendo plurimi rapporti da cui derivano crediti pecuniari reciproci, si accordano per considerare inesigibili temporaneamente le rispettive ragioni di credito, inserendole in un apposito conto unitario, ed accettandone la compensazione integrale, fino a concorrenza, cosicch, alle scadenze pattuite (o, in mancanza, al termine di ogni semestre) tutte le partite risultino sistemate con il pagamento del solo saldo. Il c/c bancario, invece, un contratto col quale si stabilisce di far confluire in medesimo conto accrediti ed addebiti, ma con il quale il correntista pu disporre in qualsiasi momento delle somme risultanti a suo credito. Di regola, il c/c bancario utilizzato anche per lesecuzione degli incarichi che il cliente affida alla banca (mandati di pagamento, ordini di acquisto, cambio di valute,). La banca tenuta ad inviare estratti conto periodici, ma questi si ritengono tacitamente approvati in mancanza di opposizione scritta da parte del cliente entro 60 gg. dal ricevimento. 377 Cassette di sicurezza Uno tra i pi importanti servizi bancari accessori costituito dalle cassette di sicurezza. Queste sono recipienti collocati in stanze corazzate, predisposte dalle banche: il cliente vi pu deporre ci che crede (denaro, gioielli, titoli). Con questo contratto il cliente realizza due finalit: un elevato grado di sicurezza contro i furti e una totale riservatezza, perch lutente pu introdurre nella cassetta a propria esclusiva discrezione i valori che preferisce, senza che la banca debba o possa venirne a conoscenza. Per la natura giuridica di questo contratto, si ritiene preferibile qualificarlo come contratto misto o complesso, nel senso che in esso sono presenti prestazioni tipiche di pi contratti.

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Capitolo 51: I CONTRATTI ALEATORI A) LA RENDITA 378 La nozione di rendita Con lespressione rendita si intende qualunque prestazione periodica (ogni anno, ogni mese,...), avente per oggetto danaro o una certa quantit di cose fungibili (grano, vino, ). 379 La rendita perpetua Con il contratto di rendita perpetua una parte conferisce allaltra (e da questa ai suoi eredi) il diritto di esigere in perpetuo una prestazione, del genere ora accennato, quale corrispettivo dellalienazione di un immobile o della cessazione di un capitale, oppure quale onere dellalienazione gratuita di un immobile o della cessazione gratuita di un capitale (art.1861 c.c.). Il debitore ha la facolt di sciogliersi dal vincolo mediante una dichiarazione unilaterale di volont, accompagnata dal pagamento di una somma che risulta dalla capitalizzazione della rendita annua sulla base dellinteresse legale. La rendita si dice fondiaria, se costituita mediante alienazione di un immobile; semplice, se mediante cessione di un capitale (art.1863 c.c.). 380 La rendita vitalizia Col termine vitalizia si vuol dire che lobbligazione di corrispondere la rendita dura finch dura la vita di una persona designata dalle parti, la quale pu essere sia il beneficiario della rendita che un terzo. La rendita vitalizia ha natura aleatoria. Lalea un requisito essenziale: se manca, il contratto nullo. La rendita vitalizia pu costituirsi, oltre che per contratto, anche per testamento o a favore di un terzo. C) LE ASSICURAZIONI D) 381 Natura Lassicurazione un contratto con il quale una parte (assicuratore), verso pagamento di una somma, detta premio, si obbliga a rivalere lassicurato, entro i limiti convenuti, dal danno ad esso prodotto da un sinistro (assicurazione contro i danni), ovvero a pagare un capitale o una rendita al verificarsi di un evento attinente alla vita umana (assicurazione sulla vita) (art.1882 c.c.), ovvero a risarcire a terzi il danno che dovrebbe essere risarcito dallassicurato (assicurazione contro la responsabilit civile) (art.1917 c.c.). Il contratto di assicurazione costituisce, pertanto, un atto di previdenza per lassicurato ed una speculazione per limpresa assicuratrice. Esso appartiene alla categoria dei contratti aleatori: il rischio costituisce un elemento essenziale; se manca, il contratto nullo (art.1896 c.c.). Inoltre lassicuratore deve essere in condizione di apprezzare il rischio per decidere se opportuno o no concludere il contratto e quale premio gli conviene chiedere per compensare con gli altri rischi omogenei la prestazione che contrattualmente tenuto a corrispondere (proporzione del premio al rischio). Le risposte inesatte o reticenti dellassicurato danno luogo allannullabilit del contratto soltanto nellipotesi di dolo o colpa grave dellassicurato. Altrimenti, lassicuratore ha la facolt di recedere dal contratto e lindennit, nel caso che il sinistro si verifichi prima della dichiarazione di recesso o della conoscenza dellinesattezza o della reticenza da parte dellassicurato, ridotta in proporzione. 382 Assicurazione contro i danni Alle assicurazioni contro i danni si applica il c.d. principio indennitario (artt.1905, 1908-1911 c.c.), per effetto del quale lindennizzo dovuto dallassicuratore non pu mai superare limporto del danno sofferto dallassicurato: lassicurazione regolata e tutelata dal legislatore come atto di previdenza e, cio, come mezzo di conservazione del patrimonio e non pu, quindi, diventare fonte di arricchimento o di speculazione. E lassicuratore che ha pagato lindennit pu esercitare le azioni che spettano allassicurato contro i terzi responsabili del danno arrecato alla cosa (surrogazione legale: art.1916 c.c.). Inoltre, non ci si pu assicurare per un bene altrui, la cui perdita o il cui deterioramento del tutto indifferente per il nostro patrimonio.
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383 Assicurazione obbligatoria della responsabilit civile derivante dalla circolazione dei veicoli Un particolare tipo di assicurazione contro i danni rappresentato dalla c.d. assicurazione della responsabilit civile: con tale contratto lassicuratore si obbliga a tener indenne lassicurato di quanto questi, in conseguenza del fatto accaduto durante il tempo dellassicurazione, deve pagare ad un terzo, in dipendenza dalla responsabilit dedotta nel contratto (art.1917 c.c.). Sono esclusi i danni derivanti da fatti posti in essere dallassicurato con dolo. Si tratta di una forma di assicurazione molto diffusa e nota soprattutto per quanto riguarda la circolazione dei veicoli. Anzi, per questi rischi, stato introdotto anche in Italia il principio che lassicurazione della responsabilit civile obbligatoria per tutti i veicoli e per i natanti. La legge consente al danneggiato di rivolgersi per il risarcimento dei danni subti anche direttamente contro lassicuratore. Inoltre stato costituito un fondo di garanzia per le vittime della strada, dal quale il danneggiato potr farsi risarcire il danno subto qualora questo sia stato provocato da un veicolo o natante non identificato oppure non coperto da assicurazione. 384 Assicurazioni sulla vita Alla categoria delle assicurazioni sulla vita appartengono tutte quelle forme di assicurazione in cui la prestazione dellassicuratore dipende dalla durata della vita umana. Lassicurazione pu anche essere contratta sulla vita di un terzo. Per evitare che una siffatta forma di assicurazione costituisca un incentivo allomicidio (per lucrare lindennit), si stabilita la necessit del consenso della persona sulla cui vita lassicurazione contratta (art.1919) Una figura frequente di assicurazione sulla vita lassicurazione a favore di un terzo: le parti stabiliscono che alla morte dellassicurato lindennit sia attribuita ad un terzo designato dalla persona che contrae lassicurazione (beneficiario). 385 Assicurazioni private e assicurazioni sociali Le assicurazioni sociali attuano obbligatoriamente una forma di previdenza del lavoratore (contro gli infortuni sul lavoro, contro le malattie, linvalidit, la vecchiaia). Queste forme di assicurazione hanno carattere pubblicistico. 386 La conclusione del contratto Lassicuratore obbligato a rilasciare al contraente un documento, la polizza, che pu essere allordine o al portatore. Il contratto di assicurazione , di regola, un contratto per adesione: la polizza contiene le clausole contrattuali a stampa (condizioni generali di contratto), alle quali si applicano gli artt.1341, 1342, 1469-bis e ss c.c. 387 La riassicurazione La riassicurazione il contratto con il quale lassicuratore assicura presso unaltra impresa i rischi che ne ha assunto (art.1928 c.c.). Esso non costituisce una forma di cessione del contratto di assicurazione, perch nella cessione si sostituisce al contraente originario un terzo; invece il contratto di riassicurazione non crea rapporti tra lassicurato e il riassicuratore (art.1929 c.c.). C) GIUOCO E SCOMMESSA 388 Natura Gioco e scommessa sono contratti aleatori per eccellenza. Essi si distinguono dallassicurazione perch non hanno, come questa, finalit previdenziale per una delle parti, ma scopo di lucro per entrambe. Se il gioco o la scommessa sono proibiti, il negozio illecito e nessun diritto sorge a favore del vincitore, il quale anche tenuto a restituire ci che il perdente abbia eventualmente pagato. Se, invece, il gioco lecito, il vincitore non ha azione, ma il perdente non pu ripetere quanto abbia spontaneamente pagato (art.1933 c.c., obbligazione naturale). Lazione , invece, ammessa se si tratti di giochi o scommesse relative a competizioni sportive (es. totocalcio) o di lotterie autorizzate. Lirripetibilit si applica a tutti i debiti che sono contratti tra giocatori per iniziare o proseguire il gioco (es. prestito fatto da un giocatore allaltro a tal fine). Queste regole si applicano anche al gioco esercitato nelle case da gioco organizzate da comuni e alluopo autorizzate, in quanto lautorizzazione governativa ha il solo effetto di togliere valore alle sanzioni penali stabilite per i giochi dazzardo, ma non incide sul regime privatistico del gioco.
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Capitolo 52: CONTRATTI DIRETTI A COSTITUIRE UNA GARANZIA

389 La fideiussione Fideiussore, dice lart.1936 c.c. colui che, obbligandosi personalmente verso il creditore, garantisce ladempimento di unobbligazione altrui. La garanzia personale, perch il creditore pu soddisfarsi sopra il patrimonio di una persona diversa dal debitore, e non d luogo a nessun diritto reale ma riguarda tutto il patrimonio del fideiussore (art.2740 c.c.). Il fideiussore risponde con tutti i suoi beni laddove il terzo datore di pegno o dipoteca risponde soltanto con la cosa data in pegno o in ipoteca. Ma la fideiussione non attribuisce diritto di seguito: la garanzia sussiste se ed in quanto nel patrimonio del fideiussore si trovano dei beni: se ne escono, il creditore non pu rivolgersi contro il terzo acquirente. La fideiussione pu essere anche spontanea, cio essere assunta anche se il debitore non ne ha conoscenza. La fideiussione ha natura accessoria: la garanzia intanto sussiste in quanto esista lobbligazione principale. Il fideiussore che ha pagato il debito surrogato nei diritti che il creditore aveva contro il debitore; egli pu cio valersi contro il debitore o gli eventuali condebitori che erano a disposizione del debitore. Oltre tale surrogazione nei diritti e nelle ragioni del creditore, il fideiussore ha unazione specifica (azione di regresso) contro il debitore, anche se questi fosse ignaro dalla prestata fideiussione: con essa pu farsi rimborsare tutto ci che abbia pagato per il debitore principale. 390 La fideiussione omnibus Si parla di fideiussione omnibus per indicare un impegno assunto da un soggetto (privato, societ o altra banca) verso una banca, e con cui si garantisce ladempimento di tutti i debiti, compresi quelli che potranno sorgere successivamente al rilascio della fideiussione, che un terzo (beneficiario della garanzia, debitore principale della banca) risulter avere verso la banca nel momento della scadenza pattuita ovvero nel momento in cui la banca chieder di recedere dal rapporto e di ottenere il saldo dei propri crediti. Ove il debitore principale, in tutto o in parte, non sia in grado di provvedere alla estinzione dei suoi debiti, la banca potr rivolgersi al fideiussore omnibus, il quale non potr opporre di non essere a conoscenza dellentit dei debiti del garantito/beneficiario. Con tale formula, quindi, si evita di dover richiedere una nuova garanzia ad ogni nuova operazione; peraltro il fideiussore corre il rischio di ignorare di quanto si stia espandendo il totale dei debiti del soggetto in cui favore ha rilasciato la garanzia omnibus. 391 La c.d. garanzia a prima richiesta Laccordo tra garante (di regola una banca o una compagnia di assicurazione) e garantito, si inserisce in unoperazione complessa per rendere sicuro lincasso di una determinata somma di danaro da parte del beneficiario/garantito, a richiesta di questultimo. Difatti il debitore della prestazione (il garante), che opera su ordine di un suo cliente, si impegna a versa re al beneficiario limporto stabilito alla sola condizione che costui gliene faccia richiesta, essendo pertanto stabilito che il garante rinuncia formalmente ad opporgli qualsiasi tipo di eccezione. Naturalmente il garante, quando versa limporto al beneficiario, lo addebita al suo mandante, mentre questi lo conteggia a carico della controparte nei loro rapporti diretti. 392 Lanticresi In forza del contratto di anticresi (= scambio di godimento), il debitore o un terzo si obbliga a consegnare un immobile al creditore a garanzia del credito, affinch il creditore ne percepisca i frutti, imputandoli agli interessi, se dovuti, e quindi al capitale (art.1960 c.c.): il debitore gode il danaro prestatogli, il creditore il fondo. La differenza tra anticresi e ipoteca che questa non richiede il passaggio del possesso del fondo al creditore: limmobile continua, invece, ad essere posseduto dal debitore che ne percepisce i frutti. Il divieto del patto commissorio si estende, per analogia di ragioni, allanticresi. Lanticresi richiede ad substantiam la forma scritta (art.1350.7 c.c.).
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Capitolo 53: CONTRATTI DIRETTI A DIRIMERE UNA CONTROVERSIA

393 La transazione La transazione il contratto con il quale le parti, facendosi reciproche concessioni, pongono fine ad una lite gi cominciata o prevengono una lite che pu sorgere tra loro (art.1965 c.c.). Senza il reciproco sacrificio, le spese ed il rischio di un processo, non v transazione. Di fronte al rischio di perdere la lite, entrambi gli interessati preferiscono pervenire ad un regolamento contrattuale che rende inammissibile e irrilevante laccertamento di chi avesse ragione o torto e di quale fosse la reale situazione giuridica antecedente allaccordo transattivo, ormai superata dal contratto concluso, che si pone quale fonte esclusiva della nuova disciplina tra le parti. La transazione non pu riguardare diritti indisponibili (es. non si pu transigere una lite relativa alla legittimit di un figlio) e deve essere stipulata da chi abbia la capacit di disporre dei propri diritti. nulla ovviamente, la transazione relativa ad un contratto illecito. In linea di principio la transazione non pu essere impugnata dalla parte che si convinca che avrebbe potuto affrontare vittoriosamente un giudizio sulla lite, invece di accettare di comporla. Tuttavia, se una delle parti era consapevole non solo di aver torto, ma addirittura che la lite era, per parte sua, temeraria, laltra parte pu chiedere lannullamento della transazione.

394 La cessione dei beni ai creditori La cessione dei beni ai creditori il contratto con il quale il debitore incarica i suoi creditori o alcuni di essi di alienare tutti o alcuni suoi beni e di ripartirne fra loro il ricavato in soddisfacimento dei loro crediti (art.1977 c.c.). La cessione, salvo patto contrario, sintende pro solvendo: il debitore liberato verso i creditori solo dal giorno in cui essi ricevono la parte loro spettante sul ricavato della liquidazione e nei limiti di quanto hanno ricevuto. richiesta ad substantiam la forma scritta. Per effetto della cessione il debitore perde la disponibilit dei beni ceduti, ma ha diritto di esercitare il controllo sulla gestione e di ottenere leventuale residuo della liquidazione. Con il pagamento del capitale, degli interessi e delle spese vien meno la ragione dessere della cessione e pertanto attribuito al debitore di recedere dal contratto offrendo tale pagamento. Ai creditori concessa lazione di annullamento, se il debitore, pur dichiarando di cedere tutti i beni, ha dissimulato, cio nascosto, una parte notevole di essi.

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D) LE OBBLIGAZIONI NASCENTI DA ATTI UNILATERALI

CAPITOLO 54: LE PROMESSE UNILATERALI

A) TIPICITA DELLE PROMESSE UNILATERALI 395 Nozioni generali La promessa unilaterale, rivolta da un soggetto ad un altro per assicurare a questultimo un certo comportamento futuro del promittente, sufficiente per far sorgere un vincolo giuridico a carico del promittente, se la promessa inserita in un contratto, a condizione che questo abbia una valida causa. Infatti il nostro ordinamento esclude, in linea di principio, che una promessa unilaterale produca effetti obbligatori, salvo che nei casi ammessi dalla legge. Le promesse unilaterali vincolanti sono tipiche, in quanto, ove rientrino nei casi ammessi dalla legge, potranno al massimo far sorgere una obbligazione naturale.

B) PROMESSA DI PAGAMENTO E RICOGNIZIONE DI DEBITO 396 Nozione Al riconoscimento di debito lart.1988 c.c. equipara una promessa di pagamento in quanto implicito, nel concetto di pagamento, lesistenza di un debito da assolvere. Naturalmente, ove il presunto debitore intenda contestare il riconoscimento o la promessa di pagamento invocati contro di lui in giudizio dal creditore, la situazione sar pi agevole se il riconoscimento o la promessa sono titolati, ossia menzionano la causa o il titolo del debito. La situazione del supposto debitore, viceversa, sar pi difficile ove il riconoscimento o la promessa siano astratti, ossia non menzionino la causa o fonte del debito riconosciuto.

C) LA PROMESSA AL PUBBLICO 397 Natura Per promessa al pubblico sintende la promessa di una prestazione fatta a favore di chi si trovi in una determinata situazione o compiuto una determinata azione. La promessa, appunto perch un contratto unilaterale, acquista efficacia vincolante non appena resa pubblica (ad es. con giornali, radio) ed revocabile solo per giusta causa. La revoca non ha effetto se la situazione prevista nella promessa si gi verificata o se lazione gi stata compiuta. Se alla promessa non stato apposto un termine, il vincolo di questa cessa qualora entro lanno dalla promessa non gli sia stato comunicato lavveramento della situazione o il compimento dellazione prevista nella promessa (art.1989.2 c.c.). D) I TITOLI DI CREDITO 398 Natura I titoli di credito costituiscono una categoria ricavata per generalizzazione dallesperienza di figure antiche (cambiali e assegni), caratterizzate dal rilievo attribuito ad un documento contenente una promessa unilaterale di pagamento o un ordine di pagamento di una somma di danaro. Nella categoria confluiscono, ora, i c.d. titoli di Stato o del debito pubblico, le azioni e le obbligazioni emesse da s.p.a., lemissione di titoli atipici.
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Nei titoli di credito il documento non costituisce soltanto una prova del rapporto, in quanto esso addirittura necessario per poter far valere il diritto documentato dal titolo: il debitore o emittente non pu pagare validamente a chi non gli esibisca il documento; e per converso il portatore del titolo, purch sia legittimato nelle forme prescritte dalla legge, ha diritto alla prestazione in esso indicata. Conseguentemente pu essere legittimato a pretendere la prestazione anche chi non sia titolare del diritto: difatti il debitore, che senza dolo o colpa grave adempia la prestazione nei confronti del possessore, liberato anche se questi non titolare del diritto. Dai titoli di credito vanno distinti i documenti di legittimazione e i titoli impropri. I primi servono alla identificazione dei soggetti aventi diritto alla prestazione. I secondi consentono il trasferimento del diritto senza losservanza delle forme proprie della cessione. Ma per entrambe queste figure non pu parlarsi di titoli di credito perch non si verifica il fenomeno della incorporazione del diritto nel documento. Difatti, in caso di smarrimento di questo, proprio perch il titolo non ha carattere costitutivo, il titolare potr egualmente pretendere la prestazione dovutagli offrendo in altro modo la prova della sua titolarit e non avr bisogno di ricorrere alla procedura di ammortamento che invece necessaria per i titoli di credito. 399 Titoli al portatore, allordine e nominativi Il requisito del possesso indispensabile per lesercizio del diritto in esso contenuto; in relazione ad alcuni titoli di credito richiesto un ulteriore elemento. Sotto questo aspetto, i titoli di credito si suddistinguono in tre categorie: a) titoli al portatore: sufficiente ad attribuire il diritto alla prestazione la consegna del titolo; b) titoli allordine: che si trasferiscono mediante la consegna del titolo e la girata; c) titoli nominativi: il titolo intestato a favore di una determinata persona; inoltre questa intestazione contenuta al tempo stesso nel registro dell'emittente, ossia del debitore che ha emesso il titolo. 400 La dematerializzazione dei titoli di credito Per titoli di massa (emessi, cio, in serie e non per operazioni individuali), la crescente rapidit della circolazione mobiliare crea problemi per la necessit di un continuo maneggio di documenti di rilevante valore, soggetti a rischi di furti, smarrimenti e distruzioni. Da ci lesigenza di sostituire ai normali meccanismi di trasferimento cartolare, semplici operazioni di trasferimenti scritturali. Il conseguimento di tale risultato legato a due presupposti: la fungibilit dei titoli, che rende irrilevante la consegna materiale del documento essendo sufficiente la registrazione contabile del trasferimento; e laccertamento della gestione nelle mani di un soggetto affidabile, che si incarica di operare tutte le registrazioni di cui sia fatta legittima richiesta. Il processo di dematerializzazione pu svolgersi a due livelli. Il primo, di mero accertamento dei titoli coinvolti, comporta la conservazione del documento, che viene per custodito presso un gestore senza pi circolare fisicamente. Nel secondo, invece, si realizza una dematerializzazione integrale, cosicch viene eliminato qualsiasi certificato, sostituito per intero da una intestazione solo contabile da parte del gestore, che poi provvede alla registrazione di ogni trasferimento sempre e soltanto in via scritturale. La dematerializzazione integrale stata resa obbligatoria per tutti i titoli negoziati o destinati alla negoziazione su mercati regolamentati. Pu poi attuarsi anche in via facoltativa. 401 Titoli rappresentativi, titoli di partecipazione I titoli rappresentativi sono documenti che incorporano il diritto alla consegna delle merci in esso specificate (es. fede di deposito, rilasciata dai magazzini generali al depositante). Questi titoli attribuiscono al possessore non solo il diritto ad ottenere la consegna delle merci dallemittente, ma pure il potere di disporne mediante trasferimento del titolo. I titoli di partecipazione (es. azioni emesse da s.p.a.), invece, attribuiscono al possessore, oltre al diritto di disposizione sul titolo stesso, anche i c.d. diritti corporativi o associativi, vale a dire il diritto di riscuotere i dividendi, di prendere parte alle assemblee sociali 402 Caratteristiche dei titoli di credito Caratteristiche dei titoli di credito sono:
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a) la letteralit: ci che in esso scritto, che determina la quantit, la qualit, le modalit del diritto attribuito al possessore legittimo del documento. La letteralit serve a proteggere il terzo di buona fede che ha fatto affidamento sul tenore del documento; b) lautonomia: serve anchessa a tutelare laffidamento del terzo a cui il diritto venga trasferito. Titoli astratti sono, invece, quelli nei quali il rapporto fondamentale non enunciato nel titolo ed irrilevante nei confronti del terzo possessore in buona fede, il quale ha diritto alla prestazione anche se il rapporto fondamentale non sussista. 403 Eccezioni opponibili dal debitore Le eccezioni opponibili dal debitore si distinguono in eccezioni reali (o assolute) che si possono opporre a qualunque possessore e eccezioni personali (o relative) che si possono opporre soltanto ad un possessore determinato. Eccezioni reali sono: a) le eccezioni di forma: la legge esige anche requisiti di forma perch il documento possa considerarsi titolo di credito; b) le eccezioni fondate sul contesto del titolo (letteralit); c) le eccezioni di falsit della firma, di difetto di capacit o di rappresentanza: la falsit della firma esclude che colui che appare come debitore abbia sottoscritto il documento; il difetto di capacit rende invalida lobbligazione dellincapace; d) la mancanza delle condizioni necessarie per lesercizio dellazione. Eccezioni personali sono quelle che derivano da rapporti che non risultano dal titolo. Esse sono opponibili solo a colui con il quale il rapporto si svolto. Questa eccezioni personali si comunicano, ossia possono essere opposte anche ad un possessore successivo in unipotesi particolare: quando il possessore medesimo abbia agito intenzionalmente a danno del debitore. Lammortamento dei titoli di credito allordine e nominativi Con il procedimento di ammortamento si mira a distruggere lefficacia del titolo smarrito o sottratto o distrutto ed a procurare a chi ha perduto il possesso del titolo un documento che di questo faccia le veci (c.d. ricostituzione della legittimazione). A tal fine non basta la semplice denuncia, fatta dal possessore del titolo al debitore, dellavvenuto smarrimento o sottrazione, ma occorre presentare un ricorso al presidente del tribunale del luogo in cui il titolo dovrebbe essere pagato, indicando nel ricorso i requisiti essenziali del titolo e i fatti che ne hanno provocato lo smarrimento, la distruzione o la sottrazione. Il presidente del tribunale, premessi gli opportuni accertamenti sulla verit dei fatti esposti dal ricorrente, pronunzia con decreto lammortamento e autorizza il pagamento del titolo alla scadenza o, ove si tratti di titolo gi scaduto, dopo 30 gg. dalla data di pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica. La procedura di ammortamento non ammessa per i titoli al portatore: denunciando allemittente lo smarrimento o la sottrazione e fornendone la prova, che lo ha smarrito pu ottenere la prestazione soltanto se nessuno si presenta a chiedere il pagamento entro il termine stabilito dalla legge per la prescrizione.

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Capitolo 55: LA CAMBIALE

405 Definizione La cambiale un titolo di credito allordine. Si distinguono due figure di cambiali: la tratta e il vaglia cambiario (o pagher cambiario). La prima contiene lordine che una persona (traente) d ad unaltra (trattario) di pagare ad un terzo (prenditore) una somma di danaro. Il vaglia cambiario contiene la promessa fatta da una persona (emittente) di pagare una somma di danaro direttamente nelle mani del prenditore. Entrambi sono negozi giuridici unilaterali. Figure particolari di cambiali sono: a)la cambiale ipotecaria, il cui pagamento garantito da ipoteca che si trasferisce con la girata del titolo di credito; b)la cambiale agraria, che garantisce i prestiti agrari di esercizio o di miglioramento di un fondo. 406 Caratteristiche del rapporto cambiario La cambiale presenta anzitutto caratteristiche comuni con gli altri titoli di credito: letteralit e autonomia. Per il principio di autonomia, la cambiale pu essere trasferita mediante girata. Perci pu avvenire che sullo stesso documento cambiario siano contenute pi firme di soggetti diversi. Lautonomia caratterizza i singoli rapporti cambiari: ciascuna delle obbligazioni cartolari indipendente dallaltra, valida anche se laltra invalida. Accanto a questi caratteri comuni agli altri titoli di credito la cambiale presenta anche le seguenti caratteristiche: a) astrattezza. Il rapporto che d luogo allemissione della cambiale pu essere di varia natura e pu perfino mancare: ci non ha importanza; una volta che ho sottoscritto una cambiale, io non posso eccepire la mancanza di causa, o riferirmi a vizi per sottrarmi allobbligo di pagare la cambiale, se il pagamento mi viene chiesto dal terzo giratario. Si deve ricordare che lastrattezza di un negozio non esclude lazione di ripetizione, quando sia dimostrata la mancanza di causa. Chi risulta debitore in base a un negozio astratto deve adempiere lobbligazione nei confronti del terzo acquirente del titolo. Se poi il pagamento mi viene chiesto dalla controparte , allora io posso opporre le eccezioni nascenti dal rapporto. Lastrattezza, quindi, funziona solo nei confronti dei terzi. Applicando i principi esposti, risulta che la cambiale di favore, ossia quella creata soltanto per procurare, mediante la girata, credito ad una determinata persona, valida. b) efficacia esecutiva del titolo cambiario: vuol dire che non c bisogno di una sentenza di condanna del debitore per iniziare lesecuzione, basta alluopo la cambiale. Per questo effetto, essa deve essere in regola con il bollo fin dallinizio, ossia dal momento in cui si perfeziona il negozio cambiario. 407 Requisiti del negozio cambiario I requisiti essenziali, in mancanza dei quali il documento non vale come cambiale sono: 1) la denominazione di cambiale: per questa mia cambiale pagher o pagherete; 2) se una tratta, lordine, se un pagher, la promessa di pagare una somma determinata, senza alcuna condizione; la condizione toglierebbe al documento il carattere di cambiale; 3) il nome del trattario, se trattasi di cambiale tratta; 4) il nome del primo prenditore; 5) lindicazione della data di emissione; La scadenza della cambiale pu essere: a) a giorno fisso (1/12/00); b) a certo tempo data (ad un anno dalla data di emissione); c) a vista (in questo caso la cambiale pagabile al momento della presentazione). Se non vi indicazione di scadenza, la cambiale si considera pagabile a vista. Se indicato come luogo di pagamento il domicilio di un terzo, cio di una persona diversa dal trattario o dallemittente, la cambiale si dice domiciliata; 6) la sottoscrizione del traente o dellemittente.
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408 Capacit e rappresentanza nel negozio cambiario In ordine alla capacit a porre in essere i negozi cambiari, possono sottoscrivere validamente cambiali, il minore emancipato autorizzato allesercizio di unimpresa commerciale ed il genitore o il tutore o linabilitato autorizzati alla continuazione dellesercizio di unimpresa commerciale per conto del minore o dellinterdetto. La cambiale pu essere anche scritta per procura. Una deroga alle norme comuni stabilita nel caso di negozio cambiario concluso da chi assume di essere dotato del potere di rappresentare altra persona, mentre n sprovvisto. In questo caso il negozio non produce effetti n per il rappresentante n per il rappresentato ed soltanto sancita eventualmente la responsabilit del rappresentante sprovvisto di procura. 409 La cambiale in bianco La cambiale incompleta quando fu emessa (detta cambiale in bianco), pu essere completata in conformit degli accordi intercorsi tra i soggetti del negozio cambiario (c.d. negozio di riempimento). Se tali accordi non vengono osservati, leccezione di abusivo riempimento non pu essere opposta al terzo portatore, salvo che questi abbia acquistato la cambiale in mala fede ovvero abbia commesso colpa grave acquistandola. La facolt di riempimento sottoposta ad un termine di decadenza di 3 anni dallemissione del titolo; la decadenza non per opponibile al portatore di buona fede al quale il titolo sia pervenuto gi completo. 410 Laccettazione della tratta Con la cambiale tratta una persona (traente) rivolge ad unaltra (trattario) lordine di pagare ad una terza persona (beneficiario o prenditore) la somma indicata nella cambiale stessa. La cambiale pu essere tratta anche a favore dello stesso traente: se il beneficiario un terzo, il traente assume gi con lemissione un obbligo cambiario verso il prenditore; se tratta a favore dello steso traente, questi assume un obbligo cambiario soltanto quando trasmette la cambiale ad un terzo. Il rapporto che giustifica lordine impartito dal traente al trattario si chiama rapporto di provvista. Quale che sia il rapporto di provvista tra traente e trattario questi, anche se si sia obbligato verso il traente ad aderire allordine contenuto nella cambiale, non assume alcun obbligo cambiario se non quando provveda ad apporre una dichiarazione scritta sulla cambiale di adesione allordine impartitogli dal traente: laccettazione. Laccettazione espressa con la parola accettato, visto o con altre equivalenti. Non ammessa lapposizione di condizioni; valida peraltro laccettazione limitata ad una parte soltanto della somma. Se laccettazione rifiutata, il portatore della cambiale pu rivolgersi contro il traente e i giranti (azione di regresso). Laccettazione pu essere fatta anche da persona diversa dal trattario (accettazione per intervento). Questa persona pu anche essere indicata alluopo sulla cambiale (al bisogno) dal trattario o dal traente (indicato al bisogno). 411 La girata La cambiale pu essere trasferita mediante girata. Ossia mediante lordine, scritto direttamente sul retro del documento, con cui il prenditore del titolo, o un successivo giratario, ingiunge al debitore di pagare limporto dovuto al beneficiario dellordine, detto giratario. Il trasferimento mediante girata costituisce la circolazione normale, regolare del titolo, ma non vietato che la cambiale si trasferisca in base alle regole della cessione. Infatti, il traente pu imprimere alla cambiale una circolazione anomala vietandone con le parole non allordine o altre equivalenti, il trasferimento mediante girata: in questo caso la cambiale si trasferisce solo con la forma e con gli effetti di una cessione ordinaria. Anche il girante pu vietare una nuova girata. La girata deve essere scritta sulla cambiale o, nel caso che questa contenga gi tante firme da non potersene apporre altre, su un foglio ad essa attaccato che si chiama allungamento. La girata pu essere piena (per me pagate al sig. X) o in bianco: questultima non contiene lindicazione del giratario ed costituita dalla sola firma del girante. Nel caso di girata in bianco il giratario pu riempirla con il proprio nome o con quello di altra persona, girare la cambiale di nuovo in bianco o a persona determinata, trasmettere la cambiale ad un terzo, senza riempire la girata in bianco e senza girarla. Figure particolari di girata sono: la girata per incasso o per procura (il giratario non pu girare il titolo se non per procura e a lui possono essere opposte le eccezioni opponibili al girante) e la girata a titolo di pegno (attribuisce al giratario un diritto di pegno sulla cambiale).
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412 Lavallo Unobbligazione cambiaria pu essere garantita anche con unulteriore obbligazione cambiaria. Questa obbligazione cambiaria si chiama avallo. La persona che garantisce si chiama avallante; la persona a cui favore la garanzia prestata, avallato. Lobbligazione di avallare la cambiale deve essere scritta sulla cambiale; di solito si scrive per avallo seguita dalla firma dellavallante, la quale pu essere scritta sia sulla parte anteriore che posteriore della cambiale. 413 Il pagamento Le persone obbligate al pagamento della cambiale si distinguono in due categorie: obbligati principali (emittente del pagher; accettante della tratta) ed obbligati in via di regresso (giranti del vaglia, traente e giranti nella tratta). Solo il pagamento compiuto dallobbligato principale estingue la cambiale, non quello degli obbligati di regresso, in quanto costoro, se pagano la cambiale, vengono surrogati nei diritti del portatore e possono, a loro volta, agire contro gli obbligati principali. Tutti gli obbligati cambiari sono tenuti in solido. Il pagamento della cambiale deve essere effettuato nel luogo e nellindirizzo indicato nel titolo, che , di solito, la residenza dellaccettante o dellemittente, ma pu avvenire al domicilio di un terzo (cambiale domiciliata). In deroga ai principi generali, il portatore non pu rifiutare un pagamento parziale perch questo libera, sia pure parzialmente, gli obbligati in via di regresso. 414 Lazione cambiaria Il portatore di una cambiale pu servirsi di essa come titolo esecutivo ed iniziare senzaltro lesecuzione, o promuovere un ordinario giudizio di cognizione od ottenere decreto ingiuntivo. Lazione cambiaria di due specie: diretta (contro gli obblighi principali), di regresso (contro gli obbligati di regresso). Questultima pu essere esercitata dopo la scadenza, per mancato pagamento; prima della scadenza, per rifiuto dellaccettazioneLazione principale soggetta a prescrizione triennale, lazione di regresso a prescrizioni pi brevi. Il protesto un atto pubblico con il quale si accerta il rifiuto di accettazione o il rifiuto di pagamento nel termine fissato dalla legge. Il protesto, in entrambi i casi, non necessario quando vi sia la clausola senza spese senza pretesto e pu essere sostituito da una dichiarazione di rifiuto dellaccettazione o del pagamento, scritta e datata sulla cambiale e firmata dal trattario. Indipendentemente dal protesto, il portatore ha lobbligo di avvisare il proprio girante e gli eventuali avvallanti della mancata accettazione o del mancato pagamento ed ogni girante deve informare il precedente. Gli avvisi servono solo ad informare gli obbligati in via di regresso che la cambiale non stata pagata e che quindi provvedano al pagamento. 415 Eccezioni cambiarie Se le eccezioni cambiarie opponibili dal convenuto, richiedono una lunga indagine, il giudice, su istanza del creditore, pu, intanto emettere sentenza provvisoria di condanna con riserva di esame delle eccezioni (condanna con riserva). Pur concedendo questa particolare tutela al creditore cambiario, la legge offre un rimedio che consente di tener conto della situazione del debitore. Infatti, quando concorrono gravi ragioni, il giudice pu anche sospendere lesecuzione iniziata dal creditore in base alla cambiale.

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Capitolo 56: GLI ASSEGNI 416 Caratteristiche generali Lassegno uno strumento di pagamento e mira a procurare al portatore limmediata disponibilit di una somma di danaro. Gli assegni sono pagabili a vista e non se ne pu quindi dilazionare ladempimento; essi prevedono lintervento di una banca. Le due pi importanti figure di assegno sono lassegno bancario e lassegno circolare. 417 Lassegno bancario Lassegno bancario ha la stessa struttura della cambiale tratta: vale a dire che consiste in un documento sul quale unilateralmente lemittente (o traente) sottoscrive un ordine incondizionato rivolto alla banca di pagare una somma di danaro determinata a favore del beneficiario indicato sul titolo. Lemissione di assegni bancari deve essere autorizzata dalla banca, la quale, quando stipula con un cliente una c.d. convenzione di assegni, gli consegna un libretto con i moduli prestampati. Se invece un assegno viene emesso senza lautorizzazione della banca trattaria, il traente commette un reato. Lemissione dellassegno presuppone lesistenza, presso la banca, di una adeguata provvista, cio di fondi disponibili, attingendo ai quali la banca potr provvedere a pagare al beneficiario limporto indicato. Chiunque emetta un assegno che non venga pagato per mancanza di sufficiente provvista commette un reato ed inoltre tenuto a pagare al portatore del titolo che agisca contro di lui, oltre allimporto del titolo, un ulteriore 10% a titolo di penale. A sua volta la banca trattaria, qualora per lassegno non pagato sia stato elevato il protesto, deve revocare al traente lautorizzazione ad emettere assegni, invitandolo a restituire tutti i moduli di assegni che abbia ancora in suo possesso. Se la banca non adempie a ci, diventa responsabile, nella misura di 10 milioni per assegno, degli eventuali assegni che il protestato dovesse continuare ad emettere senza provvista. Lassegno pu essere emesso con la specifica indicazione del nome del beneficiario, ovvero a favore del portatore, e cio di chi lo presenter allincasso. Un assegno pu anche essere emesso anche a favore dello stesso traente. Lassegno un titolo allordine e si trasferisce quindi per mezzo della girata, ma se emesso al portatore pu essere trasferito anche mediante semplice consegna. 418 Lassegno circolare Lassegno circolare non pu essere emesso se non da una banca, solo se essa ha ottenuto specifica autorizzazione dalla Banca dItalia. Naturalmente gli assegni circolari sono emessi dalle banche in quanto un cliente ne faccia richiesta e versi il relativo importo, ovvero previo addebito a suo carico dellimporto per il quale il titolo emesso. Lemissione non pu essere fatta al portatore, ma necessariamente allordine di uno specifico nominativo: o quello di un terzo, al quale il cliente, dopo averlo ritirato dalla banca si ripromette di riconsegnare l'assegno, o dello stesso cliente, il quale si ripromette di incassarlo altrove o di girarlo a favore di terzi. La struttura dellassegno circolare quella del pagher: la banca si impegna incondizionatamente a pagare a vista limporto per cui il titolo emesso, o allintestatario dellassegno o ad un giratario. Per la circolazione e il pagamento dellassegno circolare valgono gli stessi principi del pagher.

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E) OBBLIGAZIONI NASCENTI DALLA LEGGE Capitolo 57: OBBLIGAZIONI NASCENTI DALLA LEGGE

419 La gestione di affari Figure di obbligazioni nascenti dalla legge sono la gestione di affari; la ripetizione dindebito; larricchimento senza causa. Si ha gestione di affari altrui nellipotesi in cui taluno, senza esservi obbligato, si intromette negli affari di un altro, che non sia in grado di provvedervi. La legge ne fa derivare un obbligo a carico del gestore di continuare la gestione intrapresa fino a quando il dominus non possa intervenire direttamente (art.2028 c.c.). A sua volta il dominus tenuto ad adempiere le obbligazioni che il gestore ha assunto in nome di lui e deve tenere indenne il gestore per quelle che questi abbia assunto in nome proprio, rimborsandogli altres tutte le spese necessarie od utili effettuate nellinteresse del dominus (art.2031 c.c.). 420 La ripetizione di indebito Se si fatto un pagamento senza che preesista un debito, chi lha fatto ha diritto alla restituzione di ci che ha pagato, mentre non era dovuto. Distinguiamo due diverse figure dindebito: a) si ha lindebito oggettivo quando viene effettuato un pagamento bench non esista alcun debito; b) si ha indebito soggettivo quando chi non debitore, credendosi erroneamente tale, paga al creditore quanto , in realt, dovuto a questultimo da un terzo. Si ha indebito, in tal caso, soltanto se colui che paga il debito altrui in errore: altrimenti deve ritenersi che abbia inteso eseguire il pagamento in sostituzione del debitore. non d luogo a ripetizione dindebito, ladempimento di unobbligazione naturale. Parimenti non ha diritto di pretendere la restituzione chi abbia eseguito una prestazione che costituisca offesa al buon costume anche da parte sua. La ripetizione comprende non solo ci che si pagato, ma anche i frutti e gli interessi. Lazione di ripetizione dellindebito unazione personale: se chi ha ricevuto indebitamente una cosa determinata lha successivamente alienata, chi ha pagato no pu pretendere la restituzione dal terzo acquirente, ma soltanto chiedergli il corrispettivo qualora sia ancora dovuto (art.2038 c.c.). 421 Lingiustificato arricchimento Lordinamento giuridico non pu consentire che una persona riceva un vantaggio dal danno arrecato ad altri, senza che vi sia una causa che giustifichi lo spostamento patrimoniale da un soggetto ad un altro. Cos la legge ha stabilito, come rimedio generale, lazione dingiustificato arricchimento. Essa ha carattere sussidiario: proponibile quando il danneggiato non pu esperire altra azione per rimuovere il pregiudizio (art.2042 c.c.). Elementi dellazione sono: 1) larricchimento di una persona; 2) la diminuzione patrimoniale di unaltra; 3) il nesso causale tra la diminuzione patrimoniale e larricchimento; 4) la mancanza di causa giustificativa dellarricchimento delluno e della perdita dellaltro.

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F) OBBLIGAZIONI NASCENTI DA FATTO ILLECITO

Capitolo 58: LA RESPONSABILITA PER ATTO ILLECITO

422 Lillecito civile Qualsiasi pregiudizio che altri pu provocarmi, con una sua azione o anche con una sua omissione, costituisce un danno. Un evento pregiudizievole pu influire sulla mia situazione economica (danno patrimoniale) e/o sulla mia situazione fisica o psichica (danno morale). Ogni danno d diritto a pretendere un risarcimento, ma non si sempre obbligati a risarcire il danno arrecato. La norma fondamentale in tema di c.d. responsabilit aquiliana , nel nostro ordinamento, lart.2043 c.c., secondo il quale chi ha cagionato ad altri un danno obbligato al risarcimento soltanto quando si tratti di un danno ingiusto. Se taluno, pur compiendo atti leciti, omette di adottare le cautele necessarie per assicurare lincolumit altrui, risponde indubbiamente per i pregiudizi che eventualmente ne siano derivati a carico di terzi. 423 La colpa e il dolo Per lart.2043 c.c., il danno risarcibile soltanto se provocato con colpa. Un evento si dice colposo quando non stato intenzionalmente determinato, ma si verificato a causa di negligenza, imprudenza , imperizia, o per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini, discipline. La colpa dunque esclusa se il fatto si verifica per caso fortuito, forza maggiore o, comunque, per cause che il danneggiante non ha potuto evitare e non poteva prevedere. Ovviamente il risarcimento sar dovuto a fortiori se il danno sia stato addirittura provocato con dolo, ossia quando lautore del comportamento pregiudizievole ha previsto e levento lesivo, realizzandolo intenzionalmente. 424 La capacit di intendere e di volere Il c.c. stabilisce che non risponde delle conseguenze del fatto dannoso chi non aveva la capacit di intendere o di volere al momento in cui lo ha commesso (art.2046 c.c.). Se il danno stato provocato da persona incapace, il danneggiato ha diritto di pretendere il risarcimento dal soggetto tenuto alla sorveglianza dellincapace: la persona tenuta alla sorveglianza esente da responsabilit soltanto qualora riesca a dare la prova di non aver potuto impedire il fatto. Qualora la persona tenuta alla sorveglianza non sia in grado di risarcire il danno, il danneggiato pu chiedere al giudice di condannare lincapace (ovviamente se questi abbia un suo patrimonio) al pagamento di unequa indennit. 425 Il nesso di causalit Ulteriore elemento indispensabili per laffermazione della responsabilit costituito dal c.d. nesso di causalit: ossia il danno deve essere stato cagionato dal soggetto dal quale si pretende di essere risarciti, la sua condotta deve essere stata causa dellevento pregiudizievole. Il soggetto tenuto a risarcire lintero danno anche se ha solo contribuito a provocarlo, mentre parimenti ne sar responsabile (in solido) per intero chiunque altro eventualmente abbia concorso a causare il pregiudizio. Il nesso di causalit tra una condotta che ha contribuito a provocare un evento dannoso e il danno stesso si dice giuridicamente interrotto, quando levento risulta altres provocato da una causa a carattere eccezionale, che non pu farsi ricadere sul primo soggetto (ad es. la persona investita, trasportata al pronto soccorso, viene coinvolta in un incendio, il responsabile dellincendio non risponde delle conseguenze di questo nuovo incidente). Anche un comportamento omissivo pu essere causa di un evento dannoso, quando si aveva lobbligo giuridico di impedirlo. A produrre levento dannoso pu contribuire il comportamento colposo dello stesso danneggiato: in tal caso, lobbligo del risarcimento viene diminuito, restando affidato al giudice, in caso di controversia tra le parti, determinare di quale % del danno dovr rispondere il danneggiante. 426 Cause di giustificazione Si dicono cause di giustificazione quelle circostanze in presenza delle quali un comportamento pregiudizievole diventa giustificato, cosicch non si tenuti a risarcire il danno che ne derivato. La responsabilit esclusa
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innanzitutto se il comportamento dannoso compiuto nelladempimento di un dovere. Anche la legittima difesa esclude lantigiuridicit del comportamento dannoso. La difese per, deve essere proporzionata alloffesa che si voleva respingere; altrimenti la reazione eccessiva non pi giustificata e si responsabili del danno cos provocato (c.d. eccesso colposo). Anche nel caso in cui si agisce in stato di necessit, non si tenuti al risarcimento del danno, ma al danneggiato dovuta una indennit, la cui misura rimessa allequo apprezzamento del giudice. 427 La responsabilit del produttore La responsabilit del produttore per danni arrecati a persone o cose da vizi dei prodotti posti in circolazione dal fabbricante, sancita senza bisogno di alcuna prova di una sua specifica colpa, e dipende dal fatto oggettivo della lesione arrecata al cliente da un difetto del prodotto. Sono risarcibili soltanto il danno cagionato dalla morte o da lesioni personali di un individuo, la distruzione o il deterioramento di una cosa diversa dal prodotto difettoso; il danno a cose risarcibile solo ove ecceda una franchigia di 750.000 lire. 428 Ipotesi di responsabilit aggravata Per poter ottenere il risarcimento in caso di contestazione, il danneggiato deve provare non solo di aver subito un danno e che questo pregiudizio stato cagionato dal soggetto dal quale pretende di essere risarcito, ma deve altres provare la colpa di questultimo. Vengono in considerazione due ipotesi: 1) Esercizio di attivit pericolose. Chi esercita attivit pericolose tenuto ad adottare ogni precauzione idonea ad evitare danni ai terzi. Pertanto, in caso di danno, il danneggiante potr sfuggire alla responsabilit solo dimostrando che levento pregiudizievole dovuto a causa a lui non imputabile. 2) Circolazione dei veicoli senza guida di rotaie. In caso di danno, il conducente, per dimostrare di non essere responsabile di un incidente, deve provare i fatti a lui non imputabili, causanti il danno. 3) Danno cagionato da cose in custodia. Ciascuno responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito. 4) Danno cagionato da animali. La responsabilit accollata al proprietario dellanimale (anche se smarriti o fuggiti) o a chi se ne serve, salvo che provi il caso fortuito. 5) Rovina di edificio. Il proprietario di un edificio o di altra costruzione responsabile dei danni cagionati dalla loro rovina: per liberarsi da tale responsabilit occorre provare una causa dellincidente che non sia riconducibile a difetto di manutenzione o a vizio di costruzione, perch di questi risponde sempre il proprietario che avrebbe lonere di provvedervi. 429 Responsabilit per fatto altrui (o indiretta) Accanto alla responsabilit diretta dellautore dellillecito prevista anche la responsabilit indiretta di unaltra persona. Le principali ipotesi di responsabilit indiretta sono: 1) Responsabilit del datore di lavoro per i danni arrecati dal fatto illecito dei suoi dipendenti. La responsabilit dei padroni e committenti sussiste solo se il dipendente abbia provocato levento dannoso nellesercizio delle incombenze cui adibito. 2) Responsabilit del proprietario del veicolo per i danni arrecati dal veicolo stesso. Per lipotesi che il conducente sia una persona diversa dal proprietario, per i danni arrecati risponde, in solido con il conducente, anche il proprietario. Tale responsabilit concorrente esclusa se il proprietario prova che la circolazione del veicolo avvenuta contro la sua volont e che ha adottato tutte le precauzioni necessarie per impedire che altri si impadronisse del veicolo e lo facesse circolare. 3) Responsabilit dei genitori (o del tutore) per i danni arrecati dai figli minorenni con essi conviventi. La responsabilit esclusa solo se linteressato dimostra di non aver potuto impedire il fatto. 430 Responsabilit contrattuale ed extracontrattuale La distinzione tra i due tipi di responsabilit riguarda innanzitutto lonere della prova: nella responsabilit contrattuale allattore sufficiente provare il suo credito e la scadenza dellobbligazione; il debitore che, se vuole giustificarsi, ha lonere di dimostrare di non aver potuto adempiere per una causa a lui non imputabile. Nella
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responsabilit extracontrattuale, invece, lattore che ha lonere di provare non soltanto che la condotta del convenuto gli ha causato un danno, ma anche che si tratta di un comportamento tenuto con colpa o con dolo. I due tipi di responsabilit presentano differenze anche in ordine agli effetti giuridici che da essi derivano. Ambedue danno luogo al risarcimento del danno. Tuttavia, mentre lart.1225 c.c. limita il risarcimento ai soli danni prevedibili nel tempo in cui sorta lobbligazione, se linadempimento o il ritardo non dipende dal dolo, questa limitazione non sussiste in materia extracontrattuale: quindi, mentre in tema di responsabilit contrattuale, se non vi dolo, ma colpa, sono risarcibili soltanto i danni prevedibili, in tema di responsabilit aquiliana non ha mai rilevanza, ai fini del risarcimento, la prevedibilit del danno. 431 Danno patrimoniale e non patrimoniale Lautore dellillecito obbligato a risarcire il danno. Per la valutazione dei danni sono applicabili gli artt.1223, 1226, 1227 c.c.. Il responsabile deve risarcire sia il danno emergente (la diminuzione patrimoniale subita dalla vittima) sia il lucro cessante (i guadagni che la vittima avrebbe potuto conseguire se non ne fosse stata impedita dalla lesione subita). Queste sono le regole relative al c.d. danno patrimoniale. Si dicono non patrimoniali, invece, i danni che consistono in mere sofferenze, patemi danimo, dolori. Il legislatore, ad evitare il rischio di richieste alluvionali e speculative di risarcimenti per danni morali a fronte di qualsiasi tipo di illecito, ne ha concluso la risarcibilit, ammettendola solo nei casi determinati falla legge, di cui il pi importante quello relativo al danno derivante da reato: soltanto quando un illecito non sia tale solo dal punto di vista del diritto civile, ma concreti altres una lesione rilevante penalmente, allora legittimo richiedere, oltre al risarcimento dei danni patrimoniali, anche i danni non patrimoniali o morali. Il campo in cui pi di frequente si registra la richiesta di risarcimento dei danni morali quello del danno alla persona. Tra i danni patrimoniali indiretti troviamo il c.d. danno alla vita di relazione, vale a dire la diminuita capacit (a causa ad es. di una una invalidit, o di un peggioramento estetico) di inserirsi nei rapporti socio-economici. 432 Risarcimento in forma specifica Lart.2058 c.c. dispone che il danneggiato pu chiedere la reintegrazione in forma specifica, qualora sia in tutto o in parte possibile. Il risarcimento, di solito, si opera per equivalente, vale a dire attribuendo alla vittima una somma di danaro commisurata alla entit del pregiudizio cui si intende porre riparo. Tuttavia, il danneggiato pu decidere di chiedere, purch sia possibile, il risarcimento in forma specifica, ossia limposizione al responsabile di una attivit volta a procurare al danneggiato la diretta riparazione della lesione (es. lordine al datore di lavoro di riassumere il lavoratore ingiustamente licenziato). 433 prescrizione La prescrizione del diritto al risarcimento del danno derivante da fatto illecito pi breve di quella ordinaria (in genere 5 anni dal giorno in cui il fatto si verificato). Se il danno prodotto dalla circolazione dei veicoli, il termine di prescrizione di 2 anni. Per, se il fatto considerato dalla legge come reato, e per il reato stabilita una prescrizione pi lunga, questa si applica allazione civile. Tuttavia, se il reato estinto per causa diversa dalla prescrizione o intervenuta sentenza irrevocabile nel giudizio penale, il diritto al risarcimento del danno si prescrive nei termini, rispettivamente, di 5 e 2 anni a decorrere dalla data di estinzione del reato o dalla data in cui la sentenza penale divenuta irrevocabile. Se il fatto considerato dalla legge come reato, ed il reato estinto per amnistia, il termine decorre dal giorno di entrata in vigore del provvedimento di clemenza, qualora il reato sia compreso tra quelli previsti dallamnistia.

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I RAPPORTI DI FAMIGLIA

Capitolo 68: TRASFORMAZIONI SOCIALI E RIFORMA DEL DIRITTO DI FAMIGLIA

501 La famiglia e la riforma Il c.c. non definisce la famiglia e lart.29 della Costituzione proclama che la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come societ naturale. Con il processo di industrializzazione e la conseguente concentrazione dei luoghi di lavoro allesterno delle famiglie, si avviato il processo di disgregazione della famiglia antica, sul piano della composizione numerica, della contrazione dei poteri del capo famiglia, della riduzione delle funzioni svolte allinterno della famiglia. Con la Legge 19/05/75 n151, tutto il vecchio diritto di famiglia ha subto una profonda opera di riforma. La legge, infatti, ha provveduto a sostituire con nuovi testi numerosi articoli del c.c.. Le principali novit riguardano: 1) linnalzamento dellet per contrarre matrimonio; 2) profonde modifiche alle cause di invalidit delle nozze; 3) lintegrale parificazione dei coniugi nel governo della famiglia e sulla potest dei figli; 4) labolizione della separazione personale dei coniugi per colpa; 5) lintroduzione della comunione degli acquisti; 6) il divieto di costituzione di beni in dote; 7) lattribuzione dellazione di disconoscimento di paternit pure alla madre e al figlio; 8) la riconoscibilit dei figli naturali procreati in costanza di matrimonio (figli c.d. adulterini); 9) lammissibilit di una illimitata ricerca giudiziale della paternit naturale; 10) la sostanziale equiparazione della posizione dei figli naturali e dei figli legittimi; 11) il profondo miglioramento dei diritti successori del coniuge superstite e dei figli naturali. 502 Famiglia legittima e famiglia di fatto La famiglia legittima quella fondata sul matrimonio (art.29 Carta costituzionale). Anche i figli si dicono legittimi in quanto concepiti da genitori uniti in matrimonio (art.231 e ss. c.c.). La famiglia di fatto quella costituita da persone che, pur non essendo legate tra loro dal vincolo matrimoniale, convivono insieme agli eventuali figli nati dalla loro unione. Il riconoscimento dei diritti della famiglia contenuto nellart.29 Cost. si rivolge solo alla famiglia fondata sul matrimonio.

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Capitolo 69: MATRIMONIO: LA FORMAZIONE DL VINCOLO

A) IL MATRIMONIO CIVILE

503 Nozioni generali Il matrimonio un istituto che assume rilievo sia dal punto di vista religioso che da quello dellordinamento giuridico dello Stato (c.d. matrimonio civile). Per il diritto italiano il termine matrimonio adoperato tanto per indicare latto (le nozze) mediante il quale viene fondata la societ coniugale, quanto il rapporto che ne deriva per gli sposi. Il rapporto che cos si costituisce il rapporto coniugale, che determina lacquisizione automatica, per la prole, dello status di figli legittimi. Fine essenziale del matrimonio civile la costituzione di una comunione di vita spirituale e materiale tra i coniugi. Il matrimonio si limita a produrre delle conseguenze giuridiche, e cio la costituzione di un vincolo tra gli sposi. Questo vincolo ha cessato fin dal 1970 di essere indissolubile, a seguito dellintroduzione del divorzio; esso, pertanto, rimane esclusivo (monogamico), indisponibile e di durata indeterminata. La celebrazione dellatto pu aver luogo con due forme diverse: con la celebrazione davanti ad un ufficiale dello stato civile, oppure con la celebrazione davanti ad un ministro del culto cattolico, secondo le regole del diritto canonico, purch seguita da trascrizione dellatto nei registri dello stato civile. 504 La promessa di matrimonio Il matrimonio di solito preceduto dal fidanzamento. I fidanzati si promettono reciprocamente di celebrare il matrimonio, ma le parti sono libere fino al momento della perfezione del matrimonio. Perci la promessa non obbliga a contrarre il matrimonio n ad eseguire ci che si fosse convenuto in caso di inadempimento. Se la promessa fatta per iscritto da un maggiorenne o da un minore ammesso a contrarre matrimonio a norma dellart.84 c.c., il promittente, qualora senza giusto motivo ricusi successivamente di dare esecuzione alla promessa e di contrarre le nozze, tenuto ai danni (qualora una delle parti abbia contratto delle spese ai fini del matrimonio). In ogni caso di rottura del fidanzamento, inoltre, pu essere chiesta la restituzione dei doni fatti a causa della promessa di matrimonio. Tali sono i c.d. regali duso tra fidanzati, di valore adeguato alle condizioni sociali ed economiche del donante. La restituzione pu essere chiesta a prescindere dai motivi della rottura del fidanzamento, e quindi ad essa tenuto anche il promittente incolpevole. Lazione per il risarcimento dei danni e quella per la restituzione dei doni sono soggette ad un breve termine di decadenza: un anno dal giorno del rifiuto di celebrare le nozze oppure, per la restituzione dei doni, da quello della morte di uno dei promittenti. 505 Capacit e impedimenti Per contrarre matrimonio occorre per un verso che ciascuno dei nubendi abbia la piena capacit di sposarsi e per altro verso che non sussistano impedimenti relativi alla coppia. Sotto il primo profilo sono necessari, per ciascuno degli sposi: a) la libert di stato: non pu contrarre nuovo matrimonio chi legato da vincolo di nozze precedenti; b)let minima: per entrambi necessaria la maggiore et; c) la capacit di intendere e di volere: non pu contrarre matrimonio linterdetto per infermit di mente o la persona che, sebbene non interdetta, sia incapace di intendere o di volere; In particolare per la donna che sia gi stata sposata poi necessaria: e) non pu contrarre nuove nozze se non dopo che siano trascorsi 300 gg. dallo scioglimento o dallannullamento del precedente matrimonio concordatario, eccetto il caso in cui il matrimonio sia dichiarato nullo per impotenza di uno dei coniugi. Dopo la riforma, non costituisce pi condizione necessaria per celebrare matrimonio la capacit di intrattenere rapporti sessuali.
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Difatti, mentre lart.123 c.c., ora totalmente modificato, disponeva che limpotenza costituiva causa di nullit del matrimonio, purch anteriore alle nozze, con la riforma limpotenza non ha pi alcun rilievo autonomo, ma pu essere adotta quale causa di invalidit del vincolo soltanto quando sia stata ignorata dallaltro coniuge, e purch si accerti che questi non avrebbe prestato il suo consenso se avesse conosciuto lanomalia del partner. La mancata consumazione del matrimonio, peraltro, legittima la domanda di divorzio, qualunque ne sia stata la causa, e perci pure quando sia conseguenza di impotenza di uno dei coniugi. Sotto secondo profilo (impedimenti), non possono contrarre matrimonio tra loro: 1) gli ascendenti e i discendenti in linea retta, legittimi o naturali; 2)i fratelli e le sorelle germani (figli degli stessi genitori), consanguinei (figli dello stesso padre ma di madre diversa) o uterini (figli della stessa madre ma di padre diverso); 3) lo zio e la nipote, la zia e il nipote; 4) gli affini in linea retta (suocero e nuora, genero e suocera): il divieto sussiste anche nel caso in cui laffinit derivi da matrimonio sciolto o dichiarato nullo; 5) gli affini in linea collaterale in secondo grado (cognati); 6) ladottante; ladottato e i suoi discendenti; 7) i figli adottivi della stessa persona; 8) ladottato e i figli delladottante; 9) ladottato e il coniuge delladottante, ladottante e il coniuge delladottato; 10) laffiliante, laffiliato e il coniuge dellaffiliante, laffiliante e il coniuge dellaffiliato. Non possono inoltre contrarre matrimonio tra loro le persone delle quali luna stata condannata per omicidio consumato o tentato e laltra sia il coniuge della vittima. 506 Pubblicazione e celebrazione La celebrazione del matrimonio deve essere preceduta dalla pubblicazione, salva autorizzazione giudiziale ad ometterla. La pubblicazione consiste nellaffissione di un atto, contenente le generalit degli sposi, alla porta del comune ed fatta a cura dellufficiale dello stato civile. Essa serve a rendere noto il proposito che i nubendi hanno di contrarre nozze e a mettere cos ogni interessato in grado di fare le eventuali opposizioni. La celebrazione deve avvenire pubblicamente nella casa comunale davanti allufficiale di stato civile al quale fu fatta richiesta di pubblicazione: questi, alla presenza di due testimoni, anche se parenti, d lettura agli sposi degli artt.143, 144, 147 c.c.; riceve da ciascuna delle parti personalmente, luna dopo laltra, la dichiarazione che esse si vogliono prendere rispettivamente in marito e in moglie, e di seguito dichiara che esse sono unite in matrimonio; immediatamente dopo la celebrazione deve essere compilato latto di matrimonio, che verr poi iscritto nel registro di stato civile. ammessa la celebrazione per procura per i militari in tempo di guerra, o quando uno degli sposi risieda allestero e concorrano gravi motivi, da valutarsi dal tribunale nella cui circoscrizione risiede laltro coniuge. La procura deve essere rilasciata per atto pubblico; deve indicare il nome dellaltro sposo ed soggetta ad un breve termine (180 gg.) di efficacia. 507 Invalidit del matrimonio Le cause di invalidit possono essere fatte valere da chiunque vi abbia interesse (annullabilit assoluta), altre possono essere fatte valere soltanto dai coniugi o dal pubblico ministero (annullabilit relativa), talune possono essere fatte valere in qualunque tempo (annullabilit insanabile e imprescrittibile), altre sono suscettibili di rapida sanatoria. Sinteticamente le cause di invalidit del matrimonio civile sono: 1) vincolo di precedente matrimonio di uno dei coniugi. In particolare, se uno dei coniugi scompare (assenza), le nuove nozze che laltro coniuge ha eventualmente contratto non possono essere impugnate finch dura lassenza. Se viene dichiarata la morte presunta dello scomparso, il coniuge pu liberamente contrarre nuovo matrimonio, ma qualora la persona di cui sia stata dichiarata la morte presunta ritorni o ne sia accertata la sopravvivenza, le seconde nozze del coniuge sono considerate nulle e linvalidit assoluta e imprescrittibile; 2) sussistenza dellimpedimentum criminis: anche in questo caso linvalidit assoluta e insanabile; 3) interdizione giudiziale di uno dei coniugi: il matrimonio pu essere impugnato dal tutore dellinterdetto, dal pubblico ministero e da chiunque vi abbia un interesse legittimo;
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4) incapacit naturale di uno dei coniugi; 5) difetto di et: lazione di annullamento proposta da un genitore o dal pubblico ministero deve essere respinta qualora il minore raggiunga la maggiore et o vi sia stato concepimento o procreazione e vi sia accertata la volont del minore di mantenere in vita il vincolo matrimoniale; 6) vincolo di parentela, affinit, adozione o affiliazione; il vizio insanabile; 7) c.d. vizi del consenso: il matrimonio pu essere impugnato per difetti relativi alla volont dei nubendi, i casi sono: a) violenza, ossia quando il consenso di uno dei coniugi sia stato estorto con minacce. Lazione non pu pi essere proposta (e, ove proposta, va respinta) se vi sia stata coabitazione per un anno dopo che sia cessata la violenza; b) b) timore di eccezionale gravit, derivato da cause esterne allo sposo (es. il caso di chi teme che la fidanzata, in caso di rifiuto alle nozze, attenti alla propria vita). Questa causa di invalidit anchessa sanabile quando la coabitazione sia continuata per un anno dopo la cessazione delle cause che hanno determinato il timore; c) errore sullidentit dellaltro coniuge. Si pu chiedere lannullamento del matrimonio anche per un errore su qualit personali dellaltro coniuge. Anche limpugnativa per errore non pu pi essere proposta se vi sia stata coabitazione per un anno dopo la scoperta dellerrore; d) simulazione: il matrimonio pu essere impugnato da ciascuno dei coniugi quando questi abbiano contratto le nozze con laccordo di non adempirne gli obblighi e di non esercitare i diritti che ne derivano. In pendenza del giudizio di annullamento pu essere disposta la separazione dei coniugi. 508 Il matrimonio putativo Se i coniugi sono in buona fede (ossia ignoravano, al momento della celebrazione, il vizio che inficiava le loro nozze), il matrimonio si considera valido fino alla pronunzia della sentenza di annullamento, la quale, dunque, opera ex nunc (quasi fosse una causa di scioglimento del vincolo), anzicch ex tunc (perci si parla di matrimonio putativo, ossia credere: matrimonio, cio, che i coniugi credevano valido). Se in buona fede uno solo dei coniugi, gli effetti del matrimonio putativo si verificano soltanto in favore suo e dei figli. Se entrambi i coniugi sono in mala fede, i figli si considerano egualmente legittimi, a meno che la nullit dipenda da bigamia o incesto: in queste due ipotesi, ai figli spetta lo status di figli naturali riconosciuti. Non pu ricorrere la figura del matrimonio putativo nel caso in cui il matrimonio sia addirittura inesistente. B) IL MATRIMONIO CONCORDATARIO 509 Nozioni generali Accanto al matrimonio celebrato civilmente, pu aversi il c.d. matrimonio concordatario, ossia quello religioso che, in base agli accordi tra Stato e Chiesa, pu produrre effetti non soltanto religiosi, ma anche civili. Condizioni: a) subito dopo la celebrazione, il parroco spieghi ai contraenti gli effetti civili del matrimonio e dia loro lettura degli articoli del c.c. riguardanti i diritti e i doveri dei coniugi; b) dellatto di matrimonio, siano redatti, a cura del celebrante, due originali; c) uno dei due originali sia trasmesso, sempre a cura del parroco, allufficiale dello stato civile per essere trascritto nei registri dello stato civile; d) della validit del vincolo competente a decidere lautorit giurisdizionale ecclesiastica, le cui sentenze diventano efficaci di fronte allordinamento dello Stato previa delibazione della Corte dappello. 510 Le modalit per il riconoscimento dellefficacia civile del matrimonio canonico Anche la celebrazione del matrimonio canonico deve essere preceduta dalle pubblicazioni, mediante affissione di un avviso con le generalit degli sposi alle porte della chiesa parrocchiale, per la durata di almeno 8 gg. comprese due domeniche successive, e dopo che il parroco si sia accertato che non esistono impedimenti. Ma perch il matrimonio consegua gli effetti civili occorrono anche le pubblicazioni alla porta della casa comunale.
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Lufficiale di stato civile deve rifiutare le pubblicazioni se accerta che il matrimonio canonico non potrebbe essere trascritto. 511 La trascrizione del matrimonio canonico LAccordo di revisione del Concordato ha previsto la intrascrivibilit del matrimonio canonico nei seguenti casi: a) quando gli sposi non rispondano ai requisiti della legge civile circa let richiesta per la celebrazione; b) quando sussiste fra gli sposi un impedimento che la legge civile considera inderogabile. La Corte costituzionale ha stabilito che la scelta del matrimonio concordatario, e quindi la trascrizione del matrimonio canonico, impugnabile qualora sia stata effettuata da persona in stato di incapacit naturale. Se la trascrizione del matrimonio canonico sia stata omessa, pu essere chiesta in ogni tempo la trascrizione tardiva, purch la richiesta sia fatta da entrambi i coniugi, o anche da uno solo di essi purch laltro ne sia a conoscenza e non faccia opposizione. peraltro necessario che entrambi abbiano conservato ininterrottamente lo stato libero dal momento della celebrazione a quello della richiesta di trascrizione. Anche la trascrizione tardiva ha effetto retroattivo: cio gli effetti civili del matrimonio decorrono dal momento della celebrazione. Perci i figli nati dopo tale celebrazione, ma prima della trascrizione, si considerano egualmente legittimi. 512 La giurisdizione ecclesiastica in materia matrimoniale LAccordo del 1984 per la revisione del Concordato ha stabilito che, affinch le sentenze di nullit di matrimonio pronunciate dai Tribunali ecclesiastici siano dichiarate efficaci nella Repubblica, occorre che la Corte dappello competente per territorio accerti: a) che il giudice ecclesiastico era competente a conoscere la causa; b) che nel procedimento davanti ai Tribunali ecclesiastici sia stato assicurato alle parti il diritto di agire e resistere in giudizio in modo non difforme dai princpi fondamentali dellordinamento italiano; c) che ricorrano le altre condizioni richieste dalla legislazione italiana per la dichiarazione di efficacia delle sentenze straniere. Peraltro ogni questione relativa alla validit della trascrizione di un matrimonio canonico rimasta di competenza dellautorit giudiziaria italiana. 513 Il matrimonio celebrato davanti a ministro di un culto acattolico Il matrimonio celebrato davanti ad un ministro di un culto diverso da quello cattolico produce gli stessi effetti civili del matrimonio celebrato davanti allufficiale dello stato civile. Questo matrimonio, a differenza di quello celebrato davanti ad un ministro del culto cattolico, integralmente regolato dal c.c., anche per quanto riguarda i requisiti di validit. Anche tale matrimonio deve essere trascritto nei registri dello stato civile italiano, perch produca effetti civili.

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Capitolo 70: IL MATRIMONIO: IL REGIME DEL VINCOLO 514 Diritti e doveri personali dei coniugi Per lart.29 Cost. il matrimonio ordinato sulla eguaglianza morale e giuridica dei coniugi. Gli artt.143-148 c.c. sono dedicati ai diritti e doveri che nascono dal matrimonio (con il matrimonio, il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono gli stessi doveri). La famigli non ha pi, oggi, un capo ed una struttura gerarchica, ma impegna i coniugi a concordare lindirizzo della vita familiare e la residenza della famiglia. Costituisce eccezione alla rigida regola delleguaglianza tra i coniugi, la norma che prevede laggiunta del cognome maritale a quello della moglie, cos come i figli assumono il cognome paterno. Dal matrimonio derivano lobbligo reciproco alla fedelt, allassistenza, alla collaborazione e alla coabitazione. C parificazione tra i coniugi, anche sul piano dei rapporti patrimoniali; essi sono tenuti entrambi, in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacit di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia. 515 Scioglimento del matrimonio. Il divorzio Oltre al divorzio, altra causa di scioglimento del matrimonio la morte di uno dei coniugi. In questo caso, il matrimonio, sebbene sciolto, continua a produrre i suoi effetti (successione, diritto alla pensione di reversibilit, divieto di nuove nozze durante il lutto vedovile, conservazione della cittadinanza italiana da parte dello straniero che aveva sposato un italiano, conservazione da parte della vedova, del diritto alluso del nome del marito). In materia di divorzio, il nostro ordinamento non ammette n il divorzio consensuale, n il c.d. divorzio sanzione, ossia giustificato come reazione ad una colpa di un coniuge verso laltro. Il divorzio, quindi, ammissibile solo quando la comunione spirituale e materiale tra i coniugi non pu essere mantenuta o ricostruita. Laccertamento di tale mancanza ammissibile esclusivamente quando ricorra la separazione personale dei coniugi, protrattasi ininterrottamente per almeno 3 anni. Le altre cause che rendono ammissibile il divorzio sono: una condanna penale, passata in giudicato, di particolare gravit; una condanna penale per reati in danno del coniuge o di un figlio; lassoluzione per vizio totale di mente da uno dei delitti per i quali la condanna comporterebbe causa sufficiente a giustificare la domanda di divorzio; lannullamento del matrimonio o il divorzio ottenuti allestero dal coniuge straniero; la mancata consumazione del matrimonio; il passaggio in giudicato della sentenza che rettifichi lattribuzione del sesso di uno dei coniugi (transessualismo). In tutti i casi il giudice deve esprimere pregiudizialmente un tentativo di conciliazione. Se la conciliazione non riesce, il giudice deve accertare la sussistenza di una delle cause di divorzio indicate dellart.3. con la sentenza di divorzio il Tribunale dispone lobbligo per un coniuge (di regola il marito) di corrispondere allaltro un assegno periodico (di regola mensile), purch questultimo non abbia mezzi adeguati. Lobbligo di corresponsione dellassegno cessa se il coniuge beneficiario passa a nuove nozze. Labitazione nella casa familiare spetta di preferenza al genitore cui vengano affidati i figli o con il quale i figli maggiorenni convivono. Il Tribunale deve decidere sullaffidamento dei figli, avendo come esclusivo riferimento linteresse morale e materiale degli stessi. 516 La separazione dei coniugi Il c.c. si occupa solo della separazione legale: si pu per anche avere una separazione di fatto, ossia uninterruzione della convivenza coniugale non sanzionata da alcun provvedimento giudiziale, ma voluta ed attuata deliberatamente, sulla base di un previo accordo informale dei coniugi, o per il rifiuto unilaterale di uno di essi a proseguire la vita in comune. La separazione di fatto non determina conseguenze giuridiche. La separazione legale pu essere giudiziale. Si pu chiedere la separazione per il solo fatto che la prosecuzione della convivenza sia diventata intollerabile o tale da arrecare grave pregiudizio alla educazione della prole. Con la sentenza di separazione il giudice dichiara a quale dei coniugi vengono affidati i figli. Tale coniuge ha lesercizio esclusivo della potest sui figli, ma deve concordare le decisioni di maggior interesse per i figli con laltro coniuge; ha il diritto e il dovere di vigilare sulla loro istruzione ed educazione. Sia per labitazione che per il mantenimento valgono gli stessi principi che per il divorzio. Lassegno per, non pu essere attribuito al coniuge cui sia stata addebitata la responsabilit della separazione, al quale pu semmai essere riconosciuto solo il diritto agli alimenti. Il giudice pu vietare alla moglie luso del cognome del marito, quando tale uso sia a lui gravemente pregiudizievole. La separazione legale pu anche essere consensuale che necessita, per la validit della separazione, dellomologazione del tribunale.
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Capitolo 71: IL REGIME PATRIMONIALE DELLA FAMIGLIA 518 Obbligo di contribuzione per il soddisfacimento dei bisogni della famiglia Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacit di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia (art.143 c.c.). inoltre ciascun coniuge deve adempiere allobbligo di mantenere, istruire ed educare la prole in proporzione delle rispettive sostanze e secondo la sua capacit di lavoro professionale o casalingo (art.148 c.c.). Ciascun coniuge, quando abbia correttamente adempiuto allobbligo di concorrere in modo adeguato a sostenere gli oneri familiari, libero di destinare come preferisce leventuale eccedenza che abbia guadagnato. Se la coppia non ha mezzi sufficienti a provvedere al mantenimento dei figli, la legge impone ai loro ascendenti di fornire i mezzi necessari affinch possano essere adempiuti i doveri nei confronti della prole. Inoltre, qualora uno dei coniugi non contribuisca adeguatamente al soddisfacimento dei bisogni familiari, il tribunale pu imporre che una quota dei redditi del coniuge inadempiente sia versata direttamente allaltro coniuge o a chi provvede al mantenimento dei figli. 519 Regime patrimoniale legale. Le convenzioni matrimoniali. Con la riforma, il regime patrimoniale legale della famiglia costituito dalla comunione dei beni. La nuova disciplina ha trovato applicazione automatica soltanto per le coppie sposatesi dopo lentrata in vigore della legge di riforma (20.09.75). Per le coppie gi unite in matrimonio a quella data una norma transitoria ha previsto un periodo di pendenza di 2 anni a partire dallentrata in vigore della riforma (periodo poi prorogato fino al 15.01.78): se durante questo periodo uno qualsiasi dei coniugi, con atto unilaterale ricevuto da notaio o dallufficiale dello stato civile del luogo in cui fu celebrato il matrimonio, ha dichiarato di non volere il regime di comunione legale, la coppia rimasta assoggettata, come prima, al regime di separazione dei beni. Qualora, invece, nessuno dei due coniugi abbia preso, entro il 15.01.78, liniziativa di un simile atto, la coppia stata automaticamente assoggettata al regime di comunione legale. Per quelle coppie unite in matrimonio successivamente allentrata in vigore della riforma, che volessero la separazione dei beni, devono convenire in un accordo stipulato per atto pubblico o farlo risultare dallatto di matrimonio. 520 La comunione legale La comunione legale, non una comunione universale, cio di tutto quanto appartiene a ciascuno dei coniugi. In base al c.c. riformato cadono automaticamente in comunione: a) Gli acquisti compiuti dai due coniugi insieme o separatamente durante il matrimonio, ad esclusione di quelli relativi ai beni personali. Fanno parte della comunione, i mobili di casa, lauto, lappartamento, b) Le aziende gestite da entrambi i coniugi e costituite dopo il matrimonio. c) Gli utili e gli incrementi di aziende gestite da entrambi i coniugi, ma appartenenti ad uno solo di essi anteriormente al matrimonio. Sono invece esclusi dalla comunione e rimangono beni personali di ciascun coniuge: a) i redditi personali; b) i beni di cui il coniuge era gi titolare prima del matrimonio; c) i beni da lui acquistati successivamente al matrimonio per effetto di donazione o successione in suo favore; d) i beni di uso strettamente personale di ciascun coniuge; e) i beni che servono allesercizio della professione del coniuge, tranne quelli destinati alla conduzione di una azienda facente parte della comunione; f) i beni ottenuti a titolo di risarcimento del danno nonch la pensione attinente alla perdita parziale o totale della capacit lavorativa; g) i beni acquisiti con il prezzo del trasferimento di altri beni personali o col loro scambio. Se uno dei coniugi minore o non pu amministrare, per lontananza o per impedimenti, o ha male amministrato, laltro coniuge pu chiedere al giudice di escluderlo dallamministrazione. I beni della comunione rispondono: a) di tutti i pesi ed oneri gravanti su di essi al momento dellacquisto; b) di tutti i carichi dellamministrazione; c) di ogni obbligazione contratta dai coniugi, anche se separatamente, nellinteresse della famiglia; d) di ogni obbligazione contratta congiuntamente dai coniugi. 521 Scioglimento della comunione La comunione legale si scioglie per effetto di una delle seguenti cause: a) morte di uno dei coniugi;
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sentenza di divorzio; dichiarazione di assenza o di morte presunta di uno dei coniugi; annullamento del matrimonio; separazione personale legale tra i coniugi (non basterebbe una separazione di fatto); fallimento di uno dei coniugi; convenzione tra i coniugi per abbandonare il regime di comunione, sostituendo con un altro dei regimi patrimoniali ammessi; h) separazione giudiziale dei beni. A sua volta, la separazione giudiziale dei beni pu essere pronunciata dal tribunale, a richiesta di uno dei coniugi, quando ricorra una delle seguenti cause: interdizione di uno dei coniugi; inabilitazione di uno dei coniugi; cattiva amministrazione della comunione; disordine negli affari personali di un coniuge, tale da mettere in pericolo gli interessi dellaltro o della comunione o della famiglia; condotta tenuta da uno dei coniugi nellamministrazione della comunione tale da creare la situazione di pericolo di cui al punto precedente; mancata o insufficiente contribuzione da parte di uno dei coniugi al soddisfacimento dei bisogni familiari, in relazione allentit delle sue sostanze e alle sue capacit di lavoro. Verificatasi una causa di scioglimento della comunione, occorre procedere alla divisione dei beni comuni, da effettuare sempre in parti eguali tra moglie e marito o loro eredi. 522 Comunione convenzionale In mancanza di apposita convenzione matrimoniale, il regime patrimoniale legale che si applica ai coniugi quello della comunione automatica degli acquisti. Il legislatore ha previsto che i coniugi possano convenire, con apposita stipulazione matrimoniale, di non escludere il regime di comunione, ma soltanto di disciplinarlo diversamente, dando luogo ad una comunione, per lappunto, convenzionale. In concreto, la stipulazione di un accordo tra i coniugi per dar vita ad una comunione convenzionale pu soprattutto mirare o a ricomprendere nella comunione anche beni personali. 523 La separazione dei beni Il regime patrimoniale legale quello della comunione degli acquisti, ma resta salva la facolt dei coniugi di convenire che ciascuno di essi conservi la titolarit esclusiva dei beni acquistati durante il matrimonio. Quando si applica il regime di separazione ciascun coniuge conserva il godimento e lamministrazione dei beni di cui titolare esclusivo. 524 Il fondo patrimoniale La riforma prevede la possibilit che venga costituito un fondo patrimoniale per far fronte ai bisogni della famiglia. Il fondo patrimoniale pu essere costituito da ciascuno dei coniugi, da entrambi, o anche da un terzo. La costituzione deve avvenire con un atto pubblico o, se il costituente un terzo, anche mediante testamento. Possono far parte del fondo solo beni immobili, mobili registrati o titoli di credito. La propriet dei beni che costituiscono il fondo, salva diversa disposizione nellatto costitutivo, spetta ad entrambi i coniugi. Lamministrazione del fondo regolata dalle stesse norme che disciplinano lamministrazione della comunione legale. I frutti dei beni del fondo non possono essere utilizzati che per i bisogni della famiglia. I beni del fondo, non possono essere alienati, concessi in garanzia, se non con il consenso dei coniugi e, qualora vi siano figli minori, previa autorizzazione giudiziale da concedersi solo per necessit evidente della famiglia 525 Limpresa familiare Una novit della riforma del 1975 stato lart.230-bis c.c. dedicato alla impresa familiare. La norma mira a tutelare i familiari dellimprenditore che prestino in modo continuativo la loro attivit di lavoro nellimpresa del loro congiunto. I familiari tutelati con la norma, sono il coniuge, i parenti entro il 3grado, gli affini entro il 2grado. A costoro viene riconosciuto il diritto al mantenimento ed il diritto a partecipare agli utili dellimpresa ed agli incrementi dellazienda. In caso di cessazione della prestazione del lavoro e in caso della cessazione dellazienda il diritto di partecipazione spettante ai familiari dellimprenditore pu essere liquidato in danaro e il pagamento pu essere dilazionato in pi annualit. I partecipanti hanno diritto di prelazione sullazienda in caso di cessione o di divisione ereditaria. 526 La dote La dote era rappresentata da quei beni che, mediante un atto solenne, la moglie apportava al marito per sostenere i pesi del matrimonio. Essa presupponeva, quindi, che sul marito ricadesse lonere di mantenere la moglie. Introdotto il regime di assoluta uguaglianza tra i coniugi, listituto della dote ha perso ogni significato. Infatti, la riforma ha stabilito un divieto rigoroso di costituzione della dote. Le doti costituite anteriormente allentrata in vigore della riforma, continuano ad essere disciplinate dalle norme anteriori.
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b) c) d) e) f) g)

Capitolo 72: LA FILIAZIONE LEGITTIMA

527 Filiazione legittima Il figli legittimo quando stato concepito da genitori uniti in matrimonio. invece naturale quando stato concepito da genitori che non sono sposati tra loro. Perch ad una persona possa attribuirsi lo status di figlio legittimo occorre, in primo luogo, che sia nato da madre coniugata; in secondo luogo occorre che sia stato concepito ad opera del marito della madre. La presunzione di paternit, non opera se il figlio, pur essendo stato concepito in circostanza di matrimonio, sia nato decorsi 300 gg. dalla pronuncia di una separazione giudiziale tra i coniugi o dalla omologazione di una tra loro separazione consensuale, o dalla data in cui i coniugi sono stati autorizzati dal giudice a vivere separati in pendenza di un giudizio di separazione, di divorzio o di annullamento del matrimonio. Il figlio che nasce dopo le nozze, ma prima che siano trascorsi 180 gg. dalla celebrazione del matrimonio, egualmente reputato legittimo. Se il figlio nasce dopo che siano trascorsi 300 gg. dallannullamento del matrimonio, dal divorzio, dalla morte del padre o dalla separazione legale tra i coniugi, non gli spetta lo status di figlio legittimo. 528 Prova della filiazione legittima Lo status di figlio legittimo si prova, di regola, con latto di nascita iscritto nei registri dello stato civile. Latto di nascita deve essere redatto entro 10 gg. dalla nascita a cura dellufficiale di stato civile che raccoglie la dichiarazione di coloro che sono obbligati per legge a denunciare la nascita. Latto di nascita indica le generalit dei genitori e, se i genitori sono uniti in matrimonio, costituisce il titolo dello stato di figlio legittimo. Se la madre non vuole che il figlio sia considerato legittimo deve opporsi a che sia menzionato il suo nome e deve fare redigere latto di nascita in modo che il bimbo risulti figlio di madre che non desidera essere nominata o di genitori ignoti. Lo stato di figlio legittimo potr essere dimostrato, ove eccezionalmente manchi latto di nascita, mediante il possesso continuo dello stato di figlio legittimo. Ad integrare il possesso di stato di figlio legittimo devono concorrere i seguenti elementi: nomen, ossia la persona deve aver sempre portato il cognome del padre che pretende di avere; tractatus, ossia deve essere sempre stata trattata da costui come figlio e, come tale, mantenuta, educata ed istruita; fama, ossia deve essere stata costantemente considerata come figlio nei rapporti sociali e nellambito della famiglia. 529 Lazione di disconoscimento della paternit La riforma del diritto di famiglia del 1975 ha concesso la legittimazione ad esperire lazione di disconoscimento di paternit anche alla madre ed al figlio che abbia raggiunto la maggiore et. Lazione di disconoscimento di paternit consentita soltanto nei seguenti casi: 1) se i coniugi non hanno coabitato nel periodo in cui deve aver avuto luogo il concepimento; 2) se durante tale periodo il marito era affetto da impotenza; 3) se nel detto periodo la moglie ha commesso adulterio o ha tenuto celata al marito la propria gravidanza e la nascita del figlio. Mentre i primi due casi sono sufficienti per ottenere una pronuncia di disconoscimento della paternit, lultimo caso, non sufficiente. Lazione di disconoscimento deve essere proposta, a pena di decadenza: a) dal marito nel termine di un anno dal giorno della nascita; se si trovava lontano dal luogo in cui nato il figlio, entro un anno dal giorno del suo ritorno; se comunque prova di aver ignorato la nascita, entro un anno dal giorno in cui ne ha avuto notizia; b) dalla madre nel termine di 6 mesi dalla nascita del figlio; c) dal figlio nel termine di un anno dal compimento della maggiore et o dal momento in cui venga successivamente a conoscenza dei fatti che rendono ammissibile il disconoscimento. In tema di filiazione legittima sono previste altre due azioni di stato:
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a) azioni di contestazione della legittimit: dallatto di nascita un figlio pu risultare legittimo senza esserlo. Lazione imprescrittibile e richiede la presenza in giudizio di entrambi i genitori e del figlio; b) azione di reclamo della legittimit: se manchi un titolo che documenti lo stato di figlio legittimo di determinati genitori, il figlio pu chiedere di far accertare giudizialmente tale status. Lazione imprescrittibile; se linteressato non lha promossa ed morto in et minore o prima che siano trascorsi 5 anni dal raggiungimento della maggiore et, pu essere promossa dai suoi discendenti. 530 Rapporti tra genitori e figli Il matrimonio impone ad ambedue i coniugi lobbligo di mantenere, istruire ed educare la prole, tenendo conto delle capacit, dellinclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli. Tale dovere non cessa allorch i figli raggiungano la maggiore et. A loro volta i figli devono rispettare i genitori e devono anchessi contribuire al mantenimento della famiglia, fin quando vi convivono, in proporzione alle proprie sostanze e al proprio reddito. La riforma ha soppresso la patria potest, sostituendola con la potest dei genitori, cui il foglio soggetto fino al raggiungimento della maggiore et o al matrimonio, qualora si sposi prima di diventare maggiorenne. La potest deve essere esercitata dai genitori di comune accordo: in caso di contrasti, purch si tratti di questioni di particolare importanza, ciascuno dei genitore pu ricorrere senza formalit al giudice, il quale, sentiti i genitori, ed anche il figlio se ha raggiunto i 14 anni, suggerisce le determinazioni pi utili nellinteresse del figlio e della unit familiare. I genitori rappresentano i figli minori in tutti gli atti civili e ne amministrano i beni. Gli atti di ordinaria amministrazione possono essere compiuti disgiuntamente da ciascun genitore. Ai genitori spetta lusufrutto legale sui beni del figlio, tranne quelli specificatamente esclusi dallart.324 c.c.. I frutti dei beni del minore devono essere destinati dai genitori al mantenimento della famiglia e allistruzione ed educazione dei figli. Lusufrutto legale, a differenza de quello ordinario, non pu essere alienato, n costituito in garanzia, n sottoposto ad azione esecutiva da parte dei creditori. Quando il patrimonio del minore male amministrato, il tribunale pu stabilire le condizioni a cui i genitori devono attenersi nellamministrazione; pu rimuovere dallamministrazione stessa uno di essi o entrambi, sostituendoli con un curatore o privarli, in tutto o in parte, dellusufrutto legale. 531 La tutela Se entrambi i genitori sono morti o non possono esercitare la potest sui figli, si apre la tutela. Organi della tutela sono il giudice tutelare, che istituito presso ogni pretura per sopraintendere alle tutele e alle cautele; il tutore e il protutore, nominati dal giudice tutelare. Il tutore ha la cura della persona del minore, lo rappresenta in tutti gli atti civili e ne amministra i beni; il protutore rappresenta il minore nei casi in cui linteresse di questo in opposizione con linteresse del tutore e, in via provvisoria, per gli atti conservativi ed urgenti, quando il tutore venuto a mancare o ha abbandonato lufficio. Il tutore deve procedere allinventario dei beni del minore, provvedere circa leducazione e listruzione di costui, investirne i capitali. Il tutore non pu compiere atti di straordinaria amministrazione senza lautorizzazione del giudice tutelare e gli atti di alienazione senza lautorizzazione del Tribunale. Quando cessa dalle funzioni il tutore deve rendere conto.

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Capitolo 73: LADOZIONE 532 Ladozione. Premesse La disciplina delladozione dei minori, si trova oggi, in una legge speciale fuori dal c.c., mentre nel c.c. conservata , sebbene priva di applicazione pratica, ladozione tradizionale riservata per soltanto a persone maggiori di et. 533 Ladozione dei minori Ladozione ha ora come fine primario procurare una famiglia ai minori che ne siano privi o che non ne abbiano una idonea. Ladozione consentita, anche in un numero plurimo e con atti successivi, solo ai coniugi, uniti in matrimonio da almeno 3 anni, non separati, idonei ad educare, istruire ed in grado di mantenere i minori che intendono adottare. Let di entrambi gli adottanti deve superare di almeno 18 anni let delladottando; la legge stabilisce, inoltre, che let degli adottanti non deve superare di pi di 40 anni let delladottando. Dichiarato in stato di adottabilit, il minore viene collocato in affidamento preadottivo, con cui si instaura una specie di adozione provvisoria, che deve durare almeno un anno. In caso di esito favorevole della prova, il Tribunale pronuncia il decreto di adozione. Ladozione ha per effetto lacquisto, da parte del minore, dello status di figlio legittimo degli adottanti, dei quali assume e trasmette il cognome, mentre cessa ogni rapporto con la famiglia di origine. Talvolta, pur se il minore non sia abbandonato o quando ladozione piena sia irrealizzabile, pu farsi egualmente luogo alladozione, ricorrendo i seguenti casi particolari: a) caso di minore orfano. Il minore orfano di padre e di madre, che sia unito o da vincolo di parentela fino al 6grado o da rapporto stabile e duraturo preesistente alla perdita dei genitori con coniugi non separati o anche con persona singola, pu essere adottato da questa; b) caso del minore figlio del coniuge delladottante. Lipotesi si verifica quando il minore sia gi figlio legittimo, naturale o adottivo di persona coniugata, e gli si vuole attribuire come genitore adottivo il coniuge di chi gi riveste lo status di genitore; c) caso di minore per il quale risulti impossibile laffidamento preadottivo, come ad es. quando il minore sia affetto da un grave handicap. In questi casi con ladozione il minore non acquista, come nelladozione piena, lo stato di figlio legittimo degli o delladottante, ma gli spettano tutti i diritti propri del rapporto di filiazione, e quindi innanzitutto il diritto al mantenimento, alleducazione e allistruzione. Non cessano invece i rapporti con la famiglia dorigine, anche se occorre, ovviamente, tenere conto pure dei nuovi rapporti con ladottante. Per ladozione di un bimbo straniero, valgono le stesse condizioni richieste per ladozione di un bimbo italiano. 534 Ladozione di persone maggiori di et Ladozione di persone maggiorenni permessa a coloro che non hanno discendenti legittimi o legittimati, che hanno compiuto i 35 anni di et e che superano almeno di 18 anni let di coloro che intendano adottare (art.291 c.c. e ss.). Ma la Corte costituzionale ha dichiarato lillegittimit costituzionale dellart.291 c.c., nella parte in cui non consente ladozione a persone che abbiano discendenti legittimi o legittimati maggiorenni e consenzienti. Non esiste, invece, alcun limite massimo di et n per adottare, n per essere adottato. Chiunque pu essere adottato. Lunico divieto riguarda i figli naturali delladottante: se questi sono stati riconosciuti il divieto chiaro, perch mira ad evitare la sovrapposizione di status incompatibili; ma se si tratta di minori non riconosciuti e non dichiarati la norma non autorizza il Tribunale a svolgere indagini in un rapporto di filiazione legalmente non risultante. Per ladozione si richiedono il consenso delladottante e delladottando, nonch lassenso dei genitori delladottando e del coniuge delladottante e delladottando. Ladottato assume il cognome delladottante e lo antepone al proprio. Ladottato conserva tutti i diritti e i doveri verso la sua famiglia di origine; mentre nei confronti delladottante, egli assume gli stessi diritti di successione che spetterebbero ai figli legittimi delladottante. Ladozione pu essere revocata quando ladottato abbia attentato alla vita delladottante e del coniuge o dei discendenti o ascendenti di questultimo, ovvero si sia reso colpevole verso di loro di delitto punibile con pena restrittiva della libert personale non inferiore a 3 anni. 535 Laffidamento di minori Con laffidamento il minore viene dato in custodia a qualcuno che deve prendersi cura di lui, provvedendo al suo mantenimento, alla sua educazione e istruzione; inoltre egli deve agevolare i rapporti fra il minore e i suoi genitori e favorirne il reinserimento nella famiglia di origine. Possono essere affidati ad unaltra famiglia, possibilmente con figli minori, i minori che siano temporaneamente privi di un ambiente familiare idoneo. Trascorso il periodo per cui laffidamento stato disposto, o si rende possibile il ritorno del minore preso i genitori o deve avviarsi la procedura di adozione.
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Capitolo 74: LA FILIAZIONE NATURALE 536 Il riconoscimento dei figli naturali I figli procreati da genitori non uniti in matrimonio tra loro si chiamano figli naturali. Il figlio naturale concepito da genitore che, allepoca del concepimento, era legato da matrimonio con persona diversa dallaltro genitore, si chiama figlio adulterino; il figlio naturale concepito da persone tra le quali esiste un rapporto di parentela, anche soltanto naturale, in linea retta o in linea collaterale di 2grado, o un vincolo di affinit il linea retta, si chiama figlio incestuoso. Il riconoscimento di un figlio naturale un atto solenne mediante il quale uno o entrambi i genitori trasformano il fatto della procreazione, insufficiente a creare un rapporto giuridico, in uno status di filiazione (figlio riconosciuto), rilevante per il diritto. La legge del 1975 ha cancellato il divieto di riconoscimento dei figli adulterini. Per quanto riguarda i figli incestuosi, invece, stato conservato il divieto del riconoscimento, salvo per i genitori in buona fede. In nessun caso pu essere validamente effettuato il riconoscimento quale proprio figlio naturale di una persona che risulti gi figlio legittimo di altri. Il riconoscimento potrebbe diventare ammissibile solo in quanto lo status di figlio legittimo sia stato prima eliminato attraverso un disconoscimento di paternit o unazione di contestazione di legittimit. La capacit di effettuare il riconoscimento di un figlio naturale si acquista con il compimento del 16anno di et. Se la persona riconosciuta ha gi compiuto a sua volta i 16 anni, ne occorre lassenso affinch il riconoscimento produca i suoi effetti. Il riconoscimento pu essere fatto sia da entrambi i genitori che da uno solo di essi. Ovviamente il riconoscimento produce i suoi effetti in quanto si presume che chi procede ad un riconoscimento dichiari un fatto vero. Limpugnazione del riconoscimento per difetto di veridicit pu essere intentata sia dallautore del riconoscimento, sia da colui che stato riconosciuto, sia da chiunque vi abbia interesse. Limpugnazione per difetto di veridicit pu essere accolta solo in quanto si dia la prova, con qualsiasi mezzo, che il rapporto di filiazione non sussiste. 537 Lo status di figlio naturale riconosciuto La riforma si preoccupata di equiparare la posizione dei figli naturali riconosciuti a quella di figli legittimi: mentre il figlio legittimo ha uno status che gli garantisce un rapporto giuridico con la coppia dei genitori e quindi appartenente ad una famiglia, il figlio naturale assume uno status soltanto nei confronti di ciascun genitore, ed anche quando sia riconosciuto da entrambi, la mancanza di un rapporto coniugale tra i genitori determina la costituzione di due rapporti, indipendenti tra loro, con ciascuno dei genitori. Se il figlio naturale viene riconosciuto contemporaneamente da entrambi i genitori assume il cognome del padre, altrimenti assume il cognome del genitore che lo ha riconosciuto per primo. Se il riconoscimento da parte del padre segue quello effettuato dalla madre, il figlio pu assumere il cognome paterno aggiungendolo o sostituendolo a quello della madre. Al genitore che ha riconosciuto il figlio naturale spetta la patria potest su di lui. Se il riconoscimento fatto da entrambi i genitori, lesercizio della potest spetta congiuntamente ad entrambi qualora siano conviventi; se invece non convivono, lesercizio della potest spetta al genitore con il quale il figlio convive, o, se non convive con alcuno di essi, al primo che ha fatti il riconoscimento. 538 La dichiarazione giudiziale della paternit o della maternit naturale Se i genitori non hanno provveduto al riconoscimento, il figlio pu anche agire in giudizio per ottenere lo status che spetta al figlio naturale riconosciuto. Lazione che tende a questo fine si chiama azione di dichiarazione giudiziale della paternit o della maternit naturale. Tale azione pu essere sempre esperita, tranne quando si tratti di figli incestuosi o di persone che risultano figli legittimi o legittimati di altri genitori. Lazione deve essere preliminarmente ammessa dal tribunale, valutando con inchiesta sommaria se concorrono circostanze tali da farla apparire giustificata. La prova pu essere data con ogni mezzo. 539 I figli naturali non riconosciuti o non riconoscibili Il figlio naturale non riconosciuto, e la cui filiazione non sia stata neppure dichiarata giudizialmente, non , per il diritto, figlio dei suoi genitori naturali, rispetto ai quali un estraneo. Il figlio naturale pu anche non essere riconoscibile (caso di figli incestuosi). Tuttavia, anche questi pu agire in giudizio, previa la stessa autorizzazione prevista dallart.274 c.c. per lazione di dichiarazione giudiziale della filiazione naturale. Se il figlio naturale non riconoscibile maggiorenne e in stato di bisogno, pu agire per ottenere gli alimenti. Inoltre gli spettano diritti successori , ovviamente in quanto sia stata data la prova del rapporto di filiazione col defunto.
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540 La legittimazione Con la legittimazione il figlio nato fuori dal matrimonio acquista la qualit di figlio legittimo. Non possono essere legittimati i figli che non possono essere riconosciuti, mentre possono essere legittimati pure i figli premorti, a favore dei loro discendenti. La legittimazione pu avvenire per susseguente matrimonio dei genitori naturali o per provvedimento del giudice. La legittimazione per susseguente matrimonio si verifica automaticamente nel caso che si sposino tra loro i genitori che abbiano entrambi riconosciuto il figlio, ovvero che lo riconoscano dopo essersi sposati. La legittimazione pu essere concessa anche se vi siano figli legittimi o legittimati del genitore che ha chiesto di far luogo alla legittimazione, ma questi devono previamente sentiti, se hanno gi compiuto 16 anni. La legittimazione giudiziale pu essere richiesta pure dal figlio, qualora il genitore sia morto dopo aver espresso in un testamento o in un atto pubblico la volont di legittimarlo. In questo caso la domanda deve essere comunicata agli ascendenti , discendenti e coniuge del genitore premorto, nei cui confronti si chiede la legittimazione, affinch questi possano esporre le eventuali ragioni in contrario. Se mancano ascendenti, discendenti e coniuge, la domanda deve essere comunicata a due tra i parenti entro il 4grado. Capitolo 75: LOBBLIGAZIONE DEGLI ALIMENTI 541 Fondamento e natura Lobbligazione legale degli alimenti ha il presupposto dello stato di bisogno del creditore. Lobbligazione non sorge, infatti, se la persona non si trova in tale stato. Peraltro, il diritto agli alimenti condizionato allobbligo del lavoro, ed quindi legato alla prova, da parte di chi chiede gli alimenti, dellimpossibilit di provvedere al proprio mantenimento. Lavente diritto non per tenuto ad un lavoro non confacente alla sua posizione sociale. Lobbligazione incontra, in ogni caso, un limite: non deve superare le esigenze della vita dellalimendando. Siccome tra i soggetti tenuti agli alimenti figura pure chi abbia in precedenza ricevuto, dalla persona che si trova ora in stato di bisogno, delle donazioni, in tal caso per lobbligato previsto un ulteriore limite, che ben sintende, se si ha riguardo al fondamento del suo obbligo: egli non tenuto oltre il valore della donazione ricevuta, tuttora esistente nel suo patrimonio. Appunto perch gli alimenti devono adeguarsi al bisogno dellalimentando e alle condizioni economiche dellalimentante, lobbligazione non ha una durata prestabilita ed una misura determinata: essa, invece, pu cessare, se cessa lo stato di bisogno o mutano le condizioni economiche, pu essere ridotta o aumentata con il mutare dei due coefficienti. Lobbligazione alimentare ha carattere strettamente personale: cessa con la morte di uno dei due soggetti; il creditore non pu cedere ad altri il proprio credito n questo pu formare oggetto di pignoramento. Lobbligato ha la facolt di scelta circa le modalit delle prestazioni alimentari: o pu pagare un assegno anticipato o pu accogliere e mantenere in casa sua lalimentando. Questa facolt di scelta non assoluta: il giudice pu anche disporre diversamente. 542 Ordine tra gli obbligati Vi una gerarchia tra gli obbligati agli alimenti; la legge stabilisce una graduatoria tenendo conto dellintensit del vincolo e lalimentando deve seguire questordine oppure dimostrare che si rivolto allobbligato ulteriore (per es. al figlio anzich al coniuge), perch quello precedente non si trova in condizioni economiche tali da soddisfare lobbligo stesso. Nel caso di concorso di coobbligati di pari grado, ciascuno tenuto in proporzione delle proprie condizioni economiche. Lordine indicato nellart.433 c.c.: bisogna in proposito ricordare che lobbligo degli alimenti tra i coniugi diverso da quello del mantenimento e rilevare che tra fratelli e sorelle gli alimenti sono dovuti nella misura dello stretto necessario. Con la riforma lobbligo alimentare dei figli naturali e dei genitori naturali stato parificato a quello dei figli legittimi e dei genitori legittimi. La mancata prestazione degli alimenti costituisce causa di revoca della donazione che la persona, la quale si trova in stato di bisogno, abbia precedentemente fatto alla persona obbligata agli alimenti. 543 Lobbligazione volontaria degli alimenti Lobbligazione degli alimenti, oltre che dalla legge, pu derivare da negozio giuridico. In questo caso, essa trova giustificazione nella volont delle parti o del testatore. Lobbligazione volontaria degli alimenti non si distingue dagli altri rapporti obbligatori se non per il fatto che la misura della prestazione non determinata: le parti, il testatore, non stabiliscono la quantit o la somma dovuta, ma lindicano, genericamente con il termine alimenti. Salva diversa volont delle parti, anche per la misura degli alimenti negoziali si applica il principio della proporzionalit al bisogno dellalimentando e alle condizioni economiche dellalimentante.
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LA SUCCESSIONE PER CAUSA DI MORTE Capitolo 76: PRINCIPI GENERALI

544 Premesse Il sistema successorio oggi cos disciplinato: lo Stato interviene in tutte le successioni mortis causa che superino certi valori minimi, assoggettando ad appositi tributi sia lintero compendio ereditario sia i trasferimenti di ricchezza a favore dei singoli beneficiari; lintera eredit si devolve invece allo Stato soltanto quando nessun altro soggetto risulti chiamato, ex lege o ex testamento, alla successione. Escluso, quindi, almeno di solito, un intervento pubblico, se non in forma di prelievo fiscale, la sorte del patrimonio ereditario lasciata alle decisioni dello stesso ereditando, che pu disporre dei propri beni mediante testamento. Per la parte disponibile del suo patrimonio lereditando pu provvedere come preferisce, anche a favore di persone estranee alla cerchia dei familiari e di quanti hanno avuto con lui, in vita, rapporti pi intensi. 545 Eredit e legato Il complesso dei rapporti patrimoniali trasmissibili, attivi e passivi, facenti capo al de cuius al momento della sua morte, costituisce la sua eredit, intesa in senso oggettivo. La successione mortis causa pu avvenire a titolo universale ed allora si parla di erede, (o, in caso di pluralit di successori, di coeredi), oppure a titolo particolare, ed allora si parla di legatario. La disciplina delle due forme di successione si differenzia notevolmente: lerede succede nel possesso del defunto, mentre per il legatario si ha solo il fenomeno dellaccessio possessionis; lerede tenuto ipso iure al pagamento dei debiti e pesi ereditari , a differenza del legatario; al solo erede concessa la hereditatis petitio per ottenere la restituzione dei beni ereditari posseduti da altri a titolo di erede o senza titolo; solo lerede subentra in ogni rapporto come se ne fosse stato parte ab initio e perfino in quelli in via di formazione al momento della morte del de cuius; soltanto lerede succede nel possesso in cui era parte il defunto. Per quanto riguarda le situazioni giuridiche non patrimoniali, essendo in genere intrasmissibili, non si verifica la successione; tuttavia in alcune ipotesi la legge riconosce la trasmissione allerede della legittimazione attiva o passiva in relazione ad interessi non patrimoniali. Intrasmissibile anche il c.d. diritto morale dautore: mentre i diritti di utilizzazione economica si trasferiscono agli eredi, la legge attribuisce ai parenti, e non agli eredi, il diritto di rivendicare la paternit dellopera e di opporsi a qualsiasi deformazione, mutilazione o altra modificazione dellopera. 546 Apertura della successione Quando una persona muore, il suo patrimonio, per effetto della morte, resta privo di titolare: unaltra persona subentra al posto di quella che defunta. Questo fenomeno si chiama apertura della successione. Lart.456 c.c. stabilisce che la successione si apre al momento della morte, nel luogo dellultimo domicilio del defunto. 547 Patti successori Aperta la successione, occorre vedere a chi spettano il patrimonio ereditario o i singoli beni. Si parla allora di vocazione ereditaria, che significa indicazione di colui che chiamato alla eredit. Il c.c. preferisce parlare di delazione alleredit e, cio, di offerta delleredit ad una persona che, se vuole, la pu acquistare (art.457 c.c.). La delazione pu avvenire in due modi: per legge (successione legittima) o per testamento (successione testamentaria). esclusa la successione per contratto. Sono altres vietati i patti successori. Si distinguono tre specie di patti successori: confermativi o istitutivi (con cui Tizio conviene con Caio di lasciargli la propria eredit); dispositivi (vendo a Caio i beni che dovrebbero pervenirmi dalleredit di X); rinunciativi (convengo con Caio di rinunciare alleredit di X non ancora devoluta). Tali patti sono vietati per il votum captandae mortis che essi determinano. Inoltre, i patti istitutivi, vincolando il de cuius, gli toglierebbero quella libert di disporre, che la legge riconosce ad ogni persona fino al momento della morte; quanto ai patti rinunciativi e dispositivi, il legislatore ha voluto impedire che un soggetto possa disporre con leggerezza di sostanze che non gli appartengono ancora e di cui, lacquisto non pu essere mai sicuro. vietata
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anche la donazione mortis causa. invece valida, la donazione fatta sotto la condizione sospensiva se il donante morir prima del donatario (condizione di premorienza del donante), perch, retroagendo la condizione al momento della conclusione della donazione, lattribuzione patrimoniale dipende da un atto inter vivos e non mortis causa. Alla successione legittima si ricorre quando manca qualsiasi testamento o, pur essendovi un testamento, questo dispone soltanto per una parte dei beni: in tal caso, per la parte restante si provvede con la successione legittima. 548 Giacenza delleredit Con la morte del de cuius colui che chiamato alleredit, sia per legge che per testamento, non acquista senzaltro la qualit di erede n la titolarit dei beni e dei diritti. Per questo occorre una sua dichiarazione di volont (accettazione o adizione alleredit). Laccettazione, pur verificandosi successivamente alla apertura della successione, retroagisce a tale momento, ossia opera in modo che non si verifichi soluzione di continuit tra il de cuius e lerede: lerede si considera come titolare del patrimonio ereditario fin dal momento dellapertura della successione (efficacia retroattiva dellaccettazione). Pu darsi che lerede si decida immediatamente ad accettare leredit, ma pu darsi anche che lasci passare qualche tempo per riflettere se gli convenga o meno accettare. Nellintervallo tra la morte dellereditando e laccettazione del chiamato il patrimonio ereditario rimane senza un titolare attuale dei rapporti attivi e passivi che di esso fanno parte. Secondo una vecchia concezione tale situazione andrebbe sempre qualificata come di giacenza delleredit. La specifica figura delleredit giacente ricorre soltanto quando concorrono tutte le seguenti condizioni: a) non sia ancora intervenuta laccettazione da parte del chiamato; b) il chiamato non si trovi in possesso dei beni ereditari; c) sia stato nominato un curatore. Tale nomina indispensabile perch abbia inizio un fenomeno di eredit giacente. Il curatore non un rappresentante del chiamato o del futuro erede o dei creditori del de cuius e neppure della stessa eredit: si tratta di un amministratore di un patrimonio, con funzioni prevalentemente conservative, anche se non sono esclusi poteri dispositivi. Le funzioni del curatore cessano quando il chiamato alleredit o i chiamati alleredit accettano. Se non sia stato nominato un curatore, il chiamato alleredit, anche se non abbia materialmente appreso i beni, pu esercitare le azioni possessorie. Il chiamato alleredit durante la giacenza pu anche compiere atti conservativi, di vigilanza e di amministrazione temporanea. 549 La capacit di succedere Qualunque persona fisica che sia gi nata e sia ancora in vita, senzaltro capace di succedere. Ma il legislatore concede la capacit di succedere anche a coloro che al tempo dellapertura della successione erano soltanto concepiti, presumendo, salvo prova contraria, che fosse gi concepito chi sia nato entro i 300 gg. dalla morte della persona della cui successione si tratta. Naturalmente la chiamata subordinata alla nascita: ma gi il fatto del concepimento, quandanche poi il soggetto non venga ad esistenza, determina una situazione di pendenza, che regola lamministrazione delleredit in quel periodo. Se alla successione chiamato un concepito, il periodo di incertezza circa la definitiva attribuzione dei beni a lui devoluti breve: in tal periodo, perci, lamministrazione dei beni spetta al padre e, in mancanza di questo, alla madre. Se invece alla successione sono chiamati i nascituri non ancora concepiti, il periodo di incertezza circa la sorte dei beni ad essi destinati pu durare anche a lungo: il tal periodo, lamministrazione dei beni affidata a coloro cui leredita sarebbe devoluta qualora i nascituri chiamati alla successione non dovessero venire ad esistenza, salvo il diritto della persona indicata nel testamento di rappresentare i nascituri e tutelarne le aspettative. 550 Lindegnit Lincapacit di succedere consiste nella inidoneit del soggetto a subentrare nei rapporti che facevano capo al defunto; lindegnit, invece, si basa sullincompatibilit morale del successibile: ripugna alla coscienza collettiva che chi si reso colpevole di atti gravemente pregiudizievoli verso il de cuius possa succedergli. Lindegnit pu essere rimossa con la riabilitazione. Le cause dindegnit sono indicate nellart.463 c.c.. Esse sono cos raggruppate: a) atto compiuto contro la persona fisica (omicidio) o contro la persona morale (calunnia) del de cuius, oppure del coniuge, del discendente o dellascendente di lui; b) atto diretto con violenza o dolo contro la libert di testare del de cuius.
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La sentenza che pronuncia lindegnit ha effetto retroattivo: lindegno considerato come se non fosse mai stato erede ed perci obbligato a restituire i frutti che gli sono pervenuti dopo lapertura della successione. Lindegno pu essere riabilitato con dichiarazione espressa (atto pubblico) o testamento (riabilitazione totale) o mediante la contemplazione nel testamento (riabilitazione parziale); nel qual caso ammesso a succedere nei limiti della disposizione, ma non pu ricevere niente come successore legittimo e neppure pu agire per lesione di legittima, se quanto ha ricevuto inferiore alla quota di riserva. 551 La rappresentazione Si dice rappresentazione, listituto in forza del quale i discendenti legittimi o naturali (c.d. rappresentanti) subentrano al loro ascendente nel diritto di accettare un lascito qualora il chiamato (c.d. rappresentato) non pu o non vuole accettare leredit o il legato (art.468 c.c.). Peraltro, la rappresentazione pu aver luogo soltanto quando il chiamato che non pu o non vuole accettare sia o un figlio o un fratello o una sorella del defunto; sono quindi esclusi sia gli estranei che gli altri parenti. La rappresentazione inoltre esclusa, nel caso di successione testamentaria, quando il testatore abbia gi provveduto con una sostituzione per lipotesi in cui il primo chiamato non possa o non voglia accettare. Infine esclusa quando si tratti di legato di usufrutto o di altro diritto di natura personale, in quanto costituiscono attribuzioni strettamente legate alla persona indicata dal testatore. La rappresentazione opera sia quando la chiamata a favore del rappresentato non pu pi verificarsi, sia quando vi sia stata una prima vocazione, ma questultima sia caduta. Mentre in questultima ipotesi pu essere accettabile la definizione della rappresentazione come vocazione indiretta, in quella precedente il rappresentante in realt, fin dallapertura della successione, lunico chiamato alla successione. Quando si applica la rappresentazione, la divisione si fa per stirpi: ossia i discendenti subentrano tutti in luogo del capostipite, indipendentemente dal loro numero e lo stesso criterio si applica anche qualora uno stipite abbia prodotto pi rami. I rappresentanti succedono direttamente al de cuius, cosicch hanno diritto di partecipare alla successione di questultimo anche nellipotesi che abbiano rinunciato alleredit del loro ascendente (c.d. rappresentato) o che siano indegni o incapaci nei suoi confronti. 552 Laccrescimento Listituto dellaccrescimento pu aversi solo nel caso di chiamata congiuntiva: in tal caso, qualora uno dei chiamati non possa o non voglia accettare, ove non ricorrano le condizioni per farsi luogo alla rappresentazione, la quota devoluta al chiamato che non abbia potuto o voluto accettare si devolve a favore degli altri beneficiari della chiamata congiuntiva. La vocazione (o chiamata) congiuntiva si verifica: a) nella successione legittima, quando pi persone sono chiamate nello stesso grado; b) nella successione testamentaria: 1) se si tratta di istituzione di erede, quando gli eredi siano stati chiamati con uno stesso testamento e il testatore non abbia fatto determinazione di parti. Qualora manchino pure i presupposti dellaccrescimento, la porzione dellerede mancante si devolve agli eredi legittimi; 2)se si tratta di legato, basta che sia stato legato lo stesso oggetto a pi persone. Laccrescimento opera di diritto, senza bisogno di accettazione da parte di colui a cui profitta. 553 Le sostituzioni Pu darsi che il testatore abbia preveduto lipotesi che il chiamato non possa o non voglia accettare leredit o il legato, designando altra persona in sua vece (sostituzione ordinaria o volgare). Dalla sostituzione volgare si distingue la sostituzione fedecommissaria (il testatore istituisce erede, per es. il figlio, vincolando i beni affinch, alla morte di questo, possano automaticamente passare ad unaltra persona indicata dal testatore. Perci si ha sostituzione fedecommissaria quando ricorrono le seguenti condizioni: 1) doppia istituzione: il testatore nomina erede Caio e vuole che, alla morte di Caio, leredit passi a Sempronio; 2) ordo successivus: occorre che il passaggio delleredit dal 1istituito al 2sostituito si verifichi in conseguenza della morte del 1; 3) vincolo di conservare per restituire: il 1 chiamato non ha la titolarit dei beni trasmessigli e non pu disporne, ma ne ha soltanto lusufrutto. La riforma del diritto di famiglia ha totalmente modificato lart.692 c.c., che obbedisce ormai unicamente a specifiche finalit di protezione dellincapace, essendo ammissibile soltanto se listituto un interdetto o un minore di et in condizioni di abituale infermit di mente. Difatti il nuovo testo della norma esclude la validit di una sostituzione fedecommissaria in tutti i casi, con la sola eccezione che sia disposta dai genitori, dagli ascendenti in linea retta o dal coniuge dellinterdetto o del minore incapace, a favore della persona o degli enti che, sotto la vigilanza del tutore, hanno avuto cura dellistituito.
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Capitolo 77: LACQUISTO DELLEREDITA E LA RINUNCIA 554 Laccettazione delleredit Il chiamato alleredit potrebbe avere un interesse a non diventare lerede di una certa persona. Perci la legge fa dipendere lacquisto delleredit da una decisione del chiamato, dalla accettazione delleredit (art.459 c.c.). Vi sono due tipi di accettazione: pura e semplice, o con beneficio dinventario. Per effetto della prima si verifica la confusione tra i due patrimoni: quello del defunto e quello dellerede, essi diventano un patrimonio solo. Lerede succede sia nellattivo che nel passivo. Egli perci tenuto al pagamento dei debiti del de cuius, anche se superino lattivo che gli perviene dalleredit. Se, invece, il chiamato alleredit accetta con beneficio dinventario, non si produce la confusione e, quindi, lerede non tenuto al pagamento dei debiti ereditari e dei legati oltre il valore dei beni a lui pervenuti. Sotto la comune denominazione di accettazione delleredit, sono ricomprese varie fattispecie che non implicano tutte una consapevole decisione del chiamato: A) Accettazione espressa. Essa pu essere pura e semplice o col beneficio dinventario. Mentre in questultimo caso laccettazione deve essere fatta mediante dichiarazione ricevuta da un notaio o dal cancelliere della pretura del mandamento in cui si aperta la successione, laccettazione pura e semplice pu essere fatta in un atto pubblico o in una scrittura privata, dichiarando di accettare leredit o assumendo il titolo di erede. Laccettazione delle eredit devolute alle persone giuridiche, non pu farsi che col beneficio dinventario. Lo stesso principio vale per i minori e gli incapaci. Il contenuto dellatto deve implicare la manifestazione di una scelta consapevole da parte del chiamato, diretta allacquisto delleredit. B) Accettazione tacita. Laccettazione tacita quando il chiamato alleredit compie un atto che presuppone necessariamente la sua volont di accettare e che non avrebbe il diritto di fare se non nella qualit di erede. C) Accettazione presunta. In altre ipotesi, lacquisto delleredit avviene automaticamente o per il solo fatto che non si provveduto ad uno specifico atto imposto dalla legge o, al contrario perch si tenuto un determinato comportamento (ad es. sottrazione o occultamento di beni creditari). Il diritto di accettare leredit soggetto alla prescrizione ordinaria. Ma pu darsi che qualcuno abbia interesse a che il chiamato si decida entro uno spazio pi limitato di tempo a dichiarare se intende o no accettare leredit. In tal caso si pu far ricorso ad una speciale azione con cui si chiede allautorit giudiziaria fissi un termine, trascorso il quale il chiamato perde il diritto di accettare (decadenza dal diritto allaccettazione). Laccettazione si pu impugnare per violenza o dolo, ma non per errore. Inoltre, non pu farsi carico allerede dellomissione dellaccettazione col beneficio dinventario, se, dopo laccettazione pura e semplice, si scopre un testamento la cui esistenza era ignorata al tempo dellapertura della successione, e che contenga legati che esauriscano o superino il valore della quota o oltrepassino la legittima, se lerede un legittimario. In questo caso, lerede non tenuto a soddisfare i legati scritti nel testamento oltre il valore delleredit, o se un legittimario, oltre i limiti della quota disponibile. Data limportanza dellatto prevista, a pena di nullit, la forma scritta, anche se il complesso ereditario non contenga beni immobili. 555 Accettazione con beneficio dinventario Laccettazione con beneficio dinventario impedisce la confusione del patrimonio del de cuius con quello dellerede. Perci: 1) lerede che ha accettato con beneficio dinventario conserva verso leredit tutti i diritti e tutti gli obblighi che aveva verso il defunto, invece, nellipotesi di accettazione pura e semplice, i rapporti obbligatori tra defunto ed erede si estinguono in proporzione della quota spettante allerede; 2) lerede non tenuto al pagamento dei debiti ereditari e dei legati ultra vires, oltre al valore dei beni a lui pervenuti; 3) i creditori del defunto ed i legatari hanno preferenza sul patrimonio ereditario di fronte ai creditori dellerede. La facolt di accettare con beneficio dinventario ha carattere personale. Laccettazione con beneficio dinventario, disposta nellinteresse dei minori, vale a limitare la responsabilit intra vires hereditatis e, quindi, se non sia eseguita, il minore pu, entro lanno dal raggiungimento della maggiore et, redigere utilmente l'inventario stesso e accettare con il beneficio. Se il chiamato nel possesso dei beni ereditari, deve fare linventario entro 3 mesi dallapertura della successione ed entro i 40 gg. successivi deve deliberare se accetta o rinunzia alleredit. Trascorso il termine di 3 mesi senza aver compiuto linventario, il chiamato considerato erede puro e semplice. Invece, il chiamato che non sia in possesso dei beni pu fare la dichiarazione di accettazione con beneficio dinventario fino a quando non sia prescritto il diritto di accettazione, a meno che non sia stata esercitata contro di lui lactio interrogatoria, nel qual caso deve fare nel termine fissato, salvo proroga dellautorit giudiziaria, tanto linventario che la dichiarazione. Allerede che abbia accettato con beneficio
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dinventario vietata lalienazione dei beni ereditari senza autorizzazione del giudice: se viola questo divieto, decade dal beneficio e diventa erede puro e semplice. La decadenza comminata anche per omissioni e infedelt nellinventario. Accettata leredit con beneficio dinventario, il pagamento dei creditori del defunto pu avvenire in tre modi: 1) lerede paga i creditori e i legatari. In questo caso, esaurito lasse ereditario, i creditori rimasti insoddisfatti possono rivalersi contro i legatari, nei limiti del valore legato; 2) se vi opposizione dei creditori, si pu procedere alla liquidazione dei beni ereditari; 3) lerede pu anche rilasciare i beni ereditari a favore dei creditori e dei legatari. 556 La separazione del patrimonio del defunto Per venire incontro ai creditori del defunto, i quali hanno fatto affidamento sul patrimonio di questultimo nel fargli credito, ed ai legatari, che non giusto che siano danneggiati dal concorso dei creditori dellerede, apprestato un altro rimedio: la separazione del patrimonio del defunto da quello dellerede. Anche la separazione impedisce la confusione dei due patrimoni, ma opera a favore dei creditori del defunto e dei legatari, i quali si assicurano il soddisfacimento sui beni del defunto, a presenza dei creditori dellerede. Ora, per, questa separazione assoluta non c pi: i creditori dellerede si possono anchessi soddisfare sui beni del defunto, dopo che sono stati soddisfatti i creditori del defunto medesimo. Inoltre, la separazione non impedisce ai creditori e ai legatari, che lhanno esercitata, di soddisfarsi anche sui beni propri dellerede. Infine, la separazione ha carattere particolare e non universale: vale a dire che essa opera non sullintera massa del patrimonio ereditario, ma sui singoli beni per i quali sia stata fatta valere specificatamente. Il diritto alla separazione deve essere esercitato entro 3 mesi dallapertura della successione. Sono prescritte forme particolari: per i mobili occorre una domanda giudiziale; per gli immobili liscrizione del credito o del legato sopra ciascuno dei beni ereditari per i quali il creditore o il legatario separatista faccia valere il suo diritto. Le iscrizioni a titolo di separazione richieste dai singoli creditori e legatari separatisti prendono tutte lo stesso grado e prevalgono sulle trascrizioni o iscrizioni contro lerede o il legatario, anche se anteriori. 557 Lazione di petizione ereditaria Acquistata leredit, lerede pu rivolgersi contro chiunque possegga (affermando di essere colui lerede) beni ereditari per farsi riconoscere la qualit di erede e farsi consegnare i beni. Lazione che diretta a questo scopo lazione di petizione ereditaria. 558 Lerede apparente Lerede pu agire non soltanto contro il possessore, ma anche contro le persone a cui costui abbia alienato le cose possedute. La legge, in questa materia, d importanza allapparenza della qualit di erede e alla buona fede del terzo acquirente. Sono perci salvi i diritti acquistati per effetto di convenzione con lerede apparente, purch ricorrano delle condizioni: che si tratti di convenzioni a titolo oneroso e che il terzo sia in buona fede. Non ha invece importanza che lerede apparente abbia o non abbia un titolo e che sia o non sia in buona fede. 559 La rinuncia alleredit La rinuncia alleredit consiste in una dichiarazione unilaterale non recettizia, con la quale il chiamato alleredit manifesta la sua decisione di non acquistare leredit. La dichiarazione deve essere ricevuta da un notaio o dal cancelliere della pretura del mandamento in cui si aperta la successione. soggetta anche a pubblicit. Gli effetti della rinuncia sono diversi secondo che si tratti di successione legittima o testamentaria. Nel primo caso, se non ha luogo la rappresentazione, la parte di colui che rinuncia va a favore di coloro che avrebbero concorso con il rinunciante. Se la successione per testamento, si deve distinguere tra lipotesi in cui il testatore abbia previsto il caso della rinuncia ed abbia disposto una sostituzione e quella in cui il testatore non abbia disposto nulla. Nel primo caso la quota del rinunciante va a favore della persona indicata dal testatore (sostituto); nel secondo, se ricorre uno dei casi previsti per la rappresentazione, si applicano le norme gi considerate. Se mancano i presupposti per la rappresentazione, la parte del rinunciante va a favore dei suoi coeredi, altrimenti va a favore degli eredi legittimi. La rinuncia revocabile: chi ha rinunciato pu tornare sulla decisione presa ed accettare leredit, ma non deve essere trascorso il termine di 10 anni per la prescrizione della facolt di accettazione e leredit non deve essere gi stata accettata nel frattempo da un altro chiamato. La rinunzia pu essere impugnata solo per violenza o per dolo, ma non per errore.
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Capitolo 78: LA SUCCESSIONE LEGITTIMA 561 Le categorie di successibili Le categorie successibili, nella successione legittima, sono le seguenti: il coniuge; i discendenti legittimi, naturali, legittimati e adottivi (con i rispettivi discendenti, che escludono sia gli ascendenti che i collaterali); gli ascendenti legittimi, i fratelli e le sorelle (nonch i loro discendenti); i collaterali dal 3 al 6 grado (hanno diritto di venire alla successione solo quando non vi siano altri successibili, e per i quali vale il principio che il pi vicino in grado esclude il pi remoto, mentre quelli di pari grado concorrono per quote eguali); i genitori del figlio naturale, gli altri parenti, lo Stato (art.565 c.c.). Al coniuge spetta la met del patrimonio del defunto, se in concorso un solo figlio, 1/3 se concorre alla successione con pi figli, 2/3 se concorre con ascendenti legittimi o con fratelli e sorelle. In mancanza di tali soggetti al coniuge si devolve lintera eredit. In caso di separazione, il coniuge conserva i diritti ereditari, tranne che nellipotesi che sia a lui addebitata la separazione. In tal caso ha diritto soltanto ad un assegno vitalizio se, al momento dellapertura della successione, godeva degli alimenti a carico del coniuge deceduto. Ai figli naturali non riconoscibili spetta, invece, un assegno vitalizio pari allammontare della rendita della quota di eredit alla quale avrebbe diritto, se la filiazione fosse stata dichiarata o riconosciuta. Su loro richiesta, prevista la capitalizzazione di detto assegno in danaro o, a scelta degli eredi legittimi, in beni ereditari. 562 La successione dello Stato In mancanza di altri successibili leredit devoluta allo Stato (art.586 c.c.). Lacquisto si opera di diritto senza bisogno di accettazione e non pu farsi luogo a rinuncia. Inoltre lo Stato non risponde mai dei debiti ereditari e dei legatari oltre il valore dei beni acquistati. Capitolo 79: LA SUCCESSIONE NECESSARIA 563 Fondamento e natura La quota dei beni del de cuius che deve essere attribuita ai successibili si chiama quota di legittima o riserva; i successibili che vi hanno diritto si chiamano legittimari o riservatari o successori necessari. Il complesso degli istituti che riguarda la determinazione delle categorie dei legittimari, le quote ad essi spettanti vanno sotto il nome di successione necessaria. Il fondamento di questi principi hanno carattere inderogabile. 565 La quota legittima Quando allapertura della successione vi sono dei legittimari, il patrimonio ereditario si distingue idealmente in due parti: disponibile, della quale il testatore era libero di disporre attribuendola a chiunque avesse voluto, e legittima, o riserva, della quale non poteva disporre, perch spettante per legge ai legittimari. Il legittimario ha diritto ad ottenere la propria quota in natura ed il testatore non pu imporre alcuna condizione sulla legittima (intangibilit della legittima). Il legato in sostituzione di legittima si distingue dal legato in conto di legittima. Con il primo il testatore intende escludere il legittimario da ogni partecipazione alla divisione delleredit. Con il secondo, il testatore fa, invece, al legittimario unattribuzione di beni, che deve essere calcolata ai fini della legittima, con la conseguenza che il legittimario pu chiedere il supplemento, se i beni attribuitigli non raggiungono lentit della legittima. 566 La riunione fittizia Per poter stabilire se il testatore abbia leso i diritti spettanti a qualcuno dei legittimari, occorre calcolare lentit del suo patrimonio allepoca dellapertura della successione. Questa operazione si chiama riunione fittizia. Si calcolano i valori dei beni che appartenevano al defunto al tempo dellapertura della successione. Dalla somma stessa si detraggono i debiti. Al risultato cos ottenuto si aggiungono i beni di cui il testatore abbia eventualmente disposto in vita a titolo di donazione secondo il valore che avevano al tempo dellapertura della successione. 567 Lazione di riduzione Se dai calcoli risulta che le disposizioni testamentarie o le donazioni eccedono la quota di cui il testatore poteva disporre, ciascun legittimario pu agire per la riduzione delle une e delle altre con la c.d. azione di riduzione. Questa azione irrinunciabile dai legittimari finch il donante in vita. Se il legittimario agisce contro estranei per la riduzione di donazioni o di legati, la legge stabilisce laccettazione con beneficio. Con la riduzione, sono colpite per prime le disposizioni testamentarie; se questa non vale ad integrare la legittima, si procede alla riduzione delle donazioni (partendo dallultima). Se la riduzione accolta, il donatario o il beneficiario della disposizione testamentaria deve restituire in tutto o in parte il bene. Se il bene stato alienato a terzi, il legittimario, prima di rivolgersi contro costoro, ha lonere di escutere i beni del donatario, per ottenere il rimborso del valore del bene. Se il donatario o il beneficiario pu pagare, lacquisto rispettato: in caso diverso, il legittimario avr diritto di rivolgersi contro il terzo chiedendo il rilascio del bene.
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Capitolo 80: LA SUCCESSIONE TESTAMENTARIA 568 Il testamento Il testamento un atto con il quale taluno dispone, per il tempo in cui avr cessato di vivere, delle proprie sostanze (art.587 c.c.). Esso revocabile fino allultimo momento di vita del testatore. Il testamento un tipico negozio unilaterale, non recettizio. Esso inoltre un atto strettamente personale; per questo non consentito il testamento congiuntivo (fatto da due o pi persone nel medesimo atto) n a vantaggio di un terzo, n con disposizione reciproca. Diverso dal testamento congiuntivo il testamento simultaneo che consta di due atti distinti, ciascuno firmato da una sola persona, ma scritti su uno stesso foglio. I testamenti simultanei non sono nulli: possono soltanto far sorgere il sospetto che uno dei due testatori abbia influenzato la volont dellaltro. Il testamento inoltre un negozio solenne, in quanto richiesta ad substantiam una forma determinata. 569 Il testamento come negozio giuridico Circa la capacit di testare, non ammessa una sostituzione per rappresentanza, neppure legale, trattandosi di un atto personalissimo. Sono incapaci: i minorenni; gli interdetti per infermit di mente; gli incapaci naturali. Il testamento fatto da un incapace annullabile; limpugnativa pu essere proposta da chiunque vi abbia interesse (annullabilit assoluta): lazione si prescrive in 5 anni dallesecuzione del testamento. Per lart.624.1 c.c. sono applicabili anche al testamento le norme sullimpugnabilit dei negozi giuridici a causa del c.d. vizio di volont, e cio per violenza, per dolo e per errore. Lerrore sul motivo causa di annullamento della disposizione testamentaria, ma subordinatamente a due condizioni: che il motivo erroneo risulti dal testamento; che il motivo erroneo sia il solo che ha determinato il testatore a disporre. Anche in caso di motivo illecito rende nulla la disposizione testamentaria se quel motivo risulta dal testamento ed il solo che ha determinato il testatore a disporre. 570 Forme di testamento Essendo, il testamento un atto solenne, esso richiede la forma ad substantiam. Il testamento orale non ammesso nel nostro ordinamento. Si distinguono forme ordinarie e forme speciali; il testamento ordinario d luogo a due figure: olografo e testamento per atto di notaio; il testamento per atto di notaio pubblico o segreto. 571 Il testamento olografo Il testamento olografo deve essere iscritto per intero, datato e sottoscritto di pugno dal testatore. I requisiti di forma sono pertanto tre: autografia, data, sottoscrizione. Anche una lettera che contenga i requisiti indicati, pu valere come testamento. Sono validi anche i fogli sui quali il testatore aveva scritto appunti per le sue disposizioni di ultima volont, se vengono aggiunte espressioni le quali rivelino la volont di imprimere allatto il carattere di testamento. Lautografia viene meno nel caso di collaborazione grafica di un terzo, il quale sorregga e guidi la mano del testatore, impedito nei suoi movimenti da paralisi. Invece, non produce nullit la preparazione della minuta dellatto da parte di un terzo, semprecch latto stesso sia ricopiato dalla mano del testatore. La data consiste nellindicazione del giorno, del mese e dellanno in cui il testamento fu scritto. La data serve ad accertare se il testatore era capace nel giorno in cui il testamento fu formato e, nel caso di pi testamenti successivi della stessa persona, quale sia il testamento posteriore che revochi le disposizioni incompatibili contenute nei testamenti anteriori. Se la data risulti cancellata o interlineata, il testamento nullo. La sottoscrizione serve ad individuare il testatore: essa, di solito, comprende il nome e il cognome, ma pu comunque essere costituita da qualsiasi indicazione che designi con certezza la persona del testatore. La sottoscrizione deve essere posta in calce alle disposizioni: linosservanza di questa regola conduce allinvalidit dellatto. 572 Il testamento pubblico Il testamento pubblico un documento redatto con le richieste formalit da un notaio. Esso risponde allesigenza che la manifestazione di ultima volont del soggetto sia a riparo da ogni evento naturale o umano che possa comprometterne lintegrit. I requisiti specifici di forma richiesti per il testamento pubblico sono: 1) Dichiarazione di volont orale al notaio: il testatore dichiara al notaio la sua volont. Questultimo deve innanzitutto accertarsi dellidentit personale del testatore. 2) Presenza di testimoni: il testamento pubblico ricevuto dal notaio in presenza di due testimoni. La loro presenza garantisce che il notaio non ha influenzato la volont del testatore e che questa stata fedelmente riprodotta nellatto del notaio.
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3) Redazione in scritto della volont a cura del notaio: nel senso che al notaio spetta di redigere il testamento, ma la scritturazione pu essere fatta, sotto la sua guida, da un amanuense, da uno dei testimoni o dal testatore.. 4) Lettura dellatto al testatore e ai testimoni ad opera del notaio: questoperazione serve a garantire il controllo diretto della parte sulla rispondenza dellatto alla sua volont. 5) Sottoscrizione del testatore, dei testimoni e del notaio: se il testatore non pu sottoscrivere o perch analfabeta, o per impedimento, o perch pu farlo solo con grave difficolt, deve dichiarare la causa dellimpedimento e il notaio deve menzionare questa dichiarazione prima della lettura dellatto. 6) La data: deve comprendere anche lora. 7) La menzione dellosservanza delle formalit enunciate: la menzione richiesta perch latto possa far fede, fino a querela di falso, che le formalit menzionate sono state osservate. Se una delle formalit fosse stata adempiuta, ma mancasse la menzione, ossia la certificazione, da parte del notaio, latto sarebbe invalido e non varrebbe ad escludere linvalidit la prova che la formalit stata effettivamente osservata. 573 Il testamento segreto Il testamento segreto ha, rispetto a quello pubblico, il vantaggio che il testatore pu, se vuole, conservare completamente segreto il contenuto delle disposizioni e, rispetto al testamento olografo, una maggiore garanzia di conservazione. Il testamento segreto consta di due elementi: da un alto la scheda testamentaria, predisposta dal testatore e costituita da uno o pi fogli su cui vengono scritte le volont relative alla sua successione ereditaria; dallaltro, un atto di ricevimento, con cui il notaio documenta che il testatore, alla presenza di due testimoni, gli ha consegnato personalmente la scheda e gli ha dichiarato che ivi sono scritte le sue volont testamentarie. La scheda viene sigillata dal notaio che poi fa sottoscrivere latto di ricevimento pure al testatore e ai due testimoni, oltre a sottoscriverlo anchegli, che n lautore. La scheda pu non essere autografa: pu essere scritta, perci, anche da un terzo o con mezzi meccanici. Non occorre la data: data del testamento segreto quella dellatto di ricevimento. essenziale, tuttavia, che il testatore sappia o possa leggere per poter controllare ci che stato scritto: chi non sa o non pu leggere, non pu fare testamento segreto e pu servirsi solo della forma del testamento pubblico. 574 Il testamento internazionale Il testamento internazionale consiste nella consegna al notaio di un documento su cui risultano scritte le disposizioni testamentarie e nella dichiarazione, resa al notaio dal testatore in presenza di due testimoni, che il documento consegnato il suo testamento e che egli a conoscenza di quanto in esso contenuto. 575 testamenti speciali le forme dei vari tipi di testamento ordinario non possono essere osservate in particolari circostanze, nelle quali non consentito ricorrere al notaio; a bordo di navi o di aereomobili, testamenti dei militari. Questi testamenti perdono la loro efficacia 3 mesi dopo la cessazione della causa che ha impedito al testatore di valersi delle forme ordinarie o dopo che il testatore sia venuto a trovarsi in un luogo in cui possibile fare testamento nelle forme ordinarie. 576 Invalidit del testamento La mancanza di elementi senza i quali non v la certezza della provenienza del testamento dalla persona a cui si vuole attribuirlo, non pu essere la nullit assoluta ed imprescrittibile dellatto. Linosservanza di tutte le altre ipotesi comminata lannullabilit deducibile da chiunque vi abbia interesse (annullabilit assoluta), soggetta a prescrizione quinquennale, decorrente dal giorno in cui stata data esecuzione al testamento. 577 La revoca del testamento Il testamento revocabile fino allultimo momento di vita del testatore. La revocazione espressa pu farsi soltanto o con un atto che abbia gli stessi requisiti formali richiesti per un valido testamento, indipendentemente, quindi, dal fatto che nellatto sia manifestata solamente la volont di revocare un testamento precedente oppure siano anche contenute nuove disposizioni testamentarie; o con un atto notarile, destinato esclusivamente alla revoca. La revocazione tacita si verifica in vari casi: innanzitutto un testamento posteriore comporta la revoca tacita di tutte quelle disposizioni contenute in atti anteriori che siano incompatibili con le nuove volont del testatore; per quanto riguarda il solo testamento olografo, la sua distruzione, lacerazione o cancellazione fa presumere la revoca delle disposizioni in esso contenute, salva agli interessati la possibilit di provare che la distruzione, lacerazione o
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cancellazione furono opera di persona diversa dal testatore o che il testatore non aveva intenzione di revocare il testamento. La revoca di un testamento pu essere a sua volta revocata, determinando la reviviscenza delle volont revocate, ma a condizione che la revoca della revoca sia fatta in forma espressa. 578 la pubblicazione del testamento La pubblicazione del testamento ha luogo, su richiesta di chiunque vi abbia interesse, davanti ad un notaio. Anzi fatto obbligo a chiunque sia in possesso di un olografo di presentarlo ad un notaio dopo la morte del testatore per la pubblicazione. Il procedimento per la pubblicazione consta di alcune formalit: 1) presenza di due testimoni; 2) verbale redatto nella forma degli atti pubblici e contenente la descrizione dello stato do testamento, la riproduzione del suo contenuto, leventuale menzione dellapertura del testamento se sigillato; 3) sottoscrizione della persona che presenta il testamento; 4) allegati al testamento: la carta in cui scritto il testamento vidimata in ciascun mezzo foglio dal notaio e dai testimoni; lestratto dellatto di morte del testatore o la copia del provvedimento che ordina lapertura degli atti di ultima volont dellassente o della sentenza che dichiara la morte presunta. 579 Lesecuzione del testamento Per lesecuzione del testamento, il testatore pu nominare uno o pi esecutori. Questi hanno il compito di curare che siano esattamente eseguite le disposizioni di ultima volont del defunto. Di regola hanno il possesso, per non oltre un anno, dei beni ereditari e devono amministrarli come un buon padre di famiglia. Alla fine devono rendere conto della loro gestione e consegnare i beni allerede. La dottrina ritiene che essi esercitino un ufficio di diritto privato. Capitolo 81: IL LEGATO 580 Nozione Il legato una disposizione a titolo particolare, che, cio, non comprende luniversalit o una quota dei beni del testatore. Lassenza del legato consiste in unattribuzione patrimoniale relativa a beni determinati, e che normalmente importa un beneficio economico per la persona designata dal testatore. Il legato , di regola, disposto con testamento, ma pu anche derivare dalla legge. Si dice legatario la persona a cui favore la disposizione fatta. egli, quale successore a titolo particolare, non risponde dei debiti ereditari. Il sublegato si distingue dal prelegato, che il legato a favore coerede e a carico delleredit. Ci significa che lerede beneficiato dal prelegato risponder dei debiti ereditari soltanto in proporzione della quota ereditaria e non anche del valore dei beni pervenutigli a titolo di prelegato. Oggetto del legato pu essere o il diritto di propriet o altro diritto reale su cosa determinata gi appartenente al testatore, oppure di cose determinate solo nel genere. 581 Acquisto del legato Il legato di genere d luogo ad un rapporto obbligatorio: il legatario un creditore dellerede. Il legato si acquista di diritto, senza bisogno di accettazione; il legatario ha per facolt di rinunciare. La rinuncia pu essere espressa o tacita. 582 Tipi particolari di legati Legato di cosa altrui. Presuppone che la propriet o il diritto reale appartenesse al de cuius. Se, invece, apparteneva a terzi, o allo stesso legatario, bisogna distinguere. Se il testatore ignorava che la cosa non era sua, il legato nullo. Se, invece, dal testamento o da altra dichiarazione scritta del testatore risulta che egli conosceva che la cosa apparteneva ad altri, allora il legato avr effetti obbligatori. Legato di genere. Esso valido anche se nessuna cosa del genere considerato fa parte del patrimonio ereditario: il legatario sar tenuto ad acquistare il numero o la quantit di cose stabilita dal testatore. Nel legato alternativo (lascio a X il camion). Si applicano i princpi stabiliti per le obbligazioni alternative: la scelta spetta al legatario. Altre figure di legati sono: 1) legato di credito; 2) legato di liberazione da un debito; 3) legato a favore del creditore; 4) legato alimentare.
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Capitolo 82: LA DIVIZIONE DELLEREDITA

583 La comunione ereditaria Se leredit acquistata da pi persone, si forma sui beni ereditari tra i coeredi medesimi una comunione. Alla comunione ereditaria si applicano le regole stabilite in generale per la comunione (art.1100 c.c.). Tuttavia, mentre nella comunione ordinaria ciascun partecipante pu liberamente alienare la propria quota, nella comunione ereditaria, i coeredi hanno diritto di essere preferiti agli estranei, qualora uno di essi intenda alienare la sua quota o una parte di essa. Se viene omessa la notificazione agli altri coeredi e il coerede procede alla vendita della sua quota, gli altri coeredi possono riscattare la quota per il prezzo pagato. 584 La divisione Lo stato di comunione cessa con la divisione. Ciascuno dei soggetti che partecipavano alla comunione medesima ottiene la titolarit esclusiva su una parte determinata del bene, o dei beni che erano comuni, corrispondente per valore alla quota spettante nello stato di indivisione. 585 Natura della divisione La divisione ha natura dichiarativa ed effetto retroattivo. Ci significa che, se della comunione fanno parte un appartamento ed una bottega e lappartamento viene assegnato nella divisione al coerede Tizio e la bottega al coerede Caio, Tizio si considera come se fosse stato proprietario esclusivo dellappartamento e Caio della bottega fin dal momento in cui sorta la comunione. 586 La divisione contrattuale Se il contratto di divisione riguarda beni immobili, richiesta ad substantiam la forma scritta. Ed il contratto medesimo soggetto, se riguarda beni immobili o mobili registrati, a trascrizione. Il contratto di divisione pu essere annullato per errore o dolo, ma non per errore. 587 La divisione giudiziale Nel giudizio di divisione si procede dapprima alla stima dei beni, quindi alla formazione delle porzioni. Ciascuno dei coeredi ha diritto alla sua parte in natura dei beni mobili ed immobili delleredit. Tuttavia, non sempre questa norma pu essere rigorosamente applicata: vi sono beni che non possono essere divisi, o perch indivisibili per natura, o perch la divisione non opportuna nellinteresse della produzione. Allora questi beni sono venduti allincanto e il danaro ricavato diviso tra i coeredi. 588 Divisione fatta dal testatore Se il testatore nel fare le porzioni lede la quota di legittima spettante ad alcuno dei coeredi, questi pu sempre agire con lazione di riduzione. Secondo la dottrina, la divisione del testatore non vera e propria divisione, perch non vi in nessun memento una comunione ereditaria ed anzi questa viene impedita dal testatore prima che, con lapertura della successione, possa sorgere. In sostanza il testatore non fa che assegnare beni determinati. 589 I debiti ereditari I debiti e i pesi ereditari devono essere sopportati da ciascuno dei coeredi in proporzione della propria quota di eredit.
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Questa regola vale non solo nei rapporti interni tra coeredi, ma pure nei rapporti esterni, di fronte al creditore: vale a dire che ciascun creditore del de cuius non pu pretendere dal singolo coerede, a meno che si tratti di unobbligazione indivisibile, pi di quanto proporzionalmente imputabile alla quota ereditaria. 590 La garanzia per evizione Se un terzo assume che il de cuius non era proprietario di uno o pi beni compresi nella porzione attribuita ad uno dei coeredi ed il coerede costretto a rilasciare i beni richiesti, ecco che viene a mancare la corrispondenza della porzione con la quota ereditaria. giusto, pertanto, che il danno non sia subto solo dalla persona a cui era stato assegnato proprio il bene oggetto della evizione, ma sia ripartito tra tutti i coeredi, i quali, perci, come il venditore tenuto a garantire il compratore, sono tenuti tra di loro alla garanzia per evizione. 591 La collazione La funzione della collazione consiste nel mantenere tra i discendenti e il coniuge del de cuius chiamati a succedergli la proporzione stabilita nel testamento o nella legge. Alla collazione non si fa luogo quando il testatore ha disposto diversamente. Non sono soggette a collazione le spese ordinarie fatte dal padre a favore del figlio; le donazioni di modico valore fatte al coniuge. invece soggetto a collazione ci che il defunto ha speso a favore dei suoi discendenti per assegnazioni fatte a causa di matrimonio, per avviarli allesercizio di unattivit produttiva o professionale, per soddisfare premi relativi a contratti di assicurazione sulla vita a loro favore o per pagare i loro debiti. La collazione si distingue dalla riduzione, perch la collazione serve a mantenere tra gli aventi diritto la proporzione stabilita nel testamento o nella legge; la finalit della riduzione , invece, quella di salvaguardare la quota di legittima. La collazione si distingue, inoltre, dalla riunione fittizia, perch nella collazione la riunione delle donazioni con il patrimonio esistente alla morte del de cuius reale e serve a formare la massa da dividere tra i coeredi, nella riunione fittizia, se non risulta lesa la legittima, loperazione si riduce ad un calcolo che rimane sulla carta, senza produrre conseguenza: se vi lesione, le donazioni non rientrano nella massa ereditaria, ma sono soltanto eventualmente esposte a riduzione.

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LE LIBERALITA

Capitolo 83: LA DONAZIONE

592 Natura La donazione definita nellart.769 c.c. un contratto ed in verit essa richiede per la sua perfezione il consenso di due parti: non soltanto occorre la volont del donante di arricchire laltra parte senza corrispettivo, ma perch questo risultato si produca, necessaria laccettazione dellaltra parte. La donazione deve essere spontanea. Elementi della donazione sono: a) Lo spirito di liberalit costituisce la causa del contratto. Pertanto rientra nello schema della donazione la c.d. donazione remuneratoria. Tale donazione irrevocabile, non obbliga a prestare gli alimenti al donante, ma comporta a carico del donatario la garanzia per evizione. b) Larricchimento, ossia lincremento del patrimonio del donatario. Larricchimento pu realizzarsi o disponendo a favore di un altro di un diritto, o assumendo unobbligazione verso il donatario (donazione obbligatoria), purch non si tratti di un facere. La donazione rientra nella categoria dei negozi a titolo gratuito. Ma non tutti i negozi a titolo gratuito costituiscono una donazione. 593 La donazione indiretta Lo scopo di arricchire unaltra persona si pu raggiungere o mediante la via diretta del negozio di donazione o in altri modi indiretti e, cio, avvalendosi di atti che hanno una causa diversa. Esempio: se voglio aiutare uno studente povero e meritevole, gli pago le tasse universitarie, compio un atto la cui causa consiste nellestinzione del debito, ma che avvantaggia lo studente allo stesso modo che se gli donassi la somma necessaria per il pagamento delle tasse. Costituisce un caso di donazione indiretta pure la vendita a prezzo inferiore al valore della cosa. Per aversi la figura del negozio misto con donazione, non basta che vi sia la sproporzione tra le due prestazioni, ma occorre ancora che questa sproporzione sia voluta da colui che la subisce allo scopo di attuare una liberalit e che questa finalit sia nota ed accettata dallaltra parte. La donazione indiretta deve essere distinta dalla donazione simulata: nella prima il negozio apparente quello effettivamente voluto e concluso, non esiste divergenza tra volont e dichiarazione ed il contratto produce realmente leffetto dichiarato: nella seconda, invece, il contratto apparente non corrisponde alla vera volont delle parti, le quali danno parvenza di negozio oneroso alla loro volont di stipulare un contratto gratuito. 594 Requisiti e disciplina La capacit di donare regolata dai princpi generali: non possono fare donazioni i minorenni, linterdetto, linabilitato, lincapace naturale. Uneccezione fatta per le donazioni a causa di matrimonio. Poich per la donazione richiesto latto pubblico ad substantiam, la procura a donare deve essere fatta ugualmente per atto pubblico e sempre con lintervento dei testimoni. A ragioni di protezione degli incapaci contro il rischio di abusi si ispira il divieto di donazione a favore del tutore o del produttore. Oggetto della donazione non pu essere un bene futuro n un bene altrui. Se la donazione ha per oggetto cose mobili, nellatto deve essere contenuta la specificazione del loro valore. Inoltre, la donazione pu avere per oggetto la nuda propriet con riserva dellusufrutto a favore del donante. Questi pu anche stabilire che dopo di lui lusufrutto sia riservato ad unaltra persona o a pi persone, ma non successivamente. La donazione pu essere sottoposta a condizione. Un particolare tipo di donazione, sottoposto a condizione sospensiva mista, la donazione fatta in riguardo ad un futuro matrimonio. Altra particolare condizione quella di riversibilit. Si tratta, in sostanza, di una condizione risolutiva: si stabilisce che i beni ritornino al donante nel caso che il donatario muoia prima del donante stesso. La donazione pu essere gravata di un onere o modo (donazione modale), nella quale si esula lidea di corrispettivo. Le sostituzioni sono consentite nelle donazioni nei casi e nei limiti stabiliti per gli atti di ultima volont.
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595 Invalidit della donazione Lerrore sul motivo della donazione la rende annullabile se il motivo risulti dallatto e sia il solo che ha determinato il donante a compiere la liberalit. Il motivo, per, deve s aver avuto efficacia determinante esclusiva, ma non necessario che sia comune ad entrambe le parti, basta che risulti dallatto. La nullit non sanabile e non suscettibile di conferma. Inoltre, la giurisprudenza ritiene applicabile lart.799 c.c. non solo quando la liberalit manchi nelle forme speciali alluopo prescritte, ma anche quando sia priva di qualsiasi forma. 596 La revoca della donazione Come tutti i contratti, la donazione non pu sciogliersi se non per le cause ammesse dalla legge. Tuttavia, in presenza di due gravi ragioni la legge prevede che la donazione possa essere revocata. Tali cause sono: a) ingratitudine del donatario; b) sopravvenienza dei figli. ovvio che se il donante avesse preveduto che la donazione da lui fatta gli avrebbe provocato lostilit e lingratitudine del donatario, non avrebbe certamente fatto la donazione. Inoltre il donante se avesse saputo che egli aveva figli, il naturale amore verso la prole lo avrebbe probabilmente indotto a tuttaltro avviso. Perch la revoca sia efficace, basta che il donante proponga la domanda; non occorre alcuna dichiarazione del donatario.

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LA PUBBLICITA IMMOBILIARE Capitolo 84: LA TRASCRIZIONE 597 Premessa La trascrizione un mezzo di pubblicit che si riferisce agli immobili o ai mobili registrati. Essa serve a far conoscere ai terzi le vicende giuridiche di un immobile o di un mobile registrato. 598 La funzione originaria della trascrizione Come potrebbe che intende acquistare diritti reali su un bene sapere se lalienante non li abbia gi trasferiti ad altri? Egli non sarebbe mai sicuro. A questo problema, lordinamento giuridico soccorre con ladozione di due criteri diversi. Per i mobili non registrati, il conflitto tra pi acquirenti dal medesimo titolare risolto in base al principio del possesso vale titolo. Invece, il conflitto tra pi acquirenti dello stesso diritto dal medesimo titolare, viene appunto risolto in base alla trascrizione: colui che per primo ha fatto trascrivere in pubblici registri il trasferimento preferito rispetto a colui che non ha trascritto affatto o ha trascritto successivamente il suo titolo dacquisto. 599 La natura dichiarativa della trascrizione Appunto perch la trascrizione non un elemento integrale della fattispecie negoziale, essa attua una forma di pubblicit dichiarativa. Eccezionalmente, in alcuni casi la trascrizione ha efficacia costitutiva. Tra di essi, il pi importante rappresentato dallusucapione abbreviata. Perch tale usucapione si maturi occorrono la buona fede dellacquirente e la trascrizione del titolo dacquisto. In questo caso, se non ho trascritto il titolo, non posso vantare nei confronti di nessuno il mio diritto di propriet. Sotto un altro profilo, lefficacia della trascrizione duplice: a) efficacia negativa: gli atti non trascritti si presumono ignoti ai terzi e quindi latto non trascritto non spiega la sua efficacia verso i terzi; b) efficacia positiva: gli atti trascritti si presumono conosciuti e quindi latto trascritto efficace contro qualunque terzo. Sappia o non sappia il soggetto che la trascrizione stata effettuata, per la legge come se lo sapesse. 600 La nozione di terzo Ai sensi dellart.2644 c.c., sono terzi soltanto coloro che abbiano acquistato diritti sullimmobile oggetto di quegli atti in base ad un atto trascritto o iscritto anteriormente rispetto alla trascrizione di quegli atti medesimi. Dunque, ipotizzata la trascrizione di una compravendita da Primus a Secundus, si considera terzo, soltanto colui il quale abbia acquistato, a qualunque titolo, un diritto lesivo della propriet acquista da Secundus e abbia gi provveduto a trascrivere o iscrivere il suo titolo dacquisto nel pubblico registro immobiliare. Non pu invece considerarsi terzo leventuale sub-acquirente, cos come leventuale rappresentante, vuoi dellalienante che dellacquirente. Allo stesso modo, ovviamente, non terzo il notaio o un creditore chirografario. 601 Limpostazione dei nostri registri immobiliari Il nostro ordinamento si basa su un criterio personale con partite intestate nei registri al nome della singola persona interessata. Il Conservatore non deve fare, quando gli viene richiesto di procedere alla trascrizione di un atto, alcuna indagine in ordine alla validit ed efficacia sostanziale di tale atto, ma possa limitarsi a verificare che il titolo di cui gli si chiede la trascrizione sia un atto pubblico, o una scrittura privata con sottoscrizione autenticata o accertata giudizialmente. 602 Il principio della continuit delle trascrizioni Per cercare di indurre i soggetti a trascrivere, il legislatore introduce il principio della continuit delle trascrizioni. Difatti, ad evitare che chi consulta i registri controllando la posizione di un determinato soggetto non sia in grado di rendersi conto della trascrizione di un acquisto precedente nei confronti del dante causa del soggetto rispetto al
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quale la verifica viene condotta, il legislatore sanziona il comportamento di chi non provvede a trascrivere il proprio titolo di acquisto rendendo inopponibili al suo avente causa anche trascrizioni anteriori ove manchi la trascrizione di un anello della catena: e cos le trascrizioni o iscrizioni a carico di un acquirente, quandanche anteriori, sono inopponibili nei confronti di chi abbia (quandanche successivamente) trascritto o iscritto atti di acquisto provenienti dal dante causa dellalienante. Quindi, chi acquista diritti reali su beni immobili, per essere tranquillo, non ha soltanto lonere di curare la trascrizione del proprio titolo dacquisto, ma deve anche preoccuparsi di accertare se risulti trascritto il titolo di acquisto del suo dante causa e se ravvisa, a questo riguardo, una omissione e, pertanto, una lacuna nella serie di trascrizioni che lo devono proteggere, deve preoccuparsi, per rendere inattacabile il suo acquisto, di fare in modo che venga ripristinata la continuit delle trascrizioni, e che quindi anche il titolo di acquisto del dante causa del suo dante causa venga anchesso trascritto. 603 Atti soggetti a trascrizione Gli atti rispetto ai quali la trascrizione svolge la funzione di dirimere il conflitto tra due acquirenti dal medesimo titolare, sono indicati nellart.2643 c.c. Gli atti soggetti a trascrizione si individuano in base ai beni cui si riferiscono (immobili, mobili registrati). Gli atti si suddistinguono in diverse categorie: a) contratti traslativi della propriet, o costitutivi o traslativi o modificativi di diritti reali immobiliari; atti tra vivi di rinuncia alla propriet e ai diritti reali; b) contratti relativi a diritti personali su beni immobili, soltanto, tuttavia, se superano una certa durata; o al conferimento del godimento di beni immobili in una societ o in una associazione per un periodo superiore ai 9 anni;; c) le transazioni quando abbiano per oggetto controversie sui diritti dei punti precedenti.; d) sono soggette a trascrizione pure le sentenze che operano la costituzione, il trasferimento o la modificazione di uno dei diritti dei punti precedenti, ossia le sentenze costitutive. 604 Trascrizione degli acquisti mortis causa Lart.2650 c.c. applicabile anche allacquisto mortis causa, cosicch non ci si pu avvalere della priorit della propria trascrizione fino a quando non siano stati trascritti tutti i precedenti acquisti facenti capo ai propri dante causa, sia pure remoti, appartenenti alla stessa catena, senza possibilit di distinguere tra acquisti inter vivos e acquisti dante causa. Quindi la trascrizione dellacquisto mortis causa non giova direttamente allacquirente, ma soltanto ai suoi aventi causa. 605 Altre funzioni della trascrizione Per quanto riguarda la trascrizione delle divisioni, dobbiamo tener presente lart.1113 c.c. e lelenco dei soggetti aventi diritto ad intervenire nella divisione. A questa, difatti, devono partecipare non solo tutti i comunisti, ma pure i creditori e gli aventi causa i quali, trattandosi di dividere beni immobili, abbiano non solo notificato unopposizione anteriormente alla divisione, ma abbiano anche trascritta tale opposizione prima della trascrizione dellatto di divisione e, se si tratta di divisione giudiziale, prima della trascrizione relativa domanda. Devono poi essere trascritti, se hanno per oggetto beni immobili, la costituzione del fondo patrimoniale, le convenzioni matrimoniali che escludono i beni stessi della comunione tra i coniugi, gli atti e i provvedimenti di scioglimento della comunione, gli atti di acquisto di beni personali. 606 La trascrizione delle domande giudiziali Il legislatore assoggetta allonere della trascrizione anche numerose domande giudiziali (artt.2652-2653 c.c.). In questi casi la trascrizione serve a mettere in grado i terzi di conoscere che in ordine a quel bene stata mossa una contestazione il cui esito, a seguito della trascrizione, diventa opponibile pure agli aventi causa dal convenuto. In questi casi, se la domanda trascritta verr successivamente accolta, la stessa sentenza di accoglimento verr considerata opponibile ai terzi aventi causa del convenuto. 607 Modalit per eseguire la trascrizione La trascrizione deve essere richiesta presso lufficio dei registri immobiliari nella cui circoscrizione si trova il bene. Si pu ottenerla soltanto in forza di sentenza oppure di atto pubblico o di scrittura privata con sottoscrizione autenticata o accertata giudizialmente. Per la trascrizione di una domanda giudiziale, occorre presentare copia autenticata del documento che la contiene, munita della relazione di notifica alla controparte. Se nelle note vi sono omissioni o inesattezze, queste determinano la nullit della trascrizione soltanto se esse sono tali da indurre incertezza sulle persone o sul rapporto giuridico a cui latto si riferisce.
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