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RECENSIONE DEL NUOVO LIBRO DI ANTONELLA RANDAZZO

Antonella Randazzo

HOMO GREX
Viaggio dallHumanitas al Grex e ritorno

Pur essendo venuto allo scoperto che circa l1% sottomette e opprime il restante 99% della popolazione, il sistema rimasto invariato. evidente che non basta capire la realt per cambiarla, ed risultato inutile protestare contro chi non ha alcun interesse a cambiarla. Lo scrittore Lev Nikolaevi Tolstoj, in riferimento alloppressione coloniale inglese in India, ebbe a dire: Una compagnia commerciale assoggett una nazione di duecento milioni di persone! Raccontatelo ad un uomo libero dalla superstizione, ed egli non riuscir a capire che cosa
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significhino queste parole, che cosa significa che trentamila uomini ne hanno sottomessi duecento milioni? Cosa ci guadagnano i popoli a credere che lo stesso sistema dittatoriale dar loro la possibilit di scegliere la libert? Come qualcuno ha detto: Gli oppressori europei non hanno chiesto gentilmente di ricevere dai popoli il potere che hanno. Si chiede il giornalista e scrittore John Pilger: Per quanto tempo ancora dobbiamo restare sottomessi ad un tale governo invisibile?... i sistemi politici che promettono sicurezza e giustizia sociale sono stati sostituiti da pirateria, austerit e guerra perpetua: un estremismo dedito al rovesciamento della democrazia. Se applicato a un individuo, lo identificherebbe come psicopatico. Perch mai lo accettiamo?.1 A cosa dovuta lincapacit dei popoli di liberarsi da un secolare sistema oppressivo e obsoleto? Questo libro fa chiarezza su quella realt chiamata societ di massa, e sulle caratteristiche che impediscono ai popoli di scegliere ci che meglio per loro. Da molto tempo, autorevoli studiosi parlano di societ di massa, come di una realt in cui gli individui sono stati assoggettati ad un assetto che non permette loro alcuna vera libert, e non rende possibile una consapevolezza necessaria per scegliere liberamente un altro sistema. Scriveva Alexis Clrel de Tocqueville nel 1832: Se cerco di immaginare il dispotismo moderno, vedo una folla smisurata di esseri simili ed eguali che volteggiano su se stessi per procurarsi piccoli e meschini piaceri di cui si pasce la loro anima.2 NellOttocento, lo psicologo Gustav Le Bon (1841-1931) osserv che la massa costituita da persone che non vivono nella propria e vera realt individuale, che hanno bisogno di illusioni, di passioni, di coinvolgimento emotivo. Da recente, alcuni autori hanno messo in evidenza che molte persone si sentono insicure e hanno perduto ogni riferimento sociale o familiare. Se si chiede ai giovani chi vorresti essere?, rispondono citando un loro idolo mediatico, e raramente dicono Sono felice di essere me stesso. Altre persone si fanno trascinare dai reality, o da altre

http://www.johnpilger.com/articles/history-is-the-enemy-as-brilliant-psy-opsbecome-the-news 21.06.2012 2 Alexis de Tocqueville, La democrazia in America, Cappelli, Firenze 1957.


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produzioni televisive che puntano sulla creazione di un clima emozionale coinvolgente. Si sono affermati anche i social network, divenuti un fenomeno di massa, con tanti risvolti sociali e culturali. Si offrono nuove illusioni, che sostituiscono le vecchie, diventate delusioni. Si offrono nuovi leader, nuove speranze, nuove credenze, ma rimangono i vecchi paradigmi. Secondo Le Bon, la massa deve essere mantenuta in una scena onirica priva di precisi contorni. Si deve utilizzare il mito, il simbolo, il passato, lemozione, la fascinazione, ma anche la menzogna, la falsit, e tutto quello che sfugge ad una verifica razionale. Cosa si intende per massa? Quali effetti produce sulle persone? Si pu uscire dalla massa? Queste sono soltanto alcune delle tante questioni affrontate in questo libro. Il viaggio di comprensione del passaggio da societ a massa, o dallHumanitas al Grex, conduce inevitabilmente al viaggio di ritorno, ovvero alla consapevolezza di quelle caratteristiche che permettono agli individui di uscire dalla massa. Il ritorno dal Grex allHumanitas un viaggio affascinante, che fa luce sulle risorse e sul potere degli individui, riuscendo a comprendere che non sempre negativo infrangere le regole di quel giudice rigido e implacabile che sta fuori e dentro di noi, quale frutto secolare della massificazione.

INDICE INTRODUZIONE.......................................................................... 7 CAPITOLO I - LA TELEVISIONE E LE MASSE................ 19 Par. I. 1 - Bambini e televisione Par. I. 2 - I Cartoni Animati Par. I. 3 - La televisione e le divise Par. I. 4 - I telegiornali e le masse Par. I. 5 - I Reality Par. I. 6 - Auditel e Qualitel
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Par. I. 7 - Identit televisiva CAPITOLO II - PUBBLICIT E IDEOLOGIA..................... 111 Par. II. 1 - Pubblicit e formazione della massa Par. II. 2 - La soppressione del femminile Par. II. 3 - Mercato e nevrosi CAPITOLO III INNOVAZIONE TECNOLOGICA E SVAGO..167 Par. III. 1 La questione della privacy Par. III. 2 Lemotivit in rete Par. III. 3 Metodi Psicotropi Par. III. 4 Percezione e materia Par. III. 5 Lideologia delle macchine Par. III. 6 Homo Grex e svago Par. III. 7 Innovazione tecnoludica CAPITOLO IV POLITICA, LOBBY E MASSE.............. ....273 Par. IV. 1 Le sette lobbistiche Par. IV. 2 Religioni settarie Par. IV. 3 LHomo Grex nella letteratura Par. IV. 4 Partiti e potere Par. IV. 5 Massomafia CAPITOLO V RITORNO ALLHUMANITAS............... ....381 Par. V. 1 Repressione e massa Par. V. 2 Lego e lillusione Par. V. 3 Alla ricerca dellAtman Par. V. 4 Meditazione, consapevolezza e creativit Par. V. 5 La mente e il DNA Par. V. 6 Ribellione creativa BIBLIOGRAFIA........................................................................ 425

INTRODUZIONE Da molto tempo, gli studiosi parlano di una societ di massa, ma per molti individui difficile credere di appartenere ad una massa. Cos dunque, una massa? Quali sono gli elementi che gli individui devono avere per appartenervi? Pu una persona essere del tutto massificata e non accorgersene? Come si crea una societ di massa? E quali effetti produce sulle persone? Si pu uscire dalla massa? Queste sono soltanto alcune delle tante questioni affrontate in questo libro. Lobiettivo quello di capire in modo approfondito quali sono gli elementi che permettono la creazione di una massa e le possibilit individuali di uscire dalle morse massificanti. Molte discipline hanno trattato questo argomento, cercando di mettere in luce le cause che rendono possibile la trasformazione di una societ in un gregge. Homo Grex luomo che segue il gregge: egli diventato incapace di autodeterminarsi, e dunque cerca allesterno quello che dovrebbe cercare dentro di s. dipendente dallesterno poich non possiede pi una vitalit interiore che lo renda in grado di assaporare la vita partendo dalle sue stesse potenzialit creative. Grex la parola latina che indica il gregge, la mandria, il branco, la schiera o la truppa. In tutti i casi, lessere umano si muove in gruppi pi o meno folti. Ma la caratteristica del muoversi con gli altri non certo soltanto una caratteristica spaziale o sociale: anche psicologica, nel senso che lHomo Grex ha perduto la capacit di attingere a quelle caratteristiche individuali che costituiscono la sua vera identit. La parola Grex stata utilizzata in passato per indicare un gruppo di persone legate da motivazioni sociali o culturali, ma oggi, considerando i media di massa, molti autori hanno analizzato questo concetto in chiave moderna, individuando i diversi fattori che rendono possibile la creazione di una massa, e la successiva manipolazione o controllo sociale.
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Anticamente, Cicerone utilizzava l'espressione Grex Scipionis (Circolo degli Scipioni), facendo riferimento ad un gruppo di persone che avevano vedute culturali e politiche affini, condivise all'interno della famiglia degli Scipioni. Diversi componenti della politica romana, come Scipione Emiliano, e altri intellettuali e letterati, come il commediografo Terenzio, erano molto interessati alla cultura ellenistica e di come essa si stava diffondendo nell'antica Roma. Questi personaggi giunsero a scontrarsi con altre personalit, come il censore Marco Porcio Catone (234 a.C. circa 149 a.C.), che non vedeva di buon occhio il legame che questi intellettuali avevano stabilito con il mondo greco (specie Polibio e Panezio), alimentando il tipo di filosofia individualistica, che esprimevano nelle loro orazioni e opere letterarie. Fu proprio a questo gruppo di persone che stato attribuito il merito del diffondersi di quellideale definito Humanitas, che univa la compassione, intesa in senso latino, e la formazione delluomo sulla base della civilt a cui apparteneva, riconoscendo lessere umano anche come categoria generale. Con lHumanitas si concepisce la possibilit di accettazione, benevolenza e comprensione verso tutti. Si concepiva una nuova etica, basata sulla fiducia negli esseri umani, sui sentimenti, e sullattribuire un valore a tutti gli esseri umani, senza alcuna distinzione sessuale, etnica o sociale. Cecilio Stazio sviluppa il concetto di Humanitas in opposizione alla concezione plautina riassunta nella frase homo homini lupus (luomo come un lupo per gli altri uomini), sostenendo la possibilit che tra gli uomini possa prevalere la solidariet e la fiducia. Le idee del circolo scipionico ebbero una notevole importanza nella cultura romana; ma anche successivamente, il concetto di Humanitas ha influito sugli ambienti culturali europei, dallet umanistica e rinascimentale fino ai nostri giorni. Dunque, il Grex Scipionis un gruppo che riconosce la sua identit collettiva, ma anche quella dei singoli individui, nella considerazione della complessit della personalit umana, che pu divergere, creando le culture, e lidentit dei singoli individui. Oggi per risulta sempre pi difficile distinguere le differenze culturali, e ancor di pi trovare la possibilit di una vera e libera scelta individuale. La cosiddetta globalizzazione ha creato un altissimo grado di conformit tra le nazioni. Le multinazionali creano spot pubblicitari simili in molti paesi, e persino lassetto politico e le scelte finanziarie sono omologate tra
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parecchi paesi. Tutto questo ha creato un nuovo tipo di uomo, che chiameremo Homo Grex, ovvero un uomo formato, pi che dalla sua stessa cultura, da elementi prodotti dai mass media, o da un insieme di paradigmi precostituiti, appartenenti allassetto politico-economico in cui egli vive. LHomo Grex ha superato persino la vecchia nozione di cultura. Il termine Cultura deriva dal verbo latino colere, e significa coltivare, ossia aver cura di qualcosa. Nellera moderna, il concetto di cultura stato accostato allaver acquisito un bagaglio di conoscenze importanti, che saranno trasmesse da generazione in generazione. Nella lingua italiana il termine cultura pu avere due significati diversi: - La concezione umanistica o classica intende la cultura come una formazione individuale, che permette di coltivare, o di esprimere, l'animo umano. - La concezione antropologica o moderna considera la cultura come un insieme di costumi, credenze, atteggiamenti, ideali, valori, abitudini delle diverse popolazioni o societ del mondo. La cultura riguarda sia la societ che l'individuo. In questo senso possibile parlare al plurale di diverse culture, o dell'appartenenza a diversi gruppi sociali che permettono di acquisire un'identit culturale. Col passar degli anni, e soprattutto con lo sviluppo mediatico, la definizione antropologica di Cultura cambiata. Secondo l'antropologo Ulf Hannerz, una cultura una struttura di significato che viaggia su reti di comunicazione non localizzate in singoli territori. Addirittura, l'uso popolare del termine, in molte societ occidentali, rispecchia alcune caratteristiche del sistema nella sua generalit. Ad esempio, molti usano la parola cultura per indicare oggetti, beni di consumo, e attivit artistiche o culinarie. Altre persone possono distinguere una cultura alta dalla presunta cultura bassa, riferendosi, con questultima, a tutti quegli oggetti, usi e costumi che non appartengono all'lite. Di certo, la cultura comprende i costumi, le abitudini acquisite, gli oggetti considerati importanti, gli stili di vita, i paradigmi, le aspettative, ma anche atteggiamenti, valori, ecc. La cultura che il bambino apprende sin da piccolo non riguarda ovviamente soltanto gli aspetti materiali, ma la totalit dell'ambiente
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sociale e fisico. Ogni essere umano nasce in una famiglia e in una societ, come parte del mondo. Egli viene educato come un essere sociale, e dunque riceve diversi messaggi che mirano ad indirizzare il suo comportamento, e ad eliminare le risposte considerate non sociali. Oltre alla famiglia, interviene la scuola e la chiesa, per adattare il bambino al contesto sociale e culturale. Ogni cultura possiede parametri e paradigmi propri, che non possono essere considerati assoluti, e influiscono sul grado di realizzazione delle potenzialit individuali. Possono cio avere un potere pi o meno forte nel condizionare le scelte esistenziali dellindividuo, determinandone il livello di felicit o di benessere psico-fisico. Dunque, in ogni contesto culturale, esistono modelli culturali e norme, che possono essere intesi come assoluti, pur essendo sempre relativi. In un contesto che crea una massa, le variazioni di comportamento tra individuo e individuo sono limitate da norme esplicite e implicite. Pi il sistema impone norme rigide e implicite, con paradigmi intesi come assoluti e immodificabili, e pi le norme sociali non vengono percepite come tali. In altre parole, si produce lHomo Grex: un uomo che percepisce luniformit o il conformismo sociale come naturale, e dunque non intende pi la sua condotta come regolata da tali norme, che impongono quale comportamento sia consentito e quale stigmatizzato. Il suo comportamento non dovuto alla scelta individuale, ma alle regole gi preesistenti, ma egli non si accorge di non avere possibilit di scelta. Non pi in grado di percepirlo, in quanto si identificato con la realt esterna, a tal punto da non riconoscere pi le sue caratteristiche individuali. Secondo il sociologo mile Durkheim, ogni societ impone diverse rappresentazioni collettive, cio insiemi di norme e credenze. Pi queste norme danno origine a paradigmi che agiscono sulla stessa considerazione che lindividuo ha di s, e pi potranno creare un gruppo sociale omogeneo, ovvero una massa. Per lo studioso Ivan Illich, lomologazione sociale prodotta da un sistema industrializzato e altamente tecnologizzato, in cui il soggetto ignaro e inerme di fronte alla mole notevole di stimoli persuasivi e suggestivi volti al consumismo, al dominio politico-economico, e a produrre effetti anche grazie alla dominanza biomedica e farmaceutica. Un altro sociologo, Talcott Parsons, ha sostenuto che la cultura costituita da sistemi strutturali o ordinati di simboli (che sono gli oggetti
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dell'orientamento all'azione), da componenti interiorizzate della personalit degli individui e da modelli istituzionalizzati dei sistemi sociali.3 Pertanto, ogni contesto culturale si muove per conservare il proprio ordine sociale, imponendo in modo implicito o esplicito regole, norme e sanzioni. Per proteggere lo status quo, e continuare ad esistere contro ogni spinta al cambiamento, un sistema pu diffondere valori e norme che potrebbero non essere socialmente condivisi o auspicabili per il benessere della societ. Per indurre gli individui ad interiorizzare tali norme e valori, si esercita pressione attraverso diversi metodi, che lindividuo pu non percepire affatto come condizionamento o manipolazione. In questo modo, si sacrifica lindividuo sullaltare del conformismo e del consenso al vecchio sistema. In passato, la questione stata appiattita e ideologizzata allinterno di determinate ideologie politiche. Ad esempio si prestata attenzione al conflitto di classe tra chi ha i mezzi di produzione e chi un lavoratore dipendente, facendo capire che i primi utilizzano il proprio potere per assoggettare i secondi. Ma la questione dellesistenza di un potere coercitivo sulle masse assai pi complessa, poich coinvolge anche caratteristiche degli stessi individui, e non si pu fare a meno di considerare gli aspetti emotivi non soltanto di chi esercita il potere, ma anche di chi lo subisce. Con la globalizzazione, la cultura deve essere inevitabilmente studiata in una prospettiva ampia, relazionale e reticolare. L'antropologo svedese Ulf Hannerz ha scritto che in quanto sistemi collettivi di significato, le culture appartengono innanzitutto alle relazioni sociali e ai network di queste relazioni. Appartengono ai luoghi solo indirettamente e senza una necessit logica.4 Lo psicologo Umberto Galimberti chiarisce che, nel sistema in cui viviamo, lindipendenza, lespressione di s e la padronanza emotiva non sono valori: Viviamo in un esercizio quotidiano di negazione di noi stessi. Pi le societ si fanno complesse pi diventano rigide. E quindi la virt di fondo che ognuno di noi deve interiorizzare non la creativit, lindividualit, ma la sostituibilit. Lapparato vuole la sostituzione dei singoli individui, pi velocemente possibile. Io ti do un mansionario limitato, di modo che, se tu non sei pi allaltezza o depresso o ammalato
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Parsons Talcott, Il Sistema sociale (1951), Edizioni di Comunit, Milano 1981. Ulf Hannerz, La complessit culturale, Mulino, Bologna, 1998.
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sei immediatamente sostituibile. Allapparato interessa la sostituibilit, non leccellenza.5 Dunque, alcune caratteristiche delle societ contemporanee rendono possibile la creazione di un uomo-massa. Questo uomo il frutto di secoli di oppressione, ma la sua prigionia oggi resa pi leggera dai mass media, che offrono svago di scarsa qualit e, soprattutto, la possibilit di vedere una realt diversa da quella vera, alimentando illusioni e credenze funzionali al permanere dellindividuo nello stato di massificazione. Nessuno di noi ama lidea di poter essere condizionato dai mass media, sappiamo che i media hanno un forte potere condizionante, ma preferiamo pensare che questo potere venga esercitato su altri. Molti studiosi, psicologi, sociologi e filosofi, si sono interrogati circa gli effetti che i mass media producono sulla mente e sul comportamento delle persone. Alcuni di essi hanno elaborato concetti utili per comprendere questi effetti e far luce sui metodi e sulle tecniche utilizzate dagli esperti mediatici. Molte pubblicazioni spiegano come e quanto siamo soggetti al condizionamento mediatico, che oggi non riguarda soltanto il campo pubblicitario o dello svago, ma anche quello politico, ideologico e religioso. Molti di noi vengono oggi influenzati pi di quanto non sospettino e la nostra esistenza quotidiana sottoposta a continue manipolazioni di cui non ci rendiamo conto,6 scriveva gi negli anni Cinquanta il sociologo americano Vance Packard. Egli parlava di persuasori occulti, ad intendere lesistenza di professionisti della comunicazione, che utilizzavano varie tecniche difficili da riconoscere, mirando ad agire sul subconscio. Ovviamente, questi persuasori sono a servizio dei grandi gruppi bancari e delle grandi imprese, e producono programmi Tv, pubblicit e altri prodotti mediatici, in armonia col sistema attuale. Lo scopo principale dei mass media quello di renderci etero-diretti, ovvero di fare in modo che tutti scelgano il proprio stile di vita, la propria alimentazione, labbigliamento e persino le idee politiche e le opinioni, sulla base del mondo mediatico. Scrive il sociologo David Riesman: Come, in campo commerciale, la
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Fiori Antonella, Ricomincio da me, Sperling & Kupfer, Milano 2004, p. 100. Packard Vance, I persuasori occulti, Einaudi, Torino 1958.
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suggestione esercitata dalla confezione e dalla pubblicit di un prodotto si sostituisce alla convenienza del prezzo, cosi in campo politico, la suggestione esercitata dalla confezione del candidato o mediante una tendenziosa manipolazione dei mezzi di diffusione di massa, si va sostituendo alla ricerca dellinteresse personale che determinava la scelta 7 del tipo auto-diretto. Far diventare le persone etero-dirette significa renderle fortemente condizionabili, senza che esse ne abbiano piena consapevolezza, poich se ne avessero consapevolezza gli effetti sarebbero drasticamente ridotti. Significa creare una sorta di pensiero collettivo, che tender ad uniformare menti, pensieri, opinioni e scelte, in modo tale che qualora apparisse unidea inconsueta, fuori dal controllo del sistema, essa spingerebbe a guardare in modo sospetto chi la produce, come se cantare fuori dal coro rappresentasse di per s un pericolo. Eppure, non c vera cultura senza capacit di proporre nuovi punti di vista. Osserva la scrittrice Gloria Capuano: Nell'informazione prevalgono un'incivile tifoseria politica, lo scandalismo, la notizia dell'orrore, l'immagine truculenta e pornografica, e una gerarchia di valori affidati alla banalit o allo squallore del sentire... questo tipo di informazione ciarpame 'diseducativo' perch non offre alcuno stimolo di crescita. veramente stupefacente osservare le innumerevoli opportunit e il tempo messo a disposizione di egregie signore del bel mondo o di personaggi dello spettacolo, o di signori esibizionisti e velleitari, o di ex terroristi, mentre la cultura dei contenuti perorata dalla gente pi schiva e pi isolata ha praticamente il bavaglio. C' chi teme che si pratichi una ginnastica delle idee non convenzionali. Tutto ci senza ricordare che questa gente capace di pensare fuori dal contagio di massa, non ha spazio anche perch non ha percorso i canali obbligati della dipendenza politica e culturale. Nel tener conto di questo spaccato di un mondo informativo che si divide... equamente tra la cultura della testimonianza crudele e casuale senza alcun retroterra critico, e la cultura della vanit e dell'esibizionismo, si pu ritenere che la cultura sommersa e imbavagliata sia quella in grado d'innestare il nuovo nei contenuti... Siamo quindi ancora e sempre sulla distinzione tra contenuti e contenitori. Povera democrazia! Senza sponsor non ha alcuna possibilit di
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Riesman David, La follia solitaria, Il Mulino, Bologna 1967, p. 196.

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camminare. certa una considerazione: ogni voce messa a tacere costa un ritardo in democrazia... un ritardo di crescita democratica, perch s'impedisce la conoscenza in genere e il conoscersi tra esseri umani... L'idea di libert consiste proprio nel coraggio d'esprimere soprattutto ci che si stacca dall'ufficialit e dalla massificazione.8 Il giornalista William H. Whyte parl di conformismo razionalizzato, che mira a cancellare il peso dellindividuo come essere pensante e agente autonomamente. Egli scrive: Si giunti insensibilmente alla conclusione che lindividuo non ha di per s nessun valore se non in quanto appartiene 9 a un gruppo. Questo libro analizza il fenomeno delle sette lobbistiche nel nostro Paese, chiarendo quali sono le pi presenti e come operano per esercitare un potere antidemocratico e massificante. Unaltra definizione utilizzata per indicare leffetto massificante dei media pensiero collettivo, ovvero un bisogno di conformarsi al gruppo e di rinunciare alla propria pi autentica individualit. Le pressioni mediatiche per raggiungere questo scopo sono molteplici: dalle risate di sottofondo poste in alcuni programmi televisivi, che indicano persino il momento giusto per ridere, alla scelta dei gadget, dellabito o del modello di telefonino pi in voga. Per condizionare la mente e il comportamento occorre manipolare le emozioni, potendo cos creare affezione, disaffezione, simpatia, rigetto, coinvolgimento emotivo, suggestione, ecc. I media, specie la pubblicit, mirano a creare un clima di desideri, bisogni e senso di frustrazione, poich tale clima quello psicologicamente pi adatto a creare individui dipendenti dalla realt esterna e inclini allacquisto di prodotti inutili e persino dannosi. Siamo invogliati a provare nuovi prodotti o a confrontarci con modelli estetici talmente elevati che la maggior parte delle persone non pu che sentire di non essere allaltezza. Tale frustrazione o disagio servir a stimolare lacquisto di creme di bellezza o di altri prodotti per lestetica, e far crescere la domanda di trattamenti estetici e operazioni di chirurgia estetica.
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Capuano Gloria, Progetto Informazione per creare un giornalismo di pace, Edizioni per scuole e Universit, Roma 1995, pp. 12-42. 9 Packard Vance, I persuasori occulti, 1958, Einaudi, pag. 215.
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Negli ultimi decenni, molte persone hanno sostenuto che la rete Internet rappresentava un canale di grande cambiamento sociale e politico. Ma non sono pochi gli studiosi che hanno raggelato questa speranza. Ad esempio, linformatico Joseph Weinzenbaum ha detto: Lavvento della rivoluzione del computer e la fondazione dellra del computer sono stati annunciati pi volte. Ma se il trionfo di una rivoluzione deve essere misurato nei termini del cambiamento sociale che ha generato, allora la rivoluzione del computer non c mai stata.10 Il professore del Department of Communication Arts della New York City University, Neil Postman, aggiunge: importante ricordare cosa si pu fare senza i computers e cosa si perde quando ce ne serviamo.11 Questo libro chiarisce il senso di queste affermazioni, approfondendo il significato che la scienza e la tecnologia hanno per luomo contemporaneo. Lopera considera in modo approfondito, tenendo conto delle fonti pi importanti a autorevoli, il mondo dei mass media e di Internet. Considera anche gli aspetti politici, economici e finanziari che mirano ad orientare gli individui verso la massa. Questo libro si posto lo scopo di essere uno strumento utile a servizio della consapevolezza. Da molto tempo, tanti studiosi di Antropologia, Psicologia e Sociologia hanno messo in evidenza che le tendenze al conformismo possono produrre significati e comportamenti lontani dalla realt, e suscettibili di accettare eventi che potrebbero portare allautodistruzione. Lultimo capitolo considera il ritorno dal Grex allHumanitas, facendo luce sulle possibilit umane di autodeterminazione e di creazione di uno stato di benessere, che richiede necessariamente la realizzazione delle potenzialit dellindividuo fuori dallalienazione della massa. Se manca una decisa azione individuale, la societ contemporanea tende a trasformarsi in una massa pericolosamente informe, suscettibile di essere manipolata da poche persone che ne conoscono gli aspetti vulnerabili. Secondo diversi studiosi, ogni individuo dovrebbe prendere atto di aver
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Weinzenbaum Joseph, Computer Power and Human Reason: From Judgement to calculation, Freeman, San Francisco 1976, p. 32 (trad. italiana Il potere del computer e la ragione umana. I limiti dellintelligenza artificiale, Edizione Gruppo Abele, Torino 1987). 11 Postman Neil, Technopoly, Edizioni Boringhieri, Torino 1993, p. 112.
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vissuto allinterno di una societ di massa, che lo ha trasformato in Homo Grex, reprimendo aspetti della sua personalit molto importanti. Prendendo atto di ci, occorre superare quelle paure che fanno parte della societ di massa, e riuscire a capire che non sempre negativo infrangere le regole di quel giudice rigido e implacabile che sta fuori e dentro di noi, quale frutto secolare della massificazione. ALCUNE DOMANDE A CUI IL LIBRO RISPONDE: Quali sono i metodi che permettono di formare le masse? Quali tecniche vengono utilizzate per impedire alle persone di autodeterminarsi? possibile controllare la vita emotiva di una persona senza che essa ne sia consapevole? Come pu il sistema elettorale multipartitico avvantaggiare una dittatura? Cosa sono e come operano le sette lobbistiche? Come viene utilizzata la rete Internet per creare la falsa dissidenza? Cosa sono veramente i partiti politici? Cos la Massomafia? Cosa centrano la mafia e la massoneria con la creazione di una massa? Che significato hanno i luoghi di svago e lo sport per il sistema attuale? In che modo la rete Internet condiziona lemotivit? Cos un robot efficiente? In che modo il modello economico favorisce la nevrosi? Cos lanalfabetismo emozionale? Quali sono i paradigmi che permettono lesistenza di un potere antidemocratico? Cosa sono lAuditel e il Qualitel? Qual la funzione ideologica della pubblicit? Cos la percezione e come si costruisce la realt? In che modo gli oggetti tecnologici pi sofisticati hanno modificato le potenzialit sociali e cognitive? Quali sono le risorse individuali per il benessere psico-fisico? COME ORDINARE IL LIBRO: Per ordinare il libro occorre scrivere all'indirizzo e-mail nuovaenergia@rocketmail.com
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