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LIONARDO. Quale uomo fusse il quale non si traesse piacere della villa?

Porge la villa utile grandissimo, onestissimo e certissimo. E pruovasi qualunque altro essercizio intopparsi in mille pericoli, hanno seco mille sospetti, seguongli molti danni e molti pentimenti: in comperare cura, in condurre paura, in serbare pericolo, in vendere sollecitudine, in credere sospetto, in ritrarre fatica, nel commutare inganno. E cos sempre degli altri essercizii ti premono infiniti affanni e agonie di mente. La villa sola sopra tutti si truova conoscente, graziosa, fidata, veridica. Se tu la governi con diligenza e con amore, mai a lei parer averti satisfatto; sempre agiugne premio a premii. Alla primavera la villa ti dona infiniti sollazzi, verzure, fiori, odori, canti; sforzasi in pi modi farti lieto, tutta ti ride e promette grandissima ricolta, mpieti di buona speranza e di piaceri assai. Poi e quanto la truovi tu teco, alla state cortese ! Ella ti manda a casa ora uno ora un altro frutto, mai ti lascia la casa vota di qualche sua liberalit. Eccoti poi presso l'autunno. Qui rende la villa a le tue fatiche e a' tuoi meriti smisurato premio e copiosissime merc, e quanto volentieri e quanto abundante, e con quanta fede! Per uno dodici, per uno piccole sudore pi e pi botti di vino. E quello che tu aresti vecchio e tarmato in casa, la villa con grandissima usura te lo rende nuovo, stagionato, netto e buono. Ancora ti dona le passule e l'altre uve da pendere e da seccare, e ancora a questo agiugne che ti riempie la casa per tutto il verno, di noci, pere e pomi odoriferi e bellissimi. Ancora non resta la villa di d in d, mandarti de' frutti suoi pi serotini. Poi neanche il verno si dimentica teco esser la villa liberale; ella ti manda la legna, l'olio, ginepri e lauri per, quando ti conduca in casa dalle nevi e dal vento, farti qualche fiamma lieta e redolentissima. E se ti degni starti seco, la villa ti fa parte del suo splendissimo sole , e porgeti la leprettina, il capro, il cervo che tu gli corra drieto, avendone piacere e vincendone il freddo e la forza del verno. Non dico de' polli, del cavretto, delle giuncate e delle altre delizie, quali tutto l'anno la villa t'alieva e serva. Al tutto cos : la villa si sforza a te in casa non manchi nulla, cerca che nell'animo tuo stia niuna malinconia, mpieti di piacere e d'utile. E se la villa da te richiede opera alcuna, non vuole come gli altri essercizii tu ivi te attristi, n vi ti carchi di pensieri, n punto vi ti vuole affannato e lasso, ma piace alla villa la tua opera ed essercizio pieno di diletto, il quale sia non meno alla sanit tua che alla cultura utilissimo.

b2: Da salute, proventi, riposo, e preserva dall' invidia e dall' odio. GIANNOZZO. Che bisogna dire Lionardo? Tu non potresti lodare a mezzo quanto sia la villa utile alla sanit, commoda la vivere, conveniente alla famiglia. Sempre si dice la villa essere opera de ' veri e buoni uomini e giusti massari, e conosce ogni uomo la villa in prima essere di guadagno non piccolo, e, come tu dicevi, dilettoso e onesto. Non ti conviene come negli altri mestieri, temere perfidia o fallacie di debitori o procuratori. Nulla vi si fa di oscuro, nulla non veduto e conosciuto da molti, n puoi esservi ingannato, n bisogna chiamare notari e testimoni, non seguire litigii e l'altre simili cose acerbissime e piene di malinconie che alle pi fiate sarebbe meglio perdere che con quelle suste d'animo guadagnare. Agiungnio qui, che tu puoi ridurti in villa e viverti in riposo pascendo la famigliola tua, procurando tu stessi a' fatti tuoi, la festa sotto l' ombra ragionarti piacevole del bue, della lana, delle vigne o delle sementi, senza sentire romori, o relazioni, o alcuna altra di quelle furie quali dentro alla terra fr cittadini mai restano (sospetti, paure, maledicenti, ingiustizie, risse e l'altre molte bruttissime a ragionarne cose, e orribili a ricordarsene). In tutti e' ragionamenti della villa nulla pu non molto piacerti, di tutte si ragiona con diletto, da tutti se' con piacere e volentieri ascoltato. Ciascuno porge in mezzo quello che conosce utile alla cultura ; ciascuno t'insegna ed emenda, ove tu errassi in piantare qualche cosa o sementare. Niuna invidia, niuno odio, niuna malivolenza ti nasce dal cultivare e governare il campo.

b3: Vi si pu godere lo spettacolo della natura e fuggire i tumulti del Palagio. LIONARDO. E anche vi godete in villa quelli giorni aerosi e puri, aperti e lietissimi; avete leggiadrissimo spettacolo rimirando que' colletti fronditi, e que' piani verzosi, e quelli fonti e rivoli chiari, che seguono saltellando e perdendosi fra quelle chiome dell'erba. GIANNOZZO. S, Dio, uno proprio paradiso. E anche, quello che pi giova, puoi alla villa fuggire questi strepiti, questi tumulti, questa tempesta della terra, della piazza, del palagio. Puoi in villa nasconderti per non vedere le rubalderie, le scelleraggine e la tanta quantit de' pessimi mali uomini, quali per la terra continuo d farfallano inanti agli occhi, quali mai restano di cicalarti torno alle orecchie, quali d'ora in ora seguono stridendo e mugghiando per tutta la terra, bestie furiosissime e orribilissime. Quanto sar beatissimo lo starsi in villa: felicit non conosciuta! LIONARDO. Lodate voi abitare in villa pi che in mezzo alla citt? GIANNOZZO. Quanto io, a vivere con manco vizio, con meno maninconie, con minore spesa, con pi sanit, maggiore suavit del vivere mio, si bene, figlioli miei, che io lodo la villa.

b4: E' adatta per educarci i figlioli, se non fosse che bene che questi conoscano i mali uomini di citt, onde poterli evitare e combattere, specie in et adulta. LIONARDO. Parrebbevi egli pertanto d'allevare ivi e' figlioli vostri? GIANNOZZO. Se i figlioli miei non avessoro in et a conversare se non con buoni, certo a me piacerebbe averli cresciuti in villa. Ma egli si piccolo il numero de' non pessimi uomini, che a noi padri conviene, per essere sicuri da viziosi e dai molti inganni loro, volere che' figlioli nostri li conoscano ; n pu bene giudicare de viziosi, colui il quale non conosce il vizio. Chi non conosce il suono della cornamusa non pu bene giudicare se lo strumento sia buono o non buono. Per sia nostra opera fare come chi vuole diventare schermidore, prima imparare ferire, per meglio conoscere e a tempo sapere fuggire la punta e scostarsi dal taglio. S' vizii abitano, come fanno, tra gli uomini, a me potr parer il meglio allevare la giovent nelle terre, poich ivi abondano non meno vizii che uomini. LIONARDO. E anche, Giannozzo, nella terra la giovent impara la civilt, prende buone arti, vede molti essempli da schifare e' vizzii, scorge pi da presso quanto l'onore sia cosa bellissima, quanto sia la fama leggiadra, e quanto sia divina cosa la gloria, gusta quanto siano dolci le lode, essere nomato, guardato e avuto virtuoso. Destasi la giovent per queste prestantissime cose, commove e se stessi incita a virt, e proferiscesi a cose faticose e degne d' immortalit ; quali ottime cose forse non si truovano in villa fra' tronchi e fr le zolle. (Leon Battista Alberti, I Libri Della Famiglia , a cura di R. Romano e A. Tenenti, Torino, Einaudi 1969 e 1994 ; pp. 244-48).